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Viaggio in Italia OSSERVATORIO SUL TURISMO DI QUALITÀ

SARDEGNA DA SCOPRIRE

METE SICILIANE

Macchia mediterranea, spiagge candide, turismo religioso e tradizione culinaria. Il fascino intramontabile dell’Isola . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 41

Aumentano gli arrivi e le presenze del turismo siciliano. San Vito lo Capo esempio virtuoso di gestione dei flussi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 56

La cultura è rete I paesaggi sono sistemi complessi che contengono aspetti storici e culturali

Andrea Carandini, presidente Fai

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TURISMO LIGURE

ECCELLENZE TERRITORIALI Meta di vacanze balneari, la Liguria sta intercettando nuovi profili dagli sport all’aria aperta, alla promozione di “prodotti esperenziali”. Obiettivo della Regione un patto per lo sviluppo strategico del turismo p. 24 ALL’INTERNO

a novembre 2015 a maggio 2016, nonostante la crisi economica che ne ha rallentato la velocità, am! monta a un totale di 5mila ettari di suolo il consumo del territorio dagli italiani. Il no! stro Paese ha cioè consumato quasi 30 et! tari di suolo al giorno, come “se in pochi mesi avessimo costruito 200mila villette”. È il quadro preoccupante che emerge dal rapporto 2017 “Consumo di suolo, dina! miche territoriali e servizi ecosistemi” del >>> segue a pag. 3

Cibo italiano, amore internazionale Il 2018 sarà un anno a trazione enogastronomica. Per scelta del Mibact e per la gioia dei viaggiatori stranieri, attratti dall’idea di coniugare storia e natura ai piaceri della buona tavola

Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano

Touring club Alla scoperta dei luoghi eccellenti dell’Italia minore Siti Unesco Come accrescerne l’a!ra!iva, l’opinione di Giacomo Bassi Food Travel Monitor Cibo, vino e turismo: ne parla Roberta Garibaldi di W"a

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Franceschini, nel bel mezzo della presenta! zione del protocollo d’intesa denominato “Vacanze tra cibo e cultura con i superfood della nonna” sottoscritto assieme a Coldiretti. #Il cibo $ sostiene il ministro ! è uno dei grandi attrattori del turismo in Italia. Un ele! mento fondamentale del “vivere all’italiana” proprio come i borghi sui quali ci siamo con! centrati quest’anno. La strategia continue! rà quindi a essere quella del puntare a un tu! rismo sostenibile, non solo ambientale ma fatto di persone che vengono in Italia alla ricerca dell’eccellenza, ma nel rispetto del no! stro patrimonio culturale e naturale%. L’idea

l 2015, celebrato nella cornice univer! sale di Expo, è stato l’anno del cibo del mondo in Italia. Il prossimo invece, sarà l’anno del cibo italiano nel mondo. Cor! reggendo di poco l’ordine dei fattori il ri! sultato cambia, tingendosi completamente di tricolore. QUEST’ANNO SFILA L’ITALIA “MINORE”, NEL 2018 QUELLA DEI SAPORI Anzi, dei mille colori che contraddistinguono la straordinaria biodiversità agroalimenta! re made in Italy, a cui sarà dedicato l’inte! ro 2018. A darne l’annuncio in forma ufficiale è stato ai primi di giugno il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario

Il ministro dei Beni e delle a!ività culturali e del turismo Dario Franceschini

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Viaggio in Italia Pag. 3 • Luglio 2017

Colophon SARDEGNA Sapori e curiosità che raccontano l’isola, dal blu delle acque al giallo delle sue atmosfere

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SICILIA Una terra bellissima che consente ai turisti di viaggiare tra storia, natura e gastronomia

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Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it Consulente editoriale Irene Pivetti Coordinamento editoriale Michela Calabretta direzione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

Giuseppe Pace, presidente Camera di commercio di Trapani

>>> Segue dalla prima Sistema nazionale per la protezione del! l’ambiente &Snpa', presentato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca am! bientale &Ispra'. #Percepiamo negli italia! ni segnali di maggiore sensibilità e co! scienza soprattutto tra i sindaci di nuova ge! nerazione, ma è evidente che se non ven! gono supportati da una legge nazionale, queste fiammelle sono inevitabilmente destinate a spegnersi !commenta il rap! porto Andrea Carandini, presidente del FAI &Fondo Ambiente Italiano' !. La leg! ge sul consumo di suolo, colpevolmente fer! ma al Senato da mesi, diviene quindi im! pellente. Tra i suoi obiettivi, il consumo di suolo zero al 2050 sembra irraggiungibi! le alla luce delle previsioni affatto rosee di Ispra%. Serve al più presto una strategia di pianificazione che contenga la densifica! zione e regolamenti la rigenerazione ur! bana. L’Italia sta finalmente ratificando la Convenzione di Faro sulla consapevolezza del valore del patrimonio culturale e del suo contributo al benessere e alla qualità del! la vita; un principio di cui è ben conscio il FAI, guidato dall’archeologo Andrea Ca! randini, che fa il punto sulle attività e sul! lo spirito del Fondo. Le Giornate FAI di primavera hanno compiuto quest’anno 25 anni, registrando quasi 750mila visitatori agli oltre 1000 beni aperti in 400 lo! calità in tutta Italia. Qual è il bilan! cio che trae? #Un grandissimo progresso nella parteci! pazione civica, di cui non ci dobbiamo ac! contentare%. Nel suo ultimo volume La forza del contesto, parla della direzione presa dal FAI alla luce di questo assunto: il

patrimonio culturale del nostro Paese va interpretato come un vero organismo che connette luoghi, sto! rie e persone di ieri e di oggi. #Non ci interessano solo le cose come somma di parti, ma le relazioni che in! trattengono nei loro insiemi, come le pa! role che prendono senso in una frase. Del contesto fanno parte i morti e i vivi, uniti dai paesaggi e dai monumenti che du! rano%. Un modello vincente di promo! zione del patrimonio ambientale e culturale in Italia? #Penso all’esempio delle Saline Conti Vecchi, monumento di archeologia indu! striale riqualificato e valorizzato grazie alla collaborazione con Eni. Non interes! sano soltanto i vertici artistici, ma come la storia intera si concretizza significati! vamente in singoli luoghi speciali. Ci in!

teressa il passato remoto, ma unito a quello prossimo e al nostro oggi, nel quale dobbiamo raccontare al mondo chi siamo e capire chi siamo attraverso il mondo%. Nuove generazioni e tutela del pa! trimonio, come definirebbe questo rapporto, alla luce anche dell’attività dei Gruppi FAI Giovani? #Se potessi, coinvolgerei i giovani nella redenzione della nostra terra, dal punto di vista naturale e culturale; potrebbero scoprirla, come già fanno e perfino spon! taneamente inventariarla, soprattutto quella minore tutta da ritrovare, magari tramite i cellulari%. A quale obiettivo guarda il FAI? #Rendere il FAI sempre più razional! mente aziendale e sempre più appas! sionatamente coinvolgente%. ■ Francesca Druidi

ENI E FAI PER LE SALINE CONTI VECCHI A partire dal 28 maggio 2017, aprono al pubblico per dieci mesi l’anno le Saline Conti Vecchi, a pochi chilometri da Cagliari, dopo un intervento che vede protagonisti il FAI - Fondo Ambiente Italiano ed Eni. Un intervento di promozione culturale, che coniuga l’attività industriale con la valenza storica e naturalistica di un sito operativo. Il sito si racconta attraverso allestimenti d’epoca, documenti storici e videoproiezioni alla scoperta delle saline e dell’oro bianco - il sale - della sua storia e della sua produzione, del suo paesaggio e dei suoi protagonisti. Per il FAI si tratta della prima esperienza di gestione, narrazione e valorizzazione di un progetto imprenditoriale, storico e innovativo, all’interno di un luogo minerario tuttora produttivo. Per Eni, proprietaria del bene attraverso la società Ing. Luigi Conti Vecchi – Syndial, la partnership con il FAI è una best practice per la finalità unica del progetto, che ha l’obiettivo di promuovere la valorizzazione culturale e ambientale di un sito in attività da quasi novanta anni.


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>>> continua dalla prima

di fondo che ispirerà le iniziative di acco! glienza in programma nel 2018, sarà dun! que generare conoscenza ed educazione al buon cibo, anche attraverso l’’integrazione tra imprese delle filiere culturali, sportive, agricole, creative e quelle dei prodotti agri! coli tradizionali e “tipici” nelle aree di rife! rimento. Scommettendo in particolare sul! la funzione di ambasciatori che potranno ri! vestire i visitatori stranieri, attirati da un pa! trimonio di antiche produzioni agroali! mentari tramandate da generazioni in un ter! ritorio unico per storia, arte e paesaggio, for! midabili leve di incoming selezionato. #Non ci interessa avere un numero indistinto di turisti $ spiega il titolare del Mibact $ per! ché ora il tema del nostro settore è gover! nare la crescita, che si stima enorme. Prima si parlava solo di Venezia, oggi si parla an! che di Firenze, alcune parti di Roma, Mila! no, e anche Napoli. Dobbiamo uscire in fret! ta dalla contraddizione di avere troppe per! sone in alcuni luoghi come Piazza San Mar! co e Ponte Vecchio, affascinanti ma anche fragili in termini di sicurezza%. UN PATRIMONIO ENOGASTRONOMICO CHE “TIRA” ALL’ESTERO Una logica di decentramento dell’offerta tu! ristica nella quale il 2018 anno internazio!

Primo Piano nale del cibo italiano si inserisce alla perfe! zione, anche in virtù del fatto che due stra! nieri su tre considerano la cultura e il food come principali motivazioni del viaggio nel Belpaese e che ben il 54 per cento degli italiani misurano il successo di una vacan! za dalla combinazione cibo, ambiente e cul! tura. Lo rende noto una recente indagine Col! diretti avvalorata dalla panoramica in cifre sui movimenti turistici tracciata dall’Os! servatorio nazionale del turismo, da cui emerge che nel 2016 gli arrivi internazionali in Italia sono stati 52,6 milioni con un in! cremento del 3,7 per cento rispetto all’anno precedente. Con un progresso in termini di spesa turistica estera del 2,3% per cento tra! scinato in particolare dalla Germania, che consolida il suo primato a livello di bacino di origine per spesa con un incremento del 4,6 per cento sul 2015. Leadership che di! venta assoluta se si considera l’Italia solo come destinazione enogastronomica. Non è un caso pertanto che Enit abbia individua! to nel mercato tedesco un’area strategica in cui sviluppare i suoi piani di turismo slow. #La Germania è il nostro principale cliente $ sottolinea il consigliere delegato Fabio Laz! zerini ! il Paese che da solo ci porta 53 mi! lioni di presenze. Per questo verrà riaperta a breve l’antenna di Berlino e, presso il Con! solato, la sede di Monaco di Baviera in col! laborazione con il Ministero degli esteri. Dobbiamo avere l’orgoglio di affermare che

TREND DEL TURISMO

Due stranieri su tre considerano la cultura e il food come principali motivazioni del viaggio nel Belpaese l’Italia è una grande potenza turistica, con un’offerta unica che in poco più di 1500 km racchiude le montagne più alte d’Europa, spiagge meravigliose, 3000 anni di storia, ma anche musica, gusto, cucina. E in questa fase in cui il turismo si delinea sempre di più come esperienziale, non possiamo che essere

tra le mete più amate%. Sulla stessa lunga d’onda il ministro Franceschini, che nei mesi scorsi ha voluto mostrare apprezza! mento per la strategia promozionale messa in campo dalla principale agenzia naziona! le del turismo, intervenendo all’inaugura! zione del padiglione espositivo Enit alla Fie! ra Itb di Berlino. #L’Italia possiede un con! siderevole patrimonio culturale diffuso sul territorio $ ha concluso $ è riconosciuta e am! mirata nel mondo per la moda, la cucina, il design e per il suo lifestyle. Questo ci ren! de una delle mete turistiche più desiderate, un potenziale immenso che deve e può es! sere sfruttato attraverso una visione unita! ria e una promozione condivisa del sistema Paese%. ■ Giacomo Govoni


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immi come si mangia, e ti dirò dove andrò in vacanza. Per un viaggiatore internazionale su due, è la motivazione enoga! stronomica la prima scintilla che accende l’interesse verso una meta tu! ristica. Lo riferisce l’ultimo Food travel mo! nitor presentato dalla World food travel as! sociation, che rivela come il turismo legato a cibo e vino si stia affermando sempre più come settore trainante del mondo dei viag! gi. #Tutti i dati $ osserva Roberta Garibaldi, ambasciatrice italiana per la W*a ! ci parla! no di un fenomeno in crescita: la ricerca mon! diale da noi effettuata trova conferma nel suc! cessivo report del terzo Summit mondiale su turismo e gastronomia organizzato dall’Un! wto,%. Durante questo suo primo anno e mez! zo da ambasciatrice della W"a, quanto si è evoluta la capacità “seduttiva” del turismo globale del gusto? #Analizzando le cifre, l’87 per cento degli in! tervistati ritiene l’enogastronomia un ele! mento strategico per definire l’immagine di una destinazione, mentre il 25 per cento del! le organizzazioni ha già stanziato un budget specifico per lo sviluppo di attività mirate ad attirare il turista enogastronomico, segno di un impegno concreto nel settore%. Quanto al turismo enogastronomico italiano invece, si avverte ancora l’on! da lunga di Expo?

A spasso nel Bel Paese

Non c’è viaggio senza gusto È la gola l’elemento che guida metà dei visitatori internazionali alla scelta della destinazione. Tra i food traveller dominano gli asiatici, con !un movimento in crescita di turisti di religione islamica", segnala Roberta Garibaldi #Secondo un recente rapporto dell’Enit sono stati poco meno di un milione gli stranieri che hanno visitato l’Italia per una vacanza eno! gastronomica. Questo ci dice che in Italia c’è un indiscutibile potenziale. Con Expo 2015 abbiamo avuto nuove dinamiche in atto, non solo a Milano%. Come ne stiamo valorizzando gli ef! fetti? #Pensando a tutta l’Italia, sono circa 42 mila sagre ogni anno, distribuite in 8 mila co! muni. Quando si trasformano in programmi di grande portata, possono diventare uno sti! molo per l’innovazione dei luoghi, oltre che elemento di attrazione per i turisti, senza di! ventare concorrenza per la ristorazione tra! dizionale. Il 2018 sarà l’anno internaziona! le del cibo italiano, come da poco annuncia! to dal ministro Dario Franceschini: un’enor! me opportunità, da sfruttare a ogni livello%. Tra i fenomeni in ascesa in ambito enoturistico si segnala lo street food.

SOAVE, OLTRE IL VINO Nel paese in cui nasce uno dei vini più apprezzati d’Italia, ci lasciamo guidare da Mauro Colla, che ci introduce a nuove sensazioni dell’enogastronomia veneta

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l buon cibo è il vero fondamento della felicità». Una dichiarazione d’intenti, un manifesto su cui Mauro Colla ha posto le basi per la sua Osteria di Via Roma nel centro storico di Soave (Vr). La buona cucina e il buon vino, quindi, sono le uniche cose che contano al di là delle finezze superficiali da marketing. E, di fa!i, il locale si presenta in modo informale, con due identità ben distinte: al piano terra e nel piccolo plateatico, serviamo l’aperitivo con le migliori etiche!e locali, nazionali e una selezione di bollicine francesi. Nella cantina del 1500, con soffi!o a volte in ma!oni, abbiamo la sala ristorante dove proponiamo a pranzo e a cena un menù della tradizione seguendo la stagionalità con

L’Osteria di Via Roma si trova a Soave (Vr) www.losteriadiviaroma.com

qualche pia!o di mare, dalle crudità ai primi di pasta fresca». L’idea è quella di accogliere i propri ospiti in una dimensione del gusto totalmente nuova «dove abbiamo fa!o nostre molte delle eccellenze del veronese (e non solo) – continua Colla –. A partire dal vino che dà il nome al paese in cui ci troviamo, il Soave, ma senza dimenticare alcuni capisaldi della gastronomia nostrana come il radicchio di Treviso, il baccalà alla vicentina o la tartare di Fassone piemontese. Il tu!o per un viaggio gastronomico che ripercorre le tracce di una tradizione variegata ed ecle!ica». ■ Elena Ricci

Quali altre formule di turismi associa! ti al cibo risultano in crescita in giro per il mondo? #Lo street food piace perché trasforma il cibo in occasione di socializzazione, invitando nel! lo stesso tempo alla scoperta di spazi citta! dini. All’estero stanno funzionando molto bene i pop!up restaurant, ristoranti tempo! ranei dove gli chef propongono un’offerta nuova e segmentata che attrae molto pub! blico. Anche la tecnologia sta dando il suo contributo, portando app dedicate alle pre! notazioni dei ristoranti, ai menù da consul! tare online e ai pagamenti “smart”, come per Tabbed!Out. In crescita anche il social eating, le cene organizzate per socializzare anche tra persone che non si conoscono%. A farsi guidare dalla gola nella scel! ta turistica, sempre secondo il vostro Monitor, sono soprattutto gli asiatici. Da quali esperienze sono attratti e dove le ricercano? #La forte propensione degli asiatici al culi! nario conferma l’alto potenziale italiano di crescita del turismo enogastronomico, vista la rilevanza numerica che avranno i turisti di queste aree in futuro. In generale i turisti orientali sono molto attratti dalle nostre ec! cellenze, ma amano sentirsi a loro agio, os! sia avere soddisfatte comunque le loro abi! tudini. Chi li accoglie deve essere flessibile nel servizio, conoscere un po’ del loro gala! teo e disporre di una lista di ristoranti cine! si o giapponesi di buona qualità nelle proprie vicinanze. Dettagli come un bollitore di ac! qua in camera per preparare the o noodles, una prima colazione con qualche prodotto de! dicato possono fare la differenza%. Quale incidenza stanno avendo piat! taforme di prenotazione online nella dif! fusione del food&wine tourism e quali strategie di promozione funzionano meglio in rete? #La digitalizzazione di molti processi turistici sta investendo anche l’enogastronomia. In fu! turo avranno grande importanza strumenti che rendono di facile fruibilità le esperien! ze enogastronomiche. Negli ultimi due mesi abbiamo visto presentare, ad esempio, Foo! dye e l’offerta verticale di visita alle cantine di Musement con “The Grand Wine Tour“. Realtà come Gnammo propongono ai turisti stranieri cooking class in case italiane, dove prima si impara a cucinare e poi si mangia tutti insieme%. Tracciamo un profilo del food travel! ler di domani: come sarà, da quali Pae! si verrà in particolare e quali motiva! zioni orienteranno le sue scelte?

Roberta Garibaldi, ambasciatrice italiana per il World food travel association

#Oggi in Europa il 17 per cento della popo! lazione è over 65 e nel nostro Paese sono il 22 per cento: questo significa che sarà fon! damentale prepararsi ad accogliere i turisti senior, dotati di maggior disponibilità di tem! po e risorse. Per loro è importante abbinare il cibo al wellness e all’esperienza culturale e artistica. I Millenials, nati tra gli anni Ot! tanta e i primi anni Duemila nel mondo oc! cidentale viaggiano spesso per cibo e vino, cercando l’autenticità dell’esperienza turistica. Avremo anche un movimento in crescita di turisti di religione islamica, per cui il cibo do! vrà essere halal, rispettoso dei dettami die! tetici. Si prevede che la spesa turistica com! plessiva dei Paesi del Golfo Persico nel 2020 sarà di circa 200 miliardi di dollari%. ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 8

A spasso nel Bel Paese

Un’ospitalità di bandiera Attenzione alle nuove motivazioni di viaggio e scoperta dei luoghi eccellenti della cosiddetta Italia minore. Sono i principi a cui si ispira l’attività del Touring Club, rimarcando !il forte nesso tra turismo e territorio" spiega Franco Iseppi

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ccoglienza intesa non solo come ricettività, ma come un paniere composito di offerte e servizi che includa anche aspetti intangibili quali cul! tura, senso di responsabilità e apertura agli altri. È il concetto di ospitalità che da sem! pre anima le iniziative del Touring Club Italiano come “Aperti a voi”, progetto di volontariato culturale che da oltre 10 anni coniuga cittadinanza consapevole e accoglienza dei visitatori. In questo sen! so #la recente esperienza di Expo ! sotto! linea il presidente dell’associazione Fran! co Iseppi ! è stata un banco di prova che il Paese ha vinto: un modello di acco! glienza che ha espresso la qualità del! l’offerta italiana rappresentando la nostra chiave di lettura del turismo%. Una chiave di lettura che, stando agli ultimi rilevamenti sul turismo made in Italy, evidentemente piace. Qual è la sua personale percezione e quali dati trova più incoraggianti? #Diciamo che complice, la difficile situa! zione nel Mediterraneo, in questi anni il turismo, perlomeno incoming, non si è mai arrestato. Confermando l’appeal del nostro Paese che resta la quinta destina! zione più visitata al mondo con oltre 52 milioni di arrivi internazionali. Lo sce! nario è invece positivamente mutato per il turismo domestico che, fino al 2015, ha risentito degli effetti della crisi eco!

LE REGINE DEL 2017

Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano

nomica: stagione dopo stagione stiamo recuperando anche su questo fronte. Ciò che dovremo affrontare, attrezzandoci, è il “governo del settore”, che significa gestire i flussi ma anche le nuove moti! vazioni di viaggio che spingono per un turismo sempre più personale e consa! pevole%. Siamo nel vivo dell’Anno dei bor! ghi, indetto e promosso dal Mibact. Con quali iniziative lo supportate e quali stanno riscuotendo maggior gradimento in termini di attrazione turistica? #È stato il Tci a “inventare” il turismo nei borghi: negli anni Ottanta con le

Al primo posto il Litorale di Chia, al secondo posto la Maremma toscana con Castiglione della Pescaia, seguito da Scarlino e Marina di Grosseto. E al terzo la Baronia di Posada e Parco di Tepilora in provincia di Nuoro

guide sull’Italia minore e da fine anni Novanta con le bandiere arancioni, mar! chio di qualità assegnato a 224 Paesi. Siamo orgogliosi che i borghi siano in! seriti nel Piano strategico del turismo del Mibact e che sia stato loro dedicato un anno di eventi. Si tratta di un mer! cato ad alto potenziale, una risposta so! stenibile al turismo di massa che mostra oggi segnali di forte degenerazione. In questa direzione abbiamo collaborato con la Rai per una campagna informa! tiva, “Tgr in tour”, che coinvolge tutte le redazioni regionali per raccontare i tanti territori italiani, tra cui naturalmente anche i borghi%. La valorizzazione della matrice culturale delle bellezze italiane, rete museale in testa, sta dando impulso al nostro incoming. Come si può sti! molare ulteriormente l’interesse verso questo tipo di turismo ! un tempo ritenuto elitario ! per ren! derlo accessibile a tutti? #Arte, storia, cibo e industrie culturali sono i fattori più apprezzati dell’Italia all’estero: non a caso possiamo contare su oltre 4500 siti tra musei, monumenti e aree archeologiche, visitati da oltre 100 milioni di persone l’anno. Senza di! menticare che siamo il primo Paese al mondo per luoghi &51' inseriti nella lista del patrimonio dell’umanità dell’Une! sco. La cultura, però, non è più appan! naggio di pochi: mostre, festival ed eventi hanno contribuito a renderla più condivisa. Si sono poi ampliati i confini del concetto di cultura: il nostro Paese ha un potenziale incredibile da espri! mere attraverso produzioni enogastro! nomiche, artigianato e, in generale, con

il made in Italy%. L’Italia è anche un enorme parco agroalimentare lungo quanto la Pe! nisola. Quali sono i circuiti enoga! stronomici più apprezzati e, dal canto vostro, come vi impegnate a raccontarne l’eccellenza? #La ristorazione è un aspetto costitutivo, con l’alloggio, della vacanza: oggi il 20 per cento della spesa turistica riguarda il cibo che vanta nel nostro Paese nume! rose eccellenze. Credo sia significativo a questo proposito il riconoscimento dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte $ Langhe, Roero e Monferrato $ come pa! trimonio dell’Unesco, con una ricaduta d’immagine forte anche all’estero. Nella stessa direzione, ovvero promuovere le eccellenze e le tradizioni dell’agroali! mentare, stanno andando il volume Tou! ring “Paesaggi del cibo”, realizzato per la campagna associativa 2016 e il proto! collo firmato a maggio tra Tci e Fico Ea! taly World%. È in corso la stagione estiva e la parola d’ordine dei turisti diventa mare, al quale anche quest’anno avete dedicato una guida in collabo! razione con Legambiente. Quali sa! ranno le località e le spiagge regine dell’offerta balneare italiana 2017? #Nel 2017 sono 21 comprensori, su oltre 100, ad aver ottenuto le cinque vele: ab! biamo scelto di concentrarci per la prima volta su aree vaste e non solo su località per rimarcare il forte nesso tra turismo e territorio. A guidare la classi! fica è il Litorale di Chia, a sud della Sar! degna con il comune di Domus de Maria, al secondo posto la Maremma to! scana con Castiglione della Pescaia, se! guito da Scarlino e Marina di Grosseto. E al terzo la Baronia di Posada e Parco di Tepilora in provincia di Nuoro, con miglior comune Posada, seguito da Si! niscola. La Sardegna è la regione più premiata con cinque comprensori a cin! que vele, seguono la Sicilia con tre e Puglia e Toscana con due%. ■ Giacomo Govoni


La tutela dei siti Unesco Gli amministratori locali invocano misure adeguate per valorizzare al meglio i siti Unesco. Un esempio: escludere dal patto di stabilità gli investimenti destinati alla conservazione dei siti. Lo spiega Giacomo Bassi, presidente dell’associazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco

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l sistema dei siti Unesco è un tas! sello ormai imprescindibile nel mosaico di un’offerta turistica competitiva ed è per questo che il suo potenziamento è stato inserito nel Piano strategico del turismo del Mibact. Accrescere l’attrattività dei siti Unesco è una priorità, così come la loro manutenzione, portata avanti con sem! pre minori risorse a disposizione. Ne sa qualcosa Giacomo Bassi, primo cittadino di San Gimignano e presidente dell’as! sociazione beni italiani patrimonio mondiale Unesco, costituita nel 1997, che riunisce circa 50 enti locali &Comuni, Regioni, Fondazioni' che gesti! scono siti riconosciuti dall’Unesco e inseriti nella lista dei beni mondiali oggetto di tutela. Qual è il bilancio che può trarre di questi anni di presidenza dell’Asso! ciazione? #Penso si possa parlare di un bilancio sostanzialmente positivo: a fronte di dif! ficoltà oggettive derivanti, ad esempio, dal ridimensionamento della base sociale per effetto dell’uscita delle Pro! vince per la perdita di competenza sui temi della cultura. Siamo comunque riu! sciti a finanziare progetti importanti, a sottoscrivere accordi di partenariato con soggetti significativi del mondo della cultura, del turismo e della comunicazione e a guadagnarci una riconoscibilità e un’autorevolezza nel mondo del dibattito culturale italiano,

anche grazie alla concretezza dei nostri programmi che derivano direttamente dall’esperienza di decine e decine di amministratori locali, i quali, ogni giorno, vivono la dicotomia della soddi! sfazione di essere governanti di un sito Unesco e della preoccupazione di non avere a disposizione gli strumenti più idonei per gestire luoghi così straordi! nari e complessi%. Cosa fare oggi sul fronte della tutela e della promozione dei siti Unesco in Italia? #La priorità numero uno è la conserva!

Giacomo Bassi, presidente dell’Associazione beni italiani Patrimonio mondiale Unesco


Viaggio in Italia Pag. 11 • Luglio 2017

zione: veniamo da dieci anni di crisi che hanno prodotto un drastico crollo delle risorse a disposizione del “gestori” dei siti Unesco Italiani. Mi riferisco alle risorse pubbliche, oramai quasi inesi! stenti, mentre quelle poche che potrebbero essere attivate sono bloccate da vincoli di bilancio come il patto di stabilità, e a quelle private. Penso, ad esempio, a quante risorse in meno oggi distribuiscono le Fondazioni bancarie

rispetto ai tempi pre!crisi per la manu! tenzione e il restauro dell’immenso patrimonio culturale italiano, non solo riferito ai siti Unesco. Un lodevole tenta! tivo è stato messo in caso dal ministro Franceschini con l’Art Bonus però dob! biamo rilevare che questo strumento può funzionare per i grandi patrimoni, come per esempio il Colosseo, che gene! rano visibilità e ritorno mediatico per chi effettua la donazione con recupero

fiscale, ma nelle piccole e medie situa! zioni di provincia non sta funzionando%. Lei è innanzitutto sindaco di San Gimignano. Mantenere il presti! gioso titolo dell’Unesco non è sempre facile nella gestione quoti! diana del territorio. Quali le principali criticità? #Intanto, lo Stato dovrebbe riconoscere uno “status” particolare a questi luoghi per il valore mondiale che esprimono in quanto patrimonio di tutta l’umanità. Questo consentirebbe agli amministra! tori pubblici gestori di queste località di avere degli strumenti più efficaci per governare la conservazione, la valorizza! zione e la fruizione universale di questi beni. Invece, per lo Stato Italiano, il mio, ad esempio, è un normale Comune di 8mila abitanti e non conta nulla se è un monumento integrale a cielo aperto da mille anni, e se intercetta 3 milioni di turisti ai quali dobbiamo dare parcheggi, musei, bagni pubblici, informazioni. La nostra associazione ha avanzato a governo e parlamento molte proposte per dare qualche “attrezzo” specifico agli amministratori dei siti Unesco, ma per ora abbiamo visto poco. Ne cito una sola: aboliteci il patto di stabilità per gli inve! stimenti di soldi pubblici nei restauri dei patrimoni culturali ricadenti dentro il perimetro Unesco%.

Cosa rappresentano la collabora! zione con Enit e il nuovo Piano strategico del turismo per la tutela e la valorizzazione del patrimonio Unesco? #Identificano un punto fondamentale delle politiche di valorizzazione e di promozione delle eccellenze culturali italiane, riassunte nella rete dei siti Unesco. Finalmente si sta compren! dendo che l’Italia ha un messaggio comunicativo pazzesco se racconta la sua storia, i suoi patrimoni artistici, culturali e naturali. Ma il racconto non deve fermarsi solo agli aspetti estetici, di bellezza per gli occhi, ma deve esten! dersi ai significati: deve parlare di esperienze sensoriali, spirituali, di civiltà. Dobbiamo promuovere, per esempio, un approccio didattico, di for! mazione alla lettura e decriptazione dei messaggi di civiltà ed economia della storia che un paesaggio racconta nel! l’eterno rapporto tra l’uomo, le sue esigenze e la natura. Con Enit stiamo ragionando su questo “cambio di passo” nella promozione del nostro Paese e la presidente Christillin è par! ticolarmente sensibile a tutto ciò. In questa direzione, per esempio, c’è un lavoro straordinario da fare con le scuole e in merito al tema delle gite scolastiche%. ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 12

A spasso nel Bel Paese

Dalla cultura del territorio Padova è una città ricca di cultura e storia ma celebre anche per la sua tradizione enogastronomica. Vi sono piatti che affondano le radici nei secoli passati, come raccontano Giorgia e Sandro del ristorante Bacaro Padovano

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l territorio padovano offre allettanti iti" nerari culturali e paesaggistici da per" correre fuori città. Un esempio è rap" presentato dalla riviera del fiume Brenta caratterizzata dalla presenza di moltissime ville costruite tra il XVI e il XVIII secolo dalle famiglie aristocratiche veneziane tra alberi ombrosi e salici piangenti. Vi è poi il parco regionale dei Colli Euganei che, con la sua rigogliosa flora e la coltivazione di vi" gneti, è sede di rinomate cantine vinicole. Come dimenticare poi le splendide città con le cinta murarie medioevali perfettamente conservate come Castelfranco, Cittadella, Monselice, Este e Montagnana. Padova è de" nominata la città dei tre senza. Ovvero del Santo senza nome che si riferisce alla basi" lica di San Antonio che i padovani indicano semplicemente con il nome: il Santo; del caffè senza porte, ovvero del settecentesco caffè Pe" drocchi la cui attuale struttura risale al 1831 e che fino all’inizio del secolo scorso era aper" to giorno e notte e quindi senza porte, e del Prato senza erba ovvero Prato della Valle che è una delle più grandi e suggestive piazze d’Europa di forma ellittica progettata nel XVIII secolo dal patrizio veneziano Andrea Memmo. Tappe obbligatorie a Padova sono la Cappella degli Scrovegni affrescata da Giotto, il Palazzo della Ragione e le sue piaz" ze, la zona del Ghetto e il Duomo che è ce" lebre per il suo Battistero che contiene uno dei cicli pittorici più spettacolari e meglio conservati del Trecento ad opera di Giusto

I PIATTI TIPICI

Dè Menabuoi, e il famoso Orto Botanico fon" dato dall’Ateneo nel 1545 che è il primo e più antico orto botanico universitario tuttora esi" stente, recentemente ampliato con un mo" dernissimo e tecnologico padiglione. Nel cuore del centro storico ha sede il Bacaro Pa" dovano, ristorante e cicchetteria che porta lo stile del “bacaro” veneziano a Padova. È un locale tipico che consente anche la scelta di vini al calice e piccoli e numerosi spuntini, i cosiddetti cicchetti, che variano tra tradi" zione e novità: un modo divertente e convi" viale di vivere il ristorante. #Nel nostro menù proponiamo una cucina tradizionale veneta e padovana in particolare, con piatti di car" ne, pesce e verdure$ raccontano Sandro e Giorgia titolari della struttura. #La nostra cu" cina propone i bigoli, pasta artigianale al" l’uovo simile a grossi spaghetti, preparati al sugo d’anatra o di corte; gli gnocchi alla ve" neta conditi con burro, rosmarino, parmi" giano, zucchero e cannella. E ancora i risi e bisi, un risotto morbido condito con i pisel" li e il risotto con i fegatini oltre al polastro in tòcio, un pollo cotto in forno nel proprio sugo con le verdure e ancora l’oca “in onto” e la faraona con le ciliegie marasche. Oltre al menù alla carta, giornalmente proponia" mo anche alcune delle specialità venete. Da non perdere la gallina in saòr, il fegato alla veneziana, il nostro baccalà alla vicentina e i bigoli con i “rovinassi” preparati con i fe" gatini e le rigaglie di gallina, pietanza con cui l’anno scorso abbiamo vinto anche un

I bigoli al sugo d’anatra o di corte; gli gnocchi alla veneta conditi con burro, rosmarino, parmigiano, zucchero e cannella. E ancora i risi e bisi, il polastro in tòcio, l’oca “in onto” e la faraona con le ciliegie marasche

premio culinario$. Il ristorante privilegia i prodotti stagionali del territorio, ingredien" ti sani, biologici, genuini e di alta qualità. #Proprio per questa ragione acquistiamo sempre da piccoli produttori locali, privile" giando la filiera corta e i prodotti a chilometro zero, nel rispetto delle tradizioni contadine e valorizzando la biodiversità. Questo ci per" mette di creare con ciascun fornitore un rap" porto umano e di fiducia che per noi è mol" to importante. Il rapporto diretto favorisce uno scambio reciproco di idee e conoscen" ze che porta sempre ad un arricchimento sti" molante. Ci piace riprendere le ricette del pas" sato e ritrovare i sapori della nostra infan" zia quando erano i nostri nonni a cucinare, da cui abbiamo imparato la stagionalità, il rispetto per l’ambiente e l’uso di ingredien" ti sani e genuini. Siamo attenti all’ambien" te e vogliamo evitare lo spreco di cibo, con preparazioni giornaliere, approvvigionando i prodotti in piccole quantità per avere ma" terie prime sempre fresche. Il nostro obiet" tivo è far sentire e capire ai nostri clienti la fragranza e la bontà di ortaggi raccolti po" che ore prima nel campo, il sapore di un vero salame “di casa” e ancora la carne soda di una gallina cresciuta libera e in spazi ampi$. Nel" la cucina del Bacaro Padovano sono sicura" mente due gli ingredienti che non possono

Il Bacaro Padovano ha sede a Padova www.bacaropadovano.com

mai mancare: la farina di mais marano e le cipolle. #Con il primo otteniamo la famosa polenta che accompagna tante nostre ricet" te regionali, con il secondo ingrediente pre" pariamo il “Saòr”, ovvero un antico condi" mento realizzato dai pescatori veneziani con la cipolla cotta con aceto e olio e im" preziosito da uvetta e pinoli che era anche un ottimo conservante per mantenere più a lungo le sarde fritte$. ■ Luana Costa

Sapienti rivisitazioni Il menù del Bacaro Padovano propone una cucina tradizionale veneta e padovana. In particolare, con piatti di carne, pesce e verdure. «L’obiettivo è riprendere le ricette del passato e ritrovare i sapori dell’infanzia quando erano i nonni a cucinare - racconta Sandro Billo -. Da loro abbiamo imparato la stagionalità, il rispetto per l’ambiente e l’uso di ingredienti sani e genuini. Proponiamo anche piatti orientati alla cucina mediterranea e altri nati dalla nostra creatività cercando sempre di utilizzare nel possibile i prodotti del nostro territorio».


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 14

A spasso nel Bel Paese

Contaminazioni tra culture

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ulla della cultura e scrigno di palazzi e ville storiche ove è possibile organizzare eventi in cornici mozzafiato, Padova rappresenta una meta in per" fetto equilibrio tra storia e divertimento. Imperdibile è ad esempio la cappella Scro" vegni sede dei cicli di affreschi medievali più famosi al mondo. A realizzarlo fu Giotto, nel 1305, su commissione del no" bile patavino Enrico Scrovegni, che vole" va esservi sepolto. D'obbligo una visita per ammirare il ciclo della vita della Vergine e del Cristo ma senza dimenticare che af" freschi altrettanto suggestivi si trovano al" l'interno del battistero di San Giovanni Bat" tista: qui fu Giusto de' Menabuoi a realiz" zare il capolavoro. Cornice perfetta per l’or" ganizzazione di weekend a base di show cooking e apertivi gourmet è villa Breda, situata all’ingresso del comune di Padova. Oltrepassato il ponte sul Brenta, nella fra" zione, appunto chiamata Ponte di Brenta, si intravede sulla destra una maestosa villa. La struttura viene utilizzata ancora oggi per l’organizzazione di eventi ed è l’esempio plastico di come sedi storiche che mantengono inalterata la pianta tipica delle ville veneziane svolgano la funzione di attrattore culturale e turistico. Imper" dibile inoltre il castello di Padova che ave" va lo scopo di difendere la città e dotato di una torre ancora oggi visibile, che prende il nome di Torlonga. Da visitare anche il Duomo, dedicato all’Assunzione della Bea"

La cucina può diventare un incrocio fra culture dando vita a creazioni uniche ed esclusive. A Padova, come nel centro di Milano, è possibile assaporare prelibatezze durante un apericena o un coffe break

ta Vergine Maria, e terza chiesa, per ordi" ne di grandezza, di Padova. Il progetto at" tuale è di Michelangelo, i lavori iniziaro" no nel 1551 e terminarono a metà del Set" tecento. Con molta probabilità la Chiesa venne edificata sopra un luogo di culto pa" gano, nel sottosuolo infatti sono stati rin" venuti numerosi reperti fra cui resti di co" lonne, terracotte e mosaici di vario tipo. Non può poi mancare un tuffo nella tradi" zione enogastronomica che con lo chef Gen" naro Esposito conta su un vasto ventaglio di contaminazioni culinarie. Campano di origine, fin da piccolo ha avuto ben chiaro cosa avrebbe fatto da grande e così dopo gli studi ha intrapreso la sua carriera in strut" ture di ristorazione stellate nel nord Italia prima e in Europa dopo. Lo chef forte del bagaglio di esperienze personali accumu" late ha di recente inaugurato un’attività, Maison Food, che si occupa di ristorazio" ne e catering a Padova e nel centro di Mi" lano. Nel cuore della capitale lombarda, din" nanzi al Duomo, è infatti possibile degu" stare i piatti esclusivi e innovativi dello chef, in una location super glamour. Un esempio su tutti è la mousse di Wagyu Kobe, carne di origine giapponese alleva" ta in Italia, condita a modo tartare, con una massa segreta brevettata in Svizzera, com"

LA FORMAZIONE E LA CARRIERA Dopo gli studi presso l’Istituto alberghiero I.P.S.A.R di Salerno, Gennaro Esposito intraprende la sua carriera, prima come aiuto cuoco presso il Ristorante Capo d’Orso, 1 stella Michelin. Dopo una lunga gave!a e dopo aver collaborato con numerosi ristoranti della costiera amalfitana, molti dei quali stellati, decide poi di me!ersi in gioco viaggiando per l’Europa, lavorando presso grandi ristoranti stellati, dove ha avuto la possibilità di essere allievo di grandissimi chef, come Santi Santa Maria (Spagna), Alain Ducasse (Francia), Alaimo (Padova, Italia), Ezio Santin (Milano, Italia). Nel 2011 poi inizia la sua carriera da imprenditore tra Milano e Padova.

Maison Food ha sede a Vigonza (Pd) www.maisonfood.it

posta da diciannove ingredienti, i quali ren" dono il piatto una pietanza prelibatissima, senza però coprire il sapore della pregiata carne, arricchendola semplicemente con la contaminazione mediterranea. Un altro finger food, testimonianza della creatività dello chef è il sushi, ripreso dalla tradizio" ne giapponese ma preparato con soli in" gredienti italiani. #Per la sua preparazione utilizzo il riso venere & spiega Gennaro Esposito & e un’alga del mediterraneo ar" ricchita da verdure di stagione, pesce fre" sco e la salsa di cetrioli, la quale può essere servita come un’interessante variante del wasabi$. Maison Food offre poi un servizio catering imperniato sulla somministra" zione di finger food e show"cooking. Gli chef preparano piatti che vengono serviti du" rante eventi privati o aziendali. #La mia esperienza, dopo una breve parentesi di for" mazione sulla costiera amalfitana dove sono nato e ho mosso i primi passi nel set" tore, & racconta lo chef Gennaro Esposito & si è sviluppata prevalentemente nel nord Italia. Qui ho appreso tecniche di prepa" razione e di cottura dei cibi differenti ri" spetto alla tradizione meridionale. Un esempio è l’utilizzo di carne cruda, quasi inesistente al Sud ma piatto apprezzatis"

simo nel nord Italia. L’idea della mia cucina penso si possa riassumere nella sintesi crea" ta tra la lavorazione dei prodotti appresa al" l’estero e nel nord Italia abbinata alle in" tonazioni dei sapori tipici del sud Italia. In" somma, una cucina innovativa ma con gu" sto$. La nuova società denominata Maison Food è stata creata con il supporto e la col" laborazione della socia e chef Annett Wein" dinger. Tedesca di origine ma con l’Italia nel cuore, dopo il diploma di cuoca conse" guito in Svizzera, inizia diversi stage con lo scopo di approfondire le basi culinarie ap" prese nella scuola. Ma è nel 2009 a segui" to dell’incontro con Gennaro Esposito che intraprende la sua esperienza lavorativa in Italia, così nel 2011, con lo Chef Gennaro Esposito, decide di aprire la loro attività a Padova. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Pag. 17 • Luglio 2017

La Padova enogastronomica Nella città del Santo è ancora possibile trovare locali tipici in cui riscoprire il sapore schietto dei piatti della tradizione veneta. La parola a Simone Carpanese

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adova è una città antichis" sima, sede di prestigiose uni" versità e culla di arte, cultura e scienza. Passeggiando attra" verso i caratteristici ponteggi, molti di origine romana, è possibile scor" gere edifici e monumenti che testimo" niano la sua grandezza, passata e presente. E poi ancora negozi, mercati e locali che vivacizzano la città.

Padova vanta anche una preziosa tradi" zione enogastronomica, tradizione tenuta viva dalla Trattoria Orazio. Nato nel 1957, il locale continua con successo l’opera di nonna Maria di offrire piatti ge" nuini realizzati con prodotti di qualità. Quello della ristorazione è un mestiere Tra!oria Orazio ha sede a Padova (Pd) www.tra!oriaorazio.it

che viene tramandato di generazione in generazione. #Siamo arrivati alla terza generazione nella conduzione familiare della trattoria& racconta Simone Carpa" nese ". Continuiamo con orgoglio la tra" dizione di famiglia e facciamo questo mestiere con passione, impegnandoci a fare onore al lavoro che è stato prima dei miei nonni, poi dei miei genitori e ora mio: far sentire i nostri ospiti a proprio agio come a casa, offrendo loro piatti ge" nuini della tradizione veneta$. Dietro la semplicità dei piatti si nasconde un’attenta ricerca. #Proponiamo una cu" cina tipica con specialità di baccalà, ab" biamo inoltre riscoperto alcune antiche ricette che stavano per essere completa" mente dimenticate. Alle pietanze tradi" zionali si affiancano poi diversi piatti rivisitati in chiave moderna, pensati per accontentare i gusti di tutti. A pranzo inoltre proponiamo un menu a prezzo fisso per i lavoratori$. La tradizione rivive anche nelle materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti. #Abbiamo diversi fornitori, molti dei quali sono piccoli agricoltori e alle" vatori locali da cui compriamo prodotti a chilometro zero. In tutti i casi acqui" stiamo materie prime solo da filiera con" trollata perché ne sia garantita la sicurezza e la primissima qualità$. Facendo uso di prodotti da filiera corta, il

menu cambia a seconda della stagiona" lità degli ingredienti. #Il menu fisso varia ogni giorno, mentre quello alla carta ogni due mesi appunto per seguire la sta" gionalità dei prodotti. Inoltre siamo molto abili anche nella preparazione di selvaggina e quindi i piatti variano a se" conda della cacciagione che abbiamo a disposizione$. Per accompagnare il tutto Trattoria Ora" zio propone un’ampia selezione di vini. #Le nostre etichette sono esclusivamente venete, abbiamo fatto questo tipo di scelta perché la nostra mission è quella di dare importanza e valorizzare la cul" tura enogastronomica della nostra ma" gnifica regione$. ■ Antonella Romaniello


Dimora di charme Vasto è una meta turistica che assomma alle bellezze culturali dei giacimenti storici, le attrattive turistiche e territoriali. Ersilia Basile ci accoglie nel centro storico della città

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er le attrattive turistiche e le bellezze storiche Vasto rap! presenta una meta da non per! dere per chi si trovi a visitare l’Abruzzo. La città vanta un inestimabile patrimonio culturale che gli deriva dalle tante civiltà che nel corso de! gli anni si sono susseguite sul territorio. La città sorge su una collina che sporge sul mare e lungo la quale si estende la spiag! gia di Vasto Marina. Ogni estate sono tan! tissimi i turisti che affollano questo trat! to di costa adriatica. Il mare di Vasto è la principale attrattiva turistica, essendo stato insignito per diverse volte del tito! lo di bandiera blu d’Europa. Ma la città è ricca inoltre dei pregiati resti delle ville au! gustee e di insediamenti medievali. Nel cuore storico, culturale e turistico della cit! tà, in piazza Rossetti, sorge la una strut! tura ricettiva in grado di regalare momenti di vero relax ai visitatori. Da qui è possi! bile godere di lunghe passeggiate tra i vi! coli del centro storico o tuffarsi verso l’am! pia e sabbiosa spiaggia di Vasto marina o verso le calette e le caratteristiche spiag! gette che caratterizzano tutto il litorale va! stese. Corte Rossetti è una struttura dal fa! scino elegante, caratteristica che connota ogni spazio della “dimora”. #Ogni spazio della nostra struttura è curato nei minimi particolari per regalare charme e sugge! stioni sempre nuove ! racconta Ersilia Ba! sile, responsabile dell’albergo !. La nostra filosofia è quella di accogliere i nostri ospi! ti in un ambiente caldo e raffinato, di de! liziarli con le nostre ricche colazioni, di of! frire momenti di relax%. La struttura offre diverse camere tutte attrezzate per acco! gliere al meglio gli ospiti: #La dimora D’Annunzio è stata pensata per il completo relax dell’ospite & continua !. I colori te! Corte Rossetti ha sede a Vasto (Ch) www.corterossetti.it

nui, affiancati dal bianco, sono studiati ap! posta per esaltare questa idea. L’idro! massaggio, posto in un angolo della stan! za, rigorosamente per due, invita a sera! te indimenticabili a lume di candela%. Ma vi è anche la dimora Rossetti che si ca! ratterizza per i due incantevoli balconci! ni affacciati sull’omonima piazza e anco! ra la dimora Ennio Flaiano e tante altre. All’interno della grande sala Spataro ogni mattina sarà possibile godere della cola! zione in uno spazio unico e suggestivo. #Le nostre colazioni sono tutte preparate con prodotti bio e a chilometro zero. Delizia! mo i nostri ospiti con dolci tipici della tra! dizione locale, ricchi buffet di frutta di sta! gione e selezioni di marmellate artigia! nali%. La struttura è inoltre fornita di pic! coli spazi intimi pensati per regalare mo! menti di relax durante i quali potersi tuf! fare nella lettura di un libro preso dalla no! stra piccola libreria o di un giornale. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 20

A spasso nel Bel Paese

RELAX TRA STORIA E GUSTO Incastonata tra la costa pescarese e il Gran Sasso, Loreto Aprutino è famosa per la sua storia, per la cultura e il folklore millenari e per la sua gastronomia. Aspe!i che si rispecchiano nell’agriturismo Il Casino di Remartello

Alla scoperta del borgo antico La nuova frontiera del turismo è rappresentata dalle cittadine storiche. Sempre più turisti le preferiscono al mare o alla montagna. In Abruzzo, bellezze paesaggistiche si fondono con l’ottima gastronomia, e in questo contesto sorge la Trattoria Trita Pepe

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oreto Aprutino è uno dei più bei borghi dell’Abruzzo in cui l’antico centro urbano romano si staglia circondato da immense distese di uliveti e vigneti e corsi d’acqua. Un centro storico di forte impatto visivo quindi che ha conservato intatta la propria fisionomia storico-architettonica nel corso degli anni, con gli antichi palazzi che attorniano il castello medioevale. Qui sorge Il Casino di Remartello, agriturismo posto in una posizione strategica da cui è possibile raggiungere in pochissimi minuti sia le montagne dell’Appennino abruzzese e le sue riserve naturali, sia la costa adriatica con le sue splendide spiagge e la movida notturna. Il palazzo signorile del 1800 costruito sulle rovine di una villa romana del 200 a.C., offre ai suoi clienti la possibilità di alloggiare in splendide camere panoramiche, arredate per comunicare un senso di accoglienza e di assoluto relax. A rendere più dolce il risveglio degli ospiti poi, colazioni preparate unicamente con prodotti coltivati nell’azienda della proprietà e di quelle vicine. Punto forte dell’azienda è la possibilità di usufruire di un servizio personalizzato, gli ospiti possono organizzare i propri party esclusivi, avendo tutta la struttura a disposizione. Il punto ristoro è situato

Agriturismo Il Casino di Remartello ha sede a Loreto Aprutino (Pe) www.ilcasinodiremartello.it

in una splendida sala del 1600 con volte a cielo di carrozza, qui vengono serviti i piatti preparati ogni mattina come da tradizione, ricette semplici e genuine che seguono il ritmo delle stagioni per realizzare le quali vengono utilizzate solo materie prime di altissima qualità e quasi tutte di provenienza aziendale. Ortaggi, legumi, verdure ed erbe aromatiche sono coltivare nell’orto aziendale. Tra pane fresco, pasta all’uovo fatta a mano, pregiati oli extravergine e ottimi vini è possibile riscoprire i piatti tipici della tradizione abruzzese. La cantina seminterrata di Il Casino è il luogo ideale per celebrare matrimoni, cerimonie o ancora per svolgere piccoli convegni, il locale è inoltre un’ottima location per mostre d’arte o fotografiche. Durante la bella stagione, poi, il grande giardino ospita feste all’aperto e concerti sotto le stelle. Per gli ospiti è possibile visitare l’azienda agricola e i suoi animali accompagnati dallo staff che sarà lieto di spiegare i procedimenti e le tradizioni della cultura agricola abruzzese. A disposizione degli ospiti anche un parco giochi e un bosco privato con il lago in cui passeggiare e rilassarsi. ■ Antonella Romaniello

A bruzzo figura tra le regioni più carat" teristiche d’Italia; un luogo dove si può godere della pace della montagna, delle bellezze del mare e dello splendore dei borghi. È proprio su questi ultimi che la Regione ha deciso di puntare per incrementare le entrate turistiche per i prossimi anni. Il presi" dente della Regione, Luciano d’Alfonso, ha sottoscritto, il 2 Luglio, un protocollo di intesa con ciascuno dei sindaci dei comuni appartenenti al circuito “Borghi più belli d’Italia” e “Borghi autentici d’Italia”, per la rea" lizzazione di interventi di valorizzazione e sviluppo turistico strategico integrato e sostenibile con recupero di borghi di aree interne, rilancio delle micro imprese. Nel por" tare a compimento questo progetto non si può non puntare sull’eccellenza gastronomica. Un esempio virtuoso, in tal senso, è rappresentato dalla Trattoria Trita Pepe situata a Manoppello Scalo in provincia di Pescara. #Il motto della nostra trattoria è man" giare bene e in modo originale. Puntiamo a interpretare la tradizione culinaria delle nostre terre in maniera non convenzionale. Cerchiamo, quindi, di offrire ai nostri clienti i sapori d’Abruzzo ma in chiave moderna$ spiegano i proprietari. La storia della Trattoria Trita Pepe è fatta di passione, amore per la cucina

e tradizione familiare. L’idea nasce da una famiglia di ristoratori, nati nelle terre abruzzesi, cresciuti tra i tavoli dei ristoranti e divenuti cuochi nelle cucine dei locali Italiani in Lombardia e Piemonte. Per questo la proposta culinaria della trattoria Trita Pepe si focalizza sulla tradizione abruzzese, ma viene contaminata ed arricchita dalle tradizioni di altre regioni. Questo crogiolo di tradizioni culinarie italiane è interpretato dallo chef Enzo Speranza. Questi punta a creare un “trait d’union” tra cucina tradizionale e gourmet. Da questo nascono piatti come il tortino di melanzana e provola affumicata, la chitarra alla teramana e la tagliata di pecora. Enzo Speranza, infine, aggiunge che: #Quello che ci caratterizza rispetto ad altri locali della zona è sicuramente la nostra attenzione per le materie prime. Cerchiamo, pertanto, di valorizzarne le stagionalità per esaltare i sapori dei nostri piatti. A ciò si aggiunge: pasta fresca di nostra produzione, fornitori locali accuratamente selezionati e una carta dei vini ampia che privilegia le eccellenze territoriali$. ■ Albachiara Re

Trattoria Trita Pepe si trova a Manoppello Scalo (Pe) - www.trattoriatritapepe.it


Il calore del Sud nel cuore di Milano L’accoglienza e i sapori tipici della tradizione enogastronomica sicula hanno trovato sede nel centro della città meneghina. L’esperienza di Salvatore Intelisano

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a Sicilia a Mila" no. Iniziare la clientela lom" barda alla tra" dizione enoga" stronomica siciliana è l’obiettivo che si è prefisso il ristorante Trattoria Sici" liana da Salvatore. La strut" tura è collocata a pochi passi dalla stazione cen" trale di Milano e ripropone il calore e l’ospitalità tipi" ca del sud d’Italia nel ca" poluogo lombardo. #Dopo aver percorso una rampa di scale è per noi un piacere darvi il benvenuto in Sici" lia$ afferma Salvatore In" telisano, titolare del risto" rante. Si tratta di un luogo sospeso tra tradizione e modernità: la sala ampia e luminosa mantiene la cifra caratteristica della tradi" zione siciliana e ben si ri" specchia nelle ceramiche di Caltagirone e Santo Stefa" no di Camastra, dai pupi e dai carretti. #Il nostro obiettivo è fare assaporare i gusti della terra siciliana a partire dalle polpettine di alici e passando poi per la pasta ca’ muddica e la pa" sta alla Norma, senza ri" nunciare al ripieno del si" ciliano, concludendo poi con la cassata, il cannolo e la pasta di mandorla$. La Trattoria Siciliana da Sal" vatore vanta una gestione familiare: #Riesco, grazie al mio tocco da chef, a rivisi" tare la tradizione culinaria " racconta ancora Salvato"

re Intelisano ". Rita, mia moglie, trasmette invece il calore siciliano e di consi" glia i clienti al fine di sod" disfare il più possibile i loro gusti e richieste. E infine c’è mio figlio Alfre" do che si pone come il fu" turo in continuità con la tradizione$. La cucina ha puntato la sua offerta ga" stronomica sulla freschez" za dei prodotti e sulla scel" ta accurata delle materie prime. #Riponiamo molto cura e attenzione ai detta" gli & spiega ancora Inteli" sano ". Ogni pietanza è composta infatti non solo con dedizione e passione ma anche sfruttando l’ar" tigianalità dei prodotti. Sono queste le nostre pa" role d’ordine e ciò che in" tendiamo offrire e chi de" cide di cominciare questo viaggio nella tradizione enogastronomica sicilia" na$. La pasta all’Etna è senza dubbio la vera spe" cialità della casa: il fuoco e il calore della terra sicilia" na sono racchiusi in un

La Trattoria Siciliana da Salvatore ha sede a Milano www.trattoriasiciliana.it

piatto composto da seda" nini al nero di seppia e ri" cotta. Ma altrettanto tipica è la pasta ca’ muddica, un piatto che rappresenta l’anima semplice della cu" cina siciliana e un piccolo capolavoro di essenziali" tà: #Difficile immaginare qualcosa di più efficace & spiega lo chef " di una manciata di mollica tosta" ta per dare consistenza a un intingolo di olio e ac" ciughe sotto sale$. E come non citare poi pasta con le sarde, uno dei principali piatti identitari della cuci" na siciliana e un “must” del ristorante oltre alla pasta alla Norma, omaggio al" l’opera del celebre compo" sitore catanese Vincenzo Bellini.■ Luana Costa


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 24

Liguria da vivere

Viaggiatori esperenziali Oggi non più. A richiamare in Liguria un numero crescente di viaggiatori non è solo la proposta costiera ma anche, ad esempio, la vacanza esperienziale dell’entroterra. Regione e amministrazioni locali sono in campo per aumentare gli arrivi, specie in zona porto, investendo su strategie integrate di promozione delle eccellenze territoriali in chiave turistica

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li esiti relativi ai ponti pri! maverili rilevano un au! mento dell’incidenza este! ra sull’incoming ligure. Da dove provengono i mag! giori flussi e da quali proposte del vo! stro “palinsesto” culturale e paesag! gistico sono più attratti? GIOVANNI BERRINO: !Sono oltre 2,5 mi" lioni le presenze registrate in Liguria nei mesi di aprile e maggio, con una crescita di oltre il 10 per cento rispetto allo stesso pe" riodo dello scorso anno e ottimi risultati nel periodo primaverile con i ponti di Pasqua, 25 aprile e 1 maggio. A fare la parte del leo" ne nelle presenze sono gli italiani #1,3 mi" lioni$ cresciuti del 20 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le presenze straniere si stabilizzano sul 1,1 mi" lioni, in lieve progresso dello 0,56$. Le basi per la stagione estiva sono decisamente po" sitive: con #lamialiguria estate e con il red carpet che unirà simbolicamente 100 chi" lometri del nostro territorio, puntiamo a im"

plementare la valorizzazione anche del" l’entroterra, dei borghi costieri e non, del" le nostre eccellenze enogastronomiche e culturali%. ILARIA CAPRIOGLIO: !Nel solo mese di aprile la provincia di Savona ha concentrato il 27,5 per cento degli arrivi regionali, in au" mento del 9,8 per cento rispetto al 2016. In aumento anche le presenze complessive, sa" lite da 1.023.925 a 1.050.341 giornate. A Sa" vona assume un rilievo fondamentale il tu" rismo crocieristico, in quanto home port di Costa Crociere, con 910.244 crocieristi ar" rivati in città. In prevalenza francesi, seguiti da spagnoli e italiani oltre a tedeschi e rus" si; iniziano anche ad aumentare giappone" si e cinesi. L’attrattività della città sta in un mix di asset ambientali e turistici: dal cen" tro storico con il Museo d’arte di Palazzo Ga" votti, la cappella Sistina, il complesso mo" numentale del Priamar e spiagge insigni" te della Bandiera Blu; porto turistico e dar" sena che la sera si accendono di “movida”; zone collinari adatte per il turismo sporti"

vo outdoor%. In generale, come sta mutando il pro! filo del turista che sceglie la Liguria e le sue città come meta di vacanze, e come si stanno adeguando le struttu! re ricettive locali alle esigenze dei nuo! vi visitatori? G.B.: !Sicuramente il profilo del turista che sceglie la Liguria come meta di vacanze bal" neari resiste ma, grazie anche alla nostra po" litica di promozione all season del territo" rio, stiamo intercettando nuovi profili. Nel" le linee guida della programmazione turi" stica regionale, abbiamo inserito, ad esem" pio, gli sport all’aria aperta come progetti

IDENTIKIT DEL TURISTA

Chi viaggia oggi è sempre più orientato a “vivere esperienze”. Diminuisce la durata di vacanze, sempre più orientate su turismo sportivo, culturale ed enogastronomico, incentivati dalla programmazione turistica regionale

Ilaria Caprioglio, sindaco di Savona

prioritari e la promozione di prodotti “espe" rienziali” sempre più richiesti da chi viag" gia. L’appeal dell’outdoor è evidente nelle presenze che si registrano nel territorio di Finale Ligure, un comprensorio molto fre" quentato dagli appassionati di arrampica" ta sportiva e altri sport all’aria aperta: nel 2016 ha registrato oltre 794 mila presenze con una crescita del 6,61 per cento rispet" to al 2015%. I.C.: !Il turista ha un profilo sempre più at" tento e orientato a “vivere esperienze”. Au" mentano gli arrivi, ma non così le presen" ze. La nostra riviera, al centro della quale si trova Savona, è sempre stata meta di lun" ghi soggiorni da parte di piemontesi e lom" bardi. Oggi diminuisce la durata di vacan" ze, sempre più orientate su filoni tematici quali turismo sportivo, culturale, enoga" stronomico, non solo balneare. In città ab" biamo strutture ricettive che, con grande spirito imprenditoriale, hanno saputo rin" novarsi e implementare la loro attività ed attrattività, promuovendo anche impor" tanti eventi di intrattenimento%. La Liguria sta guadagnando terreno e appeal anche sulle piattaforme onli! ne, in primis sui social. Quali proget! ti state sviluppando su questo versan! te per accrescere la vostra capacità d’ac! coglienza? G.B.: !La campagna #lamialiguria della scor" sa estate è stato decisamente un successo. Basti pensare che nelle prime 244 ore dal lancio, quasi due milioni di utenti su Twit" ter hanno visualizzato l’hashtag, facendo" lo entrare nei top trend del giorno. Nume" ri da record sono stati registrati anche a mar" zo e aprile quando Blogmeter ha collocato #lamialiguria al secondo posto tra le cam" pagne promozionali più coinvolgenti a li" vello nazionale, davanti a colossi come Ikea. I nuovi media sono uno strumento fonda" mentale oggi per rafforzare il brand della Li" guria, sempre più conosciuto anche al di fuori dei confini nazionali e in grado di ge" nerare importanti ricadute economiche%. I.C.: !Regione Liguria ha creato un porta" le ad hoc per il turismo ligure, mentre a li" vello locale abbiamo istituito un tavolo del turismo con le associazioni di categoria, gli enti territoriali, il campus universitario e gli ordini professionali, per porre le basi per una sorta di “ingegneria del turismo”, con una attenzione prioritaria proprio verso la co" municazione on"line%. È diventato operativo da pochi mesi il Patto per lo sviluppo strategico per il turismo in Liguria. Chi coinvolge e quali impegni prevede, anche su que! stioni delicate come l’imposta di sog! giorno? G.B.: !L’obiettivo della Regione è quello di fare squadra su un comparto, quello turi" stico, considerato strategico per la Liguria che ha bisogno di azioni coordinate e ini" ziative per raggiungere obiettivi di cresci" ta. La volontà è di avviare un percorso con" diviso con i sindaci, le amministrazioni lo" cali, gli enti parco e le associazioni di ca"


Viaggio in Italia Pag. 25 • Luglio 2017

Giovanni Berrino, assessore al turismo della Regione Liguria

tegoria. Al Patto hanno già aderito oltre 150 Comuni liguri. In caso di istituzione di im" posta di soggiorno, da parte dei Comuni, c’è l’impegno a utilizzare i fondi per uso turi" stico: l’utilizzo almeno del 60 per cento del gettito dovrà essere condiviso con le or" ganizzazioni imprenditoriali presenti nel" le località, il restante 40 per cento dovrà co" munque essere impiegato per migliorie che abbiano ricadute sul settore turistico%. I.C.: !Il Patto strategico lanciato dalla Re" gione è un’ottima iniziativa che mira ad uni" formare le iniziative dei singoli enti. La tas" sa di soggiorno è ormai uno strumento ine" vitabile in una situazione di crisi della fi" nanza pubblica come l'attuale e questo pat" to ha il pregio di renderla uno strumento che ricade favorevolmente sul turismo%. Uno degli aspetti che penalizza il tu! rismo ligure è la cosiddetta “shadow economy” che va a discapito degli operatori virtuosi dell’ospitalità. Come vi state muovendo per contrastare questo fenomeno? G.B.: !Il nostro dialogo con Federalberghi è molto forte. Da loro abbiamo acquisito il dossier sulla shadow economy che contie" ne circa 8500 segnalazioni sul territorio re" gionale. Grazie al supporto tecnico di Li" guria digitale è stato possibile disaggregare e ottenere, comune per comune, una map" pa dei locatori di immobili per fini turisti" ci che, presumibilmente, comprende una

forbice del 20 per cento di possibili abusi" vi. L’obiettivo comune con gli operatori del settore è che sia stroncata ogni forma di con" correnza sleale attuata da abusivi che in" quinano l’offerta ricettiva della nostra re" gione, penalizzano le imprese virtuose e creano potenziali minacce nei confronti dei turisti"consumatori con conseguenze ne" gative sull’immagine e sul brand della Li" guria%. I.C.: !La Polizia Municipale opera in stret" to collegamento con l’Agenzia delle entra" te e con l'Ispettorato del lavoro per il con" trasto di tale fenomeno. Di concerto con la Regione Liguria inoltre, promuoviamo tut" te le iniziative volte a mettere fuori gioco gli operatori che esercitano in regime di con" correnza sleale%. La stagione estiva 2017 made in Li! guria è scattata da pochi giorni. Qua! li risultati vi attendete di raccogliere da qui a fine settembre? G.B.: !È ancora presto per fare previsioni, ma visti i dati delle presenze primaverili sia" mo decisamente ottimisti. Oltre a confer" mare il trend di crescita della scorsa sta" gione, abbiamo l’obiettivo di portare nuo" vi flussi alla scoperta anche dell’entroterra e dei borghi meno conosciuti del territorio ligure%. I.C.: !Attendiamo 70 mila spettatori in oc" casione delle oltre 50 serate che accenderanno l’estate di Savona: notti bianche nel centro sto" rico nei 4 giovedì di luglio, lirica, cinema, tea" tro, danza, “Univecity”, in uno dei palcosce" nici più suggestivi della regione, la piazza del Maschio nella Fortezza del Priamar. Ci au" guriamo un ottimo risultato per le struttu" re ricettive cittadine ma anche per quelle del" la riviera e dello splendido entroterra pro" vinciale: sarebbe miope infatti non ragiona" re in un’ottica di comprensorio. Savona farà la sua parte per attrarre turisti, con eventi e iniziative, ma anche con le proprie eccellen" ze culturali. Tra queste mi piace ricordare l’ul" timo nato dei nostri musei, il bellissimo mu" seo della Ceramica, che racconta oltre sei se" coli di grande tradizione della ceramica ligure in uno storico edificio nel cuore di Savona%. ■ Giacomo Govoni

L’ESTATE DEL FAI FA TAPPA ANCHE A CAMOGLI Un viaggio in Italia nei beni della Fondazione con un palinsesto ricco di eventi

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o!i so!o le stelle con Astronomi per una no!e, ciclo di osservazioni del cielo no!urno con l’ausilio di un file audio illustrativo scaricabile dall’app FAI. Le serate si terranno al Castello della Manta in provincia di Cuneo (11 e 18 agosto), al Bosco di San Francesco ad Assisi (10 e 19 agosto) e al Castello e Parco di Masino a Caravino (10 e 14 agosto). Per la no!e di San Lorenzo, sono previste ulteriori aperture. Villa e Collezione Panza a Varese chiuderà il ciclo di osservazioni venerdì 29 se!embre. In programma, alcune speciali visite no!urne: sabato 29 luglio “Bat Night” al Bosco di San Francesco con l’osservazione dei pipistrelli e No!e del Cristo degli Abissi (cerimonia di tributo di fede alla statua bronzea del Cristo immersa nelle acque della baia di San Fruttuoso) presso l’Abbazia di San Fru!uoso a Camogli, nel cui chiostro si svolgerà la rassegna estiva di concerti a cura dell’associazione culturale Echi di Liguria. Visite al calar del sole a Parco Villa Gregoriana a Tivoli (Roma), dove sabato 29 luglio, sabato 5, 12, 19 e 26 agosto gli ospiti saranno guidati dalla luce delle candele alla scoperta della natura in-

contaminata del parco. No!i di festa e musica animeranno il Giardino della Kolymbethra, nella Valle dei Templi, il 12 e 26 agosto, oltre alle sere da mercoledì 16 a domenica 20 agosto: momenti di convivialità e relax al chiaro di luna con la possibilità di partecipare a visite guidate ed escursioni con gli speleologi negli antichi ipogei e di degustare prelibati prodo!i a chilometro zero. Non mancheranno aperitivi e degustazioni eno-gastronomiche; da segnalare i raffinati appuntamenti con dj set “Sete di cultura e peccati di gola” (11 e 18 agosto) a Villa del Balbianello, Tremezzina (Como). Sono diverse le proposte per la gita fuori porta di Ferragosto, innanzitu!o il Castello di Avio. Il Monastero di Torba e Villa Della Porta Bozzolo ospiteranno i visitatori per la tradizionale scampagnata con la possibilità di consumare un pranzo all’aria aperta. Uno spe!acolo di fuochi d’artificio illuminerà la serata del 16 agosto a Villa Fogazzaro Roi a Oria di Valsolda, in seguito a un’eccezionale visita serale e a una cena a bordo dello storico ba!ello. Per i de!agli sul tu!e le manifestazioni consultare il sito www.fondoambiente.it ■ FD


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 26

Liguria da vivere

Un po’ di Capitale nella Riviera dei fiori Bordighera è una nota meta turistica balneare. Qui oltre a degustare i piatti tipici della tradizione ligure è possibile riscoprire i sapori delle prelibatezze romane. Ne parla Massimiliano Luzi

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ordighera sorge nell’area me! ridionale della Liguria al con! fine con la Francia in una zona molto suggestiva. La costa su cui sorge è infatti costituita da montagne che degradano bruscamente a pic! co sul mare e di particolare fascino è la pic! cola frazione di Sasso, arroccata su speroni rocciosi. La città è ricca di chiese e musei, per cui una visita culturale alla cittadina è più che auspicabile. Tra le mete imperdibi! li vi sono in particolar modo la chiesa del! la Madonna dei Fiori, dove al suo interno è custodito un presepe sempre visibile e co! stituito da 23 diorami e la chiesa del Car! mine, bombardata durante il secondo con! flitto mondiale e dal 1996 dichiarata bene di interesse particolarmente importante. Spo! standosi di pochi chilometri da Bordighera, per la precisione nel piccolo centro abitato di Vallecrosia, si può visitare un museo par! ticolare e originale, allestito all’interno di un vecchio treno completamente restaurato, ov! vero il museo della canzone. Dopo aver sco! perto i beni architettonici della città si può passeggiare in una delle aree verdi di Bor! dighera, godendo dei bei paesaggi e della tranquillità di una piccola cittadina. Uno dei musei più interessanti è indubbiamente quello di Villa Regina Margherita, aperta al pubblico dal 2011. Nel centro della cittadi! na sorge una osteria storica romana, Zi Ton!

na, dove è possibile degustare piatti tipici della tradizione regionale. "Zi Tonna era la sorella di mio nonno paterno ed era la cuo! ca di un’osteria di famiglia che negli anni Cinquanta e Sessanta si trovava adiacente agli studi cinematografici di Cinecittà a Roma ! racconta Massimiliano Luzi, re! sponsabile dell’osteria !. Questa era cono! sciutissima tra gli attori in auge in quegli anni e negli anni successivi. Sofia Loren ado! rava la sua pasta e fagioli, Alberto Sordi ri! cordava le sue polpette a distanza di oltre 30 anni e Aldo Fabrizi la voleva al suo segui! to ogni qual volta partiva per lavoro e do! veva soggiornare all’estero dal momento che possedeva abitudini alimentari molto par! ticolari e molto romane#. La cucina rielabora infatti i piatti tipici della tradizione roma! na: l’amatriciana e la pasta cacio e pepe, ad esempio, sono i veri cavalli di battaglia. Spo! pola anche l’abbacchio, l’agnello e la por! chetta. "Nel rispetto e per la difesa della ge! nuinità di allora ancora oggi all’osteria a lei intitolata si cucina osservando le ricette e quelle stesse accortezze nella preparazione dei cibi che forniscono ai nostri piatti il sa! pore di una volta#. Assunta Luzi, questo il vero nome, ha rappresentato una parte del! l’infanzia e della giovinezza di Massimilia! no Luzi: "Ogni volta che andavo da lei, la tro! vavo sempre in cucina intenta a preparare qualcosa. Credo che il tempo in cucina sia

il miglior ingrediente che si possa usare. La mia passione per la cucina proviene proprio da lì, da lei. Spesso mi capita di rivedere il suo sorriso mentre sono ai fornelli#. L’oste! ria privilegia nella preparazione delle pie! tanze ingredienti a chilometro zero: "I for! nitori a cui sono più legato sono “Dimen! sione Carne” per l’acquisto della carne e la salumeria e le cantine Briziarelli per l‘ac! quisto dei vini. La prima è un’azienda del! la provincia di Padova che usa una passio! ne incredibile nella produzione, realizzata solo con ingredienti naturali e animali al! levati nel migliore dei modi. La cantina, di Bevagna, terra di Sagrantino in Umbria, in! vece, produce vini di assoluta qualità, con

SPERIMENTAZIONI

Abbiamo aggiunto i porcini alla “gricia” oppure realizzato connubi tra un formaggio particolare come il brusso e il classico guanciale

una passione quasi maniacale. Da sempre poi il connubio tra vino umbro e cucina ro! mana è eccellente#. Di recente, l’osteria ro! mana ha iniziato a sperimentare alcuni piatti che accoppiano ingredienti della cu! cina romana con quella ligure. Infatti, la struttura di ristorazione situata a Bordighera può a ben ragione ritenersi un unicum nel panorama regionale essendosi specializza! ta nella preparazione di pietanze tipiche di un’altra regione geografica. "L’esperimento ha avuto inizio con l’arrivo di Salvatore, cuo! co ligure dotato di grande esperienza e un grande amore per la tradizione. Insieme ab! biamo aggiunto i porcini alla “gricia” oppure realizzato connubi tra un formaggio parti! colare come il brusso e il classico guancia! le. Inoltre, non è da sottovalutare $ conclu! de il responsabile Massimiliano Luzi ! l’utilizzo esclusivo di materie prime lavorate direttamente all’interno della cucina. Così i ragù sono prodotti con carne che cubettia! mo rigorosamente a mano e le spezie e le erbe fresche utilizzate sono colte da vasi a vista#. ■ Luana Costa

Una cucina apprezzata

L’osteria romana Zi Tonna ha sede a Bordighera osteriaromanaliguria@outlook.com

L’osteria romana Zi Tonna riceve numerosissimi turisti in visita nella zona meridionale della Liguria. A Bordighera si sono infatti insediate oltre 350 famiglie provenienti dal nord Europa, le quali apprezzano notevolmente la cucina tipica romanesca. In quest’area il turismo ha una connotazione prevalentemente estiva. «È una scommessa – ha dichiarato il proprietario Massimiliano Luzi - che possiamo sostenere di aver vinto. Siamo gli unici in Liguria a proporre una cucina tipica romana».


In cucina sulla costa di Levante Claudio Ecca ci porta alla scoperta di Camogli, con i suoi paesaggi romantici, in un territorio più che noto ai turisti di tutto il mondo. Con un occhio di riguardo ai sapori del posto

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ra mare e monti, monumenti e storia, cultura e diverti! menti: la Liguria è da sempre uno dei territori più visitati d’Italia, soprattutto nel pe! riodo estivo. Camogli, sulla riviera di le! vante nel genovese, è una delle mete da non perdere. Si tratta di una romantica cittadina in riva al mare, con un antico porticciolo e un glorioso passato mari! naro, che dona splendidi itinerari, pae! saggi e scenari impareggiabili. Apprez! zato centro turistico e balneare, è colle! gata inoltre ad altre cittadine turistiche molto importanti come Santa Margherita Ligure, Rapallo, Portofino Mare e Pa! raggi. E come capita in ogni angolo del Bel Paese, anche qui l’enogastronomia rappresenta una delle attrazioni princi! pali, con forti tradizioni la cui notorietà ha superato da tempo i confini regiona! li. Se poi alla tradizione si uniscono le in! tuizioni di chef talentuosi, allora il “gio! co” è fatto. È il caso del ristorante ca! mogliese Mille e una Notte. "La nostra cucina # dice il proprietario Claudio Ecca # è sicuramente classica ma con in! fluenze fusion, con idee, quindi, che de! rivano dalle tradizioni gastronomiche di altri paesi. Ne è un esempio la nostra va! riazione di tonno, rosso del Mediterraneo

Il ristorante Mille e una Notte si trova a Camogli (Ge) - www.milleeunanotte.net

$molto pregiato%, in crosta di sesamo ser! vito con una riduzione di vin brulè, dol! ce e al tempo stesso speziata, e la cipol! la rossa caramellata. È uno dei piatti più apprezzati da noi&. La specialità del ristorante di Ecca con! siste nel pesce crudo "che compriamo ogni giorno freschissimo # continua il ti! tolare #, e lo serviamo confetture rea! lizzate da noi. In realtà, è una precisa! zione che vale per qualsiasi nostra pro! posta: dal pane alla pasta fresca, dalla fo! caccia ai dolci, tutto di nostra produzio! ne. Non mancano ricette tipiche rivisitate in chiave moderna. Per esempio, il tipi! co pescato alla ligure $con patate, olive, pinoli e pomodoro% lo facciamo creando una crema come base del piatto. La no! stra carta dei vini, poi, è molto ampia, ma tra i liguri ho le mie preferenze come il Vermentino dei Colli di Luni, proprio del! la nostra zona, altrimenti il Pigato, tipi! co della riviera di Ponente. Poi ci sono i rossi, come l’ottimo Rossese di Albenga&. La ripida rampa che scendendo dall’Au! relia si tuffa tra gli ulivi, le buganville e i pitosfori che degradano sino al mare di Camogli, rivela la terrazza naturale nella quale è incastonato il ristorante. "A pochi chilometri dalla città, con un pa! norama mozzafiato sia nell’ambiente in! terno, tutto luci e colori soft, sia nello spazio all’aperto, dove si cena immersi nel verde tra i profumi della notte, con una splendida vista sul Golfo Paradiso&. ■ Remo Monreale


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 28

Liguria da vivere

TRADIZIONE MARINARA E VOCAZIONE SPORTIVA Il Residence del Prado è il punto d’appoggio ideale per scoprire una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa nel piccolo borgo di Riva Ligure, meta di famiglie e ciclisti che costeggiano il mare sul vecchio tracciato ferroviario, tra scorci nascosti e cale!e irraggiungibili dalla strada

La Sanremo dei sapori Sapori ricchi e genuini caratterizzano la cucina ligure che, spesso, diventa uno dei motivi per visitare questa regione. Ce ne parla Fabio Lelli, chef del ristorante Ulisse

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ulla Riviera di Ponente, a soli 7 km da Sanremo e a 40 km da Montecarlo, lontano dal frastuono dei grandi centri ma immerso nelle bellezze paesaggistiche valorizzate da una delle piste ciclabili più lunghe d’Europa, a picco sul mare, c’è Riva Ligure. Spiagge bianche bagnate da un’acqua limpida e tiepida, montagne che si tuffano nel mare, borghi di pescatori con i loro carruggi e una calda ospitalità sia d’estate che d’inverno, grazie al clima mite, ideale per piacevoli soggiorni in qualunque periodo dell’anno, sono le cara!eristiche distintive di questo piccolo centro, in cui si respira ancora l’atmosfera da Liguria d'altri tempi. Le tradizioni marinare, il pescato del giorno, la romantica passeggiata fino al porto di Marina degli Aregai a Santo Stefano al mare sono tra le a!razioni più apprezzate dai visitatori, siano essi famiglie, coppie e sportivi, che sempre più spesso scelgono di attraversare i circuiti immersi nella vegetazione dell’entroterra, praticabili tu!o l’anno, ma sopra!u!o la pista ciclabile del Parco Costiero del Ponente Ligure. Lunga 24 Km, sul tracciato costiero della vecchia ferrovia a binario unico tra Ospedale!i e San Lorenzo al Mare, sulla linea FS Genova-Ventimiglia, è fruibile da pedoni e ciclisti in entrambe le direzioni di marcia. Il percorso è per lo più facile e pianeggiante, a!raversa piccoli borghi e costeggia il litorale mediterraneo, in tra!i suggestivi e un tempo inaccessibili, incluse spiagge e scogliere circondate da macchia mediterranea. Punto d’appoggio ideale per vivere Riva Ligure e il suo entroterra è il Residence del Prado. A 200 metri dal centro, di fronte alla spiaggia libera, a 50 metri dal primo stabilimento balneare, la stru!ura, su tre piani, offre confortevoli appartamenti e monoloca-

li ada!i anche alle famiglie, molto curati nei de!agli, con vista sul Mar Ligure dal terrazzo o dal balcone. Tu!i gli appartamenti del residence sono forniti di aria condizionata, angolo co!ura a!rezzato, tv, cassaforte, ferro da stiro, asciugacapelli, biancheria da le!o e da bagno. Sono disponibili seggioloni e lettini da campeggio per bimbi, le!i aggiuntivi, servizio di noleggio bici e parcheggio coperto. La stru!ura, inoltre, fornisce ogni tipo di informazioni per escursioni di mezza giornata o di una giornata intera a Sanremo, la ci!à degli artisti Bussana Vecchia, Bordighera, Ventimiglia, il Principato di Seborga, Apricale, Dolceacqua, Triora, Imperia, Porto Maurizio, Cervo, Alassio, Portofino e Le Cinque Terre. ■ Alessia Cotroneo

Residence del Prado si trova a Riva Ligure (Im) www.residencedelprado.it

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on solo festival. Sanremo va oltre la competizione ca" nora per la quale è cono" sciuta in tutta Italia e anche all’estero e accoglie ogni estate un gran numero di turisti, attratti dagli scorci pittoreschi, dall’acqua lim" pida e dagli ottimi collegamenti per il re" sto della splendida Riviera dei fiori. Al di là delle attrattive paesaggistiche, però, la Liguria in generale e Sanremo in partico" lare offrono anche una cucina di alta qua" lità. La tradizione gastronomica ligure è, infatti, ricca di piatti genuini e appetitosi, molti dei quali a base di pesce. Ne sono un esempio i gamberoni di Sanremo, da as" saporare crudi, alla griglia o al cognac. Un esempio di quanto può offrire la cu" cina ligure è rappresentato dal ristorante Ulisse di Sanremo. Lo chef Fabio Lelli ha ben chiaro cosa vuole offrire ai propri clienti: $L’obiettivo della mia cucina è quello di “fare stare bene a tavola” la clientela, nelle ore in cui ci viene a tro" vare. Cerco quindi di offrire un giusto con" nubio tra alta ristorazione e fasce di prezzo accessibili%. La storia del ristorante Ulisse inizia nel 1987 quando Ulisse Lelli decide di aprire

Ristorante Ulisse si trova a Sanremo www.ristoranteulisse.com

la propria attività avvalendosi della colla" borazione di sua moglie. Dal 1999, entra nello staff attivamente il figlio Fabio che, prima, come direttore di sala e adesso come chef, dirige con dedizione e maestria il locale. A tal proposito Fabio Lelli sotto" linea che: $Ho preso l’importante deci" sione di passare al reparto cucina con" vinto che, pur essendo essenziale l’aspetto del servizio, la cura dei piatti in prima persona da parte del titolare possa ancora fare la differenza. Non è un caso, infatti, che quando dobbiamo inserire nuovi piatti al menù, siamo noi dello staff i primi a provarli. Tutto ciò che arriva al cliente passa sotto il nostro vaglio%. La specialità dell’Ulisse è il pesce. I piatti sono in parte quelli classici della tradi" zione italiana e, in particolare, ligure come paste e risotti con i frutti di mare, fritto misto di pesce, stoccafisso branda" cujon e zuppa di pesce. Lo chef aggiunge, inoltre, che: $Con una punta di orgoglio, posso dire di prestare molta attenzione alla qualità delle materie prime e di dedi" care molto tempo e energia alla prepara" zioni. Le paste sono fatte da noi, come pure i dolci. La carta dei vini è piuttosto ricca, nella convinzione che anche questo sia un aspetto non trascurabile per poter gustare al meglio il cibo%. ■ Albachiara Re


Viaggio in Italia Pag. 29 • Luglio 2017

Ospitalità in Val Pennavaire Nel paradiso dell’arrampicata sportiva d’Italia, l’accoglienza è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione. La parola a Fausto Scola

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a Val Pennavaire è una stretta, verde e poco co! nosciuta conca alle spalle di Albenga, comune che collega la Liguria e il Piemonte. Nota ai clim! bers di tutta Europa grazie alle più di mille vie che permettono praticamente ogni stile di sali! ta, la località di Castelbianco è anche storia e spiagge. Qui, nel 1926, nasce l’Osteria Scola dalla determinazione di Manuelin e Agiolina che, poco più che ventenni, decisero di concentrare ogni sforzo in quest’attività. Negli anni il lo! cale ha cambiato forma e la gestione è passata alle successive generazioni ma il tempo non ha mutato la cordialità e la pas! sione con cui la famiglia Scola continua questo mestiere. L’osteria nel corso dei novant’anni di attività si è conti! nuamente migliorata. "Offriamo ai nostri ospiti l’opportu! nità di vivere un’esperienza enogastronomica unica $ rac! conta Fausto Scola !. La nostra è una cucina innovativa ep! pure saldamente legata alla tradizione culinaria ligure. Per i nostri piatti utilizziamo soltanto materie prime di ottima qualità, ortaggi, carni e prodotti dei nostri luoghi. Prestia! mo poi particolare attenzione alla stagionalità degli in! gredienti. Le nostre proposte variano dunque al variare del periodo dell’anno%. Il locale vanta un’ampia scelta di vini. "Nella vecchia can! tina sono gelosamente custodite le cinquecento etichette da noi proposte. Legni e pietre ospitano le bottiglie che ac!

Ristorante Scola ha sede a Castelbianco (Sv) www.scolarist.it

compagneranno la cena dei nostri ospiti. La cantina è aper! ta anche a chiunque abbia voglia di consumare anche solo un semplice aperitivo tra bolle e salumi piacentini o a chi è alla ricerca di una buona bottiglia di vino da regalare a un amico%. La struttura dispone anche di una locanda. "Mettiamo a di! sposizione dei nostri ospiti sette camere arredate con cura, accoglienti e confortevoli. È il luogo ideale per quanti sono alla ricerca di un soggiorno lontano dal caos cittadino, dove godere dell’effetto distensivo del verde della valle oppure di quello più tonificante delle centinaia di vie di arrampi! cata sportiva. Molti anche i sentieri in cui praticare trek!

king, il tutto a pochi chilometri dalle più belle spiagge del! la riviera Ligure di Ponente%. L’offerta si amplia anche con il catering. "La nostra pas! sione e la nostra tradizione culinaria arrivano ovunque voi vogliate. Con il servizio catering & banqueting pos! siamo riproporre lo stile, i tovagliati, la mise en place e ovviamente la cucina dell’osteria dappertutto. Tutto questo è possibile solo grazie alla preziosa collaborazione di mia moglie e dei miei figli che non si risparmiano per! ché sempre più gente abbia l’opportunità di scoprire il nostro meraviglioso borgo e la sua storia%. ■ Alessia Cotroneo


UNA TERRAZZA SEGRETA A pochi passi dai monumenti più suggestivi di Finale Ligure è possibile gustare i pia!i della tradizione immersi nella rigogliosa natura di un territorio straordinario. La parola a Catia La!anzi

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icca di testimonianze artistiche e culturali e cara!erizzata da un’archite!ura mediterranea, Finale Ligure è uno dei luoghi più incantevoli del Ponente Ligure. Da una parte le spiagge bagnate da un mare cristallino, dall’altra l’entroterra con la sua maestosa vegetazione tra rocche e falesie. Qui sorge l’osteria del Castel Gavone, realtà giovane e dinamica nata con l’intento di presentare i sapori genuini dei prodo!i locali e di far conoscere la storia e le tradizioni di un territorio dalla incomparabile bellezza. Il locale, a colonne e volte in un’antica costruzione in pietra, è arredato per comunicare ai suoi ospiti un senso di familiarità e accoglienza. L’osteria Castel Gavone rappresenta un punto di incontro tra sapore e storia. «Tu!o ha avuto inizio perché mi sono innamorata di questo luogo meraviglioso e della sua antichissima storia – racconta Catia La!anzi -. Il nostro sogno è diventato il nostro obbie!ivo: far conoscere a tu!i questa terra e le sue meraviglie, culturali, paesaggistiche e culinarie, per comunicare calore e ospitalità». La stessa passione rivive nei pia!i proposti. «La nostra cucina è casalinga e semplice, iniziando da un’accurata ricerca delle materie prime. Ogni portata è preparata al momento, tu!o è fresco, il pane, la pasta sono fa!i a mano come le torte dolci e salate. A seconda della stagione è possibile trovare i taglierini di ortiche, le acciughe fri!e, la tagliata ai funghi porcini, la buridda di seppie con i carciofi, il tuorlo fri!o con asparagi selvatici, il gelato alla lavanda. La nostra osteria non è però solo tradizione, molti i pia!i innovativi, pensati per esaltare i prodo!i che la nostra terra ha da offrire». Gli ingredienti sono acquistati per lo più da fornitori locali e sono tu!i di o!ima qualità. «La verdura, la fru!a proviene da coltivatori della zona, il pesce azzurro è quel-

Osteria del Castel Gavone ha sede a Finale Ligure (Sv) www.osteriadelcastelgavone.com

lo del mar ligure, la carne arriva invece dal Piemonte. Tu!e le materie prime sono selezionate con a!enzione e sono di provenienza assolutamente sicura, solo in questo modo possiamo offrire ai nostri ospiti una cucina di qualità». Il locale è ideale anche per matrimoni e cerimonie. «L’osteria è immersa tra la quiete degli ulivi in vista del mare, i nostri ambienti sono perfe!i per un tranquillo e riservato matrimonio in stile “country-chic”. Oltre alla sala interna scaldata da un gran camino ci sono due terrazze che affacciano sulla vallata e godono quindi di una splendida vista sulle rocche bianche, il verde dei vigneti ed il blu del mare. Per rendere tu!o più dinamico e originale, in a!esa degli sposi, è possibile consumare l’aperitivo dire!amente nel nostro uliveto. Per chi fosse alla ricerca di qualcosa di più raffinato, poi, la nostra cuoca saprà combinare le rice!e tradizionali con momenti di alta cucina». ■ Antonella Romaniello


Viaggio in Italia Pag. 31 • Luglio 2017

UN SOGGIORNO RAFFINATO La Luxury Guest House Ca’ de Tobia, con i suoi ambienti eleganti e la splendida cornice naturale offerta dalla vista mare, è un punto di partenza ideale per scoprire le mete turistiche vicine e il mare cristallino della Riviera di Ponente

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ulla Riviera di Ponente, a 100 km dal confine francese, un’ora da Genova, mezz’ora dalle Tre Terre, un’ora e un quarto da Sanremo e solo venti minuti da Savona, in posizione strategica per chi ama spostarsi per visitare l’entroterra e i centri vicini, c’è l’antica Repubblica Marinara di Noli Ligure, piccolo borgo medievale ricco di arte e di storia. Popolato da soli 3 mila residenti, a pochi passi dal mare, Noli è uno dei Borghi più belli d’Italia in cui la tradizione marinara si è mantenuta inalterata nei ritmi di vita e di lavoro dei pescatori che continuano a tramandare usi e tecniche di pesca antichissime, sullo sfondo pi!oresco e affascinante di una stazione balneare apprezzata dai turisti per 12 mesi l’anno, grazie al clima mite che consente soggiorni gradevoli in riva al mare anche nella stagione autunno-inverno. Per godere della bellezza di Noli, la Luxury Guest House Ca’ de Tobia è la soluzione ideale per chi cerca un soggiorno raffinato ma senza rinunciare al calore dell’accoglienza autentica. Il bed & breakfast si trova in un elegante edificio del primo Novecento sul lungomare, facilmente raggiungibile in auto. Per i visitatori che raggiungono la stru!ura in auto, è disponibile un parcheggio riservato a Spotorno con servizio nave!a fino all’hotel, per provare l’effe!o rilassante di rinunciare alla guida almeno per qualche giorno. La Guest House nasce dalla passione per questo angolo di Liguria di Andrea, il proprietario di Ca’ de Tobia, che nel 2011 ha deciso di ristru!urare la vecchia casa al mare di famiglia mantenendo come colore predominante il bianco, che illumina gli spazi e rende calda e magica l’atmosfera di questo boutique hotel arredato con gusto, in cui abbondano ce-

ramiche colorate, quadri e meravigliosi scorci di paesaggio, cornice naturale che fa da sfondo a ogni finestra delle parti comuni. Il mare azzurro, le palme, la spiaggia completano l’immagine da sogno in cui ci si sente avvolti durante il soggiorno. Ca’ de Tobia ha sei ampie camere insonorizzate, con bagno privato, TV, aria condizionata e Wi-Fi gratuito. Gli spazi comuni sono un accogliente soggiorno e una sala per la colazione con terrazza sul mare. La giornata ha inizio con un piacevole buffet di prodo!i genuini sempre diversi, sia dolci che salati, e potrà proseguire poi con una passeggiata panoramica sulle colline dell’entroterra, lungo gli itinerari suggeriti dal proprietario, oppure all’insegna del relax, allo stabilimento balneare “Victoria Club” gestito dalla sorella di Andrea e situato esa!amente di fronte la luxury guest house. ■ Alessia Cotroneo

Ca’ de Tobia si trova a Noli (Sv) www.cadetobia.it

Relax a Loano Un borgo medievale carico di suggestioni monumentali e una spiaggia tra le più rinomate della Liguria occidentale. Qui, la famiglia Rosso accoglie i visitatori in una tipica struttura immersa nel verde

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metà strada tra Genova e il confine francese, per il suo clima e per le sue bellezze paesaggistiche, è un luogo di villeggiatura ideale sia per le vacanze estive che per i soggiorni in" vernali. Siamo a Loano, sulla Riviera Li" gure delle Palme, e qui troviamo a farci da guida la famiglia Rosso, titolare del Residence I Cormorani. #La nostra è una città che splende luminosa sulla co" sta $ dice Rosso $: vivace e animata, con clima mite e asciutto tutto l’anno assi" curato dalla posizione nel golfo, ha una magnifica spiaggia che si distende a Le" vante del molo Foraneo, lunga oltre due chilometri. Una barriera artificiale pro" tegge flora e fauna marina e lo specchio di mare è tra i più suggestivi della Ri" viera, con acque calme e pulite, adattis" simo per i bambini. Da non perdere la lunga e splendida passeggiata della Ma" donna di Loreto fiancheggiata dalle pal" me. E poi il borgo medievale, che dal col" le del Costino Monte Carmelo, con il Ca" stello Doria domina tutta Loano. La cit" tà, in realtà, si è sviluppata intorno al bor" go sulla costa, ed è qui che conserva la caratteristica “palazzata”, case allineate sul mare, e il “caruggio”, ovvero il cen" tro storico con i suoi vicoli che si in" trecciano e si aprono su piccole piazze%. Il Residence gestito dalla famiglia Ros" so è situato a circa 700 metri dal mare e dal centro #raggiungibili tranquilla" mente a piedi $ continua il titolare de I Cormorani $. A pochi passi si trovano tut" ti i negozi di prima necessità. La strut" tura si presenta come una tipica costru" zione ligure circondata da 3mila metri quadri di giardino a vegetazione medi" terranea, curato impeccabilmente e in po" sizione molto tranquilla e soleggiata. Tre fantastiche piscine, di cui una con idro" massaggio, adatte anche ai bambini e col" legate da una suggestiva cascata, da

Residence I Cormorani si trova a Loano (Sv) www.cormorani.it

godersi in pieno relax sdraiati su un co" modo lettino all’ombra delle numerose palme o degli alberi che le circondano. Il bar con vista sulle piscine è un locale am" pio, elegante ed è il posto ideale per ber" si un buon caffè o gustarsi un gelato leg" gendo un libro rilassandosi al fresco nel" le calde giornate estive. Dall’altro lato, la zona tv e il biliardo per distrarsi e con" cedersi un po’ di svago o sedersi su co" modi divani. I nostri appartamenti van" no dai quattro ai sette posti letto, con tut" ti i comfort del caso. Infine, i nostri ser" vizi: posto auto in autorimessa o posto auto, connessione wifi gratuita nelle zone comuni e negli appartamenti, aria condizionata, area giochi all’aperto per bambini, servizio medico/infermieristi" co a richiesta, servizio lavanderia, cam" po da pallavolo in erba sintetica, ani" mazione per bambini e vendita di gior" nali italiani ed esteri su prenotazione%. ■ Elena Ricci


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 32

Liguria da vivere

Varazze, vacanze custom made Nel borgo marinaro della Riviera delle Palme, sette appartamenti per vacanza sono pensati per offrire un servizio completo alle famiglie. E non solo. L’esperienza di Alessandra Biancardi

G

uardano a famiglie e spor" tivi, ai due estremi dell’im" maginario del turista tipo, le offerte del mercato turi" stico di qualità. Estremi, poi, soltanto apparenti, perché al" l’estero, molto più che in Italia, le fami" glie numerose e giovani, con bebè o bimbi al seguito con bici, canoe e at" trezzatura sportiva sono tutt’altro che eccezioni. Così anche le strutture depu" tate all’accoglienza si attrezzano, pren" dendo a modello gli esempi più illuminati sparsi per l’Italia e l’Europa. L’obiettivo è rispondere a ogni possibile richiesta di un pubblico indubbiamente esigente, che non si accontenta dei ser" vizi tradizionali, non gioca al ribasso sui prezzi ma piuttosto pretende qualità e personalizzazione, per vacanze sem" pre più custom made. Nata per rispondere alle esigenze delle famiglie, con un futuro sempre più pro" iettato verso gli sport outdoor è LillyBi, Casa Vacanze di Varazze, in provincia di Savona, nata nel 2010 dall’esperienza diretta di genitori appassionati di viaggi, per tentare di colmare il gap che allontanava le famiglie con neonati e bimbi piccoli dalle mete turistiche. #La nostra esperienza ci ha fatto aprire gli occhi su tutto quello che le famiglie do" vevano portarsi dietro per poter viag" giare. L’unica eccezione nel panorama dell’accoglienza per famiglie in Italia $ racconta Alessandra Biancardi, proprie" taria di Lillybi $ all’epoca era il Tren" tino, il paradiso dei genitori, un altro pianeta in cui le strutture alberghiere mettevano a disposizione tutto. Così, considerando la richiesta del mercato, il fatto che le famiglie italiane in media sono molto più esigenti rispetto a quelle straniere, abbiamo pensato di at"

Casa vacanze LillyBi si trova a Varazze - www.lillybi.it

TURISMO TRASVERSALE

Gli stranieri stanno scoprendo le potenzialità dell’entroterra ligure. Inoltre, la vicinanza del Geo Parco del Beigua ci consente di proporci a tu!i gli appassionati degli sport outdoor

trezzare fin dai primi mesi d’apertura le nostre sette case vacanza con tutto ciò che occorre per offrire un servizio com" pleto alle famiglie. L’idea ha avuto suc" cesso e si è diffusa una nuova sensibilità verso questi temi anche in altre strutture turistiche%. Il target medio di Lillybi nel corso del" l’anno è composto da famiglie con bimbi dagli 0 ai 5 anni, un’utenza che non è soggetta ai vincoli del calendario scolastico ma che per spostarsi deve es" sere certa di poter trovare gli accessori giusti per la la nanna, la pappa, il ba" gnetto del bimbo. Per rispondere a que" ste esigenze, gli appartamenti offrono kit bimbo completi di: informazioni e numeri telefonici di pediatri e Asl pe"

diatriche di zona, contatti di babysitter referenziate, fasciatoi con vaschetta ba" gnetto, vasini e riduttori, lettini con ma" terasso anallergico alto e fermapipì, a richiesta sponde letto salvabimbo, lu" cine notturne nelle camere da letto. E ancora, per pappe sicure, seggiolone imbottito 4"18 mesi e/o rialzo sedia con o senza vassoio, forno a microonde per scaldare le pappe e minipimer a immer" sione elettrico per frullare. Tutta l’at" trezzatura è pulita e sterilizzata a norma Haccp, inoltre tutti gli apparta" menti hanno a disposizione, inclusi nel costo del soggiorno, tappeti gioco lava" bili e componibili, lavati in lavanderia a ogni cambio di appartamento, e due bici da passeggio a uso esclusivo con seggiolini bimbo sia anteriore che po" steriore e cestini, conformi alle norma" tive di sicurezza, nonché bici per bambini 6"10 anni con caschetti a ri"

Valorizzazione del territorio Valorizzare il meglio del territorio è il mantra del turismo che punta in alto, a!raverso la collaborazione di tu!a la filiera. Perché i turisti, sopra!u!o stranieri, non sono stanziali: vogliono spostarsi e vivere esperienze diverse. Così la vacanza diventa sempre più personalizzata e l’indo!o cresce di pari passo con il flusso turistico. Il borgo marinaro di Varazze, al centro del Golfo Ligure, nel cuore della Riviera delle Palme, ha tanto da offrire: mare, verde, profumi di erbe aromatiche, sapori della tradizione, e poi laghe!i, cascate, prati per escursioni a piedi, in bici, a cavallo, colline ideali per il parapendio, borghi ricchi di storia. «In sinergia con piccole stru!ure, dal rifugio in montagna che propone escursioni e serate al chiaro di luna al piccolo affi!acamere di qualità, offriamo ai nostri ospiti una varietà di proposte che valorizzano la bellezza della nostra terra e dal 2018 – so!olinea la proprietaria della casa vacanze LillyBi – offriremo pacche!i vacanza personalizzabili».

chiesta. Ma c’è di più, e questa volta il modello è oltralpe, nella Svizzera tede" sca. #Da qualche tempo offriamo ai nostri ospiti anche il servizio di deposito/spo" gliatoio attrezzato per tutti gli sport outdoor $ aggiunge Alessandra $ perché il mercato si sta evolvendo e i turisti stranieri, soprattutto, stanno scoprendo le potenzialità dell’entroterra ligure, anche nei periodi tradizionalmente di bassa stagione, da ottobre a novembre, per via delle temperature meno calde. La vicinanza del Geo Parco del Beigua è un plus che ci consente di proporci a tutti gli appassionati degli sport out" door che il nostro territorio offre: mountain bike, trekking, nordic wal" king, pesca turismo vela, canoa, solo per citarne alcuni. Per questo, di recente, abbiamo aderito alla nuova rete Bike Hotel Varazze%. ■ Alessia Cotroneo


Ecco Spotorno Con Cristiana Gaggero visitiamo una delle località più affascinanti del Ponente ligure, caratterizzata dal mare limpido, spiagge confortevoli e un antico borgo marinaro

I

l clima mite tutto l’anno, il mare cri! stallino e le lunghe spiagge che alter! nano sabbia ai tipici ciottoli. È il pa! radiso della Riviera delle Palme, che ha in Spotorno una località turistica e bal! neare tra le più apprezzate del Ponente. Il suo centro storico, vivace e ricco di boutique, ri! storanti e negozi, conserva tutto il fascino del! l’antico borgo marinaro medievale. Questo tratto di costa invita ai tuffi, le ampie spiag! ge accolgono sia la libera balneazione che sta! bilimenti con ogni confort, dai campi da be! ach!volley all’area relax, agli spazi attrezza! ti riservati ai bambini. Qui incontriamo Cristiana Gaggero, titolare del Bar Ristorante Sirio. #La nostra struttura $ premette Gag! gero $ si trova a pochi passi dal mare. Nel pic! colo dehor sul molo è possibile ogni matti! na fare una ricca colazione di fronte a uno splendido panorama e la sala ristorante è af! facciata sul mare dalla quale si può ammi! rare tutto il “golfo dell'isola”. La spiaggia an! nessa, di piccole dimensioni ma molto curata e dalle tonalità crema e tortora, grazie al suo chiringuito dà la possibilità di cenare in riva al mare a lume di candela. La cucina offre

Il Bar Ristorante Sirio si trova a Spotorno (Sv) www.siriospotorno.it

prodotti esclusivamente locali a chilometro zero e freschi di giornata, come nella carta dei vini dove si promuovono i prodotti del ter! ritorio ma si trovano anche bottiglie più esclusive, con una proposta di oltre 500 pre! giate etichette. Il locale offre la location per matrimoni e ricevimenti. È aperto tutto l’an! no, ma durante la stagione estiva si anima con eventi, musica dal vivo, e ogni giovedì dell’estate un apericena in riva al mare con cocktail bar, dj set e spettacoli&. Immersi in un paradisiaco accostamento di bianco e azzurro, dalla materia viva del le! gno che caratterizza la maggior parte della struttura, si gode della brezza marina #un pro! fumo $ continua Gaggero $ che arriva con le sue onde a rinfrescare e rilassare gli ospiti. La specialità della cucina è a base di pesce: primi piatti preparati con pasta fresca e i se! condi, proposti con il pescato del giorno in tutte le stagioni. Non mancano le portate con primizie di stagione e i piatti di terra. I dol! ci, esclusivamente della casa, preparati con cura dallo chef. Lo stabilimento balneare il Chiringuito offre una spiaggia ampia in cui poter trascorrere momenti di assoluto relax: ombrelloni e lettini a disposizione dei clien! ti e, naturalmente, tutto il servizio bar e ri! storazione di Sirio&. ■ Remo Monreale


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 34

Liguria da vivere

Portofino, profumi d’estate Al ristorante Ö Magazin stagionalità, semplicità delle preparazioni e qualità delle materie prime sono le caratteristiche principali di una cucina genuina e ricercata, che esalta i sapori tradizionali liguri, dal pesce al pesto

S

oltanto cinquecento residenti e una mole di visitatori che d’estate la incorona come la principale meta turistica della Liguria. Portofino, capitale li! gure del jet set estivo, antico e celebre borgo marinaro, è una delle mete turisti! che più conosciute del Belpaese. Situato al centro di una profonda insenatura, nel! l’omonimo capo, l’abitato, privo di spiag! gia, si affaccia sul porticciolo con le sue celebri casette colorate, simboli indi! scussi della cittadina insieme alla famosa Piazzetta che dà sul piccolo porto, storico ritrovo mondano dei turisti, dei giovani e delle celebrities di passaggio con yatch e panfili. Tutt’intorno, i colori, i profumi e la dirompente macchia mediterranea della Riviera di Levante, che circonda i vi! sitatori dal Golfo del Tigullio al Golfo Pa! radiso. In questo sfondo da cartolina, sono tanti i ristoranti e i locali che accolgono i turisti proponendo il meglio dei piatti tipici li! guri. Per cenare o pranzare a pochi passi dal mare, sulla calata lungo il molo, il ri! storante Ö Magazin è una delle soluzioni più apprezzate dai visitatori. Inaugurato nel 1991 da Emilia Mussini, ancora gio! vanissima, nei locali che per anni avevano ospitato le reti e le attrezzature da pesca

LA CUCINA

della famiglia prima di trasformarsi in american bar e poi ristorante, il locale è stato completamente ristrutturato ma ha voluto mantenere saldo, fin dal nome, il suo legame con la tradizione marinara. Negli anni, ad Emilia si è affiancata la so! rella minore Simona e i cambiamenti a fi! niture e arredi, sia interni che esterni, si sono moltiplicati, grazie al carattere vul! canico delle proprietarie, fino al risultato attuale: tavolini artigianali creati con ma! teriale del cantiere nautico e compensato marino, oggetti ricercati e alta qualità dell’apparecchiatura. Quello che non è mai cambiato, invece, è la filosofia del ri! storante, un locale non adatto al mordi e fuggi o ai menù turistici, ma improntato sulla cucina di qualità, con piatti che ri! specchiano quelli della tradizione locale, esaltando prodotti e materie prime di prima scelta e freschissime. $Proponiamo principalmente prodotti a chilometro zero % precisa la proprietaria Emilia Mussini % acquistati giornalmente dalla storica pescheria Bardi di Santa Margherita Ligure e da una piccola coo! perativa di pescatori a Portofino, che ci ri! fornisce di gamberi, orate, branzini e pescato vario. Vere e proprie “chicche”, di! sponibili nei giorni di buon pesca, sono le gustosissime aragoste dei profondi fon!

Punta a valorizzare la qualità dei prodo!i freschi e delle rice!e della tradizione, con un’a!enzione particolare per gli amanti dei crudi di pesce, pia!i specifici per celiaci e chi soffre di intolleranze

dali del Monte di Portofino&. Niente pesce surgelato né congelato, solo prodotti freschi che seguono la stagiona! lità e la disponibilità del pescato. Per as! secondare i ritmi della natura e i periodi dettati dal calendario della pesca, tonno e pesce spada locale si trovano in menù solo durante i periodi di apertura della pesca. Inoltre, al ristorante Ö Magazin fondi o basi precotte sono bandite e tutti i piatti vengono preparati espressi, per esaltare il gusto dei prodotti freschi e per consentire piccole varianti a seconda delle specifiche richieste dei clienti. $La nostra è una cucina semplice, che punta a valorizzare la qualità dei prodotti piuttosto che l’innovazione. Proponiamo abbinamenti particolari % continua Emi! lia % ma principalmente i piatti forti della cucina tradizionale ligure. Gli spaghetti con i totanetti, piccoli calamari molto sa! poriti, sono uno dei piatti che ha segnato la nostra storia, così come la frittura di

Il ristorante Ö Magazin si trova a Portofino www.omagazin.it

pesce, le trofie al pesto e le pappardelle Portofino. Ma proponiamo anche parec! chie tartare di pesce, a seconda della sta! gione: ricciola, tonno, gamberi di Santa Margherita, per andare incontro alle ri! chieste crescenti di pesce crudo, che è la novità degli ultimi anni, per il resto si tende sempre più a prediligere la tradi! zione. Anche sui vini cerchiamo di pro! porre abbinamenti ricercati&. ■ Alessia Cotroneo

Fritture di pesce all’Expo Migliaia fritture di pesce vendute, oltre a trofie al pesto e altri piatti tradizionali: la cucina ligure del ristorante Ö Magazin di Portofino ha stregato i visitatori dell’Expo Milano, in cui ha conquistato un successo di pubblico e di critica considerevole, ancora più importante se si considera la varietà di provenienze e gusti. Per tutto il mese di maggio 2016, il ristorante è stato ospite all’interno di Eatitaly, nella sezione dedicata alla regione Liguria, ottenendo un riscontro largamente superiore alle attese, secondo la proprietaria Emilia Mussini: «A Expo Milano la soddisfazione più grande per noi è stata constatare come la qualità delle materie prime e delle preparazioni sia stata premiata dai consumatori, che sono andati pazzi per le nostre fritture di pesce fatte con olio buono e hanno amato il nostro pesto originale. Nonostante ci siamo confrontati con professionisti molto qualificati, la semplicità e la qualità hanno vinto su tutto».


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 36

Liguria da vivere

Un piacevole ristoro a Sestri Tanta varietà e una cucina generosa, tutt’altro che minimalista, al Ristorante L’Isola di Sestri Levante che con 44 specialità in menù e 20 tavoli, batte il record della differenziazione dell’offerta, con piatti per tutti i gusti

A

ffacciato sul golfo del Tigullio, in loca" lità Sant’Anna di Se" stri Levante, a meno di 10 metri dal mare, tutti i sapori dei fondali trovano posto al Ristorante L’Isola. 20 ta" voli e 44 specialità in menù per un locale che, fin dal rapporto tra coperti e piatti disponibili, predi" lige la varietà e mette al primo posto il gusto, per valorizzare i sapori autentici e genuini della tradizione. In cucina, il pescato del momento, acquistato da gros" sisti di zona selezionati negli anni, si trasforma in piatti gu" stosi per una clientela variegata, che riunisce le comitive inviate dai tour operator e dagli hotel agli abitanti delle case vacanza, che garantiscono il 70 per cento

Il ristorante L’Isola si trova a Sestri Levante (Ge) - www.ristorantelisola.com

del fatturato. Tante le famiglie, che trovano spazi attrezzati con seggioloni e fasciatoi per neonati e bimbi anche molto piccoli. Violetta Biazzetti e il marito, lo

chef Fausto Paonessa, hanno inaugurato il ristorante a settem" bre 2012, investendo in questo nuovo progetto tutta l’esperienza acquisita negli anni da operatori

del settore in Piemonte, oltre alla passione per un luogo magico come Sestri, che richiama tutto l’anno frotte di visitatori. #Vivo la cucina da quando avevo nove anni, oggi ne ho 64 $ racconta lo chef e proprietario $ e l’amore per questo mestiere è immutato. La nostra non è una cucina mini" malista ma generosa e al giusto prezzo, con una scelta molto vasta che si traduce in tanto la" voro ma ci consente di avere clienti fidelizzati, che tornano ogni sera stimolati da piatti nuovi da gustare. Anche il pane, che preparo personalmente ogni giorno con lievito madre, può es" sere gustato in tante varietà: dai cereali alle noci, dalle olive alla crema di peperoncino fresca pro" dotta da noi%. Il menù è, neanche a dirlo, di

pesce. Tra i piatti più apprezzati, al tavolo nell’elegante locale cli" matizzato interno o da asporto, ci sono carpacci di pesce e primi piatti con pasta fresca artigia" nale. Le specialità sono: taglio" lini all’astice con profumo di limone, tagliolini con i gamberi rossi di Sicilia e pistacchi di Bronte, tagliolini al profumo di caffè con gamberi e mandorle. Per quanto riguarda i secondi, in" vece, dominano i tranci di pe" scato adagiati su letto di patate alla ligure e i fritti di pesce &ac" ciughe, paranza, calamari, gam" beri' non unti e leggerissimi, perché fritti solo con olio di semi d’arachidi. La cantina ospita grandi classici ma anche vini lo" cali per tutte le tasche. #Siamo molto attenti alle intolle" ranze alimentari $ conclude lo chef Fausto Paonessa $ da quella al lattosio fino alle forme più gravi di celiachia. In quest’ul" timo caso, non ci limitiamo a usare prodotti specifici, come fanno in tanti, ma abbiamo appo" site stoviglie e pentole per evi" tare contaminazioni anche minime con il glutine%. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Pag. 37 • Luglio 2017

Vista mozzafiato Zoagli, in provincia di Genova, è una rinomata meta balneare ma possiede percorsi naturalistici e sentieri boschivi imperdibili. Dal lungomare è possibile ammirare il golfo del Tigullio

Z

oagli è una piccola perla incastonata tra i comuni costieri di Ra" pallo e Chiavari nel golfo del Tigullio ad est di Genova. È certamente nota ai più come meta balenare per la celebre scogliera pedonale a ri" dosso sul mare realizzata negli anni Trenta con il contributo eco" nomico degli abitanti ma nel suo territorio può vantare percorsi

naturali boschivi, le caratteristi" che crêuze liguri e le mulattiere che permettono dal centro citta" dino di raggiungere le frazioni e località del comune. Non solo mare, dunque, ma tra le attività che si possono svolgere nell’area vi sono lunghe passeggiate al" l’aria aperta. Uno dei percorsi, che ripercorre l’antica via Ro" mana, è denominato “dei cinque campanili” poiché collega le an"

Il ristorante Arenella ha sede a Zoagli (Ge) - www.ristorantearenella.com

tiche chiese frazionarie di San Pietro di Rovereto, Semorile, San Pantaleo, Sant’Ambrogio a quella centrale di San Martino per un totale complessivo di circa dodici chilometri. Un ulteriore sentiero boschivo permette il collega" mento tra la frazione di Semorile e il santuario di Nostra Signora di Montallegro " nel territorio co" munale di Rapallo " costeggiando il torrente omonimo e dopo il su" peramento del valico dell’An" chetta e del monte Castello. Dopo aver visitato il territorio in lungo e in largo, non può mancare una puntatina sul lungomare, dove è possibile ammirare il golfo del Tigullio e degustare ottimi piatti della tradizione. Il ristorante Are" nella è un suggestivo e raffinato ristorante incastonato tra le rocce nella caletta dell’Arenella di Zoa" gli, dove apprezzando la cucina è

possibile ammirare l’intero golfo del Tigullio e i tramonti dietro il promontorio di Portofino. #Il no" stro chef propone il meglio che il mare ha da offrirci, seguendo la tradizione italiana, ma anche in" novandola, il tutto accompagnato da un servizio raffinato e da una vista eccezionale% è fiero di rac" contare Riccardo Delle Chiaie, gestore del ristorante insieme ai due soci suoi coetanei, Andrea Brucoli, in cucina, e Francesco Rodio in sala. #Da noi vi lascerete rapire dalla nostra spiaggia, esclusiva e appartata con una vista unica sul promontorio di Portofino, dove potrete sorseg"

giare i cocktail più vari e ricer" cati%. Tra le pietanze esclusive che qui si possono degustare si annoverano le ostriche, i gam" beroni rossi di Santa Margherita e le tartare. Tra i raffinati primi piatti si possono trovare i ravioli ripieni di gallinella e scorfano al nero di seppia su letto di favette e scampi e i taglierini bianchi e neri ai gamberoni rossi di Santa Margherita. La caletta, con i suoi colori e i suoi profumi ti" pici del Tigullio, rappresenta poi la cornice perfetta per ogni cerimonia o evento speciale, in" clusi i matrimoni. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 38

Liguria da vivere

Location da favola Moneglia, in provincia di Genova, è la meta ideale per chi voglia abbinare al turismo balneare splendide escursioni in un entroterra ricco di storia e di natura

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ocalità perfetta per trascorrere le vacanze in riva al mare in un’ambiente suggestivo sotto il profilo paesaggistico, Moneglia è un piccolo centro situato in una baia delimitata da due speroni rocciosi che ne delimitano il territorio come confini naturali: Punta Moneglia e Punta Rospo. Nella stagione primaverile e autunnale è meta di tutti gli appassionati del trekking che amano percorrere i sentieri da Portofino

alle Cinque Terre. Premiato da anni con la Bandiera Blu, annoverato tra “i Borghi più belli d’Italia”, il paese, abbracciato da mare e colline, offre ai turisti acque limpide, spiagge sabbiose e calette contornate da rocce selvagge. Molte sono le opportunità di svago: grazie al clima favorevole si possono praticare durante tutto l’anno immersioni, pesca sportiva e suggestive escursioni in barca. Il 2018 segnerà una tappa importante nella storia del “Piccolo”, albergo affacciato sul mare, situato

nel cuore del centro storico di Moneglia, giunto ormai alla terza generazione e ai cinquant’anni di attività che verranno festeggiati con una mostra fotografica, la pubblicazione del libro di racconti “Galeotto fu il Piccolo” e altre iniziative che saranno promosse a breve sul sito: www.piccolohotel.it. L’obiettivo da sempre è quello di soddisfare i desideri degli ospiti provenienti da tutto il mondo. Uno dei punti di forza è la cucina, curata nel più piccolo dettaglio,

Piccolo Hotel ha sede a Moneglia (Ge) - www.piccolohotel.it

dove si prediligono i piatti della tradizione ligure come il pesto, i delicati pansotti alla salsa di noci, il minestrone alla genovese, le verdure ripiene, le acciughe al limone, i ravioli di pesce e le diverse qualità di pesce alla griglia e al forno, tutto accompagnato da focacce e pane fatti in casa. Il gozzo di famiglia a colazione viene arricchito dai dolci, i canestrelli e i savoiardi, le crostate e la torta al limone. Le camere sono eleganti, allegre e colorate, molte con balcone vista mare.

Le ultime rinnovate vantano i letti Coco-mat, tutti fatti a mano, 100 per cento naturali ideali per un riposo perfetto! Nella piscina benessere Atlantic Wellness viene offerta la possibilità di dedicarsi al completo relax di mente e corpo come nel Centro Keope Experience, novità pressoché unica nel suo genere. Keope è una struttura ergonomica creata appositamente per migliorare il benessere psicofisico, la postura, per rilassare i muscoli e per ridurre lo stress e i dolori alla schiena. ■ Laura Mapelli


Viaggio in Italia Pag. 41 • Luglio 2017

Il piacere della salita Mille chilometri in bicicletta lungo le coste sarde. Rosanna Gosamo ripercorre la sua esperienza di viaggio, fisica e soprattutto spirituale, tra gli scenari e i sapori dell’Isola

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a sella di una bici come punto di osservazione privilegiato per scoprire e appropriarsi dei diversi volti di una terra ancestrale e intrisa di selvag! gia bellezza come la Sardegna. La Re! gione, del resto, sta puntando molto al cicloturismo come declinazione efficace di quel turismo slow e sostenibile che può contribuire al settore, preservando il benessere del territorio. Lo dimostra il progetto da 225 milioni di euro che mira a dotare la Sardegna di oltre 2mila chilometri di piste ciclabili, suddivisi in cinque direttrici principali per un totale di 42 itinerari da percorrere su due ruote. Rosanna Gosamo, consulente nu! trizionale, aveva già in qualche modo fatto da apripista anni fa, raccontando nel libro La Sardegna in bicicletta "Carlo Delfino editore# la sua “impresa” sulle strade costiere dell’Isola. Un percorso che può ispirare i viaggiatori in cerca di avventure e, perché no, di un po’ di sana fatica. Può ricostruire, a grandi linee, l’itinerario che ha coperto in bici? $Ho fatto quasi il periplo delle coste sarde, quando possibile su strade secon! darie per avere meno traffico di auto in! torno, in tutto 1000 chilometri pressoché esatti. Nel 2004, quando ho effettuato il giro, abitavo a Bonorva, paese della provincia di Sassari. Par! tendo da lì, nella prima tappa sono arri! vata ad Oristano, passando da Suni e Santa Caterina di Pittinuri; nella se! conda sono arrivata a Nebida, passando per Guspini, Arbus e Buggerru; nella terza ho completato il tratto fino a Sar! roch, passando per Gonnesa, San Gio! vanni Suergiu e tutta la strada costiera di Chia e Pula. Nella quarta tappa, pas! sando per Cagliari e la litoranea per Vil! lasimius, prendendo infine la statale 125, sono arrivata a San Priamo; da lì ho proseguito, sempre sulla ss125, pas! sando il salto di Quirra, per Tertenia, Cardedu e, infine, Tortolì, come conclu! sione della quinta tappa. Nella sesta tappa la stessa ss125 si è impennata por! tandomi al passo di Genna Silana, verso Dorgali e Orosei, concludendosi a La Ca! letta, vicino a Posada; il giorno dopo, ho proseguito per Olbia e Arzachena, per chiudere a Palau la settima tappa. L’ot! tava tappa si è svolta tutta lungo la strada costiera del nord Sardegna, pas! sando per Santa Teresa di Gallura e Ca! stelsardo; nella nona ho proseguito per Castelsardo e Porto Torres, ma poi ho ta!

Rosanna Gosamo, consulente nutrizionale e autrice de La Sardegna in bicicletta e Meglio crudo

gliato la Nurra per raggiungere Alghero. Nella decima e ultima tappa ho percorso delle strade interne, passando da Ittiri e Thiesi, per tornare a Bonorva, sempre sui due pedali, direttamente a casa'. Quali sensazioni ha regalato per! correre la Sardegna su due ruote? $Le sensazioni di libertà e di mente fi! nalmente “vuota” e non intrappolata nei soliti pensieri quotidiani sul “da fare” sono state le più sublimi. Da una situazione, alla partenza, di tensione so! matizzata alle spalle e al trapezio, sono tornata con muscoli più tonici ma, con! temporaneamente, rilassati e scattanti. Ho contemplato con occhi nuovi luoghi che già conoscevo e visitato posti an! cora per me sconosciuti. Ho avuto modo di apprezzare la natura e quanto sia più interessante la sana sfida di una salita alla noiosa ripetitività di una lunga pianura'. C’è uno scorcio, un paesaggio ine! dito o poco conosciuto che ha sco! perto durante questo viaggio e che consiglierebbe? $Solo per citarne un paio, sono rimasta incantata da cala Domestica, vicino a Buggerru e dalla vista del crepuscolo sul Pan di Zucchero, dall’albergo di Nebida.

LA SARDEGNA IN BICI

Tra le strade costiere dell’Isola, un percorso che può ispirare i viaggiatori in cerca di avventure e di un pò di sana fatica

Mi ha colpito tanto anche la bella val! lata di Urzulei, vista nella sua interezza salendo da Baunei verso il passo di Genna Silana'. Potrebbe indicare un cibo, una persona, una località, che ha “in! contrato” lungo la sua avventura e che meglio esprimono l’anima, la personalità, dell’Isola? $Il cibo che ha caratterizzato il giro è stato la fregola con le arselle, piatto che risulta piuttosto caratteristico della zona costiera sarda. L’ho gustata in locali ge! stiti da persone sarde, in posti di mare splendidi, come porto Pino e Villasi! mius, dove abbiamo trovato un’ottima accoglienza, come da antica tradizione sarda. La Sardegna è molto diversa, però, tra coste ed entroterra, per cui ciò che caratterizza le coste non si può dire faccia lo stesso all’interno: in un giro in bicicletta, è decisamente più facile in! contrare qui il classico pastore che sor! veglia le greggi o le mandrie'. Lei è un’esperta di alimentazione crudista e naturale. Come si è rego! lata in quest’avventura? $Quando ho fatto il giro raccontato ne La Sardegna in bicicletta ero già in crisi per l’alimentazione, però non avevo com! piuto ancora passi fondamentali. Oggi non mangerei la fregola con le arselle, perché non consumo più derivati animali da una decina d’anni, come racconto nel mio libro Meglio Crudo. Allora il mio unico impegno particolare è stato peda! lare per tante ore consecutive, anche se ad andatura comoda. Certamente, oggi che sono consulente nutrizionale e che mangio vegetale e integrale, quasi com! pletamente crudo, avrei meno peso da portarmi appresso e molta più energia da mettere su quei pedali. Non avrei, co! munque, particolari problemi ad alimen! tarmi: la frutta e delle belle insalatone miste non mancano nell’isola, sia già pronte nei ristoranti che come spesa nei mercati rionali, quando non diretta! mente dagli agricoltori lungo la strada. Per la verità, ho anche cambiato mezzo: ora ho una mountain bike e preferisco percorrere strade sterrate tra i boschi piuttosto che fare tanti chilometri su bi! cicletta da strada. Le due ruote conti! nuano ad essere compagne di vita, come racconto sul mio blog: www.meglio! crudo.it'. ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 42

Tra Sud e Isole

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n perpetuo equilibrio tra verità e leggenda, fascino e intrigo, sogno e tenebra, la Sardegna è una tavo! lozza naturale di colori dalle tona! lità infinite e misteriose. Dai mille blu delle sue acque cristalline, al verde delle macchie boschive, alla tinta ar! gentata delle spiagge, al giallo delle sue atmosfere. E dappertutto, riflessi “noir”. $Per me ogni paese, ogni campagna e ogni zona industriale, specie quelle di! smesse, hanno degli angoli noir'. Parola di Gianmichele Lisai, instancabile esploratore della miriade di sfumature sarde che ne attraversano tutta la pro! duzione narrativa, di cui Forse non tutti sanno che in Sardegna è solo l’ultimo! genita. Tra le curiosità che lei racconta nel libro, al turista tradizionale an! gosciato dallo spauracchio della brutta stagione piacerà sapere che sull’Isola c'è il luogo meno piovoso d’Italia. Dove si trova e che carat! teristiche ha? $Si trova in una delle mete più fre! quentate della Sardegna, ovvero Villasimius, costa sud a est di Cagliari. Precisamente nel promonto! rio di Capo Carbonara, presso l’area marina protetta che comprende le isole dei “Cavoli” e di Serpentara. Macchia mediterranea, graniti scol! piti, spiagge candide e acque trasparenti. Nei pressi si trova anche lo stagno di Notteri con i fenicotteri, e in mare, a una decina di metri di profondità, abbiamo la Madonna del Naufrago, scultura del maestro Pinuc!

Riflessi noir Curiosità, storie crepuscolari, aneddoti che affondano nel mito, enigmi irrisolti. Sono gli ingredienti aromatizzati di mistero che colano dalle pagine di Gianmichele Lisai, che ci svela i lati oscuri dell’Isola cio Sciola, scomparso nel 2016'. Scoprire che tra i nuraghi, luoghi simbolo della Sardegna, si dispu! tava una Super maratona desta un certo stupore: deve assolutamente spiegarci meglio. $La Super!maratona dei Nuraghi ha avuto luogo in Sardegna tra il 1984 e il 1988. Con i suoi 254 chilometri non stop, sul tracciato ciclistico della vec! chia Carlo Felice Cagliari!Sassari, era al tempo la competizione del genere più lunga e faticosa al mondo. In con! comitanza alla Super!maratona, si svolgevano gare più “leggere” come la 100 chilometri, che terminava a Ori! stano, la maratona e la mezza mara! tona. Per problemi economici e logistici questa manifestazione fu sop! pressa dopo la quinta edizione, altri! menti oggi sarebbe forse tra le più importanti a livello internazionale'. Il suo libro rimonta anche alle radici della tradizione culinaria sarda, sfatando miti granitici come quello del porceddu. Cosa dobbiamo sapere dell’antica arte gastrono! mica isolana che ancora igno! riamo? $Più che il porcheddu, polcheddu, pul!

cheddu, rispetto al quale nel libro si fanno soprattutto osservazioni lingui! stiche, mi preme sottolineare come i nuragici, al contrario di quanto ci è stato spiegato per secoli, producessero vino già prima dell’arrivo dei Fenici o dei Romani. E anche il melone locale, che in molti mercati del Continente viene definito “spagnolo”, sull’Isola era già conosciuto nell’antichità. Pic! cole imprecisioni storiche che ci perse! guitano, sminuendo la portata della civiltà nuragica anche dal punto di vista enogastronomico'. Il volto misterioso della Sardegna si è prestato anche ad attività e vi! cende criminali. Tralasciando le più eclatanti, quali tra le meno note hanno generato gli intrecci più torbidi? $Più di altri mi ha affascinato il caso di don Diego Scardaccio, nella Sassari del Settecento, complicatosi in fase di ri! cerca mentre lavoravo a I delitti della Sardegna. Partivo da un uxoricidio, crudele ma piuttosto lineare, rispetto al quale non mi tornava una data. Fa! cendo una ricerca all’archivio storico di Cagliari ho scoperto che don Diego, già condannato per l’uccisione della mo!


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glie, era stato accusato anche dell’omi! cidio di Giuseppe Pilo, magistrato della Real Governazione del capo di sopra. Amo i gialli, perciò la piega inaspettata presa dalle mie indagini sul caso mi ha coinvolto parecchio. Per conoscere l’in! treccio rimando ovviamente al libro'. Alla luce delle sue ricerche ap! profondite nelle viscere sarde, quale pensa siano oggi gli angoli dalle atmosfere più “noir” del! l’Isola? $È noir un motel sulla spiaggia di Pla! tamona in piena estate? Non saprei, ma per me è stato lo spunto del racconto

FASCINO E INTRIGO

Gianmichele Lisai, scri!ore

La Sardegna è una tavolozza di colori dalle tonalità infinite e misteriose. Dai mille blu delle sue acque cristalline, al giallo delle sue atmosfere

La bella decapitata nel bosco, in quanto negli anni Novanta quel motel fu tea! tro di un terribile omicidio. Ora sto la! vorando a un giallo ambientato ad Alghero, città che amo particolar! mente, e l’ultima volta che ci sono stato tirava parecchio vento. Nella spiaggia di ciottoli sotto la torre dello Sperone ho immaginato un cadavere gonfio “di mare e salsedine” che sbat! teva contro le mura'. Tra Giubileo e anno dei Cammini, ultimamente il turismo religioso è una delle esperienze di viaggio più gettonate. Nei 501 luoghi che lei ha descritto nel suo personale giro della Sardegna, quali contengono risvolti interessanti in questo senso? $In Il giro della Sardegna in 501 luo! ghi, scritto con Antonio Maccioni e uscito a giugno, si menzionano lo splendido santuario di Nostra Signora di Bonaria a Cagliari, caro a papa Ber! goglio in quanto ha dato il nome alla sua città natale, Buenos Aires. Tra le chiese campestri, quasi tutte meta di pellegrinaggi a piedi, quella di San Paolo "Monti, in Gallura#, è legata a una curiosità: poiché si riteneva che san Paolo fosse stato un bandito, il giorno della sua festa i fuorilegge po! tevano recarsi impunemente a render! gli omaggio'. ■ Giacomo Govoni


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Tra Sud e Isole

Alle radici del popolo sardo Permane il fascino della civiltà nuragica, tra storia e mito. Ad arricchire e alimentare gli scenari di ricerca archeologica sui nuraghi c’è anche il lavoro di Augusto Mulas

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naugurata a giugno, la mostra even! to “Nuragica mille anni di civiltà in Sardegna” resterà aperta fino a no! vembre presso il museo archeologi! co di Olbia. Un viaggio nel tempo tra didattica e nuove tecnologie, che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, il crescente interesse nei confronti della civiltà nuragica; un interesse non più solo storico e scienti! fico che attira sempre più l’attenzione del! la cultura popolare, diventando oggetto di integrazioni con il turismo. Augusto Mu! las, archeologo e autore del libro L’isola sa! cra e In terra come in cielo "Condaghes Edi! zioni#, ci fornisce il suo punto di vista sul! le suggestioni e sulle teorie che circonda! no un patrimonio fatto di reperti, torri e co! struzioni realizzate con $soluzioni archi! tettoniche raffinate e tecnicamente sofisti! cate', come sottolinea lo stesso Mulas. Sempre più spesso si parla delle po! polazioni nuragiche e dei segreti dei nuraghi. Perché si assiste a una ri! scoperta di queste antiche radici? $Non esistono segreti quando si parla di nuraghi, piuttosto bisognerebbe parlare di interrogativi che vanno chiariti attraverso l’indagine archeologica e l’analisi scienti! fica. La riscoperta di queste antiche radi! ci culturali è dovuta principalmente a due ordini di motivi: il primo è legato alla ormai ingente quantità di materiali e dati scaturiti dalle ricerche, che non consentono più di ignorare una civiltà così evoluta, ubi! cata nel cuore del Mediterraneo e capace di confrontarsi con le principali popolazioni

protostoriche che su questo mare si sono di volta in volta affacciate. Secondaria! mente, perché è ormai del tutto tramontata quella temperie culturale sorta agli inizi del Novecento e protrattasi per lunga parte del! lo stesso secolo, che ha condizionato anche la ricerca archeologica, la quale poneva in primo piano lo studio delle civiltà classi! che in Italia e non solo, alle quali purtroppo si ispirarono anche dei regimi non pro! priamente democratici. Dunque, ubi ma! ior, minor cessat!'. Si sta progressivamente smantel! lando la concezione di nuraghe come fortezza, privilegiando un’altra fun! zione. Quali sono le prove a sostegno di questa teoria? $La questione del perché vennero edifica! ti i nuraghi è ancora lontana dall’essere ri! solta completamente. Le indagini compiute

in questi ultimi trent’anni, condotte dagli addetti ai lavori con metodologie sempre più sofisticate che si avvalgono anche dell’ausilio di altre discipline scientifi! che, hanno evidenziato alla luce dei ma! teriali restituiti dai contesti archeologici esaminati, come diversi edifici vennero “riutilizzati” a scopo di culto, a partire dal! le fasi iniziali dell’età del Ferro "X sec. a.C.#. A mio avviso, per comprendere al meglio la destinazione d’uso dei nuraghi biso! gnerebbe ripartire proprio da questo sno! do fondamentale. Le ultime ricerche, infatti, dimostrano come tale uso a carattere cul! tuale debba essere ricollocato cronologi! camente in periodi ben precedenti, arri! vando all’età del Bronzo Recente "XIV!XII sec. a.C.# e in taluni casi addirittura alla fine del Bronzo Medio "XV sec. a.C.#. Penso che davanti a dati di questo tipo bisognerebbe trarne delle logiche conseguenze'. Il complesso nuragico di Torralba re! plicherebbe la costellazione delle Ple! iadi. Come ha sviluppato questa teo! ria, espressa nel volume In terra come in cielo? Perché proprio le Ple! iadi? $Premettendo che si tratta di un’ipotesi di lavoro, si è giunti a questa conclusione in virtù del fatto che i molti studi condotti per cercare di comprendere le dinamiche in! sediative in quella ristrettissima fascia di territorio, non sono stati del tutto esaurienti circa la dislocazione dei monumenti. In col! laborazione con l’ingegnere Marco Sanna, abbiamo sviluppato uno studio, che attra!

verso l’analisi matematico!probabilistica ha dimostrato come la disposizione di quei nu! raghi sia stata ricercata intenzionalmente, con una percentuale molto vicina al 100 per cento. Non siamo andati alla ricerca di sen! sazionalismi, ma volevamo capire se i nu! ragici avessero, oltre alle straordinarie co! noscenze di carattere ingegneristico e ar! chitettonico, altrettante abilità nel campo astronomico. Le Pleiadi, inoltre, rappre! sentano un asterismo ben noto agli anti! chi a partire dalle civiltà mesopotamiche, sino a giungere a quella greca e romana. Erano dei formidabili indicatori calendariali per l’agricoltura e la navigazione'. Alla luce delle sue scoperte e valu! tazioni, come si può rileggere la civiltà nuragica? $Sono convinto che questa civiltà possa es! sere sostanzialmente descritta come una società pacifica, capace di edificare nell’arco di un millennio almeno 7000 nuraghi, 800 tombe dei giganti, la tipica sepoltura rea! lizzata da questo popolo, che niente ha a che vedere con l’esistenza di esseri gi! ganteschi, come dimostra la presenza di centinaia di inumati all’interno di esse. Ac! canto a questi monumenti vennero edifi! cati centinaia di pozzi e di fonti sacre, tem! pli a megaron e rotonde, tutti edifici rea! lizzati con soluzioni architettoniche raffi! nate e tecnicamente sofisticate, con moduli costruttivi spesso differenti. I nuragici, inol! tre, dovettero essere anche esperti navi! gatori, come certificano i sempre più nu! merosi reperti rinvenuti in svariati siti del Mediterraneo, partendo dalla penisola iberica sino a giungere all’isola di Creta'. Quali testimonianze della civiltà nuragica che meritano una visita sul! l’Isola? $Sono decine i siti che si dovrebbero visi! tare in Sardegna: i Musei nazionali di Sas! sari e Cagliari che dispongono di bellissi! me esposizioni sulla bronzistica nuragica, gli ormai celeberrimi giganti di Monte e Prama in mostra presso il Museo di Cabras o ancora i numerosi pozzi sacri. Ma, cer! tamente, l’elemento caratterizzante del nostro paesaggio è rappresentato dai nu! raghi, tra i quali consiglio assolutamente la visita del Santu Antine "Torralba# e Pal! mavera "Alghero#, provincia di Sassari; Su Nuraxi "Barumini#, Is Paras "Isili# e Su Mu! linu "Villanovafranca# nel Medio Campi! dano, e Losa "Abbasanta# in provincia di Oristano. È necessario sottolineare come solo attraverso una visita diretta di questi monumenti si può comprendere appieno la loro straordinaria bellezza, nonché l’im! portanza della civiltà nuragica'. ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 46

Tra Sud e Isole

Nella natura incontaminata Posada è un centro dell’entroterra sardo insignito della bandiera arancione del Touring Club. Da qui, in poco tempo si raggiungono le spiagge bianche. Giuseppe Pellegrini e Michele Polverino ci guidano in questo magnifico territorio

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osada è uno dei luoghi più sug! gestivi della costa orientale della Sardegna ed eccelle per storia, cultura e paesaggi tanto da far parte del club dei borghi più belli d’Italia ed esser stato insignito del! la bandiera arancione del Touring Club. È un borgo medievale arroccato su una ver! deggiante collina calcarea sovrastata dal Ca! stello della Fava, da cui si ammira lo splendido panorama di mare e pianura cir! costante. Posada è uno dei centri abitati più antichi dell’isola e conserva ancora oggi il fascino medievale presentandosi come un labirinto di pietra fatto di intricati vicoli, ri! pide scalinate, archi e piazzette inaspetta! te, come se l’architettura stessa narrasse di fughe e rappresaglie. Imperdibile il castello, costruito dai giudici di Gallura poco prima del 1200 e conquistato da quelli di Arbo! rea e poi dalla Corona aragonese. Oggi ri! mane la torre e le rovine restaurate della cinta muraria: una scala in legno porta in cima alla torre da cui si domina tutto il ter! ritorio. Una visita merita anche la chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate, patrono del paese, risalente al 1324 e ricostruita nel Seicento. La costa vicina è da sogno: la spiaggia di San Giovanni di Posada è una lingua di sabbia morbida e dorata che si im! merge in un mare turchese; quella di Su Ti! riarzu ha acqua cristallina e sabbia bianca,

circondata da montagne e bordata da gigli bianchi. L’Hotel Corallo è immerso in un angolo di verde rigoglioso, il residence gode di una posizione privilegiata vicino a spiagge dalla sabbia bianchissima, alcune ancora completamente incontaminate. La spiaggia di San Giovanni dista 10 mi! nuti a piedi dall’hotel. Inoltre, nei pressi è situata la spiaggia di Posada, cinque chi! lometri di spiaggia libera con sabbia bian! ca ed acqua cristallina. Situato sulla costa nord orientale ad un chilometro dal borgo medievale di Posada, a venticinque chilo! metri dall’aeroporto di Olbia e a venti chi!

NOLEGGIO MOTO GRANTURISMO

Scoprire gli angoli più selvaggi dell’isola è un’esperienza suggestiva. Sopra!u!o per il paesaggio composto da lecceti e dalla presenza di alberi secolari e di una ricca fauna mediterranea

L’hotel Corallo ha sede a Posada (Nu) www.corallohotelposada.it

lometri da San Teodoro, meta molto am! bita dai giovani per la vita notturna, l’ho! tel sorge in una posizione favorevole agli spostamenti. Dall’albergo si può raggiun! gere facilmente in quindici minuti a piedi il porto de La Caletta da dove partono tra! ghetti per le mete turistiche molto getto! nate. Ad esempio il golfo di Orosei dove si trovano le splendide spiagge di Capo Co! mino, Berchida, Bidde e Rosa, Marina, Su Barone, Osalla, Cala Luna, Cala Sisine, Cala Goloritzé, Cala Mariolu e tante altre. Alcune di queste meravigliose cale sono raggiun! gibili anche in auto, altre solo via mare o at! traverso spettacolari percorsi di trekking. L’albergo ad esempio consente il noleggio di moto granturismo per vivere il vero spi! rito avventuroso della Sardegna. Scoprire in moto gli angoli più selvaggi dell’isola è un’esperienza suggestiva. Soprattutto per il paesaggio composto da lecceti e dalla pre! senza di alberi secolari, e di una ricca fau! na mediterranea. In barca è possibile rag! giungere l’isola di Tavolara detta “la Tar! taruga” a poche miglia di distanza dal por! to di La Caletta. L’hotel Corallo è un piccolo albergo a gestione familiare con interni completamente ristrutturati nel 2015. $A di! sposizione dei nostri ospiti ci sono dieci ca! mere matrimoniali climatizzate con bagno privato, asciugacapelli, materasso con mol! le indipendenti, tv a schermo piatto e wi fi gratuito' spiega Michele Polverino titola! re insieme a Giuseppe Pellegrini, della struttura ricettiva. $L’hotel è dotato di un grande giardino che crea un ambiente pia! cevole e rilassante, vi è inoltre un solarium attrezzato per un relax totale'. Un confor!

tevole angolo di tranquillità che funge da supporto alle numerosissime attività che è possibile svolgere sulla costa orientale sarda. $Posada è indicata ) continua Giu! seppe Pellegrini ) per chiunque abbia vo! glia di godersi la natura e l’acqua spetta! colare dei nostri mari. È una meta adatta an! che ai più avventurosi che vogliono esplo! rare i selvaggi paesaggi del territorio in! torno, come ad esempio la Barbagia. Per i giovani o i turisti più scatenati, quelli che vogliono vivere la movida notturna è suffi! ciente spostarsi verso San Teodoro o San! t’Anna a pochi minuti di autobus. Posada com’è facilmente intuibile è la vacanza fat! ta su misura per chiunque'. La struttura ha una storia ventennale, ma è stata ristrut! turata completamente due anni fa. Ora pre! senta stanze più ampie e bagni indipendenti per ogni camera. $Il nostro biglietto da vi! sita sono la disponibilità, la cordialità e la familiarità. Caratteristiche che ci distin! guono da altre strutture più grandi'. Al! l’interno è presente un ristorante indipen! dente “Il punteruolo rosso” con il quale la struttura collabora per i servizi di pensio! ne completa e mezza pensione. ■ Luana Costa

PERCORSI PERSONALIZZATI Per i veri amanti del mare è possibile noleggiare presso l’hotel Corallo barche a motore o vela, dotate o meno di skipper. È inoltre possibile personalizzare le escursioni in barca in base ad ogni esigenza. I titolari dell’hotel sono a disposizione per organizzare al meglio la vacanza e renderla assolutamente unica, questo è lo spirito che anima il team del Corallo. Altre attività che è possibile praticare sono la pesca sportiva, le immersioni, il trekking e il Kite Surf.


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 48

Tra Sud e Isole

NELL’ENTROTERRA MEDIO CAMPIDANO A poca distanza dal mare, immersi in una campagna rigogliosa e dove la natura è all’apice del suo splendore: ecco la Sardegna più incontaminata nelle parole di Andrea Pani

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iamo nell’entroterra sud-occidentale dell’isola, a qualche chilometro dalla costa, lontano dai rifle!ori del turismo balneare. E proprio qui forse si riscopre la vera Sardegna, quella delle tradizioni enogastronomiche uniche, da assaporare circondati solo dalla natura che in questa zona regna incontrastata. Più precisamente, ci troviamo a Guspini dove incontriamo Andrea Pani, titolare di Casa Marmida, uno splendido agriturismo a conduzione familiare, che da ben dieci anni offre un posto da sogno a tu!i i suoi ospiti «in un angolo della Sardegna incontaminato e selvaggio – dice Pani –, perfe!o per trascorrere le proprie vacanze, lontano dallo stress della ci!à e dalle routine. Il nostro agriturismo sorge in una zona di campagna, circondata dal verde, dove la macchia mediterranea la fa da padrone. La nostra stru!ura, suddivisa in tre aree distinte, perme!e di godere appieno di un ambiente casalingo e tranquillo.La nostra azienda, oltre ad offrire la giusta sistemazione per trascorrere le vacanze in Sardegna, dispone di un ristorante, dove sono proposti pia!i con prodo!i provenienti dalla terra circostante la stru!ura e dagli animali allevati. Olio extravergine di oliva, formaggi, rico!a, vino, carni, verdura e fru!a sono il risultato tangibile dell’impegno e della dedizione che dedichiamo giorno dopo giorno al nostro agriturismo Casa Marmida, così da dare solo il meglio a chi decide di soggiornare in quest’angolo di paradiso». L’agriturismo Casa Marmida offre ai propri ospiti la cucina tipica locale rivista in chiave moderna, regalando pia!i che stupiscono anche per la loro bellezza. «La nostra impostazione – spiega Pani – è proie!ata oltre l’agriturismo comune-

Turismo, agricoltura e allevamento L’agriturismo Pialza a Sindia, in provincia di Nuoro, offre i prodotti a chilometro zero dell’azienda agricola e delle stalle a turisti in fuga dalle città e in cerca della natura più autentica e dei veri sapori di una volta

Casa Marmida si trova a Guspini (Vs) www.casamarmida.it

mente inteso. Il lavoro che facciamo, infa!i, comprende in sè elementi da cucina gourmet, anche se il nostro menù cambia giornalmente, secondo le disponibilità degli ingredienti. Esempi di portate sono la tagliata di pecora con salsa di ciliegie, o la mousse di pecorino con caviale al miele, o ancora, il riso!o con crema di spinaci, cagliata, cube!i di pecora marinata, finochie!o selvatico e mandorle. Quindi, si tra!a di rivisitazioni più intriganti, se mi è concesso, rispe!o ai pia!i tradizionali. Certi salumi e formaggi, che spesso sono alla base degli antipasti proposti, sono sempre presenti, così come il carpaccio di pecora con yogurt di pecora che realizziamo noi. Infine, il vino: il rosso della casa è un Monica Bovale ed è sempre molto apprezzato, ma abbiamo anche una nostra selezione di diversi vini in bo!iglia. Se si desidera organizzare cerimonie, banche!i e feste private siamo a disposizione per la preparazione di menù articolati e torte per qualsiasi cerimonia, anche da asporto». ■ Remo Monreale

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ccoglienza e sapori a chilome! tro zero, per portare dalla terra alla tavola, dagli agricoltori ai turisti, i migliori prodotti del territorio. Si respirano la natu! ra e il calore della bontà di una volta nel! l’agriturismo Pialza a Sindia, in provincia di Nuoro. Inaugurata nel maggio 2015, in sti! le rustico!moderno, la struttura è iscritta nel! la cornice naturale della collina che ospita, a poca distanza, monumenti del periodo nu! ragico e la Riserva Naturale di Sant’Antonio, area boschiva con esemplari arborei di im! portanza tale da essere considerati monu! menti naturali. Ma il vero valore aggiunto del Pialza è la sua azienda agricola, in cui dal 1992 a oggi si coltiva all’insegna di un mot! to: qualità e genuinità made in Sardegna. E tutto quello che nasce sui campi e nelle stal! le, finisce, insieme a molti altri prodotti del territorio, sulla tavola. $L’obiettivo è valorizzare i nostri prodotti agroalimentari e far scoprire a chi non ha an! cora avuto il privilegio di conoscerla ) spie! ga il proprietario Luciano Gai ) la qualità e la genuinità sarda. Produciamo interna! mente quasi la totalità dei prodotti presen! ti in menù: formaggi di latte ovino, pasta fre! sca, sottoli con verdure e ortaggi del nostro orto, insaccati con la carne del nostro alle! vamento di maiali, carne dai nostri alleva! menti. Ma offriamo anche il vino biologico di una tenuta nei dintorni'. Molti ospiti francesi e italiani che alloggia! no nelle sei camere, tutte dotate di balcone e bagno con doccia idromassaggio, chiedo! no di assistere alla mungitura del bestiame nelle stalle poco distanti. Non mancano poi

Agriturismo Pialza si trova a Sindia (Nu) www.pialza.it

i banchetti, a base di prodotti a chilometro zero del territorio, nelle due sale ricevimenti che ospitano fino a 150 persone e si affac! ciano sulla grande terrazza panoramica o nel! la sala con porticato al piano terra. La posizione dell’agriturismo è strategica per chi cerca un soggiorno lontano dalla vita fre! netica della città ma non vuole privarsi del! la possibilità di raggiungere il mare. A soli dieci minuti di distanza dal Monte di San! t’Antonio e quindici dalle spiagge di Bosa, uno dei migliori borghi d’Italia, il Pialza offre il meglio della natura senza allontanarsi trop! po dalle altre attrazioni turistiche. E per com! pletare l’offerta, grazie a convenzioni con gli operatori turistici e i maneggi della zona, sa! ranno proposti pacchetti completi, oltre alla possibilità di ordinare e ritirare in Agrituri! smo i prodotti dell’azienda agricola. $Abbiamo ospitato turisti francesi che non mangiavano più carne a causa della diffu! sione degli allevamenti intensivi ) aggiun! ge il proprietario dell’agriturismo ) qui da noi, dopo aver saputo che alleviamo allo sta! to semibrado, hanno ripreso a mangiarla. È stata una grande soddisfazione'. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 50

Tra Sud e Isole

Alle pendici del monte Corrasi È nota soprattutto per le spiagge dorate e le acque caraibiche. Ma la Sardegna nasconde nel suo entroterra zone altrettanto meravigliose. Costantino Puggioni ci guida alla scoperta di Oliena, nella parte centro orientale dell’isola, meta privilegiata per gli amanti del trekking

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a Sardegna non è una meta ambita solo per i chilometri di litorale e le acque cristal! line ma possiede un entro! terra ricco di storia e cultura. Le escursioni alla scoperta di una na! tura selvaggia e spesso a contatto con una fauna unica potrebbe rappresentare la cifra di una vacanza inconsueta e lon! tano dalla zona costiera. Alle pendici del monte Corrasi nell’area centro orientale dell’isola sorge infatti la città di Oliena, privilegiato punto di partenza per i visitatori che intendano intra! prendere escursioni. L’esplorazione è senza dubbio impegnativa ma lo spet! tacolo che la vista propone ripaga gli sforzi. Pareti calcaree, anfiteatri natu! rali punteggiano la salita fino alla cima da cui si può godere di una vista moz! zafiato. Ma il ventaglio di offerta è molto ampio, gli appassionati di trek! king potrebbero ad esempio intrapren! dere anche escursioni sulle montagne del Rifugio Monte Maccione sino alla valle Lanaittu che racchiudono le grotte di Sa Oche, Su Bentu e Corbeddu. Que! st’ultimo promontorio prende il nome dal bandito, vissuto intorno alla metà dell’Ottocento, che qui trovò rifugio per diversi anni. Ai piedi del Supramonte si trova la spettacolare sorgente carsica di Su Gologone, la più importante in Italia e ora monumento nazionale. La cittadina di Oliena è inoltre famosa per il suo artigianato, essa mantiene viva la tradizione dei ricami su scialli di seta e la pregiata lavorazione di gioielli in fi! ligrana oltre alle particolari cassepan! che intagliate e adibite alla conserva!

L’agriturismo Camisadu ha sede a Oliena (Nu) www.agriturismocamisadu.com

noscere un altro volto della Sardegna: quello ad esempio dei pastori che da! ranno dimostrazione di come avveniva all’epoca dei nuraghi e come avviene ancora oggi la lavorazione del formag! gio e della ricotta. Potranno poi im! mergersi e conoscere i segreti Shama! nici legati alle erbe e alle varietà botaniche presenti nell’area del Supra! monte. Un appuntamento con le auten! tiche tradizioni dell’entroterra sardo che sicuramente lasceranno un vivo ricordo della vacanza. Da non sottovalutare è l’aspetto enogastronomico legato ai prodotti unici di cui solo la tradizione sarda è dotata: il pane frattau, culur! giones, ravioli, busa, malloreddos. $Tutte le pietanze realizzate nella no! stra cucina ) spiega ancora Costantino Puggioni ) vengono preparate privile! giando ingredienti a chilometro zero nel rispetto della tradizione'. ■ Luana Costa

PRODOTTI TIPICI

Tu!e le pietanze realizzate nella nostra cucina vengono preparate privilegiando ingredienti a chilometro zero nel rispe!o della tradizione zione del pane carasau. Il paese è rino! mato in tutta la Sardegna e conosciuto in tutto il mondo per la pregiata qualità del Nepente, il vino Cannonau che si produce nelle cantine del luogo ed elo! giato dal poeta D’Annunzio, tanto che le bottiglie riportano una sua citazione in etichetta. Il paese ha ricevuto la ban! diera arancione dal Touring Club Ita! liano, un marchio di qualità turistico ambientale che premia le piccole loca! lità dell’entroterra che si distinguono per l’offerta di eccellenza e l’acco! glienza di qualità. Per trovare ristoro dalle fatiche dell’escursionismo si pos! sono degustare i prodotti enogastrono! mici della cucina locale in uno dei tanti agriturismi presenti nella zona. Tra questi vi è l’agriturismo Camisadu, un’azienda multifunzionale situata ad Oliena in provincia di Nuoro, nel centro della Barbagia. L’architettura delle case nel centro rievoca la storia della pre! senza dei gesuiti in città con il suo stile spagnolo e ricrea l’atmosfera ricca di storia delle tradizioni contadine. La vec! chia cucina adibita a sala da pranzo, l’antico forno a legna e le cantine sono la testimonianza del lavoro che si svol!

geva nella fattoria. Il cortile ventilato fungeva da aia per il grano e chi arriva respira subito l’aria di un tempo tra! scorso ma che si rinnova in maniera at! tuale in quanto i proprietari seguono con continuità i lavori e gli obiettivi dei predecessori. Camisadu nella sua offerta culinaria si esplica nella cucina tipica a prevalenza a base di prodotti biologici e della biodiversità. $Il calore dell’accoglienza fa sì che il soggiorno dei nostri ospiti sia all’insegna del relax e della cultura del territorio ! spiega il titolare Costantino Puggioni !. È infatti il territorio che offre risorse inestima! bili in grado di richiamare turisti da ogni dove. Vi sono mete per escursioni! sti, siti archeologici e naturalistici come le sorgenti carsiche di Su Gologone, la valle di Lanaittu, il canyon di Gorroppu, le cime del monte Corrasi, il supra! monte di Orgosolo e le più belle calette del golfo di Orosei con il mare di Cala! gonone a soli 30 minuti di macchina dal nostro agriturismo'. Sempre a Ca! misadu si potrà assistere alla panifica! zione del Carasau nell’antico forno a le! gna dove il profumo dei legni di cisto e lentischio porteranno gli ospiti a rico!

IL TERRITORIO Oliena è situata a trenta minuti dal mare e collocata nel pieno della Barbagia. La cittadina dista inoltre 18 chilometri da Orgosolo, 18 chilometri da Mamoiada e 12 chilometri da Nuoro. È adagiata sotto il massiccio calcareo del monte Corrasi, noto anche come Supramonte di Oliena ed è cullata a vista dalle cime di Corrasi e Carabidda. Sorge ai margini della Barbagia di Ollolai a 10 chilometri da Nuoro e il suo panorama si può ammirare dalla cima del monte Ortobene. Nel suo territorio è situato Su Troccu 'e Pentumas, un suggestivo canyon, e Su Gologone, una fonte di origine calcarea.


Viaggio in Italia Pag. 51 • Luglio 2017

Ogliastra, l’isola nell’isola In compagnia di Giuliana Stochino e Luigi Pizzin, ci avventuriamo in uno degli angoli della Sardegna più impervi e affascinanti, dove l’entroterra offre tragitti imperdibili per i motociclisti e gli amanti del trekking. !E le coste sono indimenticabili#

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e spiagge bianchissime, quasi deserte, ba! gnate da un mare di un colore indescri! vibile, che sembra irreale, dove la natu! ra si esprime con tutta la sua bellezza of! frendo dei panorami caraibici". Invece, siamo nel nostro, vicinissimo, Mar Mediterraneo, più pre! cisamente in Ogliastra. E a parlare così della sua Sardegna è Giuliana Stochino, titolare dell’Hotel Marie Claire che si trova alla periferia di Lanusei. #Impervia, inebriante, con i suoi profumi di macchia mediterranea incontaminata $ dice Giuliana $, questa zona della Sardegna offre lo spazio vita! le per una moltitudine di animali che ancora oggi pascola! no liberi nell’entroterra. I panorami incantevoli che si trovano qui, sono contornati da costiere a picco che si tuffano nel gol! fo, lo stesso che parte da Orosei e arriva ad Arbatax. Si pas! sa dalle piccole insenature alle grotte, dove il mare dà il me! glio di sè in uno spettacolo indimenticabile. Già dal mese di aprile fino agli inizi di novembre si può godere di questo pa! radiso di tranquillità". Per fare da contorno a tutto questo non resta che parlare del! l’enogastronomia ogliastrina, che secondo gli esperti e gli stu! diosi, sarebbe il fulcro del fenomeno caratteristico della lon! gevità riscontrata negli abitanti di questo territorio, tanto da far parte di una delle tre blue zone al mondo, in cui la per! centuale degli ultracentenari nella popolazione è molto al di sopra della media mondiale. #Il prodotto per eccellenza di que! sta terra $ spiega Pizzin $ è naturalmente l’olio d’oliva, che in questa parte dell’isola ha trovato non solo il terreno ma anche un microclima perfetto per la produzione di un pro! dotto così importante ed essenziale per una sana nutrizione.

IL GOLFO DI ARBATAX

Si passa dalle piccole insenature alle gro!e, dove il mare dà il meglio di sè in uno spe!acolo indimenticabile

LA SCELTA DEI VIAGGIATORI L’hotel Marie Claire è gestito da Giuliana Stochino e Luigi Pizzin, che dopo circa 40 anni di esperienza nel campo gastronomico trascorsi in Germania, hanno deciso di trasferirsi in Ogliastra, terra natale della signora Stochino. I gestori parlano perfe!amente il tedesco oltre che l’inglese. L’hotel offre un servizio di B&B e ha una convenzione con un ristorante che si trova solo a 50 metri dalla stru!ura: qui si possono degustare le pietanze tipiche ogliastrine a prezzi moderati. Diversi sono i servizi dell’hotel. Si parte da una prima colazione molto variegata che offre dolci fa!i in casa, così pure come le marmellate e le confe!ure. Il WiFi è gratuito. Ogni cliente, poi, riceve una bonus card con la quale si possono avere degli sconti sugli acquisti effe!uati in negozi convenzionati. Viene inoltre offerta, ad un prezzo moderato, la nave!a per gli aeroporti di Olbia e Cagliari. Sconti su prenotazioni per visite del Golfo di Orosei sia con motoscafi da condurre personalmente sia su battelli che raggiungono tu!e le Cale della costiera. Infine, da so!olineare, dal Giugno 2014 l’hotel ha conseguito il Certificato d’Eccellenza di Tripadvisor per gli anni 2015 - 2016 – 2017 e il Traveller’s Choice 2017 per il rapporto qualità/prezzo. Il portale Tedesco Holiday Check ha conferito all’Hotel Marie Claire 5,9 stelle su 6 in merito alla valutazione dei clienti. Su Booking.com il punteggio è di 9,3/10».

L’Hotel Marie Claire si trova a Lanusei (Og) www.hotelmarieclaire.it

Non da meno sono il pecorino e il caprino sardo, formaggi dai sapori inconfondibili, sapientemente lavorati sia nei ca! seifici sia negli ovili, esaltando le qualità organolettiche ori! ginarie. Ma l’Ogliastra offre anche molti alimenti a chilometro zero, come arance, le ciliege, mandorle, albicocche, le famose patate, adoperate in cucina come ripieno per i Culurgionis o come accompagnamento del noto “porceddu”. Poi ci sono naturalmente tutte le squisitezze che il mare del Golfo di Oro! sei offre tra cui le arselle, i gamberi rossi del Tirreno, il ton! no rosso, spigole, orate e quant’altro". L’Hotel Marie Claire si trova alla periferia della cittadina di Lanusei, situata a circa 600 metri sul livello del mare, con una vista panoramica mozzafiato del Golfo di Arbatax. #I van! taggi che la posizione in cui si trova l’hotel offre non sono pochi $ afferma il titolare $, tra questi c’è la qualità del son! no anche nei periodi più caldi dell’anno, dove nelle ore se! rali, una piacevole frescura rivitalizza il corpo dopo i bagni di sole. L’hotel si trova in una zona residenziale relativamente nuova e ben curata, molto tranquilla e sicura. La posizione è anche molto apprezzata dai motociclisti, numerosissimi in primavera e autunno, poiché le strade che partono da Lanusei portano a una moltitudine di tragitti, sia lungo costa che nel! l’entroterra, raggiungibili in pochi minuti. Anche per gli aman! ti del trekking o del mountain biking è consigliabile la sta! gione che va da gennaio sino alle fine di maggio e da otto!

bre fino a dicembre: il territorio offre un’infinità di tracciati con tutti i gradi di difficoltà, a partire dalle passeggiate nei parchi del Carmine o del Selene, situati a monte di Lanusei, per arrivare a tratti più impegnativi come la discesa alle cale sulla costa dall’altipiano del Golgo, oppure il Canyon più gran! de d'Europa: Su Gorropu. L’hotel mette a disposizione ai pro! pri ospiti una vasta scelta di carte stradali con percorsi già segnalati, e di carte topografiche per chi è amante del trek! king. I gestori sono sempre a disposizione degli ospiti per sod! disfare qualsiasi richiesta di informazioni riguardante i per! corsi stradali, le spiagge, le escursioni, luoghi da vedere e come raggiungerli e per qualsiasi attività che uno desidera svolgere". ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 52

Tra Sud e Isole

Il paradiso del turista Tra i secolari ulivi e i carrubi, immersi nella placida natura della Sardegna, è possibile assaporare i gusti e i sapori della cucina dell’isola. La parola a Mercedes Lilliu

LA SELEZIONE DI VINI

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a regione dell’Ogliastra è un piccolo paradiso terrestre in cui la straordinaria bellezza delle coste abbraccia un ver! deggiante e montuoso interno. Qui è possibile vivere la Sardegna più autentica e selvaggia, fatta di scogliere a picco segnate da profonde incisioni, pun! teggiata da cale e spiagge, ricca di una ve! getazione dai profumi unici. La provincia dell’Ogliastra è inoltre popolata da infi! nite specie faunistiche, da sempre custo! dite e protette gelosamente. E ancora grotte e cunicoli, voragini e cavità sotto! marine, un territorio da scoprire un pò alla volta con ogni mezzo a disposizione: a piedi, in bici, a cavallo o in barca. Nel cuore della regione, a metà tra il mare e la montagna, sorge l’hotel Janas, la scelta ideale per chi ha voglia di esplo! rare un ambiente aspro e meraviglioso e allo stesso tempo è alla ricerca di pace e relax. Il legame tra l’albergo e il territo! rio è evidente a partite dal nome dello stesso: le janes sono fate prodighe di doni,

TRA MARE E MONTAGNA

La stru!ura è la scelta ideale per chi ha voglia di esplorare un ambiente aspro e meraviglioso e allo stesso tempo è alla ricerca di pace e relax

simbolo della storia e delle tradizioni della Sardegna e personificazione della generosità di un intero popolo. Janas Hotel vi aspetta per regalarvi una quiete assoluta. #Mettiamo a disposizione dei nostri ospiti camere accoglienti e do! tate di tutti i comfort $ racconta Mercedes Lilliu !. Degli spazi comuni fanno parte la piscina con idromassaggio, ai bordi della quale è possibile trascorrere tranquille ore di relax, e l’ampio giardino in cui go! dere delle ore più fresche circondati da piante secolari". Sono undici le camere che costituiscono la struttura, arredate con gusto e pensate per far sentire i clienti a proprio agio. #Sono tutte contraddistinte da uno stile particolarissimo che conferisce loro un’aura molto speciale. Abbiamo scelto di allestirle utilizzando solo mobili del no! stro artigianato locale, alcune godono inoltre di un balconcino con ringhiere in ferro battuto, anche queste lavorate se! condo la tradizione dei vecchi artigiani del posto. Ma non è solo l’arredamento a rendere speciali le nostre camere, in aiuto arriva anche il panorama che varia dal! l’azzurro del mare al verde delle colline di Sarrala e, a fare da cornice all’hotel, ulivi e carrubi, veri e propri monumenti vege! tali. Storia, tradizione e accoglienza, tutti e tre questi elementi contribuiscono a creare un’atmosfera serena". Il mare è a pochi passi dalla struttura. #A poca distanza dall’hotel si trovano due ampie e splendide spiagge caratterizzate da una sabbia finissima e dal mare in! contaminato. Le limpide acque color sme! raldo nascondono splendidi fondali roc! ciosi, molto caratteristici e adorati dagli

amanti delle immersioni. In spiaggia è anche possibile noleggiare gommoni, con o senza pilota, con cui fare brevi escur! sioni a largo". Ampi parchi regionali circondano la struttura. #Una natura nella quale per! dersi, ammirando la flora e la fauna me! diterranea. Anche gli appassionati di sto! ria e di archeologia non rimarranno delusi, molti sono infatti i siti di impor! tante interesse storico come i nuraghi, i pozzi sacri, le domus de janas, le miniere abbandonate e la torre settecentesca di San Giovanni di Sarrala. Questi luoghi, oltre a rappresentare una testimonianza storica fanno a pieno titolo parte del fol! klore locale, intorno a queste costruzioni sono nate le leggende e fiabe che vengono ancora oggi tramandate di generazione in generazione". L’Ogliastra offre opportunità anche agli appassionati di scalate e arrampicate. #Si! tuata nella falesia di Jurassic Park, si trova Dillosauro, una salita ricca di emo! zioni su uno splendido granito. Via inte! ramente spittata e ritracciata da Maurizio Oviglia e Fabio Erriu nel 2013, a seguito di una frana nella parte iniziale che aveva reso praticamente impercorribile la via". Fiore all’occhiello dell’hotel è il risto! rante Shardana. #A occuparci della cu! cina siamo io e Giorgio Cardia con il no! stro fantastico staff di collaboratori molto bravi e altamente professionali. Propo! niamo un servizio di ristorazione e di piz! zeria di alta qualità. Abbiamo scelto di cu! cinare sia piatti innovativi che tradizionali così da permettere ai nostri ospiti di conoscere la storia e i tesori del nostro territorio. Il forte legame con la

Il ristorante propone un’accurata selezione dei più pregiati vini sardi. «La viticultura è una pratica molto antica nella nostra regione – continua Mercedes Lilliu -. Molte ed eccellenti le etichette isolane che proponiamo agli ospiti perché sia esaltato il gusto dei nostri piatti o anche solo per accompagnare i deliziosi aperitivi prima di cena o gli after dinner. Sulla nostra splendida terrazza che osserva le bellissime spiagge di Marina di Sarrala, lo staff consiglia ai clienti gli abbinamenti migliori anche per quanto riguarda digestivi, sempre prodotti in Sardegna e dal particolarissimo gusto, e cocktail».

Janas Hotel ha sede a Tertenia (Og) www.janashotelogliastra.it

tradizione ci permette di presentare an! che piatti rivisitati in cui la nostra crea! tività e la nostra idea di cucina prendono il sopravvento". Proprio per questo ab! biamo voluto registrare il nostro marchio e quello dell’Hotel Janas e il secondo Ri! storante Shardana di nostra proprietà mentre il primo si trova nella Marina di Bari Sardo. Per la preparazione dei piatti vengono utilizzate materie prime di ottima qualità. #Per realizzare le nostre ricette facciamo uso dei migliori prodotti locali, il pescato poi, soprattutto in estate quando il menu si arricchisce di piatti a base di pesce, viene acquistato direttamente dalle bar! che dei pescatori della zona". ■ Antonella Romaniello


La ricetta per il turismo perfetto Se l’Isola è uno dei centri più ricercati dai turisti di tutto il mondo, è perché è riuscita a coniugare ambiente e intrattenimento. La storia dell’Hotel Santa Maria nell’Ogliastra

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ell’immaginario collettivo, la meta di vacanze per eccellen! za, in Italia, è la Sardegna. De! stinazione di vacanzieri vip, sceicchi, magnati, è un luogo che incanta per le sue attrazioni e per le sue spettacolari bellezze naturalistiche. Acqua limpida dal colore cristallino, spiagge dalla sabbia finissima che ricordano quelle dei Ca! raibi, non stupisce, quindi, che l’Isola sia il sogno di tutti i vacanzieri. Costruire il pro! prio prestigio, in Italia e all’estero, sul turi! smo significa mettere a disposizione dei vi! sitatori delle strutture alberghiere e ricrea! tive d’eccellenza e che, soprattutto, rispondano a ogni tipo di esigenza e di vacanza. È pro! prio grazie a questa filosofia che la Sardegna riceve più di 2 milioni di turisti all’anno. "Visitare la Sardegna significa immergersi in un paesaggio ricco di sorprese, come quel! lo dell’Ogliastra. Il nostro albergo, situato a Santa Maria Navarrese, cerca di rendere que! sta avventura indimenticabile, tramite i ser! vizi offerti$ spiega Chiara Erittu, manager del! l’Hotel Santa Maria, esempio vincente del know how turistico sardo. La struttura possiede delle piacevoli came! Hotel Santa Maria si trova a Santa Maria Navarrese (Og) - www.albergosantamaria.it

re arredate con gusto e dotate di tutti i con! fort: balcone o terrazzino, bagno in camera con doccia e phon, telefono, radio, tv satel! litare, wi!fi, aria condizionata e cassaforte. Al! tro fiore all’occhiello è il ristorante: nella ma! gnifica terrazza all’aperto o nella sala inter! na, è possibile gustare i sapori freschi e de! licati dei piatti della tradizione sarda. Il menù è, infatti, particolarmente curato ed è frutto di un’attenta scelta di prodotti locali e genuini. "Ciò che ci distingue dai nostri concorrenti è la voglia di far conoscere le bellezze del ter! ritorio a chi soggiorna nella nostra struttu! ra. A Santa Maria Navarrese, è possibile fare escursioni sottomarine, gite in barca, trekking, free climbing o escursioni in bicicletta. Per chi, invece, desidera una vacanza in pieno re! lax c’è la spiaggia convenzionata con la no! stra struttura che è distante solo 200 metri$ racconta la manager. L’Hotel Santa Maria è, quindi, il posto giu! sto per poter conoscere e vivere tutte le at! trazioni che la Sardegna offre ai propri turi! sti. A tal proposito, Chiara Erittu precisa: "Ogni immagine e ogni descrizione di que! sto sito è autentica: la trasparenza per noi è al primo posto. Ciò che a voi sembra grade! vole e ideale da noi è assolutamente realtà$. ■ Albachiara Re


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Tra Sud e Isole

Scenari da sogno

menticabili. "La base della cucina mediterranea sono gli in! gredienti della tradizione italiana ! spiega Riccardo Vetroni, responsabile del ristorante !. Usiamo solo olio extra vergine d’oliva, pesce freschissimo proveniente dalle nostre coste, carni selezionate da allevamenti italiani, frutta e ortaggi di stagione dalle nostre campagne per la composizione dei piatti. Grazie alle capacità dei nostri chef, guidati da Cor! rado, Nazionale Italiana Cuochi F.I.C., questi ingredienti semplici e genuini concorrono a comporre un grande piatto per soddisfare, senza esagerazioni né esclusioni, tutti i buongustai$. Un capiente acquario conserva crostacei vivi come astici classici e blu, aragoste, granchi e cicale. "Car! nivori e vegetariani non rimarranno comunque delusi per! ché la nostra carta propone anche a loro prelibate sor! prese. Ricca la carta dei dessert preparata dai nostri pasticceri per chiudere il pasto con un apostrofo goloso.

INGREDIENTI DI PRIMA SCELTA

Usiamo solo olio extra vergine d’oliva, pesce freschissimo proveniente dalle nostre coste, carni selezionate da allevamenti italiani, fru!a e ortaggi di stagione dalle nostre campagne

Situata nel tratto nord orientale della Sardegna, la città di Budoni è divenuta un polo di attrazione per i turisti per il mare cristallino e per le larghe spiagge di sabbia bianca finissima. Qui ci accoglie Riccardo Ventroni nel ristorante pizzeria Shardana

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cque cristalline, affascinanti scogliere, lunghi arenili di sabbia bianca. Budoni nella provin! cia di Sassari è divenuta, in ragione di queste pregevoli caratteristiche geografiche, uno tra i centri turistici più conosciuti e visitati della Sardegna. Situato sul tratto costiero nord orientale del! l’isola, il paese di Budoni si adagia vicino a piccole inse! nature. La sua fortunata localizzazione geografica include anche piccoli stagni salmastri, dove vive la tipica vegeta! zione di tamerici e giunchi e dove stazionano colonie di fe! nicotteri rosa. Le spiagge sono la vera fonte di attrazione per i turisti: vi è, ad esempio, la spiaggia denominata Li Cu! cutti molto ampia e circondata da piccole colline che in gal! lurese vengono appunto chiamate Cucutti. Compresa tra gli isolotti di Ottiolu e Punta Li Cucutti, è caratterizzata da un arenile orlato da una verde e rigogliosa pineta, ideale rifu! gio nei momenti di grande calura e per le scampagnate fa! miliari. Non mancano però interessanti vestigia archeolo! giche, distribuite nella corona di colline che incorniciano il paese delimitato da una folta pineta di macchia medi! terranea: il nuraghe Su Entosu, una monotorre che assol! veva alla funzione di vedetta, ubicata su una vetta granitica; il nuraghe Conca e Bentu e la domus de jana l’Agliola nella frazione di Solità. Meritano una visita i cosiddetti stazzi di San Pietro, disposti lungo un percorso che propone una se! quenza di vecchie abitazioni, alcune costruite in pietra lo! cale, alcune edificate con pietra locale, fango e malta, con gli interni vivacemente colorati e il caratteristico zoccolo di pietra e fango che corre lungo la facciata esterna della casa creando una seduta: un viaggio emozionante alla co! noscenza del prototipo dell’antico borgo sardo. Numerose sono le ragioni per visitare Budoni: incantevoli scenari paesaggistici che assemblano il verde delle colline e l’az!

Il ristorante pizzeria Shardana ha sede a Budoni (Ot) www.ristoranteshardana.it

NON SOLO RISTORANTE

zurro intenso del mare, la sequenza di spiagge dallo stu! pefacente chiarore, la qualità delle strutture di accoglienza e la complessità di manifestazioni che vi si svolgono. Af! facciati sulla spiaggia vi sono poi terrazze e attività ricet! tive di ristorazione che offrono assaggi di piatti tipici locali e gustose pietanze dal sapore ricercato. Fra questi vi è il ri! storante Shardana diretto da Riccardo Ventroni. La parti! colarità della sua cucina è la fusione di ricette della tradi! zione del territorio con estro e fantasia: in particolare, specialità gastronomiche e crudité di mare offerte in un am! biente caldo e accogliente con vista sulla spiaggia e il mare di Tanaunella. Il ristorante nasce nel 2012 dalla pas! sione del proprietario dopo un’esperienza trentennale nel settore con diverse collaborazioni nei maggiori locali della zona. L’ambiente è elegante ma senza eccessi, con rifiniture in legno pregiato che richiamano il soffitto e i pavimenti, immerso nella pineta di Sant’Anna Tanaunella ' Budoni con vista sul mare, un’atmosfera unica per serate indi!

Per chi preferisce una serata più informale il Shardana offre un’ampia scelta di pizze, tutte da provare con gli amici. Dalla classica margherita al must locale: la pizza sarda con salsiccia e pecorino, una prelibatezza che è impossibile non amare. Ovviamente anche la pizzeria rispecchia la filosofia del locale, scegliendo ingredienti di qualità nel rispetto della tradizione.

Tutti i piatti vengono elaborati al momento per preservare i profumi e i sapori nel rispetto della migliore tradizione dello “slow food” italiano affinché Shardana sia una esperienza in! dimenticabile$. Ma è il bar l’area più dinamica del locale: "Si inizia la mattina presto ' spiega il proprietario ! con indi! menticabili colazioni all’italiana vista mare. Durante la gior! nata siamo pronti per accogliere i turisti con bevande e pa! nini, insalatone di frutta e verdura o un pranzo veloce per una pausa rinfrescante e ristoratrice durante le giornate al mare. Alla sera, la splendida cornice del tramonto in pineta ac! compagnerà un aperitivo e le chiacchiere tra amici. Infine alla sera via libera al divertimento per tutti i gusti, con concerti e spettacoli e un’ampia scelta di vini, birre e cocktail per con! cludere in bellezza la giornata$. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 58

Tra Sud e Isole

Promozione e accoglienza Dal rafforzamento dello scalo di Birgi e dalla valorizzazione della gastronomia e delle eccellenze locali dipende la crescita del turismo a Trapani, vettore di sviluppo per tutta la regione

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l turismo traina l’economia siciliana. Positivo è, infatti, l’andamento dei flus! si turistici dell’Isola, come dimostra il rapporto “Economie regionali” del! la Banca d’Italia presentato a giugno a Palermo. Negli ultimi anni ' segnala l’in! dagine ' l’offerta turistica in regione è cre! sciuta, con un incremento dei posti letto del 6,7 per cento tra il 2007 e il 2015, soprat! tutto con riferimento alle strutture alber! ghiere di migliore qualità (quattro stelle e oltre) e ai bed and breakfast. "La Sicilia è una terra bellissima, dove c’è tutto: i turisti che visitano la nostra isola possono immerger! si in un viaggio tra storia, natura e cultura condito dai sapori della gastronomia, dai co! lori dei nostri paesaggi e dalle essenze del! le sue tipicità. Ogni angolo di questa terrà è da vedere$, descrive Giuseppe Pace, past president di Unioncamere Sicilia e attual! mente alla guida della Camera di commer! cio di Trapani. "Ma ' aggiunge ' ogni cosa passa, oltre che dalla promozione del terri! torio attraverso mirate strategie di marke! ting, anche dai servizi da garantire al turi! sta. Bisogna lavorare su una vera e propria offerta dell’accoglienza$. Anche il territorio di Trapani fa se! gnare numeri incoraggianti sul fronte del turismo. Quali sono gli obiettivi e le previsioni per il prossimo futuro? "Siamo ottimisti. Il nostro obiettivo è quel! lo di incrementare sempre più il numero di visitatori e, in questi anni, come Camera di commercio di Trapani, siamo stati impegnati in una mirata azione di promozione del ter! ritorio, facendone conoscere le bellezze e le tipicità. Naturalmente ogni strategia di sviluppo passa per l’aeroporto di Birgi, che

di manutenzione vanno fatti e sicuramen! te i disagi saranno minimi, considerato il pe! riodo in cui saranno eseguiti$. Come alimentare il trend positivo del comparto turistico? "Innanzitutto, dobbiamo continuare a fare conoscere il nostro territorio in tutto il mondo, divulgandone le bellezze, le pecu! liarità: le cose da vedere e assaggiare, le emozioni che è in grado di suscitare. Non mi stancherò mai di ripeterlo: la provincia di Trapani è un comprensorio unico, dove i turisti possono trovare di tutto e vivere delle vere e proprie esperienze sensoriali a tavola grazie a un’enogastronomia che non teme rivali, grazie ai suoi prodotti ti! pici, senza ombra uno dei punti di forza del!

la nostra offerta$. Il segmento enogastronomico, rap! presentato ad esempio dal pane di Tumminia, è una delle direttrici di cre! scita. Su quali altri elementi occorre puntare per il potenziamento del set! tore? "Oggi è fondamentale saper “vendere” an! che l’immagine di un prodotto, possibil! mente inserendolo nel contesto di eventi promozionali. Magari creando le condizio! ni per fare incontrare domanda e offerta come abbiamo fatto, ad esempio, con “Si! ciliamo”, la rassegna internazionale orga! nizzata dalla Camera di commercio per far conoscere le nostre produzioni$. ■ Francesca Druidi

Giuseppe Pace, presidente Camera di commercio di Trapani

abbiamo sostenuto attraverso il co!marke! ting assieme a tutti i Comuni. La cabina di regia è coordinata proprio dalla Camera di commercio$. Lo scalo di Birgi mostra dati negati! vi, in controtendenza rispetto agli al! tri aeroporti della Sicilia. Quali sono le prospettive dello scalo, con Alitalia che sfida Ryanair per le rotte e l’an! nuncio dei prossimi interventi di ma! nutenzione? "L’aeroporto di Birgi ha senza ombra di dub! bio un forte appeal e il fatto che le compa! gnie aeree mostrino interesse per il “Vin! cenzo Florio” è un fatto positivo. Sono molto fiducioso sul futuro dello scalo, che può e deve continuare a crescere in termi! ni di numero di passeggeri e voli. Le con! dizioni ci sono tutte e il territorio ha dato prova di responsabilità, sostenendo questa importante e strategica risorsa. Gli interventi

Trapani, dove intervenire Destagionalizzare i flussi, potenziare lo scalo aeroportuale e ridurre l’abusivismo ricettivo per incrementare il turismo in provincia di Trapani

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umeri in crescita, anche se non straordinari, per il turi! smo dei poli di maggiore at! tratività della provincia di Trapani. Dalle statistiche del Libero consorzio comunale emerge un quadro nel complesso incoraggiante. In to! tale in provincia di Trapani nel 2016 sono state registrate 2.339.021 presenze contro

le 2.220.830 del 2015, con un aumento del 5.3 per cento. In particolare, San Vito Lo Capo festeggia 601.885 presenze, con un incremento del 7,7 per cento rispetto al 2015 quando erano state 558.905. Pas! sando agli arrivi, in totale su tutti i comuni trapanesi sono 689.944 nel 2016 contro i 641.184 nel 2015. Trapani è in chiaro scuro: le presenze avanzano, da 206.294


Viaggio in Italia Pag. 59 • Luglio 2017

plica i numeri di Trapani: quest’ultima nel 2015 e 2016 ha ottenuto risultati a dir poco deludenti. San Vito, anche con i pre! detti proventi, è riuscita a incrementare e destagionalizzare il flusso turistico con una serie di eventi di notevole importanza. Favignana, come S. Vito, gode anch’essa di un notevole flusso turistico che tende a mi! gliorarsi soprattutto in qualità e livello. Trapani dispone di una posizione sicura! mente vincente: spiagge, coste, Erice, Se! linunte, Segesta e altro, mancano però le iniziative che possano essere calamitanti per il turismo. Nel tempo si ricorda la sola processione dei Misteri a Pasqua come at! trattiva di notevole risonanza. L’ammini! del 2015 a 226.160 del 2016 (+5,6 per cento), ma calano gli arrivi (83.583 contro 85.705 del 2015). Pasquale Moncada, nu! mero uno di Federalberghi Trapani, fa il punto della situazione, non sempre omo! genea, sul territorio. In base ai dati diffusi dal Libero consorzio comunale di Trapani, nel 2016 si sono registrati aumenti in ter!

Pasquale Moncada, presidente Federalberghi Trapani

mini di arrivi e presenze turistiche. Che bilancio può trarre? Come sta an! dando la prima parte del 2017 e quali sono le previsioni per la stagione estiva? "Volendo essere ottimista, l’inizio della stagione estiva presenta lo stesso anda! mento dell’anno scorso e ritengo che la predetta possa seguire il medesimo trend. A causa delle incertezze anche dei nostri politici, abbiamo perso tratte anche molto importanti a beneficio dell’aeroporto di Pa! lermo e adesso ci troviamo con la preva! lenza di voli dall’Est e con un turismo medio!basso$. San Vito Lo Capo si conferma la città leader del turismo, esempio vir! tuoso di gestione del settore che lei stesso ha elogiato. Quali gli elementi vincenti e quali le criticità che ancora frenano il comparto? "Sicuramente, San Vito è leader del turi! smo nella nostra provincia, a pieno merito, infatti l’amministrazione ha dimostrato grandi capacità. Tutto nasce da una seria raccolta dell’imposta di soggiorno che tri!

“CAMMINI E PERCORSI”, VERSO LO SLOW TRAVEL Recuperare oltre 100 immobili pubblici lungo i cammini e i percorsi ciclopedonali e storico-religiosi che a!raversano l’Italia per trasformarli in ostelli, piccoli hotel, punti ristoro, ciclofficine, punti di servizio e assistenza per tu!i i pellegrini, i turisti, i camminatori e i ciclisti che percorrono questi tracciati. È questo l’obie!ivo del nuovo proge!o “a rete” dell’Agenzia del Demanio, promosso da MiBact e Mit: “Cammini e percorsi”. Gli immobili coinvolti nel proge!o si trovano lungo la via Appia, la via Francigena, il Cammino di Francesco e il Cammino di San Benede!o, lungo le ciclovie VenTo, Sole e acqua (Acquedo!o pugliese), e lungo altri itinerari riconosciuti a livello locale. Si tra!a di 103 beni, 43 dello Stato, 50 degli enti territoriali e 10 di Anas, che a!raverso bandi di gara pubblicati entro l’estate, saranno affidati in concessione gratuita (9 + 9 anni) “ad imprese, cooperative e associazioni, costituite in prevalenza da sogge!i fino a quaranta anni” (come previsto dal Dl Art Bonus e Turismo) oppure in concessione di valorizzazione fino a 50 anni a operatori che possano sviluppare un proge!o turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tu!a la colle!ività. Tra questi immobili, se!e si trovano in Sicilia, lungo la ciclopista Sole: il casello ferroviario Ponte Pa!i a Calatafimi-Segesta, l’antica torre di avvistamento San Francesco di Trapani del XVII secolo, che si affaccia sul lido di Marausa, l’edificio ex Eca che si trova a Castelvetrano, la stazione di vede!a dell’area prote!a di Capo Feto di Mazara del Vallo e le case cantoniere di Gela, Palma di Montechiaro e Paceco.

LEADER DEL TURISMO

San Vito Lo Capo festeggia 601.885 presenze, con un incremento del 7,7 per cento rispe!o al 2015 quando erano state 558.905 strazione non riesce a incassare l’imposta di soggiorno e reprimere il diffuso abusi! vismo nel settore turistico!ricettivo. Pan! telleria è rimasta isolata e il flusso turistico è modesto$. Il nodo dell’aeroporto, la sinergia pubblico!privato, l’evoluzione delle politiche turistiche regionali. Quali sono le principali sfide che attendono il comparto sul territorio? "La sinergia pubblico!privato sia a livello delle amministrazioni comunali che re! gionali può essere un punto cardine per sviluppare i maggiori poli di attrazione tu! ristica della provincia di Trapani. D’altro canto, l’aeroporto con Ryanair ha sicura! mente cambiato il volto della città e del suo hinterland che hanno risposto con un notevole impegno imprenditoriale. Alla base dello sviluppo della nostra città, quindi, incidono le politiche regionali a so!

stegno del nostro scalo aeroportuale$. A quali prodotti della nostra tradi! zione enogastronomica i consumatori mostrano di non rinunciare a prescin! dere dal prezzo? "La qualità dei prodotti rimane un aspetto essenziale, anche nella semplicità e genui! nità delle ricette e quindi i piatti della dieta mediterranea continuano a essere molto apprezzati. Pertanto pasta, vegetali, olio d’oliva e la pizza restano alla base del no! stro modello alimentare$. Tra gli indicatori che destano qual! che preoccupazione, si segnala il cre! scente richiamo dei take away che indeboliscono la qualità della nostra offerta alimentare. Attraverso quali iniziative si può limitare l’espansione di questa tipologia di consumo? "Nel provvedimento Scia 2 è stato intro! dotto il concetto di “eccezione culturale” che offre alle amministrazioni comunali nuovi strumenti di programmazione qua! litativa dell’offerta commerciale, rispetto al principio di libertà di accesso, organiz! zazione e svolgimento di attività. All’ul! tima assemblea Fipe abbiamo denunciato l’esplosione di take away in Italia, per so! stenere e valorizzare un modello di offerta di qualità, coerente con la vocazione delle nostre città, contrastando modelli che pro! ducono preoccupanti esternalità negative in termini di rumore, rifiuti e persino di consumo di alcolici$. In chiave di rilancio futuro del no! stro sistema del food&beverage, su quali strategie bisogna puntare per rendere i luoghi del “gusto italiano” più attrattivi e più vicini ai nuovi de! sideri dei consumatori? "Partirei da tre elementi principali: le com! petenze professionali degli addetti, le com! petenze manageriali degli imprenditori e il rilancio di un modello di offerta basato sulle specializzazioni. Oggi stiamo an! dando nella direzione opposta, vale a dire quella di un modello orientato alla de!spe! cializzazione nella quale tutti fanno tutto, o meglio, tutti sanno fare poco di tutto$. ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 60

Tra Sud e Isole

TRA SPIAGGE CARAIBICHE Il litorale di Mazara del Vallo si contraddistingue per l’arenile bianco e il mare cristallino. A pochi passi sorge un centro storico famoso per la pianta urbanistica islamica. Lo descrive Vincenzo D’Angelo

O

ltre due chilometri di spiaggia con sabbia bianca e granulosa lambita dal mare cristallino. Il tra!o litoraneo di Mazara del Vallo rievoca il bianco arenile caraibico - scenario esotico e raro dato il cara!ere mediterraneo delle altre coste -, ma si trova a circa mezzora da Trapani e ad un’ora da Palermo. Mazara è ambita meta per tu!i quei turisti che oltre a dedicarsi all’abbronzatura siano disposti a visitare il centro storico, ricco di cultura e di storia, e i dintorni, in alcuni casi ancora immersi nella natura selvaggia. I Gorghi Tondi e il lago Preola ne sono un esempio: si tra!a di una riserva naturale prote!a dal WWF, in cui è possibile accedere ad un’area di osservazione per ammirare alcune rare specie di uccelli e la fauna del posto. La riserva guarda alla parte rocciosa del litorale: oltre 7 chilometri di costa in cui la barriera corallina consente l’a!ività della pesca sportiva subacquea o dello snorkeling. Rinomata è poi la riserva naturale di Capo Feto, zona costiera divenuta sito di interesse comunitario raggiungibile solo a piedi e area dedicata al kit surf. È possibile ammirare l’impianto urbanistico tipicamente islamico che caratterizza il centro storico denominato Ca-

Le tipicità dell’Isola San Vito Lo Capo, perla della provincia di Trapani, è celebre per la sua spiaggia dorata e l’acqua cristallina, ma anche per il cous cous. Lo chef Giuseppe Abate racconta caratteristiche e preparazione di questo piatto della tradizione siciliana

D’Angelo Palace Hotel ha sede a Mazara del Vallo (Tp)

©Foto-Giuseppe Violante

www.dangelopalacehotel.it

sbah e composto da un dedalo di viuzze stre!e, la medina, una delle poche integralmente conservatesi: odori, suoni e colori sembrano improvvisamente traghettare il visitatore nell’altra sponda del Mediterraneo. A circa un chilometro dal centro storico e a pochi passi dalla splendida spiaggia di Tonnarella sorge l’hotel Palace D’Angelo. La stru!ura, perfe!amente calata nel contesto storico e geografico del territorio, riesce a fare della cordialità e dell’accoglienza i suoi precipui obie!ivi, collocando al centro con sensibilità, passione e dedizione le esigenze dei suoi ospiti. «Il D’Angelo Palace si pone quale “trait d’union” tra il cliente e il tessuto urbano e antropologico filtrando e valorizzando gli elementi locali al fine di agevolarne l’accesso e la scoperta mediante un’impostazione, condivisa da tu!o il personale, che fa del dialogo e della disponibilità i cardini su cui è imperniata la filosofia della stru!ura» spiega Vincenzo D’Angelo, responsabile della stru!ura rice!iva. Posto a metà tra l’area balneare e il centro storico, l’hotel si affaccia sul nuovo porto di Mazara, esso stesso metafora del dinamismo, della vitalità e dello scambio culturale che connota la ci!à e l’albergo. «Il nostro obie!ivo è accontentare le istanze del cliente nella spontaneità e nella semplicità, ma non rinunciando all’eleganza e alla raffinatezza. Per questa ragione offriamo tu!i i confort di cui questi necessitano durante il loro soggiorno a Mazara del Vallo, ci!à del satiro, ci!à del mare, ci!à dei sogni». La stru!ura, composta da cinque piani, è stata proge!ata per offrire il massimo del confort e dell’eleganza. Gli arredi in ciliegio sono perfe!amente armonizzati con i tendaggi, i tappeti, le luci che rendono complessivamente l'albergo so$ ed elegante. ■ Luana Costa

È

situata sulla costa occidentale nella penisola di Capo San Vito uno dei tratti costieri più rinomati e conosciuti della Sicilia. La spiaggia di sabbia dorata che si estende per tre chilometri è ciò che rende infatti unico San Vito Lo Capo, centro nella provincia di Trapani. Il litorale si caratterizza per lo scorcio di mare racchiuso tra pareti rocciose e una fitta vegetazione Mediterranea. Molto particolare anche il centro stori! co cittadino composto da case basse tappezzate di rampicanti e sullo sfondo una macchia di azzurro brillante. La cor! nice è completata da uno scorcio sul monte Monaco, maestoso e dolomitico a Est, la parete rocciosa della piana dell’Egitarso a Ovest e sulla punta del golfo, alto ed elegante il faro. In una tale cornice non ci si può sottrarre ai pecca! ti di gola, il ristorante La Cambusa a San Vito Lo Capo offre infatti ai turisti alla ricerca dei sapori del territorio una cu! cina tipicamente siciliana. La struttura è gestita dai proprietari Peppe Alongi e Vito Riina e vanta un’antica tradizione culinaria ricca di ricette tramandate dai familiari e abilmente rivisitate. Il cous cous ad esempio è il piatto più popola! re in Marocco e nel nord Africa ma è an! che il protagonista della cucina di diversi comuni della provincia trapanase. Que! sto alimento si ottiene dalla semola di grano duro macinata, aspersa d’acqua, setacciata e lavorata con le mani sino ad ottenere minuscole palline. I grani ven! gono cotti passandoli al vapore più vol! te, utilizzando il brodo per insaporirli ed una particolare pentola che consente di mantenere la giusta consistenza ed evi! tare la formazione di grumi, in modo da poterlo condire con gli ingredienti pre!

visti da ogni singola ricetta. "Sono nu! merose le ricette che si possono realiz! zare utilizzando il cous cous ! spiega lo chef Giuseppe Abate !. Ma quella che ne esalta più il sapore e rappresenta di più la tradizione siciliana è senz’altro la pre! parazione con il brodo di pesce misto, con aggiunta di aglio, cipolla, mandor! le, pomodoro, alloro, prezzemolo, pepe in grani, cannella e olio. Una parte del brodo verrà utilizzata per la cottura al va! pore all’interno dell’apposita pentola. Dopo circa un’ora e mezza, il cous cous è pronto e può essere condito con il bro! do rimanente. Prima di essere servito deve riposare almeno un’ora$. Il cous cous è uno dei piatti di punta serviti al ristorante La Cambusa ma la cucina è ricca di specialità: "Il nostro menu ' con! tinua lo chef ! comprende numerose ri! cette della tradizione siciliana prepara! te con prodotti freschissimi. Il pescato del giorno è una delle portate principa! li. Abbiamo anche una grande varietà di vini con particolare riguardo per quelli della zona del trapanese$. ■ Luana Costa

Il ristorante La Cambusa ha sede a San Vito Lo Capo (Tp) - www.lacambusasanvito.it


Viaggio in Italia Luglio 2017 • Pag. 62

Tra Sud e Isole

Il benessere viene dalla natura

Città da sempre punto di incontro di culture diverse in cui l’architettura araba si fonde con quella normanna, tra colori, odori e sapori frutto di una cultura millenaria. Antonella Giacalone ci accoglie a Mazara del Vallo

D

ominata nel corso degli anni da popolazioni diverse, Mazara del Vallo ha saputo fare del! l’egemonia straniera la sua più grande ric! chezza. I suoi occupatori le hanno regalato giardini rigogliosi, edifici e monumenti e le hanno donato anche un immenso patrimonio di conoscenze che si sono combinate con quelle dell’isola. A fare da cornice alle straordinarie bellezze architettoni! che, un mare cristallino e una natura incontaminata che, soprattutto durante la bella stagione, si accendono grazie alla movida notturna. Qui, lontano dal caos cittadino e dagli stress della vita quo! tidiana, a 850 metri dalla spiaggia e immerso nell’atmo! sfera magica che solo l’architettura araba sa creare, si tro! va il Visir Resort & Spa, hotel che si impegna a offrire ai propri ospiti l’esperienza di una vacanza sofisticata, al! l’insegna del benessere e del relax. Un piccolo angolo di paradiso. "L’hotel è il posto ideale per chi sogna una vacanza in tutta quiete e riservatezza ' spie! ga Antonella Giacalone !. Allo stesso tempo costituisce un punto di partenza per chi abbia voglia di partire alla sco! perta di un territorio unico, ricco di arte, storia e cultura, snodo nevralgico per chi viaggia per affari e deve muoversi nel cuore della Sicilia occidentale$. Lusso e stile contraddistinguono anche il ristorante del! l’albergo. "Il nostro ristorante Le Zagare è aperto anche ai clienti non residenti nella struttura cui offriamo una

POSIZIONE STRATEGICA

L’hotel è un punto di partenza ideale per chi vuole partire alla scoperta di un territorio unico, ricco di arte, storia e cultura

Visir Resort & Spa ha sede a Mazara del Vallo (Tp) www.visirresort.it

I prodotti sono realizzati esclusivamente a partire da prin! cipi attivi di origine vegetale che assolvono la funzione di stabilizzazione del prodotto, assicurandone la duratura con! servazione nel tempo$. Il relax raggiunge i clienti anche a bordo piscina. "Propo! niamo i nostri massaggi direttamente a bordo piscina. Tra le varie offerte c’è il Rituale Sicilia, un trattamento agli agru! mi riposante e rivitalizzante, realizzato attraverso l’uso di una particolare miscela di miele dalle note agrumate e dal colore ambrato, olio di mandorle dolci bio e oli essenzia! li estratti da limoni e arance. Le essenze degli agrumi han! no proprietà antiossidanti, astringenti e rinforzanti grazie alle quali la pelle acquista maggiore elasticità, idratazio! ne e luminosità. Inoltre con i suoi odori intensi, questo trat! tamento ha effetti benefici anche sulla sfera psichica, riu! scendo a regale la giusta concentrazione e armonia anche alla mente$. È inoltre possibile godere del Ritual Sun. "Si tratta di un trattamento olistico polisensoriale che dona un completo benessere psicofisico, stimolando l’energia vitale e lasciando una sensazione di vitalità e leggerezza. La pelle viene dol! cemente spazzolata con il body brushing che elimina le cel! lule morte, stimola la microcircolazione cutanea e ossigena i tessuti. La pelle viene poi idratata grazie all’energysun, un concentrato di burro di karitè, olio di Argan e mallo di noce. Per concludere il trattamento viene applicato il fini! shing che intensifica e potenzia la produzione di melani! na grazie al Melanobronze e prepara la pelle all’estate$. ■ Antonella Romaniello

TRATTAMENTO VISIR

carta di vini internazionali e una cucina diversificata con carni di pregio tra le più famose al mondo, piatti inter! nazionali e della tradizione siciliana, tutti caratterizzati dall’incredibile qualità e genuinità delle materie prime utilizzate$. Il Visir Resort organizza diversi eventi per promuovere la conoscenza dei prodotti locali. "Proponiamo degustazioni di prodotti tipici locali con un’attenzione particolare ai vini siciliani, da consumare nei nostri due bar o nella hall cir! colare, sormontata da una cupola vetrata. Tutti i nostri am! bienti sono progettati per essere accoglienti e per regala! re agli ospiti momenti speciali, immersi nella bellezza$. Punto di forza dell’albergo è il centro benessere Agua Spa. "Il centro benessere ricopre una superficie di duemila me! tri quadri. Tutto ruota attorno all’acqua, elemento indi! spensabile per la cura del corpo e della mente. I nostri ospi! ti possono regalarsi un intenso momento di relax nella pi! scina con nuoto controcorrente e getti d’acqua idromas! saggianti, cascata cervicale ed effetto vulcano$. Molti i trattamenti tra i quali scegliere, tutti pensati per trasformate la vacanza in una vera immersione rigenerante. "Massaggi, trattamenti viso e cure disintossicanti, tutti svol! ti utilizzando prodotti specifici di alta qualità. La nostra spa firma i suoi trattamenti con Aestetic Project, azienda lea! der nel settore della ricerca, produzione e commercializ! zazione dei prodotti per la cosmetica, professione che si di! stingue per le formulazioni prive di conservanti aggiunti.

Tra i trattamenti proposti non poteva mancare il Visir, il top del rilassamento. «Visir è una sinergia di oli essenziali che danno origine al prestigioso trattamento olistico RitualEssence – continua Antonella Giacalone -. Un unico trattamento della durata di sessanta minuti che racchiude tutti i trattamenti finalizzati a far sentire l’ospite coccolato e viziato come il Gran Visir. Cinque le proprietà specifiche del trattamento: drenante, stimolante, detossinante, tonificante e rilassante. Un trattamento unico che regala una piacevole sensazione di relax, benessere ed equilibrio tra corpo e mente».


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