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Gusto Maggio 2019

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Beverage

Il coffee lover va in paradiso Grazie a un’offerta estesa ultimamente anche al pubblico più giovane e sensibile al tema della sostenibilità, Illy accompagna il consumatore nell’eccellenza del gusto. Aggiungendo un cucchiaino di bellezza e una zolletta di arte on conosce battute d’arresto la domanda di caffè italiano, che cresce a ritmo incessante sia nel consumo al bar, dove ogni giorno se ne servono in media 175 tazzine, sia tra le mura domestiche. Qui la parte del leone la recita il porzionato, che secondo uno studio Confida nel 2017 tra capsule e cialde ha generato un fatturato di 966 milioni di euro, migliorando dell’11,3 per cento le performance dell’anno precedente. Un trend accompagnato da una maggior attenzione alla sostenibilità da parte dei produttori come

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Andrea Illy, presidente di illycaffè

illycaffè, entrato a inizio ottobre nel mondo delle capsule in alluminio attraverso un accordo con il colosso mondiale Jab. «L’obiettivo principale – spiega il presidente Andrea Illy - è quello di rendere la illy-experience sempre più accessibile ai coffee lovers a livello globale grazie a un partner capace di portarci in questo standard di mercato così ampio. E di garantire il rispetto dell’eccellenza qualitativa alla quale i nostri consumatori sono abituati». Autorevoli istituti nazionali e internazionali come Ico e Fipe mostrano che il consumo di caffè italiano cresce senza sosta. Come si collocano le perfomance di Illy in questo scenario, partendo da quello domestico? «L’Italia è il nostro primo mercato di riferimento, corrispondente al 35 per cento del nostro fatturato globale pari a 467 milioni (+1,4 per cento rispetto al 2016). Il mercato italiano mostra una ripresa soprattutto nell’horeca e nel retail, con una crescita che si attesta intorno all’1 per cento. Sia in Italia che all’estero prosegue la nostra strategia espansiva, focalizzata su tre direttrici: l’espansione nel mercato della premium hospitality attraverso lo sviluppo del mix prodotti–servizio; l’estensione dei prodotti a tutte le occasioni di consumo attraverso i sistemi di preparazione porzionati; la focalizzazione su un’offerta di alta qualità sia tramite i punti vendita monomarca che attraverso l’e-shop».

Come sta variando invece l’incidenza della componente estera sui vostri fatturati complessivi, in quali mercati stanno lievitando le vostre vendite? «Attualmente l’export genera il 65 per cento dei nostri ricavi, dove gli Usa rappresentano il mercato principale dopo l’Italia. Stiamo inoltre crescendo molto in Cina. L’implementazione della digital strategy, con un focus particolare sull’e-shop, ha prodotto una partnership diretta con Amazon, dove Illy è stato il primo brand italiano ad adottare la tecnologia Dashbutton per gli ordini su Amazon.com. partecipando alla sua evoluzione nel Dash Replenishment Service». Oltre alle piattaforme online, dove si stanno imponendo i diversi formati del vostro unico blend? «Un altro canale che sta performando bene è quello del retail che, fra punti vendita in franchising e in proprietà, a fine 2017 contava 244 negozi nel mondo. E proprio dagli illy Caffè è partito il lancio del ColdBrew, il caffè freddo alla spina nel bar pensato per conquistare il popolo dei millennials. Dall’anno scorso, inoltre, abbiamo dato una robusta spinta agli investimenti in comunicazione con una campagna internazionale che ha come brand ambassador principale Andrea Bocelli». Con il progetto Summa avete lanciato un’importantissima sfida alla catena Starbucks. Di che si tratta nel dettaglio e a quali valori si ispira? «La Summa, che non vuole essere una sfida a nessuno, è un’accademia voluta dai migliori bar d’Italia per rappresentare uno spaccato delle specialità regionali di tutto il Paese. Qui i saperi e le competenze del nostro Paese si incontreranno per formare un’unica grande comunità capace di valorizzare e raccontare al mondo l’esperienza del locale italiano. La Summa sarà un campus dove gli esperti potranno insegnare ai massimi livelli le loro specialità. L’idea sarebbe quella di aprire a Milano per il 2020». Nel libro che lei ha dedicato al caffè

e alla storia della sua azienda, sostiene che il mondo del chicco nero racchiude in sé anche arte, design e bellezza. Come li veicolate attraverso il vostro brand? «Il concetto di bellezza è un pilastro fondamentale per illycaffè, un valore imprescindibile per la storia della nostra azienda. La tensione verso la perfezione, la passione per il bello, buono e il ben fatto hanno spinto l’azienda ad amplificare il piacere sensoriale dato dal caffè coinvolgendo anche la vista e l’intelletto, attraverso l’arte. Sono nate così nel 1992 le illy Art Collection, le celebri tazzine d’artista firmate negli anni da più di cento artisti del panorama internazionale dell’arte contemporanea. Da allora, illycaffè contribuisce attivamente alla valorizzazione e promozione dell’arte contemporanea». Con quali ulteriori attività vi impegnate a promuovere il bello? «Lavorando fianco a fianco con artisti af-

fermati ed emergenti, creando eventi, sostenendo grandi manifestazioni internazionali come Artissima, dove lo scorso 2 novembre abbiamo conferito il Premio illy Present Future che da 18 anni riconosce e sostiene i talenti emergenti dell’arte contemporanea. Ad Artissima si aggiungono altri eventi d’arte come la Biennale d’arte di Venezia, Arco Madrid, i Saloni del Mobile di Milano, Mosca e Shanghai». ■ Giacomo Govoni

LA PROMOZIONE DEL BELLO

Illycaffè lavora fianco a fianco con artisti affermati ed emergenti, creando eventi e sostenendo grandi manifestazioni internazionali come Artissima, dove ha conferito il Premio illy Present Future

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Gusto - Maggio-19  

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