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Milano, xx gennaio 2011 Ns. Rif. 2011/0001 Spett. le Compagnia di Assicurazioni S.p.A.

RELAZIONE DI PERIZIA

Assicurato Numero sinistro Data denuncia Data sinistro

BIANCHI 001 29 marzo 2010 29 marzo 2010

OSSERVAZIONI PRELIMINARI In seguito al conferimento dell'incarico, in data 22 aprile 2010 lo scrivente ha predisposto la seguente richiesta istruttoria: 1. Relazione circostanziata sulle modalità di accadimento degli eventi oggetto del sinistro denunciato e precisazioni in ordine agli eventuali profili di responsabilità professionale nei confronti della Ditta Cliente (Rossi); 2. Copia delle istruzioni inviate all'Assicurato, in relazione alle operazioni Intrastat oggetto del sinistro, da parte dalla Ditta Cliente; 3. Copia del mandato professionale conferito all'Assicurato dalla Ditta Cliente, in relazione alle prestazioni oggetto del sinistro; 4. Copia delle fatture emesse dall'Assicurato nei confronti della Ditta Cliente a fronte delle prestazioni all'origine del sinistro, corredate delle Pagine del Registro IVA dell’Assicurato in cui le stesse sono state annotate; 5. Copia delle richieste di controllo dei numeri di identificazione Intrastat formulate dalla Ditta all’Assicurato, relativamente alle Società “Gialli” e “Neri”; 6. Copia delle comunicazioni avvenute tra l’Assicurato e la Ditta Cliente, relativamente all’esito dei suddetti controlli; 7. Prospetto relativo alla quantificazione del danno patrimoniale arrecato alla Ditta Cliente; 8. Copia dei Modelli Z20 di avvenuto pagamento delle sanzioni da parte della Ditte Cliente; 9. Copia di tutti i Modelli Intrastat allegati all’Atto di citazione notificato all’Assicurato, corredati da relative fatture e da eventuale documentazione accompagnatoria; 10. Copia di tutti gli Avvisi di accertamento ricevuti dalla Ditta Cliente.

GL.EX.A. - Global Executive Advisors S.r.l. C.F. / P.I. 04006100962 R.E.A. 1718853 - Capitale Sociale 10.000€ Sede Legale: Via del Carroccio, 12 - 20123 MILANO Tel: 02.36707613 - Fax: 02.36707614 Email: mail@glexa.com - Web: www.glexa.com


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Tale comunicazione è stata parzialmente riscontrata dall’Avv. Verdi, legale dell’Assicurato, in data 19 maggio 2010 (Doc. n. 1). In tale occasione l’Avv. Verdi provvedeva a fornire copia della comparsa di risposta depositata, con la richiesta di chiamata in causa della Vostra Compagnia, depositata dal medesimo legale presso il Tribunale di Treviso. Le considerazioni esposte nella presente Relazione derivano unicamente dalla lettura degli atti processuali e dall’esame di alcuni documenti prodotti in giudizio dalla Parte attrice e dalla convenuta (richiamati quali documenti allegati), trasmessi allo scrivente dal legale dell’Assicurato. Inoltre si rileva che, nonostante i fatti siano stati denunciati unitariamente dall’Assicurato e rubricati dalla Vostra Compagnia sotto un unico numero di sinistro, si tratta di asseriti errori relativi a diverse operazioni intracomunitarie avvenute in anni diversi, che hanno dato luogo a danni individualmente quantificabili ed eventualmente risarcibili a termini di polizza. Ne consegue che, salvo diversa valutazione di codesto Ufficio Sinistri, occorre considerare i fatti descritti, a tutti gli effetti, come sinistri autonomi.

DESCRIZIONE DELL’EVENTO In base alla documentazione esaminata, l’evento che ha dato origine alla richiesta di risarcimento formulata dall’Avv. Grigio – Arancio, in nome e per conto della Ditta Rossi S.r.l. (Ditta Cliente) nei confronti dell’Assicurato (Bianchi), può essere ricostruito nei seguenti termini. In data 15 maggio 2009 l’Agenzia delle Entrate, Ufficio di Conegliano, notificava alla Ditta Cliente Avviso di accertamento n. 0000000001, riguardante l’IVA dell’anno d’imposta 2005 (Doc. n. 2). Tramite il suddetto atto l’Agenzia delle Entrate contestava alla Ditta Cliente l’errata fatturazione e compilazione degli elenchi riepilogativi INTRA 1, relativi alle cessioni comunitarie effettuate nei mesi di gennaio, marzo, ottobre, novembre e dicembre 2005, comportanti un minor versamento di IVA. Nella stessa occasione l’Agenzia delle Entrate irrogava una sanzione amministrativa pecuniaria unica in capo alla Ditta Cliente, quantificata in € 10.745,00. Il successivo 16 novembre 2009 l’Agenzia delle Entrate notificava alla Ditta Cliente due ulteriori Avvisi di accertamento, n. 00000000001 riguardante l’IVA dell’anno 2006 (Doc. n. 3), n. 0000000001 relativo all’IVA dell’anno 2007 (Doc. n. 4). Tramite Avviso di accertamento n. 000000000001 (Doc. n. 3), l’Agenzia delle Entrate accertava l’omesso versamento di IVA per operazioni interne e il superamento del credito IVA per acquisti in sospensione oltre il limite, c.d. “splafonamento”.

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Di conseguenza, con riferimento a tale Avviso di accertamento, l’Agenzia delle Entrate irrogava in capo alla Ditta Cliente una sanzione amministrativa pecuniaria unica pari ad € 45.437,50. Con l’Avviso di accertamento n. 0000000000001 (Doc. n. 4), l’Agenzia delle Entrate accertava l’omesso versamento di IVA per operazioni interne e l’errata dichiarazione del plafond disponibile per l’anno 2007, a seguito delle contestazioni formulate relativamente allo splafonamento dell’anno 2006. Di conseguenza, tramite quest’ultimo Avviso di accertamento, l’Agenzia delle Entrate irrogava in capo alla Ditta Cliente una sanzione amministrativa pecuniaria unica pari ad € 31.473,76. Si rileva che in tutti gli Avvisi di accertamento veniva indicata la possibilità di definizione delle sanzioni in misura ridotta ad un quarto o ad un ottavo, versando entro il termine di sessanta giorni dalla data di notifica degli atti gli importi, rispettivamente, di € 2.686,25, di € 5.679,69 e di € 3.934,22, per un totale di € 12.300,16. Con comunicazione dell’8 marzo 2010, l’Avv. Grigio – Arancio inoltrava all’Assicurato una richiesta di risarcimento in nome e per conto della Ditta Cliente, quantificando il danno attribuito all’Assicurato in € 12.045,80 per l’anno 2005, € 44.941,60 per l’anno 2006 ed € 30.435,62 per il 2007, per un totale di € 87.423,02 a titolo d’imposte, interessi e sanzioni (Doc. n. 5). Il successivo 29 marzo 2010 l’Assicurato denunciava il sinistro alla Vostra Compagnia, riconoscendo di aver curato le operazioni Intrastat della Ditta Cliente per gli anni 2005, 2006 e 2007, ma negando ogni responsabilità professionale nella causazione degli asseriti eventi dannosi (Doc. n. 6). L'Assicurato ha trasmesso copia dell'atto di citazione notificatogli, in data 29 marzo 2010, da parte della Ditta Cliente (Doc. n. 7). Nell’atto di citazione l’Avv. Grigio – Arancio dichiara che la Ditta Cliente aveva provveduto a definire le violazioni contestate dall’Agenzia delle Entrate versando gli importi richiesti a titolo di imposta, interessi, spese di notifica e sanzioni in misura ridotta. Nonostante specifica richiesta da parte dello scrivente, allo stato non risulta prodotta alcuna documentazione probatoria in ordine all’avvenuto pagamento degli importi richiesti dall’Erario.

GARANZIE DI POLIZZA Polizza n.

XY26348

Effetto

22 febbraio 1993 (sostituisce precedente contratto).

Attività garantita

L’assicurazione è prestata per la responsabilità civile derivante all’Assicurato per danni patrimoniali involontariamente cagionati a terzi, compresi i Clienti, nell’esercizio delle attività professionali di Spedizioniere Doganale e C.A.D. 3


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Inizio e termine

L'assicurazione vale per le richieste di risarcimento presentate all’Assicurato per la prima volta durante il periodo di efficacia dell’assicurazione, purché riferite a fatti colposi risalenti ad un periodo non superiore a cinque anni antecedente la data di effetto del contratto.

Massimale

€ 258.228,45

Franchigia

In base all’Appendice n. 1, è prevista una franchigia assoluta di lire 500.000 per sinistro, pari ad € 258,23.

Comportamenti colposi

Asseritamente posti in essere nel corso degli anni 2005, 2006 e 2007, in occasione della predisposizione dei Modelli INTRA 1 e della compilazione dei relativi elenchi riepilogativi Intrastat.

RAPPORTO PROFESSIONALE Conferimento incarico

Non prodotto

Fatture

Prodotta n. 1 fattura (Doc. n. 8)

Registro IVA

Non prodotto

Considerazioni in ordine a In merito all’esistenza del rapporto professionale, lo stesso risulta dagli atti di causa ed è ammesso dall’Assicurato. sussistenza del rapporto In particolare, nella comparsa di risposta formulata per conto dell’Assicurato (Doc. n. 9, pag. 4), l’Avv. Verdi dichiara che ”la Bianchi (Assicurato) riceveva mensilmente incarico scritto da Rossi (Ditta Cliente) di predisporre gli elenchi Intrastat…mai alcuna richiesta di verifica della validità del numero di partita IVA è mai stata fatta alla Bianchi, né prima dell’emissione delle fatture da parte di Rossi, né dopo.” In risposta alla richiesta istruttoria dello scrivente, l’Avv. Verdi ha prodotto copia dell’Elenco riepilogativo degli acquisti Intracomunitari di beni del mese di gennaio 2005, predisposto dall’Assicurato per conto della Ditta Cliente (Doc. n. 10). Tale documento comprova l’esistenza del rapporto professionale limitatamente all’incarico di predisposizione degli elenchi riepilogativi Intrastat.

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In ordine alla durata dell’incarico, l’Avv. Verdi riferisce che l’ultimo adempimento sarebbe stato posto in essere nel novembre 2007 (Doc. n. 9, pag. 12).

PROFILI DI RESPONSABILITA’ Principi normativi di riferimento

Il caso di specie riguarda le richieste d’informazione all’Ufficio IVA di conoscere l’esatto numero identificativo del cessionario comunitario, descritte nella Circolare del 15 aprile 1999 n. 85. L’art. 50, comma 1, del D.L. 30 agosto 1993 n. 331 stabilisce la non applicabilità dell’IVA per le cessioni intracomunitarie effettuate nei confronti di soggetti passivi d’imposta aventi sede in altri Stati membri. Ai fini del riconoscimento della non imponibilità, il successivo art. 46, comma 2 impone al cedente nazionale l’obbligo di indicare in fattura l’esatto numero identificativo attribuito al cessionario comunitario nello Stato membro di appartenenza, in assenza del quale l’operazione deve essere assoggettata ad IVA. Infatti, laddove il numero d’identificazione risulti invalido (poiché cessato o inesistente), il cedente che non dimostri di aver chiesto conferma del numero stesso, è soggetto alle sanzioni per l’omessa indicazione dell’imposta in fattura e per il conseguente mancato versamento, nonché per indicazioni incomplete e inesatte, come previsto dalla Ris. Min. 12 febbraio 1997, n. 25/E. Tuttavia, il cedente non può essere oggetto di alcun addebito di natura fiscale nel caso in cui si sia rivolto all’Ufficio IVA competente ed abbia avuto conferma del numero identificativo del cessionario. Le modalità della richiesta sono state stabilite dal D.M. 28 gennaio 1993; tali informazioni possono ottenersi anche mediante richiesta all’Ufficio delle Entrate competente, che rilascia un’attestazione, oppure mediante interrogazione agli sportelli self-service o al numero telefonico automatizzato 164.74, oppure mediante il sito internet del Ministero delle finanze.

Comportamento colposo

Nell’atto di citazione formulato dall’Avv. Grigio – Arancio per conto della Ditta Cliente, vengono attribuite all’Assicurato diverse inadempienze relative ad asserite richieste di verifica di numeri di 5


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partite IVA, senza fornire alcuna documentazione probatoria. Tramite atto di comparsa di risposta (Doc. n. 9), formulata dall’Avv. Verdi, l’Assicurato contesta integralmente la ricostruzione dei fatti operata dalla Ditta Cliente e nega ogni responsabilità professionale relativamente alle conseguenze dannose lamentate dalla Ditta Cliente. In particolare, nel suddetto atto l’Avv. Verdi precisa le circostanze di seguito esposte. - L’Assicurato non ha mai ricevuto incarico professionale dalla Ditta Cliente di verifica della validità di alcuni numeri di partite IVA. - L’Assicurato non ha mai dichiarato di aver effettuato tali asseriti controlli, né comunicato alla Ditta Cliente gli esiti degli stessi. - L’Assicurato riceveva mensilmente incarico scritto dalla Ditta Cliente limitatamente alla predisposizione degli elenchi Intrastat. - Le fatture indicate nei prospetti forniti dalla Ditta Cliente all’Assicurato erano già state emesse, in quanto relative al mese precedente, di conseguenze l’eventuale violazione sarebbe stata commessa dalla Ditta Cliente prima della consegna dell’incarico all’Assicurato. - L’Assicurato effettuava solamente un controllo generico dei numeri di partita IVA, al solo fine di verificare se una determinata partita IVA era attiva nel paese straniero. - La Ditta Cliente era responsabile per il controllo della validità dei numeri di partita IVA presso l’Ufficio IVA di competenza. Nonostante specifica richiesta da parte dello scrivente, l’Assicurato ha fornito solo una parte dei documenti richiesti. Negli avvisi di accertamento formulati dall’Agenzia delle Entrate venivano contestate alla Ditta Cliente, tra l’altro, operazioni di vendita nei confronti dell’operatore comunitario ungherese “Gialli”, il cui codice IVA risulta essere non attivo. Negli atti notificati alla Ditta Cliente (Doc. nn. 2, 3, 4) l’Agenzia delle Entrate dichiara di aver richiesto assistenza amministrativa alle autorità fiscali ungheresi, a seguito della quale è stata rilevata l’inesistenza dell’operatore ungherese e, relativamente a tale Società, sono emerse le seguenti circostanze: - La Società Gialli è sorta nell’anno 1997, per cessare la propria attività per liquidazione nell’anno 2000; 6


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- Sulla base della legislazione ungherese non è mai stata identificata come operatore Intracomunitario e ad essa non è mai stato attribuito il VAT Number (Partita IVA) per porre in essere le operazioni Intra; - Era titolare della sola partita IVA per effettuare le sole operazioni interne; - E’ stata cancellata dal registro di commercio. Sulla base di tali considerazioni, l’Agenzia delle Entrate dichiarava che “non vi è alcun dubbio che le operazioni indicate si considerano cessioni effettuate in Italia con l’applicazione dell’IVA al 4%, in quanto la merce non è mai stata trasferita nel paese ungherese”. Di conseguenza, in base alla limitata documentazione prodotta agli atti, alle dichiarazioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’Assicurato stesso, allo stato non è ravvisabile in capo all’Assicurato alcuna responsabilità dinanzi alle pretese risarcitorie formulate dalla Ditta Cliente. È opportuno precisare che, in pendenza del giudizio, si tratta di considerazioni provvisorie e suscettibili di modificarsi in virtù di eventuali ulteriori elementi acquisibili nel corso della causa. Si formula, quindi, esplicita riserva di esprimere valutazioni diverse in relazione a nuovi eventuali dati sopravvenuti. Nesso Causale

Le considerazioni sopra esposte assorbono la necessità di approfondire i profili relativi alla sussistenza di un nesso di causalità tra l’asserito comportamento colposo attribuito all’Assicurato e gli eventi dannosi lamentati dalla Ditta Cliente.

Definitività dell'evento dannoso

Stante l’attuale pendenza di un giudizio, gli eventi dannosi lamentati dalla Ditta Cliente non possono comunque ritenersi definitivi.

QUANTIFICAZIONE DEL DANNO In sede di richiesta di risarcimento, formulata per conto della Ditta Cliente, l’Avv. Grigio – Arancio quantificava i danni lamentati in € 12.045,80 per l’anno 2005, € 44.941,60 per l’anno 2006 ed € 30.435,62 per il 2007, per un totale di € 87.423,02. 7


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Nella seguente Tabella 1) vengono descritte le singole voci di danno richieste per i diversi anni, così come riportate negli Avvisi di accertamento notificati alla Ditta Cliente (Doc. nn. 2, 3, 4).

Interessi

Sanzioni ridotte

Spese notifica

Tabella 1) Totale

Anno Imposta

IVA

2005

8.596,00

758,39

2.686,25

5,16

12.045,80

2006

36.350,00

2.906,75

5.679,69

5,16

44.941,60

2007

25.179,00

1.317,24

3.934,22

5,16

30.435,62

TOTALE

70.125,00

4.982,38

12.300,16

15,48

87.423,02

Nonostante specifica richiesta da parte dello scrivente, allo stato non risulta prodotta alcuna documentazione probatoria in ordine all’avvenuto pagamento degli importi dovuti all’Erario. Allo stato degli atti, in considerazione della limitata documentazione prodotta agli atti e delle dichiarazioni dell’Assicurato, si ritiene che la documentazione prodotta in giudizio dalla Ditta Cliente a supporto probatorio dei danni di cui richiede il risarcimento non appaia sostanzialmente idonea allo scopo; peraltro, la lacunosità della documentazione non consente di formulare alcuna valutazione circa la congruità della pretesa. In ogni caso, in considerazione della fase giudiziale, si evidenzia che nella circostanza in cui l’Assicurato fosse condannato a pagare quanto richiesto dalla Ditta Cliente, l’ipotetico danno indennizzabile ammonterebbe al solo importo delle sanzioni, calcolato individualmente per anno al netto della franchigia prevista contrattualmente. Ciò in quanto il mancato assoggettamento ad IVA di prestazioni imponibili sarebbe riconducibile a scelte autonome della Ditta Cliente (p.e. la scelta del soggetto economico con cui realizzare le operazioni economiche), poste in essere anteriormente all’eventuale inadempimento contrattuale dell’Assicurato.

CONSIDERAZIONI FINALI Il sinistro denunciato dall’Assicurato, Consulsped S.r.l. concerne l’azione giudiziaria promossa dalla Ditta Cliente (Rossi) nei confronti del medesimo Assicurato, al fine di ottenerne la condanna al pagamento della cifra risarcitoria di 87.423,02 per danno da asserito inadempimento contrattuale. In base ai documenti esaminati, gli asseriti comportamenti colposi attribuiti all’Assicurato sarebbero stati posti in essere nel periodo dall’anno 2005 al 2007, in vigenza della polizza; a parere dello scrivente non emergono elementi per contestare l’operatività della garanzia sotto il profilo temporale. La sussistenza di un rapporto professionale tra le parti risulta sufficientemente provata.

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Si evidenzia, tuttavia, come l’Assicurato dichiari di aver ricevuto incarico professionale limitatamente alla predisposizione degli elenchi Intrastat per conto della Ditta Cliente, negando di aver mai ricevuto alcuna richiesta di verifica relativamente alla validità di Vat Number. Allo stato, in base alla limitata documentazione prodotta agli atti e alle dichiarazioni dell’Assicurato, non è ravvisabile in capo all’Assicurato alcuna responsabilità dinanzi alle pretese risarcitorie formulate dalla Ditta Cliente. Di conseguenza, si rileva la necessità di approfondire l’eventuale sussistenza di un nesso di causalità tra l’asserito comportamento colposo attribuito all’Assicurato e le conseguenze dannose lamentate dalla Ditta Cliente. La richiesta risarcitoria formulata dall’Avv. Grigio – Arancio, per conto della Ditta Cliente, consiste nell’importo complessivo di € 87.423,02, a titolo di omessa IVA per gli anni 2005, 2006 e 2007, interessi, sanzioni e spese di notifica. Sebbene sia presumibile che la Ditta Cliente abbia regolarizzato le violazioni commesse versando imposte, interessi e sanzioni in misura ridotta, allo stato non risulta prodotta alcuna documentazione probatoria in ordine all’avvenuto pagamento degli importi dovuti all’Erario. Alla luce delle conclusioni sopra esposte, allo stato tale richiesta non è suscettibile di accoglimento. È, comunque, doveroso precisare che, stante l’attuale pendenza del giudizio, le considerazioni esposte sono provvisorie e suscettibili di modificarsi in virtù di eventuali ulteriori elementi acquisibili nel corso della causa.

Allegati In allegato si trasmette copia dei seguenti documenti, ritenuti rilevanti tra quelli inviati dall’Assicurato anche a seguito della Richiesta istruttoria formulata il 22 aprile 2010: Comunicazione formulata dall’Avv. Verdi in data 19 maggio 2010; Avviso di accertamento n. 00000000001; Avviso di accertamento n. 00000000001; Avviso di accertamento n. 00000000001; Richiesta di risarcimento dell’8 marzo 2010; Denuncia di sinistro del 29 marzo 2010; Atto di citazione del 24 marzo 2010; Fattura n. CN-000410 del 28 febbraio 2005, emessa dall’Assicurato nei confronti della Ditta Cliente; 9. Comparsa di risposta dell’Assicurato con chiamata in causa della Compagnia; 10. Elenco riepilogativo Intrastat del mese di gennaio 2005, predisposto dall’Assicurato per la Ditta Cliente. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.

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RCP_SpedizDogan_Demo_01