Page 1

GoccediGrotta “Come una goccia d’acqua nel mare e un grano di sabbia, così questi pochi anni in un giorno dell’eternità”

Sir18,9

Caro Lettore, con la rivista “bonsai” ideata e realizzata dai giovani della Parrocchia di S.Maria Maggiore vogliamo offrirti un accessibile e pratico strumento d’informazione utile per la crescita spirituale, sociale e culturale all’ interno della nostra comunità. In questo numero vogliamo illustrarti in breve le

Distribuzione Gratuita

motivazioni e gli obiettivi da raggiungere che hanno permesso a noi giovani di trasformare un utopico e vago progetto, nella concreta realizzazione di un giornalino parrocchiale.La rivista di appena otto facciate, intitolata “GoccediGrotta” nasce come tentativo di aggregazione etno-culturale,

Parrocchia Santa Maria Maggiore

ma soprattutto religiosa, di informazione locale verso l’intera comunità. Notizie, pensieri, proposte di vario genere, sempre nuove e diverse che, pagina dopo pagina, sfociano tutte in un unico, vasto oceano di conoscenze e curiosità in cui riscoprire una lontana ricchezza spesso dimenticata in un

A cura dei

Giovani

angolino della nostra memoria. Per comprendere meglio il messaggio che vogliamo lanciarti, possiamo chiarirlo in chiave metaforica: prova a pensare a tantissime, infinite goccioline di pioggia tutte vicine vicine, apparentemente identiche e prive di senso, che scivolano via senza lasciar traccia del loro passaggio . In realtà( e tutti lo sappiamo bene ) ciascuna nella sua piccolezza racchiude già in sè una ricchezza, una forza in potenza che si attualizza solo quando insieme raggiungono la meta finale cui sono dirette: l’ oceano. Da una goccia è sgorgata la vita… E proprio così, goccia dopo goccia, potremo proseguire (o intraprendere) il nostro cammino con una maggior

AVVISO SACRO

consapevolezza delle nostre origini e tradizioni locali. Ci guiderà l’ affetto sincero e disinteressato verso la nostra realtà parrocchiale e sociale, lo

Dicembre 2004

slancio nuovo, particolarmente deciso e appassionato verso quel Dio che è il solo oceano di pace per noi piccole ma preziose gocce del cielo.

Numero 0

Gruppo Giovanile Parrocchiale

1


Lo sapevate che …

Un pensiero del Vescovo alla nostra comunità...

Mons. Giovanni D’Alise

2


Lo sapevate che …

01-12-04 Ai Carissimi Grottesi. Richiesto di rivolgere un saluto attraverso il giornalino che si prepara in parrocchia, aderisco alla richiesta. Domenica prossima (N.d.R. oggi per chi legge) ci incontreremo in chiesa, la vostra amata S. Maria Maggiore, e sono sicuro che subito ci vorremo bene e ci comprenderemo. Siete una comunità vivace e ricca di iniziative e perciò spesso anche alquanto frammentata. A me piace moltissimo una cittadina così viva, ma c’è anche tanto bisogno di dialogo affettuoso e attento perché ogni realtà, sociale, politica, culturale e religiosa possa esprimere se stessa ed avere una giusta considerazione. Spero che non vi succeda mai che una delle parti egemonizzi tutto.Questo è un peccato sociale molto grave.E a voi Credenti della Comunità di S. Maria Maggiore auguro, nel silenzio operoso,e con gesti costruttivi, di essere il tessuto “connettivo”, ricco di amore, che permetta a tutti di dialogare e costruire un volto sempre più bello dell’intera comunità civile. Ciò sarà possibile se, come comunità, sarete sempre più “famiglia” basato sull’ amore reciproco, sul comandamento dell’ amore, che Gesù ha chiamato “suo” e “nuovo”. A voi giovani desidero esprimere tutto il mio affetto e il mio incoraggiamento.Inserite nell’ alveo della chiesa le vostra potenzialità e la fantasia interiore di cui siete carichi. Da voi potremo aspettarci uno stile nuovo di essere insieme. Il Signore, che tanto amate, e che è il Maestro della Bellezza, della Verità, e l’ esempio dell’ essere Vero, vi aiuti e vi accompagni perché Egli è la Via. Vi Benedico tutti con tantissima simpatia spirituale. +Mons. Giovanni D’ Alise Vescovo

3


… e del nostro Parroco …

Desidero salutare, con immensa gioia, i giovani “fondatori” di questo giornalino parrocchiale e augurare loro buon lavoro, anzi … Buon Apostolato!!! Questa iniziativa editoriale è un segno positivo perché alcuni giovani sono coscienti di dover diventare sale della terra, luce del mondo ed annunciatori, nel nuovo millennio, di speranza, di amore e di pace. Sono certo che, con l’ incoraggiamento e la fattiva collaborazione degli uomini e delle donne di buona volontà della nostra comunità, “GoccediGrotta” crescerà in “età, sapienza e grazia” per essere lievito che fermenta la massa, strumento che aiuterà la nostra parrocchia a costruire la comunione e l’ unità. Ad Multos Annos! Il Parroco Sac. Don Carmine Santoro

4


Appuntamenti Parrocchiali

Per ulteriori informazioni potete rivolgervi al seguente numero:

0825/441713

Auguri dalla comunitĂ a :Flammia Gerardo Inglese Luca Laurano Federica Meninno Bruna Barasso Sofia e alle loro famiglie, che Domenica 12p.v. riceveranno il Sacramento del Battesimo! 5


Lo sapevate che …

CON IL «TRENO DELLA SPERANZA» DA GROTTAMINARDA A INGRIA. Da marzo a ottobre è così lavoro, spaghetti e sonno Gazzetta del Popolo (Martedì.17 Aprile 1962) Non si va in paese nemmeno la Domenica, per via dei soldi da portare a casa. Il destino ha portato quassù un gruppo degli avellinesi, quelli di « uomini nove , fagotti diciannove», a costruire una strada. Tutti li stimano e il prete dice: «Sono brutti ma buoni ». INGRIA Il treno della speranza non è affollatissimo. I miei amici mi spiegano che siamo sotto Pasqua, che in questi giorni si spostano soltanto quelli, come loro, che hanno già un posto assicurato, che hanno la lettera della ditta in tasca: gli altri, che si avventurano al Nord in cerca di paesani che gli diano aiuto, preferiscono rimandare la partenza dopo le feste. La maggior parte dei viaggiatori è scesa a Genova; sul marciapiedi della stazione di Porta Nuova soltanto giù un centinaio, forse meno. Il gruppo più numeroso è quello comandato da Pasquale P.. Partiamo. Pasquale sa quello che bisogna fare. L'autobus per Pont Canavese dovrebbe partire alle undici da Porta Susa: a sbrigarsi c'è la speranza di arrivare in tempo. il plottoncino di Grottaminarda ripete i movimenti che già fece l'anno scorso e gli anni prima: quattro rimangono sul treno, quattro stanno sotto i finestrini e tirano giù i diciannove colli - valige e scatole - che vengono calati dall'alto. Pasquale corre via, per cercare la carrozzella. I meridionali non accettano altro mezzo di locomozione se non la carrozza a cavallo quando non possono andare a piedi o in tram. Il taxi è un lusso inutile, è una ambizione sbagliata, uno sfarzo che non si addice al regime di parsimonia che li accompagna accompagna dalla partenza da casa al loro ritorno: anche se hanno fretta, se rischiano di perdere l'autobus, se la spesa fosse uguale, la carrozzella è sempre preferita al taxi che rappresenta la rinuncia immediata alla tradizione del sud, una sorta di spregiudicata acquiescenza alle nuove regole. Pasquale corre a trattare col vetturino: in carrozza viaggeranno solo le valige e i pacchi, oltre a lui che deve sorvegliarli; i paesani andranno a Porta Susa col tram. Le trattative si dilungano: il vetturino cede soltanto quando Pasquale si decide soltanto per le mille lire, non una di più: e allora gli otto napoletani che aspettano a qualche metro caricano sulle spalle le valige e le portano sulla carrozza. Ma quando Pasquale arriva a Porta Susa l'autobus è partito. Bisogna aspettare. Si aspetta il successivo che parte dopo un'ora e mezzo. A Pont ci sarà il camion della ditta Rabellino che li porterà a Ingria dove c'è il cantiere di lavoro e c'è Armando Pavesi, che li aspetta. La storia che li ha portato in Piemonte, a lavorare su una strada che unirà inerpicandosi sul monte, la frazione di Borgognone al paese di Ingria che si trova duecento metri sopra, è una storia che questi uomini seguitano a raccontare con la soddisfazione di chi le attribuisca il valore di un segno propizio del destino. 6


Lo sapevate che …

«Il caso è stato - dice Domenico P. - se siamo venuti fin quassù. Sono stato io. Fu quattro anni fa. il Sig. Rabellino stava girando l'Italia con la famiglia, in vacanza, e tornava dalla Sicilia quando la sua Giulietta si guastò. Era notte, la campagna buia; dalle nostre parti chi esce di casa la notte?. Dove si va?. A uscire si finisce all'osteria, ci vogliono i soldi e la mattina fa fatica alzarsi. Quella macchina sola, in mezzo alla strada, non voleva saperne di rimettersi in moto; il signor Rabellino fa l'impresario edile e di motori poco se ne intende. Fruzzicò dentro il motore e poi quando vide che non c'era niente da fare, si decise a chiedere aiuto. La mia casa era vicina; venne sull'aia e chiamò. Io scesi. Dissi: non si preoccupi, in qualche modo si farà. Mi vesto e vado a cercare un meccanico in paese. E così feci. Nel giro di un'ora il signor Rabellino ripartì. Ma andandosene voleva compensarmi e io gli dissi di no, che lo avevo fatto perché fra cristiani ci s'aiuta senza interesse. Allora il signor Rabellino mi disse se avevo bisogno di qualcosa, che lui si chiamava così e così, che abitava a Santo Stefano Belbo, in Piemonte, e che se avessi voluto avrebbe potuto darmi lavoro. Il lavoro - dissi - non si rifiuta. Quì la campagna non rende; se lei dice sul serio io vengo a lavorare. Qualche giorno dopo partii e con me venne Pasquale che è mio cognato. Ora siamo diventati nove e quest'altro anno, se Iddio ci assiste, saremo anche di più. L'inverno è lungo, caro signore, e i ragazzi mangiano e si vestono e vanno a scuola e ci vogliono i soldi e la roba. Quando ci si ritorna a casa a ottobre abbiamo qualche soldo serve per tirare avanti». A Ingria i nove amici si sono subito sistemati. Cinque dormono in una stanza e altri quattro in un'altra, distante in una cinquantina di metri. Vicino al cantiere, in un'altra stanzetta, hanno fatto cucina e refettorio. La ditta passa l'alloggio, gli spaghetti e il vino; Pasquale, quando può, fa da mangiare perché lui, che è stato nove anni militare, sa stare intorno ai fornelli e la "pommarola" la fa bollire in tempo giusto; se c'è bisogno di lui al cantiere viene sostituito da un altro: sanno tutti cucinare una scodella di spaghetti, che è il loro mangiare, mattina e sera. La gente di Ingria li aspetta e li festeggia. L'anno scorso quando arrivarono trovarono un fascio di fiori; ma non li gradirono perchè i fiori agli uomini, a Grottaminarda, non si mandano; quest'anno i fiori non ci sono stati per evitare cattive interpretazioni, ma gli abitanti della frazione li hanno aspettati all'arrivo dal camion e li hanno festeggiati. C'era anche il parroco, don Cesare Targhetta, che è un prete giovane e allegro. Dice: «Sono brutti, ma buoni». Hanno cominciato subito a lavorare. C'è da disfare un monte per far salire la strada; l'aria è tagliente ma il piccone riscalda e ogni colpo è un soldo che verrà portato a casa. Ora, da marzo a ottobre, tutti i giorni, così. Lavoro, spaghetti e sonno: «In paese non si va nemmeno la domenica se non si sa come va a finire. Il ben d'un anno - dice il proverbio - va in una bestemmia. Non le pare?». Buon lavoro, ragazzi.

7


. Pensieri e .. sieri Scacciapen “Cari giovani amici!Non permettete che vi sia tolta questa ricchezza!Non inscrivete nel progetto della vostra vita un contenuto deformato, impoverito e falsato: l’amore “si compiace della verità”.Cercate questa verità laddove essa si trova realmente!Se c’è bisogno,siate decisi ad andare contro la corrente delle opinioni che circolano e degli slogans propagandati!Non abbiate paura dell’amore, che pone precise esigenze all’uomo.Queste esigenze così come le trovate nel costante insegnamento della Chiesa sono appunto capaci di rendere il vostro amore un vero amore.” Papa Giovanni PaoloII

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri” Gv13,35

Preghier

enti a per stud

a geometri tore della non. ra, crea e go li ta bi Pi si Credo in meri divi ra tutti i nu per nost annato e piana e di prof. i ede, cond de im o ch it Ar llo spir Credo in e scese ne e le lacrim erato, di bocciati sfiga lib omossi e pr e ar nno fine. per giudic e non avra Fortuna) (1 sola x ematica studio, at lo e m to lla ques Credo ne l trascura botte de materia nale e le balorda rutinio fi sc lo do . no aspettan e verran padre ch Amen

N.B. Il giornalino potrà crescere anche grazie alla partecipazione della comunità. Chiunque lo desideri può far pervenire del materiale ( poesie, notizie, barzellette ,pensieri , giochi o altro ), contattandoci al numero 0825/441713 (Parrocchia di Santa Maria Maggiore), tramite e-mail, o semplicemente recandosi presso la canonica della chiesa madre! Speriamo vivamente sarete in tanti a partecipare!!! E-mail : pasamag@interfree.it

8

GoccediGrotta, n. 0 (dicembre 2004)