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Il Teatro Del Carretto in

GIOVANNA AL ROGO


“…La donna fu legata ad un palo posto sull’impalcatura e fatto di gesso, e il fuoco fu su di lei, e la soffocò rapidamente e gli abiti bruciarono completamente: allora il fuoco fu abbassato per mostrarla nuda al popolo, con tutti i segreti che ci possono essere o dovrebbero essere in una donna, in modo da togliere al popolo qualsiasi dubbio. E dopo che l’avevano vista a sufficienza e a piacimento, morta e ancora legata al palo, il boia alzò di nuovo le fiamme sul suo povero corpo, che ben presto bruciò, completamente, e carne e ossa furono ridotte a cenere.” ( bourgeois de Paris)


Giovanna D’Arco, conosciuta anche come la Pulzella d’Orlèans, nacque nel 1412 in una famiglia di contadini nel paese di Domrèmy e dall’età di tredici anni iniziò a sentire voci divine che la chiamavano a salvare il Regno di Francia, afflitto dalla Guerra dei Cent’anni contro l’Inghilterra. Unitasi alle truppe in guerra, contribuì alla vittoria delle armate francesi contro quelle inglesi e all’incoronazione di Carlo VII. Catturata dai Borgognoni, alleati agli inglesi, Giovanna fu venduta a questi ultimi che l’affidarono alla Chiesa, asservita anch’essa al potere inglese, perché venisse processata per eresia: la condanna avrebbe avuto il fine di metter in discussione l’incoronazione di Carlo VII, avvenuta per opera di un’eretica. Il processo si concluse infatti con una condanna per la giovane che, rimessa alla giustizia inglese, e abbandonata dal suo Re Carlo, fu condotta al rogo. Circa venti anni più tardi, al termine di una seconda inchiesta, dichiarata la nullità del primo processo, Giovanna fu riabilitata. Beatificata infine nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu proclamata patrona di Francia. Celebrata come eroina nazionale francese, resta una figura storica dalla complessa e ambivalente interpretazione.

Lo spettacolo non ha la pretesa di comprendere il personaggio di Giovanna, e neppure quello di abbandonarsi a letture basate su convinzioni personali. La sua vicenda reale si perde infatti nel mare delle interpretazioni, il più delle volte fantasiose o dettate dall’ideologia, sorte intorno al personaggio: divenuto nel corso del Novecento oggetto di nuove attenzioni, sia dal punto di vista artistico, con le molte versioni che ci hanno lasciato il cinema, la musica, il teatro…sia in termini storici, con la sua santificazione. Quella che abbiamo potuto vedere è una figura tragica, mistica visionaria stretta dai vincoli della rigida società del tempo, tradita, perseguitata e arsa viva dai potenti. Quello che abbiamo compreso è che la sua storia, dal processo di condanna a morte come eretica…a quello di riabilitazione… fino alla sua stessa santificazione, è stata e ancora continua ad essere oggetto di appropriazione e strumentalizzazione per finalità politiche di ogni genere. Anche per questo la vicenda di Giovanna resta attuale, fonte di suggestioni e domande aperte che, pur cambiando i tempi, mantengono una forza e una verità universale: quella di chi è vittima dell’abuso di qualsivoglia potere. “L’intento dello spettacolo è quello di ripercorrere le più significative versioni letterarie, supportate dalle fonti disponibili sulla vita di Giovanna, per approdare ad una proposta drammaturgica la cui struttura è costruita con l’alternarsi del tempo presente, in cui la protagonista sente e soffre la condanna ormai prossima, e il tempo passato, da lei rivissuto quale estrema ricapitolazione della propria esistenza.”

Maria Grazia Cipriani


Procedete. Comincia col dire il tuo nome. Il mio nome è Giovanna. Dove sei nata? In un piccolo villaggio chiamato Domremy. Quanti anni hai? Diciannove..credo.


Il nostro serenissimo Enrico VI, re d’Inghilterra e di Francia, ti ha affidato a noi perché tu venga processata in materia di fede, viste le numerose eresie di cui sei accusata. Giura di dire la verità riguardo tutto ciò che ti verrà chiesto! Io non so cosa mi domanderete: potreste chiedermi cose alle quali non posso rispondere: mi riservo il diritto di tacere su argomenti che le mie Voci vogliono mantenere segreti. Dio ti ha forse proibito di dire la verità? Le mie rivelazioni erano destinate al mio re Carlo VII, solo e unico re di Francia. Giovanna, tu dici che le tue rivelazioni erano destinate solo al tuo re Carlo VII: ma la sua incoronazione è stata una mascherata, l’opera di una strega, un’avventuriera, una donna per soldati, un’eretica ed il tuo re Carlo è perciò un eretico. Il mio Re è il più nobile cristiano tra i cristiani! Giovanna, sta attenta: non aiuti te stessa se non ti sottometti al nostro giudizio… Io… sono sempre stata fedele a Dio e ho seguito tutto quello che ha detto, e ho fatto tutto quello che mi ha chiesto di fare. ...Mi ha parlato attraverso…dei segni. Segni…quali segni?


All’età di tredici anni Nostro Signore mi si era rivelato attraverso una voce…a mezzodì, d’estate, mentre ero nell’orto di mio padre, in un giorno di digiuno, e la voce veniva da destra, dalla parte della chiesa… La terza volta che la udii, seppi che si trattava della voce di un angelo che mi diceva che sarei dovuta partire per porre fine all’assedio di Orlèans e salvare la Francia… …San Michele non era solo, ma accompagnato da angeli del paradiso…


Avete mai baciato san Michele? Sì, e pure Margherita e Caterina… Le figure di Santa Margherita e Santa Caterina sono incoronate, hanno delle belle corone, ricchissime e preziose… E le due sante parlavano inglese? Perché l’inglese, se sono dalla parte dei Francesi? Facevano buon odore? Certo, buonissimo. E calore? Sì, lo sentivo baciando. Che lingua parlava San Michele? La lingua del cielo…


Giovanna, voi sostenete che vi è apparso San Michele… Pretendete allora d’esser mandata da Dio? Sì…per salvare la Francia… è per questo che sono nata… Voi bestemmiate! Io vengo da parte di Dio per salvare la Francia…è per questo che sono nata


Avevi una spada? Che cosa preferisci?Lo stendardo o la spada? Amo cento volte di più il mio stendardo. Perché? Per evitare di uccidere qualcuno. Hai mai usato la spada quando la tenevi in mano? Sì, l’ho usata. L’ho brandita in aria. L’hai brandita in aria? …Io non ho ucciso…non ricordo…la battaglia era così confusa, non mi ricordo…


Da quanto tempo non vedete San Michele? Da ieri, nella mia cella. Com’era San Michele, com’era? Era solo? Aveva le ali? Com’era di statura? Statura d’uomo? Sì. Ascoltate Giovanna. Noi sappiamo che le vostre visioni non provengono da Dio, ma dal demonio! Come potete voi riconoscere un angelo da un diavolo? Voi vi siete inginocchiata davanti a Satana e non davanti a San Michele! Se la Chiesa vuol farmi dire che le mie visioni sono maligne, allora io non credo più in questa Chiesa. Giovanna, tu stai dichiarando di non essere disposta a sottometterti al giudizio della Chiesa militante, ma solamente a Dio…Dobbiamo concludere che non comprendi l’autorità della Chiesa, che hai peccato nella fede di Dio e che sei figlia della superstizione, che hai deviato dalla fede, che invochi i demoni, sei un’idolatra e un’eretica. Credo nella Chiesa su questa terra, ma i miei atti e le mie parole li affido e li rimetto solo a Dio, che mi ha detto di fare ciò che ho fatto. E Dio vi ha comandato di portare questi abiti maschili? Sì. Voi bestemmiate Dio. Le Sacre scritture recitano “La donna non vestirà abito d’uomo, né l’uomo abito di donna: chi lo farà sarà abominevole agli occhi di Dio!” Quest’abito non cambia la mia anima! Giovanna, se vi permettessimo di assistere alla Messa, acconsentireste a togliervi questi abiti da uomo? No…per quello che dipende da me, io non cambierò d’abito per fare la Comunione!


Chiedo di essere trasferita...


... in un carcere femminile...


Giovanna, voi dite di preferire i vostri abiti da uomo che assistere alla Messa… Sapete che è il corpo di Dio quello che voi rifiutate?... …E ancora affermate di essere figlia di Dio come Gesù è figlio di Dio? Voi non siete figlia di Dio, ma della superstizione e del demonio! Non è vero…siete voi gli inviati del demonio per farmi soffrire… Io…sono sempre stata fedele alle mie voci che mi hanno detto di fare tutto ciò che ho detto e fatto. Giovanna, non vedi ancora che le tue voci ti hanno ingannato? Per l’ultima volta, confessate i vostri peccati: riconoscete di aver peccato di idolatria, di eresia,di orgoglio, di disubbidienza alla Chiesa… No, non voglio rinnegare le mie Voci…Non voglio testimoniare contro il mio Re… E voi non farete quello che dite contro di me, senza che ve ne derivi male sia per il corpo che per l’anima! Voi siete posseduta dal demonio!Conducete questa strega al patibolo!


…E cinquecento cavalieri… con la testa insanguinata con la spada sguainata… …E cinquecento cavalieri… con la testa insanguinata… e sono solo le ciliegie… e sono solo le ciliegie… e sono solo…


GIOVANNA AL ROGO del Teatro Del Carretto

drammaturgia e regia MARIA GRAZIA CIPRIANI scene e costumi GRAZIANO GREGORI suono HUBERT WESTKEMPER luci ANGELO LINZALATA e FABIO GIOMMARELLI con ELSA BOSSI e NICOLO’ BELLITI ANDREA JONATHAN BERTOLAI GIACOMO VEZZANI voce Inquisizione DARIO CANTARELLI voce bambina ELENA FREZZA

assistente alla scenografia collaboratore alla scenografia responsabile della sartoria tecnico luci assistente al suono e fonico macchinista

segretaria di produzione amministrazione segretaria di compagnia rapporti internazionali foto un grazie particolare a

CINZIA LANDUCCI GIACOMO PECCHIA TIZIANA PIERCECCHI FABIO GIOMMARELLI LUCA CONTINI ANDREA MACIS

MICHELA BETTI ROBERTA FRANCINI LAURA SINOFRI ELENA DI STEFANO GUIDO MENCARI Simonetta Cassai, Claudio Maestrelli Giacomo Callari


Donna è il nome più nobile che si possa dare all’anima. Molto più nobile che vergine. da “Jeanne D’Arc e il suo doppio” di Maurizio Cucchi


Il Teatro Del Carretto, nell’arco della sua attività ha realizzato i seguenti allestimenti, appartenenti tutti al repertorio:

BIANCANEVE dai f.lli Grimm 1983 ROMEO E GIULIETTA da William Shakespeare 1985 ILIADE da Omero 1988 SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE da William Shakespeare 1991 METAMORFOSI da Kafka 1992 LE TROIANE da Euripide 1995 BELLA E LA BESTIA 2000 ODISSEA da Omero 2002 PINOCCHIO da C. Collodi 2006 AMLETO da William Shakespeare 2010 GIOVANNA AL ROGO 2011

Teatro del Giglio di Lucca

Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca

Stampa: Francesconi - Lucca

Teatro Colombo di Valdottavo


Teatro Del Carretto - Giovanna al rogo  

Photographs 2011 © Guido Mencari - www.gmencari.com

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