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Osservatorio

ABITARE

architettura, edilizia e design

In abbinamento alla stampa nazionale - Allegato al quotidiano il

Giornale

Primo Piano

Il carico impositivo soffoca il settore Le misure necessarie per ravvivare un mercato immobiliare ancora fiacco, frenato da una tassazione patrimoniale esasperata

Giorgio Spaziani Testa, presidente Confedilizia

C

onfedilizia rilancia sulla cedolare secca. Dopo la stabilizzazione del regime per gli affitti abitativi a canone calmierato,

l’obiettivo della Confederazione italiana della proprietà edilizia è quello di introdurre una tassazione sostitutiva anche per i locali commerciali affittati. Una misura che andrebbe a contrastare la chiusura dei piccoli esercizi e, di conseguenza, la desertificazione del tessuto commerciale delle città. Solo così, secondo il presidente Giorgio Spaziani Testa, «il settore immobiliare riceverà dalla manovra di bilancio

ECOMONDO 2017

EVOLUZIONE DELLA GREEN ECONOMY

Evento internazionale che presenta i molteplici settori dell’economia green e circolare. Un’occasione importante per individuare le aziende leader del mercato, scoprire nuove tecnologie e incontrare i professionisti dei diversi comparti. Il Salone è in scena alla fiera di Rimini dal 7 al 10 novembre

per il 2018 quel segnale di attenzione di cui necessita per sviluppare al meglio il suo ruolo di propulsore della crescita». Il numero uno di Confedilizia riporta i dati del “Rapporto sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto all’evasione fiscale e contributiva”, allegato alla nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Def ), per sottolineare i vantaggi apportati dalla cedolare secca sugli affitti abitativi. «A partire dalla sua introduzione, il tax gap del comparto – vale a dire il divario fra gettito teorico e gettito effettivo – è diminuito del 42 per cento e la propensione all’inadempimento si è ridotta del 40 per cento. In particolare, tra il 2010 e il 2015, il tax gap è passato da 2,3 a 1,3 miliardi di euro, mentre la propensione al gap è scesa dal 25,3 per cento al 15,3 per cento». Proprio con il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa, andiamo a esaminare le priorità le prospettive del settore immobiliare, dall’edilizia green al sismabonus.

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Edilizia, proposte per lo sviluppo Sbloccare il settore dei lavori pubblici, semplificare le procedure, favorire la sostituzione edilizia e la rigenerazione urbana. Le strade per far ripartire il settore italiano delle costruzioni

A

ncora una volta è rimandato l’appuntamento con l’effettiva risalita del settore edile. A gennaio la previsione era di una crescita degli investimenti in costruzioni dello 0,8 per cento per il 2017, oggi la stima è solo di +0,2 per cento. Lo evidenzia l’Osservatorio congiunturale di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), presentato lo scorso luglio. Complessivamente, nei primi cinque

Klimahouse 2018

Giuliano Campana, presidente Ance

Salone di riferimento del settore green building alla fiera di Bolzano dal 24 al 27 gennaio. L’evoluzione dell’abitare nell’ottica dell’efficienza energetica

mesi del 2017 la produzione ha registrato un calo dello 0,3 per cento. A tenere è il settore della riqualificazione, che rappresenta ormai quasi il 40 per cento degli investimenti complessivi in costruzioni. Il 2018 potrebbe essere l’anno di svolta: sulla base delle misure della legge di bilancio 2017, le stime sono di un aumento degli investimenti in costruzioni dell’1,5 per cento. Se i bonus fiscali avranno un ruolo decisivo, altrettanto impor-

tante sarà ridurre gli adempimenti burocratici e riuscire e a spendere le risorse in infrastrutture. A commentare lo scenario è il numero uno di Ance Giuliano Campana, che ha sottolineato anche la competitività delle imprese italiane del comparto sui mercati internazionali. Qual è lo scenario attuale? E quali sono i margini per una

Verso la bioedilizia

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Sandro Corradini su come si adatta il settore fumi alle esigenze imposte dall’evoluzione del mercato. Tra sicurezza e nuove tecnologie


Ottobre 2017 | 3

OSSERVATORIO

ABITARE

Sommario

The Big 5: attesa per il Salone internazionale dell’edilizia e delle costruzioni....................p.26

Colophon Direttore responsabile Marco Zanzi • direzione@golfarellieditore.it Consulente Editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento Redazionale Michela Calabretta redazione@golfarellieditore.it

L’evoluzione dell’industria dei serramenti..............p.32

The diary of a designer: una vetrina digitale per diffon-

dere il talento e il gusto italiano................................p.38

Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

Camilla Bellini, designer e blogger

Segue dalla prima I prezzi degli immobili continuano a scendere.

della cedolare per il settore abitativo, che da quando

creare – senza portare danni all’Erario, che al contra-

Qual è lo stato di salute dell’edilizia e del mercato

è stata istituita ha portato allo Stato grossi benefici in

rio viene beneficiato attraverso un aumento delle

immobiliare in Italia?

termini di gettito, aumentando considerevolmente la

entrate anziché una diminuzione».

«Come comincia a far notare anche qualche economi-

cosiddetta tax compliance, vale a dire l’adempimento

A un anno dal sisma, ma con il grave episodio di

sta, alla - sia pur timida - ripresa economica

spontaneo degli obblighi tributari. Ma c’è anche una

Ischia accaduto in estate, qual è il punto su Casa

dell’Italia manca l’immobiliare. Eurostat segnala

vera e propria emergenza data dal carico di imposi-

Italia e sulla strategia scelta sul fronte della sicu-

periodicamente che i prezzi degli immobili crescono in

zione patrimoniale che grava su tanti immobili che

rezza e della prevenzione antisismica? Come valuta

tutta Europa, tranne che in Italia, e l’Istat continua a

non hanno mercato e che, per tornare a essere oggetto

il sismabonus, che il Governo intende estendere e

diffondere dati sconfortanti sull’edilizia. L’unico

scambio, dovrebbero essere liberati dalla zavorra

potenziare?

segnale apparentemente positivo è quello dell’au-

fiscale che li opprime. Dopodiché bisognerebbe lavo-

«In materia di sicurezza, i governi Renzi e Gentiloni si

mento del numero di compravendite che si è registrato

rare anche sul fronte dello snellimento delle regole –

sono mossi con buon senso ed efficacia. Il progetto

negli ultimi anni. Ma si tratta di un recupero, solo par-

penso, ad esempio, alla riforma della legge sulle loca-

Casa Italia è quello che serve al nostro Paese: analisi

ziale, di quanto si era perso. Era inevitabile che,

zioni non abitative, risalente ormai a quarant’anni fa

approfondite e programmi a lungo termine, il tutto

prima o poi, chi finora aveva aspettato a comprare in

– e su quello dell’aumento delle garanzie per i pro-

affidato a esperti del massimo livello. È stata scelta la

attesa di vedere ulteriormente scendere i prezzi, si

prietari nei rapporti con i conduttori in caso di

politica degli incentivi, che è l’unica strada che potrà

decidesse a farlo. In molti casi, allora, si tratta di

morosità o fine locazione».

dare frutti. Certo, ci vorrà del tempo, ma se si pensa di

Sembrerebbero confermate nella manovra le

fare prevenzione imponendo ai cittadini certificati e

misure per l’efficienza energetica e la ristruttura-

libretti vari, si farà certamente felice qualche catego-

Ridurre il carico impositivo ed estendere la cedo-

zione edilizia, ma soprattutto è introdotto il bonus

ria, ma non si raggiungerà l’obiettivo di accrescere il

lare secca anche alle locazioni commerciali sono i

verde per la lotta all’inquinamento e il surriscalda-

livello di sicurezza dei nostri immobili. Bisogna inter-

cavalli di battaglia di Confedilizia, alla luce degli

mento delle città: incentivi che produrranno 28

venire su di essi, senza avere l’illusione di rendere

ottimi risultati ottenuti dalla cedolare secca. Quali

miliardi di investimenti e 400 mila posti di lavoro.

sicuro in un anno un Paese con costruzioni di secoli

misure è necessario attuare per ridare slancio al

Si può parlare di spinta per l’edilizia green, che

addietro. E per intervenire sugli immobili bisogna

comparto?

potrebbe pagare in termini di valore degli immobili?

incoraggiare i proprietari a farlo attraverso misure

«La leva fiscale è, in effetti, la prima da azionare per

«Bisogna puntare anche su questo. L’esperienza delle

adeguate, fiscali e non solo. Parliamo, in moltissimi

tentare di far ripartire un settore che proprio per via di

detrazioni per interventi di ristrutturazione edilizia e

casi, di fabbricati sui quali i proprietari, per man-

un eccesso di tassazione si trova in condizioni così cri-

risparmio energetico dimostra che, se stimolati da

canza di risorse, non hanno neppure la possibilità di

tiche. La nostra proposta sull’introduzione di una

incentivi significativi, i cittadini rispondono in modo

effettuare le minime manutenzioni, figuriamoci se

tassazione sostitutiva anche per le locazioni commer-

massiccio. E, nel farlo, determinano conseguenze

sono in grado – senza incentivi – di “metterli in sicu-

ciali è un modo per iniziare a intervenire, peraltro

positive per tutta l’economia – per via del movimento

rezza”. Il Sismabonus è la via giusta».

sulla scorta di un’esperienza felicissima come quella

di attività collegate all’immobiliare che si viene a

• Francesca Druidi

“comprasvendite”, soprattutto di “prime case”, perché l’acquisto per investimento ancora non torna».


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Costruzioni made in Italy

lizzare oltreconfine oltre il 72 per cento della produzione totale. Una si-

Le 43 aziende che hanno partecipato al Rapporto Ance sulla presenza del-

estera rappresentava poco più del 31 per cento. Il 2016 ha visto anche un for-

le imprese di costruzioni italiane nel mondo hanno conseguito un fatturato

te aumento nelle acquisizioni di nuove commesse: i nuovi lavori sono sta-

estero pari a oltre 14 miliardi, con un aumento, rispetto al 2015, del 17,8 per

ti 244 per un controvalore complessivo di 20,8 miliardi, +20,7 per cento ri-

cento. Dal 2004 al 2016, la crescita media annua del fatturato oltreconfine

spetto al 2015. Le imprese italiane sono presenti in 90 Paesi con 686 can-

è stata del 13,5 per cento, un valore sensibilmente maggiore della crescita

tieri, per un valore totale di oltre 90 miliardi e un portafoglio lavori in net-

del fatturato globale. Questa dinamica ha portato le imprese italiane a rea-

ta crescita

tuazione diametralmente opposta rispetto al 2004, quando la produzione

>>> Continua dalla prima

ripresa più solida nel corso del 2018? «Il nostro settore è ancora in grossa crisi. Non si è ancora ripreso, a dispetto delle previsioni di miglioramento. Anche l’occupazione stenta a ripartire e io stesso riscontro ancora forti criticità in questo senso operando tutti i giorni “sul campo”. Unico segnale positivo viene dal mercato immobiliare, dove si registra un maggiore interesse all’acquisto di abitazioni nuove, che ci auguriamo possa trasformarsi in un trend solido. Per quanto riguarda le previsioni, se la politica non ci dà una mano con interventi legislativi specifici, difficilmente il nostro comparto ripartirà. Sento da sempre parlare di snellimento della burocrazia, ma la situazione mi pare addirittura in peggioramento. Un traino per far ripartire l’edilizia può essere rappresentato dalla riqualificazione dei centri urbani e dalla messa in sicurezza dei fabbricati». Ance ha tenuto recentemente un convegno su “Ecobonus e Sismabonus”, gli incentivi per la riqualificazione energetica e sismica. «Sì, è stata un’occasione importante perché questi strumenti possono davvero costituire una chiave di volta per la ripartenza del settore, rimettendo in sicurezza il nostro patrimonio immobiliare ormai obsoleto. Oggi a fare la dif-

ferenza è la qualità, occorre costruire in classe A, A+, B ed è questo il nostro obiettivo come associazione. Con questo convegno mi auguro che, sotto la nostra spinta, si riesca a rendere sempre più applicabili gli incentivi, tra cui l’ecobonus per i condomini che rappresentano una fetta consistente degli edifici italiani. Queste misure mi fanno guardare con maggiore positività al futuro del settore». Cosa si attende Ance da una leva come il sismabonus, i cui effetti si vedranno però solo a partire dai prossimi anni. Come si può cogliere al meglio questa scommessa? «Individuando gli strumenti per finanziare le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione, che devono così essere resi accessibili alla più ampia platea di soggetti. Proprio con questo

obiettivo Ance ha siglato un accordo con Deloitte per l’avvio di una piattaforma nella quale cittadini e imprese potranno cedere i propri crediti fiscali derivanti da interventi di messa in sicurezza ed efficientamento energetico degli edifici. Anche altre società sono e saranno interessate a mettere a disposizione strumenti utili che possano risolvere il problema di liquidità dei condomini e delle imprese, facilitando l’intervento del sistema bancario e garantendo sicurezza agli investitori interessati all’acquisto dei crediti d’imposta. Senza questo tipo di intervento, è difficile che il sismabonus possa sortire gli effetti sperati. Ci sono poi altre due questioni». Quali? «Una è la riduzione della burocrazia, affinché anche il sismabonus possa correre più veloce, e poi bisogna smettere di parlare di emergenza per concentrarsi seriamente sulla prevenzione, nell’interesse dei cittadini che comunque devono essere più consapevoli e partecipi. Tutti i proprietari di abitazioni devono far fare un controllo accurato agli edifici per verificarne le condizioni e accertarsi dell’eventuale presenza di rischi e problemi». La mancata ripresa del settore delle costruzioni è frutto del blocco delle opere pubbliche. Quali sono i fattori che contribuiscono allo stallo e come uscirne? «Le risorse ci sono, ma restano incagliate in

mille ostacoli burocratici che rallentano, se non bloccano, la capacità di spesa delle pubbliche amministrazioni. E poi c’è la riforma del codice degli appalti che non decolla. Basti pensare che delle 60 linee guida del codice, ne sono state approvate solo 15. Due pilastri fondanti, in ottica anticorruzione, quali l’albo degli enti appaltanti e l’elenco dei commissari di gara, non sono operativi. A causa di questa inefficienza si manifesta sempre più la voglia di derogare all’applicazione del Codice, ogniqualvolta si deve far fronte a eventi straordinari che impongono tempi perentori per la realizzazione delle opere. Occorre rimettere mano a tutta la normativa, se non si vuole rischiare la paralisi». Per molte imprese del settore delle costruzioni l’estero rappresenta sempre più l’orizzonte percorso e percorribile. Quali sono le prospettive di internazionalizzazione? «Sono soprattutto le grandi imprese che hanno le possibilità - e la struttura - per poter andare all’estero. Per queste aziende, e per le realtà piccole e medie che le affiancano, ad esempio nelle forniture, si tratta di un’opportunità di mercato importante. E le imprese italiane si stanno facendo valere, e molto, oltre confine aumentando giro d’affari e fatturato. È una fonte d’orgoglio e di soddisfazione nazionale vedere le nostre aziende impegnate in progetti ambiziosi in tutti gli angoli del mondo». • FD


6 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Primo Piano

Verso la stabilità dei prezzi

“L’

entità delle manifestazioni di interesse all’acquisto registrata nell’ultimo triennio, pur favorendo l’attivazione di meccanismi competitivi, non risulta a oggi sufficiente a determinare l’avvio di una nuova fase espansiva sul versante dei valori”. È in sintesi quanto espresso dall’Osservatorio sul mercato immobiliare di Nomisma, presentato lo scorso luglio. Il ridimensionamento dei prezzi - i valori hanno segnato una flessione del 23,8 per cento nel settore residenziale, del 25,8 per cento nel comparto direzionale e del 21,4 per cento in quello commerciale - si conferma, ma qualcosa inizia a muoversi nei grandi centri. Ad agire in chiave contenitiva, contribuisce una composizione della domanda che tradisce una diffusa debolezza reddituale. La modestia della componente di investimento, associata alla massiccia dipendenza da mutuo, impediscono di fatto la risalita dei prezzi. L’analisi di Luca Dondi, direttore generale di Nomisma. Qual è lo scenario del mercato immobi-

liare italiano rilevata dal vostro Osservatorio? «Si registra una crescita sostenuta delle compravendite che chiuderanno il quarto anno consecutivo di incremento; un incremento che riguarda soprattutto le grandi città, ma che si sta lentamente trasferendo anche ai centri minori. Il trend coinvolge però esclusivamente la parte di transazione, il numero di unità abitative compra-vendute, e non ancora i prezzi che sono tuttora in fase calante, anche se ormai prossimi alla stabilizzazione. Sul fronte dei prezzi, a differenza di quanto accade per le compravendite, il miglioramento e la stabilizzazione sono prospettive imminenti solo per le grandi città, mentre sui centri minori il calo sarà consistente anche per il prossimo anno. Abbiamo, quindi, un miglioramento lento e graduale che parte dai grandi centri, in particolare Milano e altre realtà del Nord, per poi trasferirsi al resto del Paese; la risalita sul versante dei prezzi è un fenomeno ancora abbastanza circoscritto». Differenze significative tra il mercato residenziale e quello corporate?

Il valore dell’acustica architettonica Federico Minut propone un prodotto fonoassorbente ottimale, con caratteristiche tecniche importanti a cui si unisce un aspetto estetico di pregio

E

vitare il riverbero acustico è fondamentale per ottenere ambienti sani. L’azienda Vipres di Federico Minut ha sviluppato e brevettato un prodotto innovativo, il rivestimento fonoassorbente a doghe VIPacustico, che coniuga alte performance di assorbimento del rumore e resa estetica. «Siamo una piccola azienda di dimensione artigianale e operiamo da oltre vent’anni nel campo dell’acustica architettonica spiega Minut -. Grazie alle molteplici applicazioni e finiture disponibili, riusciamo a rispondere alle esigenze di benessere acustico e di arredo di una grande varietà di ambienti: dal teatro di fama internazionale al piccolo ufficio privato». VIPacustico è un sistema fonoassorbente ricavato dalla lavorazione meccanica di elementi in MDF a lamelle, utilizzabile sia per il rivestimento di pareti che di controsoffitti e risolve il problema della risonanza acustica dei locali senza rinunciare all’eleganza del legno. Vipres esegue ser-

Vipres si trova a Visco (Ud) - www.vipres.it

vizi di calcolo delle prestazioni acustiche degli ambienti, effettua controlli sia sulle materie prime che sul prodotto finale, per assicurare ambienti di vita e di lavoro efficienti in termini energetici e di comfort. L’azienda opera su tutto il territorio nazionale e ha realizzato alcune importanti collaborazioni all’estero. Tra le realizzazioni più significative: l’impianto al PalaLottomatica di Roma, l’Auditorium Cantine Rotari di Trento (foto) e l’Auditorium della National Serbian Bank di Belgrado. • Veronica Carrisi

Prezzi delle case tendenzialmente stabili e una crescita delle transazioni meno accentuata rispetto al 2016. Il quadro del mercato immobiliare elaborato da Luca Dondi, direttore generale di Nomisma e responsabile dell’Osservatorio immobiliare dell’istituto bolognese

«Per quanto riguarda il mercato diverso dal residenziale – immobili destinati a uffici, al settore commerciale, industrie – c’è una distinzione netta da fare: nelle grandi città gli immobili di grande qualità, dove ci sono interessi di investitori istituzionali stranieri, l’andamento è molto positivo con volumi di attività ai massimi degli ultimi 15 anni, trainati appunto dall’interesse della domanda straniera. Tutto quello che invece esula da questo interesse è in grande difficoltà, soprattutto per quanto riguarda destinazioni secondarie e immobili di non elevata qualità. La situazione nelle città principali resta ancora molto negativa, sebbene non drammatica come negli anni precedenti. Si verifica un andamento fortemente differenziato in funzione della qualità degli asset, della localizzazione, del potenziale interesse degli investitori stranieri che, per quanto riguarda il mercato corporate, sono la componente principale. Circa 2/3 delle transazioni degli immobili di grandi dimensioni vengono, infatti, concluse da investitori stranieri in settori diversi dal residenziale. La componente di piccolo commercio, uffici, piccole unità e capannoni, è ancora in affanno, mentre nei centri maggiori la parte più avanzata del mercato - grandi dimensioni ed elevata qualità in termini di edificato - ha invece un andamento decisamente positivo». La famiglia resta il soggetto economico

fondamentale per il comparto immobiliare. Le stime di Nomisma per il 2017 prevedono un tasso di crescita delle compravendite più contenuto (+6,2 per cento) rispetto al +18,4 per cento registrato nel 2016. Qual è la situazione? «A partire dal 2014 le famiglie sono tornate ad affacciarsi al mercato residenziale anche in ragione della maggiore disponibilità delle banche a riconoscere credito. È un mercato fatto prevalentemente di utilizzo diretto, di acquisti per prima casa o sostituzione di prima casa. Il rallentamento è dovuto al fatto che - dopo tre anni di crescita consistente - la “prima ondata” ha trovato soddisfazione e ci si stabilizza su una quota di transazioni tra le 550 e le 600mila, che

Luca Dondi, direttore generale di Nomina


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Lux Live 2017

perdere a Lux Live la Gooee IoT Arena, un’area in cui av-

È la più grande manifestazione annuale dell’illumina-

centrati sull’illuminazione connessa; la light space

zione in Europa, un festival che presenta il meglio del-

dove si svolgerà una due giorni di dibattiti tra designer

la tecnologia all’avanguardia. Dal 15 e 16 novembre pres-

e architetti; lo Smart spaces campus che si concentre-

so l’ ExCeL di Londra attenzione puntata sull’illumina-

rà sull’illuminazione d’esterni; Smart spaces conferen-

zione intelligente e sulle possibilità emozionanti che ven-

ce; l’Escape zone; Strategies in light investor forum; Lia

gono aperte dalle nuove tecnologie. Tra le novità da non

live; Lia lighting academy e Lighting tech theatres.

rispetto alle 403mila del 2013 rappresentano un passo in avanti notevole. Siamo a livelli molto più bassi rispetto a quelli pre-crisi, ma sono livelli coerenti con la situazione che si è venuta a creare nel post-crisi con il lascito in termini di minore capacità reddituale, minore capacità di indebitamento e ritorno a una maggiore attenzione delle banche alla concessione del credito. Una serie di fattori che hanno fatto sì che oggi l’acquisto immobiliare sia meno facile per certi versi e induca maggior attenzione di quanto non succedesse in passato, anche se l’interesse delle famiglie viene ribadito: se l’esigenza è quella dell’utilizzo diretto, l’acquisto rimane in Italia l’opzione prevalente, quella su cui conti-

maggiore attenzione all’erogazione per acquisti immobiliari che non siano in qualche modo garantiti dalla capacità reddituale. Mentre, in passato, la garanzia immobiliare era già di per sé un elemento che lasciava la banca tranquilla nella concessione del credito, oggi accade molto meno per una serie di fattori, tra cui la difficoltà a dismettere immobili da parte degli istituti e una vigilanza europea più attenta su questo fronte. Questi elementi in qualche modo inducono una maggiore prudenza nelle banche e credo avranno un riflesso nelle scelte dei prossimi 12-18 mesi. Penso si arriverà a una progressiva stabilizzazione anche dal punto di vista delle compravendite, perché si è dato riscontro a quel fabbisogno compresso di domanda che non aveva potuto esprimersi negli anni della crisi. Adesso siamo alle soglie di una fisiologica pausa di riflessione in un percorso di risalita che in qualche modo risente di queste condizioni di contesto». A livello nazionale, quali sono i mercati più dinamici? «Milano, Bologna, Firenze e Venezia sono le località pronte in cui la componente di investimento sta dando una mano maggiore a favorire un incremento delle transazioni e, quindi, anche un timido riflesso sui prezzi. Le altre realtà sono più indietro nel percorso di risalita e tarderanno a far vedere effetti sui prezzi rispetto invece a un andamento delle

verranno dimostrazioni, presentazioni e dibattiti in-

nuare a puntare». In che modo la lieve ripresa dell’Italia potrà riflettersi sul mercato? «In generale la situazione è in miglioramento. Il mercato in questi anni dipende in maniera molto consistente dalla scelta delle banche, rimaniamo quindi esposti alle difficoltà di queste ultime nella dismissione dei crediti deteriorati, che molto spesso hanno sottostante immobiliare, e alle regole di vigilanza europea che si stanno facendo sempre più stringenti rispetto ai criteri di gestione delle garanzie immobiliari. Se si dovesse andare verso un ulteriore irrigidimento delle regole, le banche sarebbero disincentivate o indotte a una

compravendite che quasi ovunque è espansivo, sia per i grandi centri che per piccoli comuni e località turistiche. La componente di investimento è quell’elemento che in qualche modo può accelerare il percorso di crescita e contribuire a un effetto positivo sui prezzi che ancora si vede poco, in quanto contenuto e circoscritto solo ai principali mercati». Roma e il Sud come si posizionano? «Roma è più indietro, anche se trattandosi di un mercato extraterritoriale non può essere accomunato alle difficoltà delle regioni del Centro-Sud che sono sicuramente maggiori. Se però paragoniamo Roma e Milano, oggi c’è sul residenziale e non un ritardo di almeno 612 mesi nelle dinamiche. Tendiamo a vedere a Milano effetti anticipati di quello che poi col tempo si trasferirà anche al resto d’Italia e al mercato di Roma. Non ci sono particolari eccellenze nel mercato del Sud che generalmente fatica e dove ci sono segnali di aumento delle compravendite nei grandi centri, ma ancora sui prezzi non si riscontrano effetti positivi nel senso di un incremento delle quotazioni. Si registra una riduzione dei tassi di flessione in quasi tutte le località, soprattutto a Napoli, Catania e Palermo, ma ci troviamo comunque ancora all’interno di una dinamica dei prezzi negativa e di un ulteriore contrazione rispetto al passato». • Francesca Druidi

La magia della luce Riuscire a illuminare con i raggi del sole ambienti privi di finestre? Sembra impossibile invece si può. Oltre tutto eliminando i raggi ultravioletti e infrarossi. Lorenzo Gallo spiega in che modo

E

sistono sistemi di illuminazione con caratteristiche molto diverse fra di loro per forma, dimensioni, modalità di captazione. I sistemi di captazione fissa come i lucernari tubolari sono per semplicità e manutenzione quelli potenzialmente a maggiore valore aggiunto e minor costo globale. Tali sistemi possono essere progettati per aver un elevato rendimento in particolari ore del giorno e periodi dell’anno e funzionare con condizioni di cielo sereno oppure con il fine di ottimizzare il rendimento medio durante tutto il corso dell’anno sia con cielo coperto sia con cielo sereno. I prodotti sono commercializzati in Italia con il marchio

Solatube e il distributore è l’azienda Infinity Motion. «Chi progetta di portare la luce naturale negli ambienti dove non può ottenerla con sistemi tradizionali, effettua un importante intervento architettonico nei locali di suo interesse - spiega Lorenzo Gallo, amministratore della società -. La qualità di un apparecchio per il trasporto della luce naturale sta nella combinazione favorevole tra calotta captatrice e qualità della riflettenza speculare dei condotti che hanno la funzione di rendere disponibile al diffusore la luce naturale necessaria». Ma come funziona nello specifico? «La calotta captatrice Solatube ha una funzione regolatrice della quantità di luce da convogliare nel condotto di trasporto.

Quando il sole è basso all’orizzonte, i prismi o lenti di Fresnell all’interno della calotta hanno la funzione di inclinare nel condotto i raggi del sole con un’angolazione piuttosto ripida per avere pochi rimbalzi all’interno del condotto. Questo significa avere un’ottima captazione della luce solare alla mattina, alla sera e nelle giornate invernali quando la quantità di luce è scarsa. Quando il sole diventa più alto nel cielo e supera l’angolo di 55 gradi, gli stessi prismi si incaricano di non incanalare tutta la luce nel condotto riflettente per evitare effetti di inserimento nell’ambiente di troppa energia ed evitare fenomeni di possibile abbagliamento». I condotti Solatube in Spectralight® Infinity hanno la riflettenza specu-

Infinity Motion ha sede a Desio (MB) - www.infinitymotion.com

lare, l’angolo di rimbalzo è uguale all’angolo di incidenza e la luce viene trasmessa e non dispersa del 99,70 per cento ad ogni rimbalzo. La combinazione positiva tra calotta captatrice e qualità dei condotti fanno di Solatube il prodotto che dispone delle migliori prestazioni per l’illuminamento naturale di ambienti senza affaccio esterno anche a distanza di svariati metri. Inoltre, la calotta è realizzata con un materiale che consente di eliminare la quasi totalità di raggi ultravioletti e la gran parte dei raggi infrarossi. • Luana Costa


8 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Italia capofila del green Un evento che unisce in un’unica piattaforma tutti i settori dell’economia circolare: dal recupero di materia ed energia allo sviluppo sostenibile

O

ggi l’economia green e circolare è a tutti gli effetti il driver dello sviluppo di un pianeta che vuole ridefinire la sua impronta ecologica. E si tratta di un ambito nel quale l’Italia svolge un ruolo guida sul panorama europeo. Bastano alcuni numeri per comprendere al volo la portata del fenomeno: sono 385mila le aziende nostrane che operano nel settore green e

199mila i nuovi posti di lavoro creati dall’economia circolare. Un primato assoluto spetta poi all’Italia rispetto al resto d’Europa per quel che riguarda il riciclo industriale, con 47milioni di tonnellate di rifiuti riciclati, e un conseguente ingente risparmio di energia. Ci piazziamo inoltre al primo posto per contributo fotovoltaico: l’energia prodotta da fonte solare costituisce infatti l’8 per cento del mix elettrico nazionale. Per questo motivo Ecomondo, in scena a Rimini dal 7 al 10 novembre, si profila come la fiera leader della green e circular economy nell’area euro-mediterranea, appuntamento di riferimento per incontrare le aziende leader di mercato, conoscere i trend, le nuove tecnologie, confrontarsi con i professionisti del settore. Giunta ormai alla ventunesima edizione, Ecomondo si prepara a replicare il successo del 2016, quando ha registrato la presenza di 105.574 visitatori, 1.200 imprese e 9mila buyer internazionali, mettendo a disposizione un nu-

Speciale Ecomondo mero ancora più ampio di metri quadri espositivi, grazie ai lavori di ampliamento del quartiere fieristico. In contemporanea con Ecomondo si svolge Key Energy, la fiera delle “Energies for climate”, soluzioni e applicazioni di efficienza energetica ed energie rinnovabili. Anche quest’anno la kermesse riminese, sotto le insegne di Ieg (Italian Exhibition Group), offre un ampio programma di conferenze e workshop, volti a presentare le maggiori innovazioni legate all’adozione dell’economia circolare. Il calendario di appuntamenti toccherà temi legati all’intera galassia dell’economia green: rifiuti, materie prime alternative, trattamento acque reflue, bonifiche, bioe-

conomia. Debutta quest’anno l’area dedicata ai sistemi e soluzioni di prevenzione per il rischio idrogeologico e i principali rischi climatici, le inondazioni e l’erosione delle coste. Non mancheranno dunque, nel calendario convegnistico, gli approfondimenti sul tema, come l’appuntamento dal titolo “Da alluvioni e frane nuove opportunità per il Sistema Italia”, che si aprirà con una panoramica sulla diffusione del rischio in Italia, a cura di Ispra. È un interessante ritorno invece Città Sostenibile, il progetto di Rimini Fiera che si è sviluppato dal 2009 e che occupa uno spazio espositivo di 6mila metri quadrati, all’interno dei quali prende forma un modello ideale di città. • ME


Ottobre 2017 | 9

I convegni di Ecomondo Ricco il programma di eventi anche per l’edi-

due iniziative strategiche: Blu Med, per la

scita e lavoro, cioè quella che noi chiamiamo

zione 2017. Tra quelli di respiro internazionale

crescita dei settori industriali del Mediterraneo,

la bioeconomia circolare. Un ultimo convegno

è da segnalare l’incontro sulla bioeconomia del

e Prima, per l’agrifood e la gestione idrica. Al-

da non perdere, tra i tanti in programma, ri-

Mediterraneo. Un momento di grande inte-

tro evento di spessore, organizzato con l’Ocse,

guarderà il biometano, attività in cui l’Italia è

resse perché l’Italia su questo terreno ricopre

mostrerà cosa può fare l’industria che tra-

terza al mondo per produzione dietro Cina e

un ruolo importante, in qualità di referente di

sforma il materiale organico per produrre cre-

Germania.

I volti dell’economia

circolare

Li svelerà al pubblico l’edizione alle porte di Ecomondo. Rifiuti sempre in primo piano, ma fari puntati anche su gestione idrica, rigenerazione urbana e mobilità sostenibile

I

n principio era Ricicla, con poco più di 200 espositori e qualche migliaio di visitatori. Oggi è la seconda fiera in Europa sul fronte del recupero di materia ed efficienza dei processi e la prima in assoluto sul grande tema dell’economia circolare. Stiamo parlando di Ecomondo, pronta a scattare a Rimini dal 7 al 10 novembre per consolidare una leadership nell’area euromediterranea maturata in vent’anni di militanza. «Abbiamo raggiunto livelli di prim’ordine – sottolinea Fabio Fava, presidente del Comitato scientifico di Ecomondo - contando che l’anno scorso abbiamo accolto 105 mila visitatori da 45 Paesi diversi e 1200 espositori in 110 mila mq di superficie espositiva». Com’è cresciuta questa creatura, nata dal rapporto tra mondo accademico e industria del green, dal debutto a oggi? «In due decenni Ecomondo è diventata una realtà enorme. Il tema core resta quello della va-

Fabio Fava, presidente del Comitato tecnico scientifico di Ecomondo

lorizzazione dei rifiuti, oggi al centro delle più grosse scommesse dell’Europa perché l’economia circolare prevede che i rifiuti siano risorse, materie seconde con un valore strategico che si riverbera anche su altre filiere. Ad esempio l’industria della plastica, interessata a riutilizzarla verso altri prodotti che a loro volta entrano in altre filiere. Nascono così quelle che chiamiamo simbiosi industriali, che interessano l’agrifood piuttosto che l’ambito marino-marittimo». Su quali nuove tematiche si sono allargati i riflettori di Ecomondo? «Alla rigenerazione urbana, alla riqualificazione delle aree inquinate laddove una volta si parlava solo di bonifica. Non ultima, tutta la parte legata alla gestione della risorsa idrica: oggi non parliamo più di depurazione, ma di valorizzazione della acque reflue. Dove l’inquinante oggi è il nutriente, la materia prima da valorizzare». La vetrina riminese offre anche la ribalta a futuri modelli di città sostenibile e intelligente. Quali soluzioni innovative stanno emergendo anche a livello internazionale e quali esperienze virtuose racconterete in fiera? «Sul fronte della città una luce speciale sarà accesa sul ruolo delle tecnologie abilitanti, il cosiddetto Internet of things o Big Data, declinate in chiave di efficienza urbana, soprattutto di gestione dei rifiuti e delle acque, in una logica di circolarità. Peraltro faremo anche confronti concreti tra iniziative italiane e Usa, con ospiti americani che verranno a parlarci delle loro esperienze davanti a esperti, sindaci e macroaziende. Poi si parlerà moltissimo di mobilità, di efficienza energetica e di tanto altro ancora». Altro capitolo a cui riserverete grande

attenzione è, appunto, quello della gestione dell’acqua. A quali novità legate alla risorsa idrica darete risalto? «Attorno all’acqua ruoteranno due eventi internazionali di primissimo livello, dedicati all’intelligenza artificiale e al machine learning applicati per ottimizzare la gestione dei servizi e la fornitura della risorsa idrica. Ne parleremo ospitando il cluster europeo numero uno in questo ambito, l’Ict4Water, assieme alla piattaforma tecnologica europea sulla gestione delle acque. Presenteremo progetti di ricerca innovativi per la tutela delle acque, come quello in corso sul lago di Garda nell’ambito di Horizon 2020. In un altro focus importante discuteremo delle fonti idriche alternative, dove ci sono partite aperte sulle acque reflue e sulla dissalazione dell’acqua di mare. Inoltre avremo casi concreti provenienti dal bacino del Mediterraneo, l’area su cui agisce maggiormente Ecomondo». Si viaggia verso un futuro basato sul-

l’economia circolare e anche la strategia governativa degli ultimi mesi si muove in questa direzione. A che punto è l’Italia in questo cammino e quali passi le mancano da compiere? «Secondo me l’Italia è veramente in pole position sull’economia circolare. Tra l’altro la relatrice al Parlamento europeo del “Circular economy package” approvato a fine 2015 è l’italiana Bonafè. Su tanti fronti siamo in prima fila: penso ai sacchetti compostabili, al riciclo dei pneumatici o ai pannolini, da una tonnellata dei quali siamo in grado di recuperare 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e 75 di polimeri assorbenti. Abbiamo un solo problema: gli ostacoli burocratici e normativi. Da nord a sud abbiamo realtà virtuosissime, ma ci sono problemi a riconoscere i prodotti, a classificarli in base alle normative. C’è un disaccoppiamento tra innovazione veloce e normativa lenta che sta rallentando molto l’economia circolare italiana». • Giacomo Govoni


10 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

L

anceranno una sfida ecofriendly a tutte le forze politiche e ai candidati in lizza per le elezioni 2018 i prossimi Stati generali della green economy, piattaforma programmatica inserita da sei anni nel contenitore fieristico di Ecomondo. La “transizione alla green economy in Italia” sarà infatti uno dei temi cardine dell’edizione in programma a Rimini il 7 e l’8 novembre, nella quale verrà avanzata una proposta di programma varato dal Consiglio nazionale della green economy, composto da 66 organizzazioni di imprese. «Questo programma – spiega Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile che promuove la due giorni - punta a inserirsi fra le priorità dell’agenda parlamentare e del governo nella nuova legislatura». Su quali nuovi ambiti d’intervento si focalizzerà in particolare? «Gli ambiti strategici del programma riguardano il cambiamento climatico come occasione per il rilancio delle rinnovabili e dell’efficienza, l’economia circolare con il recepimento del nuovo pacchetto di direttive europee sui rifiuti, un piano nazionale per la rigenerazione urbana, misure per sostenere la qualità ecologica delle imprese, la mobilità urbana, l’agricoltura sostenibile di qualità, per meglio tutelare il capitale naturale e investire nella gestione delle acque». Declinando queste tematiche in campo produttivo, quali progressi in termini di ecostenibilità avete rilevato dalla prima edizione a oggi? «Nel mondo delle imprese i trend non sono omogenei: in alcuni settori vi sono stati progressi, in altri meno. Registriamo dati di crescita nel settore delle imprese del riciclo dei rifiuti, per l’aumento delle quantità trattate, e nelle imprese dell’agricoltura biologica e di qualità; buoni progressi ci sono anche nelle imprese che fanno ristrutturazioni degli immobili con risparmio energetico e in quelle che sviluppano sharing mobility. È migliorata anche la diffusione delle certificazioni ambientali di processo produttivo e di prodotto delle imprese italiane». Dove invece permangono maggiori difficoltà? «Nel settore della produzione di elettricità da fonti rinnovabili, dopo il brusco e talvolta per-

Speciale Ecomondo

Legislatura a trazione ecologica La chiederanno gli Stati generali della green economy, di scena il 7 e 8 novembre nell’ambito di Ecomondo. Una battaglia da vincere specialmente in area urbana dove «vogliamo far decollare un greener cities network» afferma Edo Ronchi

OGGI RISULTANO PIÙ ECOSOSTENIBILI LE IMPRESE DEL RICICLO DEI RIFIUTI, QUELLE DELL’AGRICOLTURA BIOLOGICA E DI QUALITÀ, LE IMPRESE CHE FANNO RISTRUTTURAZIONI DI IMMOBILI CON RISPARMIO ENERGETICO E QUELLE CHE SVILUPPANO SHARING MOBILITY fino retroattivo blocco degli incentivi, e nel decollo delle start-up eco-innovative, per la difficoltà a ottenere finanziamenti e crediti bancari per la fase di avvio dell’industrializzazione. Per le istituzioni registriamo una difficoltà di comunicazione delle performance della green economy italiana ai mercati, che produce una reputazione (verificata con un’indagine condotta in collaborazione con Dual Citizen di Washington) inferiore alle nostre effettive performance in materia. Laddove per la Germania avviene esattamente il contrario, con un indice di percezione internazionale della sua green economy nettamente superiore alle sue reali performance». Tornando agli Stati generali 2017, uno dei gruppi di lavoro elaborerà proposte di policy per l’architettura urbana sostenibile: quali spunti interessanti stanno emergendo in questo ambito? «L’anno scorso un gruppo di lavoro degli Stati

generali, con la partecipazione di docenti di una ventina di università, ha elaborato un manifesto per la città futura fondato sugli indirizzi della green economy. Nel mondo c’è un fiorire di attività per rendere le città più green con interventi di bioarchitettura e bioclimatica, rigenerazione urbana, di infrastrutture e cinture verdi periurbane, di riciclo di acque e rifiuti, di mobilità ciclopedonale e veicoli elettrici. In Italia questa spinta green è ancora debole: per fare un esempio nelle prime 10 città europee premiate nel 2016 come “greener cities” non ce n’era nessuna italiana. Vogliamo rafforzare questa spinta facendo decollare anche da noi un “greener cities network”». Un vostro recente report segnala la bassa qualità dell’aria nelle nostre città, che vale all’Italia la maglia nera per vittime da inquinamento atmosferico. Quali aspetti approfondirete su questo argomento?

«In realtà negli ultimi decenni ci sono stati miglioramenti, ma non possiamo accettare che l’Italia abbia ancora 1500 decessi anticipati a causa dell’inquinamento atmosferico nelle città, a fronte dei 1200 della Germania, degli 800 della Francia e del Regno Unito. Nell’apposita sessione degli Stati generali focalizzeremo l’attenzione sulla mobilità urbana, richiedendo un maggior impegno dell’industria nazionale per l’elettrificazione della mobilità. Per sostenere biocarburanti sostenibili, in particolare il biometano, e per fissare una data oltre la quale non vendere più nuove auto a benzina o diesel, lasciando nella transizione l’utilizzo del gas per autotrazione, oltre alle auto elettriche, ibride e a biocarburanti». Da questa edizione degli Stati Generali uscirà anche la terza Relazione sullo stato della green economy. Quali novità rilevanti possiamo attenderci rispetto alla seconda? «Quest’anno apriamo la Relazione con la pubblicazione di un’indagine sulla percezione della green economy nelle città italiane: il consenso dei cittadini sulle misure di green economy è risultato molto alto e questo ci fa ben sperare per il futuro. Faremo anche il punto sull’attuazione dell’Accordo di Parigi per il clima, approfondendo le implicazioni pratiche del “no” dell’amministrazione Trump negli Usa e le posizioni di Europa e Cina, che hanno annunciato di volerlo proseguire e attuare. A due anni scarsi da quell’accordo è prematuro fare un bilancio, tuttavia è utile essere aggiornati sui trend dei principali protagonisti». • Giacomo Govoni

Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile


Ottobre 2017 | 11

Global water expo

aziende espositrici, 6.500 mq di spazio espositivo, oltre 6.000 bayer esteri

È il market place di Ecomondo dedicato all’industria idrica, a tutte le fasi

su nuove tecnologie e trattamento dell’acqua e 10 convegni di respiro inter-

della filiera del ciclo idrico integrato e l’evento in cui gli esperti del settore

nazionale. Nell’edizione 2017 focus sul servizio idrico, protagonista del-

avranno l’opportunità di incontrare i produttori delle tecnologie più al-

l’economia circolare, il riuso e le fonti alternative d’acqua per usi multipli, il

l’avanguardia e approfondire diversi temi, tra cui innovazione, sostenibi-

mercato e le potenziali prospettive finanziarie ed economiche per le water

lità, regolamentazione, nuovi mercati di sviluppo e investimenti nazionali

utilities e le tecniche di risparmio idrico in agricoltura e altre tematiche di

e internazionali del settore. Tra i numeri di successo dell’edizione 2016, 130

grande attualità.

provenienti da Turchia, Egitto, Russia, Brasile, Israele, 7 workshop formativi

La nuova frontiera del trattamento delle acque L’innovativo sistema brevettato dalla ditta Mosaico consente di rilevare in tempo reale la portata e la concentrazione di secco dei fanghi da depurazione permettendo di ridurne i costi. Lo descrive Francesco Belardinelli

C

onsentirà di ridurre i costi di smaltimento del fango ottimizzando i processi di trattamento e conseguendo un complessivo risparmio. Si tratta di un sistema innovativo brevettato di recente dalla Mosaico Tecnologie Ambiente e Industrie operante dal 1994 nel settore degli impianti di trattamento acque sia fissi che mobili di elevata qualità. La società si è vista rilasciare, proprio nei giorni scorsi, un brevetto richiesto due anni fa e che consentirà di rivoluzionare il settore della depurazione aprendolo a vastissime applicazioni. Nello specifico il sistema, composto di più apparecchiature, è finalizzato alla valutazione in tempo reale della portata e della concentrazione in secco del fango disidratato e dei costi di esercizio del processo. I sistemi attualmente in vigore si avvalgono di laboratori esterni per il campionamento dei fanghi e per la valutazione della qualità. L’impianto, brevettato di recente, consente invece di ridurre sensibilmente i costi di di-

sidratazione meccanica di fanghi di qualunque macchina esistente - centrifuga, nastropressa, pressa a vite - permettendo l’acquisizione in tempo reale dei parametri necessari all’abbattimento dei costi di analisi di laboratorio e del personale operativo e offrendo la possibilità di telecontrollare e confrontare i costi specifici di disidratazione di più impianti e di intervenire su situazioni anomale. Il sistema può essere applicato a qualsiasi apparecchiatura e apre a vastissimi impieghi, in particolare, per enti pubblici e municipalizzate. «Questo brevetto arriva dopo un vasto e continuo impegno effettuato in ricerca e sviluppo - spiega il direttore commerciale dell’azienda Francesco Belardinelli -. Offre un indubbio vantaggio trovando applicazione su tutti gli impianti di depurazione e comportando una riduzione dei costi di gestione e smaltimento. Questa innovazione apre certamente le porte a un mercato significativo». L’azienda opera ormai da anni nel settore dell’impiantistica depurativa ampliando di recente le attività anche alle bonifiche. «Il valore aggiunto di Mosaico – prosegue Belardinelli – risiede nella flessibilità, una caratteristica che ha condotto l’azienda negli ultimi anni a differenziare le soluzioni adattandole quanto più possibile alle esigenze del mercato». Mosaico Tecnologie Ambiente e Industrie nasce, infatti, nel 1994 con la determinazione e la volontà di affrontare e contribuire alla prevenzione dell’inquinamento idrico con l’ideazione e la realizzazione di impianti di trattamento acque sia fissi che mobili di elevata qualità. Qualità che viene garantita sia con la ricerca delle migliori soluzioni ot-

IL NUOVO BREVETTO OFFRE UN INDUBBIO VANTAGGIO

VOCAZIONE ALLA RICERCA

TROVANDO APPLICAZIONE SU TUTTI GLI IMPIANTI DI DEPURAZIONE E COMPORTANDO UNA RIDUZIONE DEI COSTI DI GESTIONE E SMALTIMENTO

timizzate e mirate sulle problematiche specifiche delle singole realtà, che con la professionalità di uno staff tecnico di maturata esperienza integrata all’applicazione di tecnologie all’avanguardia e componentistica di alta affidabilità. Presupposti che permettono di raggiungere risultati sempre migliori in termini di sicurezza, tempi di realizzazione e costi. «La nostra azienda – prosegue Belardinelli - opera sia sul territorio nazionale che all’estero nel settore del trattamento delle acque primarie e di scarico sia in campo civile che industriale, nonché nel trattamento di rifiuti liquidi acquosi pericolosi e non pericolosi. Il nostro impegno spazia dalla progettazione alla realizzazione, costruzione e fornitura chiavi in mano e, se richiesto, anche gestione e manutenzione di impianti di potabilizzazione e trattamento acque, impianti di automazione e telecontrollo nonché di servizi di consulenza e assistenza ambientale, risanamento idrogeologico, smaltimento rifiuti e bonifiche». Il trattamento dell’acqua è sempre di primaria importanza, ma assume una particolare rilevanza quando è utilizzata per uso civile. In questo caso le conseguenze riguardano la salute, la vita del corpo umano e pertanto sono di primaria importanza. L’impiego di adeguati trattamenti e sistemi di distribuzione consentono di fornire acqua di ottima qualità con la massima sicurezza per l’uomo e la sua salute. Alcuni esempi di impianti costruiti da Mosaico Tecnologie per uso civile sono gli impianti di potabilizzazione in genere per forniture municipali, gli impianti di distribuzione e le stazioni di sollevamento. Anche moltissime industrie utilizzano l’acqua nel loro processo e moltissimi sono gli scopi per i quali l’acqua viene utilizzata. Per ogni processo e per ogni scopo l’acqua necessita di un trattamento specifico, che la renda idonea al ruolo che deve ricoprire. L’azienda è in grado di applicare opportuni trattamenti che possono migliorare i rendimenti dei processi industriali, ottenere un prodotto finito di migliore qualità e ridurre il consumo dell’acqua e di energia. • Luana Costa

Mosaico Tecnologie Ambiente e Industrie ha sede a Mondolfo (PU) www.mosaico.it

Un tratto che connota l’azienda è certamente la vocazione alla ricerca e all’innovazione tecnologica: «Siamo particolarmente impegnati nella ricerca, nella sperimentazione e orientati al miglioramento qualitativo - spiega Francesco Belardinelli, titolare di Mosaico Tecnologie Ambiente e Industrie -. L’impegno costante dell’azienda si estende alla soluzione globale delle problematiche manifestate dai clienti e prevede la messa a punto delle soluzioni più convenienti dal punto di vista tecnologico e economico».


12 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Speciale Klimahouse

L’abitare smart soggiorna a Bolzano Modelli virtuosi di green building e innovazioni in chiave di risparmio energetico compongono il ricco menu di Klimahouse 2018, che a fine gennaio metterà in mostra le migliori soluzioni nel campo dell’efficienza edilizia

I

l mondo del green building si espande e la sua fiera di riferimento si adegua. Durerà infatti quattro giorni invece dei consueti tre l’edizione 2018 di Klimahouse, la piattaforma espositiva sul tema della sostenibilità edilizia più importante a livello nazionale, in programma presso i padiglioni di Fiera Bolzano da mercoledì 24 a sabato 27 gennaio. TECNOLOGIE INTELLIGENTI PROIETTATE AL FUTURO Rivolta principalmente ai professionisti, ma anche ai privati che intendano ristrutturare o semplicemente informarsi sui più recenti metodi di costruzione efficienti dal punto di vista energetico, Klimahouse si presenta tradizionalmente come una manifestazione ricca di contenuti, di prodotti e di tecnologie all’avanguardia, in grado di attirare ogni anno decina di migliaia di visitatori. Fino ai 37.500 ospitati

Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano

nell’edizione da record dell’anno passato, che ha visto anche la partecipazione di 460 espositori e 170 giornalisti accreditati. «Grazie a un confronto diretto con il mondo della ricerca – spiega Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano – portiamo avanti il percorso già fortemente consolidato di Klimahouse con uno sguardo

orientato al futuro. Un’integrazione di competenze di alto profilo per promuovere modelli innovativi e visionari che offrano nuovi stimoli al mercato». Sistemi di riscaldamento a pavimento o a soffitto, case prefabbricate, finestre termoisolanti, impianti di geotermia, ventilazione controllata e dispositivi di condizionamento a risparmio energetico sono le principali categorie merceologiche che si metteranno in vetrina a Bolzano, dimostrando che la gamma di soluzioni economiche e tecniche per raggiungere una migliore efficienza edilizia sono in costante aumento. SALE L’ATTENZIONE VERSO L’EFFICIENZA ENERGETICA Non solamente sotto il profilo dell’offerta, ma anche della domanda, dal momento che solo nel 2016 il 79 per cento del valore della produzione edile (pari a 110 miliardi di euro su 139 totali) è stato assorbito dalle ristrutturazioni. Lo mette in luce uno studio condotto da SymbolaCresme che a questa impennata di ristrutturazioni, salite dai 9 miliardi del 2007 ai 28 miliardi anche grazie allo stimolo degli incentivi fiscali, associa un trend parallelo di scelte

costruttive proiettate alla sostenibilità. Se ne trova conferma in una recente indagine Ipsos, secondo la quale l’84 per cento degli italiani attribuisce all’efficienza energetica degli edifici un grande valore sia in termini di risparmio che di investimento, considerato che le abitazioni ristrutturate hanno un valore di vendita mediamente del 29 per cento in più. Per non parlare dei vantaggi per l’intero ecosistema

derivanti dalle innovazioni green, che si ispirano all’equazione “costruire secondo natura, vivere secondo natura”. «In Alto Adige questo concetto è patrimonio comune – afferma Mur – e con questa edizione di Klimahouse, preceduta dai Klimahouse startup award, vogliamo promuovere questo messaggio anche a livello internazionale. Legandolo in primis ai protocolli CasaClima, ma più in generale alle nuove tecniche di costruzione e alle tecnologie che rendono gli edifici più smart dal punto di vista energetico e del comfort». IL RUOLO CHIAVE DELLA MOBILITÀ SOSTENIBILE In questo processo di evoluzione dell’abitare un ruolo determinante è rivestito dalla mobilità sostenibile, che sarà protagonista del programma fieristico come già lo è stato nelle scorse settimane durante la seconda edizione di KlimahouseCamp. Una tappa di avvicinamento ai quattro giorni della Fiera altoatesina, durante la quale professionisti, docenti universitari ed esperti si sono incontrati per raccontare esperienze e modelli virtuosi e tracciare il quadro dell’edilizia presente, analizzando la sua graduale conversione verso un modello di smartbuilding efficiente. «È giunto il momento di sfruttare le sinergie tra questo tema e quello delle smart city – sottolinea il dg di Fiera Bolzano - per parlare sempre più di città e di soluzioni ecosostenibili per l’urbanistica, in un’ottica di progettazione sempre più completa. Per questo nell’ambito di Klimahouse abbiamo previsto Klimamobility, un congresso espressamente dedicato alla mobilità sostenibile che si svolgerà mercoledì 24 gennaio presso il nuovissimo parco tecnologico dell’Alto Adige Noi, Nature of innovation». A corollario della parte congressuale verrà inoltre allestito uno spazio espositivo in cui saranno proposte le ultime innovazioni tecnologiche di veicoli ibridi, elettrici e a idrogeno. L’ennesima novità di un’edizione 2018 che vedrà anche il debutto di premio speciale, messo in palio dall’Agenzia CasaClima. • Giacomo Govoni


Ottobre 2017 | 13

Klimamobility 2018

stenibile gli obiettivi nel campo delle smart city e

e di soluzioni ecosostenibili per l’urbanistica, in

della smart mobility». Presentando la prossima

un’ottica di progettazione sempre più ampia e

“La mobilità del futuro: intelligente, integrata e in-

edizione di Klimamobility, congresso dedicato alla

completa. Non mancherà l’esposizione di veico-

novativa”. Un evento dedicato al settore della mo-

mobilità sostenibile che si svolgerà il 24 gennaio

li alternativi, tra ibridi, elettrici e a idrogeno.

bilità sostenibile in cui imprenditori, esperti del

2018 presso il parco tecnologico dell’Alto Adige

Inoltre, grazie alla flotta di veicoli green del Noi,

settore e ricercatori si confrontano sulle miglio-

Noi- Nature of Innovation, il direttore della Fie-

sarà facilissimo raggiungere il parco tecnologico,

ri politiche energetiche, «per promuovere l’utilizzo

ra di Bolzano Thomas Mur ha commentato: «È

che dista solo qualche minuto a piedi dal centro

delle energie alternative e realizzare in modo so-

giunto il momento di parlare sempre più di città

fieristico di Fiera Bolzano».

Le best practice

della qualità edilizia Sono quelle che da tre anni CasaClima promuove nelle città italiane sulla base dei suoi protocolli, estesi di recente anche a scuole e aziende. In arrivo anche un database 4.0, che «presenteremo a Klimahouse 2018» annuncia Ulrich Santa

È

partito a febbraio da Bari e farà capolinea il 12 dicembre a Roma il CasaClima Tour 2017, l’itinerario a tappe coordinato dall’omonima agenzia di Bolzano che da tre anni promuove in giro per l’Italia la conoscenza dei materiali e l’applicazione delle tecnologie innovative nel risparmio energetico e della qualità edilizia. «Quest’anno – spiega Ulrich Santa, direttore di CasaClima - abbiamo proposto per la

Ulrich Santa, direttore generale di Agenzia CasaClima

prima volta una formula di convegno che copre la giornata intera, aggiungendo ai temi dell’efficienza energetica quelli della sostenibilità. Dando maggior risalto, insieme alle aziende nostre partner, ai materiali costruttivi e agli impianti». Quale impostazione tematica avete dato in questi mesi ai vostri incontri e quali esperienze virtuose avete raccontato? «I temi sono trattati sempre con un’introduzione tecnica e un racconto di una buona pratica realizzata. Nella tappa finale di quest’anno nella Capitale, faremo un ulteriore passo: durante la sessione pomeridiana avrà luogo una combinazione tra tavoli tecnici e incontri b2b, che permetterà ai partecipanti di entrare in contatto diretto con gli esperti sui temi sopra citati per approfondire questioni aperte e allacciare rapporti professionali». Sul piano delle certificazioni da voi rilasciate, con quali nuove prescrizioni avete integrato i vostri protocolli di sostenibilità negli ultimi tempi e a quali ulteriori ambiti li avete estesi? «Il percorso intrapreso dall’agenzia CasaClima si è arricchito negli anni di nuovi strumenti finalizzati non solo a ridurre i consumi energetici del sistema involucro-impianto, ma anche ad

aumentare il comfort e la salubrità degli ambienti interni. Sulla base del protocollo di sostenibilità degli edifici residenziali Nature, l’agenzia ha messo a punto ClimaHotel e Welcome per le strutture ricettive, CasaClima Wine per le cantine vinicole, CasaClima Work&Life per gli uffici e CasaClima School per le scuole. I parametri misurati, oltre all’efficienza energetica, sono quelli del comfort acustico, della protezione dal gas radon, dell’illuminazione naturale, la qualità dell’aria interna, l’impatto idrico e quello dei materiali da costruzione. Un protocollo apposito è stato sviluppato anche per i Comuni (ComuneClima) e per le pmi (KlimaFactory)». Focalizzandoci su quest’ultimo, presentato in primavera, come si articola nel concreto e che livello d’interesse tra le imprese ha raccolto finora? «Il programma KlimaFactory mira inizialmente a stimolare e incentivare le aziende a intraprendere un percorso di efficienza energetica, tenendo lo scoglio iniziale che le trattiene dal farlo, basso. Per entrare a far parte del Programma le aziende si sottopongono a un audit energetico, al termine del quale vengono indicate le possibili azioni di efficientamento, poi vengono invitate a eventi formativi, workshop nel campo energetico e tecnologico, a piattaforme per lo scambio di best practice per 3 anni. L’adesione è su base volontaria, anche se chi raggiunge determinati obiettivi viene contraddistinto da una targhetta che testimonia l’impegno dell’azienda nell’efficienza energetica. Per via di questo approccio l’iniziativa ha suscitato curiosità da parte non solo di aziende piccole, ma anche grandi». Il mese scorso avete premiato cinque progetti nell’ambito dei CasaClima Awards 2017. Per quali valori costruttivi e per qua-

li scelte progettuali si sono distinti i vincitori? «Con l’annuale consegna degli Awards vogliamo valorizzare e divulgare le buone pratiche del costruire quotidiano attraverso una selezione di edifici costruiti su tutto il territorio nazionale. Quest’anno sono stati premiati, tra una rosa di 1390 edifici certificati nel 2016, quelli che si sono distinte per la capacità di coniugare il controllo dei consumi energetici, il comfort indoor, il rispetto dell’ambiente con le libertà progettuali e le scelte costruttive dei committenti e dei tecnici. Premiati inoltre edifici di nuova costruzione in grado di inserirsi con il loro linguaggio in contesti particolarmente delicati come quelli delle valli dolomitiche oppure all’interno del tessuto urbano della città». Scalda i motori Klimahouse 2018, di scena a Bolzano a gennaio prossimo. Quali novità presenterete nel corso della fiera leader nel campo della sostenibilità edilizia?

«Un’importante novità riguarda lo sviluppo del nostro software di calcolo. Con la versione 4.0 del ProCasaClima 2015 è stato infatti completamente revisionato il database materiali con l’inserimento dei prodotti delle aziende partner CasaClima. Ciò faciliterà il lavoro dei progettisti che disporranno di tutti i dati necessari per la certificazione CasaClima senza dover reperire le schede tecniche dei singoli prodotti. Il nuovo database ha fatto emergere anche contributi interessanti sull’aggiornamento dei dati di Lca dei materiali che sarà oggetto di ulteriori analisi nei prossimi anni. Il database delle macchine di ventilazione, in particolare, è già presente nella nuova versione del nostro software e consente sia di visualizzare le macchine dotate del sigillo qualità CasaClima che l’inserimento rapido degli apparecchi senza consultare schede tecniche». • Giacomo Govoni


14 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Lassù, tra la memoria e il cielo In Pusteria, a oltre 2500 metri di altezza, si staglia il nuovo rifugio Ponte di Ghiaccio. Uno degli esempi più ecostostenibili di architettura d’alta quota. «In montagna l’importante è non perdere l’equilibrio» svela Matteo Scagnol

M

ettere al mondo un nuovo edificio mantenendo il sedime e la memoria dell’edificio-madre o, come la chiamano nelle regioni alpine, della “hutte”. È questa la chiave che cinque anni fa ha permesso allo studio MoDus Architets di Bressanone di imporsi sugli atri nove progettisti in concorso per realizzare ex novo il rifugio Ponte di Ghiaccio in Pusteria. «Il nostro non è stato solo un ragionamento romantico – spiega l’architetto Matteo Scagnol, coautore del progetto – ma legato al carattere ambientale del luogo. L’intento era di creare tra due valli uno spazio di protezione dai venti, ma allo stesso tempo uno spazio aperto, dove poter mangiare e trattenersi all’esterno». Inaugurata alla fine della scorsa estate, la nuova struttura ricettiva situata a 2.545 metri di altezza si ispira a principi ecostostenibili e paesaggistici, combinandosi al meglio con la funzionalità richiesta alle architetture d’alta quota.

Quale approccio di fondo ha guidato il vostro lavoro in fase progettuale? «L’idea di fondo che abbiamo condiviso sin dall’inizio è stata quella di procedere attraverso la sottrazione dell’impronta del vecchio edificio, in sostanza costruendogli intorno. La seconda mossa è stata di mantenere l’edificio esistente durante la costruzione, evitando l’effetto spiacevole di baracchette costruite per gli operai durante le fasi costruttive. Una scelta dettata anche da ragioni simboliche, per offrire un elemento di partecipazione agli avventori che hanno potuto così assistere al “travaglio” della hutte, madre protettrice che trasformandosi ha generato il nuovo rifugio». A livello di materiali, quanto le condizioni climatiche montane hanno inciso nella scelta e quali sono i più innovativi presenti nel rifugio? «Di base si è mantenuta la costruzione in legno, allargando il basamento in pietra originale al nuovo edificio. Di sicuro è molto innovativo perché abbiamo raggiunto la CasaClima A, tut-

Speciale Klimahouse tavia la forma di lavoro è stata classica, non quelle iperboliche con elicotteri e costruzioni prefabbricate fatte in valle. I materiali possono essere i più tecnologici, ma se l’esecuzione non viene fatta a regola d’arte non bastano. Il materiale principale è stato la grande tradizione esecutiva dei professionisti che hanno svolto i lavori. Il resto lo ha fatto il posizionamento del rifugio, che abbiamo sfruttato per attirare calore attraverso grandi vetrate, l’ottimo isolamento e la tenuta al vento, che qui d’inverno supera anche i 200 km/h. Durante la costruzione siamo arrivati anche a -25°, ma dentro non siamo mai scesi sotto lo zero». Il nuovo rifugio è anche un gioiello edilizio di sostenibilità ambientale ed energetica. Di quali dotazioni dispone sotto questo duplice piano? «A livello energetico il rifugio è quasi del tutto autarchico. Lo sarà completamente con l’aggiunta di dispositivi eolici, previsti dal progetto ma al momento non inseriti per questioni ambientali. Attualmente gli elementi di produzione energetica sono quindi tre: una vastissima distesa di pannelli fotovoltaici, resa possibile dall’ampio tetto inclinato a unica falda rivolto verso sud e che in giornate di bel tempo sono in grado di produrre circa 22 kW all’ora. La seconda fonte energetica è una piccola turbina elettrica che produce circa 9 kW l’ora e arriviamo a 31. Infine, per i periodi di brutto tempo, il rifugio è dotato di un impianto di cogenerazione a oli minerali». Oggi, grazie a infrastrutture che ne hanno ampliato l’accessibilità, ai rifugi non si chiede di essere solo funzionali ma anche turisticamente accoglienti. Come risponde il Ponte di Ghiaccio a questa esigenza? «Al netto dei parametri imposti dai regolamenti delle associazioni alpine europee, che prevedono ad esempio il bagno in camera solo per i gestori ma non per gli ospiti, abbiamo puntato molto sulla qualità delle camere. Differenziandole per numero (doppie, da 4, da 6, da grandi gruppi) puntando sugli arredi e sulle decora-

Matteo Scagnol, architetto

zioni dei soffitti, sul comfort, sulla vista e sulla salubrità dell’aria, priva di umidità. Chiaramente non è un albergo, ma in fondo credo sia giusto così perché non ci sarebbe corrispettivo tra la crudezza e la rigidità della montagna e l’alloggio. E comunque c’è sempre la stube, la grande sala da pranzo affacciata sui due crinali che accoglie le persone con il tipico calore dei rifugi». In ultima analisi, quali sono le buone pratiche o le regole da osservare per costruire a quote così proibitive preservando al contempo il contesto paesaggistico? «Non credo ci sia una ricetta spalmabile in tutto l’arco alpino. Noi in questo momento stiamo progettando il nuovo rifugio Guglielmina ad Alagna, sotto il monte Rosa a quota 3300 metri: sicuramente costruire a queste altezze, senza riferimenti formali come paesini o alberi, ti dà una libertà imbarazzante che gli architetti tendono spesso a rendere esageratamente espressiva e ipertecnologica. Quindi ci vuole una forte educazione alla modestia, altrimenti si rischia l’effetto grattacielo con la gara a chi lo fa più supersonico. Oltre alla cura, talvolta demagogica, per i materiali e la sostenibilità, la prima regola nelle costruzioni alpine è ricercare un grandissimo equilibrio, una calma progettuale per scongiurare una “Dubai di montagna”». • GG


Ottobre 2017 | 15

Klimahouse startup award

rinomata Leipzig Graduate School of Management, di Startup Europe Par-

È il premio assegnato alle migliori tecnologie, in campo di smart building,

dell’incontro di presentazione dell’edizione 2018 del Klimahouse startup

smart living e smart city, che coniugano edilizia, uomo e natura, innovazioni

award- sugellano il salto a livello europeo del premio». Tante le candidature

che, come ha sottolineato il direttore di Fiera Bolzano Thomas Mur rispettano

che stanno giungendo da tutta Europa per questa competition, il cui bando di

l’ambiente. La finale, inserita all’ interno della seconda edizione del Klima-

partecipazione è aperto fino al 20 novembre, che vuole diffondere anche a li-

house innovation days è fissata per il 26 gennaio a Bolzano. «La presenza nella

vello internazionale il concetto di vivere secondo natura, già largamente dif-

giuria di realtà di eccellenza come SpinLab, business accelerator associato alla

fuso in Alto Adige.

F

anno leva sul legno, un materiale antichissimo, utilizzato fin dalla notte dei tempi, i nuovi sistemi costruttivi green, che puntano sulla tutela dell’ambiente naturale e sociale. Perché costruire non significa soltanto offrire un riparo dagli agenti atmosferici, ma soprattutto proteggere e accudire famiglie e comunità, elementi essenziali ma non esclusivi di un pianeta da valorizzare, senza sfruttarlo in maniera massiva, e da affidare alle generazioni future possibilmente meno povero di risorse di quando lo abbiamo ricevuto in dote dai nostri antenati. A partire da questo principio, che ispira sempre più aspetti della vita quotidiana, l’architettura sostenibile ha fatto passi da gigante, fondando proprio sulla riscoperta dei materiali antichi la sua riscossa. E sul legno, materiale “vivo”, caldo, naturale, ha puntato da tempo Centrolegno, azienda marchigiana specialista nella realizzazione di sistemi costruttivi e soluzioni abitative d’eccellenza. L’impresa ha raccolto e rilanciato l’esperienza e la mission della ditta CentroIsolante, che dal 1978 opera nel settore delle rivendite edili specializzate, fino a diventare un punto di riferimento per la costruzione di case, sovrastrutture e ampliamenti di edifici privati e pubblici in legno e a basso consumo energetico, come spiega l’amministratore Roberto Del Bianco: «Il nostro settore ricopre un ruolo fondamentale nella riduzione del consumo energetico globale del pianeta, ci sentiamo in dovere di dare un contributo, partendo dal nostro territorio e dalle nostre realizzazioni». Quali sono le caratteristiche principali che distinguono le

tnership e del Politecnico di Milano- ha sottolineato Thomas Mur, nel corso

L’edilizia è sostenibile Con Roberto Del Bianco, amministratore dell’impresa Centrolegno, focus sulle tipologie costruttive green che hanno come protagonista il legno. Dagli edifici storici agli alberghi multipiano

abitazioni a basso consumo energetico? «Realizzare edifici a basso consumo energetico vuol dire costruire con materiali, processi e sistemi che garantiscano, durante l’intero ciclo vitale dell’edificio, il minor spreco di energia “grigia” (l’ammontare totale dell’energia utilizzata nel corso dell’intera vita del prodotto: estrazione delle materie prime, trasporto, trasformazione, montaggio, installazione, demolizione e smaltimento ndr). L’utilizzo di materiali naturali, processi di produzione ecosostenibili e sistemi costruttivi innovativi sono le prerogative di questo

UN SEGMENTO DI MERCATO IN CRESCITA Mentre l’edilizia tradizionale in Italia arranca e stenta a riprendersi dalla crisi, il mercato delle costruzioni in legno è in controtendenza, con una crescita delle richieste che risponde a motivazioni diverse ma con un denominatore comune: la ricerca della qualità. «Il cliente è diventato più esigente – sottolinea l’amministratore di Centrolegno Roberto Del Bianco – e vuole avere certezza sia del risultato che del valore del proprio investimento. Se prima costruire in legno, nella mentalità comune, era sinonimo di qualcosa di precario e poco pregevole, oggi si ha la consapevolezza di ottenere invece un prodotto finale di qualità assoluta. Assimilati i vantaggi nell’utilizzo di questi sistemi a discapito di altri, i prossimi passi saranno rivolti alla cura della fase realizzativa, allo studio dei particolari costruttivi, il tutto per garantire maggiore durabilità alle strutture. Una costruzione in legno solo se ben progettata e ben realizzata ha una durata centenaria. Due prerogative che devono andare di pari passo per ottenere il risultato atteso».

Roberto Del Bianco, amministratore di Centrolegno di Fano (PU) www.centrolegnosrl.com

obiettivo fondamentale. Oggi Centrolegno cerca di affrontare il mercato delle costruzioni avvalendosi di questi principi, garantendo al committente finale, oltre che un prodotto di qualità certificata, una riduzione certa sia dei consumi che dei costi di gestione del proprio edificio». Che tipo di certificazioni hanno i vostri progetti? «Le nostre realizzazioni vengono progettate ed eseguite con criteri e performance qualificate secondo i protocolli della certificazione Arca, il primo sistema di certificazione per le costruzioni in legno. Arca garantisce al committente finale la durabilità, la sicurezza contro il sisma e il fuoco, il risparmio energetico, la sostenibilità, i materiali e la salubrità. Siamo stati selezionati per essere partner Arca e prossimamente realizzeremo una struttura ricettiva alberghiera, un B&B al Lido delle Nazioni a Ferrara, con sistema in legno a pannelli xlam, il tutto secondo i protocolli Arca». Tra le specializzazioni dell’azienda c’è la realizzazione di edifici multipiano in legno come l’Hotel Nautilus, 28 metri e sette piani per l’hotel in legno più alto d’Europa. Quali sono i vantaggi e le difficoltà nella costruzione di edifici multipiano in legno? «In Italia negli ultimi cinque anni questi progetti sono aumentati in maniera esponenziale. Dopo le prime perplessità del mercato immobiliare, a seguito delle prime realizzazioni importanti, si sono evidenziati i vantaggi, riconducibili a tempi di realizzazione e di costruzione certi, trattandosi di prefabbricati eseguiti con progettazioni specializzate e, non ultimi, i costi di gestione di edifici con prestazioni energetiche superiori. Nella realizzazione dell’Hotel Nautilus a Pesaro la nostra azienda è riuscita a esprimere tutta l’esperienza acquisita negli anni. Prima di iniziare abbiamo voluto confrontarci con altri costruttori europei, abbiamo visitato edifici a Londra, Zurigo e Stoccolma per metterci nelle condizioni di non sbagliare. Riteniamo fondamentale non dare per scontato nessun particolare costruttivo e soprattutto non sottovalutare l’aspetto progettuale e logistico in questo tipo di realizzazioni».• Alessia Cotroneo


16 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Speciale Klimahouse

La versatilità

della green building

Il legno risponde alle nuove esigenze di sostenibilità ambientale coniugandosi alla perfezione con le richieste di risparmio energetico di chi si appresta a costruire un’abitazione

L

a nuova edilizia è bio. Chi si appresta ad edificare un’abitazione richiede comfort, livelli qualitativi ma soprattutto sostenibilità che solo alcuni materiali sono in grado di garantire. Le costruzioni in legno possono costituire una valida alternativa alla tradizionale edilizia in muratura o in cemento armato. Infatti, se adeguatamente progettate, hanno numerosi vantaggi come la rapidità di costruzione, la stabilità, la sostenibilità e il risparmio energetico. Attualmente, le applicazioni più correnti vanno dai porticati alle coperture per civili abitazioni, dalle coperture di mercati, padiglioni, fiere alle coperture di impianti sportivi senza trascurare naturalmente le piccole-me-

Lorenzo Malatrasi, titolare della Tecno Isoledil di Mombaroccio (Pu) www.tecnoisoledil.it

die strutture quali pensiline a sbalzo, copri-porta, pergolati, car-point, gazebo, garage e chioschi bar. La Tecno Isoledil è un’azienda leader nel settore delle costruzioni edili in legno lamellare e massiccio impegnata da anni nella progettazione e montaggio di piccole, medie e grandi strutture. «Negli ultimi anni ci siamo impegnati anche nella progettazione e realizzazione di case in legno - spiega Lorenzo Malatrasi, titolare della società -. Grazie alla massima versatilità e alla perizia tecnica nell’eseguire ogni tipo di copertura, riusciamo a soddisfare ogni esigenza. Inoltre, l’ampia possibilità di scelta dei materiali abbinata ad un’accurata consulenza tecnica consente di soddisfare a pieno le esigenze di coloro che cercano nelle coperture in legno, oltre ad una garanzia di comfort ed eleganza, quella tutela per l’ambiente ottenibile tramite un ragguardevole risparmio energetico». Quali sono le principali proprietà del legno? «Tra le principali proprietà del legno possiamo citare la polivalenza, la leggerezza e la dinamicità». Quali sono i campi di applicazione dove il legno trova maggiore utilizzo? «Il legno viene utilizzato in svariati campi che vanno dalle piccole strutture quali pensiline, gazebi, frangisole e box-auto fino ad arrivare a strutture più complesse quali coperture, solai, soppalchi, portici e case realizzate sia con struttura intelaiata che con la tecnologia X-Lam».

La Tecno Isoledil quali servizi offre? «La Tecno Isoledil si presenta alla sua clientela con un raggio di azione a 360 gradi, partendo dallo studio tecnico che è il cuore pulsante dell’organizzazione aziendale capace di far fronte a tutte le richieste di preventivi, consulenze, calcoli strutturali e sopralluoghi. La nostra attività si sviluppa fino ad arrivare alla consegna finita del lavoro comprensiva di assistenza cantieristica completa, adempiendo anche a lavorazioni particolari per clienti particolarmente esigenti». Da quanti anni opera nel settore e con quali risultati?

«La Tecno Isoledil opera nel settore da più di trent’anni e i migliori risultati sono rappresentati sia dai nostri clienti quando ci manifestano apprezzamenti per il nostro operato che dagli studi tecnici con i quali instauriamo rapporti di collaborazione pluriennali». Quali tipologie di strutture in legno vengono maggiormente richieste dalla clientela? «Negli ultimi mesi il mercato ha manifestato particolare interesse per la realizzazione di case interamente in legno capaci di abbinare ad ottime prestazioni antisismiche e di risparmio energetico, prezzi concorrenziali con tempi di permanenza nel

COPERTURA IN LEGNO Da semplice copertura in legno, il tetto si è trasformato in un componente a cui è richiesto di garantire il maggior grado possibile di comfort abitativo invernale ed estivo. Il dinamismo e la ricerca costante dei migliori materiali e soluzioni rappresentano i punti fondamentali per il raggiungimento dell’alta qualità del prodotto finale. La Tecno Isoledil rappresenta, in virtù dell’elevata competenza professionale, dell’accurata efficienza progettuale e della tempestiva capacità d’intervento, un solido punto di riferimento qualificato per chi riconosce nel legno un protagonista d’eccezione dell’edilizia contemporanea.

cantiere pressoché dimezzati rispetto alle tecnologie costruttive tradizionali». Quali sono le sfide che l’azienda si troverà ad affrontare nel corso della propria attività? «La principale sfida a cui l’azienda deve far fronte è quella di tenersi sempre aggiornata su tutte le novità che ruotano attorno al mondo delle costruzioni in legno avendo come obiettivo quello di fornire alla propria clientela le migliori soluzioni possibili a prezzi concorrenziali senza trascurare la qualità». Prevedete investimenti nel breve periodo? In quali divisioni? «Sì, prevediamo di investire nella formazione professionale dei nostri collaboratori al fine di far fronte nel migliore dei modi alle esigenze della nostra clientela». Quali sono i punti di forza aziendale? «Oltre all’elevata competenza professionale, l’accurata efficienza progettuale e la tempestiva capacità di intervento, possiamo affermare che, l’esperienza acquisita nel corso degli anni, ci rende di fatto un punto di riferimento qualificato per chi riconosce nel legno un protagonista d’eccezione dell’edilizia contemporanea. La nostra azienda si è adoperata da subito per soddisfare quanto richiesto dalla nuova normativa tecnica ministeriale ed è quindi in grado di garantire, a chi si affida alle sue competenze, quell’alto standard qualitativo che da sempre l’ha contraddistinta sul mercato». • Luana Costa


Ottobre 2017 | 17

I numeri del successo di Klimahouse 2017

Oltre 1.500 partecipanti ai forum tematici.

460 espositori e 100 aziende in lista di attesa.

dello.

25.000 mq di area espositiva.

100 consulenze private.

170 giornalisti accreditati.

37.500 visitatori: 14 per cento dall’Alto Adige; 16 per

330 partecipanti alle 14 visite guidate a edifici mo-

900 partecipanti al Congresso internazionale or-

cento dal Trentino; 23 per cento dal Veneto; 18 per

ganizzato in collaborazione con l’Agenzia

cento dalla Lombardia; 9 per cento dalla Emilia-

CasaClima.

Romagna

Architettura a impatto zero Archética progetta case ed edifici utilizzando materiali naturali seguendo i principi del natural building. Un’architettura sostenibile, praticata con passione da Giovanna Nardini e Michele Ricci

O

ggi esistono metodi di costruzione che tendono a ridurre al minimo l’uso dei materiali industriali con l’obiettivo di sfruttare materie prime e tecniche semplici, che non inquinino l’ambiente. Archética è uno studio di progettazione architettonica che esplora proprio i temi del risparmio energetico, dei materiali naturali low cost e a chilometro zero, del comfort e dell’ambiente, con l’obiettivo di realizzare soluzioni ad alta sostenibilità. Questo approccio è frutto di una scelta consapevole, basata su una presa di coscienza della situazione ambientale, economica e sociale attuale. Alla guida dello studio, l'ingegnere Giovanna Nardini e l’architetto Michele Ricci: «Per noi l’architettura non è solo un mestiere ma soprattutto una passione innata. Vista l’enorme responsabilità di noi progettisti sull’impatto ambientale e sociale del pianeta, la nostra intenzione è di perseguire, per quanto possibile, scelte etiche in ogni fase di progettazione e realizzazione». La mission di Archética è rendere ecologico e sostenibile ogni edificio; a questo scopo, «l’esperienza maturata in questo campo ci permette di ingegnerizzare ogni progetto, sia esso nostro o proveniente da studi esterni che ci contattano per una consulenza». Il percorso finora svolto ha portato alla progettazione di edifici che

Archética ha sede a Camerano (An) e a Fossombrone (PU) www.archetica.com

includono materiali quali legno, sughero, canapa e paglia. Materiali vegetali rigenerabili che, abbinati a terra cruda e calce naturale, permettono di realizzare edifici sani, efficienti e con un comfort interno ottimale per chi li abita. Con la stessa filosofia e con gli stessi intenti, lo studio si occupa anche di ristrutturazioni, credendo fermamente nel valore del recupero di strutture già esistenti. Da Archética nasce il progetto web informativo www.caseinpaglia.it: «Ci piace definirci “agritetti” – spiega Michele Ricci – progettiamo cercando un nuovo patto con il suolo, per un rinnova-

to equilibrio tra natura ed architettura. Archética crede fermamente nell’utilizzo di materiali vegetali rigenerabili derivanti da piante che per loro stessa natura, assorbono Co2 durante la fase di crescita, sono compostabili e creano nuove filiere per un’economia circolare: dall’agricoltura all’architettura; dal campo al cantiere e viceversa». Attualmente lo studio è operativo su tutto il territorio italiano. Tra i molteplici edifici progettati in legno e paglia, Archética vanta un primato: la realizzazione delle prime villette a schiera in balle di paglia in Italia, situate a Fano, nelle Marche. Inoltre, sta sviluppando progetti di edifici in muratura isolati con canapa e sughero, gettando le basi per un nuovo linguaggio architettonico. • Veronica Carrisi


18 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Speciale Klimahouse

Il lusso tecnico del legno Materiale naturale e nobile, sempre più richiesto dalla nautica all’edilizia, passando per arredamento e trasporti, viene reinterpretato da Bellotti con inserti tecnologici ad elevate prestazioni, come spiega Valentina Bellotti

SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE E SOCIALE

Cresce l’attenzione dei clienti per l’impatto ambientale e sociale dei prodotti che ci circondano. Perché se è vero che il legno è un materiale naturale e rinnovabile, dietro a ogni tronco c’è una storia di sfruttamento o di uso consapevole. Una delle principali criticità del mercato del legno pregiato, in questo momento, è l’assenza di materia prima di qualità a causa di una gestione poco attenta e a uno sfruttamento indiscriminato delle risorse nei decenni passati. «La Bellotti ha da sempre puntato su materie prime e processi produttivi certificati e sostenibili. – sottolinea Valentina Bellotti, azionista dell’azienda lombarda leader nella produzione dei prodotti in legno - Inoltre abbiamo anche installato un impianto fotovoltaico sul tetto di 1 Mwp e una caldaia alimentata a biomassa. Da parte dei consumatori c’è poi molta attenzione all’ambiente, non solo naturale ma anche sociale e per questo Bellotti ha da anni in gamma pannelli compensati privi di formaldeide, oggi considerata cancerogena.

I

l lusso non è solo una questione di bellezza ma anche di tecnica abbinata a soluzioni altamente performanti. Nel regno del lusso tecnico la ricerca dei materiali ha un ruolo di primo piano e segue le tendenze del mercato, che negli ultimi anni è tornato a preferire materiali naturali come il legno. Il leitmotiv è l’integrazione tra materie prime naturali e inserti tecnologici con proprietà meccaniche e di isolamento termo-acustico peculiari, per migliorare le prestazioni garantendo più leggerezza, più flessibilità, più comfort dalla nautica all’edilizia, dai trasporti via terra all’arredamento d’esterni e d’interni. Con i suoi 90 anni di storia, l’azienda lombarda Bellotti è una delle principali interpreti di questa evoluzione sul mercato italiano e internazionale. Se l’impresa si è affacciata alle soglie del XXI secolo come leader nella produzione di pannelli compensati e compositi alleggeriti, sistemi integrati speciali ma anche come commerciante di essenze pregiate, oggi affianca ai suoi tradizionali core business anche una serie di soluzioni “chiavi in mano” per il settore del trasporto ferroviario e del wellness, nate in collaborazione con una rete strutturata di partner per combinare esigenze tecniche ed estetiche. Li descrive Valentina Bellotti, azionista e responsabile marketing dell’azienda. Quali sono i tratti distintivi della vostra impresa? «L’elemento che più ci qualifica in tutti i settori in cui nel corso della nostra storia siamo riusciti a inserirci è l’investimento in capacità tecnica ed elevata qualità dei materiali. La Bellotti nasce come azienda specializzata nelle forniture nautiche per il lusso, per yatch e super yatch, un mercato che vogliamo mantenere e rafforzare. Poi nel 2010 abbiamo investito nel settore ferroviario, passando da fornitori di pannelli in legno a fornitori di pavimentazioni ferroviarie pronte per l’installazione, diventando tra i primi player mondiali. La “chiave” è l’industrializzazione di processi tradizionalmente affidati ad artigiani, per fornire soluzioni in legno, e non solo, già complete ma realizzate comunque su misura». C’è un progetto che avete seguito negli ultimi anni che sintetizza il ruolo del legno per il lusso tecnico? «La fornitura dei pavimenti dei nuovi treni regionali di Trenitalia rappresenta la sintesi del percorso di evoluzione intrapreso dall’azienda nel settore ferroviario dal 2010 a oggi. Si tratta di un pavimento molto particolare interamente progettato da Bellotti, realizzato con pannelli da circa 6 metri di lunghezza, che si può assemblare in 32 ore su una carrozza.

Eugenio Bellotti con i figli Pietro e Valentina dell’azienda Bellotti Spa di Cermenate (Co) - www.bellottispa.com

Per quanto riguarda, invece, il settore edilizia e arredamento, sulla base dell’esperienza maturata nel settore ferroviario e grazie a contatti avviati durante il Salone del mobile, abbiamo realizzato dei kit sauna pronti per essere installati. Si tratta di moduli in pannelli isolanti e rivestimenti in legni pregiati realizzati a partire dal disegno dell’architetto e assemblabili in solo 8 ore di lavoro sul posto. Poi, e qui siamo nell’ambito della nautica, una delle forniture di maggior pregio è certamente quella per il Falcone Maltese di Perini, yatch di 88 metri con 3 alberi, fiore all’occhiello della nautica italiana, per cui abbiamo fornito pannelli alleggeriti ad alte prestazioni». Quali sono le innovazioni più interessanti per quanto riguarda l’integrazione del legno con materiali con particolari proprietà meccaniche? «Si richiedono prestazioni elevatissime di insonorizzazione unite a un’estrema leggerezza. Ma trattandosi di elementi strutturali, leggerezza non può essere sinonimo di fragilità. Per treni e metropolitane, in particolare, dobbiamo costruire pavimenti che riescano a sostenere il peso di almeno 10 persone per metro quadrato. Per cui leggerezza e resistenza devono andare di pari passo. Sembra un ossimoro ma non lo è. Poi c’è la tendenza a design sempre più spinti, con richieste di elementi in legno curvi o che seguano traiettorie particolari e campate con distanze sempre più ampie. Per ottenere questi risultati, servono materie prime di qualità ma anche tecnologie e innovazione, che garantiamo in collaborazione con partner estremamente qualificati. Tra gli altri, una falegnameria avanzata specializzata nella curvatura del legno massello, con un brevetto anche per travi certificate in essenze pregiate; un partner svizzero per isolanti e antivibranti e una grande azienda italiana leader mondiale nell’arredamento outdoor». • Alessia Cotroneo


Ottobre 2017 | 19

IndiaWood È la fiera di riferimento a livello mondiale per l’industria del legno e del mobile, un’oc-

strati circa 703 espositori -22 per cento di crescita rispetto alla

casione da non perdere per le notevoli opportunità di business che offre all’interno del

precedente edizione- provenienti da 30 Paesi diversi, 50.808

mercato del legno in India. La prossima edizione si svolgerà dall’8 al 12 Marzo 2018

visitatori (+55 per cento) giunti in fiera da 823 città e 53 Paesi.

presso Bangalore International Exhibition Centre e presenterà a visitatori ed esperti

Grande attesa per l’edizione 2018 per le numerose dimostra-

del settore una panoramica di innovazioni tecnologiche nel campo della lavorazione

zioni dal vivo e il lancio di nuovi prodotti che anticipano le

del legno, tecnologie, strumenti, accessori e materie prime. Nel 2016, sono stati regi-

nuove tendenze del settore.

Naturale e

“antisismico” Carlo ed Erica Malugani descrivono le numerose qualità che contraddistinguono il legno come uno dei materiali privilegiati per la costruzione delle abitazioni. «È rinnovabile, resistente e leggero, caratteristica che lo rende preferibile nelle zone ad elevato rischio sismico»

L

e case in legno sono realizzate con un materiale che viene direttamente dalla natura, quindi, confortevole, salubre ed ecosostenibile. Tempi brevi di cantierizzazione, prestazioni termo-acustiche elevate, risparmio energetico, costi di costruzione sicuri, sono solo alcuni vantaggi per costruire una casa in legno di nuova realizzazione o su esistente. Sono un’ottima risposta per chi vuole riqualificare, recuperare il sottotetto, sopraelevare, ampliare senza andare a gravare sulle strutture esistenti, dal momento che la massa del legno è circa un quarto rispetto a quella del calcestruzzo. E la velocità di costruzione e pulizia di cantiere ri-

ducono notevolmente i disagi ai piani sottostanti abitati. Proprio per la sua leggerezza, il legno è particolarmente adatto alla realizzazione di strutture antisismiche. «Le forze agenti su una costruzione in caso di sisma sono proporzionali alla massa della costruzione stessa – spiega Erica Malugani, contitolare della lombarda Legnami Malugani che si occupa di costruzioni in legno -. Riducendo la massa, si riduce l’impeto distruttivo del terremoto: ovviamente è basilare una corretta progettazione, specialmente delle connessioni per dissipare l’energia e assorbire al meglio l’onda sismica. Ha, inoltre, un ottimo comportamento al

fuoco, diversamente da come si pensa: certo brucia, ma molto lentamente e in superficie, formando uno strato di carbonizzazione che protegge la sezione resistente sottostante, permettendo così alle parti strutturali di assolvere alla loro funzione, sempre se le connessioni sono state protette e ben progettate». «Il legno è una macchina naturale perfetta - aggiunge il fratello Carlo Malugani -: un metro cubo di legno immagazzina circa 10 quintali di anidride carbonica e immette 7 quintali di ossigeno nell’atmosfera. Utilizzare il legno in edilizia favorisce la produzione di ossigeno e la riduzione dell’effetto serra, al contrario di altri materiali che richiedono invece molta energia per essere prodotti e generano quindi molta anidride carbonica prima ancora di essere utilizzati. È assolutamente rinnovabile: per costruire gli edifici in legno non si disboscano le foreste, la materia prima arriva infatti da boschi gestiti in modo molto serio e controllato». Le foreste europee, nordamericane e siberiane da cui deriva la maggior parte del il legno da costruzione europeo sono a bilancio positivo: si utilizza circa il 65 per cento di quello che ricresce. Anche il taglio e l’abbattimento dei tronchi richiedono un ridotto consumo energetico. Per l’azienda Malugani il legno è una passione di lunga data. L’azienda progetta e produce direttamente nei suoi stabilimenti le strutture e le pareti di legno per realizzare coperture e case in legno, finite all’esterno e all’interno, oppure grezze. «Siamo una ditta storica - racconta Erica Malugani -. I nostri bisnonni avevano l’attività in un paese dell’alta Valsassina e il nonno, con il papà e gli zii, si sono successivamente trasferiti a Pasturo nel 1967. Lo zio Antonio, in particolare, è stato tra i primi, in Italia a credere nelle potenzialità del legno lamellare, e nel 2003 mio fratello ha introdotto il centro taglio a controllo numerico dopo essersi specializzato nella produzione di carpenteria in legno - tetti, solai, passerelle, capannoni, rivestimenti – frequentando uno stage di circa due anni a Bressanone, presso una rinomata ditta». Nel 2005 anche Erica Malugani è entrata in azienda, ha frequentato uno stage a Bressanone improntato sul calcolo delle strutture di legno e infine ha rilevato

l’azienda insieme alla madre e al fratello nel 2016. «Da quattro generazioni ci tramandiamo la passione genuina per il legno – continua Erica Malugani -, il rispetto radicato per la tradizione e il desiderio di migliorarci qualitativamente e tecnicamente per soddisfare le richieste di una società in continua evoluzione. Conoscere il legno significa scegliere i materiali migliori e conoscerne le caratteristiche intrinseche per lavorarlo, sfruttarne le potenzialità e le eccezionali prestazioni».

Legnami Malugani ha sede a Pasturo (Lc) www.legnamimalugani.com

Gli interlocutori privilegiati sono i privati, i progettisti e le imprese. «Offriamo supporto tecnico e strutturale ai progettisti. Siamo il partner ideale per le imprese di costruzione e siamo attenti alle esigenze del cliente per ottenere un risultato sicuro, senza sprechi di energia e tempo: li seguiamo dalla consulenza, preventivazione, definizione del progetto, rilievo in cantiere, stesura dell’esecutivo, produzione in sede, finitura, assemblaggio in opera e controllo finale». • Luana Costa


Materiali

Molto più che materia prima Il legno, cuore pulsante del Trentino, rappresenta un patrimonio naturale e tradizionale irrinunciabile. In Val di Sole, artigiani capaci sanno valorizzarlo al meglio, regalandogli una seconda vita, per resistere con fierezza allo scorrere del tempo. L’esperienza di Alessandro Mosconi

I

l perfetto equilibrio tra ricerca scientifica e ritorno ai metodi di costruzione tradizionale è la nuova frontiera dell’edilizia. Dal connubio tra i due elementi nascono, infatti, le nuove concezioni di abitazioni avvitate attorno ai concetti di risparmio energetico e di materiali altamente ecologici. «L’obiettivo è quello di realizzare piccole oasi che offrano agli utilizzatori qualità abitative ai massimi livelli» spiega Alessandro Mosconi, titolare dell’azienda Centro Taglio Holzdesign da sempre in prima linea nella progettazione e nella realizzazione di strutture in legno. La società è specializzata nella costruzione di case in legno a basso consumo energetico sia con il sistema costruttivo a pannello che a telaio, strutture alberghiere, edifici pubblici, bungalow, coperture, scale, rivestimenti, lattonerie e nella vendita del legname. «Il nostro credo – precisa il titolare - è una maggiore consapevolezza ambientale spinta a portare avanti ricerche scientifiche all’avanguardia ma anche a tornare a metodi costruttivi tradizionali come l’orientamento al sole e la realizzazione di case ecologiche anche su piccola scala. Non si tratta soltanto di utilizzare materiali naturali ma anche di risparmiare energia e di evitare sostanze nocive». Centro Taglio Holzdesign propone alla clientela una serie di servizi punCentro Taglio Holzdesign ha sede a Fucine di Ossana (Tn) www.centrotaglioholzdesign.it

tuali nel campo delle ristrutturazioni, dei tetti in legno su misura, della carpenteria ma anche in quelli dell’architettura tradizionale e rurale, dei tetti verdi. «Realizziamo Case Clima certificate a basso consumo energetico con progettazioni su misura pensate dal nostro team di esperti dal concepimento alla consegna al cliente». Fiore all’occhiello dell’azienda è, oltre ad un ufficio tecnico sempre più all’avanguardia e competente, la presenza costante del titolare che è in prima linea nell’esecuzione delle strutture, curandone personalmente i minimi dettagli. Ciò consente alla clientela di avere un unico referente che segue passo passo ogni fase, dalla progettazione fino alla realizzazione. «Utilizziamo solo prodotti certificati Pefc - prosegue Mosconi - che identifica la provenienza del legname, siamo abilitati alla lavorazione di elementi strutturali in conformità al Dm 14 gennaio 2008 e possediamo l’Os32 II». L’azienda nasce nel 2002 grazie all’intraprendenza e alla serietà che hanno sempre caratterizzato il percorso imprenditoriale del carpentiere Alessandro Mosconi, già forte dell’esperienza maturata precedentemente, con l’idea di creare una struttura che unisca alle più moderne tecniche di progettazione e di realizzazione della bioedilizia, la conoscenza e l’amore per il legno. La società ha poi negli ultimi anni allargato anche il proprio mercato fuori regione, creando proficue collaborazioni che hanno portato alla realizzazione di numerosi edifici. • Luana Costa


22 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

La casa della calce Un materiale dalle origini antichissime ma assolutamente innovativo, che permette la realizzazione di soluzioni sostenibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Andrea Rattazzi ne presenta tutte le qualità

L’

utilizzo della calce in architettura risale agli albori della civiltà. Recentemente, accanto allo sviluppo di moderni materiali di costruzione, è stata oggetto di una riscoperta e di una grande valorizzazione da parte di progettisti e addetti ai lavori, per le sue caratteristiche di prodotto green, valido dal punto di vista ecologico e di sostenibilità ambientale. «La calce è un materiale da costruzione verde e sostenibile», afferma il Andrea Rattazzi, responsabile commerciale e fondatore de la Banca della Calce, realtà unica a livello italiano che offre materiali e servizi ai professionisti dell’edilizia sostenibile e del restauro architettonico. La Banca della Calce è specializzata nell’utilizzo della calce per la creazione di materiali di altissima qualità. L’azienda si propone come punto di riferimento nello sviluppo e nella distribuzione della conoscenza di tecnologie legate a questo materiale millenario, dalle formulazioni alla consulenza in cantiere, con l’obiettivo di aumentare il numero delle imprese edili che utilizzano materiali eco-compatibili per il miglioramento della vivibilità. «Il nostro obiettivo è offrire calce qualificata e tutta la nostra esperienza per utilizzarla al meglio. Ci rivolgiamo ai professionisti del green building e del restauro e a chi semplicemente desidera una casa sana. Chi sceglie la calce sceglie di tutelare l’ambiente. La sua produzione, infatti, è sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico; inoltre possiede molti attributi ecologici come materiale da costruzione, per via del comfort

Banca della Calce è a Bologna www.bancadellacalce.it

abitativo che conferisce agli edifici e delle prestazioni ambientali. Per questo abbiamo scelto di chiamarci La Banca della Calce. Insieme alla calce, valorizziamo le nostre risorse più preziose: la terra e l’uomo». Banca della Calce ha sviluppato nel corso degli anni quattro linee di interesse: Calcequalità è calce qualificata per il restauro architettonico e per la bioedilizia, un prodotto di qualità superiore, garantito da disciplinari di produzione, certificazioni d’origine ed etichettature dettagliate. «La nostra calce di qualità – spiega Andrea Rattazzi – è compatibile con i materiali antichi, ecocompatibile e salubre. Realizzata secondo tradizione millenaria nei depositi della Calce, presenta diverse caratteristiche di granulometria, peso, traspirabilità, resistenza meccanica ed effetto estetico. Offriamo consulenza proponendo la tipologia di prodotto migliore per l’intervento che si deve realizzare».

PER UN AMBIENTE SANO E PULITO Ecocompatibile, sana, igienizzante. La calce è un prodotto naturale che si ottiene dalla semplice cottura di pietre calcaree e successiva aggiunta di acqua. Una volta applicata, a contatto con l’aria, si riconverte nella sostanza di partenza ovvero carbonato di calcio. Non contiene polimeri di sintesi né solventi, quindi non rilascia alcuna sostanza tossica per l’organismo. Asciugando, assorbe anidride carbonica dall’atmosfera. Inoltre è traspirante, elimina le muffe e i batteri e crea un ambiente sfavorevole a questi microrganismi. La calce è il materiale scelto da chi vuole un ambiente più sano e pulito e la Banca della Calce offre prodotti innovativi, che permettono di lavorare e vivere in maniera più green.

Dall’unione della calce e della canapa nasce invece CalceCanapa®, un materiale innovativo ed ecosostenibile che rende gli edifici energicamente più efficienti, sani e confortevoli. «CalceCanapa® è più della somma di due materiali: è un nuovo biocomposto, dove la calce guadagna le proprietà isolanti e la leggerezza della canapa geomineralizzata». CalceCanapa® offre una serie completa di prodotti e soluzioni per l’edilizia, rende l’isolamento durevole ed efficace in tutti gli ambienti, sempre con un occhio all’ecologia, al risparmio energetico e al comfort abitativo. Un altro prodotto innovativo di Banca della Calce è Calcelatte, un kit completo per preparare l’autentica pittura a calce e imbiancare usando solo ingredienti naturali. Questo ecologico kit consente massime prestazioni riducendo a zero l’impatto ambien-

tale, garantisce massima resa pratica e nessuna controindicazione. La tinta preparata con calce e latte è disponibile in bianco naturale o in diverse varianti colorate. C’è anche la versione vegan, nel rispetto di chi sceglie di non usare prodotti di derivazione animale. Infine, Tadelakt, la calce di origine marocchina, un materiale unico al mondo che consente un’intonacatura assolutamente impermeabile. Sta conquistando architetti e designer in tutto il mondo per la realizzazione di bagni, Spa, ambienti e superfici a diretto contatto con l’acqua. «Il Tadelakt – sottolinea Costantino Polidoro, direttore tecnico - è il rivestimento originale degli hammam e delle fontane dei palazzi nobiliari del Marocco. Luoghi immersi nell’umidità. Ma il Tadelakt è una calce perfettamente impermeabile, grazie alla lavorazione accurata e alla lucidatura con sapone nero. Un materiale antico, molto bello ma ancora poco conosciuto. La Banca della Calce risponde a tutte le necessità sul corretto utilizzo, le tecniche di applicazione e di posa della calce di Marrakech». L’azienda assicura un supporto tecnico costante, dentro e fuori il cantiere. Aiuta il cliente rispondendo a tutte le necessità tecnico-applicative dei prodotti a calce, grazie alla presenza sul territorio di tecnici qualificati, consulenza personalizzata alla progettazione, campionature ad hoc e dimostrazioni pratiche sull’utilizzo dei prodotti realizzate a La Casa della Calce, il primo show-room in Italia dove tutti coloro che sono interessati alla calce in edilizia, bioarchitettura e restauro possono trovare un valido e esclusivo riferimento, una realtà in cui la materia prima di tutto è cultura. • Veronica Carrisi


Restructura È il punto di incontro ideale per chi è interessato a conoscere le ultime novità in merito ai materiali da costruzione e ad affrontare la questione energetica nel campo dell’edilizia. Ampio spazio a tutte le ultime tecnologie che mirano a contenimento dei costi e a basso impatto ambientale in un progetto di costruzione. Tanti i convegni e i corsi che si terranno dal 16 al 19 novembre a Torino, presso il Lingotto Fiere. Tra questi molto atteso è “Progettare e costruire il comfort acustico: tecniche, tecnologie e materiali”, corso previsto per il 16 novembre, che affronta le tematiche del comfort acustico in due aspetti principali: isolamento acustico dalle varie fonti di rumore e correzione acustica.

Isolamento termico e risparmio energetico L’esigenza sempre più sentita di non disperdere calore ed energia ha portato a una costante evoluzione sia per quanto riguarda l’adozione di diversi materiali isolanti, sia nell’innovazione dei processi. L’esperienza di Paola Pugnale

I

l risparmio energetico è un argomento sempre al centro dell’attenzione di governi, imprese e famiglie. Le spese per l’energia sono una voce importante dei costi di gestione di un’impresa e delle spese nel bilancio di ogni famiglia. L’impiego dei materiali isolanti per la costruzione e la manutenzione degli impianti garantisce un risparmio e un maggior confort abitativo. Isolare significa migliorare l’efficienza energetica di fabbricati e impianti e quindi risparmiare vivendo meglio. Inizialmente gli isolamenti termici riguardavano la coibentazione di tubazioni nelle centrali termiche con materiali poveri, ad esempio, la lana, il cartone e il gesso. Col passare degli anni il settore degli isolamenti termici si è ampliato estendendosi anche all’ambito industriale ed utilizzando sempre più materiali innovativi: elastomeri o fibre di vetro. L’azienda Pugnale Isolamenti punta all’utilizzo di materiali isolanti che vengono scelti da produttori certificati e in base all’uso a cui sono destinati. «Disponiamo di un piccolo magazzino con una disponibilità di materiali isolanti che vanno da -40° a +1100°, per soddisfare la pronta richiesta di intervento del cliente - spiega Paola Pugnale che tiene le redini della storica azienda di famiglia -. Possedia-

La ditta Pugnale ha sede a Udine www.pugnaleisolazioni.it

mo, inoltre, un piccolo laboratorio per la lavorazione delle lamiere in alluminio e acciaio che vengono utilizzate per la finitura protezione della posa dell’isolamento». L’azienda nasce a Pozzalis di Rive d’Arcano, a pochi passi da San Daniele del Friuli. Lì nel 1968 Nicola Pugnale, poco più che ventenne intraprese il suo percorso professionale nel mondo dell’artigianato e iniziò ad operare nel settore dell’isolamento termico. Nel 2004 la gestione dell’azienda passa in mano alla figlia Paola, che la gestisce assieme al marito Diego Collavino, che segue tutta la parte cantieristica, assumendo il nome di Pugnale Nicola di Pugnale Paola. Attualmente la società opera in diversi ambiti: centrali termiche per il contenimento dei consumi energetici in ambito civile; nell’ambito degli impianti condizionamento, raffreddamento e surriscaldamento a livello industriale; serbatoi, canalizzazioni d’aria e adeguamenti rei. «Lavoriamo seguendo un iter operativo appreso sul campo che si è consolidato nel tempo, al quale cerchiamo di attenerci rigidamente. Inizialmente, effettuiamo un sopralluogo per valutare il sito d'intervento e rilevare i dati dimensionali degli elementi da isolare. Solo dopo la redazione di un preventivo e la preparazione dei materiali e della documentazione richiesta dalle norme vigenti in materia procediamo all’apertura del cantiere e all’esecuzione dell’opera - aggiunge Paola Pugnale -. Ogni materiale utilizzato nella realizzazione dell’opera viene installato in cantiere con gli accessori e le modalità d’installazione previsti dal produttore per evitare problemi nella durata ed efficienza del lavorato».• Luana Costa


24 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Lattonerie

L’evoluzione del settore Francesco Revolti spiega le condizioni attuali del mercato che i professionisti della lattoneria si trovano ad affrontare. Diversificazione, investimenti tecnologici e grande esperienza sono la ricetta per una crescita costante

«L

a recente crisi di mercato ha influito anche nel settore della lattoneria e in particolare ci ha portati ad avere a che fare con un target di clienti diverso». Nelle parole di Francesco Revolti, titolare della trentina Revolti Lattonerie, si intuisce il grande peso che la diversificazione ha avuto negli ultimi anni anche in questo ambito produttivo. Il prossimo anno la società compirà 70 anni, un numero che non rappresenta solo la grande esperienza che in decenni di attività si può raggiungere. Alle competenze tecniche e al grado di progresso tecnologico

implementato, si deve aggiungere uno sviluppo strategico senza il quale nessuna impresa può sperare di crescere davvero. La Revolti, in altre parole, dà un esempio di come le Pmi italiane riescano a rimanere competitive nonostante lo scenario tutt’altro che positivo. «Abbiamo saputo evolverci da semplice ditta di produzione e posa di lattonerie – spiega Revolti – ad azienda partner di realtà industriali alle quali forniamo prodotti di alta qualità, realizzati su specifica del cliente in tempi brevi. Rimane comunque invariato il ruolo di azienda di riferimento per tutti i lattonieri della provincia come fornitore di pro-

dotti per lattoneria su misura e non solo. Abbiamo quindi puntato decisi su questa strada e diversificato il più possibile la clientela, mantenendo sempre un’attenzione scrupolosa sull’affidabilità del cliente stesso, sia in termini di solvibilità che in termini di reputazione generale». In cosa consiste la vostra offerta? «Nastri metallici, lamiere sagomate e forate, Revolti lattonerie, forte della grande esperienza nella lavorazione dei metalli, realizza semilavorati e prodotti finiti in diverse forme e dimensioni grazie ai macchinari innovativi come la linea di taglio e riavvolgimento e la linea di punzonatura. In particolare, realizziamo nastri e lamiere forate o punzonate, canali di gronda e tubi pluviali per lo smaltimento delle acque piovane, lamiere grecate per la realizzazione di coperture civili e industriali, pezzi a misura realizzati artigianalmente nell’officina specializzata e, infine, una vasta gamma di accessori. Un ampio magazzino, poi, garantisce la costante disponibilità di numerosi accessori e attrezzature per lattoneria, in modo da offrire un servizio completo di fornitura in un’ampia gamma di materiali e colorazioni». In questa evoluzione in che modo la Revolti è riuscita a cavalcare i cambiamenti senza restarne travolta? «La costanza e la continuità sono sempre stati i principi fondanti del nostro operare, elementi di valore che ci hanno aiutato soprattutto in questa congiuntura negativa di mercato. Fra l’altro il momento ha coinciso con la realizzazione e con l’entrata in funzione della nuova sede. L’attenzione verso il mercato, l’evoluzione della clientela con esigenze in continuo cambiamento e con standard qualitativi sempre più alti, sono per noi vere linee guida alle quali abbiamo sempre dato importanza, cercando di raggiungere l’obiettivo attraverso la flessibilità e la formazione». Su quali servizi o tecnologie ha deciso di puntare l’azienda per restare al passo con i tempi? «I macchinari sono “all’avanguardia” e sono proprio questi che hanno permesso di diversificare e ampliare la nostra produzione. L’ultimo

della serie è un magazzino verticale, completamente automatizzato, che permette la movimentazione dei nastri e asserve il macchinario che viene manovrato dall’operatore . L’integrazione del magazzino automatico con un software gestionale che si interfaccia con l’ufficio tecnico e con la produzione ha reso i processi più performanti e snelli. Tutto ciò è stato realizzato grazie ad una strategia di investimento continuo in macchinari specifici in grado di

svolgere lavorazioni nuove e adattarsi ai tempi (ultimo investimento del 2017 un magazzino automatico verticale che rientra nell’industria 4.0)». I risultati finora sembrano darvi ragione. «L’andamento è stato stabile nell’ultimo triennio e, secondo i nostri bilanci previsionali, nel 2017 avremo un lieve rialzo di fatturato che ci fa ben sperare». • Remo Monreale

Francesco Revolti con il padre Marco. La Revolti Lattonerie si trova nella zona industriale di Ravina a Trento - www.revolti.it

TRE GENERAZIONI DI ARTIGIANI Francesco Revolti, titolare della Revolti Lattonerie, ripercorre le tappe principali dell’azienda trentina. «Tutto cominciò nel 1948 – dice Revolti – quando Tarcisio Revolti decise di aprire la propria bottega artigiana per la lavorazione del rame e delle lattonerie. Con i figli di Tarcisio, mio padre Marco e Fulvio, nel 1979 la bottega divenne una società, la RT Lattonerie, una realtà in costante crescita. Nel 2002 le redini della società sono passate a me, e siamo così alla terza generazione, con la quale si continua a pensare all’innovazione e agli investimenti come agli strumenti più efficaci. Non a caso nel 2012 abbiamo realizzato la nuova sede. Guidare un’azienda con tanta storia è un grande onore ma allo stesso tempo un grande onere. La continuità della gestione familiare e l’esperienza di tipo “artigiano”, con una spiccata propensione alla manualità e al cambiamento, ci vengono riconosciuti da sempre come caratteri distintivi, forse trasmessi dal Dna dell’azienda stessa: di sicuro questo stile ci ha consentito di reggere gli urti e soprattutto di continuare a crescere».


Ottobre 2017 | 25

Riabita 2017

di prodotti, forniture e servizi per l’arredamento

«La Regione Marche utilizzerà la rassegna come

e soluzioni d’interni e due sezioni inedite: Riabita

punto informativo per le problematiche post ter-

La terza edizione del Salone dell’abitare si terrà

Outdoor, area dedicata alla progettazione, al

remoto, così da favorire una contaminazione di

dal 17 al 19 novembre al Fermo Forum. Di anno in

mantenimento e all’arredamento degli spazi

idee e di proposte per la diffusione di buone pra-

anno si conferma come appuntamento da non

esterni dell’abitazione e Riabita Accessibile». Lo

tiche basate su progettazioni innovative, non

perdere per appassionati ed esperti del settore del-

scorso anno il Salone ha avuto ha visto la presenza

tradizionali, perché le Marche, in questo campo,

l’edilizia. Per il 2017 Riabita introduce «la sezio-

di 170 espositori, 9 mila visitatori, 1.500 profes-

vogliono diventare un modello da prendere come

ne Ri-Arreda, l’area dedicata alla presentazione

sionisti coinvolti, 70 ore di seminari e convegni.

esempio».

Coperture ad alta tecnologia Mano d’opera specializzata e costante attenzione alla sicurezza sono i requisiti per ottenere i risultati migliori in un ambito delicato come quello edile. Marco Mazzoni e Carlo Borsari ne hanno fatto i valori fondamentali su cui basare la propria attività

P

rogettazione e realizzazione di coperture edili ad alto contenuto tecnologico. L’esperienza di Mazzoni Marco pone alla base del proprio operato la scelta dei materiali migliori, la sicurezza e la qualità dei servizi. L’impresa opera sul mercato delle costruzioni e ristrutturazioni dal 1983. Nata come ditta artigiana specializzata nella lattoneria e nelle coperture, Mazzoni Marco & C. ha come core business aziendale il rifacimento di coperture civili e industriali di ogni tipo, opere

di lattoneria, demolizione e smaltimento amianto, impermeabilizzazioni bituminose, cementizie e resine poliuretaniche e Pmma. Esegue opere di trattamento e risanamento di cemento armato, ristrutturazioni, isolamenti termici e installazione di dispositivi anti caduta permanenti. Ancora oggi alla guida dell’azienda ci sono i soci fondatori, Marco Mazzoni e il geometra Carlo Borsari, direttamente impegnati nel lavoro. L’organico è poi completato da sei dipendenti, tutti operai specializzati. «Noi crediamo – afferma Carlo Borsari - che un’azienda seria, per eseguire lavori di qualità, debba avere una propria struttura tecnica. Al cliente dev’essere garantito che all’interno della sua proprietà operano maestranze competenti, affidabili e responsabili. Per questo i nostri tecnici sono dipendenti dell’azienda ed investiamo regolarmente in formazione e specializzazione. Inoltre, siamo dotati di un parco attrezzature che ci rende autonomi nell’esecuzione delle opere di intervento potendo quindi seguire personalmente ogni fase del lavoro». Particolare attenzione è riposta nella ricerca e nella sperimentazione di prodotti a contenuto tecnologico e di nuova generazione con l’intento di restituire al cliente valore aggiunto. A tal fine è continuamente in atto un rapporto di confronto con gli apparati tecnici delle aziende fornitrici e la disponibilità ad

Mazzoni Marco & C. ha sede a Fossalta (Mo) www.mazzonimarco.it

intraprendere percorsi formativi di abilitazione. «Diamo alla qualità del prodotto e del servizio che offriamo un valore fondamentale - afferma Marco Mazzoni -. Il raggiungimento di questa qualità per noi imprescindibile avviene grazie ad un’attenta analisi delle problematiche e delle criticità che si presentano caso per caso. L’attenzione è rivolta soprattutto ai particolari, che spesso si rivelano determinanti per una perfetta riuscita dell’opera. Inoltre l’impresa attua scrupolosamente le misure necessarie in ambito di sicurezza sul lavoro. Ci adoperiamo per contribuire a realizzare un mondo del lavoro migliore». • Veronica Carrisi


26 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Speciale The Big 5

Tecnologia e sostenibilità Conto alla rovescia per la 38esima edizione di The Big 5, salone internazionale dell’edilizia e delle costruzioni, accesso privilegiato ai mercati asiatici e medio orientali per le imprese italiane

D

opo il successo della 37esima edizione, The Big 5 - fiera internazionale dell’edilizia e delle costruzioni, in programma al Dubai World Trade Centre dal 26 al 29 novembre è pronta a battere nuovi record. La scorsa edizione ha attratto 78.869 visitatori da tutto il mondo (+3,6 per cento rispetto al 2015) e 2.586 espositori da 59 Paesi. La più importante piattaforma commerciale e di networking per il comparto, porta di ingresso per il mercato edile della regione del Mena (Medio Oriente e Nord Africa), avrà come tema principale la tecnologia nell’edilizia, tema declinato in un programma denso di convegni, meeting, incontri e dimostrazioni pratiche dal vivo. È riconfermata la modalità espositiva introdotta nel 2016 e caratterizzata dalla divisione merceologica dei padiglioni. Le aziende saranno ancora una volta allocate in base al settore di appartenenza e non in base alla nazionalità. Questa la composizione delle aree merceologiche: Mep services (impiantistica termoidraulica, riscaldamento, condizionamento, sistemi elettrici, sicurezza e sistemi anticendio); Building interiors & finishes (cucine e bagni, illuminazione, coper-

ture, adesivi e sigillanti); Building envelope & special construction (finestre, porte, rivestimenti, edilizia outdoor); Construction tools & building materials (strumenti e macchinari, metallo e acciaio) e Construct technology & innovation (software, Bim, robotica, stampa 3D, automazione). Sono due le grandi novità del Salone 2017: il lancio di The Big 5 Solar, nuovo padiglione dedicato all’energia solare, alle sue tecnologie e servizi, dal fotovoltaico al solare termico fino all’accumulo di energia, per soddisfare le crescenti richieste in materia di sostenibilità. L’altra è la nuova area, situata all’interno di Mep, dedicata al riscaldamento, alla ventilazione e al condizionamento dell’aria (Hvac-r, che sta per heating, ventilation, air conditioning). La manifestazione sarà ancora più smart con il sistema Konduko digital handshake, che introduce un nuovo modo di vivere la fiera: il visitatore potrà raccogliere tutte le informazioni relative agli espositori e agli eventi di suo in-

GRANDE ATTESA PER L’ EDIZIONE 2017 DEI GAIA AWARDS, PREMI ASSEGNATI ALLE IMPRESE CHE RIVOLGONO LA LORO ATTENZIONE ALLA CREAZIONE DI PRODOTTI PER IL MONDO EDILE ATTENTI ALLA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE

teresse, posizionando il proprio badge sugli appositi lettori posizionati lungo l’allestimento. L’utente riceverà un promemoria del percorso fatto durante la giornata e tutto il materiale via email, senza pericolo di spam e senza soprattutto la fatica di trascinarsi pesanti cataloghi, depliant e brochure. L’obiettivo è aumentare il coinvolgimento di chi partecipa, facilitandone l’esperienza fieristica. Non mancheranno poi appuntamenti legati a una dimensione educativa e formativa: il programma di convegni “The Big 5 Talks” sulle ultime novità e frontiere dell’industria delle costruzioni. I “Talks” avranno 6 temi conduttori: Mep, architettura, sostenibilità,

business, tecnologia e project management. Attesa anche per l’edizione 2017 dei Gaia Awards, premi che annualmente vengono assegnati alle imprese che rivolgono la loro attenzione alla creazione di prodotti per il mondo edile, attenti alla salvaguardia dell’ambiente e quindi capaci di anticipare le tendenze di un vivere più sostenibile. Middle East Concrete e Pmv Live, invece, non si svolgeranno più in contemporanea a Big Five, ma dal 2018 diventeranno un salone autonomo - The Big 5 Heavy - in programma dal 26 al 28 marzo. Le aziende appartenenti ai comparti macchine movimento terra, macchinari edili e industria del cemento, non parteciperanno a questa edizione del Big 5 Show 2017. La regione del Medio Oriente, del resto, non potrebbe che essere più attiva e dinamica sul fronte delle costruzioni. Sono stati contati 7.878 progetti di costruzione negli Emirati Arabi Uniti all’inizio di settembre, per un valore complessivo pari a 227,9 miliardi di dollari. Lo ha riferito Bnc, uno dei più importanti network del settore immobiliare nella regione Medio Oriente e Nord Africa. Secondo il rapporto, circa 100,5 miliardi di dollari riguardano progetti per la costruzione di grattacieli, mentre il valore di progetti per la realizzazione di edifici di medie e piccole dimensioni è rispettivamente di 64,5 miliardi e 62,9 miliardi di dollari.  Si guarda a Expo 2020, quando Dubai prevede di ricevere 20 milioni di ospiti e di 25 milioni di visitatori per l’Esposizione. • FD


Ottobre 2017 | 27

Made Expo

Software Tecnologie e Servizi. I numeri del-

buiti su 700 mq netti di superficie espositiva e

l’edizione 2017 hanno confermato il successo e

1.031 espositori, di cui il 22 per cento prove-

È la fiera che offre più possibilità a livello

la vocazione internazionale di Made Expo.

nienti dall’estero. Appuntamento dunque dal

mondiale di conoscere tutte le ultime novità su

Tra i numeri registrati infatti si segnala la pre-

13 al 16 Marzo 2019 presso Fiera Milano Rho,

materiali, sistemi costruttivi, serramenti, in-

senza del 9 per cento degli operatori profes-

Made Expo darà la possibilità di riflettere su co-

volucro, finiture e superfici. Sono quattro i Sa-

sionali provenienti dall’estero, più di 650 gior-

struire sostenibile, sicurezza del territorio, ri-

loni tematici dedicati a Costruzioni e Materia-

nalisti italiani e esteri. Sono 4 invece i saloni

generazione urbana, innovazione tecnologica

li- Involucro e Serramenti- Interni e Finiture-

specializzati organizzati in 8 padiglioni distri-

di materiali e progetti.

S

iamo al momento della svolta. Dai rapporti NetComm sullo stato dell’e-commerce in Italia emerge che, con l’andamento attuale, gli acquisti online degli utenti del nostro Paese cresceranno del 16 per cento in confronto al 2016, per un valore complessivo di 23,1 miliardi di euro. Il trend di crescita degli acquisti online dimostra che oramai i consumatori in Italia hanno superato le remore dovute a questioni di sicurezza, timori di inserire i dati delle carte di credito e quant’altro. In futuro anche i social network avranno una sempre maggior influenza nel processo d’acquisto: gli acquisti e le opinioni degli amici saranno sempre più de-

Il colore dell’e-commerce Sandro e Gigliola Caproli portano la propria diretta esperienza imprenditoriale nella produzione di colori e vernici, attività che è stata del tutto rivoluzionata grazie al web marketing. Con risultati sorprendenti

DALLA BOTTEGA AI NUOVI MEDIA

Gigliola Caproli, contitolare insieme al fratello Sandro del Colorificio Centro, ripercorre alcune delle tappe fondamentali dell’azienda maceratese. «La storia della nostra attività ha inizio nel 1973 – ricorda Caproli – quando tre amici creano un piccolo laboratorio per produrre pitture murali per uso proprio, poichè inizialmente l’attività principale era la posa in opera. Nel corso degli anni l’attività di posa è stata interotta a favore di quella produttiva e vendita dei prodotti vernicianti murali. Nel 1996 l’azienda subisce un rinnovamento radicale con l’ingresso mio e di Sandro: da subito abbiamo iniziato a investire nel restyling del marchio. Dopo anni di investimento sulla ricerca e sviluppo dei prodotti sia in qualità e sul brand aziendale, ci siamo aperti al mercato nazionale. Nell’immediato si sono visti ottimi risultati, ma con il passare del tempo alcune problematiche gestionali, inevitabili per una piccola società artigianale, hanno avuto la meglio. Da qui l’idea di investire nel web, un’assoluta novità per l’ambito. Una svolta che ha decretato il nostro successo».

Sandro e Gigliola Caproli, titolari del Colorificio Centro, con sede a Morrovalle (Mc) - www.colorificiocentro.com

terminanti nelle decisioni dei consumatori. E, su questa evidenza, molte aziende hanno costruito le loro nuove strategie, ottenendo ottimi risultati. Ma c’è chi ha dato un carattere d’innovazione in più, distinguendosi in modo più netto sul mercato. Ne è un esempio il maceratese Colorificio Centro, una piccola società artigianale a carattere familiare, i cui titolari sono Sandro e Gigliola Caproli, e che produce colori e vernici sia per i professionisti del settore edilizio che per gli appassionati del fai da te. «Il web marketing – dice Sandro Caproli – ci ha dato la possibilità di esporre i nostri prodotti e le nostre idee senza vincoli territoriali e senza intermediari: in modo diretto e con la massima professionalità. Inoltre, abbiamo cercato di coinvolgere

tutti i possibili clienti, non rivolgendoci escusivamente al cliente privato ma anche al professionista tramite un’area riservata alle partite Iva. Infine, avere un filo diretto con l’acquirente tramite una pagina Facebook, dove poter confrontarsi su svariate problematiche o esporre i successi dei nostri clienti, è un altro dei numerosi vantaggi che abbiamo riscontrato. Tutto ciò rappresenta una novità assoluta del settore». In che senso la vostra proposta è unica? SANDRO CAPROLI: «Tutti i nostri maggiori competitor multinazionali hanno adotatto sistemi di vendita convenzionali come la Gdo o la distribuzione organizzata o, ancora, la classica rete vendita a mezzo

capo area e agenti di commercio. Noi, invece, essendo liberi da vincoli commerciali che normalmente allungano la filiera e inaridiscono il rapporto con l’utilizzatore finale, possiamo proporci nel mercato on-line offrendo la nostra esperenzia e professionalità senza filtri e intermediari. Ed è per questi motivi che la nostra proposta è unica e innovativa. Testimonianza di ciò è anche il fatto che le uniche alternative al nostro negozio virtuale sono delle commerciali plurimarca, dove l’assistenza alla vendita e al post-vendita è secondaria rispetto alla vendita stessa». Quale differenza c’è rispetto alle altre piattaforme di commercio attuali? GIGLIOLA CAPROLI: «La nostra idea è quella di ricreare virtualmente quello che ogni giorno facciamo normalmente sul nostro unico punto vendita diretto, ossia non limitarsi alla semplice richiesta del cliente ma cercare di andare oltre facendo un’attenda analisi del supporto dell’ambiente e del suo utilizzo finale in modo da consigliare il ciclo verniciante più idoneo al caso grazie all’utilizzo di personale qualificato ed esperto». L’artigianato esiste ancora sul web o siamo schiavi di Amazon e di commodity a basso prezzo? G.C.: «Chiaramente l’artigianato è un settore tipico da negoziato locale con una portata geografica limitata. Ma sul web, la nicchia è una grandissima opportunità. Sfruttando soprattutto i motori di ricerca, i prodotti e i servizi di nicchia hanno molta più possibilità di ottenere visibilità proprio grazie alla specificità del settore, sfruttando la cosiddetta “coda lunga”». Cosa pensate del social unito all’ecommerce, il cosidetto social commerce? S.C.: «Credo che in futuro si parlerà sempre di più del social commerce, in cui è possibile avere un dialogo diretto con il fornitore o interloquire con altri acquirenti e scambiarsi idee ed informazioni. A tal proposito nella nostra pagina Facebook è possibile già avere questa situazione e solo con un semplice click trasferirsi nel nostro e-commerce per avere informazioni, prezzi e quant’altro possa servire». • Renato Ferretti


28 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Bioedilizia

Come cambia il settore fumi Con Sandro Corradini affrontiamo un tema poco discusso, eppure centrale. Data l’intrinseca possibilità di rischi per la salute e le abitazioni, il fumista non deve essere solo scrupoloso, ma sempre attento alle nuove tecnologie disponibili. Ecco la sua attuale evoluzione

I

l mercato che si delinea in campo edile sta vivendo un momento di trasformazione costante, nonostante la flessione negativa degli ultimi anni. E questo porta a cercare nuove soluzioni per tutti i comparti che vivono accanto all’edilizia. Uno di questi è quello dei fumi, di cui si parla meno di quanto si dovrebbe, data la delicatezza del tema e le nuove esigenze imposte dall’evoluzione del mercato, per esempio, verso la bioedilizia. Ne abbiamo parlato con un professionista del settore, Sandro Corradini, alla guida della modenese Italfum Srl, azienda che vanta decenni di esperienza e che ha vissuto tutti i cambiamenti profondi avvenuti in questo lungo lasso di tempo. «Italfum nasce nel 1958 – precisa Corradini – e cresce con continuità di management e proprietà fino ad oggi. Con oltre 50 anni di attività, attenti all’evolversi dei mercati, delle nuove tecnologie e delle esigenze dei clienti, offriamo prodotti testati in laboratori preposti per rispondere con prontezza alle normative europee. A questo proposito è da sottolineare come l’Imq, il politecnico di Torino e il marchio Ce abbiano permesso l’ottenimento di certificazioni sulle lavora-

zioni standard come Iso 9001 del prestigioso Lloyd’s Register. Innovazione tecnologica, prodotti coperti da marchi registrati, materie prime esenti da radioattività, sviluppo e passione hanno portato le nostre canne fumarie ai vertici del settore grazie all’innovativo sistema di tenuta “Bombit” sul tubo Monoparete, alla esclusiva possibilità di recupero edilizio dell’“Ovale It Line”, senza dimenticare la valenza del sistema “doppia parete”». NUOVE ESIGENZE Corradini passa a spiegare qual è la situazione del mercato e com’è cambiato nell’ultimo periodo. «In prima istanza – dice il titolare della Italfum – c’è da considerare che sono cambiati gli apparecchi che necessitano di un condotto fumario: l’avvento del pellet ha portato a considerevoli cambiamenti di mentalità sui generatori a combustibile solido (legna-pellet ecc.), che oggi hanno una ventilazione forzata e consentono applicazioni diverse. Anche le caldaie hanno cambiato nettamente linea: la condensazione (oggi d’obbligo) ha reso gli impianti antecedenti al loro avvento obsoleti in un lasso temporale minimo: ecco perchè

MONOPARETE SERIE CIRCOLARE BOMBIT Sandro Corradini, titolare della Italfum, entra nel dettaglio tecnico di uno dei prodotti di punta realizzati dall’azienda modenese. «La linea Bombit Ce – dice Corradini – è caratterizzata da un innesto innovativo brevettato che consente al prodotto di lavorare senza limitazioni di potenza e con qualsiasi combustibile, caldaie a condensazione, atmosferiche e a legna, con solo l’innesto meccanico. È idonea per essere asservita a qualsiasi apparecchio come caldaie a condensazione o di qualsiasi altro tipo, senza limitazione di potenza e per ogni combustibile, con funzionamento in depressione (classe N1 = 40 Pa) per temperature fino a T 600 o con funzionamento in pressione positiva (classe P1 = 200 Pa) per temperature fino a T 250, con impiego di fascette metalliche. Debitamente coibentata, la serie Bombit è ottimale per caminetti e stufe a legna di ogni dimensione. Costruita in elementi modulari di altezza massima 1000 millimetri in diametri che vanno da 80 a 300 millimetri, in acciaio inox austenico Aisi 316L di spessore 5/10 e saldatura longitudinale al plasma. Diametri superiori vengono costruiti con altre linee di prodotto. I suoi utilizzi, quindi, spaziano dalle canne per stufe e caminetti alle canne per caldaie, dalle canne per condensazione a quelle per pellet».

oggi si lavora per lo più sulle ristrutturazioni e sulla messa a norma degli impianti esistenti. Quando si parla di nuove costruzioni, invece, sempre più spesso ci si imbatte nella bio-edilizia che, concordemente ai moderni standard, implica da parte dei fumisti come noi un’attenzione massima perché i nostri prodotti sono gli unici a poter generare situazioni di alto rischio per la costruzione e le persone che la abitano. Bisogna essere molto flessibili e aggiornati: seguire il cliente, capire l’installazione, farsi domande e cercare risposte,

essere puntigliosi e approcciarsi in modo diverso ai progetti». Da tutto questo deriva una direzione differente in cui si attestano le richieste dei committenti. «Generalmente queste richieste si sono fatte molto più specifiche, più particolari – spiega Corradini –: basti pensare all’introduzione delle canne ovali per il re-intubamento (e quindi la messa a norma) delle vecchie canne fumarie rettangolari. Ogni impianto ha le sue particolarità perché dove prima non c’era bisogno di sottostare alle regole che ai giorni nostri sono

L’AVVENTO DEL PELLET HA COMPORTATO UN CAMBIO DI MENTALITÀ SUI GENERATORI A COMBUSTIBILE SOLIDO, CHE HANNO UNA VENTILAZIONE FORZATA E CONSENTONO APPLICAZIONI DIVERSE


Ottobre 2017 | 29

LE MONDIAL DU BÂTIMENT È l’evento internazionale di riferimento del settore dell’edilizia e del-

cora una volta l’offerta più completa al mondo in termini di soluzioni, innovazio-

le costruzioni, sempre più alla ricerca di soluzioni sostenibili per vi-

ni, dimostrazioni, conferenze in materia d’edilizia. Essi rappresenteranno un mo-

vere e abitare meglio, che si terrà dal 6 al 10 novembre 2017 presso

mento unico per tutti gli operatori che si incontreranno in un ambiente convivia-

il Quartiere delle esposizioni di Paris Nord Villepinte. Guillaume Loi-

le per scoprire le soluzioni per rispondere alle nuove sfide della costruzione. Vo-

zeaud, direttore di Le Mondial du Bâtiment anticipa che «nel

glio ringraziare tutti gli operatori della filiera che collaborano con noi per rendere

2017, i saloni Interclima+Elechb, Idéobain E Batimat riuniranno an-

questa edizione di Le Mondial du Bâtiment la festa della ripresa del settore».

LA BIO-EDILIZIA IMPLICA LA MASSIMA ATTENZIONE DA PARTE DEI FUMISTI PER EVITARE RISCHI PER LA COSTRUZIONE E LE PERSONE

Sandro Corradini, alla guida della Italfum di Modena www.italfum.it

comunitarie, oggi bisogna sopperire con pezzi speciali e uno studio alla base dell’installazione finale. Il tetto in legno oggi è una cosa abbastanza comune, ma necessita di attenzione: questo ormai la gente lo sa e viene da noi sempre più votata alla sicurezza dell’impianto. Dove prima c’era una “buona norma” di installazione, oggi abbiamo un passa-tetto certificato che si può montare a contatto con il legno nonostante le alte temperature all’interno delle canne

fumarie. È un’applicazione abbastanza rivoluzionaria nel nostro campo. In relazione a quanto detto finora, è chiaro che oggi il cliente che abbiamo davanti è più preparato di quanto non fosse prima: internet, nonostante spesso sia usato male e confonda le idee, è comunque uno spunto di riflessione e approfondimento per le persone che oggi hanno giustamente molto a cuore sì il portafoglio, ma soprattutto la ricerca di garanzie tecniche sul prodotto. A noi il compito di spiegare e dirimere più nel dettaglio le problematiche, mantenere gli standard qualitativi alti e i prezzi competitivi a dispetto della specialità delle applicazioni». NUOVI SERVIZI In altre parole, si può dire che si vuole di più pagando di meno. «Ecco: semplicemente non si può – commenta Corradini –. Italfum ha lavorato in questo senso prendendo un’altra direzione: la nostra politica è stata quella di mantenere i prezzi aumentando però i servizi. A oggi, l’ufficio tecnico sviluppa in Cad i progetti delle canne fumarie, si interfaccia coi progettisti, è in grado di sviluppare calcoli dimensionali e termodinamici per garantire il funzionamento degli

apparecchi senza sovrapprezzi. Il reparto produttivo è costituito da un team di professionisti in grado non solo di svolgere il lavoro ai massimi livelli, ma di darci spunti di riflessione sulla qualità stessa del prodotto: non siamo in tanti, è vero, ma credo nella squadra. Spesso i clienti si interfacciano direttamente con la produzione e questo genera stimoli sia nell’azienda che nei clienti: parlano con chi produce il loro particolare direttamente. Il magazzino riceve i clienti, dal privato alle grandi distrubuzioni. È già in grado al primo stadio di consigliare il cliente sotto l’aspetto tecnico. Le consegne sono rapide perché la nostra scelta è quella di avere un magazzino sempre rifornito della maggior parte delle linee di nostra produzione. La nostra sede di Viterbo che serve il Centro-Sud Italia segue la stessa logica. Nell’immaginario collettivo forse non sarà molto, ma poter partire da casa (o telefonare), parlare con un tecnico delle proprie esigenze, vedersi sviluppato un calcolo dimensionale e un disegno dove ve ne sia necessità, organizzare una consegna che mediamente avviene in 3-5 giorni lavorativi, credo sia un servizio che può essere vantaggioso per chiunque: dal privato, alla ditta di costruzioni, al rivenditore». NUOVE SOLUZIONI Corradini, poi, cerca di riassumere ciò che distingue la società modenese nel suo ambito di intervento. «Mi piace definire la nostra azienda con l’idea di un “artigiano molto specializzato” – afferma l’imprenditore emiliano –. La nostra officina è dotata di macchinari all’avanguardia per il settore e le nostre linee di prodotto sono molto innovative. Ci tengo a sottolineare che siamo stati i primi a inserire la canna ovale sul mercato proprio perché perseguiamo l’idea di sviluppo. Oggi la gamma di misure ovali a disposizione dei clienti conta 99 sezioni a catalogo e quella che manca si fa su misura. Poi, la nostra linea monoparete ha un imbocco maschio-femmina brevettato che non ha bisogno delle guarnizioni classiche, il che bypassa le norme attualmente in vigore secondo le quali queste ultime dovrebbero essere cambiate ogni due anni (Uni En 13384-1/2). Le garanzie sono ai massimi livelli sia sulle alte temperature che sulle applicazioni a condensazione. Il sistema, in più, garantisce un facilissimo montaggio e smontaggio in fase di installazione». Per il titolare della Italfum, la produzione totalmente italiana è un plus irrinunciabile. «Lavoriamo in Italia e produciamo a Modena – continua Corradini –, usiamo materia prima di alta qualità e operiamo spessori maggiori della media proponendoli come standard e non come “alta gamma”. Facciamo del made in Italy un vanto, ma chi ha visitato il nostro sito internet ne avrà avuto

SISTEMA IT-LINE OVALE Uno dei fiori all’occhiello della Italfum, gestita da Sandro Corradini, è la linea “IT-Line Ovale Ce” che «consente di avere tutti i vantaggi di una canna circolare – spiega lo stesso Corradini – con la praticità di poter effettuare recupero edilizio ritubando l’esistente: la linea ovale infatti è ottimale per il ritubamento di canne fumarie preesistenti a sezione rettangolare o quadrata. Dimensionata per ottenere sezioni equivalenti a tubi circolari, è ideale anche per la realizzazione di impianti ad incasso in spazi con scarsa profondità. Costruita in elementi modulari di altezza massima 1000 millimetri in diametri che vanno da un equivalente di 80 millimetri in avanti, in acciaio inox austenico Aisi 316L di spessore 5/10 e saldatura longitudinale al plasma. I suoi utilizzi riguardano canne per stufe e caminetti, canne per caldaie, canne per intubamenti».

sicuramente la percezione. I servizi che offriamo sono molteplici, i nostri tecnici toccano con mano i cantieri nei sopralluoghi che fanno e l’esperienza che il nostro team ha maturato negli anni è un valore aggiunto. Siamo una ditta trasparente e fatta di persone che svolgono il proprio lavoro con la voglia di raggiungere un risultato: la soddisfazione del cliente». • Elena Ricci


30 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Efficienza energetica

La “seconda pelle” degli edifici Con Emanuele Artina alla scoperta della facciata ventilata, una tecnologia costruttiva che arriva dal Nord Europa e aiuta a ridurre il ponte termico, favorendo risparmio energetico e isolamento acustico

N

el Nord Europa è una soluzione tecnica adottata da almeno 40 anni mentre in Italia è per molti una sostanziale novità. La facciata ventilata ha cominciato a comparire sul mercato edilizio italiano da qualche anno, suscitando attenzione crescente in progettisti e clienti particolarmente attenti al risparmio energetico e all’isolamento acustico. Nata prevalentemente nei paesi nordici per proteggere gli edifici dalla pioggia e dagli sbalzi termici, si configura come una sorta di “seconda pelle” che migliora l’isolamento ma anche la ventilazione degli ambienti, con un impatto considerevole sul bilancio energetico di famiglie e imprese ma anche sul decoro architettonico di palazzi che necessitano di inter-

venti di riqualificazione esteticoarchitettonica. In questa direzione si sono mossi negli ultimi tempi i player del settore della ristrutturazione e dell’efficientamento energetico come Duesse, azienda bergamasca specializzata in realizzazione, installazione e rifacimento di coperture metalliche e operazioni di smaltimento e bonifica amianto. A fine 2016 l’impresa ha inaugurato un nuovo ramo d’azienda dedicato esclusivamente a facciate e rivestimenti verticali ventilati, con uno showroom di 500 metri quadrati in cui far incontrare progettisti, committenza, tecnici e commerciali, con l’obiettivo dichiarato di diventare un think thank del ramo. «Le pareti ventilate sono una soluzione costruttiva che strizza l’occhio al risparmio energetico –

LA FACCIATA VENTILATA NON SI LIMITA A ISOLARE MA FAVORISCE LA FUORIUSCITA DI VAPORE DALL’INTERNO VERSO L’ESTERNO, ATTRAVERSO IL CUSCINETTO D’ARIA TRA FACCIATA E MURI

sottolinea Emanuele Artina, Ceo della divisione rivestimenti ventilati di Duesse Coperture – un sistema intelligente che apre nuovi orizzonti per le costruzioni ex novo e per i casi di recupero edilizio o di restauro architettonico. La loro particolarità sta nello spazio vuoto, una sorta di intercapedine tra il muro esterno, lo strato di isolante termico e la facciata dell’edificio. Questo cuscinetto d’aria riesce a eliminare i ponti termici e a favorire la traspirazione della struttura». A chi obietta che esiste già il cappotto per ridurre il consumo energetico e limitare l’uso del riscaldamento d’inverno e del condizionatore d’estate, Artina ha tanto da dire, a partire dal dato tecnico. «Il principale vantaggio della facciata ventilata – spiega – è quello di non essere soggetta né alle sollecitazioni dinamiche prodotte dai normali movimenti di assestamento delle costruzioni né agli sbalzi di temperatura che provocano crepe, fessure e rotture negli intonaci. Mentre il cappotto tende a favorire la crepa, perché incapsula l’edificio, la facciata ventilata, che è un’opera a secco e può essere realizzata in svariati materiali (dal lapideo naturale e sinterizzato alla ceramica, dal metallo alluminio al rame, fino a materiali all’avanguardia come il laminato ad

alta pressione e il fibrocemento ecologico), non si limita a isolare ma favorisce la fuoriuscita di vapore dall’interno verso l’esterno, attraverso il cuscinetto d’aria tra facciata e muri. È come correre indossando il kway o il gore-tex: con il primo quando si suda non si prende freddo ma il sudore resta sulla pelle, con il secondo, invece, c’è traspirazione ma non raffreddamento». Sotto il profilo tecnico i rivestimenti verticali ventilati necessi-

BONIFICA DELL’AMIANTO:

RISCHI E OPPORTUNITÀ

Duesse si trova a Ponte Nossa (Bg) - www.duessefacciateventilate.com

La bonifica da amianto continua a essere uno dei fronti caldi delle riqualificazioni abitative e industriali in Italia. La consapevolezza nell’opinione pubblica è cresciuta, e di molto, negli anni, grazie al processo Eternit e al clamore mediatico suscitato dalle morti a orologeria di Casale Monferrato, ma c’è ancora tanto da sapere. «Se tutti ormai conoscono i rischi legati all’amianto, non tutti sanno che l’eternit diventa estremamente pericoloso quando è friabile. Per questo motivo – precisa Emanuele Artina di Duesse Coperture – suggeriamo di valutare attentamente lo stato di deterioramento del materiale, affidandosi a un tecnico specializzato, prima di fissare i tempi per la rimozione. L’iter è ormai molto lineare, la legislazione italiana è tra le più avanzate e anche i costi si sono livellati. Inoltre, grazie alla proroga fino al 2018 delle detrazioni fiscali legate alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni energetiche degli edifici, è possibile usufruire di agevolazioni considerevoli».

tano di una sottostruttura di supporto della facciata, che viene applicata a una distanza di circa 2-3 cm dalla lana isolante collocata sui muri dell’edificio, e di una progettazione specifica. Per questo i costi sono quasi il doppio rispetto a quelli del cappotto tradizionale, a fronte, però, di un equilibrio termico e di un isolamento acustico migliore, assicura il Ceo di Duesse Coperture: «Ferme restando le differenze legate al diverso carico energetico delle unità residenziali, commerciali o industriali, l’investimento si ammortizza in genere nei primi cinque anni con i risparmi in bolletta, sia in termini di gas che di elettricità. Non a caso, la tiepida ripartenza del mercato ha coinciso con un aumento delle richieste di intervento su capannoni industriali dismessi, uffici ed edifici commerciali che necessitano di riqualificazione energetica, oltre che estetica. Ultimamente anche i condomini e, timidamente, i privati, cominciano a chiedere interventi di questo tipo». • Alessia Cotroneo


MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2018 È la fiera biennale di riferimento nel settore dell’im-

unità abitative ai condomini. «MCE riflette e accompa-

piantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nel-

gna l’evoluzione di un comparto industriale solido e at-

le energie rinnovabili, che avrà luogo dal 13 al 16 marzo

tento all’innovazione- commenta Massimiliano Pierini,

2018 presso Fiera Milano e presenterà le tecnologie più

managing director di Reed Exhibitions Italia- un’industria

innovative per la gestione efficiente dell’energia negli am-

che trova in MCE una piattaforma ideale per creare

bienti residenziali, commerciali e industriali, dalle singole

nuove relazioni di business e di contatto».

Rinnovabili contro gli sprechi Tra nuove tecnologie sempre più performanti e recenti contributi statali, Gianni Commessatti spiega come sia possibile azzerare i costi con l’installazione di sistemi solari termici e fotovoltaici

«R

idurre al massimo la bolletta, sia per un’attenzione maggiore alla propria spesa energetica, sia per un desiderio di indipendenza e autonomia». È questa la direzione che sta prendendo il mercato secondo Gianni Commessatti, direttore commerciale della Solar Energy Group. Ovviamente tutto ciò deriva dalle moderne tecnologie legate alle energie rinnovabili, che continuano la loro marcia evolutiva. Partendo dalla propria esperienza diretta sul campo, Commessatti riassume alcune delle possibilità attualmente disponibili. «Con il marchio Super Solar – premette Commessatti –, possiamo definirci l’azienda italiana di riferimento nella produzione e installazione di sistemi solari termici e fotovoltaici. Studiamo costantemente nuovi prodotti per rispondere alle esigenze che via via si affacciano sul mercato residenziale: dai sistemi solari termici agli impianti fotovoltaici, dai sistemi ibridi per il riscaldamento fino ai più moderni sistemi di accumulo dell’energia. In particolare, nel 2017 Super Solar diventa partner commerciale di Edison Spa per offrire un sistema fotovoltaico ad alte prestazioni abbinato a un sistema di accumulo di ultima generazione. E, grazie ai prodotti Edison My Sun powered by Super Solar, è possibile azzerare la bolletta luce fino a 10 anni, niente tasse e niente costi fissi». Super Solar offre ai propri clienti sistemi completi “chiavi in mano”. «Sopralluogo, progetta-

La Solar Energy Group ha sede a San Daniele del Friuli (Ud) - www.supersolar.it

zione, installazione, disbrigo delle pratiche burocratiche e assistenza tecnica, pensiamo a tutto noi – continua il direttore commerciale dell’azienda udinese –. Super Solar, infine, assiste i propri clienti nell’utilizzo di sistemi di incentivazione statali quali l’ormai famosa detrazione fiscale sui sistemi solari fotovoltaici e sui sistemi di accumulo e sul poco conosciuto, ma estremamente valido, Conto Energia Termico sui sistemi solari termici: un contributo a fondo perduto grazie al quale lo Stato rimborsa parte della cifra spesa entro 90 giorni dall’accettazione della pratica, direttamente sul conto corrente». Commessatti, poi, entra nel dettaglio della soluzione di punta della Super Solar. «Questa prevede un impianto fotovoltaico abbinato a un sistema di accumulo in grado di generare un autoconsumo medio dell’80 per cento, riducendo la bolletta elettrica ai minimi termini. In più, assieme al nostro partner Edison Energia, per chi sceglie l’impianto con accumulo, prevediamo l’azzeramento totale (entro certi valori soglia) della bolletta elettrica». Infine, il futuro del settore. «Il mercato degli accumuli per impianti fotovoltaici è sicuramente quello più dinamico. Siamo convinti ci siano ancora ampi margini per la ricerca, verso accumuli più capienti e più connessi con i vari dispositivi elettrici presenti all’interno delle abitazioni». • Remo Monreale


32 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Serramenti

Le traiettorie integrate

della smart home

È soprattutto grazie al risveglio della domanda residenziale che il settore dell’involucro edilizio rivede la luce dopo annate opache. Crescono le richieste di tecnologie di automazione e crescono gli investimenti dei produttori di serramenti, che chiedono compatti di non depotenziare «l’unica misura anticiclica in una fase di stallo delle costruzioni». Ovvero la detrazione al 65 per cento

L

e analisi dell’anno scorso sul 2017 stimavano uno scenario orientato alla crescita per l’industria dei serramenti. Come si rispecchia questa previsione nelle reali performance del settore e nell’evoluzione della domanda - nazionale e non - degli ultimi mesi? Riccardo Casini: «Abbiamo avuto un primo quadrimestre dell’anno obiettivamente difficile, in cui il clima di incertezza politica ed economica ha pesato sui dati del settore delle costruzioni e quindi sulla domanda di serramenti. Il secondo quadrimestre è andato decisamente meglio, con una domanda trainata essenzialmente dal recupero edile nel comparto residenziale e da un buon andamento del mercato le-

gato agli edifici a uso terziario e commerciale». Toni Cavalcante: «Per definire le reali performance del settore dobbiamo osservare il trend dell’ultimo biennio. Gli anni 2015-2016 hanno evidenziato come la crisi globale, che ha duramente colpito il settore dell’edilizia, italiana in particolare, si sia finalmente attenuata e siamo giunti a un importante punto di svolta. Nel cor-

so del 2016 il settore dell’industria del serramento ha dato ulteriori segnali di inversione di tendenza. Si può finalmente dire che per il mercato italiano e per l’export le proiezioni per il 2017 confermano la ripresa. Per alcune categorie di prodotti legate al settore del serramento e delle costruzioni quali ad esempio le automazioni ci aspettiamo incrementi anche a due cifre». In termini di innovazione e home au-

tomation, quali progressi ha compiuto negli ultimi tempi la nostra filiera dell’involucro edilizio e dove stanno investendo principalmente le imprese del settore? R.C.: «Gli investimenti si concentrano in modo prioritario nello sviluppo di soluzioni integrate, che mettono insieme in un solo prodotto la finestra, le schermature, i sistemi di sicurezza. Le traiettorie tecnologiche per quanto riguarda le componenti meccaniche ed elettroniche sono piuttosto definite: lo stesso non può dirsi per quanto riguarda il software. Per i produttori di automatismi per serramenti e facciate, la principale sfida dei prossimi anni sarà quella integrarsi con i software dei dispostivi mobili come OS e Android, sui quali si basano le principali piattaforme per la gestione della smart home». T.C.: «Il settore dell’automazione sta riscontrando un crescente interesse in aree precedentemente poco esplorate e poco integrate fra loro: l’automazione non è più solo in funzione del semplice controllo degli accessi, ma investe ambiti quali il microclima interno e il risparmio energetico. Un approccio all’involucro edilizio completamente differente che impone investimenti delle aziende in ambiti nuovi, quali il controllo delle schermature solari, della luce, di percezione degli spazi, ma sempre in un’ottica di sistemi integrati fra loro. Tale operazione non è semplice poiché i diversi ambiti fanno capo a normative di riferimento differenti ed è proprio per questo che è importante far parte di un’associazione come Unac». In ambito normativo, prende corpo l’ipotesi di una rimodulazione fiscale per il rimpiazzo dei vecchi serramenti. Quali effetti hanno prodotto gli incentivi sul mercato del settore finora e come impatterebbe questo provvedimento? R.C.: «Al momento in cui le rispondo nulla è ancora definitivo. Di certo registriamo un attacco ai serramenti che vedrebbero la propria aliquota di detrazione scendere rispetto all’attuale 65 per cento. Gli interventi di sostituzione degli infissi con ser-

«UNICMI DA SEMPRE INVESTE RISORSE QUALIFICATE NELLA FORMAZIONE, ATTRAVERSO UN PACCHETTO COMPLETO DI CORSI RIVOLTO AI TECNICI DELLE INDUSTRIE»

Riccardo Casini, presidente di Unicmi


Ottobre 2017 | 33

Windoor Expo 2018

espositori internazionali e locali che porteranno in mo-

La ventiquattresima edizione si svolgerà dall’11 al 13

struttori, appaltatori, fabbricanti, produttori e altri

marzo presso il Poly World Trade Center di Guangzhou,

importanti attori del settore sono pronti a presentare

in Cina. È la manifestazione annuale ormai da tempo

le loro proposte ai visitatori di Windoor Expo 2018 pro-

riconosciuta come la migliore piattaforma per pro-

venienti da Australia, Cina, Germania, Grecia, Hong

muovere lo scambio di nuove idee e soluzioni per por-

Kong, Italia, Liechtenstein, Singapore, Svizzera, Tai-

te e finestre. In questa edizione sono previsti più di 600

wan, Paesi Bassi e Stati Uniti.

ramenti performanti hanno rappresentato, fin dall’avvio delle detrazioni, la tipologia di intervento che ha coinvolto maggiormente le famiglie italiane, con il 41 per cento degli investimenti totali. Questi interventi hanno assicurato 458,4 GWh/anno di risparmio energetico. Toccare questo incentivo, depotenziandolo, sarebbe quindi ingiustificabile, sia per i risultati, sia perché rappresenta l’unica misura anticiclica in una fase di mercato delle costruzioni fermo. La proposta di Unicmi al Mise è quella di confermare l’aliquota al 65 per cento ma con un approccio prestazionale più severo attraverso l’introduzione dell’apporto della tenuta all’aria e di una corretta progettazione della posa in opera dei serramenti». T.C.: «Basta uno sguardo ai dati degli studi di settore per capire come l’impatto degli incentivi fiscali abbia generato un incremento di fatturato importante contribuendo al rilancio del settore, specie se consideriamo il contesto degli ultimi anni di pesante crisi economica. Reputo che una rimodulazione sarebbe fortemente negativa per le aziende, che hanno bisogno di un certo tempo per adeguarsi alle richieste del mercato e necessitano di una programmazione mirata per gli investimenti. È quindi fondamentale che anche gli strumenti di politica economica siano certi e allineati a queste esigenze. Anche dal punto di vista ambientale una rimodulazione al ribasso porterebbe un rallentamento degli investimenti privati nelle ristrutturazioni, andando a fermare il circolo virtuoso in atto volto al risparmio energetico, riduzione

stra le tecnologie più più avanzate. Architetti, co-

«I SOCI DI UNAC ANIMA CHE OPERANO NELL’HOME AUTOMATION SONO INEVITABILMENTE ATTENTI ALLE TEMATICHE DELLA CERTIFICAZIONE DEL PRODOTTO E AL RISPETTO DELLA SICUREZZA»

Toni Cavalcante, presidente di Unac Anima

delle emissioni di anidride carbonica e minor dipendenza dai combustibili fossili». Sul versante formativo e dell’aggiornamento tecnico, attraverso quali iniziative e progetti vi state muovendo per dotare il comparto dei serramenti di risorse professionali sempre più esperte e qualificate? R.C.: «Unicmi da sempre investe risorse qualificate nella formazione, attraverso un pacchetto completo di corsi rivolto ai tecnici delle industrie. Dall’applicazione della 1090 al Building information modeling, alla redazione di capitolati al marketing digitale; dalla posa in opera, ai criteri di dimensionamento statico delle facciate continue; dal nuovo Codice degli appalti a seminari sul mercato dei serramenti. Solo attraverso una crescita e una specializzazione dei quadri tecnici le nostre aziende potranno essere competitive sui mercati. E il ruolo di una associazione in questo campo è determinante». T.C.: «Parlando di formazione Unac, l’associazione è da sempre attenta alle esigenze degli installatori e degli altri professionisti del settore. Basti pensare alle nostre famose “Linee guida” che da anni sono uno strumento di pronto utilizzo per l’installatore, studiato per consentirgli di assolvere a tutti gli obblighi derivanti non solo dall'applicazione della direttiva macchine ma anche delle normative europee. A questo abbiamo aggiunto uno sportello tecnico, al quale il professionista può rivolgersi sottoponendo

un quesito e ricevendo una risposta, molto utile in caso di diverbi sul cantiere. Da qualche anno inoltre, la nostra formazione è divenuta online: il professionista può accedervi direttamente dal proprio pc in qualsiasi orario del giorno e della settimana e ricevere, alla fine, un attestato Unac». Proiettandoci in avanti, quali attività avete in cantiere per promuovere la qualità delle installazioni italiane, anche sotto l’aspetto certificativo e del rispetto della sicurezza? R.C.: «Stiamo lavorando per giungere alla completa qualificazione della posa in ope-

ra, attraverso un marchio di qualità possibilmente condiviso con le principali associazioni del settore. Un marchio finalizzato a difendere e promuovere l’industria italiana di qualità e che sarà presentato ai consumatori italiani nei primi mesi del 2018». T.C.: «I nostri soci che operano nell’home automation non possono che non essere attenti alle tematiche della certificazione del prodotto e al rispetto della sicurezza. Tuttavia sono anche consapevoli che non è più sufficiente un pedissequo allineamento alle norme, in quanto i lunghi tempi di adeguamento dei prodotti significherebbero perdere tempo prezioso e lasciare strada libera ai concorrenti stranieri. Per questo motivo Unac gioca d’anticipo dato che da sempre è presente ai tavoli di lavoro tecniconormativi a livello nazionale ed europeo e tra i nostri collaboratori tecnici annovera Roberto Franza, uno dei massimi esperti del settore: a livello europeo è Convenor del WG9 “Powered pedestrian doors” e delegato italiano del WG5 “Industrial, commercial and garage doors and gates”». • Giacomo Govoni


34 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Serramenti

Durabilità e design

Partendo dalla sua esperienza nel settore dei serramenti Franco Diracca si concentra sulla soluzione legno-alluminio che, per le sue caratteristiche, sembra attestarsi come la migliore per soddisfare le moderne esigenze abitative

È

sicuramente una parte importante di qualsiasi casa. Il serramento è un aspetto decisivo sia per le sue performance di protezione termica, acustica, e di riparo dalle intemperie, sia per le sue caratteristiche di sicurezza degli accessi con i portoncini e le porte balcone, senza dimenticare l’importante ruolo architettonico e di finitura dell’edificio. Nell’evoluzione della richiesta a copertura di queste esigenze, sta acquisendo sempre maggiore rilevanza l’impiego della soluzione legno-alluminio, forse l’unica capace di coniugare la comodità e la durabilità dell’alluminio esterno al calore del legno interno capace di far diventare il serramento vero ele-

mento d’arredo. Ne abbiamo parlato con Franco Diracca, amministratore delegato dell’udinese Promica. «Promica è l’acronimo di “prodotti per migliorare la casa” – premette Diracca – ed è nata per proporre al mercato soluzioni capaci di rispondere concretamente alla mission insita nel proprio nome». Affinchè l’insieme di aspettative che si sta affermando sul mercato possa essere soddisfatto, la scelta del prodotto non può essere superficiale e approssimativa e Promica ha individuato nel brand Gutmann la reale capacità di assicurare la massima qualità con una gamma veramente aperta a molte soluzioni (serramento tradizionale, a prestazione termica, integrale e parete continua) e innumerevoli modelli capaci di

soddisfare ogni esigenza. «Il sistema industriale attuato da questa casa produttrice – sottolinea Diracca - ha dato dimostrazione di saper consegnare componenti saldati con capacità di tenuta e qualità delle finiture nettamente superiori allo standard offerto dal nostro mercato e a questo sta affiancando, con nuovi e importanti investimenti operativi dai primi mesi 2018, riduzione dei tempi di consegna e flessibilità di gestione ordini urgenti. Nuovi impianti di verniciatura e nuove scelte tecniche consentiranno, nel giro di poche settimane di soddisfare le specificità del design italiano con tempi di consegna ridottissimi. Il telaio in alluminio Gutmann si caratterizza per la qualità dei profili e gli spessori utilizzati che assicurano stabilità e solidità. Un altro aspetto riguarda i sistemi di fissaggio, le guarnizioni e gli accessori progettati per facilitare il montaggio della parte alluminio sul serramento in legno in assoluta sicurezza di prestazione. La saldatura robotizzata, inoltre, annulla tutta la criticità della saldatura sull’alluminio sia strutturalmente che esteticamente». Va da sé che l’innovazione, in questo tipo di offerta, gioca un ruolo chiave. «La capacità di proporre nuove soluzioni dei tecnici Gutmann è invidiabile. Penso, per esempio, al parapetto Fps presentato nel 2017, che consente l’applicazione di una porta balcone, con la sua luminosità e valorizzazione del locale interno, anche dove non è possibile realizzare il balcone esterno e con assoluta sicurezza per le persone che occupano la stanza. Un elemento da sottolineare, però, al di là delle singole proposte ed evoluzioni tecniche, sta nella criticità di fornire il mercato italiano, il quale impone l’obbligo di garantire anche un servizio di preventivazione e di gestione degli ordini e delle consegne all’altezza del prodotto offerto senza che la distanza tra la fabbricazione in Germania e l’applicazione in Italia possa sminuirne la validità. In questo aspetto entriamo in gioco noi che applichiamo evoluti strumenti informatici per assicurare al cliente serramentista risposte immediate e precise, eliminando ogni difficoltà di interpretazione causata da lingue diverse, comunicando direttamente con i sistemi informatizzati di pianificazione e di gestione delle commesse del produttore evitando problemi di trasferimento dati, seguendo l’andamento di ogni ordine ed accompagnando il cliente fino alle fasi di consegna. Con queste scelte strategiche Gutmann può offrire al mercato italiano la qualità di una produzione tedesca ad alta tecnologia, prodotti ad alte prestazioni per ogni condizioni d’utilizzo, ma anche, grazie alla partnership con Promica, un servizio nella gestione dell’offerta e dell’ordine vicino al serramentista e con strumenti di informazione tecnica e commerciale chiari e completi». • Remo Monreale

L’IMPORTANZA DEL SERVIZIO DI CASCADING Franco Diracca, amministratore delegato dell’udinese Promica, entra nello specifico di un aspetto che distingue il service tecnicocommerciale della Gutmann, partner tedesco della società udinese. «A fare la differenza è l’approccio industriale e sistemico agli obblighi di marcatura Ce e alla fornitura in cascading dei dati di prova, cioè la cessione dei dati di prova dal fornitore al serramentista. In questo senso, il servizio è completo per ogni situazione e conforme a tutte le prescrizioni di legge, risparmio energetico incluso: all’acquisto dei telaietti Gutmann è collegata la disponibilità

di un archivio prove realmente rappresentativo di tutta la gamma dei prodotti in tutte le varianti costruttive. Il problema della marcatura Ce e dei valori di prestazione termica sono stati finora sottovalutati dal mercato italiano e ora stanno emergendo le lacune e fioccano le contestazioni. La sistematicità tedesca del servizio Gutmann, invece, unita alla professionalità di calcolo della Promica pongono il serramentista in una posizione di forza a fronte di qualsiasi richiesta». www.promica.it

Stabilimento Gutmann - Weißenburg in Bayern, Germania


36 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Design

Saper infrangere le regole Amici della quotidianità, gli elettrodomestici sono tra i testimoni silenziosi dei processi sociali e culturali che investono la collettività. Roberto Pezzetta ne ha scardinato i luoghi comuni con fantasia e impegno, realizzando progetti innovativi che hanno segnato un’epoca

R

einventare l’elettrodomestico, che smette di essere un semplice oggetto utile e funzionale per diventare altro, acquisendo personalità, identità, carattere. È la piccola grande rivoluzione di Roberto Pezzetta, designer che ha legato il proprio nome a Zanussi e Gruppo Electrolux, dove ha rivestito incarichi di responsabilità (a guida dell’Ufficio Disegno Industriale di Zanussi e direttore creativo dell’Electrolux Design Europe dal 2002 al 2005), contribuendo a tracciare nuove e innovative strade. Roberto Pezzetta, vincitore del Compasso d’oro alla carriera nel 2016 dopo molti riconoscimenti e menzioni, racconta il suo lavoro: ingegno e creatività al servizio dell’elettrodomesticità.

Roberto Pezzetta con il Compasso d’Oro alla carriera ricevuto nel 2016

Come definirebbe il suo contributo alla storia dell’industrial design, sviluppato nell’ambito del percorso professionale in Zanussi ed Electrolux? «Il mio contributo è stato quello di far parlare ancora di elettrodomestici negli anni Ottanta. Sono entrato nel 1966 in questo mondo e quando assunsi la responsabilità del design Zanussi avevamo inventato tutto: la prima lavastoviglie a scomparsa, i frigoriferi “invisibili”. Quando si scrivono le regole, l’importante poi diventa distruggerle. Per questo, ho inventato un frigorifero con la bandierina sul tetto che sembrava rivendicare il suo diritto all’esistenza: “Sono vivo, non nascondetemi nell’angolo buio delle vostre cucine”. Quella piccola rivoluzione, che tante pubblicazioni

hanno etichettato come flop commerciale, in realtà è stato un forte strumento di comunicazione, dopo il quale si è ricominciato a prestare attenzione agli elettrodomestici. Oggi ne vediamo ancora gli effetti, se è vero che questi, frigoriferi in primis, sono “personaggi” che hanno riconquistato il loro spazio vitale nelle cucine. Al 1987 risalgono i frigoriferi della The Wizard’s Collection, che hanno dato un ulteriore scossone a un mondo che facilmente si siede e si rilassa dal punto di vista creativo». L’obiettivo era quello di conferire una personalità inedita agli elettrodomestici? «Dare carattere ai prodotti, a qualsiasi prodotto, è sempre stato il mio modo di lavorare. Sono un po’ feticista, mi piacciono gli oggetti e le cose belle, sin da bambino. In fondo, sono oggetti con i quali viviamo quotidianamente, che ci circondano e che - perché no possono renderci la vita più piacevole». Fino a che punto estetica e funzionalità devono prevalere l’una sull’altra? «Ho sempre combattuto questo binomio che deriva dalla cultura tedesca. Non è sufficiente ragionare in termini di estetica e funzione perché altrimenti ci sarebbero state da sempre regole applicabili in maniera automatica e, quindi, tutti otterrebbero gli stessi risultati. Ma il nostro mestiere non consiste nel mettere in pratica schemi ricorrenti e ricerche di mercato. Chiaramente, in aziende strutturate come Zanussi ed Electrolux la progettazione e la definizione del progetto sono fortemente regolate, ma bisogna - al momento opportuno - saper andare oltre le formule consolidate e aggiungere anche un po’ di cuore e di stomaco». C’è un progetto a cui più di altri è affezionato e che rappresenta il suo modus operandi? «Sono affezionato un po’ a tutti. Ho il “vizio” di dare il massimo, indipendentemente dall’ampiezza del progetto e dalle dimensioni dell’oggetto. I progetti che più mi stanno a cuore sono quelli in cui ho incontrato le maggiori difficoltà. Come ho già detto, in imprese grandi come quelle in cui ho lavorato, la definizione del progetto passa attraverso più figure e passaggi. Per questo, sostengo da sempre che l’idea costituisca solo il 5 per cento della riuscita di un progetto e che il restante 95 per cento sia riuscire a portare

avanti l’opera. Mi sono sempre dato da fare in questo senso. Poco prima di andare in pensione, avevo disegnato un forno bellissimo che poi non è andato in produzione. Magari se non mi fossi allontanato, qualcosa alla fine sarebbe stato realizzato. L’importante è portare avanti la propria idea, essere convinti di ciò che si fa e cercare di convincere gli altri con motivazioni valide».

Ha svolto anche l’attività di libero professionista e consulente per il disegno industriale. Quanto è diverso? «L’esperienza aziendale che ho avuto io la augurerei a tutti i designer, per la dimensione del contesto in cui ho lavorato e per il particolare periodo storico che io e i miei

colleghi abbiamo attraversato: una finestra irripetibile su determinate condizioni produttive. Oggi, con le imprese financial oriented, diventa sempre più difficile avere un interlocutore con cui rapportarsi, perché magari non c’è più una proprietà ma un fondo di investimento. È più complesso il percorso per chi intraprende oggi la mia professione in aziende di grandi dimensioni o multinazionali». Ha dichiarato “Un buon designer deve poter essere un po’ artista, ingegnere, psicologo, sociologo, pianificatore, uomo di marketing e buon comunicatore: un po’ di tutto e un po’ di niente”. «Quel po’ di niente coincide con l’umiltà, che è sempre stato un aspetto del mio carattere. Nel mio lavoro di libero professionista, dopo il 2005, nel rapportarmi con piccole e media imprese in qualità di consulente, mi sono sempre mosso con prudenza, avendo timore di calpestare il terreno altrui, di imporre in qualche modo la mia visione. Sono dinamiche delicate». Dove nascono le sue ispirazioni? «In una stanza chiusa e senza finestre a Pordenone. Sto scherzando, le idee nascono in ogni momento e in ogni luogo possibile. L’importante per un designer è saper cogliere i segnali, amplificarli e tradurli in progetti». • Francesca Druidi


38 | Ottobre 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Design

L’influencer,

progettista di qualità Condividi e progetta. Anzi, viceversa. Riadattata all’era del digitale, è la filosofia a cui si ispira Camilla Bellini, giovane designer che nei suoi lavori ricerca la bellezza e l’armonia. Per diffonderle nel quotidiano

M

età progettista d’interni con il culto del bello, metà design blogger con una social community di oltre circa 100 mila persone. Non è la descrizione di una figura mitologica, ma il ritratto professionale di Camilla Bellini, designer toscana appena trentenne che ha scelto di coniugare il suo talento tecnico e creativo con la voglia di condividere, di diffondere il gusto per la bellezza delle forme, di raccontare e di raccontarsi. Facendoli convivere in “The diary of a designer”, la sua seguitissima vetrina digitale. «Credo che la comunicazione del design di qualità – spiega Bellini - abbia bisogno di una “ventata di aria fresca”. Proprio quella che ricerco attraverso il mio blog e i miei canali social. Mi piace pensare al design come a qualcosa che fa parte del nostro quotidiano». Quali sono i principi tecnici, emotivi ed estetici sui quali fonda il suo stile creativo? «Sono una grande esteta, quindi il voler raggiungere una bellezza oggettiva in un determinato progetto gioca un grande ruolo nel processo che dirige il mio stile creativo. Adoro l’armonia, la simmetria e l’eleganza, elementi che mi piace però interrompere con dei tocchi grintosi e di contrasto. A tutto questo si aggiunge il fattore funzionalità, che ovviamente non può mai mancare».

Camilla Bellini, designer e blogger

Quali sono gli spazi che preferisce progettare e in quali contesti l’ingrediente luce diventa un primario elemento d’arredo? «Amo progettare spazi intimi, quotidiani, le abitazioni private per quanto riguarda la progettazione di interni sono le mie preferite. Parlando invece di luce, posso dire che per me è un elemento di arredo primario sempre. Mi piace molto progettare lampade e devo dire che ho una fortissima propensione alla luce sin da quando ero una studentessa. Mi affascina in modo incredibile, e trovo che ci siano prodotti di light design pazzeschi. Anche oggi, nei miei progetti, alla luce e all’uso che se ne fa, dedico moltissima ricerca e attenzione». Quanto ai materiali impiegati per realizzare le sue creazioni, con quali criteri li sceglie e per quali nutre una particolare predilezione negli ultimi tempi? «I materiali classici, naturali, puri, mi verrebbe da chiamarli, sono quelli che in genere prediligo. Ho sempre avuto una grande propensione, che non è cambiata nel corso del tempo, verso materiali come il legno, i metalli, i marmi e il vetro». Visitando il suo blog/diario online, si scopre la sezione “Cheap&Chic” ispirata a un’idea di design accessibile. Qual è la sua visione rispetto a questo tema e quali suoi lavori riflettono meglio questo concetto? «Attraverso il blog e il mio lavoro di designer

vorrei che le persone avessero la consapevolezza che il design non è solo per ricchi. Che ciascuno di noi ha la possibilità di circondarci di cose belle anche senza spendere una fortuna e di sapere, davanti a pezzi più costosi, che questi rappresentano un vero e proprio

investimento. Sono prodotti che resteranno con noi tutta la vita e che con la loro sola presenza sono in grado di dare un valore aggiunto a un ambiente. Mi viene in mente la Lampada ad Arco ad esempio, capace di dare un tono a qualsiasi living». Sebbene lei sia ancora molto giovane, si avvale già di un team di validi professionisti. Quale valore aggiunto offre un approccio collettivo all’opera di design? «Avere un team affiatato e preparato rappresenta un grandissimo valore aggiunto. Quando hai la fortuna di lavorare con delle persone che stimi, ne giova qualsiasi aspetto professionale: dalla creatività, dato il ricco e aperto scambio di idee, fino al trovare rapidamente le soluzioni ai mille problemi che è normale si presentino durante un progetto. Un team competente garantisce una grande fluidità nel lavoro». L’italian style rimanda a un linguaggio classico ed elegante. In fase progettuale, come si può reinventare il made in Italy coniugandolo alle nuove suggestioni e alle opportunità offerte dall’automazione e dal digitale? «Non credo che il made in Italy vada reinventato. Credo piuttosto che per tenerne alto il marchio che a livello internazionale tutti ci invidiano, sia importante valorizzarlo. Ritengo sia nostro dovere tutelarlo e farlo stare al passo con i tempi senza stravolgerlo. Nello specifico dello sviluppo tecnologico, credo che le innovazioni e le opportunità che ci offrono l’automazione e il digitale, debbano integrarsi alla progettazione senza però alterare questo nostro stile che tanto ci ha resi famosi nel mondo». • Giacomo Govoni

ATTRAVERSO IL BLOG E IL MIO LAVORO DI DESIGNER VORREI CHE LE PERSONE AVESSERO LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL DESIGN NON È SOLO PER RICCHI


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Abitare Ottobre 17  

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