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Osservatorio

ABITARE architettura, edilizia e design

Edizione Speciale

In abbinamento alla stampa nazionale - Allegato al quotidiano il

Giornale

Made in Italy

Costruzioni sostenibili e di qualità

Ulrich Santa, direttore generale dell’Agenzia CasaClima

È

stato l’innalzamento alla classe energetica A come requisito minimo per i nuovi edifici il

KLIMAHOUSE

leitmotiv dell’edilizia altoatesina nel 2017.

Durante il quale l’Agenzia CasaClima ha colto un chiaro segnale di fiducia nelle costruzioni sostenibili e di qualità, specie se paragonato all’inarrestabile

IN ARMONIA CON LA NATURA

contrazione che il mercato italiano del mattone ha

Con un modello sempre più orientato verso l’innovazione e la riqualificazione, si presenta l’edizione 2019 del Salone di Bolzano per il risanamento e l’efficienza energetica in edilizia a pagina 26

- ha certificato più edifici che mai». Fatta questa pre-

subito nell’ultimo decennio. «Nell’ultimo anno CasaClima – sostiene il direttore generale Ulrich Santa messa, aggiunge però Santa «bisogna chiarire che si tratta tuttora di un mercato di nicchia e che gran parte delle nuove costruzioni e delle riqualificazioni non sembrano annoverare la sostenibilità tra i requisiti principali». L’altro requisito applicato ai nuovi paradigmi costruttivi è il concetto di “smart”, da cui partirà

Gli italiani riscoprono l’affitto Prosegue l’ascesa delle compravendite, ma anche la flessione dei prezzi degli immobili. Ciò ha spinto i proprietari a riportare sul mercato l’offerta per locazioni a breve termine

quest’anno Klimahouse 2019. Vista dalla vostra angolazione, come sta evolvendo la sensibilità green nelle città italiane? «Dal nostro osservatorio possiamo affermare che i mercati territoriali maggiormente orientati all’edilizia sostenibile e di qualità sono quelli più resistenti ai periodi di crisi. Non necessariamente questo deve tradursi in guadagni più alti, ma sicuramente rappresenta una garanzia maggiore di vendere, evitare

na maggior vitalità del comparto delle locazioni che non penalizza le transazioni immobiliari, stimate in rialzo del 5,6 per cento a fine anno, ma accentua l’andamento dicotomico tra compravendite e prezzi, responsabile del ribasso degli ultimi 5 anni. È uno dei rilievi più significativi messi in luce dall’Osservatorio immobiliare 2018, presentato nelle scorse settimane a Milano da

U

Luca Dondi dall'Orologio, ad di Nomisma

Nomisma. «Anche i dati del terzo trimestre pubblicati dall’Agenzia delle Entrate confermano la crescita del mercato – sostiene l’amministratore delegato Luca Dondi dall’Orologio – a fronte però di una dinamica dei valori immobiliari che nella maggior parte delle città italiane si mantiene negativa». Quali fattori permettono al mercato del real estate di conservare, nonostante tutto,

una traiettoria positiva? «Ad alimentare il mercato continua a contribuire la componente finanziata. Abbiamo calcolato che sui circa 5 milioni di nuclei potenzialmente interessati all’acquisto di un’abitazione, oltre l’80 per cento ha necessità di accedere a un prestito bancario. Quindi il miglioramento del mercato è riconducibile a un atteg>>> segue a pagina 14

contenziosi e fidelizzare clienti soddisfatti». Da tre anni la marcia di avvicinamento alla fiera di gennaio è scandita dal Klimahouse StartUp Award, con premio speciale assegnato da Agenzia CasaClima. A quali valori progettuali e tecnologici darete maggior importanza? «L’obiettivo del premio per le startup è quello di incentivare giovani realtà imprenditoriali a contribuire con le loro innovazioni a rendere l’edilizia ancora più sostenibile. Il modello CasaClima stesso è innovativo, ma senza prodotti e soluzioni innovative non

>>> segue a pagina 3

I maestri: Stefano Boeri

Edilizia privata e opere pubbliche

Rilancio internazionale della Triennale e tanti progetti nell’ambito di una visione in cui la natura svolge sempre un ruolo da protagonista

Un anno tra luci e ombre: l’analisi del presidente dell’Ance Gabriele Buia, sui punti di forza e le fragilità del sistema italiano delle costruzioni


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OSSERVATORIO

ABITARE

Sommario Pietra naturale ad alta tecnologia: Elite Stone seleziona e lavora lastre in marmo dagli elevati standard per soluzioni extralusso............pagina 5

Il direttivo dell’Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare delinea le proposte per il rilancio................pagina 12

Colophon Direttore responsabile Marco Zanzi • direzione@golfarellieditore.it Consulente Editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento Redazionale Michela Calabretta redazione@golfarellieditore.it Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella

Made expo 2019 offre uno spazio di dialogo per tutti gli attori della filiera che si riuniscono a Milano per analizzare il momento complesso dell’edilizia e presentare le ultime tendenze in materia di design e nuove tecnologie............................................................pagina 24

Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese

Segue dalla prima ci sarebbe mai stato possibile trasformare il settore edili-

canza nel rispetto dell’ambiente e contemporaneamente as-

Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it

zio. Un’innovazione non deve essere per forza caratteriz-

sicurare un elevato livello di comfort. Questi albergatori

zata da un alto contenuto tecnologico: a volte può essere

sono stati in grado di affrontare le richieste di una clientela

innovativo seguire un approccio low tech e a volte “meno”

più esigente rispetto a quella del passato, che, grazie a un

può significare “di più”. Un’altro criterio per l’assegnazione

maggior livello culturale e alle risorse della rete, è più infor-

Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

del nostro premio speciale è quello di ricercare progetti in-

mata sulle possibilità offerte dal mercato e più attenta alle

novativi che siano sostenibili nella loro interezza, non solo

problematiche ambientali. Lo scopo di ClimaHotel è pro-

ambientale, quindi, ma anche sociale ed economica».

prio quello di mettere a disposizione del management al-

Tiratura complessiva: 360.000 copie

Assieme ad Arca e Assolegno, nei giorni scorsi avete

berghiero le opportunità che derivano da una gestione

lanciato una piattaforma nazionale per divulgare e va-

oculata delle risorse (energia, acqua, materie prime), ma

lorizzare l’edilizia in legno. A quali sfere dell’abitare con-

anche un simbolo, un sigillo che l’ospite riconosce come

temporaneo si sta estendendo e come opererà questo

standard di alta qualità». Tra i progetti firmati dall’Agenzia c’è anche Comune-

nuovo hub in ambito formativo?

Diffusa a:

Clima, che aiuta i Comuni a diventare più virtuosi in am-

«La piattaforma è finalizzata alla diffusione delle tecnologie costruttive in legno e a promuovere la realizzazione di

«Nel 2017 il settore ha investito 514 milioni di euro in inno-

bito energetico e nella tutela del clima. Come si

opere di ingegneria di elevata qualità. Per il 2019 Assole-

vazione tecnologica, il 9,3 per cento del fatturato; in cinque

strutturano questi programmi e quali risultati hanno

gno, CasaClima e Arca hanno identificato momenti comuni

anni le risorse qui destinate sono state pari a 1,8 miliardi di

prodotto finora?

per la formazione tecnica su tutto il territorio nazionale, con

euro. Il tema della liberalizzazione dei mercati italiani del-

«Il programma ComuneClima, a cui finora hanno aderito

particolare riferimento a temi ingegneristici, tecnologici, ar-

l’energia assieme alla discussione, in sede comunitaria,

circa trenta Comuni, è basato sull’European energy award.

chitettonici e di fisica tecnica legati al settore dell’efficienza

sulle Emission Trading per il periodo 2021 – 2030 sono ele-

Il suo sistema di management energetico-ambientale per-

energetica e della sostenibilità in edilizia. In particolare, a

menti di competitività primari per il settore. Sul tema Bre-

mette ai Comuni di valutare e monitorare regolarmente la

settembre 2019 è prevista la “Summerschool Legno Casa-

tella Campogalliano – Sassuolo, opera che ha completato

qualità dei loro consumi energetici, liberando risorse del bi-

Clima 2019” un corso di formazione professionalizzante di

il suo iter decisionale, registriamo dubbi. Nel riconfermare

lancio da reinvestire ad esempio nella mobilità sostenibile

più giorni, seguito a novembre da un convegno di due gior-

la centralità di questa opera e delle altre ad essa collegate,

o in nuovi servizi ai cittadini. In questo modo la certifica-

nate di alto profilo, destinato a diventare l’evento di riferi-

noi crediamo che vada ribadito con forza che in uno Stato

zione può essere spesa con successo per il marketing terri-

mento per il settore professionale e industriale del legno».

di diritto non si possa cambiare idea alla fine del percorso».

toriale in ambito di sostenibilità. Un’iniziativa strutturata

Da qualche tempo anche le strutture ricettive si

Le aziende italiane stanno investendo molto sulle

in modo simile è il nuovo programma KlimaFactory, con il

stanno votando alla sostenibilità edilizia. Come si co-

grandi lastre ceramiche. Quali nuove tendenze identifica

quale vogliamo invece avvicinare le imprese al tema del-

niuga ad esempio la riqualificazione di hotel che si oc-

per lo sviluppo del comparto?

l’efficienza energetica, aiutando in particolare le Pmi a li-

cupa di benessere con la necessaria attenzione

«Negli ultimi anni la certificazione ClimaHotel è stata scelta

berare il potenziale di risparmio e di competitività nascosto

all’efficienza e all´ambiente?

proprio da quegli imprenditori che volevano offrire una va-

nei processi produttivi». • Giacomo Govoni


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MARMOMAC 2019

provenienti da Stati Uniti, Cina, India e Russia; stabili inve-

È la manifestazione leader per l’industria del settore litico.

Spagna sempre in testa, mentre si aprono nuove opportunità

In mostra dal 25 al 28 settembre dai prodotti grezzi ai semi-

in Africa e nell’Asia orientale. Dei 68mila visitatori giunti a

lavorati e finiti, dai macchinari e le tecnologie per la lavora-

Verona in quattro giorni, il 62 per cento erano stranieri, con-

zione alle possibili applicazioni della pietra nell’architettu-

tro una quota del 60 per cento registrata nel 2017. 150 inve-

ra e nel design. La cinquantatreesima edizione ha confermato

ce le nazioni rappresentate rispetto alle 147 dell’edizione pre-

la sua vocazione internazionale grazie alla crescita di operatori

cedente.

ce quelli giunti a Verona dai paesi europei, con Germania e

L’eleganza del marmo Con un know how e delle competenze tecniche uniche in Italia, l’azienda Elite Stone realizza progetti in pietra naturale e pietra tecnologica che nascono dal desiderio di offrire prodotti ricchi di fascino l lusso è un valore senza tempo e si muove a stretto contatto con la definizione di unicità ed eleganza. Nel panorama del design, questo trova la sua massima espressione nella ricerca di materiali eccellenti e di soluzioni creative capaci di realizzare oggetti che affidano al tempo non solo bellezza, ma anche le passioni di chi li vive. Partendo dalla pietra naturale, attraverso un’attenta selezione frutto di un know how unico e di un’esperienza in progetti mondiali che non ha paragoni in Italia, l’azienda veneta Elite Stone, specializzata nella realizzazione di arredi extralusso, eleva nuovamente il design italiano a livelli d’eccellenza. In uno showroom raffinato, nel cuore della Valpolicella, dove è possibile passeggiare tra lastre di pietre naturali dalle più differenti venature e sfumature di colore, Tetyana Kovalenko, geologa e titolare dell’azienda, accoglie i propri clienti per intraprendere con loro un percorso capace di realizzare complementi d’arredo in grado di rispecchiarne la personalità e i desideri. «Nel nostro showroom – racconta Tetyana Kovalenko – esponiamo oltre 50 mila mq di lastre extralusso. In questo ambiente accogliente, raffinato e curato, il cliente può scegliere personalmente la lastra da cui nascerà il progetto destinato a impreziosire la sua casa». In un settore dagli standard così elevati, infatti, la campionatura non esiste. All’interno dello showroom e con il supporto di uno staff competente, il cliente può muoversi a proprio agio tra le lastre di marmo e onice, confrontando un colore con l’altro o un blocco con l’altro, poiché il gusto richiede tempo: «dobbiamo avere tempo e spazio per confrontarci davanti a un caffè o un bicchiere di champagne – continua –. Anche i clienti più esclusivi, come Ivanka Trump, vengono personalmente a scegliere quale materiale sarà a loro destinato e firmano la loro lastra. Dopodiché un loro mar-

I

mista o il nostro staff partirà proprio da quella specifica lastra per realizzare il progetto. Inoltre, offriamo anche una reale consulenza a supporto della selezione e della collocazione migliore del prodotto, fino a svilupparne l’intero progetto, se necessario». Elite Stone non si occupa esclusivamente di fornire materia prima extralusso, garantita dalla grande esperienza nella selezione direttamente dalla cava e dalle competenze nella trasformazione e nella lavorazione adeguata all’unicità di ogni marmo: il suo principale obiettivo, infatti, è quello di interpretare e dare vita alle idee, dal concept design alla realizzazione, come trait d’union tra passaggi molto spesso slegati. «Sappiamo come tirar fuori il meglio – aggiunge Tetyana Kovalenko – e applicarlo nel modo più opportuno, fino a creare un ambien-

te di vero lusso per il cliente. Poiché non basta comprare la stoffa bella, ci vuole anche il sarto giusto». Senza esimersi dal seguire le tendenze del mercato, Elite Stone persegue ormai da dieci anni anche lo studio e l’applicazione di pietra ad alta tecnologia. Questo prodotto, chiamato appunto E-light, è un sistema alleggerito e retroilluminato, un “sandwich” che permette di utilizzare la bellezza del marmo quasi senza limiti d’impiego. «In quei contesti dove non è possibile applicare la lastra di pietra, il cui spessore standard è 2 cm – continua Tetyana Kovalenko –, abbiamo ottimizzato una soluzione che consiste in lastre composte da 3 mm di marmo più vetro strutturale, così da poter realizzare porte scorrevoli, vetrate, ante di cucina o guardaroba, usando quindi il marmo anche là dove prima era impensabile. Questo prodotto esclusivo, che portiamo avanti con un approccio sapiente, scientifico ed elegante da oltre dieci anni, è stato utilizzato per edifici pubblici e privati in tutto il mondo, come il teatro di Mariinsky di San Pietroburgo (quasi 4mila mq di facciata con il sistema E-light e la gradinata, invece, in marmo) o un monumento statale in Australia, fino a una sinagoga a Gerusalemme, proprio all’ombra del Muro Del Pianto. Inoltre questo sistema altamente tecnologico permette di illuminare di charme la pietra, regolandone anche l’intensità e la diffusione, per un risultato davvero affascinante». Innovazione e gusto, quindi, con competenze tecniche che rendono i prodotti E-light oggetti adatti anche ad ambienti che solitamente mancano di luce naturale, come spa o sotterranei, realizzando esperienze molto suggestive e di assoluta bellezza. «Il mio lavoro – conclude Tetyana Kovalenko –, sta nel ricercare tra il marmo che propone il mercato locale o mondiale, il più bello e il più eccezionale garantendo un prodotto dagli altissimi standard». • Andrea Mazzoli

Tetyana Kovalenko, titolare dell’azienda Elite Stone di Volargne (Vr) www.elitestone.it

PIETRA AD ALTA TECNOLOGIA Leader nel settore del design di alto livello, Elite Stone ha fatto della pietra ad alta tecnologia un’esperienza autentica di lusso e charme. Questo esclusivo sistema, composto da una sottile lastra di marmo applicata a una più profonda lastra di vetro, permette l’utilizzo della pietra naturale anche in contesti prima impensabili. Partendo dal concept design, Elite Stone traduce in pratica le idee di architetti e ingegneri, utilizzando il sistema di pietra alleggerita e retroilluminata per la realizzazione di ambienti unici o per applicazioni particolarmente complesse, come il teatro Mariinsky di San Pietroburgo o una sinagoga all’ombra del Muro del Pianto, a Gerusalemme, dove le condizioni geologiche e la quasi totale assenza di luce, avevano reso pressoché inadeguati gli interventi precedenti.


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OSSERVATORIO

ABITARE

C

i troviamo in un momento in cui una comunicazione aperta e onesta non solo è necessaria, ma è rivoluzionaria. Quando i governi e la politica sembrano non riuscire più a rispondere ad alcuni bisogni fondamentali della società, siamo spinti a guardare ad altri luoghi, come le istituzioni culturali e creative, per facilitare il confronto e il dialogo. La mia visione è quella di riportare la Triennale alle sue origini, a essere un luogo in cui vengono considerati punti di vista diversi e vengono discussi argomenti controversi». Così l’architetto e urbanista Stefano Boeri, presidente della Triennale di Milano fino al 2020, annuncia il nuovo corso della Fondazione con una rinnovata programmazione, nell’ottica di un rilancio a livello internazionale. Nel 2019 non ci sarà solo la XXII Esposizione Internazionale, intitolata Broken Nature: Design Takes on Human Survival, ma anche l’apertura - prevista per il prossimo 8 aprile - del Museo permanente del Design italiano, curato da Joseph Grima (responsabile del settore Design, moda, artigianato della Triennale), negli spazi del Palazzo dell’Arte. Attraverso l’arricchimento della collezione permanente, la Triennale vuole affermarsi come un importante centro internazionale per il design in Europa raccontando le storie e i protagonisti del design italiano. MANIFESTO VERDE Dalla madre  Cini Boeri, esponente di spicco dell’architettura milanese (allieva e collaboratrice di Gio Ponti e Marco Zanuso), ha appreso tutto, pur non avendo mai lavorato con lei. «Ho sempre vissuto l’architettura come una grande corrente che mi attraeva e attrae a lei», ha raccontato in un’intervista a Lampoon. Dalla passione per il verde, alimentata dai ricordi dell’infanzia e da letture come il Barone Rampante di Calvino, deriva una visione progettuale che vede l’architettura come occasione di inclusione della natura vivente e la vegetazione come nuovo fondamentale elemento progettuale. Il progetto cardine dello studio Stefano Boeri Architetti (Boeri Studio fino al 2008) - che ha sede a Milano, Shanghai e Tirana - è infatti il Bosco Verticale, un modello di edificio residenziale sostenibile e di riforestazione metropoli-

L’architetto Stefano Boeri, presidente Triennale di Milano

Progettazione

Nuovi modelli di urbanizzazioni L’impegno con la Triennale di Milano e la ricerca con il suo studio di una nuova generazione di architetture e insediamenti che sfidano il cambiamento climatico e si propongono come modelli per il futuro del pianeta. L’attività e la visione di Stefano Boeri

tana che contribuisce alla rigenerazione dell’ambiente  e alla  biodiversità urbana  senza espandere la città sul territorio (diventando un dispositivo “anti-sprawl”). Il primo esempio di Bosco Verticale, composto da due torri residenziali di 110 e 76 m di altezza, è stato realizzato nel centro di Milano, ai confini del quartiere Isola, e ospita 800 alberi (ognuno di questi di 3, 6 o 9 metri), 4500 arbusti e 15mila piante e una vasta gamma di arbusti e piante floreali, distribuiti in relazione alla posizione delle facciate verso il sole. Il Bosco Verticale ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, come l’International Highrise Award nel 2014 e il Best Tall Building Worldwide, premio come più bel grattacielo del mondo, insignito dal Ctbuh (Council on Tall Buildings and Urban Habitat) nel 2015. Il “grattacielo verde” è replicato a Nanchino in Cina (la cui conclusione è prevista per il 2018), e a Losanna, Utrecht, Parigi e Eindhoven, dove si ergerà il primo Bosco in edilizia sociale con prezzi calmierati. A convincere è il vantaggio ecologico di questi edifici, come spiega lo stesso Boeri a Vanity Fair: «gli alberi producono ossigeno assorbendo anidride carbonica, le polveri sottili, veleni principali delle aree urbane. Favoriscono la biodiversità: ospitano altre specie di volatili. Riducono i consumi energetici, l’ombreggiatura delle foglie crea un microclima che rende inutili i condizionatori. Poi ci sarebbero anche vantaggi di ordine psicologico: non ab-

biamo mai avuto segnalazioni di vertigini, gli alberi danno sicurezza, un senso di stabilità e serenità». URBAN FORESTRY Si è parlato di forestazione urbana in occasione del primo Forum mondiale sulle Foreste urbane a Mantova, promosso dalla Fao (Food and Agriculture Organization of the United Nations) e organizzato da Comune di Mantova, Politecnico di Milano e Sisef (Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale). Il World Forum on Urban Forests, in programma dal 28 novembre al 1 dicembre, è stato curato da un comitato scientifico internazionale di esperti, diretto proprio dall’architetto milanese e da Cecil Konijnendijk, professore della University of British Columbia. Le città occupano solo il 3 per cento della superficie del pianeta, ma consumano il 75 per cento delle risorse naturali. Per questo, l’urbanizzazione green rappresenta una pratica che sempre più città del mondo stanno attuando. «La forestazione urbana, intesa come l’aumento esponenziale delle superfici verdi e alberate negli spazi urbani e periurbani delle metropoli del mondo, è oggi uno degli strumenti più efficaci per ridurre gli effetti catastrofici del cambiamento climatico e progettare un futuro migliore per le generazioni che abiteranno la Terra nei prossimi decenni», ha spiegato Stefano Boeri. Il progetto di Città Foresta, presentato per la prima volta dall’archi-

tetto alla conferenza internazionale Cop 21 di Parigi nel 2015, concretizza la forestazione urbana in Cina, paese che ha conosciuto un incremento urbano rapido ed esponenziale, in particolare a Shijiazhuang, la città con il più alto tasso di inquinamento dell’aria, e a Liuzhou. Si tratta di insediamenti urbani di nuova generazione, a basso consumo energetico, composti da dozzine di Boschi Verticali. Tutti gli edifici uffici, case, alberghi, ospedali, scuole - sono interamente ricoperti di alberi e piante per aumentare la biodiversità ma soprattutto per migliorare la qualità dell’aria. Molti i progetti dello studio sul fronte della forestazione urbana, dal Fiume Verde per Milano (insieme a un team multidisciplinare), a  Ca’ delle Alzaie a Treviso (tre edifici immersi in un giar-

dino di fronte al fiume Sile, dove un tempo sorgeva una struttura industriale in abbandono). Da sottolineare anche il Piano Regolatore di Tirana 2030, che punterà a un rinnovato equilibrio tra città e natura. • Leonardo Testi


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FLORMART 2019 In occasione del Salone internazionale del floro-

nizzati per riflettere sullo sviluppo e la competi-

sulenza e periti agronomi. Nell’edizione 2018

vivaismo architettura del paesaggio e infrastrut-

tività del florovivaismo italiano e per orientare il

Flormart ha lanciato il progetto GreenInnova-

ture verdi si danno appuntamento ogni anno a Pa-

settore verso i valori della biodiversità. Tra gli ope-

tion Hub, «uno spazio destinato a crescere di anno

dova le più importanti realtà del settore florovi-

ratori presenti buyer italiani ed esteri, aziende del-

in anno, dedicato all’innovazione, alla ricerca,

vaistico per presentare tutte le novità che propo-

la filiera florovivaistica, gestori di parchi e giardi-

alle tecnologie e ai prodotti per la produzione e lo

ne il mondo del verde. Numerosi gli eventi orga-

ni, storici e non, architetti e paesaggisti, studi si con-

sviluppo del settore vivaistico».

Il verde urbano è sempre più verticale Con Cesare Peverelli, nel board dirigenziale dell’azienda lombarda che comprende anche Gaetano, Marco, Emanuele, Stefano, Roberta e che ha firmato la realizzazione, tra gli altri, del Bosco verticale a Milano, una panoramica del settore e delle sue trasformazioni, tra passi indietro e un ritorno alla natura

S

i può parlare di una frenata della cementificazione nel Belpaese? Forse ma senza gridare al miracolo, che è ancora lontanissimo. A fronte di alcuni segnali incoraggianti, il bilancio tra verde e costruzioni in Italia premia ancora il mattone. A dirlo è il “Rapporto Ispra-Snpa sul Consumo di suolo in Italia 2018”, secondo cui ogni due ore scompare una porzione di suolo grande quanto piazza Navona. Secondo gli esperti, il rallentamento della velocità di consumo di suolo è ormai realtà, iniziato una decina di anni fa, in particolare in alcune regioni. Eppure, a fronte di un presente in rapida evoluzione e di un futuro incerto, non mancano nuovi parchi, demolizioni di abusi edilizi che fanno notizia ma soprattutto “perle” che hanno impreziosito il volto delle città con la loro carica di innovazione e un’alleanza spinta con la bioarchitettura. L’esempio più noto, ammirato e premiato a livello internazionale (Migliore Architettura del mondo 2015 per il Council on Tall Buildings and Urban Habitat dell’Illinois Institute of Technology di Chicago) è il Bosco verticale di Milano. A firmare l’intervento che ha trasformato in realtà l’intuizione architettonica dello Studio Boeri è l’azienda lombarda Peverelli, family company che opera da oltre un secolo nella progettazione, costruzione e manutenzione del verde. Un’eccellenza del made in Italy che sta affrontando sfide importanti e progetti innovativi in tutto il mondo e segue da protagonista le evoluzioni del settore. Per conoscerle abbiamo intervistato Cesare Peverelli. Quali sono gli interventi realizzati da da Peverelli nel Bosco verticale a Milano? «A partire dal 2011: 800 alberi coltivati in air-pot alti fino a 9 metri e migliaia di arbusti e tappezzanti, un sistema di fertirrigazione a goccia, lotta biologica contro i parassiti, manutenzione programmata a cura di esperti di tree climbing». Quali sono le tendenze emergenti nell’ambito del verde urbano? «In città c’è un bisogno insopprimibile di verde, un’esigenza a cui si può rispondere solo con la ri-

I PIÙ GRANDI TRAGUARDI E LE PROSSIME SFIDE

Cesare Peverelli, alla guida della Peverelli di Fino Mornasco (Co) - www.peverelli.it

cerca tecnologica per affrontare spazi e superfici che mancano o non somigliano affatto a quelli tradizionali per ospitare le piante. Quindi la richiesta è di verde tecnologico. Fuori dalla città, invece, la tendenza è usare il verde per ricucire i manufatti umani nella trama dell’ambiente e sanare fratture tra paesaggi, ponti, infrastrutture, anche se per privilegiare la velocità e la sicurezza sulle strade stanno sparendo siepi e alberi. Al di là dell’impatto visivo, il problema è che poi gli automobilisti sostano sull’asfalto arroventato senza godere dell’ombra delle fronde, con un’esperienza di guida peggiore».

Nell’ambito della valorizzazione del verde urbano, l’Italia è all’avanguardia sulla scena mondiale o è ancora indietro? «Gli investimenti sul verde in Italia vanno molto a rilento rispetto ad altri paesi europei e in generale al resto del mondo, perché mancano risorse economiche o non vengono ben impiegate. Realizziamo molti parchi ma, anche se realizzati bene, spesso non vengono gestiti dalle amministrazioni pubbliche in maniera adeguata. Il verde è come un bambino, deve poter essere accudito e curato, con costanza e costi di intervento perché cresce e si evolve continuamente. Il paradiso terrestre era un giardino, dobbiamo in qualche modo darci la possibilità di tendere verso la bellezza e vivere meglio». C’è ancora qualcosa che considera impossibile nell’ambito del verde verticale? «Difficile sì, non impossibile, non dobbiamo porci limiti perché il verde aiuta a migliorare le condizioni di vita. Si ritiene che se l’uomo sparisse in 100 anni non rimarrebbe più nulla delle sue opere, il verde riconquisterebbe tutto: questa è la forza delle piante da contenere e indirizzare per il nostro benessere. Dove si è capito, e il Bosco verticale è un esempio, si stanno sperimentando condizioni di vita migliori, perché sui terrazzi ci sono fino a 10 gradi in meno che in strada grazie agli al-

Cinque stadi per ospitare i Mondiali di calcio, parecchi padiglioni e strutture per Expo Milano 2015 con pre-coltivazione di oltre 5 mila alberi, la parete verde più grande al mondo e poi il Bosco verticale e i giardini delle Residenze Hadid a CityLife: sono tante, tantissime, le sfide raccolte e vinte dall’azienda Peverelli all’insegna di un’inaspettata biodiversità, in cui verde, luce e aria si combinano, esaltando i ritmi naturali dell'alternarsi delle stagioni ad altezze inedite e in ambito urbano. Niente male per un’azienda nata a fine Ottocento dall’iniziativa dei bisnonni contadini dell’attuale board direttivo, che guarda al futuro e a ulteriori sfide. «La prossima – racconta Cesare Peverelli – è il Museo d’arte moderna di Mosca progettato da Renzo Piano, con collina su soletta che ospiterà più di 700 alberi di 1012 metri d’altezza, un piccolo bosco all’interno della città che sarà inaugurato a febbraio 2020 e resterà aperto 24 ore su 24. Inoltre, tra non molto inizieremo a lavorare per il nuovo Parco della pace di Vicenza, un altro progetto molto innovativo».

beri, si sono tornati a vedere uccelli nidificare, frutti, api a 100 metri d’altezza. Questa è la strada giusta, questo è sviluppo intelligente». Milano è la città con la più alta qualità della vita d’Italia per la classifica 2018 del Sole 24 Ore: il cambio di paradigma rappresentato da Expo 2015 e iconicamente dal Bosco Verticale ha avuto un ruolo nella trasformazione cittadina? «L’onda lunga di Expo ha cambiato l’immagine della città, ha favorito un ritorno al verde, alla sostenibilità, alla qualità della vita. E il fatto che nelle aree di Milano più verdi il valore degli immobili non sia crollato con la crisi, è significativo. Il Bosco verticale è stata una sfida e un innamoramento per noi, ci auguriamo che abbia contribuito a innescare il cambiamento». • Alessia Cotroneo


8 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Progettazione

Prendersi cura

del bene comune “Taking Care”. Una dichiarazione d’intenti per lo studio TAMassociati che coniuga impegno civile e progetti per il sociale in Italia ma anche in Uganda, Senegal, Camerun. Dall’incontro con Emergency all’innovativo eco-villaggio, l’esperienza di un’architettura etica

L

a bellezza diventa strumento di crescita sociale. Protagonista del Social Design a livello internazionale, TAMassociati ha fatto della filosofia “Taking Care” la propria cifra distintiva

da oltre vent’anni. Lo studio, che ha base a Venezia, Bologna, Trieste e Parigi, opera nell’architettura sostenibile, nell’urbanistica e nella progettazione del paesaggio, così come nella grafica e nella comunicazione sociale, ottenendo numerosi ricono-

scimenti internazionali. Momento di ulteriore crescita per lo studio è la curatela nel 2016 del Padiglione Italia alla XV Biennale di Architettura di Venezia, «che ha scandagliato l’architettura intesa come servizio alla collettività. Una ricerca volta, in particolare, a dimostrare che prendersi cura dei “Beni comuni”, spazi pubblici in disuso o abbandonati che siano, può significare concretamente aprire a una sperimentazione sociale e spaziale che si erga a baluardo contro la marginalità e l’esclusione», spiegano i tre soci fondatori Raul Pantaleo, Simone Sfriso  e  Massimo

Lepore, affiancati dai soci junior Annamaria Draghetti, Laura Candelpergher ed Enrico Vianello. A partire dal Padiglione Italia 2016, il progetto “Taking Care” ha continuato a svilupparsi. «Il progetto dei “Beni comuni” esplorato nel Padiglione Italia è diventato principio attivatore di innovazione, un nuovo spazio di interazione tra costruito e non costruito. Atto di rispetto dei luoghi e delle persone che li abitano, empatia per il contesto che può arrivare all’annullamento dell’ego progettuale. Si è voluto indagare e mostrare un’architettura proattiva, socialmente e fisicamente inclusiva che non si rappresenti tanto nel disegno, nel suo autore, né nella concreta realizzazione, quanto nella ricerca della gestione di flussi di informazioni fisiche e sociali, nella ricerca di un equilibrio con l’ambiente che l’uomo condivide con altri umani e non-umani. Ne è emersa una riflessione che ha rimesso in discussione l’architettura intesa come oggetto iconico e autoriale. Andando alla ricerca di un modo diverso e forse più attuale di progettare si è voluto riflettere sull’idea stessa di presente e soprattutto di futuro». Lo studio è artefice di architetture d’eccellenza in contesti di estrema fragilità economica e sociale al fianco di Emergency ong, racchiuse anche in un libro-diario. Oltre al Centro di maternità realizzato ad Anabah, in Afghanistan, quali sono stati i principali progetti conclusi oppure avviati in questa direzione? «L’impegno più significativo che stiamo affrontando è la collaborazione con Renzo Piano alla realizzazione del Centro di Chirurgia Pediatrica che Emergency ngo sta realizzando in Uganda. La sfida di questo nuovo ospedale è far convivere la concretezza di un ospedale di chirurgia pediatrica in Africa e il desiderio di realizzare un’opera di architettura esemplare: razionale, concreta, moderna, bella. Sarà qualcosa di più di un semplice ospedale: sarà la prima grande opera di architettura in Africa progettata da chi la storia dell’architettura l’ha scritta negli ultimi decenni. Un segnale di straordinaria importanza simbolica per la cultura di tutto l’Uganda e dell’Africa in generale».

IL PROGETTO DEI “BENI COMUNI” ESPLORATO NEL PADIGLIONE ITALIA È DIVENTATO PRINCIPIO ATTIVATORE DI INNOVAZIONE, UN NUOVO SPAZIO DI INTERAZIONE TRA COSTRUITO E NON COSTRUITO


Dicembre 2018 | 9

ECOHOUSE 2019

espositiva di 24.000 mq saranno pre-

vogliono conoscere e informarsi sulle

sentate le più recenti novità in termi-

nuove soluzioni tecnologiche e pro-

Da giovedì 7 a domenica 10 febbraio

ni di edilizia ecosostenibile,  energie

gettuali, agli imprenditori edili che vo-

2019 presso la Fiera di Verona si svol-

rinnovabili, domotica e altre tecnolo-

gliono vedere e toccare con mano ciò

gerà la prima edizione dell’evento de-

gie per il comfort ambientale. 30.000 i

che offre il mercato, agli installatori e

dicato ai materiali e alle tecnologie

visitatori previsti provenienti da tutta

a tutti coloro che si occupano di co-

per la sostenibilità e il risparmio ener-

Italia assieme a circa 250 espositori.

struire, ristrutturare e migliorare l’ef-

getico nell’edilizia. Su una superficie

«Ecohouse è rivolta ai progettisti che

ficienza».

dalle risorse naturali e dall’atmosfera” (estratto dell’articolo Un percorso per progettare nell’Antropocene di Giuseppe Longhi). È forse questo il messaggio più significativo, più dirompente che immaginiamo lanciare per il 2019», Progetti significativi per il 2019? «In Africa, oltre al progetto con Renzo Piano, stiamo completando un grande progetto di social housing in Camerun in collaborazione con Arup, la progettazione di un nuovo ospedale per l’Aga Khan Development Network in Kenya, la scuola

dei mestieri in Centrafrica per l’ong milanese “Amici per il Centrafrica” e la Biblioteca del dipartimento di sociologia dell’Università Makerere in Uganda. In Italia stiamo progettando gli headquarter di due importanti soggetti che operano nel campo del biologico e del commercio equo: Alce Nero a Bologna e Altromercato a Verona. In tarda primavera, inoltre, inaugureremo un progetto per noi importantissimo: il nuovo Centro parrocchiale del quartiere Varignano a Viareggio». • Francesca Druidi

LO SCOPO DEL PROGETTO H20S È DIFFONDERE COSTRUZIONI MODERNE ED ECOCOMPATIBILI nonché alla raccolta e all’uso appropriato dell’acqua piovana». Quali sono le sfide e le criticità nel praticare una progettazione di impegno civile?  «Oggi significa, e significherà sempre più, non solo rispondere a esigenze funzionali, estetiche ed etiche ma, in estremo, imparare a gestire creativamente la morfologia dei flussi interconnessi nelle città intese come metabolismo complesso. “L’operare nella città secondo la logica del metabolismo implica un nuovo approccio alla progettazione. Storicamente i pianificatori urbani hanno progettato la città sulla base della domanda, specie di manufatti edilizi; ora è chiesto loro di progettare la città basandosi anche sullʼanalisi dei flussi. I flussi non sono per loro natura particolarmente spaziali, ma rappresentano la parte di processo dinamico del progetto urbano. Generare una progettazione spaziale da un numero enorme di dati di flusso significa passare dal trattare ‘oggetti esclusivamente fisici’ al trattare interdipendenze, ossia gli input e gli output connessi a questi oggetti, e questo implica un modo molto diverso di osservare e di pensare. Questo implica alimentare il disegno degli spazi fisici con le interdipendenze dei flussi: biotici, generati

IN AMBIENTE SAHELIANO, CHE RAPPRESENTINO UNA SOLUZIONE DI RESILIENZA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI © Andrea Avezzù

Inserito nell’Adi Design Index 2018, H2OS è un modello di ecovillaggio in Africa open-source e replicabile. Qual è la carica innovativa del progetto? «L’obiettivo del progetto  H2OS  è contribuire alla lotta alla povertà nel Senegal, favorendo il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie rurali per quanto riguarda la qualità dell’abitazione, l’approvvigionamento idrico ed energetico, la gestione dei rifiuti domestici e la produzione orticola con tecniche rispettose dell’ambiente in zona saheliana. H20S è un esperimento di co-sviluppo per sistemi residenziali autosufficienti dal punto di vista idrico ed energetico. Sarà un modello di ecovillaggio dimensionato sulle capacità tecniche, economiche e di auto-sussistenza agricola delle comunità locali, per fermare il processo di spopolamento e impoverimento delle campagne del Senegal e del resto del continente africano. Le soluzioni tecniche e architettoniche sono illustrate sul sito http://h2os-project.org. H2OS vuole, infatti, essere open source poiché il suo scopo è diffondere costruzioni moderne ed ecocompatibili in ambiente saheliano, che rappresentino una soluzione di resilienza ai cambiamenti climatici, grazie all’uso di materiali locali

Lo studio TAMassociati, da sinistra: Annamaria Draghetti (socio junior), Laura Candelpergher (socio junior), Simone Sfriso (socio fondatore), Massimo Lepore (socio fondatore), Raul Pantaleo (socio fondatore), Enrico Vianello (socio junior)


10 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Design e arte

Creatività non conosce confini Numerosi i riconoscimenti e le collaborazioni con i nomi più importanti del design, e non solo, nazionali e soprattutto internazionali. Il respiro e l’orizzonte dell’attività di Luca Nichetto sono globali, la sua visione progettuale fortemente legata al Dna delle aziende per cui lavora

© Foto AUT + B Barovier

I

Vasi Millebolle per Salviati

Lampada O-Space per Foscarini

avere la presunzione di stabilire quelli che per me sono diktat del design, volevo scoprire se in tutti i miei prodotti, nella loro fase di ideazione e realizzazione, si potessero rintracciare direttrici comuni ed elementi di contatto. I venti punti che abbiamo messo giù, quindi, raggruppano e filtrano le caratteristiche dei prodotti e soprattutto il nostro modo di procedere. Se quando lavoriamo a un progetto ci accorgiamo che questo non li tocca, proseguiamo fino a che non arriva a comprenderli in larga parte. Per quanto riguarda l’organizzazione, c’è un team

© Foto Max Rommel

Installazione Pure Imagination per Hermès

di designer internazionali che lavora con me. Ci sono uno studio director, che coordina tutti i lavori, un design manager e una serie di designer che affrontano i temi sulla base del nostro percorso. Nello studio in Italia ogni progetto è seguito nel suo sviluppo dal project leader, a Stoccolma la stessa cosa». Volendo ripercorrere i suoi progettichiave, quali menzionerebbe? «Tra i progetti che hanno segnato il mio percorso professionale, senz’altro indicherei i vasi Millebolle per Salviati, diventati un best seller dell’azienda che mi ha permesso di fare il primo step e acquistare computer, scanner, stampante, un grande investimento all’epoca. E poi nel 2003 la lampada O-Space disegnata per Foscarini, un successo economico ma anche un prodotto molto riconosciuto per l’azienda che mi ha aperto le porte ai primi contatti con il mondo del furniture. La mia prima sedia – Face per Kristalia nel 2005 – ha segnato il passaggio al furniture; la  Robo Chair per la svedese Offecct è stata il primo pezzo di furniture per l’estero. La collaborazione con Cassina nel 2012 (il divano la Mise, i tavolini Torei) mi ha proiettato nella big league. Importante anche la collaborazione con Molteni, che mi confermato nell’ambiente del furniture italiano di una certa storia e i più recenti progetti con Hermès e PepsiCo (set di accessori per il tè Pure Leaf alla Milano Design Week 2017). Sono sempre stati fatti step in avanti per arrivare dove sono ora». Come vedi il futuro? «Nel 2019 lo studio non avrà come palcoscenico solo Milano, presenteremo i nostri progetti in maniera più distribuita, a maggio all’Icff (International Contemporary Furniture Fair) a New York e anche in Cina. Il futuro è continuare a lavorare a livello internazionale; è sempre stato il mio obiettivo fin da quando ho iniziato. Non ho mai pensato al locale o all’Italia come gli esclusivi beneficiari dei miei progetti. Ho sempre voluto confrontarmi con interlocutori stranieri con il mio saper fare e modo di pensare, il mio essere italiano». Dal tuo punto di vista, il made in Italy mantiene ancora una posizione di primato a livello internazionale? L’italianità di un prodotto è ancora un plus distintivo? «Il saper fare che c’è in Italia non esiste al mondo, lo posso confermare al “200 per

© Foto Cassina

© Foto Massimo Gardone

l suo obiettivo è sempre stato quello di confrontarsi con realtà internazionali e ci è riuscito. Luca Nichetto è infatti oggi uno dei designer italiani più attivi e stimati all’estero. Classe 1976, muranese, Nichetto consegue la laurea in Disegno industriale presso lo Iuav. Nel 2006 fonda a Porto Marghera il suo studio, al quale se ne affianca un secondo dal 2011 a Stoccolma, dove oggi Luca vive. Fin dall’inizio del suo percorso collabora con aziende importanti quali Salviati e Foscarini, ma tutta la sua carriera è un costante crescendo in termini di creatività, dall’oggetto al furniture fino all’interior design e all’architettura, e di sodalizi prestigiosi con i migliori brand nazionali e internazionali di design. «Mi piace definirmi più un disegnatore industriale che non un designer - si racconta Luca Nichetto - perché sono legato all’idea che il design come oggi viene inteso nasce da un bisogno di lavorare per l’industria; che non significa mass production, ma piuttosto produzione in serie, che si tratti di 10 pezzi oppure di un milione. Amo mettere la mia creatività al servizio di un’organizzazione, grande o piccola che sia, e alle sue richieste». Un Manifesto guida la sua attività. Venti punti che condensano parole chiave rilevanti: forma, colore, dimensione, tempo e spazio, ma anche cliente, collaborazione, team. Come si concretizza questo manifesto? E come è organizzato il lavoro sui due studi in Italia e Svezia? «Il manifesto è un punto di arrivo e, al contempo, di partenza, non a caso i punti individuati sono in larga “soft” e generalizzati. Senza

Tavolini Torei e divano La Mise per Cassina

cento”. Allo stesso modo, però, ritengo che il made in Italy come pay-off attestante un’assoluta superiorità del nostro Paese sia ormai superato. Il know how italiano è ancora irraggiungibile per molti Paesi, ma alcuni stanno colmando il gap. A fare la differenza è ancora il mindset, la mentalità, il modo di affrontare il progetto, radicato nella nostra cultura dal Rinascimento fino ai nostri giorni. Difficile che il nostro modo di essere creativi possa essere acquisito velocemente da qualcun altro. Dietro a quello che facciamo, ci sono sempre e comunque delle persone e sono queste, con le loro qualità, a creare il made in Italy, il made in Japan e così via. Non è solo il fare, ma anche e soprattutto il pensare prima di fare». • Francesca Druidi

Il designer Luca Nichetto


12 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

S

i è insediato a metà dicembre il nuovo direttivo dell’Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare, presentato pubblicamente per la prima volta durante il Convegno nazionale Fiaip. Una piattaforma che dal 2015 riunisce oltre cento deputati e senatori di ogni schieramento politico e le principali associazioni di categoria, al fine di far emergere proposte strutturali di rilancio da sottoporre all’Esecutivo. «L’Opmi è un organismo trasversale e propositivo – spiega la nuova presidente Catia Polidori – che si pone l’obiettivo condiviso di creare un luogo di discussione, la più ampia possibile, sulle politiche per un comparto trainante per l’economia reale italiana, quindi per imprese e famiglie. L’Italia riparte, se riparte l’immobiliare». Che importanza riveste l’organismo che lei presiede in chiave di ripresa del comparto? «Mi piace pensare all’Opmi come a un laboratorio in cui formulare proposte concrete che metteremo a disposizione di tutte le forze politiche e del Governo, in cui auspichiamo di trovare interlocutori aperti, attenti e sensibili. La partecipazione delle associazioni di categoria, sia nel direttivo che nella consulta, sarà di fondamentale importanza, perché solo da un confronto tra le diverse realtà sociali ed economiche possono nascere progetti di medio e lungo periodo efficacemente incisivi e risolutivi dei problemi che attanagliano il comparto: dalla fiscalità, ai mancati investimenti infrastrutturali, dalla rigenerazione energetica e urbana al governo del territorio. Solamente per citarne alcuni». Nel corso del convegno sono state avanzate proposte di modifica alla legge di stabilità da parte del mondo del real estate. Su quali tematiche si sono focalizzate? «Il settore chiede un forte segnale di discontinuità rispetto alle politiche messe in atto dalla fine del 2011 a oggi. Tuttavia allo stato attuale, con il testo della Stabilità blindatis-

Immobiliare

«Se riparte l’intero comparto,

riparte l’Italia»

È l’assunto di partenza su cui l’Opmi, sotto la nuova guida di Catia Polidori, sta definendo le proposte per il rilancio dell’immobiliare. Aliquota al 10 per cento anche per le locazioni brevi e cancellazione dell’Imu per i negozi sfitti tra le principali

simo, credo proprio che sarà difficile che vengano accolte le nostre proposte, volte a dotare il Paese di un piano di riforme strutturali per il comparto, a partire dalla riduzione della fiscalità, davvero troppo elevata, che ha messo in ginocchio il settore». Quali ulteriori interventi considerate prioritari? «Tra le priorità senza dubbio ci sono l’estensione della cedolare secca per le realtà commerciali; la cancellazione dell’Imu per i negozi sfitti e l’introduzione, in modo permanente (non solo limitatamente all’anno venturo) della cedolare secca ai contratti di locazione a uso diverso dall’abitativo. L’altra nostra proposta sarà l’estensione della flat tax a tutte le tipologie della locazione e l’introduzione dell’aliquota al 10 per cento anche per le locazioni brevi. Le altre riguardano gli incentivi fiscali per le permute, maggiori garanzie per il locatore di rientrare in possesso dell’immobile in tempi certi, la liberalizzazione delle locazioni commerciali e infine la Catia Polidori, presidente dell’Osservatorio parlamentare sul mercato immobiliare

stabilizzazione degli incentivi». Dalla mancata proroga del blocco delle aliquote, annunciata nella manovra 2019, potrebbe derivare un aumento dei tributi sulla casa. Quali soluzioni si stanno vagliando all’interno dell’Opmi per evitare questa prospettiva? «L’organismo direttivo dell’Opmi è appena stato rinnovato, ma non si è ancora insediato. Il primo incontro si terrà a gennaio. Quanto alle soluzioni al vaglio, mi sento di anticipare che certamente saranno intraprese e adeguatamente supportate tutte le iniziative ritenute utili all’accoglimento da parte del Governo delle tante proposte sopraelencate. Non nascondo una certa apprensione, derivata dall’inedito e anomalo scenario politico nel quale si sta discutendo – per modo di dire, data la blindatura - la manovra e l’impossibilità per il Parlamento di contribuire al suo miglioramento». Negli ultimi anni la scarsa redditività legata all’investimento immobiliare ha allontanato anche gli istituti di credito da questo settore. Si può ristabilire un circuito virtuoso da questo punto di vista?

«In realtà si sono allontanati da tutto il mondo delle imprese. Un pò per la scarsa redditività e un pò a causa dei profondi mutamenti che li hanno interessati. Se un tempo il direttore di banca poteva far fronte alle esigenze di una data impresa, con i criteri di Basilea 1, 2, 3 è venuto meno lo storico patto tra mondo produttivo e istituti di credito. L’unico modo per ristabilire un circuito virtuoso è abbassare la fiscalità che, con il 52 per cento, è la più alta d’Europa. Senza contare che il 23 per cento è a carattere patrimoniale, quindi espropriativo. Il risultato è che nessuno investe sull’immobiliare, nemmeno gli stranieri, scoraggiati anche dalla lentezza e dalla mancata certezza di rientrare in possesso dell’immobile in caso di inadempienza da parte dei locatari». Una revisione fiscale potrebbe incentivare l’utilizzo del contratto di leasing finalizzato all’acquisto dell’abitazione principale. Quali correttivi occorre apportare agli attuali strumenti legislativi su questo versante?

«L’acquisto dei beni immobili attraverso il leasing non ha avuto troppa fortuna, un pò per via degli incentivi, limitati alla ristretta fascia degli under 35, un po’ per le caratteristiche stesse dell’acquisto attraverso tale prodotto finanziario. L’Opmi si riserva di approfondire meglio l’applicabilità del leasing, in modo da renderlo davvero accessibile a tutti». • Giacomo Govoni


Dicembre 2018 | 13

MIPIM 2019 Nato nel 1990 è un evento della durata di 4

come obiettivo la previsione dell’andamento

spart ha sottolineato l’importanza di questa

giorni che si terrà dal 12 al 15 marzo 2019

del settore immobiliare nei prossimi tren-

edizione, che celebra i 30 anni dell’evento,

presso il Palazzo dei Festival di Cannes e riu-

t’anni. Per questa edizione sono attesi oltre

e del contributo che offriranno i maggiori

nirà gli operatori più importanti di tutti i set-

26.000 partecipanti e oltre 5.400 investito-

esperti del settore per la creazione di un fu-

tori dell’industria immobiliare internazio-

ri. Tema chiave sarà la sostenibilità am-

turo tecnologicamente avanzato, sostenibile

nale. Mipim 2019 “ Coinvolgere il futuro” avrà

bientale. Il direttore del Mipim Ronan Va-

e innovativo.

Troppa “timidezza” nella manovra di bilancio È il giudizio che esprime Gian Battista Baccarini sulle misure previste per l’immobiliare. Poco generose nei confronti di un settore che, nonostante le compravendite crescano, ha bisogno di incentivi strutturali anche per rivalutare lo stock abitativo

S

algono per il quarto anno consecutivo le compravendite di immobili residenziali, che in base ai calcoli previsionali di Fiaip dovrebbero chiudere l’anno a quota 585 mila, con un incremento del 5,6 per cento rispetto al 2017. Una dinamica espansiva che non contagia il comparto commerciale, per il quale si profila invece un consuntivo a “segno zero”. «Per il non abitativo si protrae la fase di stallo – osserva il numero uno della federazione agenti immobiliari Gian Battista Baccarini – tuttavia il livello complessivo delle compraven-

base annua e, mentre negli altri Paesi i valori crescono. E non dipende dalla bassa crescita dell’economia perché in Francia, dove il Pil si attesta al +1,5 per cento, i valori crescono del 6 per cento; idem in Germania, dove a un +1per cento del Pil corrisponde un incremento del 5 per cento. È anche vero che in alcune grandi città come Torino, Firenze, Bologna, Napoli questi valori stanno iniziando a risalire. E soprattutto a Milano, che anche in questo ambito testimonia il suo ruolo di capitale economicofinanziaria italiana». La manovra di bilancio 2019 è alle bat-

«CHIEDIAMO CHE LA CEDOLARE SECCA SULLE LOCAZIONI A USO DIVERSO DALL’ABITATIVO NON RIGUARDI SOLO I NEGOZI, MA ANCHE CAPANNONI, UFFICI E LABORATORI ARTIGIANALI» dite risulta positivo per tre principali motivi: i rendimenti finanziari sono pressoché azzerati, i finanziamenti offrono ancora tassi di interesse in storage nonostante l’annuncio della fine del Qe, il calo dei valori di mercato facilita l’acquisto». Riguardo appunto ai valori, a gennaio affermava che comprare casa nel nostro Paese costava meno della metà di 10 anni fa. A distanza di dodici mesi, si sentirebbe di sottoscriverlo? «Era una dichiarazione volutamente un po’ forte per rendere l’idea del calo significativo degli ultimi anni, pari a circa il 30 per cento su scala nazionale. Siamo l’unico Paese dei 28 dell’Unione Europea in cui i valori di mercato degli immobili sono ancora a un -0,9 per cento su

tute finali. Quali misure vantaggiose contiene per gli operatori del sistema immobiliare? «Della legge di bilancio non possiamo dirci contenti perché sul settore immobiliare c’è veramente poco. Due cose, sostanzialmente: la conferma degli incentivi fiscali al 50 per cento e al 65 per cento per le ristrutturazioni, gli ecobonus e il bonus arredi che però devono diventare permanenti perché non è possibile che ogni anno non si sappia se ci sono o meno. L’altra novità positiva è l’introduzione timida della cedolare secca sulle locazioni a uso diverso dall’abitativo, che tuttavia riguarda solo i negozi e solo l’anno 2019. Noi riteniamo invece che debba essere allargata a tutti gli edifici non residenziali come capannoni, uffici, laboratori ar-

tigianali e magazzini e che non riguardi solo il prossimo anno, ma tutti i contratti stipulati a partire dal prossimo anno». In compenso la mancata proroga del blocco delle aliquote annunciata nella Legge di bilancio 2019 potrebbe riflettersi in un aumento di Imu e Tasi. Che impatti temete in tal senso? «Questo è un aspetto che ci preoccupa tanto. Il Governo in carica ha più volte dichiarato che non avrebbe aumentato la tassazione, che attualmente si traduce in un carico impositivo superiore ai 50 miliardi di euro su base annua e peraltro attraverso una fiscalità decisamente confusa. L’eliminazione del blocco imposto ai Comuni fino all’anno scorso delle aliquote in relazione all’Imu e ai tributi locali comporterebbe con fortissima probabilità l’aumento della tassazione a livello locale». E qui subentra anche la questione della cosiddetta Imu extralarge. «Altra nota dolente, perché così come è impostata la fusione di Imu e Tasi porterebbe l’aumento dell’aliquota massima dal 10,6 per cento all’11,4 per cento. A livello locale si parla sempre di aumento di pressione fiscale, una cosa di cui il settore immobiliare certamente non ha bisogno. Noi avevamo fatto una proposta in questo senso, ovvero che si consenta la deduzione dei tributi locali dalla dichiarazione dei redditi dell’anno successivo. Con una sorta di recupero al centro all’Erario senza alleggerire le casse delle amministrazioni locali, che naturalmente hanno necessità di risorse per erogare servizi». In materia di regolamentazione della professione, avete salutato con favore l’approvazione del Ddl Europea 2018. Quali

Gian Battista Baccarini, presidente di Fiaip, Federazione italiana agenti immobiliari professionali

nuove prospettive aprirà questo provvedimento alla categoria? «Sono anni che chiediamo questa apertura delle compatibilità, ovviamente nel rispetto e nel mantenimento delle incompatibilità per tutti i dipendenti privati e pubblici e per le professioni intellettuali che orbitano nel settore immobiliare. L’articolato del decreto rispecchia la formulazione della nostra associazione e permetterà all’agente immobiliare di erogare tutti quei servizi strumentali e funzionali all’attività di intermediazione immobiliare. Ad esempio la gestione su scala territoriale delle locazioni turistiche, la possibilità di fare amministrazioni condominiali o di creare società di valutazione e di perizie utilizzate dalle banche per fare i mutui. Una serie di attività che vanno aumentare non solo il fatturato delle agenzie rendendole multidisciplinari, ma soprattutto vanno incontro alle nuove richieste della collettività». • Giacomo Govoni


14 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Immobiliare

>>> Continua dalla prima

giamento delle banche più espansivo rispetto al passato». Quali sono le “avanguardie” regionali sul fronte delle compravendite? «Ovviamente Milano fa storia a sé sia nel segmento residenziale che negli altri, con segni di crescita anche nei prezzi. Si tratta di un mercato che anticipa le tendenze nazionali ormai con un anno abbondante di vantaggio rispetto ad altri territori. A queste tendenze si stanno avvicinando anche altre aree prevalentemente del Cento-Nord come Firenze, Bologna e Venezia e in particolare le località turistiche e universitarie, che in qualche modo hanno una spinta maggiore dalla componente di investimento». Sul versante dei prezzi, per quali tipologie di immobili si osservano le variazioni più marcate? «La situazione più difficile si registra sulle aree periferiche e sugli immobili degradati. Aumentando la vicinanza al centro, il livello di pregio dell’immobile e anche l’efficienza energetica assistiamo a una migliore tenuta, o a un leggero incremento delle quotazioni, ma non a dinamiche di controtendenza sostanziale. Segnali di chiara controtendenza si rilevano solo in ragione di peculiarità localizzative o immobiliari, ma non invertono l’andamento complessivo del mercato». Tornando all’incremento delle locazioni, quali elementi stanno determinando questo rialzo della domanda e in che termini? «Questo è un fenomeno che riguarda le grandi città e soprattutto quelle in cui è forte la componente turistica. Una spinta

notevole è derivata dagli affitti a breve termine o transitori che hanno riportato sul mercato una parte di offerta che prima i proprietari non rendevano disponibile, preoccupati dalla capacità di onorare le spese da parte dei locatari tradizionali. D’altro canto questo fenomeno ha avuto come effetto un rialzo medio dei canoni che se da un lato ha migliorato la redditività dei proprietari, dall’altro ha spiazzato la domanda tradizionale (studenti e famiglie residenti di medio e lungo periodo). E questo, specie nelle città universitarie, può avere dei contrappunti in termini di scelta della sede di studio a vantaggio di altre in cui questo trend è meno marcato». Sotto l’aspetto dell’efficientamento energetico, quali progressi sta compiendo il patrimonio edilizio nazionale

AUMENTANDO LA VICINANZA AL CENTRO, L’EFFICIENZA ENERGETICA E IL LIVELLO DI PREGIO DELL’IMMOBILE, ASSISTIAMO A UN LEGGERO INCREMENTO DELLE QUOTAZIONI e con quali effetti sui trend di vendita? «Negli ultimi 20 anni son stati fatti interventi su quasi il 48 per cento del patrimonio abitativo e residenziale, grazie a una campagna di incentivazione che ha accresciuto leggermente la qualità del patrimonio abitativo, garantendo al contempo uno stimolo a un’industria delle costruzioni pesantemente colpita dalla crisi. L’altra faccia della medaglia è che si è trattato spesso di

interventi di portata limitata e non sostanziali, come la sostituzione di infissi o caldaie. Questo fa sì che molte abitazioni italiane continuino a essere qualitativamente inadeguate, evidenziando la necessità di migliorare ulteriormente una fotografia che vede la classe A nel nostro Paese al di sotto del 3 per cento dello stock abitativo complessivo». In conclusione il vostro Osservatorio prevede che “in assenza di correzioni sostanziali delle strategie di politica economica”, nei prossimi mesi le transazioni immobiliari potrebbero subire una frenata. Quali ritenete prioritarie per evitare questo scenario? «Sostanzialmente la correzione da ottenere riguarda la manovra in discussione. Tutti gli elementi che inducono paura rispetto alla capacità del Paese di onorare gli impegni, di garantire una politica economica espansiva come quella che aveva caratterizzato gli scorsi anni rappresenta un potenziale fattore di preoccupazione e di rallentamento per il comparto. È necessario trovare degli strumenti di crescita e di attivazione che non siano in contrasto con alcune regole europee, per non aumentare la percezione di rischiosità che inevitabilmente ricadrebbe anche sul settore immobiliare. Tensioni finanziarie e spread sono ormai strettamente correlati alle scelte delle banche, che giocano un ruolo fondamentale per alimentare la risalita del mercato». • Giacomo Govoni


16 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Serramenti

Bene le sostituzioni Grazie a uno schema efficace di incentivi, questa tipologia di intervento ha conosciuto un sensibile incremento nel 2018. Un’eventuale rimodulazione tuttavia, genererebbe «una perdita di domanda pari al 23 per cento del mercato» avverte Carmine Garzia

P

er effetto della crescita degli investimenti nelle costruzioni, confermata da tutti i dati di mercato che la collocano all’1,8 per cento nel 2018 e all’1,7 per cento nel 2019, la domanda di serramenti salirà in entrambi gli anni di 100 milioni di euro. A metterlo in luce è l’ultima relazione dell’Ufficio studi economici di Unicmi presentata a fine novembre all’Assemblea generale dell’associazione, che delinea un orizzonte incoraggiante per il settore trainato dalle ristrut-

turazioni e da un’interessante ripresa del nuovo nel residenziale. Anche se «il comparto più dinamico, almeno a livello di tassi di crescita – osserva il direttore dell’Ufficio studi Unicmi Carmine Garzia - sarà quello del non residenziale, in particolare quello delle nuove costruzioni destinate al terziario avanzato e gli edifici pubblici». Il 2018 volge al termine. Che anno è stato per l’industria dell’involucro edilizio sul piano delle vendite e su che livelli si stima possa attestarsi il consuntivo in valore?

«Nel 2018 la domanda di serramenti e facciate sarà di 4,67 miliardi di euro, di cui 2,85 nel segmento residenziale e 1,72 miliardi nel segmento non residenziale, che include una domanda di circa 500 milioni di euro di facciate. Nel 2019 la domanda complessiva raggiungerà i 4,75 miliardi di euro. In termini di quote valore/fatturato, quest’anno il mercato delle finestre si ripartisce tra: il 37 per cento dell’alluminio, il 32 per cento del legno e il 31 per cento del Pvc. Quest’ultimo continua a crescere grazie soprattutto alla capacità di penetrare nel mercato della sostituzione residenziale, mentre l’alluminio mostra una dinamica neutra/lievemente negativa. Il legno continua a perdere quote con un trend marcatamente negativo. Questi trend sono confermati anche dai nostri modelli previsionali per il periodo 2019-2020». Per quali tipologie di intervento in particolare, gli incentivi fiscali hanno innescato un meccanismo virtuoso nell’ultimo anno? «Il nostro settore vede ancora preponderante il mercato della sostituzione. E in questo quadro le detrazioni nel 2018 hanno svolto ancora un ruolo fondamentale fiscali generando una domanda di oltre 1,6 miliardi di euro di serramenti. Un valore che dovrebbe essere sostanzialmente confermato nel 2019, se resterà l’attuale schema di incentivazione. Infatti, l’eventuale rimodulazione degli incentivi fiscali, con l’inserimento di un limite per i prezzi a metro quadro, produrrebbe effetti estremamente negativi sulla domanda». Quali elementi vi inducono a prefigurare un simile scenario? «Il tetto di prezzo di 370 euro al mq (comprensivo dei costi d’installazione, iva esclusa) proposto dal ministero è largamente inferiore al prezzo medio registrato attualmente nell’ambito degli interventi di sostituzione degli infissi, a cui si applicano le detrazioni. Basandosi sull’analisi dei dati Enea si attesta infatti a 750 euro al mq (serramenti installati, iva esclusa), per cui questo spingerebbe una parte dei consumatori a rivedere la propria spesa spostandosi su prodotti più economici, nel contempo una parte dei consumatori rinuncerebbe alla sostituzione». Con quali ricadute sul giro d’affari dei serramenti? «Conoscendo la ripartizione del mercato tra consumatori premium e mass market, Unicmi ha sviluppato una stima precisa di quello che potrebbe essere l’effetto della rimodulazione degli incentivi, ovvero una perdita di domanda di 386 miliardi di euro, pari a circa il 23 per cento del mercato. Questa stima va considerata prudenziale, tuttavia non tiene conto degli effetti di un rallentamento generale dell’economia, con una contrazione della spesa per consumi e investimen-

ti delle famiglie, che produrrebbe una contrazione di ameno un terzo del mercato incentivato». Al netto delle scelte definitive che verranno assunte in materia di incentivi fiscali, cosa vi aspettate per il 2019? «Per i serramenti metallici il trend crescita continuato nel 2018 con un tasso del 4 per cento potrebbe essere confermato nel 2019 nell’ambito di una forbice di crescita tra il 3 per cento e il 4 per cento. Per le facciate continue la tendenza di crescita per il 2019 sarà compresa in una forbice fra il 4 per cento e il 5,5 per cento. Va tuttavia precisato che queste previsioni considerano un possibile rallentamento della crescita economica, ma non considerano gli effetti di una crisi finanziaria, come quella vissuta dall’Italia nel 2011». Cosa accadrebbe in quel caso?

Carmine Garzia, responsabile scientifico dell’ufficio Studi economici di Unicmi

«Le turbolenze finanziarie e l’eventuale rialzo dello spread avrebbero effetti drammatici sulla crescita del settore delle costruzioni e sulla domanda di serramenti e facciate. Un maggior costo dell’indebitamento frenerebbe le nuove iniziative immobiliari, con effetti sulla crescita nel comparto del nuovo, in particolare nelle costruzioni non residenziali. Il costo del denaro influenzerebbe le spese per investimenti delle famiglie con effetti negativi sulle compravendite di abitazioni nuove e usate, e quindi sul segmento delle ristrutturazioni edili. Infine, il rallentamento generale dell’economia spingerebbe al ribasso anche i consumi delle famiglie, con effetti negativi sul mercato della sostituzione degli infissi». • Giacomo Govoni


Dicembre 2018 | 17

BAU 2019

la lista d’attesa che ci sono in alcune sezioni della mostra». A Bau

Il Salone, che si terrà dal 14 al 19 gennaio a Monaco, amplierà la sua

plicazioni e prodotti per finestre, porte e facciate, con i relativi si-

superficie espositiva fino a diventare, come hanno sottolineato gli

stemi di scorrimento, aerazione e sicurezza. Si rifletterà su come la

organizzatori “il più grande Bau di sempre”. «Ampliare lo spazio

digitalizzazione nel settore dei serramenti stia interessando sem-

espositivo è stato un passo molto significativo per Bau – ricorda

pre di più i luoghi di lavoro e gli spazi pubblici e privati. Ci saran-

Reinhard Pfeiffer, Ceo di Messe München- per rispondere alle ri-

no anche nuove sezioni espositive dedicate a Illuminazione e

chieste degli espositori per stand di maggiore spazio e per ridurre

Smart Building.

2019 le aziende produttrici presenteranno numerosi esempi di ap-

Un tocco di stile I serramenti sono elementi importanti delle abitazioni. Richiedono alte prestazioni ed efficienza e uno stile che si adatti alle esigenze dei clienti

N

egli ultimi anni il mercato del serramento sta procedendo verso una direzione ben definita, che è quella della qualità. I clienti sempre più preparati, le esigenze di performance energetiche particolarmente alte, la ricerca di elementi di design, hanno fatto sì che il serramento diventasse un elemento fondamentale dell’abitazione. CFG serramenti con la sua produzione di infissi in Pvc è sicuramente all’avanguardia in tutti questi campi. «La nostra azienda ha iniziato l’attività nel 2009 e fin da subito si è occupata di produzione e posa in opera di infissi in Pvc- spiega Cornelio Civera, amministratore e responsabile aziendale -. Il nostro punto di forza è il poter contare su un’organizzazione agile e dinamica, sempre in grado di rispondere a ogni esigenza del cliente. Inoltre, utilizziamo per le nostre realizzazioni macchinari di ultima generazione, tecnologicamente avanzati che consentono di ottenere prodotti con elevati standard qualitativi, innovativi e di moderno design, con prestazioni termiche e acustiche tra le più alte oggi raggiungibili». La soddisfazione del cliente è per l’azienda il primo obiettivo. L’impegno di CFG serramenti non si limita alla produzione, posa in opera e sostituzione di serramenti in Pvc, ma è volto alla

CFG Serramenti ha sede a Sant’Omobono Terme (Bg) www.cfgserramenti.com

completa tutela del cliente, aiutandolo a individuare le soluzioni adatte alle proprie esigenze. «I clienti sono alla ricerca di elementi che ben si adattino all’ambiente in cui saranno installati. Il Pvc consente di scegliere tra molteplici tipologie di colore e questo fa sì che il cliente riesca a scegliere gli elementi che meglio si adattino al proprio contesto. Inoltre, negli ultimi anni, vi è la necessità di installare finestre che siano efficienti termicamente e gli infissi prodotti da CFG serramenti, posso vantare trasmittanze termiche davvero basse, adatte alle nuove costruzioni in classe A». Oltre a essere funzionali, gli infissi prodotti da CFG serramenti rappresentano anche elementi di design: «Pensiamo infatti alle grandi finestre scorrevoli che negli ultimi anni vengono sempre maggiormente richieste e che sono in grado di dare un carattere distintivo

IL RAGGIO D’AZIONE Il core business dell’azienda si sviluppa soprattutto nel Nord Italia, con brevi incursioni anche nel mercato svizzero, dove il prodotto Quasi Zero è molto apprezzato per le sue capacità isolanti. Sicuramente poi gran parte del mercato si sviluppa nell’ambito di privati nella zona lombarda, con prevalenza su Milano e Bergamo. Durevoli e resistenti agli agenti atmosferici, i serramenti in Pvc realizzati da CFG sono dotati di meccanismi antieffrazione che li rendono sicuri contro i tentativi di intrusione.

al luogo dove vengono installate, poiché riescono a dare grande visibilità e luminosità all’ambiente». Il Pvc è un materiale che gode di più vantaggi: ottimo isolante acustico e ter-

DALL’ESPERIENZA DI CFG SERRAMENTI NASCONO LINEA RIGENERA, LINEA EFFICIENTA E LINEA SICURA, LINEA QUASI ZERO, LINEA INNOVA E LINEA ARCHINDUSTRIA, SEI LINEE DI PRODOTTO PER SODDISFARE LE ESIGENZE DI OGNI CLIENTE

mico, è particolarmente indicato per installazioni, sostituzioni e ristrutturazioni in cui efficienza energetica e isolamento termico sono il punto di partenza del nuovo progetto. Dall’esperienza di CFG serramenti nascono Linea Rigenera, Linea Efficienta e Linea Sicura, Linea Quasi Zero, Linea Innova e Linea Archindustria: «le nostre sei linee di prodotto sono caratterizzate da durata e funzionalità e danno vita a serramenti di qualità, creati su misura per scopi ed esigenze specifiche, senza mai dimenticare il vero ruolo del serramento d’interni e l’importanza che estetica e design richiedono a ogni tipologia d’infisso, offriamo più soluzioni senza la necessità di un intervento sulla struttura dell’edificio e mantenendo sempre un ottimo rapporto qualità/prezzo». Negli ultimi anni l’azienda ha investito in tecnologia e distribuzione sul territorio. In tecnologia poiché sono stati introdotti macchinari 4.0 che garantiscono una qualità del prodotto davvero eccellente. In distribuzione sul territorio, poiché per essere presenti e a contatto con il pubblico sono stati aperti due showroom nella provincia di Bergamo ed è stata ampliata la rete di agenti, che agisce in tutto il Nord Italia. «È stato necessario adattarsi al cambiamento, per non venire tagliati fuori da un mercato che è in continuo mutamento, con esigenze sempre nuove. Le strategie che abbiamo adottato sono gli investimenti: in tecnologie produttive, maggiore distribuzione sul territorio e aumento della forza lavorativa per riuscire a rispondere all’incremento di lavoro». Per il futuro l’azienda sta attuando una forte campagna marketing volta a rafforzare la visibilità del brand sul mercato. Inoltre, sta partecipando a fiere ed eventi per promuovere i prodotti e diffondere la rete vendita. «Nel 2019 andremo sicuramente a introdurre nuove forze lavoro specializzate in ambito produttivo, al fine di potere dare un prodotto qualitativamente superiore rispetto al resto del mercato. Particolare cura sarà poi dedicata anche al “post vendita”, settore nel quale sono previste novità al fine di essere sempre presenti per i nostri clienti. Non per ultimo, nel 2019 prevediamo ancora maggior valore a CFG serramenti, attraverso un percorso di certificazione che ne attesti le qualità». • Luana Costa


18 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

C

asa è sinonimo di sicurezza e comfort, è il luogo dove si coltivano gli affetti al riparo dalle avversità del mondo esterno: la scelta dei serramenti è quindi fondamentale, perché sono determinanti sia per la protezione dell’abitazione, che per l’isolamento termico e acustico. Uno dei materiali oggi più usati nel settore serramenti è il Pvc. Ma perché scegliere proprio il Pvc? Lo abbiamo chiesto a Giancarlo Gardinetti, titolare della bergamasca GLEM Serramenti e con un’esperienza ultraventennale. «L’azienda è nata solo tre anni fa – precisa Gardinetti – anche se personalmente sono attivo nell’ambito da decenni ormai. La nostra specializzazione riguarda la produzione di serramenti in Pvc, rigorosamente made in Italy, ed è realizzata grazie ad importanti investimenti nella ricerca di macchinari sempre più innovativi. Questi ci garantiscono lavorazioni e processi produttivi all’avanguardia, in grado di immettere sul mercato prodotti di fascia alta ad un prezzo competitivo». Gardinetti prova a riassumere tutti i vantaggi di questo materiale tecnico pensato appositamente per essere usato nei serramenti. «Se si pensa che porte e finestre – spiega il titolare della GLEM − sono responsabili per il 33 per cento della dispersione del calore di un’abitazione, abbiamo già una prima idea dell’importanza nello scegliere serramenti di qualità: significa ridurre la di-

I vantaggi del Pvc Nel settore serramenti è il materiale che ormai domina incontrastato, grazie a una serie lunghissima di caratteristiche tecniche superlative. Dalla prospettiva della sua esperienza ventennale, l’analisi di Giancarlo Gardinetti

IDENTIKIT DI UN SUCCESSO

spersione e, quindi, i costi dei consumi energetici, oltre a migliorare il comfort abitativo, eliminando gli spifferi. Il Pvc, in questo senso, ha naturali proprietà di isolamento termico che lo rendono ideale a questo scopo. Un altro vantaggio consiste nell’ottimo livello di isolamento acustico, ideale per ambienti urbani ed edifici situati in zone trafficate, il cui inquinamento acustico ha ripercussioni negative sulla qualità della vita e sulla salute. Il comfort abitativo, poi, passa dai serramenti anche per la funzione che svolgono di protezione contro le intemperie e dai raggi solari, e quelli di GLEM offrono elevata resistenza, grazie alla certificazione per il clima severo (classe S) che permette di proteggere la propria abitazione da infiltrazioni, raffiche di vento e grandine, e di smorzare la calura estiva senza sacrificare la luminosità dell’ambiente».

Serramenti

A Dalmine, in provincia di Bergamo, su una superficie di 12mila mq e un capannone industriale di 5mila mq, la GLEM Serramenti ha avviato la sua attività «dando vita a un’officina all’avanguardia – dice il titolare Giancarlo Gardinetti −, con uno staff qualificato e costantemente aggiornato per assicurare al cliente il miglior prodotto e il servizio più efficiente. Costante attenzione alle esigenze del cliente, quindi, unita a un’elevata qualità produttiva, oltre alla continua innovazione tecnologica, fanno di GLEM Serramenti un’azienda che propone sul mercato l’eccellenza del serramento in Pvc. In ogni momento, siamo al fianco di chi sceglie la nostra professionalità, fornendo assistenza pre e post vendita, consulenza e garanzia di 10 anni. In più, possiamo affidarci a una rete di showroom e di rivenditori che mette in contatto diretto il retail con la produzione, permettendo di toccare con mano il risultato di una continua ricerca di innovazione nel campo dei serramenti. GLEM Serramenti è la scelta per il comfort e la sicurezza della tua casa, con qualità certificata made in Italy».

Ma i buoni motivi per scegliere il Pvc non finiscono qui. «È un materiale dall’alto rapporto qualità-prezzo – continua Gardinetti −, che richiede una limitata manutenzione, nell’arco dei 30 anni del ciclo vitale medio di un serramento. Rappresenta perciò un pre-

zioso investimento che si ripaga nel corso del tempo grazie a maggiore sicurezza, minori consumi e miglior comfort abitativo. Inoltre, non bisogna sottovalutare un dato di fatto ormai evidente a tutti: stiamo parlando di veri e propri elementi d’arredo da integrare con l’interior design dell’abitazione. E il Pvc è un materiale moderno, facile da per-

sonalizzare, che noi proponiamo con una gamma di 40 colorazioni e con la tecnologia V-Perfect, che rimuove il cordolo di saldatura dall’angolo per creare una superficie esteticamente perfetta. Infine, offriamo combinazioni di profili, vetri e ferramenta a prova di effrazione e di scardinamento. Una costante opera di ricerca e di sviluppo permette di individuare i metodi e gli approcci più comuni usati dai ladri, per proporre le soluzioni più adatte per contrastarli». Un altro aspetto che Gardinetti sottolinea è la fiducia che ripone nel know how italiano. «Siamo convinti che produrre in Italia offra consistenti vantaggi ai nostri clienti – dice l’imprenditore −. Le maestranze italiane e i macchinari ad alta tecnologia sono ospitati in uno stabilimento di recente costruzione, risultato di un costante desiderio di innovazione e avanguardia; è questo che, combinato con un’accurata selezione delle materie prime, porta al risultato che vogliamo:

Giancarlo Giardinetti, titolare della GLEM Serramenti con sede a Dalmine (Bg) - www.glemserramenti.com

linee di serramenti in Pvc che garantiscono alti livelli di sicurezza, comfort abitativo e isolamento termico e acustico». GLEM Serramenti ha scelto il Pvc non solo per portare ai propri clienti tutti questi vantaggi, ma anche per contribuire alla sostenibilità ambientale. «È il materiale con il minore impatto inquinante per questo settore ed è riciclabile, oltre a garantire l’abbattimento dei consumi e delle missioni, come dicevamo. Inoltre, l’impianto produttivo di GLEM Serramenti è dotato di pannelli fotovoltaici che forniscono 130mila watt di elettricità e ogni fase del processo produttivo viene accuratamente seguita per minimizzare sprechi e rischi per l’ambiente». • Remo Monreale

SE SI PENSA CHE PORTE E FINESTRE SONO RESPONSABILI PER IL 33 PER CENTO DELLA DISPERSIONE DEL CALORE DI UN’ABITAZIONE, ABBIAMO GIÀ UNA PRIMA IDEA DELL’IMPORTANZA NELLO SCEGLIERE SERRAMENTI DI QUALITÀ


Dicembre 2018 | 21

FESQUA 2020

produttori di infissi, macchinari e attrezzature per

La fiera internazionale degli infissi e relativi prodotti e ac-

2020 a San Paolo in Brasile sono attesi oltre 45.000 vi-

cessori, è diventata l’evento più importante dedicato al set-

sitatori appartenenti al settore dell’edilizia, architet-

tore in America Latina. Ogni due anni, i suoi 290 espositori

tura, consulenza, ingegneria, produttori di infissi e

presentano le ultime innovazioni, tecnologie, prodotti e ser-

serramenti. L’evento offre alle aziende e ai visitatori

vizi in materia di infissi, vetri, porte, finestre e facciate, sof-

la possibilità di generare affari e opportunità redditi-

fitti, cancelli, serrature, componenti e accessori per fabbri e

zie e di conoscere le tendenze di mercato più attuali.

l’industria vetraria e del vetro. Dal 16 al 19 settembre

Un nuovo concept per i serramenti

L

a bellezza salverà il mondo dice il saggio e si può cominciare a circondarsi di bellezza proprio nella parte di mondo che viene vissuta più intensamente di tutte. La casa, ma anche l’ufficio, acquista valore se curata anche in dettagli di fondamentale importanza come i serramenti. «Da oltre 50 anni ci occupiamo della produzione e vendita di serramenti in provincia di Como, in particolare produciamo serramenti in pvc, alluminio, legno/alluminio e persiane in alluminio». Severino Rusconi comincia così a presentare l’azienda Rusconi Serramenti che gestisce assieme al socio Giovanni Rusconi. «La ditta è nata circa 50 anni fa dall’intuizione dei nostri genitori che hanno cominciato a produrre finestre, allora principalmente in legno. Oggi siamo in totale 13 persone tra collaboratori in ufficio, posatori e operatori di produzione». Col passaggio alla seconda generazione è avvenuto il primo fondamentale cambiamento in azienda, con l’arrivo di alluminio e pvc. «Ac-

Severino Rusconi spiega perché conviene scegliere di investire in serramenti di qualità made in Italy. Preferibilmente realizzati in legno e alluminio

Rusconi Serramenti si trova a Erba (CO) - www.rusconiserramenti.it

quistiamo i profili in barra e poi li tagliamo, assembliamo e rifiniamo il prodotto nei nostri stabilimenti. Per quanto riguarda i profili in pvc ci appoggiamo ad aziende che sono estrusori di profili, in particolare Alphacan per il pvc e

Uniform per legno/alluminio». Le richieste infatti sono cambiate con l’evolversi del mercato da circa 10/15 anni. «Abbiamo capito presto che la domanda è cambiata con la diminuzione di richieste di serramenti in legno in fa-

vore di serramenti in pvc, che resta il prodotto più richiesto data la convenienza del prezzo». Eppure, la combinazione di legno e alluminio regala soddisfazioni. «Abbiamo lanciato la linea moderna Rusconi in collaborazione con Uniform curando le caratteristiche tecniche, ma puntando molto sul design. La fi-

nestra è caratterizzata da un sistema a 45 gradi con un inserto in acciaio che arreda con stile grazie a finiture esterne ed interne molto accattivanti che seguono la linea degli arredamenti». Non più una finestra pensata solo per contenere, ma un elemento arricchito da un alto valore estetico, con un profilo tutto made in Italy. Investire in una finestra in legno alluminio serve perché il prodotto ha alte prestazioni, con il valore aggiunto di essere un prodotto italiano di alta qualità. Elementi che allungano la durata media di un serramento. «Col pvc riusciamo a dare un buon prodotto ad un prezzo competitivo. Se invece un cliente richiede la qualità migliore al prezzo giusto, consigliamo il legno/alluminio che garantisce una resa qualitativa maggiore, grazie a caratteristiche termico acustiche più elevate». • Patrizia Riso


22 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Vietato arrendersi al declino È il grido di incoraggiamento che Gabriele Buia lancia alle imprese delle costruzioni, esortando le forze politiche a dare risposte immediate e concrete sul piano degli investimenti nel settore. Cominciando dalla rigenerazione urbana

C

on la ripresa dell’industria delle costruzioni, collegata al 90 per cento dei settori produttivi italiani, il Pil del nostro Paese crescerebbe dello 0,5 per cento in più ogni anno. È lo scenario prospettato da Ance nel corso di una recente audizione sulla manovra di bilancio, corredato tuttavia da una serie di rilievi che evidenziano come, allo stato attuale, tale stima appartenga ancora al campo dell’irrealtà. «Per questo non bisogna perdere di nuovo il treno della legge di bilancio – sottolinea il presidente Gabriele Buia - ma dare finalmente concretezza al capitolo degli investimenti, restituire liquidità alle imprese e far partire i lavori di manutenzione e di riqualificazione delle nostre città. Condizioni essenziali senza le quali gli obiettivi di crescita per il 2019 rischiano di restare una chimera». Tra scenari attesi e possibili, cosa dice invece la situazione reale del vostro comparto aggiornata al presente? «I numeri purtroppo parlano chiaro: sono oltre 120 mila le imprese espulse dal mercato e 600 mila i posti di lavoro andati in fumo. Quella che ancora in corso è una crisi di sistema che morde tutti: non solo le centinaia di migliaia di Pmi, ma ora anche le grandi aziende, con pericolosi effetti domino che vanno assolutamente scongiurati. Non possiamo e non dobbiamo arrenderci al declino: il Paese ha bisogno di risposte immediate e le imprese devono tornare a lavorare. È necessario dare subito il segnale che l’Italia può tornare a crescere ai ritmi degli altri Paesi europei». In compenso i dati del vostro ultimo Rapporto, presentato a ottobre al Mae, segnalano una crescita dei fatturati esteri delle imprese edili. «All’estero tutti vogliono il made in Italy delle costruzioni, sinonimo di grande qualità, professionalità e competenze, mentre a casa nostra è troppo poco valorizzato. Infatti, in 13 anni, la quota di fatturato estero delle imprese di costruzione ha praticamente surclassato quella realizzata tra i confini nazionali: dal 31 per cento è arrivata a rappresentare, infatti, il 74 per cento del totale del giro d’affari. Con le ultime acquisizioni l’Italia è presente in 92 Paesi del mondo». In quali nuovi mercati stanno pene-

Gabriele Buia, presidente nazionale di Ance

trando e per quali attività prevalenti vengono richieste? «Rispetto a pochi anni fa i cambiamenti di mercato sono vistosi: se fino al 2015 il 50 per cento delle nuove commesse era localizzato in Europa, ora la fanno da padrone il NordAmerica, l’Australia, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Nel processo di internazionalizzazione i Paesi Ocse e quelli del G20, dove la competizione internazionale è ai massimi livelli, occupano un ruolo sempre più di primo piano. Strade, ponti, metropolitane e ferrovie sono le opere in cui le nostre imprese sono maggiormente impegnate». L’ultimo Saie ha individuato nel digi-

tale la strada che l’edilizia nazionale può percorrere per uscire dal lungo stato di sofferenza in cui versa. Quali progressi ha compiuto ultimamente su questo versante? «Finora la grande rivoluzione digitale ha solo lambito il settore dell’edilizia. Ma il cambiamento, seppur lento, è iniziato e va assolutamente sostenuto, perché può avere enormi ricadute in termini di produttività, di risparmio di tempi e di costi. Come Ance possiamo affermare di essere stati all’avanguardia su questo terreno con il progetto “Innovance”, il primo prototipo di piattaforma digitale del settore in Europa, e siamo tuttora impegnati nella creazione di una grande piattaforma europea sulla quale speriamo di ricevere presto sostegno dalla Ue. Affinché si realizzi la rivoluzione digitale, però, non basta fissare tempistiche e obblighi legislativi, ma è necessario anche investire per accompagnare il mondo produttivo nella fase di transizione». L’innovazione è anche uno dei pilastri su cui poggia il primo Forum italiano delle costruzioni che avete “battezzato” pochi giorni fa a Milano. Come intende operare a favore della filiera? «Il Fidec è stato ideato e fortemente voluto dall’Ance per far emergere le esperienze di cambiamento e di trasformazione dei protagonisti della filiera edilizia. Un format innovativo che punta a diventare un vero e

proprio hub delle costruzioni, creando una rete permanente di contatti, relazioni, scambio di buone pratiche vincenti tra tutti i protagonisti del nostro mondo. Per questo l’evento di Milano non va considerato come un punto di arrivo ma di partenza, che permetterà di condividere idee, progetti ed energie positive e lavorare tutti insieme alla ripresa del settore». Tornando alla manovra, ritenete fondamentale l’inserimento di misure a favore della rigenerazione urbana. Quali considerate prioritarie per il futuro rilancio del comparto? «Sbloccare l’Italia significa anche investire nel futuro delle nostre città, attraverso una strategia nazionale che consenta di realizzare quegli interventi di rigenerazione che in altri Paesi sono da anni una realtà consolidata. Le emergenze sono tante, il nostro patrimonio immobiliare versa in condizioni disastrose. Rottamare vecchi edifici, inutili e inquinanti, intervenire su aree urbane degradate o non più efficienti, deve essere quindi non solo possibile, ma anche conveniente per cittadini e imprese. Per questo servono misure fiscali ad hoc, dirette a favorire la sostituzione edilizia e la permuta tra vecchi edifici e fabbricati con caratteristiche energetiche e strutturali completamente rinnovate». In riferimento alla manovra di bilancio, peraltro appena bocciata dall’Ue, lei ha evidenziato che le “incrostazioni normative e procedurali” renderanno irrealizzabili gli investimenti infrastrutturali previsti. Come occorre intervenire pertanto su questo terreno? «I 15 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi previsti dalla manovra, e indispensabili per il nostro Paese, rischiano di rimanere sulla carta e di non produrre alcun effetto in termini di spesa effettiva. Stanziare le risorse, infatti, non basta. Bisogna prima di tutto rimuovere gli ostacoli che impediscono di spenderle: procedure complesse e farraginose, scarsa capacità amministrativa e un Codice appalti confuso e inapplicabile. Siamo stanchi di annunci che sfiorano il mito quando poi la realtà è molto diversa. Servono regole semplici, chiare e facilmente applicabili per far ripartire i cantieri. Solo così potremo davvero sbloccare il Paese e tornare a creare lavoro». • Giacomo Govoni


24 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

I Saloni

Un acceleratore di idee

U

na piattaforma di idee, novità ed eventi per la filiera delle costruzioni in grado di favorire l’incontro tra domanda e offerta. Uno spazio di dialogo per tutti gli attori della filiera che contribuisca al rilancio del settore delle costruzioni in un contesto di mercato che rimane complesso. Forte di più di 1000 espositori e 100mila visitatori nel 2017, il tema al centro dei lavori della nona edizione di Made expo sarà la “Qualità dell’abitare”. Due le declinazioni esplorate: da una parte, si analizzeranno le istanze della rigenerazione urbana e infrastrutturale, elementi importanti nell’ottica di una maggiore coesione sociale. Dall’altra, grande attenzione sarà data all’evoluzione degli stili di vita contemporanei. Confermato il format dei 4 saloni specializzati e interconnessi: nel salone “Costruzioni e materiali” largo alle soluzioni più all’avanguardia per un’edilizia sostenibile e sicura, per il risparmio energetico e per il comfort abitativo nelle ristrutturazioni e negli edifici di nuova costruzione. Ritorna “Made Involucro serramenti”, l’unico appuntamento che in Italia coinvolge l’intera filiera (serramentisti, progettisti, imprese, rivenditori e installatori). Il terzo salone è “Interni e finiture” (partizioni, porte interne e porte d’ingresso, maniglie, pavimenti, rivestimenti, scale, materiali e prodotti per le finiture per l’architettura), dedicato ad architetti, interior designer e buyer, al mondo del contract e dell’hotellerie nazionale e internazionale. Infine, “Software tecnologie e servizi” è il salone dedicato alle tecnologie per progettare, riqualificare e costruire edifici confortevoli,

Attesa per la nona edizione dell’esposizione sul mondo dell’architettura e delle costruzioni, in programma a Fiera Milano dal 13 al 16 marzo 2019. Dal rilancio del settore edile alle tendenze dello stile contemporaneo, dal design all’eccellenza tecnologica

fiscale per incentivare ristrutturazioni e efficientamento energetico dell’involucro contenuta nel Documento programmatico di bilancio del 2019, andando inoltre ad affrontare gli aspetti normativi in costante evoluzione che condizioneranno il settore. «Stiamo incontrando riscontri molto positivi da parte delle aziende che confortano le nostre aspettative di realizzare una fiera attraente e partecipata. Intendiamo anche rappresentare un “acceleratore di idee” consolidando il nostro ruolo di casa co-

sicuri, sostenibili. Si toccherà con mano l’evoluzione del Bim nel mondo delle costruzioni, scoprendo le soluzioni software più avanzate. IL PROGRAMMA È previsto un importante convegno sul

tema della rigenerazione delle infrastrutture, che coinvolgerà i massimi rappresentanti istituzionali e i referenti delle principali associazioni delle costruzioni e dei materiali. Particolare attenzione verrà dedicata alla sismica, strettamente correlata alla messa in sicurezza del territorio, con l’impegno per la ricostruzione delle aree terremotate di Marche e Abruzzo. Marzo 2019 sarà anche il momento giusto per testare gli effetti della prevista proroga fino alla fine dell’anno prossimo del Bonus

IL TEMA DELLA NONA EDIZIONE DI MADE EXPO SARÀ LA “QUALITÀ DELL’ABITARE”. SI ANALIZZERANNO LE ISTANZE DELLA RIGENERAZIONE URBANA E INFRASTRUTTURALE E L’EVOLUZIONE DEGLI STILI DI VITA CONTEMPORANEI


Dicembre 2018 | 25

Forum Involucro e Serramenti - Speciale Serramentour Made expo all’interno del Salone Involucro e

rum Involucro e Serramenti 2019 offrirà anche

settore, posa in opera, gestione dello showro-

Serramenti anche nell’edizione 2019 ospiterà

momenti di formazione e informazione e di-

om, norma En 14351-2, sicurezza passiva e

un’area dedicata allo scambio di idee e opinio-

battito con l’appuntamento Speciale Serra-

controllo della luce e del sole. A tutti i visitato-

ni per la community del serramento: saranno

mentour. Tra i grandi temi su cui si discuterà

ri è anche offerta la possibilità di ricevere una

infatti presenti serramentisti, rivenditori, po-

nell’Arena, sede delle presentazioni e degli in-

consulenza personalizzata e porre un quesito

satori, agenti, consulenti e aziende di filiera. Fo-

contri con relatori autorevoli e prestigiosi del

a uno dei dodici esperti presenti.

IN “SOFTWARE TECNOLOGIE E SERVIZI”, SALONE DEDICATO ALLE TECNOLOGIE PER PROGETTARE, RIQUALIFICARE E COSTRUIRE EDIFICI CONFORTEVOLI, SICURI, SOSTENIBILI SI TOCCHERÀ CON MANO L’EVOLUZIONE DEL BIM NEL MONDO DELLE COSTRUZIONI mune di tutti i settori connessi alla nostra filiera in vista di un rilancio dell’edilizia. Per questo, stiamo coinvolgendo tutti i protagonisti del mondo delle costruzioni, da Ance a tutte le associazioni che rappresentano settori specifici», ha spiegato Massimo Buccilli, presidente di Made expo. Parte integrante della proposta espositiva sono incontri, talk show, approfondimenti e dimostrazioni live. I convegni e workshop di Made expo, sotto il cappello di Build Smart, saranno dedicati alle caratteristiche dell’abitare contemporaneo e

quindi a comfort, sicurezza, sostenibilità e innovazione, declinate nelle soluzioni e nei materiali oggi di tendenza. Verrà affrontato l’impatto del digitale sulla filiera edile in termini di ritmi, modalità e processi e sarà inoltre dato spazio all’Off-site & Digital Engineering, un nuovo modello di business che intende integrare in logica collaborativa le diverse fasi della costruzione. In collaborazione con FederlegnoArredo, Ance Lombardia e Federcostruzioni, vincitori del bando Lombardia 5.0 “Smart Living”, porteranno all’esposizione un programma di convegni

La partnership con Agenzia Ice Poter accedere a potenziali clienti qualificati internazionali è uno dei principali obiettivi delle aziende italiane. Anche le imprese tradizionalmente concentrate sul mercato domestico puntano con decisione a svilupparsi sui mercati oltreconfine. Per questo, Made expo lavora da tre edizioni con Agenzia Ice per aumentare queste possibilità di contatto. Particolarmente strutturato sarà il mix di iniziative messe in atto per la prossima edizione della Fiera che si terrà a Milano dal 13 al 16 marzo 2019. Verrà attivato un programma di visite mirate da parte di prescrittori e buyer dai principali mercati mondiali, nei quali il made in Italy è ben posizionato, soprattutto sul canale contract. Verrà favorito il coinvolgimento di 170 operatori professionali dalle principali aree di interesse quali Europa (Uk e Paesi dell’Est), Russia, Nord Africa, Medio ed Estremo Oriente e Americhe. Questi referenti potranno incontrare gli espositori della fiera ai loro stand e presso l’International Business Lounge a loro dedicata. Un ulteriore momento di contatto diretto con il mondo degli architetti, dei progettisti e delle istituzioni dei paesi di riferimento sono gli incontri del roadshow internazionale che, fino a gennaio 2019, porteranno Made expo in Francia, Svizzera, Russia e Nord Africa.

sul tema “Construction & Design 4.0”. Made expo si conferma, inoltre, vetrina del meglio del made in Italy nell’architettura e nell’interior design. L’edizione 2019 ospiterà non a caso in esclusiva la mostra evento Design Box, realizzata in collaborazione con Elle Decor e gli architetti Calvi&Brambilla, che esalterà le novità delle aziende all’interno del salone Interni e finiture. Sarà rinnovato il concorso internazionale di architettura Archmarathon Selection, che coinvolgerà circa 30 studi in gran parte internazionali, lasciando emergere i migliori progetti in 13 categorie. Un’altra direttrice della manife-

stazione sarà l’ospitalità, soprattutto di alta gamma, un segmento attualmente piuttosto dinamico. Si prevede infatti che il valore degli investimenti in immobili ricettivi a fine 2018 supererà la ragguardevole soglia dei 3 miliardi di euro per raggiungere i 3,2 miliardi l’anno prossimo (fonte: Scenari immobiliari). Made expo affronterà il tema con una serie di appuntamenti che abbracceranno la prospettiva del mercato, dei temi di tendenze/architettura e dei temi gestionali in collaborazione con Confindustria Alberghi, Hotel Rewind, la stessa Elle Decor e altre realtà associative e di settore. • FD


26 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Green Economy La bioedilizia sfila in Toscana

La simbiosi

tra abitare e natura Un perfetto equilibrio green che dal 23 gennaio si realizzerà sotto i riflettori del Klimahouse 2019 a Bolzano. Smart building in primo piano, con giovani, start up e soluzioni ad alto tasso innovativo al centro della scena

U

na galassia di soluzioni costruttive bio, tutte ancorate al paradigma “smart”. Sarà questa la parola chiave che risuonerà più spesso tra i padiglioni del Klimahouse 2019, fiera internazionale per il risanamento e l’efficienza energetica in edilizia che dal prossimo 23 gennaio fino a sabato 26 a Bolzano metterà a fuoco le nuove traiettorie dell’abitare sostenibile attraversando l’intera catena produttiva. Dalla fase progettuale, con particolare rilievo alla selezione di materiali guidata da una relazione generale

Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano

sul tema dell’architetto visionario e innovatore Thomas Rau; alle tecniche di smart building dall’impronta green, in grado allo stesso tempo di migliorare il comfort interno e di garantire un buon rapporto tra costi e benefici. «Costruire in armonia con la natura - spiega Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano – fa parte del Dna altoatesino: uomo e ambiente sono protagonisti simbiotici del nostro ecosistema, che lo scorso ottobre ha visto l’apertura del NOI Techpark, il primo parco scientifico dove imprese e centri di ricerca, startup e università, lavorano in maniera sinergica per costruire un futuro migliore e sostenibile per tutti». IN PASSERELLA I MODELLI EUROPEI DI CITTÀ INTELLIGENTI Sullo stesso binario “smart” correrà anche l’evento Smart City Sinfonia, che farà da apripista alla rassegna espositiva presentando un primo bilancio dell’omonimo progetto firmato dall’Agenzia CasaClima in collaborazione con l’Accademia Europea di Bolzano Eurac. Si partirà dalle esperienze delle due città interessate, Bolzano e Innsbruck, per proseguire con l’esposizione del Progetto Smart City Stardust che coinvolge la città di Trento. A introdurre la giornata, finalizzata a comprendere

Con una dote acquisita di 4500 visitatori accolti nella passata edizione, la prossima primavera tornerà in pista Klimahouse Toscana, fiera specializzata in edilizia a basso impatto ambientale che l’anno scorso ha conquistato il pubblico grazie a un focus sulla progettualità di prossimità territoriale e a km 0. Ancora da svelare la data esatta e i contenuti previsti nella quinta edizione di questo appuntamento fiorentino, che nelle prime quattro ha rafforzato la sua vocazione di propulsore culturale e catalizzatore di buone pratiche di smart building. «L’alto numero di partecipanti che fino a oggi ha risposto con entusiasmo alla proposta informativa e formativa di Firenze – afferma Thomas Mur, direttore di Fiera Bolzano - è un indicatore che testimonia anche questa volta la qualità di questa manifestazione, soprattutto grazie alla forte collaborazione con i partner nazionali e locali». Tra tecnici, professionisti e privati, anche quest’anno sono migliaia gli operatori del settore attesi al Nelson Mandela Forum del capoluogo toscano, che rilancerà il suo ruolo di vetrina privilegiata per soluzioni costruttive altamente tecnologiche. Efficienza energetica, funzionalità e comfort abitativo saranno le parole d’ordine che ancora una volta il programma di Klimahouse Toscana si sforzerà di coniugare, configurandosi sempre più come incubatore di idee in grado di mettere in contatto enti pubblici, imprenditori, cittadini e professionisti. Con l’obiettivo finale di attivare una rete di alleanze strategiche a tutti i livelli della filiera costruttiva e istituzionale.

quali buone pratiche potranno essere replicabili su progetti simili in futuro, sarà il direttore dell’Istituto per lo sviluppo strategico del Liechtenstein Peter Dröge, uno dei massimi esperti di smart cities a livello internazionale. «Dall’Alto Adige alla Lombardia, fino al Sud Italia – sottolinea Mur - l’esperienza di Klimahouse ci ha insegnato negli anni che è possibile affrontare qualunque tipo di sfida. Ogni azione parte dall’osservazione di un contesto, che invita a riflettere per poi agire. La stessa Fiera in questi mesi sta ripensando al proprio modello, orientandolo sempre più sull’innovazione e sulla riqualificazione anche dello spazio fisico». Uno spazio in cui il benessere umano diventa l’elemento cardine di ogni progettazione, coinvolgendo botanici, biologi, psicologi, neuro scienziati e medici nella ricerca dell’equilibrio dei sensi, insieme ad architetti e ingegneri. Dando così vita a edifici biocompatibili rigenerativi autosufficienti come Biosphera Equilibrium, costruzione e laboratorio concepito secondo i massimi standard di sostenibilità che sarà esposto in piazza Fiera per l’intera durata del Klimahouse per informare e divulgare sul tema della salvaguardia della salute umana e dell’efficienza energetica. Basato su una struttura in legno Xlam e assemblato con tecnologie di ultima generazione, si tratta dell’unico modulo itinerante certificato Casaclima Gold Nature e Minergie P-A-Eco che in soli 50 metri quadri di superficie realizza la sintesi perfetta tra l’uomo e l’abitare calibrato sui suoi parametri vitali. UNA CITTADELLA DELL’INNOVAZIONE NEL CUORE DELLA FIERA Una sorgente di ispirazione che farà germogliare nuove idee e ne esalterà il valore attraverso appuntamenti come il Klimahouse

Start Up Award, la call dedicata all’efficienza energetica in edilizia che nelle quattro giornate espositive trasformerà l’area centrale della manifestazione altoatesina in una vera cittadella dell’innovazione. Uno startup village che metterà in vetrina 32 realtà emergenti

provenienti da tutta Europa, contro le 10 della passata edizione, coinvolgendole in un ricco calendario di incontri tematici e matchmaking tra giovani imprese e partner strategici. «Il Klimahouse Startup Award – chiarisce Mur - offre spazio e visibilità a tutte le startup che si occupano di Internet of Things, big data, efficientamento degli impianti di riscaldamento, energie rinnovabili e di tutto ciò che contribuisce a migliorare la costruzione e la gestione degli edifici». Mettendo in palio tra l’altro un montepremi complessivo di 30 mila euro e la possibilità, per il vincitore, di aggiudicarsi uno stand allestito, con servizi aggiuntivi e ospitalità, nell’edizione di Klimahouse 2020. «Grazie a questa iniziativaconclude il numero uno di Fiera Bolzano- Klimahouse si sta affermando sempre più come piattaforma europea di riferimento per lo scouting e la selezione dell’innovazione nel settore». • Giacomo Govoni


28 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE rivestimenti che riproducono la pietra oggi sono particolarmente richiesti sul mercato per una questione estetica, ma possono avere anche caratteristiche non affatto scontate in termini ambientali e per la salute dell’uomo. Biopietra® nasce da un progetto innovativo di Industria 4.0 volto alla produzione di rivestimenti in pietra ecologica certificata da utilizzare come elemento decorativo sia per interni che per esterni. Mission dell’azienda è migliorare la qualità dell’ambiente nel quale si vive quotidianamente, offrendo prodotti che garantiscano al consumatore finale benessere, estetica e salute. «Gli ambienti in cui trascorriamo il nostro tempo influenzano il nostro stato d’animo e la qualità della nostra vita - spiega Mauro Maffizzoli, titolare della società Biopietra -. Ecco perché è determinante rivestirli con prodotti emozionali e in armonia con la salute dell’uomo». Biopietra®, oltre ad essere 100 per cento made in Italy, è l’unica pietra ricostruita da rivestimento ad avere certificazioni Icea controllate da Anab, enti esterni che controllano regolarmente il ciclo produttivo, inoltre aderisce al Green-Building Council: i suoi prodotti conferiscono crediti per la certificazione Leed ai progetti realizzati secondo i criteri della bioedilizia. «Icea (Istituto per la Certificazione Etica ed Ambientale) è l’ente certificatore mentre Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) quello con il compito di controllare la certificazione. Una volta all’anno riceviamo in azienda un ispettore che verifica il ciclo produttivo, le materie prime e l’ambiente di lavoro. Le materie prime vengono controllate attraverso i certificati che riceviamo dai nostri fornitori che at-

I

INDUSTRIA 4.0 Oggi viene definita Industria 4.0 in realtà è un procedimento adottato in azienda da diversi anni. «Nel nostro caso – racconta Mauro Maffizzoli, titolare di Biopietra - si tratta in particolare di introdurre impianti sempre più sofisticati che assicurano una stabilità nella qualità del prodotto. L’obiettivo è creare un impianto vivente dove le varie unità lavorative comunicano tra di loro scambiandosi dati per ottenere la rintracciabilità dei dati stessi. È un’attività di ricerca e sviluppo realizzata attraverso la nostra esperienza sul campo». L’azienda dispone anche di macchinari molto evoluti, tra cui robot antropomorfi capaci di realizzare anche operazioni abbastanza complicate o dotati di intelligenza artificiale, in grado di modificare i dati correggendo gli errori in maniera automatica.

Green Economy

Rivestimenti ecologici Mauro Maffizzoli racconta la sua Biopietra®, che non possiede solo caratteristiche estetiche invidiabili ma anche qualità che salvaguardano la salute dell’uomo negli ambienti domestici. Perché «Tutti sogniamo un mondo migliore in cui vivere»

IN CASA RESPIRIAMO ARIA SPESSO NON PULITA DOVUTA PROPRIO AI MATERIALI UTILIZZATI PER I RIVESTIMENTI. PRODURRE MATERIALE CHE NON RILASCI ALCUN GENERE DI SOSTANZA È IL NOSTRO PRINCIPALE IMPEGNO testano la non radioattività dei materiali. Successivamente, i controlli si concentrano sul ciclo produttivo, con la verifica di quanti e quali materiali vengono utilizzati. Siamo, infatti, obbligati a rispettare determinati parametri perché il materiale sia certificabile. Ulteriori controlli avvengono sulla gestione dei rifiuti e dei materiali in arrivo e, infine, vengono effettuati dei prelievi sui materiali stock presenti in magazzino per poi essere spediti in laboratori esterni, i quali certificano la non tossicità, il non rilascio di sostanze nell’aria e l’assenza di cessione di materiali pesanti.». Il mondo dell’edilizia si indirizza sempre più verso il green building poiché costruire e ristrutturare secondo le regole della bioedilizia significa dare maggiore valore agli immobili e agli ambienti in cui viviamo. La scelta di prodotti certificati rappresenta un investimento in qualità di vita per il presente e per il futuro. Biopietra® è sempre alla ricerca di nuove forme e colori e offre una gamma di rivestimenti classici, rustici e moderni adatti ad ogni tipo di progetto: abitazioni, alberghi, edifici e spazi pubblici, ma anche utilizzabili in am-

bienti umidi come wellness e spa, dato che l’alta permeabilità al vapore garantisce assenza di muffe, allergie ed emissioni di metalli pesanti. Sono molti infatti i prodotti che a contatto con il vapore acqueo rilasciano questo tipo di emissione. «Al di là dell’aspetto estetico, che riveste una grande importanza, i nostri materiali offrono molteplici benefici aggiunge ancora Maffizzoli -. Possiedono le certificazioni di prodotti ecologici, dove per ecologia non si intende solo il non deturpamento dell’ambiente ma soprattutto il fatto che sia preservata la salute dell’uomo. I nostri rivestimenti non contengono materiali chimici e non rilasciano formaldeide o polife-

Biopietra ha sede a Raffa di Puegnago (Bs) www.biopietra.com

noli, ovvero tutti quei materiali volatili che creano inquinamento indoor, in assoluto uno dei principali problemi che viviamo oggi. In casa respiriamo aria spesso non pulita dovuta proprio ai materiali utilizzati per i rivestimenti. Produrre materiale che non rilasci alcun genere di sostanza è il nostro principale impegno. Una casa può dirsi sana quando non ci sono muffe e umidità». I rivestimenti Biopietra® sono ideali per progetti di ristrutturazione grazie alle varie collezioni che soddisfano ogni esigenza decorativa, garantendo sempre un ambiente sano, inoltre, con rivestimenti nel colore quarzo, si

ottiene un risparmio energetico del 30 per cento per la maggiore rifrazione della luce. I rivestimenti Biopietra sono stati testati sui sistemi di isolamento a cappotto delle principali aziende presenti sul mercato. • Luana Costa


30 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Green Economy

Un’importante azione formativa e informativa I risparmi energetici oggi equivalgono al 52 per cento dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’azione per l’efficienza energetica. Lo spiega Ilaria Bertini dell’Enea

L

a Strategia energetica nazionale (Sen) del 2017 conferma il ruolo chiave dell’efficienza energetica nel percorso di transizione energetica del nostro Paese, potenziando quelle politiche necessarie al raggiungimento degli obiettivi nazionali ed europei. In base al Rapporto annuale 2018 sull’Efficienza energetica realizzato da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), tutte le misure adottate nel settore dell’efficientamento a partire dal 2011 hanno portato nel 2017 a un risparmio di due miliardi e mezzo di euro per minori importazioni di gas naturale e petrolio, evitando emissioni pari a circa 19 milioni di tonnellate di CO2. Una breve analisi del Rapporto è realizzata da Ilaria Bertini, vice direttore del Dipartimento unità tecnica efficienza energetica presso Enea. A che è punto è l’Italia sui diversi fronti: residenziale, industriale, trasporti e terziario? «Rispetto all’obiettivo per il periodo 2011-2020, previsto nel Piano d’azione nazionale per l’Ef-

Ilaria Bertini, vice direttore del Dipartimento Unità Tecnica Efficienza energetica presso Enea

ficienza energetica 2014 e coerente con la Sen 2013, i risparmi energetici conseguiti al 2017 sono stati pari a poco più di 8 Mtep/anno, equivalenti a quasi il 52 per cento dell’obiettivo finale. Tali risparmi derivano per circa il 37 per cento dal meccanismo d’obbligo dei Certificati Bianchi e per oltre un quarto dalle detrazioni fiscali. Per quanto riguarda l’obiettivo minimo di risparmio energetico di 25,5 Mtep di energia finale cumulato, da conseguire negli anni 2014-2020 in base all’articolo 7 della Direttiva 2012/27/UE, i risultati ottenuti sono in linea rispetto al trend di risparmi previsti per il raggiungimento dell’obiettivo al 2020. A livello settoriale, il residenziale ha, di fatto, già raggiunto l’obiettivo atteso al 2020. L’industria è a metà del percorso previsto, mentre risultano ancora indietro trasporti e terziario, settore quest’ultimo in cui rientra la Pa». Quali sono le direttrici da seguire? «Per il settore residenziale si prevede l’ampliamento del campo di interventi del Fondo nazionale per l’efficienza energetica, varato a marzo 2018, in modo da sostenere interventi che necessitano di un elevato investimento iniziale, stimolandone i finanziamenti da parte degli istituti di credito. Per il settore industriale, oltre al potenziamento e la semplificazione del meccanismo d’obbligo dei Certificati Bianchi, si punterà sul Piano Impresa 4.0 e continuerà la promozione dell’efficienza energetica nelle Pmi, attraverso bandi di cofi-

nanziamento degli audit energetici e dei sistemi di gestione dell’energia. Per il settore dei trasporti, la Sen richiama la necessità di ridurre il ricorso alla mobilità privata virando verso la smart mobility e il trasporto pubblico locale». Particolare attenzione va agli edifici pubblici. «Relativamente all’obbligo di riqualificazione energetica del 3 per cento della superficie degli immobili occupati dalla Pubblica amministrazione centrale, nel quadriennio 2014-2017 risultano terminati, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di oltre 1,9 milioni di metri quadrati. Il dato è imputabile in larga parte, sia in termini di interventi che di superficie riqualificata, al Programma per la Riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica amministrazione centrale, mentre il residuo è riconducibile ad altre misure di incentivazione specifiche (programmi Poi-energia) e agli interventi eseguiti dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del Sistema accentrato delle manutenzioni (Manutentore Unico)». Gli investimenti innescati da strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale hanno contribuito a sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Quali sono le prospettive per il settore pubblico e privato? «L’Ecobonus sta andando molto bene e man-

tiene un trend costante dall’avvio del meccanismo nel 2007. Da allora si contano circa 35,5 miliardi di investimenti per 1,31 Mtep/anno di risparmio complessivi. Nel 2017 sono state inoltrate 422mila domande per interventi, che hanno comportato investimenti per 3,724 mld di euro e un risparmio energetico valutato in circa 0,112 Mtep. Più in dettaglio, gli investimenti attivati negli ultimi quattro anni ammontano a circa 13,5 miliardi di euro. Tra le tendenze da rilevare: oltre il 40 per cento delle risorse è stato destinato ai serramenti; circa il 25 per cento alla coibentazione di solai e pareti; circa il 9 per cento alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento dell’intero edificio. Gli altri strumenti di sostegno non hanno ancora espresso il loro potenziale a causa di varie barriere di tipo economico, burocratico e culturale, non tecnologico. Si tratta di interventi costosi che presuppongo l’accordo all’interno del condominio. L’istituto della cessione del credito stenta a decollare, perché sussistono complicazioni di carattere burocratico sulle quali si sta lavorando per superarle; le aziende multiutility che si stanno impegnando trovano, dunque, delle difficoltà. Per il settore pubblico il Conto Termico costituisce un importante e snello sistema di supporto». Una delle principali attività dell’Enea nel 2017 per promuovere l’efficienza energetica a livello nazionale è stata la campagna “Italia in Classe A”. Quanto è importante l’azione informativa in questo campo? «È fondamentale proprio per superare l’asimmetria informativa che genera le barriere all’accelerazione del processo. Inoltre, è utile per aumentare e aggiornare la professionalità degli operatori del settore che costituiscono l’interfaccia finale con l’utente e devono saper proporre e, quindi, ben maneggiare anche tecnologie meno tradizionali e più performanti. Infine, serve per creare l’alfabetizzazione energetica dei cittadini quali utenti finali e futuri prosumer. In attesa del terzo anno, il programma operativo di “Italia in classe A nella sua seconda annualità è stato articolato in quattro macro-progetti destinati ai singoli target (scuole, Pmi e banche, Pubblica amministrazione e famiglie che vivono in condomini). In particolare, la Campagna Italia in Classe A è diventata itinerante e la promozione del tema dell’efficienza energetica ai diversi target si è svolta sull’intero territorio nazionale, toccando 10 città italiane di dimensioni mediograndi (Bolzano, Torino, Ferrara, Ascoli Piceno, Viterbo, Matera, Bari, Napoli, Palermo e Roma) e con la collaborazione dei diversi stakeholder locali (Pa, associazioni di categoria, università, ordini professionali). La pagina Facebook di Italia in Classe A è diventata a tutti gli effetti uno strumento di divulgazione e informazione». • Francesca Druidi


Dicembre 2018 | 31

GREENPOWER 2019

GreenPower i visitatori potranno trovare l’offerta di

La Fiera internazionale dell’energia rinnovabile si terrà dal 7

lizzo dell’energia solare, eolica, idrica e dei biocarbu-

al 9 maggio 2019 in Polonia. GreenPower riunisce i rappre-

ranti. Tra gli eventi speciali segnalati il Parco tecno-

sentanti di tutti i settori delle fonti da energie rinnovabili e

logico solare, il Forum “Fotovoltaico per tutti”, la

costituisce un’eccellente opportunità per conoscere le ten-

Fattoria agrituristica autosufficiente e dibattiti su Fer,

denze del mercato, scambiare osservazioni pratiche o sco-

biogas, biocarburanti, biomassa, finanziamento di

prire quali sfide e possibilità attendono il settore. Alla fiera

investimenti Fer.

produttori e fornitori di attrezzature dedicate all’uti-

Focus: lo sviluppo del fotovoltaico A partire dalla propria esperienza, l’ingegnere Fabio Zamperetti traccia una panoramica non solo delle possibilità tecnologiche attuali, ma soprattutto delle opportunità che permettono un aumento dell’efficienza dei sistemi

«L’

obiettivo è fare della gestione dell’energia rinnovabile una grande opportunità di sviluppo. Per l’uomo e per l’ambiente». Alternative Energetiche, azienda vicentina che si occupa soprattutto di fotovoltaico, nasce nel 2009 da questa idea, come spiega il titolare, l’ingegnere Fabio Zamperetti. La sua impresa offre un esempio dal quale si possono ricavare molte informazioni utili riguardo le tecnologie disponibili nel settore rinnovabili. Informazioni che spesso si ignorano. Ma partiamo con ordine. «Siamo una società di ingegneria che offre soluzioni all’avanguardia in ambito energetico – precisa Zamperetti −. Ci occupiamo di gestione dell’energia, installazione di impianti per il risparmio energetico, di analisi dei fabbisogni, della verifica e implementazione di impianti già esistenti, di manutenzione e assistenza. Il nostro è un gruppo di professionisti con una grande esperienza nei settori dell’automazione industriale ed energetica, con un approccio basato su profili di studio specifici, frutto di mirati investimenti nella formazione continua (in cui crediamo moltissimo) e su esperienze dirette nel settore del fotovoltaico».

in gioco in prima persona. Questo significa che, all’esperienza maturata negli anni e alle grandi competenze acquisite, uniamo il valore per noi più importante: l’umiltà. Essere professionisti preparati e lavorare con correttezza e attenzione lo dimostriamo tutti i giorni con i fatti ed è la nostra forza, ciò che ci differenzia. L’ingegnere Davide Perin, uno dei miei soci, è costantemente a disposizione nei cantieri e nei collaudi sia per gli operatori che

contro con tecnologie, affidabilità e garanzie assai estese e senza considerare super ammortamento, Por Energia, bandi, incentivi e costo dell’energia in costante aumento. Ma per ottenere il massimo dal proprio impianto bisogna conoscere le sue potenzialità e come sfruttarle al meglio. Dai dati di produzione e incentivazione del Gse si ritiene che più del 30 per cento (1 su 3!) degli impianti fotovoltaici sia sotto produttivo. Nessuna manuten-

OGGI IL RIENTRO ECONOMICO DI UN NUOVO IMPIANTO FOTOVOLTAICO È DI POCHI ANNI, GRAZIE ALL’IMPORTANTE DIMINUZIONE DEI COSTI E ALL’EFFICIENZA DELLE NUOVE TECNOLOGIE

Quali sono le caratteristiche principali che vi distinguono? «Ci anima la genuinità e la passione di chi ha deciso di intraprendere questo percorso professionale puntando fin da subito sull’innovazione del settore fotovoltaico, credendo fermamente nelle possibilità che questo nuovo modo di intendere la gestione dell’energia offre e sugli straordinari benefici che può portare. Offriamo un variegato pacchetto di servizi, anche di elevata complessità, nella cui realizzazione vogliamo sempre metterci

per i clienti. Ecco perché Alternative Energetiche è un’azienda che non opera con scopi puramente commerciali e di vendita, ma in un’ottica di trasparenza e con un profondo rispetto per il cliente». Si potrebbe dire un forte orientamento al cliente. «In effetti, la completa soddisfazione del cliente è il nostro principale obiettivo. Le competenze acquisite, lo studio costante e la specializzazione ci permettono di garantire inoltre una costante attenzione sia nella fase pre che in quella di postvendita, attraverso l’ascolto preciso di ogni singola esigenza. Esigenze che oggi hanno molte più possibilità di essere soddisfatte: il settore delle energie rinnovabili offre straordinarie opportunità e grandi benefici fino a ieri difficilmente realizzabili». A cosa si riferisce? «Oggi il rientro economico di un nuovo impianto fotovoltaico industriale è di pochi anni (4 o 5) grazie al crollo del costo dei moduli fotovoltaici e per

zione, prodotti scadenti, mancanza di pulizia, necessità di revamping negli anni ma mai eseguita, sostituzione inverter, moduli fotovoltaici con difettosità, stringhe di moduli non funzionanti (banalmente per fusibili da pochi euro bruciati vi

sono perdite di migliaia e migliaia di euro), ecc. Per non parlare delle problematiche legate alla poca conoscenza delle pratiche burocratiche e amministrative obbligatorie legate al Gse, alle Dogane, ad Arera e via dicendo. L’attività di verifica del Gse, volta ad accertare che gli incentivi pubblici siano stati legittimamente riconosciuti, è stata potenziata e il 35 per cento dei 2.147 procedimenti conclusi nel corso dell’anno ha avuto esito negativo come ci ricorda il socio e responsabile commerciale Alessandro Gatto». In che modo operate a riguardo? «Abbiamo la possibilità di analizzare e valutare la situazione migliorando percentualmente in modo significativo la produzione degli impianti anche con semplici piattaforme software dal costo dav-

L’ingegnere Fabio Zamperetti, titolare della Alternative Energetiche, con sede a Vicenza - www.alterenergetiche.it

vero irrisorio (stiamo parlando di poche centinaia di euro). Il software ha la capacità di recuperare i dati reali dell’impianto (produzione e pagamenti Gse) per capire se si deve intervenire e come. FVReport, per esempio, è uno strumento innovativo, semplice e intuitivo per il monitoraggio e l’analisi della produzione di un impianto fotovoltaico. Purtroppo, ben pochi possessori di impianti fotovoltaici sono a conoscenza di quanto potrebbero migliorare la resa produttiva ed economica dei loro impianti con costi irrilevanti». • Emanuela Caruso

POSSIBILITÀ DA CONOSCERE «Fin dagli inizi, il nostro core business è stato la realizzazione di impianti fotovoltaici – spiega il titolare della vicentina Alternative Energetiche, l’ingegner Fabio Zamperetti − e operiamo anche nel settore dell’Energy Managing, con la gestione e ottimizzazione dell’impiego dell’energia, garantendo eccellenti risultati nell’abbattimento dei costi per i nostri clienti. Ci occupiamo della progettazione e della realizzazione di impianti fotovoltaici industriali e residenziali anche con sistemi di accumulo, di tutte le pratiche burocratiche necessarie, di perizie e consulenze specifiche con relative diagnosi e verifiche mirate su impianti esistenti. Tra i prodotti che curiamo, c’è FVReport, che legge i dati di produzione dell’impianto dal portale del gestore di rete e del Gse, li confronta con quelli previsti tenendo conto del meteo effettivo e crea dei rapporti di immediata lettura. È uno strumento unico, e recuperando i dati storici e reali dell’impianto permette di capire se e quali interventi è consigliato eseguire e se o quanta energia e quindi Euro si potrebbero recuperare. Spesso migliaia di euro con un costo irrisorio: “indispensabile”. Ma moltissimi sono i prodotti interessanti e innovativi nel mercato, SolarEdge per esempio, che permette di limitare le perdite di potenza dovute a disaccoppiamento tra moduli e di massimizzare così la produzione di energia per ogni singolo modulo. Grazie a SolarEdge, i moduli meno performanti non influenzano gli altri moduli».


Dicembre 2018 | 33

Ecocasa Sostenibile

9), incontri e convegni molto seguiti, espositori sod-

È la manifestazione più importante del Nord Est che con-

hanno decretato il successo dell’edizione 2018. In

centra l’attenzione sul mondo della casa, illustrando le

mostra anche quest’anno soluzioni legate al foto-

opportunità e le soluzioni sul fronte dell’efficienza ener-

voltaico alle stufe a biomasse o ad accumulo, alla

getica e della sostenibilità. Il salone è in programma alla

bioedilizia ai rivestimenti e pavimenti, ai serra-

Fiera di Pordenone dal 23 al 25 marzo 2019. Stand e corri-

menti e infissi ai sistemi per l’isolamento termico e

doi affollati (84 gli espositori distribuiti nei padiglioni 8 e

acustico fino alla mobilità sostenibile.

disfatti dei contatti e delle occasioni di business

Benvenuti nella smart home

I

valori di ogni abitazione sono la sicurezza, il comfort, il benessere ma anche la funzionalità, l’efficienza energetica e, in Italia ormi da diverso tempo l’ecosostenibilità. La “casa ideale”, per l’azienda che porta proprio questo nome, è quella dei sogni proiettata in un luogo perfetto. L’essere umano ha, infatti, bisogno di evolversi e rispecchia questo bisogno anche nel luogo in cui ripone tutto se stesso: l’abitazione. La filosofia su cui si basa l’azienda Casa Ideale® è dare importanza alle esigenze di vita della persona in relazione all’ambiente: l’abitazione deve essere salubre, comoda da vivere, deve rispettare l’ambiente con una gestione della tecnologia intelligente e innovativa. È uno spazio personale in cui vivere e stare bene, che non deve deturpare l’ecosistema perché noi uomini ne siamo parte integrante. È quindi compito preciso dell’azienda, ma in generale di ciascuno, preservare e prendersi cura dell’ambiente in cui vive perché è l’elemento più importante per la continuità e l’evoluzione sulla Terra. Casa Ideale® è una realtà consolidata che offre sul territorio nazionale una serie di prodotti e servizi in linea con quello in cui l’azienda da sempre crede fortemente: un ambiente più sano per la qualità del vivere. Tante piccole azioni possono dare il via a grandi cambiamenti a favore delle famiglie che possono essere libere dai costi delle bollette e avere prodotti innovativi che mettono l’ambiente, la salute e l’economia famigliare al primo posto. Smart home - casa intelligente, è un modo attuale per definire un luogo sacro come ciascuna abitazione, dove ognuno ripone i propri sogni, la propria vita e il futuro dei propri figli. Il marchio Casa Ideale® è cresciuto a partire da bisogni reali per migliorare il benessere familiare, quello della persona e del luogo in cui viviamo. Con questo obiettivo ha selezionato i migliori brand, capaci di offrire soluzioni efficaci e all’avanguardia per rendere la casa ecologica ed autosufficiente, concentrandosi sulle principali aree di azione: energia, caldo, freddo, acqua e aria. Ad ognuna di queste voci è stato associato un prodotto dalle alte prestazioni ed un

Ridurre l’impatto ambientale è una strada percorribile anche grazie a soluzioni efficaci e all’avanguardia che rendono la casa ecologica e autosufficiente. Su questo presupposto opera l’azienda Casa Ideale®

l’operato contemporaneamente alla diffusione di soluzioni etiche con i loro brand. La casa perfetta per Casa Ideale® è basata su fonti rinnovabili, ha un buon isolamento termico, può utilizzare impianti domotici, è ecologica: è una casa intelligente dal cuore naturale. Proprio in quest’ottica è stato pensato Sistema Nativa, l’accumulatore termico che mette in comunicazione tutti gli elementi della casa in maniera intelligente, ottimizzando i costi e l’energia. Questo dispositivo innovativo si adatta in tempo reale alle richieste di calore della casa, senza inutili sprechi; è possibile applicarlo a qualsiasi tipo di generatore o impianto già presente nell’abitazione e permette di risparmiare energia primaria fino all’ 80%. Un’altra soluzione pensata per la casa ecologica è il nano cappotto termico GenialKAP, in grado di garantire con soli 2 mm di spessore caldo d’inverno e fresco d’estate. Si tratta di una barriera, dal minimo spessore ma molto efficace, in grado di trattenere il calore all’interno della casa nel periodo invernale e di mantenerlo all’esterno nel periodo estivo con un miglioramento del comfort abitativo. La sfida lanciata dall’azienda è quindi quella di creare un ambiente sano, capace di interpretare la vita secondo la natura, immagiCasa Ideale® ha sede principale a Lissone (MB) www.casaideale.green

L’IMPORTANZA DELLE RINNOVABILI Il cambiamento climatico, andato a modificarsi velocemente nel corso degli ultimi anni, è dovuto anche all’aumento dell’immissione dei gas di scarico degli impianti di riscaldamento, in aggiunta a quello dei trasporti. È fondamentale quindi invertire la rotta sfruttando le energie rinnovabili, come quella del sole, dell’acqua e del vento. Se tutti quanti cominciassero ad impiegare anche solo una di queste soluzioni green sarà possibile iniziare il processo di cambiamento, per un mondo più pulito e vivibile, con meno plastica, sostanze nocive e inquinamento. L’obiettivo dell’azienda è quello di consentire ad ogni famiglia di avere una casa con un’anima green, che aiuti l’ambiente e permetta di vivere meglio nel futuro.

marchio di qualità, selezionando le migliori tecnologie presenti sul mercato: Sistema Nativa per l’efficienza energetica, GenialKAP per l’isolamento termico, GenialEnergy per l’energia pulita e l’autonomia energetica, Acqualife® per la purificazione dell’acqua di casa, gli addolcitori per liberare la casa dal calcare, CleanStart® per il lavaggio e la sanificazione naturale del bucato. Ogni parte della casa ha così una soluzione dedicata e studiata sulla

persona, per ridurre i costi, ottimizzare le risorse e ridurre al minimo l’impatto sul nostro pianeta. L’azienda ha individuato in tal senso tante soluzioni per migliorare il benessere di chi vive gli ambienti domestici e ha creduto fermamente in queste strategie abitative tanto da aprire una nuova sede a Lissone (MB). È stata, inoltre, ampliata la copertura su tutto il territorio nazionale con tre nuove sedi, importanti per migliorare

SCEGLIERE IMPIANTI E SOLUZIONI CHE CONIUGANO IL BINOMIO RISPARMIO E TUTELA PER L’AMBIENTE È IL PRIMO PASSO PER METTERE IN ATTO UN VERO CAMBIAMENTO

nando una casa capace almeno in parte di autoalimentarsi attraverso energie rinnovabili e che fornisca alle famiglie un giusto rapporto fra qualità e risparmio, aspettando che nascano nuove abitazioni già in linea con questo pensiero. Spesso quando si trattano temi così importanti come il riscaldamento globale o l’inquinamento si pensa erroneamente che la soluzione sia al di sopra di noi stessi, la realtà però è un’altra. Scegliere per la propria casa impianti e soluzioni che coniugano il binomio risparmio e tutela per l’ambiente è il primo passo per mettere in atto un vero cambiamento in grado di scatenare effetti positivi a breve e lungo termine. Con piccole azioni mirate si può davvero rendere la propria casa più efficiente e più ecosostenibile. • Luana Costa


34 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Green Economy

Costruzioni che migliorano la qualità della vita

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ostruire città o quartieri a misura d’uomo e permettere alle persone di abitarli in modo “smart”. È il sogno di molti costruttori e imprenditori che negli ultimi anni hanno imparato una grande lezione: insegnare a ridurre lo stress quotidiano a partire dagli spazi vivibili è più difficile di quello che si pensa. Se poi ci aggiungiamo anche l’aspetto green ed ecosostenibile il gioco si fa ancora più duro. Perché, si sa, la casa è il luogo in cui ci si ritrova, dove si sta in famiglia e spesso, purtroppo, chimera per molti cittadini che vorrebbero una casa tutta loro, “cucita su misura” del proprio nucleo familiare ma che non possono permettersela, in primis per motivi economici. Ed è qui che entra in scena Ermanno Orini, presidente e fondatore di Green Coop società cooperativa edilizia dall’animo eco-friendly con sede a Baranzate e che opera sul territorio di Milano Nord ovest e provincia; «la formula della “casa come tu la vuoi falla insieme a noi” è vincente per un semplice motivo. Noi diamo la possibilità ai nostri soci di costruire e partecipare con la cooperativa e i nostri specialisti alla realizzazione di una

Aiutare le persone ad abitare in maniera intelligente e sostenibile la casa dei propri sogni. La nuova frontiera dell’edilizia eco-friendly dal punto di vista di Ermanno Orini

Ville site a Novate M.se (Mi) - architetto Bellini - realizzate da Green Coop classe A3 no cfc Green Coop ha sede a Baranzate (Mi) - www.lagreencoop.it

scopo dell’utile speculativo». Un sistema trasparente dove si sommano e spartiscono tra i soci e futuri assegnatari tutti i costi da sostenere per la costruzione di qualcosa di cui poi sono anche utilizzatori finali. Qualcuno potrebbe subito pensare alle case popolari e Orini stesso chiarisce questo punto: «Sfatiamo subito questo luogo comune che la casa di cooperativa sia sinonimo di casa po-

polare nel senso dispregiativo del termine. Non lo è perché fare una bella casa con finiture di pregio, con una superficie verde pro capite addirittura sopra la media e con una efficienza energetica non indifferente è possibile anche per le cooperative come la nostra. Il comfort abitativo non influisce in maniera esagerata sui costi finali». E se i comfort abitativi sono facilmente in-

ambientale della loro attività, come conferma lui stesso: «nostra prerogativa assoluta è salvaguardare l’ambiente per una qualità della vita dell’abitare superiori alla media. Tutto è studiato in ogni minimo dettaglio per evitare di creare quartieri fantasma che poi a cascata conducono a problemi di degrado e solitudine». E che il modus operandi di Green Coop sia vincente lo dimostra il fatto che spesso non riesce a soddisfare la domanda di mercato per la mancanza di terreni edificabili. E pensare che Orini ha trovato anche il modo di creare presidi di sicurezza indiretti che non gravano sui cittadini: «La nostra cooperativa è a maggioranza di soci carabinieri. Questo perché abbiamo sempre sostenuto che costruire abitazioni da assegnare alle forze dell’ordine significa dare vita ad un circolo indiretto di sicurezza dell’area che non pesa sulle tasche della collettività evitando, inoltre, di dover costruire ingombranti e costose caserme ottenendo, oltretutto, un controllo della microcriminalità a costo zero. L’abbiamo visto con i nostri occhi, la ripercussione positiva sul senso di sicurezza delle famiglie ha pervaso l’intero quartiere Palazzina incompleta bianca Novate M.se - architetti D. Astuto D. Landi - realizzata da Green Coop classe A3 no cfc

I TRE PUNTI FONDAMENTALI Palazzina con balconi e finitura in legno sita in Bollate - architetto R. Cimbro - realizzato da Green Coop

casa su misura adatta a tutte le capacità finanziarie, anche quelle più ridotte. Questo è possibile e ci permette di costruire case con un prezzo del 30 o 40 per cento inferiore a quello di mercato perché non abbiamo lo

La Green Coop, società cooperativa edilizia che opera sul territorio di Milano Nord ovest e provincia, costruisce case per i propri soci con un occhio di riguardo al tema ecosostenibile. Ecco i tre punti di cui si avvale nell’edificare le abitazioni: il prezzo contenuto, i servizi e la certificazione. Il prezzo è inferiore al mercato perché puro e limitato nel tempo; Green Coop non fa utili ma si limita ad esporre i costi effettivamente sostenuti. Il secondo punto riguarda l’impegno della cooperativa nell’affiancare all’abitazione i servizi di cui ogni famiglia ha bisogno: l’asilo per i bambini, lo spazio verde e gli spazi in comune attrezzati alle esigenze principali. Il terzo e ultimo punto, infine, certifica come le case siano edificate da un team di professionisti quali ingegneri, architetti e geologi che aiutano la cooperativa, ognuno nel proprio ambito di lavoro, a raggiungere l’alta efficienza energetica ad impatto zero.

GREEN COOP NON DIMENTICA DI PRESTARE ATTENZIONE ANCHE ALLA CORNICE CHE CIRCONDA LE SUE CASE: SPAZI DI AGGREGAZIONE E CONDIVISIONE, SPAZI VERDI INTERCONNESSI, AREE DISMESSE RIQUALIFICATE

tuibili (temperatura e umidità dell’aria, benessere acustico e luminoso), Green Coop non dimentica di prestare attenzione anche alla cornice che circonda le sue case: spazi di aggregazione e condivisione, spazi verdi interconnessi, aree dismesse riqualificate per creare spazio invece di toglierlo. Tutte operazioni che confermano l’interesse di Orini e del suo team di lavoro all’impatto

abitativo». Due piccioni con una fava. Da non sottovalutare anche l’impegno della cooperativa a ricercare soprattutto aree artigianali o industriali da riqualificare, in modo da non utilizzare i già esigui terreni verdi rimasti a disposizione: un disegno dove la strategia è il recupero del tessuto urbano, azione necessaria per colmare il vuoto urbano e ridurre il consumo di suolo. • Giulia Petrozzi


36 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Green Economy

La bioedilizia come sicurezza strutturale Da oltre vent’anni Vivere il Legno realizza ambienti e strutture abitative a impatto zero e con altissime soglie antisismiche

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n un settore complicato come quello delle costruzioni, la decisione di scegliere il legno come materiale strutturale dei propri progetti, non significa esclusivamente seguire il trend della bioedilizia, su cui si sta sempre più focalizzando l’attenzione dei media e del design, vuole anche dire garantire strutture di alta qualità in cui comfort e sicurezza convivono in modo quasi naturale. Con oltre vent’anni d’esperienza nel settore, l’azienda Vivere il Legno, con sede a Barberino Val d’Elsa in provincia di Firenze, realizza strutture secondo i più eccellenti criteri, supervisionando le varie fasi di lavorazione con la competenza dei grandi artigiani, per offrire ai propri clienti dei prodotti conformi alle normative europee, calibrati sulle esigenze più differenti e un servizio affidabile in tempi quanto più ridotti. «Il nostro lavoro – racconta Filippo Cibecchini, amministratore dell’azienda –, unisce la sapienza e l’accuratezza artigianale con le tecnologie più avanzate nel trattamento della materia. Creiamo realizzazioni sempre

uniche, che prendono vita ogni volta da una fase di progettazione adeguata ai bisogni e ai desideri dei nostri clienti». Questo nuovo modo di vivere e abitare gli spazi, riesce a coniugare comfort, ambiente e sicurezza, grazie al sapiente utilizzo di materiali certificati e nel pieno rispetto della natura. «Le nostre realizzazioni – continua Filippo Cibecchini –, si avvalgono di prodotti altamente prestazionali a livello termico e acustico. I nostri processi di costruzione in legno sono sempre guidati da una corretta progettazione per offrire ottime garanzie a livello sismico, tempi di realizzazione ridotti, comfort abitativo eccellente e costi di preventivo che rimangono invariati». Vivere il Legno realizza tetti in legno, pavimenti e strutture dalla grande efficienza termica e da uno splendido aspetto estetico, occupandosi in maniera diretta di ogni singola fase del progetto, per fornire un prodotto finito “chiavi in mano”, in cui i desideri e le performance trovano un naturale equilibrio. «Nei nostri magazzini disponiamo di legname da car-

penteria come sottomisura mista e prismata, murali, listelli e pannelli osb-3 – conclude Filippo Cibecchini –. Il nostro obiettivo è trovare soluzioni ottimali, studiate su misura per sfruttare al meglio gli spazi a disposizione, di alta qualità, sia per quanto riguarda la pavimentazione da interno ed esterno, sia nella produzione di listoni di legno massiccio e plance tre strati di varie essenze. Realizziamo vari tipi di finiture dall’effetto levigato, spazzolato, effetto segato, decori a disegno, piallato a mano con trattamenti a oli naturali e cera o verniciati con impregnanti ad acqua». • Andrea Mazzoli

L’azienda Vivere il Legno si trova a Barberino Val d’Elsa in provincia di Firenze - www.vivereillegno.it


38 | Dicembre 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Green Economy

Il calore che arreda Il camino attira e magnetizza per l’atmosfera che è capace di ricreare. Da sempre considerato il fulcro del focolare domestico, oggi torna con variazioni stilistiche moderne. L’esperienza della ditta Caminetti Bacciaglia

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uardare alla salute e contestualmente al futuro, sfruttando le fonti di energia ecologica. Le abitazioni non sono più solo chiamate a soddisfare un canone estetico, pur importante, ma a contribuire a ridurre l’impatto ambientale attraverso sistemi efficienti e questo avviene anche nelle tipologie di riscaldamento dove il fuoco è il protagonista. Fin dai tempi più antichi, il focolare è sempre stato visto come punto di incontro della famiglia grazie anche all’atmosfera che crea la fiamma che brucia. Ancora oggi i camini producono suggestioni e sono tanto desiderati non solo dai nostalgici ma da un’ampia fetta di consumatori. «Noi realizziamo tutto ciò in uno stretto connubio di stile e design ottenendo soluzioni uniche - spiega la ditta Bacciaglia. Offriamo la possibilità ai clienti di addentrarsi anche nell’affascinante mondo della realizzazione di prodotti su misura permettendo di trasformare in realtà il camino dei sogni, perL’azienda Bacciaglia ha sede a Acqualagna (PU) www.bacciagliacaminetti.it

studio sulle metodologie di recupero del calore e delle conoscenze tecniche applicative, nascono i primi modelli di camini utilizzati per il riscaldamento. Il dinamismo della ditta si rispecchiò fin da subito rispecchiandosi nelle continue evoluzioni dei prodotti al passo con le nuove tecnologie. «In tutti i nostri caminetti – aggiunge ancora la ditta – nascono con l’obiettivo di riscaldare, rispettare l’ambiente e risparmiare sui costi di riscaldamento stesso». Quest’ottica dell’ottimizzazione, unita alla decisione di rivolgersi esclusivamente a rivenditori specializzati del settore che non perdono di vista il design, ha portato al ragché nulla è troppo bizzarro, nulla è troppo scontato ed è il particolare a fare la differenza». Posizionata nell’entroterra marchigiano Acqualagna vanta una tradizione secolare di scalpellini che, grazie alla loro abilità e all’agevole reperibilità di pietra locale, tra cui la rinomata pietra rosa del Fur-

LO SHOWROOM L’azienda dispone di uno showroom di mille metri quadrati in cui è possibile trovare ogni soluzione stilistica per il camino. Si può spaziare tra realizzazioni con design moderno, classico e rustico, tutte immerse in ambientazioni dove si respira una tipica atmosfera di casa che aiuterà i visitatori ad individuare l’opzione che meglio rispecchia l’anima di ogni abitazione. Senza però dimenticare l’aspetto funzionale. Sono infatti presenti soluzioni di riscaldamento funzionanti che dimostrano tutto ciò che il fuoco può offrire.

lo, realizzarono anche importanti opere e strutture architettoniche. Le loro maestrie si concretizzavano anche nella realizzazione di camini che divennero un complemento d’arredo che non poteva mancare nelle case e, proprio da questa abitudinale presenza del focolare e il suo intenso uso, nasce negli anni Settanta la sfida dei fratelli Bacciaglia. Inseguendo la passione per la tradizione del fuoco e guidati dalla volontà di creare un prodotto che rispondesse alle esigenze di riscaldamento delle famiglie iniziarono ad approfondire come sfruttare il calore sprigionato dalla legna durante la combustione. Affinché nulla venisse lasciato al caso e con l’obiettivo di ottenere sempre il massimo delle prestazioni, a seguito di un accurato

giungimento di un elevato target qualitativo con una sistematica cura del particolare, portando così la tecnologia del riscaldamento in uno stretto connubio con stile ed arredamento. La crescita dell’azienda permette oggi di presentare sul mercato italiano una vasta gamma di prodotti e una specializzazione nelle realizzazioni di camini su misura. «Ogni camino su misura viene studiato, progettato e realizzato – conclude il responsabile aziendale - in base alle più svariate esigenze al fine di soddisfare desideri del cliente, desideri fatti di personalizzazione e ricerca del particolare». • Luana Costa


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