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GIULIA SICIGNANO Portfolio


GIULIA SICIGNANO Portfolio


Via Fiume 31, Corsico (MI), 20094, Italia +39 333 11 92 070 giulia.gesken@gmail.com Milano, 26/12/1993

https://www.linkedin.com/in/giulia-sicignano-635b18157/ https://www.behance.net/gesken93bb26


formazione

20.04.2018

Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica - indirizzo Città e Paesaggio 110L/110

21.09.2015

Laurea in Progettazione Architettonica 108/110

Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile, Milano Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni

Politecnico di Milano – Facoltà di Architettura Civile, Milano

07.2012

Diploma di Liceo Scientifico Tradizionale 96/100

06.2011

Diploma di Teoria e Solfeggio Musicale

2006 - 2012

Liceo Statale Gianbattista Vico, Corsico (MI)

Conservatorio Franco Vittadini, Pavia (PV)

Corso ministeriale per lo studio del violino Scuola Civica di Musica, Corsico (MI)

altri interessi DANZA MODERNA, HIP HOP, CONTEMPORANEO | partecipazione a diversi concorsi ed esibizioni | primo premio concorso “Teatro in Danza” nel 2015, categoria Hip Hop Seniores | esperienza nel corpo di ballo di Italia’s Got Talent 2015 ARTE VIAGGIO MUSICA


esperienze e competenze

09.2017 - 10.2017

Studio di Architettura Humusstudio | Milano Tirocinio curricolare | Progettazione urbana | Progettazione d’interni

2017

Workshop Designing_Desio | Politecnico di Milano, Comune di Desio (MI) Progettazione Urbanistica ! Mostra di idee presso il Comune

2017

Workshop “Abitare a Marrakech IV” | Politecnico di Milano Università di Marrakech | Pr.essa Laura Montedoro

2016

ERASMUS+ Universidade Lusiada, Lisbona

Ad oggi

Vestiarista per le Sfilate “Milan Fashion Weeks” Giorgio Armani, Etro, Fendi, Laura Biagiotti, Prada, Iceberg, Philipp Plein, Tod’s, Simonetta Ravizza, DSquared2, Les Copains, John Richmond, Missoni, Jil Sander

02.2016

Workshop Atmospheres2016 | Politecnico di Milano Esposizione presso Fuori-Salone del Mobile 2016

10.2014 - 03.2015

Studio di Architettura “Gianluca Bartolucci” | Milano Tirocinio curricolare | Direzione lavori

2014

AutoCad

Mostra Workshop “Progettazione di piccole residenze in Portogallo” Politecnico di Milano | M. Borsotti

SketchUp

Inglese

VRay

Photoshop

Livello C1 | TOEIC sostenuto il 21/04/2015: 935/990 Esperienza di studio della lingua a Londra presso St. Giles International

Illustrator

Indesign

Revit

Portoghese

Livello A1

Francese

Livello A1

Microsoft Office


INDICE


PROGETTO DI TESI - LAUREA MAGISTRALE

01

A ovest delle mura, a sud delle Majorelle Progetto per l’area di Bab Doukkala a Marrakech COMPETIZIONI INTERNAZIONALI

02 03

LOOP LINE Workshop di disegno urbano e di paesaggio: il progetto dello spazio pubblico, De_Designing Desio THE WALL Competitions for designers ESPERIENZA ERASMUS+

04

UNIVERSIDADE LUSIADA, LISBOA - Projecto II LAVORI ACCADEMICI

05

Riqualificazione dell’Isola Fiorita Idroscalo, Milano

06

Riqualificazione dell’area di via Benedetto Marcello e del Mercato, Milano

Laboratorio di Progettazione Architettonica II - LM

Laboratorio di Disegno Urbano e Architettura del Paesaggio - LM

07

Workshop Atmospheres2016

08

Progetto di Riqualificazione dell’area di Santa Giulia Brescia: Nuovo polo culturale

Esposizione presso Fuori-Salone del Mobile 2016

Laboratorio di Progettazione dell’Architettura III

FOTOGRAFIA

Living in Marrakech Thai Landscape


01.

A OVEST DELLE MURA, A SUD DELLE MAJORELLE Marrakech, Marocco

Tesi di Laurea Magistrale Disegno urbano e del paesaggio

Le mura che circondano l’antica medina di Marrakech rappresentano un segno molto forte all’interno del paesaggio urbano, e con le loro porte, o Bab, si pongono come elemento di interazione e, insieme, separazione, marcando chiaramente il confine tra due mondi: la medina, nucleo storico islamico, di grana fine, dal tessuto denso e compatto, e la Ville Nouvelle, esito del periodo di protettorato francese in Marocco, di grana grossa, dalla spazialità dilatata e moderna.

01. A ovest delle mura, a sud delle Majorelle

I punti di collegamento tra i due sistemi viari, con caratteristiche così diverse tra loro, rappresentano dei nodi nevralgici sul piano iconico e sul piano dei modi d’uso: a ridosso delle mura cittadine, presso i varchi aperti nella cinta muraria, si rivelano i forti squilibri tra il tessuto viario stretto e labirintico e le ampie strade della Ville Nouvelle, che spesso si aprono in slarghi e piazze presso le porte della città antica. L’area di Bab Doukkala, nei pressi dell’antica porta, insieme a un grande isolato interstiziale direttamente adiacente, un vuoto urbano all’interno della nuova città, rappresentano l’occasione per ripensare una porzione di città esterna alle mura.

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Inoltre, la vicinanza con il giardino delle Majorelle, di forte affluenza turistica, rafforza le potenzialità attrattive e la centralità nella rete di itinerari dell’area di intervento. La proposta progettuale integra un approccio conservativo per alcuni elementi preesistenti, come il grande palmeto quale immagine di paesaggio sacro per i musulmani, insieme ad un adattamento ed una riorganizzazione degli usi attuali dello spazio attraverso nuovi interventi sul paesaggio che mirano a risolvere le diverse criticità oggi presenti nell’area. Il progetto affronta vari temi: la relazione tra la medina e la Ville Nouvelle, la riappropriazione da parte dei cittadini di parti di città, il rapporto con il paesaggio, il rapporto con il monumento delle mura, la promozione dell’integrazione sociale attraverso l’abitabilità dei luoghi. Il progetto si pone come alternativa alla proposta che è risultata vincitrice di un recente concorso internazionale di idee.


01. Tesi di Laurea Magistrale

Assonometria generale 1:2000

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01. A ovest delle mura, a sud delle Majorelle 10/48

L’analisi dello stato di fatto dell’area di progetto e le considerazioni maturate sulla città di Marrakech hanno portato ad una strategia progettuale basata innanzitutto sull’intenzione di valorizzare il sistema delle mura storiche. È stata ricavata una fascia di rispetto, in particolare un camminamento paesaggistico, lungo il loro percorso, in modo da preservarle e valorizzarle. Le preesistenze mantenute sono il palmeto ed il monumento dei sette santi, in un’ottica di valorizzazione positiva del patrimonio esistente e, soprattutto, di preservazione dell’autenticità del paesaggio: difatti la zona al di sopra dei sette santi mantiene un carattere naturale, mentre quella sottostante, che ospita il mercato, è più antropizzata. Un percorso botanico con varie essenze, in prevalenza cactus, è l’espediente per unificare l’area a paesaggio naturale e nasce da una collinetta alta 3 m su cui si inserisce un padiglione dedicato al tema della carità, pilastro della religione islamica. La volontà paesaggistica di questi due spazi verdi, liberi, naturali, si contrappone al giardino ideato per il monumento dei sette santi, punto critico e fortemente degradato dell’area. La forte inclinazione del monumento, che marca in modo notevole l’area, si ritrova nel grande boulevard adiacente che scandisce una divisione all’interno del parco delle mura fra le aree dal carattere verde e naturale e quelle più antropizzate. Questo forte gesto urbano dà il via ad una nuova regola geometrica sottesa a tutte quelle aree a sud di esso che sono caratterizzate da una presenza antropica molto più forte, primo fra tutti al mercato. L’inclinazione predominante è quella della qiblah. Su questa traccia nasce una prima area caratterizzata dalla presenza di padiglioni a corte con un sistema esterno di vasche d’acqua e palme ed è la stessa che organizza lo spazio del mercato. Sono creati qui nuovi punti di aggregazione tramite la pavimentazione che disegna delle piazze a terra, seguendo il sistema geometrico e regolare di piantumazione delle palme. Il mercato, quindi, pur con un impianto geometrico di coperture e pavimentazioni, mantiene il suo carattere flessibile ed è lasciata piena libertà di utilizzo degli spazi agli utenti.


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01. Tesi di Laurea Magistrale


Confinante con il parco delle mura, il grande vuoto urbano di progetto, inserito in prossimità del giardino delle Majorelle, deve interfacciarsi con la natura del tessuto urbano che lo circonda e relazionarsi con esso. Allo stesso tempo l’antico tracciato della khettara (sistema di trasporto idrico e irrigazione marocchino) passante al suo interno evidenzia un forte asse, direzionato peraltro verso la strada di accesso alle Majorelle stesse, che taglia l’area in due parti in forte squilibrio tra loro, la più piccola delle quali funge da ribaltamento dell’asse urbano all’interno del parco delle mura. La prima premessa progettuale consiste nella ripresa di uno dei concetti più ricorrenti della tradizione islamica, il recinto, ampliato sul sistema urbano: la volontà di intimità e di protezione del cuore del sistema si tramuta qui in un complesso di edifici, di altezza adatta a confrontarsi con quelli della Ville Nouvelle, collocati lungo il confine dell’isolato, quasi a rappresentare un grande muro di recinzione che ha modificato il suo spessore, accogliendo diverse funzioni. La scala interna all’isolato, invece, laddove si trova il cuore, cambia completamente, diventa a misura d’uomo, con spazi studiati appositamente per le relazioni sociali, per il comfort ambientale, per donare la sensazione di uno spazio più intimo. Il vero fulcro è così nascosto dall’esterno, completamente da scoprire e attraversare, mentre gli edifici che si affacciano sulla strada mantengono la regola urbana e vanno a completare un sistema attualmente interrotto dal vuoto.

01. A ovest delle mura, a sud delle Majorelle

La seconda premessa, invece, si ricollega al tracciato della khettara come connessione con le Majorelle e ha portato alla creazione di un grande boulevard pedonale, collegamento diretto fra il giardino e il parco delle mura. Questo interrrompe in due punti il recinto degli edifici e permette la fruibilità da parte della comunità. Inoltre, la sua importanza urbana è rafforzata dal carattere commerciale che assume in progetto, in conformità con la storia delle città islamiche: essendo vietate attività di mercato all’interno delle moschee, il fulcro della vita cittadina, tutti i tracciati viari ad esse collegati, i più utilizzati dalla collettività, hanno visto con gli anni sempre più la presenza di funzioni commerciali. Alle spalle del mercato coperto, compreso in una fascia triangolare, si colloca a sua volta un grande giardino, suddiviso in tre aree. Esso si rifà all’esempio del palazzo El Badi nella parte sud della medina di Marrakech, con l’espediente dei terrazzamenti ribassati in modo da favorire l’irrigazione degli aranci piantumati. Gli spazi risultanti, a livello zero, diventano i percorsi da cui contemplare la geometria degli elementi e la natura. Allo stesso modo nel vuoto urbano sono stati progettati tre spazi verdi, con ribassamenti di tre metri e specchi d’acqua al centro di ognuno di essi. Lo spazio ha un carattere di contemplazione, si distacca dal caos dell’asse commerciale e fa da sfondo a tutti gli edifici circostanti, che sono pensati per avere un contatto diretto, visivo e fisico, con questa realtà naturalistica e dal carattere tradizionale.

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01. Tesi di Laurea Magistrale

Assonometria isolato 1:1000

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02.

LOOP LINE Workshop Di Disegno Urbano E Di Paesaggio: Il Progetto Dello Spazio Pubblico Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani e Scuola di Architettura, Urbanistica, Ingegneria delle Costruzioni, prof. Laura Montedoro Comune di Desio, Assessorato all’Urbanistica, arch. Giovanni Borgonovo

02. Loop Line

Strategia 1:5000

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La strategia qui evidenzia quattro poli principali: la piazza della Basilica dei SS. Siro e Materno, la Villa Tittoni Traversi, Piazza Don Giussani con l’area del Municipio e l’area industriale a nord con la presenza dell’edificio incompiuto che funge da forte landmark. I primi due sono i nodi dell’Asse della Cultura, a prevalenza pedonale, mentre i secondi sono a capo di un nuovo asse da noi identificato come Asse dell’Identità Industriale, carrabile: qui si esplicita il passato impresario della città e se ne amplifica l’anima.

02. Loop Line

Il progetto nasce da un’analisi critica del quartiere di San Giorgio e del cosiddetto “Salotto Desiano”. Nel primo, i fenomeni di degrado e di criminalità si ricollegano ad un generale distacco del quartiere dal centro: aree ed edifici abbandonati, quali l’ex Centro-Stile, la rottura dell’anello verde del PLIS in previsione e la presenza di fratture dovute alla ferrovia e alla strada statale, contribuiscono ad aggravare la situazione. La strategia prevede lo sfruttamento delle rotture infrastrutturali come opportunità di collegamento trasversali al sistema delle vicinali, e la chiusura dell’anello verde come connessione alla città e come opportunità per nuovi spazi di aggregazione nel quartiere: nella piazza Giotto in particolare è previsto nuovo polo verde, con orti urbani e strutture coperte. Sorpassando la stazione, fulcro del sistema, si giunge al centro: il commercio al piede in calo, la non visibilità dell’Asse della Cultura, il non utilizzo delle piazze (quali Piazza Don Giussani) sono segni di una ancora debole attrattività dell’area.

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02. Loop Line

Il sistema viene unificato da un Loop, che presenta quindi diverse mobilità ed enfatizza i singoli caratteri che intercetta. L’espediente progettuale scelto è pratico, efficiente, economico e divertente: l’utilizzo di segni a terra, di direzione, d’informazione o semplicemente di decorazione artistica. Una linea puntinata continua percorre tutto il cerchio e a questa si innestano scritte, frecce ad indicare punti di interesse, linee ad enfatizzare le aree relax, omini stilizzati a terra e sui muri ciechi.

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02. Loop Line


VILLAGGIO UNDERGROUND Ecco che in questa ottica l’area industriale diventa scenario perfetto per un nuovo polo, che incarni questo spirito e che offra delle funzioni innovative, in cui si installa un Villaggio Underground: qui il segno a terra diventa padrone, le funzioni sono indicate da grossi simboli e scritte racchiusi da cerchi concentrici che disegnano la zona. E’ un’area questa che non va in contrasto con la Villa Tittoni Traversi, ma che anzi valorizza l’intero sistema e conferisce nuova vita al centro.

02. Loop Line

Masterplan 1:1000

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02. Loop Line


YOU ARE THE SHOW THE WALL: Competitions for Designers Comune di Bologna Con-fine art&multimedia

Assonometria

Concetto della facciata

+

Il Muro è qui concepito come filtro e schermo sociale, una parola cruciale nel campo multidisciplinare della rappresentazione e della comunicazione. Così diventa potente metafora delle immagini, dispositivi attraverso i quali interagiamo e comunichiamo all’interno di una società visivamente mediata. Il mondo effimero delle apparenze non è una forma minore della realtà, ma costituisce l’arrangiamento percepibile della società in cui le immagini di ciò che le persone hanno l’una sull’altra giocano come in uno spettacolo estetico sociale. Tutti comunicano tramite le apparenze. Queste rappresentano ciò che siamo nello spazio pubblico. La realtà non esiste al di fuori della sua percezione. Le immagini, forme di relazione nel campo sociale, sono il fondamento di tutto ciò che conosciamo degli altri e di tutto ciò che gli altri conoscono di noi. Sono l’ineludibile mezzo di comunicazione e la sostanza del mondo che condividiamo. Le immagini vivono negli altri, non all’interno di noi stessi. Tutti siamo attori. Tutti recitiamo e ci immedesimiamo in diversi personaggi poiché c’è una parte sostanziale di teatralità in ciascuno. Sezione

Chiesa

03. You are the show

Neon

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Immagine

Artificialità

Struttura della società

Genesis

Il Muro, lo schermo e l’immagine

Society

Uno Nessuno e Centomila


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03. You are the show


04.

ERASMUS + LISBONA UNIVERSIDADE LUSIADA Projecto II

La mia esperienza Erasmus si è svolta presso Universidade Lusiada a Lisbona, per una durata di sei mesi. Il progetto consisteva nella riqualificazione di un’area potenzialmente molto gradevole ed interessante, ma nella realtà degradata e non attrattiva: Campolide, punto strategico fra l’antico acquedotto romano perfettamente conservato che fa da fondale della valle, il Monsanto, collina verde, ed un sistema di parchi chiamato “Percorso Verde”. La conflittualità con la stazione e la ferrovia, netta cesura nel paesaggio, e con le aree urbane di edilizia non controllata, hanno portato alla progettazione di un sistema residenziale modulare, che avesse anche degli spazi collettivi di lavoro al suo interno, e che si innestasse nella valle. In questo modo la visuale sull’acquedotto dalla zona più alta non è mai intralciata. Nella zona preesistente Quinta, unico edificio di pregio dell’area, viene posta la piazza principale del complesso, su vari livelli e in cui si inserisce un edificio con funzioni pubbliche: questo si adatta alle varie quote e permette il camminamento a più livelli. L’effetto complessivo è quello di un fabbricato che fuoriesce dalla terra.

04. Erasmus +

La progettazione quindi si è mossa su più scale, dall’analisi territoriale, al disegno urbano, dalla conformazione delle singole unità abitative a quelle dell’edificio pubblico, con attenzione alla creazione di spazi espositivi di qualità.

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UNIVERSIDADE LUSIADA DE LISBOA

PROJ

FACULDADE ARQUITECTURA E ARTES 2015/2016

Giulia 11093

04. Erasmus +

A Cidade Habitada II

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04. Erasmus + 24/48

Parque Florestal de Monsanto

Eixo Norte-Sul

Aqueduct

Campolide Station

Rua de Campolide


CAMPOLIDE AREA

L’area di progetto prescelta è interessante sotto molteplici punti di vista ed è collocata nei pressi della stazione ferroviaria di Campolide. Situata presso un importante snodo stradale e collegata con il treno, l’area è strategica sia dal punto di vista dei trasporti che del verde urbano, essendo in connessione con il Corridoio Verde e il Parco del Monsanto. Vi è inoltre la presenza fondamentale dell’antico acquedotto romano, ben conservato ma non valorizzato da ciò che lo circonda. A partire da queste premesse, ho effettuato un’analisi urbana dei punti di forza e delle criticità, quali ad esempio le abitazioni degradate in via Campolide: per queste è proposta una soluzione a grande scala che prevede un parco, edifici per la residenza ed un’area di attrazione pubblica.

04. Erasmus +

Green Corridor

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04. Erasmus + 26/48

Nei confronti dell’acquedotto, il progetto si pone in modo rispettoso, con altezze complessive che consentano una visuale costante sullo stesso.

Creazione di un’area adibita ad orti urbani per sfruttare positivamente la zona a rischio esondazione; inoltre questa ha la funzione di relazionarsi con la ferrovia e di formare una barriera naturale.

La “Quinta” mantiene la sua importanza simbolica e viene sfruttata maggiormente grazie ad un nuovo sistema di piazze pubbliche con funzioni di commercio e galleria.

R d d n a


Rua de Campolide molto trafficata Degraded urban areas Area at risk of flooding Caneiro de Alcantara Area di relazione con la ferrovia Quinta, simbolo del luogo

Strategie Deviazione del traffico di via Campolide con la creazione di una nuova strada, che assorba l’affluenza.

Area in relazione con il Corridoio verde Connessione diretta con il Corridoio Verde grazie ad un passaggio sopraelevato.

Relazione con il Monsanto

04. Erasmus +

Rinnovamento delle abitazioni degradate con un nuovo sistema di alloggi.

Punti di criticità

Relazione con l’acquedotto 27/48


04. Erasmus +

HOUSING Prospetti - Sezione longitudinale

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04. Erasmus +

THIRD PLACE Sezioni trasversale e longitudinale - Vista delle piazze

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05.

RIQUALIFICAZIONE DELL’ISOLA FIORITA Idroscalo, Milano

Laboratorio di Progettazione Architettonica II Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica

05. Riqualificazione dell’isola fiorita

Il progetto consiste nella riqualificazione dell’Isola Fiorita, presente nel bacino idrico dell’Idroscalo ed oggetto di rinnovamento dopo Expo 2015. L’idea è di inserire un nuovo asse paesaggistico di tensione, in continuità fra la darsena, la nuova fermata della metropolitana ed il bacino vero e proprio, caratterizzato da due poli di attrattività agli estremi: una palafitta ed una piattaforma, in stretto contatto con l’acqua.

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Il materiale utilizzato è il legno, leggero e di più facile adattamento nel contesto naturale del parco, con un sistema strutturale a telaio “doppio” che consente la copertura di luci larghe senza pilastri intermedi. Il ponte che costituisce l’assialità presenta delle allocazioni con funzione di street food, a sottolineare la volontà ludica e di contemplazione del complesso, che presenta inoltre vari sistemi di sedute. Le altezze sono varie e disposte in modo digradante verso il bacino per consentire una libera visuale da ogni punto; vi è la presenza inoltre di una torre di distribuzione che funge da punto più alto di osservazione e da landmark.


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05. Riqualificazione dell’isola fiorita


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05. Riqualificazione dell’isola fiorita


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05. Riqualificazione dell’isola fiorita


06.

SPLIT PARK via Benedetto Marcello, Milano

Laboratorio di Disegno Urbano e Architettura del Paesaggio Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica

Il progetto-lampo si ripropone di riqualificare l’area di via Benedetto Marcello, nel cuore del centro di Milano, a pochi passi da stazione Centrale e corso Buenos Aires. E’ proprio questa sua posizione a creare varie conflittualità nella zona, rispetto alla sua più tranquilla gemella, via Morgagni. L’utenza è prevalentemente di stranieri, così come le attività commerciali, mentre i residenti sono benestanti cittadini che mirano alla quiete pubblica. In quest’ottica, il confuso mercato settimanale (tra i più antichi di Milano) desta molti dubbi visto l’elevatissimo numero di bancarelle e le sue conseguenze: sporcizia, rumore, intasamento stradale e così via. La prima azione progettuale è quella di riorganizzare il mercato lungo una spina coperta, per consentire un maggior ordine e velocità nella pulizia. La copertura è leggera e modulare, in modo da adattarsi agli alberi preesistenti.

06. Split Park

Il parco lineare è costituito dal contrasto tra il verde e la pavimentazione che si incontrano in una “crepa” che si muove nell’area e, utilizzando varie altezze, definisce le funzioni: muri attrezzati, un anfiteatro, sedute. Il movimento diventa quindi vivo e attrattivo, senza lasciare zone interstiziali.

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Sezione AA’ 1:500

Sezione BB’ 1:500

3 A

A’

2

1

B’

2 CORDOLO CENTRALE Il parco è caratterizzato da una frattura che delimita nettamente l’area pavimentata da quella verde. Essa si muove e cambiando le sue altezze identifica varie pareti attrezzate o sedute.

5 COPERTURA La copertura è modulare e basata su una griglia trangolare: questo permette che possa muoversi lungo tutta la lunghezza e che si adatti alla presenza degli alberi, facendo loro spazio attraverso di essa. Nel complesso dà un’impressione di leggerezza e demarca l’area del mercato.

06. Split Park

B

1 TOPOGRAFIA, VERDE E ALBERI Gli alberi esistenti sono stati mantenuti e l’impianto è costituito in modo da adeguarsi ad essi. Sono previsti degli innalzamenti del terreno in corrispondenza del cordolo centrale che possono essere utilizzate come aree relax.

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07.

LAYER HOUSE Workshop Atmospheres2016

07. Layer House

Laurea Magistrale in Progettazione Architettonica Esposizione presso Fuori-Salone del Mobile 2016

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07 Layer House


08.

UN NUOVO POLO CULTURALE Museo di Santa Giulia, Brescia

Laboratorio di Progettazione Architettonica III Laurea Triennale in Progettazione Architettonica

La città di Brescia, dal forte impianto planimetrico romano, presenta all’estremità del suo ex cardo il Museo di Santa Giulia, uno dei più antichi. Dalla necessità di fornire quest’ultimo di un adeguato spazio per mostre temporanee, attualmente effettuate in una struttura fittizia, nasce il progetto, appendice dell’edificio esistente. Questo riprende l’ingresso attuale e si conforma come l’unione di due corpi: uno allungato e porticato, sede delle esposizioni, e uno di cerniera, che si innesta direttamente sulle vicine mura. L’edificio espositivo tratta il fronte d’ingresso come una zona di camminamento ombreggiata, mentre il fronte verso il parco interno è vetrato e inclinato al primo piano, per avere un maggiore contatto con lo spazio aperto. L’auditorium di cerniera presenta anche la chiusura del percorso espositivo, con un sistema di coperture inclinate e di percorsi che conducono all’opera principale: la statua della Vittoria Alata di Brescia, posta su una passerella e davanti ad un taglio di vetro, che permette la visuale diretta sul castello. Allo stesso modo è trattato lo sfondo della sala auditorium e al di sotto di questo è posto l’archivio storico della città.

08. Nuovo polo culturale

I vari livelli del sito sono connessi da scalinate paesaggistiche che consentono la visuale su tutta l’area ed in particolare sulla preesistente domus romana.

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08. Nuovo polo culturale


08. Nuovo polo culturale

Pianta Secondo Piano, Sezione Trasversale 1:200

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08. Nuovo polo culturale


08. Nuovo polo culturale

SEZIONE DELLA GALLERIA, SEZIONE DEL TEATRO, FOTO MODELLO 1:200

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08. Nuovo polo culturale


FOTOGRAFIA Living in Marrakech

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https://www.behance.net/gallery/57132817/Marrakech-Sky-shapes

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FOTOGRAFIA Thai Landscape

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https://www.behance.net/gallery/65571887/Details-Bangkok


https://www.behance.net/gallery/65572099/Details-Thai-landscape

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Portfolio Giulia Sicignano  

Selected academic works Politecnico di Milano 2012-2018

Portfolio Giulia Sicignano  

Selected academic works Politecnico di Milano 2012-2018

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