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Giovedì 4 marzo 2010

LEGADUE

“Andiamo a Sassari per capire chi siamo mettendoci per la prima volta di fronte ad una partita senza domani,dentro o fuori e i sardi hanno ancora il dente avvelenato”

“Vorrei sollevare quella coppa” Perdichizzi non nasconde il suo sogno in vista delle Final Four:“ Al campionato si pensa dopo” niente più del necessario, Perdichizzi è conscio di avere fra le mani un potenziale umano e tecnico che farebbe la gioia di qualsiasi allenatore della Lega Due. Il presidente Marco Bonamico ha etichettato Brindisi come la matricola terribile della prossima final four. Una definizione sulla quale Perdichizzi si è concesso una riflessione andando a ritroso nel tempo: “ Essere considerata matricola terribile è il giusto riconoscimento al lavoro che è stato fatto da

di GIUSEPPE MAZZONE

BRINDISI-“Andiamo a Sassari per capire chi siamo, mettendoci alla prova in una partita senza domani”. Si respira aria di final four in Contrada Masseriola, sede del quartier generale dell’Enel Basket Brindisi. L’esortazione lanciata da coach Giovanni Perdichizzi durante l’ultimo incontro con giornalisti, prima di partire per la Sardegna, ha chiarito con quale spirito la truppa brindisina approccerà il prossimo weekend agonistico che assegnerà la sesta coppa di Lega Due. Saranno protagoniste esclusive le prime quattro classificate al termine del girone di andata, ancora oggi, dopo ventidue giornate, le prime quattro forze del torneo: i padroni di casa della Dinamo Sassari, organizzatori dell’evento, la Trenkwalder Reggio Emilia, la Prima Veroli, detentrice del titolo e ovviamente la squadra griffata Enel Brindisi. Posto in archivio il netto successo casalingo di domenica scorsa ottenuto contro la Miro Radici Vigevano, la truppa guidata da Giovanni Perdichizzi si è tuffata anima e corpo nel preparare la terza sfida della stagione contro l’attuale capolista Sassari, gara che rappresenterà l’evento clou della prima giornata di semifinale. L’unico grattacapo della vigilia per Brindisi è rappresentato ancora una volta dall’infortunio all’occhio rimediato in allenamento da Luca Infante, contrattempo che sta preoccupando più del previsto lo staff tecnico brindisino. “ Valuteremo gli esiti della nuova visita cui è stato sottoposto - ha detto Perdichizzi, parlando di Infante durante la conferenza stampa – probabilmente potrà tornare ad allenarsi domani (oggi per chi legge). Se e come utilizzare Luca, lo decideremo sabato poco prima di scendere in campo”. Dichiarazioni quelle dello sceriffo, che non hanno chiarito appieno le sue reali intenzioni circa il piano partita da approntare contro i sardi. Non è esclusa la possibilità, se mai il pivot di Nocera Inferiore non dovesse essere a disposizione, che preveda il secondo quintetto consecutivo per Riccardo Malagoli. Una scelta, questa, già sperimentata positivamente contro Vigevano, che potrebbe preservare Sylvere Bryan unico titolare certo del reparto lunghi, dimostratosi decisivo nel blitz vittorioso operato dai biancoazzurri meno di un mese fa al Pala Serradimigni. La bilancia degli scontri diretti tra New Basket e Dinamo pende tutta dalla parte dei brindisini. Un 2-0 che potrebbe assumere un peso specifico di assoluto valore quando si tireranno le somme; lo stesso dato sarà uno stimolo in più per gli uomini allenati da Meo Sacchetti, che scenderanno in campo vogliosi di regalare una bella soddisfazione alla caldissima platea di casa, che affollerà le gradinate del Serradimigni: “ Sassari ha ancora la ferita aperta – ha svelato Perdichizzi - me ne sono accorto lunedì quando siamo

Foto di gruppo alla presentazione delle Final Four,a destra Infante ancora in forse per sabato sera

stati invitati per la presentazione della manifestazione. Non si è per nulla rimarginata – ha aggiunto – e noi siamo nelle condizioni di poter infilarci il dito, creando una si-

tuazione psicologica che potrebbe tornare utile nel proseguimento del torneo. A parte questo – ha proseguito il coach siciliano, unico ad aver già alzato la coppa tra i suoi col-

leghi finalisti – per noi sarà importante comprendere quali siano le capacità di gestione di una gara completamente diversa da quella di campionato. Sarà come giocare una finale

di playoff. Vedremo cosa saremo capaci di fare”. Anche se criptico e sempre attento a non voler svelare mai

SERIE A DILETTANTI

“La squadra che temo? La nostra” Coach Putignano:“Dobbiamo trovarelerisorse giusteper affrontare i playoff” di CLAUDIO PECERE

OSTUNI – L’Assi Basket, inutile nasconderlo, sta facendo sognare tutta la città bianca. Con Siena è arrivata l’ottava vittoria su nove gare del girone di ritorno, una vittoria che consente a Morena e compagni di rimanere in testa alla classifica con due punti di vantaggio su Barcellona. Il volto dell’entusiasmante stagione dell’Assi è quello di Giovanni Putignano, il coach ostunese alla sesta stagione di fila al timone dei gialloblù, con cui ha conquistato due esaltanti promozioni (dalla C1 alla B Dil. nel 2004/2005 e dalla B alla A Dil. nel 2007/2008). Facciamo subito un passo indietro alla partita con Siena: una vittoria apparentemente facile ma che in realtà non è poi stata così semplice. «Effettivamente è così; noi sapevamo che Siena era ed è una squadra composta da ragazzi davvero bravi per questa categoria e che soprattutto fuori casa diventano ancora più temibili. Nonostante questo però siamo stati bravi a limitarli ed a conquistare i due punti». Cosa significa essere praticamente (numeri alla mano Ruvo e San Severo sono le migliori ma hanno dalla loro parte il 20 a 0 dello scontro diretto) la miglior difesa di entrambi i gironi? «E’ un dato importante, e per noi deve essere una certezza che dobbiamo tenere ben solida in vista del futuro e delle gare importanti che andremo ad affrontare». Finora avete vinto nove delle dieci trasferte fin qui disputate mentre in casa avete perso tre volte. C’è u-

Il coach di’Ostuni Giovanni Putignano (foto Gianni Di Campi)

na ragione tecnica che vi aiuta in trasferta oppure è solo un caso? «La nostra è una squadra nuova rispetto alla passata stagione ed avevamo messo in preventivo qualche difficoltà nel girone d’andata. Dopo ab-

biamo trovato la giusta continuità di rendimento che cercavamo sia in casa che fuori. Adesso però ci attendono altre gare complicate a cominciare da quella di Perugia». In prospettiva play-off qual è l’av-

versario che temete di più? «Quando si arriva a quel punto della stagione la squadra da temere di più è solo la propria. E’ importante riuscire a trovare le risorse giuste per affrontare una fase molto complicata in cui tutte le sfide sono difficili». Sabato intanto si va a Perugia per un’altra sfida impegnativa. «Perugia è una squadra temibile soprattutto quando gioca in casa e la dimostrazione è che molte “grandi” sono cadute sul loro parquet. Il fatto che abbiano perso in casa sabato scorso (con Ruvo ndr) non influirà certo negativamente sulla loro prestazione anzi sarà uno stimolo in più. Noi però dovremo affrontarli nel modo giusto cercando di continuare il nostro cammino». Cosa si sente di dire a tutti quei tifosi che in questo momento sognano una stagione trionfale come quella del 2007/2008? «Sicuramente di stare calmi, anche perché quelli che stiamo affrontando non sono momenti semplici ed ancora più difficile sarà la fase dei play-off. In ogni caso dobbiamo vivere partita per partita ed il futuro poi lo scopriremo insieme».

quando mi stata affidata, la guida della squadra”, ha affermato. “In due anni Brindisi ha fatto dei passi in avanti e anche clamorosi. Presentarsi a una manifestazione del genere, tra le migliori quattro squadre del torneo, al secondo anno di professionismo è un vanto prima di tutto per la squadra, poi per la società e infine per la città. Saremo a Sassari perché lo abbiamo meritato: abbiamo stretto i denti, soffrendo e conquistandoci tutto sul campo. E’ la ri-

compensa migliore per chi investe risorse e passione per questo sport: mi riferisco al patron Ferrarese in testa, al presidente Corlianò, al vice Marinò e tutta la dirigenza guidata da Antonello Corso. Oltre l’evento sportivo, sarà una vetrina per tutti. Saranno concentrate le attenzioni di televisioni, carta stampata e addetti ai lavori. Un motivo in più per fare bene”. Per l’occasione il magazine sportivo Superbasket ha voluto dedicare uno speciale nel quale, il capitano Michele Cardinali, è stato indicato come “simbolo della Brindisi per cui non è mai troppo tardi per migliorarsi e salire di categoria”. Micio presente in conferenza stampa ha confermato con la sua modestia di essere addirittura sorpreso per la citazione a giocatore rappresentativo: “ Non sapevo di questa menzione – ha affermato – sono contento di essere il capitano di una squadra ambiziosa e di aver dimostrato che quanto di buono ho fatto lo scorso anno non era solo frutto di un caso. Gran merito lo devo riconoscere alla fiducia di Perdichizzi – ha proseguito Cardinali – sono venuto in questa società quasi litigando per andare via da Forlì, dove avevo ancora un altro anno di contratto. Mi fa davvero piacere essere considerato, dal mio allenatore, il miglior sesto uomo del campionato. Ne proverò un altro, sabato, disputando la mia prima final four della carriera”. Prima di congedare tutti, lo sceriffo, ha rivelato uno dei suoi desideri: “ Vorrei alzare la coppa al pala Pentassuglia in occasione della gara interna contro Imola. Sarebbe una grande soddisfazione. Per ora mi accontento di questa. Per le altre c’è ancora tempo: un passo alla volta”.

Vorrei sollevare quella coppa  

L'Enel Basket Brindisi partecipa alla sua prima final four della storia