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Gusto Febbraio 2018

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Eccellenza italiana l mondo ha fame d’Italia». Lo aveva detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina lo scorso giugno, anticipando la proclamazione del 2018 ad anno nazionale del cibo italiano. Una scelta che segue il successo dell’anno dei cammini (2016) e di quello dei borghi nel 2017. «Un’occasione importante per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo», ha spiegato il ministro Dario Franceschini. «Grazie alla collaborazione dei ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche all’estero in maniera integrata e intelligente, valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio che è sicuramente uno degli elementi distintivi della nostra identità». Sarà proprio questo intreccio a guidare la strategia di promozione turistica italiana, che sarà portata avanti da Enit e dalla rete delle ambasciate nel mondo per tutto il 2018. Un anno contrassegnato da manifestazioni, iniziative ed eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica. «Abbiamo un patrimonio unico al mondo - ha aggiunto Martina - che grazie all’anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. Dopo la grande esperienza di Expo Milano, l’esperienza agroalimentare nazionale torna a essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che, nel 2017, tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo. Lo faremo coinvolgendo i protagonisti a partire da agricoltori, allevatori, pescatori, cuochi. E credo che in quest’ottica sia giusto dedicare l’anno del cibo a una figura come Gualtiero Marchesi, che ha incarnato davvero questi valori facendoli conoscere a livello internazionale». Protagonisti anche temi come lotta allo spreco alimentare e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente come chiave per la tutela della biodiversità. Si spingerà sui riconoscimenti Unesco legati al cibo: dalla dieta mediterranea alla vite ad alberello di Pantelleria, dai paesaggi della Langhe Roero e Monferrato alla nomina di Parma a città creativa della gastronomia fino all’arte del pizzaiuolo napoletano iscritta

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Il 2018 è l’anno del cibo Dopo Expo 2015 e la recente apertura di Fico Eataly World a Bologna, anche i prossimi 12 mesi saranno dedicati alla cultura enogastronomica italiana. Impegnati i ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dei Beni e attività culturali e del turismo

di recente. Il progetto si propone, inoltre, di sostenere la candidatura per il riconoscimento Unesco di altre due grandi eccellenze made in Italy, il Prosecco e l’Amatriciana.

Cosa sono i Distretti del cibo Un nuovo strumento previsto dalla legge di bilancio per garantire ulteriori risorse e opportunità per la crescita e il rilancio a livello nazionale di filiere e territori. Sono i Distretti del cibo: i distretti rurali e agroalimentari di qualità già riconosciuti o da riconoscere; i distretti localizzati in aree

ARTE E CIBO La prima operazione di promozione è già stata avviata il primo gennaio con una campagna social dei musei statali incentrata su alimenti e piatti d’autore, quelli realizzati

urbane o periurbane caratterizzati da una significativa presenza di attività agricole volte alla riqualificazione ambientale e sociale delle aree; i distretti caratterizzati dall’integrazione fra attività agricole e attività di prossimità; i distretti biologici. Per garantire lo sviluppo di tutto il territorio e non solo delle singole filiere, i nuovi Distretti opereranno attraverso programmi di progettazione

con tempera e chiaro scuro, in marmo o su ceramica. L’account Instagram @museitaliani posta e condivide circa 50 locandine digitali, tra le quali la Natura morta con peperoni e uva di Giorgio De Chirico, l’Ultima Cena di Leonardo, gli affreschi di Pompei, le nature morte della Villa Medicea di Poggio a Caiano e i dipinti della Scuola Napoletana. La call to action è l’invito a visitare gli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura italiani, e a cercare, fotografare e condividere il tema del mese con l’hashtag #annodelciboitaliano. La condivisione delle foto punta a diventare un reportage collettivo che, attraverso il cibo, rifletterà anche la storia della nostra società e l’evoluzione del gusto, sottolineando il ruolo fondamentale dell’alimentazione nella costruzione del patrimonio culturale italiano. CIBUS 2018: EDIZIONE SPECIALE Cibus prepara un’edizione speciale per celebrare l’anno del cibo e favorire la crescita produttiva e l’esportazione dei prodotti alimentari made in Italy. La 19esima edizione del Salone dell’alimentazione, in programma a Parma dal 7 al 10 maggio, arriva in un momento molto favorevole per il comparto alimentare. Il settore chiude il 2017 in crescita: l’export è aumentato del 7 per cento sull’anno precedente e anche le vendite sul mercato interno fanno segnare un debole ma incoraggiante incremento dello 0,8 per cento. Arrivati a un fatturato complessivo di 137 miliardi (190 circa se consideriamo l’intero comparto agroalimentare, comprensivo del primario), le industrie italiane puntano nel 2018 a rinnovare il buon passo del 2017, con aumenti di produzione ed export prossimi, rispettivamente, al 2 e al 7 per cento, e un incremento delle vendite interne più tonico, fra l’1 e il 2 per cento. «Il 2018 per l’agroalimentare italiano promette di essere un anno all’altezza del 2017 – ha dichiarato Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare – alle performance eccezionali dell’export, che fanno sembrare non solo raggiungibile ma anche superabile la soglia annunciata durante Expo 2015 dei 50 miliardi entro il 2020, si andrà ad aggiungere una timida ma già ben visibile ripresa dei consumi interni». Scordamaglia parla di buoni auspici, da sostenere con il definitivo superamento della conflittualità di filiera e con un definitivo rilancio e consolidamento del mercato unico europeo a fronte delle troppe iniziative legislative dei singoli Stati membri. ■ FD

integrata territoriale. Il riconoscimento dei Distretti viene affidato alle Regioni e alle Province autonome che provvedono a comunicarlo al Mipaaf presso il quale è istituito il Registro nazionale dei Distretti del Cibo, disponibile sul sito del Ministero. Per il rilancio del settore e per il sostegno ai distretti sono stati stanziati 5 milioni di euro per il 2018 e 10 milioni a decorrere dal 2019.

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