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Viaggio in Italia OSSERVATORIO SUL TURISMO DI QUALITÀ

PASSEGGIATE LIGURI

L’ARTE DELLA NATURA

Dalle montagne blu della valle Argentina alla “Città imperiosa, coronata da aspre montagne...e signora del mare”, Genova. Insieme con Tullio Solenghi e Antonella Ruggiero

The Floating Piers, l’installazione del noto artista Christo consente di camminare sul lago d’Iseo, grazie a una passerella lunga 1500 metri e larga 16 appoggiata sull’acqua

La ripresa c’è, resta la pressione fiscale Favorevoli le previsioni per l’estate 2016

Il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca

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tiamo per entrare nel vivo della sta! gione turistica. Federalberghi ci arriva con ottimismo, dati i trend di fine 2015 e inizio 2016. L’impegno del pre! sidente Bernabò Bocca, rieletto ad aprile per acclamazione al vertice dell’organiz! zazione di categoria, è orientato all’ulte! riore sviluppo delle imprese ricettive del Paese e al superamento delle criticità strut! turali del comparto. #Sono orgoglioso e grato per la fiducia e l’onore che mi sono stati accordati, rieleggendomi al vertice della Federazione, avvertendo la respon! sabilità di guidare una delle più prestigiose

TOSCANA, NATURALE ARMONIA Arte, cultura, paesaggi ameni, mare e ospitalità. Un viaggio nella regione che oggi come ieri affascina e cattura i visitatori, in compagnia di guide d’eccezione: Bona Frescobaldi, Luigi Caricato e Igor Righetti p. 37

>>> segue a pag. 3

Quella cura chiamata cultura

ALL’INTERNO

Punta sul restauro e la riqualificazione delle principali bellezze disseminate lungo il territorio italiano il Mibact, che attraverso il Cipe destina nuove risorse al recupero di musei, siti archeologici e periferie urbane

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iscatto di Pompei, rimessa in se! sto nelle sue domus più sugge! stive e passata nel giro di un anno e mezzo da emblema del! l’incuria e dello sberleffo a luogo culturale più visitato d’Italia, secondo solo al Co! losseo. Valorizzazione dei musei italiani, rilanciati anche grazie alla “terapia” del! le domeniche gratuite capace di stimola! re un flusso di visitatori che nel 2015 ha toccato quota 43 milioni, miglior risulta! to di sempre. Sono due delle scommesse più importanti vinte dal Ministero dei beni e delle attività culturali nel primo biennio a guida Franceschini, suggellato anche da un bilancio della cultura tornato que!

st’anno per la prima volta sopra i 2 mi! liardi di euro. Un mosaico di mosse combinate nel segno della riqualifica! zione e della promozione del nostro pa! trimonio che prosegue attraverso lo stanziamento disposto dal Cipe di un ul! teriore miliardo di euro, annunciato nel! le scorse settimane dallo stesso ministro. #In realtà $ puntualizza Franceschini $ non si tratta di un annuncio, ma di risorse già assegnate alla cultura, già disponibili e destinate a una serie di interventi pre! cisi e tutti di grande entità che da tem! po giacevano incompleti o nel cassetto%. Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo

>>> segue a pag. 4

Trentino - Alto Adige Visioni, natura, sapori e accoglienza d’alta quota con Reinhold Messner Sicilia I banche!i alla corte del Ga!opardo raccontati da Gaetano Basile Romagna Nei luoghi di Federico Fellini accompagnati da Paolo Fabbri


Viaggio in Italia Pag. 3 • Giugno 2016

Colophon IN EVIDENZA

ITINERARI

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it Consulente editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento editoriale Michela Calabretta direzione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Chiara Milani, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella

Passeggiata milanese con Flavio Caroli p. 7 Torino visitata con Massimo Gile!i p. 11

OSPITALITÀ Venezia vista dalla terrazza del Gri!i p. 13

Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

A TAVOLA CON...

Paolo Cevoli: il sapore di Riccione p. 34

>>> continua dalla prima

associazioni imprenditoriali del nostro Paese. Tanto è stato fatto, ma molto re! sta ancora da fare in quanto il percorso di crescita che abbiamo affrontato in que! sti anni ha portato a un bilancio positi! vo che necessariamente dovrà ulterior! mente accrescersi". Il primo trimestre 2016 ha fatto registrare risultati positivi e incoraggianti. Ritiene che il trend proseguirà in estate? Quali le prospettive dell’Italia per i prossimi mesi, considerando anche l’allarme terrorismo? #Da gennaio a marzo il nostro Osserva! torio, come non accadeva da almeno un triennio, ha rilevato un aumento di pre! senze alberghiere pari al 5,3 per cento ri! spetto allo stesso periodo del 2015, dovuto a un +6,3 per cento di italiani e un +4,3 per cento di stranieri. Ma la vera notizia è ar! rivata non solo dal numero di clienti, ma soprattutto dalla ripartenza reale delle as! sunzioni dei lavoratori del comparto che, sempre da gennaio a marzo, registrano un +1,9 per cento rispetto al 2015, inverten! do una tendenza negativa durata oltre un quinquennio. In particolare, i lavoratori a tempo indeterminato sono aumentati nel trimestre del 3 per cento, mentre quelli a tempo determinato rimangono stabili, imprimendo finalmente una svolta al! l’emorragia di posti di lavoro che in que!

sti ultimi anni ha caratterizzato il settore aggredito dalla più grave crisi economica di tutti i tempi moderni. Ottimi auspici, dunque, per i prossimi mesi dell’anno". Cosa Ferderalberghi condivide e cosa meno della visione del governo circa il piano strategico per lo sviluppo del turismo? #Il piano strategico per lo sviluppo del tu!

rismo in Italia oltre a soffermarsi sulle con! dizioni di contesto e sugli obiettivi di me! dio periodo, tra cui ricordiamo l’incremento delle risorse per la promozione e lo svi! luppo delle infrastrutture a supporto del! la mobilità, deve proporre misure concre! te da attivare immediatamente, già con la legge di stabilità per l’anno 2017". Come valuta il Tax credit Ristrutturazione e Digitalizzazione per so-

Sal De Riso: dolci proposte p. 57

stenere l’azione di riqualificazione delle strutture alberghiere? #Un’ottima iniziativa che dovrà trovare continuità negli anni a venire. Ma al go! verno chiediamo ancora di sostenere il set! tore attraverso la riduzione della pressio! ne fiscale che grava sulle imprese del tu! rismo. Meno tasse sul lavoro, meno tas! se sui beni strumentali, meno tasse sugli interventi di riqualificazione per rilanciare investimenti produttivi che creano ric! chezza e posti di lavoro per tutto il Paese". Destagionalizzare, razionalizzare e decentrare sono le parole chiave indicate da Evelina Christillin, presidente dell’Enit. Cosa si attende Federalberghi dalla rinnovata agenzia? #Sull’Enit rimaniamo in fiduciosa atte! sa di vedere al lavoro la nuova squadra appena costituita". La regolamentazione della sharing economy è un tema caldissimo in questo momento in Italia. In che modo interagire con l’ospitalità alternativa? #Occorre intervenire sulle lacune nor! mative e sulla sostanziale assenza di con! trolli sul territorio che consentono all’area grigia della ricettività di dilagare a mac! chia d’olio nel far west di internet, met! tendo a rischio i consumatori e alimen! tando la concorrenza sleale. Per il resto, ben venga un mercato allargato purché ci siano le stesse regole per tutti". ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 4

Politiche turistiche Reggia di Caserta

>>> continua dalla prima

TRENTATRÈ CANTIERI PER FAR SPLENDERE IL PATRIMONIO ITALIANO Entrando nel dettaglio di quella che il mi! nistro del MiBact si sbilancia a definire #la più grande operazione sul patrimonio dei beni culturali della storia repubbli! cana%, si scopre che la somma liberata dal Cipe attraverso il Fondo di sviluppo e coesione è ripartita complessivamente su 33 interventi, che coinvolgono siti ar! cheologici, grandi periferie urbane e luoghi simbolo di città italiane. Come nel caso del Porto Vecchio di Trieste, a cui saranno destinati 50 milioni di euro. #È un luogo incredibile $ sottolinea Fran! ceschini $ che si candida a diventare un grande attrattore transfrontaliero, dove si possono fare molti interventi impor! tanti per cominciare a risolvere la que! stione vera, che è quello della destina! zione di quell’area vasta%. Ma la lista dei cantieri in partenza è lunga, si snoda lungo tutto il territorio italiano da Nord a Sud e comprende progetti di ogni “taglia”, da quelli mini a quelli mega. Alla seconda categoria appartengono ad esem! pio il recupero delle bellezze culturali in chiave turistica delle Isole Tremiti o il re! stauro della Cittadella di Alessandria, per i cui interventi di riqualificazione verranno investiti inizialmente 25 milioni di euro. #La Cittadella di Alessandria $ commenta Fran! ceschini ! è una grande sfida per il Paese. È una bellissima fortezza, uno dei più im! portanti complessi militari conservato in Eu! ropa e merita un’attenzione a livello na! zionale. Questo primo stanziamento non riu! scirà da solo a finanziare l’intero progetto, ma ci consentirà comunque di intervenire in modo significativo%. Filtrando l’elenco col parametro della quantità di risorse investite, il primato spetta invece a Ventotene, che ri! ceverà 70 milioni per il restauro delle strutture dell’ex carcere borbonico di San! to Stefano, e all’opera di valorizzazione del Ducato Estense, dove verrà immessa la stes! sa cifra per riqualificare i beni culturali dan! neggiati dal sisma emiliano. A proposito di terremoto, 30 milioni andranno anche a A destra, Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto Gentile Bellini e Giovanni Bellini, Pinacoteca di Brera Sotto, Piazzale degli Uffizi, Firenze

TRENTATRÈ INTERVENTI

Coinvolgono siti archeologici, periferie urbane e luoghi simbolo di ci!à italiane. Come il Porto Vecchio di Trieste, il restauro della Ci!adella di Alessandria e la Reggia di Caserta Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo

L’Aquila, per completare il restauro delle mura cittadine, del Duomo e di S. Maria a Paganica e ricostruire l’attrattività culturale del centro storico. MUSEI E CAMMINI RELIGIOSI AL CENTRO DEL MAXI!PIANO Consistenti anche le risorse destinate ai musei, dai 40 milioni per l’ampliamen! to della Pinacoteca di Brera a Milano, ai

40 milioni per nuovi percorsi all’interno della Galleria degli Uffizi, ai 30 per il completamento degli impianti e il re! stauro della cinta muraria del Museo di Capodimonte a Napoli. #Dal 1 maggio $ aggiunge il ministro ! è in funzione la na! vetta dell’arte che collega il centro al mu! seo, fino alla riforma alle dipendenze di una Soprintendenza e il parco di un’altra. Adesso è autonomo e per Napoli rap!

presenta una risorsa enorme%. Nel novero dei progetti previsti, che mette a dispo! sizione diversi milioni anche per alcune gemme dell’offerta culturale italiana come la Reggia di Caserta, l’area ar! cheologica di Paestum e il Portico del santuario di San Luca a Bologna, c’è cu! riosità di sapere come verranno impiegati i 40 milioni destinati alla valorizzazione dell’ex complesso militare a Tor Sa! pienza. #Un’operazione totalmente inedita ! sottolinea il ministro ! su una struttu! ra enorme fatta di sette capannoni pro! gettati dalla scuola Nervi. Si tratta di un fantastico esempio di archeologia indu! striale che, come il 104 a Parigi, può di! ventare un centro per la creatività e l’ar! te%. E per finire, un occhio di riguardo viene riservato ai percorsi religiosi tan! to amati dal ministro con lo stanziamento di 60 milioni di euro equamente suddi! visi fra tre principali progettualità: gli in! terventi strutturali sui cammini di San Francesco e Santa Scolastica, la riquali! ficazione dell’antico tracciato della Via Appia e piccoli interventi su alcuni trat! ti della Via Francigena. ■ Giacomo Govoni


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 6

Lombardia da scoprire

Installazioni inaspettate

Christo torna in Italia con The Floating Piers, installazione destinata ad attrarre più di 50mila visitatori che, per soli sedici giorni, potranno passeggiare sul Lago d’Iseo, da Sulzano a Monte Isola. Un “miracolo” lungo tre chilometri

Le sezioni di 100 x 16 metri che collegheranno l'isola di San Paolo con Monte Isola

Nel cantiere dell’opera situato a Montecolino Photo ©Wolfgang Volz

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emozione di percepire l’ac! qua, il suo movimento e il rapporto con la terra e il paesaggio circostante. Sen! sazioni uniche che i visita! tori di The Floating Piers potranno vivere dal 18 giugno al 3 luglio 2016 sul Lago d’Iseo grazie a Christo che, dopo 40 anni, torna in Italia con un nuovo esal! tante progetto outdoor, ideato insieme alla moglie Jeanne!Claude Denat de Guil! lebo, scomparsa nel 2009, con la quale ha creato l’arte del wrapping, dell’impac! chettamento di edifici e paesaggi 'cele! bri quelli del Pont Neuf di Parigi e del Reichstag di Berlino, in Italia si ricorda il Monumento a Vittorio Emanuele in piazza Duomo a Milano( e alla quale è de! dicata l’opera. “I pontili galleggianti”, larghi sedici me! tri e alti cinquanta centimetri con bordi degradanti, sono formati da 200mila cubi in polietilene ad alta densità capa! ci di sostenere 70mila metri quadri di tes! suto colorato, componendo un percorso pedonale di tre chilometri. L’installa! zione si svilupperà in circolo da Sulzano alla suggestiva Monte Isola, passando per l’isola di San Paolo, oggi di proprietà del! la famiglia Beretta. Il tessuto si dipane! rà inoltre per 1,5 chilometri lungo la stra! da pedonale tra Sulzano e Peschiera Ma! raglio. La passerella sarà ancorata al fondale tramite un sistema di collega! mento '200 ancore( impercettibile. Dopo aver visionato diversi laghi del Nord

Photo ©Wolfgang Volz

Italia, Christo con la complicità di Germano Celant, Vladimir Yavachev, Wolfgang Volz e Josy Kra), si è lasciato ispirare dal Lago d’Iseo, nel cuore della Franciacorta, per la peculiarità dello scenario, nel quale spic! ca Monte Isola 'l’isola lacustre più gran! de d’Europa( e la tranquillità delle acque. #Dalle montagne che circondano lo spec! chio d’acqua si gode di uno sguardo unico,

osservandone angoli nascosti e prospetti! ve inaspettate%, ha spiegato l’artista ame! ricano di origini bulgare. La realizzazione di The Floating Piers ri! chiede una serie di via libera di natura estetica, funzionale e di sicurezza, dovu! ta anche all’attraversamento dei pontili da parte dei visitatori. Fondamentale per il ritorno in Italia di Christo è stata, quin!

Christo durante i test su un campione dei pontili effe"uati a Montecolino Photo ©Wolfgang Volz

di, la velocità dell’iter autorizzativo, che ha richiesto circa due anni. Se i precedenti disegni di pontili galleggianti pensati per il Rio della Plata in Argentina e Tokyo sono rimasti incompiuti proprio per la mancanza dei permessi necessari, quello in provincia di Brescia vedrà invece la luce, rappresentando un evento di ri! chiamo internazionale che accenderà i ri! flettori del mondo sul Lago d’Iseo. #Come per tutti i nostri progetti, accedere a The Floating Piers è del tutto gratis e si potrà farlo 24 ore su 24, meteo per! mettendo. Non ci sono biglietti, orari di apertura, né prenotazioni e proprietari. The Floating Piers è un’estensione della strada e appartiene a tutti%, ha specificato Christo. L’operazione, dal costo di 15 mi! lioni di euro, è stata finanziata ! come del resto per le altre creazioni ! senza spon! sorizzazioni o donazioni, ma con i pro! venti della vendita delle opere di Christo. Dopo i 16 giorni tutte le componenti ver! ranno rimosse e dismesse attraverso un processo industriale di riciclaggio. Fino al 18 settembre sarà inoltre visitabi! le presso il Museo di Santa Giulia la mo! stra “Christo and Jeanne!Claude. Water Projects” con modelli, foto, disegni e video dei progetti dei due artisti legati in parti! colare allo studio del contrasto tra fluidi! tà dell’acqua e rigidità dei materiali lega! ti alla terra. Tutte le informazioni sull’ac! cessibilità dell’installazione sono dispo! nibili sul sito www.thefloatingpiers.com. ■ Francesca Druidi


Viaggio in Italia Pag. 7 • Giugno 2016

Ritorno al futuro Milano unisce il contemporaneo a forti radici nella storia dell’arte, forse per questo è ancora una delle capitali del design. Flavio Caroli ci fa da guida

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erdersi in una città, anche se la si conosce, può essere un’espe! rienza affascinante. Ma forse lo è ancora di più quando ci ritro! viamo a scoprire una città na! scosta, magari grazie a una guida partico! lare, come può esserlo un profondo conoscitore della storia dell’arte e della città in cui ci troviamo. È questo il caso di Fla! vio Caroli, critico e storico dell’arte nato a Ravenna ma da molti anni trapiantato a Milano, che ci farà da Cicerone partendo da casa sua, in via Pergolesi, fino alla Trien! nale di Milano, a caccia di opere e palazzi più o meno noti, come la Ca’ Brutta di Mu! zio o la falsa prospettiva del Bramante, na! scosta in una chiesetta nel centro di Milano. Partiamo dunque da via Pergolesi. #Dal mio balcone vedo la Sala Reale della stazione centrale: la sala d’attesa dei reali con tanto di passaggi segreti in caso di fuga. La ritengo una delle espressioni più milanesi, inserita nella costruzione pro! gettata da Stacchini, molto ispirata dal!

l’opera e dalle idee di Sironi. Vicino la sta! zione c’è un edificio che nessuno nota mai: un resto dell’architettura bramantesca e leonardesca, perso in mezzo ai palazzoni che gli sono stati costruiti attorno, la Ca! scina Pozzobonelli. La si può trovare uscendo dalla porta di sinistra della sta! zione centrale e purtroppo non è per nulla valorizzata, per questo nessuno se ne ac! corge. Rimarrei ancora nei paraggi per un salto nel contemporaneo: uno dei capola! vori di Gio Ponti, il grande edificio rico! perto da piastrelle verdi all’angolo tra viale Andrea Doria e piazza Caiazzo. Da qui si vede anche il grattacielo Pirelli%. Proseguiamo verso il centro. #Farei una visita alla chiesa di San Satiro, all’inizio di via Torino. Si tratta di una pic! cola chiesa, anche questa poco valorizzata, dove si può vedere la finta prospettiva del Bramante, un autentico capolavoro che in! carna alla perfezione il periodo in cui a Mi! lano fervevano le idee di Leonardo e di Lu! dovico il Moro. A mio parere è forse la cosa

Camminare sull’acqua nel Lago d’Iseo L’Hotel Ulivi propone itinerari turistici alla scoperta della Franciacorta e Monte Isola, raggiungibile, dal 18 giugno al 3 luglio, attraversando il ponte pedonale galleggiante realizzato dall’artista Christo

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elle ultime settimane il Lago d’Iseo è al centro delle propo! ste dei tour operator specia! lizzati in itinerari artistici e cul! turali grazie all’ultimo lavoro dell’artista Christo che il 18 giugno inaugu! rerà un’installazione lunga tre chilometri per passeggiare sulle acque lacustri, da Sulzano

a Monte Isola, con due diramazioni per l'iso! la privata di San Paolo. Per vivere que! st’esperienza unica e dal vago sapore bibli! co, in cui arte, natura e suggestione si in! trecciano, l’Hotel Ulivi può essere una base di partenza ideale. In posizione strategica per raggiungere il lun! golago, vicino al caratteristico borgo di Sar! nico, la struttura è circondata da un giardino di palme e uliveti centenari che si affaccia su una piscina all’aperto a disposizione degli ospi! ti. #Le 22 camere dell'hotel sono dotate di tut! ti i comfort per accogliere sia turisti che la! voratori in trasferta $ precisa la titolare Ele! na Valceschini $. La maggior parte delle stanze è con vista sul lago, in più quelle al pri! mo piano dispongono anche di terrazze a por! ticato. Ma c’è di più: per chi ama la riserva! tezza, c’è la possibilità di soggiornare in un am! pio appartamento con accesso diretto al lago%. Tra i plus per turisti provenienti da ogni par! te del mondo, l’Hotel Ulivi propone, accanto

più bella della città, un gioco di distanze reali e illusorie che creano un effetto molto spettacolare. Poi c’è il Museo del Nove! cento, dove sono raccolte le più importanti collezioni milanesi del ventesimo secolo. Lo considero uno dei migliori in Italia, an! che se non è all’altezza della Tate Modern di Londra o del Centre Pompidou di Parigi, due musei di serie A. Possiamo dire però che il Museo del Novecento di Milano è uno dei migliori della “seconda fascia”%. Arriviamo in Triennale. #Usciti dal Museo del Novecento, dobbiamo dare un’occhiata a Ca’ Brutta, chiamata così perché venne considerata una costruzione esteticamente pesante e stravagante, e in! Flavio Caroli critico e storico dell’arte

al soggiorno, una serie di itinerari di viaggio personalizzabili, in cui la visita al ponte gal! leggiante di Christo, che sarà percorribile gra! tuitamente fino al 3 luglio, è l’appuntamen! to di punta dell’estate. Attraversando il per! corso pedonale realizzato utilizzando 70mila metri quadri di tessuto giallo!arancione, so! stenuti da un sistema modulare di pontili gal! leggianti, si potrà scoprire Monte Isola, la perla del Lago d’Iseo, con i suoi borghi di pe! scatori. Il consiglio dell’artista è di percor! rere il ponte a piedi nudi, per vivere con tut! ti i sensi vigili l’insolita esperienza di cam! minare sull’acqua. Ma la passeggiata sull’opera d’arte di Christo non è l’unico itinerario turistico consigliato. #Tra i tour più apprezzati tra quelli proposti dall’Hotel Ulivi $ continua la titolare $ c’è quel!

vece la considero tutt’ora tra le più belle di Milano perché conserva un fascino molto particolare. L’architetto che la progettò, Gio! vanni Muzio, è lo stesso che disegnò l’edi! ficio della Triennale, uno dei maggiori espo! nenti della cosiddetta architettura razionale o fascista. Arrivati in Triennale, finalmente possiamo assistere a una delle migliori col! lezioni di design d’Europa e del mondo. Io sono legato soprattutto alle sale dedicate ad Achille Castiglioni, un caro amico e uno dei designer più influenti che ha trasformato e dato un nuovo significato agli oggetti di tutti i giorni%. Quali zone consiglia per poter vedere come sta evolvendo il design milanese? #Se si vuole toccare con mano il nuovo design non si può non andare nella zona di Porta Garibaldi. Qui Milano sta cam! biando a ritmi vertiginosi come nes! sun’altra città europea sta facendo. Grat! tacieli e palazzi, alcuni molto belli, stanno arricchendo l’architettura cittadina. Un’al! tra zona che in questi anni sta vivendo forti trasformazioni e una sorta di nuova giovinezza è sicuramente il quartiere Isola, che poi si ricollega a Corso Como, da sempre la via del design e della moda%. Un’opera, una sala di un museo di Milano che le capita di visitare spesso, a cui è affezionato? #Di sicuro le sale dedicate a Lorenzo Lotto nella Pinacoteca di Brera%. ■ TB

lo su due ruote o in macchina alla scoperta del! la Franciacorta, territorio noto per la sua offerta vitivinicola e culinaria, con visita guidata e de! gustazione nelle migliori cantine ma anche in enoteche, ristoranti, centri benessere e musei. Per gli amanti della natura, invece, la propo! sta dello staff multilingue dell’albergo è una visita alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, zona umida caratterizzata da un eco! sistema unico quanto delicato, habitat di una considerevole varietà di uccelli che vivono e nidificano in questi luoghi, o la visita alle in! cantevoli Piramidi di terra di Zone, nonché la moltitudine di sentieri e passeggiate sulle montagne e nelle valli intorno al distretto la! custre. Suggestivi e vari anche i tour in bici! cletta: le bici sono noleggiabili direttamente in struttura%. ■ Alessia Cotroneo L’Hotel Ulivi ha sede a Paratico (BS) www.ulivihotel.it


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 8

Lombardia da scoprire

“Tentazioni” culinarie

La cucina di Lovere

Tra i panorami romantici e mozzafiato di uno dei luoghi più suggestivi della Lombardia, Giacomo e Sandro Pittelli ci portano ad “assaggiare” il Lago d’Iseo attraverso ricette e portate innovative e invitanti

Dalla tradizione della polenta e del pesce lacustre ai piatti tipici di mare, il tutto rivisitato in chiave moderna. Ecco le ricette del Lago d’Iseo secondo lo chef Luca Cosci

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ieni, ho trovato un po! sto meraviglioso per vivere, le sue acque sono dolci e fresche come un’egloga di Vir! gilio". Sono le parole che la poetessa Ge! orge Sand usò per descrivere il Lago d’Iseo, un bacino incantevole e romantico. Circondato da ulivi e castagni, il lago è in! castonato come un gioiello fra i monti e ab! bracciato da colline che digradano dolce! mente. E immerso in uno degli scenari più belli della Lombardia, non poteva manca! re un’espressione enogastronomica all’al! tezza: con l’intento di offrire un’esperien! za sensoriale unica come il paesaggio in! torno, i fratelli Giacomo e Sandro Pittelli hanno aperto il loro Ristorante Tentazioni. #Dopo anni di esperienze lavorative in di! versi ristoranti e hotel $ dice Giacomo Pit! telli, il maitre di sala $, abbiamo deciso di realizzare il nostro sogno e aprire un ri! storante tutto nostro. Con l’apertura del Tentazioni vogliamo trasmettere le nostre passioni e il nostro modo di vivere l’amo! re per il cibo a chi ci verrà a visitare. La qua! lità è il nostro filo conduttore e vogliamo proporre ai nostri clienti piatti fuori dal co! mune con i migliori ingredienti, ma nello stesso tempo che abbiano un carattere di essenzialità per esaltarne il gusto delle ma! terie prime". Per i due gestori, un buon piatto de’essere accompagnato da un buon vino #e per questo $ continua lo chef Sandro Pittelli $ abbiamo messo a disposizione una ricca can! tina di vini. Inoltre, abbiamo intenzione di accogliere i clienti in un ambiente caldo e informale, raggiungendo tutte le persone che amano la buona cucina di qualità, ma allo stesso tempo accessibile a tutti. La no! stra filosofia si rispecchia in queste parole, anche se per capirla fino in fondo, bisogna vivere l’esperienza del Tentazioni". Nel ristorante dei Pittelli, è alta l’attenzione alla scelta e alla stagionalità degli ingre!

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ucinare è come amare: o ci si ab! bandona completa! mente o si rinun! cia". Con le parole della scrittrice americana Harriet Van Horne, lo chef Luca Cosci introduce la sua filosofia culinaria. All’enogastro! nomia del proprietario del ristorante Pa! röl, fa da contesto uno dei comuni an! tichi più suggestivi dell’Italia setten! trionale: Lovere. Situato sulla sponda nord!occidentale del Lago d'Iseo, ha sempre avuto storicamente una forte importanza strategica, fin dalla domi! nazione celtica, e cioè in epoca prero! mana. Il borgo medievale, con le sue torri perfettamente conservate e i suoi caratteristici vicoli, la quattrocentesca Basilica di S. Maria in Valvendra e la prestigiosa Accademia di Belle Arti Tadini, hanno infatti consentito al pae! se nel 2003 di entrare a far parte de “I borghi più belli d’Italia”. E qui, le tra! dizioni culinarie si intrecciano con nuovi metodi e impulsi creativi. #Al Pa! röl $ spiega Cosci $ è l’osteria dove si

dienti, per offrire il massimo della qualità e del gusto. Ma per dare un esempio del! la cucina proposta, si possono ricordare al! cuni dei piatti presenti in questo periodo nel menu del Tentazioni. Uno di questi è lo sto! rione di Calvisano arrosto, con salsa al vino bianco, carote e rafano. Tra i primi trovia! mo gnocchi di patate arrostiti, con ragù di pesci di lago affumicati, ricotta stagionata e emulsione di piselli. Per secondo si po! trebbe scegliere un trancio di palamita ar! rosto, melanzane, maionese alle mandor! le, zenzero e pane al limone. #Ma la lista dei piatti innovativi e al tempo stesso gu! stosi $ chiosa Sandro Pittelli $ potrebbe es! sere molto, molto più lunga". ■ Renato Ferretti

Il Ristorante Tentazioni si trova a Pisogne (BS) www.tentazioniristorante.it

Il ristorante Paröl si trova a Lovere (BG) www.osteriaparol.it - info@osteriaparol.it

possono gustare genuini piatti tipici della cucina locale con un tocco mo! derno. Siamo sempre stati specializza! ti in ricette di pesce di lago, ma ulti! mamente stiamo puntando molto anche sul pescato di mare. Inoltre, proponia! mo una vasta selezione di cantine anche per i più esigenti. Creativi a partire dal! la tradizione: la nostra osteria nasce da questa filosofia. Così in un ambiente ac! cogliente arredato con un giusto mix tra antico e moderno". Il menù varia ogni mese in base alla sta! gionalità dei prodotti che vengono ac! quistati direttamente dai produttori lo! cali #quindi, per lo più a chilometro zero $ continua Cosci $. Personalmente, sono sempre disponibile ad acconten! tare tutte le richieste dei clienti nel pre! parare piatti per celiaci, vegetariani, ve! gani, e altre intolleranze, oltre a menù per i più piccolini. Oltre al pesce, chia! ramente non può mancare la polenta, servita in svariati modi e direttamente nel paiolo, cioè proprio quel paröl da cui prende il nome il nostro locale. Non a caso offriamo diverse ricette che uni! scono queste due materie prime. Una di queste prevede l’abbinamento della po! lenta di grano saraceno tradizionale alla seppia di mare, servita in umido con il suo nero. Oppure, il coregone %una sor! ta di trota più sottile& unita alla polen! ta e il tutto gratinato al forno con bur! ro, parmigiano, pan grattato, buccia di limone, lime e arancia, e infine aromi di mentuccia e timo". Il Paröl organizza eventi per ravvivare le serate e far gustare i menù più par! ticolari. #Si può anche prenotare la sala per rendere indimenticabile un giorno o evento importante con menù studiati su misura". ■ Elena Ricci


Viaggio in Italia Pag. 9 • Giugno 2016

Paradiso degli artisti

Un soggiorno da favola, dedicato a chi ama sognare. Le emozioni di un hotel esclusivo, affacciato su Montisola, raccontate da Antonella Pastore

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rendere comodamente posto in terrazza, sorseggiare un aperi! tivo e poi alzare lo sguardo ver! so il lago: di fronte, al tramon! to, l'isola lacustre più grande d'Europa, la rinomata Montisola. Sul lago d'Iseo, gli amanti del comfort e delle at! mosfere romantiche possono ancora so! gnare, grazie a un hotel di lusso in grado di soddisfare la clientela più esigente. An! tonella Pastore, titolare dell'Hotel Rivala! go di Sulzano, in provincia di Brescia, ci rac! conta i segreti che rendono quest'angolo di lago così accogliente e rinomato agli occhi dei turisti italiani e stranieri. #La nostra struttura alberghiera, situata in una posizione davvero strategica, riserva ai suoi ospiti un trattamento speciale, in vir! tù del quale si sentiranno cullati per tutta la durata del soggiorno $ dichiara Antonella Pastore $. Le camere vista lago, al primo e al secondo piano, permettono di godere di una vista mozzafiato direttamente dal let! to o dal balconcino di cui sono dotate. A co! loro che desiderano scoprire i segreti del no! stro lago, offriamo poi la possibilità di no! leggiare una barca, vivendo un'esperienza davvero emozionante". Fra gli habitué più illustri dell'Hotel Ri! valago l'artista americano Vladimirov Ya! vachev Christo, inventore dell'ormai cele! bre “The Floating Piers”, la passerella temporanea sul lago d'Iseo che sarà aper! ta al pubblico dal 18 giugno al 3 luglio 2016. #Christo ha organizzato da noi la sua prima

conferenza stampa, come anche la festa de! gli ottant'anni dello scorso 13 giugno $ con! tinua la titolare dell'Hotel Rivalago $. Oltre a lui, sono passati da noi parecchi artisti, collezionisti d'arte e gestori di musei di tut! to il mondo". Il bellissimo giardino, dotato di una pi! scina aperta durante tutta la stagione e ri! scaldata nei mesi più freschi, rende l'Ho! tel Rivalago una meta ideale per matri! moni da favola. #Alle coppie che lo ri! chiedono offriamo un esclusivo servizio wedding, prendendoci cura dell'organiz! zazione dell'evento in tutti i suoi dettagli $ continua la titolare della struttura $: dai documenti alle decorazioni, dalla gestio! ne delle tempistiche alla scelta del foto! grafo, mettendo a disposizione tutta la no! stra professionalità per rendere quel gior! no indimenticabile". Oltre all'ampia gam! ma di servizi offerti al suo interno, l'Hotel Riva! L’hotel Rivalago si trova a Sulzano (BS) lago propone ai suoi ospi! www.rivalago.it ti alcune interessanti at! tività sportive e di svago: fra le più interessanti, il Golf Club Franciacorta, a pochi passi dall'hotel, la visita alle cantine più ri! nomate, le passeggiate a cavallo, in bici o in barca e, infine, le immersioni subacquee guidate. ■ Sara Corno

SUL LAGO D’ISEO Per godere della bellezza e della tranquillità del lago, l’Hotel Spa Castello a Lovere propone ai propri ospiti il ristorante panoramico e il centro wellness

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elax, benessere e tranquillità. Sono gli obie!ivi più ambiti dai turisti che scelgono il lago come meta distensiva per corpo e mente. Sul lago d’Iseo, nel borgo medievale di Lovere, a due passi dalla Val Camonica ma non troppo distante dalle ci!à di Bergamo e Brescia, l’Hotel Spa Castello a Lovere prome!e una vacanza “al ritmo del proprio respiro” al turista che desidera ritemprarsi dallo stress della vita ci!adina. Con qua!ro stelle, nove suite dall’arredamento moderno e ricercato, una sala polifunzionale ada!a anche a meeting aziendali, la stru!ura accoglie i propri ospiti invitandoli a me!ersi comodi e a fruire dei servizi e della bellezza del luogo. «Per noi ospitalità significa sentirsi a proprio agio come a casa – so!olinea Raffaele Ciotola, che da tre anni gestisce la stru!ura – perciò insieme alla discrezione del personale offriamo tu!i i confort di cui disponiamo ai nostri ospiti, sopra!u!o coppie, per lo più inglesi, francesi, svizzeri, tedeschi, svedesi ma anche coreani, australiani e americani. Basta scegliere un fiore, un colore, una vista o un numero: le nostre nove suite sono pronte a rispondere a ogni esigenza e a soddisfarla al meglio». Oltre a minibar, TV Lcd, balcone con vista panoramica, pavimenti in legno, aria condizionata e connessione Wi-Fi gratuita, le suite superior della stru!ura con accesso privato dispongono di vasca con idromassaggio e terrazza con vista lago. Ma il vero plus della stru!ura è la Spa completamente rinnovata, dotata di sauna, bagno turco, doccia emozionale con aro-

L’Hotel Spa Castello si trova a Lovere www.hotelcastellolovere.it

materapia e cromoterapia, frigidarium con secchio d’acqua fredda e macchina del ghiaccio, piscina coperta con cascata massaggiante e vasca idromassaggio, nuoto controcorrente e idromassaggio verticale. Un vero toccasana per concedersi un soggiorno rilassante che è il vero punto di forza della stru!ura, insieme al Ristorante il Salo!o, curato dire!amente dal titolare dell’hotel che è anche uno chef apprezzato. «Proponiamo menù alla carta o degustazione di pia!i della cucina italiana tradizionale di mare rivisitati in o!ica contemporanea – continua il dire!ore-chef Ciotola – cercando di offrire solo il meglio ai nostri clienti grazie a uno staff che segue con cura, so!o la mia direzione, ogni passaggio della preparazione dei pia!i». In collaborazione con varie cantine del territorio, inoltre, l’Hotel Spa Castello a Lovere propone visite guidate alla scoperta dei vigneti e dei vini pregiati della provincia, gite in ba!ello sul lago e per chi desidera festeggiare in questa cornice incantata il giorno più bello della sua vita, organizza in proprio matrimoni fino a 130 persone ed offre anche servizio catering. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Pag. 11 • Giugno 2016

Vacanze eco friendly

Il condu!ore televisivo Massimo Gile!i

Il rispetto dell’ambiente è un aspetto cui si presta sempre più attenzione. Giorgia Pentenero ha fatto di questa filosofia la base del suo concetto di ospitalità

“Innanzi a tutti o nobile Piemonte” !C’è la Torino magica, la Torino di notte, la Torino sconosciuta dove vi è un odore sulfureo molto forte e la città dei santi". Massimo Giletti, popolare conduttore televisivo, nato nella “regal Torino”, passeggia lungo il Po e rivela i segreti più nascosti di una città raffinata e romantica

T

orino regale, Ivrea la bella, la vecchia Aosta, la lieta Biella e la Cuneo possente e pa! ziente”. Il Piemonte è tutto questo. Meta di turismo reli! gioso per i suoi simboli ricchi di spiri! tualità come la Sacra Sindone e terra di dolci atmosfere lacustri che fanno assa! porare un tempo quasi perduto come sulle isolette del magico Lago d’Orta. Terra di storia, di castelli, di re e di re! gine, dimora di santi e scenario di affa! scinanti racconti legati all’epoca mo! narchica. Massimo Giletti, nato in una famiglia di industriali biellesi, percorre un meraviglioso viaggio tra boschi, bor! ghi medioevali e paesaggi mozzafiato aldilà delle acque. Ripensando alle sue origini piemontesi quali sono i suoi luoghi dell’anima? "Sono uno che cammina, anzi che vaga, quindi avrei tanti luoghi da raccontare. Però uno mi piace più degli altri ed è l’Isola di San Giulio, al centro del Lago d’Orta. Forse perché si diceva che fosse un isolotto popolato da serpi e draghi, come mi raccontava mia nonna Melania da bambino, e questo mi ha sempre un po’ affascinato. Poi crescendo ci sono tornato parecchie volte, perché non è lontano dalla mia casa di campagna nel biellese e riuscivo a raggiungerlo in bi! cicletta. È un’isola molto piccola, ro! mantica dove è stata costruita una chiesa intorno al 400 d.C. e c’è un vec! chio castello su cui è stato edificato un seminario. Nei secoli ha mantenuto il suo fascino, ed è un piccolo gioiello dove l’anima trova un respiro profondo e puoi dimenticarti di tutto quello che succede al di là delle acque#.

Torino città regale, Torino città borghese, Torino città operaia. Secondo lei quali edifici rappresentano i tre diversi volti della città? "Torino è tutto questo. Il simbolo di To! rino città borghese è Piazza Statuto. È un’intera piazza che venne fatta proprio per Torino città capitale. La Torino ope! raia è rappresentata dal Lingotto che è il simbolo della Fiat, della Torino auto! mobili. Da non dimenticare poi quel cir! cuito creato sul tetto dove si provavano le macchine, una cosa fantastica. Oggi c’è anche una bellissima Pinacoteca che Agnelli ha donato prima di morire. È stata messa dentro la cupola che è un gioiello moderno, tutta vetrata, da cui si vede il cielo e le opere che vanno da Chagall a De Chirico. Regali sono i due palazzi, Palazzo Madama e Palazzo Reale dove i Savoia hanno vissuto in periodi diversi#. Esiste lungo il Po un luogo raffinato dove si respira ancora un’atmosfera magica? "Sono un uomo romantico e trovo che sia emozionante passeggiare lungo il fiume di sera nel Parco del Valentino con alle spalle il Castello e il borgo medioevale a pochi metri l’uno dall’altro. Con tutto il fascino meraviglioso di camminare in un giardino come quello#. In quale giardino o parco della sua città natale andrebbe per leggere un buon libro e godere un po’ di tranquillità? "Andrei a camminare nella collina sotto Superga, ai piedi della Basilica che venne eretta per ringraziare Dio e la Madonna che avevano sconfitto l’attacco dei francesi, dunque venne edificata come voto. Lì ci sono dei boschi intatti#. ■ Renata Gualtieri

L

a necessità di abitudini quoti! diane più ecosostenibili e at! tente all’ambiente è ormai nota e seguita da molti. Ridurre i consumi di energia domestica, riciclare, utilizzare fonti di energia rin! novabile sono solo alcune delle attività messe in pratica da un numero sempre maggiore di persone per rispettare e pro! teggere il pianeta. Recentemente queste buone abitudini hanno sconfinato negli ambiti più diversi: dai trasporti, alle abi! tudini alimentari, all’abbigliamento. E, oggi, anche il turismo. Il Bamboo Eco Hostel è infatti il primo ostello in Italia gestito secondo i principi della sostenibilità ambientale. "L’idea di aprire un ostello mi è venuta dopo varie esperienze in veste di turista in giro per il mondo ! racconta Giorgia Pentenero, fon! datrice e direttrice della struttura !: ho vo! luto portare la tipica atmosfera degli ostel! li europei a Torino, scegliendo di valoriz! zare l'ecosostenibilità e un design colora! to, moderno ed essenziale. Abbiamo cura! to ogni ambiente nel minimo dettaglio, scelto colori e arredi, valorizzando i pezzi unici realizzati dal nostro staff o scoperti nei Il Bamboo Eco Hostel si trova vicino al centro di Torino - www.bambooecohostel.it

DALL’EUROPA A TORINO

Ho voluto portare la tipica atmosfera degli ostelli europei a Torino, scegliendo di valorizzare l'ecosostenibilità e un design colorato, moderno ed essenziale vari mercatini delle pulci della città. Qui puntiamo su due aspetti per noi fonda! mentali: l’ecosostenibilità e il far sentire i nostri ospiti a casa. Cerchiamo di essere ogni giorno più green, sia sensibilizzando i nostri ospiti sia offrendo, tra le altre cose, una ricca colazione con prodotti biologici#. Il nome Bamboo è stato scelto proprio per! ché evoca fin da subito l’idea di ecososte! nibilità, ma non solo: rappresenta infatti il riparo, ma anche il sostentamento. A que! sto si collegano la colazione biologica &an! che per gli animali', la cucina attrezzata e il caffè e il the disponibili 24 ore su 24. L’in! tento del Bamboo Eco Hostel è anche quel! lo di sensibilizzare i suoi ospiti al vivere so! stenibile, in modo gentile, dando l’esempio. "Vogliamo dimostrare come, giorno dopo giorno, anche le piccole cose possano fare la differenza. E a proposito di differenze, sia! mo lieti di dare il benvenuto ogni giorno a persone di tutte le età, provenienti da tut! to il mondo, in famiglia, con gli amici o da sole, curiose di conoscere Torino. L’essere un piccolo ostello ! abbiamo infatti solo 22 posti letto ! offre la possibilità ai nostri ospi! ti di poter socializzare tra loro nelle zone co! muni, studiate per essere le più accoglien! ti possibile. Il Bamboo Eco Hostel è un modo nuovo, ecologico ed economico per vi! vere Torino#. ■ Giulia Panzacchi


Viaggio in Italia Pag. 13 • Giugno 2016

Com’è elegante Venezia Si può essere al centro di una delle città più belle e visitate del mondo e, allo stesso tempo, lontani dal caos? Sì, se vi accomodate sulla terrazza del Gritti Palace per uno spritz. O nella suite Redentore per vedere il Canal Grande dall’alto

U

n tempo dimora della fami! glia del doge di Venezia An! drea Gritti, il palazzo cinque! centesco, sede dell’hotel icona dell’ospitalità veneta, si affaccia sul Canal Grande, nel cuore di una suggestiva zona di antiquari e gallerie d’arte, sul campo della splendida chiesa di Santa Maria del Giglio, di fronte Santa Maria della Salute e vicino ai gioielli di Piazza San Marco e del Teatro la Fenice. Antica residenza nobiliare, poi residenza di rappresentanza per ambasciatori del Vati! cano e visitatori illustri, nel 1895 fu tra! sformato in hotel di lusso e ben presto di! ventò simbolo di quel “savoir vivre” italiano, in sintonia con una natura dal fa! scino inimitabile. L’Hotel Gritti Palace è un’esperienza veneziana a tutto tondo. Al suo interno, infatti, primeggia l’esclusivo ristorante Club del Doge, un viaggio nella tradizione culinaria del territorio Cosa cerca un ospite quando sceglie il Gritti Palace? "I clienti del Gritti sono sicuramente abi! tuati a soggiornare in alberghi esclusivi e di

Paolo Lorenzoni, dire!ore del Gri!i Palace

lusso, quindi avvezzi a un servizio attento e discreto, con aspettative molto elevate. Il nostro impegno è mirato non solo a com! prendere, ma anche ad anticipare i loro bi! sogni, per far sì che possano godere ap! pieno del loro soggiorno e assaporarne le emozioni. Il tutto è, infine, amplificato da ciò che contraddistingue il Gritti, cioè quel senso di familiarità che i nostri ospiti per! cepiscono non appena ne varcano la soglia#. Qual è la storia di un luogo così

suggestivo come l’Explorer’s Library? "L’Explorer’s Library è una biblioteca che vuole rendere omaggio al ricco patrimonio letterario dell’hotel con volumi di ogni tipo, curiosità di viaggio, oggetti d’antiquariato, libri rari e classici di scrittori famosi. Tra questi, non possono certamente mancare Ernest Hemingway e Somerset Maugham, tra i molti che per anni hanno scelto il Gritti come loro residenza a Venezia#. Puntate molto sull’aspetto gastronomico dell’esperienza. Cosa significa per il Gritti Palace? "Il Gritti fa parte del marchio The Luxury Collection, che riunisce una selezione di hotel e resort che offre esperienze uniche e autentiche da ricordare per sempre. Una componente assolutamente fondamentale del viaggio, che implica tra l’altro la co! noscenza del territorio visitato, è l’aspetto enogastronomico legato appunto al ter! roir. Ogni giorno lo chef crea delle pro! poste con abbinamenti sorprendenti, ben! ché basati sui prodotti locali appartenenti alla cucina tradizionale veneziana. Nella “grande carte” del nostro ristorante si

possono trovare tutti questi sapori, che vengono accresciuti con accentuata ri! cercatezza#. Il payoff del Gritti Palace è “La vita è una collezione di esperienze. Permettici di farti da guida”. Dunque, faccia da Cicerone per un suo ipotetico visitatore. "Venezia è una città con un’offerta così am! pia e variegata che in effetti richiederebbe un soggiorno protratto per poterla assapo! rare appieno. Il nostro concierge sa consi! gliare sempre al meglio i nostri ospiti, in! dicando i luoghi da visitare più consoni ai loro gusti e propensioni. Per quanto con! cerne il nostro hotel, lo splendido Bar Lon! ghi, con le famose pareti rivestite da spec! chi antichi lavorati alla veneziana, incisi cioè all’interno, e l’esposizione della nostra collezione di dipinti di Pietro Longhi e della sua scuola, continua a essere l’ele! gante luogo d’incontro internazionale e fulcro della vita sociale della città, con la sua offerta di eccellenti cocktail e prelibati cicchetti, perfetti per un aperitivo o uno spuntino serale#. ■ TB


Viaggio in Italia Pag. 15 • Giugno 2016

Montagne blu

La Valle Argentina e la lavanda. Coltivazione ad alta quota, oli essenziali, profumi e sapori dell’entroterra del Ponente Ligure

S

eguendo il profumo di lavanda, il libro Mon! tagne blu, di Rita e Patrizia Cugge e Giam! piero Laiolo, traccia un itinerario della Valle Argentina che da Taggia, nota per le olive taggiasche e i canestrelli, prosegue passando per Badalucco, tipico per le sue ceramiche e il legno; Montalto, con il suo pan d’ordiu, Agaggio Inferiore, con l’antica distilleria; Molini di Triora, con le lumache, il brus, il miele e il vino Ormeasco Doc; e Triora, con le note streghe e il Museo regionale etnografico e della stregoneria. Con una breve deviazione si arriva a Carpa! sio, dove ha sede il Museo della lavanda e da qui si può proseguire ancora nelle bellezze naturali dell’entroterra. È, quello tracciato dal libro, anche un viaggio storico nel termine lavanda, che è di antico uso comune: “talmente generico che quando dal Basso Medioevo si diffusero i ricettari e gli erbari prevalse l’abitudine di nominarla con la parola che più comunemente ne indicava da secoli l’impiego: il gerundio del verbo latino lavare, perciò la! vanda. Dall’Età Romana si associò quindi sempre più in

modo indissolubile il profumo di questo fiore con il bagno per! sonale e con la lavanda della biancheria”. Per quanto riguarda la coltiva! zione, “la coltura di un lavan! deto può durare circa dieci anni. Ogni anno a fine agosto, quando la lavanda ha completato la fioritura, si raccoglie e si lega a mazzi che sono appesi in un locale asciutto, dove rimangono fino a completa es! siccazione. I mazzetti sono quindi battuti su un telo per far fuoriuscire il seme: rotondo, nero, di dimensioni mil! limetriche. A ottobre i semi sono messi a dimora su un terreno, sul quale è stata praticata la falsa semina: tecnica già usata in agronomia nei tempi antichi. Sono necessari almeno due anni prima che le piante inizino a dare una

buona raccolta.” Dalla coltivazione alla raccolta, nel mese di agosto, con la lavanda in piena fioritura, in quello spazio di tempo detto “balsamico”. I campi di lavanda in quest’area della Liguria si trovano in alta montagna, tra le ripide Alpi del Mare, dove a volte nel cielo sovrastante ai campi di la! vanda di un blu uniforme volteggia l’aquila reale. Il taglio della lavanda è fatto ancora tutto a mano, come le antiche tradizioni, in quanto la conformità del terreno non permette l'uso di macchinari. Giunta in distilleria la lavanda viene distesa per evitare il riscaldamento dei fiori che nuoce alla qualità dell'olio essenziale. Conclusa la raccolta, il giorno successivo sarà dedicato alla distillazione. Per quanto riguarda l’uso tradizionale dell’olio essen! ziale nelle calde serate d’estate si usava come deconge! stionante per la pelle accaldata oppure con tre gocce d’olio essenziale in un cucchiaio da cucina colmo di olio d’oliva si ottiene un semplice ma efficace olio da mas! saggio utile per alleviare dolori muscolari e articolari. L’uso più comune era quello per alleviare il mal di testa, frizionandone una goccia sulle tempie. La lavanda è diventata anche una tradizione in cucina, dagli antipasti ai dolci un pizzico di fiore di lavanda conferisce ai piatti una particolare aroma. Deve comun! que essere sempre usata con moderazione per via della sua intensa aroma. ■ Tiziana Achino

Nella Riviera di Ponente Giovanni Roggeri descrive le bellezze paesaggistiche, storiche e culturali del territorio ligure dove si incontrano mare e montagna

Q

uando si parla della Rivie! ra dei Fiori si richiamano subito alla mente immagi! ni di un mare cristallino, di bei porti turistici, di centri velici e subacquei e di pae! si ospitali come Santo Stefano al Mare con il porto di Marina degli Aregai. Ma non bisogna dimenticarsi che la Riviera dei Fiori dista solo qualche decina di chilo! metri da un comprensorio alpino di tut! to rispetto, che trasforma una zona di mare in una zona anche di montagna. Pro! prio in questo magnifico ambiente natu! rale, affacciato sulla spiaggia di Santo Ste!

fano al Mare, si trova l’Hotel ristorante Lucciola. "A soli 8 chilometri da Sanremo e ad appena 40 dalla Costa Azzurra ) spie! ga Giovanni Roggeri, comproprietario dell’albergo ) la nostra struttura permette di conciliare la voglia di mare con quel! la di montagna. Grazie alla pista ciclabi! le del Ponente Ligure, lunga 24 chilo! metri, si raggiungono velocemente Ospe! daletti, San Lorenzo al Mare, Arma di Tag! gia, Riva Ligure, Aregai di Cipressa, Pia! ni di Costarinera. Mentre a piedi, in bici! cletta o a cavallo si può scegliere di fare bellissime escursioni in montagna, cir! condati dal verde#. Nei dintorni dell’ho!

tel Lucciola, infatti, si allungano le anti! che Vie del Sale ) le colline sopra Bussana Vecchia di Sanremo, l’entroterra di Tezo! rio, i percorsi di N.S. di Lampedusa di Ca! stellaro ) che portano sino a Limone Pie! monte e Roccaforte Mondovì attraverso cime che toccano anche i 2600 metri sul livello del mare. "Percorrendo un’ora in auto, si raggiungono i 1500 metri del Pas! so della Guardia di Triora o i 1600 del Col! le Melosa. Da visitare è anche il Parco del! le Alpi Liguri, con la sua fauna meravi! gliosa e una flora rigogliosa. Inoltre, per arrivare in questi luoghi si devono attra! versare vari centri storici e contesti ar! chitettonici unici ) come la torre enna! gonale risalente al XVI secolo di Santo Stefano, i Bastioni ed il ponte romanico

L’albergo ristorante Lucciola si trova a Santo Stefano al Mare (IM) - www.albergolucciola.com

di Taggia e ) dove gustare anche le pie! tanze tipiche della Liguria, tra cui le oli! ve taggiasche#. L’hotel ristorante Lucciola mette a disposizione degli ospiti ampie ca! mere sul mare, un giardino ricco di ve! getazione mediterranea, con palme e uli! vi, parcheggi coperti e all’aperto, con! venzioni con i vicini stabilimenti balneari e varie biciclette, il cui uso gratuito spin! ge a scoprire le meraviglie del territorio. "Nel nostro ristorante ) conclude Gio! vanni Roggeri ) proponiamo agli ospiti una cucina semplice e curata, adatta agli appetiti dei più grandi così come dei più piccini#. ■ Emanuela Caruso


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 16

Tra natura e gusto

La Liguria oltre il mare Appuntamenti culturali ed eventi d’importanza internazionale si susseguono durante l’anno, a testimonianza di un territorio meta non solo di turismo balneare. Ne parliamo con Daniela Camera

L

a Liguria non esaurisce le sue risorse d’attrattiva nei paesaggi incantevoli, le riviere gremite o i bor! ghi d’altri tempi perfettamente conservati. Sono molte le iniziative culturali e d’intrattenimento che rendono l’intera regione meta di turismo anche non necessariamente balneare. Ne abbiamo parlato con Da! niela Camera, alla guida de L’Antico Frantoio Doria Resort, immerso nell’entroterra ligure, a metà tra mare e colline, a due chilometri dal mare e dal centro di Imperia. "Gli appun! tamenti sono tanti # dice Camera # e avvengono durante tut! to l’anno. Inutile parlare di quelli già arcinoti, come il Festi! val di Sanremo. Più interessante, invece, menzionare alcuni eventi ingiustamente poco conosciuti. Per esempio, l’incan! tevole specchio d’acqua mediterraneo della baia d’Imperia è teatro ogni anno, nel mese di settembre, di Vele d’Epoca, ap! puntamento classico in Riviera nonché una tra le tappe più prestigiose di eventi velici internazionali che attrae attorno a sé tutti gli appassionati del settore. O ancora, il Festival In!

BELLEZZE NATURALI

Da il meglio di sé in primavera la piccola e ancora selvaggia Costa D’Oneglia, dove sogno e realtà si fondono a!raverso l'incanto di cornici senza tempo

SPECIALITÀ LIGURI Daniela Camera, titolare de L’Antico Frantoio Doria Resort, si sofferma sulle attrazioni enogastronomiche offerte dalla struttura ricettiva imperiese. «Intorno al nostro Resort – dice Camera – si estendono oltre due ettari di ulivi secolari i quali forniscono un eccezionale olio extra vergine di oliva che è utilizzato all’interno del Resort e può essere acquistato da chiunque lo desideri. Per chi è alla ricerca di una vacanza all’insegna del buon cibo e intende scoprire le varietà culinarie che distinguono l’entroterra ligure, troverà qui il perfetto connubio fra tradizioni e nuove scoperte. Il Resort organizza deliziose degustazioni di vini Docg in grotta e a bordo piscina con prodotti tipici liguri e piemontesi».

L’Antico Frantoio Doria Resort si trova a Imperia www.resortanticofrantoio.com

ternazionale di Musica da Camera di Cervo, nato da una fe! lice intuizione del grande Sandor Vegh nel lontano 1964, e che è oggi una delle manifestazioni culturali di spicco di tut! ta la regione, affermata a livello nazionale e mondiale. Così Cervo, incantevole borgo medievale a picco sul mare che già ospitava artisti come Felice Casorati, Henry Furst, Adalber! to Campagnoli, divenne il punto di richiamo di personalità del mondo della cultura e dell’arte%. L’Antico Frantoio Doria Resort si trova in una posizione stra! tegica per i brevi spostamenti che permettono di godere di questa offerta culturale. Ma è al centro di un luogo "dove so! gno e realtà si fondono attraverso l’incanto di cornici senza tempo # continua Camera #. Poi, dà il meglio di sé in prima! vera la piccola e ancora selvaggia Costa D’Oneglia. Roccio! sa, offre percorsi a piedi tra ginestre in fiore, ciclamini, orchidee, cascate di gelsomino e bouganville. Ecco perché ognuno dei sette alloggi che compongono l’Antico Frantoio Doria, ha il nome di un fiore e i colori predominanti ne ricordano i toni.

Gli alloggi sono arredati con gusto e unicità; una particola! re accoglienza familiare, si combina perfettamente con la na! tura del luogo. Il Resort è frutto dell’attento restauro di un antico frantoio in pietra del 1600, tra vigneti, oliveti secola! ri, castagneti e boschi, in questo luogo magico si fondono la storia e il moderno. Appena arrivati, si è subito avvolti dal re! spiro salmastro di questo angolo selvaggio inondato di luce mediterranea%. Ogni appartamento è caratterizzato da stili differenti, ricchi di un’eleganza rustica con muri e pietre a vista, combinata con l’ultra moderno e l’old style. "Sviluppati intorno al cortile # spiega la titolare del resort #, ogni appartamento gode di un soggiorno living, cucina completamente attrezzata, una o due camere da letto e bagno. Inoltre ogni alloggio possiede un ter! razzo e un giardino privato attrezzato con tavoli, sedie, sdra! io per il sole e ombrelloni. La bellissima piscina a sfioro di 90 metri quadrati è all’aperto e la zona circostante é corre! data di ogni comfort: area relax con comodissimi divani e pol! trone, lettini, sdraio, ombrelloni e tavolini. L’area giochi per i bambini è adiacente alla piscina, protetta e recintata. In! somma, tutto è stato studiato per ricreare quella sensazione di pace e tranquillità tipica di questi luoghi, ma perfetta an! che per i più piccini%. La struttura guidata da Camera è in un’ottima posizione an! che per i più sportivi. "Si può godere di vari sport e attrazio! ni nelle vicinanze, quali ra&ing, canoa, arrampicata e MTB. Nelle adiacenze si trovano bellissime e maestose piste ciclabili che percorrono chilometri di strada tra mare e montagna. Inol! tre è presente la Grotta Relax che permette di usufruire dei benefici di una vasca idromassaggio con acqua riscaldata e cromoterapia: un ambiente di grande impatto che rimanda a magnifiche sensazioni di benessere%. ■ Remo Monreale


Viaggio in Italia Pag. 17 • Giugno 2016

Un’offerta rinnovata Ad Alassio, l’esperienza dell’ospitalità della famiglia Masoero. Un paradigma diversificato per la ricezione turistica: hotel, aqua ed event

bed & breakfast, per lasciare all’ospite l’assoluta libertà di vivere la vacanza che preferisce$. Il meglio dell’hotellerie in ogni periodo dell’anno si completa con l’accesso alla palestra interna, alla spa e alla grotta di sale. "In estate offriamo an! che un solarium che si affaccia sul mare e i nostri servizi proseguono anche una

PER LE FAMIGLIE

Siamo da sempre attenti alle esigenze dei bambini, con servizi dedicati ai più piccoli, ed eventi ed escursioni dedicate a genitori e figli

S

ulla riviera ligure di ponente sorge Alassio. Terra di sole e natura. Un tempo borgo di pescatori, oggi centro del tu! rismo internazionale, meta irrinunciabile per chi visita la Liguria. Fra le molte strutture ricettive, una di quelle storiche è l’Hotel Rosa, attivo dal 1954 e da allora luogo di vacanze di pia! cere e armonia, fra benessere e gusto, dove i più piccoli sono sempre i benve!

L’hotel Rosa si trova ad Alassio (SV) www.hotelrosa.it

nuti. A condurre l’hotel sono Claudia e Rosanna Masoero. "La nostra esperien! za, da quest’anno # spiega Claudia Ma! soero # ha puntato fortemente sull’in! novazione dell’offerta, con una nuova im! magine giocata sulle parole chiave hotel, aqua ed event. In più, siamo anche un

Nel cuore di Sanremo Il Teatro Ariston, il Casinò, il centro storico de La Pigna, per non parlare delle meraviglie della Riviera dei Fiori. Loris Correnti ci accompagna in uno dei luoghi più famosi della Liguria

I

l primo pensiero vola sempre alla musica, alle canzoni che hanno se! gnato la storia, a quell’evento che da decenni dice tanto sulla cultu! ra popolare dell’Italia intera. Ma

volta usciti dall’hotel, grazie alle con! venzioni con i migliori ristoranti della zona. Inoltre, siamo da sempre attenti alle esigenze delle famiglie con bambi! ni, con servizi dedicati ai più piccoli$. Tutta la famiglia, poi, viene coinvolta ne! gli eventi che si tengono nell’Hotel Rosa e il fitto calendario di escursioni estive, che conducono nei luoghi più bel! li che circondano Alassio, fra la terra e il mare. "Con sensibilità e attenzione cer! chiamo di soddisfare i desideri di tutti. I nostri collaboratori lo sanno: l’obietti! vo è il sorriso di chi ti sta di fronte. Ci piace far felice chi ci sceglie ed essere scelti ci rende felici. È la conferma del! la giusta direzione verso cui abbiamo in! dirizzato gli investimenti degli ultimi anni, che hanno trasformato e arricchi! to l’hotel, senza tradirne l’ispirazione di fondo$. ■ Vittoria Divaro

Sanremo non è solo il festival che por! ta il suo nome. Questo gioiello del Me! diterraneo si trova sulla Riviera dei Fiori, sul tratto di costa ligure di po! nente, spettacolare dal punto di vista

paesaggistico e con una grande attrattiva per il turismo balneare. Il centro stori! co de La Pigna, nella Sanremo vecchia, è uno dei più belli e meglio conservati della penisola. E i motivi che spingono migliaia di turisti a visitarla, non fini! scono qui. Ne abbiamo parlato con Loris Correnti, titolare dell’Hotel Globo, un esempio di struttura ricettiva sanremese. "Il nostro albergo # dice Correnti # si trova a po! chissimi metri dalla centralissima Piaz! za Colombo, dal Teatro Ariston e dal Ca! sino Municipale. Queste sono sicuramente tra le attrazioni principali della città, insieme alla pista ciclopedonale lunga 24 chilometri e la meravigliosa città vecchia de La Pigna. Inoltre, trovandoci nel centralissimo Corso Matteotti, abbiamo a due passi i migliori negozi per lo shopping e, ubi! cati nella tipica Piazza Bresca, i ristoranti più rinomati$. Secondo Correnti, i clienti sono sempre più esigenti "e le strutture ricettive de! vono ogni anno modernizzarsi per essere sempre all’avanguardia # continua il ti! tolare dell’Hotel Globo #. Non a caso, il nostro albergo è completamente ri! strutturato e dispone di camere singole, doppie e matrimoniali, e di molte Suite e Junior Suite, ideali per chi si trova a Sanremo per lavoro o per chi semplice! mente cerca una vacanza di mare, sole e relax. L’Hotel Globo offre un ambiente fami!

L’Hotel Globo si trova a Sanremo www.hotelglobosanremo.it

liare confortevole, pulito e tranquillo, dove poter trascorrere soggiorni sia di lunga sia di breve durata. Tutte le ca! mere dispongono di bagno privato, TV Lcd, internet wi!fi, frigobar, cassaforte e telefono diretto. Un’altra caratteristica da non sottova! lutare è che l’albergo è aperto tutto l’an! no. Inoltre, è possibile raggiungere i mezzi pubblici con estrema facilità: taxi e bus sono a pochi metri dall’albergo e la stazione dei treni è a pochi minuti. Sono presenti un parcheggio interno, una sala bar/ristorante e una sala TV. In! fine, il ristorante interno di cucina tipi! ca permette soggiorni anche in mezza e in pensione completa$. ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Pag. 19 • Giugno 2016

Menù per tutti i gusti Il ristorante La vita è bella di Sanremo punta sulla varietà dell’offerta con piatti della cucina ligure e internazionale per turisti che vogliono cenare a due passi dal Casinò

N

ella città dei fiori e del Festival più amato!odiato d’Ita! lia, il turismo è pane quotidiano. Vuoi per le bellezze paesaggistiche e artistiche, vuoi per i tanti even! ti culturali di cui il Festival della Canzone Italiana è solo la punta di diamante, è difficile trovare un pe! riodo dell’anno in cui i sanreme! si si sentano veramente soli. Su questa ricchezza ha puntato da anni la città ligure, con un’offerta turistica e ricettiva variegata, che ammicca in egual misura ai visi! tatori italiani e stranieri che af! follano quotidianamente le sue strade, due tipologie di turisti molto diversi, con richieste spes! so diametralmente opposte. Con queste premesse, le proposte de! vono essere necessariamente mol! to ampie anche e soprattutto in ta! vola. Per chi ama scegliere tra piat! ti e menù per tutti i gusti, il Ri! storante La vita è bella è la solu! zione ideale. Situato su Corso Inglesi, di fron! te al Teatro del Casinò, a due passi dalla via dello shopping e dalla celebre Passeggiata Impe! ratrice con le sue palme, i suoi fio! ri e il suo splendido mare, il loca! le offre più di cinquanta piatti di! versi, con quattro tipi di menù per tutti i palati e tutte le tasche: quello stagionale, denominato “Lo chef consiglia”, il menù alla carta, il menù turistico e il menù degustazione. Su richiesta sono di! sponibili piatti per celiaci e per chi

Il Ristorante La vita è bella si trova a Sanremo www.ristorantelavitaebella.eu

LA BUONA CUCINA

La tradizione italiana e mediterranea, con ingredienti freschi e genuini, è la nostra missione, ma andiamo incontro alle richieste della clientela e ai suoi gusti internazionali

soffre di intolleranze alimentari, e ci sono soluzioni ideali per pran! zo e cena anche per i più piccoli, per i quali è stato ideato un menù apposito, il quinto. Tutta questa attenzione al cliente è frutto di quasi venticinque anni di esperienza nel settore della ri! storazione da parte dello chef An! gelo Caporusso, patron del risto! rante assieme alla moglie Sara, in sala, e alla sorella Terry. Un’espe! rienza che da un anno e mezzo ha messo a frutto successi e lezioni apprese al ristorante l’Airone, aperto nel 1992, in un nuovo pro! getto, La vita è bella, appunto. Un nome che non è casuale, ma il ri! sultato di una scelta affidata ai clienti storici dei ristoratori, e che è diventata una dichiarazione d’intenti e la frase che riassume la passione per il mondo della cuci! na e dell’accoglienza di questo trio familiare che guarda lontano.

$La buona cucina è la nostra mis! sione % spiegano i proprietari An! gelo e Sara Caporusso % in parti! colare la cucina della tradizione italiana e mediterranea. Alcuni piatti vengono rivisitati o conce! piti ex!novo, con ingredienti fre! schi e genuini, per quanto possi! bile di produzione locale. Il nostro motto è piatti di qualità al giusto prezzo, con tanta possibilità di scelta. D’altra parte mentre i turi! sti stranieri sono più tradizionali nei gusti e preferiscono piatti del! la tradizione italiana di cui hanno sentito parlare o che conoscono, gli italiani chiedono ricette più ri! cercate, hanno voglia di speri! mentare. Per accontentare questi due estremi, la nostra scelta è sta! ta puntare su un’offerta molto ampia&. Dai primi alla pizza, con un piz! zaiolo fedele alla tradizione na! poletana, passando per il pesce,

vero protagonista della tavola, i piatti più apprezzati dai clienti de! vono molto alla tradizione eno!ga! stronomica ligure ma non solo. Paccheri con calamari e vongole al profumo di basilico, paella di mare, stoccafisso mantecato, pesce alla ligure, baccalà al vapore con cipolle rosse in tempura, sono i pezzi forte del menù, quelli più ri!

CENA PORTA FORTUNA SOTTO LE LUCI DEL CASINÒ Se si alzano gli occhi dai piatti, il Ristorante La vita è bella è la location a fare la differenza. Con l’entrata laterale del Casinò di Sanremo a pochi metri e un’architettura che riprende lo stile liberty di una delle case da gioco più note e antiche d’Italia, qui la fortuna è veramente a due passi. «Le luci del casinò, la fontana, l’atmosfera frizzante di attesa che si respira – continuano i patron del ristorante Angelo e Sara Caporusso – danno quella suggestione in più che ci ha convinto a scegliere questa zona della città. Inoltre, grazie a una convezione con il Casinò, chi viene a tentar la sorte a Sanremo passa spesso e volentieri tra i nostri tavoli».

chiesti e apprezzati dalla cliente! la, che comprende coppie, fami! glie, turisti e lavoratori in trasferta ma soprattutto i clienti del Casi! nò di Sanremo, che si trova vera! mente a pochi metri. Sempre più frequenti sono le cerimonie e i ri! cevimenti per battesimi, comu! nioni e cresime ospitati dalla struttura, che propone anche cene o pranzi di matrimonio. $Nelle due grandi sale climatiz! zate, con arredamento in stile classico, cucina a vista, cantina, bancone dei dolci, bar, pizzeria e un dehor riscaldato con vista sul casinò % continuano i proprietari Angelo e Sara Caporusso % pos! siamo accogliere comodamente 150 persone. Dalla nostra abbiamo l’esperienza ultraventennale e una media di 60!70 coperti al giorno, per offrire un’ospitalità calorosa e una cucina genuina e ricercata&. ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Pag. 21 • Giugno 2016

La città che nasce dal mare

Benvenuti nel borgo di Rapallo In uno degli scenari più suggestivi della Riviera Ligure di Levante, in compagnia di Stefania Oddone e Andrea Castellazzi, che ci fanno da guida nel territorio del Tigullio

!Il porticciolo di Boccadasse, che sorge proprio là dove la città comincia a sciogliersi verso levante". È uno dei luoghi incontaminati e magici scelti da Tullio Solenghi per descrivere l’anima di Genova

A

rrivando a Genova vedrai una città imperiosa, coronata da aspre montagne, superba per uomini e per mura, signora del mare”. Questi i versi con cui Francesco Petrarca descriveva la città di Genova. Ancora oggi un genovese orgo! glioso come Tullio Solenghi si lascia sug! gestionare dagli angoli ricchi di storia, tra! dizione e magia della sua terra natia e parla di una città superba, multietnica e magica. Crocevia di popoli e di culture, il capo! luogo ligure con i suoi porti è emblema di un’antica mentalità commerciale. I son! tuosi palazzi medioevali e rinascimentali delle vie del centro con arte mirabile nar! rano la storia della città. Ricordi innaffiati da vini sublimi che accompagnano ricchi piatti della cucina ligure da assaporare in antiche locande dove trascorrere serate dal! l’atmosfera incantata con il blu del mare che fa da sfondo. Quali sono stati i luoghi di Genova palcoscenico della sua infanzia? #Il mio paese natio S. Ilario, adagiato sulla collina che sovrasta Nervi. Dalla piazzetta della chiesa si domina un pano! rama mozzafiato che spazia dal monte di Portofino al porto di Genova. Nervi stessa è stata anch’essa teatro delle mie prime incursioni giovanili$. Quale scorcio della città per la sua magia potrebbe fare da scenario ad una sua immaginaria rappresentazione teatrale? #Di sicuro il porticciolo di Boccadasse, che sorge proprio là dove la città comincia a sciogliersi verso levante. Un angolo in! contaminato dove a farla da padrone sono i gatti pigramente accoccolati sulle barche in secca dei pescatori$. Se dovesse accompagnare un gruppo di curiosi in visita nella sua terra quali angoli insoliti gli farebbe scoprire? #Torno alla mia Nervi e al mio S. Ilario,

T

L’a!ore Tulio Solenghi

della prima sceglierei la passeggiata Anita Garibaldi, del secondo il sentiero che dalla chiesa parrocchiale porta alla cappella di S. Rocco. La prima a lambire la costa, la se! conda la montagna, entrambe con il blu profondo del mare a fare da cornice$. Quali aggettivi sceglierebbe per descrivere l’anima di Genova e perché? #Superba, secondo la sua antica fama di città dal centro storico costellato da pa! lazzi sontuosi, multietnica, poche città come Genova riescono a far convivere et! nie diverse, soprattutto nella zona popolare dell’angiporto. Magica, ogni scorcio, ogni fessura di sole, ogni carruggio che scende al porto, sono incredibili scenari di qual! cosa di magicamente inafferrabile$. Tornando da una tournée teatrale in quale osteria o ristorante della sua città si recherebbe volentieri e quale piatto della tradizione culinaria genoana vorrebbe assaporare? #La mia meta fissa è la trattoria delle Due Torri a due passi dalla casa di Colombo, piatti da non perdere: lasagne e minestrone al pesto, ma anche le acciughe impanate e fritte, una vera delizia$. Con quale vino delle cantine liguri accompagnerebbe l’assaggio di questo piatto? #Il bianco delle Cinque Terre che ritengo sia tutt’ora uno dei vini liguri più pre! stigiosi$. ■ Renata Gualtieri

ra Portofino e le Cinque Terre, ecco il vero gio! iello della Ri! viera Ligure di Levante. Siamo a Rapallo, sulla costa del Golfo del Ti! gullio, conosciuta soprat! tutto per il suo clima e re! sidenza invernale preferita per la maggior parte dei turisti. La sua vicinanza alla costa la rende particolare per gli inverni miti, basta passeggiare sul lungomare pieno di sole per accorger! sene, godendo, al tempo stesso, di uno dei più anti! chi centri marittimi italiani. Qui, incontriamo Stefania e Andrea, titolari dell’hotel Portofino, che descrivono il territorio e le maggiori at! trazioni che lo contraddi! stinguono. #Il territorio del Tigullio ' dicono Stefania e Andrea ' offre svariate pos! sibilità di vacanza con il L’hotel Portofino si trova a Rapallo (GE) www.hotelportofinorapallo.it

suo Parco del Monte di Por! tofino e la sua Area Marina Protetta, è adatto sia per una vacanza in famiglia e pret! tamente balneare, sia per una vacanza attiva orienta! ta su sport come diving, hiking e biking. Il nostro ho! tel, in questo senso, ha la fortuna di trovarsi in una posizione ottimale per visi! tare i dintorni di Rapallo. Si trova, infatti, al primo pia! no di uno storico palazzo li! berty di fine Ottocento, ac! coglie i viaggiatori nella splendida cornice del Golfo$. Per i titolari dell’hotel Por! tofino, sono diversi i luoghi imperdibili da visitare. #C’è la storica funivia che colle! ga tutto l’anno il centro di Rapallo con l’antico san! tuario di Montallegro, nel! la splendida posizione pa! noramica. E poi, il piccolo castello pittoresco immerso nel mare, costruito nel 1551, la torre dell’orologio risa! lente al 1473, oppure la Ba! silica dei santi Gervasio e Protasio del 1118$.

Situato nel centro della cit! tà, l’hotel è a pochi passi dalla passeggiata mare, dal porto, dall’approdo dei bat! telli, dalla stazione ferro! viaria e dal centro storico. #Tutte le camere, armonio! se e accoglienti, arredate con gusto anche nei ten! daggi e nella cura dei par! ticolari ' continuano Stefa! nia e Andrea ' sono dotate di servizi privati con linea cortesia completa, Tv e te! lefono, bollitore elettrico per preparazione di tisane, tè e caffè a disposizione, wifi gratuito. Vi è inoltre la possibilità di cenare e pran! zare presso il ristorante al! l’interno dell’hotel, che pro! pone ottimi piatti della tra! dizione ligure tra i quali spiccano le troffie alla Por! tofino con pesto pomodoro e gamberi, il filetto di orata alla ligure con olive tag! giasche, il pesto di nostra produzione, e altri piatti come il polpo con patate, i totani ripieni e le torte di verdure$. ■ Elena Ricci


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 22

Tra natura e gusto

Sulle note dei ricordi

Genova, terra di poeti, navigatori e cantanti. Antonella Ruggiero racconta la sua città illustrando i luoghi più belli del capoluogo ligure, dove i sapori della tradizione, i ricordi della storia e gli elementi dell’arte vivono tra gli stretti e tortuosi vicoli che lo caratterizzano

P

er Antonella Ruggiero il fa! scino di Genova, sua città na! tale, corre lungo le strade tor! tuose del centro, dove vibra ancora la storia e la magia del! l’arte. Palazzi nobiliari e case popolari con! vivono in uno scenario eterogeneo che si può apprezzare dai tetti o dalla spianata di Castelletto, da cui si domina tutta la città. I profumi e i sapori di Genova brulicano in! vece nei vicoli che dal mare salgono fino

alle colline. Il racconto di una città unica nelle parole della cantante ligure.

Villa Pallavicini a Pegli con il suo mera! viglioso parco$.

Genova è una città che nasconde molti segreti. Cosa rappresenta per lei il capoluogo ligure?

C’è un locale della città al quale è più affezionata magari perchè legato a qualche aneddoto o agli amici cantanti con i quali ha iniziato la carriera?

#È la memoria di una città con usi, co! stumi, profumi, modi di parlare, cibi e persone che credo si siano profondamente e irrimediabilmente modificati$. La cantante Antonella Ruggiero

#Tutta la zona del centro storico che parte dalla cosiddetta casa di Colombo fino al porto: Porta Soprana, Piazza delle Erbe, San Lorenzo, tutta l’area medievale della città$.

#Ricordo con piacere le antiche drogherie come Torielli in Via San Bernardo, le anti! che tripperie con i pentoloni e i marmi, la trattoria tipicamente genovese “da Maria”, le friggitorie di Sottoripa e le raffinate sale da the come Klainguti e i dolci di Roma! nengo. Ricordo inoltre una piccola latteria in via degli Orefici dove facevano e fanno tuttora una panna fantastica$.

Quali luoghi farebbe scoprire a chi non conosce la città?

A quali piatti e vini della tradizione culinaria genovese è più legata?

#Non potrei trascurare i caruggi, gli an! tichi palazzi nobiliari di Via Garibaldi o le vecchie case popolari del centro dove da! gli ultimi piani si può godere della vista dei vecchi tetti della città e del porto. Ca! stelletto e le alture di Righi dove da lassù la lanterna sembra un giocattolo. Uscendo dal centro storico, sicuramente

#La farinata, il pesto, le verdure ripiene, la cima, lo stoccafisso accomodato di Can! neto il Lungo, le tommaselle, il mine! strone di verdure con il pesto ma oggi il sapore delle verdure non è più lo stesso. Per quanto riguarda i vini ci sono pro! duttori appassionati che realizzano po! che bottiglie ma eccezionali$. ■ NMM

ti negli stranieri e questo permette di pro! muovere la nostra regione, il suo turismo e la crescita del territorio. Abbagliati dalla ric! chezza storica, culturale e paesaggistica di queste zone, gli ospiti e i clienti esteri sono convinti che il patrimonio italiano debba es! sere maggiormente apprezzato e che azien! de turistiche come la nostra, che abbraccia la vita rurale locale in ogni suo aspetto, debba! no essere incoraggiate a continuare la propria attività, mentre i giovani devono essere spinti a partecipare attivamente e in manie! ra consapevole allo sviluppo del turismo in! ternazionale di lusso. Ecco perché proprio ad acquirenti giovani e volenterosi vorremmo ce! dere la nostra attività, che esclusivamente per motivi di salute a breve non riusciremo più a portare avanti$. ■ Emanuela Caruso

La Tenuta Pian del Nasso si trova a Piana Crixia (SV)

C’è uno scorcio della città che per la sua magia l’affascina sempre?

Al confine tra Liguria e Piemonte “We live in paradise” è il motto con cui Johanna Noyon accoglie i propri ospiti a Pian del Nasso, tra natura, silenzio e spazi sconfinati

V

icino al parco regionale di Piana Crixia, in una valle silenziosa dove gli unici leggeri suoni sono quelli delle acque fresche e lim! pide di due ruscelli che conflui! scono in un antico mulino, si trova la Tenu! ta Pian del Nasso, completamente immersa nel verde e ricca di flora e fauna particolari. A gestire la proprietà, che si estende per 1,5 chilometri in lunghezza, sono Johanna Noyon e suo marito Ton, entrambi olandesi e italia! ni d’adozione. #Abbiamo voluto ricreare un ambiente perfettamente integrato alla natu! ra, in armonia con il paesaggio che ci circonda ' spiega la signora Johanna '. Un ambiente privo di stress e di confusione, dove la priva! cy è garantita e rispettata. Le case che diamo in affitto agli ospiti sono state restaurate e ar! redate con gusto, e insieme al mulino ad ac! qua risalente al 1764 e alla bellissima e ri! parata piscina, tutta la tenuta gode di un’at! mosfera lussuosa, rilassante, naturale e ar!

moniosa$. Tutti gli alloggi di Pian del Nasso messi a disposizione di turisti e visitatori sono indipendenti e dispongono di ampi spazi verdi privati e di servizi moderni tra cui in! ternet ad alta velocità. #Il turismo a cui ci ri! volgiamo rientra nella fascia alta, che in questa meravigliosa terra trova un luogo idea! le per le proprie esigenze. Da noi vengono tu! risti in cerca di riposo e stacco dalla routine quotidiana, ma anche turisti desiderosi di av! venturarsi in escursioni indimenticabili, come quelle verso le terre del vino nelle zone del! le Langhe e del Roero intorno ad Alba, Asti e Acqui Terme, o verso la Riviera dei Fiori, a soli 35 minuti d’auto$. L’attività di Johanna e Ton non si limita però alla gestione di una strut! tura turistica di lusso su piccola scala, in quan! to Johanna, ormai naturalizzata italiana, si oc! cupa anche dell’accompagnamento di clien! ti stranieri interessati ad acquistare una se! conda casa in zona. #L’interesse e l’entusiasmo per le terre italiane sono davvero molto for!

www.verhuur.jnoyon.com


Viaggio in Italia

Emozioni autentiche a Finale Ligure Nella Valle di Calvisio sorge un villaggio turistico a due passi dal mare, dove il relax della natura incontra i sapori più autentici e genuini. Elena Granaiola ci parla di un progetto divenuto realtà

U

na perla incastonata nella splendida Valle di Calvisio, ca! pace di regalare emozioni in! dimenticabili sia a coloro che cercano il relax di una va! canza al mare, sia agli amanti della natura più autentica, del trekking, del free!ride, del! la mountain!bike e delle palestre di roccia. Stiamo parlando del Villaggio di Giuele, re! centemente costruito dalla famiglia Gra! naiola, in una cornice che ricorda, in virtù dei suoi archi arabeggianti e dei vicoli stret! ti, un borgo saraceno che si staglia contro il cielo ligure. Come ci racconta Elena Granaiola, il Villaggio di Giuele, nella sua duplice formula di hotel e appartamenti, ha arricchito sensibilmente l'offerta dell’Eu! rocamping Calvisio, il campeggio costrui! to e gestito con passione dalla famiglia fin dal 1972. #La nostra proposta si rivolge alle coppie di tutte le età e alle famiglie con bambini che desiderino, almeno per qualche giorno, spegnere il cellulare e dimenticare l'auto $ spiega Elena Granaiola !: la nostra struttu! ra si trova infatti a pochi minuti dalla pas! seggiata al mare di Finale Ligure e mette a disposizione un servizio navetta gratuito per le spiagge della Riviera e per il centro cittadino. Un ricco programma di anima! zione, dall'acqua gym ai giochi in piscina, dai tornei sportivi alle escursioni, dalle pro! poste del Miniclub agli show serali, è sta! to inoltre pensato per soddisfare le esigenze di grandi e piccini%. Fra le peculiarità del Vil! laggio di Giuele spicca il centro ippico Le

Il Villaggio di Giuele si trova a Finale Ligure (SV) www.ilvillaggiodigiuele.it www.eurocampingcalvisio.it www.ilnataledigiuele.it

Perle Nere, gestito da Giulia Granaiola, istruttrice di pony e accompagnatrice qua! lificata per passeggiate a cavallo alla sco! perta dell'entroterra ligure. Un altro fiore all'occhiello del Mondo di Giuele è l'offerta enogastronomica del! l'Azienda Agricola Ca' di Giuele, che propone agli ospiti del Villaggio alcune eccellenze del territorio. #Fra i nostri prodotti più pre! giati, che in parte produciamo, vi sono l'olio extravergine di oliva, i vini Pigato, Ver! mentino e Rossese doc, tipici della nostra Riviera Ligure di Ponente $ conclude Ele! na Granaiola !. Il ristorante offre diverse spe! cialità della tradizione ligure e italiana, va! riando il menù a seconda delle stagioni e della produzione dei nostri campi%. Infine per il periodo invernale, il Villaggio di Giuele si trasforma in un parco natalizio con tante attrazioni per tutta la famiglia con mercatini di Natale, spettacoli, il villaggio di Babbo Natale e la sua casa. Il Natale di Giuele: il villaggio di Natale più grande in Liguria! ■ Sara Corno

IL PARADISO DEI CAVALLI La suggestiva vallata a picco sul mare in cui è situato, fra verdi colline, boschi e scorci panoramici, rendono il Villaggio di Giuele una meta ideale per il turismo equestre. Il Centro Ippico Le Perle Nere di Giuele propone agli amanti dei cavalli ma anche ai principianti lezioni di equitazione, passeggiate fra mare e monti e matrimoni in carrozza.


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 24

Tra natura e gusto

Mare, pesca e relax A Finale Ligure si sfruttano tutte le opportunità offerte dalle bellezze del mare e della terraferma. Jacopo Foresti racconta la sua esperienza

D

all’amore per la pesca d’al! tura, per le tante opportu! nità delle attività turistiche e per un territorio che uni! sce un mare incantevole ad un centro cittadino accogliente e ricco di edifici storici, nasce il progetto Sea Fo! rest di Jacopo Foresti che, chiarisce, #si sviluppa seguendo tre ramificazioni di! stinte: la gestione di un caratteristico boutique hotel, la creazione di un risto! rante raffinato e l’offerta di svariati ser! vizi nautici, come escursioni in barca per turismo, pesca o feste%. È dunque nel cuore di Finale Ligure, a pochi passi dal mare, che sorge il Marina Hotel Char! ming Rooms, una struttura i cui spazi, interni ed esterni, rispecchiano le tra! dizionali armonie ed essenze della ter! ra ligure. #Fascino antico e comfort mo! derni si sposano alla perfezione nel no! stro hotel, dove ogni ambiente è valo! rizzato da arredi creati da esperti arti! giani e da tessuti dipinti con estrema pe! rizia. Alla clientela offriamo 13 stanze con nomi legati al mare, arredate con gu! sto, accoglienti e rilassanti%. Vicino al! l’hotel, ma operante anche a parte, è poi il ristorante L’Armatore, nato per poter offrire a chiunque l’esperienza di deli! ziare il palato con i sapori tipici della Li! guria. #Il nostro ristorante $ continua Fo! resti $ è il posto ideale dove concedersi una cena a base di pesce o sperimenta! re una genuina cucina finalese. Abbiamo dato vita a un locale raffinato ed ele! gante, che fa della tradizione e della qua!

La Sea Forest Srl ha sede a Finale Ligure (SV) www.hotelmarinafinale.it

I SAPORI DELLA VECCHIA DARSENA DI SAVONA Al Ristorante Verso il Maestrale, che ha aperto un anno fa nei locali delle antiche stalle, la passione per il mare, la cucina e il passato si fondono in un menù semplice ma ricco di gusto

I

IL RISTORANTE

La qualità delle materie prime è il pilastro dell’a!ività. Qui si può gustare una cena a base di pesce o la genuina cucina finalese lità delle materie prime i pilastri del! l’attività. La cura con cui vengono rea! lizzati i piatti è testimonianza diretta del! l’amore per il nostro territorio e i suoi prodotti%. E in estate, quando il sole il! lumina le giornate e il mare è calmo, a disposizione degli ospiti e degli appas! sionati di pesca ci sono due barche a mo! tore e una moto d’acqua, con le quali è possibile portare in escursione fino a 14 persone. #Grazie alla piccola società di charter Jack Fishing & Adventures, or! ganizziamo uscite e gite per pescare, sco! prire calette e spiagge del litorale oppure realizzare feste al largo, lontano dalla co! sta. Conosciamo tecniche di pesca sia per principianti che per mani più esperte, scegliamo le attrezzature più adatte e ci buttiamo nella pesca notturna dei tota! ni e calamari. Per gli ospiti che preferi! scono rilassarsi al sole e godersi la bel! lezza del paesaggio, invece, a 30 minu! ti di navigazione c’è la bellissima isola Gallinara; mentre pensata per i giovani è l’organizzazione di party con musica, cocktail, incontri e divertimento in mare%. ■ Emanuela Caruso

n tavola il pescato del giorno, pesce fresco che più a chilometro zero di così non si può, negli occhi la distesa delle 125 imbarcazioni in ormeggio fisso della Vecchia Darsena di Savona e sull’insegna un nome che è già una dichiarazione d’intenti. Il Ristorante Verso il Maestrale accoglie così i suoi clienti, con un’atmosfera intrisa dell’amore che un anno fa ha portata la proprietaria, Zaira Mulatti, a trasferire la sua passione per la cucina in questo angolo suggestivo della Liguria, dove cielo e mare regalano una tavolozza dalle mille sfumature. Durante una passeggiata domenicale un rudere che sembrava sul punto di crollare ha mostrato tutto il suo potenziale alla ristoratrice che, dopo dieci anni al ristorante “Pesce pazzo” di Varazze, ha deciso di intraprendere una nuova avventura. «Ho letto il cartello affittasi – racconta Zaira Mulatti – e nella mia mente quel locale, che aveva ospitato le stalle della vecchia darsena, si è trasformato in un’opportunità da cogliere al volo. In un attimo era tutto fatto: avevo il locale per continuare a portare avanti la mia passione». E la passione si respira in ogni tavolo e in ogni piatto nel Ristorante Verso il maestrale, composto da un ambiente raccolto in cui il passato, che emerge dalle pareti e dal soffitto a volta con mattoni a vista, è il vero protagonista. Mentre nei tavolini all’esterno ci si ritrova praticamente a due passi dal mare e da barche su cui idealmente prendere il largo, restando seduti a lume di candela, magari con una persona speciale. Di fronte ai pescherecci nascono piatti che conquistano puntando sui sensi: belli da vedere, profumati per stuzzi-

Il Ristorante Verso il Maestrale si trova a Savona zaira.mulatti@gmail.com

care l’olfatto, dai sapori sfiziosi, per appagare il palato. Ogni giorno il menù cambia, in base al pescato del giorno, fedele a un’unica regola: la semplicità, chiave di volta per far emergere il gusto del pesce fresco. Particolarmente apprezzati il bagnun di acciughe, piatto tipico dei pescatori della riviera ligure, la tartar di tonno, le acciughe fritte con la panissa (polentina di farina di ceci fritta), l’ombrina spadellata con verdure e i ravioli di mare allo scoglio. Per chi desidera un piatto veloce in autunnoinverno c’è la formula dell’aperipesce abbinato a vini locali. Per il futuro soffia vento di novità. «Stiamo lavorando per allargare lo spazio esterno – conclude la proprietaria Zaira Mulatti – magari con tavolini sui pescherecci o sulla piattaforma, per rendere ancora più vera l’esperienza di mangiare nella vecchia darsena. I pescatori sono un po’ spaventati, ma sono ottimista perché capiscono le potenzialità del luogo e dell’accoppiata cucina e storia». ■ Alessia Cotroneo


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 26

Itinerari suggestivi

Altissimo, sostenibilissimo, bellissimo

Un museo dell’alpinismo incastonato nel cuore di una montagna. È la gemma architettonica che si può ammirare a Plan de Corones, voluta da Messner e progettata da Zaha Hadid

Il Messner Mountain Museum di Plan de Corones. So!o, Reinhold Messner

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i staglia a 2275 metri di al! tezza, regala una vista moz! zafiato che si estende dalla Marmolada alle Tofane e porta la cultura dell’alpini! smo nell’atmosfera rarefatta delle Alpi. Benvenuti al Messner Mountain Mu! seum di Plan de Corones, il sesto e ul! timo dei progetti museali targati Rein! hold Messner, leggenda assoluta del climbing mondiale e della montagna vis! suta non solo in chiave sciistica, ma an! che come luogo da esplorare, sfidando la natura e i propri limiti. CULTURA DELL’ALPINISMO AD ALTA QUOTA Inaugurato l’estate scorsa e costato tre mi! lioni di euro, finanziati per intero dal loca! le consorzio di impianti di risalita senza al! cun aiuto pubblico, il Museo della monta! gna di Plan de Corones nasce dalla volontà di diversificare il turismo d’alta quota, svi! luppandolo anche verso la diffusione della cultura alpinistica. #Il museo di Corones $ sottolinea Messner ! ripercorre l’evoluzio! ne dell’alpinismo moderno, i miglioramenti ottenuti nel corso degli ultimi 250 anni per ciò che riguarda l’attrezzatura, i trionfi e le tragedie che si sono consumati sui fianchi delle più famose montagne del mondo, dal Cervino al Cerro Torre al K2, e la rappre! sentazione delle imprese di noi alpinisti, per quanto contraddittorie esse possano appa! rire%. Un percorso straordinario dedicato al rapporto uomo!montagna che si snoda al! l’interno di una costruzione altrettanto straordinaria progettata da Zaha Hadid, ar! chistar tra le più celebri e stimate su scala mondiale, recentemente scomparsa. Inca!

stonata nelle viscere delle rocce su una su! perficie di circa 1000 metri quadri distribuiti su tre livelli, la struttura museale è una gem! ma architettonica dall’impatto visivo asso! lutamente unico, con balconi e vetrate af! facciati su vallate e strapiombi che offrono una panoramica sensazionale. L’idea è che i visitatori possano scendere all’interno della montagna per esplorare le sue caver! ne e grotte, prima di emergere attraverso la parete sul lato opposto, sulla terrazza a stra! piombo sulla valle e godere di una vista spet! tacolare. Un’esperienza intensa e per certi versi magica in grado di emozionare persi! no uno dei primi uomini al mondo a scala! re l’Everest e raggiungerne la vetta senza l’ausilio dell’ossigeno. #Le vetrate del mu! seo $ confessa Messner ! restituiscono le im! magini della mia infanzia: le Odle e il Pila! stro di Mezzo del Sasso di Monte Croce, l’ascensione più difficile della mia vita, così come i ghiacciai granitici che sovrastano la valle Aurina. Da Plan de Corones, lo sguar! do spazia nelle quattro direzioni, spingen! dosi oltre i confini provinciali: dalle Dolomiti di Linz a est all’Ortles a ovest, dalla Mar! molada a sud alle cime della Zillertal a nord%. ■ Giacomo Govoni

TRENTO TRA ARTE, NATURA E BUSINESS La vivacità culturale ma anche economica e professionale di una ci!à che a!ira a sé non solo turisti incantati dalle Alpi. Omero Levantini offre la sua esperienza nell’ambito del Business & Leisure Hotel

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ncastonata nel cuore delle Alpi, si sviluppò al tempo dei Romani. E da allora Trento ha vissuto una millenaria evoluzione, che la rende oggi una ci!à non solo da visitare, ma da vivere appieno. Del periodo antico conserva ancora molti elementi, dallo spazio archeologico so!erraneo di piazza Cesare Ba!isti alla basilica paleocristiana, rari ma completi esempi di urbanistica romana. Nella sua storia successiva, Trento ha saputo a!rarre elementi di tradizioni tra loro molto diverse, provenienti dal Nord e dal Sud Europa, fondendoli in un mix davvero unico. Il suo impa!o culturale, come spiega Omero Levantini – dire!ore dell’Hotel Sporting Trento –, è ancora molto forte. «Dal punto di vista culturale – dice Levantini – la ci!à propone una gamma davvero ampia di alternative: dalla storia che si respira nell’austero Castello del Buonconsiglio alle iniziative ed eventi a cara!ere scientifico del nuovissimo Muse Museo delle Scienze, affiancato dalla villa-fortezza cinquecentesca di Palazzo delle Albere». A dimostrazione della vivacità nel capoluogo trentino, c’è una vita economica e professionale in fermento, su cui la stru!ura guidata da Levantini ha puntato, andando quindi oltre la propria vocazione leisure. «L’hotel Sporting Trento – spiega il dire!ore – è uno dei migliori business hotel di Trento e vanta servizi all’avanguardia. Chi cerca un hotel in cui essere accolto come un ospite ma al contempo in cui siano soddisfa!e le proprie richieste per quanto riguarda le riunioni di affari o convegni aziendali, allora l’Hotel Sporting Trento è la scelta più giusta in ci!à. Ma non solo, la stru!ura ben si ada!a per i turisti: è un o!imo punto di partenza per le innumerevoli escursioni nell’inL’Hotel Sporting Trento si trova nel capoluogo trentino - www.hotelsportingtrento.com

tera provincia, per gli sportivi e per chi desidera comodità come l’ampio parcheggio, di cui disponiamo nonostante la nostra posizione nel centro storico». Lo staff dirigenziale dell’Hotel Sporting sa bene che i clienti non sono tu!i uguali. «Ognuno ha esigenze particolari. Per esempio, per chi è alla ricerca di un luogo in cui svolgere consigli di amministrazione, disposti a ferro di cavallo o a platea, un’o!ima soluzione potrebbe essere quella di affi!are la Sala Panoramica Trento, al quinto piano dell’albergo e con una vista magnifica sulla ci!à. Se, invece, la necessità è di organizzare corsi di formazione o convegni per molte persone, allora è meglio orientarsi sulla Sala Convegni Mondial, capace di ospitare fino a 180 persone in platea con coffe/break, pranzi o cene. Per chi, invece, è a Trento solo per piacere, è bene ricordare infrastru!ure come la pista ciclabile della “Via Claudia Augusta”, sulla quale si trova l’hotel, e che ospita anche gruppi sia in transito sia in visita alla ci!à». ■ Remo Monreale


Il Trentino dei giovani Con iniziative interessanti e una buona dose di coraggio, le ambizioni e i sogni dei giovani possono diventare realtà. Antonella Zeni presenta la sua scommessa per il futuro, l’hotel Sassdei

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erritorio ricco di storia e di pro! dotti di altissi! ma qualità, il Trentino è da sempre attento al benesse! re e alla salute di coloro che lo onorano soggiornando nelle tante strutture di cui è cosparsa la zona. Proprio perché le strutture alber! ghiere sono innumerevoli, per distinguersi ed essere certi di offrire agli ospiti un’esperienza unica è ne! cessario operare scelte co! raggiose, come quella di Antonella Zeni che, insieme alla sua famiglia, ha dato vita all’hotel Sassdei, un piccolo suite hotel con mo! derne caratteristiche di de! sign e progettazione d’in! terni, dove l’arredo raffinato incontra la tradizione alpina. $Abbiamo fatto questa scel! ta in un momento di crisi economica, perché con un pizzico di ambizione, tanta forza di volontà e un lavoro di gruppo, abbiamo voluto apportare le nostre idee in! novative nel nostro piccolo hotel. E in questo comparto, innovare significa ricercare la massima qualità, ovvero migliorare i servizi agli ospi! ti e clienti, migliorare la struttura e dare la giusta im! portanza all’approccio so! stenibile%. A fronte di una valutazione approfondita e ponderata dei rischi e dei vantaggi che chi intrapren! de una nuova attività im! prenditoriale è necessaria!

Antonella Zeni, titolare del Sassdei my Active Suite Hotel di Andalo www.hotesassdeiandalo.it

mente obbligato a fare, con il giusto grado di pazienza e i giusti stimoli al mercato, si possono in breve tempo ri! cevere le prime soddisfa! zioni. $La gestione di una struttura alberghiera è tut! t’altro che semplice, vista l’enorme concorrenza del settore, ma proprio il doverci mettere in gioco ci ha spin! ti a cercare, e poi trovare, la chiave del nostro successo. Quello che ci proponiamo di fare al Sassdei è creare un contatto con gli ospiti in un’ottica post!moderna allo scopo di trasmettere il va! lore della nostra tradizione, la passione per il nostro la! voro e l’amore per il terri! torio in cui abitiamo. Ecco spiegato il motivo per cui

utilizziamo prodotti a chi! lometro zero e fidelizziamo i clienti offrendo loro un soggiorno e attività rilas! santi e divertenti%. A gesti! re il Sassdei my Active Sui! te Hotel sono Antonella, Alessandra e Federica Zeni, ma è alla prima che mamma e papà hanno affidato la ge! stione dell’albergo. $A 30 anni e con una laurea in eco! nomia e diritto sono riusci! ta, grazie alla fiducia e al! l’incoraggiamento dei miei genitori, a realizzare un grande desiderio che nutri! vo da molto tempo e, oggi, l’elogio della clientela, che coglie e riconosce gli sforzi fatti, è una grande soddisfa! zione. Per il futuro, abbiamo intenzione di cogliere altre sfide, come la ricerca conti! nua di innovazione così da offrire un’ospitalità sempre migliore, e di incitare i gio! vani come me a mettersi in gioco e perseguire i propri obiettivi con passione%. ■ Emanuela Caruso


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 28

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rento è città d´arte, di storia e d’incontro fra la cultura italiana e mitteleuropea. La Città del Concilio !1545 " 1563# conserva nei suoi mo$ numenti tutto il patrimonio scritto nei se$ coli dalle due culture ed è unica fra le cit$ tà alpine per la sua elegante impronta ri$ nascimentale, che i recenti restauri han$ no esaltato. A parlarcene è Luca Trenti$ ni, alla guida della locanda La Canonica. %Tra i principali luoghi da visitare " dice Trentini " ci sono il Castello del Buon$ consiglio !dimora per secoli dei principi vescovi di Trento#, il Duomo e la sua splendida piazza con la fontana del Net$ tuno, le case affrescate e le chiese del Concilio, i musei e le mostre che fanno di Trento un interessante polo di riferi$ mento culturale. In ogni stagione Tren$ to si offre al visitatore con la grande ric$ chezza del suo patrimonio storico e ar$ tistico, di cui si può godere passeggian$ do per le vie del centro, facendo shopping o visitando i tanti musei cittadini come il Museo del Castello del Buonconsiglio, il nuovo Muse !il Museo delle Scienze progettato da Renzo Piano#, le Gallerie di Piedicastello e il Museo Caproni dedicato all’aviazione&. Trento è stata premiata con il titolo di Cit$ tà Alpina nel 2004 %e sull’Alpe di Trento " continua Trentini ", il Monte Bondone, d’inverno si pratica lo sci alpino, nordico e lo snowboard in una vasta area ben at$ trezzata sotto ogni punto di vista. Da non perdere le atmosfere dell’ormai noto Mer$ catino di Natale che si tiene ogni anno in

Itinerari suggestivi

Nella città del Concilio Il capoluogo trentino è la porta tra due culture differenti: quella mediterranea e quella mitteleuropea. Luca Trentini ci parla della città protagonista di questo incontro, da cui nasce un’entità unica e irripetibile

La locanda La Canonica si trova a Trento www.locandacanonicatrento.it

Piazza Fiera. L’estate in Trentino, nel cuore delle Alpi, non ha da offrire soltan$ to il fresco delle Dolomiti e dei laghi: bor$ ghi e città pulsano d’iniziative e manife$ stazioni sportive e culturali&.

GASTRONOMIA TRENTINA

Luca Trentini, titolare della locanda La Canonica, si sofferma sull’offerta culinaria del ristorante annesso alla locanda. «Nel nostro ristorante – spiega Trentini – si possono trovare solamente pia"i tipici della tradizione trentina. Non disponiamo di un menù molto ampio perché crediamo molto nella freschezza e stagionalità delle materie prime, quindi ci affidiamo solo a prodo"i di stagione, cercando una qualità più alta a discapito della varietà. Inoltre, anche la carta vini è interamente costituita da piccole aziende agricole del territorio, così che i nostri clienti possano assaporare al meglio le nostre tradizioni. Tra i pia"i più rappresentativi ci sono le tagliatelle caserecce con ragù di cervo, la cui carne pregiata può sicuramente essere considerata una specialità della nostra cucina, oppure gli strangolapreti alla trentina, o"enuti con pane raffermo, spinaci, uova, farina, Grana trentino e noce moscata. Forse, però, il pia"o più conosciuto tra quelli tipici di questa zona sono i canederli che a Trento prepariamo con speck e “luganega”».

La struttura gestita da Trentini si trova all’interno di un antico edificio eccle$ siastico, costruito alla fine del 1400 per alloggiare i vescovi durante il concilio di Trento. %Chi ama i sapori di una volta " spiega il titolare della locanda " troverà un luogo che rispetta le tradizioni del ter$ ritorio con ricette, ingredienti che ri$ cordano la cucina delle nostre nonne. La Locanda La Canonica è il posto giusto per gustare anche un ottimo bicchiere di vino in compagnia. Che si scelgano i bianchi profumati o i vini rossi più corposi, in ogni calice batte solo l’anima di questa terra che ha trovato la sua eccellenza ne$ gli spumanti Trento Doc. Accompagna$ re a questi inebrianti momenti dei ta$ glieri di salumi o degli assaggi di for$ maggi e mieli trentini significa poter ap$ prezzare davvero la cultura e le abitudi$ ni locali&. Nel 2010 termina la ristrutturazione e prende vita la realtà de La Canonica. %Si tratta di dodici stanze " aggiunge Tren$ tini " di cui cinque con angolo cottura nei piani superiori con accesso dal nostro parcheggio, mentre nel piano seminter$ rato si trovano il bar e il ristorante, da cui si accede dalla piazza principale di Vil$ lazzano !piccolo borgo di Trento, situa$ to sulla collina#. Le stanze sono curate in ogni particolare, con un arredamento mi$ nimal ed elegante. La zona è molto tran$ quilla ed esterna alla città, ben servita dai mezzi pubblici che ci collegano con il centro storico in quindici minuti. Inoltre siamo facilmente raggiungibili anche

dall’uscita dell’autostrada&. Oltre al ristorante, in cui si esprime una cucina tradizionale fatta di prodotti a chi$ lometro zero e attenta alla stagionalità, da poco è stata aggiunta una pizzeria. %L’abbiamo ricavata nelle sale sotto$ stanti al ristorante. Una nuova realtà, quindi, interamente dedicata alla pizza, partendo da un impasto a lunga matu$ razione e da materie prime di alta qua$ lità, sempre con il massimo rispetto per la tradizione italiana e la nostra stagio$ nalità. Proprio per questo, abbiamo de$ ciso di limitare la scelta a una ventina di pizze di cui quattro o cinque stagionali, che variano ogni mese&. ■ Renato Ferretti

TRENTO IN OGNI STAGIONE

È una ci!à che si offre al visitatore con la grande ricchezza del suo patrimonio storico e artistico


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 30

Itinerari suggestivi

Esplorare le Dolomiti in punta di piedi Paola Festini Capello ed Edoardo Lattuada ci raccontano dello stupore che si vive sulle Dolomiti del Brenta e del rispetto con cui si dovrebbe interagire con quest’oasi di natura spettacolare

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l nostro compito è osserva$ re il mondo e vederlo intero. Occorre vivere più sempli$ cemente per permettere agli altri semplicemente di vi$ vere&. Sulla base di questa convinzione, Pao$ la Festini Capello, insieme al marito Edo$ ardo Lattuada, conduce lo Chalet Fogajard, con un’idea di vacanza sostenibile e un’ac$ corata richiesta di esplorare le Dolomiti in punta di piedi. %Siamo consapevoli di vivere in uno dei più bei posti al mondo, ricono$ sciuto come Patrimonio dell'Umanità. Que$ sto ci fa vivere il nostro territorio con ri$ spetto e chiediamo anche ai nostri ospiti di vivere con passo leggero la loro vacanza sul$ le Dolomiti di Brenta&. Come descriverebbe questo gruppo montuoso? %Il gruppo delle Dolomiti di Brenta è il solo gruppo alpino Dolomitico a ovest del fiume Adige. Più compatto e raccolto rispetto agli altri gruppi Dolomitici, più frammentati. Forma un anfiteatro meraviglioso al co$ spetto del quale si trova lo Chalet Fogajard.

Lo Chalet Fogajard e l’azienda agricola La Selvatica, si trovano a Madonna di Campiglio (TN) www.chaletfogajard.it

Le Dolomiti cambiano i loro colori ogni mi$ nuto, con giochi di nuvole e ombre che si allungano e si accorciano, vanno e vengo$ no. Chi ha la pazienza di osservarle a lun$ go, senza fretta, gode senz’altro di uno spet$ tacolo unico, irripetibile e senza prezzo&. In che modo si concilia la vostra filosofia di ricezione con l’immagine della Madonna di Campiglio più chiassosa? %A dir la verità si concilia poco, ma in que$ sti anni ci siamo creati i nostri “estimato$ ri”, persone sempre più sensibili, con un gran bisogno di valori semplici, in contra$ sto con la loro vita quotidiana e con la ne$ cessità di staccare la spina dalla vita iper$ tecnologica e frenetica di tutti i giorni. Non a caso, la nostra struttura si trova dopo un chilometro e mezzo di strada sterrata, da percorrere a piedi o in auto. Si è ripagati al$ l’arrivo da un panorama strepitoso, una sin$ cera accoglienza e ottima cucina. Quando la strada viene chiusa per neve, forniamo il servizio transfer da e per lo chalet verso gli impianti di risalita di Madonna di Campi$

LE DOLOMITI

Siamo consapevoli di vivere in uno dei più bei posti al mondo, riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità

www.laselvatica.org

glio e le auto dei nostri ospiti vengono la$ sciate al coperto in un parcheggio del cen$ tro. Ma il percorso da fare, se da una parte può essere visto come scomodo, dall’altra segna la distanza dal turismo di massa, cao$ tico e un po’ pigro. La nostra proposta vuo$ le essere sostenibile, in qualche modo di$ versa&. Chi si rivolge a voi, quindi? %La nostra tipologia di ospite è un amante della montagna in tutti i suoi aspetti, ap$ passionato di trekking e di vita all’aria aper$ ta, nonché di buona cucina, scenari moz$ zafiato e, soprattutto silenzio. Per questo la$ voriamo molto bene con i turisti del Nord Europa, più sensibili al rispetto ambienta$ le, come tedeschi, olandesi, belgi, scandi$ navi, islandesi, negli ultimi anni anche au$ straliani, americani e canadesi, instancabi$ li camminatori, sportivi e amanti del bello. E anche alcuni Italiani stanno pian piano ri$ scoprendo una montagna più vera, distan$ te dalla dipendenza tecnologica e dalle luccicanti vie dello shopping&. Quali sono le caratteristiche della vostra struttura? %Lo Chalet Fogajard è nato nel 2011 com$

Il Cashmere trentino sostenibile Vi siete mai chiesti, quando acquistate un capo in Cashmere quanta strada ha fa!o il vostro prodo!o? Lo spiega Paola Festini Capello: «Anche quando acquistate un capo firmato e dichiarato come italiano quasi sempre la fibra viene prodo!a, senza controllo alcuno, in paesi Asiatici. Le capre Cashmere che noi alleviamo sono originarie degli altipiani dell’Asia, per questo motivo abituate a vivere in climi particolarmente rigidi. Il loro

prezioso so!ovello, il Cashmere appunto, è dotato di straordinarie proprietà termiche: dal 2009 produciamo un cashmere totalmente Italiano, anzi Trentino e sostenibile. Pe!iniamo manualmente le nostre capre Cashmere una volta all’anno, in primavera, per ricavarne la preziosa fibra. A questo punto entra in gioco la “nostra” abile tessitrice, che con pazienza e maestria crea per noi, artigianalmente, prodo!i

unici, caldissimi e morbidi. E non è finita qui, con il loro prezioso e nutriente la!e, i nostri artigiani realizzano la linea di cosmetici naturali, sempre a marchio Alpine Cashmere®». Acquistare un prodo!o Alpine Cashmere è sicuramente un gesto di rispe!o verso il territorio, la cura nel mantenerlo inta!o e la salvaguardia di antichi mestieri e eccezionali abilità italiane delle quali andare fieri.

pletamente in bio$edilizia: legno di larice certificato, pietra, tessuti naturali, riscal$ damento a biomassa, pannelli solari e re$ cupero delle acque piovane usate per gli sca$ richi dei bagni e l’irrigazione. La struttura è schermata dalle onde nocive, non abbia$ mo, per scelta, wifi e televisione, in uno sce$ nario simile sarebbe una violenza. Nelle ca$ mere c’è però a disposizione il collegamento gratuito ethernet e una libreria musicale. Non utilizziamo prodotti confezionati, ogni cosa viene prodotta in casa dando la prefe$ renza a prodotti locali. Anche i vini sono tut$ ti del Trentino e Alto Adige, con ampio spa$ zio a etichette di eccellenza. Un’altra cosa della quale andiamo fieri è il nostro alle$ vamento di capre Cashmere, per la produ$ zione di prodotti eticamente sostenibili, per questo abbiamo registrato un nostro mar$ chio: Alpine Cashmere®. Siamo aperti tut$ to l’anno anche se i periodi che consiglia$ mo, per godere appieno della bellezza del luogo, sono maggio/giugno o anche set$ tembre/ottobre, quando i colori sono più in$ tensi, l’aria più tersa e frizzantina e c’è meno affollamento&. ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 32

Mare e ospitalità

Amarcord

!Rimini mi pare il ritorno, un compiaciuto, masochistico rimasticamento della memoria: un’operazione teatrale, letteraria". Può avere il suo fascino, sonnolento e torbido. A riscoprire i luoghi dei ricordi di Federico Fellini è Paolo Fabbri

Sapori della Riviera Romagnola Una vacanza di mare e sole, sport e città da scoprire, e soprattutto con tanto buon cibo. L’esperienza di Stefano Leoni

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imini è la dimensione della memoria”, scriveva Fellini, sarà perciò questa la traccia da seguire per svelare i luo! ghi cari al maestro. Il viaggio condotto dal semiologo Paolo Fabbri comincia dal Fulgor, che vantava uno spettatore d’eccezione, pronto a guada! gnarsi l’ingresso gratuito disegnando ca! ricature delle star americane da affiggere nell’atrio del cinema o al Caffè Giovan! nini. "Rimini # diceva Fellini # è un pa! strocchio, confuso, pauroso, tenero, con questo grande respiro, questo vuoto aperto del mare. Lì la nostalgia si fa più limpida, specie il mare d’inverno, le creste bianche, il gran vento, come l’ho visto la prima volta$. Cosa rappresentava il Cinema Fulgor per il giovane Federico Fellini? "Per capirne l’importanza e il ruolo chiave nella vita di Fellini basta ricordare che il regista raccontava di aver chiamato da bambino i quattro pomi del letto con i quattro nomi dei cinema di Rimini$. Il Grand Hotel con la suite che ospitava il maestro come ricorda un personaggio così d’eccezione? "Si sono succeduti alla guida dell’hotel personaggi molto diversi che hanno

Il semiologo Paolo Fabbri

condotto la struttura ognuno con una sensibilità differente. Ma garantisco che moltissime persone ancora oggi deside! rano andare al Grand Hotel. È successo con Ferretti che avrei voluto ospitare in città vicino al luogo della conferenza, ma lui ha espresso il desiderio di soggiornare al Grand Hotel. Anche quando Sandra Milo ha consegnato il premio Fellini a Sorrentino, entrambi hanno scelto il Grand Hotel. Io ho avuto, per la promo! zione dello storico albergo, diverse idee originali: un serial televisivo sul Grand Hotel, con un progetto legato a Fellini sul piano dell’immaginario, un concorso da lanciare su internet per una sceneggia! tura da girare al Grand Hotel, con la Ri! mini invernale e magari le citazioni dei film di Fellini$. Un altro angolo dove amava soffermarsi è Borgo San Giuliano. Com’è cambiato? "Adesso il borgo è diventato quello che è, ivi compreso quello di Fellini. Il mae! stro diceva che il fatto di aver rappre! sentato quei luoghi con le persone gli fa! ceva confondere i suoi ricordi con le ri! costruzioni del cinema, cioè l’interpre! tazione cinematografica aveva alterato i suoi ricordi$. La spiaggia di Rimini e la terrazza del Kursaal frequentata da nobili e borghesi ci trasportano nel mondo del divertimento e degli spettacoli. Restano ancora lì i sogni dei giovani riminesi? "È sorprendente quanto tutti riminesi amino la loro spiaggia, smettono di la! vorare e vanno lì a trascorrere il loro tem! po libero. Sulla spiaggia di Rimini c’è una vita e, se prima era un luogo salutista perché si andava a incontrare la natura, oggi è come andare in una spa. È diven! tato un luogo di socialità vera$. ■ Renata Gualtieri

i cose da fare e da vedere ce ne sono tante a Riccione. Af! facciata sul mare Adriatico, questa città non è solo sim! bolo di divertimento e movi! da notturna, piuttosto è la meta ideale per chi desidera approfondire la conoscenza della Romagna, terra ospitale e invitante per paesaggi e sapori. Tante sono, infatti, le città d’arte vicine a Riccione, così come svariate sono le attività da alternare a del! le tranquille giornate in spiaggia, sotto il sole caldo e avvolgente della riviera. Pas! seggiate sul lungomare, biciclettate in so! litaria o in compagnia, escursioni per sco! prire centri storici, ville liberty e negozi ori! ginali. E ancora jogging, walking e ogni tipo di sport all’aperto, per una vacanza al! l’insegna del benessere. Ore e giornate pas! sate a diretto contatto con la natura e con la storia italiana che tutti i turisti, italia! ni o stranieri che siano, sanno di dover al! lietare con qualche pausa nei ristoranti ro! magnoli, dove la buona cucina è di casa. Come al Ristorante da Lele, dove Stefano Leoni porta in tavola i piatti tipici della zona. "Pesce fresco, carne, pizza e pasta fat! ta in casa, ricette che sanno conquistare tut! ti, ancor più se servite in un ambiente in! formale e accogliente, adatto sia a famiglie con bambini che a tavolate di amici. Il pro! fumo del mare, dei limoni freschissimi da spremere sui fritti di pesce, dei pomodo! rini maturi è la prima cosa che raggiunge e incuriosisce i nostri ospiti, sempre trat! tati con gentilezza e disponibilità$. E le spe! cialità preparate al Ristorante da Lele sono davvero tante e per tutti i gusti, con un’attenzione particolare ai piatti di pesce. "Cozze alla tarantina, spaghetti alle von! gole, soutè di cozze alla marinara, sono al!

cune delle prelibatezze più richieste # continua ancora Stefano Leoni # così come le caramelle di pesce, il cui nome de! riva dalla loro forma e che sono prepara! te con pasta fatta in casa. Vanno forte an! che gli strozzapreti allo scoglio e la car! bonara di pesce, per non parlare delle de! liziose grigliate$. Tutte le materie prime scelte per realizzare i piatti del menu del Ristorante da Lele sono scelte personal! mente dallo staff della cucina, dagli in!

gredienti per le portate di carne a quelli per le portate di pesce, fino ad arrivare alle ma! terie prime per preparare gustosissime piz! ze cotte in forno a legna. "Proponiamo tut! te le varianti di pizza, dalle tradizionali alle più originali, da mangiare nel nostro locale o da asporto, per portare i buoni sapori del! la cucina romagnola nella propria casa$. ■ Emanuela Caruso

Il Ristorante da Lele si trova a Riccione (RN) - www.ristorantedalele.it


Viaggio in Italia Pag. 33 • Giugno 2016

Rimini e il futuro dell’alberghiero Domenico Cimino parla del momento di grande trasformazione del settore e di come le strutture ricettive debbano rinnovarsi. !Non si può che puntare sulla qualità sempre maggiore dei servizi"

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spitalità e cortesia, elegan! za e discrezione, tradizione e impegno per il rinnovo. Per Domenico Cimino, alla guida del gruppo Cimino Hotels, queste sono le uniche parole d’or! dine da tenere sempre presenti nel proprio modo di agire all’interno del settore turi! stico. E nell’impresa di famiglia, origina! ria di Teggiano "SA# e da generazioni im! pegnata in questo ambito, è stata questa filosofia a segnare il successo. $Il nostro brand % spiega Cimino % oggi riunisce sot! to la propria insegna sei strutture alber! ghiere tre e quattro stelle. Cinque di que! ste sono a Rimini, uno a Salerno, poi si contano più di una decina di pubblici eser! cizi tra bar e negozi. Quello del gruppo è un concetto di ospitalità allargata, che crea un microcosmo ideale dove veder cresce!

re idee e persone, valorizzando il territo! rio dall’enogastronomia ai prodotti tipici. Tutti i nostri alberghi sono annuali, anche perché lavoriamo molto con fiere e con! gressi. A Rimini siamo stati tra i primi a credere nella destagionalizzazione e a puntare sulla qualità sempre maggiore dei servizi. Infine, siamo sempre stati in pri!

Il gruppo Cimino Hotels ha sede a Rimini www.ciminohotels.it

ma linea per affrontare, con molti sforzi, le richieste dell’Europa e per arginare le problematiche della città di Rimini'. Un concetto caro a Domenico Cimino consiste nelle tre “T”. $Tolleranza nei con! fronti di tutti i migranti % dice il titolare del gruppo %, perché noi stessi lo siamo stati; talento e quindi spazio ai giovani e alle loro idee; tecnologia, intesa come stru! mento in grado di migliorare la qualità del! la vita. Per questo motivo oltre al settore alberghiero, la nostra attività include an! che negozi, bar e servizi complementari al pernottamento: come un vero e proprio mi! crocosmo'. Rimini può ancora giocare un ruolo di pri! mo piano $ma occorre cambiare mentali! tà % continua Cimino %, anche nel modo di

gestire gli hotel. Per noi l’apertura di un’università legata al turismo è stata im! portantissima. Spesso, infatti, gli alber! gatori credono di non dover imparare nulla. Invece, le idee di giovani laureati possono rivelarsi contributi eccezionali. Noi, per esempio, abbiamo aperto un nuovo ufficio commerciale, per promuo! vere e vendere vacanze nei nostri hotel, e l’abbiamo affidato a due neolaureati. Ne! gli anni sarà sempre più importante dare spazio a ragazzi come loro. Peccato che i riminesi non vogliano più lavorare in que! sto settore. I nostri dipendenti sono per metà stranieri. E dire che, invece, lavora! re in una struttura come la nostra può es! sere molto gratificante'. ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 34

Mare e ospitalità

Caleidoscopio di gusti Accoglienza nella capitale Dall’Appennino alla Riviera. Nelle testimonianze di alcuni personaggi emiliano!romagnoli prende forma un mosaico di sorprese gastronomiche

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a ricchezza della tradizione gastronomica dell’Emilia Ro! magna è nota in tutto il mon! do e affonda le sue radici in una storia millenaria fatta di materie prime e usanze indissolubil! mente legate al territorio. Il lavoro del! la campagna nei piccoli centri rurali della regione ha dato vita a un patrimo! nio gastronomico composto da una gam! ma sconfinata di prodotti tipici tutelati con marchi Dop e Igp. Ogni città è una scoperta di tesori che, dalla pasta ai sa! lumi e ai vini, rappresentano una cucina solida, saporita e generosa. Una cucina che favorisce la convivialità. Piatti dai co! lori decisi e dai gusti intensi, degni di un popolo di veri e propri buongustai. Riccionese è il comico Paolo Cevoli che esal! ta la piadina, una delle specialità più sem! plici ma anche più gustose della tradizio! ne romagnola: "la piadina sopra di tutto. Quella sottile, solo acqua, farina e strutto di maiale#. Anche per quanto riguarda la piadina esistono varie tipologie: nel rimi! nese, infatti, viene prodotta molto sottile; nel forlivese, ravennate e cesenate si presenta più spessa mentre nel pesarese prende, in! fine, il nome di ‘crescia’ ed è più sfogliata e saporita. "E poi amo anche i primi piatti fatti in casa. Tagliatelle, strozzapreti e cap! pelletti#. Piatti che si confondono nelle pre! parazioni da luogo a luogo nell’entroterra romagnolo. Per quanto riguarda i ristoranti, Cevoli non lesina in campanilismo consi! gliando un posto “familiare”: "Dalla mia mamma Marisa. Ha fatto per anni la cuo! ca nella pensione della mia famiglia, la pen! sione Cinzia. Lì porto i miei amici#. La tra! dizione dei vini romagnoli spazia dai ros! si come il Sangiovese o la Cagnina fino ai bianchi come il Trebbiano o l’Albana ma i preferiti da Paolo Cevoli sono quelli di San Patrignano. Franco Maria Ricci, editore d’arte origi! nario di Parma, invece ama gli anolini in

II comico televisivo Paolo Cevoli

brodo e i tortelli d’erbette, specialità ti! piche dell’entroterra parmense e afferma inoltre di avere un debole per "la “cu! laccia”, una varietà forse meno nota del culatello#. La differenza con il tipico cu! latello di Zibello è il fatto di non essere insaccato. La culaccia, chiamata anche cu! latta, è un salume prodotto a Fontanellato, in provincia di Parma. Il palato dell’edi! tore apprezza vini come "la malvasia, nel! la tipica varietà parmense, non conosciuta da tutti#. La Malvasia Colli di Parma è un vino bianco frizzante che si sposa benis! simo con i salumi tipici parmensi e con i primi piatti tradizionali. "E poi c’è la classica Fortana, vino rosso leggero che raggiunge gli 8 gradi, da non confonde! re con la Fortana ferrarese che presenta una gradazione più forte#. Lo chiamano il vino della Bassa per la sua ambienta! zione nel territorio parmense che com! prende, come sua terra d’origine, San Se! condo e la zona limitrofa a Pavarara, dove un tempo scorreva il fiume Taro. ■ NMM

del divertimento

Giorgio Fortunato porta la sua esperienza professionale nel settore turistico a Riccione, come esempio di ciò che si può trovare in uno dei luoghi di maggiore attrattiva sul piano nazionale

U

na costa che non ha bisogno di presentazioni, per una città che è ormai una leg! genda del turismo. Siamo sulla riviera romagnola e più precisamente a Riccione, che ha fat! to del proprio entertainment il modello vincente in tutta Italia. La caratteristica principale che ha permesso a questa lo! calità di primeggiare nel competitivo contesto nazionale, è sicuramente la grande professionalità di tutti gli opera! tori, come spiega Giorgio Fortunato, at! tualmente alla guida dell’Hotel Eliseo. "Dai bagnini agli albergatori % dice For! tunato % tutti garantiscono un’accoglien! za unica, soprattutto grazie a competen! ze sempre aggiornate e una dedizione diffi! cilmente riscontrabile lungo la penisola. Prendete come esempio la nostra famiglia, cui fa capo un gruppo che da anni si oc! cupa di gestire alberghi e strutture ricet! tive: il nostro punto di forza sta proprio nella grande attenzione nei particolari, nel Giorgio Fortunato dell’Hotel Eliseo di Riccione (RN) www.hoteleliseo.it - info@famigliafortunato.com

calore dell’accoglienza e nell’esperienza che ci permette di prendere le scelte più efficaci secondo la situazione#. Nell’esempio dell’Hotel Eliseo si posso! no riscontrare gli elementi tipici della ge! stione della famiglia Fortunato. "Questo albergo % spiega l’albergatore % si trova a due passi dal noto viale Ceccarini, a 40 metri dalla bellissima spiaggia di sabbia fine e dorata: un’ottima posizione che per! mette di scoprire la città, dal lungomare alle piste ciclabili e alle zone pedonali, o di fare shopping nelle boutique del cen! tro. Abbiamo cercato di creare il luogo ideale per le vacanze in Romagna, dove poter respirare ospitalità e cordialità in un ambiente adatto a tutti, dalle coppie alle famiglie con bimbi, accogliente e tran! quillo: in una parola, rigenerante#. La cucina è uno dei punti di forza della struttura. "Al mattino % spiega Fortuna! to % la prima colazione è servita nell’am! pia sala bar e nella veranda affacciata sul giardino, in un’oasi di tranquillità che per! mette una vacanza nel verde all’ombra di tigli e pini secolari. Oltre alle ricche co! lazioni, a pranzo e cena si può degustare il meglio della cucina tipica romagnola. Ma la cosa che davvero ci distingue è un’attentissima ricerca di prodotti a chi! lometro zero#. Le soluzioni all’interno dell’hotel sono di! verse. "Disponiamo di varie tipologie di camere per soddisfare ogni esigenza: ca! mere sport, relax e comfort, family suite, stanze comunicanti. Insomma, soluzioni ideali per le famiglie, i gruppi di amici o le coppie in vacanza. I servizi inclusi pre! vedono climatizzatore con regolazione au! tonoma della temperatura, cassaforte, te! lefono diretto, TV con decoder SKY, bal! cone o terrazza#. ■ Elena Ricci


Affacciato sul mare L’ospitalità tipica della Riviera Romagnola, la tranquillità delle zone di mare e le ricette di una delle cucine migliori al mondo sono gli ingredienti essenziali per una vacanza da sogno. Ne parla Loretta Montemaggi

S

piaggia, mare e cielo azzurro, un panorama magnifico su cui far scivolare lo sguardo, comodamente seduti sul ter! razzino privato della propria camera d’hotel. Salutare il sole che sor! ge sulla Riviera Romagnola, contempla! re l’orizzonte, osservare i gabbiani che vol! teggiano sugli scogli, lasciandosi cullare dal rumore delle onde e da quella tran! quillità che solo il mare sa trasmettere. Questo è ciò che si può trovare all’Hotel Estate, costruito direttamente sulla spiag! gia di Torre Pedrera e adatto a soggiorni di affari, weekend romantici e vacanze con la famiglia. #Il nostro albergo a 4 stelle è collocato in una zona capace di coinvol! gere ospiti e turisti con il proprio carico di storia, cultura e buon cibo $ spiega Lo! retta Montemaggi, titolare della struttu! ra $. Gli ambienti sono eleganti, raffinati e intimi; l’atmosfera e l’ospitalità che si respirano fanno sentire il cliente come a casa, mentre i servizi offerti lo coccolano e permettono di staccare la spina dalla vita di tutti i giorni&. Dalla spiaggia al giar! dino, dalle camere al ristorante, all’Hotel Estate ogni aspetto viene seguito con cura per proporre agli ospiti soggiorni e va! L’Hotel Estate si trova a Torre Pedrera (RN) www.hotelestate.it

canze indimenticabili. #La spiaggia è pri! vata, vi si accede direttamente dall’albergo e comprende brandine e lettini, ping!pong e biliardino, gazebo ombreggiati e comodi divani, animazione e un Happy Hour Bar dove sorseggiare freschi drink. Di fianco al bar disponiamo, inoltre, di una piscina con vasca idromassaggio dedicata al relax e al benessere. Nel giardino, invece, si possono prendere lezioni di tango e liscio, scatenarsi in serate danzanti e musicali oppure gustare deliziosi aperitivi al tra! monto. Nelle camere sono presenti tutti i comfort necessari a rendere perfetto il soggiorno degli ospiti, e nel ristorante del! la struttura vengono serviti a orari fles! sibili colazioni, pranzi e cene à la carte. La cucina rispetta la tradizione gastronomi! ca della Romagna e viene curata con in! gredienti genuini e sempre freschi: pasta fatta in casa, carni italiane, pesce del no! stro mare, salumi e formaggi. E ancora ge! lati, dessert e baby menu sostanziosi e leg! geri&. L’Hotel Estate è inoltre il primo al! bergo a 4 stelle a essere stato certificato Ecolabel dalla Regione Emilia Roma! gna, un marchio concesso per aver attuato servizi compatibili con la salvaguardia dell’ambiente e rispettosi dei criteri sta! biliti dall’Unione europea per la qualità ecologica. ■ Emanuela Caruso


Viaggio in Italia Pag. 37 • Giugno 2016

Una vera eccellenza italiana

La marchesa Bona Frescobaldi è impegnata da anni nella promozione del territorio fiorentino e dei suoi prodotti di qualità. Della città in cui è cresciuta ricorda le mattinate di “forca” per via San Leonardo o al cinema Apollo. E dice: !L’elemento che rende Firenze straordinaria sono le colline che la circondano, rimaste intatte nei secoli"

A

mbasciatrice del vino per l’azienda di famiglia ma an! che fondatrice del comitato “Friends of La Pietra” della New York University e idea! trice di Italy’s Finest, la guida sui luoghi di maggior interesse artistico "ma an! che i negozi più esclusivi, le botteghe ar! tigiane, gli alberghi e i ristoranti# del nostro Paese: non si può certo dire che la marchesa Bona Frescobaldi non sia im! pegnata a livello di promozione e valo! rizzazione del territorio fiorentino e delle sue eccellenze. Un territorio e una città, quella di Firenze, nei quali è cre! sciuta e che ha portato anche all’atten! zione della casa reale britannica in oc! casione del matrimonio di William e Kate, al quale era una delle poche invi! tate italiane. $L’elemento che rende Fi! renze straordinaria % spiega % sono le colline che la circondano, rimaste intatte nel corso dei secoli. Firenze è la città italiana meglio preservata sotto l’aspetto spaziale, avendo mantenuto la dimen! sione che la caratterizzava nel Medioevo: basti pensare a Forte di Belvedere, alle cui spalle iniziano le distese di ulivi. La campagna insomma arriva praticamente in centro città, questo anche grazie al fatto che non si è mai costruito sui colli di Fiesole o Settignano, preferendo man! tenere un piccolo nucleo abitato&. A proposito di campagna, lei è fondatrice del comitato “Friends of La Pietra” della New York University, relativo all’omonima villa sulle col-

La marchesa Bona Frescobaldi

line fiorentine. Quale contributo offre il comitato alla città? $Il comitato è nato in seguito alla morte di Sir Harold Acton, in modo da mantenere vivo il legame tra Firenze e la Nyu che con la sua scomparsa sembrava dovesse venir meno. La cosa ha funzionato, e il comitato è stato interpellato in occasione dei lavori di restauro alla villa: con l’allora soprin! tendente Mario Lolli Ghetti decidemmo ad esempio il colore della facciata, ma io stessa ho avuto l’occasione per partecipare in molte altre occasioni. Il programma de! gli eventi propone iniziative straordinarie, utilizzando ad esempio il meraviglioso tea! tro di verzura per rappresentazioni, confe! renze o incontri musicali di grande livello; purtroppo la tendenza è un po’ quella di rinchiudersi, anche per la mancanza di fio!

rentini che si recano alla villa a causa della lontananza o del traffico&. Se dovesse indicare invece un percorso ideale per una passeggiata per le strade di Firenze, quale sceglierebbe? $Più che per le strade, consiglio assolu! tamente una passeggiata nel Giardino di Boboli, e più in particolare nel Giardino del Cavaliere, che si trova nella parte alta: un’esperienza indimenticabile, an! che per la raccolta di porcellane e le rose meravigliose che vi si possono am! mirare. Da non perdere anche il Giar! dino Bardini, al cui interno c’è una caf! fetteria da cui si gode una vista stupenda. In città invece consiglio una capatina al circolo dei Canottieri, in riva all’Arno sotto il Ponte Vecchio, da cui è possibile ammirare uno scorcio insolito della città e di tutti i suoi ponti visti dal basso: per ottenere il permesso ed en! trare basta chiedere gentilmente. Se ci si vuole riposare un attimo, invece, pro! pongo un salto alla Rinascente: dopo gli acquisti si va all’ultimo piano, nella ter! razza attrezzata, per un’altra vista stre! pitosa al solo costo di un caffè&. Firenze però è anche arte. $Per gli appassionati di musei, da non perdere quello della Specola, con una collezione di pietre preziose veramente psichedelica. Per il pubblico maschile, anche i più giovani, consiglio invece il Museo Galileo, tecnologicamente al! l’avanguardia&. Quale angolo di Firenze, magari sconosciuto ai più, indicherebbe invece a

un ospite appena arrivato in città per coglierne immediatamente l’essenza? $Credo sia necessario subito avere una vi! sione d’insieme: la migliore si ha dal sa! grato della chiesa di San Miniato al Monte, relativamente poco visitata ma con una stupenda facciata in marmo bianco e verde. Oppure a Fiesole, dove da un piccolo bar sulla strada che dalla piazza sale verso il convento di San Francesco è possibile am! mirare il tramonto più bello della storia, con il sole che scende nell’Arno. Poi, se si vuole proseguire su questa scia, si può fare una passeggiata romantica nella vecchia via San Leonardo, una strada che tra l’altro mi riporta all’infanzia&. Perché? Quali ricordi ha? $Via San Leonardo era uno dei luoghi in cui si andava di mattina quando facevamo “forca” a scuola, insieme a San Francesco a Fiesole o al cinema Apollo, che oggi pur! troppo è chiuso. Dopo tanti anni posso co! munque dire che Firenze rappresenta una continua scoperta, e che la dimensione mi! gliore per coglierla è quella di girarla a piedi: una scelta ora anche forzata, vista la nuova pedonalizzazione del centro storico decisa dall’amministrazione comunale&. In quali locali è possibile trovare i migliori vini toscani? $Non posso non indicare il wine bar Fre! scobaldi in via dei Magazzini, nei pressi di piazza della Signoria: oltre a ospitare tutti i nostri vini, è un ambiente molto carino, con gli interni dipinti dalle donne della nostra famiglia&. ■ RC

ANGOLI NASCOSTI

Il Duomo visto dalla terrazza della Rinascente

«Firenze è una continua scoperta, e la dimensione migliore per coglierla è quella di girarla a piedi»

I ponti sull’Arno


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 38

Una terra da vivere

Giovedì gnocchi

Come vuole il detto che si rifà alle antiche trattorie, anche al ristorante la Buca di Sant’Antonio la tradizione porta in tavola ogni settimana le saporite patate garfagnine. !Toscana terra di zuppe, Toscana che tutti ci invidiano". Parola dello chef Giuliano Pacini

T

racce della $Buca&, che in an! tico toscano equivale a oste! ria, emergono dal lontano 1782, grazie a un documento di contravvenzione ai danni dell’oste dell’allora locanda con alloggio e stallaggio. $Doveva pagare 5 soldi per avere acquistato vini forestieri e accolto donne di malaffare& narra Giuliano Pacini, chef e proprietario di quella terza genera! zione che gestisce il ristorante la Buca di Sant’Antonio dal 1947. $All’estero, i cuo! chi invidiavano le mie origini toscane, per! chè il nostro territorio offre prodotti fre! schi, genuini e buoni&. Dal pesce alla carne e le verdure, dall’olio al vino. I piatti tipici vanno in tavola per tutto l’anno, come in ogni stagione non manca protagonista la zuppa. $In primavera si prepara la Gar! mugia, il cui nome deriva dal germoglio; in estate la cipollata Caterina, servita fredda; in autunno la zuppa alla franto! iana&. Si aprono le porte del locale tanto amato da Giacomo Puccini "la cui casa na! tale si trova di fronte#, Ezra Pound, Mario

Giuliano Pacini, chef e proprietario della Buca di Sant’Antonio

Pannunzio, Re Gustavo di Svezia, la prin! cipessa d’Inghilterra Margareth, Mario Tobino e Indro Montanelli. Quali ricordi la legano a questi personaggi? $Conservo aneddoti di cui potrei par! lare per un’intera settimana. Indro Montanelli aveva il suo tavolo perso! nale, così come Mario Tobino che non era lucchese e una sera scrisse a penna

sulla tovaglia: “Perchè ami tanto Lucca? Perchè è un villaggio, nono! stante i marmi, ne ha il cicaleggio”. Montanelli invece si presentava alla mattina presto, attorno alle 10 e mezza, prendeva l’aperitivo e attendeva la sua compagna che andava a fare la spesa. Alle 12:30 cominciava già a mugolare perchè aveva fame: era appassionato alla zuppa alla frantoiana. Tra gli altri

personaggi c’è chi andava matto per il baccalà arrostito con ceci, chi per una doppia porzione di zabaione&. Ogni giovedì, la tradizione vuole in tavola i gnocchi freschi. $Quelli fatti con le patate garfagnine delle nostre montagne, piu saporite per! chè drenano più acqua e rimangono meno acquose. Le cuocio con la buccia e poi le sbuccio, infine servo i gnocchi al ragù o con il burro e la salvia. Tutta la nostra pasta è fatta a mano: tortelli luc! chesi al sugo, ravioli di ricotta alle zuc! chine, pappardelle alla lepre, macche! roni lucchesi al coniglio&. Quali altre tradizioni accompagnano i suoi piatti? $A Lucca, ogni santo è abbinato a una tradizione culinaria. In passato questo collegamento clericale era molto forte in città, tanto che oggi si mantiene l’abi! tudine a preparare dolci differenti, come la torta d’Erbi per San Paolino e le frit! tele per San Giuseppe&. ■ EF


Le attrazioni della Versilia A Forte dei Marmi si scoprono spiagge bellissime, angoli storici, eventi culturali e pietanze gustose e genuine. L’esperienza di Matteo Tarabella

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l cielo terso, la pineta a creare un’atmosfera magica, il sole, il mare, e una terra ric! ca di cultura e inizia! tive. L’estate della Versilia è un’esperienza unica che sol! tanto il soggiorno in una struttura adeguata, acco! gliente e intima può mi! gliorare ancora di più. Come avviene all’hotel Tarabella, situato al centro di un gran! de quartiere residenziale ma circondato da alberi se! colari che danno l’impres! sione di trovarsi in un par! co. "Il nostro hotel # com! menta Matteo Tarabella, proprietario dell’albergo # si trova a circa 150 metri dal! la spiaggia e a 700 metri dal centro di Forte dei Marmi. Offre relax, cordialità e so! prattutto tanti modi per tra! scorrere le proprie vacanze: si può passeggiare in città e

dedicarsi allo shopping, vi! sitare i dintorni # Lunigia! na, Garfagnana, Lucca, Val d’Era # accompagnati da guide esperte, immergersi nella cultura e nella storia scoprendo i centri storici e le botteghe artigianali, e infine passare meravigliose giornate in spiaggia bacia! ti dal sole%. E la terra di Ver! silia è davvero ricca di pro! poste per i turisti. Tantissi! mi sono infatti i festival, le mostre, gli eventi teatrali e di musica che trasportano nel cuore pulsante della cultura e della tradizione di questo territorio. "Alle at! trazioni che la nostra zona mette a disposizione degli hotel e degli ospiti, noi del Tarabella, giunto ormai alla terza generazione di gesto! ri, offriamo in aggiunta sog! giorni tranquilli e rilassan! ti. Diamo la possibilità di ac!

Il Tarabella Hotel si trova a Forte dei Marmi (LU) www.tarabellahotel.it

cedere in uno dei più ele! ganti lidi di Forte dei Mar! mi con una tariffa apposi! tamente dedicata, coccolia! mo i turisti con camere cli! matizzate e dotate di bagni privati, telefono, connes! sione wi!fi, tv satellitare e ampi terrazzini. Per acce! dere ai piani superiori è possibile utilizzare l’ascen! sore, così come è possibile richiedere servizi di baby! sitting e corsi di nuoto e di vela per i bambini%. L’hotel, inoltre, dispone di un par! cheggio di proprietà all’in! terno della struttura, di una sala dove, durante i pochi giorni di pioggia, si può giocare a biliardo, a ping! pong e divertirsi con vari vi! deogame, e ancora di una sala di proiezione, un giar! dino con piscina dotato di impianto a corrente d’acqua alternata e un angolo bar dove gustare aperitivi, caffè e un buon bicchiere di vino. "Nel nostro ristorante pro! poniamo ricche colazioni a buffet, e pranzi e cene ric! chi di prodotti tipici di una cucina mediterranea e marinara, a base sia di car! ne che di pesce. Non man! cano dolci golosi, gelati e diete specifiche per vege! tariani e celiaci%. ■ Emanuela Caruso


Vacanze esclusive Uno dei luoghi più rinomati della Toscana. In cui si coniugano mare, arte, buona tavola e servizi a cinque stelle. Giovanni Ciardella racconta la Versilia

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n cerca di idee sulla meta per le va! canze? La Toscana, e in particolare la Versilia, offre sicuramente spunti svariati e interessanti. Il mare incanta per i suoi colori e le sue spiagge, men! tre nell’entroterra si possono trovare pine! te, borghi antichi in cui il tempo sembra es! sersi fermato e città d’arte dal sapore eter! no. Molte sono le strutture ricettive che cer! cano di coniugare al meglio le diverse ani! me della regione, per dare l’opportunità ai turisti di vivere una vacanza indimentica! bile. Un’eccellenza tra questi è il Savoy Ho! tel di Giovanni Ciardella. #Nei primi anni sessanta, sulle spoglie di un'antica villa del trentennio precedente, viene costruito il Savoy Hotel, proprio di fronte alla spiaggia dove contemporanea! mente decollava il famoso locale "La Bus! sola", in cui cantanti come Mina, Domeni! co Modugno e Peppino di Capri hanno ini! ziato la carriera artistica. Naturalmente il loro albergo di riferimento era il Savoy Ho! tel; si poteva raggiungere attraversando il bellissimo lungomare di Focette, ridente lo! calità di Marina di Pietrasanta$. Negli anno ’80 il Savoy viene acquistato dal! l’attuale famiglia di proprietari, i Ciardel! la. #Negli anni abbiamo effettuato varie ri! strutturazioni, aggiungendo servizi come il L’Hotel Savoy ha sede a Marina di Pietrasanta (LU) www.albergosavoy.com

solarium e la piscina sulla terrazza, con una vista che spazia da Portovenere all'isola del! la Gorgona, passando per le bellissime Apuane. Le camere sono insonorizzate, i ba! gni interamente nuovi e le terrazze tutte fronte mare$. Un altro cambiamento dovuto al muta! mento dei gusti dei propri ospiti è il pas! saggio dalla formula a pensione completa a quella “Bed & Breakfast”. #Proponiamo solo un servizio di B&B perché la vacanza nel territorio versiliese non sia fatta solo di mare, ma anche di scoperte culinarie. Per questo suggeriamo sempre ai clienti ri! storanti conosciuti e testati da noi, che pro! pongono cibi e vini del territorio. Il punto di forza della nostra struttura è la splendi! da colazione a buffet, che racchiude una va! rietà internazionale di proposte$. E dopo la colazione non resta che scende! re in spiaggia. #Le spiagge della Versilia, curate e ben servite, completano la vacan! za. La convenzione con vari stabilimenti balneari permette infatti ai clienti di usci! re dall'albergo e ritrovarsi con i piedi sul! la finissima spiaggia comodamente at! trezzata. Inoltre organizziamo escursioni nelle vicine città d'arte come Lucca, Pisa, Volterra, Siena e Firenze, o per gli straor! dinari percorsi naturalistici delle cave di marmo di Carrara e della Garfagnana$. ■ Giulia Panzacchi


Toscana da vivere. E da mangiare Le meraviglie di Spiagge Bianche, Cecina Mare e la Mazzanta, in compagnia di Debbie Gianasi, che ci guida verso un’idea di vacanza comoda e al tempo stesso spettacolare, tra mare e dolci colline

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n’oasi verde, con prato in! glese, alberi di pino, ulivi e circondato da vigneti, dove trascorrere intere giornate a contatto con la natura. Siamo a due passi dalle più belle spiag! ge della Costa degli Etru! schi, le Spiagge Bianche, Cecina Mare e la Mazzanta. È qui che si trova l’Hotel Terra la Lupa, un’incante! vole dimora immersa nella campagna toscana a pochi chilometri da Castiglion! cello, sulla Costa degli Etru! schi. Debbie Gianasi, gene! ral manager della struttura, spiega i principali punti di forza dell’hotel. #È un al! bergo ideale per vacanze di famiglie con bambini, do! tato di piscina attrezzata e ampio giardino. Anche i bambini più piccoli &0!7 anni' sono nostri graditi ospiti. La struttura princi! pale è ricavata da una casa colonica di inizio novecen! to che ospita 12 accoglien! ti camere di stile toscano tutte dotate di aria condi! zionata, telefono, TV satel! litare, mini!bar, cassetta di sicurezza e bagno. La posi! zione della parte dominan! te sulla collina permette un’incantevole vista sulle colline circostanti e sul mare. La Terra della Lupa, inoltre, è convenzionata con la struttura Verde riviera della Mazzanta, una delle

L’Hotel Terra la Lupa, si trova a Castellina Mari!ima (PI) www.terradellalupa.it

più prestigiose strutture sulla costa che di sera di! venta discoteca$. Dalla ristrutturazione di una sezione della casa co! lonica è nato il ristorante della Lupa #un raffinato ri! storante ) continua Giana! si ) con travi in legno, tra! vicelli e mezzane. Abbiamo creato un ambiente dai co! lori molto caldi e famiglia! ri, che con il soffitto, com! posto di travi di legno e mezzane alternate a mat! toncini in cotto, ne fanno una saletta molto acco! gliente e rilassante. In que! sta saletta si possono orga! nizzare eventi per un mas! simo di 70 persone servite. Nel periodo estivo, poi, ab! biamo il giardino esterno, e il ristorante diventa Garden Grill, dove si può organiz!

zare una cena sulla piscina, al fresco dei nostri gazebo, mentre si assiste al sole che tramonta scomparendo nel paesaggio toscano$. La cucina offre piatti tipi! ci toscani, carne e pesce, cucinati seguendo le re! gole della tradizione e tal! volta rivisitati in chiave moderna. #Il grill della struttura affianca alla tra! dizione anche piatti light e creativi con menù perio! dico relazionato alla sta! gionalità delle materie pri! me e al clima. Sono cose alle quali lo chef tiene par! ticolarmente. Una cucina semplice e gustosa, pro! posta e servita con discre! zione e professionalità, in un ambiente tranquillo e ricercato. Tutto accompa! gnato da ottimi vini to! scani. Il nostro ristorante può ospitare sia i clienti dell’albergo sia i clienti esterni sia desiderano ce! nare nell’accogliente sa! letta interna o al fresco dei gazebo in giardino con vi! sta piscina. La parte inter! na, ricavata dalla parte vecchia dell’edificio, è sta! ta ristrutturata completa! mente$. ■ Elena Ricci


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 42

Una terra da vivere

Dalla collina al mare Un ambiente dove stare in armonia con se stessi e con la natura. Immersi nel verde, a pochi chilometri dal porto. Defne Rossi presenta il suo agriturismo nel livornese

IN MEZZO A DUE GOLFI Con Simone Mario!i tra Porto Azzurro e il Golfo di Mola, davanti agli scenari più suggestivi dell’isola d’Elba

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n collina, a 3 chilo! metri da San Vin! cenzo, a Livorno, con una vista panorami! ca che abbraccia l’isola d’Elba, la Corsica, Capraia, Gorgona e i vasti campi d’olivi, si trova l’agriturismo Le Rondini Di San Bartolo, aperto nel 2008. "Insieme a mio ma! rito Roberto, la nonna Ma! ris e i nostri figli France! sco e Leonardo # spiega Defne Rossi # abbiamo deciso di spalancare le porte della nostra casa ad amici e ospiti. La posizio! ne strategica, a pochi chi! lometri da San Vincenzo, rende accessibili i servizi offerti dal porto, come le navette per le isole, Po! pulonia e Baratti con le tombe etrusche, Suvereto e Campiglia Marittima, i borghi medievali e l’ar! cheominerario, Sassetta e Venturina con i centri ter! mali$. E mentre gli ospiti di Defne e Roberto posso! no visitare zone meravi! gliose, piene di fascino e storia, nelle camere e nel! le casette in legno del!

l’agriturismo si lasciano coccolare da un ambiente accogliente e confortevo! le. "Le stanze hanno tutte bagno privato con doccia, aria condizionata, tv e fri! go bar. Le casette, invece, dispongono anche di un angolo cottura e sono sta! te costruite in legno per non modificare la natura dell’oliveto, ponendo an! che attenzione alle energie rinnovabili. Già da tempo, siamo una struttura auto! sufficiente energetica! mente grazie ai pannelli solari ad alta tecnologia che ci consentono di ave!

L’agricampeggio Le Rondini Di San Bartolo si trova a San Vincenzo (LI) www.lerondinidisanbartolo.com

re acqua calda anche nel! le ore notturne$. Durante il giorno, alle Rondini Di San Bartolo, gli ospiti pos! sono godersi la piscina e deliziarsi con genuini sa! pori toscani e piatti fre! schi, preparati in giornata. "Il pane, la pizza, la pasta con la farina toscana, le marmellate con la frutta dei contadini locali, le tor! te, le crostate, l’olio, pro! duciamo tutto noi, in casa e nei nostri terreni. Cer! chiamo di realizzare menu tipici della nostra zona, tra cui pappardelle con ragù di carne o di cin! ghiale cucinato dalla non! na, cacciucco, risotti ve! getariani, tortelli, verdure grigliate alla pappa al po! modoro$. L’alimentazione sana non è però l’unico elemento indispensabile a salvaguardare la salute, poiché un ruolo impor! tante lo riveste anche l’energia che ognuno por! ta dentro di sé e che inte! ragisce con l’energia del! l’universo. "Seguendo questa nostra filosofia di pensiero # conclude Defne Rossi # stiamo per inau! gurare un nuovo centro olistico, dove vari opera! tori olistici professionali si prenderanno cura degli ospiti rinvigorendo il loro equilibrio spirituale ed energetico$. ■ Emanuela Caruso

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uando pensiamo all’Elba, subito alla mente affiorano i colori cristallini dell’acqua, i piccoli porti circondati dalla macchia mediterranea, le spiagge, i lidi e le cara"eristiche insenature. Ma esistono scorci nell’isola capaci di sorprenderci più di altri e regalarci scenari mozzafiato. Nel litorale sud-ovest, a ridosso di Porto Azzurro, per esempio, troviamo una delle coste più suggestive dell’isola. Da qui si gode di un panorama unico, su uno degli scenari naturali più autentici dell'Elba. La posizione strategica consente di ammirare da un lato il golfo di Mola, dall’altro il cara"eristico paese di Porto Azzurro. In questa terra di mezzo tra i due golfi sorge un piccolo hotel qua"ro stelle, il cara"eristico Plaza, una stru"ura che unisce tradizione e offerta tecnologica. Gestione familiare e informalità, prima di tu"o, ma anche un costante aggiornamento dei servizi offerti, a partire dalla postazione internet gratuita da sempre presente nella hall. L’ambizione di Simone Mario"i, titolare dell’hotel insieme alla moglie Susy, è quella di offrire alla propria clientela una vacanza all’insegna del relax e della buona cucina. L’Hotel Plaza si trova a Porto Azzurro - Isola d’Elba - www.hotelplazaelba.it

Sul lato spa, troviamo un centro benessere all’avanguardia: «È stato inaugurato nel 2014, spiega Mario"i. È dotato di idromassaggio, docce emozionali, bagno turco, area relax e zona massaggi, con estetisti professionisti a disposizione dei clienti per vari tipi di tra"amenti». In cucina, invece, il Plaza può vantare l’esperienza dello chef Maurizio Damiani: «Maurizio prepara giornalmente una scelta di pia"i tipici della cucina toscana - conferma Mario"i - a base di pesce e di carne, da gustare nella nostra terrazza con panorama esclusivo. Puntiamo su prodo"i freschi, fin dalle prime ore della ma"ina, con uova e wurstel cucinati in tu"i i modi e un invitante buffet di colazione con torte fa"e in casa, salumi e formaggi, fru"a fresca, muesli in ogni sua variante, succhi, vari tipi di pane, marmellate e caffe"eria espressa con la"e fresco». Un altro punto forte dell’hotel, oltre al parcheggio auto privato, è la sua posizione rispe"o alla nota spiaggia di Lido di Capoliveri, una delle più grandi e a"rezzate dell’isola. «A Capoliveri siamo convenzionati con uno stabilimento balneare – spiega Mario"i. I nostri clienti possono usufruire di tra"amenti agevolati e da giugno a se"embre utilizzare il nostro servizio nave"a gratuito». ■ Stefano Russello


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 44

Una terra da vivere

SUL GOLFO DI PIOMBINO Antonio Mammarella ci porta in questo tra"o della Riviera degli Etruschi, inspiegabilmente poco conosciuto al grande pubblico, eppure ricco di paesaggi sensazionali e a pochi chilometri dall’Arcipelago Toscano

A contatto con la natura

Per chi ama trascorrere le vacanze in tranquillità. Immerso nel verde, il fazzoletto di terra affacciato sulla Costa degli Etruschi è un vero e proprio paradiso

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etteralmente a due passi dal Tirreno più azzurro, in uno dei tratti di costa italiana meno conosciuti dal turismo di massa. Siamo a Piombino, di fronte alle splendide isole dell'Arcipelago Toscano, e qui incontriamo Antonio Mammarella, titolare de La Sorgente, nuovo e modernissimo resort. «Dal mare su cui affaccia l'albergo – dice Mammarella – spuntano gli isolotti selvaggi di Cerboli e Palmaiola, l’osservatorio astronomico di Punta Falcone, la vicinissima isola d'Elba e quelle un po’ più distanti di Pianosa, Capraia e Corsica. La splendida cornice che regala la vista mare sull'Arcipelago Toscano e la posizione a due passi dal mare, creano per ogni attività svolta, la percezione di armonia che conduce al massimo coinvolgimento interiore. Qui, nella riviera degli Etruschi, ci sono tantissime insenature e calette, facilmente raggiungibili attraverso i sentieri naturali nel bosco o direttamente dal mare». La struttura creata da Mammarella offre diversi servizi. «Tutte le camere – continua il titolare dell’albergo – sono diverse l'una dall'altra, arredate in modo diverso per accontentare tutti i gusti. Alcune, semplici ed essenziali, richiamano i colori e gli elementi del mare. Altre sono più rifinite e particolareggiate, ma lo scopo principale è far

La Sorgente Resort si trova a Piombino (LI) www.lasorgentepiombino.com

sentire il cliente a casa sua, a suo agio. A differenza delle classiche camere d'albergo spoglie e standardizzate, le nostre cercano di riproporre un arredamento confortevole e familiare con particolare cura e attenzione a tutti i dettagli. Il nostro centro fitness, poi, è un’oasi di vero relax, dove l'ospite può rigenerarsi in un percorso completo che coinvolge e risveglia tutti i sensi. Accanto al centro fitness la nostra piscina a uso sportivo, nella quale vengono svolti corsi di nuoto e di acquagym». Ma secondo Mammarella è il ristorante la principale attrazione. «La cucina proposta è quella tipica toscana, con piatti freschi che esaltano i sapori dei prodotti di stagione. Proponiamo un menù che varia ogni giorno a seconda del pescato con verdure che il territorio offre stagionalmente. Per l’estate, poi, con l'allungarsi delle giornate, sono serviti gli aperitivi sulla nostra terrazza. Anche la pausa caffè, infine, è un sogno: non tutti hanno la possibilità di godersi un buon caffè e una vista mozzafiato nello stesso momento, beneficiando anche dei comfort e del buon umore che soltanto La Sorgente può offrire». ■ Remo Monreale

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ffacciata sulle incantevoli co! ste tirreniche e stretta nel! l’abbraccio di numerosi par! chi naturali del litorale, que! sto fazzoletto di terra tra Ba! ratti, Populonia e San Vincenzo, in To! scana, è un vero gioiello della regione. Meta vacanziera ideale per chi ama la na! tura, è la soluzione perfetta soprattutto per famiglie con bambini, in cerca di un’oasi di tranquillità che offra mare, na! tura e borghi caratteristici. Come raccontano i proprietari del Resi! dence Ghiacci Vecchi, che sorge al centro di questo paradiso, in campagna a 2 chi! lometri dal mare: "Il nostro territorio viene scelto da chi ama un certo tipo di va! canza. Noi siamo vicini al Parco Natura! le Costiero di Rimigliano, in cui non sono permessi stabilimenti balneari. Quin! di è un luogo adatto per chi ama spiagge libere e non tanto affollate. Nei dintorni ci sono paesini incantevoli, come Campiglia, Suvereto, Massa Marittima, Bolgheri, Castagneto. Il verde è una costante, tra la campagna ricca di vigneti e le pinete sul litorale. Da non perdere è anche il Parco minerario di Campiglia: dove c’è un tre! nino che porta a visitare le antiche miniere dismesse e il laghetto termale del Calidari con acqua a 37 gradi$. La natura è una delle maggiori attrazioni della zona: questa meta rappresenta quin!

Il Residence Ghiacci Vecchi si trova a Venturina Terme (LI) - www.ghiaccivecchi.it

di la soluzione ideale per chi vuole una va! canza lontana da discoteche e folle scate! nate. Nel parco si possono fare escursio! ni, e numerosi sono i sentieri per andare in bicicletta e i punti di ristoro. Il Golfo di Baratti, poco distante, è famoso per il suo mare, di una bellezza impareggiabile, per il Parco archeologico etrusco e per la sua natura incontaminata. Il Residence Ghiacci Vecchi mantiene ancora la conduzione familiare, che dà alla struttura quell’atmosfera inconfondibile per la quale molti clienti tornano. Punto di forza della struttura è l’ampio giardino, completamente recintato: un ambiente ideale per i bambini, liberi di giocare e an! dare dove vogliono in tutta sicurezza. Il parco è attrezzato con giochi, 2 piscine grandi, e offre la possibilità di fare grigliate all’aperto. "La scelta di offrire uno stile di vita a contatto con la natura è venuta da sé, essendo noi abituati a vivere in cam! pagna e lo abbiamo conferito al residen! ce ! proseguono i proprietari !. I clienti ci scelgono e tornano proprio per questa par! ticolarità, perché i bambini hanno spazio libero, non ci sono pericoli, possono gio! care tranquillamente, e i loro genitori pos! sono godersi la vacanza in totale relax$. ■ Giulia Panzacchi


Viaggio in Italia Pag. 45 • Giugno 2016

Maremma, uno scrigno di attrazioni

Sulla costa livornese, e più precisamente a Donoratico, che con la sua spiaggia di sabbia fine, si trova al centro di innumerevoli itinerari imperdibili d’arte e panoramici. La nostra guida in questo territorio è Fabio Siuni

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no splendido mare da un lato, le dolci colline toscane dal! l’altro, tesori archeologici inestimabili e borghi tra i più belli della penisola. Arte e cul! tura, panorami e turismo balneare s’in! trecciano in quello scorcio ancora poco co! nosciuto che è la Maremma livornese. E sul! la spiaggia di Donoratico, nel comune di Ca! stagneto Carducci, incontriamo Fabio Siu! ni, direttore del Canado Club Family Villa! ge: un villaggio turistico quattro stelle, Ho! tel & Residence, immerso in una splendi! da pineta secolare e affacciato direttamen! te sul mare. "Il turista che ha occasione di soggiornare nel nostro territorio & dice Siu! ni & ha ampia scelta di itinerari culturali ed enogastronomici. Sicuramente dovrà fare tappa a Bolgheri conosciuto per il famoso vino Sassicaia e successivamente percorrere la strada del vino fino a raggiungere Ca! stagneto Carducci, piccolo e suggestivo bor! go medievale. Meritano attenzione anche

i piccoli centri di Suvereto e Campiglia. Non solo luoghi di collina ma anche mare con Baratti e Populonia, dove sarà possibile vi! sitare le tombe etrusche. Per bambini e ra! gazzi, a Marina di Castagneto, c’è il Parco Giochi Cavallino Matto immerso nella pi! neta. Il Canado Club si trova alle spalle del piccolo paese di Donoratico, giovane come edificazione ma di antichissima tradizione, perché legato al nome dei Della Gherarde! sca, conti di Donoratico, una delle più an! tiche casate d'Europa, che annovera, tra gli altri, il famoso conte Ugolino citato da Dan! te nella Divina Commedia$. Raccolta su un colle ai piedi del Castello del! la Gherardesca, l'anima di Castagneto Car! ducci si legge nelle migliaia di finestre che dalle case stese al sole guardano verso il mare. "Il Castello, la cui torre fa oggi solo bonaria guardia dalla cima del colle & con! tinua Siuni &, difendeva un tempo un feu! do di sterminati territori di boschi e coste. Costruito intorno all'anno 1000, centro

Il Canado Club Family Village ha sede a Donoratico (LI) - www.canadoclub.it

IL NUOVO TURISMO

economico di potere, il castello appartiene ancora oggi alla famiglia comitale dei Del! la Gherardesca$. Quella del Canado Club Family Village, quindi, è una posizione invidiabile. "È il po! sto ideale per far trascorrere ai bambini una vacanza speciale fatta su misura & ag! giunge il direttore della struttura &, con di! vertenti programmi d’intrattenimento, in piena sicurezza, che li impegneranno per molte ore al giorno con animazione e as! sistenza di qualità. Il Canado Club accoglie i propri ospiti in comodi complessi a due o tre piani, immersi nel verde e progettati per garantire agli ospiti il massimo comfort nel pieno rispetto della natura. L’intera strut! tura del Canado Club, infatti, è realizzata se! guendo i criteri di bioarchitettura e utiliz! zando soltanto energia prodotta dal nostro impianto fotovoltaico che la rende energe! ticamente autonoma. Tutti i mezzi che cir! colano normalmente all’interno del vil! laggio sono rigorosamente elettrici. Il Ca! nado Club è dotato di un ampio parcheggio coperto video!sorvegliato con servizio na! vetta. Le camere e gli appartamenti si tro! vano al piano terra, al primo o al secondo piano, con patio o balcone, tutte arredate in stile "moderna marina", dotati di telefono, televisione satellitare, cassaforte, angolo cot! tura attrezzato, aria condizionata, servizi pri! vati con doccia e phon$.

Fabio Siuni, direttore del Canado Club Family Village, spiega in che modo è cambiato il turismo negli ultimi anni e quali sono state le modifiche necessarie che si sono imposte per i professionisti del settore. «Il turismo dell’ultimo periodo – afferma Siuni – chiede ai professionisti dell’ambito una maggiore flessibilità. Per questo motivo ai nostri clienti offriamo possibilità di soggiorni con date di arrivo/partenza libere (minimum stay di tre notti nel periodo estivo). Inoltre, con l’avvento di internet, è completamente cambiato l’approccio del cliente rispetto al modo di prenotare la vacanza, quindi non più attraverso i classici tour operator ma direttamente con le strutture ricettive. In virtù di questo cambiamento abbiamo sviluppato al meglio e reso accattivante il sito web del Canado Club».

Infine, il Canado Club è a un passo dai siti archeologici di Baratti e Populonia. "Ma è anche un ottimo punto di partenza per escursioni in bicicletta fra le colline tosca! ne o in auto nelle vicine città d’arte di Fi! renze, Pisa, Siena, San Gimignano e Vol! terra, per percorsi enogastronomici lungo le strade del vino di Bolgheri e della Val di Cornia. L’Isola d’Elba, l’Isola del Giglio e tut! te le altre isole dell’Arcipelago Toscano sono raggiungibili con tour giornalieri. Il nostro territorio offre anche la possibilità di di! vertenti svaghi per soddisfare le esigenze di tutte le età con enormi parchi giochi, ac! quapark e pista professionale di go kart$. ■ Renato Ferretti


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 46

Una terra da vivere

La Toscana cantata dai poeti Con Michele Tauro ci avventuriamo tra i gioielli nascosti sulla Costa degli Etruschi, e un po’ più all’interno, dove si conserva un patrimonio culturale e paesaggistico inestimabile

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a Toscana è una regione ricca di suggestivi paesaggi e di bellez! ze storiche e architettoniche fa! mose in tutto il mondo che hanno ispirato scrittori, artisti e poeti oltre a dar loro i natali. Dai versi di Dante dedicati a Cecina e Corneto nel tre! dicesimo canto dell’Inferno, al più recente “Davanti San Guido” di Carducci, si estra! polano descrizioni di questi luoghi immersi nella storia. Come spiega Michele Tauro, alla guida del Tirreno Residence, i panora! mi della Costa degli Etruschi prestano una magnifica scenografia alle grandi città d’ar! te e ai siti archeologici. "Penso a quelli di Populonia e Baratti # dice Tauro #, o a cit! tadine come Volterra, il cui centro storico

conserva tracce del periodo etrusco, roma! no e medievale. Mi vengono in mente le meraviglie naturali come la Pineta del Tombolo, San Vincenzo e Marina di Ceci! na, ideale per gli amanti del biking e del trekking o le spiagge cristalline di Vada, o il Parco faunistico Gallorose. E poi i borghi medievali come Castagneto Carducci, svi! luppato attorno al Castello della Gherar! desca, Suvereto, risalente a prima dell’an! no 1000, Campiglia Marittima, Sassetta, Ro! signano Marittimo, Piombino o Bolgheri. Sono solo alcuni degli esempi di ciò che questa terra ha da offrire. E il nostro Tirre! no Residence, nella splendida Marina di Ce! cina, cuore della Costa degli Etruschi, gode di una posizione favorevole per raggiungere questi luoghi stupefacenti%. Situato in una zona tranquilla a pochi me! tri dalla spiaggia e dal vivace lungomare, dove trascorrere piacevolmente le serate estive, il complesso mette a disposizione 34 bilocali, che possono ospitare dalle due alle quattro persone. "Ogni appartamento # continua Tauro # è dotato di tutti i comfort quali angolo cottura, servizi igienici con set

di cortesia, tv e telefono. La struttura di! spone di un’ampia piscina circondata dal verde, con lettini ed ombrelloni, un sola! rium, una sala congressi e un parcheggio privato. Oltre al servizio reception, al bar, al noleggio di biciclette e diversi intratte! nimenti, all’interno delle aree comuni si può usufruire del servizio wi!fi in modo gratuito. A soli 150 metri, per una permanenza al! l’insegna del divertimento, si trova l’Acqua Village e poco più distante il parco di di! vertimenti Il Cavallino Matto. Per gli

Il Tirreno Residence si trova a Cecina Mare (LI) www.tirrenoresidence.com

amanti delle escursioni si consigliano le mini crociere nelle isole dell’arcipelago to! scano o mete di particolare pregio quali Pisa, Firenze e Siena. Inoltre, a pochi minuti di macchina si possono degustare i famo! si vini Doc delle cantine di Bolgheri%. ■ Renato Ferretti


In spiaggia a Marina di Castagneto Carducci Alessandro Runci ci porta sulla costa toscana in uno scenario paradisiaco, rilassante per gli adulti, sicuro e divertente per i più piccoli. !Ecco come vivere una vacanza balneare ideale"

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a spiaggia che digrada dolcemente nel mare pulito e l’acqua bassa per un lungo tratto, l’arenile battuto dal vento e dal sole, l’aria tersa: poche bracciate ed ecco acque profonde verde smeraldo. Siamo a Marina di Castagneto Carducci in provincia di Livorno, una stupenda località sul litorale tirrenico toscano, e in questo scenario paradisiaco incontriamo Alessandro Runci, titolare dello stabilimento balneare Acacia Mare. «Quello che qui si può trovare – dice Runci – è certamente una spiaggia comoda e sicura anche per i più piccoli, in un insieme di servizi che permettono di godersi una vacanza superlativa. Il bagno Acacia è sole, nuoto, mare, om-

brelloni, lettini, sedie regista, cabine, docce, spuntini sfiziosi, attenzioni e un moderno albergo che fa parlare di sé nel mondo. In più, il ristorante pizzeria sulla spiaggia con i suoi due bar, permette di soddisfare tutte le richieste degli ospiti. Il nostro è un ambiente a gestione familiare, dotato di ogni tipo di comfort: servizi esclusivi e grande attenzione ai dettagli consentono di fuggire dai ritmi quotidiani della città, per vivere l’estate in assoluta libertà. L’immensità del mare si unisce alla silenziosa bellezza della pineta circostante, offrendo uno straordinario spettacolo naturale. È la location perfetta per organizzare eventi di ogni genere, come matrimoni, compleanni, sfilate o banchetti esclu-

Lo stabilimento Acacia Mare e l’Hotel Alle Dune si trovano a Marina di Castagneto Carducci (LI) www.alledune.com - www.acaciamare.it

sivi, sia per motivi d’affari che per occasioni mondane». Della stessa proprietà anche l’Hotel Alle Dune, di poco più interno rispetto ai bagni. «Si trova nella pineta immediatamente precedente alla spiaggia – spiega Runci –. L’intera struttura alberghiera, rinnovata e rimodernata, ha nel nostro personale uno dei punti di forza che la rendono un luogo ideale per famiglie, giovani coppie e vacanzieri. Si distingue per il culto dell’ospitalità, l’amore per le cose belle, e risponde pienamente alle molteplici esigenze del turismo familiare, anche grazie ad un attento restyling delle camere e dell’intero complesso residenziale». La tradizione che nasce in questo luogo è quella di un turismo fatto di famiglie. «Vi si passa l’infanzia – continua Runci –, l’adolescenza e la prima giovinezza. Poi si va altrove sino all’età del matrimonio, quindi si torna, alla prima natalità per passarvi tutto il resto della vita. Così è successo a noi e siamo passati da una gestione familiare a una più articolata e complessa, ma sempre di alta qualità e di alto profilo turistico». ■ Remo Monreale


Storie di vita in Maremma La tradizione rurale della Maremma grossetana è ricca di incredibili storie che non tutti conoscono. Luigi Caricato le ha raccolte in un libro per celebrare attraverso il ricordo, l’anima contadina di questi luoghi

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l mondo rurale della Maremma costi! tuisce la base di un patrimonio cultu! rale che ancora oggi viene celebrato at! traverso varie iniziative. Luigi Caricato ha deciso di raccogliere in un libro, sto! rie contadine con l’aiuto di valenti scrittori per raccontare la vita di questi luoghi nei qua! li ancora oggi la tradizione agricola riveste un ruolo fondamentale: "Il mio racconto, dal titolo “Con cuore maligno e superbo”, nar! ra la vita di un grande mito dell’Amiata, Da! vid Lazzaretti, un predicatore che riuscì a por! tare a sé contadini ad aderire convintamen! te a un progetto di una nuova società fondata su uguaglianza e fratellanza#. Come è nata l’idea della raccolta di racconti Tutti dicono Maremma Maremma? "Da una forte e urgente esigenza che senti! vo ormai da tempo. Quella di cercare in tut! ti i modi di dare spazio e visibilità a un mon! do rurale troppo spesso tenuto distante dal! la società. In genere, anche tra gli intellettuali resiste la tentazione di optare per una im! magine bucolica e manieristica del mondo ru! rale. La mia aspirazione è di puntare a un nuo! vo filone narrativo in cui fare emergere in ma! niera realistica uno spaccato autentico, non da cartolina, della vita in campagna. Anche riportando le ombre, non soltanto le luci. Anzi, soprattutto le ombre, proprio per far emer! gere la grande spinta propulsiva di un mon! do che sa reagire e lo sa fare con determi! nazione. La Maremma grossetana si presta moltissimo a tale operazione. C’è un’agri! coltura palpitante che da un lato sa preser! vare la bellezza del paesaggio, dall’altro sa en! trare in una logica nuova, lucidamente im! prenditoriale e propositiva#. Cosa rappresenta per lei la Maremma? "Una terra di quieto abbandono, una sor! ta di buen retiro sufficiente per separarmi mentalmente e fisicamente dal caos me! tropolitano. Ad affascinarmi è stata so! prattutto la tenacia della sua gente nel cor! so del tempo, con un’ammirevole forza di volontà che ha permesso di rendere un’area malarica terreno oggi fertile per un’agri! coltura dalle produzioni di alta qualità#. Ci sono scorci di questo vasto territorio ai quali è più legato e perché? "Non esagero dicendo tutti. Perché ogni an! golo ha un’anima e un fascino propri. Avendo percorso tutta la Maremma in cir! ca vent’anni di viaggi mi piace sia l’area montana, sia l’area costiera, senza però riu! scire a esprimere una preferenza in senso assoluto. Certo, sul piano affettivo sono mol!

Luigi Caricato, curatore del libro Tutti dicono Maremma Maremma

to legato al Monte Labbro, il luogo dello spi! rito di David Lazzaretti, per il suo signifi! cato altamente simbolico#. Se dovesse accompagnare un gruppo di visitatori per la Maremma cogliendo anche gli aspetti enogastronomici che la caratterizzano, cosa si sentirebbe di consigliare? "Consiglierei di visitare in particolare i luo! ghi del vino e dell’olio, un po’ perché rap! presentano le mie passioni, un po’ perché sono i collanti che avvicinano alla buona ta! vola, quella fatta di cibi che esprimono un’identità forte e peculiare. La scoperta del! la Maremma per me è avvenuta proprio at! traverso i percorsi del gusto. A guidarmi è stato in particolare un amico cui sono molto grato: Valter. Con lui ho potuto sco! prire il territorio nella sua essenza più in! tima e più aderente alla realtà, in tutta la sua evidenza. Con lui ho conosciuto persone splendide, sane ed entusiaste, fortemente ra! dicate nel territorio. Consiglierei di fare un percorso analogo al mio, cercando di farsi in qualche modo “adottare” da qualche co! noscente o amico del luogo#. ■ NMM


Dalla montagna al mare La Maremma vista attraverso gli occhi del giornalista Igor Righetti. Ricordi che evocano immagini di una infanzia vissuta tra le meraviglie di un paesaggio senza paragoni

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Igor Righe!i, autore e conduttore di programmi radiotelevisivi

olti sono i luoghi della maremma grossetana che costituiscono un vero e proprio invito al viaggio e alla scoperta. I suggestivi paesaggi che vanno dai monti dell’entro! terra al mare, raccontano ancora oggi le va! rie culture che hanno vissuto e civilizzato questi luoghi. "La Maremma toscana ' spiega Igor Righetti, autore e conduttore di programmi radiotelevisivi ' è tutta da sco! prire: dalla montagna al mare#. Quali sono i luoghi di Grosseto legati alla sua infanzia? "Sono innumerevoli, dalla spiaggia sel! vaggia del Parco naturale della Maremma dove cinghiali, daini, caprioli, volpi e mille altri animali si davano appuntamento nella ricerca di cibo, ai resti archeologici della città etrusca di Roselle, esempio raro di necropoli e acropoli dove la sovrapposi! zione nei secoli delle varie civiltà sono ben visibili. Un luogo posto su un’altura dalla quale si domina l’ampia pianura grosse! tana che arriva fino al mare. Amavo cer! care tra i sassi qualche piccolo residuo di mattone che mi piaceva pensare fosse etru! sco o, almeno, romano. E poi mi recavo al! l’anfiteatro romano e mi divertivo a decla! mare qualche verso beandomi dell’eco che riportava, ampliandola, la mia voce. Nei pressi di Roselle ho frequentato il corso per restauratore archeologico promosso dalla Soprintendenza ai Beni archeologici della Toscana. La pratica di scavo fu organiz! zata proprio a Roselle. Il destino...# Se dovesse accompagnare un gruppo di ospiti in visita nella sua terra quali angoli insoliti gli farebbe scoprire? "Sono andato via da Grosseto, mia città natale, quando avevo 20 anni. La Ma! remma toscana è tutta da scoprire: dalla montagna al mare. I suoi suggestivi borghi medievali, Massa Marittima, Orbetello e la

sua laguna, Ansedonia e la tagliata (opera di alta ingegneria idraulica romana), la città di epoca romana di Cosa che domi! nava la costa tirrenica, l’area archeologica etrusca di Vetulonia, l'Argentario, Casti! glione della Pescaia. E ancora: Sovana, So! rano, Pitigliano e Saturnia dove, quando posso, mi rifugio nella grande vasca del! l’impeccabile hotel Terme di Saturnia in cui l’acqua sulfurea zampilla a una tempe! ratura di 37°. A due passi da Saturnia, a Samproniano, c’è un piccolo quanto eccel! lente ristorante con cucina tipica e pro! dotti genuini. Si chiama Novecento. Tutto il menu è da provare#. A quali locali e ricette della tradizione è più affezionato? "C’è un ristorante, a Marina di Grosseto, dove faccio tappa fissa, si chiama Locanda dei briganti. Piatti tradizionali della Ma! remma e toscani cucinati in modo sano con pasta fatta in casa e carne di prima qualità. Adoro la tagliata chianina sale e rosma! rino, rucola e parmigiano o al lardo. Il len! zuolo ripeno di ricotta e spinaci (un mega tortello) è uno dei miei piatti preferiti. Da non perdere gli gnocchi fatti in casa sotto cenere. Ma la Maremma è anche pesce fre! schissimo. Io vado a gustare branzini, orate, rombi e dentici appena pescati al ristorante Da Remo, a Rispescia, a 5 minuti da Gros! seto. Imperdibili i tortelli ripieni alla spi! gola e la carbonara di pesce#. ■ NMM


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 50

Una terra da vivere REINVENTARE LA TRADIZIONE Rilanciare il turismo a!raverso il connubio tra bellezze naturali, relax e cucina di alta qualità. L’esperienza dello chef Emiliano Lombardelli

Roccastrada, borgo di storia e natura A 40 minuti dalle più belle città dell’Alta Maremma, Gemma Solari concede ai suoi ospiti soggiorni rilassanti, trattamenti per il benessere psicofisico e un’esperienza a diretto contatto con la natura

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ià noto nel! l’antichità come podere San Cassiano, dal nome di un monaco orientale, nel cuo! re del borghetto medievale di Roccastrada, una delle zone più suggestive e in! cantevoli della campagna toscana, sorge il resort La Melosa. Immersa in una vallata dove dominano i re! sti di una Pieve dell’anno 1000, La Melosa, di pro! prietà di Gemma Solari, si insedia al centro di diverse zone protette, vero e proprio patrimonio naturalistico dove ospiti e visitatori pos! sono dedicarsi a escursioni, trekking, passeggiate a ca! vallo o giri in mountain bike. "Il nostro # dice la So! lari # è un rilassante hotel con piscina, centro benes! sere e ristorante che per! mette agli ospiti di calarsi in un’ambientazione quasi fuo! ri dal tempo, antica ma mo! derna al tempo stesso$. Sì, perché se l’atmosfera che si respira è da fiaba, gli inter! ni della struttura sono ca! ratterizzati da accorgimen! ti moderni e tecnologici. "Disponiamo di 12 stanze tutte climatizzate a pavi! mento, nel segno della più avanzata bioarchitettura, af! frescate e denominate a se! conda di piante o fiori che rievocano il contesto natu! rale nel quale siamo inseri! ti. Le camere al piano terra

dispongono di un giardi! netto privato, mentre quel! le superior di un caminetto e un letto a baldacchino. Ab! biamo scelto le pietre natu! rali per i rivestimenti e il le! gno massello trattato con cera d’api per i mobili; inol! tre, l’elettricità viene pro! dotta attraverso impianti fotovoltaici$. La Melosa of! fre agli ospiti anche tratta! menti di bellezza e benes! sere, per ritrovare il giusto equilibrio tra anima, mente, corpo e natura. "I tratta! menti svolti nella Spa del re! sort abbracciano la filosofia Ayurveda, mediante gli ele! menti naturali fuoco, ac! qua, terra, piante e aria. La struttura del centro si basa

La Melosa Resort si trova a Roccastrada (GR) www.lamelosa.it

sull’equilibrio armonico tra calore e freddo ed è dotata di idromassaggi individuali, sala trattamenti, sauna, hammam, docce rinfre! scanti, panca riscaldata e zona relax. Inoltre, trovan! doci vicini ai principali cam! pi da golf della Toscana, abbiamo ideato un massag! gio per i golfisti che desi! derano distendersi dopo una giornata di sport$. A com! pletare l’accoglienza e la cura degli ospiti c’è, poi, il ri! storante La Melosa, un lo! cale caldo con coperti sia al! l’interno che all’esterno, nel! la bellissima terrazza da cui si può godere la vista del! l’intera vallata. "La nostra cucina propone gli antichi sapori toscani e il gusto per i prodotti naturali di quali! tà e stagione. Molto ricca è anche la nostra carta dei vini, dove è possibile sce! gliere tra i vini della Ma! remma e della campagna se! nese oppure tra quelli che hanno reso famosa la To! scana in tutto il mondo$. ■ Emanuela Caruso

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a Maremma è un territorio dalle molteplici risorse naturali. Vanta uno dei mari più belli d’Italia, circondato da suggestivi paesaggi collinari e montuosi. Negli ultimi anni il turismo ha dato chiari segnali di ripresa, grazie anche alle strategie di riorganizzazione messe in a!o da alcune stru!ure rice!ive, più brave e veloci di altre a saper sfruttare il potenziale naturale del luogo. È il caso del qua!ro stelle Villa Domizia, posizionato sul mare di Porto Santo Stefano, in Località Santa Liberata, so!o al Monte Argentario, in provincia di Grosseto. Due assi nella manica: la sua incantevole posizione e la raffinata cucina, curata personalmente da Emiliano Lombardelli, il famoso executive chef dell’Argentario, protagonista da alcune stagioni del rilancio dell’hotel insieme alla Famiglia Alfieri, fondatori e proprietari della stru!ura dagli anni '60. Nel Ristorante Gourmet con Gusto, cuore pulsante del Villa Domizia, Lombardelli propone la grande cucina toscana, impreziosita da una continua ricerca e sperimentazione, tenendo fede alla sua missione: reinventare e interpretare i pia!i tipici della tradizione, cercando la giusta e sa-

Hotel Villa Domizia si trova a Porto Santo Stefano (GR) - www.villadomizia.it

piente unione tra classico e moderno. Dopo numerose esperienze in ristoranti e resort prestigiosi, infa!i, lo chef ha intrapreso un ritorno alle origini, proponendo una cucina piena di sapori, profumi e colori del suo territorio. «Noi vogliamo regalare una vera e propria esperienza culinaria», conferma Lombardelli. «Ci piace impressionare le persone con la cucina, l’a!enzione ai dettagli, non con il conto. Vogliamo che al cliente resti un bel ricordo e vada via con la voglia di tornare». Il Gourmet con Gusto affaccia sullo splendido panorama del Tombolo della Giannella e dei Bagni di Domiziano, con vista su tu!a la Duna della Giannella fino a raggiungere Talamone. L’hotel dispone anche di un giardino e di una spiaggia privata di fronte all'edificio. Qualcuno ha definito le creazioni dello chef Lombardelli come «autentiche pennellate di colore, tra!eggi impressionisti». Sicuramente la sua originale cucina di qualità ha contribuito in maniera decisiva a rendere il Gourmet con Gusto e l’intera Villa Domizia un ambiente rilassante e allo stesso tempo esclusivo. ■ Stefano Russello


Viaggio in Italia Pag. 51 • Giugno 2016

Turismo slow in Maremma Alla Pescaia, antica tenuta della famiglia Tolomei, i rumori della città sono banditi e la natura è la vera protagonista per scoprire un territorio sempre più ricercato dai turisti

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el cuore della Maremma, dove tutto parla di natura, storia e cultura millenaria, c’è un luo! go in cui un nobile casato ama così tanto la terra da tra! smettere quell’amore agli ospiti prove! nienti da tutto il mondo. Qui, alla Pescaia, una tenuta circondata da sette mila ulivi se! colari, boschi e sentieri tra Grosseto e Sie! na, da tre anni gli ultimi discendenti della famiglia Tolomei hanno scelto di aprire le porte della loro storica dimora agli ospiti. Ma chi si aspetta un luxury resort o un hotel è fuori strada. Con 13 camere, di cui nove nel! la villa recentemente ristrutturata e quattro nei vecchi edifici agricoli in cui sono stati ri! cavati due appartamenti, i turisti scelgono questo natural resort per vivere una vacanza al ritmo della natura e delle sue stagioni. "Alla Pescaia si vive un’esperienza di acco! glienza dal sapore familiare, non ci si sen! te in albergo mai. Chi desidera la tranquil! lità troverà angoli nascosti della tenuta, sot! to un ulivo secolare in cima ai poggi oppu! re accanto a una tomba etrusca, coccolato dal canto delle cicale e dal profumo del gelso! mino in fiore. Potrà cenare con i prodotti del nostro orto su prenotazione, oppure fare pas! seggiate a cavallo, escursioni, wine tasting, gite in barca$, racconta Margherita Ra! mella, che insieme al marito argentino Mariano e alla sorella Beatrice vive e ge! stisce la struttura con un pizzico di allegria sudamericana e l’entusiasmo di una dire! zione interamente under 40. Ogni dettaglio della Pescaia # che dispone anche di una piscina all’interno di un vec! chio capanno senza tetto e di un prato pri!

VACANZE TAILOR MADE

vato con sdraio e ombrelloni # è curato per offrire il meglio dell’esperienza maremma! na al turista. Così, circondati dallo spettacolo dei campi dorati separati da file di cipressi e pini, colline boscose, antiche cittadine che fanno da guardiane a luoghi sospesi nel tem! po, i visitatori possono scegliere ogni gior! no di vivere un’esperienza diversa: dalla vi! sita alle spiagge selvagge della costa toscana al Parco Nazionale della Maremma, pas! sando per l'Argentario, Capalbio, Punta Ala, Siena, la Val d' Orcia, il Chianti e, a meno di un’ora, campi da golf, siti archeologici, ter! me, ristoranti e tante cantine. La struttura dispone anche di una scuderia con cavalli: gli ospiti possono fare lezione di equitazio! ne o splendide passeggiate a cavallo all'in! terno e all'esterno della proprietà tra boschi,

I visitatori possono scegliere ogni giorno di vivere un’esperienza diversa: dalla spiaggia alle escursioni e alle passeggiate a cavallo, poi siti archeologici, terme, ristoranti e tante cantine

pianure e ulivi. In questo casale del Cinquecento i rumori della città sono banditi, così come i frigobar e le tv in camera. "Desideriamo che i nostri ospiti si godano i rumori della natura e il tuf! fo nella storia che la villa, che conserva i mo! bili originali della famiglia Tolomei, può of! frire. I turisti che vengono a trovarci # sot! tolinea Margherita # provengono per lo più dal Nord Europa ma anche da Australia, Sta! ti Uniti, Canada. E cercano proprio questo: tranquillità e contatto con la natura in una delle poche tenute storiche delle Maremma$. La storia qui si respira in ogni pietra e ha il marchio dantesco di Pia Tolomei. Questo nome torna in tutte le primogenite della fa! miglia, che secondo la leggenda dà i nata! li agli ultimi discendenti di Tolomeo e Cleo! patra, ed è così evocativo e importante da essere diventato il marchio dell’olio d’oliva biologico che si produce in tenuta. Con tre mila ulivi secolari selvatici innestati a ini! zio Novecento, infatti, la struttura produce l’olio d’oliva pregiato Selezione Pia Tolomei. Un prodotto che più biologico non si può: a strappare le erbacce ci pensano asini e mucche salvati dal macello, mentre le oli! ve sono raccolte a mano. Accanto all’oro ver! de della Pescaia a breve gli ospiti potranno scoprire il mondo dei butteri e delle vacche maremmane, con percorsi dedicati. ■ Alessia Cotroneo

La Pescaia Resort si trova a Roccastrada (GR) www.pescaiaresort.com

Matrimoni tra storia e favola L’autenticità e la personalità dell’offerta turistica sono il marchio distintivo della Pescaia ed emergono in tutte le recensioni dei clienti: giovani tra i 35 e i 45 anni, per lo più stranieri, affascinati dal contatto diretto con la natura maremmana, un territorio che sempre più spesso viene ricercato come fosse una regione, al pari della Provenza. Ma non è solo il turismo naturale che affascina. Da un anno la Pescaia, con la sua chiesa privata, 6000 metri quadrati di parco e giardini con gelsomini in fiore, cedri, lecci e cipressi, è una delle mete più ambite del wedding tourism maremmano. Location apprezzatissima per ricevimenti eleganti o ecletticamente informali. «Affittiamo la tenuta e i suoi spazi suggestivi – racconta la direzione – a coppie provenienti da tutto il mondo, consigliamo loro il servizio di wedding planner più adatto alle loro esigenze, per offrire anche in questo caso un servizio tailor made. E come plus, ospitiamo gli sposi e i loro ospiti più intimi all’interno della villa e negli appartamenti adiacenti del borgo per tutta la durata della cerimonia».


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 52

Una terra da vivere

Non solo terme Saturnia è conosciuta fin dall’antichità per le sue sorgenti termali sulfuree, dalle note proprietà terapeutiche. Ma offre anche molto altro, come racconta Iunio Bergonzini

L

a località di Saturnia, nel sud della Toscana, è famosa prin! cipalmente per le sorgenti termali, per cui è conosciuta a livello internazionale. Alle Terme di Saturnia si va per rilassarsi ma anche per curarsi, grazie alle rinomate proprietà terapeutiche delle sorgenti sulfuree. Ma la Toscana è celebre al! l’estero e in Italia anche per gli splendidi paesaggi: le colline verdi spaziano fino all’orizzonte, o al mare, di un azzurro in! tenso. I rumori, ben lontani da quelli as! sordanti della città, sono quelli della na! tura, o il silenzio di certi borghi medie! vali. Il retaggio storico della regione è vario e affascinante: si può passeggiare tra le vie lastricate risalenti al Rinasci! mento, ammirare le rovine di epoca etrusca o ancora farsi affascinare dalle reminiscenze romane. Nel mezzo di tutta questa bellezza na! turale e artigiana, sorgono alcune strut! ture ricettive che sono riuscite a coniu! gare al meglio i cenni storici del luogo, i paesaggi naturali e le opportunità del! le sorgenti sulfuree. È il caso del Sa! turnia Tuscany Hotel, un 4 stelle co! struito come una villa rinascimentale, che ci descrive Iunio Bergonzini, pro! prietario e gestore. "La casa, come chiamiamo abitualmen! te l’Hotel Saturnia Tuscany, offre camere di diverse tipologie, alcune con logge private o balconi, tutte affacciate sulla campagna circostante, quella campa! gna disegnata da Michelangelo, da Leo! nardo da Vinci, da Giotto. Una campagna rimasta intatta e fortemente preservata dove si respira il profumo dell'armonia e quello dell’equilibrio. Fanno da corol! lario ai nostri paesaggi cittadine come

Il Saturnia Tuscany Hotel si trova nella località di Saturnia, nel comune di Manciano (GR) www.saturniatuscanyhotel.com

NEI DINTORNI

Si possono riscoprire affascinanti paesini arroccati sulle colline, incastonati come perle in fantastici panorami, oppure necropoli etrusche, o ancora borghi medievali

Siena, Viterbo, Pitigliano, Sorano, So! vana, Scansano. E sono solo destinazio! ni finali di un percorso che ha tutto di sorprendente, ogni curva, ogni strada, ogni piccolo borgo incontrato ha da raccontare una storia e da svelare un se! greto$. E sono proprio questi paesaggi da fiaba a rendere unico il soggiorno in questo hotel. "La Maremma è un territorio ric! co di tradizioni, storia e cultura. Si pos! sono riscoprire affascinanti paesini ar! roccati sulle colline, incastonati come perle in fantastici panorami, oppure importanti siti archeologici di necropo! li etrusche, borghi medievali come So! vana, Sorano e Pitigliano. Sulla costa si possono poi ammirare i panorami moz! zafiato e le acque cristalline del Monte Argentario, dell’Isola del Giglio e di Giannutri. Senza dimenticare poi le splendide Siena e Orvieto, che tutto il mondo ci invidia; queste sono raggiun! gibili in poco tempo dall’hotel. Per gli amanti della bicicletta, poi, non manca! no le escursioni sul Monte Amiata e lun! go il Lago di Bolsena, oppure sulla co! sta verso Capalbio. Qui si respira un’at! mosfera particolare, in una terra incon!

taminata tutta da ammirare$. Uno dei gioielli della struttura è il Cen! tro Benessere Camelia. Riallacciandosi all’antica tradizione termale della zona, il Saturnia Tuscany Hotel ha dedicato un intero piano alla cura del corpo e del be! nessere dei propri clienti. "Sono 200 mq di benessere, dove è pos! sibile rilassare i muscoli e rigenerare la mente, grazie ad uno staff altamente qualificato e professionale. A disposi! zione ci sono: sauna, bagno turco, pan! ca calda, doccia scozzese, saletta delle erbe, due idromassaggi, zona relax 'dove gustare vari tipi d’infusi di ottima qua! lità(, oltre a una vasta scelta di massaggi e trattamenti estetici e olistici eseguiti con prodotti naturali e innovativi 'bur! ri vegetali, vino Morellino, calendula e cacao(. Tra le diverse specialità segnalo il Kobido, una tecnica tradizionale giap! ponese che favorisce la produzione di elastina: è un massaggio liftante dai be! nefici immediati. Altri tipi di massaggi disponibili sono quelli della tradizione ayurveda, come il Vatabyangam, parti! colarmente indicato per il mal di schie! na, e il Pitabyangam$. ■ Giulia Panzacchi

UNA CUCINA FRIZZANTE Il Centro Benessere non è l’unico gioiello del Saturnia Tuscany Hotel. Fiore all’occhiello della struttura è anche il rinomato ristorante La Chianina Pescatrice: «Abbiamo scelto un nome estroso, per dare l’idea di un locale frizzante, dove la tradizione maremmana si sposa con la cucina contemporanea fresca e innovativa - racconta Iunio Bergonzini -. Qui infatti le ricette tradizionali vengono rivisitate con un pizzico di fantasia dal nostro chef. Il ristorante è rustico ma elegante, e propone pasta fatta in casa, carni fresche, pasticceria e una prestigiosa carta dei vini, di cui andiamo fieri. A richiesta valutiamo la possibilità di un menu senza glutine, per non far rinunciare nessuno ai piaceri della cucina toscana. Il ristorante è diviso in: main room, veranda panoramica e terrazza panoramica». Il ristorante La Chianina Pescatrice si affaccia sulla Maremma grossetana; il paesaggio mozzafiato fa da sfondo ideale alle creazioni culinarie dello chef Renzo Santarelli.


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 54

Una terra da vivere

Percorsi toscani Al Residence San Rossore, a un chilometro dall’omonimo Parco naturale e da Piazza dei Miracoli, il turista può partire alla scoperta di centro storico e campagna pisana

I

n una provincia estremamente ricca sotto il profilo turistico come quella di Pisa, dove la storia, l’architettura e l’arte hanno lasciato il segno, il ri! schio di buttarsi a capofitto alla sco! perta del centro storico tralasciando le bel! lezze naturali c’è. Ma per un turista che non si accontenta e vuole conoscere il territo! rio a trecentosessanta gradi, tenere insie! me natura e città resta il must da seguire. Una proposta di viaggio che coniuga le due tipologie di visita alla città della torre pen! dente più famosa del mondo è quella of! ferta dal Residence San Rossore, una strut! tura immersa nel verde, in una posizione esattamente equidistante 'poco più di un chilometro( da piazza dei Miracoli e dal Parco naturale di San Rossore. Pregio ar! chitettonico e passione green coesistono in questa oasi di quiete e di vegetazione me! diterranea nel cuore della città, in una zona di Pisa di alto valore paesaggistico, così vi! cina a uno dei parchi più grandi d'Italia, sede storica di attività ippica, e al tempo

il Residence San Rossore si trova a Pisa www.residencesanrossore.it

MIX VINCENTE

stesso strategica come punto di partenza per un tour della Toscana. "I servizi offerti dal Residence San Rossore sono molto vari. I nostri ospiti possono coc! colarsi concedendosi una pausa nel nostro Centro Benessere interno con sauna, bagno turco, doccia solare e servizi di massote! rapia # afferma il proprietario Salvatore Ciulla # oppure usufruire delle convenzioni con il Centro Ippico “il Campalto”, il Ten! nis Club di Pisa e il Bagno Mistral di Tir! renia, elegante struttura balneare del li! torale pisano dotata di tutti i servizi 'om! brelloni, cabine, piscina per bambini, bar, ristorante(. Per i più piccoli il residence mette a disposizione una ludoteca, “l'Albero di Pepe”, con operatori qualificati e mul! tilingue che svolgono un'attività di in! trattenimento dedicata ai temi della natura e dell'ambiente$. La struttura si compone di villette e ap! partamenti di grandi dimensioni, con bi! locali di 50, trilocali di 70 e quadrilocali di 120 metri quadrati, disposti a corte intor! no a un rigoglioso giardino. Una piscina e un edificio polifunzionale che ospita il lounge bar, il ristorante, la sala polivalente da cento posti, l’ampio locale per cerimo! nie e il centro benessere completano l’of! ferta dedicata a turisti provenienti da tut! to il mondo, specialmente dal Nord Euro! pa, dalla Francia, dal Belgio, dalla Svizze! ra, dall'Olanda, dalla Svezia, dalla Dani! marca, dall'Inghilterra, oltre che dai Pae! si americani e arabi. "Il residence San Rossore è apprezzato per

Qualità dell'offerta, servizi diversificati e legami con le iniziative d’eccellenza del territorio sono la strada giusta per distinguersi

la sua riservatezza, oltre che per la sua struttura architettonica e i servizi. Gli ospiti che accogliamo sono di diverse ti! pologie: famiglie con bambini, coppie, gruppi di amici, ma anche singoli # preci! sa il proprietario # che vengono a Pisa per lavoro o per esigenze mediche. Vicino al re! sidence c’è la clinica privata Casa di Cura di San Rossore e in generale la città è un polo sanitario d’eccellenza. Senza contare che il Residence è convenzionato con l'Università, con la Scuola Normale di Pisa, con aziende del territorio e ha ospitato ini! ziative del CNR e dell'Istituto Sant'Anna$. Ma c’è di più. Il Residence ospita al suo in! terno il progetto “Campus Cucinae”, curato dal suo chef stellato Peppe Agliano per dif! fondere lo studio e la promozione della cu! cina italiana nel mondo. E passando dalla gastronomia all’innovazione, la Apptour Srl, start! up dedicata a servizi innovativi nell'ambito di turismo, beni culturali e pro! duzione video, ha scelto di creare qui la sua sede per respirare ogni giorno turismo e sperimentare le nuove pratiche. ■ Alessia Cotroneo

L’ospitalità sposa la cultura

Consapevole della necessità di distinguersi in una regione ad alta densità turistica, il Residence San Rossore ha scelto di sostenere eventi culturali di spessore. Primo fra tutti il Certosa Festival, nato nel 2001 nella Certosa Monumentale di Calci, in provincia di Pisa, sede del Museo di Storia Naturale e di quello del Territorio, noti per gli scheletri di cetacei e per far da cornice al più grande acquario coperto d'Italia. La struttura, inoltre, promuove iniziative culturali ed enogastronomiche innovative, tra cui le “Cene Incantate”, nelle quali si mettono in dialogo proposte artistiche (lirica, teatro, musica e danza) con le diverse cucine regionali e territoriali dei luoghi dai quali le proposte artistiche nascono o in cui sono ambientate. «Riteniamo che queste, come le altre iniziative sull'innovazione e legate alla cucina italiana che ospitiamo – precisa Salvatore Ciulla – rappresentino delle eccellenze sulle quali costruire una proposta turistica innovativa».


Viaggio in Italia Pag. 55 • Giugno 2016

Immersi nella bellezza

Cullati dalle soavi colline della Val d’Orcia, alla scoperta dei paesaggi indimenticabili della Toscana. È lo scenario che ospita l’Hotel Residence San Gregorio

LA MONTALCINO SVELATA Erna Dorfmann ci porta tra i cipressi e i vigneti, pianure e colline coniche, borghi e monumenti che si trovano nell’entroterra senese, in una terra dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità

C

on le sue dolci colline, i borghi storici e la splendida costa è una delle mete turistiche più popolari. La Toscana intera ha ispirato pittori, scultori, scrittori e artisti: raffinate esperienze culinarie qui si fondono con una vasta varietà di opere d’arte e paesaggi incantevoli. Cipressi si allineano lungo sentieri tortuosi, nei vigneti maturano selezionate varietà d’uva e la costa delizia con lunghe spiagge sabbiose e baie nascoste. Città come Firenze, Siena e Pisa affascinano con la loro architettura singolare e le tante offerte culturali. E nella provincia di Siena si scopre un lato originale della Toscana, forse meno conosciuto, come ci racconta Erna Dorfmann, titolare del villaggio vacanza Castel Brunello. «Con i suoi confortevoli appartamenti – premette Dorfmann –, il nostro villaggio si trova su una piccola collina vicino al paese toscano di Sant’Angelo in Colle nel comune di Montalcino in provincia di Siena. Gli appartamenti sono un punto di partenza ideale per un viaggio di scoperta attraverso tutta la regione. Un esempio tipico è la Val d’Orcia, nell’entroterra senese: con le sue pianure e colline coniche ha ispirato artisti provenienti da tutta Europa. Nel 2004 la zona è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. A soli dieci minuti a piedi dai nostri alloggi c’è Montalcino, con il suo imponente castello e la romantica chiesa del monastero. Im-

Il villaggio vacanza Castel Brunello si trova a Montalcino (SI) www.castelbrunello.com

perdibile il vino tipico che da qui prende il nome: il Brunello di Montalcino». La struttura guidata da Dorfmann punta a riscoprire il tipico stile di vita italiano. «In cinque edifici si trovano appartamenti di varie dimensioni, con interni che rispecchiano la tradizione toscana. Rustici soffitti a travi e pavimenti conferiscono agli ambienti un’atmosfera ineguagliabile. Tutti gli edifici hanno facciate in muratura di pietra, mentre un’area piscina è stata integrata nel villaggio in modo armonioso. L’intero complesso ricorda una tenuta medievale. L’alta qualità è stata una priorità durante l’esecuzione di tutti i lavori di costruzione: il risultato è un gioiello architettonico. Il complesso offre, inoltre, sdraio, piazzetta con tavolini all’aperto, giardino roccioso con erbe aromatiche, garage sotterraneo e parcheggio, attrezzatura degli appartamenti, soggiorno con Tv-Sat e connessione internet W-Lan, cucina completamente attrezzata. Infine, offriamo un bel buffet di prima colazione, mentre due ristoranti in cui assaporare un’ottima cucina tipica toscana si trovano al centro del vecchio paese di Sant'Angelo in Colle e sono raggiungibili in 5 minuti a piedi». ■ Elena Ricci

I

n Toscana vi sono al! cune tra le località più belle dell’Italia. Stiamo parlando di Montalcino, borgo medievale arroccato su un’alta collina e che domi! na sul paesaggio grazie a una meravigliosa fortezza trecentesca; o della Val d’Or! cia, valle incantata connubio perfetto tra arte e paesaggio, natura e presenza umana. È poi nel cuore di questa val! le indimenticabile che sco! viamo Pienza, la città idea! le del Rinascimento co! struita dal Rossellino, uno dei più famosi architetti fiorentini, per volontà del papa Pio II e dichiarata pa! trimonio mondiale del! l’umanità dall’Unesco. A pochi passi dal centro sto! rico di Pienza e in comple! ta armonia con l’eleganza, la

grazia e il fascino del Rina! scimento, spicca l’Hotel Re! sidence San Gregorio, nato dal restauro di un teatro del! l’opera degli anni Trenta. "Il rinnovo dell’albergo # com! menta Nicola Benenati, di! rettore e proprietario della struttura # ha messo in ri! salto lo stile architettonico della facciata e degli spazi esterni, ridisegnando al con! tempo gli interni per offri! re agli ospiti un’esperienza deliziosa, in un altrettanto delizioso scenario, la Val d’Orcia$. La posizione stra! tegica del San Gregorio con! sente ai visitatori e turisti di trascorrere soggiorni ric! chi di relax e cultura, per! mettendo loro di scegliere tra le tante mete facilmen! te raggiungibili: il parco naturale della valle, San Quirico d’Orcia, Castiglione

L’Hotel Residence San Gregorio si trova a Pienza (SI) www.sangregorioresidencehotel.it

d’Orcia, Montalcino, Mon! tepulciano, Monticchiello. "I nostri ospiti hanno a di! sposizione camere, suite o appartamenti ampi e forni! ti di ogni comfort, un rigo! glioso giardino abbellito da una vasta piscina dove ri! lassarsi e godersi il sole, e tanta natura, le cui bellezze hanno ispirato i più grandi artisti nel corso dei secoli$. Colazioni, pranzi e cene vengono, inoltre, serviti al ristorante wine bar La Piaz! zetta, collocato all’interno del San Gregorio e affac! ciato sull’omonima piazza di Pienza. "Per regalare il giu! sto risveglio agli ospiti, pre! pariamo una ricca colazione a buffet con brioche, cro! state, frutta fresca, yogurt e affettati. A cena e a pranzo, invece, vengono portati in tavola i piatti tipici della no! stra regione, tutti realizza! ti con cura, così da omag! giare la bontà dell’enoga! stronomia toscana: pasta fatta a mano, tagliata, filet! to, selezione di pecorini di Pienza, bistecca alla fioren! tina. In una sala accoglien! te e raffinata, gli ospiti po! tranno anche gustare i fa! volosi vini Doc e Docg pro! posti nella nostra ricca lista dei vini$. ■ Emanuela Caruso


Viaggio in Italia Pag. 57 • Giugno 2016

La mia terra racchiusa nei dolci È soprattutto il connubio dei prodotti tipici della Costiera Amalfitana a determinare il successo delle creazioni di Salvatore De Riso. Basti pensare alla sua torta ricotta e pere

U

na pasticceria che prende le mosse dalla valorizzazione di un territorio, la Costiera Amalfitana, e più in gene! rale di una regione, la Cam! pania, dotata di materie prime e prodot! ti eccellenti. Se è vero che il piccolo schermo televisivo, grazie a programmi popolari come “La prova del cuoco” di Antonella Clerici, ha contribuito a ren! dere celebri il suo nome e le sue specia! lità in tutta Italia, è altrettanto vero che il segreto del successo di Salvatore De Riso risiede in un efficace mix di pas! sione, competenza e scelta dei migliori ingredienti. Dalla sua pasticceria sul lungomare di Minori, in provincia di Sa! lerno, e soprattutto, dal suo laboratorio artigianale a Tramonti, nascono preli! batezze ! babà, torte, dolci delle feste ! che conoscono sempre maggiore fortuna anche oltre confine. Come si sviluppa la sua predilezione per i sapori, i colori e i profumi della sua terra? "Sono “nato” come pasticcere nel 1988; mi sono presto reso conto che era im! portante realizzare qualcosa di diverso dai dolci che tutti producevano. Ho ini! ziato a creare specialità tecnicamente più moderne, presentate in maniera meno convenzionale, senza però mettere mai da parte la tradizione e il prodotto tipico del! la mia terra, la Costiera Amalfitana, dove ho a portata di mano tantissimi in! gredienti. Dopo il primo successo del pro! fiteroles al limone, ho capito che questa era la strada da seguire. In ogni creazione c’è sempre un po’ di costiera, di Salerno. Poi, certo, mi sono allargato anche al re! sto della Campania con le mele Annur! ca, le albicocche del Vesuvio, e all’Italia,

impiegando ad esempio i fichi bianchi di Carmignano o le pere di Ferrara. Cerco di utilizzare sempre il miglior prodotto che riesco a trovare sul mercato#. Come si muove in questo senso? "Giro molto, cerco di informarmi, sono as! sociato all’Accademia delle 5T che pro! muove prodotti italiani di qualità, legati al territorio, che si distinguono per tradi!

cernita di questi prodotti e la mia scelta è caduta sull’olio Dop salernitano, più dol! ce, meno amaro e piccante, ideale per le mie creazioni. Questo lavoro di ricerca vale per tutti i prodotti. Cerco di reperire i mi! gliori, facendomi arrivare le campionatu! re per provarli direttamente#. Ci parli delle sue creazioni. "Il mio lavoro si è concentrato su una li!

Il maestro pasticcere Salvatore De Riso

I SUCCESSI DI SAL

Una delle mie più grosse soddisfazioni è quella di aver creato una produzione dolciaria totalmente artigianale, riuscendo a esportarla nel mondo zione o per tipicità, anche con produzio! ni di nicchia. Ad esempio, per la scelta de! gli oli, sono partito dall’Enoteca italiana di Siena che mi ha fornito una lunga lista dei migliori oli del Paese. Poi ho fatto una

nea di dolci al bicchiere di semifreddi al! l’italiana. Spesso sento erroneamente de! finire semifreddi dolci da credenza solo perché abbattuti o congelati. Ho voluto ritornare su questa specialità, molto

leggera, spumosa, che viene servita alla temperatura di circa meno quindici gra! di. A questa si affianca una serie di mo! noporzioni anche al cioccolato in abbi! namento ad amarene e mandorle e un dolce ai tre formaggi con un cuore di lamponi, che si chiama “Sentimento di Sal”: è uno dei dolci che preferisco, per questo motivo me lo sono dedicato#. Progetti per il futuro? "Ho ricevuto molte gratificazioni a li! vello lavorativo, ma non mi fermo. Vado avanti nel lavoro e nella ricerca, con un occhio all’aspetto estetico, ren! dendo i dolci ancora più belli, oltre che buoni. Una delle più grosse soddisfa! zioni è quella di aver creato una pro! duzione dolciaria totalmente artigia! nale con ottime materie prime, riu! scendo a esportarla nel mondo con la ca! tena del freddo. È stata una grande sfi! da. Mi sono persino venute a trovare due principesse dall’Arabia Saudita che ave! vano avuto modo di assaggiare i miei prodotti. Hanno visitato il laboratorio e hanno voluto sapere in che modo le tor! te potessero arrivare così buone fino a casa loro. Alla fine, hanno realizzato un ordine di 1.500 torte destinate all’Ara! bia Saudita#. In quali paesi, in particolare, esporta i suoi prodotti? "Abbiamo clienti a Tokyo, Londra, Pari! gi. A San Pietroburgo ci sono tre punti di vendita a marchio Sal De Riso, dove vanno per la maggiore anche i prodotti salati che produciamo sempre noi, so! prattutto i primi piatti. In Italia, punti vendita importanti solo localizzati a Roma e Napoli, ai quali si affiancano al! tri negozi e i ristoranti che riforniamo#. ■ FD


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 58

Fascino campano

Le meraviglie partenopee Vivere il lusso rimanendo a diretto contatto con la storia e le tradizioni dei luoghi visitati. Questa è l’idea di soggiorno e hotel proposta a Napoli da Giuseppe Autorino

Q

uello che fa di un viaggio un’esperienza indimenti! cabile è ciò che lascia den! tro il cuore e i ricordi di ogni turista. E non esiste città che sappia lasciare più meravigliati e affascinati di Napoli, dove si incon! trano e uniscono tradizioni, storie di arte e artigianato, di reali e di santi, e una cultura popolare nata e sviluppatasi da influssi greci, romani, arabi, normanni, spagnoli e francesi. Come spiega con or! goglio Giuseppe Autorino, direttore del Santa Chiara Boutique Hotel, struttura a 4 stelle situata nel ventre di Napoli, di cui ha ereditato l’accoglienza e la pas! sionalità, "la nostra città, con il centro storico dichiarato patrimonio dell’Une! sco del 1995, è un’esperienza turistica davvero affascinante sia per l’ospite di passaggio sia per chi decide di fermar! si e scoprire gli splendidi palazzi, le chie! se e i musei. E ancora l’artigianato del! le ceramiche, dell’oro e dei presepi, per non parlare del sottosuolo ricco di in! triganti aneddoti#. Ed è vero che ai turisti e ai visitatori ba! sta poco per essere conquistati da Na! poli, è infatti sufficiente trascorrere una giornata su Spaccanapoli, arteria pulsante del centro storico, per sentirsi contagiati dal calore e dall’ospitalità del! la città. "Il nostro hotel sorge proprio al! l’interno di questo contesto magico, al piano nobile del Palazzo Tufarelli, di!

SPACCANAPOLI

LE SUITE DEL SANTA CHIARA

Il Santa Chiara Boutique Hotel si trova a Napoli

U

www.santachiarahotel.com

mora storica del XVII secolo. Per mani! festare il nostro elogio all’accoglienza partenopea abbiamo dato forma a uno stile innovativo in cui il gusto moderno ritrova la classicità di un tempo, so! prattutto negli affreschi restaurati. L’hotel è permeato da un’atmosfera di pace e relax e rappresenta un punto di ri! ferimento per ogni ospite il cui deside! rio sia quello di trascorrere un viaggio, una vacanza o anche solo un breve sog! giorno su misura delle proprie esigenze e voglie#. Con uno staff presente venti! quattro ore su ventiquattro e disponibi! le a soddisfare qualsiasi richiesta degli ospiti, il Santa Chiara Boutique Hotel rende il soggiorno speciale sin dalle pri! me luci del mattino, quando propone una sontuosa colazione preparata in colla! borazione con la pasticceria più rinomata di Napoli, quella di Giovanni Scaturchio. "I babà, le sfogliatelle e tutte le specia! lità della tradizione pasticcera napole! tana sono a completa disposizione dei nostri clienti $ continua ancora Autori! no $ che iniziano, così, la giornata nel migliore dei modi. Dopo la colazione, si continua con passeggiate ed escursioni

Nell’arteria pulsante del centro storico, ci si sente contagiati dal calore e dall’ospitalità della ci!tà

alla scoperta delle bellezze e delle leg! gende di Napoli. Il nostro personale as! siste gli ospiti anche in questo senso, prenotando tour per la città programmati in base ai desideri di ogni singola per! sona e a ciò che si vuole visitare e ve! dere: il centro di Napoli, i dintorni, gli Scavi di Pompei ed Ercolano, la Costie! ra Sorrentina e Amalfitana, i Campi Flegrei, le isole del Golfo#. Un’espe! rienza coinvolgente non solo a livello fi! sico ma anche emotivo, dunque, tra i luo! ghi di una zona che ha davvero tanto da raccontare. Al termine delle gite, poi, il Santa Chia! ra accoglie gli ospiti di ritorno con un piccolo rinfresco gratuito di succhi, ac! qua e l’immancabile caffè napoletano. "Si può salire sul roof per veder tra! montare il sole sul Vesuvio e il Monte Somma, ammirare l’intera città e il gol! fo e intravedere, in lontananza, Capri#.

na doppia, una tripla e cinque stanze con quattro confortevoli posti letto, sono queste le eleganti suite che il Santa Chiara Boutique Hotel mette a disposizione di viaggiatori business e turisti. Ideate, progettate e realizzate per offrire un soggiorno intimo, rilassante e indimenticabile per ogni ospite, tutte le sette camere sono arredate con elementi di design e ricreano spazi pensati per il puro relax. Ambienti esclusivi, dunque, dove passato e presente danno vita a uno stile armonioso, moderno ma sempre classico, grazie agli alti soffitti decorati con affreschi o alle travi a vista.

Non manca, infine, la vita serale, che nel capoluogo campano è ricca di energia, at! trattive e ristoranti e bistrò dove deli! ziare le proprie papille gustative con le svariate specialità della cucina parte! nopea. "Nulla viene lasciato al caso $ conclude Giuseppe Autorino $ è la nostra stessa reception a prenotare ristorante e loca! li per far passare agli ospiti delle sera! te rilassanti, piacevoli e divertenti. Quel! lo che proponiamo è un nuovo concept di hotel, dove a stabilire le regole sono i clienti, che devono sentirsi a casa#. ■ Emanuela Caruso


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 60

Nobili sapori

Un tour nell’Isola Una scena del film Il Ga!opardo di Visconti So!o, lo stemma della famiglia Tomasi di Lampedusa

A tavola con l’aristocrazia siciliana ai tempi de Il Gattopardo. Piatti e menu tipici preparati dai monsù per conquistare i nobili palati

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oi fummo i Gatto! pardi, i Leoni; quelli che ci sosti! tuiranno saranno gli sciacalli, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra". Maggio 1860, Regno delle Due Sicilie. Da una parte, l’aristo! crazia siciliana, che nonostante le varie dominazioni succedutesi, continuava a conservare prestigio e potere. Dall’altra, l’avanzata di Garibaldi e dei Mille, giun! ti in Sicilia, per liberarla dal dominio bor! bonico e per dar vita al Regno d’Italia. Nel romanzo Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa sarà compito di Fabrizio Corbera, principe di Salina, descriverci questo trapasso epocale. Don Fabrizio percepisce i piccoli e i grandi mutamenti che avvengono intorno a lui, ma continua a perpetuare i rituali tipici che caratte! rizzavano la vita dei nobili del tempo. Ogni anno, infatti, l’arrivo dell’estate coincideva, per la famiglia Salina, con il trasferimento nella tenuta estiva a Don! nafugata e con un sontuoso banchetto nel quale veniva servito, come da tradizione, il famoso timballo di maccheroni. La cucina siciliana è stata influenzata dal! le varie dominazioni che si sono succe! dute nell’isola, ma sicuramente la cultura francese ha svolto un ruolo cruciale so! prattutto per la dieta degli aristocratici. Non a caso, la cucina dei nobili era in mano ai monsù. Come sottolinea il gior! nalista ed esperto di cucina ed enoga! stronomia siciliana, Gaetano Basile. #Il termine monsù deriva dal francese mon! sieur ed era usato per indicare i cuochi di casata. Gli altri, al lavoro magari presso gente ricchissima, ma non titolata, erano “cuochi di paglietta”". Nel romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa è infatti il Monsù Gaston l’ar! tefice del famoso timballo di macchero! ni in crosta. #La ricchezza in Sicilia $ sot! tolinea Basile $ era rapportata al nume! ro di volte che veniva acceso il fuoco per cucinare: i nobili lo accendevano due vol! te al giorno, perché avevano a disposi! zione più legna, più carbone e batterie da cucina migliori; i medio!borghesi una vol!

ta al giorno, i meno ricchi una volta a set! timana e c’era chi non poteva proprio per! metterselo". I monsù ci hanno, inoltre, tramandato i piatti che preparavano per i nobili tramite i “calapìni”, #i quaderni lunghi e stretti, nei quali i cuochi delle grandi famiglie annotavano i menù del pranzo e della cena, gli ingredienti uti! lizzati e le spese per la loro produzione" evidenzia il giornalista. Da queste pagi! ne emerge come gli aristocratici mangiassero piuttosto mode! stamente, #immancabili, però, pane bianco, frutta, verdura e legumi" racconta Basile. I BANCHETTI #Si iniziava con consommé, tiballi di riso o di macche! roni e riso profumato allo zafferano con fegatini di pollo o interiora". Presente in abbondanza anche la pa! stasciutta #che mentre al Nord veniva servita con burro e parmigiano, in Sicilia $ continua il giornalista $ veniva servita con un filo d’olio d’oliva e una grattata di cacioca! vallo fresco". Passando ai secondi, #i monsù preparavano solitamente agnel! lo o capretto al forno o alla glasse, un an! tico piatto cinquecentesco, oppure arro! sti. Meno diffusa, invece, la carne vac! cina, che era però alla base della viande

farcie de maigre o carne farcita di ma! gro", rimarca Basile. Un piatto molto ap! prezzato era la parmiciana, erronea! mente conosciuta come parmigiana, ma che non ha niente a che vedere né con la città di Parma né con il parmigiano. #Questo piatto prende il nome dal ter! mine in uso nel dialetto palermitano che significa persiana. Il piatto è, infatti, ca! ratterizzato da una forma a scaletta data dalla sovrapposizione di fettine di melanzane fritte e scaglie di ca! ciocavallo fresco. I nobili spesso sostituivano alle me! lanzane, fettine di vitello". Alla fine del Settecento na! sce il famoso vino Marsala, che entra a pieno titolo an! che all’interno delle cucine dei monsù, come per esem! pio nella preparazione dei #bocconcini del barone, uno spezzatino di vitello o nel braisè de veau Marsala o bra! sato di vitello al Marsala", rac! conta Basile. Molto utilizzata in queste occasioni era anche la cacciagio! ne: #conigli, lepri, cinghiali, colombacci, quaglie, beccafichi, anatre e folaghe, in! gredienti principali dei pasticci realizza! ti dai monsù o in alternativa venivano cotti al forno. Molto utilizzati anche i tac! chini, allevati come fossero pecore e portati al pascolo quotidianamente, e

quindi più magri e molto costosi". Per quanto concerne i pesci, si teneva sempre conto del pescato stagionale e di conseguenza il calendario era così sca! denzato: #a gennaio si pescavano sarde e pesce azzurro e a marzo, per San Giu! seppe, si preparava l’ultima pasta con le sarde, perché questo era il mese delle fo! che. Ad aprile $ continua l’esperto $ il mare era ricco di triglie di scoglio, men! tre a maggio e a giugno si pescavano ton! ni e l’alalunga. Per tutto il periodo esti! vo i piatti erano a base di pesce di paranza, mentre, a settembre, di lampuga e a ot! tobre di fanfaro". Nella dieta degli ari! stocratici erano, inoltre, sempre presen! ti in estate #legumi, insalatine a base di pomodoro e cetrioli, fagiolina, cipolle infornate e patate lesse", ricorda Basile. I dessert erano poi gli elementi imman! cabili che concludevano i sontuosi ban! chetti organizzati dai nobili. #I monsù pre! paravano creme e budini oppure servivano i dolci conventuali, realizzati dai secon! dogeniti delle famiglie aristocratiche i quali, di solito, intraprendevano la vita ec! clesiastica" mette in evidenza Maurizio Cascino, rinomato chef siciliano del ri! storante La Botte 1962 di Monreale. I MENU Dalle ricerche portate avanti dalla confra! ternita enogastronomica “I cenacolari del! l’antica contea”, #nella zona del ragusano


Viaggio in Italia Pag. 61 • Giugno 2016

$ spiega il segretario dell’associazione Giovanni Beretta $ i banchetti si svolgevano abitualmente la domenica e in occasione di particolari ricorrenze come la Vigilia di Na! tale, Natale, carnevale, compleanno del capo famiglia, festività del santo patrono e, pur non esistendo dei menu prestabiliti, vi erano alcune preparazioni fisse". Piatti ri! correnti erano #i maccarunari cannaluva! ru ce’ o pettini o maccheroni lavorati al pet! tine conditi con stufato di maiale, consi! stenti in una sorta di fettuccine avvolte, un pezzetto alla volta, attorno a uno stecco e poi passate, con leggera pressione, sopra un pettine di telaio che imprimeva loro la ri! gatura esterna. A questi si affiancano poi i maccarruna ‘a ciazzisa o maccheroni alla maniera di Piazza Armerina $ continua Gio!

Iblei $, liquori dal basso tenore alcolico che successivamente diventarono liquori casa! linghi a base di agrumi, alloro, caffè e can! nella, conservati in eleganti ed elaborate bot! tiglie e serviti in piccoli bicchieri".

IL CERIMONIALE Se i monsù curavano con molta attenzione i piatti, con altrettanto zelo veniva allesti! ta la tavola per il banchetto. #Le tovaglie era! no ricamate “a cinquecento” o in filo da! mascato con posate e candelabri d’argento e spesso, sulle tovaglie venivano sparsi a scopo ornamentale dei piccoli fiori, privi di profumo, così che non avrebbero alterato l’odore emanato dai piatti serviti", sottoli! nea Giovanni Berretta de “I cenacolari del! l’antica contea”. I servizi erano per lo più in porcellana e #i nobili più fa! Gaetano Basile, giornalista ed esperto di enogastronomia coltosi e antichi $ precisa Ba! sile $ disponevano di quelli di Maissen, mentre gli altri quel! li di Capodimonte". Al centro della tavola vi era, inoltre, po! sizionato #il surtout o “sopra! tutto” nel quale veniva collo! cato il piatto principale del banchetto, in modo da poter es! sere ammirato dagli ospiti" continua. Per quanto concerne la disposizione a tavola, #i pa! droni di casa si sedevano al! l’estremità del tavolo: alla de! stra della padrona di casa ve! niva fatto accomodare l’ospite LA RICCHEZZA IN SICILIA maschile, mentre alla destra del padrone l’ospite femmini! le" ricorda il professor Gaeta! no Cosentini. Ma l’organizzazione della sala da pranzo era di solito affidata #allo scalco, figura nata intorno al 1200 e che nei secoli si tra! sformò nella figura del cerimo! niere e successivamente del maître" sottolinea lo chef Ca! scino. #Il cibo, fino ai primi del! l’Ottocento, veniva però posto su una cre! vanni Beretta $ che nella forma ricordano gli agnolotti emiliani e venivano serviti denza caratterizzata da un ripiano in mar! con brodo di maiale. Presso alcune fami! mo $ racconta Gaetano Basile $ dove veni! glie nobili, il lembo di pasta utilizzato, pri! vano inizialmente posizionate minestre, bro! ma di essere confezionato, veniva passa! dini e consommé; successivamente veni! to su di uno stampino dove era incisa l’in! vano collocati carni e pesci e i de contorni, segna araldica del casato" conclude il se! cioè i contorni e al momento di desservir en! travano in scena i dessert". Successiva! gretario della confraternita. mente, i piatti previsti nel banchetto #ve! nivano descritti in un foglio di carta pregiata I VINI posto sulla tavola: i menù" precisa Basile. Quelli tipici dell’isola erano principal! Il banchetto, invece, veniva apparecchia! mente rossi e con una gradazione intorno to #ponendo a destra del piatto il coltello ai 18°. #Il primo vino in bottiglia $ raccon! ta Gaetano Basile $ risale al 1824, quando con la lama rivolta all’interno e il cucchiaio, il duca di Salaparuta iniziò a imbottigliare mentre, a sinistra, venivano collocate al massimo tre forchette e le altre venivano i vini siciliani alla moda francese cioè a bas! aggiunte successivamente $ chiarisce il sa gradazione, sui 13°. I vini francesi più dif! fusi nell’isola furono i bordeaux e chablis". professore Cosentini $ e non erano, inve! ce, soliti adoperare le posate da frutta. I bic! Accanto ai vini liquorosi come il Marsala, chieri venivano, infine, posti leggermen! lo Zibibbo, il Passito e il Moscato, veniva! no anche utilizzati #i rosoli $ sottolinea il te a destra del piatto ed erano al massimo quattro", conclude lo studioso. professore Gaetano Cosentini, esperto e stu! dioso delle tradizioni del territorio degli ■ NG

Era rapportata al numero di volte che veniva acceso il fuoco per cucinare: i nobili due volte al giorno, i medio-borghesi una volta, i meno ricchi una volta a se!imana

Alle pendici dell’Etna Una terra calda e ospitale, dove il fascino dell’antico si coniuga alle comodità più moderne. Salvo Neri ci accoglie nella sua oasi di benessere

S

icilia: terra di fuoco e di mare, di sole e di vento; ter! ra generosa, gioiello d’Italia e del mondo; una regione accogliente e ospitale, che af! fascina per il suo forte carattere e per i suoi paesaggi mozzafiato. Visitare la Si! cilia è un’esperienza unica e varia, che dona sensazioni speciali e lascia ricordi in! dimenticabili. Conoscere le tante sfuma! ture della Sicilia è possibile grazie anche all’intraprendenza di molti imprenditori del luogo, che hanno trasformato antiche dimore in caratteristiche strutture ricet! tive: Hotel e Resort che uniscono alla co! modità degli alberghi moderni il fascino e la suggestione delle antiche dimore no! biliari siciliane. A raccontare il meglio di questa unione è Salvo Neri, dell’Hotel Villa Neri Resort & Spa, un’oasi di benessere che sorge alle pendici dell’Etna, incorniciato tra il Mar Jonio e il parco naturale del vulcano. #L’Hotel Villa Neri Resort & Spa apre le porte nel 2012. È stato realizzato pren! dendo spunto dalle antiche dimore no! biliari presenti in Sicilia, rivisitate in chiave moderna. Il suo stile unico è do! vuto alla cura dei particolari, all’estro dell’architetto Salvo Puleo e alla pre! senza al suo interno di numerose opere del maestro Salvatore Incorpora e del maestro Luigi Russo Papotto, ambedue noti scultori e pittori linguaglossesi. La struttura ha una superficie complessiva di circa 3mila mq ed è dotata attualmente di 24 camere, 2 sale per un totale comples! sivo di 270 posti a sedere, un centro be! nessere, una piscina esterna e un’area ver!

de di 27mila mq complessivi". Per venire incontro alle esigenze di una clientela che cresce di anno in anno, #si è puntato soprattutto sull’alta qualità dei servizi interni, a partire dalla cucina, tan! to che il ristorante Le dodici Fontane, guidato e curato nei minimi dettagli dal giovane chef Elia Russo, è stato sele! zionato dalle migliori guide del settore, quali “la Guida Michelin 2016,” “I ri! storanti D’Italia 2016 dell’Espresso”, “La guida di Identità Golose 2016”, “Si! cilia da Gustare”. Un altro servizio esclu! sivo è il centro benessere Petra Spa, uni! co vero punto di riferimento in questo settore all’interno dell’area del Parco del! l’Etna". Il ristorante e il centro benessere non sono gli unici punti di forza della strut! tura: #Imbottigliamo l’olio di oliva che la nostra famiglia produce già da quat! tro generazioni. Grazie alle sue ecce! zionali qualità dovute alla coltura bio! logica e all’utilizzo di sola Nocellara del! l’Etna, è il condimento ideale per le no! stre ricette e le degustazioni". ■ Giulia Panzacchi

L’Hotel Villa Neri Resort & Spa ha sede a Linguaglossa (CT) www.hotelvillanerietna.com


Viaggio in Italia Giugno 2016 • Pag. 62

Un tour nell’Isola

Sicilia green, tra piante esotiche e colate laviche

C’

è chi dice che la Sicilia è un piccolo continente più che un’isola, tanti sono gli habitat, le cul! ture, le bellezze natura! li, paesaggistiche e artistiche custodite tra Capo Peloro, Capo Lilibeo e Capo Passe! ro, le tre estremità dell’antica Trinacria. Ma ad arricchire ulteriormente una natura già di per sé rigogliosa e vitale ci ha pen! sato un uomo curioso che ha deciso di ri! creare in provincia di Catania tutti gli ha! bitat che aveva avuto il privilegio di ve! dere dal vivo nei suoi viaggi in giro per il mondo. L’uomo in questione è Giovan! ni Cannaò, un medico con la passione per le piante tropicali che negli ultimi anni si è dato una missione: ricostruire ad Aci! reale, alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa, più precisamente in una piccola porzione della tenuta nobiliare del marchese di Gallodoro, la biodiversità os! servata in giro per il mondo. Dal sogno di questo allergologo amante della natura nasce Villa Raffo, giardino bo! tanico con vocazione didattica e divulga! tiva aperto a studenti, turisti e appassio! nati di natura e paesaggio. #I giardini di Villa Raffo rappresentano un luogo di particolare interesse per lo stu! dio delle specie esotiche $ racconta l’idea! tore e proprietario Giovanni Cannaò $ of! frendo la possibilità di osservare diversità, morfologia e comportamento di piante lontane dai paesi di provenienza. Soste! niamo la diffusione di una cultura del ver! de e del paesaggio attraverso la valoriz! zazione del patrimonio botanico esisten!

Villa Raffo si trova ad Acireale (CT) www.villaraffo.it giovannicannao@tiscali.it

te e l’acclimatazione di nuove specie%. L’area, aperta alle scolaresche di tutte le età, agli studiosi e ai turisti su prenota! zione, si estende per 1.5 ettari su terreni di origine vulcanica, è stata coltivata a vi! gneto fino agli anni 50 del Novecento e successivamente convertita in agrumeto. Negli anni 90 la svolta, con le prime ope! re di sbancamento e costruzione per tra! sformarla in un giardino capace di rapi! re il visitatore, facendolo sentire parte di Madre Natura. A testimonianza della storia millenaria dell’ex tenuta nobiliare restano piante autoctone caratteristiche che, al fianco delle “sorelle” tropicali, crea! no un’atmosfera esotica di singolare bel! lezza. Dopo anni di lavori, nel luglio del 2014 Villa Raffo viene inaugurata, apren! do al pubblico un’area produttiva coltivata ad agrumeto e un’altra dedicata alla col! tivazione in pieno campo di oltre 300 spe! cie di piante tropicali e subtropicali. Dall’idea alla realizzazione la strada è sta! ta lunga, ma il risultato ha premiato il suo ideatore. Con oltre mille esemplari di piante provenienti da diverse aree geo! grafiche Villa Raffo offre una collezione sorprendente di varietà vegetali. #Abbia! mo piante che provengono dall’Australia, dal Messico, dal Sud Africa, dalle Cana! rie, dall’Asia $ racconta Cannaò $ l’unico vincolo al loro impianto è che siano eco! logicamente compatibili con le condizio! ni climatiche mediterranee, al di là del gu! sto estetico che ci guida nel loro impianto. L’orografia del luogo, poi, con pendenze più o meno accentuate, ha reso necessa! ria la presenza di terrazzamenti, collega! ti da scale e vialetti, che ripropongono il modello caratteristico del paesaggio agri! colo etneo. L’effetto complessivo è quel! lo di un grande giardino esotico terrazzato in cui l’alternanza di strati di luce e di va!

VIAGGIO TRA PIANTE PREISTORICHE E L’ALBERO DEL DRAGO Tra le specie più apprezzate dai visitatori di Villa Raffo al primo posto ci sono le cycadaceae piante di origine preistorica. Ma all’interno dell’area c’è molto altro da vedere: dal Giardino delle Muse, con il suo stagno che accoglie piante acquatiche tra cui ninfee e fiori di loto, al Giardino roccioso, con esemplari che affondano le radici all’interno di colate laviche secolari e piante succulente che con le loro fioriture colorate risaltano sulla roccia lavica. Nei Giardini terrazzati a ca"urare i visitatori ci pensa l’Albero del drago. Così, in questo luogo unico, presentato anche all’Expo di Milano, all’interno del cluster bio-mediterraneo, il viaggio naturalistico si arricchisce ogni volta di nuovi protagonisti.

Villa Raffo, in provincia di Catania, offre ai visitatori la possibilità di immergersi in un giardino botanico di 1.5 ettari in una tenuta che ospita un agrumeto e oltre 300 specie di piante tropicali

LA VARIETÀ DI PIANTE

Sono presenti specie che provengono dall’Australia, dal Messico, dal Sud Africa, dalle Canarie, dall’Asia. L’unico vincolo è che siano compatibili con le condizioni climatiche mediterranee

rie tonalità di verde determina atmosfe! re cangianti e suggestive%. In questa cornice da documentario na! turalistico, che conta circa 300 presen! ze l’anno, è possibile organizzare visite guidate, seminari, congressi, matrimo! ni ed eventi, oltre a degustazioni di pro! dotti della gastronomia locale a base di agrumi, soprattutto insalate d’arancia,

apprezzatissime dai viaggiatori attenti agli aspetti salutistici e alle novità del! la dieta vegana. Per i cultori del buon vino, inoltre, Villa Raffo organizza even! ti in collaborazione con le migliori can! tine siciliane, particolarmente richiesti dai croceristi che approdano al porto di Catania. ■ Alessia Cotroneo


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Viaggio in Italia - Giu 2016  

Viaggio in Italia - Giu 2016