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PETILINO

www.petilino.it

IL

ANNO XVII- MAGGIO 2014

PERIODICO DI NOTIZIE - CULTURA - POLITICA E TRADIZIONI

DIREZIONE E AMM. - ASS. PASS CORSO ROMA, 62 - 88837 PETILIA POLICASTRO . TEL. 0962 434831 POSTE ITALIANE - SPEDIZIONE IN A.P. - TABELLA «D» AUT. NE DCO/DC CZ/224/2002 VALIDA DAL 07/05/2002

UN

PASSATO DA RISCATTARE Sarà capitato a molti, nello sfogliare un vecchio album di foto insieme ai propri genitori, di imbattersi in una di quelle pagine "strane", magari ingiallite, che fanno emergere dal passato un qualche caro che non di certo ha fatto onore alla propria famiglia e su cui si cerca di passare su il più velocemente possibile. Lo stesso succede per il passato di una città. Lo stesso può succedere per il passato della nostra Città. E se per ogni uomo è sempre difficile fare i conti con il proprio passato, molto di più, per certi versi, lo è per una città come Petilia. segue a pag. 5

Quando la nostra città diventò famosa in USA e Panorama la definì

PETILIA CORRAL alle pagg. 10 e 11

QUATTRO PAPI A SAN PIETRO PER UN EVENTO ECCEZIONALE

Francesco Ierardi

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DON CIOTTI A PETILIA: «DIAMO VOCE ALLA VERITÀ»

Filomena Ierardi

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FESTA

DEI POPOLI

Il Circolo Legambiente Petilia e il Laboratorio di cultura attiva, movimento culturale attivo ormai da tempo a Petilia, con l' organizzazione della Festa dei popoli sono giunti alla conclusione del progetto presentato insieme al CSV di Crotone "Culture in movimento. Il fenomeno della migrazione". Dopo incontri di riflessione sull' emigrazione e sull' immigrazione e dopo la partecipazione agli appuntamenti del calendario "Nessuno escluso", evento organizzato dalla Parrocchia

San Nicola Pontefice nel periodo natalizio allo Sprar di Foresta, Legambiente e il Laboratorio si apprestano a chiudere il progetto organizzando la Festa dei Popoli per sabato 7 giugno. Ancora non si conoscono tutti i dettagli della Festa, è per certo il laboratorio di cucina etnica che si terrà e al quale saranno invitati a partecipare tutte le comunità etniche presenti a Petilia. Sarà indetto anche un concorso di fotografia a tema e c'è la possibilità che si organizzi una partita di calcio tra immigrati e petilini.

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LAUREA

I nati ad Aprile Diamo il nostro benvenuto a Vona Giovanni Giordano Emanuele Scordio Marisa Lazzaro Luigi Ierardi Arturo Cavarretta Francesco El-Fadyl Rida Rizza Sophia

Il 6 maggio presso l'Università della Calabria Giuseppe Gaudio è stato proclamato dottore in Ingegneria Elettronica, discutendo la tesi dal titolo "Applicazioni superconduttive nei sistemi elettrici per l'energia". A Giuseppe gli auguri più belli da papà, mamma, dalla sorella Martina e da tutti i parenti e gli amici. Si associa agli auguri la Redazione de IL PETILINO

nato giorno 4 nato giorno 4 nata giorno 10 nato giorno 10 nato giorno 14 nato giorno 14 nata giorno 15 nata giorno 20

PUBBLICHIAMO UNA DOLCE POESIA CHE LUCIA MANFREDA DEDICA A SUA MADRE, SANTA PARENTE, IN OCCASIONE DEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE

A

MIA MADRE

Questi versi sono dedicati a una donna bella, dagli occhi e dai capelli scuri. A una donna che amava il mare, i monti, il cielo con le sue stelle, I prati con i loro fiori. A una donna sorridente, generosa, umile, con una grande forza d'animo. A una donna che non sapeva odiare, che amava la libertà, che credeva in Dio, che era profondamente innamorata della vita. A quella donna che mi ha generato e alla quale, in parte, rassomiglio. A quella donna che mi ha accudito, mi ha tenuto per mano, mi ha presentato il mondo. A quella donna che mi diceva di inseguire i miei sogni, di non arrendermi mai. A quella donna che, da quando non c'è più, è sempre nei miei pensieri, nella mia immaginazione, nei miei sogni, mai viva come adesso. A quella donna che vorrei rivedere per abbracciarla, per dirle tante cose: quanto mi manca, quanto è stata importante nella mia vita, ma sono certa che queste cose lei le sapeva già, le madri sanno sempre leggere nel cuore dei loro figli. A quella donna che ha un posto speciale nel mio cuore e che amerò per sempre, MIA MADRE.

AUGURI A ROBERTO E TERESA La Redazione de Il Petilino si congratula con Roberto Giordano, uno dei collaboratori di Pass, per la sua promessa di matrimonio con Teresa Comberiati.


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UN EVENTO MAI VERIFICATOSI NELLA STORIA DELLA CHIESA

DUE PAPI PROCLAMATI SANTI ALLA PRESENZA DI DUE PAPI VIVI Francesco Ierardi Quando Papa Francesco ha annunciato la canonizzazione del due papi, vincendo ogni paura per la grande partecipazione di fedeli, ho deciso che sarei stato presente a rendere omaggio a questi due grandi Santi! E' stata un'immensa emozione vivere due giornate di forte spiritualità a Roma in mezzo a tanti fedeli giunti da ogni parte del mondo! Già dal sabato le strade del centro di Roma erano impraticabili e osservare gente di ogni nazionalità, in particolare moltissimi giovani, che partecipano con una devozione mai vista alla veglia di preghiera nella vigilia della canonizzazione e poi vedere, nella giornata di domenica, l'immensa folla assiepata in Piazza San Pietro e nelle vicinanze, oltre che in tante piazze della capitale, mi hanno fatto capire l'importanza planetaria dell'evento. Domenica mattina alle sette, nutrendo poche speranze di arrivare almeno nei pressi, parto alla volta della Città del Vaticano, dove già dal giorno prima erano accampati numerosi pellegrini. Con i mezzi pubblici è stato possibile arrivare fino a Piazza Venezia e da qui, a piedi, verso Piazza San Pietro. Una lunga fila di gente, senza soluzione di continuità, si snoda lungo Via del Plebiscito e Via Vittorio Emanuele II, ma arrivato al Ponte Vittorio Emanuele II una barriera umana impedisce il passaggio per poter raggiungere l'ancora distante Via della Conciliazione. Non essendo possibile neanche avvicinarsi ad uno dei maxischermo piazzati nelle adiacenze, per seguire la cerimonia decido di fare dietro front e ritornare, sempre a piedi, a Piazza Venezia dove avevo visto piazzato un grande schermo tra l'Altare della Patria e il Foro Traiano. Lì riesco a trovare un piccolo spazio tra i numerosi fedeli già assiepati di fronte allo schermo. La commozione dei presenti si percepisce

ORGOGLIOSO

ogni qualvolta parte un applauso alla vista delle immagini dei due papi che, in attesa dell'inizio della cerimonia di canonizzazione, scorrono sul maxischermo. Finalmente ha inizio la cerimonia e nel momento in cui Papa Francesco pronuncia la frase della proclamazione dei due Santi scoppia un applauso così forte e sentito che commuove tutti fino alle lacrime, anche perché siamo circondati da una folta presenza di fedeli polacchi

che manifestano la loro gioia piangendo e sventolando bandiere e fiori bianchi e rossi. Un momento veramente emozionante e difficile da descrivere a parole. Io ho avuto la grande fortuna di vivere durante i pontificati di San Giovanni XXIII e di San Giovanni Paolo II. Quando fu eletto Papa Roncalli avevo 10 anni e mia madre, donna molto religiosa e sorella di sacerdote, mi portava a casa di amici per seguire in televisione (allora pochissime famiglie possedevano un apparecchio televisivo) l'esito del Conclave dopo la morte di Pio XII. Negli anni successivi ho seguito le varie fasi del pontificato del Papa Buono (così lo chiamavano allora) e in particolare ricordo di aver seguito in TV la sua visita a Loreto e ad Assisi,

con una grande partecipazione di folla (per la prima volta, dopo l'unità d'Italia, un papa usciva dai confini del Lazio) e seguii, in diretta, anche la cerimonia di apertura del Concilio Vaticano II che si concluse con il famoso "discorso della luna" nel quale Papa Giovanni XXIII pronunciò le famose parole: " Cari figlioli, sento le vostre voci. La mia è una voce sola, ma riassume la voce del mondo intero. Qui tutto il mondo è rappresentato. Si direbbe che persino la luna si è affrettata stasera - osservatela in alto - a guardare a questo spettacolo. " ... " Tornando a casa, troverete i bambini. Date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa. Troverete qualche lacrima da asciugare, dite una parola buona: il Papa è con noi, specialmente nelle ore della tristezza e dell'amarezza." Pur essendo un ragazzo, quelle parole mi sono rimaste scolpite nella mente e mi commuovo sempre ogni qualvolta le ascolto! Anche il lungo pontificato di Karol Wojtyla è stato entusiasmante e ha segnato un periodo di grandi stravolgimenti sia in campo sociale che in campo morale e politico. Come non ricordare la vitalità e la forza morale dei primi anni del suo pontificato, il grande ascendente che aveva sui giovani e la commovente fragilità degli ultimi anni della sua vita? Il giorno della sua morte, il 2 aprile (festa di San Francesco di Paola e mio onomastico) avrei voluto essere lì in Piazza San Pietro a testimoniare la mia devozione a quel Santo Padre e la paura dell' annunciata partecipazione di grande folla, mi hanno fatto desistere dal recarmi a Roma anche nel giorno del suo funerale (8 aprile, giorno del mio compleanno). Ogni anno, il giorno del mio onomastico e quello del mio compleanno, ricordo la morte e il funerale di Papa Wojtyla. Da oggi in poi ricorderò anche con grande emozione il 27 aprile 2014!!

DI ESSERE PETILINO!

Orlando Fico Perché io orgoglioso di essere Petilino? Cerco di spiegarlo in breve. Per coloro che non erano presenti all' evento, il 19 Aprile 2013 nell'ambito della Settimana della Cultura 2013, mi è stato concesso il privilegio e il piacere di presentare per la prima volta in assoluto nella Biblioteca Comunale della nostra Città, il mio libro "BUGIE OMISSIONI CRIMINI DEL RISORGI-MENTO - Quando il Sud era il primo Stato italiano" - Seconda Edizione "il Calamaio" - Roma. E' un libro-verità che si sta ormai diffondendo in tutta Italia, verità in opposizione alle innumerevoli bugie risorgimentali che come avranno constatato coloro che hanno letto il libro, illustro nei vari capitoli in modo ampio e incontrovertibile; verità tenute spudoratamente e calunniosamente nascoste dalla storiografia ufficiale

con danni incommensurabili per il Sud e quindi anche per Petilia. Con piacere posso dire che il libro, un libro scritto e pubblicato da un petilino, è presente in tutte le regioni italiane, è stato ben accolto come dimostrano le varie recensioni pubblicate (ad esempio su "Il Timone", "L'Alfiere", "Riscossa Cristiana", ecc.) e continua a destare interesse. Tanto che recentemente un funzionario del comune di Roma, il Dott. Massimiliano De Paolis, venutone casualmente a conoscenza, mi ha chiesto di presentarlo ufficialmente anche nella Capitale. Ho accettato di buon grado e d'accordo con lui ho stabilito le modalità: Sabato 17 Maggio alle ore 11.00 nella Biblioteca "Raffaello" - Via Tuscolana, 1111 - Telefono n. 06.45.46.05.51, VII Municipio - Roma (e-mail: raffaello@bibliotechediroma) in prossimità della stazione Anagnina della metropolitana A, a ridosso

del Grande Raccordo Anulare, zona Sud-Est, con diffusione dell'annuncio anche attraverso il sito ufficiale del Comune di Roma. Per completezza informo che il libro è stato già presentato anche a Isola di Capo Rizzuto nel Palazzo Vescovile il 22 Aprile 2013 e a Milano nella sede dell'A.E.S.P.I. il 24 Maggio 2013: in questa città mi è stata chiesta anche una seconda presentazione. Tra tante "brutte" notizie che spesso e volentieri vengono pubblicate su Petilia e sul Sud in generale, questa è in controtendenza e sono quindi orgoglioso di contribuire sia pure minimamente, come fanno tanti altri concittadini con talento e operosità, al buon nome della mia, della nostra Petilia per le considerevoli qualità intrinseche, al di là dei soliti luoghi comuni negativi che purtroppo anche noi stessi Petilini a volte superficialmente ci attribuiamo.


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DON CIOTTI

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A

PETILIA: DIAMO

Filomena Ierardi Il popolo petilino ha risposto nel migliore dei modi, con una massiccia presenza, all'invito dell'Amministrazione comunale per la Giornata del coraggio femminile, tenutasi il 3 maggio in piazza San Francesco. "Una giornata - come ha spiegato il Primo Cittadino petilino Amedeo Nicolazzi - che vogliamo diventi un appuntamento annuale nella nostra città per ricordare figure femminili che si sono distinte per il loro coraggio", lo stesso coraggio dimostrato dalla testimone di giustizia Lea Garofalo, alla quale è stata dedicata questa prima giornata. Molte le personalità istituzionali presenti alla giornata voluta dal Sindaco Amedeo Nicolazzi, tra le quali il Ministro per gli Affari Regionali Maria Carmela Lanzetta, il Viceministro al Lavoro Franca Biondelli e la Presidente regio-

VOCE ALLA VERITÀ!

nale Antonella Stasi. L'ospite più atteso e accolto con applausi scroscianti è stato don Luigi Ciotti, presidente di Libera, associazione impegnata da sempre nella lotta alle mafie. La manifestazione è iniziata con un lavoro introduttivo del professore Giovanni Ierardi che ha sottolineato l'importanza della giornata intesa come "occasione per riflettere sulla nostra vita qui, per riflettere su questa società che è stata violentata, ma che produce violenza, che è stata mortificata, ma continua a mortificare". Sono seguiti i saluti del Primo Cittadino Nicolazzi che, ringraziando i presenti, ha sottolineato che "giornate come queste servono per dimostrare ancora una volta che Petilia non è omertosa". Dopo un momento gestito dagli studenti del Liceo Scientifico "Satriani", che hanno recitato alcuni versi per ricordare diverse figure di donna-coraggio, e dopo i saluti della Stasi, è risulta-

LA FORZA DEL CORAGGIO Romolo Rizzuti, ideatore del monumento "La forza del coraggio"ha spiegato alla Redazione il significato della sua opera. Il Monumento è una grande pietra della nostra Sila. All'esterno, il suo colore scuro la rende come qualcosa di minaccioso e impenetrabile, ma il Coraggio di una piccola sfera, che mira dritta al cuore di questo grande masso, riesce a colpirlo e a spaccarlo riportando alla luce il colore chiaro e luminoso che era imprigionato nel suo interno. Il monumento che ho ideato è stato realizzato con la collaborazione dei fratelli Trocino ed alcuni dipendenti del Comune di Petilia Policastro a seguito dell'incarico verbale del Sindaco Nicolazzi, in occasione della Giornata del coraggio femminile. Romolo Rizzuti

to significativo ascoltare le parole del Ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, distintasi già nel passato per il suo impegno nella lotta per la legalità nella nostra regione. L'ex sindaco di Monasterace ha affermato di non essersi "mai girata dall'altra parte" e ha ricordato a tutti i presenti che "non bisogna essere sindaci per non girarsi dall'altra parte, basta essere solo dei buoni cittadini". Il discorso più atteso della giornata è stato quello di don Luigi Ciotti. Belle e incoraggianti sono risultate le parole di don Ciotti per i petilini e per tutti i calabresi; dichiarando di aver fortemente voluto partecipare all'evento petilino ha affermato, tra l'altro, "Calabresi è il nome di un popolo e non di un clan mafioso". Soffermandosi sul coraggio e la forza delle donne ha ricordato come ai piedi della croce del Cristo non ci fossero i discepoli, ma soltanto le pie donne.

Molti i riferimenti fatti dal presidente di Libera riguardo al desiderio che devono avere tutti i cittadini di reagire e di muoversi per la ricerca della verità e riferendosi alla figura di Lea Garofalo ha detto "Abbiamo un debito con Lea e vi indico anche il modo di saldarlo, il nostro debito possiamo saldarlo dando voce alla verità. Quante verità non si conoscono, ma passeggiano nelle nostre strade! Allora invece di commuoverci, muoviamoci". Continuando a spiegare come sia necessario impegnarci giorno per giorno per un futuro migliore, senza essere buoni cittadini solo ad alternanza, ha sottolineato come il problema dell'intera Italia non sia solo la mafia, ma la mafiosità. "Il problema non è il male, ma il restarlo a guardare senza fare niente. Dobbiamo aver il coraggio di non cedere alla rassegnazione, dobbiamo avere il coraggio di osare perché abbiamo solo questo tempo. Senza coraggio la vita è meno viva". La giornata ricca di emozioni e di spunti di riflessione si è conclusa in piazza Albert Sabin dove è stato scoperto un monumento dedicato a Lea Garofalo. (Nelle foto Don Ciotti in varie fasi della manifestazione)


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INTERVISTA

DELLA

In questo abbraccio di don Ciotti a padre Salvatore è racchiuso il suo abbraccio a tutti i petilini veramente onesti.

La Redazione de Il Petilino ha avuto la possibilità di dialogare con don Luigi Ciotti in occasione della "Giornata del coraggio femminile". È stato un incontro privato e intimo che noi giovani della Redazione custodiremo gelosamente per l'importanza dei contenuti che sono stati veicolati. Dopo una breve, ma essenziale preghiera insieme a don Ciotti per "chiedere una dolce pedata da parte di Dio affinché ci svegli tutti" la Redazione ha rivolto alcune domande al Presidente di Libera.

Don Luigi Ciotti e Padre Salvatore Cimino insieme al Col. Francesco Iacono e al Cap. Claudio Martino

Per i giovani, più che per gli altri, è difficile restare, per costruire una vita all'insegna dell'onestà, in una regione come la Calabria. Può, secondo lei, un giovane superare gli ostacoli che incontrerà nelle tappe delle propria vita? Sono convinto che non sia facile costruirsi una vita qui al Sud, ma non bisogna rassegnarsi perché il cambiamento è possibile, l'importante è volerlo! Bisogna credere nella politica come

REDAZIONE

A DON

carità, in quella politica che si pone l'obiettivo di raggiungere il bene comune e bisogna essere dei buoni cittadini affinché si collabori per una società più onesta e pulita. L'associazione Libera da parte sua si sta muovendo per far sì che i giovani del Sud non debbano spostarsi dalle loro splendide regioni. Abbiamo chiesto allo Stato diversi provvedimenti come borse di studio e incentivi vari che servano a incoraggiare a non abbandonare regioni come la Calabria. Questo è una stagione triste e difficile per la stampa calabrese, come lei sicuramente saprà. Secondo lei come può un giornale locale come il nostro andare avanti sapendo che diversi potranno essere gli ostacoli da affrontare? Bisogna andare avanti con l'obiettivo di dalla prima pagina

Negli ultimi due numeri, il Petilino si è soffermato sui nostri concittadini che, in diversi modi, hanno dato lustro alla nostra città. Questo mese vorremmo invece far riemergere dall'oblio una delle pagine più tristi e buie di Petilia. Ci riferiamo al periodo che va dalla metà degli anni '70 all'ultimo decennio del secolo scorso e le cui conseguenze continuiamo a vivere ancora oggi. Conseguenze devastanti che sono davanti ai nostri occhi condannati a posarsi in perpetuo sullo scempio edilizio prodotto e realizzato in quel triste periodo. Conseguenze tragiche che si possono ancora leggere nel cuore e sul volto di quei giovani - oggi adulti - sopravvissuti al terribile flagello della droga che ha incominciato a invadere le strade della nostra città proprio in quegli anni. Senza nessuna vena polemica e in una prospettiva positiva e propositiva, ci vogliamo chiedere se, oltre ad essere motivo di orgoglio, sia sufficiente per Petilia e petilini aver ottenuto il titolo di Città... Se, oltre ad essere significativo e opportuno, sia sufficiente apporre sulla nostra Casa Comunale una targa che afferma che la 'ndrangheta in quel luogo non entra... Se, oltre ad essere doveroso e lodevole, sia sufficiente organizzare e realizzare iniziative di commemorazione di chi concretamente ha cercato di ribellarsi ad un sistema di morte... Tutte iniziative preziose, necessarie, doverose e lodevoli che però rischiano, se non radi-

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LUIGI CIOTTI

dire sempre la verità senza girarsi mai dall'altra parte. Informare e comunicare: siete chiamati a fare questo e fino a quando lo farete in modo onesto gli ostacoli potranno essere superati, anche quando non sarà facile... La Redazione de Il Petilino è caratterizzata dalla presenza di giovani che stanno investendo in questo territorio. Cosa si sente di augurare a questa Redazione e a tutti i giovani che hanno scelto di restare in territori così difficili? Vi auguro di avere il coraggio di vivere in pienezza questo tempo e di dar voce a tutte le verità che vi circondano. Prego insieme a voi e per voi affinché Dio dia a tutti noi una bella e dolce pedata, per svegliarci e andare sempre avanti senza mai arrenderci.

cate in una coraggiosa analisi del passato e in un serio sforzo di guardare in profondità e con verità il nostro presente, di darci l'illusione che il pericolo sia passato, che il brutto ce lo siamo lasciato alle spalle, che il male è stato vinto una volta per tutte. E' questo il motivo per cui all'interno del numero del Petilino di questo mese, oltre alla cronaca della storica visita di don Luigi Ciotti alla nostra Città, in occasione della prima giornata dedicata al Coraggio Femminile, fortemente voluta dall'attuale amministrazione comunale, abbiamo sentito il bisogno di riproporre un vecchio e ingiallito ritaglio di giornale. Si tratta di un servizio giornalistico realizzato dal settimanale Panorama nel febbraio del 1987. Si tratta della cruda cronaca di una stagione che Petilia ha vissuto ritrovandosi prigioniera di un manipolo di delinquenti che furono capaci di mettere a ferro e a fuoco la nostra città. E insieme alla riproposizione dell'articolo abbiamo pensato di offrire lo spazio anche a chi, come il dott. Salvatore Romano, Sindaco di Petilia dalla fine del 1985 al settembre 1987, proprio in quegli anni, ha vissuto in prima linea e ha pagato sulla propria pelle lo sforzo di non arrendersi ad un sistema distruttivo e di morte per Petilia e i suoi cittadini; un Sindaco che, oltre a ritrovarsi a fronteggiare un fenomeno di criminalità organizzata, non si è mai rassegnato di fronte al fenomeno pervasivo della mafiosità, dell'anti-cultura del non vedo, non sento, non parlo.


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AMORE CHE UCCIDE Il 3 Maggio si è tenuta a Petilia, per la prima volta, la «Giornata del coraggio femminile». Vista la notevole importanza della manifestazione e la grande risonanza mediatica, e non solo, che ha avuto riteniamo opportuno pubblicare un interessante lavoro sul femminicidio dello studente del Liceo Classico «Pitagora» di Crotone, Giuseppe Battaglia. Il lavoro dal titolo «Amore che uccide», già pubblicato sul nostro sito il 24/03/2014, è corredato dal video di una studentessa dello stesso Istituto Scolastico, Laura Laino. Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto una pregevole critica, riguardo questo lavoro, da parte di Claudio Pirillo. Ci sono voci che la morte non è in grado di spegnere. Esistenze fragili, troppo deboli per sopravvivere alla vita, ma determinate a vincere l'eternità. Talvolta i sepolcri ribollono dei lamenti di queste anime perdute, ne amplificano la portata, accentuandone in un certo senso la solennità. Ogni anno migliaia di donne si uniscono a questo inno lugubre. Intonano per chi riesce a sentirle un testamento di forza, debolezza e dolore. La loro è una denuncia per le generazioni future a combattere la violenza gratuita e a ribellarsi all'arroganza distruttrice di coloro che le hanno volute stroncare. Ma il loro è anche un grido di speranza e di libertà per chi ancora può fuggire da quel destino improbo. Oggi, nel 2014, parlare di femminicidio in via teorica non basta. È necessario vedere i lividi, ascoltare la disperazione, quella vera per uscire dall'astratta prigione di un mondo che non è favoloso. Bisogna sentire i sussurri di quelle donne, essere capaci come loro di andare oltre la morte e percepirne ciò che ne è rimasto.. Non è più il tempo delle favole: nel 2014 viene riconosciuto il reato di femminicidio per la morte di Stefania Noce. Per la prima volta è la legge a pronunciarsi sul tema. In un luogo indefinito della memoria umana esiste un regno di riposo eterno, antico quanto la memoria stessa. Una foresta sterminata di pietre tombali. Alcune incisioni hanno il colore del sangue appena versato. Altre, seppur logore da millenni di speculazione, manifestano un' imponenza secolare. Ipazia, si legge su una. Antigone su un' altra. Molte sono senza nome, ma nessuna

manca. Sono tutte lì. Dove siamo giunti fratelli? ___________ Lea Garofalo Esiste una naturale disposizione Che induce quelli che amano A percorrere quasi di buon grado la strada verso l'annientamento. Lea fu il nome, Garofalo la condanna! Al vento affido questo mio testamento: sorelle, imparate dalla vita Ciò che io seppi dalla morte. Non c'è amore tanto grande da ardere le carni, sono menzogne! Ma nemmeno esiste acido così forte da corrodere il ricordo che lasciamo di noi. Lea Garofalo fu torturata, strangolata, bruciata e poi sciolta nell'acido dai fratelli Cosco. Di lei oggi rimane solo il ricordo. ___________ Jamila Assafa Le guardie risero delle mie ferite. Graffi, li chiamarono. Forse credevano che i miei natali mi avessero donato una pelle delicata oltre che tanta immaginazione. Ora riposo qui. Rispettosa del sacro voto: finché morte non ci separi! Ma sappiate, sorelle, che nemmeno lui Volle infrangere il giuramento. Per donarmi il suo cuore con la forza strappò il mio. Jamila Assafa venne pugnalata al cuore dal marito durante una lite familiare. In precedenza aveva denunciato più volte le violenze domestiche subite, ma nessuno le aveva creduto. ___________ Stefania Noce "Non sono in vendita"gridai con fierezza a me stessa e al mondo. Davvero posso dire che non lo fui mai. La tempesta estirpò il mio fiore, ma non si prese il nettare della mia essenza. Sorelle, imparate questo:

non esiste gloria maggiore che fissare nella morte il proprio prezzo! Stefania Noce fu sempre in prima linea nella lotta contro il femminicidio. La sua unica arma fu la protesta, per questo non poté nulla contro le pugnalate di quell' uomo che la "amava" e che lei voleva lasciare. Oggi è una delle vittime di questa guerra. Oggi 24 aprile 2014, alla fine del processo di primo grado per il suo omicidio, un giudice per la prima volta ha sancito l'esistenza del reato di femminicidio riconoscendo i meccanismi che portano a questo tipo di delitto. ________________ Maria Rosaria Sessa Anche queste mie ossa un tempo Ebbero l'ardire di sognare. Saremo le ossa di "una giornalista» Dicevano. E ci riuscirono, non dubitate! Ma con ironia la sorte Mi esonerò dal mio modesto notiziario per fare di me notizia! Un uomo da poco, sorelle, volle da me molto. E una sera di dicembre, assieme a quei fiori, si prese la mia primavera e mi diede la morte in cambio. Maria Rosaria Sessa si era appena iscritta con orgoglio all'albo dei giornalisti, quando l'uomo che aveva lasciato decise di stroncare la sua esistenza. La trovarono priva di vita in un'automobile; tra le mani un mazzo di fiori. ____________ Emma La Spina Non credete, fratelli, è privilegio di ogni donna Scrivere la propria epigrafe. Vedete quella tomba laggiù? È mia dalla nascita: ogni giorno che vivo è un passo verso di essa. Non posso cambiare la direzione della mia esistenza. Ma l'epigrafe, quella sì, la scrivo io. Quando non potei scegliere come vivere, decisi come morire. Libera. Sorelle, un giorno anch'io aprii il mio vaso! I mali volarono via E rimasero solo i miei figli e il futuro. _________________ (segue a pag 7)


ANNO XVII - MAGGIO 2014 (da pag. 6) In un luogo indefinito della memoria umana esiste un regno di riposo eterno antico quanto la memoria stessa. Una foresta sterminata di pietre tombali. Ma non è il silenzio a regnare qui! Lo sanno Lea, Jamila, Stefania, Maria Rosaria e tutte quelle donne la cui eco riecheggia in questa desolazione. Lo sa Emma, che molto spesso è venuta qui a cercare la pace che la vita le negava. Lo sapete anche voi, ora, non è così? Ma adesso alzate lo sguardo all'orizzonte! Non vedete che laggiù, infondo anche questoomaggio! luogo finisce? Fratelli, rendiamo omaggio! Giuseppe Battaglia In merito al video di Laura Laino, correlato al lavoro di Giuseppe Battaglia, pubblichiamo di seguito l’articolo del dott. Claudio Pirillo. Pubblicato su il "Petilino online" del 24 aprile 2014, il video di Laura Laino è un flashback dedicato, più che per il tema in sé, rilevantissimo socialmente (si tratta della violenza sulle donne spesso intramoenia-), quanto -invece- per una concezionalità della donna stessa che, soprattutto nell'epoca della nuova barbarie consumistica e della instabilità liquida della società, fa della donna non già una delle due colonne dell'edificio civilmente sacro della società organizzata, quanto un prodotto del supermercato capitalista: per ciò stesso soggetto a "fruizione" fin tanto che…; d'altra parte, non sono poche le società più o meno religiosamente integraliste, ancora oggi, entro i cui confini la donna -di fronte al maritodeve solo tacere (Paolo di Tarso dixit). Non solo: in questi giorni, il parlamento dell'Iraq "liberato", sta predisponendosi ad approvare la legge che riconosce il matrimonio fra maschi adulti e spose bambine (ancora nella seconda infanzia). Dunque, sul giornale in questione, va in onda "Amore che uccide", un testo complesso che nasce , ci par di capire dal taglio, dalla fusione dei testi scritti di Giusepe Battaglia e dalla manifesta, evidentissima abilità, della giovanissima (appena sedicenne) Laura Laino, la quale dimostra apertamente che con "la macchina da presa" ci sa fare seriamente. Ma nel caso di Laura, non si tratta soltanto di apprezzarne il talento cinematografico nella realizzazione di un "corto" d'effetto come questo di cui parliamo.

Il vero talento di Laura è nella sua sensibilità animica, nella sua intuitività, nella capacità di sintesi che ha nel raccontare, nel far parlare il Silenzi. Prima che le immagini comincino a scorrere, una voce femminile, matura, dice che "sono passati trent'anni e tutti questi sono stati molto violenti". Vi sono vittime - simbolo di questa cieca violenza che colpisce l'intera società umana, ovunque l'efferatezza del reato produca il danno: sono le donne i cui nomi hanno riempito dolorosamente le cronache, ma la cui morte è diventata un MONITO terribile verso i responsabili. Responsabili che non sono soltanto gli esecutori materiali, ma le strutture e gli uomini dell'intero sistema che si crogiola nei programmi elettorali, nelle manifestazioni di facciata, nelle "quote rosa" denigranti quanto il consumismo legato alla sessualità femminile medesima, e giammai riconosce il merito. Questi nomi sono quelli di Lea Garofalo, Jamila Assafa, Stefania Noce, Maria Rosaria Sessa. Quattro donne, tutte le donne, UNA DONNA, perché violentare una donna fino alla morte è uccidere lo stesso concetto stesso di Donna; è uccidere l'anima di una civiltà. Ed allora scorrono le immagini del video, ad una velocità futurista (Tato e Marinetti lo avrebbero apprezzato): a volte si evidenzia l'intero volto, a volte l'occhio (e qui, viene in mente il surrealismo di Bunuel, di Bataille). Tre visi si alternano, ma è lo stesso viso che si presta ad un caleidoscopio di espressioni, di attese interiori, di fiducie, di serenità, di gioie provate per scivolare, rapidamente, verso un buio che ha il colore ed il sapore del sangue, verso la sfiducia, la delusione, l'annichilimento, il deserto delle emozioni, le ferite più crudeli e deturpanti. La luminosità dei volti si dissolve; si fanno cupi, si oscurano: il dolore è la loro essenza. E non è il dolore delle percosse, dei tagli (la donna, nel parto, è capace di sopportare ben altri dolori): è la sofferenza del tradimento interiore, dell'annullamento, della disconferma, del disconoscimento; semplicemente NON SI ESISTE PIU'. La storia personale dissolta, la speranza di un cammino comune interrotta dalla strada franata della vita, di una vita in cui si muore tante volte. Un fotogramma è sintomatico: Un volto graficamente strappato longitudinalmente: una metà bellissima, vitale, liscia; l'altra metà, percossa, ferita, tumefatta. Le bocche sono chiuse, le cicatrici, i tagli

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alle labbra, le ecchimosi. Non rimane che il Silenzio. Ma è un Silenzio Loquente ed eloquente. La Morte? Nella morte possono ancora avere quella parola che è stata loro negata, quella dignità che compete per valore proprio, per diritto di Natura, per volontà divina. A Lea Garofalo fu negata anche questa possibilità. Ed allora come recita uno dei testi scritti del video, sapientemente sincronizzato, non bisogna vivere in una società che insegna alle donne a difendersi dagli stupri, occorre insegnare il rispetto, a non stuprare. "La libertà di potere essere", chiosa la voce finale, "è la cosa più bella che ci sia, ed io ho preso in mano la mia vita". La straordinaria sensibilità e finezza di Laura Laino ha creato un piccolo capolavoro di cortometraggio: poco più di tre minuti di video per punteggiare in maniera precisa l'attuale patogenesi sociale, costituita in magna parte dal fenomeno tumorale della violenza, del maltrattamento, dell'abuso. Se ogni epoca ha le sue malattie, l'attuale momento storico deve fare i conti con il cancro della violenza. Le giovanette come Laura Laino rammentano che il lemma DONNA ha un valore semantico preciso, e genera un senso, un significato senza il cui intendimento vero e profondo, la Vita non sarebbe possibile. Non facciamo della sorgente della vita un deserto di morte. Scandale, 30.04.2014

Idea Arredo di Gino Carvelli

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Dr. Claudio Pirillo (Educ.-Form./Consul.Ped.-Med.FamScrittore- Recensore Cine-Teatrale)


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LÀ, DOVE PRIMA SPICCAVA TRA IL ROSSO E IL VERDE DELLE ARANCE IL GIALLO DEI LIMONI, È TUTTO UN AMMASSO DI FANGO E PIETRAME Giuseppe Mendicino "Se fossi più giovane, si disse, andrei a vivere su quei monti. Cercherei un ruscello e mi costruirei una casa di legno col camino. E le mie api farebbero miele nero di montagna. E non me ne importerebbe niente di nessuno…Il vecchio annusava l'odore intenso della terra, ricordandosi di altre primavere, altri anni. Si stupiva di come la gente ricordasse gli odori…Non come le cose si vedono. Rammentava ancora l'odore del topo muschiato che non sentiva più da quarant'anni.. La primavera era appena cominciata…" (C. McCarthy, Il guardiano del frutteto) Se i Greci fossero partiti oggi per colonizzare Crotone, non avrebbero costruito nulla a causa delle piogge in eccesso e delle stagioni intermedie praticamente inesistenti. Il clima mediterraneo era caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva ed inverni miti. Questa associazione rappresenta un carattere peculiare di questo tipo di clima. Il mare trattiene il calore estivo e lo rilascia durante l'inverno. Il passaggio da una stagione all'altra è abbastanza graduale e le piogge si concentrano soprattutto nel periodo invernale. O per meglio dire: era. Il Mediterraneo negli ultimi anni è sempre costantemente sopra la media climatologica. Le analisi condotte sulle acque mostrano un graduale aumento della temperatura delle acque superficiali, intermedie e profonde con aumento della salinità. Ciò significa che il bacino potrebbe essere colpito da condizioni climatiche tropicali, e il regime delle piogge trasformarsi , con periodi di siccità alternati a periodi di piogge intense e tempeste , che scaricheranno enormi quantità d'acqua in pochissimo tempo e il terreno non riuscirà ad assorbirle. Gran parte del territorio italiano meridionale rischia di trasformarsi in deserto, mentre nel settentrione, Venezia rischia di esser sommersa dall'acqua. Questa è la principale causa dei numerosi cambiamenti climatici che stanno avvenendo negli ultimi 50 anni, modificando i tassi di umidità, facendo accrescere così la quantità di calore trattenuta in eccesso. Osservando l'intero globo, dobbiamo notare un altro evento importan-

te: il ciclone, un evento meteorologico che avviene nei mari caldi. I cicloni sono violenti tempeste, raggiungono la terraferma e danno origine a forti raffiche di vento e piogge. Di recente sul territorio crotonese è intervenuto il ciclone "Nettuno". Le piogge alluvionali hanno ingrossato i corsi d'acqua e l'Esaro ha rischiato di esondare. A Crotone sono caduti 99 mm di pioggia, a Cirò Marina 170 mm dove le onde sono arrivate ai 10,4 metri di altezza. Il ciclone è passato da molto ma i suoi effetti si fanno ancora sentire. Eppure ancora nel febbraio 2014 sono stati centinaia gli interventi attuati dai vigili del fuoco nelle province di Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia. A Cerenzia 21 famiglie sono state messe insalve dalle loro abitazioni a seguito di un'ennesima frana nel territorio calabrese. Piogge e venti sono strettamente collegati. Le temperature alte invece si spiegano a livello mondiale con l'effetto serra. Nell'atmosfera sono presenti gas serra che trattengono una parte dei raggi del sole per mantenere una certa temperatura sul pianeta. Se i gas serra, e quindi il Carbonio prodotto dalle fabbriche, aumenta, i raggi trattenuti sono di più e la temperatura si surriscalda. Questo effetto ha cambiato negli ultimi 50 anni molti ambienti della terra. Crotone è stata portata a un livello quasi desertico, con periodi di siccità lunghi, inverni quasi insistenti perché uguali alle estati. Si possono notare escursioni termiche abbastanza forti, caratterizzati da giorni di allerta meteo e giornate primaverili di Gennaio. Negli anni tra il 1960 e il 1990 le temperature erano piuttosto regolari. Gennaio era il mese più freddo, come da regola, e luglio quello più caldo (rispettivamente -6°C e 43°C come temperature medie). Ma il tasso di umidità non era fra i più rincuoranti (max. 80% di umidità). Le precipitazioni erano regolari (941 mm di pioggia). Col ciclone repentinamente si sono raggiunte raffiche di 80 km/h e le temperature sono scese fino ai 12°C. Ma se per molti studiosi, i cambiamenti climatici avvengono per colpa dell'uomo, per altri tutto è causa di un processo inverso alla prima glaciazione. Per esempio, nell'antichità avvenne una glaciazione in Asia che spinse gli Unni a cercare territori pi fertili come quelli europei e per questo avrebbero attaccato Roma. Oppure il

TAEKWONDO: ECCELLENTI RISULTATI PER GLI ATLETI PETILINI Massimo Carvelli Eccellente performance per gli atleti della palestra di Mario Lazzaro, di Petilia Policastro, al torneo internazionale di arti marziali (taekwondo) che si è svolto a Fano in provincia di Pesaro. Su 600 atleti partecipanti, da tutta Italia ed Europa, il team petilino ha portato a casa ben quattro medaglie, di cui un primo posto, con Giuseppe Nicotera, un secondo posto, conquistato da Mario Pace, e due terzi posti con Pasquale Lazzaro e Giuseppe Giordano. Da segnalare, poi, diversi quarti posti, che

sono un ottimo risultato, considerato il numero dei partecipanti, raggiunti da Lucio Nesci, Vincenzo Lazzaro e Antonio Pace. L'istruttore Mario Lazzaro si ritiene molto soddisfatto per i risultati raggiunti dai propri atleti, e soprattutto di portare una realtà sportiva in un piccolo paese come Petilia Policastro facendola comparire nei primi posti nel campo internazionale delle arti marziali (taekwondo). (Nella foto gli atleti a Fano)

Tamigi a Londra nel 1800 fino a 1850 durante la cosiddetta Little Ice Age subì una violenta glaciazione tanto che i cittadini poterono pattinarci sopra, fare fiere e bruciarono così tanta legna da far sollevare un'enorme cappa di fumo sopra Londra. Allo stesso modo, il globo ha subito periodi di alte temperature che hanno mostrato i loro effetti anche in Calabria. Plinio il Vecchio, nel I secolo d.C. scrive di cinque isole nel tratto di mare da Capo Lacinio a Le Castella: Meloessa, Dioscuri, Calipso, Tiris ed Eranusa, di cui quattro, sono oggi sommerse per l'innalzamento del livello del mare. Nel corso del Medioevo, Cassiodoro scrive di "un'annata di terribile siccità avvenuta tra il 507 ed il 511 durante la quale l'eccesso di aridità aveva indurito le viscere del terreno per troppo calore al punto che si ebbe un raccolto scarsissimo". Paolo Diacono ci parla di una catastrofica siccità (dopo un secolo da Cassiodoro) e di un'invasione di cavallette. Nel corso del 1500 di nuovo numerose piogge, nevicate e disastri meteorologici fino a quando nel 1721 Antonio Mannarino scrive: "Così verso il 1673, 1685, 1694, 1705, e 1710 del secolo corrente […] parea, che Iddio si tenesse in cintola, le chiavi delle nubi, allorché venne interdetta per molti mesi col ritengo dell'acque la sua natural fecondia alla terra troppo inaridita". Nel 1900 il tempo di nuovo inizia a cambiare repentinamente: nel 1935 una siccità nel Marchesato di Crotone e nel 1953 un' alluvione, nel 1965 siccità, e nel 1973 la catastrofica alluvione di Crotone rimasta su una pagina nera della storia della città: "Là, dove prima spiccava tra il rosso ed il verde delle arance il giallo dei limoni é tutto un ammasso di fango e pietrame. Notte del primo gennaio 1973. Piove da tredici giorni. Il genio dello sterminio si posa sulle acque del Tacina e del suo affluente Soleo e volto lo sguardo ai fiorenti giardini, dopo anni di lavoro, di privazione, di amaro sudore, ne fa segno alle saette del suo arco". (Hanno collaborato: Giorgia Pascuzzi, Martina Morrone, Matteo Calzona, Giulia Talerico, Dariush Ghasemzadeh, Vittoria Ciliberto, Tommaso De Marco)


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Rubrica Letteraria a cura di Rossella Frandina docente di Lettere

LA FORMA DELL’ACQUA

«Qual è la forma dell'acqua? Ma l'acqua non ha forma!» dissi ridendo: «Piglia la forma che le viene data» [A. Camilleri]

Rossella Frandina, docente di Lettere classiche al Pitagora di Crotone, ha deciso di curare una rubrica culturale sul nostro mensile occupandosi di Letteratura. C'erano una volta… in un mondo poco fatato un cane, una catena e due pesci. Il cane odiava quella catena. Ma aveva una sua dignità. Quello che faceva era non tendere mai la catena del tutto. "Non si allontanava mai nemmeno quel tanto da sentire che tirava. Nemmeno se arrivava il postino, o un rappresentante. Per dignità, il cane fingeva di aver scelto di stare entro quello spazio che guarda caso rientrava nella lunghezza della catena. Niente al di fuori di quello spazio lo interessava. Interesse zero. Perciò non si accorgeva mai della catena. Non la odiava. La catena. L'aveva privata della sua importanza". Forse non fingeva, forse aveva davvero scelto di restringere il suo mondo a quel piccolo cerchio. Aveva un potere tutto suo. Una vita intera legato a quella catena. I due giovani pesci che trascorrevano le giornate nuotando, un giorno incontrano "un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: - Salve, ragazzi, com'è l'acqua? - I due pesci giovani nuotano un altro po', poi uno guarda l'altro e fa: - Che cavolo è l'acqua?" (D. F. Wallace, Questa è l'acqua) Premesso che non sono il pesce saggio, se la vostra assoluta libertà di scelta su cosa pensare vi sembrasse troppo ovvia per perdere del tempo a leggere, allora vorrei chiedervi di pensare al pesce e all'acqua, e a mettere tra parentesi, anche solo per pochi minuti, il vostro scetticismo circa il valore di ciò che è completamente ovvio. Seguendo l'utilitarismo imperante l'umanità cerca di realizzare la più grande fortuna ma, in questo suo anelito, attua il contrario di quello che sperava precipitando nella più grande sfortuna. Se torniamo indietro nel tempo, Cicerone e Keynes, padre della macroeconomia, affermavano che il bene è più importante dell'utile e Thé-

ophile Gautier dichiarava che se i fiori venissero eliminati dalla faccia della terra, il mondo materialmente non ne soffrirebbe, eppure egli avrebbe rinunciato più alle patate che alle rose. Per creare un mondo migliore dobbiamo allora, forse, ripartire da quella cultura in grado di produrre eretici intrisi di umanismo. L'incontro con la cultura è sempre inizio e motivo di turbamento e sconcerto. Immergersi nella lettura significa abbandonare i sentieri certi e sicuri del conosciuto e inoltrarsi per sentieri impervi, verso le terre dell'incognito e del mistero del nostro mondo interiore. Significa uscire allo scoperto, confrontarsi, indifesi, con gli spazi tenebrosi del non cosciente in un tempo diffluente e invertebrato alla ricerca di una patria metafisica, virtualmente mobile, infinitamente presente. L'essenziale è sapere vedere, saper vedere senza stare a pensare, saper vedere quando si vede e non pensare quando si vede né vedere quando si pensa. (F.Pessoa)

DALLE FRAZIONI

E' una specie di mistero. Bisogna cercare di capire, lavorando di fantasia. Dimenticare quel che si sa in modo che l'immaginazione possa

vagare libera, correre lontano, dentro le cose fino a vedere che l'anima è un velo di seta. Immaginate un velo trasparente e una mano che lo afferra, lo solleva come se fosse un colpo di vento e lo chiude fra i pensieri. Così quella mano è lo scrittore. La conoscenza un velo di seta. Passi senza rumore. Colori ciechi. Un ricevere il mondo negli occhi. Senza meraviglia, senza il vizio del sapere. Il sapere è un destino infinito. Ha i suoi tempi, le sue misure, i suoi colori ma è personale e Socrate lo aveva spiegato nel Simposio: "Sarebbe bello Agatone se la sapienza fosse in grado di scorrere dal più pieno al più vuoto di noi, solo che ci mettessimo in contatto l'uno con l'altro, come l'acqua che scorre nelle coppe attraverso un filo di lana da quella più piena a quella più vuota". Ma non è possibile. Spesso ci comportiamo come i due pesciolini che, pur all'interno dell'acquario in cui vivono, si chiedono cosa sia l'acqua. L'acqua è la cultura, l'onestà, la dignità nella quale possiamo coltivare la democrazia, la solidarietà, la giustizia, l'acqua deve essere "un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità" (P. Borsellino) perché i mediocri, i disonesti, in una società non società, arrivano ai vertici e ci stanno fin tanto che il contesto stesso che li ha prodotti non li ringoia. Ma noi pensiamo troppo e sentiamo poco. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi; la scienza ci ha trasformato in cinici; l'abilità ci ha resi duri e cattivi…(C. Chaplin, Il grande dittatore). Oggi dovremmo iniziare a sentire e quando ci inviteranno a diventare i difensori di un sistema, di un potere, di una nicchia, dovremmo rispondere come Charlie Chaplin nel finale de "Il grande dittatore": "Mi dispiace. Ma io non voglio fare l'imperatore. No, non è il mio mestiere. Non voglio governare, né conquistare nessuno; vorrei aiutare tutti se è possibile, vorrei avere il diritto di avere diritti".


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PAGLIARELLE

DALLE FRAZIONI

GIORNATA IN ALLEGRIA GRAZIE ALLA GARA DI PESCA Virginia Garofalo Durante i giorni di festa pasquale a Pagliarelle si è svolta anche un giornata dedicata alla pesca, giorno 19 aprile infatti presso il laghetto di "Vaccarizzo" si è tenuta una vera è propria gara di pesca. L'idea è stata realizzata da tre ragazzi: Garofalo Luca, Ierardi Salvatore e Curcio Valentino, che hanno organizzato nei giorni precedenti l'indispensabile per la riuscita della giornata, con un risultato finale soddisfacente e gratificante. La prima mattinata è stata dedicata agli ultimi ritocchi per dare il via nel primo pomeriggio alla gara con tanto di iscrizioni, si è arrivati ad un totale di 34 iscritti non solo del paese, molti dei partecipanti sono venuti dai paesi limitrofi e hanno potuto svolgere una competizione nella miglior regolarità possibile. La gara infatti è stata guidata e controllata da giudici di gara insieme all'aiuto e alla collaborazione degli uomini forestali dell'ittico-venatoria. La durata della gara è stata di 2 ore circa, lasciando gli spettatori con l'ansia del risultato e della conoscenza dei primi tre più fortunati. Come tutte le gare anche questa ha avuto il suo primo vincitore insieme al secondo e terzo classificato, ognuno ricompensato con tanto di premio.

Finita la gara la festa è continuata, gli appassionati hanno potuto continuare a pescare per piacere, gli spettatori e altri hanno potuto mangiare e bere, visto che gli organizzatori avevano pensato anche all'intrattenimento dei non gareggianti che volevano semplicemente trascorrere una giornata diversa tra divertimento, risate e in compagnia in mezzo alla natura. La giornata ha avuto un esito positivo, chi l'ha vissuta né parla con soddisfazione e ringrazia gli organizzatori, incitandoli a programmarne al più presto un'altra. Visti i risultati gli ideatori della gara possono sentirsi fieri del lavoro svolto.

Località Vaccarizzo

POSATA LA PRIMA PIETRA PER LA COSTRUZIONE DELLA CHIESA EVANGELICA Filomena Ierardi Domenica 13 aprile è stata posta la prima pietra della Chiesa evangelica che dovrà sorgere in località San Liborio, realizzando così un progetto tanto desiderato dai fedeli non solo petilini, ma di tutto il territorio circostante. Con il desiderio di avere una nuova struttura dove si possa celebrare il culto, gli evangelici stanno facendo uno strappo a quella che è la loro concezione del legame della fede con l'architettura come spiega l'architetto Giuseppe Saporito. Infatti per gli evangelici la chiesa è un luogo dove si recano a pregare, non ha importanza lo stile e l'estetica, non conta l'architettura, ma la funzione che la chiesa come luogo fisico assolve. Infatti "Nella Chiesa evangelica non si vive il rapporto viscerale con l'architettura come accade tra i cattolici" continua a spiegare l'architetto. Nonostante tutto per questo progetto di una nuova chiesa i fedeli ce l'hanno messa tutta, sono convinti di realizzarlo e sanno di riuscirci "perché, nonostante sia uno sforzo

immane, sono consapevoli di essere aiutati da Dio" spiega Saporito che, oltre a dare una spiegazione da tecnico, conosce la spinta emotiva che anima gli evangelici in quanto è vicino alla comunità. La giornata della posa della prima pietra si è svolta nella semplicità e in una serenità data anche dal posto dove sorgerà la chiesa. Dopo il culto domenicale, il pastore insieme agli altri fedeli si è recato sul posto scelto per la costruzione e ha posato la prima pietra alla presenza dell'architetto Adriano Pace, che è il responsabile del progetto, del sindaco Amedeo Nicolazzi e del vicesindaco Vincenzo Calaminici. Molto belle le parole del sindaco che hanno incoraggiato così i presenti "Vi porgo gli auguri perché siete una bella comunità, in questo progetto vi appoggio come persona e come Amministrazione, anche se le risorse sono poche. È molto bella la serenità che voi evangelici avete e che trasmettete". (Nella foto un momento della cerimonia)

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CAMELLINO

INSOLITO VENERDÌ SANTO Ilenia Curcio Quello di quest'anno è stato un Venerdì Santo insolito per la popolazione di Camellino. La tradizionale Via Crucis, che ogni anno si è svolta all'interno della chiesa, quest'anno ha avuto luogo per le vie della frazione. L'evento religioso ha attratto numerosi abitanti, circa un centinaio, che dalla chiesa si sono incamminati sino a raggiungere una delle prime case di Camellino dove, dinanzi alla prima stazione, è iniziato il racconto della Via Crucis con le sensazioni e le meditazioni di Santa Faustina. Tra una stazione e l'altra sono stati intonati dei canti, ma la peculiarità della processione è stata la fiaccolata, voluta in modo particolare dalla parrocchia. I bambini, presenti dall'inizio alla fine, si sono resi partecipi di tale iniziativa e hanno dato un importante contributo durante l'esecuzione dei canti. Le stazioni, inoltre, non sono state distribuite in maniera casuale ma sono state sistemate in zone abitate da persone bisognose come anziani e malati. La tredicesima stazione, invece, è stata collocata nella piazzetta nel paese, qui si sono aggiunte altre persone che hanno proseguito fino in chiesa dove si è conclusa la Via Crucis. Gli abitanti di Camellino, ancora una volta, si sono impegnati ad organizzare questo evento con lo scopo di unire e di rendere partecipe l'intera comunità.

(Una delle stazioni allestite dai fedeli di Camellino)


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BATTESIMO CIVICO Filomena Ierardi Mercoledì 9 aprile si è celebrato il primo battesimo civile per i ragazzi che da poco hanno compiuto la maggiore età. La celebrazione, organizzata dall'Amministrazione comunale, si è tenuta all'interno della biblioteca dove sono stati invitati i 128 ragazzi nati nel 1995 e che si apprestano per la prima volta a votare alle elezioni europee. Tanta emozione per i ragazzi che dovevano ritirare dal sindaco, Amedeo Nicolazzi, e dal vicesindaco, Vincenzo Calaminici, l'attestato dell'avvenuto battesimo civico e una copia della Costituzione italiana. Dopo la presentazione dell'iniziativa da parte del presidente del consiglio, Paola Carvelli, i ragazzi erano abbastanza agitati nel dover salire sul palchetto della biblioteca presentandosi con la loro maggiore età e con l'ambizione di essere i nuovi cittadini del mondo. Dopo i primi gruppi di ragazzi chiamati per ricevere gli auguri e l'applauso per la maggiore età, gli altri si sono presentati meno ansiosi e più disinvolti. Come ha affermato la liceale Carmen "È stata proprio una bella iniziativa questa del bat-

PER TUTTI I NATI DEL

tesimo civico; è importante sottolineare che siamo diventati maggiorenni e che molti di noi per la prima volta andranno a votare tra qualche mese dimostrando di essere maturi per affrontare il mondo". Ed è proprio alla maturità che il sindaco ha fatto riferimento nel suo discorso di auguri per i ragazzi presenti "Vorrei che vi rendeste conto che tra di voi ci sono i nuovi dirigenti del domani e dovete dare tutto il vostro impegno sin da ora per Petilia e per l'intera Europa". Tanti i ragazzi e diversi tra di loro quelli che si sono affacciati al mondo degli adulti, c'erano tra di loro i più emozionati e quelli che hanno ritirato l'attestato con un'aria di leggerezza, c'era chi si è presentato con un abbigliamento più da adulto e chi in modo sbarazzino si è accostato al sindaco per la foto di rito, tra i nuovi maggiorenni c'è stata anche una ragazza che ha ricevuto Costituzione e attestato con in braccio il suo bambino. Insomma una generazione quella del '95 ricca di tante personalità. Molto incoraggiante il discorso del vicesindaco Calaminici che, dopo la visione di un discorso di Roberto Benigni sulla Costituzione

CROTONE, QUATTRO SINDACI CONTRO L’AUMENTO DI TARIFFE DELLA SOAKRO Massimo Carvelli "I sottoscritti Sindaci dei comuni sottoelencati, che firmano la presente, esprimono la totale contrarietà a quanto comunicato circa l'intenzione di codesta Società di applicare "un lieve" aumento delle tariffe del sistema idrico integrato". E' quanto scrivono in una nota congiunta i sindaci di Cotronei, Nicola Belcastro, di Mesoraca, Armando Foresta, di Roccabernarda, Enzo Pugliese e di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi. "Ribadiamo - continua la nota - la contrarietà di tale paventato aumento, anche in virtù del fatto che non sono stati portati a conoscenza i dati del bilancio e le ragioni di tale richiesta, atteso che nessun piano industriale è stato assunto dai soci ed anche dalle amministrazioni che hanno una funzione essenziale, di rappresentatività dei cittadini-utenti e di controllo della gestione e delle funzioni. In ogni caso, l'aumento preannunciato non appare, in alcun modo, giustificato, a fronte di un servizio che, come si può rilevare dalle numerose, giornaliere, sollecitazioni dei cittadini che lamentano significativi disservizi, non ha uno standard qualitativo sufficiente.

Rileviamo che la funzione di controllo è costantemente impedita, con grave nocumento per le funzioni a cui sono chiamati i soci e con gravi responsabilità per gli organi amministrativi e di sorveglianza della società. In un momento di grave crisi per le famiglie che soffrono una pressione fiscale e tributaria non più sostenibile, appare, quanto mai inopportuna la decisione di SO.A.KRO, di procedere ad un ritocco delle tariffe, in assenza di trasparenza dei dati di bilancio e delle previsioni di gestione aziendale. Pertanto, vi diffidiamo formalmente a non adottare alcun provvedimento di modifica, in aumento, delle tariffe, atteso che nessun piano di gestione e di programmazione è stato assunto dall'assemblea dei soci, ovvero dal competente Ambito Territoriale che, sia pur se modificato dagli ultimi provvedimenti legislativi regionali, ha mantenuto delle specifiche competenze. Perdurando tale atteggiamento di completo disinteresse e di distanza dalle problematiche della gestione del servizio, comunichiamo che saremo costretti a recedere dal rapporto gestionale con la Soakro e di riportare la gestione del servizio idrico integrato all'interno dei rispettivi enti comunali".

di Pace Emanuela

Articoli prima infanzia abbigliamento 0/12 giocattoli Via Dante Alighieri, 106 - Petilia Policastro (di fronte al Comune) tel. 3208793661

1995

italiana, ha fatto notare ai ragazzi presenti "Vorrei che prendeste in considerazione questo dato che molti dei partigiani che hanno combattuto contro il nazifascismo avevano la vostra età ed erano caratterizzati dall'ambizione ed è proprio questa che conta. Dovete avere un' aspirazione ispirata a buoni principi".

ANCORA PROBLEMI PER

L’UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE Massimo Carvelli «Gli effetti della scellerata circolare ministeriale, che ha di fatto trasferito gli addetti ai servizi di cancelleria dagli uffici dei Giudici di Pace del circondario, non si sono fatti attendere. L' udienza di Petilia Policastro del 3 aprile è stata rinviata al 1 luglio 2014. Così al susseguirsi di rinvii dovuti ai motivi più vari si aggiungono, come avevamo preventivato, quelli dovuti alla assoluta inadeguatezza delle scelte di chi dovrebbe organizzare il funzionamento della macchina della Giustizia. Continuano cosí ad allungarsi ulteriormente i tempi per ottenere giustizia» «E' ormai divenuto impossibile - continua a nota - spiegare ai cittadini del perché per avere una sentenza in un giudizio civile, se va bene, c'è bisogno anche di sette, otto anche dieci anni. Se solo si pensa che, in tribunale come dal giudice di pace, si è in attesa che vengano sciolti provvedimenti trattenuti a riserva dal 2010 è tutto detto; così come dal 2010 e anche prima si aspettano sentenze. E' ovvio che, tale situazione, oltre ad indurre i cittadini a non credere più nella Giustizia, sta letteralmente mettendo in ginocchio l'intera avvocatura del territorio e del Paese intero. E se in una regione come la Calabria non funziona la Giustizia, come si può pensare ad una ripresa economica?»


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Racconti d’altri tempi di Michele Belcastro

Non me ne vogliano tutti coloro che avranno la pazienza di leggere questo modesto mio scritto; ma, essendo nato e vissuto a contatto di una natura che se a volte anche cruda e selvaggia, ai miei occhi era sempre infinitamente bella e genuina, eccomi ancora per l'ennesima volta a girarci intorno. Le alte cime del Montenero, dello Scorciavuoi e del Gariglione; le grandi pianure dell'alta valle del Tacina, dell'Arvo e dell'Ampollino sempre mi hanno avvicinato al Creatore. Forse, è tutto questo che mi ha spinto a formulare

CHE COSA È DIO?

La domanda può sembrare provocatoria, la risposta, a pensarci bene, è molto semplice.

l'audace domanda che, per quanto può sembrare provocatoria forse, provocatoria non è! A mio modesto parere, la risposta potrebbe essere sotto gli occhi di tutti se solo sapessimo svestirci dalle nostre smanie di grandezza, dalle prepotenze, dalle arroganze e accontentandoci invece del giusto, avvicinarci con immensa umiltà alla contemplazione del Creato e a tutto ciò che di esso ne fa parte, compreso noi stessi. Si, proprio noi stessi. Forse… che gli atomi che compongono il nostro corpo non sono presenti in tutto l'universo? Non siamo altro che polvere vagante in questa grande immensità di spazi infiniti. A darmi stimolo e coraggio, gentili lettori, CHE COSA È DIO? Nell'ora che nel bruno firmamento comincia un tremolio di punti d'oro, d'atomi d'argento, guardo e domando: - Dite, o luci belle, ditemi, cosa è Dio? «Ordine», mi rispondono le stelle.

(Nella foto: l’immensa pianura dell’alta valle del Tacina, qui nasce l’omonimo fiume, sullo sfondo le tre gobbe del Gariglione)

Quando all'april la valle, il monte, il prato, i margini del rio, ogni campo dai fiori è festeggiato,

ha di certo influito la stupenda poesia che fra poco leggeremo. Confesso che mi è stata sempre vicina nel mio girovagare su per i monti e le pianure dell'altopiano, dove l'animo mio sempre si è nutrito delle sue bellezze. Lascio all'autore, che è lo stesso della "Spigolatrice di Sapri", rendere lume e conoscenza sulla provocatoria domanda. Si può gentili lettori aggiungere futili parole a quanto il poeta con magistrale sapienza ha immortalato? Ci ha ricordato che Dio è: Ordine, Bellezza, Amore. guardo e domando: - Dite, o bei colori, ditemi, cosa è Dio? «Bellezza», mi rispondono quei fiori. Quando il tuo sguardo innanzi a me scintilla, amabilmente pio, io chiedo al lume della tua pupilla: -Dimmi, se il sai, bel messagger del core, dimmi, che cosa è Dio? E la pupilla mi risponde: «Amore» Aleardo Aleardi (1812-1878)

Negli obiettivi del Rotary Club di Petilia

LA

CULTURA DELLA PREVENZIONE MEDICA

Francesco Cosco Biblioteca Comunale, il Rotary Club di Petilia Policastro a convegno: la prevenzione medica elaborata come obiettivo di iniziative dall'associazione ha riguardato due gravi malattie che colpiscono le donne e da cui la prevenzione può salvare la vita. L'importanza dell'argomento ha smosso dalla sua sede nazionale anche la governatrice del Distretto Rotari 2100, che ha desiderato esser presente. Virginia Angotti, Presidente del Club e tutto il suo entourage hanno infatti rivolto la loro attenzione nella prevenzione delle due affezioni: il papilloma virus ed il tumore al seno. A discutere le argomentazioni è intervenuto un team medico di tutto rispetto: il dottor Federico Tallarigo, responsabile dell’Unità Operativa di anatomia patologica dell'Asp di Crotone, sul

tema "Patologie correlate e metodiche diagnostiche"; la dottoressa Concetta Fumia, responsabile di una Unità Operativa di Colposcopia dell'Asp di Lamezia Terme su "Un vaccino per sconfiggere un tumore"; la dottoressa Carla Cortese, oncologa dell'Asp crotonese e vice presidente del Lilt, sul "Tumore alla mammella, approcci terapeutici e nuove prospettive". E' emerso che il papilloma virus è da combattere ancor più perché colpisce soprattutto le giovani donne, mentre il tumore al seno si configura come uno dei tumori più diffusi e insidiosi. La presidente del Club di Petilia, Virginia Angotti, ha testualmente dichiarato che "il Rotary entra nel merito della natura dei due mali con l'obiettivo preciso di rilanciare il principio che prevenire è annullare gli effetti del male. Come prevenzione dei tumori del collo dell’utero c’è il vaccino per il papilloma virus e

il pap test, mentre per la prevenzione del tumore al seno c’è la mammografia". Ed ancora che "fa parte della missione e della sua natura del servire, per il Rotary, rilanciare la cultura della prevenzione per una migliore qualità della vita della donna". La Governatrice del Distretto Rotary 2100, Maria Rita Acciardi ha ribadito il concetto della presidente del Club: e cioè che "per predisposizione alla volontà del servire, i Rotariano cercano di intervenire in quei settori in cui la nostra società ha più bisogno di certa cultura, come per l'immane sforzo degli undicimila Rotary Club, nell'aver quasi eradicato la polio dal pianeta con la vaccinazione di circa due miliardi di bambini.

(Nella foto, da sinistra: la dott.ssa Carla Cortese, la presidente del Rotary dott.ssa Virginia Angotti, la governatrice del Rotary arch. Maria Rita Acciardi, la dott.ssa Concetta Fumia ed il responsabile della U.O. di Anatomia Patologica dr Federico Tallarigo).


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L’ANGOLO DEI BAMBINI I

VINCITORI DI CASTELFIABA 2013 INCONTRANO LUCIA BELLASSAI Filomena Ierardi Gli alunni della scuola primaria "Barbara Micarelli", sezione staccata di Paternise dell'Istituto Comprensivo "Dante Alighieri", hanno incontrato nella biblioteca comunale Lucia Bellassai, direttore artistico di Castelfiaba, importante rassegna dedicata all'infanzia che si tiene ormai da diversi anni a Santa Severina. Un incontro importante per alunni e insegnanti visto che la stessa scuola nell'edizione 2013 della rassegna si è classificata al primo posto nella sezione narrativa e scrittura con una raccolta di fiabe inedite vincendo il Ranocchio di bronzo, premio fra l'altro realizzato dall'artista petilino Romolo Rizzuti. Il tema dell'iniziativa culturale, coordinato dall'insegnante Filomena Luchetta, è stato quello del mondo della fiaba. I bambini dell'istituto "Micarelli", ormai veterani del concorso, hanno presentato alcuni racconti della tradizione popolare, anche in vernacolo, legati alla Quaresima e alla Pasqua. Molto intenso il momento in cui l'ospite della giornata ha letto due favole ai bambini delle classi quarte e quinte dell'Istituto "Dante Alighieri" e il confronto tra la Bellassai e gli alunni. L'interesse per l'iniziativa da parte dei più piccoli si è evidenziato con le domande pertinenti che hanno rivolto all'ospite e con l'entusiasmo con il quale l'hanno accolta. Molto soddisfatta dell'iniziativa è

l'insegnate Luchetta che ha accompagnato i propri alunni in più concorsi di scrittura, uno tra tanti "Parlawiki, costruisci il vocabolario della democrazia" che ha premiato la scuola con un riconoscimento da parte della Camera dei Deputati. Luchetta ringrazia "L'amministrazione comunale per la disponibilità data e in particolar modo il vicesindaco, Vincenzo Calaminici, presente alla manifestazione. Voglio anche ringraziare il professore Aldo Falbo per l'aiuto in qualità di tecnico audio e la professoressa Vittoria Grano, figura strumentale, per la presenza nell'organizzazione". L'insegnante del plesso di Paternise intanto fa sapere che i propri alunni parteciperanno nuovamente al concorso di Castelfiaba, ora c'è solo da sperare per loro in un nuovo riconoscimento.

I disegni pubblicati in questa pagina sono stati realizzati dagli alunni della scuola primaria «Barbara Micarelli» di Paternise


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ANNO XVII - MAGGIO 2014

MANIFESTAZIONI RELIGIOSE A PETILIA

FOTORACCOLTA PETILIAINWEB.IT BY MIMMO RIZZUTI

Petilia Policastro: COM’ERA E COM’È

a cura di Mimmo Rizzuti

VIA RISORGIMENTO MEGLIO DETTA

«U FUMMARIADDRU»


ANNO XVII - MAGGIO 2014

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Continuiamo a pubblicare una serie di vecchie foto di gruppi scolastici con l’indicazione della scuola e dell’anno cui si riferiscono. Preghiamo coloro che vi si riconoscono di volercelo comunicare e di inviarci una foto attuale con il permesso per una sua successiva pubblicazione.

PETILIA E LA SCUOLA

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