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N O T I Z I A R I O D E L L’ A M B I TO T E R R I TO R I A L E S O C I A L E D I C A M P O B A S S O

Il personale dell’ATS Campobasso

L’ATS un cambio di passo per le Politiche Sociali Presso la sala consiliare del Comune di Campobasso, si è tenuta la conferenza stampa sui servizi erogati dall’Ambito Sociale. Il presidente del Comitato dei Sindaci, Antonio Battista, ha parlato di “cambio di passo, grazie all’impegno dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune capofila, con delega all’ATS, Alessandra Salvatore, una risorsa di idee ed energie che sta facendo la differenza”. Un cambio di passo avutosi anche grazie alla sinergia dei Sindaci – ha aggiunto Battista – e alla professionalità della struttura amministrativa, partendo dal dottor Vincenzo De Marco e dalla nuova coordinatrice, dottoressa Raffaela Rosa, segue a pag.2

I nostri servizi Uffici di Cittadinanza

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Area Disagio Economico

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Area Disabilità

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Area Minori

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Area Anziani

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Home Care Premium 2017

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Servizio Civile

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Social News

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UFFICI DI CITTADINANZA

e tutti gli operatori. Un ringraziamento è andato anche al presidente della commissione Sociale, del Comune capofila, Giovanni Di Giorgio. A rappresentare i Comuni dell’Ambito, Camillo Santilli, sindaco di una delle amministrazioni più piccole, per dimensione demografica. Il primo cittadino ha condiviso il cambio di passo evidenziato da Battista, soprattutto per gli interventi strutturati messi in campo “con criteri e requisiti ben precisi, elementi indispensabili per un aiuto concreto alla popolazione”. L’assessore Alessandra Salvatore, partendo dall’approvazione dello strumento cardine, il Piano Sociale di Zona 2016/18, ha illustrato tutti i servizi e progetti dell’Ambito Sociale, iniziando con le politiche di contrasto al disagio economico, “quasi 400 famiglie assistite, per un finanziamento annuo di circa 800 mila euro, se consideriamo tutte le azioni, quali il Patto Sociale del Comune di Campobasso, il SIA, il RIA e i contributi una tantum dell’Ufficio di Piano”. Tra i servizi principali, anche l’assistenza domiciliare anziani e disabili e le politiche per i minori. L’assessore ha poi parlato dell’apertura del Centro antiviolenza, una novità per la regione Molise, del progetto Asimmetria, contro la tratta degli esseri umani, del progetto Fami per la prevenzione alle discriminazioni e, infine, del Progetto Sprar verso l’accoglienza anche dei minori. Dei servizi e dei progetti dell’Ambito Sociale di Campobasso, si rimanda alla lettura delle prossime pagine del Notiziario dell’ATS “Io So-ciale”.

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017

L’Ambito Sociale, il sistema e le prestazioni Dal Primo gennaio 2017, l’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso ha un nuovo Coordinatore, la dottoressa Raffaela Rosa. La nomina è arrivata dal Comitato dei Sindaci, riunitosi in data 5 dicembre 2016. Raffaela Rosa è responsabile del Servizio settore Politiche Sociali del Comune capofila Campobasso. Una nomina guadagnata sul campo, è stata questa la valutazione del direttore dell’Ufficio di Piano, dottor Vincenzo De Marco, “la dottoressa Rosa si è sempre impegnata fin ora, senza mai risparmiarsi, indistintamente sia per il Comune Capofila sia per l’Ambito, considerato che è componente dell’Ufficio di Piano – ha affermato De Marco – è un riconoscimento, dunque, per l’impegno dimostrato, per le sue capacità, competenze”. Il dirigente ha messo in evidenza l’opportunità di avere un coordinatore così qualificato in questa fase di crescita dell’Ambito Sociale, in termini di organizzazione del sistema e per le ulteriori competenze assegnate alla gestione associata rispetto alle precedenti programmazioni regionali, “ciò che occorre è un riferimento valido che abbia una visione d’insieme, che possa mettere a sistema le numerose componenti e variabili del settore, quali enti, istituzioni, associazioni, risorse umane, con lo scopo di dare reali ed adeguate condizioni di sostegno e crescita sociale“. Raffaela Rosa, terza nomina nell’Albo dei Coordinatori dell’ATS CB, dopo le esperienze del dottor Antonio Petrone e della dottoressa Loredana Grieco, espone le sue idee di ge-

stione nella seguente intervista, anticipando i servizi essenziali dell’Ambito, argomento della presente edizione del Notiziario. Come si sente in questa nuova veste di Coordinatore dell’ATS di Campobasso? Non nascondo che quando mi è stata proposta la nomina ho sentito tutta la responsabilità e l’onere, avendo avuto un’esperienza diretta da anni nell’Ambito e so quali sono le problematiche, le attività complesse ed impegnative e, non in ultimo, le attese di tutti coloro che, direttamente o indirettamente, frequentano questo universo delle Politiche sociali. Ma ciò che da subito mi ha rassicurata è stata la consapevolezza di avere una squadra di lavoro molto valida e variegata, fatta di tante persone ognuna esperta nella propria disciplina. Una equipe essenziale, fatta di dipendenti del Comune capofila e di operatori dell’ATS, in grado di assolvere agli ambiziosi obiettivi di cui gli Ambiti Sociali sono stati investiti. Il periodo storico delicato, che enfatizza il processo di lacerazione sociale, costituisce un complesso banco di prova per le Politiche del Sociale. Qual’ è il suo giudizio in merito? Credo che le Politiche del Sociale, nel nostro Paese, debbano recuperare il divario con altri Paesi della stessa Unione Europea. Divario che non si riduce al solo dato finanziario, ma anche di idee e di azioni. Ultimamente sono arrivati alcuni segnali inco-

UFFICI DI CITTADINANZA

La Dott.ssa Raffaela Rosa

raggianti, con una impostazione del servizio che intende entrare nella problematica e non limitarsi alle sole forme di assistenzialismo fine a se stesse. Bisogna rapportarsi all’emergenza sociale con l’intento di superarla, risolvere tutti gli ostacoli di diversa natura, in questo senso spenderò il mio nuovo impegno, cercando di coordinare tutte le risorse in campo verso quella sinergia auspicata con l’Assistenza sanitaria, la Scuola, il Terzo settore, le Associazioni, le Parti sociali , le Agenzie di assistenza al Lavoro. Il servizio sociale è un percorso fatto di tappe che mirano al recupero della persona, rimuovendo le condizioni di disagio. Più che “cittadini attivi” è il caso di dire “utenti attivi”, coinvolti e protagonisti dell’opportunità che gli viene offerta. Cosa si sente di dire al personale dell’Ambito Sociale di Campobasso? Come ho detto pocanzi, se ho accettato questa sfida è perché riconosco le potenzialità della squadra che nel tempo è venuta a formarsi, con la sua ben delineata organizzazione. Una equipe di professionisti preparati ed entusiasti, in grado ognuno di dare quel qualcosa in più che occorre per completare il percorso da fare con l’utente. In questi anni è stato realizzato un percorso comune affinché ciascuno potesse esprimersi al meglio, in base alle proprie competenze ed attitudini, e continueremo in questa rotta. Assieme a tutto il personale e, in primis, con il direttore dell’Ufficio di Piano, con il quale è maturato negli anni un rapporto fiduciario, saremo in grado di offrire un servizio migliore che, secondo una mia intima convinzione, equivale a dire migliorarsi.

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AREA DISAGIO ECONOMICO

Le azioni di contrasto alla povertà messe in campo dall’Ambito Sociale SIA, RIA e Patto sociale con 65mila euro al mese di contributi economici

L’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, in considerazione del fenomeno in aumento quale quello del disagio economico, ha individuato un settore con specifiche competenze per gli interventi di contrasto alla povertà. Sono tre le azioni principali messe in campo (escludendo quella residuale e relativa ai contributi economici una tantum, decisi dall’Ufficio di Piano): Reddito di Inclusione Sociale Attiva; Sostegno per l’Inclusione Attiva; Patto Sociale (azione prevista per i soli residenti del Comune di Campobasso). L’utenza raggiunta da queste tre azioni, per un importo totale mensile di quasi 65mila euro (se si considerano anche gli aiuti economici dell’Ufficio di Piano si tocca soglia 800mila euro annui), è così distribuita: 30 per il RIA; 98 per il SIA; 238 per i Patti Sociali, per un totale di 366 cittadini assistiti, ai quali viene garantito un sussidio economico mensile (si precisa che tale dato è in continua evoluzione, in base alla domanda e alle risorse finanziarie disponibili). L’obiettivo che accomuna le tre azioni, che andremo ora a specificare per tipologia ed entità, è quello di garantire, non una semplice assistenza fine a se stessa, ma un recupero della cittadinanza attiva, dove l’utente si riappropria gradualmente di un ruolo nella comunità.

Servizi diPATTO assistenza socio-economica: Il Patto Sociale SOCIALE - COMUNE CAMPOBASSO Patto Sociale - Comune di Campobasso TOT. 238

UTENTI

6

18

32

90

92 € 0,00

€ 50,00

€ 100,00

€ 150,00

€ 200,00

€ 250,00

€ 300,00

€ 350,00

€ 400,00

FASCIA DI CONTRIBUTO (TOT. MENSILE. 35.575,00 €)

Il Patto Sociale si prefigge il superamento delle condizioni di povertà, il reinserimento lavorativo, l’inclusione sociale. L’amministrazione comunale di Campobasso ha da poco previsto nuovi criteri per l’erogazione dei servizi di assistenza economica continuativa e temporanea. Il ricorso alle prestazioni di carattere economico avviene previa formulazione di un preciso progetto individuale e/o familiare, ad opera dell’assistente sociale. L’adesione al progetto è condizione necessaria per poter godere del beneficio economico. Può fare richiesta una sola persona per nucleo familiare, con residenza nel territorio del Comune di Campobasso da almeno 1 anno, disoccupato al momento della presentazione dell’istanza, privo di reddito sufficiente al fabbisogno familiare e che abbia un valore ISEE, riferito all’intero nucleo familiare, non superiore ad euro 3.000,00. Non essere beneficiario, da parte di ciascuno dei componenti il nucleo familiare, di altri trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale, a qualunque titolo concessi dallo Stato o da altre Pubbliche

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 AREA DISAGIO ECONOMICO

Amministrazioni, per un importo complessivo, riferito all’intero nucleo, superiore a 500,00 euro mensili, (percepiti nel mese precedente l’erogazione dell’assistenza economica comunale). Non avere la proprietà di uno o più beni immobili (fatta eccezione per la casa di abitazione, il cui valore catastale non può però superare i 50.000,00 euro). Nessun componente del nucleo familiare può essere intestatario di più di una autovettura oppure di una sola autovettura di cilindrata superiore a 2000 cc; abbia acquistato un autoveicolo (di qualsiasi cilindrata) nei dodici mesi antecedenti la domanda. L’assistenza economica in forma continuativa è concessa per 12 mesi e concorre al soddisfacimento dei bisogni fondamentali (alimentazione, abbigliamento, igiene, abitazione, riscaldamento etc.), per un importo mensile oscillante tra un minimo di euro 120, 00 ad un massimo di euro 500,00. Gli utenti beneficiari di Patto Sociale sono in tutto 238 (dato riconducibile al pagamento della mensilità di dicembre 2016), così distribuiti per fasce: 92 utenti beneficiano di 120 euro; 90 utenti tra 121 euro a 200 euro; 32 utenti tra 201 euro a 300 euro; 6 utenti tra 301 e 350 euro; 18 utenti sovrapposti SIA (che prendono SIA per intero e Patto Sociale per differenza, con somme medie cadauno di 40 euro e comunque non superiori a 90 euro); 6 utenti sono passati da Patto Sociale a SIA ; 7 utenti passati da Patto Sociale a RIA. Il totale del beneficio mensile è pari a 35.575,00 euro.

Il Sostegno per l’Inclusione Attiva I​l Sostegno per l’Inclusione Attiva (di seguito SIA) è una misura di contrasto alla povertà, con fondi nazionali, che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata. Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni, coordinati a livello di Ambito territoriale, in sinergia con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia. Tra i requisiti, essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente in Italia da almeno 2 anni. Tra i Requisiti familiari, come detto, occorre la presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile, ovvero di una donna in stato di gravidanza accertata. Tra i Requisiti economici: ISEE inferiore o uguale a 3mila euro; Non beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti: il valore complessivo di altri trattamenti economici eventualmente percepiti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, deve essere inferiore a euro 600 mensili; Non beneficiare di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati: non può accedere al SIA chi è già beneficiario della NASPI, dell’ASDI o altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati; Assenza di beni durevoli di valore: nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda. Dai Comuni dell’ambito Sociale di Campobasso sono pervenute 243 domande (dato aggiornato al mese di gennaio 2017), di queste 98 sono state riconosciute beneficiarie. Riportiamo di seguito la distribuzione degli utenti per territorio ed entità di beneficio. Gli utenti di Campobasso sono 64, per un totale mensile di 12.886,93 euro così distribuiti per fasce: 9 da 0 a 120 euro; 26 tra 121 e 200 euro; 24 tra 201 e 300 euro; 5 da 301 a 360 euro. Castellino del Biferno, 2 utenti da 259 euro. Montagano, 2 utenti, 1 da 259 euro; 1 da 179 euro. Busso, 3 utenti, 2 da 240 euro; 1 da 320 euro. Trivento, 9 utenti, 3 da 160 euro; 4 da 259 euro; 1 da 200 euro, 1 da 40 euro. Fossalto 3 utenti: 1 da 280 euro; 1 da 259 euro; 1 da 240

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AREA DISAGIO ECONOMICO

euro. Roccavivara, 1 utente da 209 euro. Vinchiaturo, 5 utenti: 1 da 179 euro, 1 da 280 euro, 3 da 80 euro. Oratino, 1 utente da 125 euro. Ripalimosani, 4 utenti: 2 da 240 euro; 2 da 320 euro. Castelbottaccio, 1 utente da 160. Ferrazzano, 1 utente da 160 euro. Lucito, 1 utente da 160 euro. Mirabello Sannitico, 1 utente 290 euro. Il totale mensile del beneficio SIA per i residenti dell’Ambito Sociale di Campobasso è pari a 20.100,93 euro. SOSTEGNO PER L’INCLUSIONE ATTIVA

400 € 350 € 300 € 250 € 200 € 150 € 100 € 50 € 0€

BENEFICIARI (TOT. 98) TOTALE MENSILE: 20.100,93€

Il Reddito di Inclusione Sociale Attiva Il Reddito di Inclusione Sociale Attiva, di seguito RIA, è attuato con modalità sperimentali per il primo anno sul territorio della regione Molise e consiste nell’erogazione di un contributo economico, per un periodo di 12 mesi, dell’importo di euro 300,00 mensili per famiglia e fa riferimento ai componenti del nucleo familiare, che abbiano dichiarato la propria immediata disponibilità al lavoro al competente Centro per l’Impiego, con ISEE non superiore a euro 3.000,00. Ha come obiettivo quello di offrire alle persone con disagio economico gli strumenti necessari a rafforzare la propria autonomia economica e personale, anche attraverso percorsi di attivazione sociale e lavorativa. Le risorse finanziarie previste sono state calcolate in base alla popolazione residente, riferita al 31 dicembre 2013: per l’ATS di Campobasso, con una popolazione pari a 83.114 unità, lo stanziamento previsto è di euro 264. 084,52. Con la graduatoria pubblicata lo scorso luglio 2016, sono stati riconosciuti 30 beneficiari, di cui: 22 di Campobasso; 3 di Ripalimosani; 1 di Vinchiaturo; 1 di Ferrazzano; 1 di Fossalto; 1 di San Biase; 1 di Baranello. Il totale del beneficio mensile è pari a 9mila euro.

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 AREA DISAGIO ECONOMICO REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA (30 utenti con 300,00 € mensili)

4%

Campobasso n. 22

3% 3%

3%

Ripalimosani n. 3

4% Vinchiaturo n. 1 10% Ferrazzano n. 1 Fossalto n. 1 73%

San Biase n. 1 Baranello n. 1

Contributi economici una tantum dell’Ufficio di Piano Infine, rimanendo sempre in tema di aiuti economici, l’Ufficio di Piano su proposta dell’assistente sociale, riconosce dei contributi una tantum ai residenti nell’Ambito Sociale che si trovano in situazioni di eccezionale bisogno. Nell’anno 2016, gli aiuti economici dell’Ufficio di Piano ammontano ad un totale di 22.378,378 euro, così distribuito sul territorio: 41 beneficiari di Campobasso per un totale di 14.639,84 euro; 7 beneficiari di Vinchiaturo per 1.550,00 euro; 2 beneficiari di Baranello per 1.105,00 euro; 2 beneficiari di Montagano perAIUTO 903,00 euro; 4 beneficiari di Castellino del Biferno per 880 euro; 1 beneECONOMICO UFFICIO di PIANO – ANNO 2016 ficiario di Ferrazzano per 600 euro; 3 beneficiari di Sant’Angelo Limosano per 600 euro; 1 beneficiario di Trivento per 403,53 euro; 1 beneficiario di Mirabello Sannitico per 327 euro; 1 beneficiario di Limosano per 300 euro; 1 beneficiario di Castropignano per 300 euro; un beneficiario di Petrella Tifernina per 300 euro; 1 beneficiario di Roccavivara per 242 euro; un beneficiario di Oratino per 200 euro. VINCHIATURO (7) TRIVENTO (1)

€ 431,53 € 600,00

SANT'ANGELO LIMOSANO (3)

BENEFICIARI (TOT. 67 )

AIUTO ECONOMICO UFFICIO DI PIANO ANNO 2016

€ 1.550,00

ROCCAVIVARA (1)

€ 242,00

PETRELLA TIF. (1)

€ 300,00

ORATINO (1)

€ 200,00

MONTAGANO (2)

€ 903,00

MIRABELLO S. (1)

€ 327,00

LIMOSANO (1)

€ 300,00

FERRAZZANO (1)

€ 600,00

CASTROPIGNANO (1)

€ 300,00

CASTELLINO DEL BIFERNO (4)

€ 880,00

CAMPOBASSO (41)

€ 14.693,85

BARANELLO (2)

€ 1.105,00 0,00

2.000,00

4.000,00

6.000,00

8.000,00

10.000,00

12.000,00

14.000,00

16.000,00

CONTRIBUTO (TOT. € 22.378,38)

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AREA DISABILITÀ

L’area Disabilità, tra servizi obbligatori e facoltativi

Il servizio di assistenza ai disabili è uno dei quattro servizi principali, erogati dall’Ambito Sociale di Campobasso. Prima di entrare nello specifico, partiamo dalla definizione della disabilità, così come riconosciuta dalla Legge n. 104 del 1992. L’avente diritto “è colui che presenta una minoranza fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale e di emarginazione. Per tali motivazioni si ha diritto alle prestazioni stabilite in suo favore in relazione alla natura e alla consistenza della minorazione, alla capacità complessiva individuale residua e alla efficacia delle terapie riabilitative”. Il riconoscimento della disabilità, ai sensi della suc-

citata legge, non prevede benefici di natura economica, ma la possibilità di fruire delle agevolazioni e dei servizi. In merito ai servizi, i Comuni, nel caso di specie le amministrazioni dell’Ambito Sociale, possono erogare due tipologie di prestazioni: servizi obbligatori e servizi facoltativi. Nell’espletamento dei servizi obbligatori, l’Ente locale è tenuto a fornire il servizio trasporto scolastico per gli alunni/studenti della scuola dell’obbligo (legge 118/1971 art. 28; legge 104/1992 art. 43; decreto legislativo 112/1998 art. 139) servizio a domanda individuale; l’assistenza scolastica specializzata per gli alunni/ studenti della scuola dell’obbligo (D.P.R. 616/1977 art. 42-45; legge 104/1992 art. 13 comma 3; decreto legislativo 112/1998 art. 139) servizio richiesto dall’Istituzione Scolastica. Tra i servizi facoltativi,

ASSISTENZA DOMICILIARE DISABILI ( Tot. 66 utenti in carico)

VINCHIATURO (8) 17%

TRIVENTO (10) 21%

CASALCIPRANO, DURONIA, FOSSALTO, LUCITO, ORATINO, PETRELLA TIF., PIETRACUPA (1) 2%

8

BARANELLO (5) 10% BUSSO, FERRAZZANO, LIMOSANO, MIRABELLO S., RIPALIMOSANI, ROCCAVIVARA, SALCITO (2) 4%

CAMPOBASSO (22) 46%


Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 AREA DISABILITÀ

l’Ente Locale può garantire, nei limiti delle proprie ordinarie risorse di bilancio, il servizio di trasporto per effettuare cicli e terapie riabilitative (legge 104/1992 art. 26), assistenza domiciliare (D.D. n. 288/2002, legge 104/1992 art. 8-9), centri diurni socio-educativi (D.D. 287/2002; legge 104/1992 art. 10). Questi ultimi tre servizi sono tutti a domanda individuale. Il Piano Sociale Regionale, fornendo risorse economiche specifiche, ha permesso di estendere il Servizio di Assistenza Domiciliare a tutti i Comuni ricadenti nel territorio dell’ATS. Grazie ad una specifica convenzione tra il Comune di Campobasso ed i Comuni dell’ATS, parte dei posti del centro diurno comunale “Peter Pan” sono destinati ad utenti residenti nell’ATS, seppure in minima parte e con il contributo dei Comuni stessi. Il Piano Sociale regionale cofinanzia altri tre centri diurni dell’ATS, di cui uno facente capo all’Associazione Italiana Persone Down, uno all’associazione “Cielo e terra”; il terzo finanziato con un progetto regionale specifico. I servizi di supporto alla frequenza scolastica della scuola dell’obbligo rimangono di competenza comunale, mentre la competenza della Provincia di Campobasso relativa al trasporto e all’assistenza specializzata nelle scuole secondarie di secondo grado è passata, con i relativi stanziamenti, all’ATS a partire dall’ anno scolastico 2016/2017. I beneficiari del SAD disabili dell’ATS sono 66, di cui: 22 di Campobasso; 5 di Baranello; 2 di Busso; 1 di Casalciprano; 1 di Duronia; 2 di Ferrazzano; 1 di Fossalto; 2 di Limosano; 1 di Lucito; 2 di Mirabello Sannitico; 1 di Oratino; 1 di Petrella; 1 di Pietracupa; 2 di Ripalimosani; 2 di Roccavivara; 2 di Salcito; 10 di Trivento; 8 di Vinchiaturo. Il totale delle ore erogate settimanalmente sono 270, di cui: 23 utenti da 4 ore settimanali; 23 da 6 ore; 20 da 2 ore.

Fondo per le non Autosufficienze In merito alle disabilità, corre l’obbligo fare un approfondimento sul Fondo per le non Autosufficienze, il programma FNA 2015, in corso d’opera. Detto programma, denominato “Azioni ed Interventi in favore delle persone in condizioni di disabilità grave e gravissime” ha la durata di un anno che decorre dall’approvazione della graduatoria e dalla data di attivazione degli interventi. I destinatari del Programma sono adulti e minori, residenti in uno dei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale, in condizioni di disabilità grave o gravissima, comprese le persone affette da Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Lo stato d’attuazione dell’ATS di Campobasso presenta i seguenti numeri: 174 domande pervenute, di cui accolte 130, per la lettera A rivolta alle persone in condizione di dipendenza vitale che necessitano a domicilio di assistenza continuativa e monitoraggio a carattere sociosanitario nelle 24h, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psico-fisiche, con la compromissione delle funzioni respiratorie, nutrizionali, dello stato di coscienza, privi di autonomia motoria e/o comunque bisognose di assistenza vigile da parte di terza persona per garantirne l’integrità psico-fisica (allo stato attuale sono state ultimate tutte le visite e programmate le sedute UVM per la compilazione delle schede SVAMA e attestazione dei relativi punteggi); per la lettera B, rivolta alle persone con grave disabilità (L. 104/92 art. 3 comma 3) impegnati in percorsi di studio per interventi funzionali all’acquisizione di soddisfacenti livelli di autonomia, i progetti pervenuti sono 34, per un totale di 87mila euro di risorse economiche; per la lettera C, rivolta ai Centri Socio Educativi diurni per la realizzazione di progetti destinati a persone con grave disabilità, sono pervenuti 4 progetti tutti accolti e relativi ai centri diurni, “Casa nostra”, “Raggio di luce”, “Peter Pan”, “Giorgio Palmieri”. Per i pazienti affetti da SLA, considerando il precedente FNA, sono in tutto 7 i beneficiari.

FONDO PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

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AREA MINORI

Minori e Servizio sociale professionale d’Ambito

Il Servizio Sociale Professionale rivolto all’area minori è di aiuto e supporto agli utenti affinché gli stessi possano utilizzare le proprie risorse e sviluppare in modo adeguato e corretto la propria autonomia e responsabilità. Le prestazioni offerte hanno il ruolo di organizzare e promuovere servizi e prestazioni il più possibile rispondenti alle esigenze delle persone, con il loro coinvolgimento ed adesione condivisa, valorizzando e indirizzando a tale scopo tutte le risorse presenti sul territorio, sia pubbliche che private. Il Servizio Sociale realizza interventi e servizi di prevenzione, promozione del benessere, consulenza e sostegno alle famiglie con minori e alle coppie genitoriali in condizioni di difficoltà, che possono riguardare vari aspetti, quali: contrasti familiari, difficoltà educative-relazionali con i figli, difficoltà di natura economica e abitativa. In risposta ai bisogni valutativi possono essere attivati interventi di vario genere come: interventi di sostegno economico, interventi di sostegno domiciliare di tipo assistenziale ed educativo, interventi socio-relazionali-educativi, interventi di supporto psicologico, interventi di facilitazione e accompagnamento per la fruizione di altri servizi specialistici, interventi di integrazione

scolastica, territoriale, anche rivolti a preadolescenti in situazioni di devianza, interventi volti ad affiancare le famiglie negli impegni e responsabilità di cura dei figli, interventi e piani educativi in ambito di tutela in esecuzione alle disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, interventi semi-residenziali e residenziali in situazioni di grave disagio come inserimenti in comunità, affido e, in estrema ratio, adozione. L’Assistente Sociale, come case manager, nella predisposizione del piano individualizzato e nella valutazione in itinere delle azioni concordate con l’utente, può avvalersi di una équipe multiprofessionale coinvolgendo nella presa in carico professionalità di volta in volta individuate per il buon esito dell’intero progetto. Detto progetto deve risultare efficace ed efficiente, puntare all’autoconsapevolezza e autonomia dell’utente per conseguire un “cambiamento” nella situazione che ha determinato la “difficoltà” dell’utente singolo, coppia o famiglia che sia. Il lavoro viene svolto nell’ottica di un programma in rete e con la rete, con risorse interne al Servizio e di collaborazione con altri Enti e Servizi, per una presa in carico completa.

Progetto “CompitiAMO”, attività di supporto scolastico per studenti da 6 ai 13 anni Il Comune di Campobasso, ormai da qualche anno, svolge, sul proprio territorio, attività di supporto scolastico. Proprio alla luce del bagaglio esperienziale e degli ottimi risultati raggiunti nel tempo, la Giunta Comunale con la proposta di Deliberazione n. 274 del 18-10-2016, ha approvato il progetto dal titolo “CompitiAMO”, promosso dall’Assessorato alle Politiche per il Sociale del Comune di Campobasso e realizzato dalle Associazione di quartiere, “Campobasso Nord”, “Shomer- Onlus”; “Il nostro quartiere S. Giovanni” e dal C.N.I.S/Centro Documentazione Handicap. Il progetto si rivolge ai minori frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado (6-13 anni) con l’intento di fornire strumenti didattici per prevenire l’insuccesso scolastico; strumenti ricreativi e di socializzazione al fine di offrire opportunità di crescita emotivo-relazionale ai minori maggiormente esposti al rischio

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 AREA MINORI

di marginalizzazione. La finalità che il progetto si prefigge di raggiungere riguarda, da un lato, il miglioramento del clima e delle relazioni nel contesto dei pari, dall’altro la formazione rivolta all’acquisizione tecnica delle competenze e ad una educazione alla convivenza e al rispetto delle regole. Il progetto ha la durata di 8 mesi (da ottobre 2016 a maggio 2017) ed è svolto nelle tre sedi individuate sul territorio: in via Gramsci, presso “L’Associazione Campobasso Nord; in via Muricchio, sede comunale in cui opera L’Associazione “La Scuoletta” e in via Emilia, presso l’Associazione “Il nostro quartiere S. Giovanni”; con tre aperture a settimana, nelle ore pomeridiane con due turni così strutturati: ore 15:00 – 16:30 e 16:30 – 18:00. Le predette associazioni coinvolte nel progetto realizzano le attività con propri volontari supportati ed affiancati, per eventuali consulenze, dalle figure professionali dell’ATS ovvero assistente sociale, psicologa ed educatore. Sempre ai suddetti minori sono state destinate altre 2 iniziative: la prima è l’incontro-evento “La Sedia di Lulù”, progetto comunale in patrocinato con l’ATS, promosso dall’Associazione “ChiamaMilla” ed organizzato dal Coordinamento Nazionale Insegnanti Specializzati, sezione di Campobasso, che da anni opera attraverso il Centro Documentazione Handicap, presentato il 1 dicembre 2016 presso l’Auditorium Liceo Classico “M. Pagano”. “La Sedia di Lulù” racconta il legame straordinario tra un cane e la sua padrona diventata disabile a seguito di un incidente. Quest’ultima riesce, con l’aiuto di Lulù, a superare paure, difficoltà e pregiudizi tanto da diventare la prima ragazza diversamente abile a svolgere gare di obedience a livello agonistico in Italia. La seconda iniziativa è il progetto “un cane per amico”, corso di educazione cinofila, promosso dalla Federazione Italiana Discipline Armi Sportive da Caccia con l’Associazione “Lepraiolo” e il patrocinio del Comune di Campobasso; presentato il 19 dicembre 2016 nei locali del centro sociale anziani “N. Scarano” e il 30 gennaio 2017, presso i locali comunali di via Muricchio. In questi incontri i rappresentanti della Federazione e i professionisti del settore, hanno offerto ai bambini nozioni riguardo l’educazione di base del cane, lo stato di salute, l’alimentazione e le incombenze a livello amministrativo; con la partecipazione degli amici a 4 zampe (2 labrador e 1 volpino), i quali hanno dato dimostrazione della loro intesa con il padrone e della loro intelligenza.

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I servizi dell’Ambito Sociale rivolti alla popolazione anziana

AREA ANZIANI

Le politiche nei confronti della popolazione anziana previste dal Piano Sociale di Zona 2016/2018 e promosse dall’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso, sono volte a salvaguardare l´autonomia degli stessi e il loro benessere mediante il consolidamento e il potenziamento degli interventi erogati a domicilio, quale il Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani (di seguito SAD), la Tutelare di Base e sostenendo le attività promosse dai Centri Sociali Anziani, dalle Associazioni e dal Volontariato, le quali permettono alla persona anziana di mantenere legami sociali ed un impiego sereno del tempo libero. Il SAD e il Progetto della Tutelare di Base, hanno lo scopo di consentire alla persona, non più autonoma negli atti della vita quotidiana, di restare a vivere presso la propria abitazione, sostenuta da servizi di assistenza diurna svolta direttamente presso il proprio domicilio. Solo nel caso in cui la persona anziana non sia più assiSERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE stibile a domicilio, si promuove e si sostiene l´inserimento nellaANZIANI struttura residenziale ritenuta più idonea.

Servizio di Assistenza Domiciliare Anziani 131

56

21

16

12

10 4

10,5 3

5

2

4

5

13

8

UTENTI PER COMUNE (tot. 104)

1

1

1

2

5

12 5

1

3

2

4

4

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ORE SETT. (tot. 243,5 ore)

Il SAD è un aiuto per consentire alla persona di vivere nella propria casa nelle migliori condizioni possibili. Il Servizio è rivolto a persone anziane, che vivono nella propria abitazione, non più totalmente autonome negli atti della vita quotidiana. Un operatore, dipendente della cooperativa appaltatrice del Servizio esternalizzato dall’ ATS, si occupa della cura e igiene della persona e dell´abitazione, della preparazione dei pasti e di eventuali altri servizi quali disbrigo di pratiche, accompagnamento degli anziani con difficoltà di autonomia motoria con mezzi pubblici, spesa, supporto relazionale. Frequenza e orario vengono valutate dall’Assistente Sociale territorialmente competente sulla base delle necessità individuali ed in base alla disponibilità organizzativa del servizio, in una fascia oraria dalle 8.00 alle 20.00, tutti i giorni della settimana. Il servizio, che prevede il cofinanziamento comunale e la compartecipazione dell’utente, può essere a pagamento, gratuito o a costo ridotto in relazione alle condizioni economiche a seconda della fascia Isee di appartenenza. Gli Anziani residenti nel Comune di Campobasso possono richiedere il Servizio rivolgendosi allo Sportello “Sicurezza Sociale” sito al piano terra dello stabile in Via Cavour n. 5 a Campobasso, mentre, gli anziani residenti nei Comuni dell’ATS possono presentare richiesta direttamente presso gli Uffici di Cittadinanza presenti nel proprio Comune di residenza. Attualmente, il SAD

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 AREA ANZIANI

Anziani offerto dall’ ATS di Campobasso è diretto a 104 utenti, per un totale di 243,5 ore settimanali, così suddivisi per Comune e ore settimanali: Campobasso 56 con 131 ore; Vinchiaturo 10 con 21 ore; Trivento 4 con 12 ore; Roccavivara 3 con 10,5 ore; Ripalimosani 5 con 16 ore; Petrella Tifernina 2 con 4 ore; Montagano 5 con 8 ore; Mirabello Sannitico 1 con 1 ora; Lucito 1 con 2 ore; Fossalto 5 con 13 ore; Ferrazzano 5 con 12 ore; Duronia 1 con 3 ore; Castropignano 2 con 4 ore; Busso 4 con 6 ore.

Tutelare di base Il servizio di Assistenza Tutelare di Base, finanziato dalla Regione Molise e gestito dall’Ambito Territoriale Sociale di Campobasso per mezzo della Sirio Società Cooperativa Sociale, è stato attivato ad aprile 2015 ed ha lo scopo di potenziare l’assistenza a tutti gli anziani appartenenti a nuclei familiari “deboli”, di età superiore ai 65 anni affetti da patologie gravi o che si trovino in condizione di non autosufficienza grave o in condizioni di fragilità socio-ambientale. Questo tipo di assistenza non sostituisce né quell’infermieristica, né quella riabilitativa, ma è finalizzata alla prevenzione, al mantenimento e al recupero delle potenzialità residue della persona per permettergli di restare al proprio domicilio e nel proprio contesto di relazione. Gli Anziani residenti nel Comune di Campobasso possono richiedere il Servizio rivolgendosi allo Sportello “Sicurezza Sociale” sito al piano terra dello stabile in Via Cavour n. 5 a Campobasso, mentre, gli anziani residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale Sociale possono presentare richiesta direttamente presso gli Uffici di Cittadinanza presenti nel proprio Comune di residenza. Attualmente il Servizio di Assistenza Tutelare di Base offerto dall’ATS di Campobasso è rivolto ad un totale di 35 utenti.

I centri sociali anziani Il funzionamento dei Centri Sociali degli Anziani (di seguito CSA), istituiti dal Comune di Campobasso nell’ambito delle competenze attribuite agli Enti Locali dalla relative norme statali e secondo le finalità e di principi stabiliti dalla normativa Regionale, è disciplinato da un Regolamento comunale, oltre che dalle norme del Codice Civile. I Centri, che sono strutture associative di servizio territoriale a livello cittadino o di quartiere, costituiscono non solo un luogo di incontro sociale, culturale e ricreativo per le persone anziane, ma favoriscono scambi culturali e sociali fra le diverse fasce di età della popolazione. Sono, pertanto, complemento delle altre strutture sociali (centri sociali polivalenti, biblioteche ecc.). Il servizio dei Centri si ispira ai principi del decentramento, della partecipazione e dell’amministrazione condivisa ed è finalizzato a dare risposte sempre più consone ed adeguate alle esigenze ed alle richieste di socializzazione e promozione del benessere delle persone anziane. I CSA del Comune di Campobasso sono luoghi in cui trascorrere il tempo libero, nei quali vengono proposti giochi, laboratori artistici e culturali, ginnastica e balli di gruppo. Sono inoltre organizzate passeggiate, gite, soggiorni e viaggi. I CSA sono aperti a tutti gli Anziani residenti nel Comune di Campobasso e sono i seguenti: “L’Amicizia” Via Verga n. 2, Presidente sig.ra Gabriella Taverna; “Nicola Scarano” Largo Gramsci n. 11/A, Presidente sig. Nicola Giancola; “L’Incontro” Via Mazzini n.6, Presidente sig. Pio Giuseppe; “L’Iniziativa” Via Emilia, Presidente sig. Antonio Di Vincenzo; “Santo Stefano” via Conte Verde n. 13, Presidente sig. Luca Simone; “Monforte” Via Monforte n. 51, Presidente sig. Fratangelo Giuseppe; “Colle dell’Orso” Via Campania n. 3, Presidente sig.ra Patanè Franca.

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UFFICI DI CITTADINANZA

L’intervento psicologico e l’équipe multidisciplinare

L’intervento psicologico copre sempre più aree della vita quotidiana, da quella sociale a quella di coppia, alla salute, alla scuola, all’area clinica, giuridica, psicosomatica, promuovendo in questi settori lo stato di benessere o attenuando e rimodulando il disagio attraverso il riorientamento della persona ad uno stile di vita più “sano”. Aspetto assai saliente è l’inserimento dello Psicologo e del conseguente intervento specialistico in équipe sempre più multidisciplinari ed in ambiti che possono andare dal Sociale, all’Alimentazione, alla Sessualità, alla sfera Medica, fino a situazioni a più alto impatto traumatico come le catastrofi naturali (terremoti, valanghe, tsunami ecc..) o di lutto complicato (come gli incidenti stradali con vittime primarie e secondarie). Per ogni area sopra citata, l’intervento psicologico si caratterizza per la messa in atto di strategie, strumenti e l’attivazione di risorse finalizzate a ripristinare una condizione funzionale di benessere. In campo sociale, diverse sono le aree d’intervento. Di fronte ad un adolescente che presenta comportamenti devianti, come l’uso di cannabinoidi, bassa frequenza e rendimento scolastico e/o isolamento ed alienazione sociale, l’intervento psicologico si inserisce in una cornice sociale e familiare del soggetto, la quale viene coinvolta con la messa in atto di azioni miranti a comprendere il significato “sintomatologico” e comunicativo degli acting out (agiti impulsivi) dell’adolescente ricercando attraverso un analisi in équipe le cause scatenanti e le soluzioni da porre in essere più funzionali ad aiutare lo stesso e a ripristinare un nuovo equilibrio all’interno delle relazioni in cui è inserito e al contesto in cui tali sintomi hanno un significato specifico. Altro intervento psicologico inserito nel sociale è il supporto dato a nuclei in difficoltà, in particolare a famiglie in fase di separazione, in cui la coppia genitoriale non riesce a gestire tale ruolo perché alle prese con sospesi riguardanti il fallimento della vita matrimoniale ed “utilizzano” come campo di battaglia i figli, spesso anche piccoli, mettendo in atto spesso vere e proprie modalità di “alienazione” e denigrazione verso l’altro genitore. L’intervento psicologico si inserisce anche nell’ambito delle Adozioni Nazionali ed Internazionali attraverso la messa in atto di colloqui approfonditi individuali e di coppia e il successivo monitoraggio e supporto alle stesse nella fase di pre-affido e di adozione definita. Gli esempi di aree e sfere di vita in cui si può collocare un intervento psicologico, soprattutto nel Sociale, sono

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 UFFICI DI CITTADINANZA

molteplici e a più livelli, sortendo un effetto a breve, medio e lungo termine non solo sulla risoluzione di disagi e sofferenze ma anche e soprattutto prevenendo taluni fenomeni quali la devianza minorile. L’intervento psicologico spesso viene vissuto come riparativo o riabilitativo di una condizione psicopatologica o disfunzionale, in realtà ha come promozione primaria una condizione di benessere e miglioramento di qualità della vita degli individui, dei gruppi, delle comunità e di interi sistemi relazionali in cui siamo inseriti. Lo Psicologo, nell’immaginario collettivo, si occupa e preoccupa di individui con patologie o comportamenti devianti, mentre l’intervento psicologico ha alla base la capacità di elicitare nel soggetto risposte funzionali e la messa in atto di comportamenti orientati a soddisfare bisogni e desideri con ripercussioni positive nella vita quotidiana, lavorativa e relazionale, attingendo dalle proprie risorse e facendo leva sui punti di forza. Quando l’intervento è mirato a “sanare” una condizione di sofferenza dell’individuo, gruppi o comunità che ne fanno espressa richiesta o verso cui è stato inviato, le strategie da porre in essere sono diversificate e orientate a ridurre lo stato di disagio e ad aiutare il soggetto a ripristinare un omeostasi più funzionale alla sua vita.

Il Servizio educativo territoriale Tra i servizi professionali erogati dall’ATS, il Servizio Educativo Territoriale lavora in equipe multidisciplinare e partecipa alla strutturazione del progetto complessivo, volto allo sviluppo individuale equilibrato e all’integrazione sociale dell’utenza. Nello specifico, l’Educatore Professionale collabora all’elaborazione dell’intervento, alla definizione dei metodi di lavoro e mette in atto delle azioni concrete volte al raggiungimento degli obiettivi formulati nel progetto, nel tentativo di dare una risposta innovativa, non più in un ottica assistenziale, agli interventi rivolti ai minori in situazione di disagio sociale importante, recuperando e rinforzando le risorse presenti nel nucleo familiare ed intorno ad esso, investendo anche sulle risorse presenti nel contesto territoriale (associazioni, centri di aggregazione, enti pubblici e privati etc.). Più precisamente, le funzioni essenziali e gli obiettivi del Servizio Educativo Territoriale possono riassumersi schematicamente nel modo seguente: Sostenere la famiglia in difficoltà educativa, mettendola in condizione di recuperare o rafforzare il proprio ruolo genitoriale e di operare in autonomia; Sostenere il minore nei momenti di difficoltà, fornendogli gli strumenti per affrontarle e superarle, aiutandolo a scoprire le proprie potenzialità, riconoscere i propri bisogni e acquisire capacità di agire in autonomia; Costruire un legame tra il nucleo familiare e l’ambiente esterno (quartiere, scuola ed altri servizi); Promuovere la capacità progettuale della famiglia e del minore. Per l’anno 2016, gli interventi educativi sono stati circa 150, di cui la gran parte con accesso domiciliare.

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UFFICI DI CITTADINANZA

I progetti finanziati, proposti dall’Ambito Sociale di Campobasso

Percorsi di Orientamento e Informazione in Molise Il Ministero dell’Interno ha ammesso a finanziamento, per un valore di 105 mila euro, il progetto “Percorsi di Orientamento e Informazione in Molise (P.O.I. in Molise)” realizzato dalla Regione Molise e dall’ATS di Campobasso e Isernia. L’iniziativa rientra nell’ambito dell’Avviso pubblico multi-azione n. 1/2016 per la presentazione di progetti da finanziare a valere sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 20142020. L’obiettivo dell’iniziativa progettuale è quello di favorire, facilitare e qualificare i percorsi di integrazione dei cittadini stranieri attraverso l’organizzazione di un sistema integrato di servizi territoriali. In questo modo si cercherà di favorire l’incremento o il miglioramento delle competenze professionali, al fine di una loro maggiore spendibilità nel mercato del lavoro e l’attivazione di percorsi di orientamento professionali con particolare attenzione ai principali settori produttivi del Molise. Nello specifico, saranno attivati due sportelli di supporto linguistico e primo orientamento per stranieri nei Comuni di Campobasso e Isernia, ovvero presso le sedi indicate dai Comuni capofila dei rispettivi Ambiti Sociali, garantendo una diffusione territoriale capillare nei due capoluoghi di provincia. Gli sportelli erogheranno un servizio di prima informazione, consulenza, sostegno e orientamento sui servizi presenti sul territorio e supporto linguistico garantiti dall’attività di mediatori culturali e linguistici. Inoltre, saranno avviati 10 laboratori di orientamento professionale dove saranno approfondite tematiche relative ai settori agricolo e turistico/ricettivo, con particolare riferimento alle competenze richieste dal mercato locale.

Vita Indipendente e Inclusione nella società delle persone con disabilità Finanziato dal Ministero delle Politiche Sociali il Progetto “Vita Indipendente e Inclusione nella società delle persone con disabilità”. La candidatura dell’ATS di Campobasso, ha ottenuto un finanziamento per un valore totale di 100 mila euro, dei quali 20 mila cofinanziati dalla Regione Molise. Il progetto vedrà come beneficiari 10 persone con disabilità motoria in età compresa tra 18 e 64 anni, privilegiando coloro che presentano anche difficoltà nella comunicazione, limitazioni nel sentire e/o vedere e/o parlare, e nella cura della propria persona e nello svolgimento delle essenziali attività quotidiane. I servizi di assistenza da attivare durante i 12 mesi progettuali saranno: presso il domicilio

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017 UFFICI DI CITTADINANZA

familiare; supporto dell’housing; sostegno delle attività di inclusione sociale e relazionale; per il trasporto sociale. In particolare, ogni utente redige autonomamente un proprio progetto per la Vita Indipendente, eventualmente avvalendosi del sostegno e della collaborazione di uno o più familiari, secondo il format appositamente predisposto dall’ATS di Campobasso, e lo invia al Servizio Sociale Professionale del Comune di residenza, cui spetta il compito della valutazione ai fini dell’attivazione del progetto e dell’erogazione del contributo. La persona con disabilità sceglie e, quindi, assume direttamente o in forma consociata, con regolari contratti di lavoro, il o i propri assistenti, concordando direttamente con essi le mansioni, gli orari e la retribuzione e giustificando a norma di legge la spesa che deve essere finalizzata esclusivamente a questo titolo. Inoltre, saranno attivati dei percorsi di formazione riservati ai disabili e alle famiglie e agli assistenti alla persona. La formazione potrà affrontare tematiche quali, la preparazione alla sperimentazione dell’abitare in autonomia e l’empowerment alla vita indipendente.

Essere donna, sempre! La Fondazione Internazionale “Susan G.Komen Italia”, che da anni opera nella lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale, ha ammesso a finanziamento il progetto presentato dall’Associazione Pro Malati Oncologico Onlus del Molise in partenariato con l’ATS di Campobasso, intitolato “Essere Donna, sempre”. Il progetto intende individuare e misurare i problemi psicologici e i bisogni socio assistenziali che si possono presentare alle pazienti con diagnosi di neoplasia della mammella o ai loro familiari, inoltre definire e gestire il miglior approccio possibile  ai singoli problemi per dare  loro un reale ed utile sostegno nell’affrontare le pesanti difficoltà emotive e di adattamento psicologiche collegate alla malattia. Saranno invitate tutte le pazienti con diagnosi di neoplasia della mammella presenti nell’UOC di Oncologia dell’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso, seguite in DH, degenza e ambulatori, per i 12 mesi previsti dal progetto, ad eseguire test di screening. Le stesse saranno inserite in un percorso di supporto e sostegno psicologico anche attraverso attività ludiche e ricreative come, ad esempio, un laboratorio di teatroterapia. L’iniziativa si concluderà con un convegno finale di sensibilizzazione e prevenzione alla malattia che si terrà a Campobasso entro fine anno.

Sostegno per l’Inclusione Attiva Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale ha ammesso a finanziamento, con proprio Decreto n. 64 del 13 marzo 2017, il progetto dell’ATS di Campobasso a valere sul Fondo PON “Inclusione” proposte di intervento per l’attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva – Avviso n. 3/2016. L’Avviso Ministeriale mira alla realizzazione di interventi di attuazione del Sostegno per l’inclusione attiva (SIA). L’ATS di Campobasso avrà a disposizione circa 611.000,00 euro per i prossimo 3 anni (2017-20182019) al fine di garantire un ventaglio di azioni volte all’occupabilità, all’attivazione lavorativa e alla formazione dei beneficiari del SIA.

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HOME CARE PREMIUM

Al via il nuovo Progetto Home Care Premium 2017

Triplicata la platea dei beneficiari: si passa da 10.000 a 30.000 utenti

Lo scorso 28 febbraio 2017, durante una conferenza stampa, il Presidente dell’INPS Tito Boeri ha presentato il nuovo Progetto di assistenza domiciliare Home Care Premium, che sarà attivo dal 01 luglio 2017 fino al 31 dicembre 2018. Sull’onda del successo registrato nelle precedenti annualità, l’INPS ha deciso di aumentare la platea di quanti potranno beneficiare dei sussidi volti a garantire, agli aventi diritto, l’assistenza domiciliare. Il Progetto il cui motto è “non c’è posto migliore della tua casa” si è rivelato di grande aiuto per migliaia di famiglie in tutta Italia. Destinatari: gli interventi sono rivolti ai soli dipendenti e pensionati assicurati presso la gestione dei dipendenti pubblici che presentino un grado di invalidità non inferiore al 67%, nonché ai loro coniugi, nel caso in cui siano viventi e non sia intervenuta istanza di separazione. Potranno presentare domanda anche i parenti e gli affini di primo grado, anche nel caso in cui non siano conviventi; allo stesso modo potranno presentare domanda anche i soggetti legati da unione civile e i conviventi ex legge n. 76 del 2016 oltre ai giovani minori orfani degli assicurati presso le predette gestioni. La limitazione della platea dei beneficiari si fonda sul fatto che il progetto è finanziato dai contributi versati dai soli dipendenti pubblici mediante trattenuta diretta, obbligatoria ed ulteriore rispetto alla ordinaria contribuzione. Il contributo: il progetto individua due tipi di prestazione. Per quanto riguarda le prestazioni prevalenti, il contributo erogato varia da un minimo mensile di 550 euro ad un massimo di 1.050 euro nei casi in cui il beneficiario abbia un gravissimo grado di invalidità. Tale contributo potrà essere utilizzato esclusivamente per l’assunzione di una badante o assistente familiare. La somma sarà calcolata in base al punteggio ottenuto dall’ISEE socio-sanitario del nucleo familiare del richiedente. Tale valore diminuisce proporzionalmente al diminuire del grado di invalidità del beneficiario e al crescere dell’ISEE, sino ad azzerarsi completamente. È utile ricordare che, ai fini del calcolo, l’INPS detrarrà, per il valore corrispondente, eventuali altre provvidenze che siano riconosciute dall’Istituto medesimo o da altre Amministrazioni Pubbliche, come in particolare l’indennità di accompagnamento. I servizi Integrativi: oltre al contributo economico per l’assistenza familiare (cioè la prestazione prevalente appena vista) il programma HCP prevede anche l’erogazione delle cosiddette prestazioni integrative. Tali prestazioni sono così suddivise: OSS, Sollievo, Educatore Domiciliare (per i minori), Trasporto, Consegna pasti, Percorsi di integrazione scolastico e altro. Anche il contributo per le prestazioni integrative che l’INPS riconoscerà agli ATS risulterà graduato in funzione della disabilità e dell’ISEE socio-sanitario del richiedente. Le domande: il programma di assistenza partirà il 1° luglio 2017 e durerà fino al 31 dicembre 2018 (per un totale di 18 mesi) e selezionerà 30mila beneficiari sulla base di una graduatoria che sarà pubblicata il prossimo 20 aprile. La graduatoria sarà ordinata in base alla gravità della disabilità, all’ISEE e all’età anagrafica del richiedente. Per accedere al piano gli interessati dovranno produrre esclusivamente domanda telematica all’INPS (www.inps.it) a partire dalle ore 12 del 1° marzo 2017, fino alle ore 12 del 30 marzo 2017. Prima di trasmettere la domanda il richiedente dovrà assicurarsi che il CAF abbia presentato la DSU presso l’INPS. Come presentare la domanda: il richiedente dovrà essere munito del PIN Dispositivo dell’INPS, dell’ISEE socio-sanitario, e del certificato di invalidità. Oltre a ciò, è necessaria l’iscrizione alla banca dati dell’INPS del titolare del diritto e del beneficiario. Il richiedente dovrà collegarsi al portale telematico dell’INPS seguendo il percorso Servizi Online > Servizi per il Cittadino > Servizi Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) per lavoratori e pensionati > Gestione dipendenti pubblici: domanda assistenza domiciliare (progetto Home Care Premium. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo Sportello Sociale sito in Via Muricchio, 1 a Campobasso (tel. 0874.405398).

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017

I volontari del Servizio Civile al Centro diurno educativo “Peter Pan”

SERVIZIO CIVILE

Sono due i volontari del Servizio Civile dell’Agenzia Agorà di Campobasso, inseriti come figure di supporto nel Centro Diurno Educativo “Peter Pan”, presso il Comune di Campobasso. Mario, uno dei volontari del Servizio Civile, e Gina che collabora con il Peter Pan da ormai tre anni. Dalla testimonianza della volontaria ben si comprende il “potere” che hanno i ragazzi del centro, grazie alla loro semplicità, innocenza e genuinità, donano nuove prospettive a chiunque entri in contatto con loro, perché vivono, si nutrono di relazioni, chiedono amicizia, affetto e ricambiano con sorrisi e abbracci. “Mi sono presentata al centro come tirocinante senza esperienza – riferisce Gina - all’inizio ero spiazzata, mi limitavo ad eseguire gli ordini, ma con il tempo ho capito che il trucco per interagire con i ragazzi sta nell’immedesimarsi nelle loro storie, di agire nella loro stessa visione e guardare il mondo con i loro occhi. Ho cambiato atteggiamento e non ho più eseguito semplicemente gli ordini, né li ho dati ai ragazzi, poiché un vero aiuto si dà tramite una formazione per “step”, ho plasmato me stessa in base alla persona che mi trovavo di fronte di volta in volta. Sono stati i ragazzi stessi, quindi a stimolare, in modo naturale, la mia attuale autonomia in un mondo che mi appariva quasi totalmente sconosciuto, quindi devo a loro ciò che oggi sono diventata. Momenti di debolezza ci sono ma il percepire di essere di aiuto e il costatare il fatto che tante cose dipendono da me in maniera più diretta, mi hanno aiutato a non mollare”. Le attività del centro Peter Pan sono svariate: si spazia da attività previste da calendario atte ad aumentare l’autonomia del ragazzo/a ad attività esterne come la palestra. L’ultimo progetto dei ragazzi, realizzato grazie all’aiuto dei volontari, è stato quello delle “Pigottine”, piccole bambole di pezza, prodotte con le loro mani, e vendute presso un noto centro commerciale del capoluogo. Il ricavato è stato devoluto all’Unicef per progetti di tutela dei diritti e della salute dei bambini meno fortunati, delle zone povere dell’Africa e dell’Asia. Tra questi, il progetto dedicato alla diffusione di vaccini. La solidarietà è una medicina per l’anima ed è così che questi ragazzi aiutando gli altri aiutano anche sé stessi superando le mille difficoltà che incontrano per strada.

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SOCIAL NEWS CONTRASTO ALLA POVERTÀ CON IL SOSTEGNO DI INCLUSIONE ATTIVA Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura di contrasto alla povertà. che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizioni economiche disagiate. La richiesta del beneficio viene presentata da un componente del nucleo familiare al Comune mediante la compilazione di un modulo (predisposto dall’Inps) con il quale, oltre a richiedere il beneficio, si dichiara il possesso di alcuni requisiti necessari per l’accesso al programma. Tra i requisiti: essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente in Italia da almeno 2 anni. Requisiti familiari: presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile, ovvero di una donna in stato di gravidanza accertata (nel caso in cui sia l’unico requisito familiare posseduto, la domanda può essere presentata non prima di quattro mesi dalla data presunta del parto e deve essere corredata da documentazione medica rilasciata da una struttura pubblica). Requisiti economici: ISEE inferiore o uguale a 3mila euro; non beneficiare di altri trattamenti economici rilevanti. Il valore complessivo di altri trattamenti economici eventualmente percepiti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, deve essere inferiore a euro 600 mensili; non beneficiare di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati: non può accedere al SIA chi è già beneficiario della NASPI, dell’ASDI o altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati; assenza di beni durevoli di valore: nessun componente deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda. Per godere del beneficio, il nucleo familiare del richiedente dovrà aderire ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità. Il progetto viene costruito insieme al nucleo familiare sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni e coinvolge tutti i componenti, instaurando un patto tra servizi e famiglie che implica una reciproca assunzione di responsabilità e di impegni. Le attività possono riguardare i contatti con i servizi, la ricerca attiva di lavoro, l’adesione a progetti di formazione, la frequenza e l’impegno scolastico, la prevenzione e la tutela della salute. L’obiettivo è aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.

ASSISTENZA ECONOMICA CONTINUATIVA, IL PATTO SCIALE DEL COMUNE DI CAMPOBASSO Avviso pubblico per l’ammissione all’assistenza economica continuativa e temporanea per i residenti nel Comune di Campobasso con scadenza il 31 marzo 2017. Il ricorso alle prestazioni di carattere economico avverrà previa formulazione di un preciso progetto di assistenza individuale e/o familiare, da parte dell’assistente sociale: il mancato rispetto delle prescrizioni previste nel “Patto sociale” comporteranno la decadenza di tutti i benefici. Può presentare domanda chi sia in possesso dei seguenti requisiti: essere cittadino italiano o extracomunitario; avere la residenza nel territorio comunale da almeno 1 anno; essere disoccupato al momento della presentazione dell’istanza, risultante lo stato di disoccupazione da certificazione del Centro per l’Impiego, secondo le nuove disposizioni contenute nel D.Lgs. n. 150/2015; avere un Isee 2016 (ordinario o corrente ai sensi del Dpcm 5 dicembre 2013, n. 159) inferiore o uguale ad euro 3.000,00; non essere beneficiario, da parte di ciascuno dei componenti il nucleo familiare, di altri trattamenti economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale, a qualunque titolo concessi dallo Stato o da altre Pubbliche Amministrazioni, per un importo complessivo, riferito all’intero nucleo, superiore a 500,00

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Io Sociale - Notiziario ATS Campobasso - n.1/2017

euro mensili, (percepiti nel mese precedente l’erogazione dell’assistenza economica comunale); non avere la proprietà di uno o più beni immobili (fatta eccezione per la casa di abitazione, il cui valore catastale non può, però, superare i 50.000,00 euro); nessun componente del nucleo familiare: sia intestatario di più di una autovettura oppure di una sola autovettura di cilindrata superiore a 2000 cc; abbia acquistato un autoveicolo (di qualsiasi cilindrata) nei dodici mesi antecedenti la domanda. Le persone in possesso dei requisiti devono presentare istanza, per usufruire dell’assistenza economica continuativa o temporanea, presso lo Sportello unico dei Servizi alla Persona, ubicato a Campobasso in via Cavour 5. L’importo del sussidio è stabilito in una somma mensile compresa tra un minimo di euro 120,00 e un massimo di euro 500,00 per nucleo familiare.

BONUS CULTURA PER I NEO DICIOTTENNI NEL 2017 La Legge di Bilancio 2017, in vigore dal 1 gennaio 2017, ha confermato il bonus per i diciottenni, che quindi potrà essere richiesto anche da coloro che compiono 18 anni nel 2017. I diciottenni potranno utilizzare la Carta elettronica del valore di 500 euro, oltre che per assistere   a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per l’acquisto di libri,   per  l’ingresso  a  musei, mostre  ed   eventi   culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e spettacoli dal vivo,  anche per l’acquisto di musica registrata, nonché di corsi di musica, di teatro o di lingua straniera. Come si usufruisce del bonus. I giovani che compiono 18 anni, per usufruire del bonus, devono richiedere l’attribuzione della identità digitale (credenziali Spid), come previsto dal Dpcm 24 ottobre 2014, rivolgendosi ad uno dei gestori di identità accreditati dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Le modalità di attribuzione delle credenziali sono illustrate sul sito Sspid;  utilizzando le credenziali devono registrarsi sulla piattaforma informatica dedicata www.18App.it .  La registrazione è consentita fino al 30 giugno 2017;  ad ogni beneficiario è attribuita una Carta elettronica utilizzabile, attraverso buoni di spesa, entro il 31 dicembre 2017 presso le strutture inserite in un apposito elenco consultabile sulla piattaforma informatica dedicata;  i buoni di spesa sono generati dal beneficiario, che deve inserire i dati richiesti sulla piattaforma elettronica e possono essere anche stampati; quando l’esercizio commerciale o il luogo culturale accreditato accetta il voucher si riduce il credito disponibile.  Cosa devono fare gli esercenti. Per potere essere inseriti nell’elenco dei luoghi dove spendere i voucher, i titolari interessati devono registrarsi entro il 30 giugno 2017 sulla piattaforma informatica dedicata la registrazione avviene tramite le credenziali fornite dall’Agenzia delle Entrate e richiede la dichiarazione che i voucher saranno accettati esclusivamente per gli acquisti previsti dalla norma.  Con l’accettazione del voucher è riconosciuto un credito di pari importo alla sala cinematografica o teatrale o agli altri luoghi scelti; il credito è registrato nell’apposita area sulla piattaforma dedicata.

START UP INNOVATIVE, UN CONTRIBUTO PER I GIOVANI A FONDO PERDUTO FINO AL 60% PER UN MASSIMO DI 120 MILA EURO Fondo Fesr-Fse 2014-2020, la Regione Molise parte dalle nuove imprese e dall’innovazione tecnologica. Previsto uno stanziamento di 2 milioni di euro, per sostenere la creazione di start up innovative ad alta intensità di applicazione di conoscenza e le iniziative di spin-off della ricerca. Un investimento su attività con contenuto tecnologico e innovativo per sviluppare soluzioni nel campo dell’economia digitale e valorizzare dal punto di vista economico i risultati del sistema della ricerca pubblica e privata. Il contributo a fondo perduto sarà pari al 50 percento delle spese ammissibili e verrà maggiorato dal 10 percento nel caso di start up innovative la cui compagine presenti almeno una delle seguenti caratteristiche: a) interamente costituita da persone di età non superiore ai 40 anni; b) interamente costituita da donne; c) interamente costituita da persone di età non superiore ai 40 anni e da donne. Il contributo massimo concedibile per ogni singola istanza sarà di 120 mila euro.

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Campobasso Baranello Busso Casalciprano Castelbottaccio Castellino del Biferno Castropignano Duronia Ferrazzano Fossalto Limosano Lucito Mirabello Sannitico

Molise Montagano Oratino Petrella Tifernina Pietracupa Ripalimosani Roccavivara Salcito San Biase Sant’Angelo Limosano Torella del Sannio Trivento Vinchiaturo

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PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE: Giacomo Gattozzi

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NOTIZIARIO A CURA DI:

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Agenzia Agorà

promozione e sviluppo sociale

STAFF DI REDAZIONE: Raffaele D’Elia, Presidente Gruppo AWA Vittorio Scarano, Referente Comunicazione ATS Annarita Fagnano, Giuseppe P. Fazio, Vittoria Fratantuono.

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