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GIOVEDÌ 29 DICEMBRE 2011

SPORT

Ogni sabato alle ore 15 su Ciccio Riccio

LEGADUE - Il coach non ha ancora digerito le ultime sconfitte di Brindisi

“Idue schiaffoni diVerona e Forlì sono stati salutari” Bucchi:“Il cinismo si impara da queste esperienze” di GIUSEPPE MAZZONE

BRINDISI – Piero Bucchi, lo avevamo lasciato schiumante di rabbia nei meandri del pala Fiera di Forlì, incredulo e con poca voglia di parlare della sconfitta, la terza in tre gare lontano da Contrada Masseriola. Dopo il Natale vissuto con il pensiero fisso a quella sconfitta è tornato a lavoro al Pala Pentassuglia, carico come al solito. Pronto a ripartire con uno spirito ancora più agguerrito e la piena fiducia nei suoi ragazzi, determinati e convinti come il loro allenatore a cambiare pagina per dare un calcio deciso alla crisi di risultati raccolti nell’ultimo mese di campionato. Coach, è riuscito a digerire il passo falso di Forlì? “ Sono ancora molto dispiaciuto. Abbiamo giocato trentasette minuti di buon basket conducendo con autorità e applicando una buona difesa. Avevamo preparato la gara nei minimi dettagli. Purtroppo si è ripetuto lo stesso finale già andato in scena a Verona: ci è mancato l’istinto del killer, il cinismo giusto per chiudere la gara. Sono abbastanza seccato come lo sono d’altronde tutti i miei giocatori. Ne ho parlato con la squadra proprio questa mattina (ieri per chi legge). Loro hanno il mio pieno sostegno, ma devono ricercare dentro se stessi il rime-

dio giusto per riuscire a curare questa piccola “malattia”. Non c’è una vera ricetta tecnica, perché qualsiasi cosa si possa provare in allenamento, non potrà mai accadere in partita. Ognuno dei miei giocatori, nel suo piccolo, deve cercare di crescere. Il gruppo deve necessariamente maturare per diventare una squadra vincente ”. Quanto è ancora disposto ad attendere questa tanto agognata maturazione del gruppo? Le prossime due giornate potrebbero rappresentare una scadenza plausibile? “ Mi auguro che gli schiaffi incassati a Verona e Forlì possano accelerare il processo di crescita e insegnare. Non si può sempre incassare. Sono convinto che i ragazzi riusciranno a trarne il giusto insegnamento da quest’altra esperienza negativa. E’ doveroso da parte loro, provarci. La cosa che mi fa arrabbiare di più è che non ci sono delle lacune così evidenti e drammatiche su cui cadiamo puntualmente e che potremmo colmare con il lavoro in palestra. Se dovessimo ricorrere al mercato, per aggiungere qualità al roster bisognerà comunque sempre pensare ai piccoli peccati di gioventù di chi resta. Nell’immediato non abbiamo fissato delle scadenze: spero che ognuno dei miei giocatori riesca a mettere del suo per superare questo periodo negativo”.

E’ più difficile insegnare ai suoi uomini come diventare cinici e spietati in campo, oppure educare la piazza ad accettare le sconfitte? “ Sono complicate entrambe le cose. Mi rendo conto che quando lavori in una piazza esigente com’è quella brindisina con una grande tradizione, uscire dal campo sconfitti potrebbe rappresentare un problema. Bisogna, però, fare i conti con la necessità d’evoluzione di una squadra completamente nuova. Non è un caso che in testa alla classifica ci sono delle formazioni forgiate sull’ossatura di un gruppo già collaudato. Noi siamo partiti da zero: non nascondo che tutto sia stato perfetto. Lavoriamo sodo, giorno dopo giorno, cercando di smussare le imperfezioni. Il segreto è avere pazienza ”. Crede che alla sua squadra manchi un pizzico di esperienza e anche una leadership dai contorni molto più marcati? “ Sono perfettamente d’accordo. Sono questi due punti cardine sui quali dovremo concentrare la nostra attenzione nelle prossime settimane. Continuiamo a puntare su Hunter: a Forlì ha giocato un’ottima gara. Ha pagato sensibilmente la tragica scomparsa del fratello che ci ha consegnato la brutta copia del giocatore visto nell’ultima gara di campionato. Ovviamente, noi tutti ci auguria-

Piero Bucchi

mo che abbia superato il momento critico e ritrovato sia la serenità e il ritmo. Guardando più in generale, il mio compito, è valorizzare e spremere al massimo le risorse che ho in questo momento a disposizione. Sono fermamente convinto che sia necessario solo un piccolo passo, non diventare perfetti ma sicuramente migliori. Se, in seguito, dovesse presentarsi un’occasione, allora ci fermeremo a riflettere e ragionare per capire quanto beneficio potrebbe portare in casa un eventuale nuovo innesto ”.

Quanto l’assenza di Matteo Formenti è stata determinante nelle tre sconfitte consecutive? “ Non è una scusa ma la risposta è nei numeri. Fino a prima del suo infortunio avevamo incasellato sei vittorie in fila ed eravamo avanti nel punteggio contro Brescia. A causa della sua assenza abbiamo perso quella partita e le due successive. Non poter contare su Matteo è stato decisivo dal punto di vista tattico, dopo aver trovato il giusto equilibrio alle rotazioni, ma soprattutto sotto il profilo dell’esperienza. Sono stato costretto a spremere di più altri giocatori che per questo motivo hanno reso di meno. Spero di recuperarlo per Bologna. Fino a venerdì farà lavoro differenziato, poi dopo l’ok dei medici tornerà ad allenarsi con il gruppo. Non vogliamo rischiare: rientrerà quando sarà pronto ”. Venerdì l’amichevole contro Barcellona poi la piccola pausa per il capodanno. Il primo di gennaio si ritorna in palestra per mettere a fuoco l’obiettivo Bologna: una gara da vincere a tutti i costi? “ Aggiungerei una partita da vincere con gli attributi ”. Prima di salutarla: qual è il suo auspicio per il nuovo anno? “ Fare un salto in avanti. Se i tifosi continueranno a essere vicini alla squadra il divertimento per entrambi non mancherà di sicuro ”.


Bucchi: "Gli ultimi due schiaffoni in campionato sono stati salutari".