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INTERVENTO CONGRESSO PARTITO DEMOCRATICO CITTA' DI BARI 17.6.2010 Giuseppe Campanile, 28 anni, tesserato PD del circolo di Murat. Un forte augurio alla nuova Segretaria, non dico in bocca al lupo perché in politica, come noto, la metafora potrebbe trasformarsi plasticamente in realtà. E' sicuramente di buon auspicio per il futuro di questo partito l'età della nuovo Segretaria, e la circostanza che appartenga all'altra metà del cielo. Molti scienziati della politica, da tempo, sostengono che l'ontologica diversità delle donne possa fare solo bene ad una classe dirigente maschile spesso consumata dal tempo, nonché sfibrata dalle sfide della modernità. Ieri, il Presidente dell'Antitrust Antonio Catricalà ha tenuto la sua annuale relazione per rendicontare al paese quanto fatto dall'Autorità che dirige nelle materie di propria competenza. Il mercato e la sua regolazione, la concorrenza tra imprese, valori ormai recepiti nella nostra Costituzione -art. 117 Cost.-; Tremonti e Berlusconi non lo sanno ma le riforme costituzionali che vanno paventando in queste ore per agevolare le imprese, in realtà sono già state fatto o comunque sono assolutamente inutili grazie all'intervento conformativo del diritto comunitario. Catricalà descrive un paese sfiduciato, poco coraggioso, che preferisce quasi sempre l'accordo alla competizione. Chi per lavoro, o per studio, si imbatte nel Bollettino settimanale dell'Antitrust sa bene che le imprese del nostro paese, in gran parte, aggrediscono il mercato interno solo concentrandosi, fondendosi, per poi frantumarsi quando si spingono a largo alla ricerca di nuovi mercati da conquistare. Una stranezza tutta italica. La competizione, nel comune sentire italiano, è una roba anglosassone, da americani. Dico questo, perchè nei giorni che hanno preceduto questo congresso ho parlato con molti amici tesserati, anche giovani (Domenico De Santis; Mimmo Scaramuzzi; Giuseppe Ruta; solo per citarne alcuni). Il filo comune di questi discorsi è stato: bisogna trovare l'accordo. Non ho capito bene su quali basi contenutistiche si fonda questa intesa -sicuramente per mio limite- ma lo scontro, mi si è detto, va evitato, non serve a nulla, è un inutile -ulteriore- sfilacciamento del partito. Se poi ci candidiamo noi giovani a guidare il partito e perdiamo ci bruciamo. Un meccanismo di autocombustione, invero, sconosciuto alla scienza. Secondo me, Segretaria, ci devi condurre a ragionare diversamente. Perché il confronto tra culture diverse, tra opinioni diverse, addirittura tra leader diversi è scontro? Io invito gli amici presenti a pensare alla competizione in maniera costruttiva; al confronto come qualcosa di positivo. Dobbiamo tornare al pensiero di società aperta, dobbiamo inseguire la società aperta, come fanno in campagna elettorale Nichi Vendola e Michele Emiliano.


Noi però lo dobbiamo fare sempre, non solo quando chiediamo la fiducia al popolo. Non mi pare che questo Congresso possa dirsi espressione della cultura della competizione positiva, e la scarsa partecipazione di questi giorni mi porta a dire che gli accordi forzati, o comunque non intimamente condivisi, magari non creano lo scontro nel breve periodo; sicuramente producono, nel tempo, solo disaffezione al partito. E arrivo, velocemente, al secondo dei tre punti che mi preme illustrare ai presenti. Il partito è ancora necessario o dobbiamo ripensare alla politica, e aprirci con convinzione alle nuove forme di gestione degli interessi diffusi. Emilab e le Fabbriche di Nichi sono un nuovo modo di fare la Politica -come sostengono Nichi e Michele, che poi però sono incomprensibilmente leader di due partiti-, o sono semplicemente un brand attraente creato da Proforma per chiamare con nome figo quelli che una volta erano i comitati elettorali dei partiti? La cultura di ciascuno di noi immagino produca risposte differenti tutte meritevoli di attenzione. Dal canto mio, mi piace ritornare a quello che nel 1986 scriveva l'indimenticato Maestro Massimo Severo Giannini in un breve saggio intitolato “il pubblico potere”, in cui l'Autore concentra la sua riflessione sull'idea stessa di Stato. Dice Giannini che i partiti politici sono pubblici poteri, in quanto “propongono candidati per quasi tutti gli uffici onorari” a prescindere che l'ufficio sia elettivo o meno. I partiti politici, prosegue Giannini, “sono oggi enti con funzioni costituzionali, politiche e amministrative operanti sia nei confronti dello Stato che di ogni altro ente od ogni altra amministrazione pubblica, se e in quanto esistono canali di legge”. E, soprattutto, sottolinea Giannini, “la produzione normativa passa per i partiti politici sia pur attraverso i funzionari onorari che essi propongono e prepongono”. Dunque, non scordiamocelo mai noi iscritti -anzi rivendichiamolo con coraggio- il partito, a struttura costituzionale invariata, rimane il luogo centrale della discussione politica. Se i partiti non funzionano la colpa è nostra che non siamo in grado di riempire la scatola, e non riusciamo a dare autorevolezza al nostro dire. L'esperienza di Emiliano e Vendola dimostra che se sei autorevole, il popolo, gli imprenditori (DEC per Emi; Marcegaglia per Nichi) che contano, ti seguono. E di qui mi avvio alla conclusione, con il terzo punto della presente riflessione. Segretaria, dobbiamo riportare l'autorevolezza in queste nostre stanze. A mio modo di vedere, l'unica possibilità che abbiamo è essere presenti nei dibattiti sulle questioni scottanti che interessano il popolo, esprimendo posizioni chiare, scacciando via l'opportunismo e


l'ignoranza che spesso avvolge le uscite pubbliche dei nostri rappresentanti. Non posso a tale proposito evitare di segnalare che la partenza non è delle migliori. In concomitanza con questa due giorni congressuale, al Teatro Piccinni si discute del futuro governo del territorio della città di Bari (la riforma del PUG). Il Partito non può più mancare queste occasioni di confronto, da cui dipende il nostro futuro e il domani dei nostri figli. Dicevo, posizione chiare per recuperare autorevolezza. Esemplificando, guardiamo alla questione dell’acqua. Cosa pensa il PD pugliese, non Roma, della questione dell’acqua. A tutti è noto che la nostra terra non è ricca di acqua, alcune pagine del popolo di formiche di Fiore sono oggi di stretta attualità nelle nostre campagne. Io, non sono riuscito a capire la posizione del mio partito su questo tema, non la posizione di Fabiano Amati, ma la posizione del PD Puglia. E’ stata follia lasciare ad altri la possibilità di farsi promotori di un movimento d’opinione sull’acqua. Se qualcuno in questo partito pensa davvero che questionare, non sull’affidamento della gestione del servizio a privati tout court, che potrebbe essere a mio modesto avviso una possibilità da vagliare (e bisogna rilevare che il decreto ronchi è stato scritto da un barese Ernesto Somma, che è un’autorità in materia di economia industriale), ma come fatto dal partito romano sul l’affidamento del servizio ad un S.P.A. pubblica invece che a un ente pubblico, mi sia consentito, rasenta la follia. Il popolo magari non è sempre laureato, ma tutti sono in grado ormai di capire che quello che conta è la provenienza dei soldi usati da chi gestisce questi servizi. Se i soldi del gestore sono pubblici che senso ha discutere pubblicamente, sui giornali, della forma giuridica dell’ente che dovrà gestire il servizio e non gridare invece, come fatto da Fabiano -bravo lui- uti singulus, che l’acqua è nostra e la gestiamo noi. Io penso che questi errori, che se continueremo a ripetere, potrebbero essere fatali per la prosecuzione del nostro cammino possano essere prevenuti, cara Segretaria, costringendo i professionisti e gli esperti iscritti a questo partito, sempre pronti ad accettare consulenze dalle Amministrazioni, a venire nei circoli e spiegare agli iscritti con parole semplici questioni complesse. A tal proposito, e davvero concludo, voglio spingermi ancora più in là. In questi giorni si vocifera, e quindi chiedo a tutti a recepire quello che mi accingo a dire con la cautela che deve avere il buon padre di famiglia rispetto al gossip di corridoio, che il partito regionale stia siglando contratti di diritto privato per assumere dei funzionari. Bene, sono contento. Una struttura forte deve avere gambe solide per sfide difficili. Mi chiedo, però, questi 5, 7, o 10 contratti assumono persone che hanno quali curricula?


Penso che sia irrispettoso nei confronti degli iscritti assumere nel nostro organigramma figure professionali solo organizzative. Gli eletti, in particolare i consiglieri circoscrizionali e comunali, non possono essere esperti di tutto lo scibile umano, e vanno assistiti tecnicamente dal partito democratico. Specie, con la prossima riduzione dei gettoni di presenza degli eletti che inevitabilmente farĂ  si che non si occupino piĂš solo di politica o comunque che non possano pagarsi un consulente. Penso che assumere un solo Michele Mazzarano sia giĂ  abbastanza insopportabile agli occhi della base e dell'opinione pubblica; non occorre contrattualizzarne 5.


Intervento Assemblea PD Bari città  

Provo a dare una scossa ad un PD cittadino in caduta libera.

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