Viaggi giugno 2018

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Viaggio in Italia OSSERVATORIO SUL TURISMO DI QUALITÀ

OSPITALITÀ SUDTIROLESE

LUOGHI PUCCINIANI

Montagne e panorami mozzafiato, cultura, arte, sport, buona cucina e un’autentica vocazione all’accoglienza: l’Alto Adige nelle parole di Manfred Pinzger e Petra Überbacher

Itinerario toscano, tra Lucca e Torre del Lago, nelle terre care al grande compositore, accompagnati da Gabriella Biagi Ravenni, presidente del Centro studi Giacomo Puccini

L’offerta turistica Il sistema alberghiero rafforza la sua vocazione all’accoglienza con un manifesto di 80 punti

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca

n uno scenario mondiale della travel industry che per i prossimi 15 anni prevede un oceano di due miliardi di persone a spasso per il pianeta con la valigia, l’Italia continua a essere percepita come «il Paese delle meraviglie». È una delle note più incoraggianti emersa durante la 68esima assemblea di Federalberghi tenutasi a Porto Cervo a inizio maggio, che ha visto la partecipazione di un pubblico di oltre 400 persone tra albergatori, operatori del comparto, imprenditori e giornalisti provenienti da

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#ORGOGLIOLIGURIA FASCINO ANTICO E NUOVE METE Cresce il numero delle presenze italiane e straniere di turisti in Liguria. La Regione è però decisa a incrementare i buoni risultati acquisiti. Mare, cultura, borghi ameni, enogastronomia e tanti turismi di nicchia: gli asset su cui puntare, ne parla Giovanni Berrino assessore regionale al Turismo a pagina 59

La fruizione intelligente dei beni culturali

ALL’INTERNO

È il principio fondamentale attorno al quale si snoda l’attività del Touring Club Italiano, che grazie al suo esercito di volontari promuove iniziative di turismo accessibile afforzare una percezione positiva nei turisti, aprendo i luoghi di pregio a una dimensione sociale altrimenti preclusa e trasmettendo un’immagine di cura e orgoglio del territorio. Sono le motivazioni che in questi anni hanno spinto gli oltre 2000 volontari per il patrimonio culturale attivi in Italia a donare circa 150 mila ore del loro tempo ad “Aperti per voi”, progetto che dal 2005 a oggi ha accolto più di 12,8 milioni di visitatori nei luoghi “adottati” dal Touring Club italiano. «Il volontariato culturale è una risorsa importante – sostiene il presidente Franco Iseppi – che attraverso questo progetto ha favorito l’apertura in 29 città di 76 luoghi d’arte e cultura, musei,

aree archeologiche, palazzi storici e chiese». O semplicemente l’estensione dell’orario di visita come nel caso del Teatro di Corte della Reggia di Caserta, dallo scorso aprile prolungato fino alle 17 sempre grazie alla disponibilità dei volontari Tci. Che valore ha acquisito questa iniziativa negli anni e quali saranno i prossimi luoghi da rendere più accessibili? «Nel 2012, in occasione del “milionesimo visitatore”, Giorgio Napolitano ha conferito al progetto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica. Da giugno 2015, i volontari Touring curano l’apertura an-

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Franco Iseppi, presidente del Touring Club Italiano

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Sapori di Calabria Valori identitari della cucina calabrese: ne parlano Marisa Gigliotti e Annalisa Oppedisano Giugno Antoniano Nel cuore di un mese ricco di eventi e di iniziative per celebrare il Santo patrono di Padova



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Colophon

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it

MIX DI CULTURE

LA CUCINA A KM VERO

A Lecce, Oriente e Occidente si incontrano in una masseria, ispirata ai riad marocchini. La racconta pagina 12 Marisa Bleve

L’eccellenza delle materie prime, al di là dei pagina 29 limiti territoriali

FESTIVAL PUCCINI 2018 Al via la 64esima edizione della rassegna che presenta un cartellone lirico di grande valore artistico pagina 46 accompagnato da tante proposte inedite

Consulente editoriale Irene Pivetti Coordinamento editoriale Michela Calabretta direzione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

>>> Segue dalla prima tutta la Penisola. OSPITALITÀ, LA FILIERA SI ALLARGA E SI DIVERSIFICA Tre giorni di confronto e dibattito sui temi più caldi di un settore che, pur rappresentando una delle categorie economiche più profittevoli in ambito nazionale, non ha ancora valorizzato fino in fondo la sua naturale attitudine all’ospitalità. «Quello che oggi guida allo sviluppo qualsiasi Paese a vocazione turistica – sostiene Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi – è innanzitutto il criterio della raggiungibilità, che richiede infrastrutture adeguate a consentire la fruibilità delle destinazioni più richieste. Un aspetto che riveste un valore sostanziale anche per le strutture ricettive, che del comparto sono l’asse portante». Una centralità che negli ultimi mesi gli operatori del comparto alberghiero si stanno impegnando a consolidare, diversificando la gamma dell’offerta ed estendendola a nuove soluzioni di alloggio in linea con i trend di richiesta. Tra le più innovative si segnalano i condhotel, tipologia che permette di destinare alla vendita fino al 40 per cento della superficie netta delle camere, che attendono trepidanti il passaggio alla fase attuativa dopo l’ingresso in Gazzetta Ufficiale avvenuto a inizio anno. «Questa nuova opportunità – afferma Bocca - ci rende anche più attrattivi a livello internazionale, dal momento che per i nostri competitor europei tale formula è già attiva da anni. Tuttavia i tempi per ricevere il regolamento attuativo sono assolutamente incompatibili con le decisioni d’impresa, con gli investimenti e con il mercato». Sul quale la stessa Federalberghi ha piazzato di recente un grande colpo,

annunciato proprio durante l’assemblea in terra sarda, accogliendo tra le sue fila Una Hotels, la più grande catena alberghiera italiana per numero di camere dislocata con 40 strutture lungo tutto lo Stivale. «Il fatto che una società così importante – osserva Bocca - abbia deciso di entrare a far parte della nostra grande famiglia, è per noi motivo di orgoglio. Del resto, di fronte a un sistema turistico globale che evolve così velocemente, non si può restare immobili: bisogna agire “ora” e non dopo».

REGOLE CERTE E INVESTIMENTI SUL TRAVEL SYSTEM Un appello rivolto a tutta la filiera dei tour operator, ma anche e soprattutto al mondo politico. Destinatario del manifesto programmatico intitolato “Il turismo lavora per l’Italia” che Federalberghi ha elaborato a fine 2017 “sfidando” candidati e forze parlamentari a dichiarare pubblicamente quali misure, delle 80 concrete indicate nel documento, si impegneranno a realizzare nei prossimi cinque anni. «La nostra piattaforma programmatica – spiega il presidente Bocca – individua i nodi che ostacolano lo sviluppo del settore e ci impediscono di competere ad armi

pari con l’agguerrita concorrenza internazionale. Formulando più di 80 proposte, molte delle quali possono essere realizzate in tempi brevi e senza oneri a carico delle finanze pubbliche». Si parte da quelle prioritarie come la diminuzione della pressione fiscale (in primis delle tasse sugli immobili, che gravano sulle imprese anche quando sono chiuse o semivuote) e il sostegno agli investimenti con il potenziamento del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive. Proseguendo con la riforma di regole anacronistiche che non consentono agli alberghi di sviluppare nuovi servizi, fino al contrasto all’abusivismo dilagante. «Questo Far West è l’immagine di un Paese – sottolinea il numero uno di Federalberghi - nel quale è possibile operare senza rispettare alcuna regola, né amministrativa, né tributaria, né di igiene, né di tutela del lavoro. Perfino l’incolumità pubblica è costretta a cedere il passo, poiché nessuno sa di preciso chi soggiorni nelle mille forme di alloggio abusivo che ormai proliferano nelle nostre città. Ci auguriamo che il nuovo Governo riesca laddove i precedenti hanno fallito: dare regole certe a questo settore». Anche perché, sulla base dei ponti primaverili del 2018 e degli indicatori previsionali per l’estate, il futuro sembra sorridere al Belpaese. Specialmente quello che ci guarda con gli occhi a mandorla. «Il mercato cinese – conclude Bocca - è il mercato del futuro: nel 2017 i turisti cinesi in giro per il mondo sono stati 129 milioni e nel prossimo quinquennio raggiungeranno i 700 milioni. A loro guardiamo, senza dimenticarci dei mercati maturi come Europa e Usa, interessati alle città d’arte. Ma al primo posto rimane l’Italia, su cui concentriamo i nostri sforzi maggiori». ■ Giacomo Govoni




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>>> continua dalla prima

che del Quirinale e da gennaio 2017 del Palazzo della Farnesina. Nell’Anno europeo della Cultura amplia il suo orizzonte e vara un programma “Aperti per l’Europa” dedicando maggior attenzione, anche in termini pratici e linguistici, per sottolineare l’appartenenza alla cultura europea dei siti e dei visitatori principali». Siamo nel vivo dell’Anno del cibo italiano, indetto e promosso dal Mibact. Con quali iniziative di attrazione turistica lo state supportando? «Per il Tci il cibo è un’espressione culturale, è il frutto della nostra identità. La nostra associazione lo ha sempre considerato determinante come il patrimonio storico, le ricchezze artistiche e il paesaggio. La nostra prima Guida gastronomica è del 1931 e l’ultima, I Paesaggi del Cibo, del 2017, con un censimento di quello che di autentico si produce nei territori. Nel 2012 abbiamo dato vita a “Dentro il paesaggio”, un convegno di studi con Coldiretti e Sole 24 Ore su agricoltura sostenibile, turismo compatibile e su una corretta gestione dei valori del territorio». A inizio primavera avete sostenuto una manifestazione a Roma mirata a diffondere la cultura della bicicletta. Quanto sta crescendo l’attenzione dei

Primo Piano viaggiatori alla sostenibilità turistica e come la state stimolando? «Il turismo è stato considerato per molto tempo trascurabile e gli effetti dell’insostenibilità di un certo turismo sono sotto gli occhi: per questo il Touring è impegnato in iniziative e progetti su una fruizione intelligente del territorio, nostro asset principale. Una cura particolare merita, poi, la diffusione di una cultura della responsabilità e dei comportamenti del turista. Iniziative come Bandiere Arancioni, che promuove i piccoli borghi dell’entroterra, o quelle editoriali mirano alla valorizzazione del turismo lento, tendenza ormai consolidata della domanda. Il ritorno alla bicicletta poi è per noi un ritorno al futuro, in cui si riscopre la mobilità ideale per conoscere le tante identità territoriali». Il 2018 del turismo made in Italy si segnala anche per la forte “trazione artistica”, con una serie di mostre alle quali avete dedicato anche una gallery promozionale. Quali sono le più importanti che ci attendono di qui a fine anno? «Sono una trentina le più importanti mostre annunciate da Palermo a Roma, da Milano a Venezia, da qui a fine anno. Il Tci guarda con interesse a questo fiorire di mostre, non condivide gli eccessivi “rigorismi” di chi giudica con sdegno qualche concessione alla spettacolarizzazione, ma

Lungo i sentieri e i sapori della Valtellina

Anche in estate la montagna offre diverse attività a stretto contatto con la natura. E dopo passeggiate ed escursioni, non c’è niente di meglio che rifocillarsi in ristoranti tipici, come il Trippi piedi, a cavallo o in mountain bike, le vie che si snodano nei paesaggi montani della Valtellina offrono ai visitatori curiosi la possibilità di sperimentare la natura a 360 gradi. I sentieri si distendono tra i vigneti tipici della zona e conducono direttamente nei parchi nazionali e nelle riserve naturali di cui il territorio è particolarmente ricco. Per gli amanti della pesca sportiva, la gran quantità di fiumi e torrenti consentirà un’ottima alternativa alle attività sporti-

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ve. Insomma una vacanza a tutto tondo che potrà certamente essere arricchita dall’enogastronomia che dai vini fino ai prodotti tipici offre un’ampia scelta di gusto. Appena fuori Sondrio si trova infatti il ristorante Trippi, punto di riferimento per i visitatori che hanno l’obiettivo di assaporare le pietanze tipiche. «Ogni giorno ci impegniamo in un’accurata selezione delle materie prime che vengono poi cucinate nel rispetto della tradizione più autentica, innovando nella presentazione e nella composizione dei nostri piat-

TURISMO SOSTENIBILE

«Il ritorno alla bicicletta è per noi un ritorno al futuro, in cui si riscopre la mobilità ideale per conoscere le tante identità territoriali» condanna certi espedienti attrattivi di scarsa consistenza culturale». A fine 2017 a Milano avete tenuto a battesimo il primo Osservatorio per il paesaggio. Com’è nata quest’idea e dove pensate di poterla ripetere nel prossimo futuro? «L’Osservatorio per il paesaggio Monte

ti per rendere i clienti protagonisti di raffinate esperienze culinarie - spiega Gianluca Bassola, titolare dell’attività ristorativa -. Il nostro obiettivo è quello di invitare a riscoprire gli ingredienti e le ricette preparate “come una volta”, attraverso una scrupolosa ricerca delle materie prime di qualità e dei migliori ingredienti di stagione che danno origine a un menù rispettoso del territorio: autentica semplicità nel rispetto della tradizione. Crediamo molto nella qualità assoluta delle materie prime, prodotte nel rispetto della stagionalità e della tipicità dei prodotti di ciascun territorio. E per farla apprezzare ci esprimiamo attraverso una cucina semplice ma mai banale. Questa è la nostra filosofia: ogni giorno racconIl ristorante Trippi ha sede a Montagna in Valtellina (So) - www.ristorantetrippi.it

Stella Milano nasce per concorrere alla percezione del paesaggio consapevole, responsabile e partecipata dai cittadini. Il paesaggio deve diventare un tema politico di interesse generale, poiché contribuisce al benessere dei cittadini e alla loro realizzazione. L’osservatorio è una struttura aperta a chiunque, associazioni o privati, ne condivida principi e finalità. È un ente del terzo settore previsto dalla Convenzione europea del paesaggio del 2000, e dal Mibact». Si avvicina la stagione estiva e il mirino dei turisti volge al mare, a cui anche quest’anno dedicherete una guida. A quali aspetti darete risalto per valorizzare l’offerta balneare italiana 2018? «La guida “Il mare più bello”, edita da Tci e realizzata da Lega Ambiente, sarà presentata a metà giugno. Elenca oltre 100 comprensori marini e lacustri, territori che prescindono dai confini amministrativi, poco interessanti per il viaggiatore. La guida è sempre più uno strumento affidabile di orientamento per chi pratica vacanze al mare o al lago. In particolare propone le eccellenze del nostro mare da nord a sud. In un mercato turistico balneare in continua espansione, la rigorosa selezione del mare più bello risponde proprio alla domanda di un turismo di qualità». ■ Giacomo Govoni

tiamo storia e tradizioni del territorio attraverso i nostri piatti». Al ristorante Trippi si potrà gustare la migliore qualità di produzione di salumi in Italia, dove sapienti norcini e piccoli artigiani del gusto, tramandano di generazione in generazione antichi segreti per la lavorazione delle carni, ottenendo prodotti in grado di sposare al meglio i profumi e i sapori della cucina tipica valtellinese. La carta dei vini del ristorante Trippi propone poi una selezione delle migliori annate volta a valorizzare ogni singolo vitigno con una raffinata selezione dei prodotti in grado di esaltare i migliori terroir. «La nostra cantina offre un viaggio tra i migliori vini, in Italia ed in Europa: Champagne, Borgogna, Franciacorta, Pinot nero e Nebbiolo e molti altri ancora, con una selezione dei migliori vini di Valtellina». ■ Luana Costa



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pochi chilometri da Sondrio, ricco di storia e tradizioni enogastronomiche, si trova il paese di Chiuro. Le tracce del suo ricco passato impreziosiscono ancor oggi il centro storico: dal santuario della Madonna della Neve e di S. Carlo al palazzo fortificato di Stefano Milite Quadrio, dalla chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea alla casa di Maurizio Quadrio, il grande patriota del Risorgimento. Immerso nella natura, Chiuro è dominato dai frutteti e dai vigneti che con i loro suggestivi terrazzamenti rendono unico il paesaggio della media Valtellina. Certo, quando si sente nominare la Valtellina si pensa subito alla bresaola, prodotto Dop del territorio amato in tutto il mondo. Ma basta fare un giro in ristoranti come Da Silvio, per capire che c’è molto di più da scoprire. Il ristorante si trova a Castionetto di Chiuro, una frazione, ed è gestito da una squadra tutta familiare formata dal fondatore papà Silvio Fancoli, mamma Mariangela in sala e i figli Renato e Daniele. «Siamo stati in affitto per dieci anni, poi abbiamo ri-

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A spasso nel Bel Paese Percorsi enogastronomici La Valtellina è un territorio ricco di tradizione e sapori unici. Tanti i piatti da scoprire oltre la bresaola, ne abbiamo parlato con Daniele e Renato Fancoli levato e rimesso a posto la struttura dove siamo adesso, aprendo il ristorante nel 2001». Daniele e Renato Fancoli raccontano trent’anni di esperienza nella ristorazione cominciata negli anni ’90 quasi come un’avventura che continua ancora adesso a raccontare i prodotti della tradizione valtel-

linese. «I pizzoccheri sono il piatto tradizionale della Valtellina insieme agli sciatt, piccole palline di formaggio fritte, quasi dei bignè, fatti con farina di grano e formaggio locale – spiega Daniele . È un piatto meno conosciuto dei pizzoccheri, ma che ha molto successo anche perché il formaggio fritto è molto goloso». Il territorio è inoltre ricco di selvaggina che diventa protagonista dei secondi di carne «Facciamo anche la tagliata di manzo o lo stinco di maiale, ma il nostro forte sono i piatti di selvaggina come il salmì di cervo, uno stracotto fatto col vino. Utilizziamo la selvaggina anche per fare alcuni primi come i ravioli con il ragù di cervo o capriolo». Attenzione a non considerare la bresaola solo come un contorno. «Tra i piatti più amati c’è la crespella, un quadrato di pasta ripieno di besciamella e bresaola che poi chiudiamo e ricopriamo di formaggio

casera, un prodotto tipico» precisa Renato. Un menu tradizionale richiede una rete di fornitori locali fatta di piccoli e grandi produttori. «La nostra polenta taragna ad esempio è fatta solo con farina di frumento nero saraceno. Inoltre da qualche anno usiamo una fa-

rina di granoturco locale macinata a pietra». Tra le sale rustiche in sasso e pietra del ristorante da Silvio si possono scoprire i sapori della tradizione, magari accompagnati da un buon bicchiere di sforzato, uno dei vini nebbioli che rappresenta l’eccellenza della Valtellina, altamente alcolico perché fatto appassire. Perfetto da sorseggiare durante un pranzo sulla veranda coperta del ristorante da Silvio con una accogliente vista sui frutteti e sulle vigne circostanti. ■ Patrizia Riso

Il ristorante Da Silvio si trova a Castionetto di Chiuro (So) www.ristorantedasilviofancoli.it



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A spasso nel Bel Paese

Soggiorni tra natura e benessere A soli sei chilometri dal Lago di Como sorge la Val d’Intelvi, un’area ricca di itinerari rurali e naturalistici. Da qui è possibile effettuare escursioni o gite in battello sul romantico specchio d’acqua

a Val d’Intelvi è una valle montana situata in provincia di Como. È una zona tipicamente prealpina con quote non superiori ai 1800 metri ma comunque già abbastanza elevata per poter essere definita montana. Qui sorge l’agriturismo bed and breakfast Al-Marnich, un luogo ameno collocato a quindici minuti dal romantico lago di Como e dotato di una vasta area verde attrezzata per intraprendere percorsi di trekking o dedicarsi alla palestra minifitness. In questa zona è possibile seminare solo alcune tipologie di colture quali le verdure da orto e piccoli frutti e praticare l’allevamento di ovini, caprini e bovini i quali richiedono molto terreno e pascolo a disposizione. L’agriturismo nasce su iniziativa di un imprenditore agricolo milanese, nel lontano 1995, quando decide di acquistare tre cascinali rurali tipici della zona della Valle d’Intelvi. Si tratta di strutture originali della fine XVIII secolo interamente costruiti in pietra calcarea locale e legno. Da questa intuizione prende il via l’avventura di Emanuele Bonfiglio che, da sempre appassionato di animali e di agricoltura, introduce il concetto di agriturismo in questa particolare area geografica. AlMarnich è infatti, il primo agriturismo realizzato in zona e uno dei più antichi di tutta la provincia di Como. Qui è possibile degustare prodotti genuini e specialità culinarie della Lombardia in un ambiente rustico ma accogliente. La struttura possiede, infatti, camere dotate del caratteristico camino in grado di

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L’agriturismo Al-Marnich ha sede a Schignano (Co) www.al-marnich.it

conferire un’atmosfera intima o di terrazzini panoramici. «Ricordo che al mio arrivo optai immediatamente per l’allevamento di caprini, animali assolutamente adatti alla montagna e ai pascoli scoscesi e irregolari, e per la coltivazione di more e lamponi oltreché di ortaggi da serra. Questa scelta mi permise di poter utilizzare i prodotti per uso interno all’attività agrituristica» racconta Emanuele Bonfiglio. Di produzione propria sono infatti i formaggi caprini freschi o stagionati di vario tipo, i salami di capra, le gustose marmellate di lamponi, more ed uva fragola, il miele di montagna ottenuta da apicoltura nomade, varie tipologie di ortaggi da serra e pollame da allevamento all’aperto di animali da cortile. «Successivamente, continua il suo racconto Emanuele Bonfiglio- riuscii a completare la ristrutturazione delle “ex stalle” contadine e le trasformai in vere e proprie camere per

gli ospiti. Complessivamente sono quattordici ristrutturate in periodi diversi con l’intento di mantenerne il più possibile inalterate le caratteristiche originarie ma con altrettante sfaccettature e particolarità che le rendono una differente dalle altre». L’agriturismo dispone infatti di una camera doppia matrimoniale e di una camera doppia matrimoniale superior con balcone o terrazzo e infine di una camera familiare, tutte realizzate in legno e pietra per ricreare l’ambiente tipico di montagna. Sempre dello stesso tenore la sezione dedicata al ristorante ottenuta dalla ristrutturazione di una delle cascine in pietra al piano terra e composta da cinque salette molto intime realizzate con sasso naturale a vista, un caminetto nella sala principale e in altre due salette da pranzo. Qui è possibile gustare la cucina tipica locale e nazionale incentrata in particolare sui prodotti da agricoltura bio e sull’utilizzo della produzione interna di formaggi, ortaggi e piccoli frutti. «Sono appassionato di agricoltura e di allevamento sin dagli anni 80- aggiunge poi- ma è solo nella metà degli anni 90 che ho deciso di realizzare il mio sogno e intraprendere l’attività agrituristica. Mi trasferii quindi da Milano e creai quindi l’agriturismo Al-Marnich ristrutturando 3 antichi casali rurali». La Val d’Intelvi è particolarmente consigliata per chi è alla ricerca di un weekend o una giornata di svago nel cuore della natura o per chi desidera un soggiorno romantico garantito dalla presenza del camino in camera e dalle indimenticabili cene a lume di candela.

«L’agriturismo è un luogo unico e speciale- conclude Emanuele Bonfiglio -. In primo luogo perché è una struttura originale e non ricostruita ma soprattutto perché è capace di ricreare un’atmosfera romantica e familiare. L’ineguagliabile vista panoramica sulla valle e la cucina tipica caratterizzata dagli ingredienti dell’agricoltura biologica la rendono certamente una tra le mete imperdibili per chiunque visiti il Lago di Como e le valli circostanti». ■ Luana Costa

PUNTO DI ARRIVO E DI PARTENZA L’agriturismo Al-Marnich si può facilmente raggiungere da Milano o da Lugano-Chiasso in un tragitto di circa un’ora di auto. L’agriturismo è aperto dieci mesi l’anno, chiuso a gennaio e febbraio, e offre un servizio di ristorazione e di alloggio. È possibile effettuare escursioni montane nella zona della valle d’Intelvi, ricca di itinerari rurali e naturalistici. Situato a soli otto chilometri dal romantico lago di Como, offre la possibilità di gite in battello e di visite alle varie ville nobiliari del lungo lago: villa del Balbianello, villa Carlotta e villa Olmo.



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ulcro culturale del Salento, Lecce è tra le più belle città d’arte del meridione. Nota come “la Firenze del Sud”, è una località che sa stupire e affascinare turisti e visitatori. Le sue antichissime origini messapiche e i resti archeologici della dominazione romana si mescolano infatti alla ricchezza e all’esuberanza del barocco, tipicamente seicentesco, delle chiese e dei palazzi del centro. Il Salento è una terra dalle mille attrazioni. Il connubio tra arte, tradizione e natura risulta vincente e non a caso la città richiama ogni anno una gran quantità di turisti che la scelgono come meta privilegiata per le vacanze. Lecce riesce infatti a coniugare il relax in spiaggia, alla visita culturale o all’escursione naturalistica ma non è da sottovalutare neppure il centro storico, ricco di bar, ristoranti e trattorie incastonati tra antichi palazzi e chiese barocche. Anche le visite alle città costiere di Gallipoli e Otranto situate sulle coste opposte offrono centri storici ricchi di arte, ottimi ristoranti tipici, bellissime spiagge dal mare cristallino e una varietà di escursioni lungo la costa o l’entroterra. In questa splendida cornice naturalistica sorge la Luciagiovanni Masseria, un hotel d’eccezione in uno stile che combina lusso comfort e servizi personalizzati, espressione di una raffinata concezione dell’ospitalità basata su esperienze e sensazioni che su-

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A spasso nel Bel Paese

Una fusione perfetta di Oriente e Occidente Lecce conquista ogni turista per i contrasti e gli incontri di culture che la rendono unica al mondo. Qui, Marisa Bleve ha realizzato la sua Masseria, ispirata ai riad marocchini

Masseria & Spa Luciagiovanni ha sede a Lecce - www.masserialuciagiovanni.it

perano il concetto tradizionale di soggiorno alberghiero. La masseria è un’autentica sintesi della ricchezza dell’incontro culturale tra l’oriente e l’occidente. La complicità degli elementi e il rispetto della conservazione lo hanno reso un luogo unico in ogni suo angolo. Tutti gli arredi, i pavimenti e gli oggetti che compongono la masseria sono pezzi unici realizzati sapientemente da esperti artigiani. «Lo stile nasce dalla passione per la bellezza dei riad marocchini che

SPA LA MEDINA

Centro benessere intimo e magico, d’atmosfera, dotato di percorso thalassoterapico, jacuzzi, biosauna, bagno turco e docce cromoterapiche

hanno trovato una straordinaria e nuova interpretazione presso una tipica masseria salentina del 1500 - racconta Marisa Bleve, titolare della struttura ricettiva -. Le due culture, quella salentina e quella marocchina, trovano dei punti d’incontro nei colori e nei materiali che caratterizzano queste zone dell’area Mediterranea, nel cibo semplice e nel calore della gente». Le 28 camere e suite che costituiscono l’albergo si sviluppano attorno a un tradizionale patio tipico delle masserie salentine, gli ospiti vengono accolti in quest’oasi di pace ricca di gradevoli essenze dove potranno degustare la prima colazione ai bordi di una bellissima piscina immersa nel verde. «Il nostro hotel – continua la titolare - offre diversi servizi votati per lo più al relax e al benessere dei nostri ospiti. A partire dall’enorme piscina di 1500 metri quadri, un grande specchio d’acqua cristallina circondato come un’oasi da piante verdi e lussureggianti che regalano ombra e per finire con la spa La Medina, il nostro centro benessere, intimo e magico, d’atmosfera, dotato di percorso thalassoterapico, jacuzzi, biosauna, bagno turco e docce cromoterapiche. Ad accrescere l’offerta un’ampia scelta di trattamenti benessere eseguiti dal nostro eccellente staff». La mas-

seria si trova in un tranquillo angolo di Lecce dove l’orizzonte si estende sulle campagne leccesi, punto di partenza ideale per esplorare il centro storico che dista a soli tre minuti mentre il mare è a soli sette. L’hotel è dotato di un ottimo ristorante che offre specialità della tipica cucina salentina. La particolarità è la ricerca di antiche e tradizionali ricette accompagnate da una selezione di vini che contemplano le migliori etichette della regione Puglia. «La tradizione enogastronomica Salentina rispecchia in pieno la bellezza, il fascino e le contradizioni della nostra terra - spiega con orgoglio Marisa Bleve -. Dalla terra arida e povera nascono vini e cibi di gusto autentico che si trasformano in bellissime esperienze. La tradizione culinaria salentina è, infatti, povera ma ricca di gusto. Dai prodotti della terra con un bel piatto di ciceri e tria o di

fave e cicorie al pescato fresco dei nostri mari, si ha solo l’imbarazzo della scelta. Inoltre, verdura, ortaggi, olio e gran parte della frutta provengono dalla terra del Salento e dai contadini che curano le loro terre con dedizione mentre il pesce fresco e i frutti di mare provengono dal vicino mar Adriatico e sono quindi a chilometro zero. Nel nostro ristorante Le Riad offriamo un tipico menù salentino con prodotti sempre freschi e con l’incursione di un unico piatto della tradizione marocchina, il cous cous». ■ Luana Costa

UNA STRUTTURA POLIEDRICA Masseria & Spa Luciagiovanni è sinonimo di wellness, relax esclusivo e indimenticabili vacanze in Salento. Questo elegante albergo può trasformarsi in una pregiata location per colazioni di lavoro, brunch e congressi in grado di ospitare fino a cento persone grazie a una sala meeting con videoproiettore e collegamento Wi-Fi a internet. L’hotel dispone di un’ampia hall con ricevimento e bar aperti 24 ore su 24, pool bar, filodiffusione, aria condizionata in tutti gli ambienti comuni.



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A spasso nel Bel Paese

Tra storia e modernità

verso le principali città della Val di Noto e a due minuti dal Castello di Donnafugata. La struttura dispone inoltre di una piscina all’aperto che la sera offre agli ospiti la possibilità di rilassarsi godendo del suo effetto cromoterapico, una zona a insufflaggio in cui migliaia di bolle d’aria, risalendo dal fondo verso la superficie, consentono di beneficiare di un effetto ossigenante e rilassante, una zona fitness dove l’esercizio fisico sott’acqua, realizzato su cyclette e tapis roulant, consente al corpo di muoversi più agilmente, trovandosi in uno stato di assenza di gravità. L’albergo offre, poi, una gamma di trattamenti ideati per soddisfare tutte le esigenze, spaziando dai più tradizionali massaggi linfodrenanti e rilassanti a quelli tonificanti e leviganti. In pieno spirito con la tradizione enogastronomica nell’albergo viene servita una colazione in grado di stupire: «Ci ispiriamo alla logica del chilometro zero– spiega Federico Cappuzzello -: for-

POSIZIONE STRATEGICA

Le masserie immerse negli scenari contadini della Sicilia sono state restaurate in stile moderno assecondando una logica green. Offrono il massimo comfort ai visitatori desiderosi di scoprire Ragusa. L’esempio di Artemisia Resort altra Sicilia: così Ragusa è stata spesso definita da letterati e artisti, politici ed economisti, perché ha rappresentato e rappresenta un modello positivo di convivenza civile e di coesione sociale. È questo probabilmente il principale motivo di un crescente interesse dell’opinione pubblica e dei nuovi flussi turistici verso la Terra Iblea e specialmente per il suo capoluogo, che essendo annoverato tra i siti ritenuti patrimonio dell'umanità riconosciuti dall’Unesco e set privilegiato da non pochi registi cinematografici contemporanei, costituisce esempio di antiche e vive tradizioni rurali, di archeologia greca e di suggestiva architettura barocca e ottocentesca. Il territorio si caratterizza per una varietà di paesaggi unica nel suo genere, rinomato inoltre per la lunga e rinomata tradizione enogastronomica. Qui, assecondando lo stile Ottocentesco, ha sede una masseria realizzata in una tipica costruzione rurale espressione della civiltà contadina siciliana. Originariamente i piani superiori erano adibiti ad alloggi destinati ai massari, ai piani inferiori invece si trovavano le stalle, i depositi per i foraggi e i raccolti. Nella zona del ragusano questo tipo di costruzione rurale abbonda ma negli ultimi anni molte di queste o sono state abbandonate o sono state restaurate e destinate ad altro utilizzo:

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Artemisia Resort è un esempio di restauro e conversione ad hotel. Il resort è circondato da uliveti e nei suoi estesi giardini vanta la presenza di alberi secolari come carrubi, bagolari e gelsi che si alternano ai tipici muri di pietra a secco. È situato in un quartiere residenziale di Ragusa, immerso tra gli scenari tipici della campagna iblea e lo splendore dell’arte barocca. «Le nostre stanze sono uno splendido esempio del connubio tra l’austerità degli antichi ambienti rurali e il moderno comfort - precisa Federico Cappuzzello, titolare della struttura ricettiva -. Tutte diverse tra di loro, sono state ristrutturate secondo una logica rigorosamente “green”, infatti nel restauro e nell’arredamento sono stati usati solo materiali naturali, in prevalenza legno e pietra locale. Matrimoniali, triple e quadruple sono ideali per lunghi soggiorni o per chi vuole usare il posto come base di partenza per esplorare il territorio della Sicilia sud-orientale, potendo usufruire della piscina aperta in qualsiasi momento. Le stanze singole sono in grado di soddisfare le esigenze della clientela business. Siamo in grado di garantire velocità negli spostamenti, data la vicinanza del nostro resort alla città e ai maggiori centri commerciali e di affari». La sua posizione difatti è strategica: a otto minuti di auto dalla splendida e suggestiva Ragusa Ibla, a quindici minuti di auto dal mare e a dieci minuti dallo snodo stradale che conduce

I SERVIZI Le camere, matrimoniali, triple e quadruple sono ben arredate e munite di ogni comfort: condizionatore, frigobar, cassaforte, tv 32”, internet Wi-Fi gratuito in tutta la struttura, fono. La struttura dispone altresì di Emotional Superior con favolose docce emozionali che concorrono a rendere il momento della doccia una pratica rigenerante contro lo stress accumulato durante il corso della giornata. La struttura offre, inoltre, una sala per ospitare meeting nel rispetto dell’ambiente. La sala è stata difatti progettata con un’ampia vetrata, in modo da minimizzare l’utilizzo di luce artificiale oltre a garantire un’affascinante vista sull’uliveto.

Siamo a otto minuti di auto da Ragusa Ibla, a quindici minuti dal mare, a due dallo snodo stradale che conduce verso le principali città della Val di Noto e a dieci minuti dal Castello di Donnafugata

Artemisia Resort ha sede a Ragusa (Rg) - www.artemisiaresort.com

maggi, salumi, ricotta, uova, frutta sono prodotti da aziende agricole della zona secondo un metodo rigorosamente bio. Le torte, i dolci, i biscotti, le marmellate sono preparate artigianalmente seguendo le antiche ricette della tradizione ragusana, nell’intento di valorizzare l’immenso patrimonio gastronomico di questo angolo di Sicilia. In base alla stagione sono disponibili arance, fichi, fichi d’india, more, pesche, mandorle, noci, melograni raccolte nei nostri orti. Un’ampia sezione del nostro buffet è dedicata ai bambini, ai celiaci e agli alimenti senza zucchero. Durante il periodo estivo sarà possibile gustare la nostra colazione direttamente nella terrazza esterna, in un intimo rapporto con la natura». ■ Luana Costa



Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 16

A spasso nel Bel Paese

Emozioni sul filo dell’acqua A Sebino, sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo, il b&b Costa Paradiso offre ai suoi ospiti i colori e il panorama mozzafiato del lago a due passi dalle attrazioni culturali e sportive dei dintorni on serve il mare per godere delle sensazioni rigeneranti che lo sciabordio delle onde, il calore del sole sulla pelle e la frescura dell’acqua assicurano. Per chi non ama poi così tanto le temperature africane delle spiagge ma non riesce a fare a meno dei riflessi delle onde e del verde della macchia mediterranea, il lago è la soluzione ideale. Unisce suggestioni e panorami unici di montagna allo scintillio delle acque ed è capace di regalare momenti di intenso relax in pace con la natura. Sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo, a Sebino, il bed & breakfast Costa Paradiso è la soluzione ideale per chi si vuole svegliare ogni mattina con il lago negli occhi, senza essere troppo distante dalle attrazioni dei dintorni. In posizione strategica, in prossimità di zone di interesse naturalistico

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a meraviglia del paesaggio è fuori discussione e di certo non ha bisogno di presentazioni. Quello che non tutti sanno è che sul Lago d’Iseo non c’è bisogno di ordinare le “solite cose” per paura di sbagliare: le specialità del posto conquistano anche i palati più raffinati. Anzi sono proprio i buongustai esigenti a cercare locali come la Trattoria Glisenti di Vello di Marone, che da cinque generazioni porta in tavola il meglio della gastronomia del territorio. «All’imbocco della vecchia strada ciclopedonale che collega la Valle Camonica a Brescia – dice Michela Glisenti, l’attuale proprietaria insieme alla sorella Marzia –, affacciata sulle sponde del Lago di Iseo, da oltre un secolo si trova la nostra storica trattoria, famosa soprattutto per il particolarissimo menù a base di specialità locali. Invitiamo tutti i nostri a scoprire le tradizioni enogastronomiche del posto o lasciarsi guidare in gusti nuovi: l’accoglienza e la professionalità dello staff sono in grado di accompagnare in un percorso

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come le Torbiere, riserva naturale ideale per il bird watching, il Monte Guglielmo, le Piramidi di Zone, paesaggio lunare di roccia plasmata nei secoli, guardando a destra gli ospiti possono ammirare Montisola, la più grande isola dei laghi europei, e la piccola isola di San Paolo, mentre sulla sinistra c’è il promontorio di Montecolo con il Centro

Velico ANS. La vicinanza con città d’arte come Brescia e Bergamo, nonché con la Franciacorta, territorio di vigneti e castelli, terra d’elezione per la produzione di vini di fama internazionale, regala agli ospiti di Costa Paradiso tante occasioni di escursioni alla scoperta dei dintorni. C’è la possibilità di praticare sport d’acqua e noleggiare canoe, barche, bicilette, grazie alle numerose proposte che la zona del Lago d’Iseo offre. Sul sito della struttura si legge “Emozioni a filo d’acqua” ed è veramente così! Una piccola torretta con terrazza affacciata sul lago alloggio della proprietaria Mariangela Bertoni con la sua cagnolina, dove vi preparerà la colazione. Due soli cottage immersi nel parco, il Pendolino e il Leccino tra gli ulivi, vicino alla piscina, totalmente indipendenti, entrambi dotati di ambienti accoglienti e luminosi con vista

Il bed & breakfast Costa Paradiso si trova a Sulzano (Bs) - www.costaparadisoiseo.it

sul lago, coccolano gli ospiti durante il loro soggiorno. Vicino alla piscina troviamo il Pendolino Cottage, completamente ristrutturato, ampliato e arredato tutto bianco e azzurro con i colori del lago, una terrazza sulla piscina, dalla quale si può ammirare il magnifico paesaggio fronte lago. A due passi dalla piscina si trova il Leccino Cottage, anch’esso rinnovato con il portico, sempre con una splendida vista lago. Il tutto arredato sempre con i colori dell’acqua e in modo piacevole. A disposizione degli ospiti la piscina e i lettini corredati di teli mare. Nel verde tra gli ulivi sotto il gazebo, c’è la zona relax da cui ammirare uno dei tanti spettacolari tramonti sul lago, in un’atmosfera unica e in un luogo davvero speciale. Anche gli ospiti a quattro zampe sono i benvenuti. ■ Alessia Cotroneo

I SAPORI DEL LAGO D’ISEO Michela Glisenti ci offre uno spaccato della gastronomia tipica della Val Camonica e in particolare della zona intorno al Sebino, con le sue intramontabili specialità di pesce

di degustazione davvero unico. Infine, anche la location merita un accenno: in seguito alla recente modernizzazione di tutti gli ambienti, infatti, gli ospiti vengono accolti nell’ampia e luminosa sala arredata finemente, oppure sulla terrazza panoramica nella stagione estiva,

dove si gode della meravigliosa vista lago». Ma torniamo ai piatti, veri protagonisti di questo viaggio alla scoperta dei sapori della Val Camonica. «Da sempre viene posta una particolare attenzione e cura alla qualità delle materie prime e alla semplicità delle portate – spiega Glisenti –, tutte rigorosamente preparate con prodotti fatti in casa, dalla pasta al pane, dai dolci alle salse. Da segnalare il menù degustazione tradizione, composto da un entrée con gamberi di fiume, pasticcio di trota, pesciolini in carpione, filetto di trota con maionese fatta in casa, polpettine di salmerino, sardine di lago, trofie al profumo di lago, salmerino alla griglia e filetti di persico dorati abbinati a una salsa lime e thè verde. Interessante anche la proposta di des-

sert, in particolare il semifreddo preparato con miele di Vello, riduzione di vino passito caramellato e pepe nero. In alternativa anche un menù innovazione - per chi vuole osare - che comprende crudità e affumicati di lago, tartare di trota con avocado e zenzero, coregone al forno, trota marinata al caffè e molto altro ancora. Naturalmente non mancano proposte di carne, senza glutine e vegane». A conferma di quanto detto anche la segnalazione della Guida Michelin, che dal 1989 mantiene per la trattoria un posto speciale. ■ Elena Ricci Marzia Glisenti, Chef della Trattoria Glisenti sitauta a Vello di Marone (Bs) www.trattoriaglisenti.it



Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 18

A spasso nel Bel Paese

Un viaggio nel tempo Gustare un autentico pasto di campagna e soggiornare nell’incanto del paesaggio marchigiano, fra i sapori della cultura contadina, che rivivono nell’agriturismo di Michela Furlani da tre generazioni n curato prato all’inglese nel bel mezzo della campagna marchigiana. Al centro, un alto gelso, accanto a una casa dai colori pastello. È questo l’albero che dà il nome e il benvenuto all’agriturismo La Locanda del Gelso, gestito da Michela Furlani. Siamo fra le favolose colline del territorio di Cartoceto, in provincia di Pesaro e Urbino. Questa località, in primavera, fa sfoggio di una natura solare, che si perde all’orizzonte da ogni parte. «Viviamo in una terra dai variopinti colori – spiega Furlani –, dove fiorisce una campagna rigogliosa, delineata dai confini forgiati sapientemente, per secoli, da menti esperte e mani contadine. Tutto questo racconta una storia di felice convivenza fra l’uomo e la natura, di semplicità e benessere». Questo il paesaggio che si ammira dal piano superiore della Locanda del Gelso, piano dove si trovano le camere dell’agriturismo, che accolgono gli ospiti con un arredamento di mobili tradizionali anni

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ITINERARI IMPERDIBILI

L’agriturismo La Locanda del Gelso si trova a Cartoceto (PU) www.lalocandadelgelso.it

Cinquanta e il lieto saluto della biancheria profumata alla lavanda. «Se questa è l’accoglienza del territorio e della casa – prosegue Michela Furlani –, a tavola questo mondo agreste si trasforma in sapore e amore per le cose buone di una volta, preparate con ingredienti genuini». La Locanda del Gelso, infatti, è anche un’azienda agricola, che porta in tavola i propri prodotti, coltivati e trasformati con cura e attenzione alla specificità. Fra questi, vari tipi di ortaggi, pomodori – che vengono trasformati in salse, pezzettoni e sughi –, carciofini, proposti in olio extra vergine di oliva Dop (anche questo prodotto dall’azienda) e vari tipi di confetture di frutta. «Alleviamo anche animali di bassa corte, mentre coi nostri maiali

IL RACCOLTO

Portiamo in tavola i nostri prodotti, coltivati e trasformati con cura e genuinità

produciamo diversi tipi di salumi. Per questo, sui nostri tavoli in legno e sulle sedie in paglia, si può gustare un autentico pasto di campagna. Si comincia con un antipasto misto di crostini, salumi e formaggi con piadina calda e polenta. A seguire un primo piatto di pasta, rigorosamente fatta in casa. Si può scegliere fra ravioli di zucca al formaggio di fossa, tagliatelle ai fiori di zucca o al ragù, o ancora gnocchi all’anatra. Passando ai secondi, proponiamo spiedini e costine di maiale alla brace, arrosto di coniglio alla Cartocetana e la pasticciata di manzo, oltre le indimenticabili torte rustiche. Ad accompagnare il pasto dell’ottimo vino locale, proveniente dalle migliori aziende vitivinicole della zona». Insomma, soggiornare presso La Locanda del Gelso è un po’ come fare un viaggio indietro nel tempo, quando ogni famiglia consumava ciò che produceva direttamente, coltivando la terra con fatica e passione, e mangiando solo cibi sani e genuini. «Noi abbiamo ancora questa sicurezza, perché seguiamo ogni prodotto passo passo, dalla semina al raccolto, fino alla preparazione in cucina e al servizio. Per quei pochi ingredienti o prodotti che non produciamo noi, ci affidiamo agli imprenditori agricoli dei dintorni – come per il famoso tartufo di Acqualagna e per i vini delle ottime cantine Lucarelli. Chi sta cercando di fare ritorno a una dimensione di armonia fra uomo e natura, la troverà nelle Marche, insieme a un territorio che offre tanto sia per una vacanza in collina sia a chi preferisce il mare – con le spiagge di Fano.

Michela Furlani, titolare dell’agriturismo La Locanda del Gelso, indica alcuni dei luoghi più interessanti da visitare nei dintorni di Urbino. «Prima di tutto, non si può non visitare la stessa Urbino, una delle più importanti città universitarie d’Europa, il cui ateneo fu fondato nel 1506. La sua importanza architettonica e monumentale è stata riconosciuta dall’Unesco che le ha dato il titolo di Patrimonio dell’Umanità nel 1998. Uno dei suoi monumenti più caratteristici è il palazzo ducale, uno dei più interessanti esempi architettonici e artistici del Rinascimento italiano: è uno dei monumenti più visitati della regione ed è teatro di eventi museali, musicali e artistici. Ma di certo il territorio va ben oltre Urbino, come dimostra la Gola del Furlo, uno straordinario scenario da percorrere a piedi in tutti i sentieri che lo costeggiano: imponenti strapiombi, due gallerie di epoca romana, la “Grotta del grano“, per non parlare delle specie rare floristiche protette e le verdi acque del fiume Candigliano. Per gli amanti della storia e della cultura, il parco archeologico di Forum Semproni offre un vero e proprio spettacolo. E poi non mancano piccoli borghi antichi, vere e proprie perle da non lasciarsi sfuggire come Cartoceto, con il suo antico castello, o la più grande e nota Fano, di fondazione preromana, dove si trova l’Arco d’Augusto, simbolo della città. Infine, non mancano itinerari religiosi come l’eramo di Fonteavellana, di Montegiove e il Beatosante».

E poi ci sono l’arte e la cultura, con Urbino, Frasassi e le mille meraviglie vicine e lontane della regione». Infine, Michela Furlani, che vive questi luoghi tutto l’anno, suggerisce di approfittare di questo periodo e della primavera per visitare le Marche, così da evitare l’affollamento estivo e godere appieno della pace che ancora avvolge il leggero trambusto della natura che si risveglia. ■ Emilio Macro




Viaggio in Italia Pag. 21 • Giugno 2018

L’abbraccio di una città al Santo Attraverso una serie di iniziative religiose, culturali e civili che durerà quasi un mese, il Giugno Antoniano celebra il patrono della città veneta. Tanti momenti liturgici, ma anche arte e musica con un occhio di riguardo ai giovani

n mese di cerimonie religiose, spettacoli e iniziative dedicate a un Santo benedicente, che quest’anno si presenterà eccezionalmente con le cuffiette. È un Sant’Antonio che strizza l’occhio ai giovani quello che campeggia sull’immagine simbolo del Giugno Antoniano 2018, scattato a Padova il 26 maggio e che durerà fino al 23 giugno. A loro infatti, si ispira principalmente il calendario di appuntamenti messo in piedi per celebrare la dodicesima edizione dell’antica e tradizionale Festa del Santo, che mantiene il primato della spiritualità in un panel di eventi che coinvolge l’intero patrimonio storico-artistico della splendida città veneta. Attorno quindi ai momenti di liturgia, racchiusi soprattutto nella Tredicina di Sant’Antonio in cui si sono snodate le celebrazioni in Basilica fino al 13 giugno, orbitano anche una serie mostre d’arte, incontri culturali, concerti, performance teatrali itineranti, manifestazioni podistiche, visite guidate in città e dell’antico complesso antoniano. Già compiuto nella notte tra il 26 il 27 maggio l’Ultimo Cammino di sant’Antonio, pellegrinaggio a piedi di 25 chilometri che come da tradizione ha attraversato il Santuario dell’Arcella partendo da Camposampiero a e approdando a Padova, l’8 giugno è stata la volta della Notte dei Miracoli, con la basilica aperta fino a mezzanotte per la veglia dei giovani, l’adorazione e l’evangelizzazione di

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strada da parte di frati e volontari. L’apice dei festeggiamenti si è raggiunto il 12 e il 13 giugno, rispettivamente con la rievocazione storica del Transito del Santo e con la Solennità di sant’Antonio. Con tanto di processione per le vie della città, che l’anno scorso ha registrato la partecipazione di quasi 80 mila devoti a seguito delle reliquie e della statua del Santo. A corollario degli appuntamenti solenni, vanno inoltre segnalati i contenuti culturali inseriti nell’ambito della Festa (realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariparo e della Fondazione Antonveneta) che includono, tra le tante proposte, la mostra “Materialità e metamorfosi” di Joan Mirò e quella dell’archistar Gaetano Pesce al Palazzo della Ragione su “Il tempo multisciplinare”. Spazio anche alla musica che il 22 giugno si prenderà anche la “contro-copertina” della festa, chiudendola con il concerto-evento “Cuore aperto” della nota rock band vicentina The Sun. ■ Giacomo Govoni

A PADOVA RIVIVONO ANTICHE ATMOSFERE Da “A banda del Buso - Atipica Osteria” si conserva la cucina veneta senza fronzoli e di sostanza, come negli anni Sessanta, in cui la ruvidezza familiare dell’oste, ‘na bea ombra di vino e gli spunciotti accoglievano i clienti l conto economico, i piatti senza fronzoli, l’ambiente rustico in cui consumare un buon bicchiere di vino chiacchierando con l’oste. È questo lo spirito delle osterie venete di una volta. Quelle in cui i re della tavola erano gli “spunciotti” (cicchetti veneziani assimilabili al finger food odierno ma senza la patina di raffinatezza modaiola), l’accompagnamento perfetto per ‘na bea ombra di vino. A Padova, nel quartiere Savonarola, Massimiliano in cucina, Chiara in sala, Francesco in entrambe lavorano dal 2015 per mantenere vive le atmosfere delle antiche osterie patavine degli anni Sessanta-Settanta, di cui in molti casi è sopravvissuto solo il nome, con “A banda del Buso - Atipica Osteria”. Il locale esiste dal 1947 e prende il nome dalla famiglia che lo ha gestito fino al 2004, legando il ricordo degli osti, Ettore e poi il figlio Mirco, alla memoria di tanti universitari e cittadini. «Non abbiamo inventato nulla, ma riportato alla memoria quello che si stava dimenticando. Per noi la vera osteria è quella di quei tempi – sottolinea Chiara Ogniben, sommelier Ais– con tanti “spunciotti” e una cucina semplice. Siamo atipici rispetto all’odierno e tipici rispetto al passato, anche se l’evoluzione rispetto a quegli anni c’è, soprattutto per quanto riguarda il vino: si può averlo sfuso, ma non alla spina bensì dalla bottiglia, perché chi beve oggi è più esigente. Abbiamo una sessantina di diverse etichette e circa 40 diversi vini in mescita, principalmente dal nostro territorio: tanto Veneto, parecchio Triveneto, qualche incursione in Lombardia, Piemonte e centro Italia, spaziando dal semplice prosecco ai rifermentati fino ai metodi classici, passando per bianchi e rossi fermi più o meno strutturati, barricati e non, per arrivare a diversi passiti. Non tralasciamo la birra, con

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A banda del Buso - Atipica Osteria si trova a Padova - abandadelbuso@gmail.com

cinque birre alla spina artigianali venete e una discreta selezione in bottiglia. Infine i digestivi: oltre ai classici amari e liquori, proponiamo una vasta selezione di grappe e distillati artigianali veneti». Il menù cambia ogni giorno, a seconda della disponibilità e stagionalità dei prodotti e all’estro del cuoco, da cinque a sette proposte per portata della tradizione veneta con zero fronzoli e tanta sostanza: dal baccalà alla vicentina alla gallina “imbriaga”, oltre a vari “spunciotti”, come l’immancabile mezzo uovo, le polpette di carne fritte e non, le frittelle di polenta con pancetta, formaggio o verdure, bruschette, peperoni ripieni, frittatine, melanzane alla parmigiana, polenta con asiago, crespelle salate, mozzarella in carrozza, uovo fritto, torta salata. Una cucina adatta a chiunque ami una cucina sincera e un’atmosfera familiare. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 22

on al mare, non in montagna. Iseo rappresenta la meta privilegiata per chi sia desideroso di trascorrere una vacanza non ordinaria, diversa dalle tradizionali mete estive. Affacciata sulla riva meridionale dell’omonimo lago è in grado di offrire ai visitatori una vacanza a base di relax ed enogastronomia d’eccellenza. La località è infatti situata in una posizione strategica: a pochi chilometri di distanza dai grandi centri lombardi e veneti, attira visitatori sia durante la stagione invernale che estiva. A Clusane, piccola località del Comune di Iseo, costruito sul lago, sorge l’albergo ristorante Punta dell’Est, luogo di approdo di turisti provenienti da ogni parte del

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A spasso nel Bel Paese Una meta da riscoprire Marinella Gatti suggerisce una vacanza alternativa alle tradizionali mete balneari o montane. Il Lago di Iseo offre paesaggi incantevoli e famose specialità culinarie, come la tinca al forno, il luccio, il coregone, il pesce persico, il salmerino

mondo. «La nostra struttura, a conduzione familiare, è aperta tutto l’anno - specifica Marinella Gatti, che gestisce l’hotel insieme al fratello Davide -. Il

periodo di maggior affluenza è però tra aprile e ottobre. Il lago purtroppo non è una meta molto amata dagli italiani che la scelgono nel fine settimana o

durante i periodi delle fiere come luogo alternativo agli alberghi cittadini, considerando anche la stretta vicinanza con Milano, Bergamo, Verona che si raggiungono in breve tempo. Il 90 per cento dei turisti sono però stranieri che provengono da ogni parte del mondo». L’albergo è situato proprio sul lago, sorge a pochi metri di distanza dall’attracco del battello, che porta a Monte Isola, l’isola più grande dei laghi europei, e a due passi dalle colline della Franciacorta. I visitatori potranno abbinare al relax il gusto della cucina tipica, una cucina dai sapori della tradizione bresciana e regionale. «La nostra struttura è dotata di un giardino di quattromila metri quadri a completa disposizione dei no-

L’ Hotel Punta dell’Est ha sede a Iseo (Bs) www.hotelpuntadellest.it

stri ospiti – aggiunge la titolare -. Disponiamo inoltre di dodici camere tutte dotate di balcone con vista sullo specchio d’acqua». I visitatori non vengono qui attratti solo dalle bellezze naturalistiche e dalla quiete che si può godere ma anche da un piatto speciale che è diventato vero e proprio simbolo di un intero territorio e a cui d’estate viene dedicata un’intera settimana di sagra: la tinca al forno, piatto che da un anno ha ricevuto il riconoscimento Deco. Vengono cucinati inoltre il salmerino, il pesce persico, il coregone, il luccio ecc. tutti pesci pescati dai pescatori locali nel lago. ■ Luana Costa




Viaggio in Italia Pag. 25 • Giugno 2018

Buoni i numeri, tante le sfide da affrontare Promettenti gli indicatori turistici, ma il presidente dell’Unione albergatori e pubblici esercenti dell’Alto Adige Manfred Pinzger invita a non sedersi sugli allori e a continuare sulla strada di un’accoglienza di qualità umeri confortanti per l’economia altoatesina arrivano dall’indagine dell’Astat (Istituto provinciale di statistica) sull’andamento dell’anno turistico 2016-17. «Il settore ha registrato un andamento positivo nell’ultimo anno», conferma Manfred Pinzger, presidente dell’Unione albergatori e pubblici esercenti dell’Alto Adige (Hgv). Si contano circa 32 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere; circa 6 milioni di arrivi nelle strutture extra-alberghiere; la permanenza media dell’ospite in Alto Adige è di 4,4 giorni. Gli arrivi sono aumentati del 3,5 per cento e le presenze del 2,5 per cento; rispetto all’anno turistico precedente, le presenze italiane crescono del 3,2 per cento (10,2 milioni) e quelle degli ospiti provenienti dalla Germania dell’1,9 per cento (15,7 milioni). Oltre ai numeri, però, si ana-

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lizzano con Manfred Pinzger gli scenari di sviluppo del comparto, tra punti forti e meno solidi dell’offerta altoatesina, che dimostra di crescere anche in bassa stagione. Alla luce dei dati a disposizione, come valuta lo stato del turismo e quali sono le prospettive per il 2018? «Questi dati sottolineano la forza del settore turistico nel nostro territorio, ma non ci dicono tutto dal punto di vista dell’albergatore. In fondo, per gli esercenti conta quello che rimane dopo tutte le detrazioni e le tasse pagate. Durante la nostra assemblea annuale ho dichiarato che possiamo essere fieri di cifre così positive, ma ho anche aggiunto che cifre positive sono state scritte pure nelle regioni a noi confinanti e se non avessimo fatto altrettanto, avremmo sicuramente sbagliato qualcosa. Le prospettive per il 2018 sono quelle di osservare questo trend del settore turistico con umiltà, sa-

pendo che parte del buon risultato dipende anche dalla situazione geopolitica intorno al Mediterraneo. Ciò significa che non possiamo riposare su questo successo momentaneo». La mobilità in Alto Adige è un tema centrale. Quali priorità identifica in questo senso? «Sì, la mobilità in Alto Adige è un tema importante. Osservo la tematica sotto due punti di vista. Da un lato, ci dobbiamo chiedere come l’ospite raggiunge la nostra Provincia da Nord e da Sud. Qui abbiamo la problematica dell’autostrada del Brennero, che soffre a causa del continuo aumento del traffico pesante e, per questo, ha raggiunto il suo limite. Dall’altro lato, abbiamo i collegamenti ferroviari che sono stati migliorati, pur con un notevole margine di sviluppo. Infine, abbiamo la mobilità in Alto Adige, dove alcune strade, in determinati orari, sono esposti a un traffico eccessivo. La conseguenza sono le code e i rallentamenti che appesantiscono sia gli ospiti che i residenti. La strategia pertanto può essere una sola: incentivare il traffico pubblico e rendere il trasporto su autobus e ferroviario più attraente per gli utenti. La giunta provinciale al riguardo ha posto in essere molte misure giuste. È necessario che queste vengano sviluppate maggiormente insieme al settore turistico per offrire agli ospiti soluzioni di mobilità innovative». Sostenibilità, innovazione e digitalizzazione sono tre parole chiave fondamentali, come declinarle? «Anche per il turismo in Alto Adige queste direttrici rappresentano delle grosse sfide. Con la strategia di sostenibilità della nostra giunta provinciale, si vuole ottenere un vantaggio competitivo per la nostra Regione. Anche nel turismo il fattore sostenibilità ha un ruolo chiave. Come Hgv abbiamo discusso questo tema in maniera intensiva: a breve pubblicheremo un indice di sostenibilità dei nostri associati. Con questo vogliamo segnalare cosa fanno i nostri esercizi al riguardo e appoggiare la politica in materia dell’amministrazione provinciale. L’innovazione e la digitalizzazione sono due fattori centrali per il turismo. In par-

Manfred Pinzger, presidente dell’Unione albergatori e pubblici esercenti dell’Alto Adige (Hgv)

ticolare, riguardo alla digitalizzazione ci preme che tutte le frazioni in Alto Adige abbiano la connessione veloce, perché la comunicazione avviene quasi esclusivamente online. Anche durante il soggiorno, l’ospite vuole condividere sui social media impressioni della sua vacanza, da quello che mangia a quello che vive. Anche per questo è fondamentale avere una connessione internet adeguata». Quali sono i punti di forza dell’offerta turistica del territorio, anche in ottica futura? «Credo che la colonna portante del turismo in Alto Adige siano i molti alberghi, le locande, i ristoranti, i bar e i rifugi a conduzione familiare. Il totale delle strutture ricettive in Alto Adige ha una media di 22 letti per esercizio, le strutture alberghiere hanno una media di 37 letti per esercizio. Questo significa che l’al-

bergatore conosce i propri ospiti e instaura con loro un rapporto personale. Inoltre, abbiamo molti ospiti habitué nazionali, provenienti dalla Germania e da altri Paesi che amano e apprezzano la nostra offerta, la nostra ospitalità e il nostro territorio. Abbiamo un sano rapporto qualità-prezzo, che viene percepito in questo modo da numerosi ospiti. In passato ci siamo focalizzati sulla qualità, cercando di migliorare l’offerta turistica. È stata la scelta giusta e dobbiamo continuare su questa strada. Come regione votata al turismo non vogliamo e non possiamo competere con le grandi destinazioni marittime. Dobbiamo percorrere la nostra strada e concentrarci sulla cordialità e sulla qualità della nostra offerta. Questo varrà anche per il futuro, in particolare, quando i Paesi che al momento sono visti con una certa insicurezza acquisiranno nuovamente lo status di destinazioni sicure». Il suo personale luogo del cuore in Alto Adige, che consiglierebbe di visitare? «Potrei citare molti posti. Come originario della Val Venosta visito sempre volentieri i paesini lungo la vallata, ad esempio la Vallelunga con l’imponente Palla Bianca nel fondovalle oppure la Val Martello con il Cevedale alla fine della vallata. Per gli alpinisti naturalmente l’Ortler a Solda è un’esperienza indimenticabile». ■ Francesca Druidi



Viaggio in Italia Pag. 27 • Giugno 2018

etra Überbacher presiede da vent’anni l’Associazione delle guide e degli accompagnatori turistici dell’Alto Adige, fondata nel 1991 e accolta proprio quest’anno nell’Unione commercio turismo servizi, contando circa 160 iscritti di tutte le parti della provincia. Un impegno, quello di promuovere le bellezze e i tesori del territorio, che le guide dell’Alto Adige svolgono non solo gratuitamente, ma soprattutto con passione e competenza. Non solo devono superare un esame di abilitazione, ma si aggiornano costantemente tramite gli incontri e gli appuntamenti organizzati dall’Associazione: dai termini specifici per architettura e storia dell’arte ai giardini botanici fino ai due nuovi ascensori panoramici della Marmolada, le guide mirano a una preparazione il più possibile trasversale per raccontare le sfaccettature di un territorio ricco e variegato. Quali sono gli itinerari meno conosciuti che vorrebbe segnalare a chi cerca nuovi angoli da scoprire? «L’Alto Adige non è solo ambiente, ma anche arte. Abbiamo molte chiesette di montagna che meritano una visita (guidata, perché spesso si tratta di luoghi chiusi) per gli affreschi e la collocazio-

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Petra Überbacher, presidente dell’Associazione delle guide e degli accompagnatori turistici dell’Alto Adige

Un tour tra arte e natura Non solo Dolomiti, ma anche l’arte delle chiesette di montagna, il trekking nelle valli meno battute e i castelli da scoprire. Petra Überbacher, alla “guida” degli accompagnatori turistici dell’Alto Adige ci propone qualche suggerimento

ne in valli meno conosciute del territorio. L’invito è quello di scoprire Valle Aurina e Val Sarentino, dove il senso delle tradizioni è molto sentito e si può apprezzare l’artigianato locale. A Sarentino si trova la chiesetta di San Cipriano, citata per la prima volta nel lontano 1328, di cui si segnalano gli antichi affreschi ancora ben conservati. Annoverate tra le più significative della Scuola di Bolzano sono le opere esposte nella chiesa parrocchiale di San Nicolò di Valdurna, sempre in Val Sarentino. Da non perdere anche Val d’Ultimo, vicino Merano, per il suo paesaggio incontaminato e soprattutto per i suoi larici millenari, raggiungibili in località Santa Geltrude attraverso una passeggiata nei boschi». Le Dolomiti restano un’attrazione centrale per l’Alto Adige.

Merano, la città giardino Come sottolinea Petra Überbacher. gli ospiti italiani, e non solo, apprezzano Merano per il verde a portata di mano. Anna Pixner Pertoll l’ha definita non a caso “Il Salone verde” nel suo volume sui parchi, le passeggiate e i viali di Merano: 60 km di sentieri e percorsi escursionistici, tra cui spiccano la passeggiata Tappeiner e il Sentiero di Sissi, che si snoda dal centro storico a Castel Trauttmansdorff, sulle tracce dei soggiorni che l’imperatrice Elisabetta di Baviera qui ha compiuto per le cure della figlia,

«Sì, certo, rappresentano un patrimonio inestimabile riconosciuto anche dall’Unesco; gli ospiti che hanno a disposizione più giorni lo inseriscono sempre in programma. L’annunciata pianificazione di una chiusura contingentata per 5 giorni alla settimana dei passi dolomitici potrebbe complicare l’accesso a questi luoghi. Nel frattempo, dopo vari incontri e discussioni argomentate, gli autobus turistici possono circolare. Un altro elemento che non va trascurato del nostro territorio è la presenza di oltre 700 manieri, castelli e residenze che rende l’Alto Adige l’area con la più alta concentrazione di roccaforti d’Europa rispetto alla propria estensione». Quali tappe consiglierebbe a un turista in visita a Bolzano per individuarne l’identità più autentica? «Di Bolzano, efficiente città mercantile

rendendo Merano la meta preferita dai nobili europei. Fondamentale il contributo di Johann Nepomuk Huber, medico personale della principessa Mathilde von Schwarzenberg, il quale attestò le virtù terapeutiche dell’aria salubre, delle temperature non troppo rigide, del siero di latte e dell’uva della regione. «Oggi, i percorsi lungo i canali di irrigazione (“le rogge”, in tedesco waalwege, che deriva dal latino via aquale), create artificialmente e originarie del XIII secolo, sono diventati i sentieri d’acqua meranesi, praticabili in tutte le stagioni dell’anno per la gioia di corpo e spirito. C’è poi una Merano insolita che riconduce al turismo letterario; la città ha spesso

favorita dalla posizione geografica a ridosso dei valichi alpini di transito e fondata sui vigneti, consiglio senz’altro la città vecchia medioevale: un centro perfettamente conservato tutto da vedere passo dopo passo, da Piazza Walther a piazza delle Erbe, dove si svolge il tradizionale mercato. Interessanti i musei, dal Museo Archeologico dove è conservata la mummia dei ghiacci Ötzi, a quello di Scienze naturali, dal Museion Museo d’arte moderna e contemporanea al cuore del circuito museale ideato da Reinhold Messner che trova spazio tra le antiche mura di Castel Firmiano». E nei dintorni?

«Imperdibile è la passeggiata del Guncina, dedicata al suo fondatore - l’arciduca Enrico d’Asburgo - che si snoda sulle pendici che dal quartiere Gries (fino al 1925 Comune a sé stante e nota località di cura e di soggiorno dell’impero asburgico) portano a San Genesio. Il percorso si immerge nella vegetazione mediterranea, tra piante sempreverdi, magnolie, fichi d’India, cipressi e cedri, consentendo di raggiungere l’ex Castel Guncina. Consigliata anche una tappa alla chiesa Santa Maddalena sulla collina vinicola, alla chiesa di San Giovanni in Villa a Bolzano e a quella di S. Martino in Campiglio (Kampill), riaperte grazie al Touring Club Italiano. C’è, infine, il “maniero illustrato” Castel Roncolo, che conserva il ciclo di affreschi a soggetto profano più grande e meglio conservato del Medioevo». ■ Francesca Druidi

accolto illustri letterati che la scelsero come buen retiro quali Franz Kafka, Thomas Mann, Stefan Zweig, Christian Morgenstern, Julien Green, ma anche Salvatore Quasimodo e Giuseppe Ungaretti».



Viaggio in Italia Pag. 29 • Giugno 2018

Qualità senza confini Nello scenario delle Dolomiti altoatesine è cresciuto l’affermato talento della cucina italiana Matteo Metullio. Lo chef del ristorante La Siriola del prestigioso hotel Ciasa Salares di San Cassiano della famiglia Wieser ci racconta la sua cucina a km vero rima il “titolo” di più giovane chef stellato in Italia, oggi quello di più giovane bistellato. Matteo Metullio, classe 1989, a 12 anni ha già le idee chiare. Sarà un cuoco o un calciatore. Sfumata la possibilità di diventare un profes-

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Lo chef Matteo Metullio

n comune sparso che offre la possibilità di visitare oltre 180 edifici tra castelli, palazzi e residenze nobiliari oltre a un affascinante itinerario che si dispiega tra i villaggi del vino e le sue frazioni. Siamo ad Appiano, sulla Strada del Vino, comune in provincia di Bolzano, dove la natura si offre in tutta la sua bellezza donandosi sotto forma di risorse culturali, naturali ed enogastronomiche. Rinomati sono, infatti, i vini, le grappe artigianali e gli spumanti conosciuti a livello internazionale. Qui i turisti in cerca di ristoro potranno concedersi lunghe passeggiate che si distendono verso lussureggianti colline punteggiate da vigneti nel bel mezzo dei nove villaggi storici nella più grande regione enologica dell’Alto Adige. Quattrocento chilometri di sentieri ben segnalati sono, infatti, a disposizione degli sportivi che potranno goderne grazie a un clima mite che offre duemila ore di sole l’anno. Un’esperienza per il corpo e l’anima, in una rigogliosa vegetazione mediterranea dotata di due laghi bagnabili che offrono un’atmosfera romantica. È in que-

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sionista del pallone, il triestino, che respira la passione per la gastronomia sin da piccolo in famiglia, frequenta l’istituto alberghiero di Falcade (Belluno) e intraprende con determinazione questa strada, che lo conduce in Alta Badia, negli amati luoghi delle sue vacanze estive. Con altrettanta decisione, a 19 anni cerca e trova un’opportunità presso il ristorante St. Hubertus, guidato da colui a cui Matteo Metullio guarda come modello di chef, Norbert Niederkofler, che a novembre ha ottenuto la terza stella Michelin. Qual l’insegnamento che più le è rimasto dall’esperienza con il maestro Niederkofler? «È uno degli chef da cui ho appreso meglio l’importanza della precisione e l’organizzazione, che al St. Hubertus è sempre stata millimetrica anche per il fermento che si respirava sempre, con i banchetti e gli

eventi da gestire contemporaneamente al ristorante». Nel 2012 diventa sous chef a La Siriola di Fabio Cucchelli, che lascia il ristorante nel 2013. In pochi mesi deve dimostrare di valere la stella Michelin che il ristorante ha conquistato sotto la guida di Cucchelli. È una sensazione differente rispetto a quella provata con la seconda? «La prima è sempre la prima: è stato motivo di grande orgoglio aver confermato fin da subito il livello. La seconda è arrivata attraverso il lavoro fatto dopo la prima: c’è stata un’evoluzione incredibile del modo di cucinare, di pensare e vedere. Abbiamo fatto cambiamenti in sala, aumentato il personale al servizio e realizzato la stanza del cioccolato e del formaggio. Un lavoro di 4 anni e mezzo che ha portato i suoi frutti. A livello culinario, abbiamo scelto di semplificare e concentrare i sapori, riducendo gli elementi presenti nel piatto. I tecnicismi sono rimasti, ma non così esibiti come nel passato, piuttosto tradotti in una maggiore esplosività all’assaggio. Rivelatorio in questo senso è stato, tra le altre cose, un pranzo a Le Calandre di Massimiliano Alajmo». “No al km zero, sì al km vero” è lo slogan da lei coniato. Il 24 e il 25 marzo si è tenuta la festa del km vero - The roots of Excellence organizzata proprio

dall’Hotel Ciasa Salares. «È uno slogan quasi provocatorio che però negli anni si è rivelato lungimirante in quanto oggi il concetto di una cucina legata esclusivamente ai prodotti del territorio è in larga parte superato e penso di essere stato uno dei primi ad aver avuto il coraggio di esporsi in questa riflessione. L’Italia è un paese ricco di prodotti di qualità estrema che tutto il mondo ci invidia, la capacità dello chef è allora anche quella di ricercare l’eccellenza delle materie prime, senza lasciarsi condizionare dai limiti territoriali». I prossimi ingredienti? «Se d’inverno la clientela predilige una cucina più corposa, in questo periodo stiamo lavorando di più sul mondo vegetale, avvicinandoci alla stagione estiva». Avere ottenuto già così tanto da giovane è un bene o un male in termine di stimoli? «Decisamente un bene, non vedo lati negativi. Intanto a questi traguardi ci siamo arrivati, ora bisogna mantenerli. All’orizzonte ci sono poi altri progetti e novità. Non avverto alcuna pressione, perché i riconoscimenti conquistati sono il frutto del lavoro svolto. Dobbiamo continuare in questo modo, siamo sulla strada giusta: le richieste non mancano e, cosa più importante, la clientela è contenta e soddisfatta. Se si lavora bene, si generano sensazioni positive e i premi arrivano di conseguenza». ■ FD

TRA COMFORT E PRELIBATEZZE Appiano, sulla Strada del Vino, è rinomata in tutto il mondo per le grappe e per i vini. I visitatori potranno coniugare le specialità enogastronomiche a escursioni montane che si snodano in oltre 400 chilometri sto quadro che si trova l’hotel Alexandres, un’azienda familiare composta da un team amichevole che ha fatto del calore e dell’accoglienza il proprio punto di forza. L’hotel dispone di 28 camere, ciascuna dotata di una splendida e soleggiata terrazza con piscina e prato. «Le nostre

camere accoglienti sono dotate di pavimenti in moquette - spiega Margit Ramoser, titolare della struttura ricettiva -. Quelle con balcone sono orientate in tutte le direzioni: ad est e a nord con vista sulle montagne offrendo in tal modo un ampio panorama della regione turistica della Strada del

Hotel Alexandres ha sede a Appiano (Bz) - www.alexandres.it

Vino. Le stanze orientate ad ovest e a sud sono in una posizione tranquilla. Inoltre, disponiamo di due camere con una terrazza privata. La nostra ricca colazione a buffet offre pane fatto in casa, dolci fatti in casa, speck, salumi e formaggi locali, diverse creme e yogurt, marmellate fatte in casa, vari muesli, un angolo per i succhi con frutta fresca, selezione di tè e caffè. Mentre la cena comprende piatti tirolesi e mediterranei preparati con prodotti locali e sempre freschi dal nostro chef, Margit». La struttura è dotata infine di una piscina all’aperto: «Il suo uso con noleggio di un telo ba-

gno è incluso nel prezzo» precisa ancora Margit Ramoser. Per motociclisti e ciclisti, l’hotel mette a disposizione un garage con una camera per scarpe, caschi e abbigliamenti da pioggia, dove gli appassionati potranno anche trovare una birra gelata. ■ Luana Costa



Viaggio in Italia Pag. 31 • Giugno 2018

una delle mete più amate e conosciute. Merano è uno dei maggiori centri del turismo alpino, dunque un must per tutti gli amanti della montagna, dello sci e delle escursioni. Per non parlare del suo patrimonio artistico. A farci da guida nel secondo centro più grande dell’Alto Adige, dopo Bolzano, è uno dei protagonisti della ricezione meranese, Franz Reiterer, titolare dell’hotel Tannerhof. «Noi in realtà – precisa Reiterer – ci troviamo a Maia Alta, un tempo conosciuta come “Castrum Maiense” oppure anche “Statio Maiensis”, così infatti veniva chiamata la zona nelle vicinanze di Merano ai tempi dell’Impero Romano. E tuttora si riconosce una parte di questa denominazione nel nome attuale. A Maia Alta, che è forse la zona più bella della città, si trovano diversi castelli e case residenziali d’epoca. Perfino l’im-

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A casa, in Sudtirolo La famiglia Reiterer ci accoglie nella sua struttura e ci porta tra monumenti e passeggiate nei dintorni di Merano, dove si incrociano storia, cultura e paesaggi spettacolari

L’ Hotel Tannerhof si trova a Maia Alta (Bz) - www.hotel-tannerhof.it

peratrice Sissi d’Austria più volte è venuta qui per godersi qualche settimana di recupero e di riposo - lontano dalla corte di Vienna». Per la famiglia Reiterer il suo hotel è più simile a una casa che non a un albergo. «La nostra casa – dice infatti – offre

tradizione e ospitalità in un’atmosfera molto familiare. Qui c’è il posto per rilassarsi e per sentirsi bene. La casa offre tutte le necessità per poter trascorrere qualche giorno al di fuori della vita quotidiana. Un punto molto importante per noi è la prima colazione la mattina

per la quale usiamo prevalentemente prodotti regionali, specialmente le nostre marmellate fatte in casa». L’albergatore accenna ad alcune delle maggiori attrazioni del posto. «I possibili itinerari – dice il titolare dell’hotel – sono tantissimi. Tra questi, c’è il sentiero di Sissi che collega la nostra struttura con il centro storico, oppure i cosiddetti Waalwege, cioè i sentieri delle rogge che accompagnano i canali necessari per l’irrigazione dei campi, o ancora la Passeggiata Tappeiner. Poi bisogna ammettere che ci sono monumenti e luoghi ingiustamente poco conosciuti, come il Castel Tirolo, Castel Schenna, Merano 2000 e San Vigilio (passeggiate in quota), oltre il Giardino botanico di Castel Trauttmansdorff che dista 100 metri dall’albergo. Il giardino botanico del Castel Trauttmansdorf, in particolare, sono senza dubbio tra i più belli d’Europa. Oppure, Castel Schenna: imponente e maestoso, con più di sette secoli di storia sudtirolese racchiusa tra le sue mura, si erige nel centro di Scena (Bz). L’antico castello perfettamente conservato è una preziosa ricchezza storico-culturale del Sudtirolo. Castel Schenna, che fu anche residenza dell’Arciduca Giovanni d’Asburgo, non fu mai disabitato e a tutt’oggi il suo cortile è cornice di vari eventi culturali». ■ Elena Ricci

L’AUTENTICITÀ DEL MASO DI MONTAGNA L’hotel-ristorante Geyrerhof, a 1330 metri d’altezza, regala uno dei panorami più belli delle Dolomiti dall’altopiano del Renon, immerso nella natura a soli 10 minuti di funivia dal centro di Bolzano i sarebbe l’accumulo di conchiglie, coralli e alghe calcaree in ambiente marino e tropicale, a latitudine e longitudine molto diversa dall’attuale, all’origine di uno dei monumenti naturali più belli delle Alpi: le Dolomiti. Un processo avviatosi nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa, in mari caldi e poco profondi, ma che ancora riserva soprese a più di 3mila metri sopra il livello del mare, regalando un paesaggio spigoloso e ricco di dislivelli che si erge in tutta la sua imponenza di fronte agli occhi dei viaggiatori, tanto più se il punto di osservazione è sull’altopiano del Renon. Da qui il panorama delle Dolomiti e di altri massicci montuosi dell’Alto Adige è così imponente che, secondo le leggende locali, il mitico re Laurin, invidioso, continua a infiammare con i suoi magici poteri il vicino gruppo montuoso del Catinaccio, che assume così il celeberrimo color rosso-rosato. In questo idillio naturale sorge l’hotel Geyrerhof, a 1329,50 metri d’altezza, immerso in un’oasi di quiete, tra distese di prati, campi e antichi boschi cresciuti all’ombra del mas-

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siccio. Christof ed Erika (i proprietari) hanno voluto mantenere l’impostazione originaria di antica tenuta agricola per conservare inalterato il senso d’evasione dallo stress quotidiano della città a tutto vantaggio dei visitatori che desiderano rigenerarsi a stretto contatto con la natura e alla tranquillità. Così, dal vecchio maso di montagna attivo fino a qualche decennio fa, è nata una struttura turistica dotata di tutti i comfort ma rispettosa dell’antico edificio, risalente al XVII secolo, e dell’ambiente naturale circostante con il quale il Geyrerhof convive da secoli.

L’hotel-ristorante Geyrerhof - Vinum Hotel - si trova a Soprabolzano (Bz) - www.geyrerhof.com

Il Vinum Hotel, con osteria, maso e allevamento di cervi, aperto tutto l’anno, è collegato perfettamente al centro di Bolzano da cui dista poco più di 10 minuti di funivia. Offre ai suoi ospiti la calda accoglienza altoatesina e sudtirolese, a partire dalla tavola: pane fatto in casa nel forno in pietra, menù degustazione e grigliate, più di 300 etichette di vini tra cui anche il vino di casa, prodotto a più di 1300 metri di altitudine. Tutti giorni dalle ore 15 vengono servite merende tipiche salate, torte (es. torta contadina), dolci e gelati di produzione propria e sicuramente da nominare è il tipico strudel di mele dalla ricetta antica fatto con la pasta sfrolla. Le stanze e le suite sono arredate con gusto alpino, gli ospiti possono ri-

lassarsi anche nella sauna biologica e nella nuova vasca idromassaggio. L’atmosfera familiare, unita a un servizio professionale, garantiscono un soggiorno caratteristico. Piscina esterna riscaldata e campo da tennis a uso libero, il servizio di noleggio mountain bike e di bastoni da nordic walking completano il quadro. Inoltre, per chi desidera vivere un mondo alpino genuino dalle mille fragranze e non teme di ritrovarsi da solo nel cuore della montagna, l’idillio naturale Geyererhof offre anche la baita Luis Trenker, al di sopra del Corno del Renon a Gissmann. Un posto pieno di contrasti, fatto di materiali naturali e superfici lisce. Non a caso, l’appartamento è al completo fino al 2019. ■ Alessia Cotroneo


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er passare le proprie sudate vacanze nel modo che meritano, non basta di certo una meta eccezionale. Prendiamo l’Alto Adige, ad esempio. Non bastano le meraviglie delle Dolomiti, le infrastrutture curate per ogni esigenza e un’enogastronomia straordinaria. È necessario affidarsi a professionisti della ricezione turistica, altrimenti il relax è destinato a diventare un miraggio e il soggiorno può trasformarsi in un inferno. Una delle eccellenze altoatesine è il Mein Matillhof, che si trova a Laces, in Val Venosta. «Pic-

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Alto Adige da scoprire Il turismo non è un’opinione In Val Venosta, in compagnia di Charlotte Dietl che, a partire dall’esempio dell’hotel da lei diretto, fa una panoramica dei fattori essenziali per una vacanza da sogno colo, raffinato e familiare – dice la titolare, Charlotte Dietl –. Un luogo in cui le gioie e i piaceri della vita sono di casa, così come la tranquillità e il relax. Nella natura, circondati dai frutteti e dalle montagne dell’Alto Adige. Nel benessere, per una pausa dalla quotidiani-

Il Superior Hotel Matillhof si trova a Laces (Bz) - www.hotelmatillhof.com

tà, un tempo da dedicare a sé. Giorno dopo giorno restiamo fedeli alla nostra filosofia e la proponiamo con grande consapevolezza e attenzione per far godere i nostri ospiti delle prelibatezze gastronomiche, i momenti di benessere, il contatto con la natura e il tempo per

sé, attraverso le nostre proposte. Gusto, Spa, Attività e Tempo». Al Matillhof si dà molta importanza a un’ospitalità «cordiale e al piacere del contatto con la natura – continua Dietl –, in tutti i sensi. Gli ingredienti utilizzati per i nostri piatti e i piacevoli prodotti di cosmetica e benessere sono completamente naturali. Grazie alla nostra attenzione ai tesori che la natura ci offre, le vacanze diventeranno un’occasione speciale per regalarsi nuove energie. E forza dalla testa ai piedi. Al Matillhof ci dedichiamo al piacere di stare bene ed è proprio questo che desideriamo offrire, a tutti i livelli. Per rilassarsi, gustare i piaceri del palato, essere dinamici o sognare: da noi si trova tutto ciò che giova al benessere, alla salute e serenità complessive». In primavera, estate e autunno, la

Val Venosta è un paradiso per escursioni o mountain bike. «È un territorio propone numerose attività. Nulla impedisce di godersi a pieno il contatto con la natura come meglio si desidera: nei dintorni del Matillhof si può assaporare la potenza delle montagne, l’energia del sole e la tranquillità dei boschi, in modo del tutto naturale. Ma se l’obiettivo è il completo relax, allora meglio affidarsi alle sapienti mani professionali degli operatori della nostra Natur.Veda.Spa: esperti di cosmetica e bellezza, massaggiatori e terapisti energetici si occupano della salute e del benessere dei nostri ospiti con un approccio completo e olistico. Perché solo se corpo, mente e spirito sono in armonia, si può avere un vero e proprio benessere e provare gioia di vivere». ■ Elena Ricci


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rditi pendii, bizzarre erosioni, fessure e ponti naturali entrano in dinamico contrasto con distese di prati immacolati, dove lo sguardo si perde all’orizzonte. La Val Gardena è un mondo che si lascia esplorare, sia da chi arriva qui con spirito d’avventura, sia da chi vuole godersi la favola nel completo relax. Non a caso, qui si trovano facilmente sentieri ben marcati e impianti di risalita per raggiungere le zone più alte. In particolare, ci troviamo a Ortisei in provincia di Bolzano, dove incontriamo Marco Pezzutto, titolare dell’hotel Montchalet. «Itinerari imperdibili in Val Gardena – dice Pezzutto – sono attraverso il magico Seceda e il parco naturale Puez-Odle patrimonio Unesco. Entrambi si possono percorrere sia a piedi che in bicicletta e si caratterizzano per la straordinaria bellezza e per la grande ricchezza naturalistica. E questo è solo un piccolo esempio delle tantissime possibilità attrattive della zona che non si esauriscono certamente con i paesaggi incantevoli per cui sono famose le Dolomiti. Come non citare l’enogastronomia nostrana? Tutti i vini alto atesini, solo per fare un altro esempio, sono in forte ascesa sia per qualità che per ricercatezza perché da anni i nostri agricoltori hanno basato la loro produzione sul prestigio, cercando di offrire vini sempre più preziosi legati a piccole quantità». Lo Small Luxury Hotel Montchalet si trova, in una zona tranquilla e soleggiata nei pressi del centro di Ortisei «ed è il punto di partenza ideale – continua Pez-

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L’Hotel Montchalet si trova a Ortisei (Bz) www.montchalet.it

Ortisei a cinque stelle Marco Pezzutto ci porta nel principale borgo della splendida Val Gardena, ottimo punto di partenza per esplorare tutta la ricchezza e le attrazioni di questo angolo di Alto Adige zutto – per numerose attività in estate ed in inverno. Tutte le suite sono luminose e confortevoli e offrono un ambiente elegante caratterizzato da funzionalità, efficienza e design. Il nostro nuovissimo Hotel 5 stelle offre eleganti suite, un eccellente ristorante e un servizio impeccabile. Basta immergersi nell’atmosfera del Montchalet per vivere con eleganza e classe i momenti fondamentali del cucinare, dell’abitare, del riposare, della cura del proprio corpo e della vita in spazi aperti. Splendide camere dedicate al benessere e alla rigenerazione psicofisica, un eccellente ristorante gastronomico e una calorosa e genuina ospitalità, rendono ogni soggiorno indimenticabile. Nel nostro mondo globalizzato si rende sempre più necessaria la ricerca di simboli e oggetti di identificazione che consentano di continuare a provare piacere nella ritualità ciclica della vita quotidiana». L’ospitalità è l’elemento più importante

presso l’Hotel Montchalet. «Per questo motivo il nostro team altamente qualificato si prende cura dei nostri ospiti con grande attenzione e professionalità – spiega il titolare dell’hotel –. Con il nostro personale altamente qualificato e dedito alla cura del cliente, si trova tutta l’accoglienza e l’attenzione di cui si ha bisogno. La filosofia del Montchalet è quella di creare una perfetta armonia tra tradizione e modernità, nella quale si possa fondere in un’unica realtà, lo spirito d’appartenenza locale e l’apertura al mondo internazionale. D’altronde, il turismo é cambiato in modo sostanziale. Oggi chi desidera intraprendere una vacanza nel settore lusso desidera vivere un’emozione e un’esperienza che racchiuda il desiderio di provare emozioni sia esperienziali che enogastronomiche, mantenendo i valori di tradizione e carattere del luogo visitato, proiettando nella struttura alberghiera il proprio modo di vivere o stile di

COM’È UNA VIP SUITE? Marco Pezzutto, titolare dell’hotel Montchalet, si sofferma sulla breve descrizione di una delle suite più rappresentative dell’albergo a 5 stelle altoatesino. «L’abbiamo denominata Vip Suite – dice Pezzutto – e varia dai 75 agli 85 metri quadrati di ampiezza. In particolare, la nostra Vip suite con bagno turco, sauna a infrarossi e idromassaggio dispone di camera con letto matrimoniale, scrivania, TV satellitare e armadio. Poi si compone di

un soggiorno con divano letto, cantinetta vini/mini bar, macchina caffé, cassaforte, telefono e Internet Wi-Fi. La stanza wellness prevede bagno turco-doccia emozionale, sauna a raggi infrarossi, doppio lavabo e specchio cosmetico. C’è poi un secondo bagno con lavabo, specchio cosmetico, toilette e bidet e un terzo bagno con vasca, toilette e bidet. La vasca idromassaggio nel giardino privato».

vita. Siamo molto onorati che gli ospiti individuino la nostra struttura per trascorrere le proprie ferie e questo è per noi già motivo di gioia e orgoglio. Se l’ospite si sente a casa propria, il nostro desiderio è realizzato e crediamo che questo sia proprio il nostro punto di forza: consentire ai nostri clienti di sentirsi come a casa propria con i servizi di un hotel a cinque stelle». Infine, la cucina. «Le caratteristiche che per noi rendono un piatto esclusivo sono quelle che garantiscono gusti semplici, resi raffinati dalla ricerca di un particolare legato al territorio rivisitato dai nostri chef in chiave mediterranea. Per questo dai nostri fornitori pretendiamo essenzialmente che amino il proprio lavoro come noi amiamo il nostro e che ricerchino ogni giorno con passione e dedizione l’ambizioso progetto di evolversi e migliorarsi, per offire ai nostri clienti sempre il massimo». ■ Elena Ricci


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ersonalizzazione, attività all’aria aperta senza rinunciare agli “aiutini” offerti dalla tecnologia e un ritorno ai ritmi della natura, capaci di riavvicinare mente e corpo. È questo il trend dominante delle vacanze in montagna, che sempre più spesso attirano giovani per vivere a trecentosessanta gradi tutte le esperienze possibili, più che pensionati in fuga dalla canicola delle città. Cambia la vita, cambiano le abitudini, cambia la vacanza e il modo di sentire e vivere la montagna d’estate, sempre più last minute per gli under quaranta italiani. Ma tutto ciò che si perde in programmazione si recupera in intensità delle esperienze, guidati da un unico imperativo: passione e gioia di vivere. “Passion for living” è lo slogan scelto dell’Hotel Ciasa Soleil****, fil rouge che unisce tutte le esperienze e le attività proposte. Trenta camere rinnovate per la struttura inaugurata nel dicembre 2015 nel centro di La Villa - Ciasa Soleil****, in Alta Badia, nel cuore delle Dolomiti. Un modern lifestyle hotel a quattro stelle a conduzione familiare dove la tradizione altoatesina incontra l’ospitalità moderna. «Il passato è storia, il futuro è segreto, ma ogni momento è un dono! È questa la nostra filosofia – spiega la proprietaria Nicole Avesani – che esprime il desiderio di trasmettere agli ospiti la passione quotidiana per il no-

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Alto Adige da scoprire

In Alta Badia il turismo è “passion for living” Tra attività all’aperto personalizzate, escursioni su due ruote o a piedi, esperienze per vivere la montagna in ogni stagione, il modern lifestyle hotel Ciasa Soleil**** propone ai suoi ospiti tanti modi diversi per vivere le Dolomiti

UN PACCHETTO SPECIALE

Dal 10 al 17 giugno sono disponibili attività escursionistiche personalizzate per motociclisti e ciclisti che hanno voglia di vivere l’Alta Badia in sella alle due ruote

Il modern lifestyle hotel Ciasa Soleil**** si trova a La Villa (Bz) - www.ciasasoleil.it

RIEQUILIBRARE CORPO E MENTE Per riequilibrare anima e corpo, respirare a fondo e ancorare la propria mente alle sensazioni che quotidianamente viviamo, forse senza neanche rendercene conto, le attività all’aria aperta, a contatto con le bellezze della natura, sono un toccasana. Per questo l’Hotel Ciasa Soleil in Alta Badia propone accanto alla scoperta del territorio e dei suoi tesori, anche esperienze per lo spirito. «Le nostre escursioni più richieste – sottolinea la proprietaria Nicole Avesani – sono quelle alla ricerca delle erbe medicinali e la visita ai masi ladini ma in ogni attività che proponiamo cerchiamo di ritagliare momenti, se gli ospiti lo desiderano, per la meditazione e qualche pratica di yoga come il saluto al sole. Si tratta di occasioni preziose per ritrovare l’armonia e l’equilibrio tra corpo e mente in una cornice naturalisticamente eccezionale. I nostri ospiti per tutta la durata della vacanza possono spostarsi comodamente a piedi. La posizione dell’Hotel, vicino agli impianti di risalita e su una passeggiata, lo rendono il punto di partenza ideale per ogni esperienza all’aria aperta».

stro lavoro, per la nostra famiglia e per il nostro territorio. L’hotel si trova al centro di La Villa, in posizione molto soleggiata e tranquilla ma lontana dal traffico. Essendo una delle poche strutture della zona con una guida locale interna all’albergo, siamo specializzati in itinerari personalizzati a piedi e in bicicletta. D’estate i nostri ospiti possono scegliere tra 5 gite gratuite con la nostra guida turistica locale certificata Manuela oppure con mio marito Werner:

escursioni in montagna, escursioni botaniche, giri in bicicletta o con bici da corsa, e-bike o mountain bike, tutto con vari livelli di difficoltà. D’inverno, grazie alla posizione ottimale della struttura, ai piedi della Gran Risa, la pista da sci più famosa dell’Alta Badia, i nostri ospiti possono allacciare gli sci direttamente dall’hotel per raggiungere gli impianti di risalita e l’intero comprensorio della Sella Ronda». Le best of tra le esperienze dell’Alta Badia

si differenziano in base alla stagione. D’estate si può pranzare in un tipico maso alpino con vista mozzafiato e ammirare il tramonto dalla cima della montagna. D’inverno si può optare per la colazione sui masi, risalendo il crinale su un gatto delle nevi all’alba per poi infilare gli sci. Oppure scegliere la passeggiata in carrozza trainata da cavalli attraverso i boschi e, per i più sportivi, assistere alle due Coppe del mondo di slalom gigante in programma a dicembre. Non conosce stagioni invece, l’area relax & wellness dell’Hotel Ciasa Soleil, con piscina con vista panoramica, sauna, idromassaggio, massaggi, trattamenti benessere, sale relax & fitness, terrazza open sun, così come il volo in elicottero sulle vette delle Dolomiti. Infine, per gli amanti della buona tavola ci sono le offerte del bar-ristorante dell’hotel con terrazza panoramica soleggiata e vista sul gruppo del Sella e sulla catena della Lavarella. Proponiamo cucina altoatesina, ma anche selezionati piatti internazionali, con un’attenta selezione di materie prime biologiche, tra cui semi di chia e latte dei masi locali. E per chi ricerca esperienze gourmet, c’è il ristorante San Hubertus a San Cassiano, premiato con tre stelle Michelin. «Ma le attività escursionistiche in bici, ebike (la bici elettrica) o moto sono in assoluto le più richieste – conclude Nicole Avesani – per questo tra il 10 e il 17 giugno proponiamo le Giornate da motociclista e ciclista, con gite personalizzate sulle due ruote, moto, e-bike, mountain bike e bici da corsa con il titolare dell’Hotel Werner, insieme a tutta una serie di servizi aggiuntivi, oltre ovviamente alle offerte standard per i nostri ospiti». ■ Alessia Cotroneo



Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 36

Alto Adige da scoprire

Un resort pensato per le famiglie a montagna è una realtà meravigliosa che, con l’arrivo della stagione estiva, si prepara ad accogliere chiunque desideri riscoprire il fascino delle escursioni e degli sport all’aria aperta, misurandosi con una natura potente, fragorosa, capace di risvegliare in noi il senso dell’infinito. A pochi passi dal Vipiteno e dal Passo del Brennero, la Val di Fleres con il maestoso Tribulaun, vetta di oltre tremila metri d’altezza al confine tra l’Italia e l’Austria, è un paradiso per chiunque voglia addentrarsi tra suggestivi sentieri che si snodano tra laghi e cime di montagna, a piedi o in mountain bike, in una preziosa esperienza dentro la natura incontaminata, capace di coinvolgere tanto i professionisti quanto le famiglie. Con questo spirito, a due ore da Verona e a 35 minuti da Innsbruck, sorge, perfettamente integrato nell’idilliaco scenario della Valle, il Feuerstein Family Resort, una nuovissima struttura che coniuga il rispetto per la natura con l’autentica ospitalità altoatesina, in una visione innovativa della vacanza in famiglia. Quest’albergo a 5 stelle si trova a quota 1250 metri e si prefigge l’obiettivo di rivoluzionare le tradizionali vacanze in montagna, offrendo un intrattenimento adeguato tanto agli adulti quanto ai bambini, donando alle famiglie esperienze piacevoli e di relax, in un ambiente familiare, per riscoprire il valore del tempo insieme. «Il Feuerstein Nature Family Resort è un ideale campo base per le prime, piacevoli gite con i bambini al seguito - racconta Stephanie Ganterer, direttrice della struttura -. La Malga Allriss, per esempio, si trova in un meraviglioso ambiente naturale, tra il ghiacciaio Feuerstein e il Massiccio del Tribulaun, a solo un’ora di camminata dalla struttura, grazie a un sentiero comodamente percorribile anche

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La Val di Fleres, con le sue imponenti montagne e i boschi di conifere, è un luogo ideale per riscoprire l’energia della natura. In questa cornice sorge una struttura a 5 stelle che risponde alle esigenze di ogni famiglia. Ne parliamo con la direttrice Stephanie Ganterer

UN PIENO DI ADRENALINA

Il Feuerstein Nature Family Resort si trova in Val di Fleres (Bz) - www.feuerstein.info

con carrozzine e passeggini, disponibili gratuitamente in hotel». L’albergo è sicuramente orientato alle famiglie, rispondendo con entusiasmo anche alle esigenze dei neonati, grazie a un reparto dotato di un’assistenza qualificata e dedicata sia a loro sia alle mamme. Inoltre, i bambini potranno usufruire di un programma di attività ricreative e formative che si ispira direttamente al metodo Montessori: «niente computer o videogiochi – svela la direttrice Ganterer –, ma un

LE ATTIVITÀ RICREATIVE

Niente computer o videogiochi, ma un fienile dove lanciarsi a capofitto, un atelier di pittura, un laboratorio del legno, una divertentissima piscina con uno scivolo di 100 metri

fienile dove lanciarsi a capofitto, un atelier di pittura, un laboratorio del legno, una divertentissima piscina con uno scivolo di 100 metri e poi giochi da tavola, escursioni negli alpeggi e altro ancora». Gli adulti, invece, potranno recuperare preziosi momenti d’intimità grazie a una Spa ispirata alla natura del posto, con tanto di area famigliare nella sauna, e un Yoga Loſt panoramico per poter canalizzare le energie con le suggestioni del luogo. Una ricca offerta gastronomica, inoltre, che punta a recuperare i prodotti genuini della valle, rende il soggiorno presso il Feuerstein Nature Family Resort un’esperienza a trecentosessanta gradi. Un resort pensato per le famiglie, quindi, dove i bambini sono gli autentici protagonisti di percorsi e attività finalizzati ad arricchire il loro soggiorno di ricordi preziosi. «Durante le camminate in paese o nel bosco di Fleres – continua la direttrice – coniughiamo gli aspetti ludici a quelli pedagogici. Infatti, i bambini, seguiti da assistenti preparati e qualificati, impareranno a riconoscere gli alberi, la flora alpina, i funghi, oltre a vivere in prima persona una miriade di sorprese che solo il contatto diretto con la natura può riservare. E magari si potrà anche incontrare qualche parente di Flammi, la salamandra mascotte del Feuerstein, animaletto raro e protetto che proprio in questa zona ha trovato il suo habitat ideale». Tra le coinvolgenti esperienze all’aria aperta pensate per i bambini, l’hotel può annoverare attività che vanno dalla costruzione di una diga lungo un ruscello di

A Vipiteno, a pochi passi dal Feuerstein Nature Family Resort, durante le proprie vacanze in montagna, adulti e bambini potranno fare un pieno di adrenalina ed energia esplorando il divertente Parco Avventura Skytrek. In questo luogo, in cui possono accedere bambini già dai 4 anni, ci sono oltre 80 sfide, tra percorsi e ostacoli pensati per tutte le età. Gli ospiti del resort potranno cimentarsi nel tree climbing o camminare su ponti sospesi, issarsi su reti oscillanti e superare percorsi a ostacoli, oppure fare esercizi di equilibrio sulle slackline appese da un tronco all’altro, e vivere così tantissime esperienze emozionanti e avventurose. Il tutto, ovviamente, in perfetta sicurezza, grazie alla preparazione di un personale qualificato, che guiderà gli adulti e i bambini tra sfide avvincenti, per misurarsi con il fascino di uno sport all’aria aperta tra i brividi e le chiome degli alberi.

montagna, alla raccolta di materiali naturali per la costruzione di piccoli oggetti in un creativo bricolage, fino all’accensione del fuoco da campo. Dalle escursioni con panorami che spaziano dalle Dolomiti alle Alpi Sarentine, fino al ghiacciaio Stubai, alle attività sportive o ricreative offerte da guide esperte e specializzate, sono davvero numerose e affascinanti le alternative che il Feuerstein Nature Family Resort diretto da Stephanie Ganterer e sua madre Anna Gross, può offrire, in un’immersione controllata tra le meraviglie di una natura protagonista, con aria pura, prati in fiore e boschi profumati che invitano, adulti e bambini, a sorprendenti scoperte. ■ Andrea Mazzoli


Viaggio in Italia Pag. 37 • Giugno 2018

A contatto con il mondo delle api Sull’altopiano del Renon la famiglia Rinner sperimenta l’attrattiva dell’apiturismo, puntando sulle visite in apiario, su tanti tipi di miele biologico e soprattutto sui trattamenti benessere a base dell’aria degli alveari mi la campagna, la natura e i suoi dolci nettari anche in vacanza? Allora è impossibile che tu non abbia mai sentito parlare di apiturismo. L’apiturismo, ovvero l’accoppiata tra l’esperienza del viaggio e la scoperta delle api, è una delle nuove tendenze dei viaggi green, quelli ad alto tasso di sensibilità ambientale, ascrivibili più in generale al filone del turismo esperienziale che offre al visitatore non una meta o un servizio ma un’esperienza da vivere a trecentosessanta gradi in tutte le fasi del soggiorno, con attività diverse ma legate da un denominatore comune. L’apiturismo offre il vantaggio di offrire un’esperienza autentica a contatto con la natura con una delle forme di allevamento ancestrali. Un mondo scandito da ritmi e ruoli ben definiti, ma anche da rumori, profumi e sapori indimenticabili. Nel cuore delle montagne altoatesine, sull’altopiano soleggiato del Renon, una famiglia ha scelto, in tempi non sospetti, di accoppiare la passione per l’apicoltura con l’ospitalità, trasformando quella che era nata come una casetta per ospitare gli apicoltori accanto all’apiario in un albergo tre stelle a conduzione familiare in cui aleggia nell’aria il piacevole ronzio degli operosi insetti al lavoro: l’Hotel Rinner. «La passione per le api – racconta Karin Rinner – è da sempre una delle passioni più grandi della mia famiglia. Nel 1966 fu presentato al Comune il progetto per la costruzione di un apiario insieme alla casa per l’apicoltore. Ben presto, grazie allo sviluppo del turismo sull’altipiano e alla posizione ideale di questa location, sempre più amata dai bolzanini che volevano staccare la spina dalla città, la struttura è stata trasformata in una casa per ospiti. Noi, la terza generazione di proprietari, vorremmo tornare alle origini e fare sì che voi siate ospiti nel no-

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stro hotel, così come le api sono ospiti dei fiori». L’Hotel Rinner si distingue per la ricchezza di esperienze, oggetti e simboli dell’apicoltura. Ricalcando la struttura degli alveari delle api domestiche (Apis Mellifera) in cui può esserci solo un’ape regina, c’è solo una suite, la “Apis Royal” con area SPA privata dotata di sauna infrarossi e vasca idromassaggio con terapia luce. Ma il profondo legame con l’apiario, poco distante, non si limita a questo: c’è l’apicoltura dimostrativa, l’api-wellness e una volta a settimana la cena “R(d)inner” all’insegna del miele prodotto nell’apiario da apicoltura biologica aderente a Bioland, rete tedescofona del biologico. Il miele è il re delle portate proposte agli ospiti, dall’antipasto al dessert, piatti sfiziosi e tradizionali che esaltano i prodotti agricoli stagionali e locali altoatesini. «Essendo un apicoltore itinerante, Paul Rinner porta le sue api, a seconda dei diversi periodi di fioritura, in posti sempre diversi: Hotel Rinner si trova a Soprabolzano (Bz) www.hotel-rinner.it

dai frutteti a fondo valle ai prati e boschi fino in alta montagna – sottolinea Karin – dove sono le rose alpine a rendere unico il paesaggio. Se l’anno va bene, riusciamo a produrre anche otto-nove tipi di miele biologico: dal miele del fiore del melo, di acacia, del dente di leone, del pino fino al pregiato miele della rosa alpina o rododendro, caratterizzato da un sapore unico. Per produrlo, le api devono stare almeno a 1800 metri di altitudine, per questo è molto raro e si produce solo da metà-fine luglio, non tutti gli anni. Vendiamo il nostro miele, prodotto da 210 alveari, solo in hotel per poterlo garantire sempre ai nostri ospiti e preparare le nostre specialità, come i ravioli ripieni di mele fresche e miele di melo con formaggio fresco o la cipolla al balsamico con burro fuso, parmigiano e sopra un grissino con miele di melo. Ma più in generale, ogni giornata al Rinner inizia con una ricca prima colazione a buffet con diversi tipi di miele, per fornire agli ospiti le vitamine e l’energia necessaria per affrontare la giornata». Ma non c’è solo l’apiario come attrazione dei dintorni: chi alloggia sull’Altopiano del

MIELE BIOLOGICO

Nei nostri 210 alveari produciamo fino a otto-nove varietà, che vendiamo solo in hotel per poterlo garantire sempre ai nostri ospiti Renon può godere di più di 350 km di sentieri, una vista mozzafiato sulle Dolomiti, collegamenti in funivia ogni quattro minuti con Bolzano, una fermata a richiesta del trenino del Renon, oltre alle piste da sci poco lontano. ■ Alessia Cotroneo

WELLNESS A TEMA All’interno dell’alveare, oltre al miele, si trovano cera, oli essenziali, polline, propoli, flavonoidi e papa reale. L’Hotel Rinner di Soprabolzano è l’unico in Italia e uno dei pochi in Europa che può offrire un trattamento wellness a base dei prodotti delle api provenienti rigorosamente da apicoltura biologica. Il trattamento Api – Wellness consiste nel respirare l’aria dell’alveare. «L’aria viene aspirata mediante una speciale apparecchiatura e inviata tramite un tubo a una maschera che si appoggia sul viso – spiega Karin Rinner -. Le proprietà benefiche sono molteplici e soprattutto rafforzano il sistema immunitario. Durante il trattamento di circa 30 minuti ci si rilassa, si acquista energia e ci si sente meglio. Chi ha provato l’Api – wellness una volta, si sente così bene da volerlo provare ancora. Essendo poche le postazioni disponibili si consiglia di prenotarle per tempo».


Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 38

Alto Adige da scoprire

Alla scoperta dell’“Alps to sea” Una vacanza in Alto Adige, oltre alle lunghe passeggiate immersi nel verde, non può prescindere dal gustare la tipica cucina. Nel menu di Manfred Kofler, a Tirolo, si scopre il legame indissolubile con il territorio ma anche una tensione verso la cultura mediterranea visitatori in visita in Tirolo scopriranno una regione capace di incantare al primo sguardo. Le distese sconfinate di natura incontaminata conquisteranno i turisti che qui potranno svolgere innumerevoli attività sportive. Più di 500 vette superano la barriera dei tremila metri, più di 600 diversi ghiacciai coprono il paesaggio di alta quota lungo la dorsale alpina, pascoli verdi con rifugi contadini invitano a concedersi una sosta in un’atmosfera idilliaca. Le esperienze a cui ci si potrà concedere sono infinite. In Tirolo ci si può infatti cimentare in escursioni a piedi o in mountain bike. I più coraggiosi potranno, invece, mettersi alla prova con il parapendio o il rafting mentre chi è alla ricerca di riposo e di relax potrà trascorrere tranquillamente il suo tempo alla scoperta dei musei o in passeggiate lungo i sentieri montani. Qui si trova il Culinaria im Farmerkreuz, ristorante gestito dei fratelli Manfred

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Manfred Kofler, chef del ristorante Culinaria im Farmerkreuz che ha sede a Tirolo (Bz) www.culinaria-im-farmerkreuz.it

Kofler, chef, e Stefan Kofler, sommelier, con una vista mozzafiato sul castello di Tirolo, la città di Merano e tutta la valle d’Adige. I due fratelli offrono una cucina innovativa in perfetto equilibro con la tradizione altoatesina e mediterranea, in un’atmosfera accogliente e famigliare. «Il nostro credo può essere sintetizzato in “come up and slow down”» spiega lo chef Manfred Kofler. Nato a Merano nel 1982 e dopo aver frequentato la scuola alberghiera ha compiuto numerose esperienze in Svizzera, Austria, Germania e soprattutto nell’Alto Adige. Nel 2008 ha rinnovato assieme a suo fratello Stefan il ristorante di famiglia. Da qui nasce il ristorante Culinaria im Farmerkreuz. Il suo menu, chiamato “Alps to sea” offre un simbolico viaggio dalle montagne al mare, riflettendo una filosofia di cucina che spazia dalla cultura alpina, al territorio, fino alle influenze mediterranee in stile curato, moderno e sostenibile. Quali sono le principali esperienze che hanno segnato la sua cucina? «Una delle prime esperienze importanti è stata senza dubbio la cucina di mia madre. Ricordo che usava solo prodotti freschi e di qualità ricercata, preparati con cura e passione. Girando il mondo come giovane chef ho acquisito esperienze positive e negative che hanno plasmato il mio percorso professionale. Il ristorante è nato da una visione comune mia e di mio fratello e senza dubbio le nostre esperienze all’estero hanno influenzato questa decisione». Con quale idea di cucina nasce il ristorante e a quale target di clienti è indirizzato? «I principi che reggono la nostra idea

LA STORIA DELLA LOCATION L’edificio in cui sorge il ristorante fu costruito da Karl e Marianne Kofler nel 1972, dove un tempo vi era la croce dei masi Farmer. Questa fu successivamente spostata di circa venti metri per far spazio a quello che poi divenne l’albergo. Entrambi lo gestirono con amore e dedizione mentre i figli ebbero la possibilità di maturare le proprie esperienze in Europa e all’estero.

Nel 2008 i due fratelli ebbero l’occasione gestire il locale secondo la loro visione e così alla fine del 2015 la struttura venne rinnovata per la seconda volta per portarla a rispecchiare la loro visione. Nel 2018 il ristorante serale è stato premiato con una stella Michelin e ad oggi fa parte dei Jre – Giovani Ristoratori d’Italia (www.jre.it).

di cucina sono principalmente l’innovazione in un equilibrio perfetto con la tradizione altoatesina e mediterranea. Tale filosofia si coagula in due tipi di ristorazione: la linea bistrot a pranzo, con piatti semplici di stagione per il cliente che desidera un pasto informale e la linea gourmet a cena, con piatti elaborati e ricercati per il cliente che desidera una cena elegante in un’atmosfera accogliente». Quale considera essere il piatto forte della sua cucina? «Il gusto è relativo e varia in base all’ospite. Ciò che generalmente consiglio a chi ci sceglie è di assaggiare il menu di degustazione, da lì si può capire e sentire l’idea di uno chef e il suo stile di cucina». Come avviene la scelta degli ingredienti e la preparazione?

«Sono sempre alla ricerca delle migliori materie prime stagionali che siano prodotte in modo sostenibile e incondizionatamente fresche. Solo se i prodotti sono a chilometro zero soddisfano i miei standard di qualità. Utilizzo maggiormente gli asparagi di terlano, i funghi porcini e finferli dei nostri boschi, la frutta, la selvaggina dell’Alto Adige, il salmerino della Val Passiria, il formaggio e il burro di malga». Ci sono particolari filosofie o principi culinari che segue nella preparazione delle ricette? «Certo, uno potrebbe essere sintetizzato in “Make it simple and sexy”. A volte i piatti più semplici sono quelli più difficili e una cucina onesta e fresca non perdona gli errori». ■ Luana Costa



Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 40

Alto Adige da scoprire

Vacanze green In Trentino-Alto Adige domina la natura: vallate e monti incontaminati che permettono un altro vivere. Georg Steiner ci spiega come incanalare queste risorse a misura di turista

di forza qui è sicuramente la cucina, dove diamo valore a prodotti genuini e al 100 per cento biologici. Ma non solo. Ci sta particolarmente a cuore che i prodotti siano freschi, di provenienza regionale e di stagione. Ed è anche per questo che coltiviamo nel nostro orto biologico, con grande passione, le verdure e i frutti più disparati, oltre a più di settanta diverse spezie ed erbe aromatiche, tra le quali di alcune molti non conoscono più nemmeno il nome. Un’altra particolarità sono i nostri Biodistillati “Steiner” di produzione propria. Organizziamo visite guidate alla distilleria e seguiamo ogni fase: dalla raccolta e dall’accurata selezione dei frutti spontanei, fino alla miscelazione e alla distillazione di precisione delle nobili gocce, e naturalmente alla degustazione finale Il Biohotel Panorama si trova a Malles (Bz) www.biohotel-panorama.it

i sono luoghi incontaminati, in cui ritrovare una dimensione naturale è certamente più semplice. In Trentino-Alto Adige sono diverse le possibilità di questo tipo, per come si presenta il territorio, per lo più privo di grandi insediamenti urbani. Ma sono pochi, invece, i luoghi

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mmaginate di avere intorno a voi alcune delle meraviglie naturali più note delle Dolomiti: l’Alpe di Siusi, il Sassolungo o il Ciampinoi. Immaginate di essere così vicini da poter passeggiare lungo i sentieri di questi monti. E dopo tanto camminare, immaginate di sedervi a un tavolo per gustare canederli, gulasch, speck o ragù di cervo. Siamo nelle Dolomiti a Ortisei (Bz), in Val Gardena e quello che ci invitano a fare è smettere di immaginare ma di vivere queste esperienze direttamente, come fanno gli ospiti del hotel Villa Emilia. La struttura dista 400 metri dal centro ed è raggiungibile a piedi con una passeggiata di circa 10 minuti. La vista dalla maggior parte delle camere e dal giardino, in cui ci si può rilassare sulle sdraio a disposizione degli ospiti, è sull’Alpe di Siusi, sul Sassolungo, sul Ciampinoi e sul gruppo del Sella. Queste montagne sono tutte mete possibili per lunghe passeggiate, scalate, gite in bicicletta. In più, dall’Hotel è raggiungibile il Seceda, monte ai piedi del gruppo delle Odle di 2500 metri, da cui si ha una vista su tutto il comprensorio. Per raggiungere la vetta si possono prendere un’ovovia e una funivia oppure si può salire anche a piedi. Dal Seceda si possono scegliere numerosissimi sentieri che consentono di scendere a Santa Cristina o nuovamente a Ortisei passando anche dalla chiesa di San Gia-

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pensati per una rigenerazione olistica, che vada da una gastronomia ad hoc a camere 100 per cento Bio. Un esempio è dato dalla struttura di cui è titolare Georg Steiner: il Biohotel Panorama a Malles, in provincia di Bolzano. «Il Biohotel, a conduzione famigliare – dice Steiner – si trova nella soleggiata Val Venosta. Uno dei nostri punti

LE DOLOMITI A PIENI POLMONI Entriamo nella favola della Val Gardena, con paesaggi spettacolari e una proposta turistica all’insegna del relax e del riequilibrio con la natura

con gli amici». La qualità Bio non si trova solo nei cibi e bevande, ma anche nel sistema costruttivo nelle camere. «Tutte le camere – continua Steiner - sono di costruzione di pilastri di legno con pareti di argilla, arredamento di legno massello. La ciliegina sulla torta sono le nuove camere “Balance Pino Cembro” e “Saluto Del Sole Pino Cembro” che sono rivestite in legno di pino cembro, che ha un effetto calmante ed equilibrante, e il cui profumo è unico. Tutto l’arredamento è in legno massello e il bagno è spazioso, dotato di una vasca con vista sulla valle. E anche sulla terrazza, dall’amaca, si ha una vista meravigliosa». Riposo e relax sono garantiti sul soleggiato prato panoramico prendisole o nell’area sauna Acquaviva, che è dotata di sauna, bagno turco, piscina e vasca rinfrescante Kneipp, docce speciali, caldarium relax Panorama, cabina a luci infrarossi, solario integrale Dr. Kern. ■ Renato Ferretti

gratuita, campi da tennis e offre un’entrata gratuita al Palaghiaccio. L’offerta comprende internet, parcheggio privato interno, noleggio mountain bike, escursioni guidate in estate e in inverno e serate di specialità tirolesi. E la gastronomia non è da meno. Al Villa Emilia possiamo tranquillamente e con sicurezza dire che la cucina è il fiore all’occhiello. Prevalentemente italiana, arricchita con delle specialità tirolesi, piatti ladini per assaggiare specialità gardenesi, buffet di insalate e verdure cotte e crude, degustazione di formaggi nostrani e, per concludere in dolcezza, buffet di dessert fatti in casa. Una volta a settimana offre una serata tirolese che prevede un buffet con pietanze tipiche della Val Gardena e dell’Alto Adige. ■ Remo Monreale Hotel Villa Emilia si trova a Ortisei (Bz) www.hotel-emilia.com

como in mezzo al bosco, la più antica della valle in stile gotico e barocco con affreschi gotici del XVI secolo al suo interno. Ci sono diversi buoni motivi per scegliere il Villa Emilia. Si trova in una posizione centrale e tranquilla con vista panoramica, con un giardino ombreggiato con terrazza, dotato di angolo giochi e relax. Ha una piscina pubblica con maxi scivolo e sauna


Viaggio in Italia Pag. 41 • Giugno 2018

uando uno chef pugliese con esperienze internazionali arriva in Alto Adige, non possono che nascere sapori unici. Siamo in Val Gardena ed esattamente al ristorante Tubladel, in dialetto “piccolo fienile”. In questo ambiente accogliente insignito nel 2018 con due forchette Michelin, viene proposta una cucina semplice ed estrosa al tempo stesso. Qui lavora lo chef Giancarlo Cammisa, nato a Foggia con esperienze in Italia e al-

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Un tocco di Puglia in Val Gardena l’estero. «Ho iniziato a lavorare al Cipriani di Venezia fino ad arrivare a Sierre, in Svizzera al ristorante stellato di Didier de Curtin. Ormai lavoro al Tubladel da circa due anni e mezzo, dove mi sento in famiglia». Qui Giancarlo guida una brigata che ama lavorare in sinergia con il proprietario del ristorante Haymo Demetz. «Insieme studiamo il menu, non mi piace comandare, ma te-

Il ristorante Tubladel si trova a Ortisei (Bz) - www.tubladel.com

L’esperienza di Giancarlo Cammisa, chef del ristorante Tubladel, che racconta cosa significa creare in cucina unendo tradizioni regionali ed esperienze di valore nere sempre in considerazione la proprietà che, con un’esperienza trentennale, sa come i clienti possono o meno apprezzare un piatto. Io metto il sapore e il mio saper fare, Haymo la conoscenza del territorio e del settore. In questo modo creiamo piatti importanti legati al territorio dell’Alto Adige combinati con i sapori del sud. Amo i prodotti mediterranei, perfetti per dare un vero sapore ai piatti». L’amore per i gusti e gli odori tipici del sud si sposa perfettamente con i prodotti locali anche nella scelta dei fornitori. «L’80 per cento dei fornitori viene dall’Alto Adige e alcuni prodotti provengono direttamente dalla mia terra. Per esempio preferisco un olio extravergine che non pizzichi e quindi seleziono un gentile di Larino (Olio di Flora),

tipico del Sud. Se voglio qualcosa di più mandorlato, vado verso il Lago di Garda. Da ogni piatto mi piace creare una storia». Scelte che sembrano dimostrarsi vincenti, tanto da avere creato una clientela affezionata. «Il Tubladel è un ristorante che piace per il suo stile generale, i clienti tornano e quindi dimostrano di voler fare diverse esperienze gastronomiche, provando piatti nuovi». Una cucina che viene definita “orgogliosa”. «Orgoglio significa realizzare una cucina creativa, bella, sana e stagionale perché un pomodoro d’estate ha un sapore incomparabile allo stesso prodotto preso fuori stagione. Siamo quindi orgogliosi di scegliere prodotti stagionali per farli gustare ai clienti al massimo dei loro profumi e sapori». Al Tubladel si lavora in sinergia pensando al futuro. «Il mio obiettivo è puntare sempre al meglio, grazie alle persone che lavorano con me, perché senza la squadra giusta non si va da nessuna parte». ■ Patrizia Riso


Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 42

Alto Adige da scoprire

L’estate a Merano Sport, escursionismo e tanto altro, la città propone un’offerta a tutto tondo che avvolge il turista in un’atmosfera accogliente e indimenticabile. L’esperienza di Barbara Hölzl

City Hotel Merano****si trova a Merano www.cityhotel-merano.it

dagiata tra le vette del Gruppo di Tessa e i vigneti della Valle dell’Adige, vi accoglie la città di Merano e le limitrofe valli Passiria, d’Ultimo e Senales che si caratterizzano per una natura incontaminata da vivere con tutta la famiglia. La città del Passirio si presenta sempre più come una meta per concedersi una vacanza all’insegna della spensieratezza e del divertimento soprattutto nel periodo estivo. Una città in continua crescita e sviluppo. Cultura, benessere, gastronomia, shopping: Merano possiede tutte le carte in regola per accogliere i turisti offrendo una variegata gamma di intrattenimenti. «Crediamo che una tale offerta consenta di ritemprare le energie per tutti gli ospiti che risiedono in città caotiche, con ritmi di vita stressanti e frenetici» spiega Barbara Hölzl, titolare del City Hotel Merano. Il fiore all’occhiello della città sono senz’altro le famose Terme Merano, dove potersi liberare di tutto e dedicarsi al relax. Un ambiente accogliente e contemporaneo con una vista unica sulle montagne che circondano e abbracciano la città.

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«Le Terme offrono puro relax attraverso il calore delle saune, il vapore delle acque termali e le piscine al coperto e all’aperto. Grazie alla nostra convenzione possiamo offrire agli ospiti del City Hotel un ingresso prioritario e un prezzo agevolato per l’entrata ed i trattamenti» precisa ancora. Grazie alla loro particolare architettura contemporanea, le terme contribuiscono ad alimentare la lunga tradizione che vede la città come una località tesa alla cura del corpo, adottando però un’interpretazione moderna e olistica di benessere. Non meno coinvolgenti e rilassanti sono le passeggiate tra le vie della città in un’atmosfera che ispira cordialità. Per un soggiorno in linea con una vacanza slow, il consiglio è di prenotare una stanza al City Hotel Merano, un quattro stelle con design contemporaneo, dotato di ogni comfort, studiato appositamente per garantire un’ospitalità indimenticabile. Situato nel pieno centro, concede semplici spostamenti per esplorare la città a piedi. Tornati in hotel, ci si lascia coccolare dall’atmosfera intima della propria Spa con rilassanti massaggi e trattamenti. Inoltre si beneficia di comode suite. Le camere si presentano ampie e dotate di balcone o terrazza, finemente arredate con colori freschi e luminosi. Sono una tentazione in tutte le stagioni. Occasione per chi arriva a trascorrere un weekend o la domenica e si vuol concedere qualche ora in più a letto, può approfittare di un delizioso brunch per assaporare gli autentici prodotti altoatesini. Queste pietanze caratterizzano anche la cucina dei ristoranti del City Hotel Merano: il cliente ha l’imbarazzo della scelta tra i menù sfiziosi di mezza pensione o la scelta à la carte nel Ristorante e Tapas Bar The Gallery, con pietanze sempre fresche ed originali e reinterpretate in base alla stagione.

Una vera e propria fusion fra la tradizionale cucina alpina e quella leggera del mediterraneo, firmata dallo chef Mario De Giuseppe che tiene particolarmente alla provenienza dei prodotti: «Al nostro chef piace sperimentare, cucina con passione ogni giorno. La parola “standard” è bandita dal suo vocabolario, per lui conta solo la qualità. Utilizza principalmente prodotti freschi e naturali dall’Alto Adige - sottolinea Barbara Hölzl – o alimenti di qualità provenienti da tutta Italia, oltre che ingredienti internazionali per conferire quel tocco in più per un’arte culinaria all’insegna del benessere. Un lavoro manuale preciso e combinato con prodotti genuini, questi sono gli ingredienti principali della sua cucina. Un connubio perfetto tra prodotti tradizionali altoatesini e passione del sud». La città offre però ancora innumerevoli spunti di intrattenimento con la lunga serie di negozi situati in edifici storici. I portici sono l’anima commerciale di Merano. A negozi di artigianato tipico si affiancano botteghe per fini gourmet, boutique esclusive dove trovare celebri griffe, gioiellerie o librerie, tutto indirizzato a uno shopping senza confini. Oltre a ciò, Merano ospita ogni settimana il tradizionale mercato, ideale per chi ama addentrarsi tra i banchetti colmi di prodotti o per assaggiare tipiche specialità prodotte dai contadini locali. ■ Lucrezia Gennari




Viaggio in Italia Pag. 45 • Giugno 2018

A casa del Maestro Un breve itinerario dei luoghi che furono cari al compositore, tra Lucca e Torre del Lago, approfondendo con Gabriella Biagi Ravenni alcuni cenni biografici sulla formazione e l’opera di Giacomo Puccini ucca e la musica, un connubio strettissimo che vede nella figura del suo cittadino più illustre - il grande compositore Giacomo Puccini - la sua massima espressione. Ad accompagnarci nei luoghi dove è nato e cresciuto il maestro è Gabriella Biagi Ravenni, presidente e co-fondatrice del Centro studi Giacomo Puccini, nonché autrice e curatrice di saggi e volumi sul musicista. Ultimo di una dinastia di compositori che da più di un secolo deteneva il monopolio della vita musicale cittadina, Giacomo Puccini sembrava predestinato a compiere una carriera “locale”, orientata alla musica sacra e strumentale, ma così non è stato, come tutti sappiamo. Spiega Gabriella Biagi Ravenni: «stanno emergendo evidenze del fatto che le esperienze musicali e professionali compiute a Lucca hanno rappresentato un bagaglio fondamentale per Puccini, che a un giornalista – si legge in una delle sue lettere – confessa di essere stato un bambino refrattario alla musica, quando invece sappiamo che aveva intrapreso studi regolari a 6 anni non ancora compiuti e che aveva un impiego retribuito (come organista) già a 13 anni. “Fu a 17 anni che udendo l’Aida a Pisa mi sentii aprire lo sportello musicale” scriveva il giovane Puccini nel 1897, e la frase va intesa nel senso dell’assunzione di consapevolezza della volontà di cambiare strada rispetto alla tradizione familiare. Frequentare il Conservatorio di Milano gli apre in maniera definitiva nuove prospettive, ma la formazione ricevuta a Lucca resta basilare».

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LE ORIGINI Il punto di partenza di un itinerario pucciniano non può che essere la casa natale dove il compositore nasce il 22 dicembre 1858, oggi cuore del Puccini

Museum in Corte San Lorenzo, traboccante di testimonianze preziose. «Puccini vi resta sempre legato a livello affettivo, anche se dopo il trasferimento a Milano non vi torna più a vivere: è anche costretto a venderla in un periodo di magra finanziaria, ma la cede al cognato con una clausola speciale che gli consente di riacquistarla entro cinque anni. Grazie al successo di Manon Lescaut, Giacomo può infatti ricomprare la casa paterna». Come racconta Gabriella Biagi Ravenni, il giovane Puccini si dedica all’attività di organista in varie chiese

lucchesi come S. Pietro Somaldi, SS Paolino (la sua parrocchia, dove fu eseguita la Messa a 4 voci con orchestra nel 1880) e la chiesa parrocchiale di Mutigliano. «Costante e regolarmente retribuita è la sua presenza in veste di organista nella Chiesa di San Girolamo, adiacente il Teatro del Giglio e oggi adibita ad auditorium; l’organo non c’è più, è stato trasferito nella Chiesa di Piano di Conca, nel comune di Massarosa. Si può, inoltre, immaginare il maestro suonare il pregevole organo seicentesco di S. Pietro Somaldi sul cui somiere ha apposto la sua firma». Altro luogo importante è la Cattedrale di S. Martino, dove tutti gli antenati di Puccini avevano svolto una parte considerevole della loro attività come organisti, compositori e concertatori di musica sacra. Giacomo ha occasione di suonarvi, ma non riesce mai a ottenere la carica di organista titolare, occupata da un Puccini ininterrottamente per 124 anni. «Purtroppo dal 2012 è chiuso Caffè Di Simo in via Fillungo, anticamente Caffè Caselli, punto di aggregazione storico dove si riunivano artisti, pittori e intellettuali dell’epoca

grazie al droghiere mecenate Alfredo Caselli: non solo Puccini ma anche Giovanni Pascoli, Alfredo Catalani e Pietro Mascagni». IL RIFUGIO Ad accogliere ogni anno il Festival Pucciniano è Torre del Lago, piccolo villaggio sul lago di Massaciuccoli tra Pisa e Viareggio di cui il maestro si innamora - sin dalla prima visita nel 1891 - rappresentando da allora un luogo emblematico nella vita del grande compositore. Dopo aver vissuto in varie case d’affitto, con i primi guadagni Puccini decide di farsi costruire una casa di sua proprietà in riva al lago. L’attuale villa museo - oggi visitabile - è terminata nel 1900. «Qui si crea un mix di vari elementi che lo rendono un luogo di elezione: Puccini amava i luoghi solitari e la natura, era un cacciatore. A Torre del Lago, inoltre, si crea una comunità di artisti – i pittori del lago – unita da rapporti intellettuali profondi, ma sono accanto al compositore anche le persone del luogo con cui va a caccia e pesca, condividendo il quotidiano. Molte lettere di Puccini quando si trova in viaggio sono dense di frasi di nostalgia per Torre del Lago. L’idillio si conclude negli anni Venti quando viene costruita una torbiera e Puccini decide di trasferirsi a Viareggio». La maggior parte delle opere del maestro prende forma a Villa Puccini, ma Gabriella Biagi Ravenni è refrattaria a considerare in maniera troppo forzata il ruolo di Torre del Lago nel processo di ispirazione del compositore: «l’arte pucciniana non è un’immediata traduzione di stimoli naturali esterni, ma un’arte meditata e sofferta. Certamente, Torre del Lago è un luogo in cui si sentiva a suo agio e trovava più facilmente la concentrazione per comporre». ■ Francesca Druidi

La scoperta di un tesoro

Gabriella Biagi Ravenni, presidente e co-fondatrice del Centro studi Giacomo Puccini

L’accessibilità dell’Archivio della Villa Museo Puccini a Torre del Lago, rimasto chiuso prima dell’intervento della Soprintendenza archivistica toscana, ha permesso a Gabriella Biagi Ravenni e a Virgilio Bernardoni, presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini, di ritrovare composizioni inedite che fanno riferimento al periodo della giovinezza e della formazione di Puccini: brani per pianoforte, organo, quartetto d’archi e orchestra. «È stata una grande emozione e una bella sorpresa. Ora lavoriamo per rendere il materiale inedito fruibile per gli esecutori».


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Vacanze in Toscana

In scena a Torre del Lago Diviso in otto grandi opere interpretate da artisti di levatura internazionale, il Festival pucciniano ripercorrerà tra luglio e agosto i capolavori lirici del compositore lucchese Sarà la voce imperiosa del più grande interprete della tradizione canora italiana ad aprire la 64esima edizione del Festival Pucciniano di Torre del Lago. Toccherà infatti ad Andrea Bocelli inaugurare il calendario della più prestigiosa rassegna lirica estiva del Belpaese. Lo farà il 6 luglio, esibendosi assieme al baritono Gianfranco Montresort e all’Orchestra del Festival diretta da Carlo Bernini nella Messa di Gloria, concerto sulle note del celebre maestro lucchese che alzerà il sipario su un cartellone lirico di grande valore artistico e con

proposte inedite. «Il cast vede la conferma di nomi importanti come Martina Serafin e Murat Karahan – sottolinea Alberto Veronesi, presidente della Fondazione e direttore artistico ad interim del Festival – dando lustro a una stagione in cui presenteremo ben otto titoli, dei quali quattro non si sono mai visti a Torre del Lago». DA MADAMA BUTTERFLY A LA BOHÈME, CON PRODUZIONI INEDITE Il primo a calcare la scena, il 14 luglio, sarà la Turandot- che tornerà sul palco il 21, 28

luglio e il 17 agosto- nell’allestimento di Alfonso Signorini, scene di Carla Tolomeo, costumi di Fausto Puglisi e sotto la direzione proprio di Veronesi, che si alternerà al collega lituano Martins Ozolins. Il giorno successivo al debutto della Turandot sarà invece la volta della Tosca, presentata il 15 luglio, il 4 e 12 agosto in una nuova produzione firmata da Giancarlo Del Monaco. «La Tosca di Del Monaco avrà una proiezione psicologica/psichiatrica dei personaggi» annuncia Veronesi, svelando in anteprima il taglio dell’opera sceneggiata da Carlo Centolavigna e diretta da Pedro Halffter, con Hui He, Paoletta Marrocu e Carlos Almaguer nei panni degli attori principali. Nel collaudato allestimento di Vivien Hewitt, concertato da Hirofumi Yoshida, salirà sulla ribalta il 20 luglio Madama Butterfly, con le voci di Hiromi Omura, Amarilli Nizza, Rossana rinaldi, Patrizia Porzio, Hector Lopez Mendoza, Cuckovski Giorgi, Pierluigi Dilengite, Stefan Ignat e con repliche previste per il 10 e il 18 agosto. Si rivedrà la regia di Alfonso Signorini invece per una nuova produzione de La Bohème che il 27 luglio, giusto ventiquattro ore dopo la rappresentazione in data unica di Manon Lescaut che si terrà al Teatro Ospite, metterà in scena l’opera ambientata nella Parigi del 1830, sotto la direzione di Alberto Vero-

colare vista sul mare. Il ristorante nato di recente ma da una lunga tradizione culinaria ha fatto dell’intreccio di esperienza e modernità il proprio vessillo. «La nostra è una cucina fondamentalmente tradizionale che propone rivisitazioni dei piatti locali - racconta Valentina Pezzini, torrelaghese Doc

Sulle orme di Puccini Torre del Lago è una località marina molto frequentata per le sue bellezze paesaggistiche e nota perché qui vi trascorse molto tempo il celebre compositore. Proprio qui, Valentina Pezzini ci accoglie nel suo ristorante

Il ristorante Pangrattato ha sede a Torre del Lago Puccini (Lu) - Fb: Pangrattato

orre del Lago deve le sue fortune non solo ad un paesaggio naturalistico suggestivo ma anche a una politica dai prezzi contenuti e a un turismo friendly che la pone tra le principali mete per le vacanze estive. La località è situata nel comune di Viareggio ed è famosa per il celebre Festival Pucciniano che ogni anno si tiene all’auditorium costruito sulle rive del Lago di Massaciuccoli. Il nome completo

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della località è infatti Torre del Lago Puccini in onore al famoso compositore che trascorse la maggior parte della sua vita proprio nella piccola cittadina toscana. I turisti vengono qui attirati dalla bellezza delle spiagge e dalle famose dune ricoperte di vegetazione quale, ad esempio, quella della Lecciona, forse l’ultima italiana a mantenere ancora il suo stato naturale. Proprio sulla Marina nasce Pangrattato a ridosso delle dune e della spiaggia con una spetta-

nesi in tandem con Dejan Savic. Nella stessa serata, verranno coinvolti anche solisti, coro e orchestra del Teatro dell’Opera di Tbilisi. A chiudere il cartellone di una rassegna 2018 che a un mese abbondante dal via «ha già raccolto 2000 prenotazioni in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno» fa sapere Veronesi, sarà il Trittico, che celebrerà il centenario del suo debutto con una produzione importata dall’Opera di Stato di Budapest, direzione di Tiberiu Soare, regia e luci di Anger Ferenc. Fra gli interpreti Silvana Froli, Vitali Kovalchuk e Janco Sinadinovic per “Il Tabarro; Donata D’Annunzio Lombardi, Lidia Lunetta, Annunziata Vestri per “Suor Angelica”; Bruno De Simone, Elisabetta Zizzo, Danilo Formaggia e Alessandro Fantoni per “Gianni Schicchi”. ■ Giacomo Govoni

e figlia d’arte -. Ho avuto la fortuna di avere una grande cuoca per nonna così nel nostro menù trovano spazio alcune ricette riprese dalla sua cucina e trasportate in una nuova versione, ponendo attenzione alla presentazione e all’estetica dei piatti. In linea generale al Pangrattato si possono degustare pietanze sofisticate che nascono dalla passione e dalla creatività, combinando ricette antiche con tecniche e gusti contemporanei». Il piatto forte di Pangrattato è la degustazione di antipasti composta da diverse portate di mare che cambiano in base al pescato giornaliero. Tra i piatti da segnalare vi sono la pasta fresca fatta rigorosamente in casa e la catalana di crostacei, molto richiesta e dall’aspetto veramente invitante poiché arricchita da una cascata di frutta e verdure. «Generalmente consigliamo a chi ci visita per la prima volta - continua Valentina Pezzini - un menù degustazione denominato “Il percorso del mare” che rappresenta un riassunto della nostra cucina, indirizzata alla riscoperta di prodotti semplici e genuini che le ultime mode hanno contribuito a disperdere. Adoperiamo infatti prevalentemente prodotti locali e riponiamo molta attenzione nella scelta della materia prima utilizzando solo ingredienti a chilometro zero. Tra questi vi sono i fiori commestibili coltivati nell’entroterra di Torre del Lago, che usiamo per arricchire i nostri piatti, e che rappresentano un nuovo ingrediente in cucina prima mai adoperato nella composizione dei piatti». ■ Luana Costa


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Tonfano, dove mangiare Daniele Galeotti ci dà il benvenuto in un locale tipico del tratto di litorale versiliese tra i più caratteristici, dove di certo non manca il pesce da portare in tavola i sono alcuni scorci nei quali la Versilia si presenta nella sua veste più autentica e intrigante, come in quello speciale tratto di litorale che è il Tonfano. Via Versilia, a Marina di Pietrasanta, è un’isola pedonale punteggiata da ciuffi di palme “scarduffate” e dal verde degli ulivi, messi a dimora nei giardini a due passi dal mare. E proprio qui incontriamo la trattoria: da Carlino. «Fu inaugurata nei primi anni ottanta da Carlino, fiorentino Doc – ricorda l’attuale proprietario Daniele Galeotti –, che aveva in mente la classica trattoria marinara dell’epoca. Poi, dopo la gestione della figlia, nel duemila, il locale è passato a me». Di origini pietrasantine, Galeotti è riuscito a consolidare la fama del locale anche grazie alla mamma Donatella e il fratello Luca. «Da Carlino si è accolti con simpatia da Sandro – spiega Daniele –, sembra di essere a casa di amici. La clientela, va da sé, almeno per l’ottanta per cento è rappresentata da villeggianti che si riversano sul-

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le spiagge dorate della zona, ma c’è anche chi viene qui dalle città dell’entroterra, oltre a una folta compagnia di aficionados stanziali. E questo è evidentemente una certa garanzia. Il “segreto” commerciale del locale è ben poco segreto: porzioni generose con un rapporto esemplare qualità-prezzo. E questo, in tempi di crisi, non guasta affatto. Poi, La Trattoria Da Carlino si trova a Tonfano – Marina di Pietrasanta (Lu) - www.trattoriadacarlino.it

altro dettaglio non secondario, il ricco menù è scritto in italiano, inglese, tedesco e russo, così si impedisce che stranieri smarriti e balbettanti finiscano per ordinare la solita insalata o spaghetti al pomodoro». La cucina ha l’accento marinaro, ma da Carlino si mangia anche la carne. «Tra i primi troviamo i tordelli di carne pietrasantini e la tradizionale cucina di pesce con spaghetti allo scoglio, alle vongole o le penne agli scampi e gli ormai famosi ravioli di pesce, tra i secondi offriamo veri e propri monu-

menti gastronomici come la frittura di pesce, i gamberoni alla griglia e quelli al cognac una grigliata mista o il pesce all’isolana, ma si possono gustare anche portate come l’intramontabile filetto al pepe verde e la tagliata rucola e grana. Il locale ha una sala principale semplice ma assai accogliente, con sedie impagliate e pareti dall’intonaco qua e là “slabbrato” a bella apposta per far vedere i mattoni sottostanti. Poi ci sono due verande, una davanti e una laterale, entrambe luminose e ariose. Il ristorante è sempre affollatissimo per questo è consigliabile prenotare con anticipo». ■ Remo Monreale


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Vacanze in Toscana

Lucca, culla del buon vivere Una perla del Rinascimento toscano, la cui storia e architettura ne fanno un monumento a cielo aperto. Qui, in una delle sue piazze suggestive, incontriamo Tobia Vegnente no scrigno d’arte, con un’atmosfera rilassante e allo stesso tempo coinvolgente. Conosciuta anche come la città dalle 100 chiese, Lucca si caratterizza per la maestosità della sua intatta cinta muraria, all’interno della quale si ergono le torri, i campanili e i nobili palazzi edificati nel corso dei secoli. Tra questi ce n’è uno in particolare che è stato restituito al suo antico splendore solo l’anno scorso e che oggi fa da hotel d’eccezione: Palazzo Dipinto. «Si trova in una piazza, piccola e suggestiva, dalla quale ha preso il suo nome, Piazza del Palazzo Dipinto appunto, espressione dell’urbanistica lucchese – spiega il titolare della struttura ricettiva Tobia Vegnente –. A pochi passi

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Hotel Palazzo Dipinto si trova a Lucca - www.palazzodipinto.com

da Piazza San Michele, con la sua magnifica chiesa di architettura romanica, Palazzo Dipinto vanta una posizione strategica per le maggiori attrazioni turistiche della città, tra cui le antiche Mura, Piazza San Martino, con il suo Duomo maestoso, Piazza del Giglio, Piazza dell’Anfiteatro e Via Fillungo, principale via dello shopping della città. La posizione, della città stessa, poi, offre un punto d’appoggio ideale per conoscere ed esplorare il territorio circostante, entrare in contatto con la cultura toscana, la sua natura e le attrattive eno-gastronomiche».

Palazzo Dipinto torna a vivere dopo un importante intervento di ristrutturazione della durata di oltre 2 anni. «Il progetto, risultante dalla stretta collaborazione della proprietà e di un team di architetti – dice Vegnente –, aveva lo scopo di valorizzare un edificio storico del XIII secolo, inserendosi in un contesto architettonico cittadino elegante e riservato ma, parallelamente, ispirandosi con audacia a temi contemporanei. Come risultato di insieme abbiamo un aspetto moderno e sofisticato dell’ambiente. Oltre alle aree comuni, abbiamo voluto privilegiare le dimensioni ampie rispetto al numero delle camere, per offrire ai futuri ospiti un’esperienza ancor più confortevole e lussuosa, grazie alle numerose deluxe e junior suite. Inoltre al quarto piano si trova l’esclusiva Master room, che offre una suggestiva splendida vista sui tetti di Lucca e sulla chiesa di San Paolino. In defitinitiva, l’Hotel Palazzo Dipinto vuole scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’accoglienza cittadina ed erigersi a punto di riferimento dell’ospitalità di lusso a Lucca, una delle più suggestive e autentiche destinazioni della Toscana, gioiello rinascimentale e culla del buon vivere». ■ Renato Ferretti

DAL LITORALE ALLE ALPI APUANE In Versilia si respira aria di relax, attività all’aria aperta e grande ospitalità. Mila e Massimiliano raccontano la propria esperienza ra Forte dei Marmi e Viareggio, in posizione panoramica vicino al mare, con una vista a 360 gradi che spazia dal litorale alle Alpi Apuane, Marina di Pietrasanta offre l’occasione di vacanze estive all’insegna di sole, relax, natura e tanto divertimento. Punto di riferimento per turisti e visitatori è l’hotel tre stelle La Bitta, gestito a conduzione familiare e recentemente ristrutturato. «La nostra struttura si trova a solo un minuto a piedi dalla spiaggia – spiega Mila, titolare dell’hotel – ed è molto apprezzata anche da chi viene in vacanza con i propri bambini. Disponiamo infatti di uno spazio giochi appositamente pensato

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per i più piccini, ai quali proponiamo anche menù personalizzati». L’hotel, circondato da pini secolari, vanta camere dotate di ogni comfort, dall’aria condizionata alla tv a schermo piatto, dalla connessione internet ai balconi vista mare. «Ci piace permettere agli ospiti di rilassarsi e soddisfare qualunque loro richiesta. Ecco perché mettiamo a disposizione di chi intende scoprire il nostro territorio un servizio gratuito di noleggio biciclette e un aiuto costante nell’individuare itinerari e luoghi da visitare. Tra le attrattive da non perdere ci sono sicuramente le Cinque Terre, accessibili con un traghetto dal porto turistico e il parco

L’hotel tre stelle La Bitta si trova a Marina di Pietrasanta (Lu), mentre il Tuscany House of Artist è a Cinquale (Ms) www.hotellabitta.com - www.tuscanyhouseofartist.com

de “La Versiliana”, sede di interessanti dibattiti culturali e di attualità. Mentre per chi ha voglia e bisogno di una vacanza fatta di mare e abbronzatura, la nostra spiaggia di sabbia con tutti i suoi servizi è il posto ideale, così come il nostro solarium e il giardino». Fiore all’occhiello del La Bitta è la cucina, gestita personalmente dai titolari Mila e Massimiliano. «Amiamo la cucina semplice ma curata in ogni dettaglio. I piatti della tradizione toscana vengono serviti nel nostro elegante ristorante». L’offerta proposta agli ospiti della Versilia non si limita al solo hotel La Bitta, Massimiliano e Mila, infatti, dispongono anche di tre

splendidi appartamenti ricavati da un casale toscano di fine Ottocento e denominati Tuscany House of Artist. Un luogo ricco di richiami alla storia, poiché situato sulla via Francigena, dove trovavano alloggio i viandanti dell’epoca. «Gli appartamenti sono caratterizzati da un gusto contemporaneo, moderno ed elegante e rappresentano il punto di partenza ideale per visitare i ricchi dintorni della zona: Lucca, Pisa, Firenze, Forte dei Marmi. Tante anche le attività proposte agli ospiti: passeggiate lungo la via Francigena, windsurf, equitazione, golf, ciclismo e pesca». ■ Emanuela Caruso


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mpossibile non pensare al Carnevale. Quando si parla di Viareggio, chi non è abituato ai suoi paesaggi, alla sua cultura e alla sua cucina, pensa automaticamente ai carri e alle sue incredibili opere d’arte in cartapesta. E, in effetti, il Museo del Carnevale merita davvero di essere visitato: lì è possibile scoprire tutta la magia con la quale vengono fatti i carri allegorici. Ma la splendida cittadina lucchese è anche famosa come località turistica, dalla quale si possono raggiungere, con facilità e in pochissimo tempo, luoghi di montagna dove poter organizzare delle splendide escursioni, soprattutto nelle Apuane o in Garfagnana. E poi, Villa Puccini. Si tratta di un altro luogo di grande interesse. Si trova a Torre del Lago ed è raggiungibile da Viareggio attraversando semplicemente un viale alberato, Viale del Tigli, percorribile anche in bicicletta. La villa racchiude dentro di sé tutto il sapore dell’antichità. Sita sul lungolago di Massaciuccoli, fu un tempo dimora del celebre compositore Giacomo Puccini, circondata da un amabile giardino in stile giapponese. La tradizione culinaria, poi, è una vera e propria scoperta. Per averne un assaggio, però, bisogna scegliere uno dei ristoranti che in città fanno delle tradizioni un vero e proprio vanto. È il caso de La Casina del Marco Polo, guidato da Fabrizio Fantoni. «La nostra filosofia si basa su una vasta scelta di cucina sia locale sia con qualche spunto dalla cucina italiana più in generale – dice Fantoni –. Da noi si può apprezzare sia la cucina di pesce fresco, che

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Viareggio in tavola Fabrizio Fantoni ci accoglie per un tour gastronomico che sembra un giro in giostra. Nella città del Carnevale le specialità passano con disinvoltura dal pesce alla carne, fino ai primi piatti di pasta fatta in casa

Il ristorante La Casina di Marco Polo è a Viareggio (Lu) - www.ristorantelacasinadelmarcopolo.com

copre circa il 70 per cento del nostro menu, sia un più che gustoso menù di carne, oltre alla pizza cotta con forno a legna. I piatti di pesce, in particolare, vengono da una tradizione mista tra Viareggio e altre località». Gli esempi di portate sono innumerevoli «ma se proprio bisogna scegliere – continua Fantoni – tra i piatti più rinomati si trovano il tipico cacciucco alla viareggina senza lische, simile a quello livornese, da accompagnare con un buon rosso di Montecarlo (che non abbia una gradazione superiore ai

PACCHERI “ALLA TRABACCOLARA”

Con il pesce “povero”, come scorfano, gallinella, triglie e altri, si fa un ragù di filetti di pesce molto saporito

NON SOLO PESCE Fabrizio Fantoni, titolare de La Casina di Marco Polo, si sofferma su alcune proposte culinarie del ristorante viareggino, che vanno al di là del pesce. Si spiega così la grande varietà gastronomica che contraddistingue non solo il locale da lui gestito, ma diventa un simbolo delle tradizioni locali. «Regina indiscussa dei nostri primi – dice Fantoni – è la pasta fatta in casa: tagliatelle, tagliolini, gnocchi, pappardelle, tutto condito con ingredienti di stagione offerti spontaneamente dal nostro territorio. Anche i secondi di carne non sono da meno, in particolare, potremmo suggerire di assaggiare l’ultima novità, il filetto alla Wellington in crosta di pane».

13 gradi). Un altro esempio è il pacchero “alla trabaccolara”, nome derivato dai trabaccoli, cioè i barconi a vela che dall’Adriatico vennero sul litorale tirrenico per la pesca, da qui con il pesce “povero”, come scorfano, gallinella, triglie e altri, si faceva un ragù di filetti di pesce molto saporito. Poi ci sono anche piatti come la carbonara di mare, uno spaghetto ai frutti di mare sgusciato, con uova, panna e… il resto è un segreto! Abbiamo anche piatti più ricercati, come le tagliatelle all’astice fresco oppure alla ragostella. Questo per i primi a cui possono seguire catalane grigliate di pesce, oppure pesci alla isolana, cruditè di mare, ostriche francesi accompagnate da champagne Ruinart e molto altro. La carne non è da meno per qualità:

ultima novità, il filetto alla Wellington in crosta di pane. Poi abbiamo insalate varie e serviamo anche i celiaci. La pizzeria è un altro nostro cavallo di battaglia: con un forno a legna il nostro pizzaiolo Cristian riesce a combinare

la tradizione della lavorazione napoletana rivisitata con un suo tocco personale». Non esiste un identikit del cliente tipo che si affida alla cucina de La Casina di Marco Polo. «Devo dire che siamo aperti da quattro anni – spiega Fantoni – e all’inizio la nostra clientela era molto variegata, anche grazie alla grande offerta che diamo, sia con gli spazi a disposizione che con il menu molto ricco. Il locale si affaccia sulla pineta di Ponente e conta di 500 metri quadrati dove può ospitare circa 250 coperti. Da noi si fanno eventi come matrimoni comunioni e anche sfilate. Ultimamente ho visto delinearsi una clientela fatta di intere famiglie, che frequentemente vengono a trovarci. Essendo vicino al mare e alle più importanti strutture alberghiere di Viareggio riceviamo moltissimi clienti stranieri, che qui trovano personale qualificato che parla inglese, francese, spagnolo, tedesco e russo, solo per citarne alcune». Infine, l’importanza dei fornitori. «Con le ultime normative di tracciabilità dei prodotti abbiamo oramai consolidato rapporti di reciproca fiducia con i nostri fornitori per dare un prodotto sempre garantito, tanto è che un socio della nostra azienda è esso stesso un grande fornitore di prodotti ittici». ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2018 • Pag. 50

Vacanze in Toscana

UNA STRUTTURA ECO-FRIENDLY

Vista sul Tirreno

Situata nel cuore della Versilia, Villa Barsanti è stata progettata seguendo una rigorosa tutela dell’ambiente. Il titolare Luigi Cascardo ne descrive i comfort e suggerisce le principali attrazioni naturalistiche e culturali della zona

Con le sue camere affacciate direttamente sul mare, l’Hotel Esplanade rappresenta la base ideale per trascorrere le proprie vacanze a Marina di Pietrasanta, località nota per l’ampia offerta turistica che accontenta tutti i gusti arina di Pietrasanta con le sue località di Fiumetto, Tonfano, Motrone e Focette, è il luogo ideale dove trascorrere le vacanze. La località situata nel cuore della Versilia offre un’ampia gamma di stabilimenti balneari, tutti ben attrezzati allo scopo di garantire un servizio impeccabile indirizzato al più completo comfort e relax. Ma Marina di Pietrasanta non è solo mare. Con la sua splendida e grande pineta diventa il luogo ideale per passeggiate a piedi o in bici, per trascorrere le giornate con un pic-nic o svolgendo attività sportive. Infatti, all’interno della pineta si trovano diversi percorsi sportivo-naturalistici di differente livello e un maneggio per imparare a cavalcare, oltre ad aree verdi per bambini con giochi e giostre. Quando cala il sole, le luci soffuse di ristoranti, bar, lounge, prendono il sopravvento e tutto diventa ancora più magico. Dall’aperitivo fino a tarda notte, il divertimento è assicurato. Sul lungomare si trovano numerose discoteche e locali alla moda, così come in quasi tutte le strade principali delle diverse frazioni è possibile trovare bar, gelaterie e ristoranti tipici. In questa splendida cornice si trova un hotel tre stelle gestito da Luigi e Sonia, una coppia giovane e dinamica, che unisce una trentenna-

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ietrasanta è una meta turistica perfetta per gli amanti dell’arte. Si è affermato negli ultimi anni come un centro della scultura internazionale, qui i turisti possono ammirare un vero e proprio museo all’aperto, camminando tra gallerie e piazze, una rassegna sempre rinnovata di arte contemporanea e scultura. A soli tre chilometri e mezzo di distanza si trova Marina di Pietrasanta, destinazione molto ambita in particolare d’estate. La frazione è facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta, grazie alla ciclopista che collega la città al mare. Qui i turisti potranno visitare il parco denominato La Versiliana situato alla fine di viale Apuana, strada di congiungimento tra il centro e la Marina, e famoso perché vi soggiornò Gabriele D’Annunzio. Quasi al termine del viale è possibile ammirare il ponte del Principe, così chiamato in onore del Granduca Leopoldo di Lorena. Ricca di attrazioni, non solo naturalistiche ma anche culturali, Marina di Pietrasanta offre una variegata offerta alberghiera. Villa Barsanti è una struttura ricettiva a 3 stelle situata sulla costa della Versilia, a soli duecento metri dalla spiaggia. È questa la sua vera forza e ciò che attrae maggiormente i visitatori in cerca di una vacanza rilassante e a misura d’uomo. Completamente ristrutturata, Villa Barsanti vanta il primato di

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essere tra i primi alberghi eco-friendly in Italia, progettata seguendo tutte le leggi a tutela dell’ambiente fin dai minimi particolari. «Il nostro albergo si trova in una zona molto tranquilla e verdeggiante di Marina di Pietrasanta, a pochissimi passi dalla zona pedonale dove i turisti potranno trovare ristoranti, bar e piccoli negozi - spiega Luigi Cascardo, titolare della villa -. L’albergo si trova in una posizione ideale per visitare Pietrasanta e le sue gallerie d’arte, Villa Barsanti ha sede a Marina di Pietrasanta (Lu) - www.hotelvillabarsanti.it

Forte dei Marmi con i suoi negozi esclusivi ma anche per escursioni verso Lucca, Pisa, Firenze e le Cinque Terre». I turisti potranno poi svolgere numerosissime attività sportive quali surf, escursioni e passeggiate in montagna nel Parco delle Alpi Apuane e ancora golf, tennis e ciclismo. All’interno del parco si organizzano allenamenti sportivi e spettacoli oltre a gite in barca a vela, visite alle cave di marmo di Carrara ed escursioni enogastronomiche. Villa Barsanti possiede 26 camere doppie suddivise in classic, superior e deluxe, tutte con arredamento luminoso e minimalista, pavimenti in parquet, bagno con doccia, TV a schermo piatto, telefono, frigobar, asciugacapelli, con balcone privato e connessione wifi gratuita. ■ Luana Costa

le esperienza nel campo dell’accoglienza al piacere di ricevere i clienti nella loro “casa”, dove il profumo delle torte appena sfornate accoglie al mattino i clienti pronti per la loro giornata in spiaggia o per la loro gita a Lucca, Pisa, Firenze o alle famose Cinque Terre, località tutte facilmente raggiungibili dall’Hotel Esplanade. «L’unicità del nostro albergo sta nelle sue 33 camere, quasi tutte dotate di balcone e con una splendida vista sul mar Tirreno - racconta Luigi Cascardo, titolare dell’hotel -. Noi puntiamo molto, inoltre, sulla qualità dei servizi offerti, che vanno ben oltre le tre stelle della categoria». Le camere si dividono in diverse tipologie: standard, superior e family room, dove, grazie agli spazi comunicanti, una famiglia o un gruppo di amici possono godere della propria privacy in totale comfort. Le dimensioni delle camere, tra matrimoniali e doppie, vanno da un minimo di 17 metri quadrati a un massimo di 35. Tutte le tipologie sono dotate di aria condizionata con comando individuale, wifi, asciugacapelli, tv, cassaforte e frigobar. Particolare attenzione è riposta alla qualità della cucina con gli chef sempre impegnati nella preparazione di piatti tipici della tradizione toscana. In particolare, le eccellenze sono il pesce pescato fresco del mare Tirreno e la pasta fatta in casa. ■ Luana Costa

Hotel Esplanade si trova a Marina di Pietrasanta (Lu) - www.hotelesplanadeversilia.it



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piaggia di sabbia finissima con stabilimenti ben attrezzati composti da blocchi unici a forma di trapezio. La Versilia, e Marina di Pietrasanta in particolare, è più di una meta turistica balneare: offre serate di svago nei locali più blasonati come la Bussola, Ostras, Twiga, La Canniccia e Seven Apples o una tranquilla passeggiata sul nuovo pontile, ammirando la riviera. Nel centro storico i visitatori potranno ammirare negozi di oggettistica in marmo e bronzo ma non mancano le boutique, gli artigiani orafi e i prodotti tipici della cucina toscana. Insomma una vacanza all’insegna

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Vacanze in Toscana Versilia da amare Una zona che è molto più di una serie di località balneari. Offre ai turisti movida, buona tavola, un ventaglio di attività sportive in strutture attrezzate e, soprattutto, un’atmosfera impareggiabile. A Marina di Pietrasanta, ci accoglie Marusca Luisi del relax, del divertimento e dell’enogastronomia d’eccellenza ma non solo: chi è stanco delle routinarie giornate al mare potrà cimentarsi in attività sportive attraversando le piste ciclabili di cui la cittadina è dotata. In una delle

zone più tranquille e riservate di Marina di Pietrasanta si trova l’Hotel Gemma del Mare, immerso nel verde ma poco distante dal mare. «Siamo un hotel a gestione familiare - spiega Marusca Luisi, la titolare - curato da me e dai miei figli Gionata e Filippo Lorenzo. Il nostro punto forte è la cura dei minimi particolari e la presenza costante di un membro della famiglia. La priorità dello staff è far sentire gli ospiti come a casa, circondandoli di attenzioni che renderanno la loro vacanza un momento indimenticabile e un’esperienza da ripetere. Ogni particolare è curato nei minimi particolari: l’arredamento, la pulizia degli ambienti, la cortesia e l’ottima cucina toscana sono prerogative imprescindibili». L’hotel è

L’Hotel Gemma del Mare si trova a Marina di Pietrasanta (Lu) www.hotelgemmadelmare.com

a disposizione di tutti i turisti per fornire informazioni o organizzare escursioni a chi ne faccia richiesta. Una sera a settimana viene poi organizzata una cena a buffet in giardino con musica dal vivo e animazione per i più piccoli. Le camere sono spaziose e dotate di balcone, situate in una zona residenziale molto tranquilla vicina al mare e nel centro del paese da cui dista 500 metri. «Disponiamo anche di un meraviglioso e fresco giardino e di un solarium sulla terrazza panoramica collocata al terzo piano dell’hotel fornita di lettini prendisole». Particolare attenzione è riservata all’enogastronomia locale:

«Da questa stagione nasce anche, in un angolo del nostro giardino, il ristorante aperto anche ad esterni con specialità di mare e piatti tipici della cucina versiliese. Naturalmente si può assaporare pesce fresco, ma ottimo è anche il tipico lardo di Colonnata stagionato in speciali mortai fatti a mano con il marmo delle cave di Carrara e deliziosa l’ampia varietà di salumi e formaggi tipici della Garfagnana». La posizione privilegiata dell’hotel permette di raggiungere il mare in pochi minuti, ma per chi non ama il caos dei grandi centri turistici, offre calma e relax e la giusta riservatezza. ■ Luana Costa



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a cucina. Quale migliore antidoto per lenire la nostalgia della propria famiglia e al contempo riaffermare la propria identità? Ce lo spiega la food blogger Annalisa Oppedisano che da Vienna, dove oggi risiede, mantiene intatto il legame con la Calabria anche attraverso le ricette tradizionali della sua terra, raccontate sul blog Torte di Nuvole (www.tortedinuvole.com) e sui canali social, YouTube in primis. Il desiderio di Annalisa di condividere emozioni, storie e naturalmente ricette culinarie è diventato un volume, La mia Calabria in tavola: 20 autentiche ricette tradizionali e ricordi della mia terra- La Calabria, acquistabile su Amazon e disponibile in italiano e inglese, sia in versione cartacea che ebook. La presenza su tutte le piattaforme Amazon rende più facile l’acquisto per chi non vive in Italia. E la comunità calabrese nel mondo sembra aver risposto bene. «Sono anche fiera di poter affermare che molte richieste di acquisto, il 70 per cento circa, provengono dall’estero, in particolare da Stati Uniti, Canada e Germania, dove evidentemente la presenza di persone di origini calabresi è molto radicata. Sono rimasta invece piacevolmente stupita per le copie vendute in lingua italiana, in Brasile e Giappone», racconta Annalisa Oppedisano. Qual è la cucina calabrese che ha scelto di raccontare nel volume? «Provengo da un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria, Portigliola, che ricade nel territorio della Locride. Oggi che non vivo più in Italia, ma a Vienna, sento più forte il legame con la mia terra. Definire la cucina che descrivo e racconto nel mio libro di sola provenienza geografica credo che sia riduttivo e, inoltre, la Locride è una zona molto vasta, dove a distanza di pochi chilometri si possono trovare pietanze che hanno nomi diversi ma che consi-

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Annalisa Oppedisano, food blogger e autrice del volume La mia Calabria in tavola: 20 autentiche ricette tradizionali e ricordi della mia terra- La Calabria

Calabria da vivere

Sapori di casa Le ricette di Annalisa Oppedisano portano in tavola la cucina calabrese più autentica, ma soprattutto riaffermano in maniera indissolubile il legame con le sue origini. Un viaggio intimo ma universale tra gusti e ricordi

TERRA DI RICORDI

«Provengo da un piccolo paesino in provincia di Reggio Calabria, Portigliola, nel territorio della Locride. Oggi che non vivo più in Italia, ma a Vienna, sento più forte il legame con la mia terra» stono nella stessa ricetta, così come piatti con lo stesso nome che sono, tuttavia, completamente diversi». Quali le specialità e le materie prime che per lei caratterizzano maggiormente questa tradizione gastronomica? «Senza dubbio tutto quello che proviene dalla terra e dalla tradizione contadina. Con patate e farina si ottengono dei fritti ripieni che rappresentato il simbolo del periodo natalizio: le zeppole. Con le melanzane, principalmente in estate, si prepara una ricetta che non ha eguali in tutta Italia per la bontà e che nel mio video su YouTube sta per toccare quota 100mila visualizzazioni: parlo delle melanzane abbottonate. I nostri nonni riuscivano a creare da pochi ingredienti come uova, farina e lievito madre, dei dolci gustosi come le crespelle. Merita però una menzione particolare lo stoccafisso, che è un pesce d’importazione nord-europea, ma rappresenta senz’altro uno degli ingredienti tipici della mia zona e più in generale della Calabria». Dovendo scegliere un menù tra le ricette proposte nel libro, quali

piatti servirebbe e che consigli utili darebbe per prepararli? «Tutto se fosse possibile. Dovendo però fare una selezione, sicuramente un antipasto, un primo e un secondo perché in Calabria non esistono i piatti unici, non ci sono insalatone e non si osi credere che un secondo possa essere suffi-

ciente. Servirei sicuramente la pasta fatta in casa – pasta i casa – con il sugo delle melanzane abbottonate come primo, preceduto dalle frittelle di patate – pittelli, in dialetto calabrese – come antipasto. Come secondo invece consiglio, accanto alle Melanzane abbottonate, la zippuleria, una grigliata di ortaggi, simile alla caponata, che un tempo si faceva in concomitanza con la preparazione del pane. A pensarci, è un bel menù vegetariano. Ma non dimenticatevi del dolce: le crespelle con il gelato artigianale, una vera goduria». Il suo rapporto con la cucina calabrese è anche e soprattutto affettivo. Quali ricordi ed emozioni la legano alle specialità della sua regione di origine? «Non esiste ricetta, anche tra quelle non contenute nel libro, che non rievochi un particolare ricordo in me. La cucina calabrese, la cucina della mia famiglia, è tutto quello che ho per sentirmi vicina alla mia terra e ai miei cari, oggi che vivo lontano. C’è un ricordo che vorrei condividere e nonostante io abbia 32 anni e sia relativamente giovane, questo ricordo accomuna anche chi non è più giovanissimo, perché è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Quando ero piccola, la mia nonnina preparava il pane nel forno a legna, alle 8 ci svegliava con il profumo del pane appena sfornato che invadeva tutta la via e il primo pensiero era di afferrare la cullurella – una ciambellina – e mangiarla calda con olio, sale e origano. Mi sembra di sentire il profumo se chiudo gli occhi. Ma era troppo bollente per tenerla tra le mani e allora mia nonna prendeva un coltello, afferrava la ciambellina e la tagliava tenendola tra le mani come se niente fosse. Poi la condiva ben bene e nel buco ci infilava un ramoscello d’ulivo in modo che io la potessi mangiare senza scottarmi. Questo è il ricordo più dolce che lega la tradizione e la famiglia». ■ Francesca Druidi



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Calabria da vivere

Un patrimonio da riscoprire Slow Food Calabria è una realtà in crescita che rende merito a una terra densa di ricchezze naturali, turistiche e gastronomiche e all’impegno di chi lavora per promuoverle nel rispetto dell’ambiente. Ne parliamo con Marisa Gigliotti

o scorso dicembre si è tenuta la terza assemblea nazionale degli Stati generali delle Comunità dell’Appennino, progetto di Slow Food Italia - la cui responsabile è la vicepresidente Sonia Chellini - che dal 2013 porta avanti una nuova idea di montagna e di sviluppo economico e sociale in armonia con l’ambiente. Il territorio appenninico – che corrisponde ai tre quinti della superficie nazionale e ospita un quarto della popolazione italiana – si è conservato in una situazione di relativa integrità ed è proprio per questo motivo che queste zone possono oggi rappresentare un’occasione di ripartenza. Referente del progetto per la Calabria è Marisa Gigliotti, che ha fondato la Condotta Slow Food di Soverato facendo tuttora parte del comitato direttivo. Con lei percorriamo le opportunità del rilancio delle aree interne e appenniniche e soprattutto le potenzialità della Calabria sul fronte delle eccellenze enogastronomiche ma anche ambientali e turistiche, valorizzate attraverso le molteplici iniziative Slow Food. Nella strategia di recupero delle regioni appenniniche, anche calabresi, un ruolo prioritario è giocato dalla coltura del castagno che contribuisce a trasformare aree considerate marginali. A che punto è questo processo? «I castagneti hanno rappresentato per

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lungo tempo una risorsa primaria nell’economia agricola dell’Appennino. La castanicoltura, sia essa da frutto o da legno, non assolve solo funzioni produttive ma garantisce la salvaguardia dell’integrità ecologica e paesaggistica, la difesa del suolo, la conservazione delle acque e del patrimonio forestale, la valorizzazione dell’ambiente montano, consentendo la fruizione del ter-

ritorio a fini turistici e ricreativi. Il nostro impegno è rivolto alla riscoperta della castanicoltura nella dorsale appenninica e in tutte le aree interne della penisola e delle isole, in chiave multifunzionale, riconoscendo a questa coltura il ruolo di sostenibilità economica, sociale e ambientale nelle aree rurali; coltura che può creare nuove opportunità di sviluppo e svolgere una funzione strategica per lo sviluppo di territori a rischio di marginalità». In Calabria si sta registrando una maggiore consapevolezza riguardo al proprio patrimonio di biodiversità, come dimostra la crescita di Slow Food regionale. Dai salumi ai formaggi, dai vini agli oli, quali sono le eccellenze calabresi da scoprire, riscoprire e valorizzare? «La Calabria ha un grande potenziale di biodiversità, ma ancora non sufficientemente conosciuto. Gli strumenti che mette in campo Slow Food sono quelli del progetto dell’Arca e dei presidi. Le eccellenze ancora da scoprire stanno nelle piccole produzioni dell’entroterra e mi riferisco, in particolare, al grande patrimonio dei frutteti, dei grani antichi, degli ortaggi. Molto si è fatto per la valorizzazione di formaggi tra cui il caciocavallo di Ciminà e il pecorino del Monte Poro. Il nostro comparto vitivi-

Marisa Gigliotti, referente progetto Stati generali delle comunità dell’Appennino di Slow Food, in occasione del percorso mariano del 4 settembre a Torre Ruggiero

nicolo è quello che negli ultimi anni si è affermato nelle vetrine più importanti, perché ha puntato sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni, tra cui il Gaglioppo, il Magliocco, il Mantonico, il Greco di Bianco. Anche i salumi e gli insaccati sono eccellenze a partire dalla Nduja, dalle soppressate e dal capicollo azze anca grecanico. I nostri oli sono sempre più apprezzati e siamo presenti nella guida degli extra-vergini di Slow Food con una ventina di produttori». Con la Condotta di Soverato di cui fa parte, sta sperimentando nuove formule di itinerari enogastronomici, mettendo in rete piccoli pro-

duttori, ristoratori, siti di interesse naturalistico e storico artistico. Quali sono i principali progetti sviluppati e soprattutto le direttrici che guidano l’attività della Condotta? «La nostra Condotta, fin dalla sua nascita, ha cercato di mettere in rete il patrimonio agroalimentare e il territorio nella sua duplice dimensione di borghi storici e aree naturalistiche di pregio. Abbiamo un cuoco di terra madre (Delfino Maruca de “Il vecchio castagno” di Serrastretta) che rappresenta l’espressione del legame tra la cucina di territorio e la storia. Ci stiamo impegnando con le comunità di Terra Madre (nocciola di Calabria, fagioli del Reventino, castagne e pastille di Serrastretta) per dare il giusto merito ai piccoli produttori che rappresentano i custodi del territorio. Gli itinerari che abbiamo messo in campo con i cammini mariani e la custodia del creato a Torre Ruggiero si rivolgono al grande patrimonio storico, religioso e naturalistico da rivivere. E infine l’esperienza della comunità di Terra Madre “Borghi in comunità - Badolato” con i tanti progetti di Borgo didattico e Borgo della salute, ci apre alle energie dei nuovi cittadini di origine straniera che abitano i nostri borghi. ■ Francesca Druidi




Viaggio in Italia Pag. 59 • Giugno 2018

La Liguria investe sull’orgoglio È il sentimento di appartenenza su cui la Regione sta insistendo per spingere i cittadini a farsi primi promotori delle bellezze della loro terra. Enogastronomia e mototurismo tra i nuovi circuiti attrattivi descritti da Giovanni Berrino ra dal 2002 che in Liguria non si abbatteva il muro dei 15 milioni di presenze turistiche. Impresa riuscita due anni fa e poi ulteriormente migliorata l’anno scorso, quando il contatore degli ingressi ne ha registrate ben 551 mila in più rispetto a quella fatidica soglia. Una parabola ascendente che, stando alle prime impressioni in attesa del consuntivo del primo semestre 2018, non conosce flessioni, certificando il ritorno della Mezzaluna d’Italia tra le destinazioni più amate da italiani e stranieri. «Con la campagna #orgoglioliguria – annuncia inoltre Giovanni Berrino, assessore regionale al Turismo - contiamo di replicare, e possibilmente superare, i dati record del 2017, puntando ai 16 milioni di presenze». Quali località liguri stanno recitando il ruolo di locomotive in termini di attrazione turistica? «Innanzitutto rileviamo una forte attestazione di Genova città, come meta turistica legata anche alla sua vocazione culturale ormai radicata. Altra locomotiva a livello regionale è quella dei borghi delle Cinque Terre, che si confermano meta di attrattività internazionale». Siamo nel pieno dell’Anno del cibo italiano. Come lo state onorando, anche in chiave di destagionalizzazione turistica? «La promozione del turismo enogastronomico di tipo esperienziale fa parte del Programma del turismo 2020, che coinvolge anche realtà liguri della ristorazione, il si-

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stema camerale e l’artigianato di qualità. La Milano-Sanremo del Gusto, finanziata dal Mibact, è sicuramente il progetto di punta su cui stiamo lavorando per una promozione condivisa interregionale di percorsi del gusto, sul tracciato della “classicissima” del ciclismo. Inoltre, a supporto della candidatura del pesto a patrimonio Unesco, nei mesi scorsi abbiamo lanciato la campagna #orgogliopesto che ha raccolto oltre 300 mila firme, raggiunto due milioni di utenti sui social, contribuendo a diffondere la conoscenza della salsa-simbolo della Liguria». Avete siglato un protocollo d’intesa per la promozione del mototurismo in Liguria. In quali azioni concrete si articolerà? «L’obiettivo è fare sinergia con la Federazione, in particolare con la sezione Turismo Adventouring e il Comitato Liguria, per sviluppare in regione questo asset di nicchia ad alto potenziale per la destagionalizzazione dei flussi turistici. Sono migliaia, infatti, gli appassionati che in ogni stagione dell’anno seguono in Italia e in Europa eventi motociclistici: intercettarne una parte, ospitando eventi sul territorio, può

avere ricadute positive per l’intero comparto turistico regionale». Quali luoghi fuori dal circuito tradizionale sono coinvolti in questa operazione? «Per il 2018 sono tre le manifestazioni della Fmi sul territorio ligure di richiamo internazionale: la Hat Pavia-Sanremo e la Ottanta Albino-Savona, già disputate a maggio e inizio giugno, e la Hat Sanremo-Sestriere dal 7 al 10 settembre. Collaborando con Regione e Fmi, pensiamo di poter allargare l’offerta rivolta agli appassionati di questo sport, creando pacchetti turistici ad hoc e promuovendo anche campagne di educazione stradale». Su quali altri turismi di nicchia state investendo per ampliare la capacità di accoglienza del sistema turistico regionale? «Il Piano del turismo 2020 prevede la realizzazione di prodotti differenziati su mare, borghi, turismo slow, enogastronomia, cultura, cammini religiosi e trekking, con la creazione di club di prodotto e card turistiche per la fruizione integrata di percorsi regionali tematici. Per questa estate poi, abbiamo lanciato la campagna #orgoglioliguria coinvolgendo tutti i Comuni, ognuno dei quali definirà tre itinerari inediti di visita, contraddistinti da un colore: rosso per l’arte, blu per le curiosità e giallo per i bambini, dipinti sulla strada con una speciale vernice cancellabile. Non si tratta dei “soliti” itinerari da guida turistica, ma per la prima volta saranno gli stessi liguri a raccontare la propria terra, mostrando l’orgoglio di viverci». A fine marzo avete aperto un bando per adeguare le strutture ricettive liguri, non solo alberghiere. Quali migliorie permetterà di apportare in termini di accessibilità turistica? «Questo bando, finanziato dal Fondo stra-

tegico regionale e da un cofinanziamento del sistema bancario locale intervenuto con 6 milioni di euro, ha avuto un ottimo riscontro: 26 domande per oltre 11,5 milioni di euro di richiesta di finanziamento. Grazie al dialogo con i rappresentanti delle categorie, si sono intercettati i reali bisogni delle imprese per accrescere la qualità delle strutture e dell’offerta al turista. La Liguria per conformazione è una regione complessa sul fronte dell’accessibilità: per questo la Regione ha puntato molto sull’adeguamento delle strutture ricettive così come sul terzo bando, sempre legato al fondo strategico, che ha tra le priorità il sostegno ai progetti tesi a rendere più fruibile il territorio». L’estate 2018 made in Liguria sta per decollare. Quale proposta caratterizzerà e correderà l’offerta balneare? «La stagione estiva, legata al turismo balneare, è il periodo di maggior attrattività della nostra regione. Tuttavia la nostra sfida è quella di allargare il raggio dei flussi turistici coinvolgendo anche l’entroterra, con un’offerta integrata tra i Comuni, dalla costa alle vallate». ■ Giacomo Govoni

Giovanni Berrino, assessore al Turismo della Regione Liguria



Viaggio in Italia Pag. 61 • Giugno 2018

Quando l’hôtellerie è di famiglia Marzia Papa racconta la sua esperienza nel settore ricettivo, come è cambiato il tipo di viaggiatori in Liguria e il rapporto sempre più digitale con i clienti

li alberghi a gestione familiare raccontano un po’ la storia del turismo italiano. Sono di solito strutture ricettive nate negli anni del boom economico, quando le famiglie italiane riscoprivano il piacere di una vacanza in relax vicino casa. Nella zona compresa tra La Spezia e Genova anche oggi in tanti scelgono di alloggiare nella tranquillità, restando a due passi dalle Cinque Terre. «Il nostro hotel si trova nel comune di Framura, ma in una sede distaccata perché Deiva Marina e Framura sono divise da un fiume. Questa zona rimane sulla parte sinistra del torrente Valdeiva e il borgo di Framura è a circa otto chilometri di distanza. Ci troviamo a cento metri dalla stazione di Deiva Marina e abbiamo davanti la spiaggia delle Fornaci» racconta Marzia Papa, titolare dell’Hotel Riviera collocato in un’ottima posizione per muoversi in battello o in treno, durante la bassa stagione, adattandosi alla natura impervia del territorio ligure che regala panorami unici, limitando grandi spostamenti in macchina. «Deiva è un piccolo paese di circa millequattrocento abitanti d’inverno, a Framura se ne contano circa ottocento, ma d’estate il numero si moltiplica come succede in tanti luoghi di mare. Siamo lontani dal tipo di turismo più frenetico tipico delle Cinque Terre e di Portofino, ma è il luogo perfetto per rilassarsi e poi spostarsi quando lo si desidera». L’Hotel Riviera, attivo dal 1963, è nato da una piccola struttura che il fondatore Silvano trasformò in affittacamere, gli antenati dei B&B. «Di anno in anno quella piccola struttura è diventata il complesso che è oggi: ventisette camere, che unitamente alle altre strutture ricettive di famiglia, ha all’attivo una forza lavoro di

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IL RAPPORTO CON L’OSPITE

Anche se la gente spesso arriva senza il contatto diretto, tendenzialmente riusciamo a creare un feeling giusto già dai primi momenti circa quaranta dipendenti». Un albergo ben definito dalla parola familiare, per i modi oltre che per la gestione aziendale. «I miei genitori hanno sempre gestito tutto direttamente». C’è stata e continua ad esserci una cura dei dettagli unica, trasmessa tra le generazioni e tra i dipendenti come Mirsy, la capo ricevimento che lavora all’hotel Riviera da dodici anni. L’ambiente più rilassato permette di creare un approccio più informale, scelta avvenuta per indole familiare che ha molti effetti positivi sulla qualità del servizio offerto. «Dopo tanti anni, è evidente che il nostro approccio paga perché è più semplice creare un

I PLUS DELLA ZONA Vicino all’Hotel Riviera si trova lo stabilimento balneare denominato Bagni Riviera, spiaggia che col suo mare cristallino anche quest’anno ha riconfermato il riconoscimento della bandiera blu per la qualità delle sue acque. Se si decide di soggiornare a Deiva Marina ci si riposa anche nella modalità di accesso alla spiaggia. Framura infatti è uno dei classici, bellissimi, borghi liguri che incanta con i suoi tetti colorati che sembrano appoggiati sul mare. La bellezza si paga con un po’ di allenamento prima e dopo la spiaggia. Il paese infatti è distribuito sui terrazzamenti della collina e quindi risulta un po’ più impegnativo raggiungere la spiaggia. Vale la pena concedersi almeno una serata tra i vicoli e le terrazze. Gli amanti del trekking si possono dedicare a scoprire i percorsi come il tipico giro ad anello tra Deiva Marina e Framura.

legame con il cliente che si pone diversamente quando si sente a suo agio e non come un numero in un grande albergo. Chi viene al Riviera sa che può rivolgersi a noi per qualunque esigenza. E ci piace trasmettere questa sensazione con un sorriso, chiamando i clienti per nome, continuando la tradizione nata da mia madre che fin dalla prima apertura conosceva tutti i nomi degli ospiti anche in alta stagione». La capacità di instaurare un rapporto diretto e privilegiato con ogni ospite resiste anche oggi che sempre più L’Hotel Riviera si trova a Deiva Marina (Sp) www.hotelrivieradeivamarina.it

stranieri vengono a visitare la zona. «Fino a qualche anno fa questa località era un po’ più esclusiva, nel senso che c’erano stranieri ma principalmente austriaci, tedeschi, francesi. Oggi invece abbiamo turisti stranieri che vengono da tutte le parti del mondo, anche in bassa stagione». Un territorio sempre più internazionale che poi nella stagione estiva viene popolato principalmente da famiglie e coppie italiane provenienti da altre regioni del Nord e Centro Italia. Cambia la provenienza dei documenti consegnati in reception, ma soprattutto il tipo di rapporto con il cliente. «È cambiato il turismo in sé. Prima si creava una relazione già al momento della prenotazione che avveniva per telefono. Cominciavamo a conoscere l’ospite già nella fase di ricerca informazioni ed era più facile quindi capire come accontentare la clientela e calibrare l’offerta in base alle richieste specifiche di ognuno. Ora invece questa fase è quasi interamente gestita da portali internet come Booking ed Expedia e quindi spesso quel contatto viene meno. Per questo cerchiamo di sopperire in fase di check-in cercando di inquadrare la persona per porre le condizioni per fidelizzarla». Clienti felici ritornano, soprattutto in un’epoca in cui i soggiorni si fanno sempre più brevi e gli alberghi a gestione familiare perdono la capacità di ospitare come vorrebbero. «Avere clienti affezionati è fondamentale per realtà come la nostra. Anche se la gente spesso arriva senza il contatto diretto, tendenzialmente riusciamo a creare un feeling giusto già dai primi momenti. Siamo anche fortunati perché ci troviamo in un luogo dai colori bellissimi pieno di pace e natura: è più facile che la gente voglia tornare». ■ Patrizia Riso


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L’offerta ligure

Porto Venere, la tradizione dell’ospitalità Il Royal Sporting Hotel, affacciato sul Golfo dei Poeti, propone un ventaglio completo di servizi al turista che va dalla piscina con acqua di mare al campo da tennis, passando per il centro benessere e un ristorante con il meglio della cucina regionale e internazionale azzurro delle onde che si perde in quello del cielo, i colori vivaci delle casette a picco sul mare e il fascino, inestimabile, del più piccolo comune della provincia di La Spezia, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Porto Venere, all’estremità occidentale del Golfo dei Poeti, è una delle mete turistiche più frequentate di tutta la riviera ligure. Merito della cornice paesaggistica unica, certo, ma anche di una tradizione dell’accoglienza e dei servizi al turista di prim’ordine. Tra le strutture a più alto tasso di tradizione ma anche di servizi offerti agli ospiti, a Portovenere c’è il Royal Sporting Hotel. Inaugurato negli anni Settanta per rispondere al boom di presenze turistiche, fin da allora si distingue come uno degli alberghi più completi del Levante ligure, un quattro stelle che dispone di 56 camere, di cui quattro suite, con vista mare o giardino; una sala riunioni; piscina con acqua di

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ercorrendo l’antica Aurelia di levante verso Chiavari, tra Rapallo e Zoagli, si racchiude tra il verde promontorio del Golfo del Tigullio, nel cuore di una delle insenature più suggestive della Liguria, l’esclusiva Marina di Bardi Restaurant & Beach Club, una vera perla della zona. Lasciando la strada principale e superando il cancello d’ingresso, un percorso in discesa accompagna i turisti al parcheggio privato dell’elegante struttura. Qui le giornate al mare iniziano all’insegna del divertimento e del benessere, soprattutto, se accolti dal team del ristorante che dalla località prende il nome. La Marina di Bardi Restaurant & Beach Club è una location suggestiva che offre moderni e confortevoli lettini affacciati su Portofino, pensati appositamente per preservare l’intimità dei suoi ospiti. La struttura dispone, infatti, di limitate postazioni per godere di un servizio tanto attento quanto discreto. La location è dotata di un ottimo ristorante aperto sia in inverno

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mare; solarium con sdraio; il Ristorante dei Poeti, con piatti della cucina regionale, mediterranea e internazionale, serviti sul terrazzo al piano piscina; campo da tennis; garage videosorvegliato a disposizione di tutti gli ospiti; centro benessere con tisaneria, piccola palestra, massaggi, trattamenti personalizzati, percorsi purificanti, sauna, bagno turco, cromoterapia, aromaterapia, musicoterapia. Tanti servizi per rispondere a tutte le ri-

chieste, con un’attenzione particolare all’offerta gastronomica, oltre che alle proposte sportive di trekking, barca a vela o a motore e snorkeling nell’Isola di Palmaria o alle Cinque Terre. E non potrebbe essere diversamente, con uno chef come Abramo Prandi, presidente di Federalberghi La Spezia, con 55 anni di esperienza internazionale, alla guida dell’hotel insieme alla figlia Emanuela: «Ai nostri ospiti, per i due terzi stranieri, soprattutto francesi, americani, svizzeri, nordeuropei proponiamo il meglio della cucina mediterranea e regionale ma anche i piatti forte della cucina internazionale come l’aragosta alla catalana accanto al morone o alla mescciüa, tipica zuppa di cereali spezzina fatta alla nostra maniera. Se fino a due anni fa con la crisi si chiedeva una sola portata principale, oggi è tornata la voglia di mangiare di più e meglio, puntando sulla qualità del cibo ma anche su un servizio all’altezza. Per questo chi prova il Ristorante dei Poeti per una cena con vista mare senza fretta, anche

ALL’ORIZZONTE, PORTOFINO La Marina di Bardi Restaurant & Beach Club, incastonata nel suggestivo golfo del Tigullio, permette di godere di una splendida vista sull’insenatura e trascorrere una vacanza nel più completo relax all’insegna dell’eccellenza gastronomica

in occasione di eventi importanti come matrimoni o cerimonie, poi ritorna. Offerte speciali sono riservate a chi soggiorna da noi, con menù degustazione, bottiglie omaggio e dessert speciali, oltre alla possibilità di ricaricare gratuitamente la propria auto elettrica». ■ Alessia Cotroneo

Abramo Prandi, presidente di Federalberghi alla guida del Royal Sporting Hotel di Porto Venere (Sp) - www.royalsporting.it

Nicolò Lugli è quotidianamente impegnato nella preparazione di un menù ricercato e originale da proporre ai clienti - racconta Massimo Bruzzone, titolare della struttura ricettiva -. Le pietanze sono interamente ottenute dall’impiego di materie prime di altissima qualità acquistate quotidianamente: pane, focaccia, grissini e dolci sono esclusivamente di nostra produzione. I piatti proposti privilegiano la stagionalità dei prodotti. Abbiamo scelto proMarina di Bardi Restaurant & Beach Club con sede a Zoagli (Ge) www.marinadibardi.it

che in estate, che rappresenta un forte richiamo per i turisti qui attirati per la splendida vista sul mare. L’affaccio su Portofino, la riservatezza e l’eleganza della struttura fanno di Marina di Bardi il luogo ideale dove poter trascorrere le vacanze in completo relax: «Il nostro chef

duttori artigianali, che lavorano con sensibilità e passione, nel pieno rispetto del prodotto. Utilizziamo sia nelle preparazioni dei piatti che al tavolo olii extra vergine d’oliva ed aceto balsamico di Modena Igp di grande autenticità. In estate, grazie al nostro beach club, offriamo una spiaggia privata con idromassaggio in una magica insenatura. La struttura e il paesaggio di rara bellezza faranno vivere, a chiunque deciderà di farci visita, un’esperienza fuori dal comune». ■ Luana Costa



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L’offerta ligure

Reinventare un luogo storico ortofino è un antico borgo di pescatori della costa Ligure. Qui fin dagli anni Venti si trova uno dei bar più alla moda della Piazzetta, frequentato prima da personaggi storici come Gugliemo Marconi e i Borghese e poi, dagli anni Sessanta in poi, da star del cinema come Clark Gable, Frank Sinatra e Brigitte Bardot. Un luogo unico dove sono stati serviti i primi long drink della storia del paese. Dopo essere rimasto chiuso per qualche anno, lo storico Caffè Excelsior ha riaperto nel 2016 grazie all’iniziativa di un imprenditore francese tanto innamorato di Portofino da decidere di far rivivere il locale, puntando su uno stile in grado di innovare l’offerta dell’elegante borgo ligure grazie anche al lavoro dello Chef manager Giorgio Bardi che ci racconta la sua esperienza. «Lavoravo in Svizzera come chef. Lì ho conosciuto colui che sarebbe diventato l’attuale proprietario del Caffè Excelsior. Sapendo che il mio sogno era quello di gestire un locale storico italiano, abbiamo progettato insieme ciò che questo posto poteva diventare, fino a che non mi Photo credit Carlo Alberto Alessi

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Giorgio Bardi, Chef manager del Caffè Restaurant Excelsior che si trova a Portofino (Ge) www.excelsiorportofino.it

ha convinto e ho lasciato con qualche difficoltà la Svizzera, una terra che mi ha dato tanto come uomo e come professionista. Ho accettato la sfida e oggi eccomi a Portofino». Com’è andata all’inizio? «Portofino è un luogo unico. Non mancando i ristoranti tradizionali abbiamo deciso di puntare su una cucina semplice e modernista, con un servizio di alta classe per riportare in alto il nome e la tradizione del Caffè Excelsior: è stata una sfida non semplice. Ora, dopo un anno e mezzo, siamo felici dei risultati raggiunti anche grazie alla mia brigata. Luca Idini, Sous Chef e pasticcere vive con me dall’inizio questa avventura». Cosa distingue il Caffè Excelsior dagli altri? «Innanzitutto l’atmosfera, ispirata alla storia del locale. Il proprietario, ha voluto

Abbiamo chiesto allo chef Giorgio Bardi di raccontarci il suo stile in cucina e cosa significa lavorare per rigenerare lo splendore di un caffè in voga a Portofino già dagli anni Venti

Photo credit Carlo Alberto Alessi

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ispirarsi all’Excelsior di una volta, in maniera elegante, scegliendo arredi di design di alta qualità e artigiani d’eccezione come Walser Design con i sui legni antichi, Vigo Mosaici per i pavimenti, Spirality per le decorazioni. Elementi particolari che si differenziano dagli altri, anche nel dehor abbellito con chinotti e limoni dolci. I clienti possono rivivere i fasti del Caffè Excelsior affacciati sulla splendida Piazzetta di Portofino». Cosa propone di diverso la vostra cucina? «Alla base della nostra cucina c’è la genuinità. Siamo continuamente alla ricerca di prodotti buoni, genuini e biologici anche se non sempre a chilometro zero. Credo infatti che sia importante avere ingredienti buoni, anche se non per forza provenienti dal territorio. La semplicità è data dal fatto che il prodotto non viene mai estremizzato o trasformato in maniera brutale. La mia è una cucina modernista, che usa tecniche innovative senza stravolgere troppo la materia prima». Cosa centra Marco Polo col suo stile? «Quando sono arrivato in Svizzera sono stato nominato primo chef in un ristorante gourmet, il Marco Polo appunto. Da lì è nata la passione per l’Asia. Ho lavorato con chef asiatici nutrendo la mia passione per una cucina che ripercorre le tappe del viaggio di Marco Polo. Amo utilizzare diversi tipi di pepe, prodotti dal Giappone e dalla Tailandia che cerco di

combinare con i sapori della mia terra natia, la Sardegna, ma sempre in maniera equilibrata. Spesso c’è la tendenza a caricare i piatti di ingredienti che poi si confondono tra loro. Io ne utilizzo pochi cercando di mettere in risalto ogni sa-

pore: creando il giusto contrasto ed equilibrio in ogni piatto». Cosa pensa di Portofino? «Prima di venire a lavorare qui, conoscevo Portofino solo per la sua fama. È una terra che rispetto, che mi ha accolto come ospite e che mi sta dando tanto. Lavorare qui mi ha permesso di confermare che in Italia abbiamo un patrimonio di bellezze naturali, culturali e gastronomiche unico al mondo che merita più cura e attenzione». Obiettivi per il futuro? «Abbiamo fatto molto, ma non ancora abbastanza. Gli obiettivi da raggiungere sono tanti e stiamo lavorando sodo per dare il meglio. Sono motivato e felice della scelta che ho fatto perché ogni giorno è una sfida». ■ Patrizia Riso

PROPOSTE DI ECCELLENZA Al Caffè Excelsior la colazione è completamente curata dallo staff e propone un menu internazionale, in grado di soddisfare i visitatori che arrivano a Portofino da tutto il mondo. A pranzo viene proposto un menu lunch bistrot informale mentre alla sera si passa ad un vero e proprio menu gastronomico gourmet che i clienti possono comporre scegliendo tra le varie proposte. Un consiglio? Per rivivere le emozioni degli anni d’oro, concedetevi un aperitivo al bar per provare l’arte del cocktail, proprio come quando esplodeva come nuova moda italiana. Il Caffè Excelsior è stato tra i primi a preparare un cocktail fatto con un noto liquore inglese: il Pimm's n.1 servito con bucce di cetriolo, foglie di borragine, spicchi di limoni e arancio. Un tocco mediterraneo all’originale formula del bar Pimm's di Piccadilly Circus.

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L’offerta ligure

Al centro della Riviera delle Palme In una delle zone balneari più note del Belpaese i turisti possono assaporare gustosissimi frutti di mare preparati con ricette innovative, polpo alla griglia su una spuma di porri e patate e la frutta alla griglia con gelato. L’esperienza di Ruggiero Guarracino n turismo eminentemente balneare che si abbina ad un’enogastronomia d’eccellenza, Vado Ligure è situata al centro della romantica Riviera delle Palme. Gode di un clima sempre mite e per questo è sempre meta di turisti in particolare durante la stagione estiva. È in questo periodo dell’anno che la cittadina si accende divenendo meta privilegiata di visitatori stranieri ma anche italiani. Non pochi sono coloro che, residenti a Milano o Torino, scelgono la riviera per trascorrere anche un solo fine settimana per godere delle incantevoli spiagge e dell’ottimo cibo. A una manciata di metri dal mare sorge un ristorante rinomato per le specialità di pesce. Nato circa due anni fa dall’intuizione di due giovani, Ruggiero e Valentina, prima colleghi di lavoro ora compagni di vita, il Cantuccino Insaporito è situato nella strada pedonale di via Gramsci, a due passi dalla piazza centrale del paese. In un ambiente curato ma informale, garantisce un’elevata cura del servizio. Qui si avrà il pia-

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on ha bisogno di presentazioni, Portofino è infatti una tra le più celebri e prestigiose località turistiche della Riviera di Levante. Nota ai più per il suo porto che calamita ogni anno numerosissime imbarcazioni, possiede però angoli spesso poco conosciuti ma ugualmente ricchi di fascino. La folta e verdeggiante vegetazione offre innumerevoli possibilità di svago. I turisti, oltre alle ormai tradizionali giornate al mare, potranno intrattenersi in lunghe escursioni tra ulivi e castagni, porti ed abbazie, profumi e colori del Mediterraneo che si snodano nel

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Il Cantuccio Insaporito ha sede a Vado Ligure (Sv) www.ilcantuccioinsaporito.it

cere di assaporare piatti semplici che esaltano il sapore della certificata qualità delle materie prime. Il ristorante propone una cucina mediterranea ma con un tocco di innovazione: «La nostra non può definirsi una cucina del tutto tradizionale - spiega Ruggiero Guarracino -. Ci piace infatti proporre novità o rivisitare le ricette utilizzando cotture particolari o preparazioni innovative. Il polpo alla griglia, ad esempio, che è uno dei nostri piatti di punta lo serviamo con una spuma di porri e patate ma tra i piatti che ci caratterizzino possiamo annoverare la zuppa di mare in crosta, un misto di frutti di mare e paranza

preparati in padella e ultimato in forno ricoperto da una sfoglia croccante, le tartare di tonno, mele, miele e menta. Tra i primi piatti sicuramente i tagliolini all’astice sono tra i più apprezzati e le linguine preparate con calamaretti, vongole veraci e bottarga artigianale che proprio noi essicchiamo, una volta trovate le uova del nostro pescato quotidiano». Da non perdere poi la frittura di pesce e la frutta alla griglia con gelato e riduzione al brandy. La selezione delle materie prime al Cantuccio Insaporito è molto rigorosa: «Il pesce viene acquistato tutti i giorni sottolinea Ruggiero Guarracino - al merca-

PRANZO VISTA MARE Portofino è rinomata ai più per il suo porto ma nasconde bellezze naturalistiche suggestive che i visitatori potranno scoprire attraversandone il parco. Non da meno, è la cucina tradizionale che ci racconta Carmine Zenga

Il ristorante Strainer ha sede a Portofino (Ge) www.strainerportofino.com

Parco di Portofino. I percorsi proposti dalle guide permettono di raggiungere i luoghi più suggestivi come la Valle dei Mulini, Punta Chiappa, San Fruttuoso, le Batterie, il borgo di Portofino, il Sentiero dei Tubi e tante altre località. Si tratta di percorsi incantevoli per chi sia desideroso di scoprire un territorio

che, per le possibilità didattiche e di ricerca, si configura come un vero e proprio laboratorio naturalistico all’aperto. Affacciata sulla principale piazza di Portofino e dotata di tavoli con vista mare il ristorante Strainer rappresenta un’ineguagliabile attrazione per la località turistica. Da tutto il mondo visitatori

to ittico di Savona mentre per la carne ci affidiamo al nostro macellaio di fiducia che ci rifornisce solo di carne certificata. Lo stesso principio viene adottato per la frutta e la verdura che vengono acquistate nei negozi al dettaglio porgendo particolare attenzione alla qualità dei prodotti». ■ Luana Costa

e curiosi si riversano qui per poter assaggiare i celeberrimi tagliolini ai funghi porcini e tartufo. Una vera e propria firma per una cucina eminentemente tradizionale ma non per questo meno appetitosa. «La nostra è una classica cucina mediterranea - precisa il titolare dello Strainer Carmine Zenga -. Non facciamo uso di creme o di burro e le nostre sono solo ricette tradizionali. Il nostro piatto di punta, che è divenuto quasi virale, è i tagliolini ai funghi porcini e tartufo, bianco o nero a seconda della stagione. È una salsa ottenuta con olio extravergine e funghi porcini e a cui non aggiungiamo alcun aroma. Una volta saltato in cucina la pasta viene riversata in una forma di grana padano dinnanzi al cliente. È qui che procediamo alla mantecatura, dopo aver impiattato grattugiamo, infine, il tartufo che in base alla stagione sarà, appunto, nero o bianco». Lo Strainer è l’unico ristorante che può vantare la vista sulla piazzetta e godere di una terrazza al piano superiore all’aperto. «Ciò che ci contraddistingue maggiormente è la varietà delle proposte gastronomiche - aggiunge ancora Carmine Zenga -. Nelle nostre ricette non mancano mai i funghi porcini. In alcuni periodi dell’anno disponiamo di ovuli, carciofi, asparagi e pesce crudo. La pasta viene prodotta in casa e i funghi sono principalmente di provenienza italiani ma in genere non impieghiamo prodotti provenienti dall’estero». ■ Luana Costa


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onosciuta per i suoi scorci meravigliosi, la riviera ligure di Levante è una meta ambiziosa per i turisti di tutto il mondo. In questo luogo lontano dal turismo di massa, dove discese a strapiombo e strade tortuose incontrano un mare cristallino, sorgono, incastonati tra la roccia, incantevoli borghi ricchi di storia. Lungo la costa che va da Chiavari a Rapallo, troviamo la piccola Zoagli: un suggestivo gruppo di case colorate a picco sulle acque del golfo del Tigullo, che fece innamorare anche Nietzsche e Kandiskji, stregati dalle crêuze (tipici sentieri liguri) dei 5 Campanili e dalle azzurre calette. Sotto il dominio della Repubblica di Genova, Zoagli divenne famosa in tutto il mondo per la produzione di preziosi velluti in seta. Ancora oggi qui si trovano alcune delle ultime tessiture ancora in attività, come la Cordani, che dal 1849 tesse a mano, meravigliosi velluti lisci e operati in seta, richiesti non solo da importanti case di moda italiane o estere, ma usati anche dalle Contrade del Palio di Siena, o da musei e chiese, fino alla nautica di

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ocalità di villeggiatura rinomata, Albisola Superiore è apprezzata per le sue spiagge e per il suo mare. La cittadina richiama durante la stagione estiva numerosi turisti attirati dalle particolari bellezze della riviera ligure di Ponente. Albisola fa parte del comprensorio della riviera del Beigua collocata tra Genova e Savona. Favorita da un clima mite anche in

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Una perla nel Golfo del Tigullo Un antico borgo della riviera ligure di Levante, dove i sapori e i colori hanno un valore artigianale ricco di storia. Lo esploriamo con Francesca Santoro, titolare del Tordo Rosso, ristorante nel cuore di Zoagli

lusso. Dal forte legame con il territorio e con le sue tradizioni, nasce l’attività del ristorante Tordo Rosso: una vivace realtà che unisce lo spirito di un laboratorio d’idee a un ristorante raffinato, e che progetta e promuove sinergie volte a valorizzare il patrimonio culturale e le eccellenze locali. «Da questo slancio nasce la par-

inverno, la località è adatta per gli sportivi che qui possono cimentarsi in lunghe passeggiate nelle verdeggianti colline o praticare numerosi sport: dalle immersioni alla vela, dal windsurf alla canoa o giocare a golf. Quando, infatti, ci si stanca del mare si possono realizzare diverse attività come il trekking o con la mountain bike risalire le colline visitando i piccoli borghi silenziosi. Con una gastronomia d’eccellenza sono numerose, inoltre, le esperienze per il palato che i turisti potranno sperimentare. Chi è alla ricerca dei sapori più autentici della cucina ligure e ha un’irresistibile desiderio di specialità di mare potrà trovare soddisfazione assaggiando le pietanze preparate con creatività e semplicità dal ristorante Da Pier. L’attività si trova ad Albisola Superiore e offre un’ampia varietà di specialità che cambiano giornalmente: «Nella nostra cucina si sente il mare - precisa Pietro Frino, titolare del ristorante -. Il pesce migliore del mar Ligure viene selezionato quotidianamente per la preparazione di piatti in grado di

tnership con le Seterie Cordani – racconta la titolare Francesca Santoro – che custodiscono un’arte, quella della tessitura, che ha fatto nei secoli la fortuna del borgo, realizzando con antichi telai in legno, sete, damaschi e velluti di grandissimo pregio. La convenzione con il nostro ristorante permette di prenotare una visita alle seterie con pranzo o cena presso il

Tordo Rosso». Affacciato sulla meravigliosa piazzetta di Zoagli, con vista sulla spiaggia e sul promontorio di Portofino, il ristorante è un luogo ideale per cerimonie e meeting aziendali, e deve il suo nome a un originalissimo pesce del Mar Mediterraneo. Con un menù che interpreta le antiche ricette liguri secondo uno stile che unisce tradizione e creatività, il Tordo Rosso ha fatto dell’accoglienza e dell’amore per la propria terra, un autentico percorso nel gusto, attraverso piatti in sintonia perfetta con l’atmo-

ACCOGLIENZA LIGURE Albisola Superiore è una rinomata località marina situata sulla riviera di Ponente ma dotata di colline verdeggianti che invitano i turisti a lunghe passeggiate e attività sportive. Qui ci accoglie Pietro Frino, presso il suo ristorante Da Pier

Ristorante Da Pier si trova ad Albisola Superiore - www.ristorantedapier.it

sfera del luogo. «La ricercatezza dei prodotti di qualità attentamente controllati – conclude la titolare –, assicura la genuinità dei piatti come gli ingredienti freschi e di giornata, o il pesce di Santa Margherita, o le verdure coltivate negli orti locali». ■ Andrea Mazzoli Karthy, chef del ristorante Tordo Rosso che si trova a Zoagli (Ge) www.tordorosso.it

deliziare anche i palati più esigenti». Al ristorante Da Pier nulla è affidato al caso: i menu stagionali portano sulla tavola la freschezza e la qualità. Qui si possono assaporare le migliori specialità ittiche, selezionate con cura da chi sceglie il pesce migliore e lo prepara ogni giorno con passione e nel rispetto della tradizione. «Ci piace affermare che più che un pranzo o una cena noi offriamo un’esperienza sensoriale – continua Pietro Frino -. Il nostro staff consiglia le portate migliori per ogni occasione: insalata russa di pesce, agnolotti d’aragosta, carbonara di mare e, ovviamente, il classico dei classici: il nostro fritto misto, appena pescato». E per chi non gradisce le pietanze di pesce i menu del ristorante possono accontentare tutti i gusti: dall’immancabile pesto alla genovese ad appetitosi secondi di carne. «I clienti si potranno lasciare tentare dai prodotti tradizionali del territorio e dalle specialità al tartufo – continua il titolare – e, per concludere in dolcezza, proponiamo i nostri deliziosi dessert fatti in casa». ■ Luana Costa


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L’offerta ligure

metà strada tra Genova e la Francia, nella Riviera Ligure delle Palme, Loano, per il suo clima e per le sue bellezze paesaggistiche, è un luogo di villeggiatura ideale per le vacanze estive, grazie alla magnifica spiaggia che si estende a Levante del molo foraneo per oltre due chilometri. Lo specchio d’acqua è tra i più suggestivi della riviera con acque calme e pulite, circostanza che qui richiama numerosi turisti e visitatori. In questa stupenda cornice naturalistica si trova il ristorante La Revancha, una scommessa a cui ci si richiama già nella denominazione. «Il nome che Nicole e io, già colleghi in altre strutture, abbiamo deciso di dare al nostro ristorante vuole essere un omaggio alla band dei Gotan Project, che con il loro famoso album La Revancha del Tango, hanno dimostrato che si poteva aggiornare e modernizzare un genere e uno stile, adattandolo a sonorità più moderne ed elettroniche - spiega il titolare Francesco Nappi -. Quella è stata la loro rivincita. La nostra rivincita è effettuare lo stesso percorso di innovazione con il cibo: piatti riletti inserendo variazioni e profumazioni nuove». Il menu del pranzo propone piatti di prima qualità a prezzi decisamente accessibili, ma la particolarità che contraddistingue il ristorante è principalmente la carta della

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iaggi brevi, tempo libero da dedicare alla scoperta del territorio e tanta voglia di benessere e relax. I viaggiatori hanno sempre più le idee chiare su come passare le vacanze staccando dalla routine. La Liguria è una delle mete ideali per chi cerca una perfetta sintesi tra mare e montagna. «Abbiamo una clientela medio alta, soprattutto straniera, fatta da coppie, famiglie, single e di inverno anche aziende per eventi business». A parlare è Claudia Masoero, titolare dell’Hotel Rosa di Alassio che la sua famiglia guida da quattro generazioni. Alassio è stata nominata città dello sport e propone attrazioni per diverse attività: dal ciclismo alla danza, fino alle gare di tennis e vela. L’entroterra offre la possibilità di fare escursioni nelle montagne che finiscono dritte nel Mar Ligure. Uno scenario perfetto per dedicarsi alla cura di sé. «Abbiamo una spa vista mare, costruita sull’attico con vista a 360 gradi sul golfo di Alassio. Lo spazio è molto intimo e può ospitare massimo 4-6 persone. È molto richiesta la spa riservata per due persone per vivere un’esperienza romantica con ostriche e champagne serviti su un vassoio galleggiante in vasca». Un

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A Loano, un mix di profumi Nella località balneare della Riviera delle Palme, oltre alle spiagge di sabbia fine e mare cristallino, si può godere di una cucina particolare, che rivisita i canoni più tradizionali. Francesco Nappi ci accoglie nel suo La Revancha

Il ristorante La Revancha si trova a Loano (Sv) Fb: La Revancha

sera, che offre ricette della tradizione italiana rivisitate con accostamenti particolari e molto profumati, che spaziano da nord a sud, con qualche sortita di piatti con influenze portoghesi e asiatiche come ad esempio spezie indiane o il riso basmati. Alcuni esempi? I gamberoni con mele ca-

SPAZIO AL BENESSERE Le vacanze richiedono sempre più wellness. Grazie anche a una nuova coscienza da parte dei viaggiatori che incide sulle scelte di chi lavora nel settore alberghiero. Il punto di Claudia Masoero

ramellate, curry yogurt greco, e tortino di riso basmati; i tagliolini con vongole, pomodori datterini e crema di pistacchi o la vellutata di ceci con burrata e gamberi, e il piatto di punta de La Revancha: le linguine con i gamberoni sfumati al Martini dry, arricchite da pesto di agrumi. «Si tratta di un piatto molto profumato - precisa Francesco Nappi -, con sentori di arancia e limone che ricordano la Liguria e le regioni del Sud. La nostra cucina è imperniata su principi semplici: riponiamo molta attenzione alla scelta delle materie prime selezionate in base alla qualità e al tipo di abbinamento. La filosofia che ci guida è quella di cucinare non per estranei ma per amici. Inoltre troviamo che alcuni miti debbano essere sfatati perché sono ormai superati: ad esempio, una buona paranza può essere affiancata a vini strutturati come il Refosco, non dev’essere necessariamente abbinata al vino bianco. Pensiamo che oggi ci sia bisogno di stupire, evitare i classici, e finora questa nostra visione si è rivelata vincente». ■ Luana Costa

possibile godere delle proprietà benefiche del sale in un microclima puro, immersi in un ambiente ideale grazie all’effetto purificante del sale che pulisce l’aria. Claudia e il suo staff hanno scelto di concentrare gli sforzi sui servizi più richiesti dai clienti per passare al meglio i giorni di vacanza, spesso pochi. «Abbiamo una clientela più giovane che fa soggiorni brevi e vuole provare tutto quello che Alassio offre. Abbiamo quindi deciso di sospendere l’attività del ristorante per dedicarci alla colazione che proponiamo fino alle undici con buffet dolci e salati. Per offrire

un servizio completo ai nostri clienti, abbiamo stipulato convenzioni con ristoranti e take away della zona, in questo modo ci distinguiamo incentivando anche altre attività del territorio e veniamo incontro alle nuove esigenze di mercato». Innovare nel settore alberghiero significa anche capire come cambiano i gusti e, se serve, creare un b&b con le caratteristiche di un hotel e l’offerta di una spa. «Il prossimo obiettivo sarà di dedicarci di più al biologico e all’ecologia, con scelte mirate a ridurre l’impatto energetico e ambientale». ■ Patrizia Riso

L’Hotel Rosa si trova a Alassio (Sv) - www.hotelrosa.it

settore in crescita quello dedicato al benessere, tanto da indirizzare le scelte aziendali. «Abbiamo “nuvola”, un letto che riproduce la sensazione di assenza di gravità, ideale per la distensione muscolare e scheletrica. Il trattamento su cui ci concentriamo di più è la talassoterapia con il sale del Mar Morto». Nella grotta di sale ad esempio, è


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A nord delle Cinque Terre Faggiona di Pignone è la meta ideale per chi sia indeciso tra vacanze al mare o in campagna. La località si trova a pochi passi dalle spiagge e dal Parco Nazionale. Qui ci accoglie il titolare Alberto Casella, nel suo villaggio Antiche Terre na vacanza a stretto contatto con la natura incontaminata in un luogo pregno di storia. Pignone è certamente la meta indicata per chi ama sia destinazioni balneari sia località decisamente più fresche e rilassanti. La città sorge, infatti, a pochi chilometri dal Parco Nazionale delle Cinque Terre, che con i suoi quasi quattromila ettari è fra i più piccoli d’Italia ma allo stesso tempo il più densamente popolato. Grazie alle caratteristiche geografiche e antropiche del territorio, le Cinque Terre sono considerate una delle più suggestive attrattive costiere italiane, per il loro contesto orografico collinare naturalmente aspro e accidentato, addolcito dalla costruzione di terrazzamenti o fasce per la coltura, che cala verso il mare con forti pendenze. Nei punti in cui il mare si insinua nella terra sorgono i borghi, snodati a

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seguire la naturale forma delle colline. Ad una quota che va dai 300 ai 450 metri sul livello del mare, sorgono invece i cinque santuari mariani, ognuno in corrispondenza dei paesi delle Cinque Terre. Insomma, un territorio

in grado di offrire molti svaghi ai turisti che qui accorrono per trascorrere le vacanze. Nel centro di Pignone sorge il villaggio Antiche Terre, che è ben più di un hotel: è un luogo insieme arcaico e attuale, dove l’atmosfera del vecchio borgo medievale si accompagna alla modernità. Da qui si diramano i sentieri per raggiungere il parco mentre immediatamente oltre la collina è ben visibile la distesa marina, dove poter trascorrere belle giornate di spiaggia, di sole, di vento per poi rilassarsi nel verde della collina. La struttura dispone di 42 camere, tutte accessoriate e predisposte per accogliere un grande numero di turisti. La meta è ideale anche per il turismo Il villaggio Antiche Terre ha sede a Faggiona (Sp) www.anticheterrehotel.com

di gruppo. «I visitatori potranno usufruire di un’area polifunzionale in cui sono allestite sale per lettura, intrattenimento, meeting fino a cento posti a sedere, oltre a un parco immerso nel verde attrezzato con giochi per i bambini, piscina all’aperto, campo da tennis, campo da calcetto a 5 e un grande parcheggio privato a disposizione dei clienti - spiega Antonio Sgarlata, direttore del villaggio -. Fiore all’occhiello del complesso è il nostro ristorante caratterizzato da un bellissimo portico dal quale lo sguardo si perde nella natura incontaminata. La sala, che può contenere più di centocinquanta posti, lo rende adatto a banchetti, feste e cerimonie. Una particolare attenzione la riserviamo alla scelta degli ingredienti locali per la preparazione dei rinomati piatti della tradizione ligure». ■ Luana Costa


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L’offerta ligure

Dalla Val Pennavaire, la ristorazione in movimento a parola “catering” è associata tanto a cerimonie quanto a eventi mondani o commerciali. In un settore come quello del food, dove la qualità e il gusto sono i veicoli per la buona riuscita di ogni iniziativa, essere in grado di offrire un servizio flessibile senza però perdere la genuinità che solo un ristorante ricco di tradizione e storia può offrire, è senza dubbio un modo vincente di fare ristorazione oggi. Proprio dal desiderio di raccogliere questa sfida, nasce la volontà di offrire un servizio a misura del cliente, ovunque il cliente voglia. Con quasi cento anni di storia famigliare alle spalle e un’attenzione ai particolari che solo chi fa questo mestiere da generazioni è in grado di assicurare, l’osteria Scola è un eccellente esempio di ristorazione in movimento, garantendo gli stessi alti standard del locale anche fuori dalla struttura. «La nostra passione e la nostra tradizione culinaria – dichiara Fausto Scola, titolare del ristorante – arrivano ovunque voglia il cliente. Con il servizio catering e banqueting, infatti, possiamo offrire lo stile, i tovagliati, la mise en place e, ovviamente, la cucina della nostra osteria dappertutto». Nata nel comune di Castelbianco in provincia di Savona, l’osteria Scola è una realtà sinceramente legata al proprio territorio. Qui, la valle del torrente Pennavaire, incontra il monumento roccioso del Casell’Ermo, e comprende anche il meraviglioso borgo di Colletta. Arroccato sul Ponente Ligure, nell’immediato entroterra di Albenga, questo pittoresco gruppo di case è stato salvato dalla distruzione dal celebre architetto

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L’ENOSTANZA

Per molti ristoratori, trovare alternative itineranti al servizio della propria struttura è un’azione capace di fare la differenza. Nel paradiso dell’arrampicata sportiva italiana, l’osteria di Fausto Scola ha unito la ristorazione in movimento a una tradizione gastronomica di quasi 100 anni sando per i tecnici muri rossi del Bauso e del Terminal. «L’osteria mette a disposizione degli ospiti anche sette accoglienti camere – aggiunge il signor Scola – per chiunque voglia esplorare questa verde valle, e misurarsi con il free-climbing o con il trekking, o per andare alla scoperta dei borghi medievali di Colletta di Castelbianco di Zuccarello e di Castelvecchio, rimanendo sempre a 16 km dalle belle spiagge di Albenga e Alassio». ■ Andrea Mazzoli

L’EVOLUZIONE DELLA LOCANDA L’ Antica Osteria Scola si trova a Castelbianco (Sv) www.scolarist.it

Giancarlo De Carlo, trasformandolo in un ponte tra passato e futuro, in cui le case in pietra che dominano la collina, i carruggi, le piazzette, le terrazze e le finestre incorniciate di bianco secondo la tradizione dell’entroterra savonese, convivono con tutto l’equipaggiamento telematico che consente il telelavoro e la connettività con il resto del mondo. In questo luogo, l’attività della famiglia Scola, iniziata nel 1926 con la determinazione di Manuelin e Angiolina e poi passata da una generazione all’altra, si è contraddistinta per qualità e passione, migliorando continuamente la propria offerta gastronomica e trasformando la locanda in

È una suggestiva cantina dove, tra legni e pietre a vista, vengono custodite gelosamente ognuna delle 500 etichette proposte dall’osteria Scola un ristorante dall’atmosfera riservata, senza però mutare la cordialità che ha da sempre contraddistinto i proprietari. «Offriamo ai nostri ospiti l’opportunità di vivere un’esperienza enogastronomica unica – continua il signor Scola -. La nostra è una cucina innovativa eppure saldamente legata alla tradizione culinaria ligure. Per i nostri piatti

utilizziamo soltanto materie prime di ottima qualità, ortaggi, carni e prodotti dei nostri luoghi. Inoltre, prestiamo poi particolare attenzione alla stagionalità degli ingredienti, variando le nostre proposte al variare del periodo dell’anno, per garantire la genuinità di quei sapori che hanno reso grande la nostra tradizione». Infatti, nel corso degli anni, l’osteria ha canalizzato la propria passione anche verso un’accurata ricerca enogastronomica, con la realizzazione di un’Enostanza: una suggestiva cantina, dove tra legni e pietre a vista, vengono custodite gelosamente ognuna delle 500 etichette proposte. «Nella nostra vecchia cantina il cliente potrà non solo scegliere la bottiglia che accompagnerà la propria cena – aggiunge Fausto Scola –, ma potrà consumare anche solo un semplice aperitivo, tra bollicine e salumi piacentini, e magari scegliere un’ottima bottiglia da regalare a un amico, o da portarsi a casa per un’occasione speciale». Tra le pareti scoscese della Val Pennavaire, alle spalle del comprensorio di Albenga, l’osteria Scola è anche un luogo ideale dove passare una vacanza all’insegna del trekking e la natura. La valle, infatti, è ormai nota da un decennio ai climbers di tutta Europa come il nuovo paradiso dell’arrampicata sportiva in Italia, grazie alle oltre mille vie che sempre su di una splendida qualità di roccia, riescono a racchiudere ogni stile di salita: dai grandi strapiombi del Cineplex, alle lisce placche della Rocca del Arma, pas-

Nata come locanda nel 1926 e trasformata nel corso degli anni, attraverso un profondo restauro, in un locale elegante e raffinato, l’osteria della famiglia Scola dispone di sette accoglienti camere pensate per soddisfare i desideri dei clienti che vogliano scoprire le meraviglie della Val Pennavaire, in provincia di Savona: paradiso italiano per ogni appassionato di arrampicata sportiva. Le camere doppie o singole, arredate con cura e nel rispetto della tradizione, senza trascurare i comfort moderni, accolgono chiunque sia alla ricerca di un soggiorno lontano dal caos cittadino, o che desideri riscoprire il piacere e il relax di una camminata in mezzo al verde. In questo luogo è possibile fare il pieno di adrenalina lungo le numerose vie care ai free-climbers, oppure addentrarsi nei sentieri per il trekking che circondano la struttura, rimanendo sempre a una manciata di chilometri dalle più belle spiagge della riviera Ligure di Ponente. La cucina dell’Osteria, inoltre, è pronta ad accogliere i propri ospiti già dal mattino con torte, pani, brioches e la degustazione di marmellate fatte in casa.