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ANNO XVII - MARZO 2014

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Mano pesante del P.M.

CHIESTI 9 ERGASTOLI PER L'OMICIDIO VONA Massimo Carvelli Mano pesante del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha chiesto 9 ergastoli nei confronti dei presunti responsabili dell'omicidio di Valentino Vona, il 25enne trucidato il 21 aprile del 2012 a Petilia Policastro e del tentato omicidio di Giuseppe Vona, 26enne fratello della vittima; tra gli altri reati a loro imputati anche il porto abusivo di armi, tutto con l'aggravante delle modalità mafiose. Il pm, Domenico Guarascio, concludendo la sua requisitoria ha chiesto al giudice distrettuale dell'udienza preliminare di condannare all'ergastolo a Giuseppe Scandale, Tommasino Ierardi, Luigi Lechiara, Giuseppe Pace, Michael Pace, Pasquale Manfreda, Mario Mauro, Giovanni Castagnino, Francesco Garofalo. Nove anni di reclusione, invece, sono stati chiesti per un decimo imputato, Salvatore Comberiati, per l'accusa di detenzione di armi aggravata. I riti alternativi sono stati infine rinviati all'11 marzo, ed allora ci sarà spazio per le arringhe difensive. Come si ricorderà Valentino Vona fu ucciso il 21 aprile 2012, quando insieme a suo fratello Giuseppe, era a casa dello zio, in una zona di campagna di Petilia Policastro, per caricare della legna su un furgone. E proprio mentre i due fratelli stavano lavorando avrebbero visto avvicinarsi alcune persone e avrebbero tentato

la fuga per sfuggire all'agguato. La fuga riuscì a Giuseppe ma non a Valentino che venne raggiunto da colpi di pistola e fucile; una volta raggiunto, al giovane venne dato il colpo di grazia con un violento colpo alla testa con un badile. A trovare il cadavere di Valentino e ad avvertire i carabinieri, lo zio; Giuseppe, poco dopo, venne trovato dai carabinieri, nascosto non lontano e in stato di choc. Gli arresti dei presunti colpevoli avvenne con l'operazione Impluvium, nell'agosto 2012, dopo le indagini dei Carabinieri, con l'esecuzione di cinque provvedimenti di fermo firmati dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, e dall'aggiunto Giuseppe Borrelli. Le manette ai polsi scattarono per Giuseppe Scandale, Tommaso Ierardi, Luigi Lechiara, Giuseppe Pace, Michael Pace, tutti accusati di aver preso parte all' organizzazione dell' omicidio e del tentato omicidio dei Vona; Salvatore Comberiati, invece, fu fermato solo per detenzione di armi perché nel corso di una perquisizione i Carabinieri trovarono nella sua casa due fucili calibro 12, uno a pompa e uno sovrapposto, e una mitraglietta Spectra oltre a munizioni, due passamontagna e guanti in lattice sporchi di sangue. Le indagini presero la strada giusta dopo l'omicidio di Vincenzo Manfreda, che gli inquirenti ritenevano elemento di spicco della 'ndran-

CONTINUANO I TAGLI ABUSIVI NEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA Massimo Carvelli Una persona è stata denunciata dal Corpo forestale dello Stato per taglio e furto di piante in un area di massima tutela paesaggisticoambientale, in quanto zona 1 del Parco Nazionale della Sila. È il risultato dell'attività svolta nei giorni scorsi dal personale del CfS del Comando Stazione di Cotronei, dipendente dal Coordinamento Territoriale per l'Ambiente di Cosenza, che sta ponendo ogni sforzo per arginare questo fenomeno che negli ultimi tempi sta assumendo valori preoccupanti. Gli agenti, nel corso di un servizio di controllo nell'ambito dell'area del Parco della Sila Crotonese, hanno intercettato un camion senza conducente e carico di legna di cerro, da poco tagliata, sprofondato in una grossa pozzanghera di fango per via delle recenti ed abbondanti piogge. Dall'accertamento sulla targa, gli agenti sono risaliti al proprietario dell'autocarro, che allontanatosi per cercare aiuto, giungeva in zona dopo circa mezz'ora. L'uomo, G. F. 47enne di Petilia Policastro, di professione autista, è risultato senza alcuna

autorizzazione. Seguendo le tracce fresche e ben visibile rilasciate dall'autocarro, gli agenti sono riusciti a risalire all'area boscata dove era stato effettuato il taglio abusivo di 15 piante di alto fusto della specie quercina, mentre alcuni pezzi di tronco giacevano ancora a terra pronti per essere trasportati. La zona dove è stato perpetrato l'illecito è posta in località "Cicerata" del comune di Cotronei e ricade nei confini della zona 1 del Parco Nazionale della Sila, ritenuta di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico con inesistente o limitato grado di antropizzazione. Risulta anche essere Zona di Protezione speciale, per la tutela dell'avifauna selvatica, dove l'integrità degli ambienti naturali è di fondamentale importanza per la tutela della biodiversità animale e vegetale. Considerato le varie violazioni commesse, il 47enne già noto alla Forestale per un episodio analogo, dovrà rispondere all' autorità giudiziaria per molteplici e gravi reati penali oltre che pagare una cospicua sanzione amministrativa. L' autocarro e il materiale legnoso sono stati posti a sequestro penale.

Valentino Vona

gheta petilina, avvenuto nel marzo precedente sempre a Petilia Policastro. I carabinieri, infatti, ricostruirono quello che viene definito "traggiro di mafia". L'omicidio Manfreda, cioè, sarebbe maturato in ambienti vicini allo stesso ex capo cosca, nell'ambito di un riequilibrio interno della 'ndrina. Mentre il tentato omicidio di Giuseppe Vona, vero obiettivo dell'agguato in cui morì invece il fratello Valentino, sarebbe nato dal tentativo di fare credere che il primo fosse il responsabile dell'omicidio di Vincenzo Manfreda. Il padre dei fratelli vittime dell'agguato del 21 aprile, Domenico Vona, di 48 anni, era stato assassinato il 19 aprile del 1999 con un colpo di pistola davanti la sua casa, davanti alla moglie.

NOTA STAMPA DEL 4 FEBBRAIO «Sono incalcolabili i danni provocati al mondo agricolo crotonese a causa delle precipitazioni continue che da più di tre giorni si stanno abbattendo e che hanno provocato anche esondazioni di numerosi corsi d' acqua (Neto, Vitravo, Lese)». - Si legge in una nota dell' Associazione Produttori Zootecnici della Calabria - L'ondata di maltempo ha colpito tutti i Comuni della nostra provincia e soprattutto le aree rurali. Le abbondanti piogge oltre a causare smottamenti e frane con seri pericoli per le abitazioni hanno provocato allagamenti di migliaia di ettari di terreni già seminati a grano che difficilmente riusciranno a sopravvivere perché l'acqua provoca asfissia radicale con conseguente morte della pianta e perdita del prossimo raccolto. - Prosegue la nota - Allagamenti si registrano un po' in tutte le aree interessate dalle perturbazioni con coltivazioni di ortaggi invernali come broccoli, spinaci, finocchi e cavolfiori andate perdute, greggi di pecore al pascolo (soprattutto nei comuni di Roccabernarda, Rocca di Neto, Petilia Policastro, Cutro) in difficoltà ma l'acqua ha invaso serre e magazzini e colpito anche attrezzature e macchine agricole. A destare molta preoccupazione come detto sopra sono anche le frane e gli smottamenti sulle strade secondarie che impediscono la circolazione con il rischio di isolamento per le aree rurali con i problemi per rifornire le stalle con foraggi e mangimi necessari all'alimentazione degli animali. Ci stiamo attivando nel monitorare le richieste di assistenza e stimare i danni che già da un primo riscontro sono moltissimi ed ingenti e che con il passare del tempo purtroppo sono destinati a salire. - Conclude la nota - Da domani i nostri uffici saranno attivati per monitorare le richieste di assistenza e per dare assistenza agli agricoltori in difficoltà».

Il Petilino OnLine Marzo 2014  

Il Petilino 2014

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