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the UNCONVENTIONAL CITY

UNCONVENTIONAL CITY

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

R K

A

Giacomo Calisti Domenicononi Giulia Giovanni Maria Laguzzi

the


2 UniversitĂ  degli Studi di Ferrara Corso di Laurea Specialistica in Architettura Anno Accademico 2012/2013

Primo Relatore / Nicola Marzot Secondo Relatore / Giuseppe Saponaro Correlatore / Vittorino Belpoliti Laureandi Giacomo Calisti Giulia Domeniconi Giovanni Maria Laguzzi


THE

UNCONVENTIONAL CITY

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KAR

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ST R AT E G I E P E R U N P R O G E T TO D I R I U S O C O M E S P E R I M E N TA Z I O N E U R B A N A


INDICE

07

ABSTRACT

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Introduzione

SEZIONE 1 // LA CITTA’ INFORMALE 17

Riqualificazione urbana

21

Usi temporanei

27

Riuso di aree dismesse - Casi studio Europei

43

Berlino

57

Strumenti

SEZIONE 2 // BOLOGNA Contesto dell’informale a Bologna

87

Planimetrie Culturali

91

Zona industriale Roveri

95

Strumenti urbanistici vigenti

4

67

SEZIONE 3 // THE UNCONVENTIONAL CITY 99

Ex Consorzio Agrario Provinciale - Stato di fatto

151

Misure preliminari

177

Approccio per stralci

183

Opere di bonifica

193

Tecnologie

221

Colonizzazione

249

Crescita

267

Evoluzione


299

Ringraziamenti

302

ELABORATI GRAFICI

SCHEDE DI APPROFONDIMENTO 163

Protocollo d’intesa

164

Libere Associazioni

166

Temporiuso

168

+s+t

170

Comodato d’uso

180

Comunità di Mestieri

190

Fattibilità

229

Banca del tempo

246

Fab Lab

258

Gruppo di Acquisto Solidale

284

Possibili insuccessi

286

Scenari futuri

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BIBLIOGRAFIA

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ABSTRACT

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L

L’obiettivo è incanalare l’ energia della collettività in un azione diretta di trasformazione degli spazi urbani dismessi della città, costruendo una nuova forma di spazio pubblico capace di innescare processi positivi di inclusione sociale, promozione culturale e recupero ambientale.

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Il metodo si basa sull’analisi dell’esperienze di questo tipo ormai consolidate in Europa, prestando particolare attenzione verso le pratiche e gli strumenti legali e organizzativi che permettono lo sviluppo di tali iniziative parallelamente alla trasformazione tradizionale della città. Con l’obiettivo di operare una contestualizzazione sul territorio italiano viene definita la strategia di progetto, la quale innanzitutto individua l’ ampio spettro di strumenti non architettonici costituenti i presupposti necessari a far partire il processo di sviluppo. Questo approccio complesso di tipo strategico inoltre concepisce la trasformazione in segmenti temporali diversi che hanno l’obiettivo di garantire la gestibilità della trasformazione a fronte della mancanza di risorse causate dall’attuale congiuntura economica.

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’oggetto della Tesi è l’intervento di rigenerazione urbana di un area ad uso ex industriale nella periferia est della città di Bologna attraverso un approccio di tipo sperimentale, che utilizzi come forza di trasformazione della città le potenzialità inedite degli usi spontanei ed informali.


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INTRODUZIONE

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duzione della capacità di operare grandi trasformazioni immobiliari, a causa della sostanziale indisponibilità di risorse sia pubbliche che private. Un gran numero di edifici ed aree, dopo la dismissione, restano oggi inutilizzati nell’attesa della sperata ripresa dell’economia, grazie alla quale sia di nuovo possibile riattivare percorsi di trasformazione tradizionali. Attualmente queste “derelict lands” sfuggono alle maglie della pianificazione preventiva,generando così situazioni di degrado fisico e sociale che impongono la priorità di riflessione su tale questione.

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La perdurante crisi economica ha provocato una drastica ri-

Tali presupposti provocano un rinnovato interesse per il tema della rigenerazione urbana e della valorizzazione del patrimonio esistente.

Per far fronte allo stato di crisi si è adottata una politica di austerità che ha portato al congelamento di nuove iniziative, impedendone di fatto la realizzazione e immobilizzando un intero settore. Al contrario, crediamo che l’indisponibilità di risorse, o per lo meno l’impossibilità di seguire la “vecchia via” alla speculazione immobiliare, dovrebbe essere colta come un’ opportunità unica per poter ipotizzare e sperimentare nuove forme di azione architettonica e urbana nella città.

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L’azione di rigenerazione urbana su tali territori deve saper agire attraverso un approccio al progetto di tipo complesso, capace di rispondere alle sempre maggiori necessità della città e facendo i conti con l’ormai cronica indisponibilità di risorse finanziarie.


Proprio per questo la riqualificazione delle aree dismesse diventa il campo primario della sperimentazione di nuove strategie e pratiche progettuali che possano portare a compimento gli esiti della riflessione contemporanea sullo sviluppo della città e sulla riduzione dei consumi. La nostra ricerca di tesi di pone l’obiettivo di cogliere questa opportunità, attraverso la proposta di un progetto di recupero dell’esistente che generi una forma di uso urbano innovativa.

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Innovativa in quanto la strategia di progetto prevede l’integrazione di usi temporanei, un nuovo concetto di standard architettonici e estetici, la necessità di rispondere ad importanti questioni sociali, ambientali ed economiche e la volontà di valorizzare le energie della collettività, sfruttando efficacemente il patrimonio esistente. Tale scelta impone un approccio strategico di tipo complesso che ha l’obiettivo di garantire all’ipotesi progettuali le caratteristiche di realizzabilità e fattibilità. Il percorso seguito nello sviluppo dell’idea si caratterizza dunque come un iter articolato, che va dalla definizione di strumenti e politiche urbane possibili, al vero e proprio progetto architettonico di recupero. Gli strumenti e le politiche sperimentali necessarie al progetto sono stati individuati grazie ad un percorso di analisi in ambito europeo, nel quale le pratiche temporanee e informali sono ormai consolidate da tempo. A questo percorso è poi seguito il confronto con le realtà ben più esigue presenti sul territorio italiano. Con particolare attenzione è stato analizzato l’operato dell’associazione Temporiuso a Milano e soprattutto Planimetrie Culturali a Bologna per l’esperienza diretta sul territorio bolognese. Inoltre lo studio del progetto +Spazio+Tempo a Torino è risultato contestuale alla nostra ricerca per individuare un approccio sperimentale di governance. Grazie a tali studi sono state dunque individuate le misure preliminari che garantiscono la realizzabilità dell’idea, rendendo di fatto possibile innescare la trasformazione prevista dell’area. Tali misure si concretizzano in una rete di sinergie e contatti che porta a sviluppare accordi inediti con l’amministrazione e suggerisce nuove forme di finanziamento al progetto.


Il programma scelto, grazie all’attenta analisi del contesto della città di Bologna e ad un approfondito studio della casistica europea individuata in fase di ricerca, prevede di costituire un centro culturale indipendente, così definito in virtù della natura delle attività presenti e della autogestione degli spazi. Le attività proposte rientrano primariamente negli ambiti della promozione culturale e della produzione creativa, sia artistica che artigianale e tecnologica. Lo spirito della città di Bologna ha inoltre ispirato la forte vocazione sociale del centro, che persegue finalità di integrazione sociale, multiculturalismo ed erogazione di servizi alla comunità circostante, elemento tra l’altro essenziale per integrare il progetto nel territorio e per formare la rete di aiuti e supporto necessari al successo dell’iniziativa.

INT R O DU ZIO NE

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La strategia ipotizzata prevede la gestione della trasformazione attraverso la segmentazione temporale in 3 fasi. L’avanzamento per stralci consente una partenza pressoché immediata del progetto, evitando la stasi in attesa del raggiungimento di tutte le condizioni necessarie per una trasformazione completa dell’area. In questo modo è possibile l’allocazione graduale delle risorse finanziarie, affinché le risorse generate in una fase possano essere reinvestite nella fase successiva. Lo sviluppo per fasi permette inoltre un costante monitoraggio del progetto, il che rende possibile, attraverso le reazioni generate dalle attività proposte, operare eventuali adeguamenti in corso di realizzazione.

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Un’altro importante elemento della strategia progettuale consiste nel coinvolgimento della collettività come componente attiva della trasformazione, nella figura di associazioni e forze locali emerse con la “mappatura culturale” del territorio bolognese. Questo per rispondere in primo luogo alla volontà forte di integrare nel progetto politiche di promozione culturale e sociale e allo stesso tempo, grazie all’impiego della grande energia potenziale della collettività che viene direttamente impegnata nel recupero e nella gestione degli spazi, è possibile ridimensionare notevolmente la quantità di risorse economiche necessarie. Infatti, l’operato di quella che noi chiamiamo “comunità di mestieri”, che è la vera forza peculiare degli usi informali e spontanei, viene integrato in un progetto di architettura attraverso la collaborazione attiva nel recupero degli spazi, nonché come elemento attivatore che garantisce reale vitalità degli stessi.


Questi aspetti risultano coerenti con lo sviluppo della cosiddetta industria culturale che come tale richiede grande disponibilità di spazi a basso costo come presupposto essenziale di sviluppo e un ambiente stimolante nel quale sia realizzabile l’autoproduzione e la sperimentazione. Le grandi aree urbane inutilizzate oggetto della riqualificazione possono diventare il terreno fertile e il laboratorio di prova per nuovi tipi di attività, in cui la sperimentazione creativa possa essere condotta a basso rischio finanziario e ridotte difficoltà gestionali.

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Infine il centro si configura come uno spazio ricreativo aperto alla frequentazione per il tempo libero grazi agli impianti sportivi e alla gestione comunitaria delle aree verdi. Il progetto architettonico prevede il recupero integrale delle strutture esistenti individuato uno stadio basico di intervento volto ad ottenere l’agibilità degli spazi grazie a quelle che vengono definite “opere essenziali”, ovvero la bonifica ambientale, la messa in sicurezza e l’infrastrutturazione impiantistica di base. In seguito al raggiungimento di questo stadio grezzo, la trasformazione viene completata nel tempo grazie all’operato della comunità di mestieri che in questo modo potrà interpretare e caratterizzare gli spazi in base alle sue esigenze, rispondendo il tal modo anche alla necessità di minimizzare le spese. Seguendo la stessa logica, i capannoni vengono funzionalizzati grazie a strutture temporanee esterne in tubi innocenti che hanno lo scopo di alloggiare impianti e soluzioni tecnologiche low-cost, ma anche una serie di elementi iconici, rappresentativi dell’identità e dello spirito del centro culturale. Una struttura temporanea in tubi innocenti di grandi dimensioni circonda in maniera parassitaria l’edificio maggiormente degradato del complesso industriale. Tale costruzione, chiamata Fun Palace in riferimento all’omonimo progetto di Cedric Price, è una struttura ricreativa pensata per accogliere eventi ed attività non meglio specificati. Infatti è una struttura concepita come non permanente, facile da smontare e da modificare nel tempo, a seconda delle necessità dimostrate dagli utenti, ospitando attività ricreative di molteplici tipi. Il Fun Palace costituisce quindi un elemento di grande forza identitaria per il centro culturale, grazie alla grande dimensione e all’impatto visivo che genera nei visitatori, rappresentando così il vero e proprio elemento simbolo del KAR - Konsorzio delle ARti.


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RIQUALIFICAZIONE URBANA

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Il concetto di Riqualificazione risulta essere una nozione piut-

Alla luce di queste considerazioni risulta chiara la complessità che il generico termine di Riqualificazione urbana deve affrontare. Non si tratta solo di recuperare le grandi aree produttive (industrie dismesse, aree portuali, ecc.) e le relative aree residenziali che più hanno sofferto della fine del sistema produttivo fordista, ma rispondere anche alle più grandi sfide di rigenerazione sociale ed economica, riabilitazione funzionale,tecnologica e prestazionale, bonifica dei suoli, competività territoriale, salvaguardia ambientale, riorganizzazione infrastrutturale in termini di area vasta, sviluppo locale e sviluppo sostenibile.

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In questi anni, si sono sviluppate diverse insofferenze nei confronti delle nostre città, non solo legate alla fine dell’era fordista e quindi di una determinata organizzazione produttiva, sociale e spaziale, ma anche, a seguito della questione ambientale, legate alla qualità prestazionale dello stock edilizio e alla sostenibilità complessiva degli interventi. A questi vanno aggiunti gli obiettivi di competizione globale che l’attuale processo di sviluppo impone alle nostre città e la questione, ancora aperta, che il nuovo modello di produzione e i conseguenti processi di accumulazione di capitale sociale e culturale devono affrontare in tema di ridistribuzione.

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tosto ambigua in quanto si tratta di un termine/contenitore abbastanza capiente da poter comprendere qualsiasi obiettivo e molteplici forme di intervento. Tale genericità e ambiguità risponde però ad altrettanto generiche aspettative ed esigenze di maggior qualità urbana.


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Per raggiungere questi obiettivi è stato necessario un processo di innovazione normativa orientato alla riorganizzazione dell’amministrazione pubblica e alla ridefinizione dei livelli di pianificazione territoriale. In circa dieci anni sono stati prodotti una serie di strumenti volti a l’integrazione e la concertazione delle politiche settoriali, al coinvolgimento delle risorse locali sia pubbliche che private e alla codificazione di processi negoziali e partecipativi, andando così a formare quelli che saranno definiti Programmi Complessi per la trasformazione qualitativa del territorio. Questo sforzo organizzativo e finanziario ha permesso all’Italia, seppur in ritardo, di adeguarsi alle politiche territoriali e urbane promosse dall’Unione Europea e tende a mettere città e regioni italiane nella condizione di poter accedere ai Fondi strutturali europei e ai network di città e regioni sostenute dall’Unione Europea. Analizzando l’esperienza italiana è possibile declinare la casistica di riconversione, recupero e rinnovo urbano in tre filoni, riportando la classificazione individuata da Silvia Saccomani: - filone urbanistico, che comprende i programmi complessi finalizzati a innovare strumenti e procedure; - filone sviluppo locale, che comprende programmi finalizzati all’attuazione di politiche di sviluppo locale; filone rigenerazione urbana, che comprende programmi finalizzati ad attuare politiche di coesione e di integrazione sociale.1 I confini della schematizzazione proposta non possono che essere labili in quanto spesso gli obiettivi di molti programmi complessi sono o dovrebbero essere sovrapponibili anche se, nella realtà, solo poche città hanno saputo implementare programmi appartenenti a famiglie diverse. Quello che emerge è una sostanziale predominanza dell’intervento urbanistico e la realizzazione di opere pubbliche in quasi tutti i programmi, inoltre sono scarse le declinazioni degli strumenti verso modelli processuali orientati all’empowerment dei cittadini svantaggiati o verso modelli capaci davvero di integrare politiche sociali, politiche per la sicurezza e politiche culturali con le politiche urbane di tipo integrato e innovativo. Il senso culturale e non solo tecnico della riqualificazione urbana va collegato alla stagione del recupero dei centri storici (1978 Piano di recupero del patrimonio edilizio e urbanistico) e all’approccio ideologico che ne è scaturito,


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concentrato solo sull’aspetto fisico e sulla valorizzazione del patrimonio, così come al contesto storico e economico nel quale si sono formati i PRU, PReU e CdQ, che risultano ancorati ai canali di finanziamento per le politiche abitative pubbliche (G. Franz2).

Il risultato positivo della recente stagione di riqualificazione urbana va ricercato in quel che riguarda i processi, l’innovazione e l’organizzazione amministrativa, con l’apparizione di un approccio realmente pluridimensionale, integrato, attento al processo, all’efficacia e alla sostenibilità sociale, mentre carenti risultano i successi rispetto agli obiettivi e agli esiti di trasformazione spaziale, funzionale, relazionale e di cultura della città.

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A dispetto dei requisiti e degli obiettivi richiesti, i progetti realizzati si sono limitati a lavorare sull’aspetto edilizio-urbanistico-infrastrutturale facendo prevalere una logica di ricapitalizzazione guidata con un certo peso dal fattore denaro (D. Harvey3) o favorendo la fruizione di coloro che non necessitano dell’intervento pubblico. In molti casi non si può negare l’aumento di qualità fisico e spaziale dei servizi pubblici ( asili, scuole, ospedali, attrezzature sportive ) a scapito però dei posti disponibili e del costo che grava sulle famiglie, così come è evidente l’aumento di qualità di determinati beni di consumo ( vino, cibo, abbigliamento ) che tuttavia ha comportato un innalzamento della soglia di accesso all’appropriazione di questi beni.

Il perdurare della crisi finanziaria mette freno allo sviluppo di grandi programmi di riqualificazione urbana lasciando aperta le questioni non risolte dell’ammodernamento, del rafforzamento competitivo delle città, delle aree dismesse in abbandono e del disagio sociale sempre più forte di determinate categorie più deboli o critiche. 1

Saccomani S. (2004), “Programmi complessi: una rilettura delle esperienze”, in AA.VV., Valutare i programmi complessi, Centri di Valutazione Territoriale, Regione Piemonte, pp. 15-38.

2

Franz G. (2005), La riqualificazione continua. Strumenti, pratiche e problemi della trasformazione urbana in Italia,Alinea editrice, Firenze, pp. 44-53.

3

Harvey D. (1998), L’esperienza urbana, Metropoli e trasformazioni sociali, Il Saggiatore, Milano, p. 208.

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Alla luce di questi anni di riqualificazione delle nostre città è emersa la mancanza di una chiara visione politica in grado di guidare le esperienze di programmazione complessa realizzate in questi anni che, seppur con isolati episodi di successo, non sono state in grado di incidere sull’assetto organizzativo e funzionale generale della città limitandosi spesso a interventi puntuali.


20 The Decorators e Atelier ChanChan, ristorante temporaneo Ridley’s, London Design Festival, 2011


USI TEMPORANEI

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In queste zone di stagnazione sono andati a ricrearsi in tutta Europa movimenti spontanei e informali di riappropriazione degli spazi abbandonati o sottoutilizzati. Questo tipo di pratiche, che chiameremo ‘temporanee’, si inseriscono nel periodo di mezzo tra vecchia e nuova destinazione d’uso, in tutte quelle aree il cui futuro è vago per un tempo definito o indefinito e che si identificano semplicemente in non più o non ancora. Zone che risultano inutilizzabili secondo i canali ufficiali di gestione del territorio e nei quali forme più tradizionali di pianificazione e progettazione hanno fallito per svariati motivi: dai costi elevati di riqualificazione e bonifica ambientale, alle opposizioni politiche e alle proteste locali per progetti decontestualizzati, o alla lentezza nell’approvazione di piani e progetti di recupero.

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N

egli ultimi 20 anni, a seguito della stagnazione economica, e con il passaggio dall’economia fordista ad un nuovo modello di economia fondata sulla produzione di capitale sociale e culturale, assistiamo ad un riassetto della struttura urbana e delle pratiche di trasformazione della città. La partnership pubblico-privata ed il neoliberismo hanno portato ad un ineguale distribuzione delle risorse finanziare privilegiando solo quelle parti di città con maggior capacità attrattiva di capitale e lasciando fuori dalle dinamiche di trasformazione interi brani di città. In special modo ciò riguarda quelle aree dal carattere non emergenziale che in questo modo risultano fuori anche dai canali di finanziamento della Comunità Europea per progetti e programmi integrati.


Il nostro studio si è focalizzato in quei casi in cui le pratiche informali hanno trasformato queste aree in nuove forme di spazio pubblico.

AZIONI SPONTANEE TIPOLOGIE (da Urban Catalyst - nostra rielaborazione)

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Il tema non è nuovo, negli anni ‘70 assistiamo già ad iniziative di questo genere con l’obiettivo di fare attivismo e contestazione politica. La caratterizzazione unica nell’ideologia politica rende rigido e chiuso l’accesso alle strutture occupate, monopolizzate da gruppi autonomi e collettivi studenteschi. Negli anni ‘90, specialmente in Italia, si formano comunità indipendenti che occupano fabbriche e capannoni abbandonati in periferia. Queste comunità realizzano centri illegali ( Centri Sociali Occupati e Autogestiti ) che rappresentano uno spazio di aggregazione e formazione tra i vari gruppi sociali che frequentano il centro, ai quali in seguito si aggiungono comunità di immigrati. A differenza dei movimenti di protesta delle precedenti iniziative, le attuali azioni degli utenti temporanei sono orientate più sulle visioni personali o su specifici progetti culturali e non producono più degli enclaves ma una nuova forma di spazio pubblico che diventa nuova centralità d’uso. L’obiettivo principale è attrarre, anche se spesso ci si rivolge a un pubblico specifico. Operando nella zona grigia del settore no profit, cooperano con iniziative di volontariato, contribuiscono all’equilibrio e alla stabilizzazione sociale dei vicini quartieri orientando le loro azioni al welfare comune e alla produzione di cultura. I temi di presidio, bonifica culturale, rigenerazione urbana in termini di riqualificazione del patrimonio edilizio, la sottrazione dello stesso ad atti di vandalismo e deperimento, il contenimento del consumo di suolo, la possibilità di reintrodurre un ciclo produttivo in quel ‘tempo di mezzo’ tra vecchia e nuova destinazione d’uso di un edificio che possa servire come zona libera alla sperimentazione, sono spesso rivendicati dagli stessi utenti temporanei che richiedono a gran voce il diritto di utilizzare il vasto patrimonio dismesso o inutilizzato delle nostre città. Il fenomeno degli usi temporanei è vario e complesso. L’uso temporaneo si verifica in molti contesti, enormemente differenti tra loro. In quasi tutti i casi, tuttavia, i soggetti coinvolti hanno ridotte capacità economiche ma sono in grado di adattarsi a qualsiasi circostanza e si appoggiano sull’aiuto mutuo.

Occupazione temporaneea nel time-gap che intercorre tra il momento della dismissione dell’edificio e la futura trasformazione si genera un uso pioniere temporaneo, che tremina una volta iniziato il progetto previsto

Migrazioni Urbane l’uso pioniere cambia continuamente localizzazione all’interno della città, perfezionando ad ogni passaggio la struttura e la portata dell’iniziativa (maggior numero di attività e utenti coinvolti)

≥≥

Impulso i pionieri stabiliscono una nuova destinazione d’uso per l’area, la quale attrae iniziative simili generando quindi un nuovo cluster, il quale poi influenzerà lo sviluppo futuro dell’area anche se l’iniziativa iniziale dovesse terminare

≥≥

Coesistenza i pionieri continuano la propria attività anche quando l’area viene trasformata e passa a nuova destinazione d’uso, attraverso una forma di coesistenza degli spazi e delle attività

≥≥

Formalizzazione l’uso informale in seguito al successo dell’iniziativa puo’ iniziare un persorso di formalizzazione: - regolamentazione della comunità -stipula di contratti e permessi -maggior coinvolgimento della pubblica amministrazione tramite finanziamenti, aquisizione dell’area, inserimento del progetto nel piano di sviluppo della città


le iniziative non sono mai isolate, nascono in CLUSTER dotati di un’identità precisa, risultato di reti sociali i cui componenti condividono gli stessi valori; le reti nascono grazie a conoscenze e amicizie informali, passaparola e social network

STRUTTURA INTERNA COMUNITA’ le relazioni speciali tra i partecipanti all’iniziativa portano alla coesione del gruppo e all’integrazione di tutte le parti tramite: aiuto reciproco in termini non monetari condivisione delle risorse/strumenti coesione nel difendere l’iniziativa contro istituzioni/proprietari

In tutti i casi risulta fondamentale la presenza di infrastrutture il più possibile intatte e la densità di potenziali attori. Specificatamente per la densità di potenziali attori e la necessità di creare network di queste iniziative non tutte le città si prestano allo stesso modo ad ospitare questo tipo di attività temporanee. Infatti la più grande risorsa a disposizione di questi utenti sono le loro reti sociali e professionali. Senza la presenza di supporto reciproco e di comunità dotate delle competenze specifiche per affrontare la trasformazione dell’area è altamente improbabile ipotizzare questo tipo di progetto. Le città nelle quali si sviluppano processi informali presentano caratteristiche specifiche collegate alla necessità di costituire una rete di relazioni informali: oltre ad una dimensione sufficiente, è fondamentale la presenza di un ambiente preesistente favorevole, ovvero la presenza di altri usi informali in città, una generale tolleranza sociale e politica, nonché un ambiente culturale attivo e aperto alla sperimentazione.

U SI T EM PO R A NEI

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NASCITA DELL’IDEA RETI/NETWORK

Gli usi temporanei si appropriano degli spazi informali della città, ma non tutti sono idonei allo sviluppo di queste iniziative. I pionieri ‘scelgono’ un luogo in virtù delle sue caratteristiche territoriali e spaziali, misurate in relazione all’attività che verrà sviluppata nell’area. Non tutti gli spazi abbandonati si prestano in egual modo ad iniziative di uso temporaneo volte a ricreare spazio pubblico. In termini di accessibilità e ubicazione risulta fondamentale il collegamento con i mezzi pubblici e privati, mentre si preferiscono aree che seppur centrali non interagiscano direttamente con zone residenziali per permettere una maggior libertà di uso degli spazi senza incorrere in problemi derivanti dal disturbo della quiete pubblica. Aree limitrofe alle zone residenziali, vicine a grandi intersezioni, in prossimità delle stazioni ferroviarie o in zone dal carattere industriale sono quindi le più adatte per la realizzazione di usi temporanei di questo genere.

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SCELTA DEL LUOGO luoghi specifici per progetti specifici

Il capitale socioculturale e principi di intervento minimo prendono il posto dei termini finanziari e tramite la logica del fai-date, questa particolare tipologia di utenti che potremmo chiamare ‘Pionieri’ (K.Overmeyer), primi veri e propri colonizzatori delle aree abbandonate, sono in grado di lavorare con le condizioni esistenti, sperimentando e improvvisando soluzioni per adattare lo spazio alle loro necessità. Lo spazio costruito non è il fine ultimo ma il punto di partenza (UC - K. Christiaanse).


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L’utilizzo dei media è inoltre necessario per ricreare consenso tra i cittadini e attirare attenzione ed utenti nell’area. Diffondere l’iniziativa tramite rete di conoscenze personali, passaparola, manifesti, volantini, social network, newsletter, qualsiasi forma di comunicazioni informale e formale atta a sostenere gli usi informali è vitale e intrinseca del progetto.

MEDIA contribuiscono alla diffusione dell’iniziativa e creano consenso tra i cittadini

Gli attori coinvolti sono molteplici, oltre ai Pionieri, risulta fondamentale la presenza di una particolare figura che opera per ricreare le condizioni necessarie a rendere possibile l’iniziativa. Questo tipo di figura, che chiameremo agente o intermediario, ha la funzione di ‘ponte’ tra utenti temporanei, autorità e proprietario. Senza la necessaria mediazione di questa figura, in grado di capire sia i meccanismi informali che dialogare con il linguaggio delle autorità, non sarebbe possibile proporre questo tipo di iniziative. L’agente (associazione culturale, cooperativa, Ong, ufficio pubblico) gestisce l’intera organizzazione del processo di riuso temporaneo e facilita il passaggio di informazioni, documenti e permessi amministrativi, organizza le strutture, coordina programmi ed azioni, ottiene i fondi necessari, risolve i problemi legali e si occupa di trattare con la proprietà per ottenere gli spazi in una condizione ammissibile per consentirne l’uso temporaneo.

AGENTI associazioni a scopo culturale/ artistico/ di promozione sociale creano le condizioni necessarie iniziali per permettere lo sviluppo dell’iniativa, assistono il processo

Per permettere l’inserimento di queste funzioni può essere necessario mettere in sicurezza i locali utilizzati con interventi ‘essenziali’ come la rimozione di detriti, il consolidamento strutturale minimo, l’installazione di sistemi antincendio, la dotazione o il ripristino delle infrastrutture primarie. La stagnazione economica e il perdurare della crisi finanziari hanno portato queste strategie nel centro della discussione di questi ultimi anni e si sono moltiplicati i tentativi di incorporare gli usi temporanei in nuove forme di pianificazione urbana mettendo in discussione il ruolo di architetti, urbanisti, amministratori e investitori. Alcune associazioni e Ong si propongono come soggetti intermediari, suggerendo nuovi scenari progettuali e richiamando l’attenzione pubblica sugli spazi vuoti tramite bandi di idee, supportando le realtà associative ed artistiche nella fase di avvio, dando suggerimenti nella definizione di un piano finanziario per il mantenimento dell’immobile, della comunicazione verso l’esterno al quartiere e alla città, e della collettivizzazione e messa in rete di diverse competenze.


U SI T EM PO R A NEI

Determinate esperienze di rivendicazione sociale di spazi in abbandono da parte di artisti e attivisti ha segnato la storia, disegnato percorsi progettuali e regole d’utilizzo, posto le basi per future politiche pubbliche del riuso temporaneo.

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Nel nostro percorso di analisi, costellato di episodi puntuali, esperienze personali e continui stimoli provenienti da differenti direzioni, abbiamo individuato una serie di casi a livello europeo e esperienze pilota nella scena nazionale ( Temporiuso, Planimetrie Culturali e in parte il progetto +s+t della città di Torino) ed è stato essenziale lo studio delle ricerche finora prodotte. In particolar modo il progetto di ricerca “Urban Catalyst”, coordinato dall’omonimo studio berlinese, finanziato dall’Unione Europea (FP5: Key Action 4, “City of Tomorrow Cultural Heritage” in collaborazione con l’Università Tecnica di Berlino, è servito come chiave di lettura per comprendere questo fenomeno e come base teorica delle strategie che andremo a proporre.

MEDIA MEDIA PIONIERI PIONERI

AGENTI

UTENTI UTENTI

PUBBLICA

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE AMMINISTRAZIONE

proprietario proprietario

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CITTA’ CITTA’


26 Aftersquat, 59 Rue Rivoli, Parigi


RIUSO DI AREE DISMESSE

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CASI DI STUDIO EUROPEI

tive di tipo informale e indipendente si siano sviluppate molto più ampiamente rispetto all’Italia, e come siano state nella maggior parte dei casi integrate nella politica di sviluppo della città. Queste dinamiche sono generalmente tollerate e ben accolte, e in alcuni casi sono diventate parte dell’identità specifica della città che le ospita ( Berlino, Amsterdam ).

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In Europa da molti anni è possibile osservare come le inizia-

Le iniziative sono centinaia in tutta Europa, alcune anche in Italia, dunque è stato necessario selezionare solo quelle più interessanti ed utili rispetto al nostro tema di progetto attraverso la definizione di alcuni criteri:

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Gli stati maggiormente interessati dallo sviluppo di strategie informali di riuso di edifici sono principalmente Germania, Olanda, Gran Bretagna e Austria, stati che presentano teorie e modelli di politica urbana all’avanguardia. Al fine di individuare le caratteristiche fondamentali di questo tipo di strutture e le possibilità di sviluppo all’interno della città, abbiamo proceduto a mappare un certo numero casi studio sull’intero territorio europeo. Una mappatura culturale, che non è stata affatto semplice, in quanto spesso le informazioni inerenti sono incomplete o incorrette, mancando quasi del tutto la letteratura di riferimento. Ricerche universitarie e progetti di ricerca appena pubblicati come Urban Catalyst ci hanno aiutato nell’individuare i progetti.


RECUPERO EDIFICI IN DISUSO Come primo fattore di selezione tra i casi,in linea con gli obiettivi di ricerca del corso di sintesi finale e con il nostro tema di progetto, abbiamo preso in considerazione solo le iniziative che riutilizzano il patrimonio edilizio esistente, prediligendo le iniziative volte al recupero di spazi ex industriali. La riqualificazione consiste nello sviluppo di un’iniziativa informale in un edificio (oppure un’area) precedentemente adibito ad altre funzioni. DIMENSIONE Un ulteriore criterio di scelta riguarda la dimensione dell’area / edificio che viene occupato: almeno maggiore di 2500 mq, per analogia con l’area di progetto da noi scelta di grande dimensione ( oltre 40000 mq ).

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CONDIZIONE Le occupazioni informali/temporanee che si dichiarano Art Factories, sono innumerevoli e nascono e muoiono continuamente. Le iniziative selezionate sono solo quelle che hanno consolidato la loro struttura nel tempo, giungendo ad accordi stabili con la proprietà e l’amministrazione pubblica, oppure che abbiano compiuto un processo di formalizzazione. Questo esclude dunque le iniziative di tipo illegale, conosciute come ‘squat’, le quali non presentano effettive analogie con quanto da noi proposto, sebbene una superficiale analisi le possa in parte confondere. L’analisi attenta del contesto normativo e amministrativo locale e nazionale infatti è volto alla formalizzazione dell’iniziativa, la quale è un punto cardine della nostra strategia, nonché elemento che contraddistingue l’azione come effettivamente portatrice di rigenerazione urbana. Rispetto ai casi europei analizzati, in alcuni casi questo processo è stato talmente imponente che ci si stupisce che l’input iniziale sia stato di tipo spontaneo ed informale ( La Friche de Belle Mai a Marsiglia, ad esempio ). Non è possibile sintetizzare la condizione di questi centri: ognuno di essi ha una storia specifica che si svolge attraverso varie fasi, ed ognuno è diverso nella struttura legale e gestionale. Di ogni progetto di riuso temporaneo o informale abbiamo quindi individuato le caratteristiche fondamentali che ne permettano il veloce inquadramento, lasciando per una trattazione a parte il tema degli strumenti amministrativi e legali.


Quelli che chiamiamo Agenti sono invece entità intermedie costituite da associazioni culturali non governative consolidate, personaggi culturali influenti oppure promotori immobiliari, che già precedentemente osservato costituiscono il ‘ponte’ tra la pubblica amministrazione e i pionieri, facilitando il passaggio di informazioni, documenti e permessi amministrativi, coordinando programmi ed azioni, ottenendo i fondi necessari, risolvendo i problemi legali e trattando con la proprietà.

CASI STUDIO

Con questo termine si indicano coloro che hanno avviato l’iniziativa, dando il primo impulso ad un processo che spesso in seguito coinvolgerà un sistema di attori complesso ed articolato. Per semplificare, quelli indicati sono i primi attori in ordine cronologico. Chiamiamo Pioneri (come li definisce Urban Catalyst) gli attori di tipo informale, ovvero associazioni o collettivi di artisti, comitati di residenti, gruppi politici che spontaneamente si uniscono con l’obiettivo comune di occupare un edificio e realizzare una nuova iniziativa, con o senza l’appoggio del comune. In molti casi, il gruppo si forma grazie alla comune contestazione del piano previsto per l’edificio (demolizione e ricostruzione), proponendo un piano differente che invece conservi la struttura dell’edificio e le specificità del quartiere.

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PROTAGONISTI

Come Amministrazione pubblica si intendono le Città, le entità territoriali regionali, il Governo Statale oppure Enti territoriali Governativi, le Agenzie di Sviluppo che in hanno dato il via allo sviluppo dell’iniziativa. OBIETTIVO

Attivazione distretto creativo L’obiettivo principale è realizzare un centro d’arte, dove siano presenti spazi liberi nei quali gli artisti possano lavorare e vivere, atelier e laboratori, ma anche spazi per l’esposizione e la vendita delle opere, spazi per grandi installazioni e performances.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Indichiamo come obiettivo la macrofunzione alla quale è orientata l’iniziativa al momento della sua formazione:


Servizi di quartiere / sviluppo di comunità Con questo termine indichiamo la volontà di portare avanti valori sociali, solidarietà, sviluppo sostenibile nonché una certa forma di attivismo politico. A questo scopo sono istituite varie strutture di supporto al quartiere e per gli emarginati della città. Inoltre con sviluppo di comunità intendiamo anche le iniziative che prevedono la difesa dello stile di vita alternativo di un certo gruppo sociale. Formazione In questo caso l’obiettivo è diffondere la conoscenza e fare cultura attraverso corsi di formazione, fare controinformazione e controcultura, corsi universitari facoltativi, workshop, dibattiti. Ricreativo L’Obiettivo prevede di praticare nell’area principalmente attività ricreative e legate al tempo libero, come sport, picnic, giardinaggio, ma anche attività di tipo serale come clubbing. Funzioni Commerciali Con funzioni commerciali da una parte si indicano progetti che includono attività fieristiche, mercati e grandi eventi legati al consumo di ciò che si produce nel centro ( beni e servizi ), nonchè le iniziative sviluppate da promotori privati che in parte ricavano profitto dall’iniziativa.

30

ATTIVITA’ Ogni centro è caratterizzato da un certo tipo di funzioni specifiche tra loro compatibili che rileviamo all’ultima fase di sviluppo del progetto: - Servizi sociali/sportelli - Associazionismo - Housing/Ospitalità - Sport - Officine - Musica/Sale registrazione audio e video/Sale concerti - Arte/Atelier/Laboratori - Teatro/Cinema - Club - Ristorante/Bar - Negozi - Orto - Giardino/Parco

Riportiamo quindi la mappatura culturale in ambito europeo che riporta sia le iniziative per le quali le informazioni raccolte hanno permesso di compilare schede piuttosto complete, sia un elenco di iniziative alle quali non corrisponde una scheda in quanto non è stato possibile raccogliere sufficienti informazioni. Queste ultime iniziative sono dunque presenti come semplice elenco.


MATADERO / madrid LA FRICHE LA BELLE DE MAI/marsiglia LE LIEU UNIQUE / nantes 59 RIVOLI AFTERSQUAT / parigi KAAPELI / helsinky KULTUURITEHAS POLYMER / tallinn METELKOVA MESTO / lubiana ROG / lubiana LES HALLES DE SCHAERBEEK / bruxelles CINEMA NOVA / bruxelles RODA STEN / gooteborg UFAFABRIK / berlino KUNSTHAUS TACHELES / berlino THE HAUS DES LEHRERS / berlino OFFENTLICHES GOLFZENTRUM / berlino

NDSM WHARF / amsterdam MELKWEG / amsterdam WESTERGASFABRIEK / amsterdam SCHIEBLOCK / rotterdam DE STRIP/ vlaardinger WEST BLAAK SKATEPARK / rotterdam KAUS AUSTRALIS / rotterdam QUARTIER21 / vienna WUK / vienna EINFACH MEHRFACH / vienna YPPENPLATZ UND MARKT / vienna MANIFATTURE KNOS / lecce FABBRICA DEL VAPORE / milano SENZA FILTRO / bologna MADE IN MAGE / milano

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HANGAR / barcellona

CASI STUDIO

CASI STUDIO SCHEDATI

SCHWARZER KANAL / berlino ARENA / berlino CLUB WMF / berlino ZWISCHENPALASTNUTZUNG / berlino HAUSHALTEN / leipzig SPINNEREI / leipzig KULTURZENTRUM SCHLACHTHOF / brema KULTUR BRAUEREI / berlino TRAMWAY / glasgow VILLAGGE UNDERGROUND / londra OLD TRUMAN BREWERY / londra

FARNHAM MALTINGS / farnham CERC / luton MHOTEL / londra

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CHOCOLATE FACTORY / londra


CASI STUDIO IN ELENCO Pro Rodopi Art Centre / Bostina / Bulgaria Rojc Alliance / Croatia

MAPPATURA CULTURALE

EUROPA

JOHAN Centrum / Pilsen / Czech Republic Creative Centre Carnation / Tartu Korjaamo Culture Factory / Helsinki Verkatehdas / Hämeenlinna L’Avant Rue / Paris Mains d’Oeuvres / St Ouen Alte Feuerwache / Köln Moritzbastei / Leipzig A38 / Budapest Bakelit Multi Art Center / Budapest DOM La Cupola del Pilastro / Bologna Manifatture Knos / Lecce OZU / Monteleone Sabino Interzona / Verona Culture and Arts Project NOASS / Riga Arts Printing House / Vilnius

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Kulturfabrik / Esch-sur-Alzette / Luxembourg P60 / Amstelveen Parkteatret Scene / Oslo Tou Scene / Stavanger Laznia Nowa Theatre / Krakow Factory of Art / Lodz CCI Fabrika / Moscow Skorohod / St Petersburg REX / Belgrade A4 - Zero Space / Bratislava

ANALISI CASI DI RIUSO

Tabacka kulturfabrik / Kosice

46

Stanica / Zilina

CASI

Pekarna Magdalenske Mreze / Maribor

CRITERI DI SELEZIONE

Antic Teatre / Barcelona

strutture

Haceria Artes Escénicas / Bilbao Off Limits / Madrid Not Quite / Fengersfors Konstepidemin / Göteborg Röda Sten Art Centre / Göteborg

RIUSO EDIFICI DISMESSI superficie GRANDE DIMENSIONE DEL PROGETTO > 2500mq condizione attuale LEGALE / REGOLARIZZATA

Mejeriet / Lund

obiettivo principale

Subtopia / Stockholm

PROMOZIONE CULTURALE

Culturen Västerås / Sweden

/ INTEGRAZIONE SOCIALE / PRODUZIONE ARTISTICA


CASI STUDIO

SCHEDE ELENCO

AMSTERDAM ROTTERDAM 33

BERLINO

VIENNA

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

LONDRA


ESEMPI SCHEDATURA SCHIEBLOCK / ROTTERDAM

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PROTAGONISTI / studio di architetti OFFICE ZUS USO / promozione culturale CONDIZIONE / occupazione illegale poi accordo per la concessione degli spazi LUOGO / edificio per uffici inutilizzato da 15 anni FINANZIAMENTO / autofinanziamento dal 2007 ad oggi I giovani architetti olandesi di Office ZUS ( Zones Urbanes Sensibles ) decidono di attivare un progetto ‘temporaneo’ allo Schieblock come azione di protesta al piano speculativo che ne prevedeva la demolizione. Il progetto si pone come obiettivo quello di costituire un centro per la cultura urbana, uno spazio aperto a dibattiti, esposizioni, performances e produzione artistica, destinato ad associazioni, collettivi, giovani architetti e designer. All’interno del blocco Schieblock, la parte al piano terra dell’edificio conosciuto come Depandance viene ripulita in tre settimane dalla sporcizia e dai rifiuti di anni di abbandono, e vengono organizzati un guerrilla restaurant, un set di un film e delle esposizioni, come prima fase della strategia di sviluppo allo scopo di mostrare le potenzialità del progetto alla cittadinanza. Il progetto prosegue il suo sviluppo tramite la collaborazione con la Rotterdam Acadamy of Architecture, che organizza la International Summer School nell’edificio. Successivamente allo Schieblock viene aggiunta una passerella pedonale e vengono dipinti di giallo muri e superfici orizzontali (iniziativa finanziata tramite crownfunding). Degna di nota è l’iniziativa Test Site Rotterdam nell’ambito della mostra Making Cities della IABR, la quale ha sperimentato allo Schieblock alcune nuove idee in mostra sulla trasformazione urbana.


La AAVC, Associació d’Artistes Visuals de Catalunya richiede nel 1994 al comune di Barcellona nuovi spazi per la produzione artistica. Il Comune risponde positivamente mettendo a disposizione i vecchi magazzini del porto, che vengono trasformati nel centro culturale Hangar, aperto nel 1997. Il centro, con l’obiettivo di favorire la produzione e la ricerca artistica, e la promozione degli artisti a livello internazionale. La Produzione Centrale si occupa di gestire i servizi per gli artisti attraverso l’ufficio di consulenza per la produzione dell’arte. Sono presenti inoltre importanti servizi alla comunità artistica: l’affitto di monolocali a prezzo molto conveniente, l’accesso alle attrezzature, programmi di supporto attraverso tecnici qualificati e specializzati, e, infine, gli scambi internazionali e l’offerta di residenza per artisti. In termini di spazi Hangar è costituito da 14 studi (30/60 mq), 1 spazio per grandi progetti (200 mq), 1 studio per la produzione video (30 mq), 1 laboratorio multimediale (90 mq), diversi studi per workshop, 1 galleria espositiva, residenze per artisti. Periodicamente viene pubblicata una “call for applications” per artisti che necessitano di spazi in via temporanea. Hangar è una fondazione privata. Il centro è finanziato da Governo Catalano e dal Comune di Barcellona, ed è gestito da AAVC - Association of Visual Arts of Catalonia. I singoli progetti sono finanziati dal Governo Catalano, dal Comune di Barcellona, dal Ministero della Cultura spagnolo, dalla Provincia di Barcellona e dalla Fondazione Bancaria Sabadell.

CASI STUDIO sched e

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PROTAGONISTI / associazione AAVC, Comune di Barcellona USO / produzione artistica CONDIZIONE / fondazione privata in gestione all’associazione AAVC LUOGO / ex magazzino del porto FINANZIAMENTO / finanziamenti privati e pubblici dal 1997 ad oggi

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

HANGAR / BARCELLONA


Legenda

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ATTIVO NON ATTIVO PROTAGONISTI / INIZIATORI pionieri agenti pubblica amministrazione FINANZIAMENTI £ autofinanziamento $ finaziamento privato € finanziamento pubblico AREA proprieta’ privata proprieta’ pubblica OBIETTIVO attivazione distretto creativo servizi di quartiere / sviluppo della comunita’ formazione funzioni commerciali centro ricreativo


CASI STUDIO tab el le servizi sociali / sportelli associazionismo housing / ospitalita’ sport officine musica / sale registrazione arte / atelier / laboratori esposizioni / galleria teatro / cinema spettacoli / esibizioni club ristorante/ bar negozi mercato orto giardino / parco

Tabelle di Sintesi / Europa

TRAMWAY / glasgow

VILLAGE UNDERGROUND / londra

£

OLD TRUMAN BREWERY / londra

£

$

CHOCOLATE FACTORY / londra

€ £

CERC / luton

£

MHOTEL / londra

£

NDSM WHARF / amsterdam

£

MELKWEG / amsterdam

£

WESTERGASFABRIEK / amsterdam

£

SCHIEBLOCK / rotterdam

£

$ €

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FARNHAM MALTINGS / farnham

$

$

DE STRIP / vlaardinger

€ £

KAUS AUSTRALIS /rotterdam

£

QUARTIER21 / vienna WUK / vienna

£

EINFACH MEHRFACH / vienna

£

YPPENPLATZ UND MARKT / vienna

€ $

$

$

€ €

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WEST BLAAK SKATEPARK / rotterdam


servizi servizi sociali sociali / sportelli / sportelli associazionismo associazionismo housing housing / ospitalita’ / ospitalita’ sport sport officine officine musica musica / sale / sale registrazione registrazione arte arte / atelier / atelier / laboratori / laboratori esposizioni esposizioni / galleria / galleria teatro teatro / cinema / cinema spettacoli spettacoli / esibizioni / esibizioni club club ristorante/ ristorante/ barbar negozi negozi mercato mercato orto orto giardino giardino / parco / parco

HANGAR / barcellona HANGAR / barcellona MATADERO / madrid MATADERO / madrid

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LA FRICHE LA BELLE DE MAI / marsiglia LA FRICHE LA BELLE DE MAI / marsiglia LE LIEU UNIQUE nantes LE LIEU /UNIQUE / nantes 59 RIVOLI AFTERSQUAT / parigi 59 RIVOLI AFTERSQUAT / parigi

€ €

£ £

$ $

€ €

$ $

€ €

£ £

€ €

£ £

€ €

KAAPELI / KAAPELI helsinky / helsinky

£ £

€ €

KULTUURITEHAS POLYMER / tallinn KULTUURITEHAS POLYMER / tallinn

£ £

METELKOVA MESTO / lubiana METELKOVA MESTO / lubiana ROG / lubiana ROG / lubiana

£ £

LES HALLES DE SCHAERBEEK / bruxelles LES HALLES DE SCHAERBEEK / bruxelles CINEMA NOVA / bruxelles CINEMA NOVA / bruxelles RODA STEN / gooteborg RODA STEN / gooteborg

£ £

€ € £ £

£ £

€ €


CASI STUDIO tab el le servizi sociali / sportelli associazionismo housing / ospitalita’ sport officine musica / sale registrazione arte / atelier / laboratori esposizioni / galleria teatro / cinema spettacoli / esibizioni club ristorante/ bar negozi mercato orto giardino / parco

£

KUNSTHAUS TACHELES / berlino

£

THE HAUS DES LEHRERS / berlino OFFENTLICHES GOLFZENTRUM / berlino

£

SCHWARZER KANAL / berlino

£

ARENA / berlino

£

CLUB WMF / berlino

£

VOLKSPALAST / berlino

£

HAUSHALTEN / leipzig

£

SPINNEREI / leipzig

£

KULTURZENTRUM SCHLACHTHOF / brema

£

KULTUR BRAUEREI / berlino

£

$

$

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UFAFABRIK / berlino

€ $

MANIFATTURE KNOS / lecce

FABBRICA DEL VAPORE / milano

MADE IN MAGE / milano

£ €

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SENZA FILTRO / milano


Sintesi dei dati raccolti INIZIATIVA soggetto promotore del progetto nella fase iniziale PIONIERI collettivo di artisti / comitati di cittadini / gruppi locali autonomi AGENTI associazioni no profit / fondazioni private / intellettuali o personaggi influenti PUBBLICA AMMINISTRAZIONE municipalità / organi del governo statali / enti pubblici

59%

17%

24%

PROPRIETA’

40

PUBBLICA

52%

PRIVATA

35% PRIVATA ≥ PUBBLICA area acquistata dalla pubblica amministrazione in seguito al successo del progetto

13%

L’analisi dei dati registrati mostra che una grande percentuale dei centri è nato su iniziativa dei Pioneri e che poi tale iniziativa si è formalizzata in un’entità regolare grazie principalmente all’intervento pubblico. Inoltre la maggioranza dei centri ha come obiettivo primario la creazione di un distretto culturale come luogo di arte indipendente e sperimentazione, il quale sviluppandosi ed aumentando di dimensioni, quindi attirando quantità sempre maggiori di pubblico, si dota in seguito di una serie di attività accessorie.


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41


42 Kunsthaus Tacheles, Berlino


BERLINO

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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

merita un approfondimento ai fini della nostra ricerca per una serie di ragioni. La città è stata il primo laboratorio urbano per l’uso spontaneo degli spazi residuali, generando le prime ipotesi di ricerca sistematica sul tema. E’ stata, e tuttora è, il campo della sperimentazione all’interno della città, catalizzatrice per tutte le esperienze originali che coinvolgono la creazione del ‘nuovo’. La spontanea trasformazione delle profonde criticità della città in nuove e inaspettate possibilità si è integrata lentamente con le scelte della pianificazione, offrendo un modello di sviluppo ad altre città europee. Quando nel 1989 a Berlino fu abbattuto il muro, una nuova epoca si aprì per la città. Nei primi anni ‘90 le grandi aspettative dovute alla caduta del muro (crescita della popolazione, nuovi investimenti) portano alla definizione di grandi piani urbanistici per la trasformazione di vaste parti della città e quindi ad un, seppur breve, boom edilizio. Nel 1991 il Parlamento tedesco proclama Berlino capitale. Negli anni successivi i piani, tra cui il PLANWERK INNENSTADT, rimangono sostanzialmente inattuati e la città deve far fronte alla recessione economica, alla disoccupazione dilagante e al forte deficit di bilancio dovuto ai costi per la riunificazione. Chiaramente il fenomeno dell’unificazione fatica a sovrapporsi al normale sviluppo della città: la parte ad est deve assorbire la conversione all’economia di mercato ed il difficile ripristino della proprietà privata, mentre ad ovest, l’economia soffre l’improvviso taglio ai sussidi e alle sovvenzioni. In città è presente una percentuale altissima di edifici abbandonati e lasciati sfitti, a causa delle distruzioni della guerra, dell’impossibilità di risalire ai proprietari di molti immobili e della stagnazione economica che paralizza nuovi investimenti.

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Berlino


EMIGRATI ITALIANI / ESTERO

+30 %

EMIGRATI ITALIANI / ESTERO dai 20 ai 30 anni

+28 % EMIGRATI ITALIANI / GERMANIA

+40 %

AMERICA SETTENTRIONALE

9%

OCEANIA

1%

ASIA

1%

AFRICA

1,0%

5,2% SPAGNA

1,5%

5,6% ALTRI

LUSSEMBURGO

10,7% REGNO UNITO

OLANDA

10,9% REGNO UNITO

EUROPA

15,8 %

56%

FRANCIA

AMERICA MERIDIONALE

23,6 %

30%

SVIZZERA

27,6 %

3%

GERMANIA

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Tuttavia a partire dalla seconda metà degli anni ‘90, proprio questo problema si rivela il fertile terreno e la più importante risorsa della città permettendo lo sviluppo di una vibrante attività spontanea definita ‘underground’. Gli spazi abbandonati della città vengono occupati illegalmente da una serie di iniziative informali e temporanee: nomadic bars e clubs, accampamenti, ristoranti, centri di produzione artistica, negozi. Alcune di queste diventate diventano leggendarie come il Club Tresor, il Club WMF e il Kunsthaus Tacheles. La città diviene un laboratorio di sperimentazione e avanguardia, e di conseguenza un vero e proprio magnete capace di attrarre i giovani di tutto il paese e da tutta Europa, anche grazie a prezzi ed affitti molto bassi. Questo periodo di grande fermento verrà chiamato ‘das Neue Berlin’ e darà alla città la spinta a divenire la capitale della creatività che è ancora oggi. La pratica di utilizzo temporaneo degli spazi ( Zwischennutzung ) è stata integrata dall’amministrazione cittadina nelle politiche di sviluppo della città, in parte sostenendola e tollerandola, in parte utilizzando medesime strategie di temporaneità delle iniziative. Dal 2004 si inizia a parlare di economia creativa, e Berlino pone il potenziamento del settore culturale e creativo al centro delle strategie di sviluppo della città. Berlino ottiene nel 2006 il riconoscimento internazionale da parte dell’Unesco di Città Creativa per il Design, entrando prima tra le città europee nel Creative Cities Network. Ad oggi la città mantiene la sua capacità di attrarre giovani creativi da tutta Europa, tra cui un consistente numero di giovani italiani, la seconda nazione per numero di immigrati a Berlino, dopo i polacchi.

fonte : AIRE


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Murales di Blu, Berlino

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B ER L INO


BERLINO ANALISI CASI

PANKOW LICHTENBERG

7

1

REINICKENDORF

4

7

2

MITTE

7 MARZAHN HELLERSDORF

3 8

5

7

SPANDAU

7

46

CHARLOTTENBURG WILDMERSDORF

TREPTOW

KREUZBERG

6 KOPENICK

5

TEMPELHOF SHONENBERG

5

9 NEUKOLLN STEGLITZ ZEHLENDORF

10

SCHEDE 1 2 3 4 5

KULTUR BRAUEREI KUNSTHAUS TACHELES THE HAUS DES LEHRERS OFFENTLICHES GOLFZENTRUM S CH WARZER KANAL

6 7 8 9 10

ARENA CLUB WMF VOLKSPALAST UFAFABRI K TEMPELHOF AI RPORT


B ER L INO casi stud io

OFFENTLICHES GOLFZENTRUM PROTAGONISTI / abitanti del quartiere USO / campo da golf illegale CONDIZIONE / occupazione illegale per molti anni, poi regolare contratto d’affitto a tempo determinato LUOGO / cantiere abbandonato della Olympiasporthalle FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1995 al 2006

PROTAGONISTI / collettivo di artisti USO / centro sociale e d’arte, spettacoli, residenza d’artista CONDIZIONE / occupazione illegale poi contratto d’affitto a canone simbolico LUOGO / Oranienburgerstraße 54-56a FINANZIAMENTO / autofinanziamento dal 1990 al 2012

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KUNSTHAUS TACHELES

THE HAUS DES LEHRERS

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PROTAGONISTI / la municipalità di Berlino come proprietari e promotori dell’iniziativa e un network di utenti USO / spazi dedicati a start-up creative e attività culturali CONDIZIONE / affitto per breve periodo LUOGO /Haus de Lehers, vicino al Kongresshalle FINANZIAMENTO / finanziamenti pubblici e sponsor dal 1999 al 2001


SCHWARZER KANAL PROTAGONISTI / comunità itinerante di artisti in roulotte USO / abitativo, spettacoli e attività culturali CONDIZIONE / autorizzazione ad occupare i cantieri fino all’inizio dei lavori LUOGO / cantieri fermi FINANZIAMENTO / autofinanziamento dal 1991 ad oggi

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ARENA PROTAGONISTI / gruppo di artisti che si uniscono nell’associazione no-profit ArtKombinat USO / spettacoli, performances e attività sportive CONDIZIONE / occupazione illegale poi contratto di affitto per 35 anni LUOGO / ex deposito degli autobus della municipalità di Berlino FINANZIAMENTO / autofinanziamento, poi sponsor e finanziamenti per milioni di euro per il rinnovo della sala grande dal 1999 ad oggi

CLUB WMF USO / club techno-house itinerante CONDIZIONE / occupazione illegale per molti anni, poi regolare contratto d’affitto LUOGO / il WMF cambia più di 10 location inXX anni, il primo è l’ex fabbrica metallurgica WMF FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1991 al 2010


B ER L INO casi stud io

VOLKSPALAST PROTAGONISTI / promotori culturali e architetti USO / promozione culturale e spettacoli CONDIZIONE / concessione dello spazio per uso temporaneo LUOGO / Palazzo del Parlamento Volkspalast FINANZIAMENTO / pubblico dal 2001 al 2008

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PROTAGONISTI / promotori culturali e pubblica amministrazione USO / promozione culturale, spettacoli, produzione artistica CONDIZIONE / legale LUOGO / ex fabbrica di birra FINANZIAMENTO / non pervenuto dal 2000 ad oggi

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KULTUR BRAUEREI


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UFAFABRIK

L’Ufafabrik Berlin nasce all’interno di un blocco di edifici precedentemente adibiti a studi cinematografici come Centro Internazionale per la Cultura e l’Ecologia e contemporaneamente come centro culturale per il quartiere con una particolare attenzione nei confronti del contesto locale e alle sue trasformazioni. Le idee che animano tutte le iniziative del centro sono la promozione di stili di vita alternativi, l’educazione alimentare, le tecnologie ambientali, l’educazione ecologica, l’integrazione lavorativa, la coesione sociale e la medicina alternativa. Il progetto è basato sull’integrazione di diverse funzioni - abitare, lavorare, creare e fare cultura – con lo scopo di innescare un processo virtuoso di sviluppo sostenibile attento alle risorse locali. L’Ufafabrik rappresenta una delle tante oasi verdi della città di Berlino: nella struttura sono presenti diversi spazi verdi, tetti giardino, fonti indipendenti di energia e sistemi per la raccolta e il riciclo dell’acqua piovana. Gli spazi sono di dimensioni variabili, alcuni edifici sono stati adibiti a residenza, altri a laboratori di ricerca e a spazi per le attività del centro. Le attività sono ripartite principalmente in tre campi.


B ER L INO casi stud io

51 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

La sostenibilità ecologica dei progetti innanzitutto, gestito tramite un eco-office e l’Istituto per la creatività sostenibile che si occupano di connettere l’ecologia, alla cultura della comunità, allo sviluppo economico della società rendendo i cittadini parte integrante dello sviluppo urbano. I programmi riguardano il risparmio energetico nel settore edile e nell’impatto urbano dei progetti; nel corso degli anni nel centro è stato realizzato un collettore per la raccolta dell’acqua piovana per l’irrigazione dei giardini, un sistema per il riciclo dei rifiuti, un sistema per il riscaldamento e per la ventilazione; Il consumo sostenibile di risorse alimentari e la promozione di forme gastronomiche tradizionali - all’interno del centro si trova un panificio che produce artigianalmente il pane, i dolci e i biscotti (Organic Bakery e Confectionery); un negozio per la vendita di cibi naturali (Natural Food Store); un servizio di Buffet e di Catering per eventi esterni; il Caffè Olè che offre un mix di cucina classica ed esotica; una fattoria per la promozione del consumo alimentare critico; -la promozione culturale - il centro offre spazi di diverso tipo per performance artistiche locali e internazionali, festival, teatro e cabaret, danza, video, musica, programmi per i bambini e attività teatrali professionali. Il centro offre una Guest House per gli ospiti, spazi per le attività ricreative, una scuola di circo e spazi per le attività dei bambini. I progetti promossi negli ultimi anni lavorano sul quartiere contro il disagio dei minori (“I miei genitori sono separati”) e contro l’isolamento degli anziani (“Farm Club”); il centro organizza workshops di arti orientali (Tai Chi, Qi Gong, Aikido, e lo Shiatsu). L’Ufafabrik è un centro autogestito, finanziato in parte dal Ministero per la Solidarietà Sociale e dal Ministero per l’ambiente. Il Senato di Berlino attraverso un accordo ha concesso l’affitto dello spazio a costi contenuti e il Ministero della Solidarietà Sociale e la Municipalità hanno finanziato e guidato l’attivazione di diversi servizi. Il Centro, soprattutto negli ultimi anni, collabora con diversi Enti Pubblici e Privati. Le consulenze in campo ambientale, i progetti sull’energia alternativa, i workshops, le attività ricreative, le attività di artigianato (panificio e negozio alimentare) garantiscono un’entrata economica stabile. Il progetto è coordinato da 30 residenti e 160 lavoratori e il gruppo attivo è composto dall’associazione “Fabbrica per la Cultura, lo Sport e per l’artigianato”, dalla cooperativa “Tu sei cosa mangi” e dagli abitanti del quartiere.


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TEMPELHOF AIRPORT

L’esperienza di Berlin Tempelhof è un caso emblematico per la portata dell’iniziativa e per la volontà di integrare pianificazione a lungo termine e usi pionieri. L’immensa area dell’aeroporto di Berlin Tempelhof è stata recuperata da una sconfinata derelict land a nuovo spazio pubblico per la città di Berlino. Il futuro dell’immenso sito dell’aeroporto e dei suoi straordinari edifici è passato attraverso un processo complesso e non privo di controversie. L’aeroporto di Berlin Tempelhof è uno dei siti più famosi e contestati di Berlino, è stato un punto di riferimento nazista, poi sede dell’eroico ponte aereo di Berlino nel 1948, ha attraversato un lungo periodo di abbandono ed ora è terreno sperimentale per un nuovo tipo di pianificazione. Oggi è interessato da una sperimentazione urbanistica che prevede di utilizzare sia una strategia a lungo termine ed usi pionieri temporanei, attraverso il ‘Dynamic Masterplan’. Il ‘Dynamic Masterplan’ si configura come uno strumento che innanzitutto monitora e raccoglie informazioni ed esperienze rispetto al sito e alle attività che vi si svolgono, mettendo questi risultati in continuo dialogo con il piano di sviluppo dell’area.


B ER L INO casi stud io

Questa strategia permette un continuo ritorno di feedback riguardo alla percezione e alla prospettiva d’uso che gli utenti hanno dell’area, la quale può essere confrontata direttamente con le prospettive impostate dalla pianificazione. Gli usi pionieri diventano i protagonisti di questo dialogo, costituendo le prime preziose esperienze sulle quali basare un piano a lungo termine che sia sostenibile e risponda ai desideri dei cittadini, ed evitare fallimenti.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Il compito di sviluppare la strategia è stato commissionato nel 2007 al collettivo di architetti Raumlabor Berlin dal Dipartimento per lo Sviluppo Urbano di Berlino. Il collettivo ha sviluppato una strategia il cui punto di partenza sono gli usi pionieri dell’area, i quali sono capaci di attivare iniziative nell’immediato, e quindi sfruttare il time-gap fino al momento della trasformazione ‘finale’. Il time-gap è il tempo che intercorre tra la fine dell’uso dell’area come aeroporto e la realizzazione del nuovo parco e del complesso residenziale, come era stato previsto nel masterplan del 1990. Utilizzare questo tempo permette di verificare direttamente le potenzialità del luogo, e andare oltre i discorsi teorici. Inoltre questo permette di localizzare risorse e attori della trasformazione, e soprattutto di testare le varie idee proposte, e di inserire quelle che si dimostrino efficaci e di successo nella pianificazione a lungo termine. In questo modo si instaura un dialogo tra urbanisti e cittadini, realizzando gradualmente uno spazio pubblico che sia spazio reale di interazione sociale. La trasformazione urbana assume le caratteristiche di un progetto culturale integrativo. Gli usi pionieri sono quindi i nuovi protagonisti di un processo urbanistico sperimentale, che si potrebbe considerare, se di successo, come un nuovo modello di pianificazione partecipata.

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Il ‘Dynamic Masterplan’ prevede una strategia per fasi, una prima di analisi e definizione degli obiettivi del piano, seguita dalla fase nella quale intervengono usi pionieri che compiono una ‘esplorazione culturale’. Sulla base dei risultati ottenuti si aggiornano e si modificano gli obiettivi di piano e cominciano le prime opere di trasformazione. Il piano non pianifica la trasformazione dell’area completamente e nel dettaglio, piuttosto si articola attraverso la definizione di ‘scenari’ generali dal 2010, 2015 fino al 2020, anno in cui si prevede siano terminate le trasformazioni.


Il loro ruolo è molteplice: gradualmente riconnettono i quartieri adiacenti all’area, generando nuova identità e nuova coscienza pubblica del sito con immediati miglioramenti all’economia e alla socialità dell’area, ma non solo. In quanto inseriti formalmente nel processo di pianificazione, agli usi pionieri è richiesta grande attenzione e responsabilità oltre che per lo sviluppo del progetto individuale, per l’intero processo.

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Gli usi pionieri coinvolti sono molteplici, organizzati da associazioni, collettivi, scuole : dalla costruzione con materiali di recupero di padiglioni dedicati alla didattica scientifica infantile ( Lernort Natur e Mintgrunes Klassenzimmer ) oppure a dibattiti ed incontri culturali ( Plattenvereinigung ), alla realizzazione di common gardens e mobilio di recupero ( Berliner Alimende Kontor ), a una pista da skateboard ( Vogelfreheit ).

Jacob Tigges, “The Berg” Il visionario progetto dell’architetto tedesco prevede di realizzare una montagna artificiale sull’area del Tempelhof Airport alta 1000 m, che costituirebbe la più alta montagna artificiale del mondo. Un certo numero di abitanti di Berlino è favorevole alla realizzazione di ‘‘The Berg’’ e sta facendo pressioni sulla pubblica amministrazione per approvare il progetto e reperire i finanziamenti necessari.


2

3

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8

9

10

UFAFABRIK

£

KUNSTHAUS TACHELES

£

THE HAUS DES LEHRERS

$

OFFENTLICHES GOLFZENTRUM

£

SCHWARZER KANAL

£

ARENA

£

CLUB WMF

£

VOLKSPALAST

£

KULTUR BRAUEREI

£ $

TEMPELHOF AIRPORT

£ $ €

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1

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

servizi sociali associazionismo housing sport officine musica arte / atelier esposizioni teatro / cinema spettacoli club ristorante/ bar negozi mercato orto giardino / parco

B ER L INO tab el le

Tabella / Berlino


56 Charlie Chaplin, Modern Times, 1936


STRUMENTI

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litici che economico-sociali e la gamma di strumenti prodotti è spesso frutto di ogni singola realtà. Non è possibile quindi definire strumenti validi in forma assoluta e replicabili. In questa sezione cercheremo di riportare quelle che per noi sono le “buone pratiche” che si sono sviluppate in questi anni di sperimentazione, cercando quindi di delineare dei principi di fondo dai quali sia possibile desumere e definire delle strategie volte a sviluppare strumenti specifici che consentano lo sviluppo di queste iniziative. Auspicabile è quindi produrre serie politiche pubbliche orientate a supporto di queste pratiche e assumere un differente atteggiamento da parte dell’amministrazione orientato alla tolleranza e aperto alla sperimentazione. E’ necessario intraprendere un percorso volto a riformare regolamenti e normative, rendendole più flessibili affinché favoriscano, piuttosto che paralizzare, le azioni spontanee dei cittadini, con l’ obiettivo di ridurre gli ostacoli burocratici e gestionali che i Pionieri devono affrontare. A partire dalla ricerche svolte e basandoci sulla sezione ‘Praxis’ di Urban Pioneers abbiamo individuato una serie di strumenti utilizzati a livello europeo, in particolar modo nella città di Berlino, che presenta la maggior diffusione e regolamentazione degli usi temporanei riportandoli come segue:

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Ogni caso studio si caratterizza per differenti contesi sia po-

STRUMENTI LEGALI Il campo degli strumenti legali si puo’ suddividere in due sotto-categorie, “Contratti e Accordi” e “Licenze e Permessi”.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Berlino


CONTRATTI E ACCORDI

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MODELLO DI CONTRATTO PER PROPRIETARI, ATTORI PUBBLICI E UTENTI Quando attori della rigenerazione urbana o amministratori di quartiere inseriscono nella propria agenda l’uso temporaneo, i proprietari possono concludere con essi dei contratti di cessione per mettere spazi inutilizzati a loro disposizione. Spazi che poi possono essere subaffittati a individui o gruppi con specifici contratti di uso temporaneo. Un incentivo per i proprietari sta nel fatto che con questo tipo di accordo è l’ente pubblico che si pone da garante assumendosi ogni tipo di responsabilità, inoltre la credibilità delle amministrazioni consente di alleviare le riserve poste dai proprietari nel consentire lo sviluppo di progetti temporanei. CONTRATTO D’USO TEMPORANEO Si tratta di un normale contratto di locazione, in cui i termini d’uso variano dai 3 mesi ai 10 anni, e nel quale il proprietario ha il diritto di interrompere l’accordo con un breve preavviso. Il contratto d’uso temporaneo regola i seguenti aspetti: - Destinazione d’uso - Durata della locazione - Quota d’affitto - Responsabilità pubblica e assicurazione di indennità professionale (in caso di eventi ecc...) - Responsabilità del locatario per l’adeguata manutenzione del sito - Responsabilità del locatario per gli oneri di acqua, elettricità e smaltimento dei rifiuti - Eventuali accordi sulla trasformazione del sito CONTRATTO DI CESSIONE Stabilisce che un sito od una struttura possano essere ceduti gratuitamente ad utenti temporanei, senza alterare gli attuali termini di proprietà. Si tratta di una forma di contratto tipica quando uno spazio o una struttura pubblica viene data in gestione ad un’associazione. CONTRATTO DI MANUTENZIONE L’autorità locale può stipulare un contratto di questo genere con associazioni o soggetti privati, il quale prevede la manutenzione del sito in questione a carico dell’utente in cambio dell’uso


ST R UM ENT I b erl ino

gratuito dell’area. Dato che la municipalità incontra sempre più difficoltà a sostenere gli oneri per la manutenzione degli spazi pubblici, questo tipo di accordo è sempre più spesso parte integrante dei contratti d’uso temporaneo. CONTRATTO DI SVILUPPO URBANO Si tratta di accordi stretti secondo le norme della legge civile che regola l’uso (anche temporaneo) dei suoli, principalmente per fare in modo che questo sia compatibile con i piani locali di uso del suolo. CONTRATTO DI RICOSTRUZIONE URBANA Consente di applicare il modello precedente anche in aree già interessate da programmi di rigenerazione.

PROGETTI SENZA OBBLIGO DI AUTORIZZAZIONE Il Berlin’s Building Order, in seguito alla riforma del 2005, ha ridotto il numero di ispezioni pubbliche obbligatorie e di procedure per il rilascio di specifiche autorizzazioni a beneficio degli usi temporanei. Per determinate proposte di costruzione non è necessario richiedere licenze edilizie e il cambio d’uso di un edificio esistente non necessita di autorizzazioni nel caso in cui il nuovo uso non sia soggetto a nessuna ulteriore legge civile rispetto all’uso precedente.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CONCESSIONE PER UN PERIODO LIMITATO La riforma della legislazione edilizia federale del 2004 ha introdotto un tipo di concessione temporanea. Grazie a questa, un “uso” può essere concesso temporaneamente a tal punto da rientrare a tutti gli effetti nel complesso degli strumenti della pianificazione ed essere parte integrante del piano d’uso dei suoli. Il ricorso a questo strumento non può essere considerato una panacea per ogni tipo di uso temporaneo, tuttavia si adatta particolarmente bene a quei tipi di uso che necessitano di costruire per un periodo limitato. L’esatta determinazione dei limiti è un importante prerequisito per l’applicazione di questo strumento, di conseguenza l’uso deve essere ulteriormente definito prima di poter usufruire dei vantaggi della concessione temporanea.

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LICENZE E PERMESSI


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TOLLERANZA Gli Ispettori competenti possono, almeno una volta, avvallare condizioni o pratiche che contravvengono i regolamenti edilizi, anche se queste normalmente non potrebbero ottenere una licenza. In alcuni casi, inoltre, le autorità sono disposte ad emanare un divieto per determinati usi o un ordine di sgombero con tempistiche decisamente più ampie rispetto alla norma, il ché vuol dire pacare un possibile conflitto sociale con il minimo sforzo amministrativo, stabilendo con largo anticipo quale sarà la durata concessa all’uso in questione e quindi consentendo un buon margine per trovare uno spazio differente o definire una soluzione alternativa. LICENZA ECCEZIONALE PER L’USO OCCASIONALE DI UN PARCO PROTETTO O DI UN’AREA RICREATIVA Nel caso si intenda organizzare un evento temporaneo in una delle aree sopra citate è necessario un permesso speciale rilasciato dietro il pagamento di una tassa (che può essere ridotta se l’organizzatore è un soggetto no-profit), dall’autorità competente, il consiglio distrettuale per i Parchi e le Aree Ricreative. Le autorità richiedono infatti un documento legale che sospenda la loro responsabilità legale per eventuali danni a cose o persone e la trasferisca all’organizzatore dell’evento REVOCA DELLA CONCESSIONE Anche se non sono mai stati documentati casi di revoca di una concessione, in teoria è possibile che ciò avvenga nel momento in cui la municipalità decida, nell’ambito della pianificazione urbana, di conferire all’area una nuova destinazione o di consentire lo sviluppo di progetti (non temporanei) alternativi.

SUPPORTO FINANZIARIO Oltre al finanziamento diretto, le autorità hanno a disposizione vari mezzi per supportare dal punto di vista economico comunità e organizzazioni no- profit ed i loro progetti. FINANZIAMENTO DIRETTO E SUPPORTO MATERIALE Nonostante la scarsità di risorse economiche disponibili gli enti locali spesso danno il loro contributo ai progetti d’uso temporaneo poiché grazie a questi è possibile risparmiare sui costi di manutenzione dei siti dati in concessione, dal momento che a questi provvedono gli utenti.


ST R UM ENT I b erl ino

CONCESSIONE IN USO GRATUITO In questo caso non vengono finanziati direttamente i progetti, ma, se questi si sviluppano su suolo pubblico, le aree vengono concesse in uso gratuito a patto che l’utente provveda alla loro manutenzione. ESENZIONE FISCALE Un consiglio distrettuale può deliberare di esimere gli utenti temporanei dal pagamento delle tasse (ad esempio sui rifiuti e sul lavaggio delle strade prospicienti), oppure di farsi carico essi stesso dei costi.

CONSULENZE PER L’OTTENIMENTO DI FONDI E LA PIANIFICAZIONE FINANZIARIA Dal momento che molti utenti temporanei non dispongono dell’esperienza necessaria in questo ambito, l’ente pubblico si fa carico di fornire consulenze su come formulare un piano finanziario ed ottenere finanziamenti pubblici. Impiegati Le autorità locali possono dare un decisivo contributo allo sviluppo di progetti temporanei finanziandone il personale addetto.

61

INDENNITÀ SULL’ASSICURAZIONE DI RESPONSABILITÀ CIVILE Chiunque gestisca un luogo accessibile al pubblico è tenuto ad assumersi ogni tipo di responsabilità civile per eventuali danni a cose o persone che dovessero avvenire all’interno. Adempiere a questo obbligo può essere estremamente costoso e spesso insostenibile da parte di un utente temporaneo, è stato quindi reso possibile che questi oneri vengano assunti da un soggetto terzo.

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GARANZIA In molti contratti è previsto che una terza parte si faccia garante per l’utente e si assuma le responsabilità, ad esempio per il pagamento di arretrati, indennità o un’eventuale bancarotta. Se è l’autorità pubblica a farsi garante, il proprietario ha la certezza di essere coperto da ogni rischio e di conseguenza è più facile che conceda le aree all’uso temporaneo.


Italia In italia non esiste una normativa specifica che regoli gli usi temporanei ma alcuni suggerimenti sono deducibili dai casi studio finora intrapresi: DELIBERA COMUNE AD HOC Definisce le possibili attività, chi ne può fruire, le garanzie giuridiche ed i tempi per il rilascio. TESSERAMENTI tramite una quota partecipativa individuale che garantisce l’assicurazione personale dei singoli soci.

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PROTOCOLLO D’INTESA Strumento politico più che giuridico che impegna le parti a seguire un medesimo indirizzo garantendo il perseguimento dei rispettivi impegni intrapresi. COMODATO D’USO GRATUITO Volto a garantire il diritto d’uso da parte degli utenti temporanei esonerando il proprietario dalle responsabilità.


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66 Guido Chiesa, Lavorare con Lentezza, 2004


il CONTESTO INFORMALE a BOLOGNA

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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

realtà nel nostro percorso progettuale cronologicamente prima, in quanto la scelta del programma di progetto si è basata proprio su una ricerca della vocazione della nostra area e della città di Bologna. A partire proprio dalla zona Roveri abbiamo scoperto una piccola costellazione di iniziative temporanee ed informali che sono solo l’ultimo capitolo della lunga storia di Bologna in questo campo. Infatti Bologna è una città dalla storia particolare in Italia, una città di studenti, artisti, che da sempre si è distinta per la controcultura e l’attivismo politico, generando alcune delle forme di cultura alternativa più vive e sperimentali, alcune di queste hanno fatto storia in Italia. I centri sociali bolognesi grazie alla capacità di relazionarsi con la città, si sono sempre distinti da quelli di altre città italiane,i quali si configuravano invece come roccaforti dell’autonomia nelle grandi periferie cittadine ( Forte Prenestino a Roma, il Leoncavallo a Milano). Anche grazie ai centri sociali la produzione culturale sperimentale, artistica ma sopratutto musicale, ha sempre caratterizzato la città di Bologna, rendendola un polo d’attrazione anche internazionale per studenti ed artisti. Inoltre la produzione culturale si è sempre intrecciata al tratto così peculiare della città di essere culla della politica e della socialità. In questi ultimi anni questa vocazione è andata perduta, in parte perché i centri non si sono saputi riformare dall’interno adeguandosi alla nuove necessità della città, ma sopratutto a causa della politica della città nel confronto con queste iniziative, chiusa ad un dialogo autentico e costruttivo.

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La mappatura culturale è stata effettuata anche a Bologna, in


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L’amministrazione si è sempre scontrata con i centri sociali (ad eccezione della giunta Guazzaloca, la prima a dimostrare alcuni seppur parziali segni di apertura), chiamando a giustificazione dei continui sgomberi la necessità di realizzare i nuovi grandi progetti di trasformazione per la città e altre destinazioni d’uso. Nel periodo di piena crisi nel quale ci troviamo, nel quale la stagnazione economica permane, i fondi pubblici sono sempre meno, e gli investimenti privati sono fermi, la concreta possibilità che questi grandi progetti vengano realizzati è sempre più debole e lontana. Ai cittadini e alle associazioni che reclamano questi spazi è sempre più evidente che l’amministrazione pubblica non sappia come gestire le grandi aree dismesse della città e i conseguenti problemi di degrado che ne derivino, come inaccettabile diventa il forzato blocco di alcuni spazi che restano inutilizzati per anni, nella speranza di future speculazioni economiche. Inoltre la città si trova ad un punto depressivo politico, sociale e culturale, sopravvivendo solo grazie al proprio passato strutturato, tuttavia la necessità di riformare e innovare le proprie politiche urbanistiche è imperante. Una nuova strada consiste nel liberare l’uso degli spazi abbandonati agli usi spontanei, pratica comune in Europa, che si è dimostrata di successo da anni, la quale conquista sempre più un ruolo importante nelle strategie di sviluppo della città. A Bologna gli usi informali trovano nuova forza e nuovo consenso nell’opporsi ad una governance che manca di proporre una idea di città coerente con la realtà economica e sociale della città, anzi propone progetti e modelli di sviluppo improbabili, come ad esempio una politica di grandi eventi e grandi progetti, più idonea a Milano che a Bologna. Grazie alla capacità di autofinanziamento e autogestione, grazie all’impegno e alla partecipazione dei cittadini stessi, i centri indipendenti conquistano dunque il loro diritto di esistere all’interno della città e sviluppare nuove forme di spazio pubblico, che sia realmente pubblico. Inoltre rispetto ad alcune problematiche sociali stringenti come l’immigrazione e l’emarginazione di tossicodipendenti e senzatetto, i centri e le libere associazioni sono attualmente l’unica realtà che tenta concretamente integrazione ed assistenza, ponendo in qualche modo un freno allo scontro sociale diretto nelle periferie degradate della città.


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Andrea Pazienza, Le avventure di Pentothal

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B O LO G NA


BOLOGNA

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LUOGHI 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53

ex cinema arcobaleno ex cinema ambasciatori appartamento sottopasso ugo bassi-marconi ex mensa universitaria universitĂ  via avesella 2 cantiere arena del sole ex maternitĂ  ex magazzino croce rossa ex convento santa marta caserma masini palazzine via del pratello locali universitari teatro accademia di belle arti ex officina del gas (gasometro) ex sede dei goz capannoni fer caseggiato delle ferrovie ex cinema embassy ex monopoli di stato cassero ex bestial market via casarini 17 ex fabbrica fervet palazzine vuote poste italiane exmagazzinofarmaciecomunali ex officine cevolani ex mercato ortofrutticolo ex centro pasti comunale ex clinica odontoiatrica beretta via zanardi 48 caseggiato ex area militare prati di caprara casa colonica capannone privato caserma sani ex samputensili ex manifattura tabacchi ex deposito azienda trasporti casa di manovra del sostegno ex fabbrica ex macello scalo san donato ex magazzino poste ex sede cgil palazzina ex dazio EX CONSORZIO AGRARIO ex euraquarium via fantoni 21 casa colonica casa colonica ex dazio


B O LO G NA m app a CORTICELLA

42

LAME

41

39 36

BOLOGNINA

SAN DONATO

37 32

34

27

26 24 SAFFI

44 25

22

23

7 8

3 31

16 18

46

52

17 SAN VITALE

6 5 2

40 45

IRNERIO 14 15

4

13

30

19

21 20 MARCONI

BARCA

50 51

28

SANTA VIOLA

33

43

29

47 48

1

MALPIGHI

10 9

GALVANI

11

71

35

38

12 COSTA SARAGOZZA MURRI

49 MAZZINI

COLLI SAN RUFFILLO

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

53


BOLOGNA ANALISI CASI

22 CASI INIZIATIVE SPONTANEE DI RIUSO DI AREE DISMESSE A SCOPO NON ABITATIVO durata > 1 anno

INIZIATIVA terminata

72

attiva PROPRIETA’ pubblica privata


B O LO G NA tab el le

SPA SZ P IAOZ I O

CON CO DN I ZDI IOZNI O ENE

BERRETTA BERRETTA ROSSA ROSSA

19721972 - 1975 - 1975

33

33

illegale illegale

EX DAZIO EX DAZIO

19761976 - 1977 - 1977

53

53

illegale illegale

TRAUMFABRIK TRAUMFABRIK

19761976 - 1983 - 1983

3

3

illegale illegale

VIA DEL VIA DEL PRATELLO PRATELLO

19761976 - 1990 - 1990 / 1997 / 199713

13

illegale illegale

ISOLA ISOLA NEL NEL KANTIERE KANTIERE

19881988 - 1984 - 1984

8

8

illegale illegale

LA FABBRIKA LA FABBRIKA

19891989 - 1990 - 1990

25

25

illegale illegale

LIVELLO LIVELLO 57 57

19931993 - 2007 - 2007

23

19 23

PELLEROSSA PELLEROSSA

19931993 - 1994 - 1994

5

5

LINKLINK

19951995 - oggi - oggi

27

50 27

T.P.O. T.P.O.

19941994 - oggi - oggi

15

MATTOIDS MATTOIDS

19951995

40

40

illegale illegale

ATLANTIDE ATLANTIDE

19961996 - oggi - oggi

22

22

accordo accordo con ilcon comune il comune

LAZZARETTO LAZZARETTO

19961996 - oggi - oggi

35 4735 5147

RETE RETE CONTROPIANI CONTROPIANI

20002000 - 2002 - 2002

2

2

illegale illegale

XM24 XM24

20032003 - oggi - oggi

16

16

accordo accordo con ilcon comune il comune

CRASH! CRASH!

20032003 - oggi - oggi

7

VAG61 VAG61

20042004 - oggi - oggi

29

29

accordo accordo con ilcon comune il comune

CA.CU.BO. CA.CU.BO.

20042004 - 2005 - 2005

43

43

accordo accordo con ilcon comune il comune

PLANIMETRIE PLANIMETRIE CULTURALI CULTURALI

20062006 - oggi - oggi

4

BARTLEBY BARTLEBY

20092009 - oggi - oggi

14 1114 611

OFFICINE OFFICINE TSUNAMI TSUNAMI

20102010 - 2012 - 2012

45

45

illegale illegale

LABAS LABAS

20122012 - oggi - oggi

12

12

illegale illegale

accordo accordo con ilcon comune il comune

19

illegale illegale accordo accordo con ilcon comune il comune

50

49 15 24 49

accordo accordo con ilcon comune il comune

24

accordo accordo con ilcon comune il comune

51

187 3018 3230 36 32 20 36 28 20

444 4644 48 46 6

73

ANA NN I NI

4838

38

42 28

42accordo accordo con ilcon comune il comune

contratto contratto di comodato di comodato accordo accordo con l’università con l’università

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

I N IIZNI IAZTI IAVTAI V A


EVOLUZIONE STORICA

RADIO ALICE

MOVIMENTO STUDENTESCO 1977

FRIGIDAIRE IL MALE

CANNIBALE RANXEROX

NASCIT

MOVIMENTO STUDENTESCO DELLA PANTERA

NASCITA

HIP

HO

ITALIAN /

POSSE

NUOVO via del pratello

ITALIANO

renato zangheri

liv 1990

1985

la fabbrika

1980

ex dazio 1975

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traumfabrik berretta rossa

pelleros

FUMETTO

isola nel kantiere

renzo imbeni

andrea pazienza filippo scozzari giorgio lavagna giampiero hubert

gruppi

punk

8

13

13

33

3

53

25


B O LO G NA l inea d el tem p o STREET STREET PARADE PARADE

ST R E E T PA R A D E

LEGENDA

STREET STREET PARADE PARADE

vag61 crash!

llo 57 rete contropiani

walter vitali

officine tsunami bartleby

2005

2000

1995

link

xm24

giorgio guazzaloca

virgilio merola

MUTOID

WASTE

COMPANY

16

21

48

44

46

43

5

labas

sergio cofferati

4

2

luogo

14

38

11 6

8

17

?

19

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49

15

24

≥ 12

50

27

47

7

22

? ≥

35

40

? ≥

29

23

1830

32 20

36

20 28

42

51

≥ ≥ ?

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t.p.o.

37

PROTESTE CONTRO RIFORMA GELMINI

2010

a

fine

BOLOGNA SOCIAL FORUM

mattoids

avvenimentI socio-politici legati al mondo giovanile e della contestazione

in attesa

planimetrie culturali atlantide

ramificazione

in attività

ca.cu.bo.

lazzaretto

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STREET STREET PARADE PARADE

2015

STREET STREET PARADE PARADE

2013

STREET PARADE


CENTRO SOCIALE BERRETTA ROSSA Secondo Valerio Evangelisti, storica figura cittadina e consigliere comunale, da sempre dalla parte dei centri sociali, questo è il primo caso di centro sociale autogestito a Bologna.

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PROTAGONISTI / operai delle fabbriche di Santa Viola e Borgo Panigale, i ragazzi del quartiere che frequentavano il precedente centro sociale USO / ricreativo, attivismo politico e socialità CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / ex centro sociale pubblico Berretta Rossa nel quartiere Santa Viola FINANZIAMENTO / autofinanziato, pochissimi mezzi dal 1975 dura pochi mesi

TRAUMFABRIK La Traumfabrik, la Fabbrica dei Sogni, è un appartamento occupato illegalmente in Via Clavature 20, in pieno centro a Bologna, dove tra il 1977 e il 1981 si creò un’ambiente di genialità e sperimentazione, dal quale uscì il cosiddetto Nuovo Fumetto Italiano, le fanzines Frigidaire, Il Male, Ranxerox. L’appartamento occupato è la base di artisti che praticano audace sperimentazione, e attira continuamente personaggi della cultura alternativa nazionale ed internazionale, tra cui si possono ricordare Lydia Lunch, Arto Lindsay, Keith Haring, Gregory Corso. Tutta la città era in fermento, era il ‘77 bolognese e l’esperienza della Traumfabrik si intreccia con quella della casa abitata da Francesco Berardi detto Bifo in via Marsili, leader degli autonomi e autore del magazine A/Traverso, e fondatore di un’altra occupazione storica in via del piattello che da vita alla radio libera Alice. PROTAGONISTI / I protagonisti sono tanti, tra cui possiamo citare Filippo Scòzzari, Andrea Pazienza, Giampiero Hubert e la sua banda i Gaznevada, Fabio Sabbioni, Freak Antoni, il collettivo di videomaker sperimentali Grabinsky. USO / produzione artistica CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / appartamento occupato, via Clavature 20 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1976 al 1983


LA FABBRIKA PROTAGONISTI / gruppi politici autonomi, collettivi di sperimentazione musicale,video e teatrale, studenti dell’accademia di belle arti, immigrati USO / centro sociale / forma abitativa alternativa, produzione sperimentale culturale e musicale, eventi e concerti CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / capannoni abbandonati della fervet, via mascherino 2 FINANZIAMENTO / autofinanziato da novembre 1989 al 1990

B O LO G NA sched e

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CASE OCCUPATE DI VIA DEL PRATELLO Via del Pratello è una storica via bolognese che fu per molti anni al centro di vicende legate alla controcultura e alla socialità. La prima, famosissima, di queste esperienze al numero 41 è quella di Radio Alice, la prima radio libera, la voce della cultura alternativa e delle manifestazioni del ‘77 bolognese. In un appartamento occupato illegalmente, alcuni ragazzi danno vita alla radio, con poche apparecchiature ma illimitato entusiasmo, diffondendo musica sperimentale, jam session dei gruppi underground bolognesi, interviste in diretta ottenendo un grande successo tra gli studenti universitari e tra i bolognesi. Inoltre Radio Alice diffonde testimonianze in diretta sui grandi scontri di piazza di quegli anni, e per questo motivo, viene sgomberata nel marzo 1977. Anni dopo a partire dal 1990, le case al numero 76 e 78 di Via del Pratello vengono occupate da punk e outsiders. Nasce così una realtà abitativa estremamente marginale, costituita da concerti e vita di strada, anche una TV PRATELLO alternativa che imitava in chiave trash i più famosi programmi nazionali. Le occupazioni di Via del Pratello sopravvivono tra scontri e solidarietà con gli abitanti del quartiere fino al 1998, quando vengono definitivamente sgomberati.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

EX DAZIO PROTAGONISTI / ragazzi frequentatori dell’ex centro sociale USO / ricreativo CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / ex centro sociale in una capannina rotonda del dazio, via toscana 80, san ruffillo FINANZIAMENTO / autofinanziato 1978


ISOLA NEL KANTIERE L’Isola Nel Kantiere è un centro sociale che nasce nel cantiere fermo dell’Arena del Sole, passando attraverso il punk ed alcuni attivisti del movimento per la casa scoprono un grande spazio scantinato abbandonato. All’interno del centro sociale al posto dell’attivismo politico degli anni ‘70 prende vita una attività musicale intensa, tra le prime sperimentazioni in italia del rap e dell’hip-hop che arriva dagli stati uniti, che porterà poi alla formazione del fenomeno della Posse, con la Isola Posse All Star. Il centro sociale è molto attivo, ed oltre ai concerti (molto famose le serate Ghetto Blaster) si organizzano eventi,dibattiti, proiezioni. Dopo lo sgombero del centro, l’iniziativa sfocerà in parte nella prima fase del LINK.

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PROTAGONISTI / gruppi punk, attivisti USO / centro sociale / forma abitativa alternativa, sperimentazione culturale e musicale, eventi e concerti CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / scantinato, cantiere dell’arena del sole FINANZIAMENTO / autofinanziato da novembre 1988 al 1994

TPO Il centro sociale TPO (Teatro Polivalente occupato) è ancora attivo, ed uno dei più attivi in città per quanto riguarda programmazione musicale ed eventi serali. Nasce come spazio di sperimentazione musicale, in seguito, cambiando di sede ed aumentando l’affluenza di pubblico, la struttura si amplia e ai laboratori si aggiungono sportelli informativi, palestra, sala prove e laboratorio multimediale, e una radio autoprodotta Radio Kairos. PROTAGONISTI / collettivi di ricerca musicale, teatrale e scenografica USO / centro culturale / laboratori teatrali, di fotografia, di costumi, produzioni video,allestimenti, spettacoli e concerti, attivismo politico e sociale CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / teatro abbandonato dell’accademia di belle arti, via irnerio / ex euraquarium, viale lenin / nuova sede di via casarini 17 FINANZIAMENTO / autofinanziato da novembre 1995 ad oggi


PROTAGONISTI / ragazzi provenienti dall’ex centro sociale Pellerossa, collettivi, studenti, casa editrice indipendente Grafton9 USO / centro sociale / sale prove, concerti, spettacoli, incontri e dibattiti CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / ex Bestial Market, via dell Scalo 21 / Capannoni delle Ferrovie, via Muggia 6 (sotto il ponte di Stalingrado) FINANZIAMENTO / autofinanziato da ottobre 1993 a luglio 2006

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LIVELLO 57 Il Livello57 è stato uno dei grandi centri sociali di Bologna degli anni 90, nel quale prese vita una scena musicale underground di grande successo, in particolare per la scena hip hop e techno. Il Livello57 è stata anche la sede cittadina di un certo tipo di sub-cultura underground legata ai rave parties e itinerante, le cosiddette ‘Tribe’, tra cui la più importante e conosciuta è la Mutoid Waste Company. Questi ultimi parteciparono anche alla organizzazione delle grandi Street Parade, le parate cittadine al seguito di carri musicali addobbati a festa che diffondevano musica techno ad altissimo volume (la più importante Street Parade ora si tiene a Zurigo in agosto e attira ogni anno 800000 ragazzi)

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CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO PELLEROSSA PROTAGONISTI / collettivi studenteschi, associazioni USO / concerti, spettacoli, laboratorio, mensa CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / ex mensa centrale universitaria in Piazza Verdi FINANZIAMENTO / autofinanziato da aprile 1993 ad agosto 1994


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LINK Il LINK oggi è conosciuto come uno dei locali di punta della città di Bologna, ma la sua vocazione non è sempre stata unicamente commerciale. Infatti il LINK nasce nel 1994 dalle ceneri dell’esperienza de L’Isola Nel Kantiere, del quale il nuovo nome è l’acronimo. Il primo LINK si trovava in un ex magazzino delle farmacie comunali in via Fioravanti 14 ed era conosciuto in tutta Italia, ma non solo, come un centro culturale sperimentale, nel quale ai concerti si mescolavano spettacoli teatrali e scenografie d’avanguardia. In seguito alla grande affluenza di pubblico chi si occupava della gestione decise di passare alla struttura dell’associazione e diventare LINK ASSOCIATED, tra mille polemiche interne. Ora il LINK continua la sua programmazione musicale, ancora parzialmente d’avanguardia, ma senza la connotazione culturale e sperimentale del passato. PROTAGONISTI / gruppo proveniente dall’Isola nel Kantiere USO / centro culturale / sperimentazione culturale e musicale, eventi e concerti CONDIZIONE / spazio concesso dal comune LUOGO / ex magazzino delle poste via fioravanti 14 / capannone via fantoni 21 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1994 ad oggi

LAZZARETTO PROTAGONISTI / occupanti delle case occupate di via del pratello, collettivi USO / abitativo, concerti, spettacoli, attività teatrale CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / casa colonica in via del lazzaretto 17 / ex dazio, via Mattei / casa colonica via pietro Fiorini 24 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1996 ad oggi


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XM24 Nel giugno del 2000 il movimento No Ocse occupa gli spazi dell’ex cinema Ambasciatori dando vita alla rete Contropiani, una delle realtà costituenti il Bologna Social Forum, che sosteneva a Bologna il movimento No Global. In seguito allo sgombero, si accordano con il sindaco Guazzaloca che concede lo spazio dell’ex Mercato Ortofrutticolo di Via Fioravanti 24 dando vita a un altro importante centro sociale, XM24. Un’importante realtà alternativa cittadina si costituisce al centro: sono presenti varie attività, una ciclofficina popolare Ampioraggio, uno spazio dedicato alla controinformazione chiamato Infoshock , sportelli informativi ed assistenza migranti, alcune iniziative provenienti dall’ ex Livello57 come LAB57, e nel cortile l’associazione Controcampi organizza il primo mercatino biologico a vendita diretta dai coltivatori di Bologna, che ottiene molto successo nel quartiere della Bolognina. Questa iniziativa si estende poi ad altri centri sociali di Bologna. Nel mese di giugno e luglio 2013 XM24 si è scontrato con l’amministrazione a causa del progetto di una rotonda, la cui realizzazione distruggerebbe parte dell’edificio. In sostegno al centro sociale sono intervenute note personalità cittadine, tra cui il collettivo letterario bestseller Wu Ming, Freak Antoni, e l’artista Blu (che già in passato aveva dipinto a Xm24 dei murales molto apprezzati e noti) ha realizzato un grande graffito rappresentando Bologna come la Terra di Mezzo e lo scontro con l’amministrazione come una guerra fantasy tra bene e male.

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PROTAGONISTI / Rete Contropiani, associazioni, collettivi USO / centro culturale / ciclofficina, coordinamento migranti, mercatino biologico, banca del tempo, palestra, sportelli informativi, laboratorio multimediale e musicale, laboratorio di fotografia e serigrafia CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / ex cinema ambasciatori / ex mercato ortofrutticolo FINANZIAMENTO / autofinanziato da giugno 2000 ad oggi


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ATLANTIDE PROTAGONISTI / gruppi di orientamento gaylesbo e associazioni che si riuniscono sotto il nome Atlantide USO / ricreativo, associazionismo, incontri, dibattiti CONDIZIONE / occupazione illegale, poi concessione dello spazio da parte del comune LUOGO / Cassero di Porta Santo Stefano FINANZIAMENTO / autofinanziato dal 1997 ad oggi: oggi l’associazione è in conflitto con il comune che vorrebbe cancellare i precedenti accordi per riassegnare gli spazi del Cassero tramite bando

LABORATORIO OCCUPATO CRASH! PROTAGONISTI / autonomi, gruppi provenienti dalla Fabbrika USO / centro culturale / spettacoli, concerti, laboratori,mercatino biologico CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / via Avesella 2 / capannoni della Fer, via san donato 27 / ex centro pasti comunale, via gioannetti 2 / magazzini comunali, via zanardi 106 /ex cinema embassy, via azza gardino / ex fabbrica, via Donato Creti / Capannone in via della Cooperazione 10 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal novembre 2003 ad oggi

VAG61 PROTAGONISTI / gruppi di differente appartenenza USO / centro sociale / associazionismo, attività sociali, laboratorio video e musicale, sportelli informativi, GASBO Gruppo di Acquisto Solidale, mercatino biologico, palestra, quotidiano online di controinformazione ZeroInCondotta CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con il comune per la concessione degli spazi LUOGO / ex dopolavoro dei Monopoli di Stato, Via Azzo Gardino 61 / palazzina, via Paolo Fabbri 110 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal dicembre 2003 ad oggi


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BARTLEBY Il collettivo studentesco Bartleby è stato fino all’inizio del 2013 uno spazio in centro città per quello che i suoi fondatori chiamano ‘università autonoma’ organizzando dibattiti, workshop, lezioni, presentazioni di libri. Quando l’Università ha deciso di spostare l’attività di Bartleby e di altre associazioni studentesche in un capannone dismesso nell’area industriale roveri si è scatenato un acceso dibattito tra le parti, che ha causato l’occupazione da parte di Bartleby di alcuni spazi in centro città, con conseguente sgombero da parte della Polizia, nonché il coinvolgimento delle Istituzioni e di personalità cittadine.

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PROTAGONISTI / studenti, professori USO / università autonoma / biblioteca, lezioni, dibattiti, incontri con l’autore, eventi CONDIZIONE / occupazione illegale, poi accordo con l’Università LUOGO / spazio in via Capo di Lucca 30 / ex magazzino della Croce Rossa in Via San Petronio Vecchio 30 FINANZIAMENTO / autofinanziato, finanziamenti dell’Università di Bologna da marzo 2009 ad oggi

LABAS PROTAGONISTI / studenti, gruppo legato al TPO USO / centro sociale / attivismo politico, socialità, concerti, proiezioni, orto, mercatino biologico CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / ex caserma masini via Orfeo 46 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal novembre 2012 ad oggi

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OFFICINE TSUNAMI PROTAGONISTI / collettivi USO / abitativo,riciclo, officine, concerti, proiezioni, giocoleria CONDIZIONE / occupazione illegale LUOGO / ex magazzino delle poste, via larga 35 FINANZIAMENTO / autofinanziato dal novembre 2011 ad novembre 2012


cinema arcobaleno caseggiato ex caseggiato ex cinema ex area militare area pratimilitare diambasciatori caprara prati di caprara casa colonicaappartamento casa colonica sottopasso ugo bassi-marconi capannone privato capannone privato mensasani universitaria caserma saniex caserma

EX CONSORZIO AGRARIO ex euraquarium via fantoni 21 casa colonica casa colonica ex dazio

università ex samputensili ex samputensili

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via avesella ex manifattura ex tabacchi manifattura tabacchi sede Le esperienze raccolte e schedate in 2questa cantiere arena del sole ex deposito azienda ex deposito trasporti azienda trasporti non sono esaustive del fenomeno, che per sua proMOVIMENTI DI PR ex maternità casa di manovra casa del di sostegno manovra del sostegno ex magazzino rossa ex fabbricadifficile fabbricadacroce pria natura è estremamente catalogare STRUTTURE ex macello ex convento macello santa marta BERRETTA ROSS e persino monitorare.scalo Dunque abbiamo cercato di caserma san donato scalo sanmasini donato AREA URBANA anni ’70 palazzine via e del pratelloquelex magazzino exposte magazzino poste selezionare le iniziative più importanti note, EX DAZIO ! universitari ex sede cgil locali ex sede PROTAGONISTI le che siano durate almeno 6 mesi, ecgilche quindi abpalazzina ex teatro palazzina dazio accademia ex daziodi belle arti TRAUMFABRIK biano potuto svilupparsi, anche se parzialmente. ex officina del gas (gasometro) EX CONSORZIO EX AGRARIO CONSORZIO AGRARIO SCONTRI CONTATTI ESTERNI VIOLENZA ex sede dei goz ex euraquarium euraquarium VIA DEL PRATEL La storia di Bologna attraverso occupazioni illegali via fantoni 21capannoni via fantoni fer 21 o dimostrative è ben più ampia, molte occupazioni IDEOLOGIA POLITICA delle ferrovie casa colonicacaseggiato casa colonica ISOLA NEL KANT i protagonistiti sono gruppi po ex cinema casa colonica casa colonica hanno resistito solo alcuni giorni, e embassy qui non comuniti dall’ideologia politica ch ex dazio monopoli di stato ex dazio LA FABBRIKA e contestazione politica, pare la lunga serie di occupazioni a solo scopo l’atteggiamento verso l’estern cassero di chiusura e scontro ex bestial market LIVELLO 57 abitativo. Infatti, dalla fine degli anni ‘80 in poi le via casarini 17 1970 ‘70 1975 anni vicende dei centri sociali sonoexlegate sempre più al PELLEROSSA fabbrica fervet MOVIMENTI MOVIMENTI DI PROTESTA DI PROTESTA MOVIMENTI DI PROTESTA palazzine vuotenordafricaposte italiane fenomeno della migrazione, sopratutto LINK exmagazzinofarmaciecomunali STRUTTURESTRUTTURE APPARTAMENTI APPARTAMENTI / PALAZZINE / PALAZZINE na e rom. In molti dei centri sociali erano presenti ex officine cevolani T.P.O. piccoli nuclei di immigrati, i quali hanno trovato nei ex mercato ortofrutticolo AREA URBANA AREA URBANA CENTRO STORICO CENTRO STORICO anni ’70 anni ’70 ex centro pasti comunale ragazzi dei centri il primo appoggio e rifugio, e un ! ! PROTAGONISTI PROTAGONISTI GRUPPI POLITICI GRUPPI AUTONOMI POLITICIMATTOIDS AUTONOMI ex clinica odontoiatrica beretta / COLLETTIVI / COLLETTIVI STUDENTESCHI STUDENTESCHI primo tentativo di integrarsi via con la 48 città. Ancora zanardi ATLANTIDE caseggiato oggi, i centri sociali sono SCONTRI in prima linea nella difeSCONTRI CONTATTI ESTERNI CONTATTI ESTERNI SCONTRO DIRETTO SCONTRO DIRETTO ex area militare prati di caprara VIOLENZA VIOLENZA LAZZARETTO sa degli immigrati, i quali, a causa della legge Boscasa colonica privato si-Fini, se illegali si trovano incapannone evidente difficoltà. IDEOLOGIA POLITICA IDEOLOGIA POLITICA RETE CONTROPI caserma sani

i protagonistiti i protagonistiti sono gruppi sono politici gruppi autonomi politici e collettivi autonomistudenteschi e collettivi studenteschi uniti dall’ideologia uniti dall’ideologia politica che si politica riuniscono che siquindi riuniscono per fare quindi attivismo per fare attivismo XM24 e contestazione e contestazione politica, politica, ex manifattura tabacchi Grazie alla ‘mappatura culturale’ possiamo traccial’atteggiamento verso l’esterno verso ( considerato l’esterno ( considerato la ‘società borghese’ la ‘società ) èborghese’ ) è ex deposito azienda trasporti l’atteggiamento CRASH! di chiusura ediscontro chiusura e scontro re un quadro complessivo e di sintesi di quella che ex samputensili

casa di manovra del sostegno

CENTRO SOCIAL

ex fabbrica ed informali è stata l’esperienza degli usi spontanei VAG61 1970 1970 1975 1975 1980 1980 ex macello STRUTTURE a Bologna. Nel periodo che coincide con Il ‘77 boscalo san donato CA.CU.BO. AREA URBANA anni ’90 ! lognese, quando le manifestazioni di piazza erano ex magazzino poste ex sede cgil PLANIMETRIE C PROTAGONISTI all’ordine del giorno e lo scontro raggiungeva pic! palazzina ex dazio chi di violenza estremi (i carriEXarmati giravano per CONSORZIO AGRARIO ! ! BARTLEBY CONTATTI ESTERNI ex euraquarium le strade di Bologna), le occupazioni illegali degli DEGRADO via fantoni 21 GHETTIZZAZIONE OFFICINE TSUNA CRIMINALITA’ spazi erano principalmente localizzate casa colonica nel centro COMUNITA’ INDIPENDENTE i centri occupati sono spazio colonica LABAS cittadino, ed erano fortementecasa legate ai movimenti per piccole comunità costitui ex dazio seguito si aggiungono le com di protesta e di conseguenza alla ideologia politica il fattore comune è l’estromis società che animava gli scontri di piazza. I principali proanni ‘90 tagonisti di questo periodi di occupazione sono i 1985 MOVIMENTI DIAUTOGESTITO PROTESTA 1990 CENTRO SOCIALE CENTRO SOCIALE AUTOGESTITO gruppi politici autonomi e i collettivi studenteschi, STRUTTURE APPARTAMENTI / PALAZZINE chiusi a partecipazioni esterne non politicizzate. In STRUTTURE CAPANNONI VUOTI / EX FABBRICHE questo periodo si generano anni esperienze URBANA URBANA PERIFERIA CENTRO STORICO anni ’90’70! fortemente AREAAREA sperimentali e d’avanguardia che faranno! storia, PROTAGONISTI POLITICI AUTONOMI PROTAGONISTI COMUNITA’GRUPPI BORDERLINE ! come la Traumfabrik e i suoi frequentatori, e Ra/ STUDENTI/ /COLLETTIVI IMMIGRATISTUDENTESCHI dio Alice. In seguito negli anni ‘80 SCONTRI le !lotte politiche CONTATTI CONTATTI ESTERNI CHIUSURA SCONTRO DIRETTO ESTERNI ! DEGRADOVIOLENZA si attenuano e molta di questa forza sperimentaGHETTIZZAZIONE CRIMINALITA’ le viene spazzata via dalla tragedia dell’eroina, COMUNITA’ IDEOLOGIA POLITICA INDIPENDENTE

gruppi politici autonomi e collettivi studenteschi i centrii protagonistiti occupati sono sono spazio di aggregazione, residenza e ricreazione uniti comunità dall’ideologia politica si riuniscono quindi per per piccole costituite dache gruppi sociali borderline, ai fare qualiattivismo in contestazione seguitoe si aggiungono lepolitica, comunità di immigrati l’atteggiamento verso l’esterno ( considerato la ‘società )è il fattore comune è l’estromissione (volontaria o meno) dal restoborghese’ della societàdi chiusura e scontro


Attivista sul tetto del centro sociale XM24, per protesta contro la parziale demolizione causata dalla costruzione di una nuova rotonda

B O LO G NA

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Ad oggi i centri sociali più importanti rimangono attivi, ma il rapporto con le istituzioni e la struttura interna non sono cambiati, mentre risulta evidente la necessità di operare dei cambiamenti ed aggiornare sia la struttura interna che le politiche cittadine per adeguarsi ai nuovi bisogni della società e della città. In parte questo ruolo del cambiamento è stato intrapreso dall’associazione Planimetrie Culturali, la cui forza risiede nella totale legalità dell’iniziativa e nella capacità di autofinanziarsi e generare consenso nel quartiere in cui si trova. Il sostegno e la tolleranza dell’amministrazione cittadina si rivelano tuttavia non ancora sufficienti e per nulla lungimiranti.

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come per il disegnatore cult trapiantato bolognese Andrea Pazienza, morto per overdose a soli 32 anni. Le esperienze di occupazioni illegali si sviluppano sopratutto negli anni ‘90, generando quelli che vengono chiamati Centri Sociali Autogestiti, dalla caratterizzazione molto diversa rispetto a quanto visto negli anni ‘70. Infatti in questi centri la matrice politico-ideologica sparisce, piuttosto il comune denominatore diventa lo stile di vita radicalmente alternativo e la sperimentazione musicale. I centri sociali diventano vere e proprie comunità per studenti di tutta Italia, gruppi sociali borderline ed emarginati, ai quali si aggiungono poi anche gruppi di immigrati. Le strutture occupate sono più grandi, quindi capannoni e fabbriche dismesse della prima periferia bolognese, poiché devono ospitare sia camion, strumentazione che grandi concerti ed eventi. Nei primi anni 2000 la dinamica dei centri sociali si incrina fortemente in parte a causa di problematiche interne, come l’infiltrarsi all’interno di criminalità legata allo spaccio di droga, ma anche a causa della rigida repressione dell’amministrazione comunale, soprattutto nel periodo che corrisponde al mandato di Sergio Cofferati, il quale intraprende una vera e propria battaglia contro i centri sociali.


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PLANIMETRIE CULTURALI 87

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L

’esperienza dell’associazione Planimetrie Culturali merita un approfondimento in quanto è la prima a Bologna a tentare una nuova strada di legalità e collaborazione con le istituzioni. Planimetri Culturali nasce nel 2005, quando termina l’esperienza del Ca.Cu.Bo. un locale nato a Santa Caterina di Quarto nel quale si organizzarono numerosi eventi. I protagonisti erano personaggi da sempre attivi in questo ambiente. Quando il Ca.Cu. Bo. venne chiuso alcuni di questi decisero di tentare la via della legalità, e nasce così l’associazione Planimetrie Culturali, che si pone come obiettivo la riqualificazione di aree dismesse di Bologna attraverso iniziative temporanee chiamate ‘bonifiche culturali’. L’attività dell’associazione è per definizione itinerante, la durata di ogni ‘bonifica culturale’, chiamata Urban Recycle, è limitata al tempo necessario all’iniziativa proposta. Infatti l’attività di Planimetri Culturali si è spostata attraverso differenti aree dismesse in città: dopo il Ca.Cu.Bo. all’ex macello di Santa Caterina di Quarto, al Sottopasso Ugo-Bassi Marconi, poi alla ex sede CGIL in zona Roveri, in seguito in un caseggiato abbandonato allo Scalo San Donato, poi proprio all’ex Consorzio Agrario oggetto del nostro progetto di tesi, ed infine alla ex fabbrica Samputensili di via Stalingrado. L’attività di Planimetri Culturali ha cambiato continuamente sede aggiornando le proprie attività ed ampliando progressivamente il raggio d’azione e il bacino d’utenza. Infatti l’ultima iniziativa alla Samputensili, Urban Recycle#6, chiamata SenzaFiltro - Centro di Smistamento delle Arti Differenti, si configura come un vero e proprio centro culturale indipendente dalla grande potenzialità. All’interno del grande spazio coperto di 12 000 mq le associazioni partecipanti gestiscono le differenti attività: parkour, skateboard e bmx, arti marziali, tessuti volanti, sala flipper, dibattiti, esposizioni, mostre, mercato, concerti e spettacoli, osteria e bar, laboratorio audiovisuale, laboratorio fotografico.


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La struttura organizzativa di Senza Filtro infatti prevede che l’associazione Planimetrie Culturali si occupi della gestione generale dello spazio, delle pubbliche relazioni in genere, e della contrattazione con il proprietario, quindi della stipula del contratto di comodato d’uso e della gestione legale ed amministrativa. Le associazioni partecipanti, ad oggi 24, ricevono con un comodato d’uso verbale con Planimetrie Culturali un libero spazio nel quale far partire le proprie attività in cambio di lavoro per la sistemazione delle strutture e coinvolgimento nelle attività del centro, senza dover nemmeno occuparsi del pagamento delle utenze. Questo tipo di organizzazione, differente dal modello unico del Centro Sociale Autogestito finora sperimentato a Bologna, è riuscita ad ottenere la tolleranza e una parziale disponibilità da parte dell’amministrazione cittadina, nella figura di alcuni assessori ,soggetti istituzionali come Prefettura e Vigili del Fuoco, e del presidente del quartiere San Donato. Attraverso la garanzia del presidente di quartier riguardo alla serietà di Planimetrie Culturali, il proprietario dell’area ha concesso all’associazione lo spazio in comodato d’uso gratuito per 5 anni, e si è impegnato ad una prima bonifica dello spazio, che per anni è stato soggetto ad un uso incontrollato e criminale che aveva causato il grave degrado degli spazi all’interno. Questo è l’unico sostegno di tipo finanziario ricevuto da Planimetrie Culturali, che per tutto il resto è un’associazione completamente autofinanziata, non riceve alcun fondo pubblico, ma si fonda sui proventi delle attività interne e dei fondi di alcuni sponsor. Per accedere agli spazi è necessario iscriversi all’associazione tramite tesseramento, il che prevede la copertura assicurativa per l’utilizzo degli spazi. Inoltre un ulteriore tratto che distingue Planimetri Culturali dal Centro Sociale, è la ricerca dell’appoggio ed il consenso del quartiere in cui opera come azione preliminare fondamentale.


URBAN RECYCLE #2 Sottopasso UgoBassi-Marconi giugno 2007

B O LO G NA p l anim etrie cul tural i

URBAN RECYCLE #1 / CA.CU.BO. Ex Macello di Santa Caterina di Quarto dicembre 2004 - ottobre 2005

URBAN RECYCLE #3 Exsede CGIL, Via del Fresatore maggio 2006 URBAN RECYCLE #4 / Scalo San Donato Palazzina delle Ferrovie, Via Larga 59 ottobre 2009 - settembre 2011

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URBAN RECYCLE #6 / SenzaFiltro Ex Samputensili, Via Stalingrado ottobre 2012 - oggi

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URBAN RECYCLE #5 Ex Consorzio Agrario, Via Mattei 10 giugno 2012


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ZONA INDUSTRIALE ROVERI 91 Z.I. CASTELMAGGIORE FABBRERIA DI CADRIANO

Z.I. PREDAZZO

Z.I. BARGELLINO

Z.I. QUARTO INFERIORE

Z.I. CA DELL’ORBO Z.I. ROVERI

Z.I. ZOLA PREDOSA

CENTRO

SAN VITALE

Z.I. VIA DEL LAVORO Z.I. CASELLE

logna, si trova a sud dello scalo ferroviario San Donato nella parte est della città, ed è compreso tra i binari ferroviari e via dell’Industria a nord, via Larga a ovest e via Mattei a sud.

91

L’ambito della Zona Roveri, la maggiore zona industriali di Bo-

Le principali imprese presenti in questa zona industriale si occupano di logistica, piccola produzione artigianale, officine meccaniche e carrozzieri. ZONA INDUSTRIALE ROVERI 40

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Per quanto riguarda il trasporto pubblico urbano, è interessato dal passaggio della linea ad alta frequenza 14 e da quella a media frequenza 55. La parte meridionale dell’ambito è interessata dal passaggio della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore, con le fermate del SFM Roveri (interna all’ambito, sebbene in posizione periferica rispetto all’area produttiva) e Larga (nei pressi del margine sud-occidentale dall’ambito, a circa 2.000 metri dal suo baricentro). Il sistema dei collegamenti ciclopedonali risulta scarso per quel che riguarda l’accesibilità all’area da Croce del Biacco e specialmente da nord.


92

L’area di progetto scelta all’interno dell’ambito risulta in posizione strategica per quello che riguarda i collegamenti sia a livello urbano che extra urbano, grazie alla prossimità di numerose fermate dell’autobus di 3 linee urbane (14A, 14B, 55) e di 2 linee extraurbane (89, 99), le due fermate della linea di ferrovia (larga, roveri) e due uscite della tangenziale. Inoltre i quartieri di Croce del Biacco e Scandellara sono situati nelle immediate vicinanze e serviti anche da collegamenti ciclopedonali.

A 14

AUTOSTRADA

FERROVIA VENETA

LINEA BUS

USCITA TANGENZIALE

STAZIONE

PISTA CICLABILE

n°2

fermata Via Larga

56, 55, 14B, 14C, 89

INQUADRAMENTO TERRITORIALE scala 1: 10.000 0

100

200

500 m

Nell’area è in atto una dinamica di dismissione e trasformazione provocata dalle nuove edificazioni di un quartiere residenziale sull’asse di via Larga, dal nuovo centro commerciale e sopratutto a causa della grande operazione immobiliare, la torre direzionale Unipol, dotata anche di una grande piastra commerciale. Individuando le aree di dismissione si nota infatti uno sfrangiamento della zona industriale a partire dalla direttrice di via Larga. In particolare l’area di progetto si trova a meno di 500 m dalla Torre Unipol, e si può intuire come in futuro sarà oggetto di dinamiche di forte trasformazione. L’area dell’ex Consorzio Agrario, di proprietà privata, risulta tuttavia dismessa, nonstante siano stati in passato presentati dei progetti di trasformazione che prevedevano l’integrale demolizione delle strutture e la costruzione di nuovi edifici. Per l’area il proprietario ha presentato una domanda che è stata accolta dal Comune di Bologna come ‘proposta da valutare nel merito’ all’interno del Programma per la Qualificazione Diffusa, pubblicato con lo scopo di incentivare la riqualificazione urbana. Gli esiti conclusivi di tale valutazione non sono stati tuttavia pubblicati, e considerata l’attuale congiunture economica riteniamo poco probabile che un nuovo progetto sia effettivamente intrapreso.


FACOLTA’ DI AGRARIA

ZONA INDUSTRIALE ROVERI

CENTRO AGRO-ALIMENTARE BOLOGNA

QUARTIERE PILASTRO

SCALO SAN DONATO

AREA INDUSTRALE ROVERI CONFINE AMMINISTRATIVO COMUNE DI BOLOGNA TORRE UNIPOL

93

EX CONSORZIO AGRARIO

PROGRAMMA DI QUALIFICAZIONE URBANA

generatori della trasformazione

AMBITI PER NUOVI INSEDIAMENTI MISTI

AMBITI DA RIQUALIFICARE SPECIALIZZATI

AMBITI IN VIA DI CONSOLIDAMENTO MISTI

AMBITI IN TRASFORMAZIONE SPECIALIZZATI

AMBITI CONSOLIDATI DI QUALIFICAZIONE DIFFUSA MISTI

AREA EX CONSORZIO AGRARIO

PSC 2007

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proposte da valutare nel merito


LEGENDA AREE DISMESSE fabbricati, cantieri, uffici, capannoni dismessi / abbandonati

INDU V I A D E L L’

EDIFICI RESIDENZIALI V I A D E L L’ I N D U S T R I A

STRIA

AREE VERDI

OFFICINE TSUNAMI PARCHI PUBBLICI

CAMPI

IVERSITARIO SPORTIVO

ATTIVITA’ ISTITUZIONI ASSOCIAZIONI CENTRI COMMERCIALI CENTRO SPORTIVO

A

PISCINA PUBBLICA

RG VI

A

LA

1 1

PA R C O TA N A R A

INIZIATIVE INFORMALI

QUARTIERI

11 1

SCANDELLARA

2

CROCE DEL BIACCO

3

MASSARENTI

94

CONSOLATO DEL MAROCCO

U N I P O L

STAZIONE VIA LARGA

PROGETTI AREE DISMESSE PROGRAMMA per la QUALIFICAZIONE URBANA PROGRAMMA per la (variante POC) URBANA QUALIFICAZIONE LAZZARETTO progetti in via2012 di variante POC progetti in via di valutazione valutazione

11 TA G

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ASSOCIAZIONE M. MARTELLI

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PLANIMETRIE CULTURALI 9 - 28 GIUGNO 2012

RICO VIA EN

M AT T E

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CENTRO SOCIALE CROCE DEL BIACCO


STRUMENTI URBANISTICI VIGENTI

95

PSC - Piano Strutturale Comunale Strumento urbanistico previsto dall’art 32 L.R. 24 marzo 2000 n. 20 Adottato dal Consiglio Comunale con delibera n° 157 del 16/07/2007 Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n° 133 del 14/07/2008 Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna (BURER) in data 10-09-2008 n.155

95

RUE - Regolamento Urbanistico Edilizio Strumento urbanistico previsto dall’art 33 L.R. 24 marzo 2000 n. 20 Adottato dal Consiglio Comunale con delibera n° 27 del 21/01/2009 Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n°137 del 20/04/2009 PG 83079/2009 Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna (BURER) in data 20-05-2009 POC - Piano Operativo Comunale Strumento urbanistico previsto dall’art 33 L.R. 24 marzo 2000 n. 20 Adottato dal Consiglio Comunale con delibera n° 47 del 02/02/2009 Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n°144 del 04/05/2009 PG 88725/2009 Pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia Romagna (BURER) in data 03-06-2009

POC per la qualificazione diffusa - Piano Operativo Comunale di Qualificazione Diffusa In data 18 dicembre 2012 il Consiglio Comunale ha approvato la Delibera n. 351 recante gli esiti della verifica delle manifestazioni di interesse pervenute a seguito della pubblicazione del bando “Programma per la Qualificazione Urbana”, preordinato a variante del Piano Operativo Comunale e il Documento Guida per la redazione del POC per la qualificazione diffusa del territorio urbanizzato.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

VALSAT - Valutazione preliminare di Sostenibilità Ambientale Adottato dal Consiglio Comunale con delibera n° 157 del 16/07/2007 Approvato dal Consiglio Comunale con delibera n° 133 del 14/07/2008


96


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

97


EX CONSORZIO AGRARIO PROVINCIALE AREA TOTALE 51000 mq COSTRUITO 24000 mq SPAZIO APERTO 27000 mq TRAFFICO PEDONALE

SPAZIO A VERDE 3600 mq

COLLEGAMENTI AI MEZZI PUBBLICI

edifici uffici n°2

VICINANANZA CENTRO CITTA’

capannoni n°7

SERVIZI PRESENTI VICINANZA AREE RESIDENZIALI STATO DI CONSERVAZIONE EDIFICI FASCINO STRUTTURE

f

G

*7

*6

G

FF ≤ 98

EE

D2

D2 D1

*5

B B

D1 CC

A2 A2

A1 A1

≤ uscita tangenziale

A14 TANGENZIALE

APERTURE PARCHEGGI SOTTERRANEI AREA VERDE

MURO ESTERNO

ACCESSI PRINCIPALI FERMATA DELL’AUTOBUS

f FERMATA FERROVIA VENETA

STATO DI DEGRADO


EX CONSORZIO AGRARIO PROVINCIALE

99

STATO DI FATTO

che erano di proprietà dell’ex Consorzio Agrario Provinciale di Bologna, è ubicata in zona Est della città, nella zona industriale-artigianale denominata Zona Roveri, ambito 128, tra via Larga e via Enrico Mattei al civico n° 6 di via Enrico Mattei, estremi catastali Foglio 174, mappale 79.

99

L’area specifica di progetto, costituita dal complesso di edifici

Le strutture dei principali capannoni risultano intelaiate in cemento armato, con tamponamenti in mattoni pieni, partizioni in mattoni forati e volte sottili in laterizio armato. Il grado di conservazione della maggior parte degli edifici risulta sufficiente, fanno eccezione i fabbricati D1 e D2 che hanno subito maggiori demolizioni per la rimozione dei macchinari e durante il processo di bonifica dall’amianto. Gli unici interventi strutturali necessari comportano l’adeguamento sismico delle strutture tramite rinforzi metallici (controventature).

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

La superficie complessiva del lotto è pari a 51.000 mq di cui circa 24.000 sono costituiti da superficie edificata per un complessivo di 2 palazzine per uffici e 7 capannoni industriali mentre i restanti 27.000 mq si suddividono in circa 5.000 mq di superficie a verde e 22.000 asfaltati.


CENNI STORICI

CENNI STORICI

1962 costruzione capannoni B C + edifici per uffici A2 1963 costruzione capannone E D1 1964 costruzione recinzione esterna 1967 costruzione capannone F 1968 costruzione mangimificio D2 + capannone G 1970 edifici per uffici A1 1973 costruzione silos 2007 DISMISSIONE CONSORZIO AGRARIO VENDITA AREA A DREAM ISLAND SRL 2008 bonifica amianto 2009 progetto per la demolizione e la realizzazione di un nuovo centro direzionale e commerciale STUDIO CELESTRA BOLOGNA ≥ non realizzato

100

2012 URBAN RECYCLE #5 PLANIMETRIE CULTURALI 2012 utilizzo dell’area centrale per corsi di scuola guida e impiego del fianco est dell’edificio D2 come deposito di materiali edili 2013 OCCUPAZIONE ILLEGALE ≥ GRAVE DEGRADO


• •

• • • • •

nel 1962 si costruisce la prima palazzina per uffici (A2) e dei capannoni destinati ad uso magazzino (B e C). nel 1963 si costruiscono i capannoni adibiti ad officina meccanica (E) e il capannone di conservazione dei prodotti finiti (D1). nel 1967 si aggiunge l’edificio adibito a magazzino di generi vari e deposito oli (F). nel 1968 i capannoni destinati a mangimificio (D2), deposito antiparassitari e archivio (G). nel 1970 si costruisce la palazzina a più piani (A1) davanti al primo edificio per uffici. nel 1973 vengono installati i silos del mangimificio. nel 2007 il Consorzio Agrario Provinciale decide di dismettere l’area e vende il complesso alla Dream Island S.r.l che effettuerà la bonifica dall’amianto nel 2008. nel 2009 lo studio Celestra di Bologna propone un progetto per la demolizione e la realizzazione di un nuovo centro direzionale e commerciale. nel 2012, grazie all’iniziativa dell’associazione Planimetrie Culturali viene riutilizzato in parte l’edificio per uffici risalente al 1970 (A1) con lo scopo di raccogliere fondi, mantenere un presidio nell’area e effettuare una bonifica ‘culturale’. L’esperienza ha la durata di un mese.

STATO DI FAT TO

101

L’evoluzione storica del complesso parte dall’edificazione della zona vicino all’accesso da via Enrico Mattei:

Per ogni capannone si presenta una scheda dettagliata dello stato conservativo, dei precedenti usi e una documentazione fotografica storica e attuale.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

L’area, gestita da un curatore fallimentare, presenta crescenti segni di degrado dovuti ai continui saccheggi di parte degli impianti, all’occupazione illegale delle palazzine ad uso ufficio e alla presenza di una discarica abusiva nella parte a nord della suddetta area. I problemi legati a sicurezza e salubrità risultano evidenti e, a causa del crescente abbandono, coinvolgono non solo l’area stessa del complesso ma anche le zone limitrofe.


102


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

103

Intorno e spazi aperti


104

via enrico mattei ingresso all’area

ingresso da via larga

area verde di fronte alla rotatoria all’uscita della tangenziale


fronte davanti alla zona artigianale

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

105

accesso all’area dalla zona artigianale

STATO DI FAT TO into r no e sp az i ap er ti


106

area verde di fronte alla rotatoria all’uscita della tangenziale

area verde centrale ex parcheggi

spazio verde con pompa di benzina


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

107

deposito materiali edili

discarica abusiva

STATO DI FAT TO into r no e sp az i ap er ti


108


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

109

Foto storiche


110

vista ingresso dell’edificio per uffici A2 e acesso all’ area

vista del magazzino e della residenza del guardiano

vista del blocco uffici A1 e del negozio di alimentari


STATO DI FAT TO foto storiche

111

vista dei capannoni C e del viale centrale

officine meccaniche

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

vista dei capannoni B e dell’accesso da via Larga


112

sopra: vista dell blocco B con vendita al dettaglio di prodotti per orto e giardino sotto: accesso al piano interrato del blocco G


STATO DI FAT TO foto storiche

113 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

vista dei capannoni F sopra: dettaglio della cisterna sotto: ingresso dal lato della pompa di benzina


114

particolare dei silos a nord del mangificio, ora rimossi


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

vista dei silos sul retro del mangimificio

115

STATO DI FAT TO foto storiche


116


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

117

Schede di stato di fatto


118

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

uffici

STRUTTURA/MATERIALI

struttura intelaiata in cemento armato con tamponamenti a secco e solai in latero cemento

superficie

NOTE

nel 2012 è stato sede di URBAN RECYCLE #5 organizzato da PLANIMETRIE CULTURALI

interasse pilastri

anno di costruzione

altezza max.

sup. aeroilluminante p2 STRUTTURA

sup. aeroilluminante p1

INFISSI

sup. aeroilluminante pt

SUPERFICI VERTICALI

sup. aeroilluminante p-1

SUPERFICI ORIZZONTALI

impianto sanitari

COPERTURE

impianto di aereazione

IMPIANTI

impianto elettrico

1970 5320 mq 3,6 m 5,4 x 6 m


STATO DI FAT TO sched e

119

PIANO 2 UFFICI

PIANO 1 UFFICI

PIANO -1 PARCHEGGIO

0

5

10 15 20 25 30

35 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

PIANO 0


120

vista esterna

vista esterna dal viale centrale

DESTINAZIONE D’USO

uffici

STRUTTURA/MATERIALI

struttura intelaiata in cemento armato con tamponamenti in mattoni forati e solai in latero cemento

NOTE

da aprile 2013 è occupato illegalmente

anno di costruzione superficie altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante p1

STRUTTURA

sup. aeroilluminante pt

INFISSI

sup. aeroilluminante p-1

SUPERFICI VERTICALI

impianto sanitari

SUPERFICI ORIZZONTALI

impianto di aereazione

COPERTURE

impianto elettrico

IMPIANTI

1962 4160 mq 4,5 m 5x 4 m


PIANO -1

0

5

10 15 20 25 30 35 40 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

121

PIANO 1

PIANO 0 STATO DI FAT TO sched e


122

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

magazzini generali, negozio di prodotti per orto e giardino

STRUTTURA/MATERIALI

struttura intelaiata in cemento armato con tamponamenti in m attoni pieni, partizioni in mattoni forati e volte sottili in laterizio armato

NOTE

accesso sopraelevato per consentire il carico scarico dai camion

anno di costruzione superficie altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante

STRUTTURA

impianto sanitari

INFISSI

impianto di aereazione

SUPERFICI VERTICALI

impianto elettrico

SUPERFICI ORIZZONTALI COPERTURE IMPIANTI

1962 2040 mq 6,9 m 12 x 7

m


0

5

10

15

20

25

30 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CAPANNONE B

123

STATO DI FAT TO sched e


124

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

125

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


126

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

magazzini generali, autorimessa

STRUTTURA/MATERIALI

struttura i ntelaiata in cemento a rmato con tamponamenti in m attoni p ieni, partizioni i n mattoni forati e volte sottili in laterizio armato

NOTE

accesso sopraelevato per consentire il carico scarico dai camion

anno di costruzione superficie altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante

STRUTTURA

impianto sanitari

INFISSI

impianto di aereazione

SUPERFICI VERTICALI

impianto elettrico

SUPERFICI ORIZZONTALI COPERTURE IMPIANTI

1962 2040 mq 6,7

m

12 x 7

m


0

5

10

15

20

25

30 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CAPANNONE C

127

STATO DI FAT TO sched e


128

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

129

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


130

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

magazzino prodotti finiti

anno di costruzione

STRUTTURA/MATERIALI

struttura intelaiata in cemento armato con tamponamenti e partizioni in mattoni pieni o forati, solai in laterocemento e volte sottili in laterizio armato

superficie

NOTE

alcuni muri sono stati demoliti per consentire la rimozione dei macchinari

altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante p1

STRUTTURA

sup. aeroilluminante pt

INFISSI

impianto sanitari

SUPERFICI VERTICALI

impianto di aereazione

SUPERFICI ORIZZONTALI

impianto elettrico

COPERTURE IMPIANTI

1963 4250 mq 11,35

m

7x4

m


PIANO 0

0

5

10

15

20

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

PIANO 1

131

STATO DI FAT TO sched e


132

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

133

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


134

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

mangimificio

anno di costruzione

STRUTTURA/MATERIALI

struttura intelaiata in cemento a rmato con t amponamenti in m attoni f orati, partizioni in mattoni pieni, solai in laterocemento e volte sottili in laterizio armato

superficie

NOTE

alcuni m uri sono s tati demoliti per consentire la rimozione dei macchinari

altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante p1

STRUTTURA

sup. aeroilluminante pt

INFISSI

impianto sanitari

SUPERFICI VERTICALI

impianto di aereazione

SUPERFICI ORIZZONTALI

impianto elettrico

COPERTURE IMPIANTI

1968 1690 mq 20

m

12 x 6

m


PIANO -1

0

5

10

15

20

25 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

135

PIANO 1

PIANO 0 STATO DI FAT TO sched e


136

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

137

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


138

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

officina meccanica

STRUTTURA/MATERIALI struttura i ntelaiata in cemento a rmato con tamponamenti e partizioni in mattoni p ieni e volte sottili in laterizio armato NOTE

accesso sopraelevato per consentire il carico scarico dai camion

anno di costruzione superficie altezza max. interasse pilastri sup. aeroilluminante

STRUTTURA

impianto sanitari

INFISSI

impianto di aereazione

SUPERFICI VERTICALI

impianto elettrico

SUPERFICI ORIZZONTALI COPERTURE IMPIANTI

1963 1050 mq 7,9 m 10 x 6 m


0

5

10

15

20

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

25 m

139

STATO DI FAT TO sched e


140

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

141

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


142

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

magazzino g eneri vari per l ‘agricoltura e deposito oli

anno di costruzione

STRUTTURA/MATERIALI

struttura i ntelaiata in cemento a rmato con tamponamenti in pannelli di cemento prefabbricato, p artizioni i n mattoni p ieni e v olte sottili in laterizio armato

altezza max.

NOTE

assenza impianti sanitari

superficie

interasse pilastri sup. aeroilluminante pt

STRUTTURA

impianto sanitari

INFISSI

impianto di aereazione

SUPERFICI VERTICALI

impianto elettrico

SUPERFICI ORIZZONTALI COPERTURE IMPIANTI

1967 2130 mq 7,6

m

15,5 x 5

m


0

5

10

15

20

25

30

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

PIANO 0

143

STATO DI FAT TO sched e


144

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

145

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


146

vista esterna

vista interna

DESTINAZIONE D’USO

archivio e deposito antiparassitari

anno di costruzione

STRUTTURA/MATERIALI

struttura i ntelaiata in cemento a rmato con tamponamenti in mattoni pieni, solai prefabbricati in cemento e volte sottili in laterizio armato

superficie

buono stato conservativo ad eccezione della facciata principale

interasse pilastri

NOTE

STRUTTURA

altezza max.

sup. aeroilluminante p1 sup. aeroilluminante pt

INFISSI

sup. aeroilluminante p-1

SUPERFICI VERTICALI

impianto sanitari

SUPERFICI ORIZZONTALI

impianto di aereazione

COPERTURE

impianto elettrico

IMPIANTI

1968 4470 mq 6,5

m

5 x5

m


STATO DI FAT TO sched e

147

PIANO 1 ARCHIVIO

PIANO -1 PARCHEGGIO 0

5

10 15 20 25 30 35 40

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

PIANO 0 MAGAZZINO


148

struttura

infissi

suoerfici verticali


impianti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

149

superfici orizzontali

coperture

STATO DI FAT TO sched e


150 Ernesto “Che� Guevara, sorseggiando Mate in Bolivia


MISURE PRELIMINARI

151

“Foundamental characteristic of a the guerrilla soldier is his flexibility, his ability to adapt himself to all circumstances, and to convert to his

Guerrilla Warfare, Che Guevara

151

service all of the accidents of the action”

In accordo con Peter Arlt1 riprendiamo un passo di Guerra di Guerriglia per chiarire alcuni aspetti strutturali delle pratiche di riuso “intermedio”.

Maggiore è l’abilità di questi guerriglieri nel saper cogliere le opportunità favorevoli, giocare con gli eventi e manipolare gli imprevisti a proprio favore, e maggiore sarà il successo dell’iniziativa. Bisogna quindi reclutare i migliori “combattenti” o per lo meno acquisire determinate competenze specifiche prima di incominciare qualsiasi progetto di questo genere.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Gli attori coinvolti come utenti attivi, infatti, si comportano come dei guerriglieri il cui modus operandi è la ‘tattica’. La tattica ha lo scopo di pianificare al meglio la singola azione tenendo conto di tutti i vincoli pratici e contingenti di essa, si caratterizza per la rapidità d’azione e per la possibilità di cambiare nel corso delle operazioni per adattarsi a situazioni nuove.


Il contesto (territoriale, economico e sociale) in cui si sviluppa il progetto è centrale: la conoscenza perfetta del campo di battaglia permette rapidità d’azione e il successo dell’iniziativa; l’abilità del guerrigliero sta nell’essere costantemente informato riguardo a qualsiasi cosa succeda nell’area, nella capacità di adattarsi alle circostanze, nell’identificarsi nell’ambiente che lo circonda e trarne vantaggio. Da un’accurata conoscenza del terreno emergeranno quindi le azioni primarie da effettuare per raggiungere quella “visione comune” che sarà concepita come obiettivo e vocazione del progetto. Definire la “visione” verso la quale orientare il progetto aiuterà inoltre a determinare un programma che metta in atto le azioni e le tattiche emerse dallo studio iniziale del contesto.

152

La definizione e la scelta dell’area da “colonizzare” si basa quindi sugli obiettivi che si intende perseguire, ovvero in base alle esigenze di programma, che devono essere rispecchiati nelle caratteristiche territoriali e spaziali del luogo specifico individuato come area di progetto. Gli obiettivi saranno inizialmente vaghi e generali, in modo che le attività vengano meglio definite durante la realizzazione, attraverso il lavoro e le scelte dei volontari stessi e dei cittadini coinvolti. Nel nostro caso, in base alle analisi iniziali sull’area e in coerenza con le differenti iniziative similari studiate nei casi europei, proponiamo la vocazione di CENTRO CULTURALE INDIPENDENTE come “visione” del nuovo riutilizzo del consorzio agrario. Il nome che viene dato alla nostra iniziativa è KAR, il quale da una parte fa riferimento alla terminologia tipica dei centri sociali che spesso utilizzano un acronimo prendendo spunto dalla via in cui si trova l’edificio o dal nome dell’edificio stesso (VAG61 per via Azzo Gardino 61, oppure XM24 per ex mercato ortofrutticolo via Fioravanti 24). Quindi anche il nostro CENTRO CULTURALE INDIPENDENTE viene chiamato KAR - Konsorzio delle ARti in riferimento alla precedente destinazione di Consorzio Argrario, però integrato con la radice KAR, condivisa dai termini “creare” e “crescere”, dai quali deriva l’etimologia del termine “creativo”. In sanscrito, “KAR - TR” è “colui che fa” (dal niente), il creatore.


PRODUZIONE ARTISTICA / ARTI APPLICATE la vocazione principale del centro è la produzione artistica alternativa e indipendente, che si sviluppa parallelamente ad attività di arti applicate

M ISU R E PR EL IM INA R I

Proponiamo quindi un programma e una serie di attività così articolate:

ATTIVITA’ RICREATIVE all’interno del centro culturale è possibile svolgere attività di svago e passare liberamente il proprio tempo in qualunque momento

153

PRODUZIONE ARTIGIANALE / SPERIMENTAZIONE / FORMAZIONE E RICERCA il centro si configura come una piattaforma sperimentale che vive della complessa rete di relazioni interne , che trasformano il centro nello spazio del possibile, nel quale ognuno può proporre e realizzare la propria idea, grazie alla presenza di risorse, servizi e luoghi dedicati a questo scopo

SOSTENIBILITA’ i principi della sostenibilità guidano le differenti attività promosse nel centro PROMOZIONE CULTURALE / ATTIVISMO la promozione culturale è il fattore comune di tutte le attività del centro che si sviluppano fuori da logiche commerciali e di profitto economico

1

Arlt P. (2013), “What city planners can learn from temporary users”, in Oswalt Philipp, Overmeyer Klaus, Misselwitz Philip(a cura di), Urban Catalyst. The power of temporary use, DOM publishers, Berlino, pp. 82-84.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

SOLIDARIETA’ SOCIALE lo spazio del centro culturale vuole essere un nuovo spazio pubblico per la città, che possa dare origine a meccanismi d’inclusione sociale e partecipazione comunitaria. Particolare attenzione è posta verso l’integrazione di coloro che sono normalmente emarginati ed il supporto ai migranti stranieri


K

A

R

KONSORZIO DELLE ARTI

CENTRO CULTURALE INDIPENDENTE PROMOZIONE CULTURALE / ATTIVISMO

PRODUZIONE ARTISTICA ARTI APPLICATE arte contemporanea arti performative / teatro musica cinema / fotografia / visual art editoria independente / arti grafiche AT ELIER

154

P ROGRAM M A RESIDENZA ART ISTI SP AZI ESP OSIT IVI FEST IVAL DELL’ ART E

AS S O C I AZ I O NI S M O O R TI NE GO Z I O B I O L O GI C O

ATTIVITA’ RICREATIVE F UN P AL AC E M E R C ATO UR B AN S P O R T C E NTE R R I S TO R ANTE

SCENOGRAFIE / SET CIN EM A

SOSTENIBILITA’ PRODUZIONE ARTIGIANALE SPERIMENTAZIONE FORMAZIONE E RICERCA FAB LAB

C I R C UI TO C H I US O B O NI F I C A TE C NO L O GI E P E R E F F I C I E NZ A E NE R GE TI C A S I S TE M A DI R E C UP E R O / R I C I C L AGGI O

OFFICIN E LABORAT ORI

SOLIDARIETA’ SOCIALE

EM P ORIO DI M AT ERIALI S P O R TE L L I AS S I S TE NZ A M I GR ANTI C O M M O N GAR DE NS B ANC A DE L TE M P O O S TE L L O


Con il termine Fase Zero comprendiamo una serie di tattiche preliminari preordinate e necessarie al corretto svolgimento, anche dal punto di vista legale, del progetto.

M ISU R E PR EL IM INA R I

FASE ZERO

Le tattiche individuate si articolano in:

ASSOCIAZIONE KAR

≥ GESTIONE DEL PROGETTO

+ GESTIONE GENERALE LEGALE / AMMINISTRATIVA / ORGANIZZATIVA

ENTITA’ INTERNE ASSOCIAZIONI / COLLETTIVI / GRUPPI INFORMALI NON CLASSIFICABILI / COMITATI DI CITTADINI

GESTIONE SINGOLE ATTIVITA’ PARTECIPAZIONE EVENTI SPECIALI

Modello organizzativo Prendendo come esempio differenti modelli sviluppati a livello europeo si propone la costituzione di un’ associazione no - profit KAR che si occupi della promozione del progetto, della gestione a livello organizzativo,legale e amministrativo e dei rapporti istituzionali; assumendo così il ruolo di agente e intermediario e allo stesso tempo di sviluppatore del progetto. Attraverso la forma del collettivo costituito da volontari di differenti aree di competenza (architetti, urbanisti, operatori sociali, economisti, etc...) l’associazione guida i processi di trasformazione dell’esistente, media tra i differenti attori coinvolti, offre le sue competenze e il supporto tecnico per la progettazione di nuove strutture, si occupa di negoziazione e marketing territoriale, della comunicazione e della gestione dei rapporti con la pubblica amministrazione. Gli obiettivi principali ai quali mira il suo operato sono il conseguimento di agevolazioni, permessi e concessioni, la stipula dei contratti e delle assicurazioni, l’organizzazione di grandi eventi speciali, la gestione delle pubbliche relazioni e la realizzazione di un regolamento interno. Ricalcando il modello di Planimetrie Culturali saranno poi presenti altre entità interne (associazioni, collettivi, gruppi informali non classificabili, comitati cittadini) subordinate all’associazione KAR che si occupano della gestione delle singole attività collaborando reciprocamente e partecipando agli eventi speciali. Le entità interne ricevo gli spazi a titolo gratuito incaricandosi solo di un contributo per il pagamento delle utenze.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

MO DE L L O OR G A N IZ Z A T I V O

155

- definizione di un modello organizzativo - definizione di un modello decisionale e gestionale - previsione della gestione finanziaria - realizzazione di un network di collaborazioni locale - realizzazione di un network di collaborazione europeo - misure orientate ad aumentare la visibilità e l’ accessibilità


Modello decisionale e gestionale L’approccio che utilizziamo è quello di un uso temporaneo e quindi gli strumenti previsti non sono utili ai fini della nostra ricerca. Lo strumento più frequentemente utilizzato dalle amministrazioni per sbloccare l’iter di permessi di abitabilità e uso temporaneo è la delibera comunale ad hoc che definisce le possibili attività, chi ne può fruire, le garanzie giuridiche ed i tempi per il rilascio. Molte realtà però finiscono per desistere nei progetti, sconfitti dalla montagna di cavilli burocratici ed attese estenuanti.

156

Per questo è stato necessario pensare ad un modello di governance sperimentale che preveda un diverso modo di rapportarsi tra i vari attori volto a velocizzare pratiche amministrative e burocratiche. Sperimentale perché il contesto normativo non affronta ancora la questione degli usi temporanei, non esistono ancora strumenti specifici applicabili, e mancano delle serie politiche pubbliche a supporto di queste iniziative. Possiamo però, sulla base dei casi studio rilevati, applicare e proporre un modello collaborativo tra usi temporanei e pubblica amministrazione e quindi prevediamo anche a Bologna un’ innovazione nel ruolo e nell’attitudine di quest’ultima. L’esperienza di Planimetrie Culturali dimostra come sia possibile una collaborazione parziale, basata più sui contatti personali che ufficiali, e che sia plausibile intraprendere un cammino di formalizzazione di tali pratiche. Data la volontà di realizzare un progetto di dimensione territoriale, maggior portata delle iniziative, e maggior erogazione di servizi, riteniamo fondamentale un’accordo più consistente con la pubblica amministrazione. In Italia abbiamo preso a modello le due esperienze di Temporiuso a Milano e +s+t a Torino.


M ISU R E PR EL IM INA R I

Il modello di protocollo d’intesa stipulato tra l’associazione Temporiuso, il DIAP politecnico di Milano e il comune di Milano costituisce uno strumento politico che esprime la chiara volontà dell’amministrazione di supportare le iniziative temporanee per il riuso di edifici dismessi tramite progetti creativi.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

157

Il protocollo di Torino evidenzia il ruolo delle fondazioni ( Compagnia San Paolo a Torino) come partner pubblico, con l’obiettivo di sperimentare politiche di nuovo welfare e concentrandosi in territori non emergenziali.


A Bologna presentiamo le seguenti fondazioni culturali che già operano nel territorio: Fondazione Furla promuove artisti emergenti e progetti in campo culturale

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Fondazione del Monte mette a disposizione le proprie risorse attraverso una duplice modalità di erogazione: - finanziamenti a fronte di richieste di contributo - bandi a progetto Le richieste di contributo possono essere inoltrate da Associazioni senza fini di lucro, Fondazioni di gestione, Cooperative Sociali, Istituti Scolastici, Parrocchie e Chiese, Dipartimenti Universitari, che presentino domanda nei quattro settori di riferimento: beni e attività culturali, sociale, ricerca scientifica, sviluppo locale.

Fondazione Marino Golinelli opera da 25 anni con una logica di sussidiarietà per avvicinare i cittadini - e in particolare le giovani generazioni - alla scienza, all’arte e alla cultura. Tra gli obiettivi: - promuovere la ricerca e la cultura scientifica; - realizzare attività didattiche e culturali per avvicinare scienza e cittadini con particolare attenzione ai giovani; - promuovere una visione unitaria della cultura, nella quale la scienza e le arti abbiamo una pari dignità; - fornire un contributo alla nascita della futura società della conoscenza; - contribuire a far fronte alle esigenze di crescita culturale della cittadinanza, in una logica di promozione della partecipazione e della democrazia; - “fare cultura” intesa come una parte fondamentale del capitale sociale condiviso dalla collettività; - rafforzare mediante la promozione della cultura la coesione sociale per lo sviluppo, l’innovazione e la competizione del Paese a livello internazionale


M ISU R E PR EL IM INA R I

Alla luce di quanto esposto,e in relazione al regolamento sui rapporti con le libere forme associative, ipotizziamo la stipula di un protocollo di intesa tra:

- il coinvolgimento diretto degli assessorati di Servizi sociali, Volontariato, Associazionismo e Partecipazione, Sussidiarietà e Politiche attive per l’Occupazione, Relazioni Internazionali della Città, Marketing Urbano, Relazioni Sindacali Esterne all’Ente, Innovazione e Semplificazione Amministrativa, Progetto Smart City e Agenda Digitale, Cultura, Politiche Giovanili e Rapporti con l’Università - mettere a disposizione la documentazione e a tenere informate le parti su tempistiche e trattative relative agli immobili - provvedere, con il supporto dell’associazione KAR, a definire un quadro normativo entro cui operare per le prime sperimentazioni di progetto - assicurare momenti di incontro pubblico e sostegno all’iniziativa, anche assumendo ruolo attivo di garante nei confronti della proprietà e di mediatore tra le parti - sostenere l’associazione KAR e i singoli soggetti della stessa nella partecipazione a bandi di Fondazioni ed Enti per la richiesta di finanziamenti alla ricerca e ai progetti pilota;

A

R

l’associazione KAR che per favorire l’utilizzo e la trasformazione degli immobili, la partecipazione e il coinvolgimento delle associazioni locali e i gruppi informali si impegni a: - mettere a disposizione le proprie competenze tecniche e offrirsi come mediatore tra pubblica amministrazione e gruppi informali - definire insieme alle parti la promozione e la comunicazione al pubblico di momenti di incontro - gestire la parte amministrativa, legale e di negoziazione con il consenso delle differenti parti - promuovere e garantire cultura, integrazione sociale, erogazione di servizi e il recupero degli spazi;

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

K

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comune di Bologna, che si impegni a promuovere il progetto attraverso:


le fondazioni sopracitate che in linea con i loro principi si impegnino a: - offrire supporto ai singoli artisti e progetti in campo culturale e sviluppo locale promossi dal centro -mettere a disposizioni le proprie risorse, specialmente nella fase iniziale, per promuovere ricerca, attività didattiche e culturali - sostenere il progetto in quanto promozione della cultura e della coesione sociale per lo sviluppo, l’innovazione e la competizione del Paese a livello internazionale

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Il protocollo d’intesa è l’impegno politico che serve a sostenere l’applicazione di un modello di governance sperimentale che stimoli una più attenta e attiva partecipazione non solo dei cittadini, ma anche dell’istituzione pubblica. Schematicamente il modello decisionale e gestionale che proponiamo, prendendo spunto dal modello di governance sperimentale adottato dal progetto +s+t a Torino, sarà costruito per il progetto e durante il suo svolgimento prevedendo i seguenti elementi: Comitato di Pilotaggio composto da: 3 assessori - Assessore Servizi sociali, Volontariato, Associazionismo e Partecipazione, Sussidiarietà e Politiche attive per l’Occupazione, - Assessore Relazioni Internazionali della Città, Marketing Urbano, Relazioni Sindacali Esterne all’Ente, Innovazione e Semplificazione Amministrativa, Progetto Smart City e Agenda Digitale - Assessore Cultura, Politiche Giovanili e Rapporti con l’Università direttore del progetto - presidente dell’associazione KAR presidenti delle fondazioni presidente di quartiere


istituzionalizzazione pratiche informali

TAVOLI TECNICI A GEOMETRIA VARIABILE

TAVOLI TECNICI A GEOMETRIA VARIABILE

M ISU R E PR EL IM INA R I

GOVERNANCE SPERIMENTALE

COMUNE DI BOLOGNA

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FONDAZIONI PRIVATE ASSOCIAZIONE KAR

DREAM ISLANDsrl

PROPRIETA’

SOGGETTI ISTITUZIONALI COINVOLTI COLLABORATORI ESTERNI

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

GOVERNANCE SPERIMENTALE istituzionalizzazione pratiche informali


Per l’ottimizzazione delle risorse sia economiche che umane, sarà evitata la formazione di un soggetto giuridico ad hoc, costituendo invece momenti organizzativi ‘volanti’ operanti tramite tavoli tecnici a geometria variabile.

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I compiti che spettano al Comitato di Pilotaggio riguardano la direzione strategica del progetto, il monitoraggio, la pianificazione temporale e finanziaria, le relazioni istituzionali interne ed esterne. Il direttore del progetto rappresenta l’associazione KAR e tutte le differenti entità interne. Istituzionalizzando le pratiche informali di consultazione e comunicazione delle iniziative si proporranno differenti momenti organizzativi saltuari volti al coinvolgimento dei differenti soggetti istituzionali (polizia, vigili del fuoco, università etc.) e dei collaboratori esterni (agenzie di architettura, comunità di mestieri, centri sociali, comunità di quartiere, ecc.). Obiettivo di tali momenti organizzativi sarà conseguimento di accordi su standard urbanistico/edilizi provvisori e agevolazioni quali procedure di autorizzazione accelerate e permessi o licenze temporanei tramite la previsione di tempi di adeguamento postumi.

Riassumendo quello che proponiamo è: un Comitato di Pilotaggio, che opera tramite tavoli tecnici a geometria variabile, composto da un’associazione no-profit che si pone da intermediario,l’amminisitrazione nelle veci di tre assessori e il presidente di quartiere, le fondazioni come partner pubblico; la stipula di un protocollo d’intesa tra i soggetti sopracitati come impegno delle parti a seguire un medesimo indirizzo; un contratto di comodato d’uso con la proprietà per 15 anni volto a garantire il diritto d’uso da parte degli utenti temporanei esonerando il proprietario dalle responsabilità; l’impegno comune a definire un quadro normativo entro cui operare per le prime sperimentazioni di progetto.


/ schede

PROTOCOLLO D’INTESA

E’ un atto di governance che viene stipulato tra vari soggetti, pubblici e privati, in accordo tra loro per convergere su un progetto o una metodologia da seguire.

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In generale è un documento attestante un accordo tra parti avente prevalentemente natura politica più che giuridica, anche se vincola i contraenti a rispettare i rispettivi impegni in esso contenuti.

Pur non avendo valore strettamente vincolante dal punto di vista giuridico esso impegna le parti a seguire un medesimo indirizzo.

L’interesse comune su un progetto da realizzare viene sancito da una dichiarazione di indirizzo chiarendo le finalità e i riferimenti legislativi, articolando l’oggetto del protocollo e le premesse, definendo gli impegni dei vari sottoscrittori, individuando un ente o soggetto coordinatore e stabilendo i termini di durata e risoluzione delle eventuali controversie.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

In italia questo tipo di procedura ha avuto una forte spinta dopo l’emanazione del decreto legislativo 267/2000 [Testo Unico degli Enti Locali], che ha introdotto l’autonomia organizzativa e il concetto di concertazione tra enti pubblici, dando a questi la possibilità di accordarsi anche con i privati per il raggiungimento di determinati obiettivi.


/ schede

LIBERE ASSOCIAZIONI

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Le Associazioni senza scopo di lucro perseguono scopi di carattere culturale, assistenziale, sportivo, filantropico, ricreativo ecc. diretti verso la collettività, verso una particolare categoria, verso i propri soci. L’associazione, affinché possa qualificarsi come organizzazione di volontariato e/o come organizzazione non lucrativa di utilità sociale, deve caratterizzare la propria azione non per il vantaggio dei propri soci, bensì per fini di solidarietà sociale. E’ inoltre obbligatorio avere l’atto costitutivo o lo statuto redatti nella forma di atto pubblico e/o della scrittura privata autenticata e/o registrata. In particolare, fino ad ora la nostra legislazione italiana ha disciplinato cinque differenti tipi di organizzazioni private che operano senza fini economici con finalità solidaristiche: le organizzazioni non governative (leg. 49/1987), le organizzazioni di volontariato (leg. 266/1991), le cooperative sociali (leg. 381/1991), le fondazioni ex bancarie (leg. 461/1998) e le associazioni di promozione sociale (leg. 383/2000). Le libera associazioni godono di alcuni vantaggi e agevolazioni fondamentali che le rendono le più idonee alla gestione di attività di uso temporaneo. Oltre alla possibilità di coprire le spese assicurative tramite tesseramenti infatti, è possibile somministrare alimenti e bevande ai propri soci liberamente,puo’ ricevere donazioni, gode di speciali esenzioni fiscali e normative


(ad esempio puo’ organizzare attività temporanee come spettacoli, vendita ambulante e somministrazione solo presentando una DIA e senza la necessità di iscriversi alla Camera di Commercio).

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

- Il Libro I, Titolo II, Capo II e Capo III del Codice Civile - Agevolazioni tariffarie sui pedaggi autostradali. DPR 495/92 art. 373, DPR 575/93 e DM 15/04/94 art. 1 - Agevolazioni tariffe postali per associazioni: Legge 27 febbraio 2004, n. 46 - Esenzioni pagamento diritti SIAE per intrattenimenti riservati a soci e invitati. DL 439/96 art. 7 - Esenzioni SIAE: art. 5 D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 60 “Istituzione dell’imposta sugli intrattenimenti” - Testo Unico in materia di imposte sui redditi In particolare la lettera c del c. 1 e il c. 2 art. 73 e gli artt. 143 148. - Opzione forfettaria per il pagamento dell’IVA e dell’IRES: legge 16 dicembre 1991 n. 398 - Disposizioni in materia di IVA: Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633 “Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto”. - Testo della legge 7 dicembre 2000 n. 383

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Leggi di riferimento per le associazioni ONG, OdV, ONLUS, APS :


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TEMPORIUSO

Temporiuso.net è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2008 dal percorso di ricerca e azione di attivisti delle associazioni Cantieri Isola e Precare.it, dei ricercatori e studenti del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di promuovere la ricerca-azione Temporiuso. Con il patrocinio dell’ Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano, nel 2009 dell’ Assessorato allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano, nel 2010 il patrocinio del Comune di Sesto San Giovanni, nel 2012 il sostegno del Comune di Milano con il quale, insieme al DIAP Politecnico di Milano, ha stipulato un protocollo d’intesa per 5 anni. Il progetto si rivolge, per ora, al Comune e alla Provincia di Milano e propone di utilizzare il patrimonio edilizio esistente e gli spazi aperti vuoti, in abbandono o sottoutilizzati di proprietà pubblica o privata, per riattivarli con progetti legati al mondo della cultura e associazionismo, dell’artigianato e piccola impresa, dell’accoglienza temporanea per studenti e turismo giovanile, con contratti ad uso temporaneo a canone calmierato. L’associazione culturale Temporiuso.net ha avviato e partecipato dal 2008 a diverse ricerce, progetti, mostre ed eventi tra i quali ricordiamo: 2009-10 Ex Breda GreenHouse, primo progetto di riuso temporaneo nell’ex portineria Breda come malerbario, serra, vivaio e spazio di incontro sul verde. Durata 3 mesi + rinnovo


167 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

2010 Invito alla creatività Made in Mage, call pubblica per il riuso temporaneo degli ex Magazzini Generali Falck come spazi atelier e laboratori per designer sostenibili e stilisti di moda critica. Promosso da: laboratorio multiplicity.lab, DIAP Politecnico di Milano e Assessorato alla Cultura, Comune di Sesto San Giovanni in collaborazione con NABA - Nuova Accademia di Belle Arti Milano, Esterni e Fa’ la cosa giusta!-eventi Terre di Mezzo. 2011 Made in Mage - Incubatore moda e design sostenibile. Spazi atelier, laboratori, sale e servizi comuni gestiti da ARCI Milano e supporto allo start-up di ARCI Milano e laboratorio multiplicity. lab, DIAP Politecnico di Milano. Durata 3 anni + possibile rinnovo. I soci fondatori dell’associazione culturale Temporiuso, docenti a contratto e assegnisti di ricerca del DIAP Politecnico di Milano, hanno avviato dal 2008 la ricerca: “RI-USO TEMPORANEO. la sostenibilità ambientale nel riuso temporaneo immobiliare. Applicabilità di progetti europei di riuso temporaneo degli spazi in abbandono a Milano, diffusione di esperienze pilota” e dal 2011 la ricerca applicata: “EXPO 2015 Tempoliving. Soluzioni abitative sostenibili tipo container per popolazioni temporanee in aree marginali - Studio di fattibilità urbanistico, architettonico e gestionale”


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+ SPAZIO + TEMPO

+Spazio+Tempo è un progetto complesso e innovativo, sia per l’approccio territoriale sia per l’interazione tra le diverse azioni, caratterizzato dal punto di vista metodologico da: integrazione e sinergia tra le diverse azioni e attività, partecipazione dei soggetti interessati, generazione di nuove pratiche pubbliche e private. +Spazio+Tempo è un progetto sperimentale alla base del Protocollo d’intesa in materia di uso sociale dello spazio pubblico siglato dalla Città di Torino e Compagnia di San Paolo nel dicembre 2007. Obiettivo generale di +Spazio+Tempo è la realizzazione di una sperimentazione pluriennale di progetti e di politiche integrate per l’uso dello spazio pubblico, volte al miglioramento dei parametri di vivibilità del territorio e per una innovativa gestione dei tempi e degli orari. Tramite questo progetto sono stati raggiunti molteplici obiettivi di collaborazione attiva della cittadinanza e di apertura da parte dell’amministrazione fino consentire nuovi usi degli spazi regolamentati, a volte modificando i Regolamenti o istituendo nuovi diritti. La trattazione di tale progetto, per la sua complessità e per le sue molteplici implicazioni, non può essere affrontata in questa sede ma il modello decisionale e gestionale proposto per il KAR prende spunto da questa esperienza che noi riteniamo esemplare per capacità di comunicazione, interesse sociale e coinvolgimento dei differenti attori in maniera diretta e attiva.


169 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Seppur non si tratti di un progetto di uso temporaneo canonico e non riguardi direttamente gli spazi dell’abbandono, gli usi legati al tempo in questo progetto, che si chiamo appunto +spazio + tempo, sono molteplici, così come i successi nella forma di trattare le pratiche burocratiche e amministrative rappresenta un importante punto di riferimento nel panorama italiano. Riferendoci ad una delle tante diramazione che sono scaturite dal progetto originario citiamo ‘Zona Franca’, un progetto che permetteva l’uso del suolo pubblico della città per due settimane per qualsiasi attività, dall’allestimento di un pic nic di quartiere al contest di sport estremi, semplicemente inviando una mail per ottenere l’autorizzazione. Ricordiamo inoltre l’esemplare lavoro di comunicazione, che utilizzando metodi ‘tradizionali’ e ‘virali’ , formali e informali, è riuscito a trasmettere un progetto dalla non immediata ‘leggibilità’. Se la domanda è: come integrare nelle politiche pubbliche gli usi informali? sicuramente +s+t è un buon tentativo di risposta. Rimandiamo per un approfondimento di tale argomento al libro a cura di Andrea Bocco “Qui è Ora. Lo spazio e il tempo pubblici come leve della qualità della vita e della cittadinanza attiva”, che raccoglie gli atti dell’omonimo convegno internazionale organizzato nell’ambito di +Spazio+Tempo.


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COMODATO D’USO

170

Si definisce comodato il contratto mediante il quale una parte (comodante) consegna ad un’altra (comodataria) una cosa mobile o un immobile affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato con l’obbligo di restituire la medesima cosa ricevuta. Il contratto (detto anche prestito ad uso), è disciplinato dagli artt. 1803-1812 c.c. È un contratto reale, in quanto per la sua esistenza presuppone la consegna della cosa, ha natura essenzialmente gratuita e tale elemento lo differenzia dalla locazione. Dà luogo a un diritto personale di godimento, quindi meramente relativo, e soltanto in relazione all’uso determinato dal contratto, con l’esclusione di concedere, senza il consenso del comodante, il godimento a terzi. Le spese sostenute per servirsi della cosa, a meno che non siano straordinarie e necessarie per la conservazione della stessa, sono a carico del comodatario, il quale ha, a sua volta, diritto al risarcimento dei danni derivatigli da vizi della cosa. Tramite il comodato d’uso si garantisce il diritto d’uso dell’area agli utenti temporanei esonerando la proprietà dalle responsabilità. Il comodato d’uso che proponiamo, ottenuto grazie alla mediazione dell’amministrazione che si pone da garante, prevede la consegna dell’area all’associazione KAR per un periodo di 15 anni previa disinfestazione e pagamento parziale dei costi di bonifica da parte della proprietà.


AUTOFINANZIAMENTO

€ €

SUDDIVISIONE DEL PROGETTO PER FASI E PROGRAMMA DI EVENTI non è necessario un grande investimento iniziale in quanto sarà ridistribuito nel tempo avanzando allo step successivo a seguito del raggiungimento dei finanziamenti necessari tramite l’organizzazione di un programma per eventi LIMITAZIONE DELLE OPERE ESSENZIALI i fondi necessari per far partire il progetto coincidono con quelli che servono per le opere di messa in sicurezza e infrastrutturazione primaria AUTONOMIA l’indipendenza dai fondi pubblici o da finanziamenti esterni monodirezionali consente la gestione in autonomia del centro

Inoltre saranno presenti proventi derivanti dalla vendita di prodotti artigianali e gastronomici, dalle tasse d’iscrizione per gli stand di mercato, dai tesseramenti all’associazione KAR, dall’affitto di sale di varia natura ( per feste, corsi, sale prove, ecc.) e dai ricavi dell’ostello e dei servizi di ristorazione.

M ISU R E PR EL IM INA R I

171

Gestione finanziaria In linea con i vincoli delle libere associazioni no-profit e mirando all’indipendenza dai finanziamenti esterni è stata prevista una gestione finanziaria volta al conseguimento dell’autonomia del centro. Per il successo di tale iniziativa sarà quindi fondamentale prevedere forme di autofinanziamento e attività redditizie di varia natura orientante al sostentamento dei progetti culturali e di solidarietà a terzi. Determinante risulta la capacità da parte dell’associazione KAR e del Comitato di Pilotaggio di raccogliere i fondi occorrenti per rispondere alle domande essenziali di adeguamento strutturale e sicurezza antincendio, e di tutte le misure necessarie per l’istallazione di una infrastruttura di base che consenta lo sviluppo degli usi temporanei. Tramite il reperimento di molteplici fonti di finanziamento quali sponsor, fondazioni, strategie di crowdfunding e donazioni private si punta all’autonomia dai finanziamenti pubblici o mono-direzionali per preservare l’indipendenza del centro. In seguito alla realizzazione delle opere primarie si prevede lo sviluppo del progetto per fasi permettendo, tramite forme di autofinanziamento, il graduale reperimento delle risorse necessarie a perseguire la trasformazione dell’area . Il piano di gestione dei lavori sarà quindi affiancato da un programma di eventi e iniziative volte al reperimento di finanziamenti con la partecipazione delle singole associazioni coinvolte e delle entità interne all’associazione KAR. Articolando i differenti eventi si proporranno: APERITIVI, CENE, DIBATTITI E PICCOLI EVENTI per l’autofinanziamento e per rafforzare la coesione della comunità attraverso le relazioni con il pubblico esterno WORKSHOP pratici dalla durata di 2 settimane realizzati in collaborazione con l’Università di Bologna, Studi di architettura ed invitati CORSI all’interno del centro verranno proposti corsi a pagamento di varia natura (cucina, sport, formazione, ecc.) GRANDI EVENTI quali contest sportivi e festival artistici, corredati da feste di autofinanziamento e eventi speciali

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

FONDI ESTERNI


Network di collaborazioni locali Le iniziative informali non nascono isolate ed è requisito fondamentale della fase preliminare creare un network di collaborazione tra i differenti soggetti presenti nel territorio per recuperare la comunità di supporto all’iniziativa. Suddividendo le differenti entità presenti rilevate a Bologna individuiamo i principali soggetti con i quali è possibile collaborare: CENTRI SOCIALI la collaborazione con i centri sociali presenti a Bologna rappresenta il punto di partenza per coinvolgere il target ‘alternativo’ della città costituendo così una rete informale di contatti in grado di offrire supporto,know how, risorse e strumenti alle nuove attività e coinvolgendo nei grandi eventi molteplici soggetti.

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ASSOCIAZIONI CULTURALI Bologna è caratterizzata da una grande presenza di libere associazioni dalla caratterizzazione culturale, la creazione di una rete di conoscenze e ‘amicizie’ è fondamentale per dare risonanza e diffondere la coscienza dello sviluppo del progetto nell’ambiente culturale della città. Inoltre si prevede la partecipazione delle associazioni culturali presenti alle attività del KAR e si offrono spazi per un nuova sede all’interno del centro. ISTITUTI CULTURALI/UNIVERSITA’ La collaborazione con le istituzioni culturali e l’Università di Bologna favorisce il coinvolgimento di un target che abitualmente non frequenta questi spazi, ampliando il raggio d’azione delle attività a livello cittadino e provinciale, aumentando la visibilità delle iniziative e fornendo competenze tecniche specifiche per le attività formative. SPONSOR Per sponsor si intende la costruzione di una rete di sostegno privata al centro culturale, costituita da finanziamenti in denaro o dalla fornitura gratuita di servizi, materiali e risorse, anche in via temporanea e occasionale


S

EU

ROPE HALLES

alcuni iscritti: Le Friche de Belle Mai / Marsiglia UFAFABRIK / Berlino VillageUnderground / London

M ISU R E PR EL IM INA R I

173

AN

TEH - TRANS EUROPE HALLES TEH (www.teh.net) è il network europeo dei centri culturali indipendenti dalle seguenti caratteristiche - centri indipendenti e no-profit costituitisi su iniziativa spontanea preferibilmente attraverso il riuso di edifici dismessi - produzione artistica multisciplinare con enfasi sulle arti contemporanee - programma culturale di alta qualità attivo a scala regionale, nazionale e internazionale che coinvolga forme di cultura contemporanea, attività di solidarietà sociale, promozione di coscienza politica e ambientale

Visibilità, accessibilità e collegamenti Al fine di potenziare l’efficacia e la portata dell’iniziativa sono previste varie misure orientate all’aumento della visibilità, dell’accessibilità e dei collegamenti dell’area: • In termini di visibilità si propone l’utilizzo di installazioni temporanee in differenti punti strategici limitrofi all’aerea. Si segnaleranno così gli accessi e i percorsi tramite grandi installazioni in grado di attirare l’attenzione. • In termini di accessibilità si lavorerà sul limite dell’area abbattendo puntualmente il muro che circonda la proprietà, la maggior parte della superficie sarà destinata ad area pedonale spostando la parte carrabile ai bordi per consentire l’accesso ai parcheggi sotterranei. • In termini di collegamenti si prevede l’intensificazione della frequenza delle linee di autobus esistenti, un servizio di navetta notturno gratuito e postazioni di bike sharing. Saranno inoltre previsti parcheggi temporanei nell’area di pertinenza del complesso, situata in prossimità della rotatoria all’uscita della tangenziale, per poter assorbire il maggior flusso di utenti in occasione dei grandi eventi.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

TR

Network di collaborazione europeo Proponiamo l’iscrizione del centro al network europeo di centri culturali indipendenti TEH per condividere strumenti, conoscenze e sfruttare il sostegno ai membri dell’organizzazione, partecipare ai progetti e campagne europei attivi e aumentare la visibilità internazionale del centro


PE RM E A BILI T A’ DE L C O N FI N E MURO ESTERNO DEMOLIZIONI APERTURE

RID E F INIZ IO N E S I S T E M A M OBILIT A ’ IN T E R N A

P

PARCHEGGI SOTTERRANEI

P

GRANDE PARCHEGGIO EVENTI SPECIALI

- linea ferroviaria veneta - uscita della tangenziale

R I DE FI N I ZI O N E S I S TEMA M O B I L I T A’ ES TERN A potenziamento previsto - intensificazione della frequenza di una linea di autobus - servizio navetta notturno gratuito - postazioni bike sharing interne POSTAZIONI BIKE SHARING

AREA VERDE

FERMATA DELL’AUTOBUS

≤ 174

ACCESSI CARRABILI

IS T E M A NA

senti s, veneta enziale

visto della frequenza obus notturno gratuito haring interne

BIKE SHARING

LL’AUTOBUS

ENZIALE

- 4 linee di autobus (14, 55, 89, 99)

AREA PEDONALE

AREA CARRABILE

RROVIA VENETA

C O L L E GAMEN TI

GRANDI INSTALLAZIONI PUBBLICITARIE VISIBILI DA LONTANO / DALL’AUTOSTRADA obiettivo ≥ attirare l’attenzione della città

f

11b

FERMATA FERROVIA VENETA USCITA TANGENZIALE


P

A14 TANGENZIALE

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

vi a a

rg

la

≤ 175

f

P

P i via matte

M ISU R E PR EL IM INA R I


176


APPROCCIO PER STRALCI

t

177

ALLOCAZIONE RISORSE GRADUALE

GESTIONE COMPLESSA DELLA TRASFORMAZIONE

PARTENZA PROGETTO INFORMALE

TAVOLI TECNICI A GEOMETRIA VARIABILE

SELEZIONE ATTIVITA’/SOLUZIONI

>

FASE UNO

FASE DUE

FASE TRE

AZIONI ARCHITETTONICHE

INFRASTRUTTURAZIONE SPAZI

177

RECUPERO STRUTTURE

La natura del progetto impone un’ approccio strategico suddiviso per fasi e stralci di avanzamento. Concepire un progetto per fasi e per stralci permette di ridurre enormemente le tempistiche, specialmente nelle fasi iniziali. Se consideriamo la possibilità di attivare gli spazi per compartimenti e sezioni, infatti, sarà possibile partire con la prima fase di colonizzazione e avviare le prime funzioni senza dover aspettare il reperimento di tutte le risorse necessarie a completare la trasformazione dell’intero edificio. Elemento chiave di questo tipo di iniziativa è la capacità, che hanno gli utenti coinvolti, di completare le opere di trasformazione dello spazio agendo come una Comunità di Mestieri (CM). Per chiarire il concetto cercheremo di spiegare quello che intendiamo per CM. Una CM è costituita da tutti quei soggetti che prestano le proprie competenze e abilità in funzione del progetto comune. In questo modo, questa particolare tipologia di utenti qualificati è in grado di gestire in prima persona la trasformazione dello spazio e le opere definite ‘accessorie’.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

ATTIVAZIONE


F ASI D I I M PLE M E N T A Z I O NE DEL PR O GETTO FASE ZERO

FASE UNO

2014 GEN

2015

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

GEN

2016

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

GEN

F

esterni residenze centro di quartiere casa loca 1 casa loca 2

LEGENDA TATTICHE PRELIMINARI OPERE ESSENZIALI OPERE ACCESSORIE ATTIVO

178

INATTIVO

2 3

esterni centro di quartiere casa loca ristorante bistrot orti didattici urban sport center atelier fun palace mercato coperto

evento

0

0

1

OPENING FESTIVAL

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

1

1

1 FESTE DI AUTOFINANZIAMENTO

obiettivo

PRESENTAZIONE DELL’AREA

RACCOLTA FONDI /SVILUPPO COMUNITA’ INTERNA

caratteristiche

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO caratterizzata dalla presenza delle istituzioni e dei giornalisti

APERITIVI, CENE, DIBATTITI E PICCOLI EVENTI per autofinananziamento e per rafforzare la coesione della comunità e le relazioni con il pubblico esterno

quartiere città nazionale / internazionale

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

1

DELLA

4

1

1

2 MERCATO BIOLOGICO KM 0

1

3 MERCATO DEL

COINVOLGIMENTO DEL QUARTIERE

COINVOLGIMEN CITTA’

l’ASSOCIAZIONE CAMPI APERTI gestisce un MERCATO BIOLOGICO DI VENDITA DIRETTA che permette di avvicinare il target abituale dell’associazione e gli abitanti dei quartieri vicini

MERCATINO d vintage, oggett editoria indipen

Visto ciò, alla base del calcolo dei tempi previsti, è stata effettuata una distinzione in due differenti macroclassi di opere: essenziali e accessorie. La classe di opere, definite essenziali, è costituita da tutte quelle opere che necessitano di personale tecnico specializzato e che consentono la messa in sicurezza e l’agibilità degli spazi. In questa classe rientrano quindi nel nostro caso: • opere di bonifica • consolidamenti strutturali • demolizioni e rimozioni • reti di distribuzione impiantistica (sanitaria, riscaldamento e antincendio) • opere di coibentazione e impermeabilizzazione delle coperture.


FASE TRE

2017

EB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

GEN

2018

FEB

MAR

APR

MAG

GIU

LUG

AGO

SET

OTT

NOV

DIC

GEN

FEB

MAR

A PPR O C C IO PER ST R A LC I

FASE DUE

ristorante bistrot urban sport center

centrale di trattamento orti didattici fitoestrazione atelier fun palace mercato rimozione discarica 2 3 1

2 3

2 3

2 3

2 3

2 3

1

4

2 3

2 3

1

2 3

2 3

1

1

1

1 4

2 3

2 3

2 3

2 3

4

1

1

2 3

2 3

2 3

1

1

11

1

2 3

5

1

1 4

1

5 6 2 3

4

E PULCI

TO DEL QUARTIERE /

moderniariato e abiti di artigianato e design, ente e arti grafiche

WORKSHOP / WORK CAMP

5

6

CONTEST SPORTIVO

2 3

2 3

2 3

2 3

FESTIVAL CULTURALE

RACCOLTA FONDI / PROMOZIONE CULTURALE / FORMAZIONE

RACCOLTA FONDI INTERNAZIONALE

WORKSHOP pratici, durata di 2 settimane, realizzati in collaborazione con l’università di Bologna, studi di architettura ed invitati

CONTEST di 5 giorni tra atleti di skateboard, bmx, fixed, arrampicata, parkour collegato ad altra attività ricreative

FESTIVAL che presentano le opere prodotte dagli artisti del centro e le attività culturali attive

AUTOCOSTRUZIONE / RECUPERO ARREDI / LIGHT DESIGN / ORTO / ARTE MURALE

DJ SET DIURNI / CONTEST PARALLELO DI STREET ART E INSTALLAZIONI

ARTE CONTEMPORANEA / TEATRO e DANZA / AUTOPRODUZIONE

/

VISIBILITA’

179

2 3

PROMOZIONE CULTURALE / RACCOLTA FONDI / VISIBILITA’ INTERNAZIONALE

fasi di implementazione del progetto

Per questo tipo di opere, volte alla realizzazione di un’infrastruttura di base che consenta lo sviluppo degli usi temporanei, è stato possibile definite tempi “certi” a partire dal computo delle effettive lavorazioni. La classe di opere, definite accessorie, comprende invece tutte le successive fasi di lavorazione volte al ripristino e alla rifunzionalizzazione degli edifici come ad esempio: • pavimentazioni, serramenti, partizioni • impianti elettrici • sanitari • opere a verde • finiture, arredamenti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

2 3


/ schede

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COMUNITÀ DI MESTIERI

Anche nelle organizzazioni più stabili, strutturate e pianificate le persone costruiscono spontaneamente delle reti sociali che le aiutano ad affrontare i propri impegni, a scambiare soluzioni efficaci e - in estrema sintesi - ad imparare. Possiamo definire le Comunità di Mestieri come speciali organismi caratterizzati dall’associazione di più persone, aventi l’interesse ad esplicare in comune la loro attività per il raggiungimento di propri fini. Negli usi informali e nelle pratiche di riappropriazione spontanee degli spazi spesso si presenta questo tipo di organizzazione che sfruttando l’appoggio reciproco e le differenti competenze personali riesce ad ottenere risultati con il minimo di risorse e rafforza la coesione tra i componenti del gruppo. Determinante nella fase preliminare sarà la capacità dell’associazione KAR di instaurare quel network di collaborazioni necessarie a creare questo tipo di supporto all’iniziativa. Consegnando gli edifici allo stadio ‘essenziale’ si intende stimolare la formazione di comunità di mestieri che siano in grado di riappropriarsi autonomamente degli spazi, sfruttando le proprie competenze personali e le risorse poste dall’associazione KAR e dai singoli soggetti partecipanti all’iniziativa. Il principio di collaborazione e apertura verso nuovi componenti è fondamentale per instaurare quella comunità capace di integrare e cogliere le differenti occasioni e abilità che ognuno possa apportare nel progetto comune di trasformazione dell’area. La partecipazione all’iniziativa sarà promossa anche tramite l’attivazione di un programma di volontariato civico e con l’adozione dei principi della Banca del Tempo, coinvolgendo così anche gli abitanti del quartiere a partecipare come utenti attivi.


A PPR O C C IO PER ST R A LC I

In questo caso consideriamo un calcolo dei tempi specifico basato sulle differenti competenze che il progetto sarà in grandi di coinvolgere [Comunità di Mestieri]. I tempi di completamento di questa classe di opere saranno quindi più incerti, basati sulla collaborazione attiva dei soggetti coinvolti, sulle loro competenze e sul loro grado di identificazione con il progetto. In base allo studio di fattibilità, valutato a partire dalla distinzione in classi di opere e incentrato sull’apporto della CM, abbiamo individuato 4 differenti fasi di progetto: Fase 0 // Misure Preliminari Fase 1 // Colonizzazione Fase 2 // Espansione Fase 3 // Crescita

Si prevede quindi di affiancare alle normali attività del centro una serie di misure volte alla raccolta fondi e al coinvolgimento del quartiere e della città a partire dai primi momenti disponibili e ricreandone l’occasione ogni qualvolta sia possibile.

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La scansione temporale tra le differenti fasi del progetto è legato ai tempi che consideriamo necessari per generare i ricavi utili ad affrontare ulteriori costi di trasformazione e allo stesso tempo valevole per formare l’adeguato bacino di utenza nei confronti dei servizi offerti.

Un opening festival, con la presenza delle istituzioni e dei media, sarà realizzato in occasione della consegna dell’immobile da parte della proprietà all’associazione, con l’obiettivo di farne una manifestazione pubblica per presentare il progetto e i suoi obiettivi, per coinvolgere gli abitanti del quartiere e far conoscere le entità interne (le associazioni che prenderanno parte al progetto) al fine di aumentare la visibilità e il consenso nei confronti dell’iniziativa.

La concezione del progetto per fasi inoltre, consente una gestione dinamica della trasformazione grazie alla sua natura flessibile e non necessariamente determinata a priori. Il progetto, infatti, può adattarsi e variare rapidamente grazie al riscontro di feedback e monitoraggi sugli esiti delle differenti iniziative, selezionando nel tempo solo le attività che ottengono buon esito, reagendo positivamente al cambio di condizione e agli imprevisti, senza il rischio di bloccare l’intero processo.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Sin dai primi momenti di riappropriazione degli spazi verrà organizzato un mercato biologico periodico negli spazi aperti, con il con coinvolgimento dell’associazione CAMPI APERTI. Questa associazione gestisce un mercato biologico di vendita diretta che già opera in diversi centri sociali della città, e permette di avvicinare il target abituale dell’associazione e gli abitanti dei quartieri vicini. Alternato al mercato biologico, verrà organizzato un mercato delle pulci, con prodotti di modernariato e abiti vintage, oggetti di artigianato e design, editoria indipendente e arti grafiche.


182


183

OPERE DI BONIFICA

CARTA TEMAT IC A DELLE CO NT A MI N AZIO N I DISCARICA ABUSIVA

POMPA DI BENZINA

183

OFFICINE

DEPOSITO OLI

GUANO

DEPOSITO ANTIPARASSITARI

rea dal punto di vista ambientale e della sicurezza degli utenti, sono state studiate con particolare attenzione. Riteniamo strategico occuparsi di una lavorazione che grava onerosamente sui processi di trasformazione, rallentando e spesso bloccando i progetti di riqualificazione. Inoltre, tramite il calcolo dei tempi necessari è stato possibile ipotizzare tempistiche di intervento realistiche, determinanti per impostare il progetto per fasi . Nel nostro caso sono stati individuati diversi contaminanti provenienti dalle precedenti attività. Nell’area infatti è presente un ex pompa di benzina e i suoli risultano inquinati, così come i capannoni adibiti a deposito antiparassitari, deposito oli e officine meccaniche possono presentare materiali pesanti e composti tossici.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Le opere di bonifica, fondamentali per la riqualificazione dell’a-


Sono state quindi individuate tre differenti tipologie di opere di bonifica in base al tipo di trattamento necessario per ripristinare l’area (A, B, C). La discarica abusiva così come i detriti presenti, i macchinari e gli scarti provenienti dalla messa in sicurezza, saranno sottoposti a cernita e in parte inviati alla discarica per inerti (A). Nel caso della pompa di benzina, e quindi di inquinamento dei suoli e delle falde acquifere, si propone un sistema di fitoestrazione che sfrutta la capacità di alcune piante, dette metalloaccumulatrici, di estrarre i metalli dal terreno attraverso l’apparato radicale e di accumularli in germogli e foglie, trattando così lo strato superficiale del suolo.

184

Questo sistema sarà affiancato da un impianto di Pump & Treat, una tecnica di bonifica che consiste nel pompaggio e trattamento in superficie delle acque di falda inquinate. Per accelerare il processo di bonifica l’acqua depurata può essere reinserita a monte della zona inquinata, in questo modo si ha l’aumento della portata di ricircolazione nella zona da trattare migliorando il recupero dell’inquinante (B).

SCHEMA DI PROGETTO

PUMP & TREAT

Pb

Zn Cd

H2O

TRASPORTO IN DISCARICA

FITOESTRAZIONE

PUMP & TREAT

SUB - IRRIGAZIONE


O PER E DI B O NIF ICA

PIANTUMAZIONI PER FITOESTRAZIONE

LINO contaminanti

Pb

accumulazione biomassa

185

acqua

PAPIRO contaminanti

Cd Pb Zn

biomassa acqua

tratto da Piovan.G “Farming the Pollution” - nostra rielaborazione.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

accumulazione


GIRASOLE contaminanti

Cd

accumulazione biomassa

186

acqua

MAIS contaminanti accumulazione biomassa acqua

Cd Pb


contaminanti

biomassa

acqua

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

SENAPE

Zn

accumulazione

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O PER E DI B O NIF ICA


Per gli edifici e le superfici che hanno assorbito metalli pesanti e composti verrà effettuata la rimozione dell’intonaco, in quanto è necessario rimuovere la finitura delle pareti che hanno assorbito le sostanze inquinanti.

RIMOZIONE INTONACO

Successivamente è previsto il lavaggio a idrogetto delle superfici contaminate tramite un lavaggio con acqua ad alta pressione miscelata con sostanze chimiche (C).

LAVAGGIO A IDROGETTO

SCHEMA DI PROGETTO

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DDT

Cu

Ca(OH)2

Per l’edificio dell’ex mangimificio, in particolare stato deteriorativo e che quindi non verrà riutilizzato, abbiamo previsto la messa in sicurezza eliminando vetri rotti e parti pericolanti e consolidando le strutture. Inoltre saranno rimossi macchinari e detriti presenti che in parte verranno destinati al trasporto in discarica per inerti. Successivamente è prevista l’aspersione di fissativi con funzione passivizzante sui ferri e sulle superfici consentendo il contenimento della degradazione dell’elemento.

Pb

MESSA IN SICUREZZA

ASPERSIONE CON FISSATIVI


STOCCAGGIO / ISOLAMENTO

OFFICINE

ca.400 m3

IMPIANTO DI TRATTAMENTO

ca.500 m3

DISCARICA ABUSIVA

ca.3000 m3

<

POMPA DI BENZINA

<

ca.600 m3

ca.2200 m3

O PER E DI B O NIF ICA

<

DEPOSITO ANTIPARASSITARI

STOCCAGGIO

<

ca.100 m3

macinazione masse

isolamento

inertizzazione masse H2O + Ca(OH)2 +

monitoraggio

<

DEPOSITO OLI

600 m3

<

2400 m3

TRASPORTO IN DISCARICA

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

STABILIZZAZZIONE

<

CENTRALE DI TRATTAMENTO

Per una maggiore economicità dell’intervento di bonifica e per la valorizzazione di tutti gli immobili esistenti, è stato scelto di adibire l’edificio dell’ex mangimificio a centrale di trattamento dei rifiuti speciali prodotti dal processo di bonifica. All’interno dell’edificio verrà quindi installato un impianto di trattamento del materiale contaminato e dei rifiuti prodotti nel processo di bonifica (le piante della fitoestrazione vanno smaltite come rifiuti speciali così come i residui dei processi dei lavaggi a idrogetto) tramite la stabilizzazione e inertizzazione dei rifiuti. La stabilizzazione/solidificazione dei rifiuti consiste nell’inglobamento di sostanze inquinanti in una matrice inerte, tramite un processo chimico e/o fisico; l’obiettivo è diminuire il potenziale inquinante e la pericolosità dei rifiuti. Alla fine del processo è possibile stoccare e isolare i rifiuti nei silos fino alla massima altezza possibile congruente con il trasporto futuro degli scarti alla discarica (circa 8 metri per evitare trasporti speciali) . Abbiamo quindi effettuato un calcolo dei volumi e delle masse previste per verificare l’effettiva capacità dei silos a fronte della quantità di rifiuti ridotti, ipotizzando il seguente flusso di materiali:

189

I processi di trattamento in-situ scelti sono i più vantaggiosi dal punto di vista economico e anche se prevedono tempi di trattamento più lunghi sono coerenti con i tempi della trasformazione previsti.


/ schede

FATTIBILITÀ

190

Ai fini dell’argomentazione di sostegno alla tesi è stato affrontato un particolare studio di fattibilità, incentrato ad orientare le differenti iniziative proposte. E’ risultato quindi fondamentale prevedere differenti attività a supporto del processo di trasformazione, che siano capaci di trarre profitto, in linea con i principi di progetto e dell’associazione. Per individuare i differenti fattori di costo abbiamo tenuto conto della distinzione delle classi di lavorazione in due differenti categorie, in base alla necessità o meno di operai specializzati e attrezzature da cantiere, e abbiamo considerato un livello di finitura e di performance degli edifici che nella sua fase iniziale si discosta dagli standard previsti abbassando così la soglia di risorse necessaria all’avviamento del progetto. Nella prima categoria di lavorazioni rientrano tutte quelle opere definite ‘essenziali’ che consistono principalmente in opere di bonifica, consolidamenti strutturali, demolizioni, rimozioni, reti di distribuzione impiantistica (sanitaria, riscaldamento e sicurezza antincendio) e opere di coibentazione e impermeabilizzazione delle coperture. La seconda classe di opere, definite ‘accessorie’ comprendono tutte le successive fasi di lavorazione volte al ripristino e alla rifunzionalizzazione degli edifici (pavimentazioni, impianti elettrici, serramenti, partizioni, opere a verde, finiture, arredamenti) per le quali viene ipotizzato uno specifico calcolo di fattibilità basato sulle differenti competenze che il progetto sarà in grado di coinvolgere [comunità di mestieri]. Le lavorazioni sono calcolate per ogni edificio tramite una stima sintetica delle principali classi di opere e computo parametrico estimativo.


FASE UNO

FASE DUE

191

Per le classi di opere definite ‘ essenziali ‘ si è fatto riferimento al Prezziario Regionale Emilia Romagna Luglio 2012, mentre per le opere ‘accessorie’ ci siamo riferiti allo stesso prezziario ma scomputando il costo della mano d’opera e calcolando un coefficiente di riduzione degli uomini giorno per poter ipotizzare i tempi e i costi a carico della comunità di mestieri. Per il calcolo dei ricavi ci siamo basati su analisi più tradizionali per quelle attività delle quali è già presente un sistema di riferimento (affitto spazi, ostello, ristorazione) mentre sono stati ipotizzati altri ricavi provenienti da autofinanziamenti specifici di questo tipo di strutture basandoci su rilevamenti in strutture similari (Senza Filtro a Bologna e Leoncavallo a Milano) cercando di adeguare i rispettivi valori al contesto di Bologna e dell’area scelta. Abbiamo fatto delle interviste con gli operatori del settore che si occupano della gestione di questi spazi e anche se le cifre sono puramente indicative, tenendo conto delle opportune variazioni del caso, è stato possibile ipotizzare una serie di ricavi per la nostra struttura ottenendo questi istogrammi suddivisi per ciascuna fase: FASE TRE

tesseramenti somministrazione feste workshop corsi affito sale ostello pasti contest festival

Dalla studio di fattibilità è scaturito un cronoprogramma delle lavorazioni e un programma di organizzazione degli eventi che ha permesso di ipotizzare le differenti tempistiche e l’implementazione temporale del progetto per fasi.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

mercato


192 Ricardo-Carneiro,Design-Academy-Eindhoven


TECNOLOGIE

193

A

STRUMENTI PER LA COSCIENZA ETICA AMBIENTALE / ALIMENTARE

RECUPERO INTEGRALE DELL’ESISTENTE

BONIFICA AMBIENTALE

RECUPERO MATERIALI

ARCHITETTURA CONTENITORE

SEMPLICITA’ STRUTTURALE

IDENTITA’ FORTE

Si è scelto quindi di applicare un approccio pragmatico che propone soluzioni fantasiose in grado di superare le difficoltà economiche e pratiche con soluzioni specifiche per ogni caso analizzato. Abbiamo quindi individuato dei parametri di intervento per guidare e caratterizzare il tipo di trasformazione proposta.

193

STRUMENTI PER LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE

Le principali necessità e principi individuati sono: • il recupero dei materiali • la bonifica ambientale • il recupero integrale dell’esistente • facilità di utilizzo, montaggio e riproducibilità • ridotto impatto economico e ambientale Particolare attenzione è stata posta ai parametri di prestazione energetica, flessibilità d’uso e adattabilità degli spazi, ricercando allo stesso tempo un estetica propria capace di dare un’identità forte, rappresentativa e riconoscibile attraverso la quale dichiarare gli aspetti della didattica e della creatività con i quali si intende caratterizzare il centro. Abbiamo quindi individuato differenti tipologie di intervento e une serie di strumenti e tecnologie semplici ed efficaci e per quanto possibile low cost, orientati alla didattica, alla valorizzazione delle risorse e all’ottimizzazione energetica.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

TECNOLOGIE DI OTTIMIZZAZIONE ENERGETICA

pprofondendo il tema di progetto abbiamo definito una serie di tecnologie idonee a trasformare gli spazi a livello funzionale, tenendo in considerazione un livello di finiture essenziali relazionate all’uso temporaneo e informale dell’area e alla limitata disponibilità di risorse economiche.


SULL’ ESISTENTE INTERVENTOINTERVENTI SULL’ESISTENTE

INTERVENTO SULL’ESISTENT

NECESSITA’ ≥ SOLUZIONI NECESSITA’ ≥ SOLUZIONI DEMOLIZIONE DEMOLIZIONI capannoni muri allargamento aperture verticali partizioni interne

DEMOLIZIONE DEMOLIZIONI

capannoni muri allargamento aperture vert partizioni interne

CONSOLIDAMENTO CONSOLIDAMENTO CONSOLIDAMENTO CONSOLIDAMENTO consolidamento elementi danneggiati adeguamento sismico riparazione infissi

MIGLIORAMENTO MIGLIORAMENTO PRESTAZIONIENERGETICHE ENERGETICHE PRESTAZIONI coibentazione pareti vegetali muro “trombe-michel”

FINITURE INTERNE

194

nuovo intonaco e verniciatura livello di finitura grezzo

consolidamento elementi danneggiati adeguamento sismico riparazione infissi

MIGLIORAMENTO MIGLIORAMENTO PRESTAZIONIENERGETICH ENERGETIC PRESTAZIONI

coibentazione pareti vegetali muro “trombe-miche

FINITURE INTERNE

nuovo intonaco e verniciatu livello di finitura grezzo

Riguardo agli interventi sull’esistente si è scelto di trattare l’architettura come un contenitore per permettere la maggior flessibilità d’uso possibile e la libera appropriazione degli spazi da parte degli utenti coinvolti. Con quest’obiettivo abbiamo quindi proposto la demolizione di partizioni interne, di intere parti di fabbricati e di porzioni di pareti per aumentare il confort e le STRUTTURE prestazioni energetiche mantenendo al contempo il più possibile l’esistente consolidando gli elementi danneggiati e riparando gli infissi.

FUNZI

STRUTTURE LEGGERE IN PONTEGGI

STRUTTURE FUNZIONALI STRUTTURE LEGGERE IN PONTEGGI

CONNESSIONE / SOSTA / PROTEZIONE / ACCESSO / ALLOGGIAMENTO IMPIANTI / IDENTITA’

semplicità strutturale ≥ cambiamento continuo dell secondo le esigenze e i deside utenti CONNESSIONE / SOSTA / PROTEZIONE / ACCESSO / ALLOGGIAMENTO IMPIANTI

NECESSITA’ ≥ SOLUZIO

accessibilita’ dislivello + (pedane e scale) collegamento tra blocchi insegne / cartelli / decora

ombreggiamento aperture cisterne di raccolta dell’a sistema di nebulizzazione pannelli fotovoltaici pannelli a bottiglie

Esternamente alle strutture esistenti sono state proposte delle strutture funzionali in grado di garantire la fruibilità degli spazi, caratterizzate per semplicità di montaggio e strutturale; ciò ne rende possibile il continuo adattamento alle esigenze e ai desideri degli utenti. I principali obiettivi di queste strutture sono superare il dislivello di 1,50 m presente tra l’interno e l’esterno degli edifici, collegare i differenti blocchi fornendo aree di connessione e sosta e alloggiare insegne, decorazioni, impianti e strumenti tecnologici e didattici.


cali

MEGASTRUTTURA CONNESSIONE / SOSTA / PROTEZIONE / ACCESSO / ALLOGGIAMENTO IMPIANTI / IDENTITA’ / SCOPO RICREATIVO

T EC NO LO G IE tip o lo g ie d i intervento

E

HE E

Con lo stesso principio si è poi ipotizzata la realizzazione di una megastruttura per il recupero e la valorizzazione dell’edificio maggiormente deteriorato (mangimificio). In questo caso la struttura funzionale prende il sopravvento sull’esistente andando a ricreare una struttura ludica dalle forti caratteristiche identitarie.

195

a

STRUMENTI E TECNOLOGIE Riportiamo, nelle seguenti sezioni, le soluzioni previste per le differenti categorie di: Tecnologie di ottimizzazione energetica, Strumenti per la valorizzazione delle risorse e Strumenti per la coscienza etica ambientale/alimentare.

STRUMENTI PER LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE

STRUMENTI PER LA COSCIENZA ETICA AMBIENTALE / ALIMENTARE

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

TECNOLOGIE DI OTTIMIZZAZIONE ENERGETICA


Tecnologie di ottimizzazione energetica Ogni intervento è stato studiato in funzione delle caratteristiche dei singoli edifici analizzati, privilegiando principi di bioclimatica e sostenibilità energetica, facilità e rapidità di montaggio e utilizzando tecnologie a basso costo.

SERRE DIRETTO A GUADAGNO DIRETTO SERRE A GUADAGNO

196

BENEF ADIACE serra c traspar

B C

22°

45°

69


T EC NO LO G IE ottimizzazione energetica

BENEFICIO BENEFICIO TERMICO TERMICO E AUMENTO E AUMENTO DELL’APPORTO DELL’APPORTO DIDI LUCE LUCE AGLI AGLI SPAZI SPAZI ADIACENTI ADIACENTI serra serra con con struttura struttura in in multidirezionale, multidirezionale, rivestimento rivestimentoin in policarbonato policarbonato trasparente trasparente

197

Per i blocchi B e C si prevede la demolizione di una porzione dei capannoni per consentire un maggior apporto di luce agli spazi. Nella parte vuota che si è andata a creare si propone l’inserimento di un serra con struttura in tubo e giunto e rivestimento in policarbonato trasparente studiata per un differente comportamento stagionale. In inverno, tramite lo studio dell’inclinazione di falda, si ottiene una migliore trasmissione della radiazione solare incidente e una minore formazione di condensa andando ad aumentare il comfort termico delle porzioni di fabbricato adiacenti alla serra. In estate, tramite l’utilizzo di tendaggi di protezione e l’apertura di vasistas a nord si sfrutta l’effetto camino per il raffrescamento dei locali adiacenti.

C

45° 45°

69° 69°

migliore migliore trasmissione trasmissione della della radiazione radiazione solare solare incidente incidente minore minore formazione formazione di di condensa condensa ESTATE ESTATE TENDAGGI TENDAGGI DIDI PROTEZIONE PROTEZIONE APERTURE APERTURE A VASISTAS A VASISTAS A NORD A NORD raffrescamento raffrescamentodeideilocali localiadiacenti adiacenti per per effetto effetto camino camino

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

22° 22°

INVERNO INVERNO INCLINAZIONE INCLINAZIONEDELLA DELLAFALDA FALDAA A45° 45° CON CON I RAGGI I RAGGI DEL DEL SOLE SOLE


COIBENTAZIONE

COIBENTAZIONE CAPANNONI A2 + B + C + D1 + E + F

MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIO DELL’INVOLUCRO strato isolante esterno in copertura c isolante ACTIS termoriflettente equi lente a 224 mm di lana di vetro ( λ = 0,0 + lamiera grecata RIVERCLACK

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200.000 / 300.000 € costo 30 % risparmio sui consumi 3 anni tempo di rientro 2 da 7,1 a 0,2 W/m K trasmittanza termica

COIBENTAZIONE CAPANNONI A2 + B + C + D1 + E + F MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI DELL’INVOLUCRO strato isolante esterno in copertura con isolante ACTIS termoriflettente equivalente a 224 mm di lana di vetro ( λ = 0,04 ) + lamiera grecata RIVERCLACK

200.000 / 300.000 € costo 30 % risparmio sui consumi 3 anni tempo di rientro 2 da 7,1 a 0,2 W/m K trasmittanza termica


T EC NO LO G IE ottimizzazione energetica

PARETI VEGETALI

PARETI VEGETALI CAPANNONI B + C + E + F RIDUZIONE DELLE DISPERSIONI LIMINARI E DELLE TEMPERATURE PARIETALI realizzazione sul lato nord di una parete vegetale tramite struttura di supporto con essenza Hedera Helix e piante in piena terra sulla parete sud dei capannoni E+F stessa realizzazione con essenza Clematide

199

- 1/3 riduzione coefficiente di dispersione nord - 1/4 riduzione flusso calore entrante sud

PARETI VEGETALI CAPANNONI B + C + E + F RIDUZIONE DELLE DISPERSIONI LIMINARI E DELLE TEMPERATURE PARIETALI realizzazione sul lato nord di una parete vegetale tramite struttura di supporto con essenza Hedera Helix e piante in piena terra

- 1/3 riduzione coefficiente di dispersione nord - 1/4 riduzione flusso calore entrante sud

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sulla parete sud dei capannoni E+F stessa realizzazione con essenza Clematide


MURO “TROMBE-MICHEL”

MURO “TROMBE-MICHEL” CAPANNONI B + C + E, FACCIATE A

MIGLIORAMENTO DELLE PRES DELL’INVOLUCRO SFRUTTAMENTO DEL FATTORE SOLA

200

massa di accumulo in mattoni pieni r dalle demolizioni, intonacatura ne garantire un assorbimento del 95% zione solare incidente ) e rivesti policarbonato. durante il periodo parete viene ombreggiata per limitar damento ogni m² di muro Trombe è in grado di re 10 m³ di edificio

MURO “TROMBE-MICHEL” CAPANNONI B + C + E, FACCIATE A SUD MIGLIORAMENTO DELLE PRESTAZIONI DELL’INVOLUCRO SFRUTTAMENTO DEL FATTORE SOLARE massa di accumulo in mattoni pieni recuperati dalle demolizioni, intonacatura nera ( per garantire un assorbimento del 95% di radiazione solare incidente ) e rivestimento in policarbonato. durante il periodo estivo la parete viene ombreggiata per limitare il riscaldamento ogni m² di muro Trombe è in grado di riscaldare 10 m³ di edificio


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OMBREGGIAMENTO ESTIVO

OMBREGGIAMENTO ESTIVO CAPANNONI B + C + E + F + D1 MIGLIORAMENTO DELLE DELL’INVOLUCRO PROTEZIONE DAL SOLE

MENTO DEL FATTORE SOLARE

PRESTAZIONI

201

ulteriore protezione durante il periodo estivo attraverso l’ombreggiamento superiore delle coperture e delle aperture verticali per ridurre al minimo l’irraggiamento diretto

MBREGGIAMENTO ESTIVO CAPANNONI B + C + E + F + D1 MIGLIORAMENTO DELLE DELL’INVOLUCRO PROTEZIONE DAL SOLE

PRESTAZIONI

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ulteriore protezione durante il periodo estivo attraverso l’ombreggiamento superiore delle coperture e delle aperture verticali per ridurre al minimo l’irraggiamento diretto


PANNELLI FOTOVOLTAICI

PANNELLI FOTOVOLTAICI PRODUZIONE ENERGIA ELETTRICA

202

da normativa per edifici sottoposti a ristr razione rilevante e per rientrare nei para degli incentivi verranno istallati 1460 m pannelli fotovoltaici, per una potenza m di 210 Kw. l’elettricità prodotta in su verrà venduta per pagare l’investim iniziale > _7 %

TIR al netto delle tasse

10 anni tempo di rientro medio

PANNELLI FOTOVOLTAICI PRODUZIONE ENERGIA ELETTRICA da normativa per edifici sottoposti a ristrutturazione rilevante e per rientrare nei parametri degli incentivi verranno istallati 1460 mq di pannelli fotovoltaici, per una potenza minima di 210 Kw. l’elettricità prodotta in surplus verrà venduta per pagare l’investimento iniziale > _7 % TIR al netto delle tasse 10 anni tempo di rientro medio


T EC NO LO G IE ottimizzazione energetica

ILLUMINAZIONE EFFICIENTE

ILLUMINAZIONE EFFICIENTE LAMPADE A RISPARMIO ENERGETICO

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l’impianto elettrico sarà dotato di impianto di rifasamento dei carichi elettrici ed interrutori automatici crepuscolari al fine di ridurre i consumi energetici. per ridurre i consumi verranno istallate lampade a neon, risparmio energetico e a LED.

70 / 80 % di riduzione del consumo annuo di elettricità

LLUMINAZIONE EFFICIENTE LAMPADE A RISPARMIO ENERGETICO

70 / 80 % di riduzione del consumo annuo di elettricità

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

l’impianto elettrico sarà dotato di impianto di rifasamento dei carichi elettrici ed interrutori automatici crepuscolari al fine di ridurre i consumi energetici. per ridurre i consumi verranno istallate lampade a neon, risparmio energetico e a LED.


TRIGENERAZIONE A BIOGAS

TRIGENERAZIONE A BIOGAS PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA E FRIGORIFERA

ELETT

la produzione di acqua calda per il ris mento e sanitaria alimenta una turbina produzione di energia elettrica, oltre c gruppo frigorifero ad assorbimento raffrescamento estivo la centrale serve tutte le unitĂ  del com grazie a una rete di teleriscaldamento 204

60% risparmi energetici 5,5 Km distanza produttore biogas 2 anni tempo di rientro economico

/ 80 % di riduzione del consumo

TRIGENERAZIONE A BIOGAS PRODUZIONE DI ENERGIA TERMICA E FRIGORIFERA

ELETTRICA,

la produzione di acqua calda per il riscaldamento e sanitaria alimenta una turbina per la produzione di energia elettrica, oltre che un gruppo frigorifero ad assorbimento per il raffrescamento estivo la centrale serve tutte le unitĂ  del complesso grazie a una rete di teleriscaldamento

60% risparmi energetici 5,5 Km distanza produttore biogas 2 anni tempo di rientro economico


T EC NO LO G IE ottimizzazione energetica

TRATTAMENTO ARIA

TRATTAMENTO ARIA DIFFUSIONE

205

installazione di pulsori autonomi metallici, muniti di ventilatore centrifugo indipendente, per omogeneizzare tutte le temperature in ambiente

lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di questa tecnologia aumenta il comfort degli ambienti ottimizzando le fonti di calore puntuali presenti

RATTAMENTO ARIA DIFFUSIONE

lâ&#x20AC;&#x2122;utilizzo di questa tecnologia aumenta il comfort degli ambienti ottimizzando le fonti di calore puntuali presenti

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

installazione di pulsori autonomi metallici, muniti di ventilatore centrifugo indipendente, per omogeneizzare tutte le temperature in ambiente


Strumenti per la valorizzazione delle risorse Il recupero dei materiali, delle acque e la riduzione del volume dei rifiuti solidi urbani sono elementi essenziali per ridurre l’impronta ambientale del progetto e per sfruttare al massimo le risorse presenti nell’area. La zona artigianale Roveri sarà direttamente coinvolta nella collaborazione con le attività del centro, specialmente per il riutilizzo dei rifiuti e degli scarti prodotti dalle attività industriali e artigianali dell’area.

RECUPERO RECUPERO MATERIALIMATERIALI ZONA ARTIGIANALE ROVERI 206

AREA D’INTERESSE 2.5 km

attraverso un accordo tra gli imprenditori dell’area e l’associazione KAR verranno raccolti i rifiuti e gli scarti delle vicine attività industriali e artigianali per essere riutilizzati vivai / giardinaggio impresa edile autodemolizione produzione tessile / calzaturiero produzione alimentare

LEGNO CARTA / CARTONE

produzione mobilio / arredamenti tipografia / editoria / cartiera produzione industriale commerciale

PALLETS SCARTI METALLICI

MATERIALI EDILI MOBILIO USATO

CAMIONCINO ELETTRICO

un furgone o camion ele messo a disposizione del associazioni per trasport riali e le attrezzature


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

ciine

MAGAZZINO

enti

OFFICINE MECCANICHE

ILI O LABORATORI

207

ARTISTI ASSOCIAZIONI ARTIGIANI INSTALLAZIONI

CAMIONCINO ELETTRICO ARREDI DI RECUPERO

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

un furgone o camion elettrico sarà messo a disposizione delle differenti associazioni per trasportare i materiali e le attrezzature


RECUPERO ACQUE

RECUPERO ACQUE RACCOLTA DELL’ACQUA PIOVANA

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il sistema recupera l’acqua provenien una o più condotte pluviali esistenti, fi dola e convogliandola in un serbatoio di mulo collegato ad un sistema di distribu e di evaquazione dell’acqua in eccesso.

il recupero dell’acqua permette un rispa sui consumi idrici necessari per gli sc dei sanitari e per la pulizia.

RECUPERO ACQUE RACCOLTA DELL’ACQUA PIOVANA il sistema recupera l’acqua proveniente da una o più condotte pluviali esistenti, filtrandola e convogliandola in un serbatoio di accumulo collegato ad un sistema di distribuzione e di evaquazione dell’acqua in eccesso.

il recupero dell’acqua permette un risparmio sui consumi idrici necessari per gli scarichi dei sanitari e per la pulizia.


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

PARTIZIONI INTERNE

PARTIZIONI INTERNE FLESSIBILITÀ SPAZI INTERNI

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le soluzioni adottate per le nuove partizion sono, ove possibile a secco. Ciò permette d cambiare la disposizione dei setti più agevolmente secondo esigenza. ad esempio se ne propone la realizzazione con infissi di recupero

PARTIZIONI INTERNE FLESSIBILITÀ SPAZI INTERNI

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

le soluzioni adottate per le nuove partizioni sono, ove possibile a secco. Ciò permette di cambiare la disposizione dei setti più agevolmente secondo esigenza. ad esempio se ne propone la realizzazione con infissi di recupero


COMPOSTAGGIO

COMPOSTAGGIO

RIDUZIONE DEL VOLUME DEI RIFIUTI S URBANI

i rifiuti organici vengono inseriti nella co stiera dove vengono triturati e autom mente miscelati con lo strutturante sec Il processo di maturazione è completam aerobico

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3 x 1 x 1,6 m 2100 litri tot conferimento mensile 40 giorni maturazione del compost

COMPOSTAGGIO RIDUZIONE DEL VOLUME DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI i rifiuti organici vengono inseriti nella compostiera dove vengono triturati e automaticamente miscelati con lo strutturante secco. Il processo di maturazione è completamente aerobico

3 x 1 x 1,6 m 2100 litri tot conferimento mensile 40 giorni maturazione del compost


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

ARREDI DI RECUPERO

ARREDO DI RECUPERO COSTRUZIONE E RECUPERO

gli arredi vengono in parte costruiti reciclando i materiali raccolti, in parte aggiustando e trasformando arredi di scarto provenienti dall’adiacente area artigianale o dal servizio di sgombero cantine dei vicini centri residenziali

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l’intento, oltre che mantenere bassi costi, è quello di offrire la possibilità di sperimentare e creare un ambiente eterogeneo

ARREDO DI RECUPERO COSTRUZIONE E RECUPERO

l’intento, oltre che mantenere bassi costi, è quello di offrire la possibilità di sperimentare e creare un ambiente eterogeneo

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

gli arredi vengono in parte costruiti reciclando i materiali raccolti, in parte aggiustando e trasformando arredi di scarto provenienti dall’adiacente area artigianale o dal servizio di sgombero cantine dei vicini centri residenziali


Strumenti per la coscienza etica ambientale/alimentare Aspetto caratterizzante del centro sarà la sua capacità di coinvolgere la popolazione in programmi didattici educativi, volti a sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale e alimentare presentando metodi innovativi di coltivazione, tramite orti e serre didattici e sistemi alternativi di produzione energetica.

ORTI DIDATTICI ORTI DIDATTICI REALIZZAZIONE DI ORTI FUORI TERRA

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nell’area ad est delle cucine verrano real degli orti didattici che permetteran coltivazione di alcuni prodotti per il risto ed il negozio,nonchè lo svolgersi di l sulla coltivazione da appartamento e scuole

la realizzazione di orti fuori terra perme trascurare lo stato di bonifica del su utilizza il compost autoprodotto come c me

ORTI DIDATTICI REALIZZAZIONE DI ORTI FUORI TERRA

nell’area ad est delle cucine verrano realizzati degli orti didattici che permetteranno la coltivazione di alcuni prodotti per il ristorante ed il negozio,nonchè lo svolgersi di lezioni sulla coltivazione da appartamento e per le scuole

la realizzazione di orti fuori terra permette di trascurare lo stato di bonifica del suolo e utilizza il compost autoprodotto come concime


T EC NO LO G IE coscie n za etica am b ientale/al im entare

METODI DI COLTIVAZIONE SPERIMENTALI

COLTIVAZIONE IDROPONICA/AEROPONICA METODI DI COLTIVAZIONE SENZA TERRA

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metodi basati sull’acqua ma che posso essere realizzati anche con perlite, vermiculite, sabbia o altri materiali; il processo di coltivazione prevede l’utilizzo di fertilizzanti liquidi specifici per apportare alle piante le sostante nutritive

OLTIVAZIONE IDROPONICA/AEROPONICA

metodi che consentono la coltivazione anche in appartamento e senza terra

METODI DI COLTIVAZIONE SENZA TERRA

metodi che consentono la coltivazione anche in appartamento e senza terra

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

metodi basati sull’acqua ma che posso essere realizzati anche con perlite, vermiculite, sabbia o altri materiali; il processo di coltivazione prevede l’utilizzo di fertilizzanti liquidi specifici per apportare alle piante le sostante nutritive


SERRE DIDATTICHE

SERRE DIDATTICHE STRUTTURA PER LA COLTIVAZIONE

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negli spazi esterni verrano allestite serre scopo didattico per mostrare e insegna differenti processi di coltivazione; allâ&#x20AC;&#x2122;int rno delle serre saranno presenti sistemi idrocultura, acquacultura e soluzioni per coltivazione fuori terra in sacchi, cassette elementi di recupero

SERRE DIDATTICHE STRUTTURA PER LA COLTIVAZIONE negli spazi esterni verrano allestite serre a scopo didattico per mostrare e insegnare differenti processi di coltivazione; allâ&#x20AC;&#x2122;interno delle serre saranno presenti sistemi di idrocultura, acquacultura e soluzioni per la coltivazione fuori terra in sacchi, cassette e elementi di recupero


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

CARRETTI PUBBLICITARI

CARRETTI PUBBLICITARI DISTRIBUZIONE AMBULANTE delle biciclette attrezzate per la vendita e promozione dei prodotti, saranno presenti all’ interno del complesso, a servizio dell’area Roveri per una distanza inferiore al km ed a eventi in genere a Bologna

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l’intento è pubblicizzare le attività del centro culturale nei quartieri limitrofi e in centro città, nonchè vendere i prodotti attraverso un approccio con il consumatore

RRETTI PUBBLICITARI DISTRIBUZIONE AMBULANTE

l’intento è pubblicizzare le attività del centro culturale nei quartieri limitrofi e in centro città, nonchè vendere i prodotti attraverso un approccio con il consumatore

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

delle biciclette attrezzate per la vendita e promozione dei prodotti, saranno presenti all’ interno del complesso, a servizio dell’area Roveri per una distanza inferiore al km ed a eventi in genere a Bologna


GENERATORE ELETTRICO PER BICICLETTA

GENERATORE ELETTRICO PER BICICLETTA PRODUZIONE DINAMO

ENERGIA

ELETTRICA

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Può essere utilizzato per ricaricare p batterie da 12V o 24V o per alimentare dir mente carichi da 12 o 24V. La bicicletta usata non necessita di al modifica, si installa sul cavalletto in 1 m e si inizia subito a produre energia pulita

300 Watt di potenza massima

GENERATORE ELETTRICO PER BICICLETTA PRODUZIONE DINAMO

ENERGIA

ELETTRICA

DA

Può essere utilizzato per ricaricare pacchi batterie da 12V o 24V o per alimentare direttamente carichi da 12 o 24V. La bicicletta usata non necessita di alcuna modifica, si installa sul cavalletto in 1 minuto e si inizia subito a produre energia pulita

300 Watt di potenza massima


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

CAROSELLO ENERGETICO

CAROSELLO ENERGETICO PRODUZIONE ENERGIA ELETTRICA TRAMITE MOVIMENTO DEGLI UTENTI

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struttura di tensegrità formata da corde e tessuti in forma di giostra che sfrutta l’energia cinetica prodotta dal movimento dei bambini per generare energia elettrica, accumulata ed utilizzata per l’illuminazione serale del parco

progetto di Ecosistema Urbano per il comune di Dordrecht,Olanda

AROSELLO ENERGETICO PRODUZIONE ENERGIA ELETTRICA TRAMITE MOVIMENTO DEGLI UTENTI

progetto di Ecosistema Urbano per il comune di Dordrecht,Olanda

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

struttura di tensegrità formata da corde e tessuti in forma di giostra che sfrutta l’energia cinetica prodotta dal movimento dei bambini per generare energia elettrica, accumulata ed utilizzata per l’illuminazione serale del parco


COLLETTORE SOLARE A BOTTIGLIE

COLLETTORE SOLARE A BOTTIGLIE

SISTEMA DI RISCALDAMENTO DELL’ACQ

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l’aqua recuperata dalle coperture convogliata in un sistema composto da glie di plastica, alluminio e tubi in m dipinti di nero che sfruttando l’irraggiam solare riscaldano l’acqua

Metodo low-cost per realizzare un colle solare

COLLETTORE SOLARE A BOTTIGLIE SISTEMA DI RISCALDAMENTO DELL’ACQUA l’aqua recuperata dalle coperture viene convogliata in un sistema composto da bottiglie di plastica, alluminio e tubi in metallo dipinti di nero che sfruttando l’irraggiamento solare riscaldano l’acqua

Metodo low-cost per realizzare un collettore solare


T EC NO LO G IE v alo riz z az io ne d el le riso rse

PANNELLO SOLARE AEROTERMO A LATTINE

PANNELLO SOLARE AEROTERMO A LATTINE SISTEMA DI RISCALDAMENTO DELL’ARIA

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l’aria fredda dell’ambiente viene convogliata in un sistema composto da lattine riverniciate di nero, che sfruttando l’irraggiamento solare riscaldano l’aria che viene reimmessa nell’ambiente a temperatura maggiore. in caso di mancanza di irraggiamento, si provvederà alla chiusura della bocchetta di estrazione manualmente o con sistemi automatizzati Metodo low-cost per riscaldamento

PANNELLO SOLARE AEROTERMO A LATTINE SISTEMA DI RISCALDAMENTO DELL’ARIA

Metodo low-cost per riscaldamento

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

l’aria fredda dell’ambiente viene convogliata in un sistema composto da lattine riverniciate di nero, che sfruttando l’irraggiamento solare riscaldano l’aria che viene reimmessa nell’ambiente a temperatura maggiore. in caso di mancanza di irraggiamento, si provvederà alla chiusura della bocchetta di estrazione manualmente o con sistemi automatizzati


220 Philippe Rizzotti, istallazione METAVILLA, X Biennale di Architettua , 2006, Venezia


COLONIZZAZIONE

221

FASI DI PROGET TO CO N FI G U RAZIONI F INAL I FASE UNO

CASA DELLE ASSOCIAZIONI CENTRO DI QUARTIERE RESIDENZE

221

OFFICINE

Nella Fase Zero sono state messe le basi (accordi con il proprie-

La Fase Uno si caratterizza con la messa in pratica delle tattiche previste per la prima fase di colonizzazione dell’area. L’esito positivo di tale fase va ricercato nel supporto dell’opinione pubblica e dei cittadini del quartiere. Determinante sarà quindi la predisposizione di campagne pubbliche volte a coinvolgere e informare il quartiere nei riguardi di quello che sta per accadere nell’area.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

tario e la pubblica amministrazione, network di collaborazioni e formazione della prima comunità colonizzatrice, supporto finanziario per le opere ‘essenziali’, campagne di comunicazione e sensibilizzazione) per poter avanzare con il progetto.


222

Oltre alla manifestazione pubblica di presentazione del progetto e dei suoi obiettivi, la previsione di uno spazio adibito all’informazione su tutti gli eventi, le attività e le modalità di collaborazione (common center), sarà imprescindibile rendere efficaci e attivi i servizi previsti al quartiere (sportelli, baby sitting, internet point, corsi di formazione / lingue, biblioteca) e le misure volte al coinvolgimento della popolazione (eventi, banca del tempo, centro di volontariato civico, corsi, mostre, laboratori, proiezioni) così come sarà necessario porre le basi per l’autosostentamento dell’iniziativa attivando le attività redditizie previste (ostello, sale in affitto, bar, caffetteria e servizi di ristorazione). Oltre a queste iniziative, ‘stabili’ e rivolte al quartiere, si prevede l’organizzazione di vari eventi saltuari (mercato biologico di CAMPI APERTI, mercato delle pulci) che hanno l’obiettivo di avvicinare il target abituale dell’associazione e gli abitanti dei quartieri vicini. Inoltre si ritiene fondamentale, per aumentare la visibilità e risonanza dell’iniziativa, organizzare workshop pratici in collaborazione con l’università di Bologna, studi di architettura e invitati per opere di autocostruzione, di design, scenografia e arte murale volti alla caratterizzazione e sistemazione degli spazi. Le opere di trasformazione degli spazi e la definizione stessa delle attività che vi verrano insediate è specificata gradualmente da tutti coloro che prendono parte al progetto, cercando di proporre attività che siano in grado di condividere gli spazi e che si alternino in orari diurni, serali e notturni, settimanali e infrasettimanali. Gli spazi che verranno attivati nella prima fase saranno quindi le Residenze nella palazzina per uffici di più recente costruzione, il Centro di Quartiere, nell’edificio per uffici che rappresenta l’ingresso all’area, e il progetto Casa Loca, dall’acronimo di Laboratori Officine Creative e Associazionismo, nei capannoni degli ex magazzini generali. Per quello che riguarda gli interventi sui singoli edifici saranno limitati al minimo necessario per infrastrutturare lo spazio, recuperando integralmente l’esistente e demolendo puntualmente solo alcune pareti in base alle esigenze di progetto.


C O LO NIZZA ZIO NE

223 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Something Fantastic,Post-studio tales, installazione, Berlino,2012


SERVIZI COMUNI LAVANDERIA

RESIDENZE / OSTELLO 2

2

3

2 3

OSTELLO 1 BAGNO

1 1

2 CAMERA SINGOLA 3 CAMERA DOPPIA

3

4

SERVIZI COMUNI 4 CAMERATA 4 POSTI SERVIZI COMUNI LAVANDERIA SERVIZI COMUNI SERVIZI COMUNI

4

5 CAMERATA 6 POSTI LAVANDERIA LAVANDERIA

5 2 2 2 3 3 1 3 1 1 PIANTA PIANO PRIMO 1 1 4 0 5 10 1 4 4

2 2 2 2 3 2 2 3 3 1: 500 scala 3 3 4 25 m 3 4 5 4 5 5

OSTELLO OSTELLO OSTELLO 1 BAGNO RESIDENZA ARTISTI RESIDENZA PER ARTISTI OSTELLO

1 BAGNO 2 CAMERA SINGOLA 1 BAGNO MONOLOCALE 2 CAMERA SINGOLA 3 CAMERA SINGOLA DOPPIA 2 3 CAMERA DOPPIA 4 CAMERA CAMERATA 4 POSTI 3 DOPPIA 4 CAMERATA 4 POSTI 5 CAMERATA 4 6 POSTI 4 5 CAMERATA 6 POSTI 5 CAMERATA 6 POSTI

224

RESIDENZA ARTISTI RESIDENZA ARTISTI MONOLOCALEARTISTI RESIDENZA PIANTA PIANO PRIMO PIANTA PIANO PRIMO PIANTA PIANO PRIMO 0 5PIANO 10 PIANTA PRIMO 0 0

5 5

10 10

scala 1: 500 scala 1: 500 m scala 1:25 500 25 m 25 m

L’edificio per uffici risalente al 1970 e in buono stato conservativo sarà trasformato in parte in residenze per artisti e per l’accoglienza temporanea di particolari soggetti in momenti di difficoltà (famiglie sfrattate, immigrati, senza tetto), e in parte come ostello low cost, che rappresenta una delle principali fonti di sostentamento del centro, con differenti tipologie di stanze (da camere singole a camerate). Saranno previsiti inoltre un servizio di lavanderia e spazi in comune al piano terra (cucina, sale ricreative). La trasformazione dell’esistente, riducendo al minimo le spese, è realizzata conservando integralmente le strutture presenti, andando ad aggiungere partizioni a secco per realizzare stanze più piccole, idonee ad essere utilizzate e arredate come abitazioni.

MONOLOCALE MONOLOCALE

ATTIVAZIONE FASE UNO


C O LO NIZZA ZIO NE re s i d e n ze / o ste l lo

copertura

PIANTA TIPO monolocale per artisti scala 1:200

PIA cam sca

PIANTA TIPO monolocale per artisti scala 1:200

PIANTA TIPO camera doppia ostello scala 1:200

PIA cam sca

PIANTA TIPO camera doppia ostello scala 1:200

PIANTA TIPO camerata 5 posti scala 1:200

225

copertura

piano 2

piano 2

PIANTA TIPO monolocale per artisti scala 1:200 piano 1

DEMOLIZIONI

piano 1

LAVORAZIONI LAVORAZIONI piano 0 0

5

piano 0 10 15 20 25 30 0

5

35 m

10 15 20 25 30

35 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

DEMOLIZIONI


CENTRO DI QUARTIERE

PIANO TERRA 4

4 1

1

1

1

3

1

2

1 COMMON CENTER 2 MAGAZZINO 3 BIBLIOTECA 4 CAFFETTERIA

4 4

1

4

6

7

5

8

2

PIANTA PIANO PRIMO 0

5

10

scala 1: 500 25 m

PIANO PRIMO

226

2

3

1

4

PIANTA PIANO TERRA 0

5

10

scala 1: 500 25 m

Il centro di quartiere è ricavato dall’edificio per uffici del 1962 che, tramite l’inserimento di nuove funzioni, diventa uno degli elementi nodali del progetto. Il centro di quartiere infatti esprime la forte attitudine sociale del progetto, costituendo la struttura attraverso cui il centro culturale si interfaccia con le aree residenziali circostanti al fine di integrare correttamente i nuovi usi previsti nel territorio e innescare i processi di integrazione sociale che possano dar vita a una nuova forma di spazio pubblico. La trasformazione dell’esistente prevede la demolizione di alcune partizioni e il ripristino della coibentazione in copertura che è stata rimossa con le opere di bonifica. Tutto il resto sarà recuperato e adattato alle nuove funzioni nel tempo, a partire dalle zone che richiedono meno investimento e che rispondono maggiormente alle esigenze previste.

1 SPORTELLI 2 SALE IN AFFITTO 3 BABY SITTING 4 ASSOCIAZIONI 5 BANCA DEL TEMPO 6 INTERNET POINT 7 CENTRO PER L’IMPEGNO CIVICO 8 CORSI DI FORMAZIONE / LINGUE

ATTIVAZIONE FASE UNO


C O LO NIZZA ZIO NE centro d i q uar tiere

copertura

227

copertura

piano 1 piano 2

piano 1

DEMOLIZIONI DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI

LAVORAZIONI piano 0 0

0

5

5

10 15 20 25 30

10 15 20 25 30 35 40 m

35 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

piano 0


Al piano terra dell’edificio si trovano la biblioteca e il common center, mentre al primo piano gli ex uffici vengono trasformati in spazi adibiti all’erogazione di servizi sociali, come gli sportelli informativi, la banca del tempo,la sede di associazioni a scopo sociale ed assistenziale che organizzano corsi di formazione oppure di lingue e il centro per l’impegno civico.

228

Compito dell’associazione KAR sarà quello di ricreare in questi spazi un forte senso di appartenenza da parte dei cittadini offrendo non solo servizi diretti ma anche ampi spazi disponibili alla libera occupazione. Inoltre, per garantire un minimo apporto finanziario e il senso di appartenenza dei cittadini, saranno previsti, oltre a sportelli e sale per i corsi, anche spazi in affitto e spazi dal carattere maggiormente ricreativo. Particolare attenzione sarà riservata agli immigranti, ai giovani e agli anziani con programmi appositamente studianti per il loro coinvolgimento. Il servizio di Banca del tempo sarà applicato anche per consentire la fruizione di gran parte delle attività, come corsi di formazione o di lingua e l’affitto delle sale, a cambio della collaborazione in altri progetti comuni. In questo modo sarà possibile realizzare una comunità di sostegno alle attività del centro coinvolgendo direttamente i suoi futuri utenti già nelle prime fasi di riappropriazione degli spazi.

PENSIONATI

IMMIGRATI

FAMIGLIE

PENSIONATI

BAMBINI / SCUOLE

IMMIGRATI

ARTISTI

I corsi e i laboratori prevedono l’integrazione di immigranti e cittadini nelle attività laboratoriali del centro offrendo in questo modo sia formazione pratica che teorica. Sarà presente una biblioteca comune nella quale tutti possano portare e scambiare i propri libri con un internet point gratuito e wi-fi. Altro elemento caratteristico del Centro di Quartiere, vera e propria porta di accesso all’area, sarà il Common Center, uno spazio a gestione diretta dell’associazione KAR adibito all’accoglienza di qualsiasi persona interessata ai servizi del centro. In questo spazio sarà possibile avere informazioni riguardo ad eventi, attività e modalità di collaborazione. Il Common Center sarà un punto di riferimento anche per la gestione delle attrezzature in comune e per consigli tecnici, legali e amministrativi per lo svolgimento delle attività all’interno del centro.

COMMON CENTER


/ schede

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Per banca del tempo si intende un particolare tipo di associazione che si basa sullo scambio gratuito di “tempo”. In Italia, alcune associazioni del tipo nacquero nel 1988 in Emilia-Romagna, tuttavia il termine “Banca del Tempo” viene usato per la prima volta a Parma agli inizi degli anni ’90, ma sarà la sperimentazione effettuata da un gruppo di donne di Santarcangelo di Romagna a far conoscere a livello nazionale ed internazionale il progetto. Nel 1995, attraverso una serie di incontri divulgativi, l’idea di scambio di tempo incontra il favore di numerosi gruppi (associazioni costituite e gruppi informali) che nel breve periodo danno vita a banche del tempo: alla fine del ’95 sono 5 le esperienze attive, nel ’96 una settantina, a tutt’oggi sono oltre 300 le realtà attive e in corso di progettazione-sperimentazione. Tutti gli scambi sono gratuiti ma è previsto un rimborso spese (per esempio, per i mezzi di trasporto o eventuali materiali utilizzati nel lavoro svolto) e quota associativa, per lo più annuale, variabile da Banca a Banca. Ogni ora viene valutata per un’ora, indipendentemente dal valore monetario del tipo di prestazione svolta. Ciascun socio, quindi, mette a disposizione qualche ora per dare ad un altro socio una certa competenza. Le “ore” date vengono “calcolate” e “accreditate” o “addebitate” nella Banca. Può succedere così, che non sia la stessa persona a “rimborsarle”, ma un’altra. Le attività delle BdT sono molto diverse: lezioni di cucina, di manutenzione casalinga, accompagnamenti e ospitalità, baby sitting, cura di piante e animali, scambio, prestito o baratto di attrezzature varie, ripetizioni scolastiche e italiano per stranieri, ecc. Anche il tempo dedicato all’organizzazione, all’accoglienza, e alle riunioni o feste viene in genere valutato come tempo scambiato e quindi accreditato o addebitato nel conto personale del socio. Le BdT collaborano spesso con altre associazioni similari e partecipano con propri progetti ai bandi pubblici o privati per il sostegno del volontariato previsti dalla legge 8 marzo 2000 n. 53 e da varie leggi regionali.

229

BANCA DEL TEMPO


CASA LOCA “Le bandiere sono fiori che non appassiscono mai”

230

Yona Friedman


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

231

C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca


232

ATTIVAZIONE FASE UNO

ASSONOMETRIA INTERVENTI 10

20

30

m

ASSOCIAZI ON I

Casa LOCA, dall’acronimo di Laboratori Officine Creative e As-0 sociazionismo, sarà uno degli spazi a maggior sperimentazione del centro. I locali ricavati dai capannoni degli ex magazzini generali si presentano come un open space atto ad ospitare molteplici attività. Gli spazi sono destinati all’uso da parte di libere associazioni, gruppi informali e collettivi studenteschi operanti all’interno della stessa area di interesse, ovvero la promozione culturale e artistica, l’attivismo e l’impegno sociale. Il recupero architettonico dei capannoni prevede il ripristino delle murature danneggiate, la demolizione della esistente pedana di carico, nonché una serie di interventi volti a migliorare il confort termico interno, ovvero la coibentazione della copertura con uno strato di isolante termoriflettente, la realizzazione di un muro sul lato sud utilizzando la tecnologia trombe-michel, e una parete vegetale sul lato nord. Lo spazio interno rimane sostanzialmente invariato e funziona come un open space che è possibile compartimentare grazie a partizioni interne leggere e modificabili per consentire configurazioni spaziali differenti in funzione delle attività organizzate nell’arco della giornata.

B C


DEMOLIZIONI

C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

piano 1

COIBENTAZIONE

LAVORAZIONI

DEMOLIZIONI piano 0 0

5

10 15 20 25 30

35 m

LAVORAZIONI

233

CONSOLIDAMENTI

PARETE VEGETALE

PARETE VEGETALE

MURO “TROMBE”

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

MURO “TROMBE”


234

AS S O N O M E T R I A S E R R A 0

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

m


C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

235 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

L’intervento di maggiore intensità serve ad aumentare il coefficiente di luminosità interno e consiste in un ampliamento delle aperture verticali di ingresso ai singoli capannoni e nella demolizione di un intero capannone all’interno di entrambi i blocchi al posto del quale sono realizzate due serre che contribuiscono al riscaldamento invernale e costituiscono un giardino d’inverno che rappresenta uno spazio di aggregazione e socialità. La serra è realizzata con una struttura in tubo e giunto e rivestimento in policarbonato trasparente studiata per un differente comportamento stagionale. In inverno, tramite lo studio dell’inclinazione di falda, si ottiene una migliore trasmissione della radiazione solare incidente e una minore formazione di condensa andando ad aumentare il comfort termico delle porzioni di fabbricato adiacenti alla serra. In estate, tramite l’utilizzo di tendaggi di protezione e l’apertura di vasistas a nord si sfrutta l’effetto camino per il raffrescamento dei locali adiacenti.


236

ASSONOMETRIA DET TAGLIO 0

1

2

m


C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

237 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

All’esterno è realizzata una nuova struttura leggera costruita con tubi innocenti che ho lo scopo di infrastrutturare lo spazio interno, permettendo innanzitutto di superare il dislivello di 1,5 m tra il pavimento interno e la quota del terreno esterno nonché alloggiare le soluzioni tecnologiche previste, come le cisterne per il raccoglimento dell’acqua piovana, i pannelli solari o le soluzioni per l’ombreggiamento estivo. Questa struttura presenta un alto grado di modificabilità e flessibilità, può cambiare dimensione, colore e forma a seconda della necessità e dei desideri degli utenti, che possono inoltre sfruttare la struttura per conferire una propria identità ai capannoni. L’estetica insolita che si genera trasforma una struttura essenziale come il ponteggio in supporto per la creatività collettiva e assume così una propria eleganza naturale grazie all’improvvisazione e la spontaneità delle trasformazioni operate dagli abitanti.


L’associazione KAR si occupa della gestione generale dello spazio, del recupero architettonico e della gestione finanziaria, mentre le associazioni gestiscono le singole attività che si articolano in: • • • •

laboratori di artigianato corsi recupero materiali attività ricreative proprie dell’associazionismo

Inoltre sono presenti spazi e attrezzature a supporto dell’imprenditorialità creativa, infatti all’interno della Casa LOCA trovano posto: • • •

238

spazi per coworking uffici ad uso gratuito una fab lab (ipotizzando l’insediamento del MakeInBo all’interno della nostra area) officine meccaniche, ciclofficina e falegnameria

Tale varietà di attività ha l’obiettivo di coinvolgere un target ampio di utenti, anziani e pensionati, bambini, ragazzi , immigrati e famiglie del quartiere, i quali possono partecipare liberamente alle attività ed usufruire delle strumentazioni presenti.

UFFICI SALA STAMPA

PROIEZIONI

COWORKING

INFO POINT

RIUNIONI

CORSI

OFFICINE MECCANICHE

GIARDINO D’INVERNO

LABORATORI

BAR

SALA COMUNE

MOSTRE


USO DURANTE IL FINESETTIMANA

239

USO FISSO

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

USO DURANTE LA SETTIMANA

C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

Vista l’importanza di mantenere vivo e pulsante questo che è il vero e proprio cuore del centro culturale KAR, queste funzioni sono organizzate nello spazio in maniera che vi sia un uso il più possibile continuo, sia durante l’arco della giornata, che durante tutti i giorni della settimana.


+0.00

+1.05

+1.07

AREA RIUNIONI

L A B O R AT O R I / CORSI

+1.05

+0.00

AREA PROIEZIONI

BAGNO

UFFICIO

L A B O R AT O R I / CORSI

240

GIARDINO D’INVERNO

BAR

S PA Z I O COMUNE

SALA LETTURA

BAGNO


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

+1.07

OFFICINE

+1.07

+1.05

+0.00

BAGNO

AREA RIUNIONI

BAR

241

GIARDINO D’INVERNO

FAB LAB / L A B O R AT O R I

C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

UFFICIO / COWORKING

BAGNO


242

Le associazioni coinvolte, i gruppi informali e gli attivisti appartenenti al network di collaborazioni avranno il compito di presidiare e caratterizzare questi spazi. In base alle nostre analisi sulla città di Bologna abbiamo rilevato la presenza di differenti associazioni in cerca di spazi a causa di sgomberi, sfratti e difficoltà economiche. A partire da questa analisi è stato quindi proposto un programma che corrisponda alla domanda richiesta. Le associazione che si prevede occuperanno questi spazi sono quindi classificate in: • Associazioni culturali (letteratura, politica, filosofia, ambiente) • Associazioni di promozione artistica (fotografia, editoria, cinema, arti visuali) • Associazioni di attivismo (politica, ambiente, integrazione sociale, cause internazionali) • Collettivi studenteschi • Gruppi informali (attività di vario tipo non classificabili)

ASSOCIAZIONI ESISTENTI NUOVA SEDE

ATTIVITA’ / EVENTI

NUOVE ASSOCIAZIONI


C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

243 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

In questi spazi si propone quindi una nuova sede per tutte queste tipologie di associazioni esistenti e si offre la disponibilità di usufruire della Casa Loca e delle sue strutture per attività speciali, occasionali o periodiche di differenti associazioni esterne al KAR. Si ipotizza inoltre la formazione di nuove associazioni e gruppi che si formeranno in seguito alla rete di relazioni che si sviluppa all’interno del centro. Il coinvolgimento dei cittadini sarà previsto tramite l’organizzazione di corsi e mostre e con spazi ricreativi e di ristorazione in modo da poter avvicinare anche un bacino di utenti che normalmente non frequenta questo tipo di centri. Oltre alla partecipazione di ogni entità ai grandi eventi organizzati dall’associazione KAR, piccoli eventi quali conferenze, aperitivi e proiezioni serali garantiranno una forma di finanziamento alle singole associazioni per consentire il pagamento delle utenze, unica spesa richiesta in cambio di affidamento e gestione della struttura.


244

La definizione stessa di tali attività è specificata gradualmente da tutti coloro che prendono parte al progetto ma saranno comunque previste attività microlavorative e servizi per anziani e pensionati nonchè attività specifiche per gli immigrati orientate all’integrazione sociale, alla formazione e alla difesa della cultura tradizionale di origine. Tramite la concezione laboratoriale saranno coinvolti anche scuole e università con programmi specifici didattici per ragazzi e bambini. I servizi di ciclofficina, officine meccaniche e falagnameria offriranno supporto alle iniziative proposte nel centro e forniranno servizi di riparazione aperti al pubblico. Il coinvolgimento dei cittadini sarà previsto tramite l’organizzazione di corsi e mostre e con spazi ricreativi e di ristorazione in modo da poter avvicinare anche un bacino di utenti che normalmente non frequenta questo tipo di centri. Oltre alla partecipazione di ogni entità ai grandi eventi organizzati dall’associazione KAR, piccoli eventi quali conferenze, aperitivi e proiezioni serali garantiranno una forma di finanziamento alle singole associazioni per consentire il pagamento delle utenze, unica spesa richiesta in cambio di affidamento e gestione della struttura.


gestione delle utenze

supporto finanziario iniziale

organizzazione eventi speciali collettivi

pulizia/manutenzione di spazi/attrezzature autonomia economica

pagamento minimo per corsi e affitto spazi

pagamento utenze

libero accesso agli spazi

condivisione di strumenti/conoscenze

collaborazione

C O LO NIZZA ZIO NE casa lo ca

impegno e partecipazione alle attività collettive

organizzazione eventi periodici pubblicita’

245

reperimento materiali

UTENTI

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

suddivisione / organizzazione degli spazi

ASSOCIAZIONE KAR

GESTIONE SPAZI / ATTIVITA’

ASSOCIAZIONI / GRUPPI

≤ ≤ ≤

GESTIONE GENERALE


/ SCHEDE

246

FAB LAB

Un FAB LAB è un spazio di lavoro di tipo innovativo, relazionato alla cultura dei MAKERS che si sta rapidamente espandendo in Europa, dopo i primi successi negli USA. Nell’articolo di Chris Anderson su Wired USA, intitolato “ In the next industrial revolution, atoms are the new bits” è chiarito il concetto di produzione OPEN SOURCE. Normalmente open source si riferisce a programmi il cui codice sorgente è reso disponibile al pubblico che può avervi accesso e modificare l’originale codice di programmazione del software, aumentando così la qualità e la diversificazione del prodotto (Android, Linux, Mozzila, per citare i più famosi). Anderson trasferisce il concetto di open source alla produzione di oggetti: le persone possono costruire usare e modificare come vogliono i prodotti (atomi), per esempio una bici, usando un set di parti assemblabili e un manuale di costruzione online. L’elemento rivoluzionario sta nel processo di produzione digitale, che consiste nella progettazione dei vari componenti su un computer per poi stamparle utilizzando una stampante tridimensionale. Secondo Bruce Nussbaum, questa è la nascita di un nuovo tipo di capitalismo indipendente e alternativo, basato sulla comunità di Makers e incentrato sul benessere delle persone, che deve essere raggiunto attraverso processi sostenibili senza spreco di preziosa energia e di risorse. Tale nuovo capitalismo si sostituirebbe al consumo massificato di oggetti identici, di bassa qualità e basso prezzo, il consumo di oggetti di alta qualità, personalizzati in base alle esigenze personali e prodotti con materiali di riciclo, per quanto possibile. Il New Economist, in un articolo pubblicato nel mese di aprile 2012, dà un titolo importante a questo fenomeno: ‘La terza rivoluzione industriale’ e annuncia che, come tutte le rivoluzioni,sarà dirompente. Lo scenario evocato dall’Economist è quello di un sistema di produzione che si occupa dei vari componenti assemblabili, affinchè tutti possano costruire da sé il prodotto e personalizzarlo.


247 KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Questo sistema dovrebbe essere decentrato e basato su micro fabbriche, come appunto le FAB LABs. Matt Norris, fondatore del Tulsa Fab Lab, spiega tutti i vantaggi di questa nuova struttura di produzione: la costruzione di oggetti direttamente nei Fab Labs elimina i costi di imballaggio e di trasporto,molto elevati e non sostenibili. Quindi la terza rivoluzione industriale dovrebbe diffondersi in tutto il mondo, convertendo le aree industriali in reti di micro fabbriche. La condivisione di dati e conoscenza sarebbero le parti più importanti della catena di fornitura. Il programma Fab Lab è stato avviato presso il Centre for Bits and Atoms del MIT, diretto dal professor Neil Gershenfeld che è il fondatore del primo Fab Lab, abbreviazione di Fabrication Laboratory and Fabulous Laboratory. In pratica, il Fab Lab è un piccolo laboratorio dove sono presenti tutti i macchinari necessari e il software open source per la fabbricazione digitale. Alcuni componenti di un Fab Lab sono: - Una macchina di taglio laser che produce le strutture 2D e 3D, - Un macchina che traccia in rame per fare antenne e circuiti flessibili - Una fresatrice ad alta risoluzione che fabbrica circuiti e componenti di precisione, - Un ShopBot CNC per fresatura e taglio 3D, intaglio del legno e di altri materiali, - Una suite di componenti elettronici e strumenti di programmazione per ridurre i costi e micro controller ad alta velocità. Questi macchinari, una volta disponibili solo in grandi industrie, ora possono essere acquistati con un piccolo investimento di 10.000 euro o anche autocostruiti. Attualmente si è creata una rete internazionale di laboratori: India, Costa Rica, Regno Unito, 4 solo a Barcellona e molti altri. Anche In Italia il movimento Makers è iniziato, guidato da Massimo Banzi, il famoso inventore di ARDUINO, un semplice hardware open source (una singola scheda di controllo) che ora è utilizzato in tutto il mondo. Ha fondato il primo Fab Lab italiano a Torino. Sulla sua scia altri ne sono stati poi aperti: a Reggio Emilia, Milano, Napoli, Trento, e altri ancora sono in fase di costruzione.


248 We can Xalant, progetto dello studio di architettura a77, Barcellona 2009


249

CRESCITA FASE DUE FITOESTRAZIONE CENTRALE DI RISTORANTE BISTROT

T R AT TA M E N T O

ORTI URBAN SPORT

249

CENTER

Sviluppando la logica incrementale del progetto abbiamo individuato una seconda fase, denominata crescita, che si caratterizza per l’implementazione dei servizi dal carattere ricreativo offerti alla comunità. In questa fase verrano intraprese le opere di trasformazione dell’area centrale del complesso potenziando l’aspetto didattico e le capacità di autofinanziamento del centro con la realizzazione di: • orti • common garden • scuola di cucina • urban sport center • ristorante bistrot Elemento caratterizzate di questa fase è l’organizzazione di un festival internazionale degli sport urbani, un vero e proprio contest capace di attirare un grande bacino di utenza, al quale verranno invitati professionisti rappresentanti di ciascun sport e saranno coinvolti artisti e dj per animare l’evento sia durante il giorno che durante la sera organizzando al contempo dj set e installazioni artistiche in modo da dare maggior visibilità e risonanza al centro culturale.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

D I D AT T I C I


250

RISTORANTE BISTROT


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

251

C R ESC ITA risto rante b istrot


NEGOZIO BIOLOGICO

CELLA CUCINA BAGNI FRIGORIFERA

BAGNI DI SERVIZIO

252

CASSA

MAGAZZINO

BISTROT

TERRAZZA

RISTORANTE ASSONOMETRIA INTERNO 0

5

10

CAPANNONE E L’ex officina meccanica, in seguito alle necessarie opere di bonifica, sarà trasformata in servizio di ristorazione ed emporio biologico a gestione diretta dell’associazione KAR che in questo modo sarà in grado di investire gli utili provenienti da tali attività in progetti di interesse generale. La trasformazione dell’esistente, prevede ripristino delle murature esistenti e la demolizione di alcune partizioni,il consolidamento strutturale antisismico,la coibentazione della copertura, la realizzazione della tecnologia trombe-michel sul lato sud e della parete vegetale sul lato nord, l’utilizzo di strutture funzionali esterne per risolvere i collegamenti e per creare una terrazza sullo spazio antistante.

m


C R ESC ITA risto rante b istrot copertura

COIBENTAZIONE

PARETI VEGETALI

253

piano 2

piano 1

DEMOLIZIONI DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI

LAVORAZIONI

piano 0 0

5

10 15 20 25 30

35 m

ASSONOMETRIA INTERVENTI 0

5

10

15

20

25

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

MURO “TROMBE”


Questo blocco presenta le caratteristiche adatte in termini di volumi e altimetrie per essere trasformato in un centro di ristorazione e promozione di una cultura alimentare consapevole ed è quindi presente un vero e proprio ristorante, che si occupa di ristorazione serale e diurna, e un bistrot, che si occupa di ristorazione veloce, aperitivo e bar. Si prevede inoltre l’attivazione di una scuola di cucina settimanale per diffondere la conoscenza di tecniche culinarie alternative o etniche ed infine è presente un emporio di prodotti alimentari nel quale si vendono prodotti biologici provenienti da coltivatori diretti del territorio bolognese, e prodotti gastronomici prodotti all’interno del ristorante e dalla scuola di cucina. Nel negozio si costituisce un punto informativo permanente come nuova sede della rete di gruppi di acquisto solidale bolognese GASBO e il relativo magazzino per lo stoccaggio dei prodotti. Lo spazio antistante il ristorante è trasformato grazie ad opere di rimozione dell’asfalto in un giardino pubblico che verrà gestito come un grande un orto didattico che offrirà supporto alle attività didattiche culinarie con corsi di giardinaggio, serre didattiche nelle quali sarà possibile sperimentare e osservare metodi di coltivazione alternativi e orti comuni fuori terra nei quali coltivare spezie e prodotti locali e dei paesi di origine delle comunità immigranti.

+1.00 19.2 3

8.4

254

3.9

18.8

3

NEGOZIO BIOLOGICO

CASSA

+1.03

1.8 2

5.6

1.8

7.4

+1.05

+0.00

5.3

5

2

2


SERRA

GAS BO

NEGOZIO BIOLOGICO

CORSI GIARDINAGGIO

SPORT

CORSI CUCINA

ORTI

COMMON GARDENS

C R ESC ITA risto rante b istrot

RISTORANTE

60 40.8 2.4

1

2.3

1.6

3

1.2

3.7

3.2

1 0.9

4.2

BAGNI DI SERVIZIO CUCINA

MAGAZZINO

6.2

3.1

3.7

255

1.5

BAGNI

CELLA FRIGO

BANCONE

TERRAZZA G

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

RISTORANTE

BAR/BISTROT


256

ORTO

SERRA


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

257

CAMPO SPORTIVO C R ESC ITA risto rante b istrot


/ schede

258

GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE

Un gruppo d’acquisto è un’organizzazione di persone che si incontrano per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari di uso comune, da ridistribuire tra loro. Diventa solidale nel momento in cui utilizza in concetto di solidarietà come criterio di scelta dei prodotti. Il Gruppo d’Acquisto Solidale (G.A.S.) si costituisce, in genere, per favorire la riflessione sui temi dell’alimentazione con prodotti biologici, l’acquisto dei prodotti stessi a prezzi accessibili e per stabilire patti fiduciari tra consumatori e produttori (soprattutto locali).Si stabilisce un “canale fiduciario” tra produttori e consumatori, alimentato dal comune interesse e definito da parametri condivisi. Ne consegue un aumento del livello di soddisfazione per ambedue le parti. La merce termina di essere solo prodotto e diventa anche strumento di relazione tra soggetti che, oltre ai ruoli di produttori e consumatori, mettono in gioco i propri “volti” e le proprie storie. Il GAS è caratterizzato anche con tre aggettivi: piccolo, locale e solidale. Piccolo per permettere un’organizzazione semplice e per favorire la relazione tra i soci, locale perché si interessa al territorio e solidale tra i soci, con i produttori e con l’ambiente. I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita’ di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando determinate condizioni di lavoro. Attualmente in Italia sono censiti più di 900 GAS. Molti di essi si coordinano per acquisti coordinati e iniziative comuni, spesso tramite reti locali di GAS. Ogni anno viene indetto un incontro nazionale in cui si verificano pratiche, si scambiano soluzioni, si individuano obiettivi ecc.


259

La storia dei gruppi d’acquisto solidali in Italia inizia nel 1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l’operazione “Bilanci di Giustizia”, lanciata a fine ‘93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l’incidenza delle loro modifiche allo stile di vita. Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività. Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la “Guida al Consumo Critico”, con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l’ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative. Nel 1997 nasce la rete dei gruppi d’acquisto, allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l’idea dei gruppi d’acquisto.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Questa esperienza è ora in fase di crescita, sia per la creazione di nuovi gruppi che per la sua visibilità. Il 5 novembre 2007 la Commissione di Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla legge finanziaria relativo agli aspetti fiscali dei GAS, secondo cui l’attività di acquisto e distribuzione agli aderenti svolta dai GAS costituisce attività “non commerciale”.


+1.05

BA R

TES S U TI VOLANTI

URBAN SPORTS CENTER YOGA

A

A’

PARKOUR

CO RPO L I B E RO +0.00

BOXE

JUD O / KA RATE +1.05

BA R

S CHE RM A TES S U TI VOLANTI YOGAPIANTA PIANO TERRA 0

A

5

25 m

A’

PARKOUR

CO RPO L I B E RO

BOXE

scala 1: 500

10

JUD O / KA RATE

S CHE RM A

PIANTA PIANO TERRA +0.00

PIANTA PIANO TERRA 0

5

10

+1.05

scala 1: 500 25 m

260

+6.20

+6.20 A

A’

S KATE PA RK +0.00

A RRA M PI CATA +1.05

+6.20

PIANTA PIANO PRIMO

+6.20

PIANTA PIANO TERRA

scala 1: 500

L’edificio degli ex magazzini prodotti finiti, dotato di spazi 0 5 10 25 m più A’ S KATE PA RK ampi e con maggior altezza di piano, si presta ad ospitare quello che abbiamo definito l’urban sports center ovvero un centro A RRA M PI CATA sportivo dedicato alla pratica degli sport urbani alternativi, quali arrampicata, tessuti aerei, parkour e skate, e attività a corpo libero quali danza, yoga, arti marziali e arti performative. caratteristica di queste attività è quelle di poter essere praticate anche all’esterno ciò permette di trattare questo grande scala 1: 500 PIANTA PIANO TERRA spazio solo come una struttura di copertura esterna riducendo 0 5 10 25 m così le risorse necessarie per la sua trasformazione.

A


C R ESC ITA urb an sp o r t center

IMPERMEABILIZZAZIONE

DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI

ASSONOMETRIA INTERVENTI 0

5

10

15

20

25

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

261

CONSOLIDAMENTI


Infatti le trasformazioni dell’esistente saranno limitate alla messa in sicurezza e al consolidamento delle strutture, demolendo puntualmente alcune parti del fabbricato per poter ospitare l’equipaggiamento necessario ai differenti sport (parete di arrampicata e skatepark). La funzionalizzazione di questo spazio è garantita grazie alla presenza di blocchi di servizio costruiti in sito tramite una tecnologia interamente a secco basata su una struttura portante in platform adeguatamente isolata e dotata degli impianti necessari che vanno a riprodurre servizi bar e spogliatoi.

GESTIONE

ASSOCIAZIONI

262

Le attività scelte si caratterizzano per poter essere praticate anche all’esterno, in questo modo sarà possibile recuperare gli ampi spazi dell’edificio, troppo grandi per essere recuperati integralmente e per ipotizzarne la climattizzazione con le ridotte risorse presenti, trattandoli come se fossero delle strutture esterne di copertura per le attività presenti. Tramite l’inserimento di blocchi funzionali performanti, sarà poi possibile aggiungere servizi di spogliatoio e alcune sale riscaldate a disposizione di attività che richiedano un maggior confort termico.

SCUOLE ATTIVITA’

ESTERNO

Gli spazi sono gestiti da differenti associazioni che si occupano di mantenere attrezzature e corsi liberamente, condividendo i blocchi funzionali. Particolare attenzione è rivolta all’aspetto didattico, sono organizzati corsi rivolti alle scuole elementari e medie che insegnano a bambini e ragazzi gli spor praticati all’interno dell’urban sport center.

INTERNO

BLOCCHI DI SERVIZIO SEZIONE A - A’ 0

5

10

scala 1: 500 25 m


C R ESC ITA urb an sp o r t center

BLOCCHI DI SERVIZIO

BLOCCHI DI SERVI ZI O

TIPOLOGIE

BLOCCHI INTERNI

SERVIZI IGIENICI

AULA RISCALDATA

B LOCCHI D I S ERVIZIO TIPOLOGIE

BLOC C H I DI S E RV I Z I O

SEZIONE TIPO BLOCCHI BLOCCOINTERNI SERVIZIO ESTERNO TIPOLOGIE BLOCCHI INTERNI

COS

SPOGLIATOIO

SERVIZI IGIENICI

scala 1:50 Struttura in legno di tipo PlatformSERVIZI Frame IGIENICI

AULA RISCALDATA

263

SPOGLIATOIO

SPOGLIATOIO OPERAI CANTIERE DI BONIFICA

i

i CV

infisso in alluminio con AULA RISCALDATA profilo a taglio termico, vetro camera basso emissivo 4-20-4 mm con gas argon, apertura a vasistas

SPOGLIATOIO1 OPERAI CANTIERE DI BONIFICA

COI

SEZIONE TIPO BLOCCO SERVIZIO ESTERNO SEZIONE BLOCCO DI SERVIZIO TIPO

SEZIONE TIPO BLOCCO SERVIZIO ESTERNO COS

scala 1:50 Struttura in legno di tipo Platform Frame

ABACO PACCHETTI

Struttura in legno di tipo Platform Frame

i infisso in alluminio con i profilo a taglio termico, infisso in alluminio con vetro camera basso emisprofilo a taglio termico, sivo 4-20-4 mm con gas vetro camera basso emisargon, apertura a vasistas

i scala 1:10 i

COS

CV 1

RIVESTIMENTO IN LAMIERA GRECATA ZINCATA 43 MM

CV 2

LISTELLI IN LEGNO PER ANCORAGGIO RIVESTIMENTO 50X50 MM I= 600 MM

CV 1

CV

MEMBRANA 2 IMPERMEABILIZZANTE DI SICUREZZA PANNELLO OSB 15 MM TRAVI IN LEGNO 60X200 MM INTERASSE 600 MM CON INTERPOSTO

sivo 4-20-4 mm con gas argon, apertura a vasistas

ISOLANTE IN FIBRA DI CELLULOSA RICICLATA 120 MM

COI

BARRIERA AL VAPORE IN CARTA OLEATA PANNELLO OSB/3 15 MM

COI

STRUTTURA IN LEGNO 50X50 MM INTERASSE 600 MM ISOLANTE IN FIBRA DI LEGNO AD ALTA DENSITÀ 50 MM PANNELLO IN FIBROCEMENTO TIPO ACQUAPANEL 12,5MM RASATURA E TINTEGGIATURA 5 MM

COI LINOLEUM 2,5 MM PANNELLO IN FIBROCEMENTO PORTLAND TIPO ACQUAPANEL FLOOR 22MM MASSETTO RADIANTE IN FIBRA DI LEGNO 30 MM BARRIERA AL VAPORE IN CARTA OLEATA

ABACO PACCHETTI

ABACO PACCHETTI scala 1:10

ISOLANTE IN FIBRA DI LEGNO ALTA DENSITÀ 40 MM BARRIERA AL VENTO PANNELLO OSB/3 15 MM X2

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

scala 1:50

COS


MESSA IN SICUREZZA

OSTELLO

2

2

1 BAGNO

+0.00

3

2 3

1

2 CAMERA SINGOLA

CENTRALE DI TRATTAMENTO SERVIZI COMUNI 1

+1.05

4

MESSA IN SICUREZZA

A

MESSA IN SICUREZZA

3 CAMERA DOPPIA

3

4 CAMERATA 4 POSTI LAVANDERIA 5 CAMERATA 6 POSTI

4 5

A’

OSTELLO AREA OFF-LIMITS

+0.00

2

2 C E NTR A LE D I TR AT TAME NTO

1 BAGNO

3

1 1 PIANTA PIANO PRIMO A

0

5

10

CENTRALE DI TRATTAMENTO RESIDENZA ARTISTI

2 3

+1.05

2 CAMERA SINGOLA MONOLOCALE

scala 3 1: 500 A’

4

4

PIANTA PIANO TERRA C E NTR A LE 5 D I TR AT0 TAME5NTO 10

25 m scala 1: 500

3 CAMERA DOPPIA 4 CAMERATA 4 POSTI 5 CAMERATA 6 POSTI

25 m

RESIDENZA ARTISTI MONOLOCALE

PIANTA PIANO TERRA 1: 500 PIANO TERRA scalascala 1: 500 PIANTA PIANOPIANTA PRIMO 0

5

+0.00 5

10

25 m

10

264

0

25 m

+6.20

A

A’ +0.00

+6.20

A

A’

D E P O S I TO

PIANTA PRIMO PIANO 0

5

10

PIANTA PIANO PRIMO

scala 1: 500 25 m

L’intevento sull’ex mangimifici o è uno dei più complessi e verrà affettato in tempi differenti. L’edificio esistente viene recuperato mettendo in sicurezza le strutture e isolando l’edificio per adibire lo spazio interno a ospiD E P O S I TO scala 1: 500 PIANTA PRIMO PIANO tare gli impianti di trattamento della centrale di bonifica risultando quindi 0 5 10 25 m accessibile solo agli operai specializzati ( per un approfondimento si rimanda alla sezione Bonifiche). I trattamenti sull’esistente saranno quindi limitati all’impermeabilizzazione delle coperture, alla messa in sicurezza e a sigillare la struttura dall’esterno.


0

5

ASSONOMETRIA INTERVENTI

10

15

20

25

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

265

C R ESC ITA centrale d i trattam ento

DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI

CONSOLIDAMENTI


266 Pavilion Humanidade, Carla Juaรงaba, Rio de Janeiro 2012


267

EVOLUZIONE

FASE TRE

AT E L I E R

M E R C AT O & V I N TA G E

PA L AC E

SHOP

267

FUN

e G ) e la realizzazione di una megastruttura volta a funzionalizzare il fabbricato dell’ex mangimificio. In questa fase partirà quindi un’altra importante attività del centro con la realizzazione di un programma per artisti in residenza al KAR (atelier) e si offrirà una struttura stabile per le attività di Campi Aperti (mercato coperto). Col la realizzazione del Fun Palace, all’esterno dell’ex mangimificio, si intente offrire supporto per l’organizzazione di grandi eventi e ricreare un un forte elemento identitario per tutto il centro. L’organizzazione di festival culturali su questa piattaforma, data la risonanza ormai acquisita dal centro, sarà in grado di avvicinare un bacino di utenti differenziati e sempre maggiore garantendo visibilità e riconoscimento dell’iniziativa.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Ultimo stadio del progetto è il recupero degli edifici rimasti ( F


OSTELLO

2

2

3

2 3

2 CAMERA SINGOLA

3

SERVIZI COMUNI

1 BAGNO 1

ATELIER

1 4

3 CAMERA DOPPIA

4 CAMERATA 4 POSTI LAVANDERIA 5 CAMERATA 6 POSTI

4 5

2

2

3

2 3

OSTELLO ATELIER 1 BAGNO

1 1 PIANTA PIANO PRIMO 0

5

10

MAGAZZINO MATERIALI RESIDENZA ARTISTI ATELIER

2 CAMERA SINGOLA MONOLOCALE

scala 3 1: 500

4

4

25 m

5

PIANTA PIANO TERRA 0

10

20

scala 1: 1000 50 m

268

scala 1: 500opere di PIANTA PIANO PRIMO L’ex magazzino generi vari e deposito oli, in seguito alle bonifica, sarà riqualificato trasformandolo in atelier25per 0 5 10 m artisti, invitati con un programma di residenza all’interno del KAR.

Il programma di residenza prevede la collaborazione di artisti internazionali con artisti locali su un progetto specifico. In questo modo sarà possibile lo scambio di competenze e saperi arricchendo la scena artistica locale e donando maggior visibilità internazionale alle attività del centro. Giornate di apertura degli atelier al pubblico consentiranno di avvicinare all’arte i visitatori del centro e di conoscere gli artisti direttamente. I progetti proposti saranno inoltre orientati a sostegno delle attività del centro e pensati per la collaborazione in progetti comuni con le associazioni presenti. Le opere di trasformazione manterranno integralmente l’esistente, tramite il recupero delle murature, il rifacimento del tetto, il consolidamento sismico e nuove aperture, in maniera da poter realizzare in una parte dell’edificio un magazzino e suddividendo la restante con compartimentazioni mobili per ospitare atelier di differenti tipologie di artisti quali designers, scultori, pittori, fotografi e videomaker. Le attrezzature dell’atelier saranno inoltre messe a disposizioni per l’affitto da parte del pubblico per mantenere sempre funzionante la struttura anche in assenza dei progetti personali degli artisti invitati.

3 CAMERA DOPPIA

MAGAZZINO MATERIALI 4 CAMERATA 4 POSTI 5 CAMERATA 6 POSTI

PIANTA PIANO TERRA

RESIDENZA ARTISTI MONOLOCALE


EVO LU ZIO NE atelier

269 IMPERMEABILIZZAZIONE

DEMOLIZIONI DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI LAVORAZIONI

0

5

10

15

20

25

30

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CONSOLIDAMENTI CONSOLIDAMENTI


2

2

3

2 3

2 CAMERA SINGOLA

3

SERVIZI COMUNI

1 BAGNO 1

MERCATO

1 4

3 CAMERA DOPPIA

4 CAMERATA 4 POSTI LAVANDERIA 5 CAMERATA 6 POSTI

4 5

OSTELLO NEGOZIO

2

2 2

PIANO PRIMO

3

2 MAGAZZINO 3 NEGOZIO

1 1 PIANTA PIANO PRIMO 0

5

10

3 CAMERA DOPPIA

2 NEGOZIO AREA VINTAGE

4 CAMERATA 4 POSTI

4

3 BAGNO

25 m

5 CAMERATA 6 POSTI

5

1 3

0

5

PIANTA PIANO PRIMO

scala 1: 500

PIANTA PIANO PRIMO 10

ARTISTI

2 CAMERA SINGOLA MONOLOCALE

1 NEGOZIO AREA EDITORIA

scala INDIPENDENTE 3 1: 500

4

1 BAGNO

MAGAZZINO RESIDENZA

RESIDENZA ARTISTI

25 m

MONOLOCALE

MERCATO COPERTO

PIANTA PIANO PRIMO

3

scalaTERRA 1: 500 PIANO MERCATO COPERTO

5

10

25 m

270

0

PIANTA PIANO PRIMO PIANTA PIANO PRIMO 0

5

10

scala 1: 500 25 m

Le strutture dell’ex edificio per antiparassitari e archivio saranno recuperate per ospitare un mercato coperto offrendo una sede stabile ai vari mercati organizzati all’interno dell’area. In seguito alle opere di bonifica, al piano terra, è stato previsto un mercato settimanale organizzato dall’associazione CampiAperti oppure i mercati a cadenza mensile di modernariato o di oggetti artigianali prodotti all’interno del centro culturale.Al piano superiore si costituisce un negozio in parte destinato alla vendita di abiti vintage e in parte all’esposizione e vendita dei prodotti di editoria indipendente, un settore nel quale Bologna si contraddistingue tra le città italiane. Le opere di trasformazione prevedono quindi la demolizione delle chiusure esterne al piano terra per offrire maggior fruibilità dello spazio da parte dei rivenditori e la messa in sicurezza e consolidamento sismico delle strutture.


EVO LU ZIO NE m ercato

271

copertura

IMPERMEABILIZZAZIONE

piano 1

DEMOLIZIONI

DEMOLIZIONI

LAVORAZIONI LAVORAZIONI

piano 0 0

5

10 15 20 25 30 35 40

m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

CONSOLIDAMENTI CONSOLIDAMENTI


272


“Arrivate e ripartite in treno, bus monorotaia, hovercraft, auto, metrò o a piedi in qualunque momento voi desideriate - o date semplicemente un’occhiata passando. Gli schermi informativi vi mostreranno ciò che sta accadendo. Non occorre cercare un ingresso - potete entrare a piedi da qualunque punto. Niente porte, atri d’ingresso, code o custodi: sta a voi decidere come usarlo. Guardatevi intorno - prendere un ascensore, una scala mobile per andare ovunque o verso qualunque cosa appaia interessante. Scegliete cosa volete fare - o guardate qualcun altro mentre lo fa. Imparate a maneggiare utensili, vernici, bambini, macchine, o ascoltate semplicemente la vostra canzone preferita. Ballate, parlate o fatevi sollevare in alto per vedere come gli altri fanno funzionare le cose. Sedetevi con un drink in mano a guardare lo spazio e sintonizzatevi su ciò che accade da qualche altra parte in città. Cercate di scatenare un putiferio o cominciate un quadro - o semplicemente stendetevi a terra a guardare il cielo.”

EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e

FUN PALACE

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

273

Cedric Price


274

ASSONOMETRIA INTERVENTO

L‘ultimo progetto che presentiamo è il Fun Palace. Questo nome è una citazione diretta dell’omonimo progetto di Cedric Price in quanto esprime in maniera molto chiara la nostra idea progettuale. Utilizziamo infatti una logica di estrema semplicità strutturale grazie all’utilizzo della struttura di ponteggi, già vista in precedenza, che in questo caso estremizziamo fino a ricreare una megastruttura di circa 30 metri che avvolge il grande blocco di capannoni precedentemente adibito a mangimificio. Questo progetto è il più complesso e articolato, e necessita di alcune premesse. Innanzitutto, per quanto riguarda gli edifici esistenti, abbiamo ritenuto che lo stato di degrado non permettesse, a fronte della esiguità dei fondi disponibili e della vocazione del centro, un recupero come quello visto nei progetti precedenti.


EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e A

A’ +29.5

+ 15.9

+ 18.9

+ 18.9

+ 24.9

+ 22.5

+ 23.4

COPERTURE PIANTA PIANTA COPERTURE 0

5

10

scala 1: 500 20 m

+ 29.5

+ 9.93

275

+ 15.9

+ 3.93 + 0.00

SEZIONE AA’scala 1: 500

SEZIONE A - A’ 5

10

Quindi il blocco d2 non viene propriamente trasformato. Infatti è effettuata solo la messa in sicurezza delle strutture e la rimozione degli elementi pericolanti così che ,rispettando la logica generale di progetto di massimizzare l’ uso delle risorse, sia possibile adibire lo spazio interno a centrale di trattamento dei rifiuti prodotti dalla bonifica ambientale degli altri capannoni del complesso. Concretizzando il concetto di parassitismo trattiamo l’esistente come un paesaggio di rovine che rimane come fondale scenografico del progetto e ci lavoriamo intorno,sopra, parassitando dentro, coinvolgendo in parte anche le strutture dell’Urban Sport Center. Sarà realizzata quindi una infrastruttura di base, pensata per realizzare collegamenti, superfici libere e punti panoramici che costituisce la piattaforma di partenza sulla quale aggiungere strati e funzioni.

20 m

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

0


B LOCCHI D I SERV I ZI O Sono inoltre presenti dei blocchi costruiti a secco nei quali si prevede la realizzazione di spazi espositivi speciali: per esempio spazi adibiti a performance artistiche, sonore o visive, oppure l’esposizione di opere d’arte, o un piccolo auditorium, o sale che necessitano particolari condizioni climatiche.

TIPOLOGIE

BLOCCHI ESTERNI TIPOLOGIE

BLOCCHI ESTERNI

BLOC

SPAZI SPAZIESPOSITIVI ESPOSITIVI

BLOCCHI DI SERVIZIO

BAR BAR//SERVIZI SERVIZI

TIPOLOGIE

SPAZIO SPAZIO

O CC H I DI S ERV IZ IO

PERFORMANCE PERFORMANCE BLOCCHI ESTERNI

TIPOLOGIE BLOCCHI ESTERNI

SPAZI ESPOSITIVI

BLOCCHI INTERNI TIPOLOGIE BLOCCHI INTERNI

SPAZI ESPOSITIVI

BAR /IGIENICI SERVIZI SERVIZI SERVIZI IGIENICI

BAR / SERVIZI

AULA RISCALDATA AULA RISCALDATA SPAZIO

PERFORMANCE SPAZIO PERFORMANCE

276

SPOGLIATOIO SPOGLIATOIO

SPOGLIATOIO OPERAI SPOGLIATOIO OPERAI CANTIERE CANTIEREDI DIBONIFICA BONIFICA

COS

i

CV 1

CV 2

COI

SEZIONE BLOCCO TIPO

B


O

rivestimento in lamiera grecata zincata 43 mm listelli in legno per ancoraggio rivestimento 50x50 mm i= 600 mm LISTELLI IN LEGNO PER ANCORAGGIO RIVESTIMENTO 50X50 MM I= COS membrana impermeabilizzante di sicurezza 600 MM pannello osb mm GRECATA RIVESTIMENTO IN15 LAMIERA ZINCATA 43 MM MEMBRANA IMPERMEABILIZZANTE DI SICUREZZA LISTELLI LEGNO PER ANCORAGGIO RIVESTIMENTO 50X50con MM interposto I= PANNELLO OSB 15 MM travi in IN legno 60x200 mm interasse 600 mm 600 MM TRAVI IN LEGNO 60X200 MM INTERASSE 600 MM CON INTERPOSTO isolante in fibra di cellulosa riciclata 120 mm

EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e

COS

e

RIVESTIMENTO IN LAMIERA GRECATA ZINCATA 43 MM

MEMBRANA IMPERMEABILIZZANTE DI SICUREZZA ISOLANTE IN FIBRA DI CELLULOSA RICICLATA 120 MM

barriera al vapore in carta oleata pannello osb/3 15 mm TRAVI IN LEGNO 60X200 MM INTERASSE 600 MM CON INTERPOSTO PANNELLO OSB/3 15 MM struttura in legno 50x50 mm interasse 600 mm ISOLANTE IN CELLULOSA RICICLATA 120MM MM STRUTTURA IN FIBRA LEGNODI50X50 MM INTERASSE 600 BARRIERA AL VAPORE IN legno CARTA OLEATA ISOLANTE INin FIBRA DI LEGNO AD ALTA 50 MM 50 mm isolante fibra di ad DENSITÀ alta densità PANNELLO 15 MM PANNELLO INOSB/3 FIBROCEMENTO TIPO ACQUAPANEL 12,5MM pannello in fibrocemento tipo acquapanel 12,5mm STRUTTURA IN LEGNO 50X505 MM INTERASSE 600 MM RASATURA E TINTEGGIATURA rasatura e tinteggiatura 5 mm PANNELLO 15 MM BARRIERA ALOSB VAPORE IN CARTA OLEATA

i

ISOLANTE IN FIBRA DI LEGNO AD ALTA DENSITÀ 50 MM

PANNELLO IN FIBROCEMENTO TIPO ACQUAPANEL 12,5MM RASATURA E TINTEGGIATURA 5 MM

COI

LINOLEUM 2,5 MM COI

PANNELLO IN FIBROCEMENTO PORTLAND TIPO ACQUAPANEL FLOOR 22MM

COI

MASSETTO RADIANTE IN FIBRA DI LEGNO 30 MM

e

linoleum 2,5 mm pannello inFIBROCEMENTO fibrocemento portland tipo acquapanel floor 22mm PANNELLO PORTLAND TIPO ACQUAPANEL FLOOR 22MM ISOLANTE IN IN FIBRA DI LEGNO ALTA DENSITÀ 40 MM MASSETTO IN in FIBRA DI LEGNO 30 MM massetto radiante fibra di legno 30 mm BARRIERA ALRADIANTE VENTO BARRIERAOSB/3 AL VAPORE CARTA OLEATA PANNELLO 15 MMIN X2 barriera al vapore in carta oleata ISOLANTE IN FIBRA DI LEGNO ALTA DENSITÀ MM LISTELLI DI LEGNO 50X50 INTERASSE 300 40 MM isolante in fibra di MM legno alta densità 40 mm BARRIERA AL VENTO TRAVI DI LEGNO 150 X 80 MM I=500 MM PER INTERCAPEDINE IMPIANTISTICA barriera al vento PANNELLO OSB/3 15 MM X2 SOLAIO ESISTENTE pannello 15 mm LISTELLI DI osb/3 LEGNO 50X50 MM x2 INTERASSE 300 MM TRAVI DI di LEGNO 15050x50 X 80 MMmm I=500interasse MM PER INTERCAPEDINE listelli legno 300 mm IMPIANTISTICA SOLAIO travi diESISTENTE legno 150 x 80 mm i=500 mm per intercapedine impiantistica su solaio esistente

i

277

LINOLEUM MM IN CARTA OLEATA BARRIERA AL2,5 VAPORE

CV 1 e

i

CV1rivestimento in lamiera greca zincata 43 mm RIVESTIMENTO IN LAMIERA GRECA ZINCATA 43 MM listelli di legno per ancoraggio 50x50

mm i= 600 mm barriera al vento BARRIERA AL VENTO pannello osb/3 15 mm PANNELLO OSB/3 15 MM struttura in legno 60x120 STRUTTURA IN LEGNO 60X120 MM I= 600mm MM i= 600 mm isolante inDIfibra di cellulosa 120 mm ISOLANTE IN FIBRA CELLULOSA DA RICICLOda 120riciclo MM BARRIERA AL VAPORE IN CARTAin OLEATA barriera al vapore carta oleata PANNELLO OSB/3 15 MM pannello osb/3 15 mm STRUTTURA IN LEGNO 50X50 MM CON INTERASSE 600 MM struttura in legno 50x50 mm con interasse 600 mm ISOLANTE IN FIBRA DI LEGNO AD ALTA DENSITÀ 50 MM isolante in fibra legno ad12,5 alta PANNELLO IN CEMENTO TIPOdi AQUAPANEL MMdensità 50 mm pannello in cemento RASATURA E TINTEGGIATURA 5 MMtipo aquapanel 12,5 mm rasatura e tinteggiatura 5 mm LISTELLI DI LEGNO PER ANCORAGGIO 50X50 MM I= 600 MM

CV2 RIVESTIMENTO IN LAMIERA GRECA ZINCATA 43 MM LISTELLI DI LEGNO PER ANCORAGGIO 50X50 MM I= 600 MM BARRIERA AL VENTO

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

=

COS


BLOCCHI ESTERNI POSSIBILI CONFIGURAZIONI

AULA DANZA sala danza

sala v

278

SERVIZI SPOGLIATOIO servizi //spogliatoi

ME

N U dfssv

qcercggr4 cervr rvrv 5 wvwcbrbw 4 r r 89 4v

B IR

R A slacb

acds jsdb cscs dòcm 5 mscm 2 4

COK

auditorium AUDITORIUM

bar con BAR CONterrazza TERRAZZA

TA IL dfs

svgg qcerc r4 cervr rvrv 5 wvwcbrbw 4 r r 89 4v

sala e


EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e SALA INSTALLAZIONI ARTISTICHE sala installazioni artistiche

sala espositiva a doppio volume SALA ESPOSITIVA A DOPPIO VOLUME

sala espositiva / performance artistiche SALA ESPOSITIVA / PERFORMANCE ARTISTICHE

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SALA VIDEO sala video

TA IL dfs

svgg qcerc r4 cervr rvrv 5 wvwcbrbw 4 r r 89 4v

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

COK


280

ASSONOMETRIA INTERVENTO

La struttura di base è costituita da setti in ponteggi che avvolgono l’edificio ricreando numerosi solai di sosta e vari sistemi di collegamento che permettono di muoversi tra i differenti livelli presenti, ovvero un sistema di rampe, scale e ascensori, che ha l’obiettivo di garantire la massima libertà possibile nell’uso di questa struttura. A questa configurazione di base è possibile aggiungere qualunque tipo di implementazione in tutte le direzioni, seguendo la medesima logica strutturale del ponteggio Una delle implementazioni che immaginiamo possibile, nel caso di una grande manifestazione culturale ed artistica, è generata dalla versione base alla quale si aggiungono ulteriori setti strutturali in ponteggi che sorreggono una serie di solai adibiti all’esposizione di opere d’arte e che permettono di ospitare installazioni artistiche e performance.


EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e + 15.5

+ 22.4

+ 18.0

B

B’ + 22.1 + 15.9

+ 18.9

+ 12.8

+ 24.9

+ 22.5

+ 20.1

+ 23.4

PIANTA COPERTURE PIANTA COPERTURE 0

5

10

scala 1: 500 20 m

+ 29.5

281

+29.5

+ 20.0

+ 14.0 + 9.93 + 6.03

+ 0.00

SEZIONE AA’

Il Fun Palace vero e proprio è la struttura che si ricrea al suo esterno ed è ideato come un elemento che varia nel tempo, modificabile a seconda delle necessità, delle condizioni climatiche e degli eventi speciali ipotizzati in fase strategica. Allo stesso modo dell’originale idea di Cedric Price,il Fun Palace è uno spazio puramente ricreativo, aperto ad ogni libero uso, ospita attività che rimangono volutamente non-definite, frutto dell’improvvisazione e del desiderio degli utenti.

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

+ 20.0


282


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

283

EVO LU ZIO NE fu n p a l a c e


/ schede

POSSIBILI INSUCCESSI

Infine vengono ipotizzati differenti scenari di pericolo che presentano una certa possibilità di verificarsi, con l’obiettivo di dimostrare la flessibilità del progetto. Le ipotesi vengono individuate per ciascuna fase progettuale, il metodo prevede di effettuare l’analisi dei dati a disposizione , il che permette di desumere degli scenari di pericolo per poi individuare le soluzione più idonee a contenere i rischi.

284

Abbiamo quindi ipotizzato gli scenari più probabili di pericolo per ciascuna fase stimando quindi i rischi di insuccesso dell’iniziativa.

FASE 0 Rischio#1 / fallimento delle trattative con l’amministrazione Soluzione / studiare nuovi accordi e sistemi di collaborazione Rischio#2 / fallimento nella raccolta di risorse finanziarie e della collaborazione con le Fondazioni Soluzione / studiare una linea di principi guida del progetto che sia più idonea agli ideali delle Fondazioni, ridimensionare il progetto, organizzare eventi di raccolta fondi indipendenti, aumento delle tempistiche di progetto Rischio#3 / fallimento nella realizzazione di una comunità di supporto interessata all’iniziativa Soluzione / studiare una nuova iniziativa direttamente con la comunità di supporto


FASE 1 Rischio#1 / entità degli interventi sugli edifici più onerose del previsto Soluzione / è possibile dare inizio al progetto in altri edifici del complesso mantenendo la stessa strategia, raccogliere fondi di entità più consistente, cambiare area

FASE 2

285

Rischio#2 / insuccesso delle misure volte a ricreare consenso e collaborazioni Soluzione / maggior investimento nella campagna di comunicazione e studio di strategie alternative

Rischio#1 / costi di bonifica troppo elevati Soluzione / aumentare le tempistiche di progetto, raccogliere maggiori investimenti Rischio#2 / risultati di frequentazione attesa non soddisfacenti Soluzione / aumentare le campagne di comunicazione e coinvolgimento nelle attività

FASE 3 Rischio#1 / abbandono del progetto da parte di alcuni soggetti chiave Soluzione / sostituzione delle attività e ricerca di nuovi utenti Rischio#2 / costi troppo elevati di gestione Soluzione / ridimensionare le ambizioni del progetto

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Rischio#3 / fallimento nella gestione delle attività per la mancanza di associazioni disponibili Soluzione / proporre nuove attività


/ schede

SCENARI FUTURI

286

Al termine del contratto di comodato si ipotizza differenti scenari riguardo alla trasformazione futura dell’area: 1 / il successo dell’iniziativa è tale da influenzare le scelte pianificatoria, per cui l’amministrazione pubblica decide di acquisire l’area allo scopo di intervenire direttamente nello sviluppo ulteriore del centro culturale, attraverso l’investimento di risorse e competenze pubbliche. In questo modo il capitale sociale e culturale accumulato nell’esperienza viene valorizzato fornendo dei servizi stabili alla città. 2 / le prospettive di valorizzazione immobiliare dell’area permangono irrealizzabili e il centro persegue la sua attività indipendente grazie alle risorse accumulate nel tempo, stipulando un regolare contratto d’affitto alla proprietà, oppure, se le risorse accumulate lo consentono, di acquistare la proprietà. 3 / a seguito di una ripresa del mercato immobiliare, la proprietà intraprende un progetto di trasformazione e valorizzione immobiliare. in questo caso l’attività del centro cessa in quest’area, ma è possibile trasferire le competenze e le risorse acquisite in un nuovo progetto per la riqualificazione di un’altra area dismessa della città/regione, instaurando un circolo virtuoso di accumulo e reinvestimento del capitale prodotto nelle varie esperienze di riuso temporaneo intraprese.


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Biblio gra f i a

Atelier d’Architecture Autogérée Urban/Act. A handbook for alternative practice aaa-PEPRAV, Paris, 2007 Bocco Andrea (a cura di) Qui è ora. Lo spazio e il tempo pubblici come leve della qualità della vita e della cittadinanza attiva Quodiblet , Macerata , 2012

288

Boie Gideon, Pauwels Matthias Urban Politics Now: re-imagining democracy in the post-liberal city NAi Publishers,Rotterdam ,2007 Cook Peter Archigram Birkhauser , Berlin , 1991 [1972] D’Onofrio Stefano, Montevedi Valerio Berretta rossa. Storie di Bologna attraverso i centri sociali Pendragon, Bologna, 2011 Erbani Francesco L’Italia maltrattata Laterza, Roma ,2003 Florida Richard L’ ascesa della nuova classe creativa. Stile di vita, valori e professioni Mondadori, Milano ,2003


B IB L IO G R A F IA

Franz Gianfranco La riqualificazione continua. Strumenti, pratiche e problemi della trasformazione urbana in Italia Alinea editrice, Firenze, 2005. Franz G., Zanelli M. (a cura di) Dieci anni di riqualificazione in Emilia-Romagna. Processi, progetti e risultati, Corbo Editore, Ferrara, 2010

Id. L’architettura di sopravvivenza. Una filosofia della povertà Bollati Boringhieri, Torino, 2009 [2003]

289

Friedman Yona Utopie realizzabili Quodlibet, Macerata, 2003, II ed.[1974]

Gilles Clément Manifesto del Terzo paesaggio Quodlibet, Macerata, 2005 Harvey David Il capitalismo contro il diritto alla città. Neoliberalismo, urbanizzazione, resistenze Ombre corte, Verona, 2012

Krasny Elke Hands-On Urbanism 1850 -2012. The Right to Green Architekturzentrum, Wien, 2012

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Jacobs Jane Vita e morte delle grandi città. Saggio sulle metropoli americane Giulio Einaudi , Torino , 2009 [1961]


Landry Charles The Creative City: A toolkit for urban innovators Earthscan, London, 2000 Lefebvre Henri Il diritto alla città Marsilio, Venezia, 1978 Lyndon Mike Tactical Urbanism reperibile su http://issuu.com, 2011

290

Marini Sara Architettura Parassita. Strategie di riciclaggio per la città Quodlibet, Macerata, 2009 May John Architettura senza architetti Rizzoli, Milano, 2010 AA.VV. Melis Liesbeth(a cura di) Parasite Paradise. A manifesto for temporary architecture and flexible urbanism NAi publishers, Rotterdam, 2003 Membretti Andrea Leoncavallo SpA - Spazio pubblico Autogestito. Un percorso di cittadinanza attiva Ed. Leoncavallo, Milano, 2003 Multiplicity.lab, Milano. Cronache dell’abitare Bruno Mondadori, Milano, 2007 Olbrist Hans Ulrich (a cura di) Re:CP Cedric Price LetteraVentidue, Siracusa, 2011.


B IB L IO G R A F IA

Oswalt Philipp, Overmeyer Klaus, Misselwitz Philip(a cura di) Urban Catalyst. The power of temporary use DOM publishers , Berlino , 2013. AA.VV., Overmeyer Klaus (a cura di) Urban pioneers. Temporary use and urban development in Berlin JOVIS Verlag, Berlin , 2007 Price Cedric Cedric Price : the square book Wiley Academy, Chichester, 2003

Rocca Alessandro Architettura low cost / low tech. Invenzioni e strategie di unâ&#x20AC;&#x2122;avanguardia a bassa risoluzione Sassi editore, Vicenza, 2010

291

Raumlaborberlin, Maier J. Acting in Public Jovis Verlag GmbH, Berlin , 2008

Sassen Saskia Fuori controllo Il saggiatore, Milano, 1998 Schubert Julian, Schutz Elena, Streich Leonard Something Fantastic Ruby press, Berlino, 2010 Sparagna Vincenzo Frigidaire Rizzoli, Milano, 2008

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Tosi Maria Chiara Spazi del Welfare. Esperienze, luoghi, pratiche Quodlibet, Macerata, 2012


Te s i di La urea e D o t t o r a t o

Fabbri Daniele Città creative e innovazione sociale tesi di laurea, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Bologna, 2011

292

Inti Isabella Spazi Urbani Residuali e Azioni Temporanee, un’occasione per ridefinire i territori, gli attori e le Politiche urbane tesi di dottorato DrPPT, IUAV, Venezia, 2005 Pagliaro Pietro Riuso temporaneo, spazi, tempi ed interventi per la rigenerazione urbana tesi di laurea, Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano, 2010 Piovan Giacomo Farming the Pollution. A field-guide for soil pollution remediation final project, Social Design Master Program, Design Accademy of Eindhoven, 2012 Tosin Francesca La città creativa. Quando la cultura e l’innovazione diventano gli strumenti chiave per lo sviluppo economico,sociale e territoriale. Berlino tesi di laurea, Facoltà di Economia, Università Ca’ Foscari Venezia, 2012 Verga Pietro Lupo Riciclare l’abbandonato. Pratiche spontanee e politiche pubbliche per il riuso di spazi dismessi tesi di laurea,Facoltà di Architettura e Società, Politecnico di Milano, 2008


B IB L IO G R A F IA

Artic o l i , r i v i s t e , p u b b l i c a z i o n i e ri c erc he

Clausen Marco, Shaw Robert Prinzessinneårten in LOTUS n° 149 Lotus in The Field,pgg. 72-74, editoriale Lotus, Milano, 2012

Fitzgerald Sandy (a cura di) Managing Indipendent Cultural Center Manuale pubblicato a partire dal Creative Art Space Leadership Training programme organizzato da ASEF, Asia-Europe Fondation reperibile presso http://www.asef.org, 2007

293

Fernandez Aurora Per, Mozas Javier a+t 39-40: Reclaim Remediate Reuse Recycle a+t architecture publishers, Spain, 2012

Inti Isabella, Inguaggiato Valeria Che cos’è il riuso temporaneo? in TERRITORIO n° 56 , pgg. 18-52, Franco Angeli, Milano, 2011 Rivista INFORUM , vari anni , reperibile presso la Regione Emilia-Romagna e sul sito: http://www.regione. emilia-romagna.it/inforumrer/

Till Jeremy Scarcity contra Austerity in Design Observer, http://places.designobserver.com, 2012

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

AA.VV.Leoncavallo SPA Bilancio Sociale 2012 Pubblicazione reperibile sul sito internet del centro sociale http://www.leoncavallo. org , 2012


Co nvegni , mo st r e , c o n f e r e n z e

Biennale di Venezia Common Ground, biennale di architettura 2012 catalogo della mostra, Marsilio, Venezia,2012

294

Lang Ho Cathy Spontaneous Interventions: Design Actions for the Common Good Padiglione degli Stati Uniti, XIII Mostra Internazionale di Architettura “Common Ground”, Venezia, 2012

Randel Mark, Kupke Thomas (a cura di) The Potencial of the Dysfunctional.Pioneer Project at Tempelhofer Freiheit Arsenale, XIII Mostra Internazionale di Architettura “Common Ground”, Venezia, 2012 Van Stein S. Temporality at Use in Vacant NL. Where Architecture meets Ideas, Padiglione Olandese, XII Mostra Interazionale di Architettura “People meet in Architecture”, Venezia, 2010 AA.VV. Isabella Inti (a cura di) Re-bel italy. Manifesto per il riuso di spazi in abbandono o sottoutilizzati Convegno sul riuso temporaneo, piscina Argelati, Via Segantini 6, Milano, 11 aprile 2013


B IB L IO G R A F IA

Sito gra f i a

www.regione.emilia-romagna.it/temi/territorio/urbanistica www.audis.it www.normattiva.it europa.eu www.urban-reuse.eu www.teh.net www.templace.org www.zic.it www.statistik-berlin-brandenburg.de infoaire.interno.it

295

territoridellacondivisione.wordpress.com

lavoroefinanza.it www.planimetrieculturali.org socialwiki.it temporiuso.net retegas.org comune.torino.it piuspaziopiutempo.it www.zus.cc comune.milano.it www.iperbole.bologna.it www.altrotempo.org/index.php/storia www.bartebly.info www.vag61.noblog.org www.cascicacuccagna.irg www.ufafabrik.de theurbanobservatory.com www.blublu.org www.raumlabor.net

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

www.leoncavallo.org


Vid eo

Emanuele Angiuli Traumfarik : via Clavature 20 Imago Orbis, Bologna, 2012 , 72 min Tino Buchholz Creativity and the Capitalist city. The struggle for affordable space in Amsterdam published with creative-commons-license BY-NC-ND 3.0 ,Amsterdam 2011 , 55 min

296

Guido Chiesa Lavorare con lentezza Domenico Procacci- Fandango, Roma, 2004, 111 min


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

297

B IB L IO G R A F IA


298


R i ngra z ia m e n t i

I nostri ringraziamenti al professor Marzot, per le

Al professor Saponaro, un sentito ringraziamento per i consigli sempre puntuali ed attenti, per la sua correttezza e professionalità, e l’entusiasmo dimostrato per il nostro lavoro fin dal primo anno di università.

299

preziose indicazioni teoriche e per averci indicato la via da seguire con tanta pazienza, fino a rendere possibile la nostra idea, grazie per la fiducia dimostrata verso questo progetto così complesso da costruire e da capire.

Grazie a tutti i professori che ci hanno seguito e aiutato durante il corso di sintesi, in particolare un ringraziamento al professor Belpoliti per la sincerità e la disponibilità, al professor Bottarelli per l’insostituibile aiuto e i brillanti consigli, infine alla professoressa Gabrielli per averci dedicato tempo ed attenzione.

Grazie infine al Geometra Bianchini del Consorzio Agrario Provinciale di Bologna e Modena per la simpatia e per averci aiutato a sbloccare gli iter burocratici e a ottenere i documenti necessari per sviluppare il nostro progetto.

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Un grande grazie a Werther Albertazzi, per il coinvolgimento e la sincerità dimostrata nei nostri incontri, insieme ai nostri complimenti e all’ammirazione per il lavoro serio e impegnato che svolge con l’associazione Planimetrie Culturali;


Prima di tutto e tutti, a mia madre e mio padre, tantissimi grazie anche se non saranno mai abbastanza: per avermi appoggiato sempre e comunque, per tutto il bene che mi volete, per quello che mi avete insegnato, perché mi ha reso la persona che sono ora, e di questo sono orgogliosa come spero lo siate voi. Dedico in particolare questo giorno a te, mamma, perché anche se non ho potuto starti vicina come avrei voluto durante questi mesi, nel mio cuore per me è stato un po’ come combattere insieme a te, questa vittoria è la mia come la tua, so che è così.

300

Un grandissimo grazie alla nonna e al nonno, e a tutta la mia grande famiglia, anche grazie al vostro appoggio sono arrivata fin qui. A Giovanni e a Giacomo, grazie perché questo percorso lunghissimo che è stato l’università lo abbiamo fatto tutto insieme dall’inizio alla fine, e sono davvero contenta di essere qua insieme a voi, perché siamo tre persone complicate, ma degni compagni l’uno dell’altro, io vi voglio bene proprio per questo, e so che per voi è lo stesso. Grazie per avermi sempre fatto mettere su la musica e per aver sopportato i miei deliri grafici. Un grazie speciale a Giacomo per essersi unito a metà strada, senza di te non ce l’avremmo mai fatta. A Viola, per essere state insieme fin dal primissimo giorno ormai tanti anni fa, è stato proprio amore a prima vista, grazie per essere la persona tanto, tanto carina che sei. A Elena, sempre presente nel mio cuore anche se siamo lontane. A tutti gli amici dell’università, e tutte le persone con cui ho vissuto in questi anni, grazie per le serate passate insieme perché solo grazie a voi è stato possibile sopportare questa inutile città. A Ferrara appunto, che mi ha insegnato quanto può essere bello tutto il mondo là fuori, non mi mancherai per niente. A Granada, mi corazón, che mi ha ricordato che questa vita è bellissima e vale davvero la pena di essere vissuta, per cui non bisogna sprecarne nemmeno un minuto né cedere ai compromessi, e che avere dei sogni è la cosa più importante.

Giulia


Ringrazio in modo particolare la mia famiglia per avermi sempre appoggiato, sia finanziariamente che moralmente, specialmente nei momenti più bui del mio girovagare lontano da casa, forse non vi dimostro mai abbastanza quanto tengo a voi e quanto sia grande la mia gratitudine nei vostri confronti. E’ grazie a loro se ho avuto modo di incontrare tutte le persone che mi hanno portato fino a qui, senza il loro supporto e appoggio non sarebbe stato possibile arricchire la mia formazione e la mia personalità. In special modo per le preziose esperienze all’estero che tra workshops dall’Africa alla Normandia, Placement e Erasmus, mi hanno permesso di crescere e realizzare gran parte dei miei sogni.

Grazie a tutti gli amici dell’università, gli innumerevoli coniquilini che mi hanno sopportato tra alti e bassi, e tutti gli altri con i quali ho passato i migliori momenti in questa città. Grazie per aver coindiviso con me gioie e passioni accresendo sempre di più la mia curiosità per il mondo.

301

Un ringraziamento speciale inoltre va a i miei compagni di tesi, il nostro team, affiatato sin dai primi anni, che ha sempre aggiunto un qualcosa in più allo standard della facoltà e con il quale ci siamo ritrovati anche dopo le varie esperienze personali all’estero. Non avrei potuto desiderare miglior modo di finire questi anni di intenso studio.

Giacomo

Giovanni

KAR t he u nc o nven tio na l c it y

Ringrazio la mia famiglia, Irene per la pazienza e i miei compagni di tesi per l’aiuto e l’amicizia dimostrati. Ringrazio gli amici delle strimpellate e degli aperitivi finiti tardi. Per gli appunti in prestito. Grazie alla casetta di via Mortara ed il torrione del jazz dove sono nate le prime amicizie qua a Ferrara. Per il risotto portafortuna. Per il liquore della nonna. Alle mura. A via Paglia, che mi ha ospitato tutti questi anni. Grazie al pollice verde ed alla fixed gialla.


302


KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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E L A B O RA T I G RA F I C I


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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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EL A B O R AT I G R A F IC I tavo l a 0


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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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EL A B O R AT I G R A F IC I tavo l a 1


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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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EL A B O R AT I G R A F IC I tavo l a 2


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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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EL A B O R AT I G R A F IC I tavo l a 3


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KAR t he u nc o nven tio na l c it y

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EL A B O R AT I G R A F IC I tavo l a 4


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uni vers i tà degl i studi di ferra ra facoltà di architettura a nno a c c a demi c o 2012 / 2013

LAUREANDI GIACOMO CALISTI GIULIA DOMENICONI GIOVANNI MARIA LAGUZZI

R E L AT O R I NICOLA MARZOT GIUSEPPE SAPONARO


The Unconventional City