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Anno II numero 4 del 25 febbraio 2012

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

Quindicinale d’informazione giuliese

distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

GIULIANOVA NON DIMENTICA Il 29 febbraio 1944, una bomba fu sganciata su piazza della Misericordia (oggi piazza Dante). Ventiquattro persone persero la vita. A 68 anni di distanza, la loro città le ricorda articolo a pag.10


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Istantanee giuliesi Il liceo “Saffo” disorienta le famiglie. Ciccocelli avverte la Provincia

In una lettera inviata alla dirigenza provinciale, il consigliere comunale Ciccocelli ha lamentato il comportamento scorretto del Liceo scientifico “Saffo” di Roseto che, anche durante i recenti incontri d’orientamento, sosterrebbe di disporre dell’indirizzo “Scienze applicate”, che in realtà è attivo solo al “Curie” di Giulianova. Alla Provincia si chiede di vigilare e intervenire..

Per ghiaccio e neve, disservizi nella raccolta rifiuti Il maltempo della prima decina di febbraio, oltre ai prevedibili disagi nella circolazione e nelle attività didattiche, ha comportato parecchi disservizi nella raccolta dei rifiuti. Ad imperare è stata soprattutto l’incertezza circa l’effettivo passaggio dei mezzi, che per molti giorni è stato latitante o ha funzionato a macchia di leopardo. L’incarico della Ecologica Sangro scadrà il prossimo giugno, quando sarà effettuata la gara pubblica per l’affidamento del servizio.

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Piano integrato di via Cupa: dalla sala consiliare alla Corte dei conti

E’ stato adottato giovedì 16 dal consiglio comunale il piano integrato di via Cupa. L’accordo tra Regione, Comune e famiglia Cerulli potrebbe cambiare il volto di un’area di circa 118.000 metri quadri, divisa in cinque lotti. Su 18.000 metri quadri l’Arpa conta di realizzare il nuovo deposito dei propri mezzi; 27.522 metri dovrebbero ospitare un campo da calcio regolamentare; 7300 andranno alla città di Giulianova ed i restanti 70.714, persa la destinazione agri-

cola, resteranno al privato per la realizzazione di strutture commerciali ed artigianali. Entusiasta del piano la società “Colleranesco Calcio”, che dice di veder finalmente realizzato il sogno di uno spazio idoneo agli allenamenti. Il gruppo “Progresso giuliese”, che ancora prima del consiglio aveva sollevato dubbi sulla convenzione, ha invece ribadito la necessità di potenziare le attività artigianali già operanti nella vicina zona industriale di Colleranesco. Francioni, Maddaloni e Ciafardoni contestano la non conformità del progetto al piano territoriale provinciale e la mancanza, nella delibera di adozione, dell’entità del plusvalore delle aree, che hanno mutato destinazione d’uso. Per questo gli atti saranno sottoposti all’esame della Corte dei conti.

La pista ciclabile nel porto si farà, ma attenti ai mezzi pesanti… Il presidente dell’ente porto Pierangelo Guidoaldi contesta quanto sostenuto, sull’ultimo numero di “GiuliaViva”, dall’ex assessore ai Lavori Pubblici Luigi Romagnoli. La pista di collegamento tra i lungomari Zara e Spalato è possibile, ed attraverserà senza problemi l’area del porto.

Il progetto del tracciato avrebbe già incassato il sì informale della Regione. Certo, i ciclisti dovranno usare la massima attenzione: una volta arrivati in corrispondenza del cantiere navale “Olma”, tutti saranno invitati a scendere di sella e a spingere a mano “grazielle”, tricicli e mountain bike


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Fatti ...

Politica e vicende giudiziarie: che succede a Giulianova? di Paolo Innocenti

Perché questa pioggia di avvisi di garanzia inviati dalla magistratura ad esponenti politici ed amministrativi giuliesi? Perché sempre più frequentemente si ritiene necessario produrre nuovi esposti alla Procura od alla Corte dei Conti? Esiste una questione morale che investe la politica giuliese? Sono alcuni degli interrogativi che rimbalzano in una città inevitabilmente sorpresa da iniziative giudiziarie mai come in questo periodo così frequenti nella vita pubblica cittadina. Un avviso di garanzia non è una sentenza di condanna: il principio è ovvio e ben chiaro a tutti. Altrettanto chiaro, però, è il concetto che laddove c’è un

avviso di garanzia, esistono ipotesi di reato su cui la magistratura ritiene di dover indagare. Ciò premesso, che giudizio dare di una situazione assolutamente inedita, anomala e preoccupante? Si può liquidarla come pura e semplice conseguenza del “giustizialismo” delle opposizioni? O definirla frutto di una minoranza priva di proposte politiche? Porre la questione in questi termini, ed a farlo è stato lo stesso sindaco, significa di fatto negare l’esistenza del problema e tentare di confondere l’opinione pubblica: tutto sarebbe dovuto esclusivamente all’atteggiamento “giustizialista” delle opposizioni, desiderose solamente di mettere i bastoni fra le ruote. Punto e basta. Ripercorrendo le singole vicende, le motivazioni appaiono diverse: di fronte a scelte considerate lesive degli interessi comuni (paesaggio, beni culturali, sicurezza idro-geologica, attenta gestione delle finanze pubbliche, …) gli esposti si pongono come strumento estremo, di fronte alla sordità di chi governa, attraverso cui sollevare questioni di correttezza amministrativa e di salvaguardia di beni irrinunciabili. E poi, oggi è la magistratura ad operare, mentre si dimentica quando si tentò di farla intervenire (tra l’altro senza esito) nelle vicende amministrative all’epoca del secondo mandato Cameli, con l’allo-

Correva l’anno 2000 ... Il 31 gennaio 2000, il gruppo consiliare dei Democratici di Sinistra richiedeva l’intervento dell’autorità giudiziaria per accertare se esistessero eventuali interessi privati da parte dell’allora assessore all’urbanistica Armando Albani in relazione ad alcuni interventi edificativi in aree cittadine (via del Campetto, viale Orsini, via Galilei, viale dello Splendore). L’assessore Albani, che si dimise dall’incarico nei giorni immediatamente successivi, venne in seguito prosciolto. È però interessante ricordare ciò che diceva all’epoca il capogruppo DS, Francesco Mastromauro, a proposito del coinvolgimento della magistratura nelle vicende amministrative: “... qui né il sottoscritto né altri sono magistrati inquirenti o giudicanti! Qui siamo dei consiglieri comunali che devono fare il loro ruolo, che è quello di controllo dell’attività amministrativa! Stop! Se ci sono delle responsabilità di carattere penale ci sono altri organi che se ne occuperanno, non siamo noi a doverlo dire. Saremo noi eventualmente, tutti noi, opposizione e maggioranza se abbiamo degli elementi, come cittadini, non come consiglieri, a doverli portare agli organi competenti!” (dal verbale del consiglio comunale del 27.1.2000 che trattò l’interrogazione relativa alla vicenda).


in primo piano Mentre la città si interroga, colpisce il silenzio dei partiti di maggioranza

ra assessore Armando Albani tirato in ballo per presunti interessi privati. Dodici anni sono passati da quell’episodio ma, ora come allora, amministrazioni e maggioranze di opposte connotazioni dimostrano ancora di vivere il dibattito politico non già come un momento di confronto di idee e di crescita democratica, ma come un superfluo esercizio dialettico, una inutile perdita di tempo, quasi un’imposizione. L’opposizione che svolge il proprio ruolo di critica, proposta e controllo è sopportata con fastidio, tacciata, nel migliore dei casi, di “impedire la crescita della città”.

Questo è ciò che accade, troppo spesso, nella sala consiliare, con maggioranze impegnate a ratificare acriticamente ogni decisione amministrativa, rifiutando a priori qualunque invito alla riflessione. In questo quadro, in cui coinvolgere la magistratura appare a volte l’extrema ratio per fare chiarezza, sorprende e lascia interdetti l’assordante silenzio dei partiti di maggioranza, dalle cui segreterie nulla trapela: esiste l’intenzione di riflettere con la dovuta serietà su situazioni quantomeno imbarazzanti o si preferisce aspettare passivamente che passi la bufera?

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Rifiuti e “spiaggiato”: gli ultimi fronti aperti. L’avviso di garanzia inviato dalla Procura della Repubblica dell’Aquila al sindaco Francesco Mastromauro e l’esposto presentato da Pdl e “Progresso Giuliese” sulla questione “spiaggiato” costituiscono gli ultimi due episodi di una cronaca giudiziaria che trova sempre maggiore spazio nelle vicende della politica. L’iniziativa della magistratura aquilana riguarda una pletora di amministratori locali (i sindaci dei sei comuni teramani che aderiscono al Cirsu) e di diverse figure imprenditoriali facenti capo a società operanti nel settore dello smaltimento rifiuti, fra cui la stessa Deco SpA, a lungo socio privato del Cirsu nel capitale di Sogesa. L’ipotesi di reato sarebbe il traffico illecito di rifiuti, legata al mancato trattamento e differenziazione dei rifiuti stessi prima del loro avvio in discarica: tecnicamente le varie fasi dello smaltimento vengono svolte dalle imprese incaricate, sul cui operato i sindaci vantano comunque un diritto contrattuale di controllo.L’esposto dei due gruppi di opposizione, invece, rappresenta l’ultimo episodio di una vicenda, quella della la rimozione del materiale riversato sul litorale a seguito delle mareggiate dell’inverno 2011, sulla quale interrogazioni, dibattiti consiliari interventi del nucleo di valutazione non sono bastati a dissipare tutti i dubbi. Anche in questo caso diviene sempre più probabile che sarà in ultima analisi la magistratura ad occuparsi di un intervento costato alle tasche dei giuliesi oltre un milione di euro, cifra abbondantemente superiore non solo a quelle sborsate da tutti gli altri comuni della costa teramana, ma anche alla stessa previsione iniziale, indicata in 44mila euro (circa 25 volte meno della spesa realmente sostenuta).


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I nostri soldi

La hit del momento: tasse su tasse

Nel 1974 Paolo Conte cantava Onda su onda… Nel 2012 si canta invece Tasse su tasse. E ci mancava anche l’addizionale Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)! Da quest’ anno infatti i comuni italiani possono tornare a gestire l’Irpef con aumenti fino al tetto massimo dello 0,8%, senza alcun limite all’incremento annuale. Si fa riferimento al reddito complessivo e non possono quindi essere esentate singole tipologie di redditi (come quello da lavoro dipendente o da pensione). Inoltre non è possibile introdurre requisiti diversi da quello reddituale, come il

di Roberta Dal Pozzo

numero dei componenti del nucleo familiare. La percentuale è calcolata secondo gli scaglioni di reddito che purtroppo colpiscono anche chi guadagna poco. Per capirci: se un comune ha istituito un’aliquota dello 0,4%, con una soglia di esenzione fino a 8.000 euro, il contribuente con un reddito di 8.400 euro calcola l’addizionale comunale sull’intero importo di 8.400 euro, pari a 33,6 euro (e non 1,6 euro). E se invece l’aliquota sale allo 0,8%? Bei soldini! Soprattutto per una famiglia che oltre a tasse su tasse, ha delle spese correnti non indifferenti. Anche a Giulianova, nell’ultimo consiglio comunale, una importante deliberazione è stata adottata in merito all’aliquota Irpef. La decisione tocca tutti, ma proprio tutti i contribuenti, visto che non è stata istituita alcuna fascia di esenzione. Le aliquote adottate (votate) per il nostro Comune variano dallo 0,6% (redditi fra 0 e

15mila euro) fino allo 0,8%: (redditi oltre i 55mila euro), con tassazione intermedia variabile fra lo 0,70 e lo 0,75%. Di sicuro si verificherà un maggior gettito per le casse giuliesi , ma è questa l’unica via di salvezza per far respirare un piatto che piange sempre più? La tassa di soggiorno sembra un tabù da scongiurare, quando forse potrebbe essere una valida alternativa a questa ulteriore accisa per le nostre tasche. Per non parlare poi dei soldi scialacquati in operazioni come lo spiaggiato e l’emergenza rifiuti, in opere pubbliche malfatte e con la svendita delle scuola Acquaviva: l’elenco si interrompe qui solo per motivi di spazio. E purtroppo le addizionali si “infiltrano” anche all’interno di varie bollette (vedi quella dell’Enel) : la loro individuazione non è così facile, ma di certo si fanno sentire al momento dei pagamenti che ogni cittadino si trova quotidianamente a sostenere.

Bim: la partita non è chiusa

L’8 febbraio non c’è stato alcun consiglio per decidere la sorte del Bacino imbrifero montano. L’appello lanciato dal consigliere moscianese Emilia Di Matteo per la sua abolizione non ha avuto seguito. Il 7 febbraio, con un giorno d’anticipo sul termine ultimo fissato per il pronun-

ciamento dei consigli, il Bim ha anzi rinnovato il direttivo e confermato il presidente. Polemico sulla sopravvivenza del consorzio anche Progresso giuliese. Sulla vicenda era inoltre intervenuto il sindaco che ha contestato le cifre circolate, difeso l’utilità dell’ente, che ha quote anche nell’ente porto, e sottolineato che presidente ed assessori non percepiscono compensi. Ma la vicenda non è chiusa. La gratuità degli incarichi sarebbe infatti smentita dalla presunta presenza di rimborsi. Il consigliere Emilia Di Matteo ha per questo inviato formale richiesta

al Bim per l’acquisizione di atti relativi ai movimenti contabili. L’iniziativa è stata salutata con entusiasmo dal direttivo provinciale di Rifondazione comunista: “peccato - ha scritto il presidente Palermo in una nota - che il senso di responsabilità sui tagli alla politica che ha convinto Pd e Pdl a votare per la cancellazione delle province, non sia supportato dallo stesso rigore quando interessa enti locali come il Bim, i cui rappresentanti non sono eletti dal popolo, ma dai rappresentanti dei comuni soci, spesso su esplicita designazione dei partiti.” M. T.


Il Pungiglione (rubrica politica di GiuliaViva)

GiuliaViva anno II n.4 GiuliaViva anno I n.2

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L’UDC tira le somme e lancia l’ultimatum a Mastromauro: giunta tecnica o uscita dalla maggioranza. Intanto Luigi Ragni (IDV): “io, una valanga di idee”.

La primavera potrebbe portare novità nello scenario politico e, di riflesso, nell’assetto degli equilibri amministrativi. Sembra infatti che, nel corso di una delle ultime riunioni, l’Udc stia valutando un’ipotesi non da poco. Uscito dal congresso con una certa voglia di cambiamento (ovvero con la tentazione di scompaginare qualche schema di potere giudicato un po’ fermo), il partito di Casini, a Giulianova, parrebbe intenzionato ad imporre al sindaco le sue condizioni: o si azzera la giunta e la si ricompone in formato ridotto, formato “tecnico”, o l’Udc tornerà nel posto da cui era partito, all’opposizione. E sarà, in questo caso, un tuffo nel passato, un riandare a quando il programma del candidato

Cameli, diceva di essere la vera alternativa alle politiche di sinistra e non, come si è voluto farla apparire in seguito, la copia rubata al compagno di banco. Se Lassie, dopo tante disavventure, è tornato a casa, non si vede perché anche un partito elastico e versatile come l’Udc non possa e non debba farlo. Basterà aggrapparsi ad un motivo qualsiasi, comporre un comunicato ben scritto e voilà: ieri c’ero, oggi no. Oppure, e sarà l’ennesimo siparietto tra aspiranti delegati , si dovrà mettere a dieta il talento di molti e aderire alla formula “club”: 4 o 5 assessori, in puro stile “ risparmio”. Gianfranco Francioni, del gruppo di minoranza “Progresso giuliese”, è nel direttivo provinciale dell’Udc. Un segnale che, a Giulianova, diventa un’importante chiave di lettura. L’avvento dell’ormai famoso “terzo polo” potrebbe infatti mettere ordine in

un quadro consiliare altalenante e sbiadito: Roberto Ciccocelli, Giancarlo Cameli, ed i tre di “Progresso giuliese”, troverebbero nella svolta centrista una collocazione comune, un modo per abbandonare i marosi della libera iniziativa e approdare sulla terraferma. Da giorni si vocifera anche delle attenzioni particolari rivolte dal deputato Idv Augusto Di Stanislao ad alcuni esponenti giuliesi del Pd (o ex Pd): un ulteriore coagulo elettorale, sembra, che pretenderebbe di contare alle prossime amministrative. Tutto il tormento spirituale di un credo in metamorfosi, le lacerazioni di un consigliere che vede dispiegarsi decine di possibili scenari , sono contenuti nella lunga serie di missive inviate alla stampa da Luigi Ragni. Pagine dai titoli evocativi: “Con il nuovo anno”, “A chi volete affidare le sorti della città”, “I governi cambiano”, “Nessuno si rende conto”. Il massimo dell’autoanalisi nell’affermazione, “Io con l’Idv, una vera valanga di idee”. Il diario non ha trovato tanto spazio sui giornali, ma ha commosso il sindaco, sensibile come pochi agli sfoghi dei politici in boccio. M.T.


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GiuliaViva anno II n.4

Pianeta Scuola

Novità per le scuole giuliesi: nascono gli Istituti comprensivi di Irene Lattanzi A partire dal prossimo settembre, gli Istituti comprensivi sostituiranno gli attuali due circoli didattici di elementari e materne, e la presidenza della Bindi Pagliaccetti. Un Istituto comprensivo, diretto da Vincenzo Avolio, amministrerà materna, elementare e media del lido; l’altro, guidato da Berarda Ciccocelli, riguarderà le stesse scuole, ma nella parte alta della città.

Una delibera regionale dello scorso dicembre stabilisce la nascita, a settembre 2012, di due Istituti comprensivi, uno al Lido e l’altro al Paese. Un istituto comprensivo è una struttura che raggruppa in un’unica entità giuridica amministrativa la scuola dell’infanzia, la scuola primaria e la secondaria di primo grado e la scelta, che è una competenza della Regione, non può essere vista solo come una soluzione organizzativa, una scelta burocratico-gestionale: deve evocare un progetto, un’ambizione pedagogica. È necessario dunque andare oltre il dimensionamento e cogliere il possibile valore aggiunto dell’Istituto comprensivo. Come dice il dottor Vincenzo Avolio, dirigente del 2° circolo di Giuliano-

va, “l’Istituto comprensivo può essere un contesto organizzativo coerente, in cui vengono assunte decisioni comuni e coordinate in materia di organizzazione: orari scolastici, tempi distesi, classi-laboratori, formazione in servizio dei docenti, investimento di lunga durata sulla partecipazione dei genitori. Certamente, a Giulianova, la nascita degli Istituti comprensivi non è stata una scelta della scuola e del territorio, ma una decisione a livello regionale legata al dimensionamento che si va attuando negli ultimi anni, ma, rileva la dottoressa Berarda Ciccocelli, dirigente del 1° circolo “rappresenta una scelta ricca di potenzialità e di speranze che salvaguarda l’identità dei tre gradi di scuola, coordinandoli in un percorso educativo con un’unica regia. Questo può aiutare i ragazzi nel momento di passaggio da un gradino all’altro, affinché una necessaria e utile richiesta di nuove competenze non diventi per loro un ostacolo: questa è la missione più autentica e, nello stesso tempo, più difficoltosa dell’Istituto comprensivo”.

“Questa nuova Istituzione - aggiunge il dottor Avolio - può, inoltre, rappresentare un’occasione di maggiore tranquillità per le famiglie che vedono consolidarsi il rapporto con la scuola, attraverso la continuità di presenza dei docenti e degli organi scolastici. I docenti di un Istituto comprensivo possono conoscere e seguire il processo educativo di ogni alunno, dall’ingresso nella scuola dell’infanzia alla licenza media; il confronto continuo tra i docenti consente di agevolare il passaggio da un livello scolastico all’altro, di impostare progetti didattici comuni, di valorizzare gli interessi dei ragazzi. Si prefigura un unico profilo formativo che lavora nell’idea di un ragazzo autonomo nello studio, intellettualmente curioso, motivato, dotato di strumenti per pensare, capire, esprimersi”. Essere vicino alle scuole, offrire risposte puntuali in termini di strutture e di servizi: questo è ciò che i nuovi Istituti comprensivi si aspettano dal proprio Comune, non soltanto pensando a documenti burocratici e formali, ma ad un’ideale stretta di mano tra il dirigente scolastico (che rappresenta l’unitarietà della scuola) ed il Sindaco (che rappresenta la città).


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SOS Ambiente

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Qualità del suolo: una risorsa da difendere di Flaviano Di Giovanpietro

Buona agricoltura e sicurezza alimentare non possono prescindere dalla salvaguardia del terreno e dalla conservazione del territorio.

Tutti ricordano l’abbondante pioggia del Marzo 2011 con l’esondazione del Salinello e la relativa erosione del tratto stradale della bonifica, o l’allagamento del sottopasso autostradale dell’A14 o, tornando indietro di qualche anno, l’allagamento di Tortoreto Lido. Le cause vanno ricercate nella negligenza di tutti i soggetti che progettano e realizzano le opere in modo improprio e nella gestione inadeguata dei terreni a monte dove non si tiene conto delle sistemazioni idrauliche in base alle caratteristiche agronomiche ed alla erodibilità.

Pertanto, è necessario, per scongiurare la penuria alimentare e i disastri ambientali, un monitoraggio periodico della qualità del suolo. La sua importanza quale risorsa vitale, in larga misura non rinnovabile, quindi da proteggere, è stata continuamente riproposta con sempre maggiore evidenza sia a livello nazionale che internazionale. Una riduzione della qualità del suolo, come conseguenza dell’attività umana, può essere definita “degradazione” del suolo. L’erosione dell’acqua, del vento, il deterioramento chimico (includen-

do l’esaurimento dei nutrienti, la perdita di sostanza organica e l’inquinamento) ed il deterioramento delle proprietà fisiche, sono le quattro principali forme di degradazione del suolo. La superficie totale di terreno con uno o più tipi di degradazione del suolo è stata stimata in duemila milioni di ettari. Tecniche culturali inappropriate e deforestazione eccessiva sono state identificate come cause primarie. Anche se la maggior parte della degradazione accade nelle zone con suolo povero o clima sfavorevole, e ci sono soluzioni tecniche per prevenire questi problemi, sarebbe un errore concludere che la degradazione del suolo non è una importante minaccia per la sicurezza alimentare mondiale. L’identificazione delle soglie critiche delle specifiche proprietà del suolo che hanno la maggiore influenza sulla produttività è una importante, però trascurata, necessità di ricerca scientifica. Tali problematiche sono quanto mai attuali e presenti sul nostro territorio, anche se non pregiudicano la nostra sicurezza alimentare ma certamente incidono su altri disastri.


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La pagina della cultura

Piazza della Misericordia, quella notte del ‘44

di Marcella Vanni

Il 29 febbraio 1944, a mezzogiorno, una bomba sganciata da un aereo alleato cadde in piazza della Misericordia (oggi piazza Dante) uccidendo 24 persone, tra cui due bambini. Il 29 Febbraio 2004, alle ore 12 in punto, le campane di tutte le chiese di Giulianova suonarono all’unisono in loro onore.

29 Febbraio 1944. Sono passati 68 anni. Proviamo a chiudere gli occhi e restiamo così, in silenzio, nel buio che chiude lo spazio del Presente e predispone l’anima all’abbraccio del Ricordo. Non sentiamo freddo: l’inverno è mite nella nostra città e la guerra, pur se tutto riesce a strappare all’Uomo, certo non può sottrargli il Cielo, le Stelle, la Luna. Chissà se quella notte, quella che precorse l’Evento, in cielo brillavano le stelle… se la luna, presaga dell’imminente dolore, aveva mandato un fascio di luce bianca ad ascoltare il battito del cuore della Piazza tra le antiche pietredelle sue viuzze…Di sicuro nei balconcini in ferro battuto, lavorato dalle mani esperte dei nostri maestri artigiani, il colore acceso dei gerani avrà lottato contro il grigiore della disoccupazione, della fame, della paura ed avrà colorato l’oscurità in attesa del Niente e del Tutto che incombono su tutte le creature della terra. Dentro le case,

ignare ed assopite, uomini, donne, bambini, animali, oggetti del quotidiano erano immersi in una inconsapevole quiete attraversata da stati d’animo e condizioni di spirito, emozioni e suggestioni di diversa natura. Nessuno poteva prevedere quel che sarebbe accaduto in quella piazza, dentro quelle case, nelle vie intorno: un filtro sottile tra il Prima e il Dopo dentro cui si sarebbe inserito qualcosa di imprevedibile che tutto avrebbe cambiato e consegnato alla Storia. Ed è proprio da lì, da quella invisibile traccia tra il Presente e il Futuro, nella quale le passioni umane avrebbero gettato una fatalità che avrebbe travolto l’esistente, è da lì che affiora e si impone alla nostra riflessione la precarietà della condizione umana e si conferma in tutta la sua importanza il valore della solidarietà nella lotta contro gli assalti di una Natura matrigna. Memori, allora, della lezione leopardiana, possiamo affermare che nella storia di questa piazza, colpita al cuore dal bombardamento del 29 Febbraio 1944, fatta Memoria, perché divenuta Coscienza del suo popolo, dobbiamo guidare i nostri ragazzi a ricercare il senso della vita. Ognuno di noi lo faccia con i mezzi a sua disposizione e nell’ambito delle sue competenze. Se lo faremo, quelle 24 persone non saranno morte invano.

Si chiamavano

Anna Capriotti . Antonio Cerasari . Orazio D’Ambrosio . Francesco D’Ilio . Dina Di Gianmichele . Eleonora Ettorre . Giulia Ettorre . Rosa Ferroni . Dovina Fidanza . Giuseppe Fidanza . Amina Gammelli . Attilio Gianuari . Berarda Gianuari . Giovanni Iaconetti . Francesco Ianni . Giovanni Leone . Francesco Manocchia . Aloisio Maranesi . David Parere . Antonio Pedicone . Anna Quitar . Renato Ridolfi . Giovanni Saliceti . Elisa Salvata

Erano Innocenti La Giornata del Ricordo per le vittime civili di Giulianova è nata nel cuore e nella ostinata volontà di “Zio James”. Lo chiamavo così quell’ometto calabrese venuto dal Nord, inconfondibile per la voce, l’enorme anello con la falce e martello e il caratteraccio che più insopportabile non si può, ma con un amore per questa città che lo spingeva ad iniziative e gesti estremi che gli procuravano non pochi nemici. A Michele Corbo, recentemente scomparso, al suo amore per la gente di Giulianova, alla intelligente tenacia della sua ricerca storica, devo l’incitamento a comporre le 54 liriche (tante quante le vittime civili del ‘44 e degli altri eventi bellici tra il ‘40 e il ’44 cui sono dedicate) raccolte nel volume “Antologia della Memoria” edito dalla Casa Editrice “Il Filo” di Roma. Un mio caro ex alunno, il regista Gianluca Marcellusi ne trarrà, con il suo giovane gruppo di lavoro, una pièce teatrale che sarà rappresentata in primavera nella Piazza dell’evento.


Dove Cosa Quando

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Al Moderno Multiscreen

spettacoli in prima visione

War Horse

Posti in piedi in paradiso Genere: Commedia Regia: Carlo Verdone Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti, Nicoletta Romanoff, Nadir Caselli, Diane Fleri In programmazione dal 2 Marzo

Genere: Drammatico Regia: Steven Spielberg Jeremy Irvine, Emily Watson, Peter Mullan, David Thewlis, Benedict Cumberbatch, Tom Hiddleston, Toby Kebbell, Eddie Marsan In programmazione dal 17 Febbraio

Rassegna Film D’Essai (spettacolo unico ore ventuno) ingresso € 4,00

Miracolo a Le Havre

Pina

Martedì 28 Mercoledì 29 Febb Giovedì 1 marzo

Martedì 13 Mercoledì 14 Giovedì 15 Marzo 2012

Concerti mostre ed eventi Il circolo “Il Nome della Rosa” Sabato 25 febbraio ORE 21,30 MUSICA CLASSICA “CORDE VELLUTATE”

Domenica 26 febbraio ORE 21,45 CINEMA “IL GRANDE CAPO” Venerdì 2 marzo ORE 21,30 POESIA EUGENIO MONTALE - LA PRIMAVERA HITLERIANA-

Domenica 4 marzo ORE 18,00 “POESIE ANTIRUGHE” Incontro con: Alessandra RACCA

Venerdì 9 marzo ORE 21,30 “DANIA E LA NEVE” Il genocidio in Cecenia, il destino di tre donneI

Stagione teatrale al Kursaal di Giulianova Mercoledi 7 marzo ore 21:00 LI ROMANI IN RUSSIA di Elia Marcelloi Regia Alessandro Benvenuti Adattamento teatrale Marcello Teodonio, con Simone Cristicchi

L’omaggio a Debussy con Bruno Canino e Antonio Ballista

99 Posse al Palaroma Il 2 marzo i 99 Posse saranno protagonisti di un concerto al Palaroma di Montesilvano che farà da anteprima all’edizione 2012 del celebre festival “Onde Sonore”.“ “Cattivi Guagliuni” è il titolo del singolo e dell’album uscito il 25 ottobre scorso. Il loro ultimo estratto, “Tarantelle pe’ campà”, vede anche la partecipazione di Caparezza.“

“Jazz lightning” al Riccitelli L’orchestra I Virtuosi Italiani ed Uri Caine pianoforte Venerdì 9 marzo 2012 ore 21:00 presso il Teatro Comunale di Teramo eseguiranno musiche di J. S. Bach, U. Caine, J. Brahms.

Mercoledì 29 febbraio 2012 ore 21:00 presso la Sala Polifunzionale d Teramo, appuntamento con il concerto dedicato al celebre compositore francese, nel 150esimo anniversario della sua nascita..

L’Officina, L’Arte e i mestieri Giulianova Alta Domenica 26 febbraio ore 20:00 LOCOMOTIF

Domenica 4 marzo ore 20:00 IOTATOLA

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Un libro: La città venduta Maria Pia Guermandi, La città venduta, Quaderni di Italia Nostra n. 29, Gangemi Editore, Roma, 2011, p. 160, € 20.00 Italia Nostra e l’urbanistica: un rapporto indissolubile dal 1955 ad oggi. A raccontare in particolare gli ultimi, pessimi, lustri della vicenda urbanistica nel nostro paese, c’è ora il Quaderno n. 29 che contiene gli Atti del Convegno “La città venduta”, organizzato a Roma lo scorso 6 aprile . Data non casuale, quella dell’anniversario del terremoto a L’Aquila: il capoluogo abruzzese diviene infatti simbolo tragico della dissoluzione del ruolo della città e conseguenza estrema del dilagare delle pratiche di “urbanistica contrattata”. Questo Quaderno è uno strumento in più a favore di questa battaglia per un destino diverso delle nostre città.

Pubblica utilità Farmacie di turno 25/26 febbraio Farmacia Ielo 27/4 marzo Farmacia Eredi Galli 5/9 marzo Farmacia Comunale Guardia Medica festiva e di urgenza Tel.: 085.8020362 Ospedale Civile Via Gramsci 085.80201 Pronto Soccorso 085.8020238 085.8020366 118 085.8020442 / 085.8020373 Croce Rossa Via Simoncini, 41/A 085.8007733 Consultorio Familiare Via Ospizio Marino 085.8020281 Polizia Veterinaria Pronto Intervento 085.8020818 (08.00-20.00)


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Primo e secondo

Accoglienza, servizio, pietanze: giudicate voi… di Andrea Beccaceci

Le guide e la critica gastronomica in genere sono un aspetto fondamentale dell’attività di ristorazione. Il giudizio messo su carta o divulgato in rete condiziona, nel bene e nel male, l’economia dell’azienda, quasi quanto il “passaparola” della clientela. Fino a qualche tempo fa il compito di recensire un locale era affidato esclusivamente a ispettori e giornalisti professionisti che, nelle guide, nelle riviste specializzate e in alcuni casi nei quotidiani, dopo aver visitato i locali, spesso in forma anonima, ne traevano un giudizio e lo esprimevano con un punteggio; a queste categorie, negli ultimi anni, si è aggiunta quella degli utenti della rete che in blog o in siti specializzati scrivono recensioni, spesso in poche righe e raramente in maniera articolata. Giudicare un ristorante in una sola visita non è esercizio facile, sentenziare su una cucina che lavora quotidianamente sulla scorta di un unico pasto è un compito che, di regola, spetterebbe a veri professionisti, dal palato affinato, istruiti sulle tecniche di cucina, conoscitori dei prodotti e delle loro specificità; ed an-

che in presenza di questi requisiti il compito resta difficile. Per valutare correttamente un ristorante andrebbero innanzitutto analizzati ambiente, pulizia, accoglienza, presenza di un menu e di una carta dei vini; quindi iniziare a considerare le pietanze in base a criteri ben precisi: qualità delle materie prime, capacità tecnica dello chef, aderenza delle proposte al luogo in cui si opera ed equilibrio dei piatti. In tanti anni di lavoro abbiamo avuto innumerevoli recensioni, qualcuna esageratamente positiva, qualcun’altra meno; dalle nostre parti sono passate tante “penne” importanti del giornalismo enogastronomico italiano, da Luigi Veronelli a Edoardo Raspelli, Enzo Vizzari, Gianni Mura, Paolo Marchi e Luigi Cremona. Vi assicuro che, in noi ristoratori, l’ansia è tanta quando veniamo visitati da qualcuno che, in qualche modo, segnerà con il proprio giudizio il corso del nostro lavoro. Sgombro il campo da un luogo comune che circola al riguardo: non sono giudici prezzolati, o almeno a me non è mai capitato che qualcuno chiedesse favori in cambio di una buona recensione. La figura del critico gastronomico ha ispirato anche il cinema: come non citare il fantastico Louise de Funes in “L’ala o la coscia” o il più recente Ego nel bellissimo “Ratatouille” della Disney? Personaggi di fantasia che, tuttavia, sono uno spec-

chio piuttosto veritiero del rapporto tra la critica ed il ristorante: dolce e piccante come i “mezzi rigatoni con scampi crudi, calamaretti , salsa all’arancia e pepe affumicato”.

MEZZI RIGATONI CON SCAMPI CRUDI CALAMARETTI, SALSA ALL’ARANCIA E PEPE AFFUMICATO Ingredienti per 4 persone : - 8 scampi da circa 40 gr cadauno - 300 gr di calamaretti - 300 gr di mezzi rigatoni - 1/2 arancia spremuta - 1/2 limone spremuto - 1 presa di sale - 2 fili di erba cipollina - pepe nero affumicato o normale - 1/2 decilitro di olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE :

marinare gli scampi con olio, pepe, succo d’arancia e di limone precedentemente emulsionati per circa 10 minuti. In un tegame scottare i calamaretti con i due succhi di agrumi, l’olio e l’erba cipollina tagliata finemente.Nel frattempo cuocere in abbondante acqua salata i mezzi rigatoni, scolarli al dente e saltarli nella padella insieme ai calamaretti. Disporre in un piatto la pasta, gli scampi crudi ed aggiungere una macinata di pepe.


A tutto sport Fine del calcio professionistico

Nello scorso numero il titolo finiva con il punto interrogativo, in questo è stato tolto poichè ci sono tutte le condizioni affinché il calcio a Giulianova finisca per davvero. Ma noi, va detto, non ci arrendiamo. Contro il Milazzo il risultato sportivo (che per la cronaca è terminata con la bella vittoria di 3-1 per il Giulianova) passa in secondo piano, perchè la vera notizia è che la partita si è svolta a porte chiuse, cioè senza la presenza del pubblico. A dir il vero qualcuno c’era: la stampa ed un esiguo numero di persone, non sappiamo autorizzate da chi. Coloro che sono entrati hanno avuto in dotazione tute ignifughe? Oppure le leggi valgono per qualcuno, ma non per tutti?! Insomma che senso ha parlare di sport quando il più importante fruitore di tutto il sistema viene escluso? Ma la domanda più stringente è: perchè si è arrivati a questo? Chi ha firmato per tanti anni un’ordinanza di autorizzazione, assumendosi una responsabilità importante, non ha mai pensato che sarebbe giunto il momento in cui le deroghe sarebbero finite? Perché a partire dal sindaco Cameli, per passare a Ruffini, fino a Mastromauro, non si è destinata una quota parte di risorse legate al capitolo dello sport per rendere il Fadini idoneo alle norme professionistiche? Bastava dimezzare il contributo diretto alla società per la gestione, per avere in pochi anni le risorse

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utili per fare i lavori necessari. Nel programma elettorale dell’attuale sindaco, poi, è ben evidenziato il capitolo relativo all’adeguamento del Fadini: “ Project Financing” . Ci risulta che non è stato mai attivato il proposito (per la verità il rischio di deriva in queste cose ci fa dire “per fortuna ”…). Singolare poi è stato il rapporto tra le istituzioni, il Sindaco da una parte a chiedere, dall’altra il Prefetto a non concedere, come se in tutta Italia ogni stadio fosse a norma. Di certo la Legge è chiara, quindi andava ponderata meglio l’azione diplomatica che avrebbe consentito di rimandare la decisione e magari trovare il modo di fare i lavori richiesti. Su questi sono stati forniti numeri spaventosi: dapprima 1 milione, poi 1,5 milioni di €. (rispondente al dpr 151 del 2011), davvero servono tutti questi soldi? Non vorremmo che si cercassero giustificazioni, proponendo numeri che non rispondono alla soluzione del problema specifico: l’accesso allo stadio è stato negato ESCLUSIVAMENTE per mancanza dell’idoneità antincendio. Altra stranezza vista domenica all’esterno del Fadini è stata la strada transennata come normalmente avviene quando c’è la presenza del pubblico, con lo schieramento del servizio di sicurezza a presidiare il nulla... se non fosse che è periodo di Carnevale, penseremmo ad uno scherzo (di cattivo gusto talaltro). Ma per cosa e chi ha pagato questa presenza inutile? Chi ripagherà i tifosi possessori di abbonamento che oggi hanno dovuto rinunciare ad uno spettacolo di cui avevano pagato l’ingresso? Nota a margine il metodo con cui è stata spalata la neve dal campo, ovvero utilizzando un mezzo meccanico, che ha praticamente

distrutto il manto erboso. In altre città le società di calcio ed il sindaco hanno fatto appello ai tifosi per liberare i campi con le pale e consentire alle squadre di scendere in campo (Lanciano ad esempio). Certo qui da noi le condizioni non c’erano, ma chi semina vento… Poniamo una riflessione: perché tanto accanimento verso il Giulianova calcio? si vuole colpire la società o c’è anche chi vuole colpire la città? Non vuol essere vittimismo, ma un pungolo affinchè le coscienze si ridestino. Per noi i colori giallorossi non moriranno mai, anche se ora sono sotto un cumulo di neve… il Sole farà la sua parte, confidiamo in lui. Carissimi Amici,

volevo dirvi una cosa importante: avremmo bisogno di una mano! Ma quando mai, nulla di nuovo, direte. Scherzi a parte, quest’anno la nostra polisportiva compie 30 anni e vorremmo festeggiarla insieme ai tanti amici organizzando diverse manifestazioni di buon livello. La prima è la Coppa Europa, o meglio le qualificazioni che, vincendole, ci porteranno alle finali ancora in Spagna. Mentre arrivando secondi ci toccherebbe una finalina a Cantù, credo. Dunque abbiamo bisogno del vostro aiuto, qualsiasi cosa è per noi preziosa: piccoli sponsor, consigli, idee, premi per le squadre o Volontari per un’esperienza che alla fine sarà fantastica, e naturalmente: VENITE A VEDERE LE GARE


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Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Crisi di coscienze

Cara Giuliaviva, ma che sta succedendo a Giulianova? Inchieste e indagati a iosa, sequestri e dubbi che sfido chiunque a non ritenere legittimi. E’ sufficiente andare sul sito del Cittadino Governante per scoprire quante volte sono stati fatti comunicati, interrogazioni o mozioni (sempre respinte pur-troppo e non solo dalla maggioranza) per difendere, salvaguardare non solo i nostri beni ma anche il buon nome della città. Perfino per la tanto decantata raccolta differenziata dei rifiuti, si finisce sotto inchiesta: nonostante in più occasioni si sia chiesto di conoscere la filiera dei rifiuti raccolti, non c’è stata mai una risposta; ai cittadini di Giulianova non è stato riconosciuto il diritto di sapere dove finiscono plastica, vetro, carta che per molti Comuni virtuosi costituiscono occasione di lavoro, produzione di reddito e risparmio, per loro solo l’ aumento della Tarsu! E che dire dell’ex sindaco che, per Silvi si preoccupa quando con la variante al PRG “si cancella un’ area di alta valenza ambientale e paesaggistica,

GiuliaViva

Registrazione al Tribunale di Teramo n. 647 del 07 06 2011 Direttore Responsabile Marzia Tassoni direttore@giuliaviva.it Editrice: Associazione “Giulianova Media & Communications” Redazione e Amministrazione 64021 Giulianova Piazza Buozzi 22 tel. 3461035861 fax. 0857992144 redazione@giuliaviva.it pubblicita@giuliaviva.it tel.3473612374 stampato da Tipolitografia LA RAPIDA Via G. Galilei Giulianova Lido

Tutto in un click si tolgono alla città spazi destinati alla socialità e alla qualità della vita” e invece per Giulianova ha chiuso gli occhi davanti all’affronto fatto alla bellissima quinta collinare di piazza Dalla Chiesa, alla via spettacolare delle Fontanelle, al campo di atletica leggera, all’asilo nido delle Coccinelle? Giulianova non merita la tutela ambientale , paesaggistica e culturale? Perchè neppure questa amministrazione se ne preoccupa, quello che perdiamo ora non ci sarà modo di riaverlo mai più, quale segno lasceremo? E non ci parlino di crisi e difficoltà economiche, una crisi c’è ed è la più dolorosa, è quella delle coscienze. Lucilla

Cittadini tutelati a metà

Mi scappa la pipì Gentile Redazione, vorrei chiedere un chiarimento a una mia curiosità. A chi non è capitato di recarsi, per un motivo qualsiasi, in un ufficio postale? Credo a tutti e nella maggior parte dei casi trovarsi davanti cose interminabili e dover sostenere file estenuanti. Già, ormai è diventata ordinaria amministrazione. Ma che succede se durante queste lunghissime attese un cittadino, giovane o anziano che sia, una donna incinta o un disabile, avesse la necessità di andare in bagno? Non succede nulla se non il fatto che deve letteralmente “farsela addosso” se non vuole perdere la preziosissima posizione guadagnata con la numerazione del ticket (anche questa, poi, smaltita con meccanismi che lasciano molto perplessi). Ma torno al quesito che volevo porre: c’è una legge che faccia obbligo agli uffici postali di essere dotati di servizi igienici per gli utenti?

Gentile redazione, come si ricorderà, nei giorni della neve, il sindaco ha ordinato la chiusura di tutte le scuole cittadine. L’aspetto su cui riflettere è che la chiusura abbia riguardato le attività didattiche, quindi solo alunni e insegnanti. Tutto il personale Ata “Classe di ferro” (dirigenti, applicati di segreteria, bidelli) ha dovuto prendere regolarmente servizio, Abbiamo ricevuto da un nostro affezionato come se quelle ragioni di pericolo e di pub- lettore la foto del “mitico” Torbidone, non blica sicurezza non riguardassero questa ca- potevamo non pubblicarla. tegoria di pubblici lavoratori. Inoltre, nelle varie ordinanze, il sindaco ha richiamato erroneamente una serie di normative di legge riguardanti disposizioni per l’esercizio degli impianti di riscaldamento, che nulla hanno a che vedere con la chiusura delle scuole. La normativa corretta prevede che al nascere di situazioni di emergenza le autorità territoriali competenti (sindaco e prefetto) procedano ad adottare provvedimenti di chiusura temporanea delle scuole, quindi senza il potere di specificare “limitatamente alle attività didattiche”. Ritengo che un sindaco avrebbe dovuto tutelare con ordinanze “contingibili ed urgenti” l’incolumità di tutti i cittadini, senza eccezioni. e-mail firmata


VOCI DAI QUARTIERI

Alcuni residenti di via Ippodromo si dicono allarmati per la voce circolata nei giorni scorsi secondo cui l’amministrazione comunale starebbe valutando l’ipotesi di lottizzare e vendere l’area posta all’incrocio tra viale Orsini e via Ippodromo, l’ ultimo scampolo di verde rimasto in zona dopo l’edificazione massiccia dell’area del pioppeto. Si tratta dell’ unico spazio pubblico superstite, dopo il progressivo ed inesorabile consumo delle aree avute in cessione nell’ambito delle lottizzazioni limitrofe. E’ vero che il Comune ha dimostrato di non saper nemmeno mettere a dimora qualche albero, vista la tragica fine, già documentata, di alcuni esemplari di pini. E’ vero che altre piante, fatte posizionare dai bambini delle scuole nella fascia più a nord, avevano le dimensioni di ramoscelli. Malgrado ciò, non pare giusto ci si debba privare di uno spicchio di verde prezioso per chi vive nelle case vicine, per chi passeggia e per chi è ospitato negli alberghi. Secondo alcuni potrebe trattarsi della seconda mazzata inferta ad una zona già seriamente penalizzata.



GiuliaViva anno II n.4 del 25 febbraio 2012