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ANNO XVII - MARZO 2014

Luigi Schipani: un giovane imprenditore alla guida dell’azienda di famiglia

IL SUINO NERO DI CALABRIA NELL'AZIENDA LAVIGNA Filomena Ierardi Quella di Luigi Schipani, giovane imprenditore di 28 anni, è una bella storia di imprenditoria giovanile e di fiducia verso il proprio territorio. Luigi ha rinunciato agli studi che gli avrebbero consentito di raggiungere altri traguardi per portare avanti l'azienda di famiglia: Azienda agricola Lavigna. La forza dell'azienda di famiglia di Luigi, che

Azienda Agricola Lavigna

si occupa di più settori agricoli, è il suino nero di Calabria, progetto che gli ha permesso di partecipare nel 2009 ai PSR Calabria e di consorziarsi con "Suino nero di Calabria", il consorzio calabrese con riconoscimento ministeriale. La storia di Luigi e di come ha portato avanti l'azienda di famiglia, che in passato apparteneva al nonno materno, è molto particolare. Il giovane ha lasciato Roma, città in cui studiava, per risolvere alcuni problemi dell'azienda del nonno. Dopo la loro risoluzione ha deciso di restare definitamente. Tale scelta ha sorpreso lo stesso Luigi che ha detto "Avevo sempre pensato di contribuire alla crescita dell'azienda, ma credevo che questa sarebbe stata un'attività secondaria alla mia professione, quella dell'avvocato, e invece mi ritrovo a gestire un'azienda come principale attività lavorativa". Luigi, nel raccontare di come si è trovato a gestire l'azienda, che orgogliosamente porta il nome del nonno, ha spiegato che la conformazione del terreno su cui insiste l' azienda, sita in località Montano, era ottima per l' allevamento del suino nero. "Scegliere l' allevamento del suino calabrese era un modo per dimostrare il mio attaccamento nei confronti della mia terra" e da questo attaccamento deriva il suo desiderio di dare un contributo per vederla crescere.

POETI

Il giovane imprenditore si rammarica di non aver ereditato le competenze del nonno "Tutto quello che sapevo all'inizio l'ho rubato con gli occhi a mio nonLuigi Schipani no, senza che lui direttamente mi insegnasse nulla, per certi versi sono partito da zero". Il bisogno di maggiori competenze per migliorare la sua azienda non ha mai fermato Luigi che si è impegnato giorno dopo giorno per una buona riuscita. Nella storia dell'azienda Lavigna ci sono state anche molte difficoltà dovute soprattutto al poco supporto che si riceve dagli enti, alle lungaggini burocratiche e alla cattiva informazione. Contento di aver portato avanti l'azienda di famiglia, Luigi rivela "È stata una sfida con me stesso e dopo tante rinunce sono soddisfatto della riuscita. L'unica cosa di cui sono dispiaciuto è che mio nonno non ha avuto la fortuna di vedermi realizzato".

DI OGGI Elisa Forgianni

Elisabetta Forgianni è una giovane poetessa di Roccabernarda. Il suo amore per la poesia nasce qualche anno fa, quando "nella poesia ha trovato l'appiglio per salvarsi dalla noia della vita". Di recente ha collaborato con la casa editrice "Pagine" di Roma, per la pubblicazione di un libro dal titolo "Poeti contemporanei" con approvazione del poeta Elio Pecora.

Pubblichiamo una delle sue poesie più belle e più intime che gelosamente la giovane poetessa ha cercato di tenere sempre per sé. La ringraziamo per la gentile concessione.

È così che la poetessa descrive e spiega i suoi versi: «Senza titolo, perché non so dare un nome a questa alternanza di forza che abbraccio e respingo. Il verso che allaccio intrappola e libera, la poesia è artefice del mio crollo e della mia rinascita. Tutto è in lei, tutto è un abbandono e un ritrovo perpetuo; come se indossassi un anello sacro che ha dentro sé il profano dei limiti. I limiti che vengono, però, superati dalla divinizzazione di un'estasi poetica».

Lambisce l'estrema forza del vento i miei argini E il verbo che intrappola nei vortici della mia anima Assenza redenta dalla vita stessa. Lasciami sfociarti dentro come quest'acqua che non tocco E che non bagna le difese che allaccio al verso Quando di poca poesia le respingo; A me che mi so dare un nome astratto, Un posto del nulla nel mondo. Cosa ti ha fatto il mio nascere per colpirmi di insistente perdizione? Ispirazione non tornare piena delle cose che non ho Non darmi la conoscenza dei tuoi artigli La solitudine della tua morte sull'inchiostro. Poesia che vai a prescindere da me Salvami e annegami Tu che le vene me le slacci in stracci di foglio; e che il dormire di veglia non mi percuoti come martire della parola, non più, liberami!

di Pace Emanuela

Articoli prima infanzia abbigliamento 0/12 giocattoli Via Dante Alighieri, 106 - Petilia Policastro (di fronte al Comune) tel. 3208793661

Il Petilino OnLine Marzo 2014  

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