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Osservatorio

ABITARE L’industria del mobile rimette le ali Recupera sul fronte domestico, progredisce in Europa, galoppa nel Far East. È il biglietto da visita con cui il sistema del legno-arredo si prepara al Salone milanese

photo ©Courtesy Salone del Mobile.Milano

Primo Piano

Roberto Snaidero, presidente FederlegnoArredo

È

architettura, edilizia e design

un bagaglio di fiducia e buone sensazioni quello che il 2016 consegna al prossimo Salone del Mobile a poche settimane dalla

partenza della sua 56esima edizione, che scatterà

SALONE DEL MOBILE IL RITORNO DELL’OTTIMISMO

a Milano dal 4 al 7 aprile. Buone sensazioni che circolano in tutta la filiera del legno-arredo, dettate da un rinnovato vento di ripresa che soffia sul comparto, in uscita da 7 anni di arretramento e di perdite superiori al 40 per cento. Stando infatti agli esiti elaborati da FederlegnoArredo, nei primi nove mesi dell’anno scorso le vendite di mobilie e

Buoni segnali da tutta la filiera del legno-arredo. L’export vicino ai livelli pre-crisi. Fiducia del settore e attesa per la 56esima edizione del Salone milanese (Fiera Milano 4-7 aprile)

componenti d’arredo in Italia hanno registrato un aumento complessivo del 5 per cento, migliorando quel progresso dell’1per cento sul mercato interno già rilevato nel 2015. Fiducia generata invece dal primato assoluto di ingressi messo a segno nell’ultima edizione del Salone milanese, che ha accolto in totale 372 mila visitatori, con un incremento del 4 per cento rispetto all’anno precedente. «Con la presenza del 67 per cento di operatori esteri – sottolinea il presidente Roberto Snaidero

La svolta arriva dagli investimenti Trasformare le risorse in cantieri, passare alla fase attuativa di Casa Italia e alla rigenerazione urbana. Dal Codice appalti al post-terremoto, le priorità del 2017 per Ance, guidata da Gabriele Buia

– la 55esima edizione la maggior parte ha confermato, ancora una volta, la forte vocazione internazionale del nostro salone e l’importanza dell’export come elemento ormai imprescindibile del settore». EXPORT MADE IN ITALY, SI RIVEDONO I LIVELLI PRE-CRISI Un asset su cui è determinante insistere per tenere alto il ritmo di crescita delle vendite oltreconfine che nell’ultimo anno si è lievemente indebolito. Un rallentamento fisiologico, peraltro, visto che il 2015 aveva collezionato performance da record, con uno scatto in avanti superiore al 6 per cento

>>> p.3

e il 2016 non ha soddisfatto le aspettative di ripresa del settore delle costruzioni, il 2017 dovrebbe coincidere con l’anno della tanto attesa inversione di tendenza. Ance (Associazione nazionale costruzioni edili) prevede, infatti, un aumento dello 0,8 per cento degli investimenti in costruzioni, in controtendenza rispetto allo scenario delineato lo scorso luglio. Il miglioramento delle attese è determinato dalla

S

Gabriele Buia, presidente Ance

legge di Bilancio che ha rafforzato gli incentivi fiscali esistenti e incluso l’incremento delle risorse per le opere pubbliche (+23,4 per cento), attraverso il programma Casa Italia e la ricostruzione post-terremoto. Gabriele Buia, nominato presidente Ance dopo la scomparsa a dicembre di Claudio De Albertis, fa il punto sulle prospettive del 2017 del comparto, concentrandosi sulle condizioni necessarie all’effettiva ripresa.

Alla luce dell’eredità lasciata da Claudio De Albertis, quali sono i principali obiettivi del suo mandato alla presidenza di Ance? «Porterò avanti le proposte e le strategie delineate da Claudio De Albertis, che erano state definite e volute di comune accordo. La mia sarà, dunque, una presidenza improntata alla continuità di azione. È un momento >>> p. 6

Made expo

Edilizia e infrastrutture

Rigenerazione urbana

Prende il via a Milano VIII edizione del Salone dell’edilizia, cornice privilegiata per affrontare le tematiche dell’abitare e della progettazione (Fiera Milano 8-11 marzo) p. 11

Gli obiettivi del Governo per la riqualificazione del territorio: completamento delle opere iniziate e risanamento del patrimonio abitativo. Ne parla il ministro Graziano Delrio p. 4

Pianificazione territoriale: come eliminare lo “spreco di suolo”. Il punto di vista del presidente dell’ordine degli architetti Giuseppe Cappochin p. 10


Febbraio 2017 | 3

OSSERVATORIO

ABITARE

Sommario

Rigenerazione ed edilizia: Dino Piacentini p.7

Infrastrutture, nuovi modelli di mobilità

p.8

Colophon Direttore responsabile Marco Zanzi • direzione@golfarellieditore.it Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia

Consulente Editoriale Irene Pivetti Direzione marketing Federico Pimazzoni Coordinamento Redazionale Michela Calabretta redazione@golfarellieditore.it

Giovanni Giannini, assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia

Dino Piacentini, presidente di Aniem

Design made in Italy: il maestro Aldo Cibic

p.12 photo ©Santi Caleca

Redazione Tiziana Achino, Lucrezia Antinori, Tiziana Bongiovanni, Eugenia Campo di Costa, Cinzia Calogero, Anna Di Leo, Alessandro Gallo, Simona Langone, Leonardo Lo Gozzo, Michelangelo Marazzita, Marcello Moratti, Michelangelo Podestà, Silvia Rigotti, Giuseppe Tatarella Relazioni internazionali Magdi Jebreal

Materiali per l’edilizia e sostenibilità p.48

Hanno collaborato Fiorella Calò, Francesca Druidi, Renata Gualtieri, Francesco Scopelliti, Lorenzo Fumagalli, Gaia Santi, Maria Pia Telese Sede Tel. 051 223033 - Via Ugo Bassi, 25 40121 - Bologna www.golfarellieditore.it Relazioni pubbliche Via del Pozzetto, 1/5 - Roma

Il designer Aldo Cibic

Segue dalla prima che solo i più ottimisti sognavano di ripetere. «Forse ci

Sichuan bureau of Expo affairs. E coronata a novembre

bellezza e innovazione convivono e si rinnovano inces-

aspettavamo qualcosa di più di un 2 per cento - osserva

col debutto del Salone.Milano Shangai, allestito nella

santemente».

Snaidero - ma è comunque un buon risultato perché la base

spettacolare cornice dello Shangai Exhibition center che

è solida. L’export rimane il principale motore per rafforzare

in soli 3 giorni ha richiamato quasi 21 mila visitatori.

MILANO SI SCALDA, SNAIDERO: «VITALE LA

la competitività del made in Italy e noi continuiamo a in-

«Siamo soddisfatti di questo primo appuntamento – af-

COLLABORAZIONE CON LA CITTÀ»

vestire a supporto dell’internazionalizzazione delle nostre

ferma il presidente Snaidero - che conferma che ci ave-

Le stesse doti eccellenti che sfileranno da protagoniste il

aziende». Il dato chiave, tuttavia, è che le esportazioni del-

vamo visto giusto che ci fa guardare con ottimismo alla

prossimo aprile tra i padiglioni del quartiere fieristico di

l’industria del mobile sono tornate in traiettoria pre-crisi, is-

Milano Rho, che si prepara ad accogliere oltre 300 mila

sandosi a quota 14 miliardi di euro per la filiera e sopra i 12

visitatori provenienti da 165 Paesi. Ricco come sempre

per il solo arredamento. Un segnale incoraggiante che fa il

il calendario della rassegna che ospiterà tra l’altro la

paio con la conferma del dinamismo del mercato europeo,

29esima edizione di Euroluce, con tutte le soluzioni più

che tra gennaio e settembre dell’anno scorso ha ripreso a cre-

innovative in tema di illuminazione applicata agli am-

scere in modo deciso registrando ad esempio un rialzo del

bienti, la 17esima di Workplace3.0, mostra concept de-

6,4 per cento in Spagna e quasi del 7 per cento in Francia,

dicata al design d’ufficio e degli spazi di lavoro, oltre che

primo mercato di sbocco delle produzioni italiane.

l’immancabile SaloneSatellite. «Stiamo apportando gli ultimi ritocchi alla 56esima edizione del Salone – con-

NUOVO ASSE CON LA CINA,

clude Snaidero - che offrirà ancora una volta un'occa-

IL SALONE CONQUISTA SHANGAI

sione unica per i leader del settore mondiale per svelare i loro prodotti. La nostra stretta collaborazione con la

Ma il vero exploit arriva fuori dall’Ue e precisamente da Oriente, autentico trascinatore sul versante delle espor-

prossima edizione. I riscontri positivi che abbiamo ri-

città di Milano è di vitale importanza, in quanto con-

tazioni grazie in particolare agli Emirati Arabi, saliti

cevuto dalle aziende, dal pubblico e dagli stakeholder,

ferma la città e la manifestazione come capitali del de-

dell’11 per cento, e allo sprint della Cina, cresciuta del 20

dimostrano che la strategia di portare il meglio della

sign». Milano che come di consueto farà da sfondo al tra-

per cento. Non stupisce, pertanto, la scelta di stringere

produzione italiana, rappresentata da 56 marchi pre-

dizionale FuoriSalone, durante il quale eventi,

un’alleanza strategica col Paese del Dragone formaliz-

mium espressione composita del nostro lifestyle, è stata

installazioni e happening legati al mondo del design si

zata nei mesi scorsi dagli organizzatori del Salone del

giusta per posizionarci sul mercato con una precisa iden-

intrecceranno col tessuto urbano della metropoli

Mobile attraverso la firma di un accordo bilaterale con il

tità. Quella dell’Italia del saper fare, dove artigianalità,

lombarda. • Giacomo Govoni


4 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Cantiere Italia,

prima le case Gli incentivi per la messa in sicurezza delle abitazioni sono in cima al piano del Governo per la riqualificazione del territorio nazionale. Completamento delle opere non finite e connessione infrastrutturale del Sud seguono a ruota

U

n tessuto sfibrato, con periferie da riqualificare, infrastrutture da ammodernare e intere aree urbane da ristrutturare. O addirittura, come nel caso del Centro Italia ferito nelle ultime settimane dall’offensiva incrociata di terremoto e neve, da ricostruire in toto. È lo stato di sofferenza in cui versa il territorio nazionale, al centro di diverse emergenze tra cui la messa in sicurezza del patrimonio edilizio, che costituisce uno dei pilastri di Casa Italia. Il piano del Governo impostato sulla prevenzione che vede in campo il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, impegnato contestualmente su tavoli altrettanto prioritari. Dal nuovo Codice degli appalti, alle misure per gli incentivi edilizi, alla ‘cura del ferro’ per il trasporto sostenibile, agli opendata sui cantieri, ai finanziamenti per i corridoi europei. «Risolvere almeno un problema al giorno» è l’obiettivo che il ministro Graziano Delrio ha fissato per sé e per i suoi collaboratori.

UN SISTEMA DI BONUS PER RISANARE IL PATRIMONIO ABITATIVO Uno di questi è in procinto di essere raggiunto e riguarda le case degli italiani. «Tutto il sistema dei bonus edilizi ha avuto un forte impulso con la legge di Stabilità 2017 - spiega Delrio - con l’inserimento di misure rafforzate a favore dei condomini. Sia che si compia una riqualificazione energetica o antisismica sulle parti comuni, il vantaggio di un intervento su un condominio va al di là dell’edificio stesso. Riguarda un quartiere intero, riduce in modo più significativo la Co2, mette in sicurezza più persone, coinvolge le comunità. Per questo motivo il Governo presta particolare attenzione a questi interventi, perché possano essere un vantaggio anche per le città in cui sono inseriti». Confermati dunque per tutti gli edifici al 50 per cento e gli ecobonus al 65 per cento, per gli interventi ecosostenibili sulle parti comuni dei condomini come il cappotto esterno, le detrazioni salgono al 70 per cento o al 75 per cento quando l’intervento si dimostra particolarmente efficace. Ancora più importanti, e detraibili in 5 anni an-

Primo Piano ziché 10, sono gli sgravi per chi compie lavori per rendere le proprie abitazioni antisismiche. «Purtroppo dobbiamo fare i conti sul serio col terremoto - osserva Delrio - e sostenere gli investimenti privati degli italiani per mettere in sicurezza le loro case. La possibilità di detrarre fino al 70 per cento le spese per le abitazioni private e fino all’85 per cento per le parti comuni condominiali in 5 anni dovrebbe esser di incentivo per far fare un salto di qualità nella sicurezza di chi abita nelle zone sismiche”. Per la legge di Stabilità possono accedere a queste detrazioni coloro che abitano nelle aree più a rischio, le zone 1, 2 e 3, e certificano l’effettivo miglioramento della classe di rischio. Il decreto per le linee guida sarà presentato dal Ministero entro fine febbraio, quindi nei prossimi mesi si potranno presentare le pratiche e i progetti ai Comuni. Anche il mondo delle imprese guarda con interesse a queste possibilità, che potrebbero essere di stimolo a un settore che nelle ristrutturazioni sta trovando un nuovo mercato con esperienze di innovazione dei materiali e delle tecnologie dell’abitare. «Valorizzare l’esistente e lo sviluppo urbano sostenibile - spiega Delrio - sono due linee guida dell’operato del Ministero, insieme alla volontà di investire in opere utili, snelle e condivise e nell’interconnessione e intermodalità dei trasporti». OPERE INCOMPIUTE, IL MIT PROMETTE UN GIRO DI VITE Linee guida che hanno ispirato anche il nuovo Codice degli appalti, dentro al quale si è cercato di riordinare anche il tema delle opere incompiute. L’anagrafe che il Ministero aggiorna ogni anno col contributo delle Regioni riporta 838 opere incompiute al 31 dicembre 2015. «Col nuovo Codice degli appalti – sottolinea il ministro – ogni Comune dovrà redigere, col Piano triennale delle opere pubbliche anche l’elenco delle opere incompiute e prendere una decisione riguardo il loro destino». Se utili completarle, individuando i finanziamenti, se riusabili in altro modo farlo, se superate individuare come rimuoverle. «Le opere incompiute sono il peggior monumento di una pubblica amministrazione che non funziona» afferma il ministro. Un’opera che incompiuta non sarà più è, ad esempio,

Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio

la stazione Av di Afragola di Zaha Hadid, definita dalla Cnn una delle opere architettoniche più belle del mondo che verranno aperte nel 2017. I lavori della cosiddetta Porta del Sud erano iniziati 16 anni fa, per poi rimanere interrotti. «Li abbiamo sbloccati nel 2015 - ricorda Delrio - e a giugno 2017 la stazione aprirà e avvierà la sua attività». Altro grande obiettivo a cui il Ministero sta lavorando è la connessione del Sud con l’alta velocità. In questo senso, i fondi del Pon infrastrutture e reti 2014-2020, destinati dalla Commissione Europea allo sviluppo regioni del Sud, troveranno utilizzo anche nell’Alta velocità/Alta capacità Napoli Bari, i cui cantieri hanno già avuto forte impulso dal 2014 e sono rintracciabili sul sito del Ministero. Open cantieri e gli Open data pubblicati sul sito registrano infatti i lavori compiuti e pagati dalla Pa. Open cantieri riguarda circa duemila interventi, quasi mille targati Anas e Rfi, 550 in porti e aeroporti. Gli stessi cantieri possono essere analizzati nei dati aperti del Mit, originati da varie fonti pubbliche e statistiche. «Opencantieri – chiarisce Delrio - è già stato valutato in sede Ocse come una “best practice” italiana. Naturalmente è un’esperienza molto impegnativa, che richiede aggiornamento costante e competenze specifiche, anche di lettura, ma è una nuova frontiera che sarà sempre più utile e che può essere messa a frutto in diversi campi». • Giacomo Govoni


6 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE complesso per il settore delle costruzioni, per questo le sfide che abbiamo di fronte sono molte. Grande attenzione sarà dedicata ai temi della rigenerazione urbana, affinché diventi concretamente realizzabile, al codice degli appalti, così importante nel rapporto delle imprese con le pubbliche amministrazioni, e al nodo del contratto, che dovrà vedere aziende e sindacati operare insieme in un’ottica di cambiamento». Considerando le previsioni di Ance, quale sarà l’andamento del comparto? «Il 2016 si è chiuso per noi con un po’ di delusione, ma la legge di Bilancio 2017 stanzia notevoli risorse per gli investimenti in costruzioni. Questo provvedimento ci fa esprimere un giudizio positivo sulla volontà del Governo di puntare sul nostro settore. L’aumento previsto degli investimenti non deve però essere vanificato: le risorse vanno impiegate rapidamente nel tessuto produttivo. La nostra preoccupazione è far sì che questo passaggio avvenga in maniera concreta ed efficace». Sarà nuovamente il settore della riqualificazione a farla da padrone? «Facile prevederlo, visto che una fetta considerevole degli investimenti è dedicata alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare. Occorrono però due passaggi importanti: l’emanazione da parte del ministero delle Infrastrutture della classificazione sismica, che attendiamo entro il mese di febbraio, e la regolamentazione delle modalità di cessione dei crediti d’imposta a favore di chi effettua interventi relativi alla sicurezza. È una grande opportunità per il sistema Italia: il combinato disposto delle due iniziative può contribuire allo sviluppo del settore». Quali aspettative per il codice degli appalti?

Costruzioni

EDILIZIA, BILANCIO 2016 La produzione del settore edile si arresta a -0,2 per cento nei primi dieci mesi dello scorso anno. Deludente anche il dato relativo agli investimenti: +0,3 per cento in termini reali, rispetto all’1 per cento previsto un anno fa. In calo si conferma la nuova edilizia residenziale: gli investimenti in tale comparto si riducono del 3,4 per cento. Segno positivo, invece, per gli investimenti nel segmento del non residenziale privato (+0,8 per cento) così come gli investimenti in opere pubbliche fanno segnare un lieve incremento (+0,4 per cento). È in crescita anche il mercato immobiliare: nei primi nove mesi del 2016, si registra un aumento del 20,4 per cento delle compravendite rispetto all’anno precedente. Si time che il totale delle compravendite nel 2016 corrisponda a 520mila unità, 20mila in più rispetto a quanto previsto un anno fa. Nel 2017 si prevede che nel 2017 le transazioni aumenteranno ancora, arrivando a 550mila.

«Ci aspettiamo che il ministero delle Infrastrutture recepisca le nostre proposte di modifica; si tratta di proposte costruttive che entrano nel merito, non polemiche, formulate da operatori che conoscono bene le problematiche e il modo di operare con le pubbliche amministrazioni. Riteniamo opportuno che il codice recepisca le nostre osservazioni nel rispetto del gioco delle parti, la nostra preoccupazione è rilanciare gli investimenti in infrastrutture, cruciali per l’andamento del settore». Cosa serve per concretizzare il rilancio? «Utilizzo degli stanziamenti in maniera rapida; attuazione delle misure di definizione necessarie alla messa in sicurezza del patrimonio immobiliare (classificazione sismica, decisione su come cedere e

a chi cedere il credito d’imposta); intervento sul codice degli appalti a cui teniamo tantissimo. Serve in questo senso, dopo un anno dall’entrata in vigore, un correttivo entro aprile. Queste sono le direttrici che ci stanno più a cuore. Non va dimenticata la possibilità di intervenire sul patrimonio edilizio esistente, residenziale e non, delle città. Se si vuole rilanciare il sistema abitativo e infrastrutturale dei centri urbani, occorrono norme che ci permettano di agire, alla luce dell’iter legislativo del testo sul consumo del suolo». L’occupazione e il credito lanciano ancora segnali preoccupanti, con segni meno registrati nel 2016. «I dati sull’occupazione che abbiamo rilevato a fine anno destano ancora preoccupazione. Le misure già citate servono anche a rilanciare l’occupazione in un settore chiave per l’economia italiana che acquista da 31 settori merceologici su 36 totali e il 95 per cento delle materie di trasformazione nel nostro Paese. Per quanto riguarda l’altro nodo, dobbiamo rilanciare un nuovo modo di operare con il sistema della finanza, che nel 2008 aveva mostrato molte lacune. La finanza creativa ha “scherzato” con l’economia reale, portando alla difficile e complessa situazione attuale. A pagarne le conseguenze sono le imprese e le banche stesse. È opportuno trovare una rinnovata base di collaborazione e dialogo con gli istituti di credito per la crescita del settore». • Francesca Druidi

ANCE PREVEDE UN AUMENTO DELLO 0,8 PER CENTO DEGLI INVESTIMENTI IN COSTRUZIONI, RISPETTO ALLO SCENARIO DI LUGLIO SCORSO


Febbraio 2017 | 7

MIPIM Ritorna al Palazzo del Festival di Cannes dal 14 al 17

eventi di networking. Mipim, fondato nel 1990, nel-

zione tecnologica, l’instabilità geopolitica, l’evolu-

marzo prossimo l’evento leader a livello mondiale

l’edizione precedente ha fatto registrare 23.000 par-

zione sociale che sconvolgono il mondo economico

del mercato immobiliare che riunisce i protagonisti

tecipanti, 2.600 aziende espositrici provenienti da

e influenzano gli investimenti nel settore immobi-

internazionali più influenti del settore immobiliare,

90 Paesi, 5.330 investitori, 3.800 amministratori de-

liare. L’evento si conferma come piattaforma privile-

uffici, residenziale, retail, sanità, sport, logistica e in-

legati e presidenti e 100 conferenze. I temi che ver-

giata in cui presentare e promuovere progetti di qua-

dustria per 4 giornate di conferenze, transazioni ed

ranno affrontati nell’edizione 2017 sono la rivolu-

lità e business oriented del settore Real Estate. •

Nuovo corso per l’edilizia Le costruzioni sembrano tornare al centro dell’attenzione politica ed economica. Per Dino Piacentini, presidente di Aniem, serve una nuova politica di lungo periodo per il patrimonio edilizio italiano, con risorse per la rigenerazione e la sostenibilità

P

er le piccole e medie imprese edili pendente dalle banche (nel 2015 il 36 per cenmanifatturiere, il 2016 è «sicura- to delle piccole e medie imprese non ricorre al mente un anno in cui si rafforzano capitale bancario, il 29 per cento nel 2009), dali segnali positivi osservati lo scorso l’altra un calo dei debiti commerciali negli stesanno, legati alla prosecuzione del si anni di quasi 7 punti percentuali». profondo processo di ristrutturaQuali sono le prospettive per il 2017, zione innescato dalla crisi, che ha portato le im- considerando il rafforzamento degli inprese deboli a ridurre la taglia oppure uscire dal centivi fiscali per gli interventi di messa mercato e le sopravvissute a rafforzarsi e a migliorare i propri risultati economico-finanziari», spiega Dino Piacentini, presidente Aniem. Continua a crescere il fatturato e tornano ad aumentare i margini, anche se i livelli pre-crisi rimangono lontani. Il rasserenamento della condizione delle Pmi è evidente anche dalla situazione del credito, non solo bancario ma anche commerciale. «La crisi ha ridotto in maniera importante sia la quantità di finanziamenti che affluivano dal canale bancario, sia il credito commerciale che le stesse imprese fornivano ai loro clienti: il risultato è stato, da una parte, una riduzione della massa debitoria di cir- Dino Piacentini, presidente di Aniem, ca 2 punti percentuali tra 2010 e 2014, che Associazione nazionale delle piccole e medie imprese però ha generato un sistema di Pmi meno di- edili manifatturiere

in sicurezza sismica e di efficientamento energetico contenuto nella legge di bilancio? «Le costruzioni hanno avviato una nuova fase ciclica e in tal senso va benissimo il potenziamento dei bonus edilizi per spingere i condomini a essere più “sicuri” e “più efficienti” dal punto di vista energetico e sismico: non a caso, anche il Cresme, nel suo rapporto 2016, ha evidenziato i forti investimenti in manutenzione straordinaria e riqualificazione del patrimonio energetico, dalle opere pubbliche e dall’edilizia non residenziale di nuova costruzione. Ma penso che bisognerebbe essere più coraggiosi e arrivare a una vera politica industriale sulla riqualificazione urbana, che ancora non vedo compiuta». Come valuta Casa Italia e il progetto di prevenzione per la messa in sicurezza del patrimonio edilizio avviato dal governo Renzi? «In maniera molto positiva. Purtroppo proprio quello che è successo in queste drammatiche settimane nella faglia dell’Appennino evidenzia quanto necessaria sia la conoscenza dettagliata del territorio, del patrimonio e del “rischio catastrofe”, questo perché gli interventi non si possono limitare a quelli emergenziali. Mi dispiace dire però che, complice anche il cambio di esecutivo dopo il referendum costituzionale, si sono perse le tracce di quell’idea che finalmente tratteggiava un salto di qualità nell’approccio al problema: l’assistenza nell’immediato alle popolazioni colpite deve necessariamente combinarsi con la creazione di una struttura permanente che metta mano al problema della fragilità di edifici e abitazioni. La pericolosità sismica e le molteplici criticità idrogeologiche del territorio italiano impongono una visione di lungo periodo e l’istituzione di un organo che si occupi a tempo pieno di prevenzione e sicurezza urbanistico-ambientale». Quali sono le priorità sul fronte dell’edilizia privata? «Per quanto concerne l’edilizia privata, siamo convinti che una moderna e funzionale urbanistica debba abbandonare logiche meramente speculative e di consumo del territorio per dedicarsi alla riqualificazione delle aree urbane. Progettare il futuro dell’edilizia abitativa significa oggi, più che in passato, ragionare su nuovi schemi, capaci di coniugare la tutela del territorio, la qualità in architettura, la sostenibilità economica oltre che la rispondenza a un nuovo dettame sociale. In questo contesto, la demolizione e la sostituzione di aree degradate, seguita da un’incisiva e doverosa riqualificazione urbanistica, ambientale ed energetica, non deve più costituire un tabù. In moltissime periferie urbane, il metodo di demolizione e ricostruzione presenta molti vantaggi rispetto alla riqualificazione edilizia. Su questo tema Aniem ha avviato la sperimentazione di progetti di demolizione e ricostruzione che tendono a coniugare l’interesse dei cittadini, degli operatori economici e della collettività locale, con effetti

positivi a livello economico e sociale e che includono parte di immobili da destinare all’housing sociale all’interno di logiche abitative che rispettano la qualità della vita individuale e relazionale». Codice degli appalti: tra provvedimenti attuativi e possibili correttivi, aumentano le imprese edili che richiedono l’attribuzione del rating di legalità. Come sostenere la lotta alla trasparenza e alla legalità? «Attraverso un sistema che noi di Aniem chiamiamo “rating di affidabilità contrattuale” che porterà a un sistema di qualificazione delle imprese attendibile e che incentivi realmente la concorrenza leale. In particolare, per rating di affidabilità contrattuale, intendiamo uno strumento che permetta alla stazione appaltante di conoscere la “storia” delle imprese che si presentano come concorrenti (ossia, un “track record”), con riferimento al modo in cui le stesse hanno precedentemente gestito le commesse pubbliche affidate, con specifico riguardo al rispetto degli obblighi contrattuali (cronoprogramma e importo contrattuale iniziali) da una parte e al grado di litigiosità (abitudine all’iscrizione di riserve e al contenzioso)». • Francesca Druidi

L’affidabilità dell’impresa l numero uno di Aniem Dino Piacentini, riferendosi al profilo di affidabilità contrattuale, delinea il profilo di un’azienda “affidabile” e “non affidabile”. La prima «non fa sistematico ricorso alle riserve quale strumento di profitto, non chiede varianti suppletive, non sfora i tempi di consegna delle opere». L’impresa “non affidabile”, invece, ottiene «l’aggiudicazione delle commesse praticando ribassi palesemente insostenibili, che portano al contenzioso tecnico (riserve e contenzioso giudiziale), richieste di perizie di variante suppletive (per recuperare l’entità del ribasso offerto in sede di gara), l’allungamento dei tempi contrattuali, il peggioramento della qualità dell’opera, concorrenza sleale, tutte prassi che terminano (o iniziano) con pratiche tese alla corruttela».

I


8 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

L

e reti regionali della mobilità sono sistemi in continua evoluzione. In termini di viabilità stradale, quali sono i lavori in corso o in via di completamento nel vostro

territorio? ALESSANDRO SORTE «Regione Lombardia è impegnata nel potenziamento e nella riqualificazione del sistema infrastrutturale nel suo complesso (viario, ferroviario, idroviario e aeroportuale), e pone particolare attenzione alle grandi reti di trasporto e alle relative connessioni con i corridoi nazionali ed europei. Sono in corso di completamento il sistema viabilistico Pedemontano e le ultime opere di connessione per BreBeMi, autostrada regionale già realizzata. Sono in avvio i lavori per il ponte di San Benedetto Po in provincia di Mantova e prosegue l’impegno della Regione nella realizzazione delle varianti che permettono di evitare i centri cittadini e snellire il traffico, in particolare quando composto in prevalenza da mezzi pesanti». GIOVANNI GIANNINI «L’azione politica regionale degli ultimi anni è stata finalizzata a dotare la Puglia di un moderno sistema infrastrutturale in grado di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e la

Infrastrutture

Mobilità, nuovi modelli prendono forma Strade, ferrovie, snodi intermodali e collegamenti urbani a basso impatto ambientale. Sono gli assi di sviluppo delle moderne reti di trasporto regionale, sulle quali Lombardia e Puglia stanno lavorando in un un’ottica di sostenibilità urbana e di integrazione funzionale con il tessuto infrastrutturale europeo competitività del sistema economico pugliese. Sul versante del trasporto stradale, gli ammodernamenti e la messa in sicurezza della rete hanno contribuito a ridurre di oltre il 50 per cento il numero di

ALESSANDRO SORTE: «GRAZIE A PROTOCOLLI SPECIFICI CON IL MINISTERO DEL TURISMO E DEI BENI CULTURALI E AGLI ACCORDI TRA REGIONI E IL POLITECNICO DI MILANO È AVVIATO IL SISTEMA DELLE CICLOVIE TURISTICHE»

morti. Gli interventi stradali in corso o in completamento sono, tra i tanti, il raccordo della Ss16 col casello di Poggio Imperiale; il nuovo casello di Foggia sud, prossimo all’apertura; l’ampliamento a 4 corsie della Sp130 che collega Trani con Andria. E la poligonale di Bari, i cui primi due lotti del valore di 26 milioni di euro sono stati di recente avviati messi a gara per i tratti stradali tra Bitritto e Modugno che collegheranno l'aeroporto di Bari, la zona industriale e l'ospedale San Paolo direttamente con l'autostrada». Per quanto riguarda i collegamenti ferroviari, quali sono gli interventi regionali prossimi a tagliare il traguardo e attraverso quali azioni incentivate la domanda di trasporto su ferro? A.S. «Tra gli obiettivi cruciali rientra lo sviluppo delle direttrici europee della rete ferroviaria alta velocità/alta capacità e i suoi collegamenti transalpini. Entro la fine del 2017 sarà completata la linea Arcisate-Stabio che collegherà Malpensa a Mendrisio e alla direttrice elvetica del Gottardo. Anche la linea Treviglio-Brescia, operativa da fine 2016, permette di proseguire verso la realizzazione del collegamento alta velocità/alta capacità tra Milano e Venezia, col conseguente completamento del corridoio transeuropeo “Mediterraneo”, direzione est-ovest. Il costante lavoro sul servizio ferroviario e sulla frequenza delle corse, si associa all’investimento con cui Regione Lombardia propone “io viaggio”, un unico biglietto valido su tutti i mezzi pubblici in Lombardia». G.G. «Il potenziamento del trasporto fer-

Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia

Giovanni Giannini, assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia

roviario di persone e merci costituisce un punto di forza del Piano attuativo del Prt 2015-2019. Sul versante del trasporto dei passeggeri e delle merci di lunga percorrenza, il piano afferma due priorità strategiche per la Regione: l’urgenza del completamento del raddoppio della linea Adriatica tra Lesina e Termoli; la necessità di monitorare l’avanzamento dei lavori della linea ad alta capacità Napoli-FoggiaBari, necessaria per garantire il collegamento alla rete Av nazionale. Alle due


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Klimamobility B2B day

priorità suddette si aggiunge il completamento dei raccordi e degli impianti per l’intermodalità mare-ferro-strada che, attraverso il coordinamento tra gli hub di Taranto-Brindisi e Bari, consentirà di gestire al meglio la capacità ferroviaria disponibile sulla linea Adriatica». In materia di infrastrutture sostenibili invece, come si sta declinando in questa fase il vostro impegno a favore delle soluzioni a basso impatto ambientale, partendo dai percorsi per le due ruote? A.S. «A fine 2016 sono stati sottoscritti accordi con comuni ed enti parco per destinare a progetti di mobilità ciclistica oltre 19 milioni di euro della Programmazione comunitaria, per un totale di 160 km di percorsi ciclabili da realizzarsi entro i prossimi tre anni. Grazie a protocolli specifici con i ministeri del turismo e dei beni culturali e agli accordi tra Regioni e il Politecnico di Milano è stato, inoltre, dato avvio al Sistema delle ciclovie turistiche nazionali, in cui rientrano le dorsali cicloturistiche di lunga percorrenza "Ven-To" – ciclovia del Po, da Venezia a Torino, e "Sole" da Verona a Firenze, con tratto nella provincia di Mantova». G.G. «La Regione Puglia ha iniziato a occuparsi di infrastrutture ciclistiche dal 2005, con Cyronmed. Con quel progetto sono stati individuati, quali dorsali della rete ciclabile regionale, i percorsi di Bicitalia e di EuroVelo che attraversano i territori partner di progetto. I risultati di Cyronmed hanno contribuito, tra l’altro, alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra la Regione e le società ferroviarie pugliesi per lo sviluppo del trasporto integrato bici e treno e l’eliminazione del costo del biglietto per il trasporto delle bici sul treno. Le infrastrutture non sono tuttavia sufficienti alla diffusione della mobilità sostenibile. Numerosi eventi sono stati promossi dall’assessorato regionale ai trasporti per sensibilizzare gli amministratori sul collegato ambientale, che finanzierà i Comuni attraverso decreti, per incentivare misure relative agli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro».

È il Salone della mobilità sostenibile in programma il

L’evento nasce come punto d’incontro tra imprendi-

zione - innovation development marketing” che trat-

20 aprile alla Fiera di Bolzano che presenta prodotti

tori, ricercatori ed esperti del settore che hanno in co-

terà il tema della digitalizzazione del trasporto pub-

e servizi relativi alla mobilità sostenibile e vede la

mune lo scopo di aggiornarsi su tematiche impor-

blico locale, quello sullo sviluppo sostenibile del ter-

partecipazione di produttori di veicoli elettrici, ibridi

tanti come le politiche energetiche più attuali,

ritorio e “mobilità sostenibile dei comuni tirolesi” che

e a idrogeno, rivenditori e produttori di accessori e

l’utilizzo delle energie alternative, smart city e smart

affronterà il tema della mobilità ciclistica e pedonale

componenti, istituti di ricerca ed enti pubblici.

mobility. Tra i workshop in programma “digitalizza-

nelle località alpine. •

ha interessato la Città metropolitana e i Comuni capoluogo per sviluppare una proposta regionale. Completate le proposte progettuali da parte dei suddetti enti, Regione Puglia e le altre regioni sottoscriveranno a breve un accordo di programma con il Mit, per procedere all’attuazione dei programmi regionali predisposti in base alle risorse assegnate dal riparto del fondo del Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici. Inoltre è proprio di questi giorni la firma di un’intesa con l’Euromobility per dotare la Regione Puglia, la prima in Italia, di linee guida regionali sulla redazione dei Piani urbani della mobilità sostenibile sulla base di quelle europee».

Nei mesi scorsi il Governo ha siglato patti strategici con diverse regioni, destinando importanti fondi alle infrastrutture territoriali. Quando saranno disponibili queste risorse e su quali progetti prioritari verranno suddivise? A.S. «Il Patto per la Lombardia vale quasi 11 miliardi di euro, di cui 8 miliardi destinati alle infrastrutture. Le risorse consentiranno di chiudere interventi in tutte le province su strade, autostrade, ferrovie e metropolitane senza dimenticare la messa in sicurezza delle grandi opere viarie e dei passaggi a livello più pericolosi. Non si tratta di ipotesi di investimento, ma di risorse concrete provenienti da Governo, Regione, Enti locali e Ue. Quelle destinate alle infrastrutture dal Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, in particolare, superano i 500 milioni di euro. Tra gli interventi previsti, sono da ricordare opere attese da tempo come le varianti della Tremezzina, della Gardesana e di Edolo, l’asse interurbano di Bergamo e il ponte di Ostiglia. Senza dimenticate gli oltre 47 milioni di euro per riqualificare gli itinerari stradali regionali prioritari e i 35 milioni per gli interventi volti a migliorare la sicurezza delle linee di Ferrovienord». G.G. «Il piano finanziario tracciato dal Governo per la Puglia, in funzione anche della capacità di spesa che la Regione saprà assicurare, è di circa 380 milioni di euro per il 2017 e altrettanti per il 2018 che ci hanno garantito essere immediatamente disponibili. Le priorità, nell’ambito dei trasporti, che ci siamo dati riguardano innanzitutto gli interventi sulla sicurezza ferroviaria sia per il completamento degli attrezzamenti Scmt di terra e di bordo della rete ferroviaria che per l’eliminazione dei passaggi a livello, ma di uguale priorità è il tema del materiale rotabile sia ferroviario che automobilistico». • Giacomo Govoni

Sempre in tema di mobilità urbana “eco”, diverse Regioni stanno sperimentando l’opportunità offerta dai veicoli ad alimentazione elettrica. Come si sta muovendo la vostra sotto questo profilo? A.S. «A favore della mobilità a basso impatto ambientale è in via di definizione un accordo e una convenzione con il Mit per realizzare delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, attraverso il finanziamento di 33 progetti, selezionati con una manifestazione di interesse. Regione Lombardia partecipa inoltre al progetto “e-Moticon” - Interreg Spazio Alpino 2014–2020 - per promuovere a livello transnazionale una più omogenea diffusione delle tecnologie di ricarica elettrica nella Regione Alpina». G.G. «A seguito del decreto del Mit del 22 dicembre 2015, che istituisce un programma nazionale di finanziamenti volto allo sviluppo di reti di ricarica per veicoli alimentati a energia elettrica, la Regione

GIOVANNI GIANNINI « L’AZIONE POLITICA REGIONALE DEGLI ULTIMI ANNI È STATA FINALIZZATA A DOTARE LA PUGLIA DI UN MODERNO SISTEMA INFRASTRUTTURALE IN GRADO DI GARANTIRE IL DIRITTO ALLA MOBILITÀ DEI CITTADINI E LA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA ECONOMICO PUGLIESE»


10 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Architettura

Costruire sostenibile, una logica da ribaltare Un tessuto urbano risanato è la miglior risposta possibile allo spreco di suolo. Per questo, secondo Giuseppe Cappochin, la rigenerazione non deve essere solo un richiamo accessorio, ma la filosofia di fondo di un progetto

N

ei temi che riguardano il territorio e la sua pianificazione, l’intervento umano deve essere messo al centro. Pertanto, in un qualunque progetto urbano teso al risparmio di suolo, occorre «un approccio inverso rispetto a quello proposto nel disegno di legge in discussione». A sostenerlo con voce compatta è la Rete delle professioni tecniche, che in riferimento al ddl sul consumo di suolo in queste settimane all’esame del Senato, sottolinea che il concetto di rigenerazione non può essere confinato a un solo articolo, ma deve diventare il modello di fondo. «Non bastano i riferimenti alla rigenerazione urbana – sottolinea Giuseppe Cappocchin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori – ma serve una legge che la promuova come principale strumento per contrastare lo spreco di suolo». Quali limiti sconta il testo al vaglio parlamentare e in quali passaggi va modificato? «Il problema è nella logica a monte. Intendo dire che il contenimento del consumo di suolo deve essere, come accade nei più avanzati Paesi europei, la naturale conseguenza delle politiche di rigenerazione e non imposto per legge senza un adeguato progetto anche economico di rigenera-

Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori

zione. In quest’ottica, il concetto di “consumo di suolo” va sostituito con quello di “spreco del suolo” che non va contenuto, ma eliminato completamente». Anche al momento del varo del nuovo Codice appalti lamentavate la mancata centralità della progettazione. A qualche mese dalla sua effettiva applicazione sul campo, quali riflessi sta avendo sulla vostra attività? «Le linee guida dell’Anac hanno consentito il superamento di alcune criticità del nuovo Codice degli appalti e tracciato un percorso per garantire maggior trasparenza negli appalti e per riaprire il mercato dei lavori pubblici. Circa la centralità del progetto serve un fondamentale passo in avanti stabilendo che ai vincitori di concorsi venga sempre assicurato l’incarico della progettazione esecutiva rendendo così incisivo l’impatto dei concorsi e consentendo di far emergere il merito, elemento fondamentale soprattutto per i giovani professionisti. Ciò farebbe compiere quel vero salto di qualità al settore delle opere pubbliche del nostro Paese assicurando finalmente ai cittadini opere utili oltre che belle».

Il risanamento delle periferie urbane è una battaglia che vi vede in prima fila. Su quali fronti la state conducendo e quali effetti sta producendo? «Il risanamento delle periferie rientra in una strategia più generale. Realizzare la nuova città del futuro significa innanzitutto contrastare situazioni di degrado umano e sociale per riaffermare i valori della civile convivenza, della solidarietà e della legalità. Temi sui quali è costante la nostra attività di stimolo e proposta nei confronti delle istituzioni locali e nazionali oltre che della politica. La riqualificazione fisica dei luoghi attraverso buone e belle architetture, infatti, produce meccanismi che favoriscono nuove forme di relazione e di socialità in grado di contenere le disuguaglianze economiche e sociali. Come ha recentemente sottolineato Papa Francesco, gli architetti propongono “scintille di bellezza” che hanno una valenza di decoro umano prima ancora che urbano». Si susseguono senza sosta gli eventi sismici e contestualmente cresce l’emergenza di una rapida messa in sicurezza e ricostruzione del territorio.

Che risposta possono dare gli architetti a questa drammatica situazione? «È precisa responsabilità etica e professionale contribuire alla ricostruzione. Stiamo dando un concreto contributo nella redazione delle schede Fast, indispensabili per l’avvio del processo di ricostruzione che deve caratterizzarsi per trasparenza e legalità. Siamo soddisfatti che il nuovo protocollo d’intesa per la definizione dei criteri generali e dei requisiti minimi di accesso all’elenco speciale dei professionisti abilitati sottoscritto dai presidenti dei Consigli nazionali aderenti alla rete delle professioni tecniche con il Commissario straordinario Errani – ponga uno stop  all'accaparramento di clientela da parte di professionisti incaricati per attività di ricostruzione, fissando un tetto e relativi importi, vietando il subappalto e accogliendo così le nostre richieste». Il riconoscimento del valore tecnico del progettista passa anche da un importante impegno sul terreno della formazione. Quali iniziative state sviluppando in questa direzione e quali avete in cantiere per il futuro? «Abbiamo avviato un percorso di confronto con gli Ordini locali per semplificare, dopo l’esperienza del primo triennio, le regole che governano l’aggiornamento professionale continuo con interventi sia sul regolamento che sulle linee guida. Le principali modifiche riguardano la conferma del numero minimo di 60 crediti da acquisire nel triennio, la semplificazione delle procedure e l’omogeneizzazione dell’attribuzione dei crediti. Stiamo mettendo a punto il curriculum individuale della formazione, che sarà consultabile online quale strumento di registrazione del profilo di formazione soggettivo e dei relativi crediti maturati. Potrà essere divulgato a terzi in quanto si tratta di informativa di interesse collettivo». • Giacomo Govoni


Febbraio 2017 | 11

Il palinsesto In programma ci saranno otto eventi speciali e più di

Real Architecture, iniziativa in cui i protagonisti del-

nisce Università di Finlandia, Germania, Svizzera, Au-

cento appuntamenti tra convegni, dimostrazioni live

l’architettura diventano videomaker per un giorno per

stria e Canada, con lo scopo di diffondere e promuo-

e talk show che, grazie alla partecipazione di opinion

documentare le immagini più belle della fiera. Signi-

vere la cultura del costruire in legno. B(uild) Smart! è

leader, affronteranno temi di attualità, normativi e

ficativi i focus: Made4Contract sul contract nazionale

il contenitore che in due aree della fiera propone wor-

tecnico scientifici. Si segnalano il concorso di archi-

e internazionale; il forum Involucro e serramenti e il

kshop, laboratori, iniziative di edutainment e dibattiti

tettura internazionale Archmarathon Selections e

Forum-Holzbau, piattaforma internazionale che riu-

dedicati alla costruzione e al recupero sostenibile. •

L

a sostenibilità ambientale, sociale ed economica è oggi un prerequisito della progettazione a tutti i livelli. In questo scenario, l’efficienza energetica, la rigenerazione urbana e delle periferie, il tema della resistenza antisismica e l’evoluzione tecnologica dei materiali e delle modalità costruttive, sono istanze fondamentali e quindi al centro dell’attenzione di Made expo, appuntamento fieristico internazionale in programma a Milano dall’8 all’11 marzo. Vero e proprio hub per il mondo dell’architettura e dell’edilizia in Italia e nel bacino del Mediterraneo, Made expo si propone come motore propulsivo verso i mercati, con i suoi 1400 espositori e oltre 200 delegati internazionali provenienti da più di 25 paesi. La manifestazione resta la cornice privilegiata per approfondire le tematiche della progettazione e dell’abitare e restare al passo con le tendenze di mercato, unendo domanda e offerta. La fiera si conferma un network ad alta potenzialità per occasioni di scambio, formazione e aggiornamento continui anche con crediti formativi. «L’edizione 2017 - evidenzia il presidente di Made expo, Roberto Snaidero - rappresenterà un fondamentale momento di confronto tra imprese e istituzioni per dare un contributo alla crescita economica e alla trasformazione del nostro Paese e delle nostre città. Grazie a un mix unico di innovazione e competenza, la manifestazione presenta e mette a disposizione del mercato gli strumenti indispensabili per portare avanti questo ambizioso progetto. Anche quest’anno, dunque, Made expo sarà un grande evento esperienziale, un luogo fisico dove scoprire, vedere, conoscere, toccare, decidere. In sintesi, un grande evento in grado di fungere da spinta verso i mercati internazionali e far ripartire quelli nazionali». VISIONE MULTI-SPECIALIZZATA L’evento, concepito come un cantiere di idee e business integrato, è articolato in quattro saloni, distribuiti su 8 padiglioni. C’è “Made costruzioni materiali” (padiglioni 6-10), che propone soluzioni costruttive e tecnologie innovative, materiali performanti, attrezzature all’avanguardia per l’edilizia sostenibile. Spazio a settori quali impermeabilizzazione, isolamento, protezione, risanamento e rinforzo strutturale, sistemi di misura, prova e controllo, presentando soluzioni per il cantiere e la sicurezza. Il secondo salone, “Made involucro e serramenti” (padiglioni 1-4), rappresenta la filiera per quanto riguarda serramenti, tende, sistemi di oscuramento, protezione, involucro edilizio e coperture, con una panoramica dalle macchine ai prodotti finiti. “Made interni e finiture” (padiglioni 5-7) riunisce progettisti, interior designer, contractor, distributori, rivenditori nazionali e internazionali attorno alle ultime novità in materia di pavimenti, rivestimenti, porte, maniglie e accessori, controsoffittature, partizioni interne, pa-

Cultura della progettazione Si rinnova a Fiera Milano l’appuntamento con Made expo, la fiera internazionale del progetto e delle costruzioni. L’ottava edizione è in programma dall’8 all’11 marzo, con un programma orientato al business, all’aggiornamento e all’osservazione delle novità del settore reti attrezzate, scale e finiture. Il quarto e ultimo salone è “Made software tecnologie e servizi” (padiglione 10), che rende conto dei progressi compiuti in ambito software, dal calcolo strutturale alla progettazione architettonica e ingegneristica fino al BIM. Senza dimenticare stampanti 3D, realtà aumentata e altre tecnologie e servizi innovativi funzionali a progettare, costruire e gestire edifici e ambienti. LE NOVITÀ L’edizione 2017 assicura più convenzioni per i partecipanti, ma soprattutto mette in campo il nuovo osservatorio Made expo, il rinnovato catalogo digitale e un format mirato all’accompagnamento delle aziende nei paesi emergenti e sui mercati esteri. L’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) ha scelto, infatti, la fiera come una delle principali manifestazioni di respiro internazionale per far crescere il giro di affari delle imprese italiane, confermandone il ruolo di guida nella trasformazione del mondo delle costruzioni. «Il successo crescente di Made expo è anche

frutto della pianificazione mirata e delle sinergie messe in campo con FederlegnoArredo in direzione di una sempre maggiore internazionalizzazione del sistema. Quest’anno, oltre a curare l’incoming di delegazioni estere provenienti da oltre 40 Paesi, l’Ice supporterà un roadshow di presentazione della fiera che toccherà le città di Dubai, Algeri, Casablanca, Mosca, Zurigo e Londra, oltre a un piano di comunicazione che vede coinvolte le maggiori testate internazionali di settore», spiega il presidente Ice Mi-

chele Scannavini. Durante i quattro giorni di fiera, i 200 delegati, in arrivo da Stati Uniti, Russia, Africa Subsahariana, Maghreb, Russia e repubbliche ex Sovietiche, Medioriente, Iran e Cina, parteciperanno a più di mille incontri B2B profilati con gli espositori. Made expo lancia, inoltre, Carousel for Life con FederlegnoArredo. Un progetto culturale, generato da una ricerca condotta sull’architettura per l’infanzia, che mira a definire criteri qualitativi di produzione avendo come target di riferimento i bambini. In Italia non esiste un sistema normativo organico che possa indirizzare una corretta progettualità e un consapevole utilizzo dei materiali. «È un progetto ambizioso che FederlegnoArredo ha deciso di promuovere con lo scopo di legare progettazione, produzione e mondo dell’infanzia innescando una nuova reattività che potrà creare prospettive inedite in svariati settori, lungo tutta la nostra filiera, facendo leva su nuovi auspicati criteri qualitativi dell’architettura destinata ai giovanissimi che non può più prescindere da sistemi in grado di garantire luoghi sicuri e salubri», precisa Emanuele Orsini, membro del cda di Made expo. • Francesca Druidi


Arredo

L’estetica delle relazioni Una progettualità che pensa a come far funzionare meglio le dinamiche e i contesti. Appassiona e ispira il lavoro di Aldo Cibic, uno dei nomi più significativi dell’architettura e del design made in Italy

T

ra i regali del suo maestro Ettore Sottsass c’è «l’apertura, il tentativo di andare fuori dalle righe senza avere paura». Aldo Cibic è stato uno dei protagonisti del movimento Memphis, che rappresentò agli inizi degli anni Ottanta «un momento di rottura rispetto al funzionalismo imperante, affermando un approccio più sensoriale e iconico», come racconta lo stesso designer e architetto nato a Schio, in provincia di Vicenza. Solo sperimentando e superando il conformismo e l’omologazione imperanti, è possibile costruire un futuro. Ci dice questo il percorso umano e professionale di Aldo Cibic, un percorso dove il design è sempre più contestualizzato, teso a dare un significato all’esperienza di contatto tra le persone e gli oggetti. Che cosa resta oggi del movimento Memphis? «Grazie a Instagram, ho visto in una cartoleria di Berlino alcune buste e oggetti che presentavano decori ispirati a Memphis. L’aspetto più interessante è come si avverta il ritorno a un bisogno di espressività che per tanti anni si era perso. Il design era diventato molto minimalista, più di ispirazione nordica, riferito a un’iconografia, a un tipo di mondo differente dal nostro. Credo personalmente che un’italianità vada ritrovata anche nel design, con la ricerca di segni più stabili, forti, espressivi e al contempo con una valenza artistica tale da renderli unici. Se nomino Memphis penso all’imprevedibilità nell’uso e nell’accostamento di colori e materiali, penso all’idea di sensorialità che apparteneva a Ettore Sottsass e come oggi ci sia il bisogno di ritrovare un’originalità che riaffermi l’Italia, al di là dell’inerzia di popolarità che il nostro Paese gode in tutto il mondo in virtù della sua arte e della sua bellezza». Nel suo percorso creativo, in che misura si può parlare di continuità e discontinuità con la figura del suo maestro Sottsass e del Memphis? «Sono arrivato a lavorare da Sottsass a 22 anni. Nel 1980 il maestro ci ha fatto soci alla pari (Mar-

co Marabelli, Matteo Thun e Marco Zanini, ndr) e nel 1981 veniva fondato Memphis. Ho avuto il privilegio e la fortuna di trovarmi al posto giusto nel momento giusto. Il più grande regalo di Sottsass è di averci allenati a evitare la specializzazione e ad aprire il più possibile il nostro orizzonte culturale per essere in grado di affrontare i progetti più diversi. Le mie non erano tra le forme più trasgressive e d’impatto del movimento, sono stato il più classico come segno. Nel 1989, inizio a rendermi conto che quello che mi interessava non era la forza iconografica dell’oggetto, caratteristica di Sottsass, ma l’idea di un design più conviviale, il cui il tema prevalente era la relazione interna degli oggetti rispetto al contesto in cui si trovavano. Da lì l’invenzione di Standard, la prima collezione autoprodotta che reagiva al mondo omologato della produzione imponendo la mia cifra, non necessariamente legata a uno stile, ma a un atteggiamento: a contare sono la relazione tra gli oggetti e le emozioni che da essa scaturiscono. In questo senso è avvenuto il distacco dal maestro». Nella diversa ricerca dell’espressività? «Sì, come emerge da alcuni miei progetti, ad esempio “Pocket Landscape” (2009), l’arrivo all’espressività per me è diverso da un segno iconico, stilistico e personale preciso. Il mio sogno è sempre stato quello di riuscire a produr-

Il designer Aldo Cibic


Febbraio 2017 | 13

Expocasa 2017  Dal 25 febbraio al 5 marzo 2017 si

città per scoprire nuove tendenze per

casa è possibile trovare in esposi-

chef, come la conduttrice, giornali-

terrà a Torino l’annuale appunta-

arredare la propria casa. Tanti anche

zione cucine, camere e living, solu-

sta e autrice di libri di cucina Bene-

mento che riunisce i professionisti e

gli architetti e interior design pre-

zioni per il bagno, serramenti e si-

detta Parodi,  interior designer,

gli appassionati di design e arreda-

senti, interessati a scoprire nuove

stemi

e

home stager, personaggi televisivi e

mento. La scorsa edizione ha fatto

opportunità di business e accrescere

complementi d’arredo. Anche que-

radiofonici, che si esibiscono in di-

registrare 45.000 visitatori arrivati in

il loro livello di visibilità. A Expo-

st’anno è prevista la presenza di

mostrazioni e live performance.

re un momento di benessere e di serenità, innescare il piacere di vedere e di possedere un oggetto per il fatto di portare con sé un’energia piacevole, divertente e gentile. Rispetto a Sottsass è un modo diverso di approcciare la progettualità che, nel tempo, è diventata declinazione del mio lavoro, che si tratti di arredo di interni, architettura o ricerca. in qualche modo lo esemplifica bene il manifesto Rethinking Happiness per la Biennale 2010, “Nuove realtà per nuovi modi di vivere”: una riflessione tesa a ripensare i luoghi e le comunità alla luce delle sfide della contemporaneità». Come applica il suo approccio ad ambiti così diversi? «Esiste uno spartiacque in quello che faccio tra il mondo materiale e quello delle idee. Se si guarda al design dei prodotti realizzati per Paola C., è evidente la centralità dell’idea rispetto all’oggetto, l’importanza di ricercare il gesto poetico. In altri contesti, prevalgono la progettualità rispetto all’esistenza e l’osservazione della società. Nel 1995, quando insegnavo alla Domus Academy, ho creato il termine design dei servizi, realizzando workshop con gli studenti e condensando questa filosofia in New Stories New Design, progetto di ricerca invitato alla mostra ufficiale del Padiglione Italia presso la Biennale di Architettura di Venezia del 2004. È un tentativo di guardare all’universo del design usando diverse chiavi di lettura; un invito a contestualizzare prodotti e servizi, dove il designer lavo-

di

condizionamento

ra per migliorare le condizioni di vita delle persone e generare ricadute positive per la comunità, inventando e reinventando. È più un fatto di amore, di cercare di vedere gli altri, di delineare situazioni socialmente utili, allentando le tensioni sociali e scardinando la paura nei confronti dell’altro. Credo che il design significhi an-

Table Joy per Paola C. - photo ©Santi Caleca

che questo: inventare delle opportunità, come ad esempio la mostra alla Triennale realizzata in collaborazione con i carcerati di Spoleto». Il design italiano sta andando nella direzione del Design Thinking? «Con il lancio di Standard a Milano, direi di essermi posto agli albori di questo processo, suscitando reazioni e riflessioni: per la prima volta un designer decideva quali erano i bisogni del-

La scala come elemento di stile La scommessa sta nel rendere omogenei gli ambienti uniformando le scale di design agli interni delle abitazioni. Si passa così da un’atmosfera classica a una contemporanea. Il punto di Richard Guolo

Carpenterie Guolo ha sede a Saint Marcel (Ao) www.carpenterieguolo.com

la comunità e li produceva. Il Design Thinking è arrivato subito dopo. Anche le mie docenze alle università - Politecnico di Milano, Domus Academy, Iuav di Venezia - sono orientate a questa concezione. Nel corso di due semestri a Venezia, ad esempio, con gli studenti abbiamo affrontato il tema di un turismo sostenibile e di

qualità nella Laguna veneta, attivando una progettualità in grado di sollecitare economie territoriali e sviluppare potenzialità evidenti, come quelle del turismo, settore fondamentale per l’Italia». Come per il suo maestro Sottsass, il rapporto con le nuove generazioni è molto importante per lei. «Sottsass, così come Alessandro Mendini e

Andrea Branzi, hanno dedicato e dedicano ognuno a suo modo - attenzione ai giovani. Del resto, è l’unica strada, se si vuole pensare a costruire il mondo a venire. Per quanto mi riguarda, lavorare con i giovani è un modo di dare e, se dai, ricevi con gli interessi, in qualunque scuola, senza graduatorie. Il potenziale c’è nei giovani, bisogna saperlo attivare e dargli spazio, senza egoismi e chiusure. Sottsass è stato un maestro particolarmente generoso, insegnando a non accontentarsi mai, a provare e riprovare». A che cosa si sta dedicando Cibicworkshop, il centro di ricerca da lei fondato? «Gruppi di lavoro si stanno dedicando a progetti relativi all’agricoltura, pensando a soluzioni nuove per la dimensione rurale fuori dalle città, ambito sul quale si è concentrata la progettualità negli ultimi anni, trascurando appunto la campagna che invece riveste e rivestirà nel futuro un’importanza crescente negli equilibri del territorio». Sogni per il futuro? «A 60 anni compiuti, il desiderio è continuare a realizzare i sogni inventati lungo il mio percorso e capire meglio quali segni saranno - attraverso la progettualità - in grado di generare condizioni di vita migliori. È l’idea alla base di Rethinking Happiness: rimboccarsi le macchine e inserirsi in quei canali che ti portano a esorcizzare le paure del futuro con progetti sempre più utili ed efficaci». • Francesca Druidi

I

n metallo in legno o in marmo. Una scala non è solo una struttura dotata di una chiara finalità pratica ma un arredo che si integra alla perfezione con l’ambiente domestico può essere completata da una vetrata nelle abitazioni caratterizzate da uno stile sobrio, in legno per donare un tocco di calore o ancora in acciaio per conferire all’ambiente uno stile moderno e, infine, in marmo espressione di un’atmosfera tipicamente classica. Cormayeur, Cervinia, Aosta e Chamonix sono solo alcune delle creazioni realizzate dalla ditta carpenterie Guolo, specializzata nella costruzione di scale interne. «Le scale da noi progettate – spiega Richard Guolo - hanno una personale interpretazione che consiste nello specifico design e nella ricerca dell’accostamento perfetto tra materiali diversi ma in grado di valorizzare zone della casa privilegiando uno stile e un carattere montano o moderno, diventando vere e proprie protagoniste degli ambienti classici e contemporanei». L’azienda nasce con una specifica vocazione alla progettazione e alla realizzazione di strutture metalliche applicate al settore pubblico e privato ma negli ultimi anni si è diretta verso un ampliamento delle attività qualificandosi sempre più nella realizzazione di scale interne di design. «Carpenterie Guolo – aggiunge Richard Guolo - è una realtà solida e affermata sul territorio valdostano, e non solo, con un’esperienza caratterizzata da anni di attività tramandata in ambito familiare. L’azienda risponde ai più elevati standard di sicurezza

attraverso certificazioni di qualità internazionali per assicurare al cliente massima serietà, massima funzionalità e massima durata nel tempo dei prodotti. Nel tempo si è trasformata in un’azienda dinamica capace di esportare consulenza e progettazione al di fuori del territorio valdostano e italiano». Un suo punto di forza è la capacità di progettare e adattare le scale in ambienti già abitati. L’abilità e la capacità di plasmare materiali a seconda delle richieste più ardue dei committenti, sono punti di forza e di distinzione della Carpenterie Guolo. L’azienda è anche specializzata nella progettazione e costruzione di scale esterne di sicurezza. Il signor Guolo spiega «Il nostro obiettivo come azienda artigiana è quello di soddisfare le richieste dei clienti dando un prodotto a massimi livelli con rifiniture di pregio e cercare di aumentare sempre di più i nostri standard in maniera da raggiungere l’eccellenza». • Luana Costa


14 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

P

assione per il proprio lavoro, tensione verso il miglioramento, trasparenza, innovazione e ricerca di linee sostenibili, questi gli elementi cha hanno reso Arredamenti Caneschi un’azienda d’eccellenza nel settore. Obiettivo della ditta è creare, in tempi brevi, prodotti di straordinaria fattura che possano soddisfare i desideri e le esigenze dei clienti, clienti seguiti durante tutte le fasi di realizzazione. Ogni pezzo è unico e progettazione, produzione e montaggio sono totalmente made in Italy. Da quarant’anni Arredamenti Caneschi unisce innovazione e tradizione e risponde alle richieste sempre più particolari di architetti e designer. La continua ricerca, forte della collaborazione sia con enti universitari (UniFi e UniTo) sia con scuole, ha dato origine al marchio “Etrusco”, sinonimo di prodotti sostenibili e arredi rispettosi dell’ambiente e della salute delle persone. L’azienda si impegna ogni giorno a creare un prodotto in legno su misura di alta qualità, in armonia con gli ambienti, che rispetti le specifiche del cliente e renda lo spazio abitativo un luogo piacevole in cui tornare. «La nostra azienda nasce come falegnameria e negli anni si è sviluppata anche come studio di progettazione – spiega Cinzia Caneschi -. Tra i nostri collaboratori ci sono due designer e un architetto che lavorano per trasformare le idee dei clienti nell’arredo desiderato. Per noi è fondamentale seguire tutto l’iter, dalla progettazione fino al montaggio, in modo da poter garantire un prodotto di eccezionale fattura che risponda alle esigenze dei committenti». Un prodotto di qualità è frutto della commistione di tradizione e innovazione. «L’esperienza insegna, ed è innegabile che dopo quarant’anni di attività, tradizione e knowhow siano una presenza fondamentale all’interno dell’azienda. Non bisogna però adagiarsi sulle proprie conoscenze, occorre crescere, introdurre procedure e macchinari innovativi. A questo scopo abbiamo creato un ufficio di ricerca e sviluppo che si impegna costantemente a trovare materiali e finiture lavorati poi sia dalle macchine che dai nostri artigiani. Questi due mondi coesistono, si interscambiano perché il prodotto finito sia bello e di ottima qualità». Allo stesso modo devono convivere design e

Arredo

Ecosostenibilità e made in Italy Arredamenti Caneschi è una realtà innovativa e dinamica, da sempre attenta alla scelta dei materiali e delle finiture, che crea pezzi di arredamento unici nel rispetto della filosofia del “benessere su misura”. La parola a Cinzia Caneschi

praticità. «Cerchiamo di soddisfare le aspettative dei clienti sotto tutti gli aspetti. Non sempre è possibile unire perfettamente le due esigenze, ma cerchiamo sempre di trovare un punto in comune tra possibilità d’uso ed estetica». L’azienda dispone di uno spazio interno destinato alla lavorazione del legname. «Abbiamo una falegnameria e un impianto di verniciatura automatico robotizzato che, sostituendo la vecchia cabina di verniciatura, ha notevolmente migliorato tutte le dinamiche del lavoro. Questo investimento ci ha permesso di migliorare anche la salubrità

Arredamenti Caneschi ha sede ad Arezzo www.caneschiarreda.com

IL MARCHIO “ETRUSCO” “Etrusco” nasce dalla collaborazione tra enti di ricerca universitari e piccole e medie imprese. Racconta Cinzia Caneschi: «Abbiamo voluto creare un marchio che coniugasse l’alta qualità dei prodotti con il rispetto dell’ambiente, coadiuvati e coordinati dal Laboratorio di qualità delle merci e affidabilità del prodotto del Pin di Prato e dal Dipartimento di managment sezione di Scienze merceologiche dell’Università di Torino. Si tratta di prodotti che contribuiscono a rendere più salubre l’ambiente di lavoro e le abitazioni dei nostri clienti».

dell’ambiente di lavoro, il robot di verniciatura dispone infatti di un sistema di pressurizzazione interna dei composti organici volatili». Per le sue realizzazioni, la ditta non si limita all’utilizzo di legname. «Per i nostri arredi utilizziamo principalmente legna e legname che non richiedono certificazioni particolari, ma utilizziamo anche Mdf con emissione di formaldeide pari o inferiore alle 0,5 parti per milione e Multistrati per le lavorazioni che necessitano di certificazioni ignifughe o idrofughe. Nel nostro lavoro siamo capaci di gestire, soprattutto in fase di montaggio, anche materiali come vetro, metallo, plastiche e altri ancora. In ogni caso forniamo un prodotto completo e curato». Arredamenti Caneschi fa affidamento su fornitori fidati per l’acquisto dei materiali. «Abbiamo una serie di fornitori certificati di fiducia con i quali collaboriamo ormai da anni, siamo comunque sempre alla ricerca di nuovi venditori che possano proporci prodotti di alta qualità e con caratteristiche innovative». Un ambiente arredato con materiali sicuri aiuta a vivere meglio. «Abbiamo raccolto una parte delle lavorazioni aziendali, realizzate con legni, vernici e imbottiture ecosostenibili, sotto il marchio depositato “Etrusco”. Siamo convinti che sia possibile trovare soluzioni adeguate che salvaguardino allo stesso tempo qualità e la salubrità dell’ambiente. In questo periodo stiamo testando tutta una serie di vernici atossiche, senza agenti petrolchimici, da utilizzare per la realizzazione di camerette e arredi per bambini. Stiamo anche valutando di ridurre l’inquinamento indoor progettando sedute con imbottitura realizzata con lana o kapok, due elementi in grado di assorbire sostanze inquinanti in ambienti ristretti e di filtrare l’aria all’interno dell’abitazione». • Antonella Romaniello


Febbraio 2017 | 15

MoaCasa È la mostra di arredo e disegn che si terrà a Roma a fine ottobre e presenterà al pubblico prodotti tradizionali e innovazioni del made in Italy dedicato all’arredamento. Per celebrarne la 43° edizione verrà proposto un viaggio nella storia del design tra i mobili più significativi degli ultimi quaranta anni. MoaCasa è punto di riferimento per le migliori aziende italiane del settore e porta in mostra diversi settori merceologici. Spazio a letti, armadi, divani, librerie, tavoli, sedie, illuminazione, tappeti, complementi, oggettistica, vasche idromassaggio, rubinetteria, sanitari, termoarredo, pavimenti e rivestimenti, serramenti e tante altre proposte.

Dialogando con l’esistente Ogni progetto d’arredo è unico, esclusivo e personalizzato al punto da essere coordinato con muri, rivestimenti, pavimenti e tendaggi. Dall’idea alla realizzazione, la filosofia di MottAArredare

D

alla “a” di abitazione fino alla “u” di ufficio passando dalla “h” di hotel e dalla “c” di contract. Non manca nessuna tipologia di arredo nell’alfabeto aziendale della ditta artigianale MottAArredare, localizzata in Brianza e presente nel mercato dell’arredo da oltre sessant’anni. Forme essenziali in uno stile moderno vengono, infatti, studiate e realizzate direttamente nel laboratorio di falegnameria, vera fabbrica dei sogni per i cultori dell’arredamento. Cucine, bagni e, in genere, ogni sorta di arredo per abitazione, vengono prodotti su misura: «Le competenze e l’efficienza di MottAArredare – spiega l’architetto Gianluigi Motta - comprende svariate prestazioni: dall’assistenza agli studi professionali, alla risoluzione di problemi tecnici progettuali fino alla progettazione in sede. Azienda dinamica e in continua evoluzione, unisce la concretezza e la conoscenza della tradizione artigianale alla modernità della tecnologia propria di macchine a controllo numerico abbinate a software Cad/Cam». Ogni progetto d’arredo viene attentamente vagliato dallo studio tecnico interno che è in grado di confezionare soluzioni su misura adattandole alle specifiche richieste dei clienti e dell’ambiente in cui l’arredo deve essere inserito: «Ogni prodotto – continua Motta – è unico, esclusivo e personalizzato al punto da essere coordinato con ogni elemento che fa parte dell’ambiente interno: muri, rivestimenti, pavimenti e tendaggi. Il nostro ufficio

tecnico è sempre a disposizione per offrire quell’arco di esperienze che vanno dal rilievo e dalla progettazione fino alla realizzazione e la posa in opera, rispettando i tempi di consegna. Proprio la presenza in sede dell’ufficio tecnico permette di sviluppare disegni e di fornire una consulenza tecnico-esecutiva agli studi di architettura e progettazione». L’azienda è anche specializzata nella realizzazione di allestimenti per vetrine o fiere combinando design ed elementi creativi; realizza inoltre arredamenti ergonomici e funzionali per negozi e uffici: dalle librerie alle scrivanie fino ai complementi d’arredo. «L’obiettivo è la soddisfazione del cliente con cui si instaura un rapporto di collaborazione diventando un partner importante. La nostra filosofia aziendale è la capacità di trasformare le esigenze del cliente in opportunità di cambiamento e di crescita nell’ottica che anche il cliente ne tragga beneficio. L’impegno e la costante dedizione hanno permesso all’azienda di ottenere il premio BenchArt conferito dalla regione Lombardia oltre ad essere annoverata nel rapporto delle quaranta aziende lombarde eccellenti». • Luana Costa

L’architetto Gianluigi Motta della MottAArredare di Bernareggio (Mb) - www.mottaarredare.com


16 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Arredo

Tutte le sfaccettature dell’ interior design L’idea di un piccolo artigiano toscano s’è trasformata in uno degli showroom d’arredamento più importanti della Toscana. La storia della Mobilcasa

L’

artigianato è legato a doppio filo con la crescita economica del Paese, dal secondo dopoguerra in poi. Le maestranze artigianali hanno rappresentato e rappresentano, tuttora, la base del marchio made in Italy che fa la fortuna dell’Italia in tutto il mondo. Gli esempi sono molteplici e riscontrabili in numerosi settori. Basti pensare a Ferragamo che, come piccola industria conciaria toscana, s’è trasformata in uno dei colossi mondiali della moda e del luxury o, nell’ambito dell’interior design, Poltrona Frau, nata dall’idea di un imprenditore sardo e ora società quotata in borsa. Il volano della ripresa economica italiana sono state, quindi, la passione e l’efficienza di migliaia di artigiani locali. Molte sono le realtà che sono nate in quegli anni e, tra queste, possiamo citare la Mobilcasa di Pisa, prima piccola falegnameria, ora uno dei più importanti showroom di mobili della provincia toscana. «La Mobilcasa nasce nel 1955 su idea di Carlo Ridondelli che decide di aprire una piccola falegnameria. Negli anni, però, grazie alla propria abilità professionale, la falegnameria diventa uno dei punti di riferimento del settore, non solo per Pisa e provincia, ma anche per l’intera Versilia» racconta l'architetto e manager Francesco Ridondelli. «Il punto di svolta – continua Ridondelli - arriva in questo periodo, negli anni ’70. La falegnameria si evolve in uno showroom specializzato nella ricerca e selezione di arredamento per la casa. Da allora, il design d’interni è la nuova vocazione della Mobilcasa. Nonostante ciò, il background artigianale rimane uno dei fattori caratterizzanti dell’azienda. Si può notare questa nostra peculiarità attraverso l’accurata selezione dei marchi d’arredamento che decidiamo di trattare e attraverso il nostro brand aziendale Mad051, progetto che si occupa della ristrutturazione di ambienti interni destinati a uso pubblico e privato». La gestione familiare è un altro plus valore della Mobilcasa. Al vertice dell’azienda, dopo il patron Carlo, si sono succeduti: il figlio Mario e,

dal 2011, i nipoti Francesco, architetto, Livia, designer e docente di moda, e Martina, fotografa. Tale politica ha consentito all’azienda pisana di continuare ad avvalersi di importanti partner commerciali che sanno di trovare, nel nome Ridondelli, affidabilità, gusto e professionalità. L’avvicendarsi di giovani professionisti ai vertici dell’attività ha dato l’avvio a una fase di rinnovamento, basata sulla vendita di nuovi materiali. Come spiega l'architetto Ridondelli: «Sono ora disponibili, infatti, pavimenti di tutti i tipi, dalle ceramiche alla resina, dal legno fino ai laminati e pvc. È presente inoltre un’ampia gamma di tende, tappeti, carte da parati, stucchi. Tutti questi materiali sono esposti nella nostra sede cosicché privati e professionisti

ne possano prendere visione, analizzando concretamente quali materiali e/o prodotti andranno a utilizzare». A tal proposito, l'architetto s’impegna a sottolineare che: «I nostri clienti non sono mai lasciati soli. Il nostro organico è costituito da consulenti e collaboratori sempre pronti a individuare la soluzione più idonea per gli acquirenti. La Mobilcasa permette, attraverso progetti studiati in base alle esigenze dei clienti e a sopralluoghi negli ambienti da arredare, di ottenere effetti unici e duraturi nel tempo». Alta qualità, attenzione per i dettagli, analisi approfondite sullo spazio e sull’abitare, consentono alla Mobilcasa di avere a disposizione non solo un’esposizione variegata di mobili, ma anche di offrire una vasta gamma di opzioni per creare ambienti in cui sperimentare quotidianamente il gusto del vivere la casa. Caratteristiche che hanno consentito di allargare il proprio target d’utenza verso mercati internazionali, ricevendo, anche, importanti com-

Mobilcasa ha sede a Madonna dell’acqua (Pi) - www.mobilcasa-pisa.com

I PARTNER MIGLIORI Il progetto Mad051 riunisce i migliori marchi utili per effettuare al meglio ristrutturazioni d’ambienti, come Lea Ceramiche, Grespania, Skema, Original Parquet, Globo, Duka, Fima, Vitra, Glass 1989, Tecnografica. La Mobilcasa annovera inoltre tra i propri partner commerciali i migliori brand nel campo dell’arredamento. Marchi non solo italiani, ma anche internazionali e disponibili solo in pochi e selezionati showroom italiani. Tra questi vi sono: Alias, Campeggi, Kartell, Flexform, Zanotta, Molteni, Cappellini, Modulnova, Mdfitalia, Arketipo, Knoll, Arflex, Gervasoni, Horm, Meritalia. Nell’area dell’illuminazione, invece, possiamo citare: Artemide, Flos, Foscarini, Danese, Fontana Arte, Luceplan, Oluce. Non solo design brand nel settore dell’arredamento da casa, ma anche partner specializzati in progettazione d’interni per uffici e aree comuni, come Brunoffice, Herman Miller, Mascagni, Kastel, Quinti, Luconi, Knoll, Tecno.

missioni da enti pubblici come università e biblioteche. Concludendo, Francesco Ridondelli afferma: «La storia della nostra azienda dimostra come design e famiglia siano un connubio perfetto. Crisi e mutazioni del gusto non intaccano né la nostra passione, né il nostro impegno. Tutto questo, al contrario, consolida la posizione della Mobilcasa come un punto di riferimento irrinunciabile nel settore. In una realtà in continua evoluzione, come quella del design, riusciamo dunque a tessere un filo rosso capace di orientare le innumerevoli tendenze contemporanee verso uno stile unico e distintivo». • Albachiara Re


Febbraio 2017 | 19

Expo Casa Si terrà dal 4 al 12 marzo la grande mostra mercato dedicata all’edilizia e all’arre-

senza dimenticare tecnologia, sostenibilità e risparmio energetico. Il claim di que-

damento, organizzata da Epta Confcommercio Umbria presso il centro Umbriafiere

sta edizione Beyond the walls – verso nuovi mo(n)di dell’abitare, sintetizza bene

di Bastia Umbra, un appuntamento dedicato agli appassionati ed esperti di design.

l’intento di Expo Casa. Grande novità del 2017 è l’importantissima partnership con

In esposizione prodotti che coniugano gusto estetico e confort con la sicurezza e

l’Accademia di Belle Arti di Perugia «per capire in anteprima le mosse del mercato

la sostenibilità ambientale. Un evento in continua evoluzione che anche in questa

e l’evoluzione di gusto e tendenze e fare di Expo Casa un momento sempre più ri-

edizione presenterà proposte innovative che uniscono bellezza, confort e sicurezza

levante dell’arredo e del vivere la casa».

Come cambia il settore Una maggiore attenzione nelle valutazioni tecniche ed economiche, porta le aziende di arredamento a scegliere con cura collaboratori e fornitori. Pier Luigi Negri inquadra il contesto attuale

«V

iviamo in un’epoca in cui non solo i consumi sono notevolmente ridotti: è l’era dell’informazione, in cui anche il minimo dettaglio è alla portata di chi acquista. Ed è importante». Pier Luigi Negri, del Centro Negri Arredamento, indica così gli elementi che determinano le principali differenze degli ultimi anni nel mondo dell’arredo. Anche la crisi dell’edilizia porta con sè un’attenzione maggiore nei clienti, che cercano di conoscere nel più piccolo particolare i prodotti di proprio interesse. «Il Centro Negri Arredamento punta, da

Il Centro Negri Arredamento si trova a Cadeo (Pc) www.centronegriarredamento.com

sempre – dice l’imprenditore piacentino –, ad offrire qualità del prodotto e del servizio oltre alla garanzia di ben cinque anni. L’acquisto dell’arredamento è una scelta importante che chiede attente valutazioni tecniche ed economiche: è per questo che selezioniamo con cura i nostri fornitori, come pure i nostri collaboratori, ai quali chiediamo professionalità e massima serietà. E da ultimo, ma non meno importante, curiamo con puntuale attenzione il servizio post-vendita. La fidelizzazione del cliente per noi è fondamentale, così come dimostrano i clienti che annoveriamo da oltre quarant’anni: desideriamo che chi compra da noi abbia la certezza di trovare qualità, servizio e garanzia. Insomma, crediamo nel lavoro fatto come si deve e nella serietà». Uno dei maggiori punti di forza del Centro Negri Arredamento è il grande spazio espositivo. «Con 30mila metri quadrati è il più grande showroom d’Italia nel settore del mobile – precisa Negri –. Dal mercato medio basso alla fascia alta, da noi si trova tutto. Ogni giorno siamo al lavoro per rinnovare gli stand espositivi con articoli delle più prestigiose marche nelle soluzioni più innovative: oltre 120 cucine, oltre 100 camere, oltre 60 camerette, oltre 150 soggiorni oltre 300 salotti e tanto altro. Vedere e toccare con mano tanti elementi d’arredo costituisce un plus che pochissimi possono vantare: niente è lasciato all’immaginazione. E

come non parlare dei nostri prezzi imbattibili? Forse è il maggior punto di forza del Centro Negri Arredamento: il rapporto qualitàprezzo». Ma per il signor Negri queste sono solo le premesse. «Grazie al nostro modo di aggredire il mercato anche quest’anno – dice Negri – abbiamo superato bene la crisi. Dunque non possiamo che essere soddisfatti di quanto abbiamo raccolto ma stiamo lavorando per migliorare i risultati». • Renato Ferretti


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OSSERVATORIO

ABITARE

C

reare soluzioni personalizzate senza costi aggiuntivi, basate sulle esigenze delle persone e non sui vincoli produttivi delle aziende. Questa è la sfida della riminese Ferrimobili, specializzata nella produzione di camerette, armadi, cabine armadio e librerie living. L’idea si è concretizzata con la proposta “Su Misura Stesso Prezzo”, di cui ci parla l’amministratore delegato Fabio Ferri. «Il nostro core business – premette Ferri – è nella progettazione e realizzazione di camerette. Per noi è l’ambiente più prezioso della casa, il rifugio più bello per ogni bambino, dove giocare, studiare e sognare. In una sola parola: crescere. Uno spazio fondamentale, da pensare e progettare sulle esigenze dei bimbi e per la loro sicurezza. Per questo abbiamo sempre offerto camerette di qualità e dal design innovativo, in grado di rispecchiare i gusti e soddisfare ogni necessità: soppalchi, letti a castello, ponti, librerie, armadi e cabine. Un arcobaleno di colori per far felici i più piccoli e che li proteggerà. E proprio dalle diverse esigenze è nata la nostra nuova proposta. “Su Misura Stesso Prezzo” significa che non esistono più misure standard degli elementi: da oltre 40 anni siamo abituati a precise misure in larghezza 45 – 60 – 90, in profondità 45 – 60 e in altezza 260. Ora le misure del mobile sono quelle che servono al cliente, diverse

Arredo

Il plus della

personalizzazione Fabio Ferri spiega l’idea di base e come funziona la proposta della sua Ferrimobili, che permette grandi possibilità di customizzazione senza variazioni nei costi per l’utente finale. «Non esistono più misure standard degli elementi»

STORIA DI UNA PASSIONE Fabio Ferri, amministratore delegato della Ferrimobili Srl, ripercorre le tappe principali della società riminese. «Dall’intuizione di due fratelli artigiani del legno, negli anni settanta – dice Ferri –, nasce Ferrimobili. L’azienda si distingue, fin da subito, per la capacità di creare ambienti adatti alle esigenze dei ragazzi in termini di spazio, comfort e praticità. Nel 1997 arriva una svolta con il graduale passaggio dell’attività alla seconda generazione della famiglia Ferri. L’attenzione dell’azienda si orienta sempre di più verso tre elementi, che rappresentano il filo conduttore di ogni soluzione proposta: ricerca e innovazione e sensibilità alle crescenti esigenze del mercato. Oggi, oltre alla novità degli armadi profondi 90 centimetri, siamo gli unici sul mercato a proporre l’uso di laminati colorati in ogni parte del prodotto. Tutto questo, e tanto altro ancora, è reso possibile da un’innovativa tecnologia produttiva, abbinata a puntualità, precisione e servizi al rivenditore, che ci permette di offrirvi prodotti di qualità, realizzati su misura per ogni vostra esigenza».

caso per caso. La novità sta nel fatto che le personalizzazioni non hanno costi aggiuntivi, perché all’interno dello stesso range di misure il prezzo non cambia». Qual è l’innovazione in questa proposta? «Il “Su Misura Stesso Prezzo” supera gli schemi del passato, abbiamo rotto

le convenzioni fisse e lo standard per mettere le esigenze del cliente finale al centro delle nostre attenzioni. Grazie al “Su Misura Stesso Prezzo” siamo in grado di approcciare le persone in modo innovativo e moderno ascoltando le loro esigenze, analizzandole e offrendo una soluzione unica. L’idea si basa su un processo produttivo industriale innovativo, tra i più avanzati in Europa, che permette di realizzare la cameretta, l’armadio o la libreria quando arriva l’ordine dal nostro rivenditore. Grazie ad importanti investimenti in impianti, macchinari, software e risorse umane, la nostra produzione “Just in Time” ci permette di superare il tabù del su misura, l’incubo di tutte le industrie di questo settore». Quali sono i vantaggi del “Su Misura Stesso Prezzo”? «Grazie alla flessibilità degli elementi in altezza, larghezza e profondità, con il “Su Misura, Stesso Prezzo” le dimensioni del mobile si adattano a quelle della parete per sfruttare tutto lo spazio a disposizione. Questa è una prospettiva nuova per arredatori ed architetti che con i moduli standard non hanno mai avuto. Nicchie, mansarde inclinate o scalari non sono più un problema ma un’opportunità di personalizzazione». Quali esempi pratici si possono fare? «Per esempio: vuoi che tuo figlio cresca in un ambiente sano? Allora lascia sempre 5 cm di spazio fra l’armadio e le pareti. In questo modo l’aria potrà circolare correttamente in tutta la stanza evitando lo sgradevole fenomeno della muffa sopra e dietro gli armadi. Con “Su Misura, Stesso Prezzo” puoi rispondere a questa esigenza e realizzare una cameretta in cui sfruttare tutto lo spazio a disposizione, senza mettere a rischio il benessere di tuo figlio. Facciamo ancora un esempio. In presenza di un impedimento strutturale, tipo una colonna, un pilastro o un punto luce, le misure standard ci costringono ad accontentarci di un armadio di misure ridotte, invece, grazie al “Su Misura, Stesso Prezzo”, è possibile sfruttare tutto lo spazio a disposizione in modo completo. Inoltre, questa soluzione, permette anche di realizzare tutte le ante uguali dell’armadio». In che modo questo sistema si declina nel caso di grandi stanze da arredare oppure quando non si hanno vincoli strutturali? «Grazie al “Su Misura Stesso Prezzo”


Febbraio 2017 | 21

Casaidea Roma È la mostra dell’abitare, si terrà alla nuova Fiera di Roma dal 18 al 26 marzo 2017.

di arredo e design provenienti dalle diverse regioni d’Italia, offrendo anche servizi che

Giunta alla sua 43a edizione è un appuntamento imperdibile, per scoprire le più in-

vanno dalla progettazione all’assistenza tecnica, dal montaggio alla garanzia. Tra i ma-

teressanti proposte del settore arredo, con nuove tendenze e idee per rendere unica

teriali grande protagonista resta il legno e in particolare il rovere, grazie alla sua ver-

la propria casa. Ad esporre nei tre padiglioni saranno oltre 250 aziende che consen-

satilità. Il colore più in voga invece rimane il greenery, tra il verde e giallo che «cattura

tiranno ai visitatori di curiosare tra le tante soluzioni per zona notte e zona giorno, cu-

l’attenzione attraverso rifiniture e dettagli, una sfumatura che anche nella casa porta

cina, arredo bagno e per esterni e intraprendere un percorso ideale tra le le proposte

un messaggio di rinascita, rinnovamento e rigenerazione».

LA NOVITÀ DI “SU MISURA, STESSO PREZZO” STA NELLE PERSONALIZZAZIONI SENZA COSTI AGGIUNTIVI, PERCHÉ NELLO STESSO RANGE DI MISURE IL PREZZO NON CAMBIA

Fabio Ferri, amministratore delegato, con il team della Ferrimobili di S.Andrea di San Clemente (Rn) www.ferrimobili.com - info@ferrimobili.com

è possibile realizzare soluzioni uniche, di design e funzionali in cui il progettista esprime al meglio la propria professionalità, creando progetti che non siano confrontabili con le

solite soluzioni standard. Fermiamoci a pensare alle esigenze di una famiglia che vuole arredare la cameretta di suo figlio con una soluzione ponte. Grazie a Ferrimobili è possi-

bile superare l’altezza standard sottoponte di 130 centimetri realizzandola in base all’altezza del figlio, ad esempio 138 centimetri, in modo che crescendo possa sfruttare al meglio lo

spazio tra il letto e l’armadio senza perdere l’opportunità di appendere agevolmente gli abiti nei pensili sopra il letto. Bastano pochi centimetri per personalizzare e razionalizzare tutto lo spazio a disposizione». Quanti colori sono disponibili? «Ferrimobili dispone di circa 40 colori tutti mixabili tra loro. Ad esempio in un armadio è possibile fare la struttura di un colore diverso rispetto a quello delle ante, oppure in una libreria i ripiani possono essere di colori diversi rispetto alla struttura ed ai frontali. In conclusione, la nostra soluzione è unica perché soddisfa le richieste del cliente finale, ci permette di esprimere la nostra professionalità in termini estetici (colori e misure) e funzionali, ha un valore aggiunto maggiore e, cosa molto importante, le personalizzazioni non hanno costi aggiuntivi». Com’è nata questa vostra esigenza? «Con le nostre camerette eravamo presenti all’interno di tantissime case e i clienti erano felici delle nostre proposte d’arredo. All’apparenza non c’era altro da desiderare, ma in realtà non eravamo soddisfatti a pieno. Volevamo superare le soluzioni stan-

dard e liberare le persone dall’incubo del “miglior compromesso possibile”. Il nostro sogno era mettere le esigenze delle persone al centro dei progetti, per soddisfare davvero le loro richieste e far crescere bene i bambini e i ragazzi che, giorno dopo giorno, avrebbero vissuto le loro camerette. Negli ultimi anni abbiamo impiegato gran parte del nostro tempo e della nostra energia in un costante lavoro di ricerca e sviluppo, per mettere a punto una tecnologia del tutto nuova, in grado di superare i limiti delle vecchie camerette standard. Da questo sogno d’innovare, da questa voglia di cambiare prospettiva, da questa ambizione di coniugare esigenze produttive e personalizzazione è nato “Su Misura, Stesso Prezzo”». In altre parole avete rotto i vecchi schemi del passato. «Siamo i primi in Italia a far sì che l’arredamento si adatti alle esigenze del cliente finale. L’obiettivo è stato raggiunto. Oggi con noi si possono progettare le dimensioni dei mobili in base alle esigenze, uniche e diverse caso per caso. Senza alcun costo aggiuntivo». • Elena Ricci


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OSSERVATORIO

ABITARE

Arredo

Cucine componibili e dinamiche Alessandro Tamburini analizza la situazione degli ultimi anni e descrive i design più innovativi. Valutando anche le prospettive future, fra tecnologie con possibilità di affermazione e altre destinate a restare mode passeggere

D

a sempre, nel mercato delle cucine componibili esiste una forte competizione. La riduzione della domanda degli ultimi anni, in alcuni frangenti, ha operato un’ulteriore selezione. Chi è riuscito a superarla e, soprattutto, come? Secondo Alessandro Tamburini: «La chiave fondamentale è puntare sulla qualità, innovare, fare continua ricerca e garantire un eccellente servizio pre e post-vendita. Perché se è vero che negli ultimi cinque anni sono tramontate molte certezze, allo stesso tempo sono state premiate quelle realtà che non si sono fermate e che hanno creduto in progetti concreti e innovativi». Tamburini è amministratore di Kleiton Srl proprietaria del marchio Oikos, azienda dinamica specializzata nella progettazione e produzione di cucine contemporanee e con una solida affermazione sui mercati internazionali. «Dopo un periodo molto complesso dal punto di vista commerciale ed economico, abbiamo voluto rispondere strategicamente ai cambiamenti. Così, il mercato interno, altamente competitivo e poco affidabile, ci ha obbligati a spostare maggiormente l’attenzione verso i mercati esteri, potenziando la presenza sui mercati consolidati (Svizzera, Regno Unito, Svezia, Ucraina, Russia) e investendo

Oikos Cucine ha sede a Orciano di Pesaro (PU) www.oikoscucine.it - www.treestyle.it

sui nuovi paesi emergenti come il Centro America, il Centro Africa (Nigeria, Ghana) e in alcuni paesi orientali (Arabia Saudita, Qatar, Giappone)». L’azienda, con base a Orciano di Pesaro, sulla costa adriatica, in uno dei più avanzati distretti produttivi di mobili per cucina, ha come referenti principali gli studi di progettazione. «Cerchiamo sempre di trovare la giusta combinazione fra originalità e fruibilità. Ovvero un prodotto che emozioni e allo stesso tempo non perda quei tratti identificativi che una cucina made in Italy deve avere per essere considerata tale. In questo modo, interior designer e aziende di contract ci hanno fornito grandi progetti di costruzione in tutto il mondo. Il nostro obiettivo è quello puntare sull’eccellenza artigianale e al tempo stesso industrializzare il prodotto cucina in modo da renderlo versatile, personalizzabile e facilmente progettabile dai nostri interlocutori o partner». In questo momento, Oikos sta lanciando sul mercato un nuovo concetto di cucina: Treestyle. «Si tratta di un sistema di cucina autoportante a centro stanza, formato da un albero centrale che sorregge piani di lavoro e mensole semi circolari, montati su diversi livelli. Treestyle contiene zona lavoro con lavello, piano cottura e cappa nella parte superiore, mentre nella parte opposta possiamo avere un tavolo o una mensola zona colazione. I piani, eclissandosi vicendevolmente, portano Treestyle nella posizione di chiusura, che occupa uno spazio inferiore al metro quadro. All’utilità si aggiunge poi un design originale – facilmente associabile a un albero, da qui il nome –, che ha già raccolto consensi anche fuori dal mondo delle abitazioni private: ristorazione, spazi commerciali, show-cooking ed enoteche, out-door». Se questo è il presente, quale potrà essere il futuro per il settore, in termini di linee? «A livello puramente tecnico, secondo me, siamo già a uno stato ottimale. Ossia, la-

PROFILO AZIENDALE In uno dei più avanzati distretti produttivi di mobili per cucina del mondo, il distretto di Pesaro, nelle Marche, nel 1987, nasce il marchio di cucine Oikos, che oggi è sinonimo di progettazione e produzione all’avanguardia. Fin dagli esordi, Oikos ha conquistato il favore del mercato italiano, per poi guardare verso altri orizzonti e svilupparsi nell’export, che rappresenta adesso la quota maggioritaria del fatturato. Numerose le collaborazioni con designer e studi, come Daniele Lombardi, Massimo Colombo, studio Cairoli & Donzelli, Antonio Giacometti. Tutto ciò ha reso vorando con i giusti canoni si riesce a offrire un prodotto altamente qualitativo e garante di ottime prestazioni. Tuttavia, si sta assistendo e si assisterà con una certa frequenza a piccole migliorie a livello di design, funzionamento e soprattutto materiali utilizzati. Dal punto di vista tecnologico, essendo questo un mondo senza limiti, si sta assistendo a un continuo bombardamento anche nel nostro settore. Le applicazioni delle tecnologie smart, in cucina, sono numerose e tutte interessanti, però, a mio avviso, sono poche quelle che si traducono in un reale servizio espandibile a tutto il pubblico, mentre molte altre restano prodotti di difficile commercializzazione e quindi destinati a tramontare velocemente o essere riferimento esclusivo di nicchie di mercato ristrettissime». • Emilio Macro

Oikos un punto di riferimento per il settore contract e proprio in questo ambito, in anni recenti, l’azienda pesarese ha collaborato a rilevanti progetti internazionali. Ultima importante tappa della storia societaria è stata l’ingresso di Kleiton Srl, azienda guidata dalla giovane seconda generazione che ha affiancato l’esperienza dei fondatori. Questo apporto ha dato a Oikos un nuovo impulso e un rinnovato dinamismo lungo il percorso di crescita, rilanciando il forte impatto concorrenziale del marchio, la flessibilità e la capacità di “imparare ascoltando il mercato”.

PUNTIAMO SULL’ECCELLENZA ARTIGIANALE E AL TEMPO STESSO A INDUSTRIALIZZARE IL PRODOTTO CUCINA IN MODO DA RENDERLO VERSATILE E PERSONALIZZABILE


Febbraio 2017 | 23

EuroCucina

trodomestici da incasso e cappe d’arredo «dove va in scena il me-

È il Salone internazionale dei mobili per la cucina che è protago-

la cucina nell’innovativa dimensione della “connectivity”». Pro-

nista assieme al Salone internazionale del bagno negli anni pari

prio Eurocucina ha contribuito nella precedente edizione a in-

all’interno del quartiere di Fiera Milano a Rho. In mostra cucine

crementare l’affluenza nella sei giorni del design, che ha regi-

di alta qualità che soddisfano la sempre più diffusa richiesta di

strato un totale di 372.151 presenze, di cui il 67 per cento stranieri,

funzionalità da parte dei consumatori. Inseriti tra le proposte

confermando la vocazione all’export delle aziende del settore

FTK, TechnologyFor the Kitchen, una sezione dedicata agli elet-

cucine.

glio della tecnologia applicata al mondo del “cucinare” e del vivere

di un design accurato e l’uso di strumenti di progettazione e macchinari collegati in Cad-Cam. Ogni cucina che esce dalla nostra fabbrica nasce su specifica progettazione e personalizzazione con infinite possibilità di composizione e utilizzo di materiali. Poi, la nostra distribuzione su numerose province del Nord Italia, nei migliori negozi di arredamento, con i quali siamo collegati con un nostro specifico programma di progettazione costantemente aggiornato all’evoluzione dei prodotti. Infine, grazie all’enorme flessibilità progettuale e produttiva abbiamo realizzato e stiamo realizzando importanti forniture di contract – sia di sole cucine (nostro core-business) – che di arredi completi, in Italia e all’estero». Non bisogna dimentcare che oggi costruire cucine vuol dire lavorare con materiali molto diversi tra loro «come il legno, l’acciaio, l’alluminio, il vetro e i più recenti composti sintetici. Questo rende necessario conoscere caratteristiche e possibilità di ognuno: anche per questo le nostre competenze aumentano costantemente». • Renato Ferretti

All’insegna della biocompatibilità Design, funzionalità, tutela ambientale e un legame strettissimo con le tradizioni e le suggestioni del proprio territorio. Siamo in Trentino con Walter Cova, che racconta la propria esperienza nella realizzazione di cucine e non solo

L

a vera qualità si trova nel delicatissimo equilibrio fra tradizione e ricerca. Il grande artigianato che finora ha permesso al made in Italy di essere tra i marchi più conosciuti del mondo, non può fare a meno delle tecnologie più avanzate. Piuttosto, rappresenta una premessa indispensabile: è la sapienza tramandata in secoli, in generazioni di artigiani, a permettere il miglior uso possibile dei nuovi strumenti. Ma tutto questo, come spiega Walter Cova, rappresenta solo i requisiti di base. Per il managing director della Cova Cucine, non sono pochi i fattori da tenere in considerazione per spiegare casi di artigianato industriale come quello della società trentina. «La Cova Cucine – dice il contitolare – vanta oltre 190 anni di storia d’impresa. Una lunghissima esperienza maturata nel tempo che viene costantemente arricchita in conformità con le esigenze ed i gusti di diverse generazioni di consumatori. Rendere accessibile il design e la funzionalità di una cucina di qualità, nel rispetto dell’ambiente. Questo è uno degli obiettivi principali che ci proponiamo quotidianamente, cercando standard qualitativi non abituali, per un consumatore attento alla funzionalità e ai dettagli. Cova Cucine, con lo stesso impegno e passione dei maestri falegnami che hanno fatto la storia della famiglia e del territorio trentino, produce sapienza, ingegno, originalità e peculiarità traendo grandi ispirazioni dalle forme naturali e dal paesaggio». La società ha sede nella meravigliosa Val di Non: un detta-

glio tutt’altro che secondario. «Il nostro si può dire uno speciale Dna – spiega Cova – che lega il percorso aziendale a un costante, attento dialogo e rispetto per il territorio e le sue variegate forme. Infatti, l’itinerario seguito, tra spinta al futuro e sguardi senza nostalgia al passato, porta al ritorno delle cose semplici, naturali, belle, alla sostenibilità reale e non percepita e imposta. Oggi Cova Cucine lega la lunga tradizione artigiana alla visione di un futuro ancora più green che unisce alle certificazioni di qualità e di buon processo, la ricerca di una nuova cifra stilistica tra natura, tecnica e risparmi di energia e di risorse. Non a caso utilizziamo materiali e lavorazioni che, con grande innovazione tecnologica, hanno un basso impatto ambientale. Cento per Cento ecologico non è solo uno slogan, ma è la realtà dei pannelli marchiati Cova Cucine, che infatti utilizzano solo materiale proveniente da legno recuperato e riciclato, ottenendo così la certificazione FSC “100% Recycled”. La stessa attenzione è rivolta a tutti i componenti della cucina ed alle finiture, realizzate con materiali biocompatibili». L’azienda attualmente impiega 24 professionisti. «Siamo una piccola realtà – continua l’imprenditore trentino – che con tecnologie e impianti all’avanguardia, esperienza e progettazione accurata, realizza cucine di design, eleganti e moderne, soddisfacendo le richieste dei propri clienti anche con realizzazioni personalizzate, grazie a una grande flessibilità. Ciò che in questo modo riusciamo a realizzare è coniugare la cura di un prodotto artigianale con la ricerca

La Cova Cucine Srl ha sede a Denno (Tn) - www.covacucine.it

IMPRESA STORICA D’ITALIA Walter Cova, managing director della Cova Cucine, ripercorre le principali tappe che hanno portato la società trentina alla realtà attuale. «Il signor Giuseppe Cova, nato l’8 gennaio 1796, fu il pioniere nell’attività di falegnameria. Ne costituisce prova il premio rilasciato alla “Cova F.lli” dalla Camera di Commercio di Trento nel 1961, che fa risalire le origini dell’attività allo stesso Giuseppe. Battista, figlio di Giuseppe, nato il 13 gennaio 1837, proseguì l’attività paterna e lo stesso fece suo figlio Enrico, nato il 14 luglio 1877. La passione ed il talento nella progettazione e realizzazione di mobili, accompagnarono Enrico durante tutta la sua vita. Ne costituisce testimonianza la partecipazione alla “Esposizione permanente d’arte industriale” di Firenze nel marzo 1923, conclusasi con l’acquisizione di un diploma di medaglia d’oro “per speciali lavori di ebanisteria presentati e per il valido contributo recato all’opera nostra per il miglioramento Artistico Industriale Nazionale”. I figli di Enrico ampliarono ulteriormente la produzione di mobili, costituendo una piccola ditta, la quale nel 1974 venne rilevata da uno dei fratelli, Vittorio, cioè nostro padre. Vittorio, nel proseguire l’attività di produzione di mobili, si specializzò nel comparto degli arredamenti per cucina. Nel 1985, entrai nella società insieme ai miei fratelli Paolo e Alberto, ultima generazione di una lunga tradizione».


24 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Raffinata

essenzialità Un materiale ultrasottile che combina lo spessore ridotto alla possibilità di applicazione su vaste superfici. Il gres porcellanato è adatto a essere utilizzato per personalizzare spazi interni ed elementi d’arredo. Il punto di Mauro Zidda uttile e assolutamente versatile, il gres ultrasottile si adatta ad ogni genere di superficie. Per qualità e per possibilità di applicazioni può essere annoverato tra i materiali innovativi tanto da meritarsi una menzione speciale all’interno della nuova collezione Nami dell’azienda Ornatop. Un mix di novità indirizzato all’introduzione del materiale anche nella sala da bagno, capace di soddisfare anche i clienti più esigenti. Il gres ultrasottile riesce, infatti, a coniugare il ridotto spessore alla possibilità di applicazione su grandi superfici e sposa alla perfezione la bellezza delle sue finiture ad elevate caratteristiche tecniche. Queste le ragioni che lo rendono un prodotto qua-

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litativamente avanzato: «L’elemento estetico è parte integrante della collezione, che nasce anche grazie alla collaborazione con due importanti studi di design – lo studio Semprini di Rimini e lo studio Solido di Ancona – integrandosi con il fattore tecnico e qualitativo del materiale utilizzato» spiega Mauro Zidda. La collezione Nami si propone con il gres ultrasottile realizzato in grande formato ed applicato all’arredo bagno. «Il vero vantaggio – continua Zidda - consiste nella possibilità di dare vita a piani lavabo e piatti doccia di diverse forme e dimensioni abbinabili a pavimenti e rivestimenti personalizzati. Grazie a tali caratteristiche e alla facilità di lavorazione, le lastre di gres ultrasottile sono uno strumento importante per personalizzare spazi interni ed

Arredo elementi di arredo. Il grande formato unito alla leggerezza derivante dallo spessore ridotto rendono questo materiale adatto per rivestire top, lavabi, piatti doccia, pavimenti e muri. Direi che il gres oggi è ormai un materiale sempre più richiesto sul mercato ed in contesti sempre più ampi come l’arredo bagno, l’edilizia, l’ambiente cucina e, in generale, in tutte quelle situazioni dove si richiede la funzionalità della materia legata allo spessore sottile». Ornatop è oggi una delle aziende leader in Italia nella produzione di piani per cucine realizzati in materiali resistenti, facilmente lavabili e non intaccabili da batteri. Ceramica, gres porcellanato, quarzo: l’azienda pesarese può contare sulla tecnologia delle macchine più evolute del settore ma anche su un livello di artigianalità che consente di realizzare composizioni su misura. La smisurata capacità produttiva capace di creare 200 piani al giorno si condensa così alla sofisticata cura del dettaglio: «Parliamo di due facce della stessa medaglia – specifica Mauro Zidda - due elementi che hanno da sempre caratterizzato la nostra realtà aziendale arricchendola negli anni di nuove esperienze e sfide. L’introduzione di macchinari ci consente performance di quantità e qualità, uno strumento comunque posto al servizio di un’artigianalità dedicata alla cura del dettaglio e dei particolari che ci qualifica e ci indentifica sul mercato». Ed è proprio questo ossimoro, questa armonia degli opposti che genera il punto di forza dell’azienda: «Il nostro punto di forza consiste in una struttura capace di soddisfare le richieste del singolo cliente da un punto di vista della personalizzazione del prodotto, circostanza che presuppone un’adattabilità alle più diverse esigenze, e da un punto di vista della capacità produttiva, riuscendo a garantire elevati volumi di materiale trasformato». Le due anime dell’azienda trovano la sua massima espressione nell’ufficio tecnico dotato di strumenti all’avanguardia per l’elaborazione grafica dei progetti e nella sezione macchine dove vengono realizzate le più complesse lavorazioni di sagomatura e rifinitura degli elementi: «Proprio attraverso la tecnologia e, di conseguenza, al costante miglioramento dei processi produttivi, si sono creati i presupposti per una struttura flessibile, organizzata e dinamica. Le migliaia di la-

LA PRODUZIONE Tra gli articoli più richiesti ci sono lavabi che fanno parte già dello standard di produzione dell’azienda come ad esempio i modelli Slim, Simply, Basic, ma vi sono richieste anche sui nuovi modelli Lavoir, Prism e Totem. La Ornatop sta, inoltre, inserendo i nuovissimi piatti doccia modello Sign e Corner ma sono sempre e comunque disposti a valutare nuovi progetti.

Ornatop ha sede a Pesaro - www.ornatop.it

stre di quarzo e gres ultrasottile nei tanti colori e finiture, le piastrelle e i relativi pezzi speciali nei diversi formati e colori sempre disponibili in magazzino, ci permettono di evadere qualsiasi ordine con consegne just in time. I tempi di realizzazione e consegna diversi in base ai materiali, ma pur sempre brevissimi, ci consentono di accontentare ogni tipo di clientela. Oggi i margini di miglioramento ci sono e si possono individuare nei nuovi spazi e nelle nuove aree produttive che l’azienda sta mettendo a disposizione per introdurre nuovi macchinari sempre più performanti». • Luana Costa


26 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Arredo

L’innovazione nelle linee Inventiva, prestazioni tecnologiche e ricerca sui materiali si fondono nelle modalità progettuali dell’architetto e designer Roberto Paoli, che approfondisce alcune tappe del suo percorso creativo e il ricorso all’open source design

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are una forma all’ispirazione, cogliendo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie ma senza mai dimenticare il pubblico al quale sono rivolti prodotti, specchi, lampade, sedie e ogni possibile soluzione di arredo e illuminotecnica. È l’idea di design di Roberto Paoli, in cui funzionalità e tecnologia si fondono nella ricerca dell’eleganza, della geometria e della pulizia delle linee, intraprendendo una costante sfida alle potenzialità dei materiali. Laureatosi in architettura a Firenze nel 1994, Roberto Paoli è oggi uno dei designer italiani più apprezzati anche a livello internazionale, come dimostrano le vittorie, dal 2009 al 2012, del Good Design Award assegnato dal museo di architettura e design Chicago Athenaeum e il conseguimento dell’Interior Innovation Award per lampada Tru (2014). L’Adi Design Index, che raccoglie ogni anno il miglior design italiano messo in produzione, ha inserito nel 2009 FreskoGel, un set di piedini per notebook, e nel 2013 la lampada Tru. Nato ad Ancona, Paoli non solo ha costruito solide collaborazioni con aziende e marchi del calibro di Fiamitalia, Nemo, Artemide, Slide, Ligne Roset, Bonaldo e Tucano, ma ha creato anche un proprio brand, Semi-

L’architetto e designer Roberto Paoli

nato Mercadante (dal nome dello spazio di lavoro di Roberto Paoli e del suo team creativo a Milano), che fa incontrare i gusti degli internauti con progetti maggiormente sperimentali. Si occupa anche di spazi di lavoro, ottenendo il premio “Office of the Year” indetto dal gruppo Iroda.hu per la progettazione degli interni dello studio legale Oppenheim a Budapest (2012). Da dove trae ispirazione per le sue creazioni? «Tendo a trarre ispirazione da forme e abbinamenti di materiali o colori particolari che mi capita di vedere muovendomi, frequentemente in ambiti che non sono il design, quali ad esempio l’arte, la moda, le tradizioni di altre comunità. Osservo i comportamenti dei giovani nel mondo; gli espedienti che trovano nell’abbigliamento, negli sport e nella danza possono prendere materia nella mia mente. Qualche anno fa, passeggiavo in una via periferica di Roma e dei ragazzi si esibivano in un spettacolo in strada, correvano attorno a ciotole che facevano librare in aria. Da alcune foto che feci in quell’occasione, nacque lo sgabello Wok di Seminato Mercadante che è quasi un fermo immagine di ciò che vidi. Altre volte, personali ricerche tecniche mi suggeriscono soluzioni di progetto: sono appassionato di matematica e geometria, con esse gioco con dimensioni e proporzioni. Negli ultimi tempi, lo specchio Cord - prodotto da Deknudt - è nato proprio da un mio recente approfondimento di alcuni studi di Keplero». In che modo si declina oggi l’innovazione tecnologica nel design? «Un designer è sempre alla ricerca di innovazioni tecnologiche ed è semplice capire come esse ti aiutino a creare oggetti con caratteristiche sorprendenti. Nuove tecnologie, nuovi materiali, macchinari per lavorazioni sempre più precise e una buona inventiva da parte del designer, sono gli ingredienti perfetti per il pro-

OGNI OGGETTO DEVE AVERE MEMORIA E IRONIA, COME SUGGERITO DAL GRANDE MAESTRO CASTIGLIONI, A CUI AGGIUNGEREI FUNZIONALITÀ E PREZZO dotto che può avere successo oggi. Quando disegnai la lampada Cuma per Artemide, approfittai dello sviluppo delle sorgenti luminose che aveva generato Led molto potenti e piccoli; da qui nacque una collezione di applique di uno spessore sottilissimo che, soltanto pochi anni prima, sarebbe stata irrealizzabile». Quali sono gli elementi che per lei contano di più nella progettazione di soluzioni e oggetti d’arredo e di illuminazione? E cosa chiede oggi il mercato? «Ogni oggetto deve avere memoria e ironia, come suggerito dal grande maestro Castiglioni, aggiungerei però, allo stesso livello di importanza, funzionalità e prezzo. Il pubblico è sempre più attento e sensibile e percepisce l’utilità delle cose e il loro valore». Che cosa significa portare avanti il progetto di Seminato Mercadante, un suo brand con maggiori spazi di azione e sperimentazione? «Sono un designer privilegiato, le aziende mi seguono e grazie a loro molti dei miei progetti vedono la luce e raggiungono il grande pubblico, ma per le idee fortemente sperimentali a volte i produttori sono titubanti. Perché non sfruttare le opportunità della rete usando l’open source design così ben spiegatomi da Chris Anderson? Così ho deciso di fondare il mio brand con cui mostrare e produrre i miei concetti più originali». La logica del crowdfunding applicato alla progettazione e al design sta riscuo-

tendo consensi e risultati? «Seminato Mercadante mostra online una collezione virtuale su rendering. Gli oggetti vengono realizzati solo a seguito di una promessa d’acquisto da parte di un certo numero di acquirenti che garantiscono così le spese di realizzazione dei prodotti. Come avviene in Kickstarter, il web permette di testare le preferenze del mercato mostrando al pubblico le proprie creazioni. L’iniziativa è stata ampiamente apprezzata sia dal pubblico che dalla stampa e stiamo per produrre le idee più cliccate». Come le nuove tecnologie digitali possono influenzare il rapporto tra designer e committente, in uno scenario ancora caratterizzato da una forte incertezza economica? «In effetti, le tecnologie digitali hanno parzialmente modificato questi rapporti, purtroppo leggermente a discapito del design. Oggi certe magiche alchimie, che hanno dato vita a classici del design italiano come quella tra Gismondi e Magistretti in Artemide o tra Cassina e Giò Ponti, non si verificheranno più e lasceranno il posto a progetti su file spediti da migliaia di km di distanza poi sviluppati in conference call. Rinunciare a incontrarsi per limitare i costi e accelerare i tempi è dovuto probabilmente anche all’odierna incertezza economica. E fare uno schizzo su un tovagliolo di carta di fronte a due bicchieri di vino, durante un pranzo tra designer e committente, sarà sempre più un’utopia». • Francesca Druidi


28 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

“L'

eccellenza non è un’azione ma un’abitudine” scriveva Aristotele e tra le azioni abituali e ripetitive che ogni giorno compiamo c’è senza dubbio cucinare. La cucina – da qualche anno pienamente consacrata anche dallo show business che incorona chef o aspiranti tali come veri e propri artisti del palato – oggi non è solo un ambiente di servizio o un luogo di ritrovo al femminile. É il luogo dell’incontro, la culla dell’autenticità dell’ambiente familiare, il luogo in cui ogni giorno la creatività e le esigenze nutritive si trasformano in piatti, sapori, profumi. Designer e tecnologi degli elettrodomestici contemporanei l’hanno capito già da qualche anno, dando vita a una rivoluzione di linee e stili che è andata avanti di pari passo con il perfezionamento delle funzioni che la cucina contemporanea richiede. Sono nati così piani cottura e cappe sempre più tecnologici, belli e performanti, il cui unico imperativo è la semplicità di utilizzo al servizio di prestazioni raramente meno che eccellenti. Stefano Molinelli, amministratore delegato dell’azienda Fabita, leader di settore nella produzione e commercializzazione di cappe, piani in vetroceramica e induzione, elettrodomestici in genere, ha un’idea ben precisa della direzione in cui si stanno indirizzando le richieste dei clienti oggigiorno. Non a caso, innovazione tecnologica non fine a se stessa ma abbinata a un design funzionale, qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente, personalizzazione del prodotto spinta fino alla realizzazione di pezzi unici e made in Italy sono le fondamenta su cui si basa la filosofia di un’azienda nata nel 2010 da un progetto congiunto di Plados, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di lavelli da cucita in materiale composito, e la giovane realtà Katet. Il richiamo all’italianità della produzione e del design, considerata sinonimo di assoluta qualità, d’altronde, è iscritto già nel nome della Fabita, nato dalla fusione di Fabriano e Italia, a sottolineare la radice territoriale di un’impresa che nasce, e lo rivendica, in uno dei principali poli europei d’eccellenza del settore degli elettrodomestici. Come definirebbe la vera essenza del made in Italy e che ruolo gioca nella vostra attività? «Il made il Italy è un aspetto importante nella filosofia della Fabita: dalla progettazione alla produzione, tutte le attività sono svolte in Italia. Inoltre, nei casi in cui ciò è possibile, i componenti dei nostri elettrodomestici sono acquistati in Italia. Ma il made in Italy deve essere gestito come un valore aggiunto al prodotto o alla

Arredo

Alta tecnologia in linee minimaliste In cucina vince lo stile essenziale. Che veste innovazione e funzionalità, qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente. Stefano Molinelli descrive i trend dell’ambiente casalingo più autentico

organizzazione e non utilizzato per denigrare o declassificare altri prodotti che non lo sono. Il made in Italy deve impersonare le qualità dell’Italia: inventiva, capacità di risolvere i problemi anche in modo creativo, disponibilità al dialogo, flessibilità, design. Sta alle aziende italiane non banalizzarlo». Quali sono gli elementi indispensabili per poter parlare di un design funzionale per cappe e piani cottura progettati e realizzati puntando sull’innovazione tecnologica? «Semplicità e immediatezza di utilizzo, facilità di accesso ai comandi e possibilità di avere prodotti che siano in grado di soddisfare diverse esigenze nello stesso tempo. Se parliamo del consumatore finale, credo la richiesta sia di avere prodotti che semplifichino alcune attività, che possano assisterlo in alcuni aspetti della vita

IL FUTURO IN CUCINA È IOT Smart, green, intelligente. Chiamatela come volete, ma la casa e ancor più la cucina del futuro sarà a portata di smartphone e programmabile interamente dal suo utilizzatore. O quasi. «Sicuramente l’Internet of Things, l’internet delle cose, l’interazione tra elettrodomestici e la casa, è il futuro», sottolinea Stefano Molinelli, amministratore delegato dell’azienda Fabita, leader di settore nella produzione e commercializzazione di cappe, piani in vetroceramica e induzione, ed elettrodomestici in genere. «Si tratta di una tecnologia che, seppur già presente in maniera ancora marginale, vedrà un’affermazione importante nei prossimi mesi e anni. Se poi stringiamo il campo agli elettrodomestici che produciamo, allora possiamo dire che il futuro per le cappe punta dritto verso sistemi di purificazione dell’aria e

di eliminazione degli odori sempre più performanti; per i piani cottura, invece, la semplicità e l’immediatezza di utilizzo, unite al risparmio energetico, sono già da oggi i trend che tutte le più grandi aziende stanno seguendo».


Febbraio 2017 | 29

Kitchen & Bath Shanghai

europee e italiane ai visitatori asiatici. Il Salone Kitchen & Bath Shanghai conferma il successo della qualità e del design made in Italy sul mercato asiatico. L’esposizione rappresenta per molte aziende ita-

È il Salone leader in Asia per l’Industria del bagno, cucina e relativa

liane la migliore vetrina per entrare in contatto con ingegneri, appal-

componentistica e subfornitura e si terrà dal 31 maggio al 3 giugno 2017

tatori, produttori, buyer, distributori, provenienti da tutto l’Estremo

a Shanghai. A pochi mesi dall’evento si registra già il tutto esaurito, que-

Oriente e dal Sud- Est Asiatico.  Oltre 100.421 operatori professio-

sto grazie alla offerta sempre più interessante di prodotti, ultime no-

nali presenti nella passata edizione, 3.583 presenze da parte di opera-

vità e tendenze presentata dalle più importanti aziende internazionali,

tori internazionali e 3.400 le aziende espositrici.

IL MADE IN ITALY DEVE ESSERE GESTITO COME UN VALORE AGGIUNTO E IMPERSONARE LE QUALITÀ DELL’ITALIA: INVENTIVA, CAPACITÀ DI RISOLVERE I PROBLEMI, DISPONIBILITÀ AL DIALOGO, FLESSIBILITÀ, DESIGN quotidiana ma che lascino anche la possibilità di operare in maniera autonoma e di controllare gli elettrodomestici in funzione delle proprie esigenze. Non a caso, un altro trend di mercato è la differenziazione anche spinta del prodotto, che arriva sino alla creazione di un prodotto fatto su misura, ad hoc per ogni cliente». Quali sono le caratteristiche distin-

Stefano Molinelli, amministratore delegato di Fabita. L’azienda si trova a Serra San Quirico (An) www.fabita.it

tive del vostro marchio sul piano del design? «Cerchiamo di comprendere le esigenze e le tendenze in anticipo, guardando a mondi anche diversi dall’elettrodomestico e dalla cucina, come ad esempio l’elettronica, l’automotive, la moda. Il nostro design è comunque spesso abbinato a innovazioni di prodotto o tecnologica o semplicemente di stile». Da un punto di vista prettamente estetico, quali sono le nuove tendenze che ha visto affermarsi nell’ultimo periodo e quali quelle che emergeranno prossimamente? «Se parliamo del mercato europeo, le cappe tornano ad essere integrate, oppure devono occupare il minor spazio possibile, ma con prestazioni elevate; i piani devono essere maggiormente in armonia con lo stile della cucina, quasi invisibili (grafiche inesistenti, tono su tono). Insomma in Europa assistiamo al trionfo di uno stile minimalista. L’induzione si sta affermando anche in mercati che fino a qualche tempo fa erano essenzialmente

rivolti ai piani gas o elettrici». Quali sono i vantaggi dell’induzione rispetto ai metodi tradizionali? «Il principio di base della tecnologia a induzione è lo sfruttamento di un campo magnetico che si crea tra pentola e piano nel momento in cui la pentola viene appoggiata su di esso. La reazione che si genera nel momento del contatto consente di trasferire calore alla pentola e di avviare il processo di cottura. Per questa ragione, la temperatura del piano, nelle zone in cui non c’è contatto diretto con pentole o padelle, rimane molto bassa, riducendo considerevolmente il rischio di incidenti e scottature. Sfruttando la tecnologia a induzione il tempo di riscaldamento della pentola e degli alimenti è molto più breve, dal momento che non ci sono mezzi intermedi da riscaldare; il flusso di calore è concentrato solo nella zona del contatto e risulta proporzionale al diametro della pentola: in questo modo si evitano dispersioni e si sfrutta meglio l’energia erogata». In cosa consiste il power management system? «La famiglia dei prodotti con il power managment system consente all’utilizzatore di regolare l’assorbimento di potenza secondo le proprie necessità. È possibile regolare l’assorbimento di potenza scegliendo tra quattro diversi livelli (2,8 kW 3,5 kW- 6 kW - 7,2 kW) e l’elettronica automaticamente gestirà la potenza in maniera che questa non superi il limite impostato. Ovviamente l’utilizzatore è libero di modificare l’impostazione in ogni momento». Quali sono i materiali su cui state concentrando i vostri sforzi di ricerca e su quali si attesterà l’interesse dei

LA CRISI DEL SETTORE Il settore degli elettrodomestici è uno di quelli che ha maggiormente sofferto le conseguenze della crisi, con la contrazione della spesa dei consumatori e degli investimenti delle aziende. «Sarebbe più corretto parlare delle crisi al plurale – spiega Stefano Molinelli, amministratore delegato dell’azienda Fabita – perché di questo si è trattato: più crisi in momenti diversi. il comparto degli elettrodomestici in Italia ha perso in maniera pesante sia in termini di quote di vendita su scala mondiale che di numero di addetti. Il mercato presenta un eccesso di offerta e questo si è tradotto nel fallimento e nella chiusura di diverse realtà industriali o nell’acquisizione da parte di multinazionali di grandi e medie aziende, con una maggiore concentrazione di quote di mercato. Le risposte che le varie aziende hanno dato e stanno dando sono molteplici e diverse, non esiste una strategia unica. La Fabita fin dall’inizio si è concentrata su alcuni punti fermi: l’approccio ai mercati internazionali, la produzione personalizzata e la flessibilità sia in termini di sviluppo prodotto che di produzione, fondamentale in un mercato che non può più permettersi di avere magazzini pieni in attesa di essere smaltiti».

clienti nei prossimi mesi? «Oltre ai classici vetro e acciaio ci stiamo concentrando nell’utilizzo di materiali prettamente legati ai top cucina: corian, kryon, gres; questo per poter creare un ambiente armonioso in cucina anche in termini di finiture. Inoltre stiamo attivando una ricerca su materiali legati al mondo delle nanotecnologie». • Alessia Cotroneo


30 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Arredo

Mix di tendenza Per tavoli, sedie e panche il trend è la contaminazione tra materiali classici e gusto contemporaneo con un occhio alla salvaguardia ambientale. Parola di Ronni Cosimi di Tavolobello, azienda senese all’avanguardia nel design e nella qualità

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egno, ferro, vetro, acciaio. La contaminazione tra materiali, stili e ispirazioni diverse è la tendenza dominante del mercato dell’arredamento, con design sempre più orientati a mix che solo fino a qualche anno fa avrebbero fatto storcere la bocca ma che adesso piacciono, e molto, ai clienti sensibili alla moda e al gusto contemporaneo ma che ricercano l’artigianalità della creazione e la filiera il più possibile nazionale ed ecofriendly. Le piccole aziende artigiane non stanno a guardare: forti di una tradizionale familiare pluridecennale e di un bagaglio di esperienze secolare attinto dal territorio, non si sono limitate ad adeguarsi alle nuove sensibilità ma riescono ad andare oltre e a dettare la linea,

Tavolobello ha sede a Castiglione D’Orcia (Si) www.tavolobello.eu

con prodotti sempre più tailor made e design unici e ricercati. «Le nostre creazioni nascono da un’esperienza secolare, tramandata da generazioni di sapienti artigiani in una terra dove l’arte, il paesaggio e il lavoro dell’uomo si esprimono attraverso la stessa elevata qualità. Oggi alla tradizione affianchiamo la tecnologia nel processo produttivo, rendendo i nostri prodotti in legno massello, come il castagno o il noce, unici. D’altronde amo ripetere che “il vero legno è per sempre”». A dirlo è Ronni Cosimi, rappresentante, insieme a Guido e Gabriele, della terza generazione di proprietari dell’azienda senese Tavolobello. I tavoli in legno massello, le sedie e le panche prodotte a Castiglione d’Orcia arrivano nei rivenditori autorizzati e nelle case dei clienti dalla Lombardia alla Sicilia. «Il nostro principale obiettivo è produrre elementi d’arredo dal design esclusivo, mantenendo quel sapore artigianale che ci caratterizza. La ricerca dei materiali, i meticolosi controlli e la decennale esperienza nel settore garantiscono prodotti di elevata qualità, fattore che ci rappresenta in tutta Italia». Nella collezione di Tavolobello, oltre ai best seller storici, è possibile trovare una serie contemporanea in cui il legno, pur rimanendo il principale protagonista, si interfaccia con altri materiali di tendenza come acciaio, ferro e vetro, dando vita a un prodotto dal carattere industriale ma realizzato con la cura e l’attenzione di un pezzo unico interamente fatto a mano. Inoltre, sulla maggior parte dei pro-

dotti in catalogo, è possibile richiedere fuori misura o finiture, gambe, accessori (battilardo, spianatoia, cassetti) e colori personalizzabili, dalle tinte più classiche a quelle moderne. Senza contare le lavorazioni su progetto, elemento distintivo dell’azienda. «La nostra passione, unita alla completa disponibilità nel venire incontro alle esigenze del cliente – aggiunge Cosimi – ci distinguono come artigiani in Val D’Orcia da sempre. Nel rispetto della tradizione artigiana, l’innovazione contraddistingue le nostre creazioni, dal ritorno a essenze abbandonate che adesso stanno facendo tendenza, come il noce nazionale e l’abete, a lavorazioni specifiche come la spazzolatura del legno, la presenza di nodi e spacchi a vista, le finiture in colori naturali, pastello e a olio, fino agli abbinamenti del legno massello con il vetro o il ferro verniciato effetto corten, piombo, peltro. Anche l’eco-friendly fa tendenza, non a caso è al centro della nostra nuova linea eco-natural, realizzata con rovere naturale e noce nazionale di recupero trattati con finiture trasparenti per mettere in evidenza la naturalità del legno

ARTIGIANALITÀ E CREAZIONI CONTEMPORANEE Non è tutto tradizione quello che viene plasmato dalle mani degli artigiani. Se poste al servizio del design contemporaneo, l’esperienza e la manualità diventano un plus di inestimabile valore. Per questo le piccole realtà artigiane come l’azienda senese Tavolobello, che potrebbero saltare il fossato e passare alla produzione industriale in serie, sono particolarmente legate al loro status di artigiani. «Potremmo trasformarci in un’industria – sottolinea Ronni Cosimi della Tavolobello – ma ci teniamo a restare una piccola realtà artigianale. Dal 2007 abbiamo ottenuto la certificazione del processo produttivo aziendale secondo la norma Iso 9001:2000, lavoriamo su commessa e non facciamo prodotti in serie ma pezzi unici e personalizzabili, che gratificano ogni singolo cliente, dai privati ai ristoratori a cui si rivolge la nostra linea di tavoli ad hoc, già sperimentata in un importante albergo senese».

e la corteccia del tavolo. Ma la possibilità di offrire lavorazioni personalizzate a nostro avviso è altrettanto importante. Certo se poi, com’è capitato, i clienti ci chiedono un tavolo da 7 metri, spessore 10 centimetri, bisogna fare i conti con i costi. Nello specifico, quel tipo di tavolo, che non riesco nemmeno a immaginare a cosa potesse servire, costava quasi quanto un mini appartamento, quindi il cliente ha cambiato idea. Ma in linea di massima i nostri prodotti si posizionano in una fascia medio-alta accessibile a chiunque cerchi un prodotto dal calore e dal gusto toscano, fatto a mano e non in serie da artigiani, non industriali. Insomma, il mobile toscano è qualità vera». • Alessia Cotroneo

ROVERE NATURALE E NOCE NAZIONALE DI RECUPERO SONO TRATTATI CON FINITURE TRASPARENTI PER METTERE IN EVIDENZA LA NATURALITÀ DEL LEGNO E LA CORTECCIA DEL TAVOLO


Febbraio 2017 | 31

TuttoCasa

commerciali innovative e imperdibili,

Al via la trentacinquesima edizione di Carrara Fiere dal 22 aprile al 1 maggio 2017

cessità di spazio, letti fissati al soffitto

pensata per gli amanti di design, arredamento e oggettistica, progettazione di in-

che grazie all’utilizzo di un semplice te-

terni, esterni, giardini. Nata nel 1982 oggi è il punto di riferimento per professionisti

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del settore e non che vanno alla ricerca di idee nuove e vantaggiose. Oltre 95.000

terra al momento del bisogno, oppure

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tavoli allungabili che da chiusi occu-

sizione strategica, facilmente raggiungibile da tutta Italia. Non mancano le offerte

pano pochissimo spazio.

per chi abita in un monolocale e ha ne-

Arredi preziosi La ricerca di soluzioni innovative nel settore dell’arredamento ha prodotto una contaminazione con l’arte e l’artigianato. Le abitazioni possono essere impreziosite da arredi unici realizzati in metalli pregiati

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uori dai luoghi comuni e lontano dalla riproducibilità degli arredi. Circondarsi da oggetti unici è un modo per impreziosire la propria esistenza e la propria abitazione. È nel laboratorio del maestro bronzista, Marco Riccardi, che l’arte e l’arredamento si sposano dando vita a forme nuove e a sculture che trovano spazio nella vita quotidiana. La creatività e l’ingegno si calano così nella concretezza e nella funzionalità della casa, grazie alla perizia della mano d’artigiano e all’estro dell’artista. Marco Riccardi realizza, infatti, manufatti di arredamento unici nel loro genere utilizzando metalli nobili e piegandoli alle esigenze di praticità e comfort tipici dell’arredamento. «Ho offerto la mia esperienza da bronzista per la ricerca di nuove soluzioni che garantissero un risultato notevole in termini di sostanza e forma» racconta Marco Riccardi, erede dell’azienda familiare e affermato artigiano. Perché scegliere oggi un arredo artigianale anziché industriale? «I clienti ricercano il valore della qualità, della distinzione e soprattutto dell’unicità. Un arredo artigianale presenta un fascino e una bellezza che non possono essere paragonati a quelli di un oggetto prodotto industrialmente. Nel nostro laboratorio, infatti, ogni giorno le mani sapienti ed esperte degli artigiani danno vita a vere e proprie opere d’arte, pezzi unici, ricchi quindi di un valore inestimabile». Da dove deriva la scelta dei materiali nella costruzione degli arredi? «Il bronzo, l’ottone e il rame sono tutti materiali nobili che fanno parte della tradizione e che non passano mai di moda, il cui aspetto più intrigante è nella possibilità di essere interpretati anche in chiave moderna». Da dove trae l’ispirazione per le sue creazioni, esistono particolari stili o tendenze a cui si richiama? «Vivendo a Roma l’ispirazione non manca, siamo circondati da un ambiente ricco di stimoli e pieno di fantasie e creazioni. Inoltre negli ultimi anni la mia ispirazione deriva da un profondo estro e da una spiccata inventiva». A quale target si rivolge lo studio? «I nostri clienti sono grandi studi di architettura, alberghi di lusso e appassionati di arredamento. Inoltre siamo i fornitori e restauratori ufficiali del Palazzo del Quirinale e della Presidenza del Consiglio dei Ministri».

Che genere di richieste riceve prevalentemente dai clienti? «Tutto ciò che riguarda l’arredamento della casa: tavoli, consolle, applique, lampade fino alla cura di ogni dettaglio come maniglie, candelabri e complementi d’arredo». Sotto quali forme ha resistito l’artigianato alla modernità? «L’artigianato è arte, cultura e soprattutto tradizione. Attraverso passione, determinazione e cura l’artigianato ha potuto resistere alla modernità tramutandosi in qualcosa di raro ed unico. L’ar-

tigianato infatti è una risorsa fatta di forte creatività e di una lunga esperienza. Così dalla tradizione si passa sempre di più alla modernità, facendo tesoro di una storia e di un’eredità e creando un forte legame con l’attualità e la tecnologia». Quali sono le caratteristiche che lo configurano? «L’altissima qualità, l’originalità e allo stesso tem-

I PUNTI DI FORZA Gli aspetti che contraddistinguono il laboratorio artigianale risiedono nell’esperienza e nell’impiego delle antiche tecniche di lavorazione del bronzo e, al tempo stesso, l’instancabile ricerca di combinazioni sempre innovative. Questo connubio permette di sperimentare ogni volta nuove e diverse forme di realizzazione di un’arte pregiata, applicata al bronzo e ai metalli e a una realtà ormai consolidata nell’artigianato contemporaneo di Roma.

po l’innovazione. Questi gli ingredienti che portano l’artigianato a caratterizzarsi e ad evolversi sempre di più. Oggi essere artigiani vuol dire tramandare ricchezza, sapienza e fascino di un’arte». La lavorazione del bronzo è un’arte che si tramanda da generazioni: come nasce e quali cambiamenti ha conosciuto nel corso del tempo? «La nostra attività artigianale nasce più di quaranta anni fa. Si tratta, infatti, di un’azienda storica di famiglia che si è tramandata di padre in figlio. In questi anni ha saputo crescere e trasformarsi guardando al futuro sia per quanto riguarda le tecniche di lavorazione del bronzo, con l’ausilio di macchinari innovativi, sia per quanto concerne la tipologia di oggetti prodotti. Si è passati dalla riproduzione fedele di antichi arredi alla realizzazione di idee talvolta uniche e bizzarre dei designer emergenti». Quali sono le tecniche adoperate per la lavorazione del bronzo? «Le tecniche di lavorazione del bronzo sono numerose ma si riferiscono principalmente all’antico metodo della fusione in stampo negativo, utilizzato ancora oggi seppure con i dovuti adeguamenti tecnologici. Nel tempo sono stati introdotti nuovi materiali come il polistirene, il silicone, le resine termo indurenti ma la tecnica resta sostanzialmente invariata». Quali sono i caratteri che descrivono al meglio lo stile classico e il contemporaneo nelle sue creazioni? «Sobrietà, eleganza, purezza delle forme e fedeltà nella riproduzione sono le caratteristiche dominanti dello stile classico. In contrapposizione originalità, fantasia e ricerca del nuovo descrivono, invece, lo stile contemporaneo dei nostri elementi d’arredo». • Luana Costa

BRONZO, OTTONE E RAME: IL CALORE DEI MATERIALI CLASSICI PROIETTATI Il laboratorio di Marco Riccardi ha sede a Roma - www.bronzarte.it

NEL FUTURO


32 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Arredo

Eleganza e praticità Ogni stanza è importante nell’arredamento di una casa. Lo sa bene il patron della marchigiana Progetto Bagno che fornisce soluzioni di design, estremamente funzionali, a tutti coloro che vogliono arredare con gusto il proprio bagno. La parola al proprietario Orazio Boldorini e rifiniture interne di una casa, come ad esempio il suo mobilio, la caratterizzano e valorizzano la sua unicità. Ciò è ben visibile soprattutto in quelle zone della casa, non destinate alla convivialità o all’uso frequente durante la giornata, come il bagno. L’arredamento del bagno è fondamentale per la buona vivibilità di un’abitazione, ma soprattutto per rendere chic ed elegante anche una stanza a cui, spesso, si tende a dare poca importanza in fatto di design. Nelle Marche, da circa 16 anni, la Progetto Bagno si occupa di progettare e realizzare arredi proprio su misura per questi ambienti. L’impegno dell’azienda è focalizzato verso una ricerca stilistica che coniughi estetica e funzionalità. Come spiega il proprietario Orazio Boldorini: «La filosofia produttiva della nostra azienda è creare lavabi d’arredo, mobili, accessori e complementi, curati nel minimo dettaglio e dal design accattivante, ma che non dimentichino mai la praticità d’uso. Scegliamo i migliori materiali, lavoriamo garantendo massima qualità e serietà affinché i nostri clienti vivano in un ambiente armonico sin dal primo momento della giornata». Il vero punto di forza dell’azienda marchi-

L

tività ha permesso alla Progetto Bagno di poter finanziare investimenti mirati allo sviluppo e alla ricerca di nuovi materiali. Un aspetto molto importante che, come illustra il proprietario: «Ci ha permesso di avere un network di clienti solido che sa che, rivolgendosi a noi, trova il meglio che l’arredamento da bagno possa offrire. La qualità, il non lasciare mai niente al caso, il cercare di fare tutto a regola d’arte e un’assistenza capillare e puntuale ci hanno consentito di arrivare dove siamo». Il lavoro di Progetto Bagno non è apprezzato e conosciuto solo in Italia, ma sta conquistando anche il mercato europeo e statunitense. Le commesse dell’azienda marchi-

giana provengono, infatti, dagli Usa, dalla Germania, dall’Inghilterra, dalla Francia e dalla Svizzera. «Sono paesi che apprezzano il nostro know how, nella qualità, nel design e soprattutto nella versatilità dei prodotti offerti. Basti pensare alle nostre collezioni. Sono circa una dozzina, ma la maggior parte sono programmi componibili che permettono una gamma infinita di soluzioni d’arredo. Il cliente sceglie il modello e la soluzione che più si addice ai suoi spazi ed esigenze; i materiali e uno o più colori della gamma Ral. Noi realizzeremo, quindi, il mobile bagno con le specifiche indicate» illustra Orazio Boldorini. I progetti per il futuro di una realtà così ben inserita nel settore sono molto chiari: continuare a sviluppare la rete vendita in Italia e all’estero. Orazio Boldorini e il suo staff qualificato sono certi di poter riuscire nell’impresa: «Sono davvero poche le aziende che, nel nostro ambiente, possono annoverare l’utilizzo di materiali innovativi, la collaborazione di architetti stimati in tutto il mondo e l’aiuto di artigiani preparati e solerti. I nostri bagni sono il compendio di tutto ciò e chi decide di acquistare un lavabo o un sanitario della nostra azienda sa che possiederà un pezzo unico che valorizzerà, nel migliore dei modi, la propria casa. Dal 2002, ci impegniamo strenuamente per offrire i migliori prodotti esistenti in questo mercato e, pensiamo, di esserci riusciti. Il riscontro positivo da parte degli acquirenti ci spinge a non smettere di migliorarci e a perseverare nella ricerca della qualità e del design perfetto». • Albachiara Re

giana è la sua territorialità. Operando, infatti, in uno dei distretti industriali più attivi d’Italia, la Progetto Bagno si avvale della collaborazione di fornitori e aziende qualificate, a chilometro zero. «Essere marchigiani – sottolinea Boldorini è un aspetto che ci aiuta a distinguerci nel settore rispetto ad altre aziende concorrenti. In pochi chilometri, infatti, riusciamo a trovare tutto ciò di cui abbiamo bisogno per soddisfare pienamente i nostri clienti. A questo si aggiunge, inoltre, la collaborazione esclusiva di alcuni tra i più affermati designer d’Italia, come Maurizio Duranti, Stefano Bizzarri, Claudio Cinti, Roberto Calcagnini». Il successo ottenuto in quasi vent’anni di atProgetto Bagno ha sede a Montelabbate (PU) www.progettobagno.com

INNOVAZIONE E DESIGN: IL LAMINAM La Progetto Bagno offre ai propri clienti la possibilità di scegliere tra molte collezioni. Molte delle quali prevedono l’utilizzo di un materiale innovativo come il Laminam. Il Laminam è una superfice di alto livello tecnologico ed estetico con performance d’eccezione in edilizia, arredamento e interior design. Possiede una perfetta planarità, altissima resistenza al graffio e usura. Precedentemente usato per la pavimentazione, da poco, è finalmente disponibile per il rivestimento dell’arredo bagno. L’azienda ha realizzato lavelli e mobili interamente in Laminam, disponibili in varie dimensioni con rifiniture personalizzate, come ad esempio arredi di lunghezza fino a 300 cm o cestoni senza maniglie con sistema di apertura push pull di Blum.


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«I

modelli classici si svestono del superfluo, e anche loro subiscono il fascino della modernità». Per Tommaso Seresi, titolare della marchigiana Seresi, l’eleganza degli interni secondo i nuovi paradigmi occidentali non escludono l’ambiente bagno, anzi. E spiega così gli elementi estetici oggi più richiesti che orientano la scelta. «Negli ultimi anni le richieste si sono sempre più indirizzate verso linee pulite – dice Seresi –, mobili senza maniglie o visibili il meno possibile, i colori sono sempre più tenui e opachi. Piacciono molto i rivestimenti gres e accessori in finto marmo, più facile da lavare e gestire del materiale naturale. I colori più richiesti sono quelli del bagno contemporaneo, dal bianco, alle tonalità più o meno intense del grigio, dal grigio azzurro, al grigio pastello. In particolare, nel residenziale ma anche nel settore contract, la stanza da bagno è sempre più considerata un prolungamento della camera da letto, per dar vita talvolta a uno spazio ibrido in cui lo stile d’arredo è condiviso». Seresi arredo bagno nasce nel 1985, azienda artigiana dell’anconetano che negli anni ha saputo coniugare capacità imprenditoriale e innovazione nel design e nella ricerca. «In un momento di congiuntura economica, in cui le aziende del comparto arredo subiscono le conseguenze di una situazione che è tuttora incerta – spiega il titolare della società –, l’impegno, la dedizione di anni di lavoro e il coraggio hanno creato la condizione per una crescita con un proprio modello di specializzazione. Da azienda familiare, impegnata

Ish

Paese partner della fiera sarà la Turchia, vista la crescente par-

Fiera leader mondiale per il mondo del bagno, tecnica degli edi-

lo spazio Ish water un’ampia offerta di bagni a misura d’uomo

fici, delle energie rinnovabili e della climatizzazione. I nume-

che prevedono soluzioni sostenibili per il settore idrosanita-

ri confermano il successo dell’evento: oltre 2.400 espositori sa-

rio e design innovativo per la stanza da bagno. «Particolare at-

ranno presenti a Ish, dal 14 al 18 marzo 2017 a Francoforte, tut-

tenzione sarà dedicata a temi quali design, salute, wellness,

ti i principali produttori nazionali e internazionali di tecnolo-

comfort, ma anche tutela delle risorse naturali e stato di igie-

gie del settore. Il claim di quest’anno è “Water, Energy. Life” e

ne dell’acqua potabile».

tecipazione a Ish di aziende provenienti da questo Paese. Nel-

Linee pulite e colori tenui

Con Tommaso Seresi entriamo nel bagno contemporaneo, rimodellato secondo i canoni estetici e funzionali dettati dalla modernità occidentale. Ecco il design, i materiali e le tecnologie che si stanno affermando nell’ultimo periodo

classiche sono realizzate con legno impiallacciato, o con una finitura in legno decapato. Inoltre, offriamo un’ampia scelta di lavabi, prodotti dalle migliori aziende ceramiste in Italia, lavabi in vetro modellato retroverniciato o acidato/satinato. Insomma, la ricerca di materiali sempre più duraturi, ecologici e performanti è per noi un punto di forza e orientiamo i nostri clienti nella scelta più opportuna. Non a caso gestiamo anche lavorazione di materiali come resine, Corian, Solid-surface od opale, materiali alternativi ed ecologici impiegatinella produzione di lavabi termoformati. Per quanto riguarda le innovazioni tecniche e tecnologiche, in questo momento stiamo progettando un’anta di un mobile con led integrati. L’innovazione passa dalla progettazione delle specchiere, in versione tonda, orizzontale modulare, verticale, retroilluminate a led per creare giochi anche con le luci. Ma, ripeto, il quid si trova comunque

Seresi ha sede a Camerano (An) - www.seresi.it

oggi in un passaggio generazionale, abbiamo saputo interpretare i cambiamenti del mercato, puntando su una produzione sempre più sartoriale, capace di personalizzare il prodotto a catalogo su misura del cliente e dei suoi spazi, di interfacciarsi in maniera competente con architetti e designer. Ci distinguiamo per il no-

LA STANZA DA BAGNO È SEMPRE PIÙ CONSIDERATA UN PROLUNGAMENTO DELLA CAMERA DA LETTO, PER DAR VITA TALVOLTA A UNO SPAZIO IBRIDO IN CUI LO STILE D’ARREDO È CONDIVISO

stro saper rispondere in maniera reattiva ai cambiamenti del mercato, personalizziamo il prodotto sulle esi-

TRA CLASSICO E MODERNO Tommaso Seresi, titolare della Seresi Srl, approfondisce il discorso sulle tendenze di design che oggi determinano il concept per il bagno, prendendo spunto da due linee prodotte dalla società marchigiana. «Una è Fleur. Partiamo dal presupposto che il benessere e la cura del proprio corpo hanno raggiunto un posto fondamentale nella nostra cultura, quindi la stanza da bagno è diventata un locale sempre più importante. Fleur propone soluzioni dalle forme morbide e dalle calde tonalità, che uniscono raffinatezza e praticità, suggerendo un’atmosfera calda e confortevole. Kioto, invece, è una collezione moderna dal design lineare, per soddisfare ogni esigenza d’arredo. L’ampia gamma di finiture, con noce, rovere chiaro, wengè e 30 colori laccati lucidi e opachi, permette di arredare l’ambiente con personalità e fantasia. L’elevata componibilità negli elementi (basi, colonne, pensili, mensole e top) risolve ogni problema di spazio».

genze dei clienti, come un sarto che cuce il vestito su misura». L’azienda esprime la propria artigianalità con una produzione capace di effettuare lavorazioni a livello industriale «con verniciature acriliche – continua Seresi – e con trattamenti speciali effetto invecchiato o effetto ruggine, gommato, effetto seta. I mobili sono laccati a quattro mani con laccature adatte a un ambiente umido come il bagno, garanzia di una durata perfetta. Le collezioni più

nella scelta dei materiali, che saranno sempre più performanti e duraturi». Su un piano più strettamente commerciale, la società di Camerano ha diversi assi nella manica. «Siamo da qualche anno distributori unici per l’Italia di Stillbain – ricorda Seresi –, azienda francese storica che lavora marmo e pietra per creare vasche ed elementi di arredo, come inserti decorativi o pavimenti veneziani per ambienti di lusso, sia legati al turismo, sia per dimore private. Seresi sviluppa progetti contract per hotel e b&b, in Italia e all’estero; in questo momento segue in maniera continuativa clienti in Germania e in Camerun e negli Stati Uniti e prevede di incrementare per il 2017/18 la propria quota export. Infine, stiamo puntando molto sul design e in questo momento siamo in procinto di lanciare le nuove linee bagno 2017». • Remo Monreale


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OSSERVATORIO

ABITARE

L

a luce: non più, e non solo, esigenza legata all’illuminazione di ambienti ma sempre più fattore emotivo e complemento d’arredo. Espressione del proprio stile di vita e prolungamento di se stessi tra le mura domestiche, la luce assume oggi nuove connotazioni che spetta agli specialisti cogliere e tradurre in soluzioni innovative e applicabili a ogni tipo d’abitazione. “Noi non progettiamo per tutti voi, ma per ognuno di voi” recita, non a caso, lo slogan dell’azienda Spinelli Illuminazione, specializzata in illuminazione, che ha fatto della fase di progettazione un punto di forza. «Effettuiamo sopralluoghi per formulare diverse soluzioni di lighting design avvalendoci delle più moderne tecnologie che il settore mette a disposizione» spiega Alessio Spinelli. Insomma, la luce entra con prepotenza nel novero dei complementi d’arredo e gli addetti ai lavori lasciano gli abiti di tecnici e indossano quelli di designer. Impianti di illuminazione o qualcosa di più, com’è cambiata la concezione della luce negli ultimi anni? «Oggi la luce riveste un ruolo nuovo. È un partner fondamentale nella realizzazione di opere di architettura e arredo urbano, trasformandosi in puro colore, come è avvenuto in recenti eventi come le olimpiadi a Torino o il campionato mondiale di calcio in Germania. Ed è proprio in questo contesto di continua evoluzione del concetto di luce che Spinelli Illuminazione si colloca a pieno titolo». In che termini? «I 36 anni di esperienza che l’azienda ha maturato sono la garanzia di un risultato di qualità. L’attenzione verso le nuove tecnologie che il mercato offre è invece il presupposto perché Spinelli Illuminazione possa essere ancora per molto tempo un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono realizzare ambienti in cui vivere in maniera piacevole e confortevole, illuminati secondo le proprie esigenze. Oggi la nostra azienda può soddisfare ogni genere di necessità grazie a un’ampia possibilità di scelta che, compren-

Light design

Progettare, illuminare,

emozionare

La luce è entrata a pieno titolo tra i complementi d’arredo dando forma e colore alle esigenze abitative. La figura del lighting designer trova spazio laddove è richiesto un tocco di stile. L’esperienza di Alessio Spinelli, contitolare della Spinelli Illuminazione

Alessio Spinelli, titolare della Spinelli Illuminazione che ha sede a Perignano di Lari (Pi) www.spinelliluce.it

dendo ben oltre 60 fornitori, è costituita da un’incredibile quantità di articoli diversi». Le abitazioni hanno caratteri simili a chi li abita, anche per la luce può dirsi lo stesso? «Certamente, proprio per questa ragione l’azienda offre un servizio di light designing in grado di aiutare la realizzazione di ogni ipotesi d’illuminazione, adattandola alle caratteristiche del cliente. La progettazione illuminotecnica è un elemento molto importante per la creazione di spazi abitativi e lavorativi confortevoli. Essi, con esigenze diverse, devono essere esaminati e studiati per ricevere corretti livelli di illuminazione, soddisfacendo nel miglior modo possibile le richieste di chi vi dovrà vivere e lavorare. La nostra azienda ha nelle sue corde soprattutto lo spirito di servizio: il nostro personale segue nella maniera più completa, ascoltando ogni esigenza. Valutando le preferenze ed analizzando le caratteristiche dell’ambiente da illuminare, verranno proposte soluzioni ottimali e personalizzate, ricreando nell’ambiente familiare l’illuminazione artificiale voluta». Lo showroom offre ai clienti un ampio ventaglio di scelta. «L’esposizione è passata negli anni dagli iniziali 300 metri quadrati agli attuali 1000 e si sviluppa su due piani. Al piano terra sono esposti prodotti dal design moderno ed articoli tecnici mentre al secondo prodotti classici, rustici, in stile antico e illuminazione per esterni. Cosa importante è che ogni prodotto può essere visto e acceso per valutarne l’aspetto in

ogni sua sfumatura». Come si è evoluta l’azienda nel corso degli anni? «La Spinelli Illuminazione è nata nel 1980. Dopo anni di esperienza maturata nel settore, mio padre Bruno Spinelli, decise di creare a Perignano, un importante centro per l’arredamento in Toscana e in Italia, un punto di riferimento per l’illuminazione della casa e del giardino. La varietà dei corpi illuminanti, già molto ampia, comprendeva tutti i generi che allora erano richiesti: dal classico al moderno. Le scelte operate si sono presto rivelate vincenti. Nel giro di qualche anno, con l'arrivo anche dei figli Alessio e Simona, l’azienda si è sviluppata notevolmente: lo spazio espositivo è cresciuto fino agli attuali 1000 metri quadri ed è stata elevata la qualità dei prodotti selezionati. All’offerta di prodotti per l’illuminazione domestica si è affiancata poi quella per ambienti lavorativi quali negozi, uffici, alberghi ed altro». • Luana Costa

GRANDI FIRME I prodotti che la Spinelli Illuminazione commercializza appartengono a svariate ditte. La lista include ovviamente le firme più disparate e anche quelle più blasonate quali Artemide, Flos, Fontana Arte, Foscarini, Barovier & Toso, Venini, Florenz, Arte di Murano, Cangini & Tucci e moltissime altre.


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Euroluce

L’

architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce” diceva Le Corbusier. Il mondo dell’illuminazione è un settore affascinante e complesso, dove designer, lighting designer, ingegneri e industriali si mettono costantemente alla prova per trovare soluzioni sempre più creative e performanti, cercando un costante equilibrio tra funzionalità, tecnologia ed estetica. Exenia è un giovane brand fiorentino che mostra come sia possibile coniugare innovazione tecnologica e design. Dario Nistri, direttore generale e amministratore dell’azienda, è l’uomo più adatto a raccontarne i valori, le attività produttive e i progetti per il futuro. «Dopo la laurea in Economia e Commercio ho portato avanti con determinazione l’azienda di famiglia di illuminazione, per tale motivo ho un’esperienza pluriennale nella gestione di aziende del settore. Quando ho fondato Exenia, sono arrivato a ricoprire un ruolo di guida consapevole all’interno del mio team, e questo mi rende orgoglioso. Abbiamo superato molti ostacoli e siamo riusciti a riunire quella squadra che nel corso degli anni si era dispersa. Exenia è il risultato di tanto lavoro e passione. Produciamo corpi illuminanti per ogni tipologia di ambiente, dal residenziale ai negozi, agli showroom, agli uffici e alle gallerie. L’attenzione continuativa al progresso tecnologico in ogni aspetto evolutivo, compreso quello dei materiali e delle finiture, fa sì che le proposte siano

È il salone dell’Illuminazione ormai giunto alla 29esima edizione. Saranno oltre 450

ti Led e l’home-automation». I migliori brand del settore

gli espositori, di cui la metà stranieri, protagonisti all’interno dei 38.000 metri quadrati di

si incontreranno a Euroluce per favorire lo sviluppo delle

spazio espositivo previsti all’interno del quartiere di Fiera Milano a Rho.

loro relazioni di business a livello internazionale e cono-

«Spazio a sistemi di illuminazione domestica, alla domotica, dal software per le tec-

scere le proposte all’avanguardia nel campo dell’eco-so-

nologie della luce alle soluzioni per il risparmio energetico e la sostenibilità ambien-

stenibilità e del risparmio energetico, declinati sia nel set-

tale- ha annunciato il presidente di Assoluce, Stefano Bordone- con un focus sulle fon-

tore decorativo sia in quello illuminotecnico.

Spirito creativo

e cuore tecnologico Vicino al capoluogo toscano, un brand che unisce creatività tipicamente italiana e alta tecnologia americana, al servizio dell’illuminazione. Dario Nistri descrive Exenia

Exenia ha sede a Calenzano (Fi) - www.exenia.eu - www.lumenpulsegroup.com

costantemente rinnovate e migliorate». Gli stabilimenti di Exenia vantano un sistema di verniciatura evoluto, che consente di realizzare finiture in moltissimi colori, e un inedito metodo di fissaggio della ruggine naturale, senza alcun trattamento chimico inquinante. Racconta ancora Dario Nistri: «Uno dei nostri punti di forza è sicuramente la personalizzazione del colore, proprio grazie all’impianto estremamente sofisticato di verniciatura presente in azienda, che

consente la realizzazione di finiture non comuni nel settore dell’illuminazione professionale, come la finitura grigio cemento e bianco intonaco. Inoltre le finiture opache al tatto e alla vista hanno una resa simile al soft touch ». Ma questo non è l’unico punto di forza dell’azienda: «Un altro aspetto importante – continua Dario Nistri è il custom, ovvero la personalizzazione dei prodotti, su disegno specifico o creazione di una soluzione per soddisfare le esigenze del progettista.

Abbiamo tempi di risposta entro le 2/3 settimane incluso il prototipo, grazie a procedure snelle e certamente tanto entusiasmo. Inoltre, moltissimi prodotti sono disponibili in più finiture e diverse ottiche. Dal proiettore alla sospensione, è possibile avere una coerenza nelle forme ma anche nel colore». Nel 2015 Exenia è stata acquisita dal gruppo canadese Lumenpulse; i risultati di questa unione sono stati certo positivi, come riporta ancora l’amministratore: «Le aziende che for-

mano il gruppo sono tutte giovani (hanno meno di cinque anni) e sono unite dalla comune caratteristica di essere dinamiche, innovative e molto sane, con fatturati in continua crescita. Inoltre il rapporto tra colleghi, italiani, europei e canadesi, è interessante e stimolante. A Boston è presente un centro di ricerca con un team di 30 ingegneri che studiano ottiche e sistemi di controllo della luce altamente evoluti, con brevetti unici. Ad oggi le ottiche utilizzate dal gruppo sono le più evolute presenti sul mercato». • Giulia Panzacchi

LA STORIA DI EXENIA Racconta Dario Nistri, direttore generale e amministratore dell’azienda: «Il brand Exenia nasce nel 2010, ma la sua storia affonda le radici nella seconda metà degli anni ’50. La fabbrica Cerva, che allora produceva fornelletti a resistenza elettrica e scaldaletto, convertì negli anni Sessanta la propria produzione in apparecchi per l’illuminazione, arrivando ben presto ad avere cataloghi ampi e differenziati e una produzione di migliaia di pezzi al mese. La crescita negli anni Settanta fu rapida e l’azienda sperimentò i nuovi materiali plastici e le sorgenti a 12v. Negli anni Novanta entrò a far parte del gruppo Targetti, cambiando nome. Da quel momento Esedra è stato il nuovo marchio che ha traghettato Cerva verso una produzione industriale più evoluta e complessa. Oggi è il brand Exenia a ereditare dal passato non solo lo stabilimento e la dirigenza, ma anche una lunga esperienza di artigianato tecnologico-industriale che ha distinto per ricerca e qualità produttiva ogni capitolo della sua storia».


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La piscina sospesa È una struttura lunga 25 metri che si regge su un sistema di travi in legno alte fino

tetto Lukas Rungger- è stata l’idea di creare l’illusione di una fusione tra

a 17 metri dal suolo che permette di godere al meglio dello scenario incantevole

gli spazi fisici dell’hotel e della piscina e le sfumature e i contorni delle

delle Dolomiti, inserite nella lista Unesco dei patrimoni dell’umanità. L’idea è nata

montagne dell’Alto Adige. La posizione della piscina sopraelevata dà al

dalle menti creative del Noa di Bolzano, una squadra di architetti e designer diretti

nuotatore la sensazione di galleggiare senza peso tra cielo e terra, una

da Lukas Rungger e Stefan Rier, che hanno creato la piscina a sbalzo disegnata per

percezione rafforzata dalle ampie vetrate frontali che danno l’impres-

dare la sensazione di  galleggiare nel vuoto. «Ad ispirarci- ha commentato l’archi-

sione di nuotare tra le nuvole».

Baires ha sede a Brescia www.bairespiscine.it baires-expo@bairespiscine.it

Progettare

il benessere Piscine, impianti termali e aree wellness sono alcuni dei progetti firmati Baires. Da oltre vent’anni, l’azienda bresciana costruisce i migliori impianti per il relax. La parola all’ingegnere Agostino Migliorati

N

egli ultimi anni, stanno riscuotendo grande successo i soggiorni comprendenti l’uso di aree wellness e spa. Allo stesso modo, crescono le abitazioni o i complessi residenziali che comprendono fitness area con piscine attrezzate di varie metrature. Vista la crescita di questo settore economico, molte sono le aziende che tentano il successo in questo campo. Non tutte, però, riescono perché il tipo di clientela che richiede questi prodotti esige affidabilità, efficienza e serietà. Tali peculiarità sono le fondamenta su cui è stato costruito il successo di Baires, azienda bresciana, specializzata nella pro-

gettazione e nella costruzione di piscine interrate e seminterrate su misura per residenze private, hotel, ristoranti e locali, aree wellness e spa, oltre che per impianti sportivi e ricreativi. Agostino Migliorati, ingegnere dall’esperienza ventennale, è l’anima e il cuore della Baires e, grazie alle sue intuizioni e capacità tecniche, ha cambiato radicalmente il tradizionale modo di costruire piscine. «La passione è ciò che guida me e il mio staff nel nostro lavoro quotidiano. Ciò ci spinge continuamente a migliorarci e a trovare soluzioni che soddisfino i nostri clienti al 100 per cento. Basti pensare ai nostri esclusivi brevetti – SfioroUp, Skimbaires – che garantiscono l’eliminazione

della cosiddetta vasca di compenso, con conseguente abbattimento dei tempi di costruzione, dei costi di manutenzione e riduzione dell’impatto ambientale. Un’innovazione che porta molti benefici: acque sempre pulite, possibilità di costruzione anche in spazi ridotti e massima resa con la minima manutenzione» spiega l’ingegnere Migliorati. I brevetti esclusivi della Baires dimostrano l’alta qualità e professionalità dello staff tecnico dell’azienda, composto da impiantisti e ingegneri. Come illustra Agostino Migliorati: «Baires non collabora solo con privati, ma riceve anche importanti commesse pubbliche per l’installazione di piscine. I nostri interlocutori sono, spesso, ingegneri, architetti, geometri e i nostri tecnici devono essere pronti non solo a illustrare i prodotti, ma anche a consigliare al meglio i clienti. Lavorare a stretto contatto con questo tipo di clientela non ci permette di essere mai impreparati. Per questo motivo lo staff tecnico della Baires è sinonimo di affidabilità ed efficienza». L’azienda, dopo il periodo della cri-

si, ha ampliato il proprio core business. Non solo piscine, ma anche spa e aree benessere. Baires, infatti, progetta e installa saune, bagni turchi, vasche idromassaggio, docce emozionali e spa su misura, sia per le abitazioni private che per grandi centri benessere. «Nella progettazione dei centri benessere – prosegue Liberati – non basta adottare soluzioni tecnologicamente avanzate. Più che in altri ambienti, bisogna essere attenti al design: raffinato, di classe e che sia capace di integrarsi architettonicamente in ogni tipo di ambiente, di qualsiasi dimensione. La cura dei dettagli e la precisione sono fondamentali in questo tipo di installazioni». Baires è ambasciatrice del made in Italy nel mondo. Le piscine e le aree wellness dell’azienda figurano tra i migliori resort e hotel di lusso italiani e non. In tal proposito, Agostino Migliorati dice che: «siamo molto orgogliosi di rappresentare il gusto e la qualità italiana. I nostri ambienti sono sicuri, confortevoli e funzionali e, nel pieno rispetto dei gusti del committente, riusciamo a creare delle atmosfere d'acqua affascinanti, ad alto impatto emozionale. Tutto questo rappresenta al meglio il know how italiano nel settore impiantistico». La fiducia che la clientela ripone in Baires, ha permesso all’azienda di essere una realtà di successo e di consolidare la propria posizione da leader nel settore. «I clienti sono la

nostra vera forza. Lo zoccolo duro della nostra clientela, chi ci continua a scegliere da anni, è il motivo del nostro successo. Ripaghiamo la fiducia che ci accordano, fornendogli prodotti facili da pulire, che resistono all’usura del tempo, di pregevole fattura e adatti alle loro esigenze. Puntiamo alla massima soddisfazione del cliente e chi decide di rivolgersi a noi sa perfettamente che non rimarrà deluso». Costruire un’azienda come la Baires richiede un grande impegno quotidiano con la voglia di perseguire un unico obiettivo: massima qualità con piena soddisfazione del cliente. L’azienda bresciana è la prova che ciò rappresenta la vera ricetta del successo. • Albachiara Re

SKIMBAIRES E SFIOROUP SONO I DUE BREVETTI ESCLUSIVI DI BAIRES CON CUI SI ELIMINA LA VASCA DI COMPENSO, CON CONSEGUENTE ABBATTIMENTO DEI TEMPI DI COSTRUZIONE, DEI COSTI E DELL’IMPATTO AMBIENTALE

MODUS OPERANDI La cura del cliente è il fiore all’occhiello di Baires. Lo staff dell’azienda segue, infatti, la propria clientela a 360 gradi. Sia in caso di costruzione ex novo che di ristrutturazione, Baires provvede ad approntare un progetto custom. Si parte da un’analisi approfondita delle esigenze dei clienti e si procede tramite una progettazione accurata che tenga conto delle caratteristiche ambientali e di design. L’installazione è seguita, costantemente, da personale specializzato che, grazie alle proprie conoscenze tecniche, riesce a tradurre in realtà il progetto cartaceo. Il lavoro della Baires non si esaurisce, però, alla fase dell’installazione. In caso di guasti e/o malfunzionamenti, il servizio assistenza è capillare e puntuale, permettendo al cliente una veloce sostituzione o un riparo del danno.


40 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Costruire sostenibile

Il tramonto della cultura del mattone

Superati progressivamente i pregiudizi che lo accompagnavano nel campo edilizio, il legno si sta imponendo tra i materiali da costruzione più versatili per coniugare sostenibilità e innovazione. Come spiega Paolo Pegoretti

I

n uno scenario delle costruzioni che dal 2010 segna una flessione costante di addetti e investimenti, il mercato dell’edilizia in legno veste i panni della mosca bianca. Da quanto emerge dal Rapporto case ed edifici in legno 2015 elaborato dal centro studi di Federlegno Arredo infatti, questo specifico segmento registra un trend in controtendenza, con incrementi di fatturato che a fine 2014 ha toccato i 658 milioni di euro. «L’utilizzo consapevole del legno nell’edilizia - sottolinea l’architetto Paolo Pegoretti, dal 2006 progettista esperto CasaClima - può essere un fattore rilevante di competitività per l’intero sistema, in primis per le aziende e i professionisti impegnati nella progettazione di nuovi edifici, così come nel recupero e nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente». Quali fattori giocano a favore dell’impiego del legno per scopi edilizi? «L’edilizia sostenibile deve rappresentare uno degli assi fondamentali delle politiche di governo del territorio. Nonostante diffusi pregiudizi a fa-

Paolo Pegoretti, architetto

vore delle costruzioni in muratura, l’edilizia lignea si è evoluta costantemente e oggi nuovi approcci progettuali e nuove tecnologie la rendono un settore di punta dell’industria e dell’artigianato delle costruzioni. Le caratteristiche del legno ne fanno un materiale unico sia per qualità strutturali, che lo rendono molto utile nella realizzazione di edifici antisismici, sia per quelle formali e cromatiche che hanno consentito a molti progettisti contemporanei di tradurre in realtà architetture innovative, che uniscono al fascino della forma un elevato livello di comfort abitativo, ridotto consumo di energia e basso im-

patto ambientale». In quali territori il legno da architettura è maggiormente in voga? «Nel Nord e Centro Europa il legno è stato per millenni il principale materiale da costruzione. Quanto al nostro Paese, cito l’esempio del Trentino Alto Adige, regione dove vivo e lavoro, che a oggi può affermarsi come un laboratorio per l’edilizia in legno mediante la valorizzazione della filiera Foresta-Legno-Energia combinata con l’attenzione ai temi del territorio, del paesaggio e dell’ambiente. L’innovazione nell’architettura alpina, anche attraverso l’utilizzo del legno, può offrire soluzioni alla valorizzazione del paesaggio e delle identità locali dei territori montani». Come si colloca la tecnologia del design italiano del legno sulla scena europea e come sta variando l’approccio della clientela di casa nostra alla bioedilizia? «In Italia domina la cultura del mattone, quindi l’introduzione di un materiale come il legno ha inizialmente trovato resistenza, dovuta soprattutto a un certo tipo di mentalità che lega

l’idea del legno alla baita in montagna. Al contrario in molti ambiti geografici e culturali europei, gli edifici in legno sono molto diffusi e costruttivamente articolati e complessi. Oggi in Italia gli edifici in legno suscitano un nuovo interesse per le loro prerogative di sostenibilità e perché realizzati con un materiale rinnovabile che minimizza l’impatto sulle matrici ambientali aria, acqua, suolo». Quali tipologie costruttive, residenziali e non, esaltano le caratteristiche del materiale legno? «I luoghi di commercio e di comunicazione progettati sostenibilmente. In termini di design, i supermercati e i centri commerciali odierni sono molto diversi dal passato. A un’architettura puramente funzionale alla segnalazione di prezzi scontati è subentrato un elevato standard di costruzione che privilegia sempre più l’utilizzo del legno. In questo campo troviamo all’avanguardia l’Austria coi suoi centri commerciali che utilizzano un’architettura fortemente “emozionale” per attirare la clientela». • Giacomo Govoni


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OSSERVATORIO

ABITARE

Serramenti

Una realtà dinamica Il fiore all'occhiello di un'abitazione è rappresentato dai serramenti esterni e dalle porte interne. L’esperienza della StilPorte di Cossato che dal 1987 propone serramenti di qualità

L

a vivibilità di un’abitazione dipende da molteplici variabili. In tal proposito, non si possono non citare le finiture esterne come porte, finestre e cancelli. Non solo rendono più sicura la casa, ma permettono un notevole risparmio energetico, isolando termicamente e azzerando gli sprechi. Lo Stato concede detrazioni fiscali a chi decide di ristrutturare o costruire una casa utilizzando materiali che facilitino il risparmio energetico. Le aziende che operano in quest’ambito s’impegnano, quindi, a fornire la migliore qualità possibile per assicurare il massimo comfort. In provincia di Biella, a Cossato, sorge la StilPorte Srl, un’azienda che si occupa della fornitura e della posa in opera di serramenti esterni (in legno, pvc, alluminio, legno/alluminio, alluminio/legno), persiane in legno e in alluminio, teli avvolgibili in pvc e alluminio, zanzariere, grate di sicurezza, porte blindate e portoncini d'ingresso in legno, porte interne e scale per interni. «Ciò che ci contraddistingue dalle altre realtà del settore è, sicuramente, la nostra grande esperienza. Quest’anno, infatti, compiamo i 30 anni di attività e non abbiamo mai smesso di migliorarci, selezionando i prodotti migliori, guidando il cliente e lavorando con personale

esperto e di fiducia» spiega Elena Rossi, responsabile commerciale, contabile e amministrativo. Il team operativo della StilPorte è composto da giovani intraprendenti che sono riusciti a guidare con successo un’azienda già ampiamente affermata sul territorio. La ragioniera Rossi, in merito, si esprime così: «L'avere un obiettivo comune e il gran lavoro di squadra ci permette di soddisfare pienamente il cliente. Grazie al lavoro di Simone e Denis, responsabili della posa in opera e dell’assistenza alla clientela, riusciamo a essere presenti in ogni fase della lavorazione e messa in posa dei nostri prodotti. Chi si rivolge a noi, pertanto, usufruisce: dell’accoglienza presso il nostro showroom, dove è possibile visionare tutti i prodotti, dell’elaborazione di preventivi gratuiti, di sopralluoghi con personale specializzato per i rilievi misure e predisposizione della messa in opera della fornitura, della gestione della consegna del materiale e della rimozione dei vecchi serramenti e posa in opera del materiale con personale esperto e specializzato». Quest’azienda biellese è riuscita, negli anni, a superare indenne gli scossoni del mercato, dovuti a particolari congiunture economiche, grazie alla professionalità del team e la qualità dei

StilPorte ha sede a Cossato (Bi) stilporte.wixsite.com/stilporte - stilporte@libero.it

propri prodotti, tutti autenticati con il marchio CE e comprensivi di Certificato energetico. • Albachiara Re

Funzionalità ed estetica Garantire standard elevati nel settore degli infissi non è più una scelta. L’adeguamento alle normative vigenti ha sollecitato la produzione di manufatti in grado di assicurare notevoli livelli di isolamento acustico e termico

U

n valido connubio tra esigenze di sicurezza ed estetica. Il settore degli infissi ha conosciuto negli ultimi anni rilevanti evoluzioni dovute in massima parte all’adeguamento a standard qualitativi introdotti da normative atte a garantire la sicurezza. Elevate e specifiche sono oggi le prestazioni richieste ai produttori di infissi: resistenza al carico del vento, valida tenuta all’acqua e isolamento termico e acustico. Requisiti che hanno determinato ingenti investimenti indirizzati all’adozione di nuove attrezzature ma che producono, di converso, un indubbio vantaggio, in termini di costi ed effi-

cienza, nelle abitazioni ove tali infissi vengono impiegati. ART5 non si è sottratta a questo genere di innovazione adattandosi alle specifiche richieste di mercato. L’azienda, specializzata nella realizzazione di infissi di alta qualità, vanta infatti la produzione di tipologie di serramenti certificati: «Produciamo infissi di alta qualità tecnica – spiega Stefano Scarpini - conformi alle più rigide normative europee mantenendo comunque un’impronta artigianale che ci permette di curare le nostre realizzazioni e di essere flessibili, adattandoci alle esigenze della nostra clientela sia per forniture relative a restauri di casali sia per la costruzione di nuove abitazioni. La

La società cooperativa ART5 ha sede a Montalcino (Si) - artcinque@gmail.com

gamma di materiali utilizzati è molto vasta e il tipo di finitura può essere realizzato anche a campione». La società cooperativa senese nasce, infatti, come azienda artigiana dall’associazione di più falegnami dotati di uno spettro di esperienze molto diversificate e giunge oggi a produrre infissi esterni regolarmente

certificati a marchio Cee e rigorosamente realizzati in legno massello o lamellare oltreché infissi interni in varie essenze. «Con l’aiuto della tecnologia – continua Stefano Scarpini - e l’apporto di macchinari a controllo numerico, l’azienda è all’avanguardia nella produzione di manufatti progettati e realizzati a regola d’arte. Per l’isolamento acustico attualmente siamo in grado di certificare un abbattimento di 45 decibel. Per l’isolamento termico tut-

ti i nostri infissi raggiungono il valore richiesto dalle normative vigenti per poter usufruire anche della detrazione fiscale del 65 per cento. Questo valore può essere ulteriormente migliorato in base alla tipologia del vetro scelto». L’azienda offre un’accurata assistenza fin dal primo contatto mettendo a disposizione un tecnico per un sopralluogo per consigliare la tipologia di prodotto più indicata, un preventivo dettagliato, la rilevazione delle misure, la posa del manufatto, fino all’assistenza per tutta la durata della garanzia. • Luana Costa


Febbraio 2017 | 43

Batimat Russia 2017

delle imprese italiane, ha organizzato la partecipazione collettiva alla

Si terrà a Mosca dal 28 al 31 marzo 2017 la fiera internazionale

fiera per le aziende italiane. Ecco alcuni dei motivi per cui partecipare

dedicata al mondo dell’edilizia e  delle costruzioni. I settori

secondo l’Ice: «perché la manifestazione favorisce lo sviluppo di oc-

espositivi comprendono: prodotti per l’edilizia, costruzioni e ar-

casioni di collaborazione produttiva e distributiva con le controparti lo-

chitettura d’interni, sanitari, rubinetteria e arredi per bagno,

cali e perché la nuova politica economica della Federazione russa, ba-

porte, finestre, serramenti e relative tecnologie e accessori. L’ice,

sata sulla sostituzione delle importazioni e sullo sviluppo dell’industria

Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione

locale, schiude prospettive interessanti per le aziende italiana».

“Dietro” alla porta

Design e materiali, tecnologia e performance: con Paolo Pantaleoni parliamo di porte d’interni, un mondo estremamente vario dove le possibilità sono innumerevoli. «La flessibilità produttiva è un plus da non sottovalutare»

O

gni casa è un luogo unico, vissuto da persone uniche e le porte per interno sono un elemento fondamentale per ricreare una perfetta combinazione di arredo. Va da sè che la scelta delle porte interne è molto importante per completare lo stile della casa e per personalizzare ogni ambiente. Paolo Pantaleoni, alla guida commerciale della Flessya, inquadra così questo elemento centrale di ogni abitazione e spiega quali sono gli elementi essenziali che la rendono funzionale e allo stesso tempo unica. «Il materiale, il colore, gli inserti in altri materiali e la tecnologia di chiusura – dice Pantaleoni –. Queste sono solo alcune delle caratteristiche che la contraddistinguono. Per noi i particolari non sono solo dettagli ma elementi che rafforzano lʼunicità del prodotto. Ogni componente ci aiuta a dare più funzionalità alle porte rendendole moderne, economiche e tecnologicamente avanzate». Come descriverebbe la vostra principale peculiarità? «La nostra azienda segue ogni progetto rendendo le proprie porte su misura dell’ambiente, ideando e realizzando una soluzione che unisca il piacere estetico alla funzionalità. Flessya nasce dall’incontro di un gruppo di professionisti, artigiani del legno con esperienza nella produzione di porte per interni e con una

grande passione per il design. La principale caratteristica aziendale è una linea produttiva flessibile per garantire alti standard di efficienza anche per piccole produzioni. Il mestiere acquisito, la cura artigianale e l’innovazione tecnologica sono alla base della nostra vasta offerta e ci permettono di creare combinazioni uniche e originali, in linea con le tendenze di mercato, nell’ottica di un servizio di qualità ma ad un prezzo economico». Qual è il grado di flessibilità che garantite? «La nostra linea di produzione è pensata per essere su misura senza supplementi di prezzo, senza incidenze sui nostri costi, non a caso realizziamo tutto internamente senza lavorazioni esterne. Per questo abbiamo impostato il tutto sulle piccole quantità, con un focus sulle ristrutturazioni e quindi sulla sostituzione del vecchio e su una personalizzazione che avvenga facilmente. Apportiamo tutte le modifiche secondo le esigenze estetiche e tecniche richieste. Abbiamo una nostra proposta commerciale ben definita, quindi una base da cui partire, per dare la possibilità al rivenditore di mostrare le nostre potenzialità produttive. Ma all’interno di questa diamo la possibilità di customizzare non solo la colorazione, come succede per qualsiasi altra società del settore, ma anche il modello stesso: spostare un’incisione, un inserto,

renderlo più piccolo o più stretto o il contrario. È sicuramente un plus rispetto alla maggior parte delle realtà sul mercato». Eppure i vostri modelli base hanno delle caratteristiche riconoscibili. «La nostra proposta spinge sugli elementi che determinano la tendenza attuale, da un punto di vista strettamente estetico, e quindi il prodotto ha un taglio moderno, semplice e lineare, con laccati, per esempio, i cui livelli di finitura sono medio-alti, oppure con pori aperti, caratteristica che il mercato sembra continuare ad apprezzare negli ultimi anni. Il tutto per una buona matericità e presentazione del prodotto. Nel caso del poro aperto, al contrario del laccato, la porta mostra la porosità, appunto, del legno: il tranciato di legno viene “spazzolato” e lasciato in basso rilievo, visibile. Ma il grosso della richiesta si attesta comunque sui laccati, con colori (il bianco è re indiscusso) e forme piuttosto sobrie: immagino che rimarrà questa ancora a lungo la tendenza, forse la ricercatezza e una maggiore complessità potrebbero ritornare tra qualche anno, ma per il momento non ci sembra sia pensabile un cambiamento imminente». E per quanto riguarda i materiali? «I materiali che usiamo sono un po’ in controtendenza rispetto all’offerta più diffusa, cioè al Mdf preferiamo una maggiore solidità e qualità: listellare (normalmente abete o pioppo) per i telai, multistrato per le cornici. L’attenzione ai materiali ci porta a usare, quindi, prodotti che si usavano anche vent’anni fa e che garantiscono performance maggiori. La cosa si traduce con una tenuta superiore sia nel tempo sia ad agenti esterni come l’umidità».in contatti commerciali in Siberia». • Renato Ferretti

INCISIONI DI DESIGN

Paolo Pantaleoni, responsabile commerciale di Flessya. L’azienda si trova a Monte Roberto (An) www.flessya.com

Paolo Pantaleoni, socio e responsabile commerciale della Flessya, prende in considerazione dei modelli tra i più richiesti alla società marchigiana. «Una nuova linea, presente sul catalogo dello scorso settembre, si chiama Geometrika. È una porta laccata con un’incisione piuttosto geometrica, appunto, fatta da due tipi di lavorazioni differenti che determinano due incisioni di larghezza diverse: queste si intersecano per un effetto estetico finora molto apprezzato. Un altro modello, sempre all’interno delle porte laccate, si chiama Sfioro e la sua particolarità sta nell’incisione che parte da una certa profondità nel centro dell’anta per poi sfumare verso i bordi. Sul piano tecnologico, per realizzare questo tipo di porte, ci affidiamo al “robot”, come lo chiamiamo noi in azienda, che è il nostro fiore all’occhiello: si tratta di una spruzzatrice automatica che permette livelli qualitativi molto alti. Tradizionalmente la laccatura di questa tipologia di porte lavorate avviene a mano, ma con il nostro braccio robotico la precisione è decisamente superiore».


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OSSERVATORIO

ABITARE

Serramenti

Dalla parte della sicurezza Gli infissi costituiscono un elemento per cui il progresso tecnologico continua a sviluppare innovazioni sempre più performanti. Ce ne parla Giuseppe Guida, che indugia in particolare sul superamento della grata tradizionale

L

a sicurezza è un’esigenza sempre più avvertita, soprattutto negli ambienti domestici. Nasce quindi la necessità di proteggere le proprie abitazioni, i beni e soprattutto i propri cari. Con questa consapevolezza Giuseppe Guida, titolare della milanese Arte Serramenti, ha studiato e realizzato un nuovo brevetto esclusivo: Magica. «Si tratta di una grata motorizzata impacchettabile verticalmente – spiega Guida – che elimina gli ingombri laterali e verticali e che scompare totalmente quando è aperta. L’idea è di superare il modello delle grate di tipo tradizionale, con elementi che molto spesso risultano invasivi sia a livello pratico che estetico e poco compatibili con i nuovi sistemi di costruzione (come per l’utilizzo del cappotto termico o di controtelai speciali altamente isolanti). Non possiamo, poi, tralasciare le ultime innovazioni tecnologiche. Nella gestione degli automatismi, quindi, uno dei punti di forza di Magica è la possibilità di integrarsi con i sistemi di domotica, allarme e connessioni a distanza. Non a caso, Magica è silenziosa e permette di aprire o

chiudere tutte le grate di casa con un semplice gesto e in qualsiasi situazione». La descrizione degli elementi distintivi della grata ideata da Guida non si ferma qui. «Il prodotto si attesta di un certificato antieffrazione di Classe 3 – dice il titolare della Arte Serramenti – ottenuto da reali prove eseguite dall’Istituto Giordano, da sempre punto di riferimento per le prove sui prodotti di sicurezza. L’utilizzo esclusivo di acciaio inox e alluminio la rendono indistruttibile nel tempo e in contemporanea assolutamente ecocompatibile, vista la riciclabilità totale dei materiali: un argomento al quale tutti noi abbiamo il dovere di pensare. Inoltre, si può installare sia sulle nuove sia nelle costruzioni esistenti, in soli 10 centimetri di spazio, senza opere murarie. Qualora la ristrutturazione avvenga in modo parziale Magica può essere installata senza alcuna predisposizione muraria. Infine, sebbene sia una novità assoluta da poco tempo presente sul mercato, sono state già eseguite alcune migliorie, attraverso una costante ricerca, per raggiungere il risultato migliore possibile». Arte Serramenti è una realtà consolidata

UNA GRATA MAGICA MOTORIZZATA, IMPACCHETTABILE VERTICALMENTE, ELIMINA GLI INGOMBRI LATERALI E VERTICALI E SCOMPARE QUANDO È APERTA

che oggi vanta oltre vent’anni di esperienza nella produzione di infissi e sistemi di sicurezza passivi. «Dinamica azienda artigianale – ricorda Guida –, è stata fondata nel 1991 e si è sempre avvalsa dell’aiuto di validi collaboratori, sempre motivati da un forte entusiasmo e impegnati nella ricerca continua della più alta qualità dei materiali. Siamo riusciti a portare l’azienda ad una crescita costante e alla sua affermazione sul mercato mantenendo sempre in primo piano l’obbiettivo finale e cioè la soddisfazione del cliente. Per questo motivo, il nostro stabilimento è dotato di macchinari di ultima generazione e occupa circa 30 addetti fra operai e impiegati dell’ufficio tecnico, amministrativo e commerciale: l’esperienza maturata negli anni permette oggi all’azienda di realizzare per il cliente lavori di notevole complessità tecnica. Arte Serramenti, La Arte Serramenti si trova a Cernusco sul Naviglio (Mi) www.arteserramenti.it

LO SPAZIO ESPOSITIVO Giuseppe Guida, amministratore della Arte Serramenti, si sofferma sullo show room annesso alla società milanese, uno dei punti di foza della stessa. «Lo spazio espositivo, che si trova a due passi dalla fabbrica, è ormai un punto di riferimento importantissimo per la clientela, dal privato al professionista. In un’accogliente open space di oltre 500 metri quadrati è possibile visionare e toccare con mano tutti i prodotti di Arte Serramenti e dei più grandi marchi trattati dei quali è concessionaria. La clientela trova qui un’ampia gamma di prodotti esposti: serramenti e inferriate, porte blindate e per interni, parquet, tapparelle, persiane, zanzariere ed altro ancora. Gli addetti, disponibili e preparati sotto l’aspetto tecnico offrono un’ottimo supporto per la scelta dei materiali richiesti». inoltre, può contare su importanti certificazioni sulla qualità secondo la norma Uni En Iso 9001:2008 riguardanti sia il prodotto finito sia l’intero processo produttivo ed organizzativo dell’azienda. Su tutti gli articoli di propria produzione l’azienda appone la marcatura CE che garantisce un continuo monitoraggio e sviluppo dei prodotti». Scegliere Arte Serramenti significa scegliere il made in Italy e, allo stesso tempo, un complemento d’arredo perfettamente in linea con il gusto del committente, adatto a soddisfare ogni sua

esigenza. «La finestra, così come la porta oppure l’inferriata oramai tendono sempre più a collocarsi come parte integrante dell’arredo interno o della facciata esterna. Arte Serramenti è particolarmente attenta al grado di finitura dei propri prodotti, che vengono costruiti con stile ed eleganza ed installati da proprio personale specializzato. Infine, grazie a una continua formazione e al rispetto delle normative, siamo in grado di offrire un servizio di assistenza e consulenza professionale durante ogni fase dell’acquisto». • Remo Monreale


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Forum involucro e serramenti

Forum- saranno affrontati in modo semplice e chiaro in

All’interno del padiglione 4 di Made expo 4 giorni saranno dedicati

facilmente comprensibili». Esperti del settore si confronte-

alle tematiche inerenti al retail e all’innovazione nel settore dei ser-

ranno su temi che vanno dai serramenti ai vetri, dalla ter-

ramenti e delle chiusure, delle facciate e dei vetri. L’evento è organiz-

mica, alla gestione, dall’antieffrazione alla posa, dalle vie di

zato dalle riviste Finestra e Finestra&Retail e dal sito guidafinestra.it

fuga al marketing, dalla comunicazione alle vendite, dal mer-

e prevede Innovation show, Retail Academy e Photocontest. Oltre 40

cato all’acustica, dal fuoco alle porte interne, dalle scherma-

interventi, in cui «i temi- come precisano relatori e organizzatori del

ture alle detrazioni fiscali.

modo che anche gli argomenti più difficili possano diventare

Tapparelle e infissi a risparmio energetico L’azienda bresciana SIPAR propone ai clienti più attenti all’efficientamento dei consumi MISURA®, un monoblocco prefabbricato coibentato per tapparelle, frangisole e tenda tecnica, in grado di assicurare isolamento termico e acustico unito a un’estetica funzionale

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a dispersione di calore in inverno e di aria fresca d’estate, è uno dei fattori che più incidono sul conto energetico delle famiglie. Con costi, anche salati, che si ripercuotono sulle bollette, oltre che sulla qualità della vita degli individui e la salute del pianeta, sempre più a rischio secondo i climatologi. Non a caso, negli ultimi anni si sono moltiplicate le soluzioni che mirano non solo a ridurre la dispersione energetica e a ottimizzare il calore fornito dai raggi del sole e dagli elettrodomestici, ma anche a facilitare un uso più intelligente, i tecnologi direbbero smart, dei dispositivi domestici. Ma l’obiettivo è, sempre più spesso, un’integrazione marcata tra i due aspetti, come spiega Michele Taboni della SI-

PAR, azienda bresciana leader nella vendita di tapparelle e accessori in Italia e nel mondo. «Grazie al continuo investimento interno, la SIPAR nel tempo si è specializzata nella produzione diretta di profili per tapparelle, sia in alluminio (coibentato e estruso) che in acciaio e tutta una serie di accessori a completamento del sistema tapparella. In particolare, per completare la gamma di prodotti, vista la risposta positiva del mercato e le continue richieste negli anni abbiamo sviluppato MISURA®, un monoblocco prefabbricato realizzato su misura appunto, progettato per tapparelle, frangisole e tende tecniche. I suoi principali vantaggi sono risparmio energetico e isolamento acustico. La coibentazione, con la chiusura completa del foro finestra con materiali altamente isolanti e senza con-

SIPAR ha sede a Pian Camuno (Bs)- www.siparonline.com

ducibilità termica, elimina definitivamente i ponti termici che si creano vicino al serramento e garantisce un notevole risparmio energetico agli abitanti della casa o dell’appartamento. Inoltre, un altro suo punto di forza è la compatibilità con qualsiasi tipologia di serramento (legno, Pvc, alluminio) ed è già dotato di tutti i suoi accessori per il montaggio, risulta facile da assemblare in cantiere ed è disponibile con ispezione frontale o esterna. Inoltre, rispetto ad altri prodotti analoghi, la Sipar propone soluzioni completamente personalizzabili per andare incontro a qualunque esigenza e modulabili a seconda della diversa stratigrafia del muro. Anche esteticamente il risultato è ottimale perché tutta la parte dell’avvolgibile e dell’oscurante è nascosta all’interno del muro, senza contare che è perfettamente integrabile con gli ultimi ritrovati della domotica». Ma l’offerta della SIPAR non si limita a MISURA®. Per completare la propria gamma di prodotti, negli anni ha sviluppato vari sistemi in alluminio estruso quali sistemi di ringhiere per scale e balconi, sistemi per recinzioni e cancelli, sistemi per porte e finestre, finestre a lamelle orientabili (sistema “jalousie”) e oblò . Un ampio catalogo che ha consentito all’azienda bresciana di espandersi gradualmente in tutto il mondo: dal mercato italiano a quello europeo, in particolare in Francia, Inghilterra, Germania, Est-Europa, e soprattutto a quello extraeuropeo, con Cina, Medio Oriente, America Centrale e Meridionale, Africa, Australia e Russia. «Le esigenze dei vari mercati – sottolinea Michele Taboni – sono naturalmente molto diverse, da Paese a Paese. In Italia e più in generale in Europa la tendenza dominante è proprio quella che ruota intorno al risparmio e all’efficienza energetica,

oltre che all’isolamento acustico, con cassonetti e sistemi coibentati, come MISURA®, che stanno prendendo sempre più piede. Insieme a questo, cresce l’attenzione al design ricercato per le tapparelle, con richieste fortemente orientate ai prodotti in stile tradizionale e a soluzioni personalizzate. Nelle altre parti del mondo è il nostro core business tradizionale ad essere trainante, ovvero la vendita di profili per tapparelle. In questo ambito il made in Italy riesce ancora a fare la differenza, a patto che sia abbinato, però, a un’effettiva qualità». • Alessia Cotroneo


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OSSERVATORIO

ABITARE

Certificazioni

La qualità del costruire La crescente sensibilità a livello politico, strategico e di mercato per la sostenibilità rende ancora più strategico il ruolo delle certificazioni e dei controlli per le costruzioni. L’analisi di Lorenzo Orsenigo, direttore Icmq Spa

Lorenzo Orsenigo, direttore generale Icmq Spa

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cmq è un autorevole organismo di certificazione e ispezione, uno dei primi in Italia a operare nel campo dell’edilizia, oggi leader nel settore dei prodotti e dei servizi delle costruzioni. Con il direttore generale Lorenzo Orsenigo discutiamo della rilevanza dei modelli di certificazione per il comparto. Con l’introduzione dei Criteri ambientali minimi (Cam), perché il possesso della Dichiarazione ambientale di prodotto (Epd - Environmental Product Declaration) può fare la differenza?

«Perché oggi se si vuole essere competitivi sul mercato sia pubblico che privato, è necessario muoversi in una logica di sostenibilità e i Cam e l’Epd sono strumenti essenziali per dimostrare di utilizzare materiali in grado di rispondere ai nuovi requisiti richiesti. Un esempio è più efficace di qualunque ragionamento. In un recente bando pubblico, si richiedeva alle imprese di fornire materiali con alcuni requisiti ambientali come previsto dai Cam: acciai, calcestruzzo, pavimenti. A fronte di questo bando, abbiamo ricevuto come Icmq molte telefonate da imprese di costruzioni per la richiesta di fornitori che possedessero le certificazioni necessarie, quali ad esempio l’Epd, per soddisfare le richieste della stazione appaltante. Ma le medesime richieste di informazioni ci pervengono anche quando le imprese realizzano opere che devono soddisfare protocolli di sostenibilità come Leed o Envision. Dimostrare, infatti, di utilizzare materiali sostenibili permette di ottenere i crediti necessari per la certificazione dell’opera. Il concetto è semplice: o si hanno i prodotti che soddisfano i criteri ambientali richiesti dalla legge e dai protocolli di sostenibilità o si uscirà dal mercato. La necessità di possedere l’Epd non è ancora così marcata in Italia come in altri paesi europei, sicuramente più avanzati di

noi; ma è solo questione di tempo. L’Europa si sta muovendo decisa per imporre standard ambientali di alto livello sui prodotti e l’Epd, anche per merito di Eco Platform, è lo strumento principale per dimostrare le caratteristiche green dei prodotti per le costruzioni». Con l’attenzione sempre più marcata della legislazione italiana alla riqualificazione e alla sostenibilità, quali ritiene saranno le certificazioni che più di altre possono e potranno dare un contributo strategico al mercato italiano delle costruzioni? «Sicuramente il “bisogno” di sostenibilità, specialmente nei grandi interventi di edifici da mettere a reddito o per le grandi infrastrutture pubbliche, dovrà essere garantito attraverso degli strumenti efficaci e oggettivi: quindi con certificazioni di sostenibilità degli edifici o delle infrastrutture per mezzo di protocolli riconosciuti a livello internazionale (Leed, Leadership in Energy and Environmental Design, Breeam, Building Research Establishment Environmental Assessment Method, Envision).

Le potenzialità di Envision l protocollo Envision, primo protocollo per la progettazione e realizzazione di infrastrutture sostenibili, non permette solo la certificazione di sostenibilità dell’infrastruttura garantendo il massimo rispetto dell’ambiente, è un valido supporto alla progettazione sotto diversi aspetti. «Richiede il dialogo costruttivo con gli stakeholder al fine di ridurre i tempi di realizzazione e minimizzare il rischio di contestazioni territoriali; valorizza le scelte sostenibili sia ambientali che sociali nel-

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la progettazione; stimola una proficua ed efficace discussione all’interno del team di progetto; promuove la durabilità della infrastruttura al fine di ridurne i costi, anche nel suo futuro mantenimento», spiega il direttore Orsenigo. Il trend crescente di certificazioni Envision negli Stati Uniti è il chiaro segnale dell’apprezzamento del protocollo da parte del mercato, non solo da parte degli utilizzatori, ma anche di coloro che hanno il compito di progettare e realizzare l’opera.

Questo “nuovo” modo di costruire avrà ricadute sui prodotti per le costruzioni e sul processo di progettazione e di realizzazione delle opere. Per i prodotti il mercato dovrà rendere disponibili, come abbiamo già detto, soluzioni green con una dichiarazione delle prestazioni ambientali certificata da organismo di terza parte indipendente. Condizione necessaria soprattutto in Italia, dove tutti sono disposti a dichiarare qualsiasi cosa. Come, del resto, indica la legislazione europea, come nel recente caso degli ultimi criteri pubblicati dalla Commissione sulle strade e sugli edifici per uffici. Un altro fattore destinato a cambiare profondamente lo stesso processo di costruzione riguarda l’uso del Building Information Modeling (Bim)». In che modo? «Il Bim consente una progettazione integrata delle varie componenti, strutturali, impiantistiche e architettoniche in un unico modello, completo anche delle informazioni sugli aspetti ambientali dei prodotti utilizzati, nonché di gestione del cantiere in modalità sostenibile. Diventa così anche in


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Portico

questo ambito necessario dimostrare di disporre di competenze adeguate disponendo di certificazioni sia rispetto alle persone che per quanto riguarda gestione del processo e organizzazione. Anche su questi aspetti Icmq si sta attivando, andando incontro agli interessi sia da parte degli esperti Bim che di alcune importanti stazioni appaltanti». Quali vantaggi organizzativi-produttivi, oltre che economici, può conseguire un’azienda che ottiene una certificazione? «I vantaggi sono molti e diversi. Fondamentale è avere la consapevolezza che il mercato attuale si fonda sulla garanzia del prodotto, su reputazione e qualità. E la certificazione ha la duplice funzione di consentire al cliente di riconoscere questa qualità e all’azienda di mettere a fuoco i propri processi produttivi e monitorarli in modo da perseguire dei miglioramenti. Inoltre, permette di analizzare e comprendere il contesto nel quale l’azienda opera, considerando le interazioni con tutti i soggetti e le attività interconnesse. È essenziale che l’azienda non consideri la certificazione come un “bollino”, bensì come un’opportunità per rendere più efficiente la propria attività e aumentare la sua capacità competitiva. In quest’ottica, un aspetto importante riguarda la valutazione del ri-

È il database di Google per l’edilizia e i materiali

programmi di certificazione di  bioedilizia.

comunità sempre più ampie- commenta Robin

sostenibili che usa i big data per creare un mondo

Portico

fase

Bass, esperta di sostenibilità e membro del

migliore. La piattaforma include prodotti,

progettuale, i designer i clienti e i costruttori

team che ha lavorato allo sviluppo di Portico -

organizzati in base al produttore, alla categoria

infatti possono tracciare i materiali. «La nostra

rendendo le informazioni di tipo chimico e le

di prodotto che soddisfano sia il LEED che gli

ricerca di materiali in grado di tutelare la salute,

implicazioni sulla salute più semplici da

standard di Living Building Challenge,  due

vogliamo che venga messa a disposizione di

identificare».

Obiettivi per il 2017 di ICMQ? «Anche nel 2017 continuerà a offrire strumenti e servizi alla filiera delle costruzioni perché possa crescere ed evolvere secondo le migliori prassi internazionali, così da innovarsi e competere al meglio anche sui mercati esteri. Il tema “sostenibilità” sarà

una delle aeree di sviluppo insieme all’innovazione del processo di progettazione e realizzazione delle opere per mezzo del Bim: due aspetti, come già detto, fortemente integrati e sinergici. In particolare, l’introduzione del protocollo Envision sul mercato italiano sarà uno degli ambiti dove investiremo di più insieme alla promozione del Program Operator EpdItaly, quale unico soggetto italiano riconosciuto a livello europeo per rilascio delle Epd nel settore delle costruzioni. Per quanto riguarda la diffusione del Bim nel mercato italiano, ci ripromettiamo di diffondere la certificazione degli esperti Bim (specialist, coordinator e manager) e si avvierà lo schema per certificazione del sistema di gestione Bim delle organizzazioni (stazioni appaltanti, società di ingegneria, imprese)». • Giacomo Govoni

schio, ovvero di tutti quegli eventi che possono influenzare il business aziendale, nel bene e nel male, così come l’analisi della propria competenza organizzativa, ovvero il patrimonio di conoscenze ed esperienze raccolte nel tempo dalle persone che lavorano in azienda».

rende

più

facile

anche

la

Consulenza per prove di resistenza al fuoco Un team di professionisti leader nella certificazione di porte tagliafuoco lavora per migliorare i sistemi di chiusura e renderli più sicuri. La parola a Eros Chemolli

C

hemolli Fire è un’azienda leader nello sviluppo di soluzioni dei sistemi di chiusura resistenti al fuoco e fonoisolanti che nel corso degli anni ha acquisito sempre maggiori competenze. Forte di una rete di collaboratori altamente qualificati, la ditta è in grado di offrire la sua consulenza durante tutte le fasi di sperimentazione in laboratorio, dalla progettazione alla documentazione dei risultati. Sono proprio la professionalità e il consolidato know-how ad aver permesso a Chemolli Fire di affermarsi con successo anche sul mercato estero. Alcuni dei progetti realizzati dall’azienda sono stati oggetto di certificazioni internazionali. «Siamo riusciti a sviluppare certificazioni fino a

Chemolli Fire ha sede ad Arco (Tn). Sarà presente a Made Expo, Pad.5, stand M21-N20 www.chemollifire.com

quel momento impensabili, come la porta “va e vieni EI 60” o i pannelli acustici a elevato fonoisolamento – spiega Eros Chemolli -. Svariate soluzioni da noi sviluppate hanno imposto nuovi e più elevati standard al mercato». Chemolli Fire accompagna i propri clienti lungo tutte le fasi del progetto. «Ascoltiamo i nostri committenti e cerchiamo di comprendere esattamente quello che serve loro,

il nostro compito è quello di trovare le risposte migliori per i loro prodotti prima ancora che ce le chiedano. È l’idea, il nostro modo di affrontare le richieste, la capacità di aggiungere valore a un brand, ciò che ci distingue». Ogni nuovo progetto necessita di un approccio diverso. «Per ogni sfida serve una soluzione pensata ad hoc. Le variabili da gestire sono tantissime, a cominciare dal contesto geo-

grafico in cui si opera. Le nostre soluzioni devono diventare parte integrante di un impianto di chiusura e devono renderlo più sicuro». Chemolli Fire offre un servizio chiavi in mano. «Il nostro team si fa carico di sovrintendere l’intero processo, le delicate fasi di testing e di sperimentazione in laboratorio servono a garantire i più alti standard in tema di fonoisolamento, reazione e resistenza al fuoco. Siamo inoltre molto attenti a tutte le nuove regolamentazioni, lavoriamo molto

anche all’estero e le normative valide in Europa non sono ovviamente le stesse in vigore in altri Paesi». Per eseguire le prove di resistenza al fuoco e di controllo della dispersione del fumo, l’azienda opera con gli enti più importanti. «I laboratori con cui operiamo sono accreditati e dotati delle attrezzature normate in base al prodotto da testare. Le fornaci rispettano una curva normalizzata di riscaldamento della camera, quindi il prodotto viene posizionato su un supporto normalizzato, o associato su di un telaio, e vengono monitorate le perdite di integrità e isolamento. Siamo in grado di misurare anche l’irraggiamento». • Antonella Romaniello

ABBIAMO REGISTRATO CERTIFICAZIONI ANCHE INTERNAZIONALI CHE HANNO AVUTO UN IMPATTO TALE DA IMPORRE NUOVI E PIÙ ELEVATI STANDARD AL MERCATO


48 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

I

modi di costruire con il calcestruzzo si evolvono continuamente per rispondere anche a nuove esigenze tecniche, normative e di mercato. Marco di Prisco, docente e presidente C.T.E. (Collegio dei tecnici della industrializzazione edilizia), illustra potenzialità e impieghi dei nuovi materiali. «Nell’ambito dei prefabbricati, si stanno imponendo prevalentemente tre campi di ricerca». Può descrivere i principali sviluppi? «Innanzitutto il tema fondamentale della sostenibilità, che si traduce per i materiali cementizi nel ridurre il più possibile la quantità di cemento Portland all’interno del calcestruzzo. In questa direzione, vi sono molte ricerche in atto e quasi tutte fanno riferimento ai geopolimeri, materiali che vengono dagli scarti di produzione dell’energia o dell’industria dell’acciaio, quali ceneri volanti e loppa d’altoforno, ricchi di silicati e allumina, con cui si può ottenere un calcestruzzo con una percentuale di cemento Portland fortemente ridotta, permettendo quindi di ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera. Il settore delle costruzioni, infatti, e considerando nello specifico il calcestruzzo, è responsabile di circa il 6 per cento dell’emissioni totali. Un’altra linea di sviluppo in grande espansione riguarda il calcestruzzo fibrorinforzato, ossia calcestruzzo che ha al proprio interno fibre metalliche o sintetiche polimeriche. Queste fibre non hanno quasi mai la possibilità di sostituire completamente l’armatura tradizionale principale, ma possono sostituire l’armatura diffusa contenendo le fessurazioni e aumentando la durabilità dei manufatti». Quali applicazioni hanno i fibrorinforzati? «Alcune delle applicazioni più interessanti del fibrorinforzato sono legate alle infrastrutture come i tunnel prefabbricati. Nel mondo si stanno studiando pavimentazioni prefabbricate e strade con elementi prefabbricati fibrorinforzati che riescono a garantire significativi incrementi della durabilità, riducendo i costi, spesso non considerati, inerenti il mancato uso delle infrastrutture durante le fasi di ripristino o di rifacimento. Il tema della prefabbricazione con fibre risulta strategico anche per strutture legate alla pro-

Materiali

Evoluzione strutturale

I requisiti delle costruzioni si accrescono in relazione a sostenibilità, riqualificazione e resistenza sismica. Marco di Prisco, presidente C.T.E., spiega le nuove possibilità offerte da materiali come il calcestruzzo fibrorinforzato

duzione energetica come le torri eoliche a causa della grande resistenza a fatica garantita dalla presenza delle fibre che agiscono come un rinforzo diffuso omogeneamente nel materiale. Inoltre, i materiali fibrorinforzati si prestano a opere architettoniche di grande pregio, in quanto migliorano l’estetica e favoriscono la creatività dei progettisti, come ben esemplifica il museo delle Civiltà d’Europa e del Mediterraneo di Marsiglia. Infine, il fibrorinforzato lavora bene tutte le volte che dal punto di vista strutturale c’è interazione con il terreno per realizzazioni quali le platee di fondazione, tubazioni, dighe massive, muri contro terra, scavi per la metropolitana, opere di ritegno per la stabilità dei pendii». Il terzo ambito di ricerca? «È rappresentato dai materiali estremamente sottili, dotati di reti non metalliche, che permettono di ottenere spessori di materiale di rinforzo corticale estremamente sottili. Applicazioni in questa direzione sono diffuse in Germania, Stati Uniti e Israele, ma anche l’Italia ha sviluppato con l’Unione europea un interessante progetto di incremento delle prestazioni energetiche degli edifici utilizzando questa tipologia di materiale. Sull’esterno di un palazzo del Milanese sono stati apposti pannelli prefabbricati in

Marco di Prisco, docente presso il Politecnico di Milano e presidente CTE (Collegio dei tecnici di industrializzazione edilizia)

materiale isolante, in fibra di vetro alcali-resistente, dal peso ridotto (30 kg per mq). Questi pannelli modificano completamente l’estetica dell’edificio, caratterizzandosi per un’elevata prestazione energetica che non incide sulla statica dell’edificio. Il tema degli spessori sottili è rilevante per tamponamenti e facciate: ormai è possibile utilizzare questi materiali leggerissimi perché resistono all’azione del vento e mostrano durabilità ed elevate prestazioni energetiche».

Come viene affrontato il tema della resistenza sismica? «Sistemi di rinforzo strutturale come calcestruzzo tessuto Trc (Textile-reinforced concrete) denominato anche Frmc (Fabric reinforced cementitious matrix) sono di grande interesse per la sismica e possono risultare efficaci nella messa in sicurezza del patrimonio edilizio. Questi materiali di matrice cementizia dotati di reti non metalliche operano da rinforzo, contengono le modalità di rottura fuori piano e nel piano migliorando la capacità resistente in presenza di fenomeni sismici. Ho potuto seguire come membro della commissione relatrice del Consiglio superiore dei lavori pubblici la prima norma che mira a certificare l’idoneità tecnica del materiale Frmc in Italia, una norma importante che punta a fare in modo che tutti i materiali applicati nelle costruzioni garantiscano determinate prestazioni tecniche. L’Italia si sta adoperando moltissimo in questo ambito di ricerca, soprattutto attraverso la Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica (ReLuis). Il nocciolo della questione resta l’aderenza tra la rete e la matrice. Un ambito di studio rilevante per la regione lombarda è il rinforzo delle architravi nei nuclei di controvento degli edifici, che risultano spesso le zone più critiche. Si è verificato che operando piccoli rinforzi localizzati sulle travi di connessione più alte in abitazioni non a norma, si può ottenere un miglior comportamento del vano scale, garantendo un significativo aumento della sicurezza dell’edificio computabile secondo l’attuale normativa». Quali sono i vantaggi della tecnologia a secco, soluzione scelta per la costruzione delle nuove scuole post-terremoto? «È una tecnologia che presenta importanti vantaggi quali la facilità di montaggio e la smontabilità, ma che porta con sé anche alcune penalizzazioni legate alla mancanza di giunti monolitici e pertanto spesso non in grado di evitare vibrazioni eccessive. In generale, è una buona tecnologia che in molti casi può risultare vincente, soprattutto laddove occorre operare in grande velocità. È una via intelligente che può essere perfezionata, ma che non va considerata come la soluzione definitiva». • Francesca Druidi

Il futuro della progettazione integrata iamo agli albori di un nuovo concetto di industrializzazione, sottolinea Marco di Prisco. «Molte costruzioni possono usufruire della programmazione di progetto che si esplica nel BIM (Building Information Modeling), un indispensabile quadro in cui operare oggi, considerando anche il controllo sulle infrastrutture sempre più richiesto nel corso del tempo. Serve un sistema nuovo che consenta di allocare tutte le informazioni necessarie. Come Collegio dei Tecnici dell’industrializzazione Edilizia (CTE) stiamo

S

cercando di attivare una Federazione Nazionale di Ingegneria Civile che non è mai esistita in Italia e che possa favorire il più possibile l’introduzione di questa nuova industrializzazione in tutti i settori strategici dell’ingegneria civile. A breve sarà proposto una giornata di studio sul tema della sicurezza delle opere infrastrutturali pubbliche, tema che richiede un’accurata riflessione. Altre istanze di cui sarebbe importante discutere sono il tema delle competenze multidisciplinari e la frammentazione del mercato».


Febbraio 2017 | 49

Dubai WoodShow

europee e italiane ai visitatori asiatici. Il Salone Kitchen & Bath Shanghai conferma il successo della qualità e del design made in Italy sul mercato asiatico. L’esposizione rappresenta per molte aziende ita-

È il Salone leader in Asia per l’Industria del bagno, cucina e relativa

liane la migliore vetrina per entrare in contatto con ingegneri, appal-

componentistica e subfornitura e si terrà dal 31 maggio al 3 giugno 2017

tatori, produttori, buyer, distributori, provenienti da tutto l’Estremo

a Shanghai. A pochi mesi dall’evento si registra già il tutto esaurito, que-

Oriente e dal Sud- Est Asiatico.  Oltre 100.421 operatori professio-

sto grazie alla offerta sempre più interessante di prodotti, ultime no-

nali presenti nella passata edizione, 3.583 presenze da parte di opera-

vità e tendenze presentata dalle più importanti aziende internazionali,

tori internazionali e 3.400 le aziende espositrici.

Ritorno al legno Strutture portanti, solai e case passive: il presente e il futuro prossimo delle costruzioni guardano alla duttilità, all’ecologia e alla leggerezza dei materiali tradizionali, come spiega Fabrizio Gallo, rappresentante della quarta generazione dell’azienda Gallo Legnami

È

finita l’età d’oro del calcestruzzo? Sembra proprio di sì, almeno a giudicare dalla domanda crescente di materiali costruttivi diversi, con un ritorno alle origini e alla tradizione che trova nel legno il suo elemento di punta. Se fin dagli anni Sessanta il cemento ha regnato incontrastato nei cantieri, oggi la crescita della bioedilizia e l’attenzione alla sicurezza antisismica spalancano le porte a una diversificazione dei materiali costruttivi, nella consapevolezza che il calcestruzzo è e resta la scelta migliore per fondamenta e muri portanti, ma dalla struttura ai solai c’è tanto spazio per il legno. «Nei costruttori c’è più consapevolezza ma anche in chi

poi vivrà gli edifici c’è maggiore attenzione all’origine della materia prima e al suo rapporto con il territorio» sottolinea Fabrizio Gallo, tra i proprietari della Gallo Legnami, azienda di San Damiano d'Asti che da quattro generazioni si dedica alla lavorazione del legno. «Nelle ristrutturazioni, ad esempio, sovente si cerca di usare legni massicci pregiati come rovere, castagno, tavolati in pioppo, che si adattano bene ad edifici storici o cascinali ma soprattutto sono a chilometro zero cioè originari della zona. Con il doppio beneficio di non snaturare architetture storiche e panorama architettonico, e al tempo stesso di ridurre la movimentazione di materiali, incidendo po-

ARTIGIANALITÀ E TRADIZIONE IN UN’AZIENDA GIOVANE Le parole d’ordine nella Gallo Legnami sono artigianalità e tradizione. Difficile da immaginare, se si pensa che l’età media in azienda è di 37 anni. «Gli insegnamenti che ci sono stati tramandati e l'esperienza acquisita nel tempo – puntualizza Fabrizio Gallo, tra i proprietari dell’azienda –garantiscono qualità, puntualità e precisione nell'esecuzione. Siamo giovani e dinamici, convinti dell’importanza di certificazioni e normative, ma vogliamo mantenere l’artigianalità che ha sempre contraddistinto il nostro lavoro. Siamo uniti dalla voglia di continuare un mestiere, remando tutti nella stessa direzione per il bene comune dell’azienda. Puntiamo sulle nuove tecnologie e i software innovativi, ma stiamo bene attenti a non diventare una catena di montaggio. Siamo artigiani, non inseguiamo le quantità ma la qualità».

Gallo Legnami ha sede a S. Damiano D’Asti (At) www.gallo-legnami.it

sitivamente sull’impatto ambientale del cantiere». Nella Gallo Legnami la passione per il legno e il fascino esercitato da questo materiale sono una questione di famiglia. Da quando nel 1928 il bisnonno ha inaugurato la falegnameria è cominciata una storia imprenditoriale che, attraversando gli anni del boom economico, non ha mai perso di vista la sua vocazione originaria: la produzione artigianale di elementi in legno. «Nel Dopoguerra, quando si è diffusa la moda dei mobili laccati e tamburati industriali, il mio bisnonno ha messo da parte le lavorazioni di falegnameria per non doversi adeguare a uno stile che non amava – racconta Gallo – e ha scelto di trasformare l’azienda in una segheria. Nel 1963 mio nonno ha continuato lungo questa strada, poi negli anni Settanta è toccato a mio padre. Da una quindicina d’anni mio fratello e io ci siamo concentrati su un ulteriore settore di specializzazione, quello delle coperture e strutture abitative in legno. Curiamo dal rilievo in cantiere alla progettazione esecutiva con programmi da carpenteria in legno, passando per lavorazioni con centro di taglio a controllo numerico e finiture come spazzolatura, scolpitura spigoli, levigatura e impregnatura. Così possiamo offrire un servizio di progettazione completo al cliente che prima veniva da noi solo per acquistare pezzi di legno». Ma la maggiore innovazione sono le case passive e le case in legno con pannello X-LAM. «Una casa con struttura portante in legno ha un enorme potenziale – precisa Fabrizio Gallo – che si può percepire soltanto vivendola. È un edificio di alto livello qualitativo, bello esteticamente, ottimo dal punto di vista energetico e del confort abitativo, sicuro dal punto di vista sismico, con una grande resistenza al fuoco e durabilità nel tempo. Da cinque anni a questa parte ci siamo orientati verso il metodo costruttivo a pannelli X-LAM cioè un pannello formato dalla sovrapposizione di strati di tavole disposte ortogonalmente fra loro e collegate mediante incollaggio, questo metodo offre una grande libertà progettuale, riduce i tempi di cantiere ed è perfetto sia per le nuove costruzioni fino a nove piani che per gli interventi di ampliamento. Inoltre, il legno è un alleato prezioso per realizzare “case passive”, ovvero edifici che assicurano il beneficio termico senza un impianto di riscaldamento convenzionale, in cui la somma degli apporti energetici passivi come il calore generato dall'irraggiamento sui serramenti, dagli elettrodomestici e dagli stessi occupanti della casa sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell'involucro in inverno». • Alessia Cotroneo


50| Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

Strutture a impatto zero Il legno viene adottato indifferentemente per l’arredamento del giardino o per la costruzione dei muri portanti e delle coperture delle abitazioni con indubbi vantaggi sotto il profilo termico e della ventilazione. Ne parliamo con Andrea Strabello

I

l legno rappresenta la nuova frontiera nell’ambito delle costruzioni edilizie. Leggero, stabile, ecosostenibile e, nondimeno, accattivante sotto il profilo estetico viene utilizzato costantemente per dare un tocco di gusto alle abitazioni. Pergolati in pino lamellare, gazebi e fioriere ricreano piccoli angoli di paradiso all’interno del proprio giardino ma il legno può essere, a ben vedere, utilizzato produttivamente anche per la realizzazione dei muri portanti o per le coperture delle abitazioni con evidenti vantaggi: «L’utilizzo di materiali di coibentazione traspiranti e i sistemi di ventilazione dello strato sottotegola uniscono il calore del legno alla perfetta abitabilità degli ambienti con una naturale regolazione dell’umidità interna» spiega Andrea Strabello, titolare dell’azienda Servizio Legno nata dalla collaborazione tra aziende specializzate nel commercio

di legnami per edilizia, progettisti e carpentieri con esperienza. «Forniamo case abitative, costruzioni, tetti in legno e frangisole in alluminio,

tutte coperture movibili e installabili senza necessità di concessioni edilizie». I materiali utilizzati vengono scelti tra le migliori aziende spe-

cializzate nel settore del legno e selezionati con cura in base alla qualità e alle certificazioni; si annovera il legno strutturale, il massello o lamellare di abete, pino o larice. Materiali noti per l’alto rendimento termico, ossia la capacità di frenare il passaggio di calore al suo interno, e per l’alto grado di ventilazione che garantisce lo smaltimento dei vapori dallo strato sottotegola. Questo specifico attributo consente di regolare l’umidità all’interno degli ambienti e della struttura in legno migliorando, inoltre, il rendimento termico dei materiali isolanti. «Siamo una realtà innovativa – continua Andrea Strabello - e sempre alla ricerca di soddisfare al meglio tutti i nostri clienti, siano essi privati o imprese. Crediamo che la qualità dei prodotti sia l’aspetto fondamentale della nostra mission, un prodotto pregiato e che dura nel tempo attira sicuramente l’attenzione molto più di un prodotto a basso costo o senza garanzie. I materiali che acquistiamo e che poi vengono trasformati in prodotti finali sono accuratamente selezionati e controllati. Le case in legno sono il punto di forza della nostra società: la loro realizzazione è totalmente personalizzabile, quindi ogni cliente otterrà la struttura dei propri sogni. Inoltre il legno è un materiale naturalmente antisismico: la stabilità e la sicurezza sono parte del prodotto stesso». • Luana Costa Servizio Legno ha sede a Bevilacqua (Vr) www.serviziolegno.it


Febbraio 2017 | 51

Ecobuild

la bioedilizia ed è possibile partecipare a seminari e conferenze che

Si terrà presso il Centro espositivo ExCel di Londra dal 7 al 9 marzo

zione fari puntati sulla sostenibilità attraverso un approccio alla pro-

2017 ed è il più importante evento fieristico nel Regno Unito per l’edi-

gettazione basato sulla biocompatibilità delle costruzioni per limitare

lizia sostenibile, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, punto

gli impatti ambientali. «Il passaggio a una edilizia sostenibile è ne-

di riferimento per progettisti, impiantisti e artigiani. Nel 2016 vi

cessità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, diminuire il

hanno partecipato 750 espositori e 33.319 visitatori. Ad Ecobuild è

consumo di energia, dare maggior valore alle case, ridurre le emis-

possibile trovare materiali, prodotti, servizi, idee e soluzioni per

sioni e la dipendenza energetica».

affrontano le problematiche più delicate del settore. In questa edi-

I vantaggi di una casa green

L’

©photo-Matteo Zuffellato

edilizia green made in Italy conosce da anni un trend positivo. Il settore delle costruzioni in legno offre prodotti compatibili e sostenibili con strutture altamente performanti e assolutamente competitive dal punto di vista energetico e strutturale, nella risposta sismica e nella protezione al fuoco. Anche il mercato immobiliare si sta sensibilizzando all’argomento valorizzando spazi abitabili ad alte presta-

Eiland ha sede a Schio (Vi) - www.eiland.it

zioni energetiche, sia che si parli di nuove costruzioni, sia che si tratti di riqualificazione energetiche di immobili esistenti. Tutto questo apre grandi prospettive di intervento ad un’azienda come Eiland, costruttore dal 1997, specializzato nelle realizzazioni in legno su misura, che si differenzia per alcune peculiarità. «Eiland ha trovato la sua “natura” nella flessibilità – dice Bernardo Rossato, alla guida dell’azienda vicentina –, ovvero in un approccio non convenzionale del mondo edile, offrendo prestazioni e risultati eccellenti e rispondendo contemporaneamente alle esigenze progettuali e a quelle della committenza. Per Eiland non esiste un sistema migliore di un altro, ma c’è il sistema e ci sono i materiali corretti e coerenti per ogni progetto, per ogni committente. Le soluzioni realizzative offerte da Eiland sono molteplici: dalle nuove abitazioni a tutti gli ambiti che corrispondono alle esigenze più variegate che riguardano il vivere quotidiano. L’obiettivo è creare ambienti armonici, ad alto grado di benessere, strutturalmente performanti, fruendo della natura-

L’OBIETTIVO È CREARE AMBIENTI ARMONICI, STRUTTURALMENTE PERFORMANTI, FRUENDO DELLE CARATTERISTICHE DI TUTTI I MATERIALI

lità e delle caratteristiche insite in tutti i materiali, con predilezione verso il legno. In tutto questo, la sfida di oggi non è più solo quella di costruire edifici bioclimatici ad altissime prestazioni, ma edifici che siano predisposti e integrati per rispondere alle future (ma non molto lontane) prescrizioni normative». Eiland usa diversi sistemi e materiali nelle proprie costruzioni «sia il sistema a telaio in legno (Timber Frame) – continua Rossato – sia il sistema a pannelli di legno (Xlam) da soli o in combinazione. L’aspetto che distingue le costruzioni in legno è l’ingegnerizzazione e la prefabbricazione dei componenti edili con livelli di finitura elevati e completamento in ambiente controllato: questo permette un forte risparmio delle tempistiche di cantierizzazione a tutto vantaggio anche della qualità e durabilità dell’intero manufatto. La gamma dei ma-

teriali, impianti e finiture proposti dall’azienda, poi, comprende l’intero settore della bioarchitettura, materiali certificati, di origine naturale e sostenibili per l’ambiente. A livello di coibenti, ad esempio, i materiali proposti sono molteplici e scelti di volta in volta in base alle specifiche esigenze di progetto: dalla lana di roccia, alla fibra di legno, arrivando alle cellulose o alla paglia, al fine di ottenere il massimo benessere interno e della prestazione energetica complessiva dell’immobile». Per il titolare di Eiland, l'insieme è superiore alla somma delle singole parti. «L’unicità di Eiland è saper combinare sapientemente le scelte in modo da migliorare le singole performance. È da sottolineare, inoltre, che i materiali e i prodotti di completamento sono studiati e proposti da Eiland, con grande supporto nei confronti del progettista durante la fase di elaborazione dei dettagli, così come nella personalizzazione degli elementi architettonici interni e delle finiture, in modo che l'edificio esprima il gusto e lo stile di chi vi abita, nel pieno rispetto della direzione artistica». • Elena Ricci

©photo-Matteo Zuffellato

©photo-Matteo Zuffellato

L’edilizia più attenta, moderna e sensibile alla tutela ambientale, sembra non poter fare a meno del legno. L’esperienza di Vanessa Elevati offre un esempio dell’attività svolta dalle imprese impegnate nel settore


52 | Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

Materiali

Il legno che fa casa Le abitazioni realizzate in legno lamellare abbattono i tempi di costruzione del 50 per cento rispetto agli edifici in muratura offrendo un clima abitativo confortevole, privo di umidità e di caldo eccessivo durante l’estate. Ne parliamo con Christian Moser e abitazioni non sono tutte uguali, così come diverso è l’approccio che sta dietro ad ogni singolo processo costruttivo. La differenza sta tutta qui: nel rapporto che ogni costruttore instaura con il proprio modello abitativo e in cui poi ciascun cliente si identifica. La Moser – Holzbau è un’impresa di piccole dimensioni ma che ha saputo nel tempo e nel mare magnum del mercato edilizio affermare la propria identità offrendo ancor prima che un prodotto una competenza. «In un mondo in cui si fanno molte chiacchiere la vera esperienza è rappresentata dal lavoro» spiega Christian Moser, erede di terza generazione di un’impresa artigianale di maestri carpentieri in legno nata nel 1963 ma evoluta grazie alla capacità di coniugare le tecniche di produzione prettamente industriali a quelle artigianali. È proprio questo ciò che fa la differenza agli occhi della famiglia Moser e agli occhi dei tanti clienti che apprezzano i prodotti costruiti appositamente su misura per esaudire ogni esigenza abitativa. «Le società edilizie - afferma Christian Moser sono ormai caratterizzate da una ge-

L

stione tipicamente commerciale, la nostra azienda è invece gestita interamente da professionisti carpentieri in legno. Ed è ciò che fa la differenza perché la costruzione di una casa necessita di moltissime competenze. Il fascino di questo materiale non è soltanto la molla della nostra impresa ma è la nostra passione. Naturalmente ci sono anche altri fattori a motivarci a guardare sempre avanti e a cercare costantemente di progredire: usufruire delle innovazioni e delle tecnologie più avanzate per poter fornire prodotti in legno di qualità ancora maggiore, la spinta continua ad essere un palmo avanti ai nostri concorrenti». Le abitazioni realizzate dalla Moser Holzbau sono interamente realizzate in legno con tutti i vantaggi che ciò comporta in termini di ecosostenibilità ambientale ed economica. «Senza timore di essere smentito affermo che il nostro sistema di costruzione è sicuramente il più adatto da utilizzare sul territorio italiano – continua –. Siamo in grado di realizzare abitazioni e interi edifici a più piani interamente in legno. Ciò permette l’abbattimento del caldo estivo e un’omogeneizzazione dell’umidità

grazie al materiale ligneo che contiene le punte di umidità. Le nostre abitazioni sono anche garantite contro il rischio sismico poiché resistono alle stimolazioni e alle oscillazioni sprigionate in caso di sisma e hanno superato le certificazioni europee. Inoltre, i tempi di costruzioni sono vantaggiosi: la struttura portante è realizzata in due o tre giorni e l’abitazione viene completata in metà del tempo che ci vuole per gli edifici in muratura». L’azienda attualmente svolge la maggior parte delle sue attività nel nord Italia ma guarda con attenzione al mercato estero dove non esclude di poter investire in tempi brevi. «Abbiamo eseguito diversi lavori in Austria - aggiunge Christian Moser . All’estero il nostro sistema costruttivo è molto apprezzato. Disponiamo di un centro di produzione totalmente computerizzato e in tal modo riusciamo a coniugare la necessità di una produzione altamente industriale e di grandi volumi alla realizzazione di strutture su misura. Le abitazioni

vengono realizzate assecondando le esigenze individuali di ciascun cliente, il quale spiega la sua idea di casa. Il progetto viene redatto su carta e i nostri professionisti curano nel minimo dettaglio la sua edificazione». Questo è il vero punto focale della filosofia aziendale: «Il non plus ultra per ogni committente – spiega ancora Christian Moser - è sicuramente poter costruire i propri quattro muri con il proprio legno. Questa è la migliore rea-

ASSI IN LEGNO LAMELLARE

La Moser Holzbau ha sede a Tesido Monguelfo (Bz) - www.moser-holzbau.com

Le assi in legno massiccio Moser costruzioni in legno sono prodotte con legno di conifera locale sotto rigidi criteri di protezione ambientale. Il legno lamellare a strati incrociati viene prodotto con assi di abete (sempre legno massiccio), asciugate tecnicamente, incrociate tra loro e incollate. A seconda dell’uso e delle esigenze statiche si avranno pannelli di compensato di 3, 5, 7 o più strati. «Le nostre assi in legno massiccio permettono la costruzione di pezzi da costruzione omogenei senza punti deboli, come ad esempio i ponti di calore. Si possono considerare anche come compensato. Il legno d’abete viene incrociato e incollato. Rigonfiamento e ritiro del legno sono così ridotti al minimo. Questa tecnica di produzione a secco ha il grosso vantaggio di consentire al committente di eliminare i tempi di asciugatura al grezzo e di poter finire in breve tempo. Gli elementi molto grandi permettono un montaggio veloce e un’utile distribuzione del peso a due dimensioni».

lizzazione di una casa. Chi ha questa possibilità, sarà contento della bella sensazione e della sicurezza offerte dall’origine del materiale. L’aspetto economico è sicuramente molto interessante ed è sempre più considerato anche quando non si tratta di legno di qualità eccellente». L’azienda accompagna il cliente fin dall’inizio di questo processo: «Valutiamo la materia prima: le travi in legno. In seguito il legno viene spedito in azienda, anche se bagnato. In questo caso il legno viene depositato nel nostro essiccatoio per un’asciugatura tecnicamente controllata. A questo punto entrano in gioco anche il know-how e la tecnologia per garantire la qualità. Infine le travi vengono esaminate e selezionate con diverse procedure affinché la maggior parte possa proseguire il ciclo di produzione e diventare un perfetto asse in legno massiccio Moser ed essere poi utilizzato in cantiere». • Luana Costa


54| Febbraio 2017

OSSERVATORIO

ABITARE

La versatilità del vetro Dall’interior design all’edilizia, le mille applicazioni possibili di un materiale che piace a costruttori e architetti, come spiega Mauro Saraga dell’omonima azienda pesarese

uminoso, versatile, bello ma anche estremamente resistente e affidabile. Le molteplici proprietà del vetro, da sempre uno dei materiali più usati in ambito costruttivo, offrono ai produttori tante variabili di applicazione. E chi pensa solo alle finestre, alle vetrate artistiche o all’interior design, si sbaglia di grosso. «Certo le applicazioni per l’arredamento d’interni sono attualmente quelle più richieste dal mercato, ma intorno al vetro e al cristallo c’è molto di più», spiega Mauro Saraga, comproprietario della Ve-

L Vetreria Saraga si trova a Pesaro www.vetreriasaraga.it

Materiali treria Saraga, azienda pesarese nata nel 1966 come specialista nella posatura di vetrate esterne per edifici, trasformatasi nel tempo in produttrice di un ventaglio molto ampio di prodotti, che spaziano dall’edilizia all’arredamento, tutti ad alto tasso di personalizzazione. «Produciamo vetrate, parapetti, scale, pensiline, box doccia, porte in cristallo temperato, scorrevoli o a battente – continua l’imprenditore – ma anche vetri stratificati di sicurezza, antisfondamento e blindati, tavoli in cristallo, specchi di ogni forma e misura. Il nostro tratto distintivo è il massimo della customizzazione e il servizio chiavi in mano, con produzione, rilievo, posa in opera e consegna al cliente, in collaborazione con professionisti di settore (posatori d’interni, ingegneri, architetti, geometri). Non a caso il nostro mercato di riferimento è soprattutto quello locale e regionale». A chi continua a obiettare che il vetro è un materiale fragile, Mauro Saraga risponde forte di un’esperienza familiare di due generazioni: «Il vetro laminato e temperato offre una garanzia assoluta di resistenza. I dispositivi che abbiamo installato, penso ai gradini di scale in vetro ma anche alle pensiline della stazione di Pesaro, sono progettati per resistere a un carico più che sovradimensionato. Al massimo il vetro si scheggia, si incrina, si rompe ma difficilmente collassa. Per questo anche in aree sismiche il suo utilizzo è indicato. Anche rispetto ai materiali plastici, il vetro presenta un comportamento molto più stabile,

soprattutto per quanto riguarda la fotosensibilità, le variazioni cromatiche e l’ingiallimento». Per quanto riguarda le tendenze del mercato dell’arredamento d’interni, anche per il vetro, così come per il legno, il must è l’interazione, con stratificazioni e applicazioni di inserti in acciaio che trainano le richieste di un settore provato dalla crisi. «Nel 2016 c’è stato un incremento sensibile del fatturato, con una crescita pari al 10 per cento - conclude Saraga – recuperando le perdite del 2015 che in rapporto ai 37 anni di esperienza lavorativa di cui ho memoria, è stato il peggiore di sempre». • Alessia Cotroneo



Abitare-Febb 2017