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né rossi né bianchi ma solo...

numero 2 - marzo 2012

Periodico di calcio, società e cultura (distribuzione gratuita) direttore Samuele Ciambriello

IN MARCIA VERSO ROMA

RIALZATI NAPOLI ACHELSE

NAPOLI

i dei giudic li io iz d iu g o l p I bo De Na a pag. 5 e di Ram

NAPOLI-SIENA - Coppa Italia

RUBRICA AL FEMMINILE

Contro il Siena è l’ottava semifinale

Pietra Montecorvino si confessa

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a pag. 16


sommario

numero 2 - marzo 2012

sommario 4-5 Chelsea-Napoli il giudizio dei giudici

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Morello-Graziano-Levita

6 Intervista a Nando De Napoli

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editoriale Il mese della verità: Coppa Italia e terzo posto di Samuele Ciambriello

Sarnataro

8 Napoli: luci ed ombre

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Coppola

10 Lo scandalo dei biglietti

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Postiglione

12-13 Cifre e curiosità di Napoli-Siena

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Perrella-Molaro

15 Pino Taglialatela: vincere la Coppa Italia

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Di Bello

17 Cultura in movimento: A. Volpe e T. Pironti

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Musto

n marzo di pensieri e passioni, un mese della verità, inizia la primavera ed invochiamo il cardiologo! Colpiti al cuore a Londra, pareggiamo con il cuore e con rabbia contro l’Udinese. Purtroppo la vittoria non è arrivata, ma la rimonta è stata appassionante e ci fa ben sperare contro il Siena. De Laurentis perdonerà la “tartaruga” Cavani che si è tolto due maglie ed invocherà, contro il Siena, un flacone di pochomania. Quando vengono “i cinque minuti” ad un nostro tenore, accelerazioni prolungate, fiammate improvvise e colpi di genio, non ce n’è per nessuno! Un Napoli equilibrato e redditizio, un Napoli in palpitante rimonta contro il Siena, un Napoli che supera lo choc di Londra, batta il Siena, indice la marcia su Roma e la supercoppa a Tokyo! Dopo i giorni dell’ira e la delusione di Londra, il pareggio con l’Udinese è energia positiva per battere il Siena, il Catania e la Juve. Però, attenzione ai vuoti di memoria della difesa. A proposito della quale, sommessamente mi chiedo ma il nazionale argentino Fernandez perché è stato acquistato? A chi tra i nostri non ha classe consigliamo di recuperare onore e dignità. A mister Mazzarri un pizzico di umiltà e riflessione, di audacia e di equilibrio per portare il Napoli al terzo posto e alla finale di coppa Italia. Marzo sarà la nostra unità di misura! Adelante Napoli!

U

Autorizzazione Tribunale di Napoli n° 88 del 20/11/2011 Redazione: Centro Direzionale Isola G 8 - 80143 Napoli Tel. 081.19517508 - Fax 081.19517489 www.globuliazzurri.it - info.globuliazzurri@libero.it Numero 2 - Marzo 2012 Direttore responsabile:

Samuele Ciambriello Coordinamento giornalistico:

Felice La Manna Segretaria:

Stefania Porcaro Fotocomposizione e stampa:

Poligrafica F.lli Ariello - Editori s.a.s. - Napoli

la vignetta di Avolio

Per chi volesse partecipare con articoli, idee e foto, può contattare lo staff all’indirizzo: info.globuliazzurri@libero.it


CHELSEA-NAPOLI

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A Londra tifo corretto, emozioni e rimpianti dall’inviato Tullio Morello

apoli è stata azzurra ma Londra è rimasta dei Blues, questo l'amaro verdetto degli ottavi di finale di Champions League. L'arrivo a Stamford Bridge ci ha fatto riflettere su quello che dobbiamo fare se vogliamo consolidarci ad alti livelli, uno stadio nuovo. Quello di Fulham Road che gli inglesi sentono come vetusto e da buttare giù, a noi sembrava il paese dei balocchi. Organizzazione perfetta, bagni funzionali, visibilità dagli spalti eccellente ed ogni confort, persino le consolle Xbox per passare il tempo nell'attesa del «L'amarezza è tanta match. Napoletani in tanti settori, tifo corma anche la consapevoretto , emozioni a non finire, degne delle lezza che stiamo vivendo due grandi squadre in campo che in partenza schieravano ben 20 nazionali su un anno calcisticamente 22... Il dopo partita è pieno di se. Se Magbellissimo e che ancora gio avesse segnato il 4-1 all'andata, se deve dirci e speriamo non fosse stato esonerato AVB, se uno in darci tanto» più dei nostri 16 tiri contro i 13 del Chelsea (questo dicono le statistiche) fosse finito in porta. Tuttavia è pieno anche di ma. Ma i fuoriclasse come Drogba, Terry e Lampard sono più forti e hanno fatto la storia del calcio europeo degli ultimi dieci anni e hanno fatto la differenza in campo. Ma mica potevamo vincere la Champions. Ma dobbiamo ancora crescere. L'amarezza è tanta ma anche la consapevolezza che stiamo vivendo un anno calcisticamente bellissimo e che ancora deve dirci e speriamo darci tanto. Il terzo posto è lì a un passo. La finale di Coppa Italia pure. Forza ragazzi questa avventura europea dove abbiamo lottato ad armi pari con club tanto blasonati e che hanno

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Tullio Morello


NAPOLI-CHELSEA

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Il giudizio dei giudici... di Nicola Graziano e Luigi Levita

investito anche dieci volte più di noi in questi anni deve darci la consapevolezza che non finisce qui. Facciamoci forza dei nostri valori in Italia per affrontare la volata di primavera, proviamo finalmente a sollevare un trofeo importante come la coppa Italia e all'Europa diamo un arrivederci a tra qualche mese. Oramai ci abbiamo preso gusto e ,se guardo in volto i nostri campioni che ho incrociato a fine partita, vi assicuro che ci hanno preso gusto anche loro. Forza Napoli sempre!

«Decisamente non al meglio Cavani e Lavezzi, che galleggiano in prossimità dell'area di rigore avversaria ma non pungono: encomiabile come al solito il sacrificio difensivo dell'attaccante uruguaiano»

Aspettavamo la partita come adolescenti al primo appuntamento d’amore, del resto era l’appuntamento con la Storia. Io sono più vecchio di Luigi ma la Storia non ha età. Abbiamo trascorso una giornata quasi ipnotizzati, quasi in preda ad una incontenibile smania. Poi il fischio d’inizio ma ancor prima l’emozione di sentire la sigla europea cantata da oltre cinquemila tifosi azzurri, giunti a Londra non solo da Napoli con ogni mezzo di trasporto ma da tutto il resto d’Europa. Subito però l’emozione ha ceduto il passo alla delusione del primo goal che ha trafitto la nostra difesa come una lama tagliente. “Dai ragazzi non mollate, dai ragazzi non mollateee… ” questo il sottofondo dei cori napoletani in uno stadio colmo di azzurro come il cielo di Napoli. Ma la Storia ci chiedeva di aspettare e siamo stati costretti, una volta giunti ai tempi supplementari, a subire le sorti di un destino (forse) già scritto. Così è calato il sipario sull'avventura partenopea in Champions League, ma i nostri beniamini escono a testa alta dallo Stanford Bridge e ci infondono rinnovata fiducia per il finale di stagione. Sugli scudi il nostro portierone, decisamente incolpevole su tutte e quattro le marcature del Chelsea, ma più volte decisivo nel mettere una pezza ai numerosi affanni di una incerta difesa. Gargano pressa e corre come un matto, raggiungendo i livelli che gli competono e dimostrando grandissimo attaccamento e spirito di sacrificio: cala tuttavia nel secondo tempo, quando i meccanismi dei centrali del Chelsea lo mettono in difficoltà e lo costringono più volte ad arretrare il baricentro della sua azione. Sulle fasce, la malasorte fa uno sgambetto a Christian Maggio, costringendolo anzitempo ad abbandonare la disfida, mentre sul versante opposto Zuniga arranca spesso, commette grossolani errori in fase d'impostazione e presta più volte in fianco a pericolosi contropiedi dei Blues. Decisamente non al meglio Cavani e Lavezzi, che galleggiano in prossimità dell'area di rigore avversaria ma non pungono: encomiabile come al solito il sacrificio difensivo dell'attaccante uruguaiano, che nondimeno paga dazio allorché si tratta di muoversi con lucidità negli ultimi metri. Dov’è Hamsik nelle partite importanti? Perché Aronica e un po’ tutta la difesa hanno sbandato così clamorosamente? Non possiamo rispondere alle domande perché forse risposte non ve ne sono! Resta l’orgoglio di essere arrivati fin qui, di aver avuto la possibilità di sognare per una intera giornata o forse per una intera stagione. “Dai ragazzi non mollate, dai ragazzi non mollateee…” risuona ancora nelle nostre orecchie l’inno dei cinquemila tifoni azzurri che vuol dire fiducia per il prosieguo nel Campionato e per la agognata finale di Coppa Italia, che vuol dire credere in un progetto iniziato con lungimiranza dal nostro Presidente De Laurentis, vuol dire un coro di speranza per l’intera Città di Napoli che così ha scelto di affacciarsi in Europa, costretta ad uscirne a testa alta dopo aver mostrato di saper divertire con i suoi colori, il suo entusiasmo e la sua passione.


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De Napoli, l’ex Rambo torna sulla bruciante sconfitta di Londra

“Il calcio regala sempre emozioni, almeno per chi è appassionato” di Dario Sarnataro

a Coppa Italia non è la panacea di tutti i mali, né l’obiettivo di scorta della stagione del Napoli, compressa sin qui tra le emozioni uniche (le ultime purtroppo negative) della Champions e quelle altalenanti e di recente esaltanti del campionato, con la caccia al terzo posto ancora aperta. La Coppa Italia può e deve essere un obiettivo per cominciare a vincere qualcosa, per iscrivere (insieme ai record di squadra) il nome di questo Napoli di Mazzarri nella storia del club azzurro. Ecco perché la gara col Siena è diventata, per ora per carità, il più importante appuntamento stagionale. Qualificarsi per la finale metterebbe un visto sicuro sui passaporti degli azzurri (che si qualificherebbero quasi matematicamente per l’Europa League) e consentirebbe al Napoli di provare a mettere le mani sul trofeo tricolore. La pensa così anche Nando De Napoli, che da pochi giorni ha compiuto 48 anni, e che, tra le altre cose, ha vinto la terza coppa Italia della storia azzurra. “Vincerla sarebbe molto bello, e poi secondo me vincere aiuta a vincere, si parte sempre da un trofeo tipo la coppia Italia”. L’ex Rambo del centrocampo partenopeo dei due scudetti torna anche sulla bruciante sconfitta di Londra. “Purtroppo hanno fallito gli uomini chiave, anche se devono solo essere ringraziati per quanto fatto in Champions. Non credo che la sconfitta sia dovuta alla mancanza di esperienza: sul campo il Napoli si è fatto rispettare e poteva passare. In verità, nel computo totale dei match – dice il centrocampista irpino - meritava di

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passare il turno. Nei primi venti minuti ha giocato bene, ha fatto paura al Chelsea, poi purtroppo è sparito”. De Napoli individua anche il momento chiave del match: “L’uscita dal campo di Maggio. L’esterno ha fatto crossare l’avversario perché non stava già bene, e poi sono mancate alle squadra le sue doti aeree in fase difensiva”. Occorre voltar pagina e pensare a coppa e campionato: “Società e tifosi devono stare vicini alla squadra perché c'è bisogno di tutti per poter arrivare al terzo posto. Cosa manca per essere un top club? Ci vogliono calciatori importanti non solo in attacco, ma anche a centrocampo ed in difesa. Non me ne vogliano Hamsik, Cavani e Lavezzi, ma non sono campioni come lo erano Maradona e Careca”. Certo, se si prova a vincere la coppa Italia il club migliorerebbe in appeal per i campioni. “Non c’è dubbio. La coppa Italia è un trofeo che tutti snobbano sino a quando si arriva alle fase finali. Nelle ultime partite tutti i club vogliono vincerla. Il Napoli non dovrà sottovalutare il Siena, provare a vincere con la testa e non solo con la tecnica e le maggiori qualità. Ricordiamo tutti la partita dell’andata, un Napoli brutto che perse con merito anche se colpì due pali. Bisogna vincere con la concentrazione, la finale di Roma sarebbe una grande conquista”. E’ proprio così. Del resto il calcio regala sempre emozioni, almeno per chi è appassionato, perché il finale non è mai scritto, è felice o triste ma sempre denso di sensazioni, l’importante è viverle nel bene o nel male. Essere riemersi dopo decine di anni di anonimato significa rivivere queste emozioni, il Napoli ne può regalare altre, a partire dalla Coppa Italia. Basta crederci.


CHELSEA-NAPOLI

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“La finale di Coppa Italia è alla portata degli azzurri” Intervista a Maurizio Compagnoni, giornalista di Sky Sport e noto telecronista di Pasquale Ciambriello

eliminazione in Champions per mano del Chelsea dello scorso 14 marzo è dura da digerire per il Napoli. La qualificazione ai quarti di finale della massima competizione europea, avrebbe di certo permesso agli azzurri di entrare nella storia e di annoverare la sfida contro i blues tra gli annali del calcio. Non può tuttavia una singola partita, scalfire lo straordinario cammino europeo degli azzurri, capaci di tenere testa a corazzate blasonate quali Bayern Monaco, Manchester City e lo stesso Chelsea. Archiviata la Champions League, per gli azzurri è tempo di rituffarsi in campionato, perché la corsa al terzo posto continua, senza dimenticare che c'è in ballo una finale di Coppa Italia da conquistare il prossimo 21 Marzo in casa contro il Siena, nel ritorno allo stadio San Paolo. Sulla sfida contro il Chelsea e sul prosieguo della stagione del Napoli, abbiamo ascoltato in esclusiva il parere di Maurizio Compagnoni, giornalista di Sky Sport e noto telecronista, che lo scorso 14 marzo ha commentato dal vivo le gesta dei calciatori azzurri in quel di Londra. Allora, Maurizio, cosa non ha funzionato nel Napoli nella gara contro il Chelsea dello scorso 14 marzo? Luci e ombre.... “Credo che ci siano stati tanti errori individuali. La differenza alla fine l'ha fatta l'esperienza, anche perché il Napoli ha giocato una buonissima gara, soprattutto nei primi

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Bye Champions, see you soon di Fabio Sardo

venti minuti del primo tempo. L'attenzione in difesa, però, è risultata essere il fattore decisivo in negativo per gli azzurri, che hanno mostrato comunque come al solito grande carattere”. Credi che questa eliminazione possa pesare psicologicamente nella corsa al terzo posto in campionato? “È difficile dirlo. In teoria no, perché potrebbe essere uno stimolo per continuare la fantastica rincorsa in campionato, dove non dimentichiamoci il Napoli viene da cinque vittorie di fila. Magari si potrebbe partire proprio da questa consapevolezza per allestire una squadra ancora più competitiva per il prossimo anno, dove il Napoli vuole assolutamente confermarsi sugli alti livelli di quest'anno”. Quale può essere invece a tuo giudizio l'insidia per la sfida contro il Siena del 21 marzo, valevole per il ritorno della semifinale di Coppa Italia, visto e considerato che quest'anno il Napoli ha steccato spesso e volentieri contro le cosiddette “piccole”? “Io credo che il Napoli parta favorito, perché a mio avviso il 2 a 1 maturato all'andato non è da considerarsi affatto un cattivo risultato. Il Siena resta comunque una squadra tosta e quadrata, con un attimo allenatore. L'unica insidia potrebbe magari essere rappresentata dal fatto che i toscani sono molto bravi a chiudere tutti gli spazi ed a ripartire in contropiede. Però resto convinto che la conquista della finale sia ampiamente alla portata degli azzurri”.

Passa la squadra più esperta... È questo il sunto della partita dello Stanford Bridge. Nonostante il Napoli avesse il vantaggio del 3-1 del San Paolo, questo non è il momento di rammaricarsi per l'eliminazione. Questo è il momento di dire grazie alla SSC Napoli! Grazie di aver regalato un sogno ad un'intera città, grazie di aver regalato emozioni e vittorie contro squadre di caratura molto più elevata come Bayern Monaco, Manchester City e Chelsea. Ora però non è il momento di abbattersi, è il momento di rimboccarsi le maniche e pensare agli altri due obiettivi rimasti in ballo. Il terzo posto è ad un passo, la finale di Coppa Italia anche. Ed allora avanti Napoli, dimentica l'amara serata di Londra, guarda avanti e dai un arrivederci alla Champions all'anno prossimo!!!


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CHELSEA – UDINESE – SIENA: LUCI ED OMBRE

Lo sguardo di Mazzarri verso orizzonti lontani di Gianfranco Coppola*

l pericolo era nell’aria. Il calcio ha tra i filosofi più applicabili allo scorrere delle storie del pallone Gianbattista Vico. Corsi e ricorsi storici. Quando i dirigenti del Chelsea ascoltando radio-spogliatoio licenziarono Vilas Boas per dare spazio a Di Matteo, cominciò la parentesi fumo di Londra. Puzza di bruciato, ora, dopo la appunto bruciante eliminazione che ad Udine non sarebbe stato facile, era prevedibile per una serie di motivi. Parole a parte, metabolizzare una delusione così a volte necessita di periodi lunghissimi e con merito Mazzarri ha animato la vigilia come fosse uno studioso di yoga. Lunghi sospiri, parole rivolte al mondo dell’energia raramente è apparso quasi ieratico nel sottolineare i pericoli dietro l’uscio. E’ un marzo decisivo, dimenticare l’amarezza per l’ingiusta eliminazione – troppi errori, ha sottolineato il tecnico – ma comunque tramutare in energia positiva la delusione. Calibrare la stessa forza immagazzinata per essere presenti su tre palcoscenici, per tesaurizzare le occasioni davanti: che erano appunto l’Udinese insieme con le altre 10 finali per il terzo posto che vale la Champion’s e il Siena per puntare dritti alla finale di coppa Italia

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a stretto giro. Squadra motivata e anche stanca, ha ribattuto Mazzarri. Ed ecco perché inevitabilmente ad Udine c’è stata qualche novità per il concetto dell’alternanza minima ma indispensabile. Stanco, anzi spremuto il fin qui splendido Lavezzi, riecco Pandev con Cavani ed Hamisk. Udinese accomunata al Napoli per aver provato la stessa delusione europea, inutile la vittoria casalinga contro l’Az Alkmaaar dopo la sconfitta dell’andata. Anche in questo caso, da sogno a incubo. Servivano gambe, muscoli e nervi per accompagnare i proclami. Per un’ora quasi l’Udinese ha fatto meglio. E infatti s’è avviata verso il finale con un uomo in meno ma due gol in più. Sembrava, contro un Napoli mai fluido, tutto sommato facile chiedendo ai centrocampisti di aggredire i portatori di palla. Ma ecco che da un errore di Cavani dal dischetto del rigore, il Napoli ha sentito lo schiaffo dell’occasione perduta. Nel giorno in cui tutte s’erano fermate per vederlo piombare al terzo posto possibile fermarsi? Ed ecco Cavani ritrovare mira e orgoglio: due gol in un finale da zona - Mazzarri e una grandissima parata del portiere dell’udinese su tiro di Zuniga altrimenti ora staremmo a scrivere di impresa dopo aver digitato per 80 minuti parole avvelenate da passione bruciata. Intanto la settimana è andata via tra mugugni e fiammate d’orgoglio. Conviene ribadire che l’esperienza internazionale non è affatto un alibi come ha detto d’acchito De Laurentiis a Londra. E’ andata così, e serve farne tesoro. Lo stesso Lavezzi ha affidato al proprio sito, col


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DUE CLUB A CONFRONTO

Dal silenzio tombale alla gioia senza voce! Qui Udine a voi Airola (Bn) di Francesca Beato

ontro l’Udinese è stata anche la partita dell’ex Gokhan Inler, entrato in campo dal primo minuto. E per questa partita, abbiamo contattato 2 club e chiesto un commento a caldo al termine della gara. Il presidente del “Club Gokhan Inler” di Martignacco (Udine), Martin Daniele: «Gli vogliamo bene perché è un ragazzo umile, veniva ad ogni nostra festa e il suo addio ci ha rattristato. Nonostante sia passato a giocare nel Napoli lo seguiamo sempre con affetto e gli auguro ogni bene. Anche se ormai Gokhan è un giocatore del Napoli, il nostro Club rimarrà intitolato a lui. La stima e l’affetto che nutriamo per l’uomo supera anche il suo cambio di maglia». È raro vedere un club intitolato ad un giocatore e questo rafforza la tesi di quanto Gokhan fosse amato in terra friulana. Qual’è stata la vostra reazione al bel-

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lissimo gol di Inler durante il match contro il Chelsea: «Abbiamo gioito ed urlato tutti insieme! Siamo stati molto contenti per lui. Inoltre si vede notevolmente la sua crescita professionale e la sua grinta di dare il massimo». Un suo commento a caldo riguardo la partita: «Ci sono stati molti episodi negativi, in cui siamo rimasti sbalorditi. Potevamo chiudere la partita riuscendo a mantenere il risultato positivo di 2 a 0, ma l’espulsione di Fabbrini e di Guidolin hanno reso la squadra instabile e il Napoli ha saputo approfittarne». A sostenere e commentare il Napoli, il presidente del “Club Tifosi Napoli” di Airola (BN), Antonio Ruggiero: Qual è stata la vostra reazione al bellissimo gol di Inler durante il match contro il Chelsea e come avete reagito all'eliminazione: «Al goal di Inler abbiamo urlato a squarcia gola, euforia alle stelle, fi-

nalmente la liberazione dopo la tensione per i due goal subiti, vedevamo la qualificazione. All'eliminazione un silenzio tombale, increduli incrociavamo gli sguardi con le lacrime agli occhi». In che modo avete tifato il Napoli durante la gara contro l'Udinese, importante per il terzo posto: «Si respirava un'aria particolare per la posta in gioco. Già dalle prime ore del mattino i tifosi/soci in sede avevano organizzano la visione della sfida. La partita come ogni trasferta, insieme in sede dopo una gustosa cena sociale». Il suo commento a caldo: «Quella con l'Udinese, una partita tiratissima che lascia senza voce e forze tutti per l'incitamento. Grande delusione per quel rigore sbagliato di Cavani che poteva regalarci i 3 punti. Alla fine dopo il pareggio tutti più sereni, ma umori alti e bassi per paura della sconfitta».

quale dialoga con evidente facilità rispetto alle volte in cui perlo, prima o poi. Ora è un momento delicatissimo della imbattendosi nelle domande dirette dei giornalisti stagione. C’è l’operazione campionato da puntellare, preferisce rivolgere lo sguardo verso orizzonti la coppa Italia da agguantare anche se non sarà lontanissimi, impressioni e sentimenti. Orfacile. Il compito di un giornalista credibile gogliosi di noi, ha scandito El Pocho. ed ed affidabile è mediare tra le domande del ha ragione, Napoli orgoglioso, pur espubblico e i protagonisti. E alcune do«La settimana sendo sprofondato sotto il peso di 4 gol mande sono ordinarie, quotidiane, è andata via tra di cui 3 in fotocopia, come i 3 presi dal scontate. Inevitabilmente una grande mugugni e fiammate Cagliari. Curioso e ancorché tardivo società deve avere la capacità di ged’orgoglio. Conviene ribadire ma finalmente giusto che De Laurenstire fibrillazioni tecniche (in primache l’esperienza internaziotiis abbia sottolineato il lavoro di Piervera si varano i progetti e si scelgono nale non è affatto un alibi. paolo Marino. Del resto, ha fatto bene i capi cantiere) e i boatos del mercato, È andata così, a dirlo per primo se si pensa che le oltre ai risultati da centrare. Si parlerà e serve farne tesoro.» considerazioni di chi riflette e non nedi arrivi e partenze, e non sarebbe corcessariamente deve essere ruffiano ne’ retto dire: giù le mani dal Napoli. Intanto, schierato portano ad affermare che Fera Castelvolturno si lavora per l’operazione nandez è panchinaro fisso, Fideleff vaga tra campionato, ridiventata splendida occasione, riserve e tribuna, Donadel è rotto e già prima era merito del gruppo storico, certo. Siamo alle dieci un fantasma, di Santana ci si è liberati a prezzo d’affefinali, più quella che ci si augura di vivere per la coppa zione, Vargas viene utilizzato come fosse Altafini e per Italia. ma tempo al tempo e, per dirla alla Mazzarri, una ora ha entusiasmato solo all’arrivo in aeroporto. Ma chi cosa per volta. *Vice presidente unione stampa sportiva italiana, rai Napoli ha firmato questa campagna acquisti? Sarà il caso di sa-


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L’INCHIESTA

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Lo scandalo dei biglietti... con la complicità della Regina Madre di Andrea Postiglione

ovevano essere poco meno di tremila, ma sugli spalti erano almeno il doppio. E comunque sembravano molti di più, almeno a giudicare dall’intensità e dalla costanza con cui hanno supportato per tutti i 120’ l’undici di Mazzarri. Sugli spalti dello Stamford Bridge i napoletani hanno dato una vera e propria lezione di tifo ai supporter inglesi, pari almeno a quella che sul campo hanno impartito al Napoli gli uomini di Di Matteo: sotto lo sguardo attento di centinaia di steward, i tifosi partenopei – oggetto di sfottò e sberleffi molto poco british – hanno dato sfoggio di una maturità che fino a poco fa sembrava un miraggio. Peccato, però, che fino a qualche giorno prima non avessero dimostrato lo stesso livello di civiltà. A partire dal momento della vendita dei biglietti, gestita malissimo dalla società, ma anche da chi aveva il compito di garantire l’ordine pubblico. Chi ha provato ad acquistare il biglietto online può raccontare la meraviglia di un sito internet andato in tilt pochi secondi dopo l’avvio della vendita e tornato a funzionare quando i biglietti erano praticamente finiti. Ma chi invece ha scelto di acquistare

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il tagliando ai botteghini del San Paolo ha tutta un’altra storia da raccontare. Per migliaia di napoletani, infatti, la gara di ritorno degli ottavi di Champions resterà un ricordo indelebile non tanto per le quattro reti rifilate agli azzurri dai Blues, ma soprattutto per le drammatiche ore passate in fila per provare ad acquistare un biglietto per Londra. Tempo sottratto al sonno o al lavoro e reso vano dalla inciviltà di chi, incurante delle regole, si è arrogato il diritto di decidere chi poteva trovare spazio sugli spalti inglesi. Come se tifare Napoli fosse diventata una questione di elite, di appartenenza. Porte spalancate ai gruppi organizzati, saracinesche chiuse per i ‘semplici’ appassionati. “Restate a casa, Londra la meritiamo noi”, recitava uno striscione esposto in Curva A durante l’ultimo match casalingo del Napoli. Noi, gli ultras, quelli che hanno seguito il Napoli anche negli anni bui della serie C. Quelli delle trasferte di Padova, Gela, Frosinone. Tutti gli altri via. Loro Londra non l’hanno meritata. Per chi non è ultras non c’è fila, né veglia all’addiaccio che tenga. Alla fine, a comprare i biglietti sono stati i gruppi organizzati – che hanno spinto via con le cattive chi non voleva lasciare il suo posto in fila – e i bagarini, che hanno potuto poi in


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“Mi sono ritrovato oltre lo stadio con un mio collega medico di Caserta, un notaio di Piacenza, un architetto e due avvocati. Tutt’altro che ultras scatenati”

Per migliaia di napoletani, infatti, la gara di ritorno degli ottavi di Champions resterà un ricordo indelebile non tanto per le quattro reti rifilate agli azzurri dai Blues, ma soprattutto per le drammatiche ore passate in fila per provare ad acquistare un biglietto per Londra. tutta libertà rivendere il biglietto pochi metri più in là o su internet a prezzi anche cento volte superiori. Il tutto, davanti a decine di agenti di polizia in tenuta antisommossa. Scene da calcio sudamericano, certo non degne di una squadra arrivata tra le prime sedici d’Europa. E che tuttavia non hanno scoraggiato tutti. Molti tifosi sono comunque partiti da Napoli con la speranza di riuscire a trovare un biglietto, sfidando l’appello del Questore di Napoli Merolla, che aveva chiesto ai napoletani sprovvisti di tagliando di non recarsi a Londra. Ma qualcuno è riuscito comunque a infilarsi, magari camuffandosi da tifoso del Chelsea. Come Michele Greco, radiologo di Frattamaggiore che al Corriere ha raccontato la sua epopea. Senza lieto fine, però: “Io mi trovavo nel west lower Stand, l’equivalente di una nostra tribuna. Per tutta la partita avevo osservato un

religioso silenzio, subendo senza alcuna reazione i due gol del Chelsea che eliminavano il Napoli dalla Coppa. Ma quando Inler ha scagliato in porta quel pallone non mi sono trattenuto, e come avrei potuto? Mi sono semplicemente alzato in piedi ad esultare, ho abbracciato il mio vicino di posto che neppure conoscevo, e in un attimo è successo di tutto. I tifosi dei blues sopra di me hanno cominciato a spintonarmi. Mi gridavano di tutto. Gli steward sono intervenuti in un secondo o poco più. Mi hanno sollevato di peso, afferrandomi per l’ascella. E mi hanno scaraventato fuori con un'altra decina di tifosi napoletani sotto copertura, diciamo così. Mi sono ritrovato oltre lo stadio con un mio collega medico di Caserta, un notaio di Piacenza, un architetto e due avvocati. Tutt’altro che ultras scatenati”. Quelli la partita l’hanno potuta vedere. Fino all’ultimo minuto.


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NAPOLI-SIENA - Coppa Italia

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L’unico precedente in Coppa Italia contro il Siena risale al 2001, sul neutro di Cesena fu 2 a 1 per gli ospiti grazie ad una doppietta di Capolonghi. Inutile il goal azzurro di Jankulowsky

Napoli Siena in cifre di Vincenzo Perrella

Dopo l’inattesa (e meritata) sconfitta per 2-1, dell’andata al Franchi di Siena, il Napoli è chiamato alla rimonta contro i toscani nel retour match del San Paolo, mercoledì 21 marzo. C’è la finale di Coppa Italia da raggiungere per il Napoli, cosa tutt’altro che scontata, visto il 2-1 dell’andata favorevole ai bianconeri senesi. Ricordiamo che il regolamento della coppa nazionale è pressoché simile a quello delle coppe europee, dunque al Napoli basterà vincere per 1-0, oppure anche subire un gol ma a quel punto vincere con due reti di scarto, per qualificarsi alla finale contro la vincente di Juventus - Milan (all’andata i bianconeri si sono imposti 2-1 a San Siro). Praticamente, Napoli e Siena si sono affrontate quasi sempre in campionato (15 volte, tra Serie a e Serie B). L’unico precedente in Coppa Italia contro i senesi è avvenuto nel 2001, con il Napoli che ospitava il confronto sul neutro di Cesena, il Siena si impose per 2-1 grazie ad una doppietta del carneade Campolonghi a vanificare il gol napoletano di Jankulovski. Era il 12 agosto 2001. Questa sfida è stata ospitata 8 volte dal Napoli,

con un bilancio complessivo di 4 vittorie, contro 1 sola del Siena, avvenuta il 2 novembre 2002: Napoli-Siena 1-2, in Serie B (non bastò il gol di Dionigi a far vincere gli azzurri, perché Riccio e Rubino ribaltarono il risultato). Il bilancio totale (comprendendo campionati e Coppa Italia) delle reti segnate tra le due squadre è di 30 gol per il Napoli 19 gol per il Siena. Anche gli ex non mancano in questa partita. Dalla parte del Siena, soprattutto. A partire dai difensori Claudio Terzi (15 presenze ed 1 gol col Napoli nella stagione 2004-2005) e Matteo Contini (dal 2007 al 2010 in maglia azzurra, con 75 presenze coronate da 1 gol), per passare al centrocampista Daniele Mannini (39 presenze nel Napoli nel 2008-2009 con 2 reti all’attivo) fino ad arrivare all’attaccante Emanuele Calaiò (dal 2005 al 2008, 112 presenze e 40 gol in azzurro), simbolo della rinascita del Napoli, scortato dalla C alla A dai gol “dell’arciere palermitano”. Tuttavia, l’ex più atteso (e più temuto) mancherà al San Paolo, visto il grave infortunio occorsogli durante la trasferta di Cesena. Anche l’allenatore del Siena ha qualcosa a che vedere con Napoli, relativamente alle sue origini: egli è infatti nato ad Ottaviano. Per quanto riguarda l’alle-


NAPOLI-SIENA - Coppa Italia

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STADIO San Paolo Capienza: 65.000 posti Data: 21/03/2012 Orario: ore 20,45

SQUALIFICATI

INDISPONIBILI

NAPOLI: nessuno SIENA: nessuno

NAPOLI: Maggio SIENA Calaiò

13

NAPOLI VS SIENA probabili formazioni

8 Dossena

6 Aronica 1 De Sanctis

28 Cannavaro

88 Inler

20 14 Dzemaili Campagnaro

22 Lavezzi 7 Cavani 17 Hamsik

7 Bogdani 22 Destro

18 Zuniga

PANCHINA

3-5-2

6 Angelo 14 Gazzi 8 Vergassola 7 Giorgi

15 Belmonte 80 Contini

25 Pegolo

19 Terzi

70 Mannini

83 Rosati 21 Fernandez 85 Britos 23 Gargano 16 Vargas 31 Dezi Ammendola

all. Walter Mazzarri

Farelli 12 Pesoli 26 Rossi 21 Rossettini 13 Codrea 5 D’Agostino 10 Larrondo 9

PANCHINA

3-4-2-1

all. Giuseppe Sannino

DIRETTA TV Rai 2 dalle ore 20.40

Voltiamo pagina! Voltare pagina subito, questo l'imperativo che ci porterà ad Udine per ricominciare. Londra deve essere alle spalle, Londra deve essere un segnale per il futuro. La squadra deve subito reagire e, una sfida importante, una gara dentro o fuori può essere la "pillola" giusta per ricominciare dove ci siamo lasciati prima della Champions. Ad Udine si deciderà un altro pezzo di questa stagione importante, stagione fatta di gioie, tante, e delusioni, come quella di mercoledì che brucerà forte nei cuori dei Napoletani. Il futuro di questa squadra passa anche dalla sfida con il Siena, quella di Coppa Italia, che varrà anche l'Europa League. Ora l'obiettivo deve essere chiaro. Puntare alla qualificazione in Champions anche quella diretta, perchè no. Se il primo aprile riusciremo a fare uno scherzetto alla Vecchia Signora quel secondo posto potrebbe non essere una chimera. È chiaro però che quello che è successo deve servire da lezione, in maniera obiettiva e tranquilla. Ora però ricominciamo da Udine dove sarà l'ennesima finalissima di questa annata tutta da vivere. Francesco Molaro

il punto

natore in seconda senese, invece, trattasi di Francesco Baiano. Già, proprio l’ex bomber, tra gli altri, del mitico Foggia di Zeman, ma partito dalle giovanili del Napoli come calciatore. Tra i ricordi più belli dei suoi anni in prima squadra, resta l’esordio in Coppa Campioni a Madrid il 16 settembre 1987. Ma al di là dei precedenti, Napoli-Siena è una semifinale di Coppa Italia, con la grande possibilità di raggiungere la finale (con annessa qualificazione alla prossima Europa League) e di sollevare la coppa. Per il Siena già il raggiungimento della semifinale è un fatto storico. Ormai è troppo tempo che il Napoli non alza più un trofeo. E la Coppa Italia rimane un sogno dal 1986-1987. L’ultimo a sollevarla è stato Diego Maradona. E se il prossimo capitano azzurro a ripetere tale operazione fosse un napoletano? (Paolo Cannavaro, per esempio!).


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AMARCORD/CAMPIONI A CONFRONTO

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Napoli, caccia all’ottava finale della sua storia L’ultima semifinale vinta risale al ’97 Quella contro il Siena è l'ottava semifinale di Coppa Italia giocata dal Napoli. Vanno aggiunte le sei partecipazioni degli stessi azzurri al girone finale, formula in voga negli anni '70 che precedeva la finalissima dell'Olimpico di Roma. Nelle sette semifinali fin qui disputate il Napoli si è imposto per quattro volte approdando alla finale, trionfando in due occasioni:nel '62 e nell'87. Nel '76, invece, la vittoria arrivò dopo aver superato il “girone finale”. Gli azzurri giocarono la prima semifinale contro il Mantova, nel lontano '62, vincendo per 3 a 1. Nel '79 furono beffati dal Palermo che allora militava in serie cadetta. Dopo lo 0 a 0 alla Favorita, i rosanero si imposero al San Paolo con una doppietta di Citterio che portò la sua squadra in finale. Inutile il goal di Savoldi. Per vedere il Napoli inuovamente in semifinale bisogna portare la mente alla storica annata dell'87, di fronte c'era il Cagliari. Gli azzurri sbancarono il Sant'Elia con un goal di Maradona e vinsero facilmente a Fuorigrotta con un largo 4 a 1. Nell'89 fu la volta del Pisa che perse entrambe le partite nel doppio confronto. Prima all'Arena Garibaldi per 2 a 0. Infine, di misura al San Paolo. Gli azzurri si arresero in finale alla Samp. Semifinali amare nel '90 e nel '91. La prima, persa contro il Milan:dopo lo 0 a 0 di San Siro, la squadra di Sacchi si impose al San Paolo con un nettissimo 3 a 1. Nel '91 fu la volta

Edinson Cavani Prima di diventare El Matador era soprannominato El Botija (nel gergo uruguaiano si riferisce ai bambini) per via dei lineamenti infantili e del fisico fragile ed esile. Il valore di Edinson Cavani è, in questo momento, inestimabile. Nessuno, tra i capocannonieri dei principali campionati d’Europa incide come lui a livello di gol: il 50% delle reti del Napoli porta la sua firma. In due anni con la maglia azzurra ha collezionato 87 presenze segnando la bellezza di 57 reti. In coppa Italia ne ha siglati 3:agli ottavi di finale in rimonta contro il Cesena, doppietta contro l'Inter ai quarti. Classe '87, pedina inamovibile nell'11 uruguagliano del coach Tabarez (37 presenze e 11 goal), Cavani ha tantissima corsa, ha dribbling oltre ad avere un senso di gol incredibile, segna di testa, di piede e di spalla.

della Samp. Gli azzurri vinsero di misura al San Paolo con un goal del solito Maradona. Al Marassi i blucerchiari ribaltarono il risultato con reti di Vialli e Invernizzi. L'ultima semifinale è quella contro l'Inter nel '97. Fù 1 a 1 a Milano, stesso risultato a Fuorigrotta. Ai rigori la spuntò il Napoli. Per quanto riguarda la sfida contro il Siena, esiste un solo precedente in Coppa Italia. Nel 2001/02 il Napoli fu eliminato dai bianconeri nel primo turno. Doppietta di Campolonghi, in mezzo il momentanio pareggio di Jankulovski. Quella che il Napoli giocherà in un combattuto dop-

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pio confronto al cospetto del Siena rappresenterà l’ottava semifinale che il club partenopeo giocherà nella sua storia in Coppa Italia. Nelle 7 semifinali fino ad ora disputate per 4 volte il Napoli ha poi staccato il biglietto per la finale, trionfando nel ’62 e nell’87, mentre la vittoria del ’76 arrivò dopo aver primeggiato in uno dei gironi finali. Contro il Siena il Napoli cerca la sua ottava finale di Coppa Italia, che si disputerà all'Olimpico di Roma.

Felice La Manna

Erjon Bogdani Stagione finita per il bomber Calaiò, il Siena si affida a Erjon Bogdani. Accolto freddamente dai suoi nuovi tifosi nel mercato invernale, l'attaccante si sta facendo spazio tra i toscani a suon di goal. Punta di peso, dottore in Economia e Commercio, classe '77, il calciatore albanese vanta 4 presenze con il Siena e 3 goal all'attivo. In coppa Italia quest'anno ne ha segnati due, entrambi con la maglia del Cesena: prima il gol decisivo contro l’Ascoli, nel match giocato a San Marino, poi il rigore che ha lanciato la sua squadra nel 3 a 0 contro il Gubbio al Manuzzi. Vanta 62 presenze e 15 gol con la nazionale maggiore del suo paese, di cui è il migliore marcatore di tutti i tempi. Il gigante albanese (191 cm) riesce a tenere sempre in apprensione le difese avversarie grazie alle sue doti aeree ma se la cava anche con i piedi.


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“Vincere la Coppa Italia e andare a giocare la Supercoppa a Tokyo” Intervista a “Batman” Taglialatela di Marco Di Bello

er tutti è ancora “Batman”. Ma Pino Tagliatatela ha appeso da un pezzo i guantoni al chiodo. Però resta sempre un grande tifoso del Napoli, dove ha militato per ben nove stagioni e collezionato quasi 180 presenze tra i pali. E come tutti i supporter di fede partenopea, Tagliatatela non è riuscito ancora a mandar giù l’eliminazione degli azzurri dalla Champions League. Vero, Tagliatatela? “Ancora non ci credo. Tutte le premesse era buone: il 3-1 dell’andata; il momento buono del Napoli e, di contro, quello negativo del Chelsea. Speravo che dopo aver liquidato il Manchester City la squadra avesse capito come affrontare gli inglesi. Invece… Credo che sia stata un po’ troppo precipitosa sotto porta”. Soltanto questo? “Sì, io non sono d’accordo con chi spara a zero sulla difesa. Il Napoli ha un buon reparto arretrato. Qualche errore ci può stare, ma non è stato quello a decretare il ko. Non dimentichiamo che avevano di fronte il Chelsea, che dopo il cambio tecnico ha ritrovato giocatori come Terry, Lampard e Drogba che hanno talento ed esperienza da vendere”. Ma al posto di De Sanctis tu uno di quei quattro gol saresti riuscito a pararlo, o no? “Morgan è bravo e ha fatto l’impossibile. Forse soltanto il secondo gol era evitabile. Il corner da cui è scaturita la rete è stato provocato da una deviazione di Campagnaro. De Sanctis era sulla traiettoria, quella palla doveva prenderla lui, non l’argentino. Ma ormai è andata”. Insomma, quest’eliminazione proprio non la digerisci? “Sono rimasto sconcertato. Sarà una delle cose che ricorderò con più amarezza insieme alla sconfitta in Coppa Italia quando giocavo col Napoli”. Era il 1997. All’andata vinceste 1-0. Al ritorno il Vicenza

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PARLA L’EX

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ribaltò il risultato imponendosi 3-0… “Non me lo ricordare, per favore”. Ok. Ma sette anni prima avevi gioito per la Supercoppa… “Quello è soltanto uno dei bei momenti della mia carriera. Per uno come me che sin da bambino tifa Napoli indossare la maglia azzurra è stata la cosa che ha contato di più”. E giocare con Maradona? “Esperienza indescrivibile”. Qualcuno sostiene che Lavezzi somigli molto a Dieguito. Che cosa ne pensi? “Lasciamo stare i paragoni. Però Lavezzi è fortissimo, puro genio”. Tra lui e Cavani chi è più forte? “Sono diversi, si completano. Cavani è un grande bomber, ma Lavezzi è il 50 per cento di questo Napoli. Di lui non mi priverei mai”. Resteranno, o andranno via, a fine stagione? “Non so, ma fossi in De Laurentiis non mi lascerei scappare i gioielli di casa. E neanche Mazzarri, che ha fatto un lavoro eccezionale: lo confermerei per altri dieci anni”. Insomma, per te questo Napoli va bene così com’è, oppure ha bisogno di rinforzi? “Qualche rinforzo ci vuole. L’attuale rosa va arricchita di altri campioni per poter ambire a traguardi sempre più ambiziosi”. Qualche nome da Napoli? “Mi piace Insigne. Vargas è in gamba, ma io non avrei speso tutti quei soldi per lui, potendo disporre nello stesso ruolo di Lorenzo che è più forte del cileno”. Un pronostico per chiudere: come si chiuderà questa stagione per il Napoli? “Dopo la sconfitta contro il Chelsea non faccio più pronostici. Sulla qualificazione degli azzurri mi sono sbilanciato troppo e alla fine, oltre all’amarezza, ho dovuto subire anche gli sfottò degli amici. Però sono convinto che la squadra di Mazzarri chiuderà alla grande. Se fossi in loro...” Che cosa faresti? “Mi concentrerei sulla Coppa Italia, per vincerla e poi andare a disputare la Supercoppa a Tokyo. Per due motivi: primo, perché un trofeo sarebbe il giusto coronamento di un cammino fin qui esaltante. Secondo, perché così il Napoli tornerebbe all’attenzione del mondo come ai tempi di Maradona. Forza azzurri, potete farcela”.


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RUBRICA AL FEMMINILE

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La donna del sud, incanta il mondo con la sua voce graffiante che attraversa l’anima… L’artista “cantante” Pietra Montecorvino si confessa di Mary D’Onofrio

l’artista più emblematica del Sud,nel 1991 esce il suo primo album, scritto per lei da Eugenio ed Edoardo Bennato “Segnorita”. Nel 1992 la vediamo a Sanremo in coppia con il grande Peppino di Capri in “ favola blues”, nel 1993 pubblica il suo secondo album “Voce Di Pietra”. Nel 1999 realizza il suo primo spettacolo ideato e diretto da lei “Neapolitan Tango”, un recital che traccia l’asse Napoli-Buenos Aries, azzerando completamente le distanze oceaniche e facendo emergere i suoni e la musica del novecento. Da lì in poi la scalata al successo in tutta Europa. Riceve riconoscimenti e premi, si conferma un’artista a 360’ gradi, teatro, cinema e musica. Proprio grazie alla musica rivediamo Pietra nel 2008, a Sanremo ospite di Eugenio Bennato in “Grande Sud”. Nel 2010 è una delle interpreti del film “Passione” di Turturro. La grande artista ci spalanca le porte di casa sua e noi di “Globuli Azzurri”veniamo accolti da un “calore Mediterraneo” tipico della donna del Sud. Pietra Montecorvino, mi mostra la sua casa, da rivista patinata ma, al tempo stesso, molto originale:giochi di luci, spazi aperti, una casa carica di oggetti importanti, tra cui un suo bellissimo ritratto. Il contemporaneo si mescola a quella che può definirsi “arte antica”, con elementi di arredo che fanno di questa casa, una casa caratteristica e solare, proprio come Pietra. Mi fa accomodare per l’intervista sul suo letto rotondo. La guardi negli occhi neri e capisci che in quello sguardo c è tutta la passione partenopea. Pietra è un vulcano, sprizza grinta ed allegria da tutti i pori, bella come una giornata di sole…. Dall’83 ad oggi, il tuo successo è stato un crescendo. Hai lavorato con artisti di calibro Nazionale ed Internazionale, da Bennato a Paolo Hendel, Peppino Di Capri, Murolo, Pino Daniele e Domenico Modugno: ci racconti un episodio carino che ti lega a questi grandi artisti e cosa ti hanno lasciato? Mi hanno lasciato ville a Capri a Montecarlo! NO SCHERZO! In realtà mi hanno lasciato ciò che hanno lasciato a te e a tutti, la musica o meglio il loro repertorio e patrimonio musicale. Hai partecipato al film di John Turturro, “PASSIONE” dove canti tre brani. Cosa ha significato per te lavorare con un grande maestro del cinema? Un grande film, diretto da un grande regista quale è Tur-

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turro. John ha avuto la capacità di tirare fuori il meglio ed il peggio di tutti noi artisti, e di rendere i difetti caratteristiche da evidenziare. Questi i brani che ho interpretato nel film: NUN TE SCURDA’, DOVE STA ZAZA’, COME FACETTE MAMMETA… Pietra, hai ricevuto vari premi e riconoscimenti:”PREMIO CAPRI HOLLYWOOD”, “PREMIO CAROSONE”, premio alla carriera ed ancora “PREMIO TENCO” come migliore interprete dell' anno. Quali tra questi premi ti ha più emozionata? Nessun premio mi ha emozionata nello specifico, ma solo perché sono una persona che preferisce ricevere premi non “sotto ai riflettori”. Io proporrei la consegna dei premi “dietro alle quinte”. Il premio dovrebbe essere intimo e personale, ma una cosa è certa. Quando riceverò l ‘Oscar, quella sarà l emozione più grande della mia vita. Cosa ne pensi dell'’attuale panorama canoro partenopeo, c’è un artista emergente che ti piace in particolar modo? Napoli è la città degli artisti, ci differenziamo per questo. Il significato di “emergente”, per me, è “colui che deve crescere”diamo tutto il tempo ad un ‘artista di poter crescere, studiare, approfondire, quindi, al momento non ti faccio il nome di nessuno. La gavetta è fondamentale. La nostra città è conosciuta nel mondo per la nostra musica, ma ultimamente anche per la nostra squadra, tu sei tifosa? Sono tifosissima, il mio calciatore preferito è Lavezzi, il pocho”, un vero fuoriclasse. Mi è dispiaciuto non aver superato il turno contro il Chelsea, ma il Napoli rimane una GRANDE SQUADRA. Cos è per te Napoli e cosa è invece il Napoli? Muri’ tu me vuò fa muri’ tutta a vita affacciata all amore… sul io affacciata accussi’ Ed io mi perdo nella sua voce, come dire, un brivido che ti attraversa l’anima! Sai, questo brano è l’ inno del Napoli per alcuni tifosi. Napoli per me che sono nata a Posillipo, è tutto. Poi, hai visto questo panorama che affaccia sul golfo?Napoli è nella mia arte. Intanto, mentre mi prepara un gustoso caffè da tipica napoletana doc, mi ricorda che il 30 Marzo sarà al Trianon in uno spettacolo scritto e diretto da lei “MALAMUSIK e mi anticipa che ad Ottobre partirà una grande tournee. Grazie, ad una grande artista, ma soprattutto ad una grande donna…


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COSTUME & SOCIETÀ

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Non si vive di solo pane Imprese culturali in movimento nella città di Napoli di Emanuela Musto

ra innovazione e tradizione il cuore di Napoli batte ancora per la cultura… e resiste alla crisi. In un periodo storico in cui sembra superfluo rifugiarsi nell’arte e in ogni sua derivazione, i talenti partenopei diventano realtà. Realtà del panorama napoletano e internazionale è Angelo Volpe, pittore proveniente dall’Accademia di Belle Arti di Napoli che vanta collaborazioni per noti artisti internazionali quali: Thomas Hirschhorn, David Tremlett e Sol LeWitt. A sinistra, Innovazione e tradizione, dicevamo: già perAngelo Volpe; a destra, ché Volpe riesce a combinare una tecTullio Pironti; nica rinascimentale come la pittura a Sopra, olio con la “contemporaneità” della un’opera di Angelo Volpe cultura pop. Contagiato dalle anime nipponiche, con spirito sarcastico e Angelo Volpe pungente, dà vita ad una schiera di e Tullio Pironti: figure emblematiche: le “sexyquesta città. coraggio e originalità dolls”.  Figure femminili provoRestando in tema di realtà partenel mutamento culturale canti dai volti diafani e corpi da nopee ben salde ma con un occhio bambola, appunto, ironizzano e all’inevitabile mutamento culturale smitizzano gli attuali canoni di belcome non citare la “nostra” Casa lezza femminile, sempre immerse in Editrice Tullio Pironti. Quarant’anni di scenari da favola o attorniate da brand storia, (ha collezionato grandi successi: -icone contemporanee. dal “Camorrista” di Giuseppe Marrazzo a Data la sua recente esposizione alla BienThe Vatican Connection di Richard Hammer, nale di Venezia, cornice internazionale dell’arte, a In nome di Dio. La morte di Papa Luciani di David possiamo chiederle se vi è una differenza come è Yallop, e ha pubblicato, spesso per primo in Italia, percepita l’arte contemporanea a Napoli e nel resto testi di scrittori come Don DeLillo, Bret Easton Ellis, d’Europa? Anna Rice, Raymond Carver) ma tanta voglia di non Personalmente credo che i cittadini partenopei per invecchiare e proporre nuovi talenti. Nata e cresciuta l'apporto della  storia antica e per l'Arte più nel ventre di Napoli, come il suo fondatore del resto, recente siano nei confronti dell’Arte Contemporanea la storica casa editrice è pronta ad affrontare nuove tra i più  lungimiranti del Bel Paese e, sicuramente sfide letterarie mentre è in uscita la seconda biograal passo con l’Europa. fia dell’editore: una vita che diventerà presto un film. Secondo Lei, a Napoli ci sono musei sufficienti deIl perché del successo della sua casa editrice, Tullio dicati all’Arte Contemporanea? Pironti lo svela in una recente dichiarazione: “Il meNapoli è l’unica città al mondo, ad ospitare un vero e stiere dell’editore dovrebbe essere quello di capire proprio 'museo all'aperto' che si snoda nelle stazioni prima degli altri come si sta orientando il gusto dei della metropolitana urbana. Il risultato è il “Metrò lettori. Anche se i primi ad avvertire il cambiamento dell'Arte”, progetto che rende accessibile e fruibile degli interessi del pubblico sono i librai. Chi in Italia a tutti la bellezza di alcune tra le più belle opere delè riuscito ad essere grande editore e a fare dell’edil'Arte Contemporanea. Ma i siti in città sono innumetoria un mestiere, ha basato la sua editoria sulle tenrevoli e vanno dalle gallerie private ai Musei, tra i denze del momento. Il piccolo editore, invece, spesso tanti mi va di citare il Museo d’Arte Contemporanea si muove in modo diverso: è lui che propone un perDonna Regina, che in questa fase non attraversa un corso culturale, a volte senza tener conto del merbuon momento, per questo mi sento di lanciare un cato”. Coraggio e originalità, quindi, per una città che appello alle istituzioni, “non disconosciamolo”, in Itaha voglia di esprimersi e investire ancora in linguaggi lia e all’estero, poiché è considerato la “Madre” di tutti da scoprire.

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L’ANGOLO DEL TIFOSO

numero 2 - marzo 2012

Vox Populi a cura di Francesca Beato e Vittorio Miranda

Ecco lo spazio dedicato a voi, tifosi del Napoli! Per poter far leggere i vostri commenti, inviateci un’email a globuliazzurri@libero.it; sms al n° 3426289730 e scrivendoci sulla nostra pagina Facebook Globuli Azzurri TV. Li utilizzeremo anche settimanalmente nella trasmissione televisiva “Globuli Azzurri”, in onda il giovedì alle 21,00 sul circuito Lunaset e su Sky 888.

Il 3° posto e l’accesso alla finale di coppa Italia per non sprecare una stagione altalenante. Troppa confusione di idee ad inizio stagione. Il Presidente che snobbava il campionato (“E’ da provinciale”) mentre Mazzarri riteneva la squadra da 7° posto... Il salto di qualità deve ricominciare dai vertici. Nessun obiettivo va snobbato all’inizio, pena ritrovarsi con le pive nel sacco. Carlo Fedele

Che dire dopo ieri sera si va avanti ragazzi e pensare al campionato, sempre forza Napoli!!!! Raniero Gallo Per me l’eliminazione è stata colpa di Mazzarri che ha sbagliato a fare scelte tecniche, poiché avrebbe dovuto inserire un altro centrocampista o difensore per proteggere il risultato. Italo da Battipaglia Lode a De Laurentiis che sta cercando di fare una rivoluzione nel mondo del calcio mondiale, dove non è detto che spendendo molti soldi compri il migliore giocatore e quindi hai la squadra più forte. Viva DE LAURENTIS Rivoluzionario il CHE GUEVARA di NAPOLI. ASTA LA VISTA SEMPRE! Maurizio Capriati

Un saluto da Modena! Siete grandi anche guardandovi da casa! Spero che il Napoli trasformi la rabbia in energia per campionato e coppa! Alberto Caccia

Secondo me a Londra è stato un errore inserire Dossena. Spero che il Napoli acquisti Armero. Rosario da Pozzuoli

Onore agli azzurri, vinceremo la coppa Italia e finiremo terzi in campionato. Forza napoli, stasera, sempre… Maria

Comunque mercoledì sera, a prescindere, il Napoli ha giocato abbastanza bene. E’ stato fatto anche un complotto con l’arbitro per far perdere il Napoli. Noi tifosi dobbiamo essere orgogliosi di quello che fino a ora i giocatori hanno fatto. Stefano Guglielmo da Volla

Dopo aver preso 4 gol non si può essere orgogliosi. Abbiamo una difesa di asini volenterosi ma che restano ciò!!!!! Franco da Isernia

Anche se hai perso con il Chelsea,resterai una grande squadra. Noi saremo sempre con te.FORZA NAPOLI!! Peccato che siamo usciti. Meritavamo più noi che il Milan Anna Sorice di rimanere in Champions e affrontare il Barcellona. Forza Napoli adesso bisogna vincere la Coppa Italia. Alessandro De Marco, Portici Il prossimo anno vendiamo i difensori che abbiamo!!! Leo da Como


rendiamo SOLIDI i vostri progetti

CALCESTRUZZI IRPINI S.p.A. Via Pianodardine, 19 - 83100 Avellino Tel. +39 0825 626574 - Fax +39 0825 624194 www.irpiniacalcestruzzi.it



Rivista Globuli Azzurri Marzo 2012