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Industria LUSSO &

In abbinamento alla stampa nazionale - Allegato al quotidiano

il Giornale

Mercati

POLITICA INDUSTRIALE

Le nuove sfide degli operatori del lusso. Trend d’acquisto: l’ascesa del canale online; si afferma il “millenial state of mind”. L’analisi di Andrea Illy presidente di Altagamma

L’efficacia della strategia 4.0 e i nuovi strumenti necessari per sostenere la digital innovation. La parola al ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda

Si apre la “stagione delle mission”

Credit Foto - La Presse/ Fabio Ferrari

LUXURY MARKET MONITOR

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

iù le mani dai buoni provvedimenti che hanno inciso positivamente sull’economia reale e avanti con la seconda stagione, che conduca una volta per tutte il Paese fuori dalle secche. Rilanciato in tutti i vertici dell’ultimo scorcio di 2017, è questo l’appello degli industriali italiani per il nuovo anno che, stando alla fotografia scattata dal Centro studi di Confindustria, è partito sotto la buona stella inducendo gli analisti ad alzare la previsione del Pil dall’1,3 di settembre

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>>> segue a pag. 3

ORO E GIOIELLI INCONTRI PREZIOSI Anticipazioni sui principali saloni internazionali dedicati al mondo dei preziosi. Un viaggio alla scoperta delle tendenze che si imporranno nei prossimi mesi. Apre il calendario dei trade show VicenzaOro (19-24 gennaio) con Visio.next p. 32

Il valore della gioielleria tradizionale Calati i regali sotto l’albero di Natale ma non l’attenzione degli italiani verso l’acquisto di beni preziosi come bracciali e orecchini. Cresce l’e-commerce, ma il negozio continua a essere il faro. L’opinione del presidente di Federpreziosi Giuseppe Aquilino atale, tempo di shopping e di regali preziosi? Sì, ma non più come una volta. Nel senso che secondo l’indagine realizzata da Format Research nel quadro dell’Osservatorio sulle vendite in gioielleria 2016/2017 targato Federpreziosi Confcommercio, le festività di fine anno non costituiscono più l’occasione privilegiata di acquisto di gioielli, collane, anelli e luxury goods in genere. «A vantaggio – sottolinea Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi – delle celebrazioni di compleanni o di eventi come lauree, nascite e anniversari, che vedono crescere fortemente la loro inci-

denza in termini di domanda». Alla luce di questi nuovi comportamenti d’acquisto, come è variata la propensione all’acquisto di gioielli e oreficeria sotto le feste in base alle vostre stime previsionali? «A breve saremo in fase di consuntivo e vedremo se le previsioni della vigilia trovano conferma. Per le festività natalizie il nostro campione, rappresentativo della popolazione italiana superiore ai 24 anni, ha dichiarato una propensione all’acquisto di regali in generale inferiore dell’1,2 per cento rispetto al 2016, ma con una maggior attenzione per gioielli

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Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi Confcommercio

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ALL’INTERNO Innovazione Il sistema Raep di Italfimet ottimizza la finitura galvanica Preziosi Luce, volume e leggerezza nei gioielli di Roberto Novello Mecspe 2018 Le novità della fiera di riferimento per l’industria manifatturiera


Industria, Lusso & Mercati Pag. 3 • Gennaio 2018

Colophon INNOVAZIONE La trasformazione digitale del Paese. Il bilancio di Elio Catania p. 8

ARTE ORAFA Tecnologia all’avanguardia e maestria artigianale nel distre!o di Valenza. L’esperienza di Filostil

p. 30

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it

Consulente editoriale Irene Pivetti

Direzione marketing Aldo Radici

Coordinamento editoriale Federico Pimazzoni direzione@golfarellieditore.it

L’ECCELLENZA ITALIANA NEL MONDO Arte, moda, manifa!ura e design raccontati nel Museo del Gioiello p. 26

LINEAPELLE 2018 In scena a Fieramilano Rho dal 20 al 22 febbraio la rassegna dedicata alla pelle!eria p. 37

Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella

Relazioni internazionali Magdi Jebreal

Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese

Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it

Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

>> Segue dalla prima all’1,5 di dicembre. Investimenti privati in risalita del 30 per cento, export in crescita dell’8 per cento e il recupero di quasi un mi! lione di posti di lavoro i fattori principali che l’anno scorso hanno determinato una prima inversione di marcia, specialmente "grazie a provvedimenti come il Jobs Act e Industria 4.0, che hanno dimostrato di funzionare# os! serva il numero uno degli industriali Vin! cenzo Boccia. DA INDUSTRIA A IMPRESA 4.0, ITALIA IN SCIA DELLA GERMANIA Il secondo piano, in particolare, sta facilitando il nostro sistema industriale nello sviluppo di percorsi di trasformazione digitale com! parabili a quelli delle locomotive europee come la Germania, con la quale a novembre è stata siglata un’alleanza nell’ambito del pri! mo Forum italo!tedesco “Investing in italian innovation: digital solutions and the chal! lenge of Industry 4.0”. Un appuntamento di rilievo tra le due principali manifatture del Vecchio Continente, accomunate dalla vo! lontà di passare da Industria 4.0 a Impresa 4.0 superando i confini dell’automazione per integrare altri settori come foodtech, design, finanza, elettromobilità e così via. "Le poli! tiche di trasformazione digitale $ spiega il leader degli industriali ! sono da tempo al centro del partenariato strategico che lega Confindustria alla nostra collega tedesca Bun! desverband der Deutschen Industrie %Bdi&. In! sieme abbiamo attivato tre gruppi di lavo!

ro bilaterali in materia di Industria 4.0: com! petenze digitali e imprenditorialità, coope! razione interregionale e futuro della politi! ca di coesione. Sullo sfondo però, serve che l’Europa si mostri unita nel suo impegno a favore di una crescita sostenibile con al cen! tro un’industria moderna e innovativa, in gra! do di affrontare le sfide globali e i grandi competitor internazionali#. Anche perché per una parte dell’industria che va molto bene, ci sono ancora molte imprese, la maggior parte, in mezzo al guado. "È nostro dovere $ afferma il presidente Boccia ! riuscire a tra! ghettarle sulla sponda sicura#. Come? In! nanzitutto non smontando le riforme, sen! za cadere nella tentazione di modificarle, perché c’è ancora molta produttività da re! cuperare. Secondo poi, "passando dalla po! litica dei fattori $ sottolinea il leader di Via! le dell’Astronomia $ alla stagione delle mis! sion, che presenteremo ai partiti in vista del! le elezioni#. L’AGENDA DEGLI INDUSTRIALI PER IL GOVERNO CHE VERRÀ Incremento del tasso di occupazione, crescita stabile e duratura e contenimento del debito pubblico le tre mission fondamentali fissa! te da Confindustria, che tuttavia si riserva di indicarne i dettagli operativi nelle pros! sime Assise generali dell’industria che si ter! ranno il prossimo 16 febbraio a Verona. In quella sede, Viale dell’Astronomia snoc! ciolerà di fatto la sua lista delle priorità, sot!

toponendola alle forze politiche in lizza per aggiudicarsi lo scranno più alto di Palazzo Chigi. "Le Assise di Verona $ annuncia Vin! cenzo Boccia $ saranno un grande momen! to di mobilitazione del sistema industriale da cui deriverà un’agenda economica di me! dio termine che metteremo a disposizione dei segretari di partito e di chi si candiderà alla guida del Paese. Insisteremo perché ven! gano messi al centro la questione industriale, il rilancio degli investimenti pubblici e l’av! vio di una nuova fase di semplificazione#. In attesa del vertice clou di metà febbraio, Con! findustria in queste settimane sta portando avanti un ciclo di dieci incontri denomina! ti “pre!assise” ospitati presso le sedi delle maggiori territoriali italiane. Un passaggio preliminare per consentire alle imprese di sottolineare le criticità principali che le ri! guardano da vicino e di mettere sul tavolo possibili soluzioni che contribuiranno a definire la piattaforma nazionale. "Malgra! do i punti deboli che il nostro Paese anco! ra sconta $ conclude Boccia $ come ad esem! pio l’eccessiva burocrazia, la lentezza della giustizia o l’elevato costo dell’energia, l’Ita! lia resta saldamente sul podio delle mani! fatture europee. Se solo fossimo capaci di ri! durre o eliminare alcune di queste criticità potremmo certamente contendere il primato agli amici tedeschi. Come ripetiamo spes! so, non dobbiamo guardare a quello che sia! mo, ma a quello che potremmo diventare#. ■ Giacomo Govoni


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 4

E

stendere il raggio d’azione del! la manovra, allargandola a settori diversi dal manifattu! riero e andando oltre la logi! ca esclusiva dello stimolo fi! scale. Che comunque, va detto, finora ha funzionato, centrando il primo obiettivo della ripartenza degli investimenti. È il salto di qualità che si propone di com! piere il Piano Industria 4.0, varato dal Mi! nistero dello sviluppo economico a set! tembre 2016 e che da qualche mese è en! trato nella fase due cambiando pure nome. FASE UNO, INCENTIVI PROTAGONISTI ASSOLUTI “Impresa 4.0” si chiama infatti l’evolu! zione del Piano che nel suo primo anno di applicazione ha tenuto il nostro Pae! se sulla rotta della quarta rivoluzione in! dustriale, grazie in particolare a un pac! chetto di incentivi che ha rilanciato gli or! dinativi di beni strumentali. "La fase uno del Piano # sostiene Carlo Calenda # ha dimostrato l’efficacia della strategia 4.0 nel sostenere le imprese che investono in innovazione e avanzamento tecnologico. A fronte dei risultati riscontrati sui prin! cipali indicatori manifatturieri, nel 2018 verranno rifinanziate le misure previste nel primo anno, rivedendo aliquote e pe! rimetri degli incentivi, compatibilmente

Primo Piano

Scocca l’ora di Impresa 4.0 Così è stato ribattezzato il secondo atto del Piano Calenda, che quest’anno attiverà nuovi strumenti per supportare la digital transformation delle imprese. Rinnovando, con nuove aliquote, le agevolazioni che hanno funzionato finora

Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda

con le risorse di finanza pubblica dispo! nibili$. A queste agevolazioni, che rap! presentano in sostanza una proroga di mi! sure già esistenti, se ne aggiungeranno altre a favore delle imprese che nel 2018 sosterranno una spesa incrementale in

formazione. Per loro ci sarà la possibili! tà di accedere al cosiddetto “credito di im! posta su Formazione 4.0” che natural! mente, puntualizza il titolare del Mise, sarà circoscritto a percorsi di aggiorna! mento che abbiano a che fare con la smart factory. "Il credito di imposta # chiarisce Calenda ! si applicherà solo alle spese re! lative ai costi del personale che ha svol! to corsi di formazione con focus su al! meno una tecnologia Industria 4.0 e pat! tuiti attraverso accordi sindacali sulle se! guenti tematiche: vendita e marketing; in! formatica; tecniche e tecnologie di pro! duzione$. Risorse per le Pmi continue! ranno poi a essere concesse dal Fondo di garanzia, appositamente ristrutturato per affiancare chi aveva realmente biso! gno di agevolazioni per l’accesso al cre! dito e che negli ultimi dodici mesi ha vi! sto il capitale garantito crescere del 10,7 per cento. FASE DUE, COMPETENCE CENTER IN CIMA AL PIANO Tra le strategie da rilanciare per non do! verne sancire il fallimento c’è invece quel! la relativa al venture capital per start up e Pmi innovative, che nella prima fase di Industria 4.0 ha generato investimenti ben al di sotto delle attese. "In effetti # ammette il ministro ! non stiamo andando bene sugli investimenti early stage: la crescita del 2 per cento è troppo bassa, c’è una distanza siderale con il resto d’Eu! ropa. La Ce ha autorizzato il potenzia! mento degli incentivi su investimenti in equity di start up innovative, ma defi! nanzieremo le misure che non hanno fun! zionato$. L’altro grande fronte su cui ci sono almeno otto mesi di ritardo da re! cuperare riguarda i Competence Center, poli di alta specializzazione annunciati tra

i cavalli di battaglia in fase di lancio del Piano e che invece hanno ricevuto il via libera solo all’inizio di quest’anno. "Sa! pevamo sarebbe stato difficile # ammet! te Calenda # ma d’ora in avanti l’atten! zione su questo capitolo sarà davvero alta$. Pensati come cerniere tra il mondo della formazione, della ricerca, tecnologie e università, i Competence center saran! no costituiti secondo il modello di parte! nariato pubblico!privato &da almeno un or! ganismo di ricerca e da una o più impre! se' e svilupperanno percorsi formativi in chiave 4.0, live demo su nuove tecnologie, consulenza alle Pmi, dando attuazione a progetti innovativi. L’iter, tuttavia, si è ap! pena messo in moto. All’appello manca! no infatti almeno due step: la scelta del! le imprese partner da parte delle univer! sità e il bando di gara del Ministero del! lo sviluppo economico che individuerà i poli “pubblico!privato”. Bando che ag! giungerà 10 milioni di euro ai 20 già stan! ziati nel 2017 ma non utilizzati e ai 10 del! la manovrina di maggio scorso. Per un to! tale di 40 milioni. ■ Giacomo Govoni


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 6

Innovazione

La fabbrica del futuro è già qui Punto d’incontro tra tecnologie per produrre e filiere industriali, Mecspe offrirà anche per l’edizione 2018 un panorama esaustivo delle tecnologie abilitanti 4.0 nei diversi settori e contesti applicativi. Maruska Sabato, project manager della fiera di Parma, anticipa contenuti e programma

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ecspe rappre! senta un punto di riferimento per chi vuole fare industria 4.0 in Italia". Maruska Sabato, project manager dell’evento di riferimento per l’industria manifatturiera dal 22 al 24 marzo a Fiere di Parma, spiega cosa dob! biamo attenderci dalla prossima edizio! ne. #Saranno presentati e discussi i si! stemi e le novità che contribuiscono a progettare l’industria del futuro, un luo! go in cui i processi sono più efficienti e in cui le tempistiche e i costi vengono ri! dotti. Per aumentare il livello di com! petitività delle imprese italiane, proce! dure e produzioni non possono, infatti, prescindere dal ricorso sistematico alle

piattaforme digitali. La prossima edizione di Mecspe, con i suoi appuntamenti in! centrati sui temi portanti della “quarta ri! voluzione industriale”, tra cui la roboti! ca collaborativa, l’internet of things e il cloud manufacturing, sarà l’occasione ideale per fare il punto sullo stato attuale e sulle prospettive delle industrie ma! nifatturiere in Italia". La sinergia dei 12 saloni tematici consente al visitatore una panora! mica completa su materiali, macchi! ne e tecnologie innovative dei vari settori del manifatturiero italiano. #Sì, non solo grazie ai 12 saloni temati! ci, ma anche attraverso piazze dell’eccel! lenza e quartieri a indirizzo merceologi! co che permettono un miglior orienta! mento per chi partecipa. Questa sinergia

permette a ogni visitatore di scoprire tut! te le novità del mercato grazie a una pa! noramica a 360 gradi di materiali, prodotti innovativi e tecnologie per ogni settore dell’industria manifatturiera". Quali gli appuntamenti da sottoli! neare dell’edizione 2018? #Sicuramente “Fabbrica Digitale 4.0” rappresenta uno degli appuntamenti più importanti di Mecspe 2018. Tra le ini! ziative al suo interno, merita attenzione un progetto di fabbrica olistica che coin! volge oltre 15 aziende e che ha l’obiettivo di delineare la fabbrica manifatturiera del futuro, dalla lavorazione al montaggio, come un luogo in cui le macchine, l’au! tomazione e la logica del 4.0 siano in equilibrio con la centralità che l’uomo e le sue caratteristiche più profonde de! vono mantenere. Sempre all’interno di “Fabbrica Digitale 4.0”, grande spazio sarà poi dato allo “Smart Manufactu! ring”, mostrando attraverso la produzione di un unico pezzo per il settore motor! sport, due tecniche diverse di progetta! zione: la progettazione meccanica tradi! zionale e il generative design abbinato alla lavorazione additiva in metallo". Altre iniziative? #Tra le altre, “L’Arena dell’Economia Circolare 4.0” proporrà un ciclo di in! contri realizzato in collaborazione con la testata Plastix in occasione dei suoi 40 anni di attività, in cui discutere di cir! cular economy, il sistema economico pen! sato per potersi rigenerare da solo gra! zie al riutilizzo dei flussi di materiali. Il tema, a cui le tecnologie abilitanti del 4.0 possono dare un sostanziale contributo, verrà discusso grazie all’apporto di as! sociazioni e aziende all’interno del! l’Arena progettata dal designer e archi! tetto Michele De Lucchi e sarà declina! to in diversi focus $packaging, food,

sport&leisure, beni di consumo, auto! motive, elettrico&elettronico, medicale% con la presentazione di casi reali. Inol! tre, a corollario delle iniziative inerenti le nuove sfide e le nuove possibilità of! ferte dalla robotica nelle industrie, tor! na per il terzo anno il “Premio Innova! zione Robotica”, che vedrà il suo mo! mento conclusivo nel pomeriggio del 23 marzo dopo il convegno che porterà sul palco i maggiori attori del settore. Il Pre! mio è rivolto alle applicazioni realizza! te da aziende italiane; una particolare se! zione è poi dedicata ai progetti “oriz! zonti” presentati da università, centri di ricerca e spin!off. Il riconoscimento, in entrambe le categorie, terrà conto degli elementi di valorizzazione, di unicità e di innovatività della soluzione". Alla “Fabbrica digitale 4.0” è de! dicato un intero padiglione. Come la fiera intende nello specifico decli!

Maruska Sabato, project manager di Mecspe


Industria, Lusso & Mercati Pag. 7 • Gennaio 2018

nare questo tema, sostenendo le im! prese in questo passaggio fonda! mentale? "“Fabbrica digitale 4.0” è il vero e proprio “cuore” della mostra in cui converge! ranno le principali innovazioni di tutte le merceologie presenti in fiera: all’in! terno di un unico padiglione &Ingresso Sud' sarà mostrato ! attraverso otto fi! liere ! il ruolo determinante delle tec! nologie abilitanti 4.0 nei diversi settori e contesti applicativi. Tra le filiere pre! senti nell’area, molte sono dedicate in maniera specifica al mondo della mec! canica, dell’asportazione, dell’analisi dei dati provenienti dalle macchine e della manutenzione predittiva. Ampio spazio è, inoltre, dato al tema dell’automazione e della robotica industriale e delle tec! nologie abilitanti nel mondo della pla! stica. Le linee guida dell’edizione 2018 di “Fabbrica digitale 4.0”, su cui si in! nesteranno e svilupperanno le filiere, sono: connettività, strumenti per la pic! cola impresa; robotica collaborativa in un ambito di produzione parametrizzata e! o di piccoli lotti; sviluppo prodotto, con lo scopo di proporre una metodica 4.0; si! mulazione di prodotti e processi; trac! ciabilità prodotti e azioni; manutenzio! ne in tutti i suoi aspetti; Additive ma! nufacturing, riprogettare e produrre per l’alleggerimento; logistica 4.0$.

In base ai dati dell’Osservatorio Mecspe, quali sono le prospettive e le sfide che devono affrontare le im! prese nella seconda fase operativa del Piano Industry 4.0, accolto fa! vorevolmente dagli imprenditori ita! liani? "I dati dell’Osservatorio Mecspe mo! strano segnali senza dubbio incorag! gianti, non solo per i numeri che si re! gistrano sul fronte dell’export e per il fat! turato delle aziende, nettamente in au! mento rispetto allo scorso anno, ma an! che per il fatto che quasi 9 aziende su 10 si dicano disposte a investire nei prossimi anni nella trasformazione della loro im! presa in una fabbrica intelligente. Que! sto trend indica grande attenzione e for! te interesse nei confronti delle tecnolo! gie abilitanti, percepite oramai in ma! niera diffusa come un utile strumento per migliorare sistemi e processi produttivi. La sfida che bisogna affrontare adesso è quella della formazione: occorre au! mentare il livello di competenze digita! li di tutti gli operatori del manifatturie! ro, affinché si possano cogliere, nel più efficace dei modi, le opportunità offerte dalla tecnologia. Indicazioni “dal vivo” sulle prossime sfide e sulle prospettive future ci giungono proprio dal mondo delle imprese, grazie al progetto “Labo! ratori Mecspe Fabbrica Digitale, La via

italiana per l’industria 4.0”$. Come si articola il progetto? "La roadmap, iniziata nel 2017, prose! guirà negli anni con l’obiettivo di attra! versare i territori strategici che stanno af! frontando il percorso di adesione al Pia! no nazionale Industria 4.0. Per raccontare il processo di trasformazione in atto delle nuove fabbriche e accompagnare le imprese nel percorso verso la digitaliz! zazione, sono state organizzate infatti va! rie tappe in tutta Italia, che rappresen! tano un viatico alla prossima edizione di Mecspe: dopo i primi appuntamenti di Vi! cenza, Bari e Parma, l’incontro di Modena dello scorso ottobre su “Plastica e Au! tomotive”, e quello di Brescia di no! vembre su “Alluminio, leghe leggere e Meccanica generale”, i “Laboratori Mec! spe” fanno tappa a Napoli il prossimo 5 febbraio con un focus su “Materiali, Compositi e Aerospazio”. La roadmap ter! minerà proprio a Parma all’interno del! la fiera con un dibattito sui temi della for! mazione e delle nuove figure professio! nali all’interno della fabbrica 4.0$. E qual è lo stato strettamente at! tuativo della quarta rivoluzione in! dustriale, dell’utilizzo delle tecnolo! gie abilitanti, nelle aziende italiane? "Una fotografia nitida sullo stato attua! tivo ci viene fornita, ancora una volta, dal! l’Osservatorio Mecspe: la digitalizzazio!

ne generale raggiunta in azienda è alta, soprattutto quando si parla di progetta! zione e sviluppo del prodotto &61,2 per cento' e della relazione con il cliente e dei canali di vendita &60,4 per cento', così come le aspettative per i prossimi tre anni. Tra gli effetti maggiormente atte! si, il 63,2 per cento prevede fino al 15 per cento di aumento dei ricavi, mentre il 71,2 per cento prospetta lo stesso risul! tato per quanto riguarda la riduzione dei costi. Le Pmi della meccanica e della sub! fornitura che a oggi hanno introdotto nuove tecnologie abilitanti, hanno pri! vilegiato soluzioni per la sicurezza in! formatica &59,5 per cento' e la connetti! vità &53,4 per cento' # settori in cui si re! gistra anche il livello di conoscenza maggiore da parte delle aziende ! la si! mulazione &28,2 per cento', la produzio! ne additiva &26,7 per cento', il cloud computing &24,4 per cento ' e l’Internet of Things &22,1 per cento', che saranno oggetto di ulteriori investimenti da qui al 2018. Per quanto riguarda gli investi! menti nei prossimi anni, ben l’86,2 per cento delle aziende è disposto a investi! re una quota del proprio fatturato per tra! sformare l’impresa in una fabbrica in! telligente, con quasi 3 su 10 orientate a superare la quota del 10 per cento . Solo il 13,8 per cento non intende effettuare investimenti$. ■ Francesca Druidi


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 8

Innovazione

Digitale, segnali incoraggianti Malgrado !gli scarsi investimenti degli ultimi 15 anni" evidenziati da Elio Catania, da un anno e mezzo a questa parte il nostro Paese ha iniziato a erodere il gap di innovazione con i big europei avviando una graduale maturazione digitale

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uest’estate, nell’ambito di un convegno patrocinato da Confindustria Digitale, la domanda era talmente im! portante che coincideva con il titolo: “l’Italia 4.0 s’è de! sta?” In quell’occasione si era cercato di fare un primo check sullo stato dell’arte, ma ora che siamo all’alba di un nuovo anno, i tempi per tirare un paio di somme sul percorso di conversione digitale del si! stema Paese sono maturi. "Finalmente # os! serva Elio Catania, presidente di Confin! dustria Digitale ! da almeno un anno e mezzo il nostro Paese dà segni di discon! tinuità rispetto a un passato che ci ha vi! sto crollare in fondo alle classifiche inter! nazionali negli indici di crescita economica e di produttività$. Visto il ritardo digitale da cui par! tivamo, all’inizio erano in pochi a scommetterci. "Già, ma noi tra quei pochi c’eravamo. Ora invece siamo in tanti a essere convinti che questa mancata crescita dipenda dagli scarsi investimenti degli ultimi 15 anni, in particolare in digitale e innovazione. Man! cano all'appello 25 miliardi di euro non in! vestiti all’anno per essere al pari della me! dia europea. Un enorme gap di innova! zione, che avremmo dovuto iniettare al! l’interno del sistema produttivo, della Pa, nel ridisegno della nostra economia. È l’ar! retratezza nella trasformazione digitale, nell’adozione di Internet, nell’e!commer! ce$. Eppure qualcosa in questi mesi si sarà pure mosso per favorire questa graduale inversione. Cosa in partico! lare? "La presa di posizione della leadership, pubblica e privata. Il varo del Piano ban! da ultra larga, per recuperare i ritardi in! frastrutturali sulle reti Tlc, ne è un esem! pio. Così come il Piano Industria 4.0, con cui per la prima volta il Paese si è dotato di una politica industriale basata sull’in!

novazione digitale, specifica per il suo par! ticolare tessuto industriale, a cui le imprese stanno rispondendo bene. Anche se, e lo dico con fermezza, siamo appena agli ini! zi di un lungo processo che deve accom! pagnarci per molti anni senza concedersi fasi di stallo, come temo possa rivelarsi la fase elettorale che ci attende$. La nota incoraggiante è che questa fase di discontinuità pro!innovazione abbraccia anche la Pa. A che punto è il settore pubblico in questo processo di competitività? "Quasi 30 miliardi di euro, circa 2 punti di Pil, costa al Paese l’inefficienza del siste! ma pubblico. Se ne parla da anni, ma la tra! sformazione digitale della Pa italiana non avviene con i tempi e la capillarità neces! saria. Certo la macchina è complessa, ma il digitale e il ridisegno dei processi sono l’unico modo per fare vera spending review. Quest’anno è stato varato un altro piano triennale più moderno e organico dei pre! cedenti, ma rimane il problema di come scaricarlo a terra e dell’urgenza. Di come cambiare in una struttura trasversale, col! laborativa la realtà di lavoro della Pa, ora fatta a silos verticali che non comunicano fra loro$. Quale può essere la ricetta perché questa metamorfosi si compia? "Io credo si debba passare a una logica di switch off, come è successo con la fattu! razione elettronica. Mettendo nero su bianco date, tempi, modalità di adesione delle Pa alle grandi piattaforme digitali come Anpr, Spid, PagoPa. E poi mettere mano alla governance del digitale. Al commissario mancano sovente gli inter! locutori con responsabilità attuative. Il tema, cruciale per il Paese, non è entrato tra le priorità del massimo livello del! l’Esecutivo. Non abbiamo un ministro dedicato a questo da 15 anni. Il digitale può non portare voti, ma porta crescita e lavoro. Non possiamo avere un’Industria 4.0 sen! za una Pa 4.0$.

Tra i pilastri portanti del Piano in! dustria 4.0 ci sono i Digital innovation hub. Quali effetti stanno generando sul nostro tessuto produttivo? "Una cosa deve essere chiara: il Piano In! dustria 4.0 non è una manovra congiun! turale, di qualche mese. È un’opportunità strategica per ridisegnare gli ecosistemi territoriali su livelli più elevati di produt! tività, di efficienza, di tassi di crescita. I Di! gital hub sono il frutto di un approccio nuo! vo verso l’innovazione, che supera le mo! dalità tradizionali di trasferimento tecno! logico ormai inadeguate, attraverso un mo! dello collaborativo e trasversale che im! pegna in prima linea il sistema delle im! prese, le amministrazioni pubbliche, il mondo della ricerca$. Quali nuove tessere si sono ag! giunte di recente a questo “mosaico” tecnologico a supporto delle imprese? "La rete dei Digital Innovation Hub ne con! ta ormai 23 nelle diverse regioni italiane dislocati presse le sedi territoriali di Con! findustria. Nei prossimi due anni dovremo

portare sulla via dell’innovazione alme! no 800 mila Pmi, mettendole nelle con! dizioni di inserirsi nelle catene interna! zionali del valore. I primi risultati delle imprese che stanno implementando pro! getti di industria 4.0 parlano di crescita di affari e di base occupazionale, sia in ter! mini qualitativi che quantitativi$. ■ Giacomo Govoni

Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale

PREMIO AGENDA DIGITALE 2017, CHI HA VINTO

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ostenere la cultura della digital innovation nel nostro Paese e innescare un circuito virtuoso di condivisione delle best practice in tema di digitalizzazione. Sono i due obie!ivi principali a cui si ispira il Premio Agenda Digitale, che lo scorso 5 dicembre ha celebrato l’a!o conclusivo della terza edizione assegnando i riconoscimenti per il 2017 a tre proge!i che si sono particolarmente distinti per la loro capacità di me!ere le tecnologie digitali a servizio della trasformazione smart del Paese. Giustizia Amministrativa con il “Processo amministrativo telematico”, la Regione Emilia Romagna con il proge!o “PP-ER procurement paperless Emilia Roma-

gna” e il Comune di Cesena con il suo proge!o di Anpr sono risultati i tre vincitori selezionati a!raverso le rispe!ive categorie (nazionale, regionale, enti locali) e premiati in occasione del Convegno di presentazione della ricerca dell’Osservatorio Digitale del Politecnico di Milano che tre anni fa ha istituito l’evento. Da segnalare anche le menzione speciali o!enute dalla Rai, per il contributo di valore all’alfabetizzazione digitale degli italiani a!raverso i suoi programmi televisivi; dalla Regione Piemonte, per il proge!o “Nivola Piemonte”; dal Comune di Roma Capitale, per il proge!o dei “Punti Roma Facile”.


Industria, Lusso & Mercati Pag. 9 • Gennaio 2018

Tutti i nodi da sciogliere Industria 4.0 non è solo rinnovo dei macchinari, è il cruciale passaggio verso la digital transformation. Il piano governativo funziona, ma alcuni punti richiedono un aggiustamento

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l Piano nazionale Impresa 4.0 prose! guirà nel 2018 la strada avviata dal piano Industria 4.0 voluto dal mini! stro Calenda. Lo farà con la certezza degli incentivi prorogati nella legge di bilancio e la novità del credito d’imposta per le spese di formazione. Tutto perfetto dunque? Non mancano, in realtà, nodi da sciogliere. Facciamo il punto della situa! zione con Gianni Potti, presidente di Cnct Confindustria Servizi Innovativi e Tecno! logici. Qual è il bilancio che si può trarre fino a questo punto del Piano Industria 4.0, apprezzato dagli imprenditori so! prattutto per l’aspetto fiscale? "Il bilancio è sicuramente positivo sul fronte fiscale, anche se tengo a sottolinea! re che ridurre Industria 4.0 a una sola leva fiscale è limitativo, perché si tratta di un cambio di paradigma del sistema industriale del Paese; da qui l’esigenza da parte degli imprenditori di capire l’importanza della di! gital trasformation, a prescindere dallo stimolo fiscale che è stato apprezzato ed è centrale sia stato reiterato anche nel 2018. Finirà però questa fase e dovremo comun! que continuare il percorso intrapreso, per! ché siamo davvero ancora agli inizi. Dai nu! meri che abbiamo a disposizione, gli im! prenditori che oggi si informano presso le nostre associazioni territoriali sono anco! ra in stragrande prevalenza interessati alla leva fiscale, che resta il motore con cui in! trodursi sulla strada dell’industria 4.0 ma non è l’unico aspetto da considerare. Ve ne sono altri non meno importanti$. La fase due del Piano, Impresa 4.0, è stata avviata. Quali sono le prospet! tive e le principali criticità da affron! tare, penso ad esempio allo stallo del competence center? "Il tema dei competence center è il più se! rio; in particolare in Veneto e Triveneto ab! biamo costruito come Confindustria la no! stra strategia attorno a questa struttura e il fatto che non siano ancora partiti i bandi è un problema molto grave, perché il punto di contratto tra impresa, digitalizzazione e innovazione è rappresentato proprio dai competence center. Invochiamo a gran voce che la situazione si sblocchi al più pre! sto, speriamo che questa parte del Piano possa proseguire regolarmente a livello mi! nisteriale nelle prossime settimane, al di la delle imminenti elezioni. Per quanto ri! guarda la seconda fase, nel cambio di parola nella definizione del Ministro ! da industria a impresa ! individuiamo un’opportunità molto interessante per il Paese, per il mon! do dell’artigianato e del commercio che ne!

Gianni Potti, presidente Cnct, Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici

cessitano di attenzione al pari dell’industria. Se sapremo ! come sistema economico ! so! stenere i due comparti nel salto di qualità, come stiamo provando a fare con quello se! condario, le prospettive saranno incorag! gianti$. Cosa è importante evitare nell’atti! vazione dei competence center? "È importante che i competence center non siano parcellizzati e restino in Italia in nu! mero contenuto: devono essere poli forti, suddivisi per competenze. È altrettanto importante non si cada nella lottizzazione partitica o localistica. Un’altra raccoman! dazione che mi sento di fare è guidare un po’ il traffico. La questione è integrare i pia! ni governativi e le successive release con le iniziative che già hanno intrapreso alcune Regioni e i PDI di Unioncamere; c’è il ri! schio di creare sovrapposizioni e costi inu! tili. Occorre fare chiarezza su chi fa cosa. Sa! rebbe interessante portare l’argomento in Conferenza Stato!Regioni e stabilire un co! ordinamento tra lo Stato e le Regioni, de! stinatarie dei veri finanziamenti europei POR, FESR$. Per quanto riguarda le altre compo! nenti dell’architettura 4.0? "I digital innovation hub sono ancora trop! po “leggeri”. Alcuni hub italiani rientrano nella piattaforma europea I4ms e credo che dovremmo continuare a interfacciarci sem! pre più con l’Unione europea. I digital in! novation hub devono essere anche luoghi di scambio di conoscenze e di esperienze tra economie diverse o simili. Far parte della grande comunità europea può costituire in questo senso un valore aggiunto$. Se quarta rivoluzione industriale si! gnifica soprattutto reingenirizzazione del processo produttivo, cosa serve

per dare una spinta alla parte imma! teriale del processo? "Bisogna collegare maggiormente le gio! vani imprese innovative con il classico si!

stema industriale; anche le associazioni di categoria devono essere impegnate a favo! rire questo link. In Italia si fatica su questo fronte, le start!up spesso sono ancora una chimera, ma laddove esista una start!up ca! pace di fare da detonatore affiancando il ma! nifatturiero, i benefici per l’azienda sono ra! pidi ed evidenti. Occorre spingere ancora di più per affiancare alle imprese le start!up che propongano le idee più innovative: le start up sono i nuovi reparti ricerca e svi! luppo delle nostre imprese$. ■ Francesca Druidi


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 10

Innovazione

Un nuovo modello di manifattura Nella corsa verso nuovi processi aziendali declinati secondo il paradigma dell’industria digitale, l’Emilia Romagna è ben posizionata. Giovanni Baroni ci descrive le iniziative in campo, con le Pmi territoriali in prima fila

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ale quasi 3,5 milioni di euro e durerà complessivamente un anno e mezzo il piano “Verso Industria 4.0” avviato a inizio 2017 dal sistema Con! findustria Emilia Romagna. Un impor! tante progetto che abbraccia tutto il ter! ritorio regionale offrendo a circa 1100 im! prese, specialmente Pmi, seminari e pro! grammi di formazione improntati al ri! posizionamento strategico in ottica di!

Giovanni Baroni, presidente della Piccola Industria di Confindustria Emilia-Romagna

gitale, con il coinvolgimento delle asso! ciazioni e dei centri formativi territoria! li. "Confindustria # sottolinea Giovanni Baroni, presidente della Piccola Industria di Confindustria Emilia!Romagna ! sup! porta con diverse iniziative la diffusione della cultura e degli investimenti in di! gitale. Affiancando gli associati nelle scelte di investimento e nella circolazione delle conoscenze legate, ad esempio, alle modalità di accesso agli strumenti di iper e superammortamento previsti dal Piano Industria 4.0$. La trasformazione digitale è uno degli assi cardine verso un nuovo mo! dello di manifattura. Come si inseri! sce il tessuto delle Pmi emiliano!ro! magnole in questo processo? "Le Pmi dell’Emilia!Romagna sono, come tutto il resto delle attività regionali, prota! goniste in questo processo epocale. Il pas! saggio al digitale 4.0 sta occupando pro! gressivamente le attività tradizionali e cre! ando nuovi spazi. La contaminazione avviene sia grazie alle relazioni internazionali delle nostre Pmi, sia all’appartenenza a filiere o di! stretti ormai vocati all’innovazione$.

Quali settori regionali stanno in! vestendo maggiormente sul terreno dell’abilitazione tecnologica e quali invece sono più attardati su questa strada? "Ovviamente alcuni settori sono favori! ti in questo processo, in particolare le Pmi che sono in filiera con grandi multina! zionali, tipicamente nella meccanica o im! pianti o farmaceutica. Nei settori invece più tradizionali, legati ad esempio al! l’agrindustria, l’impatto maggiore lo ve! diamo non tanto sul lato produttivo ma piuttosto verso la parte commerciale e di! stributiva digitale. In ogni caso la que! stione va analizzata nell’ottica della sin! gola impresa che, a prescindere dal set! tore, talvolta è in grado di introdurre in! novazioni dentro e fuori i confini azien! dali, cogliendo le opportunità che la di! gitalizzazione offre: nuovi prodotti e ser! vizi, nuovi mercati, processi più effi! cienti$. In primavera Piccola Industria e Intesa hanno presentato un accordo da 90 milioni di euro per sostenere il made in Italy nella nuova era inter! connessa. Qual è il grado di coinvol! gimento dell’industria dell’Emilia! Romagna in questo piano? "Dal 2009 Piccola Industria di Confin! dustria e Intesa San Paolo hanno avvia! to una collaborazione per accompagnare l’evoluzione del sistema imprenditoriale partendo dalle esigenze, anche contin! genti, delle imprese. Si è partiti con in! terventi urgenti come le moratorie sui

mutui nel periodo più acuto della crisi, fino ad arrivare ora a un accordo che af! fianca le imprese sostenendone gli inve! stimenti in ricerca, sviluppo del capita! le umano, crescita delle filiere e così via. L’Emilia!Romagna, una delle aree del Paese a maggior vocazione manifatturiera che in questi anni ha saputo innovare e crescere sui mercati internazionali, può trarre importanti vantaggi da un rapporto di vera partnership con il sistema del cre! dito$. Il territorio emiliano!romagnolo è stato tra i primi a sperimentare i Di! gital Innovation Hub, Smile di Par! ma in testa. Che impatto stanno avendo queste piattaforme sulla cre! scita tecnologica del vostro sistema produttivo?

chiari. Ma va sottolineato come a livel! lo nazionale Confindustria stia struttu! rando una rete di Dih basata su standard qualitativi elevati e servizi innovativi, or! ganizzata su base regionale. Anche in Emilia!Romagna stiamo lavorando in questa direzione, cercando di costruire un Digital Innovation Hub regionale che va! lorizzi le esperienze positive già avviate nel territorio e i legami con università e centri di ricerca$. Oltre alle competenze degli opera! tori, la fabbrica digitale richiede an! che infrastrutture immateriali più ef! ficienti. Quali passi avanti ha com! piuto l’ecosistema regionale negli ultimi tempi? "In queste settimane mi sento di dire che se ci dimentichiamo delle infrastrutture

"È presto per dare giudizi, stiamo par! lando di realtà nate da pochi mesi e an! cora in rodaggio. Ad esempio per Parma sarà essenziale che il meccanismo con Bruxelles funzioni in modo fluido, per non costringere le nostre imprese e in pri! mis le Pmi a percorsi su progetti poco

fisiche quelle immateriali servono a poco. Penso alla tragica situazione dei ponti che attraversano il Po tra Emilia e Lombardia, per non parlare di altre prio! rità infrastrutturali che ancora vedono ri! tardi decisionali o procedurali come la Ti.Bre e la Cispadana. Va bene creare bu! siness digitali, ma visto che parliamo di prodotti reali che vanno trasportati, se non riusciamo a muoverli è veramente tutta fatica sprecata$. Parlando di banda ultralarga, in! vece, qual è la situazione? "È migliorata, ma resta insufficiente e non coinvolge ancora tutti i capoluoghi di provincia. Senza queste infrastrutture è difficile sfruttare alcune peculiarità del digitale 4.0 come il cloud computing o la sensoristica Iot. In questo senso mol! to importante è stato l’accordo che la Re! gione Emilia!Romagna ha sottoscritto col Governo nell’ambito dell’Agenda Digitale per portare la banda ultra lar! ga in tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle aree indu! striali e produttive$. ■ Giacomo Govoni


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 12

Innovazione

Come ottimizzare la finitura galvanica Sistemi innovativi trovano applicazione nel settore degli accessori moda determinando una considerevole riduzione dei costi di produzione e un complessivo miglioramento dei processi. Alessandro Matteini presenta il sistema Raep

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a logica produttiva nel settore degli accessori moda non può prescindere dal raggiungimen! to del rapporto qualità/costo ottimale. Tale relazione deriva dalla qualità estetica massima possibile che si sostanzia, in concreto, nella ricerca del! le uniformità di colore e di spessore del ri! porto galvanico prezioso, rapportata a un congruo costo di produzione. Strategica di! venta quindi la giusta scelta delle materie prime per prevenire problemi di spreco du! rante lo svolgimento del ciclo produttivo e di scarti dei prodotti finiti. Durante l’esecuzione di un ciclo di lavoro di finitura galvanica su accessori è fisiologico, per mo! tivi dettati dalle leggi chimico!fisiche classiche, ottenere prodotti finiti con spes! sori di riporto di metalli preziosi disomo! genei a causa della normale presenza di zone ad alta e bassa densità di corrente al! l’interno delle vasche di trattamento. Oggi le case di moda richiedono sempre più spesso spessori garantiti sugli accessori e attraverso controlli interni si è notato che tali spessori molto spesso non ri! spondono al target richiesto ma hanno un range molto ampio del metallo prezioso de! positato. A titolo d’esempio, per un target di 0.20 µ garantiti è normalmente neces! sario effettuare un ciclo di lavoro dove si realizza un range di deposizione tra 0.20 e 0.30 µ. Sulla base di questi principi Ital! fimet ha sviluppato e messo a punto uno studio volto ad ottenere, durante ogni ci! clo di lavoro di finitura galvanica, riporti

di metalli preziosi più uniformi al fine di limitare gli scostamenti di spessore dei de! positi in qualsiasi posizione all’interno del! le vasche di trattamento e, quindi, di ri! durre i costi di deposizione. Per raggiun! gere questo obiettivo è stato creato il si! stema innovativo Raep di alimentazione della corrente continua erogata all’interno delle vasche galvaniche che si basa sulla minimizzazione dell’effetto, ad oggi ine! vitabile, della presenza di zone ad alta e bassa densità di corrente all’interno del si! stema galvanico grazie all’ impostazione preventiva della quantità di corrente con! tinua da distribuire in più zone all’ inter! no dello stesso. #Il sistema Raep si è ri! velato assolutamente funzionale allo sco! po ! spiega con orgoglio l’ingegnere Ales! sandro Matteini, uno dei titolari nonché re! sponsabile del settore R&D dell’azienda, specializzata nella fornitura di processi di finitura superfici per il settore galvano! tecnico. Esso consente, in base a statisti! che di produzione fatte su numeri impor! tanti, un risparmio sul costo di deposizio! ne di un metallo prezioso medio stimato dell’ordine del 10!15 per cento, oltre a una sensibile riduzione della durata dei cicli di lavoro relativi alla deposizione dei metal! li preziosi$. Tale sistema innovativo è ap! plicabile a tutti i sistemi di deposizione di metalli preziosi presenti sul mercato: do! rature e placcature acide, neutre ed alca!

line, palladiature con nichel e nichel!free, ruteniature nelle varie sfumature di colo! re. Il sistema è agevolmente implementa! bile all’interno di ogni vasca galvanica pre! via installazione di un kit multianodo da personalizzare.

Italfimet ha sede a Monte San Savino (Ar) www.italfimet.it

I RISULTATI DEL SISTEMA RAEP L’innovativo sistema Raep di alimentazione della corrente continua erogata all’interno delle vasche galvaniche nasce con l’obie!ivo di ottenere, durante ogni ciclo di lavoro di finitura galvanica, riporti di metalli preziosi più uniformi. Si basa sulla minimizzazione dell’effe!o conseguente alla presenza di zone ad alta e bassa densità di corrente all’interno del sistema galvanico grazie all’ impostazione preventiva della quantità di corrente continua da distribuire in più zone all’ interno dello stesso. Come si può vedere dai grafici che riportano il confronto di deposizioni di oro su telai e ganci con il sistema di alimentazione tradizionale con il sistema Raep, l’obie!ivo viene assolutamente raggiunto, o!enendo un risparmio sul costo di deposizione di un metallo prezioso medio stimato dell’ordine del 10-15 per cento, oltre a una sensibile riduzione della durata dei cicli di lavoro relativi alla deposizione dei metalli preziosi.

Venticinque anni d’attività e non sentirli: il 2017 è stato un anno importante nella storia di Italfimet, azienda fondata nel 1992 e specializzata nella fornitura di processi per galvanotecnica per il mondo dell’alta moda. Agli albori della propria attività, Ital! fimet era rivolta soprattutto al settore orafo, anche in virtù della prossimità del! la propria sede con la zona dell’aretino, da sempre terra prediletta per questo tipo di lavorazione. Nel giro di pochi anni, l’azien! da ha virato il proprio core business ver! so ciò che la contraddistingue oggi, di! ventando una delle realtà di riferimento del settore accessori moda. #Italfimet è una so! cietà che ha investito e continua ad inve! stire in infrastrutture tecnologiche avan! zate ed in ricerca e sviluppo % spiega l’in! gegner Matteini !, ponendo attenzione e cura nei confronti dei propri collaborato! ri e di tutte le tematiche ambientali. Un’at! titudine che le ha consentito di essere una realtà affidabile e competitiva nella valo! rizzazione degli accessori per l’alta moda$. Nel contesto di una crescita progressiva, Italfimet si è strutturata per fornire ai pro! pri clienti di alta gamma un servizio ancora più articolato. L’azienda ha instaurato una partnership con Ife % Italian Fashion Engineering %, realtà con esperienza ven! tennale nel settore moda, per poter af! fiancare i clienti anche durante lo sviluppo del prodotto e la scelta dei materiali. A completare l’iter si è aggiunta la colla! borazione con Cierre, laboratorio accre! ditato per quanto riguarda analisi chimi! co!fisiche ed attrezzato per l’esecuzione di test prestazionali sui materiali metallici, tessuti, pelli e plastiche. Attraverso que! ste collaborazioni Italfimet garantisce ai fashion brand un servizio completo di alta qualità e unico nel mercato. Da citare inol! tre che Italfimet possiede un’officina meccanica dedicata alla produzione di im! pianti galvanici che permette di fornire i processi di finitura superfici totalmente ‘chiavi in mano’. Vero mestiere, sapienza tecnica e attenzione verso ogni aspetto della lavorazione fanno di Italfimet un’ec! cellenza del settore manifatturiero made in Italy. ■ Luana Costa


Industria, Lusso & Mercati Pag. 13 • Gennaio 2018

Controlli non distruttivi I controlli su impianti o apparecchiature sono operazioni delicate. Roberto Besagni spiega come le nuove tecnologie consentano di realizzarli senza interrompere il ciclo produttivo e quindi garantendo un risparmio di tempo e di costi

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al farmaceutico a quello ali! mentare, dall’Oil&Gas al chimico sino al metalmec! canico. In ogni settore in! dustriale ogni manufatto deve essere controllato per la verifica del! la sua integrità e conformità alle norme vigenti. È noto infatti che anche un pic! colo difetto superficiale, innocuo in con! dizioni normali, se sottoposto a solleci! tazioni, cresce costantemente fino a por! tare a rottura del componente con con! seguenze per la sicurezza delle persone, per l’ambiente o per il ciclo produttivo. Al fine di evitare che accadano simili in! cidenti, si ricorre ai controlli non di! struttivi che ne assicurano l’integrità e lo “stato di salute”. Fondata nel 1953, Condomett è una delle principali azien! de specializzate nel settore, la prima in Italia a offrire questo tipo di servizi per conto terzi. Il settore dei controlli non di! struttivi è in continua evoluzione e per rimanere al passo con il mercato e per of! frire ai propri clienti soluzioni sempre più accurate e diverse, ogni anno l’azien! da investe circa il 20 per cento del pro! prio fatturato in corsi di aggiornamento indirizzati alla formazione dei propri tecnici, in nuovi strumenti e al rinnovo e all’incremento di macchine per l’offi! cina meccanica. "Per quanto riguarda il personale siamo convinti che la forma! zione e l’aggiornamento professionale siano condizioni fondamentali per esse! re e per rimanere competitivi sul mercato ! precisa Roberto Besagni, titolare della società !, specialmente in quello dei

Condomett ha sede a Fidenza (Pr) www.condome!.it

IL BILANCIO 2017

INNOVAZIONE

Tra le tecnologie che determineranno nuovi avanzamenti nel se!ore vi sono i cosidde!i cnd avanzati, che vanno ad affiancarsi a quelli tradizionali

controlli non distruttivi. Inoltre, cre! diamo che coinvolgendo e offrendo la possibilità ai nostri tecnici di aggiornarsi e crescere, questi possano essere più mo! tivati. Riteniamo, infatti, che un ambiente di lavoro sereno e stimolante possa in! fluire positivamente sui risultati azien! dali#. La continua evoluzione delle ri! chieste di mercato ha comportato l’ado! zione di nuove metodologie di controllo, in supporto a quelle tradizionali, che per! mettono una più precisa e rapida indi! viduazione degli eventuali difetti, con no! tevole risparmio di tempo e garanzia di risultati eccellenti ed affidabili. "È un campo che ci mette continuamente alla prova $ continua il titolare ! e, di conse! guenza, per distinguerci e rimanere al passo con le evoluzioni, offriamo ai no! stri clienti, oltre ai cosiddetti controlli tradizionali, anche attività che possano fare la differenza investendo molto sul! le apparecchiature e sugli strumenti ne! cessari ad eseguire tali controlli. Tra le tecnologie che determineranno nuovi avanzamenti nel settore vi sono i cosid!

detti CnD avanzati, che vanno ad affian! carsi a quelli tradizionali. Queste nuove tecnologie di controllo si applicano ad ap! parecchiature fondamentali per un im! pianto e rappresentano per il cliente fi! nale un valore aggiunto per diversi mo! tivi. Innanzitutto, perché consentono di eseguire verifiche senza l’obbligo di fer! mare il ciclo produttivo e poi perché sono in grado di realizzare analisi più rapide con il vantaggio di ridurre o annullare i costi di fermata degli impianti. Si gua! dagna inoltre nell’eliminazione dei costi accessori per l’esecuzione dei controlli come possono essere i ponteggi o la ri! mozione della coibentazione. In questo senso, abbiamo compiuto negli ultimi anni importanti investimenti per assi! curarci i migliori strumenti che il mer! cato è oggi in grado di offrire. Penso alla strumentazione per eseguire le onde guidate oppure a quella per le emissio! ni acustiche o all’ultima che abbiamo ac! quistato che consente, sfruttando il prin! cipio delle correnti indotte pulsate, di dare indicazioni sull’integrità di un’ap!

Il 2017, sebbene il fatturato sia stato inferiore al 2016 e considerando il contesto economico nazionale, è stato un anno positivo. La Condomett ha acquisito nuovi clienti anche attraverso l’aggiornamento del sito internet e grazie all’apertura di pagine aziendali su social professionali. In un mercato come quello dei CnD, specialmente in Italia dove si contano molti concorrenti, piccoli e grandi, è diventato sempre più difficile competere. Ma dall’inizio della crisi economica, nel 2008, Condomett ha deciso di mantenere invariati i prezzi dei propri servizi. I tecnici sono dei professionisti formati e qualificati e gli strumenti che utilizza per offrire ai clienti soluzioni all’avanguardia sono i migliori sul mercato e la qualità ha il suo prezzo.

parecchiatura o del piping senza la ne! cessità di rimuovere la protezione che la ricopre, con un notevole risparmio di tempo ma soprattutto di costi#. Il prin! cipale mercato di riferimento dell’azienda è l’Italia: "Abbiamo la fortuna di avere la nostra sede centrale in Emilia Romagna, ciò ci permette di servire in tempi rapi! di i clienti di tutto il nord e centro Ita! lia che richiedono i nostri servizi. L’altra nostra sede, aperta ormai 19 anni fa, si trova invece a Sarroch, in Sardegna, a po! chi chilometri da Macchiareddu, uno dei più importanti agglomerati industriali in provincia di Cagliari. Non escludiamo però in futuro la possibilità di offrire i no! stri servizi e le nostre conoscenze anche a mercati stranieri. Per quanto riguarda le altre attività da noi svolte, intendo i trattamenti termici e l’officina meccanica, per quest’anno abbiamo già acquisito im! portanti commesse sia in Sud America che in Medio Oriente, oltre che natural! mente in Italia dove saremo coinvolti nel! la realizzazione di un importante im! pianto di stoccaggio#. ■ Luana Costa


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 14

Modelli d’impresa

La via sarda per resistere alla crisi Nel settore dei profilati ferrosi e in alluminio il tessuto produttivo dell’isola, composto in prevalenza da piccoli artigiani disseminati sul territorio regionale, è risultato un punto di forza, secondo Mattia Sanna, amministratore della Caimar

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n un tessuto produttivo dalle ca! ratteristiche geografiche, distribu! tive ed economiche così peculiari come quello sardo, la crisi, così come la via d’uscita alla crisi, ha necessariamente dinamiche proprie. Nel settore dei semilavorati e dei profilati ferrosi e in alluminio, le aziende del! l’isola si sono dovute confrontare con una recessione piombata in ritardo ri! spetto al resto dello Stivale, dunque già abbondantemente annunciata, che ha im! pattato duramente sul settore dell’edili! zia, da cui si comincia a intravedere solo adesso la via d’uscita. Le imprese che sono riuscite a resistere, hanno trovato la forza di reagire proprio nell’unicità sarda e per non essere trascinate via dalla con! giuntura economica si sono aggrappate all’estrema frammentazione del tessuto produttivo, alla ragnatela sottile di pic! coli e piccolissimi artigiani e fabbri pre! senti praticamente in ogni centro dell’isola. Un’operazione ad alto rischio ma che ha consentito di resistere a Cai! mar Snc, azienda fondata da Beniamino Sanna, operante nel settore degli estrusi d’alluminio dal settembre 1985. Più di trent’anni di attività trascorsi a stretto contatto con gli artigiani sardi, clienti fi! delizzati che costituiscono l’ossatura delle attività di carpenteria in tutta l’isola, fornendo profilati in alluminio e ferro, vernici, pannelli coibentati di di! versi spessori, finiture, colori e curvature. "Per rispondere alle loro esigenze, nel 2003 l’azienda si è aperta anche alla for! nitura di profilati ferrosi # spiega l’am! ministratore Mattia Sanna, che insieme al fratello Andrea guida l’impresa # of! frendo un servizio completo a 360 gradi. È stata un’intuizione e una scommessa

LA RIPRESA

Negli anni neri il nostro fatturato si era quasi dimezzato, oggi stiamo recuperando, con una crescita lenta ma costante anno per anno

Caimar ha sede principale e sede legale a Cabras (Or) e la filiale a Monastir (Ca) - www.caimar.it

vincente in un momento storico che ci ha premiato. Subito dopo il nostro in! gresso in questo mercato, la Cina ha ri! dotto la produzione, portando a un’impennata del costo del ferro, con il risultato che il nostro magazzino, appena realizzato, ha avuto un importante riva! lutazione che ha permesso all’azienda di iniziare con il piede giusto la nostra nuova identità di supporto alla clientela, composta per lo più da fabbri artigiani, clienti medio!piccoli che sono riusciti a

lavorare e restare in piedi, permetten! doci di farlo a nostra volta, anche du! rante la crisi. Questa è stata la nostra doppia fortuna$. Su questo modello risultato vincente, la Caimar ha costruito il suo passato, il pre! sente ma anche e soprattutto il futuro, puntando sui rapporti personalizzati con ciascun cliente, sia sotto il profilo ammi! nistrativo ed economico che, soprattutto, per quanto riguarda l’assistenza, affidata

a un ufficio tecnico che collabora con il cliente nella ricerca delle soluzioni mi! gliori per le sue esigenze ma anche a un servizio di consegna con mezzi propri, attivo su scala regionale, che consente all’azienda un approccio personalizzato e più rispettoso dell’utente, con la possi! bilità di ricevere feedback immediati. "La nostra strategia aziendale è puntare sulla valorizzazione delle risorse interne. I nostri 34 lavoratori, tutti a tempo in! determinato, hanno la possibilità di cre! scere all’interno dell’azienda, dal magazzino # aggiunge Sanna # ai re! sponsabili commerciali. Il ricambio ge! nerazionale è in atto già da 15 anni. Sul fronte dell’offerta, invece, abbiamo scelto di continuare sulla strada già intrapresa, puntando sulla qualità, punto fermo da sempre della nostra azienda, con prodotti tutti garantiti e con totale tracciabilità della fornitura. La Caimar detiene l’esclusiva per la re! gione Sardegna della OS ! Original Sy! stems 'ex Alcoa, ex Sapa(, Hueck, Isomec Pannelli, Marcegaglia, lechler. Così ab! biamo combattuto la crisi, che ha inne! scato anche nella nostra azienda uno stillicidio di fatturato, con perdite fino al 30 per cento. Se prima del 2008 il nostro fatturato viaggiava sugli 11 milioni di euro, negli anni neri # conclude # è sceso a capofitto anche ai 6 milioni di euro. Oggi stiamo recuperando, con una cre! scita lenta ma costante anno per anno, ma di strada da fare ancora ce n’è$. ■ Alessia Cotroneo

IL CLIENTE AL CENTRO, DAL CANTIERE ALLA BUROCRAZIA

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no dei servizi più apprezzati dai clienti della Caimar è l’ufficio tecnico a supporto del cliente, per rispondere just in time alle richieste tecniche ma anche burocratiche, a fronte di novità tecniche e legislative che viaggiano a ritmi tali da risultare difficili da seguire per i piccoli artigiani. «Oggi i clienti, anche i più fidelizzati, sono informati, non si affidano ciecamente al fornitore – precisa l’amministratore Ma"ia Sanna – ma chiedono assistenza specifica e pongono domande molto puntuali. Per questo abbiamo scelto di puntare sull’aggiornamento costante dei nostri rappresentanti, sopra"u"o in tema di agevolazioni fiscali e detrazioni sulle riqualificazioni, e su un ufficio tecnico realmente al servizio del cliente, che va sul cantiere e lo aiuta a realizzare manufa"i innovativi. Generalmente i clienti sono restii alle novità ma la presenza di esperti che li coadiuvano nell’uso di nuove tecnologie o di nuovi infissi è un plus su cui abbiamo scelto di puntare anche nel prossimo futuro».


Industria, Lusso & Mercati Pag. 15 • Gennaio 2018

Il valore aggiunto del made in Italy Con Matteo Massenza ci avviciniamo a un settore particolare, quello della perforazione, i cui prodotti sono in media estremamente longevi, oltre a dover garantire altissimi standard qualitativi. Ma anche in questo il know how italiano fa la differenza

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arlare di ripresa ha sempre un che di imbarazzante: si rischia di fare la figura del politico di turno che cerca di tranquilliz! zare le masse spaventate. Ep! pure ci sono settori che, proprio a detta dei maggiori player di mercato, stanno vi! vendo un momento di rinascita indubita! bile. Anche il mercato della perforazione, come spiega Matteo Massenza, respon! sabile commerciale della parmense Mas! senza, ha sicuramente passato anni mol! to difficili a causa della crisi economica in! ternazionale e della crisi del settore mi! nerario. #Entrambe $ dice l’imprenditore emiliano $ hanno colpito soprattutto mer! cati in cui da sempre lavoravamo in modo attivo, come Europa o Australia. In parti! colare in Italia la situazione è stata al! quanto tragica per diverso tempo. Durante il 2017 però abbiamo visto segnali di ri! presa che ci fanno ben sperare, special! mente per il nostro paese. In ogni caso la nostra azienda ha risentito solo legger! mente di queste difficoltà, grazie al fatto che lavoriamo in tutto il mondo e in di! versi settori e campi di applicazione. Questo ci ha permesso di bilanciare le mancate richieste in alcune zone, con quel! le delle economie emergenti%. La Massenza Fu Giuseppe Impianti di Per!

forazione Srl, uno dei principali produttori di perforatrici in Europa, progetta e pro! duce impianti di perforazione dal 1921. #Le nostre perforatrici $ spiega Massenza $ possono essere usate per pozzi d’acqua, geotecnica, geotermia, ricerche minerarie, sismica, fondazioni, micropali e ancorag! gi. Inoltre, possiamo supportare diversi metodi di perforazione: a circolazione di! retta o inversa, con pompa fango, com! pressore, carotaggi e perforazione con eli! che. Ciò consente alle nostre perforatrici di lavorare in tutti i tipi di terreno e in tut! ti i paesi del mondo. Con orgoglio pos! siamo dire che uno dei nostri punti chia! ve è l’affidabilità. La vita normale delle no! stre perforatrici è di 35/40 anni, con una manutenzione semplice, appropriata e con pochi pezzi di ricambio. Scegliendo le nostre realizzazioni, si fa un investimen! to a vita e, grazie alle elevate prestazioni dell’impianto, questo investimento è pre! sto ripagato da un lavoro quotidiano ve! loce e senza problemi. Siamo presenti in tutto il mondo e manteniamo con orgoglio rapporti di collaborazione duraturi con molti dei nostri clienti e partner. In par! ticolare, l’Europa &specialmente Gran Bre! tagna' e l’Africa &in paesi come l’Etiopia' sono tra i nostri mercati più importanti. Dal 2016, però, stiamo lavorando molto

bene anche in alcuni Paesi asiatici, dove quest’anno abbiamo venduto ben 14 per! foratrici. In generale tutta l’area del Sud! Est Asiatico sembra essere molto pro! mettente e viva%. Massenza, poi, indica i maggiori cambia! menti nelle richieste degli ultimi anni. #Specialmente nei paesi più avanzati $ af! ferma il titolare dell’impresa $, i nostri clienti sono sempre più alla ricerca di so! luzioni che rendano le macchine più au! tomatizzate. Questo perché c’è la necessità di incrementare sempre di più efficienza e sicurezza e di rendere possibile il lavo! ro a un unico operatore. Aumentano le ri! chieste di perforatrici controllate da radio comando, che permette al perforatore un grande libertà di movimenti, e di perfo!

50 PAESI Le perforatrici Massenza si trovano in ogni angolo del mondo, in particolar modo in Europa, Africa e Sud-Est asiatico

ratrici con un sistema completamente automatico di caricamento delle aste. Proprio alla fine del 2017 e proprio in Ita! lia, ad esempio, abbiamo consegnato una perforatrice per pozzi d’acqua modello MI12 montata su camion 4x4, interamente radio comandata a distanza e con a bordo le aste di perforazione e il braccio di ca! ricamento: con questa innovativa confi! gurazione, siamo riusciti a soddisfare pienamente le esigenze del cliente, che aveva bisogno di un impianto che potes! se essere utilizzato interamente da un’uni! ca persona in cantiere%. Oltre alla ricerca dell’automazione, au! menta l’interesse per tecnologie e solu! zioni ecosostenibili e a risparmio ener! getico. #In questo senso siamo stati i pri! mi a realizzare, ancora una volta per il mercato italiano, una perforatrice azio! nata da motore elettrico, invece che die! sel. La MI55 montata su camion, infatti, può lavorare senza problemi anche nei centri abitati, dove ci sono severissime re! strizioni per l’inquinamento sia dell’aria che acustico%. ■ Elena Ricci

UN SECOLO D’ESPERIENZA La Massenza si distingue sicuramente per la lunga esperienza nel settore: nata nel 1921, è ormai quasi un secolo che produce perforatrici. «I nostri impianti – dice il titolare Matteo Massenza – sono conosciuti per l’elevata affidabilità, grazie anche alla scelta dei migliori componenti e materiali disponibili sul mercato, che permette una vita del prodotto di oltre 30 anni. I nostri clienti ci apprezzano anche per il fatto che diamo continuamente supporto tecnico, anche per modelli molto datati, cosa che nessun altro fa sul mercato. Infine, sicuramente ci contraddistingue l’elevato livello di personalizzazione. La flessibilità della nostra produzione e l’esperienza del nostro dipartimento tecnico, infatti, ci permettono di soddisfare tutte le richieste dei nostri clienti e trovare sempre soluzioni innovative e su misura: se non per ordini di più unità alla volta, non abbiamo mai prodotto una perforatrice uguale ad un’altra». La Massenza Fu Giuseppe Impianti di Perforazione Srl ha sede a Parola (Pr) www.massenzarigs.it


Le potenzialità del metalmeccanico In Italia quest’area industriale non conosce crisi e produce un’enorme ricchezza. Il caso della Meccanica Bocchi, specializzata in lavorazioni di precisione di particolari di medie e grandi dimensioni per macchine utensili

L’

industria metalmeccanica rive! ste ! in tutti i Paesi industria! lizzati ! un ruolo particolar! mente rilevante in termini di occupazione e per il ruolo strategico che assolve. Produce, infatti, la totalità dei beni d’investimento, come macchine e at! trezzature, attraverso le quali trasmette l’innovazione tecnologica a tutti i rami dell’industria e agli altri settori dell’eco! nomia. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica appartiene al metalmeccanico circa l’82 per cento della produzione defi! nita ad alta e media tecnologia. In Italia, il settore occupa circa 1.600.000 addetti risultando così il secondo in Europa dopo la Germania. Produce ricchezza per circa 100 miliardi di euro ed esporta beni per 200 miliardi che rappresentano quasi la metà del fatturato settoriale. Un giro di af! fari che consente al nostro paese di avere una situazione economica stabile e in at! tiva nel secondario. Cifre importanti rag! giunte grazie all’impegno e al know how delle imprese italiane. Tra queste c’è la Meccanica Bocchi di Podenzano, in pro! vincia di Piacenza. #La storia dell’azienda $ spiega la figlia del proprietario Barbara Bocchi ! è quella di Luigi Bocchi. Nel 1961, con alle spalle due lustri di lavoro in officine artigiane, si mette in proprio. Qualche anno più tardi decide di avvalersi dell’aiuto di suo fra! tello. Da questo momento parte la storia di successo della Meccanica Bocchi%. Attiva, dinamica ed efficiente nello svi! luppo e nella lavorazione meccanica di

Meccanica Bocchi si trova a Podenzano (Pc) www.meccanicabocchi.it

precisione di particolari di medie e grandi dimensioni per macchine utensili, l’azienda si sviluppa su una superficie to! tale di 6500 mq. della quale 2400 coperti. #All’interno ci sono 4 carroponti e car! relli elevatori per una portata massima di 10 tonnellate e un parco attrezzato con ol! tre 20 macchine utensili tra fresalese, ale! satrici, centri di lavoro, torni e altro% pro! segue Barbara Bocchi. Si tratta di un’azienda a conduzione fa! migliare che si è evoluta e ampliata nel corso del tempo. Oggi con Luigi Bocchi collaborano il figlio Massimiliano che si occupa della programmazione e della di! stribuzione del lavoro ai dipendenti, la moglie Maria, Barbara e la nuora Marina che curano contabilità e amministrazione. #Abbiamo oltre cinquant’anni di espe! rienza e ciò ci permette di produrre mac! chine e attrezzature sicure, efficienti, affi! dabili e di elevata qualità tecnica% conclude la Bocchi. ■ Albachiara Re


Tornitura: le Pmi della svolta Mirco Alberini racconta la sua esperienza diretta nel settore meccanico ai tempi della crisi, in cui competenza e innovazione tecnologica fanno la differenza in termini di qualità e crescita

C

ustomizzazione, flessibilità e avanzamento tecnologico al! l’avanguardia. Ci sono Pmi che su queste parole d’ordine non solo hanno costruito il successo della propria attività, ma sono riu! scite a crescere proprio nel mezzo della bu! fera che è stata la grande crisi iniziata nel 2008. È il caso della Alberini Srl, azienda parmense fondata nel 1974 da Francesco Alberini, che diede avvio all’attività di tor! nitura e fresatura in un piccolo laboratorio. #Col passare degli anni grazie all’esperienza e alla fiducia accordatagli dai clienti $ dice Mirco Alberini, contitolare e figlio del fondatore $, è riuscito a raggiungere ri! sultati interessanti pur conservando lo spirito di un’impresa a carattere famiglia! re. Nel 2000 sono entrato in azienda e ab! biamo acquistato un tornio Cnc. Appas! sionato di informatica, sono stato attratto subito dal mondo del controllo numerico e dopo qualche anno abbiamo investito su un centro di lavoro Cnc. Dopo la crisi de! gli anni 2009 inizia la svolta. Acquistiamo un tornio da barra di ultimissima genera! zione per entrare in un mondo nuovo: pro! duzione di braccetti per macchine da caffè progettati interamente da noi%. Gli affari vanno molto bene tant’è che #l’anno dopo decidiamo di prendere un al! tro centro di lavoro Cnc $ continua Alberi! ni $. A questo punto, ci rendiamo conto di avere bisogno di altro personale per gesti! re il carico del lavoro che intanto cresce. Nel 2015 nuova svolta: acquisto di un centro di lavoro orizzontale con cambio pallet per la! voro non presidiato e lavorazioni 24 ore al giorno. Oggi, lavoriamo su disegno del cliente e su richiesta forniamo il prodotto finito anche di materiale, trattamenti termici e superficiali. Specializzati soprattutto nel!

Alberini Srl ha sede a Santa Maria del Piano (Pr) www.alberinitech.com

la fresatura di utensili per presse piegatri! ci. Operiamo in diversi settori tra cui: car! relli elevatori, macchine alimentari, mac! chine smaltimento rifiuti, raccorderia, hob! bistica, automobilismo, presse piegatrici, la! vorazioni da barra e da ripresa. Il tutto con la massima precisione e affidabilità%. Alberini è in grado di offrire diversi ser! vizi #tra cui lavorazioni eseguite con macchinari a controllo numerico, con! sulenza altamente specializzata, pre! ventivi gratuiti e grazie all'ausilio di stru! menti software d'avanguardia, stima precisa delle tempistiche di realizzazio! ne. E ancora, piccole progettazioni di ma! teriale meccanico con l'ausilio di sofisti! cati so*ware per la modellazione solida, e fornitura di campionature e prototipi di qualsiasi materiale prima della versione definitiva%. ■ Remo Monreale


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 18

Modelli d’impresa

Impianti chiavi in mano

zazione, dall’installazione fino alla manutenzione. Da sempre l’azienda è particolarmente attenta all’evoluzio! ne del mercato ed ai principi ormai consolidati rivolti alla sal! vaguardia dell’ambiente e al risparmio energetico. #I primi due progetti pilota in Sardegna nel campo dell’energia so! lare sono stati da noi realizzati per conto di Sorgenia $ ag! giunge ancora ! attraverso la costruzione di due impianti fo! tovoltaici da 1 Mw ognuno all’inizio degli anni 2000%. Men! tre si innalza il livello degli standard qualitativi richiesti, si amplia contestualmente anche lo spettro di servizio richie! sti. #I nostri clienti, sia quelli consolidati che quelli recen! temente acquisiti ! sottolinea Giacinto Gattermayer ! si ri! volgono alla nostra azienda richiedendo sempre più la rea!

L’AEROPORTO DI CAGLIARI ELMAS

Un’opera che ci ha visto impegnati con un’organizzazione tecnica di primo livello. Abbiamo raggiunto l’obie!ivo nei tempi previsti e con ampia soddisfazione da parte della stazione appaltante

Oltre a un innalzamento degli standard qualitativi, si amplia lo spettro dei servizi richiesti. Oggi le aziende non sono chiamate solo a progettare e realizzare gli impianti ma anche a gestirli ex post. Il punto di Giacinto Gattermayer

L

a realizzazione degli impianti elettrici del nuovo teatro lirico di Cagliari, gli impianti dell’Hotel Hil! ton Double Tree di Olbia e gli impianti della nuo! va aerostazione general aviation dell’aeroporto Co! sta Smeralda di Olbia. È ampio e variegato il pal! mares che può vantare l’azienda Gattermayer, leader in Sar! degna nella realizzazione di impianti elettrici e tecnologici. L’azienda nasce alla fine degli anni Cinquanta grazie al suo fondatore Giacinto Gattermayer e prosegue in terza gene! razione con l’omonimo nipote. Agli inizi concentra la propria attività nel settore impiantistico elettrico industriale per poi proseguire nel corso degli anni in un processo di evoluzio! ne che l’ha portata a realizzare lavori impiantistici nel civi! le e nel terziario. Con decenni di esperienza alle spalle, Gat! termayer può oggi vantare un primato unico nel settore, vale a dire quello di aver eseguito lavori per un numero molto alto di clienti e di aver seguito con successo i progetti più diffe! renti, anche relativi a molti impianti di sicurezza. Tra i clienti ci sono aeroporti, strutture ricettive, impianti spor! tivi, istituti di credito, concessionarie auto. #Direi che uno dei lavori che ha dato particolare lustro e soddisfazione all’azienda è stato la realizzazione del nuovo aeroporto di Cagliari Elmas ! racconta con orgoglio Giacinto Gattermayer, titolare del! l’omonima società !. Si tratta di un’opera che ha visto impe!

gnata la nostra struttura con un’organizzazione tecnica di pri! mo livello, con una forza lavoro importante e che ci ha vi! sto raggiungere l’obiettivo nei tempi previsti e con ampia e riconosciuta soddisfazione da parte della stazione appal! tante%. L’azienda, con sede a Cagliari e Olbia, è oggi leader in Sardegna per la realizzazione di impianti elettrici e tec! nologici. Opera sul territorio nazionale e all’estero, vantan! do collaborazioni con alcune delle realtà professionali e im! prenditoriali più rilevanti in Sardegna e non solo. #Colla! boriamo con importanti imprese private $ specifica Giacin! to Gattermayer ! impegnate nella realizzazione di grandi ope! re, civili, industriali o infrastrutturali e partecipiamo co! stantemente agli appalti pubblici banditi dai diversi enti pub! blici. Ci occupiamo ormai da diversi anni della progettazione e della realizzazione di impianti elettrici, speciali e tecno! logici sia in ambito civile che industriale. La nostra orga! nizzazione, efficiente e tecnicamente strutturata, consente all’azienda di fornire servizi rapidi e di alta qualità mante! nendo come obiettivo primario la soddisfazione della com! mittenza%. Forte di un’importante esperienza e di una struttura di alto livello, sempre aggiornata sulle migliori so! luzioni dell’impiantistica, Gattermayer provvede alla pro! gettazione di impianti elettrici, meccanici e tecnologici oc! cupandosi di ogni aspetto, dalla progettazione alla realiz!

lizzazione degli lavori con la formula “chiavi in mano”, par! tendo cioè dalla progettazione alla realizzazione degli impianti, proseguendo qualora richiesto con la manutenzione e la ge! stione degli stessi%. L’azienda investe in maniera costante e programmata nella propria organizzazione: in particolare, nel settore tecnico e della sicurezza. Guardando al futuro la Gat! termayer ha già programmato tra gli obiettivi a medio ter! mine di aprire una divisione specializzata nella costruzione e nell’assemblaggio di quadri elettrici. #Dopo aver subito un periodo di crisi congiunturale negli anni 2007 e 2008, il mer! cato ha ripreso lentamente a muoversi con un trend positi! vo e possiamo ormai dire che, sebbene gli indici non siano brillantissimi in valore assoluto, sono comunque positivi e in crescita% è il commento del titolare dell’azienda riguardo alle prospettive di crescita. ■ Luana Costa

Gattermayer ha sede a Cagliari - www.gattermayer.com

ALCUNE REFERENZE La società si attesta in costante crescita tanto da aver chiuso l’esercizio 2017 con un volume d’affari vicino ai sei milioni di euro e con soddisfacenti margini di reddito. Attualmente l’organico aziendale conta quaranta dipendenti tra impiegati tecnici e amministrativi e operativi di cantiere. L’azienda opera principalmente in ambito regionale e nazionale ma da circa due anni è attiva anche nel mercato nordafricano attraverso una società satellite con sede a Casablanca in Marocco. È impegnata da sempre nella realizzazione di grandi opere, tra i lavori più significativi degli ultimi anni possiamo elencare: impianti elettrici e tecnologici del nuovo Aeroporto di Cagliari Elmas, impianti elettrici e tecnologici nuova Aerostazione General Aviation Aeroporto di Olbia Costa Smeralda, impianti elettrici e tecnologici Hotel Hilton Double Tree Olbia, impianti elettrici e tecnologici Hotel Cala Marana Porto Rotondo, realizzazione dei primi due parchi fotovoltaici da 1 Mw in Sardegna, realizzazione impianti elettrici Teatro Lirico di Cagliari e la realizzazione impianti elettrici e tecnologici Piscina Olimpica di Terramaini a Cagliari.


Industria, Lusso & Mercati Pag. 19 • Gennaio 2018

Al servizio dell’ambiente Impegnarsi a tutelare l’ambiente può essere semplice. Basta infatti affidarsi a specialisti del settore che, dotati di tecnologie avanzate, riescono a gestire e smaltire materiali anche pericolosi. L’esempio della Tugnolo Servizi per l’Ambiente

A

l giorno d’oggi vengono pro! dotti sempre più rifiuti e di ti! pologie molto differenti. La loro gestione, come il tra! sporto, lo smaltimento, lo stoccaggio e il riciclo può comportare grossi problemi. La soluzione risiede spesso in piccoli accorgimenti quali, ad esempio, il semplice spurgo delle fosse biologiche o la rimozione e lo smalti! mento di materiali pericolosi come l’eter! nit. La Tugnolo Servizi per l’Ambiente vanta una pluriennale esperienza nel set! tore ed è in grado di mettere a disposi! zione dei clienti diversi servizi. Da Chieri fino alla provincia di Torino ed Asti, l’azienda garantisce, infatti, interventi tempestivi ed efficaci, assicurando un in! tervento pronto e risolutivo. Tutto ha ini! zio nel 1980 quando Annibale Tugnolo, attuale titolare della società, diede avvio al suo percorso lavorativo nell’ambito dei rifiuti, creando una piccola azienda a ser! vizio principalmente della città di Chieri e dei comuni limitrofi. L’attività si è pian piano ingrandita fino a consolidare la propria presenza sul territorio e ampliare i servizi in tutto il Piemonte. #La nostra azienda si è specializzata nel campo am! bientale ! precisa Annibale Tugnolo ! e vanta un’ampia diversificazione: dai tra! sporti allo smaltimento dei rifiuti indu! striali liquidi e solidi pericolosi e non. Siamo in possesso della certificazione Iso 14001, a ulteriore garanzia e con! ferma di attività svolte nel pieno rispetto dell’ambiente. Solo così è infatti possibile rivolgerci ad una clientela diversificata accontentando ogni esigenza proveniente dal settore pubblico come dal privato. Nel corso degli anni abbiamo inoltre stretto

importanti collaborazioni con i principali operatori del settore%. L’azienda gestisce un impianto di cernita di rifiuti destinato al recupero dei materiali e uno stoccaggio di rifiuti pericolosi. Nell’area dei mate! riali non pericolosi è dotata di una pressa utilizzata per la riduzione volumetrica della carta, del cartone e del nylon. È, inoltre, fornita di un trituratore per i ma! teriali in plastica e di un’area di stoccag! gio per altri materiali come il vetro, il ferro e il legno. Nell’area destinata allo stoccaggio dei rifiuti pericolosi vengono gestiti materiali come l’amianto, isolanti provenienti da attività edilizie, apparec!

RIFIUTI PERICOLOSI

Non solo amianto. Vengono gestiti materiali come isolanti provenienti da a!ività edilizie, apparecchiature fuori uso, nonché vari rifiuti di diverse a!ività industriali e aziende agricole

chiature fuori uso, assieme ad altri rifiuti pericolosi provenienti da attività indu! striali e da aziende agricole. #Siamo in grado di offrire servizi di pulizia di fosse biologiche, spurghi di pozzi neri, disot! turazione di tubi di scarico parte di reti fognarie e video ispezione. Tutte queste attività sono svolte da personale compe! tente che collaborano con noi da decine di anni%. ■ Luana Costa

Tugnolo Servizi per l’Ambiente ha sede a Chieri (To) - www.tugnoloambiente.it

TECNOLOGIE PER L’INDUSTRIA La fabbricazione di quadri ele!rici studiati in modo da poter montare componenti di tu!i i costru!ori italiani ed esteri rende più appetibili commercialmente i prodo!i e più facili le operazioni di sostituzione dei componenti. Il punto di Giuseppe Roccato

U

na perfe!a sintesi tra tecnologia ele!rotecnica e modalità operative moderne ed efficaci, applicata anche al campo degli impianti fotovoltaici, a biomassa ed eolici. È solo grazie a una lunga esperienza maturata nel se!ore che è nata l’idea di fabbricare quadri ele!rici su scala industriale ma studiati in modo da poter montare componenti di tu!i i costru!ori italiani ed esteri. La tecnologia è stata introdo!a da QService, realtà dinamica e moderna giunta oggi al ventesimo anniversario dalla nascita. L’azienda opera nel se!ore tradizionale della proge!azione, della fornitura, dell’installazione di quadri ele!rici di media e bassa tensione e impianti ele!rici. Più recentemente la sua a!ività si è addentrata nell’affascinante mercato dell’energie rinnovabili in cui ha già sviluppato diverse commesse. «La nostra capacità di proge!azione è completa e sempre aggiornata alle novità tecnologiche - spiega Giuseppe Roccato, titolare della società -. Ogni a!ività di montaggio e installazione in cantiere viene pianificata e controllata in modo che ne sia garantita la qualità finale. Il modo di concepire il rapporto con il cliente si concretizza nella possibilità di una continua e proficua intera!ività sia nel momento precontra!uale sia, sopra!u!o,

QService ha sede a Elmas (Ca) www.qservice.it

durante lo svolgimento dell’a!ività realizzativa. Il cliente può altresì rivolgersi a noi per la supervisione e l’avviamento, per l’assistenza in garanzia e per la manutenzione di ogni tipologia di impianto ele!rico. Le nostre forniture, infa!i, sono ormai conosciute ed apprezzate non solo in Sardegna e in tu!a Italia ma anche nei paesi esteri». QService interviene ovunque sia presente l’energia ele!rica: nelle centrali ele!riche di ogni tipo, in stazioni e cabine ele!riche di impianti fotovoltaici, a biomasse, e infine dove essa è utilizzata e distribuita. In questi se!ori realizza quadri MT, BT, MCC, quadri di distribuzione di potenza ed ausiliari, per comandare, controllare, illuminare e telegestire ogni tipo di impianto. La stru!ura aziendale semplice e lineare ma nel contempo completa e du!ile, consente alla QService un’organizzazione del lavoro perfe!amente definita, dal conta!o con il cliente alla consegna del quadro fino all’assistenza per la manutenzione, retrofi!ing, sostituzioni complete, adeguamenti normativi. A!raverso l’impostazione del sistema qualità in conformità alla norma Uni En Iso 9001:2008, l’azienda ha voluto migliorare la propria immagine in materia di qualità e le performance aziendali. «Siamo in grado di soddisfare tu!e le esigenze della nostra clientela – conclude Roccato - in conformità alle norme nazionali ed internazionali e alle nuove tecnologie». ■ Luana Costa


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 20

Mercato del lusso

Sempre più interesse per la creatività italiana In uscita da una fase di alti e bassi, nel 2017 il mercato del luxury ha ripreso vigore grazie in particolare alle nuove generazioni e alla domanda cinese. Su a braccetto retail e canale online, crescono i consumi esperienziali

T

recento miliardi di euro entro il 2020. È il valore che po! trebbe raggiungere il mercato dei beni personali di lusso mantenendo il dinamismo ri! trovato negli ultimi mesi. Uno slancio che quest’anno ha permesso al core mar! ket del luxury italiano di riagganciare il binario della crescita, riemergendo da una fase di appannamento attraversata nel 2016. A decretare l’inversione di marcia è il Worldwide luxury market monitor realizzato da Bain&Company e inserito nel più ampio Osservatorio Al! tagamma 2017, tradizionale convegno che ogni anno fa il punto sullo stato di salute del segmento top dell’industria creativa italiana. I CONSUMATORI DELL’ALTO DI GAMMA RITROVANO FIDUCIA "Il lusso italiano # afferma Andrea Illy, presidente di Fondazione Altagamma # è tornato a crescere nel 2017, conser! vando la sua quota del 10 per cento del mercato globale e confermando il suo ruolo di ariete del made in Italy con un solido progresso del 5 per cento$. Lo stesso tasso di crescita a cambi costanti registrato peraltro dal business dell’alto di gamma complessivamente inteso che, sempre secondo il monitor, ha chiuso il 2017 sfiorando 1,2 mila miliardi di euro di valore totale. Effetto millenials, esca! lation di acquisti cinesi e un generale ri! sveglio della consumer confidence i fat! tori principali che hanno favorito un

Andrea Illy, presidente di Fondazione Altagamma

ritorno di fiamma verso i prodotti e in particolare verso le “esperienze di lusso”. Trainate quest’ultime da una clientela asiatica sempre più compe! tente in materia e desiderosa pertanto di concedersi viaggi, regali e immersioni in stili di vita fuori dall’ordinario. Sul piano della distribuzione geografica della domanda tuttavia, nel 2017 la parte del leone ha continuato a recitarla l’Europa, crescendo del 6 per cento a tassi di cambio correnti e raggiungendo gli 87 miliardi di euro di vendite al det! taglio. Bene anche il mercato ameri! cano, dove Canada e Messico sono ri! sultate le aree più vitali nell’anno appena concluso e anche il resto del! l’Asia, dove si segnala la robusta ripresa di Honk Kong e Macao.

TREND D’ACQUISTO, IRROMPE IL “MILLENIAL STATE OF MIND” Ma al di là delle variazioni continentali, i veri motori di questo snodo favorevole al lusso sembrano essere fondamental! mente due: la significativa ascesa del ca! nale online, che genera ormai perfomance di valore analogo a quello del Giappone, e il prepotente ricambio generazionale dei consumatori, alimentato dalle cosid! dette generazione Y e dalla generazione Z responsabili dell’85 per cento della cre! scita del settore negli ultimi dodici mesi. "L’ingresso del “millenial state of mind” nell’arena del lusso # osserva Claudia D’Arpizio di Bain&Co ! ha cambiato il mondo in cui vengono effettuati gli ac! quisti e deve spingere i brand di lusso a

ridefinire la loro offerta nei punti ven! dita$. Anche perché, al netto di un canale online che si è messo a correre com! piendo un balzo in avanti del 24 per cento nel 2017, i negozi tradizionali non hanno visto erodersi le loro quote, anzi. In base ai dati raccolti da Bain&Co l’anno scorso il canale retail è cresciuto dell’8 per cento, di cui il 3 per cento per via di aper! ture di nuovi negozi e il restante 5 per cento dovuto a una crescita a perimetro costante. Migliorano del 3 per cento an! che i canali wholesale, guidati da una forte performance dei negozi multimarca. STIME FUTURE, CRESCITA COSTANTE PER I PROSSIMI TRE ANNI Questo significa che in proiezione fu! tura la sfida degli operatori del lusso non sarà tanto salvaguardare la tenuta dei negozi distinguendone l’offerta ri!

spetto alle vetrine e!commerce, quanto piuttosto evolversi per creare un ecosi! stema in cui ogni interazione con il cliente abbia un forte impatto nel rac! contare la storia dei nostri marchi ec! cellenti. "Il settore # sostiene Illy ! si trova oggi di fronte a quattro cambia! menti epocali: una nuova generazione di consumatori, la trasformazione del re! tail e il fiato corto dei monomarca, le nuove tecnologie, le nuove forme di con! correnza. In questa cruciale partita Fon! dazione Altagamma, in concomitanza con il suo 25esimo anniversario, vuol fare sentire la sua vicinanza all’indu! stria creativa italiana attraverso un pro! gramma pluriennale di azioni, mirate a sostenerne la competitività, presentato pubblicamente alla Giornata Altagamma del 23 novembre scorso$. Un pro! gramma che scommette innanzitutto sui giovani e sulla valorizzazione di quelle categorie produttive per le quali anche lo studio Altagamma Consensus 2017 prevede le maggiori aspettative di ven! dita. Tra queste, quelle stimate più in crescita nel 2018 sono pelle, calzature e accessori con un +7 per cento, seguite a due punti percentuali di distanza dall’hard luxury. Annunciato in au! mento del 4 per cento anche l’abbiglia! mento assieme a profumi e cosmetici,

mentre sarà stabile l’andamento de l’Art de la Table. In uno scenario comples! sivo del luxury world che sempre stando alle previsioni, segnerà incre! menti continui per i prossimi tre anni con tassi di crescita annui compresi co! stantemente tra il 4 e il 5 per cento. ■ Giacomo Govoni


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 22

preziosi, orologi e bijoux che passano dal 10,8 per cento dello scorso anno all’11,2 per cento. Ritengo che i dati saranno in li! nea con le aspettative. Certo è che i risul! tati, come sempre accade, dipendono dal! le iniziative che i gioiellieri hanno sapu! to mettere in atto per risvegliare l’interesse all’acquisto di preziosi anche da parte di co! loro che se ne sono un po’ disaffezionati#. Quanto alla tipologia di gioielli, quali stanno attirando maggiormente i consumatori italiani negli ultimi mesi? $La moda esercita sicuramente una gran! de influenza: da anni le spille, insieme a ge! melli e fermacravatte, sono ultime in una classifica che vede primeggiare i braccia! li con il 50,1 per cento seguiti da orecchi! ni, ciondoli, collane e collier. Gli anelli rag! giungono il 26,9 per cento seguiti da anelli di fidanzamento al 13 per cento. Nel campo dell’orologeria le preferenze vanno per il 73,6 per cento ai prodotti di fascia economica fino a 500 euro#. In un tale contesto, quale grado di tenuta mostrano i marchi del made in Italy? $Sempre in base alle nostre ultime rile! vazioni, i brand conosciuti hanno ancora una forte attrattiva sugli acquirenti: infatti è il 59,1 per cento del campione che li pre!

Credit Foto - De Grandis Paolone/LaPresse

>>> continua dalla prima

Preziosi

ferisce, penso anche per la percezione di garanzia di qualità e per la voglia di essere alla moda#. Osservando i dati, il canale di acquisto online sta erodendo gradualmente il giro d’affari dei punti vendita tradizionali. Come sta mutando questo rapporto? $Dalla nostra ricerca emerge come negli anni sia salita la fiducia nei confronti dei ne! gozi online dei brand più affermati, pas! sando dal 12,7 per cento del 2016 all’attuale 20,2 per cento, e in generale dei siti di e! commerce. Malgrado l’aumento dal 24,6 per cento al 27 per cento degli acquisti attra! verso il canale dell’e!commerce, scelto prevalentemente per il prezzo vantaggioso, il canale tradizionale continua a essere am! piamente preferito per l’acquisto di preziosi con un 48,7 per cento nei negozi tradizio!

nali su strada e un 52,5 per cento nelle gio! iellerie in centri commerciali#. Grazie a quali aspetti il negozio fisico conserva ancora la leadership? $Circa tre intervistati su quattro riconoscono al gioielliere il ruolo importante di un pro! fessionista a cui rivolgersi con fiducia per avere competenti consigli. Tuttavia i nostri negozi hanno ancora ampio margine di in! novazione e di sviluppo e su questo noi di Federpreziosi stiamo lavorando, in stretta collaborazione Federmoda Italia, per svi! luppare un progetto condiviso che consenta ai nostri imprenditori di sfruttare in maniera intelligente, rapida e adeguata alle proprie realtà le opportunità offerte dai nuovi stru! menti#. A luglio sono state aggiornate le disposizioni che disciplinano compravendita e permuta di preziosi

usati. Quanto vale questo specifico mercato e che evoluzione sta conoscendo? $Il settore orafo!gioielliero al dettaglio è composto da circa 16.600 imprese com! merciali censite, di cui il 61 per cento co! stituite da persone fisiche, il 26 per cento da società di persone e il restante 13 per cento da società di capitali ed enti com! merciali. L’attività di compravendita di og! getti preziosi usati viene effettuata in via del tutto occasionale, limitandosi di norma alla permuta o al ritiro, a fronte di quella principale. Vale a dire la vendita di ogget! ti preziosi nuovi, assoggettata peraltro a re! gole e adempimenti di legge ben precisi#. Come sta impattando la nuova normativa sul business complessivo dell’industria orafa? $La nostra categoria ha sempre sostenuto l’importanza di una normativa che distin! guesse in modo inequivocabile le tipologie di attività non solo per combattere feno! meni criminosi, ma per consentire lo svi! luppo di condizioni di legalità e di pro! mozione secondo corrette dinamiche com! petitive. Nel far ciò era necessario, tutta! via, tenere conto delle specificità dei sog! getti, vale a dire con attività occasionale piuttosto che principale. Con la nuova normativa non si è fatto altro che introdurre sovrapposizioni di adempimenti e aggravi anche economici#. ■ Giacomo Govoni

ELEGANZA INTRAMONTABILE Ogni gioiello si ada!a alla personalità di chi lo indossa. Non è un caso che le aziende di settore dispongano di un’ampia scelta di preziosi con la possibilità di personalizzazione. L’esempio della storica Gioielleria Piano

“U

n diamante è per sempre” recita un’intramontabile réclame che fornisce però il quadro reale di come i preziosi non rappresentino più solo un elemento stilistico o di ornamento tipicamente femminile ma divengano sempre più spesso veri e propri investimenti. Chi acquista oggi un diamante lo fa col senno di poi, ben consapevole di garantirsi il possesso di un prodo!o di notevole valore commerciale. Si espande quindi su questa scia il mercato dei diamanti indirizzato ad un target di nicchia. La storica Gioielleria Piano, situata nel cuore delle strade dello shopping ci!adino di Cagliari, rappresenta un punto di riferimento, grazie all’esperienza consolidata, alla passione per i gioielli esclusivi e alla ricerca costante dei preziosi più raffinati. Qui i diamanti sono di casa assieme alle collezioni di gioielli e orologi Gucci e agli strumenti da scri!ura e pelle!eria Montblanc, a conferma della rigorosa scelta dei prodo!i. «Anche quest’anno disponiamo, per i clienti più fidelizzati e per un pubblico altamente

selezionato, di un numero limitato di penne Montblanc - precisa il titolare della Gioielleria Pier Luigi Piano -. In particolare, la penna ispirata all’a!rice Marilyn Monroe. Il design della linea Muses Marilyn Monroe trae ispirazione dalle iconiche scarpe con tacco alto, che Marilyn indossava e che rifle!evano la sua femminilità e sensualità. Il colore rosso riprende quello del suo classico rosPiano Gioielleria ha sede a Cagliari - www.pianogioielli.it - Facebook: Piano Gioielleria

se!o e la forma della clip con perla richiama i suoi gioielli e la sua passione per le perle». La Gioielleria è concessionaria ufficiale da più di vent’anni di Gucci e Montblanc e di altri marchi prestigiosi come Locman, Alfierit & St. John sul territorio cagliaritano. L’azienda nasce nel 1927 su iniziativa di Pasquale Piano, noto orologiaio di Cagliari. Il suo impegno e la sua passione per questo lavoro verranno poi trasmessi al figlio Giovanni e successivamente, come da tradizione, di padre in figlio, per giungere oggi alla quarta generazione. Oggi la Gioielleria è divenuta vero punto di ri-

ferimento ed è costantemente a!enta alle nuove tendenze del se!ore dimostrandosi vicina alle esigenze dei clienti con cortesia e massima professionalità. «Disponiamo di un ampio assortimento di preziosi, di accessori e di gioielli che vi regaleranno emozioni uniche. Tu!i i nostri prodo!i sono di alta qualità. Un gioiello – continua ancora Pier Luigi Piano - so!olinea la propria personalità. Piano Gioielleria propone articoli in argento, oro e pietre preziose, per poter soddisfare ogni gusto individuale. Offriamo un’ampia scelta di anelli, collane, bracciali e orecchini». ■ Luana Costa


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einventarsi, osando anche al di fuori degli schemi tradizionali. È il genere di “rivoluzione” che la nuova clientela di lusso chiede alla filiera del gioiello, per attrezzarsi di fronte alle nuove sfide e rendere l’offerta più attrattiva specialmen! te verso le generazioni più giovani. Lo mette in luce un’illuminante ricerca sui con! sumatori intitolata “They say they want a re! volution” condotta da Pricewaterhouse e pre! sentata nei mesi scorsi nell’ambito di un con! vegno organizzato dal Club degli Orafi Ita! lia. $La mission del punto vendita tradizio! nale va attualizzata ! sostiene il presidente del Club Gabriele Aprea ! modulando nuo! ve strategie di vendita attraverso una seg! mentazione di prodotto per livello di pre! ziosità e occasione d’uso#. Qualcuno pare aver già afferrato il messaggio visto che, stando ai report, il 2017 era partito con il piede giusto per l’industria italiana del jewellery. Co" m’è proseguito? $Le performance del settore orafo italiano re! lative ai primi 9 mesi dell’anno, secondo i dati elaborati dal Centro studi di Intesa San Paolo, hanno confermato un trend molto fa! vorevole, che a mio avviso dovrebbe con! solidarsi nell’ultimo trimestre 2017. Il fat! turato della produzione industriale registra un incremento a valore pari al 6,2 per cen! to, dovuta principalmente alla dinamica del! le esportazioni, risultate in rialzo del 13,3 per cento. Un quadro complessivamente posi! tivo, su cui grava però qualche ombra#. Ombre di che tipo? $I dati produttivi e dell’export mostrano che il mercato mondiale continua a riconosce! re la nostra abilità nel realizzare il “bello e ben fatto”, tuttavia le recenti acquisizioni del! le nostre aziende più grandi da parte di grup! pi stranieri lasciano in Italia un tessuto pro! duttivo fatto principalmente di piccole!me! die imprese. Per lo più fabbricanti di prodotti cosiddetti “unbranded” e pertanto partico! larmente esposti alla concorrenza dei Pae! si a basso costo del lavoro. Il Club degli Ora! fi è in prima linea per proteggere le nostre

TREND DI MERCATO

Tra gli acquisti degli italiani, per tipologie di prodo!o, al primo posto vediamo i bracciali, seguiti da orecchini e anelli

Preziosi

È tutto oro quello che coinvolge Attirare i giovani dentro le gioiellerie e conquistarli attraverso percorsi che raccontino in chiave moderna la storia e il know how dei marchi. Così, spiega Gabriele Aprea, il nostro retail orafo può vincere la partita della competitività

Pmi indirizzandole su percorsi di crescita e/o di creazione di una marca, elemento que! st’ultimo indispensabile per accrescere la marginalità della produzione stessa#. Stringendo la lente sulle festività na" talizie, quali livelli di “spesa orafa” emergono e verso quali tipologie di gio" ielli si sono orientati gli acquisti degli italiani? $Su questo fronte la ricerca realizzata a set! tembre da Format Research, cofinanziata da Federpreziosi, Preziosa Magazine e Club de! gli Orafi Italia, conferma la stima di una sen! sibile crescita dei consumi interni eviden! ziando un’evoluzione nei comportamenti del consumatore. Segnali di cambiamento si ri! levano sui modi di acquisto, ove se le gio! iellerie tradizionali dei centri urbani resta! no le mete preferite, si registra una cresci! ta sia delle vendite online che di quelle pres! so i centri commerciali. Per quanto riguar! da l’e!commerce, la parte del leone la fan! no i siti delle “maison” a discapito di quel! le delle gioiellerie tradizionali. Quanto alle tipologie di prodotto, al primo posto vedia! mo i bracciali, seguiti da orecchini e anel! li#. Come sta mutando il grado di attrat" tività dei grandi brand? $Anche nel mondo del gioiello la “marca” re! sta un elemento competitivo fondamenta! le, ma anche i grandi brand internazionali registrano qualche affanno nell’adeguarsi ai cambiamenti dei consumatori. La loro sca!

la dei valori del lusso evolve velocemente: da un lato i clienti vogliono sentirsi “parte di un gruppo” con valori condivisi, mentre al tempo stesso cresce la domanda per prodotti unici per distinguersi nel gruppo di appartenenza. Tra i valori emergenti, etica e sostenibilità continuano ad accrescere il loro peso. Insomma, i marchi assistono a una diversificazione delle richieste cui dover far fronte sia con l’offerta di nuovi prodotti e di nuove modalità di vendita, sia adottando nuove strategie di comunicazione#. In riferimento al made in Italy, qua" li iniziative state mettendo in campo per preservarne l’heritage che ci di" stingue sui mercati internazionali? $In un ambito così mutevole, l’heritage del made in Italy rischia di non essere più suffi! ciente per competere se non lo si comuni! ca in maniera adeguata, specie nei mercati di riferimento. In questo senso fa riflettere una ricerca presentata a fine novembre du! rante la Consulta strategica di Altagamma, dove si rileva che l’Italia nel 2017 non rien! tra nelle prime dieci destinazioni turistiche dei cinesi, mentre una proiezione delle vendite mondiali del lusso prevede una cre! scita del mercato cinese dal 32 per cento del 2016 al 44 per cento nel 2025. Per cogliere le opportunità offerte da tali cambiamenti senza subirli, è necessario che tutto il si! stema del made in Italy acceleri il proces! so di adeguamento culturale e dimensionale delle nostre imprese, aggregando le forze

istituzionali, politiche e associative#. Tornando al tema del rilancio del re" tail orafo, a settembre gli avete dedicato un ulteriore incontro dal titolo “Pillo" le di esperienza per la sopravvivenza commerciale”. Quali idee sono emerse per rinnovare i punti vendita? $Il punto vendita, negozio multi!brand o classica gioielleria che sia, deve arricchirsi di nuovi contenuti e diventare un luogo pri! vilegiato di comunicazione della nostra storia e del nostro know!how. Sia attraver! so percorsi di comunicazione visiva, digitale e tradizionale, che mediante una divulga! zione di un mirato story!telling da parte del personale di vendita. Uno sforzo importan! te, che non mancherà di premiare i detta! glianti più coraggiosi e visionari#. Tra gli assi strategici per guardare allo sviluppo del nostro tessuto orafo c’è quello legato alla crescita del canale di" gitale. Come sostenete le imprese in questa partita che vale la futura com" petitività? $Premesso che l’e!commerce del gioiello a oggi è un mondo quasi sconosciuto, la mia percezione è che per molte imprese si trat! ti più di una chimera che di una concreta op! portunità, generando più costi che utili. Le regole del gioco infatti sono piuttosto com! plesse e il Club degli Orafi si sta attivando per realizzare una ricerca che faccia luce su tutti questi aspetti, in modo da poter orien! tare le scelte degli imprenditori#. ■ Giacomo Govoni

Gabriele Aprea, presidente del Club degli Orafi


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 26

Preziosi

Le molte anime del gioiello contemporaneo Oltre l’estetica. Orientati alla funzionalità, alla tecnologia e a un dialogo sempre più fitto con le arti, la moda, il design. I gioielli sono ben lontani oggi dall’essere semplici ornamenti. Lo racconta Alba Cappellieri, direttore del Museo del Gioiello di Vicenza

L

a vetrina dell’eccellenza pro! gettuale espressa dai preziosi. Il Museo del Gioiello arric! chisce ulteriormente l’offerta culturale di Vicenza, meta di at! trazione dell’inverno grazie alla mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, ospi! tata nel salone della Basilica Palladiana fino all’8 aprile. Lo spazio museale pre! senterà, infatti, fino al 25 marzo l’esposi! zione “Intrecci preziosi” in cui si celebrano la catena e il panorama orafo della regio! ne. #L’obiettivo della mostra è proprio quello di raccontare il territorio ai visita! tori attraverso un’importante selezione di catene realizzate in Veneto$, spiega l’esper! ta del mondo dei preziosi Alba Cappellie! ri, direttore del Museo vicentino, presi! dente della Women Jewellery Association Italy e docente di Design del gioiello al Po! litecnico di Milano. “Intrecci preziosi” è l’occasione giusta per valorizzare la tradizione orafa del territorio? #Fin dal Rinascimento, il Veneto è stato uno dei principali baricentri manifatturieri

Alba Cappellieri, docente al Politecnico di Milano e dire!ore del Museo del Gioiello di Vicenza

della catena. Dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, le catene espri! mono l’abilità del territorio di creare ca! tene alla moda di eccellente qualità e com! plessità tecnica. In un percorso sugge! stivo che accompagna i visitatori in un viaggio nel tempo, si possono ammirare le catene storiche della tradizione vicen!

tina e veneta dell’Ottocento e del Nove! cento, realizzate sia artigianalmente sia in! dustrialmente, le catene contempora! nee realizzate dalle più importanti azien! de orafe italiane che testimoniano la ric! chezza della gioielleria italiana, ma anche le catene progettate in Veneto da designer e artisti del gioiello che hanno visto in questo semplice elemento funzionale un elemento di ricerca e sperimentazione$. È soddisfatta dell’esperienza alla di! rezione del Museo del Gioiello di Vi! cenza e del suo andamento fino a oggi? #Il Museo del Gioiello è stato un proget! to in cui ho sempre fortemente creduto per valorizzare un oggetto che interseca arte, manifattura, moda e design rappresen! tando l’eccellenza italiana nel mondo. Aperto nel 2014, è il primo museo in Ita! lia dedicato esclusivamente al gioiello; uno spazio che lo descrive nella sua comples! sità ed eterogeneità attraverso nove sale curate da esperti internazionali: simbolo, magia, funzione, bellezza, arte, moda, de! sign, icone e futuro. Siamo alla seconda edizione della mostra “permanente” e già si sono delineati punti di vista decisamente differenti e inediti. La sala della bellezza, ad esempio, se nella prima edizione era de! dicata ai collier di straordinaria manifat! tura italiana % selezionati con cura da Fran! co Cologni % in questa seconda edizione racconta, invece, il dinamismo e la ma! gnificenza della natura in una selezione cu! rata da Nicolas Bos, ceo di Van Cleef & Ar! pels. Parallelamente, il Museo ha propo! sto anche al pian terreno mostre tempo! ranee che, da un lato, hanno dato spazio ai giovani talenti, ma che, dall’altro, han!

no anche approfondito alcune tematiche o tipologie specifiche ma trasversali. Ad esempio, il gioiello come superficie, come sigillo, come onorificenza e molte altre an! cora fino al tema della catena con “Intrecci preziosi”$. Oggi si assiste al riscatto della fun! zionalità del gioiello, che è stato al centro di un’esposizione in autunno al Museo del Gioiello. Perché, secondo lei, si assiste a questa tendenza? #La funzionalità non è una tendenza, ma una caratteristica che da sempre ha fatto parte del mondo del gioiello. Il gioiello è nell’immaginario comune un oggetto “inutile”, privo cioè di alcuna funzione se non quella di generare bellezza, rappre! sentare il potere o lo status sociale, fun! zioni cioè altamente simboliche ma di cer! to non pratiche. Eppure i primi gioielli che hanno popolato l’antichità nascevano pro! prio per essere utili. Basti pensare ai col! telli da dito kenioti utilizzati per tagliare gli arbusti o agli antichi spilloni, poi di! venuti fibule, per tenere insieme le vesti o ancora all’anello!abaco cinese della di! nastia Qing del diciassettesimo secolo che, con sette piccole perle su ogni asta, fun! geva da strumento di conteggio. Oggi il gioiello sta riscoprendo il suo antico si! gnificato di oggetto funzionale e con la mostra “Gioiello e Funzione” ho voluto raccontarne le caratteristiche nel con! temporaneo. Oggetti che da bracciali di! ventano fermagli per la sciarpa, anelli o bracciali utili per ricordare eventi o cose da fare o ancora orecchini!tappi per le orec! chie che isolano dal caos quotidiano$. Al Politecnico, dove insegna, si sta mettendo a punto il gioiello interat!

tivo. Sarà questo il gioiello del fu! turo? #Il gioiello interattivo con tecnologia in! tegrata non è il futuro, è già il presente. Al Politecnico abbiamo iniziato a lavora! re sul tema già nel 2012 con un progetto che aveva l’obiettivo di integrare l’RfId nei gioielli per renderli oggetti utili nel quo! tidiano. Da allora, abbiamo sperimentato l’integrazione della tecnologia in diverse tipologie di accessori, dagli occhiali alle borse, dall’intimo alla valigeria, proprio perché sono convinta che la moda e il gio! iello, specchio del tempo in cui viviamo, non possano ignorare l’impatto della tec! nologia nel quotidiano$. Come le nuove tecnologie digitali stanno modificando il profilo, la fun! zione e la percezione del gioiello? #A oggi, la maggior parte dei gioielli tec! nologici esistenti sul mercato dominano principalmente l’ambito dello sport e ven! gono percepiti come gadget. Più in generale, i gioielli tecnologici hanno in comune l’obiettivo di connettere l’utente con il proprio corpo, con altri oggetti come lo smartphone, replicandone le prestazioni, o con l’ambiente circostante. Non ornamen! ti per il corpo, ma aridi strumenti di misu! razione delle performance. Proprio parten! do da questi limiti, stiamo lavorando al Po! litecnico con dedizione sul tema: crediamo fortemente in un felice incontro tra il mon! do del design del gioiello e quello della tec! nologia e vogliamo esserne parte$. È una degli ambasciatori del design italiano del mondo. Come si posizio! na il design del gioiello italiano sui mercati internazionali? Cosa ci ca! ratterizza? #Bellezza, qualità e varietà sono le carat! teristiche del modo italiano che il mondo ci riconosce. Per la XXI Triennale ho de! dicato la mostra “Brilliant!” alle eccellen! ze italiane che ben rappresentano lo stato della contemporaneità orafa. Cinque scenari % manifattura mirabile, bellezza quotidia! na, avant cra&, tecnologia preziosa e crea! tività collettiva % raccontano le caratteri! stiche del gioiello italiano, “bello e ben fat! to”, percepite a livello internazionale$. ■ Francesca Druidi


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 28

Preziosi

Creazioni per l’uomo I gioielli Karisma hanno la capacità di adattarsi alle più svariate personalità e delineano linee particolarissime e accattivanti, abili e acute nel riflettere l’universo maschile

È

la passione per i particolari a rendere preziosa la creazione di gioielli della migliore tra! dizione orafa, espressione dell’amore e della cura che gli artigiani, con le loro mani, sanno in! fondere. È con il marchio Karisma che viene prodotta una linea di gioielli da uomo. L’azienda nasce nel 1985 nel cuore del distretto orafo vicentino, a stretto contatto con i laboratori dei più sapienti maestri artigiani che padroneggiano le antiche tecniche di lavora! zione dei metalli

Karisma ha sede a Sandrigo (Vi) - www.karisma.it

preziosi e che hanno fatto la fortuna del! l’artigianato orafo berico. L’impiego di queste tecniche è la base per la realizza! zione di raffinati gioielli per uomo, crea! zioni orafe preziose e ricercate. La pas! sione per il particolare è l’elemento che rende le collezioni Karisma eleganti e ri! conoscibili. Il design attuale, che però non dimentica la classicità dell’accesso! rio maschile in oro, definisce modelli versatili e collezioni adatte alle più sva! riate personalità. Nascono così le colle! zioni classiche in oro massiccio intera! mente lavorate a mano, accanto a nuove linee, dai disegni attuali e dinamici: gio! ielli che hanno l’ambizione di elevare la personalità di chi li indossa, offrendo il piacere di sorprendere senza eccedere. Ad ogni personalità la produzione Kari! sma dedica una specifica collezione ri! gorosamente fatta a mano: realizzazioni artigianali uniche, cesellate con creati! vità, raffinatezza e attenzione alle mo! derne tendenze della moda. Il punto di

forza dell’azienda è stata la decisione di specializzarsi nelle collezioni maschili: linee particolarissime ed accattivanti, abili e acute nel riflettere l’universo uomo. Un uomo sempre più protagonista ed attento alla propria immagine, che non disdegna un pizzico di scanzonata vanità, attento ai trend della moda, dina! mico e desideroso di affermare la propria personalità attraverso il proprio stile. Tutti i modelli Karisma possono essere realizzati nelle diverse carature dell’oro giallo, bianco e rosa, in variegate fini! ture. La capacità di coniugare in maniera efficace il gusto raffinato per la tradi! zione e una vivace innovazione stilistica hanno fatto di Karisma un protagonista delle tendenze da più di 30 anni. Le col!

lezioni si suddividono in una linea clas! sica che richiama le intramontabili note del jazz o del soul per conferire ai pre! ziosi tonalità armoniose e forme equili! brate e una linea light caratterizzata da proporzioni più minute e da intrecci più fantasiosi. Entrambe realizzate in tona! lità d’oro giallo, bianco e rosa. ■ Luana Costa


Il passato nel futuro L’antica tecnica della diamantatura ha trovato applicazione nella realizzazione di gioielli dal chiaro sapore moderno ma con radici saldamente piantate nei valori artigianali. Ne parliamo con Roberto Novello

L

a diamantatura trasferita da superfici larghe ad elementi piccoli e minuti è ciò che con! sente di dare luce, volume, leggerezza ed eleganza ai gio! ielli in oro. Attorno a questa fortunata intuizione e alla volontà di non disper! dere questa antica e preziosa tecnica, Ro! berto Novello ha creato un’azienda ad alta vocazione artigianale. Novello è una piccola e dinamica realtà che nasce nel novembre del 2000 nel cuore di Vicenza. #Abbiamo sentito il dovere etico e pro! fessionale di non disperdere una così im! portante scuola. La scelta di trasferire questa tecnica in piccoli elementi che una volta assemblati vanno a costituire i nostri gioielli è stata un’idea che il pub! blico ha ripagato scegliendoci e conti! nuando a sceglierci. Attorno a questa idea, abbiamo creato un’azienda ad alto contenuto artigianale, che sa però comu! nicare emozioni alle donne di oggi$. No! vello realizza, infatti, collezioni apposi!

tamente pensate per una donna contemporanea che non rinuncia alla classe di gioielli accessibili. Collezioni al contempo classiche e moderne, unite da un filo comune: ogni gioiello firmato No! vello sa esprimere il proprio riconoscibile dna, caratterizzato dalla lucentezza, dal volume e dalla leggerezza infuse al pre! zioso materiale dall’impiego della dia! mantatura a mano. Questi punti di forza permettono all’azienda di offrire alla donna contemporanea un accessorio di alta qualità artigianale, armonioso e vi! sibile, raffinato e versatile. #Da sempre

promuoviamo una creatività consapevole$ precisa Ro! berto Novello. #Con questo concetto abbiamo creato un’azienda che sa rinno! varsi nella tradizione. Nel distretto orafo vicentino disponiamo di maestrie che riteniamo sia dove! roso tutelare e stimolare affinché possano trasfe! rire ai nuovi artigiani tecniche antiche al ser! vizio del gioiello con! temporaneo. Portare avanti la tradizione, i metodi e la sa! pienza dei mae! stri arti! giani che L’azienda Novello ha sede a Sandrigo (Vi) www.robertonovello.it

non hanno eguali al mondo, riteniamo sia un dovere prima ancora che un pia! cere. Bellezza, armonia ed eleganza sono ciò che amiamo e su questi principi ab! biamo saputo creare una squadra di la! voro che crede fermamente che il servi! zio al cliente inizi con la proposta di gioielli vendibili e termini con una effi! cace collaborazione nel post vendita. Tutto ciò lo esprimiamo con una sola parola: Novello$. Tutti i gioielli firmati Novello si distinguono per qualità, bel! lezza, lucentezza e leggerezza. Queste caratteristiche rendono i preziosi dei prodotti immediatamente riconoscibili, classici ma moderni nello stesso tempo. Un gioiello che offre alla donna con! temporanea un accessorio di alta qualità artigianale, visibile, ar! monioso, raffinato. ■ Luana Costa


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 30

Preziosi

All’insegna dell’esclusività Nel distretto di Valenza, la perizia dei maestri artigiani si fonde con tecnologie all’avanguardia per realizzare gioielli unici destinati sia a clienti privati che ai brand più rinomati. L’esperienza di Francesco e Giorgia Cattelan

L’

antica maestria artigianale si fonde oggi con strumenti di alta tecnologia all’interno di uno spazio moderno, dina! mico e funzionale, in cui ogni singola fase del ciclo produttivo viene scru! polosamente controllata da attenti ed esperti artigiani. Esperienza e professiona! lità nella creazione di gioielli e orologi d’alta gamma rendono oggi l’atelier orafo Filostil una delle realtà produttive più af! fermate di Valenza, polo orafo di fama in! ternazionale. In un processo evolutivo e di innovazione che si evolve e si rinnova ogni giorno, Filostil è il partner ideale in termini di qualità, efficienza e affidabilità. La cura dei dettagli che si perpetua da generazioni, ha permesso all’atelier di guadagnarsi la stima e la fiducia di rinomate gioiellerie, di! ventando fornitore d’eccellenza anche dei grandi brand su scala mondiale. I migliori maestri orafi di Valenza rappresentano

DAL CONCEPT AL DESIGN

F

ilostil è oggi uno dei laboratori di oreficeria e incastonatura più affermati e all’avanguardia in Italia. L’anima di ogni gioiello esprime tu!a la sua forza grazie all’unicità del suo design. Un team di designer altamente qualificati è dedicato esclusivamente alla ricerca di nuovi stili e allo studio delle nuove tendenze di mercato, per proporre concept innovativi e per soddisfare sempre al meglio le aspe!ative dei clienti. Il design Filostil è l’essenza primordiale, l’idea che prende forma in creazioni uniche che coniugano le antiche arti dei maestri orafi alle più moderne tecniche di prototipazione e proge!azione computerizzata. Il design si fonde con la tecnologia e la tecnologia si fonde con la storia, per raccontare in ogni gioiello il sapere, l’esperienza e l’estro creativo del mondo Filostil. ■

l’anima pulsante del team Filostil. Ogni giorno, con dedizione e passione, realizzano creazioni di alta gioielleria e orologeria, dove qualità, rigore e controllo sono il leit! motiv della produzione. L’ineguagliabile Giorgia e il padre Francesco, sono oggi più che mai la forza trainante di questa straor! dinaria azienda che si distingue per orga! nizzazione produttiva, elevati standard qualitativi, costante ricerca nel design e grande ottimizzazione del tempo e delle ri! sorse. #La perfezione di ogni singolo detta! glio racchiude in sé l’esclusività dell’idea, pregiata e incastonata come le pietre che la raccontano ! commenta Giorgia Cattelan, responsabile aziendale !. Con questo spirito diamo quotidianamente anima e corpo nelle nostre creazioni. Ogni progetto è pre! zioso e unico e risplende della passione del proprio autore. Questo è possibile unendo, con grande sapienza, tecniche artigianali e tecnologie d’avanguardia, come microscopi ad altissima precisione, che consentono di raggiungere risultati eccellenti nella qua! Filostil ha sede a Valenza (Al) - www.filostil.com

lità e nella finitura di ogni gioiello$. La nota che caratterizza l’organizzazione del labo! ratorio è infatti una produzione innovativa ed eccelsa, ottenuta grazie all’impiego di macchinari e sistemi tecnologici di ultima generazione, che si affiancano però alla grande abilità artigianale dei maestri orafi, seguendo scrupolosamente tutte le fasi di lavorazione: dal disegno al prodotto finito. #Un’attenzione particolare viene dedicata al design % prosegue Francesco Cattelan ! gra! zie alla collaborazione di una delle designer più rinomate nel panorama orafo italiano che ci permette di realizzare disegni sulla base delle esigenze e desideri del cliente al fine di realizzare gioielli su misura unici ed esclusivi$. Dalla realizzazione di pezzi unici e inimitabili alla produzione su larga scala, Filostil è il punto di riferimento di impor! tanti gioiellerie e boutique di fama inter! nazionale. Ogni prototipo sposa fedelmente il suo design e la sapienza di tecnici orafi altamente specializzati porta magistral! mente a compimento il ciclo produttivo, al fine di raggiungere un unico grande obiet! tivo: un prodotto finito di altissima qualità e valore estetico. Elevati standard qualita! tivi e scrupolosi controlli in ogni fase pro! duttiva sono gli assi portanti dell’atelier che vanta più di quarant’anni di esperienza e know!how nella realizzazione di gioielli d’alta gamma, dove artigianalità e avan! guardia tecnologica si fondono, garantendo alla propria clientela la perfetta armonia di design, volumi, forme e abbinamenti ma! terici all’insegna dell’esclusività. Ogni ma! teriale nobile nei laboratori Filostil è abilmente utilizzato per la produzione di gioielli di rara finitura. Creazioni di incom!

IL CICLO PRODUTTIVO

Ogni prototipo sposa fedelmente il suo design e la sapienza di tecnici orafi altamente specializzati porta a compimento un unico grande obiettivo: un prodotto finito di altissima qualità e valore estetico parabile bellezza, vere e proprie opere d’arte vestono le vetrine di rinomate griffe internazionali. Il processo di lavorazione arriva fin alla fase finale di pulitura ed eventuale rodiatura o brunitura dell’og! getto. Il gioiello o l’orologio, vengono poi sottoposti allo scrupoloso controllo finale e alla verifica molto accurata dell’incasto! natura di ogni singola pietra. Parallela! mente vengono anche valutati i tempi effettivi di realizzazione di ogni processo di lavorazione dell’oggetto, al fine di otti! mizzare e velocizzare il ciclo completo. Filostil è garanzia di precisione, accurato controllo e rispetto dei tempi di consegna, oggi valore aggiunto di un laboratorio orafo di grande prestigio. #Serietà, rapi! dità esecutiva ed affidabilità % concludono i titolari ! sono le regole che rispecchiano la soddisfazione della nostra clientela, che spazia da clienti privati a brand di fama internazionale$. ■ Luana Costa


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 32

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VICENZAORO,

19-24 gennaio

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La distribuzione multicanale quale ultima frontiera della capacità di sedurre i nuovi con! sumatori. Questo il focus al centro di Vi! sio.Next, il fil rouge che verrà snodato durante l’edizione 2018 di VicenzaOro January, The Jewellery Boutique Show, in programma a Vi! cenza dal 19 al 24 gennaio. Scelto dagli or! ganizzatori dell’Italian Exhibition Group, il più grande provider italiano di trade show nato dall’integrazione tra Rimini Fiera e Fiera Vi! cenza, sarà questo il cuore tematico della ma! nifestazione presentata nel dettaglio alla stampa a metà dicembre. Più di 1500, di cui un quinto al debutto, i brand del lusso che esporranno nei 25 mila metri quadrati del polo vicentino, con un rialzo del 10 per cento dei marchi in mostra e un consolidamento del! la componente internazionale trainata da Pae! si big del settore come Germania e Usa. #La taglia è importante per essere competitivi ! spiega Matteo Marzotto, vicepresidente di Ieg % e in questo senso la fusione a cui abbiamo dato vita ci permette di offrire più opportu! nità alla filiera. Lo dimostra il numero di buyer stranieri, quasi raddoppiato nel giro di un anno$. Ad attrarli l’eccellenza delle produzioni in vetrina, che coniugano alta artigianalità e sofisticata tecnologia in una cornice esposi! tiva declinata nei sei distretti Icon, Look, Crea! tion, Expression, Essence ed Evolution. Ma

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I Saloni

soprattutto la ricchezza del palinsesto di Vi! cenzaOro January 2018, che fin dalla prima giornata scenderà in pista con il Visio.Next Summit dedicato alla tracciabilità e sosteni! bilità nel mondo della gioielleria, portando sul palco ospiti di rilievo tra cui Carlo Capasa, pre! sidente della Camera nazionale della moda ita!

liana e Licia Mattioli, vicepresidente per l’in! ternazionalizzazione di Confindustria. In se! rata, sempre il 19 gennaio, avrà luogo la ce! rimonia di premiazione della sesta edizione degli Andrea Palladio international jewelle! ry awards, che celebrano i campioni italiani e internazionali della gioielleria. Torneranno

infine anche “The design room”, con 12 brand indipendenti che esporranno in esclu! siva i loro progetti più innovativi, e la mostra T!Gold, dedicata alle ultime tecnologie e ai macchinari per la lavorazione e la produzio! ne dei gioielli, con un padiglione ampliato e 161 aziende da 16 Paesi. ■

INTERNATIONAL JEWELLERY TOKYO, 24-27 gennaio Un grande sguardo sull’offerta nipponica di gemme, per! le, diamanti, orologi e tutto il firmamento dei preziosi in genere. Per scoprire le tendenze più in voga dell’in! dustria della gioielleria in Asia e mettersi in contatto con insigni stakeholder del settore provenienti da tut! to il Giappone e dalle regioni limitrofe. Questo è, da ven! totto edizioni a questa parte, l’International Jewellery Tokyo, il più importante trade show del Paese del Sol Levante dedicato al pianeta dei gioielli. Ventinove con! tando quella alle porte, pronta ad aprire i battenti da mer! coledì 24 a sabato 27 gennaio presso il Tokyo Big Sight, il più grande centro congressi della capitale giappone! se. Più di 30 mila i buyer e i visitatori che ogni anno lo raggiungono per allacciare relazioni commerciali, stringere nuove business partnership e soprattutto per ammirare le novità più stimolanti messe in vetrina dai 1300 espositori, di cui almeno 250 stranieri, che animano il salone fieristico. Belgio, Cina, Francia, India, Korea,

Nuova Zelanda, Taiwan, Stati Uniti, Emirati Arabi sono solo alcuni dei Paesi annunciati al via dell’Internatio! nal Jewellery 2018, che attraverso le loro maison più pre! stigiose andranno a comporre una Luxury Zone suddi! visa in tre macroaree continentali: Asia!Oceania, Ame! rica e, naturalmente, Europa. Una panoramica assorti! ta che richiamerà l’attenzione di gioiellieri, grandi ma! gazzini e rivenditori su gioielli antichi, di marca, cate! ne in oro e argento, orecchini, cornici e coralli, ma to! glierà il velo anche su materiali da imballaggio ed espo! sitori per negozi, sistemi di sicurezza e di sorveglian! za all’avanguardia per gli operatori del settore. Come nel! le passate edizioni poi, alla rassegna in senso stretto si affiancherà un evento collaterale di spettacolo rappre! sentato dai Japan Best Jewellery Wearer Awards che, a nome del mondo della gioielleria, premierà le celebri! tà asiatiche con un’eccezionale sensibilità alla moda o che si sono distinte per una brillante serie di risultati.

Grazie al suo forte impatto mediatico, questa sarà un’op! portunità per l’industria gioielliera di presentare gli sti! li e gli accessori ritenuti oggi più innovativi, con l’obiet! tivo di fare presa sul pubblico giovane e in particolare sui cosiddetti Millenials. ■


Industria, Lusso & Mercati Pag. 33 • Gennaio 2018

NEC BIRMINGHAM,

INHORGENTA MONACO,

4-8 febbraio

16-19 febbraio

Tra gli appuntamenti inaugurali dell’annata fieristica de! dicata al mondo dei preziosi, Jewellery & Watch Bir! mingham è la più grande piattaforma commerciale del Re! gno Unito che richiama il cuore dell’industria britanni! ca di gioielli e orologi. Di scena quest’anno dal 4 all’8 feb! braio presso il Nec, il National exhibition center della “Se! cond City” inglese, lo show riflette il legame storico tra il commercio di gioielli e il quartiere gioiellieri di Bir! mingham, allestendo una sfilata accattivante di gioielli e marchi influenti proposti da quasi 400 espositori di me! dia per edizione. In calendario in un mese chiave per la domanda di prodotti di lusso, Jewellery & Watch 2018 è perfettamente posizionato nel tempo per fornire ispira! zione e innovazione ai circa 17 mila acquirenti che af! follano il quartiere espositivo, popolato ogni anno da ol! tre 500 distributori, 1000 grossisti, importatori ed espor! tatori e più di 1000 produttori. Concomitante alla celebre Spring Fair di Birmingham, focalizzata sull’esposizione di regali e accessori, il salone J&W si avvarrà quest’an! no dell’effetto lancio generato da #MagicalMoments, la campagna promozionale ideata da sei personalità di spicco del settore: il designer britannico Alex Monroe, lo stilista di gioielli Fei Liu, la designer di gioielli su misura Harriet Kelsall, il presidente NAJ Simon Johnson, l’am! ministratore delegato del gruppo di Hockley Mint Gary Wroe e Ben Roberts, managing director di Clogau’s. #Sen! tiamo costantemente parlare di Magical Moments nel set! tore % commenta Julie Driscoll, amministratore delega! to di Jewellery & Watch ! dal prezioso acquisto dell’anello di fidanzamento, ai gioielli per battesimi per i più giovani fino al tradizionale regalo di orologi d’oro. Siamo lieti di mettere in evidenza questi momenti con la nostra cam! pagna 2018, che mira a valorizzare un palcoscenico uni! co per la filiera dei gioielli e a celebrare l’impareggiabi! le esperienza che possono gustare visitandolo i suoi con! sumatori$. Un palcoscenico che si estende su 13 mila me! tri quadrati di esposizione all’interno del Nec, articolato in otto aree principali: alta gioielleria e diamanti, argen! to e semipreziosi, pietre preziose, designers quarter, fa! shion jewellery, orologeria, macchinari e servizi. ■

La manifattura di gioielli Niessing, l’icona del lusso scandinavo Georg Jensen, le gemme colo! rate di Paul Wild, il fascino seduttivo e l’italian style di Piero Milano e Qayten. Sono solo alcu! ni dei marchi eccellenti ai nastri di partenza di Inhorgenta Monaco 2018, la fiera tedesca di gio! ielli e orologi in calendario dal 16 al 19 febbra! io prossimi. Tra new entry e graditi ritorni, già a luglio le prenotazioni degli espositori che por! teranno nella vetrina bavarese più di 1.000 gio! ielli, pietre preziose e cronografi superavano del 9 per cento quelle dell’edizione 2017. A dimo! strazione che Inhorgenta si sta consolidando come una delle rassegne più rilevanti del palin! sesto fieristico primaverile. Questa precoce escalation delle prenotazioni ! osserva Stefanie Mändlein, direttrice dello show % ci rende par! ticolarmente orgogliosi. Molti espositori ci sono fedeli da lungo tempo e in più siamo stati in gra! do di attirare alcuni marchi nuovi e designer in! teressanti. Lo staff direttivo del salone ha lavo! rato intensamente sulla svolta e siamo convin! ti che lo sviluppo di Inhorgenta stia andando nel! la giusta direzione$. Tra i contenuti previsti que! st’anno dalla manifestazione ospitata nel quar! tiere espositivo di Messe Munchen, da segnala! re il secondo round degli Inorghenta Award. Mo! mento clou della quattro giorni che premierà pro! duzioni speciali, selezionate in base a sette ca! tegorie: fine Jewelry, fashion jewelry, designer dell’anno, design orologio dell’anno, smart and con! nected watch dell’anno e rivenditore dell’anno. #Il premio non significa che l’industria dei gioiel! li vuole celebrare se stessa ! spiega Klaus Dittrich, presidente di Messe München ! ma serve ad au! mentare la consapevolezza del pubblico rispetto al valore di gioielli e orologi$. Altro elemento di forte attrazione sarà rappresentato come di consueto dal ricco programma di incontri e seminari, tra cui spicca il forum interamente dedicato al tema del digitale. Noti esperti del settore come Ni! kolaus Röttger, redattore capo della rivista Wired, chiariranno questioni importanti in lezioni e ta! vole rotonde di fronte ai partecipanti che potranno raccogliere interessanti spunti di riflessione per elaborare nuove strategie in linea con i futuri trend della domanda di prodotti di lusso. ■

JA NEW YORK SHOW, 11-13 marzo

Si tiene tre volte all’anno e a ogni tornata fa il pieno di visitatori. Riunisce tutto il meglio dell’industria gioiel! liera della East Coast il JA New York Show, fiera internazionale di punta per il jewelry business che da oltre un secolo rappresenta un marketplace esclusivo per espositori e acquirenti al dettaglio provenienti da ogni angolo del pianeta. Cadenzato da tre appuntamenti annuali che si svolgono tradizionalmente uno in estate, uno in autunno e uno a cavallo tra l’inverno e la primavera, JA New York è prima di tutto una mostra di diamanti, oro e pietre preziose in genere animata da importanti player del settore. Dei quali almeno il 40 per cento sviluppa una ven! dita annuale superiore ai 500 mila dollari, servendo clienti nelle regioni con il reddito pro capite più alto degli Stati Uniti. Dal 21 al 23 marzo si terrà la prossima edizione denominata Spring, che l’anno scorso ha visto cre! scere l’affluenza verso il Javits Convention Center che ospita il salone nel cuore della Grande Mela grazie a un pro! gramma di buyer in hosting che ha catturato l’interesse del pubblico. #Siamo estremamente soddisfatti ! sottoli! nea Drew Lawsky, direttore della manifestazione ! del richiamo esercitato dallo show nelle ultime edizioni. Sia i nostri espositori che i nostri rivenditori sono sempre felici, ed è molto gratificante vedere ogni volta gli affari con!

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Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 34

I Saloni

>> cludersi proprio negli ultimi minuti dell’ultimo giorno$. Una scena che si ripeterà anche a marzo prossimo, nell’ambito di un palinsesto animato da rivenditori dotati di generosi open!to!buy, pronti a confrontare i prodotti, trovare nuovi fornitori e aprire nuovi account. Modellato in modo intelligente e curato per presentare in un mix eclettico le collezioni più complete e innovative del momento, JA New York Show è anche una meta per i gioiellieri che si occupano di educazione industriale, consigli di business e approfondimenti commerciali durante il programma di formazione prodotto da Jewelers of America. I seminari, gratuiti per i partecipanti al JA New York Show, copriranno argomenti relativi alle attività di gioielleria, tra cui strategie di profitto, tecniche di vendita, e!commerce e questioni legali per fornire ai partecipanti una comprensione più chia! ra dello stato attuale della galassia dei preziosi. ■

BASELWORLD, 22-27 marzo

Giovedì 22 marzo. Su questa data sincronizzeranno gli oro! logi espositori e visitatori che prenderanno parte a Ba! selworld 2018, la fiera internazionale più importante del! l’anno dedicato all’arte dell’alta orologeria e della gioiel! leria. Un salone, con un secolo di gloriosa storia alle spal! le, che invece di scoraggiarsi di fronte alle defezioni di al! cuni grandi marchi )Hemès e Dior su tutti* incassate nel! la scorsa edizione, si rilancia nel panorama espositivo con nuove energie e con una formula più compatta e calibra! ta sui mutamenti che stanno investendo il settore. #Se come unità di misura prendiamo le quote di mercato % sostie! ne Sylvie Ritter, direttore della rassegna svizzera ! le mar! che di orologi che espongono a Baselworld rappresenta! no la stragrande maggioranza delle esportazioni svizzere, sia in valore che in volume. Stiamo attualmente attra! versando una fase di trasformazione, catalizzata dalla di! gitalizzazione, che richiede adeguamenti da parte di tut! ti gli operatori del mercato$. Una partita che la manife! stazione elvetica giocherà all’attacco, cambiando pelle ma senza perdere la leadership che il mondo degli orologi di lusso le riconosce. Ergo, due giorni in meno di calendario fieristico rispetto al passato, parco espositori quasi di! mezzato rispetto ai 1300 ospitati nel 2017, ma con presenze assicurate di top brand rossocrociati come Swatch e Ro! lex oltre che una svolta annunciata sul piano dei contenuti. Che vireranno in modo deciso sul tema del digitale, per in! tercettare soprattutto l’interesse delle nuove generazioni di consumatori. #L’edizione 2018 di Baselworld % prosegue Ritter ! sarà il primo passo in un nuovo design della fie! ra incentrata sul futuro. Per continuare a soddisfare le esi! genze del settore, continueranno gli sforzi per rendere la tradizionale fiera una piattaforma di marketing e comu! nicazione ampliata$. In quest’ottica verranno sviluppati mo! derni approcci concettuali e proposte varie forme di co! municazione digitale tra le quali Baselworld App, una gui! da interattiva e tascabile progettata per preparare il pub! blico alla visita delle maison produttrici e dei padiglioni. Allestiti come sempre in una cornice da cittadella del lu! xury, il cui look non teme il confronto con le principali vie dello shopping delle grandi capitali. ■

HKTDC HONG KONG, 4-8 settembre

Mancano più di otto mesi al via ufficiale, eppu! re il panel degli espositori iscritti sfiora già quota mille. Basterebbe questo dato per misura! re il peso specifico che l’industria dei segnatem! po d’alta gamma attribuisce a Hong Kong Watch&Clock Fair, il più grande salone interna! zionale dedicato all’orologeria. Quasi 30 mila qua! drati di spazio espositivo, allestito nel Convention and exhibition Centre della metropoli asiatica, che dal 4 all’8 settembre alzerà il sipario sulla 37esi! ma edizione della fiera. Organizzata come ogni anno dall’Hong Kong trade development council, dalla Watch manufacturers association e dalla fe! derazione Watch trades and industries territoriali, l’anno scorso la manifestazione ha accolto quasi 21 mila compratori provenienti da 92 Paesi e re! gioni, con un aumento del 4 per cento rispetto al 2016. Una parabola ascendente favorita dal fatto che #Hong Kong esporta una vasta gamma di oro!

logi e prodotti correlati ! spiega il vicedirettore esecutivo di Hktdc Benjamin Chau ! tra cui oro! logi analogici, orologi elettronici, gioielli, orolo! gi sportivi, nonché parti e componenti$. Tra tut! te queste tipologie, sul mercato Asean stanno ri! scuotendo particolare interesse e popolarità gli orologi intelligenti firmati, per i quali la fiera pre! vederà una vetrina speciale nelle zone Oem Smart Watches e Wearable Tech. Qui i potenzia! li buyer, provenienti per lo più dalla Cina conti! nentale, dall’Indonesia, Corea, Singapore Vietnam ma anche da Paesi extracontinentali come Cana! da, Francia, Russia e Regno Unito )solo per cita! re i più in crescita*, potranno ammirare in ante! prima una serie di soluzioni tecnologiche appli! cate ai marcatempo, compresi i servizi basati su cloud e sistemi di analisi dei dati. Altra area esclu! siva sarà quello denominata “Pageant of Eterni! ty”, una zona premium composta da lussuose ca! bine riservate all’esposizione degli orologi com! pleti. In qualità di “marchio di fabbrica” della ras! segna di Hong Kong, anche nell’edizione 2018 si svolgerà infine la tradizionale Conferenza asiati! ca dell’orologio, dove professionisti ed esperti del! la watch industry illustreranno le ultime strate! gie del mercato, raccontando le best practice in grado di aprire nuove opportunità di business per la filiera del settore. ■


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 36

Conciario

Un modello di riferimento È un esempio di distretto industriale all’avanguardia riconosciuto in Italia e all’estero, che fa della qualità e della sostenibilità le proprie direttici di sviluppo. Lo spiega Piero Maccanti, direttore dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno

N

on mancano segnali di ri! partenza per il distretto con! ciario toscano di Santa Cro! ce sull’Arno, leader nella produzione di cuoio da suo! la e di pelli per i grandi marchi della moda. La strada per la competitività del! le imprese del distretto passa dai cospi! cui investimenti in attività di ricerca e for! mazione, fondamentali per una produ! zione di qualità, ma anche dal percorso in! trapreso in termini di economica circolare e sostenibilità ambientale. Un percorso ca! pace di esprimere una gestione innovati! va dei processi di depurazione, dove i con! ciatori toscani sono protagonisti dell’at! tuazione dell’accordo di programma sot! toscritto con Regione Toscana e ministe! ro dell’Ambiente per il trattamento di ac! que reflue urbane di 42 impianti di de! purazione, presto dismessi. A fare il pun! to sulla situazione del distretto, e so! prattutto sulle sue prospettive future, è Piero Maccanti, direttore dell’Associa! zione Conciatori di Santa Croce sull’Arno che per i prossimi tre anni sarà guidata da Alessandro Francioni, eletto lo scorso giugno. La conceria italiana è un settore vi! tale, ma la congiuntura nel 2016 è ri! sultata ancora relativamente debole. Direttore Maccanti, qual è l’anda! mento per il 2017 del distretto di San! ta Croce sull’Arno, soprattutto per quanto riguarda i vostri segmenti di riferimento, guardando anche al

Piero Maccanti, dire!ore Associazione Conciatori

2018? #Un andamento di complessiva tenuta, come confermato dal fatturato e dall’uti! lizzo dell’acqua da parte delle aziende con! ciarie, parametri che fotografano con precisione lo stato di salute del distretto che, pur con performance diverse per le aziende, ha retto sui suoi segmenti di ri! ferimento. I segnali più incoraggianti ar! rivano tendenzialmente da quelle im! prese, più strutturate e flessibili, in gra! do di intercettare al meglio i cambiamenti e l’evoluzione del mercato, ancora ral! lentato dalla crisi, ma in grado di rico! noscere e premiare la qualità. L’impegno del distretto è quello di confermare que! sto trend anche per il 2018$. L’export del distretto è tornato a crescere nel 2017. Quali sono le pro! spettive delle imprese sul fronte del! l’internazionalizzazione per il 2018, considerando le molte delegazioni straniere ! cinesi, giapponesi, olan! desi solo per citare le ultime ! in vi! sita al distretto? #L’export si conferma strategico per il di! stretto, non solo in termini di mercato di sbocco della produzione: all’internazio! nalizzazione sono legate nuove opportu! nità che investono quegli ambiti in cui il distretto conciario di Santa Croce sul! l’Arno è oggi un modello per l’intero com! parto, dalla depurazione delle acque al contenimento degli impatti ambientali, dalla ricerca alla formazione. Attraverso il confronto costante con l’estero puntia! mo a consolidare e a dare valore a livel! lo internazionale al know!how che questo distretto è in grado di fornire$. Oltre al capitolo delle agevolazioni fiscali, cosa significa Industria 4.0 per la conceria toscana? Come stanno reagendo le realtà produttive del set! tore di fronte a questa opportunità? #All’industria 4.0 è collegata una serie di possibilità che alcuni imprenditori del set! tore stanno già scegliendo con entusia! smo, come quelle legate a informatizza! zione e automazione dei processi, tutti strumenti utili ad agevolare quella co! stante evoluzione che da sempre vede la concia toscana coniugare la sapiente ar! tigianalità del made in Italy con le più in!

novative soluzioni tecnologiche$. Ricerca, formazione, qualità, so! stenibilità. Quali fattori ritiene più strategici per la competitività della conceria toscana e pisana sullo scac! chiere internazionale? #Praticamente sono tutti pezzi di un uni! co percorso virtuoso, su cui il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno conti! nua a investire: costante attività di ricer! ca per elevare ulteriormente gli standard della produzione sotto il profilo della qualità e del contenuto moda, nuovi pro! getti di ricerca per valorizzare le scelte eco!compatibili della nostra impresa, cor! si di formazione ad hoc per formare risorse umane che siano concretamente spendi! bili nella filiera, il tutto coniugando le esi! genze del business con quelle di respon! sabilità sociale in una crescita che produca benefici per l’intera collettività. Quali sono le sensazioni delle con! cerie toscane dopo l’edizione di otto! bre di Lineapelle? #La presenza delle concerie toscane è un elemento che di per sé accresce l’appeal di Lineapelle: per numero, per qualità dei prodotti e contenuto moda sono proprio

le concerie toscane protagoniste in fiera, come confermato dall’ultima edizione dell’evento che ancora una volta ha visto i conciatori toscani elevare ulteriormen! te la qualità della propria offerta, scelta che si è rivelata vincente e ha ottenuto il riscontro della clientela$. L’impianto di trattamento di Santa Croce sull’Arno in Toscana ha aper! to al conferimento dei fanghi del di! stretto conciario vicentino. Che op! portunità costituisce per il distretto, oltre al riconoscimento di esempio di economia circolare? #Facciamo chiarezza: questo distretto non riceve e non è interessato a riceve! re conferimenti da altri distretti concia! ri, perché tratta esclusivamente fanghi della depurazione delle acque prove! nienti dai propri impianti. Confermiamo l’interesse di gruppi industriali di altre zone conciarie che sono prive di impianti e continuano a riempire di fanghi le di! scariche. La nostra disponibilità si limi! ta a cedere a queste realtà, se gradito, il nostro know how di un’esperienza qua! si ventennale nel trattamento dei fanghi. ■ Francesca Druidi


Industria, Lusso & Mercati Pag. 37 • Gennaio 2018

Lineapelle parte da Londra e New York Conto alla rovescia per Lineapelle94, che presenterà le collezioni per la stagione estiva 2019 dal 20 al 22 febbraio a Milano. Un’edizione anticipata dalle consuete international preview di Londra e New York

C

hiuso un 2017 all’insegna del! la crescita e del consolida! mento della propria leadership internazionale, Lineapelle con! fermerà anche nel 2018 lo sta! tus di evento di riferimento globale per l’area pelle, in programma a Fieramilano Rho dal 20 al 22 febbraio. La rassegna, cen! trale sotto il profilo del business, della ri! cerca di innovazione e dello stile, rappre! senta un settore da 150 miliardi di dollari di giro d’affari. L’edizione di ottobre si è chiusa con un in! cremento dei visitatori del 2 per cento, of! frendo indicazioni rassicuranti e incorag! gianti sulla salute del settore della pellet! teria, che guarda alla ripresa definitiva. Li! neapelle non si siede però sugli allori e pre! vede di sviluppare alcune novità che ri! guardano l’allestimento, con l’obiettivo di rispondere in maniera sempre più efficace

alle esigenze specifiche di espositori e vi! sitatori. Lo storico salone, punto di riferi! mento mondiale per intercettare le nuove tendenze dell’area pelle, ha già incassato la conferma dei numeri registrati a febbraio 2017. Ad oggi, sono quasi 1.200 gli espo! sitori che saranno presenti in febbraio a Mi!

lano, per un totale di circa 21.800 presen! ze. Prima di approdare al capoluogo lom! bardo, il 2018 di Lineapelle si apre con il doppio appuntamento delle preview di Londra e New York, che coinvolgeranno complessivamente oltre 170 espositori. L’appuntamento con Lineapelle London è fissato per il 23 gennaio nella consueta sede dell’Ham Yard Hotel. Atmosfera trendy e in! formale per un evento di nicchia che per! mette a oltre 50 espositori di fascia top )con! cerie, accessori e componenti, tessuti e sin! tetici* di proporre il loro work in progress stilistico a una platea di buyer e uffici sti! le di grandi brand britannici, designer e sti! listi emergenti. Lineapelle London proporrà anche il tradizionale seminario stilistico, cu! rato dal suo Comitato Moda, durante il qua! le saranno approfonditi i trend per la sta! gione estiva 2019, raccolti sotto il mood di riferimento Empathy. La settimana successiva, nella grande mela, sarà la volta di Lineapelle New York, ma! nifestazione che conferma la propria di! mensione di riferimento fieristico d’alta gamma per il mercato nordamericano. In programma mercoledì 31 gennaio e giovedì 1 febbraio, Lineapelle New York ospiterà 120 espositori, in netta crescita rispetto al! l’edizione di un anno fa. Un numero che, come accaduto lo scorso luglio, ha richie! sto di ampliare la superficie espositiva presso il Metropolitan Pavilion. Tre i se! minari stilistici in agenda )due il primo gior! no, uno il secondo*, affiancati da un wor! kshop tecnico di analisi e approfondimen! to sul materiale pelle. Lineapelle scalda i motori dei social network e conferma la sua attenzione social, lanciando, come nelle ul! time due edizioni, l’hashtag di riferimento #lineapelle94. ■ FD

Mipel: viaggio sensoriale nella pelle Un nuovo tema caratterizza il percorso espositivo e la campagna promozionale dell’edizione numero 113 di Mipel, l’appuntamento internazionale più importante dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda in programma dall’11 al 14 febbraio

O

ltre 300 top brand del se!ore e le migliori aziende di ricerca presenteranno le loro nuove collezioni autunno-inverno 2018-19, incontrando oltre 10mila visitatori, i migliori buyer da tu!o il mondo e la stampa internazionale. Si annuncia così la prossima edizione di Mipel, che torna a Fiera Milano Rho con un nuovo proge!o comunicativo. “Guardare, ascoltare, toccare” sarà il leitmotiv della manifestazione, ideato dal creative director Ma!eo Zara, che si è ispirato all’archite!ura tubolare esterna del Centro Pompidou e alle visionarie opere dell’artista Yayoi Kusama per concepire tre percorsi perce!ivi dedicati alla vista, all’udito e al ta!o. “Perchè si sente con gli occhi, si vede con la bocca, si può gustare con le mani”. L’obiettivo è coinvolgere i visitatori in un’esperienza sensoriale, invitandoli non solo a guardare ma a vivere gli spazi in un modo unico, stimolando sensazioni ed emozioni. Rimanda al rinnovato concept anche la nuova campagna stampa, fotografata in un elegante e sensuale bianco e nero da Paolo di Giovanni con la direzione creativa di Ma!eo Zara. Confermate le due aree The Glamourous e Scenario. The Glamourous, se!ore patrocinato da Camera Italiana Buyer Moda - The Best Shops, rappresenta un innovativo punto di congiunzione tra top buyer italiani e stilisti emergenti. Anche per la prossima edizione, qua!ro buyer d’eccellenza italiani “ado!eranno” qua!ro designer di tendenza, dando visibilità alle loro colle-

zioni sia nello spazio dell’area dedicata in fiera, sia nelle vetrine dei propri store. Scenario resterà, invece, il palcoscenico più alternativo del salone, con un focus sui new brand e sulle realtà più di ricerca del panorama accessori. Scenario ripropone la collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana per un’iniziativa che promuove l’incontro tra creatività italiana e mercati esteri, dove qua!ro buyer internazionali sponsorizzeranno i più interessanti nuovi designer italiani. Tornerà anche Mipel in ci!à, il fuorisalone della fiera, proge!o patrocinato dal Comune di Milano che “apre” le porte di Mipel al pubblico con iniziative dall’elevata offerta culturale. Grazie al supporto di IceAgenzia e del Ministero dello sviluppo economico così come delle istituzioni del panorama fashion italiano, Mipel prosegue la strada del rilancio puntando su innovazione, ricerca e internazionalizzazione, alla luce del fully booked degli espositori e dell’incremento a doppia cifra dei visitatori dell’edizione di se!embre, svoltasi in concomitanza con le altre fiere per a!uare quella strategia sinergica a lungo invocata e a!uata dal Tavolo della moda. ■ FD


Industria, Lusso & Mercati Gennaio 2018 • Pag. 38

Conciario

Lavorazioni che nobilitano i pellami Nel comprensorio della concia in provincia di Pisa, in compagnia di Paolo Lami, che ci spiega in cosa consistono le moderne sfide del settore. !Alla grande esperienza va unito un impegno costante nella ricerca"

L’

Italia dell’industria, si sa, è fatta di distretti, all’in! terno dei quali si trova la massima espressione di un determinato settore. La grande tradizione e l’orgoglio con cui si lavora per esaltare le caratteristiche della lavorazione affinata in secoli, porta a quell’eccellenza che è il made in Italy. Dunque, se si è uno dei depo! sitari di questo tesoro, se si lavora all’interno di uno dei distretti, non si può puntare solo a un ottimo prodotto. È da questa consapevolezza che pro! cede il lavoro di Paolo Lami e dell’omonima stampatrice pisana, azienda strategicamente situata nel cuore pulsante della lavorazione della pelle, presso il comprensorio della con! cia di Santa Croce sull’Arno. #Siamo specializzati nella stampatura di ogni tipo di pellame % spiega Lami %. Fermo restando che i massimi standard quali! tativi sono la nostra priorità, abbiamo cercato nella puntualità, nella preci! sione e nella competenza del servizio, un valore aggiunto che ci differen! ziasse. In particolare, la velocità è una garanzia assoluta di prestazioni all’al! tezza delle aspettative dei prestigiosi clienti che oggi possiamo vantare. Pro! prio per assicurare rapidità e puntualità, abbiamo deciso di effet! tuare con cadenza regolare anche un turno lavorativo notturno. I grandi risultati, infatti, si ottengono solo attraverso l’efficienza e l’efficacia del proprio lavoro$. Paolo Lami passa poi a indicare le lavo! razioni principali della sua impresa. #Nella nostra struttura produttiva % dice Lami %, eseguiamo qualsiasi tipo! logia di stampatura e incisione su tutti i tipi di pellami o materiali alternativi, conferendo loro maggior pregio e qua! lità. In ogni step della lavorazione uniamo innovazione tecnologica e abi! lità artigianale, realizzando un prodotto

ESPERIENZA E HIGH TECH

Stampatrice Lami ha sede a Santa Croce Sull’Arno (Pi) - www.stampatricelami.it

che rappresenta al meglio le caratteri! stiche tipiche del made in Italy. Nello specifico lavoriamo su un prodotto semi!finito/finito. Al termine dei vari interventi, vengono prodotte borse di lusso, cinture, orologi, portafogli, cal! zature rivestimenti per arredi e tutto ciò che può essere rifinito con la pelle$. È l’insieme di tutti questi elementi a rendere la Stampatrice Lami una realtà di spicco nel panorama della provincia di Pisa, elementi cui si uniscono la costanza e la lungimiranza degli inve! stimenti effettuati fino a questo momento. #Il nostro è un settore parti! colare% afferma il titolare della stampatrice %, in cui la continua ricerca e l’evoluzione tecnologica si sposano alla perfezione con l’artigianalità tipica

Nel nostro settore, la continua ricerca e l’evoluzione si sposano con l’artigianalità tipica del made in Italy

del know!how made in Italy. Tutti que! sti elementi rendono la nostra azienda un’impresa all’avanguardia, grazie anche alla costanza e alla lungimiranza dei propri investimenti effettuati per adeguarsi alle innovazioni del settore. La Stampatrice Lami ha radici che ne garantiscono una grande esperienza, ma punta ad aggiornarsi continua! mente per migliorare e recepire le esigenze della clientela. L’impiego delle nostre risorse è completamente finalizzato all’adattamento e all’ade! guamento alle costanti innovazioni di settore cui è soggetta la lavorazione della pelle. Nonostante la grande espe!

rienza, siamo sempre pronti a rimet! terci in gioco e ad aggiornarci continuamente, per migliorare e meglio recepire le nuove necessità del bacino d’utenza. Attualmente, abbiamo raggiunto enormi competenze nel campo della pelletteria, della stampa su pelle e della stiratura del pellame, e a queste lavorazioni affianchiamo l’of! ferta di macchinari di ultima generazione per facilitarne la qualità$ Gli standard produttivi adottati e una struttura dimensionata per grandi pro! duzioni, garantiscono un alto livello qualitativo della stampatura di pellami #in grado di soddisfare i rigorosi con! trolli richiesti anche dalle firme più famose. Il cliente può scegliere tra cen! tinaia di disegni presenti oppure realizzarne uno completamente nuovo sulla base delle proprie esigenze. Il prodotto finale gode di controlli severi ed accurati per garantire sempre alti livelli qualitativi$. ■ Remo Monreale

OLTRE OGNI AVVERSITÀ Stampatrice Lami nasce a Santa Croce sull’Arno nel 1966, fondata da Renzo Lami, e da allora opera nel settore della pelle. «Nel corso di tu!i questi anni – dice Paolo Lami, a!uale titolare –, ci siamo evoluti e abbiamo proseguito con successo la nostra attività, nonostante l’alluvione nel novembre del 1966, dove nello stabilimento l’acqua toccava il metro e mezzo. Con fatica, impegno, dedizione e volontà l’azienda riuscì a ripartire dopo diversi mesi. Gli investimenti fa!i per la ricostruzione hanno fa!o crescere la stampatrice fino ad oggi, grazie alla seconda generazione della famiglia, che comprende, oltre a me, mia sorella Cristina. Una tradizione portata avanti con grande passione per il mestiere e con l’obiettivo di me!ere sempre le esigenze del cliente al primo posto».


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Industria-Lusso&Mercati Gen 18  

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