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Anno II numero 7 del 7 aprile 2012

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

a i p o c

Quindicinale d’informazione giuliese

distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

a t i u grat

Il Paese maltrattato All’interno di questo numero un dossier, che mette a fuoco una serie di problematiche mai risolte di Giulianova Paese e del centro storico in particolare.


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Istantanee giuliesi Se la matematica non è un’opinione

Senza carta non parti

Importo da finanziare per rispettare il patto di stabilità (dati resi noti sul sito del Comune di Giulianova): 2.165.000 euro. Ricavi da ottenere dalla vendita di beni comunali (come da documentazione del sondaggio deliberativo): 3.500.000 euro. Differenza: 1.335.000 euro. Dove andranno a finire?

Tre anni dopo Proprio in questi giorni e nella medesima imminenza della Pasqua, Giulianova e gli altri centri della costa si riempivano, tre anni fa, delle migliaia di aquilani strappati alle loro case dalla violenza del terremoto. Trentasei mesi sono trascorsi da quella data, trentasei mesi fatti di sofferenze, speranze e voglia di ritorno ad una normalità ancora troppo lontana. Di quei giorni abbiamo ancora negli occhi tutti gli aspetti e le sfumature di una tragedia, ma anche la consapevolezza che proprio quella tragedia ci aveva insegnato a trasformare la solidarietà in un sistema di vita, e non già nella consueta e vuota parola usata per lavare le nostre coscienze.

Troneggia da qualche tempo nell’atrio della stazione ferroviaria la nuova emettitrice automatica di biglietti ed abbonamenti per i percorsi regionali. Dotata dei più recenti ritrovati tecnici, a partire da un coloratissimo schermo touch screen, dovrebbe contribuire a smaltire eventuali code alla biglietteria e favorire l’acquisto dei titoli di viaggio quando questa è chiusa. Il pagamento? Non attivo con monete e banconote, è possibile al momento solo con carta di credito: quasi esagerato per pagare biglietti del costo il più delle volte di pochi spiccioli.

Senza nome Se ne cominciò a parlare già in occasione dell’immancabile inaugurazione ufficiale, il 24 ottobre del 2009. Solo pochi giorni dopo, il sindaco ritornò sull’argomento, chiedendo anche la collaborazione dei cittadini, invitati ad avanzare le loro proposte. A distanza di quasi tre anni, però, per tutti è ancora la piazza dell’ex golfbar, distesa assolata e anonima, che

attende con delusione e scetticismo una dovuta intitolazione.

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Dalla riserva Maya al Crocetti Dall’anno scolastico 2004/2005, dopo un anno di osservazionedell’apposita commissione, l’Istituto “Venanzio Crocetti” riceve ufficialmente il prestigioso riconoscimento dell’UNESCO e può fregiarsi del logo identificativo della rete di scuole associate Unesco poichè i contenuti, le finalità e gli obiettivi, anche trasversali, di ogni iniziativa intrapresa risultano coerenti con le tematice uneschiane. Ed è nello spirito di questo riconoscimento che, in collaborazione con il GSI (Gruppo di Solidarietà Internazionale delle Marche) ed El Hombre sobre la tierra, l’Istituto ha candidato il suo progetto che prevedeva di ospitare e formare due giovani provenienti da una riserva Maya dello Yucatan. Dall’approvazione del progetto, passa quasi un anno e mezzo prima che due ragazzi possano arrivare in Italia muniti di tutta la documentazione necessaria; due splendide famiglie sono pronte ad accoglierli nelle loro case e sono pronti gli straordinari docenti della 3^ cucina e della 3^ ricevimento. In pochi mesi i ragazzi dimostrano una ferrea volontà sia nello studio intensivo della lingua italiana che nell’apprendimento del vasto programma disciplinare, tanto da raccogliere una spontanea ed affettuosa accoglienza da parte di tutti. Jenni e Timoteo, questi i nomi dei ragazzi Maya, con la loro serenità ed il loro sorriso invitano tutti ad essere compagni di viaggio, seduti alla tavola dove il mais la farà da padrone, la sera del 19 aprile all’Istituto “Venanzio Crocetti”.


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Fatti ...

Centro storico: interventi a... ruota libera di Paolo Innocenti ai lavori pubblici. Poche parole, per una spiacevole verità: neppure due anni dopo la conclusione di un restauro accompagnato da una valanga di critiche (sotto accusa la distruRestituiti alla fruibilità cittadina nel zione del sottosuolo della piazza, di 2010, dopo circa due anni di inagi- valenza archeologica, la scelta dei bilità e 1,2 milioni di euro di spesa, materiali, costosi e inappropriati per piazza Buozzi e corso Garibaldi vivo- l’impianto architettonico esistente, no oggi una nuova stagione di chiu- il taglio dello storico tiglio antistansure. A partire dallo scorso 19 marzo te il duomo, un’illuminazione multie almeno fino alla prima decade di colore quantomeno eccentrica e le maggio, scavi e transenne impri- indecisioni sulla pedonalizzazione) gioneranno “a macchia di leopardo” si impongono nuovi interventi per l’intero cuore del centro storico, con riparare i danni in gran parte dovuti “piena insoddisfazione” di quanti, al traffico veicolare per un impegno residenti e commercianti, avevano di spesa non propriamente irrisorio: quantomeno auspicato un rinvio dei 48mila euro, centesimo più centesilavori all’indomani del periodo festi- mo meno. Il tutto per effettuare il “rivo (Pasqua, Madonna dello Splendo- pristino tanto della pavimentazione stradale, quanto delle griglie di racre e 1° maggio). Motivo dei nuovi disagi l’esecuzione colta delle acque piovane e dei chiudei lavori necessari a restituire alla sini d’ispezione”, quasi che il restauro zona, “l’originaria fisionomia, elimi- originale della piazza non avesse innando i tratti rovinati” secondo la teressato proprio selciato e canali di terminologia utilizzata dall’assessore scolo: è fuori luogo parlare di spreco

Appelli inascoltati Nel 2008, prima dell’apertura del cantiere, l’associazione “Il Cittadino Governante” sostenne che “per far compiere il salto di qualità a Piazza Buozzi, il suo restauro avrebbe dovuto restituirle la bellezza originaria e conferirle la fruibilità ottimale, imprescindibile da una sua pedonalizzazione”. L’associazione propose quindi di “realizzare innanzitutto parcheggi alternativi al fine di procedere, poi, in maniera logica e senza problemi” alla risistemazione del sito. “Il Cittadino Governante” ebbe anche modo di sottolineare “l’estrema attenzione da porre riguardo alla qualità dell’intervento trattandosi del restauro della piazza da cui ha avuto origine il centro storico”. Le proposte dell’associazione caddero nel vuoto ed i risultati, purtroppo, sono oggi sotto gli occhi di tutti.

del denaro pubblico per una pavimentazione che dopo appena due anni necessita già di consistenti interventi di riparazione? Unica, magra consolazione, la ventilata eliminazione delle famigerate bocce, geometrici guardiani dell’anima rinascimentale di Giulianova. Fra dichiarazioni ufficiose e affermazioni a mezza bocca il destino delle sfere e degli annessi catarifrangenti sembrerebbe segnato, anche se sulla loro effettiva rimozione non esiste oggi alcuna certezza.


in primo piano

Del resto, la mappa degli interventi eseguiti con estrema estemporaneità nella parte alta della città non comprende solo piazza Buozzi e corso Garibaldi, a riprova della totale mancanza di un pianificazione che rispettasse e valorizzasse l’anima storica e culturale della città. Visibilmente senza un filo conduttore i “progetti” più recenti hanno coinvolto pressoché ogni angolo del centro, senza alcuna coerenza architettonica col contesto e univocità nella scelta dei materiali. Basti pensare al cosiddetto anfiteatro realizzato alle spalle del municipio, vera e propria colata di cemento inu-

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tile e fuori luogo, o al rifacimento del selciato nella medesima zona, che ha visto svanire nel nulla la storica e pregiata pavimentazione in pietra nera di Ancona. O ancora alla nuova illuminazione di via Bindi e via Piave, che ha raccolto pesanti critiche, fra gli altri, da parte di “Italia Nostra” sia per la forma dei nuovi lampioni sia per la tonalità della luce emessa. Da ultimo, il nuovo parcheggio realizzato lungo via Piave, che pone in primo piano, a chi giunge in centro storico e agli occhi di chi si affaccia alla balaustra soprastante, la lunga teoria delle auto in sosta lungo la salita: non proprio un belvedere. .

Semafori intelligenti? Se il cuore del centro storico piange, piazza della Libertà certamente non ride. Dotata di un semaforo che dovrebbe “intelligentemente” regolare i flussi di traffico fra via del Popolo, via Migliori e via Cupa, l’intera zona sopporta oggi congestioni di traffico mai viste prima, con code che si allungano per decine e decine di metri, senza considerare le gravi ripercussioni in termini di carico di traffico su via del Campetto. L’installazione dell’impianto trovò a suo tempo due motivazioni: la supposta pericolosità dell’incrocio, pur nella limitata frequenza degli incidenti, e la necessità di ridurre le emissioni dei gas di scarico in prossimità della scuola. La prima sembra essere assicurata (anche se il medesimo risultato si poteva ottenere, con ogni probabilità, con dei più semplici e soprattutto meno costosi dissuasori), non altrettanto la rinnovata salubrità dell’aria. Viste le perduranti file di automezzi e il conseguente stagnare di inquinanti, sembra inevitabile che i bambini continueranno purtroppo a respirare gas di scarico, anche se, rispetto a prima, in maniera… più intelligente.


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Fatti ...

Il centro storico: ricchezza valoriale ed economica di Irene Lattanzi

Il centro storico è il bene culturale per eccellenza di qualsiasi paese o città. È il cuore delle nostre radici e perciò il luogo più delicato da gestire e programmare. È il luogo nel quale esercitare tutte le competenze in rispettosa sinergia, senza improvvisazione alcuna. Terra di artisti, di uomini di cultura, di storici e mecenati, Giulianova gode di molti lasciti. Quello dello storico Vincenzo Bindi fece di Giulianova nella prima metà del ’900 una delle poche cittadine d’Abruzzo, ad avere una biblioteca e una pinacoteca pubbliche che, dopo troppi anni di restauro, stanno per riaprire. Ma come riapriranno? Sappiamo che i suoi spazi non sono sufficienti né a dare una sistemazione dignitosa a tutte le opere pittoriche né a garantire l’aggiornamento librario. Si è pensato all’allargamento negli alloggi adiacenti comperati a tale

scopo dall’allora sindaco Gerardini. Spesso si parla di un sistema museale giuliese. Per trovare una rispettosa collocazione alle opere di Pagliaccetti e Tentarelli, l’amministrazione Cameli, sotto l’impulso dell’allora delegato alla cultura Tito Forcellese, acquistò l’ex caserma Rossi dove oggi si è preferito ubicare gli uffici tecnici comunali. Pazienza, avremmo anche potuto allocare le opere nelle cantine di Casa Massei, che il piano delle opere pubbliche del ’94 aveva finanziato per un restauro a scopo espositivo. Ma ancora oggi quei locali sono un deposito di contatori. E non vorremmo credere che l’Amministrazione pensi davvero di vendere, come fu ventilato qualche mese fa, gli alloggi di Casa Massei appoggiata sulle antiche mura ancora ben visibili della Giulia rinascimentale. E il torrione acquistato da Ruffini per essere incluso nel sistema museale? Non ci sono soldi per restaurarlo (viene spontaneo dire che questo è comprensibile visto lo sperpero di denaro in opere pubbliche e non solo al cen-

tro storico) e quindi? Invece di aspettare tempi migliori la nostra Amministrazione pensa invece di darlo in gestione per 50 anni ad un privato che certo non contribuirà a formare un circuito museale e tanto meno a dare “alloggio” ai nostri lasciti. E casa Cermignani altro lascito di Riccardo Cerulli? Una casa d’artista che potrebbe essere di grande appeal per i turisti e invece… ugualmente dimenticata. Come non pensare al Sottobelvedere, nel suo spazio che sarebbe dovuto diventare uno spazio polifunzionale. Senza progetti faraonici non si poteva procedere a finire quest’opera invece di pensare ad altre cose? Avremmo potuto pensare che il restauro della Sala Buozzi avrebbe dotato la nostra città di un versatile se pur piccolo, spazio. Ma a quanto si sa, si è optato (il talento è talento) per costose e graziose sedioline fisse (non c’è bisogno di spiegare come la polifunzionalità vada a farsi benedire!) che fanno naufragare definitivamente l’idea che nel procedere della nostra amministrazione ci sia un vero interesse per i beni culturali e un progetto di ampio respiro per il centro storico. Eppure è ormai chiaro che solo salvaguardando la bellezza paesaggistica e le bellezze storico-culturali potremo vincere assieme alla sfida valoriale di questi nostri tempi anche quella economica.


in primo piano Fadini SÌ, Fadini NO

Due gli eventi che hanno caratterizzato l’ultimo periodo della travagliata stagione del Giulianova calcio: cambio allenatore e riapertura al pubblico dello stadio “Fadini”. Sul primo, le ombre della gestione D’Agostino, si fanno sempre più lunghe, e a farne le spese il verace De Patre che è stato esonerato ufficialmente per motivi tecnici, ma, come afferma nel suo comunicato, le ragioni sembra siano da trovarsi nelle indicazioni di una non meglio specificata compagine di sponsor (o presunti tali), che avrebbero dettato al presidente del Giulianova tale scelta. Non c’è possibilità di dimostrarlo, di sicuro se il Giulianova si salverà sul campo gran parte del merito sarà di De Patre, che ha lavorato tra mille avversità con impegno, sacrificio e capacità

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di Daniele Adriani

innegabili. Uno degli aspetti più penalizzanti per la squadra è stata la chiusura al pubblico dello stadio “Fadini”, poiché nello scorso gennaio, nel sopralluogo prima dell’incontro con il Fano si richiedeva da parte dei Vigili del Fuoco la certificazione antincendio. Il Giulianova è stato costretto a giocare quattro partite a porte chiuse (chi restituirà i soldi agli abbonati?), una partita a Chieti (60 km da Giulianova!), poi domenica scorsa, senza che nulla fosse cambiato nel frattempo, lo stadio è stato riaperto su ordinanza del sindaco, cosa che veniva fatta anche in precedenza, giacché da tempo il “Fadini” doveva ottemperare al DPR 151/2011, normativa che riguarda le SOLE prescrizioni relative alla prevenzione degli incendi (in questo caso di un impianto pubblico all’aperto, quale é lo stadio comunale). Come mai questo contraddittorio comportamento del sindaco? Pri-

ma firmava, poi ha smesso di firmare, quindi, senza che nulla cambiasse nelle condizioni strutturali dello stadio, ha ripreso a firmare. Poteva, quindi, continuare a farlo anche nelle precedenti quattro partite casalinghe in cui non lo ha fatto. Nel frattempo l’Amministrazione ha rispolverato un progetto del 2010 in cui si elencano una serie di lavori da eseguire, che seppur di evidente ammodernamento della struttura, non sembrano riferirsi a lavori da ricondurre alla prevenzione incedi. Inizia anche il valzer dei costi per i lavori da realizzare, partiti da un valore di 1,5 mln di euro, per scendere poi ad 1 mln. Perché, invece, dal giorno dopo la contestazione dei VV.FF., l’Amministrazione non ha coinvolto l’Ufficio tecnico per individuare gli aspetti essenziali su cui concentrare gli sforzi e magari realizzare i lavori (questi sì di somma urgenza), per ottenere i permessi senza deroghe o assunzioni di responsabilità rischiose per chi le assume su di sé, ma anche per i fruitori dell’impianto stesso? Tutto ciò ha comportato danni poiché si è giocato con la passione quasi centenaria del popolo giuliese, che, alla fine, preferisce non assistere allo scempio e se ne sta a casa. Ultima partita: 218 paganti. Mai così in basso.


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Fatti ...

in primo piano

Cosa ha detto il Consiglio sull’Ospedale? di Franco Arboretti

Giulianova avrebbe avuto maggiore forza contrattuale se tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, avessero presentato, nel consiglio sull’ospedale, una piattaforma unitaria di richieste ben argomentate. Purtroppo, però, la commissione consiliare della sanità non viene riunita da 1 anno. Sarebbe stato più logico, inoltre, che il manager della ASL e il sub-commissario regionale Baraldi dicessero cosa prevedevano per Giulianova e che poi i consiglieri replicassero, lasciando al governatore Chiodi le conclusioni. Lo abbiamo proposto ma i consiglieri hanno dovuto parlare prima, al buio e senza possibilità di replica! Come si può valutare quest’ennesimo consiglio sull’ospedale? Un po’ è stato la solita passerella, un po’ ha aiutato a capire le intenzioni di chi governa, complessivamente è stato poco produttivo. Occasioni così importanti non andrebbero sciupate, specie se le si è inseguite a lungo. Significativa, comunque, la diagnosi impietosa, critica anche nei confronti della sua parte politica, che il governatore Chiodi ha fatto del disastro finanziario a cui è stata condotta la sanità abruzzese tra il 2000 ed il 2008 dai governi regionali sia di centro-destra che di centro-sinistra quando il debito nella sanità, in Abruzzo, è passato da 543 mln a 2 miliardi e 492 mln a causa dello sperpero e, pare, anche di sanitopoli! Per questo la regione Abruzzo è stata commissariata e i cittadini abruzzesi stanno pagando da 3 anni le conseguenze dei drastici rimedi per rientrare nei conti. Bisogna però per il futuro cercare, respon-

sabilmente, le strade per dare all’Abruzzo una sanità di qualità a costi sostenibili, razionalmente distribuita, con strutture facilmente raggiungibili, da ogni angolo della regione. Questo vuol dire che i 35 ospedali abruzzesi (veramente troppi per 1.350.000 abitanti, stando ai criteri razionali e alle leggi sanitarie) vanno ridotti al fine di liberare le risorse per realizzare una rete ospedaliera di grande qualità in grado di fronteggiare bene qualsiasi patologia tanto da evitare anche la migrazione verso altre regioni con riduzione dei costi della mobilità passiva. Per contrastare la suddetta mobilità passiva oltre che sulla qualità dei servizi ospedalieri occorre puntare sulle ubicazioni strategiche dei presidi sul territorio regionale e a noi sembra che la posizione e i collegamenti viari e ferroviari dovrebbero far preferire Giulianova sia ad Atri che a Sant’Omero. La d.ssa Baraldi ha detto chiaramente che in tale rete Giulianova deve essere sede di un ospedale di media complessità, uno dei due per acuti della provincia e deve avere tutte le specialità di base con dirigenti di II livello. Bene, allora il prof. Varrassi dovrebbe essere conseguente e nell’Atto aziendale dovrebbe concentrarsi di più sull’ospedale di Giulianova riaprendo il punto nascita (Ginecologia, Ostetricia e Neonatologia) – non è possibile che sulla costa, dove c’è una grande presenza turistica, tra S.Benedetto e Pescara non si possa nascere -, potenziando il Pronto Soccorso e dotandolo di Astanteria, rendendo pienamente autonoma e autosufficiente l’Ortopedia, realizzando un ser-

vizio di Riabilitazione di grande qualità e confermando, naturalmente, tutti gli altri reparti e servizi esistenti. E su questa strada dovrebbe incoraggiarlo il governatore Chiodi per dimostrarsi coerente con le giuste valutazioni espresse sulle fallimentari gestioni in materia sanitaria dei governi regionali che l’hanno preceduto e per sottrarsi alla critica di essere più sensibile alle sollecitazioni dei comuni amministrati dal centro-destra che alle scelte razionali e responsabili. Bene, invece, per quanto riguarda gli impegni annunciati: il potenziamento del Centro di Fisiopatologia della nutrizione, l’arrivo di una nuova TAC, l’installazione di una RM per tutti gli organi, un nuovo ecodoppler, l’apertura della RSA, l’organizzazione delle UCCP per la medicina generale, l’arrivo di nuovo personale medico e paramedico a partire dai concorsi per i numerosi primari mancanti. Dissentiamo, infine, sulla riproposizione del nuovo ospedale, per quanto fatta in maniera molto più sfumata rispetto a due anni fa e di molto rinviato nel tempo: le risorse non ci sono con certezza e, soprattutto, ci sembra immorale, con la crisi finanziaria in atto nel paese, pensare di spendere almeno 70 milioni di euro, quando su quello esistente sono stati finora impiegati centinaia di migliaia di euro per la ristrutturazione e l’allestimento di nuove sale operatorie; sarebbe più saggio completare la ristrutturazione e la messa a norma dell’ospedale esistente e adeguare gli organici e le attrezzature.


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Interferenze artistiche Agorà

Il centro storico: carta d’identità di ogni paese, impronta artistica di città condannate a vivere in eterno. Pieno di odori, colmo di storie e carico di vite: la storia passa di qua. Tra simboli e funzione ogni vicolo, portone o volto sembra rappresentare un’opera d’arte: libri che raccontano passati, film senza effetti speciali e colonne sonore per affetti speciali. Molti sono i titoli che si sono rifatti ai centri storici per raccontare storie di vite ai margini del vissuto o testimoniare avvenimenti realmente accaduti e non sempre bisogna aggrapparsi alla memoria per riportare a galla quello che fu (fine anni ’50 neorealismo italiano con, tra gli altri, De Sica, Rossellini, Visconti) ma basta scorgersi di poco per trovare in qualche vico-

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di Antonio D’Eugenio

lo il regista Roberto Giannarelli (Centro storico, 1992) o Alejandro Amenàbar (Agorà, 2010). Che poi sia Roma, la vecchia Alessandria d’Egitto o Giulianova il teatro da rappresentare, è ininfluente. Tutti i centri storici hanno le stesse sensazioni e gli stessi sguardi da raccontare. Vecchi set da allestire o pagine da (ri)scrivere, le città hanno influenzato da sempre la tela di ogni paese, tanto che passando da regione a regione sembra di assistere ad una Babele culturale carica di condizionamenti artistici. Anche la nostra Giulianova non si tira indietro, allestendo set per vere e proprie rappresentazioni teatrali chiedendo in prestito arti di un Paese che è sempre disposto a donare, basti pensare al live cit-

tadino che ogni Natale viene allestito per rivivere la nascita di Gesù con il Presepe o quello pasquale preparato in occasione della sua morte, la Passio Christi. Ecco allora che i cittadini si improvvisano attori, vicini di casa che scopriamo cantanti per un giorno, piazze e strade che normalmente siamo abituati a vedere nella realtà quotidiana, diventano teatri per nutrire di pensieri e sentimenti l’anima e il cuore. Qualche anno fa, invece, il centro storico giuliese è stato testimone di un evento caratteristico che ha trasformato cantine e soffitte in botteghe contenenti oggetti d’artigianato artistico. Una manifestazione inusuale ma capace di rivitalizzare un centro storico che stava perdendo di vista la propria natura evocativa. Il 22 aprile 2008, infine, durante i festeggiamenti in onore della Madonna dello Splendore, ogni quartiere adottò una banda musicale per il Festival Internazionale Bande Musicali Giulianova. Questi sono solo alcuni esempi di una città che, anche culturalmente, ha dato i natali al musicista Gaetano Braga, allo scultore Raffaello Pagliaccetti, al pittore Gigino Falconi e che non vuole arrendersi davanti ai propri cittadini. Basterebbe ricordarglielo.


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La Pagina della cultura

Estella Canziani, una viaggiatrice inglese in Abruzzo di Leo Marchetti

Non inganni il nome, sebbene di origini italiane - era figlia di un ingegnere milanese emigrato a Londra e della pittrice Louisa Starr - Estella Canziani nasce nella capitale inglese nel 1887. Dopo un’educazione artistica che la vede frequentare la Royal Academy, i suoi interessi cominciano a includere l’antropologia e gli studi etnologici esperiti sul campo. L’Abruzzo, di cui erano noti l’isolamento e l’economia sostanzialmente feudale, appare ai suoi occhi dotati di immaginazione un luogo incantato nel quale studiare, con una ricerca di prima mano, gli usi e i costumi della regione in lar-

ga misura ritenuti primitivi da precedenti viaggiatori come Edward Lear, Keppel Craven, Anne Mc Donnell. In particolar modo le leggende e le tradizioni dell’Appennino che, unite a un paesaggio pittoresco e sublime, rientravano a pieno titolo nell’estetica romantica prevalente in tanta parte della letteratura e della pittura inglese da Edmund Burke all’ Ottocento. La caratteristica principale del diario “Through the Appenines and the Lands of Abruzzi Landscape and Peasant Life”- un titolo che è già un riassunto dell’opera - è la parallela presenza (in un periodo in cui esisteva già la fotografia) di acquerelli, oli e disegni dei luoghi visitati, che impreziosiscono le già notevoli notizie ricavate dalle sue escursioni. Gli oggetti preferiti per l’analisi demografica e antropologica sono i paesi più piccoli e isolati, le fiere e i mercati, l’artigianato e le leggende popolari infarcite di elementi soprannaturali, oltre ché la povera civiltà materiale dei contadini dell’area tra Scanno, Celano, Villalago, Isernia, Sulmona, S. Stefano di Sessanio, Cocullo e altre località. Estella Canziani è impressionata dalla persistenza -ancora agli inizi del Novecento - di attività femminili afferenti al modo di filare la canapa, la lana e altre fi-

bre, dal modo di trasportare sulla testa enormi ceste con pomodori e formaggi, dai colori accesi degli abiti e dal modo (maschile stavolta) di condurre gli animali alla semina e all’aratura, ma soprattutto dalle cerimonie religiose cattoliche (la ‘Perdonanza’ a L’Aquila e ‘S. Domenico’ a Cocullo) che, secondo la scrittrice, contengono numerosi riferimenti pagani a una tradizione in cui persiste la credenza nelle streghe, negli spiriti e nei folletti e nella necessità da parte dei fedeli di dover ottemperare a complessi ex-voto, come per esempio a Cocullo dove la scrittrice assiste a riti autopunitivi e all’esposizione dei serpenti insieme al santo patrono. Anche le danze popolari, ovviamente, sono oggetto dell’attenzione della studiosa inglese che nel 1914 pubblicò quest’ampia documentazione sull’Abruzzo interno, oggi tradotta anche in italiano dall’editrice Synapsi (2009).


Dove Cosa Quando

PER UN’ITALIA POSSIBILE La cultura salverà il nostro Paese?

Biancaneve

Genere: Fantasy Regia: Tarsem Singh Lily Collins, Julia Roberts, Armie Hammer, Nathan Lane, Sean Bean, Mare Winningham, Michael Lerner, Robert Emms, Mark Povinelli, Danny Woodburn, Jordan Prentice, Ronald Lee Clark Il film, il cui titolo originale è “Mirror, Mirror”, si basa sulla celebre fiaba dei fratelli Grimm “Biancaneve e i sette nani”. La storia è arcinota: una donna avida di potere sposa un vedovo che ha una figlia. Quest’ultima crescendo diventa bellissima e viene corteggiata dal principe Andrew. La donna, invidiosa, abbandona Biancaneve nel bosco e la ragazza si allea con un gruppetto di nani ribelli per sconfiggere la perfida matrigna. In programmazione dal 4 aprile

Concerti mostre ed eventi Martedì 10 aprile ORE 21,30 “QUANDO IL COMUNISMO FINÌ A TAVOLA”

Sabato 14 aprile dalle ORE 10,00 Centro storico ARTE “ACQUALUCE COLORI DELLA TRADIZIONE”

Sabato 14 aprile ORE 21,30 MUSICA “CAVERN CLUB PLAY BEATLES”

Giovedì 19 aprile ORE 21,30 MOSTRA FOTOGRAFICA “PAESAGGI IN(NATURALI)”

Venerdì 20 aprile ORE 21,30 SAGGISTICA “MORIRE PER DANZICA”

Aperitivo e Musica all’American Bar EMPTY SPACES : Domenica 8 aprile dalle 19 Suonano assieme dai tempi della scuola (Liceo Scientifico M. Curie) e l’evoluzione delle loro sonorità passa attraverso le casse... GLI ZINGARI FELICI: Sabato 21 aprile dalle 19 I componenti del gruppo pur provenendo da esperienze musicali diverse, hanno sentito l’esigenza di ritrovare le proprie radici nell’espressione musicale popolare che li accomuna.

Claudio Santamaria in “Occidente Solitario” a Teramo Claudio Santamaria in “Occidente solitario” a Teramo il12 aprile al teatro Comunale alle ore 21:30. La storia è ambientata in un piccolo villaggio dell’Irlanda, con due fratelli in eterno conflitto, la recente morte del padre e l’impossibilità di vivere senza dispute e aggressioni.

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La cultura salverà il nostro paese?

Prime visioni

Il circolo “Il Nome della Rosa”

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Appuntamenti a Giulianova 14 aprile 2012, ore 18.00 Presentazione della rivista “La Madonna dello Splendore”, Cripta di San Flaviano. 16-20 aprile 2012 Incontri in biblioteca Vero come i veri. Il libro dei libri negli esemplari in facsimile della biblioteca. Biblioteca “P. Serafino Colangeli” del Centro culturale San Francesco tutti i pomeriggi dal 16 al 20 aprile, alle ore 16.00 (prenotazioni al numero 085.80232227). 20 aprile 2012 Inaugurazione mostra Credere la luce 2. La forma dello splendore, Museo d’Arte dello Splendore, ore 17.30 (20-29 aprile, ore 17.00-20.00).

AUTORE Ilaria Borletti Buitoni - Pres. FAI EDITORE Mondadori Electa PREZZO 11 EURO Pag 128 ‘Un Paese che riconosce la propria identità culturale è un Paese in cui si vive meglio. Il riscatto può nascere solo dalla bellezza che, nonostante tutto, vince.’ Il patrimonio storico, ambientale, monumentale dell’Italia è stato avvilito, trascurato e in alcuni casi abbandonato per decenni, aggredito dalla incontrollata cementificazione e dalla ‘rapacità economica’. Così l’Italia oggi, a differenza di Germania, Francia e Inghilterra, ha perso l’occasione recente di sfruttare la risorsa in espansione del turismo culturale enaturalistico. Un’opportunità forse irrecuperabile per il nostro Paese.

Pubblica utilità

Nina Zilli, al PalaRoma di Montesilvano Nina Zilli torna in Abruzzo, nello specifico a Montesilvano. Appuntamento imperdibile al PalaRoma fissato per il prossimo 20 aprile alle 21.30 con il tour “l’amore è femmina” dell’artista che di recente ha presentato il brano “per sempre” al Festival di Sanremo.

L’Officina, L’Arte e i mestieri Piazza Dante Giulianova Alta Giovedi 12 aprile ore 22:30 FABIO ORSI

Venerdi 20 aprile ore 22:30 IL CANE

Farmacie di turno 7/ 8 aprile Farmacia Eredi Galli 9/15 aprile Farmacia Comunale 16 /20 aprile Farmacia Del Vomano Guardia Medica festiva e di urgenza Tel.: 085.8020362 Ospedale Civile Via Gramsci 085.80201 Pronto Soccorso 085.8020238 085.8020366 118 085.8020442 / 085.8020373 Croce Rossa Via Simoncini, 41/A 085.8007733 Consultorio Familiare Via Ospizio Marino 085.8020816 Polizia Veterinaria Pronto Intervento 085.8020818 (08.00-20.00)


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Primo e secondo

Le strade del cibo

di Andrea Beccaceci

che somministriamo cibo dobbiamo osservare, una grande mensa globalizzata, insomma, dove si ingurgita e non si degusta, dove il prodotto da vendere è la moltitudine che si accalca e non la qualità, l’identità, la storia dei cibi e dei vini che si vanno a consumare. Avviene anche a Giulianova, purtroppo, Calici e Arriva il caldo, arriva l’estate, si torna a musica sotto le stelle ne è l’esempio mangiare in strada. Un gelato, un pez- calzante. Per prima cosa, perché ostizo di pizza, un arrosticino, un panino narsi a chiamarlo “evento di cultura con la porchetta gustati in strada, tra enogastronomica”? È un evento orla gente, in una bella giornata di sole mai sempre uguale a se stesso che o in una tiepida serata hanno una va- propone solo la buona volontà degli lenza gastronomica superiore, danno operatori del centro del lido, encoun piacere particolare. miabili per il loro lavoro, e volenteroEsistono dei veri fuoriclasse nelle no- si nel veicolare le loro attività, ma di stre zone tra le categorie che ho ci- “cultura enogastronomica”, scusate la tato; artigiani fantastici che nei loro franchezza, non c’è nulla. laboratori usano ancora la frutta e le Nessun progetto comune, nessuna uova per i gelati, altri che negli alle- aderenza al territorio ed ai suoi provamenti selezionano le carni migliori, dotti, nessuna volontà da parte di chi altri ancora che in apposite camere di organizza di assemblare la voglia di lievitazione permettono all’impasto, convivialità della gente ad una pronei tempi giusti, di diventare una piz- posta diversa, ad un consumo che za buona e digeribile. segua la tracciabilità dei prodotti, che Arriva l’estate, dicevo, e il grande pa- ne valorizzi la storia e la tradizione, trimonio di prodotti, cultura e tradi- che dia conto al turista delle peculiazione si perde nel grande “mangificio” rità del territorio che sta visitando. La che la nostra provincia diventa: sagre nostra città corre il rischio di essere ovunque, anche dedicate a prodotti sempre più identificata con il solito improponibili per stagionalità e cul- paesone sull’Adriatico, dove il “divertura, rassegne gastronomiche ad ogni timento” scorre uguale da Rimini a angolo con dubbie attinenze alle nor- Vasto tra effluvi di improbabili frittumative igienico-sanitarie che tutti noi re, fiumi di birra scadente e musica a

tutto volume; di divenire quel luogo senza identità, senza storia, senza territorio, che qualcuno chiama “Giulianova Marche”. Al nostro essere abruzzesi, al nostro essere protagonisti e tutori del territorio che ci circonda e non semplici figuranti di luoghi ormai globalizzati dedico le Sogliole alle olive, “ricetta abruzzese tipica di Giulianova” che Marco Guarnaschelli Gotti, nella sua imponente ed indispensabile opera Grande Enciclopedia illustrata della gastronomia, presenta come tributo alla nostra cucina.

SOGLIOLE ALLE OLIVE Di Beccaceci Per 4 persone, pulire 8 sogliole di circa 180 gr l’una. Cuocerle in un tegame con : 1 spicchio d’aglio tritato 3 cucchiaini d’olio extra-vergine d’oliva 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, il succo di 1/2 limone, sale, 1 dl d’acqua Dopo circa 5 minuti di cottura aggiungete circa 30 olive nere baresi e cuocere ancora per circa 2 minuti.


A tutto sport Le Giubbe rosse di Giulianova

Da circa venti anni un gruppo di amici, amanti della natura, del paesaggio e della buona cucina, esercita un’attività sportiva con la mountain bike applicando alla lettera il significato di “sport” che vuol dire farlo per divertimento passatempo cercando, al tempo stesso, di mantenere un’accettabile stato di forma fisica. Si chiamano “Giubbe rosse” e, invece di andare a cavallo come la famosa polizia canadese, utilizzano per le loro uscite settimanali la bicicletta. Attrezzati come veri professionisti per abbigliamento e mezzo meccanico, pedalano per l’intero Abruzzo alla ricerca

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di Giancarlo De Falco

di percorsi inesplorati e di primizie agro-alimentari. Gli elementi sono tanti e tutti noti in città (purtroppo non più giovani perchè è mancata una politica attenta alle nuove generazioni) e si ritrovano senza formale convocazione: Armando Marozzi, Toni Posabella, Giulio Braga, Mario Bellocchio (la iena), Diego Di Battista, gli ex calciatori: Angelo Tancredi, Marco Cosenza e Luciano Bellaspica, Giuseppe Iaconi, Paolo Brecciarola, Welton Bentivoglio, Arnaldo Di Rocco, Raffaele Falconi, Deano Cicconi, Ottavio Ferroni, Marco Santucci, Massimiliano Pompa, Nicola Cirillo, Antonello Canestri, Riccardo Mercante e tanti altri. Spesso fanno un percorso che li porta sulla strada non asfaltata che fiancheggia la mia abitazione e per segnalare la loro presenza, in segno di amicizia, chiamano ad alta voce: “Giancarloooo”, “Lidanaaaaa”. Esco per

salutarli e, quasi sempre, come capofila vedo l’Armando mentre per ultimo, un po’ distaccato, forse per il piccolo tratto di salita, riconosco l’Arnaldo al quale, come forma di incoraggiamento, dico: “non disperare, verrà il giorno che gli ultimi saranno i primi”. Da alcuni anni questo gruppo non si limita solo all’attività di mountain bike ma ha aperto anche una sezione per gli amanti di scooter e si sono aggregati, dopo aver superato un’impegnativa prova, due componenti altrettanto noti: Bruno Franchi (pggnoll) e Vitaliano Gerardini al quale è stato demandato il compito di organizzare la sezione di “forchetta veloce”. Come si può ben intuire questo secondo gruppo ha bisogno, per mantenere il peso forma, di un buon nutrizionista; mi permetto di suggerire il dott. Paolo De Cristofaro o, in alternativa, il lavoro di campagna. La redazione sportiva di GiuliaViva saluta con simpatia i goliardici delle Giubbe rosse.

La Scuola Bindi-Pagliaccetti ai giochi sportivi studenteschi Le rappresentative di basket, calcio e calcetto della scuola media BindiPagliaccetti hanno partecipato ai giochi studenteschi, disputatisi su base provinciale. Il dirigente scolastico Sossio D’Errico ha appoggiato con entusiasmo tali manifestazioni. L’Amm.ne Comunale ha fornito i pullmini per le trasferte. La squadra di basket ha battuto in finale la scuola media di Isola del Gran Sasso.


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Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Ditelo@GiuliaViva.it Benvenuti a Giulianova

Che panorama!

Cara GiuliaViva, per motivi di lavoro, percorro ogni giorno la strada provinciale che porta da Giulianova a Mosciano (via Montone). È una via panoramica bellissima, molto frequentata anche da turisti. Da qualche tempo però, proprio in prossimità dello “scoperto” da cui si gode una vista meravigliosa della costa giuliese, si è formata una vera e propria discarica con ogni genere di rifiuti, di cui vi invio una foto. Credo ci si trovi già nel territorio del Comune di Mosciano, ma credo sia una manifestazione di inciviltà tale da segnalare comunque. C. C.

Possibile che nessuno trova da ridire su quella discarica che fiancheggia la Statale Adriatica e la ferrovia e che mostra il suo splendore a chi entra a Giulianova da nord subito dopo la rotatoria del Salinello. Peccato non aver fatto una foto ma è veramente uno schifo. Un perfetto “tappetino” di benvenuto. C’è qualcuno che non fa il suo lavoro che si vergogna? Io ho paura di no. Fernando gia’ cittadino di Giulianova.

Sottopasso di via Nazario Sauro

GiuliaViva

Registrazione al Tribunale di Teramo n. 647 del 07 06 2011 Direttore Responsabile Antonio D’Eugenio direttore@giuliaviva.it Editrice: Associazione “Giulianova Media & Communications” Redazione e Amministrazione 64021 Giulianova Piazza Buozzi 22 tel. 3461035861 fax. 0857992144 redazione@giuliaviva.it pubblicita@giuliaviva.it tel.3473612374 Si ringrazia Claudio Camilli stampato da Tipolitografia LA RAPIDA Via G. Galilei Giulianova Lido

Alle porte del salotto di Giulianova Lido (corso N. Sauro) c’è il sottopasso ferroviario pedonale che è in completo abbandono, sporco e la sera frequentato da facce poco raccomandabili, si richiede se il servizio di video sorveglianza è attivo e se è previsto di ripulire il sottopasso prima della stagione estiva. Nota importante è la mancanza di sufficiente illuminazione che aiuta chi nella semioscurità ha cattive intenzioni. A.D.S.

Lavori in centro storico A riguardo dei lavori del centro storico, in particolare quelli in corso in Piazza Buozzi, sarebbe il caso che i responsabili dell’Amministrazione comunale ci dessero notizie correlate con opportuni valori di spesa e delle eventuali azioni di risarcimento intraprese nei confronti della ditta che ha eseguito i lavori a suo tempo. Tutte le notizie utili ai cittadini potrebbero essere divulgate, dal nostro Sindaco, anche tramite la Vostra bella rivista di informazione, elargendo alla stessa un contributo tenuto conto dell’utilità sociale fornita da questa rivista. Un grazie da Roberto

Rimborsi impossibili Gentile redazione, a dar retta al vicesindaco Filipponi la colpa del ridottissimo preavviso con cui il Comune di Giulianova ha reso note le procedure per richiedere il risarcimento dei danni provocati dalla neve è tutta della Regione, che le avrebbe comunicate solamente il 9 marzo. Secondo il vicesindaco, con il fine settimana di mezzo si poté pubblicare il relativo modulo sul sito comunale solamente il 12 marzo, alla vigilia della scadenza. Ma allora perché sul sito del Comune di Roseto lo stesso modulo era già disponibile il 6 marzo, quindi quasi una settimana prima, cosicché le domande di risarcimento presentate furono più di cento contro le quindici di Giulianova? La Regione ce l’ha con Giulianova? E se così fosse, cosa aspetta il sindaco a protestare ufficialmente? O forse le colpe sono da ricercare più vicino a noi, dentro la sede del municipio? S. D. C.


Sondaggio deliberativo: la parola ai cittadini Abbiamo appreso che nel numero precedente il titolo dell’articolo in penultima pagina “50 per 500 euro” è stato vissuto come offensivo da parte di alcuni cittadini. Per questo chiediamo scusa, non era assolutamente nostra intenzione offendere nessuno: è stato un titolo che forse non ha rappresentato correttamente ciò che si intendeva dire. Si voleva, in realtà, far rilevare che l’iniziativa è stata un flop quanto a partecipazione (tanto da pregiudicarne l’attendibilità statistica) e stigmatizzare che un’amministrazione per spingere alla partecipazione metta in palio dei soldi. Lo riteniamo profondamente diseducativo; i cittadini sanno bene che la partecipazione è un loro diritto-dovere e che è sufficiente metterli in condizione di poterlo fare in maniera pienamente consapevole. È offensivo aggiungere premi e cotillons. Diamo voce ora a 7 cittadini dei 33 che hanno partecipato al sondaggio deliberativo e che hanno, però, voluto far precedere il voto finale da questo comunicato: Desideriamo innanzitutto ringraziare l’associazione DEMOS che, attraverso il Sindaco, ci ha convocato e permesso di partecipare a questo consulto. Esso rappresenta sicuramente una novità nell’ambito del coinvolgimento dei cittadini nelle scelte d’indirizzo dell’Amministrazione comunale. Vogliamo tuttavia esprimere alcune perplessità circa l’oggetto di tale consulto. La prima è che esso ha una tale specificità (ubicazione degli spazi, prezzi, problematiche di piano regolatore, scelte urbanistiche ecc.) che non ci permette di dare un giudizio pienamente consapevole, così come magari potrebbe fare una commissione edilizia preposta e che abbia le necessarie competenze. La seconda è relativa al numero dei partecipanti. L’originale selezione di 145 persone, si è ridotta, causa defezioni, a 53. La presenza in fase d’incontro invece è stata del 70% circa, inferiore a 40 persone. Ciò rende seriamente improbabile la rappresentazione reale del pensiero dei cittadini di Giulianova. Per questo, si auspica che sia il Sindaco che il Consiglio Comunale tengano sì conto delle indicazioni del sondaggio, ma che non lo intendano come rappresentativo del volere di tutti i cittadini, in quanto il campione è sicuramente minoritario per una effettiva rappresentatività. Ci preme, in ultimo, sottolineare che l’istituzione democratica, regolarmente eletta, deve chiaramente indicare che la responsabilità politica delle scelte è esclusivamente di Sua competenza. Il Consiglio Comunale rappresenta infatti noi cittadini. Ad esso abbiamo dato il consenso alla nostra rappresentatività. Vorremmo evitare cortocircuiti tra quello che il Consiglio deve fare, in quanto rappresentativo dei cittadini, e quanto invece il sondaggio deve deliberare. E’ da evitare quindi che i partecipanti al sondaggio, che hanno risposto al dovere civico richiesto dal Comune, siano additati poi come responsabili di scelte potenzialmente problematiche a livello urbanistico. Ribadiamo però che quanto sopra ha uno scopo esclusivamente costruttivo. Riteniamo infatti che la scelta del sondaggio deliberativo sia una bella novità. Esso può, anzi deve essere usato per scelte di livello più alto, che contemplino gli indirizzi della vita e del futuro della nostra cittadina, a cui ognuno di noi vuole sicuramente contribuire. Detto questo, faremo il nostro dovere di cittadini votando, in base a quanto abbiamo potuto recepire, i documenti presentati. Vittorio Neri, Andrea Sartori, Federica Di Pietro, Claudio Festa, Marco Gialluca, Paolo Gasparrini, Carlo Attanasi



GiuliaViva anno II n.7 de 7 aprile 2012