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Anno II numero 15 del 28 luglio 2012

GiuliaViva è anche on-line su www.giuliaviva.it

Quindicinale d’informazione giuliese

distribuzione gratuita - tiratura 2500 copie

copia grat uita

FUORI IL FORUM ! Inviata al presidente del Forum delle Associazioni una minacciosa missiva con perentoria richiesta di restituzione delle chiavi della sede del coordinamento delle associazioni di volontariato. articolo a pag. 4


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Istantanee giuliesi Indietro tutta

“Calici e musica” senza mercatino. Con un rapido dietrofront l’Amministrazione ha infatti revocato i permessi precedentemente rilasciati ai venditori: troppe e “fuori dal contesto” le bancarelle di prodotti artigianali ed indumenti. Protestano gli ambulanti sfrattati, mentre l’assessore Forcellese, per sua dichiarazione, è alla ricerca di una soluzione al problema. La migliore sarebbe senz’altro quella di evitare di crearli, i problemi.

Londra giallorossa

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Piazza, bella piazza: anno quarto Andrà in scena sabato 25 agosto, nella consueta cornice di piazza Dalla Chiesa, la IVa Edizione di “Piazza, bella piazza”, appuntamento di musica e cultura varia organizzato dall’associazione “Il Cittadino Governante”. Dalle 18 alle 24 si esibiranno, sul palco sotto la collina, otto bands musicali di Giulianova e dintorni, che spazieranno dal rock al folk, dall’indie al pop. Sul prossimo numero di GiuliaViva un’ampio servizio di presentazione dell’evento.

Commissario al Cirsu a questo punto l’ultima spiaggia per rilanciare un Consorzio trascinato sull’orlo del fallimento.

La Finanza in Comune

Uno spicchio di Giulianova in terra britannica. Galliano Marchionni, playmaker della nazionale italiana di basket in carrozzina, parteciperà alla XVIa edizione dei Giochi Paralimpici Estivi, in programma a Londra dal 29 agosto al 9 settembre prossimi. La partecipazione ai giochi giunge per l’atleta giuliese a coronamento di una carriera che lo ha finora visto per due volte campione d’Europa con la maglia azzurra ed altrettante con quella della Caripe LAS Amicacci Giulianova.

La gestione del Cirsu finisce in mano ad un commissario ad acta, appositamente nominato dall’assessorato regionale per riattivare il polo tecnologico di Grasciano. Essa era stata sollecitata invano, a più riprese, dal gruppo consiliare de “Il Cittadino Governante per cambiare”, per porre fine ad una situazione paradossale che vede aumentare i costi per gli utenti pur in presenza di una maggiore raccolta differenziata. La nomina del commissario rappresenta

Visita dei militari della Guardia di Finanza in Municipio. I militari delle Fiamme Gialle hanno eseguito controlli sulla documentazione relativa alle fatture emesse dal Cirsu nei confronti del Comune di Giulianova. Si ipotizzerebbe che alcuni dei documenti contabili emessi dal consorzio non siano stati protocollati né registrati, finendo dunque per non essere conteggiati nel bilancio dell’Ente. Se così fosse, rischierebbe di venir meno il rispetto del patto di stabilità, con conseguenze disastrose per l’assetto finanziario comunale.


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Fatti ...

E un altro forum è andato...

Seguendo la sorte del suo omologo “giovanile” e accompagnato dal più assordante silenzio di Amministrazione, coalizioni di centro-destra-sinistra, organi di informazione e abituali paladini del nulla il “Forum delle associazioni” ha improvvisamente e, temiamo, definitivamente chiuso i battenti. Al culmine di una vicenda a dir poco grottesca l’assemblea si è ritrovata infatti non solo sfrattata dalla “storica” sede di corso Garibaldi e priva di una qualunque sistemazione alternativa, ma anche oggetto di una istanza legale che paventa perfino possibili strascichi giudiziari. Lo sconcertante susseguirsi di eventi si avvia nel gennaio di quest’anno, allorquando il Comune di Giulianova disdice il contratto di affitto in essere con il proprietario dei locali in uso al Forum. La comunicazione ai re-

sponsabili di quest’ultimo non è però altrettanto tempestiva, se è vero che il Forum apprende della disdetta solamente nello scorso mese di giugno. Con la struttura ancora operativa (nessuno ne ha mai formalizzato la sospensione dell’attività né tanto meno la chiusura), i responsabili avanzano dunque la richiesta di una sede alternativa in cui trasferire i materiali e continuare a svolgere le funzioni associative. Ma senza che nulla lo lasci presagire, in luogo dell’attesa risposta viene recapitata, a firma di un legale incaricato dall’Ambito Sociale Tordino (subentrato al Comune nella detenzione dei locali in uso al Forum), una diffida formale a consegnare entro tre giorni le chiavi della ormai ex sede, ipotizzando anche possibili richieste di risarcimento per eventuali danni. Uno sfratto in piena regola, dunque, “eseguito” con particolare ruvidezza e rigidità, che depone una pietra tombale sulla sopravvivenza stessa del Forum. Fatto ancora più sconcertante, se si considera che non più di

di Paolo Innocenti qualche giorno or sono una maggioranza in crisi di coerenza ipotizzava, in sede di modifica dello statuto comunale, la costituzione di una forma di coordinamento delle associazioni: quasi che il Forum fosse qualcosa di diverso! E senza scordare che, non più tardi dell’autunno scorso, un’ Amministrazione votata “al rilancio ed alla valorizzazione del Centro Storico attraverso l’azione e le attività dell’Associazionismo” concedeva in uso all’associazione culturale “Il Torrione” alcuni locali di Viale dello Splendore di cui il Comune è affittuario. Se dunque la vicenda ha posto l’accento, una volta di più, sulla sostanziale inutilità dell’Ambito Sociale, ha finito col dimostrare anche il totale disinteresse di un’ Amministrazione comunale che, a parole, professa invece la propria attenzione per il volontariato in generale. Con un po’ più di attenzione e di sensibilità da parte di entrambi gli enti le legittime istanze della proprietà dei locali avrebbero potuto trovare soddisfazione senza necessità di tramiti legali, e le associazioni avere ancora un luogo di incontro, confronto ed organizzazione. Del resto, come per il “Forum giovanile” prima, così per quello delle associazioni ora, il sostegno del Palazzo sembra avere da tempo imboccato la china del disinteresse e dell’abbandono. Forse in attesa di essere rispolverato in prossimità della prossima campagna elettorale.


... in primo piano Voglia di normalità

Epocale, innovativo, straordinario, fuori dal comune, unico, senza precedenti. Sono solo alcuni degli aggettivi che accompagnano, in un’abbuffata di attributi iperbolici qualunque iniziativa, delibera, o semplice manifestazione di pensiero dell’ Amministrazione comunale. Non siamo più di fronte alla “comunicazione istituzionale”, ma alla vera e propria epopea, agli stereotipi dei miti dell’antichità: costretto a scontrarsi contro schiere di oppositori miopi e conservatori, un manipolo di amministratori lungimiranti e talentuosi, è comunque capace, contro tutto e contro tutti, di caricarsi in spalla una città altrimenti immobile. A leggere questi fulgidi esempi di propaganda istituzionale (troppo spesso supinamente ripresi se non

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di Paolo Innocenti

amplificati quantomeno da una parte degli organi dell’informazione “ufficiale”) l’immagine di Giulianova risulta quella di un’isola felice, proiettata ai vertici delle classifiche nazionali della virtù, tanto evoluta ed efficiente da divenire un esempio ben al di fuori della realtà locale. Poi ci si guarda intorno, si sgrana il rosario dei consueti problemi irrisolti, del territorio maltrattato, del denaro pubblico gestito con allegria, degli interventi annunciati e mai realizzati e ci si accorge che qualcosa non torna, che quanto dipinto dal bombardamento a tappeto dei comunicati autocelebrativi non trova riscontro alcuno nelle cose di tutti i giorni. Delle due l’una: o la realtà quotidiana cambia aspetto se la si osserva dalle stanze del palazzo oppure questa realtà esiste solo nella fantasia dei nostri amministratori e nella cassa di risonanza dell’informazione allineata. A dire il vero, qualcosa di straordina-

rio gli inquilini del municipio sono riusciti effettivamente a realizzare: una maggioranza, questa sì realmente unica in Italia, che vede sostenersi reciprocamente due generazioni di sindaci (e rispettivi vice) una volta accampati sulle sponde opposte del fiume ed ora “ingredienti” dello stesso minestrone politico. Una straordinarietà della quale Giulianova avrebbe fatto volentieri a meno. Ed allora, quella che nasce, cresce e si diffonde è la voglia di semplicità, di Amministrazione efficace e silenziosa, di una politica capace di abbandonare l’autoesaltazione ed affrontare i numerosi problemi quotidiani con la forza della competenza e con l’umiltà di chi persegue l’interesse comune. Ci basterebbe questo: qualcuno che governi con meno comunicati stampa e più trasparenza, con meno presunta straordinarietà, ma con la dedizione di chi si pone concretamente al servizio del bene comune. Ci basterebbe vedere una città protagonista delle scelte che la riguardano, piuttosto che vittima di un bombardamento mediatico che tenta di trasformare in eccezionale anche ciò che è risibile e molte volte fuori da ogni logica. Ci basterebbe, in una parola, qualcosa di “normale”: difficilmente lo vedremo prima della fine di questa consiliatura.


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Voci

Gli abitanti del quartiere Annunziata avranno veramente di che rallegrarsi? di Antimo Battistoni Il completamento del Contratto di Quartiere - per cui è stata chiesta la fuoruscita dalla riserva naturale del Borsacchio - comporterà altro cemento in mezzo al verde (circa 25 appartamenti) e, molto probabilmente, rumore a due passi dalle abitazioni. Soffermiamoci sull’impianto di cogenerazione e teleriscaldamento previsto. Partiamo dagli aspetti urbanisticoarchitettonici: il manufatto con una dimensione di m. 18x10 di base per un altezza di m 3,80 rappresenta un volume con un impatto visuale non proprio trascurabile e andrà a posizionarsi nella porzione più ad ovest del parco dell’Annunziata, di fronte alle unifamiliari. Questa centrale sorgerà vicino alle abitazioni per cui occorre domandarsi se ci sarà inquinamento acustico. Il livello del rumore quale sarà? Certo che sarebbe una ben strana riqualificazione quella che oltre ad altro cemento dovesse aggiungere anche rumore nella 167. Passiamo, ora, agli aspetti tecnico-economici. Nella relazione tecnica si dice che l’intervento farà conseguire una serie di importanti obiettivi. Nell’esaminarli qualche domanda sorge spontanea. Si parla di: Efficienza degli impianti: dove sono, però, le tabelle di raffronto del consumo, prima e dopo, delle abitazioni ? Minor costo degli impianti termici delle unità abitative, da realizzare ex novo o da adeguare: quindi c’è un costo per adeguare gli impianti negli appartamenti.

Chi paga? Possibilità di utilizzare tutte le fonti d’energia che nel tempo si riterranno più economiche: come? Cambiando generatore? Chi paga? I costi andranno sulla bolletta? Necessiteranno, in questo caso, nuovi adeguamenti agli impianti domestici. Chi paga? Miglioramento dei rendimenti delle apparecchiature di produzione del calore; minore consumo dei combustibili con risparmio sui consumi pari ad un 20 % circa: chi si avvantaggia di questo ipotetico risparmio? L’utente o il gestore? Autofinanziamento dell’investimento relativo all’impianto di distribuzione del calore: Dov’è possibile vedere i ricavi della gestione ordinaria della distribuzione energetica agli utenti? Quale sarà il costo unitario in esercizio per l’utente finale? Ci saranno risparmi rispetto a quanto paga adesso? Quale sarà la politica di adeguamento del prezzo energetico rispetto al mercato libero del gas? Si parla anche di monitoraggio costante di tutti i parametri relativi ai consumi, inquinanti ed efficienza del sistema, utile

per la verifica costante del sistema di sperimentazione: quindi é una sperimentazione? Potrebbe, allora risultarne anche un flop? D’altra parte ci sono già varie esperienze che ci dicono che il sistema è vecchio e non più all’avanguardia come poteva essere dieci anni fa. Le migliori esperienze sono quelle che utilizzano combustibile da fonte rinnovabile come le biomasse con costi ancora più bassi, nel nostro caso invece si usa il gas come per le caldaie classiche. Se sperimentazione deve essere perché non si opta per sistemi più all’avanguardia? Ad esempio, la microcogenerazione è ben attuabile nei condomini ma deve essere attentamente progettata in quanto, di norma, i fabbisogni di energia elettrica sono bassi in proporzione a quelli di energia termica. Ottima la strada seguita dalla Germania con il progetto Ecoblue che prevede l’installazione per il 2010 nella sola città di Amburgo di circa 100.000 impianti di cogenerazione collegati ad internet e collegati alla rete di distribuzione elettrica in modo da avere tantissime minicentrali che possono immettere a richiesta l’energia elettrica necessaria, avendo la possibilità di accendere queste microcentrali in pochi secondi, rispetto alle 6 ore di accensione di una centrale termoelettrica o alla continua accensione di una centrale nucleare nonché ottimizzare i rendimenti complessivi del sistema attivandoli quando vi è effettivamente la necessità in contemporanea di calore ed energia elettrica. .


dai Quartieri

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Colleranesco ed il suo mercato in piazza di Andrea Palandrani Una piazza è un bene pubblico multi-funzionale, è un luogo di incontro, di svago, di scambio, di socializzazione, un vuoto pronto ad accogliere opportunità rivolte alla comunità. Il 27 giugno il Consiglio comunale ha analizzato la mozione presentata, alcuni mesi or sono, da “Il Cittadino Governante” sulla istituzione di un mercato rionale nella piazza di Colleranesco il martedì mattina. Nonostante ogni forza politica abbia lodato l’iniziativa ed il voto favorevole sia risultato unanime, la discussione è stata più lunga del previsto. Il capogruppo consiliare dell’associazione, Franco Arboretti, ha esposto la proposta evidenziando alcuni punti di forza di un mercato agricolo il quale concilierebbe l’economia con la salute e la buona cucina, stimolerebbe la produzione locale ed offrirebbe possibilità di crescita proponendo prodotti stagionali a “km zero” delle nostre campagne, magari frutto di una agricoltura biologica, e valorizzerebbe il territorio con le sue specificità; il tutto senza voler penalizzare le attività già presenti, pensando invece all’incremento di clienti che il vitalismo di un mercato porterebbe con sé. I gruppi di maggioranza avevano proposto un emendamento, a loro avviso

“migliorativo”, con l’intenzione di posizionare gli stalli espositivi in mezzo alla strada mostrando tuttavia poca delicatezza oltre che per il cibo, soprattutto per venditori ed avventori. La conclusione condivisa è stata poi di consentire alle bancarelle di occupare lo spazio perimetrico della piazza, facendo sistemare gli ambulanti con veicoli lungo parte di via Iaconi. Il giovane consigliere Ruffini, in veste di portavoce del PD, pur riconoscendo la vocazione agricola della frazione, esprime la preferenza per un tal mercato all’Annunziata ed evoca i rischi della pavimentazione in marmo (la quale in passato ha persino retto un folto palinsesto di giostre, autoscontro comprese, ed il circo con il suo tendone), senza precisare come essa rappresenti solo una sessantina di metri quadrati centrali sugli oltre 300 in porfido dell’intera piazza.

Anziché pensare al possibile risparmio che in genere i prezzi di un mercato consentono, l’intervento del vicesindaco Filipponi, confondendo il concetto di spesa irresponsabile (vedi i tanti esempi della gestione Mastromauro) con quello di investimento in qualità della vita, ha la premura di far sapere che il costo del mercato sarà di circa 10 mila euro annui (definita “somma irrisoria” da Ruffini nel suo discorso), probabilmente dimentico dei 23 milioni 595 mila euro di spesa corrente della sua Giunta nel 2011. Il mercato a Colleranesco è un avvenimento offerto non solo agli abitanti della frazione, ma a tutti coloro che vorranno lasciarsi attrarre dal circolo virtuoso che partendo dai produttori, con l’aiuto dell’ente pubblico, arrivi ai consumatori in termini di economicità, salubrità e freschezza, di rispetto per l’ambiente e di salvaguardia della biodiversità. L’attigua scuola elementare, inoltre, potrebbe promuovere visite guidate all’insegna dell’educazione alimentare e della trasmissione dei saperi tradizionali. Ora si aspettano i tempi tecnici della burocrazia, sperando non insorgano pretestuosi cavilli ad interrompere una iniziativa che ha suscitato curiosità ed aspettative nei cittadini.


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Oltre l’attimo

In ricordo di Lorenzo di Greta Baiocco, Lorenzo Tarea e tutti gli amici più cari

“Non è un delitto essere il migliore, vedere dove gli altri non san vedere, fiutare il vento come un animale e avere un’anima senza frontiere. Non è un delitto essere sicuri là dove gli altri possono sbagliare, aver ragione sempre, che ci vuoi fare non è un delitto essere il migliore, non è un delitto, no...” (Non è un delitto, Ivan Graziani)

Ciao Lollo, un ragazzo, un uomo, così particolare che difficilmente si riesce a descrivere a parole, per lo meno non parole terrene. Solo chi ti ha conosciuto può capirti. Allegro, triste, solitario, socievole… tanti aggettivi che apparentemente sembrano contrastare tra di loro, ma in te vi-

vevano tutti allo stesso tempo. Proprio tu, il più forte, instancabile avventuriero di un mondo tutto da scoprire, e che nei tuoi occhi si rifletteva ancora più sconfinato, come nessuno poteva mai vederlo. Fuga degli sguardi e delle menti. Come infondeva sicurezza l’averti a fianco. Ed è quando mostravi i tuoi difetti che davi il maggior insegnamento, perché nel momento in cui ti vedevamo umano, capivamo che c’era un punto in comune, quello di partenza, la nostra natura, che in un baleno, ci apriva alla speranza di raggiungerti nella tua grandezza. Grande oratore, chi non lo sa?! Col tuo modo di parlare aulico dinanzi al grande pubblico e spesso sgrammaticato quando eri con noi! Sempre con la battuta pronta in una mano e nell’altra grandi consigli da dispensare. Amavi la natura a tal punto che un giorno dicesti : “Quell’albero per me è Dio”. La musica, come non citare la musica quando si parla di te. Sei riusci-

to a tirare fuori l’Armonia che avevi dentro. Non ti interessava la tecnica. L’importante era creare qualcosa di eterno, parola a te tanto cara, qualcosa che riempisse la stanza, che creasse atmosfera. Da un lato sapevi essere egoista come pochi, ma dall’altro avresti dato tutto te stesso per le persone a cui tenevi. Non lascerai mai del vuoto in coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerti, ma solo inestimabili ricordi. Lollo alza il volume, senza la tua voce qui non c’è Armonia. ARMONIA 16 treni che tessevano trame di un mantello dipinto di cristallo e viaggiavo su colli, ammirando orizzonti apparenti negli occhi di metallo un pensiero germoglia, più profondo del mare che riflette quel mondo illuminato E’ ARMONIA Quell’innato splendore mi accompagna nel cielo. Generando nel cuore un abbaglio Il risveglio confuso nei divani di Dio. Mi affidava quell’intima passione E fu l’eterno a mostrarmi il diverso colore Con il quale le anime colmava E’ ARMONIA (Lorenzo Di Egidio)


La pagina della cultura

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Serena Vallese: La bellezza che salva di Marialuisa De Santis “la bellezza cammina fra di noi/ come una giovane madre/ quasi intimidita dalla propria gloria./ La bellezza è una forza che incute paura/ come la tempesta scuote / al di sotto e al di sopra di noi/ la terra e il cielo./ La bellezza è fatta di delicati sussurri/ parla dentro al nostro spirito/ la sua voce cede ai nostri silenzi/ come una fievole luce che trema/ per paura dell’ombra”. Così Khalil Gibran il poeta dell’armonia parla della bellezza; e la stessa delicata forza le attribuisce Alda Merini: “la bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori”. Su questo concetto di “disvelamento della bellezza” sembra lavorare costantemente l’artista giuliese Serena Vallese con le sue installazioni. Specializzatasi in arti visive all’Accademia di Brera, proprio a Milano inizia nel 2006 la sua attività espositiva che continua incessante negli anni seguenti. Serena Vallese traccia e riscrive, in ogni lavoro, la bellezza del rapporto armonico tra uomo e natura avvalendosi dell’esaltazione delle dimensioni spaziali e temporali e di un uso avvolgente, quasi esclusivo del colore bianco, con evidente funzione di sublimazione della materia. La sua preferenza va a materiali delicati e deperibili come sottili e preziose carte o minute forme di gesso. Nel 2008 a Palazzo Re costruì una stupefacente serra trasparente in cui fece crescere un fiore che “dialogava” con

le corolle dell’ affresco liberty del soffitto; nel 2010 ad Ancona partecipò all’esposizione Mare Mostrum 2, creando una sorta di “segreta” stanza dalle pareti ovattate da candidi teli nella quale depositò, come fosse un Serena Vallese, Fiori d’oro e d’argento, installazione in tesoro, bianchi occasione di Azioni Creative, Giulianova Lido, agosto 2010 lucidi e cristallini gesso bianco. La Madonna è per i blocchi di sale. Difficile parlare in modo oggettivo credenti l’occasione della nuova vita, delle sue opere poiché come tutte della primavera dell’anima che arriva le installazioni presuppongono da poiché tramite Lei, Cristo s’incarna e parte di chi guarda non l’acquisi- si sacrifica per gli uomini donando zione più o meno passiva di un’im- loro la possibilità della vita eterna, magine ma la messa in moto di un di una primavera non temporale ma processo mentale che chiama in spirituale. causa in prima persona, sollecitan- Però la visione di rami affastellati e do il bagaglio culturale, esperien- secchi, pure capaci di dare ancora vita alla bellezza del candore delle foglie, ziale e personale di ognuno. Attualmente al Museo d’Arte dello investe tutti, credenti e non credenti, Splendore, all’interno della mostra di stupore e meraviglia. Il bianco corCredere la luce è possibile vedere risponde ad una pausa quasi metafisiun suo lavoro dal titolo Primavera. ca che allontanandoci dalle pressioni L’opera nasce dal ripensamento quotidiane ci permette di indagarci dell’evento miracoloso dell’appa- più a fondo e poi ci richiama a comrizione mariana di Giulianova. Da- piti e responsabilità: tornare ai valori vanti un pannello finemente lavo- dimenticati è possibile, amore e solirato ad ago, l’artista ha affastellato darietà sono l’unica e ragionevole beldei rami secchi di ulivo sui quali lezza da imparare a perseguire. ha poggiato brillanti foglioline di


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Interferenze artistiche

Si può morire di cinema?

Gotham City, ore 24:00. Batman, l’eroe mascherato da pipistrello, è impegnato a sconfiggere il male. Bane, un terrorista mascherato, minaccia la città facendo sprofondare i suoi abitanti in un incubo di malvagità. Denver, stessa ora. James Holmes, fanatico dell’uomo pipistrello, compie una strage travestito da Bane durante la prima mondiale del film Batman: The dark knight rises. La prima notizia è pura finzione cinematografica. La seconda è pura realtà metropolitana. Un gesto folle nella sua assurdità che ha fatto il giro del mondo, rimbalzando tra giornali e internet, ferendo a morte anche chi non può morire: l’eroe del cinema. Nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 luglio James Holmes, un

di Antonio D’Eugenio

giovane fanatico di Bane, il nuovo cattivo presente nell’ultimo capitolo del Cavaliere Oscuro, ha fatto irruzione nel cinema Century Theater di Aurora, sobborgo di Denver nel Colorado, dove stava avvenendo, in anteprima mondiale, la proiezione de Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno, con un fucile e due pistole ha ucciso a bruciapelo 12 persone lasciandone ferite 50. Holmes, che è stato catturato subito dopo, indossava un giubbotto antiproiettile ed una maschera antigas, proprio come Bane, l’antagonista di Batman. L’omicida ha inoltre confessato di aver imbottito la sua casa di esplosivo, tanto da far evacuare l’intero quartiere circostante, anche se poi la notizia si è rivelata infondata. La tragedia, che si è consumata all’interno del cine-

ma allo scoccare della mezzanotte, ha dell’incredibile, gli spettatori non si sono accorti da subito di Holmes che, dopo aver lanciato un fumogeno, ha iniziato a sparare all’impazzata. All’inizio gli ignari spettatori hanno confuso i colpi di pistola per gli effetti speciali del film, d’indubbio carattere realista, e solo le urla agghiaccianti che sono seguite hanno dato l’allarme e messo in fuga i malcapitati. La realtà si mischia con la finzione, ma è quest’ultima che ne esce sconfitta. Una serata al cinema che si trasforma in un incubo da film, l’eroe di turno che viene spazzato via dal cattivo in carne e ossa, con il primo che, impotente, sta a guardare. I ruoli che si ribaltano. Lo schermo del cinema diventa il teatro, il teatro che diventa il film. L’unicità del fatto non lascia spazio a riflessioni, diventiamo tutti vittime se il carnefice non esiste. James Holmes è un 24enne appassionato di cinema, un fanatico dell’uomo pipistrello, davanti ai giudici si è presentato con i capelli ancora tinti di rosso e confessando di aver preso 100 mg di Vicodin prima della strage (il Vicodin è un antidolorifico assunto dal Joker, l’altro acerrimo nemico di Batman interpretato da Heath Ledger nel precedente film della saga). Appassionati di cinema lo siamo tutti, chi più chi meno, ma è giusto morire per questo?


Dove Cosa Quando Prime visioni

di Stefania Sacchini

Dream House “Dream House” racconta la storia di Will Attenton (Daniel Craig) e sua moglie Libby (Rachel Weisz) che da New York si trasferiscono in una cittadina del Connecticut, insieme alle due figlie, in quella che sembra essere la casa dei loro sogni. L’idillio degli Attenton va però in frantumi quando iniziano ad essere perseguitati dai precedenti inquilini, uccisi anni prima proprio in quella casa. Scoprono così che tra quelle mura un uomo in preda a raptus aveva trucidato la moglie e le due figlie ed era stato rinchiuso in un istituto psichiatrico. La regia del thriller “Dream House” è di Jim Sheridan e gli interpreti sono Daniel Craig, Rachel Weisz, Naomi Watts, Mark Wilson, Joe Pingue, Elias Koteas, Marton Csokas, Taylor Geare, Claire Geare, Brian Murray, Bernadette Quigley. In programmazione dal 3 agosto.

Concerti mostre ed eventi “Notte Alta” a Giulianova Negozi e musei aperti, musica, spettacoli ed enogastronomia fino all’alba animeranno il 28 luglio dalle 21 in poi il centro storico di Giulianova. Le strade, le piazze e le vie saranno animate per tutta la notte con musica, spettacoli artistici, angoli dedicati al gusto,

Parmigiano dalle zone terremotate Sabato 28 luglio, in piazza Cavour a Nereto a partire dalle ore 19.00, il Lions Club Val Vibrata, il Circolo Cacciatori Micologia Val Vibrata e la Pro Loco di Nereto metteranno in vendita pezzi di parmigiano da 1 kg posti in sottovuoto provenienti direttamente dalla zona del modenese sconvolta lo scorso mese di maggio dal terremoto

Beccaceci sul Porto di Giulianova Più sensi coinvolti per un unico evento: cena - concerto a cura del Ristorante Beccaceci , domenica 5 agosto sulla banchina sud del Porto di Giulianova. Potrete ascoltare The Incredible John Papa Boogie Blues Band e degustare pesce dell’Adriatico. Con il patrocinio dell’ Ente Porto di Giulianova. Il prezzo di ingresso per il concerto e la cena è di €50. Info e prenotazioni : 0858003550 \ 3294324954 \ 0858005888.

Laura Pausini a Pescara Artista dal respiro internazionale, gran voce, donna sensibile e attenta al mondo che gira intorno, Laura Pausini tiene alta la bandiera della musica italiana nel mondo. L’appuntamento per Pescara è alle 21.30 allo Stadio Adriatico

“Tesori di Fattoria” 11a edizione Dal 3 al 5 agosto la 11 edizione di Tesori di Fattoria.Lo scopo della manifestazione è quello di promuovere e valorizzare i prodotti tipici teramani. Il programma prevede Mostra mercato e degustazione dei prodotti tipici, laboratori del gusto (olio, vino e formaggio) e dimostrazione del percorso «Scuola in Fattoria». La manifestazione si svolge nel Centro del Lido di Giulianova. Orario di apertura al pubblico: dalle ore 19 alle 24. Ingresso: gratuito.

Caparezza“Eretico tour4” a Teramo Caparezza arriva per la prima volta a Teramo nell’unica data abruzzese dell’Eretico tour 4. Si esibirà presso l’area parcheggio del Nuovo Stadio Comunale, Mercoledì 1 Agosto a partire dalle 21.30. Prezzo del biglietto 15,00€ + d.p. Ingresso gratuito per bambini sotto i 5 anni e disabili

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Esce “Atto d’amore”, romanzo dello scrittore teramano Dario Schiavoni Titolo: Atto d’amore Autore: Dario Schiavoni Casa editrice: Edizione Simple Pagine: 215 Prezzo: € 15,00 Atto D’amore è una storia è un po’ paradossale, riguarda la lotta interiore tra il bene e il male. Il libro è dedicato ad una cara amica dello scrittore di nome Maria che è morta qualche anno fa mentre era in stato interessante. Purtroppo però quando ebbe l’incidente, il feto era troppo piccolo e non poteva essere salvato. Furono avvertiti tutti parenti che sarebbero morti madre e figlio. Tutti i dottori erano concordi che non c’era nulla da fare. Però l’istinto materno non mollava, passarono molti giorni e lei respirava ancora. La donna è sopravvissuta contro tutto e tutti sino alla trentaduesima settimana che poi è il minimo indispensabile per poter fare il cesareo. Maria si è spenta durante la nascita del figlio, un’anima se ne andava ed una iniziava il suo cammino.

Pubblica utilità Farmacie di turno 28/29 luglio Farmacia Comunale 30/5 agosto Farmacia Del Vomano 6/11 agosto Farmacia Marcelli Guardia Medica festiva e di urgenza Tel.: 085.8020362 Ospedale Civile Via Gramsci 085.80201 Pronto Soccorso 085.8020238 085.8020366 118 085.8020442 / 085.8020373 Croce Rossa Via Simoncini, 41/A 085.8007733 Consultorio Familiare Via Ospizio Marino 085.8020816 Polizia Veterinaria Pronto Intervento 085.8020818 (08.00-20.00)


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Primo e SecondoAIn

Turismo, il futuro non è scritto

Siamo nel pieno della stagione turistica, una stagione difficile per note ragioni e che, aldilà dei numeri più o meno trionfalistici che verranno snocciolati in autunno, deve far riflettere su come il prodotto Giulianova e, più in generale, l’Abruzzo possano trovare collocazione nelle mutevoli dinamiche di mercato che i tempi attuali dettano. Abbiamo tra le mani un grande patrimonio, lo sappiamo tutti, ma non riusciamo ad esaltare il territorio; la nostra proposta turistica troppo spesso tende ad omologarsi a modelli che stanno diventando a loro volta obsoleti, i pacchetti precostituiti dai nostri bravi imprenditori alberghieri che offrono il “tutto compreso” sono sicuramente un modello collaudato e vincente ma che poco integra il visitatore con la nostra terra in tutta la sua completezza. Il legame “mare-monti-collina” in qualsiasi verso lo si voglia prendere non riesce a decollare. L’infinità di luoghi storici e paesaggistici di cui l’Abruzzo è ricco, il patrimonio eno-gastronomico, la

possibilità, in pochi chilometri, di cambiare scenari e climi non sono supportati né da una logistica adeguata - penso a promozione, cartellonistica e viabilità - né da una adeguata “forma mentis” di noi abruzzesi capace di muovere i flussi di visitatori, creare sinergie tra luoghi, proporre la nostra identità. Ci vorrebbe, a mio giudizio, uno scatto in avanti, una consapevolezza nuova di territorio percepito come un unico polo di attrazione che riesca a soddisfare una gamma più ampia di turisti non tanto nel numero quanto nella tipologia: turismo culturale, turismo naturalistico, turismo gastronomico, turismo sportivo, turismo religioso sono tutte categorie verso le quali si potrebbe migliorare l’offerta integrandola con le canoniche vacanze mare o montagna. Organizzare cartelloni estivi allargati, muoversi in sinergia con le località vicine, dare continuità alle proposte e non far morire gli eventi migliori solo perché cambia una giunta o un assessore; fare al posto di 100 inutili sagre, 3 o 4 eventi gastronomici di respiro nazionale, un vero Festival del Cinema piuttosto che decine di rassegne cinematografiche, vendere insomma la nostra Regione o, almeno, la nostra Provincia come un unico bene capace di vivere in ogni stagione e non come una serie di cittadine, paesi e borghi che si contendono l’affluenza in una guerra tra poveri.

di Andrea Beccaceci

Fusilloni con sogliola, pomodori verdi e capperi di Salina Ingredienti per 4 persone: 4 sogliole dell’Adriatico di circa 80 gr cadauna 320 gr di fusilloni 2 pomodori verdi “cuore di bue” del peso di circa 160 gr totali 20 capperi di Salina sotto sale ¼ aglio rosso di Sulmona ¼ cipolla rossa di Tropea ¼ peperone verde 1 ciuffo di prezzemolo 4 foglie di basilico 1 dl olio extra vergine di oliva 0,5 dl vino bianco secco una presa di sale Esecuzione: Tagliare i pomodori a dadini e cuocerli in un tegame con l’aglio ed il peperone verde per circa 10 minuti, a fine cottura aggiungere il basilico ed il prezzemolo; in un altro tegame imbiondire la cipolla nell’olio, aggiungere le sogliole e cuocere per circa 5 minuti avendo cura di girare i pesci delicatamente a metà cottura, sfumare con il vino a ¾ di cottura delle sogliole. Sfilettare le sogliole ed, insieme alla loro salsa di cottura, unirle al pomodoro. Cuocere i fusilloni in acqua pochissimo salata (la sapidità del piatto sarà data dai capperi e dal pomodoro verde) scolarle “al dente” e saltarle brevemente in padella. Servire in piatti caldi.


A tutto sport Le Olimpiadi Fin dai tempi dell’uomo primitivo, la prestanza fisica, la capacità di correre, saltare, arrampicarsi, resistere alla fatica, l’agilità e la destrezza, hanno avuto un ruolo fondamentale volto non solo alla sopravvivenza, ma anche alla esecuzione dei riti propiziatori, tribali, religiosi, segnando così l’esperienza educativa e le tappe dell’esistenza delle società che via via si sono succedute. Quando l’uomo abbandona il nomadismo per le comunità stabili, tutte le pratiche di origine empirica e individualistica, acquistano carattere metodico e di gruppo con l’intento di formare i giovani sotto l’aspetto sociale e fisico. In tutte le antiche civiltà la cura del corpo attraverso il movimento e la musica diventano le discipline più importanti per la formazione integrale (corpo e mente) dell’uomo. Fu nell’isola di Creta che si sviluppò, nel terzo millennio, una civiltà tra le più splendide dell’umanità e diede impulso a competizioni ludico-sportivo. Concorsi artistici e musicali, giochi ginnici, gare atletiche (corse, salti, lanci) si disputavano frequentemente e ben presto tale passione si estese in tutta la Grecia che, tramite i suoi filosofi, nel tentativo di dare una spiegazione che mettesse in correlazione l’attività psichica con quella fisica, cominciò a formulare l’idea della separazione fra corpo e anima. Fra tutte le competizioni panelleniche, quelle che si svolgevano nella città sacra di Olimpia per onorare il dio Zeus, erano le più rappresentative.

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di Giancarlo De Falco

Si ripetevano ogni quattro anni e avevano inizio dalla seconda metà di luglio alla prima di agosto; un mese prima iniziava la tregua sacra per consentire agli atleti di prepararsi. In questo modo si riducevano i conflitti e si produceva più coesione sociale. I vincitori delle gare erano premiati con una corona di olivo sacro. L’onore di accendere il fuoco del sacrificio a Zeus spettava a chi per primo raggiungeva l’ara sacra con la fiaccola accesa, poi gli

atleti prestavano giuramento di lealtà. A questi giochi convenivano anche i più illustri personaggi della letteratura, dell’arte e del pensiero per celebrare la gloria degli atleti che in quell’occasione rappresentavano la forza morale e fisica della comunità di appartenenza. Fu così che nel 776 a. C. nacquero le Olimpiadi che si tennero senza interruzioni fino al 392 d. C., anno in cui l’imperatore d’oriente, Teodosio il Grande, con l’Editto di Costantinopoli ne decretò la fine. Nell’era moderna (1896), il barone Pierre De Coubertin propose l’organizzazione di giochi simili a quelli dell’antica Grecia facendo coniare il famoso motto “Importante è partecipare, non vincere”. Fu Atene a ospitare la prima nuova Olimpiade, ma il C.

I. O. impose che la manifestazione, di volta in volta, fosse organizzata in una nazione diversa. Quest’anno la XXXa Olimpiade si terrà a Londra, nel Regno Unito, dal 27 luglio al 12 agosto. C’è da dire che da quando gli atleti hanno abbandonato l’ideale di bellezza, forza fisica, integrità morale e scendono nello stadio per dare spettacolo e farsi applaudire, le Olimpiadi hanno perso il loro carattere “sacro”. Un tempo tutti gli sport erano praticati per il proprio divertimento; nel tempo sono stati organizzati in maniera più formale, in squadre e campionati, e lo sport è diventato un’industria da svariati miliardi di euro impegnata a vendere ogni genere di prodotti e “asservita” alla necessità dell’industria televisiva. L’uso di doping, la corruzione, lo scandalo delle mazzette, guadagni astronomici non sono un’assoluta novità o una prerogativa del mondo dello sport ma sono piuttosto frutto di una crisi degli antichi sistemi valoriali legati alla famiglia, alla tradizione, alla religione e all’etica personale. Questo quadro di decadenza, però è il preludio al rinnovamento, le cose vecchie e nuove combinate insieme ci porteranno dentro una nuova società molto tecnologica imperniata sui fondamentali di base che sono: tempo, spazio e conoscenza; ciò necessiterà nuovi modelli sociali e un adeguato sistema di valori. Spero che questa rivoluzione serva a distribuire meglio il benessere su tutto il pianeta.


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Inviateci le vostre lettere, segnalazioni o foto a: ditelo@giuliaviva.it

Degrado in Città Il modus operandi dell’ Amministrazione, come da me constatato dal 1° al 15 Luglio 2012, lascia molto a desiderare. Spazzatura in ogni dove, mancata manutenzione dei marciapiedi e dei giardini. Il molo sud del porto è in condizioni pietose per la mancata sostituzione delle lampade distrutte dai vandali da qualche anno, il mancato ripristino delle opere murarie. Non dico nulla su come vengono rimosse le alghe raccolte da coloro che gestiscono i bagni. Il Sindaco suppongo veda in che condizioni è precipitata la città dallo scorso anno: gli operatori turistici cercano di fare il possibile per invogliare i turisti a tornare, cosa non tenuta in debito conto da chi dovrebbe amministrare la città. Cordiali saluti. Umberto P.

GiuliaViva

Registrazione al Tribunale di Teramo n. 647 del 07 06 2011 Direttore Responsabile Antonio D’Eugenio direttore@giuliaviva.it Editrice: Associazione “Giulianova Media & Communications” Redazione e Amministrazione 64021 Giulianova Piazza Buozzi 22 tel. 3461035861 fax. 0857992144 redazione@giuliaviva.it pubblicita@giuliaviva.it tel.3473612374 Si ringrazia Claudio Camilli stampato da Tipolitografia LA RAPIDA Via G. Galilei Giulianova Lido

Ditelo@GiuliaViva.it Si prega cortesemente i nostri gentili lettori di contenere in termini di spazio i loro contributi, al fine di garantire una più ampia partecipazione ed evitare spiacevoli tagli.

Ambulanti sulla spiaggia

Carissima redazione sono romana e abruzzese e sono 16 anni che vengo qui in vacanza nella mia casa estiva. Volevo segnalare l’ enorme invasione che c’è sulla spiaggia di ambulanti di diverse origini etniche, sono fastidiosi, invadenti, e non credo tutti con regolare permesso di soggiorno. Ogni 5 minuti ne passano una quindicina. Sono tornata da poco dalla Sardegna, e sulla spiaggia di San Teodoro ho scoperto che è vietato a questi ambulanti di passeggiare tra gli ombrelloni degli stabilimenti e importunare le persone che pagano per stare tranquilli, possono vendere le proprie cose sulla battigia, le persone interessate li possono raggiungere li, non mi è stato raccontato ho assistito io stessa. Spero che si possa fare qualcosa per salvaguardare anche la nostra tranquillità, perché molta gente è abbastanza scocciata di questa situazione. Claudia I.

“la frijaov” Scrivo per la Piazza del mare, ribattezzata a ragione, da molti, “la frijaov”. Tralasciamo di parlare delle fontane, del rifacimenti della pista di pattinaggio, della pessima situazione di spogliatoi e bagni appena “inaugurati”; non discutiamo neppure dell’arredo ma delle alberiere dove il povero bosso ridotto a “ciupa ciupa” fa brutta mostra di sè; ovviamente anche il bosso come precedentemente le magnolie, è destinato a finire, infatti è già quasi completamente secco. Il tentativo mal riuscito con le magnolie nelle alberiere doveva far riflettere per trovare una soluzione diversa. Che fino ha fatto il piano per il verde cittadino presentato non molto tempo fa e che suppongo sia costato bei soldini ai giuliesi? E se davvero fosse impossibile sistemare in quella piazza delle piante, perchè non pensare, vista anche la vicinanza del porto, a strutture alternative, magari ispirandosi a quelle di Renzo Piano per il porto antico di Genova? Lettera firmata



GiuliaViva anno II n.15 del 28 luglio 2012