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Gusto Febbraio 2018

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Beverage Enantio è il più importante vitigno a bacca nera della Terra dei Forti. Si caratterizza per essere, soprattutto, un vitigno autoctono, l’unico che ha avuto la sua culla di origine proprio in questa terra. Ricerche effettuate recentemente dall’Università Cattolica di Milano hanno dimostrano che l’Enantio ha forti legami filogenetici con viti selvatiche trovate nei boschi della valle. Il vino presenta un naso ben delineato con un frutto esuberante in cui emerge il mirtillo nero e molto lampone di bosco, bilanciato da note speziate. In bocca si manifesta con dei tannini tesi, speziato e leggermente erbaceo nel sottofondo e con un finale deciso. Il processo di vinificazione delle uve avviene dopo un’accurata diraspapigiatura a cui segue la macerazione per oltre dodici giorni in acciaio, fermentando alla temperatura massima di 25°C. A fine fermentazione, dopo brevissima sosta ancora in acciaio per la decantazione, il vino viene messo nelle barrique di rovere francese per l’affinamento di circa trenta mesi, durante il quale avviene la fer-

L’

Affinati in barrique Il Pinot grigio e l’Enantio sono le colonne portanti di un’architettura che affonda le radici nella millenaria storia enologica della Valdadige. Li descrive Tiberio Veronesi

La Cantina Valdadige ha sede a Brentino-Belluno (Vr) - www.cantinavaldadige.it

mentazione malolattica, prima di passare in botte grande. Si abbina con una cucina tipica invernale: principalmente con i piatti di carni rosse e selvaggina e con formaggi stagionati come il Monte Veronese. La bottiglia è prodotta, grazie ad un complesso processo di lavorazione, dalla cantina Valdadige, una cooperativa che, fondata a Brentino Belluno nel 1957 nel cuore della valle veronese, riunisce circa 230 soci, tutti appassionati viticoltori. Gli appartenenti al consorzio, con amore e competenza, hanno creato un paradiso di vigneti sulle aree pedecollinari della Valdadige con evidenti benefici effetti sulla qualità e tipicità dei vini prodotti. I terreni della cantina si collocano nelle aree collinari veronesi e precisamente nei comuni di Brentino Bel-

ENANTIO

In bocca si manifesta con dei tannini tesi, speziato e leggermente erbaceo nel sottofondo e con un finale deciso

luno, Dolcé, Rivoli Veronese e Caprino Veronese. Le varietà coltivate sono prevalentemente rivolte alla produzione di eleganti vini bianchi, freschi e minerali, come il Pinot grigio, lo Chardonnay, il Muller Thurgau, il Traminer, ma troviamo pure varietà rosse, della tipologia Merlot, Cabernet, Teroldego, Schiava e soprattutto l’Enantio, vitigno autoctono di questa terra. Ma è soprattutto il Pinot grigio che, in questo territorio fortemente vocato, la fa da padrone, divenendo negli anni il vitigno più rappresentativo, arrivando da solo a coprire oltre il 70 per cento della produzione attuale. «Siamo una piccola media cantina cooperativa, con un fatturato di circa sei milioni di euro, con otto dipendenti, più di due terzi stagionali nel periodo vendemmiale spiega Tiberio Veronesi, titolare delle cantine -. La nostra produzione viene venduta per il 90 per cento a grossi gruppi imbottigliatori, mentre la parte rimanente viene imbottigliata e venduta principalmente in Germania e negli Stati Uniti; altri paesi in cui siamo presenti sono l’Inghilterra, il sud America,

il Belgio e il nord Europa. Per quel che riguarda l’Italia è un mercato molto difficile, anche perché il nostro prodotto di punta, il Pinot grigio, non si abbina splendidamente con la cucina italiana, però in questo ultimo anno stiamo cercando di ampliare la nostra rete commerciale per aggredire maggiormente il mercato nazionale e i nuovi scenari emergenti, l’est Europa e l’Oriente». Supportata da esperti enologi, la cooperativa ha operato scelte varietali specifiche per ogni micro-zona, coltivate nel massimo rispetto ambientale con l’ap-

plicazione dei concetti della lotta integrata. «Le uve vengono vendemmiate manualmente - precisa ancora Tiberio Veronesi - a perfetta maturazione, determinata per zona e varietà con accurate analisi chimiche della composizione del grappolo. La pigiatura delle uve, le lavorazioni di cantina, l’affinamento dei vini vengono effettuati applicando moderne tecnologie nel rispetto dei principi tradizionali della qualità, per ottenere un prodotto di alto livello qualitativo e di assoluta genuinità». Una grande azienda agricola quindi, con l’obiettivo storico della massima valorizzazione della potenzialità vinicola e della salvaguardia del territorio. Una storia fatta di passione e ricerca continua per dare il massimo dell’espressione della vallata in un sorso. La filosofia della cantina, per offrire al mercato sempre un eccellente prodotto, è di avere il controllo totale della filiera di produzione, infatti vinifica e commercializza solo prodotti derivanti dai propri soci, con i quali ha instaurato un rapporto di fiducia e gratificazione reciproca. ■ Luana Costa

NEL RISPETTO DEL TERRITORIO La cantina Valdadige utilizza sistemi mirati a ridurre al minimo l’impatto ambientale, come la potatura durante tutte le fasi dello sviluppo della vite e dell’uva, mantenendo però sempre un occhio di riguardo alle nuove tecniche soprattutto di risparmio e tutela del territorio. Infatti, in questi ultimi anni la cooperativa sta sperimentando, con grande successo, uno sviluppo di lotto integrata detta “confusione sessuale”, che permette agli agricoltori della zona di ridurre notevolmente i prodotti antiparassitari, con un diretto miglioramento della qualità della vita e del territorio di tutta la Valdadige Veronese, garantendo una qualità del prodotto sempre eccellente.

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