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IL

PETILINO ANNO XVII- MARZO 2014

PERIODICO DI NOTIZIE - CULTURA - POLITICA E TRADIZIONI

ASSOCIAZIONE PASS

DIREZIONE E AMM. - ASS. PASS CORSO ROMA, 62 - 88837 PETILIA POLICASTRO . TEL. 0962 434831 POSTE ITALIANE - SPEDIZIONE IN A.P. - TABELLA «D» AUT. NE DCO/DC CZ/224/2002 VALIDA DAL 07/05/2002

PETILIA POLICASTRO,

CHIESTI 9 ERGASTOLI CITTÀ DI UOMINI E DONNE ILLUSTRI PER L'OMICIDIO VONA Giacinto Massimo Carvelli Nell'epoca digitale, dove tutto o quasi passa dal computer, Wikipedia rappresenta una delle fonti più consultate in assoluto. Così, se a qualcuno venisse in mente di andare nella sezione dell'enciclopedia digitale, nella sezione dedicata alle "Persone legate a Petilia Policastro" può leggere il seguente elenco: Luigi Giordano, politico; Titta Madia, parlamentare nel periodo fascista e autore della prima industrializzazione del territorio; Mario Sestito, politico, senatore della VII e VIII Legislatura; Antonino Cosco, avvocato, penalista e scrittore poliedrico ed eclettico, autore di quindici pubblicazioni tra romanzi storici e saggi; Giuseppe Pace, partigiano comunista; Domenico Sisca, presbitero; Peppino Vallone, politico e attuale sindaco di Crotone; Angelo De Marco, magistrato; Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla 'Ndrangheta. Da una prima analisi, qualche personaggio, per ciò che ha portato di concreto alla città con la sua attività, andrebbe tolto dall'elenco. Qualcun altro, invece, andrebbe aggiunto, come, ad esempio, il nome di un ministro, parente, più specificatamente, pronipote proprio di uno dei personaggi citati, Titta Madia; il ministro in questione, infatti, è Marianna Madia. Il sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi, ha annunciato che inviterà la neo ministro (e presto neo mamma) alla manifestazione che si svolgerà il 3 maggio, dedicata alle donne coraggio. Se verrà, lo stesso ministro dimostrerà di avere anche lei coraggio, non solo nel fare un

tuffo nel passato, per riscoprire il passato dei suoi avi (politicamente molto lontano dal suo), ma soprattutto, nel verificare in che condizioni quelli che in qualche modo può considerare, anche se alla lontana, suoi concittadini, sono costretti a vivere. Se avrà questo coraggio, noi del Petilino faremo una petizione per farla inserire nell'elenco dei personaggi illustri che hanno a che fare con Petilia Policastro.

LCA

E LEGAMBIENTE FANNO RIFLETTERE SULLA MIGRAZIONE

a pag. 6 FRANCESCO GIORDANO DA POLICASTRO, PROFESSIONE: PITTORE a pag. 10

Mano pesante del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha chiesto 9 ergastoli nei confronti dei presunti responsabili dell'omicidio di Valentino Vona, il 25enne trucidato il 21 aprile del 2012 a Petilia Policastro e del tentato omicidio di Giuseppe Vona. Carvelli a pag. 3

LA

PRONIPOTE DI UN PETILINO AL GOVERNO

a pag. 8 LA CGIL PER I GIOVANI E IL LAVORO

a pag. 7 DALLE FRAZIONI

NASCE L’ASSOCIAZIONE SOCIO-POLITICO-CULTURALE «VIVERE PETILIA" a pag. 5

CARNEVALE DI IERI E DI OGGI A

ENTUSIASMO PER L’ASSOCIAZIONE DI FORESTA

PAGLIARELLE a pag. 12


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LAUREA

Riceviamo dall'Amministrazione Comunale

COMUNICATO

Il 18 febbraio 2014 presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Pisa

CARMELINA IERARDI è stata proclamata Dottoressa in Ingegneria Biomedica discutendo la tesi in Lingua Inglese dal titolo "A Critical Analysis of Breast Prostheses". Relatori: Prof. Giovanni Vozzi e Carmelo De Maria. A Carmelina gli auguri più belli da papà e mamma, fratelli, cognati, nonni paterni e materni, zii e zie, cugini e in modo affettuoso e particolare dal piccolo cuginetto Pietro Vincenzo Ierardi. Si associano gli auguri di tutta la Redazione de Il Petilino.

Si svolgerà il prossimo 3 maggio a Petilia Policastro "La Giornata del Coraggio Femminile". Lo ha deciso, su proposta del sindaco Amedeo Nicolazzi, la Giunta comunale cittadina nella seduta dello scorso 4 febbraio 2014. Lo scopo della stessa iniziativa è quello di valorizzare gli esempi di donne simbolo del coraggio, "con l' obiettivo di realizzare un'occasione in cui ci sia lo scambio di insegnamenti nobili per la crescita e lo sviluppo della sensibilità di tutte le generazioni presenti sul territorio". La stessa iniziativa, ideata dal primo Cittadino in occasione dei funerali di Lea Garofalo svoltisi a Milano lo scorso 19 ottobre, avrà fra le proprie finalità quella di onorare "tutte le donne che hanno difeso col proprio esempio i valori della legalità e della convivenza democratica da promuovere nella popolazione cittadina e, particolarmente, nelle giovani generazioni". A questo scopo, con la stessa Delibera di Giunta, è stata costituita un'apposita commissione che avrà l'onere di organizzare l'iniziativa a connotazione nazionale e registrerà la presenza di numerose rappresentanze istituzionali e dell'associazionismo

STAMPA

come Giuliano Pisapia sindaco di Milano, l'onorevole Rosanna Scopelliti membro della Commissione parlamentare sul fenomeno delle Mafie, l'on. Nando Della Chiesa, don Luigi Ciotti presidente dell'Associazione Libera. La commissione che, convocata dal sindaco Amedeo Nicolazzi si è incontrata per la prima volta lo scorso 19 febbraio, è costituita dall'assessore Francesco Rizza, la funzionaria comunale Maria Nicotera, la pedagogista Silvana Ierardi in rappresentanza dell'Associazione Natess, la psicologa Giusy Schipani, Caterina Villirillo presidente dell'associazione "Libere Donne" e dal prof. Giovanni Ierardi docente del Liceo scientifico cittadino e Presidente della sezione dell'alto Crotonese dell'Istituto di studi antropologici "Raffaele Lombardi Satriani" che, su proposta del sindaco Nicolazzi è stato nominato coordinatore della stessa commissione. Fra i prossimi impegni della Commissione che sta abbozzando il programma della giornata, quello di incontrare le varie associazioni presenti nel territorio cittadino. Francesco Rizza, assessore comunale alla cultura e alla comunicazione

DEDICATA A PETILIA

NOZZE D’ORO

Vorrei cantarti, la tua bellezza giorni e anni incantevoli. Vorrei cullarti come una bambina in dolci sorrisi e teneri abbracci. Dolce paese, Petilia e poi chiamata Città la tua incantata storia è una poesia. come le note di una canzone intonata. un grido di gioia e di contentezza da te cerchiamo la speranza chiudo gli occhi, sogno a guardarti o immaginarmi i gradini della piazza di questo antico bel paese. gli occhi liberi il respiro pulito. È bellissima l'aria il cielo l'azzurro riempiono il vuoto, con un raggio di sole sei un fiore tra i fiori, che riempiono, il cuore, a braccia larghe ti diamo affetto. Ti Immagino come un balcone con petali di rose via via mi svanisci, ma, senza dimenticarti! Un'idea luminosa fantastica nasce dentro me, per dirti che sei il mio cuore! Sara Carvelli, con affetto

Il 20 febbraio 2014 GIULIA E PEPPE MANTIA hanno festeggiato 50 ANNI DI MATRIMONIO Giungono a loro gli auguri da parte dei figli, dei nipoti e di tutta la comunità di Foresta.


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Mano pesante del P.M.

CHIESTI 9 ERGASTOLI PER L'OMICIDIO VONA Massimo Carvelli Mano pesante del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha chiesto 9 ergastoli nei confronti dei presunti responsabili dell'omicidio di Valentino Vona, il 25enne trucidato il 21 aprile del 2012 a Petilia Policastro e del tentato omicidio di Giuseppe Vona, 26enne fratello della vittima; tra gli altri reati a loro imputati anche il porto abusivo di armi, tutto con l'aggravante delle modalità mafiose. Il pm, Domenico Guarascio, concludendo la sua requisitoria ha chiesto al giudice distrettuale dell'udienza preliminare di condannare all'ergastolo a Giuseppe Scandale, Tommasino Ierardi, Luigi Lechiara, Giuseppe Pace, Michael Pace, Pasquale Manfreda, Mario Mauro, Giovanni Castagnino, Francesco Garofalo. Nove anni di reclusione, invece, sono stati chiesti per un decimo imputato, Salvatore Comberiati, per l'accusa di detenzione di armi aggravata. I riti alternativi sono stati infine rinviati all'11 marzo, ed allora ci sarà spazio per le arringhe difensive. Come si ricorderà Valentino Vona fu ucciso il 21 aprile 2012, quando insieme a suo fratello Giuseppe, era a casa dello zio, in una zona di campagna di Petilia Policastro, per caricare della legna su un furgone. E proprio mentre i due fratelli stavano lavorando avrebbero visto avvicinarsi alcune persone e avrebbero tentato

la fuga per sfuggire all'agguato. La fuga riuscì a Giuseppe ma non a Valentino che venne raggiunto da colpi di pistola e fucile; una volta raggiunto, al giovane venne dato il colpo di grazia con un violento colpo alla testa con un badile. A trovare il cadavere di Valentino e ad avvertire i carabinieri, lo zio; Giuseppe, poco dopo, venne trovato dai carabinieri, nascosto non lontano e in stato di choc. Gli arresti dei presunti colpevoli avvenne con l'operazione Impluvium, nell'agosto 2012, dopo le indagini dei Carabinieri, con l'esecuzione di cinque provvedimenti di fermo firmati dal procuratore della Repubblica di Catanzaro, Vincenzo Lombardo, e dall'aggiunto Giuseppe Borrelli. Le manette ai polsi scattarono per Giuseppe Scandale, Tommaso Ierardi, Luigi Lechiara, Giuseppe Pace, Michael Pace, tutti accusati di aver preso parte all' organizzazione dell' omicidio e del tentato omicidio dei Vona; Salvatore Comberiati, invece, fu fermato solo per detenzione di armi perché nel corso di una perquisizione i Carabinieri trovarono nella sua casa due fucili calibro 12, uno a pompa e uno sovrapposto, e una mitraglietta Spectra oltre a munizioni, due passamontagna e guanti in lattice sporchi di sangue. Le indagini presero la strada giusta dopo l'omicidio di Vincenzo Manfreda, che gli inquirenti ritenevano elemento di spicco della 'ndran-

CONTINUANO I TAGLI ABUSIVI NEL PARCO NAZIONALE DELLA SILA Massimo Carvelli Una persona è stata denunciata dal Corpo forestale dello Stato per taglio e furto di piante in un area di massima tutela paesaggisticoambientale, in quanto zona 1 del Parco Nazionale della Sila. È il risultato dell'attività svolta nei giorni scorsi dal personale del CfS del Comando Stazione di Cotronei, dipendente dal Coordinamento Territoriale per l'Ambiente di Cosenza, che sta ponendo ogni sforzo per arginare questo fenomeno che negli ultimi tempi sta assumendo valori preoccupanti. Gli agenti, nel corso di un servizio di controllo nell'ambito dell'area del Parco della Sila Crotonese, hanno intercettato un camion senza conducente e carico di legna di cerro, da poco tagliata, sprofondato in una grossa pozzanghera di fango per via delle recenti ed abbondanti piogge. Dall'accertamento sulla targa, gli agenti sono risaliti al proprietario dell'autocarro, che allontanatosi per cercare aiuto, giungeva in zona dopo circa mezz'ora. L'uomo, G. F. 47enne di Petilia Policastro, di professione autista, è risultato senza alcuna

autorizzazione. Seguendo le tracce fresche e ben visibile rilasciate dall'autocarro, gli agenti sono riusciti a risalire all'area boscata dove era stato effettuato il taglio abusivo di 15 piante di alto fusto della specie quercina, mentre alcuni pezzi di tronco giacevano ancora a terra pronti per essere trasportati. La zona dove è stato perpetrato l'illecito è posta in località "Cicerata" del comune di Cotronei e ricade nei confini della zona 1 del Parco Nazionale della Sila, ritenuta di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico con inesistente o limitato grado di antropizzazione. Risulta anche essere Zona di Protezione speciale, per la tutela dell'avifauna selvatica, dove l'integrità degli ambienti naturali è di fondamentale importanza per la tutela della biodiversità animale e vegetale. Considerato le varie violazioni commesse, il 47enne già noto alla Forestale per un episodio analogo, dovrà rispondere all' autorità giudiziaria per molteplici e gravi reati penali oltre che pagare una cospicua sanzione amministrativa. L' autocarro e il materiale legnoso sono stati posti a sequestro penale.

Valentino Vona

gheta petilina, avvenuto nel marzo precedente sempre a Petilia Policastro. I carabinieri, infatti, ricostruirono quello che viene definito "traggiro di mafia". L'omicidio Manfreda, cioè, sarebbe maturato in ambienti vicini allo stesso ex capo cosca, nell'ambito di un riequilibrio interno della 'ndrina. Mentre il tentato omicidio di Giuseppe Vona, vero obiettivo dell'agguato in cui morì invece il fratello Valentino, sarebbe nato dal tentativo di fare credere che il primo fosse il responsabile dell'omicidio di Vincenzo Manfreda. Il padre dei fratelli vittime dell'agguato del 21 aprile, Domenico Vona, di 48 anni, era stato assassinato il 19 aprile del 1999 con un colpo di pistola davanti la sua casa, davanti alla moglie.

NOTA STAMPA DEL 4 FEBBRAIO «Sono incalcolabili i danni provocati al mondo agricolo crotonese a causa delle precipitazioni continue che da più di tre giorni si stanno abbattendo e che hanno provocato anche esondazioni di numerosi corsi d' acqua (Neto, Vitravo, Lese)». - Si legge in una nota dell' Associazione Produttori Zootecnici della Calabria - L'ondata di maltempo ha colpito tutti i Comuni della nostra provincia e soprattutto le aree rurali. Le abbondanti piogge oltre a causare smottamenti e frane con seri pericoli per le abitazioni hanno provocato allagamenti di migliaia di ettari di terreni già seminati a grano che difficilmente riusciranno a sopravvivere perché l'acqua provoca asfissia radicale con conseguente morte della pianta e perdita del prossimo raccolto. - Prosegue la nota - Allagamenti si registrano un po' in tutte le aree interessate dalle perturbazioni con coltivazioni di ortaggi invernali come broccoli, spinaci, finocchi e cavolfiori andate perdute, greggi di pecore al pascolo (soprattutto nei comuni di Roccabernarda, Rocca di Neto, Petilia Policastro, Cutro) in difficoltà ma l'acqua ha invaso serre e magazzini e colpito anche attrezzature e macchine agricole. A destare molta preoccupazione come detto sopra sono anche le frane e gli smottamenti sulle strade secondarie che impediscono la circolazione con il rischio di isolamento per le aree rurali con i problemi per rifornire le stalle con foraggi e mangimi necessari all'alimentazione degli animali. Ci stiamo attivando nel monitorare le richieste di assistenza e stimare i danni che già da un primo riscontro sono moltissimi ed ingenti e che con il passare del tempo purtroppo sono destinati a salire. - Conclude la nota - Da domani i nostri uffici saranno attivati per monitorare le richieste di assistenza e per dare assistenza agli agricoltori in difficoltà».


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MESORACA, OPERAZIONE ANTIDROGA TRE ARRESTI PER DEI CARABINIERI: 2 ARRESTI FURTO DI ENERGIA Filomena Ierardi Nella nottata di giorno 10 febbraio a Mesoraca i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Petilia Policastro, unitamente ai militari della locale Stazione, hanno tratto in arresto Mantia Vincenzo di 53 anni e la propria compagna Kiss Irina, cittadina rumena di 31 anni, per spaccio di sostanze stupefacenti. L' operazione rientra nel contesto di una serie di servizi di controllo del territorio della cittadina mesorachese, infatti già nel fine settimana precedente al giorno dell' arresto i Carabinieri, con una decina di pattuglie e con le auto civette, hanno dato vita ad un servizio a largo raggio di controllo del territorio che ha portato all’ identificazione di 130 perVincenzo Mantia sone tra pregiudicati ed ex sorvegliati speciali, all' irrogazione di diverse sanzioni al codice della strada per irregolarità assicurative e guida in stato di ebbrezza e al controllo di diversi locali pubblici frequentati da giovanissimi. Il Mantia, vecchia conoscenza dei Carabinieri, era da tempo monitorato dai militari e infatti, a seguito di risultanze info-investigative, è stato accertato che Mantia ha ripreso la sua attività di compravendita di cocaina.

Nella serata del 10 i militari hanno predisposto un dispositivo di osservazione, pedinamento e controllo nei vicoli adiacenti all' abitazione della donna. Dopo ore di appostamento, i due sono stati trovati in flagranza di reato in quanto, dopo un colpo di clacson da parte di un cittadino petilino e di uno mesorachese, la coppia ha portato la dose richiesta dai clienti. In seguito i due acquirenti sono stati fermati e, una volta perquisiti, sono state ritrovate le dosi di cocaina. Intanto Mantia è stato bloccato mentre cercava di occultare, in un incavo del muro appena fuori l' abitazione, un piccolo astuccio contenente alcune dosi. Inutile il tentativo dell' uomo di disfarsi dell' astuccio che prontamente è stato recuperato dai militari. Durante la perquisizione sono stati sequestra- Kiss Irina ti anche circa 800 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute chiaramente provento di spaccio, e il materiale per il confezionamento delle dosi. Alla coppia sono stati dati gli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo mentre i due acquirenti sono stati segnalati alla Prefettura di Crotone in qualità di assuntori e gli è stata ritirata la patente di guida.

ARRESTATO MAROCCHINO PER MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA Filomena Ierardi È stato arrestato giorno 24 dai carabinieri della Stazione di Mesoraca per maltrattamenti in famiglia Ben Yahia Aissa, marocchino di 21 anni. Il ragazzo era stato già arrestato nella notte del 7 dal Nucleo Radiomobile, sempre per maltrattamenti familiari, e condannato con rito abbreviato a 8 mesi di reclusione, anche se poi la pena è stata sospesa. Il marocchino, con regolare permesso di soggiorno, vive a Mesoraca insieme alla sua famiglia, il padre da più di un decennio lavora onestamente come venditore ambulante. Ben Yahia entrambe le volte è andato in escandescenza per futili motivi: i genitori

non volevano dargli soldi per comprarsi le sigarette. La notte del 7 ha aggredito il padre, che ha avuto una prognosi di 30 giorni, con un bastone procurandogli diverse ferite. Nella notte del 24 i carabinieri sono dovuti intervenire nuovamente a seguito di una telefonata al 112, il giovane questa volta si era scagliato contro la mamma, percuotendola, sempre perché non gli venivano dati i soldi per le sigarette. Anche qui sono intervenute le pattuglie della Stazione di Mesoraca e del Radiomobile e hanno arrestato nuovamente il marocchino per maltrattamenti in famiglia. Questa volta su opportuna richiesta dei militari, il Pubblico Ministero ha disposto la traduzione presso il Carcere di Crotone.

Nella giornata del 21 febbraio i Carabinieri della Stazione di Mesoraca hanno dato luogo ad una vasta operazione di polizia giudiziaria avente come oggetto la verifica del corretto uso ed allaccio di energia elettrica nei comuni di competenza e nelle relative frazioni, effettuando tre arresti. L'attività di verifica è stata svolta congiuntamente con personale specializzato dell'ENEL e ha riguardato alcuni caseggiati popolari e di proprietà privata della cittadina di Mesoraca Nel centro storico di Mesoraca, in via Petrarizzo, i militari hanno scoperto in due abitazioni allacci abusivi alla corrente elettrica, tutti effettuati all'interno di condomini di media grandezza. Il modo ingegnoso con cui i tre arrestati di fatto rubavano l'energia è stata di chiara intuizione da parte dei militari, i quali, diretti dal Comandante della Stazione, hanno in ogni modo chiesto un'opportuna attività peritale da parte dei tecnici che ha confermato la purtroppo frequente attività di esclusione dei contatori domestici con parallelo allaccio abusivo alla rete pubblica. I tre arrestati sono Paterno Antonio, la propria convivente, Stefanova Galya Petkova, e Serrao Francesco. Proprio a casa di quest'ultimo è nata l'attività che ha portato ad effettuare i tre arresti: il Serrao infatti, in stato di arresti domiciliari per una indagine riguardante stupefacenti, è soggetto quotidianamente ad ispezione da parte dei militari di Mesoraca, i quali durante uno dei controlli hanno notato che il contatore dell'energia all'interno dell'abitazione era spento, pur rimanendo accesa la tv ed altri elettrodomestici. Da qui la richiesta immediata di far intervenire tecnici dell'Enel, i quali puntualmente hanno confermato i sospetti dei Carabinieri accertando l'allaccio abusivo sulla rete pubblica. Una volta avuta la presenza degli specialisti della società elettrica, i militari hanno deciso di fare un accesso nella vicina abitazione dei conviventi Paterno/Stefanova, che in virtù di una pregressa ed opportuna attività informativa erano sospettati di aver messo in atto la stessa condotta illegale. I tre, dichiarati in arresto in flagranza di reato, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria crotonese sono stati posti agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo previsto per oggi. L'attività di polizia giudiziaria della Stazione di Mesoraca rientra nell'ambito di un apposito servizio disposto dalla Compagnia di Petilia Policastro su tutti i nove comuni dell'Alto Marchesato di propria giurisdizione, volto a reprimere tale condotta illecita che talvolta viene a ledere interessi di privati ma molto più spesso causa perdite economiche non trascurabili all'erario pubblico. Pochi giorni fa a Petilia per lo stesso reato un altro uomo era stato arrestato e nella frazione Pagliarelle, ad inizio mese era stato arrestato un noto ristoratore che riforniva di energia il proprio ristorante collegandosi abusivamente alla rete elettrica pubblica.


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LICEO SCIENTIFICO E

Riceviamo e pubblichiamo COMUNICATO STAMPA Per dare continuità all'esperienza comune fatta nell'ultima campagna elettorale tra diverse sensibilità politiche, nasce a Petilia Policastro l'Associazione Socio - Politico - Culturale "Vivere Petilia" che si prefigge lo scopo di promuovere attività di carattere politico, culturale, di solidarietà sociale e di sollecitare la partecipazione attiva e l'impegno civile dei cittadini, anche nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, alla vita sociale, politica ed economica della comunità petilina.

L'Associazione, inoltre, si impegna a interagire con gli associati che ricoprono cariche politiche a livello locale per una reciproca opera di collaborazione, cooperazione e consultazione relativa alle tematiche politico - amministrative locali. L'accesso all'Associazione è aperto a tutti coloro che intendono offrire il proprio disinteressato contributo per una vera crescita culturale, civile e morale della nostra città. IL PRESIDENTE Domenico Poerio

SINDACO NICOLAZZI, PERCHÉ HAI TOLTO DAI P.I.S.L. IL RIFACIMENTO DEL TETTO DELLA CHIESA DELLA SANTA SPINA? Questa è la domanda che molti cittadini fanno al sindaco Nicolazzi dopo aver saputo che l'Amministrazione comunale ha dirottato il finanziamento previsto con i fondi PISL per il rifacimento del tetto della Chiesa del Convento della Santa Spina su un' altra opera. La risposta nasce spontanea: perché il sindaco Nicolazzi deve mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, costi quel che costi!! Circa due anni fa l'Amministrazione guidata dal sindaco Fera aveva annunciato che finalmente l'annoso problema del tetto della Chiesa del Santuario era stato risolto perché tale opera era stata inserita nei progetti dei PISL finanziati dalla Regione Calabria. L'attuale Amministrazione di punto in bianco ha tolto tale progetto dai PISL e ha dirottato i fondi sulla sistemazione della Via Magna Grecia. Capiamo bene che il sindaco Nicolazzi deve mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, ma ciò non deve penalizzare l'unica realtà attrattiva che Petilia può vantare nel campo culturale e del turismo religioso.

In ogni caso, ricordiamo che la Regione Calabria per ben due volte, dopo le continue insistenze dell'Amministrazione Fera, aveva stanziato i fondi per la sistemazione della Via Magna Grecia, fondi poi revocati per problemi finanziari, ma nuovamente inseriti e allo stato esistenti; quindi per realizzare tale opera l' Amministrazione comunale i soldi li deve solo chiedere alla Regione Calabria, magari andando a "sbattere i pugni", come si suggeriva al sindaco Fera, o forse, visto che già esistono, deve semplicemente farseli trasferire senza nemmeno la necessità di mostrare il "muso duro". Sindaco Nicolazzi, dimostra di volere veramente bene alla nostra Petilia! Lascia stare le strisce su cui stai lavorando da un anno senza fare nient'altro (nemmeno il completamento delle procedure delle opere già finanziate) e fai in modo che si realizzi sia il tetto del Santuario e sia la Via Magna Grecia. A proposito, il progetto di Via Magna Grecia è già nella casa comunale a firma dell'Ing. Antonio Comberiati con cui ha collaborato l'Ing. Domenico Vona!!!

LABORATORIO DI CULTURE ATTIVE PER L'INTEGRAZIONE Filomena Ierardi Il liceo scientifico "Satriani" ha ospitato nella propria aula magna alcuni ragazzi immigrati dello Sprar di Foresta per uno dei temi trattati all'interno della scuola "Emigrazione e immigrazione". Il progetto sull' integrazione e sull' accoglienza, curato dal prof Giovanni Ierardi, ha visto la partecipazione di alcune classi liceali per affrontare un tema che ha toccato Petilia da molto vicino ascoltando le testimonianze di chi ha vissuto l'esodo dell'immigrazione in prima persona. Hanno partecipato all'iniziativa i ragazzi del Laboratorio di cultura attiva che attraverso un progetto, col patrocinio del CSV di Crotone, stanno affrontando lo stesso tema con il programma "Culture in movimento. Il fenomeno della migrazione". Il laboratorio di cultura attiva, come ha raccontato nella stessa mattinata la sociologa Teresa Scalise, "ha deciso in quest' anno di affrontare il tema dell' emigrazione e dell'immigrazione per aiutare la cittadinanza a riflettere in modo da innescare un maggiore senso dell' integrazione e in modo da far capire come non è facile per persone, come gli ospiti dello Sprar, lasciare la propria terra". La mattinata è stata introdotta dai saluti della dirigente Maria Ierardi e da un preambolo sull'iniziativa da parte del prof Luigi Concio. Spiegare nel dettaglio le motivazioni del progetto è toccato al prof Ierardi che ha afferm a t o "S i a m o p e r l ' i n t e g r a z i o n e , p e r l'accoglienza e il nostro progetto ha un respiro

Associazione Socio-Politico-Culturale

universale e si avvicina a tutti i progetti pacifisti, si avvicina al sogno di Martin Luter King, è il sogno di chi è stato contro il nazifascismo. Ovviamente questi sono progetti ambiziosi che vanno al di là del quotidiano. Ci vuole impegno quotidiano per raggiungere l'obiettivo. - e ha concluso facendo riflettere tutta l'aula - non dobbiamo essere i contenitori di chi viene da fuori, chi arriva è fratello che ha da darci qualcosa". Toccanti le testimonianze dei ragazzi dello Sprar, ognuno dei presenti infatti ha raccontato la propria esperienza, e solidale l' atteggiamento dei liceali nei confronti degli ospiti.


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ASSEMBLEA

ELETTIVA CIA PODELLA RICONFERMATO PRESIDENTE vicino ai cittadini e valorizzi la partecipazione delle comunità locali. Sulla base di tale visione, Si è tenuta sabato 1 febbraio con la modifica dell'articolo 10 a Crotone la sesta assemblea eletdello statuto della CIA nazionativa provinciale della Confedele, abbiamo realizzato la nostra razione Italiana Agricoltori alla riforma, che supera il concetto di quale ha partecipato anche la provincia, e riorganizza territosede petilina con le sue delegarialmente i livelli confederali, zioni e che ha visto riconfermato dando centralità a quello regioNicodemo Podella presidente nale e comunale". E infatti il della CIA provinciale. sistema CIA della Calabria si artiAll' interno del congresso, colerà in tre macro aree: la CIA per gli adempimenti elettivi, si è Calabria Sud, la CIA Calabria tenuto un dibattito anticipato da Nicodemo Podella Centro e la CIA Calabria del Nord. una relazione del presidente CIA Podella spiegando come la Conprovinciale Crotone, Nicodemo federazione sia vicina alle comunità locali e al Podella; tema della giornata "Più agricoltura per territorio dal quale prende spunto ha anche sotnutrire il mondo". tolineato come "Per il rafforzamento della comTra gli ospiti presenti l' europarlamentare Pirillo Mario; l' assessore regionale Alfonso Dat- petitività delle imprese e per favorire la crescita è necessario perseguire gli obiettivi della semtolo; il consigliere regionale Francesco Sulla, il plificazione burocratica, della qualità della regopresidente della Camera di Commercio Peppalazione e di una maggiore efficienza della pubrelli Vincenzo; il sindaco di Strongoli Laurenzablica amministrazione". no Michele; il segretario provinciale CGIL Crotone Falbo Raffaele; il coordinatore nazionale della giunta CIA Alberto Giombetti; il presidente regionale CIA Mauro D'Acri. Il filo conduttore di tutti gli interventi fatti dai presenti in sala è stata l'agricoltura, le potenzialità di questa e l'importanza per una regione come quella calabrese. Interessante la relazione del presidente Podella che nello spiegare il nuovo riassetto della Confederazione ha affermato "Abbiamo pensato a un assetto che sia più Filomena Ierardi

LABORATORIO DI CULTURE ATTIVE E LEGAMBIENTE FANNO RIFLETTERE SUL FENOMENO DELLA MIGRAZIONE Filomena Ierardi "Culture in movimento. Il fenomeno della migrazione" questo è il progetto approvato dal CSV di Crotone, che il Laboratorio di culture attive sta portando avanti insieme al Circolo Legambiente Petilia e che ha lo scopo di far riflettere i cittadini e le scuole sul fenomeno della migrazione. Dopo aver fatto riflettere sul fenomeno dell'immigrazione e dopo la proiezione nel mese di febbraio di due film che hanno trattano l'emigrazione italiana, il Laboratorio si prepara alla Festa dei popoli che si terrà nel prossimo periodo. Nel periodo di novembre e dicembre sono state realizzate attività come quelle di cineforum e serate di solidarietà allo Sprar di Foresta per affrontare da vicino il tema dell' immigrazione. Questa prima fase si è conclusa con un incontro al liceo scientifico "Satriani" tra liceali e ospiti dello Sprar. In seguito il progetto ha toccato la tematica dell'emigrazione e per farlo Legambiente e i ragazzi del Laboratorio di culture attive hanno proiettato due film: "Sacco e

Vanzetti" di Giuliano Montaldo e "Nuovomondo" di Emanuele Crialese. La prima proiezione si è tenuta venerdì 21 febbraio, la seconda venerdì 28, entrambe alle ore 21 e nel salone "San Francesco" degli ardorini. Il progetto dovrà concludersi con la Festa dei popoli che il Laboratorio e Legambiente stanno organizzando cercando di coinvolgere le diverse comunità presenti a Petilia e le varie associazioni.

Nel petilino le più alte precipitazioni di piogge Filomena Ierardi Nonostante le alte precipitazioni di piogge del primo fine settimana di febbraio, le più alte sono state registrate nel territorio petilino, i danni ambientali sono stati ridotti. Il danno più grave registrato è quello in via Magna Grecia dove è franata un pezzo di strada e dove in più parti è saltato il manto stradale recando agli abitanti della zona gravi disagi sulla viabilità. Come aveva denunciato in passato il Circolo Legambiente Petilia, all'interno di iniziative come "Puliamo il mondo", la zona era stata trasformata per molti anni in discarica abusiva e questa può essere una delle maggiori cause della frane e degli smottamenti attuali. Altri piccoli disagi sono stati registrati

Via Magna Grecia

in località Santa Spina dove più di un albero è caduto sulla strada rendendo nella mattinata di sabato difficili gli spostamenti dei residenti. Inoltre si sono verificati altri smottamenti del manto stradale proprio nel tratto di strada martoriata dal maltempo di novembre. In località Pantano invece è caduto un muro di contenimento della strada che per fortuna si è riversato, non sulla carreggiata, ma in un terreno agricolo.


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LA CGIL PER I GIOVANI, IL TERRITORIO E IL LAVORO Un interessante convegno sui giovani e fatto anche dai giovani è stato quello dal titolo "I giovani, il territorio e il lavoro" organizzato da Franco Marrazzo, segretario della sede zonale della Cgil di Petilia, nella mattinata di giorno 5 nella biblioteca comunale. Sono invenuti al convegno Raffaele Falbo, segretario generale Cgil Crotone, che ha moderato l'appuntamento, Amedeo Nicolazzi, sindaco di Petilia, Pietro Durante, il vicepresidente della Provincia, Battista Granato, dirigente dell'Istituto Superiore di Cotronei, padre Salvatore Cimino, Nicola Belcastro, sindaco di Cotronei, Federica Pietramala, responsabile Politiche Giovanili Cgil Calabria, Giuseppe Macheda, dirigente del Liceo Classico di Santa Severina, e i giovani Giacinto Berardi, Silvia Scigliano, Amerigo Caruso e Filomena Ierardi. Ha concluso il convegno Andrea Brunetti, responsabile del dipartimento delle Politiche Giovanili Cgil Nazionale. Il dibattito è stato introdotto dalla relazione di Franco Marrazzo che, nell'affrontare la problematica situazione del lavoro giovanile, ha sottolineato come quello che manca più di tutto ai giovani è un corretto orientamento, "Aumenta la disoccupazione giovanile, mentre alcune professionalità registrano la mancanza di addetti; c'è quindi un problema di corrispondenza tra domanda e offerta". Marrazzo ha parlato anche di promozione del territorio offrendo un ventaglio di possibilità per uscire dalla crisi e per far diminuire il tasso di disoccupazione giovanile, "Dobbiamo promuovere il territorio e questo significa garantire eccellenza e alta qualità attraverso i prodotti e i servizi offerti. È necessario valorizzare l'offerta turistica attraverso alcuni intenti dichiarati che riguardano l' accoglienza, la sicurezza, l'ecosistema, l'eccellenza e altro ancora". Si è parlato anche di comunicazione e marketing all'interno della mattinata, a parlare Filomena Ierardi, come esperta di comunicazione, che ha sottolineato come nella regione Calabria, oltre al poco utilizzo dei nuovi mezzi informativi, ci sia soprattutto la mancanza di una comunicazione adeguata in base alla tipologia di utenti e in base ai differenti contesti. "I nostri prodotti agricoli non sono favoriti da una buona comuni-

cazione che non li commercializza come invece dovrebbe" ha affermato Ierardi nello spiegare i punti deboli che non favoriscono lo sviluppo territoriale. Ha concluso il suo intervento raccontando ai giovani presenti la storia della nascita dell'associazione Pass per spiegare come è possibile investire anche a Petilia. Molto positiva l'esperienza professionale raccontata dal giovane imprenditore Giacinto Berardi che nel parlare di risorse del territorio e di territorio come risorsa ha elencato quali potrebbero essere i punti di forza per uno svilup-

Il nostro compaesano scultore Mimmo Greco ci ha fornito il bozzetto della Lampada degli Emigrati che su iniziativa del nostro giornale si vuole offrire alla Chiesa del Convento della Santa Spina perché "illumini il cammino dei nostri compaesani sparsi in tutto il mondo e, per intercessione della Sacra Spina, conduca tutti sulla retta via". Per realizzare questa lampada in bronzo con lucidatura ottonata, che sarà alta circa 120 cm. ed avrà una base di 80/90 cm., saranno necessari oltre cinquemila euro (siamo in attesa di ricevere un preventivo di spesa), per cui facciamo appello alla sensibilità dei nostri compaesani affinché contribuiscano tutti con una offerta. che potrà essere inviata tramite un bollettino di conto corrente (di cui riportiamo sotto gli estremi) oppure consegnandola ai punti autorizzati che esporranno un apposito cartello e che rilasceranno apposita ricevuta. Tutte le offerte saranno elencate nel nostro giornale e preghiamo coloro che le hanno inviate e non si trovano iscritti, per possibili disguidi, nell'elenco pubblicato mensilmente sul giornale di segnalare il fatto telefonando al n. 0962/431115 (ore serali) oppure al cellulare 339/8129868.

Le offerte ricevute po della zona petilina e di conseguenza per offrire opportunità lavorative ai giovani. Nell'incoraggiare, in tema di lavoro, i giovani studenti presenti al convegno, Berardi ha raccontato la sua esperienza e con un augurio speciale ha concluso "Se ci credete è possibile realizzare i vostri sogni anche in questo territorio".

AVVISO per i nostri lettori Dal prossimo mese di aprile il giornale sarà inviato solo a chi ha sottoscritto o rinnovato l’abbonamento. Le alte spese da sostenere per la stampa e e la spedizione del giornale non ci consentono più di inviarne copie in omaggio.

F Ī HĬ Ė ĀĠ HĮ Ĭ ĜĨ Ĩ Ĝ C A R V ELLI F R A N C O TR O C IN O R O S A R IO P A P P A IA N N I LU IG I R A C C O LTA F R A P ETILIN I F A M IG LIA R IZ Z A C A M IG LIA N O C O N C ETTA R IZ Z A A V V . A M ED EO TR O C IN O M A R IA P O ER IO V ITTO R IO LER O S E D O M EN IC O C A R V ELLI R A G . C A R M IN E G U Z Z I R O S A R IO F ILIC E M IC H ELE LU C H ETTA G IU S EP P E C ER A U D O G IA N F R A N C O S A M A ' S A LV A TO R E C A R V ELLI A R M A N D O Ĩ Ė Ī HĬ Ĝ I Į HĠ H C A R V ELLI M A R IA G U Z Z I A N TO N IETTA V EN TU R IN O N IC O LA C A V A R R ETTA F R A N C ES C O C U R C IO S A LV A TO R E A D A M O S A V ER IO IER A R D I LU IG I LU C H ETTA G IU S EP P E C a rv e l l i TER ES A C A V A R R ETTA S A B A TIN O TR O C IN O A N D R EA P ILA C C O LA Z Z A R O M A R IO LA TO R R E M IC H ELE P A N TU S O C O S TA N Z A A R G IR IO ' M A R IA M ED A G LIA G IU S EP P E S IS C A S A LV A TO R E F IC O O R LA N D O P R ES TA N IZ Z I S A LV A TO R E C O M B ER IA TI S IS IN A V EN TU R IN O N IC O LA G IO R D A N O A N TO N IO S ES TITO R EN A TA LU C H ETTA R O S A R IO C A V A R R ETTA G A ETA N O IER A R D I C A R M ELIN A C U R C IO S A LV A TO R E ( C EF A LO ) F IN A E M .G IU S EP P A F IG LIU Z Z I IN F A N TE V ITTO R IA IEM B O A N TO N IO C A R V ELLI G IU S EP P E

F IR EN Z E TO R IN O G EN O V A A V ER S A G EN O V A M ILA N O M ILA N O M ILA N O M A N TO V A M ILA N O M ILA N O M ILA N O M ILA N O M ILA N O M ILA N O M ILA N O M ILA N O P A D ER N O D . R O V IG O M ILA N O P A D ER N O D . G ER M A N IA D ES IO N O V A M IL. LIM B IA TE P ETILIA P O L. P A D ER N O D . B R ES C IA M ILA N O LIM B IA TE FRO SSA SCO G EN O V A P A D ER N O D . G EN O V A R O S TA M ILA N O RO MA M ILA N O TO R IN O G ER M A N IA N O C ETO G . G EN O V A B A R A N Z A TE PA RMA C A TA N Z A R O N O V A M IL. RO MA P ES A R O C A TA N Z A R O Ĭ BĬ İ ĜĞĖ Í Î İ B to tale

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30,00 15,00 20,00 10,00 305,00 30,00 30,00 50,00 20,00 20,00 15,00 30,00 50,00 20,00 50,00 25,00 20,00 ČĆÆĆĆ 20,00 10,00 20,00 150,00 20,00 30,00 50,00 50,00 30,00 30,00 30,00 20,00 15,00 15,00 20,00 20,00 20,00 50,00 200,00 50,00 30,00 100,00 20,00 50,00 30,00 300,00 50,00 50,00 100,00 20,00 50,00 ĊĆÆĆĆ 2.440,00

Per le offerte : c.c. Postale n. 96272752 intestato a Ierardi Francesco Via De Gasperi 78 - Petilia Policastro


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PRONIPOTE DI UN PETILINO AL

GOVERNO

Marianna Madia, Ministro alla Semplificazione e Pubblica Amministrazione, ha origini petiline Massimo Carvelli C'è anche un po' di Petilia Policastro nel nuovo governo di Matteo Renzi; Marianna Madia, neo ministro alla Semplificazione e Pubblica amministrazione, infatti, ha origini petiline. La giovane ministro, infatti, è figlia di Stefano Madia, attore e giornalista, morto prematuramente nel 2005. Stefano era uno dei due figli di Nicola Madia, noto avvocato. Una tradizione di famiglia, quella dell' avvocatura, considerato che Marianna è nipote di Titta Madia, noto legale (tra i suoi clienti più celebri anche Clemente Mastella). Per i Madia, classica famiglia benestante del Sud, oltre all' avvocatura, un'altra tradizione è quello dell'impegno politico. Il capostipite, infatti, era Titta Madia, bisnonno del ministro, nato a Petilia Policastro (paese al quale è rimasto sempre molto legato, come, d' altronde tutta la famiglia), nominato deputato in pieno periodo fascista. Marianna, però, rispetto al bisnonno, che fu parlamentare dal 1953 al 1958 del Movimento Sociale Italiano, ha cambiato schieramento, militando nel Pd, partito con la quale è stata rieletta in Parlamento. In questa scelta ha seguito il padre Stefano, che nel 2001 si candidò alle elezioni comunali di Roma nella Lista per Veltroni, mantenendo l'incarico di consigliere comunale fino alla morte. Altra tradizione familiare è quella dell'attività giornalistica. Il bisnonno, infatti, dirigeva "Gli oratori del giorno", rassegna mensile di eloquenza di ispirazione fascista; il padre, Stefano, infatti era giornalista professionista, professione che abbandonò, verso la fine degli anni '70, per fare l'attore nel film La vita è bella, con Giancarlo Giannini e Ornella Muti e in Caro papà di Dino Risi, con il quale vinse il Prix d'interprétation masculine al Festival di Cannes 1979 come migliore attore non protagonista. Dopo questa parentesi il padre del ministro tornò al giornalismo, come inviato e collaboratore di "Porta a Porta". Marianna Madia, 34 anni, si è laureata nel 2004 con lode alla facoltà di scienze politiche (indirizzo politico-economico) all'Università degli studi di Roma La Sapienza con una tesi sulla teoria economica del mercato del lavoro tra regolazione e sindacato. Ha proseguito i suoi studi in economia all'Imt di Lucca, dove nel 2008 è diventata dottore di ricerca con una tesi in economia del lavoro.

Dopo la laurea il neo ministro ha cominciato a collaborare con l'Arel, Agenzia di ricerca e legislazione fondata da Nino Andreatta, di cui, dal giugno 2012 è diventata anche membro del comitato direttivo. Dal 2011 fa parte del comitato di redazione della rivista Italianieuropei. Sul versante politico ha fatto parte della segreteria tecnica del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il governo Prodi 2006/2008. È stata eletta deputata nelle liste del Partito Democratico nelle elezioni del 13 e 14 aprile 2008 per la circoscrizione Lazio 1; è stata componente, nella XVI legislatura (2008-2013), della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Nel dicembre del 2012 ha partecipato alle primarie dei parlamentari di Roma conquistando 5000 preferenze ed entrando nella lista delle candidature del PD alla Camera dei deputati della circoscrizione di Lazio 1. È stata eletta alle elezioni del febbraio 2013 e fa parte, anche in questa legislatura, della commissione Lavoro. È

entrata di recente nella segreteria nazionale del PD, voluta dal neo segretario Renzi. E' stata fidanzata col figlio di Giorgio Napolitano e per questo si è attirata le critiche di chi le rinfacciava di aver avuto un Marianna Madia percorso facilitato. Il sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi, oltre ad esprimere il suo orgoglio per le origini del ministro, ha invitato Marianna Madia alla manifestazione del 3 maggio in onore del coraggio delle donne, alla quale dovrebbero partecipare, tra gli altri, anche il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia e don Luigi Ciotti, fondatori di Libera.

Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate

ANCHE PETILIA PARTECIPA ALL'INIZIATIVA DELLA CO.MO.DO Filomena Ierardi Anche quest' anno il Circolo Legambiente Petilia ha aderito alla settima edizione della Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate, iniziativa promossa dalla Confederazione Mobilità Dolce che si è tenuta domenica 2 marzo. All'iniziativa petilina, nata con lo scopo di proporre il recupero di strutture ferroviarie dismesse e di promuovere un turismo ecocompatibile del cicloturismo, del trekking su vie storiche e vie verdi, hanno aderito Legambiente Calabria, i Circoli Legambiente di Crotone e di San Giovanni in Fiore, l'associazione Impronte d'Avventura e l'Ufficio Territoriale della Biodiversità di Catanzaro. Il percorso interessato per la giornata è stata la Ferrovia dismessa delle CalabroLucane, con precisione la tratta Crotone - Petilia Policastro. Il luogo di ritrovo, per chi ha

voluto partecipare all'escursione, è stato il campo sportivo di Foresta alle ore 9:30. Si è trattato di un'escursione a piedi che ha avuto come luogo di partenza l'ex casello ferroviario di Foresta e come meta il ponte ferroviario che attraversa il fiume Tacina in località Roccabernarda Niffe. Il tratto dell'ex ferrovia, scelto per la passeggiata, è stato di circa 6 chilometri ed è rimasto sostanzialmente a fondo naturale, ben adatto come pista ciclabile. L'iniziativa ha dato l'opportunità di riscoprire il territorio e alcuni importanti aspetti storici della comunità petilina e del marchesato infatti, parte dell'itinerario, che si snoda nel settore vallivo del Tacina-Soleo, è uno straordinario paesaggio fluviale, inserito nei Siti di Interesse Comunitario.


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L'occhio Verde del Petilino

Rubrica a cura di Luigi Concio Presidente del Circolo Legambiente Petilia

L'ITALIA FRANA, LA CALABRIA … UNO SFASCIUME PENDULO SUL MARE In Italia il rischio frane e alluvioni interessa praticamente tutto il Paese e la Calabria è una regione ad alto rischio idrogeologico. La vulnerabilità del territorio calabrese è storicamente nota, a tal proposito è utile ricordare la definizione di Giustino Fortunato che già nel 1904 definì la Calabria: "Uno sfasciume pendulo sul mare". Il territorio calabrese è infatti un territorio con forti dislivelli (in vari punti della Regione si passa in pochi chilometri dal mare alla montagna) e geologicamente "giovane", per cui la conformazione del territorio è spesso soggetta a modifiche naturali. Numerosi sono gli eventi di dissesto idrogeologico verificatisi in Calabria che hanno provocato numerose vittime e danni molto elevati alla già debole economia regionale. Basta ricordare a tal proposito le disastrose alluvioni del 1951, del 1972-73, ma anche i recenti fenomeni alluvionali che hanno interessato Crotone nel 1996, Soverato nel 2000, Vibo Valentia nel 2006. Negli ultimi decenni, il progressivo abbandono dei territori montani, la progressiva urbanizzazione di aree un tempo disabitate (frutto

spesso di uno sviluppo urbanistico dissennato e dell'abusivismo) che ha interessato spesso aree in prossimità dei corsi d'acqua o di zone in frana, ha aumentato notevolmente l'esposizione del territorio al rischio idrogeologico. In questo senso appare emblematica la tragica alluvione di Soverato del 12 settembre 2000, causata dalla presenza di un campeggio in prossimità del torrente Beltrame. Come emblematica la vicenda che interessò, negli stessi giorni, il paese di Mesoraca, all'indomani della strage di Soverato. Qui riportata attraverso uno stralcio di un articolo pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" dell'undici settembre: "Strano lembo d'Italia questo, dove la neonata Autorità di Bacino si è vista presentare una richiesta che oggi sembra un affronto alle vittime, prima che al buonsenso: il comune di Mesoraca, nel crotonese, ha presentato istanza per realizzare un parcheggio di 5 piani nel greto di un fiume. Bocciata". Aurelio Misiti, assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, nel corso di una intervista, alla domanda sul problema del torrente Bel-

trame, noto da tempo, rispose che non ne sapeva nulla, incalzato dal giornalista affermò: "Ma se lo avessi saputo? Avrei fatto chiudere il campeggio. Così come ho fatto, nei giorni scorsi, bloccando un parcheggio che volevano realizzare vicino a un torrente, nel comune di Mesoraca. Tutte le altre autorità interessate, invece, avevano detto sì. Era proprio uno dei siti indicati nella nostra mappa dei rischi". Di quanto il fiume Vergari, nel tratto che attraversa l'abitato, sia ad elevato rischio idraulico, ne diede prova nel corso dell'alluvione del 1973. Nell'arco di dodici giorni, dal 20 dicembre del 1972 al 2 gennaio del 1973, una perturbazione meteorologica interessò il Sud della penisola, con precipitazioni di notevole intensità che causarono pesanti conseguenze soprattutto in Calabria. Le acque in piena del fiume spazzarono di tutto, anche le fondamenta di una costruzione in pieno alveo, rischiando di esondare in pieno centro abitato. Se andiamo ancora più a ritroso nel tempo, il 21 ottobre 1867, il mulino "Marescalco", di cui rimangono solo i ruderi, adiacente al ponte "vecchio", fu il luogo di una tragedia, in cui morirono 4 donne, rimaste intrappolate da una improvvisa alluvione. Una realizzazione fortemente in contrasto con una idea di sviluppo dell'area urbana di Mesoraca è stata promossa dall'Istituto Magistrale con il progetto: "Parco fluviale: creazione di un sentiero natura lungo il fiume Vergari". Il progetto, premiato nel 1998 dalla Legambiente Nazionale, si proponeva di valorizzare e tutelare la fiumara Mesoraca, nel tratto in cui si approssima e attraversa il paese di Mesoraca, un "relitto" di naturalità in un territorio fortemente antropizzato. Idee progettuali errate, studi carenti, autorizzazioni poco ponderate, assenza di controlli, sono, purtroppo, abbastanza frequenti nel nostro territorio. Tra i tanti esempi di sperpero di denaro pubblico, ricollegabili al cosiddetto dissesto idrogeologico, ricordiamo solo, per problemi di spazio, la strada del Petilino, conosciuta come la strada del "Diritto al Mare", franata per diverse centinaia di metri prima di essere conclusa. Un tracciato che interessa materiali con caratteristiche meccaniche scadenti, depositi limo-sabbiosi, con una importante frazione argillosa, che poggiano su argille plioceniche. Materiali che, se imbevuti d'acqua, hanno la "cattiva abitudine" di scivolare con grande facilità. Le perplessità sul tracciato erano emerse sin da subito, anche alla luce con quanto era avvenuto nelle altre strade del territorio di Cutro. Nel passato, quando erano limitate le conoscenze tecnico-scientifiche, erano assenti gli strumenti di pianificazione territoriale ed era

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ridotto il consumo di suolo, prevalevano le scelte legate al buon senso, all'esperienza, alla "storia" dei luoghi. Quindi, non si possono imputare le nostre disgrazie alla sola fragilità geologica o ai sempre più frequenti eventi piovosi, estremi, definiti "bombe d'acqua", pur in aumento a causa dei cambiamenti climatici. Il dissesto idrogeologico, che riguarda gran parte della nostra penisola, la Calabria, è imputabile in primis ad una cattiva gestione del nostro territorio, una costante aggressione al territorio che continua a manifestarsi, principalmente, al Sud con l'abusivismo edilizio. Si costruisce su terreni inadatti a resistere al peso degli edifici. Si impermeabilizzano luoghi che rappresentavano le vie di naturale deflusso delle acque. Si abbandona la manutenzione della rete capillare di fossi di raccolta delle acque piovane. Si diminuisce il numero degli alberi. Cosa fare? Occorre un cambio di rotta culturale, cultura di previsione e prevenzione, diffusa a vari livelli. Individuare le situazioni di rischio e adottare interventi finalizzati alla minimizzazione dell'impatto degli eventi. A seguito dell'alluvione di Sarno (Salerno) che causò 160

vittime, venne emanata la legge n. 267 del 3 agosto 1998 (legge Sarno). Quasi tutte le regioni italiane realizzarono il PAI - Piano di Assetto Idrogeologico - perimetrando le aree a rischio elevato o molto elevato di alluvione o di frana. Quindi, bisogna evitare la costruzione nelle aree a rischio di strutture residenziali o produttive. Bisogna ridare spazio alla natura; restituire al territorio lo spazio necessario per i corsi d'acqua, le aree per permettere un'esondazione diffusa ma controllata, creare e rispettare le "fasce di pertinenza fluviale", adottando come principale strumento di difesa il corretto uso del suolo. In conclusione una seria politica di gestione del territorio può avere importanti ricadute in termini economici e di vite umane. Il costo complessivo dei danni provocati in Italia da terremoti, frane e alluvioni dal 1944 a oggi è di 242,5 miliardi di euro, circa 3,5 miliardi l' anno. Inoltre, ad essere in gioco non è solo la salute del nostro territorio ma la vita dei cittadini: negli ultimi 12 anni hanno perso la vita 328 persone. P e r u n m a g g i o re a p p ro f o n d i m e nto/aggiornamento consultare il sito: www.dissestoitalia.it. (Nelle foto zone del nostro territorio investite da frane e smottamenti)


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FRANCESCO GIORDANO DA POLICASTRO. PROFESSIONE: PITTORE Dagli archivi storici di Petilia: il noto pittore, cittadino di Policastro, fu bisavolo del Sindaco benemerito Luigi Giordano Francesco Cosco Dall'archivio storico comunale: è certo, il pittore Francesco Giordano fu cittadino di Policastro. Emergono novità sulla vita di Francesco Giordano, pittore settecentesco con opere in tutto il Marchesato ed in parte nel Cosentino. La si è ritenuta sempre dubbia la sua cittadinanza di Policastro, tranne che per G. Battista Marzano come è riportato da Don Domenico Sisca. Ma finalmente oggi se ne hanno notizie certe. Egli è vissuto a Policastro, vi ha contratto matrimonio con Teresa Giordano e si è certi di aver generato almeno due figli, Rosa e Nicola. Le notizie emergono dall'archivio storico del comune di Petilia Policastro, nei cui vecchi registri sono venute alla luce pagine avvincenti e insospettate sul suo albero genealogico. Le si evince dagli atti di morte dei due figli e della moglie avvenuta nel primo mezzo secolo dell'ottocento. Nell'atto di morte del figlio Nicola emerge che il papà era tal Francesco Giordano di professione "Pittore" quindi attività principe del soggetto. Tutto cronologicamente corrisponde. Rosa Giordano, figlia di Francesco e di Teresa Giordano, sposa del nobile Gio: Gregorio Tronca, muore F. Giordano all'età di sessanta anni nel 1817; a ritroso nasce nel 1757, tre anni prima di quando Francesco Giordano dipinge l'ammirevole opera della Sacra Famiglia, oggi posta sulla parete destra della chiesa Matrice in Petilia Policastro. Nicola Giordano figlio di Francesco e di Teresa Giordano, muore all'età di sessantotto anni nel 1845, a ritroso nasce nel 1777. Di Nicola fu moglie Rachele Poerio, altra nobile rampolla policastrese. Ancora quella dei Giordano è ritenuta da Antonio Mannarino nella sua Cronica del 1721/23, famiglia nobile, proveniente dalla Sicilia, atta insieme alle altre nobili elencate ad eleggere il Sindaco del paese. Luigi Giordano, sindaco benemerito, pronipote del pittore Ma lo sorpresa della individuazione della cittadinanza del grande pittore policastrese non termina qui … perché l'archivio storico, una volta individuati gli elementi settecenteschi della famiglia Giordano in cui per la prima volta appare la figura del rinomato artista, ha potuto dar luogo ad un intero albero genealogico suc-

cessivo: figlio di Francesco Giordano è Nicola, figlio di Nicola è Giuseppe nato il 2 aprile del 1816, di lui è scritto sulla tomba "Avvocato, ai poveri benefico e liberale". Infine uno dei figli di Giuseppe è Luigi, quel Luigi Giordano nato a Policastro il 10 marzo del 1859 che fu il sindaco benemerito di Petilia, ricordato nella piazza Filottete con un prestigioso busto bronzeo, che portò nelle case del paese l'acqua del rubinetto, ancor prima che in tutti i paesi vicini, e che donò alla sua morte alla cittadina l'asilo infantile che porta il suo nome. Ma tale figura merita essere a parte più degnamente ricordata. Opere di Francesco Giordano Numerose e preziose le opere di Francesco Giordano. A noi rimane la Sacra Famiglia, eletta immagine di chiaro talento, dai colori perfetti, dai visi espressivi, in cui il Bambin Gesù appare nella particolare veste in cui cerca l'affetto di un padre devoto ma schivo, quasi che il pittore, che in questi casi ha dimostrato eccellente virtù e cultura, avesse voluto rimarcare la condizione terrena del santo, coinvolto in un evento più grande di lui. La tela fu, nella chiesa Matrice, ornamento della cappella che Giuseppe Carvelli, committente, eresse all'"Almo Gesù". Nell'immagine compare anche lo stemma del Carvelli che mimando il suo cognome esprime nello stesso stemma in lingua latina "cor velli vescor" insieme ad un rapace con un cuore tra gli artigli. Il significato del motto è dunque "Ho voluto un cuore … e me ne cibo". Ma interi cieli delle volte del castello di S. Severina recano intorno al 1750 l'impronta del pittore policastrese. In quell'epoca i Grutthner reggevano il feudo severinate ed avevano spostato la residenza all'interno del castello, quindi si dovettero avvalere di Francesco Giordano quale pittore di corte. La sala maggiore della loro residenza fu allora tutta affrescata. Colori tenui e colori forti in una alternanza armonica. I temi privilegiati furono tratti dalla mitologia greca. In un dipinto sembra essere rappresentata la dea Selene, contrassegnata dalla mezzaluna crescente sulla testa, che spinge il suo carro alato verso il cielo, in cima è Ermes alato e con lo scettro avvolto nelle spire di due serperti, ai suoi piedi il dio Pan. E la stessa dea è rappresentata in altro affresco della sala centrale della "dimora gentile" del Castello. In altro affresco è rappresentato il Trionfo dei Grutther: nella parte alta è impresso il loro stemma inquartato con quello dei Carrara. Il committente dei dipinti fu Pier Mattia Grutther. Anche nella chiesa del Ritiro in Mesoraca, tempio ritenuto ormai raro esempio di arte tardo-barocca, patrimonio tra i beni culturali italiani, vi è un magnifico quadro del Giordano. Ecco com'è descritto da Angelo di Lieto: "Vi è anche un bel quadro del 1752 del pittore Francesco Giordano da Petilia Policastro, che rappresenta un certo Salvatore Medaglia, musico di Petilia Policastro, il quale, durante le funzioni religiose, si recava al Ritiro a suonare il suo strumento

a corde. Era un arciliuto ad otto corde finemente lavorato ed intarsiato, come si rileva dal dipinto ... Questo giovane era cieco e lo si vede chiaramente nella profondità senza sguardo dei suoi occhi … La figura, di grande taglio psicologico, è dignitosa, distinta e serena, nel mentre, nell' impostazione musicale di grande sicurezza ed abilità, le mani sottili e delicate, sono posizionate su un accordo in re maggiore". Ancora, nel Santuario dell'Ecce Homo altra tela, così la descrive Francesco Spinelli: "La scena rappresenta Gesù nell'orto di Getsemani la notte del giovedì santo, dopo l'ultima cena, in una atmosfera cupa ed un paesaggio arido che accentuano la drammaticità dell'evento. Cristo, in primo piano, prega in ginocchio, scosso da un profondo turbamento". Il Giordano fu capace di imprimere ai personaggi dipinti anche le più intime loro sensazioni. Numerose ancora le tele del Giordano: nella chiesa dei padri Capuccini in San Giovanni in Fiore fanno bella mostra "sulle pareti, riporta una nota locale, 14 quadretti, olio su tela, raffiguranti la via Crucis, opere del 1745 di Francesco Giordano da Policastro", mentre su un rosone della volta della navata laterale si può ammirare un affresco con Sant'Antonio, stesso autore, anno 1761. Francesco Giordano, di professione pittore, insieme a tanti altri cittadini benemeriti, nei tempi trascorsi, hanno contribuito a dare a Policastro quella fama di antico paese evoluto e ricco di arti e cultura.

Giordano, Sacra Famiglia Chiesa Matrice, Petilia


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CAMPAGNE ELETTORALI

FAUSTO FIGLIUZZI Un protagonista storico della vita pubblica di Petilia Policastro

DI UNA VOLTA co e satirico ai protagonisti e ai fatti della politica, sino agli odierni talk show mediatici in cui persino esagerata è divenuta la presenza di comici e imitatori. Bene fa, allora, "Il Petilino" (non certo per rinfocolare antiche e del resto ormai spente passioni) a rievocare anche espressioni apparentemente minori, come le pungenti rime di Fausto Figliuzzi, di un periodo sicuramente memorabile nella recente storia della nostra cittadina. Ecco quindi in questo numero, dopo i

due componimenti iniziali (nei quali si coglievano le motivazioni, più nettamente ideologiche nell'uno o più legate a difficili rapporti interpersonali nell'altro, del cambiamento di campo da parte dell'Autore), e dopo quello già ricordato del numero scorso, un altro divertente invito agli elettori a tenersi lontani da partiti giudicati disinvolti e facili nelle promesse, ma in verità capaci di realizzare ben poco o niente.

Nel numero di gennaio de "Il Petilino", nell'illustrare la figura di Fausto Figliuzzi (1912-1993) ed il suo appassionato impegno A.F. nella vita civile e politica di Petilia Policastro, sono state messe in risalto le spiccate doti comunicative e oratorie di colui che, per lunghi anni, dopo il sofferto ma deciso abbandono dell'idea comunista, fu sicuramente uno dei più amati e seguiti espoCHINE VOTA FACIGGHJA QUANTU MALE SE PIGGHJA nenti della locale Democrazia Cristiana. Tali capacità dialettiche, si diceva, davano forza ed evidenza non solo al rigore delle argomentazioni, ma nello stesso Tu rinnìeghi 'u Signure Senza shcarpe, né muntura, Eletturi paisani, tempo anche ad una innata propensione e patisci a tutte l'ure, na gavetta a ra cintura, stati attìenti a ru dumani: all'umo- rismo e alla satira (in perfetta tu rinnìeghi 'a mugghjera sempre nthruscia, e mise a mise si shbagliati 'u sie nuvempre sintonia, del resto, con la risaputa vocae di figghj u' vidi 'a cera, secutannu nu turnise, è nu mòrare ppe' sempre, zione paesana allo scherzo e alla presa in pìerdi 'a rrobba, pìerdi 'u risu, tu fatighi ppè ru Statu, pecchì Diu, chi ncìelu sta, giro) che egli seppe usare abilmente pìerdi i santi mparadisu; stancu, mìsaru, malatu. ve castiga ddhrà ppe' ddhrà. quali strumenti di propaganda nell'accanita e appassionata lotta politippe' nu bruttu chi te gabba, E ppe' paga tu ricivi, Si vutati cumunista, ca del tempo, la quale forse risultò in chi pruminta rrobba e giobba, ogni jùarnu, si tu vivi, e ppe' ncunu 'e chiddhra lista, qualche misura meno drammatica prochi parinchja menzaluri nu cuppinu de vrudata, ve scegghjti ppe' pathruni prio nei momenti in cui in essa si riusciva e casciuni e tiraturi, na carota, na patata; certi grùassi marpiùni, a suscitare una franca risata. Un simpaticcu' dinari e ccu' ricchizze, e ppe' dòrmare 'a nuttata certi scirpuli shpinusi, co esempio della briosa vena poetica cùamu fussaru munnizze. d'erivazze na furcata. cchjù di siddhri velenusi. dell'Autore, dal titolo Menzogne e U' si fissa, e ra capisci, Menthre tu accussì t'ammazzi C'è Togliatti e c'è Pajetta, Lapriste, è stato offerto nel numero di ch'inthra 'a rita, cùamu pisci, da fatiga e di shthrapazzi: e c'è Longu ccù Rosetta; febbraio del giornale. v'ammunzeddhra quantu siti fattu lùardu, chjnu 'e tigna, c'è persinu Scoccimarru, È anche il caso di sottolineare e v'arrobba quantu avìti: giallu e lìentu cùamu mpigna, cchjù shcurzune ca ramarru; come, sia pure in una realtà locale ed in sinne porta ddhrà ppe' ddhrà 'u cumpagnu ntelligente ed apprìessu, due 'e lassi una forma estremamente semplice e Diu, Pathria e Libertà. ncassa sordi e u' fa nente. l'athri cìentu satanassi? popolare, le originali provocazioni umoristiche e satiriche dell'avvocato FigliuzE perciò tu u' vutare Te mpastocchja ccu' parole, Mò davìeru tu te cridi zi fossero il risultato di una lettura colta e senza prima te mpurmare: fisserie a carriole, ca si vincianu, chi vidi? tutt'altro che ingenua o "primitiva" della vota giustu, vota esattu, e ra capu ti la fruscia Vidi nente, amicu caru, vicenda politica italiana, sull'esempio di u' rumpìre 'u vìecchju pattu: chi 'e tosta ta fa muscia: ed 'u nìesci cchjù a ru mparu, quanto si proponeva allora in ben note, e ccu' thrastule e ccu' mprogghja vote sempre ppe' ra Cruce menthre chjanti ccù langghùri anche quando non di larga diffusione, chi te duna pane e luce. iddhru i voti se ricogghja. te rinnovanu i duluri. pubblicazioni nazionali. Del resto, in forme sempre più marcate in seguito si sarebbe espresso il commento umoristi-


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FORESTA

DALLE FRAZIONI

BUON

RISULTATO E TANTO ENTUSIASMO PER L'ASSOCIAZIONE CON SEDE A FORESTA Elisa Summa La giornata delle arance: è questo il titolo della prima iniziativa organizzata dalla nuova associazione nata a Foresta, "Famiglia. I colori della vita". All'iniziativa hanno partecipato non solo i soci, ma anche tanti cittadini che volontariamente si sono impegnati nella giornata del 9 febbraio a Foresta, a Petilia, a Pagliarelle e a Mesoraca in una vendita di beneficenza. Tutti i cittadini hanno potuto acquistare, con un'offerta libera, un sacchetto di arance, contribuendo così a sostenere le speranze di questo nuovo gruppo. Soddisfatto si dice il Presidente, Francesco Schipani, per il buon risultato ottenuto e per l'entusiasmo con cui la popolazione ha partecipato all'evento. Lo scopo della giornata è stato quello di raccogliere fondi che serviranno per l'acquisto di arredi per la sede dell'associazione, che ha trovato ospitalità in un'ala della struttura che già ospita il giudice di pace, e per sostenere le varie spese burocratiche. La vendita, però, è servita anche a presentare l'associazione alla popola-

zione illustrando gli obiettivi e le finalità prefissate. È guardando con grande attenzione alle tante difficoltà che ogni giorno i diversamente abili e le loro famiglie devono affrontare, che Famiglia si pone un obiettivo ben preciso: quello socio-sanitario. Infatti il desiderio è quello di creare sul territorio un centro con specialisti come fisioterapisti e logopedisti per evitare così il disagio di moltissime persone che sono costrette a recarsi a Cotronei, nella migliore delle ipotesi, o a Crotone e Catanzaro per usufruire dei servizi di cui necessitano. Il secondo obiettivo, non meno importante, è quello socio-educativo con la realizzazione di laboratori ludici ricreativi al fine di stimolare i deficit che l'utenza presenta. Sicuramente per l'associazione Famiglia la strada da percorrere sarà in salita e il raggiungimento degli obiettivi non sarà di facile cosa, bisognerà lavorare duramente affinché a Foresta possa crescere un grande centro socio riabilitativo, ma le risorse e la buona volontà non mancano ai soci che hanno intrapreso questa avven-

I soci di Famiglia mentre allestiscono la sede dell’Associazione

tura. Intanto le uscite al pubblico di Famiglia sono continuate domenica 2 marzo con l'organizzazione del Carnevale in piazza insieme alla Proloco Perseo e a Progetto giovani e giorno 4 con altri festeggiamenti carnevaleschi organizzati in collaborazione col gruppo di catechiste di Foresta.

PAGLIARELLE

CARNEVALE DI IERI E DI OGGI A PAGLIARELLE Serafina Garofalo Quando ero piccola ricordo che si aspettava l'arrivo del Carnevale con molta ansia, era la festa che i bambini amavano di più: il vestito, la maschera, i coriandoli, l'allegria per le strade, le mamme che facevano i dolci: le chiacchere, i tardilli. Nelle due settimane prima dell'arrivo del Carnevale, grandi e piccini si mascheravano ogni sera e giravano per le case del paese per farsi riconoscere dalle persone, c'era chi si mascherava così bene che non veniva riconosciuto da nessuno chi invece era riconosciuto ancor prima di entrare in casa. Era bellissimo, si guardavano i particolari per poter riconoscere chi si nascondeva dietro quel travestimento, ad esempio qualcuno veniva riconosciuto per le scarpe, chi dal giubbotto, ma si veniva riconosciuti anche dai modi di fare, di camminare. Erano proprio delle serate bellissime, e come spiegare il momento in cui due gruppi di maschere si incontravano per strada? Era tutto un divertirsi, di scherzi, di battute e di tanti tanti sorrisi. Ci si ritrovava a casa di un amico e insieme trovavamo il vestito più brutto, e già da lì che iniziava il divertimento con i compagni, a scherzare chi aveva avuto idee strane per come vestirsi, a ridere perché si immaginava già come poteva arrivare vestito un altro compagno, a mangiare insieme le chiacchere che la mamma del nostro amico ci faceva trovare, bello, veramente degli anni bellissimi.

Ogni sera era la stessa cosa, fino alla sera del martedì grasso. Oggi no, le cose sono cambiante, non vedi più nessuna maschera giro per il paese, nessun bambino che va a trovare i nonni col vestito del suo cartone preferito, le mamma che fanno i dolci ormai sono pochissime. La festa di Carnevale ormai nel nostro paese sta per essere solo un ricordo. Però tra il cambiamento c'è ancora chi crede nella magia del Carnevale e già dall'anno scorso qualcosa è iniziato a cambiare. L' anno scorso, infatti, i giovani dell' associazione "Ludo amici", che ormai pensano a cosa fare per il loro paese giorno dopo giorno, hanno organizzato una festa di Carnevale bellissima; i soci mascherati erano 30 e hanno investito la frazione girovagando per le strade divertendosi e facendo divertire i tanti bambini che si erano uniti a loro. Quella dell'anno scorso era una giornata in cui la temperatura ti costringeva a stare in casa, c'era pioggia, vento, neve e freddo, ma i Ludo Amici non si sono scoraggiati hanno continuato la festa come se nulla stesse succedendo. Anche quest'anno hanno pensano di fare la stessa cosa; hanno organizzato una festa bellissima per i bambini di Pagliarelle nell'ultimo giorno di Carnevale, martedì 4 marzo; una festa con tanta musica, giochi, maschere dove di sicuro il divertimento non è mancato. Si sono ritrovati tutti in piazza, ognuno con il proprio travestimento, tutto organizzato nei

minimi particolari per far sì che la festa fosse indimenticabile. Anche se con molta fatica, soprattutto dovuta al fatto che è difficile reinserire una tradizione ormai quasi sradicata, I ludo amici ci hanno provato a rendere anche questo Carnevale speciale e vanno avanti con il loro motto "se ci divertiamo noi, allora si, anche i bambini si divertiranno".


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CARNEVALE A PETILIA PIAZZA FILOTTETE RICCA DI MASCHERE E CORIANDOLI PER LA GIOIA DEI BAMBINI

Una piazza colma, tanti bambini in maschera e allegri coriandoli: è stato questo il Carnevale 2014 che si è festeggiato domenica 2 a Petilia centro. La festa, organizzata dalle associazione Proloco Perseo, Progetto giovani, Petilia nel cuore, Famiglia, con il contributo dell' amministrazione comunale, è riuscita benissimo facendo divertire soprattutto i più piccoli. Si dicono soddisfatti gli organizzatori per la riuscita del Carnevale sperando che nel prossimo anno riescano a dare ancora di più alla citta-

dinanza, che risponde sempre positivamente a questi tipi di feste in piazza. L'appuntamento con il Carnevale in piazza è iniziato il pomeriggio di domenica alle 15:30 per i bambini, anche se questi già in mattinata hanno invaso la città con le loro maschere e i loro coriandoli. Alle 16 è partita la tipica sfilata carnevalesca dalla sede della Proloco che, dopo un giro nelle vie principali della città, si è fermata in piazza per festeggiare con il resto della cittadinanza. A fare da padrona per tutto il pomeriggio è stata l'animazione per i piccoli che si è arricchita con una simpatica premiazione per la maschera più bella. Per questo Carnevale sono state assenti le maschere ironiche sui politici, presenti invece negli scorsi anni, mentre hanno avuto la meglio travestimenti presi dal mondo dei cartoni, come Peppa Pig. Tra i maschietti quest'anno è andato molto di moda il vestito da carabiniere che ha rubato il posto alla tradizionale maschera di Zorro, decisamente assente quest'anno.

AL CSR UNA FESTA CHE DURA PIÙ DI UN GIORNO

Come ogni anno anche quest'anno il Centro socio riabilitativo "Madre Teresa di Calcutta" ha festeggiato il Carnevale regalando tanta gioia alle operatrici e agli ospiti della struttura che hanno trascorso la mattinata di martedì 4 marzo con balli, trenini e dolci tipici del periodo. Le operatrici del centro hanno organizzato la festa coinvolgendo nell'organizzazione gli ospiti, che nei giorni precedenti alla festa hanno realizzato le maschere e i vestiti che poi avrebbero indossato. Una festa, quindi, non della durata di un giorno, ma che è stata vissuta anche nei giorni precedenti al Carnevale, in preparazione alla festa più divertente dell'anno. Il festeggiamento del Carnevale al centro rientra nelle attività socio-cognitive e ludico-

ricreative, infatti gli ospiti hanno dovuto riflettere sul trascorrere del tempo e sulle feste che ricorrono nell'arco dell'anno e hanno dovuto mettere in scena, ballando, alcuni passi appresi nell'ultimo periodo. Quella al CSR è stata una festa che ha coinvolto anche persone che non frequentano quotidianamente la struttura, ma che nella giornata hanno scelto di passare qualche ora in compagnia delle operatrici e degli ospiti portando qualche dolcetto e facendo scherzi carnevaleschi.

CAMELLINO IN MASCHERA PER FAR DIVERTIRE I PIÙ PICCOLI Filomena Ierardi

Anche la frazione di Camellino ha festeggiato il Carnevale il pomeriggio di lunedì 3 marzo in piazza per la gioia dei bambini. Ad organizzare la festa ci hanno pensato il Circolo "The creational club" e l' "Associazione Giovani Camellino" (AGC) che insieme alla collaborazione delle mamme dei bambini e dei ragazzini, che frequentano la scuola "Maria Montessori", sono riusciti a far passare un pomeriggio in allegria tra coriandoli e maschere particolari. Gli organizzatori per animare il pomeriggio hanno contattato un gruppo di animatori di Cirò che hanno fatto divertire dalle risate grandi e piccini. Come ha riferito il presidente del Circolo, Beatrice Cardamone, che insieme al vicepresidente, Pier Antonio Ierardi, hanno contattato il gruppo di animazione, la festa è stata organizzata per portare un po' di allegria "Abbiamo pensato di organizzare questa festa soprattutto per i bambini per farli divertire" e dai risultati sembrerebbe proprio che i giovani pieni di entusiasmo ci siano riusciti. Poca pubblicità all'evento, poco tempo e poche risorse, ma tanto il divertimento che ha fatto riuscire alla grande la festa di Carnevale nella frazione petilina. Il merito di tutto va soprattutto ai giovani del Circolo e dell'AGC che stanno già pensando al prossimo evento da organizzare, come ha detto Beatrice "Stiamo già pensato di organizzare U mmitu e San Giuseppe per il 19 marzo, subito dopo il Carnevale ci metteremo a lavoro e come l'anno scorso cercheremo di organizzare il tutto soprattutto per tutte quelle persone anziane che, dietro l'esperienza dell'anno scorso, ci stanno già chiedendo se anche quest'anno mangeranno i ceci cucinati in piazza".


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NASCE UNA NUOVA ASSOCIAZIONE: UNA CIASPOLATA "FAMIGLIA. I COLORI DELLA VITA» SENZA LE CIASPOLE Filomena Ierardi Una nuova associazione è nata a Petilia: "Famiglia. I colori della vita", Organizzazione non Lucrativa di Utilità Sociale con lo scopo di promuovere interventi sulla disabilità. L'associazione, costituita in prevalenza da giovani petilini, ha sede a Foresta ed è nata soprattutto per garantire sul territorio petilino assistenza socioassistenziale. Presidente dell'associazione è Francesco Schipani; fanno parte del direttivo Antonio Bubba, Serafino Lavigna, Angela Lucia Rocca, Maria Teresa

Manfreda, Giusy Schipani, Gianluca Saporito, Antonietta Tallarico, Rosamaria Grano, Antonio Nicolazzi, don Pasquale Marrazzo e Felicia Foresta. Come spiegano gli associati l'obiettivo principale dell'associazione rientra nel contesto socio-sanitario; in particolare Gianluca Saporito, che fa parte del direttivo, ha dichiarato "Si vogliono riportare a Petilia figure specializzate come psicomotricisti. La nostra idea è chiedere convenzioni ai vari enti per fare in modo che siano gli specialisti a spostarsi nel nostro distretto e non chi ha bisogno di cure a spostarsi fino a Catanzaro e Crotone". L' associazione è già qualche passo avanti in quanto al momento può garantire un'equipe socioriabilitativo - sanitaria, si dispone di un logopedista e di un fisioterapista.

Come spiega Gianluca anche l'aspetto socio-educativo è preso in considerazione, «Abbiamo intenzione di attuare progetti ludici per stimolare gli utenti per superare i vari deficit, sono previsti corsi di chitarra, giardinaggio, attività manuali". Con l'associazione Famiglia si vuole creare anche un movimento culturale che investi le famiglie per facilitare una certa apertura sulla disabilità che al momento manca. La prima uscita pubblica della nuova associazione si è tenuta domenica 9 febbraio, i ragazzi si sono presentati alla popolazione raccogliendo fondi, con la vendita di arance, per allestire la sede e per le spese burocratiche da affrontare. Nella loro uscita i giovani di Famiglia hanno presentato gli scopi dell' associazione: tutelare i diritti civili soprattutto dei disabili; collaborare con vari Enti per sostenere l'handicap e per rimuovere la cultura dell' emarginazione e creare un'equipe specializzata. I giovani di Famiglia, come ha spiegato Gianluca, nonostante siano a conoscenza di altre realtà presenti a Petilia che già operano sulla disabilità hanno preferito iniziare a camminare autonomamente, non perché contrari allo spirito di cooperazione "ma perché vogliamo fare qualcosa di diverso e di nostro".

Momenti della raccolta fondi

Filomena Ierardi e Giacinto Berardi Una ciaspolata tutta particolare quella organizzata dal Circolo Legambiente Petilia per la giornata di domenica 16 febbraio, la particolarità tutta dovuta alle piacevoli temperature che hanno ricordato una giornata di primavera. Meta della ciaspolata Macchia dell'Arpa, punto di partenza Villaggio Principe, circa 7 chilometri di salute e di belle visioni paesaggistiche, l'unica cosa che è venuta a mancare durante l'escursione è stata la neve, che si è vista solo in località Pitinella e a Macchia dell'Arpa. Quella che doveva essere una passeggiata con ciaspole e racchette si è trasformata in una passeggiata primaverile in cui gli escur-

sionisti si sono liberati dalle tute da neve e da doposci per godersi il caldo sole che ha caratterizzato la giornata. Al gruppo di escursionisti petilini si è aggiunto il gruppo legambientino di San Giovanni in Fiore che in questo periodo sta organizzando diverse ciaspolate per gustare al meglio i paesaggi innevati, nonostante in quest'anno più degli altri si stiano facendo desiderare anche dall'altro versante della Sila. Al ritorno dalla passeggiata è stata fatta una sosta a Vaccarizzo, località di Pagliarelle, dove gli escursionisti hanno recuperato le energie sprecate nella camminata con un picnic all'aria aperta. Poca neve, niente freddo, ma una bella giornata che ha anticipato la primavera; le ciaspole non sono state usate ma tutto ciò non ha guastato il salutare appuntamento con la natura e le montagne petiline.


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Racconti d’altri tempi

SIAMO

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POLVERE DI

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STELLE

di Michele Belcastro

In questo articolo un po’ strano ma non troppo c’è la «ricetta» per comporre un uomo di media corporatura, ma anche quella per smontare la superiorità di alcuni in confronto del prossimo. Negli anni '50 - '60 del secolo scorso, spesso si sentiva cantare una canzone il cui titolo era: "Polvere di stelle". In parole povere diceva che noi esseri umani non siamo altro che polvere, nient'altro che polvere. Benissimo! Questo lo si è sempre saputo, ma la scienza man mano ha spiegato, usando termini molto semplici alla portata di tutti, come questa polvere non sia altro che "materia" in parte proveniente dal Big Bang e altra proveniente dall'evoluzione delle stelle sia nella loro fase attiva sia in quella terminale. Tutto ciò può far piacere o non, può sembrare attendibile oppure fantasioso, ognuno creda come vuole, in questo modesto articolo mi permetto di sviluppare con parole semplici ciò che ho appreso dai libri che trattano l'argomento. Intanto, come accennato, tutto quello che ci circonda è materia, noi stessi siamo composti di materia; un libro, un tavolo, un cane, il suolo che calpestiamo, l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, tutto è materia, composta dagli atomi dei vari elementi chimici presenti nell'intero universo. Materialmente un uomo di media corporatura è composto da: 35 kg di ossigeno -- 15 kg di carbonio - 5 kg di idrogeno - 4 kg di azoto - 1 kg di calcio e, in quantità minori, ferro, sodio, potassio ed altri ancora per un totale di 62 - 63 kg. S'intende che più un uomo è pesante più in proporzione aumentano i pesi dei vari elementi chimici. La scienza ci ha pure spiegato da dove provengono tutti questi elementi che compongono l'universo nel suo insieme. L'idrogeno è l'elemento primordiale, il più remoto, proviene dal Big Bang cioè dall'origine dell'universo, avvenuto intorno a 15 miliardi di anni fa, quando il Creatore disse: "Sia la luce! E

la luce fu". Gli altri elementi, si fa per dire, sono più recenti, per produrli l'universo ha dovuto evolversi per vari miliardi di anni; miliardi di stelle sono dovute nascere e morire nel seno di nebulose generate da collassi stellari, il carbonio per l'appunto si è generato dentro una stella. L'ossigeno deriva dalla fusione del carbonio con l'elio sempre nel cuore di stelle caldissime, fino ad arrivare al ferro che è cenere di stelle in via di esaurimento. Anche gli altri elementi come il calcio, il fosforo, lo zolfo, il cloro, il sodio, l' azoto provengono da caldissime fucine stellari. Gli elementi più pesanti come l'oro, l' argento ed altri ancora ci arrivano dall' esplosione di stelle molto più grandi del nostro Sole, le così dette: "Supernove".

Il carbonio, nato nel cuore delle stelle, ci spiegano gli scienziati, è l'elemento base della vita: tutte le molecole degli esseri viventi sono costruite intorno al suo atomo formato da un nucleo di 6 protoni e 6 neutroni, su cui ruotano 6 elettroni. Il carbonio ha la straordinaria qualità di legarsi in lunghe catene con poco energia, ideale per costruire molecole complesse facilmen-

te modificabili, come gli aminoacidi, le proteine, il Dna: "i cosiddetti mattoni della vita". Primo Levi, scrittore ed anche chimico così ebbe a dire: "Il carbonio è come Adamo, è l'antenato di tutti". Concludendo su quanto finora descritto, possiamo dire (senza la presunzione di essere scienziati), che, tutti gli esseri umani che hanno la fortuna di vivere su questo splendido pianeta azzurro, siano uguali senza distinzione di cultura, di razza e di colore. A tutti coloro invece che si sentono superiori (e sono tantissimi), rivolgiamo con il massimo rispetto possibile, la seguente domanda: "chi vi credete di essere solo perché avete la fortuna di vivere più agiatamente rispetto a tanti altri che purtroppo questa fortuna non hanno? Abbassate la cresta e sappiate che il vostro corpo, composto da materia proveniente dallo spazio celeste è identico a tutte le altre creature viventi su questo pianeta, anche a quelle più umili e sofferenti"," a che vi serve sentirsi superiori, la differenza, come abbiamo visto, sta solo nella vostra agiatezza; anche la morte non vi premia, in quanto come disse il grande Totò: " la morte sai cos'è ?... è una livella". Metafora che sta a significare per l'appunto, come con la morte non si può patteggiare, in quanto livellatrice di ogni tipo di disuguaglianza esistente tra i vivi. Purtroppo, visto che queste disuguaglianze esistono, non ci resta che fermarci e riflettere! Non aspettiamo che arrivi la morte per livellarci! Ci conviene ora, che siamo in vita, fare un compromesso: abbassiamo tutti la cresta e amiamoci come fratelli tanto, come ben sappiamo, tutti là dobbiamo andare chi prima chi dopo, che serve rovinarci questo fugace passaggio terreno? Nella foto: ammasso di polvere stellare nella costellazione del Sagittario; è la nebulosa T " rifida", la più bella del reame. Dista migliaia di anni luce dalla terra.

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Luigi Schipani: un giovane imprenditore alla guida dell’azienda di famiglia

IL SUINO NERO DI CALABRIA NELL'AZIENDA LAVIGNA Filomena Ierardi Quella di Luigi Schipani, giovane imprenditore di 28 anni, è una bella storia di imprenditoria giovanile e di fiducia verso il proprio territorio. Luigi ha rinunciato agli studi che gli avrebbero consentito di raggiungere altri traguardi per portare avanti l'azienda di famiglia: Azienda agricola Lavigna. La forza dell'azienda di famiglia di Luigi, che

Azienda Agricola Lavigna

si occupa di più settori agricoli, è il suino nero di Calabria, progetto che gli ha permesso di partecipare nel 2009 ai PSR Calabria e di consorziarsi con "Suino nero di Calabria", il consorzio calabrese con riconoscimento ministeriale. La storia di Luigi e di come ha portato avanti l'azienda di famiglia, che in passato apparteneva al nonno materno, è molto particolare. Il giovane ha lasciato Roma, città in cui studiava, per risolvere alcuni problemi dell'azienda del nonno. Dopo la loro risoluzione ha deciso di restare definitamente. Tale scelta ha sorpreso lo stesso Luigi che ha detto "Avevo sempre pensato di contribuire alla crescita dell'azienda, ma credevo che questa sarebbe stata un'attività secondaria alla mia professione, quella dell'avvocato, e invece mi ritrovo a gestire un'azienda come principale attività lavorativa". Luigi, nel raccontare di come si è trovato a gestire l'azienda, che orgogliosamente porta il nome del nonno, ha spiegato che la conformazione del terreno su cui insiste l' azienda, sita in località Montano, era ottima per l' allevamento del suino nero. "Scegliere l' allevamento del suino calabrese era un modo per dimostrare il mio attaccamento nei confronti della mia terra" e da questo attaccamento deriva il suo desiderio di dare un contributo per vederla crescere.

POETI

Il giovane imprenditore si rammarica di non aver ereditato le competenze del nonno "Tutto quello che sapevo all'inizio l'ho rubato con gli occhi a mio nonLuigi Schipani no, senza che lui direttamente mi insegnasse nulla, per certi versi sono partito da zero". Il bisogno di maggiori competenze per migliorare la sua azienda non ha mai fermato Luigi che si è impegnato giorno dopo giorno per una buona riuscita. Nella storia dell'azienda Lavigna ci sono state anche molte difficoltà dovute soprattutto al poco supporto che si riceve dagli enti, alle lungaggini burocratiche e alla cattiva informazione. Contento di aver portato avanti l'azienda di famiglia, Luigi rivela "È stata una sfida con me stesso e dopo tante rinunce sono soddisfatto della riuscita. L'unica cosa di cui sono dispiaciuto è che mio nonno non ha avuto la fortuna di vedermi realizzato".

DI OGGI Elisa Forgianni

Elisabetta Forgianni è una giovane poetessa di Roccabernarda. Il suo amore per la poesia nasce qualche anno fa, quando "nella poesia ha trovato l'appiglio per salvarsi dalla noia della vita". Di recente ha collaborato con la casa editrice "Pagine" di Roma, per la pubblicazione di un libro dal titolo "Poeti contemporanei" con approvazione del poeta Elio Pecora.

Pubblichiamo una delle sue poesie più belle e più intime che gelosamente la giovane poetessa ha cercato di tenere sempre per sé. La ringraziamo per la gentile concessione.

È così che la poetessa descrive e spiega i suoi versi: «Senza titolo, perché non so dare un nome a questa alternanza di forza che abbraccio e respingo. Il verso che allaccio intrappola e libera, la poesia è artefice del mio crollo e della mia rinascita. Tutto è in lei, tutto è un abbandono e un ritrovo perpetuo; come se indossassi un anello sacro che ha dentro sé il profano dei limiti. I limiti che vengono, però, superati dalla divinizzazione di un'estasi poetica».

Lambisce l'estrema forza del vento i miei argini E il verbo che intrappola nei vortici della mia anima Assenza redenta dalla vita stessa. Lasciami sfociarti dentro come quest'acqua che non tocco E che non bagna le difese che allaccio al verso Quando di poca poesia le respingo; A me che mi so dare un nome astratto, Un posto del nulla nel mondo. Cosa ti ha fatto il mio nascere per colpirmi di insistente perdizione? Ispirazione non tornare piena delle cose che non ho Non darmi la conoscenza dei tuoi artigli La solitudine della tua morte sull'inchiostro. Poesia che vai a prescindere da me Salvami e annegami Tu che le vene me le slacci in stracci di foglio; e che il dormire di veglia non mi percuoti come martire della parola, non più, liberami!

di Pace Emanuela

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NELLA LINGUA DIALETTALE OGNUNO DI NOI RISCOPRE LE ORIGINI E LA STORIA DELLA COMUNITÀ ALLA QUALE APPARTIENE Mario Laudano In ogni regione d'Italia, prima della lingua italiana, si parlava in dialetto e ogni dialetto ha la sua origine nel latino. Naturalmente i dialetti variavano allora come oggi da regione a regione e da paese a paese nell'ambito di una stessa regione. Tutti erano identificati come lingue volgari, proprio perché parlati dal volgo, cioè dal basso popolo. Nelle classi sociali di più alto rango la lingua usata era il latino. I nobili, che erano poi quelli che detenevano il potere e presiedevano a tutte le cariche pubbliche, lo usavano sia nelle relazioni interpersonali sia per la stesura degli atti connessi alle funzioni che ricoprivano nella vita sociale ed organizzativa della collettività. Nel corso dei secoli, le lingue volgari risentirono l'influsso di altri idiomi introdotti in Italia dai popoli colonizzatori o invasori (Greci, Arabi, Normanni, Svevi, Francesi, Spagnoli, oltre alle diverse orde barbariche che periodicamente invasero l'Italia). La loro presenza nel nostro Paese non poté che rendere sempre più diversificato il linguaggio tra regione e regione con la conseguente difficoltà nella comunicazione linguistica. Già nel periodo medioevale si andava sempre più affermando l'esigenza di un linguaggio comune a tutto il popolo italiano finché nel 1500 il primato culturale ed economico della città di Firenze portò all'affermazione del fiorentino come idioma considerato comune a tutta la nazione. Per chiarezza, bisogna pur dire che il fiorentino era pur esso una lingua volgare e che con tale lingua Dante Alighieri aveva scritto la "Divina Commedia" ed altre sue opere letterarie. Con l'accennato primato di cui Firenze godeva, le fu anche riconosciuto il primato della lingua che divenne così lingua nazionale. Letterati, notai e funzionari della pubblica amministrazione iniziarono a far uso nell'esercizio delle loro funzioni della nuova lingua che per lungo tempo ancora rimase una prerogativa esclusiva delle classi dominanti in quanto la popolazione nella sua quasi totalità continuò ad esprimersi nella lingua di sempre. E' significativo il fatto che al momento della unificazione dell'Italia (1861) su una popolazione di 25 milioni di abitanti solo il 2 - 3% parlava la lingua italiana, elevatissima era poi la percentuale degli analfabeti. L'unità d'Italia poneva, perciò, tra i tanti altri problemi, la lotta all'analfabetismo per favorire la conquista della lingua italiana come elemento unificatore di tutta la nazione. A tal fine ci si adoperò con ingenti impegni economici ma i provvedimenti adottati a favore di un sistema scolastico diffuso su tutto il territorio nazionale, accompagnati da leggi che rendevano obbligatoria l'istruzione fino alla classe terza elementare (Legge Coppino del 1877), fecero conseguire, comunque, risultati di gran lunga inferiori a quelli sperati. Se ne ebbe piena consapevolezza nel corso della prima guerra mondiale quando i giovani meridionali venivano mandati al fronte nelle

regioni del nord Italia e non rispondevano agli ordini dei loro superiori proprio per l' impossibilità a stabilire un rapporto di comunicazione dovuto alla diversità dei loro linguaggi. Nel ventennio fascista fu ritenuta un' esigenza improrogabile realizzare il progetto nato con l'unità d' Italia per cui con la Riforma Gentile del 1923 l'obbligo scolastico venne esteso fino alla classe quinta elementare, prevedendo anche severe sanzioni per i genitori degli alunni inadempienti a tale obbligo; nella scuola, inoltre, veniva imposto l'uso della lingua italiana, arrivando a considerare una vergogna parlare in dialetto. La situazione scolastica, in virtù del nuovo piano organizzativo e sanzionatorio cominciò a registrare dei risultati apprezzabili a livello di scolarizzazione e di conseguenza di abbassamento del tasso di analfabetismo che continuò, comunque, specie nelle regioni del sud, a rimanere elevato per l' indigenza economica di tante famiglie che preferivano avviare i bambini al lavoro piuttosto che mandarli a scuola. Furono, però, gli anni della seconda metà del secolo scorso, con l'avvento della televisione, ad essere decisivi per una grande rivoluzione nel panorama culturale degli italiani perché quella scatola parlante, capace anche di diffondere immagini in ogni parte d'Italia, riuscì a compiere quel miracolo che non era stato possibile né ai legislatori né ai maestri di scuola realizzare compiutamente. Addirittura, la televisione nell' intento di combattere l'analfabetismo delle persone adulte, istituì un programma serale d'insegnamento di lettura e scrittura, condotto dal maestro Alberto Manzi, dal titolo "Non è mai troppo tardi" e tale programma consentì a quasi due milioni di italiani di conseguire la licenza elementare. La televisione parlava un solo linguaggio per tutte le persone del nord e del sud che la sera si riunivano davanti al suo schermo e furono quegli incontri serali, attesi e seguiti con appassionato interesse, a dare un impulso effettivo all'affermazione della lingua italiana. Era passato quasi un secolo dalla proclamazione dell'unità d'Italia quando finalmente si portava a compimento l'auspicato desiderio di quanti nei governi che si erano succeduti, si erano prodigati per ridurre il divario tra nord e sud nella condivisione e nella comprensione di un comune linguaggio a tutte le genti d'Italia. L'affermazione della lingua italiana, però, non comportò di conseguenza il superamento dei dialetti esistenti nel nostro variegato panorama regionale. In ogni regione la lingua dialettale continuò ancora ad essere la lingua madre, la lingua in cui ognuno si riconosceva per i valori, i sentimenti e le emozioni in essa espressi. Quanto sia forte ed importante il legame al proprio dialetto lo si può capire dalle parole di Pier Paolo Pasolini quando dice: "Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà". E solo dalle parole del siciliano Ignazio Butitta si può capire quanto sia caro ed intoccabile il dialetto quando in una sua poesia sostiene che un popolo può essere messo in catene, può

essere privato del lavoro, del passaporto, della tavola dove mangia, del letto dove dorme e rimanere ugualmente libero e ricco. Un popolo, invece, diventa povero e servo quando gli rubano la lingua, avuta in dote dai padri. In questo caso soltanto è veramente perduto per sempre. Ogni regione è custode della propria tradizione dialettale evocatrice degli aspetti della vita di un tempo quando i sentimenti di amore all'amata erano espressi con stornelli e serenate o quando accadimenti lieti o tristi erano divulgati nelle piazze dei diversi paesi per mezzo di cantastorie e poi ancora inni religiosi, ninne nanne per i più piccoli e storie paurose e filastrocche per i bambini e poi detti e proverbi che esprimono l'antica saggezza ancora viva e presente nella nostra vita quotidiana. Era questo un genere di letteratura popolare al quale si sovrapponeva una produzione di notevole pregio artistico non soltanto in campo letterario ma anche in quello della musica, della canzone, del teatro, e in tempi a noi più vicini, del cinema e della televisione. Tra gli esponenti più celebri di questi componimenti in vernacolo basti ricordare Carlo Goldoni, Carlo Porta, Giuseppe Gioacchino Belli, Cesare Pascarella, Carlo Alberto Salustri più noto con lo pseudonimo di Trilussa, Giovan Battista Basile, Eduardo De Filippo, Salvatore Di Giacomo e tra questi i calabresi Domenico Piro meglio conosciuto come Duonnu Pantu, Vittorio Butera, Michele De Marco detto Ciardullo e altri ancora. La valorizzazione della lingua dialettale in tempi recenti è scaturita anche da una constatazione avvertita non da pochi della progressiva tendenza ad un uso sempre più limitato del dialetto. Secondo le statistiche, infatti, dopo 170 anni dall'unità d'Italia la popolazione in grado di parlare la lingua nazionale è passata dal 2 - 3% al 73% anche se tra questa elevata percentuale c'è chi si esprime solo in italiano e chi, invece, fa uso sia dell'italiano che del dialetto. Di fronte alla paventata eventualità di un inarrestabile arretramento della lingua dialettale sono sorti ovunque associazioni culturali, gruppi teatrali, animatori del folklore e delle tradizioni locali, tutti impegnati a riscoprire e spettacolarizzare, sia nei luoghi di origine che fuori, ogni aspetto della cultura e delle tradizioni locali nelle quali è possibile riscoprire i valori che ci sono pervenuti dalle passate generazioni.


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ANNO XVII - MARZO 2014

Petilia Policastro CONVENTO com’era

a cura di Mimmo Rizzuti

SANTA SPINA com’è Tutti ricorderanno la scalinata di una volta del Santuario. Meglio ieri o oggi? Inviateci i vostri commenti sulla posta elettronica della Redazione DELLA


ANNO XVII - MARZO 2014

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Continuiamo a pubblicare una serie di vecchie foto di gruppi scolastici con l’indicazione della scuola e dell’anno cui si riferiscono. Preghiamo coloro che vi si riconoscono di volercelo comunicare e di inviarci una foto attuale con il permesso per una sua successiva pubblicazione.

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