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PERIODICO REG. TRIB. DI PADOVA - ANNO 12 N. 04 - INVERNO 2013 - DISTR. GRATUITA

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Editoriale

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Pronti a parlare nuove lingue, ad adattarsi al mondo che evolve? Gotha nacque il 21.04.2001. Quante cose sono cambiate. Il nostro lavoro ci ha permesso di condividere, toccare e percepire in prima persona la storia che ha stravolto e trasformato la nostra città e la nostra Regione in questa dozzina di anni. Tutto si è evoluto ed è cambiato con una velocità incredibile, complice il web, i social network e la tecnologia. Ciò che oggi sembra futuristico, domani è già obsoleto. Gotha ha sempre cercato di evolversi per stare al passo con i tempi, ma ora bisogna accettare che il linguaggio necessario nel nuovo mondo è completamente cambiato. Siete pronti a parlare la nuova lingua che Gotha sta per intraprendere? Felice 2014!!! Alessandra Cicogna e la redazione ENTRA A FAR PARTE DEI FAN DI GOTHA VENETO: sarai informato su eventi e novità della nostra Regione

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Gotha Focus

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Gotha Padova Gotha Vicenza Gotha Verona Gotha Treviso Flash Party

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Si ringrazia per la foto di copertina: © Bandion.it Anno 12 Numero 4 INVERNO 2013 Redazione Via Umberto I, 46 Int. 6 35122 Padova tel. 049 8722979 cell. 333 7361777 info@gotha.veneto.it www.gotha.veneto.it

Direttore Responsabile

Segreteria organizzativa:

Alessandra Cicogna

Simona Pahontu

Art Director

Marketing

Monica Jacopetti Hanno collaborato a questo numero Ines Thomas, Francesca Dolcetta, Katia Rossi, Alessia Severin, Roberta Piccin Tipografia Chinchio Industria Grafica spa Via Pacinotti, 10/12 - 35030 Rubano (PD)

Registrato al Tribunale di Padova n. 2002 Editore Ci.Co. Srl

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Servizi fotografici Michela Gobbi Le foto pubblicate sono protette da copyright e non possono essere utilizzate.

PADOVA Elena Bonafede VICENZA Francesca Dolcetta

Info

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VERONA Roberta Piccin Numero copie 15.000 Distribuzione Gratuita

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a cura di Alessandra Cicogna

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arte & more

VERONA - Palazzo della Gran Guardia 26 ottobre 2013 - 9 febbraio 2014 Info e prenotazioni: T. 0422 429999 - www.lineadombra.it

Verso Monet

Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento

A partire dal 26 ottobre e sino al 9 febbraio 2014 (con replica a Vicenza, in Basilica Palladiana, dal 22 febbraio al 4 maggio 2014), si potranno ammirare alla Gran Guardia di Verona i capolavori riuniti da Marco Goldin nella grande mostra “Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento”. A proposito di questa sua nuova proposta il curatore afferma: “E’ una mostra che viene alla fine di due anni di lavoro entusiasmanti, attorno a un’idea che mi affascina da sempre, quella di ricostruire la mia storia del paesaggio in pittura. Anche mescolando, e mettendo poi insieme, esperienze magari geograficamente lontane ma vicine per lingua e sentimento”.

La mostra prende avvio da un’opera di Annibale Carracci e una di Domenichino per sottolineare come in pittura, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, la natura cominci ad assumere un ruolo autonomo, non più limitata a puro fondale scenografico. Poi la prima sezione, quella sul Seicento, divisa, riflettendo sul concetto di falso e vero della natura, tra Poussin, Lorrain e Salvator Rosa da un lato (appunto nella direzione del nuovo paesaggio di Carracci e Domenichino) e i grandi olandesi dall’altro (soprattutto ovviamente Jacob van Ruisdael e il suo studio dal vero). Con una integrazione importante riservata al disegno, per esempio di Rembrandt, per sottolineare questo ambito fondamentale nella nuova definizione del paesaggio, legato appunto alla verità del racconto. La seconda sezione, quella sul Settecento, propone numerose e bellissime vedute dei veneziani, da Canaletto a Bellotto a

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Guardi, ancora sul rapporto, come in Olanda nel secolo precedente, tra arte, scienza ed empirismo. Venezia giganteggia qui in tutto il suo splendore. Quindi l’affascinante sequenza di sale sull’Ottocento, il cosiddetto secolo della natura: dapprima l’ambito romantico con i sublimi Friedrich e Turner e poi la mediazione con il realismo attraverso Constable. E nella grande parte sul realismo, le combinazioni, con date identiche, per esempio tra i pittori americani e quelli scandinavi, e poi ovviamente Corot, Courbet e Millet in Francia, i loro rapporti con i pittori dell’est Europa, a segnare le molte strade della descrizione della realtà a metà secolo. Infine, la epocale novità impressionista, dapprima con i quadri degli anni sessanta e inizio settanta (Pissarro, Sisley, Caillebotte, Manet), poi gli anni ottanta. “Su questo decennio insisto molto nel percorso espositivo, chiosa Goldin, illustrandolo

con quadri molto belli e famosi di Cézanne, Renoir, Van Gogh, Gauguin, Degas. Per indicare la caduta del dogma del plein-air e l’entrare nella modernità, quando il paesaggio diventa anche una proiezione della mente”. L’esposizione si chiude con le 25 opere di Monet, vera e propria mostra nella mostra, per dire che dalla tradizione legata alla realtà (l’Olanda seicentesca, la foresta di Fontainebleau) in lui si passa alla dissoluzione della materia attraverso l’abbandono del pleinair totale. Monet, che aveva teorizzato negli anni sessanta e settanta del XIX secolo la necessità assoluta di stare davanti, e in mezzo, alla natura per dipingerla, alla fine della sua vita, prima con le Cattedrali e poi con le Ninfee (tutte presenti in mostra), ritorna a una contaminazione tra vero della natura e artificio. A chi gli chiedeva se dipingesse ancora dal vero, rispondeva che questo non era interessante, perché “il risultato è tutto”.


interview Come rendere un sogno concreto…..

Intervista ad alcuni Veneti che non hanno esitato a mettere in pratica progetti ambiziosi, talvolta incredibili, dimostrando come passione, forza di volontà e capacità possano fare la differenza. Persone che hanno fatto diventare realtà quello che sembrava un sogno. Testimonianze positive, una carica di ottimismo che mai come in questo periodo sentiamo di dover trasmettere.

Antonia Sautter Veneziana, è l’ideatrice e l’organizzatrice del Ballo del Doge, una delle feste più incredibili che si svolge al mondo. Nella magica cornice di Venezia, a Palazzo Pisani Moretta, ogni anno a Carnevale la festa richiama 300-400 ospiti da tutto il mondo, che non esitano ad entrare nel sogno, travestendosi con costumi, trucchi e parrucche. Antonia Sautter, com’è nata l’idea di concretizzare una delle feste diventate famose al mondo? Nel 1994, ho sentito l’esigenza di cambiare e di dedicarmi a ciò che mi piace fare, quindi ho lasciato il lavoro che avevo - responsabile commerciale per un’azienda di Murano - e ho aperto un piccolo negozio dove vendevo o affittavo costumi in maschera da me realizzati. Un giorno è arrivato un regista della BBC. Mi raccontò di un grande progetto per uno spot, si doveva ricreare una scena con tanti personaggi a Palazzo per ambientare la IV Crociata. In modo incosciente mi sono offerta come professionista, invece di dare i nominativi di chi realizza produzioni cinematografiche a Venezia. L’idea mi piaceva tanto. Il budget era ristretto, così invece che attori invitai i miei amici a fare da comparse. Fu un successo incredibile, una

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metafora tra storia e fantasia con navigata sul Canal Grande. Fu la prima versione della festa del Doge. E’ nata un po’ per incoscienza, ma alla fine credo che ognuno di noi sappia riconoscere le proprie capacità. Io ho sentito che potevo farcela e mi sono buttata. Oggi quante persone l’affiancano? Circa una ventina durante l’anno, mentre in prossimità della festa, tra make up artist, performer, sarte e altro siamo circa 150. Nel suo atelier quanti capi avete a disposizione? Più di 800 abiti. Se poi calcoliamo le cappe, i copricapi, i capi vintage, diventano più di 1500 capi. Sono tutti capi che possono essere noleggiati o acquistati. Ogni anno alla Festa del Doge partecipano centinaia di ospiti, ricchi e famosi, da tantissimi paesi, da dove provengono per lo più?

Sono italiani, francesi, inglesi, americani, russi, indiani e arabi. Ma alla festa sono tutti partecipanti al sogno, di un unico mondo, dove ognuno è protagonista. Come sarà la festa del Doge nel Carnevale 2014? Si svolgerà il 1 marzo, che coincide con il Capodanno Veneziano. La scenografia cambierà di piano in piano, trionferà l’arte del sogno... con un tributo a “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakesperare, e cogliendo ispirazione dai lavori di altri due grandi registi, Fellini e Kubrick.” Ma non sveliamo altro. Magia, ossessione e trasgressione si mischieranno, sempre in modo elegante e mai eccessivo. L’arte di regalare i sogni, per l’intraprendente Antonia, è diventata una solida realtà. ALESSANDRA CICOGNA


Marco Goldin

Come è cominciata questa Sua grande avventura nel mondo dell’arte? Al liceo ho scoperto che mi piaceva scrivere, nella scrittura trovavo me stesso. Così, dopo una falsa partenza a medicina per seguire le orme di famiglia e non deludere le aspettative di mio padre, ho trovato il “grande amore” nello studio della storia dell’arte, nello scrivere d’arte. Dopo la laurea ho cominciato con piccole mostre, dapprima legate al territorio, sui pittori trevigiani, i pittori veneti, poi la pittura italiana del secondo ‘900, la mia passione. La prima mostra importante, era il 1989, la organizzai sul ‘900 in Italia, De Chirico, Morandi, Sironi, Carrà. Partendo da alcuni iniziali e fortunati contatti in Francia, sono arrivato a piccoli passi alle grandi mostre internazionali di oggi, costruendo con un lungo e paziente lavoro una rete di relazioni con i grandi musei e collezionisti del mondo. Oggi posso dire con grande orgoglio che mio padre è diventato il mio più grande fan. Quale è stato il momento in cui ha capito di aver “bucato lo schermo” nelle mostre d’arte? La mia seconda mostra internazionale alla Casa dei Carraresi di Treviso, nel ’98, “Roberto Tassi e i pittori da Van Gogh a Bacon”, ha avuto un inaspettato successo di pubblico. Questa scelta di dedicare una mostra alle preferenze artistiche di un amico e importante storico d’arte, Roberto Tassi appunto, mi ha spalancato delle porte che mai avrei creduto di poter aprire. L’allora Direttore del Museo d’Orsay di Parigi, Henry Loyrette, per 13 anni poi Direttore del Louvre, condivise talmente questa mia idea che mi aprì davanti il catalogo del Museo, offrendomi alcuni prestiti incredibili, un Monet, un Cezanne, un Degas, quasi un atto di generosità per ricordare l’illustre collega italiano scomparso. Ero sbigottito. Una scelta che ho fatto senza strategia, col cuore, si è rivelata una pietra fondante del percorso che è poi seguito e mi ha dato riconoscibilità in questo ambiente. Dopo questa mostra è iniziata una rapidissima escalation che nel giro di 4 anni mi ha portato a fare 600.000 visitatori in una nuova

esposizione sempre a Treviso “L’impressionismo e l’età di Van Gogh” con 45 tele del grande pittore olandese, di cui 3 mai viste prima in Italia. Da qui poi i grandi prestiti da musei di tutto il mondo, i veri protagonisti dei successi delle mostre degli ultimi 10 anni tra cui Brescia, Genova, Vicenza. Linea d’Ombra si presenta come una struttura molto solida e autosufficiente nel mondo delle mostre d’arte. Quante persone lavorano con lei? Linea d’Ombra è un’emanazione di me stesso. Ho dei validi collaboratori logicamente, ma ho imparato fin dall’inizio a fare tutto da solo, dall’ideazione del progetto espositivo, al reperimento dei fondi, i prestiti delle opere e il loro trasporto, le assicurazioni, l’allestimento, la comunicazione e soprattutto a scrivere i cataloghi, in cui è racchiusa l’anima e il vero significato del mio lavoro. Mi occupo personalmente dell’organizzazione di ogni mostra di Linea d’Ombra, e la mia società si impone pesantemente sulle realtà culturali delle città che mi ospitano, senza accettare interferenze organizzative o di gestione del progetto. Io sono molto accentratore, e questo a volte non piace. Ma solo così, con la serietà e il controllo totale del lavoro, io mi sento sicuro di poter garantire un successo di pubblico che giustifica i grandi investimenti e gli importanti prestiti internazionali. A Genova sono riuscito a portare il più importante quadro di Paul Gauguin “ Da dove veniamo, chi siamo, dove andiamo” che arrivava in Europa per la seconda volta, dopo due anni di lavoro e cinque viaggi a Boston… in queste cose ci devi mettere la faccia e ne rispondi personalmente. Grande affluenza in questi mesi a Verona al Palazzo della Gran Guardia per la mostra “Verso Monet. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento”. La mostra di Verona è davvero un concentrato dei più bei quadri di paesaggio che si possono ammirare nei libri d’arte, quadri che non escono quasi mai dai musei che li ospitano, come il

Marco Goldin, trevigiano classe 1961, laureato in lettere con indirizzo artistico a Cà Foscari, fondatore e unico socio di Linea d’Ombra, la società a cui fanno capo le sue mostre dei grandi numeri, si è davvero costruito il suo sorprendente successo di pubblico partendo da zero, on the road, animato solo, fin dai 23 anni, dalla convinzione di aver trovato la sua strada come curatore di mostre d’arte. “Bacino di San Marco” di Canaletto del 1738, “un manifesto della perfezione e della bellezza”, uscito una sola volta dal Museum of Fine Arts di Boston. 105 quadri di Degas, Manet, Renoir, Cézanne, Van Gogh, Pissarro, Poussin, Turner, Courbet, Corot, Lorrain, per arrivare alle sale coi 25 Monet, che danno quasi un senso di vertigine per la loro bellezza. Da febbraio a maggio 2014 poi niente meno che “La ragazza con l’orecchino di Perla” in mostra a Bologna a Palazzo Fava. Come fa ad avere simili capolavori? “La ragazza con l’orecchino di perla” di Jan Vermeer è un’icona come La Gioconda di Leonardo; al Tokyo Metropolitan Art Museum nel 2012 sono accorsi in 760.000 per vederla, un primato mondiale, e questa di Bologna è l’unica tappa espositiva in Europa dopo il Giappone e gli USA. Il quadro infatti non abbandona mai il Museo Mauritshuis dell’Aia, sua sede stabile, che però da due anni è chiuso per restauri. È dal 2011 che corteggiavo il Mauritshuis per questo progetto e finalmente a dicembre 2012 mi hanno chiamato concedendomi di portarlo in Italia. Davvero un evento. Scegliere questi quadri, inserirli in un percorso e riuscire a farseli prestare è estremamente difficile, è il frutto di una rete di rapporti internazionali che coltivo con frequenti viaggi all’estero, a volte con delusioni e sconfitte, perché spesso per motivi di conservazione certi capolavori non possono viaggiare. Quale pensa sia la ragione per cui le sue mostre piacciono così tanto alla gente? Ogni mostra che organizzo deve piacere soprattutto a me, rispecchia me stesso, le mie conoscenze e le mie emozioni verso la vita. Penso a quello che scriveva Emile Zola: “ Un’opera d’arte è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento”. In queste mostre filtro attraverso i miei sentimenti l’opera e le visioni dei più straordinari pittori della nostra storia, vado in cerca di loro per creare percorsi emotivi sempre nuovi e diversi. FRANCESCA DOLCETTA

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Giulia Mancini

La vicentina Giulia Mancini è l’ideatrice di Opera on Ice, lo spettacolo su ghiaccio, unico nel suo genere, all’Arena di Verona. Dopo il terzo sold out in tre stagioni l’organizzatrice sta valutando alcune proposte internazionali ed il 25 Dicembre lo show andrà in onda su Canale 5, per regalare a grandi e piccini magiche emozioni.

Come nasce il progetto Opera on Ice? Questo spettacolo è veramente un sogno che si realizza. E’ da quando sono piccola che sogno di concretizzare qualcosa di grandioso all’interno dell’Arena di Verona, un luogo per me di una bellezza unica. Per lavoro, oltre a seguire come manager molti campioni sportivi, ho partecipato in veste di International Vice President per la Società Americana IMG (International Management Group)alla realizzazione di grandi manifestazioni come la Coppa del Mondo di Sci, gli Open di Golf, gli Internazionali di Tennis di Montecarlo e alcune edizioni dei Giochi Olimpici invernali. Quando mi è stato chiesto da Isolde Kostner di seguire, come manager, Carolina Kostner, ho accettato volentieri ma mai mi sarei aspettata mi si aprisse un mondo così duro e allo stesso tempo affascinante. Ho iniziato a seguirla nelle gare e negli spettacoli all’interno dei palazzetti del ghiaccio dove non c’è quasi mai un filo conduttore e le location non sono proprio belle. Così ho iniziato a sognare uno spettacolo mai realizzato prima, con una grande orchestra, musica lirica dal vivo ed una scenografia d’altri tempi. Con grande fatica sono riuscita a realizzare Opera on Ice. Tutto ciò è stato possibile anche e solo perché al mio fianco hanno lavorato grandi professionisti come i miei fratelli Daniela e Danilo Mancini. Quali difficoltà hai incontrato per preparare questo spettacolo? Tante difficoltà ma tante persone che ci hanno creduto. Mi dicevano fosse impossibile inserire

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all’interno dell’Arena di Verona una pista di ghiaccio con dimensioni imponenti di 800 metri quadri, con 35.000 litri d’acqua utilizzati, equivalenti a circa 1.600.000 cubetti di ghiaccio. Ed invece grazie all’aiuto delle Autorità venete in primis il Sindaco di Verona Flavio Tosi ci siamo riusciti. E’ uno spettacolo molto impegnativo che richiede la chiusura dell’arena per tutta la settimana. Sotto la pista passano 1.088 tubazioni, per la formazione del ghiaccio occorrono 42 ore, 700 totali per realizzare la pista. Infine dobbiamo allungare il palco, quindi noi perdiamo 800 posti a sedere, peraltro quelli più remunerativi! Che obbiettivo si pone Opera on Ice? L’idea è di creare un format unico: far interpretare ai più grandi campioni del mondo le arie più belle delle opere liriche. L’interesse per la kermesse testimonia che questa forma d’arte, abbinata all’eleganza del pattinaggio su ghiaccio, richiama persone di ogni fascia di età e da ogni parte del mondo. Qual’è stato il momento più emozionante di questa edizione? Oltre al cast di altissimo livello, la platea ha applaudito a lungo il tributo a Luciano Pavarotti in “Nessun dorma” interpretato da tutti gli atleti che andranno a Sochi 2014. Molto commovente è stato anche l’intervento di Nicoletta Mantovani presente allo spettacolo con la figlia Alice. Quali sono i progetti futuri? Non fermarsi e non mollare mai. Anche quest’anno lo spettacolo andrà in onda su Canale 5, condotto da Alfonso Signorini e

Costanza Calabrese, il giorno di Natale, il 25 dicembre dalle ore 17,00. Inoltre lo spettacolo dell’edizione di Opera on Ice 2011 è stato trasformato in un film attualmente proiettato nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Ma ciò che desidero fortemente è che Opera on Ice diventi uno spettacolo itinerante in tutto il mondo, che da Parigi, a Rio o Shangai si possa realizzare questo spettacolo in sedi storiche e prestigiose. Per info: www.operaonice.eu KATIA ROSSI


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Alex Zanardi Ha un’agenda veramente densa di appuntamenti, con impegni in tutt’Italia e all’estero. Non si ferma un attimo Alex Zanardi, nonostante l’incidente automobilistico in F1 che gli ha cambiato la vita. E spesso viene preso ad esempio come un uomo che è nato due volte, un coraggioso che né la sfortuna né la menomazione fisica hanno saputo fermare. Bolognese d’origine, padovano per amore, sposato con Daniela. Tra i suoi mille viaggi e impegni, vive e si allena nel padovano.

Molti atleti ti vedono sfrecciare sui Colli Euganei, a grande velocità, così da surclassare anche i più atletici, ce lo confermi? E’ abbastanza vero, diciamo che quando faccio le gare ciclistiche di gran fondo in hand-bike non arrivo mai tra i primissimi, ma effettivamente neanche tra gli ultimi. Mi difendo. In questo periodo mi alleno più per un mantenimento, e ho un buon livello di resistenza, faccio uscite sui Colli, i percorsi sono perfetti e più appaganti di quelli in campagna, sono piacevoli e hanno i connotati della sfida, con salite e curve. Anche quest’anno hai fatto la maratona di New York, quante maratone hai al tuo attivo? Corro dal 2010 in modo continuato, ho fatto circa 5 gare all’anno, dovrei averne fatte una ventina o più... Un risultato che colpisce, per onestà c’è da dire che l’handbike è meno impegnativa della corsa a piedi, il gesto tecnico dell’handbike è impegnativo solo su ruote, una gara di 42 km di corsa va contro natura, crea uno stress incredibile... In allenamento faccio spesso i 100 km. L’allenamento fatto di esercizi della fase preparatoria dura 3 o 4 ore. Sembri convincente... come lo racconti

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sembra quasi che le tue performance siano meno difficoltose di quelle di normodotati… difficile da credere… In bici c’è la scia, si fa metà fatica… Ci sono i momenti in cui si apre il varco, in compagnia ci si divide la fatica. Tra le mie competizioni sono molto impegnative le gare a cronometro. Si deve andare al massimo, la gestione delle risorse richiede esperienza, la gara è molto dura anche se sotto la mezzora. Non e’ quanto tempo sei in gioco, ma la qualità dell’impegno. Sei spesso preso ad esempio per come hai saputo rinascere dopo il tuo tragico incidente, con entusiasmo e superando limiti e difficoltà con forza e determinazione. In un momento storico così difficile per gli italiani, ci parli un po’ della tua filosofia, che consigli dai per riemergere? Come si insegue un sogno fino a farlo diventare realtà? Sarei falsamente modesto se non avessi la consapevolezza di quanto dici, perché me lo raccontano tutti e mi scalda il cuore sapere che faccio questo effetto alle persone. Io faccio la mia vita, mi compiaccio del fatto che le persone mi approcciano in modo positivo e complimentoso, probabilmente anch’io mi assocerei nel vedere

chi affronta con forza e determinazione le difficoltà... Ognuno ha le proprie, io ho cercato la lucidità nel sentire il tic-tac dell’ orologio, per non sprecare tempo e vita a piangersi addosso. Sono sempre stato curioso, nel letto dell’ospedale non mi sono limitato a chiedermi “Cosa faccio senza gambe?” ma piuttosto “Come faccio a fare tutto quello che mi piace, senza gambe?.” Nel trovare la soluzione ci sono stati momenti bellissimi, nel mio percorso parolimpico con Londra ho vissuto il momento più alto, ho vinto a Londra perchè volevo vincere. Quest’anno mi sono ripetuto in Canada. Io sono quel che sono, faccio la mia strada e mi compiaccio di esser preso come punto di riferimento, perché sono sicuro che anche gli altri possano fare e rifare sempre di più, intraprendere un percorso di grande soddisfazione, ottenere quel risultato che sembrava impossibile. Le difficoltà sono tali, altrimenti non si chiamerebbero cosi, ma non fermiamoci.” L’amore per la vita, il desiderio di fare ciò che piace, il vivere attimo per attimo, può essere la medicina giusta per rinascere. Con Alex ha funzionato. ALESSANDRA CICOGNA


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Veneto

Antonino Valenti è un giovane stilista sandonatese che in poco tempo è riuscito, con il suo talento, a farsi strada nei meandri del tanto ambito quanto tortuoso mondo della moda. Il suo stile ed il suo estro hanno fatto breccia tra i buyer nazionali ed internazionali, e le sue collezioni oggi si possono trovare nei negozi più prestigiosi d’Europa. Nel Veneto nella boutique Eraldo. A Firenze presso Luisa Via Roma, a Milano da Giò Moretti, a Mosca e a Londra.

Esperienza consolidata nel mondo della moda veneta, con le proposte di alcune delle più belle boutiques e atelier, e il debutto di nuovi stylist che con originalità e determinazione si affacciano a nuove esperienze, sognando il successo.

Obiettivo Alta Moda Che percorso porta a diventare stilista di alta moda? Credo di aver sempre avuto la creatività nel sangue, sin da bambino mi sono detto che la mia strada sarebbe stata la moda. Dopo gli studi all’istituto Marangoni di Milano ho realizzato la mia prima linea di T-Shirt, poi mi sono avvicinato al mondo della maglieria, ho iniziato a realizzare i primi capi, li mostravo attraverso vendite private a casa di amici. Poi ho iniziato a creare abiti sempre più strutturati, li ho presentati negli showroom milanesi e da qui il mio progetto di moda ha iniziato a crescere sempre più, di collezione in collezione. Ora sono presente in molte boutique, tra le più prestigiose d’Italia e non solo. Ho molti contatti anche con i buyer esteri e sono già posizionato a Mosca, Londra, Lisbona, Hong Kong ed ho ordini anche dalla Svizzera e dal Sud America. Qual è la tua filosofia? La cura per il particolare e per il dettaglio in ogni singola creazione. Mi occupo in prima persona

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del processo di realizzazione di ogni singolo capo progettato, disegno e produco abiti puliti nei tagli, ricerco materiali e finiture, per una silhouette molto femminile. Un valore per me indispensabile è la qualità, sia nelle materie prime che nella lavorazione, per questo ho scelto di produrre in Italia, valorizzando il territorio Veneto e di seguire tutti i vari passaggi personalmente. Quali sono le tue icone di riferimento? Non ho delle vere e proprie icone di riferimento, mi piacciono le persone eleganti, persone sicure di sé, che non vuol dire persone superbe, ma consapevoli. Amo la donna in carriera che sprizza energia, capace di saper cosa indossare in ogni momento della giornata. Mi piacerebbe poter vestire donne forti e sofisticate come Rania di Giordania o Kate Middleton. Dove cogli la tua ispirazione? Non mi pongo limiti, tutto m’influenza: appena posso viaggio e incontro persone. Mi piace confrontarmi, parlare e ridere. Penso che la curiosità

sia indispensabile, le cose nuove che conosco e assimilo poi mi si ripropongono in un flusso di idee che confluisco quando poi devo disegnare la collezione. Come vedi la moda italiana di oggi? Oggi, la moda italiana è ancora un settore molto importante del nostro paese, ci sono molti mercati interessati alla creatività italiana. Certo per gli stilisti emergenti non è facile perché il nostro Stato non ci aiuta e bisogna creare un proprio progetto, investire personalmente e crederci fortemente senza alcun appoggio. Comunque il Made in Italy è sempre una grande forza, la nostra creatività e la manualità dei nostri artigiani sono insuperabili in tutto il mondo ed anche se il nostro sembra una realtà effimera concretamente è un settore che dà lavoro a moltissime persone in un momento molto difficile per la nostra economia. KATIA ROSSI


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Padova. Calvi 10, dopo anni di costante ricerca, oggi è in grado di proporre un’attenta selezione di prodotti ad altissimo livello qualitativo, puntando all’eccellenza nella scelta di tutti i tessuti, negli elevatissimi standard di esecuzione, e nella trasformazione degli stessi in capi prestigiosi. Grazie ad un collaudato servizio su misura, che consente una scelta mirata e puntualità svizzera nella consegna, oltre ai capi esposti si può spaziare tra proposte “private tayloring”, nel rispetto della migliore tradizione sartoriale, per capi particolari, unici, mai volgari né banali. I tessuti proposti, per giacche, completi e camiceria, sono scelti nell’eccellenza dei produttori di drapperia e nei migliori cotonifici internazionali. Ne risulta un’ eleganza inconfondibile, uno stile che parla sottovoce. Ecco i brand selezionati: Camicie Gherardi Abiti, giacche e soprabiti Lardini Pantaloni PT01 e PT05 Sportwear Alain Sciarpe Begg

Bolzonella Shirt 1934 Giacche reversibili RVR Maglieria Drumohr Cravatte Petronius Calzature Pellettieri di Parma

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La cocinella

LDYBG Ladybug Il debutto di Cashmālā Padova - Che bello sentire dire “I miracoli esistono!” Così afferma Giulia Bonsembiante, Direttore Creativo del progetto Cashmālā, quasi sorpresa di come questa sua idea abbia preso concretezza con risultati già entusiasmanti. Un oggetto moda che ha avuto un debutto stellare, grazie all’ intraprendenza della giovane padovana che non ha esitato ad andare a presentare la sua idea niente meno che a Sharon Stone, in Italia per girare un film. La quale è diventata la prima cliente, acquistandone per sé e per le amiche. Un accessorio unico che si trasforma in tutto, dalla sciarpa al chador... per unire razze, colori, continenti. E per esaltare l’unione femminile. Cashmālā, un nome nato dall’unione di Cashmere + mālā, ossia il rosario tibetano

composto da grani e pennacchi. Così si racconta Giulia: “Oggigiorno il mercato è saturo e straripante. Non c’è più posto per nulla, impossibile trovare qualcosa di nuovo. L’unica cosa che avevo in testa era l’immagine di una coccinella. Mia nonna ci diceva “quando vedete una coccinella sono io che vi sto spiando...” e questa frase è rimasta sempre con noi. La coccinella porta protezione, fortuna, positività, buon auspicio, vita. Ero stufa di vedere solo simboli di morte. I teschi, ormai, erano ovunque mi girassi. Poi... l’idea.” Cashmālā è un piccolo rettangolo in 100% cashmere, con applicazione di grani in cristalli swarovski e pennacci di cashmere. Qualità del Filato Cariaggi, made in Italy. Disponibile in 20 colori diversi, prezzo euro 220.

Come ti sei presentata a Sharon Stone? “L’ho raggiunta sul set in Italia del suo ultimo lavoro cinematografico. Le ho parlato della coccinella e di tutto quello che volevo trasmettere. La cosa sorprendente, anzi miracolosa, è stata la sua reazione. Sharon è rimasta così entusiasta che l’ha comprato non solo per sè ma anche per tutte le sue amiche. Senza che mi permettessi di chiederle nulla mi ha detto che quando il sito sarebbe stato on-line avrebbe voluto apparire tra le “LDYBG LOVERS”. Se ci ripenso sono ancora incredula. A volte i miracoli accadono!!! In vendita sul sito www.ldybg.it o nei migliori negozi in Italia.

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Charme e i Colori del Lusso L’accessorio più ambito è un oggetto esclusivo, dalla forte personalità, ricercato dalle persone più raffinate.

VICENZA - Entrando da Charme ad accogliere, sorridente, la signora Marilena Cattani. Guardandosi intorno si è colpiti dalla selettività estrema: pochi capi favolosi esposti con cura, orchidee fresche e un’atmosfera calda che fa sentire a casa. Quasi un antidoto ai negozi iper-affollati di gente e prodotti. Tra i vari eventi che la boutique propone nell’arco dell’anno, a novembre si è svolto “I colori del lusso”, l’anteprima nazionale in cui Donatella Gilde, appena rientrata dal Kashmir, ha presentato la collezione autunnoinverno degli scialli Donabuti. Ancora oggi queste sciarpe vengono realizzate come 5000 anni fa: la lavorazione è suddivisa in 36 fasi e richiede almeno 6 mesi di tempo. Il sottilissimo filato è tessuto a mano su telai di legno, ricamato in seta e firmato dal suo autore. Il risultato sono vere e proprie opere d’arte: impalpabili, caldissime e assolutamente uniche. “L’unicità è certa-

mente una delle chiavi di successo di questo prodotto” conferma Donatella Gilde.”Per ricami e colori non esiste uno scialle uguale all’altro. È un accessorio antico e modernissimo allo stesso tempo. Può essere indossato in ogni stagione, sia come sciarpa sia come scialle, con un jeans o sopra gli abiti più importanti. È un oggetto esclusivo, dalla forte personalità, ricercato dalle persone più raffinate. Non è un caso che alcune delle più famose star internazionali ne abbiano collezioni intere”. Ecco il regalo perfetto, se si desidera qualcosa che nessun altro potrà avere. Salutando la signora Marilena, si sente la passione per quello che fa, la sua abitudine a valorizzare l’eccellenza e il piacere nel rapportarsi con un’élite di clienti per cui nutre grande stima. Da Charme lo shopping diventa un’esperienza emotiva e sensoriale. Questo è il lusso dell’anima!

CHARME Contrà Cavour 12 - VICENZA Tel. 0444 544332 charme@charmevicenza.it

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Lo smoking su misura Enrico Monti, della famiglia trevigiana famosa nel tessile, presenta la sua nuova linea di smoking sartoriali. La griffe “ Enrico Monti Perfectum” approda nei punti vendita a Bergamo, Treviso e Verona, presso la boutique Filippo Dell’Orto. Presentazione di Enrico Monti Perfectum presso Filippo Dell’Orto a Verona. Tra gli ospiti Sabrina Salerno e Jerry Calà.

Lo smoking nacque nel 1865, quando la sartoria Henry Poole & Co. creò una giacca corta da fumo per il Principe di Galles il futuro Re Edoardo VII, tagliando le code ad una giacca da frac. L’origine di questo capo d’abbigliamento è legato alla smoking-jacket, cioè alla giacca da fumo che i gentiluomini utilizzavano nelle sale fumatori: Nel Regno Unito lo Smoking si chiama dinner jacket ed è in diretta correlazione con il binomio “black tie” che si trova negli inviti ad eventi di un certo pregio. Di rigore, dice il bon-ton, bisogna indossare lo smoking solo per eventi serali e

quindi mai prima delle ore 18. Così “Enrico Monti Perfectum”, il brand che ha per primo lanciato l’abito su misura grazie al proprio brevettato sistema di “body measurement”, ossia un metodo tridimensionale per prendere le misure, si ispira al concetto purista di Smoking reinterpretandolo nei dettagli ma lasciandone inalterata la raffinata eleganza senza tempo. “Enrico Monti Perfectum” propone una ricercata selezione di tessuti provenienti dalle migliori produzioni italiane di lana e velluto perfetti per realizzare iconici Smoking monopetto o doppiopetto, con il collo a lancia

o a scialle. Grazie all’innovativo concept “Enrico Monti Perfectum” il cliente avrà la possibilità di personalizzare il proprio Smoking sin nel dettaglio scegliendo tra i migliori freschi di lana, neri o blu notte, i satin di seta per il collo ed i dettagli, ed i preziosi velluti nero, grigio fumo, bordeaux, indaco, verde scuro. E se il cliente vuole essere anche un po’ dandy ecco a sua disposizione una vasta scelta di colorate fodere jacquard o tinta unita. Il capo su misura è pronto in tre settimane.

Cecile Marguerite Fashion Bijoux

Cecilia Mion, 28enne padovana, in un anno è riuscita, con la sua tenacia e determinazione, a creare dal nulla un’azienda e un suo marchio: Cecile Marguerite Fashion Bijoux. Nata come Graphic Designer, decide di dare libero sfogo alla sua passione per i gioielli sfruttando le sue capacità nelle antiche arti del ricamo e dell’uncinetto, creando dei gioielli originali, attenti alle esigenze del mercato moda e, soprattutto, completamente “fatti a mano” ed in Italia, in quanto l’ obiettivo della giovane padovana è anche quello di diffondere l’alta qualità dell’artigianalità e dello stile italiano. “Cecile Marguerite è una passione diventata realtà - afferma la stessa Cecilia mi è stato tramandato dalla nonna materna e dalla mamma il forte amore per l’arte del ricamo e del lavoro a maglia, arti che oggi stanno lentamente scomparendo, soprattutto fra le giovani, mentre per me sono fonte di creatività”. Per festeggiare un anno di attività Cecilia ha accolto amici e clienti a un elegante cocktail privato, dove è stata presentata in anteprima la sua nuova creazione: Cecile Marguerite Love Pets, una linea originalissima di guinzagli e collari per cani.

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L’Arte del Viaggio Nelle boutique Louis Vuitton svelati i trucchi per preparare bauli e valigie per incredibili viaggi.

L’evento presso LV di Padova

Per celebrare l’eleganza dell’arte del viaggiare, valore fondamentale di Louis Vuitton fin dalla sua nascita nel 1854, la Maison francese ha organizzato nelle sue boutique degli interessanti appuntamenti itineranti in cui i clienti e amici sono stati trasportati nell’universo del viaggio. Un esperto dell’ “arte” di preparare la valigia ha dato esempi concreti e consigli su come ottenere il bagaglio perfetto per ogni tipo di viaggio, destinazione e persona. Ecco alcuni consigli: per prima cosa è indispensabile disporre sul letto o sul divano tutto ciò che si vorrebbe portare, comprese scarpe ed accessori. A questo punto si può procedere con la scelta, puntando su un paio di colori, preferibilmente neutri, ed abbinandoli sapientemente con pochi capi, si potranno ottenere vari look con il minimo numero di pezzi. Ora si può iniziare a preparare la valigia, rigorosamente per strati, seguendo un ordine

ben preciso. Il primo strato, quello in fondo alla valigia, sarà costituito dagli oggetti più pesanti, come libri, beauty case, elettronica e scarpe, tutti rigorosamente riposti nelle apposite custodie. Il secondo strato è il più impegnativo, in quanto destinato a contenere tutti i capi più delicati. Per prima cosa si andranno a disporre in valigia gonne e pantaloni, piegati seguendo le pince e distesi in tutta la loro lunghezza. Il terzo strato, quello più superficiale, sarà destinato ad ospitare i soprabiti e le giacche, i capi più importanti del guardaroba, che, appena arrivati a destinazione, si dovrà avere l’accortezza di appendere per primi in armadio. Un ultimo trucco: una volta arrivati in albergo basterà riempire la vasca di acqua calda ed appendere gli abiti al tubo della doccia. Con il vapore si stireranno perfettamente. KATIA ROSSI

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Atelier “Rosa Rosa”

L’ accortezza sartoriale di un tempo, unita ad un continuo rinnovamento e ad un’ innata vocazione all’eleganza, contraddistingue infatti il modus operandi di Rosa Rosa. Un nuovo atelier in centro a Padova che propone la vasta scelta di abiti delle collezioni Lorenzo Riva e Roberta Lojacono, due importanti griffe dell’alta moda che permettono anche alla sposa più esigente di soddisfare richieste e desideri. La titolare Silvia Rosa Galbardi spiega il perché della scelta di uno showroom, senza vetrina, collocato al primo piano di una palazzina della città: “L’atelier è uno spazio elegante e ricercato ma al tempo stesso discreto, che permette di dedicarsi interamente alla cliente.” Rosa Rosa vuole riproporre alle sue spose uno spazio dove non

si limitano ad indossare un abito ma dove possono essere ascoltate, consigliate e seguite con passione e professionalità. Viene intrapreso un percorso tra abiti ricchi di rifiniture ed elementi couture, accessori pensati e studiati per esaltarne la bellezza , dettagli che creano la differenza. L’ eleganza, la raffinatezza e il romanticismo sono i fili conduttori che permettono a Silvia di selezionare accuratamente e con passione gli abiti da proporre alle sue spose. La ricerca del meglio trionfa indiscutibilmente. La sposa che sceglie l’ Atelier Rosa Rosa è una donna elegante che desidera affidarsi ad uno staff qualificato e pronto ad accoglierla in qualunque momento. Silvia infatti viene incontro alle esigenze lavorative delle spose più impe-

Nasce a Padova un salotto sartoriale esclusivo, dedicato agli abiti da sposa di due grandi nomi del fashion, Lorenzo Riva e Roberta Lojacono.

gnate e offre un servizio su appuntamento 7 giorni su 7. Superfluo dire che la disponibilità, dettata dalla grande passione per questo lavoro, da sempre la caratterizza. Proprio per essere certa di donare un servizio eccellente, Silvia sarà lieta di seguire la sua sposa nella vestizione nel giorno del suo matrimonio. E se la sposa lo gradisce, dalla scelta dell’ abito si intraprende un sapiente studio del make up , dell’ acconciatura, del bouquet o la realizzazione degli abiti per le damigelle e i paggetti in modo da creare un’ armonia perfetta. L’ abito resta infatti il fulcro di tutto ma assolutamente non di minore importanza sono i piccoli, grandi particolari che lo attorniano.

ATELIER ROSA ROSA Via degli Zabarella 113 PADOVA Tel. 342 0834282 www.atelierrosarosa.it rosarosa.atelier@libero.it

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beauty & makeup [a cura di Katia Rossi]

Ultime novità nel mondo del trucco e consigli di bellezza evergreen. Grazie alla ricerca e alle intuizioni di aziende leader della nostra regione.

Il make-up che non c’era Il make-up può essere tradizionale, realizzato nei laboratori di ricerca in base a principi chimici, oppure di origine vegetale, ottimo per la pelle, ma dalle prestazioni meno durature ed efficaci. Ecco perché è nato Kripa, un marchio realizzato da imprenditori vicentini che si propone di crescere e di affermarsi a livello internazionale. Si tratta di una linea in grado di mantenere i più elevati standard qualitativi nel pieno rispetto della pelle, ma anche di tutto ciò che ci circonda. Ogni prodotto non è un semplice oggetto di bellezza, ma la sintesi di un progetto rivoluzionario. I formulatori Kripa, in collaborazione con un team di esperti ricercatori, hanno affrontato un terreno inesplorato nel make-

up. Infatti, dopo anni di ricerche e di test, hanno selezionato gli ingredienti di origine vegetale e le materie prime più pure e performanti in grado di garantire prestazioni elevatissime e di soddisfare le aspettative più esigenti con una resa impeccabile, assicurando 24 ore di fascino. Kripa è una linea completa, assolutamente innovativa ricca d’ingredienti di origine naturale e di principi attivi che si prendono cura della pelle: prestazioni e purezza, bellezza e benessere, inaspettatamente insieme senza compromessi. I prodotti possono essere acquistati anche on line. www.kripa.it

Bellezza sotto zero Per affrontare il clima della stagione più fredda è necessario non smettere mai di idratare e nutrire la propria pelle. Il popolo Berbero, abituato a temperature estreme nel deserto, insegna che nulla ha le magiche proprietà nutritive dell’olio di Argan, estratto delle mandorle di un arbusto spinoso, Argania spinosa, che cresce solo in Marocco ed è conosciuto per le sue numerose proprietà antiossidanti, idratanti e curative. E’ un prodotto di origine vegetale fra i più preziosi in natura, impiegato nel settore cosmetico e farmaceutico. Ricco di acidi grassi insaturi, acido linoleico e vitamina E, antiossidanti naturali, è un aiuto prezioso per migliorare la tonicità e l’elasticità dei tessuti, combattere i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e ripristinare l’equilibrio idrolipidico della pelle, donandole luminosità, compattezza e bellezza. Questo olio ha trovato la sua collocazione in molti prodotti e spesso in linee ad esso interamente dedicate per le sue proprietà: più il prodotto è puro e più agiscono i suoi numerosi principi nutritivi. I laboratori di ricerca NATURE’S hanno selezionato l’Olio di Argan e realizzato un’intera linea per il trattamento del viso, del corpo e dei capelli, in quanto è una sostanza estremamente benefica, un vero segreto di lunga giovinezza. www.natures.it

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health& care

Focus su alcuni argomenti che interessano un po’ tutti a tutte le età: la vista, la salute dentale e le nuove frontiere dell’allenamento, per correggere problemi posturali e dolori muscolari. Ecco il parere degli esperti.

La salute degli occhi e della vista Nell’ultimo decennio i centri oculistici specializzati nell’apparato della vista hanno raggiunto progressi straordinari in termini di prevenzione, precisione operatoria e di risultati postoperatori. Intervista a Alessandro Moro, Direttore Sanitario del centro Optimedica di Padova.

Dott. Alessandro Moro Medico chirurgo specialista in oculistica e Direttore Sanitario del centro Optimedica. OPTIMEDICA s.r.l Via Marco Polo 3 - PADOVA (Piazzale Santa Croce) Tel. 049 8803596 info@optimedica.it Dal lunedì al venerdì con i seguenti orari: mattina 8.30 - 12.30 pomeriggio 15.00 - 19.00

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Ogni quanto bisognerebbe fare una visita oculistica? La salute degli occhi è spesso sottovalutata, soprattutto se non si manifestano problemi. Per avere occhi sani è importante non trascurare la vista fin da quando si è giovani, infatti alcune patologie se prese per tempo possono essere curate facilmente, mentre se trascurate possono portare a danni gravi. Una visita oculistica completa e corretta andrebbe effettuata annualmente. In presenza di patologie oculari, le visite e i controlli devono essere concordate con l’oculista. A che età la prima visita? Solitamente gli occhi vengono controllati alla nascita, per verificare la presenza di malattie congenite. Sucessivamente i bambini dovrebbero fare un controllo non oltre i 3-4 anni di età. Prima s’individua un eventuale difetto e prima lo si corregge meglio è per il futuro. Tra i disturbi più diffusi c’è l’ambliopia, conosciuto anche come occhio pigro. Si tratta di una diminuzione della vista in un occhio solo, in tale caso bisogna intervenire immediatamente, praticando l’occlusione dell’occhio migliore. Se non trattato con successo nella fase di sviluppo, questo disturbo può portare a deficit visivi irreversibili. Quali sono le nuove frontiere nel campo medico oculistico? Oggi grazie ai laser di nuova generazione i maggiori difetti visivi quali: miopia, astigmatismo ed ipermetropia, possono essere corretti chirurgicamente con percentuali di successo e di sicurezza elevatissimi. Solitamente l’intervento avviene ambulatorialmente ed ha una durata di circa 5-6 minuti. E’ assolutamente indolore grazie all’uso di colliri anestetici poco prima e durante l’intervento. Il recupero post-operatorio è immediato e spesso sorprendente poiché, nella maggioranza dei casi, il paziente uscito dalla sala operatoria è già in grado di avere una visione accettabile e con il passare delle ore vedrà progressivi e netti miglioramenti. Che problemi si presentano dopo i cinquanta anni? L’invecchiamento influenza la qualità della vista. Tutte

le persone, dopo i 50-55 anni, notano un cambiamento della vista che causa offuscamento, distorsione o difficoltà di lettura. Questa modificazione è dovuta all’età ma può anche essere indice della formazione di cataratta, glaucoma o maculopatia. La cataratta è un problema che affligge milioni di persone e proprio per questo la sua asportazione è uno degli interventi più diffusi. Negli ultimi anni le tecnologie si sono molto evolute e ormai è possibile applicare cristallini artificiali personalizzati con un’operazione rapida e indolore, con la possibilità di correggere anche l’astigmatismo e la presbiopia, eliminando la necessità di portare gli occhiali. Il Glaucoma è molto insidioso, viene definito il “ladro della vista”, perché nelle fasi iniziali non comporta nessun disturbo, e se rimane ignorato porta inesorabilmente alla perdita della funzione visiva. Di qui l’importanza della prevenzione, perché se preso per tempo è curabile con terapie e farmaci adatti. Infine la Maculopatia o degenerazione della macula è una patologia che colpisce principalmente gli over 60. La macula è la regione centrale della retina, determina la visione distinta, consente di leggere e scrivere ed ogni sua alterazione genera un brusco calo della funzione visiva. Nella maggioranza dei casi la malattia è legata all’età, ma esistono anche forme di maculopatie giovanili, o ereditarie per le quali ci sono appositi test genetici che la individuano. Con la giusta diagnosi e l’assunzione di terapie mirate si può migliorare la qualità di vita di chi ne è affetto. Quale stile di vita può aiutare la vista? E’ fondamentale correggere lo stile di vita: no al fumo che danneggia i vasi retinici, sì all’attività fisica, bene abituarsi a mangiare verdura e frutta ricche di antiossidanti e limitare soprattutto gli zuccheri, poiché l’obesità non aiuta la vista, inoltre è basilare la protezione dai raggi UV con lenti certificate. Oltre che agire sui fattori di rischio, l’obiettivo è sempre più individuare le patologie oculari per tempo, quindi il messaggio per me fondamentale è consigliare la prevenzione.


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Sorrisi sempre più smaglianti Giuseppe Molinari Medico Chirurgo Specialista in Odontostomatologia, Protesi Dentaria, Implantologo; Docente Corsi; Direttore Sanitario della Poliodontomedica Milano e Implantologia Padova, entrambe in centro a Padova.

Lo sbiancamento dei denti è stato per secoli il sogno di pazienti e dentisti. Oggi, grazie ai materiali e tecniche innovativi, è possibile realizzarlo in modo efficace e delicato al tempo stesso.

Sbiancamento con Lampada al Plasma

Prima del trattamento professionale

Dopo il trattamento professionale

Avere dei bellissimi denti bianchi contribuisce sicuramente ad illuminare un bel sorriso. Non meraviglia infatti che sempre più pazienti chiedano al proprio dentista di avere oltre che denti sani anche denti belli e bianchissimi. Ad illustrarci le più innovative metodologie il dottor Giuseppe Molinari. Perché i denti non sono tutti bianchi e frequentemente si macchiano e ingialliscono? Frequentemente denti, peraltro sani, possono avere una colorazione particolarmente scura, tale da provocare imbarazzo nel mostrarli. Tali diverse colorazioni possono essere costituzionali, cioè dipendere dalla qualità dello smalto e dalla struttura della dentina, oppure causate da traumi o agenti esterni, quali determinati farmaci, antibiotici. Anche le otturazioni canalari possono alterare la colorazione di un dente devitalizzato. Oltre al naturale ingiallimento fisiologico, a spegnere la naturale lucentezza dello smalto contribuiscono il fumo, l’assunzione frequente di cibi che contengono coloranti, come the, tisane, caffè e coca cola, rape, ciliegie, spinaci, liquirizia,l’utilizzo di collutori a base di clorexidina. Cosa differenzia uno sbiancamento “fai da te” con prodotti da banco da quello professionale eseguito dal dentista? Naturalmente l’approccio professionale è senza dubbio quello che alla lunga risulta il più valido e più sicuro rispetto ai cosiddetti sistemi “fai da te”, che spaziano dalle gomme da masticare contenenti xilitolo e sorbitolo ai dentifrici capaci di asportare le macchie esterne grazie all’azione abrasiva del bicarbonato di sodio, silice, fosfato tricalcico, o all’azione chimica sbiancante di sostanze come il monofluorofosfato e il tripolifosfato di sodio. Esistono poi i gel sbiancanti al perossido di idrogeno che si applicano

mediante strisce adesive o applicatori tipo pennellino. Tali metodi presentano lo svantaggio degli effetti collaterali (ipersensibilità dentale, dolore, smalto danneggiato), del basso effetto sbiancante raggiungibile, intorno alle 4-6 tonalità massimo, della bassa durata dell’effetto sbiancante (mesi) e tempi di applicazione lunghi. Ben altra cosa è il trattamento sbiancante eseguito in uno studio dentistico, caratterizzato dalla supervisione e monitoraggio continui del medico dentista, da più elevate percentuali di agenti sbiancanti, dalla garanzia di raggiungere fino a 15 tonalità in un tempo di applicazione minore e per una durata maggiore (anni). Come avviene lo sbiancamento dei denti? Il trattamento sbiancante si effettua con agenti specifici sbiancanti (perossido di idrogeno e perossido di carbamide) ricchi e saturi di ioni ossigeno che penetrano nello smalto e, raggiungendo la dentina, agiscono per reazione chimica riuscendo a distruggere le molecole dei pigmenti coloranti. Quali sono i metodi di sbiancamento professionali? Il paziente viene sottoposto ad una visita iniziale e ad una accurata seduta di igiene e pulizia con ablazione del tartaro, molto utile ad eliminare le pigmentazioni più superficiali. Dopo una diagnosi corretta il medico dentista individua il metodo più adatto, tra le numerose e complete combinazioni di prodotti e tecniche, anche tenendo conto delle esigenze del paziente. Sostanzialmente si distingue tra sbiancamento domiciliare rapido con mascherina personalizzata predisposta dal dentista, contenente il gel sbiancante, da indossare durante il sonno, e trattamenti eseguiti in studio sempre con mascherina o direttamente alla poltrona. I metodi più efficaci e veloci sono quelli alla poltrona, tra-

dizionali o foto-attivati, dove c’è la possibilità di esporre il gel ad una sorgente luminosa (lampada al Plasma o allo Xenon o al Laser) in modo che la reazione prima descritta risulti accelerata. Con il Laser il processo di sbiancamento agisce fin nella dentina, quindi internamente al dente. Ciò dà una durata maggiore al risultato ottenuto rispetto all’impiego della luce al Plasma o allo Xeno che agiscono invece solo sullo smalto. Un altro metodo è quello dell’utilizzo di cucchiai individuali in alluminio con macchine sbiancanti che producono vapore. Nei casi più problematici, al trattamento sbiancante si associa una tecnica più sofisticata, il ‘Veneering’, che permette di preparare il dente togliendo uno strato sottilissimo di smalto solo dalla parte anteriore, quella che si vede. Poi si saldano sul dente le cosiddette “faccette di ceramica” di spessore estremamente sottile, intorno al millimetro scarso. La ceramica usata è molto pregiata e la tecnica richiede l’uso del microscopio. Ci sono controindicazioni? Numerosi studi hanno dimostrato che lo smalto, la dentina, la superficie delle otturazioni e i materiali di rivestimento non vengono aggrediti, né si riscontrano lesioni a carico delle gengive dal momento che vengono sempre ben protette. La sensibilità dentinale che si può manifestare a seguito dei trattamenti più rapidi e intensi è assolutamente transitoria. Per quanto riguarda la durata dell’effetto sbiancante? Dipende essenzialmente dal paziente stesso. Se si assicura una buona igiene orale, soprattutto dopo aver consumato cibi e bevande che macchiano, il risultato potrebbe durare anche molti anni.

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PTLAB Via Gattamelata 134/B - Padova info@personaltrainerlab.it www.personaltrainerlab.it A 5 minuti dal centro di Padova, ma immerso nel verde, PTLab ha ampio parcheggio gratuito.

PTLAB Padova il laboratorio del benessere PTlab, un laboratorio del benessere, uno studio di personal training, un luogo dove allenarsi seguiti minuto per minuto da personal trainer laureati in Scienze Motorie e specializzati. Un ambiente dove praticare l’allenamento con metodo scientifico, così da intervenire in modo mirato sia nel raggiungimento della forma fisica sia nella correzione di difetti posturali, o per prevenire o risolvere gli acciacchi di mezza età. Un ambiente giovane e allegro, divertente e riservato, con possibilità di allenarsi nello spazio interno e all’aria aperta, nella terrazza di 50 mq. Questa l’idea diventata realtà di Alessandro Masutti e Carlo Alberto Vicentini. 30 30


Quando la stagione lo permette, l’allenamento presso PTLAB può essere seguito all’aria aperta, nell’ampia terrazza del centro. “ Trattandosi di allenamento a corpo libero, basta portare all’esterno gli strumentitappettino, tavoletta, water ball, bilancieri e kettlebell, e si può così godere dell’esercizio all’aperto, che ha tutto un altro sapore.” Sottolineano i titolari, molto fieri di poter dare questo ulteriore plus.

Il personal trainer è generalmente scelto da una clientela over 40, ossia da chi desidera ottimizzare il tempo dedicato all’allenamento per rimanere in forma e soprattutto per combattere i primi acciacchi, dal mal di schiena alla cervicalgia. Ma è consigliato anche ai più giovani con problemi posturali, che affrontati in giovane età possono essere risolti con successo. I personal trainer Alessandro Masutti e Carlo Alberto Vicentini, entrambi laureati in scienze motorie e diplomandi in osteopatia,

PTLab si propone di fornire un servizio completo per il benessere di ognuno. E’ dotato di moderne attrezzature per l’allenamento funzionale Technogym. La più grande soddisfazione dei titolari? Avere una clientela che va dai 7 agli 80 anni. Non si è mai troppo piccoli o troppo grandi per stare bene!

hanno pensato di proporre uno spazio dove il cliente trova un servizio a 360° per la sua salute. Infatti si tratta di un servizio di Personal Training altamente specializzato integrante concetti di metodologia dell’allenamento, posturologia, osteopatia e alimentazione. Oltre ad esser seguiti per tutta la lezione, il centro da la possibilità di essere affiancati nelle proprie specifiche esigenze, dal nutrizionista, al massaggiatore, al medico sportivo. E da quest’inverno possibilità di integrare con corsi di pilates e yoga.

Dott. CARLO ALBERTO VICENTINI nato a Mantova il 04/03/1986 Laureato in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Padova, è ora Professore a contratto nei corsi di laurea “Attività Preventiva e Compensativa” e “Fitness” dell’ Università degli Studi di Padova. Diplomando in Osteopatia. Istruttore di vela. Personal Trainer. T. 340 2693663 vicentini@live.it Dott. ALESSANDRO MASUTTI Nato a Padova il 07/01/1984 Laureato in Scienze Motorie presso l’Università degli Studi di Padova nel dicembre 2006. Specializzato in attività motoria preventiva e adattata. Diplomando in Osteopatia presso l’European Institute for Osteopathic Medicine di Padova. Personal trainer. T. 340 4808092 alessandro.masutti@gmail.com

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sport& holiday [a cura di Alessandra Cicogna]

Autumn Gotha Golf Cup

20 ottobre - Golf della Montecchia - Selvazzano Dentro - Padova. Anche questo autunno hanno partecipato in centinaia all’ evento benefico sportivo firmato Gotha. PH Lorenza Ponchia

Grazie alla collaborazione di tutti, in particolar modo a Elena Bonafede, a Chiara Cappon, al Presidente del circolo Paolo Casati e a Erminio Alajmo e il suo staff. Grazie a tanti amici che ogni anno non esitano a regalare i loro prodotti, così che diventa possibile offrire ottime degustazioni dalla mattina alla sera, regalare premi preziosi e divertenti per i partecipanti alla gara e ai numerosi amici, e permette anche di dare un contributo a persone meno fortunate. Quest’anno abbiamo pensato agli Amici di Adamitullo, che da anni stanno a cuore a Mauro Casotto, manager padovano desideroso di far conoscere a più persone possibili questa onlus che permette di dare istruzione vicino ad Addis Abeba a sempre più bambini, perché, come sostenne Nelson Mandela, “L’educazione è l’arma più potente che può cambiare il mondo”. Presente anche Padre salesiano Tino. Ebbene complimenti ai vincitori, Simone e Nicolò Petrini, grazie di cuore ai numerosi amici e sponsor, che ci hanno aiutato a realizzare una giornata sportiva, divertente e che ha potuto regalare un sorriso!

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Padre Tino della Missione di Adamitullo, Mauro Casotto, Alessandra Cicogna, Paolo Casati, presidente del golf Club.

Autumn Gotha Golf Cup HA DEVOLUTO IL RICAVATO DELLA GIORNATA AD AMICI DI ADAMITULLO ONLUS

Amici di Adamitullo onlus (iscritta al registro delle onlus con il prot. n. 2012/30793) nasce dall’incontro di un gruppo di amici con Cesare Bullo, padre salesiano in missione nel mondo da cinquant’anni. L’incontro con Padre Cesare ha dato un nome e un luogo al desiderio di fare qualcosa per i meno fortunati: il paese di Adamitullo, a circa 170 km da Addis Abeba, dove dal 1988 i Salesiani hanno fondato un centro scolastico con la scuola elementare e spazi per il gioco e le attività ricreative dei ragazzi della comunità. L’associazione vera e

propria si costituisce ufficialmente quest’anno con il fine di sostenere la missione salesiana di Adamitullo e promuovere le iniziative di sviluppo socio-culturale dei Salesiani di Don Bosco in Etiopia. Quello che ci proponiamo è: • non avere spese generali: siamo tutti volontari, non facciamo pubblicità, viaggiamo a nostre spese • fare progetti “realizzabili”, sfruttando al meglio tutte le nostre risorse • raccogliere donazioni, prevalentemente per passa parola, ma anche con manifestazioni ed eventi.

www.amicidiadamitullo.org Per effettuare una donazione per AMICI DI ADAMITULLO ONLUS

IBAN IT65 Y 01030 12106 000000963932 IBAN IT22 P 06225 12108 100000008100


Montecchia e Frassanelle Via Montecchia, 12 Selvazzano Dentro - PADOVA Tel. 049 8055550 www.golfmontecchia.it

anche a Padova nascono le sinergie tra golf club

Quando l’unione fa la forza. Così Paolo Casati, presidente storico del Golf della Montecchia, assieme a Daniela Fabris Pagnan, presidente del golf Frassanelle, ai piedi dei Colli Euganei e a poche decine di kilometri uno dall’altro, hanno deciso di fare un’unione, per offrire maggiori vantaggi ai soci e ottimizzare le energie. L’ottica è quella di

far crescere la voglia di golf, non solo nel mercato italiano, ma soprattutto in quello estero, dove c’è la richiesta di recarsi in aree di vacanza dove le offerte siano molteplici e di alto livello. I due circoli padovani si stanno organizzando in previsione dell’Expo 2015 e dei nuovi mercati golfistici, tra cui quello Cinese, che sta annoverando sempre più ap-

SAN ANTONIO (Texas) CHIAMA MONTECCHIA… L’esperienza maturata dal Golf della Montecchia con la conversione del tappeto erboso dei tee e dei fairway in bermudagrass oltre ai ben noti vantaggi per il gioco (campo sempre asciutto, pallina ben sostenuta) e per l’ambiente (riduzione dei consumi idrici e di fertilizzanti, eliminazione dei prodotti chimici) ha dato anche notorietà in campo nazionale ed internazionale. Dopo i vari riconoscimenti (premio “Impegnati nel verde”, citazione del R&A come “Case study” e più di recente l’ambita Certificazione ambientale “GEO”) giunge ora interesse da oltre oceano. La S.T.M.A. (Sport Turf Manager Association), la maggiore associazione americana che riunisce i manager degli impianti sportivi, ha infatti invitato il Dott. Alessandro De Luca al Meeting annuale che si svolgerà nel gennaio 2014 a San Antonio (Texas), per presentare i lavori ed i risultati ottenuti con la bermuda al Golf della Montecchia.

passionati. I due circoli rimarranno due realtà distinte, ma si metterà in piedi una strategia di crescita che darà i suoi frutti negli anni futuri. Per i soci di entrambi i golf club i vantaggi saranno immediati. Un’offerta di 45 buche, molte iniziative, all’insegna dell’innovazione nella gestione dei circoli.

Gran Final per il Montecchia Junior Team In un anno, il numero di giovani iscritti al Golf della Montecchia è cresciuto in modo esponenziale: sono quasi a quota 100! Una bella soddisfazione per la Montecchia Golf Academy, che domenica 24 novembre ha voluto chiudere la stagione 2013 con una bellissima gara che ha coinvolto tutti i ragazzi, dai più ai meno esperti, che hanno avuto la gioia di giocare con i campioni

Il Golf della Montecchia

augura felice 2014 a tutti i lettori di Gotha

under 18 Guido Migliozzi, Alessandro Martinello e Maria Vittoria Martinis capitanati da Riccardo Quercia. Domenica 1 Dicembre è stato presentato il ricco programma per l’Attività Giovanile 2014 e il nuovo progetto Us Kids: oltre ai corsi, previste gare mensili riservate ai più piccoli, preparazione atletica e soprattutto tanto divertimento!

Il Preparatore atletico TPI Certified Manfred Menz coadiuvato dalla Professoressa di Fisioterapia Dott.ssa Anastasia Forcolin hanno iniziato i Corsi di ginnastica specifica per il golf, mirati ad ottimizzare il proprio gioco e le condizioni fisiche.

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Ospitalità d‘eccellenza La Maestosa Villa Arvedi e Borgo 27. Due dimore di proprietà della famiglia Arvedi, per ospitalità e eventi da sogno sulle colline veronesi a due passi dal centro storico di Verona. GREZZANA (VR) info@villarvedi.it www.villarvedi.it

Villa Arvedi Ubicata lungo il declivio di un colle e delimitata a monte da una coltivazione di antichi olivi e da un folto bosco di roveri e carpini, si erige maestosa Villa Arvedi a Cuzzano di Grezzana.

Allestimento per matrimonio civile

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Documentata fin dal 1200 come casa di proprietà di Mastino, Alberto e Cangrande della Scala, verso la metà del 1650 viene eretta su disegno dell’architetto G.B. Bianchi nelle forme attuali. Il salone al primo piano e la chiesetta sono completamente affrescati da Ludovico Dorigny (1654-1742), mentre altri affreschi sono del Farinati, Fralezza e Santo Prunati. Al centro del cortile posteriore si trova la chiesetta barocca dedicata a San Carlo Borromeo, utilizzabile per cerimonie religiose e matrimoni. La seicentesca Villa Allegri venne acquistata nel 1824 da Giovanni Antonio Arvedi ed è tuttora proprietà della famiglia. Situata a 9 chilometri da Verona e a pochi chilometri dall’uscita dell’autostrada e dall’aeroporto Catullo, vicina al Lago di Garda, nella verde Valpantena ai piedi dei monti Lessini, è una sede prestigiosa per convegni, seminari, conferenze stampa, sfilate di moda, presentazioni di prodotti, film, spot pubblicitari, colazioni di lavoro, cene di gala, matrimoni civili e religiosi, piccole e grandi riunioni. L’aria buona della campagna, la suggestiva e raffinata atmosfera, oltre al fascino della Villa Veneta, creano uno straordinario spazio di lavoro e di rilassata concentrazione.


Via Borgo 27 - GREZZANA (VR) Tel. 045 8650949 info@borgo27.it www.borgo27.it

Borgo 27 La dimora nasce alla fine dell’800 come residenza estiva della famiglia Bertani, un piccolo gioiello incastonato ai piedi della Lessinia, in una straordinaria posizione panoramica. Ora come allora, si respira un’atmosfera d’altri tempi in tutti gli ambienti, nelle Suite, nei saloni e nel giardino con vista sulla Valpantena. Le 12 suite realizzate, tutte completamente diverse tra loro, si presentano con mobili e suppellettili dell’epoca e permettono ancora oggi un gradevole viaggio attraverso la storia. Borgo 27 è inoltre luogo autorizzato per la celebrazione di matrimoni con rito civile ed è anche location ideale per cene, eventi ed occasioni importanti in un’atmosfera di fascino. Oltre ad essere una base strategica per visitare la città, è un importante riferimento per gli ospiti della prestigiosa e maestosa Villa Arvedi, che sorge nelle immediate vicinanze. Infatti può essere anche residenza per gli ospiti degli eventi a Villa Arvedi. Rinnovata di recente, ha sempre mantenuto la sua eleganza semplice e raffinata, lo stile misurato, gli arredi originali. La gestione diretta di Emiliano Pennica e Anna Carolina Arvedi, eccellenti padroni di casa, rende l’atmosfera della dimora davvero accogliente, mantenendo quella piacevole sensazione per gli ospiti di “sentirsi a casa”, chiacchierando piacevolmente nei salotti della residenza, o sorseggiando un tè nel giardino da cui si gode lo splendido panorama dalla Valpantena alla città di Verona.

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Villa Barbarigo

Pizzoni Ardemani

VILLA BARBARIGO Tel. 049 9130042 www.valsanzibiogiardino.it info@valsanzibiogiardino.it

In vacanza nella dimora del Doge e shooting fotografici nel giardino storico tra i più belli d’Europa. http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Barbarigo_(Valsanzibio) Gennaio 2014. Galzignano Terme (Padova). Una nuova splendida location veneta apre per la prima volta i battenti all’ospitalità, per vacanze e eventi tra storia e arte. Inoltre, cosa interessante per le aziende venete che si rivolgono ai mercati internazionali, lo splendido giardino storico e la villa sono a disposizione per shooting fotografici e set cinematografici. Si tratta di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, villa veneta con Giardino all’italiana tra i più belli d’Europa. Villa Barbarigo e il suo giardino monumentale, disegnato da Luigi Bernini e annoverato su tutti i siti di informazione tra cui anche Wikipedia, sono stati costruiti nel

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XVII secolo da una delle più importanti e ricche famiglie Veneziane, i Barbarigo. Il magico giardino allegorico, mantenuto integro ed originale nei secoli, è considerato patrimonio nazionale trattandosi di uno dei giardini storici più belli ed importanti al mondo. La Villa alla fine degli anni ’60 ha ospitato Jacqueline Kennedy Onassis, negli anni ’80 Carlo e Diana d’Inghilterra, venuti in visita per amicizia con la proprietà, e nel 2004 è stata scelta come location del film “The Merchant of Venice” con Al Pacino, Jeremy Irons e Joseph Fiennes. Da gennaio 2014 Villa e Il Giardino può essere visitato tutti i giorni, da febbraio a

novembre. I fabbricati monumentali, i 90.000 mq di piante di bosso, il famoso labirinto, le peschiere, le fontane, gli scherzi d’acqua, le 70 e più sculture del Merengo in pietra d’Istria, gli innumerevoli alberi secolari, il tutto immerso nella splendida cornice immutata da secoli della Valle di San Eusebio (Valsanzibio), rendono questo luogo magico e incantato; un posto dove i fortunati ospiti vengono catapultati in una dimensione oggi giorno molto rara, una dimensione dove la bellezza di madre natura si fonde in perfetta armonia con la bellezza forgiata dalla mano dell’uomo.


Sarà una vacanza bellissima!

Meltar Boutique Hotel di Asiago I giochi sulla neve, lo sci, le delizie della cucina, i profumi della SPA, l’atmosfera calda, accogliente… La vita è più dolce al Meltar Boutique Hotel, a soli 30 minuti dal casello di Vicenza Nord, una dimora raffinata in uno scenario da favola, con la SPA più romantica dell’Altopiano. Quest’inverno per le tue vacanze sulla neve, scegli Asiago, scegli il Meltar Boutique Hotel.

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cooking show& [a cura di Alessandra Cicogna]

Alla scoperta di cene e degustazioni tra scenari mozzafiato, come nei rifugi di montagna, oppure tra storia e innovazione, come alla Locanda Cappello, e ancora il prestigioso premio dedicato dall’azienda vinicola Masi ad artisti e imprenditori meritevoli.

In baita! Viaggio culinario tra i rifugi nelle Dolomiti ad alta quota. Cortina. Per tutta la stagione invernale, ogni venerdì e sabato si consiglia una tappa al Rifugio Averau (2.416 metri) o al Rifugio Scoiattoli (2.225 metri). Nel fine settimana organizzano speciali cene con salita e discesa in motoslitta sotto il cielo stellato. La qualità della proposta gastronomica dell’Averau ha permesso al rifugio di essere inserito dal Sunday Times nel novero dei dieci migliori ristoranti di montagna delle Alpi. Piatti gourmet reinterpretano la tradizione con grande raffinatezza e si uniscono alla suggestione di un luogo strategico collocato direttamente sulle piste da sci. Gestito sin dal 1969 dalla famiglia Lorenzi, il rifugio, ultimamente conosciuto soprattutto per la vasca a botte di acqua riscaldata, si affaccia su

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un panorama di grande impatto con le Cinque Torri a fare da quinta scenografica. Pelli di sera è invece l’appuntamento organizzato, sempre ogni venerdì, dal Rifugio Col Drusciè, a due passi, tra l’altro, dall’Osservatorio Astronomico Helmut Ullrich. Se si scende a 1695 m, si trovano Malga Pezié De Parù e Malga Ra Stua custodiscono le tradizioni più genuine dell’antica accoglienza di montagna. Nella magnifica stua in stile ampezzano piccola e molto accogliente, oppure nella sala ristorante più grande, i gestori servono piatti tipici, ma anche rivisitazioni creative della cucina ampezzana (dalla pasta fresca ai dolci tutti i piatti sono fatti in casa). Immersa nel cuore del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, l’Alpe di Ra Stua si può

raggiungere anche in motoslitta. A soli cinque chilometri dal centro di Cortina, Malga Pezié de Parù è immersa nell’omonimo pascolo, vicino alla strada che da Pocol sale al Passo Giau. I must a tavola: casunziei, canederli e zuppa d’orzo, con alcune divagazioni extraterritoriali. Per assistere all’enrosadira che colora le Dolomiti di rosa all’alba e al tramonto, i rifugi di Cortina hanno in programma eventi fuori dagli schemi. Dedicati agli appassionati dello sci d’alpinismo e delle racchette da neve i Sunrise Moment: la colazione (molto abbondante) si fa in malga, godendo dei silenzi e dei colori più autentici della montagna. Per far festa basterà fare un salto ai Sunset Party, après-ski e dj-set direttamente a bordo pista. Info: www.cortina.dolomiti.org


Antica Locanda Cappello

Ristorazione romantica nelle montagne bellunesi

Locanda Cappello è un ristorante e albergo storico del Bellunese, la cui attività risale al 1730. Dal 2010 si presenta completamente ristrutturato, grazie alla nuova proprietà, che offre servizi di alta qualità mantenendo intatto il fascino di un glorioso passato e dell’ antica tradizione di ospitalità e gastronomia. La locanda è da sempre nel cuore della gente di questi luoghi, punto di incontro e di sosta per chi visita le Dolomiti e il Cadore. È la più antica locanda di Mel in provincia di Belluno, situata nella piazza centrale dedicata a Papa Luciani, nativo di questa zona. L’edificio, presente fin dai tempi antichi, può considerarsi il nucleo principale dove si sviluppò il passaggio della Via Claudia Augusta, ed in seguito il comune di Mel. Lorenzo Cappello acquistò nel 1700 da Giorgio De Fulcis il grande palazzo secentesco, già sede dei Cavalieri di Malta, adattando i locali del piano terra a locanda, capace di numerosi coperti e alcuni posti letto ai piani superiori. I discendenti di Lorenzo continuarono l’attività degli avi, fino al 1958, quando la gestione successiva ha continuato la squisita ospitalità e l’alta gastronomia che le hanno valso i massimi riconoscimenti della buona tavola Veneta e Nazionale. Frequentata da illustri personaggi storici e di grande fama ha avuto per anni un

notevole successo che le è valso la iscrizione ai Locali Storici d’Italia. Chiusa per restauri nel 2005, nel 2010 la Locanda Cappello viene riaperta dopo un’attenta ristrutturazione, da parte dei nuovi proprietari, i Signori Bresolin. I lunghi e meticolosi lavori di restauro hanno portato alla luce meravigliose decorazioni, antichi stucchi e affreschi in molti locali e nelle sale del ristorante, ambienti caldi ed eleganti per cene romantiche, cerimonie, eventi e incontri conviviali. È stata ricavata una nuova grande e moderna cucina, dove ritrovare le indimenticate prelibatezze che hanno reso celebre il ristorante, piatti della tradizione veneta e montana, rivisitata con grande raffinatezza ed equilibrio di sapori.

Sono state restaurate anche le scuderie adattandole a sale per ricevimenti. La locanda vanta un’ottima cantina ed enoteca, in cui ritrovare la calda ospitalità delle antiche taverne venete, per degustare i grandi vini italiani ed internazionali sapientemente selezionati. Ambienti ideali per riunioni, aperitivi e serate informali, anche aperte su un intimo e curato giardino. Ai piani nobili e nelle mansarde inoltre sono state realizzate, con un sapiente uso dello spazio e degli antichi materiali esistenti, 8 camere/suite, alcune con arredi storici originali, e tutte dotate di ogni comfort. I nuovi arredi con opere d’arte molto importanti fanno della Antica Locanda Cappello un luogo particolarmente romantico e suggestivo. FRANCESCA DOLCETTA

Piazza P. Luciani MEL (BELLUNO) Tel. 0437 753651 locandacappello@virgilio.it www.anticalocandacappello.it

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La botte di Amarone Masi e i premiati

XXXII PremioMasi Marjane Satrapi, Giovanni Bonotto, Giacomo Rizzolatti, Sergio Romano e Le Vigne di Venezia i protagonisti dell’edizione 2013. Cultura salvacondotto per il futuro. Valpolicella. Il futuro nasce dal radicamento alla cultura e ai valori del passato che hanno forgiato la civiltà. E’ questo il filo conduttore del 32° Premio Masi assegnato a Marjane Satrapi, Giovanni Bonotto, Giacomo Rizzolatti, Sergio Romano e ai tre pionieri della vite protagonisti del progetto “Le vigne di Venezia”, Gianluca Bisol (Venissa), Michel Thoulouze (Orto di Sant’Erasmo) e Flavio Franceschet (Laguna nel Bicchiere – Le Vigne ritrovate). Impresa, impegno sociale, scienza, attualità e vino sono gli ambiti professionali che contraddistinguono i sette premiati del riconoscimento istituito oltre 30 anni fa dalla Fondazione Masi, per celebrare la creatività di persone e istituzioni impegnate a promuovere i valori fondanti della società e del vivere civile. “In questo particolare momento storico il Premio Masi è un premio necessario” – ha detto Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi. “Oggi più che mai, infatti, vi è la necessità di testimoniare e divulgare le capacità dei territori e degli italiani di reagire alla sfiducia con progetti imprenditoriali e culturali capaci di imprimere una svolta sociale innovativa che sia di stimolo anche per i giovani in cerca di un futuro”. “Un futuro al quale si può guardare

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solo recuperando le nostre radici” - ha ribadito Sandro Boscaini, vice presidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola, che ha proseguito “La mancanza di visione del domani causata dalla crisi può essere superata e sfidata solo restando ancorati alle proprie radici, ai valori del fare e del fare bene”. Sette i premiati dell’edizione 2013 del Premio Masi e un unico pensiero comune, quello che la cultura rappresenta il vero salvacondotto per il futuro e per l’affermazione della libertà dei popoli. Un argomento, quest’ultimo, particolarmente caro a Marjane Satrapi (Premio Grosso d’Oro Veneziano), la scrittrice iraniana autrice di Persepolis, il fumetto divenuto simbolo della denuncia della repressione del regime in Iran e della condizione della donna, per la quale “Solo l’istruzione e la cultura sono le chiavi per il cambiamento e la libertà di scelta”. Giovanni Bonotto (Premio Civiltà Veneta), imprenditore tessile vicentino “collaboratore del terzo Rinascimento” e artefice della rivoluzione industriale con la sua Fabbrica Lenta, ha rimarcato il valore dell’artigianalità e della creatività italiana e la necessità che: “Il fuoco sacro della cultura delle mani vinca sulla cultura del colletto bianco impegnato solo

a controllare i processi produttivi”. Dall’impresa alla scienza con Giacomo Rizzolatti (Premio Civiltà Veneta), neuroscienziato friulano entrato nel gotha accademico per la scoperta dei neuroni a specchio che “sono alla base dell’imitazione che, a sua volta, sta alla base della cultura; perché quando si sa imitare si sa anche innovare” e che dal Premio Masi incita i “giovani a restare in Italia perché il nostro Paese detiene ancora molti centri di eccellenza”. Per Sergio Romano (Civiltà Veneta), storico, diplomatico, giornalista: “Siamo in un momento in cui tutte le democrazie sono malate. Basti guardare quanto sta accadendo in USA con lo Shutdown. Gli italiani possono riscattarsi smettendo di dare la colpa agli altri”. Il 32° Premio Masi Civiltà del Vino è andato ai tre protagonisti fautori del progetto “Le vigne di Venezia” Gianluca Bisol, Michel Thoulouze e Flavio Franceschet; tre pionieri del vino accomunati dalla volontà di recuperare la Venezia nativa e la sua biodiversità. Un’iniziativa, questa, che colloca Venezia al centro del mondo del vino anche a livello internazionale. www.fondazionemasi.com www.masi.it


La

boutique del formaggio fresco Latte, sale e tanta buona volontà!

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gotha book&

[a cura di Alessandra Cicogna]

Romanzi, storia e informazione: ecco alcune novità da leggere di autori Made in Veneto. Dall’ultimo romanzo di Adriana Angoletta “Il mattino che non sa”, al nuovo libro del giornalista Angelo Cimarosti, fondatore del sito web “you Repoter”, a “ L’ultimo Sonderkomando italiano di Roberto Brumat. Buona lettura!

Te la do io la notizia! L’informazione negli ultimi anni è cambiata con una velocità sorprendente, complice la tecnologia a portata di molti. Ecco che l’intuizione di Angelo Cimarosti, giornalista milanese trapiantato a Padova da numerosi anni, con esperienze lavorative a Sei Milano, Tg7 di La7, Telemontecarlo, il Gazzettino, Repubblica Affari&Finanza, oggi direttore delle news di Canale Italia, l’ha portato ad essere co-fondatore di quel portale dal quale oggi buona parte dei tg attingono a numerosissimi video capaci di far vivere la notizia come non mai. Immagini realizzate amatorialmente e che spesso fanno il giro del mondo. Si tratta di YouReporter, il primo sito italiano partecipativo per immagini, nato nel 2008, un mezzo che

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rende attivi 65.000 citizen journalist che con smartphone anche nei momenti più incredibili sono riusciti a riprendere quanto avveniva davanti a loro. Dal video denuncia di quartiere al naufragio in diretta, dalle catastrofi alla ricostruzione, dalle Primavere Arabe alle piccole avventure di provincia. Il giornalista ha raccontato come si è evoluto il modo di far informazione in questi anni nel libro edito da Mursia “ Te la do io la notizia!”. Tra i capitoli che ci riguardano da vicino “ Eventi partecipativi”: l’alluvione che non c’è. Quando i grandi media si dimenticano di una notizia, ma i cittadini no: Veneto 2010”. E molti altri interessantissimi esempi di come un qualsiasi cittadino si possa trovare ad essere reporter.

L’ultimo Sonderkommando italiano E’ diventata un libro la storia del soldato obbligato a lavorare nei forni crematori. La risposta di Vanzini al testamento di Priebke. La storia di Enrico Vanzini, da documentario (trailer su www.dachau.it) è diventata un libro. L’ultimo Sonderkommando italiano, edito da Rizzoli e curato da Roberto Brumat, è la biografia di questo ragazzo di Varese, oggi novantenne che vive vicino a Cittadella (Pd), il quale nel ’43 fu catturato dai tedeschi e deportato in una fabbrica in Germania da dove fuggì con altri due italiani. Tradito da una ragazza milanese e consegnato alla Gestapo, gli risparmiarono il plotone d’esecuzione per portarlo nel lager di Dachau in cui rimase 7 mesi fino all’arrivo degli americani. L’ultimo Sonderkommando italiano è nelle librerie, in internet e anche in formato ebook.


Il mattino che non sa

L’ AUTRICE Adriana Angoletta vive tra Padova e Cortina d’Ampezzo da dove proviene la sua famiglia. Per oltre vent’anni ha coniugato la formazione umanistica con l’attività di imprenditrice, realizzando oltre cento mostre d’arte ed eventi culturali a livello internazionale. Nel 2005 ha chiuso la sua azienda e si è dedicata alla scrittura, passione vera e prepotente per molto tempo trascurata. Nel 2007 ha pubblicato “Come la Neve”, nel 2011 “Non smettere mai di ballare” e a novembre 2013 “Il mattino che non sa” (Giraldi Editore) e sta ultimando una nuova storia. Numerose recensioni hanno sottolineato l’efficacia della sua scrittura, fluida, scorrevole, mai noiosa né banale, capace di raccontare gli eventi ma altresì capace di cogliere emozioni e sensazioni, rendendo vicini al lettore i personaggi e credibili le sue storie. Attualmente collabora con diverse riviste di contenuto artistico e culturale. Info: www.adrianaangoletta.it Il libro è in vendita presso la libreria FELTRINELLI di Padova ed in altre librerie in Italia Prezzo: 13,00 €

Vasto pubblico in Sala Rossini, presso il Caffè Pedrocchi, per la presentazione dell’ultimo lavoro di Adriana Angoletta. “Il mattino che non sa”, edito da Giraldi, è stato presentato dall’assessore alla cultura Andrea Colasio e da Pamela Ferlin di Ergo Sum agency. Regalare un libro può sembrare banale, ed invece è forse il regalo più bello che si possa fare a chi ci è caro. Si sceglie di donare un libro perché non è un oggetto inerme, il libro ha un’anima, contiene i pensieri e il cuore di chi l’ha scritto, tanto da far dire a qualcuno che “regalare un libro è un gesto d’amore”. E a sua volta si combinerà con la fantasia, l’immaginazione e i sentimenti di chi lo leggerà. Un libro fa sognare, fa vivere storie di altri o ci fa rivivere episodi ed emozioni anche nostri nella misura in cui riesce a farci riconoscere e immedesimarci, un libro fa riflettere, tiene compagnia, e oltretutto un libro costa poco! Adriana Angoletta scrive delle bellissime storie e ha presentato il suo ultimo romanzo al pubblico padovano il 12 novembre scorso. Si intitola “Il mattino che non sa” e riprende le vicende dei personaggi dei suoi due libri precedenti - è la storia che continua, l’ultimo capitolo di una trilogia che si potrebbe leggere come un solo lungo racconto o come tre racconti distinti, indifferentemente. L’isola di Palmera fa ancora da sfondo, Manfredo c’è, Anna c’è, Ginevra anche, come pure sbiadito

ma presente il ricordo di Guido. La trama è un intreccio calibrato di pensieri e avvenimenti che mano a mano si riveleranno sempre più insospettati per culminare in un evento scabroso che deciderà l’evolvere del romanzo. Basato su parole e silenzi, verità e menzogna, comprensione e durezza, il romanzo parte in sordina, ma crescendo arriverà a stupire il lettore. L’Autrice ha saputo rendere con una scrittura di grande sensibilità, il mondo interiore ed esteriore dei protagonisti principali, Manfredo e Anna, la saggezza, la maturità, l’inflessibilità di lui contro la femminilità, l’istinto, l’umanità di lei. Ci trascina dentro agli eventi che, con un incedere ritmato ma incalzante, porteranno ad uno scioglimento della trama ricco di suggestione. Inizia a Natale e a Natale sarà bello per il lettore godersi una piacevole evasione concedendosi riflessioni e approfondimenti negli spazi concessi da una trama coinvolgente. Il romanzo termina con una splendida e antica leggenda, “La storia del vaso cinese”, un ulteriore dono di raffinata saggezza per chi troverà questo libro sotto l’albero.

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padova

Auto e Moto d’epoca una passione da record Vicenza

Il Salone “Auto e Moto d’Epoca” in fiera a Padova ha celebrato il trentesimo compleanno superando ogni aspettativa, in termini di numeri, qualità di modelli esposti, flusso di visitatori e importanza degli eventi in programma.

T reviso

Venezia

“Auto e Moto d’Epoca si conferma come il Salone della cultura dell’auto – ha esordito il patron Mario Carlo Baccaglini - I numeri di questa edizione dimostrano che la passione supera la crisi”. Gli appassionati che hanno “invaso” il Salone hanno oltrepassato il 30%, rispetto all’anno scorso, la manifestazione ha offerto un panorama completo del motorismo storico e del vintage, con 11 padiglioni sold out e più di 4.000 veicoli hanno reso unica questa Fiera che, numeri alla mano, rendono questo salone dell’auto il più importante d’Italia. “Le vetture storiche fanno vendere le auto di oggi – continua Baccaglini - per avere un buon futuro serve un ottimo passato: avere una grande tradizione è una garanzia anche per il mercato delle auto moderne, infatti le grandi case portano i modelli dei loro musei, segnando una continuità che certifica il marchio in un alone di fascino e storia». Così si sono potute ammirare le grandi vetture del passato accanto ai nuovi gioielli della

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tecnologia. Entusiasmante la mostra della Supercar Ferrari del Museo Ferrari, dove il Cavallino ha confermato il proprio mito con un’esposizione di valore assoluto, regalando anche l’ebbrezza di un realistico giro sul simulatore. Anche BMW ha voluto rendere omaggio ai propri fan con il 2° raduno internazionale di Z1. Poi l’impressionante impatto degli stand di Maserati, con la nuova e la vecchia Ghibli, di Peugeot, dove la nuova 208, erede della 205, ha già fatto innamorare gli amanti della Casa francese. Modelli mozzafiato anche quelli firmati Mercedes e Jaguar, così come Audi ha rilanciato la forte vocazione sportiva con le vetture da competizione di Dindo Capello. A impreziosire la manifestazione non potevano mancare gli eccezionali e pluripremiati modelli della collezione di Corrado Lopresto e le Lancia Aurelia portate dal Museo Lancia di Torino. Da record anche il raduno in Prato della Valle per celebrare i 50 anni della Porsche 911. KATIA ROSSI

Il Sole di Checco Zalone nel Veneto cineCiak, si gira. A trasformarsi in un set più delle ne alcu matografico sono state e, selic Mon va, Pado eto: Ven belle città del sceda fatto no han che zia Vene e Vicenza Zalone, nografia al nuovo film di Checco ro ValPiet da otto “Sole a catinelle” prod ino, il egh bott al esso succ secchi. Un vero assi d’inc rd reco il con ico com no film italia e paes ro nost nella storia del cinema del i ann due ilito stab già battendo il record atia simp La ”. nata gior a bell fa con “Che plice del comico pugliese e una storia sem ricca , alità attu che tocca i temi di grande rasicu sono ti, rten di colpi di scena dive ità. olar pop sta que di nti edie mente gli ingr ssima Sullo sfondo della pellicola una belli gran to gira o Padova, città dove è stat varie tra a divis è si pe parte del film. La trou mo, ambientazioni patavine come il Duo della o Prat e arca Petr la scuo la tto, il Ghe Moroni Valle. Ciak anche davanti a Palazzo n alla ardi Bosc via di e in un condominio ne, galli lli, cava di ne asio l’inv Stanga, dove partistata è non ino giard in lli ucce e cani atica colarmente gradita dai residenti. Simp prota gira e olar pop sa la scena della men e mo Duo del o ister Batt del ato prio sul sagr Valle della o Prat di a scen a lung la e evol piac sullo con Zalone che canta a squarcia gola . nata raffi e ante eleg va sfondo di una Pado icopart in o, ntin vice nel e anch Telecamere Forall lare a Quinto, dove è stata scelta la le per tion loca e Confezioni, in via Filzi com o. plet com al cast il riprese in azienda con KATIA ROSSI


Tapì

news

gotha

il tappo di design conquista il mercato internazionale

Alberto Baban, già presidente PMI Veneto e dal 28 novembre Presidente Nazionale PMI di Confindustria, ci spiega la chiave del successo di questa realtà veneta. Massanzago (PD) - La storia del brand Tapì inizia nel 1998, grazie all’intuizione originale dei fondatori, Alberto Baban e Nicola Mason, di aprire il mercato dei distillati al tappo sintetico: oggi i tappi di ultima generazione prodotti da Tapì Spa sono considerati veri e propri capolavori di ingegneria industriale e di design con 500 milioni di chiusure vendute solo nel 2012, presente in 19 paesi nel mondo con una copertura di oltre 60 nazioni. Una crescita costante quella della vostra azienda, anche in un momento difficile come quello attuale. Come lo spiega? Il mercato Italiano è in contrazione, quello mondiale no. La strategia aziendale è quella di internazionalizzare e cioè porre la nostra attenzione ai mercati che richiedono i nostri prodotti. Il continuo monitoraggio della domanda ci ha consentito nel tempo di costruire un’azienda fortemente vocata all’export. Vogliamo essere considerati partner dei nostri clienti e non semplicemente fornitori. Collaboriamo con i loro uffici marketing e R&D per inventare nuove soluzione funzionali ed esteticamente distintive.

Più che semplici tappi facciamo degli ornamenti che valorizzano le loro bottiglie. Come affronterà il suo impegno ai vertici di PMI e quale futuro vede per le aziende venete? Affronterò la mia nuova carica con estrema responsabilità. Il ruolo di rappresentanza è soprattutto rivolto all’ascolto delle esigenze e delle problematiche delle imprese per poi esprimere in sintesi delle proposte che possano aiutare il nostro sistema produttivo. Le aziende Venete hanno delle grandi capacità e probabilità di riscossa e dobbiamo fare in modo che ciò accada al più presto, perchè ad ogni azienda che chiude corrisponde una perdita immensa di conoscenza e competenza. Oggi l’impresa torna al centro di ogni interesse pubblico e privato. Dobbiamo incentivarla, perchè è l’unico sistema per favorire l’occupazione e per ritornare ad essere un Paese competitivo. Gli imprenditori vanno supportati nella loro battaglia per superare gli ostacoli del mercato che è diventato globale e tremendamente competitivo. L’Italia può ancora farcela ma non ci resta molto tempo per continuare ad essere ottimisti.

Inediti accostamenti Accostare il gioiello Art Nouveau del tardo XIX secolo a quello contemporaneo: lo fa Graziella Folchini Grassetto, nello Studio GR 20 in via Soncin nella nuova mostra “1913-2013. Inediti accostamenti”, fino al 9 gennaio. Il critico d’arte padovano, uno dei maggiori esperti del gioiello contemporaneo a livello internazionale, colei che ha fatto scoprire, soprattutto in città, l’esistenza e l’importanza della scuola orafa pado-

vana, per la prima volta, nel suo studio, dà vita ad un’inconsueta comparazione tra due forme e due stili, non così distanti tra loro. “L’art nouveau propose un modo innovativo nell’uso di materiali non preziosi-ha sottolineato- così l’arte contemporanea utilizza materiali di derivazione sintetica e meccanica, tralasciando o minimizzando l’apporto dell’oro e delle gemme”. INES THOMAS

Nicola Mason, responsabile dell’area commerciale, quali sono le vostre quote di mercato e dove puntate in futuro? L’Europa rappresenta il 50%, East Europe compreso, il nord America 40%, sud America 10%. I paesi asiatici rappresentano senz’altro una grande sfida ma per il momento preferiamo consolidare l’esistente, visto che c’è ancora una forte possibilità di crescita. Quanto conta l’estetica e il made in Italy per il vostro prodotto? Conta moltissimo, ma non è tutto. Il cliente estero in molti casi è disposto a riconoscere all’Italia qualità e design, ma purtroppo non tutti produciamo Ferrari o prodotti d’alta moda. Noi cerchiamo di distinguerci ma in qualche caso dobbiamo tener conto che il valore aggiunto di alcuni nostri competitors stranieri che ci copiano il prodotto è rappresentato dal loro costo del lavoro molto più basso del nostro. In buona sostanza siamo costretti ad essere continuamente innovativi e a puntare tutto su quality e design. E’ l’unica arma, a mio avviso, che ci rimane. ROBERTA PICCIN

“1913-2013. INEDITI ACCOSTAMENTI” Studio GR20 Via Soncin - PD

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Un progetto pensato per gli insegnanti, al fine di dar loro gli strumenti necessari per far fronte alle problematiche complesse dei nostri giorni. A Padova l’ideatore di questo progetto, Howard Y. Lee.

Longevity Energetic Kids Dagli States in anteprima nel Veneto

A spasso per Padova e dintorni

Albignasego. Presso la Sala Riunioni dell’azienda storica padovana Caffè Diemme, gentilmente messa a disposizione per l’importanza del progetto, si è svolto un incontro speciale dedicato a scuole, insegnanti, famiglie. Protagonista l’innovativo progetto Longevity Energetic Kids, che ha già coinvolto vari istituti comprensivi statali del Veneto. Si tratta di un progetto di forte valore sociale che rappresenta una grande opportunità di potenziare il lavoro degli insegnanti e di investire nel futuro dei bambini e del sistema scolastico. il progetto è stato presentato dal suo ideatore, Howard Y. Lee, americano, 74 anni, in Italia per un breve periodo. Il progetto - sostenuto da privati e aziende, un’opportunità concreta di filantropia utile, dall’impatto misurabile - parte dalla constatazione che gli insegnanti e la scuola stanno affrontando oggi nelle classi problematiche di difficoltà senza precedenti. Il programma è pensato per gli insegnanti, ne

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sono i protagonisti. Ha come concreto obiettivo il benessere in classe e merita senz’altro attenzione per i benefici che è in grado di produrre sul comportamento, l’apprendimento, la tranquillità di bambini e ragazzi offrendo al tempo stesso a maestre e insegnanti uno strumento professionale e personale che arricchisce il loro bagaglio e curriculum didattico. «Longevity Kids aiuta i bambini a sviluppare fino in fondo i rispettivi talenti e potenzialità - ha detto Howard Y. Lee alla Diemme - Consegna alla scuola gli strumenti per affrontare in modo nuovo situazioni di disagio, aggressività o introversione. Eleva sensibilmente il valore dell’offerta formativa dell’istituto. Bambini e adolescenti in questi tempi duri per le famiglie e la società hanno bisogno di crescere e fiorire pieni di risorse, equilibrati e creativi. La scuola può diventare un luogo libero da stress e aperto alla costruzione del futuro». Info: 349-5416705

non Una guida che mancava, anzi, che le, simi me volu esiste proprio. Forse, un sulla to scrit stato è ine, per quantità di pag pena Cina, ma si tratta di tutta la Cina! E’ap va” Pado . uscita, in due cofanetti, “Piacere due in a guid la e “Complimenti. Padova”, a favolumi, firmata da Paolo Donà, firm i, amic 400 altri e ino, zett Gaz Il mosa de sulla che raccoglie, in 1500 pagine, tutto è precittà. “Tutto” significa che la città ico, class più o mod nel sentata, non solo etc., ia stor la vie, le nti, ume mon con i suoi e il più ma che di ogni monumento, anch , ristoente i ogn sconosciuto, di ogni via, di una ha si , ggio ona pers rante, abitazione, à Don di libri I isa. prec zia noti una scheda e i, prim per sono una guida che i padovani, re, ulta cons e dovrebbero tenere in casa ai più anche per informarsi e dare notizie ogni a, parl città della ra piet i giovani. Ogn à ha Don angolo racconta, ogni tetto svela: ze, den confi le i, raccolto, attraverso gli amic orso perc il are plet com A i ricordi, le storie. offre storico-didattico, il secondo volume ne Cosa . città della ito ined cato spac uno hi, luog altri da pensano gli stranieri o chi, creper ere Legg i? ann vive a Padova da ce e indere: ne viene fuori una città viva città di la telligente, sobria e “cagnarosa”, , del enti stud li deg Galileo, di Sant’Antonio, à. talit ospi dell’ e ra cultu volontariato, della va. Pado è più di Questo e INES THOMAS


home

gotha

Come rinnovare la propria casa dando nuova vita ai propri mobili, che possono essere valorizzati, impreziositi e trasformati. Colore, artigianalità, soluzioni personalizzate. A volte basta una mano esperta per rivalorizzare pezzi di arredamento dalle foggie e colori superati. Nasce nel centro di Padova “Laccantico”, un atelier dove il buon gusto, l’originalità e lo stile si fanno subito notare. La ricerca minuziosa di mobili autentici, il restauro, la laccatura e la decorazione, per mano di abili artigiani, sono la miglior garanzia per chi desidera arredi esclusivi e irripetibili, curati con maestria in ogni minimo dettaglio.

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Margi Vintage La boutique di Silvia Sottovia, in via San Pietro, nata dalla passione per capi e accessori griffati, ha festeggiato il terzo compleanno. Per brindare a quest’avventura tanti macarons colorati, nuove e affezionate clienti, che si sono date un appuntamento speciale in uno dei sabati che Silvia dedica ai suoi caffè un po’ glamour e un po’ retrò, fatti non solo dell’aroma

di una tazzina ma delle novità che arrivano in negozio, di tutte quelle chicche griffate Hermes, Chanel, Vuitton, Pucci, Dior che hanno una loro storia da raccontare. Dalle scarpe alle borse, di tante fogge e misure, gli abiti, i piccoli accessori ed i preziosi capi spalla, per qualche ora sono stati gli unici protagonisti assieme alle tre candeline. PH PhotoRecal Studio by Simon Libens

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Vicenza

XVIII edizione T reviso di VicenzaDanza

Una nuova stagione di eccellenza Venezia

È ripartita a fine ottobre la nuova stagione di Danza della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, presentata dal Presidente Flavio Albanese e da Loredana Bernardi, coordinatrice artistica della rassegna per Arteven. Il Vice Sindaco e Assessore alla Crescita del Comune di Vicenza ha dichiarato: “La nuova stagione di danza del Teatro Comunale Città di Vicenza conferma ancora una volta il ruolo di autentico punto di riferimento e di vera vetrina internazionale per l’arte coreutica, quasi una tappa obbligata nell’incontro con esperienze artistiche assai differenti, per linguaggio, provenienze geografiche, con compagnie di primissimo livello a fianco di nomi emergenti, all’insegna di una contaminazione feconda fra generi e tradizioni, classicità e modernità”. Ancora una volta la Stagione di Danza del Comunale presenta un’offerta molto connotata, composta da titoli diversi per ispirazione e contesto culturale, un panorama a 360° sulle tendenze della danza a livello internazionale, una programmazione di eccellenza che da anni connota e caratterizza il palcoscenico di VicenzaDanza e la differenzia fortemente rispetto alle proposte di danza degli altri

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teatri. Il primo appuntamento del nuovo anno è in calendario per il 13 febbraio con il trittico presentato dai Ballets Jazz de Montreal, “Zero In On - Night Box - Harry”, coreografie firmate dai tre giovani coreografi della compagnia, Wen Wei Wang, Cayetano Soto e Barak Marshall. Sempre in febbraio, una doppia data per un grande classico, tanto atteso dal pubblico, “Le Corsaire” giovedì 27 e venerdì 28 febbraio; titolo esotico del repertorio romantico, proposto in una versione molto fedele al grand ballet ottocentesco dal Ballet du Capitole de Toulouse, compagnia diretta dall’étoile dell’Opéra di Parigi Kader Belarbi. Molto interessante la data successiva della Stagione, con “Imã - Benguelê” due produzioni del brasiliano Grupo Corpo, in programma martedì 13 maggio. Su coreografie del fondatore della compagnia, Rodrigo Pederneiras, sarà proposto l’inimitabile linguaggio del corpo, sapiente e ricco di ispirazioni, cifra stilistica del gruppo. Sarà l’occasione per vedere una compagnia unica per qualità di movimento, stile, entusiasmo interpretativo e capacità di miscelare tutte le tecniche della danza, dal balletto al jazz, dall’etnico al contemporaneo.

Gli Illustri in Mostra in Basilica

mondo Undici illustratori under 40 che il pia Olim zi, Pon liano Emi ut, Sho ia: ci invid ro Mau , gini Zagnoli, Bomboland, Ale Gior li, Poro o cesc Fran Gatti, Riccardo Guasco, ens Rub e ti Rosa po Jaco hi, Umberto Misc tra dal Cantuni sono gli “Illustri”, in mos 2014 naio 14 Dicembre 2013 al 12 Gen nza. Vice di a dian presso la Basilica Palla “pro cui le tori, gna dise di Un dream team i llent ecce nti” “clie o ntat inca no han dezze” Wall The er, in tutto il mondo: The New York Post, Street Journal, Time, The Washington , hers Brot ner War , BMW , Le Monde, Nike ey, Disn , ures Pict y Son ess, Expr American Undici Foot Locker, solo per citarne alcuni. to sapu no han che ni, giovani “cervelli” italia nisti ago prot da io spaz rio ritagliarsi il prop dai clanel mercato mondiale, pur lontani rico nti Tale mori e dai riflettori mediatici. o da tant le, iona rnaz nosciuti a livello inte ed ut Sho di caso nel e com aggiudicarsi, Ame dell’ o d’or aglie med le zi, Pon Emiliano impiù dei rican Society of Illustrators, uno diale. portanti riconoscimenti su scala mon Asdall’ a zzat reali e gini Gior Curata da Ale bocolla in , rban You e ural cult ne sociazio cita del razione con l’Assessorato alla Cres nza Vice io sorz Con il Comune di Vicenza e mpa acco ro), libe esso ingr è la mostra (a viag co copi idos cale un in i ator visit i gnerà re ope 170 o gio nella creatività, attravers li undici che ripercorreranno le carriere deg trazioni illus fra ni, italia tori giovani disegna rnainte ni tidia quo e e azin mag per ideate imper tarie zionali, e campagne pubblici . diali portanti marchi mon


La luce OLED vola a New York BLACKBODY inaugura a NEW YORK il primo show room al mondo interamente dedicato alla luce OLED. Intervista ad Alessandro Dolcetta, co-fondatore del brand.

Alessandro Dolcetta e Bruno Dussert-Vidalet

Il 29 ottobre BLACKBODY ha inaugurato a New York la prima showroom al mondo interamente dedicata a questa rivoluzionaria fonte di luce. Alessandro Dolcetta, vicentino e Vice Presidente di FIAMM spa, è uno dei due co-fondatori del brand, insieme al francese Bruno Dussert-Vidalet. Ci racconta questo nuovo progetto italiano in USA? Abbiamo voluto questa sede a New York per affrontare con un presidio diretto il promettente mercato americano, partendo dalla metropoli più cosmopolita e dinamica del mondo, dove il mercato dell’edilizia e delle riqualificazioni, soprattutto di immobili di prestigio, non conosce crisi, e dove hanno sede i grandi studi di architettura e design. L’effetto luminoso delle creazioni BLACKBODY è difficilmente percepibile dai cataloghi. Per questo, abbiamo voluto creare uno spazio, una sorta di ‘ibrido’ tra uno showroom e

un atelier, dove poter vivere in prima persona l’esperienza dell’illuminazione con tecnologie OLED, dove sviluppare nuove idee creative, grazie al dialogo diretto con architetti, interior designer, decoratori. In questa showroom possiamo dire veramente che la luce è “al servizio” del design. Anche l’ambientazione dello show room quindi è stata scelta ad hoc? L’abbiamo voluta di grande effetto a Soho, uno dei quartieri più alla moda e di tendenza della Grande Mela, e firmata dal designer francese Thierry Gaugain, che ha scelto tendaggi, sipari, legno di rovere e un sapiente utilizzo di fibre naturali per ricreare calde e lussuose atmosfere domestiche. Nella tromba delle scale abbiamo posizionato lo scenografico lampadario I-RAIN 841 vera e propria ‘cascata’ luminosa che ha avuto grandi consensi da parte degli ospiti.

Blackbody sta facendo un cammino di crescita rapido e continuo. Come vi siete distinti nell’immenso mercato dell’illuminazione contemporanea? Sono passati solo 4 anni dalla nascita della nostra azienda e ormai siamo conosciuti ovunque, dagli Stati Uniti alla Cina. Con il marchio BLACKBODY guardiamo al mercato delle illuminazioni d’interni di alta gamma, e siamo riusciti ad imporlo all’attenzione internazionale per capacità innovativa e per aver saputo mettere insieme designer del calibro di Aldo Cibic, Thierry Gaugain, Camille Paillard, Sophie Sieffert e Justine Chuffart, ID’S - C+B Lefebvre, Bertrand Medas, Hilton McConnico e aziende come Roche Bobois. In più la tecnologia OLED ha grandi potenzialità anche nel campo dell’industria automobilistica e aeronautica.”

BLACKBODY è un brand italo francese della società Astron FIAMM, con sede a Tolone di cui FIAMM è partner industriale, che utilizza la tecnologia OLED (led organico) in sistemi di illuminazione di design. La luce OLED (diodi elettroluminescenti organici composti da carbonio e da idrogeno) rivoluziona e modifica radicalmente i sistemi di illuminazione tradizionale: si presenta come una lastra ultrapiatta con uno spessore inferiore ai 2 millimetri, leggera, con una lunghissima durata, che non produce calore, con componenti riciclabili al 100%. Consente di creare superfici di luce più ampie e addirittura di modificarne le forme, per realizzare grandi lampadari, lampade da tavolo, luci di atmosfera, e installazioni luminose create da prestigiose firme del design internazionale.

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Striscia il Velino La nuova edizione del programma “Striscia la Notizia” ha visto l’apparizione anche di due Velini. Il “biondo” Elia Fongaro è vicentino e racconta la sua esperienza nel programma.

“Striscia la notizia” supera il quarto di secolo e ha iniziato la nuova stagione con molte novità. E, per par condicio, sul palco sono apparsi i nuovissimi “Velini”. Elia Fongaro, velino biondo, è veneto, 22 anni, nato e cresciuto ad Arzignano in provincia di Vicenza. Dopo il diploma di ragioniere si è trasferito a Milano per studiare Scienze Politiche, dove attualmente sta frequentando il secondo anno. Intanto per mantenersi agli studi sfila come modello per diverse case di moda. Come nasce l’avventura a Striscia la notizia? Sono stato contattato dalla mia agente per un provino, ma non per uno dei soliti, questa volta c’era in ballo diventare Velino di Striscia! Mai mi sarei aspettato di ricoprire questo ruolo. Mi sono presentato al casting per diventare Velino per vedere da vicino il Gabibbo e conoscere chi si nasconde dentro! Cos’hai provato ad essere uno dei primi velini nella storia di Striscia la Notizia? Non gioisco mai troppo delle cose positive come non mi abbatto per quelle negative, ma devo ammettere che le emozioni che ho provato in questa esperienza sono state molte e forti. Un’esperienza fantastica che mi porterò sempre nel cuore e che… non è finita! Veline contro velini. Come affronti un ruolo da sempre femminile? Con tranquillità e naturalezza, orgoglioso di rico-

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Francesco Bonaga campione veneto dei professionisti di golf

prirlo, anche se è evidente che la mia interpretazione è da uomo. Quanto conta per te la bellezza? Non sono ipocrita e ammetto che è importante, almeno come biglietto da visita, ma non è di certo tutto. Che rapporto si è creato con il velino bruno, Pierpaolo? Fortunatamente con Pierpaolo ho stretto un fantastico rapporto di amicizia. È una persona ricca di valori. Come hanno accolto ad Arzignano la notizia del tuo ingaggio a Striscia? Molto positivamente, il calore e l’affetto che ho trovato quando son tornato è stato davvero tanto. “Orgoglio di paese”, mi è stato detto. Un ricordo particolare che ti lega al Veneto? Non ho un solo ricordo, ma una vita intera che mi tiene legato al Veneto. Son cresciuto lì e sono molto attaccato alle mie origini e alla mia famiglia. Hai già progetti futuri nel mondo dello spettacolo? Non ancora. Sicuramente ho tanto da imparare e da studiare per continuare a lavorare nel mondo dello spettacolo. Le occasioni capitano quando meno te lo aspetti, per questo è importante farsi trovare pronti. KATIA ROSSI

tevole! Quando si dice unire l’utile al dilet amici, gli per nie Bon Francesco Bonaga, lo di Circo del emy Acad Golf maestro della coper ta gius ta ricet la ato trov ha Asiago, de gran la , niugare lavoro e spor t, il golf no st’an que e anch E passione della sua vita. no7 e 6 il ri: ghie lusin stati i risultati sono piovembre si è aggiudicato il titolo ai Cam ero davv o nati Veneti Professionisti. “Son che tivo, spor tato risul felice di questo mio rativa.” arriva dopo un’intensa stagione lavo 2009, al 2001 dal e, onal nazi in i ann 8 Dopo cs omi Econ in dopo una laurea magistrale , ezia Ven di ari Fosc Cà and Management a pascon ica ded si , 1986 e Francesco, class amento sione e grande impegno all’insegn Golf alla gna del golf ai giovani talenti. Inse te men forte go, Asia di Academy del Circolo che mo Gem e Iren te iden Pres voluta dalla magpunta molto sull’attività giovanile. Da ione stag la e gio ad ottobre Francesco segu e erisc trasf si tre men dei ragazzi ad Asiago, Club Golf al i rnal inve nti ame per gli allen olo di Vicenza di Creazzo. “Quando il Circ liritag di o cerc Asiago chiude ad ottobre, Am. Pro gara lche qua armi il tempo per fare untaSono da poco reduce da alcuni app ArClub menti importanti in Italia, al Golf a Sien di naia gentario, al Verdura, a La Bag in , nisti essio Prof ni per i Campionati Italia dei giocui mi sono classificato 21°. Il livello simo altis ero davv è gare ste que di ri cato dei to isfat sodd e per questo sono molto ione stag della e com miei risultati sportivi, enti lavorativa dell’intero anno.” Complim o. cesc Fran FRANCESCA DOLCET TA


Terza edizione Premio Gaetano Marzotto Con una nuova categoria di concorso, l’ingresso di prestigiosi partner e un montepremi raddoppiato a 800mila euro, il premio cresce e individua in 19 progetti le più innovative start up italiane.

Giovedì 28 novembre 2013 i protagonisti del mondo dell’innovazione italiana si sono dati appuntamento a Valdagno, la “città sociale” in provincia di Vicenza che ha rivestito un ruolo chiave nel progetto di imprenditoria illuminata di Gaetano Marzotto, per partecipare a “Banda Larga, l’orchestra dell’innovazione italiana” e fare il punto sui diversi anelli del sistema innovazione e sul network costruito in questi anni dal Premio. Presenti tra gli altri Riccardo Illy, Ettore Riello, Gaetano Marzotto, Luca Marzotto, Francesco Zonin, Giovanni Bonotto; Jane Alexander; Federica Sassaroli, madrine della serata; Roberto Zuccato, Lucio Izzi, Diana Saraceni, Caroline Corbetta, Gianluigi Ricuperati, Riccardo Luna, Massimo Russo, Luciana Delle Donne, a rappresentare l’e-

cosistema dell’innovazione italiana. Un appuntamento atteso, con una partecipazione che sfiora il migliaio di progetti provenienti da tutta Italia, 912 per l’esattezza, con Veneto (142) e Lombardia (136) in testa per adesioni; a seguire, il Lazio (98 proposte) e a pari merito, Puglia e Sicilia con oltre 60 start up ciascuna, a riscontro di un Sud attivo, in crescita, protagonista dello sviluppo economico del nostro Paese. Principali aree di interesse riscontrate per il Premio Impresa del Futuro nel settore agroalimentare (27%), ambientale (21%) e turistico (15 %); per il Premio per una Nuova Impresa Sociale e Culturale nell’ambito dei servizi alla persona (51%) e dei servizi culturali (30%); per il Premio dall’Idea all’Impresa nel settore web-digitale-new media (62%) e nel

Via A. Manzoni 17 - MONTEMERLO di CERVARESE SANTA CROCE (PD) Tel. 348 2559966 Fabio Ruffin

Consulenza pre e post adozione cuccioli Educazione del cucciolo Corsi di socializzazione Corsi di educazione di base e avanzata presso il nostro campo Consulenza problemi comportamentali Corsi personalizzati Metodo dog training relazionale

settore industriale (15 %). Il Premio si rivolge a tutti coloro - singoli soggetti, team, imprese che hanno una nuova idea imprenditoriale, in grado di generare una ricaduta economica e un impatto sociale positivo principalmente sul territorio italiano, con sede e base di sviluppo in Italia, ma capacità di crescita internazionale. Le idee proposte devono essere originali, innovative e attuabili, finanziariamente sostenibili o profittevoli. Per partecipare - ad Aprile 2014, l’apertura del prossimo bando - si deve inviare il progetto d’impresa tramite il sito www.premiogaetanomarzotto.it Per maggiori informazioni e approfondimenti: www.premiogaetanomarzotto.it

Associazione Centro Cinofilo

OLTRE LE NUVOLE


VERONA

Fiera Cavalli cORTINA

Per quattro giorni Verona è diventata capitale di tutte le attività sportive legate al mondo del cavallo: dalle uniche tappe nazionali della Longines FEI World Cup™ e Driving FEI World Cup™, al 26° Concorso Nazionale Pony e alla finale del Progetto Giovani 2013 del circuito FISE. Tornate anche le discipline western con il circuito di Barrel Racing, Pole Banding, performance di Team Penning e il primo Campionato Europeo Pony Western.

PH ENNEVI-VERONAFIERE

padova

Athina Onassis de Miranda

Vicenza

lto i Una tiepida serata d’autunno ha acco mail , oire Mem chez ti ospi i issim numeros che ra sand gazzino-atelier di Monica e Ales nno rida asia fant e o con tanto buon gust arre nuova vita a pezzi d’arredo vintage, alla na Vero da dy, tren più case le dando Sera ista l’art Sardegna. Ospite d’eccezione ance orm perf sua una fino Rudari che con i di Melive ha creato davanti ai tanti amic ra. ope sua la moire ROBERTA PICCIN

T reviso Natalia Estrada

Venezia

Marta Ortega Alvarez

Spalti gremiti all’inverosimile ed entusiasmo alle stelle hanno salutato la vittoria del tedesco Christian Ahlmann nel Gran Premio Longines FEI World Cup™ presented By Fixdesign con cui si è conclusa la tredicesima edizione di Jumping Verona, unica tappa italiana del più importante circuito di salto ostacoli indoor mondiale e terza del girone dell’Europa Occidentale. Il cavaliere tedesco, attuale numero tre del Ranking Longines FEI, è stato uno dei dodici cavalieri ammessi al barrage dopo aver chiuso senza penalità impegnativo e selettivo percorso tracciato dal direttore di campo, l’italiano Uliano Vezzani. Undici ring di gara e tre campi prova, 29mila metri quadrati di superficie dedicata, il 35% in più rispetto al 2012: per la sua 115a edizione, Fieracavalli si è trasformata nella più grande cittadella in Italia per gli sport equestri. Tutto per ospitare al meglio l’unica tappa italiana della Coppa del Mondo di salto ostacoli e i suoi protagonisti, tra cui ben otto cavalieri della top ten mondiale. Il Jumping Verona contenitore sportivo per eccellenza delle giornate veronesi, è diventato il fiore

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Chez Memoire

Eleonora e Nicole Berlusconi

all’occhiello di una fantastica tre giorni no stop di gare e competizioni, dove il gotha del salto ostacoli mondiale è di casa. Tra i protagonisti scesi in campo, ben otto sono i cavalieri che fanno parte della Top Ten della Longines Ranking List FEI, tra cui il britannico Ben Maher, numero 1 del Ranking, e lo svizzero Campione Olimpico in carica Steve Guerdat. Tra gli azzurri a gareggiare Luca Moneta, arrivato secondo la scorsa edizione. Non solo cavalieri al Jumping Verona ma anche 11 amazzoni tra cui Athina Onassis de Miranda e la spagnola Marta Ortega-Perez, figlia di Amancio Perez proprietario del marchio Zara. Per la prima volta il ring d’onore di Fieracavalli ha ospitato subito dopo il Gala d’Oro, anche il meglio del mondo degli attacchi con la Driving FEI World Cup™. Tra i protagonisti in gara l’azzurro Carlo Mascheroni e l’australiano Boyd Exell. È stato proprio quest’ultimo, campione del mondo in carica e quattro volte vincitore della Finale della Driving FEI World Cup™, l’ospite più atteso. ROBERTA PICCIN


PH Elisabetta Pedron

New Opening Aldo Coppola

Cocktail il 28 novembre a Verona per la tanto attesa apertura del nuovo salone Aldo Coppola. Un atelier che purtroppo il parrucchiere delle dive e vip di tutto il mondo non ha fatto in tempo a vedere realizzato, ma che da tempo desiderava aprire nel centro della città scaligera. “Il maestro Aldo, nel corso di uno dei nostri ultimi incontri, espresse uno dei suoi sogni irrealizzati: quello di aprire un salone Coppola nel bellissimo

centro di Verona” racconta il titolare Denis Zorzi, “Consapevoli di tale responsabilità, siamo fieri di aver aperto un salone all’altezza delle aspettative e in grado di fornire tutto il know how del mondo Coppola in materia di salute e arte del capello. Lo staff dell’atelier, in continua formazione, è gestito per la parte artistica dal sottoscritto e per la parte tecnica da Manuel Caleffi, mio socio in questa entusiasmante avventura.”

ALDO COPPOLA by Denis & Manuel Via Sant’Antonio 19 - VERONA Tel. 045 8601002 by.denis@coppola.it www.aldocoppola.it

Designspeaking Inaugurato il primo DESIGNSPEAKING STORE in centro a Verona, a pochi passi da piazza delle Erbe e da via Sant’Anastasia, nucleo creativo della città. Un negozio di 300 metri quadrati su due livelli dove poter trovare lampade, complementi d’arredo, accessori che parlano di design, marchi e designer con prodotti diversi per categoria merceologica, stile e filosofia, nell’ottica di limitare la concorrenza tra loro e di ritagliarsi un’identità distintiva sul mercato. Scelti per lo store, gli oggetti acquisiscono immediatamente anche l’opzione dell’e- commerce sul sito, parte del medesimo progetto, www.designmarket.it dove

sono già presenti alcuni noti e meno noti marchi di design e accessori. DESIGNSPEAKING STORE sarà anche punto di riferimento per trovare riviste internazionali di moda, arredamento e architettura, per partecipare a eventi e mostre, ma soprattutto per commissionare progetti d’illuminazione, di interni e arredi “su misura” nella sezione DESIGNSPEAKING BESPOKEN. ROBERTA PICCIN

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T reviso

news Nuova edizione Venezia di H-ACK FASHION

gotha

24 ore per sviluppare nuovi progetti di moda digitale, 400 ragazzi da tutta Italia e quattro aziende che hanno lanciato una “sfida” in ambito digitale: Diesel, Gruppo Mastrotto, Bottega Veneta e Lotto Sport.

A fine novembre H-FARM ha aperto le porte a più di 400 giovani provenienti da tutta Italia, ognuno con competenze diverse ma uniti da una grande passione comune: la moda e il digitale. Motivo dell’incontro? H-ACK, una maratona di 24 ore, questa volta dedicata interamente al settore moda e lifestyle, ideata da H-FARM per avvicinare il mondo dell’industria al mondo del digitale, affinché si confrontino e trovino insieme soluzioni innovative alle esigenze delle aziende. I meravigliosi Brand che hanno affiancato e lavorato assieme ai giovani partecipanti sono state: Diesel, Gruppo Mastrotto, Bottega Veneta e Lotto Sport. Brief complessi che li hanno messi davanti ad una grande sfida: Gruppo Mastrotto ha chiesto di trovare una soluzione digitale per la vendita e distribuzione dei propri prodotti; Lotto Sport di sviluppare un dispositivo che stimoli i bambini all’attività fisica quotidiana; Bottega Veneta di sviluppare una soluzione per la misurazione delle taglie e la profilazione completa del cliente, infine Diesel ha scelto un tema molto più ampio

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Dopo gli abbracci i sorrisi

chiedendo di immaginarsi la Diesel del Futuro. Si sono formati 30 team composti da giovanissimi studenti di moda e design, sviluppatori, designer e marketing specialist. Il contributo di ognuno è stato fondamentale per ideare un progetto che rispondesse alle esigenze dell’azienda e permettesse loro di entrare in contatto con community di professionisti. “E’ stata una bellissima esperienza all’insegna di idee, contaminazione e creatività. Ringrazio Diesel, Bottega Veneta, Gruppo Mastrotto e Lotto Sport, determinanti per la riuscita di H-ACK FASHION. Hanno trascorso il loro weekend con gli oltre 400 ragazzi arrivati qui da noi, si sono messe a disposizione dedicando tempo, energie ed una grande opportunità ai ragazzi.”- Dichiara Riccardo Donadon, fondatore di H-FARM Ventures - “Il settore moda è sempre più aperto e vicino alla conoscenza delle opportunità che offre la tecnologia. Questi due mondi si trovano, oggi più che mai, di fronte alla necessità di collaborare insieme per rivedere processi ed opportunità in chiave digitale.”

raccio Dopo il grande successo di “Se ti abb on gio viag il non aver paura”, che racconta lo tico, autis figlio il con the road di un padre a torn e i giall ai a torn s Erva io scrittore Fulv amato più ggio ona pers suo al tto attu sopr e con e riuscito, l’ispettore Stucky, alle pres In li. iesta inch nte una nuova e affascina to pres fa “Si cos, Mar y cos Mar breria per nza vaca una di ia stor la è ” atico Adri a dire Stucky, in Croazia, quella dell’ispettore mobile para inse sella partito da Treviso in si to pres ben che nza vaca tocicletta. Una infatti ce finis ista agon prot il o: giall di e ting scappa in un campeggio naturista, dove ci in uno ro lavo il a inizi ky il morto e per Stuc iera. carr sua della ti plica com dei casi più ti ab“Se di isti agon prot si stes gli e anch Ma Andrea braccio non aver paura”, Franco e a loro dell arci parl a Antonello, tornano ente. ttam dire o fann lo a volt sta vita, e que per ria Dal 20 novembre è infatti in libre In ti”. iden sorr Feltrinelli “Sono graditi visi onracc figlio e re pad questo nuovo libro o da tano la loro storia dall’inizio, partend prima era lui che llo que tutto da e co Fran bamdi diventare il felicissimo papà di un è che llo que onta racc si bino bellissimo. E bino bam sto que ndo qua o, dop successo erioso è rimasto intrappolato in un mist essere rà capi si o vortice che solo anni dop riscop o figli e re pad l’autismo. Insieme più lle que e anch à, colt diffi le ranno che e. A tremende, possono essere affrontat Andi esta richi la volte basta assecondare che re, alleg one pers rno drea di avere into o Son vita. della tivo posi lato al guardano co Fran i graditi visi sorridenti, appunto. Ogg delle ha creato una fondazione, I Bambini etti prog re uove prom per Fate, che lavora loro alle e stici auti bini bam ai a di assistenz l’esame famiglie. E Andrea ha appena dato di maturità.


Festa a sorpresa per Silvia Marangoni

PH Maristella Viotto

Gli XI di Marca celebrano il 10 titolo mondiale della campionessa di Oderzo.

Festa a sorpresa lunedì 18 novembre per la dieci volte Campionessa Mondiale di Pattinaggio Artistico Silvia Marangoni. Accompagnata dal marito Andrea Altinier, (addetto stampa del Presidente della Regione Veneto Luca Zaia), Silvia è arrivata al Ristorante la Finestra di Andrea Tarolo a Treviso e ha trovato gli XI di Marca che le hanno organizzato una festa a sopresa. Appena

entrata Silvia è stata accolta dalle note dell’Inno di Mameli, poi a seguire la suggestiva We are the Champion. Gli XI di Marca ed il loro Presidente Marco Varisco le hanno messo al collo una grande medaglia d’oro con tutte le firme oltre ad un mazzo di rose. Presenti al party Riccardo Pittis, gli ex ciclisti Marzio Bruseghin e Alberto Curtolo, Marco Varisco, Nicola Della Pietà Pina-

rello, Alessandro Fassina, Andrea Vidotti, Marco Zanatta, Diego Buso e tanti altri soci di XI di Marca. Dopo la cena Omar Bonsembiante con la sua chitarra ha dato il via alle canzoni goliardiche cantate da tutto il gruppo e da Silvia. E poi tante foto ricordo scattate da Maristella Viotto.

news Bortolussi con il Rotary a Ca’ del Poggio

gotha

Il popolare segretario della Cgia di Mestre ha parlato di fisco, finanza e Stato in una riuscitissima serata organizzata dal Club a San Pietro di Feletto. San Pietro di Feletto (TV), 14 novembre 2013 – Metti una sera a cena uno dei volti più popolari della scena economica italiana. Il Rotary Club Conegliano-Vittorio Veneto, unitamente al R.C. Conegliano e al R.C. Oderzo-Motta, con il presidente Oscar Soldà ha organizzato, al Ristorante Relais Ca’ del Poggio, a San Pietro di Feletto, un incontro con Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre. Tema della serata “Paradossi d’Italia: fisco, stabilità finanziaria, crescita economica”, un argomento di estrema attualità anche nel nostro territorio che vive un periodo di grande preoccupazione, stretto com’è tra crisi economica diffusa, difficoltà di bilancio statale, ma anche necessità di scelte coraggiose e nuove opportunità. Giuseppe Bortolussi, con la competenza e la capacità comunicativa che lo

hanno reso importante punto di riferimento in campo economico per tutti i media, ha intrattenuto il numeroso pubblico presente su temi quali la contrapposizione venutasi a creare tra dipendenti pubblici e mondo imprenditoriale sui provvedimenti necessari per uscire dalla difficile congiuntura economica, il livello di tassazione raggiunto in Italia (tra i più alti in assoluto ma che consente allo Stato, grazie a chi le tasse le paga, di compensare quanto perso con l’evasione), il mantenimento di sprechi e previsione di futuri tagli ai servizi al posto di una seria riduzione della spesa, i ritardi nelle infrastrutture e i tempi lunghi della giustizia che, accanto alla mancanza di una adeguata politica fiscale di sgravi per le aziende e un elevato costo dell’energia, impediscono l’arrivo di investitori stranieri in Italia e inducono

gli imprenditori italiani, che nonostante tutto si mantengono competitivi nell’export, a spostarsi per fare impresa in altri territori. ’iniziativa del Rotary Club Conegliano - Vittorio Veneto. Si inserisce nel più ampio progetto del Rotary International (organizzazione umanitaria nata nel 1905 negli Stati Uniti e che oggi conta circa 1.200.000 soci suddivisi in 34 mila Club presenti in tutto il mondo) che, oltre ad iniziative di sostegno alle popolazioni più svantaggiate e di supporto ad iniziative culturali e di conservazione del patrimonio artistico, promuove occasioni di dibattito per meglio comprendere il mondo che ci circonda, con le sue problematicità e i suoi rapidi mutamenti, contribuendo così alla dialettica e alla crescita dell’intera comunità in cui vive ed opera.

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Assenza ingiustificata Per tutto il mese di novembre decine di sagome gialle di donne hanno occupato i posti lasciati vuoti nei mezzi pubblici, negli uffici, nei cinema di Treviso da tutte quelle fidanzate, mogli, ragazze, che ora non ci sono più a causa di un marito possessivo, di un ex che non si è arreso alla fine di una relazione, o semplicemente di uno sconosciuto.

Prosecco Cycling

10 mila euro per la protezione civile borato Premiati i volontari che hanno colla ndece del to even dell’ ne zazio con l’organiz dodici dei i ssor asse e aci sind enti Pres . nale ne. Comuni coinvolti nella manifestazio

“Assenza Ingiustificata” è dunque il nome della campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne ideata da due trevigiane, Margherita Flaminio e Sonia Salton, con il sostegno di Terziario Donna di Confcommercio, del Comune di Treviso e della Commissione Intercomunale per le pari opportunità di Preganziol, Quinto, Casier, Casale. Una piaga - quella della violenza contro le donne - che non risparmia nessun territorio, tantomeno la Marca, che ha ancora freschi i ricordi di Denise, GianAngela, Iole e di molte altre trevigiane vittime di una violenza che continua a riempire le cronache dei giornali. Con questa sagoma di colore “giallo girasole” dalle propor-

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zioni di una donna vera si vogliono ricordare tutte quelle donne che non ci sono più, che sono appunto “assenti ingiustificate” in quello che poteva essere il loro ufficio, la loro scuola, il cinema, il mezzo che prendevano per andare al lavoro. La sagoma, che verrà utilizzata anche nei progetti educativi attuati dall’Azienda sanitaria nelle scuole superiori, per sensibilizzare i ragazzi sui temi delle differenze di genere e del rispetto, è a disposizione di tutti i soggetti interessati a farsi partecipi di una campagna che offre al territorio e alle Istituzioni una grande occasione di riflessione.

. Dieci, Una Prosecco Cycling da dieci e lode obbiaVald di to even dell’ ioni ediz le e com dieci E i. ogg dene, disputate dal 2004 ad tre da ta gna mpa acco come la cifra che, congno asse de gran sul a giav zeri, campeg nza, segnato, in segno di stima e riconosce ai to even dell’ e dal comitato organizzator o secc “Pro e. Civil ne ezio volontari della Prot ap0 1.70 i nto solta ifica sign Cycling non a pepassionati che per un fine settiman non nto l’eve dalano sulle nostre colline: ordell’ one pers 600 le esisterebbe senza hé perc o nan peg s’im che e ganizzazion piú iato, ntar volo il E lio. meg al a riesc tutto anche che mai di questi tempi, ha bisogno a vire inua cont per di incentivi concreti gno, asse dell’ a egn cons alla o, vere”, ha dett no ardi il sindaco di Valdobbiadene, Bern asli dag e aci Zambon, attorniato dai sind versati sessori degli altri 11 Comuni attra Valdi nto L’eve ing. Cycl ecco dalla Pros ioni, ediz i diec delle arco nell’ ene, biad dob iato ha contribuito alle attivitá di volontar 80 circa di siva ples com con una donazione di e unal com e zion istra min “L’am mila euro. essore l’ass ito egu pros ha – ne iade obb Vald Giorgio al Turismo e all’Agricoltura, Pietro Pronella to subi da sin Daví – ha creduto l’apessa in ndo tifica iden ing, secco Cycl ntava puntamento che meglio rapprese tanti i Con . torio l’identitá del nostro terri e anch e o, vent all’e o iscritti a fare da train tl’effe tto rido ha gia piog la no se quest’an che tiva partecipazione, abbiamo calcolato a dell 2013 ione l’indotto creato dall’ediz zo mez oltre ad onti amm Prosecco Cycling milione di euro.


Anche quest’autunno/inverno al Terrazze Ristorante Enoteca di Villorba ogni giovedì è cocktail party.

Gli AperiTime by Time To Lose Staff

L’Happy Hour & After Dinner più cool della città ha richiamato moltissimi ospiti, inoltre ha visto la presentazione della nuova “Maserati Quattroporte“, meravigliosa ammiraglia prodotta della casa del Tridente, la vernice della mostra “Seletti wears Toiletpaper – La Collezione” art. Maurizio Cattelan; “Eat artistically!” proveniente direttamente dal Design Shop del MoMA di New York in uno Special Event by Morandin Treviso. Alessandro Carli e lo staff Terrazze hanno allestito per le occasioni perfetti Cocktail Dinner, eccellenti in ogni proposta e che hanno soddisfatto ogni sorta di desiderio e “sfizio gastronomico” degli ospiti. Gli AperiTime proseguono fino al 19 dicembre, tutti i giovedì dalle 19:30, per poi concludersi con il tradizionale appuntamento “TTL XMas Party”.

Nuovo Presidente

del Panathlon Club Treviso

news

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L’Assemblea Elettiva del Panathlon Club Treviso ha eletto Andrea Vidotti nuovo Presidente e successore di Roberto Contento. Toccherà quindi a Vidotti guidare nel biennio 2014-2016 il club trevigiano che conta più di 60 soci e che ha come mission quella di trasmettere, valorizzare e difendere i valori dello sport. Andrea Vidotti, 48 anni, nato a Venezia ma residente a Treviso dal 2001, due figli Lorenzo e Beatrice, diplomato al Liceo Classico, Laurea in Economia e Commercio, Master in Diritto ed Economia dello Sport, è uno dei docenti del Master in Strategie per il Business dello Sport (organizzato da Università Cà Foscari e da Verde Sport) ed è Agente Fifa dal 1995. Fondatore e co-titolare con Piergiorgio Paladin di Ideeuropee, agenzia di Treviso con ufficio anche a Mi-

lano, di uffici stampa, pr, Digital pr, marketing della comunicazione, eventi. “Ringrazio i soci del Panathlon per avermi voluto come loro Presidente – ha dichiarato – sono onorato ed emozionato di essere il successore di Roberto Contento alla guida di un club prestigioso quale il Panathlon. Lo sport è sempre stato una componente fondamentale della mia vita, sia a livello personale che professionale, e a mio modo di vedere evoca passione, adrenalina, emozione, condivisione, lealtà, correttezza, cultura. Il motto del Panathlon è molto significativo “ludis jungit”: uniti dallo sport. La linea programmatica che intendo portare avanti sarà nel segno della continuità”.

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Kitch & Chic Grezzana (VR) - Grande festa a Villa Arvedi per i 10 anni di attività dell’associazione ATUTTOTONDO ONLUS, nata dall’idea di un gruppo di amici per aiutare i bambini meno fortunati del territorio. Tanti gli amici che la famiglia Arvedi ha voluto ospitare mettendo generosamente a disposizione la dimora e organizzando lo splendido buffet. La serata a tema “Kitch and Chic” ha visto sfilare gli ospiti nelle mise più improbabili e divertenti, in una serata che ha permesso di raccogliere fondi per l’associazione grazie a dei bellissimi premi donati da tante realtà locali. ROBERTA PICCIN

Carnival party

Venezia

Nuove risorse per l’AIRC

Venezia - Rilevante lo scopo del Gala benefico realizzato sul Canal Grande: cercare sempre nuove risorse per sostenere Borse di Studio e la Ricerca Oncologica nei laboratori del Veneto. La serata si è svolta nelle prestigiose sale del Westin Europa & Regina alla presenza di imprenditori del Nord Est, personaggi della cultura e dell’aristocrazia di varie regioni. Durante la conviviale si sono esibite le cantanti Chiara Civello, Diana Tejera e il DJ Alain Marceau. Oltre duecento i sostenitori che hanno applaudito l’intervento del Presidente del Comitato Veneto Vittorio Coin, il quale ha dato notizia che anche quest’anno, con i fondi raccolti sarà istituita una Borsa di Studio, destinata ad un giovane Ricercatore. Testimonial d’onore la principessa Bona Borromeo, in qualità di Vicepresidente Nazionale AIRC nonché Presidente AIRC Comitato Lombardia che ha sottolineato l’importanza della prevenzione. Il successo della serata si è avuto grazie alla consolidata collaborazione della catena ‘Starwood Hotel & Resorts’, alle quote di partecipazione di ciascun commensale e dai Partner: Alberto Bastianello, R. Fernando Caovilla, Capri Palace Hotel & Spa, Antonella Conti, Deutsche Bank Private W. Management, Valerio Fiori, Alessandro e Diego Gianaroli, Luca e Veronica Marzotto, Daniela Pagnan, Giorgio Polegato, Franco Sabbadin, Giorgio Spanio, Riccardo Tosato. KATIA ROSSI

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Asia d’Acquarone Carnival party

Asia con il papà Zeno d’Acquarone

Venezia

VERONA - Rientrata a Verona da qualche mese dopo 3 anni negli USA, il 18esimo di Asia d’Acquarone è stata l’occasione giusta per riunire i suoi più cari amici. Nella favolosa dimora di famiglia sulle colline veronesi, erano circa 120 gli elegantissimi giovani ospiti a festeggiare la diciottenne. A mezzanotte torta e fuochi d’artificio, con balli e risate fino a notte fonda. ROBERTA PICCIN

Franchina Fabrizio

TREVISO - Il 24 settembre è diventata 18enne Franchina Fabrizio, e ha festeggiato in casa circondata dall’affetto di papà Alessandro, la mamma Cristina, il fratello Gherardo e circa 150 amici, dai cugini Alvise, Giorgia, Fabio, Massimo e Nicolò, alle amiche del cuore Perla Riello, Matilde Agostini, Elisabetta Faldini e Angelica Parodi. Il menu era multietnico, long drink del mitico Giacomo, e tanta allegria.

Virginia Morassuti

PADOVA - Circa 150 amici, pochi adulti e tantissimi giovani, per il debutto di Virginia Morassutti. Una festa in casa magistralmente arredata tra mille candele e una lunga tavola per il buffet. Sushi realizzato a vista da cuoca giapponese, a mezzanotte taglio della torta. Il primo valzer con il padre Domenico, preso ad esempio dai giovanissimi che non hanno esitato a volteggiare. Felice mamma Marella, i fratelli Veronica e Paolo, e le amiche del cuore Eugenia Guarda Nardini e Marialaura Chiarelli.

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Elisabetta Faldini dovica Faldini

Giacomo Tonon, Lu e Andrea Rossi

La festeggiata con mamma e papà

TREVISO - E’ arrivato il momento tanto atteso: la maggiore età. Per festeggiare questa occasione la famiglia Faldini ha organizzato una splendida festa per la giovane figlia Elisabetta. La villa di famiglia a Lancenigo è stata trasformata in un fascio di luce. Più di duecento gli ospiti, in abito scuro gli invitati e in abito lungo le ladies. Elegantissima la festeggiata fasciata in un magnifico abito verde. Prestigiosa la cena trionfata con il taglio della grande torta seguito da un festoso brindisi e un lungo abbraccio tra Elisabetta, la sorella Ludovica e i suoi più cari amici. Poi tutti a ballare fino a tarda notte in un’ala della villa allestita a discoteca celebrando tutti insieme questo compleanno in grande stile. KATIA ROSSI

Giovanni Tenderini, Giovan ni Dassù, Leonardo Innoce nti, Francesco Calandri, Leonardo zanon, Alvise Cer ciello e Giacomo Tonon

Robert Bday

PADOVA - Robert Baltes è gioviale e sempre in prima fila. Ecco perché ha tanti amici e tantissime amiche, oltre un centinaio presenti al suo compleanno presso il wine bar Antonio Ferrari, location perfetta per brindare tra gusto e simpatia.

Ilaria Tormene, Francesca Pentimalli,

letti

Perla Riello, Elisabetta Faldini, Elisa Ange

Red Room Party

Bassano - Sexy mood, bella musica e tutti in Rosso. Questo è il diktat del Red Room Party, un evento che scaturisce da una festa in casa e si è trasformato in una delle ricorrenze più attese della stagione. Nato da un’idea di Stefano e Andrea Rosso, figli del patron di Diesel e di Andrea Bano e Claudio Bontorin, loro amici storici, è un party a tema: tutti vestiti rigorosamente di rosso, ingresso vietato a chi non rispetta il dress code e un invito ad una mailing selezionatissima di amici, vip, celebrites della moda e dj del momento. Quest’anno Stefano ha scelto di allestire tutta in rosso per l’evento, la sua casa di Bassano del Grappa, a Col Roigo, la prima storica location del party. La festa ha tra i suoi obiettivi principali quello di sostenere la fondazione Only the Brave, onlus impegnata in Italia e in Africa. Il risultato è un mix esplosivo di creatività e coolness che dà vita a party memorabili.!!! KATIA ROSSI


PH Nicola Bianchi

Il cuore dello sport Padova - Palazzo Giusti del Giardino, sede del Casino Pedrocchi, ha ospitato la sfilata che ha visto protagonisti campioni di ieri e di oggi, riuniti per raccogliere fondi a sostegno dell’associazione “Un cuore, un mondo” di Padova che ha inaugurato, da poco, il percorso “Un cuore in forma”, un progetto unico in Italia per far recuperare ai bambini, sottoposti ad interventi cardiaci, l’efficienza fisica, grazie alla professionalità di Giovanni Stellin e Ornella Milanesi. I piccoli pazienti sono stati i primi a

“scendere in pista”, lanciando in aria piccoli cuori di plastica rossi. Due campioni italiani, l’olimpionico di canottaggio, stella di punta della Canottieri Padova, Rossano Galtarossa con, a fianco, una spumeggiante Chiara Rosa, campionessa italiana del getto col peso hanno presentato la serata, ricca di brio e di vivacità.. Ecco i maratoneti Giovanna Volpato e Ruggero Pertile (circa 6.000 km, di corsa all’anno solo di allenamenti!); il presidente dei Petrarchi, Simone Brevigliero e

Caffè Diemme... per un sorriso

Per sostenere l’Associazione, Caffè Diemme ha voluto mettere a disposizione una speciale tela bianca, la sua tazzina di caffè, su cui i bambini ricoverati in Pediatria, grazie al supporto degli animatori volontari dell’Associazione, si sono divertiti a dipingere i propri sogni, con pennarelli e matite, diventando per un giorno piccoli “artisti”. Le tazzine “Un caffè per un sorriso” si trovano presso i bar e le caffetterie Caffè Diemme aderenti all’iniziativa - in confezioni singole al prezzo di € 5,00 - e ad ogni persona che acquisterà una tazzina verrà offerto, in segno di ringraziamento, un buon caffè Diemme. Le tazzine saranno acquistabili anche direttamente on line sul sito http://store.caffediemme. com/. È inoltre possibile scoprire l’intera collezione sulla pagina facebook di Caffè Diemme: www.facebook.com/DiemmeCaffe.

TeatrOrtaet Padova - Gli attori Carlo Bertinelli e Alessandra Brocadello presentano lo “Scrigno delle meraviglie”, un progetto- contenitore di una serie di manifestazioni che il duo si appresta a rappresentare, a cominciare dal Caffè Pedrocchi. La scenografia è sempre un luogo storico, caffè, palazzo, castello e casa: di volta in volta, danno voce e corpo al Petrarca e a Laura, a D’Annunzio e ad Eleonora, a Lucrezia e ad Alfonso. Nei loro spettacoli, gli attori accompagnano il visitatore, che li segue, stanza per stanza, attraverso la leggenda che circonda quelle vite, recitando poesie, pezzi conosciuti, rielaborazioni fatte da loro stessi. SI inizia al Caffè Pedrocchi dove il caffettiere Antonio Pedrocchi (la Brocadello) incarica l’architetto Giuseppe Jappelli (Bertinelli), di fare il più bel caffè della terra. Info: www.teatrortaet.it INES THOMAS

charit y

gotha

Lelio Lazzarini; la ginnasta Martina Caregnato, l’acrobata Anna Triglia e tanti piccoli e grandi atleti, promesse del domani: dietro di loro, 198 tra giovanissimi, ragazzi e signore che hanno indossato gli abiti di 12 negozi del centro. Tra il pubblico, c’era Barbara Degani, presidente della Provincia con la sua bambina e Lella Zanonato, moglie del ministro Flavio. Per il golf, hanno sfilato le campionesse di golf Stefania Grassetto con la figlia Carlotta. INES THOMAS

Christmas Bazaar

Padova - Giovanna, Cristina, Alessandra, Costanza, Elena, Paola, Maria Gabriella, Camilla e le altre cinquanta signore, designers, artigiane, manager, provenienti da tutta Italia, si sono ritrovate, per tre giorni, insieme, sotto le vetrate del San Gaetano, per partecipare, con i loro oggetti, le loro creazioni e produzioni, al tradizionale mercatino di Natale a favore della San Vincenzo De Paoli. Quello che piace, in questa occasione, è il binomio shoppingsolidarietà che sottolinea, ancora una volta, la bella abitudine padovana di coniugare il business con la generosità. Nelle bancarelle, c’era il meglio dell’artigianato italiano: alta professionalità, buon gusto, eccellenza sono parole che si ritrovano specchiate nelle tante “cose” esposte al San Gaetano, dalle giacche ai vestiti, dai bijoux alle stoffe, dalle ceramiche ai ferri battuti, dai vini agli olii alle creme. Sono andati a ruba i tortelloni e le marmellate, fatti a mano. INES THOMAS


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