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costa sud/nord

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Via Turati, 40 PIOMBINO

magazine BIMESTRALE DI SEGNO E COMUNICAZIONE LIBERA Giugno/Agosto 2013

sinceramente, con questa crisi... meglio broccoli e cotiche della frittata trippata!!

N°35

FREEPRESS

The “Dreamers” la musica oltre tutte le barriere! PAG. 13

Max Malavasi: immaginando... con i “Giganti” PAG. 18

E molto altro ancora nelle pagine interne...


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Graffio Giugno/Agosto 2013/N° 35 Anno 6 Find us on facebook, twitter, pinterest graffiomagazine.it

Contenuti

4 GRAFICA Á Giacomo Neri L’evoluzione del bat-logo 5 NEWS Á Pasquale Scuderi Ossessione 7 GRAFICA Á Raffaella Lombardi Com’è nato Peace&Love? 8 REALTÀ Á Dalila & Vanessa Ferraro Australia: ultima spiaggia? 9 GRAFFIOMOVIESÁ Zoe Lydall Prossimamente al cinema 10 REALTÀ Á Marika Rea Quanti alberi da abbattere? 11 REALTÀ Á Marzio Brunetti LetiziaPapi/Sabatini&Guardi 13 APPUNTI Á Fausto De Luca The “Dreamers” 14 APPUNTI Á Nanni Sampieri Archivitettura 15 FINZIONI Á Sharona Lewinsky Dove osano le fobie 16 FUMETTI Á Manlio Cancogni Fantasio: cavallo malato

17 FUMETTI Á Giorgino Galassi The Joker/Mr. Cobblepot 18 CHI? Á Max Malavasi Papes Max Malavasi: immaginando 20 NEWS Á Luca Giberti Improvvisazione extempore 21 FUMETTI Á Elisabetta Di Salvo Vagabondando nell’Infinito 22 NEWS Á Rossella Tinagli Sisters in Calcutta: qui 23 CHI? Á Francesca Fontanella Boutique su 2 ruote 24 IL RACCONTO Á Ringo Il juke-box/Ai confini della... 26 NEWS Á Giannantonio Cresti Non si suona con l’aria 27 CHI? Á Stefano Ferrini Quello della notte 29 ASTROLOGIA Á L. Livaldi Laun Lilith, la Luna nera 30 NEWS Á A cura di Graffiostaff Fabbrica: un film mai uscito

• Cover illustration: Aldo by Ipnosys • Salvo accordi scritti o contratti, la collaborazione a questo magazine è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita • Tutti gli articoli firmati, presenti sul magazine, sono da considerarsi come contributo culturale per il sostenimento del progetto editoriale/commerciale • Nel dettaglio di certe sfaccettature, con l’intento di analizzare il significato di alcuni contenuti, è possibile che qualche brano possa essere preso dal Web e di conseguenza valutato dal Gruppo Q Rioso come pubblico dominio • L’eventuale pubblicazione è comunque subordinata all’insindacabile giudizio del gruppo stesso.

Editoriale riflessivo Cari lettori, stiamo tutti attraversando un periodo difficile che, purtroppo, si protrae ormai da anni. Ad aumentare ancora di più le preoccupazioni, un’azione mediatica negativa mai registrata in precedenza che, propinando quotidianamente notizie sconfortanti e conseguenti reazioni della gente allo status quo, ha instaurato un clima di paura, terrore e angoscia. Ciò non aiuta certo a rincuorare gli animi, già angosciati da ogni genere di problema e nemmeno a tirarci un po’ sù per far fronte a questo momento. Noi nel nostro piccolo, invece, vogliamo regalarci e regalare a voi, nello spazio di questa colonna e senza pretesa alcuna, un momento di sollievo, di speranza. Naturalmente senza volerci e voler illudere nessuno ma, per quanto necessario, un invito a riflettere insieme sulle linee di comportamento da intraprendere per sopravvivere (in ogni senso) al protrarsi di questo clima. Certamente nessuno lo sa, tantomeno noi, ma già il fatto di parlarne può esserci d’aiuto perchè ora più che mai, abbiamo tutti bisogno di feedback positivi. Perchè la solitudine, da sempre, soprattutto quella vissuta in mezzo all’indifferenza, ci attanaglia e in questo momento incoraggia la disperazione di determinate persone, a scegliere soluzioni estreme alla risoluzione dei loro problemi. Dunque questi gesti devono indicarci del perchè siamo giunti a questo, del perchè vogliono tenerci imprigionati dentro noi stessi col tentativo di farci perdere anche la nostra dignità. Ma se ci sono ancora delle idee usiamole come una proficua risorsa senza farci imbambolare dalle cronache. La storia ci dice che, dalle ceneri può rinascere anche un fiore, e che si può cambiare il corso di un fiume, sempre se lo vogliamo. Dunque andiamo avanti, insieme. Non potrà e non dovrà essere sempre così. dal Gruppo Q Rioso

Bimestrale di segno e comunicazione libera Registrazione del tribunale di Livorno n.2/07 Direttore Responsabile: Valeria Parrini Redazione Greta Panicucci - redazione@graffiomagazine.it Pubblicità Matteo Panicucci - pubblicita@graffiomagazine.it Grafica Massimo Panicucci - grafica@graffiomagazine.it Stampa Centro Stampa Friuli Poincicco di Zoppola (PN) Distribuzione STAR STUDIO Via Turati, 40 - 57025 Piombino (LI) - Italy Hanno collaborato a questo numero: Giacomo Neri, Raffaella Lombardi, Dalila & Vanessa Ferraro, Zoe Lydall, Ringo, Marika Rea, Giannantonio Cresti, Nanni Sampieri, Sharona Lewinsky, Manlio Cancogni, Max Malavasi, Luca Giberti, L.L.L. e altri...

Se avete immagini, foto, testi, disegni o qualcosa che attiri la vostra attenzione inviateli a: info@graffiomagazine.it INFORMATIVA SULLA PRIVACY Ai sensi dell’Art. 13 del D. Lgs 196/2003 Vi comunichiamo che i Vostri dati vengono da noi raccolti e trattati esclusivamente per fini connessi ai rapporti commerciali tra noi intercorrenti. Precisiamo che i suddetti dati verranno utilizzati per l’assolvimento degli obblighi fiscali contrattuali. Il trattamento pertanto rientra tra i casi per i quali è necessario ottenere il consenso a norma dell’Art. 24 del suddetto D. Lgs 196/2003. PER LA TUA PUBBLICITÀ SU GRAFFIO 0565.22.22.41 commerciale@graffiomagazine.it GRAFFIO magazine è una free-press che esce il giorno 5 del mese di Febbraio/Aprile/Giugno/Agosto/Ottobre/Dicembre e viene distribuita nei maggiori centri di aggregazione sul litorale da Grosseto a Livorno e dintorni. GRAFFIO magazine lo puoi trovare qui: bar, locali di tendenza, hair-stylist, enoteche, ristoranti, cinema, teatri, centri culturali, cartolerie, biblioteche, uffici informazioni turistiche ... e di mano in mano

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Grafica

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Batman 1940/2012: l’evoluzione del bat-logo Da ben 72 anni splende sopra i cieli di Gotham

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Giacomo Neri Nostro corrispondente da Londra

A differenza dei loghi di altri supereroi, che in realtà non servono ad altro che adornare i loro costumi, il logo iconico della misteriosa figura incappucciata, ha una funzione vitale perchè serve ad avvisare Batman che è il momento di agire. Soprassedendo al mio giudizio sul fatto se sia giusto o sbagliato il ruolo del nominato come collaborazionista della polizia (d’altronde anche Topolino lo è con il commissario Basettoni) mi piace volutamente soffermarmi solo sull’aspetto grafico che è ciò che interessa questa rubrica e trarne qualche considerazione. Quindi, ritornando specificatamente al logo, la prima osservazione spontanea che mi viene in mente è: perchè, vista l’importanza della funzione del logo come segnale di pericolo, non è stato mantenuto uguale durante tutti questi anni? Andando a scuriosare un po’ in qua e in là su certi siti americani, specializzati sull’argomento, ho scoperto (e anche qui sono solo ipotesi) che il problema non è riferito alla domanda che mi sono posto bensì al fatto che l’amministratore delegato della Waine Enterprise* ha riesaminato l’identità visiva della sua Azienda da lui stesso fondata nel 1940, quindi modificando ogni volta il logo, per ben 30 volte! (*La Waine Enterprise è un’organizzazione fantastica nell’Universo DC, di proprità di Bruce Waine alias Batman. L’Universo DC, è l’Universo immaginario dove si svolgono le storie a fumetti dei supereroi pubblicate dalla DC comics).

Cathryn Laver, il creatore del primissimo bat-logo Cathryn Laver è stato il grafico che, nel 1941, ha creato il primo logo apparso sull’originario fumetto dell’uomo pipistrello. Il motivo per cui poi il logo abbia subito e continuerà a subire continue modifiche, credo stia nel fatto che gli scrittori e i registi che si sono susseguiti e che si sussegueranno per rappresentare nuove storie cinematografiche dell’eroe alato, lo hanno evoluto e lo evolveranno di volta in volta per adattarlo e renderlo sempre più attraente ai fini di mercato. Nell’evoluzione del logo (di cui la “Calm the Ham” ha pubblicato un bellissimo poster “Evolution

of Batman” di tutti i vari passaggi con sotto la data,(opera grafica del stesso Cathryn Laver) ci troviamo anche delle raffigurazioni della silouette che hanno fatto il proprio dovere sia come icone, sia come arma non letale a doppio taglio, come il batarang . Per concludere vorrei fare una mia considerazione personale: mi rimane difficile accettare, visto che anch’io progetto loghi per aziende, un logo che ha cambiato così tanto come quello di Batman. Ma c’è sempre l’eccezione che fa la regola perchè, nonostante tutto, rimane un marchio molto forte e riconoscibile.


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News

Ossessione L’amore sbagliato tra il giovane vagabondo Joselito e la bella Marilù Pasquale Scuderi Inviato speciale

È accaduto in un piccolo distributore di benzina di un villaggio giù al sud. Un giovane, di bell’aspetto e virile, ha ucciso un uomo infierendoli cinque coltellate, con la complicità di una bellissima donna di nome Marilù, moglie dell’uomo ucciso, con il quale gestiva la piccola pompa di benzina. Joselito, questo il nome del ragazzo di origine spagnola (la madre aragonese ), si era fermato lì con la sua utilitaria per fare benzina e la sorte ha voluto che a servirlo fosse stata proprio lei, la bellissima Marilù: ed è lì che è accaduto tutto! Veniamo alla cronaca dei fatti. Nell’attimo in cui la donna versava il carburante nel serbatoio, aveva fatto intendere al ragazzo di essere insoddisfatta di suo marito e di averlo sposato solo per cercare una sistemazione. Immediatamente fra i due scattava un colpo di fulmine. Questo destino così travolgente aveva spinto il ragazzo a proporre alla donna di salire in macchina e di fuggire via insieme a lui. Ma lei, seppur insoddisfatta, si era rifiutata. E a quel punto è avvenuto il dramma! Come impazzito Joselito, che aveva con sé un coltello, è uscito dall’auto ed è entrato determinato all’interno del distributore e con una tale violenza, ha inflitto una serie di coltellate all’uomo, uccidendolo. Ma la sua morte ha innnescato in Joselito un tale senso di colpa che è andato subito a costituirsi. Il protagonista: Di lato a sx, l’aspetto recente di Joselito, attualmente rinchiuso in un carcere di massima sicurezza dove sta scontando una pena di 30 anni per omicidio. Ogni tanto riceve una lettera da una donna di cui non vuole svelare il nome. Che si tratti forse di Marilù?


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Grafica

Com’è nato Peace&Love? Progettato nel 1958 dal designer britannico Gerald Holtom come simbolo della Campagna per il Disarmo Nucleare è stato ripreso nel 1970 come simbolo di pace Raffaella Lombardi Nostra collaboratrice da Firenze

Il logo però, ancor prima di divenire definitivamente il segno di riconoscimento del movimento hippie, negli anni ‘60 era stato anche il simbolo dell’antimilitarismo. Una contesa comunicativa trasversale dunque, per un logo forte e di grande impatto. Ma vediamo insieme il significato originale di questo segno e come nasce. Gerald Holtom, l’ideatore del logo, è andato a pescare l’idea nelle lettere del codice nautico. Infatti, secondo le sue affermazioni, non è altro che la sovrapposizione della lettera “N” e della lettera “D” delle segnalazioni semaforiche con le bandiere a mano del codice nautico, e sta per Nuclear Disarmament. Onestamente però se si va a guardare queste lettere della navigazione, rimane un po’ difficile accettare la versione del designer britannico il quale, in seguito ha dato un’altra versione, alquanto dubbia, della genesi del logo ad un giornalista di un quotidiano inglese. In ogni caso, qualunque sia stata la molla ispiratrice che ha illuminato Holtom, passa in secondo piano poichè lui ha comunque fabbricato un simbolo che, per la forza della sua semplicità, ha ottenuto un enorme successo entrando di diritto nell’immaginario collettivo. Di conseguenza a questo simbolo sono state attribuite svariate interpretazioni: quella più strepitosa è quella datagli dal movimento hippie in cui in esso vedevano la stilizzazione estrema del rapporto sessuale. Stilizzazione che si aderiva bene allo slogan “fate l’amore e non la guerra”.

Utilizzi negativi e oscuri del logo Purtroppo nel corso della storia, del simbolo è stato fatto anche un utilizzo negativo con sfaccettature inquietanti e oscure. Per esempio si parla di “certe” società segrete che avevano attribuito al suo rovesciamento un’ energia in grado di spianare la strada per l’Anticristo. Oppure l’utilizzo, durante la Seconda Guerra Mondiale, della Terza Divisione Panzer di Hitler come simbolo del reggimento. Ne testimoniano anche alcune lapidi dei soldati delle SS sulle quali è scolpito appunto il simbolo. Ma è risalendo di molto indietro nel tempo, che l’occulto significato dell’icona, vista come croce capovolta, è stato associato al satanismo a seguito della morte dell’apostolo Pietro che

fu crocefisso per ordine di Nerone a testa in giù. E in base a ciò nell’era moderna un certo LaVey, fondatore della Chiesa di Satana ha offuscato ancora di più il simbolo tanto che lo ha usato come sfondo per il suo altare. A questo punto diciamo che era necessario capire la storia (seppur incompleta) di queste “due lettere nautiche sovrapposte”, perchè molte persone portano il simbolo senza conoscerne le vicende, così da poter reclamare a tutto diritto il simbolo per un uso definitivo del “bene”come spirito d’amore al servizio all’umanità. Un’ulteriore lode finale va spesa per Holtom il quale al tempo della fabbricazione del logo, collaborava con il Comitato d’Azione contro la guerra nucleare.


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Realtà

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Australia come ultima spiaggia? O solo un sogno

il cugino di Lino: Foto di quando abitava a Camberra.

Ambita meta dei giovani toscani allo sbaraglio, in cerca di fortuna Dalila & Vanessa Ferraro Sorelle studentesse

“Ciao, mi chiamo Lino, abito sul promontorio e mi sto organizzando per lasciare questo Paese perchè non ne posso più di questa situazione, non è più possibile viverci, ogni giorno cè una tassa nuova da pagare... è uno schifo!!! Così ho deciso di trasferirmi a Melbourne dove vive un mio cugino. Patrirò prima della fine dell’anno per prendere visione di un lavoro di cui lui mi ha parlato, e dopo un mese prenderò il tutto e mi trasferirò definitivamente laggiù...”

Attenzione però perchè c’è il rovescio della medaglia! Le leggi australiane per permettere di lavorare lì, sono molto rigide. Se non si ha alcun appoggio (come Lino) è impossibile starci più di 3 mesi. Scoprire nuovi posti di questo periodo, come l’Australia, è un utopia di molti ma viverci potrebbe diventare il paese dei balocchi per una persona sola, senza un sostegno di fiducia. Eppoi è necessario parlare un po’ di inglese ed avere abbastanza fondi per vivere all’inizio (dato che è carissima) e soprattutto ci vuole il visto, che è pensato per far fare un’esperienza ai gio-

vani, non certo per assicurare loro lavoro e sistemazione. Per non parlare poi del visto definitivo cioè quello che permette al migrante di rimanere lì a vivere: è complicatissimo! L’Australia ha i flussi migratori controllatissimi. Ciò che si sente in giro a proposito di un Paese che cerca forza lavoro sono solo “bla... bla ... bla” da bar! Il paese dei canguri non ha bisogno di forza lavoro e richiede solo specificate categorie di lavoratori, che devono comunque subire le mortificazioni di uno sponsor Australiano. Dunque vale la pena rischiare? Ma ogni persona, come Lino, fa storia a sè.


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GRAFFIOMOVIES A cura di Zoe Lydall Nostra collaboratrice (notizie sui film in uscita parzialmente estratte da mymovies.it)

PROSSIMAMENTE PROSSIMAMENTE AL CINEMA GIU/LUG AL CINEMA LUG/AGO PAULETTE

THE EAST

IL CASO KERENES

SOUND OF MY VOICE

Da Gio 6 Giu - genere: commedia Regia di Jérôme Enrico con Bernadette Lafont e Carmen Maura Durata 87 min (FRA 2013) Da Gio 13 Giu - genere: drammatico Regia di Calin Netzer con Luminita Gheorghiu e Ilinca Goia Durata 112 min (ROM 2013)

Da Gio 25 Lug - genere: thriller Regia di Zal Batmanglij con Ellen Page e Brit Marling Durata 116 min (UK/USA 2013) Da Gio 25 Lug - genere: drammatico Regia di Zal Batmanglij con Christopher Denham e Nicole Vicius Durata 84 min (USA 2011)

USA CONTRO J. LENNON THE PURGE Da Lun 17 Giu - genere: document. Regia di D. Leaf/J. Sheinfeld con John Lennon e Stewe Albert Durata 99 min (USA 2006)

Da Gio 1 Ago - genere: fantathriller James DeMonaco con lena Headey e Ethan Hawke Durata: non disp. (USA 2013)

STOKER

CORPI DA REATO

PASSIONI E DESIDERI

RED2

Da Gio 20 Giu - genere: drammatico Regia di Chan-wook Park con Mia Wasikowska e Nicole Kidman Durata 100 min (USA/UK 2013) Da Gio 20 Giu - genere: drammatico Regia di Fernando Meirelles con Rachel Weisz e Anthony Hopkins Durata 115 min (UK/FRA/ÖST/BRA 2011)

Da Gio 1 Ago - genere: commedia Regia di Paul Feig con Sandra Bullock e Melissa McCarthy Durata: non disp. (USA 2013) Da Gio 8 Ago - genere: crime/azione Regia di Dean Parisot con Bruce Willis e C. Zeta Jones Durata: non disp. (USA 2013)

LES SEIGNEURS Dream Team IN ANOTHER COUNTRY Da Gio 20 Giu - genere: commedia Regia di Olivier Dahan con José Garcia e Franck Dubosc Durata 85 min (FRA 2012)

Da Gio 22 Ago - genere: drammatico Regia di Hong Sang-soo con Isabelle Huppert e Yu Jung-Sang Durata 89 min (CDS 2012))

QUESTI SONO I 40

SONG FOR MARION

Da Gio 4 Lug - genere: commedia Regia di Judd Apatow con Paul Rudd e Leslie Mann Durata 134 min (USA 2012)

Da Gio 29 Ago - genere: tragicomico Regia di P. Andrew Williams con Vanessa Redgrave e Terence Stamp Durata 93 min (UK 2012))

SHADOW DANCER

ADIEU AU LANGAGE (3D)

ESP2

AT ANY PRICE

Da Gio 4 Lug - genere: thriller Regia di James Marsh con Gillian Anderson e Clive Owen Durata: non disp. (UK 2012) Da Gio 18 Lug - genere: horror Regia di John Poliquin con S. C. Philiphs e Jennica Fulton Durata 100 min (CAN/USA 2012)

Da Gio 29 Ago genere: drammatico Regia di Jean-Luc Godard con Jessica Erickson e Héloise Godet Durata: non disp. (CH 2013) Da Sab 31 Ago genere: drammatico Regia di Ramin Bahrani con Zac Efron e Dennis Quaid Durata 105 min (UK/USA 2012)

Il cinema è finzione di vita, ma la vita in fondo non è altro che un film e tu ne sei il regista.

LOCANDINE


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Realtà

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Quanti alberi si devono abbattere per una risma di fogli di carta?! Secondo una stima, una famiglia di 4 persone consuma 2 alberi all’anno, pari a 200 Kg di carta, l’equivalente di 80 risme di fogli formato lettera Marika Rea Nostra corrispondente da Livorno

Ma, parlando con franchezza e consapevolezza, si potrebbe ridurre la strage di alberi con un gesto responsabile: riciclando la carta stessa come quella, per esempio, adoperata ordinariamente nelle stampanti.

Pensate a quanti platani, a quanti pini, a quante querce potrebbero essere salvate se solo ci fosse la volontà di un’alternativa seria e compatta. Sempre per fare un esempio: da un pino di diametro medio e alto all’incirca una quindicina di metri, come uno di quelli sparsi nel nostro litorale dove ci si addormenta all’ombra delle sue fronde ne-

Alan Wilson: Uno dei fondatori della formazione americana rock-blues dei Canned Heat. Il suo corpo fu trovato nel ‘70 in un sacco a pelo ai piedi di un albero in Topanga Canyon. Le voci dissero che si era suicidato per la conservazione dei beni naturali, come le sequoie. Aveva appena 27 anni (Ipnosys)

gli afosi giorni d’estate, ebbene da quella magnificenza si ricava mediamente un metro cubo di legno, pari all’incirca a 160 risme di carta, vale a dire intorno a gli 80.000 fogli. Una risma, per chi ancora non lo sapesse, sono 500 fogli in A4 di spessore 80 gr. e sono stivati in pacchi da 125. In questo caso una risma è composta da quattro pacchi. Dunque, alla luce di questi dati, riciclare deve diventare un impegno, un caso di coscienza, un debito morale!

Mai come le foglie! Duccio Battaglia

Tutto questo maltrattamento nei confronti di un inscindibile ecosistema, è volutamente teso a far procedere un ordine economico costruito su concetti irragionevoli e disonesti: è la pericolosa e meravigliosa eloquenza divulgata da coloro che ci vogliono far credere che la tecnologia troverà una soluzione e che l’ecosistema si adatterà.

Ma nel frattempo che siamo qui a discutere su come affrontare questo delirio, le foreste continuano ad essere abbattute per essere trasformate in tovaglioli o fazzolettini di carta, piuttosto che in lunghissimi rotoli di carta igenica. E pensare che, paradossalmente, le foglie degli alberi sono state per secoli e secoli le più sane pulitrici... del fondo schiena.


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Realtà

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Letizia Papi Letiziosamente il suo amore per il canto Marzio Brunetti Critico musicale

Nel suo rapporto con la musica ha sempre privilegiato la dimensione dell’ascolto a quella dell’esibizione. Ascoltatrice esigente e curiosa dei più svariati generi musicali, seppur consapevole di avere delle doti canore, non ha mai deciso di avventurarmi nel mondo della canto finché a trent’anni ha accettato la sfida... Il complimento che più la lusinga è “mi hai fatto emozionare”. “È stato grazie ad un bravissimo chitarrista di Rosignano, Simone Morini, il quale vedeva in me un talento da mettere a frutto. Mi incoraggiò a tirare fuori la mia sensibilità e ad intraprendere la strada del canto, sebbene non avessi alcun tipo di formazione né esperienza. Mi invitò a formare insieme un quintetto (il Gruppao - che si è poi rivelato vincente) e a portare in giro un raffinato e coinvolgente repertorio brasiliano”. Nel 2009 la vede cofondatrice del progetto musicale Chameleons, di cui è autrice di alcuni brani contenuti nell’omonimo progetto discografico realizzato nel 2001. Numerosissimi i concerti dal vivo che l’hanno vista instancabile e appassionata animatrice. Prosegue la sua esperienza divertendosi a spaziare nei generi musicali: dal rhytm’ blues, al reggae, al beat fino alla musica della tradizione popolare.

Letizia Papi Il suo attuale progetto Leti’z end Gentlemen propone un repertorio divertente di brani che vanno dai ‘60 agli ‘80 rivisitati con arrangiamenti originali

Musica: Pietro Sabatini oltre 30 anni con i Whisky Trail e un bagaglio di musica irlandese Livio Guardi: numerose tourneè in giro per gli Stati Uniti con addosso il bluegrass, il blues e l’old time Entrambi hanno all’attivo numerosi dischi

Meeting... di Sabatini&Guardi Guthrie e Irlanda dentro la loro musica originale da Ufficio Stampa PeterCam music (pervenuto alla nostra Redazione)

Voci, chitarre acustiche, basso acustico, banjo, bouzouki, e armonica, sono gli strumenti fondamentali scelti dal duo, per riprodurre un suono sul quale si sono formati. Attraverso anni di esperienze internazionali, che li ha visti impegnati in progetti acustici e non, Pietro Sabatini e Livio Guardi, due vecchi amici di lunga data, si sono ritrovati e hanno deciso di fondere, insieme alle loro influenze musicali, le loro composizioni in un disco dal titolo “Meeting” che sancisce il loro incontro. Un risultato singolare con testi che trattano temi sociali, cantati in inglese dai due, ma rigorosamente tradotti in italiano nel libretto inserito nel guscio del disco. Un lavoro autoprodotto che vi consiglio di ascoltare attentamente.


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Appunti

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The “Dreamers” la musica oltre tutte le barriere Anche i sogni si possono avverare con un po’ di fiducia Fausto De Luca Nostro corrispondente da Firenze

Il progetto “The Dreamers” ha delineato una nuova rotta che AICS Solidarietà Toscana, associazione da 15 anni nel settore delle attività sportive e sociali, ha voluto imboccare dopo avere raccolto un risultato positivo di partecipazione su iniziative in ambito musicale. Ecco dunque la nascita di questo nuovo progetto “The Dreamers”, destinato al diletto musicale e poetico di un gruppo di ragazzi “differentemente pratici” in una fascia d’età compresa fra i 14 e i 35 anni. Gli artisti Massimiliano Larocca, Riccardo Tesi, Enrico Greppi e Giuseppe Benvegnù hanno condotto un serie di laboratori nel capoluogo toscano.

I LABORATORI UNA SCOMMESSA SU RECIPROCHE DIFFERENZE

Nei mesi di settembre e ottobre dello scorso anno, si sono tenuti i laboratori presso l’associazione “Chille de la balanza” a Firenze, dove ogni artista ha incontrato i ragazzi per inventare il testo di una canzone e fabbricarne la musica.

MOLTA CREATIVITÀ PIÙ CHE SEMPLICI SOGNATORI

La fantasia dei “Dreamers” si è rivelata immaginabile! Ognuno di loro ha impreziosito i testi con una parola, un suono, un movimento, un rumore, dando il meglio di loro stessi e in cambio si sono meritati il meglio per il loro impegno.

MEGA EOLICO INVASIVO? PIOMBINO: tante considerazioni possono venire a mente. Pare non si capisca l’importanza della sensazione paesaggistica che si ha intorno da vendere ai turisti. Ma, una sensazione paesaggistica che si vuole tutelare, avrebbe bisogno quanto meno di un Piano Paesaggistico di zona, in questo caso più che evidente. La Val di Cornia e Piombino in particolare, ha già qualche problema con le corna dell’ENEL e gli sbuffi delle Acciaierie. La produzione energetica è già sopra il nostro consumo. Nulla vieta di specializzarsi in questo settore, ma se vogliamo ancora investire sul turismo e sull’agricoltura, a questi due settori devono arrivare benefici concreti in cambio. Mettere le pale in campagna (o nelle zone artigianali connesse), o metterle nella zona industriale forse cambia poco, perchè nel caso del progetto WKN, si tratta di altezze da torri dell’ENEL perciò da (E.& NnE) ovunque si noteranno.

UN CD SPECIALE! 5 CANZONI PER UNO SPETTACOLO

Prima della fine dell’anno, il gruppo di ragazzi ha incontrato gli artisti in uno studio di registrazione ed è stata una grande emozione per tutti. Il progetto è stato rappresentato poi al teatro Everest di Firenze e il 13 Gen 2013 al Teatro Era di Pontedera.

Salviamo il landscape Un ringraziamento di dalle pale gratitudine e... stima giganti! Il progetto “The Dreamers” alla fine ha raggiunto lo scopo che si era prefisso. I fini sociali e culturali sono stati raggiunti, grazie anche

www.aicssolidarieta.org

alla collaborazione di tutti i partner, delle famiglie, degli accompagnatori e dei supporters, oggi tutti più ricchi nell’animo grazie a quei ragazzi.

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Appunti

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Archivitettura

LE 2 RARE CASE

Casa Saldarini (la Balena di Baratti) e casa Esagono, opere dell’Arch. Giorgini, sotto la gestione di BA.Co Nanni Sampieri Bioarchitetto (a cura)

La Ba.Co, che sta per “Baratti Architettura e Arte contemporanea”, è un’Associazione composta in prevalenza da architetti del nostro territorio, che gestisce l’archivio di Vittorio Giorgini, l’Architetto fiorentino che ha dedicato tutta la sua vita a studiare il rapporto tra architettura e sistemi biologici.

Vittorio Giorgini: L’architetto scomparso tre anni fa

Formatosi in una Firenze ricca di fermenti culturali a cavallo degli anni ‘50 e ‘60, Vittorio Giorgini è stato un protagonista della cultura fiorentina nel secondo dopoguerra, una personalità di rilievo che negli anni Sessanta ha offerto non pochi e stimolanti contributi didattici agli studenti della Facoltà di Architettura di Firenze. Nel 1949 collabora con Franco Zeffirelli alla realizzazione scenica di “Troilo e Cressidra” (per la regia di Luchino Visconti) e al XII Maggio Musicale Fiorentino. Negli anni a seguire si trova a dedicarsi ad allestimenti e scenografie. Subito dopo la laurea (1957), si trasferisce a Roma

nello studio di Claudio Longo presentatogli da un amico. Dopo la parentesi romana fa ritorno a Firenze e apre lo studio inizialmente assieme a Walter Di Salvo, per poi proseguire da solo l’attività professionale. Prima di diventare noto con casa Saldarini (1962), Giorgini realizza casa Esagono a Baratti (1957) e il singolare allestimento della galleria d’arte “Quadrante” a Firenze (1959). Casa Saldarini gli valse l’invito alla “Prima Triennale Itinerante d’Architettura Italiana Contemporanea” (Firenze, 1965) dove espone il I° Manifesto di Spaziologia (termine che racchiude quella che per Giorgini vuole diventare una disciplina). La Ba.Co dunque si ispira al pensiero e alla testimonianza intellettuale di questo grande architetto con lo scopo di conservare e valorizzare il suo l’archivio privato e le sue opere, in particolare Casa Sgorbini (ex casa Saldarini) e Casa Esagono a Baratti. Ma anche inventariare, catalogare, archiviare, divulgare il materiale presente nell’archivio dell’architetto Giorgini. Inoltre costituire un patrimonio di documenti (progetti, disegni, ecc.) ed un servizio di consultazione, informazione, documentazione e raccolta di archivi di architetti contemporanei. E ancora, promuovere e organizzare sul territorio workshop residenziali favorendo la creatività giovanile, oltre a iniziative culturali riguardanti i temi dell’architettura, dell’urbanistica, del design e dell’arte, (cinema) nello spirito culturale dell’autore. Infine tenere corsi di formazione e aggiornamento sui temi dell’urbanistica e dell’architettura moderna e contemporanea e dell’arte in genere.

CASA ESAGONO BARATTI, 1957

Negli ultimi 10 anni, l’attenzione critica per questa costruzione prefabbricata ad elementi esagonali componibili in legno, ha alimentato (insieme alla casa Balena) un rinnovato interesse verso l’opera interdipendente tra cultura e natura di Vittorio Giorgini.

CASA SALDARINI BARATTI, 1962

La zoomorfica costruzione, conosciuta anche come “La balena di Baratti”, situata sul Golfo, rappresenta, con le sue strutture il manifesto programmatico dello spirito dell’architetto morfologo. Casa simbolo dell’integrazione con la natura stessa.

L’impegno di Ba.Co Samuele Gilardetto

L’associazione creata grazie all’impegno e alla forte volontà dei suoi soci fondatori vuole contribuire all’affermazione di una cultura diffusa del nuovo modello dello Sviluppo Sostenibile.

Progettare sostenibile è il partire e il condividere una logica di sistema, in cui gli elementi fondanti del progetto sono il pensiero scientifico, la cultura del rispetto del territorio e delle sue risorse, del valore delle relazioni sociali e della sua storia.


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Finzioni

Dove osano le fobie! Paure e fissazioni affollano la nostra testa di pensieri e cose inutili Sharona Lewinsky Psichiatra

Le ansie ossessive sono timori ingovernabili e travolgenti : sono impulsi irrefrenabili a compiere un atto, la cui mancata realizzazione viene vissuta dal soggetto con angoscia e con un forte senso di colpa. Chi soffre di questa interferenza ossessiva-compulsiva, si sente indotto a riverificare automaticamente più volte gesti abituali, come ad esempio il timore di aver lasciato aperto il gas, il lavandino o la porta di casa e quindi il controllo ripetuto di tutto questi elementi fin quando l’interferenza, in qualche modo offre un sollievo temporaneo che però svanisce in poco tempo per riproporsi nuovamente da capo e in maniera più accentuata. L’intrusione di questo sintomo può essere così critica e incessante tanto da trasformare il soggetto, incapace di sviluppare le proprie funzioni in maniera regolare. Ma l’intrusione, oltre al semplice dubbio, può assumere anche la forma di un‘idea bizzarra o quella di compiere atti violenti. Dunque il soffrire di quest’ansia estrema, conduce il soggetto alla preoccupazione di trasportare in azione questi “ceppi di testa”. Fortunatamente ciò non accade mai anche se, un caso su mille, può infrangere la statistica rassicurante. Ma come potersi difendere o prevenirci da questa intrususione, che come un baco si insinua nella nostra mente e alimenta le nostre ossessioni? C’è una sola risposta a questa domanda ed è questa: le paure non vanno allontanate né scongiurate con dei rituali, bensì affrontate per come sono, nella loro reale dimensione, certamente senza minimizzarle ma nemmeno ingigantirle. “Certo che ho paura di attraversare il passaggio a livello incostudito” - disse ad un passante un contadino che abitava al di là della ferrovia - ma lo attraverso lo stesso altrimenti sarei già morto”. Il passante in seguito, morì sul sentiero lungo la ferrovia risucchiato da un treno.


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Fumetti

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Fantasio: cavallo da corsa malato Al Premio Principe Amedeo di Torino a 200 mt dall’arrivo schianta a terra! Manlio Cancogni Giornalista/Letterato

Il veterinario sentenza: Aneurisma! Nessuno si era mai accorto che il purosangue fosse malato. La morte di un cavallo in corsa è una delle cose che più toccano il cuore... soprattutto quello del suo fantino Ugo. Dopo la caduta Ugo si rialza a terra e rimane lì in piedi accanto a Fantasio morto, lo guarda fisso, è come fuori di sé. Il fantino gli era stato tanto vicino. Nelle lunghe vigilie delle corse, gli parlava sulla bocca carezzandolo con dolcezza come per fargli capire che non gliene voleva affatto se si era rifiutato per ben tre volte di partire in tre corse di-

Arte Differenziata

verse, quasi un presentimento per ciò che gli sarebbe accaduto. Ma questa volta Fantasio era partito, e dopo poche centinaia di metri è già dietro i primi che guidano la corsa appaiati. In curva il purosangue si fa sotto, e all’entrata in dirittura d’arrivo ha già superato i suoi avversari. Fantasio prosegue rasente lo steccato senza rallentare, come se con quella volata sotto le tribune che lo applaudano, volesse rifarsi delle umiliazioni subite. Ma, a duecento metri dal palo, avviene la disgrazia: Fantasio precipita a terra di schianto! Subito gli uomini dell’ambulanza accorrono ma per il cavallo non c’è più niente da fare. Ugo il fantino, è sbalordito, continua a guardarlo fisso senza riuscire a piangere.

Rächer, il vendicatore dagli occhi di ghiaccio Gideone Spagnolis

Con i cassonetti colorati differenziare diventa più facile

ma chi non distingue i colori, i gusci d’uovo dove li gettà? di sensibilizzazione a favore dei Daltonici a cura di Graffiomagazine © Campagna

Il personaggio: Fantasio, morto per un aneurisma durante una corsa. Un enigma raccontato nel 1956 in un libro da Manlio Cancogni

Nato dalla matita di Raulo Chisoni, Rächer è un uomo provato dalla vita e non sa stare più al passo con i tempi. Il personaggio, di fronte al bilancio della sua esistenza, si sente come un reduce di un mondo che ormai vive solo dentro di lui, incastrato e prigioniero dei suoi ricordi che, dolorosi o belli che siano, a quanto pare non gli sono serviti ad aggiustare la

sua vita. Intorno a sè vede solo una società multietnica nella quale non sa cogliere altro che una perdita d’identità per tutti coloro che la compongono. Sprezzante e solitario, ma pieno di dignità, il vendicatore è capace di andare incontro alla morte all’insegna della giustizia giusta, quella dettata dal suo codice personale, contro ogni sopruso gratuito. Porta sempre con sé una pistola scacciacani che non ha mai sparato, ma consapevole che c’è sempre una prima volta.


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Fumetti

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La follia di uno psicopatico killer e clown vizioso! Red Hoot, il suo vero nome, è un noto criminale nemico di Batman

LA NOTIZIA DEL MESE! VADA. Ragù di gatto al posto del coniglio in un noto ristorante della costa! L’inconsapevole cliente però leccandosi i baffi ha detto:- Buono davvero! -

THE JOKER

I MONDI DI Mapak

Giorgino Galassi Esperto di Fumetti

MONDO BOIA

Pelle color bianco gesso, labbra rosso rubino, e capelli verde smeraldo, sono le sue caratteristiche. La storia vuole che durante una fuga da Batman, suo acerrimo nemico, Red inciampa e cade in una vasca piena di sostanze chimiche antidepressive. Chiaramente la reazione a quelle sostanze, cambia radicalmente la sua fisionomia e di conseguenza il massiccio spostamento della sua personalità. Questo determinerà la nascita del “Joker” con l’aspetto simile a un clown caratterizzata da un beffardo sorriso. Da quel momento il personaggio vivrà la sua esistenza nel desiderio di distruggere tutto quanto possibile agli altri. (segue)

LE SUE ORIGINI UN EX INGEGNERE CHIMICO

La vita di Red Hoot cambia quando, nel disperato tentativo di mantenere la moglie incinta (che morirà in un incidente domestico insieme al bambino in grembo), l’uomo si era fatto complice di due criminali per irrompere nello stabilimento dove era impiegato.

Mr. Cobblepot è Il Pinguino! Il sadico brutale criminale, Oswald Chesterfield Cobblepot alias Il Pinguino, dirige i suoi loschi affari nella città di Gotham dalla sua sede operativa di Iceberg Lounge.

Il losco imprenditore è famoso per il suo vastissimo arsenale di ombrelli truccati dagli svariati utilizzi. È anche capace di piegare la volontà dei volatili grazie a sofisticati congegni elettronici.

MONDO CANE


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Chi?

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L’immaginazione oltre i “Giganti

Archivio: Max Malavasi durante una performance alle prese con il cajon

I ricordi di Max Malavasi di quando da piccolo ascoltava i dischi dello zio Max Malavasi Papes Batterista e percussionista

Nella mia casa di Greco, a Milano, iniziarono presto a girare i dischi dei Giganti. Iniziarono a girare nel vero senso della parola, ovvero sul giradischi Geloso. Il mio passatempo preferito, da piccolo, oltre alle macchinine, era quello di fare il dj. Ricordo stupendi pomeriggi a mettere su dischi e ascoltarli così tanto quasi da finirci dentro. In quegli anni sviluppai un grande senso d’immaginazione e di sensibilità musicale. In questi scenari immaginari delle canzoni io mi sentivo come trasportato in

MAI FINORA CI SIAMO RITROVATI CON ANIMO COSÌ TURBATO COME OGGI

un’altra dimensione che non conoscevo ancora a fondo: quella della vita, dell’amore. I primi che ho ascoltato erano quelli dei Giganti. Avevo la collezione completa prestatami da mia nonna materna, con la promessa di non rovinare i vinili del suo figliuolo. Forse per questo motivo iniziai a sentire un genere musicale che forse un bambino di 8/9 anni normalmente non ascolta. Grazie a questi dischi, ipotizzai una mia vita immaginaria, passata e futura. Imparai cosa voleva dire amare, accettando le sofferenze del cuore. C’erano delle canzoni dei Giganti nelle quali grazie alla mia immaginazione, diventavo il protagonista della storia raccontata al punto di condividere le emozioni. Questo può essere piuttosto normale in una persona

adulta, ma non credo sia ovvio per un bambino che ancora non conosce l’amore tra uomo e donna. Canzoni come Charlot, Una storia d’amore ed Il viso di lei, mi hanno fatto viaggiare nel mondo incontrando persone diverse in situazioni diverse.

Amore è solo una parola pingo soltanto l’amore che vedo e alla società non chiedo che la mia libertà... (Proposta). Crescendo, ho avuto modo di conoscere oltre a mio zio Enrico Maria Papes (e molto di più), anche gli altri componenti originali del gruppo, cioè Sergio e Mino Di Martino e Francesco Morsella. Ho scoperto quattro persone molto belle, diverse tra loro, ma uomini. Forse questo è stato il segreto del loCi sono frasi delle canzoni come ”... amo- ro successo. re è una parola amore vero non esiste, Archivio: è solo nei sogni di chi ha passato una Max con triste gioventù... (Tema), oppure ”... suo zio L’arte è nel cuor e la famiglia è ca- Enrico Maria lor... (Tema) che mi hanno accompagna- Papes to nella vita. Ho aperto gli occhi sulla società cercando di comprendere “... sono un pittore che non vende quadri diIl desiderio di vivere la propria vita combattendo la solitudine, cogliendo i significati principali, come amore famiglia e senso sociale, prima che la vita ci sfuggisse o ci passasse davanti senza fermarsi, sono aspetti che, nonostante la mia tenere età ho sempre percepito nelle loro canzoni.


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Le storie del Principe ranocchio

BARPRINCIPE panineria Viale della Repubblica, 4 - PIOMBINO - Tel. 366.1470380


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News

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Improvvisazione in estemporanea Un gustoso cacciucco di note... Luca Giberti Musicista ed esperto di musica (a cura)

Jam Session: performance di alcuni musiscisti del nostro territorio

Nel covo di un noto locale del nostro territorio, prima che chiudesse i battenti, si sono incontrati, per ben due volte, musicisti e amanti del jazz per suonare insieme (senza aver mai provato prima) motivi standard in una lunga e appassionante jam session dall’atmosfera “cool”.

È già da un po’ che a Piombino si respira di nuovo aria di jazz. I concerti con artisti di fama nazionale ed internazionale, tenuti al teatro Metropolitan o dentro il suggestivo Rivellino hanno attirato un pubblico sempre maggiore. I musicisti locali però si erano rintanati nelle sale prova, alle prese con uno standard o un blues... oppure fuori città, esiliati in qualche palco lontano. È da questa premessa che Luca Giberti, con l’eccellente pianista Nico Pistolesi, l’aiuto di Ermindo Bottai, Riccardo Boldrini e Tommaso Politi, hanno concretizzato l’idea di proporre la tradizionale jam session. Dopo un primo appuntamento molto promettente, la volta dopo infatti (dom 5 mag), il locale ospitan-

te era letteralmente invaso da musicisti in evidente crisi di astinenza da esibizione: cantanti, pianisti, contrabbassisti, chitarristi, batteristi e sassofonisti che, con i loro strumenti, si sono avvicendati sul palco. Ed ecco il Brasile dipinto dalla voce di Cristina Pantaleone, o l’anima libera di Sabina Manetti, le mani esperte sul contrabbasso di Nino Pellegrini, la chitarra di Franco Ceccanti e ancora il ritmo discreto e infallibile di Ermindo Bottai e ancora il sax di Nedo Carli e molti, molti altri. Un’atmosfera rilassata e gioiosa, dove nell’improvvisazione collettiva si sono fusi principianti ed esperti. Un vero esempio di fratellanza per un pubblico di curiosi, amanti del jazz e musicisti. Una moltitudine immersa nel suono casuale, nero, bianco, blu...

Mino Lacirignola dal Belgio con... la tromba Tromba nei Corsi ad indirizzo musicale. Nel 1979 entra a far parte dell’organico della JAZZ STUDIO ORCHESTRA di Paolo Lepore. Con questa prestigiosa big band pugliese suona con alcuni fra i più grandi Andrea Ruggetti Nostro corrispondente del jazz quali Dizzy Gillespie, Chet Baker, Dusko Goykovic, Nato in Belgio nel 1957 Art Farmer, Lee Konitz, Joe inizia gli studi musicali Newman, Ernie Wilkins, BenPresso l’Académie Ro- ny Bailey, Sal Nistico, Mark yale d'Ixelles a Bruxelles. Murphy, Tony Scott e tanti alTrasferitosi in Italia nel 1972 si tri. Ha partecipato ad innumediploma in Tromba al Con- revoli festival e concerti in servatorio di Bari e si laurea Italia e nel mondo. La sua atin Filosofia. Studia Composi- tività di musicista abbraccia zione e inizia ad insegnare un vasto repertorio che va Educazione Musicale nella dal jazz, al dixie fino ai capoScuola Media e, in seguito, la lavori della musica italiana.

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Lacirignola: foto di U.Calipari


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Fumetti

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Vagabondando nell’infinito come l’Eternauta! Sopravvisuto alla neve killer venuta dallo spazio profondo

INIZIA L’INCUBO!

CALL CENTER NONSTOP! ELBA: affinchè tutte le vostre domande siano risposte, vi preghiamo di non fare commenti non inerenti al servizio. Grazie ...si, ha capito bene! vada a quel paese!

Elisabetta Di Salvo Esperta di fumetti di fantascienza

Apparso per la prima volta nel 1957 per conto della leggendaria casa editrice argentina “Editorial frontera”, fondata dallo scrittore Hector German Oesterheld, “L'Eternauta” rimane ancora oggi una delle pietre miliari della fantascienza, non solo a fumetti. Una storia semplice sceneggiata dallo stesso Oesterheld, per la matita di Francisco Solano Lopez. L’azione si svolge a Buenos Aires: la Terra è invasa dagli Alieni che prima hanno fatto cadere una neve mortale che uccide gli uomini. Juan, questo il nome del protagonista, nell’intento di fuggire entra in un veicolo alieno, tocca il comando sbagliato e si ritrova proiettato chissà dove, e si trasforma nell’Eternauta, cioè un viaggiatore dello spaziotempo.

JUAN SALVO UN’ ORRIBILE LUNGA AVVENTURA

Cosa è successo, quindi, a quest’uomo? Una sera d’inverno di un’epoca imprecisata nella città di Buenos Aires, Juan e tre suoi amici stanno giocando a carte. A un certo punto inizia a nevicare, e tutti i rumori dall’esterno cessano di colpo. I quattro uomini, turbati, scorgono dalle finestre i passanti cadere a terra, uno dopo l’altro, morti: il contatto con i fiocchi di neve, che appare un po’ luminosa, è mortale. Nell’arco di pochi minuti tutto è silenzio e ...l’incubo comincia.

Il disegno grezzo ma efficace di Lopez Alquanto limitato dal punto di vista espressivo, Lopez è in grado, a dispetto di tutto, di ricreare in modo singolare le situazioni più af-

fliggenti della storia: primi piani di grande forza, con sfondi cupi e deserti tesi a riprodurre la disintegrazione imminente. Illustrazioni semplici e con-

cise che danno l’impressione di accentuare i momenti di suspence e solitudine della narrazione. Il tutto marcato da un abile uso del bianco e nero.

NON MI piAce chi NON sa andare alla fine di queLLO che ha cominciato !


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News

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Sisters in Calcutta: quì!

Presenti da oltre 20 anni in città, le Missionarie dal “sari” bianco/blu Rossella Tinagli Nostra collaboratrice

Con scopi caritativi generali, le sorelle seguaci di Maria Teresa di Calcutta, si alternano ormai da circa due decenni, nella loro “casa contemplativa” ubicata all’entrata della città sul promontorio.

La mattina presto, prima dello spuntar del sole, le vedi passare silenziose in gruppetti divisi, poco distanti l’uno dall’altro, ordinate nei loro sari bianchi orlati di blu, con il sorriso nel cuore, sempre pronte a contraccambiare con lo sguardo il saluto di un passante, mentre si recano nella grande chiesa dell’Immacolata per le loro funzioni religiose. Sono giovanissime, provenienti da molte nazioni e di ogni colore della pelle. Pare che in loro, la convinzione per gli insegnamenti ricevuti da Madre Teresa per alleviare la miseria, sia estremamente radicata. Sono fedeli al vero spirito della vita religiosa, con un’istruzione personale vasta o limitata che sia, bloccata nell’attimo in cui hanno scelto di soffrire per far felice il “dio”in cui credono. La fiducia sincera per questo principio, indiscusso o no, è vigilato da una Madre Superiora che sta alla guida delle oltre 5.000 sorelle con circa 800 case sparse in tutto il mondo, compresa quella nella “città fabbrica”. E nella speranza che questo movimento caritatevole e contemplativo possa essere veramente ciò in cui esse credono e nient’altro, quando le incontriamo, volutamente ignari di altre verità celate, ci limitiamo a ricambiarle simpaticamente con un sorriso, che comunque male non fa in questo momento di caos e di confusione.

La solitudine di Santina la mamma di “Sabatino” Rossano Lualdi Esperto di memoria territoriale

Santina Rossi, scomparsa una decina d’anni fa, è stata la madre di Sabatino, indiscusso personaggio piombinese dall’aspetto bizzarro, simbolo di

una Piombino onirica che non esiste più. Dopo la morte del figlio, Santina si era ritrovata sola in pieno disagio economico, dimenticata da tutti e in totale stato di abbandono. Ma, grazie alla stra-

ordinaria sensibilità di piombinese, supportata dal prezioso aiuto di un gruppo di volontari di una Confraternita, la donna è riuscita ad ottenere una fine di vita dignitosa durata ben 10 anni.

Il lutto è bianco a cura di Sophie Lebrun Indossano tutte il sari confezionato dai lebbrosi. A rivelarlo ad un redattore dell’Agenzia Fides, che trascorse una giornata intera con le sorelle di Madre Teresa, fu suor Simona nei primi anni 2000, sentano qualcosa Superiora delle di sacro e un simMissionarie della bolo del loro imCarità della pro- pegno. Ai lembi del vincia di Roma. sari , per volontà di madre Teresa, conLa sorella, inoltre, tinuò a spiegare la rivelò al giornalista suora, vennero agche in India, le don- giunte 4 strisce azne che possono zurre a rappresenpermetterselo, tare povertà, castispendono molto tà, obbedienza e per farsi fare un una vita da povesari con tessuti re con i poveri. pregiati. Tenne a Il sari è l’abito tipispecificare invece che i sari che indos- co delle donne indiasano loro sono pre- ne. Coloro che ingiati, non tanto per dossano un sari il tessuto, bensì bianco sono quelper chi li fa cioè i le che non hanno lebbrosi che a vol- più niente, perché te non hanno nean- hanno perso il mache le dita della rito, unica fonte di mano. Per quel mo- sostentamento. tivo, secondo suor Quindi il bianco è il Simona, rappre- colore del lutto!

Archivio: Sabatino fotografato da Pino Bertelli


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Chi?

Boutique su 2 ruote

SABATO25MAGGIO SAMUELEROSSELLA HANNO RIDATO VITA E ALLO STORICO LOCAL

Con camerino mobile Francesca Fontanella Ai-Du

ll brand Ai-Du nasce nell'ottobre del 2011 dalla voglia e dalla passione di voler creare qualcosa di nuovo, creativo ed unico come forma d'arte evocatrice di emozioni, in contrasto con la produzione industriale portata all'esasperazione che ha preso il sopravvento sulla manifattura artigianale.

ILNUOVOSTAFF VI ASPETTA CON NUOVESERATE ALL’INSEGNA DELDIVERTIMENTO IA AMERICAN BAR - PIZZER TAGLIERIDITUTTIIGENERI DJSET+LIVEMUSIC

“Ho una laurea in scienze storiche e successivamente ho frequentato l’Accademia Internazionale di moda Koefia. Ho partecipato ad importante stage presso Stradivarius in Catalunya, Spagna, come stilista di giacche, cappotti e gilet”. Così si presenta Francesca Fontanella, ideatrice del brand. Le creazioni Ai-Du sono tutte realizzate a mano e molte di esse sono pezzi unici e a prezzi contenuti. Tutti i tessuti, le pelli e gli accessori sono tutti made in Italy per dare ai propri clienti una qualità superiore. Da tutto ciò nasce la necessità di vendere e diffondere Ai-Du quotidianamente attraverso un progetto altrettanto creativo, l’Ai-Du on Porter una boutique itinerante su quattro ruote curata in ogni minimo dettaglio, con camerino mobile..

...E TANTE ALTRE NOVITA’! OLARE A: UN RINGRA ZIAMENTO PARTIC

RODOLFO MENGHETTI THANKSTOISAEFRANCO

- PIOMBINO LI PIA ZZETTA DEL MARE 5/5a 75 835 .97 INFO: 392 ABBè AMERICAN BAR


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Il racconto

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Il jukebox delle emozioni Ascoltando per caso vecchie canzoni, la mente mi ha riportato indietro di tantissimi anni. Una in particolare, di Battisti, mi ha fatto sussultare di malinconia Ringo Ex pugile-ferroviere

La canzone in questione è “Emozioni”, un pezzo di rara bellezza, dolce, delicata, sembra scritta ieri, invece sono trascorsi oltre quarant’anni. Il “Bel Paese”era in ebollizione, il movimento operaio (come si chiamava a quel tempo) aveva vinto una battaglia epocale: l’Autunno caldo. Per reazione era iniziata “la stagione delle bombe” passata alla storia con l’appellativo di “strategia della tensione”. In un attimo erano comparsi sulla scena nazionale una miriade di gruppetti, nati come funghi malefici, definiti extraparlamentari: di destra e di sinistra, dove non si capiva chi era di sinistra e chi di destra! L’importante era intorbidire le acque per ricacciare il “movimento” indietro. Io a quell’epoca lavoravo in Carovana facchini e nelle ditte dentro gli stabilimenti. Lavori duri e sporchi, ma dignitosi. In palestra “andavo come un treno” anche se mi allenavo poco. Nei combattimenti comunque tiravo fuori eleganza, velocità, tempismo e coraggio. Finivo sempre gli incontri, al di là del verdetto, con il pubblico tutto in piedi ad applaudire. Improvvisamente un pomeriggio di Primavera scoppiò l’amore. Complice fu il jukebox del bar di Piazza Bovio che diffondeva l’indimenticabile “Emozioni” cantata da Lucio Battisti. Successe tutto in un attimo come un uragano! Io e Mery ci innamorammo. Eravamo sempre insieme sul mio motore, un Mondial sport azzurrino con cromature argentate. Mery aveva un paio d’anni meno di me, moretta con i capelli corti quasi sempre in jeans e

maglietta che faceva intravedere un bel fisico. Ricordo che per far camminare di più il motore spesso mescolavo kerosene con la miscela e partivamo come razzi! Le nostre mete erano la spiaggetta del porto, che ora non esiste più, Salivoli, e se il serbatoio lo permetteva, ci spingevamo fino a Calamoresca.

segue nella colonna in basso

me in un nocciolo e poi vedendomi in allenamento che sparavo colpi come saette, allora si rasserenava. Si limitava a dire, rivolgendosi a tutti e due “Mi raccomando, presto si tira... occhio”. Spesso il mio amore veniva a prendermi in portineria della fabbrica, attirando gli sguardi degli altri operai. Per quei tempi era una cosa enorme, un fatto eccezionale di straordinaria rarità che un ragazzo e una ragazza fossero sempre insieme! Non si era mai vista una cosa così, ma siamo matti? Ci vedevano a zonzo da tutte le parti: al mare, in campagna, al cinema, qualche volta a ballare al Faro in via Lombroso. Insomma, rompemmo un tabù, buttammo all’aria schemi consolidati nei secoli. Le nostre famiglie non davano tanta importanza alla faccenda, tanto avremmo fatto comunque come ci pareva. Però, come si sa, il paese è piccolo e la gente mormora e così la comunità non digeriva la questione e puntualmente arrivò il punto di rottura... non solo di palle. Un pomeriggio afoso, giù a quell’altro “barretto” del Centro Velico sotto Piazza Bovio, successe quello che era nel-

Estate con Mery Nel tardo pomeriggio, quando il lavoro lo consentiva, andavo in palestra. Ovviamente accompagnato da Mery. Il mio allenatore Ruffo non era tanto contento, anzi direi non era affatto entusiasta. Andava in giro sostenendo “Questa ragazzina me lo strapazza, guardate che pesche ha agli occhi”. Ma poi constatando che eravamo due ani-

segue in Terza colonna in alto

l’aria già da un po’. Eravamo seduti a un tavolo vicino all’immancabile jukebox gustandoci un gelato quando un gruppetto di furbi, quattro o cinque, sentendosi forti perchè in tanti, cominciarono ad apostrofarci parole sempre più pesanti e offensive, per farla corta cercavano la rissa. Mery sbiancò e con la testa mi fece cenno di andar via e la-


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sciar perdere. - Lasciar perdere una sega! - ribattei già su di giri! Mi alzai dal tavolo e con la mano feci cenno toccando la ragazza impaurita come dirle di non muoversi da lì. Lentamente mi avvicinai ai nostri eroi sganciandomi l’orologio per metterlo in tasca. Subito si fece sotto il capo, quello che sembrava il più attrezzato con un discreto fisico più alto di me. Appena fu a tiro partì con una sventola larga di destro, lo mandai a vuoto con una schivata di tronco piazzando un poderoso montante sinistro al fegato che lo aggomitolò a terra. Dopo un attimo di esitazioni si mossero anche gli altri. Incominciai a sparare colpi in ogni direzione, dopo ogni serie mi spostavo le gambe per non rimanere lì come un bersaglio. Ben presto chi più, chi meno, tutti erano colpiti e ammaccati. Nessuno ebbe più voglia di riprovare. Il barista napoletano esclamò “Maronna mia, isso è Ringo”, riferendosi al film. Il soprannome Ringo è nato da questa vicenda. Poi come un temporale estivo, l’amore travolgente con Mery finì, senza un perchè. Si spense in un attimo come in attimo si era acceso. È rimasta solo la canzone capolavoro di Lucio Battisti: Emozioni.

Il racconto

Ai confini della Realtà episod. 1 Oltre le dimensioni che l’uomo già conosce (forse) ne esiste una quinta: una dimensione senza ritegno e senza tempo come la politica Vittorio Nicosia Scrittore di storie fantastiche

È il luogo intermedio fra la luce dei saggi e l’oscurità dei politici, tra la satira e il clientelismo, tra l’oscuro baratro dell’ignoto economico-sociale e le vette luminose della sapienza di parte. È la dimensione dell’arroganza. È una regione che se fossimo stati altri uomini, avrebbe potuto trovarsi veramente “ai confini della realtà”... ma ai confini, per nostra scelta, ci siamo noi. È l’ora di chiusura per i negozi, è l’ora di cena, di starsene in famiglia per chi ce l’ha, è l’ora in cui il lieve ondeggiare delle creste delle onde fa da schermo alla luna. Ma al di là di tutto ciò, nascosto ai nostri occhi con il nostro consenso, incombe invisibile su questa sera d’estate un orrore indescrivibile. È la quiete prima della tempesta, è la vigilia della fine. I governatori hanno lavorato due notti di fila a pieno ritmo fra una boccia di champagne & caviale e una ballerina di danza del ventre su una pista di formula ignota. Hanno giocato davvero! Hanno partorito il piano dopo 48 ore! Ma, come al solito, hanno perso tempo. Avete mai pensato che forse avremmo potuto estirpare le radici malate, se ne avessimo avuta la volontà? Ma è un lavoro che non ci è mai piaciuto, meglio sotto la grande chioma del-

Archivio: Rod Serling creatore della serie televisiva americana “The Twilight zone” (Ai confini della realtà)

l’albero cresciuto da quelle radici. Ma nell’aria c’è qualcosa che non va e questo riguarda tutti: qualcosa sta per accadere e tutti hanno paura! La gente è spaventata perchè fa cose spaventose! Perchè ha stravoto, distrutto tutte le idee... ma ormai è troppo tardi.


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Non si suona con l’aria! Giannantonio Cresti Nostro collaboratore

La missione in rete degli Ed-Èn per realizzare il loro sogno: un cd “Di canzoni ne abbiamo a volontà, ora ci servono gli strumenti”. Questo è il motto con il quale i due amici musicisti Edoardo ed Enrique, hanno affrontato la loro campagna di sensibilizzazione su fb, con l’intento e la speranza di poter raccogliere fondi necessari alla realizzazione del loro primo disco home-made. I due suonano insieme ormai da 8 anni e hanno condiviso la loro prima esperienza musicale compositiva venendo da realtà diverse: dal Jazz scolastico e non per Enrique, alla scuola italiana di musica leggera di Mogol per Edoardo. In passato, con il gruppo toscano La Gare, hanno scritto e organizzato uno spettacolo misto di canzoni e letture riguardo al Novecento storico Italiano. Purtroppo il progetto, nonostante dovesse essere addirittura integrato all’interno dei programmi scolastici di scuole Elementari e Medie della regione Toscana, non è andato in porto, La pittrice Paola Emanuela Salvestrini

Edoardo & Enrique

in parte anche a causa della mancanza di fondi per produrre e per registrare tutto il materiale. Oggi Edoardo chitarra e voce del duo, frequenta il triennio di Musica Elettronica al Conservatorio G. Verdi di Milano. La raccolta fondi, permetterebbe ai due amici, di poter allestire un piccolo studio in casa per registrare il loro materiale. Nel mondo dei non raccomandati i due ragazzi, pur mantenendo una loro dignità, chiedono questo tipo di aiuto perchè credono nelle loro composizioni e nella loro diffusione nei canali indipendenti autoprodotti. Questa piccola rivoluzione mediatica li aiuterebbe a raggiungere il loro più grande sogno che è quello di far orbitare la loro vita, intorno alla musica. (per info: www.musicraiser.com).

Ritorna InCentroTavola Il vademecum gastronomico del Centro Storico di Piombino

Un Mare di ricordi Continua fino al 20 giugno nello storico ristorante Otello a Venturina la mostra dei dipinti di Paola Salvestrini “che affonda le sue radici nei valori del passato per poi guardare oltre”. Un’occasione per riflettere, attraverso i quadri della pittrice, sulle esperienze fatte nell’arco di un mondo ancora vivo.

Anche quest’anno, nella sua seconda edizione più ampliata e con una veste grafica rinnovata, sarà distribuita la guida ai ristoranti presenti nel Centro storico della città

La distribuzione verrà effettuata nei campeggi, villaggi turistici, agriturismi, uffici informativi comunali e principali luoghi di aggregazione. L’ideazione del progetto è di Matteo Panicucci.


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Chi?

Quello della notte Su RADIOPIOMBINO strike again! ...again! ... Stefano Ferrini Il Conduttore

OGNI GIOVEDI DALLE 22:30 Il programma radiofonico di musica da ascoltare e di parole da dire, sta riscuotendo puntata su puntata sempre più successo di ascolti e un largo consenso, come del resto avevamo auspicato. Ma la vera causa di tutto questo sta nella rivelazione del suo ideatore. Noi della redazione di Graffiomagazine l’abbiamo raggiunto telefonicamente sul suo cellulare alla fine di una delle trasmissioni del giovedi per complimentarci con lui e, approfittando della situazione, gli abbiamo chiesto quale secondo lui fosse la formula vincente per l’indice di ascolto del suo programma. Lui, in maniera molto coincisa, ci ha risposto così: “Il trucco, secondo me, sta nel passare musica non commerciale di ieri come di oggi, alternare ospiti diversi tra loro e parlare di rugby o di pallavolo, di Cuba o di libri, di musica o di siderurgia, con band locali in studio che suonano unplugged. Insomma, a QDN si ascolta chi ha fatto la storia del rock, dai Pink Floyd ai Queen, da Lou Reed a Sting, o i grandi cantautori italiani come De André o De Gregori, ma anche artisti contemporanei come Get Well Soon, Arcade Fire, Antony&The Johnsons. E si promuovono artisti italiani ancora sconosciuti, ma che hanno qualcosa da dire. Un mix dove ogni brano viene vivisezionato per comprenderlo meglio. Buona musica insomma, e buone parole”.


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Il 09 Maggio del 2003, i fratelli Nicola e David hanno dato vita a questo, ormai storico, punto di ristoro e diver timento. Immerso nella bellissima pineta di Rimigliano a due passi dal mare, Al Tramonto è ancora oggi una delle più belle realtà rnia. del territorio della Val di Co ne è pensato Il servizio di bar e ristorazio tutto ciò per poter fornire al cliente e al meglio di cui necessita per preparar o, la visita al Parco di Rimiglian sime giornate ma anche per passa re bellis diver timento. in spiaggia all’ insegna del anche Al Tramonto si caratterizza ione per la collaborazione e ideaz tisti di zona, dei dj set con importanti ar e dando vita a serate esclusiv sicali. con i più svariati generi mu

- pizzeria Al Tramonto / bar - ristorante Vincenzo (LI) - tel. 0565.701887 Loc. La Torraccia -57027 - San


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Lilith, la Luna Nera “...dopo aver creato l’uomo, dalla stessa argilla formò la donna e le diede il nome Lilith” Lianella Livalvi Laun Astrologa psicologa

I NUOVI CORPI CELESTI Dopo l’articolo su Chirone, è la volta di presentare un affascinante fattore astrologico che porta il nome di Lilith, la tenebrosa prima compagna di Adamo, conosciuta in astronomia come Luna Nera. Il mito narra che Dio dopo aver creato l’uomo, dalla stessa argilla formò la donna e le diede il nome Lilith. Adamo non rispettava la sua compagna e in segno di supremazia la costringeva a giacere durante l’atto amoroso sotto di lui, ma lei aveva un’indole ribelle e non si voleva sottomettere. Lilith si rifiutava di cedere ad Adamo, fino a che egli non l’avesse considerata sua pari, nata dalla stessa terra. Il primo uomo furente si rivolse al Creatore e si lamentò del carattere troppo indipendente della compagna. Dio punì Lilith scacciandola dal Paradiso e sostituendola con la più docile Eva, creata come è noto dalla costola di Adamo. Un’altra versione del mito, quella riportata nello Zohar (il libro della corrente cabalistica ebraica), invece tramanda un’altra conclusione della storia: Lilith decise deliberatamente di lasciare il Paradiso e lo sposo prepotente. Si narra che dopo essersi separata da Adamo, ella attraversò il deserto fino al Mar Rosso e divenne la compagna di Samaele, signore degli Angeli caduti (Lucifero), e si stabilì con lui nella valle di Gehenna. Dio punì la sua audacia facendole morire i figli appena partoriti. Oltre che dal mito anche in psicologia e in astrologia Lilith è considerata come il lato oscuro della femminilità. Nella prima versione del mitologema quella di stampo patriarcale, Lilith viene creata dalla terra come Adamo, ma Dio

La pagina dell’astrologa usò una terra impura e per questo nella tradizione fin dalla notte dei tempi, Lilith rappresenta il principio delle forze oscure, latenti in ognuno di noi. Nella seconda versone del mito, Lilith prende in mano il proprio destino e fugge da una situazione che la umiliava e non la faceva sentire rispettata per quello che era. Per questo sia in psicologia sia in astrologia, la Luna Nera rappresenta quei lati della personalità umana volti verso la ribellione e l’emancipazione. Nella psicologia femminile, Lilith rappresenta il lato ombra della donna, in cui svolge il ruolo di comcubina del diavolo. Come compagna di Samaele divenne la regina del meretricio. I cabalisti narrano che mentre si trovava sola nel deserto, dopo avere abbandonato Adamo e il Paradiso, Lilith sviluppò uno spirito orientato verso la seduzione, concupiva gli uomini mentre questi avevano un’erezione involontaria. Per questo in passato, ai tempi in cui le donne erano considerate strumenti del diavolo, si riteneva che i sogni erotici fossero dovuti all’opera malefica di Lilith. In realtà, però, Lilith simboleggia la donna che non vuol sottomettersi alle leggi dettate dal patriarcato e intraprende una strada tutta individuale, lontana dai ruoli di sposa, di madre, di sorella e di martire che le furono imposti per secoli.

il fattore chiamato Lilith è molto ambivalente In astrologia la sua influenza dipende dalla posizione che occupa nel tema natale. Una Luna Nera avente molti aspetti di tensione può far emergere nel carattere la natura scomoda e complessa descritta nel mito, mentre posizioni favorevoli di questo fattore nel tema natale influenzano il lato ribelle e spingono le native e i nativi verso l’espressione più autentica della personalità. Il significato: Lilith, il suo nome significa “Signora del vento”. Prima che gli ebrei ne cambiassero la vicenda, si narra che vivesse in un albero insieme ad un serpente e un uccello di origini divine e che vennero scacciati tutti e tre dalla dea Inanna. Lilith furibonda, prima di andarsene distrusse l’albero/dimora Lilith era la sposa di Adamo, ma divenne in seguito anche la compagna di Samaele, per questa ragione in astrologia i temi che riguardano la Luna Nera sono spesso legati ai triangoli affettivi, ad amori paralleli, indipendentemente dal fatto che la terza persona sia un uomo o una donna. Anche gli amori gay, gli amori particolari e i legami tra compagni di culture e razze diverse sono simboleggiati nel nostro tema natale dalla posizione e dagli aspetti di

Lilith agli altri pianeti. Per un approfondimento di questo argomento vi consiglio il mio libro: Lilith e le relazioni affettive nel significato astrologico. Edito dalle Edizioni Capone, ISBN: 978-88-89778-53-.


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“Fabbrica” un film mai uscito! A cura di Graffiostaff Considerazioni spontanee

Che fine ha fatto il lungometraggio interpretato da Pino Bertelli e Lina Sastri girato a Piombino nel 2005? Sulla vicenda, osservata dietro la macchina da presa dall’allora giovane e promettente regista Simone Orlandini, dal titolo”Fabbrica”, cala a tutt’oggi un velo di mistero sul perchè il movie non è mai uscito nelle sale cinematografiche. Un mistero al quale noi non possiamo dare una risposta, ma possiamo solo ricordarne il fatto. Era il 30 di Maggio quando iniziarono le riprese qui in città e si protrassero per circa due settimane. La storia, basata su una sceneggiatura di Simone Orlandini, alla quale aveva collaborato anche lo stesso Pino Bertelli (protagonista del film), raccontava la storia di un disagio fa-

miliare cioè di quando un operaio vede crollarsi il mondo addosso a causa del suo licenziamento da parte dell’Azienda siderurgica in crisi dove lui, da tanti anni e fino a quel momento aveva lavorato. La fabbrica compare solo all’inizio della storia e fa solo da sfondo a ciò che in realtà il regista voleva dare risalto. Coprotagonisti del film la bravissima attrice napoletana Lina Sastri e gli allora giovanissimi Andrea Giulivi e la piombinese Lisa Carpitelli. Un vero peccato che questo film non sia mai uscito per motivi, ripetiamo, a noi sconosciuti, ma senz’altro possiamo affemare che ha influenzato molto altri soggetti che sono stati ambientati qui, nella Città... dell’Acciaio. La cantante e attrice napoletana Lina Sastri una donna al centro della realtà civile e sociale

Scegli RADIOSTOP ... per un’Estate al TOP!!! Se è vero come è vero che il 2013 è iniziato alla grandissima per lo staff di Radiostop impegnato, insieme alla famosa drag queen Regina Miami, nella piazza centrale di Cecina con il conto alla rovescia più atteso dell'anno, lo è altrettanto che la stagione estiva si preannuncia scoppiettante e colorata almeno come le tonalità fluo delle richiestissime t-shirt della radio. Reduci dalla prima edizione della fiera del fitness a Pisa “Fitness in Project” e dalla festa alla Fiera Mostra economica di Venturina con uno spettacolo fatto di musica e giochi, lo staff adesso è pronto per la stagione estiva dove non mancheranno notti bianche (già confermata quella di Massa Marittima sabato 13 luglio), dirette esterne nelle piazze e soprattutto le due attesissime tappe del Radiostopfestival per ADMO anche quest'anno ricche di sorprese e grandi nomi: dal vincitore di “Sanremo giovani” Antonio Maggio ad Alexia. Tutto questo senza dimen-

ticare però la vera anima della radio, ovvero le dirette che quotidianamente partono dagli studi dell’emittente allo scopo di tenere compagnia agli ascoltatori di tutta la Toscana. D’estate più che mai, si sa, il mattino...ha l’oro in bocca e così per iniziare bene la giornata dal lunedì al venerdì vi aspetta (dal mese di luglio) un trio che si alternerà in postazione microfonica in una sorta di staffetta a partire dal mattiniero Pellegrino Talamo raggiunto poi da Lorena Liberati e Roberto Giannoni che daranno vita a CASA RADIO STOP, una sorta di simpaticissima famiglia pronta ad interagire con ogni ascoltatore. Il Pomeriggio LIVE è invece targato Sara Chiarei con il ritorno di Baciottoloni on the Beach programma che si propone, tramite collegamenti con le spiagge (o incursioni direttamente in loco) di far vivere appieno l’estate anche a chi in genere la trascorre lavorando. Per contattarci, scoprire le frequenze in Toscana, le news sui nostri eventi e dirette esterne o magari ascoltarci via streaming, vi suggeriamo di visitare il sito: www.radiostop.it.

Radio Stop: lo staff con le loro t-shirth

foto fornai massimo

GRAFICA D’AUTORE

Via Petrarca, 80 Piombino 0565. 36539

esposizione di tutte le opere foto-grafiche

massimofornai@libero.it


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