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Industria

In abbinamento alla stampa nazionale - Allegato al quotidiano

il Giornale

ECONOMIA GREEN

POLITICA INDUSTRIALE

Le anticipazioni su Ecomondo, fiera leader dedicata alla green e circular economy. Un appuntamento imprescindibile per conoscere le innovazioni tecnologiche e confrontarsi con aziende e professionisti del settore

Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa, fa il punto sulla necessità di rivedere le regole per la concorrenza e premiare le produzioni con un indice alto di qualità e innovazione Forum Ambrosetti

I futuri scenari dell’economia globale

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria

FONDAZIONE BELLISARIO DONNE PER COSTRUIRE IL FUTURO Trentesima edizione del premio Bellisario: assegnate le Mele d’oro a quelle donne che si sono particolarmente distinte nelle professioni, nel management, nelle scienze e nel sociale. Una start up politica, tutta al femminile, per affermare un nuovo concetto di potere. La a pagina 8 parola alla presidente della fondazione Lella Golfo

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porte chiuse, ma con le finestre spalancate sul mondo e sui grandi temi di interesse globale. È l’esclusività il marchio che da oltre quarant’anni connota il Forum The European House–Ambrosetti, summit internazionale che ogni anno a settembre chiama a raccolta personalità del mondo politico, accademico, istituzionale e imprenditoriale provenienti da tutto il pianeta, accogliendole nell’incantevole cornice di Villa d’Este, a Cernobbio. Rinominato per il quinto anno consecutivo primo pensatoio privato italiano, nella top ten del ranking europeo e tra i primi cento più affermati al mondo sui 6850 censiti a livello globale dall’Università della Pennsylvania, il think tank sulle rive del lago di

Nautica

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Le nuove rotte dello sviluppo La riforma del settore va completata. Preoccupano i possibili danni causati dalla guerra dei dazi fra Usa ed Europa. Carla Demaria commenta l’attuale scenario

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er la nautica italiana lo scenario è positivo e la ripresa è solida. E anche per Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica e di Monte Carlo Yachts (azienda che fattura oltre 70 milioni di euro e con oltre 440 dipendenti diretti in Italia), è un momento di soddisfazione personale, avendo appena ricevuto il  Premio Marisa Bellisario 2018 per la categoria management. «È un onore ricevere questo prestigioso riconoscimento a suggello

dell’impegno e della passione che da sempre contraddistinguono il mio lavoro. Mi onora e mi emoziona tanto più perchè si lega a un ricordo di mia madre che, da giovane, mi vedeva come una futura Marisa Bellisario (la top manager italiana che dà il nome al riconoscimento assegnato dalla Fondazione Marisa Bellisario)», ha dichiarato Carla Demaria, alla guida dal 2015 dell’associazione di categoria che rappresenta l’85 per >>> segue a pagina 10

ALL’INTERNO Imprese manifatturiere Tutti gli ostacoli sulla strada dello sviluppo delle Pmi: l’analisi del neo eletto presidente nazionale Api, Paolo Galassi Piano industria 4.0 Riflettori accesi sulla quarta rivoluzione industriale: l’opinione di Giuliano Busetto, presidente della fondazione Anie

Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica

Sviluppo tecnologico Immaginare scenari futuri per le nuove tecnologie: il contributo di Paolo Dario, direttore dell’Istituto di biorobotica a Pisa


Industria • Giugno 2018

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In evidenza Grande attesa per la 58esima edizione del Salone nautico internazionale di Genova (20-25 settembre)

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Incrementi a doppia cifra per macchine per plastica e gomma. L’analisi di Alessandro Grassi

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Colophon Direttore onorario Raffaele Costa

Direttore responsabile Marco Zanzi direzione@golfarellieditore.it Consulente editoriale Irene Pivetti

Alessandro Grassi, presidente di Amaplast

Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento editoriale Michela Calabretta direzione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna - www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma Supplemento di Dossier Registrazione: Tribunale di Bologna n. 7578 del 22-09-2004

>> continua dalla prima Como si distingue da sempre per la capacità di coinvolgere i prestigiosi ospiti in uno scambio di visioni e in un dibattito autorevole e mai scontato partendo dagli spunti offerti dai professionisti di Teh–Ambrosetti. Attinti generalmente dai lavori più significativi presentati dal gruppo nell’arco dei dodici mesi precedenti, cadenzati da una serie di workshop e seminari dedicati a temi rilevanti per la business community e per il Sistema Paese. ALLA RICERCA DI NUOVI PARADIGMI INTERPRETATIVI Quelli dal respiro più internazionale ad esempio, solitamente al centro della prima giornata del Forum, riprendono spesso gli argomenti trattati nel corso del Workshop Finanza, appuntamento primaverile organizzato da Teh-Ambrosetti (secondo per importanza e prestigio solo al Forum Villa d’Este) che dipinge gli scenari di mercato più aggiornati sia sul piano congiunturale che strutturale. Nell’ultimo, tenutosi a inizio aprile sempre nella residenza di Cernobbio alla presenza di top manager finanziari e di ben due commissari europei, si è convenuto che il pendolo della storia continua a muoversi nel segno dell’incertezza geopolitica ed economica. «L’anno appena trascorso – osserva Valerio De Molli, amministratore delegato del club - ci ha confermato che i paradigmi con cui finora abbiamo analizzato l’economia globale non sono più validi. La rivoluzione tecnologica, l’automazione, la digitalizza-

zione, l’invecchiamento della popolazione, il cambiamento degli stili di consumo e l’imprevedibilità degli orientamenti politici stanno modificando gli schemi interpretativi da noi conosciuti. Per questo diventa più che mai importante avere momenti di riflessione come questo, che cercano di andare a fondo negli spaccati della realtà socio-economica e finanziaria». Valutandoli da un’angolazione che tenga naturalmente in primo piano il Vecchio Continente, sul quale il Forum Ambrosetti pone un accento privilegiato fin dal nome, veicolando un principio di apertura e di creazione di ricchezza di matrice continentale. «Per l’Europa – prosegue De Molli – le ultime notizie sono tutto sommato positive e si riflettono principalmente nel +2,4 per cento di Pil e nel record di occupazione, che si attesta mediamente al 73 per cento. Si tratta di fatti incoraggianti, anche se le recenti elezioni in tre grandi Paesi europei come Francia, Germania e Italia stanno determinando evoluzioni che richiedono un costante monitoraggio per gli impatti economici che ne possono derivare». ITALIA, IL SENTIMENT POSITIVO SI STA ESAURENDO? Innanzitutto nella Penisola, in uscita da un 2017 cresciuto dell’1,5 per cento e un’occupazione a livelli record con 23,1 milioni di persone al lavoro, ma che per una valutazione corretta deve comparare i propri progressi a quelli dei competitor diretti. «L’Italia cresce più di ieri – osserva De Molli -

tuttavia il confronto con gli altri Paesi europei non ci conforta ed evidenzia un ulteriore allontanamento. Se vuole tornare ai livelli precrisi, deve crescere più degli altri per recuperare il gap cumulato negli anni». Tra l’altro, i risultati delle rilevazioni dell’Ambrosetti club economic indicator del primo trimestre mostrano segnali contrastanti e di sospensione del giudizio, con un sentiment futuro sull’occupazione e sugli investimenti che si attesta su valori leggermente inferiori all’ultima misurazione del 2017, dopo quarter consecutivi in costante crescita dal 2012. Significa che nel nostro Paese la spinta favorevole si è già esaurita, oppure siamo solo di fronte a un assestamento? È la domanda a cui si cercherà di trovare risposta nella terza giornata del Forum di settembre, tradizionalmente incentrata sull’Italia, ragionando anche sulle ricadute della fine del quantitative easing in Europa. Questione cruciale alla quale il Club Ambrosetti ha dedicato una specifica ricerca, con Carlo Cottarelli in veste di advisor scientifico, per verificare se e quanto la fine del programma di acquisto di titoli e in particolare di obbligazioni governative impatterà sulla sostenibilità del debito pubblico italiano. «Quel che è certo – conclude De Molli - è che gli effetti sul rapporto debito/Pil causati dalla potenziale crescita dei tassi al termine del Qe potranno essere bilanciati solo generando crescita e inflazione e/o generando avanzi primari più consistenti». • Giacomo Govoni


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Primo Piano

Per la reindustrializzazione d’Europa di Giacomo Govoni

È LA PARTITA IN CUI, SECONDO GLI INDUSTRIALI, L’ITALIA DOVRÀ RICOPRIRE UN RUOLO DA PROTAGONISTA NEI PROSSIMI MESI, COOPERANDO PER UNA NUOVA STAGIONE DI RIFORME. E, SOPRATTUTTO, SENZA METTERNE IN DISCUSSIONE LA MATRICE COMUNITARIA

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ltro che piani B di uscita dalla moneta comunitaria o inutili battaglie per strappare qualche decimale in più di flessibilità, con i quali peraltro fare più deficit e più debito. Per difendere gli interessi dell’economia italiana, occorre che il nostro Paese avanzi e vinca con l’Europa e dentro l’Europa. Ne è fermamente convinto Vincenzo Boccia, che all’Assemblea generale di Confindustria tenutasi a fine maggio, ha sottolineato in più passaggi un aspetto sul quale il mondo

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia

produttivo non intende arretrare di un millimetro. «L’Europa – afferma il leader degli industriali - è imprescindibile. Possiamo criticarla per quello che non fa, per la lentezza nel prendere le decisioni, per il bizantinismo con il quale a volte legifera, ma non mettiamo in discussione il principio che solo insieme potremo continuare a generare benessere e coesione sociale». INVESTIMENTI, NEL MIRINO IL BILANCIO EUROPEO 2020-2027 Insieme, appunto. Come in una casa comune dove le soluzioni stanno nei singoli progetti, ma anche e soprattutto nelle grandi riforme europee che avranno impatto nei prossimi anni sulla vita di cittadini e imprese e che proprio in queste settimane si stanno mettendo a punto a Bruxelles. A partire dalla regolamentazione del sistema bancario, la cui sovraproduzione di norme ha già prodotto effetti restrittivi sull’accesso al credito da parte delle imprese, e proseguendo con la definizione del bilancio europeo 2021-2027. Capitolo cruciale per l’Europa e per l’Italia per sostenere gli investimenti, necessari per realizzare un grande piano di infrastrutturazione del Paese. «Su questo bi-

sogna agire fin da subito – sostiene Boccia - reperendo le risorse a favore della ricerca e dell’innovazione per rendere ancor più competitive le nostre imprese. Quello che ci vuole è un piano di investimenti in ricerca, formazione, infrastrutture, gestito a livello sovranazionale, da finanziare con l’emissione di Eurobond, per una dotazione infrastrutturale europea transnazionale». Contestuale alle progettualità, che includono tra le priorità i grandi cantieri come il Terzo Valico, la Tav e il gasdotto Tap, il nodo da sciogliere rimane dunque quello finanziario. SI CHIUDE L’OMBRELLO QE, SERVE PROVA DI RESPONSABILITÀ Specie alla luce dello stop al quantitative easing entro fine anno annunciato dalla Bce, che ne ridurrà l’azione espansiva imponendo passi più oculati e in linea con una politica monetaria che solo l’Unione può garantirci. «Se invece rompiamo in maniera maldestra – afferma il numero uno di Viale dell’Astronomia - così come minacciavano quotidiana-

mente le forze che poi sono andate al Governo, finirà che i primi a non credere nell’Italia saranno gli investitori internazionali, e in quel caso non ci sarà alcun ombrello che tenga». Il messaggio, senza neppure troppi giri di parole, è rivolto al nuovo Esecutivo che, esaurita la fase delle promesse elettorali, ora secondo Boccia deve passare ai fatti. Senza rivendicare anacronistiche rendite di posizione e rimettendo l’industria al centro del dibattito da cui negli ultimi mesi sembra essere scomparsa. E ancora una volta, riportando l’Italia, tra i principali Paesi esportatori al mondo, al centro della partita per la competitività europea, chiamata a fronteggiare colossi economici agguerriti come Usa e Cina. «Da soli – insiste il presidente di Confindustria - possiamo poco di fronte a questi giganti economici e politici, perché la con-

correnza non è più tra i singoli Paesi. Questo significa che l’Europa deve agire unita e che l’Italia deve fare sentire la sua voce nelle sedi continentali, conquistando la legittimazione a essere ascoltata con la ragionevolezza delle proposte e la coerenza dei comportamenti». ITALIANI DI VALORE NEL PROSSIMO PARLAMENTO EUROPEO Ma anche, aspetto non secondario, con una presenza costante e competente nei luoghi dove si decide. Compreso quel Parlamento europeo dove il prossimo anno si terranno le ele-

zioni per la nomina dei nuovi rappresentanti e dove, secondo il leader degli industriali, in questa fase più che mai abbiamo bisogno di candidati di valore. Se non altro per rafforzare il nostro ruolo di vigilanza e non doverci lamentare a posteriori della debole tutela riservata agli interessi del made in Italy. «Dobbiamo mandare a Bruxelles le persone più capaci e competenti – conclude Boccia - perché possano crescere in tutte le istituzioni, nella politica e nell’amministrazione. Ed essere coprotagonisti di una nuova stagione europea di riforme, che parta dalla reindustrializzazione d’Europa per costruire una economia forte. Affinché il Vecchio Continente diventi il luogo più competitivo per l’industria e il luogo ideale per il lavoro, per le persone e per i giovani». •


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Il Governo accenda il faro sulle Pmi AD AVANZARE LA RICHIESTA AL NUOVO ESECUTIVO È PAOLO GALASSI. IL QUALE SPERA CHE LA STAGIONE DEL CAMBIAMENTO TANTO ANNUNCIATA SI TRADUCA IN POLITICHE INDUSTRIALI A TRAZIONE EUROPEA E CHE NON INCIDANO SOLO SULLO ZERO VIRGOLA DELLE IMPRESE di Giacomo Govoni

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osto del lavoro insostenibile, giustizia lenta e farraginosa, cordoni del credito che si allentano solo di fronte ai numeri e non al genio imprenditoriale. Sono i principali ostacoli che le Pmi manifatturiere lombarde chiedono da tempo di rimuovere sulla strada dello sviluppo e di quello dell’intero sistema Italia. Un appello che finora si è sempre infranto su un’instabilità politica incapace di dar vita a progetti a medio e lungo termine, ma che adesso la spina dorsale produttiva del Paese rilancia all’indirizzo del neonato Governo, esortandolo a un rinnovato impegno in questa fondamentale partita per la competitività. «Le Pmi dal canto loro – garantisce Paolo Galassi, presidente dell’Api – faranno come sempre la loro parte, ma hanno necessità che il faro della politica sia puntato su di loro. Dobbiamo sostenerle con la definizione di una strategia industriale che le aiuti a contare di più in Europa e far sentire la voce che spetta alla seconda potenza manifatturiera europea». Il governo Conte si è insediato da poche settimane. Come è stata accolta questa “svolta politica” dal mondo delle Pmi, lombarde e non, e quali sono le prime impressioni ri-

spetto alla nuova squadra? «Spero che questo cambio porti a ragionare in maniera differente rispetto a quanto fatto finora. Da europeista convinto, vedo che la Russia è diventata un mercato, la Cina pure, gli Usa hanno conosciuto la crisi ma hanno recuperato. Io speravo in un Europa diversa, che unisse il potenziale di Francia, Germania, Italia per contrastare l’ascesa di queste potenze economiche. Invece in questo decennio di crisi c’è stata una finta Europa che non ha fatto politiche finanziarie comuni, anche per colpa anche del nostro Governo che non è riuscito a farsi rispettare a dovere. Ora ne abbiamo uno nuovo e, almeno per i primi mesi, va lasciato lavorare per vedere se davvero sarà in grado di produrre un cambiamento». Una delle prime mosse annunciate

dal nuovo Esecutivo riguarda la fiscalità e precisamente la flat tax, che per le imprese dovrebbe partire dal 2019. Come la giudica e quali altri sgravi reclama nostro sistema produttivo? «La flax tax è un’idea magnifica, che va nella giusta direzione di restituire potere d’acquisto ai lavoratori rivendendo il sistema di tassazione. Il fatto che il Governo abbia già annunciato di applicarla prima alle industrie si spiega principalmente perché la loro tassazione viaggia attorno al 60 per cento mentre quella di un cittadino privato è al 42-43 per cento. Tuttavia c’è da considerare il fattore tempo, che serve per innescare questo circolo virtuoso che sviluppi una cultura di pagamento delle tasse, con una magistratura e un sistema di controlli che funzioni. Per questo applaudo a questa iniziativa fiscale, ma dico di farla gradualmente perché non si riveli una cosa finta». Altro tema che le Pmi, lombarde e non, chiedono di mettere al centro dell’agenda, riguarda la digitalizzazione dei processi e, più in generale, della connettività infrastrutturale. Quali sono i nodi da sciogliere su questo terreno? «Dunque, prendiamo l’esempio da Industria 4.0. Altra idea eccezionale, se non fosse che il Pil manifatturiero italiano è composto per quasi il 90 per cento da piccole medie imprese. Come si fa a rendere accessibile queste misure a industrie che raramente superano i 50 dipendenti? Dobbiamo adat-

tare i provvedimenti al tessuto produttivo che abbiamo e non fare leggi che incidano solo sullo zero virgola di imprese. Sul piano della connettività inoltre, è assurdo che in Calabria ci sia la fibra ottica all’80 per cento mentre in Lombardia al 22 per cento. In questo senso serve una politica infrastrutturale standardizzata e strutturata, che non lasci indietro le aree più deboli, ma che non penalizzi nemmeno le più dinamiche». Il programma “giallo-verde” si impegna anche a contrastare il fenomeno della delocalizzazione delle imprese. Quali forme di controllo e di raccordo con l’Europa serviranno in questo ambito? «Permettere a una grande azienda di tenere il sistema di ideazione, tecnologia, innovazione in Italia e la manodopera in Polonia o Croazia è un paradigma che non funziona. La delocalizzazione va combattuta all’interno, riducendo il costo del lavoro e ampliando l’informatizzazione, ma soprattutto stringendo un accordo europeo. Perché è assurdo avere un’Europa di 30 Stati dove 20 producono a basso costo come se fossero la Cina, 2-3 usano il cervello e 7-8 la finanza. Tra l’altro un piccolo imprenditore cosa delocalizza, visto che il 70 per cento del suo mercato è italiano e dispone di 20-30 persone? Fermo restando che una produzione altamente tecnologica si fa in Italia non a caso, ma perché c’è un sistema industriale, ingegneristico e di servizi organizzato. Vedasi Veneto, Lombardia o Emilia Romagna».

Paolo Galassi, presidente di Api, Associazione piccole e medie industrie

A livello di investimenti e di accesso al credito, quali misure concrete vi attendete dal nuovo Governo per per rilanciarli? «Qui tocchiamo un tasto delicatissimo. Il concetto è che bisogna convince il sistema bancario a rischiare, a costo che intervenga lo Stato. Io non sono per le aziende statali, ma serve qualcuno che interceda presso il mondo finanziario spingendolo a investire nell’industria privata. In modo che quando le multinazionali estere vengono in Italia non trattino con le Pmi, ma direttamente con il Governo». •


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Donne ai vertici

Eccellenze made in Italy di Giacomo Govoni RIVEDERE LE ATTUALI REGOLE PER LA CONCORRENZA E CONCLUDERE ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO CHE PREMINO LE PRODUZIONI AD ALTA QUALITÀ E INNOVAZIONE. È QUESTA, SECONDO LISA FERRARINI, LA STRADA PER RIPORTARE L’INDUSTRIA ITALIANA AL COMANDO

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er l’industria italiana che dal commercio ricava l’ossigeno per alimentare la propria crescita economica, decisioni come quella di non ratificare il Ceta, annunciata pochi giorni fa dal ministro dell’Agricoltura, suonano sinistre. Sia perché tale accordo copre oltre il 90 per cento dell’export dei nostri consorzi in Canada, sia perché faremmo il gioco di chi vuole spiazzare il continente più impegnato al mondo nella sostenibilità per imperniare il commercio sull’asse Asia–Pacifico, vedendo affermarsi regole e standard ben più penalizzanti per l’economia, l’ambiente, il lavoro e la salute. «Se l’Italia affonda il Ceta – afferma Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa - si assume una responsabilità enorme dinnanzi alle imprese e ai cittadini, perché verrà meno anche la credibilità della Ue e deraglieranno altri accordi». Come impatterebbe questa scelta sul nostro interscambio? «Non voglio nemmeno pensare a quanti investimenti verrebbero vanificati. Le Indicazioni Geografiche sono un istituto europeo che molti partner internazionali non riconoscono e che con questo accordo venivano in parte tutelate. L’alternativa sarebbe privare di qualsiasi riconoscimento prodotti come i prosciutti di Parma, San Daniele, Toscano, Parmigiano Reggiano, Asiago, Fontina, Gorgonzola e altri rinunciando a contrastare l’Italian sounding. Un esem-

Lisa Ferrarini, vicepresidente di Confindustria per l’Europa

pio per tutti: prima del Ceta il prosciutto di Parma non poteva nemmeno essere importato in Canada con il proprio nome». Da qualche mese inoltre i Paesi Ue possono contare su una normativa antidumping contro la Cina, voluta soprattutto dall’Italia. Quali effetti potrà produrre e chi vigilerà sull’attuazione degli impegni assunti? «La battaglia per evitare che la Ue regalasse alla Cina un trattamento antidumping identico a quello riservato alle economie di mercato è stata vinta a metà, ma una metà abbondante. Eravamo i soli, industria e governo, a contrastare apertamente la Commissione Ue e siamo riusciti a portare le verifiche delle distorsioni del mercato a un livello soddisfacente. Fosse stato per noi la disciplina sarebbe molto più stringente, ma il fronte dei Paesi nordici era compatto e risoluto. Anche se ora credo che alcuni, ad esempio la Germania, ci stiano ripensando. Il sistema ha una sua coerenza sulla carta, ma a noi interessa la sua concreta applicazione. I primi dazi definiti con la nuova metodologia verranno adottati nei prossimi mesi e vigileremo molto attentamente». Il punto di partenza di ogni stra-

tegia industriale post 2020, a detta anche del presidente Boccia, dovrà comunque essere l’Europa. Per quali aspetti in particolare, il suo ruolo risulta imprescindibile? «L’industria rappresenta una pietra miliare per la creazione di posti di lavoro e per la crescita in Europa. Per questo, siamo convinti che debba essere posta al centro della politica economica dell’Ue. Se volgiamo lo sguardo verso i grandi competitor globali come Cina e Stati Uniti, che peraltro si sono dotati di politiche industriali chiare e ambiziose, non possiamo non riconoscere l’importanza di sostenere con determinazione la modernizzazione della base industriale e di rafforzare la capacità competitiva dell’Europa. In un mondo sempre più globalizzato è essenziale contare su campioni europei, aprendo una riflessione a livello comunitario per sostenerli e rivedendo le attuali regole per la concorrenza, che non ci sembrano più al passo con i tempi». Nel 2018 l’euro continua a essere forte, tuttavia lei ha dichiarato che le eccellenze del made in Italy non ne risentiranno. Quali più di altre stanno mostrando di non soffrire questo “handicap” e quali mercati le stanno premiando?

«I risultati record del 2017 sono frutto di una strategia e di un impegno sostenuti dal piano governativo per il made in Italy per consolidare la nostra presenza nei mercati avanzati dove siamo più forti, come gli Usa, e aprire nuovi fronti intercettando la domanda di quelli emergenti. Oggi, purtroppo, le variabili che incidono sulle performance delle aziende sono stabilite sempre più dalla geopolitica e sempre meno dai mercati. Siamo un’economia trasformatrice basata sull’export perciò al di là degli aspetti valutari la priorità è invertire l’escalation protezionistica e concludere accordi di libero scambio che premino le produzioni ad alta qualità e innovazione come le nostre, di cui vi è grande domanda su scala globale». Abbiamo un nuovo Governo, che in realtà non ha ancora chiarito che linea vorrà adottare nei confronti della politica industriale europea. Quali mosse vi attendete da questo punto di vista? «Il nostro auspicio è che l’Italia difenda il ruolo chiave che l’industria manifatturiera ricopre per lo sviluppo economico dell’Europa contribuendo attivamente alla costruzione di una visione di lungo periodo di politica industriale. Guardando al rinnovo delle istituzioni europee, oc-

corre definire un quadro regolamentare che incoraggi la crescita e nuova occupazione, rafforzando la capacità di leadership dell’Europa di fronte a concorrenti che si spostano sempre più in alto lungo le catene del valore. In questo senso, riteniamo che l’Italia debba operare per assicurare che il prossimo Quadro finanziario pluriennale dell’Ue mantenga un livello ambizioso di risorse attinenti alla competitività, in primis attraverso le rubriche dedicate a R&I, infrastrutture e alla coesione territoriale». •


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Il boom della sanità privata CRESCE LA DOMANDA DI SERVIZI DI DIAGNOSI, CURA, CHIRURGIA E RIABILITAZIONE PRIVATA IN ITALIA E LE RISPOSTE NON MANCANO DA PARTE DELLE STRUTTURE SPECIALISTICHE, COME SPIEGA CLARA SCORSA, FONDATRICE E PRESIDENTE DELL’OSPEDALE PRIVATO EUGENIO GRUPPIONI esame ematochimico è sufficiente presentarsi, con le dovute accortezze, la mattina stessa dell’esame, non è infatti richiesta la prenotazione. Per una visita specialistica o sottoporsi ad esami diagnostici i tempi d’attesa in media si aggirano intorno a uno/tre giorni dalla prenotazione, mentre nei casi d’urgenza non sono previsti tempi d’attesa. Assicurazioni, polizze e fondi sanitari integrativi spingono infine il paziente a rivolgersi all’ospedalità privata, potendo usufruire di tariffe più basse convenzionate con la struttura sanitaria o dell’intero rimborso della pre-

di Alessia Cotroneo

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econdo i dati Istat, nel 2016 gli italiani hanno pagato di tasca propria circa 37 miliardi di euro di spesa sanitaria, un quarto dell’intera spesa sanitaria nazionale (150 miliardi di euro circa). Numeri che certificano un’evoluzione, lenta ma inarrestabile, del sistema delle cure e dell’assistenza nello Stivale, dove, complici i tagli massicci degli ultimi anni del Servizio Sanitario Nazionale, l’invecchiamento della popolazione, la mancata riorganizzazione dell’assistenza sul territorio ma anche una domanda di benessere in aumento, il modello in cui lo Stato si assume l’onere delle cure non sembra bastare più. Non a caso, sono tanti e di vario genere gli attori privati che negli ultimi decenni si sono affacciati nel panorama della sanità integrativa, convenzionata e privata. L’obiettivo è uno: fornire la più ampia scelta al paziente nel quadro di un’offerta che si amplia per ga-

Clara Scorsa, legale rappresentante e presidente dell’Ospedale privato Eugenio Gruppioni - www.gruppioni.it

rantire tempi più rapidi e qualità delle cure. Come? Adottando sistemi di gestione manageriali. Migliorare la qualità dei percorsi di cura e prevenzione, anche attraverso la valorizzazione dei servizi alla persona, è la mission dell’Ospedale privato Eugenio Gruppioni. Fondato alla fine degli anni Novanta in provincia di Bologna, situato tra le colline del Parco dei Gessi Bolognesi, dapprima come Residenza Sanitaria Assistenziale, oggi è uno dei centri sanitari di riferimento della regione, che include, tra i principali campi di interesse, medicina interna, cardiologia, ortopedia e neurologia. Con Clara Scorsa, fondatrice e presidente dell’ospedale privato intitolato al genero, prematura-

LE SPECIALIZZAZIONI CLINICHE E CHIRURGICHE L’Ospedale privato Eugenio Gruppioni è specializzato nella riabilitazione intensiva ed estensiva di tipo ortopedico, neuromotorio e cardiopolmonare ed offre servizi riabilitativi sia in regime di degenza ordinaria, ambulatoriale e di day hospital. Nella sala operatoria polispecialistica si svolgono interventi di chirurgia generale, chirurgia plastica, chirurgia ortopedica, chirurgia vascolare, chirurgia otorinolaringoiatrica con prossima apertura alla chirurgia urologica e neurochirurgica. In ambito diagnostico, la clinica è dotata di ambulatori ecografici, endoscopici e chirurgici, della radiologia digitale, della densitometria ossea computerizzata ed a breve si predisporrà anche per la Tac. Inoltre, dal 2015 la struttura si è dotata di un sistema di domotica (che ha ottenuto il secondo premio per la realizzazione della miglior rete domotica ospedaliera in Italia) per ottimizzare la gestione dei consumi e le funzionalità attraverso il controllo in remoto della climatizzazione e dell’illuminazione di ogni stanza della clinica.

mente scomparso, proviamo a capire verso quale direzione si sta muovendo il sistema delle cure integrative in Italia e in Emilia Romagna. A quanto ammonta e quanto è cresciuta nella regione Emilia Romagna e in Italia la domanda di sanità privata? «Nell’ultimo decennio, in primo luogo grazie al costante aumento dell’aspettativa di vita media di uomini e donne, la domanda di cure degli italiani ha subito una crescita sostanziale: è aumentato considerevolmente il numero di persone che ricercano e intraprendono percorsi di diagnosi, cura, prevenzione e riabilitazione di qualità. Ciò che deve essere oggetto di tutela, a prescindere dalla forma pubblica o privata dei servizi sanitari offerti, è la libera scelta del paziente che si appresta a richiedere le cure. Nello specifico, la domanda di sanità privata è aumentata anche nella regione Emilia

Romagna e con particolare riferimento alle patologie post-acute o croniche, ai percorsi di riabilitazione post-operatori e post-traumatici, alla diagnostica e alla prevenzione; in sostanza si è cercato di integrare la risposta del Servizio Sanitario Nazionale alla domanda di salute dei pazienti italiani». Perché i pazienti scelgono di rivolgersi agli ospedali privati? «In primo luogo ci sono i tempi d’attesa sensibilmente ridotti. Per eseguire un

stazione usufruita». Verso che direzione si sta muovendo il settore? «Verso l’ampliamento dell’offerta dei servizi di diagnosi e cura, attraverso personale altamente qualificato, tecnologie di ultima generazione, comfort ambientale, e valorizzazione dei servizi alla persona. La nostra mission è assistere ed affiancare attivamente in ogni ambito l’eventuale disagio del paziente, dal momento del ricovero fino alla sua dimissione. Per questo l’Ospedale Eugenio Gruppioni ha ampliato la propria offerta sanitaria e gli spazi dedicati alla riabilitazione e al ricovero, al poliambulatorio specialistico, alla diagnostica per immagini e alla chirurgia. Oggi l’ospedale è dotato di un più ampio reparto di degenza, con un presidio medico presente 24 ore su 24, che conta 74 posti letto distribuiti su 4 piani, dedicati al ricovero di pazienti chirurgici e di pazienti affetti da patologie mediche in fase acuta, sub-acuta e cronica». •

L’AUMENTO DELLA DOMANDA

Si è verificato anche nella regione Emilia Romagna, con particolare riferimento alle patologie post-acute o croniche, ai percorsi di riabilitazione post-operatori e post-traumatici, alla diagnostica e alla prevenzione


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Donne ai vertici

Insieme per costruire un futuro migliore e diverso di Francesca Druidi NON SOLO LE CELEBRI MELE D’ORO. LA FONDAZIONE MARISA BELLISARIO LANCIA LA SUA STARTUP POLITICA PER «AFFERMARE UN CONCETTO NUOVO E “FEMMINILE” DI “POTERE” INTESO COME SERVIZIO A FAVORE DELLA COLLETTIVITÀ». NE PARLA LA PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE LELLA GOLFO

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ssegnate per il 2018 le Mele d’Oro, il premio istituito nel 1989 in memoria della prima top manager italiana Marisa Bellisario dall’omonima Fondazione, conferito alle donne distintesi nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale a livello nazionale e internazionale. «È stato un grande, grandissimo successo e abbiamo celebrato nel modo migliore trent’anni di vita, lavoro, impegno per le donne, a partire dall’incontro del presidente Mattarella con le premiate. Un momento davvero emozionante, in cui il presidente ha usato parole importanti, confermandosi come il vero e più convinto garante della parità di genere. E poi abbiamo avuto sul palco una rappresentanza delle 525 Mele d’Oro assegnate in questi 30 anni e abbiamo lanciato l’Inno della Fondazione Marisa Bellisario, che, non a caso, nel suo ritornello dice: “Avanti Donne”», spiega Lella Golfo, fondatrice, anima e presidente della Fondazione e del riconoscimento giunto alla 30esima edizione. La legge di cui è stata prima firmataria ha fatto compiere all’Italia significativi miglioramenti nella direzione dell’uguaglianza di genere, ma qual è a suo parere il reale scenario nel nostro Paese? «Sicuramente la legge sulle quote di genere – per la quale mi sono battuta contro tutto e contro tutti – ha fatto fare all’Italia un passo avanti de-

cisivo. Non solo le donne nei Cda delle società quotate sono passate dal 5,6 per cento del 2011 al 34 per cento di oggi (nelle società controllate siamo passati dal 18,3 per cento del 2013 al 30,9 per cento), ma c’è stato anche un significativo cambiamento culturale. Dall’osservatorio privilegiato della Fondazione Marisa Bellisario vedo che i passi avanti fatti sono tanti e significativi. Prima di tutto, in questi cinque anni le aziende hanno sperimentato concretamente i vantaggi in termini di produttività e innovazione di una maggiore presenza femminile ai vertici e non è un caso che anche nel management negli ultimi 5 anni le donne dirigenti siano cresciute del 20 per cento e che le poli-

PREMIO BELLISARIO 2018: LE VINCITRICI La Mela d’Oro per l’Imprenditoria va a Elena Miroglio, vice presidente del Gruppo Miroglio e presidente di Miroglio Fashion. Premiate per il Management Carla Demaria, presidente Ucina Confindustria Nautica; per le Istituzioni, il prefetto di Milano Luciana Lamorgese; per l’Informazione

tiche di welfare siano diventate centrali per le aziende. L’anno scorso la Fondazione Bellisario e Intesa Sanpaolo hanno istituito il Premio Women Value Company per le piccole e medie imprese che mettono le donne al centro delle loro strategie di crescita: un’esperienza che ci ha fatto conoscere oltre 1000 realtà davvero virtuose. E, infine, le donne hanno acquisito una nuova consapevolezza delle loro capacità, ma anche dei loro diritti. Certo, restano tantissimi fronti aperti in tema di parità di genere, a partire proprio dai ruoli esecutivi». Quali i dati? «In base al primo rapporto CervedFondazione Bellisario, sono il 7,9 per cento le donne amministratore dele-

Lucia Annunziata; per lo Spettacolo Paola Cortellesi. Premio alla Carriera alla fotografa di fama internazionale Letizia Battaglia; riconoscimento speciale alla prima donna presidente del Senato a Maria Elisabetta Alberti Casellati, mentre il premio per la Ricerca è andato alla virologa  Ilaria Capua. Le altre premiate: il direttore di Studio Aperto Anna Maria Broggiato per l’informazione tv; il Commissario europeo per

gato di società quotate e il 10,1 per cento i presidenti, mentre le donne a capo di società non quotate, sono il 10,3 per cento per quelle con oltre 10 milioni di euro di fatturato e scendono a 6,3 per cento se il fatturato supera i 200 milioni». Quanto resta ancora da fare in termini culturali e pragmatici, anche fuori dall’ambito previsto dalla Legge Golfo-Mosca? «Tanto, ma bisogna cambiare passo. Bisogna partire dall’occupazione femminile che in Italia si ferma al 48,6 per cento, con punte del 59,7 per cento in Lombardia e un avvilente 29,4 per cento in Calabria. E passare a incisive politiche di conciliazione, perché non è accettabile che da noi una donna su tre lasci il lavoro all’arrivo del primo figlio. E, ancora, risolvere il gap salariale, che l’Onu definisce come il più grande furto della storia, ed estirpare la violenza di genere». Perché sarebbe importante avere un dicastero del Ministero delle Pari Opportunità nel nuovo esecutivo? «Per risolvere tutte queste probleLella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario

l’economia e la società digitali Marija Gabriel per il premio Europa, per la Scienza l’astrofisica Marica Branchesi. L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini ha ricevuto il premio Internazionale. Il Germoglio d’Oro è assegnato a Michela Moioli, campionessa olimpica di snowboard cross ai Giochi olimpici di Pyeongchang 2018.


Industria • Giugno 2018

matiche. Nel nostro Paese si pensa ancora che le politiche di genere riguardino le donne e, invece, senza un equilibrato, paritario e meritocratico sviluppo della società, sarà l’Italia a perdere. Uno studio dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere ha analizzato i vantaggi economici della parità di genere nei settori più strategici, da qui al 2050. La parità porterebbe, ad esempio, in dote fino a 10,5 milioni di posti di lavoro. E un aumento del Pil pro capite dell’Unione europea fino al 9,6 per cento, oltre 3 mila miliardi di euro. Significa che le donne rappresentano

a meccanica di precisione, nello specifico la sub fornitura, è uno dei settori in cui le aziende italiane hanno più sofferto la crisi. Eppure, non sono pochi gli esempi di società che sono riuscite a sollevarsi, negli ultimi anni, anche grazie a un aumento dell’export: segno che le competenze qui sviluppate in decenni sono un capitale a cui attingere. Un esempio chiaro di quelle caratteristiche vincenti in questo ambito, lo dà la C.B. Srl, Total Quality Mechanics, un’officina meccanica di elevata precisione attiva e presente sul mercato dal settembre del 1976. «Con un organico di 12 persone e una superficie di circa 1.000 metri quadrati, adibiti a produzione e magazzino – dice l’attuale titolare Serenella Chiarini –, la C.B. costituisce un’importante realtà imprenditoriale nel panorama emiliano. Siamo specializzati in lavorazioni meccaniche in fornitura completa con macchine a controllo numerico per piccole e medie serie, anche particolari singoli o gruppi completi, mediante macchinari precisi all'avanguardia del mercato e moderni soware Cad Cam per la programmazione. L’elevata qualità delle lavorazioni, l’affidabilità di un servizio sicuro e puntuale, il costante aggiornamento del parco macchine e delle professionalità

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una risorsa preziosa e che risolvere i tanti divari di genere sarebbe un volano per la crescita. Crede che tutto ciò giustifichi la nascita di un ministero delle Pari opportunità? Io penso di sì». In occasione del seminario internazionale Donne Economia & Potere 2017, la Fondazione ha lanciato la sua startup politica “Avanti Donne”. Quali gli obiettivi prioritari? «“Insieme per costruire il futuro”, così si legge nel logo di “Avanti Donne” e in questa frase c’è tutto il nostro manifesto. Riunire le donne: le tan-

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tissime donne talentuose, determinate, capaci e volenterose; quelle che vogliono un futuro migliore e diverso ma che non vogliono aspettare che qualcuno lo costruisca per loro; quelle abituate ad andare dritto all’obiettivo, lavorando e impegnandosi; quelle stanche di aspettare che le promesse vengano mantenute e che hanno le idee molto chiare su cosa serva al Paese per “cambiare passo”. L’Italia, l’Europa, il mondo hanno bisogno di queste risorse preziosissime e non possiamo più permetterci di tenerle in seconda fila. Ricordo che, quando 19 anni fa, ideammo lo slogan del nostro Seminario internazionale “Donna Economia & Potere”, accostare le parole “Donna” e “Potere” sembrava una follia visionaria, un’assurdità, una follia. E invece, ancora una volta la Fondazione Marisa Bellisario aveva precorso i tempi. Ecco, sin da allora noi vogliamo affermare un concetto nuovo e “femminile” di “potere” inteso come servizio a favore della collettività. Sono convinta che oggi “Donna” e “Potere” rappresentino, in tutti gli ambiti, la chiave per una gestione equilibrata e sostenibile dell’economia, della politica e della società». In tutto il mondo si discute dello spigoloso rapporto tra genere, ses-

FRA TECNOLOGIA E TRADIZIONE Serenella Chiarini prende spunto dalla propria esperienza nella meccanica di precisione, per individuare gli elementi più importanti che caratterizzano uno degli ambiti più colpiti dalla crisi

sismo, potere, merito e carriera. Avverte un cambiamento culturale nei confronti di questo tema rispetto al passato? «Pubblicamente e a livello di opinione pubblica certamente e lo dimostrano i movimenti nati in tutto il mondo per combattere ogni forma di sessismo. Il problema è che non riguarda solo le star o gli ambienti sotto i riflettori, ma anche i luoghi di lavoro più umili. Credo che il dibattito su questa tema sia importantissimo per cambiare le cose e che tanto sia già cambiato rispetto al passato, semplicemente perché le donne nei luoghi di lavoro sono sempre di più. Ma c’è ancora tanto da fare, a livello concreto ma anche in termini culturali. In questo senso, e dopo più di trent’anni, questa frase di Marisa Bellisario sia ancora verissima e illuminante: “Per una donna esiste il problema della credibilità, bisogna dimostrare che si è brave. Alla donna manca il diritto alla mediocrità, si arriva ad occupare posti importanti solo se si è bravissime. Ma quando ci saranno anche le mediocri, come avviene per gli uomini, vorrà dire che esiste la parità. Occorre quindi dimostrare che a uguali opportunità corrispondono uguali meriti”».•

sviluppiamo il progetto ed eseguiamo il particolare dal semplice prototipo alla media serie. Oggi fatturiamo circa il 25 per cento con l’estero, lavoriamo con multinazionali di diversi settori (packaging, tabacco, automotive, macchine automatiche, biomedicale) diversificati secondo le aree tecniche di fornitura, a maggiore garanzia di stabilità aziendale. E così siamo tornati sopra ai valori pre-crisi come fatturato, che è in crescita. Prevediamo ulteriori investimenti in macchinari, tecnologia e risorse umane /formazione tecnica per essere sempre aggiornati al fianco dei clienti». • Remo Monreale Serenella Chiarini, titolare della C.B. di Calderara di Reno (Bo) - www.cbsrl.com

interne, hanno fatto di C.B. una realtà imprenditoriale in costante crescita: la solidità ormai consolidata dell’azienda e l’acquisizione di nuovi importanti clienti, anche oltre i confini del mercato nazionale, hanno infatti creato nel tempo le premesse per un incremento delle risorse umane dell’azienda. Da sempre, inoltre, dedichiamo grande attenzione ai temi della salute e del rispetto ambientale: un luogo di lavoro sicuro e or-

dinato, una perfetta manutenzione degli strumenti tecnici, sono la base per il nostro lavoro. Il team ai comandi di Chiarini «è in grado di fornire consulenza e supporto nella progettazione e realizzazione dei particolari meccanici – continua l’imprenditrice bolognese – offrendo l’esperienza pratica e consolidata di decenni di lavoro sulle macchine automatiche a controllo numerico. Da una semplice bozza


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Nautica

>>> segue dalla prima

cento delle industrie e il 65 per cento del fatturato totale dell’industria nautica in Italia. «Credo fortemente ci sia qualcosa di unico nell’energia e nelle capacità che le donne pongono in ogni attività che svolgono, credendo in sé stesse, anche quando il contesto non è loro favorevole. Questa Mela d’Oro rappresenta motivo di orgoglio e stimolo a continuare a lavorare sempre con lo stesso entusiasmo e impegno; mi auguro che possa essere incentivo per tutte le giovani che intraprendono con passione e determinazione la propria carriera professionale». È un anno importante, quindi, per Carla Demaria e per il settore, con l’entrata in vigore del nuovo Codice della nautica, una delle misure più attese per la risorsa mare e la sua economia, e per le ottime prospettive che riguardano il prossimo Salone Nautico di Genova, in programma dal 20 al 25 settembre. «Da novembre 2017 ad aprile 2018 – ha sottolineato ancora Carla Demaria – abbiamo organizzato e partecipato a 7 eventi ogni mese in Italia e nel mondo, anche grazie al sostegno del Piano made in Italy e al supporto di MiSE e Ice Agenzia, che hanno premiato il Salone Nautico di Genova, la vetrina di settore più visitata del Mediterraneo». Il 2018 dovrebbe seguire l’andamento positivo del 2017 ed essere un anno di crescita. Quali sono le prospettive? «Il contesto si conferma ancora una volta positivo, per il terzo anno consecutivo, con una stima di crescita ancora a doppia cifra (10-12 per cento). Un’indagine condotta dall’Ufficio Studi di Ucina Confindustria Nautica sulle previsioni 2018 del mercato nautico ha visto il 69 per cento delle

Carla Demaria, presidente di Ucina Confindustria Nautica

aziende coinvolte dichiarare, sulla base del portafoglio ordini, una crescita del fatturato 2018. Il mercato interno continua a salire, trainato anche dal settore del leasing che ha registrato un +58 per cento di stipulato nel 2017, che si consolida nell’anno. Nei primi cinque mesi del 2018 si è registrato, infatti, un +29 per cento in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente». In merito al nuovo Codice della Nautica da diporto, molte novità attendono ancora decreti attuativi rispetto ad altre già in vigore dal febbraio scorso. Quali sono i vantaggi per il settore e le opportunità che questo nuovo strumento garantirà? «Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – lo scorso 13 febbraio – del testo di riforma del Codice della Nautica da diporto, abbiamo di fatto consegnato al settore uno strumento moderno e competitivo che darà ulteriore impulso alla crescita del mercato. Tra le novità di rilievo, il coordinamento con la disciplina del Registro telematico del diporto e dello Sportello telematico del diportista, l’istituzione di nuove figure professionali per il diporto, il riconoscimento dell’11 aprile di ogni anno come “Giornata del mare” nelle scuole, il rilancio della portualità e del noleggio, il consolidamento del Bollino Blu che diventa legge». Quali priorità identifica per un ul-

MERCATO INTERNO

Continua a salire. Nei primi cinque mesi del 2018 infatti si è registrato un +29 per cento in valore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente teriore rilancio del comparto? «Innanzitutto, ci auguriamo vengano approvati quanto prima i decreti attuativi che possa rendere applicabili in tempi brevi le norme del nuovo Codice della Nautica che daranno ulteriore impulso al comparto. Il contesto mondiale ed europeo vede una crescita generale dell’industria nautica, cosa che conferma come il trend positivo sia

ormai solido. Ovvio che, in questa situazione, è quanto mai fondamentale che la crescita sia accompagnata da politiche di sostegno agli investimenti e all’innovazione e non da iniziative di chiusura quali, ad esempio, la guerra commerciale in atto tra Usa e Ue che rischia di coinvolgere anche il nostro settore». Il Salone Nautico di Genova gode

BOOM DEL LEASING NAUTICO Confermato il trend di crescita del settore (+58 per cento nel 2017) che si consolida nel 2018. «Il contesto attorno a noi è certamente favorevole: i Paesi a noi concorrenti come Francia, Spagna, Grecia e Croazia hanno introdotto penalizzazioni che favoriscono ulteriormente l’Italia. Anche rispetto al leasing nautico – ha dichiarato Carla Demaria nel corso del convegno organizzato da Ucina e tenutosi nell’ambito della Convention Satec 2018 – l’Italia ha attualmente lo strumento più sicuro ed affidabile. L’Europa ha avviato da tempo procedure di infrazione per il leasing e il noleggio nei confronti di Malta, Cipro e Grecia, l’Italia è stata contattata per una semplice richiesta di chiarimenti dalla Commissione europea in merito allo svolgimento dell’attività di noleggio e all’applicazione delle esenzioni fiscali».


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INVESTIRE IN SICUREZZA A BORDO

Credit foto © Fabio Taccola

Durante la navigazione non basta essere dotati dell’equipaggiamento di sicurezza. Fondamentali sono le informazioni utili al suo corretto uso

di un trend incoraggiante. Cosa vi attendete dalla prossima edizione? Cosa ci può anticipare in termini di novità e focus su cui porrete attenzione? «La prossima edizione del Salone Nautico di Genova, la 58ima, vedrà un’evoluzione in un’ottica di consolidamento dell’identità di ogni segmento rappresentato, divenendo sempre più multispecialista. Al 30 aprile scorso, il 98 per cento degli espositori 2017 aveva confermato la presenza, con il 64 per cento che ha chiesto un aumento degli spazi espositivi. Sono state 57 le nuove richieste di partecipazione, di cui 38

+58%

dall’estero. Numeri importanti confermati dalle moltissime novità, sia in termini di prodotto, sia di brand che verranno esposti. Evoluzione che riguarderà anche il layout che si presenterà come quattro saloni in uno, secondo un processo frutto di un’analisi puntuale e dello sviluppo di precise identità di area per ogni singolo settore, con servizi dedicati a ogni target e la ricerca della massima espressione di rappresentatività. Ad arricchire la 58ima edizione del Salone Nautico di Genova, la collaborazione con i main sponsor, Bentley – official car- e Fastweb». • Francesca Druidi

LA CRESCITA DEL SETTORE LEASING NEL 2017, SECONDO UN’INDAGINE CONDOTTA DALL’UFFICIO STUDI UCINA CONFINDUSTRIA NAUTICA CHE CONFERMA ANCHE LA CRESCITA DEL FATTURATO 2018 PER IL 69% DELLE AZIENDE

afety World fornisce, oltre all’equipaggiamento conforme agli standard italiani ed europei, anche i prodotti che lo sviluppo tecnologico e la ricerca più avanzata mettono a disposizione per la gestione delle emergenze a bordo. «Possiamo offrire ai nostri clienti tutti i prodotti più innovativi, giubbotti autogonfiabili, Epirb e Plb, cinture di sicurezza o i famosi sistemi autogonfiabili per l’uomo a mare Jon Buoy imbarcati su Supernikka (vedi foto) e in generale tutto ciò che serve per le varie emergenze più frequenti a bordo: medica, acqua, fuoco, richiesta soccorso, tutto per la salvaguardia della vita umana a bordo - spiega Umberto Verna, titolare dell’azienda -. Gli articoli vengono selezionati e testati con la collaborazione di esperti per poterli commercializzare con la più completa informazione e formazione». I collaboratori di Safety World sono persone esclusivamente cresciute nel diporto come utenti o professionisti e come tali conoscono a fondo i problemi del settore. «”Nessun prodotto salva la vita se non lo si sa usare” è il motto di Safety World. Gli equipaggiamenti – precisa Umberto Verna - devono funzionare correttamente, essere facilmente accessibili ma bisogna soprattutto conoscerli. Queste semplici considerazioni ci hanno portato a ideare una serie di servizi per i nostri clienti: dal “Safety World Check” da effettuare a bordo delle imbarcazioni, una soluzione che sa fornire consigli utili sugli equipaggiamenti migliori e “su misura” per ogni esigenza; ai “Safety World Meetings”, serate a tema per circoli,

S

Safety World ha sede a Lavagna (Ge) www.safetyworld.it

club e scuole nautiche, fino ai “Safety World Stages”, veri e propri corsi sulle emergenze che possono capitare a bordo di imbarcazioni in crociera o in regata, ad esempio i corsi O.S.R. obbligatori per partecipare alla regate d’altura o per fare l’istruttore». È questo il vero punto di forza dell’azienda: quello di proporre soluzioni non solo innovative ma personalizzate. «Offriamo un servizio fortemente personalizzato – prosegue Umberto Verna - aiutando i nostri clienti a trovare tra varie famiglie di prodotti quello più consono e congeniale al loro modo di andare in barca (in crociera o in regata), al loro tipo di barca (vela o motore), al loro specifico equipaggio, che sia familiare o professionista. Sul nostro sito abbiamo organizzato la visita ai prodotti da noi selezionati suddividendoli per categorie in funzione della tipologia di emergenza: uomo a mare, acqua a bordo, fuoco a bordo ecc. Per ogni emergenza sarà possibile trovare varie famiglie di prodotti per prevenire o per curare qualsiasi imprevisto. Abbiamo scelto una forma interattiva per “costringere” il navigatore a chiedersi di cosa sente il bisogno e di uscire dalla sola dotazione obbligatoria attraverso una competenza che ottiene solo scaricando delle schede e parlando con i nostri tecnici. Abbiamo scelto questa formula, non banale o semplice, per stimolare i clienti a conoscere e a scegliere prima di acquistare». • Luana Costa


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Nautica

Il Salone dei record di Giacomo Govoni

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olcare l’onda favorevole di un settore che naviga a gonfie vele. È il carico di ottimismo con cui il Salone nautico internazionale di Genova si avvicina al battesimo della sua 58esima edizione, che si terrà dal 20 al 25 settembre presso il polo fieristico del capoluogo ligure. Organizzato come di consueto da Ucina Confindustria Nautica, il trade show genovese dedicato all’industria della nautica da diporto si è guadagnato da tempo la palma del più visitato del bacino Mediterraneo e non ha alcuna intenzione di vedersela sfilare. Specialmente in un’edizione 2018 che al 30 aprile aveva già incassato la conferma del 98 per cento degli espositori, come conferma Carla Demaria. «Di questi – rivela la presidente di Ucina Confindustria Nautica – il 64 per cento chiede un ampliamento degli spazi espositivi, a cui vanno sommate le 57 nuove richieste di partecipazione, di cui 38 dall’estero». QUATTRO SALONI IN UNO, NEL SEGNO DELLA MASSIMA RAPPRESENTATIVITÀ Numeri che preparano il terreno a un Salone nautico che potrebbe essere quello dei record, visto l’incremento della massa critica che ha consentito di migliorare sotto tutti gli aspetti l’organizzazione dell’evento. Dal legame con la città, espresso da un layout innovativo che estende l’urbanità di Genova sul mare attraverso una piazza progettata sull’acqua; all’area espositiva

COME UNA PIAZZA PROGETTATA SULL’ACQUA. COSÌ SI PRESENTERÀ AI VISITATORI IL PROSSIMO SALONE GENOVESE, CHE INDOSSERÀ UNA VESTE MULTI SPECIALISTICA OFFRENDO LA VETRINA A MOTORYACHT E SUPERYACHT, FUORIBORDO, VELA E ACCESSORISTICA

L’AREA ESPOSITIVA

Si trasformerà da contenitore unico a “recipiente” di ben quattro saloni, specializzati in altrettanti differenti settori: motoryacht e superyacht, fuoribordo, vela e accessoristica vera e propria, che indosserà una veste multispecialistica trasformandosi da contenitore unico a “recipiente” di ben quattro saloni, specializzati in altrettanti differenti settori: motoryacht e superyacht, fuoribordo, vela e accessoristica. «Secondo un processo figlio di un’analisi puntuale e dello sviluppo

di precise identità di area per ogni singolo settore – spiega Alessandro Campagna, direttore commerciale dell’evento – il Salone si presenterà come quattro saloni in uno, ricercando la massima espressione di rappresentatività e con moltissime novità, sia in termini di prodotto che di brand». Produzione cantieristica, motori, elettronica, accessori, turismo e tutti i servizi legati al mondo dei natanti saranno dunque in primo piano a Genova, messi in vetrina dalle migliori aziende di un comparto che, secondo l’indagine condotta dall’Ufficio studi di Ucina Confindustria Nautica, si proietta verso il terzo anno consecutivo di crescita, stimata al 12 per cento a fine 2018. «La stessa indagine – aggiunge De Maria - ha visto il 69 per cento delle aziende coinvolte dichiarare, sulla base del portafoglio ordini, un incremento del fatturato 2018. Grazie anche a un mercato interno in continuo progresso, trainato in particolare dal settore del leasing che registra un +58 per cento di stipulato l’anno scorso».

IN PASSERELLA ANCHE MOTORI PER IMBARCAZIONI ESTREME E… LA BENTLEY Non stupisce pertanto che il prossimo Salone, posizionato strategicamente nella seconda metà di settembre per andare incontro alle preferenze manifestate a Ucina da oltre il 70 per cento degli espositori, nutra l’ambizione di migliorare ulteriormente i 148 mila visitatori accolti nella passata edizione. Anche sorprendendoli con proposte inedite al di fuori della filiera del mare, che siano in grado di trascinarli in atmosfere da sogno. Come quella che quest’anno regalerà il marchio Bentley, lussuosa maison automobilistica che fornirà quattro vetture di cortesia in qualità di Official car del 58esimo Salone nautico. L’idea di fondo, che verrà veicolata durante i sei giorni di esposizione, sarà suggellare il simbolico “matrimonio” tra l’automobilista al marinaio, uniti dalla forte appartenenza che lega i due mondi attraverso la gestualità delle mani che impugnano con identica passione sia il volante che il timone di una barca. Rientrando invece nel perimetro dei bolidi d’acqua, una delle assolute novità della rassegna ligure alle porte sarà il lancio del nuovo Yamaha V8 Xto Offshore, che sarà presentato in anteprima europea proprio a Genova il 20 settembre. Progettato per imbarcazioni dalle performance estreme e considerato la nuova frontiera dei fuoribordo, il nuovo motore metterà in mostra un’elevata coppia abbinata a 425 cavalli di potenza, corredato da un sistema di alimentazione completamente integrato che crea una nuova classe di prestazioni e controllo offshore. «Anche attraverso eventi esclusivi come questo – conclude De Maria - diventiamo sempre più specializzati, più accoglienti, più forti. Mi aspetto un’edizione che consolidi la crescita del 2017 non perché siamo prestigiatori, ma perché c’è un contesto favorevole sia economico sia istituzionale che ci autorizza a pensare che il Salone 2018 saprà collezionare cifre importanti». •


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Nautica

La rinascita del passato, l’origine del futuro CON IL MAESTRO D’ASCIA E COMMISSARIO ASI PER LA NAUTICA ERIO MATTERI, UNA PANORAMICA SULLE ATTIVITÀ DEL SUO CANTIERE: DALLA COSTRUZIONE DI SCAFI INNOVATIVI, AL RESTAURO, FINO AL NOLEGGIO DI LUSSO DEGLI STORICI RIVA PER IL TRASPORTO PASSEGGERI SUL LAGO DI COMO di Luana Costa

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assoluto rifiuto di una produzione in serie. È questo il segreto di un’attività vincente totalmente artigianale che vanta 170 anni di storia. Da tanto dura l’avventura imprenditoriale della famiglia Matteri, un’arte che si perpetua di generazione in generazione e che si rinvigorisce alla realizzazione di ogni nuova imbarcazione. La forza risiede nella capacità di accontentare ogni specifica richiesta dei clienti offrendo natanti di altissima qualità e altamente personalizzabili. Ma non solo. Quella della famiglia Matteri è la storia di un’abilità tecnica unita a una capacità inventiva e a un’originalità che come un virus ha infettato dapprima Amos e poi il figlio Erio, che non è solo un costruttore di imbarcazioni ma è uno dei più sensibili restauratori apprezzato in tutto il mondo. Erio ha respirato sin da piccolo le fragranze del legno, la passione per il lavoro manuale e l’arte per la creazione di modelli unici, tramandate dal nonno Enrico e rivissute nel padre Amos. È da qui che nasce la passione riattualizzata a partire dagli anni Settanta nei luoghi più sperduti d’Europa, tra scantinati e vecchi garage, attraverso la raccolta di ciò che oramai veniva ritenuta legna da ardere. Oggi collezionisti provenienti da tutto il mondo affidano i lori gioielli nelle mani esperte di Erio Matteri che è tra i pochi maestri d’ascia in Italia in grado di ridare loro nuova vita. Il cantiere Matteri viene definito “il luogo dove poter ammirare la rinascita del passato, dove il legno è vita e se ne respira ancor oggi il profumo”. Ultima novità di una lunga serie di attività, il noleggio di imbarcazioni è quella che inorgoglisce maggiormente il cantiere: «Abbiamo iniziato un po’ per gioco, con le riprese del film Ocean’s 12 - racconta Erio Matteri -. Oggi vantiamo una flotta di Riva tra i più belli al mondo: un Super Aquarama, due Tritone e uno Junior. Dal nostro esordio con i divi di Hollywood nel 2003, offriamo un servizio unico e inimitabile sul Lago di Como». È stato proprio il figlio d’arte, Erio Matteri a traportare sulle imbarca-

Erio Matteri, alla guida dell’omonimo cantiere di Lezzeno (Co) - www.matteri.com

LA BARCA ELETTRICA È REALTÀ La tecnologia Matteri non si è solo limitata all’utilizzo dell’elettrico ma anche all’applicazione di pannelli solari a diversi prototipi. Anzi, con un modello appositamente studiato per la navigazione solare vennero vinte tutte le gare a livello europeo della categoria negli anni dal 2004 al 2006. Da quel giorno, tra momenti di euforia e profonde delusioni, il cantiere è arrivato a oggi con proposte concrete e realizzazioni affidabili ed assolutamente funzionanti. È possibile affermare con orgoglio che da Erio Matteri la barca elettrica non è progetto ma una realtà disponibile per tutte le tasche. La storica evoluzione della qualità continua a rivivere oggi come 170 anni fa, tra differenti gamme di prodotti che hanno permesso d’installare la tecnologia elettrica sulle diverse linee d’imbarcazioni prodotte dal Cantiere Matteri.

zioni alcuni degli attori i più famosi al mondo, tra questi Brad Pitt, George Clooney, Matt Demon, Julia Roberts, Jennifer Aniston, Bill Gates, Antonio Banderas, John Legend, Daniel Craig per 007, Simon Le Bon e molti altri. «Il nostro non è un semplice servizio di noleggio: offriamo l’esperienza unica di navigare a bordo di un mito italiano. L’imbarco e lo sbarco possono essere effettuati nelle località scelte dai clienti: è nostro compito individuare la struttura più idonea per farli salire a bordo. Su indicazione dei loro gusti, inoltre, effettuiamo prenotazioni nei ristoranti più rinomati ed esclusivi e la visita nelle affascinanti location sul lago». Ma non solo. Il cantiere si contraddistingue, infatti, per una visione innovativa ed ecosostenibile e per una sfida, quella con il settore pubblico, che si è concre-

tizzata con la progettazione e la realizzazione di un catamarano a emissioni zero, commissionato dal parco naturale Adda, capace di traportare sino a sessanta persone. «Lo scafo Addarella, composto da due “scarponi” - racconta Erio Matteri - è stato costruito per esigenze di peso in composito sottovuoto e presenta una sovrastruttura in alluminio navale, pertanto, molto leggera. Si

tratta di un’esigenza dettata dalla necessità di avere un pescaggio minimo per via dei bassi fondali. L’imbarcazione ha, infatti, la funzionalità richiesta per escursioni, gite turistiche e trasporto di persone nei parchi naturali, zone fluviali, lacuali. Permette di ammirare le bellezze e godere della quiete del luogo grazie alla tecnologia a emissioni zero, priva di sostanze inquinanti, di rumori meccanici e moto ondoso, con una caratteristica che desta grande ammirazione: il consumo giornaliero non supera quello di un asciugacapelli utilizzato per due ore e mezza consecutive. Abbiamo completato un esemplare d’imbarcazione Zeb® costruito con l’uso delle migliori tecnologie attualmente presenti sul mercato. Il modello è simile a un vaporetto dei primi del Novecento e presenta una lunghezza FT m 10,00 larghezza m 2,20 – con una portata di circa 12-15 persone. L’imbarcazione raggiunge una velocità massima di nove nodi mentre a velocità crociera di sei nodi può vantare fino a dodici ore di autonomia. Verrà inaugurata sul lago entro la fine della stagione e sarà tra l’altro il primo vaporetto elettrico che presterà servizio di noleggio sul Lago di Como. Un connubio tra tradizione, prestigio innovazione che dal 1980 a oggi ha raggiunto livelli di tecnologia avanzata con i massimi successi. Paradossalmente, per navigare oggi a impatto ambientale zero, occorre prendere spunto dal passato. Infatti, il problema che si presenta adesso con l’elettrico è lo stesso che si poneva cento anni fa con i motori termici». •


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Speciale Ecomondo

Le frontiere della green economy di Francesca Druidi

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otta alla plastica; esperienze avanzate di bioeconomia circolare nei Paesi Ocse; industria 4.0 applicata al ciclo completo del rifiuto; tutela e valorizzazione della risorsa idrica. Sono alcuni dei temi al centro degli eventi cardine della 22esima edizione di Ecomondo, organizzata da  Italian Exhibition Group, in programma dal 6 al 9 novembre  alla  Fiera di Rimini, che si aprirà con gli Stati generali della Green Economy. L’Italia è ai primi posti in Europa sul fronte dell’efficienza energetica, del riciclo dei rifiuti e della produttività delle risorse; per questo, Ecomondo, fiera leader della  green e circular economy  nell’area euro-mediterranea, si conferma nel panorama internazionale come appuntamento di riferimento  per scoprire le esperienze delle aziende, conoscere i trend, le innovazioni e le nuove tecnologie, confrontarsi con i professionisti del settore e partecipare a un programma di conferenze e incontri curati dal comitato scientifico di Ecomondo, presieduto dal professor Fabio Fava. Coinvolte importanti realtà accademiche, associazioni e istituzioni italiane e straniere. L’edizione 2018 ha già fissato per mercoledì 7 novembre la conferenza dal titolo “How to implement the european strategy for plastics in a circular economy”, che approfondirà la Strategia europea sulla Plastica varata dalla Commissione europea a febbraio, da cui si dipana la direttiva di Bruxelles che mette al bando cannucce, cotton fioc e altri prodotti in plastica. La conferenza, organiz-

AVAMPOSTO DEI GRANDI CAMBIAMENTI INTRODOTTI DAL NUOVO PARADIGMA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE, ECOMONDO PRESENTA LE PRIME ANTICIPAZIONI DELL’EDIZIONE 2018. BEST PRACTICE, CASE HISTORY E SVILUPPI NORMATIVI DEI TEMI PIÙ ATTUALI

zata dal comitato tecnico scientifico di Ecomondo e da Legambiente insieme ad Assobioplastiche, Corepla, Federchimica, PasticsEurope Italia, Enea e Res Urbis H2020 project, si rivolgerà all’industria della plastica biobased e biodegradabile così come a quella della plastica tradizionale, chiamate a nuove sfide del mercato. La quantità di plastica prodotta in Europa ogni anno ammonta a 25,8 milioni di tonnellate, mentre 49 milioni è il peso dei rifiuti plastici: meno del 40 per cento viene riciclato. Il  progetto eCircular  - promosso da Climate-Kic con capofila l‘Università di Bologna - illustrerà a Ecomondo le azioni possibili per ri-

FOCUS SU ENERGIE RINNOVABILI Sempre dal 6 al 9 novembre si terrà a Rimini Fiera la dodicesima edizione di Key Energy, catalizzatore e propulsore di business per tutti i settori, sempre più strategici, delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. In Italia, per raggiungere gli obiettivi al 2030 previsti dalla Strategia energetica nazionale, e che implicano

porrà - in collaborazione con Legambiente ed  Enea - la conferenza su prevenzione e gestione dei rifiuti marini (marine litter), con i massimi esperti internazionali del settore pronti a mettere a disposizione le più recenti conoscenze in materia. Un altro capitolo importante di Ecomondo sarà la sezione Global water expo dedicata alla ricerca e alle sue applicazioni nella  gestione e valorizzazione della risorsa idrica. Crescerà lo spazio dedicato alla bonifica di suoli e sedimenti, alla riqualificazione di siti e aree portuali. Per la prima volta in Italia, e in generale in un Paese del sud Europa, si svolgerà l’European nutrien event, una due giorni organizzata dall’European sustainable phosphorus platform, organismo che a livello europeo promuove (insieme ad alcuni Stati membri) la ricerca intorno al recupero del fosforo, materia prima

25,8 MLN

LA QUANTITÀ DI PLASTICA PRODOTTA IN EUROPA OGNI ANNO ESPRESSA IN TONNELLATE. 49 MILIONI INVECE È IL PESO DEI RIFIUTI PLASTICI, MENO DEL 40 PER CENTO VIENE RICICLATO

durre in maniera drastica il peso ambientale della plastica. Plastica responsabile dell’inquinamento di mari e oceani. Per il terzo anno consecutivo la kermesse di Rimini pro-

che comporta criticità, dalle acque reflue municipali. L’Ocse interverrà direttamente ad Ecomondo con l’evento  “Circular Bioeconomy: National Case Studies

un contributo delle rinnovabili pari al 57 per cento della produzione elettrica, occorrerà una produzione più che raddoppiata per l’eolico e triplicata per il fotovoltaico. La forte attenzione al Solare e accumulo sarà riproposta nell’edizione 2018 di Key Energy, dopo il lancio nel 2017 delle sezioni Key Solar e Key Storage. Con Key Efficiency si tornerà a dare spazio alle tecnologie, ai sistemi e le soluzioni per un uso intelligente delle risorse, grazie anche all’apporto di Enea.


Industria • Giugno 2018

of Innovation Ecosystems”. Partecipano ospiti non solo dall’Italia ma anche da Giappone, Usa, Francia, Finlandia, Norvegia, Svezia e Belgio, mettendo a confronto pratiche e situazioni. A presiedere, il rappresen-

os’hanno in comune sicurezza, energia, ambiente e soluzioni avanzate Iot? Non tanto e non solo temi e soluzioni, quanto l’approccio integrato, che prevede regolamenti e controlli serrati, un’attenzione continua all’evoluzione tecnologica e la capacità di misurare, controllare e ottimizzare i processi. Competenze trasversali che da 22 anni mette in campo ad Erba, in provincia di Como, Integra. Nata come consulente e fornitore per enti, aziende e privati di servizi e corsi di formazione sia in modalità e-learning che in aula in materia di sicurezza e igiene del lavoro, l’azienda si è evoluta negli anni acquisendo competenze specifiche in ambito energetico, come distributore esclusivo in Italia e nei cantoni svizzeri italiani per Itron. Quello dei contatori elettrici per le utenze connesse in media tensione, gli impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e per i sistemi di cogenerazione e trigenerazione, insieme ai sistemi di telelettura da remoto, è oggi il core business di Integra, con un fatturato di circa 2 milioni di euro all’anno e numeri in crescita. «Offriamo anche sistemi di misurazione per l’acqua e il calore, con soluzioni in ambito domestico, terziario e industriale specificamente tarate per ridurre gli sprechi e ottimizzare i consumi. Ma gli ambiti

C

tante Ocse Jim Philps e Philippe Mengal, direttore esecutivo del Bbi Ju, l’iniziativa pubblico-privata dell’Ue dedicata allo sviluppo della bioeconomia nel vecchio continente. Nell’edizione 2018 saranno approfonditi i nuovi approcci per attuare il modello di economia circolare nelle filiere packaging, tessile-moda, edilizia, automotive. Un innovativo progetto espositivo esalterà le imprese della manifattura e servizi che hanno fatto dell’ecodesign il nuovo mantra.L’industria 4.0 per una maggiore efficienza nella gestione e utilizzo dei rifiuti sarà, inoltre, al centro di un incontro organizzato dal Comitato di Ecomondo insieme al Cnr e alle Università di San Marino e Bologna. La robotica e l’automazione sono strumenti essenziali per migliorare la selezione dei rifiuti dopo la raccolta, mentre Internet of Things e data analytic rendono più efficienti i processi della logistica. Decima edizione per il  Premio per lo sviluppo sostenibile  promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con Ecomondo. Il premio sarà assegnato l’8 novembre alle migliori imprese nei settori rifiuti e risorse, edilizia sostenibile ed energia da fonti rinnovabili. Tra i progetti speciali si se-

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EUROPEAN NUTRIEN EVENT

Per la prima volta in Italia e in un Paese del sud Europa, si svolgerà una due giorni organizzata dall’European sustainable phosphorus platform, organismo che promuove la ricerca intorno al recupero del fosforo gnala il percorso della “Città sostenibile”, rivolto alle Pa, ai tecnici e alle imprese dei servizi, coinvolti nella pianificazione e realizzazione

delle smart cities, le città di un futuro ormai prossimo e con esperienze virtuose già solide e che i padiglioni proporranno. •

UN APPROCCIO INTEGRATO Con Massimo Carbone, Ceo dell’azienda comasca Integra, una panoramica dei servizi e dei prodotti proposti, dai corsi di formazione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro ai contatori elettrici ed energie rinnovabili, passando per ebike e allarmi smart

Integra si trova a Erba (Co) www.integra.co.it

più recenti di espansione aziendale, già testati a livello locale e in fase di diffusione sul mercato nazionale – spiega il Ceo Massimo Carbone – sono le soluzioni per la mobilità elettrica, in particolare l’ebike, l’Internet of Things e l’efficientamento energetico».

La bici con pedalata assistita è uno dei prodotti più richiesti, con ampi margini di diffusione nel mercato italiano, dove per i prossimi due anni almeno, secondo le previsioni, la domanda si manterrà ai livelli attuali. «Non solo aiuta l’ambiente ma consente a una popolazione in cui l’età media

continua a crescere di fare attività fisica senza affaticarsi. Le Iot, invece – continua Carbone – sono il fiore all’occhiello di Integra, tra le primissime aziende in Italia ad avere dispositivi certificati (come smart reader per i consumi energetici e allarmi smart senza necessità di installazione da parte dell’elettricista ma che il cliente può installare autonomamente in qualsiasi locale della propria abitazione) per comunicare su Sigfox, rete Iot presente in 45 nazioni. Anche qui le richieste sono in forte crescita, addirittura nei prossimi 3-4 anni si stima che ci saranno 50 miliardi di oggetti interconnessi nel mondo. Infine, nel campo dell’efficienza energetica, proponiamo impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, illuminazione led e impiantistica integrata, oltre a sostituzione di contatori e impianti che hanno raggiunto i 15 anni». • Alessia Cotroneo


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Speciale Ecomondo

di Luana Costa

U

na valida alternativa alla discarica nel solco di una visione che non percepisce il rifiuto come uno scarto ma come una risorsa. È da questa idea che nasce il gruppo Cavallari, ancora oggi a distanza di trenta anni punto di riferimento per le imprese che hanno necessità di smaltire i propri rifiuti. Le attività aziendali vengono svolte in un’area di 27mila metri quadrati con uno spazio coperto di 13mila metri quadrati adibito a selezione dei rifiuti, qui attraverso un nuovissimo e tecnologico impianto, avviene il trattamento dei materiali da avviare al recupero. «Questa azienda nasce come impresa individuale trenta anni fa, ed oggi radicata sul mercato. Frutto del coagulo di diverse capacità imprenditoriali nel settore rifiuti -spiega Francesco Cavallari, amministratore delegato del gruppo -. Da sempre persegue una strategia di sviluppo graduale, basata sulla professionalità e sul rigoroso rispetto delle regole; una filosofia premiante tanto che oggi può vantare una presenza capillare sul territorio della provincia di Ancona e delle province confinanti, dove collabora con circa 2.500 clienti di dimensioni e settori eterogenei». Situata ad Ostra (An), l’attività principale del gruppo è il

LE ATTIVITÀ DI MULTI GREEN La società Multi Green viene acquisita nel 2006 entrando a far parte del Gruppo Cavallari. La società ha tra le finalità prioritarie di esercizio, la raccolta di rifiuti speciali ed urbani, la selezione al fine di recuperare tutte le materie quali carta, plastica, metalli, legno da avviare ad un corretto recupero. Lo stabilimento di Fabriano è dotato di impianto di trattamento e recupero attrezzato ed autorizzato per il trattamento dei rifiuti Raee. Nell’anno 2008, viene aperta una seconda sede a Castelplanio questa sede è attrezzata di un impianto di selezione per la cernita dei rifiuti speciali non pericolosi ed urbani. Entrambi gli impianti hanno un’area coperta di circa duemila metri quadrati cadauno e rispondono alla finalità del recupero dei rifiuti.

Da scarti a risorse LE AZIENDE OPERANTI NEL SETTORE DEI RIFIUTI SONO IN GRADO DI OFFRIRE UNA VALIDA ALTERNATIVA ALLO SMALTIMENTO IN DISCARICA. L’ESEMPIO DEL GRUPPO CAVALLARI, SPECIALIZZATO DA OLTRE TRENT’ANNI NEL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI

Il Gruppo Cavallari ha sede a Casine di Ostra (An) - www.cavallarigroup.it

80MILA

QUANTITÀ DI RIFIUTI, IN TONNELLATE, LAVORATA OGNI ANNO DAL GRUPPO, CON UNA PERCENTUALE DI RECUPERO PARI ALL’85 PER CENTO

trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi sia di provenienza industriale che urbana. La società è dotata dei più moderni sistemi impiantistici per la selezione e tratta un volume di rifiuti pari a circa 70mila tonnellate all’anno. «Sono due le linee di selezione dedicate al trattamento, di cui una destinata interamente alla plastica - continua Francesco Cavallari – e l’altra al multimateriale. Siamo un riferimento per l’intero territorio della Regione Marche, dal momento che questo impianto ha come obiettivo primario il recupero dei rifiuti e si pone in alternativa allo smaltimento in discarica per tutte le tipologie di rifiuti che hanno notevoli percentuali di materiali recuperabili carta, plastica, legno e ferro - nella loro composizione. L’impianto ha già ottenuto tutte le autorizzazioni previste dalla normativa vigente ed è una piattaforma accreditata del consorzio Conai. Il gruppo si è inoltre certificato Uni En Iso 9001, Uni En Iso 14001 e Iso 18001 rilasciati dall’ente Rina. L’obiettivo, pertanto, che ci proponiamo di raggiungere con la fattiva collaborazione delle aziende della zona è quello della raccolta di tali rifiuti all’interno

di stabilimenti industriali o artigianali, con appositi container e trasportarli al nostro impianto di recupero. Disponiamo, infatti, di oltre quattrocento container per il noleggio». Del gruppo fanno parte anche la società Multi Green che possiede due stabilimenti: il primo situato a Fabriano, specializzato nella fornitura di servizi alle industrie più importanti dell’entroterra e destinato in parte anche alla raccolta differenziata del Comune di Fabriano. Nell’altro sito di Castelplanio, si lavora principalmente nel riciclo della raccolta differenziata della carta e della plastica di tutti i comuni circostanti e in una parte più marginale al servizio delle piccole industrie presenti sul territorio. «Attualmente - precisa France-

sco Cavallari - vengono lavorate circa 80mila tonnellate all’anno di rifiuti con una percentuale di recupero pari all’85 per cento. Il nostro gruppo ha come prossimo obiettivo quello di porsi quale soggetto di riferimento per gli interlocutori pubblici e privati nell’ambito della gestione integrata dei rifiuti, mirando a consolidare la propria posizione di leadership nella provincia di Ancona e, in tempi diversi, nella regione Marche e quelle limitrofe. Il posizionamento geografico della Multi Green e, in particolare dell’impianto di Fabriano, permette di presidiare l’area al confine con la regione Umbria. Il gruppo, al fine di qualificare il servizio offerto e di distinguerlo da quello degli operatori concorrenti, ha sempre investito nel personale e nella sua qualificazione e ha oggi alle dipendenze tecnici qualificati nella gestione dei rifiuti che, oltre a operare per rispondere alle necessità aziendali, permette di fornire servizi di consulenza ai clienti, qualificando, quindi, l’immagine aziendale. Disponiamo, inoltre, di un efficiente reparto amministrativo, ritenuto necessario per monitorare l’andamento aziendale del gruppo in maniera moderna e tempestiva, anche in presenza di scenari di forte crescita e di cambiamento. Il management ritiene comunque che lo sviluppo e il raggiungimento degli obiettivi di leadership passi necessariamente anche attraverso la realizzazione di sinergie commerciali tecniche e organizzative con soggetti dotati di know how tecnico e di mercato e anche al fine di poter meglio approcciare tali scenari è in programma l’integrazione del gruppo in una realtà più grande che possa rafforzare e consolidare l’importanza in tutto il Centro Italia. •


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Il riciclo è un’opportunità CON NORME EUROPEE SEMPRE PIÙ ATTENTE ALLA QUALITÀ DELL’AMBIENTE IN CUI VIVIAMO, IL RICICLO DI MATERIALI TRADIZIONALI COME CARTA, VETRO, LEGNO, METALLI E PLASTICA OLTRE A ESSERE UN MODO CORRETTO PER PRESERVARE IL NOSTRO PIANETA, È ANCHE UN’IMPORTANTE OCCASIONE DI BUSINESS. PIONIERE IN QUESTA DIREZIONE, LIONELLO OLIVIERI CON LA SUA EURO-CART

di Andrea Mazzoli

S

ono numerose le circostanze che dipingono l’Italia in una continua corsa per mettersi affannosamente al passo dell’Europa. Eppure, nonostante le numerose emergenze a cui la nostra nazione deve far fronte, una recente indagine Eurostat la posiziona in testa alla classifica dei paesi Ue per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti. Un primato di cui si deve andare fieri poiché, quello dell’ambiente, è un argomento non solo di attuale importanza, ma a dir poco capitale per il futuro dell’intero pianeta e dei rapporti tra ecologia e stile di vita. Infatti, secondo questa analisi, in Italia avviene avviato al riciclo quasi il 77 per cento dei rifiuti, una percentuale più che doppia rispetto alla media europea, e notevolmente superiore a quella delle grandi potenze come Francia e Germania, ferme intorno al 43 per cento. Carta, vetro, plastica, metalli, tessili e legno, sono i principali protagonisti del flusso del riciclo, e testimoniano una presa di coscienza popolare frutto di un’attenzione che ha individuato nell’ecologia non solo un modo per preservare il pianeta ma anche un’opportunità di business, capace di arricchire l’intero territorio. Tra le diverse società che si sono affacciate in questo settore con passione e innovazione, la Euro-Cart di Lionello Olivieri è un esempio di un nuovo modo di

UN’AZIENDA INNOVATIVA

Euro-Cart ha rappresentato un nuovo modo di fare impresa essendo capace di occuparsi del recupero, il trasporto e lo smaltimento di tutti i tipi di rifiuti fare industria, capace di coniugare i risultati con competenze ed ecologia. Attiva nel settore dell’ecologia dal 1973, la ditta Euro-Cart si trova a Cor-

RACCOLTA E TRASPORTO A NORMA DI UE Con l’obiettivo di offrire un servizio completo e affidabile alla propria clientela, la ditta Euro-Cart dispone di un efficiente parco di 25 autotreni, autorizzati al trasporto in categoria 1 e 4, cioè dalla raccolta e trasporto di rifiuti urbani a quella di rifiuti speciali non pericolosi. Inoltre, avendo a disposizione anche un automezzo di ridotte dimensioni, l’azienda è in grado di operare in luoghi altrimenti non accessibili, come i centri storici o le zone a traffico limitato. I mezzi, attrezzati anche con gru meccanica, sono autorizzati per la raccolta e il trasporto di tutti i rifiuti reperibili quali carta, plastica, materiali legnosi, inerti, rifiuti misti e tutto quanto elencato nell’autorizzazione al trasporto. Per questo la Euro-Cart è sempre aggiornata sulle norme europee e locali, offrendo un servizio trasparente, alla luce delle certificazioni, utile anche per Comuni ed Enti ambientali.

nedo Vicentino e nasce dall’intuizione di offrire figure porfessionali in grado di occuparsi dei molteplici e differenti aspetti riguardanti la gestione dei rifiuti. «La nostra ditta – racconta Lionello Olivieri - opera in autorizzazione ordinaria con valutazione di impatto ambientale per 60mila tonnellate annue complessive, nel pieno rispetto delle norme europee, nazionali e regionali presso enti pubblici e privati per la raccolta, il trasporto e le attività di messa in riserva, stoccaggio e cernita di rifiuti urbani e speciali non pericolosi». Fin dalla nascita, EuroCart ha rappresentato un nuovo modo di fare impresa dando vita a un’unica multiutility, capace di occuparsi del recupero, il trasporto e lo smaltimento di tutti i tipi di rifiuti. Una scelta perspicace, che ha permesso all’azienda di inEuro-Cart si trova a Cornedo Vicentino (Vi) www.euro-cart.com

traprendere un cammino di crescita costante ed equilibrata, aggiungendo al magazzino principale di Cornedo Vicentino una nuova sede a Castelgomberto (Vi) e creando così un gruppo di partnership per la gestione a 360 gradi di tutti gli aspetti riguardanti il mondo ambientale, spinti dalla convinzione che tempestività, efficienza e sicurezza dei propri clienti siano alla base di un servizio d’eccellenza. «Il nostro moderno centro di stoccaggio – continua il signor Olivieri – è dotato di presse oleodinamiche per la compattazione e la riduzione volumetrica dei rifiuti da avviare ai centri di recupero o smaltimento autorizzati. Le certificazioni Uni En Iso 9001, 14001 e 18001, forniscono un’ulteriore garanzia dell’impegno profuso dalla nostra azienda per il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e della sicurezza». L’innovazione tecnologica, la competenza in termini di riciclo e sicurezza secondo le più aggiornate normative europee, hanno fatto oggi della EuroCart una delle maggiori local utilities del nord italia, con un portfolio clienti di oltre 3mila aziende. «Disponendo di attrezzature per la riduzione volumetrica di carta o cartone – aggiuinge il titolare - da molti anni la nostra azienda viene scelta da attività commerciali, tipografie e legatorie, istituti di credito, nonché da istituti scolastici ed enti che hanno la necessità di smaltire in modo sicuro archivi e documenti che trattano materiale strettamente personale e dati sensibili. Rilasciando anche la relativa dichiarazione di distruzione, se il cliente lo desidera». In un contesto dove le industrie e le attività commerciali, sono direttamente responsabili dello smaltimento e della corretta gestione dei rifiuti che producono, è facile intuire il prezioso contributo che la ditta Euro-Cart può offrire alla crescita economica dei propri clienti, diventando un valido supporto nella consulenza e nella gestione rifiuti a norma europea, oggi che riciclo e il corretto smaltimento rifiuti, non sono solo un modo di rispettare l’ambiente, ma anche un’autentica opportunità economica.•


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Ambiente ed energia

di Elena Ricci

I

l mercato di riferimento richiede sempre più innovazione tecnologica e continui aggiornamenti sulle normative. Il presente e il prossimo futuro ci mettono davanti a sfide importanti che segneranno il futuro di aziende al passo con le problematiche emergenti in ambito rifiuti e che si possono vincere solo con professionalità e qualità del servizio. Il settore dello smaltimento rifiuti è certamente strategico e costituisce un ambito che il nostro tessuto industriale tiene in una considerazione sempre maggiore. Il caso della vicentina Phtre Srl si inserisce proprio in questo segmento di mercato. «Fondata nel 2000 da professionisti con grande esperienza nel settore degli smaltimenti – dice Luca Miola, amministratore –, la società si propone quale partner nella gestione di tutte le problematiche derivanti dalla gestione dei rifiuti. Il principale obiettivo è concretizzare, con la clientela, la più diretta e sicura forma di ottimizzazione dei servizi e dei relativi costi di smaltimento. Per ottenere il risultato, abbiamo instaurato sia rapporti di gestione che di esclusiva con impianti di trattamento reflui, impianti di stoccaggio, inertizzazione, recupero e discariche, raggiungendo valide soluzioni alle più diverse richieste. È stata prestata attenzione minuziosa sia all’interazione con gli organi di controllo (per individuare i siti potenzialmente non idonei ed escluderli dalle destinazioni possibili) sia alla formazione di personale per la gestione dei rifiuti e giuridicamente qualificato alla corretta interpretazione delle norme e delle leggi del settore». Miola indica alcune delle caratteristiche più importanti per la competitività della società veneta. «La naturale propensione a offrire servizi all-inclusive – spiega il contitolare della Phtre – ci ha consentito di avvicinare una clientela particolarmente determinata a conseguire risparmi anche nella gestione delle risorse interne deputate alla gestione dei rifiuti. Audit ambientali, poi, vengono periodicamente effettuati presso i produttori per migliorare non solo le attività di messa in riserva dei materiali da destinarsi allo

L’industria e la gestione dei rifiuti LUCA MIOLA PARLA DELLE MAGGIORI PROBLEMATICHE RELATIVE ALLO SMALTIMENTO NON SOLO IN AMBITO PRODUTTIVO. E SPIEGA QUALI SONO LE TECNOLOGIE OGGI A DISPOSIZIONE E LE COMPETENZE NECESSARIE A FARNE UN GRANDE STRUMENTO società che richiedono i nostri servizi e soprattutto la nostra consulenza, che impatta in maniera sinergica ed efficiente. Quindi, la serietà, la qualità, il servizio, la massima conoscenza e il rispetto delle normative riguardanti il nostro mercato: questi sono i nostri tratti distintivi più caratteristici». •

LE PROSPETTIVE

smaltimento, ma soprattutto per affiancare il personale dedicato alle attività di registrazione, compilazione e tenuta dei documenti previsti dalle normative. Inoltre, Phtre aggiunge, alle normali attività tipiche delle società di intermediazione, un continuo supporto alla formazione del personale della propria clientela, fornendo notizia dei nuovi adempimenti di legge e suggerendo tutte quelle precau-

OTTIMIZZAZIONE

L’obiettivo è concretizzare la più diretta e sicura forma di ottimizzazione dei servizi e dei relativi costi di smaltimento

www.phtre.it

zioni che eliminano il rischio di incorrere in sanzioni di natura sia penale che amministrativa. Particolare importanza assume infine l’impegno ad offrire anche qualificati servizi di campionatura e certificazione analitica dei materiali da smaltire, con prelievi da effettuarsi sul posto con l’ausilio di personale diretto dei migliori laboratori». Il mercato di riferimento è l’Italia, con uno storico sviluppo al Nord. «Phtre vanta clienti nazionali e internazionali con plant su tutto il territorio italiano. Il nostro focus rimarrà lo stesso, anche se l'internazionalizzazione ci deve far guardare a un approccio meno locale ma più localizzato. L’utilizzo dei migliori fornitori che localmente operano vicino ai nostri clienti, in particolare, ci permette di efficientare i costi mantenendo alta la qualità dei servizi. Nel settore dei rifiuti industriali, in particolare, proponiamo soluzioni in impianti dislocati su tutto il territorio nazionale, prediligendo, comunque, la scelta di omologare ogni singolo rifiuto in più destinazioni al fine di evitare disservizi a causa di possibili difficoltà da parte degli impianti». Le scelte operative danno finora ragione alle scelte del direttivo interno alla Phtre. «Il 2017 si è chiuso con un forte incremento, dovuto all’approccio di servizio e qualità. Abbiamo previsioni altrettanto positive per il 2018. Sono sempre di più le

Phtre Srl opera a 360 gradi sulla gestione ambientale delle aziende vantando quasi vent’anni di esperienza «cosa che ci permette di essere pronti a ogni esigenza – dice Luca Miola, alla guida dell’azienda vicentina –. I clienti ci richiedono di entrare sinergicamente nell’ambito della loro gestione ambientale, che comporta un lavoro di team e non solo di mero smaltimento o bonifica. Essere partecipi alle problematiche di analisi e pianificazione è per Phtre un punto di forza che permette poi di trasmettere il nostro know how ai clienti. Ma i grandi traguardi che abbiamo raggiunto anche grazie a queste modalità di intervento, non ci hanno mai fatto “adagiare sugli allori”. Il nostro sguardo è sempre rivolto al futuro. Un futuro che è già presente, perché siamo alla ricerca continua del miglioramento tecnologico per velocizzare la parte burocratica, per esempio, mantenendo però la massima sicurezza dei dati da noi trattati. Infine, rimanendo in tema sviluppo, ci avvaliamo dei migliori sistemi integrati che il mercato propone, per renderli fruibili. Anche questo è un valore aggiunto che rende Phtre affidabile e solida».


Industria • Giugno 2018

Più che una multiutility NEL PROCESSO DI DIVERSIFICAZIONE DEL GRUPPO CAMPIDONICO, IL METANO, COME RISORSA ENERGETICA, HA ASSUNTO UN RUOLO STRATEGICO. GIORGIO CAMPIDONICO, AMMINISTRATORE DELEGATO DI EREDI CAMPIDONICO, ILLUSTRA LE BUSINESS AREA DEL GRUPPO

L’

energia termica viene prodotta essenzialmente usando come fonte energetica il metano. Il gas metano è un idrocarburo semplice a basso impatto ambientale. In quanto prodotto della decomposizione di sostanze organiche, il metano, bruciando, rilascia in atmosfera prevalentemente vapore acqueo e anidride carbonica e ciò lo rende un gas ecocompatibile. Il metano viene usato per produrre energia termica sia per erogazione diretta che a mezzo cogenerazione in teleriscaldamento. La fornitura di questo gas avviene attraverso condutture sotterranee che richiedono la presenza e lo sviluppo di un sistema di trasporto capillare e l’investimento di capitali importanti. La Eredi Campidonico è una multiutility radicata nel territorio torinese che si propone al consumatore locale proprio come alternativa ai grandi gruppi per la fornitura di gas metano, per riscaldamento e usi domestici, e luce. «Il nostro gruppo – afferma Giorgio Campidonico, amministratore delegato della Eredi Campidonico Spa – controlla altre tre imprese. È presente nel settore dell’energia con la vendita di prodotti petroliferi, di gas metano e di servizi energia. Dispone di una rete stradale di impianti carburanti attrezzati per la vendita al pubblico di benzina, gasolio, Gpl e metano/luce. È entrata nel settore della cogenerazione contribuendo come partner rilevante alla costruzione, sviluppo e gestione del teleriscaldamento nei comuni di Carmagnola e Piossasco. La nostra ambizione non è solo vendere prodotti e servizi, ma essere considerati un gruppo qualificato che sa soddisfare al meglio le esigenze del territorio e del consumatore». «Fra gli anni Ottanta e Novanta, la stra-

Eredi Campidonico ha sede a Grugliasco (To) www.eredicampidonicospa.it

tegia di diversificazione ha portato il gruppo all’acquisizione di imprese in ambiti in parte diversi dal core business storico, come la Agricola Perazzo & Bresciani di Vercelli, specializzata, oltre che nella commercializzazione di carburanti per l’agricoltura e l’autotrazione, anche nella commercializzazione sul mercato nazionale ed estero di concimi, fitofarmaci e mangimi. E, ancora, la Valla Valsusa, agente esclusivo del gruppo per la vendita di gas naturale e luce in Val di Susa. E, infine, la Termoil, che commercializza lubrificanti e grassi per l’industria e l’autotrazione, oltre a offrire servizi di consulenza per i processi di lubrificazione». La Eredi Campidonico Spa è fra le 10mila Best Companies italiane, il gruppo Campidonico ha raggiunto un fatturato di circa 150 milioni di euro, che, nel settore delle multiutility, la colloca fra le principali società italiane. «I risultati finora raggiunti hanno posto le basi per un ampliamento del nostro raggio di azione. La prospettiva di medio termine, pertanto, è quella di avviare delle attività anche oltre i confini piemontesi, iniziando dalle regioni limitrofe Lombardia e Liguria». • Vittoria Divaro

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Plastica

Export e innovazione trainano il comparto È UN BOTTINO DA RECORD QUELLO CHE IL CONSUNTIVO 2017 CONSEGNA AI COSTRUTTORI ITALIANI DI STAMPI E ATTREZZATURE PER QUESTE MATERIE. ALESSANDRO GRASSI SPIEGA LE RAGIONI DI QUESTI INCREMENTI A DOPPIA CIFRA E LE STRATEGIE PER CONSOLIDARLI di Giacomo Govoni

U

n export addizionale per l’Italia di 300 milioni di euro. È l’effetto che secondo gli analisti potrebbero generare le nuove tariffe doganali, imposte da diverse potenze economiche Usa in testa, sul settore dei macchinari industriali nel suo complesso. Uno scenario che, a detta di Alessandro Grassi, non dovrebbe riguardare le macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma di origine europea. «Al contrario – sostiene il presidente di Amaplast - in questo ambito potrebbe essere colpita la Cina, che a sua volta sta applicando dazi sui manufatti americani, determinando un incremento delle forniture italiane agli Stati Uniti». Una buona notizia per i costruttori di macchine per plastica e gomma, che fa il paio con l’andamento di un 2017 costellato di segni più. Dove si osservano i progressi più significativi? «Il consuntivo elaborato dal nostro Centro Studi sulla base dei dati Istat sul commercio estero, fotografa l’incremento a due cifre di tutti i macroindicatori di settore rispetto al 2016, certificando il raggiungimento di nuovi record storici. La produzione è stata sostenuta per il 70 per cento dalle esportazioni, ma anche dal mercato interno, che mostra decisi segnali di ripresa confermati da un import più che positivo. Conseguenza, peraltro, delle misure a sostegno degli investimenti in beni strumentali messi in campo grazie al Piano Industria 4.0. L’orizzonte temporale del portafoglio ordini dei costruttori italiani si è notevolmente allungato e molte aziende hanno programmato la produzione almeno fino a fine anno, incontrando non poche difficoltà a soddisfare le richieste dei clienti». Circa il 70 per cento della produzione di settore è assorbito dai mercati internazionali. Quali pesano maggiormente sui nostri volumi export? «La geografia delle esportazioni vede in

Alessandro Grassi, presidente di Amaplast

primo luogo una progressione delle destinazioni Ue, dove Germania e Francia mostrano un miglioramento di oltre 20 punti sul 2016. Il recupero russo prosegue a ritmo sostenuto (+67 per cento) e il valore delle forniture italiane di macchinari ha quasi raggiunto i 100 milioni di euro. Non particolarmente brillante il trend delle vendite verso l’Asia, in funzione di un flusso rallentato specie in Arabia Saudita e Iran e di una crescita contenuta verso i mercati del Far East, dove Cina e India hanno mostrato un cedimento del 2,5 per cento e del 6 per cento. Un incremento definitivo del 20 per cento si registra in Usa, mentre le forniture al Messico risultano in calo del 17 per cento circa. Del resto il boom del 2016 non poteva reggere più a lungo».

Per quali macchinari e attrezzature la domanda estera di made in Italy cresce di più? «Dal punto di vista merceologico, si rileva l’andamento particolarmente positivo di tutte le principali tipologie di macchinari per la trasformazione primaria, nonché degli stampi, che tradizionalmente rappresentano poco meno di un terzo dell’export italiano di settore». Questo exploit produttivo e di vendite si deve soprattutto all’innovazione tecnologica del comparto, che dimostra un ottimo recepimento del Piano Industria 4.0. In quali investimenti principali si è tradotto? «L’impatto di Industria 4.0 e in particolare dell’iperammortamento ha sicuramente prodotto i suoi effetti sugli ordinativi di macchinari, agevolando la scelta degli indecisi. Da un punto di vista più tecnologico, ha suscitato grande interesse la possibilità di raccolta dei dati tecnici che, aggregati, consentono all’utilizzatore della macchina una lettura delle performance ma anche delle problematiche che prima spesso andava persa. In prospettiva futura, la manutenzione predittiva è un altro degli aspetti che maggiormente interessa gli utilizzatori dei macchinari: soprattutto a livello di grandi gruppi, evitare futuri possibili fermimacchina può abbattere decisamente i costi e rivelarsi una strategia vincente». Plast 2018 è stato l’evento di car-

tello di un’attività fieristica che rappresenta un grosso volano di business per il settore. Quali sono le altre fiere di punta del vostro calendario? «Prima di Plast, sono stati due i principali appuntamenti espositivi che hanno visto impegnate Amaplast e le aziende italiane del settore: Chinaplas di Shanghai, dove dal 24 al 27 aprile la collettiva nazionale ha ospitato una sessantina di aziende nella più importante fiera del continente asiatico e la seconda al mondo per l’industria delle materie plastiche e della gomma. E il salone Npe di Orlando dal 7 all’11 maggio, a cui gli italiani hanno partecipato numerosi e dove una quindicina le aziende del nostro Paese sono state accolte nella collettiva coordinata da Amaplast». Il cambio di denominazione associativa, avvenuto l’anno scorso, è un primo passo per raccontarsi meglio all’estero. Quali ulteriori iniziative svilupperete nei prossimi mesi in chiave promozionale? «Al termine di Plast 2018 siamo tornati a concentrarci nell’attività promozionale “di routine”, monitorando i mercati storici ed esplorando nuove destinazioni. Per esempio, è in corso uno scouting in Kazakistan e Uzbekistan, con la mappatura delle aziende trasformatrici locali e l’organizzazione di una missione b2b e seminari tecnologici in loco. Ci sarà poi un follow-up alla recente partecipazione alla fiera di settore in Nigeria. Stiamo anche studiando la fattibilità per l’implementazione di un centro tecnologico in Oman, attrezzato con macchine e apparecchiature italiane». •


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Industria • Giugno 2018

La sfida della movimentazione CRISTINA MARTINI CI PORTA L’ESEMPIO DELLA SUA REALTÀ IMPRENDITORIALE PER SPIEGARE L’ATTUALE CONFIGURAZIONE DI MERCATO E LE ULTIME INNOVAZIONI A DISPOSIZIONE PER PALLET E CONTENITORI

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n un mercato sempre più diversificato, segmentato e imprevedibile, la produzione di pallet e contenitori assume connotati del tutto particolari. Si deve piegare a esigenze che possono differire tanto da passare da un estremo all’altro. Ecco com’è cambiato il settore, nelle parole di Cristina Martini, attuale amministratore delegato e presidente della Martini Alfredo Spa, azienda comasca leader in Italia per lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di contenitori e pallet in plastica e pontili galleggianti. Al timone l’ingegner Gian Luca Guglielmo, 43 anni, nuovo direttore generale: «I nostri articoli – dice l’ingegner Guglielmo – sono veri e propri strumenti logistici, differiscono dagli imballi in quanto fin dalle prime fasi di progettazione sono pensati per un utilizzo intensivo con tutte le predisposizioni per la movimentazione automatica (punti di presa, di sollevamento, di impilamento ecc.). In

funzione della peculiarità del carico di progetto, offriamo pallet/contenitori leggeri, medi e pesanti. Inoltre, sono realizzati non solo per l’ottimizzazione dei flussi dei beni trasportati, ma anche delle informazioni: possono tutti essere dotati di porta etichette, alloggia-

La ditta Martini Alfredo Spa ha sede a Turate (Co) www.martinialfredo.it

mento per cartellino amovibile (Kanban), stampigliature e prodotti in colori personalizzati». La struttura commerciale dell’azienda è costituita da 13 centri logistici «situati lungo tutta la Penisola – continua l’ingegner Guglielmo – permettendo un sicuro presidio e assicurando disponibilità e pronta consegna dei nostri prodotti. L’attenzione anche ai bisogni meno evidenti del cliente sono del resto le parole d’ordine che regolano il rapporto con i nostri committenti. Su richiesta, siamo pronti a gestire anche piccoli lotti e ad affrontare esigenze “fuori catalogo”, sia che si tratti di produrre contenitori dalle dimensioni particolari, sia che si tratti di aggiungere prese adeguate alla movimentazione robotizzata, microchip d’identificazione, codici a barre o altro». Fondata nel 1945 dall’ingegner Alfredo Martini, l’azienda di Turate (Co) cresce negli anni grazie alla costanza e soprattutto

all’ingegno del suo fondatore. «Risponde da subito alle tante richieste del mercato producendo i primissimi pallet in plastica in Italia. Negli anni settanta, la grande passione per il mare ha portato a produrre il primo pontile galleggiante in Italia costruito con galleggianti e pagliolato in resina sintetica riciclata, in rispetto all’ecosistema e all’ambiente. È nata così la divisione Marinas, un esempio di innovazione virtuosa che cerchiamo, oggi come allora, di mantenere come principio della nostra attività. Cuore dell’azienda, infatti, continua a essere il centro di ricerca e sviluppo, dove si mettono a punto soluzioni adeguate a contenere ogni tipologia di merce e adattabili alle esigenze di tutti i settori». • Elena Ricci


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Artigianalità e innovazione

PULSANTIERE DAL CUORE ANTICO I campanelli nel corso del tempo hanno mantenuto intatta una meccanica pressoché identica mentre sono cambiati molto nell’aspetto e nella funzionalità. Ne parliamo con Jadera Accorsi della PGR

a ditta PGR è nata nei primi anni 60 dall’ingegno del suo fondatore e mio padre, Accorsi Duilio, uomo di grande esperienza tecnica e senso d’impresa. Dal progetto di un pulsante a tutt’oggi più che valido, abbinato a materiali allora innovativi come l’alluminio anodizzato in vari colori, la ditta divenne in breve una solida realtà regionale con ampie prospettive di sviluppo. «Verso la fine degli anni 70 si prospettò la scelta di trasformare l’azienda da semi industria, in vera e propria piccola impresa industriale oppure di portare avanti la prima impronta artigianale data da Duilio che nel frattempo me ne aveva ceduto il controllo» racconta Jadera Accorsi, titolare del-

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l’azienda. La scelta di restare nell’artigianato fu, probabilmente minimale, ma sicuramente vincente in quanto la ditta è passata senza problemi attraverso le varie crisi succedutesi fino ad oggi, prosperando con scelte oculate di investimenti innovativi sempre in ambito artigianale con articoli di nicchia ma mai in declino. Ci sono articoli intramontabili e che, nonostante l’evoluzione dei tempi, mantengono intatte qualità e caratteristiche. Le pulsantiere per i campanelli rientrano a pieno titolo nella categoria: dall’invariato cuore meccanico questi prodotti hanno subito solo limitati cambiamenti dovuti all’evolversi dei gusti e delle tendenze e, quindi, riconducibili a un aspetto meramente estetico. È nel centro di Bologna che questa arte si tramanda di generazione in generazione, fin dal 1960, anno di nascita della ditta PGR, vocata alla costruzione di ogni articolo per condominio. «Nel corso degli anni ci siamo evoluti spiega Jadera Accorsi -. Abbiamo migliorato la produzione modificando il materiale di cui sono composti i campanelli, rendendoli più resistenti. Ci siamo specializzati in lavorazioni sull’ottone con un trattamento di superficie Pvd al nitruro di titanio che rende gli articoli inossidabili mantenendo inalterata la meccanica originale e lavorando sull’estetica e la fun-

PGR ha sede a Bologna - www.pgrbo.it

zionalità». L’azienda è una piccola realtà artigiana che sposa le ultime evoluzioni meccaniche a una buona dose di manualità nella fase dell’assemblaggio delle pulsantiere. «Ogni prodotto è personalizzato – continua – possiamo ben dire di non realizzarne mai uno identico a un altro proprio per rispondere alle esigenze dei clienti. I campanelli vengono costruiti su misura e in base alle richieste». La ditta PGR possiede macchinari di ultima generazione quali torni a controllo numerico, stampanti Uv o attrezzature in grado di realizzare incisioni affiancandole ad un’attività puramente artigianale realizzata dai tre addetti all’assemblamento e al montaggio delle pulsantiere. «Per il futuro abbiamo già in mente di apportare delle modifiche funzionali ai nostri prodotti – aggiunge Jadera Accorsi -. Stiamo predisponendo stampi e prototipi ma si tratta di un progetto ancora in fase embrionale anche perché il nostro settore non richiede un’evoluzione spinta come invece si impone a tanti altri comparti industriali. Posso dire però che ci siamo specializzati nella produzione di pulsantiere per videocitofoni. Attualmente le persone sono sempre più portate a tutelarsi nelle proprie abitazioni prediligendo un approccio votato alla sicurezza. Abbiamo quindi deciso di specializzarci nella costruzione di pulsantiere in grado di adattarsi a tutti i videocitofoni che esistono in commercio. Vi sono infatti tanti modelli e marchi, le nostre pulsantiere offrono quindi, oltre al vantaggio della personalizzazione, anche quello dell’adattabilità». • Luana Costa

Gli orizzonti della manifattura italiana TRASFORMAZIONE DIGITALE, FORMAZIONE, ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE E FUTURO DEL LAVORO. SONO ALCUNI DEI TEMI CHIAVE CHE, ATTRAVERSO IL PIANO IMPRESA 4.0, ANIE E LE SUE IMPRESE STANNO AFFRONTANDO PER COGLIERE LA SFIDA DELLA COMPETITIVITÀ

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on le qualità riconosciute della manifattura italiana flessibilità, avanzamento tecnologico - si può giocare fino in fondo anche la partita 4.0. Dopo aver lavorato da protagonista per supportare il Piano nazionale Industria 4.0, la Federazione Anie è oggi impegnata negli step successivi del Piano, forte del know how maturato e del fatto che molte sue aziende già utilizzano parte delle tecnologie abilitanti di nuova generazione. Il presidente Giuliano Busetto illustra gli orizzonti di applicazione della quarta rivoluzione industriale in Italia, fondamentale per alimentare un’industria vivace, innovativa e competitiva sui mercati internazionali più avanzati. Il fenomeno della convergenza tra automazione, meccanica, energia e Ict introduce il tema della digitalizzazione come trasversale ai macro-settori di riferimento per Anie: building, industria, trasporti ed energia. Qual è stata la risposta dei macro-settori di Anie all’applicazione del Piano Industria 4.0 nel 2017 e quali sono le prospettive per il 2018? «Il Piano Impresa 4.0 si rivolge prevalentemente all’industria manifatturiera e anche i risultati positivi presentati di recente dal MiSE sono relativi essenzialmente al mondo della meccanica strumentale (+13 per cento il mercato nazionale nel 2017). Pertanto il dato principale, che anche in Anie emerge, è quello legato alla componentistica per l’automazione industriale che nel 2017 è cresciuta in termini di mercato interno di oltre il 13 per cento. La nostra stima è che almeno 3-4 punti percentuali di questa crescita siano imputabili al positivo impatto del Piano del governo. La partenza del 2018 è stata molto incoraggiante nei comparti Anie interessati dal Piano 4.0 con crescite significative sullo stesso periodo nell’anno 2017. Le prospettive sono, quindi, molto buone e la speranza è che l’iniziativa del governo possa proseguire nei prossimi anni arrivando alla sua naturale conclusione nel 2028».

Giuliano Busetto, presidente Anie, Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche

Anie è protagonista nell’applicazione del paradigma 4.0, avendo anche attivato uno sportello di sostegno per le aziende. Quali sono i prossimi obiettivi nell’applicazione del Piano Impresa sul fronte della formazione e del tema delle competenze e del loro trasferimento? «Quello delle professionalità e delle competenze è il tema del futuro, ma anche del presente. Il Piano evolverà sempre più dal sostegno alle tecnologie verso l’impegno nella formazione delle risorse umane. Già oggi le imprese si stanno ponendo molto seriamente il problema della ricerca di figure professionali che possano sostenere il passaggio al paradigma dell’Industria 4.0. Come Anie collaboriamo con Università e scuole superiori con l’obiettivo di aiutare ad aggiornare i programmi di studio esistenti e di creare nuovi percorsi formativi che tengano presente le moderne esigenze delle aziende. Un altro tipo di formazione ancora fortemente richiesta è quella degli imprenditori e dei manager che dovranno prendere le decisioni sugli investimenti in ottica 4.0. In questa direzione va la costituzione degli Innovation Hub da parte delle Confindustrie territoriali dove Anie si è accreditata, su tutto il territorio nazionale, come portatore di know-how per tutta una serie di competenze tecnologiche che costituiscono il patrimonio di sapere delle nostre imprese associate».• FD


Industria • Giugno 2018

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La ripresa dell’elettronica DOPO UN PERIODO DI STALLO, IL SETTORE HA FATTO REGISTRARE NEI PRIMI MESI DELL’ANNO UN TREND POSITIVO. QUESTO HA CONSENTITO ALLE AZIENDE DI EFFETTUARE IMPORTANTI INVESTIMENTI. L’ESPERIENZA DI FABIO BELTRAMI

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lessibilità e competitività accoppiate a una continua ricerca che mira alla fornitura di soluzioni economiche ma mantenendo, al contempo, la massima qualità. È questo il solco in cui si muovono le aziende operanti nel settore elettronico che, dopo aver pagato un duro prezzo sull’altare della crisi, iniziano adesso a rimettersi in marcia. Fra queste vi è anche Bsd Elettronica, nata dalle ceneri di una società fallita nel 2008, ha rappresentato una sfida per i due soci che hanno deciso di mettersi in gioco realizzando un’azienda ex novo. «Eravamo parte di un’azienda nata nel 1992 ma che purtroppo nel 2008 ha chiuso racconta Fabio Beltrami -. Abbiamo deciso di metterci in proprio avviando un’attività nel segno della continuità rispetto a quella da cui provenivamo. Inizialmente eravamo tre soci, adesso siamo rimasti in due ma entrambi con un’esperienza più che ventennale nel settore dell’elettronica. Sicché, anche se l’azienda è nata, da poco possiede un notevole bagaglio in termini di know how». Di cosa si occupa nello specifico l’azienda? «Noi effettuiamo la progettazione di apparati elettronici. L’esempio classico che amo portare è quello del telecomando. Un cliente che desidera progettare tale prodotto si rivolge a noi per la fase progettuale o lo assistiamo nel reperimento della componentistica, acquistando i macchinari. Assembliamo il prodotto, lo collaudiamo e lo imballiamo. Il cliente deve solo metterlo nello scaffale del negozio e venderlo. Complessivamente la nostra è un’attività che si sviluppa a 360 gradi. Ci occupiamo in toto della gestione della commessa acquistando i materiali, la componentistica e per finire montiamo e assembliamo le parti elettroniche e collaudiamo e assembliamo le parti meccaniche, compreso di imballo e spedizione. Siamo in possesso di una linea per il montaggio dei componenti “superficiali” e una per i componenti “Pth”». Quali sono i principali campi di applicazione delle attività aziendali? «Ci occupiamo di tutti i campi dove può trovare applicazione un’elettronica a bassa potenza. Più nello specifico siamo specializzati nell’automazione industriale, nella tecnologia RF nonché in tutto quello che rappresenta l’elettronica di bassa potenza».

L’azienda, insomma, offre un servizio integrato, quali considera i punti di forza? «Il nostro punto di forza è senza dubbio la flessibilità, sotto il profilo delle consegne e dal punto di vista prettamente lavorativo. Il nostro obiettivo è la continua ricerca di componentistica e di fornitori per far sì che qualità e prezzo siano sempre adeguati». Quali sono gli investimenti che vi appresterete a realizzare? «L’azienda l’anno scorso ha portato in casa una linea per montaggi Smd di componentistica superficiale mentre attualmente stiamo realizzando una linea per il montaggio di componentistica tradizionale. La nostra filosofia è quella di investire sempre molte risorse nell’acquisto di macchinari per poter essere concorrenziali sul prezzo. Queste innovazioni producono indubbiamente una riduzione di costi ma soprattutto una riduzione dei tempi produttivi perché essendo dotati di linee direttamente in casa riusciamo a essere più snelli anziché subire i tempi morti di un terzista». Quali sono le prospettive di crescita? «Il nostro principale obiettivo è quello di

entrare nel mercato con prodotti propri. Proprio per questa ragione abbiamo realizzato una nostra linea di chiamate infermiere low-cost per case di riposo, ospedali, strutture sanitarie. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di un ingegnere attivo nel campo da oltre vent’anni. Da qui è nata l’idea di sviluppare questo nuovo prodotto ma cerchiamo costantemente di svincolarci dal ruolo di terzista per diventare proprietari di ciò che realizziamo». Come ha risposto il mercato alla commercializzazione dei nuovi prodotti? «La progettazione della chiamata infermiere non è ancora stata conclusa e quindi non è ancora stata commercializzata. Gli altri prodotti al momento sono solo un’idea». Come si è chiuso il 2017 anche in termini di fatturato e com’è l’andamento del mercato attuale? «Il nostro fatturato è in crescita. Anche gra-

di Luana Costa zie agli investimenti quest’anno abbiamo registrato un aumento. L’andamento del mercato dell’elettronica è altalenante: ci sono mesi positivi e mesi negativi. Questo settore vive in una fase di stallo dal 2007, però quest’anno sembra che la produzione stia tornando a nazionalizzarsi e questi primi mesi dell’anno hanno fatto registrare un trend positivo». • Fabio Beltrami, titolare Bsd Elettronica con sede a Gorgonzola (Mi) www.bsdelettronica.it


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Innovazione

L’Italia può guidare la svolta 5.0 COMPLETARE IL PERCORSO 4.0 PER COSTRUIRE UN ECOSISTEMA FAVOREVOLE AL PROSSIMO PASSO, QUELLO DELLA QUINTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE. IN CUI LA NOSTRA MANIFATTURA, SOSTIENE PAOLO DARIO, HA LE CARTE IN REGOLA PER DIVENTARE PROTAGONISTA di Giacomo Govoni

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n un panorama economico internazionale alle prese con la digital transformation 4.0, per qualcuno è già ora di rilanciare. Ragionando non solo sulla strategia dei prossimi 2-3 anni, ma pensando contestualmente a nutrire i germogli di “Industria 5.0”. Il primo in Italia a coniare questa definizione è stato Paolo Dario, direttore dell’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna che interpreta la mission di competence center scommettendo su un’alleanza virtuosa e intelligente tra uomini e robot. «Se il nostro Paese vuole mantenere la competitività del manifatturiero dove siamo leader – afferma Dario - deve non soltanto pensare a riguadagnare posizioni, ma anche progettare il futuro». Mentre si inizia a familiarizzare con i paradigmi 4.0, insomma, occorre già prepararsi all’upgrade successivo. Come si posiziona oggi il sistema italiano in questa corsa 5.0? «Il 4.0 è quello che già c’è, con una tecnologia ben nota e con un Piano di sviluppo all’avanguardia. I suoi punti fondamentali sono le tecnologie abilitanti tra cui la robotica, la realtà aumentata, nanotecnologie, digital manifacturing e soprattutto la connessione totale all’interno della fabbrica. Poi c’è il fuori dalla fabbrica - cloud, Big Data, cyber security - e quello che c’è a monte e a valle della fabbrica, ad esempio la logistica. Quindi tutta la parte legata alla customization e alla sostenibilità, energetica e ambientale. Tutto questo fa parte di un sistema 4.0 che molte industrie già adottano, ma che attraverso il piano ministeriale deve diventare un approccio comune a imprese grandi e piccole del nostro Paese». Poi c’è quella che lei definisce una “vision sul futuro”. Sarebbe a dire? «Una vision che permetta di estrarre valore dai nostri prodotti puntando non solo sul contenimento dei costi,

Paolo Dario, direttore dell’Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna

ma sull’unicità dei componenti. Come hanno fatto, ottenendone ampi profitti, le grandi case automobilistiche tedesche vendendo le loro vetture a 1020 mila euro in più, contando sul fatto che la gente spendesse per assicurarsi la qualità. Ecco, l’industria 5.0 deve ragionare così, andando oltre. Accorgendosi ad esempio che sempre più compratori seguono criteri di sharing social economy o che tengono in grande considerazione anche fattori etici come la sicurezza sul lavoro, dove la tecnologia robotica potrebbe evitare

un gran numero di incidenti. E questi principi non valgono solo per la fabbrica, ma anche per l’artigianato, l’agricoltura, la salute e formazione». In quali mansioni industriali i robot stanno già rimpiazzando l’uomo e con quali risultati? «In lavori faticosi, sgradevoli e pericolosi come la saldatura o la verniciatura. In più sono in corso operazioni di sostituzione di attività molto ripetitive. La fabbrica, anche media e piccola, si appresta a essere un luogo sempre più automatizzato, con crescite di robot oltre le due cifre. Inoltre i robot, sempre guidati dall’uomo, stanno trovando crescente applicazione nei servizi, ad esempio le pulizie o negli ospedali, nella chirurgia. Ormai la robotica è un mercato solido e con fatturati notevolissimi». È innegabile tuttavia, che in proiezione occupazionale questa “avanzata robotica” un tantino spaventi. Sono timori giustificati? «I robot, come tutte le macchine, possono spostare posti di lavoro ma questo è fisiologico. È avvenuto nella storia con la prima rivoluzione della meccanica, con la seconda dell’elettricità, con la terza dell’elettronica fino alla quarta dell’informatica. D’altra parte non ci sono più dattilografe e i viaggi si pre-

notano da soli senza agenzia. In realtà però quello che sta riducendo posti di lavoro non è la robotica, ma il web. La gente ce l’ha con i robot e non invece con questa mega-società tipo Amazon che nei fatti trasferiscono lavoro dal negozio sotto casa a Washington. Senza contare che nessuno di questi colossi è italiano e neppure europeo. A differenza dei robot, che sono una tecnologia in cui abbiamo tanto da dire perché li costruiamo noi». Allora come devono attrezzarsi i giovani per competere in questo nuovo scenario di uomini e robot? «Noi sui robot possiamo creare ricchezza progettandoli, costruendoli, manutenendoli e vendendoli. I robot non sono un problema, ma possono essere una soluzione. Ai giovani direi: studiate e preparatevi a un mondo digitale, imparate bene meccanica, elettronica, meccatronica, informatica ma anche a fare progetti di precisione, lasciando il “lavoro brutto” alle macchine. Non è un mondo ideale: in fondo Jobs, Musk, Zuckerberg non sono nati dagli Agnelli ma si sono inventati dal nulla, operando in ecosistemi favorevoli. Certo che se il sistema Italia a ragionare con paradigmi 1.0 del secolo scorso, immaginare scenari nuovi diventa più complicato». Per mitigare l’impatto sociale dei robot in molti sostengono che sarà fondamentale la “mediazione” di figure professionali umanistiche. Lei che ne pensa? «Noi sono 20 anni che lavoriamo sulla figura dell’ingegnere rinascimentale, cercando di formare degli ingegneri che non siano solo dei tecnici, ma che sappiano gestire anche fattori umani. Quella che in passato era una specie di “separazione crociana” tra il mondo dello spirito e quello della materia deve finire. In questo senso l’Italia si trova in una posizione di grande vantaggio: si tratta solo di valorizzare quello che già sappiamo fare». •


Industria • Giugno 2018

La svolta eCommerce CON FEDERICO DELL’ACQUA ENTRIAMO NELLO SPECIFICO DELLE ULTIME INNOVAZIONI TECNICHE E TECNOLOGICHE IN FATTO DI SOFTWARE PENSATI PER LA VENDITA ONLINE E NON SOLO

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nalisi, sviluppo e progettazione di sistemi eCommerce. Un settore in espansione che nessun operatore in ambito commerciale, dal retail alla Gdo, si può più permettere di ignorare. In altre parole, non si possono ignorare i progressi delle software house come Digitelematica. In particolare, l’azienda di Lomazzo (Co) da circa 15 anni realizza applicazioni web e mobile per diversi clienti. «I servizi che offriamo – dice Federico Dell’Acqua, cotitolare insieme a Norberto Viganò della Digitelematica – comprendono tutti gli aspetti principali del nostro campo, dall’analisi alla distribuzione. Negli ultimi cinque anni, poi, abbiamo lavorato in particolar modo a soluzioni eCommerce per la Gdo, con uno specifico interesse per il “Click&Collect” e la modalità “Drive”. L’esempio francese ha dimostrato che questo sistema per la spesa online ha grandi potenzialità per l’eCommerce di generi alimentari, soprattutto grazie a investimenti meno onerosi all’ingresso. In Digitelematica vogliamo permettere alle aziende che scelgono di affidarsi ai nostri servizi di concentrarsi sul proprio “core business”, delegando a noi lo sviluppo e la gestione dal punto di vista tecnico dell’eCommerce». Dell’Acqua scende nel dettaglio della proposta. «Offriamo consulenza organizzativa e tecnologica, soluzioni cross industry (software standard) e soluzioni per esigenze specifiche (software custom). Usiamo tecnologie “state of the art” (come Java, motori “open source”, sviluppo mobile multipiattaforma), elevato livello di servizio (in progettazione, realizzazione, formazione e assistenza utenti, manutenzione, help desk e tanto altro), condizioni contrattuali “semplici e chiare” .

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IL VALORE DELL’IMMAGINE DIGITALE Una comunicazione web chiara ha ricadute positive sui prodotti e sui servizi offerti dalle aziende. Le consulenze in questo ambito sono in forte espansione, soprattutto nel campo industriale. L’esperienza di Diego Cagnoni e Paolo Bettoncelli di Web Heroes

l principale problema per un’agenzia web è colmare un gap comunicativo che non è riducibile solo a una mera offerta di informazioni ma ad una vera e propria costruzione di un’identità aziendale riconoscibile e facilmente identificabile. Nell’era digitale, il rischio che corre chi non si adegua ai diktat della rete è quello di rimanere tagliato fuori dal mercato. Proprio in ragione di ciò, l’aggiornamento e l’innovazione continua assumono un’importanza di non poco conto. Web Heroes è una società di consulenza web con sede a Brescia che si occupa di comunicazione digitale e web strategy a servizio delle imprese: «La nostra azienda offre consulenza web - spiega Paolo Bettoncelli, fondatore dell’attività insieme a Diego Cagnoni -. Aiutiamo i nostri clienti a comunicare online partendo da zero, se non sono già dotati di un sito, o riformulando l’immagine in modo tale da consentire di esprimere in modo adeguato e moderno i servizi e i prodotti al target di riferimento. Le nostre attività di comunicazione sono principalmente rivolte al target del cliente e

I Infine, la novità è MarketSuite. «È la soluzione per la gestione delle vendite online nella grande distribuzione organizzata e nel retail. La nostra offerta comprende i servizi di acquisizione ordini, lo shop online, lo sviluppo del portale eCommerce e dell’app che consentono al cliente di scegliere tra gli scaffali virtuali i prodotti e di accedere alle promozioni attive nel punto vendita. A supporto del processo c’è il sistema “Store & Dark Store Picking”, il nostro software per la preparazione e la gestione degli ordini all’interno del magazzino o del punto vendita, il modulo di “Delivery Management” che gestisce le singole fasi della delivery: dall’alert dell’arrivo del cliente, al caricamento della spesa sulla sua vettura. E ancora, oltre il customer care, il Crm analitico integrato per analizzare congiuntamente i dati della vendita online e quelli della vendita tradizionale, offriamo un sistema integrato di comunicazione con il cliente, che supporta il customer engagement, prevedendo un’interazione costante con i clienti tramite campagne di Sms e di email marketing». • Renato Ferretti

Federico Dell’Acqua, titolare della Digitelematica di Lomazzo (Co) www.digitelematica.it

dirette a creare un’immagine e una comunicazione che sia adatta a questo target. Identifichiamo, insomma, gli elementi chiave dell’attività di un cliente, effettuiamo verifiche sul suo settore e sui suoi competitor analizzando contestualmente casi di successo interessanti. A partire da queste elaborazioni realizziamo un’immagine univoca che è composta dal marchio, dal brand, dal logo, dai colori, dalle immagini, dal video e dalle fotografie del sito internet e delle pagine social». Quello della comunicazione digitale è un mercato in piena espansione, nato dalla consapevolezza che un’immagine di successo e una chiara identità aziendale si riflettono positivamente anche sulla tipologia di servizi e prodotti. «I clienti hanno una immediata percezione di maggiore serietà – continua Diego Cagnoni -. Spesso ci troviamo a collaborare con realtà dotate di loghi aziendali o brochure molto datate nel tempo che non sono in grado di veicolare un’immagine di serietà e di aggiornamento alla clientela anche se i prodotti realizzati sono della migliore qualità. Ci reputiamo piccoli artigiani del digitale e possiamo ben affermare che la nostra sia un’attività in crescita. Le aziende che richiedono le nostre consulenze si rendono conto delle positive ricadute sui prodotti e sui servizi ma ovviamente sono valutazioni che variano da realtà in realtà. Ci sono aziende totalmente refrattarie alla comunicazione, all’aggiornamento e all’innovazione e aziende che hanno un desiderio di aggiornamento anche molto forte». • Luana Costa

Paolo Bettoncelli e Diego Cagnoni, fondatori della Web Heroes con sede a Brescia www.webheroes.it


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Innovazione

Il futuro dei processi aziendali L’INGEGNERIZZAZIONE RAPPRESENTA IL FUTURO DEL SETTORE INDUSTRIALE. L’OBIETTIVO È INNALZARE LA PRODUTTIVITÀ E RIDURRE SENSIBILMENTE GLI ERRORI. NE PARLIAMO CON STEFANO GRIMA DI WEL

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di Luana Costa

l futuro del settore industriale è la completa digitalizzazione dei processi. L’obiettivo è rendere l’iter produttivo maggiormente flessibile al fine di gestirlo al meglio. In questa corsa all’innovazione un ruolo centrale lo giocheranno gli operatori che non saranno sostituiti dalle macchine ma saranno chiamati a svolgere ruoli altrettanto centrali e di responsabilità. Wel è una realtà dinamica, composta da un team altamente qualificato di ingegneri informatici, elettronici e telecomunicazioni, con un profondo knowhow in ambito di business process e la visione di portare le imprese ad ottenere un’identità digitale unica, completamente integrata con i processi aziendali definendo vantaggi competitivi basati su nuovi standard di qualità ed efficienza. «L’azienda, anche se giovane, è partita immediatamente col piede giusto - spiega Stefano Grima, cofondatore della società -. Attualmente collaboriamo con rilevanti gruppi industriali e registriamo una continua crescita del nostro fatturato. In cantiere abbiamo poi una serie di progetti nati sulla scorta delle esigenze che quotidianamente registriamo sul mercato». La mission di Wel è la digitalizzazione dei processi aziendali attraverso l’utilizzo, lo sviluppo e l’ingegnerizzazione di tecnologie IoT e IIoT. «Grazie al pieno controllo di tali tecnologie si possono accompagnare realmente le aziende nel percorso di trasformazione digitale. Un tipico esempio dei servizi offerti è l’in-

Stefano Grima, cofondatore della Wel con

IL CORE BUSINESS

sede operativa a Como. NExT - Innovation

Wel è strutturata non solo con una forte componente IoT ma soprattutto con una serie di componenti legate all’ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni. Proprio questo approccio consente di ingegnerizzare ogni soluzione internamente senza alcun supporto del mercato. L’obiettivo è quello di lavorare in ambito IoT in maniera più flessibile e dinamica e quindi riuscire a trovare un punto di contatto con il genere di domanda che le industrie solitamente richiedono nei progetti.

curata lo spostamento della vetrina lungo le diverse postazioni. In tal modo si garantiscono un controllo e una gestione maggiormente mirati sotto il profilo del planning e della logistica. Anche l’aspetto della produttività ne ottiene grossi vantaggi, i lavoratori possiedono una postazione dotata di un monitor attraverso cui è possibile un’interazione che consente di ottenere informazioni sulla vetrina al momento delle soste nell’area. Il servizio garantisce, inoltre, di ottenere un preciso stato di avanzamento dei lavori con una maggiore precisione sui tempi di consegna e un monitoraggio continuo. D’altro canto l’operatore possiede un quadro sempre aggiornato sulla vetrina potendo interagire in ogni momento e ricavando una serie di informazioni che generalmente sarebbero complesse da reperire. Il nostro sistema

gegnerizzazione dei processi industriali di assemblaggio. Abbiamo collaborato con un’azienda che si occupa della produzione di vetrine refrigeranti. L’assemblaggio viene realizzato su diverse postazioni, ognuna delle quali svolge un compito ben preciso. Come in una sorta di catena di montaggio, vi è una prima fase dove avviene il taglio dei profilati e quindi del telaio per la formazione dello scheletro della vetrina, successivamente vi è l’inserimento delle componenti elettroniche e, infine, il collaudo e il packaging. L’ingegnerizzazione del processo - precisa Stefano Grima - consente di visualizzare l’evoluzione delle varie fasi utilizzando tecnologie RTLS che monitorano in tempo reale e in maniera molto precisa e ac-

Hub Lomazzo (Co) - https://wel.business

fornisce un grande contributo in tal senso poiché, nel momento in cui la vetrina raggiunge la work station, l’operatore viene guidato. Dal punto di vista elettronico siamo riusciti a ingegnerizzare una scheda che permette di essere introdotta nel sistema senza dover modificare le componenti della vetrina fornendo una remotizzazione delle informazioni all’interno della produzione, circostanza che garantisce un controllo maggiore e una serie di attività di testing e collaudo più mirate. Secondariamente questa scheda permette di dialogare con la vetrina fornendo un supporto diagnostico e attività predittive sulle possibili problematiche che potrebbero insorgere permettendo di migliorare il supporto ai clienti e aprire nuovi canali post-vendita». Lo sviluppo aziendale è stato studiato in diversi step e pensato appositamente per cogliere le innovazioni che già si profilano sul mercato. La prima è la completa digitalizzazione dei processi industriali: «È come se si creasse un ambiente virtuale e digitale in azienda. La seconda fase – continua - consente agli operatori di ottenere un ruolo centrale nelle attività. Abbiamo pensato ad uno strumento che riuscisse a mettere in contatto gli operatori con questo ambiente digitale, sono tutte quelle tecnologie indossabili che, nella nostra visione, prenderanno piede nei prossimi anni in maniera rilevante. Non meno importante è la componente consulenziale che consente di avere un approccio iniziale al progetto, in tal modo si riesce sia a spiegare agli imprenditori cosa è possibile fare ma soprattutto farlo assieme. Anche nella fase di post-vendita continuiamo a seguire il cliente con un percorso di aggiornamento continuo». •


Industria • Giugno 2018

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Tessile, i nuovi software per valorizzare gli archivi storici LE APPLICAZIONI INFORMATICHE CONTINUANO A CRESCERE E A CAMBIARE IL MONDO DELLA PRODUZIONE E IL RAPPORTO CON I CLIENTI. ALBERTO BOTTINELLI CI PARLA DELLE INNOVAZIONI INTRODOTTE DAL SOFTWARE VEDO di Patrizia Riso

CINQUE FAMIGLIE DI APPLICATIVI

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l mondo è dei programmatori e oggi si sa. Ma chi cominciava negli anni ’80 a realizzare i primi programmi per elaboratori elettronici stava creando il futuro senza esserne consapevole. In questo contesto rientra la storia della Bottinelli Informatica, fondata a Como nel 1984 da due studenti di matematica applicata, appassionati dal pioneristico mondo dell’informatica. Piera Sonzogni e Alberto Bottinelli hanno scelto di specializzarsi facendo scelte precise. «Agli inizi degli anni ’90 abbandonammo il mondo Cobol con l’interfaccia utente a videoterminale, per sperimentare Microsoft Windows con le sue interfacce visuali e i primi strumenti di programmazione a oggetti» racconta il titolare Alberto Bottinelli. I cambiamenti nel mondo dell’informatica erano già rapidi, ma oggi si va alla velocità della luce. «Negli ultimi quattro anni siamo cresciuti tanto dal punto di vista tecnico grazie all’introduzione di nuovi linguaggi di programmazione e l’ingresso nel settore degli sviluppi web e App in linguaggi nativi sia Android che IOS, ma anche da quello organizzativo aumentando il nostro staff con otto nuove figure». Tra gli applicativi proposti spicca, ultima novità lanciata sul mercato due anni fa, Vedo, un vero e proprio catalogo digitale multimediale dei disegni specificatamente pensato per il settore tessile. «Le immagini che possono essere visualizzate e archiviate in Vedo sono di vario tipo e possono essere acquisite tramite scanner o macchina

Bottinelli Informatica si trova a Tavernerio (Co) - www.bottinelliinformatica.it

Questi disegni sono proprietà esclusiva di Clerici Tessuto & C. Spa - ogni utilizzo non autorizzato degli stessi è strettamente proibito

fotografica, o importate automaticamente dai prodotti Bottinelli Informatica, come Dedalo o JacqSuite, o da altri software di disegnatura. Il caricamento delle immagini può avvenire in maniera manuale da parte degli utenti oppure tramite appositi processi schedulati definiti con l‘azienda». Un catalogo ampio, popolato continuamente di nuove immagini archiviate secondo criteri di catalogazione stilistica e tecnica. «Possono essere impostati diversi ambiti di provenienza delle immagini a seconda ad esempio di differenti modalità produttive, come stampa e jacquard, o di diversi metodi di acquisizione, file tecnici o fotografie». Ad ogni immagine è collegata una scheda informativa che può contenere dati inseriti direttamente dall’utente, detenuti in prodotti software Bottinelli Informatica oppure in applicativi terzi. Il corollario informativo di ogni immagine facilita la ricerca all’interno dell’archivio e rende possibile l’utilizzo di criteri non solo stilistici o tecnici, ma anche gestionali o commerciali. «È un sistema molto flessibile nella definizione del layout delle schede informative che sono associate alle diverse immagini. Ogni immagine ha uno schema differente, con informazioni sia tecniche che gestionali, e i dati vengono visualizzati dal software in tempo reale e ot-

tenuti in modo automatico. In questo modo si evitano gravose procedure di allineamento dati, tipiche delle integrazioni tra sistemi informativi diversi e gli operatori non devono inserire tutto manualmente». Le ricerche avvengono in modo classico per categorie stilistiche o parametri tecnici oppure utilizzando una modalità testuale libera che considera tutto il corollario informativo dell’immagine. Quest’ultima modalità rende più facile l’accesso alle immagini, utilizzabili in ogni settore aziendale, dalla comunicazione alla produzione. «È possibile effettuare e salvare raccolte di immagini per la preparazione di visite commerciali o creare un resoconto delle attività di vendita svolte coi clienti. Si possono infatti consentire accessi esterni da parte di clienti protetti da password di sicurezza, anche per periodi limitati di tempo». L’informatica lavora per facilitare l’accesso davvero user friendly tramite piattaforme diverse da quella tipica desktop. Per questo Vedo è accessibile anche da tablet e smartphone mediante applicazioni native sviluppate in Android e IOS. «L’ultima sfida di Vedo ha visto il termine della sua fase di sperimentazione pochi mesi fa: per la prima volta la tecnologia della ricerca per similitudine di immagine è stata applicata al settore tessile, con

La produzione Bottinelli Informatica si articola in cinque linee principali: - Oplà: prodotto Erp con due importanti verticalizzazioni in ambito tessile e global service che si compone di diversi moduli assemblati per coprire al meglio il ciclo produttivo e commerciale del cliente. - JacqSuite: soware per la gestione, trasmissione, archiviazione e coloritura dei disegni Jacquard. - WorkSuite: sistema per il monitoraggio e programmazione delle sale di tessitura riprogettato totalmente nel 2018 utilizzando l’interfaccia diretta con i macchinari e dispostivi mobile. - Venus: soware nato per il monitoraggio, rilevazione e programmazione dei reparti di stampa digitale che si è progressivamente ampliato al settore di stampa tradizionale e nobilitazione, preparazione e finissaggio tessuti. - Dedalo: soware per la gestione, l’archiviazione e la distribuzione dei file tecnici di disegno per il settore della stampa tessile ai vari utenti secondo diversi livelli di accesso con l’obiettivo di mantenere la sicurezza del patrimonio aziendale.

tutte le sue particolarità. Dopo aver tentato alcune collaborazioni internazionali con aziende leader del settore abbiamo capito che il tessile ha caratteristiche di unicità tali che potevano essere colte solo da chi lo conosce profondamente. Abbiamo quindi raccolto la sfida e sviluppato internamente la ricerca per similitudine d’immagine che consente di navigare all’interno del catalogo senza bisogno di utilizzare alcuna informazione o categoria stilistica». •


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Innovazione

Novità dal mondo della saldatura professionale CARLO SEGALA DI HELVI, AZIENDA SPECIALIZZATA NELLA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI PER LA SALDATURA DEI METALLI CON UNA FORTE PREDISPOSIZIONE PER PROGETTI OEM, PRESENTA LE ULTIME INNOVAZIONI

O

em (original equipment manufacturer) è la sigla con cui si indica il produttore di apparecchiature originali, ovvero l’azienda che realizza prodotti, parti o componenti per conto terzi, per conto cioè di un’altra impresa, la cosiddetta casa madre, che li acquista per poi commercializzarli con il proprio marchio. Così la casa madre può realizzare prodotti utilizzando integralmente o quasi componenti e prodotti da fornitori, spesso senza dover entrare all’interno dei singoli processi produttivi. In Italia sono tante, tantissime le aziende del settore della meccanica che lavorano come terzisti per grandi brand, con collaborazione strutturate all’insegna del made in Italy e di un’attenzione precipua alla fase di ricerca e sviluppo.

Nel vicentino da quasi 40 anni Helvi persegue questo obiettivo nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti per la saldatura dei metalli all’insegna di qualità e inventiva. Fondata nel 1975 da Bruno Segala, l’impresa offre prodotti sempre nuovi, in linea con le esigenze del mercato. «Orientiamo il nostro impegno umano e professionale nel produrre e promuovere prodotti ideati, sviluppati e curati in “famiglia” – sottolinea il responsabile commerciale Carlo Segala – ricercando nella motivazione e formazione del personale, in soluzioni gestionali sempre più innovative e nell’arricchimento del nostro know-how la chiave per crescere e rinnovarci. La predisposizione per progetti Oem e la collaborazione con i principali attori inter-

Helvi ha sede a Sandrigo (Vi) - helvi.com/it

nazionali della saldatura ha permesso alla Helvi di arricchire il proprio bagaglio tecnico e di sviluppare una capacità adattamento alle esigenze tecniche che numerosi clienti nel mondo richiedono». L’azienda commercializza in oltre 100 Paesi una gamma completa di articoli che spaziano dai prodotti tradizionali per la saldatura (Mma, Mig/Mag e Tig) e per il taglio al plasma ai nuovi modelli di saldatrici multifuzione a tecnologia inverter sinergiche/pulsate rivolte al mercato industriale. Ma la novità del 2018 è la gamma Evo – Bright Evolution, risultato di anni di investimenti in ricerca e sviluppo e di collaborazioni. «Evo racchiude migliorie tecnologiche sia in termini hardware che software – conclude il responsabile commerciale di Helvi – che hanno permesso al nostro staff di ingegneri di creare una gamma di modelli inverter in grado di soddisfare le più alte aspettative di utilizzo, con tre diverse linee distinte per tipologie d’uso: Helvi Tech per il settore professionale e industriale, Helvi Line ad uso hobbistico e semiprofessionale, Helvi Automotive per il settore carrozzeria/automotive». • Alessia Cotroneo


Industria • Giugno 2018

La scommessa delle alte energie

Photo credits FusionForEnergy

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di Andrea Mazzoli IL SETTORE DELLA RICERCA NECESSITA DI MACCHINARI IDONEI A SPINGERE LA CURIOSITÀ UMANA OLTRE I CONFINI DELLE ATTUALI FONTI D’ENERGIA. CON UNA PROFESSIONALITÀ CONFERMATA DA OLTRE TRENT’ANNI D’ESPERIENZA, L’AZIENDA CTE SISTEMI SI OCCUPA DI REALIZZARE MACCHINE AD ALTE PRESTAZIONI, SCELTE ANCHE DAL CERN DI GINEVRA PER COSTRUIRE I PROPRI ACCELERATORI DI PARTICELLE

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ra i diversi campi in cui si gioca la sfida all’innovazione tecnologica, e la volontà di ridisegnare gli attuali confini delle energie disponibili, uno particolarmente delicato e importante è sicuramente quello della ricerca e della realizzazione di strumenti performanti: macchine originali capaci di spingere l’energia nella direzione tracciata della curiosità dell’uomo. Con una pluriennale esperienza e forte di collaborazioni importanti, l’azienda CTE Sistemi, fondata a Genova nel 1986, è un importante punto di riferimento nella realizzazione di macchine per la costruzione d’impianti per le alte energie. All’insegna dell’innovazione tecnologica e dell’eccellenza sottesa nella cura e nella realizzazione dei propri progetti, l’azienda ligure opera in questo campo con costanza e professionalità collaborando con istituti di ricerca importanti come il Cern, con il quale ha collaborato per la realizzazione di quelle macchine destinate a spingere la ricerca in direzioni mai tentate prima. «Negli anni 20002005 abbiamo realizzato quasi tutte le nuove macchine di produzione per i dipoli dell’acceleratore del Cern – racconta l’ingegner Marco Dani, titolare della

CTE Sistemi –. Queste 14 macchine sono state acquistate dal Cern stesso e dai partner industriali del Cern per la costruzione dei Dipoli come l’Asg Superconductors in Italia, Alstom e Jeumont-Framatome in Francia e Babcock Nuclear Noell in Germania. Più recentemente, inoltre, abbiamo anche realizzato macchine avvolgitrici per il progetto giapponese JT60 e per l’ambizioso Iter, avendo come Clienti Asg, Alstom, General Atomics Inc. e l’agenzia europea per Iter “FusionForEnergy”». L’obiettivo che si propone il progetto internazionale Iter, che coinvolge Ue, Russia, Cina, Giappone, Stati Uniti d’America, India e Corea del Sud, è la realizzazione di un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale, in grado di produrre più energia di quanta il processo ne consumi per l’innesco e il sostentamento della reazione di fusione, rappresentando una probabile risposta al problema della crisi energetica. «La Fusione Nucleare – aggiunge l’ingegner Dani - appare oggi l’unico obiettivo realistico per i problemi energetici e d’inquinamento, per quanto difficile sia realizzarla. Fortunatamente, gli italiani sono molto presenti e molto bravi in questa sfida, anche e soprattutto ai livelli più alti. Probabil-

mente l’opportunità industriale, per i grandi attori del settore, è proprio imparare a fare le centrali del futuro». Con campi d’applicazione quali gli acceleratori di particelle e gli impianti sperimentali per la fusione nucleare (non solo quelli riguardanti l’Iter, ma anche impianti più piccoli già in programma per l’immediato futuro), essere all’avanguardia in termini di tecnologie e pre-

stazioni è un obiettivo fondamentale, strutturale alla natura stessa dell’azienda ligure. Proprio in virtù di questa consapevolezza, e forte del proprio ruolo pionieristico, la CTE Sistemi sviluppa l’ingegneria delle macchine destinate a impianti avanzati, realizzandole attraverso il Consorzio SEA-ALP Engineering, una joint venture che comprende quattro importanti aziende italiane che hanno fatto degli strumenti per la ricerca e l’innovazione, la propria missione, e di cui la CTE Sistemi è stata promotrice e cofondatore. «Come azienda siamo molto affezionati ai nostri progetti e teniamo molto a sviluppare nuove idee per il disegno delle nostre macchine – racconta l’ingegner Marco Dani – e, quando possibile, a proteggerle per costituire un autentico patrimonio tecnologico. Forse, è proprio questo nostro atteggiamento a differenziarci dalle altre aziende del nostro campo». In un settore così veloce e attento ai cambiamenti, essere in grado di offrire soluzioni innovative è, senza ombra di dubbio, oltre una necessità, un’autentica passione. La ricerca di nuove strade e di nuovi modi per realizzare soluzioni capaci di soddisfare requisiti così pionieristici, è l’essenza stessa di un’azienda come la CTE Sistemi che ha fatto dell’eccellenza italiana, un argomento di sviluppo non solo tecnologico ma anche sociale. «Le nostre macchine sono spesso esemplari unici e devono funzionare in produzione – conclude l’ingegner Marco Dani -. Per questo motivo la ricerca necessaria si fa, in primo luogo, in fase di disegno, grazie all’uso di strumenti di progettazione evoluti. Inoltre, dobbiamo anche ringraziare il professor Sandro Rebora del Dipartimento DIME dell’Università di Genova, per la sua costante e pregiata collaborazione in materia di simulazioni strutturali Fem». • CTE Sistemi si trova a Genova www.ctesistemi.com

IL PATRIMONIO DEI BREVETTI Leader nel campo delle macchine per la realizzazione d’impianti per le alte energie, l’azienda genovese CTE Sistemi ha fatto dei propri progetti un autentico patrimonio tecnologico, proteggendo soluzioni ormai collaudate per problemi fondamentali delle macchine avvolgitrici per bobine superconduttive e non, in cui l’errore d’avvolgimento non è praticamente ammesso per i costi e i ritardi che ne conseguirebbero. I brevetti sottoscritti dall’azienda mirano a misurare con grande precisione e affidabilità in tempo reale la lunghezza di conduttore dispensato all’avvolgimento, anche dopo centinaia di metri. Nelle grandi bobine, quelle di diametro dai 15 ai 25 metri, invece, l’obiettivo è formare la transizione spira-spira senza introdurre tensioni nel conduttore ma senza la necessità di dover comandare il movimento nel piano di una tavola di avvolgimento così grande. Come ultimo punto, l’obiettivo è riuscire a coordinare diverse macchine in linea, tutte ingaggiate con il conduttore, in modo che ciascuna non interferisca con le altre scambiando forze attraverso il conduttore in lavorazione.


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Tecnologia e ricerca

Gestire i sistemi informatici del medical device di Luana Costa

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l settore farmaceutico è in costante e continua crescita ma in Italia è storicamente presente anche un fiorente contesto di produttori di medical device che da molti anni hanno consolidato il proprio ruolo. Fino a qualche anno fa, i sistemi di qualità si basavano su procedure e modalità operative cartacee, oggi le tecnologie abilitanti e il contesto normativo favoriscono sempre più un’evoluzione rivolta verso l’utilizzo di sistemi informatici e verso la digitalizzazione dei dati, con indiscutibili vantaggi nel medio e lungo periodo e con l’obiettivo di ottimizzare i processi riducendo, al contempo, gli errori. Tutto ciò comporta, però, il soddisfacimento di alcuni requisiti regolatori specifici al fine di non pregiudicare il mantenimento delle certificazioni faticosamente raggiunte. Adeodata opera da circa venti anni nei settori regolati del farmaceutico e dei principi attivi, e da circa dieci anni nel settore dei medical device, proprio per dare risposta ai requisiti relativi all’utilizzo dei sistemi computerizzati. «Per lungo tempo questi requisiti sono stati applicati prevalentemente nel settore dei produttori di farmaci e principi attivi, solo recentemente vengono richiesti con maggiore frequenza anche per i produttori di dispositivi medici - spiega Gianluca Agazzi, responsabile commerciale della società con sede a Milano -. In realtà, le attività e i servizi da noi proposti sono volti a rendere conformi i processi informatizzati ma questi interventi, se effettuati con il giusto coinvolgimento, contribuiscono ad aumentare il livello di consapevolezza nell’uso e nelle funzionalità dei propri sistemi computerizzati consentendo di limitare il rischio di perdita o manipolazione di dati (Data Integrity) e migliorando nel contempo l’efficienza produttiva. Infatti, da sempre ci proponiamo anche come qualificati partner per il supporto alla definizione dei requisiti di sistema (User Requirements Specification) che, se ben costruiti, aiutano spesso ad orientare la scelta del migliore applicativo o sistema e la sua configurazione rispetto alle reali esigenze aziendali». La società è nata dall’iniziativa di alcuni professionisti che hanno maturato una notevole esperienza nell’automazione industriale che, sin dal lontano 2001 in seguito all’entrata in vigore della norma 21Cfr-11 per la ge-

CON L’INTRODUZIONE DELLA NUOVA NORMATIVA ISO 13485:2016 PER LA GESTIONE DEI SISTEMI DI QUALITÀ, LE AZIENDE PRODUTTRICI DI DISPOSTIVI MEDICI HANNO DOVUTO FAMILIARIZZARE CON IL CONCETTO DI CONVALIDA DEI SISTEMI COMPUTERIZZATI. L’ESPERIENZA DI GIANLUCA AGAZZI personale e di fatturato significativa rispetto al 2016 e consolidando una tendenza ormai in atto sin dal 2012. «Anche quest’anno – conclude Gianluca Agazzi - prevediamo di continuare con un trend positivo, anche se non bisogna mai dare per scontato che sia semplice crescere, mantenendo nel contempo l’alto livello delle competenze e della professionalità che ci viene richiesto». • Adeodata ha sede a Milano www.adeodata.eu

REQUISITI DI SISTEMA

Se ben costruiti, aiutano spesso ad orientare la scelta del migliore applicativo o sistema e la sua configurazione rispetto alle reali esigenze aziendali stione dei sistemi di qualità per le aziende produttrici di dispositivi medici, hanno cercato di dare risposta alle tematiche relative alla convalida dei sistemi computerizzati. Proprio a seguito delle modifiche normative si sono resi necessari alcuni nuovi adempimenti, quali ad esempio, la convalida dei sistemi computerizzati critici per il processo produttivo. Adeodata fornisce, infatti, attività di consulenza inerenti la convalida di sistemi computerizzati - dalla produzione, al laboratorio, ai sistemi gestionali azien-

dali - e la qualifica delle apparecchiature e dei sistemi di processo: macchine o linee automatizzate, ambienti classificati secondo Iso 14644, processi e macchine di sterilizzazione. «Come società di servizi – prosegue Gianluca Agazzi - siamo chiamati a essere sempre un punto di riferimento per i nostri clienti. Siamo pertanto in prima linea nella valutazione e interpretazione dei requisiti normativi e regolatori applicabili e in costante aggiornamento sulle nuove tecnologie proposte dal mercato. Il consulente che non fornisce reale valore aggiunto è oggi sempre meno richiesto! Proprio per questa ragione abbiamo da sempre cercato di proporre un approccio pragmatico alla convalida e alla qualifica con un occhio di riguardo alla sostenibilità delle misure poste in atto e alla focalizzazione sulle reali esigenze del cliente». Non a caso ogni anno Adeodata investe una quota significativa dei propri ricavi in formazione. «Come azienda di consulenza abbiamo infatti il dovere di cercare di offrire ai nostri clienti sempre la massima competenza e professionalità. Le persone che lavorano in Adeodata vengono prima di tutto, anche perché rappresentano l’immagine dell’azienda quando operano dal cliente. Inoltre, dal momento che il nostro mestiere non si insegna nelle scuole, è per noi fondamentale effettuare il maggior numero di ore di formazione possibile, sia in aula che in affiancamento a personale senior». Lo scorso anno si è chiuso positivamente per l’azienda meneghina con una crescita di

QUALITÀ CERTIFICATA I vertici societari considerano la qualità un elemento fondamentale della strategia aziendale e ne promuovono il rispetto in tutti i livelli dell’organizzazione, supportando l’impegno a soddisfare i requisiti del sistema di gestione per la qualità e a migliorarne continuamente l’efficacia. A questo scopo, dal 2011 è stato istituito un Sistema di Gestione per la Qualità rispondente, fino a novembre 2017, alla norma Uni En Iso 9001:2008, poi adeguato alla nuova revisione 2015 dal 1 dicembre 2017. Al personale Adeodata è richiesto di rispettare, nell’esecuzione delle attività, quanto prescritto nel Manuale della Qualità e nelle procedure richiamate.


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Ingegneria “ad ampio respiro” LA DIAGNOSI DELLE MALATTIE RESPIRATORIE PUÒ AVVALERSI ANCHE DI CONTRIBUTI SCIENTIFICI PROVENIENTI DAL MONDO DELLA RICERCA INGEGNERISTICA E APPLICATI IN AMBITO SANITARIO. IL CASO RESTECH

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a ricerca scientifica viene finanziata meno di quanto si dovrebbe, ma quando riesce ad arrivare a maturazione e ad accedere al mercato, a volte produce effetti positivi direttamente nella qualità di vita delle persone. È il caso dell’azienda Restech, nata nel 2010 da un gruppo di bioingegneri del Politecnico di Milano, ingegneri un po’ atipici, abituati a lavorare con i medici e a pubblicare su riviste di medicina. L’obiettivo dei fondatori non era solo sviluppare tecnologie avanzate che permettessero applicazioni innovative ma anche di rendere metodi e tecniche proprie del mondo ingegneristico fruibili dal mondo medico. La Tecnica delle Oscillazioni Forzate (Fot), alla base dei dispositivi sviluppati dalla società, ne è un perfetto esempio. Tale metodologia, ampiamente utilizzata in ingegneria nello studio dei circuiti e delle strutture, si basa sulla misura della risposta del sistema respiratorio a piccoli stimoli di pressione ad esso applicati per ricavarne informazioni sulla sua funzionalità. La misura è completamente indipendente dalla collaborazione del paziente e il test può essere eseguito durante il respiro spontaneo. Attualmente il test diagnostico più utilizzato per identificare patologie ostruttive del sistema respiratorio è la spirometria che si basa sulla misura del flusso d’aria emesso dalla bocca durante una manovra espulsiva forzata. Per effettuare correttamente una diagnosi sono quindi necessarie sia l’esecuzione

LA RICERCA SCIENTIFICA

Viene finanziata meno di quanto si dovrebbe, ma quando riesce ad arrivare a maturazione e ad accedere al mercato, a volte produce effetti positivi direttamente nella qualità di vita delle persone

corretta della manovra che la valutazione in tempo reale della stessa. Come conseguenza, tali misure sono possibili solo in presenza di uno specialista, ad esempio nei reparti di pneumologia o in centri specializzati con personale medico preparato ad eseguire la manovra e a valutarne i risultati. Questo rappresenta un limite significativo per identificare precocemente l’insorgere di patologie respiratorie e programmi di monitoraggio remoto. Le patologie croniche del sistema respiratorio quali la broncopenumopatia cronica ostruttiva (Bpco) rappresentano la quarta causa di morte nel mondo e sono in costante aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione (fonte: World Health Organization). Oltre a fattori di predisposizione genetica, è ormai certo che la Bpco è provocata dall’esposizione continua a fattori infiammatori quali fumo di sigaretta, inquinamento o altre sostanze chimiche. Attualmente non esiste una cura e il processo infiammatorio distrugge il polmone gradualmente, causando difficoltà respiratorie e suscettibilità a fenomeni di riacutizzazione che spesso portano al ricovero del paziente. I dispositivi della gamma “Resmon Pro” della Restech, permettono di valutare la funzionalità respiratoria durante dieci respiri spontanei rendendo l’uso più accessibile anche da casa. Infatti oltre alla versione ospedaliera “FULL”, la società ha anche sviluppato la variante “DIARY”, pensata per il monitoraggio a distanza. In questo modo, non solo viene semplificato il processo di diagnosi, ma è anche possibile ottimizzare il trat-

Restech si trova a Milano - www.restech.it

tamento dei pazienti cronici sulla base di misure giornaliere effettuate dal paziente stesso. A tale riguardo la società ha di recente concluso un importante trial multicentrico, sponsorizzato dalla Comunità Europea, che ha coinvolto 312 pazienti reclutati in 5 diverse nazioni europee. Durante il trial, il trattamento del paziente è stato ottimizzato sulla base di

di Patrizia Riso allarmi inviati direttamente dai dispositivi Resmon Pro DIARY e usati direttamene dai pazienti a casa loro. Tale sistema ha permesso di ridurre del 53 per cento la frequenza delle ospedalizzazioni, rendendo più agili gli ospedali con un notevole risparmio quantificato fino a 3800 euro per paziente per anno. Grazie a un accordo di distribuzione esclusiva con un partner italiano leader nel settore dell’home-care, tali risultati sono stati utilizzati per strutturare un servizio integrato di monitoraggio che è ora disponibile su tutto il territorio europeo: il paziente sta meglio perché va meno in ospedale e il sistema sanitario spende meno, per cui alla fine vincono tutti. Una produzione tutta italiana. Non ci sono impianti interni all’azienda, ma è stata creata una rete di circa venti fornitori con una catena produttiva non delocalizzata. L’assemblaggio, la stampa dei pezzi e gli imballaggi vengono eseguiti da un fornitore nella zona di Brescia e la parte di elettronica e collaudo finale è nella zona del distretto tecnologico di Ivrea. Prossimi obiettivi: migliorare la capacità diagnostica del dispositivo e studiarne l’applicabilità di queste tecniche nella prevenzione degli attacchi d’asma nei bambini, adolescenti e adulti. La vera ricerca non si ferma mai. •

SCENARI DI CRESCITA Nata senza investitori esterni al mondo accademico, la prima fase della crescita aziendale è stata sostenuta attraverso l’aggiudicazione di bandi regionali, nazionali ed europei a sostegno dell’innovazione. Le prime vendite arrivano nel 2014 grazie alla fiducia e lungimiranza del primo distributore in esclusiva del Resmon Pro FULL, l’americana MGC Diagnostic. Nel 2016 il processo di fundraising si è concluso con l’ingresso di investitori privati, imprenditori e manager, che hanno rilevato la maggioranza della società dal Politecnico di Milano apportando la finanza e le competenze manageriali necessarie per un ulteriore e importante passo nella direzione del consolidamento di Restech, dei prodotti già in portfolio e riprogrammando la strategia di sviluppo di nuovi prodotti ed applicazioni. Particolare attenzione verrà messa nell’internazionalizzazione delle attività, come ad esempio, l’esportazione del modello di servizio di monitoraggio con il Resmon Pro DIARY al di fuori dell’Europa e nei mercati asiatici.


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Trasporti

La logistica alimentare in Italia ECCO COME SI DISTINGUONO GLI OPERATORI LOGISTICI IN UNO DEGLI SCENARI DI MERCATO PIÙ COMPLESSI DI SEMPRE. MAURO BRIVIO CI PARLA DELLA SUA ESPERIENZA DIRETTA NELL’AMBITO: «LA QUALITÀ DEL SERVIZIO È TUTTO»

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di Elena Ricci

i dice spesso che quello della logistica è un settore trainante. In realtà, prima ancora che trainante, la logistica è la cartina tornasole dell’intero tessuto industriale, da una parte, e del comparto economico dall’altra. In quello che sempre più spesso è definito turbocapitalismo, la quantità di merci in viaggio rappresenta la misura della competitività all’interno del Sistema Paese. Ma come funziona la logistica e in che modo si affrontano le attuali condizioni di mercato? Lo abbiamo chiesto a un professionista del settore: Mauro Brivio, amministratore delegato di Brivio & Viganò, che porta il suo esempio imprenditoriale per raccontare la sfida quotidiana in questo comparto. «Posizionandoci tra gli operatori leader nel settore della logistica alimentare in Italia – dice Brivio –, la nostra azienda è presente tutti i giorni sull’intero territorio nazionale e, dal 2018, anche su quello internazionale. Competitivi sia per lo stoccaggio che per il trasporto, progettiamo, implementiamo e realizziamo soluzioni per la supply chain attraverso la gestione di flussi fisici e informativi, per i settori Gdo, industria, Ho.Re.Ca ed e-commerce». La pluriennale esperienza assicura la massima efficienza operativa «dalla presa presso i siti produttivi fino al trasporto inbound – continua Brivio –, grazie all’ampio network logistico che permette una gestione dei trasporti in ingresso da qualsiasi regione. Operiamo mediante l’ausilio di piattaforme interamente refrigerate, a temperatura multipla, organizzate in aree dedicate a uso esclusivo per i clienti. Inoltre, un sistema informatico pro-

prietario assicura una gestione completamente automatizzata della merce in ingresso, in stock e in uscita, a garanzia della totale tracciabilità del flusso dei prodotti e dei processi aziendali. Brivio & Viganò è in grado di supportare l’attività dei propri clienti anche nei processi più complessi e integrati fino alla distribuzione ai punti vendita, tramite transit point e hub logistici selezionati, per consegne su tutto il territorio nazionale». L’azienda di Usmate Velate (MB), ha da poco terminato la costruzione di un nuovo polo logistico alimentare a Pozzuolo Martesana (Mi) che verrà avviato a breve. «La struttura, così come l’hub logistico di Pomezia inaugurato a settembre 2017, risponde a una precisa strategia declinata in più direzioni – spiega l’imprenditore lombardo –: soddisfare il bisogno di nuovi spazi per agevolare la crescita dei clienti e dedicare nuove aree refrigerate al fresco e al surgelato, in questo caso per lo specifico territorio milanese, che ne risultava sprovvisto. Il tutto continuando sempre a fornire un servizio completo e tailor made al nostro cliente. Il progetto è risultato vin-

cente, visto l’immediato interesse dimostrato dai retailer. Il polo si estende su un’area di 65mila metri quadri totali. Trovano spazio sia i prodotti surgelati, con 12.700 metri quadri dedicati, a temperatura garantita di -25 °C, sia quelli per la conservazione del fresco, con 10.450 metri quadri dedicati, a temperatura garantita tra 0 e 4 °C». E le novità non sono finite. «Sempre nel 2018 abbiamo intenzione di sviluppare il business anche verso i Paesi esteri. Siamo certi, infatti, che la qualità e la serietà che abbiamo dimostrato in un mercato tanto complesso, possano fare da motore per la nostra internazionalizzazione. Anche questo processo si accompagnerà a una continua crescita e innovazione, che fanno parte del nostro Dna fin dagli anni Ottanta. I numeri confermano un business solido, ulteriormente sup-

116 Mln IL GIRO D’AFFARI REGISTRATO DALLA BRIVIO & VIGANÒ NEL 2017, PREVISTO IN CRESCITA PER IL 2018 PER 130 MLN

Brivio & Viganò si trova a Usmate Velate (MB) www.brivioevigano.it

portato da due elementi che il mercato e i clienti riconoscono all’azienda: gli alti standard del servizio fornito, personalizzato e capace di gestire l’intero processo, dall’invio di un camion di merce alla costruzione e gestione di magazzini conto terzi. E poi la serietà professionale, ossia il rispetto delle regole e delle norme. In un settore a volte non marcatamente virtuoso, per alcuni può risultare difficile, per noi invece questo aspetto risulta sicuramente non solo fondamentale ma anche premiante». •

QUALITÀ TAILOR MADE «Il valore aggiunto che distingue Brivio & Viganò in uno scenario molto difficile – dice l’amministratore delegato dell’azienda brianzola – è legato all’abilità di rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione e di posizionarsi come referente ideale nell’ambito della logistica integrata a 360 gradi, offrendo un servizio tailor made implementato sulle richieste dei clienti, perfetta sintesi di efficienza, flessibilità, velocità e tecnologia. Sono diversi gli aspetti, e i servizi, che ci contraddistinguono: esperienza nel settore secco, fresco e surgelato, ottimizzazione della supply chain, dai siti produttivi/depositi ai punti vendita, oltre alla progettazione su misura del layout di magazzino. E ancora, concentrazione e stoccaggio presso i magazzini di proprietà, servizi di magazzino con prelevamento tramite palmari e voice picking, servizi logistici a valore aggiunto, supporto informativo e interfacce It adattabili agli standard dei clienti, distribuzione con oltre 600 automezzi frigoriferi al giorno. Una particolare menzione, poi, merita la nostra flessibilità e fornitura del servizio in tutti i periodi dell’anno, attraverso i programmi di consegna condivisi, un customer service dedicato tramite key account e, infine, un livello di servizio affidabile e monitorato (Kpi)».


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Spedizioni in outsourcing di Luana Costa

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fficienza ma soprattutto eliminazione dei costi superflui. La gestione delle spedizioni può essere resa molto più semplice attraverso sistemi innovativi e un’organizzazione esterna tesa ad eliminare ogni attività che appesantisce il core business aziendale. È questa la visione di Alberto Brumana che, forte di venticinque anni di esperienza nel settore, gestisce oggi l’omonima azienda che si distingue sul mercato per una forte propensione al problem solving per la capacità di interfacciarsi efficacemente con qualsiasi sistema informatico. Di cosa si occupa l’azienda? «Ci occupiamo di outsourcing rivolgendoci principalmente alle aziende mediograndi. Ci proponiamo di fatto come loro ufficio spedizioni o come fondamentale supporto allo stesso organizzando ogni invio diretto in tutto il mondo e fornendo in comodato d’uso il nostro gestionale: si tratta di un sistema che abbiamo creato su misura, in grado di dialogare con quelli dei clienti dandogli la possibilità di tenere tutto sotto controllo diretto. In tal modo operiamo organizzando le spedizioni con la differenza che il cliente mittente avrà un unico interlocutore, un unico fornitore di servizi e di spedizioni con tutti i vantaggi che ne derivano». Quali sono i vantaggi dell’introduzione di questo sistema in un’azienda? «I maggiori vantaggi sono rappresentati dal fatto di avere un solo interlocutore e un solo fornitore. In tal modo si eliminano tutti i costi di gestione che non sono pochi perché vi è la gestione legata all’organizzazione del trasporto e, delegandola a noi, spariscono anche i costi. Vi è poi la gestione contabile che consiste nella verifica delle fatture di ogni spedizioniere, che porta via tanto tempo e che non Alberto Brumana, titolare dell’omonima azienda. Brumana ha due sedi operative a Pusiano e Dongo (Co) - www.brumanasrl.it

CON PROVATA ESPERIENZA, CAPACITÀ PROFESSIONALE E SOFTWARE INNOVATIVI LA GESTIONE DEI TRASPORTI DELLE MERCI DIVENTA PIÙ SEMPLICE E DIMINUISCONO I COSTI LEGATI ALLE ATTIVITÀ SECONDARIE. IL PUNTO DI ALBERTO BRUMANA turato di circa tre milioni di euro e quattro dipendenti. Ciò dipende dal genere di sviluppo che abbiamo deciso di imprimere: rivolgendoci anche ad aziende importanti e medio grandi dobbiamo dedicarci completamente a loro. Proponendoci come loro unico ed esclusivo interlocutore abbiamo la necessità di strutturarci ulteriormente con professionalità adeguate e capacità non sempre facilmente reperibili sul mercato. Il nostro sviluppo e la crescita di conseguenza sono lenti. È difficile che dopo aver provato il nostro sistema di gestione, il cliente decida di tornare indietro anche perché riusciamo spesso a mantenere nel tempo il

SERVIZI SU MISURA Brumana ha messo a punto uno specifico soware che permette all’azienda cliente di accedere e controllare ogni fase del processo di trasporto. Ogni cliente potrà far dialogare i propri sistemi operativi interni con il soware Brumana in maniera semplice ed efficace. Con Brumana le consegne vengono effettuate tutte entro i tempi, le modalità e le specifiche richieste dal cliente. Un approccio tipicamente imprenditoriale ha permesso all’azienda di sviluppare complessi e articolati processi di gestione esterna di trasporti, spedizioni e consegne.

grava quindi più sull’azienda cliente. Altri vantaggi possono derivare dalla gestione dei contenziosi che possono venire aperti in caso di problemi con qualche fornitore e che vengono eliminati di fatto. Vi è, inoltre, il recupero della documentazione. Le aziende che lavorano molto all’estero hanno annualmente bisogno di documentare all’Agenzia delle Entrate l’uscita della merce dall’Italia recuperando tutta la documentazione del trasporto. Anche questa è una gestione pesantissima e costosa. In conclusione si tratta non solo di vantaggi economici per quel che attiene l’aspetto contabile ma anche gestionale. Il grande valore aggiunto lo forniamo attraverso il nostro gestionale che dialoga con i sistemi delle aziende». Le aziende sono ricettive rispetto a questo genere di innovazione? «Direi poco, i problemi che incontriamo sono notevoli per via di una mentalità, quella italiana, ancora molto arretrata. In Francia, ad esempio, sul tema dell’outsourcing e della logistica il 38 per cento delle merci viene gestito da terzi mentre in Italia solo l’8 per cento. Quando, infatti, si propone di esternalizzare, le azien-

8% QUOTA DI OUTSOURCING RELATIVA ALLA LOGISTICA IN ITALIA. LE NOSTRE AZIENDE ANCORA FATICANO AD ESTERNALIZZARE I SERVIZI de mentalmente ancora fanno fatica a cogliere questa opportunità, in quanto ancora scettiche nel credere che un’azienda esterna alla propria possa effettivamente migliorare processi ritenuti sicuri efficaci e collaudati e addirittura riducendone i costi». Qual è la vostra esperienza in questo senso? «Siamo un’azienda di piccole dimensioni, di fatto al momento abbiamo un ridotto e selezionato numero di clienti con un fat-

prezzo del trasporto contenuto, anzi in alcuni casi addirittura viene diminuito. Abbiamo un background e un portafoglio di duecento fornitori per cui riusciamo a spaziare: aumentando il lavoro riusciamo anche ad abbassare i costi per noi ma soprattutto per i clienti». Dal suo punto di vista quali sono le prospettive del mercato, nell’immediato futuro quali sono i servizi che potrebbero migliorare ulteriormente il settore? «Innovazione nel nostro settore vuol dire andare sempre alla ricerca di nuovi servizi che hanno come obiettivo quello di far risparmiare il cliente. Generalmente tendiamo a eliminare qualsiasi tipo di attività che non sia direttamente inerente al loro core business. Il recupero dei Cmr, ad esempio, è un nuovo servizio che offriamo perché quotidianamente riscontriamo questa necessità sul mercato. Il cliente chiede di non dover più sobbarcarsi di questo genere di problema e dei relativi costi. Si tratta in genere di aziende che esportano all’estero e che hanno la necessità di dimostrare l’uscita delle merci. Noi in automatico e attraverso il sistema gestionale siamo in grado di recuperare tutta la documentazione fornendola in formato telematico». •


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Trasporti

Import-export nell’era della globalizzazione di Andrea Mazzoli ATTUALMENTE LA DISTANZA NON È PIÙ VISTA COME UN LIMITE GEOGRAFICO, BENSÌ COME UN’OPPORTUNITÀ. JET LINE, AZIENDA COMASCA, HA FATTO DEI TRASPORTI VIA AEREA, MARITTIMA E TERRESTRE, UN MODO PER RIDISCUTERE LE DISTANZE CON AFFIDABILITÀ E TEMPI RAPIDI

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uello di distanza è, al giorno d’oggi, un concetto piuttosto labile. Con la crescente mobilità geografica, spinta dal desiderio di una mobilità sociale che interessi in modo nuovo la società in cui viviamo e che sia finalmente in grado di concretizzare le ambizioni di una generazione, sebbene al di fuori dei confini nazionali, le barriere architettoniche e i confini geografici sono diventati quanto mai un argomento politico piuttosto che sociale. Ora che il trasporto aereo ha subito una rivoluzione in termini di fruibilità, e che le necessità professionali o le ambizioni accademiche hanno ridisegnato il profilo di molte famiglie sparpagliandole su un territorio che non coinvolge più una singola nazione, il desiderio di essere presenti tempestivamente, ovunque la necessità lo richieda, è uno dei principi fondamentali della modernità. Questa rivoluzione, di luogo e di scambio d’informazioni, richiede un nuovo assestamento della società tanto a livello personale quanto economico, poiché ridurre la distanza significa risparmiare tempo. Il che, in ottica aziendale, vuol dire anche abbassare i costi. Nata negli anni Ottanta a Como dalla passione che accomunava tre amici, Jet line è un’azienda che ha come obiettivo la volontà di mettere in discussione i limiti geografici, assicurando ai propri clienti la possibilità di trasportare merce in tempi ridotti e in tutta sicurezza. «Jet line è riuscita nel difficile compito

Claudio Crippa, Claudio Paradiso e Francesco Forelli, tre soci titolari di Jet line di Como - www.jetlinetrasporti.it

di modificarsi e modellare i propri servizi in base alle esigenze dei clienti e alle nuove tecnologie – racconta Claudio Crippa, contitolare dell’azienda insieme a Claudio Paradiso e Francesco Forelli - e tutto ciò è stato possibile grazie a due fattori fondamentali: l’ascolto del cliente e lo sguardo sempre attento al mondo che ci circonda e alle sue innovazioni». Garantendo un servizio personalizzato e al passo coi tempi, dal 1982 Jet line si occupa di esportazioni e importazioni in tutto il mondo, mettendo a disposizione la propria esperienza e affidabilità. «Ogni cliente diventa un partner, per cui è nostro compito risolvere il suo problema e trovare il modo giusto per aiutarlo – continua Crippa –. Allo stesso tempo è nostro obiettivo disegnare orizzonti nuovi, ideare soluzioni all’avanguardia e progetti che possono rendere il suo lavoro più semplice e produttivo». Come succede per la migliore tradizione italiana, l’attività di Jet line nasce da una passione autentica e dal desiderio di qualità che solo un servizio fedele allo spirito dei grandi artigiani può offrire. «L‘amore per questo mestiere ci porta ad ascoltare i bisogni dei nostri clienti, anche se non strettamente correlati al mondo delle spedizioni – aggiunge Claudio Paradiso –, ecco perché a oggi abbiamo un’esperienza quasi totale su ogni aspetto del trasporto e della gestione logistica. La nostra sfida, infatti, è trovare una risposta esaustiva a ogni domanda dei nostri clienti e non lo facciamo per necessità o smania di acquisizione, ma solamente per voglia d’imparare, conoscere e condividere». Da quest’attenzione al cliente, nasce una pluralità di offerte calibrata per rassicurare totalmente i propri partner, non solo nel trasporto e nella consegna merci, ma anche nel loro stoccaggio, grazie a un affidabile reparto logistico dotato delle più attuali misure di sicurezza e controllo accessi. «Negli ultimi anni le aziende

LE SPEDIZIONI A GROUPAGE hanno sentito la necessità di sviluppare un reparto logistico per depositare i grandi quantitativi di merce – continua Francesco Forelli –. Proprio dal desiderio di offrire un valido supporto ai nostri partner anche in questa direzione, nasce il servizio di magazzino conto terzi. Un ampio spazio con tutti gli strumenti e le macchine di movimentazione merce del caso, a disposizione di chiunque abbia la necessità di un luogo sicuro dove locare il proprio prodotto prima di spedirlo». Con un magazzino doganale in linea con le più aggiornate norme europee, e un reparto specifico preposto alla gestione dell’import-export di ogni genere, Jet line s’incarica non solo della merce dei propri clienti ma anche della burocrazia e delle procedure che ruotano attorno a essa, con particolare attenzione per il trasporto di merci fragili e a temperatura controllata. «Da oltre 30 anni ci impegniamo a garantire un servizio altamente qualificato – conclude Francesco Forelli -. Nell’era della globalizzazione è sempre più facile raggiungere grandi distanze in tempi ridotti. Avvalersi della nostra azienda come partner di spedizione significa fruire della migliore programmazione e realizzazione di spedizione merci in tutto il mondo». •

Motivate dal desiderio di trovare una formula per l’ottimizzazione dei costi, molte aziende si affidano al groupage per la spedizione dei propri prodotti. «Questo tipo di spedizione – spiega Claudio Paradiso - molto diffuso, è economicamente vantaggioso per l’azienda cliente, poiché consiste nel raggruppare in un’unica spedizione merce proveniente da mittenti diversi, ammortizzando così i costi. Infatti, se la merce da spedire proviene dallo stesso paese e ha anche la stessa destinazione, può essere caricata sullo stesso mezzo di trasporto, con notevole risparmio per ogni partner coinvolto». In quest’ottica un ruolo chiave nel groupage è quello assunto dallo spedizioniere che ha il compito di dividere e assemblare i diversi quantitativi di merce, secondo caratteristiche ben precise. Leader nel mondo dell’import export, Jet line ha ormai una consolidata esperienza in spedizioni di questo tipo, assicurando ai propri clienti una scelta economica e quanto più affidabile.


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Illuminazione

Il cielo e il sole in una stanza di Alessia Cotroneo COELUX®, AZIENDA COMASCA HIGH-TECH, LAVORA DAL 2009 PER CREARE UN NUOVO MODO DI VIVERE LA LUCE NEGLI SPAZI INDOOR ATTRAVERSO UNA FINESTRA ARTIFICIALE IN GRADO DI RICREARE UN SOLE REALISTICO E UN CIELO AZZURRO DALLA PROFONDITÀ INFINITA

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ortare il cielo in una stanza, non metaforicamente alla Gino Paoli ma nel senso letterale del termine, riproducendo le condizioni luminose e le sensazioni di benessere psicofisico, produttività ed energia che gli spazi aperti sono in grado di trasmettere all’uomo. È questa la sfida di CoeLux®, azienda high-tech con sede presso il Polo Tecnologico ComoNExT, nelle vicinanze del Lago di Como. Dal 2009 l’azienda lavora per creare un nuovo modo di vivere la luce negli spazi indoor attraverso una finestra artificiale in grado di ricreare un sole realistico e un cielo azzurro dalla profondità infinita, avvolgendo l’ambiente in una luce diffusa tipica dell’aria aperta. Un obiettivo molto ambizioso che la vede tra i protagonisti assoluti nel mondo, soprattutto per l’approccio scelto, che non è semplicemente quello di comunicare attraverso uno schermo l’illusione dello spazio esterno, ma, alzando

LA SCOMMESSA

È sviluppare un prodotto consumer perché è evidente che i benefici offerti da questa tecnologia risolvono le esigenze di tutti. Il sogno sarebbe avere CoeLux in scuole, case, uffici, negozi e ospedali

CoeLux ha sede a Lomazzo (Co) www.coelux.com

l’asticella della complessità, ricreare al chiuso i fenomeni ottici che negli spazi aperti regalano l’atmosfera, i raggi solari, il cielo. Su questa mission lavora da vent’anni un team di fisici, chimici, ingegneri, architetti e designer guidato da Paolo Di Trapani, professore dell’Università dell’Insubria di Como, fondatore e amministratore delegato di CoeLux. Un’avventura partita quasi per caso. «All’inizio del 2000 ci siamo scoperti in grado, nel corso di attività di tipo divulgativo dedicate ai bambini delle scuole – spiega Di Trapani – di creare dei materiali in grado di riprodurre l’effetto ottico dell’atmosfera attraversata dalla luce solare. Dalle piccole dimostrazioni siamo passati a un’esibizione con decine di migliaia di ospiti che stupiva i visitatori. Abbiamo deciso di trasformare questo spettacolo in prodotti che potessero essere un’alternativa all’illuminazione artificiale. Con il primo prototipo abbiamo scoperto che non solo era possibile ma che questa finestra riusciva a ricreare la sensazione dello spazio esterno infinito, con alcuni accorgimenti di tipo scenografico». Dalla sorpresa iniziale allo sviluppo del prodotto il passo è stato breve, seguendo le migliorie tecnologie e passando da una finestra che inizialmente pesava 300 chili e occupava 8 metri cubi a un prodotto più accessibile, con un ingombro oggi di circa 40 cm di spessore, caratteristica che rende CoeLux particolarmente indicata per gli edifici con controsoffitto. Il sistema funziona grazie alla combinazione di tre elementi principali: una tecnologia Led all’avanguardia che riproduce lo spettro, la direzione e la luminosità della luce solare; sistemi ottici che riproducono il cielo e il sole a una distanza infinita; materiali nanostrutturati di spessore millimetrico che creano il processo di diffusione Rayleigh riproducendo la luce e il colore del cielo nell’atmosfera. L’esperienza è così potente e realistica da cambiare radicalmente la percezione dello spazio, creando un senso di profondità. «Il nostro percorso è stato indirizzato dalla scommessa di sviluppare

un prodotto consumer – sottolinea Di Trapani – perché è evidente che i benefici offerti da questa tecnologia risolvono le esigenze di tutti. Il sogno sarebbe avere CoeLux in scuole, case, uffici, negozi e ospedali, perché non si tratta di un pannello retroilluminato, di un display che proietta un’immagine che immediatamente l’occhio umano percepisce come falsa. Banalmente, in un display possiamo far vedere l’immagine del sole ma i suoi raggi non illumineranno i mobili della

stanza, non proietteranno ombre. CoeLux sì, offre un’esperienza indistinguibile da quella della luce naturale. Anzi in alcuni contesti caratterizzati da scarsa esposizione, maltempo, inquinamento atmosferico, luce solare assente per parecchie ore come nei paesi nordici, supera le condizioni naturali perché porta il sole di Santorini ogni giorno dentro la stanza. Al punto tale che qualcuno crede di sentire il calore del sole sulla pelle». •

TUTTE LE POSSIBILI APPLICAZIONI Il mercato della finestra CoeLux è potenzialmente globale, i dealer CoeLux, in Italia e all’estero sono circa 40 e l’innovazione tecnologica introdotta potrebbe trainare i comparti dell’architettura e dell’edilizia verso la reinterpretazione di spazi underground, per citare il primo, più ovvio esempio, ma non il solo. Le applicazioni possibili sono svariate e spaziano dalla sanità all’ospitality, dal retail agli uffici fino alle soluzioni residenziali, per non parlare dei trasporti (aereo, metro, ascensori, navi, auto per ricreare l’effetto del cielo sulla testa, modello cabriolet). Qualche esempio? «La multinazionale spagnola Inditex, proprietaria, tra l’altro, del marchio Zara e famosa per aver cambiato il volto del retail, ha acquistato 20 sistemi CoeLux – sottolinea il fondatore e amministratore delegato Paolo Di Trapani – per gli store del suo brand top di gamma. Altrettanti sono stati quelli installati negli uffici milanesi dei partner da VSG Consulting Group. Infine, gli ospedali Humanitas di Milano e la Tour di Ginevra ci hanno scelto per il reparto di radiologia. E non si tratta solo di edifici nuovi, basti pensare all’impiego di CoeLux nel quartier generale Mediolanum, nel palazzo storico Biandrà a Milano». Le novità in casa CoeLux, premiata come Technology Pioneer 2015 dal World Economic Forum, sono Long sky, con un effetto solare ancora più naturale, e le proposte della gamma iconic by night con la luna piena.


Industria giugno 2018  
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