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RELAZIONE DI MISSIONE 2015


SOMMARIO • • • • • • • •

Chi siamo Con chi lavoriamo Compagine e struttura Personale e Volontari Attività Settori di Intervento Attività in Italia Attività di Comunicazione

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GRUPPO MISSIONI AFRICA onlus Chi siamo Mission Promuovere condizioni di vita dignitose dei soggetti più vulnerabili della società, in particolare donne e bambini, attraverso processi di sviluppo nei paesi impoveriti.

Vision Quella di un mondo in cui tutti i bambini vedano soddisfatti i bisogni fondamentali e le comunità e i villaggi diventino promotori di sviluppo sul proprio territorio.

Il GMA è un organismo composto da laici volontari che si ispirano a valori umani universali di solidarietà. Fin dalla sua nascita, nel 1972, il GMA si ispira nella sua operosità, al carisma del Beato padre Lodovico Pavoni, fondatore della Congregazione dei Religiosi Pavoniani. In Italia GMA lavora per il rispetto dei diritti umani e una cultura di condivisione, di giustizia e di pace innescando una rete di solidarietà e promozione sociale che, partendo dai gruppi locali, si espande alla dimensione internazionale. GMA è socio del coordinamento Solidarietà e Cooperazione CIPSI. I settori di intervento di GMA nei paesi impoveriti sono sempre legati alla promozione dei diritti di base: • Sostegno all’infanzia; • Sviluppo delle zone rurali; • Promozione della donna; • Accesso all’acqua. La realtà di GMA Onlus non è circoscritta al territorio veneto, ma è ramificata in tutta Italia attraverso una ventina di rappresentanti locali volontari che, in sintonia con la sede, diffondono la cultura della solidarietà e della promozione dei diritti umani tra le famiglie italiane. GMA Onlus ha più di 6.000 simpatizzanti sul territorio italiano.

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Con chi lavoriamo I paesi africani in cui GMA svolge principalmente la sua attività sono: l’Eritrea e l’Etiopia. Un binomio che rappresenta una nota dolente per l’Africa e una sfida enorme per GMA. Si tratta di due paesi che vivono un conflitto endemico tra di loro, caratterizzato dall’alternarsi di momenti storici diversi, da unità e separazioni, da storie e culture comuni. Forse ciò rappresenta un invito a tutta l’Associazione per divenire punto di incontro, di mediazione, di dialogo, di riconciliazione, anche se in quest’area continuano a spirare venti di conflitto. La presenza di GMA auspica di rappresentare un anticipo del futuro di due paesi che, pur mantenendo la loro identità, sanno camminare insieme. È questo il senso del nostro lavoro.

ERITREA Superficie: 117.600 km2 Capitale: Asmara Popolazione: 5.293.000 Lingua: tigrinya, afar, tigrè, beni amer, saho, kunama, arabo, altre lingue cuscite Moneta: nakfa. Attualmente in Euro vale circa 20 Nakfa PIL: 1,87 miliardi di dollari PIL pro capite: 295 dollari (700 dollari a parità di potere d’acquisto) La lunga guerra di indipendenza che ha caratterizzato trent’anni di storia dell’Eritrea, ha portato il Paese in uno stato di grave emergenza, le cui prime vittime sono sempre i bambini. Uomini e donne sono costretti al servizio obbligatorio nell’esercito e le donne con figli rimangono sole con i bambini e sono loro che devono occuparsi della gestione della casa e della famiglia. I costi della leva militare di massa hanno contribuito a paralizzare l’economia nazionale. La mancanza di disponibilità dei beni alimentari è peggiorata. Moltissimi sono i giovani che hanno abbandonato il paese. Nel paese si registrano diverse necessità: scarsa sicurezza alimentare (per la maggioranza il livello di vita è di pura sopravvivenza), mancanza di manodopera (gli uomini sono al servizio militare), distribuzione diseguale delle risorse alimentari disponibili, limitato accesso alle poche strutture sanitarie ed educative esistenti ed operanti in loco, utilizzo di tecniche agricole e di allevamento arretrate, difficile approvvigionamento idrico. La crescita demografica annua è pari al 2.52% e il tasso di fertilità di circa 4,6 figli per donna. La mortalità infantile (sotto i 5 anni) è pari a 58/1000 La speranza di vita è stimata in 60,4 anni. La siccità contraddistingue il paese e l’accesso all’acqua potabile è pari al 40%. L’accesso ai servizi sanitari adeguati è pari al 9%. Una scarsa igiene personale e bere acqua non pulita porta alla diffusione di malattie come la dissenteria. Il livello di istruzione e di educazione è ancora molto basso in tutto il paese. Il tasso di analfabetismo (sopra i 15 anni) è pari al 58,6%.

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ETIOPIA Superficie: 1.104.300 km2 L’Etiopia, ventisettesimo Paese più esteso al mondo, è suddivisa in tredici regioni autonome; le principali sono: Addis Abeba, Dire, Dawa, Gondar, Makallè, Harar, Jimma. Capitale: Addis Abeba (3.000.000 di abitanti circa), sede di oltre 180 rappresentanze diplomatiche, nonché sede dello United Nations Economics Commission for Africa e dell’Unione Africana, conta una delle maggiori comunità diplomatiche mondiali. Popolazione: L’Etiopia conta circa 93.815.900 abitanti con un tasso attuale di crescita del 3,179%. La composizione etnica è assai diversificata a causa della mescolanza razziale e linguistica che ebbe inizio sin dai tempi antichi. I principali sono gli Oromo, Amara, Somali, Tigrini, Sdama, Gurage. Lingua: la lingua ufficiale è l’amarico. Le altre lingue locali più parlate sono l’Oromigna, il Tigrigna e il Somalo. Nelle scuole viene insegnato l’inglese. Moneta: la moneta dell’Etiopia è il Birr etiopico (Birr), suddiviso in 100 centesimi. Attualmente un Euro vale circa 22 Birr. PIL: 54.89 miliardi di dollari PIL PIL pro capite: 800 dollari Inflazione: 15 % Sul versante sociale l’Etiopia presenta uno scenario molto preoccupante. Si tratta di una popolazione totale di oltre 93 milioni di persone per le quali l’attesa di vita si ferma alla soglia dei 56 anni, il tasso di mortalità infantile al di sotto dei cinque anni si attesta a 109 decessi su 1.000 bambini e la disoccupazione arriva al 16,7%. I dati indicano standard di vita qualitativamente molto bassi, con una elevata incidenza di povertà, con quasi il 35% della popolazione costretta a vivere con poco più di 1 dollaro al giorno e la malnutrizione che riguarda il 44% del totale. Tutto ciò, secondo i dati dell'Undp, si traduce in un indice di sviluppo umano molto basso, che colloca il paese al 157° posto su 169 paesi censiti. Per quanto riguarda l’economia, l’agricoltura è la voce più significativa e assorbe la maggior parte della forza lavoro (80%) anche se seriamente minacciata della siccità. Negli ultimi anni l’economia etiope aveva conosciuto una relativa crescita dovuta al supporto delle esportazioni, agli aiuti allo sviluppo e agli investimenti esteri diretti, ma il sopraggiungere della crisi mondiale ha bloccato sul nascere il tentativo di ripresa. In aggiunta a questo la guerra 19982000 con l’Eritrea sulla disputa dei confini, non ancora risolta, continua a influire negativamente sull’andamento economico del paese. Accesso all’acqua potabile è pari al 42% L’accesso a servizi sanitari adeguati è pari all’ 11%. La mortalità infantile (sotto i 5 anni) è pari a 109/1.000 La speranza di vita è stimata in 56,1 anni. Prevalenza Hiv: 2,1%. La popolazione urbana è pari al 17% Analfabetismo pari al 58,3%. La promozione dell’educazione ed istruzione dei più piccoli è fondamentale per dare un futuro migliore ai giovani del paese. In Etiopia il 56% della popolazione è costituita da minori. Solo il 54% dei bambini frequenta la scuola primaria e il 19,2% la scuola secondaria. Elevato è il tasso di abbandono soprattutto tra le bambine, spesso costrette a lasciare la scuola per dedicarsi all’economia familiare o a matrimoni precoci.

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Compagine e struttura

Assemblea Soci Le linee programmatiche dell’attività dell’associazione per l’attuazione dello scopo sociale ed i suoi indirizzi “politico-culturali” sono delineati dall’Assemblea dei Soci. L’assemblea nel 2014 conta 99 soci, tra soci fondatori, soci ordinari e soci onorari.

Consiglio Direttivo Il Consiglio Direttivo viene eletto ogni 3 anni dall’Assemblea soci, e può compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni negoziali di qualsiasi natura ritenute necessarie ed utili alla realizzazione dello scopo sociale. Il Consiglio ha compito di nominare Presidente e Vice Presidente. Si riunisce mediamente una volta al mese. Al 31/12/2015 il Consiglio è composto di 9 membri.

Composizione Consiglio Direttivo al 31/12/2015 Presidente Padre Vitale Vitali Vice presidente Maria Boggian Adelia Longo Enrico Marcolin Daniela Maretti Luca Modenese

Giacomo Zampieri Lidia Pisotti Gianfranco Pieropan

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Personale e Volontari GMA è composto dal rappresentate legale nella figura di P. Vitale Vitali e Maria Boggian nelle vesti di vice-presidente. Il personale in servizio presso la sede di Montagnana è composto da 5 persone: Arici Laura, Falamischia Marta, Quaglia Sara, Vivaldi Oliva e Viola Alice. La forza dell’Associazione arriva dai volontari che con entusiasmo donano il proprio tempo a sostegno delle attività e dei progetti nel Corno d’Africa ed in Italia, dove la rete di volontari è presente su tutto il territorio nazionale.

GMA onlus è presente sul territorio italiano: Veneto Friuli Sardegna Trentino A. A. Lombardia Emilia Romagna Toscana Lazio Campania

8 gruppi locali 1 gruppo 1 gruppi 1 gruppo 10 gruppi 5 gruppi 1 gruppo 5 gruppi 3 gruppi

Amministrazione Luca Modenese Progetti

Rappresentanza

P. Vitali, M. Boggian, F. Pieropan

M. Boggian, P. Vitali, E. Marcolin, L. Pisotti, D. Maretti

Presidenza P. Vitali M. Boggian Comunicazione M. Boggian, A. Longo

Raccolta fondi M. Boggian, A. Longo, G. Zampieri

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Attività L’associazione persegue obiettivi di solidarietà tra i popoli, mediante attività di cooperazione a sostegno dei processi di sviluppo nei villaggi e delle popolazioni più povere ed emarginate dei PVS (Paesi in Via di Sviluppo) e attraverso programmi di educazione alla mondialità. L'attività dell'associazione è volta alla creazione di una vasta rete di solidarietà popolare per sostenere: • AFFIDI FAMILIARI presso famiglie eritree ed etiopiche di bambini abbandonati e vulnerabili, facendosi garante del loro sviluppo integrale, fino alla piena autosufficienza ed indipendenza; • FAMIGLIE NEL VILLAGGIO che necessitano di un sostegno esterno per poter porre le basi del proprio autosostentamento; • COMUNITÀ RURALI in Eritrea ed Etiopia, al fine di dotarle di strumenti di utilità sociale (scuole, strade, acquedotti, ponti, mulini presidi sanitari e saloni polifunzionali) e per la donna promuovere attività di microfinanza e attività cooperativistiche produttive al fine di elevare la qualità della loro vita. GMA Onlus programma e finanzia piccoli e medi progetti volti a creare le premesse per il futuro autosviluppo del villaggio, opera per la sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo, preferibilmente nelle scuole, con interventi permanenti a durata anche pluriennale. I settori di intervento di GMA nei paesi impoveriti sono sempre legati alla promozione dei diritti di base: • • • •

Sostegno all’infanzia Sviluppo delle zone rurali Promozione della donna Accesso all’acqua

Paesi d’intervento: • • •

Etiopia Eritrea Italia

Anno 2015 Paese Eritrea Etiopia Italia Totale

Progetti 21 18 1 40

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Il 2015 in numeri…i progetti Nel corso del 2015 sono stati inviati a progetto 511.708,23 €. Suddivisione per aree tematiche

Formazione

Salute

92.296,00 €

8.743,39 €

Sicurezza alimentare

Infrastrutture sociali

103.749,00 €

32.253,00 €

Microfinanza

Infrastrutture scolastiche

35.779,00 €

129.090,84 €

Acqua

Sostegno infanzia

90.330,00 €

14.000,00 €

Sostegno familiare

5.467,00 €

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Il 2015 in numeri‌la raccolta fondi Nel corso del 2015 sono stati raccolti 783.072,42 ₏

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SETTORI DI INTERVENTO 1. Sostegno all’Infanzia I bambini sono la promessa di un futuro migliore: i loro diritti e il loro benessere sono le priorità della nostra solidarietà, per questo l’infanzia è al centro di ogni azione di GMA. In tutto il mondo centinaia di milioni di bambini vivono in situazioni di povertà cronica che si manifesta non solo con la mancanza di cibo, ma anche con l’accesso insufficiente ad acqua potabile, servizi igienico-sanitari e istruzione primaria. GMA cerca quindi di intervenire con diversi progetti a favore dell’infanzia, lavorando su tutti questi fronti. La filosofia che caratterizza l’azione di GMA a favore dei più piccoli è la convinzione che il bambino non sia solo, non un’isola all’interno del villaggio, ma che sia inserito all’interno del tessuto sociale di quest’ultimo, per migliorare la qualità della vita di tutti i bambini del villaggio è quindi fondamentale sostenere la sua comunità. Si è partiti con l’assistenza agli orfani di guerra e agli orfanotrofi, ma fuori dall’emergenza si cerca ora di affiancare la famiglia nella sua quotidianità, rispondendo alle necessità, in un primo momento attraverso il soddisfacimento dei bisogni primari sostenendoli poi nella realizzazione del progetto familiare e di comunità. Tutti i progetti realizzati hanno sempre un approccio integrato, guardano quindi al benessere completo del minore e del contesto in cui vive. Ecco quindi che proseguono sia in Etiopia che in Eritrea i progetti che si rivolgono a famiglie in difficoltà (per prevenire l’abbandono e la disgregazione familiare) o che intervengono in situazioni già difficili e problematiche, come nel caso di ragazzi di strada, orfani, rifugiati, profughi o ragazzi abbandonati. Fenomeni che non si verificano solo nelle grandi capitali come Addis Abeba e Asmara, ma inizia ad intensificarsi anche nelle città medio grandi, a causa dell’acuirsi di fenomeni di siccità e carestie che affliggono le zone rurali e portano sempre più persone ad abbandonare la campagna. Nonostante il luogo migliore dove crescere un bambino sia la famiglia, la realtà ci dimostra come questo non sia sempre possibile. L’obiettivo è però quello di sostenere bambini e ragazzi in difficoltà economica e di disagio sociale, cercando quando possibile di inserirli in ambito familiare, sostenere la famiglia stessa o favorendo l’affido o il ricongiungimento. Nelle zone rurali il tipo di intervento richiesto punta invece a sostenere l’infanzia attraverso il supporto all’istruzione. Nei villaggi è spesso difficile frequentare la scuola: in molti villaggi non esistono scuole e pre-scuole (obbligatorie per accedere all’istruzione primaria) e i bambini devono percorrere a piedi diversi chilometri per recarsi a quella più vicina, dove esiste le classi sono spesso affollate e gli alunni seguono le lezioni in ambienti poco salubri, umidi, con scarsa areazione e spesso senza disponibilità di acqua potabile e servizi igienici. Diversi sono quindi i progetti in atto per facilitare l’accesso all’istruzione nelle zone rurali.

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Risultati

N. Beneficiari

Sostegno all’infanzia Sostegno asilo Studenti che hanno avuto accesso a nuove aule Borse di studio college per ragazze

924 1.317 3.812 10

Totale

6.063

• In Etiopia Nel corso del 2015 in Etiopia il sostegno all’infanzia ha seguito due filoni principali: quello del sostegno dell’istruzione primaria e dell’alfabetizzazione e quello della formazione dei genitori per la prevenzione del traffico di bambini. Il sostegno ad alfabetizzazione ed istruzione si è concretizzato con la costruzione di un asilo nel villaggio di Wasserà, nella zona del Kambatta, ed una scuola elementare a Dallo Manna, nella zona del Bale. Sull’altro fronte si è invece cercato di lavorare sulla tutela dell’infanzia attraverso la prevenzione e quindi con un corso di formazione per genitori per combattere la piaga del traffico di minori. Si tratta di un problema che negli ultimi anni si è aggravato ed ha colpito pesantemente anche le aree rurali. Il percorso di formazione ha quindi lo scopo di prevenire e ridurre questo fenomeno, insegnando ai genitori a riconoscerlo e denunciarlo, collaborando anche con le autorità locali.

• In Eritrea In Eritrea nell’anno 2015 è continuato il progetto di sostegno familiare, per sostenere quelle famiglie in difficoltà e prevenire l’abbandono dei figli. Il progetto si è svolto principalmente ad Asmara e diventa ogni anno sempre più importante sostenerlo, le madri sole spessa fatica a provvedere ai bisogni dei figli e ogni piccolo aiuta rappresenta una grande speranza. Allo stesso tempo nei villaggi sono stati portati avanti programmi di sostegno agli asili locali per sostenere le famiglie e migliorare la qualità dell’istruzione. E’ continuato il sostegno nei villaggi di Akrur, Adi Teklai, Afelba, Adi Ghebrù e Adi Teklesan. Grazie ai risultati positivi dello scorso anno, anche nel corso del 2015 si è scelto di sostenere un programma di formazione e aggiornamento per le insegnanti degli asili Per quanto riguarda l’istruzione secondaria prosegue il sostegno tramite borse di studio presso la Scuola Agro Tecnica di Hagaz. Infine grande importanza ha avuto il progetto Braccialetti Verdi che ha permesso di salvare 400 bambini da gravi forme di denutrizione, grazie alla distribuzione di DMK e alimenti specifici, oltre alla distribuzione di un capretto per ogni famiglia.

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2. Sviluppo delle zone rurali

Villaggio: il protagonista dello sviluppo. Per questo motivo è importante promuovere uno sviluppo che vede protagonista la comunità, non solo il singolo individuo; il villaggio passa da beneficiario ad artefice del processo di sviluppo. La donna e i bambini non sono soli all’interno del villaggio, la rete di relazioni che caratterizzano e condizionano la vita nelle collettività africane ci obbligano a capire che il fulcro della cultura, delle tradizioni, delle usanze, dell’economia risiedono in un luogo principale: il villaggio. Il contatto con il villaggio ci insegna che il protagonista non è il singolo ma il contesto sociale, il villaggio oltre ad essere beneficiario deve essere artefice dell’azione di cambiamento. I progetti che puntano allo sviluppo delle zone rurali si caratterizzano dunque per due aspetti: la valutazione del contesto, ovvero il villaggio viene messo in condizione di individuare i propri bisogni primari e quindi quegli interventi per i quali si richiede sostegno; il protagonismo del villaggio, ovvero il villaggio provoca l’azione di sviluppo, condividendone le idee e partecipando all’ideazione, gestisce l’attuazione del progetto e ne garantisce la sostenibilità nel tempo. Partendo da questo presupposto, assieme alla collettività vengono quindi individuati alcuni interventi ritenuti prioritari per lo sviluppo dell’intera comunità. La realizzazione di infrastrutture, l’attuazione di programmi di riforestazione, irrigazione e l’avvio di piccole attività produttive sono alcuni esempi che ci portano al “villaggio in azione”.

Risultati Persone affiancate in attività di micro finanza Soci impegnati in attività di allevamento Soci impegnati in attività di trasporto persone e merci Soci impegnati in attività di ristoro/catering Soci impegnati in attività agricole

•Totale In Etiopia

N. Beneficiari 1.302 50 4 105 1.152 2.613

• In Etiopia Le aree prioritarie di intervento sono state diverse: sicurezza alimentare, sostegno all’avvio di piccole attività generatrici di reddito, microfinanza e formazione. In quei villaggi in cui sono attive le cooperative sono stati sostenute ed incentivate piccole attività generatrici di reddito a livello cooperativo, in particolare anche nel corso del 2015 sono state portate

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avanti le attività di catering, orticoltura e piccoli allevamenti. Nel villaggio di Homa sono iniziati i lavori per la realizzazione di un mulino magazzino che avrà lo scopo di facilitare la popolazione, in particolare le donne, nel difficile compito di macinare i cereali, base dell’alimentazione locale, e che permetterà ai contadini e alla cooperativa di immagazzinare i raccolti e non dovranno venderli ad un prezzo basso al termine del raccolto, avranno così derrate alimentari a disposizione per tutto l’anno

• In Eritrea In Eritrea anche nell’anno 2015 è proseguito il progetto denominato piccoli allevamenti familiari. L’obiettivo del progetto è quello di poter aiutare le famiglie più bisognose dei villaggi in cui GMA opera attraverso la donazione di capre o pecore. La donazione di questi animali offre doppi benefici: una maggior disponibilità di latte per i bambini nell’immediato, nel lungo periodo la nascita di nuovi agnelli permetterà un incremento di reddito grazie alla loro vendita. A beneficiare del progetto quest’anno sono state in particolare donne e giovani coppie sieropositive.

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3. Promozione della Donna

Energia e determinazione, capacità di sognare, dolcezza e bontà infinita, solidarietà e altruismo: la donna africana è l’àncora di salvezza su cui costruire il futuro della vita in Africa. Di fronte alle tragedie che si consumano quotidianamente (malattie, denutrizione, violenze…) le donne dimostrano ogni giorno di essere l’unica forza in campo in grado di promuovere lo sviluppo. Le donne sono la spina dorsale della società africana. Il protagonismo della donna nella vita africana è quindi un elemento di leva per ogni attività di sviluppo nei villaggi. Per questo motivo le attività di formazione e il sostegno della donna sono aspetti fondamentali per la promozione dei diritti umani nei villaggi. Alla donna viene affidato il compito della cura dei bambini, la gestione della casa e spesso sono responsabili di piccole attività di artigianato o commercio locale. Le donne hanno quindi un’influenza enorme sul benessere delle famiglie e della società. Tuttavia il loro potenziale non si realizza pienamente a causa di norme sociali ed economiche che le discriminano. Le attività di promozione della donna hanno lo scopo di migliorare lo status delle donne, promuovendo il loro ruolo sociale, facendo leva sulle loro capacità e conoscenze, i loro “doveri” nella comunità, dando valore ai loro compiti (talvolta non riconosciuti) in ambito educativo, economico e sociale.

Risultati Donne che hanno frequentato Formazione giovani mamme Donne che hanno frequentato Donnattiva Donne impegnate in attività generatrici di reddito Cooperative coinvolte Totale

N. Beneficiari 395 589 947 14 1.945

• In Etiopia • In Etiopia In Etiopia nell’anno 2015 le attività realizzate in questo settore sono state soprattutto quelle legate ai percorsi di formazione, alla micro finanza e alle attività generatrici di reddito che nelle aree rurali sono soprattutto legate ad agricoltura e allevamento. Sono proseguiti gli interventi già avviati negli anni precedenti attraverso l’affiancamento delle cooperative costituitesi nel corso degli anni che hanno portato avanti le attività avviate, come sericoltura, banca delle sementi, filatura del cotone

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• In Eritrea In Eritrea il numero di donne che devono farsi carico della famiglia perché vedove, ragazze madri o i cui mariti sono invalidi o al fronte è molto alto. Queste donne sono spesso abbandonate dalla propria rete sociale, si rende quindi necessario creare delle opportunità di riscatto affinché possano attraverso l’istruzione e il lavoro, ricrearsi una dignità e mantenere i propri figli. Questo è l’obiettivo dei due progetti avviati: Formazione mamme e Donnattiva. Il primo è realizzato nei villaggi con giovani donne in situazioni difficili dai 18 ai 35 anni, l’obiettivo è quello di fornire loro quegli insegnamenti di base necessari per migliorare la loro qualità della vita: cura dei figli e gestione della casa, prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, igiene personale ed alimentazione. Il programma Donnattiva rappresenta invece lo step successivo, l’obiettivo è quello di fornire alle donne conoscenze di tecniche imprenditoriali di base, una formazione professionale che possa garantire loro la possibilità di trovare un’occupazione, possibilmente all’interno della loro comunità. il progetto viene portato avanti da anni con successo sia nei villaggi che nella capitale in Asmara, proprio qui quest’anno è iniziato un corso di cucina, un nuovo percorso professionale che permetterà alle donne che lo frequenteranno di trovare un’occupazione presso ristoranti e alberghi o anche presso abitazioni private. Una nuova opportunità per trovare un impiego ed essere così in grado di provvedere alla propria famiglia.

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4. Accesso all’Acqua

L’accesso all’acqua è un diritto di tutti, tuttavia l’emergenza idrica è uno dei grandi drammi del Sud del mondo: in Eritrea ed Etiopia la situazione è gravissima, con solo una persona su quattro che vi ha accesso agevolmente. Oggi le persone che in Africa non hanno accesso all’acqua potabile sono circa 400 milioni, ancor di più sono coloro che non dispongono di servizi sanitari degni di un essere umano. Questo significa che le condizioni basilari di salute non sono rispettate e garantite, con conseguente permanenza e diffusione di malattie endemiche croniche che restano all’origine dell’elevato tasso di mortalità infantile e delle donne in particolare. Mancanza d’acqua al villaggio significa percorrere ogni giorno diversi km a piedi per potersi procurare acqua, spesso presso fonti non protette, il compito spetta generalmente a donne e bambini, la distanza riduce inoltre la quantità a disposizione portandola dai 20 l/gg consigliata dall’UNICEF, ad appena 5 l/gg. Ecco quindi che garantire l’accesso all’acqua potabile diventa una condizione indispensabile per assicurare lo sviluppo della comunità.

Risultati Persone che hanno beneficiato di acqua potabile Persone che hanno beneficiato di servizi igienici

•Totale Etiopia

N. Beneficiari 29.725 3.474 33.199

• Etiopia Al termine dei lavori di sensibilizzazione della comunità, nel corso del 2015 sono iniziati i lavori di estensione dell’impianto idrico di Bughe Ghennet. Oltre all’estensione dell’impianto che ha portato 3 punti acqua alla comunità, sono stati realizzati nuovi servizi igienici per la comunità e per la scuola ed un servizio docce che verrà gestito dalla cooperativa donne. I servizi igienici per la comunità sono collegati ad un impianto a biogas che fornirà energia pulita alla cooperativa, mentre quelli della scuola sono latrine ecologiche sperimentali che forniranno concime alla scuola e saranno maggiormente sostenibili nel tempo. In questa comunità si è lavorato con l’intero villaggio, gli abitanti hanno partecipato in prima persona alla costruzione degli impianti e contemporaneamente hanno seguito un percorso formativo; queste due attività assieme garantiscono che al termine del progetto la comunità senta proprio il progetto e sia in grado di gestirlo autonomamente. Sempre nel corso dell’anno sono stati realizzati i lavori di

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riabilitazione della sorgente di Nada, in Dawro Konta, dove 10 anni erano state spostate forzatamente dal governo circa 1500 famiglie. La comunità nella quale vivono e la scuola locale erano completamente prive di acqua da 8 anni in quanto l’impianto idrico realizzato frettolosamente dal governo locale non aveva ricevuto la necessaria manutenzione e non era più in grado di fornire acqua alla popolazione locale. Il villaggio oggi dispone di due serbatoi per la raccolta dell’acqua che viene distribuita attraverso 7 punti dislocati nel villaggio. La gestione del sistema è stata inoltre semplificata così da garantire in futuro la manutenzione che l’impianto necessita.

• Eritrea La situazione idrica dell’Eritrea è da sempre molto critica e la scarsità di piogge degli ultimi anni ha purtroppo peggiorato la situazione. Nel 2014 erano iniziati i lavori per portare acqua alla clinica di Hamelmalo. Nel corso del 2015 sono terminati i lavori di trivellazione ed installazione del serbatoio per la raccolta dell’acqua, ora si proseguirà con l’estensione, lo schema idrico verrà alimentato con un impianto fotovoltaico.

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5 x Mille: Attività di sostegno all’infanzia #mandiamoliascuola In Etiopia il 56% della popolazione è costituita da minorenni. Negli anni ‘50 il tasso di alfabetizzazione toccava a malapena il 4%. Dopo la riforma dell’istruzione nel 1979 fu avviato un piano nazionale di alfabetizzazione. Verso la metà degli anni Ottanta, il tasso di popolazione adulta in grado di leggere e scrivere si era accresciuto notevolmente. Attualmente il tasso di alfabetizzazione della popolazione adulta è del 35,9%. L’istruzione primaria è gratuita, ma le attuali infrastrutture limitano la frequenza a solo un terzo della popolazione in età scolare. Il tasso netto d’iscrizione scolastica nelle scuole elementari è del 85,3%, mentre in quelle secondarie è solamente del 10,2%. Il problema maggiore per l’alfabetizzazione dei bambini è costituito dall’insufficienza di scuole. Spesso varie classi della scuola primaria sono raggruppate in una sola aula. I villaggi sono variamente distribuiti tra l’altopiano e le montagne e viste le loro modeste dimensioni non hanno una propria scuola. I bambini devono recarsi nei villaggi vicini per poter frequentare le lezioni. La distanza da percorrere per raggiungere le scuole è tra i disagi più importanti che i bambini devono affrontare, inoltre le scuole esistenti spesso non hanno aule adeguate rispetto al numero di classi e di alunni. La gran parte delle strutture educative esistenti non ha appropriate strutture igieniche; la maggioranza si serve di defecazione all’aperto che determina contaminazione ed inquinamento delle acque, accrescendo il tasso di esposizione alle malattie. L’assenza di appropriate strutture igienico sanitarie anche nelle scuole compromette il tasso di frequenza dei bambini, in particolare delle giovani ragazze che devono occuparsi dell’approvvigionamento idrico della famiglia. La mancanza di istruzione ha chiare ripercussioni sullo sviluppo individuale e della collettività in generale. Altro problema che ha iniziato a colpire alcune zone del paese, in particolare le aree rurali è quello della tratta delle persone, in particolare donne e bambini. Nonostante il traffico di fasce vulnerabili della società all’interno e all’esterno del confine nazionale sia continuato a crescere, le vittime di tratta rimangono invisibili nella loro comunità, mascherate dalla crescente migrazione ruraleurbana. Nel caso di traffico esterno al Paese le persone spesso iniziano il loro percorso volontariamente, spinte dalla necessità e dalla speranza di trovare un impiego e una vita migliore all’estero e poter aiutare la famiglia. Il traffico interno è un fenomeno più difficilmente riconoscibile e spesso tollerato dalla comunità locale, talvolta i bambini ed i ragazzi vengono venduti dagli stessi genitori.

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ATTIVITA’ REALIZZATE CON IL 5 X 1000

Attività 1: contributo alla costruzione dell’asilo del villaggio di Wasserà – Regione Kambatta L’attività 1 del progetto prevedeva la costruzione di un asilo per garantire ad un maggior numero possibile di bambini di frequentare la scuola materna. Nel villaggio di Wasserà è presente un piccolo asilo realizzato in cica (legna e fango) dove possono frequentare le lezioni circa 40 bambini. Quando le suore Francescane missionarie hanno iniziato le loro attività nel 1994 i bambini che frequentavano la scuola erano pochi, non ve ne erano e ad oggi non ve ne sono altre nella zona, ma le famiglie non capivano l’importanza della frequenza della scuola materna. Visti però i migliori risultati scolastici che avevano i bambini che frequentavano la materna le richieste di iscrizione sono velocemente aumentate e oggi i bambini che fanno richiesta sono 250 ogni anno; purtroppo per la mancanza di spazi adeguati fino ad ora non era possibile dare risposta a tutte queste richieste. Il progetto ha portato alla realizzazione di un blocco scolastico di 5 aule in mattoni con copertura in lamiera. I lavori di realizzazione sono stati affidati ad un costruttore di Addis Abeba ma il villaggio ha contribuito partecipando ai lavori di costruzione occupandosi dei lavori di sbancamento e preparazione del terreno. I lavori sono attualmente nella loro fase finale: i lavori di copertura sono quasi ultimati, sono state portate in loco le mattonelle per il pavimento e gli infissi sono in fase di montaggio.

Attività 2: contributo alla costruzione della scuola elementare del villaggio di Dallo MannaRegione Oromia L’attività 2 del progetto prevedeva la realizzazione un blocco scolastico per garantire la possibilità di accedere all’istruzione primaria a 180 bambini dell’area che finora non avevano un luogo dove poter frequentare la scuola. I lavori alle fondazioni sono iniziati a marzo con la pulizia del sito e la rimozione dello strato superficiale per uno spessore di circa 20 cm. Allo scopo di aggiustare il livello è stato effettuato uno scavo sotto l’area di costruzione ad una profondità di circa 30 cm dall’altezza naturale del suolo. Il sito pronto per lo scavo delle fondazioni che non ha comunque raggiunto in ogni caso una profondità maggiore di 150 cm dal livello così ridotto del terreno. Attorno al muro di fondazione è stato posato uno strato di materiale drenante ed un nucleo spesso di 25 cm di rocce basaltiche, dure e consolidate, e di rocce frantumate. Sono seguiti i lavori in calcestruzzo di qualità C-7 per uno spessore di 5 cm a di sotto dei lavori in muratura. Calcestruzzo di qualità C-25 è stato impiegato per la trave superiore, le colonne di fondazione, travi, nelle lastre pavimentali di 10 cm di spessore. Trave inferiore, cassone e colonne di fondazione sono state fissate con legno od acciaio. In particolare è stato fatto uso di barre di acciaio di rinforzo di spessore (barre ad aderenza migliorata di Ø 8, 10,12,14 mm). La muratura ha uno spessore di 50 cm in pietra basaltica o equivalente, con uno strato di malta cementizia 1:4; l’intonacatura è stata fatta malta cementizia 1:3. Una volta avvenuta la posa delle fondamenta sono iniziati i lavori per la struttura superiore.

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Calcestruzzo di qualità C-25 è stato utilizzato per le colonne, travi secondarie ed architravi e solette. Le casseformi costruite e fissate. Il rinforzo è stato fatto attraverso barre di metallo ad aderenza migliorata di Ø 6 e 12 mm. I muri hanno uno spessore di 20x20x40 cm e sono di mattoni forati e malta cementizia 1:2:9. La copertura è stata realizzata in lamiera corrugata in ferro galvanizzato G-28, purline e travature in legno di eucalipto (di diametro 10-12 cm per travature superiori ed inferiori e di 8-10 cm per i membri diagonali). Tutti gli elementi in legno sono ben stagionati, dritti e senza difetti. Ogni trave è stata trattata con vernice antitermiti e fissata attraverso barre piane di Ø 6 mm. Attualmente rimangono i lavori di finitura da realizzare quali l’installazione degli infissi e le pitture interne e l’acquisto degli arredi per le aule. Un’aula è già parzialmente in uso da un gruppo di studenti.

Attività 3: corso di formazione per la prevenzione della tratta di bambini (child trafficking) L’attività 3 del progetto è stato un corso di formazione per la prevenzione della tratta dei bambini nella zona del Wolayta. Il fenomeno del traffico di esseri umani, in particolare donne e bambini, negli ultimi anni è stato in costante crescita, fino a diventare una questione di carattere globale; un fenomeno in continua espansione anche in Etiopia, secondo quanto evidenziato da recenti studi. La maggior parte delle persone trafficate finiscono nel mercato della prostituzione, del lavoro forzato, del traffico di organi, le ragazze vendute come domestiche. Molte persone vengono prelevate direttamente nei villaggi, da persone loro vicine. Il corso di formazione ha avuto una durata di 5 giorni e si è svolto presso la sala multiuso della cooperativa di Ghiddo Boditti dal 15 al 19 settembre. Sono stati coinvolti i villaggi più colpiti dal fenomeno e quindi bisognosi di un’attività di formazione e sensibilizzazione. Lo scopo è stato quello di fornire a genitori, ma non solo, gli elementi per individuare e prevenire questo fenomeno, aiutandoli a capire il fenomeno e quali sono i rischi ad esso connessi, le conseguenze e i fattori scatenanti. Verrà attivato all’interno di ogni villaggio coinvolto un programma di dialogo per facilitare la comunicazione e il reciproco aiuto tra gli abitanti. I partecipanti sono stati informati sull’importanza di rapportarsi con le forze dell’ordine e sulle modalità per farlo. Al corso hanno partecipato abitanti del villaggio, membri delle forze dell’ordine, della corte di giustizia e funzionari della stazione dei bus; sono inoltre intervenuti genitori di bambini vittime di traffico per portare la loro esperienza. Durante il seminario i formatori hanno insegnato ai partecipanti concetti di base del fenomeno, i periodi critici e i luoghi in cui questo avviene più frequentemente, hanno spiegato loro come riconoscere campanelli d’allarme e poter prevenire il fenomeno e come muoversi in caso accada qualcosa. Al termine del corso sono state poste le basi per la costituzione di gruppi di confronto e sostegno in ogni villaggio. I villaggi coinvolti nelle attività di formazione sono Humbo Larena, Mayo Koyo, Warbira, Wallacha, Lera, Ololà e Bughe Ghennet; le persone formate avranno il compito di trasmettere ad altre persone nel villaggio le conoscenze acquisite così da raggiungere un maggior numero possibile di beneficiari.

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ATTIVITA’ in ITALIA

EDUCAZIONE

PARTECIPAZIONE

PROMOZIONE

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EDUCAZIONE

• Educazione alla Cittadinanza Mondiale e Intercultura nelle scuole Il percorso di cittadinanza mondiale per l’anno scolastico 2014 -2015 si è caratterizzato per l’attenzione alle relazioni come bene comune: INTRECCI DI RELAZIONI: Costruiamo la

comunità di cittadini continuare il percorso culturale avviato l’anno precedente focalizzandosi sulle relazioni, ovvero le relazioni come bene comune. La cittadinanza nasce dalla cura delle relazioni tra persone, quindi dalla responsabilità degli individui verso l’Altro, verso la comunità. La cittadinanza nasce quindi dalle relazioni tra le persone, dal confronto, dal riconoscimento dell’Altro e delle differenze, dalla scoperta che l’interazione produce sempre trasformazione e dalla consapevolezza che ne consegue. Le scuole, in primo luogo, sono un laboratorio di relazioni e di convivenze sociali, dove diventa importante valorizzare le diversità e farne una ricchezza. Ecco quindi il perché delle attività realizzate e portate avanti nelle scuole e con le scuole. Il percorso è proseguito con i primi incontri nelle scuole primarie e secondarie. Come ogni anno GMA collabora prevalentemente con le scuole del territorio della provincia di Padova, Vicenza, Rovigo. I laboratori di educazione alla cittadinanza mondiale hanno visto la partecipazione di alunni di tutte le classi, attraverso lezioni, proiezioni di foto, laboratori interattivi si sono assegnati loro specifici progetti ed obiettivi da raggiungere, con lo scopo di renderli più vicini e partecipi di una realtà che spesso appare lontana. In questa attività di sensibilizzazione e di responsabilità sociale, culturale ed ambientale, vengono coinvolti gli insegnanti/educatori e le famiglie.

Interventi nelle scuole Pojana Maggiore (VI)

Grado scuola Infanzia

Studenti raggiunti 25

Santa Margherita (PD)

Primaria

90

Vicenza (VI)

Sec. Primo grado

80

Ponso (PD)

Sec. Primo grado

45

Santa Margherita (PD)

Sec. Primo grado

60

Megliadino (PD)

Sec. Primo grado

60

Montagnana (PD)

Sec. Primo grado

90

Saletto (PD)

Sec. Primo grado

80

Carceri (PD)

Sec. Primo grado

45

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Lonigo (VI)

Sec. Secondo grado

120

P. Levi Badia Polesine (RO)

Sec. Secondo grado

300

Liceo Maria Ausiliatrice (Padova) Sec. Secondo grado

70

Totale studenti raggiunti

1.065

Durante il 2015 (nell’anno scolastico 2014/2015) si sono portati laboratori in 12 scuole, di cui 1 scuola dell’infanzia, 1 scuola primaria, 7 scuole secondarie primo grado e 3 scuole secondarie di secondo grado, nelle province di Vicenza, Rovigo e Padova. Gli studenti direttamente coinvolti nei laboratori sono stati 1065, con la partecipazione di circa 50 insegnanti. La proposta didattica di educazione alla cittadinanza mondiale prevedeva anche la formazione per insegnanti, che tuttavia non ha avuto luogo durante l’anno 2015, perché si è svolta a novembre 2014 per l’anno scolastico 2014/15 e a febbraio 2016 per l’a.s. 2015/16. Da settembre 2015, la proposta didattica sulla cittadinanza mondiale promossa ha come tema: Vice-Versa- chiave di lettura per cittadini di questo mondo.

• Corso di cittadinanza attiva La proposta di educazione alla cittadinanza mondiale prevedeva anche una formazione per la cittadinanza, che si è scelto di condurre in partenariato con le realtà culturali di Montagnana. In occasione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, si è optato per un filone legato ai diritti e alle guerre, che uniscono la storia italiane e la storia del corno d’Africa, attraverso il colonialismo.

I due incontri, organizzati insieme all’associazione culturale Italia Nostra, hanno visto la partecipazione di giornalisti e studiosi: Sabato 21 marzo: Guerre, Donne e dignità, con Michele Fassina e Cadigia Hassan Sabato 11 aprile: Italia – Eritrea dal colonialismo ad oggi: conflitti che ci uniscono, con Ribka Shibatu e Jessica Cugini.

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Stages, formazione e inclusione:

Il 2015 ha visto la collaborazione efficace e positiva con l’Educandato San Benedetto di Montagnana, con uno studente proveniente dal settore tecnico-commerciale, ospitando 3 giovani liceali e 2 studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale dell’Educandato San Benedetto di Montagnana. GMA ha accordi di tirocinio con l’Università degli Studi di Padova, di Verona, Ferrara, Bologna, Bergamo e Pisa. Per la prima volta, GMA ha inserito nelle proprie attività educative e di volontariato un caso in pena alternativa alla detenzione, con l’obiettivo di affiancare il soggetto in un percorso di inclusione sociale.

• Italiano L2 per stranieri: Le matite di Malala Dopo l’esperienza avviata con i profughi nel 2014, GMA ha formalizzato il corso di italiano per stranieri rivolgendosi a immigrati presenti sul territorio montagnanese, da un lungo periodo, in particolare rivolgendosi a donne e mamme marocchine. Secondo il principio operativo del GMA in Africa, anche in questo caso, sul territorio padovano, si è scelto di rivolgersi alle mamme per facilitare un percorso di inclusione anche per i figli. Sul territorio di Montagnana una porzione importante della popolazione immigrata è composta da gente di origine marocchina. Molto spesso per le donne mancano gli strumenti di integrazione necessari per seguire al meglio i propri figli, quindi è emerso da parte loro il desiderio di imparare la lingua italiana per seguire al meglio i bambini, che invece sono catapultati nella nostra società, e garantire loro un accompagnamento adeguato nelle diverse situazioni della vita quotidiana. Attraverso il passaparola e percorsi di amicizia, una proposta nata con poche signore è diventata una vera e propria scuola per 21 donne! Il corso di Lingua italiana per stranieri è strutturato come corso di alfabetizzazione e formazione informale destinato prevalentemente a donne immigrate residenti sul territorio di Montagnana e paesi limitrofi. Il corso di alfabetizzazione viene svolto da docenti volontari per un incontro alla settimana di due ore in gruppi di circa 6 persone, con un rapporto di insegnante/studente di 1 a 3. La costituzione di piccoli gruppi omogenei per livello di apprendimento della lingua italiana e origine linguistica e culturale dei destinatari facilita, la costituzione di un clima informale e amichevole che favorisce l’apprendimento. L’individuazione dei bisogni emersi dalle studentesse (strumenti linguistici per i diversi aspetti della vita sul territorio – scuola, medico, mercato…) hanno permesso di affrontare l’insegnamento della lingua italiane per macroaree tematiche e lessicali. Il livello dei corsi è Italiano A0 e A1.

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PARTECIPAZIONE

• Meeting di GMA- L’evento dell’anno

La scelta del tema “La cultura del dialogo” nasce dall’esperienza di incontro tra popoli vissuta da GMA e si rifà alle parole di Papa Francesco che va ripetendo da tempo: “Il mondo è lacerato da troppe divisioni e così difficilmente può garantire giustizia, pace, sviluppo e sicurezza. Occorre invertire la rotta…” Perché? Perché l'uomo, l'umanità, i Paesi, le società, le civiltà, tutte realtà diverse (e ciò è una ricchezza) in questa loro diversità devono saper trovare l'unità poiché, alla fine, il destino di tutti è unico e comune. Il conflitto e la separazione, l'antagonismo, la rivalità e le guerre, le divisioni e l’emarginazione, mettono a repentaglio il bene comune, dunque la felicità dell'uomo, in particolare degli ultimi e più deboli che non hanno risorse per competere. “… Abbiate sempre cura di incontrare l’altro, cogliere l’«odore» degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce…” Il meeting, tradizionalmente organizzato la seconda domenica del mese di settembre, ha visto la collaborazione con l’associazione Corri le Mura corri per l’organizzazione dell’apertura dell’evento sabato 12 settembre, con la marcia di solidarietà. Due giornate, un unico evento segnato da un momento per giovani e famiglia e un evento teatrale che hanno coinciso con la marcia degli scalzi organizzata su tutto il territorio nazionale. GMA ha scelto di inserire la marcia degli scalzi nel proprio evento, per dare voce ai diritti di accoglienza dei migranti. Hanno partecipato alla marcia 300 persone, e altrettante allo spettacolo teatrale serale.

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Mohamed Ba ha presentato lo spettacolo “Il prezzo della libertà” in anteprima nazionale. Un monologo che mette a confronto modernità e tradizione, vita urbana e vita rurale, consumi e mercati, schiavi e cittadini. Tutto questo alla ricerca del vero senso della libertà. Lo spettacolo è stato scritto e interpretato da Mohamed Ba, con la partecipazione di Maria Gnecchi.

Domenica 13 si è parlato di “Cultura del Dialogo” L. Badilla Morales, Elisa Kidane e Amilcare Boccuccia hanno saputo narrare la loro esperienza partendo dall’eritrea arricchendola con le loro esperienze nel mondo, chiamando il pubblico ad agire, perché tanti piccoli gesti e cambiamenti insieme possono costruire solidarietà. Mohamed Ba ha saputo dimostrare come siano i pregiudizi e la paura che condizionano o meno nell’ascolto/ dialogo. Secondo p. Vitali la solidarietà di GMA è basata sulla forza della relazione, della comunità, delle iniziative e dei progetti che da oltre quarant’anni GMA è impegnato a portare avanti in Etiopia ed Eritrea.

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• Eventi sul territorio Italiano L’attività di sensibilizzazione in Italia ha l’obiettivo di promuovere e sostenere una cultura di solidarietà e una maggior conoscenza del continente africano si rivolge a tutti. Tra i vari eventi organizzati sul territorio italiano (tra i vari Pisa, Milano, Roma, Brescia), si evidenziano le attività organizzate dal gruppo Giovani, dal gruppo di Pojana Maggiore e dal Centro di Documentazione Polesano, nuovo partner di GMA in ambito culturale. Badia Polesine (RO) – partenariato con Centro documentazione Polesano All’interno del progetto finanziato dalla Regione Veneto intrecci di relazioni, si sono organizzate due serate sul tema dell’economia sociale e solidale e legalità. 26 novembre: Esperienze di Economia sociale ed Economia Sommersa, con Luigi Vianelli di Banca Etica a badia Polesine (RO). 4 dicembre: Intrecci di relazioni: Cittadinanza, diritti e immigrazione, con Jean Pierre Piessou a San Bellino (RO). Incontri di Sensibilizzazione sul territorio italiano Durante l’anno sono stati organizzati diversi di incontri di sensibilizzazione, tra i quali si menzionano: Un incontro a Creazzo (VI), due incontri a Megliadino San Vitale (PD), un incontro a VanzoMonselice (PD) e un incontro a Concesio (BS).

• Realizzazione di una mostra: Non alimentare lo spreco I volontari di GMA hanno realizzato un nuovo strumento di approfondimento e diffusione del tema “Diritto al cibo”, che viene affrontato per i paesi in cui GMA opera tradizionalmente e nel nostro territorio. L’obiettivo della mostra consiste nel rappresentare e confrontare due modi diversi di concettualizzare il consumo alimentare, a livello individuale e a livello globale.

Il percorso si compone di 40 pannelli suddivisi in due circuiti: il circolo vizioso e il circolo virtuoso. Nel primo si analizzano le cause dello spreco, i danni

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prodotti dall’agricoltura e dall’allevamento intensivo e le loro conseguenze sul piano ambientale ed economico. Si evidenzia, ad esempio, come i metodi di produzione agricoli intensivi comportino un massiccio sfruttamento del terreno, svuotato di tutte le sue risorse nutritive, il consumo di elevate quantità d’acqua per monoculture, la deforestazione e l’abuso di pesticidi per rendere ciascun prodotto uguale all’altro ed esteticamente perfetto. Nel circolo virtuoso si cerca di delineare un’alternativa a questo sistema, ovvero un’agricoltura in grado di rispettare la stagionalità e i tempi della terra e al contempo capace di valorizzare il lavoro dell’uomo nelle sue specificità. Si sottolinea come la filiera corta, rappresentata dalla vendita diretta in azienda, dai mercati contadini e dai gruppi d’acquisto, porti molteplici benefici al singolo individuo (nei termini di maggior genuinità dei prodotti, risparmio di denaro e maggiori occasioni di socialità) e alla collettività (in quanto sostiene le economie locali, tutela l’ambiente e protegge le biodiversità). La mostra sollecita una riflessione sulla possibilità di scelta individuale. Con le nostre azioni quotidiane, infatti, possiamo rafforzare dinamiche di sfruttamento o sostenere logiche di giustizia. Per questo, si sono identificate alcune “buoni prassi” da seguire come: interpretare correttamente le etichette, essere più consapevole del valore economico dei cibi e della reale entità degli sprechi, ricercare nella propria zona produttori a km 0, distributori alimentari e negozi a ricarica. Semplici azioni che, messe in atto nel proprio quotidiano, possono ridurre lo spreco.

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PROMOZIONE

• Raccolta fondi A fianco delle attività di educazione e sensibilizzazione, GMA, soprattutto grazie all’opera volontaria di un centinaio di persone attive sul territorio italiano (circa 20 gruppi locali) svolge varie attività di raccolta fondi. Tra le quali: eventi, bomboniere solidali, raccolta tappi, cene solidali. La realizzazione di Bomboniere solidali è un’iniziativa avviata nel 2010 in collaborazione con la cooperativa sciale Crescere Insieme, con il duplice scopo di sostenere le attività dei ragazzi della cooperativa, renderli protagonisti, e sostenere le attività di sviluppo in Etiopia e in Eritrea valorizzando eventi personali, momenti di festa o giornate particolarmente significative (compleanni, cerimonie).

La realizzazione di bomboniere solidali ha permesso la costituzione di un nuovo ambito di volontariato in GMA, aprendo lo spazio ad un’attività creativa e manuale. Attualmente ci sono 5 volontari che lavorano costantemente sulla realizzazione di prodotti artigianali destinati alle bomboniere solidali. Nel 2014 il gruppo Giovani di GMA ha organizzato una cena di raccolta fondi “Vola la solidarietà” presso l’aeroporto di Montagnana, un’esperienza di conoscenza reciproca che ha voluto valorizzare la collaborazione dell’ospitalità delle realtà presenti sul territorio di Montagnana, valorizzando i prodotti della zona grazie anche alla collaborazione di aziende e artisti locali con la partecipazione alla lotteria. Altre cene di raccolta fondi sono state organizzate a Pojana Maggiore, Pisa, Roma, Fara in Sabina, Napoli. La raccolta tappi è un’azione di raccolta fondi ed educazione ambientale che coinvolge dal 2010 in primo luogo le scuole della bassa padovana. Oggi sono molteplici i punti di raccolta tappi a favore di GMA, in particolare sono attive le scuole, non solo nei

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territori limitrofi a Montagnana (in provincia di Vicenza, Padova, Verona, Rovigo, Brescia, Milano, Bergamo), con almeno 30 punti di raccolta pubblici oltre alla sede di GMA . In un anno sono stati raccolti 60 quintali kg di tappi e consegnati alla ditta SM Plast.

• Organizzazione e partecipazione ad eventi di raccolta fondi: Padova e provincia: 5. Apritivo “Uno spritz per Mayo Koyo” di raccolta fondi a San Salvaro – Urbana (PD) 6. Stand alla festa del volontariato Montagnana (PD) 7. Este: spettacolo teatrale “Malala” (PD) Vicenza e provincia: 8. Stand alla festa della Spiga Pojana 9. Stand alla festa dello sport e volontariato Pojana 10. Organizzazione evento 11. Festa di solidarietà Pojana Maggiore- 11 ottobre 2015 12. Cena di Solidarietà Pojana Maggiore, 16 maggio 2015 13. Organizzazione di tre eventi teatrali con destinazione ricavato a GMA, Pojana Maggiore Pisa e provincia: 14. Pisa: Incanto per l’africa, cena con asta 15. Ballando per l’africa 16. Festa etnica – 24 ottobre 2015

• I viaggi in Etiopia e in Eritrea Le missioni in Etiopia e in Eritrea sono un tratto caratterizzante dell’attività di sensibilizzazione di GMA, perché siamo convinti che la conoscenza sia un aspetto fondamentale della solidarietà. I viaggi di GMA sono per vedere, ascoltare, capire… l’azione del “fare” è riservata alle attività in Italia, dove il volontariato si concentra sulle attività di educazione e sensibilizzazione. Proprio a scopo di conoscenza nel 2014 sono andate in Etiopia 14 persone, solo tre persone in Eritrea. Curioso sapere che dal 1998 ad oggi sono state effettuate 77 missioni in Etiopia!

• Attività di Comunicazione Tutta l’attività di sensibilizzazione/comunicazione si è svolta con il supporto e la realizzazione di alcune pubblicazioni, strumenti fondamentali per la divulgazione della mission della Onlus: • 3 numeri del Notiziario GMA (quadrimestrale), con aggiornamenti sulle attività in corso e articoli di approfondimento su tematiche di interesse globale, legati ai temi portanti del notiziario: villaggio, donna, bambino, acqua ed eventi sul territorio italiano.

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• •

Brochure Sostegno a distanza, 5 x1000, materiale divulgativo istituzionale Redazione di una newsletter mensile, che raggiunge 1100 contatti.

Il profilo e la pagina facebook sono attivi con 740 followers. https://www.facebook.com/pages/Gma-Onlus/225831985441. I visitatori, stante alle informazioni disponibili su facebook, sono prevalentemente donne tra i 20 e i 30 anni.

Presenza sui media: Nel 2015 GMA hanno parlato di noi i seguenti media: Redattore sociale, Il corriere veneto, Il Mattino di Padova, Radio volontariato di Rovigo, Il Giornale di Vicenza, MontagnanaOggi, e Radio Cooperativa.

I numeri di GMA in Italia Studenti raggiunti nelle scuole

1.065

Notiziari inviati ad ogni numero

6.750

Studenti italiano L2 (seconda lingua) per stranieri Insegnanti volontari per corsi Italiano L2 per stranieri Volontari attivi in sede per la raccolta fondi Personale assunto Rappresentanti territoriali

23 6 40 5 35

Partecipazione stimata agli eventi sul territorio nazionale 8.000 Soci Consiglieri Donatori attivi con sostegno a distanza Eventi con bomboniere solidali Prodotti realizzati e venduti con le bomboniere solidali Quintali di tappi raccolti

88 7 1.706 12 655 60

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Relazione di Missione 2015  

Relazione di Missione 2015 - GRUPPO MISSIONI AFRICA Onlus

Relazione di Missione 2015  

Relazione di Missione 2015 - GRUPPO MISSIONI AFRICA Onlus

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