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SPORT Chiusa la trattativa con l’italo-americano che giocava a Treviso

Un’ala azzurra per l’Enel: preso Jeff VIGGIANO di GIUSEPPE MAZZONE

Jeff Viggiano con la maglia della Nazionale e a destra con quella di Treviso

BRINDISI – Questo matrimonio era da fare: punto e basta. Jeffrey Donald Viggiano, ma per tutti solo “Jeff”, da ieri è la nuova ala piccola dell’Enel Basket Brindisi. Alla fine, dopo un lungo corteggiamento durato diverse settimane, il gm Santi Puglisi e coach Piero Bucchi, ora a Las Vegas per seguire da vicino la Summer League Nba, sono riusciti a mettere a segno un gran colpo di mercato che segue cronologicamente l’ingaggio di Antywane Robinson e il rinnovo con escape Nba di Jonathan Gibson. E’ stata una trattativa lunga e difficile ma che alla fine ha fatto contenti un po’ tutti: per primi i tifosi di fede biancazzurra da ieri apparsi molto galvanizzati nella prima giornata di campagna abbonamenti. In secondo luogo lo staff tecnico accompagnato dallo stato maggiore di Contrada Masseriola felicissimo per essere riuscito nell’intento di convincere il giocatore Nazionale azzurro, proveniente dalla Benetton Treviso, a sposare il progetto con il quale Brindisi proverà dal 30 settembre a conservare il posto conquistato con diritto nell’Olimpo del basket Italiano dopo una sola stagione di purgatorio in Lega Due. E infine lo stesso Jeff Viggiano, un giocatore dal grande potenziale tecnico e per questo blandito a lungo dagli uomini di mercato della New Basket se non fosse per il legame forte che lo legava alle sorti della sua Treviso salutata dopo il “no” definitivo pronunciato sabato scorso dal Consiglio Federale della Fip sulla possibile ammissione della nuova società trevigiana alla serie A. Nato il 24 luglio del 1984 a Hatford nel Connecticut, Viggiano incrocerà sul parquet del pala Pentassuglia per la seconda volta in carriera la sua strada con quella di coach Piero Bucchi che l’allenò per la prima volta ai tempi dell’Armani Jeans Milano dove dimostrò doti tecniche e mezzi fisici utili per diventare un fattore nel massimo campionato italiano. Non solo questo, però: nel corso dell’esperienza da ultimo uomo delle rotazioni all’Armani Jeans riuscì a entrare nelle grazie dell’allenatore bolognese per la spiccata capacità d’assolvere ogni compito gli fosse affidato. A Brindisi, al contrario, la sua missione sarà proseguire il processo di maturazione mettendo a frutto tutto il bagaglio d’esperienza immagazzinato finora nella sua giovane carriera, sbocciata all’University of Massachusetts prima dello sbarco europeo (2006) in un provino estivo con la Lottomatica Roma salutata dopo il precampionato per tentare fortuna nelle leghe minori del vecchio continente in Svezia e Ungheria. Stagioni tutte importanti che gli permisero a Norkkopping di chiudere l’annata con 20 punti di media e l’anno successi-

vo a Sopron con 18 punti per gara realizzati in un torneo del livello qualitativo più alto. Nel 2008 riuscì a chiudere positivamente l’iter per l’ottenimento del passaporto italiano (in virtù dei nonni originari di un paesino del Sud) utilizzato come passpartou per il campionato italiano. La prima chiamata arrivò da Pavia in Lega Due, dove chiuse la stagione con più di 14 punti di media giocando senza alti e bassi supportato da un grande impatto difensivo. In seguito arrivò l’occasione del 2+1 con la grande Milano con cui partecipò all’Eurolega, prima di spostarsi per una stagione a Biella (30 incontri disputati, 12.2 punti e 4.5 rimbalzi di media per gara), e poi ritornarci per rientrare nell’affare che portò Alessandro Gentile all’Olimpia. Un’operazione che lo proiettò sul palcoscenico della Benetton Treviso dove nello scorso campionato è riuscito a sommare insieme cifre assolutamente importanti: 22 gettoni di presenza con 29,5 minuti di utilizzo, 11.4 punti segnati in media con il 57,1 % da 2, il 35, 7 da 3 e 3,9 rimbalzi). Sposato con Eftyhia con cui ha avuto da pochi mesi un maschietto, grande appassionato di golf e delle isole greche, in particolare Creta dove ha origini la famiglia di sua moglie, ha dimostrato da sempre un amore viscerale culminato con la laurea in Sports Managment, dopo aver provato a giocare prima a calcio e poi a baseball, considerati entrambi sport molto meno divertenti della pallacanestro. “ Non sono un giocatore che toccherà mai vertici assoluti ma che sa fare bene molte cose – ha sempre detto Viggiano parlando delle sue caratteristiche – mi piace dare la scossa in campo con giocate dall’impatto emozionale”. Il suo numero fortunato è il 20, lo stesso presente da sempre sulle sue magliette di gioco, quello già portato sulle spalle in Contrada Masseriola dall’indimenticato Claudio Malagoli. Solo una fortuita e fortunata coincidenza? In attesa di conferme o smentite la piazza brindisina con l’arrivo di Jeff


Viggiano: "Un'ala azzurra per l'Enel Brindisi