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Pacentro, 29 novembre 2010

Al segretario del Comune di Pacentro

Oggetto: Osservazioni al punto 3 all’ordine del giorno del consiglio comunale del 29 novembre 2010 Riconoscimento legittimità debiti fuori bilancio art. 194, comma 1, lett.a. dlgs 267/2000. Agostinelli Donato. 1. La vicenda in oggetto risale al 9 marzo 1998, allorquando personale dipendente del Comune di Pacentro ha eseguito alcuni lavori in località San Benedetto di Pacentro e, provvedendo all’ampliamento di una strada interpoderale, ha arrecato danni materiali sui terreni di cui alle particelle 457 e 458 di proprietà del sig Agostinelli Donato. In particolare è stato danneggiato il muro perimetrale che faceva da sostegno alla strada e conseguentemente è venuta meno la linea di confine tra la strada e la proprietà del sig. Agostinelli. Quest’ultimo (Ispettore dell’Arma dei Carabinieri) ha cercato di risolvere la questione in via bonaria, ma l’8 marzo 1999 (allegato 1), a seguito di inerzia da parte dell’Amministrazione, invitava per iscritto il sindaco pro-tempore (Prof. Raffaele Santini) a ripristinare lo stato antecedente all’incidente. Il sindaco, con nota n. 2888 del 9 giugno 1999 (allegato 2) in riferimento alla richiesta del sig Agostinelli, nel ringraziarlo per la collaborazione avuta nel segnalare l’accaduto, rappresentava che il responsabile del servizio tecnico del Comune a seguito di un sopralluogo aveva riscontrato la veridicità di quanto asserito dal ricorrente e, pertanto, rassicurava che entro breve tempo il Comune avrebbe provveduto a sistemare il muro perimetrale del terreno, a ripristinare i confini e ad adeguare il canale irriguo. Nella circostanza rappresentava altresì che non era stato possibile effettuare i lavori perché vi era un’indagine in corso da parte dell’Arma dei Carabinieri a seguito di un esposto anonimo. La questione pertanto era stata risolta, in via bonaria. 2. Il sig. Agostinelli, appresa l’avvenuta archiviazione dell’indagine in corso da parte dell’Arma (nel giugno del 1999), provvedeva, dopo ripetuti inviti rivolti sia al nuovo sindaco (dr.


-2Fernando Caparso) che al responsabile del servizio tecnico, ad invitare per iscritto (con nota n. 6078 del 22.11.1999 del prot. del comune) il sindaco a ripristinare lo stato dei luoghi nelle particelle danneggiate (allegato 3). 3. A seguito dell’inerzia del Comune in data 13 gennaio 2000, il sig. Agostinelli con missiva n. 184 del 14 gennaio 2000 reiterava e sollecitava quanto già richiesto più volte e, evidenziando di non voler adire le vie legali, confidava in una risoluzione bonaria della questione (allegato 4). 4. Il 26 maggio 2003, dopo tre anni di inerzia da parte del Comune, il sig Agostinelli provvedeva a citare in giudizio il Comune di Pacentro, nella persona del sindaco protempore istaurando il procedimento n. 617/2003 RGAC. 5. nel corso dei successivi quattro anni venivano celebrate varie udienze alle quali si presentava soltanto il sig. Agostinelli e nessuno in rappresentanza del Comune di Pacentro, nonostante le regolari notifiche accertate dall’Autorità Giudiziaria. 6. In data 20 gennaio 2008 il tribunale civile di Sulmona emetteva la sentenza 16/08 (allegato 5) con la quale condannava in contumacia il Comune di Pacentro al risarcimento dei danni materiali in favore del signor Agostinelli che liquidava come segue: a. euro 4.157,90 per il rifacimento del muro, oltre agli interessi legali; b. euro 2.018,00 di cui 155,00 di spese; c. euro 1.063 per diritti; d. euro 800 per onorari oltre la maggiorazione del 12,5% per spese generali; e. spese per l’onorario del CTU. Per un totale di circa 8.500 euro. Per quanto riguarda la legittimità del debito fuori bilancio non è ben chiaro perché, se la sentenza è del 20 gennaio 2008, il debito non sia stato regolarmente inserito nelle previsioni di spesa, atteso che il provvedimento non è stato impugnato. La questione è alquanto imbarazzante e sicuramente dolorosa per un cittadino che vede sperperato il denaro pubblico con tale disinvoltura e con colpa grave. Da quanto esposto, infatti, due sono le ipotesi possibili: o il sig. Agostinelli aveva ragione e quindi bisognava fare i lavori e riparare il danno provocato in un’ottica di buon andamento ed imparzialità dalla P.A., un’amministrazione che deve essere in grado di assumersi le proprie responsabilità; oppure aveva torto e allora bisognava procedere seguendo il regolare iter, cioè nominare un legale di fiducia, recarsi in giudizio e non lasciare che il comune venisse condannato in contumacia.


-3La contumacia dimostra il totale disinteresse del rappresentante legale dell’Ente che, pur avendo avuto regolare notifica delle citazioni, non si è mai presentato alle varie udienza, ne ha provveduto a delegare altri a farlo. Tutto questo costituisce un fatto veramente grave e dimostra la scarsa cura per la tutela della cosa pubblica da parte del sindaco protempore. Lo svolgimento dei fatti, dunque, forse dimostra anche l’accanimento verso un cittadino che probabilmente ha come unica colpa quella di essere stato troppo accondiscendente nei confronti dell’Ente, visti i ripetuti tentativi di ottenere solo quello che, a dire della sentenza, gli spettava di diritto. L’ipotesi di una sorta di accanimento in atto è dimostrata da un altro provvedimento emesso dal Tribunale di Sulmona, si tratta della sentenza n. 190/2010 in data 13 aprile 2010 (allegato 6) con la quale la citata Autorità Giudiziaria ha condannato il Comune di Pacentro a risarcire allo stesso sig. Agostinelli Donato la somma di euro 2.346,55 oltre interessi legali e spese legali il risarcimento di un danno subito alla sua automobile “Peugeot 406” il pomeriggio del 1° gennaio 2005 sulal via San Marco. pagate per Il tutto è costato al Comune 2.350 euro per il sig. Agostinelli (che ha rinunciato agli interessi legali) in data 25 maggio 2010 (allegato 7) e 2.325 euro all’avvocato Pace Antonietta in data 28 maggio 2010 (allegato 8) Al riguardo si rappresenta, inoltre, che l’episodio è molto simile a quello dianzi citato, in quanto il sig. Agostinelli cercava una soluzione bonaria ed il Comune, invece, si ostinava a negarla anzi a non curarsi affatto della vicenda, tanto che anche in questo caso è stato condannato in contumacia. Va sottolineato, infine, che il danno sarebbe potuto essere risarcito dall’assicurazione TORO con cui il comune ha una specifica polizza. Le due vicende, costate complessivamente circa 14.000 euro, potrebbero essere dovute, oltre che alla scarsa cura della cosa pubblica, come già detto, anche alla consapevolezza che a pagare è sempre e solo l’ente e non il soggetto che forse con dolo si disinteressa del bene comun per perseguire interessi e finalità personali. La presente nota e gli allegati in essa richiamati, sottoscritta dal consigliere Angelilli e dal Consigliere Terracciano, viene consegnata al segretario Comunale con preghiere di inserirla nel corpo della delibera che dovrà essere trasmessa alla Corte del Conti ai sensi dell’art. 23 comma 5 legge 282/2002. Guido Angelilli

Francesco Terracciano

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