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Viaggio in Italia OSSERVATORIO SUL TURISMO DI QUALITÀ

AGENZIE DI VIAGGIO

PROMOZIONE TURISTICA

Tutela dei consumatori e salvaguardia delle imprese di viaggio: le novità della direttiva Ue sui pacchetti turistici analizzate da Jacopo De Ria presidente Fiavet . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 6

Investimenti, riorganizzazione e strategie di sviluppo per il turismo italiano. Gli obiettivi del Piano triennale illustrati dal presidente dell’Enit Evelina Christillin . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 32

Obiettivo crescita «Uno strumento chiaro, strutturato e condiviso». Il Piano strategico del turismo per valorizzare il Bel Paese

Dorina Bianchi, sottosegretario al MiBACT

opo il via libera del Parlamento al Piano strategico del turismo si entra nella fase attuativa. «Il Piano ha un orizzonte di 6 anni e prevede una strategia da qui al 2022. Abbiamo dato, finalmente all’Italia dopo 30 anni, uno strumento di programmazione che ha rimesso al centro delle politiche nazionali il sistema e l’economia del turismo», spiega il sottosegretario al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Dorina Bianchi. Sono quattro i macro obiettivi in-

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>>> segue a pag. 3

SICILIA L’ISOLA DEL TESORO Terra di civiltà antiche e tradizioni secolari, spiagge incantevoli e mare cristallino. Ma anche percorsi enogastronomici, natura e i migliori servizi di accoglienza. La Sicilia punta sul turismo per il rilancio della sua economia

Cogliere le opportunità di sviluppo

ALL’INTERNO

Il piano strategico del turismo non risolve tutte le criticità ma segna un importante cambio di passo verso una effettiva e condivisa politica del settore in Italia. Il punto di Giorgio Palmucci, numero uno di Confindustria Alberghi, sulla competitività del comparto l calendario favorisce il turismo italiano. Il bel tempo pure. In questo primo scorcio del 2017, le principali città d’arte confermano la loro capacità attrattiva, così come costiera amalfitana, Sicilia e Liguria, mentre iniziano a prendere piede le destinazioni meno battute. L’avvio del Piano strategico per il turismo 2017 - 2022 contribuirà a dare sistematicità ai

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Giorgio Palmucci, presidente di Confindustria Alberghi

buoni segnali che offre oggi il settore, identificando uno strumento fondamentale di programmazione che prevede obiettivi specifici e condivisi. Ad analizzare lo stato di salute della crescita del turismo e dell’importanza della competitività delle strutture ricettive italiane è Giorgio Palmucci, presidente dell’Associazione italiana Confindustria alberghi.

Qual è il bilancio per il turismo italiano in questi primi mesi del 2017 e quali le previsioni per la stagione estiva? «La bella stagione ha incoraggiato gli stranieri a soggiornare nel nostro Paese e durante i ponti, così come avvenuto nei lunghi weekend di aprile e in occasione delle fe>>> segue a pag. 5

Estate in Sardegna Non solo Costa Smeralda ma anche suggestivi borghi, percorsi culturali, sport, enogastronomia e tanti eventi Festival del cinema Le novità della 74esima edizione della Mostra del cinema di Venezia, presentate dal direttore Alberto Barbera


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 2


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Colophon

TRA STORIA E LEGGENDA Alla scoperta della Sicilia con Salvatore Paci

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ITINERARI DEGUSTATIVI Un tour con Roberto Dessanti, Ais Sardegna

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it

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Consulente editoriale Irene Pivetti Coordinamento editoriale Michela Calabretta direzione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

In alto la chiesa di San Sebastiano, situata in piazza Garibaldi a Caltanissetta

>>> Segue dalla prima dividuati che vanno dalla diversificazione dell’offerta turistica alla crescita della competitività, dall’innovazione nelle strategie di marketing al miglioramento della governance del settore. «Ogni anno è previsto un piano attuativo: quest’anno puntiamo sulla valorizzazione e la promozione dei borghi, mentre il 2018 sarà l’anno del cibo e del vino». Innanzitutto, quali risorse saranno investite? «Trattandosi di un piano strategico non ci sono risorse finanziarie ad hoc dedicate, ma le diverse azioni messe in campo si basano sui diversi capitoli di spesa. L’anno scorso, abbiamo dedicato 60 milioni di euro per la valorizzazione del cammino di San Francesco e Santa Scolastica, la Via Francigena e l’Appia Regina Viarium. Quest’anno per i borghi si è puntato su un progetto interregionale denominato Borghi Viaggio Italiano, di cui è capofila la Regione Emilia Romagna e che è stato esteso alle altre regioni. Abbiamo organizzato una mostra presso il Tempio di Adriano a Roma che si è conclusa lo scorso 9 giugno e ha permesso di presentare quelle che sono le eccellenze meno conosciute del nostro territorio. Per cultura e turismo la spesa da parte del governo è stata implementata: il bilancio del Mibact è aumentato del 26 per cento, abbiamo investito con i fondi Cipe 1 miliardo per 33 progetti in ambito culturale con ricadute sul turismo e abbiamo ridato una nuova governance all’Enit, il cui Piano triennale di promozione per il turismo è sostenuto da un finanziamento di 83 milioni di euro del Mibact. Abbiamo progettato e realizzato un sistema nazio-

nale di ciclovie turistiche con un investimento di quasi 400 milioni di euro. È in fase di definizione un accordo tra Mibact e Agid per l’investimento di 2 milioni di euro per la digitalizzazione delle porte d’accesso, ossia wi-fi gratuito in porti, aeroporti e autostrade. A questi vanno aggiunti gli interventi indiretti come, ad esempio, l’art bonus che ha previsto una defiscalizzazione per gli interventi in favore del patrimonio». In che modo il Piano contribuirà in modo concreto a far crescere il turismo italiano? «Il Piano contribuirà a valorizzare tutto il territorio e a distribuire i flussi. L’Italia è un museo diffuso, a cielo aperto, e con l’attuazione del Piano tra 6 anni avremo un boom anche dei mille borghi che costellano il nostro Paese, così come le località montane o i cammini. Avremo contribuito a ridurre la pressione sulle grandi città d’arte e avremo turisti anche in quei luoghi meno conosciuti, migliorando la qualità dell’offerta e della vita dei cittadini. Puntiamo a un turismo di qualità e, di conseguenza, ad aumentare il tempo medio di permanenza che oggi è di circa 3 giorni. L’Italia per la sua ricchezza non è un paese per un turismo mordi e fuggi. Dobbiamo dare più valore a Padova con Giotto o alle ville del Palladio, a città come Trieste o a borghi affascinanti come Chianalea in Calabria o Val di Nera in Umbria. L’Italia non è solo il Colosseo o piazza San Marco a Venezia. Anche all’interno delle stesse città d’arte si pone la questione del museo diffuso: Roma ha tanto da visitare oltre a Pantheon e Piazza di Spagna. Dunque, il nostro turismo ha

grandi potenzialità di crescita: vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8 per cento del Pil e al 12,8 per cento dell’occupazione. È l’unico settore che ha continuato a crescere nonostante la crisi». Quali sono i dati del 2016? «Sono molto positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3 per cento e anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4 per cento. Per i principali centri di ricerca, la previsione a fine anno degli arrivi internazionali nel 2016 è abbondantemente superiore ai 60 milioni. Non si tratta, quindi, solo di stimolare la crescita ma di governarla. Per questo ci siamo dati uno strumento chiaro, strutturato e, soprattutto condiviso. Alla stesura dal Piano hanno contribuito le Regioni e gli stakeholder del settore in modo che risponda a esigenze reali». Come si può creare un modello di valorizzazione delle mete e dei “turismi” ancora troppo poco battuti? «Abbiamo una varietà di offerta che ci permette di diversificare, destagionalizzare e, quindi, di decongestionare le grandi mete turistiche. Sostenibilità è la parola chiave: sviluppare il turismo in armonia con l’ambiente circostante. L’Italia è in cima ai desideri dei turisti stranieri i quali vogliono entrare in contatto con l’italianità: abbiamo il maggior numero di siti Unesco, una ricchissima biodiversità, il mare, la montagna e un patrimonio storico artistico di inestimabile valore. Possiamo valorizzare la nostra diversità puntando sulle province che sono le detentrici delle nostre bellezze più autentiche, del modo di vivere italiano e >>>


della varietà enogastronomica. Il turismo può e deve diventare il traino della nostra economia». Quali saranno le maggiori spinte, e novità, per la promozione del brand Italia e la governance del settore turismo, da anni considerate frammentate e quindi poco efficaci? «Il Piano ha visto la partecipazione delle Regioni che hanno collaborato attivamente alla stesura del documento. Avremo, dunque, d’ora in poi una governance più strutturata. Centrale sarà il nuovo ruolo dell’Enit: promuovere un’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale e favorirne la commercializzazione all’estero. Proprio per questo il governo ha trasformato la natura giuridica dell’Enit e ha incrementato le risorse economiche a disposizione. Infatti, da ente pubblico non economico è diventato ente pubblico economico. È una forma giuridica più sicura sul piano economico (perché le risorse non dipendono dalla Legge di Stabilità) e snella sul piano operativo, perché ha una governance proveniente dal mondo privato che opera secondo criteri di agilità, efficienza e capacità di adeguarsi agli scenari internazionali. All’Enit è affidato il compito di rafforzare il brand Italia con un marketing efficace e innovativo e ampliare e diversificare la domanda e i mercati. Un ruolo determinante lo svolgeranno le nuove tecnologie digitali “social”, strumento ormai indispensabile per far conoscere le straordinarie bellezze del nostro Paese a un pubblico che sempre

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STRATEGIE PER IL TURISMO

Occorre dare più valore a Padova con Giotto o alle ville del Palladio, a città come Trieste o a borghi affascinanti come Val di Nera in Umbria e Chianalea in Calabria

più spesso sceglie le proprie vacanze attraverso la rete. Altro elemento centrale della nuova Enit è il rapporto stretto con le Regioni e gli enti locali in modo da intervenire anche sui collegamenti necessari tra luoghi maggiori e siti meno grandi sparsi su tutto il territorio». Le infrastrutture materiali e immateriali del Paese sono imprescindibili per il comparto turistico. Quali obiettivi e criticità allo stato attuale, con la crisi Alitalia? «Il nodo infrastrutture è centrale per il turismo. Non solo dobbiamo promuovere il territorio, ma dobbiamo renderlo raggiungibile implementando le infrastrutture. Questa è una pecca soprattutto al Sud. Del resto se andiamo a guardare i dati è lampante che al Sud si concentra meno del 20 per cento dei flussi turistici, mentre l’80 per cento è al centro Nord dove le infrastrutture sono maggiormente efficienti. Abbiamo completato la Salerno Reggio Calabria, ora dobbiamo puntare a un sistema aeroportuale integrato sul piano regionale sul modello della Puglia. Come rileva uno studio di Cassa Depositi e Prestiti, l’Italia rispetto a buona parte dei Paesi europei presenta una quota maggiore di infrastrutture di medie dimensioni. L’elevata diffusione di questa tipologia di scali è in gran parte riconducibile al sistema di trasporti nazionale, dove la carenza di infrastrutture terrestri adeguate rende i piccoli aeroporti l’unica via di accesso ad alcune zone. Al tempo stesso è necessario avere una compagnia rappresentativa dell’Italia che abbia qui il proprio hub di riferimento». ■ Francesca Druidi


>>> continua dalla prima

stività pasquali. Tutte le città d’arte hanno registrato buoni risultati. La clientela internazionale è come sempre variegata e i russi iniziano a tornare nel Belpaese. Le belle giornate incentivano la voglia di vacanza anche sul fronte domestico che dalle prime previsioni dovrebbe allinearsi con i risultati dello scorso anno. Il nostro Osservatorio, che registra le performance delle principali piazze italiane, sta mostrando buoni risultati; in particolare, il turismo internazionale è in crescita con il dato degli arrivi in aumento a livello mondiale, alimentato anche dalla temporanea “indisponibilità” di alcune aree del Mediterraneo, che concorrono a indirizzare ulteriori flussi turistici verso l’Italia». Quali prospettive emergono dall’attuazione del Piano strategico del turismo e quanto può incidere la situazione di Alitalia? «Con il Pst si è aperto un nuovo capitolo per la politica del turismo italiano. Fino al 2022 il settore potrà svilupparsi attraverso una serie di priorità e direttrici condivise sia dagli attori privati che dalle istituzioni. Il mercato è in continua evoluzione e sarà fondamentale rivedere annualmente il Piano per rimodulare le attività di intervento sulla base dei cambiamenti in atto. L’innovazione tecnologica è sicuramente una leva sulla quale puntare per far si che il settore si doti di uno strumento in grado di ampliare il mercato caratterizzato da un popolo di viaggiatori sempre più connessi alla rete. La nostra offerta, inoltre, si compone di piazze ormai note al pubblico internazionale alle quali vanno aggiunte le così dette località “minori” che proprio attraverso la promozione del Pst andranno ad arricchire il panorama complessivo della destinazione Italia. In questo quadro, il ruolo delle infrastrutture è centrale e la situazione di Alitalia rischia di avere ricadute preoccupanti proprio in vista dell’estate. I dati relativi ai flussi turistici internazionali, a livello mondiale, sono in forte crescita e l’Italia deve confrontarsi con una concorrenza internazionale sempre più agguerrita e, proprio in questa partita, la compagnia potrebbe giocare un ruolo molto importante soprattutto sul lungo raggio». In che modo lo stop alla parity rate favorirà la competitività del turismo italiano rispetto ai principali competitor? «L’approvazione in Senato del Ddl Concorrenza con l’intervento sulla parity rate è arrivata a due anni dalla presentazione del nostro emendamento e siamo comunque soddisfatti che il provvedimento abbia ripreso il suo iter. Ora ci auguriamo che il percorso normativo possa concludersi al più presto rendendo finalmente operativa la norma anche in Italia, cosi come è già avvenuto in Francia e Germa-

IL BRAND ITALIA

L’albergo rappresenta una vetrina del bello e ben fatto italiano. Attraverso il soggiorno in hotel i turisti stranieri vivono esperienze in cui riconoscono le tipicità del Belpaese nia. Quanto si sta delineando rappresenta un passo molto importante per il nostro settore. Come emerso dal rapporto dell’European competition autority, pubblicato lo scorso mese di aprile, l’azione sulla “parity rate” apre la strada a una maggiore flessibilità di disponibilità e tariffe, consentendo un utilizzo più concorrenziale dei canali di vendita on-line. I risultati della ricerca, infatti, hanno evidenziato che i mercati nei quali le Ota sono state costrette – dalle rispettive Antitrust o per provvedimenti di legge – a rinunciare o alleggerire le clausole che impongono agli albergatori di riservare alle vendite sui loro siti la migliore tariffa e le maggiori disponibilità di camere, mostrano un miglioramento dei prezzi e della competitività». Ha dichiarato come l’Italian Way of Life sia il valore aggiunto da coltivare del nostro Paese. Applicandolo al turismo, quali gli elementi prioritari? «Il nostro settore dispone di una serie di opportunità uniche che concorrono a delineare il “brand Italia”. L’albergo rappresenta, infatti, una vera e propria vetrina del bello e ben fatto italiano. Attraverso il soggiorno in hotel i turisti stranieri vivono una serie di esperienze durante le quali riconoscono alcune tipicità del Belpaese. Penso allo stile di arredo made in Italy, ai prodotti tipici che si offrono nel ristorante della struttura, alle indicazioni che lo stesso personale può suggerire ai propri ospiti su percorsi turistici e location da visitare». ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 6

Primo Piano Jacopo De Ria, presidente nazionale di Fiavet

Garanzie uniformi per il viaggiatore Le prevede la direttiva Ue sui pacchetti turistici, che entro l’anno sarà recepita dall’Italia. Un regolamento che punta a unificare norme e codici, ma che non deve intaccare «interessi e prerogative delle agenzie di viaggi» avverte De Ria utele equiparate tra il viaggiatore che sceglie un pacchetto online e quello che lo acquista presso un’agenzia di viaggi; apertura alla nuova figura professionale del trader che, agendo in regime di piena concorrenza con i tour operator

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tradizionali, non potrà più dichiararsi esente da responsabilità verso il cliente. Sono le due novità più rilevanti contenute nella direttiva Ue sui pacchetti turistici, che entro dicembre dovrà essere recepita dall’Italia per poi diventare effettiva dal 1 luglio 2018. «La direttiva è molto com-

plessa – spiega Jacopo De Ria, presidente della Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo - e il suo recepimento ancora più complicato. In sostanza si cerca di dare maggiore potere al consumatore che talvolta, come accade con le grandi compagnie aeree o di noleggio, si trova di fronte a un pacchetto di viaggio organizzato, ma di cui nessuno si assume le responsabilità». In effetti si conosce poco di questa direttiva Ue: ci aiuta a comprenderne gli altri passaggi salienti? «In un quadro volto a estendere le garan-

zie del consumatore, la direttiva prevede tutele maggiori sul tema delle protezioni in caso di eventi imprevisti, oltre a una restrizione per le aziende sulla revisione del prezzo del viaggio. Inoltre c'è un tentativo di allargamento dei confini di chi può vendere viaggi, a nostro parere in pieno contrasto con le regole in vigore e gli obblighi delle adv. Una fra tutte la tutela che l'agenzia deve già fornire dal 1 luglio 2016 al cliente per l'insolvenza e il fallimento della propria agenzia e/o tour operator». Proprio in vista del recepimento della direttiva Ue, nelle scorse settimane come Fiavet avete siglato un’intesa con Federturismo e Assoviaggi. Quali finalità comuni vi siete dati? «È in fase di definizione una linea comune per salvaguardare gli interessi e le prerogative delle agenzie di viaggio, tra l'altro tutte in linea con la tutela massima del consumatore. Vorremmo far capire che anche se l'Europa cerca di unificare norme e comportamenti, in Italia siamo ancora con 20 leggi regionali sul turismo diverse, altrettanti regolamenti e quindi non è possibile unificare attraverso un unico codice. In questo modo ci troveremmo in aperta concorrenza, come tra l'altro già succede, non solo fra adv presenti nelle varie regioni italiane, ma anche fra Stati europei visto anche che abbiamo diversi regimi fiscali che falsano il mercato». Come si posso superare questi ostacoli senza penalizzare gli operatori tradizionali? «L’idea è quella di far comprendere le diversità e adattarle a un sistema come il nostro, già molto farraginoso. Sarebbe bello avere leggi che adottassero il principio “stesso mercato stesse regole” ma in Italia è già difficile comprendere e vedere rispettate le regole che ci sono. Tra l’altro in

PREVISIONI SULLA STAGIONE ESTIVA

Anche quest’anno la tendenza parla di una crescita del turismo straniero in Italia. Insieme alla Grecia e alla Spagna, l’Italia dovrebbe confermarsi come meta principale dei turisti europei soprattutto del Nord Europa


alcuni casi sono proprio le istituzioni in ''flagranza di reato'' visto che non sono in grado di far rispettare quelle regole base. Un caso per tutti l'abusivismo dilagante. In alcuni territori è più facile e anche ''accettato'' essere abusivi e quindi non rintracciabili, piuttosto che operare osservando le regole base che poi vanno a tutela del consumatore». Le nuove regole investono anche la digital transformation dell’offerta turistica. A che punto è l’ospitalità italiana su questo terreno e come sta impattando questa “rivoluzione” sulle nuove formule di vendita delle agenzie? «È evidente che internet sta cambiando radicalmente regole e abitudini di acquisto. Oggi c'è una richiesta maggiore di condividere e un desiderio di esperienze di viaggio, che si ricerca sempre di più in strutture diverse dal classico albergo. Anche se molte nuove strutture si stanno adeguando a questa nuove tendenze, è chiaro che la differenza fra la tradizionale offerta turistica che propone servizi professionali e una di basso livello si acuirà sempre più. Questo purtroppo uno degli aspetti del mass-market legato alla globalizzazione». Di recente avete promosso una campagna per il rilancio del turismo nelle

zone colpite dal sisma. Attraverso quali iniziative si articola e che riflessi avrà sull’attività delle imprese di settore? «La nostra attività è quella di mettere all'attenzione dei nostri associati le quattro regioni colpite dal terremoto con una campagna di sensibilizzazione continua. Purtroppo anche i territori limitrofi che non hanno avuto danni, hanno tuttavia dovuto fronteggiare un calo importante degli arrivi specie nel turismo su gomma. Anche per loro condurremo un'azione di marketing territoriale con alcune istituzioni per la costruzioni di prodotti/esperienze di viaggio che potranno essere venduti attraverso i nostri associati». Guardando alla stagione estiva alle porte, quali proiezioni si possono fare in termini di incoming turistico verso le destinazioni italiane? «Anche quest'anno la tendenza parla di una crescita del turismo straniero in Italia. Credo che insieme alla Grecia e alla Spagna, ci confermeremo le mete principali dei turisti europei soprattutto del Nord Europa. Le regioni italiane che in questi anni hanno investito di più in infrastrutture e nel miglioramento dell'offerta turistica, in particolare al sud, avranno i maggiori vantaggi». ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 8

Sardegna da vivere

Una lunga estate al via Si allunga la stagione di massima attrattività dell’Isola e con essa la gamma delle proposte turistiche per i viaggiatori. Non solo Costa Smeralda e Sulcis, ma anche borghi incantati, percorsi culturali e cammini era una volta la Sardegna regina delle mete turistiche italiane. Anzi no, c’è ancora. Seducente e affollata come ai bei tempi, quando già in primavera trovare un posto libero per fare vacanza ad agosto era come cercare un ago in un pagliaio. Una storia che, per la gioia del sistema ricettivo isolano, si è ripetuta anche l’anno scorso, con quasi 14 milioni di ospiti accolti in terra sarda e un incremento complessivo dei flussi in entrata sui dodici mesi precedenti pari al 12,6 per cento. In un quadro espansivo che investe il traffico di arrivi via mare e in particolare quello aeroportuale, che nel 2016 ha visto sbarcare sull’Isola il 13,8 per cento di passeggeri in più rispetto all’anno prima. Con lo scalo “Olbia-Costa Smeralda” a recitare la parte del leone e previsioni per il 2017 che promettono bene. «Il 2016 è stato per il nostro territorio un anno molto importante – spiega Paolo Manca, presiden-

C’

te regionale di Federalberghi - non solo per l’incremento degli arrivi turistici, ma soprattutto per il tangibile allungamento della stagione, fenomeno che si consoliderà anche nell’anno in corso». ARRIVI E PRESENZE: GALLURA SEMPRE AL TOP, VOLA ALGHERO Interessando sia italiani che stranieri, equa-

mente ripartiti in termini di aree di provenienza degli ospiti e pressoché allineati anche nelle scelte delle località sarde in cui soggiornare. Con la Gallura che conserva incontrastata lo scettro dell’incoming turistico, Budoni e Orosei che guadagnano terreno e il nord ovest sassarese, impreziosito dalle sue perle costiere Porto Torres e Stintino, protagonista di una robusta escalation di gradimento. Ma in questo angolo magico del territorio isolano, a stupire più di tutti è l’autentica rinascita di Alghero che negli ultimi mesi ha visto lievitare il suo potere attrattivo, arrivando addirittura a scalzare Arzachena dalla vetta del podio per numero di vacanzieri accolti. «Anche attraverso eventi come la partenza del Giro d’Italia del centenario e il ritorno del rally mondiale – sottolinea il sindaco Mario Bruno – Alghero ha saputo negli anni accrescere la sua capacità ricettiva, distinguendosi non solo per ospitalità e accoglienza, ma anche come location ideale per proposte collaterali al solo turismo balneare». BORGHI E CAMMINI AMPLIANO IL VENTAGLIO DI ITINERARI Una filosofia di diversificazione dell’offerta alla quale si ispirano non solo le micro comunità, ma l’intero sistema sardo. Impegnato a promuovere le proprie ricchezze culturali e paesaggistiche soprattutto attraverso il portale Sardegna Turismo gestito dalla Regione, che offre una panoramica di itinerari anche al di fuori della stagione estiva. Tra

i più suggestivi quelli dedicati ai borghi che, proprio nell’anno loro dedicato a livello nazionale, propongono percorsi alternativi, pittoreschi e dal fascino antico. Andando dalle case multicolori immerse nella cornice medievale di Bosa in provincia di Oristano; all’atmosfera devota e spirituale di Galtellì nel Nuorese e Laconi a ridosso dei rilievi del Sarcidano; alla natura selvaggia e alle tradizioni di secolari di Gavoi e Oliena, due incantevoli borghi in provincia di Oristano. Per non parlare dei cammini - come quello di Santo Jacu che unisce Cagliari a Porto Torres o i 400 km del percorso minerario di Santa Barbara tra Sulcis Iglesiente e Guspinese – sui quali la Regione sta scommettendo con decisione. «I Cammini di Sardegna – osserva Barbara Argiolas, assessore regionale al turismo - possono essere occasione di sviluppo turistico duraturo, ma è fondamentale che le comunità facciano rete. Un progetto come quello di Santa Barbara è un modello possibile per gli altri cammini religiosi della Sardegna soltanto se c’è la volontà collettiva delle comunità di creare una domanda turistica nei mesi di bassa stagione e la capacità di coinvolgere le imprese puntando su prodotti strutturati che completino l’offerta balneare». PRENOTAZIONI ESTATE 2017, SARDEGNA MEGLIO DELLA TOSCANA Mare e spiagge che naturalmente continuano a essere il fiore all’occhiello dell’alta stagione sarda, anche e soprattutto in vista di un’estate 2017 che ha già fatto il pieno di prenotazioni. A darne conferma sono gli ultimi dati diffusi dalla società Feries, proprietaria del sito specializzato CaseVacanza, dai quali si apprende che la Sardegna è la seconda destinazione preferita dai viaggiatori in partenza per le ferie dopo la Puglia e davanti alla Toscana. Oltre che ai turisti di casa nostra, l’Isola incontra come sempre il grande apprezzamento dei tedeschi, a cui quest’anno si aggiungerà la crescita sostenuta del mercato britannico e quello francese. Sempre secondo la fotografia elaborata sulla base delle ricerche condotte dagli utenti di tutto il mondo sulle principali piattaforme di viaggio online, a spopolare nei prossimi mesi caldi saranno in primis Villasimius e San Teodoro, nella top ten delle località più desiderate. Seguite da La Maddalena, Budoni e Golfo Aranci, tra le prime cinquanta. Tra i luoghi emergenti spicca infine Tortoli, gemma tropicale nel cuore dell’Ogliastra. ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Pag. 9 • Giugno 2017

Insieme per il futuro dell’Isola L’aggregazione è l’arma principale per conquistare i mercati esteri. Per questo motivo Coldiretti Sardegna è impegnata in progetti collettivi d’internazionalizzazione, tesi a superare le difficoltà incontrate dalle aziende dell’Isola. Ne parla il presidente Battista Cualbu

export è, come ben sappiamo, leva indispensabile per la crescita economica. Per questo, Coldiretti Sardegna ha realizzato un sondaggio presso un campione di imprese per comprenderne l’attuale grado di internazionalizzazione e gli obiettivi strategici. «Dalla nostra indagine sono emerse luci e ombre. Abbiamo riscontrato diversi problemi e vincoli dal lato dell’offerta. Tra i più rilevanti, l’estrema polverizzazione del sistema produttivo di riferimento; la scarsa consuetudine con le tematiche commerciali e in particolare dell’esportazione; la capacità economico-finanziaria limitata delle imprese beneficiarie», spiega Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna. Oltre il 78 per cento delle aziende oggetto di indagine ha un fatturato inferiore ai 2 milioni di euro annui. Un terzo non ha mai venduto al di là dei confini nazionali. E se si somma questo dato a quello relativo ai modesti esportatori (meno del 15 per cento di export sul fatturato) risulta che solo un’azienda su cinque possiede una significativa quota di esportazioni. Qual è il quadro che si delinea e l’obiettivo di Coldiretti su questo fronte? «Quasi tutti gli attuali esportatori vendono sul mercato europeo (intra ed extra Ue). Gli Stati Uniti sono il secondo mercato re-

L’

gionale. Ho.re.ca. e dettaglio specializzato rappresentano il canale commerciale preferito. Un dato che ci conforta è che le aziende accolgono positivamente l’opportunità di aderire a progetti collettivi di internazionalizzazione. Stiamo lavorando per individuare e implementare soluzioni e attività operative. La filosofia del piano prevede la creazione di un’aggregazione stabile di imprese allineate su standard elevati di qualità delle produzioni e accomunate dalla modalità di approccio ai mercati internazionali. Parallelamente, vogliamo definire e comunicare al mercato un chiaro posizionamento, presentandoci sotto un unico marchio commerciale, ispirato al concetto di “Luxury Farmers’ Products” e all’italianità dei prodotti. Nei mercati obiettivo l’Italia continua a essere il primo e più solido ancoraggio per il posizionamento nella mente del consumatore, dove le espressioni di regionalità devono essere introdotte avendo cura di non renderle prevalenti».

Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna

Quali sono i mercati stranieri con le maggiori potenzialità per le aziende sarde? «Con il progetto che stiamo portando avanti abbiamo individuato negli Emirati Arabi e in Hong Kong i mercati più appetibili. Scelta dovuta a diverse variabili, tra cui l’inesperienza della maggior parte delle imprese. Abbiamo una vasta gamma di prodotti “esportabili”. Date le criticità e i tipi di mercato a cui ambiamo, stiamo puntando su pane, pasta, formaggi, olio extravergine d’oliva, dolci, conserve vegetali, confetture, conserve ittiche, carni e insaccati, salse e sughi, birra, vino, liquori. Negli Emirati Arabi Uniti le prospettive appaiono rosee per il futuro con una previsione di importazioni di alimentari e bevande sopra quota 6,5 miliardi nel 2019 alla vigilia di Expo Dubai in programma l’anno successivo. In questo mercato, l’Italia si posiziona al settimo posto in assoluto tra i paesi fornitori e terzo tra i partner europei dopo Regno Unito e Francia. Inoltre, l’incremento delle importazioni si rivolgerà in particolare verso i prodotti di qualità medio-alta e alta, sulla scia di un trend di ridistribuzione della domanda consolidato nell’ultimo decennio. Hong Kong è il terzo mercato asiatico per l’agroindustria italiana dopo Giappone e Cina. Qui il ceto medio cresce continuamente e diventa sempre più decisivo». Quali restano i principali nodi legati alle attività agricole e zootecniche sarde, in particolare sul fronte del settore ovicaprino? «Sicuramente la cronica mancanza di cooperazione. Non sappiamo costruire meccanismi di business collettivi. Ci manca la capacità di poter lavorare insieme in un’Isola e in un comparto che si caratterizza per essere formato da piccole o talvolta piccolissime aziende che hanno bisogno per decollare di poter unire le forze e presentarsi nel mercato unite. Non bastano la qualità o la tradizione, se poi ci basiamo su una piattaforma che non si parla, non ha fiducia, non si fida dell’altro. Se non per natura almeno per necessità, occorre cambiare. Serve una coscienza imprenditoriale. È necessario un grande processo culturale che, partendo dai produttori, investa tutto il sistema: politico innanzitutto, sindacale e industriale. È un processo lento e tortuoso che richiede fatica, ma al quale non possiamo rinunciare. Dobbiamo riconoscere i nostri difetti e saperli correggere. Per quanto riguarda, in particolare, il settore ovino stiamo vivendo la peggiore crisi degli ultimi 35 anni, con il latte pagato al pastore a 50 centesimi, meno della metà rispetto a due anni fa. Briciole che non coprono neppure i costi di produzione». Anche in questo settore rileva le difficoltà che ha descritto? «Sì e su questo fa, inoltre, forza il mondo della trasformazione. Enfatizza le difficoltà speculandoci sopra, anziché aiutare a superare insieme questa arcaico limite e dar vita a un vero accordo di filiera, trasparente,

dove si programma e si promuove insieme il formaggio e tutti i suoi derivati. Abbiamo un comparto opaco in cui i dati di trasformazione sono in mano ai soli trasformatori. Non si riconosce pari dignità a tutti gli attori della filiera e mancano i presupposti per gestire e programmare. Una strada questa, invece, praticabile e possibile, come dimostra lo storico accordo firmato da Coldiretti Sardegna con la Biraghi, la più importante azienda di trasformazione casearia del Piemonte». Quali sono le prospettive dell’agricoltura sarda in materia di innovazione tecnologica, ricambio generazionale e promozione delle eccellenze enogastronomiche? «Sul ricambio generazionale abbiamo segnali confortanti. Ci sono sempre più giovani, motivati e formati, che si stanno cimentando nel campo agricolo, avvicinan-

dosi con una tendenza molto marcata all’innovazione e una forte propensione a sperimentare. Lo vediamo tra i giovani che partecipano ai mercati di Campagna amica. La maggior parte di loro segue il modello della multifunzionalità, trasforma i prodotti, hanno degli agriturismo o delle fattorie didattiche. Inventano prodotti nuovi per consumatori con esigenze diverse: dal formaggio senza lattosio per gli intolleranti a quello senza colesterolo, piuttosto che quello con il caglio vegetale o di maialetto. E proprio dal mondo dei produttori stanno arrivando idee e proposte nuove e capacità di promuoversi in nuovi mercati. Ma anche la promozione è sporadica e lasciata alla iniziativa del singolo produttore. Manca invece una visione e un programma d’insieme. Abbiamo e ci vantiamo di avere dei prodotti unici, buoni, genuini ma non lo diciamo. Non sappiamo raccontare queste eccellenze, non ci stiamo posizionando nel mercato come Sardegna». ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 10

Sardegna da vivere

Il paradiso della vite Caldi, strutturati, eleganti e dalla sapidità decisa. Sono i tratti identitari dei vini isolani, ambasciatori di un territorio naturalmente votato all’approccio biologico. Con Roberto Dessanti ne scopriamo i segreti

annonau e Vermentino davanti, a esprimere ben oltre la metà della capacità produttiva totale della Sardegna. E dietro una parure di gemme enologiche meno blasonate, ma interpreti eccellenti di una tradizione vitivinicola isolana che all’ultima edizione del Vinitaly ha letteralmente “sbancato”, rientrando dalla trasferta veronese con un bottino di ben 37 premi. «La fortuna della nostra regione – sottolinea Roberto Dessanti, presidente di Ais Sardegna – è di avere una base ampelografica molto ampia, che comprende vitigni di assoluta qualità come Carignano, Monica e Bovale. Per non parlare degli altri vitigni considerati minori che pure costituiscono un patrimonio importantissimo da tutelare e valorizzare». Quali sono i tratti identitari e non replicabili altrove dei terroir sardi e in quali vini locali il binomio col territorio trova la massima esaltazione? «Nel descrivere i terroir della Sardegna occorre fare riferimento a un insieme di fattori naturali e umani che conferiscono caratteri peculiari alle nostre produzioni enologiche. Vitigno, territorio e ambiente, se correttamente interpretati, sono capaci di conferire ai vini tratti identitari ben definiti e riconoscibili: caldi, strutturati ma non privi di eleganza, solari, spesso venati da decisa sapidità. Una delle denominazioni che meglio descrive questo legame

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Roberto Dessanti, presidente dell’Associazione italiana sommelier Sardegna

con il territorio, in senso lato, è la Vernaccia di Oristano: un vino che nasce e matura in condizioni talmente particolari che sarebbe impensabile produrlo altrove. Ecco, dovessi eleggere un simbolo della bandiera enologica sarda, sceglierei proprio la Vernaccia di Oristano». In Sardegna si sta affermando anche una vocazione alla viticoltura biodinamica e biologica. In quali produzioni tipiche si manifesta in particolare? «Per quanto riguarda il biologico, si registra un costante incremento delle produzioni certificate e altre sono in via di conversione. Le esperienze biodinamiche invece sono più circoscritte e riguardano soprattutto i vini rossi. A prescindere dal-

RICONOSCIMENTI ALLE CANTINE SARDE

« Al Vinitaly mi sarei aspettato maggior considerazione per i nostri vini da dessert, per i quali la Sardegna vanta un’autentica vocazione »

le certificazioni, indubbiamente anche la Sardegna è interessata da una crescente sensibilità verso i temi della salubrità e della sostenibilità dei prodotti vinicoli. Va detto che sotto questo profilo l’isola gode di una situazione ideale: specie in alcune zone vi sono infatti condizioni ambientali e climatiche che rendono quasi naturale un approccio di impronta biologica alla coltivazione della vite. Penso in particolare ad alcune arre interne del Nuorese o all’Ogliastra». Quali sono i migliori itinerari degustativi che la terra sarda propone agli appassionati di vino? «Se ci si vuol fare un’idea compiuta della Sardegna enoica, è d’obbligo un passaggio tra i graniti della Gallura per conoscere le migliori espressioni del Vermentino sardo. A seguire andrei alla scoperta del Cannonau più autentico nel triangolo compreso tra Dorgali, Oliena e Mamoiada; quindi il Sulcis coi suoi tradizionali vigneti di Carignano allevato ad alberello che arrivano quasi alle spiagge. Il Mandrolisai offre uno dei paesaggi viticoli più belli della Sardegna e infine non

può mancare un soggiorno tra la Planargia e l’Oristanese per conoscere due esemplari enologici di stile ossidativo di valore assoluto quali la Malvasia di Bosa e la Vernaccia di Oristano. Non ripartirei però senza aver degustato il Torbato, vera peculiarità del territorio di Alghero». Torniamo all’ultima edizione del Vinitaly, nella quale le cantine sarde hanno fatto incetta di premi. Quali produzioni in particolare hanno guadagnato la ribalta e grazie a quali doti eccellenti? «In realtà non attribuisco grossa importanza ai riconoscimenti perché, per quanto prestigiosi e ben accetti, non sempre sono lo specchio della potenzialità produttive di una regione. Mi sarei aspettato per esempio maggior considerazione per i nostri vini da dessert per i quali la

Sardegna vanta un'autentica vocazione. Registro però con soddisfazione che tra i premiati, oltre alle denominazioni più note, figurano vini ottenuti da vitigni meno conosciuti come Bovale, Cagnulari, Nieddera e Arvisionadu, impostisi all'attenzione degli esperti per le loro caratteristiche organolettiche che li rendono difficilmente omologabili e capaci di offrire esperienze gustative originali». Come associazione sommelier, quali iniziative mettete in campo durante l’anno per promuovere la cultura e la passione per il vino sardo e ampliarne la diffusione? «In primo luogo l’Ais è impegnata in una costante opera di formazione rivolta agli operatori del settore e ai semplici appassionati per diffondere la cultura del vino e la conoscenza dei prodotti enogastronomici della nostra regione. Rientra in questa missione anche la collaborazione dei sommelier regionali al progetto della Guida dei vini vitae, edita dall’Ais, nella quale annualmente proponiamo una fotografia aggiornata delle migliori produzioni regionali. Da diversi anni inoltre affianchiamo le istituzioni regionali al Vinitaly, attraverso la gestione di una sorta di enoteca regionale. Un’esperienza qualificante che ci dà la misura del crescente interesse per i vini sardi e per i territori di cui sono fedele espressione». ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 12

Sardegna da vivere

Sulla spiaggia di Giorgino

Ristorante Zenit si trova a Cagliari - www.ristorantezenit.com

Nell’antico borgo del Villaggio di pescatori a pochi minuti dal centro, tra sagre, feste religiose e tradizioni marinare, il ristorante Zenit dagli anni Venti custodisce il meglio della cucina tradizionale di solo pesce, con ricette tramandate dal bisnonno al pronipote er ritornare alla vecchia Cagliari, alle sue tradizioni marinare intrise di salsedine e sacrificio ma anche semplicità e gesti antichi che ruotano tutti intorno alla costa, basta fare un salto al Villaggio dei pescatori. Qui, a pochi metri dal mare della laguna di Santa Gilla, il tempo sembra essersi fermato e i ritmi forsennati del vivere contemporaneo rallentano, per tenere il ritmo delle onde. Quest’angolo isolato, che si riempie improvvisamente di turisti e fedeli il I maggio, in occasione della festa di Sant’Efisio, di cui l’area custodisce la chiesetta, è una meta obbligata per i viaggiatori alla scoperta della Sardegna più autentica. E dato che anche il palato vuole la sua parte e che i menù tradizionali racchiudono in un certo senso lo spirito delle culture più autentiche, non può mancare una tappa in uno dei locali storici, situato sulla spiaggia della borgata di Giorgino: il Ristorante Zenit. La gestione della struttura, nata nel 1922 e riaperta al pubblico nel 2000 dopo una massiccia ristrutturazione, è da sempre in capo alla stessa famiglia, con passaggi di consegne generazionali: dal primo gestore Ernesto, noto come Mi-

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nestrone, al pronipote Massimo Belgiorno che oggi, insieme alla moglie Francesca, continua a gestire, nel solco della tradizione, il locale. Tra arredi tipicamente marinari e la terrazza esterna con vista mare sullo stabilimento balneare attiguo, Zenit rimane una delle più autentiche osterie cagliaritane a proporre un menù tipico di solo pesce. Piatti tradizionali come la burrida, lo scabecciu, le zuppe di cozze e arselle, la minestra di pesce, gli spaghetti coi ricci o con la bottarga, la fregola con le arselle o le anguille, la frittura mista, le grigliate vengono proposti a clienti abituali e turisti. Tratto distintivo di tutti i menù è la freschezza del pesce, vero ingrediente segreto di una cucina che segue la stagionalità degli alimenti, affidandosi al pescato del giorno. «I nostri menù di solo pesce nascono direttamente dal mare – spiega la titolare Francesca – dai prodotti locali pescati, non allevati, dai nostri fornitori storici. I piatti variano a secondo di quello che il mare offre. Ci sono dei piatti, come la fregola con le arselle (nome sardo per le vongole) che sono disponibili in tutte le stagioni e che ci caratterizzano, perché sono ricette tradizionali di famiglia che si tramandano dal bisnonno di mio marito e per cui ancora oggi vengono

appositamente a mangiare allo Zenit. Poi ci sono piatti, come la pasta ai ricci di mare, più stagionali, disponibili da novembre ad aprile, quando è consentita la pesca». Tra le proposte del ristorante non mancano ricette per celiaci e intolleranti al lattosio, ma anche per vegetariani, perché l’imperativo è tentare di assecondare le richieste del cliente e farlo sentire a proprio agio, anche se i gusti e i tempi di pranzi e cene sono molto cambiati rispetto al passato e cresce la richiesta di piatti veloci e leggeri ma molto curati, con maggiore attenzione alla qualità del cibo e meno abbuffate. «La semplicità dei piatti è il nostro punto di forza – continua Francesca – un aspetto a cui tenevano anche i nostri predecessori, il bisnonno, la madre e le zie di Massimo, che ci hanno tramandato l’amore per ricette semplici ma ricche di gusto, per valorizzare al massimo gli ingredienti genuini del territorio e i sapori del mare. Ma non è l’unica eredità che ci hanno lasciato: l’accoglienza, il senso d’ospitalità familiare e poi l’amore per la spiaggia di Giorgino, per una posizione privilegiata a due passi dal mare che conquista soprattutto i nostalgici di questa che è stata a lungo una delle spiagge più amate dai cagliaritani, che noi nel nostro piccolo proviamo a valorizzare e rivalutare attraverso lo Zenit. Siamo segnalati su diverse guide importanti da “Osterie d’Italia” di Slow Food al “Gambero Rosso” e, prendendoli per la gola, portiamo i turisti a scoprire il Villaggio dei pescatori». ■ Alessia Cotroneo

I MENÙ DI PESCE

Nascono direttamente dal mare, dal pesce locale pescato, mai allevato, dai nostri fornitori storici. La semplicità e le ricette tradizionali sono i nostri punti di forza

MARE, TRADIZIONE E TURISMO RELIGIOSO Per vari decenni la spiaggia di Giorgino è stata la preferita dei cagliaritani, soprattutto i più abbienti, che prima dell’apertura degli stabilimenti balneari al Poetto trascorrevano qui le loro vacanze. Oggi il turismo balneare resiste per una piccola sacca di affezionati, che nonostante gli stravolgimenti che ha subito la zona negli anni Ottanta, continuano a restare fedeli alla spiaggia delle loro giovinezza, mentre continua a crescere la quota del turismo religioso, che ruota intorno alla festa di Sant’Efisio ma non solo. Giorgino ospita infatti la chiesetta del martire a cui sono molto devoti i cagliaritani, che ogni primo maggio accorrono per la processione e il tradizionale cambio d’abito. Più recente, invece, la festa con processione che si svolge a partire dalla Chiesa della Madonna di Fatima, questa ubicata all’interno del Villaggio dei pescatori, dove a fine maggio, si riuniscono sempre più fedeli. Si passa dal sacro al profano, infine, la prima domenica di settembre, con la sagra del pesce, festa del palato che da una trentina d’anni richiama visitatori e parecchi turisti.


Viaggio in Italia Pag. 13 • Giugno 2017

“Un invito” a Cagliari L’eccellenza della cucina sarda unita ai paesaggi irresistibili delle spiagge e alla meraviglia del centro storico. Dall’esperienza maturata dagli anni 80 nelle zone archeologiche, naturalistiche e gastronomiche del Sarcidano e Marmilla, prende forma la tradizione della famiglia Dedoni che ha trasferito il suo bagaglio di conoscenze professionali e umane nel centro del capoluogo econdo importanti guide gastronomiche internazionali, come Michelin e Gambero Rosso, anche Cagliari è fra le città turistiche più ambite non solo per il grande patrimonio culturale e paesaggistico che la rappresenta, ma anche e sopratutto per le peculiarità gastronomiche tipiche locali». Il gruppo Dedoni, del quale fanno parte diverse strutture ricettive, presenta così uno degli aspetti più affascinanti del capoluogo sardo. La cucina sarda, nelle sue molteplici e raffinate variazioni, è caratterizzata da un numero infinito di ricette semplici e genuine. «Un mondo tutto da scoprire fatto di luoghi, di storie, di personaggi e di tesori enogastronomici – afferma Dedoni –. Il quartiere Marina a Cagliari offre il meglio della gastronomia che si possa trovare in città e il ristorante Su Cumbidu rappresenta al meglio le caratteristiche delle trattorie in stile sardo. Su Cumbidu in lingua Sarda significa “l’invito”. Nel nome abbiamo voluto raccogliere l’ospitalità e il desiderio di trattare i nostri clienti come ospiti graditi ai quali trasmettere la nostra passione per i sapori e i profumi della Sardegna. I menù tipici sono due: a base di pesce fresco, che viene acquistato quotidianamente presso il noto mercato di San Benedetto, il più grande mercato coperto d’Europa, e a base di prodotti tipici del centro Sardegna, come carni, salumi, formaggi, elementi genuini e veri della tradizione sarda, ser-

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LA MARINA

Un mondo da scoprire fatto di luoghi, di storie, di personaggi e di tesori: offre il meglio della gastronomia in città viti in centro città come in un agriturismo di montagna. La stessa filosofia d’eccellenza si applica anche a un altro ristorante da noi gestito, il Sa Schironada. Più in generale, le caratteristiche della nostra cucina sono l’utilizzo di prodotti acquistati direttamente dal produttore di prima scelta, come olii, cereali, verdure, carni, salumi, formaggi. La ricerca riguarda l’unione di prodotti caratteristici e tradizionali a nuove forme di abbinamenti culinari». I fornitori sono scelti in base alle specialità del paese nel quale si trovano. «Ogni località – spiega Dedoni – ha un suo prodotto caratteristico che andiamo a cercare, andando personalmente a co-

noscere il produttore; ad esempio il pane carasau di Ovodda, i salumi barbaricini, le capre di Baunei. Il nostro gruppo attraverso le nostre aziende, è in grado di fornire pluriservizi in campo turistico. Infatti possiamo garantire servizio di ricezione tramite i nostri alberghi e affitta camere, e servizio di ristorazione con i nostri ristoranti ognuno con una sua precisa specialità con menù di solo pesce o solo carne. Inoltre, la ricerca dei nostri vini riguarda piccole aziende vinicole che per lo più utilizzano una lavorazione biologica nella loro produzione». Come punto di riferimento, Cagliari offre ai suoi visitatori elementi di interesse

IN UNA POSIZIONE STRATEGICA

Le strutture del gruppo Dedoni si trovano a Cagliari - www.gruppodedoni.it

quali, storia, archeologia, natura, mare, cultura. «La città di Cagliari per la sua posizione geografica – dice l’amministratrice del gruppo – permette di raggiungere vari siti archeologici fra i più importanti in Sardegna. La nostra Regione offre la possibilità di accedere a un turismo ambientale fra i più ricchi d’Europa». E proprio facendo leva su questa ricchezza, l’imprenditore Luigi Dedoni ha dato vita alle diverse strutture del gruppo, che oggi gestisce con i suoi figli. «Uno di questi si trova sul lungomare della spiaggia del Poetto, esattamente di fronte all’incantevole stagno del Molentargius – continua Dedoni –. Si tratta dell’hotel Villa Svevia che per gli amanti delle vacanze al mare è un’ottima scelta, poiché consente di muoversi

Le strutture godono di una posizione centralissima poichè si trovano a circa 50m dal porto turistico di Cagliari e a circa 5 chilometri dall’aeroporto di Elmas. A circa 40 chilometri si trovano le spiagge più gettonate della Sardegna: Santa Margherita di Pula, Chia e Capo Spartivento, Villasimius, Costa Rei. Le strutture si trovano nel quartiere cagliaritano della Marina che, con le sue vie caratteristiche ricche di storia, rappresenta una parte della cultura della città di mare tra le più belle del Mediterraneo.

agevolmente tra il mare e la città di Cagliari. Camere spaziose con design moderno, terrazza panoramica per solarium e sala colazioni con vetrate su due lati molto luminosa. L’Hotel Dedoni, con Cavour Dedoni, poi, è perfetto per chi si occupa di business tourism managment, o per chi apprezza le vacanze per attività legate al turismo religioso, ma è anche naturalmente adatto a tutte quelle attività secondarie legate al turismo formativo/culturale. Infine, l’affittacamere GranCagliari: una guest house tranquilla, pulita, molto accogliente e sopratutto a soli due passi dalla stazione centrale dei treni di Cagliari». ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 14

Sardegna da vivere

PROFUMI E SAPORI DEL MARE Spiagge bellissime e natura incontaminata, Villasimius gode di un’atmosfera rilassante e di una cultura gastronomica esclusiva seppur legata alla tradizione sarda. La parola a Ignazia Cogoni

plendido paese costiero situato a sud-est della Sardegna, Villasimius è ricco di magnifiche spiagge e testimonianze storiche. Molti i servizi a disposizione dei turisti che rendono ancora più confortevole il soggiorno in questo territorio dalla intatta bellezza paesaggistica. Nei pressi della spiaggia Campus, una delle più suggestive del litorale di Villasimius, sorge il ristorante Il Miraggio. Fondato da Maria e Raffaele, il locale è attualmente gestito dalla figlia Ignazia che, insieme a tutta la sua famiglia, accoglie i clienti con un sorriso. La struttura del locale è invariata da trentasei anni. «Il ristorante è costruito interamente in legno ed è rivestito di canne dice Ignazia Cogoni -. Abbiamo due grandi sale, una interna da centotrenta posti e l’altra esterna da duecentocinquanta. Inoltre nel periodo estivo apparecchiamo i tavoli su una terrazza che gode di una vista spettacolare sulla spiaggia di Campus». Un ristorante rustico quindi ma curato in ogni dettaglio. «Abbiamo arredato il locale in modo che comunicasse subito un senso di accoglienza e di eleganza. L’elemento principale che caratterizza il ristorante ce lo ha regalato la natura: ci troviamo a trenta metri dalla riva del mare. Disponiamo di un ampio spazio esterno e siamo in grado di posizionare i tavolini direttamente sulla spiaggia, i nostri ospiti possono quindi assaporare ottimi piatti immersi nei profumi della macchia mediterranea e in un paesaggio meraviglioso». Specialità della casa è la cucina alla brace. «Prepariamo degli gustosi primi e tutti i piatti tipici della cucina sarda: la zuppa di pesce, la fregola con is ozziadas, gli spaghetti con vongole e bottarga o quelli ai ricci, i Malloreddus alla

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Lo spettacolo della Costa Smeralda Chiara Casubolo Cena ci porta in quel paradiso che è il litorale tra Olbia e l’Ogliastra, e che si snoda tra spiagge mozzafiato, acque cristalline e un’offerta turistica invidiabile

Ristorante Il Miraggio ha sede a Villasimius (Ca) www.ristoranteilmiraggio.com

e proviamo a fantasticare sul posto ideale per una vacanza al mare, senza dubbio nella nostra mente si formerà un’immagine molto simile a questa. Ci troviamo su una delle spiagge di San Teodoro (Ot), in particolare sulla famosa La Cinta, una delle più rinomate del Mar Mediterraneo, nota per la sua lunghezza, la purezza della sabbia e il fondale pulito e accessibile. «San Teodoro è un centro piuttosto rinomato della costa nord-orientale della Sardegna, in quella linea di costa frastagliata e selvaggia che va da Olbia fino alla Baronia e l’Ogliastra, sede degli arenili più lussureggianti e ammirati del mare sardo». A parlare è Chiara Casubolo Cena, alla guida dell’hotel Sandalyon, a soli cento metri dalla spiaggia. «Grazie alla costante politica di ospitalità degli hotel come il nostro – dice Casubolo Cena – e di tutti gli abitanti della zona della bassa Gallura, San Teodoro è un paese al centro delle vacanze estive, pieno di locali per giovani e non solo, discoteche, club, ristoranti e luoghi dove potersi divertire. Ma non è certo l’unica attrazione del posto. Da visitare è d’obbligo la città di Olbia, per lo shopping, i ristoranti a base di pesce e il suo centro storico. E poi tutta

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campi danese, il maialetto o ancora l’agnello arrosto. Per concludere in bellezza, i nostri dolci, tra cui le tradizionali seadas». Tutte le materie prime sono di straordinaria qualità. «Stando sul mare, il pesce è uno dei punti di forza del nostro ristorante. Noi lo acquistiamo quotidianamente dai pescatori che attraccano nei porticcioli di Villasimius e di Punta Molentis. La Sardegna vanta molti altri prodotti agroalimentari tipici, le caratteristiche morfologiche dell’isola e il clima hanno favorito lo sviluppo di una cucina dai sapori decisi. Grazie a una conoscenza capillare del territorio, siamo in grado di selezionare i prodotti migliori tra carni, frutta e verdura». Il Miraggio offre un’ampia carta di vini. «Oltre a etichette nazionali e internazionali abbiamo vini che evidenziano caratteristiche e qualità tipicamente sarde: i cannonau, i monica, i vermentini, le malvasie, le vernacce e i barricati». ■ Antonella Romaniello

la costa che da San Teodoro a Porto San Paolo, con le spiagge di Lu Impostu, Cala Brandinchi, Cala Girgolu, Punta Aldia, Porto Taverna, Costa Corallina, Porto Coda Cavallo, le isole di Tavolara e Molara sullo sfondo. L’interno alle spalle di San Teodoro, con il Supramonte, la Barbagia - a sud il golfo di Orosei con le meravigliose insenature». Il Sandalyon si trova, dunque, in una posizione strategica per godersi appieno il mare di San Teodoro. «Alle spalle della Cinta, si forma una piscina naturale che fa la felicità dei bambini, e poco distante c’è lo stagno di San Teodoro, un’oasi naturalistica di notevole importanza, che ospita diverse specie di uccelli e anfibi e che può essere visitata e attraversata usufruendo dei servizi turistici in loco. Il nostro hotel a tre stelle si trova sul mare, ma nondimeno è nell’abitato di San Teodoro, a pochi minuti dalla centrale piazzetta, che ogni sera d’estate si anima e diventa il centro propulsore. Le nostre 34 camere, arredate con lo stile proprio del posto, sono dotate di spazi ampi e dispongono di tutti i servizi essenziali e necessari, tipici degli ambienti legati alle località di mare. Fondamentale per l’Hotel Sandalyon è l’attenzione all’arte, sia perché alterniamo mensilmente esposizioni di artisti sardi e non, sia perché negli anni molti ospiti hanno pagato il loro soggiorno con opere che hanno arricchito il “patrimonio artistico” dell’albergo. Completa l’offerta il ristorante, con cucina tipica sarda e mediterranea, sempre fresca e gustosa. Basta accomodarsi e lasciare spazio al buon gusto delle nostre specialità». ■ Remo Monreale L’ Hotel Sandalyon si trova a San Teodoro (Ot) www.hotelsandalyon.com


Viaggio in Italia Pag. 17 • Giugno 2017

Ai piedi del Gennargentu La zona nota con il nome di Barbagia è indicata per escursioni a piedi, in mountain bike o in moto. Fitti boschi e natura incontaminata sono la cornice per vacanze all’insegna del relax. Antonio Paba ci guida attraverso i suoi sentieri ituato nell’antica regione della Barbagia di Belvì, Aritzo è un comune noto nella provincia di Nuoro soprattutto come centro di villeggiatura montana sia estiva che invernale, considerata la posizione strategica ai piedi del monte Gennargentu. I paesi montani, ricoperti da fitti boschi di querce, che circondano a corona il massiccio del Gennargentu, sono denominati nel loro complesso Barbagia. Il paesaggio, con le sue gole profonde e i suoi livellamenti dolcemente scalati, ricorda le medie montagne della Germania. Molto diffusi sono gli strati rocciosi di scisto spiegato, che lasciano posto, a nord e ad est a profondi strati di granito. A sud, le montagne mostrano tratti più scoscesi. L’intera area è oggi infatti meta di amanti dell’escursionismo e delle due ruote per via delle strade poco trafficate e dei paesaggi mozzafiato. Nei percorsi da attraversare a piedi, in sella alla bici o in moto si entra in stretto contatto con l’aspra realtà alpina del Gennargentu, con i suoi dorsali estesi, le torri rocciose di granito e le sue profonde gole. Attraverso estese campagne, per la maggior parte prive di alberi, e coperte soltanto da arbusti bassi e radi, è possibile camminare senza sentiero da una cima all’altra fino a che non si raggiunge punta La Marmora. Qui si apre un singolare panorama su quasi tutta l’isola. Il villaggio di Aritzo può essere immaginato come un angolo di paradiso nel cuore della Barbagia in cui è realmente possibile ritrovare armonia ed equilibrio grazie alla presenza di una natura incontaminata e al clima estremamente favorevole al benessere psico-fisico, sia in estate che in inverno. Aritzo è anche il paradiso degli escursionisti che, esclusivamente in questa località, riescono a soddisfare in toto il proprio desiderio di conoscenza e di scoperta. L’hotel Sa Muvara Country Resort propone ai suoi ospiti una grande varietà di itinerari, volti alla scoperta delle bellezze naturali, storiche e archeologiche che caratterizzano la realtà in cui la struttura è inserita, e che sarà possibile percorrere con diversi mezzi come: la mountain bike, i quad, la jeep, la canoa e a cavallo. «Per la prossima stagione sono anche in programma i tour in mongolfiera e in elicottero. Abbiamo elaborato diverse formule per garantire ai nostri ospiti la possibilità di sperimentare un’indimenticabile tour tra le nostre splendide montagne» racconta Antonio Paba, responsabile della struttura ricettiva. «Chi viene ad Aritzo non può non visitare l’antica miniera di Funtana Raminosa, sfruttata sin dai tempi prenuragici e raggiungibile percorrendo una strada asfaltata sulla destra,

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una vacanza dedicata al movimento. Questo angolo di paradiso è inserito in 5 ettari di parco lussureggiante all’interno del quale sgorgano acque oligominerali purissime e benefiche che vanno anche a colmare la piscina. La struttura è conosciuta soprattutto per il suo rinomato ristorante, che ha avuto prestigiosi riconoscimenti sia nazionali che internazionali e che utilizza esclusivamente prodotti biologici dal 70 al 90 per cento. Un soggiorno al Sa Muvara resta anche l’occasione per approfondire le conoscenze sulla storia del Gennargentu occidentale e dei popoli autoctoni Iliesi, Jolaesi e Barbaricini. All’interno della struttura si trova infatti un’ampia libreria che permetterà agli ospiti di rilassarsi in compagnia di interessanti libri storici e moderni, premi nobel della letteratura italiana e moltissimi altri romanzi nazionali ed internazionali in varie lingue. La

UN ANGOLO DI PARADISO

a Aritzo (Nu) - www.hotelsamuvara.com

Il resort è inserito in 5 ettari di parco all’interno del quale sgorgano acque oligominerali purissime e benefiche che vanno anche a colmare la piscina

dopo pochi chilometri da Gadoni, o il museo etnografico che accoglie circa 3500 oggetti della tradizione agro-silvo-pastorale, che vanno dagli utensili delle arti e mestieri ai loro prodotti, ma anche oggetti relativi alla sfera magico – religiosa». In questo contesto l’hotel Sa Muvara Country & Spa Resort rappresenta il rifugio ideale per vivere un’esperienza indimenticabile all’insegna del relax nell’entroterra sardo e la sua pittoresca e idilliaca posizione lo rende altresì perfetto per

struttura ricettiva offre ai suoi ospiti la possibilità di sperimentare un reale bagno di benessere nelle purissime acque oligominerali della sua piscina incorniciata dai colori creati dall’incantevole parco. Nello spazio adiacente questo piccolo gioiello si trova un ampio solarium con green, dotato di lussuosi sdrai e ombrelloni dove potersi rilassare a contatto con una natura incontaminata. Nella stessa area è presente anche il bar della piscina. ■ Luana Costa

Sa Muvara Country Spa Resort ha sede

RELAX E CONVIVIALITÀ Per il Sa Muvara Country Spa Resort, piacere e convivialità sono un vero e proprio stile di vita e per questo il ristorante e il bar sono il luogo ideale per trascorrere indimenticabili momenti con la famiglia, con gli amici o semplicemente per rilassarsi. All’interno delle sale potrete sperimentare il connubio tra la tradizionale cucina Barbaricina e le ultime tendenze nazionali. Durante la stagione calda è altresì possibile gustare le prelibatezze, preparate dallo chef, sull’esclusiva terrazza, un ambiente unico dove il cibo è sublimato in un’atmosfera ricca di suggestioni create dall’incanto dei monti del Gennargentu e dal lussureggiante parco ricchissimo di piante endemiche e coloratissimi fiori.


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 18

Sardegna da vivere

Tra sabbia e storia Con circa 25 chilometri di costa, Siniscola rappresenta una meta ambita dagli amanti del mare. Rinomate sono infatti le calette ma ancora più pregevoli sono i giacimenti archeologici che la rendono unica al mondo

enticinque chilometri di sabbia finissima e bianchissima interrotti da basse scogliere e incorniciati da un male limpido e cristallino. Siamo nel nordest della Sardegna a Siniscola piccolissimo centro in provincia di Nuoro, una meta suggestiva e molto ricercata da visitatori provenienti da tutto il mondo. Il territorio è infatti ricco di straordinari paesaggi naturalistici e ha una vocazione prevalentemente balneare proprio in ragione dell’elevata esposizione sulla costa che la rende ricca di spiagge selvagge e calette accessibili via terra e via mare tanto che, per la loro bellezza incontaminata, hanno ricevuto diversi riconoscimenti. Più volte le spiagge di Siniscola sono state insignite delle quattro vele con l’inserimento nella guida blu 2014. La caletta, ad esempio, è un notissimo centro balneare dotato di diversi alberghi e alloggi turistici ed una movida serale per una vacanza all’insegna del relax e del divertimento. A La Caletta si può passeggiare lungo le banchine del porto turistico, che offre anche ai naviganti numerosi servizi e

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l’ormeggio delle imbarcazioni turistiche e dei pescherecci. In questo luogo, lungo la strada che da La Caletta conduce a Santa Lucia, ci si può rilassare visitando la spiaggia: qui il Mont’Albo e le colline fanno da sfondo. Il piccolo centro è però anche un pozzo di beni archeologici dal valore inestimabile che richiamano ogni anno speleologi e studiosi. A Siniscola si possono visitare numerosi siti nuragici, tra i principali se ne contano circa 46 appartenenti all’età del Bronzo di cui 5 grotte di importanza archeologica, 32 nuraghi, 4 tombe di giganti e 4 villaggi nuragici. L'isola è stata infatti per millenni la culla della civiltà nuragica, un popolo affascinante e misterioso, capace di dominare le rocce e la pietra dando vita a imponenti torri, case e necropoli dalle caratteristiche e dalle dimensioni irripetibili. Gana ‘e Gortoe è fra queste: utilizzata fin dalla preistoria e anche durante il ‘900 come rifugio anti aereo al suo interno scorre un ruscello sotterraneo e vive una particolare specie endemica del territorio siniscolese, il geotritone del Monte Albo. L’ingresso, situato sul lato sinistro, è costituito da

L’hotel I Narcisi ha sede a Siniscola (Nu) www.hotelinarcisi.it

un’ampia cavità sulla parete rocciosa. Si tratta della parte conclusiva di un tortuoso torrente sotterraneo che nel corso del tempo ha eroso la roccia dell'imboccatura donandole la particolare conformazione. Il percorso interno della grotta è stato oggetto di accurata indagine speleologica: è costituito da spazi erosi modellati dall'acqua di varia larghezza e da laghetti carsici come quello chiamato s’abba de Buda, con stalattiti e conformazioni di notevole suggestione. Da circa un anno il centro si è arricchito del-

Lo strano frutto Come uno strano dono della natura a Siniscola cresce La Pompìa, un agrume antico e misterioso, di cui si ha testimonianza da almeno trecento anni e la cui origine è ancora sconosciuta ma rappresenta una delle specie vegetali tipiche che crescono solo del territorio siniscolese. Quest’agrume possiede un aspetto

per certi versi simile al cedro. L’albero sembrerebbe più un arancio ma i rami sono spinosi come quelli del limone e le foglie sono grandi e di forma ovale. L’ipotesi per ora più accreditata la definisce come un ibrido sviluppatosi naturalmente dall’incrocio tra cedro e limone, forse in epoca medioevale.

l’unica struttura ricettiva: l’hotel I Narcisi. L’albergo ha un target notevolmente selezionato ed è a conduzione familiare. L’edificio è stato ricavato da una villa antica sottoposta a ristrutturazione che è diventato un alloggio esclusivo e dotato di ogni comfort. L’hotel è a pochi passi dal centro della città e si compone di una struttura centrale che comprende una sala convivio, un bar, una reception e 12 camere comode e spaziose. La particolarità risiede nella scelta del design a metà strada tra il moderno e lo stile sardo. «La nostra è una piccola realtà a conduzione familiare - specifica la titolare Sonia Pau -. L’albergo infatti non si trova nei canali per prenotare le vacanze oggi tanto in voga perché abbiamo scelto di distinguerci e di rendere disponibile la nostra struttura solo ad un target di clientela ben selezionato». L’hotel I Narcisi richiama moltissimi professionisti che qui soggiornano per ragioni di lavoro e anche numerosi turisti che durante la stagione estiva affollano il piccolo centro triplicandone la popolazione che passa nel breve volgere di un mese da poco più di 12mila abitanti a circa 150mila. «Puntiamo molto sulla qualità dell’offerta – racconta ancora Sonia Pau – e mettiamo in pratica questo principio studiando ogni piccolo particolare che può far sentire il cliente in un ambiente raffinato ma soprattutto comodo». Nulla qui viene lasciato al caso e per il divertimento dei visitatori si organizzano anche escursioni nella Barbagia, lungo i fianchi del monte Gennargentu, o gite in gommone lungo la costa Smeralda, tratto di costa di circa venti chilometri caratterizzata dalla presenza di numerose insenature, piccole spiagge e, poco distante, da numerose isole. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 20

Sicilia da scoprire

Una terra di grandi attrattori I flussi turistici in entrata registrati in primavera dicono che la capacità della Sicilia di sedurre gli ospiti non è legata esclusivamente alle mete balneari. Percorsi enogastronomici, luoghi di cultura e nature incontaminate ampliano la gamma di scelta

orse si esagera quando si dice che la Sicilia potrebbe vivere di solo turismo. Ma non ci si discosta troppo dal vero sostenendo che il settore dell’ospitalità può essere il vero motore economico dell’Isola e il vero grimaldello per aprire le porte a una rinnovata stagione di sviluppo. Lo dimostra il tasso di crescita occupazionale in alberghi e ristoranti rilevato l’anno scorso da Banca d’Italia, in controtendenza con la flessione degli altri comparti produttivi. Un indicatore di salute che trova corrispondenza nei primi esiti del 2017 in ambito ricettivo, legati in particolare alle

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Anthony Barbagallo, assessore al Turismo Regione Sicilia

le loro opere. «Lo scorso anno ci siamo concentrati sul tratto agrigentino e quindi su Pirandello, Sciascia e Camilleri – spiega Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo – mentre quest’anno vogliamo puntare sul catanese con Verga, Capuana e Martoglio. L’anno prossimo toccherà quindi al Sud Est, con Bufalino e Vittorini». E ancora sul turismo spirituale, progredito del 52 per cento nel solo biennio 2014-2015, di cui il Piano di propaganda turistica 2017 presentato a inizio anno dalla Regione favorirà il potenziamento con 13 nuovi itinerari di fede per vacanze ispirate alla religione. Un’offerta tematica allargata a nuovi percorsi quali il cammino di fede di Sant’Alfio da Mes-

performance degli aeroporti siciliani durante gli ultimi ponti di primavera. Migliori di quelle di Firenze e Siviglia, per citare due big dell’incoming europeo, con Catania e Palermo in cima alle graduatorie degli arrivi e delle scelte di soggiorno stilate dai principali portali di viaggio e di prenotazione online come eDreams, Skyscanner e Kayak. «I dati degli ultimi tempi – osserva Antonio Mangia, presidente di Aeroviaggi che a giugno riaprirà il Pollina resort a Cefalù rilevato a fine anno con un investimento di 25 milioni di euro – parlano di un periodo favorevole specie sul fronte estero e con una netta predilezione per il mare e le strutture balneari siciliane. Anche le città d’arte vanno bene, ma attirano visitatori soprattutto in bassa stagione, da aprile a maggio e da settembre a ottobre». UN MARE DI ITINERARI, OLTRE AGLI ITINERARI DI MARE La nuova immagine che invece la Sicilia vuole promuovere e raccontare di sé si fonda sulla logica della destagionalizzazione, che non significa dirottare l’interesse degli ospiti da autentiche gemme mediterranee quali le Isole Egadi, San Vito Lo Capo, Favignana, Pantelleria e Tindari solo per citare le più rinomate. Ma integrarlo con una proposta alternativa d’eccellenza

incentrata ad esempio sul turismo enogastronomico, che l’anno scorso ha registrato un incremento in valore di quasi un terzo; su percorsi naturalistici pensati anche per il cicloturismo; su eventi e manifestazioni di natura artistica e letteraria, tra i quali si segnala il progetto “Strada degli scrittori” ideato allo scopo di valorizzare i luoghi in cui sono cresciuti grandi narratori siciliani e quelli raccontati nel-

sina a Lentini, la festa di S. Lucia a Siracusa, il cammino di fede di S. Rosalia a Palermo, la vara di Messina e tanti altri. LA FORZA DEL PATRIMONIO CULTURALE MADE IN SICILY Impossibile, infine, tralasciare lo straordinario patrimonio storico e archeologico di cui la splendida Valle dei Templi rappresenta solo la punta dell’iceberg.


Viaggio in Italia Pag. 21 • Giugno 2017

Tra le ville di Mondello Una delle spiagge più belle della Sicilia, in un contesto architettonico unico, e una cucina indimenticabile. Luca, Marco e Mimmo Badalamenti ci guidano in questo piccolo paradiso del palermitano

UNA PROPOSTA D’ECCELLENZA

La nuova immagine che la Sicilia vuole promuovere e raccontare di sé si fonda sulla logica della destagionalizzazione Tesori più o meno nascosti da scoprire e valorizzare magari emulando, con le debite proporzioni, le clamorose performance ricettive raggiunte dal parco agrigentino a maggio. Un mese da record sotto il profilo dell’accesso all’area archeologica, che per la prima volta nella sua storia ha sfondato il muro delle centomila visite, superando di circa 20 mila ingressi i visitatori accolti nello stesso mese dell’anno passato. «Inutile dire che questo percorso di crescita costante ed esponenziale della Valle – afferma il direttore Giuseppe Parello - ci gratifica rispetto a quanto fatto in questi anni, specialmente per favorire l’accesso delle scolaresche, alla cui attività didattica si lega buona parte di questo boom». Lo stesso a cui punta il sito arabo-normanno che si snoda da Palermo a Monreale passando per Cefalù, inserito da meno di due anni nella lista dei pa-

trimoni mondiali dell’umanità. Ennesimo tassello di un mosaico regionale formatosi in secoli di storia e di civiltà che hanno lasciato tracce preziose del loro passaggio. «Siamo la regione italiana con il più alto numero di siti Unesco – osserva Barbagallo – che dobbiamo sfruttare come grandi attrattori di interesse nei visitatori. L’offerta turistica che si può proporre in tutte le stagioni è proprio quella culturale, a patto che sia omogenea, strutturata e di qualità». In quest’ottica, in tutti i comuni siciliani ricadenti nelle aree che ospitano siti Unesco è in corso una promozione capillare degli itinerari storico culturali attraverso brochure esplicative in italiano e in inglese, cartelli “parlanti” che raccontano in dettaglio il bene monumentale e una app che utilizzando il codice qr consente di accedere ai contenuti anche con lo smartphone. ■ Giacomo Govoni

alermo è un forziere colmo di meraviglie paesaggistiche, monumenti, storia. Elencare tutto ciò per cui vale la pena visitarla è un’impresa proibitiva e non a caso sarà la città europea della cultura nel 2018. Tra le perle che questa città metropolitana custodisce c’è Mondello, una frazione famosa per uno dei lidi più ambiti di Sicilia e per le numerose ville in stile liberty che rappresentano la migliore espressione dell'Art Nouveau in Italia. Il nome, poi, è più che conosciuto dagli appassionati di letteratura per l’omonimo premio letterario. E proprio a Mondello incontriamo i fratelli Badalamenti, nel loro blasonato ristorante Badalamenti Cucina e Bottega. «La passione per i sapori e la voglia di ricerca – dice Mimmo Badalamenti – ce l’ha trasmessa nostro padre che nel 1957 aprì la sua bottega. Girovagava tra piccoli vigneti, alpeggi e scovava produttori artigianali, con l’ambizione di far conoscere le eccellenze italiane del gusto alla raffinata e attenta clientela del negozio. Insieme ai miei fratelli Luca e Marco, abbiamo gradualmente aggiunto un pezzo del mosaico fino ad arrivare alla creazione del ristorante, dopo la gastronomia e il catering». Un percorso lento che ha permesso di conquistarsi un posto tra i big della ristorazione siciliana e non solo. «Siamo noti per

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Badalamenti Cucina e Bottega si trova a Palermo badalamenticucinaebottega@gmail.com www.badalamenticucinaebottega.it

i nostri crudi di mare – aggiunge Marco Badalamenti – e per il Corriere della Sera siamo tra i primi venti ristoranti d’Italia per il pesce crudo. Per il nostro crudo, la qualità è elevatissima: dal Gamberone rosso di Mazara al gambero lischiato di Porticello, dalle tartare di ricciola e tonno alle ostriche e agli scampi. Dipende solo dal pescato giornaliero. Se dovessimo fare un esempio di menu in grado di riassumere le nostre caratteristiche - dice lo Chef Montalbano -sceglierei come antipasto l’arancina di riso con gamberi e calamari su zuppetta di cozze. Il nostro risotto al nero di seppia, con gocce di ricci freschi e una spuma di due ricotte (una di bufala e una di pecora), potrebbe essere il primo. Per secondo, infine, una scottata di tonno in crosta di pistacchi, servito su una brunoise di capperi, olive e cipolle cucinata in agrodolce. L’Etna bianco Doc si sposerebbe perfettamente con queste portate. Si tratta di un vino strutturato, una caratteristica necessaria per ben accompagnare i sapori molto intensi della proposta». Quello dei Badalamenti è un lavoro artigianale, di bottega, appunto. «Non si può parlare di cibo senza conoscere personalmente la realtà che ha permesso la realizzazione di ciò che stiamo portando in tavola – conclude Luca –. Il nostro è un processo di ricerca continua, alla scoperta di sapori ancora poco conosciuti e valorizzati che meritano di essere apprezzati per la loro genuinità e qualità». ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 22

Sicilia da scoprire

Barocco nisseno Un’Isola da scoprire, tra arte e scenari naturalistici mozzafiato. Magari anche correndo. Lo scrittore Salvatore Paci, appassionato di running, ci fa conoscere la sua Sicilia e in particolare Caltanissetta on la sua trilogia gialla, che vede come protagonista il personaggio di Antonio La Mattina, Salvatore Paci è diventato una delle voci nuove più interessanti della letteratura siciliana contemporanea. E come spesso accade per le opere di autori dell’Isola, dai suoi romanzi emerge uno spaccato affascinante, per molti aspetti inedito, della Sicilia e delle sue atmosfere forti e identitarie, dei suoi colori e patrimoni, dei suoi sapori intensi e dei suoi abitanti. Salvatore Paci ci accompagna nei suoi personali luoghi del cuore, lungo le ambientazioni dei suoi primi romanzi, capaci di fare adeguatamente sfondo a storie intrise di emozioni ed enigmi da svelare. Tra i leggendari cunicoli e le miniere di zolfo, qual è la Caltanissetta che emerge dai suoi romanzi e che ama raccontare? «Dai miei romanzi emerge la Caltanissetta barocca, ricca di storia e di arte. La città un tempo definita “La piccola Atene”, frequentata da Leonardo Sciascia, Rosso di San Secondo, Vitaliano Brancati e Giovanni Mulè Bertolo. La città arricchita dell’arte di Michele Tripisciano e Francesco Biangardi. Il territorio che, con le sue miniere, ha dato lavoro a migliaia di siciliani. Amo raccontare dei leggendari cunicoli che attraversano il suo sottosuolo, delle

Risalendo verso il centro storico è un must visitare la cattedrale, la chiesa di San Sebastiano e la chiesa di Sant’Agata, struttura facente parte dell’ex Collegio dei gesuiti. Da lì si può prendere l’auto e ci si può spostare di pochissimi chilometri per visitare l’Abbazia di Santo Spirito».

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Lo scrittore Salvatore Paci

librerie sotterranee dei Gesuiti, delle gallerie che partono dalla miniera Trabonella e arrivano fino alle porte della città. È in questo contesto, infatti, che ho ambientato la trilogia “Sottoterra” comprendente Biglietto di andata e ritorno, 2012 e Il codice Moncada. Ed è grazie agli elementi sopra elencati che ho avuto modo di presentare “la mia” Caltanissetta non solo agli italiani attualmente residenti nel nostro territorio, ma anche ai figli degli italiani che vivono all’estero. Non è un caso se i miei romanzi al momento sono nella Top 10 tedesca tra i thriller in lingua italiana». Un giorno solo a disposizione di un visitatore che desideri scoprire l’anima di Caltanissetta e della sua pro-

vincia. Quali le tappe da non perdere? «Innanzitutto il Castello di Pietrarossa, vecchio parlamento della Sicilia. Anche se non è visitabile all’interno, è da ammirare per il panorama esclusivo che regala a chi vi si avvicina. Con il Cimitero degli angeli ai suoi piedi — ricco di cappelle gentilizie di grande fattura —, la chiesa appena ristrutturata di Santa Maria degli angeli e la Valle dell’Imera meridionale alle sue spalle offre davvero un bel colpo d’occhio al turista. A pochi metri di distanza consiglio di attraversare il Quartiere arabo, stupendo per il modo in cui è stato costruito: cortili e aperture posizionati appositamente all’interno per proteggere quella che oggi chiamiamo privacy.

Ha ambientato altri romanzi all’estero. Ci sono angoli, località e abitudini con cui immediatamente identifica la Sicilia e a cui è maggiormente legato? «L’Etna, innanzitutto. Quando torno in aereo nella mia Sicilia è il vulcano a darmi il benvenuto, a volte con una spruzzata di bianco sulla cima e a volte con i suoi affascinanti zampilli incandescenti. Poi il mare e le palme che spesso lo fiancheggiano per chilometri e chilometri di lungomare fino a quando l’azzurro cede il posto alle verdi catene montuose dell’entroterra, arricchite da meravigliosi boschi e laghetti. In ultimo, il calore dei siciliani. Caratteristica difficilmente riscontrabile in altre parti d’Italia».

Da appassionato runner, quali itinerari consiglierebbe di praticare a piedi nell’Isola? «La Sicilia è un posto meraviglioso per correre, sia per il clima - mite anche in pieno inverno - sia per i luoghi suggestivi. Chi ama le passeggiate non può trascurare la zona di Ragusa, Modica e Scicli. Camminare tra i muri a secco e i monumenti barocchi di quelle città non ha prezzo. Per gli sportivi, invece, ci sono tante occasioni per godere dei nostri percorsi, soprattutto partecipando ad alcune manifestazioni podistiche. Tra le più belle, ricordo la maratona alla Filippide che parte dai 668 metri s.l.m. di Chiaramonte Gulfi e termina al mare, accanto alla “casa di Montalbano”; la maratonina della Concordia, che dà la possibilità di correre sulla Via Sacra, accanto ai famosi Templi di Agrigento e la maratonina di Capo d’Orlando, durante la quale il runner può ammirare un mare dall’azzurro abbagliante con le Isole Eolie sullo sfondo». Quale specialità gastronomica la ricollega a casa? E il suo posto “del cuore” per bere e mangiare in Sicilia? «La lista sarebbe lunga, ma credo sia indispensabile citare il cannolo siciliano, la pasta con le sarde, le arancine, il “panino cu ‘a meuza”, la cassata siciliana, le divine granite con brioche e le esclusive panelle. In Sicilia si mangia e si beve bene dappertutto. Ma c’è un solo luogo che porto davvero nel cuore, ed è dove a volte vengono a trovarmi i miei lettori: il bar Spanò, a Caltanissetta, citato nei miei romanzi come “bar Astor”. È lì che inizio con dolcezza la mia giornata, deliziandomi di un eccezionale cornetto e di un ottimo caffè». ■ Francesca Druidi


Tra bellezze e bontà Una spiaggia dorata e un mare cristallino dall’intenso colore blu fanno da cornice a tutti coloro che abbiano voglia di gustare i piatti della tradizione marinara siciliana. La parola a Pietro Arvilla dagiato ai piedi delle Madonie e a pochi chilometri da Cefalù, Lascari gode di una costa di intatta bellezza naturale. Un mare limpido circondato da sabbia dorata ideale per le famiglie e per chiunque voglia trascorrere le vacanze in assoluto relax senza rinunciare al comfort. Ricca di testimonianze storiche, in estate Lascari si colora di folklore e tradizione durante le caratteristiche feste cittadine. È a pochi metri sul lungomare che si trova il ristorante La voce del mare. «Abbiamo iniziato questa straordinaria avventura nel 2014 – racconta Pietro Arvilla -. Con il ristorante si è avverato il nostro sogno, ci impegniamo ogni giorno a diffondere la cultura e le tradizioni del nostro territorio e la soddisfazione dei nostri clienti ci ripaga di ogni sforzo». Il ristorante propone una cucina innovativa strettamente legata alla tradizione culinaria siciliana. «Abbiamo scelto di reinventare la nostra cucina tipica, i nostri piatti sono tutti fortemente legati alla tradizione, ma sofisticati e moderni per venire incontro ai gusti dei nostri clienti. Ne è un esempio il "macco di fave", un tipico piatto povero siciliano, noi l’abbiamo rivisitato e l’abbiamo reso sofisticato ed elegante grazie all’aggiunta di gamberetti alla ricetta tradizionale». Le materie prime utilizzate per la preparazione dei piatti sono tutte di ottima qualità e a chilometro zero. «Per meglio raccontare la nostra terra abbiamo scelto di usare solo prodotti che il nostro meraviglioso territorio ha da of-

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frire. Il pescato, freschissimo, arriva direttamente dal mare, frutta, verdura e legumi arrivano da coltivatori locali che conosciamo da sempre e che godono della nostra totale fiducia. Servendoci da produttori locali, rispettiamo la stagionalità degli ingredienti e quindi il nostro menu varia a seconda del periodo dell’anno». Il ristorante offre ai suoi clienti anche la possibilità di gustare un’ottima pizza. «C’è molta ricerca e studio anche nella preparazione delle pizze, ogni anno proponiamo un impasto diverso unitamente a quello classico. Quest’anno offriamo ai nostri ospiti la possibilità di assaggiare la pizza fatta con farina di tumminia, derivata dal grano duro tipico di Trapani dagli eccellenti valori nutrizionali». Per accompagnare i piatti, le pizze e i dolci preparati in casa, il locale possiede un’ampia selezione di vini. «Proponiamo ai nostri ospiti diverse etichette siciliane, i nostri collaboratori sono sempre disponibili a consigliare l’abbinamento più adatto per esaltare i sapori e i profumi delle nostre pietanze». ■ Antonella Romaniello

La voce del mare ha sede a Lascari (Pa) - www.facebook.com/lavocedelmarelascari


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 26

Sicilia da scoprire

ARMONIE SENZA TEMPO Relax e cucina tipica della tradizione sicula sono gli ingredienti alla base di una vacanza a Ventimiglia di Sicilia. Qui si potrà godere di paesaggi unici e fare escursioni a cavallo

Camere con vista Il Duomo di Monreale è stato riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco nel 2015 ed è uno dei siti storici più visitati d’Italia. Proprio vicino al monumento è possibile alloggiare nella struttura che ne prende il nome n pozzo di storia a due passi da Palermo. Non è un caso infatti che il Duomo di Monreale è stato dichiarato nel 2015, assieme al sito Palermo arabo-normanna e alla cattedrale di Cefalù, patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il duomo è un’imponente basilica a tre navate, un vero capolavoro di architettura arabo-normanna. Le pareti sono interamente decorate con mosaici policromi a fondo oro di scuola bizantina. Meravigliose le absidi esterne, con i loro intrecci di archi arabeggianti. All’interno si trova uno degli organi a canne più grandi d’Europa. Affiancato al duomo si trova un chiostro del convento dei benedettini: un’oasi di pace e un fulgido esempio di architettura bizantina. I quattro lati del chiostro ospitano un portico ad archi ogivali su colonne binate riccamente decorate di mosaici. Nell’angolo meridionale del chiostro è possibile ammirare una splendida fontana. A trenta passi dal Duomo, affacciato sulla piazza principale, l’Hootel Duomo Monreale offre eleganti camere tutte affacciate sull’imponente struttura. Le sistemazioni dispongono di pavimenti in cotto, mobili del XIX secolo e dipinti realizzati da artisti siciliani mentre alcune presentano un balcone. «Percorrere i pochissimi chilometri che separano Monreale e Palermo è già un’esperienza indimenticabile perché la vista della Conca d’Oro non lascia indifferenti ma entrare poi in una delle cattedrali annoverate tra le più belle al mondo assurge la città a meta turistica imperdibile» spiega Massimiliano Lo Iacono, responsabile della struttura ricettiva. «Questo piccolissimo gioiello ricettivo, dotato di appena tre inti-

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ituato in un fazzoletto di terra alle pendici della riserva naturale di Pizzo Trigna e Pizzo Cane, Ventimiglia di Sicilia è una piccola località immersa nella tipica campagna sicula. Proprio queste caratteristiche la rendono un luogo ideale per trovare momenti di relax e di tranquillità senza dover rinunciare a comfort e servizi. Qui ha sede l’agriturismo “Case Varisco” che grazie alla sua posizione centrale consente agli ospiti di raggiungere con facilità diverse località sia di mare che di città. La struttura è ricavata da una vecchia dimora estiva di famiglia e affaccia su un paesaggio senza eguali: un ambiente che riporta indietro nel tempo e posto ideale per chi cerca luoghi di armonia e di equilibrio tra vecchio e nuovo ma soprattutto per gli amanti della natura. «Offriamo ai nostri visitatori una piscina bio-design, 10 camere matrimoniali, un piccolo museo etnoantropologico - spiega Bartolomeo Varisco responsabile dell’agriturismo -. Prediletti dagli ospiti sono i nostri corsi di cucina tipica siciliana e per intrattenere i più piccoli offriamo un ampio parco giochi immerso in un ambiente naturale e all’aria aperta». A breve distanza si possono facilmente raggiungere, con escursioni organizzate, il castello di Cefala Diana, le terme Arabe, il bosco Ficuzza e la grotta del Leone e per trovare ristoro dalle fatiche dell’esplorazione è possibile assaporare vecchie ricette culinarie della nonna dai sapori mai dimenticati e curati nei minimi particolari. «Non basta solo mangiar bene – aggiunge ancora - bisogna anche mangiar sano ed ecco che l’azienda “Case Varisco” garantisce che le sue carni, i suoi formaggi, il suo olio sono prodotti assolutamente in maniera naturale ed ecologica». L’agriturismo sorge in una vecchia tenuta dove

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L’agriturismo Case Varisco ha sede a Ventimiglia di Sicilia (Pa) www.casevarisco.com

vi è un immenso giardino coltivato a vite, uliveto e ortaggi per saziare la famiglia e che continua a regalare un vino pregiato, un olio sopraffino e verdure di stagione per i visitatori. Qui si può infatti apprezzare la freschezza dei prodotti quali il latte, la ricotta, i formaggi freschi e stagionati e le verdure di stagione. I dolci tipici della tradizione siciliana sono accompagnati da vini liquorosi e nelle abbondanti colazioni da tè, caffè e succhi di frutta naturali. Tra essi è da menzionare il cannolo siciliano con crema di ricotta fresca e buccia fatta rigorosamente in modo artigianale. «Particolarmente apprezzata è poi la speciale qualità di mandorla che cresce nella nostra tenuta, la mandorla Varisco che ha preso il nome proprio dal nonno. Ma oltre alla passione per la terra e i prodotti che stagionalmente essa ci dona, il nonno ha tramandato alle nuove generazioni il valore dell’ospitalità, considerato sacro nella cultura ellenica». ■ Luana Costa

me e deliziose camere, rappresenta una platea invidiabile perché le sue finestre e i balconi si affacciano sul Duomo di Monreale regalando agli ospiti uno spettacolo esclusivo. La struttura per la sua localizzazione consente durante il giorno di visitare una delle aree più belle dell’isola e di sera di rilassarsi in una cornice atemporale». La città di Monreale dista 10 chilometri dal mare e 21 dalla rinomata località balneare di Mondello. La struttura è dotata di tre camere esclusive: la stanza dell’Acqua il cui nome gli deriva dalla sua originaria funzione; la camera dei Filangeri dal nome dell’artista, Beatrice Feo Filangeri, che rappresenta la massima espressione del Pop-Barocco italiano e che ha realizzato i quadri che arricchiscono gli ambienti e, infine, la stanza Donna Elisa, attico che prende il nome da Elisa Messina, famosa artista ceramista monrealese che ha realizzato le suppellettili che arredano l’ambiente. ■ Luana Costa

L’Hootel Duomo Monreale ha sede a Monreale (Pa) www.hootelduomomonreale.it


Viaggio in Italia Pag. 27 • Giugno 2017

L’arte dell’accoglienza a Cinisi Siamo in una delle frazioni che compongono la città metropolitana di Palermo, un punto strategico come base per esplorare le innumerevoli attrazioni della Sicilia nord-occidentale. Ci lasciamo guidare da Daniela Calivà

La Villa Rosa dei Venti si trova a Cinisi (Pa) www.villarosadeiventi.eu

ltre Palermo, con i suoi tesori d’arte e la splendida spiaggia di Mondello, il Nord-Ovest della Sicilia si distingue per un numero ragguardevole di attrazioni di tutti i tipi. Per esempio, nei dintorni di Cinisi, parte integrante della città metropolitana del capoluogo di regione, si possono ammirare il Bio-Parco di Sicilia, il Castello della Baronessa di Carini, l’Isola delle Femmine, la Tonnara dell’Orsa, che quest’anno aprirà al pubblico completamente ristrutturata. E proprio a Cinisi, tra le sue meraviglie balneari, incontriamo Daniela Calivà, titolare della Villa Rosa dei Venti. «Volendo allontanarsi un pò – dice Calivà – abbiamo Scopello, la riserva dello Zingaro, la gettonatissima San Vito lo Capo, Erice, le saline di Marsala con i suoi mulini a Vento, l’isola di Mozia e, a un’ora di strada, troviamo la splendida Agrigento con la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi». La posizione della struttura offre, in effet-

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ti, un’ottima base di partenza alla scoperta di una delle zone più belle dell’intera Isola. «Siamo la struttura ricettiva più vicina all’aeroporto Punta Raisi di Palermo – precisa Calivà –, di conseguenza, siamo la prima spiaggia per chi arriva e l’ultima per chi parte. Ma ciò che ci distingue è la filosofia di gestione. La nostra è una struttura ricettiva che vede nel rispetto dei suoi valori di autenticità e genuinità, una linea guida che guarda all’ospitalità come una vera e propria vocazione. Ospitare per noi non è solo offrire un servizio di qualità, ma mettere a proprio agio il turista accogliendolo non tanto per dovere, ma per piacere. È una mentalità rivolta alla soddisfazione dell’ospite in termini di qualità, sicurezza e convenienza». In altre parole per chi lavora alla Villa Rosa dei Venti, l’ospite è sovrano. «Ospitalità e cortesia sono le caratteristiche principali di chi, come noi, sceglie di aprire le proprie dimore ai visitatori di tutto il pianeta – continua la titolare della struttura –. Il nostro lavoro non ci permette di viaggiare, ma in questo modo ospitiamo il

mondo intero a casa nostra. Trascorrere un soggiorno presso la nostra struttura scegliendo la formula del bed and breakfast, in mezza o pensione completa, è il modo più interessante e originale per scoprire la nostra terra. Una terra ricca di storia e di cultura oltre che di tante contraddizioni: non dimentichiamo che Palermo è stata consacrata per l’anno 2018 Capitale della cultura. Le informazioni sul territorio sono a disposizione degli ospiti che vogliono conoscere la storia e i dintorni del luogo. Numerose le possibilità di nuove conoscenze e aggregazione che si possono verificare all’interno di un ambiente familiare e amichevole. È un’atmosfera di familiarità quella che si respira da noi, i visitatori infatti possono sentirsi a proprio agio, come se fossero nella loro casa». Il fattore determinante del successo della Villa, in un contesto dove la varietà d’iniziative rende complesso emergere e sopravvivere nel mercato, risiede nella qualità dell’offerta proposta. «Per noi l’accoglienza non è un lavoro, ma fa parte integrante della nostra vita. Curiamo la permanenza dei nostri ospiti dalla prenotazione al check-out, e se possibile anche dopo. Cerchiamo di capire le loro esigenze e facciamo il possibile per metterli a loro agio. Nella maggior parte dei casi offriamo

solo il servizio bed and breakfast, ma su prenotazione prepariamo pranzi, cene e colazioni promuovendo ovviamente i piatti della cultura culinaria della nostra regione. Tra i servizi offerti nella struttura, oltre a una splendida piscina molto apprezzata dai nostri ospiti, sono presenti anche servizio navetta, ristorazione prettamente casalinga, con prodotti rigorosamente freschi e locali, servizio lavanderia e stireria. Le nostre camere, studiate nei minimi particolari per garantire il miglior confort e la massima pulizia, caratterizzano il sentimento di accoglienza che ci appartiene». ■ Elena Ricci

IL MESTIERE DELL’OSPITE aniela Calivà, titolare della Villa Rosa dei Venti, entra nel dettaglio del lavoro quotidiano svolto da chi, all’interno della struttura siciliana, ha fatto dell’accoglienza il mestiere di una vita. «Originalità e armonia degli ambienti caratterizzano i nostri locali – dice Calivà –, sempre più spesso inseriti in contesti che rappresentano la tipicità del territorio. Il nostro biglietto da visita è la serietà, correttezza e competenza e ci impegniamo a garantire soggiorni piacevoli e confortevoli. La colazione familiare preparata con amore, scegliendo il meglio dei prodotti tipici italiani e delle produzioni del territorio. I sapori di un tempo per un caffellatte da non dimenticare, con tanta frutta fresca di stagione, marmellate casalinghe e torte della nonna. Inoltre, ogni membro della struttura contribuisce a mostrare agli ospiti un atteggiamento di comprensione e rispetto, per venir meglio incontro alle esigenze dei nostri ospiti».

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Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 28

Sicilia da scoprire

Una meta mai banale

BIO FOOD In una terra dalla acque marine incontaminate è possibile trascorrere una vacanza in totale relax a stretto contatto con la natura. Salvatore Altieri descrive la sua Cinisi, a pochi chilometri da Palermo ontana dalla banalità del turismo di massa, la città di Cinisi, in provincia di Palermo, offre uno spettacolo unico e privilegiato a chiunque sia disposto a visitarla. Il territorio è composto da un ampio cuneo a cavallo tra le terre di Carini e Terrasini posto a metà strada tra la zona montana e una piana che arriva sino alla costa tirrenica meridionale. Qui il mare è ancora pulito e cristallino ed è meta ogni anno di migliaia di visitatori. Nella cittadina è possibile visitare la piccola e suggestiva chiesa delle Anime Sante, costruita nel 1827 ma che conserva l’altare ligneo e due pregevoli grandi tele: la Natività e lo Sposalizio di Santa Caterina. A circa venti metri dalla chiesa delle Anime Sante è situata la

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Magaggiari Hotel Resort ha sede a Cinisi (Pa) www.hotelmagaggiari.com

LE CAMERE

Dislocate all’interno delle due strutture principali del resort, presentano un design studiato per valorizzare gli elementi naturali della Sicilia

casa di Giovanni Meli, dove il grande poeta siciliano soggiornò cinque anni. Nei dintorni sorge poi uno degli ultimi angoli silvo-pastorali del comprensorio palermitano dove le aziende artigianali portano avanti una tradizione millenaria. Da Piano Margi all’incantevole terrazza di Piano Tavole non è difficile incontrare una “mannara”, dove viene prodotta una squisita ricotta, da gustare calda sul posto, lo squisito caciocavallo e il pecorino siciliano. È qui, a pochi chilometri dalla frenetica Palermo, che è possibile scoprire un’oasi di relax. Immerso in un autentico giardino mediterraneo, tra palme e ulivi, limoni e aranci sorge il Magaggiari Hotel Resort che rappresenta la scelta ideale per un soggiorno confortevole e riservato. ll Resort, immerso in un giardino mediterraneo di 22mila metri quadrati tra palme, limoni ed ulivi a due passi dalla baia di Magaggiari, dispone di camere, mini appartamenti e ville indipendenti. Una vera perla del gusto incastonata in un gioiello a quattro stelle. Magaggiari è oggi un albergo di lusso che ospita al suo interno un ristorante di altissima qualità attento alle esigenze degli ospiti e non solo. Anche turisti, clienti occasionali e amanti della buona cucina posso fare una tappa di gusto senza dover restare a dormire. «Dislocate all’interno delle due strutture principali del resort, con un design studiato per valorizzare gli elementi naturali della Sicilia, le nostre camere sono perfette per un soggiorno all'insegna del comfort - spiega Salvatore Altieri responsabile della struttura ricettiva -. In un’atmosfera rilassata e silenziosa gli ospiti saranno circondati da tutte le comodità: aria condizionata, sala da bagno con vasca e doccia, mini bar indipendente, wi fi internet, tv lcd e servizio in camera. È possibile scegliere la veranda in giardino o a bordo piscina, oppure il terrazzo con vista sui monti o sulla baia di Magaggiari». Se si è alla ricerca di un soggiorno che si concretizza in mille attenzioni e comodità è preferibile scegliere la formula pensione com-

L’uso esclusivo di frutta e verdure direttamente raccolta nell’orto biologico del Magagiari Hotel Resort e la ricercatezza dei menù sono il fiore all’occhiello del ristorante. Le creazioni dello chef accompagnate dai vini dei migliori vigneti di Sicilia rendono il ristorante uno dei migliori interpreti della cucina mediterranea.

pleta per godere delle prelibate creazioni dello chef. Gli appartamenti con il terrazzo sono composti di angolo cottura e bar privato, un luminoso soggiorno e una sala da bagno con vasca e doccia. «I nostri mini appartamenti – continua - sono la scelta ideale per gli amanti del comfort che non vogliono rinunciare alla propria autonomia». Le ville sono immerse nel giardino mediterraneo e dotate di ogni comfort: «Sono l’ideale se si desidera una vacanza rilassante in piena autonomia. Dotate di una camera da letto matrimoniale e di una camera con due letti singoli, una cucina-soggiorno e una confortevole sala da bagno, tutte le ville si aprono con una riservata veranda all’interno del lussureggiante giardino mediterraneo». Il ristorante Magaggiari è un perfetto esempio poi di cucina mediterranea tradizionale rivisitata in chiave contemporanea. «La qualità del servizio, l’uso esclusivo di alimenti biologici a chilometro zero e degli ortaggi dell’orto interno, la ricercatezza dei menù sono il fiore all’occhiello del nostro ristorante» ci tiene a precisare Salvatore Altieri. In un’atmosfera raffinata ed elegante all’interno dell’edificio dei primi del Novecento, oppure all’ombra di un ulivo secolare nel ristorante estivo, i visitatori potranno soddisfare le voglie del palato con le gustose creazioni dello chef Pietro Viola. In un ambiente tranquillo e modulare, la sala meeting del resort è dotata di tutte le attrezzature e i servizi ideali per ospitare business meeting o convention aziendali. «Un open space di 228 metri quadrati con una capienza massima di circa 300 posti a sedere, la nostra sala meeting è equipaggiata con connessione internet wi fi, sistema di video proiezione con schermo mobile, sistema audio wireless, personal computer portatile, lavagna con fogli mobili e lavagna luminosa». ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 30

Sicilia da scoprire

Città dal cuore antico Palermo è un giacimento di siti culturali tanto che alcuni monumenti sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il capoluogo della Sicilia è stata nominata capitale della cultura 2018

La Pizzeria ristorante La Duchessa ha sede a Palermo - www.pizzerialaduchessa.it

a capitale dell’arte arabonormanna a capitale italiana della cultura 2018. Palermo vive un rinnovato risveglio culturale dovuto in parte all’enorme patrimonio storico e archeologico di cui è dotata, in parte ad un positivo trend di crescita sotto il profilo turistico. Sono molte le mete italiane che paradossalmente sono riuscite a trarre beneficio dagli stravolgimenti politici occorsi nei paesi del Medio Oriente, turbati da crisi e attraversati dai venti del terrorismo. I visitatori hanno quindi rivisto il quadro delle destinazioni orientandosi verso mete

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più sicure ma altrettanto affascinanti. Anche Palermo rientra nel novero delle città beneficiate dal dilagante fenomeno del terrorismo internazionale e che ha conosciuto nel giro di pochi anni un picco di crescita in termini di presenza turistiche in concomitanza con l’acuirsi della crisi Mediorientale. Nel capoluogo della Sicilia il turismo si respira 365 giorni all’anno sfiorando punte altissime nella stagione estiva di visitatori provenienti da tutta Italia ma anche dal resto del mondo. Palermo è infatti una meta molto ambita in particolare per i giacimenti storico-culturali di cui dispone, non a caso una parte dei suoi

siti sono stati riconosciuti patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Stiamo parlando della Palermo arabo-normanna e delle cattedrali di Cefalù e Monreale. La serie comprende nove beni artistico-monumentali dell'architettura arabo-normanna durante il periodo della dominazione normanna in Sicilia: sette custoditi nella città di Palermo e uno ciascuno a Cefalù e a Monreale. Si tratta di due palazzi, tre cattedrali, tre chiese e un ponte. Forse il più importante è il palazzo reale, meglio noto come il palazzo dei Normanni. Sede dell’assemblea regionale siciliana, il palazzo è la più antica residenza reale d’Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Al primo piano sorge la Cappella Palatina ed è uno dei monumenti più visitati nell’isola. Ma c’è anche spazio per il divertimento e per il relax. Spostandosi di una decina di chilometri dal centro storico si raggiunge la spiaggia di Mondello, considerata fra le più belle e suggestive. È incastonata tra il monte Pellegrino ed il monte Gallo, cornice che regala un tocco di natura e di verde alla bianca spiaggia lambita da un mare cristallino. Durante tutto l’anno si può godere della bellezza solitaria e selvaggia della spiaggia men-

tre nei mesi estivi si trasforma per accogliere al meglio i tanti turisti che la scelgono come meta delle loro vacanze balneari. Nel cuore del centro storico vi è anche un altro luogo sempre disponibile ad accogliere i visitatori sia nei mesi invernali che in quelli estivi. Accanto alla piazza Ignazio Florio a Palermo vi è infatti la pizzeria-ristorantino La Duchessa, locale dall’atmosfera semplice ed accogliente. La struttura si compone di una saletta interna e un dehor posizionato sotto gli alberi nella tranquilla isola pedonale su via Principe di Belmonte, fra palazzi del Novecento. I vini sono esposti in bell’ordine sugli scaffali e la cucina a vista, segnale di trasparenza nei confronti degli ospiti. La particolarità del locale è lo staff, quasi completamente in rosa, che regge le sorti dell’attività dapprima dall’atmosfera familiare ma dopo una recente ristrutturazione con un tocco più formale. Si ispira ad uno stile d’arredamento retrò e punta l’offerta su un menù di cucina tradizionale che accoglie i piatti tipici del territorio siculo e uno a base di pizza. «Il nostro piatto forte è il tagliere della Duchessa - racconta la titolare dell’attività commerciale Giada Citarda -. Una pizza con otto gusti diversi, fantasia della nostra rinomata cuoca e pizzaiola Antonella Lo Cascio, pietanza molto richiesta – ha aggiunto – il nostro cavallo di battaglia. La pizza, gustosa e digeribile si prepara con farina ai 5 cereali integrale, esclusivamente a lievitazione naturale, 48/72 ore. Nel menù di ristorazione siamo invece molto fedeli alla tradizione e puntiamo sull’intramontabile pasta alle sarde realizzata con la pasta fresca e il pesce locale. Tra le specialità tipiche non possono poi mancare i gamberoni, provenienti dalla vicina Mazzara del Vallo con cui viene preparato il piatto forte della nostra “cheffa”, gli spaghetti Vulcano. Tra le altre pietanze gli involtini di pesce spada, preparati assecondando la ricetta tradizionale». ■ Luana Costa

LA PIZZA

Gustosa e digeribile si prepara con farina ai 5 cereali integrale, esclusivamente a lievitazione naturale

LA MARCIA DEL CARRO DELLA SANTUZZA La notte tra il 14 e il 15 luglio la città di Palermo si anima in una lunga marcia che accompagna il carro della Santuzza dalla Cattedrale al foro Italico, passando prima per piazza Bologni, Quattro Canti e Porta Felice, porta è l’ingresso dal lato mare al quartiere Cassaro. È il tradizionale corteo in omaggio alla santa patrona Santa Rosalia, un mix di folklore e religione che trova il suo culmine nei tradizionali fuochi d’artificio. Autentico scrigno di tradizioni, il Festino di Santa Rosalia, patrona di Palermo è un evento che attira in città decine di migliaia di turisti. Esso celebra la liberazione della città dalla peste del 1624, in seguito al ritrovamento delle reliquie della Santuzza sul Monte Pellegrino.


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 32

A spasso nel Bel Paese

Digitale e cluster, le sfide di Enit Evelina Christillin, presidente di Enit, aggiorna sulla riorganizzazione della struttura e sulle strategie di promozione del turismo in Italia. I contenuti del piano triennale e degli accordi di collaborazione dell’Agenzia nazionale del turismo

dizione alla commissione Attività produttive alla Camera il 28 febbraio. Il secondo punto del Piano triennale prevede, infatti, una forte strategia digitale per la destinazione Italia, con il coinvolgimento del laboratorio social delle regioni attraverso il progetto “Twitter Plurale”: nel corso del 2017, per una settimana a testa secondo un calendario in continuo aggiornamento, l’account ufficiale twitter @Italia è gestito direttamente dal social team di una delle regioni italiane per raccontare il proprio territorio a un

Evelina Christillin, presidente dell’Enit

rocede l’applicazione del Piano triennale 2016-2018 che Enit – Agenzia nazionale del turismo ha annunciato la scorsa estate e che prevede un investimento in promozione pari a circa 12,5 milioni di euro annui. Un Piano che, partendo dall’ottimizzazione delle risorse, dal contenimento dei costi di gestione e di ridisegno delle sedi estere, punta ad aumentare i volumi dell’incoming, decongestionando le destinazioni principali per sviluppare quelle “minori”. Per realizzare i progetti previsti nel piano triennale, Enit metterà in campo Riflettori accesi su turismo sostenibile e sui cluster dell’offerta turistica italiana: na-

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Nel segno dei Borghi Prosegue l’attività di Enit e delle Regioni per la promozione dell’Anno dei Borghi, con l’obiettivo di stimolare nuovi flussi turistici verso l’Italia meno conosciuta, alla ricerca di esperienze di vita reale e differenziate a seconda dei diversi periodi dell’anno. Il progetto interregionale “Borghi d’eccellenza” rientra tra queste iniziative volte ad ampliare ed approfondire la conoscenza del nostro Paese e del carattere dei suoi territori. Dopo il press tour dedicato a giornalisti e blogger, si è tenuta a maggio la seconda tappa destinata ai professionisti della filiera: tre educational-tour a cui hanno partecipato ben 18 rappresentanti dei maggiori tour operator provenienti da Gran Bretagna, Germania, Olanda e Belgio. L’iniziativa ha visto Enit in partnership con Sardegna, Regione capofila, Liguria e Molise. Tra i borghi visitati dagli ospiti esteri ci sono Sardara, Laconi, Oliena, Galtelli, Castelsardo, Aggius in Sardegna, Apricale, Dolceacqua, Brugnato in Liguria e ancora Sepino, Ferrazzano, Oratino e Termoli in Molise.

tura, aree protette e paesaggi naturali; borghi e patrimonio immateriale; cultura diffusa, poli museali minori e spettacolo; cammini e itinerari religiosi; food e itinerari del gusto; luxury; Mice (Meetings, Incentives, Conventions & Events); salute e benessere della persona; sport e grandi eventi. «L’Enit va avanti spendendo quasi un decimo di quello che spendeva prima come retribuzioni dei dirigenti; la grandissima parte del nostro lavoro è sul digitale, ma senza tralasciare le forme di comunicazione tradizionale», ha commentato il presidente dell’Enit, Evelina Christillin, durante l’au-

pubblico più ampio. Altra iniziativa è la campagna per i “Borghi d’eccellenza” che presentandosi unita sui social, anche verso un pubblico straniero, con l’hashtag #italianvillages, sta ottenendo grande successo virale avendo già superato 22 milioni di impression in soli quattro mesi. Altro punto fondamentale della strategia digitale di Enit è la ricostruzione di un ecosistema digitale costituito dal portale Italia.it e dai social media. “Il sito - cita il documento dell’Enit - sarà rivisitato e riorganizzato nella struttura e nei contenuti, passando da una logica di redazione a una logica di aggregazione, da una logica multi lingua a una multi country, con contenuti e servizi personalizzati in base all’utenza” che sappiamo variare nei gusti e nelle preferenze. «Abbiamo riorganizzato anche la nostra presenza alle fiere estere: prima erano anche 30 partecipazioni a pioggia, che risultavano frammentate e poco produttive». Enit concentrerà, quindi, risorse ed energie su appuntamenti selezionati. Già alla fiera del turismo di Londra quasi tutte le regioni italiane erano riunite in uno stand bello e attrattivo, capace di veicolare un’efficace promozione del brand Italia. Ad aprile, Enit ha rinnovato la sua partecipazione all’Arabian Travel Market, il più importante marketplace del Medio Oriente, presentandosi con uno stand completamente rivisitato e più ampio rispetto agli anni precedenti. La ritrovata fiducia degli stakeholder e la


firma di accordi operativi sono elementi altrettanto determinanti. «Oltre alle Regioni - aggiunge la presidente Christillin - stiamo avendo rapporti di grande collaborazione con le associazioni e gli operatori, quali Confturismo e Federalberghi. Abbiamo chiuso tanti accordi importanti con l’Associazione città e siti italiani patrimonio mondiale Unesco, l’Associazione dei Borghi più belli d’Italia, Fico Eataly, Alibaba e Alitrip (piattaforma leader nel settore di prenotazione dei viaggi online e parte dell’ecosistema di Alibaba), con Agis per la promozione di festival musicali e stiamo lavorando per un futuro accordo con Fca, l’ex Fiat, per la promozione del marchio italiano delle auto». A febbraio è stata, infatti, firmata l’intesa tra Enit e Fico Eataly, (Fabbrica Italiana Contadina), il più grande parco agroalimentare al mondo che aprirà a Bologna a ottobre 2017. «L’Enit come evidenzia Evelina Christillin - nel suo Piano triennale ha dedicato un cluster specifico al cibo e agli itinerari del gusto. Il nostro impegno andrà verso la valorizzazione del patrimonio enogastronomico italiano, al fianco di operatori e produttori, incoraggiando la creazione di modelli di business innovativi in risposta alle nuove esigenze turistiche internazionali». Più recente è il protocollo d’intesa tra Agis-Federculture-Enit e Ita-

liaFestival, che si uniscono per la promozione e valorizzazione del calendario di festival e spettacoli diffusi in tutta la penisola, insieme a tutte le attività legate al mondo dello spettacolo dal vivo. Dal Festival dei due Mondi a Spoleto al Festival d’Autunno a Catanzaro, dal MittelFest di Cividale del Friuli al Rossini Opera Festival di Pesaro, gli appuntamenti con gli spettacoli di musica, danza e teatro diventano un nuovo valore aggiunto dell’offerta incoming italiana. Nel dettaglio, l’accordo prevede forme collaborative tra cui la presentazione di questi eventi all’estero in occasione delle fiere, oltre a collaborazioni digitali e presenze sui social network con inserimento di link e banner nei siti di tutti i partner, da Enit a Federculture. «Questa collaborazione - conclude la numero uno dell’Agenzia - intende mettere a profitto un plus culturale finora poco sfruttato rafforzando l’appeal del brand Italia che rappresenta il terzo marchio più conosciuto al mondo, dietro solo alla Coca Cola e ai giochi Olimpici. Grazie a questo accordo daremo visibilità e nuove occasioni di produzione viaggi in Italia per gli operatori esteri specializzati, trasformando festival e concerti in nuove opportunità di sviluppo per il turismo esperienziale». ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Pag. 35 • Giugno 2017

Un tuffo nel relax La cittadina di Sapri per la sua ridotta estensione rappresenta una meta privilegiata per chi è alla ricerca di una vacanza rilassante. Un luogo a misura d’uomo da scoprire attraversando i vicoli del borgo antico ituata nel parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Sapri è una delle località turistiche più note della costiera campana. Affacciata sul mar Tirreno si trova all’estremo sud della regione, a pochi chilometri dalla Basilicata all’interno del golfo di Policastro, ed è circondata dai monti dell’Appennino meridionale che si ergono alle sue spalle. La cittadina ha una forte vocazione turistica, è nota in particolare per il borgo antico, cuore del centro storico, ed è meta di molti visitatori per la sua particolare conformazione urbanistica composta da fabbricati a due piani ed angusti vicoli. Da non perdere le tre chiese: la chiesa di Santa Cro-

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ce, la chiesa dell’Immacolata e la chiesa di San Giovanni Battista. A due passi dalla spiaggia, caratterizzata da fine ghiaia e famosa per la presenza dei caratteristici scogli, sorge l’Hotel Mediterraneo, ottima location per lo svago e il relax. L’albergo ha aperto le porte ai suoi ospiti nel 1983 e fin dall’inizio si

è imposto come una residenza eclettica ed elegante che rappresenta una piacevole oasi nel panorama turistico del golfo di Policastro e del Cilento, frequentata sia da clienti business che leisure, amanti del mare e della natura. La struttura è stata, negli anni, oggetto di ristrutturazioni conservando immutato l’amore per l’ospitalità. Il recente restyling è stato, poi, curato dall’artista saprese Angelo Accardi – espositore tra l’altro alla biennale di Venezia – che ha sapientemente armonizzato stili e colori contestualizzando fortemente l’albergo con l’ambiente che lo circonda. «Oggi più di ieri, l’ospite dell’hotel percepisce la sensazione di giungere a casa - racconta Cristina Giudice, responsabile della struttura ricettiva -. Una casa lontana certamente dalla propria ma dove si respira familiarità e cortesia in un’atmosfera calda e accogliente, dove il giovane staff avvolge l’ospite in un mondo di armonia e benessere. Il nostro obiettivo è coinvolgere gli ospiti nell’atmosfera rilassante facendogli scoprire la bellezza del dolce far niente. Prenderci cura del nostro ospite, garantendogli una vacanza

L’hotel Mediterraneo ha sede a Sapri (Sa) - www.hotelmed.it

all’insegna del riposo è la nostra mission aziendale». L’albergo dista un chilometro dal centro di Sapri ed è raggiungibile con una piacevole passeggiata sul lungomare. All’interno della struttura ci si può rilassare nei confortevoli spazi comuni, come la sala tv e per la lettura con vista sul giardino, il bar aperto 24 ore su 24, fino ad arrivare all’esterno che ospita deliziosi gazebi ricavati in giardino ed una piccola area giochi. Al pianterreno la hall ampia e luminosa confina con il bar Atlantic che si affaccia sul giardino dove gli ospiti possono gustare le deliziose bevande preparate con cura, comodamente

seduti all’ombra dei gazebi arredati con deliziosi salottini bianchi. Il ristorante è aperto a pranzo con la formula easy food, una ristorazione fresca e veloce preparata al momento e con materie prime del territorio, che si può gustare sulla splendida terrazza sul mare con la certezza che saprà soddisfare anche i palati più esigenti. A tre gradini dal solarium è possibile usufruire della spiaggia privata, attrezzata con ombrelloni e lettini. Il servizio bar è sempre in funzione per consentire all’ospite di ricevere direttamente sulla spiaggia qualsiasi tipo di cibo e bevanda rinfrescante. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Pag. 37 • Giugno 2017

Una nuova idea del territorio

LA PORTA DEL CILENTO

Andrea Rizzo ci racconta la sua sfida, lanciata alla vecchia e superata concezione di un Cilento servo del turismo balneare: «Il nostro è un entroterra fiabesco»

Antico borgo marittimo che domina una pittoresca baia, Agropoli è oggi un centro balneare ricco di servizi e attrattive per i turisti. La parola a Loredana Laureana

foto: Vito Coppola

gropoli, nota come “la perla del Cilento” si trova nel cuore di una terra accogliente, ricca di storia e bellezze paesaggistiche, a pochi chilometri dai templi di Paestum. Qui, nel 1976 quando ancora il Cilento era una zona incontaminata ed essenzialmente dedita a pesca e agricoltura, i fratelli Carmine e Sabato Laureana hanno fondato il ristorante Il Ceppo. In un contesto non ancora del tutto sviluppato in ambito turistico, i due fratelli si sono impegnati per diffondere la cultura culinaria del luogo anche oltre i confini regionali, riuscendo a diventare famosi in tutta Italia anche grazie ad articoli giornalistici di settore a loro dedicati e agli importanti riconoscimenti nelle migliori guide di ristoranti italiane. A stretto contatto con il mare, la cucina del locale non può prescindere da piatti a base di pesce. «Proponiamo specialità a base di pesce fresco, crostacei e frutti di mare sapientemente abbinati a verdure e legumi del territorio, ma anche piatti a base di carne, la tipica pizza cilentana, gli ottimi dolci e i gelati artigianali – dice Loredana Laureana -. Per accompagnare il tutto offriamo un’ampia scelta i vini e alcolici di medio e alto livello». Il grande successo ottenuto nella ristorazione ha spinto i fratelli a inaugurare, nell’estate del 1994, l’Hotel Il Ceppo. «L’albergo, così come il ristorante, ha una vocazione prettamente familiare. Gli ospiti vengono accolti in un ambiente accogliente e dotato di tutti i comfort. L’hotel è circondato da uno splendido giardino di buganvillee e palme ideale per l’aperitivo pomeridiano nel periodo estivo». Grazie alla sua fortunata posizione, l’hotel è adatto a soddisfare le esigenze di un target di pubblico molto ampio. «L’albergo regala il soggiorno ideale per

A ì, è vero: qui c’è anche il mare. Per uno dei luoghi più conosciuti dal turismo balneare come il Cilento, questa potrebbe suonare come un’affermazione quantomeno bizzarra. E invece è quanto sostiene serenamente Andrea Rizzo, insieme a Teresa Cammarano, sua moglie, titolare del Victoria Resort di Ascea (Sa). «Per noi – dice Rizzo – nel Cilento il mare è un accessorio, qualcosa in più, un ornamento scintillante di un entroterra fantastico fatto di borghi fiabeschi, che punteggiano le distese di macchia mediterranea che via via si trasforma in uliveti e poi boschi di castagni e ancora faggete e conifere, su e ancora più su, fino ad arrivare ai 1705 metri del santuario della Madonna del Sacro Monte Gelbison, che, con il suo nome arabo “montagna dell’Idolo”, è simbolo della centralità culturale del Cilento nel Mediterraneo. Ecco, il Victoria Resort non è solo un hotel, ma un invito a spogliarsi delle fatiche quotidiane, rilassarsi e, dopo un’abbondante e genuina colazione a chilometro zero, partire alla scoperta dell’anima ospitale di questo territorio, senza dimenticare che poi… c’è

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foto: Vito Coppola

Victoria Resort è ad Ascea (Sa) www.victoriaresort.it

anche il mare». Le attrazioni nei dintorni sono troppo numerose per poterle elencare tutte. «Gli scavi archeologici di Elea- Velia, sormontati dalla medievale torre di Castellammare della Bruca sono a soli due chilometri – spiega Rizzo – e raggiungibili con una breve pedalata con le biciclette a disposizione dei nostri ospiti. Lì, Parmenide e Zenone posero le basi del pensiero filosofico occidentale. E poi Paestum, a 30 minuti di treno dalla stazione ferroviaria di Ascea, e le spiagge di Acciaroli e Castellabate, il vivace porto di Casal Velino sul litorale ponente oppure a levante Pisciotta Palinuro e Camerota». Il Victoria Resort nasce quindi per vincere una sfida: superare l’idea obsoleta di un’Ascea percepita come meta turistica esclusivamente balneare. «Non abbiamo semplicemente voluto aprire un albergo – precisa Rizzo – ma, nei limiti della nostra scelta imprenditoriale, abbiamo inteso cambiare i paradigmi del turismo cilentano e lo abbiamo fatto a cominciare dalle parole. Resort: non semplicemente hotel, ma luogo di ristoro, di riposo, di conforto dell’animo nella terra che fu di Parmenide e che qui per primo elaborò il concetto dell’essere; Ospite, poi, non più turista: persona che vive fianco a fianco al padrone di casa, ne assimila le abitudini, la cultura e viene accompagnato per mano alla scoperta delle tradizioni e della storia del territorio». Ospitalità è dunque la parola d’ordine del Victoria Resort, hotel 3 stelle per le classificazioni alberghiere, «ma fuori dagli schemi – concludono in coro Andrea e Teresa Rizzo– perché l’unica cosa che ci sta a cuore è il benessere di chi ci sceglie». ■ Renato Ferretti

Hotel Ristorante Il Ceppo ha sede ad Agropoli (Sa) www.hotelristoranteilceppo.com

i business traveller, per i turisti che non amano la folla del centro cittadino e per chi abbia voglia di raggiungere facilmente tutte le mete turistiche del Cilento e del Vallo di Diano. Ci troviamo infatti a pochi chilometri da Paestum, da Palinuro, dalla Costiera Amalfitana, dalle Grotte di Pertosa, da Casaletto Spartano e da tanti altri splendidi posti». Oggi il ristorante e l’hotel sono gestiti dai soci originari e dai loro figli. «Io, Maurizio e Marcello abbiamo iniziato ad amministrare una parte importante dell’attività coadiuvati dall’esperienza dei nostri genitori e dagli studi universitari compiuti. Ciò che rende grande la nostra struttura, al di là della qualità e della professionalità, è il cuore che ogni membro della famiglia mette nel lavoro. Tutti noi, ogni giorno, regaliamo una parte di noi stessi ai nostri clienti e ci impegniamo perché possano sentirsi a casa». ■ Antonella Romaniello


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 38

A spasso nel Bel Paese

Luoghi di relax

Montegrotto Terme e i Colli Euganei sono divenuti famosi per la presenza di fonti d’acqua termale che rendono questa zona una tra le più richieste mete turistiche per la cura e il benessere del corpo eta ideale per una fuga dalla città, Montegrotto Terme in provincia di Padova è conosciuta in gran parte d’Europa per le sue cure termali. Dal suo entroterra riaffiorano, infatti, fonti d’acqua che l’hanno resa una delle mete turistiche più appetibili per chi è alla ricerca di un viaggio finalizzato alla cura di sé e al benessere. La città è poi sede dell'importante Museo Internazionale del Vetro d'Arte, della Butterfly Arc - casa delle farfalle e di importanti scavi archeologici di epoca romana. Il Continental Terme Hotel nasce ai piedi dei Colli Euganei negli anni Ottanta, con la finalità di proporre ai propri ospiti ambienti interni ed esterni ideali per una fuga dalla città. Ancor oggi, nonostante i continui ammodernamenti e ampliamenti, ma proprio anche grazie ad essi, si contraddistingue nel proporre al-

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Il Continental Terme Hotel ha sede a Montegrotto Terme (Pd) www.continentaltermehotel.it

l’Ospite ampi spazi per la ricerca del benessere fisico e mentale. La struttura è dotata di cinque piscine termali con idromassaggi, walking kneipp, acquafitness e combinazioni aria - acqua che stimolano la distensione muscolare e l’armonia psico-fisica. «Il potere dell’acqua si armonizza con il centro termale Thermarius per rituali di fango-balneo terapia e inalazioni/aerosol al fine di preservare il miglior stato di salute - spiega Federico Berardi, responsabile della struttura ricettiva -. Alla vitalità corporea, il nostro hotel associa rituali di bellezza, nella

L’ATTIVITÀ FISICA IL RISTORANTE

racchiude la tradizionale essenza del mangiare bene e di una alimentazione equilibrata tipica della dieta mediterranea

L’hotel è dotato di una palestra interna, direttamente accessibile dall’area Aqva, attrezzata con macchinari Technogym, panche, carichi guidati, attrezzi per addominali e kit pesi. Dal lunedì al venerdì è possibile effettuare ginnastica di gruppo con un insegnante sempre a disposizione. Nel parco esterno, come alternativa alla palestra, c’è il percorso salute dai molteplici esercizi a corpo libero.

beauty farm DamaDama: dal drenante allo snellente e dal tonificante al rilassante oltre a differenti percorsi nella Spa Thalasso e al crescente concetto di vitalità della nuovissima Spa Aqva&Thermae a picco sull’acqua». Ma cosa sarebbe il benessere senza poter riposare in letti ampi e confortevoli, contornati da moderne e luminose camere in cui l’attenzione al design e alla comodità sono ideati per ricordare il calore di casa? Continental Terme Hotel conta il più alto numero di suite dell’intero bacino termale euganeo, ben 68 e 110 camere standard con differenti stili d’arredo, ma tutte dotate di ogni comfort: «A partire dall’armonia della camera, dettata dai colori, dalla profumazione e dalla pulizia degli spazi vi sentirete come a casa – continua Federico Berardi -. Il nostro target è principalmente una clientela che ricerca l’aspetto termale, in particolare i trattamenti e il relax con le nuove concezioni di Spa e trattamenti estetici. La clientela raggiunge il 70 per cento di fidelizzazione. Il 50 per cento dei visitatori è italiano mentre la restante metà è suddivisa tra clienti principalmente di nazionalità tedesca (circa 25 per cento) e poi francese, svizzera, austriaca. Per la maggior parte viaggia in coppia. I soggiorni vanno da una settimana ai soli weekend». Ma vi è anche una forte connotazione enogastronomica a fare da richiamo turistico. Il Veneto, e l’Italia, sono territori ricchi di tradizioni culinarie antiche ed in continua evoluzione. Il ristorante “Le Magnolie” racchiude la tradizionale essenza del mangiare bene e di una alimentazione equilibrata tipica della dieta mediterranea. Una equipe di cucina si dedica a chi necessita di diete personalizzate, gluten free o prive di agenti allergenici, ai vegetariani e ai vegani. Attimi di salute, relax e bellezza si completano con occasioni di dinamismo sportivo. L’hotel offre una palestra panoramica, attrezzata Technogym, percorso salute esterno, tre campi da tennis, un campo da calcetto, il gioco delle bocce ed il minigolf. «L’offerta di una struttura come Continental Terme Hotel – aggiunge ancora - parte innanzitutto dalla professionalità e dalla disponibilità nei confronti del Cliente. Ogni individuo lavora per offrire all’Ospite la migliore esperienza possibile cercando sempre di metterlo nella condizione più soddisfacente. Gli interessi specifici dei visitatori variano con la nazionalità: i clienti tedeschi sono spesso più attenti alla visita della zona turistica mentre quelli francesi, ad esempio, ai trattamenti estetici. Il turista ricerca un attento rapporto qualità prezzo, un ambiente spazioso e pulito, una cucina innovativa e attenta sia al gusto sia alla genuinità. Essendo un albergo wellness, particolare attenzione è riposta all’area piscine e spa. Pur non essendo il motivo principe che fa scegliere la nostra zona termale come meta di vacanza, sicuramente la disponibilità di attrazioni storico-culturali, enogastronomiche, artistiche, può essere un piacevole contorno alla vacanza». Il business core dell’azienda sono infatti l’offerta termale e il wellness: cinque piscine termali, due Spa, centro termale all’avanguardia, beauty-farm. ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Pag. 39 • Giugno 2017

Venezia apre al futuro

OSPITALITÀ NELLE COLLINE La country house Barone d’Asolo propone ai suoi ospiti un’ottima accoglienza e tanti servizi aggiuntivi, a partire dalla Casetta sull’albero, romantica dimora nel cuore del bosco, ideale per festeggiare anniversari

La Mostra di Venezia si prepara all’edizione numero 74, dove esplorerà il cinema del futuro in termini di storie, nomi e tecnologia. Scommettendo su nuovi autori e moltiplicando le esperienze di realtà virtuale. Parola di Alberto Barbera chiacciata dalle polemiche per la presenza di film prodotti dalla piattaforma Netflix in competizione e da un concorso da molti giudicato mediocre, la 70esima edizione del Festival di Cannes ha deluso le aspettative. Ne potrebbe giovare la 74esima Mostra di Venezia, pronta ad aprire i battenti il 30 agosto sotto l’egida del direttore Alberto Barbera, che ribadisce la mission della Mostra di esplorare quanto di nuovo oggi il cinema offre. «Rispetto a Cannes ho un margine di manovra più alto - ha commentato Barbera in un’intervista a Repubblica - non devo dialogare ogni volta con determinati autori o società di produzione come succede ai francesi, sono più libero di scegliere. Di rinnovare, di puntare su nuove cinematografie, mettere in concorso opere prime. E apro le porte alla tecnologia». Uno degli eventi della Croisette è stata, del resto, l’installazione di realtà virtuale Carne y Arena concepita dal regista messicano premio Oscar Alejandro G. Iñárritu: un’esperienza immersiva che consente allo spettatore di vivere la condizione di un migrante braccato dalla polizia di frontiera. L’installazione arriva in Italia dal 7 giugno fino al prossimo 15 gennaio 2018, a Milano, negli spazi del Deposito della Fondazione Prada che co-produce il progetto. La Mostra di Venezia però non resta indietro e istituisce Venice Virtual Reality, dedicato alla presentazione delle migliori opere in realtà virtuale: «abbiamo puntato sulla realtà virtuale già dall’anno scorso con il Biennale College, ora avremo un concorso dedicato a questa sezione con un massimo di 18 opere in competizione. Abbiamo verificato un grande interesse in questo campo sia da parte dei produttori che degli autori», ha puntualizzato alla Stampa Barbera. Mutano le forme di consumo dei film e un festival non può che confrontarsi con le opportunità offerte dalle piattaforme come Netflix: «la realtà - aggiunge il direttore - sta cambiando e bisogna adeguarsi. Martin Scorsese produce il suo prossimo film al 100 per cento con Netflix. Che cosa facciamo? Per questo motivo non lo proiettiamo?».

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ventola la bandiera arancione dei borghi più belli d’Italia ad Asolo, in provincia di Treviso. Il massiccio del Grappa, le escursioni all’aria aperta, le Ville Palladiane, la Pinacoteca di Canova sono solo alcune delle attrazioni custodite in questo scorcio di Veneto, in cui le testimonianze storiche sono tantissime. Dall’antica cinta muraria alla Rocca del Trecento, simbolo della città, fino al Castello, diventato durante l’esilio della regina di Cipro un centro di arte e cultura tra i più rinomati in Italia, con personalità del calibro di Pietro Bembo e del Giorgione. Oggi l’antico maniero è diventato il Museo Eleonora Duse, per raccontare un altro pezzo, sempre artistico ma molto più recente, di storia e la vita di un’attrice che ha amato profondamento questi luoghi. Per scoprire il territorio e tutte le sue attrazioni, un punto di partenza ideale è la Country House Barone d'Asolo. A pochi chilometri da tre esclusivi golf club, a meno di un’ora d’auto dalle maggiori città venete, la struttura propone ai clienti un servizio di bed and breakfast aperto sette giorni su sette e il ristorante (da giovedì a domenica sera, domenica anche a pranzo), con l’antico porticato con vista sui colli asolani. A dominare il paesaggio è la maestosa Rocca di Asolo, con le sue mura fortificate, mentre la brezza dei colli e i profumi della natura accompagnano gli ospiti mentre assaporano portate di mare e terra rigorosamente stagionali e i piatti forte della cucina trevigiana, come la crudité di asparagi e il petto d’oca affumicato. Tra i servizi più richiesti offerti dal Barone d’Asolo ci sono la piscina, la sala conferenze, il noleggio biciclette e l’incantevole casetta sull’albero, una romantica dimora in legno in mezzo al bosco,

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Alberto Barbera, direttore della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia

Si preannuncia, quindi, un’edizione coraggiosa della Mostra del Cinema di Venezia aperta a nuovi autori, dove il cinema italiano potrebbe fare la sua grazie a quello che Barbera definisce come ricambio generazionale con giovani autori che escono dagli schemi consolidati e tentano strade inedite con una forte dimensione internazionale. E se il cinema italiano è a un giro di boa, la presenza dei film americani sarà senz’altro determinante. Negli ultimi anni, titoli proiettati in anteprima a Venezia come Gravity di Alfonso Cuarón, Birdman di Iñárritu, Il caso Spotlight di Tom McCarthy e La La Land di Damien Chazelle sono stati grandi protagonisti agli Oscar. Barbera non può che augurarsi di proseguire il ciclo vincente di film made in Usa al Lido. Sarà il nuovo film di George Clooney regista, Suburbicon, o di Paul Thomas Anderson (Phantom Thread con Daniel Day Lewis) oppure l’attesissimo Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve con Ryan Gosling e Harrison Ford? Il programma sarà annunciato a luglio, per ora solo voci e pronostici. In concorso viene dato per certo Paolo Virzì con il suo primo film in lingua inglese The Leisure Seeker tratto dal romanzo di Michael Zadoorian con Helen Mirren e Donald Sutherland. Altri italiani potenzialmente pronti per la kermesse sono il giovane Andrea Pallaoro, i fratelli Taviani e i Manetti Bros. ■ Francesca Druidi

con vista a 180 gradi sui colli asolani, un letto matrimoniale king size e i tronchi di quattro alberi che attraversano la terrazza esterna, inoltre ci sono le piazzole camper con carico e scarico, energia elettrica toilette e docce calde. «Molto amata dalle coppie dai 30 ai 60 anni per festeggiare anniversari e trascorrere weekend romantici, si raggiunge tramite un sentiero – spiega la proprietaria Luisa Dallavalle – una scalinata e una passerella». Inoltre, la suggestione e la discrezione della country house offrono la cornice ideale per ricevimenti di matrimoni, feste private ed eventi. Per gli amanti delle esperienze di gusto, poi, il Barone d’Asolo propone, in accordo con un operatore turistico, degustazioni di vini. ■ Alessia Cotroneo

Country House Barone d’Asolo si trova ad Asolo - www.baroneasolo.it


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 40

A spasso nel Bel Paese

Nel cuore della Marca trevigiana Da Relais Monaco Country Hotel & Spa alla scoperta delle bellezze culinarie, storiche e paesaggistiche offerte da un territorio dal fascino impareggiabile, che si riflette nella villa e nei dintorni che ospitano la struttura, presentata dal general manager Enrico Mazzocco

ici Marca trevigiana e la mente va subito al radicchio e a due particolari varianti: il radicchio rosso di Treviso, precoce o tardivo, e quello variegato di Castelfranco. Due prodotti d’eccellenza, i primi ad aver ottenuto, fin dal 1996, il riconoscimento di tipicità geografica della Comunità Europea, il marchio Igp Ma scoprire i luoghi che fanno da culla al più prelibato tra i “fiori d’inverno” significa anche svelare le bellezze di un territorio ricco e molto attento alla promozione delle tipicità, che mantiene immutata da secoli la propria vocazione agricola e offre pacchetti turistici interamente dedicati alla gastronomia, in cui protagonista indiscusso è il radicchio, il risultato di un continuo processo di selezione e miglioramento che ha trasformato la specie spontanea comunemente nota come cicoria selvatica in un prodotto apprezzato in tutto il mondo. Ma la Marca non è solo radicchio: il Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, gli asparagi di Cimadolmo e i marroni di Combai sono solo alcune delle sue prelibatezze. Il luogo ideale da cui partire alla scoperta del territorio è il Country Hotel & Spa Relais Monaco, un’oasi di pace e tranquillità a Ponzano Veneto, alle porte di Treviso. A pochi chilometri da Venezia, immerso negli

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scenari che passano dall’armonia della pianura ai rilievi delle Prealpi Trevigiane, dalle morbide colline del Prosecco ai boschi del Montello e del Cansiglio, attraversando città grandi e piccole, Relais Monaco si trova in una posizione strategica per scoprire il mosaico di bellezze della Marca Gioiosa. Un fascino nato da un passato antico, che ha lasciato in eredità un patrimonio artistico e culturale ricchissimo, dai Paleoveneti fino ai giorni nostri, e che si può scoprire nei tanti musei, nelle chiese, nelle ville, nei palazzi e nei borghi dal cuore antico che costellano l’intera provincia. Un intreccio, quello tra storia, buona tavola, territorio, che si mantiene intatto nel complesso architettonico che ospita l’hotel, come spiega Enrico Mazzocco, general manager del Relais Monaco. Come si iscrive l’hotel nella storia e nella tradizione culinaria del territorio? «Il complesso architettonico che ospita il Relais Monaco sorge a Paderno di Ponzano Veneto, in provincia di Treviso, lungo l’antica via consolare Postumia, realizzata nel 148 a.C. dal console romano Spurio Postumio Albino nei territori della Gallia Cisalpina, l'odierna pianura padana, per scopi prevalentemente militari. La villa risale all’inizio del XIX secolo e venne fatta costruire dall’antica e nobile famiglia Persico, originaria di Bergamo, che nel 1685 fu aggregata al Veneto Patriziato per benemerenze e servigi militari, nonché per le forti sovvenzioni offerte alla Repubblica Veneziana, angustiata dalla guerra di Candia. Per accedere alla villa dalla via Postumia si attraversa un lungo stupendo viale ricoperto da un sapiente intreccio di tralci di viti e fiancheggiato dai filari di una curatissima vigna e si ar-


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LA LOCATION

Da sempre considerato punto di eccellenza dell’ospitalità trevigiana, il Relais Monaco è la cornice ideale per eventi aziendali, matrimoni e celebrazioni

Enrico Mazzocco, general manager del Relais Monaco Country Hotel & Spa di Ponzano Veneto (Tv) - www.relaismonaco.it

riva così all’ampia corte sulla quale si affaccia il complesso architettonico che risponde alle caratteristiche delle ville venete incastonate nella pianura e nelle colline del Veneto e rievoca i fasti della vita veneziana dei secoli passati. Nel corso del tempo la villa cambiò di proprietà passando dai no-

bili Persico al Conte Guarnieri, il cui ultimo discendente, rimasto solo, cedette alle insistenze dello chef-gourmet trevigiano Alfredo Beltrame, il quale la trasformò in un raffinato albergo-ristorante negli anni Sessanta del secolo scorso e ne fece uno degli indirizzi più esclusivi della provincia dando così inizio a una catena denominata con parola ampezzana “Toulà”, con affermati ristoranti sia in Italia che all’estero. La Villa ha assunto un ulteriore alone di celebrità quando, nel 1965, tra le sue stanze, è stato girato il film di Pietro Germi, Signore e Signori, con Virna Lisi, Gastone Moschin, Alberto Lionello e Olga Villi. La pellicola è̀ stata inoltre vincitrice del Grand Prix per il miglior film al 19° Festival di Cannes. Con l’ultimo cambio di proprietà, la villa passò alla famiglia Benetton, che nella seconda metà dei recenti anni ’90 ne fece oggetto di un intervento di ampliamento e riqualificazione ad uso turistico, che ha notevolmente modificato le strutture originarie, conservandone l’aspetto storico ma rendendola in grado di ospitare un ristorante con servizi tecnologicamente molto avanzati e un settore alberghiero di riconosciuta modernità ed eleganza». Qual è, invece, il suo fascino contemporaneo? «Il recente restauro degli anni Novanta fu affidato all’architetto Tobia Scarpa, il quale sviluppò una nuova volumetria unita alla barchessa del lato est della proprietà perfettamente integrata nel contesto storico e paesaggistico. Dal lato opposto fu realizzata una nuova sala banchetti, un vero e proprio giardino d’inverno circondato da ampie vetrate, da cui lo sguardo spazia sul parco, e coperta da una volta in legno con la forma

della chiglia di una barca rovesciata. La facciata sud, che si apre sulla corte, fu “abbracciata” da due nuove costruzioni basse che ne enfatizzano la bellezza. Nel parco, infine, anch’esso oggetto di riqualificazione, fu inserita un’ampia piscina e al termine dell’intervento, la villa viene chiamata Relais Monaco. Al suo interno trovano oggi posto un raffinato hotel dotato di 79 camere, di cui 17 suite e junior suite, un ristorante gourmet dove gustare le migliori specialità regionali e un centro congressi ed eventi composto da 5 sale capaci di ospitare fino a 240 persone. Dalle terrazze esterne, arredate con salotti e sedie a dondolo, lo sguardo spazia su un magnifico parco secolare. Piscina esterna, sala fitness e una nuovissima SPA

LA CUCINA DE LA VIGNA, TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE Il ristorante La Vigna del Relais Monaco è da qualche tempo nell’élite della ristorazione veneta per l’alta qualità dell’offerta gastronomica, per il fascino del luogo unico, per un’accoglienza e un servizio di solida e matura professionalità. Non a caso, La Vigna è l’erede del Toulà, aperto all’inizio degli anni Sessanta nella villa che oggi ospita il Relais Monaco da un personaggio mitico, Alfredo Beltrame (1924-1984), cuoco figlio d’arte, già chef nella reggia di re Faruk al Cairo e fondatore della catena dei Toulà, ristoranti d’eccellenza aperti in ogni continente. «In un ristorante che ha ereditato un così significativo patrimonio e che ha ospitato nel tempo illustri personalità internazionali, la trevigianità è un valore primario – sottolinea Enrico Mazzocco, general manager del Relais Monaco – che va coniugato ogni giorno a un’ospitalità raffinata, a una cucina di sicura eccellenza e a un servizio inappuntabile. Il Ristorante La Vigna oggi, con la sua atmosfera intima e raffinata, è la cornice ideale per lasciarsi tentare delle specialità della cucina veneta, accompagnate da pregiate etichette di vini nazionali e internazionali. La terrazza estiva con una vista spettacolare sul parco è l’ambiente perfetto per una colazione di lavoro, una cena romantica a lume di candela o un ricevimento privato. Il nostro chef crea costante-

mente menu ricercati e raffinati dal gusto tipico e genuino, realizzati prevalentemente con prodotti del territorio, in periodica variazione con l’alternarsi delle stagioni, per rendere ogni momento un viaggio gastronomico nella tradizione veneta». Una storia e menù non solo da gustare, ma anche da raccontare. Per questo, nel febbraio 2016 è stato pubblicato il libro “La Cucina Trevigiana del Relais Monaco” (Dario De Bastiani Editore), a firma di Giampiero Rorato, giornalista, scrittore e studioso di enogastronomia, nonché accademico italiano della cucina, della vite e del vino. «La pubblicazione – aggiunge Mazzocco – nasce dal desiderio di accompagnare il lettore fino alla soglia della nostra cucina e invitarlo a varcarla, per scoprire cosa c’è al di là delle foto e delle parole. Tra ricette, storia e una panoramica sul vino, racconta la cucina trevigiana, le influenze, i prodotti e i piatti come i risi e bisi o la pasta e fagioli, la faraona farcita d’astice e verdurine, il Pan del Monaco, pizza biologica rivisitata nella forma e nei sapori servita su un tagliere di legno e ardesia. E ancora, il classico tiramisù, uno dei dolci più conosciuti al mondo, insieme al dessert del conte. Non possiamo non ricordare che il nostro chef Domenico Longo è stato per ben due volte vice campione del mondo di pasticceria».

completano i servizi offerti agli ospiti. Da sempre considerato punto di eccellenza dell’ospitalità trevigiana grazie allo straordinario connubio di stile, eleganza e servizio, il Relais Monaco è la cornice ideale per eventi aziendali, matrimoni e celebrazioni e un indirizzo perfetto per un soggiorno d’evasione o d’affari». Che tipo di servizi offre la struttura? «Innanzitutto la possibilità di assaporare i menù del ristorante La Vigna, ideale per colazioni di lavoro, cene romantiche e ricevimenti. Poi, da giugno 2016 ha aperto al pubblico un’area wellness di 700 metri quadri, la Country Spa, a disposizione degli ospiti e del pubblico esterno con un’ampia offerta: piscina sensoriale a due livelli con idromassaggio; sauna finlandese e bio-sauna per aiutare l’organismo a eliminare le tossine; hammam per rilassare corpo e mente attraverso la purezza del vapore; docce scozzesi e cascata di ghiaccio per tonificare e rigenerare il corpo dopo i trattamenti ad alta temperatura; parete salina per favorire la salute delle vie respiratorie; aromarium per stimolare l’olfatto e liberare la mente con una selezione di essenze naturali; docce emozionali che abbinano cromoterapia, musicoterapia e aromaterapia; percorso Kneipp per stimolare la circolazione degli arti inferiori mediante giochi d’acqua a diversa temperatura; area relax dotata di confortevoli chaises longues e area relax profondo con morbidi lettini galleggianti ad acqua riscaldata. E per chi cerca maggior privacy è stata creata la Spa Privè, un’esclusiva Spa suite di coppia con spogliatoi e servizi privati, sauna, hammam, doccia cromoterapica, vasca interamente rivestita in ardesia con lettini idromassaggio, caminetto a bioetanolo e angolo relax con tisaneria». ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 42

A spasso nel Bel Paese

La campagna di Termoli Nella country house – B&B Il Gallo con gli Stivali si vive un’esperienza di viaggio che unisce responsabilità ambientale e ritorno alle origini, tra uliveti e fattoria didattica a campagna a due passi dal mare. Regala anche questo il Molise, due esperienze di viaggio, forse anche di più, in una, per una regione piccola ma estremamente ricca di tesori paesaggistici. Termoli, in particolare, offre 35 Km di coste lontane dal turismo di massa, con mare limpido e cristallino, spiagge sabbiose e una vivace vegetazione a incorniciare patrimoni naturalistici, artistici e culturali che dalla costa all’entroterra attirano sempre più visitatori. A poco più di due chilometri dal centro storico e dalle principali spiagge di Termoli, Il Gallo con gli Stivali, country house - B&B, è il punto di partenza ideale per andare alla scoperta del litorale e delle colline, senza perdere il contatto con la natura. Immerse tra gli uliveti, in ambienti che uniscono strutture moderne e stile rustico, le otto camere disponibili sono il buen retiro di chi vuole staccare la spina e scordarsi la frenesia della città ma anche dei turisti che vogliono godersi una boccata di ossigeno e sano relax tra un

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viaggio e l’altro alla scoperta delle bellezze molisane. «A chi vuole immergersi totalmente nella nostra atmosfera, proponiamo di raccogliere le uova fresche per la colazione, aiutare a portare il pranzo agli animali della fattoria didattica o semplicemente di godersi una passeggiata all’ombra di ulivi e vigne-

Country house – B&B Il Gallo con gli Stivali si trova a Termoli ilgalloconglistivali@gmail.com www.ilgalloconglistivali.it

ti», sottolinea Massimiliano Verlangia, che con il fratello Mimmo nell’agosto 2016 ha inaugurato la struttura, sospinti dalla passione di due trentenni che credono fermamente nel loro progetto. «Vedere i bambini che per la prima volta reggono un pulcino tra le mani – aggiunge – o che guardano a pochi centimetri con gli occhi sgranati asini, cavalli, pavoni, fagiani, maiali che non hanno mai visto se non in video, dà sempre grandi soddisfazioni». Nel rispetto del valore della responsabilità

ambientale, la country house è un edificio a impatto ambientale ridotto, senza uso di gas e combustione: oltre ad avere un cappotto spesso 12 centimetri che isola termicamente e acusticamente l’intero edificio, con insonorizzazione elevata anche per le singole camere, durante il giorno la struttura produce energia elettrica attraverso i pannelli fotovoltaici e grazie ai pannelli per il solare termico, riscalda l’acqua che viene accumulata e rimane calda anche per la notte. «Non amiamo offrire soluzioni di accoglienza standard, perciò ci impegniamo per servire la colazione anche con prodotti tipici o dolci fatti in casa da noi. D’altronde – conclude Massimiliano – abbiamo il nostro olio d’oliva, le nostre uova e il nostro orto a garanzia della provenienza a chilometro zero della maggior parte delle materie prime». ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Pag. 43 • Giugno 2017

Le mille tentazioni del Molise Lino Vileno ci mostra alcune delle numerose attrazioni della regione e, in particolare, ci porta tra i vicoli del borgo di Campomarino, nota meta balneare in cui spiccano «ricchezze architettoniche e artistiche di sicuro interesse»

n territorio stupefacente, che in pochi chilometri passa dal mare alla montagna, da meravigliose località balneari a efficienti impianti sciistici. Il Molise è il luogo perfetto per trascorrere le proprie vacanze sia che si decida per una permanenza in relax, sia che ci si voglia spostare per visitare quanto più possibile nei dintorni. E in particolare Campomarino, uno dei borghi più affascinanti così come nota meta balneare, ogni anno è scelta da migliaia di turisti proprio per questa rara versatilità. Ne parliamo con Lino Vileno, titolare dell’Aloha Park Hotel. «Nei dintorni del nostro hotel – dice Vileno – ci sono numerose destinazioni, facili da raggiungere, aree naturalistiche, luoghi mistici, affascinanti borghi che conservano la storia del Molise e offrono ai visitatori panorami indimenticabili. Oltre al bellissimo litorale, consigliamo una

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Aloha Park Hotel si trova a Campomarino (Cb) www.alohaparkhotel.it

visita all’Oasi Lipu, un’area verde di circa 140 ettari, dove c’è un’alta presenza di lepidotteri, tanto da essere definito “santuario delle farfalle”. E poi il Palazzo Ducale di Larino, di costruzione normanna, il Lago di Guardalfiera, area perfetta per il trekking o per organizzare pic-nic. Ma da Campomarino si può arrivare in poco tempo anche sulle Isole Tremiti, uno degli spettacoli naturalistici più belli d’Italia: i chiari fondali presentano una varietà di flora e fauna marina così interessante da rendere la zona Riserva Naturale, dove praticare immersioni e snorkeling». Vileno si sofferma, poi, sul borgo in cui si trova la sua struttura alberghiera. «Campomarino offre ricchezze architettoniche e artistiche di sicuro interesse – spiega il titolare dell’Aloha Park Hotel – . Tra le sue bellezze la Chiesa di Santa Maria a Mare, del XII secolo ed eretta in stile romanico. Passeggiando nel centro storico si troveranno suggestivi murales di grande bellezza. E ancora, desta grande interesse anche il Santuario Madonna Grande, dedicato alla Beata Vergine Maria Assunta in Cielo. Sono molto interessanti anche le torri d’avvistamento realizzate per conto di Carlo V, per avvistare le navi dei nemici turchi che si trovavano sulle coste. Tra le maggiori costruzioni la Torre dell’Ovo, la Torre de’ Molini e la Torre di Ramitelli. Ma bisogna anche ricordare come le nostre spiagge siano state insignite della Bandiera Blu da 17 anni ininter-

rottamente. Insomma, Campomarino è una meta ricca di gusto, arte, storia e cultura e gli amanti della natura troveranno una grande varietà di paesaggi da esplorare con passeggiate a piedi, a cavallo o anche in bicicletta». Vileno rappresenta l’ultima generazione di una famiglia di albergatori. «L’Aloha Park Hotel – afferma l’imprenditore molisano – è una struttura di nuovissima costruzione, arredata in stile moderno, adornata con delicate rifiniture, che la rendono accogliente e confortevole. Dispone di 44 camere con tutti i servizi, aria condizionata, TV satellitare, telefono diretto e frigobar, ammobiliate in modo funzionale e perfette per ospitare famiglie, piccoli gruppi di amici o coppie. Tra i migliori alberghi del Molise, l’Aloha Park ha a disposizione una vasta gamma di servizi, per lo svago e il divertimento dei suoi ospiti,

come la spiaggia, la piscina, l’animazione, fondamentali per rendere le vacanze da noi uniche e speciali. Inoltre, è possibile scegliere un soggiorno in formula bed and breakfast, con colazione inclusa, o si può usufruire del ristorante e scoprire l’alta qualità della cucina dell’hotel, che utilizza solo i migliori prodotti nazionali o provenienti dall’intero Molise. Il valore aggiunto del nostro hotel è anche la cortesia di uno staff sempre disponibile e professionale nel rispondere a tutte le esigenze dei nostri ospiti». L’Aloha Park è uno tra gli alberghi di Campomarino più attenti alla soddisfazione e alle esigenze del cliente, anche dal punto di vista gastronomico e la cucina è curata dal titolare stesso, il cui maestro è stato il padre Nicola Vileno, chef conosciuto e apprezzato anche a livelli internazionali. «Mettiamo a disposizione degli ospiti un prestigioso ristorante dove gustare piatti tipici regionali, specialità nazionali e internazionali». ■ Remo Monreale

CAMPOMARINO

Una meta ricca di gusto, arte, storia, cultura e, per gli amanti della natura, una grande varietà di paesaggi

TRA MARI E MONTI Lino Vileno, titolare dell’Aloha Park Hotel, entra nel dettaglio di alcune specialità molisane assolutamente da provare per chi decida di visitare il territorio. «La regione più giovane d’Italia è ricca di tradizioni, che animano sia la costa sia l’entroterra, dove è particolarmente forte il legame tra vita quotidiana e natura. L’artigianato occupa un posto fondamentale tra le attività commerciali e anche la tradizione gastronomica è particolarmente ricca di sapori e prodotti tipici, tra cui il cosiddetto “oro nero del Molise”, ovvero il tartufo. Diffuso specialmente nei boschi intorno a San Pietro Avellana, la qualità del tubero in questa zona è talmente alta che vanta acquirenti da tutto il mondo. Ovviamente anche i prodotti del mare rappresentano una risorsa per la regione e sono il principale ingrediente usato dagli chef per realizzare prelibate ricette, come potrete ben verificare nel nostro hotel, situato a pochi metri dalla costa».


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 44

A spasso nel Bel Paese

Soggiorni tra natura e benessere A solo sei chilometri dal Lago di Como sorge la Val d’Intelvi, un’area ricca di itinerari rurali e naturalistici. Da qui è possibile per effettuare escursioni o gite in battello sul romantico specchio d’acqua

L’agriturismo Al-Marnich ha sede a Schignano (Co) www.al-marnich.it

a Val d’Intelvi è una valle montana situata in provincia di Como. È una zona tipicamente prealpina con quote non superiori ai 1800 metri ma comunque già abbastanza elevata per poter essere definita montana. Qui sorge l’agriturismo bed and breakfast Al-Marnich, un luogo ameno collocato a quindici minuti dal romantico lago di Como e dotato di una vasta area verde attrezzata per intraprendere percorsi di trekking o dedicarsi alla palestra minifitness. In questa zona è possibile seminare solo alcune tipologie di colture quali le verdure da orto e piccoli frutti e praticare l’allevamento di ovini, caprini e bovini i quali richiedono molto terreno e pascolo a disposizione. L’agriturismo nasce su iniziativa di un imprenditore agricolo milanese, nel lontano 1995, quando decide di acquistare tre cascinali rurali tipici della zona della Valle d’In-

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telvi. Si tratta di strutture originali della fine XVIII secolo interamente costruiti in pietra calcarea locale e legno. Da questa intuizione prende il via l’avventura di Emanuele Bonfiglio che, da sempre appassionato di animali e di agricoltura, introduce il concetto di agriturismo in questa particolare area geografica. AlMarnich è infatti, il primo agriturismo realizzato in zona e uno dei più antichi di tutta la provincia di Como. Qui è possibile degustare prodotti genuini e specialità culinarie della Lombardia in un ambiente rustico ma accogliente. La struttura possiede, infatti, camere dotate

del caratteristico camino in grado di conferire un’atmosfera intima o di terrazzini panoramici. «Ricordo che al mio arrivo optai immediatamente per l’allevamento di caprini, animali assolutamente adatti alla montagna e ai pascoli scoscesi e irregolari, e per la coltivazione di more e lamponi oltreché di ortaggi da serra. Questa scelta mi permise di poter utilizzare i prodotti per uso interno all’attività agrituristica» racconta Emanuele Bonfiglio. Di produzione propria sono infatti i formaggi caprini freschi o stagionati di vario tipo, i salami di capra, le gustose marmellate di lamponi, more ed uva fragola, il miele di montagna ottenuta da apicoltura nomade, varie tipologie di ortaggi da serra e pollame da allevamento all’aperto di animali da cortile. «Successivamente, continua il suo racconto Emanuele Bonfiglio- riuscii a completare la ristrutturazione delle “ex stalle” contadine e le

trasformai in vere e proprie camere per gli ospiti. Complessivamente sono quattordici ristrutturate in periodi diversi con l’intento di mantenerne il più possibile inalterate le caratteristiche originarie ma con altrettante sfaccettature e particolarità che le rendono una differente dalle altre». L’agriturismo dispone infatti di una camera doppia matrimoniale e di una camera doppia matrimoniale superior con balcone o terrazzo e infine di una camera familiare, tutte realizzate in legno e pietra per ricreare l’ambiente tipico di montagna. Sempre dello stesso tenore la sezione dedicata al ristorante ottenuta dalla ristrutturazione di una delle cascine in pietra al piano terra e composta da cinque salette molto intime realizzate con sasso naturale a vista, un caminetto nella sala principale e in altre due salette da pranzo. Qui è possibile gustare la cucina tipica locale e nazionale incentrata in particolare sui prodotti da agricoltura bio e sull’utilizzo della produzione interna di formaggi, ortaggi e piccoli frutti. «Sono appassionato di agricoltura e di allevamento sin dagli anni 80- aggiunge poi- ma è solo nella metà degli anni 90 che ho deciso di realizzare il mio sogno e intraprendere l’attività agrituristica. Mi trasferii quindi da Milano e creai quindi l’agriturismo Al-Marnich ristrutturando 3 antichi casali rurali». La Val d’Intelvi è particolarmente consigliata per chi è alla ricerca di un weekend o una giornata di svago nel cuore della natura o per chi desidera un soggiorno romantico garantito dalla presenza del camino in camera e dalle

PUNTO DI ARRIVO E DI PARTENZA agriturismo Al-Marnich si può facilmente raggiungere da Milano o da LuganoChiasso in un tragitto di circa un’ora di auto. L’agriturismo è aperto dieci mesi l’anno, chiuso a gennaio e febbraio, e offre un servizio di ristorazione e di alloggio. È possibile effettuare escursioni montane nella zona della valle d’Intelvi, ricca di itinerari rurali e naturalistici. Situato a soli otto chilometri dal romantico lago di Como, offre la possibilità di gite in battello e di visite alle varie ville nobiliari del lungo lago: villa del Balbianello, villa Carlotta e villa Olmo.

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indimenticabili cene a lume di candela. «L’agriturismo è un luogo unico e speciale- conclude Emanuele Bonfiglio -. In primo luogo perché è una struttura originale e non ricostruita ma soprattutto perché è capace di ricreare un’atmosfera romantica e familiare. L’ineguagliabile vista panoramica sulla valle e la cucina tipica caratterizzata dagli ingredienti dell’agricoltura biologica la rendono certamente una tra le mete imperdibili per chiunque visiti il Lago di Como e le valli circostanti». ■ Luana Costa


Viaggio in Italia Pag. 45 • Giugno 2017

Il giorno del sì tra cielo e terra A Villa Livia, in un paesaggio unico che abbraccia dalla Majella alle Isole Tremiti, l’atmosfera è quella dei giorni importanti per un’ospitalità discreta e ricercata, un’eleganza senza tempo in cui sono gli sposi i veri protagonisti asta allontanarsi un po’ dalle strade più battute del turismo mordi e fuggi per scoprire in Molise angoli di paradiso accessibili a tutti. Sono questi luoghi del cuore e della mente in cui gli occhi vagano senza fretta e riescono a rilassarsi davvero, scoprendo la meraviglia di abbracciare con un solo sguardo la montagna e il mare, la macchia verde della Majella e le Isole Tremiti che affiorano dal profondo blu. A fare da cornice al quadro, in posizione panoramica in provincia di Campobasso, sulle colline a nord di Termoli, c’è uno spettacolo nello spettacolo: i bagliori argentei degli ulivi e le distese dorate dei girasoli che circondano il giardino e la terrazza sul mare di Villa Livia. Fondata negli anni Novanta dal professionista della ristorazione e dell’accoglienza Massimo Mastrangelo e da uno staff di esperti attivo nel settore da più di 30 anni, la struttura si presenta come «un angolo di tranquillità sospeso tra cielo e terra, un mondo a parte», il luogo ideale in cui celebrare un giorno speciale. Il sogno era costruire un angolo di ospitalità discreta e sofisticata in un luogo baciato dalle bellezze della natura, quasi una seconda casa per l’intimità e l’atmosfera calda degli ambienti, da offrire all’utenza per soggiorni in tranquillità e relax. Ma al tempo stesso una struttura sempre in evoluzione, per seguire i gusti mutevoli e le esigenze di ogni target. Un ampio giardino che fa da terrazza con vista mare, 21 camere dotate di ogni confort, un’ampia sala ricevimenti capace di accogliere fino a 400 invitati e poi ancora piscina e servizi per offrire a ciascuno il meglio per il giorno del sì e ogni tipo di cerimonia. «Al chiuso o all’aperto, di giorno o di sera, per il vostro giorno più bello Villa Livia è il benessere garantito – sottolinea il fondatore e proprietario Massimo Mastrangelo – una splendida piscina a terrazzo sul mare e un parco ricco di macchia mediterranea fanno da cornice a un servizio impeccabile e a una ristorazione unica per sapori e professionalità culinarie. Si può scegliere fra tre auto d’epoca con autista per la sposa, si può contare su una cura del particolare e mise en plais con decorazione e di-

sposizione dei tavoli a seconda delle specifiche esigenze, gli sposi verranno guidati nella scelta del menu migliore a seconda dei propri gusti e delle esigenze specifiche degli invitati al ricevimento e al termine della cerimonia potranno rilassarsi in un’elegante suite dedicata. Inoltre, per chi desidera una cerimonia civile all’aperto, Villa Livia riserva un ampio giardino con piscina, con open bar e disco garden anche in notturna, nonché la possibilità dei fuochi pirotecnici personalizzati, per un giorno speciale reso ancora più unico. In altri termini, un servizio completo degno del giorno più importante». Con le quinte naturali di un cielo e un mare che si tingono, a seconda dell’ora del giorno, di azzurro e rosa, cobalto o riflessi dorati, la location è perfetta non solo per sposi provenienti da Molise, Abruzzo, Puglia e qualcuno

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LE RISTRUTTURAZIONI

Villa Livia si trova a Termoli - www.villalivia.it

Ogni anno Villa Livia si rinnova, con restyling che seguono i colori e ultime tendenze della moda. Per il 2018/19 l’incarico per il restyling della sala è affidato alla wedding-star Enzo Miccio

WEDDING-STAR, MODA E MUSICA Ad inaugurare la lunga serie di matrimoni da favola di Villa Livia è stato la wedding-star Enzo Miccio, che nella struttura molisana ha organizzato una cerimonia andata in onda su Real Time ancor prima dell’apertura ufficiale, offrendo al proprietario e allo staff consigli che si sono rivelati determinanti per il successo della location. Non a caso, negli anni, Miccio è tornato spesso e a breve gli sarà affidato il restyling della sala. «Ci impegniamo affinché ogni anno Villa Livia sia diversa rispetto all’anno precedente, seguendo la moda e le tendenze del momento, nel campo del design ma anche dei servizi – spiega Massimo, il proprietario – sarà per questo che anche la moda e la musica apprezzano la struttura, che è stata la location di servizi fotografici e di videoclip di Clementino. Inoltre, anche i grandi della musica anni Settanta, come i Camaleonti, i Dick Dick, i Mattia Bazar sono di casa, con concerti frequenti molto partecipati».

anche dall’estero, ma anche per diciottesimi, feste, eventi, cene di lavoro e concerti. Grazie alla creatività dello chef e del personale della cucina, alla pasticceria interna e al servizio di catering, sono disponibili menù con ampia possibilità di scelta, da costruire per ogni occasione, attingendo alla ricchezza della cucina tradizionale nazionale e regionale, sapori che spaziano dalla ricchezza del mare, vero protagonista in tavola, ai prodotti dell’entroterra, senza dimenticare le esigenze di vegetariani, vegani, celiaci e in generale di chi soffre delle intolleranze alimentari più comuni. Inoltre, per gli amanti del design e delle tendenze, ogni anno Villa Livia si rinnova, con restyling che seguono i colori e ultime invenzioni della moda, oltre ad allargare ulteriormente il panel di servizi offerti, su precise indicazioni del wedding planner della struttura e dei consulenti di prestigio che lo affiancano. Per il 2018/19 l’incarico per il restyling della sala è affidato alla wedding-star Enzo Miccio. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Giugno 2017 • Pag. 46

A spasso nel Bel Paese

Un angolo incontaminato d’Abruzzo Passeggiate con panorami mozzafiato e balneazione in acque pluripremiate. Pineto è una delle mete turistiche capaci di offrire al visitatore un ampio ventaglio di alternative. Ne parliamo con Pio e Roberto Pavone ineto, angolo incontaminato d’Abruzzo, con la sua ricca vegetazione ed il suo mare cristallino, deve il suo nome alla rigogliosa pineta che costeggia la spiaggia per più di 4 chilometri. Con queste caratteristiche, è entrata tra le 12 spiagge più belle d’Italia secondo una classifica stilata da Legambiente. Inoltre, la presenza dell’Area Marina Protetta del Cerrano, in cui Pineto è compresa, sta facendo guadagnare a questa bella località una posizione di rilievo nel turismo ambientale ed ecosostenibile. Bandiera Blu ininterrottamente dal 2006 per la qualità delle acque e per i servizi offerti, nel 2016 è stata insignita anche della Bandiera Verde quale spiaggia consigliata dai pediatri italiani. Proprio al centro di Pineto, accanto ai giardini della Villa Comunale, l’Hotel Jollino, a gestione familiare, esprime la migliore tradizione di accoglienza abruzzese “Forte e Gentile”. «Dal 1972 la cordialità e la professionalità della nostra famiglia fanno sentire i clienti come a casa loro» raccontano Pio e Roberto Pavone. «Dalla cucina casalinga al comfort delle camere e degli ambienti, dai momenti di relax sotto l’ampia veranda recintata con angolo giochi, alla spiaggia attrezzata a 150 metri dall’hotel, tutto all’Hotel Jollino è pensato per assicurare ai suoi ospiti una vacanza indimenticabile». La cura della cucina è fondamentale: «nostra madre, forte della sua lunga esperienza, coordina i suoi collaboratori e assicura la continuità con un passato che ha sempre visto la clientela apprezzare la varietà dei piatti della cucina marinara e quelli della tra-

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Torre Cerrano, sede della omonima area marina protetta, che ha appena ottenuto l'Oscar dell'Ecoturismo 2017

che in paese i più sportivi potranno immergersi nel verde della pineta per una corsa rigenerante o percorrere la pista ciclabile in bicicletta. Sulla collina a ridosso di Pineto, troviamo il Parco Filiani, un altro polmone verde che al suo interno ospita il nuovissimo “Adventure park del Cerrano” che sta riscuotendo un notevole successo con i suoi percorsi su ponti sospesi tra i pini: ve ne sono di ogni livello, da quelli adatti ai bambini più piccoli a quelli per gli adulti. Da non dimenticare, infine, i numerosi borghi antichi che, uniti alle visite dei numerosi frantoi e cantine, riusciranno certamente a soddisfare le aspettative degli amanti dei tour culturali ed enogostronomici. ■ Luana Costa

L’hotel Jollino ha sede a Pineto (Te) www.hoteljollino.it

suoi 3 parchi nazionali, offre infinite possibilità agli appassionati del trekking o della mountain bike: i visitatori troveranno un variegato programma per raggiungere i numerosi percorsi sulle montagne del Gran Sasso e della Maiella, che garantiscono stupende passeggiate con panorami mozzafiato. Andizione abruzzese. Inoltre, la freschezza degli ingredienti, la genuinità dei sapori, l’uso sapiente degli odori rendono i nostri piatti adatti anche ai palati dei più piccoli». Oltre alle rilassanti giornate in spiaggia, l’hotel propone escursioni in coppia o in famiglia nello splendido circondario: l’Abruzzo, non a caso soprannominato “Regione verde d’Europa” con i

I COMFORT DELLA STRUTTURA Jollino Hotel a Pineto dispone di eleganti e confortevoli camere dotate di balcone che godono dello splendido panorama che offre la città di Pineto. Completamente ristrutturato e climatizzato, l’albergo è dotato di spiaggia privata a soli 150 metri. Tutte le camere sono poi dotate di balcone, servizi interni, climatizzazione e raggiungibili con ascensore. La cucina casalinga, sempre fresca e appetitosa, riesce ad accontentare anche i palati più esigenti. Il roof garden al quarto piano con tv e play station, la biblioteca, la reception 24/H e le biciclette a disposizione dei clienti completano l'offerta dei servizi.


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Viaggi - Giugno 17  

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