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MERCOLEDÌ 16 MAGGIO 2012

SPORT

LEGADUE -L’ex coach della New Basket non ha mai dimenticato l’esperienza in biancazzurro

“Senza alcun dubbio ai playoff tiferò Brindisi” Luca Bechi ora allena in Ucraina e giocherà la finale per la vittoria del titolo di GIUSEPPE MAZZONE BRINDISI – E’ trascorso precisamente un anno da quel 15 maggio 2011. Una data che i tifosi e appassionati della palla spicchi brindisina, ancora oggi, fanno fatica a dimenticare. L’Enel Brindisi di Luca Bechi in quella domenica compì l’ultimo passo nel campionato di serie A dopo aver incassato tre giorni prima la retrocessione matematica contro l’Angelico Biella. In 365 giorni di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima: la New Basket ha dato un taglio netto al passato ponendo le basi per un progetto ambizioso, l’allenatore livornese, invece, ha deciso di mettersi in discussione emigrando all’estero per approdare alle dipendenze del magnate ucraino Aleksander Savchuk, conosciuto anche come il Re dell’azoto oltre che proprietario dell’Azovmash Mariupol. Due scelte importanti risultate finora vincenti. Il sodalizio brindisino è pronto dal 23 maggio ad assaltare la semifinale playoff contro la vincente nella serie tra Barcellona e Piacenza. Bechi, all’opposto, taglierà domani il nastro della sua prima finale in carriera con l’obiettivo di battere il Donetsk (classificatosi in prima posizione nella stagione regolare) e riportare sulle rive del mare d’Azov lo s c u d e t t o dell’Ukraine super league. Bechi che ricordo conserva di quell’ultima partita da allenatore di Brindisi giocata al pala Pentassuglia contro Avellino? “ Fù una partita strana, anche brutta, perché alla fine non avevamo raggiunto l’obiettivo della salvezza. C’era una grande negatività nell’aria. Ricordo di non essere stato il bersaglio principale delle critiche: la responsabilità la sentivo e la sento ancora addosso. Bisogna, però, andare avanti. Le vittorie sono

Luca Bechi risponde alle domande in videoconferenza

belle perché esistono le sconfitte ”. E il ricordo dell’applauso con cui ha imboccato il tunnel degli spogliatoi? “ Mi ha fatto molto piacere. Il pubblico brindisino è composto di gente competente. E’ riuscito ad apprezzare chi ha dato tutto di se. Mi sono dispiaciute invece le polemiche dei giorni successivi. E’ ovvio che quando la barca affonda tutti cercano di mettersi in salvo. A pensarci bene quell’applauso è stato effimero: avrei preferito essere fischiato ma salvarmi e probabilmente continuare la mia esperienza come allenatore di Brindisi. Con la città e la tifoseria

è rimasto un sentimento d’affetto. Ho anche una grande voglia di rivincita. Chissà se nel futuro…” Ha seguito la stagione regolare dell’Enel? Come la commenta? “ Brindisi ha giocato un campionato solido. Ha vinto la coppa Italia e conquistato il secondo posto che non ti regala la serie A, ma ti permette di sfruttare la spinta del fattore campo che al pala Pentassuglia conta, eccome se conta. Reggio Emilia ha giocato una stagione incredibile. Era molto difficile batterla: conta un canestro che va dentro o fuori, contano gli episodi, contano molto gli infortuni. Una squadra che non ne subisce può dichiararsi più che fortunata ”. Da mercoledì 23 maggio inizieranno le serie di semifinale in Lega Due: lei per chi fa il tifo? “ La risposta è scontata: io tifo per Brindisi. Ha tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo. Jonathan Gibson può diventare decisivo contro qualsiasi delle tre formazioni che approderanno al secondo turno. Da quel momento nessuno vorrà mollare. Conterà molto la condizione di forma e in che modo si approccerà la serie ”. Quante volte ha utilizzato la frase “ keep calm and carry on” (calma e vai avanti) in Ucraina? “ L’ho pronunciata tutte le volte che è servita. In Ucraina c’è grande pressione in virtù degli investimenti importanti che stanno inte-

ressando la pallacanestro. Nel 2015 l’Ucraina ospiterà i campionati europei di basket. Un traguardo ambizioso. Dopo il mio arrivo ho cercato di inculcare la stessa filosofia al club: ho spiegato che specialmente nei playoff mantenere la calma è un atteggiamento fondamentale. Si può passare in poco tempo dall’entusiasmo alla depressione e viceversa ”. E’ quindi una regola universale che può valere anche nel cammino dei playoff della New Basket? “ Vale per tutti: nello sport e anche nella vita. Per quanto riguarda Brindisi, l’esperienza di Santi Puglisi, Piero Bucchi e Alessandro Giuliani che conosco benissimo per averci lavorato insieme a Biella, rappresenterà il valore aggiunto. Bucchi è una persona corretta, un bravissimo allenatore che stimo davvero. Quando hai costruito una squadra per il salto di categoria, il risultato finale ha sempre il suo peso. E’ arrivata la coppa Italia e il secondo posto. Ora manca la ciliegina sulla torta: bisogna concretizzare. E’ necessario un altro grande miglioramento da parte della squadra. Da questo punto di vista c’è da stare tranquilli: il curriculum, la persona e l’allenatore Piero Bucchi offrono ampie garanzie sul risultato finale ”. E’ soddisfatto della sua scelta che l’ha portata a emigrare in Ucraina? “ E’ stata un’esperienza sicuramente positiva. Ci avevo pensato già prima di venire ad allenare a Brindisi. Visto il momento storico della pallacanestro italiana e la globalizzazione sempre più accentuata scegliere di allenare fuori dall’Italia è stata una scelta obbligata: le panchine sono poche, gli allenatori iniziano a essere tanti. A Mariupol ho trovato un ambiente organizzato, un buon gruppo. Abbiamo fatto un paio di aggiustamenti nel roster sommando diciassette vittorie in venti partite oltre alle sette vinte con una sola sconfitta nei playoff. In semifinale abbiamo battuto per 4-0 il Budivelnyk giunta seconda nella stagione regolare proprio davanti a noi. Ora ci apprestiamo a giocare la finale. Veniamo da dieci giorni di riposo mentre i nostri avversari hanno finito di giocare sabato. Non è un dato positivo: vedremo quanto sarà determinante”. Ha pensato di ritornare a Brindisi alla fine del suo campionato? “Mi farebbe molto piacere. Ora incrociamo le dita per l’Azovmash e la New Basket. Pensiamo a vincere: per il resto c’è sempre tempo”.

Luca Bechi: " Senza alcun dubbio, ai playoff tiferò Brindisi".  

Intervista all' ex coach della New basket Brindisi in procinto di giocare la finale per la conquista del titolo della Ukraine Super League.