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P O R T F O L I O G i u l i a

M o n t e s i

c o m m u n i c a t i o n

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giulia montesi

portfolio

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3 informazioni

c o n tat t i giulia.montesi95@libero.it 349 1452304

personali DATA DI NASCITA: 21 marzo 1995 RESIDENZA: Via Boccherini 8

Pesaro, 61122

Patente B - automunita

skills lingua · italiano · inglese livello intermedio

· · · · · · · ·

Adobe Illustrator Adobe Photoshop Adobe Indesign Adobe Premiere Adobe After Effects Adobe Dreamweaver Processing Wordpress

· capacità comunicativa · lavoro di gruppo · sintesi · organizzazione di tempi e spazi

istruzione

2017

2014

2018

DIPLOMA ACCADEMICO VOTO: 107/110 DI PRIMO LIVELLO

esperienze · Collaborazione occasionale presso Double Arch Studio · Graphic designer e videomaker presso Carpe Riem

2016

Formazione per il conseguimento della certificazione Cambridge Assessment English - B2 Inlingua Pesaro

· Graphic e editorial designer presso Pangea · Workshop di progettazione grafica, programmazione e illustrazione presso Accademia di Belle Arti di Urbino

Nuove tecnologie dell’arte Accademia di Belle Arti di Urbino DIPLOMA

VOTO: 84/100

Liceo Classico T. Mamiani - Pesaro


Giulia Montesi

P O R T F O L I O limbo

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e d i t o r i a l e

life cycle

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haiku

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lĂŠger

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durata

~2½ min. riprese

Nikon d3100 obiettivo: 18-105mm

c y c l e

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l i f e Life cycle è un video il cui concept è il “ciclo vitale”. L’interpretazione del ciclo vitale è rappresentata dalla vita di un albero che è diventato carta, elemento su cui si scrive e su cui si legge. La riflessione del ciclo si innesca nel momento in cui una mano trova all’interno del libro una foglia secca. Le immagini si fanno ora più astratte e concettuali; la visione si basa su rapidi accostamenti e confronti di pattern naturali e di parti del corpo umane. Il ciclo costituisce non solo il concept alla base del video ma anche la struttura stessa.


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h a i k u

“Vieni, vedi i fiori veri di questo mondo doloroso” - Mtasuo Bashō


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durata

~3 min.

d o w n

La narrazione si basa sulla presenza fissa della protagonista, che interagisce con l’ambiente e con gli elementi circostanti e scompare solo nella sequenza finale. Nonostante abbia sembianze umane i suoi movimenti sono stilizzati e non subisce cambiamenti di espressione, poichè non interagisce con il mondo reale; è una bambola animata con le sembianze della protagonista. Attraverso l’animazione si vuole rendere l’idea di trasformazione continua, di intreccio tra naturale e artificiale. Il video rappresenta la possibilità propria di ogni individuo di immedesimarsi nell’arte, in questo caso nelle immagini trasmesse dalla televisione, per vivere esperienze impossibili da sperimentare nella realtà.

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L’animazione è caratterizzata da una serie di collage di immagini ritagliate e combinate tra loro; grazie all’utilizzo di camere virtuali e effetti prospettici è stato reso il senso di dimensione fisica e profondità.

u p s i d e

UPSIDE-DOWN è un corto di animazione digitale con protagonista una ragazza, la quale, durante la visione di un film, si ritrova nelle immagini che trasmesse dalla televisione, in cui regna un’atmosfera assurda, surreale e astratta in alcuni casi.


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c o s t r u z i o n i l é g e r

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Costruzioni Léger è un progetto realizzato in gruppo, che definisce l’identità visiva e la progettazione del brand di un’azienda fittizia di costruzioni ad alto contenuto tecnologico. La progettazione visiva deriva dalla rielaborazione dello stile dell’artista Fernand Léger. Dopo lo studio, la ricerca delle sue tendenze artistiche e la visione delle sue opere, sono stati selezionati i colori principali predominanti e le forme maggiormente utilizzate. Infine questi elementi sono stati semplificati e resi omogenei, per permettere che diventassero la base dell’identità visiva dell’azienda. Sono stati realizzati il logo, il logotipo, i manifesti istituzionali, il biglietto da visita e la modulistica aziendale.


Forma

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Le forme utilizzate per costruire l’identità dell’azienda sono state tutte prima estrapolate dai suoi dipinti e poi rielaborate in forme più semplici e geometriche. Le forme principali sono: principali forme estrapolate sono: -cerchi cerchi -semicerchi semicerchi -cilindri > rettangoli -linee semplici cilindri > rettangoli

Le • • • • linee semplici

Le linee hanno spessore in proporzione alla traccia delle circonferenze usate. Il diametro e lo spessore della traccia sono in proporzione: La traccia è 1/10 del diametro; per cui la traccia sarà 1/5 del raggio della circonferenza.

Metodologia progettuale della comunicazione visiva

I colori sono il giallo, il blu, il rosso, il nero Le forme utilizzate per il progetto sono: e il bianco. Sono resi volutamente Il disco (cerchio pieno) –più traccia non presente. Cerchi vuoti – traccia corrispondente a 1/5 del raggio. uniformi e brillanti per rimanere in linea Arco di circonferenza con larghezza di 1/3 o 2/3 del diamecon l’identità tecnologica dell’azienda. tro.

Progetto grafico a cura di Chieli Luca, Filippini Gloria, Flamini Chiara, Guerra Ludovica, Montesi Giulia

Il marchio dell’azienda costituisce la sintesi e la rielaborazione delle forme e dei colori usati dall’artista, combinati insieme al logotipo Léger scritto con il font ricostruito dalle sue opere.

a, Montesi Giulia

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Metodologia progettuale della comunicazione visiva

che

Metodologia progettuale della comunicazione visiva

ovica, Montesi Giulia

Accademia di Belle Arti di Urbino

Caratteristiche ar

- Richiamo all’architettura - Cubismo - Contrasto (colori, uomo/macchina) - Esaltazione energie e dinamismo - Semplificazione delle forme - Arte come intuizione improvvisa - Forme della macchina - Tridimensionalità/bidimensionalità - Figura umana importante perchè crea la macch - Cerchi e ingranaggi due esempi di opere di Fernand Léger

Progetto grafico a cura di Chieli Luca, Filippini Gloria, Flamini Chia


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Léger costruzioni Via della Fondazione, 140 - Milano tel:065689409 costruzioni@léger.com www.légercostruzioni.com

Via della Fondazione, 140 - Milano

tel:065689409

costruzioni@léger.com www.légercostruzioni.com

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Costruzioni Legér, una tecnologia per l’eternità.

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costruzioni

una Tecnologia per l’eternità

L’immagine dell’azienda è progettata in modo tale che sia efficace e riconoscibile. Deve funzionare in modo che sia l’obiettivo dell’azienda, sia lo stile dell’artista siano facilmente riconoscibili.

Gli obiettivi principali sono: ricerca di sobrietà, professionalità, utilizzo di un font semplice e rigoroso, coniugazione di sintesi e modernità con la grafica di Léger, ordine contro il caos delle composizioni


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Medusozoa è un progetto di web design. Il sito è stato realizzato con Wordpress, attraverso la creazione di un child-theme collegato a un tema standard offerto da wordpress e successivamente modificato nel layout e nei contenuti. Medusozoa è il nome scientifico della medusa e il sito ha carattere informativo riguardo la medusa e la classificazione nelle sue diverse specie.

m e d u s o z o a

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Medusozoa è un sito web dinamico, la home può essere aggiornata attraverso l’aggiunta di post. L’anteprima dei post è caratterizzata da un video in loop che è collegato con il testo del vero e proprio post. Questi sono catalogati secondo due categorie, informazioni e curiosità, e collegati tra loro grazie ai tag. Le pagine riportano informazioni e gallerie riguardo le diverse specie. Il background è caratterizzato da uno sfondo fotografico e dal logo animato del sito. A sinistra è collocato uno slider di testo che riporta le informazioni principali. Lo sfondo è fisso.

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Giulia Montesi

LIMBO

Progettazione multimediale III Nuove Tecnologie dell’Arte Accademia di belle arti di Urbino a.a. 2016/2017

‘Il cosmo: alla fine l’infinito.’

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Il concept alla base del progetto ha origine dalla frase: “il cosmo: alla fine l’infinito.”

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L’universo non ha confini di tempo e di spazio e tende continuamente al caos. L’esperienza reale che più ci permette di sperimentare questa dimensione è il sogno: senza confini di tempo o spazio, fondato su combinazioni apparentemente casuali di immagini e elementi, tendente al disordine, mai chiaramente definito. Il titolo Limbo è strettamente collegato al concept in quanto rappresenta il luogo di stasi tra sonno e veglia, tra essere e non essere, tra tempo finito e infinito, tra razionale e irrazionale. Un luogo la cui esistenza non può essere definita nè temporalmente nè spazialmente.

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Limbo è un progetto editoriale, grafico e video, che ha come scopo quello di rappresentare una personale interpretazione dell’esperienza onirica.


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Il logo è tipografico ed è una rielaborazione caotica della parola Limbo.


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L’intento principale è di rappresentare l’esperienza onirica come una dimensione alternativa, un’altra realtà, che riflette le modalità di creazione e le caratteristiche principali dell’universo: l’infinito, l’assenza di confini temporali e spaziali e la tendenza all’entropia, al caos.

Nella prima parte del libro, il dormi-veglia, viene spiegato il meccanismo fittizio di elaborazione dei sogni, mettendolo a confronto con la creazione dell’universo. Gli sfondi sono grafiche astratte create con processing, simboliche nel rappresentare il caos e la casualità.

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Nella seconda parte, la fase REM, vengono introdotti i principali paradossi propri dell’attività onirica. Per rendere la rappresentazione dei paradossi sono stati utilizzate diverse immagini reali combinate in collage. Infatti una delle peculiarità del sogno è quella di ricombinare immagini e sensazioni reali. A ogni immagine corrisponde un lucido con grafiche casuali e caotiche create con processing, le quali, sovrapposte ai collage, sono funzionali nel rendere la sensazione di caos, l’infinito, e il carattere fittizio dell’immagine, che non è reale, ma solo frutto di attività cerebrali.


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Il video rappresenta un esempio di esperienza onirica. L’intento è quello di dimostrare l’assenza di spazio e tempo reali, l’assenza di confini, la simultaneità delle azioni e gli accostamenti inusuali. E’ caratterizzato da un montaggio di frame diversi visualizzabili in contemporanea sullo schermo, che, con trasparenze e scorrimenti, compaiono o scompaiono dall’inquadratura; scorrono all’indietro, sono accelerati o rallentati, appaiono simultaneamente. L’unico suono è il respiro di sottofondo, che accelera o si sovrapppone durante il sogno.

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durata

~3 min. riprese

Nikon d3100 obiettivo: 18-105mm


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Titillium Origine del nome Nascita della font

Disegno originale

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Il nome Titillium è nato per rendere omaggio al compositore Arvo Pärt e alla sua tecnica Tintinnabuli . “Lavoro con pochissimi elementi - una voce, due voci. Costruisco con i materiali più primitivi - con l’accordo perfetto, con una specifica tonalità. Tre note di un accordo sono come campane.

Nasce all’ interno dell’Accademia di Belle Arti di Urbino come progetto didattico del corso di Type design della Laurea specialistica di visual design. In questo corso gli studenti fanno la loro prima esperienza con la progettazione di caratteri. Lo scopo del progetto è la creazione collettiva di una famiglia di caratteri rilasciata sotto licenza Ofl da promuovere e condividere attraverso una piattaforma web. Ogni anno accademico, una decina di studenti lavorano al progetto sviluppandolo e risolvendo problemi. I type designers interessati alla modifica o alla rielaborazione del Titillium sono invitati a cooperare o a sviluppare proprie varianti del carattere secondo i termini indicati nella licenza.

Il carattere ha preso forma da una esercitazione che consisteva nel disegnare un carattere usando solo punti, in modo che ci si concentrasse sulle proporzioni generali e non sulle forme singole.

Le persone interessate alla modifica o alla rielaborazione del Titillium sono invitate a cooperare o a sviluppare proprie varianti del carattere secondo i termini indicati nella licenza. Il carattere è distribuito anche dalla libreria Google web fonts e nella prima settimana di pubblicazione ha realizzato 444.857 visite singole.


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LUST g r a p h i c

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l u s t LUST è un progetto editoriale e grafico che nasce con l’obiettivo di raccogliere e mostrare i principali lavori del gruppo di designer LUST

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LUST è un gruppo multidisciplinare di progettazione grafica fondato nel 1996 da Jeroen Barendse, Thomas Castroe Dimitri Nieuwenhuizen, con sede a l’Aia, Paesi bassi. Inizialmente fondano una rivista di nome LUST, da cui si origina l’attuale nome del gruppo. Successivamente, istituiscono il LUSTlab nel 2010, da loro considerato non solo un gruppo di ricerca e sviluppo, ma una vera e propria piattaforma di condivisione di conoscenze e ideologie che va oltre l’osservare, l’inventare e il produrre. I principali temi affrontati sono la tecnologia e in particolare il rapporto tra l’ambiente naturale e quello urbano. Realizzano soprattutto installazioni anche permanenti, spazi interattivi, allestimenti per mostre e spazi urbani e video arte; sono molto interessati alla riqualificazione del territorio.


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HYPERLOCATOR

Gemak, The Hague NL - 2014 - 2015 L’installazione interattiva Hyperlocator appare come un piccolo modello di una città. Attraverso la sala di controllo ognuno può utilizzare la rappresentazione realistica di Google view, collegata a un filtro visivo e uditivo algoritmico innescato da tre movimenti tridimensionali,

Questi suoni sono utilizzati an- l’affidabilità di entrambe le che in collaborazione con Josh impressioni sensoriali, fisiche e Berson all’interno del progetto digitali scientifico “Cartographies of Rest at Hubbub”, un collettivo internazionale, con base a Londra di di scienziati, artisti, ricercatori umanisti, scienziati, professionisti

e modificare l’installazione.Il sonoro è stato creato utilizzando registrazioni sonore realizzate da un gruppo di abitanti della città, che sono stati invitati a usare un app che prima chiede loro di rispondere a una domanda personale e poi, subito dopo, di registrare un suono.

per l’impegno pubblico e esperti di salute mentale. Attraverso l’osservazione e l’interazione il visitatore non solo è stimolato a usare la propria percezione sensoriale in modo più curioso e riflessivo, ma anche a esaminare criticamente

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BEAUFORT’S POETRY Forum Building, L’Aia - 2015 Beaufort’s Poetry è un’installazione permanente al Forum a L’Aia.Situata sulla costa dei Paesi Bassi, L’Aia è una città famosa per i suoi venti costantemente presenti. Una proiezione sulla parete principale dell’edificio esprime la velocità e la direzione del vento in tempo reale attraverso una poesia generativa.

Infine, una panoramica storica mostra il cambiamento di colore nel corso degli ultimi secondi, minuti, ore, giorni e settimane. Beaufort’s Poetry crea una relazione tra l’interno dell’edificio e con la città nel suo complesso.

Il colore che la tipografia della proiezione e l’illuminazione nell’edificio assumono corrisponde ad una determinata direzione del vento, in modo che l’intera atmosfera nell’edificio cambi in concomitanza con le condizioni climatiche esterne.

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Sono state selezionate 4 opere significative. I colori di sfondo delle pagine sono alternati e richiamano i colori che maggiormente definiscono i loro progetti. Le pagine in cui si trovano le immagini sono di carta usomano e sono inserite prima della descrizione di ogni opera, in modo che l’immagine copra il testo e sia preceduta dal titolo.

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Il testo è inserito in quadrati di misura standard, a sua volta inserito in una cornice di tonalità più scura rispetto ai margini. Questa impostazione è coerente con le installazioni e il metodo del gruppo che utilizza un metodo di scrittura semplice, di piccola dimensione e compatta e si serve di uno stile minimale e sintetico.

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Graphic and interactive design

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LUST lab


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Bio arte - analisi, confronti, estetica del vivente rappresenta la tesi per il conseguimento del diploma accademico di primo livello presso l’Accademia di belle Arti di Urbino.

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Il termine Bio Arte definisce un’espressione artistica che mette in atto l’utilizzo di tessuto biologico, di tecnologie di manipolazione del vivente e di rimaterializzazione dell’arte nella definizione di opere, installazioni e performance, attraverso contaminazioni disciplinari tra arte e scienza e un profondo legame con le implicazioni etiche relative.


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39 Gli obiettivi della ricerca sono di fare luce sui principali metodi e sulle pricnipali caratteristiche di tale tendenza artistica ancora poco diffusa, attraverso l’individuazione dei suoi principali punti di forza e di distinzione rispetto alle altre tendenze artistiche e attraverso la presentazione di alcune opere ricollegabili a tale tendenza e il loro confronto con esperienze artistiche riconducibili alla rivoluzione innescata dalle avanguardie storiche. Inoltre è esaminata la tendenza propria dell’essere umano all’imitazione, innescata da una caratteristica innata nell’individuo, la capacità simbolica, che ha permesso la nascita e lo sviluppo di una evoluzione secondaria che oltrepassa i confini dettati dall’evoluzione biologica spontanea. Attraverso l’esaminazione di esperienze artistiche fondate sull’imitazione della forma dell’elemento naturale e di ricerca di una estetica intrinseca dell’organismo vivente, si dimostra la volontà innata nell’essere umano di comprendere il vivente attraverso la sua imitazione artistica. Tali esprienze dimostrano l’importanza di considerare l’arte un vero e proprio strumento cognitivo, non inferiore alla scienza, ma al suo pari. L’arte risulta applicabile alla scienza e entrambe si influenzano reciprocamente, la cultura non progredirebbe in assenza della scienza, così come la scienza non si evolverebbe in assenza della cultura. Infine sono state prese in considerazione le implicazioni etiche che tale espressione artistica solleva e la capacità e il cambiamento di ricezione di questa tipologie di manifestazioni artistiche da parte del pubblico.


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L’essere umano, in quanto organismo evoluto dotato di coscienza e consapevolezza della propria esistenza, ha sempre cercato di comprendere l’essenza del vivente attraverso una connessione profonda con la natura e lo studio della sua tendenza al cambiamento continuo e della sua forma funzionale. Grazie alla sua innata capacità simbolica, l’uomo ha innescato la nascita di un’evoluzione che oltrepassa i confini di quella biologica, spontanea e sottoposta all’azione eterna delle forze naturali, la cosiddetta evoluzione culturale. La capacità simbolica è definita da diverse azioni umane nei confronti della natura, intesa come il contesto primario che ha permesso l’innescarsi di una evoluzione biologica spontanea: l’individuo si avvicina alla natura per comprenderla e successivamente costruire strumenti o sovrastrutture secondarie per allontanarsene, attraverso una imitazione sintetica di quello stesso contesto da cui, prima di distaccarsi, è nato e si è evoluto. Le sovrastrutture del contesto primario si fondano quindi su una imitazione basata su una sintesi e su una semplificazione delle forme dell’ elemento naturale. La forma dell’elemento naturale, così perfetta, armonica e funzionale in tutte le sue parti, è sopravvissuta a millenni di selezione naturale ed è quindi l’elemento più perfetto, sia per quanto riguarda l’aspetto esteriore, sia per quanto riguarda la sua autoregolamentazione spontanea interna e costituisce da sempre per l’uomo la più alta aspirazione imitativa, se non l’unico elemento di confronto.

Attraverso la sua imitazione l’individuo, non solo ne trae le regole e gli aspetti per una creazione artificiale, ma aspira continuamente alla sua comprensione. La sovrastruttura del contesto primario cela una volontà radicata profondamente nell’animo umano, caratterizzata dall’aspirazione a comprendere il vivente.

b i o - m e t a m o r f o s i

Bio-metamorfosi rappresenta il progetto finale per il conseguimento del diploma accademico di primo livello, collegato al progetto di ricerca Bio-arte.


42 L’uomo riconosce nella forma naturale un’estetica intrinseca, data dalla sua funzionalità e dalla sua struttura microscopica ordinata e geometrica, che, spontaneamente è portato ad imitare. Se, infatti, l’universo, inteso nella sua concezione macroscopica, tende al caos e all’entropia, quindi al disordine, le sue più piccole parti strutturali, sono caratterizzate da una simmetria armonica. La natura è ordinata nel caos. L’obiettivo del progetto consiste nel far emergere l’armonia della forma dell’elemento naturale, attraverso una visione eterea e cristallizzata di esso, nonostante sia immerso in una metamorfosi continua, decontestualizzato dal contesto abituale e reso quasi innaturale, tanto da sembrare meccanico. Lo spunto iniziale deriva dalla teoria della metamorfosi di Goethe, il quale, nei primi anni del Novecento fonda una dottrina, la morfologia, secondo la quale, l’aspirazione a comprendere il vivente da parte degli scienziati si ricollega a un impulso artistico e imitativo; secondo Goethe la forma è un’entità non statica, ma in continuo divenire. L’archetipo della natura, consisterebbe quindi nella pulsione innata del vivente alla variazione continua. Il movimento ciclico rimanda al moto dell’universo e l’elemento è mostrato attraverso la sua decontestualizzazione dall’essenza di vita terrestre.

durata

~3½ min. riprese

Nikon d3100 obiettivo: 18-105mm

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Un ulteriore obiettivo consiste nel mostrare le potenzialità della tecnologia nello studio e nella comprensione dell’elemento naturale. Se da una parte essa mette in atto un’azione di allontanamento e distacco dal contesto primario, dall’altra costituisce la via più efficace per la sua conoscenza, una vera e propria espansione sensoriale, che ci permette di ottenere la consapevolezza della relatività di ogni nostra convinzione, in quanto tutto ciò che sappiamo e conosciamo risulta essere solo ciò che possiamo percepire attraverso il nostro sistema sensoriale. Ciò è mostrato attraverso il profondo legame che unisce l’elemento del contesto primario a quello delle sovrastrutture create grazie alla capacità simbolica: l’artificiale esiste come ulteriore evoluzione del naturale ed è strettamente legato alla percezione sensoriale, consapevole e intellettuale dell’individuo. Il sound del video è di Jan Jelinek, dall’album Loop finding jazz records. Risulta funzionale alla creazione dell’atmosfera surreale basata sulla decontestualizzazione e sullo straniamento dell’elemento naturale. La fusione di suoni il cui confine tra naturale e artificiale è labile risulta efficace nella rappresentazione della natura che si fa meccanica ed è sottoposta ad una continua metamorfosi.


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Portfolio - Giulia Montesi  
Portfolio - Giulia Montesi  
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