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a cura di Roberto Giacinti

LA BANCARELLA DI PORTA ROMANA Le Storie

LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA


Sommario Presentazione Dario Nardella

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Premessa Roberto Giacinti

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Culo e Camicia Silvana Salvianti

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Un Ritaglio di Vita Gian�anco Naldi

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Domani Provvedo Giuseppe Bandini

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Un Batterista Speciale Massimiliano Bianco

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Svegliarsi Presto Valeria Bruni

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La Tavolozza Marzia Francini Bucci

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Maypole Jane Camilloni

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Il Banco degli Amici Monica Capecchi e Massimo Socci

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L’uovo di Pasqua Mario e Barbara Catoni

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Del PiĂš e del Meno Brigitte Manuel Coach

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Aura Culturale Marcello De Angelis

34

Istanbul Banu Erkin

38

Leggero e Facile Lucia Fabbrini

41

Per Campare Lucia Fernandes

42

Pagine Gialle Franco e Cristina Fieramosca

44

Aria di Casa Cecilia Bandini Garaboldi

47

Il Presepe Roberto Giacinti

48

Niente Cambia Elena Grossi

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Il Cestino di Vimini Riccardo Gualtieri

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Ansia Cristina Lenzi

53

Una Strada Schiva Vieri Lenzi

54

La Bancarella Senegalese Momar Lo

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Ciliegiaiooo Andrea Mancuso

59

Il Galletto Giusy Ristori Mannelli

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Uno Stato Mentale Michele Manzotti

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Scelte di Vita Marco Masselli

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Una Vera ComunitĂ  Gianni Mercatali

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Il Parente Roberto Naldi

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Vitamine Kogo Nobuko

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Le Arance Donata Patrussi

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On the Road Antonio Petrocelli

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Il Topo e la Topa Paola Petrosino

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Benvenuta Alexandra Podolsky

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Lui, la Grancassa Pierangiolo Ranfagni

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Dio delle Piccole Cose Mirko Sladek

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Attenti al Cane! Hebe Greyson Splane

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Toccasana Sylvia Yanagisako Sullivan

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Il Barroccio Globalizzato Angela Staude Terzani

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Welcome Wagon Russ e Arlene Ridolďż˝ Valentine

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Presentazione Una bancarella è molto di più di un semplice servizio commerciale: può essere un punto di incontro, un crocevia di storie e di avvenimenti. Quella di Gianfranco e Silvana è prima di tutto un�oasi di comunità, un punto di riferimento per la vita di un quartiere. Qui comprare un chilo di pesche non è semplicemente un atto economico. Incrociarli per strada mentre sistemano la frutta, ricevere un saluto prima di andare al lavoro, ci fa sentire molto più sicuri di dieci telecamere installate agli angoli della nostra città. L�originale idea di Roberto Giacinti rappresenta una straordinaria occasione per far conoscere quanta umanità può esserci in un “sacchetto di carta”! Il commercio è il settore che più di altri sta vivendo trasformazioni epocali: imprese storiche chiudono ogni giorno sotto la pressione della grande distribuzione; i volti cambiano rapidamente e la presenza di quel droghiere o di quel fruttivendolo, che per generazioni presidiavano una strada, si sta purtroppo perdendo. Ma la s�da del piccolo commercio di vicinato è ancora tutta da giocare. Alcuni segnali sono già evidenti: la parabola di espansione dei grandi centri commerciali si è fermata. Il commercio dovrà essere anche qualità, attenzione, rapporto diretto con il 7


consumatore. Per questo sono convinto che i casi come quello della bancarella di via Metastasio non siano solo il ricordo di un passato ormai tramontato, ma rappresentino la chiave vincente per a�rontare con successo il futuro. Dario Nardella

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Premessa Se c�è una parte di Firenze che non può essere trascurata essa è all�inizio di via Senese, lì ove nasce via Pietro Metastasio. Chi era costui? Il nome storpiato da molti, che non dice più nulla a nessuno, pseudonimo di Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi, nato a Roma il 3 gennaio 1698 e morto a Vienna il 12 aprile 1782, è del riformatore del melodramma italiano. La bancarella all�angolo della strada è una delle poche postazioni �sse rimaste al di fuori dei mercati �ssi o rionali e certo non è più riconducibile a quelle licenze di ambulante che venivano destinate agli ex carcerati quando uscivano dalle Murate ed entravano in San Lorenzo o in altri mercatini rionali! La Bancarella di Gianfranco e Silvana è una presenza innegabile e irremovibile nella vita del rione e quindi, praticamente, ogni evento si può, se uno vuole, ricondurre a questo luogo. Quel continuo via vai, alla Bancarella, brevi fermate per gli acquisti, più lunghe per le chiacchere! Gente che va, gente che viene. Ricordate la celebre frase del famoso �lm “Grand Hotel” del 1932 che raccontava un luogo ove si intrecciavano storie di personaggi di ogni genere che arrivavano e partivano comparendo, come su un palcoscenico, per poco tempo, e per poca parte della loro vita, con 9


destinazioni non sempre conosciute? Anche alla Bancarella si intrecciano le storie di svariati personaggi, un po’ uomini, un po’ attori?! Tra loro non si creano mai tensioni, come avveniva tra le dive, protagoniste del �lm, Greta Garbo e Joan Crawford; è pur vero che alcuni personaggi non comparivano mai assieme nella stessa scena! Lì c�è la voglia inarrestabile di ripetere il “Paese”. Lì per molti è come arrivare alla strada di “casa tua”, sai quella strada che ti è così familiare, proprio perché c�è “casa tua”. Appena arrivi all�incrocio con via Metastasio già si sentono i chiacchericci e le risate degli amici che, rinnovandosi continuamente durante la mattinata, conversano, raccontano, confabulano, con il sereno appoggio dei formidabili Gianfranco e Silvana. Insomma una zona deputata ad essere allegra tutto l�anno ove chi si trattiene a conversare rinnova quasi ogni mattina la voglia di vivere slow. Uno stile di vita non legato all�eccessiva velocità, ma all�insegna del rubare il tempo per raccontarsi esperienze e vissuti. Evitare di fare più cose contemporaneamente, e non arrabbiarsi quando si deve a�rontare una coda, a gustarsi la pausa pranzo, il ca�è o una cena senza stress e telefonini disturbatori. Questa atmosfera mi ha suggerito di raccogliere, in questo volumetto, le personali storie di vita, le descrizioni dei personali stati 10


d�animo, oppure di avvenimenti raccontati. L�insieme disegna uno squarcio di vita quotidiana ormai sempre più raro in un mondo che cancella il semplice modo di relazionarsi per stare più vicini, insomma per vivere un po’ più “insieme”! Gli aneddoti raccolti sono scritti tutti sull�onda del raccontare schietto, semplice e disinvolto usato negli incontri mattutini. Sono più o meno emozionali, ma sono tutti freschi e spontanei, talvolta burleschi, per lo più pervasi da una �loso�a popolare e bonaria che esalta lo stare bene insieme. Infatti gli autori riportano ricordi, discorsi, pensieri, atteggiamenti, storie di viaggio, modi di concepire la vita, sistemi di educare i �gliuoli, e via dicendo. Gli anziani talvolta ci ricordano che una volta la gente si voleva più bene. Eppure lo si trova ancora questo “volersi bene”, anche dove la città è diventata anonima. Troviamo pagine interessanti, scritte con semplicità, certo non dominate da premura letteraria, ma dalla volontà di ben esporre i propri sentimenti. L�invito dunque che faccio a tutti è di fermarsi e meditare sull�importanza del recupero di un rapporto con il tempo più umano e dunque più sano. L�imperativo comune è “Dobbiamo preservarci, tieniamoci uniti”. E ridiamo alle parole di Woody Allen quando da pessimista-comico a�erma: “Una 11


risata vi salverà. A patto di non prenderla sul serio”. Oppure: “Che l�ironia sia terapeutica non è mica garantito. Se vuoi avere una buona cura è meglio che ti a�di agli antibiotici”! Molti hanno �oluto partecipare a questa iniziativa cosicché essendo troppo elevato il numero delle pagine raggiunte, per i tipi della Collana che ci ha ospitato, ho dovuto duplicare la pubblicazione accogliendo in un �olume “Le Storie” e nell’altro “Le dediche”. Roberto Giacinti

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La bancherella d Porta Romana