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Giubileo di San Silvestro

Accensione della Lampada del Giubileo Troina - 31 dicembre 2009 Chiesa di San Silvestro

Giubileo di San Silvestro

Accensione della Lampada del Giubileo Troina - 31 dicembre 2009 Chiesa di San Silvestro


10. Benedizione conclusiva. Cel/.

Dio ci riempia di ogni gioia e speranza nella fede. La pace di Cristo regni sempre nei nostri cuori. Lo Spirito Santo effonda su di noi l’abbondanza dei suoi doni e per intercessione di San Silvestro Vi benedica Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo.

Cel/.

Andate in pace.

T.

Rendiamo grazie a Dio.

GIUBILEO DI SAN SILVESTRO CANTO FINALE: TUTTE LE PROMESSE Tutte le promesse di Dio sono divenute sì in Gesù Cristo, in Lui ora e per sempre sale a Dio il nostro amen.

Accensione della lampada del Giubileo

Amen amen amen amen amen amen amen (3 volte)

10. Benedizione conclusiva. Cel/.

Dio ci riempia di ogni gioia e speranza nella fede. La pace di Cristo regni sempre nei nostri cuori. Lo Spirito Santo effonda su di noi l’abbondanza dei suoi doni e per intercessione di San Silvestro Vi benedica Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo.

Cel/.

Andate in pace.

T.

Rendiamo grazie a Dio.

GIUBILEO DI SAN SILVESTRO CANTO FINALE: TUTTE LE PROMESSE Tutte le promesse di Dio sono divenute sì in Gesù Cristo, in Lui ora e per sempre sale a Dio il nostro amen. Amen amen amen amen amen amen amen (3 volte)

Accensione della lampada del Giubileo


7. Accensione della lampada. Guida: Ora il Sindaco a nome dell’intera città, accenderà la lampada che resterà accesa durante l’intero anno giubilare. CANTO: INNO A SAN SILVESTRO La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. O santo patrono è questa tua terra, proteggi i tuoi figli da fame e da guerra 8. Scambio di pace. Cel. Come uomini coscienti dell’importanza suprema della comunione fraterna, e imitando S. Silvestro uomo di pace, scambiamoci un segno di pace. CANTO: SULLO SCAMBIO DI PACE Rit. Shalom, shalom, sei tu, Gesù, la nostra pace, la riconciliazione. Cristo, vera pace, riconciliazione, atteso dalle genti, Salvatore. Cristo, sei venuto ad annunziare pace: a chi è lontano e pace a chi è vicino. 9. Recita del Padre Nostro Cel: Come figli dell’unico Padre, preghiamo insieme con la preghiera del Signore. Padre Nostro

7. Accensione della lampada. Guida: Ora il Sindaco a nome dell’intera città, accenderà la lampada che resterà accesa durante l’intero anno giubilare. CANTO: INNO A SAN SILVESTRO La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. O santo patrono è questa tua terra, proteggi i tuoi figli da fame e da guerra 8. Scambio di pace. Cel. Come uomini coscienti dell’importanza suprema della comunione fraterna, e imitando S. Silvestro uomo di pace, scambiamoci un segno di pace. CANTO: SULLO SCAMBIO DI PACE Rit. Shalom, shalom, sei tu, Gesù, la nostra pace, la riconciliazione. Cristo, vera pace, riconciliazione, atteso dalle genti, Salvatore. Cristo, sei venuto ad annunziare pace: a chi è lontano e pace a chi è vicino. 9. Recita del Padre Nostro Cel: Come figli dell’unico Padre, preghiamo insieme con la preghiera del Signore. Padre Nostro


Cel/.

Ti supplichiamo fiduciosi, in comunione con San Silvestro che hai chiamato a risplendere come faro nella fede e lo hai reso esempio fulgido di santità, fa che intercedendo presso il Padre, conforti il cuore smarrito, rechi sollievo all’ammalato, ravvivi il lucignolo fumigante, e insieme a tutti i santi, testimoni della fede, segni l’anticipo del cantico nuovo, nella Gerusalemme del cielo, dove ogni lacrima sarà tersa e nuove saranno tutte le cose.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

A Colui che siede sul trono e all’Agnello, lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli.

6. Offerta dell’olio. Saranno chiamati di seguito tutte le realtà cittadine presenti e un rappresentante per ognuna farà l’offerta dell’olio. Dopo ogni chiamata si canterà il ritornello. Guida: Ha ora luogo l’offerta dell’olio. I rappresentanti delle istituzioni, delle confraternite e di ogni associazione cittadina presente, quando saranno chiamati si recheranno davanti all’altare da dove preleveranno l’olio che porteranno nella tomba di San Silvestro e che servirà per alimentare l’unica lampada del giubileo. Rit. Tu sei luce che rischiara, Tu sei lampada che arde, o Silvestro da Troina.

Cel/.

Ti supplichiamo fiduciosi, in comunione con San Silvestro che hai chiamato a risplendere come faro nella fede e lo hai reso esempio fulgido di santità, fa che intercedendo presso il Padre, conforti il cuore smarrito, rechi sollievo all’ammalato, ravvivi il lucignolo fumigante, e insieme a tutti i santi, testimoni della fede, segni l’anticipo del cantico nuovo, nella Gerusalemme del cielo, dove ogni lacrima sarà tersa e nuove saranno tutte le cose.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

A Colui che siede sul trono e all’Agnello, lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli.

6. Offerta dell’olio. Saranno chiamati di seguito tutte le realtà cittadine presenti e un rappresentante per ognuna farà l’offerta dell’olio. Dopo ogni chiamata si canterà il ritornello. Guida: Ha ora luogo l’offerta dell’olio. I rappresentanti delle istituzioni, delle confraternite e di ogni associazione cittadina presente, quando saranno chiamati si recheranno davanti all’altare da dove preleveranno l’olio che porteranno nella tomba di San Silvestro e che servirà per alimentare l’unica lampada del giubileo. Rit. Tu sei luce che rischiara, Tu sei lampada che arde, o Silvestro da Troina.

GIUBILEO DI SAN SILVESTRO Accensione della lampada del Giubileo

All’ora stabilita i ministri si recano all’altare, intanto si esegue il canto d’ingresso. CANTO: GLORIA A TE CRISTO GESÙ Gloria a te, Cristo Gesù, oggi e sempre tu regnerai! Gloria a te! Presto verrai: sei speranza solo tu! Sia lode a te! Verbo del Padre, Figlio dell’uomo, nato a Betlemme, ti riconoscono magi e pastori. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit. Sia lode a te! Figlio diletto, dolce presenza nella tua Chiesa: tu ami l’uomo come un fratello. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit. Sia lode a te! Tutta la Chiesa celebra il Padre con la tua voce e nello Spirito canta di gioia. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit.

GIUBILEO DI SAN SILVESTRO Accensione della lampada del Giubileo

All’ora stabilita i ministri si recano all’altare, intanto si esegue il canto d’ingresso. CANTO: GLORIA A TE CRISTO GESÙ Gloria a te, Cristo Gesù, oggi e sempre tu regnerai! Gloria a te! Presto verrai: sei speranza solo tu! Sia lode a te! Verbo del Padre, Figlio dell’uomo, nato a Betlemme, ti riconoscono magi e pastori. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit. Sia lode a te! Figlio diletto, dolce presenza nella tua Chiesa: tu ami l’uomo come un fratello. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit. Sia lode a te! Tutta la Chiesa celebra il Padre con la tua voce e nello Spirito canta di gioia. Solo in te pace e unità. Amen! Alleluia! Rit.


Quando tutti i rappresentanti sono al loro posto, il Celebrante rivolge loro il saluto liturgico.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore.

Cel: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

4. Colui che presiede tiene una breve esortazione

T. Amen.

5. L’assemblea si alza e ha luogo l’invocazione di lode per il dono del Giubileo. Il celebrante invita alla preghiera con queste parole:

1. Accoglienza e saluto

Cel. Il Signore, che ci invita a seguirlo e a ringraziarlo per il dono della fraternità, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Cel. Carissimi fratelli e sorelle, pellegrini verso il regno lungo il migrare dei giorni, siamo radunati dall’amore del Padre per dirgli grazie per il dono della santità di Silvestro. Radunati e attirati dal suo amore alla ricerca del suo progetto su di noi, docili allo Spirito Santo incontriamo la sua Parola. È Cristo il progetto nel quale specchiarci per godere la gioia piena e realizzare la nostra esistenza. Alla vigilia dell’anno giubilare, insieme ci riconosciamo in S. Silvestro nostro concittadino e patrono per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore. Ass. Amen.

Cel/.

O Dio, Padre onnipotente, come incenso salga a te la nostra lode, perché nel Verbo, tuo Figlio, ci hai amati prima della creazione del mondo e nel suo Spirito vuoi che esistiamo, partecipi della vita senza fine.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

Ti magnifichiamo, Padre della vita: nel Mistero della pietà che confessiamo e celebriamo nella fede, riceviamo il dono della salvezza, lievito di un’umanità nuova e redenta, seme della vita senza fine.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

Ti ringraziamo per il dono dell’Anno Giubilare, tempo di grazia e di misericordia, di bontà e di dialogo, tempo di unità e di conversione.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

2. Tutti siedono e si rievocano i quattro miracoli del santo trasmessi dalla tradizione popolare. Guida: Innumerevoli sono i prodigi e le grazie elargite da San Silvestro alla sua amata Troina, custoditi nel cuore dei suoi fedeli concittadini, ora insieme ne vogliamo rievocare alla mente i quattro più importanti. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti.

Quando tutti i rappresentanti sono al loro posto, il Celebrante rivolge loro il saluto liturgico.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore.

Cel: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

4. Colui che presiede tiene una breve esortazione

T. Amen.

5. L’assemblea si alza e ha luogo l’invocazione di lode per il dono del Giubileo. Il celebrante invita alla preghiera con queste parole:

1. Accoglienza e saluto

Cel. Il Signore, che ci invita a seguirlo e a ringraziarlo per il dono della fraternità, sia con tutti voi. T. E con il tuo spirito. Cel. Carissimi fratelli e sorelle, pellegrini verso il regno lungo il migrare dei giorni, siamo radunati dall’amore del Padre per dirgli grazie per il dono della santità di Silvestro. Radunati e attirati dal suo amore alla ricerca del suo progetto su di noi, docili allo Spirito Santo incontriamo la sua Parola. È Cristo il progetto nel quale specchiarci per godere la gioia piena e realizzare la nostra esistenza. Alla vigilia dell’anno giubilare, insieme ci riconosciamo in S. Silvestro nostro concittadino e patrono per lo stesso Gesù Cristo nostro Signore. Ass. Amen.

Cel/.

O Dio, Padre onnipotente, come incenso salga a te la nostra lode, perché nel Verbo, tuo Figlio, ci hai amati prima della creazione del mondo e nel suo Spirito vuoi che esistiamo, partecipi della vita senza fine.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

Ti magnifichiamo, Padre della vita: nel Mistero della pietà che confessiamo e celebriamo nella fede, riceviamo il dono della salvezza, lievito di un’umanità nuova e redenta, seme della vita senza fine.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

Cel/.

Ti ringraziamo per il dono dell’Anno Giubilare, tempo di grazia e di misericordia, di bontà e di dialogo, tempo di unità e di conversione.

R/.

A te la lode e la gloria nei secoli.

2. Tutti siedono e si rievocano i quattro miracoli del santo trasmessi dalla tradizione popolare. Guida: Innumerevoli sono i prodigi e le grazie elargite da San Silvestro alla sua amata Troina, custoditi nel cuore dei suoi fedeli concittadini, ora insieme ne vogliamo rievocare alla mente i quattro più importanti. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti.


CANTO DI ACCLAMAZIONE AL VANGELO

1° Lettore: I Miracolo

Gloria a Cristo, splendore eterno del Dio vivente! Gloria a te, Signor! Gloria a Cristo, sapienza eterna del Dio vivente! Gloria a Cristo, Parola eterna del Dio vivente! Gloria a Cristo, la luce immortale del Padre celeste! Gloria a Cristo, la vita e la forza di tutti i viventi! Gloria a Cristo, che viene nel mondo a nostra salvezza!

Silvestro, durante la sua vita monastica, non rinuncia a svolgere le mansioni più umili e a mortificare il suo corpo con digiuni e penitenze per pervenire ad un’esistenza pienamente contemplativa. Un giorno, uscito dal cenobio, si reca in città per la consueta questua di elemosine. Carico dei generosi doni della carità dei benefattori, Silvestro, appena fuori dal castello, si imbatte in un povero mendicante, lacero e macilento; è subito colto da profonda compassione e decide di condurlo con sé al cenobio per meglio accudirlo. Il povero vecchio non ha la forza per reggersi in piedi e un cattivo odore promana da sotto gli stracci che vestono il suo corpo piagato, ma Silvestro con fare risoluto e senza perdersi d’animo, raccolta la bisaccia delle elemosine, lo prende sulle sue spalle. La via per ritornare al monastero non è molto agevole da percorrere. Silvestro, sudato e affaticato, è costretto a continue soste lungo il percorso. Giunto ai piedi della collinetta, l’abate e i confratelli dall’alto del monastero scorgono una luce, raggiante come il sole, che brilla sulle spalle di Silvestro: qui il Cristo, abbandona le spoglie del povero mendicante e svela la sua vera natura.

VANGELO Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. " Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-12 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 2° Lettore: II Miracolo Silvestro è sempre solerte verso il prossimo. Un giorno trova in grande costernazione il frate converso incaricato della panificazione. Il forno è alla giusta temperatura, i grossi tizzoni fumanti sono stati tirati fuori, ma non si riesce a trovare lo scovolo per rimuovere la brace più minuta e la cenere. La pasta è ben lievita e le forme di pane sono pronte per la cottura, non si può attendere altro tempo poiché il tutto rischia di inacidirsi e andare sprecato. Silvestro, senza paura di scottarsi, fattosi un segno di croce, si introduce all’interno del forno e con il lembo della sua

CANTO DI ACCLAMAZIONE AL VANGELO

1° Lettore: I Miracolo

Gloria a Cristo, splendore eterno del Dio vivente! Gloria a te, Signor! Gloria a Cristo, sapienza eterna del Dio vivente! Gloria a Cristo, Parola eterna del Dio vivente! Gloria a Cristo, la luce immortale del Padre celeste! Gloria a Cristo, la vita e la forza di tutti i viventi! Gloria a Cristo, che viene nel mondo a nostra salvezza!

Silvestro, durante la sua vita monastica, non rinuncia a svolgere le mansioni più umili e a mortificare il suo corpo con digiuni e penitenze per pervenire ad un’esistenza pienamente contemplativa. Un giorno, uscito dal cenobio, si reca in città per la consueta questua di elemosine. Carico dei generosi doni della carità dei benefattori, Silvestro, appena fuori dal castello, si imbatte in un povero mendicante, lacero e macilento; è subito colto da profonda compassione e decide di condurlo con sé al cenobio per meglio accudirlo. Il povero vecchio non ha la forza per reggersi in piedi e un cattivo odore promana da sotto gli stracci che vestono il suo corpo piagato, ma Silvestro con fare risoluto e senza perdersi d’animo, raccolta la bisaccia delle elemosine, lo prende sulle sue spalle. La via per ritornare al monastero non è molto agevole da percorrere. Silvestro, sudato e affaticato, è costretto a continue soste lungo il percorso. Giunto ai piedi della collinetta, l’abate e i confratelli dall’alto del monastero scorgono una luce, raggiante come il sole, che brilla sulle spalle di Silvestro: qui il Cristo, abbandona le spoglie del povero mendicante e svela la sua vera natura.

VANGELO Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. " Dal Vangelo secondo Matteo 5, 1-12 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 2° Lettore: II Miracolo Silvestro è sempre solerte verso il prossimo. Un giorno trova in grande costernazione il frate converso incaricato della panificazione. Il forno è alla giusta temperatura, i grossi tizzoni fumanti sono stati tirati fuori, ma non si riesce a trovare lo scovolo per rimuovere la brace più minuta e la cenere. La pasta è ben lievita e le forme di pane sono pronte per la cottura, non si può attendere altro tempo poiché il tutto rischia di inacidirsi e andare sprecato. Silvestro, senza paura di scottarsi, fattosi un segno di croce, si introduce all’interno del forno e con il lembo della sua


tunica lo ripulisce da ceneri e carboni ardenti. Il converso, sbalordito e spaventato, chiama in soccorso l’abate e gli altri monaci, che si affrettano preoccupati per le sorti di Silvestro. L’angoscia lascia il posto ad una grande meraviglia, quando Silvestro esce dal forno illeso, con le vesti linde e pulite e con il volto sereno di chi ha potuto compiere un’azione caritatevole nei confronti dei fratelli. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 1° Lettore: III Miracolo Nell’ottobre del 1575, una grave pestilenza colpisce la popolazione troinese. Per tre lunghi mesi, il contagio flagella la città, mietendo migliaia di vittime: i lazzaretti sono stracolmi di infermi; nessuno provvede a seppellire i cadaveri che rimangono ammucchiati agli angoli delle strade; la miseria e lo sconforto regnano ovunque. Risultati inutili i rimedi proposti dai medici del tempo, i troinesi scelgono di affidarsi alla mano divina e implorano l’intercessione di San Silvestro. Il simulacro del santo viene condotto in processione per le vie della città e i troinesi, con viva fede e compunta devozione, innalzano le loro preghiere per la cessazione del terribile morbo. Al passaggio di San Silvestro l’epidemia cessa, i malati si rialzano come sospinti da nuovo vigore, la speranza si riaccende nei cuori di ognuno e la città intera ritorna a nuova vita. I troinesi, riconoscenti per l’intervento miracoloso, acclamano San Silvestro “Civis et patronus”.

2° Lettore: IV Miracolo Silvestro si reca a Palermo al capezzale del giovane figlio di Guglielmo I “il Malo” re di Sicilia. Il bambino è gravemente ammalato e gli illustri medici della corte non erano riusciti a trovare alcuna cura. Silvestro chiede di essere condotto dall’ammalato. Gli uomini di scienza, presenti a corte, si prendono gioco di lui mostrandogli le urine di una scrofa in sostituzione di quelle dell’ammalato. Silvestro, fermo nei sui propositi, scopre l’inganno, presagisce numero e sesso dei maialini in grembo alla scrofa. E il re, dopo avere fatto uccidere la scrofa e verificata la veridicità di quanto asserito dall’umile monaco, lo ammette al capezzale del figlio; qui, Silvestro, nel nome di Dio, opera la miracolosa guarigione dell’innocente fanciullo. In segno di gratitudine, il sovrano vuole tributare onori particolari e offrire tesori di ogni genere al santo troinese, ma questi rifiuta con grande modestia e accetta soltanto un tributo annuo di tonno salato in favore del cenobio di San Michele di Troina. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 3. Con l’Acclamazione alla Parola, un ministro, accompagnato da due lampade, prende dalla tomba di san Silvestro il libro dei Vangeli, fa il suo ingresso in assemblea e lo reca all’altare, il celebrante lo riceve e dopo averlo baciato lo depone sull’ambone. Dunque ha luogo la proclamazione del Vangelo.

Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti.

Guida: In piedi con il canto acclamiamo Cristo che fa ingresso in mezzo a noi con la sua Parola.

tunica lo ripulisce da ceneri e carboni ardenti. Il converso, sbalordito e spaventato, chiama in soccorso l’abate e gli altri monaci, che si affrettano preoccupati per le sorti di Silvestro. L’angoscia lascia il posto ad una grande meraviglia, quando Silvestro esce dal forno illeso, con le vesti linde e pulite e con il volto sereno di chi ha potuto compiere un’azione caritatevole nei confronti dei fratelli.

2° Lettore: IV Miracolo

Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 1° Lettore: III Miracolo Nell’ottobre del 1575, una grave pestilenza colpisce la popolazione troinese. Per tre lunghi mesi, il contagio flagella la città, mietendo migliaia di vittime: i lazzaretti sono stracolmi di infermi; nessuno provvede a seppellire i cadaveri che rimangono ammucchiati agli angoli delle strade; la miseria e lo sconforto regnano ovunque. Risultati inutili i rimedi proposti dai medici del tempo, i troinesi scelgono di affidarsi alla mano divina e implorano l’intercessione di San Silvestro. Il simulacro del santo viene condotto in processione per le vie della città e i troinesi, con viva fede e compunta devozione, innalzano le loro preghiere per la cessazione del terribile morbo. Al passaggio di San Silvestro l’epidemia cessa, i malati si rialzano come sospinti da nuovo vigore, la speranza si riaccende nei cuori di ognuno e la città intera ritorna a nuova vita. I troinesi, riconoscenti per l’intervento miracoloso, acclamano San Silvestro “Civis et patronus”. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti.

Silvestro si reca a Palermo al capezzale del giovane figlio di Guglielmo I “il Malo” re di Sicilia. Il bambino è gravemente ammalato e gli illustri medici della corte non erano riusciti a trovare alcuna cura. Silvestro chiede di essere condotto dall’ammalato. Gli uomini di scienza, presenti a corte, si prendono gioco di lui mostrandogli le urine di una scrofa in sostituzione di quelle dell’ammalato. Silvestro, fermo nei sui propositi, scopre l’inganno, presagisce numero e sesso dei maialini in grembo alla scrofa. E il re, dopo avere fatto uccidere la scrofa e verificata la veridicità di quanto asserito dall’umile monaco, lo ammette al capezzale del figlio; qui, Silvestro, nel nome di Dio, opera la miracolosa guarigione dell’innocente fanciullo. In segno di gratitudine, il sovrano vuole tributare onori particolari e offrire tesori di ogni genere al santo troinese, ma questi rifiuta con grande modestia e accetta soltanto un tributo annuo di tonno salato in favore del cenobio di San Michele di Troina. Rit. La grazia divina o gran protettore per te su Troina ridoni il Signore, con mano potente soccorri i devoti prodigi e portenti a tutti sian noti. 3. Con l’Acclamazione alla Parola, un ministro, accompagnato da due lampade, prende dalla tomba di san Silvestro il libro dei Vangeli, fa il suo ingresso in assemblea e lo reca all’altare, il celebrante lo riceve e dopo averlo baciato lo depone sull’ambone. Dunque ha luogo la proclamazione del Vangelo. Guida: In piedi con il canto acclamiamo Cristo che fa ingresso in mezzo a noi con la sua Parola.


accensione lampada