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Giardini Parolini Corso di ‘’ Geografia del territorio contemporaneo’’ Docente : Prof. Franco Farinelli Collaboratrice didattica : Arch. Claudia Faraone Studente : Akyer Godwin Enyan 280005


Alberto Parolini Nato nel 1788 a Bassano, sin dall'età giovanile Alberto Parolini dimostrò spiccate attitudini e decisi interessi per il mondo della natura, passione del resto non nuova in famiglia. Le opportunità offerte dal cospicuo patrimonio fondiario e l'inclinazione per la botanica manifestatasi già nel padre e ancor prima nel nonno e nello zio, gastaldi delle monache benedettine di San Girolamo in "Borgo del Lion", costituiscono gli ingredienti iniziali del ricco itinerario culturale lungo il quale si snoda la vita di Alberto Parolini, a cominciare dalla più giovane età.


A questi elementi si aggiunsero certo altri fattori importanti, come la vicinanza e la guida di Giambattista Brocchi che aveva entusiasmato il futuro naturalista di appena otto anni con la pubblicazione, avvenuta nel 1796, di un libretto intitolato "Trattato delle piante odorifere e di bella vista da coltivarsi ne' Giardini". Orfano di madre a soli quattro anni, studiò dapprima presso il Seminario di Padova per passare poi agli studi universitari nella stessa città e, successivamente, a Pavia. La famiglia, conosciuta come Parolini, proveniva da Rosà dove se ne trova traccia a partire dal XVI secolo e solo in seguito all'ammissione di Francesco, il padre del futuro naturalista, in seno al Consiglio cittadino acquistò titolo nobiliare e proprio con Alberto il cognome diventò Parolini. E' certo, comunque, che fu grazie al commercio di olio e sale, alla partecipazione ad imprese commerciali e agli oculati investimenti immobiliari, che i Parolini accumularono capitali tanto ingenti.


Alla morte del padre Francesco, avvenuta nel 1815, Alberto si trovò ad ereditare una vera fortuna in denaro, terreni e proprietà immobiliari. Allo stesso anno è databile l'incontro a Venezia con Filippo Barker Webb, un naturalista inglese al quale fu legato da un'amicizia fraterna per l'intera vita. Negli anni immediatamente successivi ebbe inizio una serie di viaggi a scopo scientifico per l'intera Europa, con soggiorni a Londra e a Parigi città in cui poté stringere legami con i maggiori centri della cultura scientifica internazionale, tanto da risultare uno dei soci fondatori della Società geologica di Londra. Il viaggio più esaltante dovette essere quello intrapreso nel 1819 con l'amico Webb attraverso la Grecia e l'Asia Minore, viaggio dal fascino indicibile per un uomo che alle conoscenze scientifiche univa il gusto e la curiosità nati dalla frequentazion e dei testi di Omero cui gli studi universitari patavini riservavano un'attenzione particolare.


Fu proprio da questo viaggio che riportò le pigne da cui sarebbe nato il pino che porta il suo nome, il Pinus parolinii. Il padre Francesco, prima della morte fa stendere i primi rilievi mappali del Giardino Parolini, che aveva costruito personalmente. L'intervento, attuato secondo il gusto romantico dell'epoca. Alberto Parolini rientra con il tempo nella temperie culturale del momento e nel dibattito letterario-filosofico relativo alla tematica dei giardini e, per Bassano, ne fa il precursore del giardino romantico, all'inglese. Alberto lavorò instancabilmente al miglioramento del giardino , arricchendolo di specie arboree e ampliandone la caratteristica di orto botanico. Lo protesse con una cortina muraria e costruì verso le Fosse l'ingresso con il cancello lanceolato fissato a due poderose colonne di stile dorico prive di capitello, in sintonia con il "rovinismo scenografico" caratteristico del tempo. Con il 1834 si può considerare ultimata la sistemazione dello spazio, diviso in giardino romantico e in "Hortus botanicus", che acquisterà straordinaria notorietà e sarà visitato non solo dagli studiosi europei, ma da personalità del calibro dell'Imperatore d'Austria Francesco I. Dopo la morte del naturalista avvenuta nel 1867, fu la figlia Antonietta a proseguire con grande passione ed intelligenza l'attività del padre, lasciando poi erede universale il figlio Alberto Agostinelli che nel 1904 ottenne l'autorizzazione ad aggiungere il cognome del celebre nonno. Alla sua morte, avvenuta nel 1927, il complesso botanico e le case passarono al Comune di Bassano secondo la volontà testamentaria, dopo una lunga disputa con i famigliari.


Indicazione del parco nella parte del tessuto della CittĂ  necessario.


Indicati i due istituti nei pressi del parco che utilizzano il parco come luogo di svolta di attivitĂ  sportiva alternativa.


Le architetture nelle vicinanze del parco

Liceo G.B. Brocchi

Schizzo della segreteria degli studenti (ex monastero delle suore)

Nella sede interessata al parco Parolini si trova una delle più prestigiose scuole venete, conosciuta non solo al livello regionale, ma anche al livello nazionale. Contiene all’interno vari istituti superiori e liceali, per il raggiungimento della maturità scolastica e l’avanzamento nella carriera studentesca. Gli istituti principali sono : - Liceo classico - Liceo scientifico - Liceo linguistico

- Scienze applicate - Scienze umane - Economico e sociale

Conosco le facoltà istruttive del corpus in quanto amico di molte allieve che hanno conseguito la maturità presso gli indirizzi indicati


Nuova struttura G.B. Brocchi

Schizzo della nuova struttura, in basso è riportata la planimetria

Per Alberto furono fondamentali l’influenza del caro amico naturalista Giambattista Brocchi e, soprattutto, il soggiorno a Londra, città dove si incontravano i più noti naturalisti dell’epoca.


L’uso del parco al giorno d’oggi

Oggigiorno il parco viene utilizzato, per ospitare nelle stagioni più calde, principalmente nei mesi estivi, il cinema all’aperto. Un modo interattivo e comunitario per socializzare, fare nuovi incontri godersi uno spettacolo cinematografico avvolti dalle ombre della natura. Rappresenta una sorta di contrasto tra la modernità cinematografica, del progresso e la solenne bellezza naturale


Il parco presenta percorsi panchine e piccole zone di intrattenimento per i bimbi. Ma l’osservazione che balza all’occhio è la mancanza di manutenzione continua delle parti lasciate fin troppo senza una effettiva cura. La questione del mantenimento e della cura infatti sono le problematiche espresse maggiormente dai cittadini intervistati poiché il parco gode di una grandissima storia quanto il nome di colui che lo ha progettato. Un problema che posso aggiungere dal mio punto di vista personale invece è la qualità dei percorsi che può essere migliorato per garantire il giro di tutto il parco per poterne anche ammirare la bellezza. Gli abitanti nelle Nelle vicinanze chiedono maggior libertà ovvero la possibilità di poter usufruire del parco senza vincoli di tempo come invece ora accade. La questione che invece terrei a sottolineare invece è la mancanza di altre uscite dal parco questo rende il parco un luogo chiuso circoscritto e quindi non utilizzabile in tutta la sua estensione.


Progetti in corso

Tre progetti, integrati fra loro, per sistemare e valorizzare il giardino Parolini, recuperandone in parte quel valore botanico che nel XIX secolo lo rese celebre in mezza Europa. L'obiettivo finale dell'Amministrazione è quello di aumentarne l'appeal soprattutto sotto il profilo turisticoambientale e scientifico-didattico, ma anche di farlo rivivere e di creare attenzione attorno ad esso. Ed è in questa direzione che va il Piano di indirizzo elaborato con il supporto scientifico di un pool di esperti, tra i quali spicca il botanico cittadino Giuseppe Busnardo


Parco parolini bassano