Abitare Giu 2018

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Osservatorio

ABITARE

architettura, edilizia e design

In abbinamento alla stampa nazionale - Allegato al quotidiano il

Giornale

Made in Italy

L’industria ceramica non si accontenta

Giovanni Savorani, presidente di Confindustria Ceramica

I

SAIE 2018

n un quadro di forti investimenti in nuove tecnologie, per mantenere la leadership mondiale in un contesto sempre più competitivo e

concorrenziale, l’industria della ceramica italiana conferma nel 2017 la sua solidità, ma deve affrontare uno scenario complesso sul fronte nazionale e

UN SALONE PER VALORIZZARE LA RIPRESA

internazionale. Centrale la questione infrastruttu-

Il rapporto virtuoso tra filiera delle costruzioni e Industria 4.0. Anticipazioni su tecnologie digitali, modalità produttive, opportunità di business e nuovi mercati alla Fiera di Bologna a pagina 6

Bretella Campogalliano Sassuolo, ma anche l’in-

rale, come dimostra la richiesta del distretto di non interrompere il percorso per la realizzazione della vito a un lavoro di squadra che coinvolga a pieno il sistema Italia. Ne parla il neo presidente di Confindustria Ceramica Giovanni Savorani, presidente Gigacer, che guiderà l’associazione per il biennio 2018 - 2020. Quali sono gli obiettivi di mandato della sua presidenza?

Decreto “ponte” per salvare l’edilizia È l’intervento d’urgenza che chiedono i costruttori al nuovo Governo, individuabile in un pacchetto di misure anticrisi per far ripartire i cantieri

«Un primo obiettivo è quello di mantenere le tante cose positive che hanno fatto i miei predecessori e di guardare al futuro, alle nuove sfide, facendo in modo che tutte le aziende ceramiche siano coinvolte in obiettivi comuni. L’industria ceramica italiana è il primo esportatore al mondo per valore, un traguardo che pochi altri settori industriali del nostro Paese possono vantare. Questa situazione può essere confermata solo se tutti i soggetti che

oveva essere l’anno del definitivo cambio di segno per un settore impantanato nella crisi da circa un decennio, invece anche il 2017 è stato avaro di luci per il sistema edilizio. Ulteriormente penalizzato, secondo quanto emerge dall’ultimo Osservatorio congiunturale elaborato da Ance, dal dato negativo riguardante le opere pubbliche, che nelle intenzioni avrebbero dovuto innescare la ripresa degli investimenti in costruzioni. «In questo senso – sostiene Gabriele Buia, presidente di Ance - abbiamo molto apprezzato il richiamo del Presidente del Consiglio nel suo primo discorso al

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Gabriele Buia, presidente di Ance

Parlamento sulla necessità di sbloccarle, affrontando anche le criticità rappresentate dal Codice degli appalti, che ha contribuito a ingessare il comparto». In effetti il nuovo Governo ha già annunciato la volontà di mettere mano al Codice appalti in un’ottica di semplificazione. Quali ritiene siano le prime criticità su cui intervenire? «Si tratta di un allarme che come Ance abbiamo lanciato tempo fa e che finalmente ora è condi-

ruotano attorno a noi – penso ai sindacati, alle

>>> segue a pagina 8

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banche, alle pubbliche amministrazioni, alle agenzie per l’ambiente, solo per citarne alcune – contribuiranno a costruire le condizioni perché tutto ciò avvenga». Dopo un 2017 positivo per l’industria ceramica, qual è l’andamento nel 2018? «Abbiamo chiuso il 2017 con risultati in crescita di alcuni punti percentuali sia sui valori che sui volumi, tanto sul mercato interno che sull’export. Per il mercato interno va considerato che siamo in pre-

Homi, stili di vita

Green building

Le tendenze dell’arredo, il mondo del wellness, fragranze e tessuti, brand internazionali e tanto altro ancora alla Fiera di Milano-Rho dal 14 al 17 settembre

Fabio Parolin descrive i vantaggi degli innovativi edifici in acciaio: veloci da edificare, ecologici, antisismici e dall’alto comfort abitativo



Giugno 2018 | 3

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Sommario Digitalizzazione, connettività e integrazione contraddistinguono i nuovi edifici. Le tendenze dello smart building delineate dal presidente Anie Giuliano Busetto.............................................p.14

Colophon Direttore responsabile Marco Zanzi • direzione@golfarellieditore.it Consulente Editoriale Irene Pivetti Giuliano Busetto, presidente Anie, Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche

Direzione marketing Aldo Radici Coordinamento Redazionale Michela Calabretta redazione@golfarellieditore.it

A Venezia fino al 25 novembre la 16esima Mostra Internazionale d’Architettura. 63 i Paesi partecipanti. L’Italia con il suo Arcipelago mostra 5 proposte progettuali....................p.42

Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

Il curatore del Padiglione Italia Mario Cucinella

Il presidente della Biennale Paolo Baratta

Segue dalla prima senza di un rimbalzo, ma dopo anni di flessione che

2030 sono elementi di competitività primari per il settore.

l’impiego per esterni, in contesti particolarmente gravosi:

hanno portato i volumi a essere la metà di quelli pre-crisi.

Sul tema Bretella Campogalliano – Sassuolo, opera che

oggi la presenza di superfici ceramiche aventi spessore di

I primi mesi, in parte condizionati anche da un primo tri-

ha completato il suo iter decisionale, registriamo dubbi.

2 centimetri è possibile grazie alle elevate caratteristiche

mestre 2017 particolarmente brillante, non sono stati po-

Nel riconfermare la centralità di questa opera e delle altre

tecniche ed estetiche, che consentono a queste superfici di

sitivi; in generale, assistiamo a una forte volatilità dei

ad essa collegate, noi crediamo che vada ribadito con

essere usate senza alcun problema». • Francesca Druidi

risultati, che rende complesso il fare previsioni».

forza che in uno Stato di diritto non si possa cambiare

Lo scenario internazionale si fa sempre più compe-

idea alla fine del percorso».

titivo anche nei mercati tradizionalmente più forti per il

Le aziende italiane stanno investendo molto sulle

made in Italy come quello americano. Qual è la situa-

grandi lastre ceramiche. Quali nuove tendenze identi-

zione dell’export del comparto? Si guarderà maggior-

fica per lo sviluppo del comparto?

mente a destinazioni nuove o meno battute?

«La produzione di grandi lastre è oggi uno dei percorsi

«L’industria ceramica italiana esporta oggi oltre l’80 per

evolutivi che il nostro settore sta seguendo. È stato reso

cento della propria produzione in decine di paesi esteri;

possibile dall’evoluzione tecnologica e trova la sua ragion

negli anni Novanta questa percentuale era già pari al 50

d’essere nelle possibilità di utilizzo in molteplici impieghi

per cento. Siamo abituati a confrontarci con concorrenti di

architettonici. Anche la decorazione digitale, con l’oppor-

ogni parte del mondo e la concorrenza – a partire dal con-

tunità di riprodurre con una fedeltà fotografica ogni im-

fronto tra le imprese italiane – è per noi sale dello sviluppo

magine o particolare, ha aiutato in modo significativo a

e della crescita. Il vero tema è quello del Fair Trade, ov-

innalzare la resa estetica del prodotto. Aggiungo anche

vero delle uguali condizioni competitive tra tutti gli attori, che vengono meno in presenza di dumping, imitazione dei prodotti, aiuti di Stato». Bene il Piano Impresa 4.0 e il collegamento Campogalliano Sassuolo, quali restano le priorità per la competitività del settore per le quali chiederebbe il sostegno del nuovo esecutivo? «Nel 2017 il settore ha investito 514 milioni di euro in innovazione tecnologica, il 9,3 per cento del fatturato; in cinque anni le risorse qui destinate sono state pari a 1,8 miliardi di euro. Il tema della liberalizzazione dei mercati italiani dell’energia assieme alla discussione, in sede comunitaria, sulle Emission Trading per il periodo 2021 –

FOTOGRAFIA DI SETTORE Sono 222 le industrie italiane di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, stoviglie e materiali refrattari attive nel 2017, che occupano 25.146 addetti (381 unità in più rispetto al 2016) con un fatturato di oltre 6,3 miliardi di euro complessivi. In particolare, sono 145 le aziende di piastrelle di ceramica presenti sul suolo italiano, dove sono occupati 19.515 addetti (+2,9 per cento, inversione di tendenza dal 2006), che nel corso del 2017 hanno prodotto 422 milioni di metri quadrati (+1,6 per cento), tali da consentire vendite per 421,9 milioni di metri quadrati (+1,8 per cento). Le vendite in Italia si posizionano a 83,7 milioni di metri quadrati (+1,1 per cento), volumi che però rappresentano meno della metà del mercato interno pre-crisi. In aumento i volumi esportati, ora pari a 338,2 milioni di metri quadrati (+1,9 per cento). Il fatturato totale delle aziende ceramiche che producono in Italia raggiunge così i 5,5 miliardi di euro (+2,4 per cento), derivante per 4,7 miliardi dalle esportazioni (+2,5 per cento) - quota dell’85 per cento sul fatturato - e da 842 milioni di euro in Italia.


4 | Giugno 2018

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I Saloni

Benvenuti

nel pianeta del lifestyle In un tour panoramico tra i mondi dell’arredo, delle fragranze, dei tessuti e del wellness, Homi Milano accoglierà i visitatori dal 14 settembre. In vetrina le proposte delle grandi maison, ma anche le idee trendy di stilisti esordienti

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ieci come le mostre satellite in cui si articola. Dieci come il voto che le viene riconosciuto nel suo ruolo di anticipatrice di tendenze. Dieci come le edizioni che festeggerà quest’anno. Quando il 14 settembre si alzerà il sipario su Homi 2018, salone degli stili di vita di Fiera Milano dedicato al mondo della decorazione per la casa e degli accessori per la persona. Quattro giorni all’insegna della creatività, delle forme e del design che, in semiconcomitanza con le rassegne espositive Micam e Mipel,

racconteranno fino al 17 settembre le evoluzioni delle tendenze dell’arredo e non solo, attraverso realtà storiche del settore, designer affermati ed emergenti, grandi griffe del bijoux e dell’accessorio e brand internazionali. «Homi riafferma la volontà di porsi come piattaforma di confronto e di crescita – spiega Cristian Preiata, exhibition director del Salone - con uno sguardo rivolto al mondo e uno al territorio, ospitando grandi maison ma anche tante iniziative per gli esordienti. Ancora una volta dedicheremo perciò il layout a un’offerta che intreccia proposte delle aziende espositrici ad aree dedicate alla speri-

mentazione e focus su trend e abitudini». UN MOSAICO DI SPERIMENTAZIONI, TRA PROFUMI, CIBO E BIJOUX Ai nuovi talenti e alle idee più originali sarà in particolare riservato lo spazio Homi Sperimenta, vetrine tematiche dove si potranno ammirare creazioni inedite ed esclusive, pezzi unici e piccole eccellenze dalla qualità inimitabile, all’interno di allestimenti suggestivi. Come quello confezionato nel padiglione 9 per il mondo dell’accessorio moda, punta di diamante del satellite Fashion & Jewels esaltato da un impianto scenografico che rievocherà le atmosfere del viaggio, l’emozione del movimento e della scoperta, trasformando il visitatore in un personaggio di un grande tableaux vivant. «Il satellite Fashion & Jewels è cresciuto in modo esponenziale – sottolinea con orgoglio Preiata tanto che a settembre toccherà quota 600 aziende. Uno spaccato consistente del panorama italiano delle Pmi del bijoux e dell’accessorio moda, con le quali coltiviamo un rapporto privilegiato anche in seno all’Associazione gioiello moda Italia, di cui siamo soci fondatori». Altre aree speciali da non perdere nel mosaico di percorsi che uniranno i vari saloni satellite saranno “Da uno a cento”, con le autoproduzioni più originali, a tirature limitate e Homi Creazioni, con opere selezionate di design e artigianato di aziende italiane e internazionali. Senza dimenticare le interessanti proposte di Homi Fragrances&Personal Care, dedicate alla profumazione decorativa per l’ambiente e la persona, e di Homi Food, con le produzioni agroalimentari di qualità e di forte personalità sul piano del packaging, dove il cibo diventa idea regalo innovativa e di design. FOCUS SUI GUSTI DEI MILLENIALS E SULLA GIOIELLERIA CREATIVA Piccoli “scorci” dal pianeta del lifestyle che durante la fiera milanese verrà esplorato anche dalle angolazioni del “Wellness and beauty”, con spunti creativi per il bagno e il relax, e del “Garden and outdoor”, focalizzato su sistemi e complementi d’arredo per l’esterno. Ma una delle novità assolute di Homi 2018, preceduto in primavera da un road show in cinque tappe rivolto alla community del fashion e del design, sarà rappresentata da un’installazione che racconterà i risulta-

ti di una ricerca internazionale condotta dagli studenti del Politecnico di Milano. Un’indagine che accenderà un faro sui nuovi linguaggi dei millenials e sul loro interesse, (emozionale e d’acquisto) verso il gioiello di oggi, integrata da uno specifico focus sul design ospitato nello spazio Homi trend area, appositamente allestito e animato da schermi e didascalie esplicative. In primo piano verrà posta l’ottica “smart”, che oggi richiede al design di restituire alla realtà materiale la forza evocativa dei mondi virtuali tipici dei nostri smartphone. Ma anche l’energia e il valore autentico di prodotti realizzati con materiali naturali, in grado di rendere concreto l’elogio della lentezza. Per finire l’ultimo appuntamento da segnalare, nell’ambito di un palinsesto che prevederà come sempre anche un’ampia offerta di talk e workshop con importanti giornalisti e trend setter, è “Tuttepazzeperibijoux”, il corner che proporrà gioielli selezionati e di

nicchia, che si contraddistinguono per la loro originalità. Ideato e creato da Maria Elena Capelli, cool hunter e jewelry curatrice dell’omonimo blog, questo spazio rappresenta ormai da 5 edizioni un punto riferimento per i concept store e le gioiellerie che cercano un gioiello unico, fatto a mano, di alta qualità e non “proibitivo”. • Giacomo Govoni


Giugno 2018 | 5

LivingKitchen

attraverso i quali LivingKitchen fornirà una panora-

Dal 14 al 20 Gennaio 2019 è in programma a Colonia il Salone internazio-

zioni alla kermesse biennale fino al mese scorso am-

nale della cucina. L’edizione 2017 ha fatto registrare la presenza di più di 200

montavano a 161 aziende provenienti da 22 Paesi, con

importanti brand che hanno esposto su oltre 42mila metri quadrati di su-

65 aziende registrate provenienti dalla Germania. Ap-

perificie i loro prodotti per far conoscere ai 150mila visitatori che hanno par-

puntamento a Colonia dunque con le innovazioni che

tecipato all’evento la casa del futuro. Spazio dunque a mobili, elettrodo-

dettano le tendenze dell’arredo internazionale e tanti

mestici da incasso, lavelli, piani di lavoro, illuminazione, accessori

eventi dal vivo spettacolari.

n un’epoca lanciata ad alta velocità verso il consumo, in cui gli oggetti quotidiani spesso hanno un valore transitorio e poco emozionale, trovare un momento per fermarsi e costruire intorno alle reali esigenze del cliente un prodotto durevole, esclusivo e “su misura”, sembra un’impresa sempre più difficile, per non dire quasi anacronistica. Eppure trovare artigiani che abbiano la volontà di specializzare i propri prodotti alle diverse esigenze dei clienti è ancora possibile. Questa è, infatti, la sfida che la famiglia Pianegonda, titolare di Gamma Cucine, vuole vincere con professionalità ed entusiasmo. Gamma Cucine nasce negli anni Ottanta a Vicenza, territorio con alle spalle una solida tradizione nel settore della lavorazione del legno, proprio dal desiderio di «offrire – come dichiarano i titolari – qualcosa che potesse rappresentare appieno il gusto e lo stile del cliente», anche a costo di andare contro corrente. In quegli anni il settore del mobile poteva offrire quasi esclusivamente modelli regolari e moduli ripetitivi, e le poche varianti di colori e materiali non bastavano a conferire alle cucine qualcosa che andasse oltre la semplice funzionalità e che abbracciasse quello che Pianegonda definisce «il gusto e lo stile del padrone di casa». Attualmente Gamma Cucine, è un nuovo tipo di laboratorio artigianale dedito alla creazione di cucine made in Italy dalle più differenti caratteristiche e finiture, senza rinunciare alla «totale artigianalità del processo di produzione». «Le cucine Gamma – continuano i titolari – sono realizzate interamente nei nostri laboratori, curando con particolare attenzione tutte le fasi della produzione. Si parte da un progetto iniziale in cui s’identificano gli elementi da realizzare e poi si compie una ricerca a tutto tondo che coinvolge la progettazione, il design, la scelta del legno, privilegiando le essenze di pregio, e dei materiali complementari, per arrivare, in fine, a offrire al cliente un prodotto tecnologicamente avanzato ma dal cuore ancora artigiano». Una realtà made in Italy, quindi, capace di portare il valore del tempo e della tradizione nuovamente dentro gli oggetti della nostra quotidianità, e che nasce dal desiderio di

I

mica del mercato internazionale della cucina. Le iscri-

Cucine tailor made La strada verso l’eccellenza passa soprattutto attraverso le mani di quegli artigiani che hanno reso grande la tradizione italiana. La famiglia Pianegonda di Vicenza porta avanti un concetto di cucine su misura tecnologicamente avanzate

FACCIAMO UN USO ASSAI LIMITATO DI COLLE E DI COMPONENTI CHIMICI, MOTIVO PER CUI LE NOSTRE CUCINE, A DIFFERENZA DI ALTRE, PROFUMANO DI LEGNO

QUANDO L’ARTIGIANATO INCONTRA LA PASSIONE Partendo dalla scelta di materiali eccellenti come il legno massello, gli artigiani di Gamma Cucine, realizzano preziosi telai attraverso processi manuali e meccanici, in cui ogni componente è studiato per garantire durabilità e resa nel tempo. Tutta la componentistica tecnica è esclusivamente di alto livello e realizzata dalle migliori aziende a livello mondiale, senza distinzioni tra ferramenta a vista o di supporto. Tutte le scocche dei mobili, così come le ante lisce, sono realizzate sempre in legno massello, ma questa volta listellare, per offrire la massima garanzia riguardo l’assorbenza e la resistenza agli urti. Inoltre, il cliente ha la possibilità di scegliere tra un’infinità di accessori a completamento e arricchimento dei mobili. Questa particolare attenzione a ogni passaggio del processo produttivo fa sì che le cucine Gamma siano un prodotto costruito intorno alle reali esigenze della famiglia per cui sono state realizzate.

rispettare sia le persone, sia il territorio: infatti, tutti i materiali che interessano il processo produttivo delle cucine Gamma provengono da vivai controllati e per questo non danneggiano l’ecosistema del territorio che li ospita. Inoltre, «Gamma Cucine cerca di fare un uso assai limitato di colle e di componenti chimici, motivo per cui le nostre cucine, a differenza di altre, profumano di legno». Quello che contraddistingue l’attività della famiglia Pianegonda, è proprio la volontà di reaI laboratori e gli showroom di Gamma Cucine si trovano a Cornedo Vicentino (Vi) - www.gammacucine.com

lizzare cucine che siano per prima cosa un progetto di vita, un luogo costruito sulle aspirazioni della famiglia che ne fruirà, con materiali solidi, capaci di sfidare il tempo e i cambiamenti, in una raffinata forma di continuità. «Tutto nasce dall’ascolto – racconta Pianegonda –, attraverso un colloquio per estrapolare le direzioni più vicine ai desideri del cliente. Il sopralluogo, le misurazioni, il rendering archittetonico e le eventuali modifiche, per quanto importanti, verranno affrontati solo successivamente». Un atteggiamento completamente diverso rispetto la direzione intrapresa dall’attuale mercato del mobile, dove tutto è veloce, sostituibile e molto spesso acquistato per distrazione. Con la sua esperienza quarantennale, Gamma Cucine non si limita alla sola zona da pranzo ma realizza anche arredamenti completi, dove l’esclusività è sempre accompagnata dal rispetto verso i tempi, le persone e l’ambiente circostante. All’interno dello showroom situato nel Vicentino, infatti, è possibile trovare consulenti preparati e disponibili, che guideranno i clienti lungo una strada di gusti e aspettative, per realizzare al meglio un prodotto unico costruito intorno alla loro storia. Un ritorno all’artigianalità che ha contraddistinto la nostra tradizione, quindi, e che ha fatto della creatività e della passione italiana un’eccellenza nel mondo.• Andrea Mazzoli


6 | Giugno 2018

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I Saloni

Saie 2018, obiettivo rilancio Le ultime tendenze, la formazione, le opportunità di business e networking. Saie 2018 si rinnova, portando a Bologna la visione del settore rispetto al futuro di costruzioni, ristrutturazioni e infrastrutture

L

a filiera delle costruzioni vive una fase di grande trasformazione e si interroga su nuovi mercati, modalità produttive e tecnologie, seguendo la via tracciata dall’Industria 4.0. In questo scenario si inserisce il rinnovato progetto di Saie, il Salone della nuova industrializzazione edilizia e del territorio, in programma dal 17 al 20 ottobre a Bologna. Senaf, società del Gruppo Tecniche Nuove, ha acquisito l’organizzazione dell’evento per le prossime dieci edizioni. «Nel progetto di riposizionamento di Saie, un nostro storico prodotto fieristico – commenta Antonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere – abbiamo puntato su un nuovo assetto gestionale che prevede l’affidamento a Senaf e al Gruppo Tecniche Nuove delle prossime 10 edizioni. Siamo convinti che le competenze nel mercato fieristico e nel settore delle costruzioni e la solidità del Gruppo possano essere asset capaci di accelerare il riposizionamento di Saie, che si è posto l’obiettivo di tornare a generare un importante indotto per il territorio e per BolognaFiere». Forte del successo dell’edizione 2016, che ha registrato oltre 52mila visitatori, più di 400 espositori e 222 tra convegni e seminari, Saie 2018 presenterà le novità e le eccellenze produttive italiane e non solo. Digitalizzazione, riqualificazione energetica, sia edilizia che impiantistica, recupero e protezione sismica, infrastrutture e territorio saranno le parole chiave di questa 53esima edizione. «I dati previsionali dell’Ance indicano il 2018 come l’anno di svolta in cui il settore tornerà a crescere del

2,4 per cento – aggiunge Gianfranco Ferilli, vice presidente di Senaf – Avremo perciò l’importantissimo compito di valorizzare questa ripresa, con l’obiettivo di portare nell’arco del prossimo biennio il Saie sul primo gradino degli appuntamenti europei professionali più importanti dell’industrializzazione edilizia». LE NOVITÀ Sono previste 4 iniziative speciali e l’approfondimento di 4 focus che guideranno il pubblico alla scoperta dell’evoluzione dei processi costruttivi, dal rilievo alla progettazione, dalla realizzazione al controllo fino alla gestione e alla manutenzione delle opere: nello specifico, Gestione edificio e riqualificazione edilizia; Impianti tecnici in edilizia; Trasformazione urbana; Digitalizzazione e Bim. Altra novità dell’edizione 2018 è l’Innovation Lab situato all’interno del centro servizi – la vetrina del Salone con i percorsi di cambiamento intrapresi dalle aziende, dalle start-up ai centri di ricerca internazionale – con spazi dedicati alla Digital experience per una riflessione sullo sviluppo digitale dell’ambiente costruito. Occhi puntati sull’architettura modulare e sulla progettazione algoritmica e parametrica, ma anche sulla fabbricazione robotica, le tecnologie per la stampa 3D, i sistemi di domotica Iot e le ultimissime novità nel campo della realtà aumentata e della cantieristica digitale. Le iniziative speciali sono quattro aree dove verranno presentate opere e best practice specifiche. La prima sarà dedicata al recupero e alla protezione sismica, nell’ottica dell’opportunità offerta dallo Stato con il Sisma bonus. In collaborazione con l’Associazione ita-

liana software tecnico (Aist), un’area del Salone sarà dedicata agli strumenti e all’evoluzione normativa. Inoltre, grazie al supporto dell’Associazione ingegneria sismica italiana (Isi), sarà previsto uno spazio dedicato a progettazione, costruzione e gestione di interventi di mitigazione e di riqualificazione sismica, anche con laboratori dimostrativi. «Il tema della sicurezza sismica a cui giustamente Saie 2018 dedica grande attenzione è strategico: basti pensare che la stima che abbiamo fatto per gli investimenti in opere strutturali di miglioramento sismico per l’edilizia residenziale si aggira attorno ai circa 105 miliardi di euro. Ai quali dobbiamo aggiungere i 33,5 miliardi previsti per gli interventi di riqualificazione energetica. Inoltre – specifica il presidente di Ance nazionale Gabriele Buia – è fondamentale che le imprese aprano le porte alla digitalizzazione. L’utilizzo delle più moderne tecnologie nelle fasi di progettazione e costruzione delle infrastrutture può produrre un risparmio complessivo annuale dei costi di realizzazione delle opere stimabile tra i 20,4 miliardi e i 32,3 miliardi di euro». La fiera sarà anche occasione di vetrina e racconto delle migliori esperienze italiane e internazionali in materia di sostenibilità, greenbuilding e integrazione impiantistica, seconda iniziativa speciale. Digitalizzazione e Bim identificano la terza iniziativa e rappresentano anche un percorso tematico che interessa trasversalmente tutta la fiera, con approfondimenti sul rilievo digitale, sistemi di restituzione dei dati, software di progettazione, piattaforme di gestione del processo, sui sistemi di realtà virtuale e la modellazione in

Bim. Ritorna, inoltre, Digital&Bim Italia, la sola iniziativa nazionale sulla digitalizzazione nel settore delle costruzioni organizzata con successo nel 2017 da BolognaFiere. Sono previsti due giorni di conferenza internazionale con esperti, seminari e digital lab di alta formazione e a seguire workshop, arene, momenti di confronto e spazi di networking. Quarta e ultima iniziativa speciale è Infrastrutture e territorio, che guarderà anche ai fenomeni di dissesto idrogeologico. Con la collaborazione di Federbeton (Federazione delle associazioni del cemento e del calcestruzzo), Agi (Associazione geotecnica italiana) e Sig (Società italiana gallerie), sarà organizzata un’area speciale sul know-how italiano in tema di interventi di progettazione, realizzazione e riqualificazione delle infrastrutture. Sig, promotrice dell’evento internazionale World Tunnel Congress che si terrà a Napoli nel 2019, porterà a Saie la Conferenza nazionale dedicata al Tunnelling e alla Digitalizzazione. • FD



8 | Giugno 2018

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ABITARE >>> Continua dalla prima

viso da tutta la filiera delle costruzioni, dagli amministratori pubblici e in parte dall’Anac. D’altronde i principi individuati nella legge delega, che come Ance avevamo sostenuto, sono stati in gran parte disattesi. Dei circa 60 provvedimenti attuativi previsti dal Codice in sostituzione del regolamento generale, ne sono stati adottati meno della metà e alcuni elementi cardine della riforma, come il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti e l’albo dei commissari esterni, risultano ancora inattuati. Difficoltà che lo stesso legislatore ha tentato di

aggirare varando numerose normative in deroga al Codice: si pensi ai Mondiali di sci di Cortina 2021 o al G7 di Taormina». Tuttavia non ci si può sempre muovere per deroghe. Cosa serve, in definitiva? «Occorre predisporre un articolato più semplice, accompagnato da un regolamento attuativo dedicato ai lavori pubblici, superando il sistema della soft law. Allo stesso tempo, vista l’urgenza di far ripartire i lavori, bisogna individuare sin d‘ora un pacchetto di misure anticrisi, da inserire in un decreto legge “ponte”, da applicare fin quando non sarà in vigore il nuovo quadro normativo». Per il rilancio dell’edilizia si puntava molto sulle opere pubbliche, che invece non hanno prodotto gli effetti sperati. Cosa non ha funzionato e cosa state facendo per denunciare la situazione? «Le risorse stanziate non si sono trasformate in cantieri. L’effetto combinato di un Codice appalti fallimentare e delle lungaggini burocratiche e procedurali ha determinato un vero blocco del settore senza arginare i fenomeni di corruzione. Per questo come Ance abbiamo deciso di denunciare lo stallo, con una campagna apparsa sui principali quotidiani e con l’attivazione di un sito, sbloccacantieri.it, a cui ognuno può scrivere per segnalare il blocco, il ritardo o l’assenza di infrastrutture di ogni dimensione o funzione. In due mesi circa abbiamo ricevuto

Primo Piano

qualcosa come 200 segnalazioni di opere bloccate sul territorio. E il lavoro non si ferma grazie anche all’eco mediatica che ci spinge a continuare, sostenendo le istanze di tutti coloro che intendono vivere in un Paese migliore». In compenso, un vostro rapporto presentato alla Farnesina l’autunno scorso segnalava un boom di fatturati esteri per le imprese edili italiane. Quali fattori sono alla base di questa crescita?

«La crescita estera delle imprese di costruzione è costante da almeno dieci anni, con una presenza sempre più massiccia nei Paesi del G20 e in quelli Ocse e con risultati molto lusinghieri anche in termini di fatturato: dai 3 miliardi del 2004 si è arrivati, infatti, a superare i 14 miliardi. Oggi sono quasi 700 i cantieri made in Italy nel mondo, per un valore intorno ai 90 miliardi di euro. Certo, lavorare all’estero non è una passeggiata, perché oltre a una struttura


Periferia intelligente Presentato dalla Direzione generale arte e architettura contemporanee e periferie urbane del Mibact il concorso rivolto al finanziamento di un progetto culturale che grazie all’intelligenza artificiale e la creatività contemporanea promuove la riqualificazione delle periferie urbane. «Creatività e tecnologia costituiscono fattori vincenti per la riqualificazione delle periferie urbane- ha commentato il ministro del Mibact, Alberto Bonisoli-. L’integrazione dei rispettivi linguaggi permette di sviluppare modelli innovativi per il miglioramento della qualità della vita di chi risiede nei territori marginali».

LE RISORSE STANZIATE PER LE OPERE PUBBLICHE NON SI SONO TRASFORMATE IN CANTIERI. PER QUESTO COME ANCE ABBIAMO DECISO DI DENUNCIARE LO STALLO societaria solida, è indispensabile la padronanza dei contesti sociali e legislativi in cui si andrà a operare. Proprio in questa direzione si è mossa l’Ance, accompagnando all’estero le imprese e attivando una sinergia con il Ministero degli affari esteri, il Mise, Agenzia Ice, Sace, Simest e le banche». Per finanziare la flat tax si è ventilata l’ipotesi di operare riduzioni agli incentivi edilizi. Come impatterebbe questa decisione sul mercato del mattone e in quale direzione occorre invece andare in ambito fiscale? «Depotenziare gli incentivi per l’efficienza energetica e per la sicurezza sismica degli edifici sarebbe un grave errore. Il bonus per l’efficientamento energetico degli edifici, ad esempio, ha permesso negli anni della crisi la tenuta del comparto delle ristrutturazioni, rivelandosi anche un efficace strumento di emersione del lavoro nero. Con l’introduzione del sismabonus e l’estensione di queste misure ai condomini si sono poste le basi per avviare un grande piano di ristrutturazione del nostro patrimonio edilizio, prediligendo interventi complessi. Se ben utilizzata, dunque, la leva fiscale può stimolare la ripresa del mercato della casa, raggiungendo al contempo obiettivi importanti per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e dei danni idrogeologici o sismici». Al netto dei freni da rimuovere, il vostro ufficio studi stima comunque una chiusura di 2018 in crescita per il vostro settore. Quali politiche potranno aiutare a confermare

questa previsione? «Molto dipenderà dalla capacità di spesa dell’amministrazione pubblica. La prima grande priorità, infatti, è aprire i cantieri e creare occupazione. Le risorse ci sono, ma bisogna riuscire a spenderle. Abbiamo presentato allo scorso Governo un pacchetto di misure per snellire il processo decisionale e migliorare le procedure di spesa. Un lavoro che speriamo il nuovo Esecutivo prosegua e porti a termine. Bisogna poi intervenire sul sistema del credito, e con questo obiettivo giorni fa abbiamo siglato un protocollo d’intesa con Abi, per ridare liquidità alle imprese stremate sia dalla stretta creditizia che dallo split payment. Una misura, quest’ultima, che ai fini della lotta all’evasione dell’Iva diventa del tutto superflua con l’estensione dell’obbligo della fatturazione elettronica». Altri interventi da mettere in cima all’agenda? «C’è tutto il tema della rigenerazione urbana, che in questi anni è stato oggetto di numerosi dibattiti e convegni, ma che stenta a diventare un piano di intervento nazionale come accade invece in tante città europee. Occorre una strategia di rilancio dei nostri splendidi centri urbani che passa necessariamente attraverso l’individuazione di una legge nazionale che stabilisca l’interesse pubblico di questo tipo di interventi, corredata da una serie di strumenti legislativi e fiscali necessari per stimolare vere operazioni di rigenerazione di ampi pezzi della città, attraverso la demolizione e ricostruzione». • Giacomo Govoni


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ABITARE

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opo un deludente 2017, il 2018 potrebbe davvero rappresentare l’anno di svolta per il settore delle costruzioni. La previsione Ance è di un aumento degli investimenti in costruzioni del 2,4 per cento su base annua. Un nuovo trend, quindi, guidato dal prolungamento del buon momento per la riqualificazione del patrimonio abitativo, dall’importante e atteso cambio di segno nelle opere pubbliche - dopo oltre un decennio di forti cali - e dall’auspicato recupero dei livelli produttivi nella nuova edilizia abitativa. Si tratta di un segnale incoraggiante per Ucomesa (Unione costruttori di macchine edili, stradali, minerarie ed affini), nata nel 1951 nell’ambito di Anima (Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine) che riunisce le più qualificate aziende italiane produttrici di impianti e macchine da cantiere. Il presidente dell’Unione Renzo Comacchio scatta una fotografia del settore e delle sue prospettive. Qual è allo stato attuale l’andamento del settore delle macchine edili, stradali, minerarie e affini per quanto riguarda i principali indicatori economici? «Nel corso del 2017, il settore ha registrato un dato di produzione in crescita (+2,5 per cento). Il 2018 potrebbe essere l’anno della tanto attesa ripartenza del settore delle costruzioni, con conseguenze positive anche per l’industria delle macchine per l’edilizia. Secondo l’Ufficio studi Anima, la produzione nel corso dell’anno farà registrare i 2,7 miliardi di euro, in crescita del +0,7 per cento sull’anno precedente. Nonostante i segnali non siano ancora forti, il settore dovrebbe mantenere un buon andamento dell’export che per il 2018 non mette in conto alcuna variazione. L’occupazione, che si mantiene stabile dal 2013, non dovrebbe subire variazioni anche nel corso del 2018. Anche gli investimenti sono rimasti

Renzo Comacchio, presidente di Ucomesa

Edilizia

Flessibilità,

fattore competitivo Negli imprevedibili scenari geo-politici ed economici, i costruttori italiani di macchinari per l’edilizia affrontano l’incertezza sui mercati stranieri guardando all’attesa ripresa sul fronte interno. Lo spiega Renzo Comacchio, presidente Ucomesa

invariati nel 2017 e si prevedono sugli stessi livelli anche per l’anno in corso». Cosa prevede per il 2018 sul mercato domestico ma soprattutto sul fronte dei mercati esteri? Quali sono i mercati al momento più forti e promettenti per le imprese italiane del settore? «L’export è stato l’elemento che ha garantito la sopravvivenza delle nostre aziende negli ultimi anni e che continua a essere decisivo per l’andamento dell’industria dei macchinari. Anche se c’è da dire che i singoli mercati sono soggetti a dinamiche molto variabili, oserei dire che presentano un quadro “a macchia di leopardo”: ci sono zone che in questo momento registrano un buon andamento e altre che sono in calo. Nel 2016 abbiamo visto un calo del mercato statunitense, ma nel 2017 è stato registrato un + 2,5 per cento. Altri mercati, come quelli del Far East o dell’Europa, hanno avuto un andamento costante. Bene la Francia (+9,7 per cento), la Germania (+8 per cento) e la Turchia (+8 per cento)». Come Ucomesa sostiene il processo di internazionalizzazione delle aziende italiane?

«È importante saper diversificare la propria presenza. L’abilità delle aziende italiane nostre associate che operano all’estero sta proprio nel saper cogliere tempestivamente questi mutamenti e adeguare le proprie strategie commerciali per poter essere presenti lì dove il mercato più lo richiede. Essere nel posto giusto al momento giusto, insomma». Quali sono le priorità per la competitività del comparto, anche guardando al rilancio interno dell’edilizia e i focus, ad esempio la sicurezza, sui cui concentrare l’azione?

«Proprio a causa delle dinamiche mutevoli dei mercati, le imprese saranno chiamate sempre più a tenere un atteggiamento particolarmente flessibile e attento all’evolversi della situazione nei vari mercati. Chi si farà trovare preparato e saprà cogliere la palla al balzo sarà quello che trarrà i maggiori vantaggi. Ma la concorrenza si farà sempre più forte. Ci piacerebbe poter avanzare una previsione anche più ottimista sull’andamento dell’export, se la situazione geopolitica mondiale non fosse così complessa. Non parlo solo delle situazioni di guerra o della minaccia terrorismo, altre tensioni, come quelle legate all’embargo alla Russia, oppure, pensando al Sud America contribuiscono a mantenere un clima di preoccupazione che non favorisce i mercati. In un clima politico più disteso ci si potrebbe aspettare una crescita più cospicua e diffusa». • Francesca Druidi

Le Giornate italiane del calcestruzzo Conto alla rovescia per Gic-Giornate italiane del calcestruzzo/Italian concrete days, l’unica manifestazione italiana dedicata alle macchine, alle attrezzature, ai prodotti e alle tecnologie per l’industria del calcestruzzo, la prefabbricazione e il ripristino delle strutture in calcestruzzo armato, anche in zone sismiche. La seconda edizione dell’evento, che si terrà a Piacenza dall’8 al 10 novembre 2018, ad aprile aveva già raggiunto il centinaio di espositori, la maggior parte dei quali di ritorno a Piacenza per la seconda volta con superfici espositive più ampie rispetto alla prima edizione.



12 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Dalla crisi, la rivoluzione Ogni fase difficile porta con sé anche una serie di evoluzioni che, se correttamente intercettate dalle imprese, possono contribuire a una crescita complessiva del settore delle costruzioni. L’esperienza dell’architetto Roberto Facchetti

I

l dato consuntivo relativo al 2017 fornito dall’Associazione Nazionale Costruttori fotografa un quadro per il settore delle costruzioni ancora evidentemente deficitario. Tali indicazioni, che hanno posticipato la ripresa anche per l’anno in corso, necessitano però di un’approfondita riflessione soprattutto alla luce delle prospettive di crescita e di evoluzione aperte dalla crisi di mercato. «Queste ultime rilevazioni mi riportano alla memoria le chiare parole pronunciate due anni fa da Sebastiano Barisoni, noto economista de Il Sole 24 Ore - racconta l’architetto Roberto Facchetti, titolare dell’omonima azienda -. Di fronte a una platea di miei colleghi ha affermato: “L’interpretazione e la lettura del difficile momento storico, ormai prolisso, va riconsiderata. Non deve riferirsi unicamente al concetto di crisi ma è più corretto parlare di rivoluzione del mercato delle costruzioni”. Queste dichiarazioni, rilasciate appunto all’assemblea dei costruttori bresciani nell’inizio anno 2017, accolte con attonito stupore dei colleghi in platea, ci trovano, come Facchetti Costruzioni, in pieno accordo». Com’è possibile utilizzare i periodi di crisi volgendoli a proprio vantaggio, dal suo punto di vista? «È necessario partire dal concetto di base se-

Roberto e Giovanni Facchetti, titolari della Facchetti Costruzioni www.facchetticostruzioni.it

condo cui una rivoluzione richiede trasformazioni radicali per essere sfruttata e non subita. In ragione di ciò abbiamo voluto impostare un esercizio di diagnosi del mercato delle costruzioni, volto a verificare le criticità e, di conseguenza, ad adottare contromisure efficaci. Le criticità comuni, evidenti ormai a tutti da tempo quali, ad esempio, la mancanza di investimenti pubblici, una burocrazia bizantina, i pagamenti diluiti oltre ogni limite, una giurisprudenza ipertrofica, l’assenza quasi totale di garanzia del credito e una fiscalità sfavorevole che non stimola gli investimenti, sommate a fattori endogeni al settore, come la sottocapitalizzazione, l’assenza di investimenti in formazione del personale, la scarsa efficienza produttiva e la refrattarietà all’innovazione ci hanno fatto maturare un’idea diversa di fare impresa». Può spiegarla? «Certo, abbiamo creduto che per potersi adeguare a questa rivoluzione del mercato fosse necessario predisporre una serie di azioni efficaci e inconsuete. Innanzitutto, almeno dal nostro punto di vista, è stato obbligatorio selezionare i clienti, per limitare inutili rischi di solvibilità. Siamo convinti che la chiave per il successo di un’impresa come la nostra sia la redditività e non, anche se una crescita è ovviamente necessaria, la valutazione connessa alla semplice crescita del fatturato. Una clientela di più alto profilo ci garantisce una migliore qualità del credito e una migliore redditività

I PROBLEMI ATTUALI Nel quadro descritto dall’architetto Roberto Facchetti, l’imprenditore denuncia un’altra serie di questioni che devono essere affrontate con la massima urgenza. Il riferimento è alla concorrenza sleale e all’illegalità, problemi estremamente attuali e motivo di distorsione del mercato delle costruzioni. «Ance Brescia – afferma l’architetto - ha in tal senso prodotto uno strumento eccezionale per combattere questo fenomeno: il protocollo per la legalità e sicurezza. Il documento è stato già condiviso con l’amministrazione provinciale, quella comunale, con l’ispettorato del lavoro, gli ordini professionali, le organizzazioni sindacali. Si tratta di un importante strumento di monitoraggio del settore che tende a cautelare la corretta esecuzione delle opere, la sicurezza e l’incolumità degli operatori, il rispetto delle regole, l’appartenenza al nostro settore per garantire la qualità, i tempi e i costi dell’opera da rendere al cliente finale».

ma richiede anche una maggiore qualità realizzativa, il rispetto certo dei tempi e una proattività sul mercato impensabile prima della crisi, o della rivoluzione, iniziata nel 2008». Qual è quindi la sfida che ogni azienda si trova innanzi oggi? «La sfida è quella di qualificare e innovare la propria società con un profilo adeguato alla nuova clientela, attraverso strumenti che esistono sul mercato come la formazione profes-

sionale continua e l’attivazione di processi procedurali certificati sia dal punto di vista della qualità e sicurezza che della mitigazione dell’impatto ambientale delle nostre attività. La nostra azienda dispone di qualifiche che, lo dico con un pizzico di orgoglio e con grande fiducia per il futuro, ci hanno permesso di acquisire commesse dove le competenze aziendali hanno avuto un peso maggiore rispetto a insostenibili giochi di ribassi. Disponiamo delle certificazioni Iso 9001, Iso 18001 e Iso 14001. Il secondo grande pilastro della nostra strategia si chiama formazione. Non mi riferisco semplicemente alla formazione di ordine ingegneristico, indispensabile per il corretto esercizio dei bandi e per la successiva realizzazione delle opere, ma vi includo anche la formazione gestionale e amministrativa, utile a una conduzione veramente manageriale del processo di produzione-costruzione per non lasciare al caso nessun dettaglio di tempi, costi e qualità». Quali sono i risultati raggiunti dalla Facchetti Costruzioni adottando questo approccio? «Siamo assolutamente convinti e determinati nel continuare ad ampliare il nostro ambito territoriale di intervento trasformandoci da azienda che operava prevalentemente in ambito regionale a realtà nazionale ed europea. Questa sfida è certo la più difficile dal momento che ci porta a confrontarci con realtà imprenditoriali dimensionalmente molto più strutturate della nostra. Ci siamo già indirizzati concretamente verso l’internazionalizzazione e oggi la Facchetti Costruzioni può vantare, oltre a cantieri in tutta la nostra penisola, anche alcuni in Austria e in Ungheria. All’estero la nostra flessibilità operativa, che ci consente di poter soddisfare con immediatezza anche le richieste più esigenti, è molto apprezzata». • Luana Costa



14 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Edifici 4.0:

aumentano le case intelligenti La capacità di acquisire, processare e gestire le informazioni costituirà il cuore della Digital building. Ma prima occorrerà dare una scossa al comparto delle costruzioni. Il punto del presidente di Anie Giuliano Busetto

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l futuro dell’abitazione è dietro l’angolo, con abitazioni sempre più intelligenti, sicure e connesse. Digitalizzazione, connettività, integrazione sono gli elementi che delineano i nuovi edifici, rispondendo all’esigenza di utenti sempre più proattivi che richiedono ambienti tecnologicamente ade-

guati, in grado di soddisfare una nuova domanda sul versante energetico, sociale e culturale. In questo scenario in così rapida evoluzione, le tecnologie rappresentate dalle aziende aderenti ad Anie (Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche con 1300 aziende associate, 468mila addetti e 74 miliardi di fatturato ag-

gregato) sono esemplificative del modo con cui oggi si cerca di rispondere, in modo trasversale, a tutte le esigenze emergenti. A fare il punto della situazione sullo smart building è il presidente Giuliano Busetto. Qual è, in base ai dati a vostra disposizione, l’andamento del mercato delle tecnologie elettriche ed elettroniche per

l’edificio moderno nel nostro Paese? «Veniamo da un decennio di profonda debolezza per il mercato delle costruzioni, seppure ultimamente siano emersi alcuni segnali importanti di recupero. Anche per le nostre tecnologie elettrotecniche ed elettroniche rivolte al building, questo quadro di graduale ripresa si è tradotto, nel 2017, con un incremento del fatturato del 3,9 per cento». Un edificio moderno e smart deve puntare a sicurezza, comfort e risparmio energetico attraverso l’integrazione sempre più spinta di tutti i sistemi e impianti ad alto tasso di automazione. A che punto è lo Smart building in Italia? In quale segmento si sta registrando maggiore sviluppo? «Grazie alle nuove indicazioni comunitarie in materia di efficienza energetica degli edifici, la dotazione tecnologica nel building sta incrementando e, con essa, anche gli standard di sicurezza sono cresciuti. È importante considerare che il settore delle costruzioni, per le sue peculiarità così come per un sistema di filiera molto complesso, impiega maggior tempo, rispetto ad altri comparti, ad acquisire e a far propri i cambiamenti che l’innovazione necessariamente porta. Tuttavia, se consideriamo le nuove costruzioni, arrivano segnali incoraggianti che ci confermano come, in questi ambiti, l’offerta di tecnologia disponibile sia già elevata. La vera sfida riguarderà l’intervento in ottica smart sul patrimonio immobiliare già esistente, per il quale sarà necessario molto tempo: basti pensare che il 60 per cento degli edifici esistenti ha più di 40 anni, mentre l’80 per cento è stato costruito prima degli anni Novanta». Quali sono attualmente le tecnologie più promettenti nell’ambito della gestione energetica, misurazione dei consumi, illuminazione e sistemi di riscaldamento e raffreddamento? «Le tecnologie più promettenti sono quelle che puntano sulla digitalizzazione e che sono

La Smart Home è realtà Il giro d’affari legato alla casa connessa vale 185 milioni di euro nel 2016, registrando un incremento del 23 per cento rispetto all’anno precedente. La maggioranza delle soluzioni in Italia riguarda la sicurezza, seguita dalla gestione energetica, il controllo remoto degli elettrodomestici (10 per cento), la gestione dei sistemi di riscaldamento e raffreddamento (8 per cento), il monitoraggio dei consumi dei dispositivi elettrici (10 per cento). Il 50 per cento dei consumatori però pensa che le tecnologie non siano ancora abbastanza mature e il 67 per cento teme rischi per sicurezza dei propri dati personali. L’82 per cento del mercato è ancora legato alla filiera tradizionale, composta da installatori e distributori di materiale elettrico, ma cresce la quota dei “nuovi” canali come retailer, eRetailer e assicurazioni che insieme rappresentano il 18 per cento (circa 30 milioni di euro). Un ruolo sempre più importante lo svolgeranno i grandi operatori “Over The Top” come Google e Amazon. Sono alcuni dei risultati diffusi dalla ricerca Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, realizzata in collaborazione con Doxa.


Giugno 2018 | 15

Home & Building

tra le tematiche affrontate. Nella passata edizione sono ar-

È la prima mostra convegno internazionale della Domotica

avuto la possibilità di conoscere tecnologie sempre più

e Building technologies che di svolge ogni anno nel mese di

smart e avviare progetti di business. Tra i settori merceolo-

ottobre presso Veronafiere. Home &Building, giunto alla sua

gici in mostra apparecchiature ed accessori per illumino-

decima edizione, è un format altamente innovativo che as-

tecnica, cavi, centralini, componentistica elettrica, sistemi,

socia alla parte espositiva una componente formativa. Do-

tecnologie e componenti per la building automation, video-

motica, smart home, edifici intelligenti, efficienza energetica

citofonia e molto altro ancora.

Giuliano Busetto, presidente Anie (Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche)

nativamente in grado di acquisire e gestire dati in maniera intelligente ed efficiente. Non parliamo solo di risparmio energetico in

rivati a Verona circa 7.400 operatori specializzati che hanno

senso stretto, ma di gestione smart a tutto tondo di consumi ed energia. Coerentemente con questa nuova visione, anche la recente revisione della normativa comunitaria sull’efficientamento energetico degli edifici, oltre a riconoscere il valore aggiunto della domotica e della building automation per una gestione energetica ottimale, individua tra i parametri dell’edificio moderno un alto livello di digitalizzazione e di gestione e acquisizione di dati». Le prospettive per la casa intelligente sono enormi, quali frontiere identifica? «Si tratta di una vera e propria rivoluzione: un nuovo modo di pensare e vivere gli spazi domestici che promette importanti cambiamenti anche sul fronte sociale e infrastrutturale. Semplicemente, le case intelligenti cambieranno il modo e il luogo in cui viviamo. Per noi l’edificio del futuro è 4.0 e il

DIGITALIZZAZIONE, CONNETTIVITÀ, INTEGRAZIONE SONO GLI ELEMENTI CHE DELINEANO I NUOVI EDIFICI, RISPONDENDO ALL’ESIGENZA DI UTENTI SEMPRE PIÙ PROATTIVI CHE RICHIEDONO AMBIENTI TECNOLOGICAMENTE ADEGUATI

mondo delle costruzioni subirà la stessa rivoluzione che oggi è toccata all’industria. La connettività diffusa e la domotica trasformeranno case, uffici e ospedali in strutture smart contenute all’interno di città sempre più intelligenti». Quali restano le possibili criticità e sfide dello smart building, anche nell’integrazione con lo spazio urbano circostante? «Di sicuro, il maggior ostacolo da superare è riconducibile a un approccio troppo tradizio-

nale e conservativo che, ancora oggi, sta caratterizzando il comparto delle costruzioni e che, per essere superato, necessiterà di una semplificazione della filiera che, come dicevamo, attualmente è ancora troppo complessa. Per portare avanti un reale percorso di digitalizzazione degli edifici, sarà essenziale disporre di un sistema integrato, affidabile e pervasivo di gestione dei dati. Per questa ragione, la creazione di reti adeguate allo sviluppo della città del futuro resta una priorità». • Francesca Druidi


16 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Il boom delle ristrutturazioni

L

e ristrutturazioni sono ormai la spina dorsale dell’edilizia italiana, un comparto in crescita che non conosce flessioni e ha portato gli operatori del settore a specializzarsi in questo ambito per uscire una volta per tutte dalla “febbre” da nuove costruzioni che dagli anni Sessanta fino al Duemila ha imperversato lungo tutto lo Stivale. Così, quando la bolla edilizia è scoppiata, chi a tempo debito si era specializzato in recupero e riqualificazione delle costruzioni esistenti nei centri storici e nelle periferie della miriade di citta d’arte italiane, non è stato spazzato via dalla crisi del mattone ma, anzi, è riuscito a crescere. I numeri parlano chiaro: tra ottobre 2010 e luglio 2017 le famiglie italiane hanno speso 169,1 miliardi, pari ad una media di 24,7 miliardi l’anno, per ristrutturare e rendere la propria abitazione più efficiente dal punto di vista energetico, stando ai dati diffusi a settembre da Anaepa Confartigianato. E il trend è destinato a crescere ulteriormente, se si guarda al +0,6 per cento degli interventi di ristrutturazione e manutenzione registrato tra giugno 2016 e luglio 2017, ai 2.771.000 proprietari di immobili che, secondo l’organizzazione di categoria, sarebbero intenzionati a effettuare interventi di manutenzioni nei prossimi 12 mesi e ancor più alla stima dell’Ance, in base alla quale ammonterebbe a 105 miliardi la spesa necessaria per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio e architettonico italiano. «Dal 2007, anno in cui ho inaugurato la mia attività, a oggi, la domanda di ristrutturazioni è cresciuta in maniera sostanziale, confermando la scelta d’investire nella ristrutturazione più che nel nuovo» così sottolinea Alessandro Violi, titolare della “Violi Costruzioni Srl”, azienda parmense specializzata in ristrutturazioni e finiture d’interni dalla progettazione alla realizzazione, oltre che in restauro di opere architettoniche tutelate

Con la crisi del mattone e la spinta propulsiva di detrazioni fiscali e incentivi, ristrutturazioni e restauri crescono tenendo a galla l’edilizia italiana. Ne parliamo con Alessandro Violi, a capo dell’omonima azienda specializzata parmense minante sul comparto delle ristrutturazioni che già tra gli operatori c’è fibrillazione in attesa delle misure che introdurrà il nuovo governo. «Se, il governo decidesse di farle rientrare – sottolinea Violi – si potrebbe contrarre la domanda in maniera significativa in un settore che ad oggi ha ben contenuto la crisi». Ma prima di fasciarsi la testa, gli operatori aspettano e osservano la crescita della domanda non solo per le ristrutturazioni ma anche per i restauri conservativi. «Il restauro è un comparto a cui ci siamo affacciati da poco, con interventi prestigiosi come quello al Palazzo della Pilotta di Parma – precisa il Geometra Violi – ma evidente è la crescita della domanda. Le difficoltà maggiori, nelle ristrutturazioni come nelle riqualificazioni, in certi interventi, in particolare nei cenVioli Costruzioni ha sede a Parma www.violicostruzioni.it

DALLA PROGETTAZIONE ALLA REALIZZAZIONE Potersi affidare a tecnici qualificati, con un’attività strutturata a livello locale secondo Alessandro Violi dell’omonima società di costruzioni parmense, è la principale richiesta da parte del cliente medio che si avvicina ai lavori di ristrutturazione delle proprie mura domestiche. Se vent’anni fa la ristrutturazione era affidata a singoli artigiani, ognuno competente nel proprio specifico settore, oggi il cliente chiede un livello di professionalità e garanzie molto alto, con una squadra in grado di intervenire su ogni aspetto del cantiere ed un interlocutore unico con cui interfacciarsi. «La capacità di realizzare progetti chiavi in mano, dalla progettazione alla costruzione dei lavori, con serietà nelle realizzazioni e nei tempi di consegna, sono fattori prioritari nella scelta dell’azienda di fiducia a cui affidare la propria casa. Con uno staff di tecnici, impiegati operatori dipendenti e terzisti – aggiunge – la Violi Costruzioni è in grado di occuparsi di progettazione, opere murarie, elettriche, idrauliche, fornitura e posa in opera di serramenti e pavimentazioni, oltre che di tinteggiatura, coperture e impianti tecnologici a risparmio energetico».

dalla Soprintendenza. «Il settore dell’edilizia che guarda alla costruzione di nuove abitazioni – continua – ha sofferto molto la crisi e questo ha consentito di veder crescere gli interventi di ristrutturazione e restauro per riqualificare l’esistente, renderlo adeguato alle normative vigenti, oltre che moderno ed attuale, senza sfruttare ulteriormente risorse e suolo». Un ruolo determinante e propulsivo lo hanno avuto gli incentivi e le detrazioni fiscali. Le più richieste sono quelle legate agli interventi di recupero del patrimonio edilizio, che ammontano a 4.703 milioni di euro e sono l'81,4 per cento delle detrazioni che interessano la filiera della casa, mentre quelle per interventi di efficientamento energetico toccano quota 1.071 milioni di euro, pari al restante 18,6 per cento delle detrazioni sulla filiera della casa. Il peso

delle detrazioni fiscali per opere di ammodernamento, riqualificazione energetica e messa in sicurezza antisismica è stato talmente deter-

tri storici, riguardano la gestione degli aspetti logistici che, pur superabili, richiedono particolare attenzione, vedi restrizione alla viabilità, accessi all’area, carichi e scarichi… Ristrutturare un attico in piazza Garibaldi, nel cuore della città, significa gestire con competenza ed attenzione tutti questi aspetti». • Alessia Cotroneo


Giugno 2018 | 17

Costruire digitale

del Paese in grado di portare grandi vantaggi per la

Si terrà a Roma il 4 luglio 2018 presso l’Ance l’evento “Edi-

spetto per l’ambiente. «All’interno dell’evento sono

ficio 4.0: costruire digitale per un’Italia più sociale, più si-

previste Key notes di esperti su Sociale 4.0, Città 4.0,

cura, più sostenibile” in cui sarà presentato dal presidente

Edifici 4.0, Industria 4.0, Costruire 4.0. a cui seguirà

di Federcostruzioni Federica Brancaccio e dal vicepresi-

una tavola rotonda a cui sono stati invitati a parteci-

dente Paolo Perino il Manifesto che reca dieci proposte per

pare alcuni rappresentanti del mondo della commit-

la rigenerazione urbana e la riqualificazione immobiliare

tenza pubblicata e privata».

collettività in termini economici, di sicurezza e di ri-

Per un migliore comfort abitativo

R

isparmio energetico, ultime tecnologie e bio-edilizia. Sono le parole d’ordine del nuovo passo preso dall’edilizia, un settore che solo ora sembra uscire timidamente da una crisi profondissima e decennale. Ma questi concetti chiave non esauriscono gli elementi necessari alla soluzione di un problema strutturale, come la crisi dell’edilizia, né basta agitarli per ottenere ottimi risultati. Le caratteristiche che un’azienda deve dimostrare sono numerose, come ci spiega Fabio CarMara Costruzioni ha sede a Milano www.maracostruzioniedili.it

L’esperienza di Mara Costruzioni indica le principali tendenze del mercato edile e in particolare quello delle ristrutturazioni, le cui parole d’ordine sono risparmio energetico e materiali performanti raro, titolare della milanese Mara Costruzioni. «Il mercato è molto diverso – sottolinea Carraro –. La clientela dei giorni nostri è sempre più rivolta alla ricerca online di materiali e aziende, un segmento importantissimo che grazie alle detrazioni fiscali rende più appetibile risanare un vecchio immobile che comprarlo nuovo. In più, questo porta anche un miglior deco-

ro su immobili vecchi e fatiscenti. La tendenza è rivolta al legno inteso come pavimentazioni e o decorazioni in casa, e sono richieste molte lavorazioni come abbassamenti decorativi in stile moderno con illuminazioni tecnologiche a Led per il risparmio energetico. Tendenzialmente tutti i clienti cercano risparmio energetico e miglioramenti dell’involucro abitativo per un comfort migliore e in linea con i parametri. La ricerca dei materiali è principalmente basata proprio sul contenimento energetico. Resta inteso che nel nostro caso, lavorando principalmente in città, gli interventi in appartamento sono limitati, ma si riesce comunque con pompe di calore e rivestimenti termici ed acustici a migliorare la qualità. Crediamo che per

i prossimi periodi la tendenza sarà questa, moderna ma sempre più rispettosa dell’ambiente». Carraro scende nei dettagli dell’organizzazione aziendale. «Siamo un’impresa dedicata alla ristrutturazione e costruzione di opere edili civili e industriali nata da una esperienza di 25 anni nel settore delle costruzioni – spiega l’imprenditore milanese –. Contiamo su di un eccellente e dinamico team di persone e professionisti altamente qualificati per assicurare il successo della costruzione e la gestione delle opere. Abbiamo una speciale esperienza e capacità per la ristrutturazione di proprietà residenziali, complessi commerciali e strutture sportive. Realizziamo pavimentazioni interne ed esterne, coperture tetti, facciate, ope-

re murarie in genere, impiantistica, cartongessi e opere in cemento armato. E grazie alla nostra professionalità, il nostro raggio d’azione non si limita alla Lombardia: lavoriamo in tutto il Nord Italia».• Elena Ricci


18 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Green building, il futuro è adesso

Le costruzioni moderne che puntano sull’acciaio sono edifici ad alto contenuto tecnologico, la cui accurata progettazione permette di accorciare notevolmente i tempi di realizzazione, come spiega Fabio Parolin, sales manager di Ecosteel

A

ssomiglia sempre più al meccano e sempre meno al lego il settore dell’edilizia speciale, quello che lavora con i green buildings, edifici progettati adottando soluzioni architettoniche high-tech e all’avanguardia per minimizzare il consumo di acqua in fase di edificazione e realizzare progetti ecosostenibili fin dalla posa della prima pietra, se di pietra si può ancora parlare. Perché con la costruzione a secco e l’ingegnerizzazione di tutti i processi, pietre e mattoni nei cantieri non ci sono. Con questa tecnica costruttiva, solo il 20 per cento del montaggio viene realizzato in loco, mentre tutto il resto viene fatto a monte, progettato dall’ingegneria strutturale e lavorato al millimetro in officine specializzate per consentire incastri a dir poco perfetti, sia per la parte strutturale che per le facciate e i rivestimenti. Così le costruzioni moderne si sono trasformate in una sorta di edifici ad alto contenuto tecnologico, la cui accurata progettazione per-

mette di accorciare notevolmente i tempi di realizzazione. Un ruolo determinante in questa tipologia costruttiva spetta alle strutture in acciaio – che consentono al progettista di spingersi su volumi particolari e su grandi campate che rendono gli ambienti sempre più luminosi – e ai rivestimenti, che possono spaziare dai pannelli costruiti con strati termoacustici ad alta tecnologia fino a un’infinità di materiali metallici, vetro o membrana. Un’accoppiata in grado di modificare le prestazioni energetiche ma anche l’immagine di un edificio, in ottica di restyling dell’esistente oltre che di nuove costruzioni, come spiega Fabio Parolin, sales manager di Ecosteel, azienda veneta fondata cinque anni fa e specializzata nel campo dell’edilizia speciale e delle costruzioni in acciaio e vetro. «Le strutture in acciaio sono il nostro core business, le facciate lo stanno diventando sempre di più. Con le costruzioni in acciaio si risparmia sulle fondamenta, perché gli edifici sono più leggeri. È vero che i tempi di progettazione

sono importanti ma la fase di edificazione è molto veloce, con un risparmio anche di 6-8 mesi di tempo rispetto alle tecniche costruttive tradizionali, ottenendo un edificio per sua stessa natura antisismico che coniuga sicurezza, funzionalità, velocità di realizzazione ed estetica. Non a caso, il settore del restyling è esploso, non solo per i centri commerciali ma anche per il settore

industriale. Il mercato edile italiano negli ultimi 20 anni non ha avuto la forza di accantonare le modalità costruttive tradizionali e passare agli edifici high tech evoluti, che sono non il futuro ma il presente nei Paesi tecnologicamente avanzati, quelli in cui dall’acquisto del terreno all’edificazione di un palazzo possono trascorrere solo sei mesi». Qual è il core business di Ecosteel? «Ecosteel progetta e realizza green buildings e architetture in acciaio per edifici industriali, commerciali, residenziali e direzionali, avvalendosi di un team di professionisti e tecnici (architetti, ingegneri e maestranze qualificate) in grado di assicurare il massimo livello di interazione e cooperazione con progettisti e architetti esterni all’azienda. In questo modo l’intuito creativo del progettista trova un importante strumento di sviluppo che gli permette di esprimere liberamente le sue intenzioni progettuali, con la sicurezza di essere adeguatamente assistito nella produzione degli elaborati esecutivi e successivamente nell’assemblaggio di costruzioni in acciaio e facciate». Cosa caratterizza l’azienda rispetto ai competitor? «Siamo un’azienda che ama l’architettura e gestisce in toto da general contractor tutte le fasi di progettazione e costruzione di un edificio, con un pacchetto completo che va dalla progettazione ingegneristica esecutiva fino alla realizzazione, con il controllo di tutti i

COSTRUZIONI ANTISISMICHE E COMFORT ABITATIVO Capita spesso di vedere capannoni industriali e case che accolgono macchinari e vite umane con coperture che fanno a dir poco paura e sono poco sicure dal punto di vista sismico. Il terremoto dell’Emilia Romagna e quello del centro Italia hanno messo tragicamente in evidenza questo nervo scoperto del panorama architettonico italiano. Una possibile risposta a questo problema è fornita dalle costruzioni in acciaio, che consentono di intervenire non solo sulla struttura portante, ma anche sulla copertura, alleggerendola in maniera significativa, oltre che sul risanamento del comfort abitativo con pareti addossate all’esistente per permettere un maggior risparmio energetico e minori ponti termici. «Le nostre soluzioni residenziali, sottolinea Fabio Parolin, sales manager di Ecosteel – sono in linea con i principi del centro di ricerca “Abitare Mediterraneo”, che segnala le tipologie costruttive che stimolano la ricerca di nuove forme di economia, legate alla riduzione dei consumi energetici ma anche alla valorizzazione delle tradizioni architettoniche e delle peculiarità climatiche, per case fresche d’estate e calde d’inverno».


Giugno 2018 | 19

Klimahouse 2019

Foto Credit- Marco-Parisi

Si terrà a Bolzano dal 23 al 26 gennaio la fie-

appuntamenti in programma, alle numerose

l’edizione 2018- e i professionisti apprezzano

ra di riferimento a livello nazionale e inter-

iniziative realizzate tra cui premi- assegnati da

la capacità di Klimahouse di mettere in risal-

nazionale per l’efficienza energetica e il risa-

giurie internazionali-, tour informativi e con-

to le innovazioni del settore attraverso premi

namento in edilizia. Klimahouse 2018 si è con-

vegni. «La qualità dei visitatori continua ad au-

come lo Startup Award, il Klimahouse Trend

clusa con la presenza di 460 aziende esposi-

mentare- ha commentato Thomas Mur, di-

e una scelta molto accurata delle aziende

trici e 35.000 visitatori interessati agli oltre 100

rettore di Fiera Bolzano a conclusione del-

presenti».

IL RESTYLING E LE INNOVAZIONI IN FACCIATA I rivestimenti ormai non fungono solo da abbellimento ma assolvono a specifiche funzioni tecniche nei green buildings, coniugando estetica architettonica e funzionalità. Qualche esempio? La lamiera microforata o stirata, che aiuta il passaggio del vento incoraggiando la ventilazione naturale, non appesantisce l’edificio, ma è fondamentale per la schermatura solare. Per quanto riguarda le facciate in vetro, il sistema a cellule è il più innovativo, poiché ciascun modulo viene realizzato al millimetro in officina e successivamente montato in cantiere, garantendo la massima velocità di esecuzione e la riduzione delle incognite tipiche delle operazioni tradizionali. Alcune delle sfide più difficili Ecosteel le ha giocate proprio sul terreno delle facciate: basti pensare ai padiglioni Beingmate e CCUP realizzati per l’Expo di Milano, alle stazioni ferroviarie romane di Valle Aurelia (riqualificazione in soli quattro mesi in centro) e Cesano, vicino al lago di Bracciano (lavori durati tre mesi).

CON LE COSTRUZIONI IN ACCIAIO SI RISPARMIA SULLE FONDAMENTA, PERCHÉ GLI EDIFICI SONO PIÙ LEGGERI, LA FASE DI EDIFICAZIONE È MOLTO VELOCE, RIDUCENDO ANCHE DI 6-8 MESI I TEMPI DEL CANTIERE passaggi e dei materiali impiegati. Siamo realizzatori che costruiscono secondo la visione dell’architetto per materializzare la sua creatività. Non siamo i prefabbricatori vecchia

Fabio Parolin, sales manager di Ecosteel. L’azienda ha sede a Vicenza www.eco-steel.it - commerciale@eco-steel.it

scuola, quelli che hanno riempito di capannoni anonimi e spesso poco sicuri il tessuto produttivo del Paese negli anni Settanta-Novanta. Realizziamo prefabbricati evoluti in ottica smart ed ecosostenibile con un team di tecnici veloci nel dare risposte al progettista, perché quando fai innamorare il cliente di un progetto ma non riesci a rispettare il budget o le soluzioni progettate si rivelano tecnicamente poco fattibili in cantiere, sono dolori. Ecosteel, invece, supporta il progettista con modelli strutturali per formulare offerte fondate sulla reale fattibilità economica e tecnica del progetto. Il nostro compito è trovare soluzioni per il progettista, per questo prima riusciamo a intervenire, meglio è». Che genere di risparmi in termini di risorse ambientali ed energetiche generano gli edifici a secco in rapporto agli edifici tradizionali? «Cominciamo con il dire che tutto ciò che è impiegato per la realizzazione di edifici green è riciclabile, creato con ridotto, quasi nullo, consumo di acqua e smontabile per essere ricostruito e riutilizzato. I pacchetti costruttivi a secco danno come ri-

sultato una parete in grado di isolare quasi totalmente l’ambiente interno da quello esterno, con bassissimi valori di dispersione termica, ottime capacità fonoassorbenti e resistenza meccanica sopra la media. Ma c’è di più: grazie a un sistema di fire safety engineering, che consente di prevedere gli scenari che possono accadere in seguito a un incendio, siamo in grado di produrre tutta la documentazione da rilasciare ai vigili del fuoco per assolvere alle esigenze legislative, senza alcun trattamento superficiale dell’edificio con vernici speciali». Come sta rispondendo il mercato? «Nell’ultimo anno abbiamo ricevuto importanti risposte in Emilia Romagna, in particolare nel Bolognese, dove dominavano le aziende di progettazione e costruzione tradizionali. Al momento in zona abbiamo attivi quattro cantieri di edilizia industriale e direzionale e un importante show room di arredamento. Da cinque anni stiamo realizzando residenze di altissima tecnologia in tutta Ita-

lia, dalla villa al mare in Sardegna per clienti facoltosi alla soluzione abitativa in città dove è richiesto un progetto efficace in termini di costi e innovazione tecnologica, con tanta luce negli interni e massimo comfort abitativo. Inoltre, siamo impegnati in un’opera di restyling delle stazioni ferroviarie romane di Rfi, su progetto dell’arch. Alessia Maggio dello studio AMAART, che ci piacerebbe estendere anche alle sedi di Poste Italiane. Siamo riusciti a montare un rivestimento a 30 metri di altezza nel centro storico di Roma ancorandoci ad una struttura portante con un’unica colonna che scaricava a terra. Restando nel campo del restyling, c’è un boom di richieste dai centri commerciali, con lavori già realizzati a Brescia e Roma. Risposte molto interessanti arrivano anche dal mondo delle cantine, in particolare stiamo realizzando opere metalliche per la cantina Pieropan, tra le più rinomate d’Italia, in base al progetto sviluppato dall’architetto Moreno Zurlo di AcMe Studio». • Alessia Cotroneo


20 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Edilizia

Lavorare alla ricostruzione Ci sono aziende edili che, nonostante la congiuntura negativa del settore, non si sono mai fermate. L’esempio di G&G Costruzioni che, oltre ad altre commesse, è impegnata nella ristrutturazione di edifici danneggiati dal terremoto in Emilia Romagna

L’

edilizia si conferma con un settore a macchia di leopardo, c’è chi ha pesantemente risentito delle negative congiunture economiche e chi, come Roberto Guglielmino, titolare della G&G Costruzioni di Bologna, confessa candidamente di aver continuato a svolgere le attività senza particolari problemi anche durante la crisi che ha a lungo funestato l’Italia. «Io non ho mai risentito della crisi – afferma - anzi, ho sempre lavorato con una certa continuità sia nel privato che nel pubblico, soprattutto dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. Adesso le nostre attività sono riprese anche nel settore privato». È proprio nelle zone colpite dal sisma che la G&G Costruzioni, con sede a Bologna, concentra attualmente le sue attività: «In questo momento – aggiunge - stiamo eseguendo molti interventi volti alla ristrutturazione di edifici danneggiati dal terremoto. Si tratta di opere pubbliche per le quali siamo costantemente controllati dalla Regione e dal Comune che vengono a fare so-

pralluoghi. Le nostre attività si concentrano prevalentemente a San Carlo e a Mirabello nella provincia di Ferrara e a Cento, dove stiamo ristrutturando due immobili. A San Carlo, ad esempio, abbiamo operato la demolizione e la ricostruzione di uno stabile di otto unità abitative mentre a Cento stiamo procedendo alla ristrutturazione dell’edificio intervenendo sulle volte esistenti ed effettuando operazioni di consolidamento adoperando materiale antisismico. Si tratta di una struttura di ottocento metri quadrati». L’azienda, che nasce a conduzione familiare, opera prevalentemente nel nord Italia e, in particolare, nel ferrarese, nel modenese e a Bologna. «G&G Costruzioni si occupa di edilizia in genere: a partire dalla costruzione ex novo fino alla ristrutturazione realizzando anche agli impianti idraulici – precisa il titolare -. Le attività sono orientate anche alla vendita in conto proprio. Acquistiamo, ristrutturiamo e vendiamo abitazioni o interi complessi edilizi. Oppure, disponendo di alcuni lotti di terreno, costruiamo nuovi immobili

che rivendiamo direttamente». Non c’è però un cantiere o un’opera che ha particolarmente gratificato la G&G Costruzioni: «Tutti i lavori che realizziamo ci danno soddisfazione perché cerchiamo di portarli a termine nel miglior modo possibile, prodigandoci anche in grandi sforzi, ponendo una speciale attenzione alle finiture e ai pavimenti». G&G Costruzioni è particolarmente qualificata negli interventi idraulici: «Le altre aziende, non disponendo di professionalità interne, si fanno supportare da artigiani, noi invece ci serviamo di nostri dipendenti qualificati che seguono il lavoro dall’inizio alla fine».• Luana Costa

La G&G Costruzioni ha sede a Bologna - www.gegcostruzionisrl.com



22 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE ertamente tra i settori colpiti dalla crisi c’è il mercato immobiliare e quello dell’edilizia. «Tuttavia, ho potuto notare che le aziende che hanno investito ancor di più sulla qualità dei servizi offerti, quelle che hanno continuato a credere nel proprio lavoro garantendo sempre standard elevati hanno avuto meno difficoltà di altre». La convinzione con cui parla il geometra Fabio Ramasco, della Edile Ramasco, parte dalla propria esperienza imprenditoriale nel settore. «È evidente, però – precisa Ramasco –, che occorre ade-

C

Edilizia

Missione luxury home Nello splendido territorio del Parco di Portofino, incontriamo il geometra Fabio Ramasco, che ci spiega particolarità ed esigenze nel segmento dell’eccellenza edilizia guarsi alle richieste del cliente proponendo soluzioni diversificate e sempre al passo con le nuove tecnologie. Un altro fattore che incide a mio parere è la storicità di un’azienda. La nostra ditta,

per esempio, essendo conosciuta sul mercato da più di 60 anni e avendo nel corso degli anni conseguito importanti riconoscimenti da parte della clientela, ha avuto sicuramente una stabilità maggiore. Ad ogni modo, già da un po’ di tempo il trend è cambiato e stiamo osservando una netta ripresa sia del mercato delle vendite immobiliari sia di quello degli interventi edili. Insomma, il paese sembrerebbe sulla via della guarigione». Entrando nel dettaglio dell’esempio portato da Ramasco, che opera principalmente sulla riviera ligure e in particolar modo nel territorio del Parco di Portofino, bisogna prima di tutto considerare la specializzazione dell’azienda nel campo della luxury home. «Fin dalla fondazione nel 1950 della Edile Ramasco ad opera di mio nonno Mauro – spiega Ramasco – la mia famiglia non

si è mai adagiata, proseguendo con studi e approfondimenti. Questo per garantire un servizio che in pochi possono vantare di offrire, prendendosi cura di ogni singolo aspetto e accompagnando il cliente durante tutte le fasi lavorative. Nel tempo, l’elevata specializzazione dei nostri servizi dedicati alla realizzazione di opere qualitativamente elevate, ci ha indirizzati verso una clientela sempre più esigente, da qui la scelta di concentrare i nostri maggiori sforzi sul segmento delle luxury home e boutique di lusso. Si tratta di un mondo che richiede costantemente la ricerca del risultato migliore e dell’innovazione sotto molteplici punti di vista, da quelli tecnici a quelli estetici; per noi queste sfide sono motivo di ulteriore ricerca, miglioramento e sempre maggiore attenzione ai dettagli: è ciò che fa la dif-

Edile Ramasco ha sede a Portofino (Ge) www.edileramasco.it

ferenza. Penso infine che il nostro rapporto di fiducia con il cliente basato sulla serietà sia il fattore più importante, serietà che noi mettiamo sempre in campo: serietà nel selezionare la nostra manodopera, che deve avere qualità importanti sia umane che lavorative, serietà nel rispetto delle tempistiche e serietà nel garantire ogni lavorazione». • Renato Ferretti



24 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

S

ia il pubblico che il privato si stanno dimostrando sempre più attenti al risparmio energetico e alle innovazioni tecnologiche. L’evoluzione del mercato si attesta in questa direzione, pertanto le tecniche costruttive che si stanno affermando rispecchiano la necessità di tutelare l’ambiente. Ma come reagiscono al nuovo trend le imprese edili nostrane che hanno fatto della qualità il loro maggior punto di forza? Lo abbiamo chiesto alla dott. Paola Toniazzo, alla guida insieme al dottore architetto Luca Toniazzo, della omonima impresa di costruzioni di Marostica (Vi). «Per qualità – precisa l’imprenditrice – si possono intendere diversi aspetti. Per noi, l’utilizzo della pietra, l’attenzione all’ambiente, la cura dei dettagli, la soddisfazione del cliente, la conservazione dei beni immobili sottoposti a tutela, sono tutti elementi che ci contraddistinguono. Nel procedere alla costruzione di nuovi immobili, poi, abbiamo saputo distinguerci concentrando la nostra attenzione sul risparmio energetico e sulla delicata problematica relativa all’adeguamento sismico. Di conseguenza, consultandoci con i nostri professionisti e fornitori, stiamo cercando di costruire e proporre soluzioni tecniche sempre più attente ai due temi. In particolare, abbiamo cercato di realizzare interventi a basso impatto puntando

Edilizia

Un settore che cambia volto In compagnia della dottoressa Paola Toniazzo, andiamo alla scoperta dei nuovi trend che si sono imposti negli ultimi anni nell’edilizia. «Tra le priorità, concentrare l’attenzione sul risparmio energetico e sull’adeguamento sismico» a elevati livelli di comfort e benessere, avendo particolare attenzione ai materiali di costruzione utilizzati». E le novità non hanno tardato a manifestarsi. «Attualmente stiamo utilizzando il calcestruzzo cellulare – spiega Toniazzo –, brevettato in Svezia, e che prende il nome di Ytong. Si tratta di un materiale particolarmente innovativo, rispettoso dell’ambiente, dal peso leggero, ma forte in termini di capacità portante. Acqua, sabbia, calce e cemento, miscelate con un agente aerante e fatte indurire in un’autoclave a vapore, sono gli elementi che contraddistinguono il blocco Ytong. Questo materiale è in grado di offrire elevate prestazioni di isolamento termico e acustico e rispetta i parametri di risparmio energetico richiesti per legge dal 2010, in ottemperanza al decreto legislativo n° 311 del 2006». Toniazzo, poi, dà conto di alcuni elementi di design che sembrano

YTONG È UN MATERIALE INNOVATIVO, RISPETTOSO DELL’AMBIENTE, DAL PESO LEGGERO, MA FORTE IN TERMINI DI CAPACITÀ PORTANTE

Toniazzo Impresa di Costruzioni ha sede a Marostica (Vi) - www.toniazzo.it

COSA SIGNIFICA QUALITÀ Paola Toniazzo, alla guida della Toniazzo Impresa di Costruzioni, spiega quali sono i principi che governano l’idea di eccellenza sulla quale si basa l’azienda vicentina. «Adottiamo un sistema di gestione della qualità che rispecchia i requisiti dettati dalla nuova Normativa Uni En Iso 9001:2015. I nostri obiettivi, quindi, si declinano in diversi aspetti. Il primo riguarda la valorizzazione delle capacità e competenze del personale, cui forniamo mezzi idonei, inclusa la formazione tecnico-professionale. Il secondo criterio prevede di stimolare l’iniziativa e coinvolgere il personale negli obiettivi aziendali di miglioramento del livello qualitativo dell’offerta. Non meno importante è garantire l’utilizzo di macchinari, attrezzature, impianti e ambienti di lavoro tecnologicamente avanzati, per migliorare efficacia ed efficienza dei processi. E ancora, adottiamo un linguaggio comune e procedure comuni per evitare l’insorgere di difetti e non-conformità, oltre a snellire le tempistiche di lavorazione. Infine, puntiamo a realizzare un ambiente di lavoro sicuro e sereno in conformità ai requisiti di legge stabiliti dal D.Lgs 81/08e s.m.i. in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro e garantire il rispetto della normativa ambientale, D.Lgs 152/06 e Smi».

aver preso piede negli ultimi anni. «Sotto il profilo estetico – dice la contitolare –, ciò che attira la clientela, specie quella privata, è l’utilizzo della pietra come elemento distintivo di rivestimento di immobili di nuova costruzione, in sintonia con l’ambiente circostante che contraddistingue la nostra città medievale. Per quanto riguarda il pubblico, invece, abbiamo riscontrato una particolare attenzione per la tutela del verde e abbiamo iniziato ad utilizzare e proporre il calcestruzzo drenante. Si tratta di un altro materiale in-

novativo che favorisce il drenaggio delle acque meteoriche, con conseguente riduzione dei costi di manutenzione legati alla captazione delle acque piovane. Ma non solo, la colorazione, generalmente tenue, del materiale, insieme all’elevata porosità della miscela, costituiscono poi una minore fonte di assorbimento termico rispetto ai conglomerati bituminosi, consentendo anche un più rapido dissipamento del calore». Una delle caratteristiche più importanti dell’azienda vicentina è sicuramente l’esperienza. «La

prima società è stata fondata nel 1968. Quindi, pur essendo una realtà imprenditoriale giovane nata dalla trasformazione dell’Impresa Edile e Stradale Toniazzo Giampietro, l’impresa vanta un’esperienza operativa storica nel ramo dell’edilizia da oltre 40 anni, operando sia nel campo delle nuove costruzioni, ampliamenti civili, industriali e ristrutturazioni, sia nel delicato settore del restauro e risanamento conservativo. I principali interventi realizzati si concentrano soprattutto in Veneto e principalmente nel comprensorio vicentino. Fin dalla sua nascita, l’impresa ha limitato e definito chiaramente le categorie d’appalto sulle quali intendeva basare la sua attività edilizia nel settore pubblico e privato oltre che nella costruzione e vendita di beni immobili civili ed industriali». • Renato Ferretti Parco Giardino Jacquard sito a Schio (Vi)



26 | Giugno 2018

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ABITARE

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uello dell’umidità di risalita è, probabilmente, il problema più diffuso per quanto riguarda gli edifici che si trovano a piano terra o seminterrato, e interessa quei locali che si trovano a diretto contatto con terreni umidi. Questo fenomeno di degrado e alterazione dei muri è causato dall’acqua presente nel sottosuolo che, penetrando nelle strutture murarie, risale verso l’alto attraverso i tubi capillari presenti nei materiali edili usati per la loro costruzione, innescando alcuni fenomeni chimici di cristallizzazione, che portano a reazioni rovinose, andando a danneggiare la struttura stessa delle pareti degli edifici. Inoltre, uno degli aspetti più fastidiosi del problema è la sua ricorrenza, al di là delle stagioni. La necessità di trovare una soluzione per sanificare questi ambienti in modo definitivo è stato l’obiettivo dell’Umiblok, pionieristica azienda in provincia di Ravenna. Con una consolidata esperienza nel settore del restauro conservativo, l’azienda di Fusignano ha brevettato un sistema per risolvere alla radice la questione, diventando un importante punto di riferimento nazionale. «Quando abbiamo iniziato la nostra attività, oltre quarant’anni fa – racconta Giuseppe Lamanuzzi, fondatore dell’Umiblok – ci siamo accorti che i metodi tradizionali con cui venivano gestite le murature intaccate dall’umidità di risalita, potevano non essere sufficienti. Partendo da questa riflessione, abbiamo continuato a specializzarci, fino a realizzare un importante brevetto, primo e unico in Italia, che consiste in una barriera fisica che non in-

RINFORZARE LE MURATURE Il sistema Umiblok non solo è in grado di abbattere l’umidità di risalita in modo definitivo, ma riesce anche a migliorare la zona d’intervento. Con un’esperienza ormai riconosciuta a livello internazionale, il sistema taglia-muro Umiblok, grazie a materie prime selezionate e combinate con progettazione meccanica, è un metodo all’avanguardia e un sistema concepito per dissipare le vibrazioni provenienti dal sottosuolo. Nel 1999, il brevetto Umiblok è stato nuovamente rinnovato, con un disegno che ne ha migliorato la tenuta e un nuovo strato centrale con caratteristiche di flessibilità ed elasticità atto a dissipare le vibrazioni provenienti dal suolo, rendendolo così adatto anche in zone a rischio sismico. In testimonianza di ciò la Umiblok ha eseguito e verificato l’efficacia del lavoro svolto su edifici lesionati dai terremoti che hanno colpito Modena e Ferrara.

Edilizia

Umidità di risalita,

una soluzione definitiva Molti approcci tradizionali a quello che è uno dei problemi più frequenti degli edifici italiani non sono riusciti a dare delle risposte risolutive. Con un sistema brevettato, l’azienda Umiblok garantisce una soluzione ad altissimi standard, riconosciuti anche a livello internazionale. Ne parliamo con Giuseppe Lamanuzzi

Umiblok si trova a Fusignano (Ra) - www.umiblok.it

debolisce la zona d’intervento, bensì la rinforza. Così, nel 1978, è nato il primo brevetto Umiblok, che porta anche al cambio di nome dell’azienda». Nata, quindi, come azienda che si occupava principalmente di ristrutturazioni, la Umiblok brevetta e commercializza un nuovo sistema per affrontare in modo nuovo il vecchio problema dell’umidità, garantendo ai propri clienti più apprezzabili risultati: «la maggiore efficacia del nostro metodo – sottolinea Giuseppe Lamanuzzi – consiste nell’effettuare, in primo luogo, un taglio nella muratura mediante la tecnica dello scuci e ricuci. Dopodiché viene inserito al suo interno un profilo in Pvc munito di ancore, e viene iniettata la malta di consolidamento, creando così un corpo unico con la parte muraria e bloccando in maniera assolutamente definitiva la risalita dell’umidità». Questo metodo innovativo ha permesso all’Umiblok di stringere numerose collaborazioni con importanti realtà nazionali e internazionali. «Anche se molti nostri clienti sono privati – aggiunge Lamanuzzi –, vantiamo importanti collaborazioni sia in Italia, sia all’estero. In Italia, per esempio, abbiamo eseguito interventi a Villa Medici, l’arco dei quattro venti di Villa Pamphili, il Ministero di

Grazia e Giustizia, il Castello del Malconsiglio Miglionico a Matera e molti altri. Mentre all’estero possiamo vantare l’Ufficio del Primo Ministro Maltese Auberge de Castille e, grazie alla preziosa collaborazione con il professore Giuseppe Fanfoni, archeologo di fama internazionale, abbiamo eseguito interventi sul Complesso dei Dervisci Melvi a Il Cairo e abbiamo vinto un progetto proposto dall’Une-

Ippolito Massari, abbiamo eseguito un test su un edificio esistente sottoponendo a sollecitazioni trasversali la zona d’intervento e ottenendo ottimi risultati. Abbiamo, inoltre, collaborato anche con l’Università La Sapienza di Roma e, attualmente, stiamo eseguendo complessi test con l’Università degli Studi Roma Tre, in collaborazione con il Ministero dei Lavori pubblici». Per quanto ci siano ancora alcune diffidenze sulla pratica del taglia-muro, la Umiblok sta collaborando con il Ministero dei Lavori pubblici proprio per creare ancora più chiarezza e consapevolezza tra gli ingegneri e i geni civili. «Dopo aver eseguito numerosissimi test – conclude Lamanuzzi –, abbiamo la certezza che il sistema Umiblok, non solo non crea pericolosità ma tende, addirittura, a migliorare e a consolidare la zona d’intervento».• Andrea Mazzoli

UMIBLOK SI È OCCUPATA DI RISANARE GRANDI OPERE COME VILLA MEDICI O IL MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA, FINO A VINCERE UN PROGETTO PROPOSTO DALL’UNESCO PER IL RISANAMENTO DELLA SFINGE sco per il risanamento della Sfinge». Il risanamento di edifici di grande pregio presuppone, com’è facile da intuire, il sostegno degli enti preposti alla certificazione di qualità ed efficienza dei sistemi utilizzati, seguendo linee guida capaci di rispondere alle più attuali normative europee. «Negli anni abbiamo collaborato con diversi istituti per eseguire test approfonditi sul nostro profilato – continua Giuseppe Lamanuzzi –. Assieme all’ingegnere


Giugno 2018 | 27

Made Expo È la manifestazione di riferimento in Italia e

Milano Rho per conoscere le ultime tenden-

edizione punterà ancor più su innovazione,

in Europa per il mondo dell’architettura e

ze su materiali, sistemi costruttivi, serra-

progetto e integrazione tra soluzioni costrut-

delle costruzioni. Quattro Saloni specializza-

menti, involucro, finiture, superfici, software

tive, confermando così il ruolo di manifesta-

ti che nell’ultima edizione hanno fatto regi-

e hardware. Gli organizzatori di Made Expo

zione leader dove incontrare e conoscere tut-

strare la presenza di 105 mila visitatori, pro-

stanno già lavorando all’ evento, che si terrà dal

ti i protagonisti e le eccellenze del mondo del-

venienti da 121 Paesi, accorsi presso la Fiera

13 al 16 marzo 2019, e assicurano che «questa

le costruzioni e delle finiture».

L’evoluzione delle coperture Silvano Fantin ci offre un quadro completo dei fattori che incidono in un particolare ambito d’intervento edilizio. Un metodo per scegliere il professionista più competente

A

ffidarsi a un unico interlocutore per la gestione delle opere è una delle esigenze che si riscontrano maggiormente nel mercato attuale, soprattutto quando si parla di costruzioni. Questo significa trovare «la figura di un professionista preparato sulla qualità dei prodotti volti al massimo risparmio energetico, sui prodotti green, con il giusto peso economico». A parlare è Silvano Fantin, fondatore della trevigiana CoperTekno, che vanta una trentennale esperienza nel settore delle coperture in genere. Questo particolare ambito d’intervento non si discosta dal settore edile più generico, soprattutto per le competenze richieste. «L’assetto di un’impresa come la nostra – dice Fantin – non può esimersi da alcune caratteristiche decisive. Nel nostro caso, per esempio, formando e istruendo nel corso degli anni una serie di operatori dipendenti specializzati, attualmente l’azienda si è sviluppata implementando le proprie attività ad un servizio completo a 360 gradi nel comparto delle coibentazioni, impermeabilizzazioni, coperture in genere, lattonerie e quant’altro complementare e di completamento. La nostra forza aziendale si basa sul personale preparato profes-

CoperTekno si trova a Paese (Tv) - www.copertekno.it

sionalmente, costantemente aggiornato in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle procedure di esecuzione dei lavori, sulle moderne attrezzature e sulle macchine per lavori in quota di nostra proprietà, oltre alla velocità di pronto intervento che in caso di emergenza garantisce nel minor tempo possibile l’uscita di una persona qualificata». L’azienda veneta, inoltre, è qualificata per l’esecuzione di lavori

pubblici e partecipazioni a gare d’appalto «essendo in possesso di attestazione Soa per le categorie Og1 – continua Fantin –, per lo svolgimento di lavori su edifici civili e industriali, e Os8 categoria specializzata per le opere di impermeabilizzazione. A completamento del pacchetto di servizi abbiamo creato un ramo d’azienda, àmbita - bonifiche ambientali, che si occupa di bonifiche ambientali nello specifico amianto compatto, friabile e Fav, fibre artificiali vetrose. I nostri servizi sono numerosi: offriamo servizio montaggio/smontaggio ponteggi, noleggio piattaforme aeree, camion gru, sollevatori telescopici semoventi e facciamo da consulenti per la progettazione e implementazione di soluzioni tecniche per restauro e risanamento coperture di ogni genere. Per quanto riguarda, invece, le coperture eseguiamo il rifacimento in cotto, di strutture di legno, ferro e civili, bonifichiamo quelle in amianto e ci occupiamo di coperture piane, terrazze, poggioli e solarium. Inoltre, eseguiamo coperture bituminose, sintetiche, tegola canadese così come tetti verdi integrati e giardini pensili. Infine, ci occupiamo di isolamenti, impermeabilizzazioni e risanamenti di ogni tipo». • Remo Monreale


28 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali annuncia Mussini - prevederà la nuova localizzazione dei Caffè della Stampa, happening che vedranno i direttori di testate di interior design dialogare con gli ospiti su temi di attualità, e un ciclo di conferenze di alto profilo, tra cui quella del nono premio Pritzker passato per Cersaie».

Dove la ceramica

diventa cultura

Al Cersaie, di scena a Bologna dal 24 al 28 settembre, pavimenti, caminetti e complementi d’arredo non mostreranno solo il loro lato business to business, ma verranno raccontati all’interno del programma “Costruire abitare pensare”

A

lla “anagrafe” delle fiere è registrato come Salone internazionale della ceramica per l’architettura e l’arredobagno, ma ormai tutti lo conoscono come Cersaie. Appuntamento espositivo fondamentale per conoscere le ultime tendenze, i prodotti innovativi e le soluzioni tecnologiche d’avanguardia legate al comparto della ceramica, il Cersaie sarà in pista quest’anno con la sua 36esima edizione, che scatterà a Bologna dal 24 al 28 settembre prossimi. Con un parco espositori ai nastri di partenza quasi al completo già da inizio primavera. «Cersaie 2018 – evidenzia Emilio Mussini, presidente della Commissione attività promozionali e fiere di Confindustria ceramica – ha raggiunto il sostanziale tutto esaurito a diversi mesi dall’apertura. Con una significativa lista di attesa per nuove partecipazioni da tutto il mondo e importanti ampliamenti richiesti da molti

espositori. È un risultato che ci soddisfa e che testimonia la qualità e il valore della manifestazione». PADIGLIONI NUOVI, DAL GRANDE APPEAL PROGETTUALE Una qualità che si rispecchia nella capacità attrattiva della rassegna felsinea, capace

nell’ultima edizione di richiamare oltre 112 mila visitatori e di mettere in vetrina prodotti eccellenti all’interno di allestimenti dal grande appeal progettuale. Lo stesso che verrà riproposto a settembre, con l’aggiunta di tre padiglioni nuovi di zecca inaugurati per l’occasione, che andranno a riqualificarne due vecchi (il 29 e il 30), conquistando più spazio e più comfort. Il padiglione 30, in particolare, riserverà non poche sorprese in un contesto suggestivo che accoglierà per la quinta volta consecutiva la mostra tematica ideata da Angelo Dall’Aglio e Davide Vercelli. “The sound of design” sarà il titolo di quella di quest’anno, che sonderà il rapporto “naturale” tra design e musica, utilizzando brani tratti dagli anni 76/83 per valorizzare gli oggetti di design dell’arredo bagno che saranno esposti. Pavimenti e rivestimenti di ceramica e in altri materiali, apparecchiature igienico-sanitarie, arredoceramica, caminetti e attrezzature per la posa di prodotti ceramici saranno come sempre sotto i riflettori, nell’ambito di un palinsesto che, senza perdere la sua originaria connotazione di evento business to business, avrà il suo epicentro culturale nel programma “Costruire abitare pensare”, giunto alla sua nona edizione. «Il dettaglio del programma –

SI RINNOVA LA PARTNERSHIP CON BOLOGNA DESIGN WEEK Tra queste, la “copertina” spetta senza dubbio all’architetto portoghese Camilo Rebelo, ospite d’eccezione a Cersaie 2018 che aprirà il programma di incontri il 26 settembre con una conferenza che si terrà presso la Galleria dell’Architettura all’interno della fiera. Celebre artista pluripremiato sia nel concorso internazionale per il Museum of Modern Art di Varsavia del 2007 che più recentemente al Baku Uiai international award per la Ktima House in Grecia (2017), Rebelo è titolare dal 2000 di un proprio studio, dopo aver collaborato nei cinque anni precedenti con Eduardo Souto Moura e Herzog & de Meuron. Sempre nel perimetro culturale targato “Costruire abitare pensare”, da segnalare l’evento “Cersaie disegna la tua casa”, l’attività di consulenza gratuita per la ristrutturazione della propria abitazione. Ma la gamma di contenuti non si esaurirà all’interno del quartiere fieristico, dal momento che per il quarto anno si rinnoverà la partnership

tra Cersaie e Bologna Design Week. Il che significa che la settimana della ceramica per l’architettura e dell’arredobagno pulserà anche nel cuore urbano di Bologna. «Questo appuntamento annuale – osserva Elena Vai, direttore creativo di Bdw - promuove la cultura del progetto e fa il punto sul ruolo del design come strumento di innovazione nella mutazione continua, culturale, sostenibile, partecipata della città. Dove creatività, formazione, accoglienza, benessere e mondo produttivo sanciscono il loro sodalizio in una settimana di eventi». Cinque giorni di anteprime, mostre, workshop, concorsi, proiezioni, visite guidate cambieranno infatti la percezione del centro storico, animando palazzi storici, gallerie d’arte, chiese sconsacrate, location inedite e show-room. Mercoledì 26 settembre sarà la volta della Design Night, che coinvolgerà fino a mezzanotte city user e partecipanti in itinerari inediti e aperture straordinarie. • Giacomo Govoni



30 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

F

ra tutti i materiali con cui si può costruire una finestra, il legno possiede sicuramente qualità ineguagliabili rispetto ad altri. La possibilità di lavorare una materia piena, quasi come se fosse una scultura, gestire a piacere geometrie e quote produttive, senza i vincoli dati dai profili standardizzati, e la libertà compositiva nell’abbinamento di sistemi di apertura e accessori di vario genere, sono solo alcune delle peculiarità che il legno può vantare in surplus rispetto ai materiali competitor. «Tutte queste possibilità sono precluse ad esempio ai materiali di origine plastica o sintetica» spiega Damiano Fanton titolare della 2F Srl, azienda specializzata nella ricerca di soluzioni indirizzate alle imprese edili, ai rivenditori, agli architetti e ai consumatori e produttrice di serramenti in legno che migliorano il benessere degli ambienti proteggendoli da caldo, dal freddo e dalle intemperie. «Sulla scorta di queste considerazioni - continua - si può facilmente dedurre che il legno per la finestra rappresenta ancora oggi il principale elemento d’innovazione e quindi si affaccia al futuro aderendo in modo ottimale a ogni necessità del mercato di oggi che, oltre alle nuove costruzioni di pregio, è principalmente orientato alle ristrutturazioni, al recupero e all’efficientamento energetico del patrimonio edilizio esistente». Il solido legame che unisce il prodotto finestra con ogni architettura che la contiene rappresenta da sempre uno dei fondamenti su cui si basa l’arte del costruire. Si tratta di una connessione intima che determina contemporaneamente la qualità finale del costruito, il risultato estetico, la funzionalità e il benessere interno degli ambienti, le prestazioni di isolamento termico, acustico e in generale la protezione dagli eventi atmosferici. «Il legno è un materiale bio nel senso che il suo ciclo di vita ha un bassissimo impatto ambientale in termini di emissioni di anidride carbonica - prosegue Damiano Fanton - ma soprattutto è, fra tutti i materiali che si impiegano per costruire finestre, quello che più facilmente può essere riutilizzato, riciclato o smaltito senza ripercussioni sull’ambiente naturale che ci circonda. I materiali di recente introduzione nel mercato, come ad esempio il pvc, cominciano oggi a rivelare le loro insite problematiche dal momento che il loro smaltimento risulta difficile, costosissimo e in alcuni casi impossibile. È nostro dovere quindi guidare il consumatore finale verso la scelta e l’acquisto del giusto materiale per la realizzazione delle proprie finestre, ponendo la dovuta attenzione a queste fondamentali questioni ambientali e orientando ogni scelta in una prospettiva futura. Scegliere la giusta finestra nel mercato attuale è reso difficile dalla presenza e continua moltiplicazione di prodotti a basso costo e da una ancor più bassa qualità, i quali impediscono al consumatore finale di comprendere appieno il loro valore intrinseco. Quest’ultimo deve es-

Materiali

La finestra è bio Il legno tra tutti i materiali è quello che produce un minor impatto ambientale possedendo al contempo qualità estetiche e funzionali che lo rendono preferibile nella costruzione delle finestre. Ne parliamo con l’ingegnere Damiano Fanton

sere dedotto da un’analisi di vari aspetti tra cui, ad esempio, i materiali, privilegiando quelli a basso impatto ambientale come il legno, e il ciclo di fabbricazione, tenendo infine nella giusta considerazione la provenienza.

Inutile dire che il made in Italy deve essere preferito alla lunga lista di produttori esteri che sottraggono ai territori le loro eccellenze e danneggiano in modo irreparabile l’intera filiera del settore. In questo contesto il consu-

2F ha sede ad Altavilla Vicentina (Vi) www.2f-fanton.it

matore finale deve essere quindi guidato e informato per poter fare la miglior scelta per il presente ma soprattutto per il futuro». Un’importanza strategica assume oggi la possibilità di progettare le finestre di pari passo alle architetture che devono ospitarle. Per i produttori di finestre progettare significa in primo luogo individuare correttamente e legare insieme gli elementi dell’involucro, sviluppando soluzioni ad hoc che consentano di raggiungere gli obiettivi desiderati. In secondo luogo è di grandissima importanza la personalizzazione che il produttore è in grado di conferire alle proprie finestre per ottenere il risultato estetico finale: geometrie, finiture e accessori vanno così a costruire un prodotto nel prodotto, regalando all’opera esclusività e pregio. Dettagli costruttivi e accurata progettazione del prodotto consentono di fatto di prevedere il risultato finale: chi sceglie la finestra sarà quindi garantito ancor prima di vedere l’opera finita. • Luana Costa

LA CASE HISTORY La villa unifamiliare a Roana, nell’Altopiano di Asiago (Vi), rivestita all’esterno e all’interno di tavole di legno grezzo, reinterpreta in maniera contemporanea una tipologia costruttiva tipica della zona, aprendo la facciata sud con vetrate di 20 metri realizzate con il sistema Clima 80, serramento certificato CasaClima, che si armonizza con l’essenzialità e la geometria delle linee dell’edificio. Tutte le parti strutturali del serramento in legno scompaiono integrandosi nel resto dell’involucro, per lasciare a vista solo le superfici vetrate ed esaltare la continuità tra interno ed esterno. Per evitare problemi di irradiazione diretta, la vetrata è rientrante rispetto al filo dell’edificio di 1,75 metri: vi è una sorta di loggia, quindi, che in estate evita il crearsi di un effetto serra e d’inverno permette di godere della luce e del calore del sole più basso. Inoltre la vetrata è dotata di una doppia vetrocamera basso-emissiva, che oltre ad avere un aspetto neutro, assicura una trasmissione di luce particolarmente alta, un basso valore di trasmittanza termica e un maggior apporto energetico gratuito. Un’altra caratteristica particolare è che il serramento è stato prodotto con un legno lamellare a sezione mista: esternamente in larice grezzo (non verniciato) in modo che si ossidi assumendo un colore grigio; internamente in abete con un trattamento cerato opaco (Zero Gloss) abbinato alla finitura del parquet. In totale l’opera si compone di 3 vetrate scorrevoli, 10 vetrate fisse e 12 serramenti a battente.



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l meccanismo virtuoso sta nell’armonia tra i due aspetti». Anche in un settore difficile come quello stradale, secondo l’esperienza di Pierluigi Girardini, presidente e socio di terza generazione della Costruzioni Generali Girardini Spa, non sempre la sostenibilità economico-finanziaria di una iniziativa si contrappone a quella ambientale. E il suo è punto di vista privilegiato, lo stesso che vede l’azienda vicentina, fin dagli anni Cinquanta, impegnata su più fronti dell’ambito: dagli autotrasporti su strada all’attività nel settore estrattivo e, a integrazione della filiera dell’inerte, dalla produzione di conglomerati bituminosi alla costruzione di infrastrutture stradali. «Un’azienda sana e redditizia, se ben inserita nel contesto sociale ed ambientale in cui opera – dice Girardini –, è capace di sviluppare visione strategica sul medio periodo, investire in ricerca, offrire stabilità ai propri collaboratori, producendo così valore. L’imprenditore, infatti, svolge una funzione sociale quando rispetta il contesto della comunità e del territorio. Per questo ogni opportunità di sviluppo che consenta il mantenimento di tale equilibrio è preziosa. Il tema è particolarmente intrigante quando si parla di imprese che basano la loro produzione sul consumo del suolo, impiegando in gran quantità inerti naturali necessari al settore dell’edilizia stradale. Da un’apparente contraddizione può nascere una opportunità di sviluppo». Come prima cosa, l’imprenditore veneto affronta il contesto ambientale. «La crescente necessità di ristrutturazione della rete stradale – spiega Girardini –, ammalorata e degradata, ha portato l’attenzione all’utilizzo di materiali riciclati sempre più performanti, alleggerendo il sacrificio in termini di territorio e limitando la realizzazione

LA NECESSITÀ DI RISTRUTTURAZIONE PORTA A MATERIALI RICICLATI PIÙ PERFORMANTI, ALLEGGERENDO IL SACRIFICIO DI TERRITORIO

Materiali

Tra sostenibilità ambientale ed economica Per Pierluigi Girardini si tratta di una doppia sfida, da un lato, e un doppio vantaggio dall’altro. Partendo dalla proposta della sua società, spiega le possibilità di armonizzazione tra due logiche che non per forza devono contrapporsi

Costruzioni Generali Girardini ha sede a Sandrigo (Vc) www.girardinispa.com

di discariche adibite allo stoccaggio di scarti da demolizione e fresato. L’uso di prodotti di recupero è frenato però da vecchie prescrizioni contrattuali (capitolati tecnici) ed in parte dalla forte diffidenza del committente di fronte alle novità. La nostra azienda cerca da tempo di coniugare sostenibilità e qualità, attraverso il recupero del materiale di scarto. Offriamo un servizio di controllo qualità interno che si occupa della verifica delle principali caratteristiche fisiche e meccaniche sia degli aggregati prodotti che dei conglomerati bituminosi realizzati e posati. Tecnici altamente specializzati campionano e verificano la conformità delle miscele bituminose realizzate e dei loro componenti. I controlli a opera del personale sono per la maggior parte quotidiani e diretti a mantenere la rispondenza dei prodotti e dello standard di cui l’impresa nel corso degli anni si è pregiata». La logica del massimo ribasso di gara e dell’alta incidenza dello sconto economico «ha aperto la strada a una dinamica di diminuzione dei prezzi assai pericolosa – continua Girardini –, a volte insostenibile e ingiustificabile. Complice la crisi e l’assenza di requisiti premianti per le aziende più strutturate e che investono costantemente in nuova tecnologia, molti operatori del settore si sono spinti oltre ogni limite nei ribassi. Gli imprenditori più illuminati, invece, hanno dedicato preziose risorse alla ricerca e sviluppo, ossigeno per il progresso tecnologico e per la

sostenibilità finanziaria del processo produttivo, grazie al riutilizzo di materiali e leganti che ne rigenerano le componenti logorate dal tempo e dall’uso. Un esempio è la selezione del fresato

d’asfalto: in fase di fresatura della sede stradale ammalorata, rappresenta un passaggio cardine nel reimpiego dei materiali nobili che si trovano nel fresato. Infatti, esso può essere diviso in base alla sua composizione litologica e alla tipologia del legante contenuto, per riutilizzarlo al meglio nel conglomerato bituminoso, in percentuali sempre crescenti. L’aggregato di “seconda generazione” presenta caratteristiche meccaniche perlopiù simili al suo primo utilizzo; per tale motivo è possibile riutilizzarlo per la medesima destinazione d’uso, integrandolo con una porzione efficacie di inerte vergine sufficiente ad ottimizzarne l’assortimento granulometrico. Lo stesso avviene per il legante bituminoso: quello ottenuto dal fresato, attraverso specifiche componenti aromatiche, viene arricchito e reso nuovamente adatto alla funzione». • Renato Ferretti

ESPERIENZA E NUOVE SFIDE Pierluigi Girardini, presidente della Costruzioni Generali Girardini, entra nello specifico della struttura interna all’azienda vicentina. «La Girardini nasce a Sandrigo nel 1951 – dice l’imprenditore veneto –. Oggi è un gruppo controllato dalla famiglia, che ha saputo crescere e adeguare le proprie competenze alle mutate condizioni del mercato. Negli ultimi anni ha affrontato la sfida del passaggio generazionale e della crisi del settore offrendo la notevole esperienza acquisita a un mercato più vasto e contando su di un solido sistema organizzativo-gestionale e finanziario. Contiamo attualmente su 70 collaboratori, tra cui quattro direttori di cantiere ed altrettante squadre di stesa altamente specializzate in edilizia stradale ed opere infrastrutturali, oltre che su due impianti di produzione di conglomerato bituminoso moderni ad alta produttività oraria. Un parco mezzi composto da 25 automezzi su strada tra pianali, mezzi d’opera, motrici, furgoni e da oltre 50 macchine operatrici tra vibrofinitrici, frese, rulli, pale, escavatori, autocisterne, spruzzartici, autospazzatrici completano il quadro». La società ha adottato sin dal 2008 un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 231/2001 e mantiene da anni la certificazione dei propri sistemi Qualità (ISO 9001), Ambiente (ISO 14001), e Sicurezza (OHSAS 18001). Da pochi mesi ha ottenuto inoltre la certificazione in tema di sicurezza stradale ISO 39001.



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erro caldo e mano ferma. È così che nascono le opere di carpenteria realizzate utilizzando ancora le tecniche di una volta. A Polignano a Mare resiste un’azienda fortemente incardinata alla tradizione e che impiega tali principi per la creazione di particolari strutture in ferro totalmente ideate e modellate sulle base delle esigenze manifestate dalla clientela. Si tratta di un’azienda che vanta oltre cinquant’anni di storia a conduzione familiare: «Basti pensare che il maestro di mio padre, che ora ha novant’anni, è ancora in attività - racconta Pietro L’Abbate, responsabile aziendale -. È lui che ci segue tuttora nel nostro percorso professionale ed è sempre lui che forgia il ferro a mano utilizzando le tecniche di una volta. Mio padre, io e mio fratello siamo cresciuti in questo solco, ma ci siamo evoluti perché ci siamo adattati alle richieste del mercato che, nel nostro caso, sono prettamente commerciali e turistiche». Il campo è quello della carpenteria pesante ed è qui che l’azienda ha mosso i primi passi realizzando capannoni, pensiline, infissi e cancelli; tutto rigorosamente in ferro. «Di recente, è tornato molto in voga il ferro per gli usi edilizi – specifica Pietro L’Abbate – soprattutto il ferro nero così come veniva utilizzato una volta, ossia non zincato. Gli architetti impiegano molto questo materiale nei loro progetti, in particolare, il ferro corten; una lega in acciaio che viene sottoposta a uno specifico trattamento che fa assumere al metallo un colore simile alla ruggine, in realtà la sua colorazione naturale. È particolarmente resistente alle intemperie, molto più dell’acciaio, perché dotato di questa patina robusta. Viene impiegato nelle zone marittime proprio per-

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Le declinazioni del ferro Le costruzioni in ferro hanno notevoli vantaggi, primo fra tutti l’intrinseca elasticità che le rende più adatte a sopportare le onde sismiche e l’assenza di travi portanti che consentono di recuperare spazi in casa. Il punto di Pietro L’Abbate ché è una lega resistente all’acqua di mare. Noi, a Polignano a Mare, soffriamo molto di questo problema legato alla salsedine che, intaccando le superfici in ferro, le porta ad arrugginirsi». Nonostante il forte radicamento nella tradizione, l’azienda L’Abbate ha un occhio sempre rivolto al futuro e all’innovazione. È ancora in fase di realizzazione il progetto per la realizzazione di un’abitazione completamente in ferro. «Tutta la struttura portante è costruita impiegando questo materiale – precisa -. Dapprima vengono creati i tralicci a vista e successivamente sistemate le travi reticolate allo scopo di unire le campate, dove troveranno poi posto le lamiere su cui verranno versati i getti di cemento. L’opera viene infine completata e rifinita con il vetro e con il cartongesso. Un’abitazione in ferro ha indubbiamente molti vantaggi, primo fra tutti la maggiore flessibilità strutturale e quindi una maggiore resistenza alle onde sismiche. Non vi sono poi travi portanti, con la possibilità di ricavare spazi ampissimi; ma soprattutto credo che sia una questione di gusti e di cultura. Il progetto a cui stiamo lavorando ci è stato commissionato da una coppia inglese che qui a Polignano a Mare ha deciso di costruire un’abitazione. La nostra città ultimamente sta vivendo un forte sviluppo turistico e

L’azienda L’Abbate ha sede a Polignano a Mare (Ba) - www.macchinarilabbate.it

IL QUADRO DEL SETTORE Le attività dell’azienda si concentrano prevalentemente in Puglia. «Abbiamo realizzato opere anche fuori dalla regione, ma è in Puglia che abbiamo il nostro giro d’affari – spiega Pietro L’Abbate -. Dopo un lungo periodo di crisi di settore, adesso sembra che la situazione sia migliorata. Essendo un’azienda a conduzione familiare non abbiamo risentito particolarmente degli effetti della crisi, siamo riusciti ad attutirli anche perché il lavoro in una zona vocata al turismo non manca mai. Tra attività commerciali e ristrutturazioni abbiamo ripreso a pieno ritmo. Certo si potrebbe fare di più e meglio quando si riesce ad accedere ai fondi europei, ma finora ce la siamo sempre cavata».

in molti, anche dall’estero, acquistano qui le loro residenze. Attualmente siamo in trattativa per realizzare questa casa totalmente in carpenteria in ferro, comprese le scale e gli infissi. È un materiale molto versatile e non a caso viene impiegato per costruire i grattacieli sfruttando le proprietà elastiche e

REALIZZIAMO ANCHE INFISSI IN FERRO, UN METALLO DALLE CARATTERISTICHE MOLTO PARTICOLARI, MA CON COSTI PIÙ ELEVATI. DI CONSEGUENZA, TROVA APPLICAZIONI DI NICCHIA, IN PARTICOLARE IN MASSERIE, BAR E RISTORANTI

la resistenza alle intemperie». Ma l’azienda opera a tutto campo anche nella creazione di cancelli, infissi e capannoni. «Realizziamo anche infissi in ferro, seppure è più raro, dal momento che hanno costi notevoli. I profili che vengono im-

piegati hanno costi piuttosto elevati che non tutti possono permettersi. Trovano un’applicazione più di nicchia, ad esempio, nelle masserie, nei bar e nei ristoranti. Di recente abbiamo realizzato la ristrutturazione di una masseria risalente al Quattrocento, applicando profili in ferro alle finestre in stile anni Trenta e Quaranta; si tratta di strutture sottili e rimodernate su cui è stato effettuato un taglio termico per ottenere una maggiore efficienza energetica». E tra gli ultimi progetti realizzati vi è anche un traliccio dell’energia elettrica completamente in ferro e dotato di due metri di base e di sedici di altezza. «È stato un bel lavoro e molto particolare – confessa Pietro L’Abbate - che ci ha dato molta soddisfazione. All’interno abbiamo allocato una cappa che aspira gli odori provenienti da un ristorante del centro cittadino: è nascosto dai palazzi e quindi non si vede, ma in realtà si trova all’interno del traliccio». • Luana Costa



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reatività, conoscenza dei materiali e professionalità d’esecuzione. È tutto ciò che si chiede a un costruttore quando ci si accosta al delicato tema della ristrutturazione edile. La ditta SO.F.IM. srl opera nel settore delle nuove costruzioni ma soprattutto del restyling di abitazioni offrendo, in particolare, proposte di finiture ad elevato standard tecnico ed estetico, collaborando con gli studi professionali e supportandoli con la propria esperienza. «La nostra azienda si rivolge al singolo privato che vuole ristrutturare l’appartamento o la villa, fino allo studio professionale alla ricerca di un valido partner con cui realizzare i propri ambiziosi progetti e, infine, alle aziende che cercano una figura operativa e qualificata in tutti i settori edili» spiegano Micol e Samuele Gasparella, titolari della società. Quella che offre SO.F.IM. srl, insomma, è una sinergia che consente al cliente finale di ottenere un servizio totalmente chiavi in mano: «Siamo in grado di eseguire dalle piccole alle grandi demolizioni – afferma Micol Gasparella- lo smaltimento dei materiali, il rifacimento in muratura od in cartongesso, le pitture, le finiture di tutti i generi, l’esecuzione di impianti elettrici e idraulici a norma. Ogni cosa viene eseguita al meglio dai nostri tecnici specializzati. Ci avvaliamo, infatti, di professionisti assunti alle nostre dipendenze e di artigiani di comprovata affidabilità in ogni specifico settore, per esegui-

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Finiture di alto standard Micol e Samuele Gasparella descrivono l’attività di restyling delle abitazioni e l’ampia gamma di soluzioni personalizzate che la loro SO.F.IM. è in grado di offrire al committente re i lavori a regola d’arte con lo scrupolo e la pretesa di soddisfare al meglio l’utilizzatore finale. Questo modus operandi, la nostra flessibilità e la continua ricerca di nuovi prodotti e soluzioni, ci ha consentito di crescere e acquisire con il passaparola sempre nuovi clienti». La sede aziendale, ristrutturata nel biennio 2015/2016, risulta essere un ambiente unico, moderno e confortevole, dove il cliente può visionare ogni materiale per effettuare qualsiasi forma di personalizzazione, supportato nelle scelte dai tecnici. «Il cliente potrà trovare molte fonti di ispirazione tra i locali del nostro show room – prosegue Samuele Gasparella - tra cui ambienti, pitture, accessori bagno, carte da parati, pavimenti, legno, microcemento e quant’altro. Il restauro, ritenuto da molti fonte di forte stress e problemi di vario genere, diventerà un’esperienza serena e piacevole. La realizzazione viene effettuata assecondando i desideri del cliente, utilizzando materie prime di vario genere e certificate». L’azienda fornisce e posa tutti i tipi di pavimenti in legno dal massello, nelle varie essenze da levigare e trattare in opera, ai vari tipi di prefinito. «Ci siamo specializzati nella fornitura ai nostri clienti, di tutta la gamma di tavolati e spine (italiana, francese, ungherese) prefiniti. Nelle nostre lavorazioni cerchiamo di dare risalto alle caratteristiche della materia attraverso varie tecniche - spazzolatura, taglio sega, piallatura a mano, effetto tarlo e invecchiamento - facendo risaltare come pregio ciò che una volta era considerato un difetto. Parliamo, ad esempio, dei nodi, della fiammatura profonda, della brecciatura e delle stuccature. Un’altra peculiarità che ci caratterizza è la finitura dei pavimenti che può veramente definirsi personalizzata in quanto riusciamo, attraverso il nostro procedimento artigianale a tinteggiarli e a trattarli in base alle scelte uniche e più ricercate dei nostri clienti, dalla classica vernice all’acqua, all’oliatura e ceratura finale. Oltre a questo ci occupiamo anche di restauro di vecchie pavimentazioni esistenti, mediante levigatura, verniciatura e lucidatura. In fine se ci fosse il desiderio di avere nella propria abitazione anche un vero pavimento in legno antico, riusciamo a ricavare lo stesso da travature o tavolati di varie essenze e/o epoche. Siamo, insomma, in grado di personalizzare qualsiasi tipo di pavimentazione in legno, con tipologie, colorazioni ed effetti speciali tali da rendere

SO.F.IM. ha sede a Malo (Vi) - www.sofimsrl.it

ogni pavimento unico ed esclusivo». Per i clienti non amanti dei pavimenti in legno SO.F.IM. srl offre soluzioni adeguate, quali, il microcemento/ecomateria (spessori compresi tra i 2 e 4 mm., applicabile sia su nuovi massetti che su vecchie pavimentazioni a pavimento ed a parete), grès porcellanato in grandi formati od effetto “vecchia” marmetta colorata, pietre, marmi e mosaico Bisazza, che possono divenire una valida alternativa a disposizione dei progettisti orientati a progetti architettonici d’effetto. • Luana Costa



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Materiali

Il classico è high tech Il fascino e il calore di un materiale tradizionale è restituito, oggi, con le nuove tecniche costruttive, eliminando tutti gli svantaggi intriseci. Giuseppe Dalla Stella riassume le principali caratteristiche della pietra ricostruita Italpietra ha sede a Thiene (Vi) - www.italpietra.it

«L

a bellezza e l’atmosfera di una casa in pietra trasmette una sensazione di nostalgico apprezzamento, nella maggior parte delle persone, per il “sapore” di storia e tradizione che esprime, nelle forme e nei materiali, utilizzati in modo semplice e immediatamente riconoscibile, spogli da elaborazioni moderne che a volte non ci permettono di cogliere l’essenza stessa delle cose». Giuseppe Dalla Stella, fondatore della vicentina Italpietra Srl, ci accompagna nel mondo della pietra ricostruita, un materiale che risponde a un’esigenza estetica diffusa con una tecnologia all’avanguardia. «È evidente – continua Dalla Stella – come nell’immaginario collettivo la lavorazione e il concetto stesso del “facciavista” siano sinonimo di calore e solidità, di fresco d’estate e tiepido d’inverno. Riproposto in un progetto costruttivo contemporaneo, però, lo stile che tanto ci gratifica emotivamente diventa responsabile di un aggravio di costi economici e ambientali, con cui bisogna inevitabilmente fare i conti. Il peso economico di una casa costruita “sasso su sasso” come un tempo, infatti, ci fa capire come un materiale umile e grezzo come la pietra naturale sia diventato oggi quasi paragonabile a un bene di lusso, sia per gli alti costi della mano d’opera, ma anche per il basso potere di isolamento termico che fa lievitare di conseguenza i costi energetici e ambientali nella conduzione quotidiana dell’edificio. Scegliere oggi i rivestimenti in pietra ricostruita non è pertanto un ripiego, ma una scelta consapevole che permette di riscoprire il fascino, il calore e l’eleganza di uno stile costruttivo “classico” abbinato alle qualità di stabilità e di risparmio energetico delle nuove tecnologie costruttive, permettendo notevoli risparmi economici e un recupero di spazi abitativi».

Dalla Stella, quindi, entra nello specifico della produzione. «La realizzazione della pietra ricostruita – spiega l’imprenditore veneto – consiste in un processo che imita, per quanto possibile, la genesi delle rocce in natura, con particolare attenzione all’aspetto estetico che i vari prodotti assumono alla fine del ciclo produttivo. Partendo da materie prime naturali quali sabbie, clinker e ossidi colorati, viene realizzata una miscela fluida che in base alla quantità e qualità delle materie assemblate dà vita ai vari prodotti con caratteristiche cromatiche proprie e, con l’utilizzo di stampi ricavati da pietre naturali, viene plasmata in forme simili alle

AL DI LÀ DELL’APPARENZA Giuseppe Dalla Stella, titolare della Italpietra, parla della filosofia che anima la produzione dell’azienda vicentina. «Italpietra continua a scegliere di investire nella qualità intrinseca dei prodotti – dice Dalla Stella – piuttosto che nell’involucro con cui vengono proposti. Una scelta rischiosa e in controtendenza in un mercato in cui il valore che viene attribuito a un prodotto si basa più sull’immagine commerciale che viene costruita attorno, piuttosto che sulle sue reali proprietà. La vera filosofia Italpietra consiste nella qualità della pietra ricostruita che produce. Una convinzione, questa, che porta a investire più sulla ricerca per lo sviluppo del prodotto che sull’immagine, e ad accettare serenamente la sfida di presentare un prodotto “da gioielleria” in confezioni “grezze”, di cartone neutro, marchiate e stampate con colori atossici, che possano a loro volta essere riciclate e diventare nuova materia amica dell’ambiente, in continuità con la filosofia ecologica che guida tutto il processo produttivo».

pietre originali. La riproduzione di una materia prima tanto semplice e di uso quotidiano, però, può trarre in inganno sulla facilità di gestione del processo produttivo volto ad ottenere un materiale stabile per definizione nella qualità interna e nell’aspetto esteriore. Essendo frutto di complesse reazioni chimiche che permettono la combinazione dei vari componenti nella fase di solidificazione, la produzione di pietra ricostruita risente di vari fattori - interni ed esterni - che influenzano il risultato finale e soprattutto la stabilità e la resistenza nel tempo del prodotto finito. Occorrono, quindi, preparazione e tecnologia adeguate per portare a termine tutte le fasi della produzione in modo costante e controllato». Due aspetti coltivati con impegno nei vent’anni di attività che vanta la Italpietra. «Progettate e sviluppate internamente – dice Dalla Stella –, le linee produttive automatizzate permettono oggi al nostro team di lavoro di ottimizzare la capacità produttiva e di migliorare costantemente gli standard di qualità e stabilità del prodotto. Il processo produttivo dei rivestimenti Italpietra inizia dall’attenta scelta delle materie prime, selezionate tramite standard di qualità codificati e verificati quotidianamente. In definitiva, possiamo dire che produciamo e lavoriamo quotidianamente per garantire l’emozione che un rivestimento in pietra ricostruita italiana è in grado di comunicare, ricoprendo ogni superficie con armonia e naturalezza, ma anche per migliorare la tecnica e ridurre gli sprechi di materiale e di energia. E non solo usando materie prime di qualità e in parte provenienti dal riciclo, ma anche per curare ogni fase del processo produttivo personalizzandolo in base alle esigenze del mercato». • Renato Ferretti



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Serramenti

Finestre aperte sulla ripresa

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na crescita compresa tra il 3 e il 4 per cento, trainata dalle performance delle facciate continue per le quali la stima sale al 5 per cento. Sono i progressi che, sulla base delle previsioni contenute nel rapporto Unicmi con i numeri e le prospettive 20182019, metterà a segno il mercato dei serramenti metallici nell’anno in corso. Al netto delle incertezze derivanti dall’aumento dello spread e con esso dei tassi di interesse. «Per entrambi i mercati – sottolinea il presidente Riccardo Casini - è possibile fornire un outlook positivo anche per l’anno prossimo, con tassi di crescita allineati a quelli che si riscontreranno nel 2018». Si è appena concluso il primo semestre di quest’anno. Anche se è presto per avere numeri definitivi, come lo sta affrontando l’industria dell’involucro edilizio e quali indicazioni emergono dal trend della domanda? «Il 2018 potrebbe essere l’anno della ripresa, ma la vera problematica che resta da affrontare è quella relativa alla marginalità,

per cui le aziende devono essere in grado di trasformare la domanda di mercato in commesse profittevoli, evitando di seguire la crescita dei volumi fine a se stessa. I bassi margini di profitto non garantiscono la sostenibilità del business, per cui le aziende che intendono svilupparsi nel lungo periodo devono adeguare le proprie strategie per estrarre redditività dalle vendite». Per i serramenti in particolare, il 2018 dovrebbe consolidare un ulteriore aumento di valore. Quali tipologie stanno trainando questo segmento e quali fattori ne stanno determinando i progressi? «Il rapporto 2018 del nostro Ufficio studi, disponibile su www.windowmarket.it, ha evidenziato l’espansione di una domanda di serramenti di qualità che, dai nostri dati, proseguirà anche nel secondo semestre. Una qualità che non riguarda più la scontata prestazione termica, bensì altre skill come la durabilità, le proprietà antieffrazione e l’isolamento acustico, i design. In un mercato che ha spinto verso una progressiva “commoditizzazione” del serra-

Chiuso il ciclo negativo a inizio 2017, il mercato dei serramenti ha ritrovato smalto e anche nel prossimo biennio è atteso in crescita. Tuttavia rimane da sciogliere «il nodo relativo alla marginalità» sottolinea Riccardo Casini

mento, specie nei lavori di sostituzione, per il serramentista diventa fondamentale la gestione personalizzata del processo d’installazione, la certificazione di qualità e l’offerta di un servizio post-vendita che aumenta la percezione di valore associata al prodotto, consentendogli di non dover operare solo sulla leva prezzo per assicurarsi nuove commesse». A determinare la vera inversione di tendenza in questi ultimi tempi è stato il mercato del recupero. Quali effetti favorevoli sta generando sulla filiera dei serramenti? «Il mercato di riferimento per i costruttori di serramenti è certamente quello del recupero edile e in particolare della sostituzione dei serramenti che incide per il 42 per cento sui ricavi di vendita. Le aziende sono legate all’andamento del mercato residenziale che assorbe complessivamente circa il 60 per cento delle vendite. Anche nell’immediato futuro e nel perdurare della pressoché totale assenza di nuove costruzioni, è lecito immaginare che il segmento recupero, se adeguatamente supportato dalle detra-

zioni, rappresenterà ancora l’unico sbocco percorribile. Di sicuro questo fenomeno ha costretto le nostre imprese a compiere un vero rinnovamento culturale: da quando il protagonista è il consumatore finale, il tema non è più solo produrre bene ma anche e, soprattutto, vendere bene». Il mese scorso avete presentato il marchio Posa Qualità Serramenti nel-

Riccardo Casini, presidente di Unicmi


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Serramentour

competenze. Dopo le prime tappe organizzate a Bari e Brescia il

Tre appuntamenti ideati da Made expo e Nuova Finestra per

Nelle giornate precedenti si è parlato di posa corretta dei serra-

consentire un confronto sul settore del serramento e dell’invo-

menti, progettazione, verifiche, responsabilità delle figure della

lucro edilizio, aspetti normativi, tecnici, commerciali e di

filiera, innovazioni di prodotti e servizi, ultime frontiere del

mercato. Un’occasione di incontro tra serramentisti, rivendi-

marketing per diventare più competitivi e vendere meglio e dei

tori, gestori di showroom, posatori, costruttori, agenti e instal-

i segreti per accedere ai programmi di finanza agevolata per le

latori e relatori che metteranno a disposizione le loro

piccole e medie imprese.

20 settembre è la volta di Rimini.

DA QUANDO IL PROTAGONISTA È IL CONSUMATORE FINALE, IL TEMA PER IL SERRAMENTISTA NON È PIÙ SOLO PRODURRE BENE MA ANCHE, E SOPRATTUTTO, VENDERE BENE

l’ambito di un Forum dedicato alla casa. Che importanza riveste questo strumento e quali garanzie aggiuntive fornisce al consumatore? «In queste settimane il marchio Posa Qualità Serramenti è protagonista di un road show presentazione ai costruttori, ma ci è sembrato fondamentale che la prima presentazione pubblica fosse davanti a una platea rappresentativa di coloro che, nel tempo, ne apprezzeranno appieno la va-

lenza: i consumatori, la proprietà edilizia e gli amministratori di condominio. In questo senso il Forum organizzato da Rete consumatori Italia è servito non solo a raccontare in anteprima le valenze del primo marchio di qualità riconosciuto dall’intero fronte associativo italiano dei serramenti, ma anche per coinvolgere i consumatori nel Comitato di controllo del marchio. Un marchio che distinguerà i migliori costruttori italiani di serramenti di

ogni materiale, garantendo le installazioni con una polizza assicurativa di 10 anni in esclusiva». Gli incentivi fiscali hanno dato un grosso impulso al mercato dei serramenti. Cosa vi attendete dalle prossime manovre economiche sotto questo aspetto? «Gli incentivi fiscali hanno rappresentato l’unico fattore anticongiunturale in un quadro che dal 2008 al 2016 è stato caratterizzato da una contrazione del mercato stimabile attorno al 40 per cento. Ma ora siamo davanti a due incognite: a più di sei mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2018, mancano ancora i decreti applicativi e le indiscrezioni lasciano presupporre regole molto penalizzanti per i serramenti, peraltro già retrocessi in pas-

sato dal 65 per cento al 50 per cento. Introducendo fattori dirigistici che premierebbero serramenti low cost importati dall’estero, con un’evidente distorsione del mercato. Mi auguro che il nuovo Esecutivo corregga questa impostazione e che, soprattutto, confermi le detrazioni anche per i prossimi anni». • Giacomo Govoni


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SPAZIO LIBERO Generosità è dunque il leitmotiv di questa edizione, sottolineato anche dal presidente della Biennale Paolo Baratta: «Il free space è segno di più alta civiltà dell’abitare, espressione della volontà di accoglienza. Naturalmente la generosità non può solo essere auspicata, l’attrezzatura culturale e istituzionale di una comunità deve saperla riconoscere, deve desiderala, sollecitarla e promuoverla. La volontà di creare freespace può risultare, in modo specifico, come caratteristica propria di singoli progetti. Ma il free space diventa paradigma, in quanto rivela la presenza o l’assenza in genere dell’architettura, se intendiamo il pensiero applicato allo spazio

La Biennale

celebra l’architettura generosa La 16esima Mostra Internazionale d’Architettura, in programma a Venezia fino al 25 novembre, si concentra sulla capacità dell’architettura di offrire in dono nuovi spazi liberi a coloro che la utilizzano e stimola nuovi modi di vedere il mondo

Photo by Alessandra Chemollo

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n manifesto, Freespace, che ha guidato le curatrici della Biennale Architettura 2018 Yvonne Farrell e Shelley McNamara nella presentazione al pubblico di esempi, proposte ed opere che definiscono l’identità dell’architettura, la sua diversità in funzione delle persone, dei luoghi, del tempo e della storia. L’obiettivo diventa promuovere la cultura e l’importanza di questa disciplina, che è un dono all’umanità in quanto contribuisce attivamente al benessere della società. «Nella 16esima Mostra Internazionale d’Architettura di Venezia - spiegano le curatrici - si celebrano gli esempi di generosità e sollecitudine nell’architettura di tutto il mondo. Siamo convinte che queste qualità sostengano la capacità fondamentale dell’architettura di coltivare e promuovere un contatto significativo tra le persone e lo spazio. Concentriamo la nostra attenzione su queste qualità perché pensiamo che l’ottimismo e la continuità ne siano parte costitutiva. L’architettura che incarna queste qualità, e lo fa con generosità, è ciò che definiamo Freespace».

Progettazione

nel quale viviamo e abitiamo». Articolata tra il Padiglione Centrale, i Giardini e l’Arsenale, la mostra Freespace coinvolge 71 partecipanti. Tra questi, Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa dello studio

Photo by Andrea Avezzu Courtesy of La Biennale di Venezia

Sanaa, Paulo Mendes da Rocha, David Chipperfield, Rafael Moneo, Eduardo Souto de Moura, che ha vinto il Leone d’Oro 2018, Sauerbruch Hutton, Toyo Ito, Odile Decq e l’italiana Maria Giuseppina Grasso Cannizzo. «Abbiamo affrontato questa mostra in qualità di architetti – aggiungono Yvonne Farrell e Shelley McNamara – considerando gli edifici come luoghi specifici, come il nostro contesto. L’abbiamo progettata in modo da rivelare le qualità delle Corderie, delle Artiglierie e del Padiglione Centrale». Affiancano l’esposizione due sezioni speciali: “Close Encounter, meetings with remarkable projects” (16 partecipanti) e “The Practice of Teaching” (13 partecipanti). Si tratta di due momenti di ricerca, come spiega Paolo Baratta, «uno dedicato alle rivisita-

Il presidente della Biennale Paolo Baratta con le curatrici della Biennale Architettura 2018 Yvonne Farrell e Shelley McNamara

zioni del contributo di architetti del passato svolte da architetti del presente, la seconda da lavori risultanti dalla collaborazione tra insegnanti e giovani. La mostra ci darà esempi e motivi di discussione. Noi siamo grati a Farrell e McNamara per avere accettato il nostro invito e per la coraggiosa impostazione che hanno dato alla mostra, che arricchisce la catena di quelle tenute in tutte questi anni, con un anello importante, quasi un traguardo». La call to action delle architette irlandesi, che in Italia hanno realizzato il nuovo edificio dell’Università Bocconi di Milano, ha condotto in Laguna una varietà di risposte progettuali, determinate da differenti condizioni culturali, climatiche ed economiche, nonché tecniche costruttive. «Abbiamo scoperto inventiva e creatività a livello micro e macroscopico: edifici storici liberati dall’intelligenza degli archi-


Giugno 2018 | 43

Il Leone d’oro alla carriera

sizione di straordinaria intuizione e intelligenza, combinata con

È stato attribuito all’architetto Kenneth Frampton, noto anche

nella promozione dei valori chiave dell’architettura e del suo ruolo

come scrittore, critico, insegnante e studioso. «Non c’è studente

nella società. La sua filosofia umanistica, in relazione all’archi-

delle facoltà di architettura- ha ricordato il presidente della Bien-

tettura, è radicata nella sua scrittura e ha costantemente argo-

nale Paolo Baratta- che non abbia avuto tra le mani la sua Storia

mentato questa componente umanistica attraverso tutti i vari

dell’architettura moderna». Yvonne Farrell e Shelley McNamara

“movimenti” e tendenze dell’architettura, spesso fuorvianti, nel

hanno così commentato: «Attraverso il suo lavoro occupa una po-

XX e XXI secolo».

Padiglione Italia - Photo by Francesco Galli Courtesy of La Biennale di Venezia

un senso di integrità unico. Si distingue come la voce della verità

tetti, edifici dimenticati rivisitati e riportati in vita, tipologie trasformative di abitazione, esigenze infrastrutturali tradotte in strutture pubbliche e civiche». L’invito, come avviene per il movimento Slow Food, è rallentare, osservare, tutelare; per questo, al centro dei lavori dei singoli architetti si pone sempre «il rispetto comune per la “Terra come Cliente”, elemento fondamentale del nostro manifesto Freespace». PAESI E VISIONI Non mancano in questa 16esima Mostra Internazionale di Architettura le 63 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Direzione generale Arte e architettura contemporanee e periferie urbane, è curato da Mario Cucinella con il titolo di Arcipelago Italia. Prima volta a Venezia per Antigua & Barbuda, Arabia Saudita, Guatemala, Libano, Pakistan e Santa Sede con un proprio padiglione sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Il Leone d’Oro per la

miglior Partecipazione nazionale è andato alla Svizzera che con “Svizzera 240 House Tour” affronta le questioni chiave della scala costruttiva nello spazio domestico. Menzione speciale alla Gran Bretagna con “Island”. Leone d’Oro alla Carriera 2018 è Kenneth Frampton, architetto inglese, storico, critico ed educatore. Il programma comprende anche 12 eventi collaterali, proposti da enti e istituzioni internazionali, tra cui spicca l’inedito progetto espositivo “Borghi of Italy – NO(F)EARTHQUAKE” dedicato alla prevenzione antisismica e alla messa in sicurezza di tasselli importanti del patrimonio artistico e architettonico del nostro Paese quali sono borghi. Sono due i progetti speciali: quello di Forte Marghera a Mestre, che consiste nell’installazione degli architetti Sami Rintala e Dagur Eggertsson; quello dedicato al social housing, il Padiglione delle Arti Applicate, curato da Christopher Turner e Olivia Horsfall Turner presso le Sale d’Armi dell’Arsenale, reso possibile grazie alla collaborazione tra la Biennale di Venezia e il Victoria and Albert Museum di Londra. Si rinnova, infine, l’appuntamento con i Meetings on Architecture rivolti al pubblico. • Francesca Druidi

Photo by Francesco Galli Courtesy of La Biennale di Venezia

Padiglione Italia: l’Arcipelago Partendo dal racconto dei luoghi, il Padiglione Italia presenta cinque proposte progettuali che intendono mostrare come l’architettura possa agire come concreto elemento di rilancio dei territori. All’inizio del percorso, nella prima tesa, sarà proiettato un docufilm che servirà come introduzione. Otto grandi libri, metafora di una guida turistica, mostreranno altrettanti itinerari, lungo i quali scoprire una selezione di progetti di architettura contemporanea, frutto dell’esito di una call lanciata nel giugno 2017, assieme a borghi storici, parchi, percorsi e iniziative rilevanti. «L’esito della call lanciata circa un anno fa è un racconto stratificato - commenta il curatore l’architetto Mario Cucinella - in cui si vuole preservare il complesso sistema di relazioni con il contesto spaziale e temporale entro cui le opere sono inserite. La volontà è duplice, si è tentato di dare una lettura dell’architettura contemporanea alternativa a quanto offerto dalle città metropolitane, che sono solo una parte minoritaria del nostro Paese, andando a ricercare gli esempi virtuosi talvolta nascosti nei territori meno noti». A seguire, la seconda tesa ospiterà l’esito del percorso progettuale a più voci, multidisciplinare e inclusivo, coordinato da Mario Cucinella e dal suo staff, e condotto da sei studi di architettura emergenti italiani in collaborazione con le università locali e diverse professionalità eccellenti nell’ambito dello studio dei Il curatore del Padiglione Italia luoghi. Materiali che raccontano la storia, lo stato Mario Cucinella dell’arte e possibili scenari futuri. In questo luogo, lasciato libero e fruibile nella sua interezza, troveranno spazio un grande tavolo che riproduce l’Arcipelago Italia e cinque progetti-prototipo profondamente radicati nei luoghi selezionati e in grado di riattivare le variegate comunità. Cinque ambiziose visioni che rimettono al centro l’architettura come risposta, dando una possibile visione per il rilancio dei territori: Off-cells. Un luogo del lavoro per le Foreste Casentinesi; Un dittico per Camerino. Connettere comunità e cultura nell’area del Cratere; Laboratorio Basento. Due nodi curativi per la Collina materana; Una piazza per la crescita del Belice; Un luogo della cura per la Barbagia.


Arredo e design

L’artigianato che dà forma ai sogni Non chiamateli banalmente “prodotti”: gli angeli progettati e distribuiti dal laboratorio artigiano L’Oca Bianca ed Altre Storie® sono qualcosa in più. Vere e proprie opere d’arte create da mani amorevoli e laboriose

I

visetti dipinti a mano, i vestiti di tessuti umili e preziosi, i piccoli accessori, le frasi che li accompagnano, persino la scatola che li accoglie, sono frutto di un’ispirazione che nasce dal coraggio e dalla voglia di crederci. Un marchio di fabbrica che è ben presto diventato più di una sfida: una vera e propria impresa L’Oca Bianca ed Altre Storie® è un atelier di design e decorazione, nato nel 1998 con un obiettivo: trasformare una passione in un lavoro stabile e poi in un’azienda strutturata, partendo dal principio che mettendoci impegno, duro lavoro, responsabilità, competenza e pazienza, i risultati si raggiungono. «Siamo una squadra di donne, diverse per tanti aspetti ma unite e solidali per quanto riguarda il nostro lavoro, che è soprattutto una passione coltivata, curata, sofferta e vissuta insieme ogni giorno da vent’anni - spiega Alda Rita Bressanutti -. Siamo un laboratorio di artigianato artistico

L’Oca Bianca ed Altre Storie® ha sede a San Daniele del Friuli (Ud) - www.ocabianca.com

contemporaneo tutto al femminile. Produciamo oggetti unici completamente fatti a mano: in particolare angeli, bijoux e carta. Abbiamo conquistato una nicchia di mercato che ci ha permesso di crescere e di diventare una realtà dinamica con dieci persone occupate stabilmente e un trend di crescita a due cifre negli ultimi cinque anni. Il nostro parco clienti rivenditori fidelizzato conta al momento più di 350 punti vendita in Italia ed all’estero, rimanendo comunque un laboratorio artigiano». L’Oca Bianca ed Altre Storie® progetta e distribuisce oggetti unici producendo un impatto emotivo immediatamente percepibile. Forme leggere che innamorano l’anima in una visione estetica armonica e suggerita con dolcezza. Tra i più apprezzati vi sono: gli angeli con le poesie, i piccoli bijoux degli angeli, i Libri di luce®, les Aganes® e i profumi dell’anima. «Siamo friulane, per noi il lavoro viene, a volte, prima di tutto il resto e questo lavoro richiede grande abilità, pazienza, attenzione, cura, dedizione – aggiunge ancora Alda Rita Bressanutti - ma siamo state ripagate, oltre che dall’immensa gioia di progettare i nostri oggetti, prepararli, dipingerli, vestirli, rifinirli sempre tutti a mano, anche dall’amore di chi li ha acquistati. Quest’anno, dopo vent’ anni, abbiamo festeggiato il nostro angelo numero 100mila che tradotto in altri termini equivale a 25mila ore di lavoro. I prodotti de L’Oca Bianca ed Altre Storie® sono amati perché la loro forma contiene i nostri sogni, le nostre speranze, i nostri dolori, il nostro coraggio che sono allo stesso tempo anche i vostri, per questo ogni angelo è unico e parla al cuore di chi sa guardare e ascoltare». • Luana Costa


Giugno 2018 | 45

Happy business to you È l’evento b2b organizzato da Pordenone Fie-

puntamento è fissato dal 12 al 14 settembre a

stributori e costruttori provenienti da oltre 15

re dedicato agli imprenditori e professionisti

Palazzo Ragazzoni. Presenti importanti azien-

Paesi. Nel corso dell’ultima giornata è previ-

del Contract, cioè del settore arredamento per

de italiane produttrici di arredamento che, al-

sta l’iniziativa “Fabbriche Aperte” grazie alla

le grandi commesse, dagli alberghi-ristoran-

lestendo temporary showroom, faranno co-

quale gli operatori esteri potranno visitare le

ti ai complessi residenziali e business, dalle

noscere i loro prodotti a studi di architettura,

aziende per conoscere più da vicino i loro po-

navi ai centri congressi, musei e teatri. L’ap-

progettisti, interior designer, importatori, di-

tenziali partner.

Un interlocutore unico per aziende e privati Nei settori dell’edilizia e dell’arredo, riuscire a porsi come partner unico capace di offrire adeguate soluzioni alle molteplici richieste di privati e aziende, è una strategia in grado sia di accorciare i tempi di realizzazione dei progetti, sia di rassicurare i propri clienti. Ne parliamo con Pietro Sgrevi

I

n un’ottica di ottimizzazione dei tempi e dei costi, riuscire ad affidarsi a un unico partner per rispondere a tutte le esigenze nel settore delle costruzioni e dell’arredamento per le abitazioni è, senza dubbio, un sistema per rassicurare i propri clienti, offrendo loro un unico interlocutore capace di prestare la corretta attenzione alle diverse necessità di privati e aziende. Fondato nel 1961 ad Arezzo, il Gruppo Sgrevi da oltre cinquant’anni rappesenta un consolidato punto di riferimento sia per professionisti quali architetti, geometri, costruttori, sia per privati che trovano nell’esperienza dell’azienda toscana un luogo dove scegliere i più coerenti materiali per edilizia e ristrutturazioni, pavimenti e rivestimenti, arredi e complementi per esterni. «Il nostro obiettivo è sempre stato mirare alla qualità dell’offerta merceologica e del servizio al cliente – racconta Pietro Sgrevi, titolare dell’omonima azienda che ha raccolto l’eredità dei fondatori Ugo e Angelo –. Questa determinazione ci ha permesso di ottenere la fiducia di una clientela consolidata, che si affida al nostro staff, per ottenere risposte puntuali ed esaustive riguardanti ogni Il Gruppo Sgrevi si trova a Cà de Cio (Ar) www.sgrevi.it

necessità�progettuale». L’attività del gruppo Sgrevi è, infatti, caratterizzata da una continua ricerca dell’innovazione nell’offerta merciologica proposta, da uno studio delle tendenze e dei gusti della clientela, mirato a offrire un prodotto lontano dalle standardizzazioni e costruito intorno alle reali richieste del cliente. L’obiettivo del gruppo aretino è quello di offrire un servizio professionale su argomenti quali il risparmio energetico, la tutela dell’ambiente, la sicurezza e la generale qualità dei materiali. «Mirare alla qualità del prodotto e ai servizi al cliente – spiega Pietro Sgrevi – è da sempre la priorità con cui la nostra azienda affronta un mercato eterogeneo come quello dell’edilizia. Queste caratteristiche hanno costituito una strategia vincente che, basandosi su un forte rapporto di fiducia con professionisti e privati, ci ha permesso di reggere all’urto della crisi vissuta dal settore negli ultimi anni e di consolidarci sul mercato». Oltre la sede di Arezzo e il magazzino edile a Ca’ de Cio, il Gruppo Sgrevi è anche un centro espositivo apprezzato soprattutto per l’ampiezza e la famigliarità della propria proposta. In questo spazio è, infatti, possibile camminare tra decine di box espositivi che simulano un ambiente domestico e che sono continuamente aggiornati con le ultime novità del momento in termini di design e materiali, fornendo tutto ciò serve per pavimenti, rivestimenti e arredo bagno. Senza dimenticare l’edil-wellness per personalizzare le abitazioni migliorando le prestazioni termiche, acustiche ed estetico-funzionali, scegliendo tra una vasta gamma di prodotti che comprendono anche soluzioni a basso impatto ambientale. «Le nostre competenze espositive e le nostre ambientazioni sono sempre al passo con i tempi – aggiunge Sgrevi –. L’obiettivo del centro espositivo è di riproporre gli effetti scenici di un particolare materiale e di far percepire le sue sensazioni tattili. La scelta non viene guidata soltanto da un senso, ma sono molteplici le emozioni che determinano la decisione finale: il tatto e la vista devono combinarsi per simulare le emozioni vissute

in un ambiente come quello di casa propria». Grazie alla sua specializzazione verticale, e consapevole dei repentini mutamenti che interessano le costruzioni in termini di design e materiali, l’azienda oggi può garantire innovazione e competenza, offrendo ai propri clienti un unico interlocutore per molteplici soluzioni, risparmiando sui costi e riducendo notevolmente i tempi d’azione. «Le tre parole chiave alla base della nostra attività sono informazione, istruzione e preparazione – conclude Pietro Sgrevi,

da poco anche membro della Federcomated, l’associazione a tutela degli interessi dei soggetti professionali che operano nel settore –. Il rivenditore deve accompagnare il professionista e il privato, fornendo le giuste indicazioni per assecondare ogni loro esigenza. Per questo motivo, tutto il nostro personale è costantemente formato, garantendo così la capacità di fornire soluzioni sempre all’avanguardia. Ad oggi, il gruppo fa affidamento su circa venti dipendenti che, con forte spirito collaborativo, svolgono i loro compiti e aggiornano le proprie competenze per fornire risposte sempre più professionali a tutte le necessità costruttive, d’arredo, decorative o di design». • Andrea Mazzoli


46 | Giugno 2018

OSSERVATORIO

ABITARE

Design

Compasso d’Oro, grandi firme al top Alfa Romeo Giulia e Fondazione Prada figurano tra i vincitori 2018 dell’autorevole premio Adi. Alla seconda, in particolare, riconosciuta la capacità di «combinare in un’architettura originale conservazione, creatività e sostenibilità»

M

illeduecento creazioni, di cui 283 sottoposte alla giuria internazionale, per 16 riconoscimenti e 56 menzioni d’onore. Tante erano le produzioni candidate alla preselezione del Compasso d’Oro Adi 2018 che il 20 giugno, presso il Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco di Milano, ha proclamato i vincitori della prestigiosa competizione dedicata al design giunta alla 25esima edizione.

ma pure dalle calzature come la sportiva Vibram Furoshiki che coniuga in modo sorprendente comfort e prestazioni, e da allestimenti museali, in primis il “Leonardiana. Museo nuovo” di Vigevano. Un firmamento di star della creatività e dell’eleganza (che ha visto peraltro consegnare 11 premi alla carriera a nomi illustri quali Giovanni Anzani, Aberto e Aldo Spinelli, Angelo Cortesi e Nanni Strada) che ha incoronato anche realtà influenti vicine al mondo della moda come la Fondazione Prada. Aggiucatasi anch’essa uno dei sedici ambiti ri-

IL PRINCIPALE INTERESSE DELLA FONDAZIONE PRADA SONO LE IDEE, CHE DEVONO ARRICCHIRE LA VITA QUOTIDIANA, AIUTANDOCI A CAPIRE I CAMBIAMENTI CHE AVVENGONO IN NOI E NEL MONDO QUATTRO RUOTE, CALZATURE E MUSEI TRA I VINCITORI Nozze di diamante all’insegna della domanda “Quanto design permea le nostre vite?” lanciata dagli organizzatori, che ha ricevuto le risposte più convincenti in personaggi e aziende di primissimo piano nel panorama contemporaneo della progettazione. Ad esempio dall’Alfa Romeo Giulia, premiata per il suo ruolo nella rinascita del marchio, così fortemente legato alla storia tricolore; o dalla bolletta 2.0 targata Enel, a cui è stato riconosciuto l’alto valore iconico oltre che la portata innovativa. E ancora, da componenti d’arredo domestico come la cappa da cucina di Nikolatesta, le illuminazioni di Discovery Sospensione, le rubinetterie Eclipse,

conoscimenti grazie alla capacità di «combinare in un’architettura davvero originale conservazione, creatività e sostenibilità in uno spazio culturale divenuto rilevante per la città», come si legge nelle motivazioni della giuria. FONDAZIONE PRADA, 60 METRI DI ARTE IN UNA TORRE Una capacità che trova la sua espressione più alta, nel senso letterale del termine, nella Torre di 60 metri che svetta sulla sede della Fondazione e che a fine aprile ha aperto al pubblico i suoi spazi espositivi. Progettata da Rem Koolhaas e sviluppata su nove piani che modificano lo skyline dell’immediato hinterland milanese, la Torre è stata inaugurata ufficialmente dalla

mostra Atlas curata da Germano Celant, ma nata da un’idea di Miuccia Prada. Anima e cervello di un istituto che da circa vent’anni porta avanti innanzitutto una missione culturale. «Siamo convinti che la cultura sia profondamente utile e necessaria – sostiene la presidente Prada - oltre che coinvolgente e attrattiva. Il nostro interesse principale sono le idee, che devono arricchire la nostra vita quotidiana, aiutandoci a capire i cambiamenti che avvengono in noi e nel mondo». Su questi principi cardine si fonda pertanto l’attività della Fondazione, che ha scelto l’arte come principale strumento di lavoro e di apprendimento. Un territorio di pensiero libero, esplorato da angolazioni inedite come quella compresa tra le due guerre mondiali che caratterizza la mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918– 1943″, durata quattro mesi e appena conclusa. Curata da Germano Celant, l’indagine ha portato alla selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori. PROGETTI FUTURI, TRA RICERCA SPAZIALE E RISONANZE INEDITE Oppure un’esplorazione per gradi come quella proposta dalla Fondazione Prada attraverso “Slight Agitation”, progetto in corso fino al 22 ottobre suddiviso in quattro capitoli, che comprende opere site-specific commissionate per l’occasione ed esposte negli spazi della Cisterna all’interno della sede espositiva milanese. Tobias Putrih (Slovenia, 1972), Pamela Rosenkranz (Svizzera, 1979) e il collettivo austriaco Gelitin i protagonisti dei primi tre capitoli con-

Miuccia Prada, presidente della Fondazione Prada

cepiti dal Thought Council di Fondazione Prada, attualmente formato da Shumon Basar, Elvira Dyangani Ose e Dieter Roelstraete. Il quarto, partito a metà giugno, si intitola “Horse Takes King” ed è firmato da Laura Lima, che presenta un esperimento eccentrico nel quale cerca di alterare i sensi che determinano la nostra percezione. Chiaro nel titolo il riferimento al gioco degli scacchi, capace di creare uno spazio illusorio in cui gli spettatori possono muoversi liberamente pur non essendo a conoscenza di un contesto più ampio che spiegherebbe l’intento dell’artista. Stessa vena sperimentale che percorre anche il programma di eventi musicali curato da Craig Richards “I want to like you but i find it difficult” che si svolgerà il 28 settembre. Una nuova attività con cui Fondazione Prada espande ulteriormente il proprio campo d’azione, includendo la ricerca musicale all’interno della propria offerta culturale e creando in questo modo risonanze esotiche tra discipline. • Giacomo Govoni