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GOLF

Mensile – Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 – LO/MI

MENSILE | ANNO IV | N. 25 | GIUGNO 2014 | EURO 7

VIVI LE EMOZIONI DEL GRANDE GOLF

TODAY WWW.GOLFTODAY.IT

VITA DA CARRELLANTI

E SOGNI DA CAMPIONI

STORIE SUL GREEN

JFK E IL FILMINO MALEDETTO

ISSN 2039-7046

I DOLORI DEL GIOVANE MANNY

IL PARERE DI GRAPPASONNI

ROARING RORY Speciale US Open

TEMPO DI MAJOR E McILROY TORNA A RUGGIRE


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Rolex 02/06/14 14:04 Pagina 1


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l’editoriale

BENVENUTO, MASSIMO

Onorare la memoria di Maria Pia significa impegnarsi in un giornale sempre più ricco, curato e avvincente. Un obiettivo condiviso anche da De Luca, il nostro nuovo direttore D I

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E D E R I C O

osa potevo volere di più? Probabilmente neanche Maria Pia si sarebbe potuta immaginare che il “suo” magazine sarebbe stato, un giorno, diretto da un amico che fa parte della storia del giornalismo sportivo italiano. Massimo De Luca lo potete identificare con le serate divertenti accanto a Raimondo Vianello in Pressing Champions League o con la professionalità alla Domenica Sportiva, che dirigeva fino a pochi anni fa, con il mix di giacca/camicia/cravatta sempre elegante e mai banale, come è lui. Un grande professionista dello sport italiano, un malato di golf come noi, un vero Signore, e tanta simpatia romana. Qualche settimana fa, quando ho chiesto consiglio su chi avrebbe potuto sostituire Pia, la prima persona che mi fu nominata fu proprio Massimo. Rimasi un po’ perplesso: nonostante lo conosca da tanti anni e abbia con lui un rapporto schietto e sincero, la mia paura era che un professionista del suo valore, con un passato tra Gazzetta dello Sport, Mediaset, Rai e Corriere, non avrebbe voluto dirigere un appassionato - ma piccolo - giornale di golf. Ma la sua personale amicizia con Pia e la passione che gli abbiamo

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I L V A

trasmesso hanno immediatamente fugato i miei dubbi: ha accettato con gioia. Nella tragedia di questi mesi, abbiamo ritrovato l’entusiasmo per continuare il nostro progetto editoriale con ancor maggiore forza e professionalità. Un avvio di collaborazione che si sta rivelando entusiasmante. Forse è sempre così quando ci sono delle novità, o quando si attraversa un periodo triste e si vede un’ancora di fronte a noi. Tanto la scomparsa di Pia ci aveva lasciati sconvolti e sconsolati, quanto ci ha riempito di entusiasmo l’arrivo di Massimo, sotto la cui direzione realizzare un giornale sempre più bello, sempre più ricco, sempre più interessante, seguendo la linea creata dalle idee e dalla passione di Pia. Aggiungo che l’esperienza di De Luca in radio e in televisione non potrà che far crescere il valore della nostra WebTV e della nostra multimedialità. La parte “impertinente” o giovane della nostra produzione si potrà anche accompagnare alla professionalità di anni di esperienza davanti alla telecamera. Cari amici da questo mese inizia un nuovo ciclo per Golf Today nel solco tracciato dalla nostra amica Maria Pia. Sperando di saper migliorarci sempre e mantenere fede al suo modo speciale di raccontare il golf. u

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l’editoriale

GIOCANDO E SCRIVENDO, SCRIVENDO E GIOCANDO

Dalla passione in campo al lavoro in Redazione, dalla lotta con bogey e “x” all’impegno di guidare Golf Today per renderlo ancora più bello. Nel ricordo affettuoso di Maria Pia D I

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ioco, sport, passione, lavoro. Il mio rapporto con il golf si è sviluppato per passaggi successivi, in cui ognuno ha incluso il precedente, integrandolo. E adesso che l’Editore Federico Silva mi ha proposto di raccogliere il testimone da Maria Pia Gennaro alla direzione di Golf Today, la sensazione è che, ancora una volta, la circolarità delle vicende della vita abbia riaffermato la sua legge. Mi sono accostato al golf giocato, come via di fuga dallo stress del lavoro, lasciandomene subito rapire. Adesso che questo (presunto) diversivo diventa un impegno lavorativo importante, la sensazione è che il cerchio si chiuda. Specie se, come è auspicabile, le soddisfazioni figlie di questo nuovo, affascinante impegno riusciranno a compensare quel costante senso di inadeguatezza che si prova nel misurarsi con il golf giocato. Che, mettendoti sempre di fronte ai tuoi limiti, è un vero esercizio di maturità: sprona alla ricerca di un’improbabile perfezione ma, insieme, offre la misura precisa delle proprie capacità. Almeno a chi ha la consapevolezza di non rifugiarsi nei soliti alibi. Sono più di 40 anni (44, per la precisione) che ho la fortuna di vivere raccontando lo sport e gli sport, con una particolare attenzione al versante umano, alle vicende psicologiche che ogni sfida agonistica sottintende. È solo da 15 anni, invece, che ho avuto modo di esplorare e descrivere, sperimentandole su me stesso, le sensazioni che provano non tanto i campioni del Tour, modelli inarrivabili, ma quelli come noi che si misurano con i bogey e le “x”, non con i birdie e gli eagle. Quelli che, come molti ricorderanno, ho ribattezzato “neurogolfisti” o “carrellanti”. È stata un’esperienza interessantissima perché, per la prima volta nella carriera, mi son trovato a raccontare le gesta (ma sì, spendiamo

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questa parola) degli sportivi più veri, quelli che si dannano per pura passione. Giocando e scrivendo, scrivendo e giocando è stato facile realizzare che il golf, rispetto a tanti altri sport di cui mi ero occupato (praticamente tutti), ha una particolarità non comune: di avere un pubblico composto in misura quasi totale di praticanti. Chi guarda in tv il golf, chi legge le riviste specializzate non lo fa per tifo, come nel calcio ad esempio; lo fa per identificazione, proiettando su quello che vede o distillando da quello che legge ciò che vive sulla sua pelle. Chi ammira un gol di Messi o di Ronaldo, chi segue un Gran Premio di Alonso o di Vettel non pensa di poter imitare quei campioni. Tutti (in Italia) abbiamo dato un calcio a un pallone; tutti guidiamo un’automobile: ma non ci sfiora minimamente l’idea di poter replicare qualcuno degli exploit di quei campioni. Nel golf, invece, scatta il paragone: e con esso la speranza di poter copiare, se non i drive da 300 metri, almeno gli approcci che si stampano in asta. È su questa identificazione, più o meno ragionevole ma certamente intrigante, che Golf Today ha già puntato e ancor più punterà sotto la mia Direzione nella convinzione che, nell’era dell’informazione in tempo reale, un mensile specializzato debba soprattutto essere un compagno del gioco, più che una fonte di notizie, ormai reperibili quotidianamente, ad esempio, su Golftoday.it. Un amico del golfista, in pratica. Giocando e scrivendo, scrivendo e giocando era inevitabile che incrociassi presto Maria Pia Gennaro. Meno scontato era che, subito, ne nascesse un’amicizia vera come invece è accaduto, prima, durante e dopo il periodo che ci ha visto lavorare a stretto contatto nella stessa testata. Raccoglierne l’eredità è quindi un impegno e un onore, ma con una venatura di struggente malinconia. u m.deluca@golftoday.it GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 5


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ilsommario

Golf Today, Numero 25, Giugno 2014

70

47

78

82

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L’editoriale BENVENUTO, MASSIMO

Onorare la memoria di Maria Pia significa impegnarsi in un giornale sempre più ricco, curato e avvincente. Un obiettivo condiviso anche da De Luca di Federico Silva

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L’editoriale GIOCANDO E SCRIVENDO, SCRIVENDO E GIOCANDO

Dalla passione in campo al lavoro in Redazione, dalla lotta con bogey e “x” all’impegno di guidare Golf Today per renderlo ancora più bello di Massimo De Luca

12 14

The Starter RORY SPOSA SOLO LA VITTORIA L’opinione di... Ian Poulter “EHI, JORDAN, NON MI FAI PAURA!”

Aspettando Gleneagles, vi svelo un aneddoto di Medinah: sono stato “minacciato” da Air. Pensava di intimorirmi, invece mi ha esaltato. Alla fine, ci hanno rimesso gli americani

16

Il Tour di Silvio PROVACI ANCORA, MANNY

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L’opinione di... Gianluca Vialli IL NUOVO PREDESTINATO

Tornano a vincere gli europei, ma il nostro Matteo è ancora in crisi. Cosa aspettarci dal futuro? di Silvio Grappasonni

Jordan Spieth ha talento da vendere e il carattere giusto per sfondare. Che sia lui il prossimo Tiger Woods? a cura della Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport

20

L’opinione di... Paolo De Chiesa GENTE DA PODIO. E DA INFERMERIA

Tiger Woods e Lindsey Vonn sono la coppia più invidiata dello sport mondiale. Ma anche la più incerottata. Lei ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi, lui al Masters e all’US Open. Potrebbero fare ancora molto, infortuni permettendo

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L’opinione di... Giuseppe De Filippi SPORTIVI, GIOCATORI E ARTISTI

Se il golf sia maggiormente sport o gioco è una questione aperta e dibattuta da sempre. Che probabilmente non verrà mai risolta del tutto. Ma dobbiamo per forza definire ciò che, in ultima analisi, è semplicemente una manifestazione di arte?

6 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

24 33

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Il Senior Tour di Tino VOGLIO TORNARE IL ROOKIE DEL 2007

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Italian Pro Tour ALEXANDER A SORPRESA

47 SPECIALE US OPEN 48

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Golf Yesterday JFK E IL FILMINO MALEDETTO

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I dossier E ORA, BUONA VISIONE

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I dossier NONOSTANTE TUTTO, CE LA FACCIAMO

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Golfanatici DIABLO ANCHE SUL GREEN

PRIMENOVE

Notizie, eventi & curiosità dal pianeta golf

La Confraternita dei Carrellanti ORA ET MELIORA

Amici Carrellanti, vi presento la nostra nuova casa, qui su Golf Today. Sarà un piacere ritrovarsi mensilmente per raccontarci le nostre imprese. Ma facciamo prima un passo indietro, e ricordiamoci chi siamo di Massimo De Luca

ADAM E RORY, DUELLO A PINEHURST

Due nomi su tutti sembrano i più accreditati al secondo Major 2014. Senza, però, sottovalutare una concorrenza agguerrita. In un campo pieno di incognite di Stefano Cazzetta

UN MAJOR IN DIECI STORIE

Mickelson alla ricerca del Grande Slam, il dominio degli europei, la rinuncia di Woods, la difficoltà del campo... sono molte le questioni aperte che ci permettono di gustarci un grande torneo di Tony Dear

56

PER NOI ITALIANI QUESTO MAJOR È...

Tra esperienze passate e aspettative di oggi, i nostri campioni ci raccontano come vivono questo appuntamento. Dove, è opinione di tutti, è necessario un gioco perfetto e una testa da asceta di Chiara Griffa

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AND THE WINNER IS...

Ok, abbiamo voluto scherzare un po’. Ma non troppo: studiando le più recenti edizioni del Major, possiamo ridurre il field ai più probabili candidati al titolo di Stuart Hood

60

RITORNO AL PASSATO

Fairway ampi e niente rough. E sabbia incolta. Dopo il radicale intervento apportato, il percorso ha ripreso molte caratteristiche del progetto iniziale. E nel golf moderno è tutta una sorpresa di Peter Masters

Nel suo anno d’oro sul Senior Tour, Costantino Rocca ha conquistato due titoli e diversi secondi posti. Che ricorda con una gran voglia di ripetere quella stagione da favola di Costantino Rocca

Il giocatore inglese vince inaspettatamente l’Alps Tour Colli Berici. Buona, comunque, la prova degli italiani di Alessandro Rogato

Molti presidenti USA sono stati grandi giocatori. Kennedy fu il migliore di tutti. Un Super8 del suo swing era pronto per essere analizzato da Arnold Palmer. Ma... di Massimo De Luca

Allenare gli occhi per migliorare il proprio score sembra un’esagerazione. Eppure sono molti i giocatori che si rivolgono a un Centro specializzato nella Visual Sport Performance. Esistono esercizi particolari e mirati, che seguono un preciso protocollo. E funzionano di Peter Masters

La crisi economica ha avuto conseguenze pesanti anche sui tornei: meno sponsor e budget più limitati. È un problema che hanno tutti i Paesi, Italia compresa. Dove, però, sappiamo fare miracoli

Claudio Chiappucci sfodera in campo la stessa grinta che mostrava quando gareggiava in bici: un gioco d’istinto e sempre all’attacco di Savina Sciacqua

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La tecnica di Golf Today QUATTRO ESERCIZI PER UN PUTT VINCENTE

Sul green perdi colpi? Pochi suggerimenti sono sufficienti a ribaltare la situazione di Karen Stupples


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ilsommario 110

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104

88 92

MIDAMATEUR

Tappe di Arzaga, Gardagolf, Parco di Roma e Villa d’Este

I circuiti RACE TO MONZA

Prosegue il viaggio di Colmar lungo la penisola, alla ricerca dei migliori... di Paolo De Chiesa

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I circuiti SI GIOCA IN TANTI, SI VINCE TUTTI

Il Trofeo Lacoste è un punto di riferimento del calendario. E i molti partner del Coccodrillo permettono così tanti premi che nessuno rimarrà a mani vuote di Paolo De Chiesa

96

I circuiti GENTE CHE CONTA

Banca Generali Private Banking conferma per l’ottavo anno il suo circuito di Invitational. Con una grande novità, che si chiama Giorgio De Filippi di Chiara Griffa

98

I circuiti SOTOGRANDE, ARRIVIAMO

Maggio ha incoronato altre sei squadre che si sfideranno a La Bagnaia per proseguire nel percorso di selezione che porta in Spagna... di Cristiano Carrera

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I circuiti UN MESE TUTTO ROSA

Le gare dell’Associazione delle Ladies italiane proseguono il loro viaggio lungo la penisola. Tra riunioni, tanto golf e le parole del presidente federale, Franco Chimenti

102

Le gare SLANCIO DI VITA

La Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup ha celebrato la sua XI edizione, con cui finanziare la ricerca scientifica. Terminato l’evento, resta l’intento: è attivo un sms solidale per contribuire nella raccolta dei fondi di Giorgio Lamperti

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I viaggi di Golf Today FIRME PRESTIGIOSE PER UN GIOCO EMOZIONANTE

Quattordici avvincenti campi, disegnati dai migliori progettisti, immersi in antiche pinete e affacciati su un mare scintillante: è la promessa della regione di Antalya, sulla costa meridionale della Turchia di Laura Piras

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I Viaggi di Golf Today MILLE SEDUZIONI INTORNO A 18 BUCHE

Da nord a sud, dal deserto al mare: relax, benessere, sport, natura, cultura e tradizioni assicurano una vacanza davvero completa a ogni golfista. A meno di due ore dall’Italia

8 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

112

I resort MARRAKECH, GOLF DA RE

Club Med La Palmeraie ha accolto il nostro “inviato speciale” in un contesto da sogno... di Paolo De Chiesa

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SHOWROOM

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Grinta ed eleganza, energia e classe: si vince così. In campo e fuori

L’ATTREZZATURA LA VETRINA

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134

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136

I progetti QUI ITALIA. QUI MONDO

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Benessere TRE ALLEATI PER IL TUO GIOCO

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Il preparatore atletico SFERA MAGICA

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Club Fitting QUESTO GIOCO VA DI MODA

144

Correva l’anno 1980

Paese in forte espansione e classica meta del turismo golfistico, il Marocco propone un nuovo complesso residenziale con annesso un fantastico campo da golf: il Lixus Marina Golf Resort di Valerio Ventura

Il golf vissuto come sport, location ed elemento fondamentale della destinazione turistica: con International Golf questa opportunità diventa finalmente una reale occasione di sviluppo anche nel nostro Paese

Un buon risultato è fatto anche di dettagli, come un apporto di nutrienti che migliorino energia, forza e concentrazione

La fitball è un attrezzo molto utile per il golfista perché gli permette di migliorare bilanciamento e torsione. Due qualità su cui si costruisce lo swing di Sergio Manenti

Da “Golf e non solo” sono disponibili l’abbigliamento più trendy e gli accessori più glamour per salire sul green

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Mensile - Anno IV, Numero 25 - Giugno 2014

GOLF TODAY www.golftoday.it

Direzione e redazione: Via Piero della Francesca 51 - 20154 Milano tel. 02.31830101, fax 02.31830115, e.mail: redazione@golftoday.it Direttore Responsabile: Massimo De Luca (m.deluca@golftoday.it) Redazione: Chiara Griffa (c.griffa@golftoday.it), Alberto Zampetti (a.zampetti@golftoday.it) Art Director: Andrea Mantica (www.emmegrafica.mi.it) Special Contributors: Paolo De Chiesa, Silvio Grappasonni, Ian Poulter, Costantino Rocca, Karen Stupples, Gianluca Vialli. Hanno collaborato: Stefano Boni, Cristiano Carrera, Stefano Cazzetta, Gianni Davico, Lorenzo Dallari, Guido de Liguoro, Tony Dear, Giuseppe De Filippi, Stuart Hood, Giorgio Lamperti, Paul Mahoney, Sergio Manenti, Peter Masters, Cristina Navotti, Laura Piras, Alessandro Rogato, Savina Sciacqua, Valerio Scorza, Silvia Valli, Valerio Ventura. Responsabile viaggi e turismo: Roberto Rocca Rey Fotografie: Luca Brambillasca, Stephen Davison, Tania Fiorina, Henrik Hansson, Getty Images, Pacemaker Press, Pentaphoto, Giovanni Rolandi (illustrazione Carrellanti), Claudio Scaccini. Fotografia di Copertina: Getty Images Marketing e Comunicazione: Claudia Murri (c.murri@golftoday.it) Web Content Manager: Alessandro Bellicini (a.bellicini@golftoday.it) Stampa: Tiber S.p.A. Via della Volta 179 - 25124 Brescia, tel. 030.3543439, fax 030.349805 Distribuzione: SO.DI.P. “Angelo Patuzzi” S.p.A. Via Bettola 18 20092 Cinisello Balsamo (MI), tel. 02.660301, fax 02.66030320 Abbonamenti Utilizzare il modulo di richiesta posto all’interno. L’abbonamento verrà attivato a partire dal primo numero utile successivo alla data della richiesta. Gli abbonamenti possono avere inizio in qualsiasi periodo dell’anno. L’Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione ai sensi dell’art. 7 del D. leg. 196/2003, scrivendo a: Golf Today, Via Piero della Francesca 51 - 20154 Milano. Arretrati Costo arretrati a copia: il doppio del prezzo di copertina. Prima di inviare i pagamenti, verificare la disponibilità delle copie arretrate al numero 02.31830101. La richiesta contenente i dati anagrafici del richiedente dovrà essere inviata via mail a redazione@golftoday.it, oppure via posta a Golf Today, Via Piero della Francesca 51, 20154 Milano, dopo avere effettuato il pagamento mediante bonifico bancario intestato a Editoriale Amen Corner S.r.l. c/o Banca Passadore IBAN IT54N0333201600000001112684 (inviare copia della distinta insieme alla richiesta).

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Via Piero della Francesca 51 - 20154 Milano. tel. 02.31830101 Capotestata: Franco Fossati (f.fossati@golftoday.it) Editore

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Crediti: Golf Today utilizza parte dei materiali editoriali di Golf World e di Today’s Golfer, pubblicati da Bauer Consumer Media, UK. Golf Today è un marchio registrato Editoriale Amen Corner S.r.l. Tutti i diritti sono riservati sia in inglese sia in italiano. Tutti i marchi relativi alle Testate citati nella rivista sono di proprietà delle rispettive Case. Published and distributed by Editoriale Amen Corner S.r.l. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta in alcun modo, in ogni genere o linguaggio, per via qualsiasi tipo di sistema meccanico, elettronico o di memorizzazione delle informazioni, senza previa autorizzazione scritta da parte dell’Editore, a eccezione di brevi passaggi per recensioni, purché con obbligo di citazione della Testata. Nomi e marchi protetti sono citati senza indicare i relativi brevetti o registrazioni. Manoscritti, dattiloscritti, articoli, fotografie, disegni, anche se non pubblicati, non si restituiscono.

foto Getty Images

Complimenti a Nino Bertasio (qui in un’immagine di repertorio), che ha vinto l’Open de St. François-Region Guadeloupe. È la sua prima affermazione sull’Alps Tour e la terza in carriera. Subito dietro, un brillante Giorgio De Filippi.

Il contenuto di quest’opera, anche se curato con scrupolosa attenzione, non può comportare specifiche responsabilità per involontari errori o inesattezze o per un uso improprio delle informazioni contenute. Gli Autori e l’Editore non potranno in alcun caso essere ritenuti responsabili per incidenti di qualsiasi natura o conseguenti danni che derivino o siano causati dall’uso improprio delle informazioni contenute. Per questa pubblicazione l’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’art. 74, I comma Lettera C del DPR n. 633/72 e successive modifiche. Esente da bollo Art. 6 II comma Dpr 642/72. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in Legge 27/02/2004 nº 46) art. 1, comma 1 - DCB Milano

Registrazione al Tribunale di Milano con il numero 85/2011 del 10.02.2011, ISSN: 2039-7046


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12 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014


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RORY SPOSA SOLO LA VITTORIA

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Richard Heathcote – Getty Images

i che pasta fosse fatto Rory McIlroy lo avevamo già capito nel 2011 quando, dopo tre giorni spavaldi, buttò via il Masters con un quarto giro da pivello. Quattro colpi di vantaggio che si trasformarono in un imbarazzante 80 al termine, roba da campioni del mondo di tracollo. Nonostante la legnata, al Major successivo, l’US Open, infila di prepotenza quattro giri sotto il par: non ce n’è per nessuno. Il nord irlandese, insomma, sa uscire bene dalla burrasca. E burrasca c’è stata (montata ad arte anche dai media) alla vigilia di Wentworth, quando “Rors” ha voluto rimangiarsi in mondovisione la promessa di matrimonio con Caroline Wozniacki, scatenando una ridda gossippara che con il gioco c’entra poco. “Erano una coppia così bella”... Appunto, “erano!”: incurante di tutto (proprio come al Congressional 2011), al BMW PGA Championship McIlroy riesce a sfoderare una calma serafica impensabile solo tre giorni prima, con cui infilza le velleità di Thomas Bjorn (in testa per tre giri, terzo alla fine) e compagnia cantante. u

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l’opinionedi... Ian Poulter

“EHI, JORDAN, NON MI FAI PAURA!”

Aspettando Gleneagles, vi svelo un aneddoto di Medinah: sono stato “minacciato” da “Air”. Pensava di intimorirmi, invece mi ha esaltato. Alla fine, ci hanno rimesso gli americani

HO RITROVATOIL MIO SWING

Per la gran parte della prima parte di quest’anno, ho giocato male, trovando difficile tenere la palla in gioco, specialmente dal tee. Poi, a metà della settimana dell’Arnold Palmer Invitational a Bay Hill (una delle poche gare che riesco a giocare rimanendo a casa), mio figlio di due anni Joshua è voluto venire a dare un’occhiata al mio simulatore, nel mio studio di golf. Gli ho concesso di colpire qualche palla e poi, quando si è annoiato, ho deciso di farlo io. Qualcosa si è mosso lentamente e all’improvviso il mio swing è diventato molto migliore; tant’è che ho concluso la settimana primo nelle statistiche di Driving Accuracy e secondo in quelle di Green in Regulation.

La leggenda del basket USA Michael Jordan a Medinah, in mezzo a Davis Love III e Fred Couples. Il cestista è un grande appassionato di golf ed è un discreto giocatore.

È

fantastico pensare che ormai mancano meno di quattro mesi alla Ryder Cup di Gleneagles. Sembra ieri che stavamo esultando e festeggiando sull’ultimo green di Medinah. Ho ancora bene chiari in mente gli incredibili fourball del sabato pomeriggio, quando Rory e io abbiamo fatto birdie nelle ultime sei buche e abbiamo cambiato il destino di tutto il match. Quando siamo usciti dal tee box della 13 due sotto, ricordo di aver visto la leggenda Michael Jordan dentro le corde. Stava agitando il suo enorme indice verso di me, con una faccia che sembrava dire: “Stavolta vi freghiamo”. Ricordo di aver pensato: “E adesso? Io, piccolo golfista, e questa grandiosa leggenda del basket che sta cercando di farmi perdere la concentrazione”. Ho pensato a quante volte, sotto canestro, per tanti anni, Jordan abbia fatto la differenza, tiro dopo tiro. E, paradossalmente, questo mi ha dato la forza di imbucare quei putt negli ultimi cinque green. Ho deciso che non gli avrei più permesso di invadere il mio spazio. Stava 14 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

giocando la sua partita di basket: ma era nel mio campo! Ci stiamo avvicinando alla parte cruciale della stagione e ciò che accadrà nei prossimi mesi deciderà la composizione dei due team che si troveranno in Perthshire. Il nostro sport è unico, perché i suoi quattro Major si giocano in un periodo di appena 18 settimane (rispetto, per esempio, al tennis, che ha il suo primo “Major” in Australia a gennaio e il suo ultimo a New York in agosto), e tutti i più grandi giocatori strutturano i loro calendari intorno alla ricerca della vetta in quelle 18 settimane. Di recente Patrick Reed ha affermato che a Gleneagles vorrebbe essere il “Poulter della squadra americana”. Reed ha sicuramente quella sorta di determinazione aggressiva con cui sono stato etichettato in passato; ma io non ho vinto gare del PGA Tour a 23 anni. Quando ha raccontato che pensava di essere uno dei migliori cinque al mondo (e invece era 20mo nel World Ranking) ha scatenato uno scalpore che lui stesso ha poi definito “divertente”. So per esperienza che fare questi commenti - anche se ci credi veramente - è un gioco pericoloso. u

BENVENUTACHARLEY

È stato grandioso che la talentuosissima Charley Hull mi abbia raggiunto come pro del Tour al Woburn Golf Club. Ho conosciuto Charley molti anni fa, ed è sempre stata molto motivata. È professionista da poco più di un anno, è arrivata seconda nelle sue prime cinque gare da pro (un record!) e si è assicurata la prima vittoria in Marocco, dopo un play off a eliminazione diretta. Come a me, a Charley piacciono le sfide testa-a-testa dei matchplay e di conseguenza sembra trovare una marcia in più quando si tratta di gare a squadre. È stata parte della squadra di Curtis Cup 2012 a Nairn, quando aveva solo 16 anni; eppure ha vinto i suoi singoli 5&3, aiutando il suo team a vincere 10½ - 9½. E poi, un anno dopo, è diventata la più giovane giocatrice di sempre a entrare in Solheim Cup, dove è stata una delle star dello show della squadra europea di Lotte Neumann, che ha umiliato le americane 18-10. È stata la prima volta che una squadra europea di Solheim ha vinto in terra straniera, nella 23ma edizione dell’evento; e Charley ha battuto con enfasi la grande Paula Creamer 5&4 nei singoli (prima che l’americana le chiedesse di autografarle una pallina). Non capita spesso che io predica grandi cose sui giovani golfisti, perché il nostro gioco è, per sua stessa natura, altamente imprevedibile. Ma penso davvero che Charley diventerà presto una plurivincitrice su entrambi i tour. Benvenuta in squadra, Charley.


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Foot Joy 03/06/14 16:33 Pagina 1

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Tornano a vincere gli europei, ma il nostro Matteo è ancora in crisi. Cosa aspettarci dal futuro? D I

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inalmente sono tornati a giocare bene tutti i golfisti europei di un certo livello: Luke Donald, Lee Westwood, Martin Kaymer, Rory McIlroy. Anche Francesco Molinari sta facendo bene. L’unico in affanno, in previsione della Ryder Cup, è Ian Poulter, che si è anche fatto male. Fa piacere vedere che finalmente tutti quelli che avevano fatto molto bene nel 2010 e 2011, cioè gli eroi di Ryder e gli ex Numeri Uno, stanno tornando ai massimi livelli. Meno male, perché c’è stato un attimo di “vuoto”, in questo momento senza Tiger e con Matteo un po’ in difficoltà, di poche emozioni, con tutti questi ragazzotti americani alla Jimmy Walker che stanno vincendo ma, ad eccezione di Spieth, sono anonimi. Tiger manca moltissimo, e si vede anche negli USA dal calo di audience in tv. Mancava anche Rory, che ha registrato alcune Top 10, ma, come ha detto lui stesso, senza mai essere in lotta; arrivava da dietro nel weekend quando ormai era già fuori gara. Certo, arrivare tra i Top 10 vuol dire che giocare bene. E lui l’ha dimostrato. È un giocatore talmente forte che, quando tutto gira per il verso giusto, diventa straordinario. Per me, potrebbe in parte rimpiazzare Tiger. Senza Rory, Tiger e Matteo, il panorama è piuttosto piatto. A parte Spieth, quelli come Patrick Reed, Harris English, Webb Simpson e anche Matt Kuchar (che è un giocatore pazzesco) anche se vincono non trasmettono grandi emozioni. È un periodo di ricambio generazionale e bisogna accontentarsi di questo, soprattutto in America. In Europa, invece, se tornano a giocare bene Westwood & Co. siamo a posto. *** Sono contento che Adam Scott sia Numero Uno, è un bel ragazzo e gioca bene. Ma per me resta un forte Numero Due che non può rimpiazzare Tiger. A proposito di numeri due, aspettiamo che torni a giocare bene Henrik Stenson, ma non sarà facile dopo l’anno che ha passato; è difficile 16 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

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tornare a quei livelli, ma prima o poi ce la farà. E aspettiamo che ritorni a giocare bene anche Matteo Manassero. In questo momento sta vivendo una situazione complicata. Può capitare un periodo “no”, fa parte del golf, specie per chi, come lui, non ha mai avuto una crisi da quando gioca. Purtroppo il suo calo salta di più agli occhi, perché i giocatori italiani di altissimo livello sono pochi. Gli spagnoli o i francesi sono tanti, si alternano e stanno facendo bene tutti. Per me è una crisi a metà tecnica e a metà fisica, perché Matteo sta crescendo e il suo corpo sta cambiando. Tutte queste cose ti condizionano, perché perdi le tue certezze quando vai in campo. Ma l’importante è continuare a lavorare nel verso giusto ed essere convinti di quello che si fa. Matteo fuori dal campo ha una mente molto lucida e analizza in maniera straordinaria quello che succede; non prende mai decisioni d’impulso. Sono convinto che molto presto tornerà a giocare bene. Adesso sta tirando storto e su campi come Wentworth va in difficoltà. Sbaglia tanto, con bogey, doppi e tripli; una cosa che uno del suo calibro non dovrebbe mai fare. Sbaglia tanto soprattutto dal tee, come dicono i suoi numeri, ma bisognerebbe vederlo meglio in campo per dare un giudizio più obiettivo. La sua grande lucidità però lo tirerà fuori. Non credo sia un problema di materiali, quello ormai l’ha superato. Infine, non bisogna sottovalutare la responsabilità di essere il campione in carica; tutti si aspettavano una sua grande prestazione e la pressione a Wentworth è aumentata. *** Chicco nell’ultimo mese ha fatto benissimo, in America ha avuto ottimi piazzamenti (sesto al The Players) anche se poi in Spagna ha giocato male nel week end. A Wentworth ha giocato ad

alti livelli ma si sa che quel campo gli piace (negli ultimi anni è arrivato settimo, nono e settimo) perché adatto al suo tipo di gioco. Francesco gioca molto bene sui campi difficili perché sbaglia poco, ma gli manca un pizzico di cattiveria. La sua qualità di gioco è fantastica ma potrebbe avere quella convinzione in più. Poteva vincere a Wentworth, ma avrebbe dovuto fare una super prestazione contro gente come Bjorn che ha fatto il fenomeno fino al terzo giro. Comunque, è sicuramente tra i 15 migliori al mondo come colpitori di palla. *** Un ultimo commento sul gioco lento: è allucinante. È inaccettabile impiegare più di cinque ore in tre per fare 18 buche, come è successo sia in Spagna che a Wentworth. Devono fare qualcosa, non si può andare avanti così! Altro che bando del puttone: equipaggiamento libero per tutti ma penalità per chi gioca lento. Dovrebbero preoccuparsi solo di questo, tutto il resto è inutile. Secondo me contribuisce a questo andazzo l’avvento dei “motivatori”, con i loro metodi di visualizzare i colpi e le routine per massimizzare la performance: cose che, a gioco lungo, ti “fondono”. Cinque minuti per tirare un colpo sono troppi, questi giocatori fanno bene 13 buche e poi scoppiano perché non hanno più testa; oppure giocano bene una settimana e poi non passano il taglio per quattro. Giocano in modo troppo artificiale. Ok la visualizzazione, ma senza esagerare. Ci sono anche altre cause: sono al limite come numero di giocatori e i campi sono sempre più difficili e lunghi con tanti trasferimenti. Ma la ragione principale è che a chi gioca lento non succede nulla. Le multe servono a poco. Uno o due colpi di penalità, inflitti con maggior frequenza, sono l’unico deterrente possibile. u


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l’opinionedi... Gianluca Vialli

IL NUOVO PREDESTINATO

Jordan Spieth ha talento da vendere e il carattere giusto per sfondare. Che sia lui il prossimo Tiger Woods? A

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i è mai capitato di sentir parlare molto bene di un giovane atleta, di vederlo giocare e di pensare: “Mamma mia, questo è davvero un predestinato”? Ricordo qualche anno fa, quando stavo guardando in tv una partita di una delle mie squadre preferite: il Manchester United. A Old Trafford i diavoli rossi incontravano il Bolton. Al 16mo del secondo tempo, sul punteggio di 1 a 0 per l’United, entra in campo un ragazzino longilineo con le meches, un po’ di acne e l’atteggiamento di chi pensa di essere il più forte. Risultato finale: Manchester United 4 - Bolton 0 e premio di “man of the match” al giovane esordiente, Cristiano Ronaldo. Il resto, come si dice in questi casi, è storia. Ho avuto la stessa sensazione vedendo giocare Jordan Spieth al Masters e poi, il mese scorso, al Players Championship. La leggerezza con la quale si è imposto ai vertici del golf mondiale, la serenità con la quale ha assorbito la pressione di competere per la vittoria e la maturità con la quale legge le situazioni di gioco rendono quasi obbligatorio pronosticare al ragazzo una carriera formidabile. Un paio di statistiche interessanti: Jordan ha giocato le prime 58 buche del Players a Sawgrass (avete presente la difficolta del campo?) senza fare bogey, mentre le buche giocate senza i “maledetti” tre putt sono state (non sto scherzando!) 123. Miglior rookie nel 2013 è passato, in un anno, da 807mo a numero 10 del ranking mondiale. A soli 20 anni. È affascinante osservare il rapporto professionale che lo lega al suo caddie ed ex maestro elementare 18 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

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Spieth e il suo caddie Michael Greller. Insieme seguono una strategia quasi militare di OODA.

Michael Greller. Con lui, prima di ogni tiro, analizza la situazione, sceglie tipo di colpo e bastone e poi, con grande freddezza, esegue. In gergo militare, questa tecnica è chiamata OODA: Osserva, Orienta, Decidi, Agisci. Se anche noi dilettanti avessimo la lucidità, prima di estrarre il bastone dalla sacca ed eseguire il tiro, di ragionare un po’, sicuramente giocheremmo un golf migliore! Quando a Tiger hanno chiesto di quale tra le sue qualità andasse maggiormente fiero ha risposto: “consistency”, che in italiano, nel linguaggio sportivo, si traduce in solidità, costanza, continuità. In altre parole, la capacita di esprimersi al massimo delle proprie possibilità non solo nelle grandi occasioni ma ogni volta che si scende in

campo. E per farlo, il talento, che pure è fondamentale, non basta. Ci vuole anche il carattere. Il talento ti permette di vincere, ma è il carattere che ti fa vincere ancora. Il giocatore di talento (scrivo da allenatore) vince una partita, il giocatore di carattere vince il campionato. Perché non c’è efficacia senza disciplina e non c’è disciplina senza carattere. Quello di Tiger Woods e di Jordan Spieth. A fine maggio si è disputato a Wentworth, vicino a Londra, il BMW PGA Championship. Il nostro Matteo Manassero, campione in carica, non è purtroppo riuscito a passare il taglio. Ha vinto, grazie a un ultimo giro da urlo, Rory McIlroy. Il giovane nord irlandese durante la conferenza stampa del mercoledì che precede l’inizio del torneo aveva annunciato al mondo, con profonda tristezza, la fine del rapporto con la fidanzata e promessa sposa, la bella tennista Caroline Wozniacki. Tutti a consolarlo, naturalmente, a sussurrargli parole di conforto, a dirgli che sì, è dura, ma poi un giorno passerà. E lui che fa? Con un crescendo impressionante annichilisce gli avversari e, in rimonta, trionfa, portandosi a casa la coppa. Meditate, amici golfisti, meditate... E buon gioco a tutti. u


Odyssey 02/06/14 14:00 Pagina 1

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020_Opinione_DeChiesa_OK 03/06/14 10:40 Pagina 20

l’opinionedi... Paolo De Chiesa

GENTE DA PODIO. E DA INFERMERIA

Tiger Woods e Lindsey Vonn sono la coppia più invidiata dello sport mondiale. Ma anche la più incerottata. Lei ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi, lui al Masters e all’US Open. Potrebbero fare ancora molto, infortuni permettendo

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l gossip non mi ha mai ispirato, tanto meno sono interessato al rapporto sentimentale tra Tiger Woods e la campionessa di sci Lindsey Vonn, se non per i benefìci mediatici fruibili dalla presenza dello sportivo più ricco e famoso del pianeta nel parterre di una discesa di Coppa del Mondo, come in Val d’Isere lo scorso dicembre. Tiger era arrivato in Francia per essere vicino a Lindsey in un momento difficile della sua carriera, tra l’altro rendendosi simpatico e alla mano con le atlete e il loro entourage, nonostante l’assalto soffocante di giornalisti e TV, soffermatisi a lungo sulla sua imperscrutabile espressione al traguardo. Per la cronaca, di fronte all’impassibile fidanzato, la fuoriclasse statunitense si è arresa a metà gara, accasciandosi con un urlo straziante dopo l’improvviso cedimento del ginocchio destro, rieducato a tappe forzate in seguito al tragico incidente nel superG dei Mondiali di Schladming, dieci mesi prima. I due super campioni si erano allenati insieme durante l’estate, sottoponendosi a carichi di lavoro che, a quanto pare, Tiger non aveva mai sperimentato prima di incontrare la regina dello sci, suo alter ego in gonnella, vincitrice di cinquanta gare di Coppa del Mondo, tre Coppe assolute, campionessa mondiale e olimpica, superstar che se non ha ancora battuto tutti i record - impresa incompiuta anche dal suo amato nel golf poco ci manca! Tiger è al palo, per rimanere in tema di sci, bloccato da un intervento alla schiena di microdiscectomia, per evitare lo schiacciamento di un nervo: se Lindsey 20 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi di Sochi, Tiger ha dato forfait al Masters di Augusta, l’Olimpiade del green. E poi all’US Open di Pinehurst. Non sono sorpreso dei problemi fisici di Tiger, colui che più di ogni altro, quando gioca, dà l’impressione che il golf sia sport vero, imperniato su un movimento, il suo inimitabile swing, di inaudita violenza, nonché di elasticità e forza muscolari scandite da sincronismi al centesimo di secondo: uno spettacolo sportivo straordinario che, se venisse a mancare,

una caduta rimasta nel cuore e negli occhi di chi l’ha vista frantumarsi “agghiacciando”, più che atterrando, su quel maledetto salto di Schladming. La sua carriera è a rischio, anche se Lindsey si sta sottoponendo a un tour de force mostruoso pur di rientrare ai prossimi Mondiali di Vail, Colorado e, perché no?, regalare a Tiger spettatore una medaglia tutta per lui. Parimenti, molte incognite pendono sul futuro di Woods. Se Lindsey non dovesse farcela, darebbe addio allo sci a trent’anni, 3 o 4 anni prima della soglia attuale di longevità agonistica nello

costerebbe al mondo del golf milioni e milioni di dollari in diritti TV, sponsorizzazioni e spettatori! Anch’io faccio parte della schiera dei seguaci ammaliati da Tiger che, se non c’è, si addormentano senza riuscire a vedere le ultime buche di un Major: Tiger... mania! Nello sci, invece, tutti sono vulnerabili, appesi alla spada di Damocle di un infortunio, in agguato a ogni curva. Pensate che la Vonn, Kildow prima di sposarsi, si era fatta fuori i legamenti di un ginocchio con quel cognome, rincarando la dose in

sci femminile; invece Tiger, che di primavere ne ha 38, se non se la sentisse di martoriare schiena e ginocchio più volte operato, si fermerebbe molto prima del dovuto, visto che a 46 anni il suo rivale a distanza Jack Nicklaus vinse ancora un Major e l’immarcescibile tedesco Bernhard Langer, a quasi 57 anni, ha fatto top ten al recente Masters. Non si sa se, come e quando Tiger tornerà; ma sappiamo che, se lo farà, non accetterà compromessi o mezze misure. Proprio come la sua Vonn: in bocca al lupo, fenomeni! u


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i l’opinionedi... Giuseppe De Filipp

SPORTIVI, GIOCATORI E ARTISTI

Se il golf sia maggiormente sport o gioco è una questione aperta e dibattuta da sempre. Che probabilmente non verrà mai risolta del tutto. Ma dobbiamo per forza definire ciò che, in ultima analisi, è semplicemente una manifestazione di arte?

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pedante, pedante e mezzo. La fate lunga, e siete pure un po’ schizzinosi, con la distinzione tra “sport” e “gioco”. Per sminuire il nostro amato golf, lo declassate (ai vostri occhi) a gioco? E allora vi infliggiamo una dissertazione. Perché in certi casi non bisogna avere pietà; e perché queste righe valgano da dura lezione e chiudano per sempre il dibattito, oltre a silenziare definitivamente le battutine latenti sul golf e sui golfisti. Non è un racconto giallo e quindi fuori subito la soluzione dell’enigma: il golf, semplicemente, è entrambe le cose, uno sport e un gioco. Come succede al calcio, al rugby, al tennis e a mille altre discipline (ahia, ecco una terza definizione...). Comunque sappiate che non ci offendiamo, anche se l’intento è denigratorio, perché tra i due corni del (finto) dilemma la parte nobile è il gioco; e lo sport, in confronto, è un parvenu. Il gioco si può definire, ma fatichiamo a capire veramente cosa sia. In superficie, è un’attività non produttiva o lavorativa finalizzata a un obiettivo e governata da un insieme di regole. Di tutto ciò la parte importante, che veramente caratterizza il gioco, è l’insieme di regole: il gioco è proprio fatto delle sue regole. Che poi, nel linguaggio comune, diventano proverbiali, come tutte le cose che fanno un po’ paura a chi usa le parole. Un gioco è l’esplorazione del mondo per via sperimentale. Il gioco è mimetico e quindi crea ogni giorno mille mondi. Tra le regole ce n’è una fissa, inevitabile: quella del limite temporale (all’infinito tutti i giochi convergono o impazziscono). E se per le regole in generale il linguaggio comune ci ricorda che è bene “stare al gioco”, la scadenza è nel “bel gioco che dura poco”. Il gioco crea un verbo (che a sua volta sfugge di mano, perché è parola antichissima). E non vorrete confrontare la bellezza misteriosa di “giocare” con la macchinosità fredda del “fare sport”. La parola ci si rivolge anche contro: mi hai giocato, ti sei preso gioco di me. E crea un aggettivo, quel “giocoso” un 22 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

po’ demodé ma sfuggente, come il sostantivo da cui origina. Gli economisti studiano i comportamenti razionali con conoscenze limitate (cioè la vita)? Ecco, come strumento, la teoria dei giochi. Una tal cosa la faccio, sì, per gioco, ma attenti ai giochi pericolosi. E attenti al gioco. Perché le regole, quando di mezzo c’è l’imprevedibile, diventano spietate. Le regole durano nel tempo, anche quando il numero su cui avevamo puntato si rifiuta di uscire, e ci incastrano. Ma cosa c’è di meglio per segnalare il passaggio tra un prima e un dopo del dado che è tratto? Lo sport arriva dopo. Arriva... a giochi fatti. Figlio, dicevano gli umanisti della fine dell’Ottocento, a caccia di radici intellettuali, guarda un po’, dei Giochi. Quelli organizzati dai greci, che con le loro regole creavano addirittura la sospensione dei rapporti politici e bellici. La rappresentazione della guerra ne prendeva il posto. Ma la forza era quella del gioco. Il gioco è una cosa tremendamente seria. È giocoso ma serio. Lo sport nasce dal tempo libero, dalla nascita del tempo libero. Dalle classi sociali che cominciano ad averne e codificano il diporto, il perder tempo, con la parola della potenza dominante. Poi diventa anche strumento di

eugenetica, di miglioramento igienico (secondo ideologia dell’epoca). E nelle mani sbagliate diventa uno strumento pericoloso di nazionalizzazione delle masse. Poi si trasforma di nuovo e diventa una delle pseudo-religioni moderne. Ma si intrufola là dove c’era il gioco e ne adotta (e quella è la mossa vincente) l’impalcatura delle regole e, per derivazione diretta, la misurabilità e quindi l’agonismo e la competizione. Così sport e gioco si mischiano con un’intesa di grande successo. D’altra parte il gioco è un concetto fungibile, dove c’è un terreno fertile il gioco trova spazio (potere, sesso, perfino guerra). E la commistione gioco-sport ha costretto gli studiosi del settore a distinguere lo sport in generale da quello cosiddetto “espressivo”, fatto per gratificazione e non per i risultati, e da quello “strumentale”, il cui obiettivo invece è il benessere fisico e anche mentale. Distinzioni utili, perché nel discorso medio la confusione sul termine “sport” è totale. E qui torniamo al golf. Prendete una qualunque delle tre definizioni di sport e sarà applicabile al golf: quella agonistica che nasce dall’unione col gioco, quella espressiva e quella strumentale. Ah, un’ultima cosa: il golf, comunque, è un’arte. u


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PRIMENOVE dal mondo DIAMO I NUMERI ASTRI NASCENTI

CHARLEY, MEGLIO DI RORY CON SOLE CINQUE GARE PRO, LA 18ENNE INGLESE HULL È GIÀ SUL TETTO D’EUROPA er chiunque non conosca o abbia ancora dei dubbi P sulle qualità golfistiche di Charley Hull, l’astro nascente inglese, ecco un paragone che può chiarire le idee: nei suoi primi cinque eventi giocati da professionista, Rory McIlroy si è piazzato 42mo, terzo, quarto, 56mo e 105mo. Charley Hull, nei suoi primi cinque eventi giocati da professionista, 1. LA QUALITÀ DELLA STAR “Charley non si comporta come una persona normale”, ha detto Laura Davis, “è una giocatrice molto solida e non ha paura di colpire la palla da qualsiasi posizione. E questa, a mio avviso, è una grande qualità”. 2. NIENTE PAURA “Pressione? Ma quale pressione?”, dichiara sorridendo la Hull il giorno prima del suo debutto in Solheim Cup. “La ragazza non conosce paura”, ha detto la sua compagna di squadra Jodi Ewart Shadoff. “È molto più matura della sua età. Non conosce nemmeno il significato della parola pressione”. La Hull è stata la più giovane giocatrice di Solheim Cup della storia. 3. GRANDE IMPEGNO Il successo della Hull non è solo questione di fortuna, ma è frutto di un duro lavoro e tanta dedizione. Prende lezioni private da quando ha 13 anni per potersi dedicare anima e corpo al golf. 4. PENSIERI POSITIVI “Sarebbe stupendo se riuscissi a vincere un Major il prossimo anno”, ha dichiarato la Hull lo scorso settembre. I giornalisti l’hanno presa in giro per questa dichiarazione, ma ad aprile ci è andata molto vicino al Kraft Nabisco Championship, il primo Major della stagione.

si è piazzata seconda, seconda, seconda, seconda e seconda. La sua fama è in rapida ascesa e la sua posizione nell’ordine di merito europeo è salita fino a diventare prima. Una cosa è certa: la teenager inglese (ha solo 18 anni) ha davanti a sé una carriera brillante, come dimostra la tabella qui di seguito. u 5. APPRENDIMENTO VELOCE “Da quando sono passata professionista ho imparato una cosa fondamentale nel mio allenamento: prima praticavo tanti colpi in poco tempo. Ora ho rallentato e dedico tutto il tempo necessario a ogni colpo”. 6. MAI ACCONTENTARSI “Devo smetterla di commettere stupidi errori sui green”, si accusa la Hull. “Posso imbucare un putt da 6 metri, come posso sbagliarne uno da 2”. Se riuscissi a invertire questo trend, certamente vincerei più gare”. 7. ISPIRAZIONE PER I PIÙ PICCOLI “Ci sono molti giovani che mi dicono che, con il mio gioco, li ho spinti a iniziare a giocare a golf. È bellissimo sapere di essere un’ispirazione per i più piccoli”. 8. FINO AL CIELO Qualcuno, lo scorso anno, le ha chiesto quale fosse il suo obiettivo. La risposta è stata semplice: “lavorare duramente per diventare la numero uno al mondo”.

DOPO LA VITTORIA DI MIGUEL ANGEL JIMENEZ ALL’OPEN DE ESPAÑA

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le vittorie di “El Mecanico” sull’European Tour su 626 presenze; questa è la seconda, nel 2014, dopo l’Hong Kong Open

921.637

in euro, il suo premio moneta nella Race to Dubai, dove ha raggiunto il quinto posto

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il suo posizionamento nel World Ranking, dove prima della gara al PGA Catalunya Resort era 34mo

SETTE

le volte che nella sua carriera sul Tour ha registrato più di una vittoria nella stessa stagione

50

anni e 133 giorni: ha battuto il suo stesso record di “oldest winner” sull’European Tour (era 49 anni e 337 giorni all’Hong Kong Open)

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le sue presenze all’Open de Espana con cinque Top 10 prima della vittoria: un altro record sul Tour europeo

CINQUE le sue vittorie “in casa”: la Spagna è il Paese in cui MAJ ha vinto di più

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in milioni di euro, i suoi guadagni in carriera

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la sua posizione nella European Ryder Cup Points Table u 24 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014


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notizie, eventi & curiosità dal pianeta golf

TOUR

IL BAROMETRO

Allarme infortuni econdo il PGA Tour, il 90% dei suoi membri ha visitato S più volte il fisioterapista quest’anno. E se a questi si uniscono anche grandi star come Tiger Woods, Jason Day e

Louis Oosthuizen, probabilmente c’è qualcosa che non funziona. “I problemi fisici causati dal golf sono sempre gli stessi”, ha detto il fisioterapista consulente del Tour europeo Justin Buckthorp, “i golfisti hanno sempre sofferto - e

sempre soffriranno - di problemi a polsi, spalle e schiena. Quello che però è cambiato è il programma del Tour: più lungo e stressante, che costringe i giocatori a sforzi fisici notevoli per essere competitivi”. Justin Rose la pensa allo stesso modo: “Il golf è uno sport in cui farsi male è una costante. Siamo costretti a convivere con questo problema, cercando di limitare i danni il più possibile”. u

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INFORTUNI ALLA SCHIENA 15 dei 50 top player al mondo si sono rivolti a un fisioterapista per problemi alla schiena. Il caso più eclatante è quello di Tiger Woods che, oltre a questo, ha subito un infortunio al ginocchio. Anche Phil Mickelson, Dustin Johnson e Lee Westwood soffrono dello stesso problema.

INFORTUNI ALLE SPALLE 11 dei 50 top player al mondo si sono rivolti a un fisioterapista per problemi alle spalle. Tra loro, Justin Rose, Sergio Garcia, Steve Stricker, Charl Schwartzel e Thomas Bjorn.

I VINCITORI E I VINTI DEL PIANETA GOLF DI MAGGIO...

OK LEE WESTWOOD E MARTIN KAYMER Tornano a vincere dopo mesi di digiuno due grandi europei: Westy conquista il Malaysian Open, il tedesco domina il The Players. MICHELLE WIE Arriva la prima vittoria sul LPGA Tour, in quasi quattro anni, con il Lotte Championship alle Hawaii. MIGUEL ANGEL JIMENEZ Vince sull’European Tour ma anche, per la prima volta, sul Champions, al Greater Gwinnett Championship.

KO 40% INFORTUNI AI POLSI Quasi la metà (20) dei 50 top player al mondo ha avuto problemi ai polsi in carriera. Tra loro, Jason Day, Henrik Stenson, Phil Mickelson, Rory McIlroy, Ian Poulter e il nostro Edoardo Molinari.

I SOPRAVVISSUTI È più facile stilare una lista dei giocatori che non hanno mai avuto problemi fisici seri, piuttosto che quelli che ne hanno sofferto. Su 50 top player al mondo, pare che solo 11 non abbiano al momento alcun problema. La maggior parte di loro sono giovani, tra cui Keegan Bradley, Harris English e Webb Simpson. Anche Bubba Watson, nonostante non sia tra i più giovani, al momento è annoverato tra i “sopravvissuti”.

LUKE DONALD Per la terza volta nei suoi sei viaggi ad Harbour Town, ha concluso al secondo posto l’RBC Heritage. PABLO LARRAZABAL Attaccato da uno sciame di calabroni arrabbiati durante il Malaysian Open, lo spagnolo è saltato in un laghetto. Nonostante venti punture è riuscito a registrare un bel 68. IL GOLF SENZA TIGER Secondo gli esperti, l’assenza di Tiger è costata all’industria del golf 15 miliardi di dollari in perdita pubblicitaria. Guarisci presto... u GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 25


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PRIMENOVE dal mondo

TOUR

ORFANI DI TIGER? PROVIAMO A QUANTIFICARE LE EVENTUALI CONSEGUENZE ECONOMICHE DI UN DEFINITIVO RITIRO DI WOODS l grande campione ha già dimostrato Iriprendersi in passato di essere in grado di perfettamente dopo un infortunio e tornare a giocare ad alti livelli. Ma cosa potrebbe succedere, se questo non capitasse più?

QUANTO MANCHEREBBE TIGER? Nel 1996, suo padre lo definì “l’eletto”. Forse Earl ha un po’ esagerato, è certo però che Tiger ha fatto la storia del golf. Le persone che hanno iniziato a praticare nei sette anni dopo che lui è passato professionista sono aumentate del 20%. Il numero dei campi da golf costruiti è incrementato del 25% dal 1990 al 2005. Il numero dei golfisti di colore è aumentato del 67% dal 1999 al 2003. E, di media, il numero degli spettatori di ogni torneo del PGA Tour è aumentato di 40mila unità nei primi tre anni in cui Tiger è passato professionista. QUALE IMPATTO AVREBBE SUL GOLF? La boxe ha vissuto nell’ombra per 20 anni dopo che Ali si è ritirato. Il golf dovrebbe 26 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

reagire meglio, anche se certamente i dati d’ascolto tv all’inizio subirebbero un tracollo. Quando Tiger vinse nel 1997 il Masters, lo share aumentò del 50%. Al contrario, al Masters di quest’anno senza Tiger i dati di ascolto sono stati pessimi. Più bassi dal 1993. E questo succede anche nei tornei normali, quando Tiger non c’è o non passa il taglio. IL VALORE DELL’INDUSTRIA GOLFISTICA CALEREBBE? Certamente. Meno spettatori in tv, meno pubblicità. Meno giocatori, meno acquisti di attrezzatura. Alcuni analisti pensano che il ritiro di Tiger causerebbe un abbassamento del valore del golf tra il 25% e il 30%, con una perdita di circa 12 miliardi di euro. E IL MONTEPREMI? Durante la prima stagione da pro di Tiger, nel 1997, il totale dei montepremi del PGA Tour ammontava a circa 60 milioni di euro. Questa stagione compete per più di 250 milioni. “Abbiamo tutti beneficiato dall’arrivo di Tiger”, ha dichiarato Phil Mickelson. La buona notizia per Phil è

che la sua vita non cambierà anche se Tiger dovesse ritirarsi. Anzi, forse potrebbe pretendere contratti più alti dagli sponsor.

CHI POTREBBE SOSTITUIRLO? Forse è meglio che nessuno lo sostituisca. Lo sport è bello quando è incerto, quando chiunque ha la possibilità di vincere. QUANDO POTREBBE RITIRARSI? All’inizio del 2014 Tiger ha dichiarato: “Non ho ancora finito con il golf”. E il suo agente ha parlato addirittura di altri 1520 anni di alto livello. Ora invece si parla di un lento recupero e di grandi dubbi su un potenziale rientro agli stessi alti livelli. Seguiremo gli sviluppi. u IL NOSTRO VERDETTO Tiger è un talento che difficilmente verrà rimpiazzato, però non c’è bisogno di andare nel panico. Il golf è uno degli sport più praticati al mondo da secoli prima che Tiger nascesse. E fino a quando ci saranno giovani fenomeni come McIlroy, Manassero, Fowler e Spieth continuerà a vivere grandi stagioni.


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PRIMENOVE dal mondo PERCORSI

Scopri le meraviglie della Carinzia (e dei suoi dintorni) Alpe Adria Golf Card ha ampliato le L’ possibilità di gioco nel 2014: aderiscono all’iniziativa 10 dei 12 campi

della Carinzia e altri dieci percorsi che si estendono fino al mare Adriatico, nel Friuli Venezia Giulia e in Slovenia. La tessera che contiene da tre a cinque green fee ed è in vendita in tutti i campi che aderiscono all’iniziativa e nei golfhotel convenzionati a 190 euro (taglio da 3 green fee), a 245 euro (4 green fee) e a 295 euro (5 green fee) - è valida dal giorno dell’acquisto fino alla fine della stagione golfistica seguente. In Carinzia si può giocare sui campi di campionato di Klagenfurt-Seltenheim, un vero must, membro dei Leading Golf Courses, così come quello di VeldenKostenberg, sul lago Worthersee, a 700 metri d’altitudine. In un pianoro a tre chilometri dallo stesso lago si trova il percorso di Moosburg-Portschach, premiato nel 1992 con il “Premier European Golf Course” e classificato “First Class Superior” dal 2006. In Italia, i golf che aderiscono all’Adria Golf Card sono quelli di Lignano, Grado, Tarvisio e Udine. In Slovenia: Bled, Arboretum, Livada, Otocec, Diners Golf & Country Club Ljubljana e Bovec. Info: www.golflust.at u (Cristina Navotti) HI-TECH

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PRIMENOVE dal mondo RYDER CUP

La volata per Gleneagles

LE SPERANZE

I PAPABILI

I “QUASI CERTI”

SI ENTRA NELLA FASE DECISIVA PER LA CONQUISTA DI UN POSTO IN SQUADRA. LA LOTTA SI FA SEMPRE PIÙ ACCESA. ECCO UN VENTAGLIO DI POSSIBILITÀ, A CUI SI AGGIUNGERANNO LE TRE WILD CARD DI CAPITAN MCGINLEY RORY McILROY – Età: 25. Presenze in Ryder Cup: 2 – Rory è tornato in forma quest’anno e finalmente l’ha dimostrato. Con la vittoria a Wentworth, nonostante la separazione dalla Wozniacki, ha confermato di poter ancora competere ai massimi livelli.

VICTOR DUBUISSON – Età: 24. Presenze in Ryder Cup: 0 – Ha dimostrato di essere molto forte in matchplay, piazzandosi secondo al WGC – Accenture World Matchplay Championship di quest’anno. Ha un grande gioco corto. Unico dubbio: rimarrà in forma fino a settembre?

JAMIE DONALDSON – Età: 38. Presenze in Ryder Cup: 0 – Il giocatore gallese ha quasi siglato la sua presenza in Ryder Cup con il secondo posto ottenuto al WGC - Cadillac. Grande prestazione in matchplay durante l’Euroasia Cup. HENRIK STENSON – Età: 38. Presenze in Ryder Cup: 2 – Il numero 2 del mondo è il più grosso dubbio di McGinley. Nella scorsa stagione è stato il migliore. Quest’anno sta facendo fatica. Ma siamo certi migliorerà.

SERGIO GARCIA – Età: 34. Presenze in Ryder Cup: 6 – Ignorate il flop del Masters. La vittoria al Qatar Masters, l’ottavo posto nel World Ranking, il terzo nella World Points List e un grande record in Ryder Cup. Quasi una certezza. Speriamo che l’infortunio al ginocchio che l’ha obbligato a ritirarsi da Wentworth non si riveli un ostacolo.

LUKE DONALD – Età: 36. Presenze in Ryder Cup: 4 – Con un secondo posto e tre Top 10 sul PGA Tour è quinto nella World Points List. Il terzo posto al BMW PGA Championship ha confermato che l’inglese è in un periodo di grande forma. THOMAS BJORN – Età: 43. Presenze in Ryder Cup: 2 – Cosa dire del danese? La sua esperienza e grande forma potrebbero assicurargli la sua prima apparizione in Ryder Cup dal 2002. Con il -10 al primo round del BMW PGA ha siglato il suo miglior giro in carriera.

FRANCESCO MOLINARI – Età: 31. Presenze in Ryder Cup: 2 – Ha iniziato l’anno con ottimi piazzamenti. La sua regolarità gli assicura la Top 50 del World Ranking ormai da tempo. Il nostro alfiere azzurro non può mancare.

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IAN POULTER – Età: 38. Presenze in Ryder Cup: 4 – IJP non ha avuto un inizio idilliaco di stagione, ma solitamente esprime il suo meglio in estate e autunno. Con un passato in Ryder come il suo è difficile tenerlo fuori. u


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laConfraternita deiCarrellanti

ORA ET MELIORA

Amici Carrellanti, vi presento la nostra nuova casa, qui su Golf Today. Sarà un piacere ritrovarsi mensilmente per raccontarci le nostre imprese. Ma facciamo prima un passo indietro, e ricordiamoci chi siamo D I

A S S I M O

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L

U C A

offerto dai vari Circoli. Tra il sostare a un Autogrill o in una club house c’è una bella differenza che vale, in genere, la deviazione dal percorso autostradale. A patto di non avere fretta: l’elogio della lentezza, intesa come riscoperta del tempo senza stress, sarebbe un’altra regola fondante della Confraternita; sempre, tranne che in campo. A proposito: mi sono reso conto, col passare degli anni, che per molti lettori

confusione in testa. Una cosa, però, mi fu chiara da subito: definirci giocatori di golf, esattamente come quelli del Tour, era quantomeno inappropriato. Noi ci illudiamo di assomigliare ai vari professionisti che con i 14 ferri si guadagnano da vivere, anche per l’equivoco insito nel mettere insieme ogni tanto qualche birdie a settimana ma, in realtà, rispetto a loro facciamo un’altra cosa. E, per definire quest’altra cosa, mi venne in mente Gianni Brera che, come sapete, è nel Pantheon della nostra professione. Brera, quando ancora si lavorava su una Lettera 32 e i computer erano di là da venire, sosteneva che rispetto, ad esempio, agli scrittori noi giornalisti potevamo al massimo ritenerci dei trascinatori di carrelli Olivetti: mettiamo in fila una dietro l’altra tante righe di testo, andando ogni volta a capo col trascinamento del carrello. Voleva dire: noi siamo dei manovali della prosa, loro - gli scrittori - sono artisti (anche se lui, in particolare, era anche un fior di scrittore, come testimoniano i suoi libri). Ecco, l’intuizione del grande Gioàn si poteva sovrapporre esattamente alla figura del golfista della domenica che pensa di assomigliare ai giocatori del Tour ma, in pratica, non fa che trascinare per il campo un carrello carico di ferri (spesso inutili), assestando qui e là qualche buon colpo in mezzo a molti strafalcioni. Voilà, era nata così la parola “Carrellanti”. Quindici anni dopo, i miei strafalcioni golfistici sono fortunatamente diminuiti, senza mai sparire del tutto, e l’handicap si è abbassato fra alterne vicende, senza ancora varcare la soglia “one digit” (che però non sarebbe lontanissima). Ma i miglioramenti non hanno messo in discussione il marchio di fabbrica. Carrellante ero e carrellante resto. E Carrellanti restiamo, quasi tutti. Ritrovarci qui su Golf Today per continuare a raccontarcela sarà un piacere. Come sempre. u m.deluca@golftoday.it Giovanni Rolandi

C

ari confratelli, non sarà un trasloco a interrompere un dialogo quindicennale che non si è interrotto mai, nemmeno quando l’intensificarsi degli impegni lavorativi avrebbe suggerito una pausa, per il semplice fatto, magari, che l’equazione “più lavoro = meno gioco” implicava anche l’inaridirsi della fonte primaria dei miei articoli. Fonte che, naturalmente, è l’osservazione sul campo (in senso golfistico e in senso scientifico) dei comportamenti di noi Carrellanti. C’era un corollario, però, all’equazione appena ricordata che, nel suo sviluppo finale, andrebbe scritta così: più lavoro = meno gioco; meno gioco = handicap più alto; handicap più alto = più frustrazione. Quindi, eliminando i passaggi intermedi, si arriva alla semplificazione estrema: “più lavoro = più frustrazione”. Capirete, perciò, che la proposta di dirigere Golf Today aveva un doppio lato accattivante: si tratta di un mensile (quindi con ritmi accettabili) e di un mensile di golf. Impone, oltre a qualche incombenza redazionale, l’esigenza di giocare, frequentare certe gare, seguire tutte le telecronache sul tema: un argomento forte da contrapporre alle obbiezioni domestiche sull’eccesso di attenzione che, da tempo, dedico al golf in tutte le sue espressioni. Golf Today diventa dunque la casa dei Carrellanti e se qualcuno, oltre a leggere, vorrà anche scrivermi per commentare o porre quesiti, la casa ha naturalmente una sua casella di posta che troverete sempre in coda alla rubrica. Ben trovati qui, dunque, amici Carrellanti. La nostra è, appunto, una specie di Confraternita: con i suoi riti (la gara), una sua Regola (“Ora et meliora”), perfino una sua catena di “abbazie” dove trovare accoglienza nelle peregrinazioni; come monaci cistercensi, infatti, possiamo sempre contare, nei nostri viaggi, sul ristoro, golfistico e gastronomico,

M

risulta poco decifrabile l’origine di questa definizione (Carrellanti). In realtà spiegai come fosse nata ai tempi in cui l’inventai. Ma son passati quindici anni ed è ragionevole che a molti sia sfuggito. La storia è questa: mi fu proposto di tenere una rubrica golfistica quando ero ai primi passi, nonostante l’età già avanzata (49 anni, all’epoca). Come tutti i principianti, avevo grande entusiasmo in animo e gran

GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 33


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PRIMENOVE Italia CIRCUITI

Tanto golf a Roma abato 17 maggio si è conclusa la S seconda tappa del “Banca del Fucino - Roma Golf Tour”, uno degli

appuntamenti più attesi del calendario golfistico romano. Quasi 130 persone si sono affrontate sul percorso del Parco di Roma in una splendida giornata di primavera caratterizzata da sole e dal tipico clima mite della capitale. In prima categoria, emozionante la sfida tra Paolo Cieri (40 punti) che ha preceduto Pietro Tocci (37) e Simone Di Tommaso (36), mentre a parti invertite il premio lordo se l’è aggiudicato Pietro Tocci con 30 punti. In seconda categoria la grinta e l’ottima performance di Giovan Matteo Colizzi (37) gli hanno permesso di aggiudicarsi il primo posto, prima di Enrico Palmieri (36) e Giampaolo Iraci (35). Nella terza categoria con punteggi importanti troviamo Riccardo Fratini (44) davanti a Piergiorgio Cairola (42)e Guido Cendali Pignatelli (40). Nelle classifiche speciali, la migliore tra le lady è stata Rosella

Fiaschi, il nearest to the pin è andato a Marco Moriconi, il 1º senior ad Alessandro De Dominicis e il driving contest a Francesco Serventi. Sul putting green ha dominato Romano Vatrella. A fine giornata il direttore del circolo e il comitato organizzatore del Roma Golf Tour hanno premiato i vincitori e hanno offerto il consueto cocktail di premiazione. Sono ancora due gli appuntamenti del circuito da non perdere - il primo il 14 giugno presso il Parco de’ Medici e il secondo il 13 luglio all’Olgiata - che permetteranno ai giocatori di accedere al ranking per partecipare all’attesissima finale nazionale presso l’Antognolla Golf, dando così l’occasione di gareggiare per il titolo di primo campione del RGT. Grazie alle numerose e importanti realtà che hanno sostenuto questo progetto, il Roma Golf Tour, pur conservando il suo cuore amatoriale, si allinea di diritto con le più importanti gare del circuito nazionale. www.romagolftour.it u FITTING

CIRCUITI

SPRITZ TIME GOLF uona la prima. Così si usa dire. Ed è B così che tutti gli amici golfisti e non solo di Garedigolf hanno detto dopo

l’entusiasmante serata passata venerdì 16 maggio nella splendida location del Golf Stupinigi. Così tanto da non vedere l’ora di tuffarsi nel secondo appuntamento andato in scena il 30 maggio. Sessanta i giocatori presenti in gara che si sono addirittura raddoppiati per l’appuntamento serale. A partire dal pomeriggio il tecnico percorso 9 buche di Stupinigi ha visto protagonisti i giocatori fino all’imbrunire, nella gara Spritz Time Golf. La calda serata quasi estiva ha poi avvolto i presenti in un’atmosfera speciale. Le magia delle luci degli arredi allestiti nella lounge riservata e l’armonia della musica ambient si sono mixati con successo nei molti spritz preparati dal barman Alessando. Lo sfizioso buffet ha rinfrancato i golfisti prima di una ricca pasta all’arrabbiata preparata dalle sapienti mani di Nadia. L’ambiente si è via via riscaldato fino alla musica dance che a fatto capolino a mezzanotte, facendo scatenare tutti. In un clima “da estate” i giocatori saranno invitati a partecipare ai tre appuntamenti ancora in programma, sempre di venerdì: 34 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

13 e 27 giugno, 11 luglio. Le serate saranno sempre aperte anche ad amici e appassionati che, su invito, vorranno assaporare il profumo dei green, lasciando la città e immergendosi nello splendido polmone verde del Golf Stupinigi, a due passi dal centro di Torino. Garedigolf ha pensato a questo appuntamento come a un momento di

incontro e di comunicazione del proprio brand e dei propri servizi, che dopo solo un anno dal suo lancio, con un panorama di oltre 150 gare tutte nei week end, ha già portato più di un migliaio di giocatori nei vari Circoli dall’inizio della stagione. L’appuntamento dell’11 luglio, serata finale, sarà completato da una cena di gala e avrà il suo culmine nella coinvolgente esibizione dal vivo della band piemontese di Alex Vaudano. www.garedigolf.it u

NOVITÀ AL ROYAL uovo accordo tra il Royal Park i N Roveri di Torino e il Gruppo Cleveland Golf e Srixon: il brand

americano fornirà le palline per il campo pratica e il circolo potrà contare su un Cleveland Golf Fitting Cart, che offrirà ai giocatori una personalizzazione davvero completa. Inoltre, tutti i prodotti Cleveland Golf, Srixon e XXIO saranno disponibili al pro shop del Royal Park, comprese le nuove palline Srixon AD333 Tour e i wedge Cleveland Golf 588 RTX. www.royalparkgolf.it u


EVENTI

Special Olympics: complimenti ragazzi! 3 e 4 maggio, con la collaborazione del Comitato 140 metri. Alla fine delle prove sono stati incoronati tre IsvoltilRegionale Lombardia di Special Olympics, si sono nuovi campioni interregionali nelle tre categorie: Jordan al Golf Club Milano il Meeting e i Giochi Frigerio del Golf dei Castelli (S.O. Svizzera) nella prima, Matilde Padoan dell’associazione My Golf Onlus nella seconda e, infine, Pietro Nicolai dell’ASD Bresciana Nonsolosport nella terza. Alla fine della gara ci sono state sia conferme che novità, ma l’aspetto più rilevante, la cosa che ha dato più soddisfazione a tutti, è stato constatare come gli atleti siano migliorati dai nazionali del giugno scorso. u (Valerio Scorza, Maestro FIG,

11 ANNI 10 ANNI 9 ANNI 8 ANNI 7 ANNI

make up), La Rinascente. Media partner dell’iniziativa sono le testate AD, Traveller e La Cucina Italiana, selezionate per la loro affinità al concetto del lusso associato al benessere. La Pommery Golf Cup 2014 prevede cinque tappe: 17 maggio Molinetto; 1 giugno Monticello; 14 giugno Torino La Mandria; 28/29 giugno Argentario; 6 settembre Bergamo L’Albenza. “Questa iniziativa è stata promossa perché il golf rappresenta il simbolo del lifestyle e del benessere. Il momento conviviale che conclude ogni appuntamento diventa la celebrazione della qualità della vita”, ha commentato Mimma Posca, AD di VrankenPommery Italia. u

6 ANNI

firma, per la prima volta nella storia internazionale del Gruppo, un torneo sportivo dedicato al mercato italiano: Pommery Golf Cup 2014. Questa prima edizione è sostenuta da prestigiosi partner del mondo lifestyle quali AEG Electrolux (che gestisce tutti i momenti di showcooking - con gli chef dell’Associazione Jeunes

Restaurateurs d’Europe - e rinfresco), Estée Lauder (presente con una postazione di consulenza per il trattamento e consigli sul

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LA PRIMA VOLTA DI POMMERY linea con la filosofia di Ivivre”,npromuovere l’arte del “bien la Maison Vranken-Pommery

4 ANNI

CIRCUITI

12-13 ANNI

Tecnico e Coordinatore Nazionale Special Olympics)

I bastoni progettati su misura per tuo figlio, per età e altezza

Interregionali di Golf Special Olympics. Nonostante l’affluenza non sia stata eccezionale, causa la concomitanza con i regionali di tennis e di atletica, i nostri 11 atleti diversamente abili più una gradita ospite, invitata in quanto socia di una delle associazioni partecipanti, hanno dimostrato il loro valore golfistico in sei impegnative prove durate quattro ore; si sono visti grandi colpi che in alcuni casi hanno superato anche i

Distributore per l’Italia: DISTRIBUTION GOLF SAS – Via Cenisio 46 Milano – www.distributiongolf.it – info@distributiongolf.it

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LETTI PER VOI

PRIMENOVE Italia FOOTGOLF

Giudici vince il 1° Open d’Italia rimo successo in carriera per il colpo in più (ovvero 67 colpi -5). Nella P giocatore del Footgolf Brianza categoria Over 40 ha vinto il capitano Andrea Giudici, che si aggiudica il 1º Open della squadra Footgolf Torino, Roberto

EVENTI

PLAYING, COOKING, WASHING rosegue durante il mese di giugno P con le tappe al Golf Club Ambrosiano di Bubbiano (l’8) e a La Pinetina Golf

Club di Appiano Gentile, la seconda edizione dell’AEG Golf Challenge. Il circuito, che si articola in cinque gare, celebrerà poi la sua conclusione il prossimo 6 luglio, nella suggestiva cornice del Golf Club Lignano, a Lignano Sabbiadoro. Le varie tappe rappresentano anche una grande opportunità per scoprire cosa rende unici gli elettrodomestici AEG e quali risultati si possono ottenere a casa, avendo a disposizione apparecchiature nate dalla ricerca più avanzata nell’innovazione domestica. Durante il circuito, AEG propone agli ospiti momenti di show-cooking, insieme agli chef della Electrolux Chef Academy, che utilizzeranno piani cottura ad induzione MaxiSense e forni multifunzione ProCombi e SousVide: le tecnologie più innovative oggi a disposizione. C’è poi spazio anche per demo di show-washing, in collaborazione con Chervò, azienda leader nella produzione di abbigliamento tecnico per il golf, che fornisce i suoi capi per le dimostrazioni di lavaggio e asciugatura. Le due novità del 2014 - la lavatrice ÖkoMix e la lavasciuga ÖkoKombi - offriranno una live experience che permetterà agli ospiti di toccare con mano la perfezione dei risultati, anche su capi tecnici dei quali si vogliono preservare le caratteristiche originali. Le stesse macchine, peraltro, saranno messe in palio per il premio della “Buca-in-uno, un lavaggio perfetto per un colpo perfetto”. www.aeg-electrolux.it u 36 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

d’Italia di Footgolf, disputato sabato 10 maggio nella “culla del Footgolf italiano”. Ed è record europeo di partecipanti, ben 159. Di questi, dieci donne e nove tra bambini e ragazzi, a dimostrazione di come questo sport stia coinvolgendo sempre più appassionati in Italia senza distinzione di sesso o di età. Lo splendido Golf Club I Girasoli ha fatto da scenario alla sesta tappa del Campionato Italiano di Footgolf 2014, valida per il Campionato Italiano di Footgolf e il Ranking Italia, in una giornata in cui hanno trionfato il divertimento e lo spirito di aggregazione. Nella classifica generale ha vinto Giudici con 66 colpi (-6 rispetto al par) per un birdie di differenza, che gli ha permesso di stare davanti al livornese Edoardo Luchetti, alla sua quarta piazza d’onore nel campionato italiano 2014, che ha chiuso il percorso con lo stesso punteggio ma appunto con un birdie in meno. Ottimo terzo posto per Antonio Ferranti, che ha chiuso le 18 buche con un solo

Morosini, uomo copertina del 1º Open d’Italia, che ha fatto segnare un invidiabile 70 e si è confermato uomo da battere su ogni percorso di Footgolf. Ancora partecipanti illustri alle gare organizzate dalla FIFG: l’ex calciatore professionista e bomber del Torino Marco Ferrante, che ha terminato il percorso con 79 colpi (+7), e Renato Zaccarelli, che ha chiuso il percorso con 102 colpi a causa di un risentimento muscolare a quattro buche dal termine. Nel campionato a squadre torna alla vittoria il Livorno Footgolf, che ha vinto la coppa del 1º Open d’Italia grazie al -10 totale raggiunto per merito dell’ottima prestazione della quadretta formata da Edoardo Luchetti, Fabio Selmi, Roberto Castellano e Riccardo Cogoni. Un complimento particolare va a Carlo Ferrari di Genova Free FootGolf, primo e unico footgolfer ad aver realizzato una hole in one alla buca 9 del percorso dei Girasoli. www.federfootgolf.it u

UNA MENTE DI SUCCESSO Ecco un altro contributo sull’argomento probabilmente più importante di tutti nel golf: la gestione della mente quando siamo in campo. È un libro molto pratico, strutturato in tre parti. La prima espone i cinquanta problemi mentali più comuni (come ad esempio la difficoltà di portare il gioco dal campo pratica al campo, o il nervosismo che ci prende sul primo tee) cui va incontro il golfista, offrendo per ciascuno la relativa soluzione. La seconda presenta trenta articoli accademici, offrendone in pillole i benefici per il golfista comune. La terza espone delle tecniche pratiche per aumentare il grado di confidenza nei propri mezzi e, di conseguenza, avere più successo nel golf. Il volume è di facile lettura e immediata applicazione, suggerito soprattutto come testo di riferimento nel tempo per porre rimedio ai problemi che la gestione della mente ci presenta durante il gioco o la gara. Paul McCarthy – Marc Jones, The Successful Golfer. Practical Fixes for the Mental Game of Golf, Bennion Kearny, 2013, 192 pp., EUR 15

LA POESIA DELLA SABBIA Uno splendido volume, riccamente illustrato, che ci dice tutto, ma proprio tutto, su che cosa rende i campi da golf costruiti su terreni sabbiosi così speciali. Il libro è corredato da splendide fotografie, e va proprio là dove il golf è nato, in quei terreni sabbiosi che così tanto hanno contribuito a dare al golf la forma con cui lo conosciamo oggi. Si tratta dunque di un argomento che potrebbe apparire a tutta prima estraneo ai campi italiani; e tuttavia parliamo di un aspetto non solo fondante del golf, ma la cui conoscenza è imprescindibile per chi vuole davvero cercare di comprenderne lo spirito. E allora ci rendiamo conto che il golf su terreni con fondo sabbioso è molto diverso dal nostro, perché quel golf va giocato tanto per aria quanto sul terreno, e occorre grande immaginazione per effettuare i colpi che un terreno duro e sabbioso richiede; del resto proprio questa creatività rende determinati corsi – St Andrews, solo per citare il più famoso – immortali. Il volume prende in considerazione tutti gli aspetti che legano il golf alla sabbia, esplorando con grande grado di dettaglio sia il golf che l’architettura dei campi da golf su siti sabbiosi. George Waters, Sand and Golf. How Terrain Shapes the Game, prefazione di Tom Doak, Goff Books, 2013, 118 pp., EUR 29. u (Gianni Davico)


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PRIMENOVE Italia ACADEMY

Eccellenza nella preparazione a Green Golf Academy nasce L quest’anno presso lo splendido e suggestivo Circolo Golf Villa d’Este:

un grande rinnovamento per il Club che guarda al futuro. Fondata e diretta dal professionista Alessandro Frigerio insieme allo staff di professionisti Giovanni Ciprandi e Alessandro Napoli, si avvale anche della collaborazione del dottor Enzo Di Costanza (preparatore

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atletico e chinesiologo) e di un mental trainer. La Green Golf Academy si basa su una struttura d’insegnamento comune tra tutto lo staff di professionisti. Unisce la competenza e la professionalità con i più avanzati sistemi hardware e software, potendo così sviluppare un’analisi completa di tutti gli aspetti del gioco. L’esperienza e la passione dei professionisti è messa al servizio degli

allievi di ogni livello; l’obiettivo dello staff è quello di far raggiungere all’allievo il suo massimo potenziale, esaltandone il piacere. La Green Golf Academy vanta moderni sistemi di ripresa e software che permettono un’analisi precisa dello swing, agevolando le scelte del professionista che programmerà all’allievo un percorso di miglioramento tecnico. L’academy

dispone anche di un’area indoor per l’analisi video e di un’area fitting per personalizzare la propria attrezzatura. Tra i servizi offerti: lezioni private con ausilio video presso l’academy indoor; lezioni di gruppo; golf clinic di gioco corto e tattica sul percorso (settimanali in Italia o all’estero); golf clinic di putter con l’ausilio del SamPutt Lab; corporate day per aziende o privati; club fitting con TrackMan; fitting studio per sostituzione grip e riparazioni shaft; organizzazione gare o eventi. Per informazioni: www.greengolfacademy.eu u


Vialli e Mauro 02/06/14 14:06 Pagina 1

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PRIMENOVE Italia WEBGOLF

Lancia anche tu la tua sfida Stableford delle tue gare di golf (dal 2007). Webgolf ti dà inoltre la possibilità di stringere amicizie, in stile Facebook, con qualsiasi altro utente registrato, in modo da poter visualizzare anche i suoi risultati. Ed ecco che qui esce lo spirito competitivo dei veri golfisti appassionati: selezioni il

EVENTI

Tutti insieme per i bambini indiani stata un’edizione riuscitissima quella È che per la 27ma volta ha riproposto la formula “sport + solidarietà” che da

sempre caratterizza “Vinca la Vita ProAm”, la manifestazione golfistica che il 19 e il 20 maggio scorsi si è disputata sullo splendido tracciato del Golf Club Padova. Questo appuntamento, diventato la più longeva delle competizioni golfistiche a scopo benefico, anche quest’anno ha richiamato tantissimi atleti di oggi e del passato che si sono affrontati prima in una gara individuale e poi nella classica Pro-Am, con squadre formate da un professionista, un atleta azzurro e due 40 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

amateur. Tra gli ospiti dell’evento anche il nostro direttore Massimo De Luca, al quale è stato affidato il compito di condurre l’asta benefica che si è svolta durante la cena di gala per la vendita di alcuni cimeli sportivi davvero unici. Ed è stato anche grazie alla sua brillante interpretazione nel ruolo di “banditore d’asta” che la vendita degli oggetti ha raccolto circa 10mila euro, comprese le donazioni di alcuni sponsor dell’evento. L’importo verrà devoluto alla onlus internazionale “Care and Share”, che si occupa di adozioni a distanza e di assistenza ai bambini in India. u

tuo avversario e gli lanci una sfida mettendo in palio un certo numero di coins (la moneta virtuale di Webgolf). Il sistema manda una mail al tuo amico, che può accettare o rifiutare. Se accetta, il sistema tiene in memoria la sfida e registra i primi risultati utili di entrambi, giocati nei 15 giorni successivi (non è quindi necessario giocare sullo stesso campo o lo stesso giorno). Il sistema compara infine i dati e assegna la posta al vincitore. Esistono vari livelli di utente per poter lanciare contemporaneamente più sfide: appena entri in Webgolf i risultati che vengono scaricati dal tuo cv golfistico vengono “pesati” e ti viene assegnato un certo numero di coins. Dopo di che il modo principale per guadagnarne altri sono i risultati sul campo: meglio giochi e più gare fai e più coins ottieni. Inoltre, ci sono altre attività collaterali che ti fanno guadagnare le monete: recensioni, inviti all’amicizia, scommesse sui grandi tornei internazionali eccetera. Ad oggi la banca di Webgolf ha emesso più di 370 milioni di coins! Mentre le sfide gestite ad oggi sono 461.377, un numero altissimo, che denota il successo di questa iniziativa. Con le sfide, gli utenti hanno uno stimolo in più per stringere amicizie nuove e trovare tanti compagni di gioco, anche “virtuali”. Infine,

con Webgolf esistono anche le sfide non ufficiali, ma gestite direttamente dai giocatori. Quando ci si trova per qualche buca fuori gara o un giro di putting green ci si sfida per un certo numero di coins e si gestisce la vincita con bonifici dal proprio “borsellino” di WGC, magari anche la sera stessa, di fronte a un aperitivo in clubhouse, grazie all’app di Webgolf. www.webgolf.it u

ebgolf, grazie alla speciale W collaborazione con la Federazione Italiana Golf, può accedere ai risultati

IPSE DIXIT

«Dovete capire, io non gioco a golf per divertimento. È la mia professione. Quando il postino inizierà a consegnare la posta nel suo giorno di riposo, allora io inizierò a giocare a golf per il gusto di farlo». LEE TREVINO


Fondersel 02/06/14 13:53 Pagina 1

1984-2014

Fondersel * il fondo bilanciato della prima SGR italiana con 30 anni di storia e 30 anni di successi.

* 8,2% rendimento medio annuo composto dalla nascita 27 agosto 1984 al 31 marzo 2014. Le performance passate non sono garanzia di risultati futuri. Prima dell’adesione leggere la documentazione disponibile sul sito www.ersel.it


034_044_PrimeNove_Italiane_OK 02/06/14 19:11 Pagina 42

PRIMENOVE Italia EVENTI

LUTTI

GRANDE SUCCESSO A TOLCINASCO

CIAO ALE

Campionati Nazionali Universitari Ila massima sono vere e proprie olimpiadi, espressione del movimento

sportivo universitario agonistico a livello nazionale, un grande momento di incontro fra gli studenti di tutte le università italiane. Si svolgono ogni anno in una sede diversa e mettono a confronto i migliori atleti universitari tra i 18 e i 28 anni, ognuno in rappresentanza del proprio CUS e ateneo locale. Dal 16 al 25 maggio si è svolta la 68ma edizione a Milano, alla quale hanno preso parte oltre 4.000 studenti provenienti da tutta Italia. Gli atleti si sono misurati in diverse discipline, tra cui il golf, e hanno avuto a disposizione i principali impianti sportivi pubblici, federali, privati e delle Università di Milano. Per gli appassionati del nostro sport la cornice dei giochi è stata il Golf Club Castello Tolcinasco, prestigioso circolo alle porte di Milano che si distingue per la sua particolare attenzione nei confronti dei giovani e dei golfisti in erba, tramite gare di prestigio, convenzioni e attività dedicate. Uno scenario idilliaco con le buche che si susseguono intorno al bellissimo castello cinquecentesco. Nella categoria maschile ha vinto Marco Avanzino con 148 punti mentre tra le ragazze la migliore è stata Paola Cappelli con 157. www.cnumilano2014.it u

arà impossibile dimenticare il suo S sorriso, la sua dolcezza, la sua incredibile forza d’animo, grazie alla quale

EVENTI

Sport d’eccellenza tra le Alpi est of the Alps Golf Cup e Best of the B Alps Award: nelle destinazioni di eccellenza delle Alpi europee,

IPSE DIXIT

«Parlare con una palla da golf non vi porterà nulla di buono. Tranne nel caso lo facciate nel momento in cui il vostro avversario stia eseguendo il colpo». BRUCE LANSKY

42 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

protagonisti lo sport e il Principe Alberto II di Monaco, ambasciatore delle Alpi nel mondo. Da giugno a settembre 2014 si disputerà la quarta edizione della Best of the Alps Golf Cup sui dieci campi da golf più belli e tecnici delle Alpi europee. Unica tappa italiana il 31 agosto al Cortina Golf di Cortina d’Ampezzo. Si parte il 14 giugno a GarmischPartnerkrichene e a seguire Megève (5 luglio), Kitzbühel (12 luglio), St. Moritz (23 luglio), Zermatt (27 luglio), Davos (8 agosto), Grindelwald (10 agosto), quindi Cortina d’Ampezzo, Seefeld (6 settembre) e Chamonix, dove la Best of the Alps Golf Cup si concluderà il 21 settembre. Il Cortina Golf regalerà emozioni ai veri amanti di questo sport,

offrendo scorci mozzafiato sui profili unici delle vette di Cortina lungo tutto il percorso a 9 buche (www.cortinagolf.it) e, una volta assaporato il gusto della sfida sul green, il piacere si sposterà a tavola, presso il Ristorante Il Campanile della club house: un momento di pausa, dedicato al giusto mix di tradizione e ricerca in cucina (www.ristoranteilcampanile.com). Sempre nell’ambito delle attività del Best of the Alps è stato recentemente premiato il Principe Alberto II di Monaco con il Best of the Alps Award. Il premio, consegnato al Principe in occasione della Star Team for Children – Charity Events, vuole essere un riconoscimento al suo impegno e amore per la montagna e per gli sport invernali, e per il suo coinvolgimento in campo ambientale e sociale. u

ha combattuto con energie insospettabili una battaglia impari, fino all’ultimo giorno. Alessandra Caramico ci ha lasciato un giorno di metà maggio, quasi in punta di piedi, creando in tutti noi che le abbiamo voluto bene un vuoto incredibile. Abbiamo condiviso un lungo cammino di lavoro e di amicizia, e vedere la sua scrivania vuota a Sky Sport ci riempie di tristezza. Il male l’ha colpita ma non l’ha mai fermata, lei grande appassionata di sport e viaggi: l’ultimo è stato a gennaio, un mese in Australia, da dove è rientrata piena di ottimismo. Poco dopo, le sue condizioni sono peggiorate, purtroppo. Ricordo il giorno di metà marzo quando è entrata nel mio ufficio, sofferente in volto, per chiedermi se poteva non commentare il torneo che sarebbe iniziato il giorno dopo perché non stava bene. Ricordo il giorno in cui mi ha chiamato dall’ospedale, dove si era recata per una Pet. Il giorno prima eravano tutti insieme all’Open di Torino, felici e sereni per un fine settimana a dir poco fantastico. La telefonata, invece, mi ha raggelato, Ale mi stava dicendo che il male si era improvvisamente fatto vivo, anzi più vivo che mai. E lo aveva fatto da vigliacco, in silenzio, senza darle alcun segno. Da lì è iniziato un calvario vissuto con coraggio, dando serenità a chi la circondava. Ricordo l’ultima telefonata, pochi giorni prima del lungo viaggio, in cui per la prima volta ho avvertito stanchezza e delusione morale. Aveva capito tutto, ma continuava a tranquilizzarci. Ci mancherà la sua voce suadente, la sua grazia nel raccontare in tv il golf, lo sport che più di tutti ha amato. Se ne era innamorata e lo viveva con passione e meticolosa preparazione, sempre pronta a confrontarsi con i nostri maestri del green e del microfono, Silvio, Massimo, Nicola e Roberto, suoi amici ed estimatori. Il mestiere l’aveva imparato e raffinato insieme a Mario Camicia, che l’ha preceduta nel Paradiso dei golfisti. Ciao Alessandra, grazie per il privilegio che ci hai concesso di condividere il tuo cammino umano e professionale. u

(Lorenzo Dallari, Vice Direttore Sky Sport)


Electrolux 23/04/14 16:29 Pagina 1


034_044_PrimeNove_Italiane_OK 02/06/14 19:12 Pagina 44

PRIMENOVE Italia CIRCUITI

In Veneto, il meglio del golf ircuito nazionale di 12 tappe sui più C prestigiosi campi da golf del Nord Italia, Best of Golf 2014, arriva al Golf

Club Cà Amata a Castelfranco Veneto. La proposta è davvero invitante: “accomodatevi tra le eccellenze del Made in Italy”: questo è Best of Golf 2014, torneo golfistico che coinvolge alcuni campi di Triveneto, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia. Si tratta di un invito unico, un torneo tutto Made in Italy che vede la sponsorship di aziende Italiane rappresentative e trainanti nei vari settori: il Centimetro, con i suoi fantastici braccialetti artigianali e gli orologi unici; Freem, che propone un occhiale altamente tecnico; New Group Glass, una delle poche aziende che ha al proprio interno dei soffiatori di vetro e

LOGOS

Splende l’arcobaleno ono partiti shot gun, sono ormai S tutti verso la loro 15ma buca quando comincia a piovere; anche se sono

“over fifty”, alcuni abbondantemente nell’età in cui arrendersi alla pioggia non è più un disonore, decidono, senza dubbi, di continuare. D’altronde è una gara importante sul percorso impegnativo di Monticello: il primo dei due giorni del Trofeo Logos Agonismo e Convivialità Challenge Seniores a squadre. Sono arrivati colleghi anche dal Friuli e dalla Slovenia, gente tosta, abituati alla bora, che saranno due gocce di pioggia lombarda? Ma neanche il tempo di finire di pensarci che il cielo si squarcia, l’acqua comincia a cadere a secchiate; prima di trovare un minimo di riparo i green sono allagati, comincia a lampeggiare; e la sirena suona. Tutti rientrano zuppi, delusi e pieni di domande. Si continuerà? E, se no, che si fa domani, quando è previsto il secondo giorno? La segreteria raccoglie gli score “infradiciti” e i car fanno la spola per raccogliere gli altrettanto “infradiciti” giocatori ancora sparpagliati per il campo. Continua a piovere, gli score si impilano, i giocatori si ammassano e le domande volteggiano nell’aria senza risposta. Infine, dalla efficientissima Segreteria arrivano le risposte: stasera non si gioca più, troppa acqua sul 44 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

terreno. E domani? La risposta, inattesa, arriva via sms. Domani si comincia un’ora prima, si finiscono le buche di oggi da dove si sono marcate le palline, si girano i team e si riparte con il secondo giorno. Sorpresa, quasi sgomento. Non è possibile! E come facciamo a fare, alla nostra età, 21 buche in un giorno? Alcuni degli amici dell’est, molti dei quali hanno giocato anche il giorno precedente la gara, dovranno poi farsi cinque o sei ore di strada per tornare a casa domani sera. E poi, pian piano, una strana sensazione comincia a diffondersi: e perché no? Non fanno così anche i professionisti? È una grande opportunità, per noi di Logos, di fare un’altra esperienza mai fatta prima, vincere un’altra sfida con noi stessi. Intanto è tornato il sole, un grande arcobaleno circonda la club house ed è davvero uno spettacolo stupendo. E così la cena si svolge in un’atmosfera trepidamente gioiosa, si mangia benissimo, come sempre a Monticello, ma presto tutti a nanna; domani ci attende una grande giornata. E così è stato: sole splendido su un percorso che sembra moquette, grande festa di Golf e Amicizia. Premi in abbondanza e grandemente meritati. Troppi i premiati per citarli tutti, i risultati completi su www.logos-golf-lombardia.it u (Guido de Liguoro)

che produce per le più grandi marche internazionali prodotti di qualità superiore; Synthesis, che della formazione ha fatto la sua mission; Hospitadella, clinica odontoiatrica ma anche uno dei maggiori centri di medicina e chirurgia estetica; B.Console, l’applicazione Cloud CRM con gestionale online integrato; Well & Win by Angelini, l’innovativa linea di integratori specifica per i differenti sport e per i diversi momenti dell’attività sportiva; CSS Security, agenzia di sicurezza e security; e da oggi una nuova eccellenza, Mumibags, linea inedita ideata e prodotta in Italia. Media partner: Mediastar, Pocket, Cafè 24 Television, GolfPeople Magazine, Allaroundgolf.it, Golf Today. Per info: www.bestofgolf2014.com u


Repubblica Dominicana 02/06/14 14:03 Pagina 1

REPUBBLICA DOMINICANA

GOLF TOUR 2014 CALENDARIO GARE 26 Aprile – Golf Club Verona (VR) 18 Maggio – Golf Club Le Fonti (BO) 8 Giugno – Royal Golf Club I Roveri (TO) 20 Luglio – C. & C. C. Molinetto (MI) 28 Settembre – Golf Club Carimate (CO) Formula: 18 buche stableford 3 cat. hcp Premi: 1º, 2º e 3º netto di categoria, 1º Lordo, 1ª Lady, 1º Senior

Ufficio del Turismo Repubblica Dominicana Piazza Castello, 25 t20121 Milano t Tel: 39-02 805 77 81 Fax: 39-02 865 861 t enteturismo.repdom@gmail.com www.godominicanrepublic.com www.facebook.com/turismorepubblicadominicana


Golf Pro Experience 23/04/14 16:47 Pagina 1

3OD\ZLWKXV 43 GA RE 3 EX PE RI EN CE 2 RA NK IN G 1 ORDINE DI MERITO 1 th e pl ay er

AUGUSTA EXPERIENCE TBCBUPNBS[P  HJPWFEJBQSJMF HJPWFEJBQSJMF  HJPWFEJBQSJMF  EPNFOJDBBQSMJF MVOFEJBQSMJF  HJPWFEJBQSJMF  WFOFSEJBQSJMF  HJPWFEJNBHHJP  HJPWFEJNBHHJP  TBCBUPNBHHJP  TBCBUPNBHHJP  HJPWFEJNBHHJP HJPWFEJNBHHJP

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PEBBLE BEACH EXPERIENCE HJPWFEJNBHHJP HJPWFEJHJVHOP HJPWFEJHJVHOP HJPWFEJHJVHOP EPNFOJDBHJVHOP HJPWFEJMVHMJP TBCBUPMVHMJP 

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ST ANDREWS EXPERIENCE TBCBUPTFUUFNCSF HJPWFEJTFUUFNCSF HJPWFEJTFUUFNCSF TBCBUPTFUUFNCSF TBCBUPTFUUFNCSF HJPWFEJTFUUFNCSF TBCBUPTFUUFNCSF HJPWFEJPUUPCSF  TBCBUPPUUPCSF  TBCBUPPUUPCSF  HJPWFEJPUUPCSF TBCBUPPUUPCSF  HJPWFEJPUUPCSF TBCBUPOPWFNCSF 

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PER ISCRIZIONI ALLE GARE FERIALI:

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047_062_Speciale_USOpen_OK 02/06/14 19:44 Pagina 47

SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP

VIVI CON NOI IL SECONDO MAJOR

LA GARA Cresce l’attesa tra analisi e previsioni

I GIOCATORI Cerchiamo insieme il probabile vincitore

GLI ITALIANI Come vivono questo evento i nostri campioni

IL CAMPO Insidie e pericoli nel nuovo disegno GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 47


047_062_Speciale_USOpen_OK 02/06/14 19:44 Pagina 48

SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP Scott ha vinto al Colonial, McIlroy a Wentworth

ADAM E RORY, DUELLO A PINEHURST DI

S T E F A N O C A Z Z E T TA

Due nomi su tutti sembrano i più accreditati al secondo Major 2014. Senza, però, sottovalutare una concorrenza agguerrita. In un campo pieno di incognite

I

n qualche modo il giudice supremo sarà Pinehurst n.2, l’ultracentenario percorso che dalla Carolina del Nord domina la scena e contrassegna la storia del golf mondiale. Donald Ross lo disegnò nel 1907 e se ne prese cura fino al 1948, anno in cui morì. Ma il mito, ovviamente, è sopravvissuto al suo creatore e oggi Pinehurst sta per attaccare un’altra bandierina sulla sua lussuosa bacheca: sarà il primo campo a ospitare, senza soluzione di continuità, lo Us Open maschile e quello femminile (12-15 e 19-22 giugno). Un happening straordinario che metterà insieme idealmente, e logisticamente anche in pratica, quanto di meglio ci sia in circolazione, a prescindere dal sesso.

48 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

EVENTO UNICO E IRRIPETIBILE Ci sarà da divertirsi, questo è sicuro perché da sempre lo Us Open è il Major più difficile, il banco di prova estremo, per affrontare il quale non conta solo l’abilità golfistica (quella la diamo per scontata), ma risulta decisiva la tenuta nervosa. Le scuole di pensiero sono due, divise più o meno equamente: da una parte, chi ritiene che tirare il campo al limite delle umane possibilità costringe a numeri da circo (e figuracce) che poco c’entrano con lo spirito del nobile sport; dall’altra, chi ritiene che almeno una volta è bello vedere campioni affermati e strapagati, lottare con i denti per strappare un bogey - va bene anche uno stramaledetto bogey - alla

stregua di quanto capita ogni giorno a una sessantina di milioni di persone sparse nel mondo, frustrazioni comprese. Nella prima interpretazione prevale l’aspetto edonistico, nella seconda un cinismo malcelato. Entrambe fanno dello Us Open un evento unico e, flappe a parte, irripetibile.

L’ELEGANZA DELL’AUSTRALIANO... Lo scorso anno il Merion mise a dura prova l’autostima di molti giocatori; quest’anno Pinehurst number two promette di essere più abbordabile. Bello e sinuoso, ma non proprio impossibile. Ed è qui che si accenderà la grande sfida: chi è l’erede più credibile di sua maestà Tiger Woods? Vincerà l’eleganza di Adam Scott,


047_062_Speciale_USOpen_OK 03/06/14 17:23 Pagina 49

suo e che per molti rappresentava un punto di non ritorno. I grandi, si sa, sanno rendere epiche anche le sconfitte.

ATTENZIONE ANCHE A QUESTI Sarebbe fuorviante credere, però, che lo Us Open vivrà soprattutto della sfida tra Adam e Rory. Guai a dimenticare Henrik Stenson, l’eroe dei due Tour, che dopo la sbornia post trionfo 2013 si è rimesso a marciare alla grande. O Justin Rose, che l’anno scorso dominò l’infernale Merion e vinse con uno spettacolare ferro 4 alla 18. O Phil Michelson, uno che quando il gioco si fa duro comincia a giocare. O Jason Day, che prima o poi la smetterà di arrivare secondo (due volte) e taglierà per primo il traguardo. O ancora Bubba Watson, perché non si vince di solo Masters.

OCCHI SU CHICCO

grande giocatore e buon marito, o l’irrefrenabile esuberanza di Rory McIlroy, talento assoluto e abile dribblatore di altari? I protagonisti più attesi sono loro, due tipi che di Major ne hanno già portati a casa. Adam Scott ha tolto fiato ai maligni suggellando con la vittoria al Crown Plaza International il primato nel ranking mondiale conquistato senza sprecare una sola goccia di sudore, e cioè senza giocare. Prova inconfutabile della sua grandezza. Aspettando di deporre il puttone, risuona ancora nelle orecchie il suo “C’mon, Aussie” urlato al cielo di Augusta nel 2013. E da allora, accompagnato dal sorriso beffardo di Steve Williams (ahi, Tiger!) il bell’australiano è cresciuto parecchio. Oggi è uno dei giocatori più forti tecnicamente e stabili emotivamente che sia dato vedere. Certo, i suoi precedenti allo Us Open non sono particolarmente incoraggianti (in 12 partecipazioni, 6 tagli superati e un misero 15° posto come massimo risultato); ma c’è da giurare che quella Giacca Verde

indossata nel 2013 non gli stia larga ma gli calzi ancora a pennello.

...E L’IRRUENZA DEL NORDIRLANDESE Scott sa bene che non avrà vita facile. Lui che ha avuto un lungo flirt con la splendida tennista serba Ana Ivanovic, prima di sposare Marie Kojzar, avvenente architetto svedese, sperava forse che la fuga dalle nozze con la Caroline Wozniacki (guarda caso tennista anche lei) facesse precipitare McIlory nella depressione. Poteva mai pensare che proprio nello stesso giorno in cui lui vinceva il Crown Plaza, quel diavolo di Rory diventasse campione Pga a Wentworth? Un botta e risposta strepitoso. Il miglior trailer che un regista potesse immaginare. Rory sarà pure inaffidabile nella vita privata, ma sul campo è sempre una garanzia. Oltretutto sa come si fa, visto che uno Us Open (oltre a un Pga Championship) lo ha già vinto nel 2011, pochi mesi dopo aver buttato malamente alle ortiche un Masters che sembrava già

Ma ce n’è anche per noi italiani. Andrea Pavan a sorpresa è salito sull’aereo grazie a un’inaspettata gara di qualificazione (lui che fatica a superare un taglio): per lui una grande esperienza e un pensiero appena sussurrato: mai dire mai. Ma le nostre attenzioni sono rivolte soprattutto a Francesco Molinari: il 10 al par 5 della 18 al Nordea Masters non è da lui, è uno sketch di Scherzi a parte. Il Francesco più credibile è quello che quest’anno ha già fatto bene in America, arrivando quinto all’Arnold Palmer e sesto al The Players. Ma il Francesco più vero è quello che ha già vinto un WGC battendo Lee Westwood che in quel momento era numero uno del mondo. Deve solo mettere da parte titubanze e ansie da putting per portare a casa quello che stile, qualità di gioco e costanza di rendimento lasciano da tempo presagire. Deve solo capire che è il momento di attaccare per scrollarsi di dosso l’immagine del buon regolarista che colleziona ottimi piazzamenti.

IL GRANDE ASSENTE Ma se si parla di Us Open ce n’è per tutti i gusti e sono graditi anche i finali a sorpresa. Poco importa se gli acciacchi persistenti impediscano a Tiger Woods di essere della partita. Ormai ci stiamo abituando. Supplicando che gli dei del golf ce lo restituiscano tale e quale a prima (e in quel momento cominceranno i dolori degli altri), non facciamoci prendere dalla sindrome della vedovanza. C’è un golf anche senza Tiger, basta saperlo apprezzare. Pinehurst number two è pronto a ricordarcelo. u GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 49


047_062_Speciale_USOpen_OK 03/06/14 17:24 Pagina 50

SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP

10

UN MAJOR IN Analisi e previsioni a margine della gara

STORIE DI

TONY DEAR

Mickelson alla ricerca del Grande Slam, il dominio degli europei, la rinuncia di Woods, la difficoltĂ  del campo... sono molte le questioni aperte che ci permettono di gustarci un grande torneo

50 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014


SOLO PAG 51 03/06/14 10:43 Pagina 51

1.CHE SIA LA VOLTA BUONA PER PHIL MICKELSON?

3.LA RINUNCIA DI TIGER

Ecco sei buone ragioni per cui Lefty ce la può fare a cornonare un sogno che insegue da tempo: 1. Non si può finire secondo per sei volte, se non si è in grado di giocare sui percorsi dell’US Open. Chiaramente, ce l’ha nelle corde. 2. È ancora in forma e ambizioso. Mickelson compirà 44 anni il giorno dopo il giro finale. La sua vittoria all’Open 2013 e le sei top 20 sul PGA Tour di quest’anno dimostrano senza dubbio che è ancora decisamente in forma per competere con i più forti. 3. Ha buoni ricordi di Pinehurst: si è piazzato 33mo nel 2005 e sei anni prima era arrivato secondo, dietro Payne Stewart, dopo un palpitante ultimo giro. 4. Pinehurst dovrebbe essere adatto per lui: è lungo, i fairway ampi perdoneranno anche i drive più imprecisi e una buona immaginazione intorno ai green impegnativi, combinata con un tocco da maestro, sarà premiata. 5. Sarà determinato a riscattarsi, dopo il brutto piazzamento al Masters: aver mancato il taglio all’Augusta National per la prima volta dal 1997 lo spronerà a far bene nel secondo Major. 6. Dovesse vincere, entrerebbe in un gruppo molto elitario: Mickelson diventerebbe il sesto giocatore a vincere il Grand Slam.

2.CONDIZIONE ALTALENANTE PER JUSTIN ROSE Il vincitore dell’US Open 2013 Justin Rose non sta vivendo il suo anno migliore (lo testimonia anche il 25° posto a Wentworth), ma la sua scarsa precisione con il driver (59,9% sul PGA Tour, per un bel 117mo posto nella statistica) non dovrebbe penalizzarlo a Pinehurst. La sua più grande preoccupazione è il calo nella categoria Greens in Regulation. L’anno scorso ha preso circa il 69% dei green del Tour, quest’anno in media poco più del 65%. È attualmente 83mo nella statistica di GIR rispetto al nono posto del 2013: significa che un gran numero di giocatori l’ha sorpassato. È anche difficile capire cosa abbia combinato Rose al Masters. Dopo un primo giro in 76, che significava un possibile taglio mancato, si è ripreso

Tiger Woods non sarà nel field di Pinehurst. L’ex Numero Uno ha annunciato il suo forfait slittando ancora il rientro dopo l’operazione alla schiena del 31 marzo per un’ernia. “Non sono ancora in grado di giocare”, ha spiegato Woods, che ha già saltato il Masters e potrebbe tornare in campo a metà luglio, in occasione dell’Open Championship. Questa sarà la seconda volta negli ultimi quattro anni che Tiger non si presenterà ai nastri di partenza del secondo Major dell’anno. La sua assenza dagli eventi internazionali ha già avuto alcune conseguenze: Adam Scott l’ha già detronizzato dalla prima posizione del World Ranking.

con giri in 70 e 69 e concludendo le 54 buche a -1, a pari merito per il nono posto. È stato un recupero incoraggiante, ma alla fine ha concluso con un deludente 74 la domenica, per cadere al 14mo posto. “Una settimana un po’ da montagne russe. Male, bene e peggio ancora”, aveva commentato. Tornando all’US Open dell’anno scorso, Rose era arrivato 25mo al Masters, aveva mancato il taglio al The Players e aveva concluso ottavo al Memorial. Il che non lasciava intuire cosa sarebbe successo a Merion; quindi non possiamo dare per scontato che la sua scarsa forma di quest’anno gli impedirà di vincere a Pinehurst. Il campo, anche se molto diverso da Merion, dovrebbe essere più adatto a lui. E adesso che la tendinite alla spalla destra di inizio stagione sembra essere passata, scommettere su di lui non sarebbe una cattiva idea.

4.BUBBA WATSON TENTA IL BACK-TO-BACK Pinehurst No. 2 è perfetto per il gioco di Watson. La sua lunghezza gli è ovviamente utile: il percorso misurerà ufficialmente 6.917 metri (la lunghezza sarà diversa in ognuno dei quattro giri e sarà determinata dalle condizioni del tempo e dalla necessità di far combaciare certi tee con certe pin position). E la sua capacità di lavorare la palla e i colpi tagliati non potrebbe essere più vantaggiosa come a Pinehurst, dove il suo famoso taglio alto si rivelerà un’arma comoda alle buche 1, 4, 5, 10 e 16, e dove i fairway sono più ampi di circa il 50 per cento di quanto fossero prima del restyling. Se Bubba riuscirà a colpire il suo legno 4 dal tee delle ➤ GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 51


047_062_Speciale_USOpen_OK 02/06/14 19:45 Pagina 52

SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP ➤ buche che vanno da sinistra a destra come

ha fatto alla 72ma buca del Masters, allora si darà molte opportunità di birdie; e un’ottima chance di vincere ancora.

5.MOLTA SABBIA, MOLTI PROBLEMI Molti si ricorderanno che alla 72ma buca dell’US PGA Championship 2010, Dustin Johnson, con un colpo di vantaggio su Bubba Watson e Martin Kaymer, mandò il drive in una zona di sabbia, ma appoggiò il suo bastone prima di effettuare il colpo successivo, pensando che si trattasse di un waste bunker. Invece era proprio un ostacolo; quindi a Johnson fu inferta una penalità di due colpi, che trasformò il bogey che lui pensava di aver fatto in un triplo, retrocedendolo a un quinto posto a pari merito. È stato un modo triste e deludente - per gli spettatori in tribuna, quelli in tv, i funzionari del PGA e, soprattutto, per lo stesso Johnson -

di concludere la gara. Dopo il restyling del percorso, Pinehurst ha waste area di sabbia simili. Di conseguenza, come può l’USGA essere certa che ciò che è successo a Johnson non succederà all’US Open di quest’anno? Il direttore esecutivo dell’USGA Mike Davis spera che la situazione si possa evitare con la presenza di un official in campo a seguire ogni gruppo. “Ma in loro assenza”, ha aggiunto, “le aree preparate, dove c’è una depressione, saranno trattate come ostacoli; mentre quelle con erba incolta mista a sabbia non lo sono”. Davis è certo che i giocatori riusciranno a capire se le aree di sabbia saranno state preparate o meno, poiché se una palla trova un bunker a Pinehurst rotolerà quasi certamente al centro. “Il problema a Whistling Straits era che c’erano tanti bunker fuori dalle corde”, spiega Davis. “Non vedo come questo possa succedere a Pinehurst. Sicuramente ci saranno alcune aree di erba incolta mista a sabbia fuori dalle corde, ma non una buca con un bunker fuori dalle corde”.

6.EUROPEI ALLA RISCOSSA Tony Jacklin ha vinto il suo secondo Major all’US Open 1970, giocato in un giovane Hazeltine GC in Minnesota. Tuttavia, non un solo europeo è riuscito a ripetere la vittoria dell’inglese fino al 2010, quando il nordirlandese Graeme McDowell ha trionfato a Pebble Beach. Gli europei hanno avuto le loro chances e uno o due ci sono arrivati davvero molto vicini; ma alla fine la preparazione e le condizioni di gioco del campo erano così insolite da non essere mai completamente rassicuranti. “Nel 1970 giocavo a tempo pieno in America”, ricorda Jacklin. “Quindi i campi americani e la loro preparazione mi erano

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familiari. Penso che nessuno dei nostri abbia giocato abbastanza in America negli anni Ottanta e Novanta da abituarcisi. L’US Open era sempre troppo difficile e arrivare dall’Europa, dove i giocatori non avevano da tagliare lateralmente dal rough, e dove i green non erano mai così duri, rendeva il passaggio molto difficile”. Ballesteros ha avuto tre top 5 dal 1983 al 1987 ma, secondo Jacklin, il suo gioco non era adatto all’US Open. Faldo e Montgomerie ci sono arrivati vicini diverse volte, ma l’hanno mancato. “Si riduceva a un gioco di numeri”, racconta Jacklin. “Avevamo così pochi giocatori nel field - e giocatori che non erano abituati all’US Open - che era davvero improbabile vincerlo. Oggi le cose sono molto cambiate”.


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7.UN PAR 4 DI 484 METRI Il campo di gara è stato ridisegnato e ora presenta diversi punti “caldi” di grande interesse. Tre buche, in particolare, potrebbero decidere il Major, secondo Ben Bridgers, direttore di Pinehurst. “L’USGA e Pinehurst hanno cambiato la 4 e la 5 per la gara e credo che queste buche ora siano molto interessanti. Nel 1999 e nel 2005, la buca 4 era un par 5 molto generoso per i

pro e la 5, un lungo par 4, era la terza buca più difficile. Quest’anno, la 4 sarà un lungo par 4 di 484 metri; mentre la 5 sarà lunga 526 metri e sarà un par 5. Dovrebbe essere raggiungibile in due colpi per la maggior parte del field, ma il green è uno dei più difficili del campo, se non il più difficile. Possiamo immaginare molti colpi rotolare via dalla superficie e cadere nel bunker di sinistra, da cui fare up-and-down è decisamente impegnativo”. Diverso è il

discorso per la buca 17, un par 3 molto difficile, soprattutto perché è stato allungato a 187 metri con i nuovi back tee. “Il front destro del green è stato ammorbidito leggermente per recuperare una vecchia pin position e uno dei bunker a destra è stato rimosso”, spiega Bridgers. “Ma è ancora un’esigente buca corta, dove un tee shot consistente è fondamentale”. ➤

TRE PASSAGGI CRUCIALI Ecco, nel dettaglio, i punti che, nel nuovo disegno del campo, richiedono particolare impegno BUCA 4: ATTENZIONE AI BUNKER Par 4, 484 metri L’originale par 5 di Donald Ross diventa un par 4 per l’US Open. Dal tee, i giocatori dovranno preferire il lato sinistro per tener conto della pendenza del fairway. Il secondo colpo richiede prudenza per via dei bunker su entrambi i lati della buca.

BUCA 5: ATTENZIONE ALLA PENDENZA Par 5, 526 metri Par 4 nel 2005, era la terza buca più difficile con 4,4 colpi. Il gioco dal tee è sulla destra del fairway, con la pendenza che tende a sinistra. L’approccio è dal lato destro del green; qualsiasi cosa da sinistra lascia un difficile up-and-down.

BUCA 17: ATTENZIONE ALLA POSIZIONE Par 3, 187 metri La buca cruciale nel 1999, quando Payne Stewart realizzò un teatrale birdie all’ultimo giro per guadagnare il vantaggio di un colpo, e nel 2005, quando Michael Campbell si assicurò la vittoria con un birdie. La scelta del bastone sarà fondamentale con la posizione della buca sul lato destro, cioè la più difficile.

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SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP ➤

8.GREEN RIDISEGNATI O SNATURATI? Nel 2005, Ron Whitten, un giornalista americano molto rispettato, specializzato nell’architettura dei campi, scrisse senza mezzi termini che i green di Pinehurst No. 2 non erano per nulla quelli che Donald Ross aveva originariamente disegnato e che i suoi green, definiti “a guscio di tartaruga” o “a piatto rovesciato”, erano compromessi. Sosteneva che decenni di top-dressing avevano provocato un rialzo del centro dei green di più di 30 cm. Quest’anno le cose sono decisamente diverse. Kyle Franz, un giovane talentuoso architetto di campi (il suo restyling del Mid Pines GC di Ross, 8 km a est di Pinehurst, ha ricevuto grandi consensi), ha fatto parte del team di Coore e Crenshaw che ha ristrutturato la sede dell’US Open. Franz ammette che i green sono stati molto modificati durante il restyling e non sono davvero quelli che aveva disegnato Ross. “Ma sebbene alcuni sostengono che Ross oggi non li

riconoscerebbe”, racconta l’architetto, “io penso che, al contrario, non faticherebbe a farlo”. Franz aggiunge anche che i green di Pinehurst hanno guadagnato 2 o 3 cm in altezza negli anni. “Ma non certo trenta. Dubito che siano cresciuti così tanto da creare quei green convessi che vediamo oggi. La teoria del top-dressing (la pratica di spargere sabbia sui green per la loro manutenzione) è nata da alcune vecchie foto di qualche buca. Ma da tutte le foto degli anni Trenta e Quaranta disponibili, si nota che la maggior parte dei green non sembra più bassa di quanto sia adesso”. La ragione per cui i green sembrano più alti secondo Franz è duplice. Anzitutto, le linee di rasatura sul perimetro dei green sono cambiate drasticamente negli anni. “I bordi della superficie del putting sono stati sostanzialmente rasati più bassi lungo le pendenze”, spiega. “Il che ha un profondo impatto visivo: quando i green sono così tagliati rispetto alle zone circostanti,

9.CENTO ANNI DOPO WALTER HAGEN L’anno scorso si è celebrata una importante ricorrenza per l’US Open: il centenario della storica vittoria del dilettante Francis Ouimet al Country Club di Boston, la vittoria che ha innescato l’amore e il fascino degli americani per il gioco. Questa edizione è altrettanto significativa poiché sono passati

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sembrano più bombati”. La seconda ragione riguarda l’evoluzione dei bunker di Ross, originariamente ben visibili. “Per ragioni di manutenzione, i bunker sono diventati molto più profondi nel tempo”, dice Franz. “E si sono anche parzialmente ricoperti di erba. Questo ha reso i green apparentemente più alti. Ma la maggior parte dei green di Pinehurst No. 2 non è cambiata significativamente da quando Ross li ha realizzati”.

cento anni dalla prima vittoria di Walter Hagen nella gara, e dal primo dei suoi undici Major vinti. In realtà è stata la sua prima vittoria da pro. Nato a Rochester, New York, Hagen aveva solo 21 anni e sette mesi quando sconfisse Chick Evans per un colpo al Midlothian CC, in un sobborgo a sud ovest di Chicago. Vinse di nuovo l’US Open nel 1919 e realizzò ben 16 top ten in 23 presenze.


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10.NEL RICORDO DI PAYNE STEWART Solo quattro mesi dopo aver vinto l’US Open 1999 a Pinehurst, e un mese dopo aver aiutato gli USA a vincere la Ryder Cup al Country Club, Payne Stewart morì tragicamente quando un jet privato, sul quale stava volando da Orlando a Houston per il Tour Championship, perse improvvisamente la pressurizzazione della cabina e si schiantò in un campo del South Dakota. La vittoria del 1999 di Stewart fu la sua seconda all’US Open (aveva già vinto ad Hazeltine nel 1991) e il terzo Major conquistato. Dopo aver fatto birdie la 71ma buca, Stewart arrivò all’ultimo tee con un colpo di vantaggio sul compagno di gioco Phil Mickelson, ma mandò il suo tee shot nel rough di destra. Appoggiatosi corto al green, colpì poi un ferro 9 a 4,5 metri e con due putt realizzò il par della buca conquistando il titolo. Quest’anno, l’USGA ha stabilito di premiare (anche se il riconoscimento è postumo) Payne con il Bob Jones Award, la più alta onorificenza che ogni anno, dal 1955, l’Associazione riconosce a chi si sia particolarmente distinto nel gioco. u

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SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP Il parere dei nostri giocatori

PER NOI ITALIANI QUESTO MAJOR È... DI

C H I A R A G R I F FA

Tra esperienze passate e aspettative di oggi, i nostri campioni ci raccontano come vivono questo appuntamento. Dove, è opinione di tutti, è necessario un gioco perfetto e una testa da asceta

EDOARDO MOLINARI

A PINEHURST SERVONO TRE QUALITÀ

Tenuta fisica, capacità di reggere la forte pressione psicologica e un gioco praticamente perfetto. Altrimenti esci al taglio L’US Open è sempre stato il Major più difficile da affrontare. Ho sempre cercato di arrivare molto riposato sia fisicamente che mentalmente perché si tratta del torneo che maggiormente mette alla prova sia il gioco sia, soprattutto, la tenuta mentale. Non è mai facile giocare le ultime buche con qualche colpo di vantaggio e ancora meno quando si tratta dell’US Open. È un Major particolare, che richiede tenuta fisica alle condizioni proibitive del percorso, capacità di reggere la forte pressione psicologica e un gioco praticamente perfetto. Nelle ultime edizioni il rough è diventato

PER ME, VINCE... EDOARDO MOLINARI:

Phil Mickelson

Penso che Phil Mickelson voglia cercare di completare il Grande Slam in carriera, anche se non sta giocando bene. Se il campo sarà duro come al solito, sono avvantaggiati i giocatori che tirano la palla molto alta, tipo Adam Scott o Rory McIlroy. COSTANTINO ROCCA:

Un europeo

Io spero che vinca un europeo. È vero che gli americani sono sempre favoriti, ma anche noi abbiamo un bel gioco e possiamo vincere... Vedremo! MATTEO MANASSERO:

Justin Rose

Tra favoriti alla vittoria finale indico Justin Rose, che sbaglia poco e tira bene i ferri; Matt Kuchar; Hunter Mahan, che sa giocare ai massimi livelli e si addice bene all’US Open; Jim Furyk, che sta giocando bene; e lo stesso Rory McIlroy, che è molto solido. FRANCESCO MOLINARI:

Mickelson o Donald

Difficile fare pronostici, ma voto per Phil o Luke.

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leggermente più giocabile, mentre hanno cercato di rendere i green sempre più duri. Oramai è diversi anni che lo score del vincitore si aggira intorno al par e non credo che questa tendenza cambierà quest’anno, pur nel nuovo disegno di Pinehurst: il campo sarà durissimo e sarà comunque molto difficile mettere la palla vicina al green. Io non ho mai giocato a Pinehurst, ma penso che la chiave sarà come al solito nel gioco lungo, perché i recuperi per il par all’US Open sono pressoché impossibili. Per quanto mi riguarda, mi sono sempre divertito sui campi molto difficili; e credo che, una volta ogni tanto, anche gli altri giocatori riescano a trovare un certo tipo di piacere a giocare su campi simili. Una volta ogni tanto, sia chiaro; non certo tutte le settimane...

GIULIA SERGAS

SARÀ DETERMINANTE LA TATTICA DI GIOCO

L’abbinamento della prova maschile con quella femminile, per quanto inconsueta, è una grande opportunità. Per chi gioca e per i tifosi Quest’anno l’US Women’s Open si svolgerà la settimana dopo il Major: si tratta di un’opportunità fantastica, non solo per il golf femminile ma per il movimento in generale. L’US Open è la gara più bella e importante dell’anno e credo che per il pubblico poter vedere sia gli uomini che le donne giocare sarà un’occasione da non perdere. Il campo è meraviglioso: ho già avuto occasione di giocarci durante un US Open di qualche anno fa. È vero, quest’anno non c’è rough, e di conseguenza sarà determinante la tattica di gioco. Il campo sarà certamente preparato alla perfezione anche per noi donne, anche se temo che non troveremo un’erba perfettamente rasata ai lay up dei par 5. Ma lo staff dell’USGA a un meeting ha fugato tutti i nostri dubb e si è impegnato a garantire un campo perfetto. Lavoreranno giorno e notte, hanno detto, per assicurarci le condizioni di gioco alle quali siamo abituate.

COSTANTINO ROCCA

NE VEDREMO DELLE BELLE Bisogna giocare buca per buca con calma, cercando di non mancare mai i fairway

L’US Open è sempre stato un torneo su un campo reso molto tecnico per via delle buche lunghe, i fairway stretti, i green ondulati e il rough altissimo: una prova per la quale bisogna puntare sulla precisione, soprattutto per i colpi dal tee per rimanere in fairway, e allenarsi su putt sia di media che di lunga distanza, dato che i green sono velocissimi. Del resto, sappiamo che nei Major non ti preparano campi facili: anche Augusta non è una passeggiata. La novità di quest’anno, senza il solito “Open rough” e con ampi ostacoli di sabbia e zone di vegetazione selvaggia ai lati di fairway più ampi ma velocissimi, dimostra che un campo non è mai semplice o difficile a


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priori; ma lo si può portare in una direzione piuttosto che in un’altra attraverso varie modifiche. A mio parere, i giocatori troveranno ancora più difficoltà. Sarà importante non strafare, bensì concentrarsi a giocare buca per buca, senza rischiare di perdere colpi o pensando a come guadagnarne. Penso che la precisione del tee sia scontata per evitare il rough; però,

difficilmente possono vedere in altri tornei e imparare strategie dai propri beniamini. Forse risulta meno divertente per i giocatori che devono mantenere un’altissima concentrazione sino all’ultimo colpo.

FRANCESCO MOLINARI

MATTEO MANASSERO

L’US Open è il Major più vicino alla gente. Si gioca su campi pubblici e i biglietti non sono impossibili da trovare come ad Augusta, per cui l’atmosfera è molto diversa. A fronte di ciò, è sempre stato l’evento più difficile della stagione. Prima o poi, tutti vengono messi in difficoltà dal campo; quindi ciò che fa la differenza è la capacità di reagire nelle difficoltà. Per vincere ci vuole tecnica, tenuta fisica e capacità di reggere la pressione psicologica; ma per me contano soprattutto i colpi di recupero e la forza mentale per resistere alle difficoltà del campo. Penso che in passato si sia esagerato, a volte, con la preparazione dei campi; ma da quando se ne occupa Mike Davis le cose sono migliorate e tutti i giocatori apprezzano un campo difficile ma un po’ più “fair”. Per quanto riguarda la preparazione di Pinehurst No. 2 non credo che gli score cambieranno molto rispetto agli ultimi anni. Non l’ho mai giocato, ma so che i run off dei green e i fairway molto veloci con waste area ai lati sono le caratteristiche principali. Ovviamente un rough molto alto avrebbe stravolto le qualità originali del percorso. Quindi saranno molto importanti sia il gioco corto che la precisione dal tee: prendere i fairway aumenta di molto le chance di fermare la palla in green; e quando si mancano questi, non ci saranno up&down facili: per cui il gioco corto farà la differenza. u

GIOCO PERFETTO E TANTA PAZIENZA

Il segreto è capire quanto sia difficile il campo ed essere umili nel giocare per il par e per restare in gara

con certe posizioni di bandiere, converrà piazzare la palla in green per evitare più di due o anche tre putt. Saper reggere la pressione psicologica è determinante in un campo del genere; ma per vincere serve la combinazione perfetta di fisico e testa. E ci vuole pure un pizzico di fortuna. Sono convinto che ne vedremo “delle belle” e gli spettatori potranno ammirare colpi che

Ho giocato l’US Open tre volte, su tre campi molto diversi tra loro, anche perché uno è sulla costa ovest e gli altri due sono nell’Est degli USA. Al Congressional le condizioni non erano così estreme e infatti ha vinto Rory con -16: è stato un US Open particolare, senza la solita atmosfera di questa gara, e il campo non giocava da US Open. Gli altri due erano invece difficili, ma in maniera diversa. Merion era troppo bagnato, con rough altissimi, fairway strettissimi e green veloci e molto mossi. L’Olympic invece era più duro, la palla rotolava di più e anche un buon colpo poteva finire facilmente in rough in una posizione scomoda. Questi sono i due concetti dell’US Open: o estremizzano il campo per durezza e velocità; oppure optano per rough alto e fairway stretti. In generale, le condizioni sono sempre al limite della giocabilità. Per questo lo sforzo più grande, oltre al gioco, che deve essere al 100 per cento, è la pazienza. L’US Open è una gara dove puoi partire con +5 giocando bene (uno score che ti lascerebbe fuori da qualsiasi altro torneo) e trovarti alla fine a +1/+2 per un play off. Bisogna cercare di fare meno doppi bogey possibile; può succedere di buttare via un colpo, ma mai perderne più di uno alla volta. E le condizioni sono estreme anche a livello mentale. Per vincere, la preparazione mentale è fondamentale (come in tutti i Major); devi capire quanto sia difficile il campo ed essere umile nel giocare per il par e per restare in gara. Devi avere l’esperienza per reggere la difficoltà e reagire, magari senza attaccare. Per vincere l’US Open ci vogliono pazienza e intelligenza. Per quanto riguarda il torneo di quest’anno è difficile capire, dalla descrizione che ne hanno fatto, quanto sarà impegnativo il campo. Ma sarà comunque una gara ardua. A Pinehurst la difficoltà maggiore è intorno i green, che sono a schiena d’asino e molto duri. Sarà necessaria molta precisione dal fairway.

VINCERLO È IL MIO SOGNO

Un campo diverso in cui forza mentale e gioco corto faranno la differenza

ULTIM’ORA

COMPLIMENTI ANDREA

Al momento di andare in stampa è arrivata in Redazione la bella notizia che Andrea Pavan prenderà parte al prossimo US Open. Il 25enne romano si è guadagnato uno dei 14 posti nel field in palio nella Sectional Qualifying che si è svolta al Walton Heath Golf Club. Dopo aver concluso la gara (36 buche nella stessa giornata) all’11° posto con 140 (71 69, -4) insieme ad altri cinque concorrenti, Pavan si è dovuto impegnare in uno spareggio perché i promossi sarebbero stati solo quattro. È passato con un birdie alla prima buca insieme all’inglese Oliver Fisher e al danese Lucas Bjerregaard. Poi, alla successiva, l’altro inglese Tom Lewis ha relegato al ruolo di riserve il connazionale Danny Willett e il danese Morten Orum Madsen.

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SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP

AND THE WINNER IS... Fantagolf sul possibile campione

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DI

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Brutte notizie per i ragazzi che fanno il loro debutto all’US Open, L’ultimo a sollevare il trofeo alla sua prima apparizione nell’evento è stato Francis Ouimet nel 1913.

La storia ci dice che l’esperienza è essenziale in questo Major. L’ultimo amateur a vincere questa gara è stato Johnny Goodman nel 1933. Quindi il buon senso ci suggerisce di eliminare Matthew Fitzpatrick (a destra), Oliver Goss e Garrick Porteous.

Questo significa che escludiamo Jonas Blixt, Victor Dubuisson, Matt Every, Harris English, Graham DeLaet, Chesson Hadley, Joost Luiten e Patrick Reed (a destra).

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Tutti e tre i golfisti che hanno vinto un Major a Pinehurst (Denny Shute, US PGA 1937; Payne Stewart, US Open 1999 e Michael Campbell, US Open 2005) avevano 31 anni o più. Questo sbarramento dell’età ci vede porre fine alle speranze di Jason Day, Rickie Fowler (a sinistra), Billy Horschel, Dustin Johnson, Hideki Matsuyama, Rory McIlroy, Webb Simpson, Jordan Spieth e Gary Woodland.

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Tiger Woods (2000 e 2008) e Jack Nicklaus (1972) sono gli unici ad aver vinto l’US Open l’anno dopo aver vinto l’US PGA. È un motivo per escludere Jason Dufner.

LE QUOTAZIONI DEI BOOKMAKER

Phil Mickelson: il suo putting è avvantaggiato “Dopo sei secondi posti all’US Open, questo potrebbe finalmente essere l’anno di Phil Mickelson, se resta in forma. Il suo record a Pinehurst è buono (secondo nel

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STUART HOOD

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Gli europei vanno forte, ma non quelli sul continente. Nessuno dell’Europa continentale ha mai vinto l’US Open. Quindi perdiamo Thomas Bjorn, Nicolas Colsaerts, Gonzalo FernandezCastano, Sergio Garcia, Martin Kaymer, Francesco Molinari e Henrik Stenson (a sinistra).

Solo sei giocatori hanno difeso con successo il titolo dell’US Open. È un’eventualità molto rara, che è riuscita solo a Willie Anderson (1903-04-05), John McDermott (1910-11), Bobby Jones (1929-30), Ralph Guldahl (1937-38), Ben Hogan (1950-51) e Curtis Strange (1988-89). Quindi, con grande tristezza, poniamo fine alle speranze di Justin Rose.

1999 e 33mo nel 2005, malgrado un secondo giro in 77) e verrà avvantaggiato dalla decisione dell’USGA di ospitare l’US Women’s Open a Pinehurst la settimana seguente. La gara femminile, infatti, significa che non sarà consentito che i green si rovinino, come succede solitamente durante un Open. E questo è un grande vantaggio per Mickelson, che è dotato di un putting molto irregolare”. (Peter D’Arcy, www.ladbrokes.com)

Jim Furyk: è uno specialista “È uno specialista dei percorsi difficili e ha tanta pazienza; inoltre, dopo il recente restyling il campo sarà molto più affine alle sue caratteristiche. Il campione dell’US Open 2003 sarà alla sua 20ma presenza in questo Major e la sua esperienza dovrebbe dargli un enorme vantaggio su questo percorso”. (Steve Bamford, www.golfbettingsystem.co.uk)


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Ok, abbiamo voluto scherzare un po’. Ma non troppo: studiando le più recenti edizioni del Major, possiamo ridurre il field ai più probabili candidati al titolo

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Hale Irwin è il vincitore più anziano della storia dell’US Open. Aveva 45 anni e 15 giorni quando vinse a Medinah nel 1990. Quindi togliamo i giocatori che hanno più di 45 anni; il che lascia fuori Miguel Angel Jimenez (a destra), Kenny Perry e Steve Stricker.

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L’US Open è spesso il torneo in cui si vince per la prima volta un Major. È stato così per nove degli ultimi dodici vincitori, compresi gli ultimi cinque. Se le cose stanno così, dobbiamo rimuovere anche se in modo controverso e con qualche dubbio - una lunga lista di nomi eccellenti: Angel Cabrera, Michael Campbell, Stewart Cink, Darren Clarke, Ernie Els (a destra), Jim Furyk, Lucas Glover, Retief Goosen, Zach Johnson, Graeme McDowell, Phil Mickelson, Geof Ogilvy, Louis Oosthuizen, Charl Schwartzel, Adam Scott, Bubba Watson, Tiger Woods e YE Yang.

Dodici degli ultimi 15 campioni US Open hanno vinto sull’European o PGA Tour nei 18 mesi precedenti.

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Questo elimina (nel momento in cui scriviamo) KJ Choi, Luke Donald, Hunter Mahan, Ian Poulter (a destra), Nick Watney e Lee Westwood.

Quattordici degli ultimi 15 vincitori US Open avevano precedentemente registrato una top 30 nella gara. Pertanto diciamo “ciao” a: Keegan Bradley, Roberto Castro, Brendon De Jonge, Jamie Donaldson, Stephen Gallacher, Thongchai Jaidee, Chris Kirk, Matteo Manassero, DA Points, Richard Sterne, Kevin Streelman e Jimmy Walker.

... IL CHE LASCIA IN GARA

E IL VINCITORE È...

Bill Haas (a destra), Ryan Moore, Matt Kuchar, John Senden, Brandt Snedeker e Boo Weekley.

Ryan Moore

Webb Simpson: ha esperienza e regolarità “Il giocatore del North Carolina non vedeva l’ora di giocare un US Open a Pinehurst, da quando fu alfiere per il gruppo di Tom Watson nel 1999. Il 28enne ha vinto con regolarità nelle ultime tre stagioni, conquistando quattro titoli sul PGA Tour, compreso l’US Open 2012. Mettici la sua grande conoscenza del percorso e sicuramente rappresenta una buona puntata”. (Paddy Power, www.paddypower.com)

La scelta migliore sarebbe Matt Kuchar o Brand Snedeker, poiché l’analisi delle loro carriere suggerisce un Major imminente. Ma ci prendiamo il rischio di preferire Ryan Moore, che ha già vinto quest’anno, ha già tre titoli USGA (US Amateur 2004, US Amateur Public Links 2002 e 2004), prende - statistiche alla mano - tantissimi green e fa tantissimi birdie sui par 3 e par 4. I detrattori punteranno il dito sul suo record medio all’US Open (quattro volte fuori al taglio e una sola top 10 in sette presenze); ma Michael Campbell, per fare un paragone, è sopravvissuto a soli due tagli in sei US Open, prima di vincere a Pinehurst. GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 59


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SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP Bill Coore e Ben Crenshaw (sotto) hanno riportato indietro nel tempo la “Home of US Golf”.

RITORNO AL PASSATO Analizziamo il nuovo disegno di Pinehurst No. 2

DI

PETER MASTERS

Fairway ampi e niente rough. E sabbia incolta. Dopo il radicale intervento apportato, il percorso ha ripreso molte caratteristiche del progetto iniziale. E nel golf moderno è tutta una sorpresa

S

e avranno ragione, l’US Open 2014 potrebbe essere uno dei più avvincenti che si possano ricordare. Se avranno torto, potrebbe ridursi a una gara di putting, con uno score da record e un vincitore sconosciuto. “L’unica mia preoccupazione è che l’abbiamo reso troppo facile”, racconta Bill Coore, il cui lavoro, insieme a Ben Crenshaw,

ha riportato indietro nel tempo Pinehurst, la “Home of US Golf”. Ma cos’hanno fatto esattamente? Hanno preso un campo con fairway stretti e rough spesso e ne hanno fatto il negativo: ampi fairway e niente rough. Potrebbe sembrare una cosa da pazzi. Ma sicuramente Pinehurst 2014 non sarà noioso. Al posto di colpi tagliati per uscire dal profondo rough, i giocatori

avranno l’opportunità di tentare stravaganti colpi di recupero da ogni sorta di lie negli ostacoli di sabbia. L’uomo che sta dietro a questa scommessa è Mike Davis, executive director dell’United States Golf Association, l’ente organizzatore dell’US Open. Il suo è stato ruolo chiave, per la sua capacità di pensare al futuro abbracciando il passato. ➤ GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 61


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SPECIALE US OPEN CHAMPIONSHIP

CI VOGLIONO TECNICA E STRATEGIA

Un tracciato dalle forme inedite che potrebbe rivelarsi una ricca fonte di colpi spettacolari. ➤ ALLA RICERCA DI QUELL’ATMOSFERA

Donald Ross realizzò il layout originale nel 1907 e lo definì il più onesto test di golf competitivo che avesse mai disegnato. Fairway larghi e veloci erano circondati da waste area ugualmente ampie, caratteristiche del terreno sabbioso di allora. Pinehurst, infatti, fu costruito su un segmento di terra che per molti non valeva nulla. “Siamo all’inizio del secolo scorso”, ricorda Crenshaw. “Quando c’erano sabbia e pini e il campo aveva un certo aspetto e una certa atmosfera. Noi abbiamo voluto riportare tutto questo in vita”. Nessun bunker è sfuggito alle mani degli architetti e oggi la maggior parte del percorso non assomiglia nemmeno lontanamente a come era prima. Con fairway più ampi, fino a 46 metri in alcuni punti, molto del successo dell’evento di quest’anno sarà relativo alle condizioni di gioco.

DIFFICILE, NON IMPOSSIBILE Davis sa bene che, per essere il test che tutti si aspettano, Pinehurst No. 2 deve essere duro e veloce. “La mia previsione è che potremmo vedere un vincitore a -12 se siamo sfortunati e ci imbattiamo in temporali che possono ammorbidire i green”, ammette. “Ma io prevedo vittorie a +4 se il tempo sarà stabile. Sarà un test 62 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Un’ampia varietà di gioco in un ambiente il più naturale possibile: chi vuole vincere deve avere in sacca il colpo perfetto. E in testa molta fantasia difficile ma, alla fine, giusto. E otterremo quello che volevamo: identificare il miglior giocatore della settimana. Vogliamo che sia difficile, perché è un marchio di fabbrica dell’US Open; ma mi sono impegnato affinché non fosse talmente impossibile da avere un vincitore con lo score troppo alto”. Se i fairway sono elastici saranno più facili da mancare e la gara sarà molto più divertente da seguire. Davis è convinto che la possibilità di mancare l’erba sia la vera chiave del torneo. Trovarsi di fronte a un’avversità imprevista fa parte della pressione che mette alla prova la forza mentale del giocatore. “La cosa più interessante è data dalle aree di sabbia incolte. Che potranno procurare qualsiasi tipo di colpo: ci potrebbe essere della sabbia più soffice con delle impronte che renderebbero il colpo più difficile. Oppure, aghi di pino e qualche zolla. La palla potrebbe rotolare fino a un ciuffo d’erba. Quindi l’idea è che il giocatore possa trovarsi di fronte a un’ampia gamma di diversi colpi”. “Prima, Pinehurst No. 2 era come un campo pratica”, spiega Tony Smarelli, uno dei caddie più storici del club. “Era tutto erba, e tiravi tra gli alberi. Adesso, vedi tutti i suoi angoli e giochi da qualsiasi punto; è diventato un campo su cui ragionare. Ogni buca è bellissima”. u

Un anno e mezzo di lavori e 2,8 milioni di dollari di investimento, il tutto sotto la supervisione di un due volte vincitore di Major che è anche uno dei massimi cultori della storia e della tradizione di questo sport, Ben Crenshaw: il campo che vedremo a giugno sarà molto simile a quello concepito da Donald Ross agli inizi del secolo scorso, ma l’intervento non ha solo una valenza storica ed estetica. Per quanto riguarda gli aspetti del gioco, ad esempio, le waste area costituiscono senz’altro un elemento di sfida più vario rispetto al rough: la pallina potrà finire malvagiamente infossata nella sabbia, infilarsi con prepotenza in un ciuffo d’erba o adagiarsi placidamente sopra un insidioso cuscinetto di aghi di pino. Contestualmente all’eliminazione del rough, inoltre, sono stati allargati i fairway e questo permetterà ai giocatori di prendere in considerazione più opzioni strategiche per aggredire gli imprendibili green “alla Ross”, rispetto all’approccio “One way” che ha caratterizzato le edizioni precedenti. Interessanti anche gli effetti dal punto di vista ambientale: avere ridotto in maniera consistente l’area mantenuta a tappeto erboso ha permesso un notevole abbassamento dei consumi idrici (sono stati eliminati più di seicento irrigatori), di fertilizzanti e anche del carburante necessario per i tagli, la cui gestione adesso risulta semplificata con due sole differenti altezze (una per i green e l’altra per il resto del percorso). Il ripristino delle waste area, inoltre, ha visto emergere diverse essenze erbacee autoctone che erano sparite dal campo, e che adesso sono sottoposte a monitoraggio e valutazione da parte della North Carolina State University. Si può dire che questo intervento rispecchi in pieno la filosofia di Donald Ross: ampia varietà di gioco in un ambiente il più naturale possibile. (Stefano Boni, dottore agronomo, Superintendent diplomato SNG-FIG e collaboratore FIG)


Golf Italiano 02/06/14 13:56 Pagina 1


064_065_SeniorTour_Rocca_OK 02/06/14 19:49 Pagina 64

VOGLIO TORNARE

ilSENIORTOURdi TINO

DI

C O S TA N T I N O R O C C A

IL ROOKIE DEL 2007 Nel suo anno d’oro sul Senior Tour, Costantino Rocca ha conquistato due titoli e diversi secondi posti. Che ricorda con una gran voglia di ripetere quella stagione da favola

O

gni anno, intorno a fine gennaio, quando ricevo il calendario gare della stagione, inizio a pensare ai tornei che giocherò e a quelli in cui mi pacerebbe particolarmente registrare un bel piazzamento. Nel primo semestre dell’anno ci sono pochi tornei molto diluiti nel tempo, quindi la vera stagione inizia a luglio e da lì in poi, giocando più spesso, si riesce a tenere un buon ritmo, cosa che non succede invece giocando solo fuori gara o nelle Pro Am. Pertanto, non avendo ancora iniziato a calcare i green del Senior Tour di

64 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

quest’anno, su questo numero mi piacerebbe parlare delle vittorie che ho ottenuto sul circuito negli anni passati, sperando che il rimembrare sia di buon auspicio...

DOPO DIECI ANNI DI NUOVO IN VETTA Il primo titolo sul Senior è arrivato al secondo torneo della stagione, in Irlanda (AIB Irish Seniors Open 2007). È stata una bellissima vittoria, perché giocare su un campo tecnicamente valido, anche se con partenza avanzata rispetto all’European Tour, con vento e pioggia, non è stato facile.

L’ultimo giro l’ho giocato testa a testa contro l’australiano Stewart Ginn. Il par all’ultima buca è stato decisivo, infatti, dopo il primo brutto colpo, ne ho fatto un secondo di recupero importante in green a 35 metri, e con due putt ho pareggiato la buca. Il mio avversario, con il suo bogey e probabilmente messo sotto pressione dal mio par, mi ha “regalato” la vittoria con due colpi di differenza. Ricordo ancora con molto piacere, nonostante sia passato qualche anno, il calore del pubblico che mi ha seguito per tre giorni supportandomi fino alla fine ed


064_065_SeniorTour_Rocca_OK 02/06/14 19:49 Pagina 65

come la Race to Dubai dei Seniores (The Kingdom of Bahrain Trophy 2007). Questa vittoria mi ha permesso di arrivare secondo nell’ordine di merito, sempre dietro a Mason. Anche in quella occasione ho vinto per un colpo. È stato bello perché alla buca 17, un par 4 difeso dall’acqua frontalmente e lateralmente, ho giocato un drive mettendo la palla in asta e giocando per l’eagle; e questo mi ha permesso di mettere sotto pressione il mio compagno di gioco. Nello stesso anno sono arrivato altre tre volte secondo, sempre dietro a Carl Mason, una volta in play-off e un’altra volta a cinque colpi di distanza.

E SE QUESTO FOSSE UN ALTRO 2007? Dal mio ingresso nel Senior Tour, il 2007 è stato senz’altro l’anno più positivo, e con queste due vittorie mi sono aggiudicato

L’Irish Open e, a destra, The Kingdom of Bahrain Trophy. Qui a fianco, con “Carletto” Mason.

esultando con me. È stata una vittoria sofferta ma molto gratificante, soprattutto perché era dal ’97 che non vincevo, quindi mi ha dato una grande carica.

E POI È ARRIVATO IL BIS

Con una bottiglia di Hardys Wine invecchiata dodici anni come premio per “Rookie of the Year”.

Infatti, la seconda vittoria non ha tardato ad arrivare. Dopo diversi piazzamenti in seconda posizione - sempre dietro al mio amico Carl Mason (per gli amici Carletto) il secondo podio è arrivato in Inghilterra, in un campo molto delicato, nell’ultimo torneo della stagione, che possiamo considerare

il premio di “Rookie of the year”, ovvero il premio del migliore nuovo entrato/matricola, ed esserlo a 51 anni non è male! Quest’anno, dopo alcune stagioni di “fermo”, spero vivamente di riuscire a vincere di nuovo. In questo momento mi sto preparando e mi sento in forma per poter competere ed ottenere buoni piazzamenti. Rispetto a quando ho iniziato, ogni anno ci sono giocatori sempre più validi e agguerriti che arrivano direttamente dal tour europeo, ma il bello è anche questo. Non mi è mai piaciuto vincere facile! u GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 65


066_ItalianProTour_Berici_NUOVO_OK 03/06/14 08:09 Pagina 66

ALEXANDERA SORPRESA

ItalianPROTOUR

Al britannico Christie la gara d’esordio del calendario FIG

Il giocatore inglese vince inaspettatamente l’Alps Tour Colli Berici. Buona, comunque, la prova degli italiani

DI

A L E S S A N D R O R O G AT O

Christie (al centro) ha avuto la meglio su Nino Bertasio (a sinistra) e Alessio Bruschi (a destra).

L’

Italian Pro Tour 2014 è iniziato sul percorso del Golf Club Colli Berici, al battesimo internazionale, con l’Alps Tour Colli Berici, primo dei nove eventi del circuito. Sul tracciato veneto i giocatori azzurri sono stati tra i protagonisti, ma ancora una volta non è arrivato il successo che nelle gare del tour valide per la money list manca dal settembre 2012, quando Niccolò Quintarelli si impose nel Dolomiti Open. Vincitore un po’ a sorpresa è stato il 29enne inglese Alexander Christie, che ha siglato il primo titolo nell’Alps Tour bruciando sul filo di lana Nino Bertasio; e hanno sicuramente raccolto meno di quanto hanno seminato Alessio Bruschi (4º), che ha pagato una flessione nel turno conclusivo dopo esser stato in vetta in quello iniziale, e Joon Kim (7º), che ha sempre navigato in alta classifica. Meritano una doverosa citazione Andrea Signor (12º), Andrea Romano (15º) e l’olgiatino Philip Geerts (19º), che ha ricevuto l’argento come miglior dilettante italiano.

“CONGENIALE AL MIO GIOCO” Alexander Christie, che ha ricevuto un assegno di 5.800 euro su un montepremi di 40mila, ha così commentato la sua impresa: “Appena ho preso contatto con il percorso ho avuto la sensazione che potesse essere congeniale al mio stile di gioco. Buca dopo buca ho avuto segnali sempre più confortanti e nell’ultimo giro ho trovato la giusta 66 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

continuità realizzativa. Sono veramente felice per la mia prima vittoria in questo circuito”. Nino Bertasio ha raccontato: “Un peccato non essere riuscito ad agguantare il playoff per un solo colpo, ma ho pagato un paio di sbavature nella parte centrale del turno, che sono state decisive. Però va dato atto a Christie di aver offerto una prestazione di grande spessore”. Il torneo è stato anticipato dalla Colli Berici Pro Am.

METEO IN DIRETTA È stato istituito anche il servizio di Physio Team con due fisioterapisti a disposizione degli atleti per tutta la durata del torneo. Inoltre, durante ogni evento, sul sito www.italianprotour.com è consultabile una sezione con previsioni meteo dettagliate e aggiornamenti in tempo reale a cura di Golfmeteo. Le informazioni rilevate vengono anche inviate a monitor all’interno o all’esterno del circolo in cui si gioca.

SPONSOR DI LIVELLO La manifestazione, allestita dal Comitato Organizzatore Open Professionistici di Golf della FIG, è stata sostenuta dallo sponsor Solid Works. Media partner Sky, fornitori ufficiali Frosecchi e John Deere e Charity partner (una delle novità 2014) Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica onlus. Inoltre, hanno dato il loro contributo gli sponsor: Eismann, Fiamm, Hotel De La Ville, Kiton, Morato Pane,

Riello, Roberto Coin, Sorelle Ramonda, Trivellato Concessionaria Mercedes, Vini Santa Margherita, Xacus, Zelger-Tirapelle.

ONDULAZIONI E SCENARIO INCANTEVOLE Il percorso di Colli Berici ha superato a pieni volti l’impatto con il grande golf internazionale. Disegnato da Marco Croze, è stato inaugurato nel 1988. Le sue qualità principali sono le differenze di quota e le ondulazioni. Campo ad elevato contenuto tecnico, ha una configurazione molto vivace e dinamica che richiede precisione e oculate strategie di gioco. Da sottolineare anche il contesto naturale con scorci panoramici che variano dalle Prealpi alle Piccole Dolomiti e alla Pianura Padana verso Verona.

UN CALENDARIO FITTO E COMBATTUTO L’Italian Pro Tour, dopo l’Alps Tour Asiago, prosegue con il Ladies Italian Open (Perugia, 27-29 giugno), uno dei due eventi clou, mentre l’altro sarà l’attesissimo 71º Open d’Italia maschile (Torino, 28-31 agosto). Sono in calendario altri tre eventi: il Servizi Italia Open 2014 (Asolo, 16-18 luglio), il Memorial Giorgio Bordoni (La Pinetina, 3-5 settembre) e l’Alps Tour Miglianico (Miglianico, 17-19 ottobre). L’Olgiata ospiterà nuovamente una gara del Challenge Tour (EMC Golf Challenge, 2-5 ottobre) e la stagione si chiuderà con il Campionato Nazionale Open al San Domenico (27-30 novembre). u


Fibrosi Cistica 06/03/14 18:18 Pagina 1


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JFK

070_071_Yesterday_Kennedy_OK 02/06/14 20:18 Pagina 70

GOLF YESTERDAY

e IL FILMINO DI

MASSIMO DE LUCA

MALEDETTO

Molti presidenti USA sono stati grandi giocatori. Kennedy fu il migliore di tutti. Un Super8 del suo swing era pronto per essere analizzato da Arnold Palmer. Ma...

Con questo numero prende il via un nuovo appuntamento: questa pagina ci racconterà ogni mese aneddoti e curiosità di grandi personaggi del recente passato impegnati in campo. Esponenti illustri della politica, della società o del costume che, come tutti noi, hanno inseguito i birdie, si sono scontrati con i bogey, hanno sfidato le loro personalissime 18 buche. Anche il gioco dei grandi è ricco di mille piccole storie. Che noi adesso vogliamo raccontarti.

I

l golf è stato, praticamente da sempre, uno degli sport preferiti dei Presidenti degli Stati Uniti, a partire da William Howard Taft, corpulento inquilino della Casa Bianca dal 1909 al 1913, che arrivò al punto di condannare a una lunga anticamera il Presidente cileno in visita ufficiale, per non concludere in anticipo un giro di 18 buche. Un suo ferro dell’epoca è il primo nella rastrelliera esposta al Burning Tree Club di Bethesda, Maryland, che comprende anche i bastoni dei suoi successori Wilson, Harding, Roosevelt,

Eisenhower, Kennedy, Johnson, Nixon, Ford, Bush padre e figlio, Clinton e, da ultimo, anche Obama.

FLUIDO, SEMPLICE, ELEGANTE Di tutti, per unanime riconoscimento degli specialisti, il più bravo è stato il presidente più amato e, soprattutto, l’autentica icona storica del Partito Democratico. Ovvero John Fitzgerald Kennedy. Il quale, evidentemente, conosceva bene i meccanismi e le malizie della comunicazione. E allora, siccome

Jacqueline Kennedy segue il marito in campo a Hyannis Port, a bordo di golf car avveniristici per l’epoca. 70 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014


070_071_Yesterday_Kennedy_OK 02/06/14 20:18 Pagina 71

era che Kennedy amava molto il golf e se la cavava benissimo: dalle poche foto successivamente diffuse, si apprezza uno stile fluidissimo nello swing e una divina semplicità nella tenuta di gioco (polo, pullover a V, pantaloni kaki e spesso, addirittura, mocassini tipo college). Sullo sfondo, un’impeccabile Jacqueline a bordo di un voluminoso cart dell’epoca. Era talmente preoccupato, JFK, di apparire diverso da Eisenhower, che ammise di essere andato a giocare un certo giorno dei suoi primi mesi di presidenza solo perché la sua improvvisa fuga dalla Casa Bianca aveva scatenato voci ben più compromettenti: ovvero che si fosse concesso un pomeriggio d’amore extraconiugale (la sua inclinazione per le belle donne era già ampiamente nota).

ARRIVARE PRIMI

doveva attenuare l’immagine da Grande Gatsby che gli derivava dall’essere nato miliardario, e poiché si trovò a succedere a un Eisenhower talmente golf-maniaco da essere stato accusato di passare più tempo sul green che in ufficio, quando fu eletto vietò a lungo agli uomini del suo staff di diffondere sue fotografie di gioco e, contemporaneamente, si divertì a mostrare ai primi visitatori della Casa Bianca i segni lasciati sul parquet dello Studio Ovale dai chiodi delle scarpe da golf del suo predecessore, l’odiato (da lui) Eisenhower. Che, questo era il sottinteso, aveva trasformato la White House in una Club House, tanto da aver fatto realizzare un pitching-putting green nel lato sud del parco presidenziale. Ma la realtà, appunto,

Soprattutto, è eloquente l’episodio di Cypress Point, uno dei campi più belli del mondo, a Monterey, in California: qui Kennedy s’era ritagliato una piccola pausa durante la campagna elettorale, a pochi giorni dalla Convention democratica che l’avrebbe lanciato verso la Casa Bianca, insieme a un suo compagno d’armi della Seconda Guerra mondiale. Alla buca 15, un corto par 3, il suo ferro 7 puntò dritto alla bandiera, colpì di rimbalzo l’asta e si fermò a pochi centimetri dalla buca. Il suo partner incitava la palla ad andar dentro, invece Kennedy, rimasto in silenzio, tirò un gran sospiro di sollievo quando la vide fuori: «Se avessi fatto hole-in-one, sarebbe stata una rovina: la notizia si sarebbe diffusa e gli americani avrebbero pensato che un altro maniaco di golf vuole entrare alla Casa Bianca». Quanto alla consistenza del suo gioco, si sa che era capace di scendere tranquillamente sotto gli 80 colpi, che scagliava il tee shot intorno ai 200 metri con un legno 3 dell’epoca, ma che il suo vero forte era il “tocco” nel gioco corto. Ci teneva a giocar bene (e a vincere). Era nato, del resto, in una famiglia che, per volontà del patriarca Joseph, aveva assunto a imperativo il motto: “Arrivare primi”, nello sport come nella vita; e, come s’è visto, è un motto che ha trovato applicazione. Nei mille giorni di presidenza, giocò, in media, un paio di volte al mese e l’aneddotica sul suo comportamento in campo riporta sempre a questa inesausta voglia di vincere.

pressione all’avversario che stava per tirare il primo colpo, gli sussurrava: «Attento al bunker!», oppure «C’è il lago lì, mi raccomando!». Un altro si sarebbe beccato qualche parolaccia di ritorno, ma il Presidente non poteva essere mandato al diavolo e lui, sorridendo, ne approfittava. Il Generale Chester Clifton, suo attaché militare, si trovò a giocare una quattro palle con lui: sull’ultima buca, Clifton aveva un corto putt per pareggiare i conti con gli avversari. Lo mancò e, subito, sentì alle spalle la voce di JFK che diceva: «Nice putt, Sergente», lasciando intuire un immediato declassamento. In un’altra occasione, toccò a un senatore democratico dell’Indiana, in piena campagna elettorale per il rinnovo della carica: giocando contro il Presidente ebbe la malaugurata idea di imbucare un lungo putt per la vittoria finale. «Hey Dan», disse subito Kennedy a Dan Powers, suo assistente e amico, «cancella subito dall’agenda quel viaggio che avevamo programmato in Indiana».

CERCANDO “THE KING” Nel corso del suo mandato, però, il Presidente fu costretto a un lungo stop: nel maggio ’61, piantando un albero nel corso di una cerimonia ad Ottawa, s’infortunò alla schiena, suo punto debole per un disagio congenito più che per le ferite di guerra, come accreditato dalla stampa. Solo nuoto e ginnastica, per ordine dei medici, fino al luglio del ’63. Quando finalmente tornò a provare uno swing, JFK ritrovò l’abituale scioltezza (aveva approcciato il golf fin da ragazzo) ma voleva migliorare il suo gioco. Chiese perciò al suo fotografo ufficiale di realizzare un filmino 8 mm con la ripresa completa e rallentata del suo swing pieno, del suo modo di puttare, del suo gioco corto. Avrebbe invitato a Washington, per avere dei consigli, nientemeno che Arnold Palmer, pur sapendo che “The King” era repubblicano e amico fraterno di Eisenhower. Quando il film fu pronto, Kennedy consultò l’agenda: Palmer si poteva invitare a fine novembre. Prima, c’era solo un impegno: una visita ufficiale nel Texas, a Dallas, il giorno 22 novembre 1963. u

ANEDDOTI DA GREEN I tanti libri di memorie usciti dopo la sua morte restituiscono frammenti di vita vissuta sul campo: a quanto pare, JFK era uno di quei golfisti che, per mettere GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 71


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«GRAN PARTE DEGLI ERRORI CHE SI VEDONO IN CAMPO SONO CAUSATI DA IMPRECISIONI VISIVE».

72 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014


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E ORA Usare occhiali tecnici permette di giocare meglio

iDOSSIER

BUONA

VISIONE Allenare gli occhi per migliorare il proprio score sembra un’esagerazione. Eppure sono molti i giocatori che si rivolgono a un Centro specializzato nella Visual Sport Performance. Esistono esercizi particolari e mirati, che seguono un preciso protocollo. E funzionano DI

D

PETER MASTERS –

FOTO DI

S T E P H E N D AV I S O N , PA C E M A K E R P R E S S

ue mesi prima del suo ritorno alla vittoria in occasione dell’Open Championship 2012, Ernie Els ci aveva concesso un’intervista esclusiva dalla sua abitazione di Wentworth, in cui ci aveva parlato entusiasta di un segreto che l’avrebbe ringiovanito come giocatore. “Il vecchio Ernie è tornato”, ci aveva garantito prima di spiegarci come alcuni esercizi per gli occhi eseguiti di fronte al suo laptop stavano migliorando il suo gioco e, di conseguenza, la sua sicurezza. Per scoprire come i nostri occhi condizionano i numeri che scriviamo sul nostro score, abbiamo

incontrato Susan Park, optometrista da oltre vent’anni e da sette specializzata nella visione sportiva, nonché titolare di SY.EYE, un’unità rivolta alla visual sport performance alla quale si sono rivolti innumerevoli sportivi di ogni disciplina (tra i golfisti, Padraig Harrington, Darren Clarke e molti altri). Gli occhi sono lo specchio dell’anima; ma sono anche, a quanto pare, delle spie silenziose sullo stato generale del nostro gioco. Non sono passati molti minuti in presenza della Park prima che i miei occhi tradissero il gioco o, meglio, il mio gioco. “Ti vedi come un ➤ GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 73


072_075_Dossier_Occhi_OK 02/06/14 20:25 Pagina 74

iDOSSIER

E ORA, BUONA VISIONE

Questo test rivela problemi con la misurazione della distanza. In campo, potrebbe essere un disastro...

Com’è la tua vista in una luminosa giornata di sole rispetto a una nuvolosa? “Credo fermamente che gran parte degli errori che si vedono in campo siano causati da imprecisioni visive”, garantice la Park. “Sappiamo che un top player praticherà il controllo della distanza con tutti i bastoni che ha in sacca, ma questo non lo renderà immune dagli errori. Se il caddie ti dice che sono 150 metri, ma a te sembrano 140, allora c’è da aspettarsi che ti lascerai il colpo un po’ corto. Ma per avere successo nel golf hai bisogno che tutto lavori nel migliore dei modi. Occhi compresi”. Quanto sia importante la vista per un golfista sembra una considerazione stupida. Ma cosa succederebbe se ti dicessero che chi ha l’occhio sinistro dominante fa più probabilmente draw rispetto agli altri? E che più della metà dei giocatori dell’European Tour ha l’occhio sinistro dominante? Aggiungici il fatto che David Howell, uno dei migliori puttatori del Tour e raramente fuori dalla Top 10 in questa categoria, ha la vista migliore mai testata da SV.EYE in tutti gli sport. Sicuramente non si tratta solo di una coincidenza! Solo ascoltare Susan che parla della complessità di come funzionano gli occhi e del fatto che entrambi hanno nove muscoli strutturati in modo simile a quelli di braccia e gambe, ti fa capire l’importanza di una vista perfetta. Sembra che avere dieci decimi non sia sempre sufficiente per un golfista. Molti sportivi ne hanno undici, sebbene il classico esame della vista non sia neanche lontanamente preciso come invece deve essere quello per lo sport ad alto livello.

TEST SEMPLICI E RISULTATI “CRITICI”

➤ cattivo puttatore, ma è solo perché tendi a

lasciarti putt corti”, mi ha detto.

GLI OCCHI TRADISCONO IL TUO GIOCO “Potrei dirti che hai la tendenza a perdere la concentrazione molto facilmente, soprattutto verso la fine del giro, quando iniziano a insinuarsi gli errori. Nelle seconde nove, mi aspetto che tu sia più facilmente distratto dai rumori e da cosa succede intorno a te. Sospetto anche che tu abbia un lieve astigmatismo all’occhio destro che può influenzare il tuo giudizio sulle distanze e sulle linee”. Mi avevano avvisato che sarebbe potuto succedere questo. “Sarà in grado di dire cose su di te solo guardandoti e osservandoti”, mi avevano detto. Così, mi 74 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

sono ritrovato ad annuire mentre la Park mi rivelava le sue conclusioni su di me. Aveva ragione, ovviamente, su tutto: i test a cui poi mi ha sottoposto hanno semplicemente confermato quello che lei già sapeva.

NON BASTANO DIECI DECIMI Molti golfisti penseranno che, siccome riescono a vedere la bandiera, allora i loro occhi funzionano bene. Ma non è necessariamente vero. La domanda che ci si deve porre è: la vedi bene con entrambi gli occhi? E qual è la tua percezione della profondità?

Gli esami di Susan Park sono semplici, ma devastanti. Leggere una serie di lettere via via sempre più piccole su un monitor o farsi iniettare un liquido nel bulbo oculare sono cose familiari che ho vissuto nelle mie recenti visite dall’oculista; ma quando vedo realizzare un agglomerato di fili con delle perline colorate dislocate a vari intervalli, l’esperienza prende una nuova piega. “Voglio che ti concentri su una perlina tenendo il filo sulla punta del naso”, mi chiede la Park, bloccando l’altro capo del filo vicino


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ECCO COME MIGLIORARE LA TUA VISTA IN CAMPO Questi tre semplici consigli ti permettono un lavoro mirato sui muscoli oculari

1. Fai rimbalzare la palla Scrivi i numeri da 1 a 10 su una pallina. Poi falla rimbalzare sulla faccia del tuo wedge il più a lungo possibile. Chiama i numeri in sequenza quando li vedi apparire. Questo esercizio fa lavorare i muscoli oculari ed esercita il tuo focus.

al fondo della porta. Scelgo una perlina gialla a un metro e mezzo e focalizzo il mio sguardo. Con la visuale periferica posso vedere due fili che scendono verso la perlina, convergendo in un punto leggermente prima di questa. La Park mi chiede dove si trova esattamente il punto di convergenza. La mia risposta è 5 cm prima della perlina. “Il messaggio che arriva al tuo cervello è che la perlina è 5 cm più vicina di quanto sia in realtà”, mi spiega. “Più lontana da te è la perlina, più grande è l’errore. Questo potrebbe aiutare a spiegare perché tendi a lasciare i tuoi putt troppo corti o non riesci a raggiungere il tuo obiettivo con i ferri”. Passo molti test con facilità, ma ce ne sono altri che mi bloccano. L’optometrista mi consegna un pezzo di carta, con un buco al centro, che devo tenere di fronte a me. Ci sono dei numeri stampati sul perimetro, e attraverso il foro nel mezzo riesco a vedere un altro circolo di numeri stampati sulla parete. L’obiettivo è abbastanza semplice: leggere i numeri sulla parete nella posizione di mezzogiorno e poi il numero corrispondente sulla carta che tengo in mano, passando poi al numero più vicino. Tre giri senza errori mi richiedono 23 secondi. Che poi miglioro a 20. Una buona prova, prima di essere informato che sono

fuori dagli standard di 12 secondi. Ma il peggio deve ancora venire, quando Susan fa spuntare una lente di fronte ai miei occhi e poi la toglie di nuovo chiedendomi quando un oggetto distante è a fuoco e quando non lo è. Sento gli occhi combattere come un pensionato pancione su un treadmill. Infine, la parola “critico” appare sul foglio dei miei esiti. Non è proprio una di quelle parole che vorresti vedere in qualsiasi modulo relativo alla tua salute fisica.

PUOI SALVARE TRE COLPI A GIRO Alla fine, abbiamo una notizia buona e una cattiva. Susan mi prescrive un allenamento visivo che include una moltitudine di esercizi e consigli. “Penso che sarà dura e che, all’inizio, non mi apprezzerai molto”, sorride. “Devi fare gli esercizi per evitare che i tuoi occhi continuino a sforzarsi. Più a lungo lo permetterai, più difficile sarà tornare in forma. È come andare in palestra. Cambieremo il tono muscolare”. Ma ecco la bella notizia. “Avendo lavorato con giocatori di ogni livello, da quello di Tour all’hcp 12 e oltre, posso sostenere che la cura degli occhi può migliorare il tuo score di due o tre colpi a giro. Non è un’ipotesi, è un dato di fatto. Che abbiamo anche dimostrato con analisi statistiche”. u

CAMPIONI DA TRENT’ANNI 2. Indossa un paio di occhiali tecnici Scegliere un punto di atterraggio risulta più facile indossando degli occhiali tecnici, perché questi esaltano i contrasti dell’erba. Quindi, negli approcci al green, usali per focalizzare le ombre sull’erba dove dovresti mandare la palla.

3. Tieni fermo lo sguardo Un colpo solido inizia dagli occhi. Movimenti oculari possono portare a involontari movimenti muscolari. Quindi è fondamentale allenare gli occhi a rimanere fermi. Prova a puttare da un marchino e poi, dopo l’impatto, resta con lo sguardo su quel punto.

Per celebrare i propri trent’anni di storia, Oakley rivisita, con la nuova collezione “Heritage”, i pezzi forti che hanno contraddistinto tre decenni di sport. All’interno della linea, il modello RadarLock presenta una montatura leggera e confortevole, disegnata in modo da mantenere sempre le lenti perfettamente allineate, nonostante le sollecitazioni del gesto atletico e i repentini cambi di direzione. Il ponte nasale alto (19 mm) permette una maggiore ampiezza del campo visivo e terminali e naselli sono in materiale specifico, per una presa efficace anche in caso di cute sudata. Le lenti, intercambiabili per ottimizzare le prestazioni in ogni ambiente, assicurano una percezione ottimale anche agli estremi del campo (visivo, non quello di golf!) e presentano particolari porte di sfiato, debitamente orientate per incanalare il flusso dell’aria. Sono disponibili in diverse referenze: polarizzate, per abbattere il riverbero; fotocromatiche, per adattarsi a condizioni di luce variabile; in Plutonite, per filtrare il 100% dei raggi UV; o rivestite in Iridium, per contrastare il riverbero e assicurare una trasmissione controllata della luce. Info: http://it.oakley.com

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NONOSTANTE TUTTO,

iDOSSIER

A colloquio con gli organizzatori dell’Open d’Italia

CE LA FACCIAMO La crisi economica ha avuto conseguenze pesanti anche sui tornei: meno sponsor e budget più limitati. È un problema che hanno tutti i Paesi, Italia compresa. Dove, però, sappiamo fare miracoli

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n tempi come questi, l’organizzazione di un Open non può essere un’operazione tranquilla. Se gli Open, poi, sono due, e nel giro di due mesi, le incombenze raddoppiano e le preoccupazioni pure. L’incontro che Golf Today ha avuto con Alessandro Rogato e Barbara Zonchello, rispettivamente Presidente e Direttore del Pro Tour, in vista dell’Open femminile (25-29 giugno, Golf Club Perugia) e dell’Italian Open maschile (27-31 agosto, Golf Club Torino) ha rispecchiato, naturalmente, le difficoltà del periodo ma nella serena consapevolezza maturata da chi, nel recente passato, ha già affrontato e superato situazioni analoghe, anche brillantemente. Sarebbe impossibile, del resto, ignorare le difficoltà di assemblare un pacchetto di sponsor di livello nel pieno di

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un lungo periodo di crisi come quello in corso e in un Paese di modesta cultura golfistica come il nostro. “E infatti conferma Alessandro Rogato - facciamo una gran fatica a comunicare la valenza promozionale di un evento come l’Open d’Italia quando l’imprenditore o il manager con cui entriamo in contatto non ha esperienza golfistica. Completamente diverso il discorso quando l’interlocutore è anche un giocatore: allora il prestigio, la notorietà, l’efficacia della copertura televisiva garantita da Sky vengono immediatamente percepiti ed è facile mettersi d’accordo. La difficoltà che riscontriamo, in pratica, è quella di allargare il cerchio ad aziende nuove, finora estranee all’ambiente. Ma, con tutto questo, andiamo avanti bene su tutti i fronti.


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LADIES ITALIAN OPEN PRESENTED BY RUCOLINE Rogato: “Si è molto parlato, con scarsa cognizione e senza verifiche alla fonte, di grandi difficoltà che avrebbero messo in forse l’Open femminile, che invece si farà e, oltre ad avvalersi dell’appoggio della Regione Umbria paragonabile a quello di un Title sponsor (come accade anche a Torino con la Regione Piemonte per l’Open maschile), avrà un presenting sponsor, perciò si chiamerà Ladies Italian Open presented by Rucoline, marchio di primo livello nella moda femminile. Per la ProAm c’è una Banca di primaria importanza come Sanpaolo Invest. Poi abbiamo Liomatic, azienda del settore della distribuzione automatica, che, dopo aver sponsorizzato squadre di calcio, rugby e basket, entra per la prima volta nel golf. Per il servizio di courtesy car, ha confermato la

Alessandro Rogato e Barbara Zonchello. Sotto, Francesco Molinari nel suo “Torino” durante l’Open 2013 e la festa finale del vincitore Julien Quesne.

collaborazione con noi Jaguar, come Official Automotive. Così stiamo facendo rivivere l’appuntamento più importante del nostro golf femminile dopo un’assenza di tre anni”.

71° OPEN D’ITALIA: NUOVI SPONSOR “Per la nostra gara più importante - dice poi Rogato - abbiamo già comunicato novità significative: gli accordi con Emirates come Official Airline e con Il Sole 24Ore quale media partner. Ci sono le conferme di Rolex, Lavazza e DiaSorin, oltre al ritorno di Colmar. Altri importanti contatti sono in corso e arriveranno novità a breve. In Europa tutti fanno fatica a trovare sponsorizzazioni al livello di quelle del passato. Basti pensare che l’Open di Spagna non ha title sponsor. Si chiama Open di Spagna, punto e basta. Intendiamo poi valorizzare l’offerta al pubblico di prodotti gastronomici di qualità e abbiamo in corso

contatti con la società più qualificata del settore per fare dell’Open anche un appuntamento, come dire, “goloso”. “È importante però - continua Zonchello sottolineare un particolare: il nostro Open gode paradossalmente di prestigio e considerazione quasi più all’estero che in Italia. È percepito benissimo dai giocatori e dai vertici dell’European Tour. Tutti dimostrano piacere e interesse nel venire in Italia. Merito, certo, del fascino del nostro Paese ma anche della credibilità costruita negli anni dagli organizzatori. E mi riferisco, naturalmente, anche a chi ha ricoperto questo ruolo prima di noi. La continuità, nel tempo, di un’organizzazione seria, la qualità dei campi che hanno ospitato le varie edizioni, la collaborazione tra Federazione ed European Tour hanno creato e consolidato un’immagine molto positiva che prescinde anche dall’entità del montepremi. Certo, se un domani sarà possibile fare un grosso salto di qualità anche da questo punto di vista, la partecipazione sarà ancora più qualificata. Ma, nel contesto dei tornei di medio budget, l’Italian Open gode di grande considerazione. E poi, un altro particolare non da poco: la Francia organizza un grande Open ma, pur avendo alle spalle uno

McGINLEY:“NON VEDO L’ORA DI ESSERE LÌ”

L’Italian Open quest’anno è particolarmente importante. Sarà, infatti, l’ultima prova a dare punti per la successiva Ryder Cup di Gleneagles. Nel field, un giocatore particolare “A Wentworth”, racconta Barbara Zonchello, Direttore del Pro Tour, “ho incontrato Paul McGinley, il capitano di Ryder Cup. Mi ha detto che non vede l’ora di tornare in Italia, che porterà con sé la famiglia e sarà in campo da giocatore, tenendo d’occhio da vicino i suoi ragazzi alla vigilia della convocazione per Gleneagles”. Arriva, pertanto, anche dal capitano europeo la conferma del richiamo che il nostro Open esercita sul palcoscenico internazionale. “La sua presenza invoglierà non solo quelli che tenteranno l’ultimo assalto alla conquista di una carta per la Ryder, ma anche gli altri, magari già qualificati, che coglieranno l’occasione di farsi vedere dal capitano”. Il quale, poi, comunicherà le sue scelte definitive il martedì dopo a Wentworth, perché si dovranno aspettare anche i risultati finali del Deutsche Bank in programma, quella settimana, a Boston”.

sponsor come Alstom, ci ha perso e continua a perderci soldi, mentre la Federazione Italiana Golf non ha avuto alcun esborso per l’edizione 2013. I contributi, come previsto, li ha erogati per le due tappe del Challenge, le cinque dell’Alps e per il Campionato Nazionale Open”. “L’Italia è stata la prima - interviene Rogato - a sviluppare in forma integrata un discorso completo di organizzazione gare ai tre livelli (European Tour, Challenge, Alps) e questo ci viene riconosciuto e ci dà credibilità ovunque andiamo”.

"ITALIANI GRANDI NEL LAST MINUTE" “È vero - aggiunge Barbara Zonchello, fresca reduce da una serie di incontri a Wentworth - che, sorridendo, gli amici stranieri ci dicono che noi italiani siamo i re del ‘last minute’. Però ci riconoscono questa grande capacità di sistemare tutto in pochissimo tempo”. “L’anno scorso ricorda Rogato - a conclusione dell’edizione del Lindt Italian Open, Jamie Birkmyre dell’European Tour, abbracciandomi, mi ha detto che era stato tutto splendido ma, insieme, che probabilmente nessun altro se la sarebbe cavata, come noi italiani, aggiustando tutto al meglio con pochissimo tempo a disposizione”. u GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 77


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DIABLO ANCHE SUL GREEN

Claudio Chiappucci sfodera in campo la stessa grinta che mostrava quando gareggiava in bici: un gioco d’istinto e sempre all’attacco. «Poi, vada come vada» D I

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l Diablo, come è stato soprannominato l’ex ciclista Claudio Chiappucci: diavolo come è spesso andato all’attacco questo corridore lombardo tutto cuore e muscoli! Ancora oggi Chiappucci continua a girare il mondo per eventi e manifestazioni; e, come racconta lui stesso, resta un battitore libero. “Preferisco non legarmi a niente che mi tenga troppo stretto, lo sono stato per anni quand’ero professionista. Oggi mi piace partecipare agli stage di ciclismo in qualità di testimonial: continuo, quindi, a pedalare, accompagnando gruppi di persone cha amano la bicicletta. A tutti gli effetti sono ancora uno sportivo”. Valutando il golf in qualità di sportivo di un’altra disciplina, cosa potrebbe allontanare i giovani dal giocarlo? Io credo che non si debba esagerare con l’etichetta golfistica. Ai giovani potrebbe sembrare di essere sempre a scuola. Non dico che si possa fare casino; vorrei solo una giusta misura. Troppa etichetta sta un po’ stretta anche a me, soprattutto quando è eccessiva come lo era un tempo. Sarà anche una questione di eleganza e di classe, ma con i giovani non bisogna cadere troppo nella richiesta di perfezione. Correre in bici era il suo sogno nel cassetto o, col senno del poi, lo avrebbe barattato volentieri con il golf? Né l’una, né l’altra cosa. Io volevo fare il calciatore. E infatti, fino a 14 anni, ho giocato a calcio. È stato mio padre Arduino ad avvicinarmi al ciclismo, perché ne era un grande appassionato. Tra l’altro e lui ne era stato felicissimo - aveva fatto il militare con Fausto Coppi. Dunque, per lei, Coppi o Bartali? Io ho incontrato solo Bartali e non avendo mai conosciuto Coppi forse non riesco a essere obiettivo. In ogni caso io sono un bartaliano e mi riconosco in alcune sue qualità, come la tenacia e l’essere battagliero e sanguigno. In questo, gli ho sempre assomigliato. Coppi forse era più stratega e ragioniere. 78 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Claudio con la “morosa” Clementine e, sotto, con i figli Samantha e Samuele, i suoi grandi amori.

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Cosa l’ha spinta ad avvicinarsi al golf? Per non farmi male quando ero professionista evitavo gli sport pericolosi; così sono entrato nel mondo del golf grazie a Giuliano Ferlini, un amico che ha degli hotel vicino al Golf Club di Rimini, dove ho preso l’handicap. Bici e golf. Stesse superstizioni? No. La mia mania scaramantica in bici era quella di portare sotto la sella un’immaginetta della Madonna di Lourdes. Sono affezionato a Lourdes non soltanto perché sono credente, ma anche perché ho vinto un circuito degli Assi Professionisti, una gara ad invito tra campioni. Penso di avere vinto perché mi era quasi sembrato un dovere rendere omaggio alla Madonna. Nel golf invece non ho manie. Forse l’unica cosa alla quale faccio attenzione è quella di avere sempre la sacca preparata con tutto il necessario; anzi di più, perché non voglio che mi manchi niente mentre sono in campo. In qualsiasi sport che faccio mi piace essere bene attrezzato. Poi, vada come vada. Qual è, se c’è, il punto in comune tra ciclismo e golf? Certamente il tempo. Si sta in sella tante ore e in campo altrettanto: vanno via le giornate e non si possono prendere altri impegni. Qual era il suo punto debole in bici e quale, invece, sul campo da golf? In bici il mio punto debole erano le gare a cronometro; sul campo da golf ho sempre difficoltà con gli ibridi. E quali, invece, i suoi momenti migliori in entrambi gli sport? La gara che reputo essere la perla della mia carriera ciclistica è il Tour de France. Nel golf, purtroppo, alterno. Essendo un amatore vado alla partenza molto tirato, ma ciò nonostante non capisco mai come sarà quel giorno. Se parto bene sono già a metà dell’opera, altrimenti la situazione precipita. Sinceramente prediligo i campi facili, tipo quello di Rimini; anche se mi è capitato di giocare bene pure in quello a Montecarlo, che facile non lo è di certo. In linea di massima, faccio più fatica dove ci sono tanti ostacoli e, mentre dai bunker ➤


Thailandia 23/04/14 16:53 Pagina 1


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DIABLO ANCHE SUL GREEN

➤ so uscire abbastanza bene, davanti all’acqua

sbaglio ancora troppo, perché non riesco a calibrare le distanze. Che rapporto ha con le temperature rigide e il clima piovoso? Preferisco il freddo giocando a golf che non pedalando. La natura mentre piove ha comunque una sua bellezza; ma in bici fa molto più freddo e ci si bagna tantissimo. Lei si arrabbia sul campo? Mi arrabbio come tutti, perché non sono perfetto; ma nel golf non me la 80 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

prendo, perché so che questo gioco non mi può dare più di tanto e lo pratico per puro divertimento. Ci metto quel poco di agonismo per fare bene, ma non mi dispero se sbaglio una buca. Va male? Pazienza, non ha senso giocare per stressarsi. Riguardo all’alimentazione ha particolari segreti che le derivano, magari, dal suo passato? Forse quello di bere, soprattutto molta acqua. Comunque, mentre faccio attività sportiva penso maggiormente all’idratazione che al cibo. Normalmente arrivo alla gara

preparato, nel senso che faccio un buon pasto all’incirca un’ora prima; poi, durante le buche, bevo soltanto acqua. Se potesse giocare con un big del golf chi sceglierebbe? Mi piacerebbe fare un giro con Tiger Woods, perché gli ho visto fare cose che noi umani non avremmo mai potuto immaginare. E poi mi piace il suo essere un personaggio discusso. Preferisco chi è ribelle a chi è ipocrita. Come vive la notorietà sul campo da golf? L’essere riconosciuto non mi ha mai dato fastidio perché il mio è uno sport di strada e quindi ho sempre sentito molto la vicinanza della gente, persone che mi incitavano anche dandomi pacche sulle spalle, che mi accoglievano al traguardo abbracciandomi come fossi uno di casa; quindi sono sempre stato abituato anche al contatto fisico con chi non conosco. Di conseguenza, non mi disturba o spaventa chi mi avvicina sul campo da golf: da uomo pubblico, non ha senso nascondersi. Qualcosa che le fa piacere raccontare della sua vita attuale... Avendo 51 anni ho appena fatto il cosiddetto giro di boa, ma sto attraversando un momento sereno. Ho due figli che mi danno soddisfazioni, Samantha di 20 anni che fa danza, tifa Juventus come me e studia Giurisprudenza; e Samuele che ne ha 18, sta finendo Geometra e vuole fare il calciatore. In fondo è quello che avrei voluto fare io, anche se purtroppo tifa Inter. In più, alle Canarie ho conosciuto la mia “morosa” che è francese e si chiama Clementine, come le arance. Grazie a questo nuovo amore ho voglia di fare bene, perché lei mi fa sentire vivo e mi motiva. Anche Clementine ha iniziato a fare qualche tiro e mi piacerebbe prendesse l’handicap, così potremmo condividere qualche gara. Io ho già avuto modo di giocare tutti i campi dell’Arcipelago: solamente sull’isola Gran Canaria ce ne sono otto, e uno di questi è il più antico della Spagna. Mediamente sono abbastanza difficili e con molti ostacoli, addirittura con delle voragini; ma i contesti e i panorami stupendi ripagano delle difficoltà. Avrebbe un’idea da regalare al settore golfistico? Un progetto, un sogno...? Mi piacerebbe nascessero gare che abbinino golf e bici, magari da giocare in coppia. Secondo me attirerebbero molte persone. Questo pensiero è nato quando a Rimini ho partecipato a un torneo golf&sabbia. In pratica, il giorno prima abbiamo giocato sul campo e il giorno dopo sulla sabbia dove erano state tracciate le buche. È stato divertente e lo sarebbe anche alternando golf e bici. u


sigivisual@gmail.com

Ten Cup 02/06/14 14:05 Pagina 1

Calendario Gare Sabato 5 Aprile | Chervò Golf | Pozzolengo (BS) Sabato 12 Aprile | Golf Club La Pinetina | Appiano Gentile (CO) Domenica 27 Aprile | Golf Club Carimate | Carimate (CO)

by International Home Service by Sisal Pay by Moneyfarm

Domenica 11 Maggio | Golf Club Castello di Tolcinasco | Pieve E. (MI) Sabato 17 Maggio | Golf Club Castelconturbia | Agrate Conturbia (NO) Sabato 31 Maggio | Golf Club Verona | Sommacampagna (VR)

by Club Med by Oakley by The Golf Paradise

Sabato 21 Giugno | Gardagolf Contry Club | Soiano al Lago (BS) Domenica 29 Giugno | Golf Club Margara | Fubine (AL)

by Giulio Barbieri by Paglieri

Domenica 13 Luglio | Royal Park I Roveri | Torino

by Jeep

Domenica 14 Settembre | Golf Club Milano | Monza (MB) Domenica 28 Settembre | Golf Club Varese | Luvinate (VA) | FINALE

by Sopabroker by Fiorucci

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un evento GOLF TODAY SPORTS | VIA PIERO DELLA FRANCESCA, 51 | MILANO | T. +39.02.31830101 www.golftoday.it | eventi@golftoday.it |

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QUATTRO ESERCIZI PER UN PUTT VINCENTE

laTECNICAdi

Sul green perdi colpi? Pochi suggerimenti sono sufficienti a ribaltare la situazione DI

KAREN STUPPLES

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e sei come la maggior parte degli amateur che conosco, la tua idea di allenamento sul green consiste nel tirare qualche colpetto appena prima della partenza. Se vuoi davvero migliorare, questa non è la strada giusta”: è schietta quanto sincera Karen Stupples, professionista dell’LPGA Tour e vincitrice del Women’s British Open nel 2002. “La mia filosofia di allenamento consiste nel portare in putting green ciò che succede in campo. Ho passato anni a cercare trucchi ed esercizi per migliorare e questi sono i quattro che preferisco. Magari possono essere utili anche per te”. u

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1. Prendi un punto di riferimento

Uno degli errori più comuni è quello di decelerare all’impatto. Negli anni, ho provato e riprovato vari metodi per eliminare questo difetto. Ecco il più efficace che ho messo a punto, con il vantaggio che lo puoi usare sia in campo sia in pratica: una

volta addressato, individua un punto 15 centimetri davanti alla palla sulla linea di tiro (foto a destra). Mentre tiri non perdere di vista questo punto, finché il putter non l’avrà completamente attraversato nel follow-through.

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laTECNICAdi

QUATTRO ESERCIZI PER UN PUTT VINCENTE

2. Pensa alla velocità, non alla buca Chiedi a qualsiasi giocatore di livello quale sia il segreto per un putting consistente e tutti ti diranno che è il controllo della velocità. Prova a pensarci. Quanto spesso sbagli un putt due o tre metri fuori linea? Quasi mai. E quante volte, invece, ti lasci un putt lungo perché hai sbagliato la potenza? Scommetto molto più spesso.

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Bene, corriamo ai ripari: trova una buca in piano e piazza un tee a tre metri dalla buca, uno a quattro, uno a cinque e uno a sei metri. Piazzane, poi, un altro un altro 30 centimetri dopo la buca. Cominciando con il più corto, prova a mettere tre palle tra la buca e il tee dietro. Quando ce la fai con tutte e tre le palle, passa al tee

successivo. Al contrario, ogni volta che sbagli devi ripartire da capo. Questo esercizio ti fa dimenticare della buca e ti aiuta a concentrarti solo sulla velocità. Se porterai lo stesso approccio in campo, ti ritroverai ad aver bisogno di meno tre putt e, incredibilmente, ne imbucherai molti di più.


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3. Ricrea la pressione dell’ultimo colpo È facile imbucare in putting green. Ma senza le conseguenze di un eventuale errore, è difficile ricreare la pressione che invece si prova in campo, magari davanti a un putt decisivo. Lì le cose cambiano drasticamente, altro che putting green.

Questo esercizio ti obbliga a concentrarti e simula bene la pressione della 18. Posiziona cinque tee intorno alla buca alla distanza di un putter. Prendi tre palle e prova a imbucarle tutte da ogni tee. Quando hai successo allunga il putt di un grip e

4. Mantieni il ritmo nella routine Se guardi i migliori puttatori al mondo noterai come la loro routine non cambi mai. Il loro ritmo è sempre uguale, proprio come la loro routine. Ecco perché il loro controllo della distanza è così buono. Semplicemente,

lasciano al loro istinto lo spazio necessario a operare bene. Per allenarmi, io uso un metronomo: seleziono un ritmo e lascio che tutta la mia routine - dal prendere la mira a effettuare il colpo - viaggi su quella frequenza.

ricomincia. Lo scopo è riuscire a completare tre round da tre distanze per diventare molto più fiducioso. Lo so, questo esercizio è noioso; però aiuta moltissimo. In fondo, chi ha detto che la pratica deve essere divertente?

Concentrandoti solo sul ritmo, libera la mente da pensieri tecnici che in quel momento non aiutano di certo. E il tuo inconscio farà il lavoro migliore. Ci vuole un po’ di tempo, ma il risultato è garantito.

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Golf e non solo 23/04/14 16:42 Pagina 1

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Mid-Amateur Golf Trophy Arzaga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 88 Gardagolf . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 89 Parco di Roma . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 90 Villa d’Este . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91 Coppa Colmar Paradiso del Garda e Monticello . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 92 Trofeo Lacoste Riviera, Milano e Arzaga . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 94 Banca Generali Private Banking Barlassina . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 96 World Corporate Golf Challenge Asolo, Brianza, Ugolino. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 98 Italian Ladies Golf Association Le Rovedine e Rapallo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.100 Fondazione Vialli e Mauro Golf Cup Royal Park I Roveri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag.102


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AFFLUENZA DA CAMPIONATO

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a combinazione già sperimentata lo scorso anno di abbinare due gare nei bellissimi campi di Arzaga e Gardagolf per determinare la classifica del Campionato di doppio aveva già dato ottimi risultati e quest’anno ha avuto un esito addirittura fuori da ogni più rosea previsione: i partecipanti sono stati limitati a 156 giocatori. Il percorso di Arzaga, tecnico e molto divertente, è un test di prova molto gradito dai Mid-Amateur soprattutto quando le aste sono messe in posizioni difficili come in questa occasione, il che rende ancora più stimolante il gioco in quattro palle. Sono stati i fratelli Jacobsen, Thomas e Peter, ad imporsi su Fausto Maserati e Claudio Pallavicini; mentre nel lordo con un eccellente 66 la coppia formata da Federico Silva e Niccolò De Lucis ha iniziato a mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale del Campionato abbinato ai risultati dei due giorni. TROFEO PALAZZO ARZAGA, Arzaga Golf Club, 12 aprile – Categoria Maschile: 1º Netto: Thomas Jacobsen - Peter Jacobsen, 64. 1º Lordo: Federico Silva Niccolò De Lucis, 66. 2º Netto: Fausto Maserati - Claudio Pallavicini, 64. 3º Netto: Franco Fioruzzi - Matteo Citterio, 65. Premi speciali: Nearest to the Pin b.2: Matteo Citterio, 1,09 cm. Nearest to the Pin b. 17: Marco Furbetta, 0,3 cm. Driving Contest M b. 5: Valerio Piatti, 285 m. Driving Contest F b. 5: Silvia Valli, 221 m.

1. Foto di gruppo con i premiati al termine della prima giornata. 2. Celso Lombardini, Federico Lang, Marco Furbetta e Daniele Von Wunster. 3. La tenda MidAm. 4. Enrico Nistri e Franco Tosi. 5. Giuliana Colavito e Silvia Valli, la grinta tutta al femminile. 6. Dodi Battaglia e Matteo Natoli. 7. Filippo Monti insieme a Filippo Forgione. 8. Peter Jacobsen, Federico Silva e Niccolò De Lucis.

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COMPLIMENTI, CAMPIONI

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hervò, leader nell’abbigliamento golfistico, non poteva che scegliere di legarsi al Mid-Amateur Golf Trophy per la sua promozione e avere i giocatori della categoria come testimonial per l’anno in corso. Il brand, del resto, dedica le sue collezioni a chi predilige una vita attiva, raffinata e improntata all’eccellenza. Il club di Gardagolf, da sempre affezionato all’Associazione, è stato scelto per disputare la gara e come secondo giro del Campionato di doppio. Anche qui, risultati eccelsi, con un 65 che ha laureato vincitori i veronesi Michele Nonfarmale e Moreno Faccincani nel netto e ha premiato nel lordo, grazie all’ottimo 68, Filippo Clerici e Riccardo Ferraresi, che hanno sperato sino all’ultimo che il loro risultato bastasse anche per aggiudicarsi il Campionato, dove invece sono rimasti a un solo colpo dai vincitori De Lucis e Silva. In campo femminile la vittoria è andata, ancora una volta e senza discussioni, alle incontenibili Giuliana Colavito e Silvia Valli, che hanno preceduto nel lordo Francesca Longari e Simona Perugini premiate con il primo premio netto. Gran finale alla premiazione con due bellissime sacche da golf a estrazione vinte da Dario Bartolini e Franco Tosi; e per tutti un apprezzatissimo pasta party offerto da Voiello, con ricette elaborate dal bravissimo chef del circolo. TROFEO CHERVÒ Gardagolf Country Club,13 aprile 1º Netto: Moreno Faccincani - Michele Nonfarmale, 65. 1º Lordo: Filippo Clerici - Riccardo Ferraresi, 68. 2º Netto: Enrico Martegani - Davide Vinzoni, 68. 3º Netto: Federico Silva - Niccolò De Lucis, 68. Premi speciali: Nearest to the Pin Valdo: Andrea Chitarrini, 0,98 m. Nearest to the Pin Lindt: Marco Gironi, 1,1 m. Driving Contest M Valdo: Enrico Nistri, 232 m. Driving Contest F: Patrizia Camerlenghi, 164 m. Campionato Italiano di Doppio Categoria Maschile: 1º Lordo: Federico Silva - Niccolò De Lucis, 136. 1º Netto: Thomas Jacobsen - Peter Jacobsen, 133. 2º Lordo: Filippo Clerici - Riccardo Ferraresi, 137. 2º Netto: Christian Gross - Hannes Illmer, 135. 3º Lordo: Gianmario Rossi - Luca Zagato, 140. 3º Netto: Filippo Monti - Filippo Forgione, 135. Categoria Femminile: 1º Lordo: Silvia Valli - Giuliana Colavito, 145. 1º Netto: Francesca Longari - Simona Perugini, 142. 2º Lordo: Consuelo Massazza - Eleonora Masi, 160. 2º Netto: Federica Babetto - Patrizia Camerlenghi, 145. 1. Francesca Longari e Simona Perugini hanno vinto nel netto. 2. Consuelo Massazza e Eleonora Masi: per loro, il 2º lordo. 3. I vincitori (lordo) del titolo Federico Silva e Niccolò De Lucis alla premiazione e i loro “colleghi” del netto, i simpatici fratelli (4.) Peter e Thomas Jacobsen. 5. Seconda posizione per Filippo Clerici e Riccardo Ferraresi. 6. Dario Bartolini, giustamente orgoglioso della sua nuova sacca Chervò.

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UN BRINDISI A UN TEST SEVERO

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l Parco di Roma è una gara classica nel calendario romano dei Mid-Amateur e sempre un test di prova particolarmente severo. Il vento forte ha impegnato duramente i partecipanti che hanno sofferto particolarmente, fatta eccezione per Marcello Grabau che, imperturbabile, ha riportato uno strepitoso 72, per aggiudicarsi largamente il premio lordo davanti a Claudio D’Eletto. Moltissimi i partecipanti in gara che hanno potuto apprezzare lo spumante Valdo scorso a fiumi sotto la tenda e i regali e i premi speciali degli sponsor. Il patrimonio di esperienza e sensibilità maturato da Valdo in oltre ottant’anni trova oggi nuove espressioni attraverso un’ampia selezione di Spumanti, con i quali alla fine delle 18 buche si è brindato a una bella (e intensa) giornata di sport, di sfide e di amicizia. MIDAMATEUR GOLF TROPHY, Golf Club Parco di Roma, 4 maggio – 1º Netto: Fabio Ungari, 73. 1º Lordo: Marcello Grabau, 72. 2º Netto: Camilla Guglielmotti, 73. 2º Lordo: Claudio D’Eletto, 79. 3º Netto: Luca Colucci, 74. 1º Signore: Rosaria Striano, 79.

1. I premiati. 2. Una veduta del circolo. 3. Gli amici dei Mid Am: Rbm e Voiello (4.), con i loro omaggi utili e sempre graditi. 5. Rosaria Striano 6. Marcello Grabau. 7. Eleonora Barbieri con Prisca Taruffi. 8. Camilla Guglielminotti.

90 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

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R Mid AMATEU

AGONISMO E DIVERTIMENTO

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a cornice di Villa d’Este è sempre unica e speciale e Banca Generali Financial Planner è stata il perfetto partner per questa gara. Un partner davvero speciale: Banca Generali è un gruppo bancario leader nella gestione del risparmio, forte di una ampia offerta di soluzioni di investimento e di una attenta assistenza alla clientela nella pianificazione finanziaria. Giornata bellissima, record di iscritti, bellissimi regali dello sponsor e, come sempre, tanto agonismo, divertimento e passione. Prima vittoria di Enrico Ceccato nel netto e anche prima vittoria di Giorgio Dalla Bona nel lordo. E poi, tutti a ripercorrere il proprio giro e a scambiarsi opinioni ed emozioni durante l’atteso Pasta Party Voiello, esaltato dall’esperienza e dall’arte dello chef, che ha messo d’accordo tutti.

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TROFEO BANCA GENERALI, Golf Club Villa d’Este, 16 maggio – 1º Netto: Enrico Ceccato, 67. 1º Lordo: Giorgio Dalla Bona, 74. 2º Netto: Bruno Colombo, 68. 2º Lordo: Giuliana Colavito, 76. 3º Netto: Christian Albini, 69. 1º Signore: Francesca Castelli, 73. Nearest to the Pin: Pier Padovani, 2,16 m. Driving Contest Femminile: Giuliana Colavito. Driving Contest Maschile: Valerio Piatti. 1.I premiati. 2. Lo staff di Banca Generali, che ha sostenuto l’evento. 3. Coppe per i migliori e spumante Valdo con cioccolato Lindt per festeggiare. 4. Enrico Ceccato. 5. Francesca Castelli. 6. Giuliana Colavito.

GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 91


092_Circuiti_Colmar_OK 03/06/14 08:20 Pagina 92

RACE TO MONZA DI

iCIRCUITI

PA O L O D E C H I E S A

Prosegue il viaggio di Colmar lungo la penisola (in attesa delle tappe estere), alla ricerca dei migliori che si scontreranno al Golf Club Milano per il titolo finale. Una gara all’ultimo colpo, senza perdere il sorriso delle #facciadacolmar

L

a Coppa Colmar ha inanellato altre due tappe del circuito 2014, approdando a Paradiso del Garda e Monticello, per due giornate di allegria e spirito agonistico; sognando la finale.

GOLF CLUB PARADISO DEL GARDA, 3 E 4 MAGGIO 2014 Non è stato facile terminare la 4 palle, tra piogge torrenziali, tuoni e fulmini. Ma lo staff del circolo, armato di spugne e rulli per asciugare le rare pozzanghere formatesi sugli spettacolari green di Jim Fazio, ha fatto l’impossibile per consentire ai 150 partecipanti di concludere il giro e godersi la Louisiana sotto uno splendido sole. In prima categoria, vi segnalo la tenuta della quattordicenne Ilaria Ranzenigo e di suo padre Marco, in vantaggio di cinque lunghezze al giro di boa (48 punti Stableford) e lucidi sotto l’attacco degli avversari, respinti con due fantastici birdie finali. Più combattuta la lotta per il lordo, vinto da Giampietro Zanettin e Barbara Greggio (38-42), leader a metà prima di inanellare gli otto birdie (3-7-8-9-10-1114-18) necessari a contenere il ritorno di

92 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Michele Nonfarmale e Moreno Faccincani (35-44). Anche in seconda categoria la qualificazione alla finale di Monza è arrivata sul filo di lana, tagliato con un colpo in meno (40-48) da Gianluca Rossignoli e Matteo Salomoni, capaci di infilare otto par consecutivi, fieno in cascina sufficiente a tamponare un doppio bogey alla 18.

GOLF CLUB MONTICELLO, 17 E 18 MAGGIO 2014 Il secondo appuntamento Colmar del mese scorso è stato fissato a Monticello per i suoi 40 anni di storia. Teatro di sette edizioni dell’Open d’Italia e testimone della classe di leggende del Golf come Billy Casper, Sam Torrance, Greg Norman e Costantino Rocca, il paradiso golfistico comasco si è presentato in condizioni eccezionali, con fairway rasati e green veloci, sì da obbligare a giocare d’anticipo sulle bandiere. Preso d’assalto, Monticello ha dovuto chiudere le iscrizioni a 180 partecipanti! Molti gli score d’eccellenza, compresi quelli firmati da chi non è andato a premio nel magico weekend: Nicola Montalti e Jacopo Randi Passanti (41-48), in trasferta dalla lontanissima Cervia a caccia della qualificazione alla finale di Monza, acciuffata dalla quarta posizione in 4 palle con un incredibile eagle in Louisiana alla 14. In seconda categoria, ha fatto scalpore Carlomaria Tavecchia, neofita da cinque mesi in campo capace di scagliare il drive a 270 metri: in coppia con Eika Haupt, non poteva sfuggirgli il par in entrambe le giornate al lunghissimo par 3 della 13, nonché il trionfo a danno di Michele Turiel e Dina Kaldam (86), secondi a una

lunghezza. I pregiati doppi magnum di barbera d’Asti, offerti da Coppo nel driving contest, sono stati conquistati dai lunghissimi drive di Camilla Mazzola e Antonio Viscardi, mentre il nearest to the pin Bollè ha premiato la precisione di Gianni Clerici così come Andrea Pampuri, titolare di una sacca Colmar antipioggia termosaldata. Il putting contest - in palio gli avveniristici putter Wilson Staff ha premiato i più forti nel lordo, Camilla Mazzola e Gianmaria Rean Trinchero, già gratificati da una confezione gigante di cioccolato Gobino. A bordo delle nuove Kia, la Coppa Colmar è già sulla strada di Barcellona, per l’attesissima puntata del solstizio d’estate. u


Dolcepunta 02/06/14 13:52 Pagina 1


094_Circuiti_Lacoste_OK 03/06/14 08:22 Pagina 94

SI GIOCA IN TANTI, iCIRCUITI

DI

PA O L O D E C H I E S A

SI VINCE TUTTI Il Trofeo Lacoste è un punto di riferimento del calendario. E i molti partner del Coccodrillo permettono così tanti premi speciali che nessuno rimarrà a mani vuote

È

iniziata con un boom di iscrizioni la 18ma edizione del Trofeo Lacoste, un circuito che ha preso posto di diritto nell’elenco delle gare da non perdere, anche per la ricchezza dei premi in palio. Difficile citare tutti i vincitori dei premi assegnati in ogni tappa, offerti dai numerosi sponsor della manifestazione: Borgo Egnazia, Bushnell, Gelati Pepino, Glenmorangie, Orovilla, Tag Heuer, Villa Poggio Salvi di Montalcino e Wilson Staff.

Riviera

ARZAGA GOLF CLUB, 24/25 MAGGIO

Milano

RIVIERA GOLF RESORT, 26/27 APRILE Il Trofeo Lacoste è scattato da una new entry: il Riviera Golf Resort, nell’entroterra di Cattolica. Per l’attesissimo prologo, le iscrizioni erano state bloccate a 215 giocatori, cifra inverosimile per una due giorni 4 palle e double foursome, ridotti a 170 viste le catastrofiche previsioni meteo, per fortuna disattese ad eccezione della seconda categoria nella giornata di domenica. Nel lordo, contraddistinto da un rovesciamento di classifica da ricordare - a testimonianza che in double foursome i colpi di scena sono quasi la regola - protagonisti sono stati Marco Poci e Federico Capparotto, tredicesimi al giro di boa (75) con un birdie condiviso alla 17, ma all’attacco in double foursome (69) con cinque birdie, culminati nel capolavoro conclusivo al par 5 in salita che riporta in club house. E gli altri? Crollati, compreso l’ucraino caddie master Artur Kryhan, capace di scagliare la palla a 300 metri di volo, autore di sette birdie e leader in apertura (67) prima di perdere il supporto di Franco Paccassoni in double. In categoria ammiraglia, hanno vinto Cristiano e Nicolò Finelli (64-63), padre e figlio soci a Modena, con cinque lunghezze di distacco su Emanuele Vannucci e Christian Forcellini. In seconda categoria, invece, è stata inaugurata con successo la formula Stableford, dominata da Nicoletta Ricci ed Enrico Bastianelli (84 punti) davanti ad Amedeo Rosaverde e Guido Pianosi (80). 94 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Brera (69-64), autori di uno spettacolare secondo giro macchiato da un doppio bogey, peraltro ininfluente ai fini della piazza d’onore, soffiata ad Andrea Bertei in coppia con Giorgio Tarantola. Il lordo, invece, non ha sortito colpi di scena, premiando Giotto Balzarotti e Federico Grasso (69-72), già al comando in 4 palle grazie ai quattro birdie di Giotto. Nulla da fare per Iggy Calvi e Alessio Maggini (70-74), meno regolari dei vincitori, grandi protagonisti domenica con tre birdie e un eagle alla 16. In seconda categoria, vittoria risicata sul filo di un birdie, firmato alla 4 da Michele Marcali e Lorenzo Bettinardi (69-73), a scapito delle sorelle Valeria e Alessandra Bertei (70-73), condannate dal doppio bogey per un corto putt alla 14.

Arzaga

GOLF CLUB MILANO, 10/11 MAGGIO Da diciotto anni il Trofeo Lacoste fa tappa al Circolo Golf Milano. Nel sottolinearlo con fierezza in premiazione, il patron Mario Colombo ha voluto augurare il meglio al presidente Armando Borghi, già al lavoro per ospitare l’Open d’Italia 2015, come dimostrato dallo stato di eccellenza del percorso. Monza ha accolto la valanga di partecipanti sfoggiando fairway vellutati e green d’altri tempi. Co-leader (65) al giro di boa della 4 palle, Minette e Daniele Jemoli hanno trionfato in prima categoria con un 66 in double foursome, culminata nei due rocamboleschi par finali. La stessa 18 è costata la vittoria a Francesco e Marco

La terza tappa non poteva avere palcoscenico più spettacolare di Palazzo Arzaga, sul meraviglioso percorso disegnato da Jack Nicklaus Junior e prospiciente le terze nove buche progettate dal mitico Gary Player. In condizioni fantastiche, era logico che anche gli score avrebbero fatto scalpore, a partire dalla categoria ammiraglia (medal) dominata dai giovanissimi golden boy del circolo. Leader in 4 palle con tre birdie a testa, Matteo Frassoni e Roberto Roscioli (64-65) hanno dilagato in double foursome (69 lordo) con altri sei birdie, dimezzati da tre bogey. Avrebbero stravinto anche il lordo, ma la priorità del netto ha aperto la strada alla finale di San Domenico a Niclas Wiesemann e a Paolo Negroni (71-70), grazie a cinque birdie in seconda giornata, giunti dopo tre bogey consecutivi. Se avessero saputo che gli avversari, Alessandro Esposti e chi vi scrive, sarebbero rimasti dietro anche senza un orrendo finale (doppio bogey 17 e bogey 18), avrebbero giocato le ultime buche con meno patemi! In seconda categoria, la vittoria non è sfuggita a Saul Mavero e a Massimo Trolese, nonostante i due colpi di penalità subiti da Massimo alla 18 della 4 palle (39 punti Stableford) per aver consegnato al compagno una palla spedendogliela con il putt, prima di puttare la propria. Nel golf ci vogliono nervi d’acciaio, quelli sfoggiati dai vincitori in double foursome (43) con una doppietta (birdie 10-11) eccezionale per la seconda categoria, perfettamente consci che le disattenzioni costano care. Incredibile l’impresa di Simone Baudo, autore di una hole in one da annali alla 13, par 3 di 191 metri imbucato con un magistrale ferro 4: bravo Simone, hai meritato l’ambitissimo carrello elettrico Golfinger. u


Peugeot 24/04/14 14:01 Pagina 1


096_Circuiti_BancaGenerali_OK 03/06/14 08:23 Pagina 96

GENTECHE CONTA

iCIRCUITI

S

DI

C H I A R A G R I F FA –

FOTO DI

P E N TA P H O T O

Banca Generali Private Banking conferma per l’ottavo anno il suo circuito di Invitational. Con una grande novità, che si chiama Giorgio De Filippi

ei tappe rigorosamente su invito più una “tappa speciale”. È la formula del Banca Generali Private Banking Invitational Golf Tour 2014, il circuito dedicato ai clienti e agli amici della divisione private banking del rinomato istituto di credito. Un tour che ha sempre avuto un grande successo e che ogni anno ha saputo reiventarsi con qualche novità: quest’anno si tratta dell’ultimo appuntamento in calendario, la “gara del tartufo”, che non sarà più la gara finale dedicata a chi si è qualificato durante la stagione ma un Invitational “speciale”, che promette grandi

Roberto Donadoni era in campo a Barlassina. In basso, il professionista Giorgio De Filippi. cose, grazie alla location e al periodo dedicato al “profumato” protagonista della giornata. Accesso su invito, gare nei giorni di chiusura del circolo per una maggiore esclusività, colazione, buvette, accoglienza a fine gara, gadget e premi, cena dopo la premiazione: le gare del Banca Generali Private Banking Invitational Golf Tour sono sempre un concentrato di “coccole” e una garanzia di divertimento. Noi siamo stati alla tappa di Barlassina del 6 maggio, un appuntamento che è diventato di rito per gli appassionati del torneo e che questa volta ha visto la partecipazione anche di Roberto Donadoni, tecnico del Parma e appassionato di golf, che ha voluto prendersi una giornata di relax prima di affrontare le ultime decisive gare di campionato in prospettiva Europa League.

PUNTIAMO SUI TALENTI Ma la vera svolta di quest’anno per Banca Generali Private Banking è la scelta di sponsorizzare un giovane talento emergente del golf italiano, Giorgio De Filippi, che a Barlassina ci ha raccontato tutto di sé e di questo nuovo legame. 96 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Come è nata la tua passione per il golf e qual è stato il tuo percorso fino a oggi? Ho iniziato a giocare a 7 anni, mentre mi trovavo in Toscana con la mia famiglia. Mi è piaciuto così tanto che quando sono tornato a Roma ho iniziato a praticare (al Parco di Roma, mentre adesso gioco a Terre dei Consoli, che è mio sponsor insieme a Banca Generali Private Banking e H19). Intorno ai 17 anni ho preferito il calcio, giocando anche in serie D e per un mese in prova alla Samp. Ma poi mi sono fatto male e ho dovuto fermarmi. In quei giorni c’era La Quercia d’Oro e mio padre mi ha spinto a partecipare. Ho fatto -1! A freddo, e dopo due anni che non praticavo. Da lì ho deciso: avrei giocato a golf! Dopo due mesi sono partito per il Sudafrica, dove mi sono allenato in un’accademia a Johannesburg per due anni. Quando sono tornato in Italia, entrato in Nazionale e nel 2012 ho vinto i Campionati Italiani. Poi ho giocato i Mondiali e l’Open d’Italia. Sono passato pro a dicembre scorso. Adesso gioco sull’Alps Tour; alla prima gara ero un po’ teso, ma alla seconda mi sono sciolto e sono arrivato 11º.

Quali sono le tue aspettative sul futuro? Vorrei riuscire ad arrivare nei primi cinque del ranking. Punto al massimo ma so che questo è il primo anno, e cerco di prenderla nel modo giusto. In ogni caso ci sono molte strade per salire, tra cui la Q School. Il periodo migliore è spingere in estate e nelle gare di fine anno, dove conta essere più in forma. Il mio sogno nel cassetto è arrivare a giocare sul Tour e mantenere la carta. Cosa ne pensi del golf italiano? Per me sta crescendo tantissimo. Merito anche dei maestri, come Alberto Binaghi, che sta facendo un ottimo lavoro con Manassero ed è perfetto per i giovani. O come Alessandro Bandini, il coach di Renato Paratore, Federico Bisazza e Giorgio Grillo. Credono nei giovani e fanno tanto per la federazione. Il golf italiano ha fatto passi da gigante, anche grazie a voi di Golf Today, che ci fate tanta pubblicità. Sono fiducioso per il futuro. E arriviamo al legame con Banca Generali Private Banking: com’è nato? Loro credono molto nello sport, infatti hanno già dei testimonial nello sci. Hanno deciso di investire anche sul golf, puntando sui giovani professionisti e sul settore giovanile. Così da quest’anno porterò il loro nome sui green dell’Alps. u


Golf Escape 06/03/14 20:22 Pagina 1

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GOLFESCAPE TO OPIO - MARRAKECH - DJERBA 16.03 LA ROSSERA 22.03 MOLINETTO 29.03 GOLF BRIANZA 05.04 GOLF DEI LAGHI 12.04 LE VIGNE 13.04 CASTELL’ ARQUATO 19.04 L’ALBENZA 21.04 FRANCIACORTA 27.04 TOLCINASCO 03.05 LA PINETINA 04.05 LA ROSSERA 10.05 LA ROCCA 11.05 GARDA GOLF 18.05 VALCURONE 24.05 LE VIGNE 25.05 FEUDO D’ASTI 02.06 LA ROSSERA 21.06 VALCURONE 22.06 GARDA GOLF 28.06 CHERVO’ 05.07 LA ROCCA 06.07 GARDA GOLF 12.07 LE VIGNE 13.07 VILLAPARADISO 20.07 FRANCIACORTA 27.07 GOLF BRIANZA 03.08 L’ALBENZA 30.08 CHERVO’ 31.08 GARDAGOLF 07.09 VILLAPARADISO 20.09 GARDAGOLF 21.09 CHERVO’ 28.09 MOLINETTO 05.10 GARDA GOLF

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098_Circuiti_Corporate_OK 03/06/14 08:27 Pagina 98

SOTOGRANDE,ARRIVIAMO

iCIRCUITI

DI

CRISTIANO CARRERA

Maggio ha incoronato altre sei squadre che si sfideranno a La Bagnaia per proseguire nel percorso di selezione che porta in Spagna. A giocarsi i posti in palio i rappresentanti italiani del World Corporate Golf Challenge

Asolo

Brianza

L’

Ugolino

edizione italiana del più grande torneo di golf aziendale al mondo prosegue il suo cammino lungo la penisola per selezionare i giocatori che si scontreranno alla finale nazionale del 4 ottobre al Royal Golf La Bagnaia, in vista della finale estera prima (prevista per dicembre ad Abu Dhabi) e della finalissima mondiale poi, in programma a Sotogrande.

ASOLO GOLF CLUB, 8 MAGGIO Sul percorso trevigiano di proprietà della famiglia Benetton si è svolta la quarta tappa del torneo di golf dedicato alle aziende. Prima squadra netta, con 84 punti, Cantine Delibori (Delibori, Albrigo, Sartor, Dal Prete), in seconda posizione Tecno Serramenti con 77 punti (Meisina, Rissotti, Incisa, Manazza) e in terza Key Cucine con 74 (Bertoncello, Viel, Sbabo, Chemello). Primo team lordo Eurosystem con 64 punti (Piccoli, Lazzarotto, Zanatta, Padovani). Hanno conquistato l’accesso alla finale Tecno Serramenti e Gruppo Masserdotti.

GOLF BRIANZA, 15 MAGGIO La quinta tappa ha visto al via una quindicina di società. In cima al podio è salita la squadra di Immobiliare Parodi con 77 punti (Parodi, Gelsomino, Vinciguerra, 98 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Badano), seguita al secondo posto a pari merito da Adams Caviar (Goglio, Carrozzo, Taminetto, Di Nicola) e, sempre a pari punteggio, da Pressofusioni Zobbio (Pasinetti, Azzi, Zuccari, Santulli). Accede alla finale insieme alla prima netta anche la squadra vincitrice del lordo, Ramco Europe, che ha totalizzato 67 punti (Negroni, Wiessemann, Oggioni, Elena).

CIRCOLO DEL GOLF DELL’UGOLINO, 22 MAGGIO Dopo cinque prove che hanno interessato il Nord Italia, il circuito si è spostato per la prima volta in Toscana, nello storico campo dell’Ugolino di Firenze, che quest’anno festeggia 80 anni di storia del golf italiano. A guadagnarsi l’accesso in finale la prima squadra netta, Imballaggi Alimentari, con 80 punti

(Gambini, Fonnesu, Gambini, Spadacci), e la prima lorda, Studio Maffei e Associati, con 68 (Maffei, Marchi, Vento, Falvo). In seconda posizione netta CIL Rappresentanze con 69 (Sestini, Cioni, Iori, Pinzani) e in terza con 68 MRT Group (Manarin, Bertazzon, Bellè, Crabbia). La Toscana sarà inoltre protagonista di altre due tappe di selezione (Le Pavoniere e Poggio dei Medici), prima della finale nazionale sul giovane e dinamico tracciato disegnato da Robert Trent Jones a La Bagnaia. È importante ricordare infine che in occasione della tappa prevista per il 18 e 19 giugno all’Adriatic Golf Club di Milano Marittima, DSB Italy, sponsor dell’evento, avrà il piacere di presentare il seminario “Coaching e Comunicazione: Innovazione e nuove strategie per lo sviluppo”, nella giornata antecedente la gara, con temi importanti quali: come può una comunicazione efficace migliorare la qualità del tuo business e quali tecniche e strumenti offre il coaching per facilitare in modo unico e distintivo i processi aziendali. L’organizzazione del Corporate omaggerà tutti i titolari di azienda iscritti alla manifestazione questa giornata di formazione pre-gara. Per info: italy.worldcorporategolfchallenge.com o corporate@touristgolf.eu u


All Inclusive 23/04/14 17:16 Pagina 1


100_Circuiti_ILGA_OK 03/06/14 08:30 Pagina 100

UN MESETUTTO ROSA

iCIRCUITI

Le gare dell’Associazione delle Ladies italiane proseguono il loro viaggio lungo la penisola. Tra riunioni, tanto golf e le parole del presidente federale, Franco Chimenti

A

vanza senza sosta il circuito dell’ILGA: ecco in dettaglio il mese “tutto rosa” delle appassionate giocatrici dell’Associazione.

GOLF CLUB LE ROVEDINE, 15 APRILE 2014 Trenta squadre per 120 giocatrici hanno calcato i fairway del club Le Rovedine in questa Louisiana di metà aprile. Con dispiacere alcune squadre sono rimaste in lista d’attesa, nonostante le doppie partenze. Il percorso si è presentato al meglio delle condizioni e una bella giornata di sole, con solo un piccolo intervallo di forte vento, che ha fatto temere un peggioramento di clima, ha accompagnato le socie dell’ILGA. Un bello spettacolo da vedere anche per la partecipazione di forti squadre provenienti da tutto il Nord Italia. A fine gara ha avuto luogo l’Assemblea annuale della nostra Associazione per l’approvazione del rendiconto gestione 2013 e del rendiconto previsionale 2014, riunione tenutasi nella sala conferenze del circolo per gentile concessione del direttore Franco Piras. In premiazione parole di apprezzamento e ringraziamento per la segreteria e tutto lo staff del circolo, che hanno fatto molto per soddisfare le esigenze delle giocatrici. A queste, aggiungiamo un particolare grazie al presidente del circolo Paolo Piras per la squisita ospitalità. Alla presenza della presidente ILGA Minnie Maestro, della delegata Ivana Cibrario e delle consigliere Benilde Balzi, Cristina Bortoluzzi, Luigina Bernini, Camilla Guarneri, Laura Tirassa e Alessandra Valtulina si è tenuta la consueta premiazione e il sorteggio dei premi di consolazione offerti dai nostri numerosi 100 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

sponsor. Alcuni di questi erano presenti: per Restylane Eleonora Agosta, per Paperblanks Annarita Carpanelli, per Battistini Golf Wear Stefano Battistini, per AF Medicina Estetica il dottor Matteo Andreoli e per Dikson Carolina Bargagni. Per terminare la giornata, una gustosa cena offerta dal circolo ha rinvigorito le atlete per un sereno rientro a casa.

CIRCOLO GOLF RAPALLO, 8 MAGGIO 2014 Come sempre la tappa del nostro circuito al Golf Rapallo rappresenta per molte di noi una breve vacanza al mare. La trasferta è iniziata la sera precedente con una buonissima cena a base di pesce in un ristorante tipico locale ed è proseguita il giorno della gara con una splendida giornata di sole su un campo preparato al meglio. Il nostro gioco è stato messo a dura prova dalle ben note difficoltà tecniche del percorso. A coronare la giornata, come per un evento di “Saranno famosi”, i ragazzi della segreteria del circolo hanno girato un video con le nostre interviste e foto durante la gara, che è stato proiettato alla premiazione e che è disponibile sul nostro sito. L’argomento dell’intervista era: “Perché iscriversi all’ILGA?”; vi invitiamo a vederlo. Ringraziamo il direttore del club, Fabrizio Pagliettini, che ogni anno ci regala questo bel ricordo. Al tavolo della premiazione siamo stati onorati dalla presenza del presidente della Federazione Italiana Golf, Franco Chimenti, e dei consiglieri che si trovavano a Rapallo per un consiglio federale. Mille grazie per le parole che Chimenti e il presidente del circolo Paolo Risso hanno avuto per la nostra Associazione. Erano presenti per i nostri sponsor: Carmen Moretti

dell’Albereta, Stefano Battistini per Battistini Golf Wear, Annalisa Franzolini e il dottor Fabio Michelini per Galderma e Annarita Carpanelli per Paperblanks. Ringraziamo anche alcuni sponsor locali che hanno messo in palio bellissimi oggetti: la Gioielleria Avanzino e La Tenda. La regista di questa meravigliosa “vacanza” è stata la delegata del circolo Gabriella Baj, che si è adoperata per organizzare al meglio questa tappa del nostro circuito. Un ringraziamento anche a Emanuela Baj, sua valida aiutante. Le nostre socie ringraziano infine Greta Donadi, la dolcissima ed efficientissima organizzatrice di Golf Today, soprannominata “multitasked”, che ci accoglie, ci ascolta, ci fotografa e ci coccola durante ogni tappa. u

HANNO VINTO

GOLF CLUB LE ROVEDINE, 15 APRILE 2014 Categoria unica: 1º Minnie Maestro-Lorenza Maestro-Cinzia Cassulo-Chiara Rocca, 60 colpi; 1º lordo Denise Vianzino-M.Gloria Alfero-Emma Perracchione-Margherita Gaetano, 65; 2º Anna Stefana-Donatella Vanoli-Carla Ziletti-Anna Gandolfo, 61; 3º Alessandra Carpaneto-Anna Orlando-M.Paola Novella-Matilde Lagorio Serra, 62. Premi speciali: driving contest Carola Moscovini, 212 m; nearest to the pin Emma Perracchione, 2,13 m.

CIRCOLO GOLF RAPALLO, 8 MAGGIO 2014 Prima categoria: 1º M.Cristina Acquarone, 37; 1º lordo Carolina Bargagni, 27; 2º Alessandra Carpaneto, 36. Seconda categoria: 1º Laura Giuliani, 40; 2º Elena Valente, 34. Terza categoria: 1º Sandra Ravani, 34; 2º Giovanna Torricelli, 33; 1º seniores Grazia Sciuto, 35. Premi speciali: 1º netto seconde 9 buche M.Isabella Raffaghello, 18; driving contest Emanuela Baj; nearest to the pin Bruna Mai Buzzini, 1,47 m; 1º putting green Tiziana Selva, 15; 2º putting green Grazia Sciuto, 15. Categoria Soci & Amici: 1º Andrea Castagnola, 38; 2º Carlo Valenti, 35.

NUOVI SPONSOR

Benedetta Bergamo, Che Amor di Caffè, Filovia, Marencovini, Perle e Caramelle, PM International, Staedtler.


ILGA 06/03/14 20:20 Pagina 1


102_Gare_VialliMauro_OK 03/06/14 17:15 Pagina 102

SLANCIO DI VITA leGARE

DI

GIORGIO LAMPERTI

La Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup ha celebrato la sua XI edizione, con cui finanziare la ricerca scientifica. Terminato l’evento, resta l’intento: è attivo un sms solidale per contribuire alla raccolta dei fondi

S

i è giocata lo scorso 2 giugno l’XI edizione della Pro Am Vialli e Mauro Golf Cup, tradizionale appuntamento annuale con cui la Fondazione voluta da Gianluca Vialli e Massimo Mauro finanzia la ricerca scientifica. Una giornata all’insegna dello sport e della filantropia, riuscita molto bene e della quale parleremo diffusamente sul prossimo numero. Perché, al di là del pur importante esito sportivo, il vero obiettivo del torneo - oltre alla raccolta di fondi - è sensibilizzare il pubblico più ampio possibile in merito agli obiettivi della Fondazione. Una battaglia ben più importante dei green, putt e score del 2 giugno. “Sono già dieci anni da quando io e Massimo abbiamo deciso di iniziare questa avventura”, ha raccontato Gianluca Vialli poco prima della sua partenza. “Spesso ripenso al giorno in cui ci è venuta l’idea. Con il calcio avevamo avuto tanto dal punto di vista professionale; e ci eravamo

I RISULTATI CONCRETI DI UN IMPEGNO SERIO

La Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport onlus in undici anni di attività ha raccolto e destinato ai suoi due obiettivi statutari (cancro e SLA, sclerosi laterale amiotrofica) 2.800.000 euro, principalmente attraverso l’organizzazione di grandi eventi sportivi e culturali (golf, ma anche calcio, concerti e altre iniziative). Il ricavato dell’edizione 2014 dell Pro Am sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, per i lavori di costruzione della seconda torre dell’Istituto di Candiolo (To). Una seconda donazione sarà invece destinata ad AriSLA, la Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA.

CONTRO LA SLA CON

pure divertiti molto. Arriva un momento nella vita in cui si capisce che è doveroso ricambiare quanto ricevuto. Sono convinto che un obiettivo lo si raggiunge solo con il

neurodegenerative è un ambito vasto e pesante, spesso ha a che fare con malattie che non conoscono una cura. L’unica speranza è non far mancare fondi alla ricerca. In Italia abbiamo seimila malati di SLA: per questa comunità è veramente importante sapere che c’è qualcuno che si preoccupa che i fondi per la ricerca non manchino. Altrettanto fondamentale è che venga finanziata la ricerca di eccellenza. Raccomando sempre ai nostri sponsor di controllare quello che noi facciamo con i loro soldi: il percorso della donazione va monitorato dall’inizio alla fine e noi, per fare questo, abbiamo fondato AriSLA,

Mauro e Vialli possono contare su un amico d’eccezione: Rafael Cabrera Bello. gioco di squadra. In questi anni questo gioco è stato fatto bene da tutti: dagli amici sponsor che ci hanno sempre aiutato; alle persone che lavorano con dedizione per l’Associazione; ai volontari che si sono adoperati per l’organizzazione dei vari eventi che abbiamo promosso; ai tanti calciatori e golfisti che, nonostante fossero spesso occupati, hanno sempre trovato il modo di venirci a trovare. Quando si vuole fare del bene, è facile avere delle idee. Più complicato è mantenere la continuità. Ma la costanza a noi non manca, e infatti siamo arrivati alla XI edizione della ProAm”.

UNA RICERCA DI QUALITÀ Alle parole di Vialli, fanno eco quelle di Mauro: “La ricerca sulle malattie

DAL 31 MAGGIO AL 21 GIUGNO 2014 DONA AL

45504

l’Agenzia di Ricerca sulla SLA che destina in modo mirato i fondi”.

C’È BISOGNO DEL SOSTEGNO DI TUTTI Le testimonianze di Vialli e di Mauro vogliono essere un invito a chiunque voglia contribuire alla causa. E non è necessario muovere fondi ingenti, perché quando si è in tanti, si fa molto con poco. In occasione della Pro Am, è stato attivato un sms solidale (45504, valido dal 31 maggio al 21 giugno) con cui contribuire alla raccolta fondi. A sostegno di questa iniziativa, è on line una campagna virale: gli amici della Fondazione condividono attraverso twitter immagini e fotografie contrassegnate dall’hashtag #SLAnciodiVita. u

inviando un sms da cellulare personale

*

chiamando da rete fissa

*solo donazioni di 2€

* *solo donazioni di 2€


Golf Paradise 02/06/14 13:57 Pagina 1


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FIRME PRESTIGIOSE PER UN GIOCO EMOZIONANTE iVIAGGIdi

DI

LAURA PIRAS

Golf d’autore ad Antalya, in Turchia

Quattordici avvincenti campi, disegnati dai migliori progettisti, immersi in antiche pinete e affacciati su un mare scintillante: è la promessa della regione di Antalya, sulla costa meridionale della Turchia. Dove Acentro ha selezionato i migliori resort

KEMPINSKI THE DOME

Il migliore di tutta la costa Non solo un albergo di lusso, ma il miglior resort di tutta la costa di Antalya. Il Kempinski The Dome, situato direttamente sulla bella spiaggia, affascina per la struttura e gli ambienti sontuosi. Offre attività sportive, impeccabili ristoranti e un centro benessere di eccellenza, The Dome Spa. Sirene Golf Hotel, della stessa proprietà, rappresenta, La Turchia offre percorsi di alta qualità tutti classificati tra i più belli del Mediterraneo.

104 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

invece, la scelta ideale per chi ama i grandi spazi e la comodità del trattamento all inclusive. Il tempo trascorre fra spiaggia, piscine, campi da tennis e un ottimo centro benessere; e per i bimbi, uno specializzato miniclub. Di proprietà, il Pasha e il Sultan, entrambi di 18 buche, sono disegnati secondo i criteri del design golfistico più avanzato, dove gli ostacoli d’acqua si fondono alla bellezza dei fairway e i bunker sono una vera protezione per i green.

GLORIA GOLF RESORT

Moderno e versatile Moderno e dotato di ogni tipo di comfort, il Gloria Golf Resort sorge direttamente sulla spiaggia. Di proprietà, Gloria Old e Gloria New, entrambi 18 buche, sono eccellenti. L’hotel offre anche numerose attività sportive. La Source Spa & Wellness Center è ideale per rigenerare il proprio corpo. Ottima scelta per le famiglie grazie ai miniclub suddivisi per età. Diversi ristoranti completano l’offerta di alta qualità del resort. ➤


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GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 105


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iVIAGGIdi

FIRME PRESTIGIOSE PER UN GIOCO EMOZIONANTE

➤ RIU KAYA PALAZZO GOLF RESORT

Un giardino sul mare

Il Riu Kaya Palazzo Golf Resort, situato nella zona di Belek, è immerso in un giardino sul mare. Di proprietà, Kaya Eagles, 18 buche, progettato da David Jones, che ha il suo pregio nel layout corto, piacevole per tutti. Piscine e un centro benessere di alto livello offrono svago e relax, per momenti rigeneranti. Si possono praticare molti sport e attività acquatiche. Per i bambini, è disponibile l’esclusivo programma Riu Land.

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REGNUM CARYA GOLF & SPA RESORT

All’interno del campo

Situato all’interno del Carya Golf Course, e direttamente sul mare, il Regnum Carya Golf & Spa Resort offre camere spaziose che dispongono di balcone o terrazzo privato. Di proprietà, il Carya Golf, 18 buche, progettato da Thomson Perrett & Lobb, è impostato su ondulate colline di sabbia, tagliando attraverso la pineta e la foresta di eucalipti: è un percorso classico, abbellito da una brughiera di erica. L’hotel offre diversi ristoranti à la carte, con un’ampia gamma di menu. Vi è una spiaggia di sabbia e un completo centro benessere. In più, è possibile nuotare nelle piscine esterne, dotate anche di scivoli d’acqua, proprio come i parchi divertimento. u

BELLI TUTTI, GIOCARE PER CREDERE!

Oltre ai campi presentati in queste pagine, nei dintorni si trovano altri sette magnifici percorsi facilmente raggiungibili. Non c’è che l’imbarazzo della scelta w Faldo Golf, 27 buche, progettato da Nick Faldo. w Lykia Links, 18 buche, è affacciato sul mare. w Montgomeire Maxx Royal, 18 buche, tra pinete e creste sabbiose. w National Golf, 18 buche, disegnato da David Feherty, scolpito nel mezzo di una foresta di pini ed eucalipti. w Robinson Nobilis, 18 buche, creato da Dave Thomas, presenta dune mozzafiato. w Dunes Golf, 18 buche, abbellito da alti pini marittimi, dune di sabbia naturali e molti specchi d’acqua, permette sfide strategiche tra scorci pittoreschi. w Tat Golf International, 27 buche, progettato da Hawtree d’Inghilterra, offre la possibilità di giocare 18 buche o tre diverse opzioni di arrangiamento di 9 buche.


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TRE ORE E SEI LÌ

La regione di Antalya, sulla costa meridionale della Turchia, è delimitata da un susseguirsi di spiagge che si alternano a promontori rocciosi e insenature nascoste. Alle sue spalle, la catena montuosa del Tauro incornicia questo paesaggio incantevole e variegato. La separano dall’Italia solo tre ore di volo, un attimo per arrivare in un luogo in cui il sole splende trecento giorni all’anno. La collegano all’Italia voli giornalieri con la Turkish Airlines via Istanbul, tutto l’anno; e voli speciali charter durante la stagione estiva.

TRA NATURA E STORIA

Un clima quasi subtropicale accoglie amanti della natura, sportivi e appassionati di arte e cultura: la città di Antalya è la principale meta balneare turca, caratterizzata dal quartiere dei pescatori e con le tipiche case ottomane in legno, tra cui svettano i minareti delle moschee. Fondata nel II secolo a.C. da Attalo II, re di Pergamo, nel corso dei secoli ha visto l’alternarsi di romani, bizantini, selgiuchidi e ottomani che occuparono a turno la città, arricchendola di monumenti di grande valore storico e artistico. Ma è tutta la regione a essere ricca di bellezze naturali e pregiate vestigia: le Cascate di Duden, la spiaggia di Lara (bandiera blu), il lago di Nilufer... tutte oasi meravigliose della natura.

QUOTE A PARTIRE DA 725 EURO

Trasferimenti privati da/per l’aeroporto, assistenza locale, cinque notti in camera doppia con prima colazione e cena, tre green fee (a scelta tra Gloria Old, Gloria New, Pasha, Sultan, Cornelia, Sueno, Montgomerie, Lykya e Carya), vengono offerti con quote a partire da 725 euro. Sono previste riduzioni per gli accompagnatori non golfisti.

La Turchia è stata premiata da IAGTO come miglior destinazione golfistica nel 2008.

Informazioni e prenotazioni: Acentro Turismo, Via V. Pisani 5/7 20124 Milano - tel. 02.66.707.490 www.acentro.it - golfvacanze@acentro.it

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Acentro DOPPIA 02/06/14 13:48 Pagina 1

Dal 1980, viaggiare bene conviene

Oltre 100 offerte di vacanza e preventivi personalizzabili su

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da € 520 5 notti in camera doppia con prima colazione, green fees giornalieri con carrello manuale e palline di campo pratica, ingresso al Centro Fitness e al Centro Spa con sauna, idromassaggio, hammam e piscina. Servizio spiaggia con navetta.

da € 745 5 notti in camera doppia con prima colazione e cena, 3 green fees con ½ cart, 1 lezione di 30 minuti per camera presso la Is Molas Golf Academy, servizio piscina. Riduzione non golfista.

da € 770 GREEN FEES COMPRESI

5 notti in camera Superior con prima colazione, 2 green fees all’Oitavos Golf.


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5 notti in Corte Bella con prima colazione, green fees giornalieri con ½ cart, servizio piscina, servizio spiaggia con navetta durante la stagione estiva.

5 notti in camera Deluxe con prima colazione e 3 cene, 3 green fees con cart e palline di campo pratica presso Abama Golf. Riduzione non golfista.

da € 1.540 5 notti in Suite Deluxe con prima colazione, 2 green fees al Terre Blanche Golf con ½ cart e ingresso al Golf Performance Center, ingresso al centro SPA con piscina, sauna, Laconium e Fitness Centre. Riduzione non golfista.

La quota per persona comprende SEMPRE: Assistenza locale, assicurazione rimborso in caso di cancellazione viaggio sino al giorno della partenza (ved. condizioni catalogo Golf Vacanze), assicurazioni Medico-Sanitaria e assicurazione bagaglio, assistenza telefonica gratuita prima, durante e dopo la vacanza, servizio ricerca e disponibilità voli con la miglior tariffa applicabile, emissione biglietti con pagamento garantito alla compagnia aerea, tasse locali, prenotazione dei tee times (se richiesti), omaggio.

Via V. Pisani, 5/7 20124 Milano Tel. 02.66.70.74.90 www.acentro.it


110_111_Viaggi_Tunisia_OK 03/06/14 08:40 Pagina 110

MILLE SEDUZIONI iVIAGGIdi

Alla scoperta della Tunisia, tra golf, mare e molte altre offerte

INTORNO A 18 BUCHE Da nord a sud, dal deserto al mare: relax, benessere, sport, natura, cultura e tradizioni assicurano una vacanza davvero completa a ogni golfista. A meno di due ore dall’Italia

L

a Tunisia è nota a tutti per la bellezza delle sue città, culle di culture millenarie, e per le sue incantevoli località di mare. Con 1.300 chilometri di costa e 300 giorni di sole all’anno, questo Paese del Nord Africa è uno dei luoghi più ricercati da chi desidera un mare cristallino e spiagge esotiche. Ma la Tunisia è anche un mosaico culturale affascinante, frutto del suo passato unico di crocevia di civiltà, che ha contribuito a creare un’eredità che si distingue per la sua grande eterogeneità.

SPORT E VITA ATTIVA Il nord è la scelta perfetta per chi desidera una fuga all’insegna di sport, benessere, natura e cultura. Apprezzata soprattutto per il suo splendido mare, Tabarka è una località di grande interesse archeologico, con numerose vestigia fenicie

e romane, e meta ideale per i più “attivi”. Oltre ai numerosi sport acquatici, vanta un campo da golf 18 buche par 72 progettato da Ronald Fream. Affacciata sulla costa settentrionale, offre anche numerosi centri di talassoterapia dove è possibile rilassarsi e rigenerarsi grazie agli effetti benefici della cura del mare. Poco lontano si trova la città montana di Ain Draham, ideale per gli amanti dell’ecoturismo, che possono scoprire l’intera area a piedi, a cavallo o in 110 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

bicicletta. Chi vuole scoprire l’affascinante storia della Tunisia attraverso antichi monumenti non può perdersi Dougga, antica città romana dichiarata Patrimonio Mondiale dall’UNESCO.

DALLA CAPITALE ALLE COSTE Proseguendo verso il centro e la costa si incontra Tunisi. La capitale è una sorpresa continua per i viaggiatori desiderosi di scoprire la sua storia e conoscerne il presente. Il Museo del Bardo, la Medina con la grande Moschea Zitouna e il coloratissimo souk sono solo alcune delle cose da non perdere di questa affascinante città. Lungo la costa ci si può soffermare in numerose località balneari come Sidi Bou Said, Hammamet, Sousse, Monastir e Mahdia. Queste città sono conosciute soprattutto per il mare, ma non solo: al

relax in spiaggia è possibile unire tante altre esperienze come benessere, gastronomia, shopping, storia, archeologia e... golf!

OLTRE LA PORTA DEL DESERTO Arrivando al sud del Paese si incontra Djerba, la “Porta del deserto”. L’isola è apprezzata per il mare cristallino e l’atmosfera di pace e serenità che si respira in ogni suo angolo. Non a caso, le sfumature predominanti sono il bianco e l’azzurro, che fanno da cornice e mettono in risalto i vivaci colori di ceramiche, stoffe, argenti, frutta, verdura e spezie, tutti prodotti tipici dell’isola. Oltre a questo, Djerba è considerata la porta d’accesso al deserto e a tutto il sud tunisino. Passando per l’antico ponte romano, oppure trasportati da un comodo traghetto, è possibile raggiungere la terraferma e

Profumi e colori; storia e modernità; mare e sport. La Tunisia affascina i suoi ospiti con molte attrattive.


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DIECI GIOIELLIDOVE IL GIOCO È MAGICO

In Tunisia i campi da golf sono oasi verdi e rigogliose, inserite in contesti paesaggistici unici. Che incantano e meravigliano tra un colpo e l’altro

A

gli amanti del nostro sport la Tunisia offre una scelta di dieci campi, alcuni dei quali con più percorsi, inseriti in contesti paesaggistici di grande valore estetico. Tra gli alberi secolari di Tabarka, nei pressi del sito archeologico di Cartagine, affacciati sul mare a Port el Kantaoui, tra gli aranceti e gli oliveti di Hammamet, tra le palme di Djerba o nel cuore del Sahara a Tozeur, il golfista, sia principiante sia esperto, trova modo di soddisfare la sua passione su percorsi curati in maniera scrupolosa e in club house eleganti e accoglienti.

w Tabarka Golf (www.tabarkagolf.com): progettato da Ronald Fream, mediamente impegnativo, si snoda su un’area di 118 ettari. È un 18 buche par 72 fiancheggiato da un lato da un bosco di eucalipti, pini e querce; dall’altro dalla costa, con ben sette buche che si affacciano sul mare. w Golf de Carthage (www.golfcarthage.com): immerso in un’oasi di palme, eucalipti centenari, cipressi, pini, ulivi e aranci, a 8 km dall’aeroporto di Tunisi/Cartagine, il Golf de Carthage, fondato nel 1927, è uno dei più antichi dell’Africa. È stato ridisegnato nel 1991 dall’architetto francese Yves Bureau. Nonostante sia abbastanza corto, è un percorso particolarmente tecnico, per la presenza sia di una fitta vegetazione sia di due vasti laghi. w The Residence Golf (www.theresidence.com): questo nuovo campo realizzato da Robert Trent Jones Jr. è costruito intorno a un complesso immobiliare di alto livello composto da ville indipendenti. Questo layout lungo 6.405 metri - 18 buche par 72 che richiedono potenza e decisione -lascia posto sia al mare sia alla natura. Per riposarsi dopo il difficile percorso, una club house di 4mila mq. w Golf Citrus (www.golfcitrus.com): progettato da Ronald Fream, occupa 13 ettari poco fuori l’abitato di Hammamet e si snoda attorno a sei laghi tra uliveti e boschi, con un andamento ondulato di avvallamenti e ripidi pendii. Due sono i percorsi di 18 buche championship, par 72: Les Oliviers presenta ampi fairway tracciati tra gli ulivi, dove la sabbia è protagonista insidiando l’arrivo del drive e difendendo i green; e La Foret, immerso tra i pini, una sfida per i giocatori più esperti per via di buche cieche, ostacoli d’acqua e veloci green gradinati. w Yasmine Golf Course (www.golfyasmine.com): il panoramico percorso dello Yasmine Golf Course è stato progettato da Ronald Fream: aperto dal 1991, si estende su un terreno ondulato tra il mare e i boschi, reso interessante da ostacoli d’acqua e

bunker. 18 buche championship (par 72 di 6.062 metri) e 9 buche executive (par 30 di 1.216 metri). w El Kantaoui Golf Course (www.kantaouigolfcourse.com.tn): realizzato da Ronald Fream nel 1979, l’El Kantaoui Golf Course si estende su un’area di 132 ettari. È un 36 buche inserito in un vero e proprio giardino botanico, con una grande varietà di fiori, cespugli e alberi ornamentali che fanno da habitat a numerose specie di uccelli migratori. Due i percorsi di 18 buche: il Sea Course (par 72 di 6.253 metri), più facile, si snoda tra il mare e la collina; e il Panorama Course (par 72 di 6.045 metri), più impegnativo, tra la collina, gli alberi e le ville di Port el Kantaoui, con alcuni fairway accompagnati da ulivi e laghi. w Palm Links Golf (www.golf-palmlinks.com): disegnato da Chris Pitman, il Palm Links Golf Course, inaugurato nel 1994, è ispirato ai links scozzesi. Offre 18 buche championship par 72 (6.140 metri); e un campo scuola 9 buche par 27. Il percorso, particolarmente adatto a giocatori con handicap alti e medi, si sviluppa tra dune e palmeti. Si incontrano 73 bunker e 4 laghi; tre buche costeggiano la spiaggia sabbiosa. w Flamingo Course (www.golfflamingo.com): in località Ouerdanine, il Flamingo Golf Course è uno dei due campi da golf di Monastir. Progettato da Ronald Fream, è un vero giardino ricavato tra il mare e il deserto. Il percorso si snoda su un terreno collinare punteggiato da oltre duemila ulivi. Tre buche sono sulla falesia, altre presentano ostacoli d’acqua, con i fairway e i green sempre ondulati. Cinque tee di partenza rendono il campo interessante per i giocatori. 18 buche par 72 (6.140 metri). w Djerba Golf Club (www.djerbagolf.com): progettato da Martin Hawtree, aperto nel novembre 1994, il percorso di Djerba, 120 ettari, si snoda su 27 buche tra palme da dattero, acacie e laghetti d’acqua salmastra. Alcuni fairway non superano la larghezza di 40 metri e il percorso termina in riva al mare. w Golf Oasis Tozeur (www.tozeuroasisgolf.com): è il più recente dei campi da golf tunisini. Le 18 buche sono state disegnate da Ronald Fream su un terreno di dune sabbiose. Il percorso richiede attenzione per la presenza di profondi canyon, rocce, ostacoli d’acqua e bunker. Il verde dei fairway, lungo i quali sono state piantate centinaia di palme, e dei green perfettamente curati, contrasta con le diverse gradazioni color ocra del terreno.

andare alla scoperta del leggendario Sahara. Gabès, Matmata, Medinine, Tataouine, Tozeur e Douz sono solo alcune delle località preferite per chi cerca una vacanza tra avventura e tradizioni; tra oasi, dune di sabbia e ksour (le tipiche case berbere costruite nella roccia), è possibile scoprire la natura più autentica e le antiche tradizioni delle popolazioni che abitano in queste zone ricche di fascino.

LAND SAILING O SNOW SAND? Il sud tunisino, con le sue dorate dune di sabbia, il sole e il vento, presenta le condizioni ideali per gli amanti dello sport, che qui possono praticare escursioni con tour in 4x4, in quad o a dorso di dromedari, percorsi di trekking tra le dune di sabbia, land sailing e snow sand. E dopo l’attività fisica, niente di meglio di un po’ di relax, ad esempio nei centri benessere degli hotel di Tozeur o nei suggestivi hotel di charme, ideali per chi cerca un’atmosfera intima e raccolta. u

➤ SI PARTE DA QUI

Ente Nazionale Tunisino per il Turismo: www.tunisiaturismo.it

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La famosa buca 12 dell’Al Maaden Golf e alcune immagini del resort Club Med La Palmeraie.

MARRAKECH, GOLF DA RE

iRESORT

Club Med La Palmeraie ha accolto il nostro “inviato speciale” in un contesto da sogno, che propone tanto golf, ma anche relax, attività e storia. Per una vacanza che lascia il segno

D

DI

PA O L O D E C H I E S A –

FOTO DI

opo tanti anni, sono tornato in Marocco, a Marrakech: avevo nostalgia dei colori, degli aromi, della gente. Certo, per un appassionato come me, vantando una decina di percorsi incantevoli, Marrakech è un paradiso del golf. Ho scelto due campi: Al Maaden e il Royal. Alloggiando al Club Med di La Palmeraie, 112 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

CLAUDIO SCACCINI

entrambi sono a una ventina di minuti di taxi. Ho appuntamento al faraonico ingresso del Club Med, struttura meravigliosa e fedele allo stile della città rossa, con Momo, autista berbero dagli occhi scuri, bellissimi. Seduto sulla sua sgangherata Mercedes, non riesco a credere alle mie orecchie: Momo dice che Mozart

mi farà giocare in armonia con me stesso, così come Beethoven, al ritorno, lenirà le pene dello swing!

CONTRASTI CROMATICI Attraverso i finestrini impolverati scorrono i video rumorosi delle strade, caotiche, disordinate e le mura della Medina, la città antica. Le immagini di un altro mondo, così diverso dal nostro, finiscono all’improvviso, nell’elegante club house dell’Al Maaden Golf Resort. Il percorso è stupendo, all’apparenza ampio, niente male per lasciarsi andare con il drive, salvo scoprire che fairway e rough, scie smeraldine sopraelevate e convesse ai lati, accolgono solo i buoni tee shot, sempre che non rotolino in qualche bunker, invisibili fra le ondulazioni del terreno. La loro sabbia è un misto rosso-ocra intenso, il colore della terra e delle case di Marrakech, sì da creare uno spettacolare contrasto cromatico con la scintillante bermuda. Il percorso dai bianchi, che in Marocco sono i secondi tee di partenza, come i gialli da noi, è di 6.290 metri, ma considerate che la palla rotola generosamente. Unica variante al cliché, la


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Il Royal Golf Club e la buca 15 dedicata a B.B. A Marrakech anche quad, shopping ed escursioni.

buca 12, par 3 di oltre 180 metri su un enorme specchio d’acqua suddiviso in vasche rettangolari, mosaico di piscine che non perdonano, a meno che non si opti per la via di fuga sulla destra, aggirando buca e... puzzle-ostacolo!

IL REGNO DELLO SLICE E DI B.B. Sempre con Momo e l’inseparabile Mozart, il giorno dopo sono andato al Royal Golf Club, il campo di re Hassan, scolpito, è il caso di dire, nel suo stupendo giardino botanico. Le buche sono incastonate in una miriade di piante e fiori dai mille profumi e non concedono spazi ai colpi fuori traiettoria, se non per chi fa slice. Vittima cronica di tale sciagura golfistica, re Hassan si era fatto fare molti dogleg indulgenti con il suo difetto e poche buche dritte, rigorosamente allargate a destra all’atterraggio dei tee shot. È un tracciato assai divertente, corto ma delicato, immerso in una flora lussureggiante, a riprova che il sottosuolo di Marrakech è ricco d’acqua, in abbondanza dai 35 metri di profondità. La buca più caratteristica è la 15, tributo regale all’indimenticato décolleté di Brigitte

Bardot, un par 3 di 160 metri con il green difeso da due enormi palme in mezzo alle quali far volare la palla, senza finire nel bunker racchiuso tra le “grazie di B.B.”.

ATTIVITÀ E RELAX INDIMENTICABILI Ed eccomi nell’oasi del Club Med di La Palmeraie, invitante come un miraggio nel deserto: immaginate un fairway disseminato di ulivi secolari, laghetti di ninfee e distese di fiori. Il pomeriggio, se siete indecisi tra piscine e golf, fate come me: portatevi due ferri e il putter e, tra un bagno e l’altro, andate a giocare in infradito sul più bell’executive che abbia mai visto, 9 buche a bordo vasca, dai 45 ai 100 metri di lunghezza, con green e bunker da fotografia, impareggiabile allenamento per il gioco corto. Ma Marrakech non è solo golf, soprattutto al Club Med dove, tra un buffet più invitante dell’altro, il tempo vola nell’imbarazzo della scelta. A distogliermi dalla pallina, tre diversivi: la visita alla Medina, la spa e il quad. Più di 20 anni fa, quando ero stato al suk, il mercato della Medina, ricordo che non potevo camminare, strattonato ad ogni piè sospinto

da chi voleva vendermi di tutto. Oggi ci sono 46.000 negozi e nessuno ti importuna, tutt’al più ti invita gentilmente a dare una sbirciata alla merce: imperdibile una passeggiata in quel labirinto di profumi e colori. Tornando alla pace e al relax del Club Med, se amate terme e spa, ritagliatevi un paio d’ore nel centro benessere in partnership con Cinq Mondes, iniziando dall’hammam, tre stanze a temperatura e vapore crescenti, prima del peeling, sensazionale, a base di oli naturali e del massaggio, antica arte marocchina praticata in un patio intorno a un lago di ninfee. Roba da pizzicarsi, per tornare alla realtà. Montati cavalli e dromedari, per un’escursione adrenalinica suggerisco il quad, senza mettervelo per cappello. Si viaggia in piccoli gruppi, nelle lande circostanti Marrakech, in un’atmosfera suggestiva, attraverso distese di sabbia e villaggi rurali. Sul ciglio della strada, bambini dallo sguardo intenso ti aspettano sentendoti arrivare da lontano. Ti lasci cullare dai morbidi sussulti del quad, i pensieri scorrono, insieme a tanti ricordi... www.clubmed.it u GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 113


Baglioni Hotel DOPPIA 23/04/14 17:37 Pagina 1


Baglioni Hotel DOPPIA 23/04/14 17:37 Pagina 2

Polos


Colombera 2 DOPPIE 01/06/14 09:31 Pagina 1

Dalla passione per la natura e per il golf di Roberto Tom Tomasoni, masoni, nasce ne nel 2009 un campo a 9 buche situato in un’ oasi todromo nel cuore della Franciacorta, a pochi minuti dall’ autodromo. Giocare alla Colombera significa immergersi in un paesaggio di rara bellezza, circondato da alberi con fioriture dai mille colori che soddisfano la vista e inebriano i sensi con intensi profumi. Alla guida del Circolo Ivan Tomasoni, primogenito del fondatore, animato dalla stessa passione del padre. I green sono curati e piuttosto veloci, con un avant green largo e circoscritto. Il rough presenta due tagli ben definiti. Ogni tee di partenza prevede 4 battitori. Le piste, tutte in agrostide, sono dei veri e propri tappeti.


Colombera 2 DOPPIE 01/06/14 09:31 Pagina 2

LE SPLENDIDE 9 BUCHE: BUCA 1: con il grande lago a destra sul primo colpo, è un lungo par4, dog leg a destra; il green è protetto da bunker di sabbia finissima. BUCA 2: par3, ma con l’ insidia del lago che costeggia la parte destra del green. BUCA 3: par4 con il lago a destra ed un ostacolo d’ acqua a sinistra ben nascosto prima del green; quest’ ultimo si sviluppa su due livelli ed è ben protetto da due bunker. BUCA 4: corto par3 con fuori limite a destra e un bunker sulla sinistra del green. BUCA 5: è un largo par 4 con il green rialzato e molto protetto dai bunker. LA MERAVIGLIOSA BUCA 6: par 4 con il green a sinistra, protetto da un lungo lago che costeggia quasi tutta la buca che è segnalata da salici, ginestre, canneti e ninfee. BUCA 7: par3 da oltre 120 metri con un lungo green su due livelli. BUCA 8: ed ecco il par5; dogleg a destra, con bunker sull’ arrivo del primo colpo e intorno al green. Il lago interessa la parte destra del fairway fino al green, che è insidioso e pieno di pendenze. LA SPETTACOLARE BUCA 9: par3 con al centro un grande lago. In ogni gara, su questa buca, come sulla 4 e la 7, sarà possibile concorrere per la hole in one che prevede prestigiosi premi.


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Una spettacolare panoramica della natura che circonda La Colombera Golf & Resort. All’ interno del complesso, oltre che il campo da golf, sono presenti il Ristorante,il grazioso Hotel e il Centro Ippico.

Il lago della splendida buca 9 fa da cornice al Ristorante, sullo sfondo.

Una delle 8 confortevoli camere dell’ Hotel,tutte dotate di frigobar, tv e wi-fi gratuito. Al risveglio una ricca colazione farà sentire gli ospiti come a casa.

Il Centro Ippico offre la possibilità di praticare corsi di drèssage, equitazione, salto ad ostacoli, messa in sella e scuola pony.

La veranda del ristorante affaccia sulla caratteristica corte e sul giardino, arricchito con gazebi e tavolini esterni, dov’ è possibile gustarsi un ottimo piatto,ammirando la bellezza della natura.


Colombera 2 DOPPIE 01/06/14 09:31 Pagina 4

NEW! Il 6 Giugno è stata inaugurata la nuova Area Relax, dove i nostri ospiti possono gustare deliziosi drink immersi nella vasca idro, o comodamente seduti nei confortevoli salotti esterni.

DOVE SIAMO

La Colombera Golf & Resort Via Barussa, 1 25030 Castrezzato (Bs) www.golfcolombera.it Tel. +39 030 714485

I NOSTRI MAIN SPONSOR La PM Metalli S.p.a. nasce nel 1988 ad opera della famiglia Peroni. L'azienda oggi commercializza semilavorati non ferrosi: barre, piastre e placche, in tutte le principali leghe commerciali. Nel corso degli anni si specializza nell'attivita' di taglio, dotandosi di uno dei reparti piu' avanzati a livello nazionale per la categoria di appartenenza. Oggi si configura come una realta' consolidata, certificata ISO 9001:2008 TUV NORD, con un vantaggio competitivo per alcuni prodotti e processi.

Baggio Made In italy Eyewear: la nuova linea di occhiali.


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showroom

Grinta ed eleganza, energia e classe: si vince cosĂŹ. In campo e fuori Foto di Henrik Hansson

Polo LACOSTE. Driver TAYLORMADE Jet Speed.

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Lei. Vestito e visiera COLMAR GOLF. Guanto TAYLORMADE. Lui. Polo e bermuda COLMAR GOLF. Guanto TAYLORMADE. Occhiali BUHEL. Attrezzatura PING e TAYLORMADE.


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showroom

Polo, bermuda e cintura CHERVÒ. Guanto TAYLORMADE. Occhiali BUHEL. Ferro TAYLORMADE Speedblade.

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showroom

Lei. Giacca asimmetrica in lino denim; pantaloni in lino denim; camicetta in crepon di seta, stampa floreale: tutto LUCIANO BARBERA. Lui. Abito grigio in lana seta pettinato, tasmania; camicia in popeline di cotone; cravatta in seta disegno regimental; pochette in lino stampa paisley; cintura intrecciata in pelle e lino; scarpa francesina allacciata con punta in vitello marrone: tutto LUCIANO BARBERA.

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Abito in lana, kashmir, mohair, blu gessato; camicia “hand made� in cotone rigata bianco azzurro; cravatta jaquard in seta; pochette in lino stampa paisley; cintura intrecciata in pelle: tutto LUCIANO BARBERA.

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Giacca a quadri in lino seta; pantaloni crema in popeline di cotone; camicia “hand made”, 100 per cento cotone, bianca a righe bluette; cravatta in seta jaquard; pochette in lino stampa paisley; cintura in cuoio intrecciata con disegno a spina; scarpa francesina allacciata scamosciata con punta: tutto LUCIANO BARBERA. Borsa: QG BAGS - Vegg’s Textile.

Maison Buhel, www.buhel.com Chervò, www.chervo.it Colmar, www.colmar.it Lacoste, www.lacoste.com Luciano Barbera, www.lucianobarbera.it Ping, www.ping.com QG Bags, https://www.facebook.com/QGbags TaylorMade, http://taylormadegolf.eu Modelli Paola Turani e Gianluca Cerruti Grooming Zaira Fontaneto Si ringrazia: per l’ospitalità, Molinetto Country Club per l’attrezzatura, Golf e non solo

Vieni con noi nel backstage di questo servizio

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showroom

Lei. Giacca aragosta in lana, lino e seta; bermuda rigati in seta; camicia con davantino in seta a righe: tutto LUCIANO BARBERA. Lui. Giacca rever a lancia in solaro di kashmir, lino e seta; pantaloni in lana mohair; camicia azzurra micro fantasia in puro cotone; cintura elastico intrecciata a due colori; cravatta in maglia rigata, in seta; pochette in lino sfrangiata; scarpa francesina allacciata scamosciata con punta: tutto LUCIANO BARBERA.

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l’attrezzatura BPUTTERS Nasce una nuova serie di putters di qualità tutti italiani, fresati da un blocco di acciaio inox e interamente lucidati a mano. Dalle linee moderne e accattivanti i Bputters: Hammer, Coyote, Panther e Space, sono disponibili con vari gradi di personalizzazione e finiture per rendere la tua esperienza sul green unica. www.bputters.it

WILSON STAFF Wilson Staff ha completamente riprogettato la borsa per il trasporto dei ferri da golf, introducendo sul mercato la novità Nexus: soluzione altamente tecnica, ma in stile moderno. Questo rivoluzionario modello si contraddistingue per la sua struttura esterna, con un telaio progettato ex novo. Realizzato in alluminio, collega la “colonna vertebrale” superiore con il supporto alla base in modo che le parti possano lavorare indipendentemente. Quando la sacca viene inclinata le gambe rapidamente vanno “in posizione” per poggiarsi a terra, mentre la base rimane piatta in ogni momento. www.wilsonstaff.com

PING Interamente costruito in titanio, il Ping Rapture 3-Wood è dotato di una faccia di beta titanio e una soletta con un’iniezione di tungsteno per garantire un volo di palla più alto e uno spin meno impattante. La testa, di 220 cc, è un terzo più grande del precedente legno 3, il G25. www.ping.com

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CALLAWAY Il Callaway X2 Hot 3 - Deep offre ai giocatori un alto MOI all’impatto per ottenere precisione nel colpo e una faccia del bastone larga per garantire consistenza dal tee. La gamma dei legni da fairway di questo modello è stata ampliata per permettere ai golfisti di avere una scelta più vasta. www.callawaygolf.com


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WILSON STAFF FG Tour è una pallina da golf multistrato in uretano che permette distanza e controllo dello shot con la sensazione più morbida di ogni altra pallina in uretano sul mercato. Nei test effettuati anche da giocatori di livello, la percezione della pallina FG Tour è stata valutata positivamente rispetto alle palline wound balata, ma con le moderne caratteristiche di durabilità. Offre una tecnologia di controllo della trazione per il massimo spin e controllo sul ferro e colpi di wedge a ogni lunghezza. Eccellente resistenza anti-graffio. www.wilsonstaff.com TITLEIST Perfetto da utilizzare sia dal tee, sia dal fairway: è il Titleist 913F.d, la cui tecnologia della pipetta SureFit Tour consente la regolazione indipendente del loft e del lie, per essere adattati al gioco del singolo golfista. È perfetto per giocatori di diversi tipi di livello. www.titleist.com

che tipo di golfista sei? catastrofico dandy vip scaramantico professionista Apart è un marchio italiano tutto dedicato al golf. Un carattere che si concretizza in una grande attenzione per il design, unita alla passione - tipicamente italiana - per i piaceri della vita. Un brand che affianca stile e prodotti di qualità. Perché il golf è un gioco serio, ma che va preso con un certo swing. I nostri prodotti li potete trovare in tutti i migliori negozi di golf.

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lavetrina

XTOUCH Wave è un prodotto di alta tecnologia che ridefinisce il concetto stesso di orologio. In soli 73 grammi di peso, è orologio, macchina fotografica, videocamera, telefono, navigatore satellitare, browser internet; invia SMS ed email, permette di ascoltare musica, vedere video... insomma tutte le caratteristiche di un moderno smartphone ma con un ingombro senza pari. È dotato di un touchscreen ad alta risoluzione da 1,54 pollici, gira su Android 4.2 ed è fornito con precaricate tutte le applicazioni più diffuse. www.xtouchitalia.it

GARMIN Nasce Vivofit, la fitness band che aiuta ad acquisire uno stile di vita sano e sportivo. Memorizzando il livello di attività, offre un obiettivo giornaliero personalizzato, tenendo traccia dei miglioramenti raggiunti e avvisando l’utente quando è ora di fare del movimento. Leggero, comodo e dai colori variegati e fashion, è caratterizzato da un display dalla forma ricurva per un maggior comfort; resta in funzione 24 ore su 24 e ti fornisce numero di passi, calorie bruciate, km percorsi, oltre a funzionare da orologio. Innovativa, poi, la sua funzione “riposo” per monitorare i periodi e la qualità del sonno, cosa spesso sottovalutata ma indispensabile per il benessere personale. È anche resistente all’acqua fino a 50 metri di profondità. www.garmin.com/it

BUHEL Gli occhiali da sole Soundglasses sono completi di tutta la componentistica elettronica più all’avanguardia e sono i primi occhiali da sole che consentono di comunicare via bluetooth con i dispositivi di uso quotidiano. Semplici da usare, offrono la possibilità di comunicare, ascoltare musica o informazioni senza l'impiego di auricolari e fili. www.buhel.com SÙEGIÒ Su e giù: un movimento semplice che diventa oggetto di design e omaggio a una grande città. Due avverbi che in dialetto milanese diventano Sùegiò, come la lampada da tavolo progettata dall’architetto di interni e designer Tommaso Di Caro. Ricercata e familiare, funzionale ma dal fascino innato, è costituita da una base circolare su cui poggia un bulbo che ospita la fonte luminosa e da un cilindro superiore che, scorrendo lungo un’asta, regola l’intensità di luce. Tocco vintage, il cavo rubato ai ferri da stiro degli anni Settanta.

GRAAL Ecco la novità 2014 di The Golf Paradise nel golf: i primi integratori alimentari studiati da ricercatori golfisti appositamente per golfisti. La linea si declina in tre prodotti: Caddy, che accompagna il giocatore durante tutto il giro fornendo i nutrienti utili per arrivare fino alla 18ma buca; Power, una fonte di energia facilmente e rapidamente disponibile; e Precision, per stimolare il fisiologico equilibrio mentale necessario al giocatore per superare i momenti stressanti che possono presentarsi durante la gara.

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Tourist Golf 07/03/14 08:22 Pagina 1

Calendario 2014

18 BUCHE STABLEFORD A 3 CATEGORIE - SPECIALE TOURISTGOLF UNICA

SANTO DOMINGO NEL CORSO DI OGNI SPONSOR DAY

ESTRAZIONE DI UN VIAGGIO A

02 GIU GOLF CLUB LE PAVONIERE 02 GIU GOLF CLUB RIVA DEI TESSALI 08 GIU GOLF & COUNTRY CLUB MONTECATINI 16 GIU GOLF CLUB ARGENTA 21 GIU GOLF CLUB LA BAGNAIA 29 GIU GOLF CLUB MENAGGIO & CADENABBIA LUGLIO 06 LUG GOLF & COUNTRY CLUB CASTELGANDOLFO 12 LUG GOLF CLUB CHERASCO 13 LUG GOLF CLUB GIRASOLI 13 LUG GOLF CLUB CASTELLARO 20 LUG GOLF CLUB CASTELL’ARQUATO AGOSTO 02 AGO GOLF CLUB OASI 03 AGO GOLF CLUB PARCO DI ROMA 06 AGO GOLF CLUB ADRIATIC CERVIA 09 AGO GOLF & COUNTRY CLUB COSMOPOLITAN 28 AGO GOLF CLUB MARGARA 30 AGO GOLF CLUB ALBARELLA 31 AGO GOLF & COUNTRY CLUB MOLINETTO SETTEMBRE 06 SET GOLF CLUB ASOLO* 07 SET GOLF CLUB VENEZIA 14 SET GOLF CLUB VILLA AIROLDI 21 SET GOLF CLUB SERRAVALLE 27 SET GOLF CLUB SAN DONATO OTTOBRE 04 OTT GOLF CLUB CA’ DELLA NAVE 04 OTT GOLF & COUNTRY CLUB CROARA 05 OTT GOLF CLUB LA PINETINA 05 OTT GOLF CLUB MONTE CIMONE 11 OTT GOLF CLUB VILLA CAROLINA 11 OTT GOLF CLUB DEI LAGHI 12 OTT GOLF CLUB TIRRENIA 12 OTT GOLF CLUB UGOLINO 18 OTT GOLF CLUB LE FONTI

MARZO 01 MAR GOLF & COUNTRY CLUB MODENA MODENA 02 MAR GOLF & COUNTRY CLUB FIUGGI TERME FIUGGI 02 MAR GOLF CLUB VICENZA VICENZA 08 MAR GOLF CLUB SANT’ANNA GENOVA 15 MAR GOLF CLUB IL PICCIOLO CATANIA 15 MAR GOLF CLUB IL COLOMBARO BRESCIA 16 MAR GOLF CLUB SAN VALENTINO REGGIO EMILIA 16 MAR GOLF CLUB TERME DI SATURNIA GROSSETO 16 MAR GOLF & COUNTRY CLUB TOLCINASCO MILANO 23 MAR GOLF CLUB CHERVÒ* BRESCIA 23 MAR GOLF & COUNTRY CLUB MIGLIANICO CHIETI 29 MAR GOLF CLUB I FIORDALISI FORLÌ 30 MAR GOLF CLUB RIOLO TERME RAVENNA APRILE MONZA BRIANZA 05 APR GOLF CLUB VILLA PARADISO* 05 APR GOLF CLUB MATILDE DI CANOSSA REGGIO EMILIA 13 APR GOLF CLUB VIGEVANO PAVIA 21 APR GOLF CLUB BOGLIACO BRESCIA 25 APR GOLF CLUB RIMINI RIMINI 26 APR GOLF CLUB TRIESTE TRIESTE 27 APR GOLF CLUB VALDICHIANA SIENA 27 APR GOLF CLUB STUPINIGI TORINO MAGGIO 01 MAG GOLF CLUB ANTOGNOLLA PERUGIA 01 MAG GOLF CLUB ACQUI TERME ALESSANDRIA 04 MAG GOLF CLUB FILANDA SAVONA 04 MAG GOLF CLUB GRADO GORIZIA 04 MAG GOLF CLUB PARCO DEI COLLI* BERGAMO 04 MAG GOLF CLUB POGGIO DEI MEDICI FIRENZE 04 MAG GOLF CLUB BOVES CUNEO 17 MAG GOLF CLUB PUNTA ALA GROSSETO 18 MAG GOLF CLUB MOLINO DEL PERO BOLOGNA 25 MAG GOLF CLUB METAPONTO MATERA MONZA BRIANZA 31 MAG GOLF & COUNTRY CLUB BRIANZA* GIUGNO 02 GIU GOLF CLUB TORRAZZO* CREMONA

PRATO TARANTO PISTOIA FERRARA SIENA COMO ROMA CUNEO TORINO IMPERIA PIACENZA LATINA ROMA RAVENNA PISA ALESSANDRIA ROVIGO MILANO TREVISO VENEZIA PALERMO ALESSANDRIA L’AQUILA VENEZIA PIACENZA COMO MODENA ALESSANDRIA VARESE PISA FIRENZE BOLOGNA

*GIORNATA SPONSOR DAY ESTRAZIONE VIAGGIO

FINALE NAZIONALE 25 OTTOBRE GOLF CLUB SANREMO | FINALE INTERNAZIONALE GENNAIO 2015 SANTO DOMINGO

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IS ARENAS: UN PARADISO Un’occasione per un investimento al mare

IMMOBILIARE

A PREZZO LOW COST Un’opportunità elettrizzante in Sardegna. L’operazione Listino Smile Price offre a costi ribassati le ultime unità all’interno del Golf, includendo l’arredamento e un veicolo elettrico Birò

I

s Arenas si trova sulla costa occidentale della Sardegna, a 18 km da Oristano e facilmente raggiungibile da Cagliari. Il campo, un 18 buche par 72 disegnato da Robert Von Hagge, è inserito nella pineta lambita dal mare. La spiaggia di sabbia finissima è lunga 4 km. All’interno di questa realtà sorge l’intervento residenziale lungo la buca 13. In tutto il comprensorio le ville costruite sono 85 di cui 69 vendute. Le 16 unità rimanenti sono bilocali, trilocali e quadrilocali con tre camere e tre bagni. Incontriamo a Milano Giorgio Minetto, ceo e Marketing Manager dell’Is Arenas Residence sul Golf srl a cui chiediamo cosa sia l’Operazione Listino Smile Price. “Questa operazione consiste nel proporre alcune di queste unità a un prezzo particolarmente vantaggioso. Ho pensato a un’operazione senza compromessi che venga letta come occasione da non perdere. L’idea di fornire

queste unità complete di arredamento e fornite di un veicolo elettrico Birò ci permette di offrire un pacchetto completo già dalle unità più piccole, che sono i bilocali. Questi hanno una camera da letto matrimoniale, un comodo bagno e una grande zona giorno con cucina e divano letto e vengono offerte a 159.000 euro. Se poi il cliente non volesse questi plus c’è uno sconto ulteriore del 15 per cento. Nell’offerta ci sono ville da tre camere e tre bagni a prezzi veramente low cost. Perché questa offerta ? E perché Birò? La chiamerei opportunità unica. La priorità della società che rappresento è la cessione degli asset immobiliari e per raggiungere questo ho pensato a questa operazione che è la replica di quanto già fatto in altri complessi, con successo. Da segnalare che l’interesse per la location

COGLIERE L’INVESTIMENTO LOW COST

Mi sono specializzato negli anni nel dare una consulenza a quelle realtà che per varie ragioni faticano a vendere il loro comparto immobiliare. Questo “blocco” nelle vendite riguarda Resort presenti in tutta la Penisola: dalla Lombardia alla Sicilia, dal Lazio alla Sardegna. Il mio lavoro consiste nel capire a fondo la situazione dal punto di vista della consistenza dell’invenduto, dei rapporti con il golf e gli eventuali rapporti tra il costruttore dell’intervento e gli altri “attori” presenti nel Resort; e molto spesso mi capita di cercare il “dialogo” con gli Istituti di credito che hanno finanziato l’operazione. Il primo passo è in genere la stesura di una due diligence da dove evincere con precisione quali potrebbero essere i veri valori e le criticità dell’intervento. In molte situazioni è proprio facendo un’analisi che vengono allo scoperto situazioni inaspettate o trascurate, ma risolvibili. E questo succede spesso quando l’imprenditore affronta una realtà complessa come la creazione di un Resort da Golf senza la “cultura” necessaria. Il secondo step è fare un listino che renda l’acquisto come una grande opportunità, per cui al di sotto dei valori di mercato; spesso questo comporta il fatto che gli utili si azzerino. Parallelamente all’adozione di questo listino, va fatta una campagna pubblicitaria che, indicativamente, abbia un budget almeno del 5 per cento del valore degli asset da vendere. Questa campagna è sempre indispensabile e oggi deve interessare Italia e Nord Europa. Questo, per cercare il golfista che sta cercando l’occasione di investimento in un momento economico particolare, in cui le parole chiave sono “low cost”. E low cost deve essere anche tutto quanto ruota attorno al residenziale: dal campo da golf, ai ristoranti, agli hotel. La fase finale è la ricerca di clienti privati o realtà finanziarie diverse. In una realtà come Is Arenas oggi si può acquistare a prezzi scontati di oltre il 40% un appartamento in villa di grande pregio in un paradiso con un campo da golf tra i più belli d’Europa. La figura dell’Assets Manager in una situazione di dismissione degli immobili, richiede un coinvolgimento diretto nelle problematiche societarie e per questo in più occasioni sono stato invitato a ricoprire ruoli all’interno del CDA delle società interessate. (Giorgio Minetto, Assets Manager) 132 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

Is Arenas è in aumento dopo che una grossa realtà finanziaria estera ha manifestato interesse per l’intero Resort. La scelta di aggiungere all’arredamento un veicolo elettrico come il Birò (www.biropoint.it) è stata fatta in quanto è il veicolo autorizzato da Statuto a circolare all’interno di alcune aree protette di Is Arenas. Inoltre, essendo targato, permette di spostarsi agevolmente durante la vacanza o, a scelta dell’acquirente, di usarlo in città. Quali sono le agevolazioni per i proprietari di case a Is Arenas? I proprietari di casa possono fare un abbonamento annuale per circa 1.500 euro in un golf che è aperto tutto l’anno; c’è inoltre la possibilità di fare dei pacchetti di green fee fruibili dal proprietario e dai suoi ospiti a prezzi veramente vantaggiosi. La grande piscina è a disposizione con la formula pay and play. La stessa cosa è per il punto spiaggia il cui accesso è libero, ma con la possibilità di prendere a noleggio lettini, ombrelloni e teli mare.


132_133_Immobiliare_IsArenas_OK 03/06/14 08:51 Pagina 133

a Is Arenas. Chi viene a Is Arenas rimane stregato; è difficile spiegare quale sia il fattore determinante che provoca questo amore a prima vista: il rumore del mare lontano, i profumi della pineta, il clima perfetto o il disegno di un campo? Probabilmente è il mix perfetto di tutte le componenti. Dove si possono vedere i dettagli dell’Operazione Smile Price? Abbiamo una pagina Facebook (Isarenasresidence) e un sito con tutti i miei riferimenti e con ampia descrizione delle case. Le condizioni di acquisto sono veramente incredibili. u

MEDIA PARTNER

Per chi volesse “provare” Is Arenas, ci sono unità in affitto? Certamente. Ci sono una ventina di case in affitto e coordino da anni questa attività. E si può venire in questo paradiso, ad esempio, in luglio/agosto con 790 euro a settimana in un bilocale direttamente sulla buca 13; o per 1.150 euro a settimana in una villa da 4 persone tra la buca 4 e 5; per arrivare a 1.600 euro per una grande villa da 6 posti. Anche qui, la strategia è quella di puntare sui prezzi per creare una massa critica di affezionati a Is Arenas e negli ultimi anni questa politica ha funzionato tanto da far registrare anche l’anno scorso il “tutto esaurito”. Is Arenas è la meta ideale per una vacanza golfistica e non. L’offerta ricreazionale della zona spazia dalle gite a cavallo a quelle in bici, dall’uscita in mare al tour enogastronomico a base di bottarga e vernaccia. Queste particolarità caratterizzano una vacanza italiana che non teme alcun confronto con quelle proposte in altre mete.

Parliamo di comunicazione. Abbiamo stretto un accordo di partnership con Golf Today quale media partner e da due anni siamo sponsor del Regionale Golf Lombardia (www.regionalegolflombardia.it) organizzato da Riccardo Tagliabue e del circuito Golf 2business (vedi locandina a lato). Queste gare hanno portato numerosi golfisti che hanno vinto le varie tappe a passare una settimana a Is Arenas. Oltre a questo, abbiamo stretto un accordo con il Golf La Colombera (www.golfla colombera.it) per organizzare il circuito Discover Is Arenas con una formula innovativa. Inoltre, abbiamo allestito una villa campione per chi volesse toccare con mano l’alta qualità delle finiture e degli arredamenti proposti. Ci stiamo dimenticando il campo da golf. Rifacendomi a una frase detta dall’architetto Von Hagge che ha disegnato il campo, dico che se giochi a golf il miglior regalo che puoi farti è giocare

Gara a coppie 4 palle la migliore Stableford by HOBNOB

2business

GOLF

23 |10 Golf Club Villa D’Este 08 |11 Golf Club Bergamo L’Albenza

➤ SI PARTE DA QUI

Sito internet: www.isarenasresidence.it Pagina Facebook: Isaenasresidence e.mail: giorgiominetto@gmail.com GIUGNO 2014 | GOLF TODAY | 133


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Un ottimo investimento, già nel breve periodo

LA TUA VILLA IMMOBILIARE

SULL’OCEANO Paese in forte espansione e classica meta del turismo golfistico, il Marocco propone un nuovo complesso residenziale con annesso un fantastico campo da golf: il Lixus Marina Golf Resort DI

P

VA L E R I O V E N T U R A

iù di vent’anni fa, un mio cliente e amico (è una delle gratificazioni che il mio lavoro spesso mi riserva), che lavorava e girava il mondo per la più importante società di costruzioni e di ingegneria italiana, mi disse: “La prima valutazione economica di un Paese la faccio quando atterro con l’aereo: conto le gru che vedo e so subito se quel Paese è in salute”. Se lui oggi atterrasse a Casablanca, a Marrakech o a Tangeri si stupirebbe nello scoprire quanta “vitamina C” ha il Marocco. Un Paese in pieno boom economico, con più gru che alberi. Una rara stabilità politica per una nazione del nord Africa, ma anche per molte nazioni europee. Una monarchia che regna da oltre 900 anni, ma giovane nel suo attuale rappresentante così come lo è il suo popolo, di cui oltre il 64% ha meno di 34 anni.

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IN PIENO BOOM TURISTICO Il Marocco ha molti altri parametri economici più analitici che dovrebbero far riflettere chi desidera investire i propri soldi: un PIL in costante crescita (in media +5% nel periodo 2001-2011), un tasso di disoccupazione nazionale sotto al 9% (2011), un indebitamento globale del Tesoro del 54% in costante discesa e un costo della vita molto basso (stipendio medio 340 euro al mese). Uno dei fattori di crescita di questa nazione è sicuramente l’importante e costante investimento fatto nelle infrastrutture: aeroporti, autostrade, porti e telecomunicazioni hanno attratto imprese e imprenditori, in particolare dall’Europa. E, grazie alla vicinanza con le più importanti capitali europee (tre ore di volo da Milano, tre e mezza da Parigi, quattro da Londra) e all’offerta di voli low cost, il boom turistico

sta deflagrando, in particolare nelle città imperiali così come sulla costa nord dell’Atlantico. La località affacciata sul mare sicuramente più conosciuta da chi gioca a golf è Agadir, per anni una piacevole alternativa, nel periodo invernale, ai resort caraibici, i cui limiti sono la stagionalità, il tasso d’umidità estivo eccessivamente elevato e uno scarso fascino “architettonico”, a causa del tragico terremoto del 1960.

COME UN LINKS SULLE ONDE Oggi un nuovo e interessante complesso è nato e si sta sviluppando nel nord della costa atlantica del Marocco, nelle vicinanze della città di Larache (circa 80 chilometri a sud di Tangeri): il Lixus Marina Golf Resort. Su un’area di circa 470 ettari, con un fronte di costa di oltre sei chilometri e una zona sulla foce del fiume Luccus, che verrà


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In questa oasi di natura incontaminata, ville e centri di svago offrono agli ospiti raffinatezza e benessere. utilizzata per la realizzazione di una marina, si sta sviluppando quella che sicuramente sarà una delle più importanti iniziative turistico immobiliari del Marocco e non solo. Tra le prime strutture realizzate c’è un bellissimo campo da golf 18 buche disegnato dall’architetto spagnolo Enrique Saenger, completato da oltre quattro anni e sul quale si sono già tenuti alcuni tornei professionistici a livello internazionale. Una magnifica club house - forse un po’ troppo moderna domina, come da manuale del bravo progettista, le quattro buche principali. Il campo si estende su un contesto naturale unico; giocando si percorrono fairway lungo secolari pini marittimi, buche che ricordano i links scozzesi sino all’impatto col profumo della salsedine e con una vista maestosa sull’enorme spiaggia bianca e sull’oceano che la lambisce. Sparsi a fare da corona alle buche

ci sono dei piccoli “borghi” tutti immersi in una natura lussureggiante che non ti aspetti quando visiti il Marocco per la prima volta.

UNA RIVALUTAZIONE DEL CAPITALE La dimensione del complesso è tale che le case possono sembrare quasi al di fuori dell’iniziativa. Oggi troviamo già realizzati due dei sei nuclei che al termine comporranno la parte nord, ovvero l’area golfistica del progetto del Lixus Marina. Le tipologie delle unità variano dagli appartamenti duplex di 160 mq con due camere da letto e grande soggiorno (250mila euro) alle “piccole” ville a schiera di tre camere e soggiorno (400mila euro), per arrivare sino alle grandi ville singole di quattro camere, con grandi soggiorni che si affacciano sulle piscine (dai 700 ai 900mila euro). Nella parte sud, alla foce del fiume

Luccus, esattamente di fronte alla città di Larache, si svilupperà la marina con il porto turistico, gli alberghi e un altro nucleo residenziale. Investire oggi in Marocco nel settore immobiliare è sicuramente un modo per dare al proprio denaro una concreta rivalutazione nel medio-lungo termine. Investire in iniziative immobiliari composite come il Lixus Marina Golf Resort, che godono di un bacino d’utenza internazionale oltre a una verificata qualità di prodotto, significa avere la sicurezza di aver immobilizzato i propri capitali in un oggetto che avrà un’importante rivalutazione già nel breve periodo: letto in positivo un’ottima “speculazione”. u

PER INFORMAZIONI: +393355892234 www.ihslixus.com, www.ihsalmaaden.com

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QUI ITALIA.QUI MONDO

iPROGETTI

Il golf vissuto come sport, location ed elemento fondamentale della destinazione turistica: con International Golf questa opportunità diventa finalmente una reale occasione di sviluppo anche nel nostro Paese

U

n’idea innovativa, una visione internazionale, un progetto in continua evoluzione. Da 20 anni International Golf mette passione e impegno nelle sue attività legate al golf: dalla gestione integrata dei club ai servizi per i golfisti, dalle attività per le aziende alla programmazione turistica. Un mondo, quello del golf, che nel tempo ha visto il suo bacino di appassionati aumentare esponenzialmente e che ha posto continue nuove sfide agli operatori del settore.

sorgono in terre ricche di storia, tradizioni, enogastronomia e bellezze naturali: Italy Golf Experience nasce quindi dalla convinzione che l’Italia può diventare nel prossimo futuro una delle mete golfistiche più ambite al mondo. A breve sarà disponibile online il nuovo portale (www.italygolfexperience.com), dove sarà possibile prenotare le proprie vacanze

parte integrante del territorio su cui sorge che, grazie alla liaison con le altre strutture ricettive e turistiche, si propone come destinazione completa per il turista golfista. Ne sono un esempio i complessi che International Golf gestisce in Emilia Romagna (Salsomaggiore Golf & Thermae e Rimini-Verucchio Golf Club), in Veneto (Golf Jesolo) e in Lombardia (Villa

UN VEICOLO PER IL TURISMO In questo scenario, International Golf si pone con un know-how ben consolidato e con una filosofia che varca i confini nazionali. Fin dagli albori, infatti, lo scopo di International Golf è stato quello di attrarre i mercati stranieri in Italia, di presentare il Bel Paese come meta di turismo golfistico. Da quell’idea nacque Green Pass Card (www.greenpassgolf.net), una utility card che consente di giocare con sconti in più di 60 campi convenzionati in Italia e oltre 100 all’estero. Oggi Green Pass rappresenta la più grande community di golfisti in Italia, con un sito internet che vanta 250mila pagine visitate al mese e due circuiti dedicati, con più di 100 tappe in tutta Italia. Per continuare a solleticare la

curiosità dei golfisti stranieri verso il nostro Paese è stato inoltre ideato Italy Golf Experience, un progetto turistico realizzato in collaborazione con le strutture ricettive del territorio e i tour operator che condividono con International Golf la volontà di valorizzare l’Italia scoprendo i gioielli del territorio. I golf club italiani 136 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

golfistiche in Italia, i tee-time e i pernottamenti a prezzi vantaggiosi.

PARTE INTEGRANTE DEL TERRITORIO La propensione verso il mercato turistico e l’innovazione si riflette anche nella gestione diretta dei circoli della società. Ogni golf club del network si presenta come

Paradiso Golf Club), circoli che sono stati ristrutturati e riqualificati dalla società e che oggi sono tra i più apprezzati dai golfisti stranieri. Ma il sogno di International Golf è quello di ampliare gli orizzonti del golf anche in Italia, rendendo questo sport meno elitario e più accessibile. Per questo ha creato International Golf Corporation (www.internationalgolfcorporation.it), il primo network di campi da golf in Italia, che ha consentito di posizionare commercialmente il prodotto golf, sia in Italia che all’estero, coinvolgendo nuovi target e creando opportunità uniche come la Member Exerience Card, che oltre ai numerosi servizi già offerti, da quest’anno consente anche di diventare socio “del mondo” grazie all’affiliazione di International Golf alla Golf World Alliance, un’alleanza strategica tra le più importanti realtà golfistiche a livello mondiale, di cui la società milanese è tra i soci fondatori. Grazie al programma Golf World Member, i soci dei club del network potranno giocare illimitatamente in tutti i campi in Europa e in America affiliati alla GWA e usufruire di numerosi vantaggi nel campo del golf, del turismo, del divertimento e del lifestyle su scala globale. u


119_Abbonamento_OK 24/04/14 08:58 Pagina 111

Il magazine che si legge per un mese intero

KEEP CALM AND READ

GOLF TODAY

In ogni numero: ✔ Interviste e profili a personaggi famosi ✔ Report dei tornei più importanti ✔ Tecnica con i maestri più apprezzati ✔ Inchieste interessanti ✔ Viaggi con i nostri inviati E ancora... News, riflessioni dei nostri editorialisti, novità sull’attrezzatura, moda in campo e in club house che rendono GOLF TODAY la rivista più apprezzata dai golfisti italiani

Per soli 50 euro nati tutti i nuovi abbo GGIO MA riceveranno IN O ovissime nu una scatola delle 330, Bridgestone B superiori dalle prestazioni pin. per distanza e s Abbonarsi è semplice! Vai sul sito www.golftoday.it e segui la procedura per il pagamento con PayPal. Oppure effettua un bonifico bancario intestato a Editoriale Amen Corner srl – IBAN: IT54N0333201600000001112684 e inviane una copia, insieme al modulo compilato e firmato, a: Editoriale Amen Corner srl, Via Piero della Francesca 51 - 20154 Milano, oppure, via e.mail ad abbonamenti@golftoday.it.

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138_Benessere_Graal_OK 03/06/14 08:56 Pagina 138

benessere

TRE ALLEATI PER IL TUO GIOCO Un buon risultato è fatto anche di dettagli, come un apporto mirato di nutrienti che migliorino energia, forza e concentrazione cco la novità 2014 di The Golf Paradise nel mondo del golf: i primi integratori alimentari studiati da ricercatori golfisti appositamente per golfisti. Dopo un test durato alcuni mesi e realizzato coinvolgendo persone di età e livello di gioco diverso, gli integratori sono stati provati anche da Costantino Rocca che ne ha potuto apprezzare l’efficacia, tanto da diventarne il testimonial. The Golf Paradise è una linea di integratori composta da tre prodotti: Caddy, Precision e Power. Si presentano sotto forma di compresse da sciogliere in bocca durante il gioco e sono stati studiati per fornire, nelle dosi consigliate, un’azione sinergica. Danno, comunque, ottimi risultati anche se presi singolarmente a seconda delle necessità individuali. I tre integratori agiscono sia in modo congiunto sul corpo, fornendo all’organismo i nutrienti necessari per giocare 18 buche e limitando i cali di energia; sia come coadiuvanti per un fisiologico e sereno equilibrio psicofisico necessario per affrontare le possibili difficoltà del gioco (tiro corto, putt sbagliato, rimbalzo sfortunato, discussione con compagni di gioco o con giudice Arbitro eccetera).

E

COMPONENTI FRAZIONATI PER UN’ASSUNZIONE PERSONALIZZATA La linea The Golf Paradise è stata concepita in tre componenti molto frazionati, proprio per consentire al giocatore di dosare di volta in volta 138 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

l’assunzione dei prodotti in funzione del particolare stato psico-fisico. La linea, inoltre, non ha controindicazioni o effetti collaterali negativi in quanto tutti i componenti contribuiscono a migliorare lo stato di salute del giocatore e sono tutti già presenti nel nostro organismo. Tutta la linea va accompagnata da un’equilibrata idratazione. In caso di presenza o

utili per arrivare fino alla 18a buca con le energie giuste, senza compromettere la linea. Sono compresse composte da lattoalbumina (proteina nobile contenuta nel siero del latte, altamente digeribile), arricchita da amminoacidi essenziali per renderla più vicina possibile all’albumina umana, e da MCT (trigliceridi a media catena). Nella composizione sono presenti alcune fibre vegetali solubili per ottenere foto: Tania Fiorina un rilascio controllato degli zuccheri presenti e una conseguente sensibile riduzione dell’indice glicemico del prodotto.

POWER: UNA FONTE DI ENERGIA

concomitanza di patologie croniche metaboliche (ad esempio diabete), pur non essendoci controindicazioni, è bene consultare il proprio medico. I prodotti della linea The Golf Paradise non sono compresi tra le sostanza dopanti nelle liste dell’Agenzia WADA; sono stati, inoltre, testati presso la ASL di Firenze per scongiurare il rischio di contaminazione crociata, indesiderata con le più diffuse sostanze dopanti.

CADDY: UN COMPAGNO PER TUTTO IL GIRO Caddy accompagna il giocatore durante tutto il giro fornendo i nutrienti

Compresse a base di potassio e vitamina C: Power rappresenta una fonte di energia facilmente e rapidamente disponibile, utile per coadiuvare l’efficienza muscolare (il potassio) e prevenire situazioni di spossatezza psico-fisica (la vitamina C).

PRECISION: PER VINCERE LO STRESS Precision, infine, è un integratore a base di SAMe (S-Adenosil-Metionina) e di inositolo, con aggiunta di una giusta dose di magnesio, in modo da ottenere un fisiologico funzionamento del sistema nervoso e della funzione psicologica. L’innovativa formulazione fornisce nutrienti atti a stimolare il fisiologico equilibrio mentale necessario al giocatore per superare i momenti stressanti che possono presentarsi nei passaggi più decisivi della gara. u


Abbandono 02/06/14 13:47 Pagina 1


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ilpreparatoreatletico

SFERA MAGICA La fitball è un attrezzo molto utile per il golfista perché gli permette di migliorare bilanciamento e torsione. Due qualità su cui si costruisce lo swing D I

ono convinto che ogni giocatore, almeno una volta nella propria carriera golfistica, ha pensato: “Che noia tirare tutte queste palline!”. Con ciò non intendo affatto che il golf sia uno sport monotono; ma la notevole ripetitività del gesto, nonché la grande quantità di pratica, a volte tolgono passione e desiderio nei confronti di questa bellissima attività. Oltre a ciò, io vi consiglio esercizi da fare in palestra, altro luogo in cui non sempre ci si diverte, dato che sforziamo i nostri muscoli, solleviamo carichi e lavoriamo sui nostri punti deboli, con una certa ripetitività. Credo sia di assoluta importanza fare in modo che alla base di tutto ci sia un sano divertimento in ciò che stiamo facendo, per far sì che la motivazione resti sempre molto alta e l’obiettivo da raggiungere risulti sempre e comunque piacevole.

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E ORA, IN AZIONE...

UNICO ESERCIZIO, DOPPIO RISULTATO Stabilità generale e movimento del tronco: ecco gli effetti di questo lavoro atletico

IMPEGNATIVO, MA DIVERTENTE È per questo motivo, che oltre a esercizi molto impegnativi e faticosi, talvolta suggerisco ai miei golfisti qualcosa che li possa aiutare a migliorare le loro carenze, ma soprattutto che consenta loro di divertirsi durante l’esecuzione degli esercizi. Proprio come nel workout proposto questo mese, con l’ausilio della fitball. Allenarsi con la fitball aumenta tantissimo la propriocettività, cioè la capacità che ognuno di noi ha di percepire un segmento corporeo in relazione agli altri e quindi di gestire al meglio gli spostamenti delle varie parti del corpo per creare uno swing in sequenza, fluido ed armonioso. Inoltre l’allenamento con la fitball richiede parecchia forza muscolare e concentrazione. u Sergio Manenti è preparatore atletico della Nazionale Femminile Amateur, TPI 3rd level Fitness Certified, TPI 3rd level Junior Certified, responsabile Fitness Junior Regione Lombardia e Fitness Golf School Zappa e preparatore Atletico TPI presso Arzaga e Franciacorta. manenti_sergio@libero.it 140 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

EQUILIBRIO CON LA FITBALL E ROTAZIONI DEL BUSTO Utilizzando la fitball dobbiamo imparare dapprima a restare in equilibrio staccando i piedi da terra: partendo con le mani appoggiate alla palla e i piedi a terra, dobbiamo appoggiare anche le ginocchia alla palla e, senza paura di perdere l’equilibrio, imparare a sbilanciare il nostro peso in avanti finché i piedi si stacchino da terra. Presa confidenza con questa posizione di “sospensione”, dobbiamo poco alla volta imparare a togliere prima una mano dalla palla e poi anche l’altra, fino a restare in appoggio con le sole ginocchia e gli angoli del corpo simili a quelli della posizione di address. Da qui, incrociamo le braccia sul petto e cerchiamo di ruotare il tronco a destra e sinistra come nello swing mantenendo fermi i fianchi, impegnati a mantenere l’equilibrio sulla palla. Esercitatevi per 5 minuti 3 volte alla settimana.


iPad & iPhone 03/06/14 10:16 Pagina 86

APP&DOWN

IL TUO TABLET MERITA DI PIÙ, IL TUO SMARTPHONE VUOLE IL MASSIMO: SULL’APP STORE E SU GOOGLE PLAY È DISPONIBILE LA VERSIONE DIGITALE DI GOLF TODAY

Ovunque con te. Sempre.


142_ClubFitting_OK 03/06/14 08:58 Pagina 142

clubfitting

QUESTO GIOCO VA DI MODA Da “Golf e non solo” sono disponibili l’abbigliamento più trendy e gli accessori più glamour per salire sul green

ee Trevino ha affermato che “Il golf è la cosa più divertente che abbia mai fatto con i vestiti addosso”. Ed è proprio partendo da una delle battute del celebre ex golfista statunitense, famoso anche per il suo sense of humor, che vi faremo conoscere l’aspetto più glamour di Golf e non solo. Quello dedicato all’abbigliamento e agli accessori da golf, allo stile e all’eleganza richiesti a un golfista in campo; a quella cura dei dettagli che fanno di un giocatore qualunque un giocatore da ammirare. Golf e non solo si affida da sempre, nella scelta del vestiario, al buon gusto della titolare Giulia. Donna raffinata, giocatrice di golf, riesce perfettamente a coniugare l’esigenza di indossare vestiario comodo e pratico con il portare capi che siano anche belli da vedere. Chervò, Polo Ralph Lauren, Under Armour, Puma, Nike, Mizuno, Adidas, FootJoy, Aquascutum sono solo alcuni dei principali brand che potete trovare nel main shop di Lissone e nei Pro Shop presenti all’interno del Golf Club Lecco e del Molinetto Country Club. Un vasto assortimento di modelli, pensati per uomo, donna e bambino, scelti a inizio di ogni stagione con un occhio di riguardo anche al rapporto qualità/prezzo.

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142 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

TESSUTI DI QUALITÀ L’abbigliamento da golf viene apprezzato soprattutto per la tecnicità dei tessuti: caldi e impermeabili nella stagione fredda, traspiranti e protettivi dai raggi UVA nel mesi più caldi. Potremmo entrare più nel dettaglio, soffermandoci di volta in volta sull’abbigliamento ad asciugatura rapida, idrorepellente, elastico, che garantisce isolamento termico, fino ad arrivare a capi in grado di accumulare l’energia solare e di riflettere il calore corporeo... Golf e non solo pensa a soddisfare le esigenze di ognuno, puntando sempre a garantire massimo comfort e libertà di movimento. A questo si affianca un’accurata selezione di taglie e colori, n modo tale che il giocatore possa andare in campo indossando tonalità abbinate tra loro, alla moda, non troppo vistose. Accanto ad un’ampia scelta di capi d’abbigliamento, Golf e non solo propone alla clientela accessori di altrettanto stile: calzature, occhiali, cappellini, cinture,

calze, borse, zaini... Sempre con lo stesso mood, che vede abbinare alla praticità il buon gusto, alla tecnicità un’estetica accattivante. Alla collaborazione con le principali case da golf, si affianca la partnership con realtà più di nicchia, che permette a Golf e non solo di offrire alla propria clientela, singoli giocatori, squadre o golf club che siano, abbigliamento personalizzato con nome e logo. Lo stesso servizio di logatura e personalizzazione viene effettuato su sacche, ferri, palline, accessori vari, in tempi rapidi e con costi contenuti. Golf e non solo si conferma quindi come un punto di riferimento importante per gli appassionati di golf, soprattutto per coloro che sposano la tecnica al buon gusto, lo sport alla moda. u

GOLF E NON SOLO Via Padre Reginaldo Giuliani 37, 20035 Lissone (MB) Tel. / Fax 039.2450127; www.golfenonsolo.it, golf@golfenonsolo.it Pro Shop: Golf Club Lecco, tel. 0341.579525 Molinetto Country Club, tel. 02.39438706 Bormio Golf, tel. 0342.910730


Gare di Golf 07/03/14 08:51 Pagina 1


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correval’anno

1980

Apre il primo “stadium course”, il TOURNAMENT PLAYERS COURSE a Sawgrass (conosciuto come TPC Sawgrass). È disegnato da Pete Dye, che progetterà molti altri percorsi TPC negli anni successivi. TOM WATSON vince sei eventi del Tour e il British Open. Inoltre, domina la money list del PGA Tour (con 530.808,33 dollari) per il quarto anno consecutivo: è record.

All’età di 40 anni, JACK NICKLAUS segna due importanti record: vince il suo quarto US Open, raggiungendo Bobby Jones, Ben Hogan e Willie Anderson; e il suo quinto PGA Championship, un record che Jack condivide con Walter Hagen.

Alla sua prima presenza al PGA Seniors Championship - e alla sua seconda gara sul tour seniores - ARNOLD PALMER sale sul gradino più alto del podio del Turnberry Isle Country Club. 144 | GOLF TODAY | GIUGNO 2014

w Nascono due grandi giocatori europei: SERGIO GARCIA (26 vittorie pro e sei apparizioni in Ryder Cup) e JUSTIN ROSE (vincitore dell’US Open 2013). w Si gioca per la prima volta l’US SENIOR OPEN, vinto da Roberto De Vicenzo. w Nasce il SENIOR PGA TOUR (oggi Champions Tour). Il primo evento ufficiale è l’Atlantic City International, vinto da Don January. w Per la prima volta l’OPEN CHAMPIONSHIP si conclude di domenica. Dal 1966 la gara terminava infatti il sabato.


Tucano 23/04/14 17:25 Pagina 1


Audi 24/04/14 15:04 Pagina 1


Giu 2014