Issuu on Google+

IO e L’OSPEDALE

i bambini

ci guardano

cchi d ei pi ù pic co li o i l g con o t s vi e o L’ Osp t e d a l e M an z o n i p e ns a


i bambini IO e L’OSPEDALE

ci guardano

L’ O spe d al e M a nz oni pe nsa t o e vis to c on g li occ hi d ei p iù pic c oli

A c ur a d el l’ U ffi ci o C om uni c a zi o ne e R e la z i oni E st e rn e d e l l ’ A z i e n d a O s p e d a l i e r a d e l l a Pr o v i n c i a d i L e c c o


N

el titolare questa brochure, abbiamo preso in prestito il titolo di un bellissimo film del ’43, in cui un bambino di 7 anni vive, con occhi lucidi, la vicenda della vita coniugale dei propri genitori e con il quale Vittorio De Sica, il regista, si dispone sulla strada del neorealismo, diventandone un maestro. Come nel film,“i bambini ci guardano”, ci pensano, hanno idee sull’ospedale, su come dovrebbe essere a loro misura, su come dovrebbe essere ridisegnato, se ne avessero l’opportunità. I bambini ci guardano, che è poi un invito a guardarli, a rendersi conto che esistono, corrono, ridono, giocano, piangono. I disegni e i brevi testi che scorrono nelle pagine seguenti sono soltanto una parte dei lavori pervenuti per il concorso “Io e l’Ospedale”, promosso tra i bambini delle scuole primarie di Lecco, in occasione dei dieci anni del Manzoni. Com’è noto, nel 2000 è avvenuto lo “storico” trasferimento del vecchio ospedale di via Ghislanzoni alla nuova sede di via dell’Eremo. Ai bambini e ai ragazzi abbiamo chiesto di dare corpo al proprio immaginario, di narrare l’ospedale a modo loro - con la biro, il computer, la matita, con la scatola di pastelli o pennarelli. Di raccontare come sia presente nella loro vita, come viene percepito, vissuto e - perché no - anche idealizzato. Ci piaceva e ci piace pensare che l’ospedale possa essere un’istituzione amica, un luogo vicino o distante a seconda delle situazioni, ma sempre compreso, vissuto intensamente. Le risposte sono state tante, e dobbiamo essere grati all’Ufficio Scolastico Provinciale che ha creduto nell’iniziativa e che, con alcune direzioni di circolo, ci ha aiutato a dare un esito e uno sbocco significativi al concorso. Lo sguardo dei bambini attraverso i disegni e le parole messe insieme; le loro speranze; le loro esperienze del dolore e della guarigione; le loro aspettative... Ci hanno rivelato, con quella tenerezza di cui solo i bambini sono capaci, un universo non mediato e non prevenuto che era quello che ci attendevamo. Così c’è chi ha interpretato in modo quasi surreale le vicende storiche dell’ospedale; chi ha raccontato la malattia come “gabbia” e la guarigione come “libertà”; chi ha reclamato informazione per avere meno paura... E scusate se è poco. I colori delle parole trasmigrano - come neo architetture - nei disegni degli ambienti: più animati, più vissuti, più vivaci, meno grigi. In fondo sono gli stessi colori delle emozioni. È qui la sfida che i bambini ci lanciano, lanciano ai grandi: quella di non aver paura delle emozioni, appunto, quella di continuare a stupirsi. I disegni e i pensieri dei bambini che ci guardano ci confermano (basta saperli ascoltare) che è essenziale essere parte di un’opera bella e importante com’è l’ospedale. Antonio Urti (Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne, AO della Provincia di Lecco)

2


H

o aderito volentieri al progetto che alcuni mesi fa è stato lanciato per ricordare il 10° “compleanno” del nostro Ospedale.

Mi ha affascinato l’idea di lanciare un concorso tra i ragazzi delle scuole elementari della nostra città sul loro modo di vedere l’ospedale ed i professionisti che in ospedale lavorano. Leggendo i temi che i ragazzi hanno scritto ed osservando i disegni, mi sono reso conto come questo concorso possa rappresentare un punto di osservazione di come i piccoli utenti valutano, sognano o vivono l’ospedale. Talora sono descritte esperienze personali, altre volte esperienze dei genitori o fratellini, sempre però in modo assolutamente spontaneo e genuino. Proprio la spontaneità e la naturalezza delle osservazioni sul nostro ospedale hanno reso, dal mio punto di vista, questo concorso un’opportunità, un modo infatti per avere delle opinioni e delle valutazioni sul nostro operato e sulle strutture ospedaliere. Gli occhi dei bambini sono guidati dalla prima impressione, dalla paura o dall’entusiasmo, spesso dalla fantasia, ma difficilmente da elementi di pregiudizio o dalla voglia di far scandalo o elogiare inutilmente. Per questi motivi la valutazione ed il punto di vista dei più giovani diventano elementi preziosi da cui trarre, con i debiti filtri, importanti indicazioni. Paura della sofferenza e delle cose che non si conoscono, necessità di colori, il gioco come elemento che aiuta la guarigione, la comprensione verso la malattia, il sorriso che allieta, il tempo che non passa e la necessità di attività occupazionali, il bisogno di privacy, l’assoluta necessità che il ricovero non interrompa i rapporti famigliari, il rispetto per i meno fortunati, la necessità di avere chiare spiegazioni. Tutte suggestioni, come molte altre, a cui è difficile dire no. Se vogliamo ottemperare alla nostra missione professionale ed essere al servizio di coloro, che, per stati contingenti, chiedono l’intervento dei medici e degli infermieri, le osservazioni sopra riportate dovrebbero diventare elementi importanti della nostra attività. Penso che seguire questa strada aiuti a far diventare l’ospedale la casa degli utenti, degli infermieri e dei medici. Rinaldo Zanini (Direttore Dipartimento Materno-Infantile, AO della Provincia di Lecco)

3


rso o c n o c l a o at p i : c o e t c r c a e p L i o d n n e i Ha ar m i r P e l o u c le S BE Cl a s s LL E DO i 1aB e 5aA

B IO BALLaA e 3a B 3 A

Cl a s s i

LAOR CA Classi 1a A, 2a A, 3a A, 4a A, 5a A

CA

O S TE L L a

A ,4 a B ,4 a A ,2 2 i s s Cl a

GE R M A N E D O

Classi 1 A, 2a A, 3a A, 4a A, 5a A a

iano Si ringraz estre e i maestri ma uito stici e le la o c S no contrib i n t a n h e , ig a ir iv t D i nizia endo all’i o dell’iniziativa che, ader sit al buon e

4

a

B,

5a B 5a A ,

, 5a C


Vorrei

un Ospedale...

5


Simone Beretta 9 anni

6


Io ho rappresentato l’Ospedale in maniera più divertente così gli am si godono di più il momento del bisomalati gno.

Elena Spini 8 anni

tato n e s e r p p a r o Io h lcio a c i d e l a d e un Osp Davide Olivieri 8 anni

7


Giulia Balossi 6 anni

Quando passo dall’Ospedale di Lecco con mia mamma, lei mi dice sempre che, quando sono nato, l’hanno rifatto. L’Ospedale Manzoni mi piace molto: la cosa più bella, per me, sono le porte girevoli. E’ bello, ma credo ci sono in giro i germi. L’Ospedale Manzoni è l’ospedale più bello che ho visto. Roberto Motta 8 anni

8


Samuel Fontana 9 anni

9


Luca Trentin 6 anni

Stefano Kuwa Todeschini 8 anni

Questo è il disegno dell’Ospedale come me lo immagino è divertentissimo

10


Claudia Colombo 6 anni

11


Giacomo Panzeri 8 anni

12


Daniele Doniselli 7 anni

Martina Offredi 6 anni

13


Gabriele Conoci 9 anni

14

Io ho disegnato l’Ospedale Manzoni Volante e nel giardino ho disegnato tante attrazioni per bamb ini e nell’ospedale qualcuna per gli adulti. Ho disegnato anche qualche attrazione volante per i bambini; ci sono anche le ambulanza volanti, campo da calcio e campo da basket. Così l’ospedale non sarebbe più visto come un luogo noioso, ma come un luogo simpatico e pieno di allegria


Matteo Marinoni 6 anni

Stefania Siracusa 7 anni

15


dato n a o n so i c a m , to a er ricov to a st i a m o n so n o n o ha detto I i m o n n o n io M . o n perché c’era mio non o sono molto spaziose. che le sale di ricoverla di ricovero, perché ha avuto la cistite. Lui sa com’è la sa alattia che viene alla vescica. La cistite è una m i ha detto: Quando è uscito mato in ospedale pensavo “quando sono arriv ma adesso sono tornato in libertà!!!”. di essere in gabbia, Andrea Pirovano 8 anni

16


bambini 2 do en sc na no an st ra no sig a un A bini!â€? e il papĂ  grida: “Sono nati 2 bam

Matilde Inzaghi 6 anni

Ho disegnato un ospedale mobile con forma di squalo senza coda Raffaele Esposito 9 anni

17


Davide Magni 7 anni

Anjeli Antony Konganige 6 anni

18


Classe IV, scuola Pio XI 19


Stefano Paroli 8 anni

20


Luca Di Gangi 7 anni

Severino Sciarra 6 anni

21


Alice Barone 8 anni

22


Alessia Dell’Oro 6 anni

‌Vorrei che in ospedale c che intrattengono bambini i fossero delle persone perchÊ in ospedale sembra e adulti a passare il tempo, Mi piacerebbe che ci fosseche il tempo non passi mai! dove tutti possono passare una zona dedicata agli animali a quattro zampe. Un loca del tempo insieme agli amici che stanno meglio inventinole dove i bambini che stanno male, per i non degli spettacoli per i bambini una televisione dove poter ni che non si possono muovere in modo che si sentano menmettere i filmati dei propri nipotini piÚ è che ci fossero meno mo soli, ma la cosa che vorrei di alattie. Alessia Rosito 10 anni

23


Io sono stata sei volte in ospedale, ma non me lo ricordo bene, anzi mi ricordo solo la stanza in cui mia mamma ha partorito mio fratello. L’Ospedale di Lecco è perfetto, non manca niente, soltanto consiglierei ai dottori e alle dottoresse di chiudere ogni tanto la porta delle camere, perché se vado e passo fra le corsie non è tanto bello vedere le persone sui lettini. Parlando di ospedale mi viene in mente un piccolo segreto di famiglia. Quell’ospedale mi ricorda quando mi sono slogata il braccio e quando ci vado ho sempre paura di vedere qualcosa di brutto. Per farlo più allegro metterei un po’ di palloncini appesi alle porte: se i palloncini sono colorati vuol dire che in quella stanza è successa una cosa bella e se i palloncini sono neri e grigi vuol dire che è successo una cosa brutta, ma se i palloncini sono un po’ colorati un pò neri vuol dire che a una paziente è successa una cosa bella e ad un’altra una cosa brutta. Chiara Frigerio 8 anni

24


Luca Weijgertse 6 anni

Andrea Dell’Oro 6 anni

25


o: er lb a n u e m o c le a ed Io immagino l’Osp re, i rami sono le scale e le foglie il tronco è l’ascenso i fantasiosi reparti! allegro! ... Beatrice Lomma ... Tutto colorato e 9 anni

26


Valeria Butti 8 anni

27


Hajar 8 anni

28


Un dottore vis ita il bambino

Lucia Scognamiglio 6 anni

Kadija Ajaray 7 anni

29


alati m ei d sa a c la è le a ed sp rato. lo o Per me l’o c n o n o st o p n u è ò er e di quelli infortunati erp e gli ospedali e le stanze Io consiglierei di rendsimpatiche per i bambini. più accoglienti e più anche cambiare i vestiti, Io credo che dovreste nchi, e anche gli strumenti; con tutte non i soliti camici bia te, certo che i bambini si spaventano! quelle siringhe appuntimeno pazienti; Io spero che ci siano meno malati e infortunati. meno pazienti uguale Eric 8 anni

Thomas Muzzupappa 8 anni

30


Loris Bertola 6 anni

Ho rappresentato il dottore giocherellone

31


dale e p s o in o n o s e alati m o n o s i in b m a I due b

Alessio Pozzoni

32

Curarsi in ospedale

6 anni


Alla piazzola dell’elicottero

Alessandro Spinelli 10 anni

Martina Viganò 10 anni

33


Matteo Invernizzi 8 anni

34


orrei v i t la a m m a o li o picc erso ‌Per i bambini colorate ognuna di un colore divpaziente delle stanze tuttei, le nuvole, il sole, che almeno il cielo. con sopra i fior ssere in un prato ad osservare il e essere si immagina di e i vestiti di tutti i colori dovrebb Il personale conliente, portare al paziente il cibo a; educato e accog il bambino o la persona ammalat so. che desidera sia ascensore e i piani di colore diver le scale mobili, l’bero tutti molto piÚ contenti. I pazienti sareb Mattia Invernizzi 10 anni

Nicolò Butti 7 anni

35


Rachele Di Luca 6 anni

Giulia Colombo 7 anni

36


Classe IV, scuola Pio XI 37


letto. l a d ta u d a c o n so i n n a e tt se Un giorno quando avevoa cosa fare; quando è arrivato papà Mia mamma non sapev Quando sono entrata ho visto siamo corsi all’ospedale. sono entrata in una stanza le infermiere e i dottori; non lo sapete io ho paura e avevo paura, perché se una grossa lampada e la dottoressa dei dottori! C’era come braccio sotto. Io pensavo mi ha detto di mettere il untura oppure qualcos’altro, che mi voleva fare una p se era tutto a posto. invece voleva solo vedere a prima potevo essere più calma Certo che se me lo dicev! e non avere tanta paura Eulalia Bianchi 8 anni

38


Mattia Colleoni 6 anni

Agli sportelli

Danielle Guiesso 10 anni

39


generosi o n so i r ie m er f in li g All’ospedale ato er v o ic r to a st o er a lt o e simpatici. Una v annoiato tanto perché ero in pediatria e mi erona. rimasto una settima o dall’ospedale ero molto Quando sono uscit belle o h contento. e h c so en p , le a ed sp Adesso se penso allr’oimaste in mente la simpatia esperienze. Mi son infermieri. e la gentilezza degli

40

Andrea Esposito 8 anni


…Io l’ospedale lo dottori, con addet immagino così: con moltissimi di servizio e qualcti alle pulizie, addetti allo sportell o controllano se tut he volta anche poliziotti che E i dottori che fato è regolare. visitare e rassicura nno moltissimi sforzi per guarir i loro cari. Infat re le persone malate o preoccupae, “EROI” che no ti per questo io considero i medic te per ma per la felicità, n è che lavorano per guadagnare i degli adulti ma anche b la gioia di tutte le persone, non soldi l’ospedale per me hambini di tutte le età e per questo solo Sì, è vero, qualch a un soprannome, “casa di felicit tristezza e malinc e volta non è di felicità ma anch à”. dell’ospedale ce la onia, però medici e tutte le altre pe di ersone mettono tutta. Nicole Nava

10 anni

Jeovanie Tomatissi 7 anni

41


Luca Franzolini 7 anni

42


L’infermiera porta la barella in sa la operatoria, perchÊ la bambina è molto malata

Noemi Fumagalli 6 anni

ti Strumen utili

Elisa Invernizzi 10 anni

43


Lorenzo Fiore 7 anni

44


All’ingresso dell’ospedale

Giulia Ghislanzoni 10 anni

Loris Galbiati 6 anni

45


i z z a g a r i e in i b m a b i so i t r t o u c t n o o c m l a i a z to a p i c Ringra e t r a p che hanno Maria Acquistapace, Monica Adamoli, Kadija Ajaray, Claudia Angeli, Martina Antonello, Natalia Arrigoni, Giusy Auriemma, Giulia Balossi, Alessio Barbisatti, Alice Baroni, Marco Bartesaghi, Giacomo Bellotto, Simone Beretta, Elisa Beri, Loris Bertola, Eulalia Bianchi, Arianna Bianchini, Nicolò Bianchini, Elia Bighi, Nicholas Bolis, Rachele Bonacina, Arianna Bonaiti, Amrabt Boutaina, Anna Brusadelli, Marco Brusadelli, Valentina Buonopane, Nicolò Butti, Valeria Butti, Chiara Calvi, Gabriele Carissimi, Martina Casu, Aicha Cattaneo, Clara Ciceri, Serigne Cisse Fallou, Mattia Colleoni, Camilla Colnago, Cecilia Colnago, Arianna Colombo, Claudia Colombo, Giulia Colombo, Sara Commodaro, Gabriele Conoci, Ilaria Cornacchia, Valeria Corti, Maria Letizia Cucchi, Giulia Cunsolo, Deborah Danza, Samantha Danza, Alessia Dell’Oro, Andrea Dell’Oro, Giada De Meo, Giorgio De Pietro, Luca Di Gangi, Rachele Di Luca, Igor Dolzini, Daniele Doniselli, Andrea Esposito, Raffaele Esposito, Jamila Essaim, Domenico Figliuzzi, Lorenzo Fiore, Samuel Fontana, Alessia Franceschini, Luca Franzolini, Chiara Frigerio, Giulia Frigerio, Noemi Fumagalli, Federico Fusetti, Massimo Fusi, Loris Galbiati, Alessandro Garascia, Stefano Garascia, Letizia Gerosa, Alessandro Ghilardi, Lorenzo Giella, Giulia Ghislanzoni, Sara Greco, Lucia Greppi, Daniele Guiesso, Emanuela Kaho, Lorena Kola, Anjeli Antony Konganige, Anna Jakovic, Josef Janovi, Desirée Invernizzi, Elisa Invernizzi, Francesca Invernizzi, Lorenzo Invernizzi, Marco Invernizzi, Matteo Invernizzi, Mattia Invernizzi, Simone Invernizzi, Matilde Inzaghi, Nicolò Giancarlo Inzaghi,

Andrea Laquidara, Gabriele Larosa, Melissa Lazzarini, Samuele Locatelli, Beatrice Lomma, Stefano Lomma, Irene Longhi, Giulia Maggi, Davide Magni, Mattia Magni, Francesca Mandelli, Stefano Marinello, Matteo Marinoni, Andrea Marocchini, Gaia Marocchini, Gloria Marrano, Michael Marrano, Joshua Martinelli, Luca Mason, Valentina Matta, Felice Mauri, Chiara Mazza, Laura Mazzucconi, Arianna Mella, Lucia Mella, Riccardo Meneghetti, Annalisa Milani, Luca Milani, Eleonora Molgora, Marco Molinari, Tobia Molinari, Roberto Motta, Thomas Muzzupappa, Nicole Nava, Matteo Nistri, Martina Offredi, Davide Olivieri, Arianna Oppio, Giacomo Panzeri, Marco Panzeri, Nicolò Panzeri, Nicolò Paroli, Stefano Paroli, Nicolò Pasini, Giorgia Pegoraro, Ivan Perri, Andrea Pirovano, Noemi Pirrone, Alessio Pozzoni, Andrea Giulia Pugliese, Amin Rashid, Laiba Rashid, Nicholas Redaelli, Pietro Redaelli, Chiara Regazzoni, Ilaria Renda, Davide Ricci, Camilla Rignanese, Alida Riva, Alessia Rosito, Nicolò Rota Stabelli, Martina Rozzoni, Francesca Sala, Francesco Sangalli, Severino Sciarra, Antonio Scognamiglio, Lucia Scognamiglio, Alessandro Scola, Awa Sembene, Alessia Seminati, Andrea Silva, Chiara Sinigallia, Stefania Siracusa, Luca Sirianni, Alessandro Spinelli, Elena Spini, Marco Spreafico, Federica Stoto, Leonardo Stucchi, Stefano Kuwa Todeschini, Jeovanie Tomatissi, Sara Tomasin, Valentin Tomic, Luca Trentin, Giulia Trocino, Alessandro Trovato, Benedetta Valsecchi, Pietro Valsecchi, Mattia Vassalli, Esmeralda Veizzi, Martina Viganò, Sara Vuksanaj, Luca Weijgertse, Fluturim Zekiri.

E ancora... Arianna, Daniel, Daniil, Eric, Francesca, Francesco, Giulia, Hajar, Leonardo, Luca, Matias, Matteo, Paolo, Rawen.

46

Grazie infine alla Classe IV della Scuola “PIO XI” di Laorca che ha presentato un lavoro di gruppo.


La comm issione che ha val utato i l avor

i

Francis Abiamba (Pittore) Laura Melesi (Consulente della Comunicazione) Francesca Perego (Regista cinematografica) Antonio Ur ti (Comunicazione e Relazioni Esterne, AO di Lecco) R inaldo Zanini (Direttore Dipartimento MaternoInfantile, AO di Lecco)

i vincitori

Primo premio, fascia 6/7 anni, categoria te sto Nessuna segnalazione

Primo premio, fascia 6/7 anni, categoria disegno • Stef ania Siracusa, per l’equilibrio cromatico raggiunto e per l’articolazione del messaggio • Matteo Marinoni, per la trasparenza del disegno e per la solarità delle figure umane rappresentate

Primo premio, fascia 8/10 anni, cate goria disegno Nessuna segnalazione

Primo premio, fascia 8/10 anni, cate goria testo • Giacomo Panzeri, per l’interpretazione originale della vicenda storica dell’Ospedale Manzoni • Valeria Butti, per la positività del racconto e il valore sociale e culturale del messaggio richiamato

Menzione speciale Classe IV , Scuola “PIO XI” di Laorca, per la riflessione esposta, articolata e suggestiva anche nella parte cromatica; per il lavoro collettivo svolto con attenzione e non banalmente.

47


C H I S I A M O, CO S A FA CC I A M O Abio, Associazione per il Bambino in Ospedale ONLUS, è stata fondata nel 1978 per promuovere l’umanizzazione dell’ospedale. Da trent’anni i volontari ABIO si occupano di sostenere e accogliere, in collaborazione con medici e operatori sanitari, bambini e famiglie che entrano in contatto con la struttura ospedaliera. FONDAZIONE ABIO ITALIA ONLUS coordina e promuove, sul territorio nazionale, l’attività delle Associazioni ABIO locali che con i loro 4.500 volontari offrono un valido e costante supporto ai bambini e alle loro famiglie. Scopo della Fondazione è sostenere le realtà pubbliche e private che promuovono l’umanizzazione dell’ospedale e l’accoglienza del bambino e della sua famiglia al fine di attenuare i fattori di rischio derivati dall’ospedalizzazione. Dal 2007 Abio Lecco esiste ed è attiva nel reparto di Pediatria con numerosi volontari Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti Ricoverati in Ospedale: 1. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere sempre la migliore qualità delle cure. Possibilmente a domicilio o in ambulatorio e, qualora non esistessero alternative valide, in ospedale. A tale fine deve essere garantita loro una assistenza globale attraverso la costruzione di una rete organizzativa che integri ospedale e servizi territoriali, con il coinvolgimento dei pediatri di famiglia. 2. I bambini e gli adolescenti hanno il diritto di avere accanto a loro in ogni momento (giorno, notte, esecuzione di esami, anestesia, risveglio, terapia intensiva) i genitori o un loro sostituto adeguato al compito e a loro gradito (nonni, fratelli, persona amica, volontari...), senza alcuna limitazione di tempo o di orario. 3. L’ospedale deve offrire facilitazioni (letto, bagno, spazio per effetti personali, pasti a prezzo convenzionato) ai genitori dei bambini e adolescenti ricoverati e deve aiutarli e incoraggiarli - se ciò è compatibile con le loro esigenze familiari - a restare in ospedale. Inoltre, perché possano adeguatamente prendersi cura del loro figlio, i genitori devono essere informati sulla diagnosi, sull’organizzazione del reparto e sui percorsi terapeutici in atto.

48

4. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad essere ricoverati in reparti pediatrici e mai in reparti per adulti - possibilmente aggregati per fasce d’età omogenee affinché si possano tenere in debita considerazione le differenti esigenze di un bambino o di un adolescente. Non deve essere posto un limite all’età dei visitatori, compatibilmente con il rispetto delle esigenze degli altri bambini e adolescenti ricoverati e alle necessità assistenziali del bambino o adolescente stesso. 5. Ai bambini e agli adolescenti deve essere assicurata la continuità dell’assistenza pediatrica da parte dell’équipe multidisciplinare ospedaliera 24 ore su 24 sia nei reparti di degenza sia in pronto soccorso. 6. I bambini e gli adolescenti hanno diritto ad avere a loro disposizione figure specializzate (pediatri, infermieri pediatrici, psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali, volontari) in grado di creare una rete assistenziale che risponda alle necessità fisiche, emotive e psichiche loro e della loro famiglia. 7. I bambini e gli adolescenti devono avere quotidianamente possibilità di gioco, ricreazione e studio - adatte alla loro età, sesso, cultura e condizioni di salute - in

ambiente adeguatamente strutturato ed arredato e devono essere assistiti da personale specificatamente formato per accoglierli e prendersi cura di loro. 8. I bambini e gli adolescenti devono essere trattati con tatto e comprensione e la loro intimità deve essere rispettata in ogni momento. A bambini e adolescenti devono essere garantiti il diritto alla privacy e la protezione dall’esposizione fisica e da situazioni umilianti, in relazione all’età, alla cultura e al credo religioso loro e della loro famiglia. 9. I bambini e gli adolescenti - e i loro genitori - hanno diritto ad essere informati riguardo la diagnosi e adeguatamente coinvolti nelle decisioni relative alle terapie. Le informazioni ai bambini e agli adolescenti, specie quando riguardano indagini diagnostiche invasive, devono essere date quando possibile in presenza di un genitore e in modo adeguato alla loro età, capacità di comprensione e sensibilità manifestata. 10. Nell’attività diagnostica e terapeutica che si rende necessaria, devono essere sempre adottate tutte le pratiche finalizzate a minimizzare il dolore e lo stress psicofisico dei bambini e degli adolescenti e la sofferenza della loro famiglia.

Si ringrazia, per il contributo, la Sc uola dell’I nfanzia “Monumento ai Caduti” di Germane do ( Lc )


essere a loro misura. Ce lo hanno fatto sapere con disegni e brevi testi i giovanissimi partecipanti al concorso “Io e l’Ospedale”, promosso dall’Azienda Ospedaliera di Lecco nella scuola primaria della città capoluogo, in occasione dei dieci anni del Manzoni (nel 2000 è avvenuto lo “storico” trasferimento del vecchio ospedale di via Ghislanzoni alla nuova sede di via dell’Eremo). L’iniziativa è stata supportata dall’Ufficio Scolastico provinciale di Lecco e dalle proprie Direzioni di Circolo che vi hanno aderito con passione e generosità. In questa pubblicazione è compresa un’ampia selezione degli elaborati pervenuti: tutti invece saranno allestiti in una mostra presso il Manzoni. Per l’Azienda Ospedaliera è stata un’occasione per comunicare l’ospedale come istituzione amica e vicina, al servizio delle persone.

Via dell’Eremo 9/11 - 23900 Lecco Tel. 0341.489111

www.o spe dale.le cco.it

Progetto e stampa: GraficheCola di Lecco

I bambini ci guardano, ci pensano, hanno idee sull’ospedale, su come dovrebbe


i bambini ci guardano