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GIUSEPPE SIMONELLI Portfolio Architettura 2019


PROGETTI ACCADEMICI Casa Per Tre Artisti Foce Del Tevere Inversioni Urbane Nuovo Porto Fluviale Restauro di S.Giovanni in Argentella

ESPERIENZE PROFESSIONALI Casa Della Poesia

ALTRO Scultura Disegno Modelli


Progetti 2013 - 2018


Casa Per Tre Artisti Residenza privata

Professore: Dina Nencini

Il progetto della residenza per tre artisti costituisce il mio primo avvicinamento all’architettura. La composizione è essenziale, formata da due volumi principali collegati da un corpo trasversale. L’abitazione risponde alle esigenze di tre artisti: il blocco più piccolo contiene le tre stanze e ad ognuna corrisponde, al piano superiore, uno studio privato; il blocco più grande contiene gli spazi espositivi e di lavoro collettivo ai primi piani, ed uno spazio comune all’ultimo piano. Il volume privato è composto da un nucleo delle stanze, dal balcone e dal corridoio. Il volume espositivo invece ha una facciata continua vetrata sui due lati lunghi, e pi-

Progetto Individuale

Anno: 2013

ena sui lati corti. All’ultimo piano del blocco privato vi è una terrazza che si trova allo stesso livello degli spazi comuni dei tre artisti. Ho concepito il progetto cercando di mantenere una certa separazione tra la sfera privata e quella pubblica, ovvero quella delle esposizioni e dei lavori comuni. Gli ingressi, situati in maniera simmetrica su entrambi i volumi, consentono l’accesso all’atrio che copre tutta la larghezza del progetto e che include le risalite verticali e gli spazi a doppia altezza. La grande area espositiva a due livelli è situata al piano terra e consente l’utilizzo del giardino come ulteriore spazio per l’allestimento delle mostre.


Foce del Tevere Foce del Tevere, Fiumicino Residenze e albergo

Professore: Renato Partenope

Progetto Individuale

Anno: 2015


L’intervento si inserisce nell’ambito della foce del Tevere e la proposta prevede un nuovo quartiere residenziale e un albergo. Il problema dell’innalzamento delle acque a causa delle mareggiate mi ha portato alla definizione di un sistema recintato innalzato rispetto alla quota del mare, che ho disegnato a partire

dalle linee e dai tracciati preesistenti. All’interno delle mura, forate in vari punti per consentire l’affaccio sul mare, si trovano le residenze. L’edificio a stecca che incide il quartiere delle abitazioni costituisce un albergo con i servizi per la collettività come sale comuni, auditorium, e altri spazi. Questo edificio, alto otto piani, è

concepito come un ponte sorretto da grandi piloni, con una struttura a traliccio in acciaio. Il progetto dell’albergo ha uno schema lineare con le camere ai lati ed un corridoio centrale dove sono le scale, mentre le testate costituiscono gli spazi comuni dell’albergo e le rampe di risalita.


Inversioni Urbane L’arrivo della via Cristoforo Colombo, Ostia Residenze, uffici e albergo

Professore: Orazio Carpenzano

La via Cristoforo Colombo rappre-

senta un forte segno sul litorale romano e percorre in linea retta circa 12 km prima di incontrare il mare. L’arrivo alla costa di questa strada rappresenta il fulcro del progetto che deve, con una forte incisione sul territorio, rappresentare il culmine e lo snodo della via sul mare. Ho deciso

Progetto Individuale

di inserire dunque un edificio spiraliforme allineato con la via Cristoforo Colombo per convogliarne l’assialità e renderne l’nnesto più continuo con le curve della via litorale che corre lungo la costa. In corrispondenza del mio progetto, il livello della strada è ribassato per agevolare il traffico e liberare il lungo-

Anno: 2017

mare dalle macchine, che possono accedere ai parcheggi, anche essi interrati. Gli edifici contengono una parte residenziale, una parte per uffici e una per l’albergo. Al centro del complesso vi è una piazza ribassata, collegata con la quota terrena grazie a rampe e scalinate presenti negli anelli pubblici che circondano la piazza.


Nuovo porto fluviale per Osita Antica Collegamento tra l’aeroporto Leonardo Da Vinci e l’area archeologica di Ostia Antica Edificio multifunzione

Professore: Renato Partenope Progetto Individuale

Il mio progetto si inserisce nel contesto territoriale odierno di Ostia e si propone di risolvere diverse problematiche legate ai collegamenti tra l’aeroporto di Roma Fiumicino e l’area archeologica di Ostia Antica. Ho dunque elaborato un nuovo percorso rettilineo su cui viaggia una navetta a controllo remoto sopraelevato rispetto al piano del terreno. Questo sistema, che facilita il transito tra l’aeroporto e crea un nuovo accesso all’area archeologica comprende un binario, un percorso pedonale e una pista ciclabile. Il percorso della navetta è ortogonale alla via Ostiense e alla via Portuense, ed è costeggiato da un’area boschiva che ne riprende l’asse. Il tratto prevede tre fermate, una presso l’aeroporto, una alla bi-

forcazione del fiume ed una rappresenta il nodo finale del sistema ed il nuovo porto fluviale di Ostia Antica. Ogni 500 metri sono collocate delle torri di vedetta che scandiscono la percorrenza rettilinea della navetta. La costruzione del nuovo bacino si trova in corrispondenza dell’antico corso del fiume Tevere e comprende, oltre alla stazione, diverse funzioni: il museo, un nuovo accesso all’area archeologica, una biblioteca, dei laboratori didattici, un area commerciale. L’arrivo della navetta costituisce il nodo principale del progetto e consente di raggiungere facilmente le rovine. L’edificio della stazione comprende i collegamenti verticali che portano alla piazza e all’atrio del

Anno: 2018

museo archeologico situati alla quota del terreno. Su questo livello si trova la piazza centrale scavata che contiene l’area commerciale e, ancora al di sotto, i parcheggi. Sotto la grande rampa sono collocati invece i laboratori didattici e la biblioteca, mentre agli ultimi piani si sviluppa un nuovo antiquarium e area espositiva ad anello che circonda la piazza centrale. In prossimità della zona archeologica si trova un piazzale alberato che, come un atrio, permette l’ingresso alle rovine di Ostia Antica sul piazzale delle Corporazioni, antistante all’anfiteatro romano. Il susseguirsi di questi spazi dal più raccolto al più aperto, riprende lo schema della Domus romana che prevedeva in ordine l’atrio, la corte e il peristilio.


Restauro dell’Abbazia di San Giovanni in Argentella Biblioteca e sala conferenze

Il restauro dell’abbazia di San Giovanni in Argentella costituisce un importante intervento di recupero funzionale del complesso, cercando di conferire all’abbazia un ruolo di centro culturale e di incontro per la Sabina. Attraverso lo studio delle fasi storiche della costruzione e della documentazione storica, sono stati individuati i vari stadi di evoluzione del complesso, nonchè dei restauri subiti negli

Professore: Tancredi Carunchio Progetto di Gruppo

anni. La chiesa, la cui prima pietra viene posta nell VIII secolo, viene utilizzata dai monaci benedettini come monastero e poi dai Guglielmiti fino al decadimento nel XVI secolo. Sono presenti dei resti murari nel cortile esterno che corrispondono alle fondamenta di un antico chiostro benedettino. Il progetto si incentra sulla definizione dell’antico chiostro e sulla costruzione

Anno: 2017

di un volume per una biblioteca e sala conferenze situato nei resti dell’antica parte del convento benedettino, di cui ormai restano solo alcune porzioni di muratura. Viene ripristinato anche il camminamento anulare attorno all’abbazia, che conferisce continuità all’intero sistema. I materiali utilizzati nella nuova costruzione sono mattoni e pietra, mentre per le nuove pavimentazioni vengono utilizzate lastre in cotto.


Lavori 2018


Casa Della Poesia Architettura e Poesia: Casa della Poesia Valentino Zeichen Uffici e sala conferenze

Franco Purini

Anno: 2018

Questo progetto è il risultato di una riflessione da parte di Franco Purini su Valentino Zeichen, che conosceva fin dagli anni Sessanta. La Casa della Poesia Valentino Zeichen è un edificio che racchiude l’abitazione del poeta fiumano - romano, la famosa baracca , luogo nel quale concepì le sue opere e incontrò i suoi amici per mezzo secolo. Nell’architettura proposta, dalla pianta quadrata di 19,65 x 19,65, nella quale la casa è racchiusa come una preziosa reliquia, troviamo una biblioteca, alcuni uffici, i servizi e gli impianti. L’interno dell’edificio, attraversato da un atrio passante a tutt’altezza, è una specie di metafora architettonica di una strada, simbolo di quelle vie del centro storico che Valentino Zeichen ha percorso ogni giorno della sua vita. Accanto al semplice volume alto 9,00 m è previsto uno spazio esterno ribassato, raggiungibile da una scalinata, destinato a letture all’aperto. In questo spazio raccolto le parole e la ritmica dei poeti saranno ascoltati in un contesto che ne aumenterà l’intensità. All’estremità opposta della scalinata, sul podio che ospiterà il leggio, sarà trapiantato il fico che oggi sorge accanto alla casa, all’ombra del quale Valentino Zeichen si intratteneva spesso con i suoi ospiti. Il progetto può rappresentare l’inizio di una sistemazione dignitosa dell’area del Borghetto Flaminio, in attesa da più decenni di essere trasformata. Essa dovrebbe divenire un luogo per la cultura, data anche la sua prossimità all’ingresso da nord al cuore di Roma e una sistemazione che riconnetta idealmente tale area al sistema delle ville Borghese, Strohl-Fern e Giulia.


Disegni, modelli di studio e scultura 2012 - 2018


Teatro Temporaneo Variazioni su Piero della Francesca Franz Prati

Cartoncino, Legno

Luogo: Canova 22

Anno: 2019

L’idea della mostra scaturisce da un workshop su Piero della Francesca a cui partecipano Franz Prati, Franco Purini e Beniamino Servino. I tre architetti stabiliscono di dare vita ad un esposizione nel suggestivo spazio dell’ex Fornace di Antonio Canova. Insieme a Franz Prati ho lavorato sulla definizione dei volumi della scultura e mi sono dedicato all’assemblaggio dei vari componenti in cartoncino e in legno. I due corpi in primo piano rappresentano i Periaktoi del teatro greco, come rimando alla cultura scenografica antica. Questi hanno una struttura sfaccettata e scattante, ciascuno composto da tre moduli diversi giustapposti l’uno sull’altro, raffigura alcuni particolari e scene dei dipinti di Piero della Francesca su una base che ricorda superfici tufacee e marmoree. Il blocco retrostante è invece bianco, e su di esso è rappresentata una donna danzante, un gesto catturato e disegnato con immediatezza da Franz Prati. La cosiddetta Stele danzante vuole infatti richiamare una forma ed una composizione più slanciata e continua rispetto ai due blocchi in primo piano, proprio per la sua funzione di fuga prospettica che si alleggerisce e tende ad un movimento verticale ascendente.


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Portfolio Architettura Giuseppe Simonelli  

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