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Periodico di motori, sport, cultura e attualità

Maggio 2017 anno XXXVi - n° 119

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www.amiciautodromo.it

aSSoCiazione aMiCi Dell’ autoDroMo e Del ParCo

unione SoCietÀ SPortiVe MonzeSi

L Autodromo nel cuore di Roberto Summer

Quaranta anni: sono una vita, segnano la piena maturità di una persona, sono la fatidica data da cui si dice cominci la vita, comprendono quasi due generazioni e rappresentano un traguardo e insieme un nuovo punto di partenza. Tanto più quaranta anni sono un’epoca per un’associazione come la nostra, fatta di volontari, senza nessun finanziamento al di là delle quote sociali e di qualche piccola sponsorizzazione, apolitica e apartitica per statuto, libera in tutte le sue forme di vita, di comunicazione e di manifestazione: sono molto poche le associazioni, sul nostro territorio e non solo, che possono vantare un’anzianità di servizio come la nostra. E servizio è la parola chiave per definire il concept dell’Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo e del Parco: servizio a difesa di un impianto che tutto il mondo ci invidia e che spesso proprio chi dovrebbe essergli più vicino non considera in tutto il suo pregio, la sua notorietà mondiale, il lustro e l’indotto economico che porta a tutta la comunità monzese e brianzola. Servizio come espressione e amplificazione di una pubblica opinione in larga parte favorevole all’Autodromo ma che spesso non trova la voce per farsi sentire, servizio a tutela di tre grandi beni di Monza, della Brianza e dell’Italia, vale a dire l’Autodromo, il Parco e la Villa Reale, tre gioielli preziosi che possono e devono vivere in armonia e in reciproca sinergia; servizio anche come vis polemica contro chi fa dell’Autodromo la cassa di risonanza della propria esistenza politica e/o mediatica e ne fa il bersaglio di strali fortunatamente poco appuntiti e fini a sé stessi. In quel (ahimè) lontano 1977 quando tutti noi eravamo più giovani e pieni di passione, di forza e di voglia di cambiare, se non il mondo, almeno la realtà intorno a noi, quattro amici (in realtà eravamo di più, una quindicina) si erano messi in testa di salvare l’Autodromo dalla minaccia grave e reale di chiudere l’attività: insieme decidemmo di fondare l’Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo (più tardi aggiungemmo “e del Parco” a sottolineare con forza il concetto sopra espresso). Senza nessun aiuto economico (i primi costi per pagare la sala dove riunirci, per il notaio per l’atto costitutivo, per stampare le tessere, per organizzare le prime mani-

da 40 anni

festazioni erano interamente sostenuti dalle nostre tasche), soli contro una stampa che spesso indulgeva alle ragioni dei nostri avversari (gli ambientalisti in servizio permanente effettivo, anche contro la realtà), senza nessun appoggio politico per nostra espressa scelta (la libertà di esprimerci appieno non ha prezzo!) siamo partiti e subito abbiamo avuto il riscontro della validità della nostra battaglia: i soci hanno cominciato ad aderire numerosi (tra i primi che acquisirono la nostra tessera ci fu Michele Alboreto, allora giovane promessa dell’automobilismo), la stampa ha cominciato ad accorgersi di noi e della pubblica opinione che rappresentavamo, il primo manifesto fu un sasso lanciato con forza nello stagno della politica (così ini-

ziava: “l’ottusità di alcuni uomini politici sta portando l’Autodromo di Monza alla distruzione!”) e suscitò la reazione che volevamo, la presa di coscienza da parte di quasi tutti i politici che la situazione era grave e che si doveva intervenire al più presto. Da allora ne abbiamo fatta di strada, abbiamo sostenuto tante giuste polemiche, abbiamo difeso le ragioni della nostra pista e del Parco, abbiamo combattuto tante battaglie per i nostri principi, siamo cresciuti ampliando la nostra attività con questo giornale, che ha avuto firme prestigiose in calce ai suoi articoli, con la tribuna alla variante Ascari, col tram nostra sede nel cuore del Villaggio dell’Autodromo, con la sinergia con l’Unione Società

Sportive Monzesi, col Concorso fotografico, con le mostre di fotografie (tra cui quella per il cinquantesimo della pista sopraelevata e quella per il novantesimo dell’Autodromo), con la nascita del Monza Auto Moto Storiche, una costola del nostro gruppo, con il convegno del 2008 che promosse una nuova legge sul rumore nelle attività produttive (e quindi anche per l’Autodromo), col Muretto dei Campioni, viva testimonianza dei protagonisti delle gare sulla nostra pista, con gli spettacoli musicali per raccogliere fondi a beneficio delle ricerca scientifica. E con la stessa passione che ci ha guidato dal 1977 ad oggi, guardiamo con fiducia al futuro della nostra Associazione, per i prossimi quaranta anni...


La storia

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’ L Autodromo e il Parco hanno bisogno di amici

Era il 1977 quando nacquero gli Amici dell’Autodromo. Quarant’anni di storia

Da quaranta anni alcuni appassionati, allora motivati dal pericolo per l’Autodromo di Monza sotto sfratto e dal suo temuto allontanamento dal Parco, si sono uniti per dare voce alla maggioranza dei monzesi, favorevoli alla permanenza della pista: nacque allora l’Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo e (successivamente) del Parco (a sottolineare che le due realtà

possono e devono convivere in armonia, insieme alla Villa Reale: formano i tre gioielli del territorio monzese, brianzolo, italiano). L’associazione dal 1977 a oggi interpreta e forma la coscienza di ciò che rappresenta l’Autodromo nella realtà cittadina, e per far questo rafforza il legame tra la città e la sua pista: migliaia di firme in difesa dell’impianto, le Settimane dell’Autodromo, con sfilate di auto

QUARANT’ANNI DI BATTAGLIE, IDEE E DI PERSONAGGI

e moto d’epoca, esposizione di auto da corsa, mostre d’arte ispirata all’automobilismo e al motociclismo sportivi, tavole rotonde, incontri con piloti di Formula Uno, con grande partecipazione di pubblico. Parallelamente continua a far sentire la sua voce in tutte le occasioni, sui giornali, sui mass media, nelle sedi istituzionali, diventando una realtà cittadina di

cui tenere conto e una voce coerente. IL NOSTRO GIORNALE: MONZASPRINT Nel 1981 fu fondato il nostro organo di stampa, Monzasprint, che da allora si impone all’attenzione di politici, giornalisti e sportivi, tanto da diventare una voce costante e autorevole sulla scena pubblica


La storia

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di battaglie e di incontri sempre a difesa del magico tempio della velocità

Gli Amici hanno bisogno del tuo sostegno!

monzese, con le sue 20.000 copie medie di diffusione (che diventano 35.000 in occasione del gran premio) e con le sue firme, tra cui quelle di prestigiosi giornalisti. IL TRAM E LA TRIBUNA Poi fu la volta del tram, una vettura storica del 1928 donata dall’ATM, adibito a sede dell’associazione presso il villaggio dell’Autodromo, dove si incontrano gli appassionati e i visitatori famosi, e della tribuna presso la curva Ascari, successivamente ampliata fino a 500 posti, punto di osservazione privilegiato delle corse per tutti gli Amici e soprattutto spazio a disposizione dei meno fortunati, i portatori di disabilità, che qui all’interno del tracciato trovano una cordiale accoglienza da parte dei soci che volontariamente si metto-

no a loro disposizione e fanno di tutto per rendere loro gradevole la permanenza prima, durante e dopo la gara. IL CONCORSO FOTOGRAFICO Dal 1986 si tiene il concorso fotografico, giunto oggi alla 31° edizione (è in pista la 32°), per esprimere con le immagini dei fotoamatori e dei professionisti la realtà sportiva, economica e di costume dell’Autodromo e del Parco. Il successo continua ancor oggi, con una partecipazione sempre costante e con un livello medio delle opere sempre più alto.

panti al concorso. IL CONVEGNO Nel 2008 il convegno sull’Autodromo e sul Parco da noi organizzato, con notevoli apporti da parte di studiosi, manager, politici, ha portato, come contributo per la soluzione del problema del rumore in Autodromo, alla formulazione di una proposta di legge (poi divenuta operante grazie anche alla nostra azione politica).

corso sulla nostra pista e all’autografo di piloti, tecnici, costruttori, che hanno lasciato una scia luminosa nel mondo del motorsport, con l’Autodromo di Monza come palcoscenico mondiale delle loro gesta.

VIENICI A TROVARE! In questi anni, l’Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo e del Parco ha continuato in queste sue azioni, battendosi in tutti i modi per la difesa di queste due splendide realtà monzesi e, col contribuIL MURETTO DEI CAMPIONI to di tutti i suoi soci e simpatizzanNel 2009 l’Associazione ha ideato, ti, è ormai un punto fermo nella viin collaborazione col Comune di ta cittadina; e per i prossimi anni, Biassono, il “Muretto dei Campio- non smetteremo mai di farlo, con LA MOSTRA SULLE SOPRAELEVATE ni”, ispirato al celeberrimo “MuretDel 2005 è la mostra sul cinquante- to di Alassio” e posto sulla provin- l’aiuto di tutti voi… Se vuoi sapere di più, vienici a tronario della pista sopraeleciale Monza-Carate in corrisponvare in sede, in via Vittorio Emavata, con bellissime fotodenza con l’entrata di S. Maria alle nuele 1 a Monza (ogni venerdì dalgrafie d’epoca, messe a di- Selve e con la rotonda ove sorge il le 21 alle 23) o al tram dell’Autosposizione dell’Ufficio monumento all’Autodromo: è dedromo (nei pomeriggi di sabato e Stampa dell’Automobile corato con una serie di ceramiche, domenica), e ti accoglieremo con Club Milano, e attuali, ognuna dedicata a un Gran Premio un caloroso benvenuto. scelte tra quelle parteciautomobilistico e motociclistico

Solo alcune delle fotografie scattate in questi quarant’anni. Da Bettino Craxi alla presidente della Camera Irene Pivetti, dall’ex sindaco Pierfranco Bertazzini. Qui a fianco il pilota Jacques Laffite che legge “Monzasprint”. In alto Papa Wojtyla all’autodromo.


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I protagonisti

La storia degli Amici dell’Autrodromo nelle parole di chi decise di scendere

Quel giorno del 1977:

Sono trascorsi 40 anni da quando, l’11 maggio 1977, alcuni Amici decisero di fondare un’Associazione Sportiva che ne difendesse gli interessi e lo proteggesse da eventuali attacchi da parte di chi, già allora, considerava il nostro impianto un corpo estraneo alla bellezza del Parco. È stata una scelta opportuna e lungimirante perché, durante questi anni, il nostro impianto è stato molte volte in pericolo, anche ultimamente e, solo la grande passione, di tutti noi è riuscita a mantenere Fede all’impegno iniziale e quindi a far sì che non venisse meno il motivo per il quale era stato costruito nel lontano 1922, e cioè con una pista per macchine da corsa. La seconda al mondo all’epoca.Ovviamente dobbiamo ringraziare per la preziosa ed insostituibile collaborazione l’ACM, la SIAS, (Società che gestisce l’Autodromo) le varie Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali che si sono succedute, senza il Loro disinteressato aiuto non saremmo sicuramente riusciti ad arrivare sin dove siamo arrivati, anche se, in questo particolare momento di transizione restiamo tutti in attesa di capire l’evolversi di una situazione che si stà prospettando e cioè, con il passaggio del testimone dalla gestione Ecclestone a quella della nuova proprietà Liberty Media quale sarà il futuro della Formula 1! Per quanto mi riguarda sono orgoglioso di essere stato eletto da qualche anno Presidente, incarico che mi onora, quale uomo di sport che mi ritengo, e nel concludere questo mio saluto, non posso fare altro che augurare alla nostra Associazione “lunga Vita” come si suol, dire e che si possa sempre contare anche in futuro sulla preziosa collaborazione di tutti noi che abbiamo nel DNA l’Autodromo, di tutti i Soci che innumerevoli ci seguono sempre con tanta passione e che il rombo dei motori delle Ferrari, sia musica per le nostre orecchie.ancora per tanti anni. Il Presidente Pietro Mazzo

QUARANT’ANNI DI BATTAGLIE, IDEE E DI PERSONAGGI

Quarant’anni. Una data, un lasso di tempo, un traguardo, una tappa. Tanto. Tutto. Quarant’anni è un momento di passaggio di un percorso che, appunto quarant’anni fa, è iniziato grazie all’unione del pensiero e all’azione di due persone, io e Giampietro Mosca, uniti da una passione e da una paura. Che l’Autodromo, il nostro amato Autodromo, chiudesse. Ucciso da volontà politiche scellerate e non supportate dal volere della maggioranza della gente del territorio. Almeno, questo era quello che pensavamo. A ragione, peraltro. Ma in quel momento non c’interessava solo pensare. Lo spirito giovanile ci spingeva ad agire, animati di buoni propositi e dalla certezza che avremmo svolto un servizio positivo per Monza e per il suo valore nel mondo. Il tempo, credo, ci ha dato ragione. Nasce così, sulle ali della nostra spinta giovanile, l’Associazione Amici dell’Autodromo. Quarant’anni fa, come segnale di preoccupazione. Io non so se mai sarebbe sorto un gruppo come il nostro se l’Autodromo non fosse stato minacciato. Ma la situazione in quel momento era drammatica e, io e l’amico Mosca, abbiamo ritenuto giusto di muoverci così. Subito i risultati furono positivi, non solo nei numeri ma soprattutto nella risposta che ricevevamo dai semplici cittadini, giovani come noi o anziani che si ricordavano le imprese di Nuvolari nella “pista dentro il Parco”. Tutti volevano difendere

l’Autodromo, patrimonio di storia e di orgoglio per la nostra città. Ma non solo per Monza, perché anche i molti comuni della zona si facevano belli nel dire che erano “vicini all’Autodromo”. In quel periodo, sempre con il supporto di un grande personaggio come l’ing. Giuseppe Bacciagaluppi, altre realtà erano nate. Ne cito una perché tocca un caro amico, Pietro Mazzo, e che come la nostra Associazione ancora oggi è viva e funziona: l’Unione Società Sportive Monzesi. Noi, come loro, animati da sola passione e voglia di fare. A volte anche con perdite economiche personali, ma sempre spinti dal guardare avanti senza piangersi addosso quando le cose vanno male. Tipico di chi ama lo sport, qualunque disciplina sia. Per anni sono stato, in tempi abbastanza recenti, Presidente dell’Associazione che avevamo creato. Un onore e un privilegio che porto fra i miei ricordi migliori. Ma ricordo anche la genesi di quella nomina. Purtroppo, e i fatti lo dimostrano, ad un certo punto qualcuno dei dirigenti di allora aveva smarrito la vera intenzione dell’Associazione e, in maniera scorretta, aveva agito per toglierne la carica vitale. Non m’interessano né le polemiche né gli elogi, ma è giusto ricordare che, agli inizi del Duemila, la nostra cara Associazione ha corso il rischio di essere chiusa. L’aiuto di alcuni veri “amici” e la nostra tenacia ha cambiato il corso degli eventi e quindi, se siamo qui a festeggiare questi quarant’anni, un grazie è giusto darlo anche a loro. Io, nel frattempo, non dimentico che se ho “fatto strada” lo devo in gran parte a quella palestra che per me è stata, e lo è tuttora,


I protagonisti

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in campo per difendere l’impianto storico monzese dal rischio di scomparire

i protagonisti l’Associazione degli Amici dell’Autodromo. Piccola parentesi, l’aver aggiunto “e del Parco” nella dicitura non era per far contenti gli ecologisti di turno, ma solo perché anche noi, come loro, il Parco lo amiamo. Tornando alla mia figura l’ingresso nel 2010 in AC Milano, e la recente nomina a Consigliere di SIAS, sono il frutto di un lavoro che mi ha visto per anni stare in prima linea con il direttivo dell’Associazione per difendere e promuovere l’amato impianto, le sue strutture, e i suoi uomini. Ricordo in tempi non così lontani la vertenza per il rumore, con l’Associazione in prima fila, anche nei saloni della Regione Lombardia. Ricordo il lavoro svolto dietro le quinte per convincere i politici locali seduti in Parlamento del valore di un impianto come il nostro. Una realtà non solo da salvaguardare ma soprattutto da amare. Anche nell’interesse economico del territorio. Che però, consentitemi una piccola polemica, non sempre si è rivelato

all’altezza del momento. Anche per questo, e ne sono convinto, il passaggio di SIAS sotto il controllo di AC Italia, è una scelta obbligata, oltre che logica. Le recenti vicende legate al rinnovo del Gran Premio, al suo impegno economico, allo stesso scenario di una società civile che cambia sempre più, erano elementi sufficienti per capire che la strada doveva essere diversa. Qualcuno l’ha interpretata come una sconfitta. Io ritengo che sia una grande opportunità. In ogni caso, se oggi siamo qui ancora a parlare di Autodromo, di Gran Premio, di corse e di tanto altro, è giusto rimarcare a gran voce l’importanza vitale di quanto creato da noi quarant’anni fa. In caso contrario si parlerebbe dell’ Autodromo Nazionale di Monza solo nei libri di storia dello sport. E non è quello che io e Mosca volevamo agli inizi di quel indimenticabile 1977. Quarant’anni fa appunto. Enrico Radaelli

Il ricordo Il presidente che realizzò il progetto

Il sogno di Armando Villa: costruire una tribuna Armando Villa, presidente della nostra associazione dal 1981 al 1985, ha senza dubbio dato un grande contributo allo sviluppo dell’ASAAP: sotto la sua guida, infatti, si sono realizzate due importanti iniziative, la nostra tribuna alla variante Ascari e la nostra sede in Autodromo, il tram che sorge al centro del Villaggio, che hanno notevolmente incrementato le possibilità per la nostra associazione di contattare i soci, potenziali e acquisiti, e di offrire loro due confortevoli location nel cuore del tempio della velocità. Armando Villa, grazie ai suoi rapporti di lavoro con un’importante azienda di strutture metalliche, ebbe l’idea di costruire una tribuna all’interno dell’Autodromo, a disposizione dei soci e degli ospiti dell’associazione. Iniziò dunque una serrata trattativa con la dirigenza della SIAS, la società che gestisce l’Autodromo, in particolare con l’ing. Bacciagaluppi, per avere uno spazio che ospitasse una tribuna da 150/200 posti. La sua abilità commerciale consentì all’ASAAP di avere una posizione privilegiata all’uscita della variante Ascari, l’assistenza tecnica della struttura dell’AC Milano per le pratiche edilizie e di collaudo (in particolare l’ing. De Candiziis) e nello stesso tempo di avere come sponsor la suddetta azienda di strutture, che costruì la tribuna a costo zero per l’associazione; venne poi anche la sponsorizzazione di un prestigioso concessionario di auto di lusso. Qualche anno dopo, la tribuna fu portata agli attuali 500 posti, fu dotata di un container per il catering e di uno per i

servizi igienici (grazie al contributo di APA Confartigianato), con la possibilità di soddisfare sempre più amici e ospiti e soprattutto di accogliere i meno fortunati, i diversamente abili, che trovano tutto quanto, grazie alla preziosa opera di crocerossine e volontari, loro è utile per trascorrere una giornata indimenticabile. Il presidente Villa ebbe anche l’idea di utilizzare una vettura tramviaria del 1928, che l’ATM aveva inutilizzata nei suoi depositi, per farne la nostra sede in Autodromo. La trattativa con la SIAS portò alla concessione gratuita dell’area al centro del Villaggio, mentre quella con l’azienda di trasporti milanese ebbe come risultato la concessione gratuita della vettura e la cessione a prezzo simbolico di binari e traversine. Restava solo da trasportare la vettura dal deposito ATM all’Autodromo: furono necessari un mezzo speciale, un’autorizzazione e una giornata di viaggio per i pochi chilometri da percorrere. Poi la vettura fu arredata all’interno e all’esterno e dipinta con i nostri colori, punto di richiamo per i visitatori, per offrire un momento di relax e d’incontro piacevole, all’ombra delle secolari piante, nelle convulse giornate delle gare. Grazie Armando: ti siamo tutti riconoscenti. Roberto Summer

Nella foto d’apertura lo striscione in difesa della pista. Sopra Romolo Tavoni, sotto a sinistra Armando Villa, a fianco e sotto i giornalisti Andrea Cremonesi e Giorgio Teruzzi. Qui sopra Ayrton Senna con Nino Rocca


La memoria

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Michele Alboreto fu l’ultimo italiano a vincere un Gp alla guida di una Ferrari

Un pilota da ricordare "Praticare uno sport non deve fondarsi sull'idea del successo, bensì sull'idea di dare il meglio di sé", affermava la campionessa olimpica Gabriella Dorio, dopo aver vinto l'oro alle olimpiadi di Los Angeles. Correva l'anno 1984 e mentre negli Stati Uniti si svolgeva la ventitreesima Alboreto olimpiade, arrivava alla fu spesso Casa di Maranello una promessa dello sport a paragonato quattro ruote: Michele ad Ascari Alboreto. L'allora 28enne promettente pilota era stato notato da Enzo Ferrari già nel 1982, quando gareggiava per la scuderia britannica Tyrell; tanto che il fondatore dell'omonima casa automobilistica modenese gli rivolse parole di stima dal lato professionale ed umano a pochi giorni dall'appuntamento monzese. Le parole spese a favore del giovane pilota suonarono come un futuro ingaggio da parte della Ferrari che già lo seguiva da diverso tempo. E così fu. Al primo Gran Premio del 1984 la Ferrari di Alboreto riuscì a partire in prima fila ma dopo pochi giri dovette ritirarsi per un guasto meccanico. La breve prova fu però sufficiente per impressionare la stampa specializzata che pronunciò pareri estremamente positivi nel descrivere la brillante carriera del pilota, paragonandolo spesso ad Alberto Ascari per la sua grinta. Dopo 5 anni trascorsi sulle vetture di Maranello (tra vittorie e delusioni), il pilota milanese si accordò per disputare la stagione del 1989 con la Tyrrell e successivamente nel 1999 con la Arrows, finanziata dall'imprenditore giapponese Ohashi. La carriera in Formula Uno per Alboreto prosegue nel 1993 in Scuderia Italia e si conclude nel 1994 sulla M194 del team Minardi. R8 sport per un collaudo quando la Terminata l'esperienza nella massima sua auto uscì dal tracciato di categoria di vetture monoposto, il Lausitzring, colpì una recinzione e si pilota milanese tornò a gareggiare capovolse oltre, dopo un centinaio di nelle competizioni a ruote coperte, metri. prendendo parte al DTM (il Le sue condizioni parvero campionato turismo tedesco) e immediatamente gravi ed i medici non partecipando ad altre competizioni, potettero fare niente per salvargli la aggiudicandosi, oltre a diverse altre vita. gare, la 24 ore di Le Mans del 1997 e La sua improvvisa la 12 Ore di Sebring del 2001. Proprio scomparsa fu in quell'anno Alboreto era alla guida subito commentata della nuova Audi con commozione

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da Maranello, ricordandone l'importanza del suo percorso in Ferrari. Il milanese vi approdò negli anni in cui le Rosse sembravano "proibite" ai piloti italiani e proprio l'arrivo del lombardo portò una ventata di ritrovato entusiasmo. Un pilota da ricordare non solo per la sua brillante carriera e per i 194 Gran Premi disputati ma anche perché a distanza

di diversi anni, vari piloti si sono susseguiti nella scuderia di Maranello ma ad oggi Alboreto rimane l'ultimo pilota italiano ad avere vinto una gara di Formula Uno alla guida di una monoposto Ferrari. L'associazione sportiva "Amici dell'Autodromo e del Parco" vanta con orgoglio di aver avuto tra i primissimi tesserati proprio Alboreto, a testimonianza del grande impegno dell'associazione volto alla salvaguardia dell'autodromo e del parco sin dal 1977. Il circuito di Monza, per altro, ha portato fortuna al giovane pilota che l'ha visto agli esordi nel 1976 nella "Formula Monza", per poi regalargli un secondo posto al Gran Premio dell'84. Michele continuerà sicuramente a correre nei cuori di chi l'ha sempre sostenuto ed ammirato nel corso della sua carriera. Un uomo spinto da un'insopprimibile passione per i motori ma il tragico incidente ricorda che questo sport racchiude sempre il rischio dietro l'angolo. Davide Esposito


La memoria

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Lo spazio degli Amici dell’Autodromo è sempre aperto ai portatori di disabilità

La tribuna è solidarietà

La tribuna degli Amici dell’Autodromo. Sopra Massimo Rivola, allora direttore sportivo Ferrari

Parlare di handicap non è facile, anche se fortunatamente al giorno d'oggi vi sono molti strumenti che la tecnologia offre per agevolare la vita di chi ha una ridotta capacità d'interazione con l'ambiente sociale rispetto a ciò che è considerata la norma, pertanto è meno autonomo nello svolgere le attività quotidiane. Una convenzione promulgata dall’Onu nel 2007 richiama in modo esplicito i diversi principi della “Dichiarazione Universale dei Diritti umani”, della non discriminazione, di eguaglianza e rispetto delle pari opportunità. Il rispetto, la non discriminazione, l’accessibilità e l’opportunità dell’eguaglianza tra uomo e donna, sono essenziali alla civile convivenza. Talvolta siamo costretti ad

assistere a situazioni paradossali, dove queste persone sono costrette a vivere in condizioni di svantaggio nel partecipare alla vita sociale. La questione deve essere sempre affrontata con una visione globale da parte non solo delle organizzazioni politiche (sia locali che centrali) ma anche dai media, imprese ed associazioni di volontariato. Come si può donare un sorriso a queste persone in un contesto come quello della Formula 1? L'associazione sportiva "Amici dell'autodromo e del parco" da tanti anni cerca di portare un sorriso a molte persone diversamente abili. In un contesto molto diverso della solita passeggiata,gli ospiti possono assistere al Gran Premio di Formula Uno per tre giorni intensi, assistiti eccezionalmente

dall'impareggiabile aiuto della Croce Rossa. Ragazzi ed adulti diversamente abili, provenienti da diverse regioni e paesi, vengono ospitati con i loro accompagnatori alla tribuna “Amici dell’Autodromo e del Parco”. Trascorrono una giornata indimenticabile in compagnia degli associati e del pubblico presente. Sentire il rombo dei motori, l'atmosfera emozionante della gara e l’attenzione a loro riservata, gli permette di trascorrere una giornata straordinaria. Lo si può constatare dai loro sorrisi intrisi di gioia, serenità e gratitudine nei confronti di chi non ha solo la passione dei motori ma anche la voglia di aiutare il prossimo. Gli sguardi luminosi degli ospiti in tribuna accendono il cuore di tutta l’associazione e stimolano la voglia di lavorare sin dall’inizio dell’anno per programmare l’evento di settembre, dedicando tempo e risorse affinché tutti gli ospiti possano vivere una giornata sensazionale, creando un'accoglienza priva di ogni parzialità. Lo sport mette tutti d'accordo e lo dimostra la gioia che si percepisce entrando nella tribuna degli Amici dell'Autodromo, dove al termine del

Gran Premio, nonostante la stanchezza fisica per l'impegno, spesso sotto un sole ancora cocente, ciascun associato e volontario torna a casa con la consapevolezza di aver donato un sorriso a delle persone meravigliose. Il Gran Premio non è solo motori ma può diventare anche un vero e proprio elogio alla vita perché vi è qualcosa di più profondo come l'inserimento delle diverse identità in un unico contesto all'interno del quale non sia presente alcuna discriminazione. Pranzare insieme a loro, condividere una vittoria o una sconfitta, permette di capire che non importa chi siamo o come siamo ma dimostra che la felicità sta nelle piccole cose, come per esempio nel regalare un'emozione a chi vive quotidianamente uno svantaggio nello svolgere una vita normale.Anche quest'anno l'Associazione ospiterà tanti ragazzi disabili nei giorni del Gran Premio, dimostrando ancora una volta il solido impegno volto non solo nella salvaguardia del parco e dell'autodromo ma anche all'integrazione sociale in contesti diversi. Pietro Esposito


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La memoria

Il racconto di un nonno appassionato di motori al suo piccolo nipotino

Il muretto dei campioni racconta i tempi mitici

“Un vecchio e un bambino si preser per mano e andarono insieme incontro alla sera. I due camminavano, il giorno cadeva, ”avevano fatto tardi passeggiando nel parco di Monza e per paura di trovare chiuso il cancello della porta di Biassono, dove avevano posteggiato l’auto, escono dalla porta di Santa Maria delle Selve. Appena finita la salita prima della rotonda del monumento, che raffigura la pista dell’Autodromo, il bambino è attirato dal muretto adiacente, dove sono apposte delle ceramiche raffiguranti delle macchine e moto da corsa, ma soprattutto chiede cosa significa la scritta all’inizio del muretto e chiede spiegazioni al nonno. Preso in braccio il nipote, “ il vecchio parlava e piano piangeva: con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati... “. L’anziano spiega che, agli inizi del secolo attuale, la Associazione Sportiva Amici dell’Autodromo e del Parco in collaborazione con il comune di Biassono ebbe l’intenzione di volere testimoniare, dentro questa struttura, di come la storia del Motorsport mondiale fosse transitata e

scritta sul vicino circuito di Monza. Il vecchio inizia a voce alta a leggere il manifesto al bambino (vedi la foto a destra). Il nonno, sempre con il bambino in braccio, lentamente passa in rassegna tutte le ceramiche esposte e cerca di spiegare che su questo muretto sono posizionati, a futura memoria, tutti i vincitori del GP di Italia e del GP delle Nazioni motociclistico mentre nella prima sezione sono collocati gli autografi non solo dei piloti ma anche gli altri protagonisti del mondo del Motorsport , tecnici, meccanici, giornalisti. Soffermandosi più diffusamente sulle ceramiche che rappresentano gli anni 50 e 60 , età dell’oro delle competizioni, cercando parole semplici tenta di raccontare come a partire dagli anni 60 la scienza si impadronisce della progettazione dei bolidi da corsa e le belve ringhiose si trasformano in vetture e moto prive di forma distintiva, meno belli dei precedenti ma non per questo meno micidiali ed i piloti si trasformano da matator a collaudatori. “ Dietro le gesta dei piloti eroi della F1 degli anni 50 c’era la tecnica di guida della sbandata controllata. La guida estrema in F1 diventava arte, era qualcosa di reale benchè fugace bellezza, una bellezza resa più intensa dal prezzo da pagare in caso di

QUARANT’ANNI DI BATTAGLIE, IDEE E DI PERSONAGGI


La memoria

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Una favola che racconta la realtà oggi ancora viva sul monumento di Biassono

Quando a scendere in pista era il coraggio

errore. Un pilota gladiatore degli anni 50 doveva valutare il livello della sua abilità e guidare di conseguenza. Quelli che non lo facevano, che continuavano a spingere fino al proprio limite tendevano a non sopravvivere. A uomini di quella generazione come Fangio, Ascari Behra, Castellotti, Collins, l’ombra cupa che aleggiava su questo sport impose una profonda spiritualità. Forse l’anestetica dimensione della morte innescata dalla recente seconda guerra mondiale aveva reso queste cose meno scioccanti di quanto sarebbe oggi” ( Mark Hughes) Sempre attraverso l’autorevole penna di Mark Hughes, collaboratore anche di Autosport, il vecchio cerca una spiegazione alla febbre della velocità che contamina tutti i tifosi di Motorsport.“Quando un pilota è dentro la sua auto, il mondo oltre il suo immediato orizzonte svanisce. Solo, con la solitudine del suo desiderio, con il senso di sopravvivenza alterato dalla velocità. Il pilota supera la mediocrità del mondo esterno, si libera dalle catene che questo vorrebbe mettere a tutti noi. Si ritrova in un luogo diverso, in una sorta di tubo di metallo di diametro ridotto con una sottile rivestimento di fibra di vetro, in cui ha tutta quella tranquillità di essere invulnerabile

che gli serve. Corre libero, inseguito solo dalla paura del fallimento, perché il fallimento è il rischio di essere scaraventato nel mondo reale. ”Comunque tutti i piloti di ogni generazione raffigurati sul Muretto dei Campioni, sono stati protagonisti di giornate memorabili, hanno scritto la storia del motorismo internazionale. Non potevano restare rinchiusi in annuari e libri impolverati ma devono risplendere alla luce del sole e quindi visibili per non farsi dimenticare. Per chiunque passi da Biassono, Loro la memoria storica del Motorsport, saranno ben felici di incontrare i loro fans e raccontare di un mondo dove l’amore e la passione sono prioritari. Il Muretto dei Campioni di Biassono può essere uno strumento di misura un metronomo del tempo, un metronomo che scandisce le oscillazioni del battito del cuore mentre si vede dentro una immagine raffigurante un evento motoristico o un autografo di un personaggio amato del passato un piccolo frammento della propria esistenza. Intravedere nello sguardo la fierezza e lo sprezzo del pericolo di Tazio Nuvolari del 1938 mentre doma il suo “mostro d’acciaio”. O ogni volta meravigliarsi di fronte agli occhi spiritati di Renzo Pasolini nella ceramica del 1970,

mentre furibondo cerca di rintuzzare gli attacchi di Giacomo Agostini. Ci sentiamo accumunati ai nostri eroi perché contagiati anche noi come loro dall’amore per la velocità, l’amore profondo che collega le cose distanti apparentemente diverse e ostili. Queste ceramiche servono per richiamare alla mente sopiti ricordi e a far riaffiorare antiche emozioni come ”Vivide gemme di un tesoro nascosto, fiori stellanti di un giardino incantato venati di uno strano colore, il colore del tempo”. “Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!". Luigi Monguzzi


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Il concorso

Trentunesima edizione per l’appuntamento con le immagini di Autodromo e Parco

Concorso fotografico: Abbiamo superato un importante traguardo: dopo la trentesima edizione del Concorso fotografico “L’Autodromo di Monza, nei suoi aspetti sportivi, spettacolari, ambientali, folcloristici e di costume” e, più recentemente,“Il Parco di Monza” siamo arrivati alla trentunesima (e naturalmente stiamo preparando la trentaduesima). Il successo, negli anni, della manifestazione ci sprona e ci stimola a una sempre maggiore cura. Anche quest’anno, come di consueto, il livello delle opere pervenute si è mantenuto elevato e ben aderente ai temi del concorso. La giuria, composta dal fotografo Ercole Colombo, dal giornalista Enrico Mapelli e dai componenti del Direttivo dell’associazione Enrico Radaelli, Luigi Monguzzi, Andrea Corbetta, Attilio

Teruzzi e dal sottoscritto, ha dovuto “discutere” parecchio per sceglierele vincitrici. Gli amici legati alla fotografia sono accorsi numerosi, a testimonianza che ormai il concorso è un rito. La premiazione si è svolta lo scorso 19 marzo nella sala civica “Carlo Cattaneo”, gentilmente concessaci dal Comune di Biassono; dopo il saluto del Sindaco e dell’Assessore allo Sport e le testimonianze della nostra presidenza, i tanti concorrenti e i numerosi appassionati hanno potuto ammirare i pannelli che hanno ospitato le foto selezionate; poi la festa della premiazione, con i numerosi riconoscimenti messi a disposizione dalla nostra Associazione, e con un rinfresco curato dall’amico Franco Nava. Roberto Summer

Sezione Parco

1° Categoria Parco: Andrea Avanzo - “Verso sera”

2° Categoria Parco: Nice Fiorentini - “Incanto negli argenti”

32° CONCORSO FOTOGRAFICO "L’AUTODROMO E IL PARCO DI MONZA" Regolamento: 1. L'Associazione Sportiva Amici dell'Autodromo di Monza organizza un Concorso fotografico aperto a tutti, soci e non soci, sui temi: "L’AUTODROMO DI MONZA, nei suoi aspetti sportivi, spettacolari, ambientali, folcloristici e di costume.” “IL PARCO DI MONZA, un patrimonio da valorizzare.” 2. Il concorso è articolato nelle seguenti sezioni: A) L’Autodromo di Monza B) Il Parco di Monza C) Sezione speciale a tema. “Il verde in Autodromo”. 3. Ogni concorrente può partecipare con un massimo tassativo (pena l’esclusione) di 5 opere inedite per ogni sezione (sequenza e racconto fotografico valgono come 1 opera), anche con immagini riferite ad avvenimenti anteriori al 2017. 4. Termine di presentazione delle opere: 31 dicembre 2017 5. Le stampe, non montate, dovranno avere il lato maggiore di 30 cm (il formato consigliato è 20x30). Sul retro di ogni stampa dovranno essere indicate le generalità dell'autore complete di indirizzo, recapito telefonico e email ; il titolo dell'opera e l'eventuale riferimento alla manifestazione a cui si riferiscono; sezione alla quale si desidera partecipare. 6. Ogni autore è responsabile di quanto è oggetto delle opere presentate. 7. L'ammissione delle opere alla mostra e l'assegnazione dei premi sono a insindacabile giudizio della giuria. 8. Saranno premiate le migliori 3 opere per la sezione “L’Autodromo di Monza” , le migliori 3 opere per la sezione “Il Parco di Monza”, la migliore opera per la sezione speciale.Ulteriori premi potranno essere assegnati da discrezione della giuria.

3° Categoria Parco: Sergey Shovkun - “Villa Reale “

9 La Giuria sarà composta da esperti del settore sportivo e fotografico, di esponenti dell'ASAAP, del comune di Monza e comuni limitrofi, dell'Autodromo di Monza. Si premieranno gli autori delle foto ritenute più meritevoli. 10. La partecipazione al concorso è totalmente gratuita. Ogni foto dovrà essere accompagnata dal cedolino allegato (anche in fotocopia). 11. Le opere non verranno restituite e diventeranno di proprietà dell'A.S.A.A.P. che si riserva i diritti di utilizzazione dell'immagine. Una foto potrà essere scelta come soggetto di un manufatto in ceramica per il Muretto dei Campioni a Biassono. 12. Le opere devono pervenire a: -- ASSOCIAZIONE SPORTIVA AMICI DELL'AUTODROMO: presso la sede centrale, via Vittorio Emanuele 1- Monza (venerdì ore 21-23.30) o presso la sede del tram in Autodromo il pomeriggio del sabato e domenica. -- PRO MONZA: portici comunali (ore 9-12,30; 15-18; sabato 9-12), telefono 039323222 -- Per coloro che effettueranno l'invio a mezzo posta si raccomanda l'uso di un involucro adatto, se si effettua la spedizione per raccomandata l’indirizzo è: ASAAP c/o PRO MONZA PORTICI COMUNALI - 20900 MONZA 11. Le opere premiate, segnalate e ammesse verranno esposte successivamente presso sedi di rappresentanza, alla presenza della giuria e delle Autorità. 12. Gli autori premiati verranno avvertiti solo per mail o telefonicamente. 13. L'inaugurazione e la premiazione della relativa mostra avverranno, in data che sarà tempestivamente comunicata sul sito web della Associazione.(www.amiciautodromo.it) 14. Ulteriori informazioni potranno essere richieste, oltre che ai succitati indirizzi, a: ROBERTO SUMMER tel. 039.6888097 - 348.7460912 Sede Monza ASAAP tel. 039.2315138- oppure info@amiciautodromo.it 15. La partecipazione al concorso implica l'accettazione totale del presente regolamento.


Il concorso

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Le suggestioni dell’area cintata più grande d’Europa e del tempio della velocità

la magia nello scatto Colore

1° Colore: Simone Casiraghi - “Lights”

2° Colore: Alberto Vimercati - “Red Passion”

Sezione

Menzione speciale: Eliana Agazzi - “Fuga di linee”

3° Colore: Andrea Avanzo - “Passato, presente”

Menzione speciale Colore: Luca Tremolada - “Omaggio a Gran Prix 1966”

Geometrie

Menzione speciale: Danilo Motta - “Tromboni, boccaporti o...”

Menzione speciale Colore: Claudio Arrigoni - “Pronti, via”


Elezioni 2017

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Quattro aspiranti alla carica di primo cittadino rispondono alle domande

I candidati sindaco sono a confronto LE DOMANDE DI MONZASPRINT AI PRESIDENTI 1) Monza e Autodromo dovrebbero essere in simbiosi ma spesso sono due realtà separate: cosa si ripromette di fare, se eletto, per costruire un dialogo tra la città e il suo prestigioso impianto? 2) Cosa si ripromette di fare, se eletto, per risolvere in maniera quanto più definitiva possibile i problemi dell’Autodromo? 3) Pista sopraelevata, una grande opportunità e non un problema: cosa fare per darle un futuro?

NOME:ROBERTO SCANAGATTI ETA’: 63 ANNI PROFESSIONE: DIRIGENTE AZIENDALE INCARICO: SINDACO DI MONZA PRESIDENTE ANCI LOMBARDIA 1) L'autodromo vive da sempre una sorta di vita parallela rispetto alla città e questo non porta alcun vantaggio né a Monza né all'impianto sportivo. Per esempio ho sempre ritenuto inconcepibile che un turista in visita alla città non trovasse in centro un negozio dove poter acquistare i gadget della pista. Per contro chi arriva in Autodromo non sa nemmeno quali opportunità può offrire la città. In questi anni però alcuni passi in avanti sono stati fatti. Durante il Gp in piazza Carducci ha aperto un point dell'impianto, mentre all'interno dell'ufficio informazioni della pista, è stato posizionato un totem informativo della città. Dobbiamo proseguire e rafforzare sempre più questo collegamento e molto dipenderà anche dalla volontà del nuovo management di Sias perché, per quanto riguarda l'amministrazione comunale, la disponibilità è totale. Per quanto riguarda i problemi dell'Autodromo, credo che in questa fase, risolta la questione del rinnovo del contratto per il Gp di F1, occorra soprattutto una stabilità ai vertici della società che gestisce l'impianto, la Sias. Troppi cambi ai vertici hanno creato ogni volta cambiamenti di obiettivi e di strategie. In questo senso, da parte mia, confermo la volontà di collaborare per fare in modo che l'autodromo sia sempre di più all'altezza delle aspettative ma in un quadro di chiarezza che purtroppo non sempre c'è stato. 2) In questi anni abbiamo dimostrato che se si mettono da parte le guerre di religione e si agisce con buon senso, si può con ragionevolezza trovare un giusto equilibrio tra le due realtà. Mai come in questi ultimi anni l'impianto ha ospitato iniziative non soltanto legate allo sport motoristico. Penso a fiere espositive, convegni, eventi ma anche mostre e iniziative culturali che si sono svolte, mote delle quali patrocinate dal comune di Monza. Io penso che questa sia la strada giusta sulla quale proseguire.

4) Parco e Autodromo sono due ordinato è indotto ad assumere comportamenti educati. Per questa ragione non abbiamo lesinato risorse per mantenere alto il decoro del grande polmone verde e investito molto nella manutenzione del patrimonio arboreo. Io non mi sono per nulla meravigliato per la dimostrazione di civiltà che, tanto in occasione del concerto di Ligabue come nel caso ancora più straordinario della Messa di Papa Francesco, centinaia di migliaia di persone hanno dimostrato. Per me sono la miglior risposta a chi aveva annunciato danni irreparabili. Abbiamo curato in ogni minimo dettaglio gli aspetti organizzativi e adottato accorgimenti che hanno aiutato quei comportamenti virtuosi e i fatti ci hanno dato ragione. Se poi qualcuno continua a sostenere che l'erba un volta che viene calpestata poi non ricresce più, beh a quel punto non so più che dire. Roberto Scanagatti, monzese, è sposato con Anna e ha un figlio che lo ha reso un nonno felice. Nella carriera lavorativa è stato dirigente aziendale nel settore privato. La vita politica iniziata a Monza come consigliere comunale prosegue con la giunta Faglia (2002-2007) in cui diviene Vicesindaco e Assessore al Bilancio. Dal 2007 è consigliere comunale e caprogruppo Pd. È sindaco di Monza dal 2012 e dal 2014 i sindaci lo hanno scelto come presidente di ANCI Lombardia. Non sopporta le ingiustizie, 'arroganza e gli sprechi.

NOME: DARIO ALLEVI 4 - 6) È vero che sono decine di migliaia i ETA’: 52 ANNI visitatori che, soprattutto durante la bella stagione affollano il parco, ma è anche PROFESSIONE: TRADER vero che questi stessi visitatori hanno un INCARICO: GIA’ PRESIDENTE grande rispetto per il luogo in cui si trovano. È provato che quando un PROVINCIA DI MONZA E BRIANZA individuo si trova in un luogo pulito e

realtà perfettamente compatibili: cosa pensa di fare per renderle ancor più integrate una all’altra? 5) Il Parco è un grande polmone verde ma ha bisogno di cure e di un’adeguata sorveglianza (specie nei giorni festivi, in cui si registrano decine di migliaia di visitatori): cosa intende fare al riguardo? 6) Cosa risponde a chi ha paventato grandi danni al verde per gli eventi di massa in Autodromo e nel Parco (concerto di Ligabue, Messa del S. Padre), poi rivelatisi completamente infondati? 1) Monza è indiscutibilmente la città dei motori: in tutto il mondo viene ricordata e conosciuta per il suo tempio della velocità. Oggi grazie ad una amministrazione di centrodestra abbiamo la fortuna di avere un gioiello in più con cui attrarre l’attenzione dei turisti di ogni continente, che è la Villa Reale. Dobbiamo essere consapevoli del patrimonio che abbiamo e al contempo darci un compito ben preciso: quello cioè di essere capaci di valorizzare in ottica sinergica questo straordinario unicum costituito da Villa Reale, Parco e Autodromo, così facendo Monza potrebbe divenire meta turistica senza pari. Per questo il nostro circuito merita un'attenzione particolare, va fatto vivere 365 giorni l'anno, deve diventare un punto di riferimento non solo sportivo ma anche un luogo ideale per convention e manifestazioni fieristiche. Desidero sottolineare, infatti, che l’Autodromo non è solo la casa della Formula 1 ma la casa di tutti: così come succede in tutto il mondo per gli stadi di calcio, anche il circuito deve guardare al di là del suo più importante evento che è il GP d'Italia, deve aprirsi al mondo dell’impresa, dell’associazionismo e delle scuole, deve diventare un'eccellenza per l’innovazione.

distintivo del nostro autodromo. Eliminarle significherebbe rinnegare il nostro passato. Purtroppo le condizioni in cui versano oggi ci impongono una seria riflessione sul loro futuro: per questo, con l’intervento delle altre Istituzioni e magari di un privato che finanzi l’operazione, sarei favorevole al loro recupero per renderle parte integrante del Museo della Velocità di cui sopra. 4) Il fascino di cui gode l’Autodromo è dovuto anche alla sua particolare collocazione, all’interno del parco cintato più grande d'Europa. Per questo, non solo le due realtà devono vivere in simbiosi, nel rispetto delle caratteristiche reciproche, ma devono supportarsi l’un l’altra. Se il Parco attrae per la sua bellezza naturalistica, dall’altra l’Autodromo è il simbolo della capacità umana, dell’amore dell’uomo per le sfide ingegneristiche e del suo coraggio sportivo. Penso che l’Autodromo possa e debba diventare l’incubatore naturale per lo sviluppo di innovazioni sul fronte ambientale e delle energie rinnovabili. 5) Il Parco di Monza è un meraviglioso gioiello che merita non solo di essere visto, ma soprattutto vissuto. I numeri dei visitatori confermano l’attrattiva che il nostro polmone verde esercita sulle famiglie, sui giovani, sugli anziani e anche sugli sportivi. Per questo, da sempre, la sorveglianza si è rivelata fondamentale per preservarne la bellezza e l’integrità: penso al lavoro delle Guardie Ecologiche e delle Forze dell'Ordine, ma anche della Protezione Civile in particolari momenti di emergenza, che da anni tutelano il nostro polmone verde. Ma penso anche al rispetto che la stragrande maggioranza dei visitatori mostra nei suoi confronti. Pur non avendo mai registrato episodi continui di degrado, il nostro impegno sarà orientato alla collaborazione con i soggetti facenti parte del Consorzio per l’implementazione dei controlli e dei punti di presidio con cui garantire il massimo della sicurezza.

6) Eventi come la celebrazione della Messa del Santo Padre, oltre a riempirci di orgoglio, sono una cartina 2) Credo fortemente che il lavoro di di tornasole della maturità della nostra squadra sia la conditio sine qua non città, pronta ad accogliere centinaia di per il rilancio del circuito. In questo migliaia di visitatori offrendo loro il quadro, tutte le istituzioni, e l’amministrazione comunale in primis, meglio di sé. I grandi eventi rappresentano, infatti, occasioni hanno il compito di favorire la irripetibili di valorizzazione non solo rinascita dell’Autodromo e non di contrastarla. Questo significa lavorare del Parco ma della città intera. Ciò non toglie che debbano sottostare gomito a gomito con Aci Italia, con ad alcune condizioni: in primis, la Aci Milano e con il management sicurezza e il rispetto. Quando si parla dell’Autodromo, individuando di grandi eventi, spesso ci si concentra insieme le soluzioni, anche di natura solo sull’area su cui verrà ospitata commerciale, con cui rendere l’esibizione. In realtà, redditizio l’impianto. Inoltre, è l’organizzazione è molto più importante guardare al di là dei complessa e deve tenere conto di confini di casa nostra: in tutto il mondo il brand “Monza” ha un valore variabili quali la viabilità, i trasporti pubblici e i servizi. Monza è una città inestimabile. Sta a noi saperlo dimensionalmente contenuta. Per sfruttare in modo concreto. questo la sicurezza e il rispetto della Il recente e forte interesse di Regione stessa diventano fondamentali Lombardia, in questo, ci è di affinché il grande evento possa essere grandissimo aiuto: chiederò al una giornata di festa per tutti, anche governatore Maroni di utilizzare per i cittadini che non sono interessati. l’Autodromo come sede deputata ad Infine, un appunto prettamente di accogliere i principali incontri di natura economica.I grandi eventi, natura internazionale. come i concerti, devono necessariamente essere costruiti in 3) Le sopraelevate sono il marchio


Elezioni 2017

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Sei quesiti per capire che idee hanno sul futuro del complesso storico monzese

Autodromo e Parco: Quale futuro per voi? (Al momento della chiusura hanno risposto i candidati qui presenti) ricostruire una leadership capace di incidere nelle scelte. Facciamo un Consiglio comunale in autodromo la settimana del Gran Premio. Sarebbe un segnale. Portiamo le decisioni “in pista” e non a qualche chilometro di distanza. Abbassiamo i prezzi d’ingresso in autodromo durante le manifestazioni importanti e vedrete che la gente tornerà sulle gradinate. Offriamo loro dei servizi oltre allo spettacolo. Facciamo diventare l’autodromo come fosse un grande cinema dove le famiglie vanno perché sanno di trovare tutto.

modo da rappresentare un’occasione di indotto economico per la città: in modo indiretto, per i commercianti e gli albergatori, promuovendo politiche di attrazione e mantenimento dei turisti oltre la durata della manifestazione, ma anche in modo diretto, garantendo una redditività a favore del Comune e del Consorzio Parco e Villa Reale per il ripristino di eventuali danni e la realizzazione di nuovi investimenti

NOME: PAOLO PIFFER ETA’: 37 ANNI PROFESSIONE: PSICOLOGO INCARICO: CONSIGLIERE COMUNALE ELETTO NELLA LISTA PRIMAVERA MONZA 1) Intanto bisogna ripartire dal coinvolgimento dei cittadini che negli ultimi anni sono stati solo spettatori passivi di una gestione politica a volte poco brillante. L'autodromo non è solo il Gp e non può essere utilizzato solo a settembre, ci sono infinite possibilità di utilizzo dello spazio a fini culturali, ludici e musicali.

necessariamente tener conto del suo inestimabile valore. 6) Ogni evento dovrà essere valutato con particolare attenzione. La scelta del luogo, il numero dei partecipanti e la tipologia della manifestazione sono variabili determinanti che non si possono trattare con superficialità. Realizzare concerti o eventi senza gravare sulla risorsa Parco è possibile

2) Ci vuole un'analisi seria e puntuale. Una gestgione traspoarente e lungimirante. Una visione che negli ultimi anni è decisamente mancata. 3) E' necessario investire in una progettualità che preveda la sua manutenzione e la valorizzazione attraverso iniziative studiate in sinergie con azinede ed associazioni del settore. 4) Sono entrambi risorse importanti per il territorio, la loro gestione non può essere pensata in modo scisso. Tra la delicatezza del Parco e il prestigio dell'Autodromo si dovrà trovare una sinergia senza trascurare il coinvolgimento dei cittadini e delle diverse realtà cittadine. 5) Il Parco richiede decisamente più attenzione rispetto a quella ricevuta fino ad ora. Il coinvolgimento della regione nell'accordo di programma da poco approvato in consiglio comunale mi auguro darà dei buoni frutti. Sperò che questo passaggio non abbia indebolito a livello decisionale l'amministrazione monzese. Investimenti e nuove progettualità dovranno

NOME:PIERFRANCO MAFFE’ ETA’: 57 ANNI PROFESSIONE: MEDICO INCARICO: CONSIGLIERE COMUNALE ELETTO NELLE LISTE DI FORZA ITALIA 1) Ecco,dialogo. E’ proprio questo che è mancato in questi ultimi anni. Occorre un piano economico di eventi di livello e non un collage di manifestazioni per

riempire giornate vuote di interesse e di pubblico. Il triangolo Autodromo, Villa Reale e centro storico è vissuto dai singoli visitatori come composto fra lati indipendenti e separati. Aggiungo anche il golf che è uno dei campi più prestigiosi ed antichi d’Italia. Non esiste un punto informativo in centro che magari venda il merchandising. Così come in autodromo non esiste un infopoint della città. Le manifestazioni non debbono più essere vissute e percepite come indipendenti, ma collegate da un filo logico ed economico comune. Sfruttare gli spazi esistenti per iniziative culturali spesso relegate in città e magari solo nel centro, in modo disordinato. Cosa fare? Mettere mano all’accoglienza degli spettatori per esempio. Portare le scuole di ogni ordine e grado di Monza e Brianza in visita durante l’anno scolastico. Spiegare ai ragazzi che fortuna hanno avuto ad “ereditare” un gioiello di questo genere. Educarli alla conservazione e ad una gestione consapevole degli eventi. 2) La visita del Papa è stata più di un’occasione. Una stretta collaborazione tra Istituzioni, anche di colore politico diverso, può funzionare se l’obiettivo è comune. E penso che l’autodromo rientri in questa categoria di priorità. È’ inutile che vengano promessi soldi pubblici che poi non arrivano. L’interlocutore del privato titolare dei diritti della Formula 1 deve essere uno solo, con dietro una squadra compatta e non divisa dalla politica. Monza si è divisa sulla gestione della pista e i risultati sono quelli sotto gli occhi di tutti. Una perdita di prestigio e incertezza sul futuro. La gestione è finita nelle mani di Milano e Roma. Ora bisogna ripartire dai soci presenti per

3) Mai ritenuto le curve sopraelevate un problema. Anzi. Un valore aggiunto imprescindibile. Andrebbero restaurate, rese vive e non semplice museo di se stesse in balia dell’incuria del tempo. Occorre un progetto sulla destinazione finale. In passato ci si era affidati ad un architetto di fama internazionale come Mario Botta per un restiling della pista. Ora, senza andare molto lontano magari in Svizzera occorre un coinvolgimento che suonerebbe come una sfida. Serve un professionista che ha portato l’Italia nel mondo. Questo potrebbe essere il volano per far arrivare anche finanziamenti privati indispensabili. E ritorno al discorso che ho lanciato prima. Le scuole vengano a visitare l’autodromo e fare lezioni dentro la struttura. Così anche l’autodromo dovrebbe girare gli istituti della Brianza e far vedere e raccontare ai giovanissimi la propria storia e vicende. Magari avendo un punto fisso come un museo “serio” sfruttando gli spazi delle curve ad alta velocità. 4) Percorsi scolastici comuni. meeting internazionali con visita alla città e ai punti caratteristici del parco sfruttando le strutture presenti in autodromo. Un negozio autodromo in centro Monza a fianco di un punto informativo la vendita di prodotti coltivati in loco. Una serie di pubblicazioni destinate ai monzesi tradotte in più lingue L’autodromo deve partecipare a fiere ed eventi internazionali portando in giro per il mondo Monza e la Villa Reale. 5) Istituzione di controlli lungo le porte di accesso e con pattuglie mobili. Composte da giovani e pensionati che siano di supporto e non ostacolo ai visitatori. Coinvolgimento della Scuola di Agraria nella Cascina Frutteto. Una vera e propria istituzione trascurata e sottovalutata. Ora ridotta a spazio contenitivo di un ristorante. Ecco ripartire dalla concessioni presenti che possono essere un presidio pure di sicurezza. 6) Alla messa del Papa ero presente per molti motivi. Ho visto l’organizzazione esemplare frutto della collaborazione tra Istituzioni non sempre dello stesso colore politico. Sentito grande entusiasmo per il Pontefice e per il luogo dove si è tenuta la Messa. Il giorno dsono andato sul pratone dell’evento. Non c’era sporcizia, gli operai erano al lavoro per smontare tutto. I grandi eventi si possono fare. Ne abbiamo la dimostrazione. Eventi e concerti si possono fare e pure bene. Quello che voglio dire è che l’erba ricresce, ma ricresceva pure prima quando l’attuale Amministrazione di Monza era opposizione ed ha avversava gli uni e gli altri.


Formula 1

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Doccia fredda per le Ferrari che a Sochi erano entrambe in pole position

Per Bottas gioia vera Rosse doppio scorno

CLASSIFICA COSTRUTTORI Mercedes Gp Ferrari Red Bull Force India Williams Toro Rosso Haas Renault F1 Sauber McLaren

Erano 166 gare che la Ferrari non partiva occupando l'intera prima fila di una gara di Formula uno. Le premesse c’erano tutte per una giornata storica. Di quelle da segnare sul calendario. Valtteri Bottas, su Mercedes, vince in Russia la prima gara della vita. E l’entusiasmo della Ferrari si raffredda. Ferrari che dopo nove anni partiva con due macchine in prima fila. Il Gran premio di Sochi si gioca tutto al via. Il finlandese della Mercedes imbrocca la carta giusta con una partenza al fulmicotone e si porta in testa superando Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Al quarto posto un Lewis Hamilton “da dimenticare”. Per tutto il fine settimana non è riuscito a trovare un assetto decoroso per la sua monoposto di Formula 1. Il ferrarista Vettel mantiene il primo posto in classifica e aumenta il distacco da 7 a 13 punti. Ma in Russia le aspettative erano ben altre. La delusione al taglio

del traguardo nella voce del pilota tedesco è palpabile. La Ferrari puntava sulla doppietta che chiudesse un fine settimana trascorso sempre in testa a dettare il ritmo. La gara ha avuto due momenti decisivi. La partenza, in cui Bottas è balzato in testa. E l’inseguimento finale di Vettel, che le ha provate tutte, ma ha perso tempo in due occasioni: al pit stop, dove un meccanico ha

faticato a sostituire la ruota anteriore sinistra. E all’ultimo giro nel doppiaggio su Felipe Massa, che non gli ha dato subito strada. Raikkonen ha portato “in cascina” un comodo terzo posto. Mentre Hamilton ha chiuso a 36 secondi dal compagno di squadra, probabilmente un distacco record per lui in una gara lineare, senza guasti né incidenti di rilievo (a parte la safety car iniziale che non ha pesato sul risultato). La Mercedes torna in vantaggio di un punto nel campionato costruttori (136 a 135). A pieni giri finiscono: Verstappen (Red Bull, quinto), Perez (Force India), Ocon (Force India) e Hulkenberg (Renault), a punti anche Massa (Williams) e Sainz (Toro Rosso). Per Alonso, la solita domenica da dimenticare (ormai c’è abituato): la sua McLaren-Honda stavolta non è riuscita nemmeno a terminare il giro di formazione.

136 135 57 31 18 13 8 6 0 0

CLASSIFICA PILOTI S. Vettel L. Hamilton V. Bottas K. Raikkonen M. Verstappen D. Ricciardo S. Perez F. Massa C. Sainz Jr Esteban Ocon Nico Hulkenberg Romain Grosjean Kevin Magnussen Daniil Kvyat

86 73 63 49 35 22 22 18 11 9 6 4 4 2


MotoGp

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Rossi è in testa al campionato, ma il pilota iberico si conferma negli Stati Uniti

Màrquez star a Austin Vale è top in classifica Dopo la gara di Austin in Texas (la terza del motomondiale) e in attesa di domenica 7 maggio per la sfida di Jerez in Spagna, il punto della situazione sul mondo dei motori.

LA CURIOSITA’

Nelle prime tre gare, cinque piloti hanno effettuato almeno un giro al comando. Viñales (28), Márquez (16), Dovizioso e Pedrosa (8), Zarco (6). Il pilota che è in testa al campionato (Valentino Rossi) non solo non ha vinto ancora un GP, ma non è nemmeno mai stato al comando di un Gran Premio.

SEMPRE NEI PRIMI TRE

Solo quattro piloti, tra tutte le categorie, sono sempre saliti sul podio: Valentino Rossi in MotoGP (due secondi e un terzo posto), Franco Morbidelli (tre primi) e Thomas Luthi (due secondi e un terzo posto) in Moto2; Joan Martin (due terzi e un secondo posto) in Moto3.

PILOTI SEMPRE SUL PODIO

I numeri confermano la marcata superiorità di Marc Márquez ad Austin in Texas. Il pilota iberico è al suo quinto successo consecutivo su cinque GP disputati su questo tracciato. Márquez ha conquistato anche 5 pole position,

mentre i suoi giri veloci in gara sono “solo” quattro (nel 2015 il giro veloce venne realizzato da Iannone con la Ducati).

LE CADUTE

Sam Lowes ha il primato negativo di cadute. In tre gare è già scivolato sei volte che fanno una media di due cadute a GP. Lo seguono da vicino il compagno di squadra Aleix Espargaró, Marc Márquez e Cal Crutchlow, con cinque scivolate a testa. Per l’Aprilia, quindi, sono 11 le cadute complessive che hanno coinvolto i suoi piloti.

LA PENALITA’

Quella per l’episodio, al settimo giro sul circuito di Austin, che

ha coinvolto Johann Zarco e Valentino Rossi. Quella di una penalità in termini di tempo, è una novità del 2017. Fino al 2016, non era previsto che un pilota venisse punito con un’aggiunta di un certo numero di decimi (o di secondi) nel caso di un “taglio” di una curva, come è accaduto ad Austin. Quest’anno la “Race Direction” ha la possibilità di valutare l’eventuale guadagno del pilota e intervenire di conseguenza. I tre decimi inflitti a Rossi sono in linea con quanto è accaduto in pista.

PRIMATI NELLA MOTO2

Conquistando il suo terzo successo consecutivo, Franco Morbidelli entra alla grande

nel libro dei primati della Moto2. Nessun pilota, nemmeno Márquez, era riuscito a trionfare tre volte di fila in questa categoria. La Honda Moto3 non è cambiata più di tanto rispetto all’anno scorso. Fino ad ora sta dominando. In tre GP ha conquistato i nove posti disponibili sul podio. Ottenendo ad Austin i primi quattro posti della classifica finale con Fenati, Martin, Di Giannantonio e Bastianini.

SECONDA VITTORIA

Romano Fenati ha un buon rapporto con Austin, dove vinse dominando nel 2016. Sono due i circuiti dove Romano è riuscito a salire più di una volta sul gradino più alto del podio: oltre a Austin, Jerez, primo nel 2012 e nel 2014. Romano Fenati, è stato capace di tornare alla vittoria dopo un anno e, dopo quanto accaduto lo scorso agosto, quando si arrivò bruscamente all’interruzione del rapporto con il team VR46. I piloti italiani in Moto3 sono tanti e veloci. Nei primi due GP, purtroppo, avevano deluso. Fenati, Di Giannantonio, Bastianini e Bulega sono stati concreti ed efficaci in gara, non solo protagonisti in prova.


Mams

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Terzo concorso di eleganza per le auto e moto storiche organizzato da Mams

Le bellissime: eleganza

Quando leggerete questo breve articolo il terzo concorso d'eleganza "Le auto: eleganza e stile del XX secolo", organizzato dal M.A.M.S.MonzaAutoMotoStoriche con la collaborazione del Registro Internazionale Touring Superleggera e della Scuderia Jaguar Storiche, si sarà già svolto, mentre ora che lo sto scrivendo fervono i preparativi. Il consiglio direttivo ed in particolare la segreteria del M.A.M.S., nella persona del professor Francesco Sciarrone, stanno operando per garantire una partecipazione vasta e di massima qualità che assicuri la perfetta riuscita dell'evento. Le adesioni dei collezionisti di veicoli storici, sia nazionali che esteri, si annunciano come estremamente qualificate e di prestigio. Ma ci si può chiedere: che cosa è un concorso d'eleganza? Bene, per rispondere dobbiamo guardare ai più famosi e blasonati concorsi e cioè quelli che si svolgono a Villa d'Este ed a Pebble Beach in California. Essi sono occasioni in cui i grandi nomi del collezionismo ed il pubblico si incontrano per condividere una passione per i veicoli d'epoca: sono opportunità irripetibili per ammirare vetture, dalle linee mozzafiato, che non avremmo forse mai potuto vedere dal vivo. Gli ingredienti per un concorso d'eleganza di successo sono semplici quanto di non facile reperibilità: ci vogliono delle belle vetture, una location di prestigio e la fortuna di non incappare in avversità metereologiche. Ah dimenticavo di dire che di solito le vetture sono circondate anche da belle donne, il che non guasta! Ma noi gli ingredienti li abbiamo tutti? Le vetture di prestigio ci sono, basti pensare alla partecipazione dell'anno passato. La vincitrice, una Lancia Astura Torpedo Sport carrozzata Castagna del 1933, nei suoi sobri colo-

ri crema e carta da zucchero, ha stregato giuria e pubblico per la sua eleganza; che dire poi della seconda classificata, un'Alfa Romeo 1750 GT del 1930 proveniente dalla Svizzera meravigliosamente conservata, o della terza, una rarissima Ferrari 400 Superamerica del 1968 blu metallizzato che dietro una sobrietà esemplare nascondeva la rabbia di un potentissimo dodici cilindri? La location non manca certo: il concorso, patrocinato dal Comune di Monza, infatti si svolge nella prestigiosa cornice della Villa Reale. Come possiamo trovare un abbinamento più consono alle vetture d'epoca di una reggia che ha visto il passaggio di arciduchi austriaci, generali francesi e re d'Italia sita nella città con il circuito automobilistico più famoso al mondo? Per il tempo ci penserà il buon Dio ed alle belle donne ci pensa l'agenzia Mood

che fornisce delle modelle elegantemente vestite con abiti d'epoca di alta sartoria. Sì, direi che gli ingredienti perché il Concorso d'eleganza che si tiene nella nostra città diventi un successo ci sono tutti!

In apertura Lancia Astura Torpedo Castagna. qui sopra Ferrari 400 Supermerica Sotto Rolls Royce Silver Wright


Mams

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in collaborazione con il Registro internazionale Touring e Jaguar storiche

e stile lungo il XX secolo editore Associazione Sportiva Amici dell’ Autodromo e del Parco Unione Società Sportive Monzesi

roBerto SUMMer Direttore responsabile Vicedirettore Pietro esposito Responsabile servizi fotografici Andrea Corbetta Comitato di redazione Fabrizio Ciceri Luigi Monguzzi Pietro Mazzo ReDazione Via Vittorio emanuele, 1 20052 Monza (Mi) Fax 039/2329594 Telefono 039/2315138 e-mail info@amiciautodromo.it STampa rdS Web Printings via Belvedere, 42 20043 Arcore (MB) Autorizzazione tribunale di Milano n°155 del 2/5/1981

In alto Ferrari 250 GT Lusso, a destra una Ford Deluxe. sotto a sinistra Alfa Romeo 1750 GT 01 a destra Isotta Fraschini,

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