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Osservatorio

ABITARE

architettura, edilizia e design

Primo piano

La ceramica italiana continua a investire L’industria ceramica tra prospettive di crescita e criticità. L’intervento di Vittorio Borelli, presidente di Confindustria Ceramica

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n uno scenario internazionale ancora fortemente instabile, l’industria ceramica italiana non smette di credere nelle proprie poten-

zialità e guarda al futuro puntando su innovazione e internazionalizzazione. Un’internazionalizzazione produttiva che, del resto, è già realtà con 16 società di diritto estero, controllate da nove gruppi ceramici italiani, capaci di generare nel 2015 un fatturato di 792 milioni di euro. Se il dato positivo è rappresentato dagli investimenti realizzati dalle imprese - 351,3 milioni di euro (+22,7 per cento sul 2014) - è importante non ab-

SAIE 2016 IL FUTURO DELLE COSTRUZIONI Tutte le novità sulle tecnologie e i prodotti per l’edilizia a Bologna dal 19 al 22 ottobre. L’appuntamento è con la 52esima edizione del Saie, >> pag. 4 dove innovazione e sostenibilità sono le parole d’ordine

bassare la guardia sulla concessione dello status di economia di mercato (Mes) alla Cina e sul nodo interno dell’energia, come spiega il numero uno di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli. Quali sono le previsioni per l’andamento del comparto delle piastrelle di ceramica? «La situazione si presenta differenziata. Per quanto riguarda il mercato italiano, registriamo segnali di ripresa ma – è bene ricordarlo – arrivano dopo sette anni di continue flessioni del mercato, dunque siamo ben lontani dai livelli pre-crisi. Le esporta-

Le mille facce del design italiano Riaffermare il design come fenomeno culturale ed economico per uno sviluppo responsabile. Dove l’uomo resta al centro del soggetto. L’impegno dell’Adi, guidata da Luciano Galimberti, per valorizzare il ruolo del made in Italy nel panorama internazionale, in costante evoluzione

zioni confermano una buona intonazione, con mercati – come gli Stati Uniti in forte sviluppo – e altri, come la Russia, dove la crisi continua a essere importante. Le previsioni sul medio termine le farei di ritorno da Cersaie, dove avremo modo di incontrare visitatori da tutto il mondo». Crescono gli investimenti delle imprese dell’industria ceramica italiana. Su quali elementi nello specifico si concentrano le strategie delle aziende per inseguire la crescita? «Gli investimenti, cresciuti di circa 100 milioni di euro in soli due anni, oggi sono prossimi al 7 per cento del fatturato annuo. Si tratta di valori importanti, ai livelli massimi dall’inizio degli anni Duemila, all’interno di una serie storica

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a XXI Triennale internazionale del design dal titolo “21st century. Design after design” ha indagato la natura sempre più trasversale del design tra architettura, progettazione urbana, comunicazione e altri settori. Adi, l’Associazione per il design industriale, ha partecipato alla Triennale con l’itinerario milanese Le vie del Compasso d’oro: viaggio alla scoperta dei progetti selezionati nel corso di oltre sessant’anni di vita del prestigioso premio dell’Adi,

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progetti ancora oggi capaci di catalizzare suggestioni e riflessioni. Luciano Galimberti, presidente Adi, riflette sulla natura del design oggi in relazione all’innovazione tecnologica e alle tendenze socio-economiche, rimarcando le iniziative dell’Associazione tese a promuovere il sistema italiano di eccellenze produttive ed espressive. Cosa è emerso secondo lei da questo appuntamento che tornava dopo tanti anni e quale strade ha indicato per il

design italiano e non solo? «Una Triennale, la ventunesima, importante per metodo. Non ho visto strade precostituite o verbo autocelebrativo, ho visto invece l’analisi di un campo variegato da differenti esperienze, dove la responsabilità personale della ricerca di possibili risposte è la vera protagonista. Responsabilità personale come base su cui costruire una coscienza collettiva che

Luciano Galimberti, presidente ADI

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Associazione costruttori

Opere pubbliche

Il fascino del nuovo e dell’antico

Le proposte prioritarie del Piano di sviluppo che i costruttori italiani hanno sottoposto all’attenzione del Governo. Ne parla il presidente Claudio De Albertis p. 9

Al varo la normativa sugli appalti, le principali novità. Una cabina di regia sullo stato di attuazione, coinvolte le Pmi. Il punto del ministro Graziano Delrio p. 6

Restaurare, costruire e conservare. Sono attività che richiedono studio, ricerca e capacità di innovare. Tre punti cardine della filosofia della Setten Genesio Spa p. 14


Settembre 2016 | 3

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In evidenza

Prevenzione sismica: le proposte di Francesco Peduto, presidente dei Geologi . . . . . . . . . p.50

Vittorio Gregotti: “Nuova dignità alle periferie” . . . .

p.52

Creatori di stile: Fabio Novembre . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

p.59

Colophon Direttore responsabile Marco Zanzi • direzione@golfarellieditore.it Consulente Editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento Redazionale Michela Calabretta redazione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Chiara Milani, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

Segue dalla prima che – anche nei momenti più bui – ha sempre visto le im-

impropri, come quelli sulle energie rin-

prese continuare a investire. La principale destinazione

novabili, per recuperare competitività». Cosa attendersi dall’edizione

degli investimenti è la produzione, dove il lancio di nuovi prodotti – si registra un aumento nel numero di formati

2016 di Cersaie?

e spessori – e l’ammodernamento degli impianti rispon-

«È un Cersaie da tutto esaurito nei suoi

dono alla logica di poter disporre di una dotazione im-

156 mila metri quadrati di superficie

piantistica ottimale, ambientalmente all’avanguardia e

espositiva, dove oltre 850 espositori da

in grado di rispondere alla domanda del mercato».

43 Paesi del mondo espongono le loro

Il fatturato del settore è prodotto in larghissima

principali novità. La lectio magistralis

parte all’estero. Quali le prospettive a livello inter-

di Norman Foster sarà l’evento clou del

nazionale e i mercati più promettenti?

programma “Costruire Abitare Pensare”,

«Sui mercati esteri viene collocato oltre l’80 per cento

mentre ci attendiamo grandi riscontri

della produzione nazionale, a cui si devono anche ag-

dalla “Città della Posa” e dalla presenza

giungere altri 700 milioni di euro di internazionalizza-

di privati con l’iniziativa “Cersaie Disegna la tua casa”».

zione produttiva realizzata da aziende italiane. Germania, Francia e soprattutto Stati Uniti sono mercati in

alla lunga, porta alla marginalizzazione dei produttori

Quali sono le principali tendenze in termini di design,

forte sviluppo, i cui tassi di crescita e la cui dimensione

locali con evidenti e pesanti ricadute sull’attività econo-

di prodotto, di confronto con l’architettura e l’edilizia?

sono aspetti importanti anche in termini di volumi. Oc-

mica e sull’occupazione. Noi siamo per i mercati aperti,

«La realizzazione di ceramica ad effetto legni e pietre

corre però grande cautela, perché le variabili macroeco-

dove la concorrenza avvenga con le stesse regole per tutti».

per i pavimenti, così come le superfici strutturate e le

Un altro fattore cruciale per il settore è quello

grafiche per i rivestimenti si confermano tra le tendenze

Perché è importante non abbassare la guardia sul-

energetico. Cosa chiedete nello specifico al Governo?

di questa edizione di Cersaie. A queste si aggiungono

l’azione antidumping relativa alle importazioni cinesi?

«Siamo un settore energivoro, le cui esportazioni por-

anche le grandi lastre, da destinarsi sia per le facciate

«Perché il Fair Trade – che tra l’altro è anche uno dei temi

tano un contributo positivo alla bilancia commerciale

esterne che per i luoghi del non residenziale. Il tutto

del convegno inaugurale di Cersaie 2016 – è anche un fat-

nell’ordine dei 4 miliardi di euro, che sconta un gap di

declinato nel segno della sostenibilità, frutto di tecno-

tore di crescita sostenibile e corretta, che premia chi ben la-

competitività rispetto agli altri paesi produttori. Le no-

logie all’avanguardia in fabbrica e di materiali certificati

vora. Il dumping è una prassi commerciale scorretta che,

stre richieste guardano a un alleggerimento degli oneri

presentati al mercato». • Francesca Druidi

nomiche potrebbero rallentare questa espansione».


4 | Settembre 2016

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I Saloni

Percorsi e conoscenze

per il mondo delle costruzioni Appuntamento dal 19 al 22 ottobre a BolognaFiere per la 52esima edizione di Saie. Occasione di networking e formazione per aziende e professionisti del settore

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onsolidata nell’immaginario collettivo come la più grande esposizione a livello nazionale di prodotti e tecnologie per l’edilizia e il cantiere, e come piattaforma in grado di mettere in contatto i diversi soggetti della filiera, Saie 2016 propone un format originale con l’intento di rilanciare la qualità dell’evento, anticipando le novità, creando network e affrontando temi che possano promuovere mestieri emergenti. L’INNOVAZIONE L’edizione 2016 punterà un faro sull’innovazione declinata in procedure, strumenti e prodotti. Saranno esposti i migliori esempi e le tecnologie più innovative e sostenibili da un punto di vista ambientale, per la riqualificazione degli edifici e la messa in sicurezza del territorio; si affronteranno tutte le novità del Codice degli appalti con un focus mirato sulla digitalizzazione e sul Bim; saranno presentate le proposte delle singole software house e le librerie delle singole aziende. Sul fronte del cantiere, non mancheranno le macchine a basso impatto e ad elevata intelligenza. Guardando ai temi centrali dell’agenda politica nazionale si esplorerà in un dialogo aperto con gli operatori quali sono i nuovi mercati possibili, i progetti di rigenerazione urbana e di riqualificazione sostenibile nelle città che fanno scuola. Concretamente si spiegheranno anche cosa sono e come funzionano smart building e smart city, guardando a tutte le scale del progetto inclusa l’ingegneria del territorio. «L’innovazione del settore è da sempre al centro dell’attenzione di Saie – afferma Franco Boni, presidente di BolognaFiere - Oggi ancor di più, lavoriamo per una rinnovata competitività del settore, per dare risposte concrete a un mercato in forte trasformazione». Saie 2016 sarà perciò innovazione, formazione, ma anche informazione e business. GLI ESPOSITORI Tra i protagonisti dell’edizione di quest’anno, ci sono anche Saiepav - dedicato alle pavimentazioni, alle impermeabilizzazioni e ai massetti coordinata da Conpaviper e Assimp, dove saranno presenti tutti gli attori del mercato dell’edilizia con le ultime innovazioni di prodotto,

le normative del settore e un’arena dedicata alla ristrutturazione dei pavimenti esistenti. Focus sull’area dell’ingegneria sismica, a cura di Isi (Ingegneria sismica italiana), che esporrà l’eccellenza del know-how italiano in tema di progettazione, costruzione e gestione di interventi di mitigazione e di riqualificazione sismica: nel padiglione 32, tra l’altro, troveranno spazio le aziende produttrici di software dedicati alla sismica, mentre il padiglione 26 sarà il cuore del percorso sulle tecnologie antisismiche, con produttori specializzati che potranno fornire al pubblico informazioni dettagliate, far conoscere i propri prodotti di engineering, dare supporto professionale ai progettisti, alle imprese e alle amministrazioni pubbliche. Ancora in tema di antisismica, Saie 2016 ospiterà H. Kit Miyamoto, presidente della Miyamoto earthquake structural ingineers, in un convegno organizzato in collaborazione con Isi. Altro spazio a tema e area dedicata per il parco del laterizio e della ceramica, che consolida il rapporto tra BolognaFiere con Andil e Confindustria Ceramica, che presenzieranno l’evento insieme ad alcune aziende produttrici di laterizio. Oltre alle iniziative orientate all’innovazione, come il progetto Insysme per le tamponature antisismiche e il progetto Lifeherotile sulle coperture ventilate, entrambi finanziati dalla Comunità europea e diffusi nell’intera

Unione, quest’anno farà da padrona la Casa Mediterranea, prototipo del nostro territorio, della nostra cultura e della nostra industria. LA PIATTAFORMA DELLE COSTRUZIONI Saie è al centro di una piattaforma che rappresenta, esplora e attraversa l’intera filiera delle costruzioni in tutte le sue diverse aree di specializzazione, coinvolgendo i migliori professionisti di ogni settore per condividere esperienze, conoscenze e prospettive di un mercato in costante evoluzione, sempre più in orientato alla massima efficienza e sempre più proiettato verso temi attuali e di interesse comune, come la sostenibilità e l’economia circolare. L’edizione di quest’anno prevede anche la presenza di altre manifestazioni ed eventi: All digital Smart building, dedicato alle tecnologie e ai servizi digitali per l’edificio in rete all'interno di Saie; H2O, il luogo in cui trovare, attraverso i percorsi Urban, Industry e Ch4, gli snodi più importanti e attuali del settore; Expotunnel, dedicato alle tecnologie per sottosuolo e alle grandi infrastrutture; Ambiente Lavoro, l’unico salone italiano dedicato alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro e Smart City conference, evento dedicato ai processi di innovazione delle città all'interno di Saie. • Francesca Druidi

Saie international o spazio di Saie Internazionale, attraverso incontri b2b e seminari specializzati, punta a facilitare i contatti delle aziende e dei professionisti italiani con i mercati emergenti, favorendo un confronto diretto con gli attori istituzionali, associativi, finanziari e imprenditoriali di nazioni estere. In collaborazione con Ice e Unioncamere Emilia-Romagna, saranno organizzati incontri b2b con le delegazioni provenienti da Marocco, Algeria, Tunisia, e paesi dell’area del Golfo Persico. Una rappresentanza internazionale di operatori interessati alle tecnologie del Precast e della prefabbricazione sarà in visita mercoledì 19 ottobre, in concomitanza con il seminario internazionale “The best knowhow for the Precast Concrete Industry”, organizzato da Saie Precast in collaborazione con Csg e con il patrocinio di numerose associazioni internazionali.  Un focus particolare sarà dedicato all’Iran, paese ospite, con una delegazione di buyer, aziende e progettisti e l’organizzazione di due eventi: un seminario di presentazione del mercato delle costruzioni in Iran a cura di Ice, Istituto Nazionale per il commercio estero, e un convegno sulla nuova architettura in Iran attraverso la voce di due progettisti che sono arrivati in finale all’Aga Khan award 2016.

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6 | Settembre 2016

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Opere pubbliche, addio a procedure straordinarie La nuova normativa degli appalti si accinge a entrare nella sua fase attuativa. Certezza dei tempi e dei costi alla base della riforma, che nel suo periodo di collaudo coinvolgerà «anche artigiani e piccoli imprenditori», assicura Delrio

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio

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n principio erano oltre 600 articoli, composti da quasi 2000 commi. Dalla scorsa primavera sono diventati poco più di 200 e riflettono la volontà di consegnare al sistema nazionale dei lavori pubblici una disciplina normativa più snella e all’altezza di un grande Paese europeo. Si ispira ai “dorati” principi della semplificazione e della trasparenza il nuovo codice degli appalti, entrato in vigore a metà aprile in attuazione di tre direttive europee sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto. CODICE APPALTI, UNA CABINA DI REGIA PER MONITORARNE LO STATO D’ATTUAZIONE Un corposo testo racchiuso in un unico decreto legislativo e declinato da atti di indirizzo e linee guida della Autorità nazionale anticorruzione, che il ministro dei trasporti e delle infrastrutture definisce senza mezzi termini «una rivoluzione», per via delle importanti novità in termini qualitativi e procedurali che il regolamento introduce. «Nel nuovo codice degli appalti – sottolinea Graziano Delrio - c'è la scelta di superare la legge obiettivo: basta con le procedure straordinarie, si applica la rivoluzione della normalità. Il principio è quello della buona

programmazione, per cui le opere sono scelte sulla base della loro utilità e vengono inserite sulla base degli strumenti di programmazione». Al centro del provvedimento, che non ha mancato di sollevare polemiche soprattutto da parte delle Pmi e di cui si attende a stretto giro il licenziamento dei decreti attuativi, sono poste le norme sulla qualità del progetto che deve garantire la certezza dei tempi e dei costi dell’opera. Ma anche una forte attenzione alla trasparenza delle gare tramite l’ausilio di procedure informatiche, la riduzione delle stazioni appaltanti e il nuovo ruolo dell’Anac. Tra gli elementi cardine del codice compare poi la Cabina di regia, istituita a inizio agosto presso la presidenza del Consiglio dei ministri, che avrà il compito di curare la fase attuativa del nuovo codice coordinando l'adozione, da parte dei soggetti competenti, di decreti e linee guida, di agevolare la bancabilità delle opere pubbliche e di monitorare il livello di partecipazione delle piccole e medie imprese alle gare. «Artigiani e piccoli imprenditori – promette il ministro – saranno coinvolti fin dal periodo transitorio di attuazione del nuovo codice degli appalti e con loro metteremo in luce le criticità e studieremo le soluzioni per migliorare la fase applicativa della riforma».

NUOVE RISORSE PER LO SBLOCCO DEI GRANDI CANTIERI INFRASTRUTTURALI Riforma che abbandona il criterio del massimo ribasso, mantenuto solo per le gare di importo più ridotto, e che punta a rilanciare una nuova stagione delle opere pubbliche, caratterizzata in primis dalla modernizzazione del sistema infrastrutturale. La stessa ricetta che propone Ance per recuperare il ritardo decennale accumulato nella dotazioni di infrastrutture materiali e immateriali e a cui il ministro Delrio intende dare un nuovo impulso. Cominciando ad esempio a mettere a frutto i circa 40 miliardi di euro deliberati dal Cipe lo scorso 10 agosto, che andranno a sbloccare cantieri strategici attesi da tempo di cui almeno la metà di natura infrastrutturale. Tra i più significativi, si segnalano il progetto definitivo della prima tratta della Statale 106 “Jonica”, il potenziamento della linea 2 della metropolitana di Milano, l’assegnazione di quasi 29 milioni di euro a favore del Comune di Torino per la Linea 1 della metropolitana e lo stralcio nord del progetto stradale “Nodo ferrostradale di Casalecchio di Reno”. E, non ultimo, l’assegnazione di un finanziamento di 1,6 milioni di euro per il quarto

lotto costruttivo della linea AV/AC Milano– Genova–Terzo Valico dei Giovi. «In questo modo – commenta il titolare del Mit – proseguiamo la cura del ferro e possiamo portare avanti l’impegno sui corridoi europei, sui quali stiamo lavorando con grande intensità investendo notevoli risorse». Una sfida nel segno dello sviluppo che in materia di infrastrutture strategiche vedrà anche il coinvolgimento delle Regioni, alle quali l’articolo 201 del codice degli appalti attribuisce un ruolo decisionale rilevante nell’adozione degli strumenti di pianificazione e nell’individuazione delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese. Contestualmente, stabilisce che il Piano generale dei trasporti e della logistica sia adottato ogni tre anni su proposta del Ministero delle infrastrutture, previa delibera del Cipe e acquisito il parere della Conferenza unificata. D’altro canto, va ricordato che la riforma costituzionale prescrive che governo del territorio e infrastrutture strategiche transitino sotto l’esclusiva competenza dello Stato. In definitiva, questo significa che il contributo delle Regioni ci sarà, ma nella sostanza non risulterà vincolante. • Giacomo Govoni


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Edilizia

Costruzioni, serve un piano nazionale Rilanciare gli investimenti nell’edilizia e nelle infrastrutture, favorendo il recupero delle periferie e la sostituzione degli immobili. Le proposte di Ance per restituire competitività a un comparto strategico per il sistema economico italiano erve un grande Piano di sviluppo industriale e infrastrutturale capace di rinnovare in profondità l’Italia, consentendo al Paese di superare il gap accumulato nella dotazione di infrastrutture materiali e immateriali e rilanciando nello stesso tempo la produttività delle imprese e la ripresa dell’occupazione. Lo invoca nel corso dell’Assemblea annuale di luglio l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), che propone un investimento di 30 miliardi di euro in 3 anni utilizzando le risorse esistenti e una rinnovata flessibilità per gli investimenti a livello europeo.

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MOTORE DI SVILUPPO Rilanciare un settore strategico come l’edilizia è, del resto, fondamentale. Lo ricorda il direttore del Centro studi di Confindustria, Luca Paolazzi, numeri alla mano: «il settore delle costruzioni costituisce in termini di Pil circa l’8,3 per cento, un dato importante che testimonia la centralità degli investimenti in costruzioni nella formazione della ricchezza nazionale; rappresenta oltre la metà degli investimenti fissi lordi totali del Paese, dando lavoro a circa 1/4 dell’occupazione dell’intera industria italiana. Il comparto presenta poi una straordinaria capacità moltiplicativa degli effetti degli investimenti in esso sostenuti, perché da un’analisi condotta sulle tavole delle interdipendenze economiche, emerge la più alta capacità di attivare consumi, investimenti e redditi tra i principali settori economici». Si stima che una domanda aggiuntiva di un miliardo di euro nelle costruzioni generi una ricaduta complessiva sull’intero sistema economico di oltre 3,5 miliardi e quasi 16mila nuovi posti di lavoro. «Il settore delle costruzioni - evidenzia Giuseppe Roma, segretario generale della Rur (Rete rappresentanze urbane) - non deve essere considerato come la Cenerentola da aiutare, ma come motore dello sviluppo futuro del Paese. Deve ribadire la centralità delle politiche urbane e infrastrutturali, mettendo in campo regole semplici, programmi chiari e risorse. Tre sono le direttrici da percorrere: una manutenzione diffusa di alto livello tecnologico; grandi progetti urbani di rigenerazione delle città attorno a programmi precisi e un aumento della cultura del potenziamento infrastrutturale». E cinque sono le linee d’azione prioritarie individuate dall’associazione dei costruttori: manutenzione delle infrastrutture esistenti; ampliamento del piano di riqualificazione degli edifici scolastici; assegnazione delle risorse necessarie alla realizzazione del piano pluriennale di riduzione del rischio idrogeologico annunciato a novembre 2014; investimento sui beni culturali e turismo; recupero e risanamento infrastrutturale e sociale delle periferie.

Da sinistra, Luca Paolazzi, direttore del Centro studi di Confindustria e Giuseppe Roma, segretario generale della Rur (Rete rappresentanze urbane)

UNA DOMANDA AGGIUNTIVA DI UN MILIARDO DI EURO NELLE COSTRUZIONI PUÒ GENERARE UNA RICADUTA SULL’INTERO SISTEMA ECONOMICO DI OLTRE 3,5 MILIARDI E QUASI 16MILA NUOVI POSTI DI LAVORO

PIANO NAZIONALE PER LE PERIFERIE Il presidente Ance, Claudio De Albertis, ha ribadito l’esigenza di improntare un Piano nazionale per le periferie da almeno 5 miliardi di euro, gestito da una cabina di regia governativa che individui non solo le aree a maggior rischio, ma anche le modalità di intervento da mettere in atto. Il tema della rinascita e della rigenerazione urbana costituisce da anni una questione centrale. Serve una visione strategica per le città che deve partire con la messa in campo delle azioni più urgenti, mirate a restituire in tempi brevi vivibilità e qualità della vita con interventi mirati su mobilità, trasporti, ambiente, casa e spazi pubblici. Per innescare questo processo occorre semplificare a livello tecnico e amministrativo, rendendo conveniente la realizzazione di una serie di interventi “intelligenti” sul tessuto urbano senza nuovo consumo di suolo. Va

concretamente promossa la sostituzione edilizia, consentendo la rottamazione degli edifici e dei quartieri obsoleti e di scarsa qualità costruttiva. Tra le proposte di Ance, rientrano un’efficace programmazione dei fondi pubblici disponibili, misure fiscali tese e una regolamentazione urbanistica che consenta questo tipo di interventi, garantendo semplificazione delle procedure e certezza dei tempi. Occorre inoltre promuovere la pratica del recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, ancora trascurata nel nostro Paese. Nell’ottica della rigenerazione del tessuto urbano, Ance sollecita poi la stabilizzazione di tutte le agevolazioni dirette a premiare sia l’acquisto e il possesso di fabbricati nuovi a standard energetici elevati sia gli interventi sul già edificato rivolti alla riqualificazione energetica, con una rimodulazione delle attuali agevolazioni (la cosiddetta “detrazione del 65 per cento”).


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Nuovo codice appalti: ultima chiamata Secondo il monitoraggio del Centro

numero di pubblicazioni è calato

Codice sugli Appalti; nel mese di mag-

che nei mesi successivi, sebbene nei

studi dell'Ance nei primi otto mesi del

dell’8,6 per cento e l’importo posto in

gio la flessione ha raggiunto addirittura

mesi di luglio e agosto, si sia assistito a

2016, c’è stata un andamento negativo

gara è diminuito del 14,8 per cento ri-

il -28 per cento in numero e -75,2 per

una riduzione dell’intensità della ca-

dei bandi di gara per lavori pubblici,

spetto allo stesso periodo del 2015. La

cento in valore rispetto allo stesso

duta. Per l’Associazione dei costruttori

dopo quello positivo registrato nel

flessione maggiore si è registrata a se-

mese del 2015. Un rallentamento che,

dunque il nuovo Codice degli appalti è

biennio 2014-2015. Nello specifico il

guito dell’entrata in vigore del nuovo

come sostiene l’Ance, è proseguito an-

un’occasione da non perdere. •

CODICE APPALTI Il nuovo Codice, entrato in vigore il 19 aprile scorso, ha rappresentato una rivoluzione condivisa dall’Ance negli obiettivi rendere più efficiente e trasparente il mercato dei lavori pubblici, combattere l’illegalità e la corruzione - ma non nei tempi di applicazione. Le nuove regole sugli appalti hanno infatti determinato una forte contrazione dei bandi di gara registrata all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove regole. A preoccupare è in particolare la norma che prevede l’obbligo per le stazioni appaltanti di mettere in gara esclusivamente appalti basati su un progetto esecutivo. L’associazione dei costruttori ha chiesto al Governo di varare una moratoria che, fino al 31 dicembre 2016, consenta alle pubbliche amministrazioni di bandire le gare già pronte basate su progetti definitivi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio si è detto però contrario a qualsiasi tipo di moratoria - «Le proroghe hanno sempre fatto male a questo Paese» - pur rendendosi disponibile ad aprire un tavolo di confronto per affrontare altri temi posti dalle imprese di costruzioni sul doppio fronte delle politiche di investimento nell’edilizia e sulle altre criticità segnalate dai costruttori sulle nuove regole per gli appalti, tra cui la norma sul subappalto. «Siamo d’accordo - ha dichiarato Delrio - sulla proposta dell’Ance per un piano industriale di sviluppo che potenzi i lavori pubblici e sulla maggiore flessibilità per gli investimenti. Accogliamo anche la proposta di un tavolo di confronto rispetto alla fase transitoria del nuovo Codice Appalti che convocheremo subito per affrontare con Ance ed enti locali la fase transitoria e l’andamento del

Una moratoria per far ripartire le gare Solo “congelando” il nuovo codice degli appalti fino a fine anno, secondo Claudio De Albertis, il mondo delle costruzioni potrà assestarsi ed essere protagonista del grande piano di sviluppo infrastrutturale del Paese

mercato delle opere pubbliche, con componente prevalente dell’edilizia, che ha comunque visto tra gennaio e giugno un aumento di 4 miliardi rispetto allo scorso anno». Le imprese del comparto delle costruzioni sono impegnate a confrontarsi con l’esigenza di sostenibilità ambientale ed economica e con l’affermazione di un nuovo modello d’impresa, caratterizzato dall’introduzione dei sistemi di digitalizzazione e informatizzazione. Ance sta inoltre lavorando con il Governo per sviluppare strumenti utili per la patrimonializzazione e per migliorare l’accesso al credito delle aziende. «In questo scenario - ha sottolineato De Albertis - le nostre imprese sono pronte a fare la propria parte, capaci, come e più che nel passato, di partecipare alla rinascita del Paese con opere di qualità, in grado di rispondere al meglio non solo alle richieste di un sistema economico sempre più selettivo e competitivo ma anche alle crescenti esigenze e aspettative della società civile». • Francesca Druidi

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anutenzione e miglioramento delle infrastrutture esistenti per garantire gli adeguati livelli di servizio e di sicurezza; ampliamento del piano di riqualificazione degli edifici scolastici; assegnazione delle risorse per realizzare il piano pluriennale di riduzione del rischio idrogeologico annunciato a novembre 2014; investimento sui beni culturali e sul turismo; risanamento infrastrutturale e sociale delle periferie. Sono le cinque linee d’intervento prioritarie del maxi piano di sviluppo che i costruttori italiani hanno sottoposto all’attenzione del ministro Graziano Delrio, nell’ambito del tavolo di lavoro con Ance promosso nelle scorse settimane dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture. Un tavolo avviato a fine luglio per affrontare la fase transitoria del nuovo Codice degli appalti, analizzare l'andamento delle opere pubbliche e discutere le prospettive di crescita del settore con particolare attenzione alle politiche ur-

Claudio De Albertis, presidente Ance

bane. «Si è trattato di un incontro molto positivo – sottolinea il numero uno di Ance Claudio De Albertis - e siamo grati al ministro per aver voluto convocare questo importante tavolo di lavoro, subito dopo la nostra assemblea in cui abbiamo annunciato questa iniziativa». In base alla ricetta programmatica proposta da Ance, mettendo in campo 30 miliardi di euro nei prossimi 3 anni si andrebbe a innescare un circuito virtuoso che nel 2017 vedrebbe salire gli investimenti in costruzioni dell’1,1 per cento, rispetto al calo stimato dell’1,2 per cento se la situazione dovesse rimanere immutata. A condizione però, sottolineano i costruttori, che si giunga a una sospensione del nuovo Codice degli appalti fino al prossimo 31 dicembre. «Da parte nostra – chiarisce il presidente De Albertis – c’è piena condivisione con i principi della riforma in materia di trasparenza e di lotta all'illegalità. Tuttavia alcune criticità in sede applicativa stanno rallentando fortemente il mercato e, in questo senso, una moratoria si rende necessaria per l’assestamento del settore. Alle prese con una significativa contrazione dei bandi di gara, registrata all'indomani dell'entrata in vigore delle nuove regole». • Giacomo Govoni


10 | Settembre 2016

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ABITARE ome una «rivoluzione», ancorché «della normalità», l’ha presentata il ministro Delrio al momento del via libera alla riforma degli appalti ottenuto dal Consiglio dei ministri. E come una rivoluzione l’hanno accolta i costruttori. Da un canto in sintonia con gli obiettivi di trasparenza e contrasto all’illegalità perseguiti dal nuovo codice, ma dall’altro preoccupati per la forte contrazione dei bandi di gara determinata dall’entrata in vigore delle nuove regole. «Come accade in ogni rivoluzione – sottolinea Stefano Betti, presidente di Ance Emilia Romagna - gli effetti si apprezzano solo dopo un periodo transitorio che consenta al nuovo ordine di venire assimilato. Auspichiamo che questo rallentamento possa essere recuperato grazie allo sforzo di rapido adeguamento al nuovo sistema da parte delle pubbliche amministrazioni». In attesa che questo passaggio si compia, che atteggiamento avete assunto rispetto al nuovo codice? «Nel frattempo continuiamo a confrontarci col Governo su alcuni miglioramenti della normativa, tra cui la moratoria per l’appalto integrato e altre criticità che a nostro avviso andrebbero corrette come: il subappalto, le opere di urbanizzazione a scomputo secondarie, la qualificazione delle imprese e il sistema di affidamento degli appalti». Anche su scala regionale avete in corso ‘grandi manovre’ che entro l’anno prossimo dovrebbero condurre al varo della nuova legge urbanistica. Quali istanze state portando all’interno di questo percorso? «Come associazione regionale, stiamo seguendo attivamente e in un clima di piena collaborazione i lavori preparatori del nuovo testo di legge, auspicando un percorso di approvazione condiviso con tutti gli operatori interessati. Noi abbiamo rimarcato fin da subito la necessità di non confondere il concetto di consumo di suolo zero, che non può che portare allo sviluppo zero dell’economia

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Edilizia

Regime transitorio, una fase da gestire con cura Un rapido adeguamento alla nuova disciplina degli appalti da parte delle pubbliche amministrazioni. Se lo aspetta Stefano Betti, che chiede la salvaguardia degli investimenti economici già programmati o in atto e del benessere sociale, con quello di un uso razionale degli spazi ancora non urbanizzati, collegato alla rigenerazione urbana. Che, al contrario deve essere il motore per l’attrattività degli investimenti sul territorio». Quali ulteriore misure potranno restituire competitività al settore? «La riduzione degli strumenti di pianificazione, la semplificazione degli iter approvativi, la definizione di incentivi per la riqualificazione del patrimonio residenziale e produttivo esistente. Particolare attenzione dovrà poi essere posta alla gestione del “regime transitorio”, salvaguardando l’efficacia delle previsioni degli strumenti di pianificazione esistenti e quindi degli investimenti economici già programmati e in atto». Il terremoto che ha colpito l’Italia centrale ha riportato bruscamente alla ribalta i temi della riqualificazione sismica e del dissesto idrogeologico, che l’EmiliaRomagna conosce benissimo. Come si sta investendo a livello locale in questo ambito e a che punto siamo nel cammino di messa in sicurezza del territorio? «Purtroppo gli eventi che hanno colpito l’Italia centrale ci hanno risvegliato brutti ricordi. Penso sia noto anche ai non addetti ai lavori che il patrimonio immobiliare italiano richiede una profonda opera di ammodernamento in termini di sicurezza, efficienza e qualità. Lo stock abitativo è costituito da 12,2

Stefano Betti, presidente di Ance Emilia Romagna

milioni di edifici per 31,2 milioni di abitazioni, di cui il 70 per cento costruito prima del 1974, cioè prima dell’entrata in vigore di una normativa antisismica. La ricostruzione nei territori colpiti dal sisma del maggio 2012 procede a buon ritmo e vede pienamente coinvolte le nostre imprese associate. Sul tema della manutenzione del territorio, stiamo constatando che la Regione sta incrementando gli stanziamenti anche grazie ai fondi sbloccati dal Governo». Nelle scorse settimane il Governo ha sottolineato il valore delle infrastrutture come volano della crescita. Come si può

investire su di esse, per stimolare innanzitutto il comparto delle costruzioni? «Quello che oggi servirebbe, e che andrebbe a incidere anche sul livello regionale, è un grande piano di sviluppo industriale e infrastrutturale capace di rinnovare in profondità il Paese. Ciò rilancerebbe nello stesso tempo la produttività delle imprese e l'occupazione. Come è noto, però, mancano le risorse ed è quindi necessario mettere in campo tutti i fondi possibili per questo obiettivo e fare scelte di priorità che vengano messe in atto, senza ripensamenti e in tempi certi». Su questo versante, quali progettualità state sollecitando a livello regionale per dare impulso al rilancio dell’attività edilizia? «Sono 8 le opere prioritarie che come associazione abbiamo ritenuto opportuno segnalare già da molto tempo alla Regione: il Passante Nord di Bologna, la bretella CampogallianoSassuolo; la E45-E55; il corridoio Ti-Bre; le IV corsie (e III) nelle tratte autostradali A1, A13, A14, A22; il completamento della Pedemontana tra l’A22 e l’A21; il completamento dell’asse Cispadana; altre opere di manutenzione ordinaria e straordinaria sulla Statale 16 Adriatica, E45, Romea, Statale 9 via Emilia. Al momento sembra che solo per alcune di queste vi siano le condizioni per iniziare i lavori, speriamo sia la volta buona per vederle realizzate». • Giacomo Govoni


12 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Ristrutturazioni e pronto intervento Con Giorgio Fantino, della Fantino Costruzioni Spa, alla scoperta del nuovo servizio “Subito a casa tua”, che garantisce 24 ore su 24, sette giorni su sette, l’arrivo di personale qualificato

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l mercato edilizio italiano ha virato con decisione, negli ultimi anni, sulle ristrutturazioni. A spingerle sono le detrazioni fiscali, che ammontano al 50 per cento dei costi sostenuti per le ristrutturazioni in senso stretto, e salgono fino al 65 per cento per gli interventi di miglioramento energetico e di coibentazione. Ma un ruolo importante nella crescita di questo settore lo ha anche un rinnovato gusto per il recupero e la valorizzazione dell’antico e delle architetture caratteristiche, come baite e borgate alpine, casali, ville e dimore storiche. In questo campo opera da settanta anni la Fantino Costruzioni Spa, azienda cuneese che si occupa di recuperi artistici, restauro conservativo, edilizia residenziale, commerciale e industriale, real estate. La dimensione familiare dell’azienda, vero fattore trainante dell’impresa, è evidente. L’ultimo arrivato tra

i quadri direttivi è Giorgio Fantino, giovane project manager. Prima era toccato a suo padre, Alberto, architetto e motore della trasformazione della società di famiglia in Spa. Prima ancora a nonno Ettore, geometra e fondatore di un’impresa che, fin dal secondo dopoguerra, ha lasciato il segno nella storia urbanistica di Cuneo e non solo, con la costruzione di palazzi nel centro e nella cintura urbana, e il restauro di edifici storici come le tombe dei Savoia nella Basilica di Superga a Torino, il Teatro Toselli di Cuneo e la Castiglia di Saluzzo. «Il peso della storia familiare c’è e si sente – racconta Giorgio – ma come valore aggiunto. C’è chi in me rivede nonno Ettore, la sua comunicativa e l’interesse per l’edilizia privata e da sempre sentivo di dover intraprendere la stessa strada. Mi sono inserito gradualmente, con gentilezza e logica, cercando di appren-

Edilizia dere il "mestiere" da tutte le persone che mi stanno accanto. E chissà che a breve non tocchi anche a mio fratello». Intorno ai Fantino gravita uno staff storico, composto da geometri, architetti e operai specializzati. Un team di lavoro consolidato che rappresenta la famiglia allargata dell’azienda e garanzia di professionalità alla portata di tutti. La Fantino Costruzioni gestisce ed è parte attiva in ogni fase dell’opera attraverso il lavoro dei suoi operai e geometri per l’aspetto produttivo, dei suoi architetti per la progettazione, dei suoi impiegati per gli aspetti burocratici. Inoltre ha un sistema certificato di qualità sui fornitori e subappaltatori. Accanto al ramo dei lavori pubblici, da sempre la Fantino Costruzioni ha curato con grande interesse gli interventi a favore di clienti privati, molto importanti per la crescita delle maestranze. «Per noi ogni costruzione o ristrutturazione è un tassello fondamentale nella conoscenza della materia. Affidarsi a un’azienda consolidata – precisa Giorgio Fantino – ha una garanzia su tutte: l’esperienza. Noi diamo ciò che sappiamo. Ogni soluzione è frutto, anche, della somma di problemi che sono stati affrontati e risolti in situazioni precedenti. In un cantiere, significa: snellezza e precisione». Partendo proprio dall’esperienza della ditta, infatti è stato introdotto tra le attività aziendali il servizio di pronto intervento “Subito a casa tua”, che garantisce 24 ore su 24, sette giorni su sette, l’intervento di personale specializzato (muratore, idraulico, elettricista, fabbro, falegname, decoratore ed esperti in montaggio, assistenza, impermeabilizzazioni, coperture, serramenti e pavimentazione). «Si tratta di operai o artigiani specializzati selezionati – spiega Giorgio Fantino – che rien-

OGNI SOLUZIONE È FRUTTO DI PROBLEMI AFFRONTATI E RISOLTI IN PRECEDENZA. IN UN CANTIERE, SIGNIFICA: SNELLEZZA E PRECISIONE trano in un gruppo di lavoro pronto a intervenire quasi in tempo reale. Il servizio è recente, frutto di una mia intuizione legata all’ennesimo fatto di cronaca che ha visto infrangere, in maniera dolosa, la sicurezza in una abitazione. A quel punto, ho capito che il servizio, con personale qualificato e di fiducia, poteva avere spazio nelle esigenze delle famiglie. Sapere chi va in casa è diventata una necessità. Certo, la Fantino Costruzioni non sa fare tutto: sa fare bene alcune cose, ma conosce molte figure iper specializzate. Questo significa fare rete: lavorare, fare lavorare, dare risposte alla domanda». • Alessia Cotroneo

Fantino Costruzioni Spa ha sede a Cuneo - www.fantinospa.it


Settembre 2016 | 13

Made expo

zione, recupero, ristrutturazione, comfort abita-

MADE Eventi- e la fiducia già posta in MADE expo

tivo, sostenibilità, innovazione, bellezza, sicu-

da un così importante numero di aziende con-

L’edizione 2017, che si svolgerà dall’8 all’11 Marzo

rezza è sempre più un dato di fatto e Made expo è

ferma il ruolo centrale della fiera nel favorire con-

nel quartiere fieristico di Milano Rho, prevede 4

l’unica manifestazione in grado di offrire una vi-

crete occasioni di affari. Il mercato sta dimo-

Saloni specializzati MADE costruzioni e materiali,

sione multi-specializzata su materiali, sistemi co-

strando di apprezzare il nuovo programma

MADE involucro e serramenti, MADE interni e fi-

struttivi, serramenti, involucro, finiture e super-

strategico che ha visto il cambio dell’immagine e

niture, MADE software, tecnologie e servizi. L’in-

fici. «La direzione del vento è finalmente

il potenziamento dei contenuti rivolti a esposi-

tegrazione tra progetto, costruzioni, riqualifica-

cambiata- spiega Roberto Snaidero, presidente

tori e visitatori».

Una casa alla volta Non solo passione e impegno, ma precise linee guida per portare un’azienda a essere leader nel settore edilizio. Ne parlano Maurizio Vian ed i figli Andrea e Pietro

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ambiare il mondo, una casa alla volta» non è solo un’utopia troppo ambiziosa. È il motto di una società di costruzioni del Veneto che si caratterizza per non scendere a compromessi. Il fatto di essere, per i propri clienti, l’unico interlocutore, permette alla società di ricercare le soluzioni più innovative del mercato, mirate al miglioramento del comfort abitativo tramite l’utilizzo di materiali tradizionali o di ultima generazione, che permettano ottimi livelli di certificazione. Maurizio Vian ed i figli Andrea e Pietro, amministratori della Vian Maurizio Costruzioni, raccontano l’esperienza dell’azienda che dirigono. «Siamo certi che il futuro sia nelle

mani di chi, con competenza e professionalità, si dedica alle reali esigenze dei clienti – afferma Maurizio Vian -. Siamo una società di costruzioni che opera dal 1980 nel campo della realizzazione di opere civili, in ambito residenziale, industriale e commerciale, prevalentemente sul

territorio Veneto. Da 35 anni siamo un punto di riferimento dell’area Nord-Est, e ci collochiamo nel settore edile come una solida realtà e con progetti di crescita ponderati;

LE LINEE GUIDA

l’esperienza della direzione unita a personale d’ufficio preparato e un nucleo operativo di cantiere altamente specializzato si pone ai vertici delle nuove costruzioni edili, restauri e manutenzioni in genere. Operiamo nel pieno rispetto dei tempi e dei costi di realizzazione previsti, utilizzando materiali di prima qualità e tecnologicamente avanzati nel rispetto dell’ambiente. La trasparenza nei confronti dei partner richiede serietà, sincerità, qualità, desiderio di crescere e di dimostrare il proprio operato senza timori, e questo è un fattore spesso sottovalutato nel settore edile». La passione e l’impegno non sono gli unici punti di forza della Vian Costruzioni, come spiega Pietro Vian. «La certificazione di gestione qualità Uni En Iso 9001:2008 ci mette nella posizione di poter analizzare e risolvere tutte le fasi operative dalla progettazione alla realizzazione dell’opera, potendo contare, inoltre, sul supporto di studi di progettazione e consulenti qualificati e referenziati, sino alla consegna chiavi in mano. Questo ci permette di proporci come general contractor, offrendo al cliente un servizio completo ed articolato che garantisce efficienza e sinergia. Inoltre, siamo in possesso di Attestazione SOA cat. OG1 ci permette di operare nel settore pubblico sia che si parli di nuove costruzioni, restauri e manutenzioni: il settore degli appalti pubblici è parte inte-

Ma nello specifico, come si seguono le linee guida che anche con tanta attenzione ci si è prefissati? Parla ancora Maurizio Vian: «Per quanto riguarda la qualità, il nostro sistema costruttivo è basato su un’attenta programmazione e pianificazione delle fasi lavorative, viene svolto un continuo e sistematico controllo sull’attuazione delle procedure realizzative, sulla loro qualità e sul rispetto delle normative vigenti. Inoltre, è importante un aggiornamento costante sui nuovi materiali, sulle più avanzate soluzioni costruttive e sulle tecnologie per l’edilizia. Efficienza invece significa individuare le fasi critiche del processo produttivo, ottimizzare e riorganizzare le risorse umane, economiche e le metodologie costruttive, in funzione degli obiettivi e delle attività sui cantieri. Affidabilità è pianificazione e programmazione delle fasi lavorative, attenta preventivazione della spesa di commessa e costante presenza in cantiere. Il problem solving è la capacità di superare i piccoli e grandi problemi quotidiani che inevitabilmente vanno risolti nei cantieri. L’ultimo punto, soddisfazione del cliente, parla da sé: sviluppare un sistema costruttivo che risponda alle esigenze del committente, coinvolgerlo costantemente nella realizzazione delle opere. Questo fa di Vian Maurizio Costruzioni una grande azienda».

grante della struttura operativa aziendale, dato che possiamo contare sul nostro ufficio gare e la divisione manutenzioni e restauri. L’ufficio si occupa della predisposizione e gestione delle procedure di gara (bando di gara e documentazione quale disciplinare di gara e capitolato speciale d’appalto) e di concerto con la divisione tecnica competente». Le linee guida della società sono ben

definite e solide nei pensieri di Andrea Vian: «La nostra strategia consiste nel rispondere appieno alle esigenze dei nostri clienti, dimostrando loro capacità e garanzia dei risultati. Questo ci porta ad adottare alcune semplici linee guida, veri e propri punti di forza. Qualità, efficienza, affidabilità, problem solving e soddisfazione del cliente sono le nostre parole chiave». • Giulia Panzacchi

SIAMO CERTI CHE IL FUTURO SIA NELLE MANI DI CHI, CON COMPETENZA E PROFESSIONALITÀ, SI DEDICA ALLE Vian Maurizio Costruzioni ha sede a Salzano (Ve) www.viancostruzioni.it

REALI ESIGENZE DEI CLIENTI


14 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Costruire e restaurare è un lavoro di gruppo

Attivo da quasi quarant’anni nel campo dell’edilizia, il geometra Genesio Setten racconta i valori, i traguardi e le opere più rappresentative realizzate negli ultimi anni. Con uno sguardo allo stato dell’edilizia italiana e al suo futuro

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ostruire e conservare, adeguare alle esigenze della contemporaneità senza sacrificare il fascino dell’antico. È questo il mantra dell’edilizia italiana, almeno da qualche decennio. In un territorio così ricco sotto il profilo delle testimonianze storiche come il Belpaese, costruire edifici avveniristici non può bastare. In molti casi occorre fare un passo indietro e guardare alla bellezza che c’è, studiando le soluzioni migliori per preservarla. Soluzioni che mettano insieme la conservazione, la valorizzazione ma soprattutto la messa in sicurezza del patrimonio architettonico storico, che sia Il geometra Genesio Setten, alla guida dell’omonima azienda di Oderzo (Tv) - www.settengenesio.it

edilizia residenziale, pubblica o di culto. La Setten Genesio Spa da quasi quarant’anni lavora in questo campo. Attiva dal 1979 basa la sua esperienza nel territorio del nord Italia ma le sue opere hanno confini ben più ampi, nasce operando nella conservazione dell’antico per poi portare le proprie competenze verso la costruzione del nuovo, al punto che oggi questa attività copre circa il 50 per cento del fatturato aziendale. Certo, non sempre è così. Dipende dalle commesse e dagli appalti che di anno in anno il mercato offre. Ma è significativo come i primi lavori dell’azienda fondata e guidata dal geometra Genesio Setten siano proprio restauri. «Restaurare, così come costruire – sottolinea l’imprenditore – è prima di tutto una responsabilità. Il restauro, in particolare, è un’attività creativa che richiede accurate fasi di studio e ricerca di soluzioni innovative atte a operare rispettando i delicati equilibri e l’identità di opere che valorizzano il nostro patrimonio storico e artistico. Con questi principi Setten Gensio Spa porta avanti la sua filosofia operativa fin dai suoi primi passi. Anno dopo anno ci prendiamo cura di edifici, monumenti, affreschi, statue e facciate che per noi hanno un valore inestimabile e che ogni giorno accrescono competenze e valori arricchendo il nostro know how operativo e morale». La mission aziendale è creare valore nel territorio in cui l’impresa opera. Come si declina questa mission nel campo dell’edilizia? «Mantenendo sempre la barra dritta su qualità e professionalità, utilizzando le migliori tecniche costruttive e valorizzando gli edifici attraverso proposte migliorative che diano valore aggiunto

alle architetture e al territorio in cui sono ubicate. Per costruire bene ci vuole preparazione ed esperienza, ma per costruire meglio è indispensabile condividere la stessa passione, lo stesso impegno, la stessa tenacia: lavorare in sintonia. Le sfide si vincono se la squadra è composta dalle migliori maestranze, accompagnate da continua formazione, condizione indispensabile per costruire opere di qualità che durino nel tempo. La Setten Genesio punta sul valore di tutti i suoi circa 130 dipendenti, un gruppo in cui ciascuno lavora con passione e impegno in vista della migliore realizzazione di ogni singolo progetto. Ma anche la continua ricerca di soluzioni innovative ha un ruolo fondamentale per dare valore agli edifici e al territorio. La nostra divisione interna Sviluppo tecnologie innovative ha depositato vari brevetti che ci aiutano a migliorare la qualità, la precisione e a ridurre i costi e i tempi di esecuzione degli edifici. Penso al brevetto che ci consente di lavorare su edifici in sollevamento temporaneo, a quello sulle pareti isolanti di nuova generazione, al solaio cassetto nato, alla serramentistica e a molti altri ancora». Quali sono gli edifici più rappresentativi che avete costruito o restaurato? «In primo luogo la nostra sede, costruita 20 anni fa, che rappresenta la nostra idea di costruzione con fasi lavorative ridotte al minimo, evitando la sovrapposizione di tante lavorazioni e predisponendo già l’opera per la finitura. Un concetto che abbiamo applicato anche all’intervento di riqualificazione di edilizia residenziale a Merville, inserita in un piano di riqualificazione e valorizzazione più generale della pineta di Jesolo Lido. Sul fronte del restauro, abbiamo eseguito parecchi lavori molto interessanti, tra gli ultimi quello della Scuola Grande della Misericordia a Venezia, una grande e complessa architettura veneziana che è tornata al servizio della città, offrendosi come spazio tecnologicamente attrezzato, immediatamente disponibile per la cittadinanza». • Alessia Cotroneo

Cantiere Setten Genesio Spa attualmente in corso per il restauro del Ponte di Rialto a Venezia

IN ITALIA MANCA LA PIANIFICAZIONE URBANA Il terremoto del Centro Italia e le inchieste seguite alla tragedia hanno sollevato parecchi dubbi sull’affidabilità e la sicurezza dell’edilizia italiana. Scuole crollate, ospedali gravemente lesionati, alberghi, case e campanili ridotti in polvere. Sono casi isolati o c’è una questione più generale da affrontare? «Le nuove costruzioni in Italia sono di buon livello – rassicura il geometra Setten, fondatore della Setten Genesio Spa – esistono tecnologie e metodi costruttivi molto avanzati che dobbiamo semplicemente applicare. Quando si sceglie di ignorarli lo si fa spesso per convenienza economica e speculazione ma le conoscenze e il livello di qualità dell’edilizia in Italia non sono messi in discussione, soprattutto negli ultimi decenni. Quello che manca rispetto all’estero è una progettualità di sviluppo urbano complessiva e una pianificazione del territorio lungimirante».


16 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Dalla costruzione alla riqualificazione Tra le piccole e medie aziende edili che hanno reagito alla contrazione della domanda di nuovi edifici focalizzandosi su piccoli interventi e ristrutturazioni c’è la Edil Sei Costruzioni Srl. Ne parliamo con l’amministratore Massimo Zanoni

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l comparto edile in Italia attraversa da anni una fase di crisi e di contrazione della domanda. Sono cambiate le commesse, i grandi appalti latitano e si punta piuttosto su nuove tipologie di interventi. Questo cambiamento ha avuto un forte impatto sul settore e ha comportato grandi cambiamenti soprattutto nelle aziende piccole e medie che hanno

Edil Sei Costruzioni Srl ha sede a Pozzolengo (BS) www.edilseicostruzioni.com

dovuto adattarsi alle nuove richieste del mercato per mantenere e incrementare il proprio fatturato, guardando con particolare attenzione ad aspetti quali la riqualificazione strutturale e ambientale che oggi più che mai sono diventati cruciali per i clienti, tanto per le nuove costruzioni quanto per le ristrutturazioni, sia nel campo dell’edilizia residenziale che industriale. «Oggi, il panorama generale di crisi ha fatto sì che una parte di mercato sia quasi totalmente scomparsa» sottolinea Massimo Zanoni, amministratore della Edil Sei Costruzioni Srl, azienda bresciana che dagli anni Settanta opera sul territorio nazionale. «Negli ultimi anni sono infatti quasi del tutto cessati gli incarichi in appalto per operazioni immobiliari di una certa consistenza, così come mancano quelli riguardanti costruzioni industriali, artigianali o commerciali. Nonostante ciò, ce l’hanno fatta le aziende che grazie alle abilità acquisite nel tempo e alle doti di versatilità e caparbietà sono state in grado di adattarsi alla contrazione qualitativa e quantitativa del mercato e di raggiungere fette prima non considerate perché meno redditizie di altre, come i piccoli interventi di ampliamento, i rifacimenti e le ristrutturazioni. Per noi è un orgoglio poter dire di esserci riusciti».

UN TRAINO PER IL SETTORE La riqualificazione strutturale e ambientale degli edifici è l’elemento trainante dell’edilizia italiana negli ultimi anni e pare che abbia tutte le caratteristiche per diventare una colonna portante del comparto, in un tessuto urbano e industriale che necessita di particolari cura. «Da parte nostra – precisa Massimo Zanoni, amministratore della Edil Sei Costruzioni Srl – c’è sempre stata un’attenzione particolare alla qualità edilizia, consigliando soluzioni che garantissero buone prestazioni nel tempo. Inoltre, sia i clienti che gli studi tecnici dimostrano un grande interesse per agli aspetti ambientali che sono diventati fondamentali nelle attività di costruzione e, soprattutto, ristrutturazione che, grazie agli incentivi promossi negli ultimi anni, sono sempre più numerose. Per migliorare la nostra offerta anche in questo senso, continueremo a investire in formazione del personale, efficienza e innovazione del parco mezzi e attrezzature».

La Edil Sei Costruzioni Srl opera nel settore edile da oltre 40 anni, occupandosi della costruzione e ristrutturazione di edifici sia civili che industriali, di opere di urbanizzazione e lottizzazione di aree edificabili per terzi e conto proprio. «Una solida esperienza, la capacità di rinnovarsi e ricercare un costante miglioramento delle prestazioni e dei servizi, personale qualificato e l'utilizzo di materiali e attrezzature all'avanguardia – continua l’amministratore Zanoni – ci hanno consentito di operare ad alti livelli garantendo qualità, efficienza e risparmio. Oltre all’esperienza acquisita nel tempo, le maestranze hanno saputo dimostrare, soprattutto in questi anni di generale contrazione della domanda, intraprendenza e versatilità, doti che hanno permesso all’azienda di adeguarsi al mercato attuale. Il fatto inoltre che la Edil Sei Costruzioni abbia mantenuto nel tempo la propria struttura organizzativa, le ha consentito di fare fronte alla crisi economica. La solidità, la continuità della compagine sociale con il ricambio generazionale compiuto, sono oggi un punto di forza della società e garantiscono qualità e serietà». Più nello specifico l’attività sui cantieri è gestita direttamente dai soci/amministratori, che sono direttamente impegnati nell’attività e garantiscono il controllo di tutta la filiera produttiva. Inoltre, sotto il profilo strettamente tecnico dell’organizzazione del lavoro, per assicurare efficienza nell’esecuzione degli incarichi, l’azienda può contare su maestranze suddivise in squadre di lavoro con specifiche mansioni a seconda delle proprie competenze tecniche «Inoltre – precisa Massimo Zanoni – la società si avvale della collaborazione di ditte qualificate per lavorazioni specifiche. La gran parte dei subappaltatori sono legati all’impresa da molti anni, permettendoci di lavorare seguendo procedure ben collaudate in grado di seguire e soddisfare il cliente nelle varie fasi di realizzazione delle opere. Poi c’è l’affidabilità dei nostri fornitori. Per taluni di essi si può affermare che hanno accompagnato, pur modificandosi nel tempo, tutta la storia e l'evoluzione della stessa Edil Sei Costruzioni; questa continuità di rapporti è sicuramente sintomo della reciproca fiducia e serietà e quindi anche dell’ottima qualità dei servizi ricevuti, data dalla comprovata esperienza sviluppata negli anni di attività». • Alessia Cotroneo

LA CRISI HA PORTATO A RAGGIUNGERE FETTE DI MERCATO PRIMA MENO CONSIDERATE, COME I PICCOLI INTERVENTI DI AMPLIAMENTO, I RIFACIMENTI E LE RISTRUTTURAZIONI


18 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Rimettere a norma l’Italia Ferdinando Vignola non si limita a puntare il dito contro la politica per le condizioni attuali. E forte della sua lunga esperienza nel settore pubblico dell’edilizia indica possibili soluzioni e chance di sviluppo

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l futuro di tutto il comparto sembra legato al recupero dell’esistente. Per tutta l’edilizia italiana sembra l’unica via d’uscita dalla crisi profonda che vive ormai anche al di là della recessione globale. In molti concordano su questo punto, compresi gli imprenditori del settore, come Ferdinando Vignola, costruttore, fondatore e titolare della Titano Edilizia Srl che opera nella Capitale da circa 35 anni. «Sarebbe sicuramente la soluzione migliore – dice Vignola –, se si facesse in modo sistematico, con un progetto sostenibile. E qui gioca un ruolo centrale la politica. Se potessi decidere io, direi: mettiamo a norma l’Italia. Infatti, ci sono centinaia di migliaia di fabbricati che non vengono ristrutturati da cinquant’anni. Quello sarebbe un risanamento che porterebbe lavoro a tantissime famiglie. Mettiamo a norma i 6mila chilometri di spiagge che ormai sono ridotte a pattumiere, ma anche la segnaletica stradale in molti posti è parte integrante di un degrado cui si potrebbe porre rimedio. Le condizioni fatiscenti dei suoi edifici sono lo specchio del paese e del suo stato di salute». Prendiamo il suo esempio imprenditoriale: come descriverebbe la situazione attuale? «La mia è un’impresa che negli anni ha dato lavoro a oltre 100 operai e che, come tutte le imprese, ha risentito della morsa della crisi. Non si è lasciata trascinare, ma di certo ha subito un drastico ridimensionamento con conseguente riduzione a un terzo degli operai assunti. Non che il lavoro manchi ma lo Stato dovrebbe mettere in campo incentivi veri e pagare con regolarità e precisione le aziende, esattamente

Ferdinando Vignola, titolare de La Titano Edilizia Srl, con sede a Roma - www.latitanoedilizia.com

QUALITÀ CONTRO IL DECLINO Ferdinando Vignola, titolare della La Titano Edilizia di Roma, spiega quanto messo in atto per resistere alle pessime condizioni in cui versa l’edilizia soprattutto nel settore pubblico. «In 35 anni di esperienza – dice Vignola – abbiamo realizzato qualsiasi opera in campo edile: costruzione, manutenzione civile e industriale, restauri, ristrutturazioni e decorazioni, realizzazione e manutenzione di impianti elettrici e speciali, progettazione. Ora la logistica è gestita dalla sede di Roma Est su un'area di circa 10mila mq sulla quale ci sono 3 capannoni (di oltre 5mila metri quadrati) per lo stoccaggio dei materiali e gli uffici direzionali. Contiamo circa 25 tra autoveicoli, furgoni e mezzi da lavoro. E poi le certificazioni di qualità. Dal 2000 siamo certificati Iso 9000 per progettazione, costruzione, manutenzione e ristrutturazione di edifici civili e industriali, completi delle necessarie strutture, nonché delle eventuali opere connesse, complementari e accessorie. Siamo anche certificati per restauro e manutenzione di beni immobili sottoposti a tutela ai sensi delle disposizioni in materia di Beni Culturali e Ambientali. Nel 2009, recependo le nuove direttive europee, abbiamo aggiornato tale certificazione secondo il sistema Iso 9001 Vision 2000. Dal 2001 ha ricevuto l'Attestazione di Qualificazione dell'esecuzione di Lavori Pubblici per le categorie: OG1 class. V, OG2 class. IV Bis, OG11 class. III-BIS».

come noi paghiamo le tasse. Poi, l’introduzione dello Split payment, previsto dalla legge di stabilità 2015, sta mettendo in difficoltà l’equilibrio finanziario delle imprese che operano nel settore dei lavori pubblici. Per non parlare del costo del lavoro». A cosa si riferisce più precisamente? «Le retribuzioni degli operai sono salatissime ma soprattutto finiscono in gran parte nelle mani delle agenzie delle entrate sotto forma di tasse. Non dico che non debbano essere pagate, tengo a precisarlo questo, ma la loro misura non è ragionevole. Se non si abbassa la retribuzione, lo stesso sistema paese collasserà del tutto. Il lavoro, d’altra parte, è diventato molto più povero. In poche parole, bisogna alzare gli stipendi. Poi, la cassa integrazione e la mobilità sono una catastrofe». Perché? «Mi è anche capitato che degli operai in cassa integrazione rifiutassero proposte di lavoro perché non conveniva loro perdere le entrate assicurate dallo Stato, per quanto esigue, a fronte

della retribuzione del lavoro ordinario. È assurdo che lo Stato paghi senza pretendere che il soggetto in questione lavori per lo Stato stesso. Si guardi in che condizioni si trovano, per esempio, scuole e ospedali: il muratore in cassa integrazione potrebbe lavorare in modo da restituire dignità agli edifici. Ma questo è solo un esempio dei tantissimi che si possono fare. L’intero sistema economico e politico è immobile. Siamo accerchiati da un’illegalità diffusa, le istituzioni non riescono a tenere sotto controllo il territorio, ma sono sempre solerti quando si tratta di infliggere multe o sanzioni a chi vive e lavora alla luce del sole. Poi, semplificare tutto il sistema sarebbe un primo passo importante per aiutare la ripresa: basta con le lungaggini burocratiche che rallentano i processi di lavoro. Insomma, per incentivare una ripresa reale servirebbe poco». Adesso, quali sono le caratteristiche del mercato romano? «Fuori dal raccordo anulare il territorio di Roma non vale più niente. Nessuno compra nono-

stante i prezzi molto bassi. Per questo la maggior parte dei lavori che facciamo sono interventi nel centro storico, che continua ad avere un mercato soprattutto straniero. Roma è una meraviglia che attrae chiunque e quindi per noi ci sono ancora occasioni per ristrutturazioni e riqualificazioni». • Renato Ferretti


20 | Settembre 2016

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ABITARE

Edilizia

Stabilizzare il terreno

La Marchesi Movimento Terra opera oggi in più settori con la capacità sia di erogare al cliente un servizio specifico che di fornire un lavoro completo di progettazione per alcune tipologie di intervento

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l timore di vedere vanificati anni di sacrifici è spesso la molla capace di convincere chiunque a lanciarsi nel vuoto sperimentando il rischio di percorrere strade nuove. È quanto è avvenuto alla Marchesi Movimento Terra Srl che ha saputo guardare oltre la crisi, investendo in nuove attività e rilanciando l’Azienda. A spiegare i contorni della vicenda è il Titolare Sig. Marco Marchesi: «La crisi del settore delle costruzioni – ci spiega - è stata impattante soprattutto nella tipologia di servizio offerto e nella relativa composizione della clientela. Operando in

un contesto provinciale i nostri principali clienti erano Società di Costruzioni: la riduzione o l’azzeramento degli investimenti fatti da queste Aziende, ha indotto un

ampliamento dei servizi offerti per conquistare nuovi Clienti. Una trasformazione abbastanza rischiosa, per rimanere sul mercato. L’allargamento della

clientela, oggi composta da Enti Pubblici, Consorzi di Bonifica e Aziende Private, ci ha consentito di aumentare i Collaboratori e il fatturato». La Marchesi Movimento Terra Srl opera oggi in più settori (movimento terra, asfalti, demolizioni, manutenzioni stradali, sgombero neve) e principalmente nell’attività di consolidamento dei versanti, ponendosi l’obiettivo di mettere in sicurezza il territorio interessato da un movimento franoso in atto oppure di prevenire l’instaurarsi di fenomeni franosi su pendici potenzialmente instabili. «Gli interventi di consolidamento che possiamo realizzare per la stabilizzazione di un pendio sono molteplici: dalle tradizionali tecniche di ingegneria geotecnica che prevedono opere di sostegno (pali, muri in cemento armato, gabbionate), alle tecniche di ingegneria naturalistica che prevedono opere di stabilizzazione superficiale e di controllo Marchesi Movimento Terra Srl ha sede a Pianoro (Bo) posta@marchesimt.it

dell’erosione (palizzate e palificate in legno, terre rinforzate, inerbimenti, rivestimenti antierosivi, scogliere in massi ciclopici), alle opere di drenaggio (trincee drenanti, pannelli prefabbricati). Generalmente la stabilizzazione di un pendio si ottiene con le combinazioni di diverse metodologie di intervento, connesse fra loro. Punto di forza dell’Azienda – continua il Sig. Marchesi - è la disponibilità di macchinari specifici per ogni lavorazione, una disponibilità che ci ha concesso flessibilità di programmazione consentendo di avvicinarsi ai bisogni dei Clienti». Nel 2015, l’Azienda ha ottenuto la Certificazione SOA OG3. • Luana Costa

L’evoluzione dell’edilizia Le nuove tecnologie puntano a coniugare estetica, stile, sicurezza e funzionalità. Oscar Cipolletti descrive gli innovativi solai Cobiax

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asta con le travi sporgenti e con la “foresta di pilastri” in casa. L’abitazione deve poter essere uno spazio vivibile in pieno comfort e in sicurezza. L’evoluzione del mercato edile unitamente al miglioramento delle tecnologie permette di coniugare le naturali esigenze di comodità e di stile alle soluzioni tecniche. «Grazie all’innovativa tecnologia dei prodotti Cobiax, la progettazione non ha più vincoli. Si può organizzare lo spazio in soluzioni altamente estetiche senza tralasciare gli aspetti tecnici di funzionalità e sicurezza. Il solaio Cobiax è la rivoluzione nell’architettura in una soluzione armonica tra forma e funzione». È Oscar Cipolletti, direttore tecnico di In Caltiber e responsabile del settore Cobiax a illustrare gli innovativi ideati dall’azienda. «I prodotti Cobiax sono gabbie d'armatura contenenti corpi cavi di polietilene riciclato ad alta den-

sità che, inserite tra l'armatura superiore e quell'inferiore, sostituiscono il calcestruzzo nelle zone in cui esso sviluppa il suo minor effetto utile. Il peso del solaio si riduce così fino al 35 per cento con effetti positivi su tutta la struttura portante e può far risparmiare sostanzialmente, a seconda del tipo d'edificio, in termini di peso e di materiali». In Caltiber è specializzata nella lavorazione e posa di acciaio per cemento armato, produzione di calcestruzzo preconfezionato e commercializzazione di diversi materiali da costruzione ed è capace di offrire ai clienti un servizio dedicato, dalla progettazione fino alle ultime fasi di cantiere. L’azienda, inoltre, riserva particolare attenzione alle politiche di riduzione dell’impatto ambientale: «in tutte le nostre attività di produzione siamo attenti a sostenere l’economia circolare, dallo spreco al valore. Ad esempio il materiale che compone l’alleggeri-

mento Cobiax è derivato al 95 per cento da materiale riciclabile, inoltre, l’aria utilizzata al posto del calcestruzzo significa minor produzione di CO2. Una singola sfera del diametro di 36 cm permette di risparmiare l’equivalente in CO2 di 25 km percorsi da una automobile». Dopo anni di crisi, nel comparto edile si avverte una timida ripresa legata quasi esclusivamente alle riqualificazioni energe-

In Caltiber si trova a Perugia - www.incaltiber.it

tiche e ristrutturazioni. Tuttavia, conclude Cipolletti, «questo piccolo segnale non può bastare a colmare il solco nelle perdite degli ultimi anni e ci auguriamo che vengano attuati piani di investimento in opere pubbliche, unitamente a politiche di riduzione della tassazione sulla casa».• Luana Costa


22 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Migliorare la vivibilità Stabili srl è un’azienda qualificata, da sempre vicina al territorio. Opera principalmente nelle province di Cremona, Mantova, Brescia e Parma, maturando nel tempo diverse esperienze europee

S

toria e innovazione al servizio del Paese. Stabili Srl è tutto questo: un’azienda sinonimo di garanzia e di sicurezza che ha messo le proprie attività al servizio del miglioramento dei contesti urbani. La maggior parte delle opere realizzate dall’azienda sono infatti tese all’innalzamento della vivibilità delle città: lavori stradali indirizzati a garantire stabilità alle reti infrastrutturali; creazione di reti fognarie, di reti di distribuzione di energia elettrica, gas, telefonica, pubblica illuminazione, tombamenti canali irrigui, impianti di prima e seconda pioggia. Ma anche opere a più alto impatto sociale come, ad esempio, la realizzazione di opere di copertura o ricopertura artificiale di canali, fossi irrigui in origine a cielo aperto a fini urbanistici o ambientali e, ancora, il riciclo e il recupero di materiale inerte non pericoloso. «L’azienda

Stabili Srl ha sede a Casalmaggiore (Cr) www.stabilisrl.it

nasce quasi quarant’anni fa – ci racconta Eugenio Stabili - dalla voglia e dall’aspirazione mia e di mio fratello che purtroppo è venuto a mancare quasi dieci anni fa. Ma la ditta ha comunque mantenuto una conduzione di tipo familiare e sicuramente l’unione, l’affetto e la voglia di veder crescere quello che si è creato con le proprie mani o attraverso quelle dei propri genitori ci motiva a fare sempre meglio. Questo è stato un punto di forza anche con i nostri clienti storici, che apprezzano da sempre sia la nostra professionalità sia la dedizione e la cura che ogni giorno dedichiamo ai nostri cantieri». Grande fama ma anche grandi responsabilità per un settore, quello edile, finito nell’occhio del ciclone proprio a causa degli eventi sismici che hanno colpito il centro Italia: «Credo che la consapevolezza di una necessaria sicurezza e di un maggior controllo dei lavori edili e non solo – spiega Eugenio Stabili - sia aumentata visti i tristi avvenimenti degli ultimi anni. Certa-

mente stiamo cercando sempre più di adeguarci agli standard europei e mondiali sperando di riuscire a limitare i danni provocati dalle catrastofi naturali. Sono convinto che la qualità e la sicurezza nel settore edilizio italiano siano ottime se si collabora con aziende serie e che hanno a cuore il loro lavoro, offrondo diverse garanzie comprovate dagli anni di lavoro e dalla qualità del loro operato». L’azienda, che ha maturato una ricca storia pluriennale, può annoverare un fitto numero di progetti in attivo: «I cantieri che sicuramente meglio ci caratterizzano e che hanno segnato la nostra storia sono l’importante ampliamento del Consorzio Casalasco del Pomodoro, la collaborazione giornaliera con Sterilgarda Alimenti e la realizzazione e l’ampliamento di diversi stabilimenti di Marcegaglia Spa e di Invernizzi Spa». L’azienda colpita in prima persona dal terremoto nel 2012 ha deciso di sviluppare le proprie competenza nelle costruzioni antisismiche: «Da quasi un anno stiamo

NUOVI SBOCCHI La crisi nel mercato edilizio della fine degli anni 2000 ha portato l’azienda casalasca a trovare un nuovo sbocco, sempre legato al proprio ambito, in un settore emergente e promettente come quello degli aggregati riciclati. L’utilizzo dei materiali riciclati, anche se visti ancora con un minimo di diffidenza, è sempre più frequente e le strutture realizzate con questa tipologia di prodotti, diversamente da quelli naturali, pare che siano migliori e più resistenti.

CREDIAMO SIA NECESSARIO AUMENTARE I CONTROLLI, INVESTIRE IN PROGETTI INNOVATIVI CHE POSSANO APPORTARE MAGGIORE SICUREZZA NELLE OPERE EDILI ED ELIMINARE LE GARE AL MASSIMO RIBASSO collaborando con le aree colpite dal terremoto in Emilia alla ricostruzione di prefabbricati andati distrutti - sottolinea ancora Eugenio Stabili -. L’azienda sta lavorando molto nell’ambito dei prefabbricati industriali, partendo proprio dalla progettazione in base alle esigenze del cliente e seguendo tutta la realizzazione dalla A alle Z. I settori nei quali lavoriamo maggioramente sono quello alimentare e quello delle materie prime». Per garantire maggiore sicurezza nell’ambito delle costruzioni «credo sia necessario in primo luogo aumentare i controlli, richiedere maggiori garanzie da parte delle aziende con cui si vuole collaborare e sorvegliare lo sviluppo dei lavori, in modo tale che procedano nel migliore dei modi; in-

vestire sempre di più nei progetti innovativi e che possano apportare i giusti cambiamenti e maggiore sicurezza nelle opere edili; privilegiare il lavoro delle aziende con qualifiche, attestati e una buona storicità, eliminando, soprattutto per quanto riguarda i lavori per gli enti pubblici, le gare al massimo ribasso, che impongono prezzi eccessivamente ridotti perché i lavori possano essere eseguiti nel migliore dei modi e secondi i canoni ormai necessari e giusti. Infine penso sia giusto incentivare l’utilizzo dei materiali riciclati, sia perché ormai è stato appurato che per molti aspetti siano migliori di quelli naturali, sia perché permettono appunto un continuo riciclo, limitando così l’inquinamento ambientale». • Luana Costa


24 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Calce e canapa, una svolta green building

Un nuovo materiale in grado di garantire impatto ambientale zero e caratteristiche uniche, come l’unione di fonoassorbenza e traspirabilità, salubrità dell’aria all’interno e versatilità estetica. Ne spiega i vantaggi Andrea Rattazzi, responsabile commerciale della linea di prodotti per l’edilizia Calcecanapa®

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on sono pochi gli scettici che ancora vedono nelle soluzioni green un compromesso tra efficienza produttiva, qualità e tutela ambientale. Eppure non mancano gli esempi che dimostrano l’opposto e in cui la qualità del prodotto risulta altissima nonostante, anzi forse grazie a, l’uso di materiali perfettamente naturali, riciclabili e a impatto zero. Ne è un esempio Calcecanapa®, un marchio registrato da la Banca della Calce srl di Bologna. «Questa nuova linea di prodotti per il green building e il restauro – dice Andrea Rattazzi di Calcecanapa® – nasce dall’unione di calce e canapa, come suggerisce il nome scelto. Si tratta di un materiale innovativo, ecosostenibile, che rende gli edifici energicamente più efficienti, sani e confortevoli. È più della somma di due materiali, è un nuovo biocomposto in cui la calce guadagna le proprietà isolanti e la legge-

rezza della canapa mineralizzata. La nostra produzione offre una serie completa di prodotti e soluzioni per l’edilizia: termointonaci, blocchi a incastro, intercapedine, cappotti, tetti, sottofondo, finiture e tinte dai colori pastello. In particolare, da sottolineare, è il sistema Blick prodotto in partnership con la Brian Prefabbricati di Breganze (VI), un blocco a incastro che si monta senza malta di allettamento e si integra perfettamente alle strutture portanti in legno. In altre parole, è un sistema di blocchi termo-isolanti leggeri, performanti e pensati per rispettare i valori di trasmittanza termica imposti dalle normative». Rattazzi passa poi a descrivere nel dettaglio i vantaggi del nuovo materiale. «Calcecanapa® migliora la qualità dell’aria della casa – spiega il titolare dell’impresa bolognese –, evita la proliferazione di muffe, funghi e batteri, garantisce la salubrità, accresce il comfort e la qualità della vita. Le case che impiegano Calcecanapa®

sono calde d’inverno e fresche d’estate grazie alla massa, il biocomposto funziona come un impianto di aria condizionata naturale, determinando il benessere termico dell’abitazione. L’esigenza di isolare gli ambienti dai rumori provenienti dall’esterno, poi, può portare a chiudersi in contenitori stagni e malsani. Grazie alla struttura aperta del biocomposto, le prestazioni di assorbimento di onde acustiche raggiungono il 90 per cento tra 500 e 2000 Hz, con eliminazione quasi totale di risonanze indesiderate. Con Calcecanapa® fonoassorbenza e traspirabilità convivono in perfetta armonia. Inoltre, ha una conducibilità termica compresa tra 0.050 e 0.095 W/mK, che la rende un ottimo isolante. E ancora, la sua durata è praticamente illimitata, perché la calce mineralizza la canapa rendendola inattaccabile da batteri, muffe, insetti, roditori. In più, la canapa di per sé è una risorsa potenzialmente infinita, grazie alla biomassa prodotta annualmente, e la calce è ottenuta dalla cottura dei calcari, rocce abbondanti sulla crosta terreste, e diffusi

praticamente ovunque». Ma l’elenco delle caratteristiche che rendono diverso questo materiale, non finisce qui. «Le pareti di una casa devono poter respirare – continua Rattazzi –: Calcecanapa® combina la permeabilità al vapore della calce all’igroscopicità della canapa, cioè la capacità del canapulo di assorbire elevate quantità di vapore acqueo. Le murature di un edificio che impiegano questo materiale possono assorbire umidità ma, successivamente, rilasciarla con grande facilità. Ciò evita il deterioramento dei materiali e favorisce la riduzione del livello di umidità complessiva all’interno dell’edificio. Poi, bisogna ricordare che è un prodotto ignifugo, resistente

alla fiamma, senza rilascio di fumi tossici o D-infiammabili. Infine, anche dal punto di vista estetico non ha niente da invidiare ad altri materiali: il biocomposto nelle diverse granulometrie e tessiture può essere lasciato a vista o essere colorato in massa con pigmenti minerali di origine naturale, terre, ocre, ecc. L’elevata flessibilità e il basso ritiro igrometrico riducono al minimo fessure e cretti con un effetto materico che non lascia spazio ai difetti tipici dei rivestimenti ad alto spessore. E con Calcecanapa® Tinteggio e Intonachino, il valore estetico delle superfici interne ed esterne cresce ancora, grazie alla birifrangenza della calcite». • Renato Ferretti

Calcecanapa® ha sede a Bologna, presso la Banca della Calce - www.calcecanapa.it

UN INCASTRO PERFETTO Andrea Rattazzi, titolare di Banca della Calce, guarda più da vicino le caratteristiche di Calcecanapa® Blick, prodotto in partnership con Brian Prefabbricati di Breganze (VI). Blick ̀e un elemento in calce e canapa di forma parallelepipeda, prodotto industrialmente, impiegato per la costruzione di murature non portanti o divisorie. Il blocco ad incastro presenta nella sua forma elementi sulle 4 facce che permettono un preciso accostamento con gli altri blocchi. Blick ha caratteristiche fisiche, meccaniche e di forma tali da ottenere un tamponamento naturale ed altamente isolante (U=0,184 W/m2K). BlickWood ̀e il sistema costruttivo per case in legno dove la tamponatura composta di elementi prefabbricati Blick si integra con il telaio portante. La muratura, per risultare finita, necessita della sola intonacatura con malte di calce. L’edificio viene progettato rispettando la modularita ̀ dei blocchi: cosìfacendo l’esecuzione si rileva semplice, economica, meccanicamente ed esteticamente corretta.


Settembre 2016 | 25

Fiera Recam 2016

solo dagli specialisti del settore. Secondo le indagini effettuate dal Transparency Market Research infatti il mercato della bioedilizia conta più

Torna a Montebelluna la manifestazione che da diciassette anni propone

di 105 miliardi di dollari, con tassi in crescita del 19 per cento all’anno. No-

a tutti i visitatori nuove soluzioni di design e di arredamento per la pro-

nostante i dati siano incoraggianti però l’edilizia green made in Italy si

pria casa, le soluzioni costruttive e di efficientamento energetico, le fini-

muove ancora lentamente rispetto al resto dei paesi industrializzati.

ture e i sistemi di sicurezza. La rassegna negli anni ha conservato il suo

Dalle interviste effettuate sul sito Immobilgreen.it si è giunti alla con-

ruolo di evento specializzato nelle tematiche della bioedilizia, del ri-

clusione che la difficoltà del mercato della bioedilizia in Italia sia legata

sparmio energetico e della sostenibilità, temi sempre più sentiti e non

fondamentalmente a una mancanza d’informazione globale.

Puntando sulla bioedilizia Il settore edile scommette sulla realizzazione di edifici a basso consumo energetico. Le famiglie Nex e Creton guardano con sempre maggior interesse a questo segmento, garantendo costruzioni e materiali di qualità

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randi e piccoli interventi conservativi di edifici storici ma anche ristrutturazioni di abitazioni o fabbricati. La storia della società Alpi Scavi è costellata di successi e capace di dispiegare le sue attività in diversi rami commerciali. Oggi l’attività svolta dall’impresa si accentra principalmente nelle costruzioni generali, nell’esecuzione di ristrutturazioni e restauri conservativi di edifici storici, nelle operazioni di scavo e movimento terra, costruzione strade, parcheggi e piazzali, costruzione acquedotti, vasche, impianti di irrigazione a pioggia ed innevamento artificiale, costruzione di cen-

trali idroelettriche, reti fognarie, operazioni di riprofilatura e sistemazione piste da sci e strade poderali con trattore e fresa spaccasassi, opere di ingegneria naturalistica, idrosemina, attività di sgombero neve e manutenzioni varie. Una scelta, quella di diversificare quanto più possibile le attività, indotta dalla recente crisi economica: «Il mercato delle costruzioni, negli ultimi anni, ha subito una forte contrazione delle richieste oltre ad una significativa riduzione del numero di appalti pubblici» spiega David Nex. «La crisi del settore edile – continua Loris Nex ha spinto numerose imprese ad aumentare la competitività puntando sulla riduzione dei costi della pro-

Alpi Scavi ha sede a Doues (Ao) www.alpiscavi.com

LE RICHIESTE PIÙ FREQUENTI RIGUARDANO LE POSSIBILI VARIANTI SULLA SCELTA DI MATERIALI ASSOCIATE A TECNICHE COSTRUTTIVE INNOVATIVE duzione diversificando le lavorazioni optando per categorie specializzate; oppure implementando la qualità del manufatto finito. Nel nostro caso, abbiamo preferito puntare sulla qualità del prodotto offerto; lavorando in sinergia con progettisti, fornitori e maestranze al fine di offrire un risultato che soddisfi in pieno le aspettative dei clienti più esigenti. Le richieste più frequenti che vengono formulate dalla nostra clientela riguardano le possibili varianti sulla scelta di materiali associata a tecniche costruttive innovative che consentano di ottenere una riduzione delle tempistiche di realizzazione ed un risparmio dei costi. Anche il rispetto del cronoprogramma esecutivo delle commesse acquisite rientra nelle richieste più frequenti della committenza». Nel portfolio clienti che l’azienda può vantare ci sono principalmente privati che intendono ristrutturare o costruire nuove abitazioni. «Riceviamo anche richieste di enti privati e pubblici per project financing che contemplino le fasi di progettazione e realizzazione di impianti idroelettrici e fotovoltaici – aggiunge David

Nex –. Ultimamente la clientela del mercato edile è diventata sempre più competente ed esigente. Abbiamo notato un incremento delle richieste per la costruzione di edifici a ridotto consumo energetico che offrano la garanzia dell’impiego di materiali di qualità. Le principali caratteristiche che distinguono il nostro prodotto sul mercato sono la professionalità, la serietà e l’innovazione, maturate dal know how acquisito in trenta anni di presenza attiva sul mercato delle costruzioni. Sicuramente intendiamo rafforzare la nostra posizione sul mercato edile puntando sull’edilizia di pregio e a basso consumo energetico. Visto il trend

positivo riscontrato nell’ultimo anno, investiremo maggiormente nella società controllata, Eco Grand Combin, che si occupa di recupero e trattamento di rifiuti inerti derivati da attività di scavo e demolizione. Un settore che, vista la sua complessità, comporta l’applicazione di tecnologie e sistemi innovativi per il trattamento dei rifiuti. Un esempio di tali scelte si è concretizzato recentemente nell’installazione di una nuova tramoggia di pesatura carico e selezione di inerti ricavati dal trattamento di rifiuti all’interno del nostro impianto di produzione di calcestruzzi». • Luana Costa

AMBIENTE E SERVIZI La politica aziendale ha sempre avuto una forte sensibilità ai temi ambientali, ricercando continuamente soluzioni esecutive e costruttive ecosostenibili. Tali scelte si sono concretizzate ultimamente con investimenti sulle energie rinnovabili come l’idroelettrico e il fotovoltaico. L’azienda aostana esegue gratuitamente studi di fattibilità e realizzazione di impianti idroelettrici e fotovoltaici. Alpi Scavi grazie all’elevata specializzazione delle sue maestranze oltre che ad un vasto parco mezzi riesce ad affrontare, in completa autonomia, commesse ad ampio raggio partendo dalla classica costruzione /ristrutturazione edilizia alla costruzione di impianti idroelettrici. L’ufficio tecnico e amministrativo completano la struttura organizzativa offrendo un valido supporto in ogni fase di espletamento della commessa.


Settembre 2016 | 27

Klimahouse 2017 Dal 26 al 29 gennaio 2017 va in scena a Bolzano Klimahouse, la fiera internazionale per l’efficienza energetica e il risanamento in edilizia, da anni punto di riferimento per chi in Europa si occupa di costruzioni ecocompatibili. La formula vincente della manifestazione è il mix tra uno spazio espositivo, dedicato alle novità di prodotto proposte da aziende del settore selezionate da una giuria di qualità e il ricco programma di eventi formativi e informativi. Ad attestarne il successo alcuni numeri del 2016: 460 espositori, 25.000 mq di area espositiva, 160 giornalisti accreditati e oltre 1.500 partecipanti ai forum tematici.

Vivere ambienti sani

Mantenere alti gli standard qualitativi all’interno della propria abitazione non è un elemento secondario. L’azienda Lunos provvede all’installazione di sistemi di areazione di ultima generazione

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ivello di vivibilità e grado di urbanizzazione sono due concetti che, nelle moderne società sottoposte ad uno spasmodico sviluppo, appaiono sempre più inconciliabili. E sebbene rinunciare ad almeno uno dei due elementi rimane impossibile all’interno dei contesti urbani, altrettanto non si può dire degli spazi domestici. Qui mantenere sotto controllo gli standard di areazione, divenuti sinonimo di “abitare in modo sano”, è la scommessa lanciata dall’azienda tedesca Lunos specializzata nell’escogitare sistemi di aereazione adatti alla nascita delle nuove forme abitative. «Per abitare in modo sano – spiega il titolare dell’azienda Recuterm, importatrice della Lunos per il mercato italiano - abbiamo bisogno di aria fresca. Se manca non ci sentiamo bene o addirittura ci possiamo ammalare. L’aria fresca per noi è quindi indispensabile e allo stesso tempo anche per la nostra abitazione. Ma al giorno d’oggi come possiamo assicurarci che la nostra abitazione venga sufficientemente arieggiata, se ci troviamo spesso al di fuori di essa? Come possiamo inoltre far in modo che rimanga sufficientemente calda, per sentirci a nostro agio, senza

Lunos si trova a Naturno (Bz) - www.lunos.it

sprecare prezioso calore? Con i sistemi decentralizzati d’areazione degli spazi abitativi con recupero di calore di Lunos tutto questo non è un problema». Tra i prodotti innovativi commercializzati dalla società altoatesina vi sono in particolare due ventilatori decentralizzati con recupero di calore di ultima generazione: si tratta di Lunos e²neo e di Nexxt. «Nexxt è un apparecchio decentralizzato – continua il titolare - per il recupero di calore, che uni-

L’AREAZIONE È AUTOMATICA, IN BASE ALLE NECESSITÀ DELLE PERSONE, MENTRE UN INTERVENTO MANUALE NON È NECESSARIO sce i vantaggi dell’areazione decentralizzata e centralizzata e allo stesso tempo è uno dei ventilatori più silenziosi della sua classe. Da adesso si possono gestire più ambienti con un unico apparecchio. Nelle due varianti a incasso Nexxt è dotato di serie, sia per l’immissione che per l’estrazione dell’aria, di sensori di umidità e temperatura. Negli ambienti avviene quindi sempre un’areazione automatica in base alle necessità delle persone, mentre un intervento manuale non è necessario». Operando in base al principio del continuo miglioramento, l’azienda ha quindi aggiornato i sistemi e² dando alla luce e²neo, che «prende le mosse già da un funzionamento silenzioso di 5 m³/h. Questo è reso possibile da un nuovissimo motore, che oltre ad avere una rumorosità di funzionamento sensibilmente ridotta, si lascia regolare ancor più precisamente. Il ventilatore e²neo non solo è più silenzioso della sperimentata generazione e², bensì è anche più efficiente». • Luana Costa


28 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Ceramica

Emilio Mussini, presidente della Commissione attività promozionali e fiere di Confindustria Ceramica

Cersaie, tra cultura e mercato

L’edizione 2016 di Cersaie si conferma tappa fondamentale nel panorama dell’architettura, dell’interior design, della posa e per il privato. Piattaforma di business ma anche di studio delle molteplici valenze espressive e produttive della ceramica e non solo

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a 34esima edizione di Cersaie, in programma dal 26 al 30 settembre a Bologna, è già un successo ancor prima di aprire i battenti. Il Salone internazionale della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno ha già fatto registrare il sold out. «Tutti i 156mila metri quadrati di superficie espositiva disponibile sono stati occupati - ha sottolineato Emilio Mussini, presidente della Commissione attività promozionali e fiere di Confindustria Ceramica -. È un traguardo non da poco, per diverse ragioni, tra le quali l’averlo raggiunto a 3 mesi dall’apertura della manifestazione. Una dimostrazione dell’interesse che si manifesta per Cersaie da parte di espositori italiani ed esteri, provenienti dai cinque continenti». Sono 16 i padiglioni dedicati al comparto della ceramica e 4 al variegato mondo dell’arredobagno, pronti a mostrare i trend e le più innovative proposte della produzione italiana ed estera. Riconfermate l’universalità dei produttori di parquet in legno naturale e la qualificata partecipazione delle industrie del marmo; per il terzo anno

consecutivo, sono inoltre esposte nel padiglione 22 le soluzioni che affiancano la ceramica e sono destinate al rivestimento delle superfici orizzontali e verticali. L’internazionalità - con una componente estera in crescita nel 2015 e 170 nazioni rappresentate nei visitatori - e la capacità di costruire rapporti con il sistema della distribuzione di tutto il mondo costituiscono i punti di forza della fiera, che identifica il perfetto luogo di incontro e di interazione per chi è interessato non solo all’aspetto commerciale ma anche alla conoscenza e all’innovazione in riferimento alla ceramica e non solo. Per questo, la manifestazione si arricchisce di format, contenuti e iniziative rivolti al consumatori finali e naturalmente agli addetti ai lavori e agli operatori delle costruzioni, dell’interior design e della posa: la galleria dell’architettura, la città della posa ospitata nell’area 49, l’agorà dei media, dove si terranno rispettivamente i convegni con i grandi architetti, i work in progress relativi all’impiego dei materiali, l’evento ‘Cersaie disegna la tua casa’. La novità del 2016 si chiama i “cafè

della stampa”, conversazioni - dislocate su tre padiglioni - tra i direttori delle principali testate di interior design ed esponenti di primo piano dell’architettura e del design contemporaneo. È il porto il protagonista di Cer-sail - Italian style concept, l’ampia mostra collettiva (1.500 mq nel padiglione 30) tesa a presentare nuovi modelli volti alla riqualificazione e valorizzazione delle aree portuali nel nostro Paese sia nella parte turistica che in quella commerciale, con prodotti e aziende che esemplificano il meglio del made in Italy in diversi settori: dalla moda alle ceramiche, dall’arredamento alle superfici, dall’attrezzatura sportiva all’arredo bagno fino al food, ai cosmetici e al tessile. Non mancano i nomi prestigiosi. Molto attesa è “10 on 10: Ten Fosters and Ten others”, la lezione del pluripremiato architetto e designer britannico Norman Foster, premio Pritzker 1999. Nella conversazione con lo storico dell’architettura Francesco Dal Co (in programma martedì 27 settembre presso il Palazzo dei congressi di BolognaFiere), Foster si concen-

trerà sui dieci progetti, suoi e di altri architetti, che lo hanno maggiormente influenzato nel corso della sua straordinaria carriera. Insignito da sua maestà britannica del titolo di lord, Norman Foster è famoso per molte opere, tra cui il restauro del Reichstag a Berlino, il municipio di Londra e la metropolitana di Bilbao. I suoi lavori più recenti includono il Millenium Bridge di Londra, l’Hearst Tower di New York, l’aeroporto internazionale di Pechino,e il campus 2 della Apple a Cupertino. Recente è la costituzione della Norman Foster Foundation, che promuove la ricerca per aiutare una nuova generazione di architetti, progettisti e urbanisti ad anticipare il futuro. Il primo progetto della fondazione è stato presentato all’ultima Biennale di architettura di Venezia: si tratta del prototipo in scala reale di un aeroporto per droni in laterizio con l’obiettivo di creare, entro il 2030, un network di droneport per effettuare consegne di medicinali e generi di primissima necessità in remote località dei paesi in via di sviluppo. Mercoledì 28 settembre parlerà l’architetto e docente paraguaiano Solano Benítez, fondatore dell'associazione professionale “Gabinete de arquitectura” e premiato con il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia di Alejandro Aravena quale miglior partecipante alla 15esima Mostra internazionale di Architettura Reporting from the Front, grazie a un innovativo sistema costruttivo in laterizio e cemento a bassissimo impatto tecnologico. Nello stesso giorno, Manuel Aires Mateus, fondatore con il fratello Francisco dell’omonimo studio di architettura di Lisbona, è il protagonista della conferenza “L’architettura di Aires Mateus” per il ciclo “Costruire abitare pensare”. All’interno dello stesso filone, l’incontro con il designer, ricercatore e architetto Ugo La Pietra è uno degli appuntamenti di punta con il mondo dei giovani. Sul palco gli studenti degli istituti superiori provenienti da tutta l’Emilia Romagna sono chiamati a interagire direttamente con l’artista nella “lezione alla rovescia”. • Francesca Druidi


30 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Finiture

Ceramiche d’autore Mutina è un modo inedito di guardare alla ceramica non più come semplice rivestimento, ma come progetto d’interior design

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iastrelle che rievocano suggestioni, incorporano fenomeni naturali o conservano le tracce del processo di lavorazione. Le collezioni realizzate dall’azienda modenese Mutina specializzata nel campo delle ceramiche non sono semplici materiali da consumo. Al contrario, sono l’esito di una lunga ricerca e aspirano a rappresentare aspetti significativi dell’esistenza. Un progetto d’autore che unisce tecnologia e fatto a mano, sperimentazione per superare i limiti della materia e ricerca imprescindibile dell’alta qualità del prodotto. «Patricia Urquiola, Edward Barber e Jay Osgerby, Rodolfo Dordoni, Ronan e Erwan Bouroullec, Tokujin Yoshioka, Yael Mer e Shay Alkalay di Raw Edges, Inga Sempè, Konstantin Grcic sono il cuore del team Mutina, che lavora

Massimo Orsini, presidente di Mutina di Fiorano Modenese (Mo) - www.mutina.it

condividendo le stesse passioni: l’arte, il good design, l’architettura, l’approccio al prodotto e una particolare visione della vita- racconta Massimo Orsini, presidente dell’azienda. Il lavoro è frutto di una continua ricerca: testare quali tra le lavorazioni artigianali e industriali, frutto delle tecnologie più avanzate, siano le più adatte per produrre rivestimenti ceramici da parete e da pavimento, per vestire le architetture come una seconda pelle. Per questo, le ceramiche Mutina diventano materia prediletta per spazi pubblici e privati, da interni domestici di segno contemporaneo a hotel di grande firma, showroom di moda, ristoranti di tendenza, università prestigiose – come la Bocconi - e grandi templi dell’arte - Tate Modern -, coprendo un’area geografica che spazia dall’Europa all’Oriente per arrivare all’Atlantico». Può spiegare in cosa consiste la filosofia che sta alla base dell’azienda? «Sono quattro i perni: il prodotto, inteso come il valore del prodotto, la ricerca - la qualità del fare artigiano abbinata all’alta tecnologia - il buon design e un’attenzione puntuale ai dettagli». In che misura l’arte può contaminare campi più vicini al commercio e all’industrializzazione dei prodotti? Qual è il risultato? «L’arte appartiene soltanto a se stessa. Poi ci sono gli artisti, persone spesso speciali, con i quali instaurare un dialogo e un confronto. Gli artisti sono una fonte inesauribile di stimoli, per chi, come noi fa ricerca, soprattutto per il loro utilizzo di materiali diversi che vengono plasmati in opere che

RICONOSCIMENTI Il percorso di Mutina è stato premiato a livello internazionale con numerosi riconoscimenti per lo slancio innovativo, la creatività e i risultati ottenuti nel campo dei rivestimenti ceramici. Tra i più recenti: l’EDIDA Award 2016 per Numi di Konstantin Grcic, l’EDIDA Award 2014 per la collezione Mews di Edward Barber e Jay Osgerby, il Wallpaper Design Award 2014 e l’Interior Innovation Award 2014 di IMM per le collezioni Azulej di Patricia Urquiola, Tex di Raw Edges, Phenomenon di Tokujin Yoshioka.

esprimono una visione o una reinterpretazione». Quello dei rivestimenti è un mercato settorializzato, quali esigenze prioritarie manifestano i clienti? «I clienti, da Mutina, azienda che basa il proprio lavoro sulla ricerca e la collaborazione con i designer, si aspettano le proposte di nuove tendenze nel mondo della ceramica». Sotto quali aspetti il mercato è variato negli ultimi anni? «Pensiamo ci sia stato un cambiamento generalizzato, anche nel modo di vivere, che ha modificato il nostro percepito. Siamo profondamente attratti da tutto ciò che è contemporaneo, dalle esigenze e necessità che ne derivano. Il mercato ha premiato le aziende che offrono un progetto di design come il nostro, grande assente nel nostro

campo fino a pochi anni fa, e che punta ad avere un prodotto ricercato ed esclusivo». A cosa si ispirano le collezioni? «Alla passione per il prodotto, cito Giò Ponti “La ceramica è un materiale meraviglioso, è fra i materiali incorruttibili […] naturale, semplice e spontaneo”, che sfida i limiti, combinando creatività e innovazione tecnologica per concepire materie nuove e superfici originali. Al rispetto per la materia, che nasce dal desiderio di restituire alla ceramica una tradizione, un “linguaggio” di design e di architettura. Al coraggio per le proprie idee e cito Bruno Munari: “Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima…”. Al coraggio come sogno: il sogno di raccontare, comunicare, di permettere al mondo di immergersi nel nostro sogno con il desiderio di viverlo attraverso i nostri occhi e la nostra pelle». Il lavoro di squadra è il segreto del successo? «Assolutamente, tanto che la frase di Milton Glaser - guru del graphic design- “You can only work with people you like” è diventata il nostro motto. Secondo la nostra esperienza, i più grandi successi sono sempre stati legati al lavoro di squadra. Il nostro lavoro è frutto di un profondo scambio intellettuale, culturale ed umano, di una condivisione esperienziale. Ogni collezione è il frutto di un progetto a più mani. Ogni risorsa del team è un valore imprescindibile, che rafforza l’identità e l’unicità del brand e del progetto Mutina». • Luana Costa


Settembre 2016 | 31

La città della posa

zione, installazione, manutenzione di lastre di grande formato a

Al Cersaie di Bologna, nell’area 49 del quartiere fieristico, si riu-

un disegno tecnico e sotto la guida e supervisione di Peter Goe-

nirà il mondo della posa con importanti iniziative per i propri vi-

gebeur, maestro piastrellista fiammingo, nonché presidente della

sitatori, a partire dall’Euf workshop che si svolgerà il 27 e 28 set-

commissione tecnica Euf. Grande spazio sarà riservato ai maestri

tembre. In questa occasione posatori provenienti da tutta

di Assoposa che, grazie ai propri maestri piastrellisti, offrirà di-

Europa, suddivisi in cinque squadre miste, compiranno dimo-

mostrazioni di posa in opera di grandi formati, formati sottili e ri-

strazioni di posa “Thin xxl panels” (movimentazione, lavora-

vestimenti interni ed esterni.

spessore ridotto), realizzando manufatti complessi sulla base di

Cotto,

un materiale insostituibile

Alessio Brioni ne spiega le proprietà principali che lo rendono uno dei protagonisti dell’edilizia da migliaia di anni. «Non inquinante e completamente naturale, le sue possibilità estetiche sono ancora insuperate»

L

a sua tecnologia produttiva è identica a quella utilizzata da più di 2000 anni. Durante tutte le fasi di produzione e anche dopo la cottura non si creano mai scarti o rifiuti perché può sempre essere riutilizzato. E anche dal punto di vista estetico è un materiale straordinario. In ambito edilizio, il cotto non ha mai perso il suo ruolo da attore principale, proprio grazie alle caratteristiche uniche che può vantare. Ne parliamo con Alessio Brioni, che insieme ad Alberto Brioni, gestisce l’omonima Fornace in provincia di Mantova. «L’attività di famiglia è iniziata nel 1920 – ricorda Brioni – quindi la nostra è la quarta generazione cui passa il testimone. Il cotto mantovano Brioni è prodotto con le argille alluvionali estratte dalla cava nella golena del fiume Po, dove i limiti argillosi sono di qualità eccellente perché generati dal lento susseguirsi delle stagioni e dalla stratificazione delle successive sedimentazioni. Per quanto riguarda la sicurezza, i nostri prodotti in cotto non rilasciano alcuna sostanza nociva, né in fase di lavorazione né dopo la messa in opera perché non le contengono, utilizziamo infatti solo argille nazionali controllate senza aggiunte di additivi o ossidi. La marcatura CE, le prove di laboratorio presso Istituti qualificati come il Ri.Cert di Vicenza o il Centro Ceramico di Bologna dimostrano la forte attenzione alla continua messa a punto di un materiale antico ma sempre vivo, capace di interpretare con nuove sfumature le esigenze del linguaggio architettonico di ogni epoca». L’artigianalità che rappresentate è sicuramente un valore in sé, anche da un punto di vista commerciale. Ma, nello specifico della produzione vera e propria,

La Fornace Brioni ha sede a Gonzaga (Mn) - www.fornacebrioni.it

Quali esempi di lavori eseguiti può fare? «I prodotti Fornace Brioni sono stati utilizzati in decine di chiese, conventi, chiostri, castelli, palazzi, ville. Ne sono una magnifica testimonianza, la Villa del Balbianello sul lago di Como, il Palazzo Reale di Milano, il Palazzo Ducale di Sabbioneta, il convento di Asola, la chiesa di Camposanto e la chiesa di San Francesco a Modena, Villa dei Vescovi a Padova, il castello di Roccabianca e il palazzo delle Orsoline a Parma. Tra le diverse tipologie di cotto fatto a mano spiccano gli impasti speciali per ristrutturazioni e restauri come il Variegato Lombardo o il Nocciolato Antica Maniera». Quali sono gli ultimi prodotti su cui avete lavorato? «Da pochi mesi abbiamo presentato la nuova collezione GrigioBrioni. Si tratta di una linea di prodotti in terracotta per pavimenti e rivestimenti di colore grigio ottenuta senza alcuna aggiunta di ossidi o coloranti. È pertanto un prodotto cento per cento naturale con uno stile unico e inconfondibile che si adatta perfettamente anche ad ambienti moderni o industriali. Inoltre, al momento stiamo sviluppando con un importante studio di architettura una linea di rivestimenti sagomati e a rilievo dove uniamo alla terracotta materiali quali le resine, i cementi o gli smalti». Come descriverebbe il vostro raggio d’azione? «Per quanto riguarda il settore del restauro lavoriamo principalmente nel Nord Italia realizzando i pavimenti di chiese, palazzi storici e ville. Il cotto Grigio e i rivestimenti invece vengono esportati in tutto il mondo principalmente in Australia, Emirati Arabi, Inghilterra e Olanda. Nuovi spazi stanno nascendo anche in altri paesi europei. Al momento sono in fase di realizzazione un nuovo catalogo e un nuovo sito internet e sicuramente cercheremo di sviluppare il mondo dei social che già ci sta portando degli ottimi frutti». • Remo Monreale

NEL LABIRINTO A Fontanellato, in provincia di Parma, è nato il labirinto di bambù più grande del mondo. Grazie alla straordinaria visione dell’editore Franco Maria Ricci, proprietario della Masone. Il labirinto della Masone, inaugurato nel maggio del 2015, è costruito attorno a due grandi strutture in laterizio che contengono spazi espositivi, ristoranti, camere, book-shop, bar e aree convegni. «Fornace Brioni ha fornito più di 21mila mattoni speciali in cotto – dice Alessio Brioni, contitolare della fornace – fatti interamente a mano in stampi di legno. Dietro progetto e richiesta dell’architetto Bontempi sono stati realizzati capitelli, mensole, pilastri, cunei e cornici su specifico disegno, decine di pezzi unici. Per pezzi speciali intendiamo quelli diversi dai semplici mattoni perché prevedono curve o forme particolari. Dunque, una produzione più complessa e delicata, della quale siamo molto orgogliosi».

cosa distingue una lavorazione manuale da una realizzata affidandosi a macchine industriali? «Fornace Brioni ha sempre prodotto manufatti in cotto fatti a mano. La produzione completamente artigianale permette una flessibilità produttiva altrimenti impossibile. Possiamo intervenire ad esempio sul colore, sugli spessori o addirittura sulle finiture superficiali in tempo reale. Il prodotto viene creato su misura. Inoltre non abbiamo limiti di produzione perché possiamo produrre 1.000 metri quadri così come 10 pezzi».

Credit Mauro Davoli Fotografo


32 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Finiture

Un tocco di fantasia Meraviglie di cemento Arredare o rinnovare gli spazi domestici diventa un gioco da ragazzi grazie alle formidabili soluzioni offerte da Studio One, azienda modenese specializzata nei rivestimenti e nella pavimentazione

Pavimentazione industriale e non solo. L’esperienza maturata unita allo spirito evoluzionistico hanno dato vita alla trasformazione del cemento in un arredo

uvidi, opachi e levigati; mosaici o intrecciati. Non esiste limite alle infinite possibilità ideate dalla fantasia e “appiccicate” alle pareti di casa per rendere gli ambienti unici e irripetibili. Come in un gioco di costruzione e decostruzione si può dare libero sfogo alla fantasia utilizzando le pareti domestiche come una tabula rasa. Arredare la propria abitazione diventa un vero spasso grazie alle innumerevoli soluzioni messe a disposizione da Studio One, azienda modenese specializzata nella realizzazione di una gamma completa di pavimenti e rivestimenti di altissima qualità. Un tocco di colore e di personalità capace di trasformare semplici superfici nude e impersonali in ambienti esclusivi. Le soluzioni sono numerose, come vasta è la scelta messa a disposizione dalle collezioni costantemente aggiornate e ampliate al fine di soddisfare un mercato sempre più esigente e attento alle nuove tendenze. La collezione Equipe, ad esempio, viene realizzata esclusivamente per il mercato italiano rivisitando in chiave moderna l’intramontabile stile classico. L’idea alla base è far rivivere lo stile vintage adattandolo, attraverso varie soluzioni, agli ambienti domestici. Ritornare ad assaporare il gusto dei vecchi formati coniugato all’utilizzo di materiali fabbricati con le più moderne tecnologie, trova la sua massima espressione in questa linea che, grazie alla praticità e versatilità del gres porcellanato per i pavimenti e della ceramica in pasta bianca per i rivestimenti, dona loro nuova vita. Regala, inoltre, la massima libertà e versatilità d’arredamento la

l progetto è ambizioso: rendere una materia semplice come il cemento un prodotto capace di vestire l’abito elegante delle grandi occasioni. Assurta da materia prima utilizzata prevalentemente nel campo industriale ad elemento decorativo, il cemento diviene così una soluzione interessante e funzionale anche per gli spazi abitativi e commerciali. Una materia autentica e naturale che restituisce agli ambienti il fascino intramontabile del loft. Questo è il segreto maturato nel settore della pavimentazione da Durocem Italia che, dopo aver trasferito la propria sede nel comprensorio sassolese, continua ad affermarsi quale referente di fiducia di privati ed aziende a livello internazionale per tutto ciò che riguarda la pavimentazione. In particolare, la divisione delle pavimentazioni industriali è specializzata nell’offrire una vastissima gamma di soluzioni, realizzate sia

I

R

Studio One si trova a Fiorano Modenese (Mo) www.studioonesrl.it

nuova linea di prodotti a marchio T-One escogitati appositamente per ricoprire l’abitazione senza sostituire i rivestimenti. Il sistema è semplice e consiste nel rivestire le pareti, i pavimenti e ogni tipo di superficie di gres porcellanato disponibile nello spessore di tre o sei millimetri progettando così ambienti come veri e propri abiti su misura. Oltre a proporre una vasta gamma di formati predefiniti, l’azienda è in grado di realizzare su richiesta forme nuove e personalizzate senza limiti di creatività. Ogni esigenza progettuale trova soddisfazione grazie alla versatilità e all’estrema facilità d’impiego delle lastre ceramiche. Un prodotto idoneo per la ristrutturazione ma che si adatta perfettamente sia ad ambienti interni che esterni, così come ad ambienti privati e pubblici. Sempre attenta alle nuove tendenze, l’azienda si propone di vestire le abitazioni offrendo infinite soluzioni di forma e di colori. • Luana Costa

Durocem ha sede a Fiorano Modenese (Mo) www.durocem.it

nel sistema tradizionale sia con la vibrostesura al laser e stesura meccanica del manto di usura. Grazie ad una vera e propria progettazione in funzione della destinazione d’uso, al dimensionamento della lastra e ad una scelta mirata dei materiali, Durocem è in grado di offrire ai propri clienti il vero pavimento monolitico con elevate garanzie di portata, planarità e resistenza nel tempo. Esperienza e professionalità sono i punti di forza che Durocem applica nelle sue realizzazioni attraverso l’utilizzo della tecnologia Laser Screed, per la vibrazione e stesura del calcestruzzo e Slip Form per realizzare pavimenti continui, come piazzali, aeroporti, scali marittimi e ferroviari, depositi di logistica. L’azienda è perfettamente in grado di offrire ai clienti il massimo della tecnologia accanto al meglio della tradizione artigianale. La tecnologia è la materia prima del lavoro; una tecnologia fatta di prodotti e metodologie di posa efficaci e specifici, improntata a progettare e realizzare soluzioni tagliate su misura per esigenze e contesti diversi. Durocem sa quanto è importante per un’azienda poter contare su un pavimento resistente alle sollecitazioni di natura meccanica e all’aggressione degli agenti chimici derivanti dai processi produttivi. Ogni attività che ha luogo in azienda sollecita la pavimentazione: carico e scarico, procedimenti chimici, passaggi di carrelli filo e laser guidati, produzioni meccaniche, movimentazioni, stoccaggi. Solo con soluzioni efficienti e mirate le pavimentazioni possono offrire prestazioni durature e resistenti. Durocem Italia è al servizio di tutti i suoi clienti per studiare ogni tipo di soluzione adatta alle sue necessità, per la progettazione di pavimentazioni in resina e calcestruzzo, rifacimento di pavimenti esistenti e per lo studio di superfici che richiedono elevati carichi di portata. • Luana Costa


Settembre 2016 | 33

L’Europa del parquet In occasione del 41mo Congresso europeo del par-

sebbene i volumi di produzione rimangano ben

totale dei Paesi Fep è cresciuto nel 2015, rispetto al

quet, l’appuntamento che si è svolto a Thun in Sviz-

lontani dal boom registrato nel 2007 (98.334 mq

2014, dello 0,48 per cento. Con il segno più Svezia

zera lo scorso giugno e che si conferma come luogo

prodotti). Il segno più è arrivato grazie alle vendite

(+14,29 per cento), Ungheria (+7 per cento), Olanda

di incontro per tutti i professionisti del settore dei

fuori Ue che hanno permesso al comparto di rag-

(+3,65 per cento) e Belgio (+3 per cento). Danimarca,

pavimenti in legno, si è fatto il punto sul mer-

giungere quasi quota 79mila metri quadrati pro-

Finlandia e Norvegia invece toccano un -11,26 per

cato del parquet. I dati riscontrati sono positivi,

dotti nel 2015. Le statistiche dicono che il consumo

cento. Stabile l’Italia.

Le regole del parquet Non solo caldo elemento di arredo nelle abitazioni. Il pavimento in legno è anche quello dei campi da basket e di tante palestre, applicazioni per cui richiede caratteristiche particolari. Ce le racconta Jean Baptiste Cerlogne

«L

a pavimentazione non è solo una superficie su cui camminare ma è parte integrante dello sport stesso». È proprio questa filosofia, radicata in anni di esperienza maturata nel campo della posa di pavimentazioni, che ha condotto l’azienda Cerlogne Pavimenti condotta dai Fratelli Adolfo e Jean Baptiste Cerlogne a inanellare successi uno dietro l’altro. Dal connubio con la Giorio Srl, è nato poi il marchio Adisportfloor, che ha piantato salde radici nel settore sportivo ottenendo risultati stupefacenti: «L’altissima professionalità e capacità nella realizzazione di pavimenti in legno ha fatto dell’azienda una delle migliori nella fornitura e posa di pavimentazioni di sistemi sportivi spiega Jean Baptiste Cerlogne,

amministratore delegato e Ceo di Adisport -. Questo ha permesso che il campo di basket delle Olimpiadi di Pechino (Beijing) 2008 portasse la firma nell’installazione della ditta Cerlogne Pavimenti. Ma non solo, nel 2010, visto l’altissimo standard qualitativo offerto, la Cerlogne Pavimenti è stata nuovamente scelta per l’installazione del campo per i Mondiali Femminili di Basket ad Ostrava in

guersi sia a livello nazionale ed internazionale». Nel corso degli anni l’azienda si è sempre più radicata sul territorio arrivando oggi a ricoprire una vastissima area e percentuale di realizzazioni di pavimenti in legno. Infatti, l’azienda ha iniziato a espandere le proprie conoscenze ed esecuzioni dei lavori oltre i confini della Valle d’Aosta fino ad arrivare a contare prestigiose installazioni di pavimenti in legno fino in Cina. «È da questa importantissima esperienza che è nato il marchio Adisportfloor che si occupa appunto della fornitura e posa di impianti sportivi che hanno conseguito tutte le certificazioni internazionali, superando in maniera eccellente i test più severi» continua l’amministratore delegato. Tra i prodotti maggiormente richiesti spicca, ad esempio, Adifitness una pavimentazione sportiva studiata appositamente per le strutture del fitness e i palazzetti sportivi che richiedono una buona elasticità, un basso spessore della pavimentazione e un costo contenuto. O ancora Adipremium e Adibasic, pavimentazioni sportive studiate appositamente per le strutture dal fitness ai palazzetti sportivi che richiedono una elevata elasticità, ideale per tutte le palestre anche per quelle con esigenze particolari, adatta quindi a impianti sportivi professionali di livello superiore. E, infine, Adiremovable, che è una pavimentazione sportiva studiata appositamente per le manifestazioni di breve durata, è in possesso di una elevata elasticità, ideale per tutte le palestre. • Luana Costa

LE STRUTTURE DEL FITNESS E I

PALAZZETTI SPORTIVI RICHIEDONO ELASTICITÀ E UN BASSO SPESSORE

DELLA PAVIMENTAZIONE IN LEGNO

Cerlogne Pavimenti ha sede a Quart (Ao) www.cerlognepavimenti.it www.adisportfloor.it - www.giorio.it

Repubblica Ceca e l’installazione del campo per i Mondiali Maschili di Basket ad Istanbul. La passione, la continua ricerca di materiali garantiti e certificati, l’innovazione nei sistemi di posa che viene ancora oggi controllata a livello personale dai titolari, la continua ricerca di prodotti altamente professionali che guardano con rispetto all’ambiente e la serietà dell’azienda hanno portato la stessa nel corso degli anni a distin-

UN GRUPPO VINCENTE Il successo di Adisportfloor deriva dalle due aziende “capostipiti”, la Cerlogne Pavimenti e la Giorio Srl, due realtà Italiane affermate a livello internazionale per la produzione, la distribuzione e la posa di pavimenti in legno. Cerlogne Pavimenti è ufficialmente nata nel 1963 dalla passione di Renato Cerlogne. Con il passare degli anni la ditta ha mantenuto il carattere artigianale che l’ha sempre contraddistinta come eccellenza nella qualità e nella posa dei pavimenti in legno, riscuotendo nel 1983 e nel 1998 il Premio Mercurio d’Oro Nazionale e nel 1997 medaglia d’Oro Valdostana al Lavoro. In piena evoluzione, tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000 i figli Adolfo e Jean Baptiste hanno aperto un primo punto vendita ad Aosta specializzato soltanto nella vendita di pavimenti in legno, seguendo sempre in maniera diretta la posa dei pavimenti in legno scelti dal cliente, realizzando e curando ogni minimo particolare. Nei decenni successivi si è sempre più radicata nel territorio arrivando ai giorni d’oggi a

ricoprire una vastissima area e percentuale di realizzazioni di pavimenti in legno a livello locale e internazionale. Giorio è nata invece nel 1969 per mano di Pierino Giorio, coniugando l’amore per il legno alla migliore tradizione artigianale. Oggi è attiva nei settori pavimenti in legno, pavimentazioni sportive, design d’interni, architettura, arredamento e finiture di lusso. Negli anni l’attività è cresciuta in maniera esponenziale con il lancio del marchio di pavimenti in legno Alma, ormai affermato anche oltre confine. L’azienda ha sviluppato un settore dedicato all’architettura e al design con il brand Giorio Casa e si è internazionalizzata con la realizzazione della sede principale di Pechino e la creazione del progetto GC World interior. Si è inoltre specializzata, appunto, nel campo delle pavimentazioni sportive con il marchio Adisportfloor e oggi, grazie all’area espositiva di Giorio Milano, l’azienda può oggi contare su uno spazio importante per la promozione dei migliori marchi italiani.


34 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE rodurre cablaggi per le aziende manifatturiere dei comparti elettrodomestici, di refrigerazione e biomedicale non è cosa semplice. Sempre più all’ordine del giorno, infatti, sono le richieste che vanno oltre ai soliti cablaggi elettrici industriali, indirizzandosi verso cablaggi speciali, magari caratterizzati anche dalla presenza di componenti in plastica. Le aziende in grado di realizzare questi particolari cablaggi sono poche, ma di certo tra esse troviamo la Ise, società specializzata nel comparto da quasi quarant’anni. Come spiega Claudio Brunetti, titolare dell’impresa, «ci impegniamo da sempre nel campo dell’innovazione di prodotto, con la progettazione di cablaggi speciali, e in quello dell’innovazione di processo, producendo e gestendo appunto articoli particolari. Il tutto in collaborazione anche con enti importanti, come il dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia. Inoltre, avendo aperto una filiale della nostra attività in Tunisia, dove la manodopera è meno costosa rispetto a quella italiana, riusciamo a essere più competitivi grazie alla capacità acquisita di offrire alla clientela prodotti più completi, poiché lo stabilimento tunisino si è specializzato anche nella produzione di componenti in plastica». Quello della Ise è dunque un lavoro personalizzato, cucito su misura degli esigenti committenti del mercato.

Materiali

P

Ise Srl ha sede a Fossato di Vico (Pg) www.isecablaggi.com

Innovazione di prodotto e di processo È puntando su prodotti di difficile realizzazione ma, al contempo, molto richiesti che si rivoluziona il settore dei cablaggi. L’esperienza di Claudio Brunetti

«Ogni azienda che necessita di cablaggi ha bisogni differenti e specifici sia in termini di tipologia di prodotto che di servizio. Ecco perché ci siamo organizzati per aiutare le aziende clienti anche durante la fase di progettazione dei cablaggi, per consegnare in maniera puntuale ed efficiente gli articoli – anche in situazioni di estrema urgenza – per essere

flessibili nella programmazione del lavoro, così da modificare un ordine in corso qualora il cliente lo chiedesse, e per offrire servizi di consegna personalizzati». E se fino a oggi il mercato più importante della Ise era il territorio nazionale, grazie alla nuova organizzazione e allo stabilimento tunisino il raggio d’azione dell’attività si è notevolmente

ampliato e, attualmente, si rivolge ai Paesi più industrializzati dell’Unione Europea, come Germania, Francia e Nord Europa. Obiettivo ultimo dell’azienda di Claudio Brunetti è infatti quello di investire nell’incremento significativo della quota di fatturato maturato grazie all’export. • Emanuela Caruso

Più benessere in casa

Intervenendo su pareti e tetti con appositi prodotti e materiali è possibile raggiungere un elevato benessere abitativo unitamente ad un sensibile risparmio energetico. Gabriele Franceschetti racconta la propria esperienza

A

un mercato che chiede a gran voce la ristrutturazione e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente non si può che rispondere con una serie di chiari elementi: miglioramento delle prestazioni energetiche, innalzamento del comfort abitativo, riduzione dei consumi energetici per riscaldamento e raffrescamento e contenimento dell’inquinamento prodotto dall’impiego di combustibili fossili. Mirata a tale efficientamento energetico è la linea di prodotti Casa Benessere, ideata e sviluppata da CVR, realtà impegnata da quasi quarant’anni nel settore edile. «Casa Benessere vuole miglio-

rare il comfort abitativo di edifici con carenti prestazioni energetiche – spiega Gabriele Franceschetti, responsabile tecnico di CVR – attraverso finiture innovative con particolari proprietà ottico-energetiche superficiali. Si tratta di aspetti essenziali per ottimizzare le condizioni di benessere termo-igrometrico percepito dagli occupanti degli edifici». Soluzioni innovative, quindi, che apportano i propri benefici sia in termini di clima invernale che di clima estivo, rendendo possibile l’attenuazione dei picchi termici, caldi o freddi, tipici della fascia climatica mediterranea. «I vantaggi apportati da questi materiali, sia in estate che in

inverno, sono stati dimostrati scientificamente attraverso un approfondito monitoraggio durato 3 anni e condotto dal CIRIAF di Perugia (Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento e sull’Ambiente) su edifici prototipo – continua ancora Franceschetti –. In estate, per esempio, oltre a ridurre i consumi energetici, i nostri prodotti permettono agli occupanti degli edifici di non risentire del calore prodotto dalle pareti o dalla copertura, poiché i prodotti della Linea Casa Benessere Monotech Sun Reflex e Pittura Sun Reflex, abbattono l’assorbimento della radiazione solare incidente sull’involucro esterno. Allo stesso modo in in-

IN COLLABORAZIONE CON IL CIRIAF, CONTINUIAMO A SVILUPPARE TECNOLOGIE SEMPRE PIÙ INNOVATIVE PER MIGLIORARE LA PRESTAZIONE ENERGETICA E IL COMFORT ABITATIVO DEGLI EDIFICI

CVR Srl ha sede a Gubbio (Pg) - www.cvr.it

verno la rasatura Nanocap, applicata sulle pareti interne, riduce la dispersione termica, innalza la temperatura superficiale ed abbatte i ponti termici causa di condense, generando ambienti più salubri e confortevoli. Niente più muffe, alghe o cattivi odori». I vantaggi di Casa Benessere si calcolano anche in termini di materiali e posa in opera, in quanto si tratta di materiali a ridottissimo spessore – pitture e rasature – con costi di intervento contenuti e nessuna necessità di demolire l’esistente. Senza contare che alla velocità di posa in opera e di esecuzione, si affianca la possibilità di accesso alle agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica. • Emanuela Caruso


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OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

Dare “vita” alla pietra Sembra un’impresa impossibile e invece è proprio quello che succede nell’azienda vicentina Peotta Armando. Stefania Peotta spiega come

L

a Pietra di Vicenza, detta anche pietra tenera o pietra berica, è famosa ed esportata in tutto il mondo per la sua facilità di lavorazione. Viene infatti usata principalmente per i rivestimenti, ma fa la sua parte anche nella costruzione di opere architettoniche. Stefania Peotta, titolare della Peotta Armando Srl con suo fratello Massimo, è una dei massimi esperti della lavorazione di questo particolare tipo di pietra, e racconta l’esperienza della sua azienda. «Nel corso di quattro generazioni, la nostra azienda si è specializzata nella lavorazione della Pietra di Vicenza, materiale estratto dai Colli Berici, con una produzione propria che comprende la realizzazione artistica e architettonica di arredi da giardino, come statue, pozzi, vasi, fontane e di interni ed esterni classici e moderni, come colonne, pavimenti,

La Peotta Armando srl ha sede ad Altavilla Vicentina (VI) - www.peottaarmando.com

scale, cornici, complementi d'arredo e di edilizia. Grazie a un servizio completo chiavi in mano, che va dalla consulenza alla progettazione, passando per la realizzazione e la messa in opera fino all'assistenza post vendita, siamo in grado di soddisfare qualsiasi esigenza, trasformando ogni idea in una con-

creta realtà e ogni sogno in una vera e propria esperienza da vivere. Il tutto coniugando sempre essenza stilistica e fattibilità tecnica, a garanzia delle aspettative e dei risultati attesi dal committente». Questo tipo di pietra ha caratteristiche che potrebbero entrare in conflitto con alcuni usi

e necessità domestiche. Ecco come risolvono questo conflitto alla Peotta Armando: «Ci avvaliamo di un reparto di progettazione all’avanguardia, e di squadre di posatori attenti, esperti ed altamente qualificati, per assistere il cliente in ogni fase del lavoro. Tecnologia, ricerca ed esperienza ci hanno consentito di mettere a punto il rivoluzionario trattamento idro-oleorepellente Palladio, che permette di impreziosire con la Pietra di Vicenza qualsiasi ambiente domestico, anche quelli tradizionalmente più delicati come bagni e cucine. Palladio è una nostra storica esclusiva, unica nel suo genere, e protegge la pietra in maniera naturale, evitando che si manifestino nel tempo i tradizionali segni dovuti al frequente utilizzo e al contatto con l'acqua». • Giulia Panzacchi


38 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

C’era una volta la cultura del mattone Superati progressivamente i pregiudizi che lo accompagnavano nel campo edilizio, il legno si sta imponendo tra i materiali da costruzione più versatili per coniugare sostenibilità e innovazione. Come spiega Paolo Pegoretti

I

n uno scenario delle costruzioni che dal 2010 segna una flessione costante di addetti e investimenti, il mercato dell’edilizia in legno veste i panni della mosca bianca. Da quanto emerge dal Rapporto case ed edifici in legno 2015 elaborato dal centro studi di Federlegno Arredo infatti, questo specifico segmento registra un trend in controtendenza, con incrementi di fatturato che a fine 2014 ha toccato i 658 milioni di euro. «L’utilizzo consapevole del legno nell’edilizia - sottolinea l’architetto Paolo Pegoretti, dal 2006 progettista esperto CasaClima - può essere un fattore rilevante di competitività per l’intero sistema, in primis per le aziende e i professionisti impegnati nella progettazione di nuovi edifici, così come nel recupero e nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente». Quali fattori giocano a favore dell’impiego del legno per scopi edilizi? «L’edilizia sostenibile deve rappresentare uno degli assi fondamentali delle politiche di governo del territorio. Nonostante diffusi pregiudizi a fa-

Paolo Pegoretti, architetto

vore delle costruzioni in muratura, l’edilizia lignea si è evoluta costantemente e oggi nuovi approcci progettuali e nuove tecnologie la rendono un settore di punta dell’industria e dell’artigianato delle costruzioni. Le caratteristiche del legno ne fanno un materiale unico sia per qualità strutturali, che lo rendono molto utile nella realizzazione di edifici antisismici, sia per quelle formali e cromatiche che hanno consentito a molti progettisti contemporanei di tradurre in realtà architetture innovative, che uniscono al fascino della forma un elevato livello di comfort abitativo, ridotto consumo di energia e basso im-

patto ambientale». In quali territori il legno da architettura è maggiormente in voga? «Nel Nord e Centro Europa il legno è stato per millenni il principale materiale da costruzione. Quanto al nostro Paese, cito l’esempio del Trentino Alto Adige, regione dove vivo e lavoro, che a oggi può affermarsi come un laboratorio per l’edilizia in legno mediante la valorizzazione della filiera Foresta-Legno-Energia combinata con l’attenzione ai temi del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. L’innovazione nell’architettura alpina, anche attraverso l’utilizzo del legno, può offrire soluzioni alla valorizzazione del paesaggio e delle identità locali dei territori montani». Come si colloca la tecnologia del design italiano del legno sulla scena europea e come sta variando l’approccio della clientela di casa nostra alla bioedilizia? «In Italia domina la cultura del mattone, quindi l’introduzione di un materiale come il legno ha inizialmente trovato resistenza, dovuta soprattutto a un certo tipo di mentalità che lega

U

L’arte dell’arredamento Da laboratorio artigiano a officina dei desideri. Idee di Maruska, negozio d’arredamento bolognese, offre soluzioni personalizzate per creare un’abitazione a propria immagine e somiglianza

Idee di Maruska si trova a Valsamoggia, Bologna www.ideedimaruska.it

n piccolo angolo che rifletta la propria idea di mondo e le proprie inclinazioni. Le tecniche di arredamento non si riducono a una mera questione tecnica; la sistemazione di ogni suppellettile e la scelta di ogni sua angolazione riflette il temperamento di chi la abita. Moderno, classico o country, l’arredamento racconta un po' della vita dei proprietari. Da qui l’importanza accordata a chi si assume la responsabilità di interpretare la personalissima idea di casa traducendola in un contesto reale e vivibile. Idee di Maruska è un laboratorio al servizio della creatività. Nato dapprima come laboratorio artigianale di falegnameria, da oltre tre generazioni propone ai propri clienti arredi altamente specializzati e di qualità, occupandosi in maniera versatile di arredamento classico, country e moderno nelle zone di Bologna, Bazzano e Modena. «Arredare un ambiente significa rivestirlo di personalità, originalità, intimità e design. Scegliere gli arredi giusti per arredare la vostra casa diventa un aspetto fondamentale per viverci serenamente. Ogni mobile scelto da noi potrà essere adattato alle esigenze della vostra casa e alla tipologia degli ambienti, per rendere ogni spazio di vita funzionale, elegante e confortevole - spiega Maruska Vignudelli -. Noi forniamo un servizio chiavi in mano, occupandoci anche della pavimentazione che può essere realizzata con qualsiasi materiale (pietra naturale, marmo, cotto e legno), fino ad arrivare ad un’illuminazione di design e a risparmio energetico, realizzata nel rispetto di tutte le norme

l’idea del legno alla baita in montagna. Al contrario in molti ambiti geografici e culturali europei, gli edifici in legno sono molto diffusi e costruttivamente articolati e complessi. Oggi in Italia gli edifici in legno suscitano un nuovo interesse per le loro prerogative di sostenibilità e perché realizzati con un materiale rinnovabile che minimizza l’impatto sulle matrici ambientali aria, acqua, suolo». Quali tipologie costruttive, residenziali e non, esaltano le caratteristiche del materiale legno? «I luoghi di commercio e di comunicazione progettati sostenibilmente. In termini di design, i supermercati e i centri commerciali odierni sono molto diversi dal passato. A un’architettura puramente funzionale alla segnalazione di prezzi scontati è subentrato un elevato standard di costruzione che privilegia sempre più l’utilizzo del legno. In questo campo troviamo all’avanguardia l’Austria coi suoi centri commerciali che utilizzano un’architettura fortemente “emozionale” per attirare la clientela». • Giacomo Govoni

vigenti in materia edile». Il negozio di arredamento Idee di Maruska propone diverse soluzioni d’arredamento, nel locale si possono visionare alcune tipologie di cucine, soggiorni, complementi d’arredo, ma l’azienda lavora moltissimo su progettazione. «I nostri arredamenti sono realizzati senza tralasciare alcun dettaglio: dalle pregiatissime qualità dei materiali, al design ogni aspetto degli arredi è curato nei particolari. Il nostro amore e la vasta esperienza nel settore dell’arredamento prendono forma nel nostro salone con proposte uniche e originali, per caratterizzare al meglio ogni personale ambiente in cui vivere. Siamo in particolar modo specializzati nell’arredamento country realizzato con legno antico o con legno massello, frutto dell'arte artigiana dal fascino intramontabile. I nostri esperti consulenti d’arredo sapranno definire secondo i vostri gusti e le vostre esigenze l’arredo più giusto per voi, esaltando l’originalità e la qualità dei vostri ambienti e contesti di vita». • Luana Costa


Settembre 2016 | 39

Settembre è dedicato alla lavorazione del legno Poznan ospiterà la 32a edizione della fiera per l’industria del legno e del mobile, Drema

dal 27 al 30 settembre 2016. La fiera si propone così come principale vetrina per pre-

che presenta tutta l’offerta di macchine e utensili per l’industria del legno e del mobile.

sentare al mercato ucraino tecnologie di raccolta e lavorazione dei tronchi, lavorazione

Soluzioni e tecnologie avanzate, interessanti per gli operatori dei due settori, per chi la-

del legno, produzione di mobili e riciclo di legno di scarto. A Lignumexpo- Forest 2016,

vora nell’industria forestale, nelle biomasse e nella produzione di agenti chimici per il

dal 27 al 30 settembre, nel centro fieristico Agrokomplex di Nitra, in Slovacchia, che for-

legno e per i professionisti impiegati nell’industria del mobile. Lisderevmash è il prin-

nirà ai visitatori un ricco programma e conoscenze preziose in tutti gli ambiti della la-

cipale salone ucraino di tecnologia per la lavorazione del legno ed è in programma a Kiev

vorazione del legno, inclusa la produzione di mobili.

Il calore del legno Dall’arredamento al settore benessere. Si moltiplicano le richieste di prodotti su misura, come testimonia l’esperienza della valdostana Duclos

P

er le sue particolari caratteristiche, il legno, lavorato in tutte le sue finiture, sia esso larice, abete, rovere o castagno, sa rendere accogliente qualsiasi ambiente, dagli chalet di montagna alle ville lussuose fino agli hotel esclusivi nel cuore delle Alpi. Duclos, azienda valdostana nata come segheria negli anni Settanta, si è distinta negli anni nella realizzazione di tetti in legno massiccio, pavimenti e rivestimenti lignei nonché, più di recente, nella costruzione di saune finlandesi, particolarmente apprezzate dai centri termali. Roberto Duclos sottolinea la totale artigianalità della sua azienda, che lavora principalmente su misura in tutto il Nord Italia, in Francia e in Svizzera. «Tutto il nostro processo produttivo, dalla A alla Z, è perfettamente tracciabile, dalla foresta di provenienza del nostro legno fino al tronco che arriva grezzo, dal prodotto finito fino alla posa in opera. L'artigianalità del nostro lavoro ci permette di realizzare ogni richiesta avanzata dal cliente, anche quella più complessa o articolata: siamo forti di un'esperienza trentennale che ci aiuta a trovare soluzioni mai scontate, sperimentando nuove idee e combinazioni di materiali. La difficoltà di una scelta di questo

tipo sta nello standardizzare i tempi, i costi e i materiali, ma cerchiamo di controbilanciare con il continuo aggiornamento tecnologico: abbiamo parecchi macchinari a controllo numerico per il taglio». Oltre ai legni più classici, l’azienda lavora anche materiali meno tradizionali, non tirandosi indietro davanti alla sperimentazione, come spiega il titolare: «in questo periodo stiamo usando ogni tipo di materiale e di finitura, dai legni antichi con più di 250 anni al lamellare ultramoderno unito all'acciaio a vista. I nostri materiali preferiti restano tuttavia i legni antichi, legni carichi di storia che noi, tramite abili lavorazioni, facciamo tornare a vivere. Sperando di riuscire ad anticipare le tendenze, cerchiamo abbinamenti audaci (legni antichi, acciaio, corten, alluminio, vetro e pietra), ci documentiamo e poi realizziamo, grazie ai nostri artigiani, nuovi sistemi di chiusura, mobili e verniciature particolari». Duclos oggi è impegnata principalmente nel settore del benessere, con la realizzazione di saune su misura, sia in Italia che all’estero. «Operando in un territorio di confine come la Valle d'Aosta, naturalmente non mancano i rapporti commerciali con Francia e Svizzera, paesi con cui abbiamo sempre lavorato molto

bene: negli ultimi anni, inoltre, abbiamo visto crescere l'interesse nei nostri confronti da parte del mercato interno e ora riceviamo richieste da tutto il Nord Italia. Gli articoli più richiesti sono le case in legno, le saune, i tetti, i rivestimenti con legnami pregiati e decking per aree attrezzate scoperte e piscine. Al momento, quello del benessere è il settore che ci sta dando le maggiori soddisfazioni: le nostre saune su misura sono un bel biglietto da visita, basti citare fra i nostri clienti QC Terme e la catena Alpissima Mountain Hotel. Sono anni che realizziamo questo tipo di prodotti e ormai abbiamo raggiunto un alto livello di qualità: la progettazione originale è sempre

In alto, QC Termeroma; a destra Maison Ottoz – fraz. Dolonne Courmayeur. Sotto il titolo, Ristorante La Tour Royale, all’interno del Grand Hotel Royal e Golf a Courmayeur. In basso, Chalet in legno antico nella Val-d’Isère – Francia. Tutte realizzazioni della Duclos di Aosta www.duclos.it

adeguata al contesto in cui le saune vengono installate, mentre la capacità di abbinamento dei materiali le rende uniche ed eterne. Tuttavia, siamo attivi da sempre anche su altri settori produttivi dove rimane una certa solidità. Per fare esempio – conclude Roberto Duclos - chi rinnova la propria struttura può richiederci un intervento completo, pertanto lavoriamo sui tetti, i rivestimenti interni ed esterni, le saune, i mobili su misura per il bagno, i deck esterni per piscine e aree benessere». • Sara Corno

LA SAUNA DELLE MERAVIGLIE Per poter garantire il relax delle saune finlandesi anche durante i rigidi inverni alpini, Duclos ha studiato una linea speciale esclusivamente in legno: CUBE-Sauna, costruita interamente a mano dai maestri artigiani della Valle d'Aosta, terra che ha fatto della lavorazione del legno il proprio fiore all'occhiello. All'interno della sauna tutte le essenze sono naturali e prive di qualsiasi trattamento: il calore è generato da una stufa a legna o elettrica su cui sono poste pietre provenienti da cave locali che, una volta arroventate, possono essere bagnate per regolare la formazione di vapore. La sauna può essere resa autonoma dal punto di vista elettrico con l’istallazione di piccoli pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto, in grado di alimentare l’illuminazione a LED a basso consumo, il sistema di cromoterapia e l’impianto di diffusione musicale presenti all’interno. Progettata all'interno degli stabilimenti Duclos, CUBE-Sauna può essere personalizzata in tutti i suoi particolari costruttivi: dimensioni, disposizione degli arredi e delle vetrate, stile di posa del rivestimento.


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OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

Molto più che materia prima E chi l’ha detto che il legno è appannaggio esclusivo di mobili antichi ed elementi di arredo elegante? Come ci dimostra Roberto Roggia, con l’innovativo Superpan Build si possono creare prodotti utili all’edilizia, ai rivestimenti, alla sicurezza domestica e all’arredamento

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INSA ha fatto da pioniera nella produzione di pannelli truciolari e MDF, allargando poi il suo campo d’azione sul mercato, sia spagnolo che internazionale. Ma quello che le dona un vantaggio rispetto ai concorrenti è l’attenzione e l’impegno per l’eco-sostenibilità, tema quanto mai caldo in questi ultimi anni. Ne parla Roberto Roggia, responsabile della Finsa Italia, filiale italiana della FINSA - Financiera Maderera (Spagna). «Ci impegniamo per una gestione eco-sostenibile delle risorse. Il legno è molto più che una materia prima, è l'essenza della nostra industria. Un materiale completamente sostenibile che aiuta a combattere il cambiamento climatico e che offre straordinarie possibilità costruttive e decorative. Pertanto, siamo pienamente consapevoli della nostra responsabilità nella sua conservazione. Per poter offrire il più alto livello di qualità abbiamo bisogno di una materia prima di ottima qualità. È nostro dovere quindi poter garantire uno sviluppo basato sul rinnovo delle risorse e della tutela dell'ambiente. Pertanto, promuoviamo attivamente l'uso di legno proveniente da foreste PEFC e FSC, ovvero le certificazioni che garantiscono una gestione sostenibile delle foreste. Il legno utilizzato nella fabbricazione dei nostri prodotti proviene sia da foreste certificate che da legname riciclato grezzo, scarti di segheria, pulizia delle foreste, e così via». Sempre più il tema del risparmio energetico occupa un ruolo fondamentale nelle scelte co-

Sopra, Superpan Build. La sede italiana di FINSA si trova a Monticello d'Alba (CN) www.superpanbuild.com

struttive di ogni edificio, e le soluzioni possibili di oggi potranno contraddistinguere una scelta eco-sostenibile del consumo energetico per i prossimi anni. Questo si lega a doppio filo con la spinta all’innovazione, spinta per la quale FINSA si contraddistingue. Riferisce ancora Roberto Roggia: «Ricerchiamo sempre nuove soluzioni tecnologiche per migliorare i processi produttivi e i prodotti. La capacità di innovare è uno degli aspetti chiave di competizione e di differenziazione in un mercato sempre più esigente. Fin dalla sua nascita, Finsa ha sempre affrontato i cambiamenti con uno spirito aperto e innovatore. Grazie a questo, una delle particolarità in cui oggi ci identifichiamo è

SVILUPPO SOSTENIBILE In FINSA le parole “sviluppo” e “sostenibile” sono davvero legate a doppio filo. Tanto che la società ha stabilito una vera e propria politica ambientale aziendale, con obiettivi generali, linee guida e impegni scritti. Racconta Roberto Roggia: «FINSA promuove costantemente attività di prevenzione dell’inquinamento stabilendo obiettivi per ridurre progressivamente le emissioni e gli scarichi del materiale nell’ambiente. Cura la formazione del personale a tutti i livelli, la promozione di un maggior grado di sensibilità, responsabilità e consapevolezza della necessità di proteggere e preservare l'ambiente. Mantiene un canale di comunicazione ambientale sia internamente che esternamente, basato sulla trasparenza, e ha stabilito ormai da tempo un rapporto di collaborazione con le autorità».

senza dubbio la nostra capacità di adattamento e il desiderio di offrire soluzioni in grado di soddisfare le aspettative dei nostri clienti. Partendo da questo presupposto, il nostro impegno per il futuro è chiaro: l'innovazione come strumento di creazione di valore». Frutto della ricerca di sempre nuove soluzioni tecnologiche è Superban Build, punta di diamante tra i prodotti FINSA. Ne parla di nuovo Roberto Roggia: «Superpan Build è un pannello di legno tecnico di nuova generazione prodotto

LE PRESTAZIONI DELLE STRUTTURE IN LEGNO IN CASO DI SISMA SONO PARTICOLARMENTE INTERESSANTI. DIVERSAMENTE DALLE STRUTTURE IN LATERIZIO O IN MURATURA, IL LEGNO HA BUONE CAPACITÀ DI RESISTENZA

mediante pressatura a ciclo continuo. Il pannello al suo interno è composto da trucioli di legno, ma entrambe le superfici sono “colaminate” di fibra di legno ad alta densità che ne amplifica le prestazioni tecniche e fisico-meccaniche. Le prestazioni delle strutture in legno in caso di sisma sono particolarmente interessanti. Diversamente dalle strutture in laterizio o in muratura, infatti, il legno ha buone capacità di resistenza. Superpan Build è un pannello strutturale che può essere usato per rivestimenti di pareti, pavimenti, tetti, gradini, ma anche come materiale primario nella costruzione di edifici commerciali, civili, ad uso agricolo o sportivo, per costruzioni provvisorie e perfino per imballaggi». • Giulia Panzacchi


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ABITARE

Materiali

Il futuro del legno «A

ttualmente la specializzazione in questo settore e le tecnologie costruttive, permettono di produrre praticamente qualunque foggia di porta e finestra». Nelle parole di Massimo Pellegrino, artigiano contitolare della Spazio Legno e socio della Giuliano & C., c’è una premessa fondamentale per scoprire il mondo dei serramenti per come si presenta oggi: le possibilità di customizzazione si sono moltiplicate in pochi anni e questo permette soluzioni ad hoc per le necessità più svariate. Non a caso «puntiamo a realizzare prodotti che possano soddisfare qualsiasi esigenza – spiega Pellegrino parlando della Spazio Legno – con una produzione ampia e diversificata. Si producono serramenti in legno massiccio e lamellare classici da 58 e 68 / 78 e i nuovi prodotti da 92 per casa clima. Sui nostri infissi c’è la possibilità di rivestimento esterno in alluminio. Dal 2015 è stata avviata la produzione dei serramenti con vetro strutturale a doppia camera, tutto vetro su lato esterno, in modo da adeguarci alle nuove

esigenze, ottimizzare la coibentazione ed eliminare i problemi di manutenzione esterna. L’esperienza maturata negli anni, la professionalità acquisita e l’acquisto di macchinari a controllo numerico ci hanno permesso la produzione di lavori particolari. Il nostro fiore all’occhiello sono le finestre e le porte interne curve in pianta, curve in sommità, finestre ovali e rotonde. Ogni nostro prodotto oltre che curvo in pianta, può essere anche curvo su due o tre piani». Come risulta chiaro da Pellegrino, che guida

La personalizzazione possibile per quanto riguarda i serramenti ha raggiunto proporzioni inimmaginabili qualche anno fa. Massimo Pellegrino parla delle più significative novità del campo e delle nuove tecnologie sa delle sempre nuove limitazioni imposte dalle normative di salvaguardia ambientale. La sempre aggiornata gamma di prodotti e la più accentuata specializzazione vanno nella direzione di conservare e migliorare i vari aspetti del servizio a vantaggio della clientela. L’offerta prevede gli avvolgibili nei vari materiali: plastica, alluminio, acciaio, legno, blindo acciaio o blindo alluminio». La novità di questa stagione è la tapparella “èstella”, che per Pellegrino è destinata a rivoluzionare il settore sia dal punto di vista della sicurezza che da quello del comfort. «Si tratta di una tapparella in alluminio estruso a stecca microforata: garantisce maggior comfort perché permette di aerare meglio gli ambienti e di avere una maggior visuale sull’esterno, e maggior sicurezza per il sistema di stecca intermedia che provoca il blocco in quattro punti in ogni stecca contro la guida, impedendo in questo modo il sollevamento dall’esterno, senza la necessità di catenacci o elementi esterni. Altra novità l’avvolgibile “Orienta”, a lamelle orientabili senza meccanismo di rotazione. Una cosa su cui puntare l’attenzione, inoltre, è la pos-

REALIZZIAMO PRODOTTI IN LEGNO

CHE SODDISFANO LE NUOVE RICHIESTE DI LAVORAZIONI PREGIATE E DI ALTO

La Spazio Legno Snc di Pellegrino Valerio & Massimo ha sede a Fr. Rivoira Boves (Cn), con laboratorio a Pianfei (Cn), mentre la Giuliano Avvolgibili Snc si trova a Boves (CN) www.spaziolegno.eu - www.giuliano-infissi.it

VALORE ESTETICO l’azienda cuneese insieme al fratello Valerio, la personalizzazione ha un ruolo decisivo nell’attività. «Date le nostre realizzazioni su commessa, su misura e disegno – continua l’artigiano –, è possibile apportare al modello riprodotto tutte quelle modifiche che vengono richieste (pannelli, raggi di curvatura e altro). Più in generale, primario è l’impegno a individuare e realizzare prodotti in legno che possano soddisfare le nuove richieste, in aumento, di lavorazioni pregiate e di alto valore estetico, sia per le nuove esigenze di progettazione, sia per le necessità dei restauri dei centri storici». La spinta verso una crescente innovazione si ritrova anche nell’altra impresa seguita da Massimo Pellegrino, la Giuliano Avvolgibili Snc. «L’evoluzione del mercato – dice Pellegrino – impone un’attenzione sempre maggiore agli aspetti di qualità del prodotto, prezzo e servizio, anche se questo risulta ogni giorno più difficile, sotto l’aspetto della produzione, a cau-

sibilità di motorizzare tutti i tipi di prodotto, a costi decisamente accessibili, con eventuali motoriduttori con telecomando. Infine, per la motorizzazione sono disponibili tutte le prestazioni accessorie (comandi multipli, sensibilità al vento e alla pioggia, programmazione degli orari e molto altro)». • Alessia Cotroneo

UNA STORIA DA ARTIGIANI Sin da piccoli sia Valerio sia Massimo Pellegrino hanno sempre dimostrato una certa attitudine verso le attività manuali con il legno, inizialmente con piccoli lavoretti, come con il traforo a livello scolastico, e pian piano la passione è cresciuta. «Nel 1996 – ricorda Massimo Pellegrino – Valerio inizia l’attività lavorativa in proprio, la sua passione per le costruzioni di mobiletti, cucine e arredamenti vari lo spinge a provare questo cammino, senza comunque lasciare la costruzione di serramenti interni o esterni scale, secondo le richieste. Io, invece, inizialmente sono entrato come dipendente della Giuliano & C. e gradualmente si è evidenziata la mia propensione alle lavorazioni speciali, con l’esecuzione di serramenti centinati, oblò, ellisse, curvi in pianta, curve in sommità su due e tre piani, porte interne curve in pianta e in sommità, scorrevoli, a bilico. Nel 1998 io e Valerio abbiamo deciso di fondare la Spazio Legno Snc con un piccolo laboratorio a Boves, senza però interrompere la collaborazione con la Giuliano & C.». Insomma, la passione non manca.


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Un mercato in ripresa

cento rispetto al 2014, con vendite che hanno su-

continue, 2,7 per il settore residenziale e 1,5 per

perato leggermente l’1,4 miliardi di Euro, dovute

il non residenziale. Il portafoglio ordini dei co-

Secondo i dati del nuovo Rapporto sul mercato

soprattutto alla domanda di sostituzione agevo-

struttori di serramenti metallici fa ipotizzare una

dell’involucro edilizio dell’Ufficio Studi economici

lata dagli incentivi fiscali. Nel Rapporto si ana-

crescita nel 2016 del 2 -4 per cento delle vendite ri-

di Unicmi dopo sei anni di crisi, iniziata nel 2008,

lizza il valore della domanda complessiva di ser-

spetto al 2015 ma per le previsioni sul 2017 per-

si segnala un timido miglioramento per il settore

ramenti e facciate nel mercato italiano che si

mangono fortissime perplessità che dipendono

dei costruttori di serramenti metallici. Il 2015 se-

attesta sui 4,2 miliardi di Euro totali che com-

soprattutto dalla piena operatività del nuovo Co-

gna un incremento del mercato dello 0,4 per

prendono circa 470 milioni di Euro di facciate

dice degli Appalti Pubblici.

I serramenti che fanno la differenza Massimiliano Moio spiega criticità e nuove possibilità all’interno del settore, definendo le differenze sul piano delle performance e dei materiali, e ponendo l’accento sulla grande cura necessaria a una realizzazione di qualità

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a gennaio dell’anno prossimo scenderanno i valori relativi all’isolamento termico garantito dai serramenti. Quindi saranno richieste performance molto più elevate. In realtà, la normativa doveva entrare in vigore già da quest’anno, ma questo avrebbe significato uno strapotere del Pvc con conseguente penalizzazione dell’alluminio. «E dire che, invece, il secondo è un materiale sicuramente migliore da ogni punto di vista». A parlare è Massimiliano Moio, titolare della Dumotech, azienda monzese che ha fatto della massima qualità il suo obiettivo principale. «L’alluminio è un materiale che dura nel tempo – dice Moio –: conosco serramenti in alluminio realizzati cinquant’anni fa che ancora oggi resistono senza cedimenti. Il Pvc è fondamentalmente plastica con un’anima in ferro, è molto più soggetto all’usura. Tutto ciò si traduce in un costo del Pvc spesso inferiore rispetto all’alluminio, soprattutto quando la materia prima della plastica è scadente». Oltre alla scelta del materiale, una lavorazione più curata è forse il requisito più importante che si dovrebbe richiedere. «Non solo da un punto di vista funzionale – spiega Moio – ma anche esteticamente la qualità dei serramenti fa la differenza. I serramenti prodotti da Dumotech sono progettati, realizzati e collaudati seguendo scrupolosamente le normative europee di riferimento e garantiscono le migliori prestazioni in termini di isolamento termico, isolamento acustico, tenuta all’aria e all’acqua, resistenza al carico del vento, sicurezza in uso. Sono disponibili in un'ampia gamma di colori e finiture superficiali. Bisogna sottolineare che spesso un serramento fatto a regola d’arte si distingue poco a una prima occhiata, specialmente per un occhio non esperto, rispetto a uno realizzato senza la massima

La Dumotech ha sede a Monza (MB) www.dumotech.it

NUOVI TREND Massimiliano Moio, titolare della monzese Dumotech, parla delle richieste che negli anni si sono fatte più frequenti da parte degli studi di architettura. «Ultimamente abbiamo notato la tendenza a dare molto più spazio al vetro – spiega Moio –, riducendo sempre di più i profili e l’ingombro dell’alluminio, estremamente minimali, che non limitano però lo sviluppo del singolo prodotto. Un altro elemento sempre più richiesto dai designer d’interni è il serramento a scomparsa, in cui non si vedono più le cerniere che rimangono all’interno dei profili e a essere visibile rimane solo la maniglia cremonese, per esempio. Anche i vetri sono cambiati da qualche anno, con lastre basso-emissive che impediscono l’entrata del freddo e l’uscita del calore interno. All’interno della camera del vetro viene inserito del gas argon che aiuta questa funzione».

cura. Ci si accorge della differenza dopo un po’ di tempo. Prendiamo l’esempio banale che riguarda la chiusura dell’anta, se il serramento tocca dove non deve, lentamente si usura sempre di più finché non si rompe. Poi, per noi è molto importante il servizio post-vendita che offriamo gratuitamente». Della gamma degli oscuranti fanno parte le persiane, gli scuri e le tapparelle avvolgibili per esterni. «Il vantaggio degli oscuranti – continua Moio – è che consentono di regolare la quantità di luce e ombra all’interno dell’ambiente abitativo o dell'ufficio, permettendo un maggior comfort climatico e acustico. Inoltre, proteggono dagli sguardi indesiderati fornendo una piacevole sensazione di privacy, intimità e sicurezza maggiore delle normali tende. Realizzati perlopiù in alluminio, gli scuri, le persiane e gli avvolgibili sono disponibili in varie forme e colori, dai più tradizionali a quelli più estrosi. Rispetto ai tradizionali oscuranti in legno, gli oscuranti in alluminio garantiscono numerosi vantaggi in termini di robustezza, resistenza a carichi gravosi, inalterabilità nel tempo e non necessitano di manutenzione. L’installazione di chiusure oscuranti in alluminio migliora le prestazioni termiche del-

l'abitazione, il che si traduce in un consistente risparmio economico». Un altro prodotto di Dumotech sono i serramenti in alluminio e legno. «Questi sono disponibili sia a battente sia scorrevoli. Sono composti da profili misti dotati di una sezione portante in alluminio con o senza “taglio termico”, rivestita di legno massello sulla superficie interna del serramento. L'abbinamento dei due materiali consente di coniugare la durevolezza e resistenza dell’alluminio alla pregevolezza e all’alto potere isolante del legno. Sono la migliore soluzione per chi, non volendo rinunciare a eleganza e praticità, ha necessità di separare grandi spazi. Legno e alluminio sono materiali con diverso coefficiente di dilatazione termica, ma la cura messa nella progettazione e produzione di questi serramenti e il rispetto di tutti gli accorgimenti necessari consente un’adeguata possibilità di scorrimento. I serramenti scorrevoli in alluminio-legno possono raggiungere anche grandi dimensioni e occupare ampie superfici senza il problema dell’ingombro delle ante in apertura tipico del serramento a battente». • Remo Monreale


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Artigiani del ferro Cura nei dettagli e lavorazioni su misura rappresentano un valore aggiunto nell’ambito dei serramenti. Rivelandosi fondamentali anche in termini di sicurezza. Il punto di Gerardina Morano

L

a nostra casa è il luogo in cui maggiormente abbiamo bisogno di sentirci sicuri, protetti. È dove vogliamo dormire sonni tranquilli. Spesso capita però che normali porte, finestre e infissi, non siano abbastanza resistenti per garantirci questa sicurezza; che non riescano a contrastare, talvolta, anche incursioni esterne. E qui entrano in campo realtà specializzate nella realizzazione di porte blindate, inferriate di protezione o serramenti. Ma sul totale di queste aziende va fatta una distinzione. Tra quelle, cioè, che producono in serie serramenti di ogni tipo, con il rischio di pagarne in manifattura, e le realtà che, invece, mantengono alta l’asticella della qualità, conservando

un’attitudine artigianale al lavoro. Tra queste ultime spicca la modenese MD Serramenti Morano, di Gerardina Morano che lavora in azienda coi figli Daniele e Domenico Vigiano. Daniele si occupa dei montaggi mentre Domenico lavora il ferro con vera maestria. «Ovviamente le lavorazioni più meccanizzate non curano il dettaglio e danno vita ad una serie di prodotti standard spesso più scadenti rispetto alla lavorazione di un fabbro – spiega la titolare –. Il vantaggio di un’azienda come la nostra è sicuramente dato da un prodotto più sicuro; inoltre un fabbro può accontentare maggiormente le richieste di un cliente in quanto il carico di lavoro è inferiore rispetto a quello di un’azienda di grandi

Serramenti dimensioni che non può concentrarsi sulle richieste di ogni singolo referente. Con noi si ha la possibilità di visionare il prodotto mentre è in lavorazione, quindi richiedere che vengano apportate delle modifiche qualora si cambiasse idea e si preferisse un modello rispetto ad un altro». Il settore, naturalmente, non è scevro da criticità e problemi, come racconta ancora Gerardina Morano. «La criticità è data dalle tempistiche perché una lavorazione manuale di questo genere richiede più tempo di attesa rispetto alla produzione mediante macchinari di una grande azienda. Tuttavia penso che la lavorazione su misura non presenti delle difficoltà oggettive, in quanto sta nel fabbro essere preciso e scrupoloso in modo da non commettere errori. La difficoltà si presenta solo ed esclusivamente se il fabbro commette degli errori di misurazione o valutazione del lavoro prima di La MD Serramenti ha sed a Nonantola (MO) www.mdserramentimodena.com

cominciare a produrre l’articolo. Infatti il buon artigiano non è solo quello che sa dar vita al prodotto migliore, ma è quello che sa anche curare in una fase iniziale il disegno, prendere le misure in modo adeguato e consigliare il cliente per arrivare al risultato migliore». Il mercato, in questo settore, è sostanzialmente statico; ma Gerardina Morano ha notato comunque dei cambiamenti: «Ho notato negli anni un aumento del lavoro del ferro, in quanto l’idea di avere delle inferriate dà un senso di protezione in più al cittadino, che al giorno d’oggi, purtroppo, si sente sempre meno sicuro». • Giulia Panzacchi


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Intersec 2017 È l’appuntamento fieristico di riferimento

naio. L’edizione 2016 ha visto la partecipa-

con esso le vendite e il potenziale di fattu-

per il settore sicurezza, commercial secu-

zione di 1.280 espositori e un numero con-

rato del settore e Intersec, dopo il lancio

rity, information security, antincendio, ab-

sistente di visitatori provenienti da 127

dello scorso anno di Smart Home e Design

bigliamento di sicurezza e attrezzature per

Paesi che l’attestano come l’evento più in-

di sicurezza nelle sezioni edifici, promette

polizia ed esercito. L’edizione di que-

ternazionale in tutto il mondo. Cresce l’in-

per il 2017 tante opportunità e innovazioni

st’anno si terrà a Dubai dal 22 al 24 gen-

teresse per le nuove soluzioni tecniche e

interessanti.

La rivoluzione delle tende antincendio Con Tiziano Rubini, amministratore delegato di EuroSafe Italia Srl, alla scoperta di dispositivi poco diffusi in Italia ma presenti da 30 anni in Europa in ambito civile e industriale

Q

uando si parla di sicurezza di un edificio, il primo pensiero va ai pericoli rappresentati dalla forza distruttrice del fuoco. Nel corso dei secoli, dopo roghi disastrosi che hanno devastato interi quartieri, è cresciuta la consapevolezza del rischio rappresentato dalle fiamme e, di pari passo, sono state sviluppate soluzioni tecnologiche, norme di prevenzione e disposizioni legislative sempre più vincolanti. Al punto che oggi il rischio zero, nelle città moderne, non è una prospettiva così lontana, almeno per la sicurezza delle persone. A dirlo è Tiziano Rubini, amministratore delegato di EuroSafe Italia Srl, azienda bolognese specializzata nella produzione e commercializzazione di tende taglia fuoco e taglia fumo, dispositivi passivi idonei a compartimentare ed isolare da fiamme e fumi le aree civili, industriali e commerciali. «Sotto il profilo tecnologico e normativo, il rischio zero per le persone in caso di incendio sarebbe già raggiunto con la prevenzione – sottolinea Rubini – se non fosse che spesso l’applicazione delle normative è onerosa e perciò si tende ad intervenire fin dove lo consente il budget». Per ridurre i costi e garantire un alto tasso di sicurezza antincendio su medie e grandi superfici, in Europa, da più di 25 anni, si usano anche tende taglia fuoco e barriere al fumo, sistemi avvolgibili a scomparsa che impediscono il passaggio di calore, gas surriscaldato e fuoco per un periodo di tempo predeterminato. «Dal 2012 la EuroSafe Italia ha incentrato il suo

RICERCA, SVILUPPO E PROTAGONISMO DEL TERRITORIO La ricerca nell’ambito della sicurezza antincendio non si ferma mai, anche per l’azienda bolognese EuroSafe Italia, come spiega l’amministratore delegato Tiziano Rubini: «Stiamo implementando le nostre tende taglia fuoco e taglia fumo sia per il miglioramento delle prestazioni sia per l’allargamento delle applicazioni, già molto ampio. La nostra scelta di produrre interamente in Italia ci consente di aumentare sia la flessibilità della produzione che margini di miglioramento nella gestione del post vendita e, cosa per noi fondamentale, contrasta la tendenza alla delocalizzazione che impoverisce il territorio».

core business su questi dispositivi di sicurezza – continua l’amministratore delegato dell’azienda – strumenti di prevenzione che soddisfano i requisiti normativi richiesti, dispongono di tutte le certificazioni necessarie e rappresentano una valida alternativa ai già esistenti dispositivi del settore. Le cortine taglia fuoco sono un sistema passivo di protezione sicuro e non invasivo, funzionale per risolvere problemi architettonici e progettuali in edifici in fase di costruzione o da adeguare alle nuove direttive. Più nello specifico, questi dispositivi, realizzati e testati in conformità alle normative vigenti possono: sostituire le convenzionali strutture compartimentanti; contenere fiamme e fumi negli edifici che necessitano di suddivi-

dere piccoli e grandi volumi; garantire uno srotolamento in sicurezza anche in caso di assenza di alimentazione elettrica; permettere agli occupanti dell’edificio l’uscita e alle squadre di intervenire in sicurezza. I dispositivi inoltre sono sempre avvolti in un leggero alloggiamento di dimensioni limitate, riducendo l’impatto visivo, fino al momento di reale necessità. Se parliamo delle barriere al fumo, la normativa EN 9494 dal 2012, ne regola i campi d’applicazione, rendendo innumerevoli gli ambiti di utilizzo». I tipi di costruzioni in cui è possibile il loro utilizzo spaziano dall’architettura civile a quella commerciale e industriale, con ambiti di applicazione in tutti gli edifici della pubblica amministrazione (scale antincendio esterne, aeroporti, garage, ecc...). Tuttavia il loro utilizzo

in Italia è ben al di sotto della media europea: «Il problema va ricercato anche nella poca conoscenza del prodotto rispetto a Germania, Francia, Gran Bretagna ecc… dove da quasi trent’anni queste soluzioni antincendio sono largamente diffuse. Alcune norme in materia antincendio sono abbastanza datate e questo fa sì che nuove tecnologie innovative, utilizzabili in alcuni casi, non riescano a rispettare i requisiti delle stesse, in quanto riferite a tecnologie già presenti all’epoca. Il ricorso alla deroga è pratica abbastanza diffusa ma non risolve di fatto i problemi in essere in quanto ciò comporta in ogni caso un appesantimento burocratico con conseguente dilatazione dei tempi ed aggravio dei costi». • Alessia Cotroneo

LA NOSTRA SCELTA DI PRODURRE INTERAMENTE IN ITALIA CI CONSENTE DI AUMENTARE LA FLESSIBILITÀ DELLA PRODUZIONE, GESTIRE MEGLIO IL POST VENDITA E CONTRASTARE EuroSafe Italia Srl ha sede a Bologna - www.eurosafeitalia.com

LA TENDENZA ALLA DELOCALIZZAZIONE


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La sicurezza va in cantiere È partito dalla Campania il progetto promosso da Inail direzione re-

infortuni e sensibilizzare gli addetti, per accrescere la percezione del

gionale Campania e il Coordinamento regionale dei Centri per la for-

rischio. L’iniziativa si muove nel solco delle attività di cui al piano na-

mazione e sicurezza nei cantieri (CFS) della Campania. L’iniziativa

zionale, per combattere i tanti infortuni denunciati nel settore delle

prevede la presenza di un camper itinerante, attrezzato ad aula

costruzioni. Nell’anno 2015 sono stati denunciati solo in Campania

formativa, che raggiungerà prevalentemente i piccoli cantieri per

1.080 infortuni nel settore delle costruzioni. Un progetto che si

diffondere le conoscenze in materia di sicurezza, ridurre i rischi di

spera continui a viaggiare per l’Italia.

Impalcature e sicurezza Ponteggi, strutture tubolari, padiglioni fieristici. Tecnoponteggi è in grado di fornire le migliori soluzioni in termini di solidità e funzionalità

N

on certo secondario per chi sia intenzionato a ristrutturare la propria abitazione, è il tema della sicurezza. In tali contesti è preferibile affidarsi a specialisti del settore capace di indicare le soluzioni migliori. La Tecnoponteggi è un’azienda che dal 1987 svolge attività di allestimento di cantieri edili. «Il nostro obiettivo quotidiano è offrire al cliente la miglior tipologia di ponteggio da usare per la lavorazione specifica affinché si adoperi in tempi brevi. Oggi la qualità fa la differenza e Tecnoponteggi si impegna costantemente in questo senso» chiarisce

Tecnoponteggi ha sede a Bologna - www.tecnoponteggibologna.it

il titolare Luigi Rago. L’azienda è da sempre impegnata su diversi fronti: nel montaggio e smontaggio strutture tubolari e nell’alle-

stimento dei padiglioni fieristici. «Le nostre strutture tubolari sono visibili a Bologna nei nostri cantieri e si possono adattare a qua-

lunque situazione o necessità. Inoltre, realizziamo strutture tubolari per eventi fieristici in modo da garantire un risultato piacevole agli stand espositivi dei commercianti o venditori». Disponibile anche al noleggio, Tecnoponteggi consente di avere a disposizione prodotti sempre all’avanguardia, completi e ottimamente conservati senza preoccuparsi della manutenzione o del trasporto. «La nostra azienda si adopera per donare, per periodi limitati e per un uso privato, i ponteggi che possiede – continua Luigi Rago di qualsiasi tipologia essi siano. I nostri ponteggi si distinguono per la sicurezza e per la qualità dei materiali che li compongono, rigorosamente a norma e certificati, due caratteristiche che è importante non sottovalutare. Quando ci si trova ad operare in condizioni estreme, in cui esperienza e professionalità sono necessarie per portare a termine un lavoro ben fatto, i supporti tecnici impiegati devono agevolarci e garantire l’incolumità di noi

stessi e di chi ci circonda. I ponteggi che Tecnoponteggi offre ai suoi collaboratori possono essere di diverso tipo, per assolvere a diversi interventi quali ristrutturazione, restauri, manutenzione». La sicurezza è cruciale: «L’importanza della sicurezza sul lavoro – chiarisce ancora il titolare - è un tema molto delicato negli ultimi anni e anche il montaggio dei ponteggi stessi non è certo un compito semplice o esente da rischi. Quante volte si verificano incidenti da cantiere o cadute? Purtroppo innumerevoli, le motivazioni sono ovvie: quando ci si ritrova a operare su un edificio si è calati in un contesto non comune che può presentarsi come pericoloso». Tecnoponteggi si presenta quindi come un punto di riferimento anche in questo senso e una realtà attiva da anni nel panorama edilizio del territorio emiliano-romagnolo dove con il passare del tempo ha avuto modo di far conoscere e stabilizzare la propria identità. • Luana Costa

Se l’innovazione guida l’impresa Parole come qualità, condivisione e network sono ripetute così spesso da essere ormai diventate obsolete. Rm Antincendi invece rilancia e mette in pratica questi concetti

G

arantire la sicurezza nelle abitazioni o all’interno dei contesti lavorativi è un’esigenza sempre più sentita. Sulla leva di una richiesta sempre più urgente e della passione per il proprio lavoro, si muove l’azienda perugina Rm Antincendi specializzata nelle attività di fornitura, installazione, manutenzione e formazione nel settore della sicurezza. L’azienda che muove i primi passi nel 1973 persegue con convinzione la strategia della “Qualità Totale” che impiega in maniera sistematica in ogni settore aziendale. «Che si controlli un estintore, un rivelatore di fumo, un idrante o un impianto di spegnimento automatico, è necessario adoperare il massimo dell’attenzione e della passione. Perché senza la passione, nessun lavoro, nessun impegno sarà mai portato a termine nel miglior modo possibile». È quel che rivela Filippo Boccolacci, responsabile commerciale per la Grande Distribuzione Organizzata dell’azienda

perugina, che continua: «Ciò è indispensabile a comprendere le motivazioni e i meccanismi che si celano dietro un semplice presidio antincendio o ad un impianto idraulico collegato ad una palazzina del ‘900. La passione è indispensabile per il naturale rapporto di fiducia

Rm Anticendi Srl si trova a Pontenuovo di Torgiano (Pg) www.rmantincendi.it -commerciale@rmantincendi.it https://it-it.facebook.com/RmAntincendiSRL/

che instauriamo con i nostri partner e fa la differenza tra un lavoro mediocre e uno superlativo. La prevenzione e, quindi, una corretta manutenzione dei presidi antincendio fanno la differenza nel momento del loro utilizzo, è evidente come un idrante ben mantenuto può salvare vite e strutture». La passione non basta però in un settore in cui l’aggiornamento costante è un elemento imprescindibile: «Solo oggi grazie all’introduzione di nuove normative si sta riuscendo a portare lo standard del servizio ad un livello migliore - spiega Emanuele Mencacci, responsabile tecnico dell’azienda -. Così attraverso certificazioni sia dell’azienda che del personale, corsi di formazione e sfruttamento della tecnologia online database virtuali per i clienti e controllo H24 dei presidi antincendio - si può rendere il cliente più consapevole dei rischi e degli strumenti predisposti. Prima il tecnico manutentore antincendio era una professione a cui si

indirizzavano persone con scarsa specializzazione, oggi il comparto della sicurezza è un mercato talmente definito che finalmente sono state create figure ad hoc come tecnici, ingegneri e architetti specializzati. L’azienda offre servizi di controllo, fornitura e consulenza, vanta inoltre un pacchetto ad hoc, che sfrutta un database virtuale, contenente l’elenco aggiornato dei presidi, con date e scadenze a norma di legge, consultabile direttamente dalla piattaforma Web “Vision Web Assistance”». • Luana Costa


48 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Sicurezza

Dietro le quinte dell’edilizia

La Pe Service Srl ha sede a Cologno Monzese (Mi) www.peruginoponteggi.it

Il lavoro che si nasconde dietro qualsiasi costruzione, necessita di mezzi di ultima generazione. Ponteggi sospesi, montacarichi, ascensori da cantiere di affidabilità garantita. Riccardo Tintori parla dei punti cardine della propria attività mprese edili che si occupano di ristrutturazioni e costruzioni, società che noleggiano strutture edili, produttori di vetrate per facciate continue, imprese di pulizie specializzate nel lavaggio di vetri di interi palazzi, imprese impegnate nella manutenzione di dighe e ponti. Tutte realtà che presentano una necessità ben specifica: quella di lavorare in quota e di doverlo fare con attrezzature di qualità e in grado di garantire la sicurezza degli operatori. Realtà molto diverse le une dalle altre che permettono a un’azienda come la Pe Service di differenziare la propria produzione e dunque la propria attività. «Siamo specializzati in noleggio, vendita, manutenzione e assistenza di ponteggi sospesi, montacarichi e ascensori da cantiere – chiarisce Riccardo Tintori, amministratore dell’azienda –. Mettiamo a disposizione di ogni nostro cliente mezzi sicuri e versatili, sia per il sollevamento di merci che di persone, nonché mezzi per la manutenzione di edifici, dighe e ponti». E come già anticipato, proprio la sicurezza rap-

I

presenta un fattore senza dubbio essenziale in un comparto come quello dei ponteggi. «La sicurezza sul lavoro è l’obiettivo principale che vogliamo raggiungere con i nostri prodotti, i quali vengono utilizzati da vari operatori in condizioni a volte anche molto particolari. Per assicurare la

piena sicurezza di ogni nostro mezzo, revisioniamo attentamente tutti gli impianti di sollevamento appena rientrano in magazzino, compiamo ulteriori controlli prima di consegnarli ai committenti e rispet-

tiamo in maniera scrupolosa tutte le normative in fatto di sicurezza sul lavoro. Per quanto riguarda il cliente, poi, ci occupiamo anche di formare il personale addetto all’utilizzo delle nostre macchine in cantiere, così che sappiano come tutelarsi e lavorare al meglio». Dunque la gamma di servizi offerti al bacino d’utenza è completa a 360 gradi e comprende tutte le fasi di produzione, lavorazione e infine vendita o noleggio. «Assistiamo concretamente i nostri clienti garantendo servizi di progettazione e sviluppo prototipi di componenti conformi alle normative nazionali ed europee – stiamo parlando di componenti quali giunti, puntelli, tavole per piani di lavoro, elementi di ponteggio prefabbricato e multidirezionale – prove di resistenza dei vari elementi eseguite nel nostro laboratorio o in quello certificato del Politecnico di Milano, deposito di brevetto e marchio, stampaggio di componenti in acciaio e, infine, fusione di componenti in ghisa». Facile intuire come tra i punti di forza della Pe Service rientrino quindi la sicurezza, l’ampia gamma di prodotti, la qualità elevata

LA DIVERSA TIPOLOGIA DI PRODOTTI DISPONIBILI RISPONDE ALLE DIFFERENTI ESIGENZE TANTO DI UN PICCOLO CANTIERE QUANTO DI UN GRANDE PROGETTO e certificata, un ottimo rapporto qualità-prezzo e un’attenzione particolare verso le esigenze della clientela. «Tra i servizi più apprezzati dai committenti – continua ancora Riccardo Tintori – ci sono le offerte in giornata, in caso il cliente debba mettersi in opera in tempi rapidi, i sopralluoghi immediati, un magazzino sempre rifornito, la consulenza di ingegneri iscritti all’albo e la presenza di tecnici specializzati e costantemente aggiornati, e infine un servizio di montaggio rapido». Il rendersi disponibili nei confronti di qualsiasi esigenza della committenza non si ferma agli elementi appena descritti, poiché la Pe Service sviluppa e propone vantaggiose formule per il noleggio di ponteggi sospesi, montaca-

richi e ascensori da cantiere di ogni genere, permettendo così ai cantieri o alle aziende che prevedono lavori a breve e medio termine di sfruttare al meglio il proprio budget dotandosi comunque di attrezzature innovative e di alta qualità. Un grosso incentivo per tutte le realtà che non possono acquistare mezzi, vantaggio a cui si affianca anche il servizio di formazione all’uso dei macchinari e di gestione delle pratiche relative alle verifiche periodiche da effettuare sugli impianti di sollevamento. Attualmente, la Pe Service fornisce di ponteggi sospesi tutto il territorio nazionale, mentre per quanto riguarda montacarichi e ascensori da cantiere è presente soprattutto nel Nord Italia. • Emanuela Caruso

UN BUSINESS POSITIVO L’andamento del giro d’affari della Pe Service relativo all’anno scorso non può che essere definito buono. A fronte di un mercato ancora in crisi, poiché strettamente legato all’edilizia, lo spirito giovane e innovativo dell’azienda, oltre alla capacità di costruire pezzi speciali per soddisfare il maggior numero di esigenze e richieste dei committenti, ha permesso all’azienda di aumentare la clientela, attuare nuove strategie di mercato, e porsi ancor più a disposizione del bacino d’utenza. Tra le novità studiate proprio per essere più efficienti e competitivi ci sono l’officina, in cui vengono creati direttamente pezzi speciali, e un servizio ottimizzato e, dunque, rapido, efficiente e puntuale.


50 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Salvaguardia del territorio

Pianificare la prevenzione Intervenire sulla coscienza civica dei cittadini nell’ambito della prevenzione sismica e sulla messa in sicurezza degli edifici attraverso un piano governativo che superi la fase dell’emergenza. Le proposte dei geologi italiani illustrate da Francesco Peduto

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irca 15 milioni di case in Italia, più del 50 per cento del totale, sono state costruite, prima del 1974, in completa assenza di una qualsivoglia normativa antisismica. Inoltre, almeno 4 milioni di immobili sono stati edificati prima del 1920 e altri 2,7 milioni prima del 1945. Uno scenario che ha rivelato tutta la sua drammaticità in occasione del sisma che ha colpito il Centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto, provocando quasi 300 vittime, centinaia di feriti e oltre 2mila sfollati. Una reale e concreta cultura della prevenzione non è più procrastinabile: l’Italia intera – come è noto – è ad alto rischio, proprio perché Paese geologicamente giovane e di frontiera. I geologi italiani rilanciano tutta una serie di proposte, tra cui il fascicolo del fabbricato con la classificazione sismica degli edifici, come spiega Francesco Peduto,

presidente del Consiglio nazionale dei geologi. Quali sarebbero i vantaggi del fascicolo in termini di prevenzione? «Ci sono almeno due vantaggi: la conoscenza e la consapevolezza. Pensi a come potrebbe cambiare il mercato immobiliare se nella compravendita di case si mettesse al primo posto la sicurezza, che dovrebbe essere in un territorio come il nostro il fattore più influente sul valore immobiliare, rispetto a estetica, dimensione e posizionamento. Come è successo altrove, potrebbe avviarsi una rivoluzione, con la corsa ad acquistare abitazioni sicure o a fare adeguamenti a quelle esistenti, a maggior ragione se questi adeguamenti fossero incentivati da una seria politica governativa che chiediamo. Quando si parla di pianificare la prevenzione, obiettivo che il Governo si pone con il Piano casa Italia, si-

gnifica mettere in campo più azioni sistemiche e sinergiche: si potrebbero realizzare esercitazioni di Protezione civile a livello locale e insegnare i rischi dei territori in cui si vive a tutti gli italiani, in particolare alle nuove generazioni, partendo dalla scuola. Insegnare ai cittadini a comportarsi in Francesco Peduto, presidente Consiglio nazionale dei Geologi caso di scossa sismica è fondamentale: lo fanno in Giappone, perché in Ita- del rischio attraverso l’applicazione di misure non strutturali quali il presidio territoriale e il lia non dovremmo». Un’elevata percentuale di vittime è do- geologo di zona per tenere sotto controllo i vuta proprio ai comportamenti impropri punti critici. Serve un’azione di Protezione ciin caso di scosse. Cosa è importante sa- vile in tempo di pace prima che si verifichi pere per agire al meglio durante un l’emergenza. Ci sono due proposte ferme in Parlamento proprio sui presidi territoriali e sul evento sismico? «C’è a questo proposito un opuscolo con tutte geologo di zona; entrambe declinano la nele informazioni disponibile sul sito della Pro- cessaria funzione di sorveglianza e pattugliatezione civile. In questi momenti si è presi dal mento delle situazioni pericolose mappate orpanico e a contribuire in maniera sostanziale mai sulle carte in modo efficace. Sono tante le al panico è proprio la mancanza di cono- nostre proposte per mettere in sicurezza l’Itascenza dei rischi del territorio e dei compor- lia, che è un paese fragile perché geologicatamenti da tenere. Quando c’è un terremoto mente giovane. Nel continente sono state cennon bisogna precipitarsi sulle scale, perché site 700mila frane, di cui oltre 500mila sono le prime a cedere in base alle loro carat- avvenute in Italia. Questo dimostra che il noteristiche strutturali, così come pianerottoli, stro Paese rappresenta un territorio più critico cornicioni e balconi. Occorre trovare un posto di altri ed è per questo che determinati intersicuro all’interno della propria abitazione, in- venti devono assumere la priorità». Dopo quanto successo nel Centro Itadividuarne le strutture portanti, per ripararsi e così diminuire il rischio di restare schiac- lia, si attende un’accelerazione operativa ciati. Un esempio positivo durante l’ultimo in merito alle vostre proposte su rischio terremoto lo ha offerto la nonna che ha sal- sismico e dissesto idrogeologico? «Ce lo auguriamo. A onor del vero, il governo vato i nipotini spingendoli sotto il letto». Il congresso nazionale dei geologi ha Renzi ha posto un’attenzione differente a quepredisposto la Carta per l’Italia, una do- ste problematiche considerando l’insediacumento che nasce dal lavoro di 12 tavoli mento da ormai due anni presso la Presidenza tecnici e prevede un ampio pacchetto di del Consiglio dell’unità di missione contro il proposte. Quali sono le direttrici princi- dissesto idrogeologico #italiasicura, che comprende anche la sezione “scuole sicure”. Per la pali di intervento? «Si tratta di una proposta a tutto tondo dei prima volta, dopo la tragedia, non si è parlato geologi sulla base delle loro competenze e semplicemente di ricostruire e consolidare, studi per dare una mano al Paese. Si è parlato ma di pianificare il rischio, che è un concetto di risorse e di rischio, non solo sismico ma an- molto diverso. Le Commissioni ambiente terche vulcanico e idrogeologico. In particolare ritorio e lavori pubblici della Camera e amper quanto riguarda il dissesto idrogeologico, biente del Senato, riunite in seduta comune, sarebbe necessario mettere mano a dei cam- hanno sottolineato con forza la necessità di biamenti di fronte alle vittime e ai danni pro- pianificare la prevenzione attraverso un piano vocati negli anni da questo fenomeno a causa ultradecennale, rendendo obbligatorio il fadella mancanza di prevenzione. Lo stato di scicolo del fabbricato. Ciò fa ben sperare. Noi dissesto del nostro territorio è tale che non ba- geologi controlleremo affinché queste iniziasterebbero cento finanziarie per risolverlo. Oc- tive non cadano nel dimenticatoio». corre andare nella direzione della mitigazione • Francesca Druidi


52 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Progettazione

Periferia, un’ideologia da demolire Torna in primo piano l’esigenza di trovare un nuovo approccio per intervenire sui centri urbani e soprattutto sulle periferie. L’architetto Vittorio Gregotti è sostenitore di una visione in cui la periferia non può più essere considerata come la parte degradata delle città

A

nce rivendica la necessità di un Piano nazionale per le periferie da almeno 5 miliardi di euro gestito da una cabina di regia governativa che individui non solo le aree a maggior rischio, ma anche le modalità di intervento da mettere in atto. Inoltre, la Camera dei Deputati ha deciso di scandagliare il fenomeno della marginalità urbana nelle sue varie declinazioni, istituendo una commissione di inchiesta. L’architettura si occupa del nodo delle periferie da molti anni e a intervenire più volte sull’argomento, dalle ripercussioni inevitabilmente sociali, è stato Vittorio Gregotti. Cosa ne pensa di questa rinnovata attenzione per le periferie? «Idea buona anche se assai in ritardo, ma credo per ora del tutto astratta, sia perché i casi sono tra loro molto differenti per dimensione, storia, tipi di sviluppo, condizioni geografiche - sia perché è necessario discutere anzitutto quali siano le ragioni per insistere sulla nozione di periferia e non su come sostituirla con quella di “parte di città”». Se e cosa manca realmente in Italia per passare dalla teoria ai fatti? «Manca l’idea che la periferia è una parte della città e non solo l’abi-

tazione, con scarsi servizi, dei più poveri, lontana dal centro». Verso quali direzioni sta muovendo la riflessione su questo tema? «Dopo i primi 30 anni del XX secolo, in cui le periferie sono state elemento centrale dell’architettura del movimento moderno, nel secondo dopoguerra esse hanno rappresentato un impegno ancora importante, con l’idea di una parte indispensabile ma separata dalla città». E quale dovrebbe essere la risposta dell’architettura oggi alla questione periferie di fronte a nodi come disuguaglianza, immigrazione, allarme terrorismo? «Sono questioni che attengono a tutta la città, non solo alla periferia che ne è oggi la caricatura». Nel dibattito sulle periferie, quali elementi dovrebbero avere la priorità? L’estetica, gli aspetti sociali, economici, infrastrutturali? «La priorità è prima di tutto la distruzione dell’idea di periferia e la sua sostituzione con quella di parte della città con tutte le caratteristiche di mescolanza sociale, di varietà di impegni di lavoro, della presenza di grandi servizi, come università, teatri, musei che rendono questa parte urbana un elemento di scambio necessario a tutta la città». • Francesca Druidi

L’architetto Vittorio Gregotti


54 | Settembre 2016

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ABITARE

Progettazione

I progressi dell’architettura Realizzare nuovi spazi è qualcosa di complesso ma estremamente gratificante, grazie a progetti sviluppati con cura e massima perizia. L’esperienza dell’architetto Massimo Pierattelli

Lo studio Pierattelli Architetture ha sede a Firenze In apertura, Nuova sede Arval. In basso, Firenze Number Nine www.pierattelliarchitetture.it

R

ispetto a 30 o 40 anni fa, l’ambito dell’architettura ha vissuto una vera e propria rivoluzione che ha portato alla progettazione computerizzata e alla nascita di programmi di modellazione tridimensionale. Tutto è diventato, di conseguenza, possibile e controllare le forme più complesse da ogni angolazione avendo la possibilità di trasformarle in progetti di ottima qualità, in grado di soddisfare la clientela, si sono identificati come i nuovi capisaldi dell’architettura. Chi sin dall’inizio dell’attività ha creduto in un fare architettura innovativo ma sempre perfettamente realizzabile è la Pierattelli Architetture, studio che offre servizi completi di progettazione su misura, con un occhio particolare alla risoluzione di problemi impiantistici e strutturali. «Siamo impegnati sul fronte della progettazione e ristrutturazione di sedi bancarie, edifici commerciali, industriali, ricettivi, ospedalieri e residenziali – spiega l’architetto Massimo Pierattelli, fondatore dell’attività, che dirige lo studio insieme ai figli Andrea e Claudio –. L’ispirazione per ogni nostro lavoro è qualcosa che arriva all’improvviso e ci spinge a trasformare un progetto in una realtà tangibile. Un’opera di architettura equivale a un’opera d’arte e dunque deve saper dare movimento e dinamicità, saper rispettare la natura e, al contempo, offrire soluzioni razionali e realizzabili». Ma

UN COCKTAIL

DI ESPERIENZE E PERSONE Certa dell’importanza dei diversi e complementari contributi apportati da più competenze e personalità, la Pierattelli Architetture si avvale da sempre sia di collaboratori esperti e presenti da tempo all’interno dello studio sia di giovani architetti e studenti. Un mix di persone ed esperienze, dunque, che permette di unire e combinare alla perfezione passato e presente, tecnologie innovative e metodi tradizionali, consentendo di impegnarsi in qualsiasi tipologia di progetto. Questa flessibilità, insieme a una spiccata dinamicità, fa sì che lo studio Pierattelli riesca a coniugare diverse partnership con importanti marchi di arredamento quanto collaborazioni con piccoli artigiani di cui il territorio fiorentino è riccamente disseminato.

come si sviluppa la fase creativa e progettuale di spazi che devono essere di tendenza ma vivibili, di design ma funzionali? «Tutto parte dal disegno a mano. È il metodo più efficace per delineare funzioni e spazi e verificare la fattibilità di un’idea o un progetto. Già gli schizzi a mano, infatti, devono essere proporzionati e devono stabilire un equilibrio perfetto tra gli elementi che compongono il progetto architettonico. Solo alla fine di questo passaggio quasi artigianale, potremmo dire, il lavoro viene presentato alla committenza. Questo è un altro step importante in quanto consente di tastare con mano la soddisfazione del committente, il livello di gradimento, e di identificare i punti migliorabili. È da qui, poi, che si comincia a mettere in scala ciò che è stato ideato attraverso la realizzazione di render 3D assolutamente realistici». Fare architettura, allora, significa affiancare rigore compositivo, cura costruttiva e attenzione spasmodica al dettaglio. Traguardi non certo semplici da raggiungere ma che sanno spronare e incentivare l’ottimo lavoro della Pierattelli Architetture. «L’attenzione al bello, alla qualità delle opere da realizzare e alla cura per i dettagli – e parliamo di una cura e di particolari artigianali – è qualcosa di essenziale per poter dare forma, vita e colore a qualsiasi idea si abbia in mente. E quando si costruisce bisogna farlo in maniera impeccabile, altrimenti non ci si sentirà mai orgogliosi del proprio operato e non si riuscirà mai a essere al passo con i tempi e con le innovazioni, progettuali o tecnologiche che siano». Proprio per rimanere al passo con i tempi ed essere competitivi a 360 gradi, lo studio Pierattelli ha da anni iniziato ad affacciarsi e lavorare anche all’estero, dove i progetti presentati sono stati numerosi, differenti e certamente stimolanti. «Abbiamo partecipato a concorsi a invito ricevuti da società private – continua ancora Andrea Pierattelli – ma abbiamo anche proposto progetti in maniera diretta a committenti potenzialmente interessati al nostro lavoro. I risultati di questa espansione sono stati: la sede di rappresentanza di una società nel centro di Baku, due torri dentro cui realizzare delle biosfere mediterranee verticali in Qatar, arredamenti per appartamenti a Dubai, sedi di società importanti a Montecarlo, la nuova sede di un gruppo di trasporti a Valencia e altro ancora». L’ulteriore sviluppo a livello internazionale dello studio rappresenta proprio l’obiettivo principale della famiglia Pierattelli per il prossimo futuro. «Vogliamo concentrarci sul Sultanato dell’Oman, dove siamo presenti in partnership con ME Studio, sia per i programmi di sviluppo nel settore architettonico sia per i criteri utilizzati per progettare, tra cui sostenibilità dell’intervento, studio dell’impatto ambientale e ricerca di fonti energetiche naturali». • Emanuela Caruso


Settembre 2016 | 55

L’espansione della green building

spetto a quelli tradizionali, gli edifici green offrono risparmi significativi sui costi operativi. In media, gli intervistati, tutti professionisti del settore, si attendono un risparmio del 14 per cento sui costi operativi spalmati su un periodo di 5 anni per un edificio di nuova costruzione e un risparmio del 13 per

Per il 2018 dobbiamo attenderci un grande incremento di progetti green. Il

cento per ristrutturazioni, ammodernamenti e rigenerazioni. La crescita del

mercato della bioedilizia è destinato a raddoppiare ogni tre anni. Lo rivela il re-

settore interesserà sia le economie già affermate, sia quelle in via di sviluppo

port World green building trends 2016 realizzato da Dodge Data Analytics in

ma per Cina, Brasile, Sud Africa e Arabia Saudita, Messico e Colombia l’aspet-

collaborazione con il Green Building Council. Dallo studio si evince che ri-

tativa di crescita di progetti certificati green tocca percentuali molto alte.

S

erve l’apporto di forze fresche, giovani, creative e determinate per uscire dal pantano della crisi che da qualche anno si è abbattuta sugli studi di progettazione. Il comparto soffre e i professionisti inventano ogni giorno “ricette” su misura per fornire servizi completi che rispondano alle richieste di clienti che non si accontentano più di una consulenza completa sotto il profilo architettonico, ma pretendono competenze diverse, soprattutto in materia di conoscenza normativa, legislativa e burocratica. “Flessibilità” è diventata la parola magica, il minimo comun denominatore per non cedere porzioni di mercato e crescere, in un ambiente sempre più competitivo. E sulla flessibilità ha puntato lo studio Rizzinelli & Vezzoli Architetti Associati. Dal 2006 i due soci fondatori, Anna Rizzinelli e Giorgio Vezzoli, entrambi laureati alla facoltà di Architettura IUAV di Venezia, collaborano in progetti che vanno dal residenziale al commerciale, dal privato al pubblico, su varia scala, senza dimenticare temi quali la ricerca progettuale anche in ambito accademico, la sostenibilità, le innovazioni tecnologiche e la qualità del costruire. A loro si affiancano l’ing. Alessandro Brocchetti e l’ing. Sara Bullini, laureati alla Facoltà di Ingegneria Edile Architettura di Brescia. Quali sono gli ambiti operativi dello studio? «Spaziamo dagli aspetti progettuali a quelli costruttivi, dalla ristrutturazione edilizia al restauro, alla progettazione di nuovi interventi architettonici fino allo sviluppo dei temi dell’illuminazione e dell’interior design, oltre a consulenze energetiche, pratiche amministrative comunali, catastali. Siamo in grado di sviluppare due-diligence e fornire consulenze immobiliari e assistenza in ogni fase della sicurezza in cantiere. La nostra forza è poter contare su uno staff completo, giovane, dinamico e affiatato, nel quale ogni tecnico apporta la sua specializzazione per elaborare soluzioni personalizzate e uniche, con

LAVORO DI SQUADRA CONTRO LA CRISI

Per spazzare via i venti di crisi lo studio Rizzinelli & Vezzoli ha scelto di puntare sulla flessibilità e la molteplicità degli apporti, spiegano i soci fondatori Anna Rizzinelli e Giorgio Vezzoli. «Abbiamo iniziato a lavorare negli anni in cui ancora non era iniziata la crisi per poi finirci dentro come tanti operatori e professionisti. Abbiamo tenuto duro, siamo diventati più flessibili per non farci contagiare dalla delusione e dallo scoraggiamento di molti attorno a noi. Le sfide non ci hanno mai fatto paura e possiamo dire di essere soddisfatti delle opportunità che ci sono state offerte. Oggi uno studio delle nostre dimensioni è sicuramente annoverabile a una PMI, con un certo indotto a contorno che funge da corredo indispensabile. Pensiamo che le PMI siano la grande forza dell’Italia, siamo però consci che la dimensione piccolo non è per sempre e non è sempre il meglio».

Bioedilizia e flessibilità

Anna Rizzinelli e Giorgio Vezzoli, fondatori dello studio Rizzinelli & Vezzoli Architetti Associati, raccontano il progetto della nuova Farmacia Comunale di Chiari e la loro ricetta anti crisi attenzione al risultato finale che deve essere di qualità architettonica, efficienza energetica gestionale, consono agli obiettivi finanziari pianificati. Siamo in fin dei conti degli artigiani di una professione che richiede la partecipazione di tante figure, soprattutto oggi, dove accanto alla capacità del progettare, non può mancare la conoscenza normativa». Anna Rizzinelli e Giorgio Vezzoli dell’omonimo studio di Brescia - www.rizzinellivezzoli.it

Qual è il progetto che maggiormente vi rappresenta? «Dopo quello della Farmacia di Bovezzo (BS), inaugurato nel 2011 - a seguito di una selezione ad inviti - del quale siamo molto soddisfatti e che a distanza di qualche anno premia le scelte progettuali e qualitative fatte a suo tempo, certamente quello della nuova Farmacia di Chiari, sempre in provincia di Brescia. A gennaio 2016 lo studio si è aggiudicato l’incarico per la progettazione e direzione lavori della nuova Farmacia Comunale. Si tratta di un progetto all’avanguardia, studiato con l’utilizzo delle più recenti tecniche di bioedilizia, rispondendo ai requisiti antisismici, di contenimento energetico e di sicurezza. Si caratterizzerà come un manufatto flessibile e innovativo, con un’immagine fortemente riconoscibile, apprezzabile e family friendly, che raggiungerà la conclusione in merito alle soluzioni architettoniche in un percorso condiviso con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesistici, vista la particolare sensibilità ambientale del sito in cui andrà a collocarsi». Qual è l’aspetto più innovativo del progetto della nuova Farmacia Comunale di Chiari? «La realizzazione del nuovo edificio sarà improntata su criteri di eco sostenibilità: il risparmio energetico è previsto innanzitutto attraverso la realizzazione di un involucro con elevate prestazioni nell’isolamento termico, nella traspirabilità

e nell’installazione di un’impiantistica ad alta efficienza in grado di garantire bassi consumi. La tecnologia costruttiva scelta si basa su sistemi a secco, di ormai collaudata esperienza e la struttura portante sarà completamente in legno. Per sfruttare gli apporti energetici forniti dal sole durante le giornate invernali sono previste vetrate e tagli di luce gestiti anche da sistemi intelligenti. Per l’estate, il progetto ha previsto invece, degli oscuramenti che assicurano l’ombra prolungata e la circolazione naturale dell’aria. Nella parte di ingresso poi, un grande lucernario garantirà un apporto di luce naturale calibrata in ogni stagione. Il percorso di un progettista è impervio per certi versi, ma anche stimolante, se si è in grado di mettersi in gioco e di approfondire. E, come abbiamo sperimentato anche in questo progetto, spesso gli ostacoli si trasformano in ulteriori ed interessanti spunti». • Alessia Cotroneo


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OSSERVATORIO

ABITARE

Progettazione

Dalla parte della storia Il restauro e la manutenzione dei beni artistici secondo Francesco Geminiani, che spiega gli elementi cruciali sulla base dei quali si opera nel rispetto dell’identità della singola opera. Un compito che richiede un alto grado di specializzazione

«C

onoscendo le vicende che hanno interessato nel tempo le opere su cui si interviene e le caratteristiche dei materiali e delle tecniche impiegate, attraverso ricerche accurate, è possibile intervenire in maniera più precisa». Dunque, per Francesco Geminiani, cofondatore e responsabile del settore restauro della Leonardo Srl, la conoscenza approfondita non solo dell’oggetto ma anche del suo contesto, è centrale nelle opere di restauro e manutenzione dei beni artistici. Gli aspetti toccati dalle analisi che la Leonardo svolge prima di eseguire interventi di restauro e manutenzione sono diversi e l’esempio del loro laboratorio aiuta a calarsi meglio nella materia. «Leonardo – premette il direttore tecnico dell’impresa bolognese – è un moderno laboratorio culturale e operativo altamente specializzato, con tutte le competenze per agire sul piano della salvaguardia, del restauro e della manutenzione dei beni artistici mobili e immobili, rispettandone e valorizzandone la storia e l’identità. Nella filosofia di Leonardo l’analisi, il restauro e la manutenzione sono momenti fondamentali e complementari per eseguire interventi efficaci e rispettosi della storia. Per questo abbiamo scelto di organizzarci in

modo da saper gestire queste tre fasi direttamente e con le nostre risorse». Uno dei punti di forza maggiori della Leonardo sono le persone che la compongono. «L’organizzazione è composta da un team di 40 operatori specializzati – spiega Geminiani – che ogni giorno mette in campo esperienza, professionalità e soprattutto passione. Leonardo investe ogni anno in formazione sia nel settore scientifico e culturale sia in quello della gestione, per migliorare la qualità dei risultati e del lavoro. La nostra è una visione integrata di aspetti spesso separati tra loro, con il supporto di un’organizzazione strutturata che investe in professionalità, in ricerca, nel controllo della sicurezza e nel rispetto dell’ambiente». Un altro punto decisivo sta infatti nell’innovazione tecnologica che permette di conoscere al meglio le caratteristiche tecniche e le patologie di degrado delle superfici su cui si deve intervenire. Il team di specialisti che opera alla Leonardo (architetti, ingegneri, restauratori, archeologi, geologi, storici dell’arte) può contare su attrezzature all’avanguardia e su attività di ricerca e formazione continue per definire in modo approfondito le caratteristiche dei materiali sui cui si interviene e dei fenomeni di degrado presenti, e mettere a punto le migliori metodologie e tecniche di intervento. Sempre dal punto di vista tecnologico, il progresso della ricerca sta portando a nuovi vantaggi nel campo.  «Per migliorare e rendere i nostri interventi sempre più efficaci e duraturi nel tempo – continua Geminiani – stiamo realizzando, in collaborazione con varie Università e Centri di Ricerca italiani ed esteri, molti progetti di sperimentazione e valutazione di nuovi prodotti, tecniche e strumentazioni in vari campi della conser-

RIDUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE

La Leonardo Srl ha sede a Casalecchio di Reno (BO) www.studioleonardo.it

vazione. Impieghiamo differenti tecnologie selezionando e calibrando gli interventi in relazione ai vari tipi di degrado: sistemi laser, miniabrasori di precisione, generatori di vapore, atomizzatori di acqua, ablatori e altro ancora. Anche i metodi di intervento variano in base alle specifiche situazioni. Tra i tanti sistemi segnaliamo il consolidamento con tecnica sottovuoto, impiegato non solo per il re-

L’ANALISI E GLI INTERVENTI DI RESTAURO SONO MOMENTI FONDAMENTALI E COMPLEMENTARI PER ESEGUIRE INTERVENTI EFFICACI

Rossana Gabrielli, responsabile del settore analisi della Leonardo Srl, si sofferma sul valore del rispetto e tutela dell’ambiente dato all’interno del laboratorio bolognese. «Dal 2009 – dice Gabrielli – abbiamo messo a punto un protocollo denominato Restauro Verde® che applichiamo ai nostri cantieri e attività. Grazie al sistema RestauroVerde® vengono attivate procedure specifiche nella scelta dei materiali e dei prodotti naturali e artigianali, nelle politiche di risparmio energetico, nella gestione e smaltimento dei rifiuti, e nella riduzione degli sprechi in tutte le attività operative aziendali. Per le puliture, ad esempio, in sostituzione di sostanze chimiche vengono utilizzati prodotti biotecnologici non dannosi per l’ambiente e gli operatori, mentre come protettivi sono adottati prodotti nanotecnologici che, oltre a difendere le superfici dagli agenti atmosferici, assorbono l’inquinamento restituendo all’aria sostanze pulite».

stauro di opere mobili ma anche in ambito monumentale, per ottenere una maggiore penetrazione e uniformità del consolidante. Poi, l’impiego di nanocalci e di prodotti sperimentali come l’idrossiapatite per le attività di consolidamento, e ancora l’utilizzo degli enzimi e delle biotecnologie per la pulitura delle superfici pittoriche, fino ai trattamenti protettivi fotocatalitici in alternativa ai prodotti canonici quali resine acriliche o polisilossaniche. Le continue attività di ricerca e sperimentazione in tutti i settori permettono all’azienda di avere una conoscenza diretta e concreta delle metodologie più all’avanguardia nel campo della conservazione». • Emanuela Caruso


58 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Progettazione

L’anima delle abitazioni L’architettura deve fornire risposte consapevoli per creare un ambiente più vivibile e vicino, anche culturalmente, all’uomo e alle sue aspettative. Il punto dell’architetto Lucio Merlini

difici come creazioni a cui attribuire un volto e una personalità ben definita in un continuo gioco di setacciamento e rifiniture. È la scommessa dell’architettura quella di plasmare la giusta identità ad un’idea informe, ad una semplice bozza progettuale ma gli ingredienti e il processo utilizzato per raggiungere quell’obiettivo sono sottoposti ai più variegati punti di vista. C’è ad esempio chi ama trasmettere emozioni e con l’arma dell’immaginazione lasciare emergere “l’anima delle cose”. «Un lavoro sartoriale - lo chiama Lucio Merlini - calato nel contatto emotivo con l’ambiente e costruito a misura per le persone che lo abitano». Uffici, sale teatrali, mostre e interni; i progetti realizzati dallo studio di architettura Merlini sono innumerevoli e

E

Lo studio di architettura Merlini si trova a Villafranca di Verona (Vr) - www.luciomerlini.com

prestigiosi: «Attualmente stiamo lavorando su ville ed edifici sul lago di Garda, abbiamo elaborato progetti per un grattacielo in Bahrain e arredamenti per una importante committenza in Kunming, Cina – ci spiega l’architetto -. Gli ultimi lavori appena terminati sono un edificio per uffici e un complesso polivalente. Sono due edifici diversi con due diverse filosofie, ma accumunati da un sistema di facciate che si articolano compositivamente a ridosso di una quinta scenografica. Il primo edificio, nel comune di Sona, si pone a ridosso di un capannone industriale e utilizza il nuovo corpo uffici per dar continuità all’insieme con un pannello curvo scavato all’interno rivestito da un carter in alluminio nero assoluto. La contrapposizione con le parti vetrate amplifica il prolungamento dell’insieme e la dilatazione lineare della facciata. Per contro, la parete forata del complesso Ex-Metropol in Villafranca di Verona raccoglie al suo interno la lama sfuggente in vetro della sala polivalente. L’andamento curvo, sottolineato dall’andamento orizzontale di blocchi splittati, termina in una grande lama verticale; attraverso questi elementi formali si stabilisce un rapporto spaziale e visivo tra la piazza esterna e i percorsi interni alla struttura caratterizzata dall’inserimento di giardini verticali che qualificano questa macchina per abitare». È la ricerca dell’identità di ogni edificio quella che si insegue allo studio Merlini: «L’idea progettuale – aggiunge - nasce dalla conoscenza del contesto e dalle relazioni

che le nuove costruzioni andranno a costituire. È una presa di coscienza che permette di tratteggiare una serie di ipotesi che poco

a poco prenderanno forma. In tutto ciò gioca un ruolo importante la sensibilità che deriva in parte dal bagaglio culturale e di esperienza maturato nel tempo. La ricerca dell’identità del luogo, il cosiddetto “genius loci” dà lo spunto per cogliere questi elementi che permettano di costruire un edificio con una propria personalità e carattere. Parlo di un edificio come di una persona identificando l’oggetto come un’entità con un’anima e uno spirito in grado di rafforzare i caratteri del luogo in cui si colloca». E la tipologia di materiale concorre al raggiungimento dell’effetto desiderato: «I materiali da usare per caratterizzare e valorizzare le nostre costruzioni variano da marmi e finiture pregiate a prodotti per garantire le eco compatibilità e il risparmio energetico. L’esterno degli edifici viene curato in funzione ambientale con rivestimenti di finitura che spaziano da resinature a pareti ventilate in marmo o cotto, a zinco titanio e lamierazioni in alluminio. Gli interni si vestono di prodotti atti a creare un ambiente caldo e accogliente con finiture anche in contrasto tra grezzo e finito. Sulla qualità degli interni è fortemente impegnato il mio ufficio. E ciò con l’accostamento dei materiali degli arredi e lo studio puntuale dei particolari fino ad arrivare al disegno dei mobili. L’elemento che comunque riteniamo più qualificante a livello di arredo è la luce sia naturale che artificiale». • Luana Costa

CARATTERIZZAZIONE DEI PROGETTI L’identità dell’edificio viene approfondita e indagata attraverso l’elemento grafico che, nel caso dello studio Merlini, è manuale. Schizzi e studi si susseguono per fissare sulla carta tutti gli elementi che servono a tratteggiare il volto della costruzione. Contemporaneamente gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione sono utilizzati per riuscire a definire proporzioni e rapporti. Rendere leggibili viste e visioni con renderizzazioni e tridimensionali: l’ufficio, in questo senso è attrezzato e in grado di fornire immagini ad alta qualità, grazie anche al valore aggiunto dato dall’utilizzo della stampante tridimensionale e della realtà virtuale per permettere al cliente di vivere completamente l’ambiente progettato.


Settembre 2016 | 59

Intro È dalla sinergia tra Fabio Novembre e Pasquale

un progetto visionario che combina arte, inte-

assimilandola alla forma più perfetta e ance-

Junior Natuzzi, direttore creativo e brand am-

rior design e artigianalità che rappresenta un

strale: l’uovo. Natuzzi ha realizzato l’installa-

bassador del brand che è nata “Intro”, l’installa-

utero ideale, un’alcova dalla forma ovoidale che

zione impiegando soprattutto le materie prime

zione ospitata all’interno della mostra “Stanze.

inghiotte letteralmente il visitatore per poi re-

utilizzate per la produzione dei divani tra cui il

Altre filosofie dell’abitare, una delle proposte

stituirlo al mondo rinato e più cosciente. «No-

legno, utilizzato per creare la base, e la pelle,

più apprezzate della Triennale di quest’anno. È

vembre ha lavorato sull’idea della stanza da letto

protagonista assoluta dell'opera». •

Il creatore di imprevisti Fabio Novembre, architetto e designer

D

a una parte ci sono l’essenziale, il grigio, lo spirito di adattamento, la narrazione asciutta. Dalla parte diametralmente opposta c’è un eccentrico quasi-cinquantenne, allevato nel grembo barocco di Lecce, che dal 1966 risponde a chi lo chiama Fabio Novembre. E dal 1992, anche a chi lo chiama architetto. Provocatore e visionario più che altro per non mentire a se stesso, è diventato uno dei designer più influenti del momento per la sua capacità di prendere il mondo e rimodellarlo a sua immagine e stravaganza. «La possibilità di raggiungere risultati imprevisti – sostiene Novembre - è sempre legata a quel misto di coraggio e libertà che chiamiamo creatività». Un tratto acquisito e un tratto innato del suo modo di fare design: riuscirebbe a individuarli? E in riferimento al primo, chi glielo ha insegnato o dove lo ha imparato? «Credo sia difficile tracciare una linea netta tra ciò che in noi è innato o acquisito. Da sempre sposo l’idea socratica dell’insegnamento come processo maieutico: il grande maestro aiuta a partorire quello che è già dentro l’allievo. E la scelta del maestro avviene sempre per istintiva somiglianza, per un comune patrimonio genetico. I miei maestri sono stati Mollino, Sottsass, Mendini, Pesce, Fellini e tanti altri. Potrei fare una lista ben più lunga, io sono molto portato all’apprendimento». Quali doti deve avere un’opera di design per sottrarsi ai parametri oscillanti della moda e diventare un pezzo di valore assoluto? «Nella domanda è già racchiusa la risposta: un’opera di design deve anzitutto sottrarsi ai parametri oscillanti della moda. Sarà soltanto il tempo a dire se poi diventerà un Dall’alto in senso orario: la sedia HER; la poltrona NEMO e la panca da giardino componibile AND

Trovare l’amalgama tra etica ed estetica, poi guarnire il tutto con «il vero ingrediente magico chiamato creatività». La ricetta del design innovatore Fabio Novembre pezzo di valore assoluto, c’è bisogno di sedimentazione». Funzionalità, creatività e tecnologia: come dosa questi ingredienti nei suoi lavori? «Funzionalità: quando si progetta non si può prescindere dalla funzione dell’oggetto altrimenti si sta deliberatamente perseguendo un altro obiettivo. Tecnologia: è una variabile dipendente dall’evoluzione del contesto in cui si opera. Ho preferito chiarire il senso dei due termini perché a mio giudizio la creatività è il vero ingrediente magico». Lei è uno dei massimi esponenti di un design italiano che fino a poco tempo fa

definiva “molto in crisi”. Quali limiti sconta e, dal canto suo, come sta tentando di schivarne la morsa? «Quello che ancora si definisce “design italiano” è qualcosa di legato a un ambito in cui sulla funzionalità non c’è molto da inventare, sulla tecnologia si soffre la dipendenza da altri e in quanto a creatività non si riescono a sviluppare linguaggi davvero contemporanei. Ma la crisi del design italiano è la crisi di un sistema Paese sempre più vecchio, burocratico e conservatore». Fin dai suoi esordi, lei ha posto l’accento sul tema del riciclo dedicandogli

IL NOSTRO PAESE, EREDE INDISCUSSO DI BELLEZZA MILLENARIA, FATICA A TROVARE IL GIUSTO COMPROMESSO TRA CONSERVAZIONE E SVILUPPO, TRA TRADIZIONE E RICERCA, E IO, COME SPERO SI SIA CAPITO, PREDILIGO LA RICERCA

anche una mostra. Come si riflette questa attitudine nelle sue opere e attraverso quali materiali si esprime? «Nel mio approccio al progetto, il tema del riciclo rientra sempre come un dato di partenza al pari di funzionalità e tecnologia. Ma non credo sia corretto considerarlo l’unico argomento per giustificare la nascita di un progetto. Nelle discipline classiche, etica ed estetica erano due facce della stessa medaglia, quindi all’etica del riciclo deve corrispondere un’estetica altrettanto importante: è questo l’obiettivo della mia ricerca». In più occasioni ha espresso “insofferenza” nei confronti del grigiore delle nostre città. Che ruolo può avere il colore nelle rigenerazione urbana? «L’influenza del colore sulle nostre vite è un fenomeno oramai scientificamente incontestabile. Che io poi sia particolarmente sensibile all’argomento si evince dal nome delle mie figlie: Verde e Celeste, la famiglia come un arcobaleno. Ma parlando di rigenerazione urbana esiste un esempio su tutti: il caso di Edi Rama a Tirana. L’attuale primo ministro albanese, di formazione artistica, è stato sindaco della capitale dal 2000 al 2011. Ruolo che egli ha interpretato col massimo della libertà creativa: “essere il sindaco di Tirana è la più alta forma di conceptual art. È arte allo stato puro!”. La città come una tavolozza, in cui persino la scarsa qualità architettonica poteva essere riscattata da interventi di pittura muraria: il minimo delle risorse col massimo del rendimento». E l’Italia, si presterebbe a questo restyling cromatico? «Il nostro Paese, erede indiscusso di bellezza millenaria, fatica a trovare il giusto compromesso tra conservazione e sviluppo, tra tradizione e ricerca, e io, come spero si sia capito, prediligo la ricerca». • Giacomo Govoni


60 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Design e arredo

>>> segue dalla prima veda l’uomo al centro del progetto di una nuova modernità. Uso spesso la metafora dell’arcipelago, dove ogni navigante approda alle diverse isole grazie a una personalissima rotta; in ogni approdo apprende e contemporaneamente rilascia esperienza e conoscenza in un progetto evolutivo costante per sé e gli altri». Quale riscontro ha ricevuto l’iniziativa e quali sono gli appuntamenti principali che attendono l’Adi nei prossimi mesi? «Le vie del Compasso d’oro hanno rappresentato il complesso intreccio di competenze che hanno contraddistinto il fare design italiano: progettisti, imprese, scuole, critici, comunicatori e canali distributivi non visti come singoli tasselli, bensì tappe di una filiera inimitabile. Rendere visibile al grande pubblico la trasversalità e multidisciplinarietà del design made in Italy è stato il risultato più rilevante, che proprio partendo da questa esperienza milanese, pensiamo di estendere ad altre città italiane. Nei prossimi mesi Adi affronterà la seconda edizione del Compasso d’Oro International Award, questa edizione avrà come tema lo sport, un appuntamento impegnativo che si affianca al consueto percorso Adi Design Index di accompagnamento al Compasso d’oro 2018». In generale, che cambiamenti ci aspettano per quanto riguarda il design

Luciano Galimberti, presidente ADI (Associazione per il disegno industriale)

con la diffusione delle nuove tecnologie? «Gli oggetti saranno sempre più ricchi di “intelligenza” propria e questo cambia radicalmente il rapporto tra oggetto e fruitore: saranno sempre più importanti le relazioni e quindi il sistema di valori di riferimento. Fondamentale sarà non perdere di vista che l’uomo, con i suoi sogni e le sue debolezze, resta il centro del progetto di design».

Se e in che modo i social media stanno influenzando il mondo del design, in particolare il dialogo tra creatività e mercato? «I social media sono ormai parte integrante della comunicazione di prodotti e servizi, diventano spesso loro stessi dei prodotti dove il design è protagonista della loro architettura. Ma se il futuro sarà nelle relazioni evolute tra prodotto e consumo, i social diventeranno fondamentali. Pensiamo a come è cambiato il nostro modo di viaggiare grazie a Booking o Tripadvisor».

Per il 2017 è stato annunciato l’italian design day. Che significato assume per la filiera italiana dal punto di vista culturale e produttivo? «L’italian design day è un appuntamento importante a cui Adi sta contribuendo attivamente: segna la consapevolezza da parte delle istituzioni del valore strategico che il design ha per uno sviluppo responsabile. Un appuntamento simbolico che ha però grande valenza culturale, politica ed economica». • Francesca Druidi

Stile in sicurezza La sala da bagno non si configura solo come luogo dei servizi igienici, ma è sempre più connotata come espressione della propria personalità pur rispondendo alle esigenze di comfort e sicurezza bitare in piena sicurezza gli ambienti domestici non può più essere considerato un elemento complementare rispetto alle esigenze di stile in un settore che del design fa il suo cavallo di battaglia. Realizzare un prodotto confortevole ma dotato di una forma esteticamente attraente è il requisito che oggi bisogna soddisfare per rimanere competitivi nel settore dell’arredamento. E nel campo

A

Goman ha sede a Castiglione delle Stiviere (Mn) www.goman.it

degli accessori di sicurezza per il bagno, l’azienda mantovana Goman è capace di fornire risposte adatte ad ogni esigenza: ausili per disabili, componenti per comunità e articoli o sanitari per la terza età. Con il claim “il design per la persona”, l’azienda propone diverse serie di prodotti per incontrare gli stili e le caratteristiche architettoniche degli ambienti adattandole però alle richieste di un individuo reale e non più ideale. «Leonardo, Raffaello e Giotto – spiega il titolare Massimo Goglioni - sono tre serie pensate per sposare le esigenze delle persone e dei progettisti. Ogni collezione è offerta in più modelli e finiture. Come Leonardo Da Vinci è riconosciuto nel mondo per la sua versatilità, questa serie si è contraddistinta per la versatilità di finiture e colori, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Pensata principalmente per adattarsi a tutti i contesti – dal più ospedaliero fino all’ambiente domestico passando per ristoranti e alberghi – è una delle nostre serie più venduta in Italia e all’estero. Per questo motivo è una collezione sempre “in progress”, per allargare la sua gamma e soddisfare le più svariate esigenze». • Luana Costa


Settembre 2016 | 61

Intertextile Shanghai Home Textiles Spring edition 2017 Dal 15 al 17 marzo 2017 si terrà la principale fiera asiatica dedicata ai tessuti

tecipanti e il numero di espositori stranieri presenti per la prima volta in

per la casa, tendaggi, tappezzerie, carta da parati, biancheria, decorazioni

fiera, in cerca di nuove opportunita ̀ nel mercato asiatico. Non mancherà

per interni ed esterni, organizzata da Messe Frankfurt (HK) Ltd, dal Sotto-

una partecipazione italiana. I dati di interscambio Italia-Cina per il settore

Consiglio del settore tessile (CCPIT) e dall’associazione China Home Tex-

tessile-casa hanno registrato una crescita del 7 per cento nei primi sei mesi

tile. La manifestazione asiatica ha fatto registrare nel 2015 e nel 2016 numeri

del 2014. Resta alta l’attenzione del mercato asiatico per il made in Italy e

record in termini di espositori e visitatori. Cresce l’internazionalita ̀ dei par-

cresce la domanda dei beni di lusso e dei prodotti di alta fascia.

Pareti di stile La carta da parati si rinnova. E veste abitazioni, uffici, hotel con tocchi glamour o artistici, classici o moderni. L’esperienza della Industrie Emiliana Parati

U

n tocco di morbidezza alle pareti, trame e disegni dei più svariati per case dagli infiniti look. Ipertecnologica, di qualità artigiana, con glitter, cristalli, la carta da parati moderna è sempre più lontana dagli stereotipi e lanciata verso il futuro. Tanto che anche le grandi firme del design, della moda e dell’arredamento d’interni hanno una o più linee di carta per rivestire qualunque parete e darle un tocco glamour o artistico, classico o moderno e sempre più personalizzato. Ne sa qualcosa la Industrie Emiliana Parati, industria attiva nella produzione e commercializzazione di carta da parati e rivestimenti murali a partire dagli anni Settanta. Sita nella provincia di Cremona, a Casalmaggiore, su una superficie di circa 60mila metri quadrati, l’azienda produce e commercializza i propri prodotti

in Italia e soprattutto all’estero con i marchi: Emiliana Parati, Esedra, Decori & Decori, Tekko, oltreché Roberto Cavalli, Blumarine e Valentin Yudashkin. Un patrimonio di esperienza e di prodotti che la colloca tra i leader mondiali di settore. Emiliana Parati ha infatti portato nel mondo un’innovativa esperienza nella realizzazione artistica e produttiva di collezioni di prodotto. La società, che dispone anche di un centro artistico interno dirige tutte le fasi necessarie alla creazione di nuove collezioni: la scelta dei disegni, la realizzazione degli impianti per la stampa unita alla realizzazione delle varianti colore, con prodotti innovativi e adattabili a tutti gli ambienti, case, residenze d’epoca, uffici, hotel. Un’estrema varietà di prodotto, sempre all’insegna della creatività, che ha consentito alla Industrie Emiliana Parati di essere presente

Industrie Emiliana Parati Spa ha sede a Vicomoscano (Cr) - www.emilianaparati.it

nei mercati di 75 Paesi nel mondo, con un volume di esportazioni che copre il 96 per cento del fatturato complessivo. Accanto a Paesi come l’Italia dove il mercato è maturo e stabile, ci sono grandi aree in crescita come Medio Oriente, Europa dell’Est, Cina. L’utilizzo di nuove strategie commerciali, supportate da una qualificata rete di manager hanno contribuito all’incremento della presenza dell’azienda sui principali mercati internazionali. Industrie Emiliana Parati ha concentrato la sua presenza sul mercato russo, che rappresenta il mercato più importante, seguito da altri Paesi come Cina, Kazakistan, Azerbaijan, Arabia Saudita, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Per garantire un servizio più efficiente al cliente è stato migliorato il sistema di gestione del magazzino, che può vantare la disponibilità di oltre 3000 varianti contemporaneamente. La forte impronta internazionale dell’azienda è testimoniata da una precisa scelta commerciale: ogni anno le nuove collezioni vengono presentate alla Fiera di Francoforte Heimtextil, con nuove proposte di materiali, tecnica produttiva e decorazione. Ma l’italianità del marchio è evidente e costituisce l’impronta distintiva delle varie proposte, accomunate da una ricerca tecnologica che pun-

LO STILE CHE CAREZZA LE PARETI Tradizione e design si alternano sulle pareti di case, hotel, uffici rivestiti da Industrie Emiliana Parati. Ciascun marchio risponde a precise caratteristiche di stile: il marchio Decori & Decori è specializzato in prodotti ad alto contenuto tecnologico per l’utilizzo residenziale e in articoli specifici per alberghi e grandi progetti comunità. Tekko, acquisito nel 2002, è leader mondiale dell’altissimo di gamma da oltre cento anni e ha rivestito i più prestigiosi ambienti pubblici e privati, quali la Casa Bianca, il Cremlino. È un prodotto d'élite realizzato su richiesta, con carte pregiate, dall'estrema lucentezza, ottenute con macchine e tecniche esclusive. Inoltre, Emiliana Parati ha siglato tre contratti di licenza per lo sviluppo, la creazione, la produzione e la distribuzione della carta da parati a marchio Roberto Cavalli, Blumarine e Valentin Yudashkin in esclusiva su tutto il territorio mondiale.

ta dritta sulla combinazione colore-materiale e alla ricerca di soluzioni sempre più armoniose e moderne. Costantemente vengono predisposte nuove tecnologie per ottenere uno sviluppo dei parati e soddisfare le migliaia di richieste che pervengono all’azienda per realizzare collezioni sempre più sofisticate, prodotti classici del rivestimento murale, principalmente costituti da carte e tnt spalmati in vinile, ma anche effetti tridimensionali, lucidi, specchiati, cristalli. Oltre all’innovazione, anche la sicurezza in Industrie Emiliana Parati è fondamentale. I prodotti sono tutti certificati CE, qualificati A+ in relazione alla normativa francese che regolamenta le emissioni negli ambienti e rispettano le prescrizioni della normativa Ghost russa. Inoltre, recentemente la società ha ottenuto la certificazione navale Imo per tutte le tipologie di rivestimenti navali con supporto di tessuto non tessuto, che amplia ulteriormente la possibilità di impiego dei prodotti. • Alessia Cotroneo


62 | Settembre 2016

OSSERVATORIO

ABITARE

Design e arredo

Il fascino della rubinetteria italiana

Fornire al mercato un pacchetto completo, fatto di prodotti made in Italy, di elevato design e verificata funzionalità è la strategia vincente per conferire personalità agli ambienti, soprattutto a un bagno. Ne parliamo con Marco Palazzani

G

li ambienti interni raffinati e di gusto possono essere arricchiti con innumerevoli complementi d’arredo o particolari irrinunciabili per la propria funzione. Come le rubinetterie, che dal classico rivisto alle linee più innovative, dall’alto design a uno standard elaborato ed elegante devono comunque apportare qualcosa in più agli spazi, contribuendo a renderne unica l’atmosfera. A essersi specializzata nella produzione di una versatile e completa gamma di rubinetti è la Palazzani, azienda conosciuta in tutto il mondo come sinonimo di un made in Italy artigianale e di estrema qualità. «Le diverse linee dei nostri rubinetti – commenta Marco Palazzani, che rappresenta ormai la quarta generazione alla guida dell’impresa – ci consentono di proporre ar- L’azienda Palazzani si trova a Casalmorano (Cr) - www.palazzani.eu ticoli classici o moderni, di tendenza, dalle finiture dorate, in bronzo, in rame, articoli opachi o spazzolati. Tale vastità di prodotto è dunque diversificare le rubinetterie e gli arti- pre più esigente e attento ai dettagli. «Il vero necessaria per assecondare stili ed esigenze coli per il bagno significa essere sempre cambiamento nella mentalità del nuovo milmolto diverse, soprattutto quando si ha a che pronti a dare ai clienti ciò che più deside- lennio – continua ancora Marco Palazzani – fare con realtà sia nazionali che estere». La rano. In Italia, si è attenti soprattutto al è stato proprio questo: l’essere più consapePalazzani, infatti, è stata capace di conqui- prezzo, pur senza sacrificare il design; men- voli e informati su ciò che si vuole e si acquistare una buona fetta del mercato interna- tre all’estero i committenti cercano il miglior sta. Ecco allora che abbiamo dovuto arriczionale, in particolar modo in zone dove il stile italiano senza farsi influenzare troppo chire i prodotti in termini sia di design che di brand si distingue dalla concorrenza per stile, dal costo. È la garanzia del prodotto italiano funzionalità, mantenendo però il giusto rapaffidabilità, servizio e made in Italy, ancora ciò che cercano». Un mercato dunque in pe- porto qualità-prezzo, tutt’oggi uno dei nostri oggi simbolo indiscusso di qualità. «Dispo- renne evoluzione quello a cui fa riferimento maggiori punti di forza. I clienti, infatti, esinendo di un mercato davvero ampio, i pro- la Palazzani, e che nel corso degli anni ha su- gono la massima qualità al minor prezzo posdotti richiesti variano da località a località, bito svariati cambiamenti, diventando sem- sibile e pur se con grandi sforzi e sacrifici, siamo riusciti a ottenere proprio questo risultato, dando così una garanzia ulteriore al bacino d’utenza. A tagliare tale traguardo ci hanno sicuramente aiutato la professionalità, le competenze acquisite in tanti anni di lavoro e la portata tecnologica di cui disponiamo». La profonda versatilità della Palazzani le ha permesso di dar vita non solo a una gamma completa di prodotti, ma anche alla possibilità di personalizzare ogni articolo, arrivando così a ottenere un perfetto equilibrio tra design, qualità, prezzo e servizio all’utente. «Al giorno d’oggi non ci si può adagiare sugli allori, si deve sempre essere alla costante ricerca di nuove soluzioni,

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LA PRODUZIONE L’intero ciclo di produzione viene seguito all’interno dello stabilimento della Palazzani, attrezzata con macchinari a controllo numerico di ultima generazione. Dalla selezione delle materie prime all’inizio delle lavorazioni, tutto viene effettuato con scrupolosa attenzione, nonché con un occhio di riguardo verso l’ecologia. La Palazzani dispone, infatti, di un potente impianto di raccolta e depurazione dei fumi e dei liquidi usati durante la produzione. Fasi importanti per raggiungere prodotti di qualità indiscussa sono, poi, la pulitura dell’ottone, eseguita con sistemi automatici che garantiscono una superficie perfettamente liscia; la cromatura e la finitura. Tutte le superfici dei prodotti Palazzani vengono ricoperte di nickel e cromo con spessori fino a 20 micron, ottemperando così ai vari test di durata nel tempo. Ogni articolo viene infine sottoposto a prove di tenuta, da cui i prodotti conformi passano direttamente all’imballaggio.

nuove tendenze e nuovi stili. Lo sviluppo, l’innovazione e le idee rappresentano per noi un valore aggiunto e un cardine importante della nostra attività, poiché sono in effetti l’unico modo per raggiungere un obiettivo fondamentale: soddisfare le aspettative della clientela. Attualmente la nostra nuova mission è quella di offrire un servizio sempre più all-inclusive, in quanto è ormai un dato di fatto che a tutti piaccia sentirsi seguiti, ascoltati e “coccolati”. Per tale motivo la nostra produzione soddisfa, a oggi, tutti i bisogni per il bagno, dalle ceramiche alle rubinetterie, dai vari e interessanti accessori alle docce emozionali e private spa. Consegniamo quindi un pacchetto completo, in modo che il committente possa da subito vivere e godere dei propri ambienti». L’attuale team della Palazzani è giovane, dinamico e pronto ad accettare tutte le nuove sfide che il mercato presenterà, certo di poter far ancora crescere il prestigio e il lavoro dell’azienda di famiglia. • Emanuela Caruso


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Abitare Sett-16  

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