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Meccanica & automotive INDUSTRIA E MERCATI

DISTRETTI INDUSTRALI

Come garantire la competitività sui mercati stranieri alle aziende italiane, gli interventi necessari per rilanciare l’economia del Paese: il punto di vista del presidente degli industriali Vincenzo Boccia

Focus sui qua"ro cluster italiani dell’automotive, un esempio di eccellenza tecnologica, creatività, qualità professionale e capacità di competere sui mercati internazionali

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

Primo piano

Una politica europea per la manifattura L’Italia esorta l’Ue a me"ere in campo strumenti di difesa commerciale e regole che tutelino le imprese

Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico

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n saldo positivo dell’interscambio di beni manifatturieri che sfiora i 46 miliardi di euro, ma che escludendo la parte energia supera gli 80 miliardi. È il “tesoro” italiano, pari al quinto surplus commerciale assoluto a livello mondiale, che il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda si sta impegnando in queste settimane a difendere dalle importazioni oggetto di dumping e dalle importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da Paesi non membri dell'Unione europea. Una battaglia a >>> segue a pag. 3

SALONE DI GINEVRA

UNO SGUARDO AL FUTURO Conto alla rovescia per la 87esima edizione del Salone internazionale dell’auto: le novità, le anteprime delle grandi case automobilistiche, le tecnologie più avanzate e l’ampia gamma di accessori dedicati all’universo auto (Palexpo 9-19 marzo) p. 6 Industria 4.0

ALL’INTERNO

Meccanica tra export e ripresa interna

Mecspe Importante appuntamento a Parma con il Salone b2b dedicato alla tecnologia per l’industria manifa"uriera (23-25 marzo)

L’Europa è ancora il mercato più rilevante per la meccanica italiana, ma si riaffaccia la domanda interna. Il posizionamento del se"ore nel complesso quadro economico e geopolitico mondiale nell’analisi di Alberto Caprari

Progresso tecnologico L’esperienza dello Studio Tecnico Cavina sulle innovazioni nella proge"azione di macchine automatiche speciali e prototipi L’evoluzione del mercato Fabrizio e Marco Benincasa descrivono il nuovo paradigma produ"ivo dei moto ridu"ori

Alberto Caprari, presidente di Anima

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el 2016 sono stati 44,7 i miliardi di euro prodotti in tecnologie, macchine e impianti dall’industria meccanica italiana, di cui 26,1 miliardi venduti all’estero. Le aziende del comparto hanno prodotto nel 2016 un +1,1 per cento rispetto al 2015 ed esportato un +0,9 per cento. Il numero uno di Anima, Alberto Caprari, fa il punto sulle prospettive dell’export della meccanica italiana nel 2017, senza dimenticare il quadro interno e il sostegno >>> segue a pag. 10


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017 >> continua dalla prima

Colophon Direttore onorario Raffaele Costa

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it Consulente editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento redazionale Federico Pimazzoni Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna - www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma Supplemento di Dossier Registrazione: Tribunale di Bologna n. 7578 del 22-09-2004

salvaguardia delle eccellenze produttive del made in Italy, seriamente minacciate dagli squilibri del commercio internazionale o dall’interpretazione arbitraria delle sue regole. «Di fronte a un simile scenario – sostiene Calenda - la risposta non può essere la chiusura o il protezionismo, ma un'azione forte affinché gli squilibri scompaiano e le regole vengano rispettate. In caso contrario, le spinte protezionistiche potrebbero procurare un importante danno economico all'Italia, in grado potenzialmente di azzerare quel surplus che non possiamo permetterci di perdere ma, anzi, dobbiamo cercare di incrementare ulteriormente». CINA, CALENDA: «NON È UN’ECONOMIA DI MERCATO» Un’incognita molto temibile, in questo senso, è rappresentata dalla Cina e dall’eventualità che al Paese del Dragone venga presto o tardi concesso lo status di economia di mercato - il cosiddetto Mec - nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio, alla quale Pechino appartiene dal 2001. Un’ipotesi che impatterebbe in maniera significativa sull’intera economia continentale e sulla sua tenuta occupazionale, ma che il titolare del Mise ritiene scongiurata proprio grazie alla resistenza messa in atto dal “contingente” italiano in sede comunitaria. «Nel silenzio degli altri governi europei – sottolinea Calenda l’Italia si è battuta per prima contro l’iniziale proposta della Commissione di concedere di fatto il Mes alla Cina con una modifica della normativa Ue antidumping. Un risultato maturato nell’autunno scorso attraverso la presentazione di una nuova proposta sviluppata su un terreno di maggior ragionevolezza, che ha rallentato il percorso del dossier sul Mes alla Cina fino a modificarne la traiettoria verso il non riconoscimento». Al netto di questa presa di posizione, che fa tirare un sospiro di sollievo alle principali industrie degli Stati membri, alcuni elementi critici e penalizzanti nel calcolo del dumping per la manifattura europea restano. In particolare sul versante della “lesser duty rule" (regola del dazio minore), la cui parziale disapplicazione secondo il ministro Calenda non basta a produrre effetti positivi, in quanto circoscritta solo al caso di distorsioni di mercato nell’utilizzo di materie prime. «Tale disapplicazione – osserva il numero uno del Mise - non dà garanzie di un vantaggio, che risulta piuttosto limitato e di difficile conseguimento. L’Italia, dunque, continuerà a opporsi alla proposta di compromesso fino a quando la regola del dazio minore non sarà rimossa e diventerà qualcosa

In evidenza

L’incognita del commercio internazionale

p. 14 Filiera dell’auto: l’impa!o dell’industria 4.0 ne parla Aurelio Nervo p. 43

Motor Valley: la leggenda del motorismo italiano

di concreto e utile per le imprese. Questa è la posizione che stiamo veicolando ai nostri parlamentari europei e sarebbe opportuno che anche il Parlamento nazionale inviasse, qualora lo condivida, un analogo segnale ai nostri europarlamentari». PROTEZIONISMO USA, OCCHIO AGLI EFFETTI SUL MADE IN ITALY L’altro rischio, sempre in materia di futuri assetti di geopolitica commerciale, proviene invece da Occidente e precisamente dagli Stati Uniti, dove la volontà iperprotezionistica annunciata dal neo presidente Donald Trump du-

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rante la campagna elettorale potrebbe tradursi nella definizione di misure e accordi nel segno del “buy American” spinto. «Se Trump imporrà dazi nazionali di protezione sganciati da un comportamento scorretto - avverte Calenda - la permanenza degli Stati Uniti nel Wto è dubbia. Gli Usa sono in una condizione molto diversa dalla nostra. Noi abbiamo un ampissimo surplus commerciale mentre loro hanno un deficit, è nostro interesse quello di continuare a esportare». Un interesse che però deve fare i conti con l’ulteriore effetto collaterale noto come “trade inversion”, per il quale massicce quote di export cinese bloccate dalle politiche di chiusura del nuovo inquilino della Casa Bianca, potrebbero spostarsi dagli Usa all’Ue. «Il protezionismo americano - conclude Calenda – rischia di generare nella controparte un comportamento analogo e contrario e il pericolo è vedersi i mercati chiusi alle proprie merci. La linea del governo italiano è molto attenta a non passare il confine del protezionismo perché danneggerebbe in primo luogo il made in Italy, che nell'ultimo anno ha raggiunto il record assoluto dell’export: noi dobbiamo essere molto molto attenti». • Giacomo Govoni


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I Saloni

Verso la fabbrica digitale di Leonardo Testi

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l programma dell’edizione 2017 di Mecspe, che si terrà a Parma dal 23 al 25 marzo, conferma la fiera come manifestazione ad alto contenuto tecnologico, in grado di offrire alle imprese una panoramica completa su materiali, macchine e tecnologie innovative, guidandole attraverso le più importanti novità del manifatturiero. Con gli oltre 1500 espositori già confermati, Mecspe focalizzerà l’attenzione su quegli ambiti applicativi che rappresentano le sfide del comparto nel prossimo futuro. Il progetto Fabbrica digitale – Oltre l’automazione, che la fiera riproporrà dopo il successo delle scorse edizioni, traccia concretamente la via italiana alla quarta rivoluzione industriale. Per fare questo, saranno improntate unità dimostrative integrate per esemplificare una filiera produttiva completamente digitalizzata. Saranno approfonditi gli elementi distintivi dell’industria 4.0, come la ro-

L’INTERCONNESSIONE TRA FABBRICA E REALTÀ VIRTUALE AVRÀ UN RUOLO SEMPRE PIÙ RILEVANTE NEL MANIFATTURIERO. ANTICIPATRICE DEI TREND TECNOLOGICI, MECSPE È L’APPUNTAMENTO A FIERE DI PARMA CHE ESPLORA PROCESSI E DIRETTRICI DELLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE botica collaborativa e l’advanced Hmi, l’additive manufacturing, l’internet of things, l’industrial internet e il cloud manufacturing. Perché è la combinazione di due o più di queste tecnologie a razionalizzare i processi, permettendo alle imprese di ridurre costi e tempi di produzione. La manifestazione esplora questi temi in 11 saloni con innovative formule espositive quali viali tematici, piazze dell’eccellenza e isole di lavorazione. Ricordiamo i saloni: Macchine e utensili; Fabbrica Digitale; Motek Italy (automazione di fabbrica); Power Drive (Sistemi, componenti, meccatronica); Control Italy (metrologia e controllo qualità); Logistica; Subfornitura meccanica; Subfornitura Elettronica; Eurostampi, macchine e subfornitura plastica (la-

vorazioni delle materie plastiche e della gomma); Additive Manufacturing (rapid prototiping e 3D printing); Trattamenti e finiture (macchine e impianti per il trattamento e la finitura delle superfici). Manifatturiero interconnesso - Già da tre edizioni, Mecspe pone al centro dell’evento il tema della “Fabbrica digitale 4.0” dove, attraverso un approccio concreto e pragmatico, sarà possibile toccare con mano lo stato dell’arte del nuovo manufacturing made in Italy. La fiera dedicherà alle tematiche 4.0 un intero padiglione (Pad.4), declinandole in una serie di iniziative che ne mostrino la versatilità e il potenziale applicativo. Sarà mostrata una cella di lavorazione auto-ottimizzante (“closed loop machining”), che dimostrerà come le macchine utensili rese “intelligenti” mediante l’internet of things e l’integrazione di sistemi di misura e controllo, consentano attività di monitoraggio del funzionamento operativo, della gestione della commessa e dei costi. Queste tematiche tornano nell’area Motorsport che, sempre nel padiglione dedicato a Fabbrica Digitale, presenterà le tecnologie più innovative per le lavorazioni di precisione in ambito fresatura e tornitura applicate al settore emblema del territorio emiliano-romagnolo che ospita la manifestazione. Oltre alla parte officina, saranno presenti alcuni veicoli da

competizione e particolari performanti degli stessi e un simulatore di guida con l’utilizzo della realtà virtuale “Oculus Rift” a cura del team Unipr Racing dell’Università di Parma che permetterà al visitatore un’immersione totale sul circuito da corsa. Rapporto uomo-macchina - Nella fabbrica del futuro, sarà possibile una collaborazione tra uomini e robot e una condivisione sicura degli spazi di lavoro? All’interno del progetto Fabbrica Digitale, i visitatori potranno ammirare i cobot (i robot collaborativi) impegnati in operazioni di handling, assemblaggio e controllo qualità, interconnesse con tecnologie IoT. «Le applicazioni della robotica, sia per quanto riguarda l’industria sia per quello che riguarda la cosiddetta ‘service robotics’, nel futuro sono destinate ad aumentare e ad essere ancor più efficaci e sicure – commenta Alessio Cocchi per conto di Universal Robots Italia, una delle aziende protagoniste di Mecspe –. Da un punto di vista tecnologico, la direttrice della


Meccanica & automotive • Febbraio 2017

ADDITIVE MANUFACTURING

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er chi vuole approfondire la conoscenza delle tecnologie additive più innovative, pronte per entrare nel flusso produ!ivo di piccole, medie e grandi aziende, Mecspe organizza nel padiglione 6 la Piazza innovazione additive manufacturing, una pia!aforma informativa e dimostrativa, dove tra esposizione, eventi live e approfondimenti tecnici si alimenta il diba!ito tra imprese e professionisti, fornendo spunti formativi e concrete indicazioni per l’innovazione delle aziende. Grazie alla collaborazione dei partner della Piazza verranno mostrate le tecnologie più innovative, i loro vantaggi applicativi e il loro impa!o, con un focus su 3D printed electronics, Robotica stereolitografica di nuova concezione, Generative design e Generative manufacturing. quarta rivoluzione industriale 4.0 sarà perseguita fino in fondo. Avremo impianti del tutto integrati, controllati dallo smartphone o dal tablet, ricchi di sensoristica e di collaborazione uomo-macchina. Produrremo meglio, con minori sprechi e difficoltà anche per piccoli lotti ed elevato mix di prodotto, e agli operatori sarà riservato un ruolo centrale e insostituibile: governare il processo aggiungendo valore». Il percorso nell’ambito dell’automazione e delle tecnologie robotiche

proseguirà nella Piazza system integrator, dove i produttori presenti avranno la possibilità di offrire ai propri system integrator l’occasione di partecipare a una piattaforma privilegiata dove creare momenti di business e trasferimento tecnologico, scambi di idee ed esperienze tra operatori industriali, nonché presentazioni di applicazioni nei diversi ambiti. Da segnalare il convegno Robotica Industriale, occasione per fare il punto attraverso il parere di esperti sulle tendenze tecnologiche in atto. Il futuro dell’industria plastica - La manifestazione dedicherà ampio spazio alle materie plastiche e alle possibili applicazioni al servizio del mondo industriale e professionale, con numerose iniziative speciali per coniugare al know-how produttivo delle imprese le migliori soluzioni offerte dal mercato. «Le linee di ricerca che si svilupperanno sono almeno due – spiega Roberta Bongiovanni, docente del Dipartimento di Scienza applicata e tecnologia del Politecnico di Torino –. Si tratta, da un lato, dell’uso di fonti alternative e di prodotti di scarto, che rappresenta un grosso passo avanti nella sostenibilità dei materiali polimerici e, dall’altro, della produzione di smart material, ovvero di plastiche in grado di rispondere a stimoli esterni. Con le plastiche intelligenti ci si avvia verso ‘la stampa 4D’, ovvero la stampa 3D di oggetti con la capacità di cambiare forma o funzione nel tempo per effetto di una variazione di temperature o di umidità o di corrente, come una scatola stampata Fdm che si apre e si richiude o una mano che si contrae e si distende per effetto della temperatura». Spazio anche alla creatività e alla progettazione legata all’utilizzo delle materie plastiche, che saranno declinate in fiera in iniziative ad alto contenuto innovativo, inusuali e d’impatto, in grado di attirare il visitatore. •

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I Saloni

In scena a Ginevra efficienza e tecnologia

di Francesca Druidi

NUOVA STRATEGIA COMUNICATIVA PER IL SALONE INTERNAZIONALE DELL’AUTO DI GINEVRA, TRA LE PRIME CINQUE FIERE DEL SETTORE AUTOMOTIVE A LIVELLO MONDIALE, CHE ANCHE QUEST’ANNO SI CONFERMA PASSERELLA PER CENTO NOVITÀ E ANTEPRIME

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ervono i preparativi per l’87esima edizione del Salone internazionale dell’auto di Ginevra, primo grande appuntamento del 2017 con l’universo auto nel Vecchio Continente. Il 7 e l’8 marzo saranno le giornate dedicate alla stampa, mentre il Palexpo aprirà al pubblico il 9 marzo. In mostra, fino al 19 marzo, ci saranno 180 espositori con oltre 900 modelli di ieri, di oggi e di domani, distribuiti su ben 106mila metri quadri - oltre 10 ettari - di allestimento. L’obiettivo è replicare il trend positivo del 2016 sia in termini di gradimento della manifestazione che di affluenza (687mila visitatori, +0,7 per cento rispetto all’edizione 2015). «Siamo naturalmente lieti che il Salone internazionale dell’auto di Ginevra non solo rappresenti un valore sicuro per i grandi costruttori, ma che ogni anno attiri anche numerosi produttori e preparatori di veicoli molto esclusivi. Quest’anno abbiamo nuovamente dovuto inserire in lista di attesa parecchi potenziali espositori», ha dichiarato Maurice Turrettini, presidente del consiglio della fondazione che organizza il Salone. I sei padiglioni occupati dalle case automobilistiche ospiteranno tutti i grandi marchi, oltre a carrozzieri e

produttori di autoveicoli esclusivi e in serie limitate, fornitori di equipaggiamenti e di accessori per auto. Spazio alle anteprime, a numerosi anniversari di marchi e modelli e ai progressi tecnologici, verso la definizione di un’auto del futuro che sarà più sicura, confortevole ed eco-

nomica, collegata in rete grazie all’applicazione delle nuove tecnologie a disposizione. Il padiglione 7 accoglierà il settore degli accessori e della componentistica. Per la prima volta a Ginevra parteciperanno le marche Alpine, David Brown Automotive, la canadese Dendrobium e la britannica Eadon Green. Per il terzo anno consecutivo, Tag Heuer organizzerà una mostra esclusiva di vetture eccezionali. Il brand, che ha l’automobilismo nel sangue grazie anche alla tradizione produttiva di cronografi di precisione, proporrà pezzi unici come la Porsche 911R e showcar di Red Bull Racing e Formula E, primo campionato per monoposto a propulsione elettrica. Per il sesto anno consecutivo l’assegnazione del prestigioso premio Car of the year avverrà al Salone di Ginevra. La proclamazione dell’auto vincitrice, decisa da 58 giornalisti specializzati, si terrà il 6 marzo e sarà disponibile in streaming sui siti www.gims.swiss e www.caroftheyear.org. Le finaliste sono: Alfa Romeo Giulia, Citroen C3, Mercedes Classe E, Nissan Micra, Peugeot 3008, Toyota C-HR e Volvo S90/V90. Si rinnova, inoltre, la partnership tra il Salone dell’automobile e SvizzeraEnergia, il programma lanciato dal Consiglio federale per aumentare l’efficienza energetica e la quota delle energie rinnovabili. L’iniziativa di SvizzeraEnergia, denominata co2ribassato, darà visibilità ai veicoli ad alta efficienza energetica durante la fiera: scaricando l’app “Salon Car Collector” i visitatori potranno facilmente individuarli e apprezzarne da vicino le caratteristiche. Tra le novità, c’è il nuovo indirizzo web del Salone www.gims.swiss: Gims é l’abbreviazione di Geneva International Motor Show e ne sottolinea il carattere promozionale a livello globale. La parte finale del dominio, aperta l’anno scorso dalla Confederazione Svizzera - “.swiss“ evidenzia, invece, in modo ancora più forte l’identità del paese, rievo-

IL MANIFESTO UFFICIALE Una scelta di continuità è stata fa!a con il manifesto ufficiale dell’87esima edizione del Salone internazionale dell’auto di Ginevra, che mostra la parte posteriore di una ve!ura sportiva mentre in quello dell’anno precedente veniva ritra!a la parte anteriore. Il veicolo, cara!erizzato da una linea sportiva e molto fluida, é stato sviluppato dall’Agenzia Wirz Corporate di Zurigo, in collaborazione con il designer svizzero di auto Mark Steherenberger. L’idea é quella di mostrare, e quindi di esaltare, i diversi aspe!i dell’automobile nel corso di parecchi anni. Il pubblico potrà così scoprire - edizione dopo edizione - il profilo complessivo della ve!ura, sinonimo di mobilità individuale forte, bella e a!raente.

cando valori tipicamente svizzeri, quali sicurezza, neutralità e pulizia, che contribuiscono in modo determinante al successo dell’evento. Con il logo che segnala il Salone in lingua inglese, il nuovo sito fa parte di una strategia di corporate communication che mira a estendere ulteriormente l’eco mediatica della fiera. «Tre anni fa, abbiamo avviato un processo teso a rafforzare l’immagine internazionale della nostra manifestazione», ha spiegato André Hefti, direttore generale del Salone. •


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Industria 4.0

Avanti con le riforme I NODI DA SCIOGLIERE PER GARANTIRE UNA MAGGIORE COMPETITIVITÀ SUI MERCATI ALLE IMPRESE ITALIANE di Giacomo Govoni

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mareggiato, ma non sconfitto. E soprattutto determinato a guardare oltre una partita referendaria conclusasi con un risultato diverso da quello sperato, ma che non deve distogliere il mirino dagli obiettivi prioritari di un tessuto industriale che non può concedersi flessioni di competitività. Per il leader di Confindustria Vincenzo Boccia il referendum del 5 dicembre appartiene già ai libri di storia. Sfumata la chance di superare il bicameralismo, aspetto sul quale Viale dell’Astronomia insiste fin dagli anni Novanta, gli industriali italiani riprendono in mano la loro agenda. «Abbiamo avuto il coraggio – sottolinea Boccia - di assumere una posizione chiara a nome dei nostri associati. Tuttavia Confindustria è un corpo intermedio che, a differenza di un partito, non insegue il consenso elettorale. Pertanto quello che ci

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

interessa è curare gli interessi delle imprese, ribadendo la necessità che nel Paese continui la stagione di riforme». BONUS FISCALI, UN TOCCASANA PER GLI INVESTIMENTI A partire dalla messa a punto della leva fiscale, in grado negli ultimi mesi di esercitare una forza pervasiva e trasversale a tutti i settori, come docu-

menta l’ultima nota diffusa dal Centro Studi Confindustria. Un report che concentra la sua analisi in particolare sugli effetti favorevoli innescati dai super e dagli iper-ammortamenti inseriti nella Legge di stabilità, che hanno incoraggiato le imprese a rilanciare gli investimenti in beni strumentali e in tecnologie per l’Industria 4.0, con un incremento medio della propensione all’innovazione pari al 2,4 per cento. «La spesa in macchinari, in attrezzature e in software – sostiene il numero uno degli industriali – riveste un’importanza strategica per l’accrescimento della dotazione tecnologica degli innovatori sia strutturati che non, e misure di agevolazione in questo senso generano un effetto moltiplicatore positivo su tutto il sistema Paese. Tuttavia esse potranno contribuire alla modernizzazione del sistema produttivo se, in parallelo, non subentreranno nuovi aumenti di tassazione. Mi riferisco ad esempio a quello dell’Iva, in cui dovremmo evitare le clausole di salvaguardia, per l’appunto oggetto di attenzione di questo nuovo governo». NUOVI STRUMENTI PER LA PATRIMONIALIZZAZIONE DELLE AZIENDE Altra questione spinosa da affrontare sulla strada che conduce allo sviluppo riguarda l’accesso delle imprese agli strumenti finanziari. Anche alla luce degli ultimi rilievi definitivi diffusi da Banca d’Italia, secondo cui i prestiti alle aziende nei dodici mesi compresi tra giugno 2015 e giugno 2016 si sono contratti dello 0,2 per cento, scendendo complessivamente da 752 a 750,5 miliardi. Una stretta del credito che pe-

nalizza la capacità competitiva delle nostre realtà industriali, frenando soprattutto quelle ad alto potenziale innovativo. A loro, in particolare, si rivolge l’accordo nazionale Elite siglato a metà dicembre tra Confindustria e Borsa Italiana, che intende fornire alle aziende aderenti un percorso di sviluppo organizzativo e manageriale che ne rafforzi la governance e le renda pronte a raccogliere capitali anche sui mercati internazionali. «Siamo impegnati – spiega Boccia - nella logica di un’impresa che deve crescere dimensionalmente. Crediamo in una finanza che aiuti la patrimonializzazione delle aziende e in questo Borsa Italiana può diventare la seconda casa dell’industria. Con questa intesa mettiamo a sistema una capacità di networking per crescere e per attirare sul territorio miliardi di investimenti». STRATEGIA INDUSTRIALE, SCATTA IL PATTO PER LA FABBRICA Al netto di queste iniziative, volte a garantire alle imprese gli strumenti necessari per scommettere sul futuro, il nodo centrale resta la coesione del sistema produttivo che, in un momento così delicato anche sul piano politicoistituzionale, passa attraverso «un grande atto di corresponsabilità» delle parti sociali. Questa l’espressione usata da Boccia per definire il Patto per la fabbrica, sottoscritto con le sigle sindacali e avviato formalmente nelle scorse settimane sulla direttrice comune “più investimenti, più occupazione, più salari”. «Il Patto per la fabbrica – chiarisce il presidente di Confindustria – indica la volontà di riportare all’attenzione del Paese la questione industriale e di costruire una politica virtuosa dell’economia. Ora che il perimetro è chiaro, cominceremo a confrontarci sui contenuti e nella seconda metà di gennaio ci sarà un secondo incontro per conoscere e valutare le proposte. Le relazioni industriali che ne deriveranno saranno una conseguenza di questo lavoro di condivisione». •


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>>> segue dalla prima

alle imprese sul versante degli investimenti tecnologici. Quali sono le previsioni per il 2017, anche in relazione agli eventi geopolitici che hanno caratterizzato l’anno appena trascorso? «Due sono le novità: il mercato interno è in leggera ripresa e contestualmente le esportazioni non sono più l’unica ancora di salvezza per le imprese e tecnologie di Anima meccanica. La percentuale di export è pari al 58,5 per cento di quel che viene prodotto, poco di meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A metà 2016, le cifre delle esportazioni non avevano soddisfatto pienamente le aspettative, una situazione che si è ripetuta anche nel terzo quadrimestre. Per il 2017 le aspettative per la meccanica italiana sono positive, sia a livello produttivo (+0,7 per cento pari a 45 miliardi di euro) sia come esportazione (+0,6 per cento pari a 26,3 miliardi di euro). In questi ultimi semestri sta gradualmente aumentando anche il mercato interno». Dalle giornate di studio come “Quale export 2017” e dalle ricerche Anima, come si delinea lo scenario internazionale in cui si muovono le imprese del comparto?

Industria 4.0

«Per mercato interno non si intende più il mercato italiano, ma piuttosto l’Europa intera. La globalizzazione ha giocato un ruolo di forte compattamento delle prospettive globali e il web ha azzerato di fatto spazi e tempi di comunicazione. Le aziende della meccanica vantano comunque una presenza molto significativa in Europa dove, anno dopo anno, c’è una maggior penetrazione dei nostri prodotti, tecnologie e componenti forniti anche a noti brand tedeschi e nord europei. Abbiamo vissuto negli ultimi semestri molti passaggi geopolitici e macro-economici delicati, che hanno modificato alcuni rapporti ma che non hanno certamente indebolito le imprese italiane della meccanica. Anzi». Vecchio Continente, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti sono i principali paesi per l’export della meccanica made in Italy. Si confermerà questo quadro nel 2017 o si attendono cambiamenti? «Se consideriamo i Paesi che più attraggono le nostre esportazioni tecnologiche, notiamo che questi rappresentano circa la metà del totale dell’export meccanico italiano. Se Germania, Francia, Regno Unito e Spagna mantengono un trend costante di aumento di nostri prodotti tecnologici, Stati Uniti e Arabia Saudita sono ora

in trend calante. Anche se si tratta ancora di volumi considerevoli e paesi meritevoli di grande attenzione. L’ufficio studi Anima stima, ad esempio, che nel 2016 si chiuderà a quota 2,5 miliardi di euro di export verso gli Usa, contro i 2,6 miliardi del 2015. Sono numeri comunque di tutto rilievo, se si considera che nel 2012 esportavamo verso gli Stati Uniti 1,8 miliardi di euro. Di strada ne è stata fatta veramente tanta. Il Regno Unito, a dispetto di ogni previsione pessimistica dopo la Brexit, si è confermato un mercato primario per l’Italia con 1,27 miliardi di euro esportati nel 2016». La Cina è l’ottavo mercato export per l’industria meccanica italiana. Quali opportunità e criticità esistono ancora nel rapporto con questo paese? «La Cina non è più un mercato di fornitori interessanti: il cambio non è più favorevole, i costi di trasporto sono aumentati e l’efficienza delle nostre fabbriche europee hanno annullato ogni vantaggio competitivo del sourcing in Cina e generato un forte reshoring. Gli equilibri sono cambiati parecchio. Ora è da considerare un mercato concorrenziale, con un governo nazionale molto forte che supporta e finanzia le imprese locali per farle espandere nei mercati internazionali, dato che la domanda interna non può assorbire più di tanto. Il sistema industriale italiano, e Confindustria quindi in sua rappresentanza, non accetta che la Cina possa godere dello status di economia di mercato (MES). Si tratta di un paese con il quale possiamo e vogliamo certamente collaborare, ma in assenza di alcuni criteri elementari di concorrenza non possiamo, oggi, attribuire al colosso cinese la definizione di economia di mercato e, quindi, spalancagli le porte del commercio internazionale,

+0,7%

INCREMENTO DELLA MECCANICA ITALIANA A LIVELLO PRODUTTIVO, PREVISTO PER IL 2017

già invaso da innumerevoli loro produzioni agevolate». Sul fronte interno e sullo sviluppo dell’Industria 4.0, quali saranno gli orizzonti principali per il settore? «Il “Gruppo di lavoro investimenti” del ministero dello Sviluppo economico, a cui Anima partecipa, sta diffondendo ora alle imprese una guida web ai beni incentivabili con il Piano 4.0. Si tratta di uno strumento fondamentale al rilascio dell’attestazione di conformità da parte degli enti di certificazione, ovvero della perizia tecnica da parte dei professionisti abilitati, che attesti che il bene oggetto di investimento risulti inerente al modello di “Industria 4.0” e conforme alla legge di bilancio. La guida è un vero strumento operativo per le imprese, non solo per ottenere l’Iper-ammortamento su tecnologie e investimenti di ampio respiro come macchine interconnesse, sistema di gestione integrata per logistica e magazzini e tecnologie ambientali, ma è da intendersi come una vera bussola per orientare gli investimenti tecnologici verso la fabbrica e l’impresa del futuro. Come Anima realizzeremo un roadshow dedicato all’applicazione concreta di Industry 4.0 per le aziende manifatturiere. L’innovazione 4.0 rappresenta oggi il miglior driver per aumentare ulteriormente la competitività della già affermatissima meccanica italiana». • Francesca Druidi


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017

Il settore delle macchine laser L’INCREMENTO DELLE ESPORTAZIONI DIMOSTRA CHE L’ITALIA È TRA I MIGLIORI PRODUTTORI NEL COMPARTO. NE DA CONFERMA L’ESPERIENZA DI EXAGON, SPECIALIZZATA IN MACCHINARI LASER. LA PAROLA A PAOLO CORDERO

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l settore industriale è composto da moltissime aree secondarie che contribuiscono, ognuna con la propria specializzazione, allo sviluppo economico del paese. L’eccellenza si raggiunge in quei campi che prevedono lo sviluppo della meccanica di precisione o l’impiego di nuove tecnologie. Nel 2016, ad esempio, sono aumentati del 3,4 per cento gli ordini all’estero delle macchine utensili. I clienti internazionali apprezzano, quindi, la perizia dei costruttori italiani e sanno che, affidandosi al nostro mercato, acquisteranno prodotti di qualità. Paolo Cordero amministratore da quando la società è nata, ci racconta che: «Exagon nasce nel 1999, imponendosi nel mercato delle macchine utensili a CNC. Abbiamo avuto, sin da subito, la voglia di ampliare il nostro business. Grazie all’ intraprendenza, al supporto dell’intero organico, e alla costante collaborazione con diversi dipartimenti del Politecnico, ci siamo focalizzati sull’uso del laser e delle sue applicazioni a livello industriale». Decidere di impostare il proprio core business sul laser si è rivelata un’intuizione davvero vincente. A differenza di altre tecnologie, infatti, permette di ottenere, con costi contenuti, bassissime emissioni in ambiente, e senza utilizzo di materiale di apporto, incisioni, tagli e saldature di alta qualità su un gran nume-

ro di materiali. «Il laser è il sistema d’interazione con la materia più innovativo al mondo – spiega Cordero -. ma non basta un laser qualunque per ottenere i risultati voluti, bisogna identificare correttamente il materiale da lavorare, e scegliere di conseguenza il laser più adatto all’applicazione. Ciò richiede grande esperienza e profonda conoscenza della materia trattata. Il nostro know how ci aiuta a consigliare, al meglio, i nostri clienti e a soddisfare tutte le loro esigenze». Exagon dispone di diverse tipologie di laser così da poter marcare, tagliare e in-

GLI ULTIMI PROGETTI L’ultimo nato in casa Exagon è il proge!o “Robomark”, che unisce la velocità di robot antropomorfi a operazioni di collaudo dimensionale, o!ico e marcatura laser. L’azienda sta, inoltre, sviluppando nuovi sistemi che perme!ono di lavorare anche nel se!ore del taglio, della saldatura e della sbavatura mediante l’utilizzo di laser ad alta potenza. La vera rivoluzione è la programmazione dei robot che avviene tramite l’utilizzo di una pia!aforma so"ware, sviluppata dal nostro centro R&D, in grado di semplificarne notevolmente la gestione e di sincronizzare tu!i i processi accessori in tempo reale. L’utilizzo della tecnologia Ethercat, ci perme!e, oltre a garantire un livello di sicurezza SIL3, di estrapolare tu!e le informazioni indispensabili alla creazione di Stru!ure Industry 4.0.

Exagon si trova a Se!imo Torinese (To) www.exagonlaser.it

cidere i materiali più disparati. Ogni materiale, infatti, risponde diversamente alle sollecitazioni elettro ottiche dei vari laser, per cui la fase di analisi iniziale è estremamente importante per ottenere risultati soddisfacenti nel tempo. L’anima pulsante dell’azienda è, pertanto, il laboratorio in cui si effettuano test qualitativi e valutazioni di fattibilità. «Le nostre macchine trattano materiali come alluminio, rame, oro, acciaio, metallo duro, plastiche, e ceramiche, ottenendo risultati molto soddisfacenti. Potendo vantare più di 15 anni d’esperienza nel settore sappiamo scegliere tra le varie soluzioni che abbiamo a disposizione. Possiamo decidere se utiliz-

di Albachiara Re zare laser a diodi, CO2 o sorgenti laser in fibra, attualmente impiegati nei sistemi di marcatura ed incisione profonda “EMILL”. Questa tecnologia, inserita in macchinari progettati e costruiti da chi le macchine le usa, ha trovato un connubio vincente e continua ad avere grande successo sul mercato» illustra Cordero. Il punto di forza dell’azienda piemontese è rispondere alle esigenze anche di chi non può permettersi di acquistare una macchina laser. L’azienda possiede, infatti, un centro di lavorazione conto terzi in cui è possibile disporre di marcatori laser, workstation di marcatura laser e macchine per incisione laser ad alta precisione. «In questo importante settore della nostra azienda – continua Paolo Cordero puntiamo alla velocità. Riusciamo, in 24 ore, a garantire preventivo e tempi di consegna. Gli ordini, inoltre, vengono evasi mediamente in due giorni lavorativi. La nostra flessibilità e celerità è estremamente apprezzata dai nostri clienti, tan-

OBIETTIVI FUTURI

Grande impegno focalizzato alla risoluzione delle esigenze dei clienti, ricerca e realizzazione delle migliori soluzioni e continuo aggiornamento dei nostri prodo!i to da diventarne partner in ambito progettuale». Exagon, grazie alle soluzioni realizzate è diventata un punto di riferimento a livello nazionale, e per il futuro sta guardando all’Europa. La continua ricerca per la realizzazione di macchinari innovativi rappresenta il vero volano per il successo di quest’azienda, sempre alla ricerca di soluzioni altamente performanti, estremamente affidabili e semplici da utilizzare per i clienti. Il signor Cordero conclude: «I nostri progetti per il futuro si muovono in questa direzione: grande impegno focalizzato alla risoluzione delle esigenze dei clienti, ricerca e realizzazione delle migliori soluzioni e continuo aggiornamento dei nostri prodotti».•


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Industria 4.0

La strada della competitività TRA LE INCOGNITE DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE E LE SPINTE ANTI-EUROPEISTE, IL SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO VA MESSO NELLE CONDIZIONI DI RINFORZARE I PROPRI DRIVER DI SVILUPPO, DALL’INNOVAZIONE AL CONTRIBUTO DELL’EXPORT. L’INTERVENTO DI RAFFAELLO VIGNALI di Francesca Druidi

L’

economia italiana è in ripresa, attesta l’Ocse. Dopo l’incremento del Pil dello 0,9 per cento per il 2016, l’economia crescerà ad un tasso dell’1 per cento, confermato anche per il 2018. Restano le note debolezze strutturali che frenano lo sviluppo del Paese. Con Raffaello Vignali, capogruppo in commissione Attività produttive, si analizzano le misure che possono rinforzare l’anemica ripresa attuale e le strategie per rilanciare la manifattura italiana. Quali sono oggi gli interventi necessari per mettere le imprese italiane nelle condizioni di recuperare e sviluppare competitività: fiscalità, accesso al credito, costo del lavoro, semplificazione,

innovazione? «Lo sviluppo della competitività è senza dubbio la sfida maggiore da affrontare oggi. Si tratta soprattutto di rimuovere il più possibile quei vincoli fiscali e burocratici che gravano sulle nostre aziende, di creare un sistema di poche regole certe entro cui possano operare le nostre imprese, come anche gli investitori internazionali, e di creare misure per il rilancio degli investimenti e della crescita, privilegiando il taglio del costo del lavoro, le defiscalizzazioni sulla produttività, gli incentivi per l’innovazione. Questa è la direzione assunta dal Governo con l’ultima legge di Bilancio, che ha confermato il taglio Ires al 24 per cento, ha introdotto l’Iri, l’imposta sul reddito d’impresa per le piccole imprese, oggi soggette all’Irpef, ha previsto il raddoppio degli sconti fi-

L’ARTIGIANALITÀ NELLA METALMECCANICA

C

ontinuo aggiornamento e apparecchiature all’avanguardia. La produzione meccanica è un processo che si nutre di innovazione ma che, al contempo, richiede una meticolosa preparazione nella realizzazione di componenti anche di piccola dimensione. Questa la ragione per cui la componente artigianale resta ancora fortemente ancorata al se#ore. La di#a GOMI situata ad Imola è un’azienda artigiana metalmeccanica e in cui, appunto, la manualità richiesta per la produzione di particolari meccanici di piccole dimensioni è preminente. L’azienda è specializzata nel se#ore delle macchine utensili con asportazione di trucioli e lavora prevalentemente per conto terzi. Gli articoli costruiti

GOMI ha sede ad Imola - gomisnc@libero.it

sono destinati principalmente al se#ore delle macchine automatiche e delle apparecchiature per il packaging. «Siamo in grado di garantire la realizzazione, su ordine e disegno dei clienti, di prodo#i in piccole serie, di ricambi e di prototipi» spiega Gianni Gambi fondatore della di#a nata nel 1973 e sviluppatasi nel corso degli anni fino a raggiungere la dimensione a#uale con un organico di dodici adde#i. «Tu#o ciò è stato possibile grazie al continuo aggiornamento tecnologico sia delle macchine utensili che delle a#rezzature di controllo in dotazione, unitamente alla professionalità di un team di lavoratori capaci ed affiatati». • Luana Costa

scali sul salario di produttività e un miliardo ad hoc per le piccole e medie aziende». Come si può delineare la via italiana all’Industria 4.0? «La via italiana all’industria 4.0 è ancora una volta quella che abbiamo tracciato con l’ultima legge di Bilancio, che detta una linea forte di politica industriale, una politica industriale vera e correttamente fatta, non quella dei settori, ma quella della digitalizzazione delle imprese italiane, per dare loro più produttività e competitività. La velocità con cui evolve la tecnologia deve essere accompagnata dalla velocità di adattamento del sistema produttivo italiano. Per questo, il Governo ha messo a punto un pacchetto mirato al sostegno di quelle aziende che vogliono scommettere, anche a livello di investimenti, sull’innovazione. Misure che incideranno sulla competitività dei prodotti, ma anche sulla stessa capacità produttiva. Tra queste, ci sono la proroga del superammortamento al 140 per cento per l’acquisto di beni, l’arrivo del nuovo iper-ammortamento fino al 250 per cento sugli investimenti in tecnologie, a supporto dell’ottimizzazione dei consumi energetici, il raddoppio del credito di imposta per ricerca e sviluppo, l’incremento della detrazione fiscale, fino al 30 per cento, per investimenti fino a un milione in

Raffaello Vignali, capogruppo Area Popolare Ncd in Commissione A#ività produ#ive

start-up e Pmi innovative. Molte di queste misure, inoltre, sono autoapplicative, abbattendo cosi i tempi di provvedimenti o regolamenti attuativi». La manifattura italiana garantirà al Paese un posto in un mondo che, tra Brexit, Trump e politiche neoprotezionistiche sempre più diffuse, sta ridefinendo le regole del commercio mondiale? «L’Italia, come tutta l’Europa, ha bisogno di mercati globali. Siamo un Paese che ha nell’export il suo punto di forza e certamente il ritorno a regimi protezionistici da parte degli Usa o di altri Paesi partner commerciali non sarebbe privo di ricadute per la nostra bilancia commerciale. La mancata realizzazione del Ttip, l’accordo di libero


Meccanica & automotive • Febbraio 2017

1%

TASSO DI CRESCITA DELL’ECONOMIA PREVISTO PER IL 2018, CONFERMATO A SEGUITO DELL’INCREMENTO DEL PIL DELLO 0,9 PER CENTO DEL 2016

scambio tra Ue e Usa, è già una grande opportunità mancata che hanno salutato positivamente solo quanti non credono nella capacità del made in Italy di reggere al libero mercato internazionale. Certo, il nostro è un patrimonio di lavoro e d’impresa unico al mondo che pertanto va tutelato, ma questa unicità è anche la garanzia di una qualità che il mondo ci riconosce, dal food alla moda, dalla meccanica al design, e che continua a esercitare una capacità di attrazione sull’estero, determinando una domanda in crescita». Come sostenere la crescita del made in Italy sui mercati internazionali? «La sfida richiede certamente un’azione politica integrata e a più livelli. Bisogna favorire azioni di sistema tra le imprese, perché il nostro è un tessuto produttivo di Pmi che solo messe in rete possono rispondere alle sfide della globalizzazione e garantirsi una penetrazione nei grandi mercati internazionali, e proseguire nel lavoro già in corso di coordinamento delle strutture sulla rete estera (ambasciate, Ice, Camere di Commercio all’estero, ecc). Bisogna anche rendere sempre più gli strumenti operativi, come Sace e Simest, alla portata delle piccole

aziende e dei distretti. Infine, per far apprezzare sempre più il made in Italy all’estero, dobbiamo portare con le imprese anche la nostra cultura, dall’arte alla musica. Quello che il mondo vuole è lo stile italiano di vita, non solo i prodotti». L’uscita dall’euro è un orizzonte possibile per l’Italia, se non saprà risolvere i propri problemi strutturali? «L’uscita dall’euro è un’ipotesi non contemplabile ed è un alibi. Basti pensare solo alle ricadute per la nostra industria, ovvero il vero motore della nostra economia. Fuori dall’euro l’Italia, che non ha un’autosufficienza energetica né risorse di materie prime, si troverebbe a dover far fronte al suo fabbisogno acquistando sui mercati con una valuta debole, una situazione che la renderebbe incapace di garantire la sua capacità produttiva e, dall’altra, la renderebbe oggetto di speculazioni sui suoi principali asset. L’euro, pur con le sue distorsioni, continua a essere una garanzia di stabilità per chiunque si trovi a operare in un contesto globalizzato e anche per i conti pubblici. Dare la colpa dei nostri mali all’euro è un facile alibi. L’euro è solo uno strumento. Il dibattito euro sì, euro no, è solo una perdita di tempo». •

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Innovazione

Automazione, volano dell’economia IL SETTORE NEGLI ULTIMI ANNI È STATO PROTAGONISTA DI UNA CRESCITA CHE GETTA OTTIME BASI PER LA RIPRESA ITALIANA. L’ANALISI DI FABIO GOLDONI

L’

industria italiana dell’automazione manifatturiera e di processo ha chiuso il 2015 con un fatturato complessivo di 4,1 miliardi di euro e un incremento del 7,1 per cento rispetto all’anno precedente. Positivo il contributo sia del canale estero sia della domanda interna. Il 2016 ha registrato un altro segno più, confermando il settore delle automazioni come uno dei più prolifici nel secondario italiano. Non ha subito battute d’arresto neanche nei periodi di crisi ed è stata, quindi, un vero volano per la ripresa economica del paese. Tra i distretti industriali più attivi, figura quello emiliano, nel modenese, dove ha sede la B&G Automazioni. L’azienda nasce nel 1998 quando ven-

gono introdotte sul mercato diverse innovazioni tecnologiche per l’automazione industriale. Da allora, la B&G offre una gamma completa di prodotti e servizi per l’automazione e il controllo del movimento. Uno dei soci dell’azienda, Fabio Goldoni, spiega che: «Offriamo una vasta gamma di soluzioni e servizi per diversi settori grazie ai nostri specialisti. Realizziamo sistemi di automazione “chiavi in mano” che garantiscono la massima produttività e ripagano gli investimenti. La nostra esperienza quasi ventennale e le competenze ingegneristiche del nostro staff ci consentono di assistere i clienti nella progettazione di sistemi di controllo industriale, nell’aggiornamento e nella manutenzione di quelli esistenti, utilizzando sempre

tecnologie all’avanguardia». La varietà è ciò che caratterizza il lavoro di questa azienda. Variegati sono, infatti, i prodotti che mette a disposizione dei clienti, come PLC, pannelli operatori, CNC e software di ultima generazione per Siemens, Omron, Panasonic, Schneider. Diversi sono anche i servizi che comprendono: montaggio, sviluppo macchine utensili e sistemi per l’automazione; progettazione e realizzazione della parte elettrica, elettronica e controllo delle macchine; revisioni e collaudi, asservimenti. «Per offrire così tante possibilità – illustra Goldoni -, puntiamo molto sugli investimenti in innovazione tecnologica. La B&G ha collaborato allo svi-

B&G Automazioni, specialisti di progetti di automazione a Modena www.bgautomazioni.it

luppo di uno dei componenti core di Production Sentinel, la soluzione creata da Euei per il settore meccanico – manifatturiero che rileva lo stato operativo di produzione delle macchine utensili. È un servizio di monitoraggio, basato su Cloud o disponibile on-premise che permette di rilevare, anche in remoto, lo stato di produzione delle macchine utensili. Ciò rende più efficiente la produzione con un notevole risparmio di tempo e denaro, a tutto vantaggio di un minore dispendio di ore-uomo». • Albachiara Re


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La meccanica nell’industria 4.0 di Renato Ferre!i

«B

isogna essere capaci di rimanere sul mercato con vincoli economici molto stretti, mantenere le competenze altissime, con capacità di risposta molto veloce, altrimenti ci si ritrova a non essere più competitivi per i costi o non essere in grado di sostenere un investimento o un progetto sul piano tecnico». Federico Mombelli, titolare

COME CAMBIA IL SETTORE CON LE OPPORTUNITÀ ATTUALI; LA NUOVA LEGGE DI BILANCIO 2017 NELL’ANALISI DI FEDERICO MOMBELLI, CHE DIPINGE UN QUADRO MENO NEGATIVO DI QUANTO CI SI POTREBBE ATTENDERE processo di produzione o di assemblaggio. I nostri tecnici unitamente alle aziende che rappresentiamo, definiscono diversi fattori come il tempo ciclo, le tipologie di macchinari, fino a fornire la soluzione adatta sia dalla prospettiva della progettazione sia nella fornitura materiale della linea

250%

L’AGEVOLAZIONE, SECONDO LA LEGGE DI BILANCIO 2017, PER GLI ACQUISTI DI BENI STRUMENTALI ALTAMENTE DIGITALIZZATI

della torinese Sirmen, riassume così il contesto in cui le aziende meccaniche occidentali si trovano ad agire attualmente: l’analisi di Mombelli evidenzia ove si trovino le difficoltà maggiori in tutto il mondo industriale dal 2008 a oggi. Il punto di vista di Mombelli, che prova a toccare diversi aspetti della questione, è quello di una prospettiva privilegiata: la Sirmen, infatti, da oltre sessant’anni svolge un’attività che si colloca al centro della filiera auto motive, aerospaziale, ferroviario e della meccanica generale. «Lavoriamo come rappresentanza tecnico commerciale di macchine industriali, dalla macchina di lavorazione alla linea di montaggio fino all’isola di robotizzata e molto altro. Il nostro cliente tipo è quello che deve industrializzare un componente meccanico, dal singolo componente, al sottogruppo sino ad esempio al motore completo, in molti casi ci viene richiesto un supporto nello studio del Sirmen si trova ad Orbassano (To) www.sirmen.it

di produzione. Interpretare i bisogni del cliente è quindi uno degli obiettivi più importanti della nostra mission: il nostro è un doppio rapporto con i fornitori delle linee di produzione e quello con il cliente che ci commissiona. In altre parole facilitiamo il dialogo tra le diverse realtà». La grande novità di quest’anno -dice Enrico Magnani collaboratore di Sirmen - sta nella legge di bilancio 2017 Industria 4.0. «Abbiamo studiato la legge e data l’attività che sviluppiamo, tutti i nostri clienti possono rientrare nel perimetro della legge. Secondo la normativa in questione, esiste la possibilità di effettuare acquisti godendo di un iper-ammortamento del 250 per cento, per le aziende costruttrici e utilizzatrici di beni strumentali speciali, che vogliano sfruttare al meglio l’opportunità e la filosofia 4.0.: i target sono i beni strumentali altamente digitalizzati e, quindi, macchinari, impianti, sistemi e isole robotizzate da integrare con i sistemi di stabilimento. Quindi stiamo collaborando con un consorzio per dare un servizio completo alle realtà di chi vuole approcciarsi verso l’Industria 4.0. Dobbiamo essere in grado di trasmettere al cliente finale quali sono i temi che rientrano in questo ambito e identificare tutte le possibilità di defiscalizzazione fino all’80 per cento (dal credito d’imposta, super-ammortamento 140 per cento, iper-ammortamento 250 per cento, Sabatini Ter sino al Patent Box). Non basta dire che il mac-

chinario nuovo che ti consegno rispetta questa legge ma come sarà integrato ed interconnesso ai sistemi informatici di fabbrica, perché ci sono canoni ben specifici da rispettare». Più in generale, le cose nel settore stanno cambiando. «Le opportunità offerte dall’Industria 4.0. non sono ancora totalmente recepite ed assimilate dal mercato, così come i concetti di IoT e Smart Manufacturing, cioè il ripensare un’azienda manifatturiera alla luce dell’evoluzione tecnica digitale, dalla progettazione al servizio, dall’automazione al postvendita, passando dalla relazione con i clienti e con la gestione di tutta la catena del valore. Quindi il nostro ruolo non è più solo di mediatori commerciali ma sempre più di consulenza tecnica». Ci capita anche di collaborare per

progetti in fase di studio e l’azienda non ha ancora deciso se saranno effettivamente messi in atto o meno – spiega Mombelli – e soprattutto in questa fase l’approccio tecnico-commerciale massimizza il supporto al cliente finale per la definizione di un’iniziativa o progetto, eventualmente integrata sin da subito delle logiche 4.0. Un’altra differenza fondante si trova nell’opportunità della delocalizzazione che adesso risulta meno scontata. Non a caso molte produzioni sono tornate nei paesi occidentali e in particolare in Italia, che ricopre un ruolo molto importante: per esempio, molti produttori tedeschi fanno spesso “shopping” in Italia perchè qui molte aziende sono estremamente competitive sia tecnicamente sia dal punto di vista economico». •


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Innovazione

Puntare sugli investimenti LA STORIA DI MOLTE AZIENDE INSEGNA CHE POSSEDERE LE MIGLIORI TECNOLOGIE DEL SETTORE PAGA IN TERMINI DI PROFITTO E CLIENTELA. LA F.T. FAMAT HA SEMPRE PUNTATO SU QUESTO ASPETTO, OTTENENDO NOTEVOLI RISULTATI. LA PAROLA ALL’AMMINISTRATORE di Albachiara Re FLAVIO VAZZOLER

I

l settore secondario non può prescindere dalla tecnologia e dai suoi ultimi ritrovati. L’innovazione tecnologica diventa, quindi, essenziale per poter condurre un’azienda al successo. Investire in ricerca è uno degli strumenti che viene usato per perseguire questa politica aziendale; benché spesso richieda ingenti investimenti, nel tempo, ripaga, in termini di profitti, le aziende che decidono di praticare questa strada. Molte sono, inoltre, le regioni che erogano contribuiti per le attività che voglio modernizzare il proprio parco macchine o utilizzare nuove tecnologie, meno dispendiose e con un minor impatto energetico. L’aver compreso, sin dagli inizi, quanto contasse l’innovazione tec-

nologica ha rappresentato il vero punto di forza della F.T. Famat, piccola azienda a conduzione familiare della provincia di Torino. L’amministratore, Flavio Vazzoler, racconta che: «F.T. Famat nasce nel 1988. In quasi trent’anni, il nostro impegno è stato costantemente rivolto alla ricerca e allo sviluppo per progettare soluzioni customizzate che integrino le tecnologie più avanzate disponibili sul mercato. Riusciamo a realizzare, pertanto, attrezzature di lavoro manuali, automatiche e semiautomatiche, nonché processi produttivi più complessi con le isole robotizzate e linee di assemblaggio. L’azienda fornisce impianti chiavi in mano completi di parte progettuale, meccanica, elettrica, pneumatica,

F.T. Famat ha sede a San Benigno Canavese (To) www.!famat.com

strumentazione hardware e software di automazione, controllo e supervisione». Grazie a questo know how, la F.T. Famat s’è affermata come azienda autonoma nella costruzione degli impianti. «Il nostro obiettivo – continua il Sig. Vazzoler – è la massima soddisfazione del cliente che, in noi, cerca prodotti come: sistemi di in-

collaggio e dosatura resine, erogazione di guarnizioni esclusive, impianti di saldatura US, trattamenti al plasma, sistemi di assemblaggio, tranciature, sistemi accurati di controllo e collaudo etc. Particolare attenzione viene prestata all’assistenza post-vendita che accompagna da sempre la qualità e l’affidabilità dei nostri prodotti». I maggiori produttori nel campo dell’automotive hanno consolidato rapporti di stretta collaborazione con l’azienda piemontese grazie alle innovative tecnologie di cui dispone. In tal proposito, l’amministratore dell’azienda spiega che: «Il nostro processo produttivo è caratterizzato dalle migliori tecnologie disponibili sul mercato. Una delle più utilizzate è il nostro sistema d’incollaggio. Siamo stati, infatti, la prima azienda in Italia a realizzare un incollaggio di polipropilene con polipropilene senza alcun trattamento della superficie per l’accoppiamento di paraurti automobilistici. A ciò si aggiunge la nuova tecnologia Penguin Foam®, la più innovativa per quanto riguarda la sigillatura. Questo sistema di erogazione di schiuma monocomponente a celle chiuse è fonoassorbente e antivibrante, isola da umidità, polvere, bagnato e sporco. Il processo monocomponente avviene senza alcuna reazione chimica; infatti, il poliuretano e l’aria vengono omogeneizzati, mentre forze di taglio danno forma ad una finissima e

BREVETTI ESCLUSIVI

L’azienda è partner unico ufficiale in Italia del breve#o Penguin Foam® System

PRIMA EROGAZIONE CON CONTROLLO DIMENSIONALE L’azienda piemontese non cessa mai di trovare le migliori soluzioni per soddisfare i propri clienti. Una delle ultime sfide era riuscire a dosare e a distribuire un cordone di silicone su parti motore destinate al settore automobilistico con un obiettivo ambizioso: ottenere una precisione e una capacità di controllo del processo le più elevate possibili. La F.T. Famat ha raggiunto l’obiettivo con la collabora-

zione del dottor Giulio Corlianò di Keyence Italia, dove si sono realizzate isole robotizzate ad alta velocità con controllo intelligente e la reperibilità di tutti i dati per ogni singola erogazione effettuata su particolari dimensionalmente diversi su unica linea di lavoro. F.T. Famat è l’unica, in Italia, a disporre di macchinari specializzati per questo tipo di lavorazioni.

omogenea schiuma a celle chiuse. Anche in questo caso, siamo gli unici in Italia a poter disporre di questa soluzione». Qualità e innovazione sono i motori del successo commerciale/industriale della F.T. Famat. Il loro staff è già operativo e a disposizione dei clienti per informazioni e assistenza sulla nuova direttiva “Industry 4.0”. «Infatti - sostiene il Sig. Vazzoler già da anni costruiamo impianti con connessioni tra sistemi fisici e digitali, analisi complesse attraverso Big Data e adattamenti real-time. Il prossimo futuro sarà esclusivo per macchine intelligenti e interconnesse con Internet, ai fini della sicurezza, efficienza della lavorazione, manutenzione e logistica». •


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Etica aziendale e nuove tecnologie GIANFRANCO E ROBERTO LENZI, PROPRIETARI DELLA FONDERIA FAR, PUNTO DI RIFERIMENTO SU SCALA NAZIONALE NEL SETTORE DELLA PRESSOFUSIONE IN ALLUMINIO, TRATTEGGIANO I VALORI SU CUI SI GIOCA IL FUTURO DELL’IMPRESA di Alessia Cotroneo

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os’hanno in comune un faro, un basamento di un motore e una pompa per auto? Apparentemente nulla ma le competenze per realizzare la struttura portante di un faro per l’illuminazione stradale, di un corpo di una pompa acqua od olio, di un motore di un’auto sono affini. Basta avere le macchine e le professionalità giuste e il gioco è fatto. Il principio della diversificazione delle lavorazioni è l’asse centrale intorno a cui ruota il comparto della fonderia e della pressofusione in alluminio, fondamentale per i settori produttivi più disparati. «Ad un certo punto ci si è resi conto che le competenze si potevano applicare ad ogni settore e il mercato ha risposto» affermano Gianfranco e Roberto Lenzi, proprietari

della fonderia di pressocolata Far Srl, nata in provincia di Bologna nel 1992 e divenuta in breve tempo un punto di riferimento su scala nazionale. Nata con una sola isola produttiva (300 metri quadrati), in poco più di vent’anni l’impresa si è espansa arrivando a 12 isole di pressofusione, un fatturato di 22 milioni di euro nel 2016, di cui il 30 per cento di origine estera, e 90 dipendenti. A guidare la crescita due parole che raramente avanzano di pari passo nel settore industriale: innovazione ed etica, come spiegano i fratelli Lenzi. «Soddisfare il cliente, in termini di qualità di prodotto e servizio, attraverso le nostre competenze specifiche nel processo di pressofusione, unite a una stretta collaborazione nello studio dei progetti e nella risoluzione dei problemi, è la nostra mission. Per fare ciò, nel tempo, abbiamo mutato il modo di concepire

l’azienda, trasformandola in un elemento vitale nella nostra società, con obblighi morali ed etici verso i suoi portatori di interesse (dipendenti, clienti, fornitori), nel rispetto dell’ambiente e della legalità. Il futuro dell’azienda – continuano – sarà la valorizzazione delle risorse umane come bene primario, il miglioramento dell’ambiente di lavoro, e la riduzione dei consumi energetici. In quest’ottica, Far ha adottato un codice etico per formalizzare il proprio impegno a comportarsi secondo integrità, lealtà e correttezza». Ma anche la tecnologia e il management hanno un peso specifico importante per migliorare le performance aziendali. Da qui la scelta di sfruttare le tecnologie informatiche per monitorare le spese e migliorare i processi, con il fine dichiarato di diminuire i costi di produzione per essere più com-

INNOVAZIONE TECNICA E COLLABORAZIONE CON IL CLIENTE Co-design per l’industrializzazione del particolare, rigorosi controlli di qualità e verifiche continue sull’accuratezza del lavoro sono elementi fondamentali nel ciclo di produzione delle aziende che operano nel comparto della fonderia e della pressofusione in alluminio. «L’ufficio tecnico è il reparto sul quale abbiamo investito di più negli ultimi anni. Grazie alle migliori tecnologie in fa"o di proge"azione e simulazione, l’industrializzazione del particolare viene fa"a dire"amente con il cliente

– spiegano Gianfranco e Roberto Lenzi, proprietari della fonderia di Pressocolata Far Srl – . Il controllo della produzione, effe"uato nelle 24 ore, consente di mantenere uno standard qualitativo alto, garantito anche a"raverso l’uso di strumentazione dedicata come raggi X, tridimensionale, quantometro, microscopio, durometro e quant’altro. L’archiviazione informatica dei dati rilevati durante controlli e verifiche, infine, perme"e veloci rielaborazioni».

Far Srl ha sede a Silla (Bo) www.fonderia-far.com

petitivi sul mercato nazionale e internazionale, dopo anni orientati al miglioramento e perfezionamento dei settori e degli spazi. «Per migliorare il layout dell’area produttiva, da settembre 2014 sono stati spostati i reparti logistica e finitura a due chilometri dall’Headquarters, in due edifici industriali comunicanti. Il reparto logistica – aggiungono i proprietari – è stato completamente automatizzato e integrato nel sistema It dell’azienda, mentre quello della finitura è stato suddiviso in sbavatura e sabbiatura, con due sabbiatrici a tunnel e a rotolo in grado di gestire autonomamente le lavorazioni per i mercati più esigenti in tema di requisiti estetici e non solo. Inoltre, i nuovi spazi per lo stoccaggio dei prodotti finiti, 1600 posti pallet, consentono alla nostra azienda di gestire nel migliore dei modi i più comuni metodi per la spedizione delle merci, come kanban e consignment stock. Infine, dal 2009 è stato costituito un nuovo reparto di lavorazioni meccaniche con l’impiego di torni a carico manuale e robotizzato, centri di lavoro orizzontali e verticali, con sede a circa 15 chilometri dal quartier generale dell’azienda, in un capannone industriale di circa 2000 metri quadrati all’interno di un’area complessiva grande il doppio. In più, per garantire la qualità del prodotto finito, nel 2013 è stato sviluppato un ulteriore reparto di qualità atto alle verifiche di produzione dopo la lavorazione, equipaggiato con una macchina 3d CMM Zeiss». •


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Innovazione

Nuove forme di organizzazione aziendale LA CAPACITÀ DI RINNOVARSI E DI EVOLVERE A SUPPORTO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE RAPPRESENTA UN FATTORE DETERMINANTE PER DIVENIRE COMPETITIVI ANCHE SUI MERCATI ESTERI. L’ESPERIENZA DELLA POGGI TRASMISSIONI MECCANICHE di Luana Costa

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na piccola rivoluzione che ha richiesto maggiori investimenti in tecnologie capaci di soddisfare le molteplici variabili nella fase di progettazione dei prodotti. La meccanica è un campo in continua evoluzione e se fino agli anni ’90 i processi aziendali erano indirizzati per lo più alla produzione di articoli standard, è nell’ultimo lustro che ha avuto luogo la rivoluzione trasformando radicalmente le attività delle aziende: «Fino ai primi anni ‘90 si lavorava per un buon 80 per cento con articoli standard e 20 per cento articoli speciali, oggigiorno la situazione si è più che capovolta e la nostra attività è ora ripartita per un buon 85 per cento di realizzazione di prodotto speciale e per un 15 per cento di realizzazione di prodotto standard» racconta Gabriele Poggi, titolare della Poggi Trasmissioni Meccaniche specializzata nella produzione di pulegge, rinvii angolari ed altri organi di trasmissione e divenuta ben presto leader in Europa nella produzione di una vastissima gamma di articoli. Ed è proprio da questa trasformazione, che ha interessato il settore nel corso dell’ultimo lustro, che discende la completa riorganizzazione delle attività aziendali, la quale ha fatto emergere l’importanza della fase progettuale nell’intero processo di produzione. «L’ufficio progettazione si occupa senza dubbio di una delle fasi più delicate del nostro sistema – spiega Gabriele Poggi -. Fa sì che un prodotto, viste le esigenze del cliente, e considerate le numerose variabili di fattibilità che la meccanica e la nostra esperienza ci offrono, “prenda vita”, mi passi il termine». Un vero universo orientato alla creazione ex novo di articoli dotati di caratteristiche specifiche e che ruota completamente attorno alle richieste dei clienti: «Nell’intero iter, che culmina con la for-

nitura del prodotto, rivestono particolare importanza le richieste dei clienti, le quali vengono realizzate passo dopo passo assieme a loro. Dal reperimento delle materie prime alla progettazione e alla prototipazione fino allo sviluppo e alla realizzazione del prodotto finito ma non solo, anche nella fornitura e nella logistica del prodotto stesso». Non a caso la Poggi Trasmissioni Meccaniche vanta una vasta gamma di prodotti a disegno immediatamente pronti per essere utilizzati e, nel caso, personalizzati: «Possediamo un ventaglio di prodotti a disegno oltre ovviamente ad un catalogo, di cui ogni azienda dovrebbe essere dotata, che conta più di 25mila articoli standard sempre disponibili in magazzino. Questi sono tutti personalizzati secondo le esigenze dei nostri clienti». Pulegge e cinghie dentate, pulegge a gola e cinghie trapezoidali, pulegge e cinghie poly-v, bussole coniche System-P e Poggilock, rinvii angolari in alluminio e in acciaio inox, slitte tendicinghia per

motori elettrici e calettatori per attrito: nulla di tutto ciò potrebbe però essere creato senza l’impiego di ampie conoscenze tecniche e produttive e costanti investimenti in ricerca e sviluppo. «La rapidità del servizio ottenuto grazie all’elevata automazione sia produttiva che logistica, l’uso della tecnologia E.D.I. nei sistemi informativi, l’impiego di materia prime esclusivamente di ottima qualità e un efficiente supporto tecnicocommerciale multilingue, conferma il nostro impegno a soddisfare le richieste dei clienti e non solo nei mercati europei ma anche dei mercati mondiali, proponendo soluzioni e servizi sempre al passo coi tempi». Il processo produttivo fa, infatti, il paio con lo sviluppo di macchinari utensili unici che possano supportare la fabbricazione di prodotti spe-

cifici e capaci di fare la differenza sul mercato: «L’innovazione è, assieme al processo produttivo, attività integrante della nostra azienda. Costanti investimenti infatti consentono al nostro parco tecnologico di essere sempre al passo coi tempi dal momento che l’obiettivo a cui puntiamo è la creazione di una nicchia di mercato sempre più trasversale nella realizzazione di articoli a disegno per i clienti». Svariati i campi di applicazione che, in quanto organi di trasmissione di potenza e di moto, vengono utilizzati in ogni attività della vita quotidiana: ascensori, porte scorrevoli, macchinari di ogni genere, elevatori, trasli e automobili. «Parlo di vita moderna ma non dimentichiamoci del passato – specifica ancora Gabriele Poggi -. Tornando ad oggi però, e nel caso specifico, nel corso degli anni siamo riusciti, con l’obiettivo di perfezionarci quotidianamente, a sviluppare una grande esperienza di applicazione nel mondo del packaging industriale, soprattutto nei settori food&beverage e farmaceutico, ma anche molti altri settori industriali». • Poggi Trasmissioni Meccaniche ha sede a Villanova di Castenaso (Bo) www.poggispa.com

UNO SGUARDO ALL’EXPORT La ripartizione del fa!urato di Poggi Trasmissioni Meccaniche Spa è per il 60 per cento di mercato domestico e per il 40 per cento di mercato export, componente che si a!esta in costante aumento. Localizzata nel cuore della “packaging valley italiana”, l’azienda ha sviluppato quasi naturalmente gli input

giusti per sviluppare i prodo!i da indirizzare a questo specifico ambito di applicazione. Ma la rete di produzione è orientata anche verso altri se!ori. L’azienda possiede un sistema capillare di rivenditori in tu!a Italia, in Europa e anche Oltreoceano: dagli Stati Uniti al Sudafrica fino in Nuova Zelanda.


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Precisione e accuratezza LA MECCANICA È UN SETTORE MAI MONOTONO MA CHE AL CONTRARIO CONIUGA ALLA SERIALITÀ DI ALCUNI PROCESSI LEGATI ALL’UTILIZZO DI SPECIFICI MACCHINARI, L’ORIGINALITÀ PER LA NECESSITÀ DI ADATTARSI ALLE RICHIESTE DELLA CLIENTELA. IL PUNTO DI SIMONPIERO PIERSIMONI di Luana Costa

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a produzione di stampi è un’attività che richiede perizia e precisione oltre che una continua conoscenza delle evoluzioni del settore. La meccanica per sua natura è, infatti, un ambito soggetto alle sollecitazioni provenienti dall’introduzione di tecnologie innovative che abbattono i tempi di produzione e migliorano, al contempo, la precisione delle apparecchiature utilizzate. Gpg Technology, azienda specializzata nella produzione di stampi, ne è ben consapevole e proprio in ragione di ciò ha effettuato nel corso degli anni rilevanti investimenti per rendere il parco macchine sempre più efficiente e per acquisire software all’avanguardia. L’officina meccanica che ha sede a Colle di Val d’Elsa (SI) vanta, infatti, la presenza di software Cad – Cam, macchine a controllo Cnc e elettroerosioni a filo: «La nostra azienda, pur essendo di piccole dimensioni e di provenienza artigianale, nel corso di oltre 35 anni di attività si è progressivamente evoluta e attrezzata per far fronte a impegni sempre più rilevanti e complessi, ponendosi obiettivi sempre più ambiziosi e quindi dotandosi di attrezzature di processo adeguate a tale scopo» chiarisce Simonpiero Piersimoni titolare dell’officina meccanica. «La realizzazione dei vari componenti dello stampo avviene con l’uso di tecnologie meccaniche moderne e di personale qualificato operante in questo settore da vari anni. Il processo produttivo viene interamente seguito in azienda grazie a un ricco parco macchine che comprende

Gpg Technology ha sede a Colle di Val d’Elsa (Si) - www.gpgtechnology.com

frese per asportazione materiale, elettroerosioni a filo e a tuffo, rettifiche tangenziali, forni per i trattamenti termici oltre a tutte quelle macchine indispensabili in un’officina meccanica. La nostra attrezzeria è in grado di montare e mettere a punto gli stampi progettati dal nostro ufficio tecnico e anche quelli il cui progetto arriva da fonti esterne». Gli articoli realizzati dalla Gpg Technology trovano sbocco nei settori più disparati: dal settore automotive a quello degli elettrodomestici, dal settore computer alla meccanica pesante con applicazioni ai mezzi e ai treni, dal settore ortodontico a quello dell’illuminazione stradale oltre che all’accessoristica meccanica con la produzione di fascette, squadrette e numerosi altri articoli. La precisione e l’abilità professionale sono requisiti essenziali per chi quotidianamente lavora a stretto contatto con apparecchiature predisposte alla trasfor-

mazione delle lamiere e alla realizzazione di articoli che richiedono il massimo della precisione e dell’accuratezza. «La competenza professionale del personale – continua il titolare di Gpg Technology - è fondamentale dal momento che le attività non vengono svolte in serie o in maniera ripetitiva ma si basano, soprattutto, sull’esperienza acquisita nel corso degli anni». E sebbene la crisi ha lambito anche il settore meccanico costringendo l’azienda alla riduzione del magazzino delle materie prime e dei componenti commerciali per comprimere i costi di gestione, non ci si è risparmiati di converso nell’aggiornamento e nella formazione del personale: «Ogni impiegato ha piena conoscenza del comportamento della lamiera alle varie sollecitazioni, conoscenza dei sistemi software Cad-Cam, competenza nell’operare alle varie mac-

COMPETENZE

Nel nostro se#ore è necessario avere piena conoscenza del comportamento della lamiera alle varie sollecitazioni, dei sistemi so!ware Cad-Cam e delle varie macchine a controllo

chine a controllo, capacità e manualità nel montaggio e aggiustaggio di attrezzature meccaniche e, soprattutto, una forte esperienza ricavata sul campo dopo molti anni di lavoro». La realizzazione di stampi progressivi, stampi di imbutitura e stampi di ripresa - processi in cui l’azienda senese è specializzata – richiede, infatti, un’attenta e laboriosa attività scandita da delicate procedure tecniche: «Dopo un’attenta analisi del particolare da produrre secondo le esigenze del cliente – racconta Simonpiero Piersimoni - inizia la fase progettuale dello stampo richiesto che si avvale di un software specifico, ovvero il Visi Cad 3d-2d della Vero. Dopo l’approvazione del progetto da parte del cliente comincia poi, sempre con l’ausilio del software Visi cam, la realizzazione dei PartProgram da eseguire con macchine a controllo Cnc e con elettroerosioni a filo. La fase successiva è, appunto, la produzione dei vari componenti dello stampo con l’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia e successivamente segue la fase di tempra e aggiustaggio dei componenti. Nella fase finale – conclude il titolare dell’azienda - avviene l’assemblaggio dello stampo con i vari aggiustaggi necessari, la prova dell’articolo così realizzato sotto la pressa, le ultime messe a punto e la produzione della campionatura da spedire al cliente per ottenere il via libera». •

LE PECULIARITÀ DEL SETTORE La produzione di stampi è un mercato ormai consolidato da molti anni ma sogge"o agli sbalzi produ"ivi dei vari se"ori della meccanica. Le richieste e le necessità dei clienti sono sempre specifiche e la produzione di stampi, pur seguendo regole determinate, è sempre un lavoro differente e particolare che cambia da stampo a stampo. Le aziende clienti sono per lo più italiane, anche se alcuni particolari prodo"i realizzati con stampi realizzati dalla Gpg Technology sono in parte destinati al mercato esterno.


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Innovazione

Ricominciare dopo il sisma LA TECNOLOGIA MESSA A PUNTO DA MODULA DOPO QUATTRO ANNI DI STUDI È IN GRADO DI PROTEGGERE LE PERSONE E LE MERCI SUL LUOGO DI LAVORO PERMETTENDO UN RAPIDO RIAVVIO DELLE ATTIVITÀ DOPO UN TERREMOTO

Modula ha sede a Salvaterra di Casalgrande (Re) - www.modula.eu

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l terremoto è un evento che non può essere previsto ma di cui è possibile limitare i danni adottando apposite tecnologie che sono capaci di disperdere l’energia sismica prima che questa si trasmetta alle strutture. Il dispositivo è sta-

to messo a punto dopo quattro anni di studi approfonditi, calcoli e simulazioni dall’ufficio R&D di Modula con il supporto di Multiprojecta e ha lo scopo di proteggere persone e merci sul luogo di lavoro. La tecnologia si applica, infatti, ai magazzini verticali realizzati dal-

l’azienda Modula la cui caratteristica principale è quella di consentire un risparmio di superficie occupata grazie allo sviluppo in verticale. Dopo il sisma che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 si è fatta strada l’idea di progettare un sistema in grado di permettere alle aziende di riprendere in breve tempo le attività lavorative. L’intuizione fa leva sull’installazione di un piede alla base del magazzino verticale che permette l’isolamento della struttura dal terreno e quindi dalle accelerazioni del sisma. «Abbiamo voluto affrontare la tematica con un approccio innovativo partendo dal know-how esistente nel settore edilizio e consolidato negli anni – spiega Alice Bellelli -. A differenza di altre soluzioni messe a punto da altre aziende del settore che tendono ad irrigidire le strutture per evitare il collasso, noi abbiamo scelto di dotare i nostri magazzini di un dispositivo di isolamento sismico che va a sostituire il piede standard del magazzino verticale automatico garantendo un coefficiente d’attrito costante indipendentemente dal carico presente all’interno del magazzino stesso». Il sistema è già stato testato su un magazzino sottoposto ad accelerazioni sismiche di diversa entità per sperimentarne la validità. Il principale vantaggio dell’isolatore sismico è rappresentato dal breve tempo di riattiva-

zione della macchina dopo il verificarsi del terremoto. Il sistema elettronico entra in funzione con le prime scosse sismiche e blocca i magazzini verticali fino alla fine del terremoto innescando una procedura di diagnosi capace di verificare il corretto posizionamento dei cassetti. «L’isolatore è composto da un sistema di contatto ad attrito controllato, da un sistema di richiamo con molle progressive, da un dispositivo antiribaltamento e da un sistema elettronico di bloccaggio - spiega ancora -. Il dispositivo non incide sul corretto funzionamento del magazzino nel caso di assenza di scosse e la sua installazione non richiede particolari accorgimenti. Durante i terremoti le accelerazioni dovute al movimento del suolo corrispondono solo ad uno spostamento della struttura, circostanza che garantisce l’integrità del carico stoccato e del magazzino stesso». •Luana Costa


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Stampi a regola d’arte LA REALIZZAZIONE DI STAMPI È UN PROCESSO LUNGO E RIGOROSO CHE RICHIEDE L’IMPIEGO DI STRUMENTAZIONI E TECNICHE DI LAVORAZIONE ASSOLUTAMENTE INNOVATIVE

Vi.Fer.M.E.Ca. ha sede a Osteria Grande (Bo) - www.vifermeca.com

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al progetto all’oggetto. È questa la filosofia aziendale che guida la Vi.Fer.M.E.Ca. società operante nel settore dello stampaggio a iniezione delle materie plastiche fin dal 1975. La ditta che da di-

versi anni è certificata Iso 9001, si avvale di strumentazione innovativa in grado di supportare la realizzazione dei prodotti fin dalla fase embrionale. Il processo segue, infatti, un rigoroso iter che contempla lo stadio ideativo durante il quale, seguendo le istruzioni del clien-

te, viene redatto il progetto. Si procede con la realizzazione dello stampo e, infine, il passaggio nel reparto stampaggio completano la procedura. Gli stampi così costruiti trovano applicazione nei più disparati settori industriali: dal nautico al modellismo, dall’illuminazione all’ortofrutta, dai motocicli ai casalinghi comprendendo, inoltre, il settore degli elettrodomestici e del packaging. «Nata a San Lazzaro di Savena l’azienda oggi opera ad Osteria Grande, sempre in provincia di Bologna, in un sito produttivo di 4500 metri quadrati - spiega Luciano Cavini-. Vi.Fer.M.E.Ca ha conosciuto nel tempo notevoli evoluzioni radicandosi come realtà produttiva di riferimento non solo per le aziende nazionali ma anche all’estero». Il Messico e la Spagna sono alcuni tra i mercati in cui l’azienda è riuscita a trovare affermazione lavorando per quantitativi di commesse grandi, medie e piccole: «riusciamo a coprire l’intero territorio nazionale – continua Cavini – raggiungendo anche il sud d’Italia dove, di recente, abbiamo realizzato stampi per il settore del modellismo, del medicale e dei casalinghi. Ciò è stato possibile grazie al mantenimento di un elevato standard tecnologico ottenuto attraverso un costante rinnovamento e aggiornamento dei propri macchinari, impianti e

processi produttivi». L’ufficio tecnico è la vera anima dell’azienda: qui grazie all’utilizzo di software Cad-Cam vengono progettati gli stampi e preparati i percorsi per le macchine utensili. Il processo poi si sposta in attrezzeria dove l’impiego di moderni centri di lavoro a tre e a cinque assi, elettroerosione a tuffo e a filo regolano la realizzazione degli stampi e la manutenzione su quelli già in uso. «Disponiamo, inoltre, - conclude Luciano Cavini- di 22 presse da quaranta a mille tonnellate per lo stampaggio a iniezione di tutti i tipi di materiale plastico che facilmente si adattano ad ogni esigenza produttiva». Il viaggio termina poi con il confezionamento dei prodotti: durante questa fase vengono effettuati gli assemblaggi, la stampa tampografica e l’imballaggio dei particolari secondo le specifiche richieste dai clienti. •Luana Costa


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Innovazione

Manifattura ai raggi X LA TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA SI FA SEMPRE PIÙ IMPORTANTE NEL SETTORE DELLA METROLOGIA 3D E PERMETTE DI EFFETTUARE RILIEVI SU QUALSIASI MATERIALE. L’ANALISI DI MASSIMO CABRINI

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ai controlli non distruttivi, come la presenza di cavità, al reverse engineering fino alla verifica del corretto accoppiamento di meccanismi assemblati non ispezionabili in altro modo. Queste sono solo alcune delle applicazioni possibili con la tomografia computerizzata, uno strumento che all’interno del settore della metrologia 3d, acquista un’importanza sempre maggiore. Ne parliamo con Massimo Cabrini, responsabile laboratori metrologici all’interno della torinese Microservice. «Generalmente effettuiamo rilievi per le aziende manifatturiere – dice Cabrini –, sui materiali più disparati. Il linea di principio solo il piombo è impenetrabile ai raggi X. Lavoriamo con una Nikon XTH320, una macchina per TC

molto potente, ma anche estremamente sicura per gli operatori infatti non necessita di essere isolata durante il funzionamento». Ecco, in sintesi, come avviene un controllo con TC. «Il particolare viene posizionato all’interno dell’area di misura all’interno della macchina – spiega Cabrini –, poi per ottimizzare i risultati della scansione si esegue una procedura di rescaling, parametrizzata su calibri di nostra produzione, dopodiché si procede alla scansione a raggi X del particolare e infine all’elaborazione dei dati raccolti dal rivelatore. La TC permette di ottenere un modello Cad 3d del pezzo, non solo però superficialmente ma come volume, attraverso il quale si può navigare con un software specifico. Quindi, con un’unica scansione, si può ottenere una pre-

cisa ricostruzione di una geometria arbitrariamente complessa». La TC non è l’unica tecnologia utilizzata nei laboratori della Microservice. «Ci sono le ben note macchine di misura a coordinate (CMM) – continua il responsabile dei laboratori –, macchine che commercializziamo anche con nostro brand e da cui cerchiamo di tirar fuori tutte le potenzialità in modo da poterle poi trasmettere ai clienti come valore aggiunto dato dalla nostra esperienza di reali utilizzatori. Se i partiMicroservice si trova ad Alpignano (To) e a Macherio (Mb) - www.micro3d.it

colari da rilevare scendono sotto una certa dimensione (pochi mm) non si riesce a effettuare una misura ‘a contatto’ quindi utilizziamo le macchine ottiche della ZSM, marchio di cui siamo distributori e che esponiamo a MECSPE 2017. Laddove i pezzi invece siano troppo grossi da misurare in laboratorio o risulti eccessivamente oneroso spostarli, abbiamo una squadra di tecnici specializzati nell’uso di laser tracker (API) e bracci articolati (KREON) che eseguono i rilievi dimensionali sul posto. Parliamo di misure con LT anche oltre i 100 metri con una altissima precisione». • Remo Monreale


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L’informatica per la marcatura LUCIANO COLOMBO PRESENTA I NUOVI MACCHINARI, GESTITI INTERAMENTE VIA COMPUTER, IN GRADO DI MARCARE QUALSIASI TIPO DI MATERIALE. PRECISI E FLESSIBILI, GARANTISCONO UN’ALTA PRODUTTIVITÀ A BASSO COSTO

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omaut Marking Solution si occupa da oltre quarant’anni di progettazione e costruzione di macchine e attrezzature di marcatura di fattura tali da aver reso il marchio sinonimo di straordinaria qualità. Serietà e un decennale know-how sono infatti i caratteri distintivi che hanno permesso alla ditta di distinguersi in un mercato altamente competitivo. Le diverse tipologie di macchine realizzate, per la loro eterogeneità, trovano applicazione in svariati settori: dai motori elettrici agli articoli di saldatura, dall’utensileria alla rubinetteria o ancora dalle costruzioni elettromeccaniche alle macchine di assemblaggio. Oggi la tecnologia consente di realizzare macchinari estremamente precisi e flessibili, in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di esigenza. «Anche le macchine di marcatura godono dei vantaggi derivati dalla tecnologia informatica – spiega Luciano Colombo. Per questo motivo abbiamo realizzato i modelli S33, gestiti interamente via computer. Si tratta di macchine incredibilmente elastiche, in grado di marcare qualsiasi tipo di materiale. Questi macchinari di nuova concezione effettuano la marcatura per micropercussione, risolvendo così i numerosi problemi che si possono presentare in fase di incisione su particolari di forma diversa, siano essi in metallo, plastica o vetro». Questi macchinari garantiscono inoltre un’alta produttività a basso costo. «Questo è possibile grazie alla testa di marcatura che ha un meccanismo di funzionamento semplice e allo stesso tempo è estremamente robusta. Il punzone in metallo duro integrale consente di incidere metalli con durezza fino a 62 Hrc e di marcare anche pezzi irregolari, concavi o convessi. Il tutto grazie alla sua particolare concezione. È possibile poi, in funzione del tipo di aziona-

mento scelto, comandare le micropercussioni tramite impulsi elettrici o pneumatici». Somaut realizza anche presse e ribaditrici. «Grazie alla vasta gamma di presse a disposizione, nelle diverse versioni a comando manuale, pneumatico e idropneumatico, siamo in grado di risolvere la maggior parte dei problemi di ribaditura, tranciatura, imbutitura, calettatura, calibratura, raddrizzatura, piegatura e fustellatura. Le ribaditrici possono essere orbitali o radiali. Secondo il tipo di utilizzo, proponiamo una macchina completa di base d’appoggio o da integrazione». L’azienda è forte della collaborazione di tecnici altamente specializzati in grado di guidare il cliente verso la scelta più idonea. «I nostri esperti e la nostra indipendenza tecnica, insieme all’ascolto attento dei nostri clienti, ci consentono di realizzare un macchinario che sia perfettamente rispondente ai suoi bisogni». • Antonella Romaniello Somaut Marking Solution ha sede a Se!imo Milanese (Mi) - www.somaut.com

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Innovazione

La via emiliana dell’Ict MACRO GROUP COLLABORA CON IBM E SAP FORNENDO A PIÙ DI 150 AZIENDE ITALIANE SOLUZIONI INFORMATICHE EVOLUTE PER IL SETTORE MANIFATTURIERO. ANDREA ANDERLINI ILLUSTRA LE ULTIME TENDENZE DEL SETTORE di Alessia Cotroneo

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a gestione informatica dei cicli produttivi è uno degli aspetti su cui più si concentra l’attenzione delle imprese. Ne va dell’efficienza del lavoro dei comparti, della loro ottimizzazione, della qualità e dell’innovazione dei processi. Le soluzioni non mancano, così come gli incentivi fiscali. Ma non basta dire digitalizzazione per innovare. Occorre puntare su professionisti che, come Macro Group, forniscono consulenza, soluzioni e servizi per aiutare le imprese a crescere ed acquisire le competenze necessarie per affrontare il mercato di oggi e quello di domani. «Macro Group Spa - spiega Andrea Anderlini, direttore marketing - nasce nel 2002 dalla fusione di due realtà informatiche presenti sul mercato emiliano entrambe dal 1986: la Futura Informatica, struttura commerciale legata, come agente, all’IBM e la Macro Informatica, software house leader nel mercato manifatturiero grazie a un prodotto, EGO, particolarmente indicato per aziende produttrici di beni con necessità di forti parametrizzazioni. Proprio per rispondere a questa esigenza è nato un configuratore tecnico/commerciale fra i più evoluti in commercio, integrato in EGO. Nel tempo la collaborazione con IBM è continuata abbinando ad EGO la parte

Andrea Anderlini, dire!ore marketing Macro Group. L'azienda ha sede a Bologna ed è presente a Bolzano, Verona e Treviso www.macrogroup.it

contabile/finanziaria di IBM, chiamata ACG (applicazione contabili gestionali). Oggi circa 150 clienti italiani, di medie dimensioni (da 5 a 150 posti di lavoro) adottano tale soluzione». Le richieste delle aziende, specialmente quelle metalmeccaniche, si spingono oltre, grazie anche alle agevolazioni fiscali del super ed iper ammortamento per la Smart Factory, Smart Manufacturing, Internet of things.

risultati se le aziende italiane si aprono al cambiamento. L’obiettivo che noi di Macro Group ci prefiggiamo è quello di fornire una soluzione integrata che possa fare ottenere il massimo beneficio sugli investimenti e portare all’innovazione dei processi aziendali sfruttando ammortamenti e super ammortamenti. Le nostre soluzioni Planning One for SAP Business One e Mes consentono di ottenere le agevolazioni fiscali che il governo

«Il piano Industry 4.0 nasce in Germania nel 2011 – precisa Andrea Anderlini – come progetto del governo per promuovere la computerizzazione e l’innovazione all’interno del settore manifatturiero. In questi anni le industrie tedesche hanno messo in pratica questa teoria con notevoli risultati, diventando il simbolo della Fabbrica Intelligente. L’Italia, nonostante abbia iniziato a parlare di Industry 4.0 con qualche anno di ritardo, è sicuramente pronta a raggiungere gli stessi

ha posto in atto per superare la crisi italiana e offrono tutte le funzionalità indispensabili all’attività delle moderne industrie metalmeccaniche».

Ma quali sono gli elementi chiave su cui si appunta l’attenzione degli imprenditori riguardo la gestione informatica dei cicli produttivi, sia interni che esterni (subforniture di componentistica e/o lavorazioni)? «Efficienza/efficacia tecnica dei vari impianti e macchinari aziendali – aggiunge il presidente di Macro Group dottor Roberto Anderlini – ovvero piena funzionalità produttiva nell’esecuzione della commessa, minimizzazione o azzeramento dei tempi morti, lotti produttivi quantitativamente elevati/economici, pertanto riduzione dei tempi di ri-attrezzaggio per le commesse successive. Poi controllo qualitativo, ovvero l’informatizzazione di tutte le fasi di verifica sulla piena efficienza di impianti e macchinari, sul prodotto nelle varie fasi al fine di minimizzare gli scarti, sulla pianificazione delle criticità e delle relative azioni correttive, coinvolgendo attraverso comunicazione diretta tutti gli interessati, dalla progettazione alle fasi pre-spedizione. Infine l’attenzione è rivolta al controllo sistematico in tempo reale sui costi di produzione per articolo, commessa, cliente, periodo temporale, finalizzata a tenere costantemente monitorata la marginalità prevista inizialmente in sede di offerta». •

PLANNING ONE FOR SAP BUSINESS ONE, L’ULTIMO NATO PER LA GESTIONE DELLA SUPPLY CHAIN Procedure chiare, precise e di semplice intellegibilità per gli adde!i al ciclo produ!ivo: sono queste le cara!eristiche che deve avere un moderno ERP (Enterprise Resource Planning), il sistema che integra i processi di business rilevanti di un'azienda. «La differenza che intercorre tra un semplice so#ware gestionale e un ERP – so!olinea Andrea Anderlini – sostanzialmente consistente nell’internazionalizzazione e nell’integrazione dei vari flussi organizzativi che rendono il sistema stesso propositivo e non solo informativo. Partendo da questi presupposti, Macro Group ha sviluppato so!o pia!aforma SAP un nuovo prodo!o gestionale denominato Planning One un ERP verticale rivoluzionario rispe!o agli ERP se!oriali di prima generazione. Planning One è la soluzione so#ware integrata per la pianificazione di materiali e risorse in cui i tradizionali moduli MRP e CRP si sviluppano in soluzioni evolute di Smart Material Planning e Smart Production Scheduling. Planning One comprende il configuratore tecnicocommerciale di prodo!o, la gestione o!imizzata del conto lavoro, la rilevazione degli avanzamenti della produzione fino ad arrivare ad integrare i dati rilevati dagli operatori della fabbrica e dalle macchine di produzione (MES)».


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A sostegno delle imprese OGNI SOCIETÀ OPERANTE NEL SETTORE INDUSTRIALE HA NECESSITÀ DI EVOLVERSI TECNOLOGICAMENTE. DA QUESTA ESIGENZA NASCONO AZIENDE IN GRADO DI GARANTIRE SERVIZI DI QUALITÀ. L’ESPERIENZA DI STEFANO GIARDINA DI EVOLUZIONI

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al supporto basico offerto alle aziende operanti in tutti i settori fino alla predisposizione di sistemi di automazione rivolti alle società costruttrici di macchine industriali. La gamma di servizi è ampia ed è diretta in primo luogo a sostenere le imprese italiane e internazionali. Evoluzioni Tecnologiche si occupa di fornire servizi di progettazione elettrica con particolare attenzione allo sviluppo di soluzioni hardware e software nell’ambito del controllo di processi e elaborazioni dati. L’azienda è specializzata in particolare nei settori della progettazione elettrica e software PC/PLC, nella realizzazione di quadri elettrici, in avviamenti e collaudi, nello sviluppo di sistemi di supervisione, nell’aggiornamento software, nella robotica industriale, nell’assistenza e manutenzione d’impianti e nel revamping. Evoluzioni ha sede a Cavriago, cuore della meccanica di precisione, in uno dei più importanti distretti per la produzione di macchine e sistemi per il processing e packaging e vanta un’ottima conoscenza di impianti industriali nell’ambito alimentare e d’imballaggio. «Punti di forza aziendali sono le persone - spiega Stefano Giardina -. Serietà e professionalità caratterizzano il team dell’azienda, che comprende collaboratori esperti tra i quali tecnici programmatori, progettisti software e di-

segnatori elettrici in grado di rispondere alle più sofisticate richieste e soprattutto di soddisfare in tempi brevi interventi e installazioni in tutto il mondo. L’organizzazione dell’azienda è orientata al cliente: il nostro team coadiuvato dal responsabile lo segue, infatti, nelle fasi del progetto, dall’inizio fino al suo completo sviluppo, dall’avviamento al collaudo finale. In tal modo le discontinuità e i problemi di comunicazione sono ridotti al minimo. Al contrario, sono massimizzate flessibilità operativa, efficienza e conoscenza reciproca». La storia aziendale ha portato a inanellare successi e a estendere le attività dalla progettazione e consulenza fornita ad importanti aziende metalmeccaniche fino all’attuale affermazione in diversi settori legati all’automazione. «Nel 2004 è stata fondata Evoluzioni Tecnologiche – ha aggiunto Stefano Giardina - che dal settore packaging ha ulteriormente ampliato l’esperienza progettando le più svariate tipologie di macchine e impianti di processo toccando diversi comparti industriali». Le attrezzature e le versioni software utilizzate dall’azienda sono sottoposte a un continuo aggiornamento per rispondere al meglio alle esigenze di innovazione dei clienti. • Luana Costa

Evoluzioni Tecnologiche ha sede a Cavriago (RE) - www.evoluzioni.eu

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Innovazione

Software di ultima generazione IL MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI PRODUTTIVI NEL SETTORE DELLA MECCANICA DI PRECISIONE PASSA DALL’ADOZIONE DI SOFISTICATI SISTEMI DI CONTROLLO CAPACI DI TRADURRE IN LINGUAGGIO MACCHINA UN DISEGNO TRIDIMENSIONALE. NE PARLIAMO CON GABRIELE TOGNERI

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iversificare le attività aziendali per rispondere al meglio alle richieste provenienti da tutti i settori industriali. La meccanica di precisione è un campo variegato in cui la vera differenza si gioca sulle innovazioni. L’introduzione di nuove tecnologie e il miglioramento dei processi produttivi costituiscono, infatti, i fattori su cui si basa il progresso del settore. Lo sa bene Gabriele Togneri, titolare di Meccanica Precisa, che proprio sul processo di diversificazione ha fondato l’espansione aziendale: «L’attenzione all’innovazione è fondamentale in ambito meccanico, proprio per questo l’azien-

da, accanto alle classiche apparecchiature per lavorazioni generiche, utilizza macchinari di ultima generazione offrendo ai propri clienti la possibilità di realizzare produzioni di articoli evoluti nell’ambito della fabbricazione di componenti della meccanica di precisione». Un esempio tipico sono i centri di lavoro a cinque assi: macchine a controllo numerico dotate di sofisticati sistemi supportati da software Cam capaci di tradurre in linguaggio macchina un disegno tridimensionale

Meccanica Precisa ha sede a Lucca www.meccanicaprecisa.it

Cad. «Il parco macchine è principalmente costituito da macchine a controllo numerico, per meglio adattarsi alle sempre più particolareggiate e complesse costruzioni meccaniche, grazie anche all’ausilio di software Cad-Cam che ci permettono di effettuare lavorazioni partendo da disegni 3d. La dotazione e l’utilizzo di tali postazioni rendono la produzione particolarmente evoluta e in grado di soddisfare l’intero mercato nazionale ed estero». Il processo produttivo aziendale si adatta alla peculiare tipologia di lavorazione che è necessario realizzare e in funzione di ciò possono essere individuate aree distinte destinate ad attività diverse: fresatura, tornitura, elettroerosione, finitura, controllo qualità

e misurazione. «Meccanica Precisa spazia dalla realizzazione di articoli meccanici semplici fino ad articoli meccanici composti da più particolari assemblati, congegni meccanici e piccoli impianti - spiega ancora Gabriele Togneri. Il nostro obiettivo è quello di far progredire azienda e competenze attraverso una crescente capacità di far fronte a una richiesta sempre maggiore di flessibilità e dinamicità anche sul mercato internazionale. Tutta l’attività e la nostra produzione si basano su importanti valori posti alla base dell’assetto e della filosofia aziendale, i quali permettono di avere un parco macchine variegato e tutte le tipologie di strumentazione all’avanguardia». • Luana Costa


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Massima flessibilità alle macchine ESPERIENZA E KNOW HOW PERMETTONO DI OFFRIRE SOLUZIONI STUDIATE PER ADATTARSI A QUALSIASI NECESSITÀ. ENRICO GEUNA DESCRIVE IL MULTI CARRIER SYSTEM, ULTIMA INTEGRAZIONE IN CASA G.S.E. AUTOMATION

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a G.S.E. Automation realizza impianti di processo automatici che trovano applicazione nei più svariati settori produttivi. Il team di ricerca e sviluppo lavora con passione e perizia alla ricerca di soluzioni innovative che possano rispondere alle richieste dei committenti. Impianti più che sicuri e tecnologicamente all’avanguardia hanno permesso all’azienda di diventare leader nel settore. Core business della società sono la progettazione e la realizzazione di macchine speciali. G.S.E. investe costantemente nella formazione dei suoi collaboratori e crede fortemente nella ricerca e nello sviluppo di nuove soluzioni, per questo motivo è una delle prime aziende a implementare su un macchinario il nuovo sistema Mcs Festo. «L’impiego di questo sistema, Multi Carrier System, ci permette di conferire la massima flessibilità alle macchine – spiega Enrico Geuna, amministratore delegato G.S.E. -. Non è più necessario il collegamento rigido dei trasportatori tradizionali per-

G.S.E. Automation ha sede a Bricherasio (To) www.gseautomation.it

ché questa nuova tecnologia assicura libertà di movimento e quindi massima dinamicità». Mcs è un sistema di trasporto configurabile a seconda delle esigenze. «I carrelli, spinti da motori lineari, vengono trasportati alle singole unità che possono ad esempio essere quelle di riempimento, chiusura o etichettatura. Il sistema si muove liberamente, in perfetta sincronia con il processo e può essere inoltre integrato nell’intralogistica esistente, con la possibilità di introdurre carrelli nuovi o rimuovere quelli presenti. Gli altri trasportatori rimangono invariati». L’innovativo sistema offre molteplici vantaggi. «Come ho già detto, il sistema è incredibilmente flessibile, i carrelli possono essere aggiunti o rimossi senza nessun problema. È di facile integrazione, quindi non è necessario sostituire i sistemi di trasporto e logistica già esistenti, è poi possibile regolare separatamente velocità, accelerazione e il raggruppamento dei carrelli per il movimento sincronizzato». Mcs garantisce un’elevata dinamicità e una considerevole velocità a fronte di un elevato carico utile dei carrelli. «Il sistema garantisce anche un’elevata precisione sullo stanziamento dei carrelli e una riduzione delle dimensioni di trasporto rispetto ai sistemi tradizionali. In questo modo si ha anche una riduzione delle parti meccaniche che sono inevitabilmente soggette a manutenzione e usura». G.S.E. presta particolare attenzione allo sviluppo industriale, dotando tutti i suoi macchinari con pacchetti di controllo orientati all’Industry 4.0. • Antonella Romaniello

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Impresa e sviluppo

All’insegna del progresso CON MASSIMO CAVINA PARLIAMO DI PROGETTAZIONE DI MACCHINE SPECIALI, AUTOMATICHE E UTENSILI, DI GRUPPI, PARTICOLARI MECCANICI E PROTOTIPAZIONE. UN SETTORE IN CUI L’INNOVAZIONE TECNICA E TECNOLOGICA CONTINUA A VIVERE UNA FASE DI GRANDE VIVACITÀ

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fronte di una certa flessione di vendite, c’è un maggiore sviluppo di nuovi prodotti, un’intensa ricerca per la diminuzione dei costi e l’implementazione della produzione delle macchine. Non ultimo, una personalizzazione delle linee secondo le diverse esigenze». Massimo Cavina, general manager e technical director dello studio imolese che porta il suo nome, guarda in modo positivo l’attuale configurazione assunta dal settore meccanico. In particolare, nel quadro che espone, vede la parte progettuale in costante sviluppo. «….. paradossalmente, in questi anni di crisi siamo sempre cresciuti come studio di progettazione – afferma Cavina – Chiaramente, per affrontare un mercato così impegnativo, ci siamo dovuti attrezzare con strumenti sempre più evoluti (principalmente con strumenti di analisi cinematica, dinamica, strutturale e fluidodinamica) e abbiamo dovuto effettuare una formazione costante ai nostri progettisti. Va premesso il nostro ambito di attività: principalmente ci occupiamo della progettazione di macchine speciali, automatiche e utensili, di gruppi meccanici, ma il nostro punto di forza è sicuramente la

progettazione di prototipi. L’obiettivo della progettazione per noi è rappresentato dall’introduzione di tecnologie sempre più innovative, economiche e dalla diminuzione dei costi sia nella fase di prototipo che nella fase di produzione. Per ottenere questo obiettivo è necessario, oltre a uno studio approfondito del progetto, anche una ricerca

costante delle migliori tecnologie presenti sul mercato sia per quanto riguarda i meccanismi, i materiali, i componenti e le soluzioni adottate, che per quanto riguarda i software utilizzati per la progettazione». Uno dei fattori chiave, per il titolare dello studio, sta nel metodo. «Partendo dall’analisi delle specifiche di progetto,

L’OBIETTIVO DELLA PROGETTAZIONE

Tecnologie sempre più innovative, economiche e con diminuzione dei costi sia in fase di prototipo che di produzione

di Renato Ferre!i dal piano di prodotto – spiega Cavina –, passando attraverso fasi di sviluppo di prestudio di fattibilità e sviluppo dei calcoli dimensionali, strutturali e cinematici, si arriva allo studio in dettaglio e alla realizzazione di assiemi, particolari e distinte. Tutto ciò rende chiara l’importanza delle collaborazioni continuative con i reparti di ricerca e sviluppo di diverse aziende per la realizzazione di prototipi e la successiva industrializzazione. Attraverso l’analisi strutturale, dinamica e fluidodinamica, siamo in grado di valutare, capire e ottimizzare le caratteristiche dei componenti critici e delle macchine nel loro insieme. Con la realizzazione di precisi modelli Cad e l’applicazione di soluzioni tecnologiche adatte, possiamo fornire accurate soluzioni per la riduzione dei costi e aumento delle performance dei singoli particolari associate alla diminuzione dei tempi di sviluppo ed alle prove prototipali». Lo studio fornisce un servizio completo, dalla consulenza all'analisi tecnica del prodotto, dalla progettazione alla realizzazione di tutta la documentazione tecnica legata alla fornitura delle macchine e alla certificazione CE. «Eseguiamo su richiesta anche manuali d’uso e manutenzione indispensabili per il buon funzionamento e la sicurezza di macchine e impianti, redatto nel rispetto delle specifiche richieste dalla Direttiva Macchine, soprattutto per quanto concerne le normative in fatto di sicurezza e di utilizzo. Possiamo inoltre realizzare anche i cataloghi delle parti di ricambio fornendo la necessaria consulenza organizzativa, effettuando le illustrazioni con programmi dedicati al disegno e la stesura delle distinte». Per il technical manager, uno dei punti di forza sta nella trasversalità dei servizi. «Collaboriamo da vent’anni per diversi settori industriali – continua l’imprenditore emiliano –, partendo dalla specificità del nostro territorio che è sicuramente quello della macchina automatica, del packaging del farmaceutico, del medicale, ma anche quello della macchina utensile, strumenti su misura, per arrivare al settore dell’automotive e delle macchine movimento terra. La trasversalità richiede un impegno notevole sia in numero di progettisti che in flessibilità mentale ma, riuscire a trasferire le nostre competenze da un settore all’altro, è sicuramente un grosso valore aggiunto che possiamo fornire ai nostri clienti». Cavina passa, poi, a indicare le richieste


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017

IL FUTURO DELLA MECCANICA Massimo Cavina, amministratore dello Studio Tecnico Cavina, prova ad anticipare le direzioni che verranno intraprese dal se!ore meccanico nel prossimo futuro. «Per quanto riguarda la proge!azione – dice Cavina –, si svilupperanno sempre di più tu!i gli strumenti di analisi e simulazione. Alla fase proge!uale verrà richiesto di raggiungere un de!aglio che porti sempre più alla ricerca, e quindi alla soluzione, di tu!e le problematiche che si potrebbero riscontrare in fase di realizzazione del prototipo e di collaudo delle macchine. Risulta sempre più importante proge!are delle macchine con dinamiche e performance molto spinte, questo richiede una proge!azione de!agliata di ogni componente, una scelta precisa dei materiali e tra!amenti impiegati (prenderanno sempre più piede particolari prodo!i in materie tecno-plastiche o in materiali compositi), una ricerca di riduzione dei costi sia di produzione della macchina, ma anche di risparmio energetico in fase di utilizzo. Per raggiungere questi obbie!ivi, “l’occhio” del proge!ista esperto non è più sufficiente: occorre un proge!ista esperto che sappia utilizzare al meglio tu!i gli strumenti di analisi e simulazione». che si sono affermate maggiormente più recentemente. «Da qualche anno a questa parte, alcuni nostri clienti ci chiedono anche di fornire il prototipo fisico della macchina progettata, per questo motivo, abbiamo creato una sorta di rete di aziende (integrando le nostre competenze con aziende che eseguono la progettazione e realizzazione della parte elettronica, sw, hw, officine meccaniche per la costruzione, montaggio e collaudo, ecc.) e siamo in grado di fornire soluzioni “chiavi in mano”. Riteniamo che questo punto risulterà sempre più vincente nei prossimi anni, quindi sicuramente dedicheremo sem-

pre più risorse a questo scopo. Stiamo pensando di ampliare i servizi che diamo ai nostri clienti, anche nella direzione della prototipazione rapida 3d, abbiamo in budget nel corso del 2017, l’acquisto di una stampante 3d». Descrivendo nel dettaglio il core business dello studio, Cavina precisa che «l’attività riguarda principalmente la consulenza, la progettazione, il dimensionamento di macchine e attrezzature per il settore delle macchine automatiche, packaging, alimentari, utensili, automotive, strumenti di misura. Partendo dalle richieste e dalle esigenze del nostro cliente, cerchiamo di pensare e

TREND DI ESIGENZE

Da qualche anno a questa parte, ci viene richiesto anche di fornire il prototipo fisico della macchina proge!ata

Massimo Cavina, general manager e technical director dello Studio Cavina, con sede a Imola (Bo) - www.studiocavina.it

sviluppare un prodotto che sia performante, affidabile nel tempo, economico sia in fase di costruzione che in fase di utilizzo - sia a livello di manutenzione che a livello di contenimento energetico - (questo punto oggi risulta molto importante per i clienti finali, quindi risulta commercialmente vincente). Una volta effettuato il prototipo, ma anche su macchine progettate dai nostri clienti, sempre più spesso ci viene richiesto di effettuare un “design to cost” delle macchine. In questa fase si cerca di mantenere (ma spesso anche di migliorare) le prestazioni della macchina, cercando però di ridurre i costi di produzione, montaggio, manutenzione e di contenere i costi energetici in fase utilizzo. Anche per questo tipo di progettazione risulta fondamentale l’impiego di analisi strutturali, simulazioni cinematiche, dinamiche e fluidodinamiche per cercare di ottimizzare i vari componenti, cercando poi anche di industrializzarli. Per questo occorre effettuare una ricerca oculata dei materiali, trattamenti termici e superficiali più adatti, una ricerca del metodo produttivo più economico, compatibilmente anche con il numero di esemplari da produrre e individuando una semplificazione e diminuzione dei tempi di montaggio». Infine, quali sono i punti di criticità maggiori nel lavoro quotidiano della

società e i sistemi e le strategie che adoperate per superarli? «Sicuramente, in un lavoro come il nostro, dove il fattore umano, risulta fondamentale va prestata la massima attenzione alla formazione continua del personale. Per riuscire ad affrontare la progettazione di macchine e linee, spesso molto complesse, occorre inoltre una cura al lavoro di squadra, in quanto il tempo di “un uomo solo al comando” che affronti tutti i problemi, è tramontato, occorre una squadra di professionisti che, con un importante lavoro di team, affronti la complessità delle problematiche della progettazione di macchine. La cura, quindi, anche la costruzione di un ambiente di lavoro sereno, con buoni rapporti interpersonali, è sempre stato uno dei nostri principali obbiettivi. Paradossalmente, una delle maggiori difficoltà riscontrate in questi ultimi anni risulta quella di trovare del personale qualificato da inserire nella nostra azienda. Per questo motivo, stiamo investendo da anni nel percorso di collaborazione con le scuole tecniche e le università del territorio, con l’inserimento di numerosi studenti per l’alternanza scuola-lavoro, per lo svolgimento di tirocini e per lo sviluppo di tesi di laurea, che sta dando dei buoni risultati in termini poi di assunzioni». •


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di Remo Monreale

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al 2008 a oggi si sono imposti nuovi standard di produzione, altre strategie commerciali, termini sempre meno tolleranti. In altre parole, si è imposto un nuovo paradigma industriale e per questo forse è ormai il caso si abbandonare il termine “crisi”: molte Pmi dell’eccellenza italiana, con l’intero bagaglio di competenze ed esperienze, hanno superato questa durissima prova mantenendo un alto livello di competitività internazionale. Ma gli alti livelli di qualità espressi dalle aziende nostrane continuano ad affrontare un contesto che si trasforma continuamente, con punti critici e in alcuni casi con nuove opportunità. Ne abbiamo parlato con Fabrizio e Marco Benincasa, titolari della Benincasa Meccanica, società bolognese con più di quarant’anni di esperienza nel campo. «Con i suoi cinquanta dipendenti e impianti di ultima generazione – premette Fabrizio Benincasa – , l’azienda garantisce ai propri clienti un sevizio importante: dall’ordine, al particolare finito pronto al montaggio, seguendo tutti i passaggi di fase con i massimi criteri qualitativi che la certificazione Uni En Iso 9001 prevede. Il mondo del riduttore, nostro vero core business, abbraccia diversi settori applicativi come edilizia, alimentare, allevamento e agricoltura, tessile, elettrodomestici industriali, miniere e cave, macchine utensili, eolico e tanti altri ancora. Altri nostri clienti si rivolgono al settore della ricambistica di ingranaggi, oleodinamica, impianti per forniture di gas, automazioni per cancelli e altri. Nel 2007 la Benincasa Meccanica entra nel gruppo Varvel Spa: questo matrimonio crea i presupposti per investire in macchinari come fresatrici di filetti modulari, torni automatizzati a dodici assi e rettifiche diametrali, con

Impresa e sviluppo

Nel nuovo paradigma produttivo FABRIZIO E MARCO BENINCASA PARLANO DEL MERCATO DEI MOTO RIDUTTORI, DELLE ESIGENZE CHE SI SONO AFFERMATE NEGLI ULTIMI ANNI E DI COME SI È RIUSCITI A SODDISFARLE NONOSTANTE LE TANTE DIFFICOLTÀ DEL CONTESTO ECONOMICO l’obiettivo raggiunto di accorciare i lead time e avere sotto controllo tutti i processi produttivi». Marco Benincasa analizza alcuni dei fattori principali che hanno permesso alla società di Crespellano (Bo) di superare la recessione. «La crisi ci ha insegnato un approccio completamente diverso nel servire il cliente – dice Benincasa –: da semplici fornitori conto terzi siamo diventati gestori della commessa piena, sono stati fatti investimenti mirati per eseguire tutte le lavorazioni che non erano ancora gestite al nostro interno: la fresatura del filetto modulare per le viti senza fine, la rettifica esterna e interna e la brocciatura. Oggi consegniamo tutti i nostri particolari finiti, pronti per essere montati. Questo ha permesso ai nostri clienti di sgravarsi dei costi sostenuti nel gestire tutte le fasi dai vari fornitori, con tempi di attraversamento molto lunghi che li costringeva ad approvvigionarsi di magazzini cospicui». Oggi le richieste consistono in tempi di consegna molto ridotti e livelli qualitativi alti. «La nostra intenzione – continua Fabrizio benincasa – è stata quella di accontentarli al meglio: siamo free pass in molte famiglie di prodotto e in questi ultimi anni abbiamo adottato le logiche lean legate alla produzione, permettendoci di abbassare notevolmente i tempi di se-

tup degli impianti e delle lavorazioni stesse. Il risultato del particolare conforme a disegno e ricevuto nei tempi indicati è la richiesta più importante che riceviamo dai nostri clienti. Le performance ottenute in questo modo sono lusighiere: il nostro fatturato continua a crescere di anno in anno, anche perchè la risposta al cliente in termini di qualità e rispetto delle consegne ha creato sempre più fiducia nei nostri clienti». Infine, Marco Benincasa parla delle sfide nel prossimo futuro. «In questo periodo si parla molto di Industria 4.0, la Benincasa Meccanica nel 2007

La Benincasa Meccanica ha sede a Crespellano (Bo) www.benincasameccanica.com

fece partire un sistema automatico di rilevazione della produzione che oggi colloquia direttamente con il gestionale SAP, grazie a questo software siamo riusciti a capire dove avevamo dei problemi e come migliorarci per non ripetere gli stessi errori. Abbiamo creduto negli investimenti di impianti all’avanguardia ma siamo convinti che la formazione continua del nostro personale sia la chiave per utilizzarli al meglio».•

FUSIONE DI ECCELLENZE Fabrizio Benincasa, contitolare della Benincasa Meccanica insieme al fratelo Marco, indica alcuni dei momenti cruciali della società bolognese, tra passato e presente. «Da oltre trenta anni – dice Benincasa –produciamo particolari meccanici con l’unico obie!ivo di soddisfare i nostri clienti. Luciano Benincasa inizia nel 1974 a tornire particolari per le aziende del territorio bolognese, oggi io e Marco abbiamo continuato a far crescere l’azienda portandola ad essere un punto di riferimento italiano nel se!ore del moto ridu!ore. Da novembre 2016 la Benincasa Meccanica Srl è stata interamente acquistata dal gruppo Varvel Spa e con essa anche Oci Srl (azienda di riferimento nella dentatura di ingranaggi). L’unione di queste due eccellenze perme!erà al gruppo di affacciarsi ulteriormente sul mercato con possibilità di aprire nuovi sbocchi di lavoro unendo le diverse competenze in un unico intento, la professionalità delle due realtà che verranno ad unirsi, sia in termini di personale che di impianti tecnologici, non hanno molti eguali nel territorio italiano».


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Impresa e sviluppo

Un trend in crescita “INNOVARE E RINNOVARSI” SIGNIFICA NON SOLO COMPIERE INVESTIMENTI TECNOLOGICI MIRATI, MA ANCHE SAPERE PROGETTARE E REALIZZARE COMPONENTI PERSONALIZZATI. DI QUI, I RISULTATI POSITIVI DI STILFER

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pecializzata nella produzione di componenti di carpenteria medio pesante, presente da oltre trent’anni nel contesto industriale reggiano e punto di riferimento per alcune aziende leader nella produzione di macchine industriali, macchine per l’edilizia, movimento terra, mezzi di sollevamento e oleodinamica, Stilfer ha visto consolidarsi negli ultimi anni un trend di crescita costante. Come racconta uno dei titolari, Maurizio Pirondini: «I nostri clienti ci riconoscono sempre più come un vero e proprio partner affidabile a cui assegnare i progetti più complessi. Questo ha fatto sì che il fatturato aziendale sia cresciuto di 2 cifre rispetto all’anno precedente, seguendo un trend in costante aumento che fa ben sperare per il futuro». Qual è il segreto di questa crescita costante? «La passione per il lavoro, le competenze acquisite nel tempo, la volontà di innovare e rinnovare continuamente i processi produttivi con investimenti tecnologici mirati, sono i fondamenti sui quali si basa l’azienda. Stilfer è in grado di progettare, sviluppare e realizzare componenti saldati secondo le specifiche richieste del cliente; assicurando flessibilità della produzione e integrandosi in logiche sempre più complesse di supply chain management dei clienti». Quali sono le caratteristiche che fanno di Stilfer un partner privilegiato? «Know-how tecnico d’eccellenza e un’elevata automazione industriale fanno di Stilfer non un semplice fornitore, ma un partner di assoluto rilievo

Maurizio Pirondini, contitolare di Stilfer. L’azienda ha sede a Rio Saliceto (RE) www.stilfer.net

nell’industrializzazione dei prodotti con il quale affrontare le sfide quotidiane a cui il mercato sottopone. Le certificazioni Uni En Iso 9001:2015 e Uni En Iso 3834-2, la rintracciabilità dei materiali e la gestione del processo di tutta la filiera produttiva, assicurano alti standard qualitativi. L’azienda si sviluppa su quattro stabilimenti produttivi con 15 postazioni robotizzate di saldatura, oltre 500 attrezzature personalizzate e ha la possibilità di trasformare spessori da 3 a 150 mm». Quali sono le prospettive per il futuro? «La sicurezza di 60 anni di esperienza dei fratelli Pirondini nel settore (periodo in cui il padre fondò la prima azienda), la consolidata e costante crescita di fatturato e la continua innovazione hanno posto le basi per tentare lo sbocco sui mercati internazionali e con questo obiettivo l’azienda sta muovendo i primi passi in questa direzione». •Carlo Gherardini


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017

Una piccola-media impresa in un grande mercato ISR INDUSTRIAL SOLUTIONS RESEARCH SVILUPPA PRODUZIONI PERSONALIZZATE PER SODDISFARE LE ESIGENZE PIÙ PARTICOLARI DEL MONDO INDUSTRIALE E ARTIGIANALE

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SR Industrial Solutions Research appartiene per caratteristiche al mondo variegato della piccola media impresa del nostro paese. Nata nel 1997 nella provincia di Modena, si occupa di progettazione e costruzione macchine speciali per l’industria meccanica. Ha una organizzazione aziendale che si compone di 26 persone. L’idea in sé di proporsi come “produttore di soluzioni tecnologiche personalizzate” ha trovato immediato interesse nel mercato. “La sartoria tecnologica” non sarebbe stata possibile senza l’innesto tra l’esperienza già consolidata e la volontà di apprendimento delle nuove leve. In 20 anni di attività si

è distinta per la qualità della soluzione proposta compatibile con le aspettative della clientela e l’attenzione del suo personale tecnico nello sviluppo e realizzazione dei progetti. Ogni soluzione segue un iter interno che viene confermato anche dal mantenimento del sistema di qualità certificato secondo la norma Uni En Iso 9001-2008. La sua clientela, sia nazionale che internazionale, opera nel settore meccanico (automotive, trasmissioni meccaniche, agricolo e movimento terra) e ha trovato in questa azienda un valido supporto per eseguire impianti per i trattamenti termici ad induzione, impianti di finitura dei metalli, automazioni indu-

striali dedicate al completamento dei propri cicli produttivi ed altri macchinari personalizzati per assemblaggio e collaudo dei componenti. Il personale, con una media di età di 38 anni, ha quale costante obiettivo il cliente. La sua motivazione e responsabilizzazione le ha consentito di accentuare questa percezione di attenzione da parte della clientela, riuscendo a dare risposte con competenza in tempo reale. Per fare questo ogni anno sono previsti dei corsi di istruzione ad hoc al fine di migliorare la conoscenza tecnica necessaria per mantenere l’azienda in grado di affrontare le nuove sfide a cui viene sottoposta. Il legame interno tra tutti i ISR Industrial Solution Research ha sede a Castelfranco Emilia (Mo) www.i-sr.com

collaboratori è spinto ad ottenere una conferma giornaliera del proprio impegno e a promuovere una relazione costante professionale in grado di affiancare i clienti nello svolgimento della loro attività. Resta il fatto che proprio questo particolare ambiente e questo mix tra esperienze e nuove motivazioni imprenditoriali consentono di operare con successo indipendentemente dalle continue mutazioni derivate dalla globalizzazione. ISR ha questa sua volontà adattiva e di trasformazione costante, che la rende a tutt’oggi in grado di sostenere movimenti repentini globalizzati, con la semplicità e la complessità della sua stessa natura, che la porta ad essere in continua formazione e trasformazione sia nei processi interni che nei prodotti proposti al mercato. • Antonella Romaniello


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Impresa e sviluppo

Tra aggiornamento tecnologico e formazione TECHNOMEC OPERA DA OLTRE TRENT’ANNI NEL CAMPO DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE, FORTE DELLA PROFESSIONALITÀ DELLE SUE RISORSE UMANE CHE ORIENTANO LA SCELTA DELLA TECNOLOGIA E NE GUIDANO L’APPLICAZIONE di Antonella Romaniello

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echnomec nasce nel 1983 dall’unione di cinque soci con esperienza ventennale, sia a livello operativo che direzionale, nel campo della meccanica di precisione. L’azienda si occupa della costruzione e dell’installazione di particolari meccanici e di macchine operatrici sia in conto proprio che in conto terzi. Grazie alla professionalità e alla serietà dei suoi fondatori la ditta è riuscita ad affermarsi nel settore, acquisendo una qualificata clientela alla quale è in grado di fornire una consulenza tecnica specifica e un prodotto di alta qualità che risponde efficientemente alle specifiche richieste. Il parco macchine all’avanguardia, il costante aggiornamento dei collaboratori e la continua ricerca del miglioramento consentono a Technomec di offrire una gamma di prodotti tale da soddisfare esigenze produttive diversificate e destinate ai più svariati ambiti merceologici. Il successo è figlio di un rapporto di grande fiducia tra l’azienda e i suoi

CREDERE NEL FUTURO La recessione si sconfigge continuando a investire ed è per questo motivo che Technomec ha in proge!o di ampliare il proprio mercato. «Speriamo di poter crescere ancora di più nei prossimi anni, ci stiamo quindi muovendo per incrementare il nostro parco clienti. Continueremo a lavorare al perfezionamento delle nostre capacità, a fare domani quello che facciamo anche oggi, ma in modo più efficace e veloce, perché sempre più clienti possano apprezzare e riconoscere il nostro grande impegno».

committenti. «Ci impegniamo giornalmente per assicurare ai nostri clienti un servizio di altissima qualità – dice Gianpiero Galanti -. Il nostro core

Technomec ha sede a Sant’Egidio alla Vibrata (Te) - www.technomec.it

business è la costruzione e la lavorazione di carpenterie metalliche di medie e grandi dimensioni. Tutti i lavori sono seguiti in accordo con le direttive tecniche in maniera tale che sia garantita l’assoluta sicurezza». Affidabilità, innovazione e diversificazione sono quindi gli imperativi per riuscire a primeggiare sul mercato. «Credo che un’azienda debba essere competitiva e all’avanguardia sotto ogni aspetto, soprattutto in un periodo difficile come questo. È fondamentale riuscire ad avere un buon flusso di lavoro e soprattutto riuscire a soddisfare appieno i clienti, solo così è possibile costruire un rapporto stabile nel tempo. Noi abbiamo la fortuna di avere per lo più clienti storici, con la maggior parte di loro abbiamo un rapporto trentennale». È quindi grazie alla serietà e alle capacità tecniche dei suoi collaboratori

che Technomec è riuscita a rimanere attiva sul mercato nonostante la dura crisi economica che ha colpito il nostro Paese. «La recessione ha inevitabilmente condizionato il nostro modo di lavorare, abbiamo dovuto diminuire notevolmente i tempi di consegna e la visibilità del portafoglio ordini si è ridotta a qualche mese, prima della crisi ricevevamo spesso ordini con scadenza a un anno e oltre. Quello che non è cambiato è il nostro impegno, abbiamo sempre cercato di fornire ai clienti un servizio di qualità indipendentemente dai tempi di consegna». Qualità, questo l’elemento distintivo dell’azienda. «Lavoriamo ogni giorno al meglio delle nostre capacità, vantiamo uno dei primi certificati Iso 9000 e ci comportiamo sempre correttamente nei confronti dei nostri clienti. Il nostro intento è quello di essere migliori dei nostri concorrenti». L’azienda dispone al suo interno di un ufficio tecnico in cui vengono realizzati i programmi per le macchine utensili secondo i disegni del cliente. «Cerchiamo la soluzione più adatta a ogni singolo committente, ascoltiamo con attenzione le sue esigenze. La nostra più grande gratificazione è la soddisfazione del cliente e ci impegniamo a lavorare bene perché sappiamo quanto sia importante, soprattutto nel nostro settore, fornire un prodotto che sia efficiente e assolutamente sicuro». Tutte le lavorazioni vengono svolte internamente all’azienda. «Realizziamo carpenterie, effettuiamo lavorazioni meccaniche, disponiamo anche di un reparto di verniciatura e di collaudo, in questo modo possiamo controllare tutte le fasi di lavorazione. Soltanto per i trattamenti termici ed estetico-superficiali ci affidiamo a ditte esterne, si tratta comunque di collaboratori fidati con cui lavoriamo da anni». Technomec investe periodicamente in macchinari all’avanguardia. «Quello della meccanica di precisione è un settore in continua evoluzione, non aggiornare il parco macchine vuol dire diventare obsoleti, restare indietro e quindi essere tagliati fuori dal mercato». Allo stesso modo l’azienda promuove la formazione dei propri dipendenti. «Per formare un fresatore o un tornitore competente occorrono diversi anni, per noi quindi investire sui collaboratori equivale a fare un investimento sul futuro. I nostri clienti sono in grado di riconoscere un tecnico preparato, perciò è anche la professionalità dei nostri collaboratori a consentire l’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra le due parti. Solo con la giusta formazione si può effettuare un buon lavoro, e un lavoro ben fatto è la nostra più efficace pubblicità». •


Meccanica & automotive • Febbraio 2017

Tornitura, la sfida delle Pmi italiane GIULIANO BATTINI FOTOGRAFA LA SITUAZIONE DEL SETTORE MECCANICO IN ITALIA, INDICANDO NELLA QUALITÀ SUPERIORE DELLE PRODUZIONI UN PLUS «CHE ANDREBBE SALVAGUARDATO»

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unica via percorribile è quella della qualità più elevata, con prodotti complessi, costosi, che non tutti realizzano. È il punto di vista Giuliano Battini, contitolare della Nuova Torneria Errebi, società reggiana con oltre trent’anni di esperienza. «Realizziamo tornitura, foratura e fresatura a controllo numerico – precisa Battini – per piccole e grandi serie, da particolari semplici ai più complessi, per fornitura in conto lavoro e fornitura completa, mettendo a disposizione macchinari e attrezzature efficienti e di ultima generazione. Collaboriamo con aziende di diversi ambiti: automotive, riduttori, agricolo, alimentare e meccanica generale». Per l’imprenditore emiliano le aziende italiane riescono ad essere ancora competitive nella produzione di componenti che richiedono l’eccellenza. «Nei paesi dove la manodopera costa meno – dice Battini – non si trovano facilmente società che lavorino a questi livelli. Questo è dovuto all’ingegno italiano che, per fortuna, rimane tuttora inarrivabile. E non parlo solo dei paesi emergenti: anche le industrie tedesche vengono in Italia a fare “shopping”. Questa consapevolezza è talmente radicata che spesso ci richiedono una dichiarazione firmata in cui si afferma che il prodotto è fatto in Italia». Ma la qualità ha dei costi notevoli, non è solo una questione di competenze. «Le aziende che si rivolgono a noi –

La Nuova Torneria Errebi ha sede a Novellara (RE) - info@nuovatorneriaerrebi.it

spiega il contitolare della Nuova Torneria Errebi Snc – non vogliono più controllare i pezzi e cercano di eliminare i passaggi per una questione di tempo e costi aggiuntivi. Per questo motivo, le aziende come la nostra sono costrette a una verifica sempre più precisa e che richiede macchinari tecnologicamente avanzati. Non a caso quest’anno ci siamo dotati di un tridimensionale nuovo, una macchina che semplicemente non sbaglia. È un investimento che non ti ripaga direttamente, ma con quella tranquillità e sicurezza che permette poi di acquisire nuovi lavori. Insomma, la certezza di fornire un prodotto perfetto è fondamentale». L’azienda reggiana registra un aumento di fatturato costante da anni. «Si tratta del 10 o 12 per cento in più ogni anno. Ma questo non deve far pensare a una situazione positiva dell’industria interna. Il sistema italiano di tassazione ci taglia letteralmente le gambe: se solo potessimo averne uno sui livelli di altri paesi europei, allora le cose sarebbero molto diverse. E non c’è bisogno di scomodare stati come la Germania, la stessa Spagna impone oneri inferiori. In questo modo la nostra eccellenza sarebbe davvero tutelata e attirerebbe maggiori investimenti, verso una ripresa degna di questo nome». •Elena Ricci

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Impresa e sviluppo

L’importanza dei controlli non distruttivi ALLA SCOPERTA DELLE PND (PROVE NON DISTRUTTIVE) CON EZIO PAUTASSO, CHE ENTRA NEL DETTAGLIO DELLE FUNZIONI E DEI MECCANISMI NELLE PROVE ESEGUITE SENZA ALTERAZIONE, OLTRE A INQUADRARE LA SITUAZIONE ODIERNA DEL SETTORE

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nvestimento sulla formazione, strumenti all’avanguardia e, come sempre, flessibilità. È l’identikit della Pmi di successo sul mercato odierno internazionale e definisce in modo trasversale diverse realtà per differenti settori. Ed è l’obiettivo, finora raggiunto, che la Metal Group si è prefissa fin dalla propria costituzione. Nel panorama italiano delle aziende di servizi, la Metal Group rappresenta una particolarità per la sua specializzazione nei controlli non distruttivi (Ndt) su grandi volumi di particolari grezzi e lavorati prodotti da aziende di stampaggio e di lavorazioni meccaniche. «I controlli non distruttivi – spiega Ezio Pautasso, titolare della società torinese – sono il complesso di prove ed esami finalizzati alla ricerca ed all’identificazione di difetti senza alterazione o distruzione del materiale da controllare. I controlli non distruttivi vengono eseguiti allo scopo di ottenere le informazioni necessarie per la verifica dell’integrità strutturale di un componente o per la ricerca delle cause di malfunzionamento di macchinari: i risultati che emergono da questi controlli sono alla base della valutazione della qualità di un prodotto (travi per l’edilizia, viti di sostegno, componenti aeronautici e automobilistici, corpi a pressione). Le prove da noi eseguite sono la magnetoscopia, gli ultrasuoni, i liquidi penetranti, i controlli visivi, le correnti indotte, la spettrometria e le prove di laboratorio. Si effettuano anche i trattamenti superficiali di pulizia con sabbiatrici e granigliatrici». Operare secondo le norme delle Iso costituisce il biglietto da visita delle aziende del gruppo piemontese. «È il mezzo

– dice Pautasso – attraverso il quale garantiamo che i servizi richiesti siano realizzati con adeguati processi e risorse. A tal fine le nostre società già dal 2000 hanno adottato il sistema di qualità Iso 9001, certificato e aggiornato e rinnovato periodicamente e Metal Group è attualmente certificata anche Iso 14001 e Iso 18001. Infatti, l’investimento nella formazione continua del personale impiegato è indispensabile per ottenere un servizio di massima affidabilità. Internamente alla Metal Group vengono tenuti anche corsi di preparazione alla qualifica del personale Ndt, con insegnanti interni e con la disponibilità delle migliori attrezzature didattiche. Altro elemento qualificante è l’impiego di apparecchiature moderne ed efficienti per consentire un’effettiva garanzia di qualità nel servizio, attrezzate in modo da permettere una capacità di controllo di diversi milioni di pezzi all’anno, senza compromettere il livello qualitativo. Oltre alla garanzia di qualità offerta, ci distinguiamo inoltre per la flessibilità e la tempestività d’intervento». • Elena Ricci

Metal Group ha sede a Rivara Canavese (To) www.metalgroup.it


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Impresa e sviluppo

Lo scenario internazionale di Elena Ricci

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l mercato si è globalizzato. Da quello composto principalmente da clienti e fornitori locali si è passati ad un mercato internazionale con molte richieste provenienti dall’Asia (Cina, India, Corea, Giappone) e dalle Americhe (USA, Brasile, Argentina). La flessibilità, in un quadro come questo, diventa un asset strategico decisivo che porta anche piccole realtà a rimanere non solo competitive, ma anche a diventare punti di riferimento per particolari produzioni. Si prenda il caso della chietina Selmec, guidata da Domenico Bellante. «Il punto di forza che ha permesso a Selmec di avere successo in questo periodo di crisi - dice Bellante - è la versatilità che deriva dalla rilevante struttura tecnica e di progettazione. Ciò ha consentito di affrontare qualsiasi problematica industriale, individuando la migliore e più efficiente soluzione che la meccanica, l’elettronica e l’automazione permettono» Ma procediamo con ordine. Selmec realizza macchine speciali, attrezzature e sistemi integrati per la produzione industriale. Spiega Bellante: «Grazie alla pluridecennale esperienza nel settore, a 3 sedi in Europa e a uno staff che conta oltre 60 ingegneri e tecnici specializzati nello sviluppo di progetti complessi di meccanica, elettrotecnica ed elettronica, Selmec è in grado di proporre soluzioni tecniche personalizzate che garantiscono sicurezza ed alti standard qualitativi. Progettare e realizzare macchine speciali, attrezzature e sistemi integrati per la produzione industriale è il core business aziendale. Selmec è esperta nell’automazione di vari tipi di processi: as-

DOMENICO BELLANTE INDICA I PUNTI DI MAGGIORE INTERESSE NEL SETTORE DELLA PRODUZIONE DI MACCHINE SPECIALI PER L’INDUSTRIA, TRA QUESTI LA VERSATILITÀ GIOCA UN RUOLO FONDAMENTALE. «UN ELEMENTO DI FORZA CONTRO LA RECESSIONE E PER IMPORSI SUI MERCATI STRANIERI»

La Selmec ha sede a Chieti - www.selmec.com

semblaggio, prove fluidiche, meccaniche e ad ultrasuoni, lavorazione di particolari in metallo (fresatura, tornitura, taglio), finitura di prodotti in gomma (profilatura, rettifica) e stenditura di fibra in vetro e carbonio. Il principale mercato è composto da multinazionali produttrici di componenti automotive. Protecno, invece, è specializzata nei sistemi di supervisione e controllo di processo». L’ultimo anno, l’andamento del business per la società chietina è stato positivo. «Nonostante la congiuntura economica negativa in Europa e in particolare in Italia, per tutto il periodo 2010-2016 Selmec è cresciuta, riuscendo in un’ulteriore espansione. Tutte le società del gruppo (Selmec Srl e Protecno in Italia, Selmec France e Selmec Tecnologie Avanzate in Romania) sono cresciute per numero di dipendenti e fatturato. Questi risultati sono dovuti anche alle caratteristiche principali che distinguono sul mercato il nostro prodotto: customizzato, innovativo, ad alto contenuto tecnologico e realizzato con componenti di alto livello. Il risultato è quello di massimizzare la produttività, facilitare l’uso e la manutenzione e implementare l’economia di gestione. La disponibilità di ricambi è a livello globale». Selmec fornisce prodotti su commessa singola, espressamente progettati e realizzati, partendo dell’esigenza del cliente di industrializzare la produzione di un nuovo prodotto oppure di aumentare la capacità produttiva di un prodotto esistente. «Di fronte a tale esigenza - continua Bellante - forniamo un sistema completo che può essere costituito da macchinari, attrezzature, upgrade degli impianti esistenti e anche sistemi hardware-software di supervisione e controllo dell’intero processo produttivo o di parti di esso. Ultimamente, riceviamo sempre più richieste per internazionalizzare le forniture di automazione a livello globale e rinnovare impianti produttivi esistenti. Tali esigenze sono mirate ad aumentare la capacità produttiva, ridurre i costi di produzione, migliorare la sicurezza degli impianti e migliorare la qualità dei processi. Tutto questo mediante l’introduzione di nuovi sistemi di controllo e supervisione, spesso non di-

LA MECCANICA DEL FUTURO Domenico Bellante, alla guida del gruppo Selmec, immagina lo scenario tecnologico che ci aspe!a da qui a qualche anno. «Il progresso prevedibile - dice Bellante - comporta un aumento di capacità e flessibilità produ!iva, della durata della vita degli impianti e una diminuzione dei tempi di fermo per manutenzione. Le nuove tecnologie, in particolare ele!roniche, informatiche e di comunicazione, forniranno sempre più strumenti applicabili all’automazione per cui, da una parte, le operazioni ripetitive o pericolose potranno essere affidate a macchine intelligenti e supervisionate dall’uomo da remoto. Dall’altra, si aumenterà il controllo dei parametri di processo con conseguente miglioramento della qualità dei prodo!i e dei processi. La meccanica del futuro è la connessione strategica che intercorre tra la gestione dei residui da lavorazioni e gli effe!i ambientali».

sponibili sul mercato e specificatamente sviluppati dal nostro reparto R&D». Le aree di maggiore presenza, per la società abruzzese, si trovano in Europa, USA, Brasile, Argentina, Cina e India. «Una presenza che si rafforzerà, soprattutto raggiungendo il principale obiettivo commerciale che Selmec si è preposta: una diversificazione che aumenti la nostra penetrazione nei settori alimentare e farmaceutico». •


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017

Le sfide dell’automobilistica DALL’IMPATTO DELLA DIGITALIZZAZIONE ALLE FRONTIERE DELL’ECO-MOBILITÀ. AURELIO NERVO, COMMENTA LE PROSPETTIVE DELL’AUTOMOTIVE di Francesca Druidi

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er la filiera italiana dell’auto il bilancio del 2016 è buono, sia in termini di mercato che di produzione. Prosegue il trend positivo avviato nel 2015 e aumentano, secondo i dati preliminari di Anfia, del 7 per cento i volumi di autovetture prodotti in Italia. In base alle previsioni dell’associazione, il nostro Paese chiuderà l’anno con un mercato auto in crescita del 1617 per cento, registrando circa 250mila autovetture in più rispetto al 2015. «Le previsioni per il 2017 lasciano intravedere un modesto rialzo, tra il 3 e il 5 per cento in più rispetto al 2016, con un ulteriore avvicinamento ai livelli fisiologici di immatricolazioni per un Paese come il nostro, stimati intorno a 1,9 milioni di unità all’anno», spiega il presidente Anfia Aurelio Nervo, illustrando le traiettorie di sviluppo della filiera automotive. Di quale ordine sono le sfide per il settore dell’automotive in merito all’Industria 4.0? «La digitalizzazione e il modello Industry 4.0 sono tra i principali driver di sviluppo per le nostre imprese. La sfida della fabbrica intelligente richiede un cambio di paradigma interno ed esterno alle fabbriche; merita di essere sottolineato, quindi, il concetto di profondità della rivoluzione, che spesso si dimentica a scapito della velocità. Questo cambio comprende anche un nuovo modo di dialogare per tutti gli attori in gioco, politica compresa. L’innovazione di processo, che verrà spinta e accelerata dalle mi-

sure di iperammortamento di macchinari e software, è un presupposto importante, ma necessita di una seconda gamba fondamentale: quella del supporto alla realizzazione di progetti di R&D Industry 4.0 che siano identificabili con parametri chiari, e che vedano la guida di prime contractor, figure chiamate a svolgere il ruolo di integratori di filiera, facendosi garanti per le diverse componenti ed espressioni in essa rappresentate e collaborando con i Digital innovation hub nell’organizzare la domanda di finanza per l'innovazione. Per realizzare tutto questo serve, alla base, una legislazione armonizzata, stabile e competitiva». Quali restano le criticità per le aziende in questa fase di cambiamento? «Il paradigma Industry 4.0 può conoscere una piena realizzazione, nella nostra filiera, a patto che siano soddisfatte alcune condizioni fondamentali: il superamento del gap dimensionale e del digital divide delle imprese italiane, supportato da azioni di sostegno agli investimenti; il networking, attraverso la creazione di filiere virtuali, delle tante eccellenze automotive presenti sul territorio, puntando su progetti che facilitino anche l’esportazione e la creazione del valore sull’intera catena. Infine, una riqualificazione adeguata del capitale umano, attraverso la diffusione delle digital skill nei loro aspetti funzionali, specialistici, collaborativi e olistici, una maggior cooperazione con il mondo accademico e un proficuo confronto con le parti sociali, costituiscono un altro punto essenziale». La filiera dell’auto elettrica è ancora

piuttosto indietro in Italia. In che modo il Paese affronterà l’eco-mobilità? «Come Anfia, siamo sostenitori del principio di neutralità tecnologica, ovvero dell’utilizzo di tutto il ventaglio delle tecnologie ecologiche esistenti secondo la maniera più efficace commisurata allo scopo di riduzione delle emissioni. Se è vero che in Italia il punto di forza è aver sviluppato soluzioni innovative per la mobilità sostenibile a partire da competenze consolidate nei sistemi di alimentazione a metano e a gpl, e nei sistemi di propulsione, è innegabile che anche i sistemi ibridi e ibridi plugin conosceranno una considerevole crescita a livello mondiale nei prossimi anni. Riguardo all’elettrico, è necessario un ulteriore avanzamento tecnologico in tema di batterie. La filiera italiana sta individuando competenze e risorse per investire maggiormente in questo senso, con l’auspicio di avere l’adeguato supporto delle istituzioni, anche in termini di sviluppo infrastrutturale, sul quale si stanno facendo progressi grazie al recepimento della Direttiva europea Dafi (2014/94/Ue)».

Aurelio Nervo, presidente Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica)

Come fare un salto di qualità? «Occorre adottare un approccio integrato e onnicomprensivo, che consiste nel prendere in considerazione, al di là delle tecnologie veicolari in senso stretto, tutto il ventaglio delle soluzioni disponibili: dai cambiamenti nel comportamento e nelle abitudini di guida, alla scelta del carburante, alle azioni di stimolo al rinnovo delle flotte, al miglioramento delle infrastrutture, e alle potenzialità dei sistemi intelligenti di trasporto (ITS)».•

PER OGNI APPLICAZIONE

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a meccanica trova applicazione in ogni se!ore della vita quotidiana sfociando, in alcuni casi, anche nella creazione di ogge!i di design. In questo senso, appare strategica la fase di proge!azione durante la quale si studiano le forme e le cara!eristiche proprie dell’ogge!o che si desidera creare. L’azienda Mori Evaristo è specializzata nella proge!azione e nella produzione di stampi per la lavorazione a freddo della lamiera. A!raverso questo processo vengono forgiati componenti meccanici per il se!ore dell’automobilismo, stampi per lampadari e lampade di design, ogge!i da adoperare sui cantieri per garantire la sicurezza ed ogge!istica in genere oltre a posateria, vassoi e vari ogge!i di uso quotidiano. «Nostro fiore all’occhiello è l’aver contribuito alla creazione dei migliori ogge!i di design che oggi sono presenti nelle case di tu!o il mondo – spiega Giorgio Mori, titolare dell’azienda -. In questi ultimi anni abbiamo ampliato la nostra specializzazione in altri se!ori come automotive, illu-

Mori Evaristo ha sede a Lumezzane Renzo (Bs) - www.morievaristo.it

minotecnica e tu!o ciò che concerne le lavorazioni a freddo della lamiera. Questo è stato possibile grazie all’impiego di personale specializzato e all’uso di tecnologie all’avanguardia». L’ufficio tecnico è, infa!i, dotato dei più moderni so#ware per garantire la massima aderenza tra l’idea iniziale e la proge!azione tecnica dello stampo. «Ogni stampo – continua Giorgio Mori viene so!oposto a rigorosi controlli per valutarne affidabilità e la conformità al fine di soddisfare le esigenze del cliente». • Luana Costa


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L’eccellenza delle quattro ruote DAI DESIGNER AGLI INGEGNERI. DAI CARROZZAI AGLI OPERAI SPECIALIZZATI. NEL DISTRETTO PIEMONTESE SI CONCENTRANO COMPETENZE E PROFESSIONALITÀ ECCELLENTI, IN GRADO DI SEGUIRE L’INTERO CICLO PROGETTUALE E PRODUTTIVO DELL’AUTO

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ettore strategico e “primo contribuente” italiano in termini di entrate fiscali con quasi 72 miliardi di euro, l’industria italiana dell’automotive è un tessuto di realtà produttive fitto e composito. Quattro arcipelaghi distrettuali, in particolare, si segnalano per l’eccellenza tecnologica della loro filiera e per la capacità di competere sul mercato secondo una logica aggregata: quello torinese e piemontese per estensione, quello bresciano, il distretto emiliano-romagnolo e il polo in Abruzzo. Su tutti ovviamente il primo, culla della nostra industria automobilistica e cluster di riferimento sia domestico che internazionale. Nel grembo della Fiat e nel solco di nomi storici del design automobilistico come Giugiaro, Bertone e Pininfarina, il Piemonte ha accresciuto nel tempo la propria vocazione per le quattro ruote, arrivando a ospitare oggi il 40 per cento dei fornitori italiani di componentistica e sviluppando un fatturato di settore pari a 15 miliardi dei 39 complessivi generati su scala nazionale. Con una ricaduta significativa sulla ricettività occupazionale del polo produttivo, che attualmente conta 55 mila addetti impiegati in 700 delle 2000 imprese automotive operanti sul territorio na-

zionale. «Grazie a efficaci strategie di export e innovazione – spiega Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino – il Piemonte da solo ospita il 36 per cento delle aziende e col 12,1 per cento rispetto all’8,5 per cento nazionale vanta la percentuale maggiore di imprese di engineering e design, dove l’auto del futuro si inventa e si progetta. Qui la quota di fatturato estero è più elevata rispetto quella nazionale e si investe mediamente di più in ricerca e sviluppo. Un mix vincente che ha permesso di superare le difficoltà e di riportare il settore a previsioni positive anche per gli anni a venire». Quanto alla specializzazione produttiva delle aziende del distretto, di cui quasi la metà appartenenti a gruppi industriali per due terzi di marca straniera, la maggioranza (il 56 per cento circa) si occupa di componentistica destinata al primo equipaggiamento, sei aziende su cento realizzano ricambi, mentre circa il 20 per cento produce entrambe le tipologie. Le altre figure professionali di prestigio che qualificano il polo piemontese sono i carrozzieri e i designer, evolutisi nel tempo combinando la loro creatività con le più avanzate tecnologie di progettazione e realizzazione industriale. • Giacomo Govoni


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Poli produttivi made in Italy competitivi e all’avanguardia di Giacomo Govoni

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el fitto intreccio di realtà produttive che compongono il tessuto dell’automotive made in Italy, settore strategico e “primo contribuente” italiano in termini di entrate fiscali con quasi 72 miliardi di euro, due arcipelaghi industriali si segnalano in particolare per l’eccellenza tecnologica della loro filiera e per la capacità di competere sul mercato secondo una logica aggregata. AUTOMOTIVE BRESCIA, IN PRINCIPIO ERANO LE OFFICINE MECCANICHE Tra i distretti all’avanguardia nel Nord Italia riflettori accesi sulla filiera dell’automotive di Brescia, secondo polo nazionale dopo quello piemontese. Con circa 20 mila addetti e un fatturato pari al 15 per cento del manifatturiero e dell’export provinciali, il distretto bresciano custodisce una storia che affonda le sue radici nella presenza della Società anonima Officine Meccaniche, oggi nota come Iveco. «In virtù di una fiorente industria meccanica e dell’automotive – sottolinea il presidente degli industriali bresciani Marco Bonometti - Brescia è una delle capitali italiane della manifattura. E le imprese legate alla componentistica delle automobili rappresentano il fiore all’occhiello di un sistema produttivo che con 16 mila Pmi e 156 mila

Marco Bonome!i, presidente dell’Associazione industriale bresciana

LOMBARDIA E ABRUZZO FIORE ALL’OCCHIELLO DELL’AUTOMOTIVE DEL NOSTRO PAESE. NEI LORO DISTRETTI CUSTODISCONO IL GENIO PRODUTTIVO E INGEGNERISTICO DI UN SETTORE TRAINANTE DELLA MANIFATTURA ITALIANA

Giuseppe Ranalli, presidente del Polo innovazione automotive d’Abruzzo

LOMBARDIA E ABRUZZO

Poli produ!ivi noti per l’eccellenza tecnologica e la capacità di competere sul mercato secondo una logica aggregata addetti realizza 10 miliardi di euro di valore aggiunto nel settore industriale». All’avanguardia nella fabbricazione di carrozzerie, rimorchi e accessori per autoveicoli, il polo produttivo lombardo genera un fatturato vicino ai 9 miliardi di euro e destina all’export larga parte delle sue produzioni. ABRUZZO, IL POLO CHE PENSA SMART Una grande concentrazione di aziende eccellenti operanti nell’industria automobilistica, con particolare inclinazione alla meccatronica, si trova in Abruzzo. Regione che ospita il Polo d’innovazione automotive formato da circa 70 imprese tra cui Fca, Honda, Bonfiglioli e Denso. Costituito da un gruppo di realtà sia grandi che medio-piccole specializzate nei veicoli commerciali e professionali, il polo comprende produttori di veicoli, la componentistica e l’engineering e occupa circa 30 mila addetti. Il fatturato è di 7 miliardi di euro e rappresenta più del

50 per cento dell’export abruzzese, oltre al 15 per cento del pil industriale. «Il punto di forza della nostra rete – spiega il presidente del

polo Giuseppe Ranalli - è la Smart specialisation, che noi consideriamo la strada maestra perché la ricerca di base genera quella applicata. Per l’automotive abruzzese è determinante specializzarsi nei veicoli professionali, per realizzare un sistema di trasporto merci intelligente, integrato ed ecologico, capace di consolidare la competitività della filiera e favorire il radicamento delle grandi imprese». •


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Emilia, terra di motori PASSIONE, STORIA, TECNOLOGIA, GENIO, VITTORIE. SONO LE PAROLE CHE VENGONO IN MENTE ATTRAVERSANDO LA VIA EMILIA, STRADA MAESTRA NEL VIAGGIO DENTRO UNA TERRA CHE HA VISTO NASCERE UOMINI E MOTORI DA ESPOSIZIONE

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orre da Piacenza a Rimini, dalle dorsali appenniniche alla riviera romagnola, e cosparge di genio motoristico tutta la Via Emilia. Con una leadership nella fascia premium che la innalza a cluster d’elezione nel mondo, la Motor Valley emiliana è la culla di maison automobilistiche e motoristiche storiche e blasonate, oltre che uno dei poli dell’automotive più esclusivi a livello internazionale. Non il più grande magari, nel senso che distretti come quello torinese o quello del Baden Wurttemberg sviluppano numeri e volumi produttivi più rilevanti, ma sicuramente al vertice in termini di prestigio, fascino e capacità attrattiva

che solo marchi come Ferrari, Maserati, Ducati e Lamborghini sanno esprimere. VALE UN QUINTO DELL’EXPORT ITALIANO DI AUTOMOTIVE Ciò non toglie che la Motor Valley sia comunque in grado di generare un fatturato importante che, includendo le quasi 200 aziende di subfornitura che orbitano attorno ai grandi marchi, ammonta complessivamente a 10 miliardi di euro di cui due terzi realizzati solo da Ferrari, Maserati, Alfa Romeo e Pagani. Un valore che declinato in chiave di mercato estero corrisponde al 20 per cento dell’export nazionale di auto e moto, con proiezioni di crescita costanti e

dilatate sul lungo periodo. Come di «una storia fatta di passione e capacità straordinarie, divenuta oggi il cluster motoristico più importante d’Europa» ne ha parlato nei giorni il presidente regionale Stefano Bonaccini, presentandola a imprenditori ed economisti nell’ambito della sesta edizione di “Italy meets the United States”. Un comparto che si distingue non solo per la straordinaria fusione tra tradizione e tecnologia ma che, ha aggiunto il governatore, «abbiamo voluto diventasse anche polo di attrazione turistica con le sue competizioni, i suoi circuiti e i suoi musei industriali». UN TUFFO NELLA STORIA TRIONFALE DEL CAVALLINO Questi ultimi in particolare, rappresentano il tratto distintivo e il fiore all’occhiello della Motor Valley. Tem-

pli moderni popolati di personaggi leggendari, grandi avventure imprenditoriali, esemplari d’epoca e fiammanti bolidi dei giorni nostri, a comporre un itinerario espositivo dallo straordinario potere seduttivo. Cominciando dalle mitiche “rosse” ammirabili a Maranello, dove nei pressi della storica fabbrica sorge la Galleria Ferrari, un museo che racconta la lunga galoppata del Cavallino Rampante dalle origini a oggi, con un’esposizione permanente de-

di Giacomo Govoni dicata alla Formula 1 e ai campionati del mondo. Completano il museo cinque sale con mostre tematiche, una sala cinema con proiezione di filmati a tema e il Ferrari Store. A fare il paio con la galleria di Maranello c’è poi il Mef, museo Casa natale Enzo Ferrari a Modena, dedicato al celebre patron della Rossa. «Questo non è museo normale – spiega Fabrizio Corsini, presidente del Mef – ma un luogo che vive della sua passione e della capacità di emozionare. È un museo dedicato da Modena a Enzo Ferrari, che raccoglie l’amore di tutta una città per questo mito. È per questo che il numero di visitatori cresce ogni anno, e noi siamo qui per accoglierli al meglio». A BORGO PANIGALE IN VETRINA LA “ROSSA” A DUE RUOTE Lasciando Modena e spostandosi

verso il capoluogo emiliano si raggiunge il luogo di “culto” dell’altra Rossa, quella a due ruote di Borgo Panigale. Si tratta del Museo Ducati che esiste e riceve circa 40 mila visitatori l’anno dal 1998, ma che l’anno scorso in occasione del 90esimo compleanno della casa costruttiva si è rinnovato riaprendo in grande stile, con una cerimonia inaugurale alla presenza dell’ex presidente del Consiglio Renzi. Uno spazio ridisegnato seguendo un concept moderno ar-


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ricchito da colori e installazioni dedicate, in cui si ripercorre la storia delle moto Ducati di serie (ospitate in 27 esemplari di cui 15 inedite e la storia del racing, narrata dalle moto da corsa e dai trofei vinti. «All'interno del museo – sottolinea Andrea Ferraresi, direttore del Design center Ducati - ritroviamo tre elementi fon-

damentali del nostro brand: la storia, le corse e il dna Ducati applicato alle nostre moto più iconiche. Consideriamo ogni moto come un pezzo di design, un’opera d’arte che, oggi, possiamo esporre orgogliosamente in questa nuova galleria». ALLA SCOPERTA DEL TORO, NEL SEGNO DEL LUSSO Infine, sempre nel bolognese e precisamente in località Sant’Agata, ci si immerge nella lussuosa atmosfera del museo Lamborghini, anch’esso fresco di restyling ultimato l’anno scorso all’interno degli stabilimenti della mitica casa del Toro. «Il Museo – spiega Stefano Domenicali, presidente di Lamborghini ed ex direttore sportivo della Ferrari – aspira a diventare polo di attrazione per un numero crescente di visitatori dal mondo intero. Il nuovo percorso permette un’esperienza del mondo Lamborghini più ricca, dove storia, motori, design e tecnologia dialogano tra loro in un viaggio tra passato e futuro del marchio». Inaugurato nel 2001, l’allestimento museale ripercorre le tappe salienti del marchio bolognese, esponendo a rotazione le automobili che testimoniano le diverse stagioni attraversate dall'azienda dagli anni Sessanta a oggi: dalla Murciélago alla Diablo, dalla Miura alla Countach, fino alle vetture per la Formula Uno. •

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Interior trim, efficienza ed evoluzione DALLE FINITURE INTERNE DI UN’AUTOMOBILE A UN KNOW HOW E A TECNOLOGIE SPENDIBILI ANCHE IN ALTRI SETTORI, PER UNA DIVERSIFICAZIONE STRATEGICA IN UN MERCATO ESTREMAMENTE COMPETITIVO. IL PUNTO DI ALBERTO RUSSO DELLA LEVA di Renato Ferre!i

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l settore automotive è da sempre molto competitivo: i principali “car makers” selezionano i fornitori più efficienti alla ricerca di soluzioni tecniche d’avanguardia con le quali penetrare i mercati. Questo è il punto di partenza dell’analisi condotta dal dottor Alberto Russo, titolare della torinese Leva, che offre il suo punto di vista privilegiato sul settore auto-

IMPROVEMENT COSTANTE Leva è stata fondata negli anni cinquanta a Torino e fin dalla sua origine ha focalizzato la sua a!ività nell’utilizzo di pelle, vinile e tessuti per i vari se!ori. «Negli anni o!anta, con la fornitura di molti componenti tagliati e cuciti per Lancia – continua il titolare della società piemontese, Alberto Russo –, Leva ha iniziato ad essere un fornitore importante per l’industria automobilistica. Alla fine dei novanta, un cambio di proprietà, con l’introduzione di nuovo capitale, ci ha permesso di esplorare nuovi se!ori di business e acquisire nuovi importanti clienti. Fin dall’anno 2000, abbiamo ampliato la famiglia di prodo!i grazie all’acquisto di nuovi macchinari moderni e l’uso di sistemi di saldatura ad alta frequenza (HF) e ad ultrasuoni. Nel 2012 la fondazione di una società di produzione in Tunisia (Africa del Nord, paese a basso costo) ha completato la verticalizzazione, consentendo all’azienda di produrre sia basse tirature con materiali pregiati che alte tirature con costi contenuti».

motive forte della sua esperienza nel comparto “interior trim”, cioè le finiture interne di un’automobile. «La crisi degli ultimi anni – dice Russo – ha sicuramente accelerato questo processo di “selezione” cancellando tecnologie obsolete e favorendo prodotti complessi e costruiti con nuovi materiali, utilizzando macchinari d’avanguardia. Il punto di forza della Leva, ciò che ci ha consentito di superare la crisi, è stata sicuramente la diversificazione. Meno di 10 Alberto Russo, titolare della Leva Srl, con sede a Grugliasco (To) - www.levasrl.com

anni fa la nostra produzione prevedeva un mono-prodotto, cioè la cucitura e la saldatura delle cuffie leva freno e leva cambio delle autovetture, e pressochè mono-cliente. Negli ultimi anni, con grande dedizione sia dei collaboratori della Ricerca e Sviluppo sia delle maestranze tutte, siamo riusciti a dare vita a moltissime nuove applicazioni. Oggi tutti gli “interior trim” sono articoli di nostra produzione, che offriamo direttamente alle maggiori case automobilistiche mondiali e ai principali Tier1 (aziende fornitrici dirette delle Oem, ndr) quali fornitori di componenti di sistema». Con quali performance avete chiuso il 2016? «È stato un anno di forte crescita, non solo in termini di fatturato, ma specialmente per quel che concerne la diversi-

ficazione e l’arricchimento della gamma prodotti. Il risultato di quest’ultimo esercizio è sicuramente ascrivibile ai forti investimenti dell’ultimo quinquennio, molti rivolti all’apertura di nuovi canali di business in Italia e all’estero, sia per il settore automotive primo impianto, nel quale Leva opera da oltre 30 anni, che per altri mercati attualmente in forte ascesa». Quali sono le caratteristiche principali che distinguono il vostro prodotto sul mercato? «Novità, specialità, qualità sono le nostre visioni per i prodotti del futuro, ciò che offriamo ai nostri clienti. Novità perché utilizzando materiali e macchinari di ultima generazione riusciamo sempre a stupire il cliente con soluzioni anche e specialmente estetiche a cui nessuno prima aveva pensato. Specialità perché ogni nostra proposta è unica, studiata per caratterizzare in modo indistinguibile l’interno di una vettura; spesso su particolari in finta pelle o vera pelle dell’abitacolo sono inserite impunture, loghi, decori che impreziosiscono l’ambiente interno dell’auto. Qualità perché i grandi volumi di fornitura del mercato auto possono solo essere sostenuti con un’organizzazione strutturata e allo stesso tempo lean, che garantisca costantemente l’affidabilità del prodotto per anni in ogni parte del mondo». L’automotive è l’unico sbocco della vostra produzione? «Sicuramente il settore automotive cattura molte delle risorse aziendali, in termini di ricerca, sviluppo e industrializzazione di nuove soluzioni. Tuttavia, proprio la grande eterogeneità dei materiali impiegati (la vera pelle, la finta pelle, i tessuti tecnici con soft touch, le reti

di colori e fogge avveniristiche) unita alle innovative tecnologie di lavorazione (tessitura, taglio, cucitura, saldatura, sellatura, incollaggio, stampaggio ad iniezione) ci consentono di guardare con fiducia anche all’apertura di nuovi mercati nel settore della moda, dello sport e del leisure. Sicuramente la Leva è un’azienda molto dinamica, che ha tra i suoi obiettivi quello di massimizzare il know how acquisito negli oltre 30 anni di vita per orientarsi verso sbocchi impensati di mercato in Italia e all’estero. Il plant tunisino, attivo da oltre 5 anni, produce con elevatissimi standard di qualità e attenzione al prodotto». Quali sono le innovazioni dal punto di vista dei materiali? «Le maggiori evoluzioni dal punto di vista dei processi sono legate all’acquisizione di nuovi macchinari per le lavorazioni di tessitura e di saldatura, ma non solo: anche per la fabbricazione di pantine (alette riparo-sole), per la sellatura di particolari plastici estetici, per il rivestimento in generale di parti di sedili, braccioli, appoggiatesta, ricoprimenti di copripiantone e altro, sono continuamente necessari investimenti per affinare la tecnologia di produzione e renderla, giorno dopo giorno, ancora più efficace ed efficiente». •


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Tutto il potere di una vite L’AZIENDA REGGIANA VIMI FASTENERS TAGLIA IL TRAGUARDO DEI 50 ANNI DI VITA AZIENDALE POSIZIONANDOSI TRA I TOP DI GAMMA A LIVELLO MONDIALE NELLA FORNITURA DI VITI E COMPONENTISTICA PER IL MERCATO AUTOMOTIVE, INDUSTRIALE E AEROSPACE

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are che siano stati i greci, nello specifico il matematico Archita a inventare le viti, congegni che hanno rivoluzionato il campo delle applicazioni meccaniche ed edilizie. Ma come tutte le grandi invenzioni, esistono tante applicazioni quante tipologie di questo piccolo ma potentissimo strumento, fondamentale per il settore industriale dell’automotive e non solo. Varietà di impieghi e potenzialità che sperimenta da 50 anni Vimi Fasteners, società produttrice di viti per il mercato automotive, industriale e aerospace e, in particolare, di tutte quelle viti e prigionieri che sono montati sul power train degli autoveicoli sia di largo consumo che industriali. Fondata nel 1967 in provincia di Reggio Emilia, in quella che per gli addetti ai lavori è la motor valley, oggi l’azienda dispone anche di un centro logistico negli Stati Uniti per servire i clienti locali e del Centro-Nord America, e può contare su una forza vendita nei tre continenti. «Il campo di applicazione dei nostri prodotti va dai prigionieri che equipaggiano i motori delle auto di alta gamma e delle ben note supercar Italiane ed estere fino alle viti ad altissima resistenza – spiega Marco Sargenti – per collegamenti soggetti a carichi elevati e sottoposti a fatica, così come per gli imVimi Fasteners ha sede a Novellara (RE) www.vimifasteners.com

pieghi per alta temperatura e corrosione tipici delle più moderne applicazioni sui turbocompressori e sistemi di scarico dei motori endotermici di ultima generazione. I materiali metallici utilizzati nei nostri prodotti, oltre agli acciai inossidabili e acciai legati, vanno dalle leghe base nichel e cobalto fino agli impieghi in titanio. I nostri cicli produttivi spaziano dalle viti stampate a freddo a quelle a caldo e semicaldo, con la possibilità di accrescere il valore aggiunto con lavorazioni meccaniche e processi non convenzionali». Negli ultimi anni Vimi Fasteners ha investito molto in ricerca e sviluppo, collaborando con centri di ricerca e università Italiane, per mettere a punto prodotti con caratteristiche innovative e altamente prestazionali, posizionandosi al top di gamma a livello mondiale nella fornitura di viti. «Oggi l’azienda, oltre a essere un affidabile produttore di viti, offre ai suoi clienti anche un servizio di supporto tecnico nella fase progettuale del sistema di fissaggio, contribuendo alla migliore definizione dei materiali, all’ottimizzazione delle geometrie e del ciclo produttivo. Questa continua evoluzione si rende necessaria per soddisfare le specifiche tecniche che si presentano, anno dopo anno, sempre più stringenti e complesse e richiedono, per la loro realizzazione, le conoscenze sullo stato dell’arte di tutte le tecnologie disponibili».• Alessia Cotroneo

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La forza del gruppo CON ANDREA GIUSIANO, PROPRIETARIO DELLA COMPAGNIA TORINESE G-GROUP, ALLA SCOPERTA DI UNA DELLE REALTÀ PRODUTTIVE PIÙ ATTIVE SUL TERRITORIO PIEMONTESE NEL SETTORE DEGLI STAMPI PER AUTOMOTIVE, CHE VANTA TRA I SUOI CLIENTI MULTINAZIONALI E BRAND PRESTIGIOSI

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l settore dell’automotive negli ultimi dieci anni ha attraversato una fase di grande trasformazione e crescita. L’imperativo è inseguire i trend del mercato e fornire prodotti di qualità con tempi di consegna rapidi e certi, elementi in grado di fare la differenza per il cliente finale, che pone queste due condizioni come criteri fondamentali. In particolare, nel comparto della produzione degli stampi, la capacità di assicurare il coordinamento di funzioni specialistiche e di competenze molto differenziate va di pari passo con la spinta all’innovazione da parte di imprese che puntano su pianificazione strategica, tattica e operatività per entrare nel circuito di grandi brand internazionali. E in questo circuito gravita a pieno titolo, da meno di un decennio, la G-Group Company, una delle realtà produttive più attive sul ter-

ritorio piemontese nel campo della progettazione e produzione di stampi nel settore automotive. Tra i suoi clienti diretti ci sono colossi come il Gruppo FCA, BMW, Gestamp, Mercedes, PSA e commesse per grandi gruppi come Tiberina, Tower, Thyssen, EBZ e Proma. «Tagliato il traguardo dei sette anni di vita aziendali, quello che possiamo dire con certezza è che una delle principali caratteristiche che ha consentito a questa azienda di raggiungere gli attuali risultati è la capacità di adattarsi rapidamente al cambiamento - spiega il titolare Andrea Giusiano -. A partire dal 2007, anno in cui è stata avviata la prima start up nel campo della progettazione Cad, siamo riusciti a costruire il gruppo che oggi, con oltre dieci milioni di fatturato, si colloca tra i primi del settore e conta quattro aziende (Gng, Progecad, E.D.S. e la neonata

Andrea Giusiano, alla guida di G-Group con sede a Venaria Reale (To) - www.gngdies.it

GModel) che operano in sinergia per fornire al cliente una vasta gamma di servizi e ottenere un prodotto di qualità». Quali sono state le principali tappe e momenti di svolta nella storia di GGroup? «Il primo passo, che nasce quasi come un esperimento, lo abbiamo fatto nel 2007 con Progecad, un progetto di insourcing che si poneva l’obiettivo di “portare in casa” le attività di progettazione, precedentemente affidate a terzi, con la prospettiva di servire anche clienti esterni. Al 2009 risale la na-

INVESTIMENTI, INNOVAZIONE E CONSOLIDAMENTO AZIENDALE Il costante aumento della competitività del mercato nazionale e internazionale ha spinto G-Group a investire e sviluppare sempre di più gli aspe"i legati alla cura del risultato per offrire prodo"i di qualità, nei tempi richiesti e a costi contenuti. «Sinergia, qualità e competenza sono le linee guida e che fanno di G-Group il punto di riferimento per chi, come noi, crede che l’impegno e la serietà sul lavoro siano la base per un buon risultato – so"olinea il titolare Andrea Giusiano -. La volontà, la competenza, la capa-

cità di trasformarsi sono tra gli aspe"i che più di tu"i ci hanno consentito, nel corso di questi anni, di crescere e di trasformare i nostri risultati in spunti di miglioramento. Abbiamo scelto di reinvestire l’utile prodo"o in nuovi macchinari, licenze Sw per la proge"azione, miglioramento dell’ambiente di lavoro all’interno delle officine, logistica e innovazione del Sistema Informativo Aziendale. E ancora evoluzione dell’infrastru"ura Hw e Sw, del networking, della conne"ività e adozione di un nuovo ERP».

di Alessia Cotroneo scita di Gng che prende in carico un reparto della vecchia azienda di famiglia, acquista le apparecchiature e inizia a muovere i primi passi sul mercato operando su nuovi clienti. Nel 2011 abbiamo aperto EDS, la nostra filiale in Romania, ubicata a Carei, che segue un proprio parco clienti e opera in sinergia con noi nello sviluppo di alcuni progetti. Dopo qualche anno si sono gettate le basi per sbarcare nel mercato estero: nel 2013 abbiamo attivato il capannone di corso Novara e istallato sette nuove frese. Grazie alla fiducia accordataci dai clienti, nel 2014 abbiamo inaugurato una nuova area produttiva in corso Vercelli con il primo laser, portando nel gruppo la tecnologia e le competenze per il taglio laser, prima affidate a terze parti. Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 abbiamo installato un secondo laser 3d e un laser 2d, arrivando oggi a una struttura che consta di tre macchine operative e di due risorse dedicate, con buone prospettive di crescita per il futuro e nuove figure che hanno permesso all’azienda di migliorare le prestazioni soprattutto nell’ambito della qualità e delle tempistiche di consegna. Il 2015 può essere definito l’anno del consolidamento della nuova struttura che ha consentito di gettare le basi per i nuovi sviluppi del 2016, con l’avviamento dell’ultima nata tra le aziende del gruppo, Gmodel, che muove i suoi primi passi nel campo della modelleria». Quali sono gli obiettivi per il 2017? «Continuare a specializzarci nel campo della modelleria, con un nuovo sforzo nel filone del progetto di “insourcing” che mira a portare in casa una nuova nuova importante fase del processo produttivo: la progettazione e la realizzazione dei modelli in polistirolo. Il gruppo vuole continuare ad acquisire esperienza anche in questo settore, non solo per rendersi autonomo nella realizzazione ma anche per proporre un nuovo servizio al mercato per poter ampliare la propria offerta sul mercato». •


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Lavorazioni meccaniche, specialità bolognesi PER RISPONDERE A UNA DOMANDA IN CONTINUA ASCESA SERVONO QUALITÀ, RAPIDITÀ NELLA CONSEGNA E UN’ESPERIENZA TRENTENNALE. È IL CASO DELL’IMPRESA F.LLI MIGLIORI CHE DAL 1981 REALIZZA PEZZI PER IL SETTORE MOTOCICLISTICO E NON SOLO

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F.lli Migliori ha sede a Granarolo Emilia (Bo) info.migliori@fllimigliori.it

el Bolognese il comparto delle lavorazioni meccaniche è fiorente. Merito del tessuto produttivo, per un verso, che conta sulla presenza di grandi aziende del settore imballaggi e motociclistico che assicurano all’indotto commesse cospicue. «Ma un pezzetto del merito è anche nostro, delle piccole e medie aziende bolognesi specializzate in lavorazioni meccaniche. Evidentemente assicuriamo qualità e rapidità nei tempi di consegna» sottolinea Valter Migliori, che insieme al fratello Sauro nel 1981 ha fondato la F.lli Migliori, impresa diventata negli anni un punto di riferimento. «Ci

occupiamo di lavorazioni meccaniche conto terzi di tornitura e fresatura prevalentemente nel settore motociclistico, per cui realizziamo carter per motori destinati a Piaggio, Ktm e Beta, e altri componenti meccanici per Ducati, con rapporto diretto o attraverso una fonderia di alluminio di Castel San Pietro Terme. Produciamo pezzi anche per altri settori, in particolare aziende specializzate nella produzione di pistole sparachiodi, poltrone per dentisti, lucchetti Viro e riduttori». Il tratto che accomuna clienti tanto diversi è l’italianità, con un’unica eccezione. «La domanda di parti meccaniche da parte di aziende italiane che operano prevalentemente in regione è tale da non farci guardare al mercato estero; – sottolinea Valter Migliori – l’unico cliente straniero per cui lavoriamo, una grande multinazionale svedese che produce i chiudi porta a molla per negozi e porte in genere, aveva una sede produttiva nei dintorni e quando ha chiuso ci ha delegato le lavorazioni che prima eseguiva direttamente. Inoltre, nel settore motociclistico è cresciuta negli ultimi anni la domanda del mercato, nonostante la crisi del 2008/09 che ha fatto calare brevemente le vendite». Altro elemento distintivo dell’impresa F.lli Migliori è la dimensione familiare,

comune a tante Pmi della zona. Nell’azienda, che oggi ha un organico di 15 dipendenti, lavora anche la seconda generazione di proprietari: Giulia, figlia di Valter e responsabile commerciale, ed Edoardo, figlio di Sauro e addetto al parco macchine utensili che conta 22 unità, tra centri di lavoro orizzontali, verticali e torni a controllo numerico. Il futuro è l’integrazione con l’Ict. «Grazie ai super ammortamenti contenuti nel piano Industria 4.0- conclude il titolare-contiamo d’investire nell’innovazione tecnologica per aumentare la produzione e consentirci di monitorare la produzione anche a distanza. Basterebbe che lo Stato ci tassasse un pò meno e ci lasciasse mettere da parte un pò di utili per i periodi di crisi e per investire in innovazione per assicurare ulteriore crescita alle Pmi del comparto». • Alessia Cotroneo


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Speciale Automotive

Focus sulle prestazioni CHIPTUNING, DIAGNOSTICA ED ELABORAZIONE ELETTRONICA DEI DATI SONO ATTIVITÀ FONDAMENTALI PER OGNI AUTOFFICINA SPECIALIZZATA IN CAMPO AGONISTICO E NON. MA PER IL FUTURO L’ATTENZIONE È PUNTATA SU EMISSIONI E BANCHI PROVA, SECONDO ANTONIO COFANO DELLA AUTO CONSULTING

Q

uando una strada è preclusa e il tessuto produttivo di un territorio non aiuta, il segreto è cambiare prospettiva. Spicciola filosofia zen? No, strategia d’impresa secondo Antonio Cofano, fondatore e proprietario dell’impresa pugliese Auto Consulting, azienda che raccoglie l’esperienza ventennale di un gruppo di ingegneri specializzati nell’acquisizione e analisi dati, sia in ambito automotive che in quello dell’automazione e controllo industriale. Da sempre l’impresa opera anche nel campo della formaL’ingegnere Antonio Cofano, titolare della Auto Consulting di Fasano (Br)

MOBILE E BANCO PROVA Con la diffusione della banda larga, la richiesta principale nell’ambito dei servizi di fornitura so#ware guarda all’online ma non solo, come precisa Antonio Cofano, proprietario di Auto Consulting: «L’economia della crisi ha portato a un aumento delle riparazioni in officina che vanno di pari passo con la richiesta di servizi di fornitura file per l’online da parte degli adde!i ai lavori. Per questo abbiamo concentrato i nostri investimenti sulla migrazione su pia!aforma mobile per cui rilasceremo a breve so#ware specifici. Grazie al super ammortamento del 140 per cento per investimenti in innovazione, le autofficine che richiedono so#ware per automotive sono aumentate del 15 per cento. E con il super ammortamento del 250 per cento contenuto nel piano Industria 4.0 la domanda dovrebbe crescere ancora. Ma il 2017 sarà anche l’anno del banco prova, utile per ogge!ivare i dati di riparazioni o preparazioni ma sopra!u!o per testare i veicoli senza uscire su strada».

www.auto-consulting.it

zione aziendale e tecnica per autoriparatori e addetti ai lavori, oltre che in chiptuning, diagnostica ed elaborazione elettronica dati per autoveicoli e mezzi pesanti come rivenditore autorizzato Dimsport. «Ci siamo fatti conoscere come rivenditori di un prodotto di nicchia ma di qualità – spiega Cofano – per poi raccogliere la sfida delle aziende con cui collaboravamo e sviluppare software per il chiptuning e, a partire dal 2007, per sistemi di misura e prova potenza. In più, ci siamo

PROGETTI

Abbiamo intenzione di lavorare molto su comunicazione Can per valutare performance ambientali dei veicoli su banco dedicati alla formazione. La collaborazione con gli istituti scolastici e professionali ci ha consentito di formare e selezionare giovani che in piccola parte abbiamo assunto e con cui in gran parte ci relazioniamo. Oggi tanti studenti che abbiamo incontrato nei percorsi scuola-lavoro sono impiegati in piccole e medie officine del brindisino». Che tipo di software fornite? «In ambito automotive, Auto Consulting ha sviluppato una serie di algoritmi proprietari per la misura delle prestazioni di autoveicoli, applicati su prodotti propri e sviluppati insieme a partner industriali. L’azienda dal 2010 fornisce attività di ingegneria per lo sviluppo e la produzione di banchi prova potenza auto e moto, venduti sul mercato con il marchio Bacartuning. È, inoltre, un punto di riferimento per chiunque voglia usufruire di servizi di chiptuning avanzato su auto, mezzi agricoli e tir. Da molti anni, vende il proprio software Po-

di Luana Costa

werscan per la misura direttamente su strada dei parametri di coppia e potenza di un veicolo. Infine sta muovendo i primi passi fuori dall’automotive in senso stretto, con un proprio spin-off (Code Engineering) che realizza software per banchi prova destinati a grandi aziende come Alstom e Avio». Avete pensato di allargare il campo della misurazione delle prestazioni degli autoveicoli all’ambito delle emissioni inquinanti? «Stiamo valutando di introdurre estensioni del software e dell’hardware che equipaggia i nostri banchi per effettuare misure di omologazione. Abbiamo avuto richieste specifiche da parte di aziende che si occupano della trasformazione gpl e metano per veicoli benzina e diesel. Abbiamo partecipato fino al 2015 a un progetto coordinato dal Diin dell’Università di Salerno per l’ibridazione di autoveicoli a propulsione termica, curando aspetti di acquisizione e misura dati, collaborando alla definizione del sistema di controllo della propulsione. Quest’anno abbiamo intenzione di lavorare molto su comunicazione Can per valutare performance ambientali dei veicoli su banco e di allargare l’acquisizione dati al campo della sovralimentazione per il collaudo e la misura di turbocompressori. In generale, i nostri sistemi consentono al veicolo testato di colloquiare sia con il banco prova per le misure di carburazione e potenza, sia con la diagnostica del veicolo stesso, per ottenere un quadro il più possibile completo e aiutare il preparatore nella messa a punto del veicolo. Oggi la Auto Consulting fornisce file modificati per uso agonistico a una rete di un centinaio di officine affiliate». Vi preoccupa lo scandalo emissioni che ha colpito, tra gli altri, Volkswagen e Fiat-Chrysler? «Gli addetti ai lavori sanno da tempo che i risultati registrati in termini di performance ambientale dei veicoli non erano in nessun caso coincidenti con quello rilevati in sede di omologazione. Il fatto di avere software adattativi non era un mistero. La questione vera è che nonostante tutto, il trasporto su gomma nel medio periodo è destinato a rimanere tale. Ci si sposterà più verso l’ibrido e i motori a ciclo otto sovralimentati, ma non vedo grandi variazioni, se non un progressivo abbandono del diesel, che nel trasporto pesante, secondo noi, è abbastanza difficile da rimpiazzare». •


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Meccanica & automotive • Febbraio 2017

Le opportunità dell’e-commerce di Luana Costa

L’

e-commerce fa il suo ingresso nel settore dell’accessorio auto producendo effetti positivi sul fatturato. La possibilità di raggiungere ogni angolo del territorio nazionale e di abbattere i costi connessi alla commercializzazione dei prodotti ha un valore fondamentale in termini economici: un 10-15 per cento in più sul fatturato. Il settore è quello della produzione e rivendita di accessori per auto, un campo in cui l’affermazione sul territorio è fondamentale. La Fabbrica italiana fodere e accessori auto (Fifaa) nel tempo ha saputo conquistare diversi segmenti di mercato proponendosi come distributore esclusivo DI marchi di maggior prestigio a livello nazionale. «Per citarne solo alcuni, siamo in primo luogo distributori nazionali del nostro marchio storico romini che realizza fodere, stuoie e tappeti per auto. Accanto a questo distribuiamo in esclusiva in Campania e per alcune aziende anche in Calabria i seguenti marchi: Farad deflettori coppe ruota e portaggio, Cam by Walmec portag-

UNA FITTA RETE DI RIVENDITORI ARTICOLATA SUL TERRITORIO E UN SISTEMA DI COMMERCIO ONLINE HANNO PERMESSO A FIFAA DI OTTENERE RISULTATI SODDISFACENTI NEL CAMPO DELL’ACCESSORIO AUTO. L’ESPERIENZA DI SEBASTIANO FUMAGALLI NELLA RIVENDITA DI ACCESSORI PER AUTO gio, Ragni fregi d’epoca, Combicar profili e modanature, Ats copriauto, Lester trasformazioni, Peruzzo portabici, Maggi group catene da neve, Sispa tappi carburante» spiega Sebastiano Fumagalli. Fifaa nasce, infatti, principalmente come azienda artigianale produttrice di accessori auto ma successivamente acquista il marchio

L’USATO

È un se!ore in cui l’a"er market dell’accessorio, la produzione interna e le esclusive di marchi prestigiosi ci rendono concorrenziali Romini rivalutandolo grazie all’ideazione di tessuti innovativi con cui realizzare gli articoli: «Ci siamo così ricreati la nostra nicchia di mercato – spiega Fumagalli -. Il nostro segmento riguarda tutto ciò che è considerato accessorio per autovetture, camion, autocarri. Intendiamo quindi tutti i prodotti che non necessitano dell’intervento di tecnici per il montaggio e che non sono indispensabili al corretto funzionamento della vettura. Oggi produciamo non solo fodere universali ma specificamente prodotti su misura: quindi, fodere e tappeti di cui manualmente provvediamo alla sago-

mazione e poi alla preparazione del prodotto finito. La nostra azienda è nata in un momento storico in cui ricevere finanziamenti bancari era molto difficile. La nostra filosofia aziendale si è sempre basata sull’autofinanziamento conquistando pian piano la fiducia e la stima di tutti i fornitori. Partendo da questo presupposto e credendo nel successo di marchi storici possiamo vantare oggi di essere un’azienda leader nel nostro settore». Ma l’espansione aziendale non si è arrestata, di recente l’azienda ha virato verso il segmento di mercato dei concessionari e dei rivenditori di auto usate: «È un settore in cui l’after market dell’accessorio, la produzione interna e le esclusive di marchi prestigiosi ci rendono concorrenziali». L’azienda assomma, dunque, una visione prospettica diretta all’acquisizione delle innovazioni oltreché una strategia smaccatamente territoriale con cui punta a mantenere l’esclusiva in determinate aree: «Sicuramente la gestione in esclusiva dei prodotti ha numerosi vantaggi tra cui quello di mantenere il mercato in equilibrio senza sfasamenti di prezzi fra i vari rivenditori. È utile, inoltre, poiché permette al rivenditore di curare bene il prodotto in ogni aspetto, dal momento che è l’unico punto di riferimento per l’approvvigionamento e per eventuali problemi possano insorgere. Certamente, uno dei nostri punti di forza da sempre – continua Fumagalli - è l’assortimento. Puntiamo ad avere almeno uno o più pezzi di un prodotto, anche di quelli meno venduti, in casa. Questa propensione, anche se faticosa sotto il profilo gestionale, ci ha permesso di acquisire la fiducia dei nostri clienti e ci permette ogni giorno di rispondere positivamente al 99,5 per cento

Fabbrica italiana fodere e accessori auto Fifaa ha sede a Casalnuovo di Napoli (Na) www.fifaa.it

delle richieste del mercato». Ma è con l’avvento della tecnologia che l’azienda cambia volto ottenendo ottimi risultati sotto il profilo economico: «L’aver aperto un e-commerce dedicato a tutta la nostra rete vendita ha sicuramente portato un notevole aumento del nostro volume d’affari nell’ordine del 10-15 per cento ogni anno. Un aumento che si attesta sulla doppia cifra e di cui siamo fortemente soddisfatti. È molto importante per un’azienda stare al passo con l’evoluzione dei tempi e dello sviluppo tecnologico. Inoltre, gli investimenti iniziali non sono stati per nulla ingenti e la grande fiducia nutrita verso il nuovo metodo di commercializzazione dei prodotti ci ha poi ripagati con i notevoli risultati ottenuti. Dirò di più, oggi vediamo proprio un crollo di quelle realtà che hanno stentato e stentano ad adeguarsi ai nuovi sistemi e all’utilizzo di internet ricevendo quindi un’ulteriore conferma che siamo sulla strada giusta». •

I PUNTI DI FORZA I punti di forza dell’azienda sono diversi. Innanzitu!o, il servizio web disponibile h24, la garanzia di disponibilità dei prodo!i, la fi!a rete di corrieri locali che garantiscono le consegne in giornata, l’acquisizione di marchi esclusivi e il ramo marketing che costantemente e ciclicamente offre alla clientela promozioni e offerte esclusive.


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Sistemi di iniezione

Dentro lo stampaggio SERGIO POZZAN DESCRIVE LE DELICATE OPERAZIONI DI FUSIONE E PRESSIONE CHE CONCORRONO ALLA REALIZZAZIONE DI QUESTO PARTICOLARE PROCEDIMENTO INDUSTRIALE

I

l processo di stampaggio a iniezione è un tipo di procedimento industriale sconosciuto ai più, ma di importanza capillare in moltissimi settori. Si tratta di quell’insieme di lavorazioni tramite le quali un materiale plastico viene fuso e successivamente iniettato con elevata pressione all’interno di uno stampo chiuso; da qui il nome del processo. Tale stampo viene aperto solo successivamente, quando il manufatto di destinazione è ormai solidificato. A causa delle elevate temperatura e pressione necessarie allo stampaggio a iniezione, questo procedimento si costituisce di numerosi componenti atti a scopi precisi, che devono svolgere il loro compito in maniera certosina, per non compromettere l’intera operazione. Molti componenti, inoltre, sono di piccole o microscopiche dimensioni, e il perfetto funzionamento dell’iniezione dipende dal preciso coordinamento di tutti questi componenti. Molte sono le aziende italiane che si occupano di fornire e assemblare i componenti adatti al processo di stampaggio a iniezione. Tra queste, spicca la Injection Point, un’azienda torinese che si occupa della costruzione di canali caldi, iniettori 240V e 24V, e sistemi di filtraggio per materie termoplastiche. Il Cavaliere della Repubblica Sergio Pozzan, fondatore della Injection Point, è sicuramente la persona più adatta ad illustrare al meglio le attività della sua azienda. «Ho fondato la ditta nel 2001, dopo 26 anni alle dipendenze della Plasthing, sempre a Torino, in cui sono stato responsabile produzione, responsabile qualità e responsabile progetta-

La Injection Point ha sede a Settimo Torinese (To) - www.injectionpoint.com

zione. Durante questi anni con Injection Point, ho avuto la possibilità di mettere a frutto un’approfondita esperienza nella progettazione e costruzione di canali caldi ed iniettori per lo stampaggio di materiali termoplastici, diventando così in grado di presentare al mercato un prodotto con base ampiamente collaudata». Ad oggi, Injection Point è specializzata nella costruzione di camere calde, da quelle di piccole dimensioni fino a dimensioni maggiori; «2300 di interasse» specifica Sergio Pozzan. Ma i prodotti che compongono l’intero sistema di iniezione sono ancora molti: «Alla linea di iniettori e gruppi di iniezione diretta si affiancano le centraline di controllo e ugelli filtro adatti a migliorare la masterizzazione del termoplastico fuso e a purificarlo da materiali non ferrosi quali legno, carta, rame e ottone. Noi costruiamo tutti i componenti del sistema di iniezione». •Giulia Panzacchi


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Meccanica Automotive-Febbr 17  

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