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GLIMPSE

n. Gennaio 2014 | 10 | Black - Nero

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GLIMPSE Si conclude con questo volume il primo blocco tematico di Glimpse dedicato ai colori. Un lungo viaggio durato circa 3 anni e mezzo - il numero zero è stato pubblicato nell’estate del 2010 - e ricco di talento e creatività.

Glimpse, senza voi artisti e lettori, sarebbe rimasta solo una visione sbiadita, invece eccolo trasformato in realtà ancora una volta. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato fino ad oggi a questa iniziativa e tutti coloro che continueranno a supportarla. Anna Utopia Giordano

Glimpsers nel numero 10 - Nero Luca Catellani

Laura Bellanti

Giuseppe M J Barca Cristiano De Matteis

Deborah Luna Santarelli Cassandra Wainhouse

Veruska Vertuani

Pietro Pancamo

Davide Cautiero

Ernesto Brusati

Lila Ria e Federica Pamio

www.glimpsezine.wordpress.com facebook.com/glimpse.ezine info.glimpse@gmail.com


GLIMPSE 1 visione, apparizione fugace: to catch (o get) a glimpse of sthg. - vedere qualcosa di sfuggita; to show glimpses of sthg. - lasciare intravere qualcosa. 2 barlume, vaga idea circa l’essenza di qualcosa.


da “Sakura” - Model: Giulia Hu

LUCA CATELLANI Fotografo e fotoamatore autodidatta, normalmente più attento al lato emotivo che a quello tecnico di una immagine, è fortemente attratto dalle rappresentazioni oniriche, anomale e non convenzionali della mente umana. Oltre alla produzione fotografica personale ha collabora con artisti e performer (Amalgama/AgNO3, CordineClub, Devadasi), il resto del suo tempo libero lo dedica alla sperimentazionie pratica di nuovi processi fotografici atti a creare un prodotto estremamente personalizzato e creativo.

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CON LA CODA DELL’OCCHIO Sagome sagaci saettano retrattili. Il battito era in punta di piedi, un palpito di ciglia, allorché una glacialità sinuosa sfiorò gli angoli della pelle. Quando Mente è un organo pulsante l’intorno vive nel Corpo. L’occhio fluorescente batteva la strada abbagliata… Curve cieche, dossi scoscesi, scogliere a picco Gracidanti il fragore della marea. Lumi accesi, spenti, epilettici e ronzanti – soli – Rifiuti del passaggio di anonimi nel bagliore del lampo. Quando Mente è una visione esoterica, l’intorno che vive nel Corpo è scomposto, flessibile foggia di fame occulta. Piove. Tum. Martella tempesta sul parabrezza della vita. Tum. Il viale è buio ma vibra, tremulo e impaurito. Rami nodosi balbettano ossessioni; Creature nella notte, mani di streghe intermittenti. Iene nelle fronde. Tum. Colpo d’ali nelle foglie in chiaroscuro. Mugolano gli alberi di pipistrelli secchi, Sviscerano il terreno dal grembo. ……………………………………………………………………………………......

GIUSEPPE M J BARCA Three quarks for Muster Mark! Sure he has not got much of a bark And sure any he has it’s all beside the mark.

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In notti d’ovatta, Ascoltando la vita sdrucirsi, Il profumo di uno sconosciuto sul cuscino. La sagoma del Diavolo striscia agli angoli degli occhi innocenti. LIBERTÀ È PASSATA DI QUI Fui nella strada mentre ritmi acustici strizzarono battiti cardiaci. Gemiti spasmodici elettrizzarono la pelle. Indaco, il cielo ci sormontava inesorabile, La strada di asfalto liquido fluiva sotto passi celeri e sfocati. Inalai la regolarità della città Marciapiedi tappezzati di mattonelle rettangolari , grigie, Costellate di infime cavità quadrate, Ricolme di oscurità. E fu come guidare una crisalide ricavata dalla mia stessa forma Attraverso armonie di geometrie previste : Una goccia, cerosa e trasparente , In evoluzione di forma, Sparata nel cuore del controllo. Lo spazio schizzò in metamorfosi. L’intorno era la rifrazione inconsistente della realtà Le linee bianche nella strada volevano indirizzarmi, I battistrada incanalarmi, I pali, i balconi, i palazzi Erano muri invalicabili di pensieri perfetti Mi braccavano, Bramavano d’imbrigliare L’ultimo lucore sopravvissuto dell’irrazionalità. E avviluppato al mio baricentro provai terrore. Iniettato nell’ombra ruggente dello spazio Udii il vento urlare il dolore , Le foglie scrosciare , frantumate vive, Mugolanti ed inorridite. La terra nitrì. La perfezione ribollì nel caos, Aprendosi, spezzandosi; Mugghiando accogliente e violenta, Implose nella scia d’un impetuoso Stallone rovente di vetro viola. Libertà è passata di qui .

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CRISTIANO DE MATTEIS Cristiano De Matteis (Roma, 1971), formatosi prima tra i banchi del Liceo Artistico, poi presso l’Istituto Europeo di Design e l’Istituto di Comunicazione ed Immagine, attualmente si occupa di arte applicata - come decoratore d’interni - e parallelamente porta avanti una ricerca pittorica basata sulla rielaborazione di immagini fotografiche, fondendo spesso le due attività. La dimensione delle sue opere, che rigorosamente si muovono tra le varie tonalità che intercorrono tra il bianco e nero, stigmatizzano una riflessione incentrata sul binomio visibile/invisibile, palese/sotteso, che vuole essere una metafora della condizione umana, costantemente in bilico tra ciò che mostra e ciò che per proprio volere o per natura nasconde agli altri e a se stessa.

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IL SORRISO DELLA MENTE Sbadiglia la fiamma dell’ultimo tramonto i piedi risucchiano nera vernice. Una manciata di pulviscolo t’abbandona le guance. Neppure ombra sei più. Sorride la mente Nell’attimo del commiato, ti ripercorrerà come incessante divenire, come spregiudicato anelito a contare attimi infiniti nella finitezza dell’età.

IL VINILE Forchetta sul piatto, sul piatto un vinile. Puntina d’argento ara il catrame nere, sterili rughe che fecondo di nostalgia. Punta d’argento solletica un labbro sgranato e nero, senza più briciole di te.

VERUSKA VERTUANI Dare voce ai gesti: è il punto fermo dei miei componimenti, la filosofia che mi sguscia dalla penna. Sono consulente aziendale, ma nasco ballerina... poi danzatrice. Dal 2008 spremo parole girovaghe in fazzoletti di spazio, per poi limarle ed incanalarle, solo apparentemente, in una direzione unica. L’arte corporea è il fil-rouge dei miei scritti, che spesso raccontano le composizioni coreografiche che interpreto ed osservo interpretare. Ho ottenuto buoni piazzamenti in concorsi letterari anche a carattere internazionale e sono presente in numerose antologie edite, tra le altre, da Aletti e Giulio Perrone. E’ attivo il mio blog www.sciabordarte.it, nato dalla collaborazione con il fotografo Paolo Pavan.

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FORMA O bellezza, fuggevole bellezza, tu che muori come l’attimo che ti rese etereai tuoi sensi nel mio cuore scolpisti, sì che a caduca memoria giungesse il riverbero della tua parola, e l’immagine della tua più antica gioia. Ululò la notte, stridé il vento, e nello stormir degli alberi udii il tuo lamento. Tu che domini la luna, vuoi che sia tua << donna e tenebra, regina oscura >> la figura della più ingenua paura? Quella che le tue divine labbra han chiamato amore, bagnandosi di un tiepido pallore.

UTOPIA Tutto quello che ho scritto sull’amore è nera pece, sì che impermeabile fosse il mio cuore, ma ho solo sottratto al dolore la sua foce, il suo indecente e terribile splendore.

DAVIDE CAUTIERO Nasce il 27 settembre del 1983 a San Giorgio a Cremano, comune campano che sorge alle pendici del Vesuvio. Formatosi presso L’istituto d’Arte di Napoli consegue il diploma di maestro d’arte e successivamente si laurea in Scienze Motorie. Della poesia ne segue i taciti passi, e conservando allo stesso tempo quel silenzio che mai si indaga della sua esistenza, cerca di ripercorrere i sentieri delle emozioni attraverso la scrittura. Riceve proposte di pubblicazione, e alcuni suoi componimenti possono essere letti in rete.

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“è una notte... - only 4 dreams”

LILA RIA E FEDERICA PAMIO LILA RIA (Ilaria Pamio) nasce nel 1980 a Busto Arsizio (Va). Scrive prose e liriche da quando era ragazzina. Vincitrice del “Premio Logos V Ed.” (2010 con lo pseudonimo Viola Rossi), dal Luglio 2010 collabora alla rivista “Viva Mag!” (Va) proponendo poesie abbinate a fotografie della sorella Federica Pamio. Ha da poco terminato il suo primo romanzo semi-autobiografico.

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FEDERICA PAMIO, nata a Tradate (VA) vive e lavora tra la provincia di Varese e Milano. Ha recentemente terminato gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, conseguendo il Diploma di II Livello in Grafica d’Arte (Arti Visive). Interessata alle differenti tecniche di stampa, dall’incisione tradizionale alla stampa digitale, si serve altresì di fotografia e video, tentando di spaziare il più possibile tra varie modalità espressive.

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INCANDESCENZE CELEBRALI Piluccavo pensieri quelli che penzolano dal reticolo in tripudio della testa, fitti pipistrelli che scalciano e uno di loro sfiamma, biglia infuocata che sfreccia lungo gli oscuri sentieri nervosi. Adesso si ferma mi guarda e ride si nasconde dietro siepi di silenzi vuol farmi credere che ha smesso di esistere e io la perdo. Torno a dondolarmi nell’altalena della mia quiete deliziosa, sollevata, e lei si riaccende mi guarda e ride gli occhi del diavolo ricomincia a saettare, una rossa capriola di fuoco che rotola rovente in una violacea esplosione costante, una ciliegia incendiata che rincorre sé stessa frulla furiosa dentro di me. Che mi guardo invadere. NOTTE Tesso in un letto di buio i raggi dell’estate, poi mi addormento. Tra le paure che si intrecciano in sorrisi di ombre buffe dormo. E stendo limpidi veli turchesi sopra l’isterica giravolta del mondo. Dormo. Poi mi ritrovo, bolla di cielo peregrina tra le fisarmoniche allucinate del sogno alla ricerca degli zitti profumi della notte, quella grassa dea confusa che si abbuffa di nero mentre ascolta svogliata la paura di tutti noi.

LAURA BELLANTI Laura Bellanti nasce nel 1985 a Sansepolcro, accompagnata dalle piovose musiche di Novembre. Adora l’arte, soprattutto quelle cervellotiche e alfabetiche: pensa, poi scrive, poi legge quello che ha scritto e lo riscrive, poi rilegge quello che ha riscritto e non le piace, allora pensa tutto da capo, in una squisita ruota infernale di ripensamenti. Non a caso ha scelto di studiare Traduzione Letteraria e, dopo essersi laureata a Pisa, comincia a dire in giro che deve perfezionare le lingue e si infila in un aereo: Barcellona, Oulu, nella gelida Ostrobotnia Occidentale, e Siviglia. Al momento risiede a Città di Castello dove, oltre a pensare, scrivere, rileggere e riscrivere, svolge varie attività come inviare curriculum e saltellare tra gli allegri boschi del creato umbro.

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SPECCHIO SENZA VOLTO Nella nebbia, tu credi di vedere ciò che sei. Guardi dentro ad uno specchio volti che ti rassomigliano, che si muovono simili a te. Ciò che vedi è un’ombra pallida che sorride al Mondo, e disprezza il proprio cuore prigioniero in uno specchio senza volto. LA MORTE DELL’ANIMA Sugli avulsi stemmi d’un barbaro oblio sommessamente piango il mio tormento eterno. L’anima mia in frantumi riposa: è vinta. Or sospira, si piega, giace senza sonno sul suo letto di morte, bramando che giunga.

DEBORAH LUNA SANTARELLI Deborah Luna è nata a Milano nel 1987. Modella gotico-romantica, studia presso la facoltà di Scienze dei Beni Culturali a Milano, curriculum cinema e spettacolo. Vincitrice della decima edizione del concorso “Scripta volant” con il suo racconto “La fata regalata” e del concorso di poesia “Il tiburtino” con la poesia “La morte dell’anima” per la rivista Orizzonti. Ha partecipato come ospite a vari eventi culturali in ambito gotico, con la lettura delle sue poesie e dei suoi racconti. A luglio del 2012 pubblica la sua prima raccolta di racconti e fiabe gotiche: “I racconti del dormiveglia”, edita da Zona.

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CASSANDRA WAINHOUSE Cassandra J. Wainhouse, poliedrica artista nata in Francia, vive e lavora in Italia da trent’anni e si stabilisce, nel 1991, a San Gimignano dove apre il proprio spazio-galleria Atelier Novalis. A 18 anni frequenta l’Emerson College, nel sud dell’Inghilterra, e si diploma in Agricoltura Biodinamica. Dal 1976 al 1982 studia arte e grafica in U.S.A., Francia e Gran Bretagna Per oltre un decennio vive la realtà biodinamica in Italia. Nel 1988 si diploma in pedagogia Steineriana dopo aver frequentato il corso triennale a Chatou, Parigi. Tra le sue attività è da ricordare quella di illustrazione e creazione di libri per l’infanzia e pittura didattica.

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da “Opere al Nero”

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NAUSEA Morbido silenzio, soffice come una preghiera del sonno. Il buio che adora fruscii e parole: il buio, affannato dal mio respiro, può solo accarezzare la nausea di questa vita. Nel giorno, sputo della notte, fiori freddi come steli di pioggia. Un’orma di luce imbavaglia lo spazio. IL NULLA I miei sogni leggeri, scanalati fra ombre creole di tenera luce e foglie di facciata (ovvero blande come ballerine morse dal vento). E quando l’incubo arriva il nulla esce dal suo fuori per annuire agli occhi del presente; «io sono» – dice – «un barbaglio di notti camuse e la pioggia di quel che verrà: del futuro mi rivelo l’unica, insomma, l(’)abile traccia!».

PIETRO PANCAMO Pietro Pancamo – redattore di «Viadellebelledonne», uno dei blog letterari più seguiti in Italia, e del mensile on-line «Il Cofanetto Magico» (diretto da Maria Cristina Giongo) – è autore di recensioni uscite nel sito della rivista «L’Indice dei libri del mese» e in quello dell’edizione fiorentina del «Corriere della Sera». Ma è anche un poeta che, incluso nell’antologia «Poetando» (Aliberti Editore) a cura di Maurizio Costanzo, si è visto in seguito pubblicare una breve raccolta dal blog «Poesia» della Rai e dedicare una puntata del programma «Poemondo» dalla radio nazionale della Svizzera italiana. Tre suoi scritti appariranno in un e-book antologico coprodotto dalla casa editrice Longanesi e dal quotidiano «La Repubblica».

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IL DESTINORIZZONTE Stracci di sonno coprono, masticano il corpo della notte diafano di tenerezza; lo avvinghiano sinuoso di buio – flessuoso di membra stellate – e lo attraversano d’amore. Poi, fosforescente, lo sguardo della nebbia, scosso di stanchezza, si espande lento nel cuore come un gas di desideri volatilizzati. Mentre il mio destino, guantato dalla notte, scende nei sobborghi dell’anima: strade oscure di pensiero e siepi d’amore s’intersecano nel mio nome. Il destinorizzonte s’attorciglia a questa landa di tempo. «Chi» – si domanda – «striscerà nella roccia del canto la gioia, turgida come i seni di un fiore incantato?». FRAMMENTO A tratti nel buio la filigrana di stelle configura la mia rabbia pensosa: amore o incertezza, incertezza e amore.

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Marta

ERNESTO BRUSATI Ernesto Brusati nasce il 24 settembre del 1983 in un paesino del Varesotto. Fin da piccolo dimostra un certo interesse per il macabro e il perverso, probabilmente a causa del lavoro di suo padre, allâ&#x20AC;&#x2122;epoca necroforo. Crescendo, cerca dâ&#x20AC;&#x2122;incanalare questa passione in svariate forme; quali la pittura, la musica, la fotografia e la scrittura.

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Self-portrait

Le colpe dei padri

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Glimpsers Giuseppe M J Barca

giuseppemj.barca@gmail.com Laura Bellanti

l.bellanti@yahoo.it Ernesto Brusati

www.flickr.com/photos/ernestobrusatipov Luca Catellani

www.lcartphoto.com Davide Cautiero

davide.cautiero@gmail.com Cristiano De Matteis

www.lostudiodarte.com Federica Pamio

federica_flo@yahoo.it Pietro Pancamo

pipancam@tin.it Lila Ria

infondoagliocchi.blogspot.com Deborah Luna Santarelli

www.facebook.com/lunagothicandromantic Veruska Vertuani

www.sciabordarte.it Cassandra Wainhouse

www.cassandrawainhouse.it


glimpsezine.wordpress.com facebook.com/glimpse.ezine info.glimpse@gmail.com Il copyright di tutti i materiali pubblicati nei volumi di “Glimpse Poetry & Art eZine” è dei rispettivi autori, potete contattarli per informazioni e chiarimenti tramite gli indirizzi blog/mail/social riportati nella pagina “Glimpsers”.



Glimpse n. 10 - Nero