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Martedì 19 gennaio 2010 RISULTATI (I Giornata di ritorno) Nuova Pall. Pavia-Trenkwalder Reggio Emilia Bialetti Scafati-Ucc Casalpusterlengo AB Latina-Umana Venezia Enel Brindisi-Casale Monferrato Aget Imola-Snadeiro Udine Fileni Jesi-Miro Radici Vigevano Prima Veroli-Riviera Solare Rimini Carmatic Pistoia-Banco Sardegna Sassari

75-70 70-71 81-77 90-82 90-88 67-71 80-69 81-77

CLASSIFICA Banco Sardegna Sassari 26, Prima Veroli e New Basket Brindisi 22; Carmatic Pistoia e Reggio Emilia 20; Miro Radici Vigevano, Riviera Solare Rimini, Aget Imola e Casale Monferrato 18; Snadeiro Udine 16, Casalpusterlengo 12; Fileni Jesi, Umana Venezia e Bialetti Scafati 10; AB Latina e Nuova Pallacanestro Pavia 8. PROSSIMO TURNO Umana Venezia-Bialetti Scafati; Snadeiro Udine-Prima Veroli; Reggio Emilia-Fileni Jesi; Miro Radici Vigevano-Nuova Pallacanestro Pavia; Riviera Solare Rimini-New Basket Brindisi (sabato 23 gennaio, ore 20,30, diretta Raisport Più); Casale Monferrato-Pistoia; Banco Sardegna Sassari-Aget Imola; Casalpusterlengo-Latina

CENTOVETRINE -La partita vista alla Tv

BATTIAMO CASALE, VINCE L’ESPERIENZA FURBA U

Crespi,6°uomo in campo n interrogativo inquietante aveva avvelenato la settimana: Crispin è ancora un giocatore della New Basket? Pronta la risposta della società che, dopo attenta analisi dei registri, aveva verificato che il nome dell’americano, non soltanto figura tra quelli dei tesserati, ma è addirittura al primo posto del libro paga. Nella consueta conferenza stampa del martedì, Perdichizzi aveva buttato acqua sul fuoco ostinandosi a rimarcare che non v’era alcun casoCrispin. “Anzi – aveva detto il coach – nella gara contro il Pavia, dalla panchina, Joe si entusiasmava durante la rimonta”. In realtà Crispin esultava a ogni segnale del suo procuratore che, da dietro la panca, gli comunicava l’interessamento di squadre della massima lega. La vera notiziona della settimana, tuttavia, era stata quella dell’assegnazione alla città di Sassari delle partite di Final Four. Niente paura, avevano detto i dirigenti dell’Enel, vedrete che alla fine sceglieranno noi. E’ trapelata, infatti, la notizia di un possibile clamoroso dietrofront della Lega che avrebbe esaminato il ricorso della società New Basket. “A parte la Flavia Pennetta, a Brindisi non abbiamo niente – si legge nel testo del ricorso –, la nostra cittadina figura ai primi posti delle classifiche tumorali della nazione, agli ultimi posti nelle graduatorie percentuali di verde pubblico e vivibilità. La carenza di impiantistica abortisce ogni velleità di iniziative sportive. Fino a pochi mesi fa i tifosi del basket parcheggiavano le auto sparpagliandole tra le vigne. Il palasport della contrada Masseriola è uno scatolone orrendo, con capienza limitata, con gradoni di cemento alti un metro e mezzo, un unico bagno per entrambi i sessi, temperature estreme, torride o glaciali, e pioggia battente o moderata a seconda dei punti degli spalti.” In buona sostanza, se non ce la danno per meriti sportivi, questa Final Four ce la devono dare per compassione cristiana. Infagottato in un maglione arancione, Pompeo comincia a illustrarci i temi di EnelFastweb. Sul parquet gli atleti si stanno esibendo nello stretching: c’è chi si allunga il quadricipite, chi balla il samba e chi mima la raccolta delle olive. Beppe spiega la teoria della relativa inutilità di rimpinguare gli organici delle squadre e Pompeo gli dà ragione additando il caso Pecile a Rimini. Marco Crespi risponde al microfono aguzzo di Miceli che legittimamente gli domanda spiegazioni sull’equazione: Casale uguale energia spensierata, Brindisi uguale esperienza furba. Il coach fornisce l’interpretazione autentica del concetto, ma glissa prudente-

Nikola Radulovic

Acuradi Sergio Sabato Perdichizzi con Crispin

mente sull’aggettivo “furba”. Si odono le parole di Antonio Lezzi intervistato da Amatori ma, forse per ragioni di sicurezza, la regia evita di inquadrarlo. Lo striscione biancazzurro del club New Generation spegne la luce in curva nord proprio quando le squadre stanno entrando sul legno di gioco. Pippo fa finta di azzardare una previsione sul quintetto avversario, ma Pompeo lo smaschera immediatamente: “I cinque che hai nominato avevano già smesso la tuta”. Un minuto di raccoglimento per commemorare le vittime del terremoto di Haiti, poi i cronisti si lanciano nei pronostici: tutti e tre sono ottimisti sulla vittoria brindisina, anche se Pompeo aggiunge che tutto dipenderà da Crispin. Durante il primo quarto ne succedono di tutti i colori: "Maresca morde Jackson" commenta Pippo, sottolineando per chi ascolta alla radio che si tratta di un'immagine metaforica. Coach Crespi le tenta tutte, si sbraccia, urla come un venditore di ortaggi, insiste con le rotazioni: alla fine del primo tempo, l'unico a essere rimasto per venti minuti sul parquet di gioco è proprio lui. Dopo un'azione di Ferrero, un Crespi imbestialito gli si avventa contro: "Se avesse potuto, avrebbe mangiato Ferrero in un sol boccone" dice Pippo, ma non allude a un Ferrero Rocher. L'unico che tenta di arginare

l'onda d'urto crespiana è Pierich che, per non saper leggere nè scrivere, lo manda a quel paese. Pierich spedito immediatamente in panca: difficile credere che non possa trattarsi di una bassa ritorsione. Il discorso cade su Perdichizzi, uno che in gioventù ha giocato play approdando fino alla B/2. "Dice lui" puntualizza Pippo. La gara è davvero bella, ma ancor più belle sono le immagini dei primi piani dei bimbi sugli spalti. Preso dalla partita, Beppe si dimentica persino della lezione sulla difesa match-up, già annunciata la domenica prima. I suoi colleghi si guardano dal ricordarglielo. Timoroso che uno come Crespi possa rubargli la scena, l'arbitro Masi fischia un fallo tecnico a Radulovic che la prende male. Per spirito di corpo arancione, Pompeo dà ragione all'arbitro e, regolamento alla mano, recita solennemente "Non si manda affanculo l'arbitro per tre volte". A metà gara siamo sotto di due e, durante l'intervallo, un severissimo Franco De Simone assegna un sei e mezzo risicato alla partita. Poi il cameraman inquadra Crespi che, più sudato di Jackson, si accascia ansimante sulla panchina. Il terzo quarto ci vede reattivi. Sullo schermo si nota Thomas che lancia due ruggiti leonini in faccia a Ferrero. Crespi è sempre in campo, nei pressi dell'area colorata. Nell'ultima parte della gara portiamo in salvo il risultato grazie a un Cardinali "mister concretezza" (copyright di Pippo), e a un Joe che, con forza di volontà, riesce a domare i suoi attacchi di crispinite. A Beppe piace commentare le mille reazioni degli allenatori del basket: "C'è chi ha l'ulcera, chi diventa bianco in volto e... chi si comporta come Crespi". A fine gara, in conferenza stampa, coach Crespi dirà: "Mi agito ma non sono un pagliaccio". Ci ha tenuto a sottolinearlo, ma noi lo sapevamo già. La sua è energia spensierata.

Coach Crespi,sesto uomo in campo (Fotoservizio DAMIANO TASCO)

Bryan al tiro

Crispin festeggia con il patron Massimo Ferrarese e il presidente Antonio Corlianò


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