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Anno IV numero 7 del 5 aprile 2014 (67)

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

Quindicinale d’informazione giuliese distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

Nuova economia Il ruolo del Comune nel sostegno alle attività economiche e all’occupazione articolo a pag.6 e 7


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Istantanee giuliesi Rievocazione storica

Eccezzziunale veramente...

Clima piacevole, e partecipazione numerosa e qualificata Ha avuto successo la prima edizione del memorial “Marco Muzzi”, rievocazione storica della cronoscalata fra lido e paese, disputata lo scorso 30 marzo. La manifestazione organizzata dalla Teramo racing team auto storiche, dalla Old motors club Abruzzo e dal club Automoto storiche di Teramo, ha lamentato tuttavia una scarsa promozione dell’evento. Sul nostro sito giuliaviva.it le interviste e le immagini della manifestazione.

Alla vigilia delle prossime festività pasquali, le spiagge di Giulianova saranno pronte ad accogliere con ordine e pulizia i primi vacanzieri. Ad assicurarlo è stato lo stesso sindaco Mastromauro, che con la consueta enfasi e l’abituale rullo di tamburi ha preannunciato la rimozione dei cumuli di vario ciarpame ammonticchiati sull’arenile. Spacciando ancora una volta per straordinario quella pulizia che, in una città a vocazione turistica, dovrebbe essere niente più che la norma.

Lo “sparo” finale Come i tuoni di un temporale in rapido avvicinamento, iniziano a prender vigore i tradizionali annunci ad effetto, inevitabili e stucchevoli corollari di ogni campagna elettorale. A sparare il primo fuoco d’artificio Gabriele Filipponi, svelto ad annunciare l’imminente realizzazione, all’Annunziata, di un sistema di teleriscaldamen-

to atteso per anni ma, neanche a farlo apposta, pronto a vedere la luce proprio in prossimità dell’appuntamento elettorale. Esperienza vuole che quello esploso da Filipponi non sarà l’unico “botto”: altri, molti altri, seguiranno, sempre più forti e sempre più incredibili. Pronti però, una volta chiuse le urne, a metter la sordina e trasformarsi in brontolii di pancia.

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Pillole di satira

L’Amministrazione di Giulianova, nell’imminenza delle elezioni comunali del prossimo 25 maggio, vista la perdurante mancanza di opere pubbliche in via di realizzazione, invita tutti i cittadini a segnalare qualunque tipo di restauro, ristrutturazione o lavoro di manutenzione che sia possibile inaugurare. Interessate dall’iniziativa tutte le opere eseguite in aree private (tinteggiatura di esterni, sostituzione di infissi, potatura di siepi ed alberi, …), anche non completate, ma in esecuzione al 20 maggio p.v.. L’amministrazione, che coprirà interamente le spese per il nastro tricolore e le forbici, garantisce la presenza alle inaugurazioni del sindaco e, a rotazione, di almeno un assessore.


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Accade in Città

Etiopia, una scuola nel nome di Lorenzo Intervista all’Ass. “Oltre l’attimo”

il video dell’intervista su www.giuliaviva.it

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iamo al bar La Cupola, con l’intero direttivo dell’associazione culturale Oltre l’attimo. Gabriella, Flavia, Maria, Angelo, Greta, Rita, Alessia. A Gabriella, la presidente, chiediamo: quando è nata e perché? (Ga) L’ass.ne è nata ufficialmente il 4 marzo 2014, in realtà aveva già presentato, non da sola, alcune iniziative. Nasce per coordinare le molte cose proposte da tanti, nella nostra città, intorno al ricordo di nostro figlio Lorenzo. E’ arrivato il momento di fare qualcosa che fosse tutto in suo nome. In poco più di 20 giorni siamo oltre 120 soci. Il nome, Oltre l’attimo, si deve proprio a GiuliaViva, perché il primo articolo uscito su Lorenzo dopo l’incidente titolava proprio così. E ci è sembrato che fosse davvero la strada da percorrere, il segnale per andare avanti, oltre il momento in cui la sua vita non c’era più. Portando avanti i suoi sogni, la poesia, la musica, l’arte, attraverso noi, più che possiamo. Greta, quali sono gli scopi che vorrà realizzare l’ass.ne in futuro? (Gr) Vogliamo portare avanti le passioni che erano di Lorenzo, e quindi la musica, la poesia (abbiamo tanti bellissimi scritti di Lorenzo), la letteratura, tutto ciò che incrementi la formazione della persona, rivolgendoci anche ad un mondo più svantaggiato rispetto al nostro. La personalità di Lorenzo era poliedrica, quali iniziative proporrete? (An) Il 9 maggio, il giorno del suo compleanno, ci sarà una rappresentazione di teatro dialettale che produrremo con la nostra compagnia. L’ingresso sarà a

di Pietro Carrozzieri

pagamento, un minimo, perché vogliamo devolvere l’incasso della serata per cercare di realizzare aule scolastiche in una zona dell’Africa in cui ce n’è bisogno. (Fl) Vogliamo dare continuità a ciò che faremo, dando un segno tangibile su come investire certe risorse. Abbiamo avuto un contatto con la Fondazione Onlus, I Fiori del Bene, che opera in Etiopia. Lì andremo a fondare una scuola in un villaggio (2 aule) che porterà il nome di Lorenzo. E’ un gesto che deve farci capire quanto bisogna andare aldilà delle cose, quanto è importante lasciare una traccia verso l’eterno. (Ga) Lorenzo era una persona aperta alla vita, ma anche a tutti, senza limiti e pregiudizi. Aveva solo 21 anni, ma gli studi e le esperienze vissute gli avevano aperto la mente. La scelta di questa scuola in Africa ha anche un altro valore, quello di capitalizzare un po’ un’esperienza dolorosissima ma che può aprire di nuovo alla vita e la necessità di riempire di senso quello che l’assicurazione chiama risarcimento danni, ma che senza un valore non risarcisce nulla. La vita di un figlio non è risarcibile. Perché l’Africa? Perché a fronte delle manifestazioni d’affetto della nostra città, l’unica nota stonata su ciò che è successo intorno alla cosa più brutta, la morte, sono stati quei titoli di giornali, quel

vociferare, perché l’altra persona coinvolta era uno straniero. (“Senegalese ammazza il figlio del titolare del bar La Cupola”, ndr). Noi pensiamo che con la nostra associazione dobbiamo avere anche un indirizzo educativo, e l’Africa ha anche questo scopo. “I miei genitori sono persone libere, e da persone libere sanno amare, sanno gioire, sanno soffrire come poche”. Sono parole di Lorenzo. Colpisce il numero di persone presenti intorno a questo progetto. Rita, si parte da un dolore ma ciò che si vede è un trionfo della vita in tutte le sue forme. (Ri) Non si può descrivere semplicemente Lorenzo, che era quasi come una spugna che assorbiva di tutto e di più. Questa cosa forte dell’investimento in Africa, unita al poter dare vita alle sue passioni, rappresenta per tutti noi una cosa grandiosa. (Ga) Voglio dire un’ultima cosa a proposito dell’Africa. Non è qualcosa di campato per aria, è stato tutto molto ponderato, ci siamo affidati ad un’associazione che da 10 anni è in Etiopia ed ha costruito molte cose, lì. C’è già un terreno pronto per la scuola intestata a Lorenzo ma prima che tutto parta andremo in Africa a prendere tutti i contatti importanti. A scuola pronta ci sarà la possibilità di andare in tanti. (Fl) La borsa di studio che l’associazione distribuisce ogni anno, e che l’anno scorso è andata ad un giovane violinista, quest’anno sarà dedicata alla letteratura. Vogliamo chiudere dicendo che quello che sta nascendo è il trionfo di pensieri


Fatti in primo piano

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Lo scambio di Paolo Innocenti

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l sistema più originale fu senz’altro quello escogitato da Achille Lauro (regalare agli elettori una scarpa sinistra prima delle votazioni, riservandosi di completare il paio a urne chiuse ed elezione avvenuta), ma anche i camion carichi di pasta distribuiti nelle piazze in prossimità delle elezioni si sono ritagliati il loro spazio importante nella storia del voto di scambio. I tempi poi sono cambiati, e anche se la crisi ha fatto ritornare di moda la donazione dei beni alimentari, la fantasia degli acquirenti di voti si è andata mano a mano sbizzarrendo ed affinando. La cronaca parla di ricariche telefoniche, elettrodomestici, bombole del gas, pieni di benzina, sconti sulle assicurazioni, promozioni a scuola, ingressi ai corsi universitari e, drammaticamente, Tac ed esami medici urgenti. Il tutto organizzato come nel più classico dei cataloghi premio, con il valore della contropartita che cresce al crescere del numero dei

voti garantiti. L’elenco non finisce comunque qui: perché “votazioni” fa immancabilmente rima con posti di lavoro, con licenze ed autorizzazioni, con manutenzioni ordinarie e straordinarie, con incarichi ed appalti, in un turbinare di promesse destinate molto spesso a rimanere tali. Il voto di scambio è qualcosa più di un malcostume: è una distorsione quasi fisiologica del nostro sistema, nel quale le eccezioni sono sempre più rare. Con le inevitabili differenze quello dei favori in cambio di voti è un uragano che attraversa l’intera penisola e riguarda ogni sorta di appuntamento elettorale, nazionale o locale che sia. All’avvicinarsi della data fatidica, la bacchetta magica della propaganda compie miracoli su miracoli. Dalle casse pubbliche, dichiarate vuote fino a poco tempo prima, scaturiscono sorgenti inaspettate di denaro, sufficienti a coprire ogni sorta di spesa. Allo stesso modo, in barba alla congiuntura ed alla disoccupazione, i posti di lavoro sembrano saltare fuori da ogni dove, subordinati solo al corrispettivo di una manciata di voti. Non è lo scambio criminale delle mafie, ma quello altrettanto squallido incentrato sulle necessità, sui bisogni quotidiani, sui diritti che non si riesce altrimenti a far valere: tutte domande alle quali, improvvisamente, si inventano risposte inimmaginabili solo poco tempo

prima. Col paradosso che ciò che viene rappresentato come un dono magnanimo il più delle volte non è altro che un sacrosanto diritto, magari negato fino a quel momento da incapacità, lungaggini, storture se non soprusi e malaffare. Attenzione però: la contropartita non è soltanto quella croce tracciata su di un simbolo piuttosto che su un altro, è molto di più. È la rinuncia a cambiare, è il barattare la possibilità di modificare un sistema incancrenito con le solite promesse trite e ritrite, destinate per lo più a non essere neppure mantenute. Le elezioni sono alle porte e i cacciatori di voti sono da tempo sul piede di guerra. Fermarli, in fondo, spetta solo a noi. Se non vogliamo sottostare ancora a questi sistemi. Se non vogliamo fare il gioco dei professionisti dello scambio. Se non vogliamo più farci ingannare dalla schiera degli illusionisti da strapazzo.

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Parliamone

Una nuova economia giuliese P

arlare di economia locale in un’epoca di globalizzazione e nel pieno di una gravissima crisi nazionale ed internazionale può sembrare a prima vista velleitario. Riflettendo intorno al nuovo programma di governo per la città è emerso invece che proprio in una crisi come quella che stiamo vivendo può esserci un ruolo decisivo per il Comune per tentare di fronteggiare in ambito locale l’impoverimento della popolazione e la crescente disoccupazione. Il Comune ovviamente, per far quadrare il bilancio non può assumere tutti i disoccupati (anche se quei pochi che può assumere dovrebbe farlo secondo criteri meritocratici concedendo a tutti gli aspiranti ad un posto di lavoro pari opportunità e non con meccanismi clientelari). Il Comune, però, può creare le condizioni favorevoli per rivitalizzare e consolidare le attività economiche sul proprio territorio. Innanzitutto partendo dalla consapevolezza che l’economia va ripensata nel senso della sostenibilità: parlare genericamente di crescita come continuamente sentiamo dire da economisti e politici da anni (senza che poi puntualmente accada niente in quella direzione) non ha più senso. Le attività economiche che possono avere delle chance per il futuro (aumentando l’occupazione ed il reddito pro capite) sono quelle che corrispondono ai bisogni veri del nostro tempo, che rispettano l’ambiente, in grado di durare nel corso del tempo perché sostenibili. Chiariremo meglio questi concetti parlando dei vari settori. Il Comune poi può svolgere un ruolo di

guida, di coordinamento e di supporto nella ricerca degli incentivi e delle risorse: con i suoi amministratori deve saper stare al fianco delle imprese, degli operatori economici, dei lavoratori e con loro saper promuovere un territorio. Il nostro territorio e la nostra città hanno caratteristiche naturali e strutturali (quelle create dai suoi abitanti nel corso della storia passata e recente) che da una parte definiscono le nostre vocazioni in campo economico e dall’altra sono una buona base di partenza per una ripresa di tipo sostenibile. Parliamo di: mare, spiaggia, campagna, paesaggio, centro storico, impianto urbanistico, porto, zona artigianale-industriale, rete commerciale, strutture ricettive, servizi pubblici e privati (ospedale, Piccola Opera Charitas, INPS etc.) Giulianova ha un’economia che nel corso del tempo, seguendo le proprie vocazioni, si è configurata come multisettoriale (agricoltura, pesca, turismo, commercio, artigianato, piccola industria, servizi). Questa diversificazione l’ha tutelata a lungo rispetto ad altre realtà che hanno puntato solo su un settore ( e per questo avviatesi al declino ben pri-

ma dell’inizio dell’attuale crisi). Ora però le dimensioni della crisi epocale in cui siamo anche noi immersi sta creando sofferenza, e sempre più, in tutti i settori provocando una grave disoccupazione in cui quella giovanile ha raggiunto dimensioni allarmanti. Ovviamente ci sarebbero molte cose che andrebbero fatte ad altri e più alti livelli; noi qui ci possiamo occupare dei fattori locali e del ruolo che può svolgere il Comune. Riteniamo che una prima scelta lungimirante sia quella di assecondare e sostenere, con scelte amministrative adeguate, la multisettorialità dell’economia giuliese. Poi il Comune, per dare un serio e fattivo contributo alle attività economiche e all’aumento dell’occupazione, dovrebbe: • accentuare l’attenzione alle vocazioni del nostro territorio magari esaltandole; • utilizzare in maniera razionale il bilancio comunale: praticando sul fronte delle entrate scelte più eque (pagare tutti per pagare meno: occorre ridurre la tassazione locale sulle attività economiche a partire da IMU e TARSU)) e su quello della spesa una riduzione delle spese inutili e dello sperpero del denaro pubblico (a partite della esosa posta per la gestione dei rifiuti che divora circa un quarto della spesa complessiva!) • intercettare risorse esterne e convogliarle sul proprio territorio; • dare impulso ai diversi settori economici nel senso della sostenibilità; • svolgere una funzione di raccordo tra Regione, Ministeri nazionali ed UE da una parte e associazioni di categoria, imprese e opera-


di Franco Arboretti Il Comune può svolgere un ruolo decisivo per sostenere l’economia locale e far crescere l’occupazione tori economici dall’altra; • offrire un terreno di confronto e coordinamento ai diversi settori economici locali aiutandoli anche a dialogare tra di loro. Inoltre nei diversi settori economici l’amministrazione dovrebbe operare per orientarli verso la sostenibilità: 1. AGRICOLTURA: Secondo Carlo Petrini (fondatore di Slow Food e di Terra Madre) il settore primario dell’economia con l’impostazione del km zero e dell’agricoltura ecologica potrebbe dare tanta nuova e durevole occupazione insieme ad alimenti sani e buoni, indispensabili per la salute. Ci sono ormai tante esperienze che lo confermano come: “Umbria grida Terra”,“l’Agrivillaggio”in Emilia, la “cooperativa Alvaia a Bologna. Il Comune, collegandosi anche con le associazioni di categoria, potrebbe incoraggiare la creazione di imprese agricole (attività autonome o in forma cooperativa) ispirate all’idea del km zero (produttori locali-consumatori locali) nella campagna giuliese individuando risorse e incentivi. Importanti fattori sinergici sarebbero anche scelte quali: la tutela della campagna dalla cementificazione, la ristrutturazione e la riapertura del piano terra del Mercato Coperto di piazza Dalla Chiesa con destinazione alla vendita dei prodotti agricoli locali. Da questa produzione può nascere la commercializzazione di prodotti agricoli biologici e a chilometri zero con i quali rifornire le mense scolastiche e ospedaliere, organizzare i mercati degli agricoltori (a partire dalla riapertura del piano terra del Mercato Coperto), rifornire la rete locale dei negozi al

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su www.ilcittadinogovernante.it il filmato dell’incontro

dettaglio. Le implicazioni positive in termini occupazionali e di alimentazione sana sono di tutta evidenza. 2. TURISMO: La moderna concezione del turismo sostenibile è l’unica che può far reggere la competitività. Come? Puntando sulla qualità ambientale e paesaggistica, sul mare pulito, sulle spiagge non deturpate, sulla mobilità sostenibile, sul verde, sulla pulizia e sul decoro, sulla vivibilità della città, su eventi di qualità di livello nazionale nella cultura e nello sport in grado di stimolare il turismo culturale e sportivo. Ampliando la gamma delle tipologie della ricettività turistica compresi i residence turistici (molto richiesti dalle famiglie con bambini, da non trasformare, quindi, in alloggi da vendere come previsto nella variante al PRG), i Bed &Breakfast e le aree attrezzate per i camperisti. Promovendo il porticciolo turistico, le piste ciclabili, le pedonalizzazioni nelle zone centrali, la rivitalizzazione effettiva del centro storico, le infrastrutture al servizio dell’importante turismo religioso che ha come meta Giulianova Paese. Destinando l’impianto di Tiro a volo alla imprenditoria giovanile in campo agrituristico consentendone la riconversione. Creando un efficace portale della città sotto il profilo turistico e investendo e coordinando la pubblicità per promuovere il turismo cittadino. 3. ARTIGIANATO E PICCOLA INDUSTRIA: Può essere stimolata e favorita la nascita di attività di Economia Verde legati alla bioedilizia (nell’ambito della riqualificazione del

aree urbane degradate), al risparmio energetico, alle energie rinnovabili, al riciclaggio dei rifiuti (nell’ambito della strategia Rifiuti zero), alla trasformazione dei prodotti agricoli ed ittici. La zona artigianale e industriale andrebbe poi risollevata dal degrado in cui versa negli spazi pubblici. 4. COMMERCIO: Andrebbe evitata l’apertura di altri grandi centri commerciali per tutelare la rete del dettaglio locale da stimolare e sostenere affinché i singoli negozi, ben coordinati e promossi, possano costituire delle complete e vantaggiose reti commerciali nei vari luoghi cittadini dove già esiste e vive il tessuto sociale dei residenti, anche sostenendo la nascita di “centri commerciali naturali”. 5. PESCA: Occorrebbe un’attenta analisi delle problematiche esistenti che stanno impoverendo il settore allo scopo di individuare le contromisure necessarie. Esse non potranno prescindere dalla tutela della qualità delle acque marine con l’azione a favore del disinquinamento dei fiumi Tordino. Attenzione particolare andrebbe rivolta al miglioramento delle attività del mercato ittico.

s.r.l.


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Giulianova Storia

Quando i giuliesi cercarono di evitare l’isolamento commerciale di Giovanni Di Giannatale

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n un precedente numero (Giuliaviva, 5/2013) abbiamo narrato la protesta di alcuni cittadini di Giulianova contro il governo borbonico, che non aveva accolto la richiesta di costruzione di una stradi di collegamento tra il paese e la strada “regia” o “consolare” che, iniziata nel 1817 e terminata nel 1827, attraversava la “marina” da San Benedetto del Tronto, nello Stato pontificio, fino a Pescara, nel Regno di Napoli. In verità il Comune di Giulianova (di cui era sindaco facente funzione Filippo Castorani) aveva già protestato formalmente nel 1821, quando la strada era in costruzione, dichiarando, in un vivace esposto inviato al Consiglio provinciale di Teramo, che essa scorreva lontano dal paese in un litorale deserto e acquitrinoso, contravvenendo al principio secondo il quale le strade, essendo mezzi di comunicazione e di relazione, dovevano essere costruite il più possibile vicine ai centri abitati: “L’oggetto per lo quale si costruiscono le strade regie – scrivono i Decurioni di Giulia – dev’essere quello di facilmente transitare da un paese all’altro; di condurre, ove siavi necessità, negli Uf-

fici doganali per adempirvi alle operazioni della finanza e di corrispondere alle facilitazioni de’ commerci e de’ passeggeri”. Contro questo principio aveva operato, secondo i giuliesi, l’ingegnere progettista che, per il tratto dell’Abruzzo Ultra I, era Carlo Forti di Teramo: “Sia impreveggenza, sia qualunque altra cagione, l’architetto (sic) della nuova strada che si costruisce non ha corrisposto in nulla, o malamente a tale principio”. Giulianova, pertanto, era stata condannata al più totale isolamento commerciale, senza tenere in nessun conto la presenza della Dogana di I classe, l’unica esistente tra Martinsicuro e Pescara. Da qui il dissenso dei Decurioni: “S. Benedetto nello Stato pontificio, e Pescara in provincia di Chieti, lontani l’uno dall’altro 36 miglia, sono i due paesi posti agli estremi di questo tratto di strada che in provincia non tocca nessun paese abitato. Eppure Giulia che è nel mezzo di questo tratto, centro del commercio provinciale, ove è stabilita la Dogana di frontiera del Regno, e dove il passeggero troverebbe tutt’i comodi, Giulia che per tutti questi comodi meritava di avere il beneficio della strada, Giulia che avrebbe dovuto essere presa di mira, si è voluta lasciar fuori di strada”. I Decurioni nell’epilogo dell’esposto evidenziarono il grave errore com-

piuto dal progettista, che penalizzava una città nella quale gravitava tutto il traffico commerciale, sia per le mercanzie di importazione che per quelle di esportazione nello Stato pontificio. Per riparare il danno, si chiedeva al Consiglio provinciale di proporre a Re la costruzione di un “braccio” che evitasse l’isolamento al paese, distante dalla “consolare” solo un quarto di miglia. Era indicata al Forti, come luogo adatto all’ipotizzato “braccio”, una collina rocciosa, “copiosamente piantata (sic) da alberi di olivi, che fan fede di una lunga vita ad ogni triviale botanico, olivi che sono vegeti, antichi e nel loro posto, senza che siansi mai mossi”. Queste precisazioni erano esposte come obiezioni alla poca solidità del terreno mosse dal Forti in una relazione tecnica. Il Consiglio provinciale deliberò di accogliere la petizione del Consiglio comunale di Giulianova, la quale però non oltrepassò la soglia dei buoni propositi, se nel 1848 i cittadini giuliesi inscenarono la protesta di cui si è detto in apertura, secando la “consolare” in due punti.


Giulianova Cultura

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Passeggiata nell’arte del Centro Storico di Ludovica Raimondi

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ella parte alta di Giulianova insistono ben cinque Musei Civici, vanto della città per il loro alto valore storico e culturale, che trascende i confini locali. In Piazza della Libertà si possono visitare la Cappella gentilizia De Bartolomei e la Gipsoteca di Raffaello Pagliaccetti, quest’ultima ospitata in una delle stanze della scuola elementare “E. De Amicis”. Nel Torrione “La Rocca”, all’incrocio di Via del Popolo e Via Acquaviva, è sito il Museo Archeologico, dove sono conservati i reperti dell’antico Castrum romano, rinvenuti nella zona del Bivio Bellocchio. In Corso Garibaldi, infine, si incontrano la Casa Museo di Gaetano Braga, violoncellista di grande fama internazionale, e la Pinacoteca, in attesa di riapertura, nello stesso stabile della Biblioteca, dono dell’insigne giuliese Vincenzo Bindi. Il turi-

sta locale o “forestiero” ha modo, dunque, di scoprire la vivacità culturale e artistica della nostra cittadina attraverso un percorso che lo guida dall’antichità fino all’età moderna. Soffermandosi un istante a osservare le opere in gesso della Gipsoteca, ad esempio, il visitatore entra nella Storia del XIX secolo grazie alla maestria di Raffello Pagliaccetti (1838-1900), che ha scolpito i volti e i busti dei protagonisti del panorama culturale, politico e religioso italiano ed europeo a lui contemporaneo. Vi si possono ammirare il busto del Maresciallo Moltke, vincitore della guerra franco-prussiana del 1870, opera con la quale nel 1873 lo scultore vinse la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Vienna; la maestosa statua di Pio IX, pontefice dal 1846 al 1878, con la quale Pagliaccetti partecipò all’Esposizione Universale di Parigi, senza ricevere alcun riconoscimento ufficiale, se non quello “morale” della critica e della stampa italiane e francesi; i due bozzetti del monumento a Vittorio Emanuele II, che svetta in Piazza della Libertà, a ricordare il passaggio

del re a Giulianova il 15 ottobre del 1860 durante il suo viaggio verso Teano. E poi ci sono il busto di Giannina Milli (1825-1888), la poetessa e improvvisatrice teramana, il volto bronzeo del compositore Gioacchino Rossini (1792-1868), amico carissimo di Gaetano Braga, e la statua ad altezza naturale del Duca di Aosta (1845-1890). Tra i lavori in gesso, infine, esemplare è anche la magnifica statua del Sant’Andrea, la cui versione marmorea si trova sulla facciata di Santa Maria in Fiore a Firenze, città che il Pagliaccetti, peraltro, scelse come luogo di dimora e di lavoro. Nella Cappella gentilizia, invece, lo scalpello del nostro artista, su commissione di Gaetano De Bartolomei, ha forgiato il Cenotafio marmoreo alla memoria dello zio Angelo Antonio Cosimo De Bartolomei e i due medaglioni all’ingresso che ritraggono Luigi e Giovanni De Bartolomei, rispettivamente fratello e padre del committente. Qui sono esposte anche alcune opere dello scultore giuliese Alfonso Tentarelli, che il Comune ha avuto in dono dagli eredi.


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Interferenze visive

Lo specchio nell’arte

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ella storia della pittura e del cinema lo specchio è una presenza ricorrente impiegata per creare effetti di vertigine visiva dal forte impatto percettivo e psicologico. Nell’arte figurativa lo specchio, a partire dai fiamminghi, ha svolto una funzione di complicazione prospettica invece che di semplice oggetto di scena. Un esempio di questo utilizzo spiazzante dello specchio si vede nel celebre quadro di Jean van Eyck I coniugi Arnolfini (con lo specchio rotondo sulla parete di fondo che riflette anche l’aldiquà della scena rappresentata). A questo esempio va aggiunto quello costituito dal labirintico Las meninas di Velazquez, un caso spettacolare di meta -pittura in cui il vero oggetto

di Angelo Mascariello

della rappresentazione non è quello che vediamo in primo piano (l’infanta con le damigelle, ma è quello riflesso nello specchio in fondo al salone (il re e la regina). Il surrealismo ha visto nello specchio un oggetto inquietante capace di produrre rovesciamenti di senso, espressione di una logica dell’assurdo, come si vede nel quadro di Magritte La riproduzione vietata (dove un uomo in piedi davanti allo specchio vede riflesso se stesso non frontalmente ma da dietro). Ma, è stato nel cinema che lo specchio, dopo essere stato soltanto riflettente in pittura seppur in maniera spesso destabilizzante, ha acquistato un ruolo psichicamente perturbante nei confronti dello spettatore. Il fenomeno si spiega con il fatto che anche il cinema è uno specchio, ma è uno specchio che riflette non il nostro Io ma il nostro inconscio, come prova storicamente la presenza dello specchio in molti film che esplorano il lato oscuro di noi stessi. Ciò accade a partire dal celebre Dottor Jeckill e Mister Hyde di Mamoulian in cui lo specchio è il luogo deputato per la metamorfosi dell’uomo in mostro, per giungere ad altri titoli successivi dove esso rivela ciò che non si vede in una serie che annovera pellicole famose come Eva contro Eva di Mankiewicz (il finale in cui l’immagine dell’aspirante diva sognante la gloria viene riflessa da uno specchio che si moltiplica in

dieci a significare la follia cui ella va incontro). Riflessi di paura di Aja (dove gli specchi dentro il magazzino abbandonato portano ancora impresse le immagini terrificanti di un atroce evento svoltosi anni prima) e, ultimo in ordine di tempo, La verità nascosta dello spagnolo Baiz (dove uno stesso specchio riflette la storia due volte da due prospettive diverse, quella della vittima e quella del carnefice, fino al finale rovesciamento dei ruoli). Diceva un maestro del cinema animista come Jean Epstein che “l’immagine cinematografica di un uomo non solo è diversa da tutte le sue immagini non cinematografiche, ma diventa continuamente diversa anche da se stessa”. Il cinema mette in dubbio l’unità stessa e la permanenza dell’Io, dunque gli specchi al cinema - inclinati o raddoppiati o infranti- non rifletteranno i vampiri ma riflettono molto bene il vampiro che è in noi.


Dove Cosa Quando Prime visioni

di Stefania Sacchini

Noah Noah, nipote del biblico Methuselah, dopo essere stato scelto da Dio per un compito grandioso, è perseguitato dalle continue visioni di un apocalittico diluvio. Per questo motivo, decide di far modo da garantire la sopravvivenza della sua famiglia ed inizia la costruzione di una gigantesca arca. Il film Noah è diretto Darren Aronofsky ed interpretato da Russell Crowe, Jennifer Connelly, Anthony Hopkins, Emma Watson, Ray Winstone, Logan Lerman, Douglas Booth, Leo McHugh Carroll, Dakota Goyo, Kevin Durand, Marton Csokas, Gavin Casalegno. In programmazione dal 10 aprile.

Concerti mostre ed eventi Il circolo “Il Nome della Rosa”

CASAFORTE

Domenica 6 aprile ore 21,45

CINEMA: “IL SOSPETTO”, Thomas VINTERBERG - 2012 A cura di: Andrea STAZI

Giovedì 10 aprile ore 21,30

VERNISSAGE - “UNA PORTA, UNA FINESTRA, DUE MURA” Incontro con: Cristian PALMIERI - a cura di: Manuela VALLERIANI

Venerdì 11 aprile ore 21,30

RACCONTI - “FUSA E PAROLE” Tra umanità e gatti - Incontro con: Lucilio SANTONI A cura di: Roberto CRICCA

Sabato 12 aprile ore 21,30

MUSICA LIVE - “TONY ACOUSTIC GUITAR SOLO” Tony DI GABRIELE – Acoustic guitar

Sabato 19 aprile ore 21,30

CASAFORTE è l’evento di ar te contemporanea nel centro storico del Comune di Giulianova. Lo spazio espositivo è stato realizzato dall’Impresa Michele Di ferdinando con il recupero di un edificiostorico in via del popolo. Uno spazio che diventa punto d’incontro e di riflessione sull’ar te come dimensione quotidiana dell’abitare per coniugare l’esperienza del co struire ed il valore dell’ar te condivisa. L’esposizione comprende opere di Marco Puca, Davide Barca, Gabriele Gerini, Petra Lange. Con il suo suggestivo richiamo ad una tipologia abitativa medievale, CASAFORTE rappresenta un luogo aper to verso la cittàma anche appartato dove condividere l’espressione dell’ar te e del sentire contemporaneo. Dal 17 aprile al 1 maggio 2014.

IL TEATRO DEL TESTIMONE, ovvero: DIVAGAZIONI SENZIENTI PER ATTORE SOLISTA “DI QUESTO”, da W. MAJAKOVSKJI Monologo a cura di: Vincenzo DI BONAVENTURA

Religioso. Domenica 6 aprile 2014 Ritrovo/Partenza: Madonna Faro Molo Sud - Faroparcheggio Molo Nord - Lungomare Santuario Monumentale - Caprice - Piazza Willermin -dello Percorso: Lungomare Ovest - Kursaal - Porto - Pois (Km. 5) Splendore, ore 9.30 RELIGIOSO Percorso: santuario, centro storico, belvedere, scalette Santuario - Centro Storico - Belvedere Nord - Mercato - Via Nievo - Via Parinivia nord, mercato coperto, via- Scalette Nievo, via coperto Parini, Scavi, Percorso: Scavi - Via Crucis - Splendore (Km. 3,5) Crucis, Splendore. Km. 3,5 FRAZIONI Frazioni. Domenica 13 aprile 2014 Colleranesco: Piazza S.Giuseppe - Via del Canale - Via Iaconi, Via Filetto - Mulinetto - Lago Percorso: Ritrovo/Partenza: Colleranesco ore 9,30. Paradise - Podere Marcantò - Via Campocelletti - Piazza S.Giuseppe (Km. 7) Percorso: Colleranesco-pzza s. Giuseppe, via del canale, BEL... VEDERE via Iaconi, via Filetto, Mulinetto, lago paradise, Podere Splendore - Corso Garibaldi - Istituto Alberghiero - Via Falgioni - Ritorno in Via Gramsci Percorso: Marcantò, via(Km. Campocelletti, piazza s. Giuseppe Splendore 6) LIDO

Data

Domenica, 23/03/14

Ritrovo e Partenza:

Pois, Ore 09.30

Data

Domenica, 06/04/14

Ritrovo e Partenza:

Parcheggio Santuario Madonna dello Splendore, Ore 09.30

Data

Domenica, 13/04/14

Ritrovo e Partenza:

Colleranesco, Ore 09.30

Data

Domenica, 04/05/14

Ritrovo e Partenza:

Parcheggio dello Spendore, Ore 09.30

Data

Domenica, 18/05/14

Ritrovo e Partenza:

Percorso:

Belvedere - Bivio Maggi - Chiesetta S. Anna - Fonte Galliano - Frantoio Core - Belvedere (Km. 4,5)

Data

Domenica, 08/06/14

Percorso:

Azienda Di Giovanpietro - Convento SS. Sette Fratelli Mosciano - Villa Clesia - Ex campo tiro a volo (Km. 3,5)

PERCORSO DI S. ANNA Belvedere di Montone, Ore 09.30

CAMPESTRE Ritrovo e Partenza:

Azienda Agricola Di Giovanpietro, Ore 09.30

PER INFORMAZIONI: 329.2776644 - 348.7064230 oppure email giulianova@italianostra.org

GiuliaViva anno IV n.7

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Tom Waits Titolo: Il fantasma del sabato sera Curatore: Paul Maher jr. Traduzione: Claudia Durastanti Casa editrice: Minimum Fax, 409 pagg, 16 € “Tom Waits è un grande performer, un mago, una guida spirituale.” (Neil Young) Tom Waits è un artista capace di fondere in una personale e raffinatissima idea di songwriting suggestioni poetiche e musicali molto distanti: la letteratura beat e il vaudeville, il folk e il blues, il jazz e la musica industriale. Con la sua voce rauca e cavernosa sa interpretare struggenti ballate d’amore e spericolati arrangiamenti rumoristi, raccontando con il candore di un Bukowski l’America dei desperados e degli ubriaconi del sabato sera, delle highway e delle tavole calde. Ma nei suoi testi, come nella sua inimitabile presenza scenica, scorre sempre anche una vena comica, quasi clownesca, che attinge a piene mani al nonsense, al surreale, al gioco di parole. Questa selezione di interviste ripercorre la lunga carriera del musicista californiano, svelandone passioni, idiosincrasie, fonti di ispirazione, collaborazioni extra-musicali (celebri i suoi cameo come attore in film di culto quali America oggi di Robert Altman, Daunbailò e Coffee & Cigarettes di Jim Jarmusch, The Fisher King di Terry Gilliam), restituendoci quella miscela di umorismo, visionarietà e disincanto così inconfondibilmente (e irresistibilmente) waitsiana.

Pubblica utilità Farmacie di turno 5/6 aprile Farmacia Ielo 7/13 aprile Farmacia Del Leone 14/20 aprile Farmacia Comunale Guardia Medica festiva e di urgenza Tel.: 085.8020362 Ospedale Civile Via Gramsci 085.80201 Pronto Soccorso 085.8020238 085.8020366 118 085.8020442 / 085.8020373 Croce Rossa Via Simoncini, 41/A 085.8007733 Consultorio Familiare Via Ospizio Marino 085.8020816 Polizia Veterinaria Pronto Intervento 085.8020818 (08.00-20.00)


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GiuliaViva anno IV n.7

Primo e Secondo

Una Pizza “fuori porta”

F

inalmente è tornata la primavera, la voglia di stare all’aria aperta e di mangiare fuori. Finalmente è tornata la stagione dello “street food” o cibo da strada! Avevo sentito parlare di questo fenomeno attraverso i media, ma la mia curiosità è aumentata quando ho scoperto che addirittura “il gambero rosso” ha dedicato a questo evento anche una guida. Lo street food altro non è che il cibo di strada, il cibo preparato per un consumo immediato, informale e soprattutto, di questi tempi, anche economico. E lo “street food” italiano non poteva non essere eccellente e variegato, proprio come la nostra tradizione gastronomica, coinvolgente, fantasioso e, a volte, può essere di esempio per grandi Cuochi che poi personalizzano e trasformano in piatti gourmet. Il grande Gualtiero Marchesi dice che il “cibo da strada è la storia di un paese”. I maccheroni e la pizza, simboli della cucina Italiana,

di Biagio Saccomandi

sono nati sulla strada. Ma ci sono anche molti altri piatti che testimoniano questo fenomeno: le piadine romagnole, le arancine della Sicilia, la porchetta di Ariccia, i vari panini farciti con le trippe, le tigelle nell’Emilia, le varie sfaccettature a Roma e dintorni del “quinto quarto”, cioè tutto quello che rimane della vitella e dell’agnello (trippe, fegatini, corate, ecc..) e che servivano per la preparazione di tanti piatti tipici della cucina povera. Da noi, in Abruzzo, come in tante altre regioni, la pizza la fa da padrona, ma non mancano piatti tipici da poter consumare “sulla strada” come gli arrosticini di pecora, la stessa porchetta preparata nel chietino e dalle parti di Campli (dove addirittura fanno una sorta di gara), il pesce fritto che trova nelle moltissime sagre estive la sua massima espressione e, per finire con il dolce, ovviamente, non possiamo dimenticare le ferratelle (dette anche neole) che troveremo senz’altro nei tantissimi forni artigianali sparsi in tutti i borghi e paesini dell’entroterra abruzzese. Io però vorrei proporvi uno “street food” diverso dal solito per il giorno della Pasquetta, giorno di solito dedicato alla gita fuori porta (la scampagnata); prepareremo una focaccia, come sempre con una farina non con-

venzionale, infatti questa volta useremo farina di farro di tipo biologico. Buona Pasqua a tutti e soprattutto buona Pizza fuori porta!!!!

Ingredienti: Per il lievitino: 200 grammi di farina di tipo 0, acqua 100 grammi, lievito di birra compresso 5/7 grammi. Per l’impasto finale: farina di farro spelta bio 1kg, acqua circa 700 grammi, 20 grammi di sale e 20 grammi di olio di oliva. Prepariamo un piccolo impasto iniziale (lievitino) e, una volta formato il panetto, lo mettiamo in un contenitore capiente con dell’acqua abbondante a 25-27 gradi. Appena messa nel recipiente, la pallina andrà a fondo ma, dopo circa 10/15 minuti, quando il lievitino sarà pronto, tornerà a galla e, quindi, lo uniremo insieme agli altri ingredienti e formeremo delle pagnottelle secondo la grandezza della teglia. Facciamo riposare 4/5 ore, o aspettiamo almeno il raddoppio della pasta, e lo stendiamo nella teglia unta facendo fare ancora un’altra lievitazione (30 minuti) e mettiamo in forno caldo a 200 gradi per circa mezz’ora. Per la farcitura: carne macinata mista, cucinata in padella con un filo di olio e sale, insalata mista, pomodoro a fette e fontina; tagliamo la focaccia con dei tagliapasta tondi e farciamo tipo hamburger; per chi volesse invece mantenere la tradizione, consiglio invece di farcire le focaccine con le nostre mazzarelle e delle fettine di uova sode.


A tutto sport

GiuliaViva anno IV n.7

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Giulianova calcio, ancora sconfitta in trasferta

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ambia l’allenatore ma non il risultato. Così il Giulianova colleziona l’ennesima sconfitta fuori casa, stavolta a Scoppito contro l’Amiternina. La squadra aquilana era sicuramente più “affamata” di vittoria in quanto ancora in lotta per non retrocedere

ed i giallorossi erano falcidiati da infortuni e squalifiche (mancavano: Del Grosso, Sorrentino, Broso e Stornelli). Forse questi i motivi della sconfitta, di sicuro non si è visto quel cambio di passo necessario per pensare ai playoff. Anche perché se la distanza tra la seconda e la quinta in classifica è maggiore di 10 punti, i playoff non avranno luogo. A dirla tutta, l’approdo a questa fase non porta a nessuna possibilità di accedere alla serie superiore, ma è solo un traguardo che comunque

di Daniele Adriani

può dare visibilità sia agli sforzi societari che ai giocatori che disputano tali partite. Domenica prossima contro l’Ancona, nuova possibilità di riscatto, cercando di conservare l’imbattibilità casalinga e magari fare lo sgambetto al team marchigiano, che ormai è ad un passo dalla Lega Pro. La società ha deciso di istituire la giornata giallorossa quindi non saranno validi gli abbonamenti e si pagherà l’ingresso pieno ai vari settori.

“A tutto sport” intervista a Mattucci e Monticciolo di Daniele Adriani

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el consueto appuntamento del giovedì sulla piattaforma webtv. giuliaviva.it, abbiamo avuto come ospiti il presidente del Giulianova calcio Adriano Mattucci e l’allenatore Alessandro Monticciolo. Dopo aver ricordato insieme l’importante figura di padre Fernando, sono stati affrontati diversi temi. Presidente, qual è l’obiettivo stagionale del Giulianova? A. Ma: Il Giulianova è stato costruito per stare ai vertici della classifica, con elementi importanti, poi con un mercato invernale in cui i partenti sono stati sostituiti da altrettanti capaci calciatori.

Quindi l’obiettivo non può che essere il raggiungimento dei playoff. Mister Monticciolo, quali obiettivi ha lei? A. Mo: Io mi gioco la riconferma per il prossimo campionato, quindi devo cercare di ottenere i risultati in queste poche giornate a disposizione. Io credo in questa quadra e nella possibilità dei playoff. Progetti per il prossimo anno? Ci sarà continuità societaria e tecnica? A. Ma: Intanto il rafforzamento della base societaria e poi, per la parte tecnica, sono tutti sotto esame… Chi vorrà rimanere dovrà sudarsela sul campo, a fine campionato faremo il punto della situazione e decideremo. Quali sono gli aspetti da migliorare? A. Ma: Innanzitutto le strutture poiché la mancanza dei campi di allenamento è ormai nota; in più alcune promesse come la sistemazione del Fadini (curva Est e distinti) che non è stata portata a termine,

tanto che con l’Ancona ci sarà il problema dell’accoglienza dei tifosi ospiti. Poi sentiamo la lontananza delle istituzioni, anche la semplice presenza allo stadio è quasi inesistente; come si può essere vicini se neanche si viene a vedere le partite? Anche la presenza dei tifosi allo stadio è ridotta al minimo, cosa si può fare per far tornare l’entusiasmo? A. Mo: Da parte della squadra, io spingerò perché si avverta la voglia di vincere ed il mio “credo” è quello del gioco aggressivo, penso che ai giuliesi possa piacere. A. Ma: La società da luglio dell’anno scorso, quando grazie alla presenza di alcune persone è stata possibile l’iscrizione, ha lavorato sempre per ottenere il massimo. Noi sappiamo che il lavoro è lungo e forse bisogna ripartire dal settore giovanile, sia perché è doveroso dal punto di vista economico, sia perché la città deve risentire propria la squadra, cosa che oggi probabilmente non avverte più.


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Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Pulizie di primavera

Buongiorno, abito in via Gobelli a Giulianova Paese, vi allego una foto scattata da me recentemente, inerente la spazzatrice che pulisce la strada in prima mattinata, che vi prego cortesemente di pubblicare. Occorre evidenziare che queste pulizie si verificano puntualmente sotto le elezioni, poi finite le stesse ci si rivede tra cinque anni. A. G.

Ditelo@GiuliaViva.it Si prega cortesemente i nostri gentili lettori di contenere in termini di spazio i loro contributi, al fine di garantire una più ampia partecipazione ed evitare spiacevoli tagli.

Uscita pericolosa Gentile redazione, volevo segnalare quanto accade quotidianamente all’uscita degli alunni dalla scuola elementare “G.Braga”, dove esiste una pericolosa convivenza fra automobilisti/genitori (spesso incivili) e bambini. In quell’orario, infatti, le vie di accesso, via Re di Puglia e via Gradisca, non sono transennate e sono regolarmente aperte al traffico, senza essere presidiate da nessun vigile urbano, come saltuariamente avveniva in passato. Non vi dico poi cosa accade quando piove e molti genitori entrano nel panico in una giornata come quella

odierna con le automobili parcheggiate al limite della decenza, a ridosso del cancello principale della scuola, rendendo difficoltoso il transito pedonale di genitori armati di ombrello e di tanta pazienza. Potrà sembrare banale il problema, ma è persistente: tutti i giorni ci si trova a “combattere” con genitori/automobilisti maleducati e situazioni pericolose in cui, se non si sta abbastanza attenti, si rischia di essere investiti o più banalmente “urtati” da auto che escono da parcheggi improbabili. E-mail firmata

Oleandri secchi Vorrei segnalare al Consiglio di Quartiere dell’Annunziata e al Sindaco che tutti gli oleandri (diverse decine) piantati un anno fa sul lungomare sud e nella via che costeggia il parco dell’Annunziata, sono secchi e senza segni di vita. Forse qualcuno ha sbagliato nella famosa cura del verde e purtroppo a pagare siamo sempre noi. L. M.

Il palinsesto di GiuliaViva Webtv si arrichisce. Mercoledì 9 aprile alle 21.15 sul canale web dell’associazione editoriale “Giulianova Media e Communications” andrà in onda la prima puntata di “Fatti in primo piano”, contenitore settimanale di attualità cittadina. Il primo ap-

puntamento sarà interamente dedicato alle elezioni amministrative del prossimo 25 maggio, con ospiti in studio e la possibilità per gli spettatori di intervenire in diretta, inviando sms al numero che verrà proposto in sovrimpressione.


Ciao, piccinino! di Piergiorgio Stacchiotti

Martedì 25 marzo, in un affollatissimo Santuario della Madonna dello Splendore, un fiume di persone è accorso per dare l’ultimo saluto ad un uomo che Giulianova ricorderà senza dubbio come una delle figure più amate degli ultimi tempi: Padre Fernando Tribuiani. Padre Fernando è venuto a mancare nella notte tra domenica 23 e lunedì 24 marzo per un arresto cardiaco nell’Istituto “San Francesco d’Assisi” di Vasto, dove si trovava ormai da qualche mese per sottoporsi ad un processo riabilitativo in seguito ad un intervento chirurgico agli arti inferiori che la malattia da cui era afflitto da tempo, il diabete, stava mano a mano consumando. Non riusciva, però, a consumare la sua grandissima forza di volontà, la sua voglia di tornare tra la gente, dove era sempre stato: ragazzi, poveri, malati, anziani, Padre Fernando era amico di tutti e a tutti sapeva strappare un sorriso, sapeva trasmettere allegria semplicemente col suo viso, sempre sorridente nonostante le mille difficoltà che la malattia gli recava. Appassionato come pochi per il pallone, Padre Fernando era il padre spirituale del suo amato Giulianova Calcio, che non ha mai smesso di seguire neanche dal letto di ospedale. “In questo momento gioco in difesa, ma tornerò eh!”, diceva. Un ritorno che non è stato quello che tutti speravamo, ma ora vogliamo ricordarlo così, nella sua semplicità, nella sua bontà, nel suo altruismo, che vogliamo esprimere con una sua solita frase, perché, in fondo, Padre Fernando è come se non se ne fosse mai andato: ciao, piccinino!

Marcatura a uomo per il Campo Castrum Caro Sindaco, sono trascorsi molti mesi dall’approvazione della ristrutturazione del “Campo Castrum”. Il suo mandato elettorale volge al termine e la città non sa a che punto si trova la “pratica Castrum”. In quest’ultimo scorcio di legislatura intensificherò la mia marcatura a uomo nei Suoi confronti e rassicuro tutti gli amanti dello sport e in particolare quelli del calcio che continuerò a farlo anche con chi sarà chiamato prossimamente ad amministrare questa nostra bella ed amata città. Giancarlo De Falco


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GiuliaViva anno IV n.7 del 5 aprile  

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