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Investment &Advice ANNO 2 NUMERO

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Disponibile gratuitamente nella versione digitale sul sito e sui circuiti Apple e Android, Invice è il magazine interamente dedicato ai professionisti della consulenza. Ogni mese saranno analizzati i principali trend di mercato, i fondi e gli altri prodotti più “in” secondo il parare dei promotori/consulenti, le offerte di lavoro nel mondo del risparmio gestito, le problematiche legali e fiscali, oltre ai principali temi d’investimento e di attualità

EFFETTO BCE

L’avvio del tapering in Usa ha scosso i mercati in via di sviluppo, che hanno subìto forti svalutazioni. Ma una crisi dei Paesi asiatici come quella del 1997 è improbabile

Industriali al giro di boa A PAG. 6


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Sommario

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SOMMARIO

Industriali al giro di boa A PAG. 6

Il numero magico dell’inflazione L’Iva non fa paura al Giappone Acquisizioni e buy back benzina per il mercato azionario La sfida della Grey Zone

8 EFFETTO BCE Draghi prepara l’artiglieria pesante e annuncia misure non convenzionali a sostegno dell’economia se l’inflazione dovesse mantenersi bassa a lungo. Un driver importante per le azioni europee e i bond periferici. Attesa anche una rivalutazione del dollaro contro euro Settimana decisiva per Alitalia – Etihad L’iniziativa di JP Morgan dovrebbe portare già nella settimana del 14 ad un confronto con Banche e Poste Italiane

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Investment &Advice

Anno 2 – numero 9 Testata registrata al tribunale di Milano, N. 39 del 14/02/2014 Copyright © 2013 Brave Editori Srl - Tutti i diritti riservati

Direttore responsabile Gabriele Petrucciani- petrucciani@invice.it

Progetto Grafico Nextl Level Studio - creative@nextlevelstudio.it Redazione redazione@invice.it Collaboratori Andrea Dragoni, Enzo Facchi, Paolo Bossi, Pbv & Partners (per la sezione Tax&Legal) Marketing e pubblicità marketing@invice.it

Le piccole e grandi stelle della tecnologia

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La sostenibilità aiuta gli investimenti di lungo termine A PAG. 31

Alle prese con le elezioni emergenti La risposta Russa alle sanzioni Perchè l’Abenomics non può fallire

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Omaha Nebraska

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Doppio record per l’industria dei fondi

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Promotori, raccolti a febbraio 2,2 miliardi A PAG. 45

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News in pillole

News in breve

3 aprile 2014 Prodotti

2 aprile 2014 Consulenti

1 aprile 2014 Acquisizioni

Goldman Sachs lancia il Global Income Builder Portfolio

Assoreti, Colafrancesco è il neo presidente

Aberdeen Am completa il deal Swip

Goldman Sachs lancia il Global Income Builder Portfolio Goldman Sachs Asset Management (GSAM) lancia il Goldman Sachs Global Income Builder Portfolio, un nuovo comparto armonizzato UCITS di Goldman Sachs Funds SICAV con sede a Lussemburgo. L’obiettivo di investimento del fondo è ricercare un reddito stabile e interessante, un apprezzamento del capitale e una minore volatilità rispetto al mercato azionario attraverso un approccio dinamico di investimento in una vasta gamma di opportunità, sia nel settore azionario che obbligazionario, sia su segmenti di mercato tradizionali che non…

Si è svolta oggi l’Assemblea ordinaria e straordinaria di Assoreti, tenuta dal presidente uscente Antonio Spallanzani. Nel corso dell’Assemblea le associate sono state chiamate ad approvare sostanziali modifiche allo statuto associativo, a partire dalla nuova denominazione adottata da Assoreti: “Associazione delle Società per la Consulenza agli Investimenti”. In particolare, le Associate hanno modificato lo Statuto per delineare e sottolineare la rinnovata rappresentanza di interessi e ridisegnare la governance in maniera più snella e funzionale al rinvigorimento e al rilancio della migliore cura degli interessi dell’industria presso le istituzioni e nella società…

Aberdeen Asset Management ha completato l’acquisizione di Scottish Widows Investment Partnership (Swip) da Lloyds Banking Group. Attraverso l’incorporazione del patrimonio gestito di Swip, che ammonta a circa 167 miliardi di euro, “Aberdeen diventerà leader in Europa nella gestione patrimoniale indipendente, con un patrimonio gestito complessivo pari a 393 miliardi si legge in una nota diffusa dalla società - L’acquisizione coniuga i punti di forza di Aberdeen e di Swip in molteplici settori: dal reddito fisso al comparto immobiliare, dalla gestione quantitativa a quella attiva azionaria, dai prodotti d’investimento alle soluzioni alternative”…

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News in pillole

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31 marzo 2014 Exchange traded fund

28 marzo 2014 Eventi

27 marzo 2014 Riconoscimenti

Da Source un Etf sulle small e mid cap europee

Salone del Risparmio, oltre 13mila visitatori in tre giorni

Invesco, due premi ai Morningstar Awards 2014

Source lancia il Source Russell Europe SMID 300 UCITS ETF, un fondo che fornisce esposizione all’indice Russell Europe SMID 300 Net TR (“SMID”), concepito per offrire un’esposizione liquida ai mercati azionari europei delle piccole e medie capitalizzazioni. L’Etf consente di accedere a un segmento del mercato che sta riscuotendo un interesse crescente da parte degli investitori: attualmente il patrimonio gestito da Etf investiti in piccole e medie imprese europee è pari a 9 miliardi di euro, rispetto agli 1,8 miliardi del 2012…

Salone del Risparmio, oltre 13mila visitatori in tre giorni Si chiude con oltre 13mila visite la quinta edizione del Salone del Risparmio, che ha riunito dal 26 marzo a oggi l’industria del risparmio gestito, gli operatori del settore, le istituzioni, risparmiatori, investitori privati e studenti. I dati preliminari dell’edizione 2014 fotografano un evento in crescita con un totale di oltre 16mila iscritti. “Il successo di questa edizione - ha dichiarato il neo eletto presidente di Assogestioni Giordano Lombardo nella conferenza plenaria di chiusura conferma la centralità del risparmio gestito, settore che si candida ad assumere un ruolo sempre più importante nell’industria italiana ed europea”…

Invesco sale ben due volte sul primo gradino del podio dei prestigiosi Morningstar Fund Awards 2014 vincendo con il fondo Invesco Pan European Structured Equity Fund nella categoria Azionari Europa e con il fondo PowerShares EQQQ Nasdaq-100 UCITS ETF Fund nella categoria Azionari USA. Inoltre, Invesco si è aggiudicata il primo posto tra i big esteri per raccolta nel mese di febbraio 2014 con 644 milioni di euro, facendo salire il patrimonio a 10,5 miliardi...

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Scenari \ Intervista

DI ENZO FACCHI

Industriali al giro di boa Spruell (Janus Capital): “Le migliori opportunità si trovano tra le compagnie aeree, soprattutto quelle più grandi, che possono ridurre la capacità produttiva quando l’economia si indebolisce”

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iversi dati suggeriscono che l’economia sta migliorando. I dati macroeconomici che riguardano le vendite di automobili, le vendite nel settore immobiliare o i dati relativi alla produzione industriale, iniziano a diventare positivi in modo stabile. “L’economia si sta sicuramente dirigendo nella giusta direzione – spiega Ken Spruell, Cfa di Janus Capital - E questo sarà confermato dai risultati delle società del settore nei prossimi sei mesi. Ogni mese monitoriamo il livello di attività e numerosi altri input provenienti dalle aziende. Sebbene tutti questi numeri rivelino che le aziende non hanno ancora registrato i miglioramenti previsti dagli indicatori macroeconomici, crediamo che il momento arriverà. Un indicatore economico positivo è che le società industriali stanno nuovamente assumendo personale”. Il miglioramento dell’economia si riflette nelle valutazioni delle aziende? Sì. Le persone possono toccare con mano il miglioramento dell’economia, e lo tengono in considerazione nelle valutazioni. Dopo i grandi profitti del settore, ora è difficile trovare idee convincenti, ma ciò non significa che le opportunità non esistano. Sem-

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mai, l’attuale contesto di mercato favorisce un processo basato e guidato dalla ricerca. Gli investitori devono individuare società o settori che in qualche modo stanno attraversando una fase di trasformazione, laddove il potenziale di crescita derivante da queste trasformazioni è stato sottovalutato. Credo che la nostra analisi fondamentale possa contribuire a trovare queste opportunità. Quali sono i settori che si stanno trasformando e offrono migliori opportunità di investimento? L’industria del trasporto aereo è un classico esempio. Negli ultimi 18-24 mesi abbiamo tenuto d’occhio il settore e abbiamo investito nelle compagnie aeree. Il settore si sta consolidando. Grazie al consolidamento, per le compagnie aeree più grandi è facile ridurre la capacità produttiva quando l’economia si indebolisce, o aumentare i prezzi in risposta all’aumento dei costi di produzione, come nel caso dell’aumento del prezzo del carburante. Il consolidamento favorisce, per la prima volta da decenni, il potere di determinazione dei prezzi delle compagnie aeree. Anche noi scorgiamo opportunità in società, o interi settori, che stanno ottenendo un vantaggio competitivo


Scenari News\ in Intervista pillole in termini di costo, grazie al basso prezzo dell’energia negli Stati Uniti, come nel caso dei prodotti chimici di largo consumo. Il gas naturale è il costo di produzione chiave per la realizzazione di prodotti chimici come le materie plastiche, di cui beneficiano aziende come LyondellBasell e Dow Chemical. Anche i fertilizzanti, per esempio quelli prodotti da CF Industries, ne beneficiano. Nel settore, esistono altre opportunità che sono state trascurate o sottovalutate? Crediamo che diverse società nel settore siano al centro di cambiamenti positivi sostanziali guidati dai nuovi team di management. Negli ultimi due anni, nel settore abbiamo assistito a un insolito aumento dell’attivismo in ambito azionario. Diversi settori si sono consolidati negli ultimi anni, e man mano che l’ambiente competitivo delle aziende restanti è diventato più favorevole, gli investitori attivi sono entrati nel settore apportando cambiamenti a quelle che prima erano società gestite in maniera sbagliata. Non investiamo mai in un’azienda semplicemente per il coinvolgimento di investitori attivi. Tuttavia, in alcuni casi l’attivismo ha introdotto team di management di talento che hanno permesso che la ristrutturazione di una particolare azienda costituisse un’interessante opportuni-

tà. La Canadian Pacific è un ottimo esempio. Nell’ultimo decennio, l’intero settore ferroviario ha completato una serie di miglioramenti strutturali positivi, come per esempio, in ambito di pianificazione ferroviaria. Per diverse ragioni, Canadian Pacific era una delle poche società ferroviarie in ritardo nel Nord America e che non

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aveva assistito a un miglioramento delle performance nel periodo. L’azienda si è affidata a un nuovo Ceo che precedentemente aveva gestito con successo alcune aziende del settore, e che era stata una figura chiave nel mettere in atto numerosi miglioramenti strutturali. In Canadian Pacific, il nuovo Ceo ha messo in atto diversi tagli, al fine di ottimizzare e migliorare il servizio offerto. Tali migliorie stanno portando a una pianificazione più accurata e ad una consegna puntuale, e stanno rendendo la società un fornitore di servizi più affidabile, accrescendo il suo potere di determinazione dei prezzi e creando maggiori opportunità di ricavo grazie al trasporto ferroviario di maggiori quantità di petrolio greggio, cereali e altre merci.

Ken Spruell, Cfa di Janus Capital

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Cover Story

Effetto Bce Draghi prepara l’artiglieria pesante e annuncia misure non convenzionali a sostegno dell’economia se l’inflazione dovesse mantenersi bassa a lungo. Un driver importante per le azioni europee e i bond periferici. Attesa anche una rivalutazione del dollaro contro euro

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La Bce ha lasciato immutata la politica monetaria ma il suo comunicato è stato molto più accomodante rispetto al mese scorso. In particolare, il presidente Mario Draghi ha annunciato che la Bce potrebbe implementare misure non convenzionali qualora l’inflazione dovesse mantenersi bassa per un lungo periodo di tempo. La persistenza di un’inflazione debole potrebbe far entrare in deflazione la zona euro in caso di shock. Shock che potrebbero essere determinati almeno da quattro fattori: un aumento dei tassi a lungo termine a seguito di un effetto contagio determinato dal rialzo dei tassi Usa, un prolungato apprezzamento dell’euro, una delusione sul momentum di crescita o uno shock esogeno. “Dato che riteniamo che l’inflazione si attesterà in modo permanente al di sotto del target del 2%, pensiamo che la Bce passerà dalle parole ai fatti - spiega Emmanuel Kragen, Global Economist & Strategist di Exane Derivatives - Un evento che potrebbe già prodursi a maggio qualora il dato sull’inflazione dovesse rivelarsi ancora una volta deludente. In caso contrario, ci appare più probabile che la Bce agisca a giugno quando il suo staff pubblicherà la nuova batteria di stime”. Draghi ha inoltre indicato che il consiglio direttivo aveva anche preso in considerazione tra diverse opzioni,

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Emmanuel Kragen, Global Economist & Strategist di Exane Derivatives

come la non sterilizzazione dell’Smp (programma di acquisto di obbligazioni), il passaggio dei tassi di deposito in territorio negativo e il lancio di un’operazione di quantitative easing (QE). Tuttavia, il governatore ha precisato che tale operazione potrebbe essere potenzialmente meno efficace nella zona euro rispetto ai risultati registrati negli Stati Uniti perché il finanziamento dell’economia del Vecchio Continente avviene maggiormente attraverso le banche che attraverso il mercato. “Riteniamo che la Bce possa privilegiare un’operazione che coin-


Cover Story

volga le banche – continua Kragen In tale ottica, l’implementazione di un Ltro (piano di rifinanziamento a lungo termine) ci sembra ancora un’opzione molto probabile. L’APERTURA DI DRAGHI Insomma, la Bce ha fatto un cambiamento di approccio potenzialmente significativo nel corso dell’ultima riunione, indicando per la prima volta che il quantitative easing è una prospettiva politica realistica per i prossimi mesi. “In precedenza, Draghi si era rifiutato di sostenere l’attuazione di

tale politica – si allinea Martin Harvey, gestore obbligazionario di Threadneedle Investments - ma i persistenti dati di inflazione, costantemente sotto le aspettative, negli ultimi mesi ha intensificato l’attenzione del consiglio direttivo. Considerando che il rischio di deflazione è ancora minimo nel parere della Bce, la prospettiva di una prolungata inflazione sotto-target minaccia anche il mandato e Draghi ha tenuto a sottolineare che la banca centrale è pronta a difendersi da tutto ciò”.

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L’IMPATTO SU EQUITY E VALUTE… Questa comunicazione più aggressiva della Bce dovrebbe essere positiva per le azioni europee. “Inoltre, la comunicazione rende più forte la nostra convinzione di un indebolimento strutturale dell’euro rispetto al dollaro ad orizzonte fine anno – sottolinea Kragen - Lo spread tra tassi a lungo americani e europei (tedeschi) dovrebbe aumentare, in particolare sulla scadenza a 5 anni, mentre le valute emergenti, e di conseguenze le azioni emergenti, potrebbero essere, sul breve termine,

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10 Cover Story un buon segnale per gli asset rischiosi. “Per questo – continua l’esperto di Exane Derivatives - Nella nostra asset allocation abbiamo aumentato l’esposizione alle azioni europee del 5% a spese del cash (-3%) e dell’high yield Usa (-2%)”.

delle possibili vittime collaterali del discorso di Draghi”. In uno scenario di questo tipo, la valuta europea sembra destinata a indebolirsi. E questo si tradurrà fisiologicamente in un dollaro più caro. Ciò può portare gli investitori a ridurre temporaneamente le posizioni di carry trade finanziate in dollari. “Un movimento che, alla luce degli ingenti acquisti di asset emergenti nell’ultimo periodo come indicato dall’esame

dell’Rsi a 14 giorni, è ancor più da temere – aggiunge Kragen - Il real brasiliano, che si è apprezzato nelle ultime settimane sebbene i fondamentali del paese non abbiano registrato nessun segnale di miglioramento, ci sembra la valuta maggiormente a rischio contrariamente a quella dell’India o dell’Indonesia”. Su un orizzonte di tempo più lungo, un passaggio all’azione della Bce, determinando un aumento della liquidità mondiale, è

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… E SUL MERCATO OBBLIGAZIONARIO L’impatto di eventuali misure della Bce sul QE dipenderà dalla natura della politica, ma potrebbe potenzialmente fornire un ulteriore impulso per le obbligazioni periferiche. “Il tapering ha spaventato il mercato obbligazionario nel corso del 2013, ma le obbligazioni periferiche sono rimaste relativamente ben supportate in questo periodo – precisa Harvey - Il mercato in generale è ora più a suo agio con la graduale riduzione del QE negli Usa, ma sarà interessante vedere come il mercato si comporterà quando non riceverà più una spinta di liquidità regolare”. Inoltre, il quadro tecnico a supporto del mercato obbligazionario periferico continua a essere di supporto agli spread più stretti. “Naturalmente, ci sono sempre dei rischi data la discutibile sostenibilità del debito a lungo termine – aggiunge ancora l’esperto obbligazionario di Threadneedle, ma mentre la crescita sta migliorando vediamo il potenziale per ulteriori guadagni”. La prossima barriera psicologica per lo spread spagnolo a 10 anni è 150 punti base, ma potrebbe facilmente passare a un livello inferiore nei prossimi mesi. “In periferia, vediamo che l’Irlanda offre un basso valore agli spread attuali rispetto a Italia e Spagna – conclude Harvey - E’ probabile che la Grecia emetterà un bond nel secondo trimestre e questo probabilmente sarà ben accolto. E’ molto difficile ammettere che i livelli del debito greco siano sostenibili, ma la maggior parte di questo debito è dovuto a fonti ufficiali con scadenze lunghe. Quindi un prestito obbligazionario a breve scadenza è senza dubbio un buon investimento, ma dobbiamo ricordare che i fondamentali a lungo termine rimangono poveri”. Il rischio più grande? Quello politico, che è stato basso negli ultimi tempi, ma potrebbe insorgere in qualsiasi momento.


Cover Story

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Il numero magico dell’inflazione Nessuno sa quanto la Bce aspetterà prima di intervenire riguardo ai dati sull’inflazione bassa, né quale livello di inflazione farà scattare queste misure straordinarie

di Patrice Gautry *

La Banca Centrale Europea si è ritrovata ancora una volta chiusa in un angolo. Sono due le osservazioni da fare al riguardo. La prima: l’inflazione ha raggiunto il suo livello più basso. Attestandosi attualmente allo 0,5% rispetto all’anno scorso, l’inflazione è estremamente bassa e rischia di scivolare in territorio negativo, nel caso in cui la ripresa economica dovesse vacillare o l’euro si dovesse rafforzare ulteriormente. Il target del 2% sull’inflazione sembra ormai solo teorico e la Bce sta scommettendo su un’inflazione limitata all’1,5%, comunque non prima del 2016. Sia l’inflazione sia i salari rimarranno deboli nel lungo periodo: questo almeno dà alla Bce un po’ di tregua. La seconda: l’erogazione di credito continua a ridursi. Il costo dei prestiti è ancora troppo alto per le famiglie e per le piccole imprese nell’Eurozona, con i bassi tassi di interesse decisi dalla Bce che aiutano solo i mercati finanziari e le banche. Affinché la crescita di lungo periodo si possa ra-

dicare, e non si riveli semplicemente un’uscita meccanica dalla recessione, è necessario che l’erogazione di prestiti acceleri: per questo la Bce non può astenersi dall’intervenire. Nella riunione di ieri, Mario Draghi aveva diverse opzioni a sua disposizione ma, come si poteva prevedere, ha preferito assumere un atteggiamento di “wait and see”. Ora, quindi, possiamo solo aspettare. La Bce si è mostrata pronta ad agire, e questa volta adottando misure non convenzionali: ciò significa che l’opzione del Quantitative Easing è ancora sul tavolo (come è stato lasciato intendere durante la conferenza stampa di Draghi), insieme ad altre, come il “credit easing” e l’aumento di liquidità tramite il Securities Markets Program. Perciò, non bisogna perdere le speranze. La Bce continua a porre una forte enfasi sulla questione dell’inflazione bassa nel lungo periodo, al punto che si potrebbe cominciare a mettere in dubbio la fiducia nutrita dall’Istituto di Francoforte nelle sue stesse stime di aumento dell’inflazione entro il 2016 – come invece previsto il mese scorso. Il target

del 2% sembra spostarsi sempre più in avanti e appare sempre più un sogno piuttosto che una probabilità. Nessuno sa quanto la Bce aspetterà prima di intervenire riguardo ai dati sull’inflazione bassa, né quale livello di inflazione farà scattare queste misure straordinarie – qual è, quindi il numero magico? Lo 0%? Il -0,1%? La Bce è sempre stata responsabile e ha diverse armi a sua disposizione, che può utilizzare come meglio crede. La “non-decisione” di ieri rafforza l’idea che la Bce non agisce in previsione delle reazioni dei mercati, delle difficoltà economiche o dei vincoli, ma aspetti invece dati concreti, che scuotano profondamente le proprie convinzioni. Dal punto di vista dei mercati, questo dà l’impressione che le misure siano sempre posticipate, o persino adottate troppo tardi rispetto alle attese; tuttavia, una volta presa la decisione di intervenire, l’azione della Bce ha effetti persino maggiori ed è sostenuta da una grande determinazione.Per fortuna, la Bce è solida come una roccia. * Capo economista di Union Bancaire Privée

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News in Attualità pillole

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L’Iva non fa paura al Giappone I timori legati dall’impatto di un aumento dell’imposta sui profitti aziendali sono già stati prezzati dai mercati. I trend strutturali di lungo termine rimangono tutti sulla strada giusta di Taku Arai *

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li ultimi dati sull’inflazione e sull’occupazione del Giappone appaiono incoraggianti e forniscono ulteriori prove del trend di miglioramento economico del Paese e dei progressi fatti nel contrastare la deflazione. Nonostante permangano le preoccupazioni legate al venire meno della debolezza dello yen dello scorso anno e al rallentamento della domanda - proprio per l’aumento dell’Iva entrato in vigore oggi restiamo positivi sui trend strutturali di lungo termine del Giappone: nello specifico, il percorso di uscita dalla deflazione, il miglioramento del mercato del lavoro e la spesa delle imprese in ripresa. Un indicatore chiave per misurare il successo del Paese nel raggiungere il target sull’inflazione, cioè l’indice dei prezzi al consumo (CPI) core, è salito dell’1,3% a/a a febbraio. E’ ancora più importante notare che l’indice CPI core-core, che esclude dal paniere gli alimenti e l’energia, ha mostrato un aumento dello 0,8%, registrando il tasso di crescita più rapido da un decennio a questa parte. Questa misura, che non include l’impatto derivante dall’incremento dei prezzi del carburante, è stata spesso considerata un segnale importante sulla capacità della Bank of Japan (BoJ) di centrare l’obiettivo del 2% per l’inflazione. Nel frattempo, dai dati sul mercato del lavoro emerge che il tasso di disoccupazione giapponese a febbraio è sceso ai minimi da 6 anni, al 3,6%. Il miglioramento del mercato occupazionale dovrebbe dare un sostegno positivo al rialzo dei salari, che ci aspettiamo a sua volta supporterà il quadro inflativo del Giappone. La pubblicazione di questi dati è arrivata pochi giorni prima del rialzo dell’Iva, in vigore dal 1° aprile, che porterà a un aumento della tassa sulle vendite dall’attuale 5% all’8%. Sebbene questo evento abbia catturato l’attenzione dei media e abbia causato un sell-off sul mercato azionario, a causa dei timori legati all’impatto sui profitti delle

aziende nel trimestre aprile-giugno, riteniamo che proprio queste paure siano già state prezzate dai mercati, in una certa misura. I consumi probabilmente rallenteranno nel secondo trimestre, ma secondo noi sarà un calo di breve termine: la reazione dei mercati potrebbe dunque essere stata esagerata. I trend di lungo termine strutturali del Giappone, cioè il percorso di uscita dalla deflazione, il miglioramento del mercato del lavoro e la spesa delle imprese in ripresa sono ancora tutti sulla strada giusta. Alla luce di queste considerazioni, ci aspettiamo che in generale i profitti societari resteranno solidi, nonostante l’iniziale frenata che seguirà all’aumento dell’Iva, che potrebbe durare uno o due trimestri. Secondo noi, i profitti full-year continueranno a crescere. L’indice TOPIX scambia attorno a un rapporto prezzi/utili pari a circa 13 volte gli utili full-year del 2014 e appare relati-

vamente economico sia da una prospettiva storica sia globale. Inoltre, la BoJ probabilmente entrerà in azione se dovessero essere pubblicati dati economici inferiori alle attese o se le previsioni di un’inflazione al 2% dovessero essere messe in pericolo. A ciò va aggiunto che ci potrebbero essere ulteriori novità positive sulla strategia di crescita del primo ministro Abe, per esempio legate alle discussioni sulla free trade zone e sulla riforma della fiscalità per le imprese. Per quanto riguarda il nostro approccio, restiamo concentrati su idee specifiche sui singoli titoli basate sui fondamentali e continuiamo a essere ben posizionati per sfruttare qualsiasi accelerazione della ripresa degli utili societari e qualsiasi sviluppo positivo dell’economia nipponica. * Product Manager, Japanese Equities, di Schroders

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14 Attualità

DI MICHELE DE MICHELIS *

Acquisizioni e buy back

benzina per il mercato azionario La liquidità delle aziende americane ha superato 1,64 trilioni di dollari, mentre la sola Apple dispone di oltre 158 miliardi di cash sui propri conti

I

n questi giorni ho letto che secondo un famoso gestore stiamo vivendo in una sorta di cupola stile Truman Show, dove ogni decisione è pilotata dall’alto. Non me ne stupisco, ne sono estremamente convinto da anni, in quanto a nessuno conviene che “salti il banco”, pericolo corso seriamente durante la fase acuta della crisi del 2008. Se i resoconti relativamente a quei giorni sono da considerarsi verosimili, pare che il governatore della Banca centrale inglese abbia acconsentito a salvare le principali banche britanniche solo dopo che qualcuno gli fece notare che, se non lo avesse fatto, all’indomani migliaia di cittadini si sarebbero visti negare le sterline necessarie  alle spese di tutti i giorni, dai vari bancomat sparsi sul territorio. Le conseguenze sarebbero state ovvie: assalti agli sportelli, disordini sociali e magari anche rivoluzione, perché sappiamo che quando si mette mano al portafoglio delle masse il risultato potrebbe essere imprevedibile. Fatte queste premesse, torno a quanto andavo sostenendo a fine 2013, ovvero che in queste situazioni continua ad avere veramente poco senso non detenere posizioni in   equity in portafoglio, soprattutto ragionando in termini relativi. Se analizzo in maniera veramente razionale il rischio di detenere bond decennali greci al 6,47%, o italiani al 3,29%, sono così sicuro di essere veramente remunerato? Nonostante ritenga che il mercato obbligazionario sia manipolabile e manipolato, non dimentichiamo tuttavia che non viene mai rimborsato sopra quota 100; quindi,  a meno

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che non vada sui Tips Inflation-linked o su strumenti Equity-linked, non avrò nessun tipo di protezione o di rendimento reale extra, qualora ci fossero delle fiammate inflattive, oppure dei rally di Borsa importanti. Non dimentichiamoci poi che il primo trimestre è stato tutt’altro che esaltante, con i tassi d’interesse che sono leggermente saliti invece di scendere e con le Borse americana ed europea sui massimi, mentre il Nikkei si trova sotto di quasi 10 punti percentuali. Consiglio di cogliere questa occasione per attuare un po’ di costant mix, ovvero riallocare gli asset riportando i pesi che erano stati dati a inizio anno, vendendo quindi qualcosa di ciò che è salito e comperare invece quello che è sceso. Vedremo poi nel corso dell’anno per quanto tempo i “big guys” si accontenteranno dei rendimenti indicati poc’anzi a quel livello di rischio, o se a un certo punto saranno costretti ad aumentare la quota azionaria. Soltanto la liquidità delle aziende americane ha superato 1,64 triliardi di dollari, mentre la sola Apple dispone di  158 miliardi di dollari di cash sui propri conti. Denaro che potrebbe servire per acquisizioni o per effettuare buy-back. Tutta benzina per il mercato azionario. Se invece avesse ragione Koo della Nomura, che ipotizza una serie lunga  di giornate nuvolose, senza sole, ma anche senza temporali, la riallocazione suggerita potrebbe dare un piccolo boost a ritorni anemici, tipici dei movimenti laterali. * Responsabile investimenti di Frame Asset Management


News in AttualitĂ pillole

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Michele de Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management.

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16 Attualità

La sfida della Grey Zone Al Salone del Risparmio, Ubi Pramerica ha presentato i risultati di un’indagine proprietaria per sensibilizzare i risparmiatori sulle esigenze di equilibrio finanziario di lungo periodo

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n occasione del Salone del Risparmio, Ubi Pramerica Sgr ha presentato i risultati dell’indagine “Gli Italiani sono consapevoli e pronti per la Grey Zone?”. La profondità e la rapidità dei cambiamenti in atto nel mondo economico e finanziario e nell’intero sistema sociale possono avere degli impatti importanti sul nostro benessere futuro. Il mutato scenario economico, il recente innalzamento dell’età pensionabile e la crescente flessibilità in entrata e uscita nel mercato del lavoro, hanno portato in superficie la possibilità, per un numero crescente di persone, di potersi trovare ad affrontare eventuali periodi di transizione, più o meno lunghi, tra lavoro e pensione, durante i quali potrebbe essere necessaria una fonte di reddito personale alla quale attingere in attesa di maturare la pensione. Ubi Pramerica identifica questo potenziale arco temporale tra lavoro e pensione con il nome di Grey Zone e con questa indagine ha voluto indagare il grado di consapevolezza e preparazione degli italiani a far fronte a questa eventualità. Con la presentazione della ricerca, Ubi Pramerica ha voluto sensibilizzare i risparmiatori italiani sulle esigenze di equilibrio finanziario e sull’importanza del risparmio di lungo periodo, diffondendo, ora più che mai, una cultura del risparmio finalizzata a mantenere il proprio tenore di vita nel tempo. “Nell’attuale contesto di trasformazioni profonde - commenta Andrea Pennacchia, amministratore delegato e direttore generale di Ubi Pramerica Sgr - è ancora più importante che in passato fare scelte di investimento consapevoli che, oltre alle reti di protezione già esistenti, come il sistema previdenziale pubblico e quello complementare, attivino una terza rete di protezione basata sull’accumulazione del risparmio di lungo periodo, rafforzata da elementi di flessibilità e protezione, che di-

Andrea Pennacchia, amministratore delegato e direttore generale di Ubi Pramerica Sgr

verranno per ognuno di noi sempre più importanti per affrontare con serenità le nuove sfide del futuro”. I RISULTATI DELLA RICERCA Ubi Pramerica ha intervistato un campione rappresentativo di italiani, uomini e donne, di età compresa tra 35 e 59 anni, appartenenti alle fasce reddituali più alte della popolazione italiana, per scoprire le loro aspettative sul tenore di vita nel periodo che precede la maturazione del diritto alla pensione e sul grado di preparazione a un’eventuale riduzione o assenza di reddito in tale periodo.

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MANTENERE IL PROPRIO TENORE DI VITA NEL TEMPO Il 91% degli intervistati è preoccupato di avere sufficienti risparmi per coprire i bisogni di consumo nel periodo compreso tra la fine del lavoro e la maturazione del diritto alla pensione e concorda sulla necessità di prepararsi per tempo, risparmiando e investendo per questo obiettivo. Inoltre, si conferma la cultura del risparmio e l’attenzione a eventuali emergenze e al mantenimento del tenore di vita. Per esempio, la porzione del campione di analisi composto da nuclei familiari con reddito mensile compreso fra 3.000 e 7.000 euro


News in Attualità pillole netti, dichiara infatti una capacità di risparmio significativa, che varia dal 16% al 21% del proprio reddito. Tuttavia, l’analisi evidenzia anche alcune incongruenze nella gestione del risparmio in un’ottica di lungo periodo che suggeriscono l’importanza di una maggiore dinamicità nell’allocazione degli investimenti nel tempo, con portafogli in grado di cogliere le migliori opportunità di rendimento in relazione all’orizzonte temporale degli investitori. EMERGE UNA NUOVA REALTÀ: LA GREY ZONE L’analisi evidenzia un’iniziale convinzione di fondo circa la stabilità del tradizionale ciclo “lavoro-pensione senza interruzione”. Solo il 40% degli intervistati ritiene infatti, nella fase iniziale dell’intervista, che possa esserci una probabilità di dover lasciare forzatamente il lavoro prima di aver maturato il diritto alla pensione a causa della cessazione del rapporto di lavoro o per inabilità a svolgere la

propria attività in età avanzata. Tuttavia, paragonando la situazione attuale rispetto a quella di cinque anni fa, 7 intervistati su 10 dichiarano di avere meno fiducia rispetto al passato. L’incertezza per il futuro è collegata a molti elementi di preoccupazione tra cui la pressione fiscale crescente e le modifiche al sistema pensionistico pubblico. DISALLINEAMENTO FRA ASPETTATIVE E REALTÀ Solo 1 intervistato su 4 conosce pienamente le recenti riforme del lavoro e delle pensioni. Inoltre, è percezione diffusa che tali riforme possano avere un impatto negativo sul tenore di vita futuro: infatti, tra gli intervistati che esprimono una valutazione in merito, tale convinzione è espressa nel 62% dei casi. Infine dalla ricerca emerge un disallineamento di fondo tra le aspettative degli italiani e la realtà: 1 persona su 2 non ha idea di quando andrà in pensione e, in media, 61 anni è l’età a cui desidererebbe farlo.

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TRANSIZIONE DAL LAVORO ALLA PENSIONE Di fronte a una concreta ipotesi di riduzione o assenza di reddito nel periodo che precede il diritto alla pensione, una persona su due dichiara che non saprebbe come gestire tale situazione Una volta sollecitati a riflettere concretamente su tali eventualità gli intervistati dichiarano una forte volontà di rivedere i propri comportamenti di risparmio e investimenti di lungo periodo: l’86% è pronto a ripensare la propria allocazione del patrimonio e valutare come meglio gestire i propri investimenti e l’85% si domanda se ha risparmiato abbastanza e se è adeguatamente preparato a far fronte a tali evenienze. In conclusione, gli intervistati dimostrano una buona comprensione degli elementi chiave della pianificazione finanziaria di lungo periodo e una discreta apertura al supporto di un professionista che possa proporre le soluzioni di investimento più adatte ad affrontare con serenità la Grey Zone, il periodo di transizione tra il lavoro e la pensione.

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18 Attualità

Le piccole e grandi stelle della tecnologia In previsione di un aumento della spesa in beni capitali, soprattutto negli Usa, potrebbero esserci migliori prospettive per i titoli meno vistosi del settore hi-tech di Christophe Bernard *

D

i recente, il Nasdaq ha superato la soglia di 4.000 punti e ha così più che triplicato il minimo di 1.265 di marzo 2009. Tuttavia, mentre  numerosi altri indici azionari hanno già ampiamente superato i loro precedenti massimi, il principale indice tecnologico rimane ancora molto  lontano dal record di 5.132 punti raggiunto 14 anni fa. Gettiamo uno sguardo al  settore tecnologico: dai titoli volanti ai fanalini di coda dell’attuale rally.  Il settore tecnologico ha sempre affascinato l’immaginario collettivo, ed è facile capire perché. Le rivoluzioni tecnologiche, come la macchina a vapore, il motore a scoppio o più recentemente internet, dischiudono grandi opportunità per gli imprenditori come gli investitori. Il successo stellare di pochi player di spicco non deve però farci  dimenticare i fattori fondamentali: innanzitutto, le aspettative ambiziose provocano spesso valutazioni eccessive e, in secondo luogo, il valore di una società dipende in ultima istanza dagli utili e dai flussi di cassa. Alla fine prevale sempre la “legge di gravità”, indipendentemente dal settore in cui opera un’azienda. I LEADER TECNOLOGICI DI OGGI SONO REDDITIZI Gli investimenti tecnologici non destano sempre ricordi piacevoli. Lo scoppio della  cosiddetta bolla delle dot-com, nel 2000, ha distrutto valore per gli azionisti e  mandato in rovina non pochi investitori. Siamo arrivati al punto in cui la storia si ripete? Non crediamo. Certamente, molte società mancheranno di soddisfare le  aspettative e gli investitori potranno subire gravi perdite. La situazione odierna è però  fondamentalmente diversa da

Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel

quella degli ultimi anni novanta. Le aziende all’avanguardia tecnologica Apple, Google o Facebook sono redditizie “sul serio” e vantano solidi bilanci. Per gli investitori è comunque consigliabile diversificare l’esposizione nel settore tecnologico, mettendo il focus su aziende con una valutazione “ragionevole” e quote di mercato dominanti nei rispettivi segmenti. VENTO DI POPPA PER I FANALINI DI CODA DEL RAMO TECNOLOGICO Nell’esaminare il settore tecnologico, molti investitori sono spesso accecati dalle azioni che fanno più scalpore tra i media. Così facendo, trascurano però i “vecchi”  titoli domestici, come Microsoft, IBM, Oracle o EMC – per citarne solo alcuni – molti dei quali hanno dovuto reinventarsi quando le loro sorti hanno cominciato a cambiare. In  un certo senso, dopo la deludente crescita degli ultimi anni, ci sono buoni motivi per evitare tali azioni. Eppure dobbiamo ricordare che questo segmento tecnologico  dipende in grande misura dalla spesa delle aziende, che dall’inizio della crisi finanziaria hanno tenuto ben chiusi i loro portafogli. In previsione di un aumento della spe-

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014

sa in beni capitali quest’anno e nel prossimo futuro, soprattutto negli Usa, non saremmo sorpresi se gli operatori di mercato prevedessero migliori prospettive per i titoli meno  vistosi del settore tecnologico. TENERE D’OCCHIO IL PORTAFOGLIO Le aziende tecnologiche operano in un ambiente insidioso: un prodotto di successo  lanciato da un concorrente può provocare la caduta di un titolo che fino a quel momento andava a gonfie vele. Gli investitori con un lungo orizzonte temporale, come Warren Buffett, evitano di solito questo settore, che ha una visibilità inferiore alla  media, perché non vogliono ritrovarsi nel portafoglio un’attività obsoleta. Lo stesso  vale però anche per gli investitori senza esposizione diretta nelle azioni tecnologiche:  anche loro devono seguire da vicino le nuove tendenze, che potrebbero rovinare il  business model delle aziende in cui partecipano. Chi ha investito in retailer brick-andmortar (con strutture fisiche) e nell’editoria, lo sa fin troppo bene. * Chief Strategist di Vontobel


l crowdfunding in Italia: una regolamentazione all’avanguardia o un’occasione mancata? A PAG. 27

Settimana decisiva per Alitalia – Etihad L’iniziativa di JP Morgan dovrebbe portare già nella settimana del 14 ad un confronto con Banche e Poste Italiane


20 Tax & Legal

DI PAOLO BOSSI

Cemento che passione L’operazione di fusione tra Lafarge e Holcim, creerà un colosso mondiale del cemento e riapre i giochi collegati alle operazioni straordinarie in un settore che da molti anni non faceva registrare M&A di rilievo.

I

l Gruppo svizzero Holcim e il gruppo francese Lafarge hanno approvato all’unanimità il progetto di fusione alla pari che creerà un colosso del settore cementiero, presente in 90 stati con 130mila dipendenti. L’unione tra grandi: si tratta della prima e della seconda società al mondo nel settore, hanno annunciato la fusione lampo. Nell’operazione Lafarge è stata assistita da Cleary Gottlieb Steen & Hamilton con un team guidato da partner parigino Pierre-Yves Chabert, coadiuvato da Mark Nelson e dai partners di Bruxelles Antoine Winckler e Nicholas Levy per gli aspetti antitrust. Anne-Sophie Coustel, Yaron Reich e Richard Sultman – rispettivamente partner di Parigi, Washington e Londra – hanno curato gli aspetti fiscali, mentre i parigini Andrew Bernstein, Valerie Lemaitre e Jean-Marie Ambrosi hanno curato gli aspetti finanziari e di diritto del lavoro. Lo studio svizzero Bar & Karrer ha agito al fianco di Lafarge con il partner Rolf Watter per gli aspetti di corporate M&A. Holcim si è affidata allo studio elvetico Homburger con un team guidato dal managing partner Daniel Daeniker. Lo studio Linklaters si è occupato degli aspetti di diritto francese con il partner Fabrice de La Morandiere, mentre il partner belga dello studio Freshfields Bruckhaus Deringer Frank Montag ha curato gli aspetti antitrust. Il nuovo gruppo Lafarge-Holcim, che avrà sede in Svizzera, sarà quotato a Zurigo e a Parigi, con una capitalizzazione di circa 40 miliardi di Euro e un

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giro d’affari annuo che dovrebbe superare i 30 miliardi di Euro. Al di là della dimensione, l’operazione che si concluderà nel primo semestre 2015, risulta interessante perché - al fine di dare il via libera e per evitare la posizione dominate - l’antitrust richiederà una serie di dismissioni per lo più concentrate in Europa e questo dovrebbe “scaldare” il motore dell’M&A nel segmento per i prossimi mesi. Lafarge ha in Europa ha 33 impianti in Francia, Germania, Spagna, Grecia, Austria, Svizzera e Belgio, mentre Holcim ha impianti in Svizzera, Germania, Austria, Italia, Spagna, Croazia, Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Serbia, Belgio, UK, Russia, Olanda e Azerbaijan. Ora si attende di comprendere quali potrebbero essere gli impianti oggetto di dismissione da parte del gruppo Lafarge-Holcim ed i tempi che saranno concessi all’azienda per operare le dismissioni. Tra le società Italiane potenzialmente attive sicuramente i Gruppi Cementir, Buzzi e Italcementi che potrebbero acquisire nuovi asset. Nello specifico, mentre il gruppo Buzzi potrebbe non poter cogliere le occasioni derivanti da questa operazione, Cementir sembrerebbe, dal punto di vista finanziario in una buona posizione per valutare espansioni. L’enorme dimensione del nuovo player però, potrebbe spingere anche altri operatori ad operare aggregazioni per meglio competere sul mercato.


Tax & Legal CEMENTIR Cementir Italia è uno dei principali produttori di cemento e calcestruzzo in Italia. La società è controllata dalla Cementir Holding SpA, attiva in campo internazionale nel settore dei materiali da costruzione. Fondata nel 1947, la Cementir – Cementerie del Tirreno Spa, dal 1992 entra a far parte del Gruppo Caltagirone. Cementir Italia S.p.A. opera nel settore del cemento in Italia, con 4 impianti di produzione ubicati ad Arquata Scrivia, Spoleto, Maddaloni e Taranto, oltre che di 3 terminali a Civitavecchia, Crotone e Reggio Calabria. Nel settore del calcestruzzo la controllata Betontir Spa gestisce 18 centrali di calcestruzzo situate nell’Italia centro-meridionale, tra cui Civita Castellana, Tor Vergata, Tor Pagnotta, Tor Cervara, Casilina, Sermoneta e Cassino nel Lazio, San Severino e Spello in Umbria, Bari e San Giorgio Jonico in Puglia. Nel 2013 il fatturato della holding

è pari a 989 milioni di Euro e conta 3.300 dipendenti impiegati negli stabilimenti presenti in 16 Paesi nel mondo. ITALCEMENTI Con una capacità produttiva di oltre 60 milioni di tonnellate di cemento annue, un fatturato di 4,2 miliardi di Euro nel 2013 e 18.500 dipendenti, Italcementi S.p.A. è il quinto produttore di cemento a livello mondiale. La diversificazione geografica iniziata negli anni Novanta, ha portato la società ad investire in Bulgaria, Marocco, Kazakistan, Tailandia, India, oltre a operazioni di consolidamento in Nord America e da ultimo in Medio Oriente ed Asia. Fondata nel 1864 a Scanzo, in provincia di Bergamo, Italcementi oggi conta 17 cementerie, 232 impianti di calcestruzzo, 7 centri di macinazione, 52 cave di inerti e 1 impianto di produzione additivi. Inoltre, Italcementi è presente nel settore

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della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo di impianti e tecnologie con il Centro Tecnico di Gruppo (CTG) e nel settore della produzione di energia elettrica con Italgen. Nel marzo 2014, Italcementi ha varato un piano di rafforzamento patrimoniale e di semplificazione della struttura con un’offerta pubblica d’acquisto (OPA) sulle minorities della controllata Ciments Francais a 78 euro per azione ed un aumento di capitale per un massimo di 450 milioni. BUZZI UNICEM Gruppo multi-regionale internazionale, focalizzato su cemento, calcestruzzo e aggregati naturali, con sede in Italia, ha generato un fatturato di 2,8 miliardi di Euro nel 2013. Conta circa 10.800 addetti ed opera in 12 paesi: Italia Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, Russia ed Ucraina, USA, Messico e Algeria.

I professionisti che hanno assistito Italcementi negli ultimi anni PRACTICE AREAS Capital Markets: Equity Capital Markets: Equity Capital Markets: Equity Dispute Resolution

STUDIO D’Urso Gatti Bianchi D’Urso Gatti Bianchi D’Urso Gatti Bianchi Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners

FEE - EARNER Rossella Pappagallo Paolo Garbolino Francesco Gatti Antonella Capria

GIURISDIZIONE ITALY ITALY ITALY ITALY

DATA 2014 2014 2014 2013

Antonio Lirosi

ITALY

2013

Sanino

Mario Sanino

ITALY

2013

Dispute Resolution

Zambelli-Tassetto

Franco Zambelli

ITALY

2013

Corporate M&A

P&A Legal

Paolo Greco

LIBYA

2011

DESCRIZIONE OPA su Ciments Français OPA su Ciments Français OPA su Ciments Français Consiglio di Stato dà il via libera all’investimento da 160 milioni di Euro nel revamping dello stabilimento di Monselice Consiglio di Stato dà il via libera all’investimento da 160 milioni di Euro nel revamping dello stabilimento di Monselice Consiglio di Stato dà il via libera all’investimento da 160 milioni di Euro nel revamping dello stabilimento di Monselice Consiglio di Stato dà il via libera all’investimento da 160 milioni di Euro nel revamping dello stabilimento di Monselice Aspetti contrattuali

Dispute Resolution

Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners

Dispute Resolution

DATA 2013 2013

DESCRIZIONE Infornata di avvocati nei nuovi consigli d’amministrazione I professionisti della governance societaria

I professionisti che hanno assistito Buzzi Unicem negli ultimi anni PRACTICE AREAS General Indipendent directors, statutory auditor

STUDIO Tosetto Weigmann & Associati BZDL - Dottori Commercialisti

Gli advisor attivi al fianco di Italcementi

FEE - EARNER Marco Weigmann Roberto D’Amico

GIURISDIZIONE ITALY ITALY

Gli advisor attivi al fianco di Buzzi Unicem Tosetto Weigmann & Associati

D'Urso Gatti Bianchi

D'Urso Gatti Bianchi

General Capital Markets: Equity

Capital Markets: Debts

BUZZI UNICEM

ITALCEMENTI ZambelliTassetto Dispute resolution

General

Indipendent directors, statutory auditor P&A Legal

Sanino Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners

BZDL - Dottori Commercialisti

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22 Tax & Legal

DI MICHAEL PATRINI

Settimana decisiva per Alitalia – Etihad L’iniziativa di JP Morgan dovrebbe portare già nella settimana del 14 ad un confronto con Banche e Poste Italiane

J

P Morgan si è aggiunta agli advisor di Booz & co, Pwc e all’advisor legale DLA Piper e nei primi giorni della prossima settimana, assieme a Citi, avvierà il confronto con gli istituti di credito e Poste Italiane. Da quel poco che trapela le carte confidenziali indicano sinergie, rotte, struttura finanziaria. Etihad chiede un drastico taglio del costo del lavoro (50%) da realizzare con interventi definitivi. Fiumicino potrebbe diventare il secondo hub del network, dopo Abu Dhabi: uno snodo per sviluppare tratte intercontinentali (Nord Europa e America) cui potrebbe affiancarsi Malpensa, mentre alcune destinazioni europee potrebbero essere raggiunte da Linate, che taglierebbe le linee domestiche. L’ingresso di Ethiad Airways in Ali-

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talia potrebbe poi rappresentare una piccola rivoluzione per i referenti legali della compagnia. A livello internazionale, infatti, Etihad ha sviluppato in questi ultimi anni un rapporto solido con lo Studio DLA Piper che ha già assistito l’azienda in alcune importanti operazioni straordinarie in Serbia e nell’operazione di acquisizione di Jet Airways. Tradizionalmente gli advisor di Alitalia per le questioni corporate sono stati gli studi domestici Chiomenti e Bonelli Erede Pappalardo. Ad oggi, ovviamente, nulla trapela sugli aspetti organizzativi post fusione. Tuttavia è da immaginare che anche il nuovo socio voglia poter avere spazi di gestione nella società.


Tax & Legal

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Il dettaglio delle operazioni in cui Etihad è stata assistita da DLA Piper. PRACTICE AREAS Banking & Finance Corporate/M&A Corporate/M&A Corporate/M&A

Corporate/M&A

STUDIO DLA Piper DLA Piper DLA Piper Amarchand & Mangaldas Amarchand & Mangaldas Amarchand & Mangaldas DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper DLA Piper

FEE - EARNER Mark Franklin Tony Payne Sarah Day Nisha Uberoi Cyril Shroff Santosh Janakiram Federico Sutti Jon Hayes Sarah Day Benjamin Parameswaran Mark Franklin Alexandra Kamerling Graham Tyler Jan Dreyer Jon Hayes

GIURISDIZIONE UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM INDIA INDIA INDIA ITALY UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM GERMANY UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM UNITED KINGDOM GERMANY UNITED KINGDOM

DATA 2013 2013 2013 2013 2013 2013 2014 2013 2013 2013 2013 2013 2013 2013 2013

DESCRIZIONE Partnership strategica con il Governo Serbo a supporto di Air Serbia

DATA 2013 2013 2013 2014 2014 2014 2014 12/02/14 2011 2012 2012 2010 2011 2011 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2010 2013

DESCRIZIONE La Corte di Giustizia UE rigetta l’appello di Ryanair contro il piano di salvataggio

Acquisizione del 24% di Jet Airways per £248m Fusione Alitalia - Etihad Acquisizione del 24% di Jet Airways per £248m

Partnership strategica con il Governo Serbo a supporto di Air Serbia

Gli advisor attivi al fianco di Alitalia

Banking & Finance Banking & Finance Banking & Finance Banking & Finance Corporate/M&A Corporate/M&A Corporate/M&A Corporate/M&A Corporate/M&A Corporate/M&A

Corporate/M&A

Dispute Resolution

Restructuring/Insolvency

Restructuring/Insolvency Restructuring/Insolvency Restructuring/Insolvency Restructuring/Insolvency Restructuring/Insolvency Restructuring/Insolvency

FEE - EARNER Guido Bellitti Gian Michele Roberti Isabella Perego Giacomo Serra Zanetti Andrea De Tomas Stefano Cacchi Pessani Gianpiero Succi Sergio Erede Sergio Erede Giorgio Fantacchiotti Stefano Cacchi Pessani Sergio Erede Sergio Erede Giorgio Fantacchiotti Stefano Cacchi Pessani Sergio Erede Giorgio Fantacchiotti Massimo Merola Francesco Scanzano Antonio Sascaro Filippo Modulo Michele Carpinelli Filippo Cecchetti Stefano Ambrosini

GIURISDIZIONE ITALY ITALY ITALY ITALY UNITED KINGDOM ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY BELGIUM ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY

Brancadoro - Mirabile Fantozzi & Associati Fiori studio legale Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Brancadoro - Mirabile Brancadoro - Mirabile Fantozzi & Associati Fantozzi & Associati Fantozzi & Associati Fantozzi & Associati

Gianluca Brancadoro Augusto Fantozzi Giovanni Fiori Sergio Erede Giovanni Domenichini Stefano Cacchi Pessani Gianpiero Succi Gianluca Brancadoro Gianluca Brancadoro Augusto Fantozzi Augusto Fantozzi Augusto Fantozzi Augusto Fantozzi

ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY ITALY

erti Rob ti EJC ssocia eA

Gli advisor attivi al fianco di Alitalia

STUDIO EJC Roberti e Associati EJC Roberti e Associati EJC Roberti e Associati Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Bonelli Erede Pappalardo Chiomenti Chiomenti Chiomenti Chiomenti Chiomenti Ambrosini Stefano

Bon Pap elli Er pala ede rdo

PRACTICE AREAS Antitrust, Competition & European Law

2013 2013 2013 2013 2013 2013 2013 2012 2013 2012 2010 2013 2011

Revisione linee di credito e concessione nuovi finanziamenti Revisione linee di credito e concessione nuovi finanziamenti Revisione linee di credito e concessione nuovi finanziamenti Revisione linee di credito e concessione nuovi finanziamenti Trattative per la fusione Alitalia - Etihad Trattativa Alitalia - Air France Acquisizione Wind Jet Trattativa per la fusione Alitalia - Air France Trattativa per la fusione Alitalia - Air France Cessione del 25% ad Air France

Cessione del Cargo business ad Alis per €14,5 milioni

Richiesta risarcitoria delle commissioni versate da Alitalia alle agenzie viaggio nel 2007/2008

Aumento di capitale, all’interno del piano di ristrutturazione

Risanamento societario Risanamento societario Risanamento societario Trattativa per la fusione Alitalia - Air France Risanamento societario Risanamento societario

Gli advisor attivi al fianco di Etihad

Bo n Pa elli pp Ere Antitrust, Capital ala de Competition Markets Debt rd Bon o &European elli elli Pap Ered Law Bon de pala e o rdo Ere palard Pap Corporate Banking M&A Norton Rose Fulbright & Finance

ALITALIA

Ch Cl iom iffo en rd ti Ch All a nc en& Fan e Ove tozz r i&A ssoc y iati Branca doro M irabile Bonelli Erede Pappalardo

Indipendent Di Tanno directors e Associati statutory auditors Bonell Pap i Ere pala d rdo e L General Ra upi ffa ell o

zi ati oz ci nt so Fa As & e ont rs Loc artne &P i Erede Bonell lardo Pappa

le Fiori studio lega ociati Dispute i & Ass zz resolution to Fan no tefa ini S s s o r r e Amb rtn Restucturing e Pa bil Insolvency a& ira mm e M G o or d ca an Br

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24 Tax & Legal

DI UMBERTO PIATTELLI

L’esperto legale Il Regolamento Consob n. 18592 sulla raccolta dei capitali di rischio tramite portali online

I

l Crowdfunding è frutto delle interazioni tra il web 2.0 e lo sviluppo dei social media: due elementi che integrati tra di loro hanno prodotto un fenomeno che appare in crescita costante. Con il termine crowdfunding ci si riferisce comunemente a diversi sistemi di raccolta di capitali: ci sono le piattaforme che raccolgono donazioni e versamenti a fronte di un premio simbolico o reale e quelle che invece raccolgono finanziamenti o capitali (lending crowdfunding e l’equity crowdfunding), considerate oggi unanimemente importanti fonti alternative di reperimento di capitali per lo sviluppo delle piccole realtà imprenditoriali. In questo momento l’Italia è l’unico paese al mondo che ha completato il processo di adozione della normativa primaria (Legge 221/2012) e del relativo regolamento di attuazione (Regolamento Consob n. 18592); gli Stati Uniti sono in attesa che la SEC pubblichi il regolamento di attuazione del JOBS Act, mentre le autorità regolamentari di Inghilterra e Francia stanno ancora discutendo sulle

bozze dei provvedimenti che disciplineranno la materia. Detto questo va rilevato come la scelta del legislatore italiano sia stata quella di consentire lo svolgimento di un’attività riconducibile nell’alveo dei servizi e delle attività di investimento, anche a soggetti diversi dalle imprese a ciò tradizionalmente autorizzate (ampliando così la dimensione potenziale del mercato dei gestori di portali), mantenendo tuttavia un congruo livello di tutela dell’investitore non professionale, posto che si consente l’utilizzo di questo meccanismo di raccolta di fondi in relazione a strumenti finanziari ritenuti rischiosi. Con il regolamento è stato istituito il registro dei gestori dei portali, cioè le piattaforme online che operano sotto la vigilanza della Consob e che hanno come finalità esclusiva la facilitazione della raccolta di capitali di rischio da parte delle startup innovative; al registro è annessa una sezione speciale ove sono annotate le imprese di investimento e le banche autorizzate ai relativi servizi di

Umberto Piattelli Avv. Umberto Piattelli, Partner dello Studio legale Osborne Clarke, responsabile dei Financial Services in Italia. Ho maturato una significativa esperienza svolgendo la mia attività in studi internazionali, per oltre 15 anni, operando nell’ambito del diritto societario e finanziario e assistendo fondi di investimento, istituzioni finanziarie e società multinazionali nella realizzazione di operazioni di finanza straordinaria, di capital market e nella compliance regolamentare. Ho recentemente pubblicato il libro: “Il crowdfunding in Italia: una regolamentazione all’avanguardia o un’occasione mancata?” edito da Giappichelli Editore, Torino, 2013

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Tax & Legal investimento che comunicano alla Consob, prima dell’avvio dell’operatività, lo svolgimento dell’attività di gestione di un portale online di equity crowdfunding. Ad oggi esistono in Italia 3 portali autorizzati ad operare da Consob (uno iscritto nella sezione speciale e 2 iscritti nella sezione ordinaria), ma sono in corso altre istruttorie a conferma dell’interesse per la novità offerta da questo tipo di strumento di raccolta di fondi. Veniamo quindi ad un’analisi puntuale delle disposizioni che si occupano della disciplina dei requisiti da rispettare per operare come gestori di portali online e delle modalità da seguire per iscriversi nel relativo registro (Parte II, Titolo II del regolamento). La domanda di iscrizione è redatta in conformità a quanto previsto dall’allegato 1 del regolamento e deve contenere i dati dellaa società, l’elenco dei soci che detengono il controllo, l’elenco degli amministratori e dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione e controllo, insieme alle certificazioni necessarie per comprovare il rispetto dei requisiti previsti dal regolamento stesso. Alla domanda deve essere inoltre allegata una relazione sull’attività di impresa e sulla struttura organizzativa del gestore, che deve riferire in merito alle modalità con cui il gestore opererà sul mercato, all’attività di consulenza che intende prestare a favore delle startup, nonché sulla propria struttura organizzativa e aziendale; la relazione dovrà inoltre indicare come il gestore rispetterà la normativa in materia di data privacy e antiriciclaggio, come risolverà eventuali conflitti di interessa

e quale infrastruttura informatica ha adottato per la ricezione e trasmissione degli ordini pervenuti dagli investitori. Spetta poi alla Consob verificare la regolarità e completezza della domanda e comunicare alla società la documentazione eventualmente mancante; l’autorità di vigilanza può chiedere ulteriori informazioni alla società, ai suoi amministratori e ai soci e deve deliberare in merito all’iscrizione del richiedente nel relativo albo, entro 60 giorni dalla data di ricezione della domanda (fatti salvi periodi di sospensione della procedura). L’articolo 8 stabilisce poi quali sono i requisiti di onorabilità di coloro che possiedono il controllo della società che intende presentare la domanda di iscrizione nell’albo e, al riguardo, si segnala come la Consob abbia ritenuto opportuno optare per un “allineamento” della disciplina in questione alle disposizioni già in vigore per le banche e le imprese di investimento, adottando quindi requisiti similari, al fine di garantire un elevato grado di tutela già nella “fase di ingresso” dei gestori sul mercato. Analogamente, l’articolo 9 del Regolamento Consob stabilisce quali sono i requisiti di onorabilità dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo del gestore richiedendo che tali soggetti abbiano una comprovata esperienza (per almeno un bien-

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nio) maturata svolgendo l’attività di amministrazione o controllo, ovvero attività professionali attinenti al settore creditizio, finanziario, mobiliare e assicurativo, ovvero ancora attività di insegnamento universitario di materie giuridiche o economiche. Va poi ricordato che coloro i quali svolgono la funzione di amministrazione, direzione e controllo presso un gestore iscritto nel registro non possono svolgere la medesima attività presso altre società che gestiscono piattaforme online, a meno che non appartengano al medesimo gruppo. Le prime istruttorie hanno altresì evidenziato la necessità che il gestore del portale selezioni preventivamente l’intermediario finanziario attraverso il quale intende operare, per poter rappresentare all’autorità di vigilanza come verranno gestiti gli ordini di sottoscrizione del capitale sociale emesso dalle startup innovative e come saranno perfezionati. Il completamento di un istruttoria nel termine di 60 giorni richiede quindi che il gestore del portale sia assistito da consulenti competenti in materia, in grado di assisterlo nella predisposizione della documentazione richiesta ed in particolare della “relazione sull’attività d’impresa e sulla struttura organizzativa”, documento cardine dell’intera procedura, vista la sua complessità e l’importanza che riveste ai fini dell’ottenimento dell’iscrizione del gestore nel registro dei portali.

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26 Tax & Legal

DI ANDREA CANOBBIO

Italian GoldFinger He’s the lawyer with the Midas touch

G

Goldfinger è uno studio mensile, una sorta di riassunto delle principali operazioni di debt capital market e dei protagonisti che le hanno rese possibile. La nostra classifica valuta il valore nominale su cui i singoli avvocati hanno lavorato. Il mese di marzo 2014, rispetto al mese di febbraio, ha registrato una netta ripresa del mercato italiano di Debt Capital Market facendo registrare un valore complessivo delle emissioni superiore ai 10 MLD di Euro. Il risultato è principalmente frutto dell’emissione, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di BTP a 10 anni per un importo di 4,5 MLD di Euro, dell’emissione di un bond ibrido da parte di Unicredit per un valore di 2 MLD di Euro e l’emissione da 1 MLD di Euro del bond Fiat con scadenza a 7 anni e tasso fisso al 4,5%. Le insegne legali attive sul mercato italiano del Capital Market Debt sono state le internazionali Allen & Overy, Cleary Gottlieb Steen & Hamilton, Clifford Chance, Latham & Watkins e Simmons & Simmons mentre tra le firm domestiche troviamo Chiomenti, Gianni Orrigoni Grippo Cappelli & Partners e Labruna Mazziotti Segni. Nel mese appena concluso le operazioni miliardarie sono state le tre citate. L’emissione di BTP per un valore di 4,5 MLD di Euro da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha visto come advisor legali dei lead managers Goldman Sachs, Banca Imi, Citibank, Barclays e Société Générale gli studi Clifford Chance e Simmons & Simmons, quest’ultimo con un team di avvocati guidato dal partner Piergiorgio

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Leofreddi, il bond ibrido di Unicredit da 2 MLD ha coinvolto gli studi Allen & Overy, con il team guidato da Craig Byrne e Cristiano Tommasi, che ha assisito Unicredit mentre Clifford Chance che con il team del partner Filippo Emanuele ha assistito le banche che hanno gestito l’emissione. L’emissione Fiat del Bond da 1 MLD di Euro è stata seguita dall’advisor consolidato del gruppo Cleary Gottlieb Steen & Hamilton con il partner Pietro Fioruzzi a guidare il team di legali. Le altre operazioni di rilievo del mese sul mercato del Capital Market debt sono state l’emissione Credem di un bond garantito da 750 ML di Euro, per Credem ha agito lo Studio Chiomenti mentre al fianco delle banche ha operato Allen & Overy, l’emissione di Mediobanca del bond a tasso fisso sempre per 750 ML di Euro, ad affiancare le banche lo Studio Simmons & Simmons e l’emissione del bond sul mercato italiano da parte di GE Capital per un importo complessivo di 750 ML di dollari (540 ML di Euro). A fianco di GE Capital ha operato Allen & Overy mentre lato banche è intervenuto lo studio Clifford Chance. Le altre operazioni di Capital market debt del mese sono state: l’offerta di acquisto su titoli obbligazionari Telecom fino ad un importo massimo di 500 ML di Euro da parte di un pool di banche composto da Bnp, Commerzbank, Unicredit; l’offerta di scambio bond High Yeld per 275 ML di Euro di Ideal Standard; la riapertura del bond da 50 ML di Euro di Iren e l’emissione obbligazionaria High Yield con scadenza 2020 e cedola al 7,125% per un importo di 50 ML di Euro di IVS Group.


News Taxin&pillole Legal

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28 Tax & Legal Portafoglio clienti degli ultimi 12 mesi PRACTICE AREA Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt

CLIENT Banca Akros Banca IMI Banca Marche Banca Sella Banco Santander Sa Barclays Bank BNP Paribas Bnp Paribas Corp. and Invest. Banking Citibank Citigroup Global Markets Ltd Commerzbank AG Credit Agricole Credit Suisse Goldman Sachs International HSBC Iren

INDUSTRY Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Finance Energy & Natural Resources

DATE 12/11/13 24/03/14 17/04/13 17/04/13 18/03/14 14/03/14 18/03/14 28/10/13 24/03/14 21/10/13 18/03/14 11/10/13 11/10/13 14/03/14 11/10/13 12/11/13

Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt

Mediobanca Mediobanca International Monte dei Paschi di Siena Mps Capital Services

Finance Finance Finance Finance

21/10/13 18/03/14 01/04/14 12/11/13

Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt Capital Markets: Debt

RBS Société Générale UBS Unicredit Bank AG Unicredit S.p.A.

Finance Finance Finance Finance Finance

21/10/13 21/10/13 28/10/13 11/10/13 22/04/13

DSCRIPTION W&C E SIMMONS PER L’EMISSIONE BTP ITALIA Simmons & Simmons e Clifford Chance nell’emissione del nuovo Btp a 10 anni CC E SIMMONS PER IL QUARTO BTP ITALIA CLIFFORD CHANCE E SIMMONS & SIMMONS PER IL QUARTO BTP ITALIA SIMMONS & SIMMONS CON LE BANCHE PER L’EMISSIONE DI 750 MILIONI DI MEDIOBANCA BTP 10 ANNI: SIMMONS E CLIFFORD GLI STUDI SIMMONS NEL BOND MEDIOBANCA Linklaters e Simmons & Simmons con Bper nell’emissione di un covered bond Simmons & Simmons e Clifford Chance nell’emissione del nuovo Btp a 10 anni LINKLATERS E SIMMONS PER L’OBG DI BPER SIMMONS & SIMMONS CON LE BANCHE PER L’EMISSIONE DI 750 MILIONI DI MEDIOBANCA CC E SIMMONS PER I NUOVI BTP A 7 ANNI CC E SIMMONS PER I NUOVI BTP A 7 ANNI BTP 10 ANNI: SIMMONS E CLIFFORD GLI STUDI CC E SIMMONS PER I NUOVI BTP A 7 ANNI SIMMONS & SIMMONS E GIANNI ORIGONI GRIPPO CAPPELLI & PARTNERS NELLA SECONDA TRANCHE DEL BOND IREN DA 85 MILIONI DI EURO LINKLATERS E SIMMONS PER L’OBG DI BPER SIMMONS & SIMMONS CON LE BANCHE PER L’EMISSIONE DI 750 MILIONI DI MEDIOBANCA SIMMONS & SIMMONS con MPS nel nuovo Bond Senior da un miliardo di euro White & Case e Simmons & Simmons per la quinta emissione del BTP Italia, il più grande bond emesso in Europa LINKLATERS E SIMMONS PER L’OBG DI BPER LINKLATERS E SIMMONS PER L’OBG DI BPER Linklaters e Simmons & Simmons con Bper nell’emissione di un covered bond CC E SIMMONS PER I NUOVI BTP A 7 ANNI Clifford Chance e Simmons & Simmons per il quarto Btp Italia

Le emissioni obbligazionarie 2014 di banche e aziende italiane Data

Operazione

Val. operaz. in ML di € Studio

Partner

Cliente

06/03/2014 Credem, bond garantito da 750 ML di Euro

750 Chiomenti

Gregorio Consoli

JP Morgan, KKR

07/03/2014 Bnp, Commerzbank, Unicredit: offerta di acquisto fino a 500 ML di Euro su titoli a debito di Telecom

500 Allen & Overy

Craig Byrne, Cristiano Tommasi

BNP Paribas, Commerzbank AG, Unicredit Bank AG

12/03/2014 Ge Capital emissione Bond per un ammontare nominale massimo di 540 ML di Euro

540 Allen & Overy

Cristiano Tommasi

GE Capital

Franco Grilli

Banca IMI

4500 Simmons & Simmons

Piergiorgio Leofreddi

Société Générale, Barclays Bank, Banca IMI, Goldman Sachs International, Citibank

750 Simmons & Simmons

Piergiorgio Leofreddi

Mediobanca International, Commerzbank AG, Banco Santander Sa, BNP Paribas

Pietro Fioruzzi

Fiat

Stefano Bucci, Fabio Ilacqua

BNP Paribas

Simmons & Simmons

Piergiorgio Leofreddi

Iren

14/03/2014 Ministero dell'Economia e delle Finanze, emissione BTP a 10 anni per 4,5 MLD di Euro 18/03/2014 Mediobanca, emissione bond a tasso fisso per 750 ML di Euro 20/03/2014 Fiat, emissione bond a scadenza 7 anni, tasso fisso del 4,5% per 1 MLD di Euro

Clifford Chance

1000

20/03/2014 IREN, riapertura Bond da 50 ML di Euro

Cleary Gottlieb Steen & Hamilton

50 Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners

24/03/2014 Ideal Standard, offerta di scambio Bond High Yeld per 275 ML di Euro

275

Labruna Mazziotti Segni

Giulio Gambini Pierleoni, Fabio Labruna, Francesco Serrano Orlandini

Ideal Standard

25/03/2014

2000

Allen & Overy

Craig Byrne, Cristiano Tommasi

Unicredit Bank AG

Clifford Chance

Filippo Emanuele

HSBC, Société Générale, UBS, Unicredit Bank AG, Citibank

Unicredit, emissione bond ibrido per 2 MLD di Euro

28/03/2014 IVS Group, emissione obbligazionaria High Yield con scadenza 2020 e cedola al 7,125% per un importo di 50 ML di Euro

50

Latham & Watkins

Antonio Coletti, Jeffrey H. Lawlis

Ivs Group Holding

31/03/2014

1,5

Simmons & Simmons

Augusto Santoro

Bomi Italia spa

Bomi Italia, emissione prestito obbligazionario per 1,5 ML di Euro

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News Taxin&pillole Legal

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GOLD FINGER LAWYER

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AR KE T

MARZO 2014

PIERGIORGIO LEOFREDDI

socio dello studio Simmons & Simmons

Partner dello studio Simmons e Simmons, attivo negli uffici italiani di Milano e Roma, da Marzo 2010 dove si occupa di Capital Market Debt e di Financial Markets. Si è laureato all’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’ diventano avvocato nel 1998 e successivamente, nel 2001, ha conseguito L.L.M. degree in International Banking and Finance Law alla Boston University. Tra le sue esperienze passate spiccano la collaborazione con Morgan Stanley, e quella con lo studio Clifford Chance.

Il controvalore in milioni di euro delle operazioni seguite dagli studi legali Stefano Bucci - Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners Craig Byrne - Allen & Overy Antonio Coletti - Latham & Watkins Gregorio Consoli - Chiomenti Filippo Emanuele - Clifford Chance Pietro Fioruzzi - Cleary Gottlieb Steen & Hamilton Giulio Gambini Pierleoni - Labruna Mazziotti Segni Franco Grilli - Clifford Chance Fabio Ilacqua - Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners Fabio Labruna - Labruna Mazziotti Segni Jeffrey H. Lawlis - Latham & Watkins Piergiorgio Leofreddi - Simmons & Simmons Serrano Orlandini - Labruna Mazziotti Segni milioni di euro

Cristiano Tommasi - Allen & Overy 0

1.000

2.000

3.000

4.000

5.000

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News in pillole Focus

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La sostenibilità aiuta gli investimenti di lungo termine Gli asset gestiti in modo socialmente responsabile sono costantemente cresciuti. A fine 2011 i fondi Sgr gestivano 640 miliardi di dollari, contro i 159 miliardi del 2005 di Ingrid S. Dyott *

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li ultimi 2 decenni hanno visto un interesse e una sofisticatezza crescenti dal lato degli investitori desiderosi di esporsi a “strategie sostenibili” che includono criteri ambientali, sociali e di governance nel processo di investimento. Una volta largamente associata con l’allineamento tra valori e obiettivi di investimento, la corporate social responsibility è ora sempre più vicino all’idea che l’investimento socialmente responsabile possa fare una differenza quantificabile nella ricerca di performance di lungo periodo. Gli asset gestiti in modo socialmente responsabile sono costantemente cresciuti, con più di 640 miliardi di dollari in fondi di questo tipo a fine 2011 contro i 159 miliardi del 2005. Uno sguardo più recente ai fondi azionari gestiti attivamente secondo i criteri dell’investimento socialmente responsabile mostra che, tra il 2003 ed il 2013, in controtendenza rispetto al resto dei fondi azionari che hanno visto generalmente segni meno, questi fondi hanno attratto asset (rispettivamente -9,5% e +33%). La storia del settore insegna che si possono ottenere rendimenti competitivi investendo in società che rispondono ai criteri dell’investimento sostenibile. Per esempio, l’analisi dei fondi gestiti attivamente che incorporano criteri ambientali, sociali e di governance mostra che questi hanno consegnato risultati favorevoli, il gruppo ha infatti sovraperformato l’indice S&P 500 del 2,4% annualizzato tra il giugno 2001 ed il febbraio 2014. Storicamente, il periodo considerato rappresenta uno dei momenti più difficili per gli investimenti, che comprende 2 crisi di

mercato e 2 riprese. Dal nostro punto di vista, sempre più società hanno sostenuto queste tendenze, comprendendo che le questioni legate all’investimento socialmente responsabile possono produrre valore durevole. Si tratta di temi universali, non legati a particolari settori. Inoltre, un filone crescente di ricerca ha riconosciuto che introdurre strategie di corporate social responsibility (CSR) può rappresentare un beneficio per le società su aspetti quali la riduzione del costo del capitale ed il miglioramento della performance finanziaria. Il management e gli investitori concordano sul fatto che la nozione di sostenibilità possa servire ad identificare tendenze sottostanti più ampie con un potenziale impatto sui cicli di mercato in grado di generare sia opportunità sia rischi. Per esempio, temi ambientali quali il cambiamento climatico, l’accesso ad acqua pulita e alle materie prime sono elementi cruciali per molte aziende leader. Oggi, più dell’80% delle società “Global 500” fanno rapporto al Carbon Disclosure Project, una percentuale cresciuta significativamente in 10 anni (erano il 44% nel 2003). L’iniziativa rende note e registra le tendenze legate alle emissioni di gas serra e gli investimenti per ridurre l’impronta ambientale. Ad oggi, 722 investitori con asset aggregati pari a 87 mila miliardi di dollari sostiene questi sforzi.

Ingrid S. Dyott, Portfolio Manager Sri Large Cap Core Equity di Neuberger Berma

La ricerca costante, da parte degli investitori di lungo periodo, di strade per investire i loro asset si combina con l’interesse crescente per il tema della sostenibilità come nuovo indirizzo nel modo di fare business. Gli investitori che tengono conto dei criteri ambientali, sociali e di governance all’interno del loro processo decisionale è probabile siano ben attrezzati per identificare società di alta qualità guidate da un management attento sia da una prospettiva di opportunità sia di rischio. I temi della sostenibilità, siamo convinti, resteranno un fattore cruciale per business ed investitori per i prossimi decenni. * Portfolio Manager SRI/Large Cap Core Equity di Neuberger Berman


32 Focus

DI PETER MARBER*

Alle prese con le elezioni emergenti Il 2014 è tra le annate elettorali più affollate per i mercati emergenti: si avviano alle urne gli elettori di oltre 40 Paesi che vrappresentano il 20% della produzione mondiale globale

S

* Head of emerging market investments di Loomis, Sayles & Company

pesso è la politica pubblica a definire le potenzialità economiche e di investimento di un mercato emergente. Prendiamo il caso della penisola coreana, una sessantina di anni fa, un unico Paese è stato diviso in due. Il Nord ha adottato un sistema politico ed economico di impronta strettamente comunista, mentre il Sud ha scelto un modello all’insegna dell’educare esportare-integrare. Due generazioni più tardi, il Sud ha una ricchezza pro-capite quasi 17 volte superiore rispetto al Nord e il cittadino medio sudcoreano vive ben 10 anni in più della sua controparte del Nord. Inoltre, la Corea del Sud vanta la percentuale più elevata al mondo di laureati. Gli indirizzi politici discendono direttamente dal contesto politico, e il 2014 è tra le annate elettorali più affollate per i mercati emergenti: si avviano alle urne gli elettori di oltre 40 Paesi che rappresentano il 20% della produzione mondiale globale. Tra i mercati chiave su cui puntare l’attenzione rientrano Turchia (marzo), Sudafrica (aprile-luglio), India (maggio), Indonesia (luglio) e Brasile (ottobre). In totale, questi Paesi rappresentano circa il 40% degli indici obbligazionari dei mercati emergenti e oltre il 25% degli indici azionari. Ciò che rende importanti queste elezioni è che nella generale indolenza dell’economia globale possiamo in-

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travedere cambiamenti politici potenzialmente forieri di indizi circa le tendenze future. Rispetto a una decina di anni fa, attualmente sulla maggior parte dei Paesi imperversano venti contrari in campo economico: il Pil è sceso, in generale, di circa il 40% dai picchi raggiunti prima del 2008. A fronte dell’aumento dei tassi di interesse statunitensi, attualmente superiori di circa 80-100 punti base rispetto a minimi, l’ambiente esterno sta diventando meno favorevole e gli investitori esteri hanno preso le distanze dai mercati emergenti. Di fatto, gli spread del credito sovrano e corporate sono aumentati di circa 100 punti base rispetto ai minimi post-crisi. Sul fronte azionario, il sentiment di molti investitori istituzionali sulle azioni dei mercati emergenti ha cambiato rapidamente direzione. Durante lo scorso anno gli afflussi verso i mercati azionari emergenti hanno registrato un’inversione di rotta: i sondaggi tra gli investitori condotti da Bank of America Merrill Lynch rivelano che la tendenza decennale (2003-2012) a favore di posizioni sovrappesate negli azionari dei mercati emergenti si è bruscamente interrotta nel 2013. I politici di questi Paesi si trovano tra l’incudine e il martello: da un lato, gli investitori esteri (che il più delle volte dettano il ritmo dei rendimenti dei mercati emergenti) chie-


Focus

dono riforme spesso inadeguate per contenere l’inflazione e stimolare la crescita, mentre dall’altro le nascenti classi medie locali premono per ottenere servizi pubblici più numerosi e di migliore qualità. Pressioni locali, queste, che sono esacerbate dalle mega-forze provenienti dalle due principali economie mondiali, Stati Uniti e Cina. L’impazienza cresce, dato che i fattori esterni, principalmente il rallentamento della crescita cinese e il tapering della Federal Reserve statunitense, hanno indotto molti investitori a notare le fragilità strutturali di alcuni paesi che non hanno saputo attuare riforme significative negli anni buoni prima del 2008. MOLTO RUMORE PER NULLA È interessante notare che per il 2014 la maggior parte degli analisti ritiene che circa due terzi dei politici attualmente al potere vinceranno le principali sfide elettorali nei mercati emergenti. Tuttavia, molti dei rieletti avranno un secondo mandato più debole, segnato dai venti contrari che soffiano sull’economia. Passino le promesse di crescita in campagna elettorale, ma i vincitori potrebbero trovarsi a disporre di risorse fiscali limitate per rispondere alle richieste degli investitori locali ed esteri; il che rende molto difficile attuare le grandi riforme. Inoltre, nonostante i recenti episodi di sell-off e le tensioni poli-

tiche affiorate nel 2014, nessuno dei principali mercati emergenti è prossimo alle crisi di solvibilità osservate a metà degli anni ‘90. Pertanto è possibile che molti politici non avvertano l’urgenza di attuare riforme in tempi rapidi, e gli investitori potrebbero quindi non assistere a una significativa virata degli indirizzi politici. MERCATI EMERGENTI: È IL MOMENTO DI COMPRARE? Nel frattempo, alle valutazioni attuali gli asset dei mercati emergenti risultano interessanti. Sul fronte del credito e delle valute, questi mercati sembrano offrire più rendimento a fronte di un credito migliore rispetto a quello statunitense, che appare relativamente costoso a metà marzo. JP Morgan segnala che le obbligazioni BB dei mercati emergenti di fatto pagano più degli industriali Usa con rating singola B, mentre le obbligazioni investment grade dei mercati emergenti attualmente pagano circa il doppio rispetto a quanto si guadagnerebbe investendo in obbligazioni industriali statunitensi con rating analogo; circa 260 punti base sopra i Treasury Usa contro 130 punti base. Sul fronte azionario, i titoli dei mercati emergenti attualmente passano di mano con uno sconto sul P/E che non si vedeva dal 2004-2005: mentre negli Stati Uniti e in Europa il P/E

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del mercato è prossimo a 16, i mercati emergenti sono scesi a circa 10, ovvero meno dei 2/3. AL DI LÀ DEI TITOLI IN PRIMA PAGINA Finora il 2014 ha portato solo notizie negative per i mercati emergenti: il rallentamento improvviso della crescita cinese, il diffondersi delle proteste in Egitto, Turchia, Tailandia e la crisi in Ucraina/Crimea. Il calendario elettorale non fa che rafforzare questo clima, con il risultato che gli investitori faticano a distinguere il segnale dal rumore. Ma si tenga presente che i fondamentali di questi mercati sono molti diversi rispetto a dieci o vent’anni fa. Con un tasso di inflazione relativamente basso, una forza lavoro più produttiva, 8 trilioni di dollari di riserve di valuta forte e tassi di crescita tuttora più elevati di Stati Uniti ed Europa, la maggior parte dei mercati emergenti si trova in una posizione migliore, rispetto al passato, per far fronte al contesto economico stagnante. Gli investitori che accumulano asset rischiosi, quali i titoli dei mercati emergenti, nei periodi in cui risultano sfavoriti spesso sono ben ripagati nel corso del tempo quando il sentiment cede il passo a fondamentali e valutazioni. Quest’anno può essere dunque un anno interessante per incrementare gli investimenti in questi attivi.

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34 Focus

La risposta Russa alle sanzioni Il Paese continuerà ad assicurarsi contro un potenziale deterioramento nelle sue relazioni commerciali con l’occidente, con le che stanno già guardando di più ad oriente di Hugo Bain*

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ell’analizzare l’attitudine russa alle minacce di sanzioni da parte dell’occidente, è importante riconoscere che ci sono gruppi di interesse in competizione all’interno dell’elite che controlla il Paese. Ci sono gli estremisti del governo Putin che tradizionalmente sono sempre stati sospettosi dei rapporti della Russia con l’Occidente; questo gruppo ha sempre voluto un’economia più chiusa così, per loro, le sanzioni, anche quelle più severe che potrebbero avere un impatto sull’economia , non sono un problema. Addirittura gli analisti politici con i quali abbiamo parlato hanno confermato che questi falchi avrebbero gradito le sanzioni: questo fatto avrebbe reso l’occidente una scusa conveniente per i problemi economici russi.

Dall’altro lato, c’è un altro gruppo influente che crede che il futuro dell’economia russa possa essere salvaguardato solo con una profonda integrazione all’interno del tessuto economico globale. Nelle nostre conversazioni con gli esponenti politici che condividono questa linea di pensiero, le sanzioni rappresenterebbero un serio problema per l’economia che dovrebbe essere evitato a ogni costo. Mentre le misure punitive contro una lista di individui potrebbe essere gestibile, l’estensione delle penalizzazioni alle istituzioni finanziarie russe sarebbero un problema più grave. Ci è stato detto che le autorità russe si stanno già preparando per il caso peggiore, stilando una lista delle società più vulnerabili alle sanzioni. Pensiamo che questo sia in linea con quanto il governo aveva fatto durante la crisi finanziaria del 2008. Ad ogni modo, nessuna persona con la quale abbiamo parlato crede che l’annessione della Crimea possa es-

Hugo Bain, senior investment manager Pictet-Russian Equities Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014

sere una scusa sufficiente a mettere in piede sanzioni troppo esagerate. Mentre gli Stati Uniti hanno spinto per sanzioni economiche alte (le autorità americane hanno messo in piedi azioni profonde per misurare l’esposizione delle società americane in Russia, così da poter valutare l’effetto delle sanzioni sui loro bilanci), l’impressione che abbiamo dell’Europa è che la dipendenza energetica continui a scoraggiare l’occidente dal prendere azioni drastiche. La situazione potrebbe cambiare qualora la Russia si spingesse oltre all’interno del territorio Ucraino, ma questo scenario al momento è improbabile. Qualunque cosa accada, è chiaro che la Russia continuerà ad assicurarsi contro un potenziale deterioramento nelle sue relazioni commerciali con l’occidente. In particolare, le società russe stanno guardando di più ad oriente. Molte società che abbiamo incontrato vogliono ricercare la sicurezza finanziaria in Asia invece che in Europa. Abbiamo anche sentito che le società energetiche principali stanno per chiudere importanti contratti di distribuzione con la Cina. Le nostre fonti ci hanno detto che il gruppo petrolifero Rosneft ha ricevuto un prepagamento per un totale di 70 miliardi di dollari per i nuovi contratti di fornitura conclusi lo scorso anno. Abbiamo anche saputo che Gazprom sta per finalizzare un importante accordi di fornitura di gas che potrebbe portare ad un volume annuo fornito alla Cina di 70 miliardi di metri cubi all’anno. Per mettere questi numeri in contesto, le forniture di gas verso l’Europa e la Turchia lo scorso anno sono state di 162 miliardi di metri cubi. Visto da questa prospettiva, il rifiuto della Cina nel criticare la Russia per l’annessione della Crimea non sorprende più di tanto. * Senior investment manager Pictet-Russian Equities


36 Advisory

DI CLAUDIO BARBERIS HEAD OF ASSET ALLOCATION DI MONEYFARM

Perchè l’Abenomics non può fallire

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CLAUDIO BARBERIS

l 2013 verrà ricordato come l’anno in cui il Giappone ha ripreso un ruolo di primo piano sulla scena economica internazionale. Dopo oltre vent’anni di crescita nulla e deflazione, con forti conseguenze sociali e un clima generale di declino demografico e politico, il primo ministro Shinzo Abe, fresco di rielezione, ha annunciato una serie di misure di forte impatto volte a dare una scossa significativa all’economia e alle istituzioni del paese. Le iniziative di Abe sono state impostate su tre direttive: • Politica monetaria espansiva • Stimolo fiscale • Riforme strutturali Le tre iniziative sono state descritte anche come le tre “frecce” di Abe e si distinguono per tempistiche (stimoli nel breve, riforme nel medio lungo) e attori coinvolti ed hanno presto conquistato le prime pagine dei giornali e l’interesse di molti addetti ai lavori. Il Giappone viene infatti da decenni di politiche economiche tutto sommato conservative che non sono state in grado di contrastare la lunga fase di depressione. La politica monetaria non è mai stata molto aggressiva e la politica fiscale, pur con il debito in lenta e costante crescita, non ha visto innovazioni palesi nell’approccio. Invece la dimensione e l’innovazione dell’Abenomics è subito stata chiara, soprattutto per la parte che riguarda la politica monetaria. La Bank of Japan si è infatti portata

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nell’arco di poche settimane ai vertici mondiali in termini di innovazione e aggressività: invece di fissare tassi di interesse di riferimento, da anni intorno a zero, la BoJ adesso fissa un ammontare di liquidità da immettere nel sistema periodicamente, nonchè gli strumenti finanziari che comprerà con questa liquidità. Viene ufficialmente fissato l’obiettivo del raddoppio della base monetaria giapponese e il target ufficiale della politica monetaria diventa il raggiungimento di un dato tasso di inflazione (2%). Di fatto dagli anni della crisi post-Lehman le politiche monetarie americana, inglese ed europea già avevano intrapreso la strada dell’innovazione e della sperimentazione: l’espansione quantitativa della moneta praticata da tutte le banche centrali, in modi e quantità diversi, è l’innovazione del decennio, dopo trent’anni in cui il semplice controllo dei tassi di interesse aveva permesso un buon governo dell’economia e di vincere la lotta alla (troppa) inflazione. La BoJ però fino al 2013 aveva fatto meno quantitative easing delle altre banche centrali. Il nuovo banchiere centrale (Kuroda) invece ha portato il Giappone ad esprimere in pochi mesi la versione più aggressiva di questo approccio di fare politica monetaria. Considerazioni simili valgono per la politica fiscale. Dopo anni di debito pubblico crescente, la politica fiscale giapponese non poteva essere espansiva, ma allo stesso tempo non c’era austerity che potesse fermare l’esplosio-


Advisory

ne del debito pubblico, soprattutto con una economia in continua recessione. In questo contesto, la decisione di Abe di provare comunque con un forte impulso fiscale iniziale, nonostante un elevato debito pubblico, è stata vista da alcuni operatori come un giusto cambio di passo. In una depressione, un governo prudente nella spesa è un fattore negativo. Anche in questo aspetto l’Abenomics presenta novità su scala globale, se non rispetto agli Stati Uniti, almeno rispetto all’Eurozona, dove la troppa prudenza sulla politica fiscale sta secondo alcuni soffocando le economie di molti paesi. Da ultimo, le riforme strutturali. In questo caso si tratterà per Abe di snellire burocrazia, regole e una gestione dell’economia molto tradizionale, per riportare il Giappone ad elevati livelli di competitività. Questa terza freccia è parsa da subito la più complessa da scagliare e quella che dovrà fare il percorso più lungo e tortuoso, in un paese schiacciato da dinamiche demografiche negative e da un mercato del lavoro molto poco flessibile. La rivoluzione di Abe si scontra inevitabilmente con alcuni grossi punti interrogativi. Il debito pubblico in Giappone è quasi al 230% del GDP, per cui la politica fiscale espansiva non potrà durare e dovrà velocemente tradursi in crescita economica e maggiori incassi fiscali, per evitare una spirale negativa. Gli eventi importanti di politica economica sono il prossimo aumento dell’IVA, che potrà avere un effetto

negativo sui consumi, e il meeting di maggio della Banca Centrale. Nei mesi successivi all’annuncio di questa “rivoluzione” il mercato azionario è salito del 49% da gennaio 2013 a maggio 2013. I titoli di stato, dopo un primo rialzo dei rendimenti, si sono stabilizzati. Il mantenimento di tassi d’interesse nominali bassi sulle varie scadenze resta un elemento centrale della politica monetaria: con l’inflazione che inizia a salire, tassi nominali stabili si tradurranno in tassi reali negativi, permettendo a imprese e consumatori di aver accesso a credito a costo di fatto negativo. Il tasso di cambio dello yen si è deprezzato sensibilmente contro tutte le principali divise globali. Nel tempo questo dovrebbe tradursi in un miglioramento della bilancia commerciale giapponese. Per quanto riguarda i dati macroeconomici, i consumi stanno lentamente ripartendo, i prestiti concessi dalle banche crescono, l’inflazione nazionale è all’1.4%, l’economia nel 2013 è cresciuta del 2.6% e i prezzi nel mercato immobiliare stanno salendo. I mercati hanno concesso ad Abe il beneficio del dubbio e sono stati i primi a prezzare in senso positivo la rivoluzione economica giapponese. Ma gli stessi mercati ora aspettano dati macroeconomici ed aziendali che senza ombra di dubbio confermino che il Giappone ha cambiato strada. Da inizio 2014 il mercato azionario giapponese è tra i più deboli a livello globale. Da un punto di vista delle va-

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lutazioni l’indice Topix è allineato alla media globale, ma riflette utili storicamente bassi e quindi il potenziale è alto: se infatti l’indicatore prezzo/utili 2013 dello S&P500 è di circa 17, con utili che sono sui massimi storici, lo stesso indicatore per il Topix è di 15, con utili appena intorno alla media degli ultimi 10 anni. A questo punto val la pena considerare l’importanza dell’Abenomics per i mercati e la politica economica internazionale. L’Abenomics rappresenta il tentativo estremo di un sistema economico vecchio, depresso e strutturalmente immobilizzato, di risvegliarsi. Il tentativo viene fatto portando in Giappone quanto ha funzionato, dal 2008 in poi, negli Stati Uniti. Viene invece messa da parte l’ortodossia fiscale e monetaria europea. Le riforme strutturali, strategia comune europea e statunitense, vengono inserite in un paniere di strumenti fiscali e monetari molto aggressivi, ed è questa la differenza maggiore rispetto all’Eurozona e agli ultimi vent’anni di politiche economiche nipponiche. Il raddoppio della base monetaria ed il target di inflazione sono molto più di un esperimento, sono un passaggio storico che non si vedeva dagli anni ’70 in tutto il mondo e i rischi che comportano sono importanti. La dimensione dei rischi che sta correndo Abe, seri per il Giappone e per il mondo intero, dimostra quanto sia interesse di tutti che l’Abenomics sia alla fine un successo.

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


38 Opinioni

DI DIDIER LE MENESTREL *

Omaha Nebraska Warren Buffett ha avuto palesemente ragione a credere nella supremazia del modello economico americano rispetto a quello di tutte le altre economie

S

e la lettura delle relazioni di gestione delle società risulta talvolta fastidiosa, è invece sempre piacevole leggere, ai primi di marzo, la Lettera agli azionisti della Berkshire Hathaway scritta dal vivo e vegeto (è nato il 30 agosto 1930) Warren Buffett. Un piacere da condividere senza

moderazione. Anche quest’anno, il “Papa del Value” avrebbe molti motivi per vantarsi: con un incremento del 18,2% dell’embedded value della sua società, si fregia di una lusinghiera performance di +19,7% l’anno da 49 anni! Ma cantare vittoria non rientra nello stile del vecchio saggio! Anche

Didier Le Menestrel, Presidente di Financière de l’Echiquier

perché, per la prima volta nella sua storia, il gruppo registra una sottoperformance rispetto allo S&P500 su quattro anni dell’ultimo quinquennio… Chi avrebbe creduto che con 34,2 miliardi di dollari di incremento nel 2013, la Berkshire Hathaway avrebbe fatto peggio dell’indice guida della borsa americana? Ma rassicuriamoci: le performance rimangono comunque degne di nota in un ciclo economico complicato, grazie a un 2008 in leggera contrazione (-9,6%) rispetto al famigerato indice americano (-37%) molto difficile da battere da quel momento in poi. Ogni anno l’oracolo di Omaha (il suo soprannome più comune) non manca di sorprenderci… Questa volta la novità è quasi “rivoluzionaria”, con la pubblicazione di una foto in una relazione di gestione priva di immagini da 48 anni. Un simbolo più forte di quanto possa sembrare a prima vista, perché la foto illustra tutto il team della Berkshire (tranne due assenti) riunito per la cena di Natale 2013. Tutto il team, vale a dire complessivamente 25 persone, per un gruppo che oggi totalizza, dopo la recente acquisizione della Heinz (le salse), 330.745 dipendenti in tutto il mondo… È bella l’America! Fatto ancora più sorprendente, l’affermazione sempre più convinta della fede (il termine non è esagerato) di Buffett nel futuro del suo paese. Già nel bel mezzo della crisi dei subprime, quando il mondo sviluppato si preparava al peggio, Buffet definiva


News in Opinioni pillole

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l’acquisizione delle ferrovie Burlington Northern Santa Fe (per 34 miliardi di dolalri) una “scommessa sul futuro economico degli Stati Uniti”. Cinque anni dopo ricorda che dal 1965 e dopo l’acquisizione della Berkshire ha spesso fatto questo tipo di operazioni con il suo socio Charlie Munger, “ritenendo che una scommessa sulla prosperità continua degli Stati Uniti è una quasi certezza [...] i giorni migliori dell’America sono davanti a noi”. Sono rari gli investitori che dichiarano in maniera così netta le proprie convinzioni profonde, soprattutto se basate sulla fede più che sui dati e la logica deduzione. In ogni caso oggi siamo di fronte ai fatti e “il caro Warren” ha avuto palesemente ragione a credere nella supremazia del modello economico americano rispetto a quello di tutte le altre economie. La Lettera è impreziosita da aneddoti che riflettono la mentalità di quest’uomo diverso nella sua percezione del mondo. Sempre sull’onda del temperamento patriottico che lo anima quest’anno, racconta l’acquisizione nel 1983 della Nebraska Furniture Mart’s dalla famiglia Blumkin. Anziché rallegrarsi per avere moltiplicato in trent’anni il fatturato dell’azienda, ne approfitta solo (“the punch line”) per ricordare che la signora Rose Blumkin, che gli aveva venduto l’azienda “senza il supporto di nessuno studio legale”, aveva all’epoca 89 anni, ha lavorato fino a 103 anni (“definitivamente il mio tipo di donna”), non ha mai messo piede in una scuola, non conosceva una parola di inglese provenendo dalla Russia e adorava la sua patria di adozione. Lezione di business per tutti gli studenti… E se un giorno deciderete di recarvi a Omaha nel Nebraska (la prossima Assemblea dei soci della Berkshire è prevista per il 3 maggio), leggete soprattutto pagina 22 di questa gradevole Lettera. ”Alla maniera di WB”, potrete trovare tutti i buoni indirizzi della città e partecipare attivamente alle performance di questo “vecchio saggio” mai a corto di humour o di pubblicità. Grazie Signor Buffett! * Presidente di Financière de l’Echiquier Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


A

40 Tabelle \ Assogestioni

RCHIVIO

Doppio record per l’industria dei fondi

A febbraio i fondi comuni e le gestioni di portafoglio segnano un nuovo record per la raccolta dell’industria con flussi che sfiorano i 12 miliardi di euro (per trovare numeri simili è necessario risalire fino al ’98). Il patrimonio del settore, sostenuto dalle nuove sottoscrizioni e dall’effetto performance, segna anch’esso un nuovo primato, raggiungendo quota 1.362 miliardi di euro. E quanto emerge dalla consueta fotografia scattata mensilmente da Assogestioni, l’associazione italiana delle Sgr, che mercoledì prossimo nominerà, in un evento a porte chiuse che precederà l’avvio della quinta edizione del Salone del Risparmio, il nuovo presidente (Siniscalco ha lasciato l’incarico a novembre dello scorso anno per un potenziale conflitto d’interesse). Il 55% delle masse, pari a oltre 746 miliardi di euro, è investito nelle gestioni di portafoglio, mentre il restante 45% (più di 616 mld) è consegnato alle gestioni collettive, tra le quali dominano i fondi  comuni aperti con 574 miliardi di euro. 

I fondi comuni raccolgono 6,4 miliardi di euro. A guidare la classifica delle preferenze dei risparmiatori ci sono i prodotti flessibili (4,3 mld), gli obbligazionari (+1,6 mld), gli azionari (+1,1 mld) e i bilanciati (+205 mln). I fondi di diritto estero archiviano il mese con una raccolta di 4,5 miliardi. Ai prodotti domestici vanno invece 1,9 miliardi di euro. Nell’ambito delle gestioni di portafoglio (+5,4mld) i mandati istituzionali raccolgono 4,8 miliardi di euro. I restanti 500 milioni confluiscono nelle casse delle gestioni retail. Guardando i dati di raccolta delle singole società di gestione, spiccano gli ottimi risultati delle Big di mercato, con il gruppo Intesa Sanpaolo che, tra Eurizone e Banca Fideuram, ha incamerato flussi per oltre 3 miliardi. Bene anche Pioneer Investments (gruppo Unicredito), che ha raccolto 1,83 miliardi, e il gruppo Generali (+1,6 miliardi). In difficoltà, invece, Franklin Templeton e il gruppo Monte Paschi, che accusano rispettivamente una fuoriuscita di liquidità di 696 milioni e 35 milioni.


Tabelle Tabelle\\Assogestioni Assogestioni

41

La raccolta netta a febbraio delle Sgr associate ad Assogestioni Elaborazione Invice su dati Assogestioni in milioni di euro

Raccolta netta mln euro

Patrimonio Gestito mln euro %

1 GRUPPO GENERALI ...................................... 1.584,2........ 365.865 .......... 27,7% Fondi aperti............................................................. 404,3.......... 43.676 .............3,3% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -20,6............ 2.320 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................ 1.200,5........ 319.869 ...........24,2% 2 GRUPPO INTESA SANPAOLO ....................... 3.024,0........ 257.738 .......... 19,5% EURIZON CAPITAL................................................ 2.613,4........ 200.225 ...........15,2% Fondi aperti............................................................. 919,2.......... 84.567 .............6,4% Gestioni di portafoglio retail ....................................... 480,2.......... 29.513 .............2,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................ 1.213,9.......... 86.145 .............6,5% BANCA FIDEURAM .................................................. 410,7.......... 57.512 .............4,4% Fondi aperti............................................................. 208,9.......... 36.700 .............2,8% Gestioni di portafoglio retail ....................................... 110,8............ 9.205 .............0,7% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 90,9.......... 11.608 .............0,9% 3 PIONEER INVESTMENTS - Gr. UNICREDIT ... 1.836,4........ 109.218 ............ 8,3% Fondi aperti.......................................................... 1.204,2.......... 63.478 .............4,8% Gestioni di portafoglio retail ...................................... -104,7............ 1.936 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................... 736,8.......... 43.805 .............3,3% 4 ANIMA HOLDING ............................................. 320,9.......... 48.347 ............ 3,7% Fondi aperti............................................................. 368,3.......... 36.746 .............2,8% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -51,0............ 3.985 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 3,6............ 7.616 .............0,6% 5 POSTE ITALIANE .......................................... 1.054,8.......... 47.446 ............ 3,6% Fondi aperti............................................................... 46,3............ 1.694 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................ 1.008,5.......... 45.752 .............3,5% 6 ALLIANZ (^) ..................................................... 156,1.......... 39.373 ............ 3,0% Fondi aperti.............................................................. -40,0............ 5.023 .............0,4% Gestioni di portafoglio retail ....................................... 142,3............ 2.768 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 53,8.......... 31.581 .............2,4% 7 GRUPPO MEDIOLANUM .................................. 160,2.......... 33.127 ............ 2,5% Fondi aperti............................................................. 206,4.......... 30.265 .............2,3% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -0,5................. 33 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................ -45,7............ 2.829 .............0,2% 8 GRUPPO UBI BANCA (1) .................................... 24,2.......... 31.720 ............ 2,4% Fondi aperti............................................................... 47,5.......... 18.830 .............1,4% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -90,6............ 7.234 .............0,5% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 67,4............ 5.656 .............0,4% 9 FRANKLIN TEMPLETON INVESTMENTS .........-696,4.......... 27.476 ............ 2,1% Fondi aperti............................................................ -696,4.......... 27.476 .............2,1% 10 GRUPPO BANCO POPOLARE ......................... 555,2.......... 26.621 ............ 2,0% Fondi aperti............................................................. 423,0.......... 12.926 .............1,0% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -20,9............ 2.285 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................... 153,1.......... 11.410 .............0,9% 11 AXA ............................................................... 159,3.......... 25.919 ............ 2,0% Fondi aperti............................................................. 159,9............ 3.672 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................. -0,6.......... 22.247 .............1,7%

Raccolta netta mln euro

Patrimonio Gestito mln euro %

12 ARCA ............................................................ 228,2.......... 25.420 ............ 1,9% Fondi aperti............................................................. 191,2.......... 21.245 .............1,6% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 37,0............ 4.175 .............0,3% 13 AMUNDI GROUP .............................................. 10,3.......... 25.364 ............ 1,9% Fondi aperti............................................................... 83,4.......... 12.110 .............0,9% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -9,5............... 871 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................ -63,7.......... 12.383 .............0,9% 14 GRUPPO AZIMUT .......................................... 540,4.......... 24.176 ............ 1,8% Fondi aperti............................................................. 374,9.......... 20.718 .............1,6% Gestioni di portafoglio retail ....................................... 158,7............ 2.753 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 6,8............... 704 .............0,1% 15 GRUPPO BNP PARIBAS ................................. 146,7.......... 21.595 ............ 1,6% Fondi aperti.............................................................. -70,4.......... 13.074 .............1,0% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -31,7............ 2.695 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................... 248,8............ 5.826 .............0,4% 16 JPMORGAN ASSET MANAGEMENT .............. 421,2.......... 16.240 ............ 1,2% Fondi aperti............................................................. 421,2.......... 16.240 .............1,2% 17 CREDITO EMILIANO ...................................... 112,6.......... 12.680 ............ 1,0% Fondi aperti.............................................................. -22,5............ 4.797 .............0,4% Gestioni di portafoglio retail ......................................... 36,9............ 4.339 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 98,3............ 3.544 .............0,3% 18 DEUTSCHE ASSET AND WEALTH MANAGEMENT 427,0 .... 11.630 ............ 0,9% Fondi aperti............................................................. 411,5............ 9.472 .............0,7% Gestioni di portafoglio retail ......................................... 15,5............ 1.794 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 0,0............... 364 .............0,0% 19 CREDIT SUISSE ............................................... 13,8.......... 11.537 ............ 0,9% Fondi aperti............................................................... 35,6............ 1.667 .............0,1% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -19,4............ 3.911 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................. -2,5............ 5.958 .............0,5% 20 SCHRODERS ................................................. 242,5.......... 11.528 ............ 0,9% Fondi aperti............................................................. 242,5.......... 11.528 .............0,9% 21 PICTET ASSET MANAGEMENT (*) ......................ND.......... 11.522 ............ 0,9% Fondi aperti.................................................................. ND.......... 11.522 .............0,9% 22 MORGAN STANLEY ....................................... 427,2.......... 10.793 ............ 0,8% Fondi aperti............................................................. 427,2.......... 10.793 .............0,8% 23 INVESCO (2) ................................................... 644,6.......... 10.521 ............ 0,8% Fondi aperti............................................................. 644,6.......... 10.521 .............0,8% 24 FIDELITY WORLDWIDE INVESTMENT (*) ............ND............ 9.848 ............ 0,7% Fondi aperti.................................................................. ND............ 9.848 .............0,7% 25 STATE STREET GLOBAL ADVISORS (ยง) ............ 31,6............ 9.102 ............ 0,7% Fondi aperti................................................................ -4,5............ 2.346 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 36,1............ 6.756 .............0,5%

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


42 Tabelle \ Assogestioni

Raccolta netta mln euro

Patrimonio Gestito mln euro %

Raccolta netta mln euro

Patrimonio Gestito mln euro %

26 M&G INVESTMENTS ..........................................ND............ 8.726 ............ 0,7% Fondi aperti.................................................................. ND............ 8.726 .............0,7%

Fondi aperti.................................................................. ND............... 586 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................... ND............ 1.703 .............0,1%

27 BANCA ESPERIA ............................................. 22,7............ 7.451 ............ 0,6% Fondi aperti............................................................... 36,2............ 3.128 .............0,2% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -6,1............ 2.682 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................. -7,3............ 1.641 .............0,1%

41 ABERDEEN ASSET MANAGEMENT PLC (*) .........ND............ 2.206 ............ 0,2% Fondi aperti.................................................................. ND............ 2.206 .............0,2%

28 SOCIETE GENERALE ..................................... 114,6............ 7.254 ............ 0,5% Fondi aperti............................................................. 114,6............ 7.254 .............0,5% 29 KAIROS PARTNERS ......................................... 87,9............ 7.195 ............ 0,5% Fondi aperti............................................................... 78,0............ 3.457 .............0,3% Gestioni di portafoglio retail ........................................... 9,8............ 3.711 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 0,0................. 26 .............0,0% 30 GRUPPO MONTEPASCHI ................................-35,5............ 6.416 ............ 0,5% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -23,3............ 3.879 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................ -12,2............ 2.536 .............0,2% 31 ERSEL ..............................................................-5,6............ 6.070 ............ 0,5% Fondi aperti.............................................................. -47,8............ 3.721 .............0,3% Gestioni di portafoglio retail ......................................... 42,3............ 2.349 .............0,2% 32 GRUPPO BANCA SELLA .................................. 18,5............ 5.325 ............ 0,4% Fondi aperti............................................................... 36,9............ 1.567 .............0,1% Gestioni di portafoglio retail ......................................... 12,4............ 3.493 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................ -30,8............... 264 .............0,0% 33 GROUPAMA ASSET MANAGEMENT (^) ............. 0,0............ 5.261 ............ 0,4% Fondi aperti................................................................. 0,0............... 306 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................... ND............ 4.955 .............0,4% 34 FONDACO ........................................................ 47,1............ 4.905 ............ 0,4% Fondi aperti............................................................... 62,1............ 1.326 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................ -15,0............ 3.580 .............0,3% 35 GRUPPO BANCARIO VENETO BANCA ............-76,7............ 4.479 ............ 0,3% Fondi aperti.............................................................. -41,6............ 1.787 .............0,1% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -41,6............ 1.959 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 6,5............... 732 .............0,1% 36 UBS ................................................................. 27,4............ 4.344 ............ 0,3% Fondi aperti............................................................... 16,7............ 4.190 .............0,3% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................. 10,7............... 154 .............0,0% 37 BNY MELLON INVESTMENT MANAG. EMEA (*) ..ND............ 3.703 ............ 0,3% Fondi aperti.................................................................. ND............ 2.842 .............0,2% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................... ND............... 861 .............0,1% 38 ICCREA ........................................................... 63,7............ 3.361 ............ 0,3% Fondi aperti............................................................... 57,9............ 2.820 .............0,2% Gestioni di portafoglio retail ........................................... 3,1............... 127 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 2,7............... 415 .............0,0% 39 BANCA POP. EMILIA ROMAGNA .......................-8,1............ 2.914 ............ 0,2% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -8,1............ 2.914 .............0,2% .................................................................................................................................. 40 CANDRIAM (*) ....................................................ND............ 2.288 ............ 0,2%

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014

42 ING INVESTMENT MANAGEMENT (*) .................ND............ 1.503 ............ 0,1% Fondi aperti.................................................................. ND............ 1.184 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................... ND............... 319 .............0,0% 43 PENSPLAN INVEST ........................................... 1,5............ 1.358 ............ 0,1% Fondi aperti................................................................ -3,2............... 624 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 4,7............... 734 .............0,1% 44 NEXTAM PARTNERS ......................................... 1,5............ 1.057 ............ 0,1% Fondi aperti................................................................ -1,0............... 431 .............0,0% Gestioni di portafoglio retail ........................................... 2,5............... 626 .............0,0% 45 JANUS CAPITAL GROUP INC. (*) .........................ND............ 1.035 ............ 0,1% Fondi aperti.................................................................. ND............ 1.035 .............0,1% 46 CONSULTINVEST ............................................... 9,3............ 1.029 ............ 0,1% Fondi aperti............................................................... 15,5............... 741 .............0,1% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -6,2............... 282 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 0,0................... 6 .............0,0% 47 BANCA PROFILO ............................................... 0,2............... 914 ............ 0,1% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -9,6............... 672 .............0,1% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 9,7............... 242 .............0,0% 48 ACOMEA ......................................................... 41,5............... 809 ............ 0,1% Fondi aperti............................................................... 39,8............... 711 .............0,1% Gestioni di portafoglio retail ........................................... 1,8................. 89 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali .................................. -0,1................. 10 .............0,0% 49 TAGES ............................................................. 15,0............... 750 ............ 0,1% Fondi aperti............................................................... 15,0............... 750 .............0,1% 50 HEDGE INVEST .................................................. 9,7............... 708 ............ 0,1% Fondi aperti................................................................. 9,7............... 708 .............0,1% 51 BANCA FINNAT EURAMERICA .........................-7,8............... 626 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 3,1............... 230 .............0,0% Gestioni di portafoglio retail ........................................ -10,9............... 346 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 0,0................. 49 .............0,0% 52 BANCA DEL CERESIO ...................................... 10,7............... 615 ............ 0,0% Fondi aperti............................................................... 10,7............... 615 .............0,0% 53 ING DIRECT ..................................................... 24,9............... 612 ............ 0,0% Fondi aperti............................................................... 24,9............... 612 .............0,0% 54 PFM ................................................................ 14,3............... 589 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 8,3............... 252 .............0,0% Gestioni di portafoglio retail ........................................... 0,3............... 213 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 5,7............... 124 .............0,0% 55 SOPRARNO ......................................................-1,0............... 483 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 7,2............... 241 .............0,0%


Tabelle \ Assogestioni

Raccolta netta mln euro

Patrimonio Gestito mln euro %

Raccolta netta mln euro

Gestioni di portafoglio retail .......................................... -8,2............... 242 .............0,0% 56 AVIVA INVESTORS GLOBAL SERVICES (*) ..........ND............... 383 ............ 0,0% Fondi aperti.................................................................. ND............... 383 .............0,0% 57 FINANZIARIA INTERNAZIONALE ....................... 9,1............... 232 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 0,0................. 49 .............0,0% Gestioni di portafoglio istituzionali ................................... 9,1............... 183 .............0,0% 58 AGORA .............................................................-1,7............... 164 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................ -1,4............... 145 .............0,0% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -0,4................. 20 .............0,0% ..................................................................................................................................

43

Patrimonio Gestito mln euro %

59 FINANCE PARTNERS ......................................... 1,5............... 108 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 1,6................. 38 .............0,0% Gestioni di portafoglio retail .......................................... -0,1................. 70 .............0,0% 60 ALPI .................................................................. 1,6................. 92 ............ 0,0% Fondi aperti................................................................. 1,6................. 92 .............0,0%

TOTALE ........................................................... 11.811,5..... 1.319.767 ........ 100,0% Fondi aperti.......................................................... 6.431,3........ 573.687 ...........43,5% Gestioni di portafoglio retail ....................................... 553,5.......... 99.316 .............7,5% Gestioni di portafoglio istituzionali ............................ 4.826,8........ 646.764 ...........49,0%

Sintesi di febbraio – Raccolta Netta Elaborazione Invice su dati Assogestioni

RACCOLTA NETTA febbraio 2014 Mln. euro

RACCOLTA NETTA gennaio 2014 Mln. euro

RACCOLTA NETTA da inizio anno Mln. euro

PATRIMONIO GESTITO febbraio 2014 Mln. euro %

PATRIMONIO GESTITO gennaio 2014 Mln. euro

%

TOTALE ...................................... 11.816 ...................-1.516 ...................... 10.299 .................................1.362.495 .......... 100,0% ..........................1.334.813 .................. 100,0% GESTIONI COLLETTIVE ............ 6.435 .................. 3.906 ................... 10.341 ................................ 616.415 ........... 45,2% ......................... 603.374 ................. 45,2% Fondi aperti.................................... 6.431 .................... 3.906 ...................... 10.337 ....................................573.687 ............ 42,1% .............................560.494 .................... 42,0% Fondi chiusi .......................................... 4 ........................... 0 ............................... 4 ......................................42.728 .............. 3,1% ...............................42.880 ...................... 3,2% GESTIONI DI PORTAFOGLIO ..... 5.380 .................-5.422 ......................... -42 ................................ 746.080 ........... 54,8% ......................... 731.440 ................. 54,8% retail ................................................ 553 ....................... 995 ........................ 1.549 ......................................99.316 .............. 7,3% ...............................97.355 ...................... 7,3% istituzionali ..................................... 4.827 ...................-6.418 .......................-1.591 ....................................646.764 ............ 47,5% .............................634.085 .................... 47,5%

Sintesi di febbraio - Fondi Aperti – Dettaglio Elaborazione Invice su dati Assogestioni

RACCOLTA NETTA febbraio 2014 Mln. euro

RACCOLTA NETTA gennaio 2014 Mln. euro

RACCOLTA NETTA da inizio anno Mln. euro

PATRIMONIO GESTITO febbraio 2014 Mln. euro %

PATRIMONIO GESTITO gennaio 2014 Mln. euro

%

TOTALE ................................... 6.431 .................. 3.906 ................... 10.337 ................................ 573.687 ......... 100,0% ......................... 560.494 ............... 100,0% Fondi di lungo termine ..................... 7.110 .................... 4.389 ...................... 11.499 ....................................545.346 ............ 95,1% .............................531.116 .................... 94,8% AZIONARI ...................................... 1.105 ....................... 728 ........................ 1.833 ....................................121.742 ............ 21,2% .............................117.762 .................... 21,0% BILANCIATI ....................................... 205 .................... 1.185 ........................ 1.391 ......................................34.417 .............. 6,0% ...............................33.744 ...................... 6,0% OBBLIGAZIONARI ........................... 1.609 ......................-944 ........................... 665 ....................................272.364 ............ 47,5% .............................268.475 .................... 47,9% FLESSIBILI .................................... 4.333 .................... 3.512 ........................ 7.845 ....................................110.618 ............ 19,3% .............................104.813 .................... 18,7% HEDGE............................................-143 ........................-92 ..........................-235 ........................................6.205 .............. 1,1% .................................6.323 ...................... 1,1% Fondi monetari .................................-731 ......................-466 .......................-1.197 ......................................25.213 .............. 4,4% ...............................26.366 ...................... 4,7% Non classificati .................................... 52 ........................-17 ............................. 35 ........................................3.128 .............. 0,5% .................................3.012 ...................... 0,5% FONDI DI DIRITTO ITALIANO .... 1.933 .................. 2.085 ..................... 4.018 ................................ 173.268 ........... 30,2% ......................... 169.574 ................. 30,3% FONDI DI DIRITTO ESTERO ...... 4.498 .................. 1.821 ..................... 6.319 ................................ 400.419 ........... 69,8% ......................... 390.920 ................. 69,7%

Sintesi di febbraio Elaborazione Invice su dati Assogestioni.

Raccolta netta Patrimonio gestito netto fondi

Patrimonio gestito netto fondi Mln. euro

%

Fondi di gruppo ed effetto omissioni Mln. euro

Patrimonio gestito Mln. euro

%

TOTALE ................................. 11.816 ......................1.286.159 ............... 100,0% .......................... 76.336 .............................. 1.362.495 ............................. 100,0% Gestioni collettive ............................ 6.435 ............................601.572 ....................46,8% .............................14.843 .....................................616.415 .................................. 45,2% Fondi aperti.................................... 6.431 ............................558.961 ....................43,5% .............................14.726 .....................................573.687 .................................. 42,1% Fondi chiusi .......................................... 4 ..............................42.611 ......................3,3% ..................................116 .......................................42.728 .................................... 3,1% Gestioni di portafoglio ...................... 5.380 ............................684.587 ....................53,2% .............................61.493 .....................................746.080 .................................. 54,8% retail ................................................ 553 ..............................73.099 ......................5,7% .............................26.217 .......................................99.316 .................................... 7,3% istituzionali ..................................... 4.827 ............................611.488 ....................47,5% .............................35.276 .....................................646.764 .................................. 47,5%

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


Tabelle Tabelle \ Assogestioni \ Assoreti

45

Distribuzione di prodotti finanziari e servizi di investimento delle imprese aderenti ad Assoreti In milioni di euro

Marzo 2014

Febbraio 2014

Da inizio anno

RACCOLTA NETTA .........................................2.167,0 .............................1.273,1.......................................3.440,1 Risparmio gestito ..............................................1.509,8 ................................597,5.......................................2.107,3 Fondi comuni e Sicav ...........................................782,9 ................................309,7.......................................1.092,6 Gestioni patrimoniali .............................................177,4 ................................191,4..........................................368,8 Prodotti assicurativi e previdenziali ..........................549,5 ..................................96,3..........................................645,8 RISPARMIO AMMINISTRATO ...........................657,2 ................................675,6.......................................1.332,8 Titoli ..................................................................483,3 .............................. -253,9..........................................229,4 Liquidità .............................................................173,9 ................................929,5.......................................1.103,4 RACCOLTA LORDA RISPARMIO GESTITO ....................................7.565,1 .............................6.804,2.....................................14.369,3 Fondi comuni e Sicav ........................................5.559,6 .............................5.123,6.....................................10.683,2 Gestioni patrimoniali .............................................784,7 ................................666,9.......................................1.451,6 Prodotti assicurativi e previdenziali .......................1.220,9 .............................1.013,6.......................................2.234,5 INTERMEDIAZIONE LORDA .................................................................................................................................... RISPARMIO AMMINISTRATO ........................9.093,0 .............................8.767,2.....................................17.860,2 Altre attività .........................................................135,9 ................................129,3..........................................265,2

Promotori, raccolti a febbraio 2,2 miliardi La raccolta netta delle reti di promotori finanziari è stata pari a febbraio a 2,2 miliardi di euro (+70%). Sempre privilegiato l’investimento in prodotti del risparmio gestito. Il dato rilevato da Assoreti indica una crescita congiunturale del 70,2% (1,3 miliardi a gennaio). Il 69,7% della raccolta è destinato ai prodotti del risparmio gestito, sui quali confluiscono risorse nette per 1,5 miliardi di euro, in netto aumento rispetto al primo mese dell’anno (597

milioni); stabili i volumi sui prodotti in regime amministrato, pari a 657 milioni di euro. La raccolta netta realizzata attraverso la distribuzione diretta di quote di Oicr è stata complessivamente positiva per 783 milioni di euro. Continua a prevalere l’investimento in fondi di diritto estero, con risorse nette per 690 milioni di euro; positivo anche il bilancio mensile sugli Oicr italiani, con una raccolta pari a 100 milioni di euro. Gli investimenti netti effet-

Incidenza della raccolta degli O.I.C.R. delle imprese aderenti ad Assoreti sul totale Sistema O.I.C.R. aperti Marzo 2014 Assoreti (1) (a)

Sistema (2) (b)

Da inizio anno a/b (%)

Assoreti (1) (a)

Sistema (2) (b)

a/b (%)

Raccolta netta...................... 1.207,8............ 6.431,0 ............18,78 ...........1.543,0 .........10.337,0...........14,93 Azionari ...................................... 150,3............ 1.105,0 ............13,60 ..............278,9 ...........1.833,0...........15,22 Bilanciati..................................... 221,5............... 205,0 ................... - ..............413,8 ...........1.391,0...........29,75 Obbligazionari .............................. -51,1............ 1.609,0 ................... - ............ -498,3 ..............665,0...................di Liquidità ................................... -28,1.............. -731,0 ................... - ................87,6 ......... -1.197,0...................Flessibili ..................................... 525,9............ 4.190,0 ............12,55 ..............877,5 ...........7.610,0...........11,53 Non classificato (3) ...................... 389,3................. 52,0 ................... - ..............383,4 ................35,0...................(1) Il dato include le quote di O.I.C.R. sottoscritte direttamente e quelle sottoscritte indirettamente attraverso gpf, unit linked e prodotti previdenziali (2) Fonte Assogestioni. (3) Il dato si riferisce principalmente alle quote di O.I.C.R. sottoscritte indirettamente attraverso unit linked e prodotti previdenziali per le quali non si dispone della corrispondente categoria d’investimento.

tuati sui prodotti assicurativi e previdenziali ammontano a 549 milioni di euro e coinvolgono principalmente le unit linked (309 milioni di euro) e le polizze vita tradizionali (250 milioni). Il saldo delle movimentazioni sulle gestioni patrimoniali individuali è positivo per 177 milioni di euro, con un sostanziale equilibrio tra le gestioni patrimoniali in fondi (87 milioni di euro) e le GPM (90 milioni di euro). Il contributo mensile delle reti al sistema di Oicr, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si è attestato, quindi, su un ammontare pari a 1,2 miliardi di euro, rappresentando il 19% della raccolta netta complessiva del settore (6,4 miliardi di euro). Le movimentazioni sugli strumenti finanziari amministrati evidenziano un bilancio positivo per 657 milioni; prevalgono gli acquisti sugli strumenti del mercato monetario (573 milioni) e sulle azioni (94 milioni), mentre continuano i disinvestimenti netti dai titoli di debito (-171 milioni). Il volume complessivo dell’operatività delle reti si è ripartito tra una raccolta lorda di 7,6 miliardi di euro per il risparmio gestito, un intermediato di 9,1 miliardi di euro per le transazioni in titoli e di 136 milioni di euro per gli altri prodotti e servizi.

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


46 Tabelle \ Assoreti Raccolta netta delle imprese aderenti ad Assoreti RISPARMIO GESTITO

Raccolta netta delle imprese aderenti ad Assoreti RISPARMIO AMMINISTRATO

In milioni di euro

In milioni di euro

Marzo 2014

Febbraio 2014

Da inizio Anno

RACCOLTA NETTA ìFondi comuni e Sicav di diritto italiano ................................... 106,9 ......................70,6......................177,5 Azionari .............................................-22,0 .................... -23,5...................... -45,5 Bilanciati..............................................-0,5 ...................... -2,4........................ -2,9 Obbligazionari ................................... 113,4 ......................63,5......................176,9 di Liquidità .........................................-46,3 ........................9,2...................... -37,2 Flessibili ............................................. 61,0 ......................23,4........................84,4 Non ripartito .......................................... 1,5 ........................0,3..........................1,8 ............................................................................................................................... Fondi comuni e Sicav di diritto estero .................................... 531,8 ....................124,6......................656,4 Azionari ............................................ 146,6 ......................94,4......................241,0 Bilanciati........................................... 126,4 ......................88,2......................214,6 Obbligazionari ..................................-158,5 .................. -459,6..................... -618,1 di Liquidità .......................................... 18,3 ....................106,5......................124,8 Flessibili ........................................... 418,2 ....................312,8......................731,0 Non ripartito .......................................-19,2 .................... -17,8...................... -37,0 ............................................................................................................................... Fondi di fondi di diritto italiano (1) ..............-6,7 ...................... -6,6...................... -13,2 Azionari ...............................................-8,3 ...................... -5,9...................... -14,2 Bilanciati............................................... 1,2 ...................... -0,4..........................0,8 Obbligazionari ......................................-0,1 ...................... -0,2........................ -0,3 Flessibili ............................................... 0,6 ...................... -0,1..........................0,4 Non ripartito .......................................... 0,0 ........................0,0..........................0,0 ............................................................................................................................... Fondi di fondi di diritto estero (1) ............ 157,7 ....................124,6......................282,3 Azionari .............................................. 38,8 ......................53,2........................92,0 Bilanciati............................................. 80,5 ......................98,6......................179,1 Obbligazionari ....................................-14,7 .................... -46,6...................... -61,2 Flessibili ............................................. 53,1 ......................19,4........................72,5 Non ripartito .......................................... 0,0 ........................0,0..........................0,0 ............................................................................................................................... Fondi speculativi (1) ................................-6,9 ...................... -3,9...................... -10,8 ............................................................................................................................... Fondi Chiusi ............................................ 0,0 ........................0,4..........................0,4 Mobiliari ............................................... 0,0 ........................0,0..........................0,0 Immobiliari ............................................ 0,0 ........................0,4..........................0,4 ............................................................................................................................... GPF ..................................................... 87,1 ......................34,9......................122,0 Azionarie .............................................-4,8 ......................10,4..........................5,6 Bilanciate............................................ 13,9 ........................8,2........................22,1 Obbligazionarie ...................................... 8,8 ...................... -4,3..........................4,5 Altra tipologia ...................................... 68,7 ......................20,6........................89,3 Non ripartito .......................................... 0,5 ........................0,0..........................0,5 ............................................................................................................................... GPM .................................................... 90,4 ....................156,5......................246,8 Azionarie ............................................ 10,8 ......................93,2......................104,0 Bilanciate.............................................-9,8 ........................9,9..........................0,1 Obbligazionarie .................................. 120,8 ......................83,0......................203,7 Altra tipologia .....................................-25,4 .................... -19,7...................... -45,1 Non ripartito .........................................-6,0 ...................... -9,9...................... -15,9 ............................................................................................................................... Prodotti assicurativi .............................. 506,3 ......................24,2......................530,5 Vita Tradizionali ................................. 250,5 ....................160,4......................410,8 Index Linked ......................................-53,0 .................... -87,1..................... -140,0 Unit Linked ....................................... 308,8 .................... -49,1......................259,7 ............................................................................................................................... Prodotti previdenziali .............................. 43,2 ......................72,2......................115,3 Fondi pensione.................................... 14,1 ......................32,1........................46,2 Piani previdenziali individuali .................. 29,1 ......................40,1........................69,1 ............................................................................................................................... TOTALE RISPARMIO GESTITO ........... 1.509,8 ....................597,5............................... 2.107,3

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014

Marzo 2014

Febbraio 2014

Da inizio Anno

RACCOLTA NETTA Collocamento Mercato Primario 134,5 19,9 154,4 Azioni................................................... 0,0 ......................13,2........................13,2 Titoli Stato/obbligazioni ....................... 134,4 ........................6,7......................141,2 Raccolta in titoli ................................... 348,8 .................. -273,8........................75,0 Azioni................................................. 94,0 .................... -73,6........................20,5 Titoli Stato/obbligazioni ......................-304,9 .................. -359,3..................... -664,2 Strumenti mercato monetario .............. 572,8 ....................200,9......................773,7 Non ripartito .......................................-13,2 .................... -41,8...................... -55,0 Liquidità ............................................. 173,9 ....................929,5...................1.103,4 ............................................................................................................................... TOTALE RISPARMIO AMMINISTRATO ..... 657,2 ....................675,6...................1.332,8 ............................................................................................................................... TOTALE ATTIVITA’ ............................ 2.167,0 .................1.273,1...................3.440,1 ............................................................................................................................... ............................................................................................................................... Clienti ......................................... 3.367.135 .............3.352.070............................. Num. entrate ................................... 23.686 ..................22.754..................... 46.440 Promotori finanziari (1) ....................... 21.522 ..................21.428............................. Di cui operativi (2)............................. 20.810 ..................20.716............................. -


Totale Raccolta Netta

Fondi&Sicav

Gpf

Gpm

Assicurativi

Risparmio Gestito - Raccolta Netta Previdenziali

Totale

Titoli

Liquidità

Risparmio Amministrato - Raccolta Netta Totale

Promotori Finanziari Operativi (1) Gruppo

Legenda: n.d. = non disponibile / non operativo I dati si riferiscono all’attività di offerta fuori sede. (1) Il dato si riferisce al numero di promotori finanziari con portafoglio > 0.

VENETO BANCA S.c.p.a.............................................................5.810,3...... 9.028,1 ........................ 0,0 .....................0,0 .................5.359,8....................-0,8 ................14.387,1 .................-1.233,4 ............... -7.343,5....................-8.576,8 ................. 97.................................... GRUPPO VENETO BANCA

UNIPOL BANCA S.p.A.......................................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d..................................................GRUPPO UNIPOL

UBI BANCA PRIVATE INVESTMENT S.p.A..................................96.446,8.... 15.952,5 ...................-787,4 ............-2.269,4 ................-4.259,3................-116,9 ..................8.519,5 ................83.787,0 .................4.140,3................... 87.927,3 ...............697................ GRUPPO UNIONE DI BANCHE ITALIANE

SCHRODERS ITALY SIM S.p.A...........................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d..........................................GRUPPO SCHRODERS

SANPAOLO INVEST SIM S.p.A. ................................................73.353,1...-16.694,1 .................9.997,9 ............-1.372,6 ...............18.718,7..............1.638,0 ................12.287,8 ................79.858,7 .............-18.793,4................... 61.065,3 ............1.494................................ GRUPPO BANCA FIDEURAM

JPMORGAN ASSET MANAGEMENT (EUROPE) S.à.r.l. ........................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...........................................................................-

IW BANK S.p.A.................................................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d................. GRUPPO UNIONE DI BANCHE ITALIANE

INVESCO ASSET MANAGEMENT SA.................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...........................................................................-

HYPO TIROL BANK ITALIA S.p.A........................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d.................................GRUPPO HYPO TIROL BANK

HYPO ALPE-ADRIA-BANK S.p.A........................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d.......................GRUPPO HYPO ALPE-ADRIA-BANK

FINECOBANK S.p.A. ............................................................. 351.767,1..252.136,2 ................-6.932,1 .....................0,0 ...............19.518,8................. 772,9 ..............265.495,9 ...............-50.743,8 ............ 137.015,0................... 86.271,2 ............2.472............................................GRUPPO UNICREDIT

FINANZA & FUTURO BANCA S.p.A. ...................................... 125.223,2.... 18.917,0 ................-1.341,5 ................ 179,0 ...............50.656,2................. 483,8 ................68.894,5 ................12.502,6 ...............43.826,1................... 56.328,7 ............1.537..................................GRUPPO DEUTSCHE BANK

FIDELITY WORLDWIDE INVESTMENT................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...............GR. FIDELITY WORLDWIDE INVESTMENT

CREDEM S.p.A........................................................................35.892,9.... 28.000,5 .................1.369,7 ............-3.176,6 .................9.951,0................. 416,7 ................36.561,3 .................-5.988,0 .................5.319,6.......................-668,4 ...............490..............GRUPPO CREDITO EMILIANO - CREDEM

CONSULTINVEST INVESTIMENTI SIM S.p.A....................................569,0...... 6.406,0 ................-7.095,0 ................ 573,0 ...................-743,0................-299,0 .................-1.158,0 ......................... 0,0 .................1.727,0..................... 1.727,0 ...............393...................................GRUPPO CONSULTINVEST

BANCA REALE S.p.A. .......................................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d.......................................GRUPPO REALE MUTUA

BANCA POPOLARE DI VICENZA S.c.p.a.r.l.................................10.484,0...... 9.141,0 ........................ n.d. ...............-341,0 ........................n.d...................... n.d. ..................8.800,0 .................-3.539,0 .................5.223,0..................... 1.684,0 ................. 41............. GRUPPO BANCA POPOLARE DI VICENZA

BANCA POPOLARE DI SPOLETO S.p.A. ............................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...........................................................................-

.......................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................

BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA S.c.r.l. ..........................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...........................................................................-

BANCA POPOLARE DI MILANO S.c.r.l................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d.............................................. GRUPPO BIPIEMME

BANCA POPOLARE DI BARI S.C.p.A..................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d....................GRUPPO BANCA POPOLARE DI BARI

BANCA PATRIMONI SELLA & C. S.p.A. ..............................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d....................................... GRUPPO BANCA SELLA

BANCA NUOVA S.p.A. ............................................................. -1.431,0...... 2.891,0 ........................ n.d. ...............-376,0 ....................225,0..................... n.d. ..................2.740,0 ....................-190,0 ............... -3.981,0....................-4.171,0 ................. 68............. GRUPPO BANCA POPOLARE DI VICENZA

BANCA NAZIONALE DEL LAVORO S.p.A. ..........................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d........................................ GRUPPO BNP PARIBAS

BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.A. ........................-115.148,9...-53.945,4 ................-1.552,1 ............-2.348,6 ............. -17.484,6................. 782,5 ...............-74.548,2 ...............-27.853,1 .............-12.747,6..................-40.600,7 ...............651.................GRUPPO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

BANCA MEDIOLANUM S.p.A. ............................................... 315.223,3..240.059,1 ...................-423,6 ...............-111,8 ........... -104.288,5............23.960,2 ..............159.195,5 ................34.857,3 ............ 121.170,5.................156.027,8 ............4.338.......................................GRUPPO MEDIOLANUM

BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A. ................................21.026,0...... 3.423,2 ........................ 0,0 ............-1.606,6 .................7.150,5..................-74,5 ..................8.892,5 ..................6.840,2 .................5.293,4................... 12.133,6 ...............196.................................... GRUPPO VENETO BANCA

BANCA GENERALI S.p.A. - GRUPPO BANCA GENERALI......... 300.878,7..134.636,1 ................-2.597,7 ..........-32.330,3 .............140.306,5..............5.540,9 ..............245.555,5 ...............-21.924,0 ...............77.247,1................... 55.323,2 ............1.481.................................GRUPPO BANCA GENERALI

BANCA FIDEURAM S.p.A...................................................... 373.643,7.-101.288,7 ...............96.849,7 ............. 5.764,7 .............144.956,8..............6.040,0 ..............152.322,4 ..............375.028,3 ...........-153.707,0.................221.321,3 ............3.475................................ GRUPPO BANCA FIDEURAM

BANCA EUROMOBILIARE S.p.A. .......................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...............GRUPPO CREDITO EMILIANO - CREDEM

AZIMUT CONS. PER INVESTIMENTI SIM S.p.A........................ 353.216,2..189.075,1 ...................-404,6 .........150.569,6 ...............41.610,2..............2.223,0 ..............383.073,3 ......................... 0,0 .............-29.857,2..................-29.857,2 ............1.149.................................................GRUPPO AZIMUT

AZ INVESTIMENTI SIM S.p.A. ...................................................35.513,8.... 65.134,6 ........................ 0,0 ..........-32.301,3 ...............12.089,6................. 281,0 ................45.203,9 ......................... 0,0 ............... -9.690,1....................-9.690,1 ...............219.................................................GRUPPO AZIMUT

APOGEO CONSULTING SIM S.p.A. ...........................................36.200,0.... 19.423,0 ........................ 0,0 ...........13.848,7 ...............11.522,9................. 300,4 ................45.095,0 ......................... 0,0 ............... -8.895,0....................-8.895,0 ...............126.................................................GRUPPO AZIMUT

ANIMA SGR S.p.A. ...........................................................................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d......................................... GRUPPO AM HOLDING

ALTO ADIGE BANCA S.p.A. - SUDTIROL BANK AG.............................n.d...............n.d......................... n.d. .................... n.d. ........................n.d...................... n.d. ......................... n.d. ......................... n.d. ........................n.d..............................n.d. ................n.d...........................................................................-

ALLIANZ BANK FINANCIAL ADVISORS S.p.A. ........................ 148.292,1...-39.426,4 ........................ 0,0 ............-4.335,5 .............170.993,4..............1.241,2 ..............128.472,7 ..................1.875,9 ...............17.943,5................... 19.819,4 ............1.886......................................GRUPPO ALLIANZ BANK

In milioni di euro

Raccolta netta in migliaia di euro e numero di promotori finanziari operativi dati disaggregati per società - Dicembre 2013

Tabelle \ Assoreti 47

Invice Investment & Asset Management \ Aprile 2014


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Invice aprile 2014  

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